Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di pig (del 11/06/2009 @ 22:30:18, in politica, linkato 942 volte)
"Chi va a votare spesso ha più buon senso dei partiti. Capisce quando c’è un pericolo imminente e si comporta di conseguenza; capisce, insomma, quando lo stanno fregando. Un candidato un poco burlone, poi eletto, coniò contro la giunta di centrosinistra lo slogan: il sardo lo freghi una volta. Involontariamente ha coniato il miglior slogan contro l’operato della sua maggioranza, quella che oggi governa la Sardegna.  Infatti in meno di cento giorni, nessuno che abbia governato, in 60 anni di autonomia, era riuscito, con tanta velocità, a farsi fregare dal governo centrale. I Sardi hanno visto il crollo improvviso di una serie di consolidate certezze e hanno scoperto, a loro spese, il vero volto di Berlusconi e dei suoi cloni locali. I Sardi hanno scoperto quanto bugiarde fossero le mirabolanti promesse fatte in una campagna elettorale senza precedenti nella nostra terra e con pochi confronti nel resto della nazione. I Sardi, si sa, molto tollerano ma, per tradizione, hanno anche un atavico fastidio per le bugie ed i bugiardi; nelle nostre comunità erano quelli apostrofati con i sopranomi più umilianti. Ma cosa voleva da noi il Presidente del Consiglio quando attraversava la Sardegna in lungo ed in largo con tanto spreco di promesse e di barzellette poco edificanti?  Voleva i nostri soldi, quelli che avevamo per trasformare La Maddalena da luogo militare in esemplare luogo di pace e di accoglienza; quelli che avevamo per migliorare le nostre infrastrutture stradali, tra cui la Sassari/Olbia perché smettesse di essere luogo di croci e di lutti; quelli che avevamo per bonificare i nostri territori inquinati da decenni di chimica e creare lavoro agli orfani di quell’industria; quelli che avevamo per recuperare i nostri centri storici e per studiare, restaurare, manutenere il nostro patrimonio culturale; quelli che avevamo per avere l’istruzione, la formazione e la ricerca finalmente europee e per far diventare la Sardegna la terra più istruita e la più accogliente sul piano ambientale; quelli che avevamo per il sostegno alla famiglia e per la cura alla persona, superando il ricatto delle elemosine. Quelli che ci ha preso e ha dirottato lontano dalla nostra isola, senza neanche chiedercelo!  Voleva togliere le nostre spiagge alla disponibilità collettiva ed i suoi cloni locali sono stati rapidi nell’assecondarlo, offrendole agli alberghi e precludendole a tutti noi. Voleva il nostro territorio, per cementificare a piacimento le nostre coste (beauty farm, centri congressi, ville e villazze, casinò, vi ricordate la Cuba di Batista?) utilizzando come alibi la crisi economica ed il bisogno di bilanciare la chiusura delle industrie, esponenzialmente acceleratasi, grazie a lui, in questi tre mesi. I suoi cloni locali, fanno finta di fare consultazione nei nostri territori ma in verità propongono di svendere e sacrificare l’unica ricchezza di tutti i Sardi (di destra e di sinistra), attraverso la minaccia di 30.000/35.000 cantieri (90 cantieri per paese di media!). Qualcuno bisogna che gli ricordi gli esiti del referendum oppure dobbiamo pensare che ci troviamo di fronte ad una brigata di smemorati emuli anche in questo del presidente del consiglio? Ma l’assessore regionale all’urbanistica di buona memoria (in sequenza già direttore generale, assessore all’urbanistica, direttore generale), giura che la versione sarda del piano-casa non altererà l’attuale PPR, anzi guai a chi lo tocca! Il suo presidente gareggia intanto con un suo predecessore, attualmente parlamentare, della stessa parte politica non come maratoneta ma a chi le spara più grosse su piani-casa ecocompatibili e su probabili 45.000 mila occupati che sono come quei 100.000 promessi in campagna elettorale. Sappiamo tutti che raccontano il falso. Qualche concessione anche agli “indigeni” (villini qua e là nell’agro e nelle periferie paesane, vuoti urbani “riempiti”, pinnette trasformate?), qualche autorevole supporto che, nei convegni già ripresi a pieno regime, teorizza ancora l’urbanistica “concertata” (e cioè quella dei palazzoni e delle occupazioni selvagge di luoghi di interesse ambientale ed archeologico o sul mare), sono la foglia di fico e l’alibi per coprire le vere intenzioni speculative sempre più orientate a selezione le zone di maggior pregio. Il riscontro è anche verificabile nello stravolgimento degli uffici preposti all’applicazione delle regole! I Sardi a lungo abbiamo sopportato chi viene di là dal mare per derubarci e quelli che con questi collaborano al sacco della nostra isola; non credevamo che potesse ancora succedere proprio nel momento in cui celebriamo il 60° anniversario del Consiglio Regionale, quello dei padri fondatori e quello dei principi fondamentali. Vista la quantità dei misfatti, dalle elezioni regionali sembra passato un secolo e sono invece trascorse pochi mesi ed i Sardi hanno voluto prontamente rispondere a questa giunta regionale e al presidente del consiglio. I Sardi - quelli che si possono fregare una sola volta - con assoluta dignità e coerenza hanno risposto nei due modi a cui sono allenati da secoli di soprusi: da una parte chiudendosi nel lutto con una sorda negazione ossia con una cospicua astensione dal voto, mai vista prima (59%), e dall’altra in forme vitali, premiando il centrosinistra e dicendolo con chiarezza ai propri partiti e a chi governa. Gli imbarazzati mugugni delle passate settimane della maggioranza, per la scarsa azione della giunta e per l’assoluta incapacità di tener testa a chi ci vuole poveri e subalterni, hanno ridotto gli elettori e la loro rappresentanza politica. In pratica numeri alla mano, l’attuale maggioranza che governa la regione ha perso le elezioni europee. E chi ha buon senso ed esperienza sa che non è solo un problema di numeri, è un problema che ha a che fare con un sentimento profondo che vale molto più delle percentuali e dei calcoli ragionieristici. Ha a che fare con una nuova stagione dell’autonomismo e del sardismo, quella agita da Soru nei quasi cinque anni di legislatura con poche chiacchiere e molta azione concreta nei confronti dello stato centrale e dell’Europa. Sentimenti che stanno diventando maggioranza giacché i Sardi, in questi anni, hanno elaborato un profondo sentimento identitario sempre più teso a recuperare relazioni con la contemporaneità, con il mondo, con il futuro. L’obiettivo è che questo progetto sia maggioranza culturale, politica ed elettorale; gli esiti delle europee in Sardegna dicono che siamo sulla buona strada e che c’è una parte che si sente profondamente europea e vuole essere rappresentata non trascurando tutta la grandezza e la forza delle nostre radici e delle nostre storie. E’ un progetto che dobbiamo agire unitariamente. Ognuno con gli strumenti di cui dispone e con personale responsabilità senza delegare. Abbiamo speranza che le molte scadenze del prossimo futuro ci vedano nuovamente vincenti in tutti i territori solo che ciascun di noi fermamente lo voglia". (Renato Soru - Sardegna Democratica).


Altre notizie:

I  consiglieri comunali di Oristano, Francesco Federico, Marino Marchi, Peppino Marras, Giuseppe Obinu, Efisio Sanna, Gianni Sanna, Maria Grazia Schintu, tutti del Pd, e Mimmo Serusi  (Sdi), hanno scritto una lettera aperta al presidente della commissione consiliare Urbanistica, Ernesto Pia, nella quale chiedono che, per ragioni di opportunità, si dimetta dalla commissione.  Questo, il testo integrale:

Sig. Presidente, abbiamo appreso dalla stampa che su ordine della magistratura sono stati posti sotto sequestro due capannoni privi di concessione edilizia, situati in Via Ghilarza e di proprietà della Sua famiglia. Noi non vogliamo sostituirci alla magistratura o anticipare alcun giudizio su questa vicenda; riteniamo però che l'abusivismo edilizio rappresenti una piaga per l'intera nazione e per la nostra città e debba essere combattuto con assoluta determinazione con gli strumenti a disposizione della amministrazione comunale e anche della magistratura. Siamo però consapevoli che la vigilanza e la repressione non bastano. E indispensabile: 1) attuare interventi di politica urbanistica e sociale che diano a tutti i cittadini la possibilità di avere una casa. 2) far crescere la consapevolezza che l'abusivismo non è una soluzione del grave problema della mancanza di alloggi nella nostra città, ma al contrario lo aggrava e lo incancrenisce. I consiglieri comunali, in particolare i componenti della Commissione Consiliare Urbanistica, devono impegnarsi perchè entrambi questi obiettivi siano raggiunti. Anche per questo è indispensabile la salvaguardia della credibilità e del prestigio del Consiglio Comunale e di ogni singolo Consigliere. La notizia sopra riportata ha destato sorpresa e sconcerto fra i cittadini e rischia di compromettere il prestigio e la credibilità Sua e di tutta l'Istituzione. Per evitare che questo accada, ribadendo che non possiamo, non dobbiamo e non vogliamo emettere alcun giudizio sul merito della vicenda, riteniamo sia opportuno che Lei chieda di lasciare la Commissione Urbanistica e essere assegnato a altra Commissione Consiliare.

A due mesi dal terremoto continua la mobilitazione della comunità oristanese in favore della popolazione abruzzese. La Lavos ha organizzato una raccolta di giocattoli da inviare ai bambini di Camarda, un piccolo centro a 10 chilometri da L’Aquila, devastato dal sisma del 6 Aprile. Tutti coloro che intendono acquistare un giocattolo per donarlo ai bambini abruzzesi possono consegnarlo agli operatori della Lavos nella sede di viale Rockfeller 9, mercoledì e giovedì dalle 20 alle 24, domenica dalle 14 alle 24 e lunedì dalle 15 alle 17, oppure contattando la segreteria dell’associazione di volontariato al numero 0783 78222 – fax 0783 303232. Una squadra di volontari della Lavos, che partirà alla volta di Camarda il 27 Giugno con la colonna mobile della Regione nell’ambito delle attività a supporto della Protezione civile, consegnerà i giocattoli raccolti a Oristano. D’intesa con gli operatori scolastici abruzzesi e le psicologhe dell’esercito si è stabilito di consigliare la donazione di giochi, possibilmente non usati, che abbiano caratteristiche ludiche e didattiche. In questi mesi la comunità oristanese ha partecipato alle operazione di soccorso e assistenza con le associazioni di volontariato cittadine Cisom e Lavos, attraverso l’impegno diretto dell’Amministrazione comunale e la generosità di tanti privati che hanno effettuato donazioni.

La giunta Nonnis, su proposta dell’assessore ai Lavori pubblici, Andrea Lutzu, ha approvato il progetto definitivo-esecutivo per il rifacimento della recinzione esterna della scuola media n. 3 Leonardo Alagon. La spesa prevista è di 72 mila euro, ricavata da fondi in parte regionali e in parte comunali. Il progetto prevede la rimozione della recinzione esistente, che in alcuni tratti è pericolante, e la costruzione di una nuova. “I lavori inizieranno subito dopo la conclusione delle lezioni e dovrebbero concludersi prima dell’inizio del nuovo anno scolastico – precisa l’assessore Lutzu -. In questo modo eviteremo le interferenze tra le attività didattiche e quelle di cantiere. L’intervento ha un carattere d’urgenza, come segnalato anche dal dirigente scolastico, dato dallo stato di degrado della recinzione che in parte risulta pericolosa”. “Questo – conclude Lutzu - è il primo di una serie di interventi che, di concerto con l’assessore alla Pubblica istruzione Falconi, abbiamo programmato nelle scuole nell’ambito del Piano triennale delle opere pubbliche recentemente approvato dal Consiglio comunale”.

Nella sala degli Evangelisti, a Palazzo degli Scolopi, si è insediata la Consulta giovanile. Ne fanno parte i consiglieri comunali Peppino Marras e Alberto Cauli, Paolo Baroli, Alessio Erriu, Gabriella Fadda, Francesca Guerra, Marco Congiu, Alessio Melis, Michele Mureddu, Laura Oro, Fabio Pinna ed Elisa Raggio. Ad accogliere i nuovi rappresentanti della Consulta, il sindaco ,Angela Nonnis, e l’assessore alle politiche giovanili, Francesco Pinna, che li hanno invitati a essere propositivi, a confrontarsi con il comune per proporre idee e progetti per lo sport e lo spettacolo, ma anche per altre iniziative per la città. Dai giovani la disponibilità all’impegno e al dialogo per fare di Oristano una città giovane, aperta al confronto e alla collaborazione e, subito, la richiesta di uno skate-park. Nei prossimi giorni la Consulta si riunirà nuovamente per la nomina del presidente e la costituzione dell’ufficio di presidenza.

I consiglieri comunali di minoranza di Tresnuraghes, Salvatorangelo Zedda, Antonio Sechi, Marco Muroni e Pina Peralta, hanno scritto una lettera al Prefetto di Oristano per lamentare  i gravi disagi che l’utenza è costretta a subire, ultimamente, negli uffici postali di  Tresnuraghes. Molti cittadini hanno  manifestato all’amministrazione comunale di Tresnuraghes l’esigenza di farsi portavoce presso la Direzione di Oristano per avere, almeno nel periodo estivo, un incremento di personale. Già da qualche settimana, infatti, si creano notevoli file presso gli sportelli, con grossi disagi per gli utenti. “Considerando che siamo soltanto a giugno – affermano i consiglieri di  minoranza -, e sicuramente la situazione si aggraverà nel periodo estivo, quando la popolazione si triplicherà per la cospicua presenza di turisti nella marina, riteniamo opportuno che il Prefetto intervenga presso gli uffici di Oristano, affinchè si ponga fine a questi disagi”.

Il sindaco di Oristano, Angela Nonnis, ha portato il saluto e gli auguri della città a Elia Cocco, che ha compiuto 100 anni. Nella sua casa di via Buozzi, la nonnina di Oristano è stata festeggiata da parenti e amici, mentre il sindaco Nonnis, insieme agli assessori Ivano Cuccu e Francesco Varsi, ha consegnato alla signora Cocco una targa ricordo con la rappresentazione di Eleonora d’Arborea. Elia Cocco ha tre figli, una femmina e due maschi, due nipoti e tre pronipoti.

