Di pig (del 30/12/2009 @ 00:05:04, in politica, linkato 971 volte)
Per la Giunta Nonnis è arrivato il momento del giro di boa. “Dopo due anni e mezzo è giusto fermarsi a fare una riflessione sul lavoro svolto, sui progetti avviati, ma anche sul lavoro che rimane da compiere nei prossimi due anni e mezzo” dice il Sindaco. Per questo motivo già da alcuni mesi la Giunta sta lavorando alla predisposizione del bilancio di metà mandato. Si tratta di un documento di rendicontazione sociale e di comunicazione istituzionale che si vuole proporre alla città per offrire un quadro esauriente dell’attività comunale. Il bilancio di metà mandato viene presentato oggi ai giornalisti in anteprima, in occasione della conferenza stampa di fine anno, facendo coincidere il tradizionale appuntamento tra Sindaco, Giunta e stampa, con una riflessione sullo stato di attuazione dei programmi dell’intera legislatura e non solo sui programmi del 2009. A Gennaio il documento sarà pubblicato sul sito internet e reso disponibile a tutti. Contestualmente il bilancio sarà esaminato, valutato e pubblicato dal Sole 24 Ore in una versione di sintesi e di facile lettura che sarà inviata a tutte le famiglie oristanesi. “Il bilancio, secondo quanto era stato previsto nelle dichiarazioni programmatiche, è stato realizzato allo scopo di effettuare un’osservazione sui primi due anni e mezzo di mandato elettorale, durante i quali è stata svolta un’attenta e precisa ricognizione del territorio e dei suoi bisogni - dice il Sindaco Nonnis -. Il documento contiene la rendicontazione delle politiche avviate e del modo in cui il Comune ha utilizzato le risorse disponibili. In questo modo vengono presentate le modalità e le forme dei servizi erogati, le opere realizzate, ma soprattutto i valori e i principi che hanno animato le nostre scelte”. “Attraverso la Rendicontazione Sociale di metà mandato abbiamo voluto fornire una semplice e chiara lettura delle attività e dei progetti realizzati dal giugno 2007 sino ad oggi e delle relative fonti di finanziamento adoperate – prosegue il Sindaco Nonnis -. Vogliamo spiegare come abbiamo gestito il mandato in termini di “valore sociale” prodotto, di arricchimento della collettività in ordine alle aspettative ed ai bisogni dei cittadini. Con la stesura di questo documento ci sottoponiamo al giudizio dei cittadini che avranno tutti gli strumenti per effettuare un confronto tra i risultati raggiunti durante questi primi due anni e mezzo di governo locale e quanto dichiarato nei programmi presentati in campagna elettorale. Essendo un documento riferito al metà mandato, per alcuni progetti non è ancora possibile disporre di risultati materiali concreti, ma si è in grado di porre in risalto alcuni strumenti studiati ed approvati per la realizzazione dello sviluppo territoriale, economico e sociale”. La rendicontazione sociale di metà mandato viene dunque realizzata per: A) Instaurare un clima di fiducia, stimolando la partecipazione ed il coinvolgimento, con i cittadini, i quali vengono invitati a verificare se quanto dichiarato nelle linee programmatiche sia stato effettivamente realizzato e quali siano state le priorità d’intervento; B) Rendere trasparente e comprensibile l’operato svolto, specificando le attività realizzate, l’utilizzo delle risorse finanziarie e gli effetti conseguiti (in termini economici, socio-culturali, ambientali ed altri aspetti)c) Migliorare la comunicazione e il dialogo con i propri stakeholder. Prendendo a riferimento le “Linee Guida per la Rendicontazione Sociale negli Enti Locali” emanate nel 2007 dall’Osservatorio per la Finanza e la Contabilità degli Enti Locali, il lavoro è stato strutturato in cinque parti: “Guida alla lettura”, “Le dinamiche socio-demografiche del Comune di Oristano” dove si traccia un profilo introduttivo del territorio comunale, “L’identità dell’Ente” nella quale si descrive l’organizzazione comunale, “La relazione sociale” che contiene la parte più consistente, e dove si descrivono analiticamente i traguardi raggiunti e i singoli percorsi che ne hanno consentito la realizzazione, “Dicono di noi” dove è la stampa ad essere protagonista con i servizi dedicati alla cronaca comunale. Il bilancio dedica ampio spazio, dunque, al confronto tra le dichiarazioni programmatiche e i risultati conseguiti. Partendo da questa base si descrivono: 1) le attività nel campo dei servizi socio assistenziali; 2) la razionalizzazione degli spazi comunali e della macchina organizzativa; 3) i progetti nel settore della cultura con la riapertura dell’ex Ospedale Giudicale, la promozione della Sartiglia, della storia e della cultura della Città di Eleonora; 4) la grande attenzione riservata alla pianificazione con il Piano strategico e l’avanzato stato di elaborazione del PUC (preceduto dall’importante lavoro sugli usi civici); 5) il lavoro per l’ambiente e il decoro cittadino con l’avvio della raccolta differenziata e i significativi risultati ottenuti in pochi mesi. Tutti i settori dell’amministrazione vengono trattati dedicando ampio spazio allo slancio impresso al settore dei lavori pubblici, alle politiche nel settore delle attività produttive, agli accordi internazionali (Egitto, Francia, Libano, Germania) che risultano particolarmente importanti in chiave turistica e culturale, allo sport con l’affidamento alle società della gestione degli impianti e l’organizzazione di grandi eventi.