 

 
Di pig (del 09/06/2009 @ 14:01:13, in politica, linkato 1223 volte)

Il Gruppo Misto, autentica spina nel fianco del sindaco di Oristano “Nonna Abelarda Nonnis” e della sua giunta, prosegue nella sua azione di pungolo. Così come preannunciato ha presentato un documento, nel quale chiede all’esecutivo di farsi carico di sette “comandamenti”. Sette punti irrinunciabili, e, secondo il Gruppo Misto, già contenuti nel programma elettorale di Abe e della sua coalizione di centro-destra, che i quattro “evangelisti” (Paolo Sulis, Gianni Garau, Giuseppe Vacca e Michele Piredda) ritengono di attuazione prioritaria. Pena, il permanere dei quattro in stato di opposizione critica.  “A distanza di due anni, e quasi a metà della legislatura – si legge nel documento -, si impone in seno alla maggioranza che governa la città una profonda verifica politica sull’attuazione del programma elettorale; problema che il Gruppo Misto, costituitosi per mancanza di collegialità in seno alla maggioranza e per scarsa incisività  nel portare  avanti il programma concordato, e che, in considerazione che ora la verifica viene richiesta con forza anche dal partito più numeroso in Consiglio (Forza Italia verso il Pdl. ndr), dimostra che la presa di posizione del Gruppo Misto aveva una validità politica. Verifica – prosegue il documento - che deve rilanciare il programma elettorale “La città che vogliamo” con alcuni punti prioritari importanti e qualificanti da portare all’attenzione di tutta la maggioranza, con scadenze puntuali e concordate, partendo dal fatto che bisogna evidenziare i punti del programma non risolti e quelli ancora non affrontati, ed eliminare le eventuali criticità e le responsabilità politiche nell’attuazione del programma dei singoli assessori”. A questo punto, il Gruppo Misto elenca nel documento le priorità, già condivise nel programma elettorale, da avviare immediatamente:
1) Piano Urbanistico Comunale: da portare all’attenzione della commissione urbanistica e dei gruppi consiliari, entro il 20 luglio 2009, e in discussione in consiglio comunale a settembre, immediatamente dopo le ferie estive, con l’impegno di approvarlo entro l’anno in corso.
2) Nuovo Palazzo Comunale: portare in consiglio, nel breve tempo, una delibera di giunta per eliminare dal Piano triennale delle opere pubbliche la costruzione del nuovo palazzo comunale nella Zona Industriale.
3) Decoro Urbano: mettere in atto una serie d’iniziative a vantaggio del decoro urbano per restituire prestigio alla città di Eleonora, quali interventi sulle strade e marciapiedi, cura degli spazi verdi e ingressi della città, ecc.
4) Marina di Torregrande: portare in discussione in consiglio un programma articolato di sviluppo turistico per la marina di Torregrande, da inserire nella pianificazione del Piano strategico dell’area vasta.
5) Piano del Traffico: entro l’anno approvazione in consiglio del piano del traffico e viabilità, e un progetto di parcheggi nelle aree nevralgiche della città.
6) Frazioni: impegno di relazionare in consiglio ogni sei mesi da parte dell’assessore competente (la delega l’aveva tenuta per sé il sindaco, e nessuno riesce ancora a capirne il perché, visto che Abe non si è mai occupata di frazioni e borgate, che versano attualmente in uno stato pietoso. ndr) sui problemi delle frazioni e borgate.
7) Plus: dotarsi come amministrazione di una politica socio-sanitara da portare all’attenzione del Plus.
Il documento si conclude con il Gruppo Misto che ribadisce  “…di non essere interessato ad assumere incarichi assessoriali in seno alla giunta e si dichiara pronto a rivedere l’attuale posizione nella maggioranza qualora vengano accolte le richieste e si prenda atto delle osservazioni dichiarate nel documento”.

Intanto, sul versante dell’amministrazione provinciale non si placa l’ira di Pasquale Onida. Il presidente della Provincia di Oristano, dopo la dichiarazione di rinuncia di adesione al Pdl, è partito lancia in resta, senza guardare in faccia nessuno, e meno che mai gli uomini del Pdl, con cui Onida ha,  per il trattamento ricevuto dopo le regionali, a dir poco, il dente avvelenato. Dopo la defenestrazione del presidente del Consorzio  Industriale, Claudio Atzori, fedelissimo di Mario Diana, Onida  ha proseguito nella resa dei conti ed ha  deciso di attuare un rimpasto nell'esecutivo da lui guidato, facendo uscire di scena l'assessore Franco Pusceddu del Pdl.  Uscita che sembra sia stata caldeggiata dallo stesso Pdl, partito di appartenenza di Pusceddu, che non ha mai visto di buon occhio i suoi rapporti troppo stretti con An che, a quanto sembra, hanno portato Pusceddu nell’ultima campagna elettorale per le regionali  a sostenere Mario Diana. Al posto di Pusceddu è stato nominato in giunta Mario Olla, attuale consigliere provinciale del Pdl, già presidente del Patto territoriale di Oristano. Le deleghe di Pusceddu (Turismo, Istruzione e Società partecipate) sono state assegnate a Mario Matta. L'esponente dei Riformatori, a sua volta, ha lasciato l'assessorato ai Servizi sociali e al Lavoro, per far posto a Franco Serra dell'Udc, attuale assessore ai Lavori pubblici,  che passeranno al neo assessore Mario Olla. Le nuove deleghe sono state attribuite dal presidente Pasquale Onida, stasera, durante la riunione del consiglio provinciale. Le motivazioni del rimpasto sono state giudicate "fumose e pretestuose" dalla minoranza, tant’è che  Peppino Marras (Pd), a nome di tutti i consiglieri dell’opposizione, ha stigmatizzato il comportamento di Onida, sostenendo che i cittadini debbono sapere quali siano le reali motivazioni che hanno spinto Onida ad effettuare il rimpasto. “Pusceddu ha sostenuto Marras - ha forse operato male? Non era più in sintonia con il presidente e la coalizione? Se così non è, qualcuno potrebbe pensare che si sia trattata, per le recenti  vicende politiche che tutti conosciamo, di una resa dei conti interna alla coalizione di centro-destra, di cui non deve certo pagare dazio la comunità provinciale”.  I consiglieri dell’opposizione non sbagliano perché, a nostro avviso, proprio di una vera e propria resa dei conti si tratta, anche se al leader di Fortza Paris l’occasione è stata offerta dal Pdl su un piatto d’argento. Poteva forse Onida farsi sfuggire l'opportunità di creare caos all’interno del Pdl e disattendere la richiesta di sostituzione di Pusceddu da parte del suo stesso partito? Certo che no. D’altro canto il buon Pasquale sa bene che la tattica del “divide ed impera”, in circostanze similari, ha sempre dato buoni risultati. L’importante è non tirare troppo la corda, per non irritare gli “amici” di cordata che, per il momento, occupati come sono a risolvere i loro problemi interni, stanno alla finestra. Fino a quando resisteranno? Fino a quando Diana e compagnia, che pensavano di essersi liberati definitivamente di Onida, morderanno il freno? In tutto questo bailamme una cosa è certa: sia in Provincia che al comune di Oristano  il centro-destra è a pezzi. E la resa dei conti è appena cominciata.

Altre notizie:

Giommaria Uggias, candidato dell'Italia dei Valori nel collegio delle Isole alle elezioni europee ce l'ha fatta: è uno dei sette parlamentari della sua lista ad entrare nel parlamento europeo, l'unico fra i candidati sardi, con appena 17.401 voti, contro gli oltre 115.000 di Francesca Barracciu (Pd), la più votata nell'isola, e di Maddalena Calia (Pdl). "E' un risultato storico ha affermato Uggias, una volta avuta la conferma dell'elezione dal suo partito. Un candidato sardo è riuscito, infati, ad essere eletto al parlamento europeo dopo quasi 20 anni. Ringrazio gli elettori e soprattutto Antonio Di Pietro che ha rispettato i patti". Sempre in riferimento alle elezioni europee, la candidata del Pdl, Maddalena Calia, impugnerà la proclamazione degli eletti nel collegio delle Isole. Secondo la parlamentare uscente, che pur avendo superato le centomila preferenze non è stata confermata, ci sono gli estremi per un ricorso, in quanto sarebbe stato violato il principio di rappresentatività. Secondo la Calia, il collegio Sardegna-Sicilia che avrebbe dovuto eleggere otto rappresentanti sarebbe stato penalizzato, con il riconoscimento di soli sei eletti invece di otto, a favore del Nord-Ovest. Questo sarebbe avvenuto per una errata applicazione del principio proporzionale. Al collegio del Nord-Ovest sono state infatti attribuiti due seggi in più che, secondo il ragionamento della Calia, spettavano invece a quello delle  Isole, solo perchè si è registrata una maggiore affluenza alle urne, anche se le due elette del Nord-Ovest hanno ottenuto 22.000 e 25.000 voti, a fronte degli oltre centomila della candidata sarda. Calia  ha parlato di "contrasto di norme" e ha precisato che  ancora non è stato deciso dove presentare il ricorso, in quanto vi sono "diversi strumenti" a disposizione

"Il consiglio regionale è ancora la culla dell’autonomia o il bambino rischia un silenzioso soffocamento? L’autonomia di oggi eèdiversa da quella del passato e va declinata diversamente. Da 20 anni parliamo di rivedere il nostro statuto. In 10 anni non siamo stati capaci di fare una legge elettorale per la Sardegna e abbiamo speso una legislatura in un dibattito inutile sulla Costituente". Lo ha sottolineato il consigliere del Pd ,Gian Valerio Sanna, nel suo intervento in occasione della seduta solenne per ricordare il 60esimo anniversario della prima riunione dell'Assemblea regionale. "Credo che non andremo molto lontano se non riusciremo nel superamento delle appartenenze rispetto al primato dell’autonomia", ha aggiunto l'ex assessore agli Enti locali nella Giunta Soru. "Il meccanismo delle appartenenze soffoca e controlla il nostro operato. Dobbiamo sviluppare la capacita’ di rimuovere i blocchi che impediscono lo svolgersi dell’attuale autonomia, anche di tipo legislativo", ha detto Sanna. "Abbiamo bisogno di meno reminiscenza storica e di più operosità, di essere dei riformisti operosi".

I casi di arresto cardiaco improvviso, nella sola città di Oristano, sono circa trenta all’anno. Numeri che ricalcano la media nazionale sull'incidenza del fenomeno. Intervenire con tempestività ed efficienza è la formula salvavita, che richiede però  una preparazione avanzata e un lavoro di  squadra complesso. E' per questo che l'Azienda Sanitaria Locale n°5 di Oristano ha promosso il progetto formativo ALS (Advanced life support), con l'obiettivo di formare gli operatori sanitari sulle linee guida internazionali e sulle più moderne tecniche per  riconoscere e gestire l'arresto cardiaco in ambito ospedaliero ed extraospedaliero. Inserito nei progetti “Arresto cardiaco intraospedaliero” e “Pass ingresso 118” , il corso è rivolto, principalmente, agli operatori sanitari del dipartimento di Emergenza della Asl n°5, ma la partecipazione è aperta anche agli operatori di altre aziende sanitarie e a tutti gli operatori medici e infermieristici interessati. Grazie all'intervento formativo, saranno infatti riqualificati, secondo le linee guida internazionali, gli operatori del 118, i dipendenti del Pronto Soccorso di Oristano e Bosa, e del Punto di Primo Soccorso di Ghilarza e, infine,  i medici e gli infermieri dell'Utic (Unità terapia intensiva coronarica), struttura d'avanguardia del San Martino, interessata alla gestione dell'arresto cardiaco intraospedaliero. Grazie al corso ALS, il Servizio 118 e tutte le strutture di Pronto Soccorso della provincia potranno cominciare a parlare la stessa lingua e a muoversi in maniera coordinata, utilizzando le identiche procedure di soccorso avanzato, seguendo gli standard più evoluti a livello internazionale. Dopo la prima edizione, che si è tenuta  ad aprile, oggi prenderà il via il secondo ciclo formativo, che si concluderà l'11 giugno, mentre la terza e ultima edizione dell'anno si svolgerà dal 5 al 7 ottobre. Il programma didattico prevede, per ciascuna edizione, un numero complessivo di 24 ore di lezione, suddivise su tre giorni. Per informazioni o iscrizioni, è possibile rivolgersi al dottor Corrado Casula, telefonando al numero 0783.317827 o scrivendo alla mail formazione@asloristano.it.  
 

 
Di greg (del 08/06/2009 @ 13:00:11, in politica, linkato 1176 volte)

A spoglio oramai concluso, il dato più significativo delle Elezioni Europee è il mancato sfondamento del Pdl e lo stop a Berlusconi. Crescono, invece, Lega e Idv, mentre il 26% del Pd pone più di un interrogativo. Questi i risultati, secondo i dati forniti dal Ministero dell'Interno:

 

ELEZIONI EUROPEE

ITALIA + ESTERO

 Elettori 50.341.790 
Votanti 32.747.722 - 65,05 %

________________________________________
Schede bianche 990.689 - 3,02 %
Schede nulle 1.103.519 - 3,36 %
Schede contestate e non assegnate  7.749 - 0,02 %

________________________________________
Sezioni Italia 61.428 su 61.428   
100,00 %
Comunicazioni UE 2.900 su 2.900   
100,00 %

________________________________________
 
 
IL POPOLO DELLA LIBERTA' 10.807.327 - 35,26%  - seggi  29
 
VALLEE D'AOSTE 32.926 - 0,10 - 0
 
 
PARTITO DEMOCRATICO 8.007.854-  26,13 - 22
 
SVP 143.027 - 0,46 - 0
 
 
LEGA NORD 3.126.915 - 10,20 - 9
 
 
DI PIETRO ITALIA DEI VALORI 2.452.569 - 8,00 - 7
 
AUTONOMIE LIBERTE' DEMOCRATIE 27.086 - 0,08 - 0
 
 
UNIONE DI CENTRO 1.996.901 - 6,51 - 5
 
 
RIFOND.COM. - SIN.EUROPEA - COM.ITALIANI 1.038.247 - 3,38 - 0
 
 
SINISTRA E LIBERTA' 958.458 - 3,12 - 0
 
 
LISTA MARCO PANNELLA - EMMA BONINO 743.273 - 2,42 - 0
 
 
LA DESTRA-MPA- PENSIONATI -ALL.DI CENTRO 682.046 - 2,22 - 0
 
 
FIAMMA TRICOLORE 244.982- 0,79 - 0
 
 
PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI 166.317 - 0,54 - 0
 
 
FORZA NUOVA 146.619 - 0,47 - 0
 
 
LIBERAL DEMOCRATICI - MAIE 71.218  -0,23 - 0
 
  Totale 30.645.765  -  Seggi spettanti  72

 

Italia
V CIRCOSCRIZIONE: ITALIA INSULARE
Regione: SARDEGNA

Elettori 1.407.972 
Votanti 576.367 - 40,93 %

________________________________________
Schede bianche 12.999 - 2,25 %
Schede nulle 11.677 - 2,02 %
Schede contestate e non assegnate  41 - 0,00 %

________________________________________
Sezioni pervenute 1.812 su 1.812   
100,00 %

________________________________________
 
 
IL POPOLO DELLA LIBERTA'
202.145 - 36,64%
 
 
PARTITO DEMOCRATICO
196.396 - 35,60
 
 
DI PIETRO ITALIA DEI VALORI
48.756 - 8,83
 
 
UNIONE DI CENTRO
29.800 - 5,40
 
 
RIFOND.COM. - SIN.EUROPEA - COM.ITALIANI
26.429 - 4,79
 
 
SINISTRA E LIBERTA'
16.297 - 2,95
 
 
LISTA MARCO PANNELLA - EMMA BONINO
14.819 - 2,68
 
 
LA DESTRA-MPA- PENSIONATI -ALL.DI CENTRO
7.393 - 1,34
 
 
LEGA NORD
4.090 - 0,74
 
 
FIAMMA TRICOLORE
3.529 - 0,63
 
 
LIBERAL DEMOCRATICI - MAIE
1.996 - 0,36
 
  Totale  551.650 
 

Italia
V CIRCOSCRIZIONE: ITALIA INSULARE
Regione: SARDEGNA - Provincia: ORISTANO

Elettori 143.646 
Votanti 57.614 - 40,10 %

________________________________________
Schede bianche 1.125 - 1,95 %
Schede nulle 2.227 - 3,86 %
Schede contestate e non assegnate  2 - 0,00 %

________________________________________
Sezioni pervenute 210 su 210   
100,00 %

________________________________________
 
IL POPOLO DELLA LIBERTA'
22.487 - 41,44%
 
 
+ PARTITO DEMOCRATICO
17.959 - 33,09
 
 
DI PIETRO ITALIA DEI VALORI
4.091 - 7,53
 
 
UNIONE DI CENTRO
2.877 - 5,30
 
 
RIFOND.COM. - SIN.EUROPEA - COM.ITALIANI
2.284 - 4,20
 
 
LISTA MARCO PANNELLA - EMMA BONINO
1.255 - 2,31
 
 
SINISTRA E LIBERTA'
1.227 - 2,26
 
 
LA DESTRA-MPA- PENSIONATI -ALL.DI CENTRO
1.223 - 2,25
 
 
FIAMMA TRICOLORE
361 0,66
 
 
LEGA NORD
256 - 0,47
 
 
LIBERAL DEMOCRATICI - MAIE
240 - 0,44
 
  Totale  54.260 

 

Italia
V CIRCOSCRIZIONE: ITALIA INSULARE
Regione: SARDEGNA - Provincia: ORISTANO
Comune: ORISTANO

Elettori 27.194 
Votanti 11.755 43,22 %

________________________________________
Schede bianche 108 0,91 %
Schede nulle 306 2,60 %
Schede contestate e non assegnate  - -

________________________________________
Sezioni pervenute 35 su 35   
100,00 %

________________________________________
 
IL POPOLO DELLA LIBERTA'
4.971 - 43,83% 
 
PARTITO DEMOCRATICO
3.626 - 31,97
 
 
DI PIETRO ITALIA DEI VALORI
933 - 8,22
 
 
RIFOND.COM. - SIN.EUROPEA - COM.ITALIANI
401 - 3,53
 
 
UNIONE DI CENTRO
394 - 3,47
 
 
LISTA MARCO PANNELLA - EMMA BONINO
392 - 3,45
 
 
LA DESTRA-MPA- PENSIONATI -ALL.DI CENTRO
239 - 2,10
 
 
SINISTRA E LIBERTA'
227 - 2,00
 
 
LIBERAL DEMOCRATICI - MAIE
71 - 0,62
 
 
FIAMMA TRICOLORE
48 - 0,42
 
 
LEGA NORD
39 - 0,34
 
  Totale   11.341

Altre notizie:

Oltre che per le elezioni europee, nella nostra provincia si votava anche per il rinnovo di alcuni consigli comunali, e già si conoscono i primi risultati.  Grosso successo di Pietro Arca, che con la lista civica "Sorradile Solidale" è il nuovo sindaco di Sorradile. Con il 61,31% dei voti (214) Arca ha superato lo sfidante Giovanni Basilio Pietro Cocco, della lista Civica "Accordo e Sviluppo", che ha ottenuto il 38,68% delle preferenze (135 voti). L'affluenza a Sorradile è stata del 66,85% (355 votanti su 531 aventi diritto). Roberto Soddu, con la lista civica "Santu Antine" è stato riconfermato sindaco di Genoni.  Soddu ha sconfitto  Iside Zucca (lista civica "Progettiamo il nostro futuro") con il 56,73% dei voti, pari a 375 preferenze, rispetto a Zucca che ha ottenuto il 43,26% dei voti (286).  A Genoni  c’è stata un’affluenza record , con l'80,16% dei votanti , che sono stati 675.  A Bosa, Pietro Casula (lista civica ”Piero Casula sindaco per Bosa”) è stato eletto con il 31,21% dei voti (1647), precedendo Anna Maria Piroddi (“Il popolo del centrodestra per Bosa") che ha ottenuto 1454 voti (27,55%), pochi di più dei 1440  voti (27,28%) ricevuti dal candidato di centrosinistra, Luigi Mastino (“Finalmente Bosa centrosinistra”). Distanziatissimi gli altri  due candidati, Silvano Cadoni e Giuseppe Santona, con appena il 9,75 e 4,18%. Ritornando alle Europee, a causa della bassa affluenza alle urne, che condiziona il calcolo dei resti, in  Sicilia-Sardegna sarebbero sei i seggi assegnati sugli otto disponibili nella circoscrizione insulare. Il Pdl prenderebbe due seggi (ne aveva tre); il Pd e l'Udc confermano i precedenti seggi, rispettivamente due e uno, mentre l’ Idv ne conquista uno. Nel Pd, che in Sardegna ha ottenuto un expliot strepitoso rispetto alle regionali, niente da fare per Francesca Baracciu (prima dei non eletti), nonostante l'ottimo risultato personale (116.935 preferenze). Non andrà al parlamento europeo neppure Francesca Calia del Pdl (115.195 preferenze), mentre ha una flebile speranza, anche se in salita, Giommaria Uggias, visto il buon risultato ottenuto (17.401 voti) nelle liste dell'Idv.

L'assessore regionale all'Urbanistica, Gabriele Asunis, ha introdotto i lavori della sesta conferenza "di stimolo ed ascolto dei territori dell'Isola", relativo alla riforma del Piano paesaggistico regionale, al teatro Antonio Garau di Oristano. La Regione, attraverso il coinvolgimento di amministratori locali, tecnici, esponenti del mondo sociale ed economico, ma anche associazioni ambientaliste, prosegue così il percorso mirato alla individuazione di una strategia condivisa per la valorizzazione del paesaggio della Sardegna. "Gradiremmo identificare un metodo di approfondimento e di verifica - ha detto Asunis - nel tentativo di trovare elementi tali da poter coniugare la salvaguardia del territorio con lo sviluppo delle nostre comunità. La volontà dell'amministrazione regionale non è quella di cancellare il Ppr, come peraltro atteso da qualcuno, ma quella di individuare le complicazioni che ne hanno impedito una piena operatività. L'Esecutivo non intende mettere in discussione l'esigenza di preservare totalmente il sistema costiero, con particolare riferimento ai 300 metri - ha concluso l'assessore - così come non intende valutare ipotesi di rimodulazione degli obiettivi e dei contenuti del Piano che, di fatto, si poggiano su disposizioni normative approvate dal Consiglio regionale dal 1989, attraverso l'applicazione della legge n.45".

L'Assessorato alla Cultura del comune di Cabras, in collaborazione con la Pro Loco e l'Area Marina Protetta Penisola del Sinis - Isola di Mal di Ventre, ha organizzato un convegno sulle launeddas, per venerdì 12 giugno, alle 18.30, presso il salone parrocchiale della chiesa del Sacro Cuore. Tra i relatori, Piero Ortu, che parlerà delle origini  delle launeddas. Durante il convegno verrà ricordata la figura di Giovanni Lai, famoso suonatore di launeddas di Cabras, tra i più originali del Novecento, scomparso prematuramente in un incidente stradale nel 1973.  Al convegno prenderà parte anche il noto suonatore di launeddas del paese lagunare, Stefano Pinna, che per l'occasione presenterà il suo primo cd  “Canne in Laguna”. Per finire verranno proiettate alcune scene tratte da “Is Launeddas – La Musica dei Sardi”, film-documentario in bianco e nero girato da A.F.W. Bentzon in Sardegna nel 1962, composto da Fiorenzo Serra e prodotto da Dante Olianas.

 

 
Di greg (del 08/06/2009 @ 00:00:33, in politica, linkato 634 volte)
Adesso non sorridiamo più. Se fino a pochi giorni fa tutto quello che combinava il “giamburrasca della politica nazionale”, seppur preoccupandoci per l’immagine che l’Italia dava di sé agli occhi del mondo, ci strappava un sorrisetto sotto i baffi, ora iniziamo veramente a preoccuparci, perché temiamo che qualcosa alla nostra democrazia stia succedendo davvero. Adesso quel sorriso da Jocker che il signorotto milanese sfodera a ottanta denti in tutte le reti, private e non, fa paura. Persino noi, che non pendiamo dalle sue labbra, dalle sue parole, dalle sue bugie, dalle sue insipide battute, dai suoi soldi, dal suo potere, dalle sue “social card”; noi, che non aspiriamo ad un posto nel dorato mondo dello spettacolo e, quindi, non sogniamo di partecipare ai suoi affollati festini più o meno hard; noi, che in alternativa alla destra possiamo rifugiarci solo in un partito ancora ibrido e che non  riusciamo a capire dove si sia nascosta la sinistra; noi, detto questo, non abbiamo vergogna di affermare che iniziamo a sentire il panico, perché non sappiamo che ne sarà della nostra libertà, nel senso più lato del termine. D’altro canto, è bastato seguire gli ultimi due giorni di campagna elettorale, per capire quanto il premier imperversi e domini i media a suo piacimento. Abbiamo assistito, infatti, ad un vero e proprio arrembaggio del presidente del Consiglio a tutte le reti Tv e a tutte le radio. Sintetizzando, si è ripetuto a livello nazionale ciò che è successo in Sardegna pochi mesi fa per l’elezione del presidente della Regione. Una campagna elettorale impari per quanto riguarda i mezzi di informazione. E questa è la prima preoccupazione. Certo, chi non è di destra, si indigna, protesta, sbraita, chiede spiegazioni del perché il tutto non venga portato ad un giusto equilibrio, ma poi lo sfogo si placa e tutto finisce lì. Finisce lì perché? Perche chi dovrebbe controllare che, solo per fare un esempio, la legge della par condicio venga rispettata non fa assolutamente niente? Perché su Rai1 quando giornalisti in ginocchio come Vespa nel giro di due mesi dedicano al premier puntate su puntate, con Berlusconi unico ospite in studio che parla a ruota libera, senza che l’interlocutore osi contraddirlo, nessuno ha il coraggio di dire alcunché, di alzare la voce, di indignasi? E quando invece Santoro (giornalista indubbiamente schierato a sinistra) in alcune puntate della sua trasmissione cerca di raccontare qualche scomoda verità si scatena, immediatamente, la caccia alle streghe? Perchè dobbiamo accettare che vi siano leggi ad hoc, fatte apposta perché chi corrompe o commette qualsiasi altro reato non debba essere inquisito soltanto perché sta seduto su una delle poltrone più ambite delle nostre istituzioni? Perché dobbiamo accettare passivamente che sia possibile “adattare” norme a immagine e somiglianza del padrone di turno per poter avere le mani libere e fare ciò che ritiene gli sia dovuto per diritto? Se fino ad ora tutto ciò che “papi” ha fatto, disfatto, detto, smentito, lo abbiamo ingoiato, forse perchè pensavamo che tutto questo can can gli si sarebbe ritorto contro, evidentemente siamo stati degli  illusi. Ancora una volta, infatti,  abbiamo sottovalutato le risorse di questo vecchietto di 72 anni, che come nessun altro uomo politico al mondo riesce a gestire, a meraviglia, il suo smisurato potere mediatico. Il nostro premier è, infatti, un uomo di spettacolo, ed usa il mezzo televisivo (che ha contributo a far diventare una delle nostre primarie necessità quotidiane) al massimo delle sue potenzialità. E tutto ciò senza che nessuno, davanti a questo strapotere, muova un dito. E i giornali, che dovrebbero essere le sentinelle della democrazia, che fanno? Come reagiscono? A dire il vero, c’è ancora qualcuno (più all’estero che in Italia) che tenta di ribellarsi, che ha voglia di dire la verità, che non ha paura di spiattellare alla pubblica opinione come agisce un leader politico, sia in pubblico che in privato (secondo la maggior parte dei giornali stranieri, Berlusconi in quanto personaggio pubblico, in questi frangenti, non può appellarsi alla privacy. ndr), pur sapendo che dal premier sarà tacciato di essere un bugiardo, di essere al soldo della sinistra e di essere querelato; cosa, questa, che non si manifesta in nessuna altra parte del mondo da parte di un primo ministro. E c’è, invece, chi si adegua, chi si allinea spudoratamente al “regime” del padre-padrone della politica italiana e tenta, in tutte le maniere, di far passare per mostri e mangiatori di bambini quei pochissimi che hanno il coraggio di non si schierarsi dalla sua parte. Dobbiamo ammettere che questi pensieri in ordine sparso, ingarbugliati e sconnessi, ci sono venuti in mente dopo aver letto uno dei soliti, sferzanti e satirici articoli di Marco Travaglio su L’Unità. Certo, giornale e giornalista sono apertamente schierati, ma fortunatamente riusciamo ancora ad avere capacità  di discernimento, che ci permette, al di là delle nostre idee politiche, di leggere qualsiasi articolo con sufficiente distacco e spirito critico, anche che se ciò che abbiamo letto ci ha lasciato addosso una strana sensazione, che ancora abbiamo difficoltà a scrollarci di dosso: e se “papi” non fosse solo un raccontatore di barzellette, ma aspirasse a qualcosa di più alto e, per noi, di più nefasto? Con questo personalissimo dubbio, vi proponiamo il pezzo di Marco Travaglio, tratto da l’Unità, dal titolo “Il partito dell’amore”:
“Siccome l’Italia non è un regime, tre giorni fa accadono due stupri a Roma: uno consumato, l’altro sventato per miracolo. Ma la questura non dice niente: vedi mai che qualche elettore patito della «sicurezza» capisca che la destra ha tradito anche quella promessa. La notizia esce perché un giornalista, avvertito da un amico poliziotto, la mette su facebook. Allora la questura è costretta a sputare il rospo. Sempre tre giorni fa, siccome l’Italia non è un regime, arriva alla Rai, in viale Mazzini, a Roma, una lettera con un proiettile per Michele Santoro. L’ufficio posta la trasmette al posto di polizia. Ma nessuno avverte il destinatario, cioè Santoro. Silenzio di tomba per due giorni, dalla Rai e dalla polizia. Così chi l’ha minacciato di morte ha la conferma di quanto già sapeva: Santoro è isolato persino nella sua azienda. Ieri la lettera viene aperta: una foto di Santoro, la scritta «Morirai» e una cartuccia Winchester inertizzata. Intanto un’altra busta con proiettile arriva a Di Pietro. Il senso è chiaro: chi si mette di traverso sulla strada del padrone d’Italia deve morire. Era già accaduto in un’altra campagna elettorale al calor bianco, quella del 2001: Indro Montanelli ricevette alcune telefonate mute sul suo telefono privato, trovò una lettera minatoria sul tavolo del ristorante dove pranzava e la Digos gli intimò di cancellare le iniziali I.M. dal citofono di casa sua. «Il berlusconismo ¬ commentò il vecchio Indro ¬ è la feccia che risale il pozzo. Questa è la peggior Italia che abbia mai visto. Peggio di quella fascista». E non aveva visto quella di oggi. “(Marco Travaglio – L’Unità)