Questo, il comunicato del comune di Oristano sulla conferenza stampa di fine anno del sindaco, Angela Eugenia Nonnis, e dei suoi assessori. Un’occasione per il primo cittadino per fare un bilancio di metà mandato. Una riflessione che, per quanto posto in essere dalla maggioranza di centro-destra che ha governato (parola grossa, questa. ndr) la città in questi due anni e mezzo, sarà durata, esagerando, non più di mezzo secondo, visto che al di là dell’aria fritta e di una “forbita, ricercata, e comprensibilissima terminologia” (rendicontazione sociale, comunicazione istituzionale, dinamiche socio-demografiche, staheholder, ecc…), di cui a tutti i cittadini importa assai, questo disastroso esecutivo non ha fatto assolutamente nulla, riuscendo a far rimpiangere persino l’ex sindaco Barberio. Altro che belle frasi! Da questa giunta, il cittadino comune, l’uomo della strada non si aspettava mega progetti, ma quantomeno (solo per fare un esempio) una città meno sporca, meno degradata di come la precedente giunta di centro-destra l’aveva lasciata. Ora basta guardarsi attorno per vedere in che condizioni disastrose si trovi la città capoluogo, nonostante il sindaco abbia ancora il coraggio, con una bella faccia tosta, di parlare di “decoro cittadino”. Il non-governo della giunta Nonnis è stato un fallimento annunciato (che non deve destare sorpresa alcuna, considerato lo spessore complessivo dei tre esecutivi e della maggioranza), che da questo blog abbiano denunciato un’infinità di volte, in modo tale che gli oristanesi prendessero coscienza del grossolano errore commesso, anche se, a dire il vero, molti cittadini si sono abbondantemente pentiti della loro scelta nefasta. Certo un errore (elezione Barberio) può capitare, e può anche capitare di commettere lo stesso errore una seconda volta (elezione Nonnis), ma dopo 30 mesi di “tabula rasa”, di fumo, di nulla, è importante che i cittadini siano consapevoli del grosso sbaglio commesso, in modo tale da correggere il tiro per il futuro. E che questa amministrazione non abbia fatto alcunché è stato, praticamente, lo stesso sindaco ad affermarlo, mettendo le mani avanti, quando ha affermato che in tutto questo tempo le tre giunte (non una, tre!) hanno svolto “…un’attenta e precisa ricognizione del territorio e dei suoi bisogni”. Come a dire: “ Cari cittadini, in questi due anni e mezzo non abbiamo fatto praticamente niente. Però ci siamo guardati attorno per vedere cosa fare, per sapere come agire. Per risolvere i problemi della comunità c’è tempo: abbiamo altri due anni e mezzo…”. Campa cavallo! Inezie a parte, visto che questo sindaco non è riuscito a portare avanti in maniere dignitosa neppure l’ordinarissima amministrazione, l’unica cosa da salvare di questo esecutivo, a nostro modesto avviso, è l’importante lavoro svolto sul Puc dall’assessore all’Urbanistica, Salvatore Ledda. Una autentica mosca bianca, in un consiglio comunale oxfordiano, dove la maggior parte dei consiglieri si atteggia a fine pensatore, a statista di lungo corso, per il solo fatto di aver adagiato il “lato B” sugli scranni del Palazzo degli Scolopi. Per cortesia, qualcuno informi i soloni nostrani che la discussione politica non è circoscritta ai soli dibattuti tra “eletti” in piazza Eleonora, o alle discussioni nei bar circostanti o nelle pizzate post consiglio (anche se, a dire il vero, il livello degli interventi in consiglio comunale non è che, complessivamente, sia molto differente). Qualcuno spieghi loro che, al di fuori di queste “officine” per la formazione politica, c’è una città che aspetta soluzioni, che è stanca delle tante bugie che le sono state raccontate, e che attende da tempo che almeno una minima parte di quanto promesso venga mantenuto. Per favore, sindaco e assessori, risparmiateci ogni sorta di “documento-barzelletta”, perché non è possibile che ci raccontiate che “…essendo un documento riferito a metà mandato, per alcuni progetti non è ancora possibile disporre di risultati materiali concreti”. Fatelo per rispetto degli oristanesi, e, in particolare, di coloro che vi hanno eletto, e che, nonostante si siano già pentiti di averlo fatto, oramai non sopportano più di essere presi in giro da questa disastrosa coalizione di centro-destra. Insomma, ad Oristano, tra una maggioranza rabberciata e super litigiosa (e tre giunte in due anni stanno a dimostralo!), un sindaco fin troppo presenzialista ma politicamente un fantasma, assessori-soldatini inesperti (a Natale non si può infierire. ndr), muti ed obbedienti, partiti inesistenti con capi-bastone senza carisma né spessore, c’è proprio di che stare allegri. La città merita certamente di meglio. E visto che nel 2009 la giunta "Nonnis 3" è riuscita a mangiare il panettone, il nostro desiderio per il 2010 è che, finalmente, il nuovo anno spazzi via una maggioranza tanto deleteria e dia al capoluogo un sindaco e un governo degno di una città dai nobili trascorsi come Oristano.
Altre notizie:
“Bisogna ripartire dal dialogo con il segretario regionale del Pd, per consentire a questa terra di avere una speranza ed una prospettiva nuova per lo sviluppo". Il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, ha annunciato la stagione dell'inciucio, da intendere però "…in senso positivo, come ponte tra parti politiche. Salviamo la sostanza del termine – ha detto Cappellacci - per far cessare la politica dei litigi e dei veleni, e rilanciare la politica dialogante". Nella consueta conferenza stampa di fine anno, il presidente della Regione, dopo aver ricordato la recente esperienza in Afganistan con i militari sardi, ha parlato del suo incontro con il segretario Pd, Silvio Lai. "Abbiamo parlato delle riforme, ad iniziare da quella dello Statuto, della riforma sanitaria, della legge di contabilità, della riforma del sistema idrico. Con il leader del principale partito di opposizione ho iniziato le consultazioni sulla data delle prossime elezioni amministrative, proprio perchè vogliamo una stagione di incontri e di dialogo; di dialogo vero, non di circostanza, senza ovviamente abdicare al nostro ruolo di governo. La Sardegna - ha sostenuto Cappellacci - vive un momento di crisi, anche per limiti strutturali antichi. I dati forniti in questi giorni, per addossare a questa amministrazione la responsabilità della crisi, sono gli stessi che noi citavamo in campagna elettorale. Si tratta, invece, di una situazione antica, riconducibile probabilmente a venti-trenta anni di errori, soprattutto nel campo dell'industria. In campagna elettorale abbiamo detto che la Sardegna tornava a sorridere: questo slogan è ora quanto mai attuale, perchè vuole trasferire il senso di un approccio positivo, della valorizzazione delle migliori forze che abbiamo, di fronte a problemi che non è possibile affrontare se non abbiamo precondizioni di base". "Costruire riforme responsabili e condivise è un dovere morale prima che politico, purchè le priorità siano quelle necessarie per rendere migliore la vita dei cittadini". Lo ha dichiarato il segretario regionale del Pd, Silvio Lai, a margine del confronto con il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, sulla data delle elezioni amministrative. "Con il presidente - ha detto Lai -, abbiamo condiviso alcune priorità. Abbiamo di fronte a noi un 2010 che potrebbe essere molto difficile per il nostro Paese, e la nostra isola ha infrastrutture materiali e immateriali più fragili rispetto a molte altre. Occorre per questo concentrare i nostri sforzi su come affrontare la sfida del federalismo fiscale, che richiede un’amministrazione pubblica più efficiente e un nuovo sistema di regole, Statuto e leggi statutarie, tra la Sardegna, lo Stato e l'Europa. Occorre, allo stesso tempo, unire le forze per affrontare le emergenze economiche, individuando riforme condivise sui sistemi di welfare e sui principali diritti di cittadinanza, sanità, scuola e politiche attive del lavoro, garantendo l'accesso ad ogni cittadino ai beni e ai servizi pubblici essenziali. Ad un tavolo di riforme, con un ordine di priorità condiviso, di cui dovrà essere responsabile il consiglio regionale, il centrosinistra e il Pd si presenteranno con una propria proposta per un confronto responsabile. Solo il coinvolgimento di tutte le istituzioni, le forze politiche e le rappresentanze sociali - ha concluso Lai -, potrà garantire il più esteso processo di partecipazione e mobilitazione necessario al pieno successo di una nuova rinascita dell'isola".
La giunta regionale ha deciso di tagliare le risorse a favore dei cosiddetti “Piani personalizzati in favore delle persone con grave disabilità”, e ciò causerà non pochi problemi in una fascia di utenti già fortemente penalizzata Gli adulti ultrasessantacinquenni, che avevano diritto ad un contributo di 1.500 euro, ad esempio, si ritroveranno ora con soli 500 euro in un anno, con un taglio netto del 75%". La denuncia viene dal consigliere regionale del Pd, Antonio Solinas, secondo il quale "…le determinazioni assunte nel deliberato, e comunicate nei giorni successivi ai comuni, stanno suscitando una forte preoccupazione, soprattutto riguardo alla decisione di procedere ad una diminuzione di 1.000 euro del contributo inizialmente destinato a ciascuno dei 28.351 piani, presentati e ammessi al finanziamento, per un taglio complessivo alla spesa sociale (se i piani fossero stati finanziati secondo gli importi previsti nelle precedenti tabelle) pari a 28.351.000,00 euro". Solinas sostiene che la decisione della giunta regionale "…provocherà effetti gravi sullo standard dei servizi che in questi anni sono stati garantiti alle persone affette da disabilità gravi. Il taglio deciso dalla giunta è stato giustificato dall'aumento consistente del numero dei Piani personalizzati approvati, passati dai 1524 del 2002 ai 28351 previsti per il 2010. Questo è un dato preoccupante e positivo allo stesso tempo - osserva il consigliere regionale del Pd -, perchè denota che la capillare azione informativa svolta dalla Regione, e soprattutto dai Servizi Sociali dei comuni ha avuto effetto, ed ha consentito l'emersione di situazioni gravi, che fino ad ora non avevano avuto adeguata assistenza. Tutto ciò avrebbe dovuto condurre, non ad un disimpegno, ma ad un rafforzamento della dotazione finanziaria regionale, da adeguare in maniera tale da consentirle di fare fronte alle crescenti necessità. Peraltro, dopo le forti impennate registrate negli anni precedenti (dai 9.222 piani del 2006 ai 16.895 del 2007, fino ai 25.597 del 2008) proprio quest'anno la crescita è, in vece, rallentata".
Oltre centomila sardi costretti a fare i conti con gli ammortizzatori sociali; 212 mila disoccupati, di cui 50 mila giovani; 120 mila lavoratori irregolari. Sono i dati che, secondo la Cisl, fotografano meglio quello che il segretario generale del sindacato, Mario Medde, definisce un "dramma sociale". “Il 2009 - ha detto Medde nel tradizionale bilancio di fine anno - è stato terribile. Nel mondo del lavoro e, soprattutto, nel settore dell’industria, se non corriamo ai ripari il 2010 rischia di essere ancora peggiore". Il quadro tracciato dalla Cisl è sconfortante: "La crisi del lavoro - ha detto il segretario - è causa dello stato di povertà che in Sardegna riguarda 330 mila persone. Medde ha parlato non solo del passato e del presente ma anche del futuro: "Cosa bisogna fare? – si è chiesto il segretario della Cisl -. Bisogna chiedere che il 2010 sia caratterizzato da una svolta, da una strategia di alto profilo che vada al di là delle singole emergenze e che si fondi sul dialogo fra Regione e forze economiche e sociali dell'Isola. Stiamo seguendo da vicino la vertenza industria, ma senza un piano complessivo più elaborato, risolvere una situazione così difficile sarà impresa ardua". Di fronte a problemi così importanti la Cisl ritiene che sia fondamentale il confronto e il negoziato per un patto sociale “… che consenta di farci sentire di più e meglio anche a Roma e a Bruxelles". Necessarie anche le riforme istituzionali, ad iniziare dal nuovo Statuto speciale, attraverso l'assemblea costituente. Confermata, infine, la mobilitazione generale, assieme a Cgil e Uil, all'inizio del prossimo anno”.
Fine anno amaro all'Istituto Santa Maria Bambina di Oristano, centro sanitario di eccellenza nel trattamento dei malati in stato di coma e, più in generale, nelle terapie di riabilitazione. Il consiglio di amministrazione ha annunciato il licenziamento di quattordici addetti, con decorrenza immediata. A darne notizia è stato il segretario provinciale della Cisl Funzione pubblica, Salvatore Usai. Il personale si è subito riunito in assemblea ed ha deciso di programmare alcune forme di protesta, lamentando anche il mancato pagamento di spettanze arretrate. "Interesseremo della gravissima situazione l'assessore regionale alla sanità, i consiglieri regionali espressi dal territorio di Oristano, il sindaco di Oristano, il presidente della Provincia e l'arcivescovo di Oristano”, ha dichiarato Usai. La struttura sanitaria opera al Rimedio ed è sotto il controllo di una fondazione legata alla Chiesa locale. Da tempo il centro attraversa una delicata fase di crisi per i costi di gestione molto alti.
Si è tenuto questo pomeriggio, presso la sala del consiglio comunale di Oristano, l’incontro promosso dall’associazione Oristanesi per analizzare le potenzialità e le prospettive della consulta giovanile di Oristano. All’iniziativa, che rientra nel progetto “I Giovani e la città”, realizzato con il sostegno della presidenza della Regione, hanno partecipato rappresentanti di associazioni giovanili, consiglieri comunali, e i componenti l’ufficio di presidenza della consulta giovanile. Il presidente dimissionario della consulta, Federica Tendas, ha illustrato le difficoltà legate alla convocazione dell’organismo, istituito lo scorso anno dal consiglio comunale, sottolineando la necessità di un maggiore raccordo con l’ente e un’attenzione più costante da parte di tutte le associazioni che compongono l’assemblea. L’assessore alle Politiche giovanili, Marzio Schintu, ha ribadito l’importanza della consulta, auspicato un ruolo più propositivo delle associazioni giovanili. Peppino Marras e Alberto Cauli, consiglieri comunali e membri di diritto della consulta, hanno garantito il loro sostegno, per farsi portavoce nel consiglio comunale delle istanze provenienti dai componenti la consulta. Su proposta del presidente dell’associazione culturale Oristanesi, Marco Piras, i partecipanti all’incontro hanno chiesto, formalmente, che entro gennaio venga convocata la prossima riunione e che venga pubblicato sul sito internet del comune di Oristano l’elenco delle associazioni e dei componenti l’organismo, con l’obiettivo di garantire una migliore informazione e una maggiore trasparenza delle attività.