 

 
Di pig (del 06/06/2009 @ 17:00:22, in politica, linkato 951 volte)

Che il mondo politico, anche a livello locale, sia in fibrillazione, è un dato di fatto. Al di là del risultato delle europee (che in Italia, visto quanto è accaduto di recente, sta assumendo i contorni di un referendum pro o contro Berlusconi), sono molti i “mal di pancia” in seno alla maggioranza sia in Regione che al comune di Oristano. Il fatto di non essere stati minimamente considerati, nonostante le tante promesse, dai due partiti egemoni del Pdl, Forza Italia ed An, ha portato Fortza Paris a dire addio al Popolo della Liberta, non prima, però, di aver ricevuto tanti di quei calci in bocca da non lasciare sano neppure un dente. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, come si ricorderà, era stata la mancata assegnazione ad un rappresentante di Fortza Paris della guida del Pdl in provincia di Oristano. Guida che era andata all’ingorda An (De Seneen), che nel gioco delle spartizioni, dopo aver ottenuto il coordinatore regionale (Delogu) e il capogruppo in consiglio regionale (Diana), aveva lasciato agli altri partiti, in particolare nella nostra provincia, soltanto le briciole. Dopo aver portato alla causa del centro-destra tantissimi voti, per Fortza Paris accettare anche quest’ultimo sgarbo sarebbe stato troppo. A parte qualche frangia minoritaria (Gallus e il suo zoccolo duro in quel di Paulilatino), in provincia di Oristano la stragrande maggioranza del partito si è riaccomodata sotto le protettive ali della chiocciola Onida, che oltre a divulgare la decisione con comunicati e dichiarazioni alla stampa, ha ufficializzato in consiglio provinciale la ricostituzione, autonoma, del gruppo di Fortza Paris. Che ci fosse, da parte di Onida e del suo partito, del malumore per il trattamento ricevuto  dai vertici regionali del Pdl era risaputo (Fortza Paris è sempre stato completamente snobbato, tant’è che non è mai stato chiamato a partecipare ad una sola riunione o a qualsiasi trattativa), e la defenestrazione di Atzori (An), fedelissimo di Diana, dal Consorzio Industriale lo ha poi ampiamente dimostrato. A Fortza Paris non è andato certamente giù che, dopo le elezioni, An abbia potuto fare l’asso pigliatutto, nonostante l’apporto della destra non fosse risultato così decisivo per il successo finale della coalizione. Da qui lo strappo, che ha reso felici (amara soddisfazione) quanti avevano, in precedenza, propugnato di schierarsi alle regionali all’interno del centro-destra ma con una lista  propria. Ma cosa sta architettando ora Pasqualone? Stando a quanto si vocifera nel ruspante mondo politico nostrano, sembrerebbe prendere sempre più piede, soprattutto in vista delle provinciali dell’anno prossimo, l’ipotesi della nascita di uno schieramento di centro che, nelle intenzioni dei padri fondatori, dovrebbe comprendere oltre a Fortza Paris, l’Mpa, la Dc, il Psd’Az, e i seguaci degli ex Margherita (ora Pd) Paolo Fadda, in posizione sempre  più critica nei confronti del suo partito, e l’ex sindaco di Baressa, Antonio Biancu, attualmente ai margini della scena politica locale e regionale, che  starebbe cercando una nuova verginità nel grande pentolone di centro. A questi dovrebbe aggiungersi, a quanto sembra, l’Udc, partito centrista per definizione. Ma quale Udc? Quello legato a Giorgio Oppi, o quello di Cuccu, ribattezzato Idc (che significa, se non ricordiamo male, Impegno democratico cristiano per il centro-destra)? La guerra all’interno dell’Udc oristanese prosegue, infatti, senza esclusione di colpi, con Cuccu che chiede la cacciata del coordinatore provinciale, Antonio Germino, e il commissariamento del partito, e coloro che a livello regionale sono vicini ad Oppi o che, comunque, si oppongono a Cuccu (Uras, Gaviano, Cera, Obinu e compagnia). Questi ultimi, infatti, ritengono che gli organismi provinciali del partito stiano operando legittimamente, così come previsto dallo statuto, e che, quindi, un commissariamento non abbia alcuna ragion d’essere. Di parere ovviamente diverso è, invece, Franco Cuccu, che aveva fatto dimettere sia dal comitato provinciale che dalla direzione tutti i suoi uomini, in modo tale da rendere possibile il commissariamento del partito. Non solo, ma in consiglio comunale e provinciale, gli uomini vicini a Cuccu (Sanna, Atene, e gli assessori Marcello Serra e Franco Serra, in Provincia, e Mariano Carta e lo stesso Franco Serra in comune) senza aver fatto alcuna dichiarazione politica, hanno affermato che il gruppo dell’Udc si trasformava in Idc. E questo per  evidenziare  all'esterno la contrapposizione con i vertici regionali dell’Udc, in maniera marcata, e, allo stesso tempo, in modo tale (così come previsto dai "regolamenti" dell’Udc) che nessun’altro (come, per esempio, Emanuele Cera in Provincia) potesse usare il simbolo dell’Udc. Nel frattempo sembra che Cuccu, dimenticando quanto aveva sostenuto sull'attuale sindaco durante la campagna elettorale (e non solo), abbia avuto più di un abboccamento con “Nonna Abelarda Nonnis” (grazie all’interessamento di Mario Diana, con il quale pare ci sia stato un riavvicinamento che, tuttavia, non sappiamo se perduri ancora) per trattare l’ingresso di due pezzi dell’Udc (o meglio dell’Idc, Carta e Serra) nella maggioranza, chiedendo in cambio un assessorato. Per chi? Sembrerebbe per Franco Serra, che lascerebbe l’assessorato ai Lavori Pubblici in Provincia e si dimetterebbe da consigliere comunale per far spazio a Simone Cuccu (figlio di Franco), primo dei non eletti. In Provincia, al posto di Franco Serra, spazio ad un assessore tecnico, che non è escluso possa anche essere lo stesso Cuccu. Per quanto riguarda il comune, l’ipotesi di un ingresso dell’Udc in maggioranza pare non abbia riscosso nella coalizione eccessivi entusiasmi. Anzi. Alcuni consiglieri dei gruppi “verso il Pdl” (quattro o cinque unità) sembra siano pronti ad opporsi strenuamente a questa eventualità,e, addirittura, se questo dovesse ugualmente avvenire, a formare un gruppo autonomo (ancora?) slegato dalla maggioranza. Come si può constatare di carne al fuoco ce n'è tanta e sviluppi e colpi di scena sono quotidianamente possibili. Quel che è certo è che sia Fortza Paris che l’Udc (da solo o con l’Idc) presenteranno alle provinciali del prossimo anno liste proprie, e, a senitr loro, anche di un certo spessore, considerato che è in atto nei  due partiti una proficua campagna acquisti (in particolare tra gli ex Udeur). Ma è veramente questa la coalizione con la quale si schieraranno  i partiti scontenti? E' presto per dirlo, anche se per lo schieramento di centro come candidato alla presidenza si fa il nome, fra le tante ipotesi, di un fedelissimo di Cuccu, Marcello Serra. Chiaramente, in un momento di totale frenesia e instabilità  politica come questo, quanto affermato oggi può essere  tranquillamente smentito domani. Intanto, in  comune, i quattro moschettieri del Gruppo Misto attendono il rientro del sindaco per presentare, lunedì prossimo, il documento con le loro irrinunciabili richieste per rimanere nella maggioranza. Sempre lunedì dovrebbero riunirsi i consiglieri del gruppone Verso il Pdl, per cercare di fare sintesi sulla posizione da tenere nei confronti di “Nonna Abelarda Nonnis”, prima della verifica politica, oramai imprescindibile. Una verifica che dovrebbe stabilire se nella coalizione del centro-destra  i partiti contano effettivamente ancora qualcosa o se, come al solito, “Nonna Abelarda” rassicurerà tutti, a parole,  fingendo di adeguarsi al volere delle forze politiche, per poi fare come sempre quello che più le aggrada.

Altre notizie:

Clamorosa iniziativa di numerosi edicolanti di Oristano, che stamattina hanno deciso di tenere abbassate le serrande, sospendendo la vendita di giornali e riviste. E' un inasprimento della vertenza avviata alcuni giorni fa e che potrebbe, secondo la Cisl schierata a sostegno degli edicolanti, assumere ora un rilievo nazionale. "E' nato un caso Oristano, nascerà un caso. Sardegna e arriverà ad essere un caso Italia", ha dichiarato il segretario regionale dell'Adiconsum-Clamorosa iniziativa di numerosi edicolanti di Oristano che stamattina hanno deciso di tenere abbassate le serrande, sospendendo la vendita di giornali e riviste. E' un inasprimento della vertenza avviata alcuni giorni fa e che potrebbe assumere ora un rilievo nazionale, secondo la Cisl, schierata a sostegno degli esercenti. "E' nato un caso Oristano, nascera' un caso Sardegna e arrivera' ad essere un caso Italia", ha dichiarato il segretario regionale dell'Adiconsum Cisl, Giorgio Vargiu. "Abbiamo notizia della grande preoccupazione a livello nazionale della Fieg, la Federazione degli editori". La Cisl si e' fatta promotrice di un'assemblea degli edicolanti, per domenica 14 giugno, alla quale avrebbero aderito oltre che gli esercenti oristanesi anche diversi operatori della provincia di Nuoro e dell'Ogliastra. "Gli edicolanti", ha spiegato il segretario della Cisl oristanese Antioco Patta, "lamentano flessioni nelle vendite sino al 40 per cento e si trovano in grave difficolta', a causa di un meccanismo di distribuzione del materiale editoriale, ormai troppo gravoso: quotidiani e riviste, infatti, vengono pagati in anticipo ai distributori, anche se solo una parte di essi poi sara' effettivamente venduta ai lettori. Benche' le rese siano successivamente rimborsate", prosegue Patta, "gli edicolanti lamentano di essere costretti ad anticipare somme che talvolta ammontano a parecchie migliaia di euro e di dover ricorrere alle banche". Gia' ieri gli edicolanti di Oristano avevano attuato alcune forme di protesta con l'esposizione di cartelli nei chioschi, denunciando come, dopo l'apertura della vertenza, da parte delle aziende di distribuzione fosse stata assicurata loro solo una fornitura parziale dei giornali Cisl, Giorgio Vargiu. "Abbiamo notizia, infatti, della grande preoccupazione a livello nazionale della Fieg,  la Federazione degli editori".  La Cisl si e' fatta promotrice di un'assemblea degli edicolanti, per domenica 14 giugno, alla quale avrebbero aderito oltre che gli esercenti oristanesi anche diversi operatori della provincia di Nuoro e dell'Ogliastra. "Gli edicolanti - ha spiegato il segretario della Cisl oristanese, Antioco Patta -, lamentano flessioni nelle vendite sino al 40 per cento e si trovano in grave difficoltà, a causa di un meccanismo di distribuzione del materiale editoriale, ormai troppo gravoso: quotidiani e riviste, infatti, vengono pagati in anticipo ai distributori, anche se solo una parte sarà poi  effettivamente venduta ai lettori.  Benchè  le rese siano successivamente rimborsate – ha  proseguito Patta -, gli edicolanti lamentano di essere costretti ad anticipare somme che talvolta ammontano a parecchie migliaia di euro, e di dover ricorrere alle banche". Già ieri gli edicolanti di Oristano avevano attuato alcune forme di protesta, con l'esposizione di cartelli nei chioschi, denunciando come, dopo l'apertura della vertenza, da parte delle aziende di distribuzione fosse stata assicurata loro solo una fornitura parziale dei giornali. 

 

 
Di greg (del 05/06/2009 @ 13:30:18, in politica, linkato 725 volte)

Dopo tanto discutere, ecco le foto. Quegli scatti realizzati da Antonello Zappadu a Villa Certosa, nel maggio 2008, quando tra gli altri era ospite del premier l'ex primo ministro ceco, Mirek Topolanek, finiscono sul web. E in particolare sul sito del quotidiano spagnolo “El Pais”, che pubblica cinque scatti, in cui si vedono belle ragazze in abiti più o meno succinti, il presidente del Consiglio e altri ospiti non identificati. Tutte le facce sono oscurate, tranne quella del Cavaliere. Le immagini sono state sequestrate dopo che Berlusconi ha denunciato Zappadu per violazione della privacy e tentativio di truffa. “Le foto censurate da Berlusconi”, è il titolo dell’articolo, corredato dall'editoriale “Berlusconi messo a nudo”. “Le immagini - spiega l’editoriale - non svelano la privacy del primo ministro ma la sua deriva autoritaria. Se fino ad ora le sue uscite erano state prese come uno scherzo, oggi esistono nuovi e gravi motivi per avvertire che ciò che il premier sta mettendo a rischio è il futuro dell’Italia come Stato di diritto”, prosegue l’editoriale, sottolineando come “…un’Italia che scivoli lungo la china verso la quale la sta trascinando Berlusconi non è un motivo di preoccupazione solo per gli italiani, ma per tutti gli europei”. Le fotografie ritraggono gli ambienti della residenza sarda del premier, indagato per l’uso di voli di Stato a scopo privato, in particolare per il trasferimento dei suoi invitati alle feste a Villa Certosa. Il quotidiano riporta le dichiarazioni del fotografo secondo il quale ogni weekend voli di Stato sotto la guida della Aeronautica Italiana sono arrivati in Sardegna con artisti, veline e altri amici di Berlusconi. “Nell’agosto 2008 – scrive El Pais - il premier italiano ha cambiato la legge per consentire ai suoi invitati privati di utilizzare i voli di Stato. Le fotografie dimostrano che quattro mesi prima di questo modifica normativa, Berlusconi aveva già viaggiato con il suo amico Mario Apicella e una ballerina di flamenco”. “Non ho nessuna paura, si tratta di foto innocenti, non c'è nessuno scandalo ma questa è una violazione del privato ed una aggressione scandalosa”. Silvio Berlusconi parla così  degli scatti di Villa Certosa pubblicati da El Pais. “Le foto - spiega il premier ai microfoni di “Radio anch’io” - ritraggono delle persone che fanno un bagno in una Jacuzzi all'interno di una casa privata destinata agli ospiti”. Alla prima domanda dell'intervistatore sugli ospiti svestiti, il premier ribatte: “Ma lei quando fa la doccia, la fa in giacca e cravatta?”. Poi, l'intervistatore insiste e gli mostra le foto di El Pais . Dove si vede, tra gli altri, una donna in topless e perizoma e un uomo completamente nudo. Berlusconi precisa: “Stanno facendo il bagno in una Jacuzzi privata, in una casa”. Gli ospiti della sua villa in Sardegna, dice ancora il presidente del Consiglio, “si comportano come vogliono”. Sono stati, accusa, aggrediti e fotografati: “È scandaloso che si possa permettere di fare foto da lontano con il teleobiettivo ed entrare nell'intimità persone”.  Quindi, ribadisce il premier, nessun timore che l'elettorato cattolico possa voltare le spalle al Pdl, dopo la pubblicazione degli scatti: “Se c'è un governo che ha garantito a cattolici, Chiesa e Vaticano di essere sullo stesso tema della difesa della persona e della vita, questo è il nostro governo. I nostri - conclude - sono stati definiti da un alto esponente vaticano i migliori rapporti possibili tra tutti i precedenti governi della Repubblica”. “Stiamo già provvedendo a depositare in Spagna una denuncia nei confronti de El Pais",  ha annunciato poi al quotidiano online "Affaritaliani.it" Niccolò Ghedini, deputato del Pdl e avvocato del presidente del Consiglio. “Sono fotografie - spiega il legale - che provengono da reato, visto che sono state sequestrate qui in Italia, proprio perché si ritiene che siano frutto di un comportamento anti-giuridico e quindi di un illecito penale; perciò è evidente che non possono essere acquistate da nessuna parte del mondo”. Non solo. Ghedini annuncia anche “…un’azione in sede civile per chiunque ri-pubblichi in Italia le fotografie acquistate apparse su El Pais”. A “Radio anch’io” Berlusconi torna anche sul caso Noemi: “Io ho risposto ad una sola domanda, e cioè se ci sia stato un rapporto più che piccante con Noemi. Assolutamente no, e sbagliando, perché non dovevo farlo, ho giurato sulla testa dei miei figli. Se qualcuno dimostrasse che il premier è uno spergiuro, il premier un minuto dopo si deve dimettere e andarsi a nascondere”,  ha detto il presidente del Consiglio. “Non ci sono versioni contraddittorie, sono state invenzioni della stampa, non ho dato nessuna risposta ritenendo mio diritto non rispondere a cose che riguardano fatti miei personali - prosegue il premier -. Faccio un esempio - aggiunge -: che Letizia (il padre di Noemi, ndr) era l’autista di Craxi l’hanno inventato di sana pianta”. Al conduttore che gli fa notare che le agenzie hanno battuto la notizia e che cita un lancio Ansa datato 29 aprile (da Varsavia, dove il premier era presente per il congresso del Ppe, ndr), Berlusconi replica: “C’è un’Ansa fasulla, non ho mai detto questo ed è stato fatto un comunicato ufficiale di Palazzo Chigi il giorno dopo per smentirla”. “È venuta poi fuori la verità: è stato un senatore, Cantoni, caduto in un equivoco, e l’ha detto ai giornalisti. Ma smettiamola con la storia delle mezze verità o delle imprecisioni, io non ho detto nulla”, conclude Berlusconi.  Tornando poi sulla questione dei voli di Stato e sull'inchiesta della procura di Roma che lo vede indagato, il premier ha ribadito che la vicenda “…dimostra la piccineria, la meschinità e l'invidia personale della sinistra. Di voli di Stato ne abbiamo fatti più del governo precedente perché ci siamo trovati in mezzo ad una crisi e siamo dovuti andare in giro per il mondo”,  afferma il premier. Che a proposito invece della proposta di legge per la riduzione del numero dei parlamentari approfitta dell'intervista a “Radio anch’io” per spiegare che il Pdl “…votò una legge per la riduzione dei parlamentari facendo quello che prevede la Costituzione, e cioè due votazioni alla Camera e due votazioni al Senato. La sinistra indisse un referendum e bocciò il provvedimento”. (www.corriere.it)

 

Altre notizie:

 

La revisione del piano paesaggistico regionale avviata dalla giunta con le conferenze di copianificazione, l'applicazione del piano casa e i nuovi criteri per le concessioni di tratti di spiagge a hotel e villaggi turistici sulla costa, preoccupano il Wwf Sardegna, che chiede un incontro la presidente della Regione, Ugo Cappellacci, sollecitando "rigore e coerenza" nel rispetto del paesaggio. Il 26 giugno prossimo è in programma l'incontro fra associazioni di categoria e ambientaliste con la Regione proprio nell'ambito delle consultazioni con enti locali e soggetti interessati iniziate il mese scorso in vista delle annunciate modifiche al Ppr. "Lanciamo un appello perchè non ne snaturino il senso e l'efficacia e mantengano fermi i principi dettati dal Codice Urbani, cui il precedente esecutivo aveva fatto riferimento", hanno sottolineato, questa mattina, Luca Pinna, Gaetano Benedetto, codirettore generale del Wwf italia, e Lucia Ambrogi, responsabile delle relazioni territoriali, preoccupati anche dall'ipotesi di un incremento di cubatura a chi demolisce sulla costa per ricostruire in posizioni più distanti e arretrate rispetto al mare. Intanto, neppure il Ppr ha arginato gli abusi edilizi in Sardegna, secondo dati dell'Osservatorio del governo del territorio (che fa capo alla direzione generale dell'Urbanistica) riferiti al periodo settembre 2006-ottobre 2007 e forniti da appena il 48% dei comuni alla Regione: sono stati segnalati nel complesso 1.694 abusi, in particolare in provincia di Cagliari (503 casi), Gallura (302), Sassari (291) e Nuoro (192). La maggior parte delle denunce - ha spiegato Pinna - riguarda soprattutto l'assenza di qualunque concessione edilizia e il proliferare di lottizzazioni abusive. Il territorio interessato dagli abusi segnalati è pari al 60%. Sono 78 i comuni che ne presentano nella fascia costiera. Nel 33,1% gli abusi consistono in nuove costruzioni, nel 19,9% in ampliamenti, mentre le lottizzazioni abusive costituiscono il 3,2%.

 

Gran Bretagna e Olanda hanno aperto la tornata elettorale per il rinnovo del Parlamento europeo. Più di 375 milioni di cittadini sono chiamati alle urne in ognuno del 27 Stati membri. Oggi si vota in Irlanda e Repubblica Ceca (dove i seggi sono aperti anche domani) mentre sabato è il turno di Slovacchia, Lettonia, Malta e Cipro. In Italia si voterà sabato e domenica, mentre negli altri 18 Paesi solo domenica. I risultati di ciascun Paese saranno resi noti dopo le 22 di domenica 7 giugno. Il nuovo Parlamento avrà 736 deputati (il trattato di Nizza li ha ridotti rispetto ai 785 attuali), 72 dei quali saranno italiani. Se il trattato di Lisbona dovesse entrare in vigore entro la fine del 2009, il numero dei deputati salirebbe a 754. Mancano però ancora la ratifica dell'Irlanda e le firme dei presidenti Repubblica e Polonia. I seggi supplementari saranno assegnati in questo modo: 4 alla Spagna, 2 a Francia, Austria e Svezia, 1 a Italia, Gran Bretagna, Polonia, Olanda, Lettonia, Slovenia e Malta. La Germania, che perderebbe 3 deputati con il nuovo Trattato, sarà autorizzata a mantenere i suoi 99 seggi fino al voto del 2014. Il presidente dell'Europarlamento sarà eletto durante la sessione inaugurale, in programma dal 14 al 16 luglio.

 

Domani e domenica, in Sardegna,  gli elettori di dodici comuni sotto i 15.000 abitanti sono chiamati alle urne non solo per le elezioni europee ma anche per rinnovare i consigli comunali. I seggi si apriranno alle 15 e si chiuderanno alle 22, mentre domenica si potrà votare dalle 7 alle 22. Lo spoglio per il parlamento europeo comincerà  alla chiusura dei seggi, domenica notte, mentre per le amministrative inizierà alle 14 di lunedì  8 giugno. L'election day riguardeà' Pula e Villasimius, nel Cagliaritano, Calasetta nel Sulcis-Iglesiente e San Gavino nel Medio Campidano, Bosa, Genoni e Sorradile nell'Oristanese, Onanì  nel Nuorese, Illorai e Sorso nel Sassarese, Villagrande Strisaili in Ogliastra e Golfo Aranci in Gallura. In nessuno dei dodici centri dell'isola interessati alle amministrative si andrà al ballottaggio - previsto nel resto d'Italia il 21 e 22 giugno prossimi, in concomitanza con il referendum elettorale - in quanto nessun comune supera i 15.000 abitanti. Restano sotto l'amministrazione di un commissario due comuni dell'Oristanese, Bidonì e Seneghe, dove non sono state presentate liste.

 

 

 
Di pig (del 04/06/2009 @ 01:00:21, in politica, linkato 1354 volte)