E’ stato presentato, recentemente, presso l’aula consiliare della provincia di Oristano, il libro “Genesi di una passione”, edito dagli Automobile Club di Oristano e Cagliari. Nel libro, che racconta la storia dell’automobilismo dalle origini fino alla metà del XX secolo, gli autori, Giorgio Ladu e Alessandro Paita, hanno ricostruito anche tutte le tappe dell’automobilismo regionale, addentrandosi in particolare nelle corse in salita, che hanno caratterizzato l’automobilismo isolano in tempi più recenti. Una sezione è stata, inoltre, dedicata alle auto d’epoca, con bellissime fotografie a colori. All’incontro, aperto dal direttore dell’Automobile Club Oristano, Roberto Rachele, è intervenuto, fra gli altri, Giovanni Battista Tuveri, già prefetto di Oristano, che ha avuto parole di elogio per l’importante evento culturale, promosso dagli Automobile Club di Cagliari e di Oristano, apprezzandone soprattutto l’aspetto educativo e comunicazionale. Alla presentazione del libero sono intervenuti anche gli assessori provinciali al Turismo e al Lavoro, Mario Matta e Gianfranco Attene; il presidente del Coni di Oristano, Gabriele Schintu; il presidente dell’Automibile Club di Oristano, Mario Maulu; e Alessandro Paita, uno degli autori, nonchè direttore regionale dell’ Aci per la Sardegna, che ha illustrato contenuti e finalità del libro, al quale è stato dato non un taglio squisitamente tecnico e specialistico, ma umanistico e storiografico, per valorizzarne al meglio l’aspetto culturale. Nel corso della manifestazione sono stati premiati i soci dell’Automobile Club di Oristano, che da oltre trent’anni fanno parte del sodalizio. Il presidente Maulu ha poi consegnato una targa ricordo ai familiari di Giorgio Tore, storico e mai dimenticato presidente dell’Automobile Club di Oristano. “Genesi di una passione” verrà ora promosso, con una serie di conferenze, presso le scuole, alle quali sarà offerto in dono.
Di greg (del 28/12/2009 @ 15:00:23, in politica, linkato 925 volte)
“Leggendo tutti i giorni il giornale “dipendente” dalla Giunta Regionale ho notato come da settimane, un giorno si e uno no, nelle prime pagine viene dato uno spazio enorme ed ossessivo a diversi esponenti del centro destra, all’Assessore Asunis o al presidente della commissione urbanistica, Matteo Sanna, tutti impegnati a incitare sindaci, amministratori locali, tecnici e cittadini comuni a utilizzare, a piene mani, il finto “Piano Casa” da loro elaborato, in quanto si sostiene che le osservazioni del centro sinistra sono fuorvianti e pretestuose e dunque non vi è motivo alcuno per non applicare le “sublimi” norme da questi approvate. Se vi è necessità di insistere tanto, deduco che anche a costoro qualche dubbio deve essere balenato. Ma ammettere una sconfitta, o peggio un errore, non è della politica d’oggi per la quale perseverare nell’inganno è, al contrario, costume consueto e sistematico. Se avessero la dote dell’umiltà e del servizio vero nei confronti della comunità avvertirebbero il dovere di dire le cose come stanno, e non di ingannare i cittadini su di una legge che è del tutto inapplicabile, oltre che inutile per la maggioranza dei sardi. Per essere sinceri è un altro caso in cui si dimostra chiaramente che i sardi sono assai più avanti dei loro governanti, ma dire ciò degli attuali responsabili della regione è soltanto un eufemismo, di fronte al risibile ed evidente dilettantismo di cui sono protagonisti ogni giorno. Vorrei perciò sostituirmi alla viltà di chi non dice il vero per aiutare i cittadini a veder chiaro su quello che la destra cerca di propagandare. La legge regionale sul finto “Piano Casa” si compone di 15 articoli, divisi in due capi. Il secondo capo riguarda il Piano Paesaggistico Regionale, le procedure di modifica e le intenzioni di modifica. Intenzioni appunto, perché con la leggina che la Giunta si è affrettata a presentare nei giorni scorsi, si riconosce, anche se tardivamente, che le modifiche al PPR si possono attuare, previa intesa con il Governo e, dunque, poiché intesa non c’è ancora, le modifiche non possono trovare applicazione. In altre parole, tutte le norme di salvaguardia contenute nel PPR si devono applicare fino a quando non verrà ultimata ed approvata la nuova proposta di PPR. Archiviato il capo secondo, vediamo il capo primo. Il capo primo disciplina, prevalentemente, gli aumenti volumetrici sul patrimonio immobiliare esistente, che variano dal 20% fino al 35% in particolari condizioni. Tutta questa previsione è inapplicabile, in quanto le leggi dello Stato prevedono che le trasformazioni territoriali debbano avvenire, esclusivamente, in conformità con quanto stabilito dai Piani Urbanistici Comunali o Piani Regolatori. Per poter applicare tale deroga sarebbe stata necessaria una legge dello Stato avente carattere di “riforma economica e sociale” che autorizzasse tali eccezioni. Poiché i “Piani Casa” sono stati redatti senza la “copertura legislativa” dello Stato non è possibile, al momento, discostarsi legittimamente dalle previsioni dei PUC. A dire il vero, sarebbe sempre possibile ma è bene avvertire i cittadini e, soprattutto, i tecnici dei comuni che l’assenso a tali previsioni della legge regionale attiverebbe in automatico l’avvio dell’azione penale per violazione urbanistica. Dunque, tirando le somme, le legge di Cappellacci non può applicarsi se non sotto la scure della denuncia penale, il che rende abbastanza evidente di quale prepotenza cercano di avvalersi i sostenitori di questa legge “truffa” in salsa sarda. Questa non è una posizione politica della minoranza, ma la lettura analitica e consequenziale delle norme che, bisogna ricordare agli sprovveduti governanti sardi, si avvale della complessa articolazione costituzionale del sistema legislativo italiano, e che non consente a una regione di fare quello che gli pare, in barba alle norme sovra ordinate, magari sulla base di accordo stato-regioni che, fino ad oggi, non ci hanno detto abbia assunto valore legislativo. Ci pare perciò responsabile e doveroso replicare alle invocazioni pro l’applicazione del finto “Piano Casa” della Sardegna, con un accorato appello ai sindaci, ai tecnici e ai cittadini sardi, che dice: attenti alle conseguenze e alle bugie che gli irresponsabili vi propinano! Valutate e vagliate attentamente le norme, e se avete dubbi chiedete consiglio al vostro legale di fiducia, avrete assicurata una più duratura tranquillità”. (Gian Valerio Sanna–consigliere regionale Pd )
Altre notizie:
L'assessore regionale all'Ambiente, Giorgio Oppi, ha ufficializzato, stasera, le sue dimissioni, durante una conferenza stampa congiunta con il presidente della giunta regionale, Ugo Cappellacci. Oppi ha ribadito che l'avvicendamento era programmato, mentre non è previsto un suo rientro nell'esecutivo. Il segretario regionale dell’Udc, che era infatti già subentrato in giunta al collega di partito, Emilio Simeone (passato all'Asl di Cagliari come commissario), lavorerà “…al rafforzamento del progetto politico, che vede l'Udc alleato al Pdl". Il terzo assessore all'Ambiente di questa legislatura sarà (come abbiamo riferito nei giorni scorsi. ndr), Giuliano Uras, funzionario dell'Asl n.15, consigliere comunale di Oristano, e già vicesindaco e assessore comunale al Biliancio, Cultura e Urbanistica. “Può anche darsi che rientri in giunta - ha dichiarato il segretario dell'Udc, nonchè consigliere regionale -, magari l'ultimo anno della legislatura. Ma parlarne ora non ha senso. Per l'Udc non c'è incompatibilità fra le cariche di assessore e consigliere regionale, ma tenere entrambi gli incarichi è assai faticoso. Ho bisogno di tempo – ha detto ancora Oppi - anche per correre di nuovo per la segreteria del mio