Dopo una lunga settimana di “silenzio stampa”, per ragioni esclusivamente tecniche, il nostro blog riprende la sua attività di informazione. Tante cose sono accadute durante la nostra “latitanza”. Per quanto riguarda la politica nazionale, il presidente del consiglio ha ormai conquistato, con largo anticipo, sia in campo pubblico che privato, “il Bugiardino d’oro 2009” (battendo alla grande acerrimi  avversari come L’Unione e Videolina). Alla Regione, anche i compagni di cordata, dopo appena un battito di ciglia, si sono resi conto della fragilità politica di Cappellacci e della sua giunta, tant’è  che Capelli (Udc) si è detto pronto ad indossare l’abito da pecora nera per svegliare dal torpore un presidente “…che fino ad ora non ha fatto assolutamente niente”. Ed a pensarla come Capelli sono tanti in Sardegna, politici e non, che stanno cominciando a rendersi conto delle fandonie del padre-padrone-Berlusconi, che persiste nel prendere in giro i sardi, senza che “signorsì-Cappellacci” tenti la pur minima parvenza di una reazione.  Per la cronaca politica locale c’è da segnalare, la marcia indietro del comune di Oristano per quanto riguarda i parcheggi a pagamento nella borgata marina di Torregrande per la prossima stagione estiva. Dopo le numerose lamentele dello scorso anno, il sindaco “Nonna Abelarda Nonnis” e la sua giunta sono arrivati alla conclusione che, probabilmente, qualcosa di sbagliato nell’imporre le strisce blu a pagamento forse c’era stato.  La tanto attesa decisione del dietrofront è stata, quindi, un atto dovuto, anche se non bisogna dimenticare quanti soldi sono stati spesi, l’anno scorso, per attivare i contestatissimi parcheggi. Altro intervento da parte dell’amministrazione comunale (quanto mai tardivo) è stato, per il momento, solo l'annunciata sistemazione e pulizia dai cumuli di immondizia del litorale oristanese, devastato dalle tantissime mareggiate invernali e che la maleducazione di molti ha contribuito ad incrementare, ma che non assolve di certo l’ente per l’incuria e per lo stato di totale abbandono in cui versa la borgata, nonostante le tante promesse. Ed a proposito di pulizia, mentre a Torregrande sono ricomparsi i cassonetti, come se questa fosse la panacea di tutti i mali, in città un comunicato del comune ricorda agli oristanesi che, entro il 15 giugno, i proprietari di aree incolte all’interno del perimetro urbano, devono provvedere alla pulizia, al taglio ed alla sistemazione delle siepi, alla rimozione delle erbacce e dei rifiuti. Lo stabilisce un’ordinanza del sindaco “…adottata – si legge nel comunicato - per garantire le condizioni minime di decoro urbano e l’igiene pubblica e per le misure di prevenzione dagli incendi in città e nelle frazioni”. L’ordinanza prevede anche l’eventuale intervento sostitutivo del comune con l’addebito delle spese e l’applicazione di una sanzione amministrativa nei confronti dei proprietari dei terreni. Le misure stabilite dall’ordinanza prevedono, inoltre,  la pulitura dalla erbacce, dai rovi, da materiali infestanti, mantenendo lo stato di perfetta pulizia sino al 15 ottobre, in occasione della stagione di maggior caldo, durante la quale si moltiplica il pericolo di incendi. I rifiuti dovranno essere smaltiti secondo la normativa. Il mancato rispetto dell’ordinanza comporta una sanzione amministrativa da 25 a 500 euro. Abe ha proprio una bella faccia tosta. Infatti, se tanto ci da tanto, considerate le condizioni disastrose delle strade e dei marciapiedi di Oristano, delle frazioni e delle  borgate, dove erbacce, rovi e rifiuti fanno bella mostra di sé, per il sindaco che non ha mai ottemperato a far eseguire un’adeguata pulizia, la pena prevista dovrebbe essere quella dell’ergastolo. E invece di occuparsi almeno dell’ordinaria amministrazione della nostra città, cosa fa “Nonna Abelarda Nonnis”? Si regala un viaggio-premio in Egitto per un gemellaggio con i discendenti dei Faraoni, salvati dall’intervento dei guerrieri mercenari Shardana. Un evento interessante, utile, improcrastinabile, necessario, indispensabile, e di cui certamente l’ente non poteva fare a meno. Del viaggio non vogliamo, tuttavia, raccontarvi di più, in attesa di pendere dalle labbra del sindaco, per sentire come, qualunque sia la giustificazione culturale, siano stati spesi i soldi pubblici in un periodo di gravissima crisi economica come quello che stiamo attraversando. A dire la verità, Abe prima della partenza, dopo essersi documentata sui guerrieri Shardana, ha trovato anche un piccolo spazio per occuparsi di quanto politicamente le sta accadendo attorno. Ieri ha, infatti, incontrato i quattro moschettieri del Gruppo Misto (Sulis, Garau, Piredda e Vacca), che hanno ribadito al sindaco, ancora più duramente, quanto richiesto in precedenza. “Caro sindaco – hanno detto, in soldoni, i quattro -, sono ormai due anni che questa giunta (Nonnis1 e Nonnis2) procede a tentoni, vivacchiando alla giornata e improvvisando, proprio perché manca una seria programmazione. Questo modo di procedere non è in sintonia con la nostra visione politica, per cui una verifica a 360 gradi appare, a questo punto, quanto mai opportuna e necessaria”. In poche parole, il Gruppo Misto si ritiene, momentaneamente, con le mani libere, e deciderà di volta in volta se appoggiare o meno la maggioranza. Per essere ancora più espliciti: “Caro sindaco – hanno detto i quattro -, questa giunta così com’è non vale un fico secco, e solo con il cambio di alcuni assessori ci può essere una svolta. Solo a queste condizioni siamo pronti a rientrare nella maggioranza”.  Oggi o domani il Gruppo Misto dovrebbe mettere nero su bianco, in un documento, in cui tra i punti irrinunciabili vi dovrebbero essere la discussione in consiglio del Puc al massimo entro il 1° settembre, e l’abbandono totale dell’improvvida intenzione di costruire la nuova casa comunale nella zona industriale, dov’è attualmente il cantiere comunale, che i quattro (e non solo loro) hanno definito “…una cosa a dir poco vergognosa”. Le parole del Gruppo Misto non dovrebbero essere sottovalutate, anche perché con il loro “ciao ciao” alla maggioranza, i numeri del centro-destra (già in bilico) si assottigliano ulteriormente. Se a ciò si aggiunge che ormai non passa giorno senza che questo variegato mosaico non  perda qualche tessera e che l'esigenza di un rimpasto in giunta viene richiesta, un giorno si è l’altro pure, anche dal gruppone di “Forza Italia verso il Pdl”, si può capire come il futuro di “Nonna Abelarda Nonnis” non sia certo tra i più rosei. Abe, in questo delicato momento, non può contare neppure sulle rattoppate  ciambelle di salvataggio di Fortza Paris e Udc, partiti che hanno al loro interno problemi ben più importanti, visto che  le divisioni intestine stanno portando alla frantumazione di due forze politiche che nella nostra provincia hanno sempre raccolto tantissimi consensi. In Fortza Paris, dopo l’annuncio di Pasquale Onida di non entrare nel grande calderone del Pdl, e l’immediata risposta, fra gli altri, di Ladu e Gallus “…no, Onida ha parlato a titolo personale, noi siamo e restiamo nel Pdl”, il disorientamento è totale, e ognuno cerca di posizionarsi come più gli conviene. Nell’Udc, al comune di Oristano, Giuliano Uras è capogruppo di se stesso, visto che Mariano Carta e Franco Serra si sono autosospesi  entrando a far parte del Gruppo Misto (“… ma con noi – si sono affrettati a chiarire Sulis e compagnia – non hanno niente a che spartire”), a dimostrazione di come la lotta a distanza tra Cuccu (che sta cercando di difendere la supremazia della sua corrente nella provincia di Oristano) e Oppi (che sta tentando, invece, di conquistarla) non possa non influire negativamente anche a livello locale. Se questa è l’attuale situazione del centro-destra, i seguaci della Nonnis hanno poco di che stare allegri. Anche se a “Nonna Abelarda" di tutto quello che le ruota attorno sembra non importare un bel niente, tant’è che viene spontaneo chiedersi se la sua sia tattica o incoscienza. Quel che importa al sindaco, a quanto si vocifera in questi giorni, è di andare avanti il più possibile, visto che la sua fortissima ambizione la spinge verso due direzioni: la candidatura alla prossime politiche o, in caso dovesse fallire, un futuro da direttore generale della Asl. Come evitarlo? C’è un solo modo: mandandola a casa, al più presto. Solo questo la rispedirebbe  nell’oblio. Per il bene della sanità, della politica e, soprattuto, della nostra città.

Altre notizie:

I cittadini residenti nella provincia di Oristano potranno scegliere il medico di famiglia da cui essere assistiti non solo entro i confini del proprio ambito territoriale di residenza, ma entro quelli dell'intera provincia. La Asl di Oristano definisce questa una decisione storica, unica in Italia, che ribalta una delle prassi più comuni all'interno del sistema sanitario. Ogni cittadino potrà, quindi, selezionare il medico di fiducia non più da un elenco di tre o quattro professionisti presenti nel suo territorio, ma potrà allargare la scelta a tutti i 138 medici di medicina generale convenzionati con la Asl n°5, che   potranno, a loro volta, accogliere le richieste di assistere i pazienti residenti nell'intero territorio provinciale e aprire l'ambulatorio in diversi centri. La decisione è scaturita, questa mattina, dalla  riunione del Comitato aziendale per la Medicina Generale e Pediatria di Libera Scelta, al quale hanno preso parte  il manager Bruno Palmas e il direttore sanitario Nicola Orrù, i direttori dei distretti sanitario di Oristano Marcella Scanu, di Ales-Terralba Antonio Delabona, e di Ghilarza-Bosa Francesco Pes, la responsabile del servizio di Medicina generale Cellina Cadoni, e i rappresentanti dei medici di famiglia Sandro Usai e Mario Ennas. L'incontro è stato allargato ai rappresentanti delle associazioni Cittadinanzattiva, rappresentata da Gabriella Murru, Maria Grazia Fichicelli e Marietta Dessanai, e l’Adiconsum con Carlo Navarino.  “Un risultato notevole, in termini di qualità del servizio offerto e della libertà nella scelta della cura per i cittadini – ha affermato il direttore generale della Asl di Oristano, Bruno Palmas -, che premia il merito e la professionalità dei medici e stimola il miglioramento e la riqualificazione dell'offerta sanitaria”. In questo modo, con la liberalizzazione, di fatto, della scelta del medico di famiglia da parte dei cittadini, sarà sviluppato un sistema di confronto positivo fra i professionisti, fermo restando il tetto massimo del numero di assistiti per professionista. La decisione dovrà essere ora ratificata dalla Regione, ma fin da subito, in ottemperanza a precise direttive (in particolare al decreto emanato dal Presidente della Repubblica nel 2003), chi lo desidera potrà rivolgersi agli uffici “Scelta e revoca del medico” per sfruttare questa opzione “allargata”, che sarà accettata d'ufficio, e non più valutata dal Comitato Aziendale per la Medicina Generale, come accadeva finora. Un ulteriore salto di qualità, così come proposto dalla direzione aziendale e da Cittadinanzattiva, nel corso della riunione odierna, sarà quello di rendere pubblici ed aggiornati i curricula dei medici di medicina generale, che potranno pubblicare sul sito della Asl, nel dettaglio, i dati relativi alla propria esperienza, all'aggiornamento professionale e alle modalità di offerta del proprio servizio.
 

 
Di pig (del 27/05/2009 @ 00:01:48, in politica, linkato 954 volte)
Leggendo la nota stampa del comune ho pensato che l’invito al sindaco di Oristano, “Nonna Abelarda Nonnis”, ad intervenire in qualità di relatrice al seminario dell’Aspen Insitute, fosse stato organizzato dalla trasmissione televisiva “Scherzi a parte”. Infatti, la domanda, come si suol dire, mi è sorta spontanea: “Ma chi? La Nonnis? Quella dell’aria pura che parla in terza persona? Quella che “gioca” a fare il sindaco? No, non ci posso credere! Ma cosa ci fa? Ma che apporto può aver dato, in un simile consesso, una persona simpatica quanto si vuole ma che di programmazione e di politica economica non capisce alcunché, neppure (credo) quando le scrivono cosa deve dire.  Ma la cosa che mi ha lasciato di sasso, è quando ho letto il tema su cui  il nostro onnisciente sindaco è intervenuto: ”Le città del futuro”. E che esempio poteva portare Abe per Oristano, oltre alla solita solfa sulla sicurezza, il piano strategico dell’area vasta e bla…bla…bla…, le solite cose stantie che ha ingoiato a memoria e che le abbiamo sentito ripetere mille volte, anche quando con l’argomento non ci “azzeccano” niente. Insomma, nulla di concreto, ma solo aria fritta. Perché di concreto c’è solo il fatto che, con  questo sindaco superlativo  e con  questa superba coalizione, Oristano ha fatto mille passi indietro, ha arretrato a dismisura, ha regredito come non mai. Che cosa avrebbe dovuto magnificare il sindaco? Semplicemente quello che è davanti agli occhi di tutti: la sporcizia di una città (con annesse frazioni e borgate) che, raramente, in passato ha toccato simili livelli di degrado e che sta dando sempre più la sensazione, anche al cittadino più distratto, di essere totalmente abbandonata a se stessa. Una città proiettata verso il futuro, con marciapiedi e strade di cui ci si dovrebbe vergognare ogni volta che ci si cammina sopra; con più antenne per la telefonia mobile, per dare un tocco di tecnologica modernità; una nuova casa comunale, con relativa piazza, con in mezzo un bel “monumento al costruttore”, in una località decentrata, in modo tale che per decenza non si odano le stupidaggini di proprietari e coinquilini; un nuovo palazzetto dello sport, anche se poco importa se i fondi sono inutilizzati da tempo, e se ancora non si sa dove costruirlo; un mattatoio, a dimensione d’uomo, perché di animali non se ne vedrà mai neanche l’ombra; un mercato “futurista” (una scatola di cartone suscita meno ribrezzo), che avrà il grande merito di togliere spazio ai parcheggi in una zona della città dove i parcheggi abbondano solo nella testa dei progettisti e dei politici che hanno approvato la sua realizzazione; e poi, giusto per ricordare alcune opere d’arte, la casa dello studente, il centro per i tossicodipendenti a Pabarile, la colonia ex Eca a Torregrande, palazzo Paderi (l’edificio all’angolo tra piazza Eleonora e via Carmine) inutilizzato da anni, e tante altre ”piccole e grandi incompiute” che fanno bella mostra di sè, a sottolineare la totale incapacità della giunta Nonnis e della coalizione di centro-destra nel gestire la cosa pubblica. E quanto la Nonna-sindaco sia “oculata” lo dimostrano i 300 mila euro, o giù di lì, “investiti” dal comune in quella che considero un’autentica macchinetta mangia-soldi, la Sogeaor, la società che ha in gestione l’aeroporto (sic!) di Fenosu, dove le uniche cose che volano, oltre a mosche e zanzare, sono i soldi pubblici, e che per il bene della comunità oristanese, e non solo, dovrebbe chiudere immediatamente. Con questo curriculum, poteva l’Aspen fare a meno della lungimiranza politica e dell’acume economico di un sindaco come “Nonna Abelarda Nonnis”? Certo che no. Anche se questo “invito” rimarrà, comunque, un mistero. Detto questo, se volete trascorrere qualche secondo in allegria, leggete il comunicato stampa del comune sulla performance di Abe.

Il sindaco di Oristano, Angela  Nonnis, è stata chiamata a intervenire come relatrice ai seminari dei Leader organizzati dall’Aspen Institute, di cui è presidente il Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, su “Le città del futuro: rilanciare l’economia, governare la complessità”. Solo cinque sindaci sono stati chiamati da tutta Italia, a Venezia, per partecipare ai lavori della ventisettesima edizione degli Aspen Seminars for leaders: Sergio Chiamparino di Torino, Angela Nonnis di Oristano, Paolo Perrone di Lecce, Marta Vincenzi di Genova e Mauro Favilla di Lucca. Il Sindaco di Oristano è stata invitata a intervenire nella sessione dei lavori moderata da Beppe Severgnini dal titolo “Vivere, lavorare, abitare nella città: come migliorare la qualità della vita?”.“Le città del futuro dovranno sempre più attrarre e coinvolgere una pluralità di persone – osserva il Sindaco Nonnis -. Insieme abbiamo ragionato sulla definizione degli spazi di aggregazione per il tempo libero, sugli eventi e i progetti capaci di valorizzare i centri urbani, sulle fonti di finanziamento e sulla possibilità che le funzioni culturali hanno per migliorare la qualità della vita. In questo senso un ruolo fondamentale, nella lettura dei bisogni, nella definizione degli obiettivi e nelle scelte strategiche di sviluppo, lo devono svolgere sempre di più i sindaci che devono diventare i veri registi delle politiche di finanziamento dei progetti locali”.“A Venezia ho portato l’esperienza di Oristano – aggiunge il Sindaco Nonnis -. Gli impegni assunti attraverso il Piano strategico dell’area vasta, le iniziative per valorizzare la città attraverso la promozione storica e culturale, lo stimolo che il Comune vuole creare nei confronti dell’iniziativa privata per rendere la città sempre più attraente e vivibile, per dare occasioni di crescita e di sviluppo. Il coinvolgimento dei privati è stato uno dei temi trattati durante il seminario. Un argomento che sta a cuore all’Amministrazione comunale di Oristano che sta scommettendo sul futuro con le iniziative di project financing sulle infrastrutture, indispensabili per dare respiro allo sviluppo del territorio partendo dalle sue origini e dalla sua vocazione che si fonda nell’identità, nelle tradizioni e nella cultura. Su questo devono concentrarsi gli sforzi e le opportunità di finanziamento che non possono perdersi in mille rivoli. Oristano è una città che ogni anno è ai primi posti delle statistiche sulla sicurezza, che migliora nella vivibilità, che gode di una invidiabile posizione geografica e di una ricchezza ambientale e paesaggistica unica, che oggi è al centro di una rete sempre più ricca di contatti e collaborazioni in vari settori: economia, cultura, sociale, turismo. Oristano ha dato il contributo di una città che cresce, che investe, che evidentemente ha problemi ed è colpita dalla crisi come tutto il mondo, ma che ha un progetto di sviluppo nel quale  crede e sul quale investe”. L'Aspen Institute è nato negli Stati Uniti nel 1950, per iniziativa di un gruppo di intellettuali e uomini di affari americani convinti della necessità di rilanciare il dialogo, la conoscenza e i valori umanistici in una realtà geopolitica internazionale complessa e in evoluzione. La missione di Aspen Institute Italia è l'internazionalizzazione della leadership imprenditoriale, politica e culturale del Paese, attraverso un libero confronto tra idee e provenienze diverse per identificare e promuovere valori, conoscenze e interessi comuni. L'Istituto concentra la propria attenzione verso i problemi e le sfide più attuali della politica, dell'economia, della cultura e della società, con un'attenzione particolare alla business community italiana e internazionale.

 

 
Di pig (del 25/05/2009 @ 15:15:30, in politica, linkato 846 volte)

Il leader nazionale del Pd, Dario Franceschini, in visita in Sardegna per la campagna elettorale per le europee, è tornato, fra l’altro, sulla vicenda di Noemi Letizia (un argomento quanto mai d’attualità)  e sulla natura dei rapporti della ragazza con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, invitandolo nuovamente a dire la verità. "Vedo che il mio avversario – ha detto Franceschini - è sempre più rancoroso e nervoso, forse perchè pensava, avendo i soldi, di poter  comprare tutto e tutti: il silenzio della stampa e le persone. Girando, incontro uomini e donne straordinari che lavorano, che vogliono fatti concreti dalla politica, che sono pronti a impegnarsi per uscire dalla crisi e che, soprattutto, non saranno mai in vendita". Sempre secondo Franceschini, Berlusconi "…dovrebbe concentrarsi sui problemi degli italiani, e non sulle proprie questioni, e fare come tutti quelli che hanno responsabilità politiche nel mondo, e cioè dire la verità". Respingendo  l'accusa di Berlusconi, secondo cui sarebbe una sorta di commissario liquidatore del Pd, il segretario del Partito Democratico ha risposto che “…Berlusconi non sa più a cosa attaccarsi; non c'è mai stato un momento in cui il Pd sia stato unito come adesso, e lui continua a inventarsi panzane su elementi di spicco che stanno per uscire dal partito, mentre tutti sono impegnati in campagna elettorale, convintamente, perché avvertiamo che il vento nel paese sta cambiando. Non se ne può più di persone che dicono una cosa oggi, e che il giorno dopo dicono di non averla mai detta, che si occupano con grande attenzione e dispendio di tempo dei propri problemi e non invece dei problemi degli italiani. Mi sembra, invece, che qui in Sardegna - ha proseguito Franceschini -, in così poco tempo si sia consumato tutto il tradimento delle promesse elettorali; una cattiva abitudine italiana, che va eliminata, di fare promesse miracolose prima delle elezioni e poi non mantenerle. "Sono state fatte telefonate davanti alle televisioni, per risolvere il problema della chimica e per affrontare i problemi di questa regione, che sta attraversando una crisi industriale formidabile. Non ci sono risorse per completare i lavori a La Maddalena, nonostante il G8. La strada Olbia-Sassari, che aspetta da tanto tempo, e sulla quale sono state fatte promesse impegnative, non ha fatto un passo in  avanti. Mi pare che, anche in questo caso, il presidente del Consiglio consideri i sardi un popolo di persone che non guardano i fatti, come se fossero da imbrogliare prima delle elezioni e da tradire dopo”. Franceschini ha prima sferrato un attacco al presidente della Regione, Ugo Cappellacci, "…Cappellacci è stato eletto per difendere la sua terra – ha affermato il leader del Pd - e si comporta, invece,  come un lacchè del presidente del Consiglio" , ed ha poi risposto a Di Pietro, che ha sostenuto che Franceschini non ha il coraggio di sfidare Berlusconi, “…lo sfido il presidente del Consiglio sulla serietà e non sull'imbroglio", ha detto il segretario del Pd, in riferimento alle critiche rivoltegli dal leader dell'Italia dei Valori, circa la sua mancata candidatura alle elezioni europee. Franceschini ha ribadito che la scelta di non candidarsi è maturata attraverso un'ampia discussione nel Partito,  che considera "…un inganno la candidatura di leader di partito che poi certamente si dimetteranno”. Il primo a rispondere alle affermazioni del segretario del Pd è stato Italo Bocchino, vicecapogruppo del Pdl alla Camera: "Franceschini offende la democrazia e riporta indietro di decenni la politica italiana". Il presidente della Regione sarda, Cappellacci - ha sottolineato Bocchino -, ha vinto le elezioni con ampio margine e chi lo offende, di fatto, insulta gli elettori sardi e i principi basilari della democrazia. E' preoccupante che il segretario del Pd sia costantemente alla ricerca dello scontro a suon di insulti, senza presentare al Paese alcuna piattaforma programmatica alternativa, e, soprattutto, senza parlare di Europa e senza spiegare agli italiani a quale gruppo si iscriveranno i parlamentari eletti nelle fila dei democratici". Pronta anche la risposta del presidente della Regione, Cappellacci: "E' inaccettabile che i presunti “boss” del centrosinistra vengano qui in Sardegna per farsi propaganda elettorale insultando chi rappresenta le istituzioni e chi ha ricevuto il mandato popolare a governare l'Isola appena tre mesi fa. Ancora una volta – ha detto Cappellacci -, dopo gli sproloqui di Vendola della scorsa settimana, mi trovo costretto a interrompere il mio lavoro per rispondere a Franceschini, segretario del Partito Democratico, forza politica in caduta libera, di consensi e di stile. Le offese rivolte a me sono offese rivolte a tutti i sardi: non siamo lacchè di nessuno. La Sardegna, Regione a statuto speciale, per informazione di chi ancora lo ignorasse, quotidianamente e autonomamente si occupa di risollevare le sorti del proprio territorio, che è stato disastrato proprio da un esponente del Pd. Franceschini, che se non ricordo male il sito Dagospia definisce “Su-Dario”, si preoccupi del cadavere-zombie Pd, partito senza una linea politica, se non la linea ”di confino” decretata dai cittadini italiani. Colgo l'occasione – ha proseguito Cappellacci - per rivolgere un appello ai sardi: di fronte alle calunnie e alle offese personali di Su-Dario Franceschini, ricordiamoci di fare nostre le parole rivolte da Virgilio a Dante quando incontrarono coloro che “…visser sanza 'nfamia e sanza lodo” : “non ragioniam di lor, ma guarda e passa". A rincarare la dose ci ha pensato Mario Diana, capogruppo del Pdl in consiglio regionale:  ”Gli oltre 500 mila sardi che, il 15 e 16 febbraio scorsi, hanno votato per Ugo Cappellacci e per la coalizione di centrodestra che ha vinto le elezioni regionali, non sono un popolo di lacchè. Siamo stufi degli insulti di Franceschini e non abbiamo alcuna intenzione di ridurci ad uno strumento da utilizzare per le consuete polemiche da campagna elettorale, che nulla hanno a che vedere con i problemi e le prospettive di sviluppo della Sardegna.  Franceschini non si trova nell'Isola per ascoltare i sardi e proporre soluzioni alle numerose vertenze del territorio, molte delle quali innescate o aggravate dalle dissennate scelte politiche del centrosinistra che governava fino a pochi mesi fa, ma solo ed esclusivamente nel tentativo disperato di raggranellare qualche voto in più e cercare così di limitare la portata dell'ennesima sconfitta elettorale del suo partito. Il fatto che tale tentativo venga fatto pretendendo di ridurre gli elettori di centrodestra, maggioranza schiacciante tra i sardi, a un branco di idioti è intollerabile e si ritorcerà contro il Pd, che nelle urne raccoglierà il frutto di quanto il suo segretario va seminando nell'Isola. Intanto, qui in Sardegna – ha sostenuto Diana -, ci sono un governatore e una maggioranza che lavorano e che si impegnano quotidianamente per affrontare i problemi del territorio; che hanno difeso con successo la realizzazione delle opere previste per il G8 di luglio alla Maddalena;  che garantiranno la realizzazione della Sassari-Olbia; che si stanno battendo per salvare la chimica e l'intero comparto industriale; che stanno progettando una nuova continuità  territoriale. Altrettanto non si può dire né di Franceschini, né del centrosinistra che ci ha preceduto al governo della Sardegna". Di diverso avviso, Francesca Barracciu, ex segretario regionale del Pd e candidata alle europee. "Ci auguriamo che i sardi – ha detto Barracciu -, che stanno pagando il caro prezzo delle bugie elettorali del Pdl, mettano a frutto l'esperienza, purtroppo disastrosa, che i primissimi mesi di governo regionale ci hanno regalato.  A poco servono le rassicurazioni di un premier che torna a parlare ai sardi solo perchè ci sono nuove elezioni in vista e per elargire promesse che sveleranno, immediatamente dopo lo scrutinio elettorale, la loro inconsistenza. A poco servono – ha proseguito Francesca Barracciu - le repliche a Franceschini del presidente della Regione Cappellacci, fino a quando Cappellacci non dimostrerà di essere capace di fare scelte autonome e rispettose dell'autonomia di una Regione, cheè' attualmente asservita al governo nazionale, il quale ha già esibito noncuranza, se non addirittura scorrettezza istituzionale, nei confronti della Sardegna. Non a caso anche il Partito Sardo d'Azione, che pure fa parte della maggioranza, appena pochi giorni fa, ha pubblicamente sollecitato l’impegno, evidentemente carente, della giunta regionale nei confronti dello Stato italiano"

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Dal deputato oristanese, Caterina Pes, abbiamo ricevuto questa nota stampa, che volentieri pubblichiamo: “Abbiamo almeno tre buoni motivi per andare a votare per il rinnovo del Parlamento europeo sabato 6 e domenica 7 giugno e per sostenere i due candidati del Partito Democratico Francesca Barracciu e Bruno Dettori. Il primo: è un’opportunità per i sardi. Dobbiamo far sì che l’Europa torni a parlare anche sardo. Non possiamo e non dobbiamo delegare a nessuno il compito di rappresentarci, perché le istanze che noi soli conosciamo, viviamo e soffriamo sulla nostra pelle le possiamo dire noi soli, nessun altro. Per questo mi unisco all’appello dei due candidati sardi espressi dal Partito Democratico, invitando tutti a recarsi alle urne e far sentire in maniera forte e chiara che noi sardi abbiamo diritto di cittadinanza in Europa, al pari non solo di altre regioni d’Italia, ma di altre minoranze linguistiche e culturali, perché è in quest’Europa dei popoli e delle diversità che crediamo. Nonostante la legge elettorale ci penalizzi pesantemente a favore della Sicilia, abbiamo un’opportunità per farcela, per portare le istanze della nostra isola a Bruxelles. Non possiamo sprecarla: il risultato dipende da noi e dalla nostra capacità di stare uniti. Il secondo: è un’opportunità per la democrazia. Attraverso il voto, possiamo lanciare un segnale politico al governo italiano e a quello sardo, colpevoli di aver tradito in modo plateale tutti gli impegni presi con la nostra isola alla vigilia delle elezioni regionali. All’indomani delle consultazioni, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il Governatore della Sardegna Ugo Cappellacci sono riusciti ad inanellare con una impareggiabile velocità una serie di promesse non mantenute nei confronti dei sardi. Prima lo stralcio della Sassari-Olbia dalle opere di immediata realizzazione, poi la chiusura degli impianti di Portovesme nonostante la telefonata pre-elettorale di Silvio Berlusconi all’amico Putin, poi la nuova crisi di Porto Torres e la notizia, non ancora ufficialmente smentita dal ministro Scajola, che in Sardegna sorgerà almeno una centrale nucleare. E infine lo scippo del G8 della Maddalena che, ferma restando la solidarietà al popolo dell’Abruzzo, non avrebbe dovuto impedire a un’isola già penalizzata per anni da una pesante servitù militare, di concludere le grandi opere avviate in vista dell’evento. Impegno, l’ennesimo, prima preso e poi puntualmente disatteso: è notizia di pochi giorni che saremo noi, se vogliamo, a dover concludere a nostre spese i lavori. Non abbiamo bisogno di ulteriori prove per capire che l’attuale maggioranza di governo, in Italia e in Sardegna, non può meritare una nuova apertura di credito: non possiamo mandare a rappresentarci in Europa una parte politica che, all’indomani delle elezioni, non ha compiuto, in una sola occasione, una scelta a favore dei sardi. Il terzo motivo, è una questione di onestà, coerenza e rispetto: il Partito Democratico ha deciso coraggiosamente di non candidare rappresentanti che non potranno mai sedere fra i banchi di Bruxelles perché impegnati in incarichi politici incompatibili con quello dell’europarlamentare. Abbiamo creato liste vere ed oneste, non di bandiera né di facciata, perché rispettiamo il voto degli elettori e non li vogliamo truffare. Questa è una dichiarazione di principio e allo stesso tempo un impegno, che vuole rispecchiare il nostro modo di essere: quel tanto in più di etica che serve alla politica. Gli altri buoni motivi metteteci voi: il 6 e il 7 giugno fate sentire la vostra voce, con dignità ed orgoglio”.