partito e cercare di vincere". Il presidente Cappellacci, aveva escluso, poco prima, che l'uscita di Oppi dalla giunta potesse essere interpretata come se l'Udc avesse le mani libere in vista delle elezioni amministrative, mentre per quanto riguarda l'incompatibilità fra le cariche di assessore e consigliere regionale, il presidente della giunta ha confermato la divergenza di vedute con il leader dell'Udc. "Ci siamo trovati su posizioni diverse - ha detto Cappellacci -, ma in perfetta sintonia. Sono contento che Oppi abbia capito che è difficile mantenere entrambi i ruoli. Nella vita bisogna fare delle scelte”. A questo proposito, Oppi ha dichiarato che “…nei giorni scorsi ho chiesto ad altri consiglieri del partito se volessero fare gli assessori, ovviamente dimettendosi dal consiglio regionale, ma nessuno ha voluto sentirne. Un domani, se ci saranno rimpasti o nuovi ingressi in giunta, chiunque vorrà diventare assessore, anche dell'Udc, dovrà quindi dimettersi". "Le staffette in giunta – ha precisato il presidente della Regione - non sono state dettate da valutazioni sull'operato degli assessori, ma dalla necessità di rispettare un programma comune. La scelta di una squadra nasce da una mediazione fra diversi valori e dall'armonia di una maggioranza. Le scelte non sono derivate da criticità e l'equilibrio della maggioranza non è mai stato perso". (Agi)
L’assessorato alla Cultura del comune di Cabras comunica che giovedi 5 Gennaio, alle 17.15 circa, nel corso del programma “Geo & Geo”, su Rai Tre, verrà trasmesso un documentario, di 30 minuti, intitolato “Le perle costiere dei Fenici”. Il documentario promuoverà le peculiarità storico-culturali-ambientali del territorio cabrarese (Tharros, l’Ipogeo di S.Salvatore, la Corsa degli Scalzi, le bellezze ambientali).
Di pig (del 27/12/2009 @ 11:05:35, in politica, linkato 2353 volte)
Così come da noi anticipato il 17 dicembre scorso, Giuliano Uras, oristanese di 45 anni, attualmente consigliere comunale di Oristano tra le fila dell’Udc, sarà il nuovo assessore regionale all’Ambiente. La notizia è ormai pressoché ufficiale, visto che Oppi, rassegnando le dimissioni, ha anticipato al presidente della regione, Ugo Cappellacci, il nominativo del suo sostituto. L'investitura ufficiale (che ancora non è dato sapere se sarà per sei mesi o per l'intera legislatura) dovrebbe avvenire tra qualche giorno. Giuliano Uras ha iniziato la sua carriera politica tra i giovani democristiani (di cui è stato anche segretario regionale), militando tra le fila della sinistra Dc, con l’allora capo-corrente Ignazio Manunza. Consigliere comunale, ininterrottamente (commissariamenti a parte), a partire dal 1990, Uras è stato assessore della sua città al Bilancio, Cultura e Urbanistica. Dopo l’uscita di Franco Cuccu dall’Udc, Giuliano Uras è, certamente, l’elemento più rappresentativo (dire “di maggior peso”, probabilmente, avrebbe suscitato un pizzico di ironia. ndr), ad Oristano, del partito centrista. Veramente un bel colpo, quindi, per Uras (e per Oristano, che dalla gestione cagliaritanocentrica di Cappellacci era stata praticamente dimenticata) che, per capacità e trascorsi politici, siamo sicuri che anche nell’esecutivo regionale farà la sua bella figura. A suo favore gioca, peraltro, il fatto che l’attuale giunta Cappellacci sia composta, a parte Liori e La Spisa, da un gruppo di neofiti e per giunta politicamente abbastanza acerbi. Certo, quello che attende Uras non sarà un compito facile, ma con la guida di un politico esperto come Oppi, e visto chi gli sta attorno, è nostra personale convinzione che il politico di Silì riuscirà comunque ad emergere. Concludendo, oltre agli auguri di buon lavoro, e consci che un assessore regionale debba svolgere il suo ruolo equamente nei confronti di tutti i sardi, vogliamo solo ricordare “campanilisticamente” a Giuliano Uras di non scordarsi della sua città e della sua provincia.
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Letterina di Babbo Natale a Berlusconi: “Caro Presidente del Consiglio, ti confesso che ci sono rimasto un po’ male. Mi avevi promesso i tagli all’Irap e all’Irpef, la riforma fiscale, gli sgravi sul lavoro, i bonus una tantum e la vittoria dell’amore sull’odio, ma io, sotto l’albero, ho trovato solo lo scudo fiscale. Ti devi essere sbagliato, perché guarda che io non lo desideravo affatto! Non ho capitali in Italia, figuriamoci all’estero. Il regalo, fattelo dire da un esperto, deve piacere non solo a chi lo fa ma anche a chi lo riceve: questo scudo fiscale che per te è il regalo più bello che si possa desiderare, per milioni di persone è come quelle confezioni miste di bagnoschiuma e crema per il corpo al profumo di qualche frutto tropicale assurdo tipo mango & feijoa, che quando tu scarti il pacchetto non solo capisci al volo che è un regalo riciclato ma ti domandi pure chi è stato a comprarlo all’origine, e per quanto ti sforzi non riesci proprio a immaginarti la sua faccia. Non pensavo che potesse esistere un regalo più deprimente delle confezioni miste di bagnoschiuma e crema per il corpo al mango e feijoa prima di ricevere questo scudo fiscale. Sono certo che tu lo hai regalato a milioni di italiani pensando di fare loro cosa gradita, solo perché magari è piaciuto un sacco ai tuoi amici. Commettevo lo stesso errore quando ero iscritto al club “Collezionisti di sculture di chewingum”. Quell’anno ho regalato sculture di chewingum a tutti i bambini e molti di loro hanno smesso di credere in me. Forse tu non hai ben compreso i desideri delle persone che vivono nel nostro paese. Io, che l’ho sorvolato dall’alto, mi permetto di farti notare che i tetti sono così affollati di disoccupati che le renne non sapevano dove atterrare. E tu che fai? Una finanziaria con così tante nuove tasse che si è lamentato perfino Padoa-Schioppa! Ancora non riesco a crederci. Infatti, caro Presidente del consiglio, questa è l’ultima letterina che ti scrivo perché, secondo me, non esisti”. Con delusione, tuo Babbo Natale. (Francesca Fornario – l’Unità)
Si terrà martedì 29 dicembre, alle 16, presso la sala del consiglio comunale di Oristano, un incontro, promosso dall’associazione Oristanesi, per analizzare le potenzialità e le prospettive della consulta giovanile di Oristano. L’iniziativa, che rientra nel progetto “I Giovani e la città”, realizzato con il sostegno della presidenza della Regione, ha l’obiettivo, da un lato, di tracciare un bilancio dell’attività della consulta giovanile e, dall’altro, quello di elaborare attività e iniziative per il futuro. Istituita nel marzo 2008, la consulta giovanile, di fatto, non ha mai funzionato a dovere, neanche in seguito alle modifiche statutarie approvate dal consiglio comunale a marzo di quest’anno. Nel 2009 l’organismo si è riunito tre volte (contrariamente alle quattro previste) e, a parte l’elezione degli organi statutari e la partecipazione all’organizzazione del corso diocesano di formazione politica, non risulta che abbia ancora fornito pareri sugli atti di programmazione dell’amministrazione comunale, elaborato documenti e proposte da sottoporre ai competenti organi amministrativi, promosso dibattiti, ricerche ed incontri inerenti le tematiche giovanili, o elaborato il progetto annuale di intervento per i giovani da sottoporre alla giunta comunale, così come previsto dallo statuto. L’incontro è aperto a tutti i giovani oristanesi, agli studenti fuorisede, agli amministratori locali e ai responsabili delle associazioni giovanili che operano in città. In particolare sono stati invitati a partecipare i consiglieri comunali membri della consulta giovanile, Peppino Marras e Alberto Cauli, e l’assessore comunale alle Politiche giovanili, Marzio Schintu.
Si è tenuto, presso la Asl di Oristano, il primo incontro informativo con le “famiglie in attesa”. L’iniziativa promossa ed organizzata congiuntamente dal direttore dell'Aci di Oristano, Roberto Rachele, e dalla responsabile del consultorio, Maria Grimaldi, ha inteso fornire alle neo mamme ed ai neo padri informazioni utili sul tema della sicurezza dei piccoli in auto, e sulla importanza della lettura di un libro ad alta voce. La consapevolezza dell'utilità dei sistemi di ritenuta per i più piccoli, la scelta del seggiolino più idoneo ed il suo corretto utilizzo, ha spiegato Monica Porta, relatrice dell'Aci , sono indispensabili per la sicurezza dei bimbi a bordo. Franco Dessi, pediatra della Asl, nel suo intervento, ha posto invece l’accento sull’importanza della lettura di un libro ad alta voce, che costituisce un impegno affettivo decisivo per il futuro dei bambini. Leggere ad alta voce un libro fin dalla tenera età ha, infatti, una profonda influenza sia sull'aspetto relazionale (consolida il legame familiare) che cognitivo (facilita l'apprendimento della lettura e migliora la comprensione del linguaggio). Gli argomenti affrontati sono stati particolarmente apprezzati dai numerosi partecipanti, che hanno manifestato vivo interesse, ed espresso la necessità di approfondire le tematiche presentate. Il buon esito dell'iniziativa ha portato gli enti organizzatori a pensare di programmare, per il prossimo anno, una serie di incontri per sviluppare un progetto che si caratterizza per le rilevanti connotazioni sociali e culturali.
Di pig (del 23/12/2009 @ 17:00:59, in politica, linkato 1299 volte)
La “Pinocchiomania” di cui il presidente del Consiglio dei Ministri è l’assoluto interprete principale, sta oramai dilagando a tutti i livelli, e non passa giorno che a livello nazionale, regionale e persino nella nostra provincialotta realtà, non si scoprano bugie o, a voler essere teneri, promesse non mantenute. Quello che fa specie è come la gente abbia perso la capacità di indignarsi di fronte allo sperpero continuo di danaro pubblico, alla cattiva gestione della cosa pubblica, alle false promesse, all’essere stati presi per i fondelli dai rappresentanti del centro-destra che hanno sempre promesso mari e monti, per poi lasciare i cittadini con un pugno di mosche. Per rimanere nel nostro piccolo, le vagonate di denaro buttate al vento per un aeroporto fantasma come quello di Fenosu, l’affossamento dell’Università di Oristano, e le tante incompiute cittadine (solo per fare alcuni esempi) sono lì a gridare ancora vendetta, tra il lassismo e l’apatia dell’amministrazione comunale e di quella provinciale (Consorzio Uno a parte), i cui rappresentati sono pronti a scendere lancia in resta solo quando ci sono poltrone e poltroncine da conquistare. I litigi tra le fila della maggioranza di centro-destra per occupare gli scranni degli enti strumentali, delle partecipate, e della marea di commissioni e sottocommissioni inutili, sono la cartina di tornasole di quanto poco interessi ai politici nostrani, al di là delle dichiarazioni di circostanza, del bene della comunità. Insomma, a tutti i livelli, non c’è più limite alcuno alla decenza, tant’è che ognuno si ritiene legittimato ad esternare le idiozie più impensabili, senza che ci sia la minima reazione da parte dell’opinione pubblica. Il caso più eclatante, a nostro modesto avviso, è quello dell’Abruzzo, che Edoardo Salzano ha ben spiegato nell’articolo che vi proponiamo:
“Si comincia a capire che il dopo terremoto in Abruzzo non è quel successo che le affabulazioni del primo ministro e l’efficienza del commissario avevano fatto credere agli ingenui e ai distratti. Le numerose famiglie lasciate allo sbando, le promesse mai mantenute sull’esenzione dalle tasse, le infiltrazioni mafiose e camorristiche negli appalti, i costi elevati delle abitazioni costruite sono fatti, svelati all’opinione pubblica grazie alle proteste della popolazione e alle denunce dei cronisti più attenti. Ma si comincia a comprendere qualcosa di più: grazie alle analisi di alcuni esperti che non hanno gettato alle ortiche lo spirito critico (cioè la capacità di guardare ai fatti dietro il luccichìo ingannevole della propaganda) si è compreso che, in Abruzzo e all’Aquila, si sta distruggendo una città e una società. Ne racconta i modi un rapporto costruito dal Comitatus Aquilanus, un gruppo di urbanisti e di esperti dei fenomeni sismici, dal titolo “L’Aquila: non si uccide così anche una città?”, curato da Georg Frisch. Dopo essere stato diffuso online poche settimane dopo il terremoto (nel sito eddyburg.it), è ora pubblicato in edizione cartacea dell’editrice Cluen. Critica quei modi anche il Consiglio superiore dei beni culturali, l’organo di consulenza scientifica del governo (di cui ha informato Francesco Erbani, in “Repubblica” del 17 dicembre scorso). Entrambi i documenti vanno al cuore del problema. Il modo scelto da Berlusconi e Bertolaso per riparare i danni del terremoto dà un tetto alle persone (non a tutte), ma distrugge la città. A differenza degli altri esempi recenti (il Friuli, l’Umbria) il governo non ha è puntato sulla ricostruzione delle città, delle loro economie, delle comunità formate dai loro abitanti. Non si è seguito l’esempio del Friuli (1976) e dell’Umbria (1997). Non si sono montati i ricoveri per le prime settimane accanto alle città e ai villaggi, lasciando il più intatto possibile il legame tra le persone e quello delle persone con i propri luoghi. Non si è iniziato, insieme al riparo provvisorio, il restauro degli edifici meno danneggiati e la pianificazione della ricostruzione delle strutture edilizie più compromesse o distrutte. Non si è avviato tempestivamente il restauro dei monumenti (le chiese, i conventi, i palazzi storici) nei quali si riconosce l’identità di quei popoli. Non è incentivata la ripresa delle attività locali (a partire dall’università e dagli istituti culturali, che della capitale dell’Abruzzo costituiscono anche la base economica), né si sono utilizzati per le costruzioni provvisorie materiali e maestranze e imprese locali. Eppure qualche iniziativa nata fuori dall’attenzione del governo e del suo commissario ha testimoniato la possibilità di legare anche gli interventi provvisori alle risorse locali. Ne racconta un bel dossier della rivista della Banca etica, “Valori” (anno 9, n. 75, dicembre 2009-gennaio 2010), che aggiunge le sue critiche a quelle delle fonti che abbiamo citato. In un articolo dal titolo “Ricostruzione ecologica e partecipata: un’eccezione alla regola” racconta la costruzione di un eco villaggio a Pescomaggiore, realizzato da un gruppo di giovani architetti con i paesani (il costo è un quinto di quelle di Bertolaso). E negli altri articoli racconta della “costruzione senza logica” e della “ricostruzione ferma”, dei “costi e sprechi del terremoto”, del “terremoto tesoro per la mafia”.