Mercoledì 27 Maggio 2009, a partire dalle ore 10,30, presso la Sala Consiliare della Provincia di Oristano, l’Assessore al Lavoro e Politiche Sociali della Provincia di Oristano, Mario Matta, terrà una conferenza stampa per la presentazione del Servizio di mediazione culturale nelle scuole, destinato a studenti extracomunitari di lingua e cultura araba e cinese.

“Una biblioteca è una libertà racchiusa in uno scrigno”. Con queste parole, la scrittrice oristanese, Savina Dolores Massa, finalista al premio Calvino, con il romanzo Undici, ha presentato la biblioteca dell’Ospedale San Martino di Oristano, inaugurata oggi e aperta a aprtire da domani ai pazienti e agli operatori sanitari. Il servizio, che ha sede al piano terra dell'ospedale oristanese, è nato da un'idea della direzione della Asl di Oristano, che ha coinvolto “Cittadinanzattiva” nella creazione di una biblioteca ospedaliera, realizzata grazie alle donazioni di privati, enti, librerie, attraverso il progetto “Un libro per la salute”, curato dalle due giovani associate Manuela Turnu e Cristina Tedde. A qualche mese dal lancio dell'iniziativa, sono già stati 1.521 i libri raccolti e catalogati, di narrativa, letteratura, saggi, fumetti e libri per ragazzi e, per i più piccoli, anche una sezione speciale dedicata ai giochi di società. Presto nella biblioteca si potranno consultare anche i giornali e sarà creato un internet point, accessibile durante gli orari di apertura della biblioteca. “Il senso di questa iniziativa è quello di umanizzare i luoghi di cura – ha spiegato il manager della Asl di Oristano, Bruno Palmas –; l'abbiamo fatto a Natale, con i concerti e con il teatro, l'abbiamo fatto con la “Settimana della vita”, ed ora lo facciamo aprendo la biblioteca dell'ospedale. Un piccolo contributo per far sentire i pazienti meno soli nei luoghi di cura”.

Il Comitato provinciale del Coni di Oristano ha organizzato la  “Sesta giornata nazionale dello sport”. L’iniziativa nasce grazie alla collaborazione con il Comune e la Provincia di Oristano, la Prefettura e la Questura, la Capitaneria di Porto, l’Ufficio scolastico provinciale, la Asl, l’Unicef e il Panathlon International. La giornata nazionale dello sport, che in tutta Italia coinvolge un milione di sportivi e 1500 comuni, si terrà domenica 31 maggio, a Oristano e Torregrande, e vedrà coinvolte numerose federazioni sportive. Mercoledì 27 maggio, alle 11, nella sala riunioni del Coni di Oristano, in via Carducci 44 (Pal. Saia), il presidente del Coni di Oristano, Gabriele Schintu; il sindaco, Angela Nonnis; il prefetto, Giovanni Battista Tuveri; il presidente della Provincia, Pasquale Onida; e gli assessori allo sport del Comune e della Provincia, Francesco Pinna e Serafino Corrias,  presenteranno l’iniziativa ai giornalisti.

Prosegue l’emergenza incendi nell'Oristanese, con decine e decine  di  roghi divampati nella provincia. Particolarmente grave quello scoppiato a Marrubiu, dove si è reso necessario sgomberare  alcune case, con i vigili del fuoco e gli uomini della forestale che hanno dovuto lavorare per diverse ore. Sul posto è intervenuto anche un elicottero della forestale.  Nel paese si sono vissuti momenti drammatici, soprattutto nella periferia dell'abitato, dove il vento e il calore hanno allargato il fronte delle fiamme, che hanno minacciato le case popolari . Per evitare il peggio i carabinieri hanno fatto sgombrare le abitazioni lambite direttamente dalle fiamme. Un giovane che stava collaborando alle operazioni di spegnimento si è  sentito male ed è stato ricoverato  all'ospedale. Le sue condizioni fortunatamente non sono gravi. Vigili del fuoco e forestale hanno lavorato anche in territorio di Tramatza e San Vero Milis, per spegnere decine di roghi innescati dall'erba alta e secca. In mattinata anche la borgata di Cirras ha avuto seri problemi con il fuoco.  I pompieri hanno dovuto lottare duramente per avere ragione delle fiamme, per evitare che alcune aziende agricole venissero raggiunte dal fuoco. Oltre a mandare in fumo diverse zone di pascolo, il fuoco ha interessato una discarica di pneumatici alla periferia di Cirras. Il tempestivo intervento di vigili e  squadre antincendio ha limitato i danni, ma per precauzione sono state fatte sgombrare due aziende agricole, non lontane dalla discarica.

 
Di pig (del 23/05/2009 @ 16:00:26, in politica, linkato 972 volte)
Tutte le volte che il segretario del Psd’Az, Efisio Trincas, apre bocca, succede uno sconquasso. Insomma, in qualsiasi maggioranza siano, o si fa come vogliono i sardisti, oppure la loro reazione è sempre la stessa “…usciamo dalla coalizione”. Il “bau bau” è stato ripetuto troppe volte, perché ormai possa spaventare qualcuno, anche perché tutti sanno che il continuo abbaiare alla luna dei vari Trincas, Sanna,Maninchedda, è un modo come un altro  alcune volte per cercare visibilità e altre per alzare il prezzo. La risposta del Pdl a Trincas non si è fatta attendere.“Nel centrodestra sardo non è in atto alcuna svolta indipendentista". Così, il coordinatore regionale del Pdl, Mariano Delogu, ed il capogruppo in Consiglio regionale, Mario Diana, ribadendo l'orientamento autonomista "…incentrato sulla ricerca di una collaborazione forte e paritaria con lo Stato, basata su diritti e doveri precisi e riconosciuti da ambo le parti", hanno stroncato Trincas. Diana  e Delogu sono intervenuti perchè le dichiarazioni, rese ieri alla stampa da Efisio Trincas, in particolare per quel che riguarda la parte in cui il segretario del Psd'Az fa riferimento al patto intervenuto con gli altri partiti che hanno sostenuto il presidente della Regione Cappellacci, ha moltgo irritato tutto il Pdl. Trincas aveva parlato di alleanza condizionata al rispetto di quel patto perche "…se questo non dovesse accadere nessuno ci vieterebbe di decidere se restare dentro la maggioranza o uscire fuori". Efisio Trincas è persona troppo avveduta – hanno affermano Delogu e Diana - per non sapere che un accordo deve essere rispettato da entrambe le parti e che entrambe le parti, e non una sola, possono recedere se l'altra non lo rispetta. Fino ad oggi il Psd'Az non ha certo avuto conseguenze negative dall'accordo. Per contro, senza nessuna preventiva consultazione con gli alleati, e in particolare con il Pdl, i consiglieri regionali del Psd'Az hanno depositato una mozione. In essa chiedono che la giunta regionale si impegni a guidare la Sardegna verso una piena e compiuta indipendenza, anche e soprattutto pretendendo dallo Stato italiano il risarcimento dei danni che la Sardegna stessa ha subito prima dal Regno e poi dalla Repubblica italiana. Ma, a prescindere dalle valutazioni che si possono fare circa tale richiesta, quelle che davvero stupiscono sono le motivazioni che la precedono: in esse sono contenute, in modo neppure tanto larvato, severe critiche anche all'attuale governo italiano. E questo non è davvero accettabile. Il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, è impegnato a confrontarsi con il governo nazionale -  hanno osservato Delogu e Diana - per cercare di risolvere le gravi vertenze che minano lo sviluppo economico dell'Isola, e non è certo agitando la minaccia indipendentista che si potrà rafforzare quel dialogo costruttivo, indispensabile affinchè la Sardegna possa vedere accolte le sue legittime rivendicazioni. Non è così che saranno garantite le fondamentali opere pubbliche programmate in occasione del G8 di luglio, non è così che si potenzierà la continuità territoriale, non è così che si salverà il comparto industriale sardo, non è così che si rilancerà l'agricoltura. La ricerca di visibilità di qualcuno rischia di essere pagata a caro prezzo da tutti i sardi, se questa dovesse compromettere la definizione delle partite in corso con lo Stato italiano. Di certo non lo permetteremo, perchè il nostro obiettivo è lo sviluppo dell'Isola, non la ricerca di qualche centimetro quadrato in più sulle pagine dei quotidiani locali. Per questo, la mozione sull'indipendenza della Sardegna presentata dal Psd'Az non gode di alcun appoggio, nè troverà alcuna condivisione in aula da parte nostra. Non è questa la linea politica della coalizione di centrodestra concordata con gli alleati”.  Dopo questa dura risposta cosa faranno  Trincas e il Psd’Az? Fossero conseguenti, uscirebbero subito dalla maggioranza sbattendo la porta.  Ma tutti sappiamo che così non sarà: Trincas, Sanna e Manichedda continueranno ad abbaiare alla luna, alla spasmodica ricerca di visibilità.  A Emilio Lussu, che già si era rigirato nella tomba per non vedere quello di cui erano stati capaci  di fare i sardisti  alle ultime regionali, non resta altro da dire se non “Caro Emilio, perdona loro perché non sanno quello che fanno”.

Altre notizie:

I sottoscritti consiglieri comunali di Oristano, Paolo Sulis e Fabio Porcu, in qualità di capigruppo del Gruppo Misto e di Fortza Paris, anche a  nome dei consiglieri Gianni Garau, Giuseppe Vacca, Michele Piredda, Mauro Solinas, Mario Cadeddu, Davide Tatti, hanno presentato una mozione sul Piano Startegico, del seguente tenore: “A distanza di oltre un anno dall'approvazione in consiglio della prima fase del Piano Strategico è calato il silenzio su questo importante strumento di programmazione del territorio dell'Area Vasta. E questo malgrado, in più occasioni, la giunta sia stata invitata a portare all'attenzione del consiglio il problema, per decidere quali scelte e priorità dare agli obiettivi già individuati. Proposte da portare poi all'attenzione dei comuni dell'Area Vasta per una programmazione condivisa. Pertanto, si invita la giunta a portare in discussione in consiglio il Piano Strategico dell'Area Vasta.

Lo stalking, termine inglese (letteralmente: perseguitare) indica una serie di atteggiamenti tenuti da un individuo che affligge un'altra persona, spesso di sesso opposto, perseguitandola ed ingenerando stati di ansia e paura, che possono arrivare a comprometterne il normale svolgimento della quotidianità. La persecuzione avviene solitamente mediante reiterati tentativi di comunicazione verbale e scritta, appostamenti ed intrusioni nella vita privata. Lo stalking può nascere come complicazione di una qualsiasi relazione interpersonale, di cui chiunque può esserne vittima, ed è un modello comportamentale che identifica intrusioni costanti nella vita pubblica e privata di una o più persone. I contesti in cui si manifesta sono,  nel 55% circa, nella relazione di coppia; nel 25%, condominio; nello 0,5% circa, famiglia (figli/fratelli/genitori); nel 15%, nel posto di lavoro,scuola,università. Il termine inglese stalking, suggerito dalla letteratura scientifica specializzata in tema di molestie assillanti, intende un insieme di comportamenti molesti e continui, costituiti da ininterrotti appostamenti nei pressi del domicilio o degli ambienti comunemente frequentati dalla vittima, ulteriormente reiterati da intrusioni nella sua vita privata, alla ricerca di un contatto personale, per mezzo di pedinamenti, telefonate oscene o indesiderate. Intende, inoltre, l'invio di lettere, biglietti, email, sms, oggetti non richiesti; oppure producendo scritte sui muri, o atti vandalici con il danneggiamento di beni, in modo persistente e ossessivo, in un crescendo culminante in minacce, scritte e verbali, degenerando talvolta in aggressioni fisiche, o  addirittura l'uccisione della vittima. Tutto ciò, se compiuto in modo persistente e tenace, in modo da indurre anche solo paura e malessere psicologico o fisico nella vittima, è stalking, e chi lo attua è uno stalker, ovvero un soggetto che commette un atto criminale, punito dalla legge.  Così l’enciclopedia libera Wikipedia spiega cos’è lo stalking (ora considerato reato anche in Italia), assurto recentemente alla ribalta per il caso che ha visto vittima-protagonista Michelle Hunziker, da parte di due fan (uno dei quali cagliaritano) troppo “insistenti”. La  soubrette aveva denunciato  per molestie e stalking anche l’ossessivo spasimante isolano, ed ieri, all’udienza di apertura in Tribunale si è  costituita parte civile. Questo tipo di reato è in costante aumento un po’ dovunque, anche se, in proporzione, sono ancora poche le persone che si rivolgono alle forze dell’ordine per denunciare lo stolking per paura di eventuali ritorsioni. La Sardegna non fa certo eccezione, anche se, recentemente, tre casi di stalking (o meglio, di preludio di stalking) sono stati accertati dalla polizia nel Nuorese. Uno, veramente singolare, ha come protagonista un uomo di 77 anni, di Gavoi, che da ben quindici anni molestava due vicine di casa, di 86 e 78 anni. L'uomo, secondo quanto hanno accertato gli inquirenti, avrebbe insultato e offeso ripetutamente le due donne, spesso in modo tale da farsi sentire dai vicini e dai passanti, costringendole a rimanere chiuse in casa, o ad uscire cercando vie alternative per non incontrare il loro persecutore. Dopo tanto tempo, le due donne, entrambe vedove, hanno deciso di avvalersi della nuova normativa, che ha istituito il reato di "atti persecutori", e si sono rivolte al commissariato di Gavoi. Gli altri casi riguardano due uomini che perseguitavano la ex moglie e la ex convivente, con i "classici" pedinamenti, appostamenti e continue telefonate. Per tutti è scattato l'ammonimento da parte del questore. Il provvedimento è il preludio, nel caso si dovesse verificare un altro episodio, alla denuncia d'ufficio per stalking (ovvero per atti persecutori), reato punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni.

 

 

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