“Non solo case per ricostruire una città”, è il titolo del dossier di “Valori”. É simmetrico rispetto al titolo del libro di Georg Frisch, “Non si uccide cos’ anche una città?”. Chi oggi comanda l’Italia non ha capito che le persone hanno bisogno di società, di mantenere i legami che da molti “io” fanno un “noi”. Che da moltissimi secoli l’uomo ha inventato le città per vivere, e che non basta avere un tetto sopra la testa se con questo si distrugge la città. É esattamente quello che rileva anche il Consiglio superiore dei beni e attività culturali quando, dopo aver ricordato che la ricostruzione promossa dal governo si fonda sui nuovi insediamenti realizzati in aree scelte senza alcun criterio logico nelle campagne intorno a L’Aquila, dichiara che ciò produce danni consistenti: “In condizioni di questo genere e dopo lo svuotamento dell’Aquila il rischio della fine del centro storico è reale. Né la sua riduzione a quinta teatrale e a outlet del circondario può essere considerata una rinascita. Sono infatti i cittadini più che monumenti e mura a fare una città, per cui solo se gli aquilani torneranno nella città, L’Aquila sarà salva”. (Edoardo Salzano – www.tiscali.it)
E così anche Paolo Bonaiuti, che ha la faccia più paciosa (e facciosa) di Charlie Brown, ha imparato la tecnica dell’interruzione continua per partecipare a Ballarò. Si vede che è una questione di linea politica: se sei di destra (anche se nasci socialista) devi seguire l’esempio di Gasparri, uno che, se sapesse quello che dice, avrebbe orrore di se stesso. Come diceva Petrolini, che però era un genio. Ma, tornando a Ballarò, la puntata prenatalizia ci ha fatto un regalo, quello di farci vedere com’è oggi L’Aquila, città distrutta dal terremoto prima e dalla falsa retorica poi. Tanto che, il bellissimo centro storico, sul quale Bruno Vespa versò sincere lacrime, subito dopo il terremoto, è ancora nelle stesse identiche condizioni di allora. E non si capisce come mai, il sommo conduttore non torni a documentare lo sfacelo della sua città sotto le intemperie invernali. Si vede che aquilani si nasce; destri senz’anima si diventa. (Maria Novella Oppo – l’Unità)
Gianni Sanna dovrebbe essere, a scanso di clamorose sorprese, il prossimo segretario del Pd per la provincia di Oristano. Un accordo di massima in tal senso sarebbe stato raggiunto, ieri, al termine di una riunione provinciale del Partito Democratico. Sanna, attualmente consigliere comunale, è stato in passato assessore comunale nella Dc (area di Ignazio Manunza), ed ha poi militato nei Popolari, Margherita, Progetto Sardegna, e Pd, dove alle ultime primarie si è schierato con la mozione Marino in campo nazionale, e con Silvio Lai (espressione della mozione Bersani) in ambito regionale. Visto che non siamo abituati a nasconderci dietro a un dito, diciamo che, come già accaduto in passato, non essendoci, a nostro parere, nel Pd di Oristano giovani di spessore, né figure emergenti e carismatiche, si è preferito ripiegare sul male minore, ovvero su un politico non di primissimo pelo, su un elemento navigato e di sufficienti capacità, che di tutto può essere espressione ma non certo di quell’effettivo rinnovamento a cui iscritti e simpatizzanti del Pd aspirano da tempo. La speranza di coloro che non sono entusiasti di questa soluzione e che, anzi, con Gianni Sanna sono critici (e noi siamo tra questi), è che, in estrema sintesi, non avendo Sanna complessivamente fatto sfracelli tra i banchi del consiglio comunale, possa finalmente ritrovare gli stimoli necessari per traghettare il Pd fuori dall’attuale abulia, e trasformare un simil-partito in un partito reale.
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“No al nucleare”. Il sindaco di Oristano lo ha ribadito, questa mattina, nel corso di una conferenza stampa, convocata all’indomani delle decisioni assunte dal governo, che ha stabilito i requisiti che devono avere i territori dove saranno realizzate le centrali nucleari. Il governo non ha ancora scelto le località che dovranno attendere le scelte degli operatori e che poi dovranno passare il vaglio del ministero dello Sviluppo Economico e dell'Agenzia del Nucleare, ma ha stabilito lo schema di "parametri tecnico-ambientali" che servono ad individuare quelle macro-aree che dispongono i requisiti necessari per l'energia atomica. In base al testo approvato dal Consiglio dei Ministri serviranno molta acqua, poca sismicità, e distanza da aree abitate, oltre ad un posizionamento strategico per il sistema energetico e la rete elettrica nazionale. Lo schema di decreto, che ora dovrà passare attraverso la conferenza Stato-Regioni e le commissioni parlamentari, prima di tornare al Consiglio dei ministri, prevede anche una serie di benefici economici per gli enti locali interessati. Di fronte a queste scelte il sindaco di Oristano ha annunciato passi ufficiali e ha espresso “…totale disapprovazione, personale e istituzionale di fronte anche a una semplice ipotesi. Il comune si è già espresso con una mozione approvata dal consiglio comunale e lo stesso statuto comunale, nei principi fondamentali, dichiara l’indisponibilità del territorio comunale ad ospitare impianti nucleari. La Sardegna deve far valere la sua autonomia, difendere le sue scelte di sviluppo e accettare quattro soldi di incentivi significherebbe solo svilire il nostro territorio”. La nostra regione ha la fortuna di poter sfruttare altre fonti energetiche – ha detto il sindaco -. Per questo motivo la Regione deve farsi promotrice di una forte azione per la realizzazione di impianti capaci di sfruttare il sole, il vento e le biomasse. Fonti energetiche pulite, sicure e a basso costo, capaci di assicurare sviluppo e occupazione, che Oristano sta già prevedendo nel nuovo Piano urbanistico”.
“Fino a quando non saranno disponibili i parametri dei criteri relativi alle localizzazioni, non sarà possibile valutare ipotesi di singoli siti. Le speculazioni più o meno fantasiose su singole localizzazioni sono del tutto premature". Lo ha affermato il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, in un'intervista a “Il Giornale”, parlando del decreto con cui, due giorni fa, il Consiglio dei ministri ha fissato i criteri per individuare le località che ospiteranno le nuove centrali nucleari e il sito nazionale per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi. "Penso che con una quota del 25% di nucleare a regime - spiega il ministro - i costi possano scendere del 25-30%, con un significativo effetto sulle nostre bollette. Anche se questo dipende dal prezzo del petrolio". Secondo il ministro, il ritmo di crescita più lento dell'Italia, rispetto agli altri grandi paesi europei negli anni passati, è dipeso anche dal costo dell'energia che grava su imprese e cittadini: "Come ha detto anche il ministro Giulio Tremonti, l'Italia ha due grandi anomalie economiche: l'elevato debito pubblico e l'alto costo dell'energia, che penalizza famiglie e imprese. Il risultato è che negli ultimi quindici anni l'Italia ha registrato un incremento del Pil costantemente inferiore alla media europea" .
Ieri il primo passo, con la consegna della documentazione negli uffici della Capitaneria di porto. Avviato l'iter per ottenere la concessione delle aree demaniali e di una lingua di terra, a pochi passi dal chiosco della spiaggia di Is Arenas, dove sbucherà il cavo sottomarino. Il progetto per un parco eolico a trenta chilometri dalla costa è pronto. L'idea era nata qualche tempo fa proprio mentre, in Consiglio comunale di Cuglieri, si decideva di contrastare l'altro progetto: “Se il problema sono le pale visibili dalla costa, basta sistemarle a debita distanza”, aveva pensato Giuseppe Idda, ingegnere e consigliere comunale di Cuglieri, impegnato nella lotta al parco eolico, che ha sollevato tante perplessità. E che ha visto una sollevazione popolare, il progetto proposto dalla società Janna (formato dal gruppo “Bentu 'e soi” e dagli altri soci Giovanni Luigi Pala, Marco Murru e Giuseppe Idda) non dovrebbe produrre impatto ambientale. Quanto meno stando alle parole dei progettisti, convinti che a quella distanza le pale eoliche potrebbero sembrare formiche. Le pale saranno 72, sistemate una accanto all'altra al largo della spiaggia di Is Arenas, Torre del Pozzo, Capo Marrargiu, Capo Nieddu, Su Pallosu e l'isola di Maldiventre. “L'area è baricentrica, e trenta chilometri dalla costa è una distanza sufficiente per essere poco visibile”, spiega l'ingegner Idda. “Potrebbero avere un impatto ambientale pari a zero. La pale, sistemate oltre l'isola di Maldiventre quasi al limite delle acque internazionali, neppure si vedrebbero». Ieri, dunque, è stato compiuto il primo passo dell'istruttoria con la consegna della richiesta per le concessioni alla Capitaneria di porto. “Ottenuto il benestare sulle aree, la fase successiva sarà la valutazione di impatto ambientale - ha spietato Giuseppe Idda -, per poi ottenere, speriamo, la concessione definitiva. Per tutti questi passaggi sarà necessario non meno di un anno”. Si tratta, secondo la società, di un progetto innovativo. “Sarebbe il primo in assoluto, non produrrà alcun impatto ambientale visto che sorgerà distante e al di fuori del banco di poseidonia. La novità riguarda poi la struttura: l'aerogeneratore è basato su una piattaforma semisommersa ancorata alle zavorre mediante tiranti. La sistemazione dell'impianto non modificherà in alcun modo l'ambiente: al termine della concessione non resterà nulla sul fondo”. (Patrizia Mocci – L’Unione)
Venerdì 25 dicembre e venerdì 1° gennaio, il servizio di nettezza urbana e di raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani sarà sospeso. Servizio regolare, invece, sabato 26 dicembre, sabato 2 e mercoledì 6 gennaio, secondo il calendario di raccolta per le varie zone della città, con la sospensione pomeridiana del ritiro degli imballaggi di cartone. Per chi volesse smaltire i rifiuti può comunque rivolgersi all’Ecocentro, in via Parigi, che rimarrà aperto dalle 6 alle 12 nelle giornate del 26 dicembre e del 2 gennaio.
Hanno preso il via nei giorni scorsi, e interesseranno sessanta comuni su un totale di 88 della provincia di Oristano, le rassegne e i concerti di canti natalizi, che vedranno impegnati cori, tenores e bande musicali dell’ Oristanese, durante tutto il periodo delle festività di Natale e inizio d’anno. Il programma è stato predisposto dall’assessorato allo Spettacolo ed Eventi della Provincia di Oristano. “Grazie all’egregio lavoro portato avanti dagli uffici - haspiegato l’assessore provinciale, Serafino Corrias -, siamo riusciti a soddisfare tutte le richieste che ci sono pervenute da buona parte dei comuni della provincia, che hanno aderito al nostro bando. La Provincia di Oristano ha scelto di promuovere, in maniera organica e razionale, l’attività concertistica nel periodo natalizio, allo scopo di raggiungere tutti i paesi, anche quelli più piccoli, del nostro territorio, dove difficilmente si poteva assistere all’esibizione dei cori o tenores”. Per maggiori informazioni sul programma completo della manifestazione si può consultare il sito istituzionale della Provincia www.provincia.or.it oppure rivolgersi all’ufficio turistico, in Piazza Eleonora, ad Oristano.
“Il Capodanno dei sardi nel cuore dell’isola”. All’insegna di questo slogan, il 31 dicembre tre piazze oristanesi saranno protagoniste nella notte di San Silvestro. Unico comun denominatore la Sardegna, la sua cultura, la sua musica e le sue tradizioni enogastronomiche. Anche quest’anno Comune, Provincia, Gal Terre Shardana, Confesercenti e Camera di Commercio, hanno compiuto un lavoro sinergico per i festeggiamenti di fine anno. Ancora una volta, l’unione delle forze economiche degli enti operanti nel territorio oristanese, permetterà di fare una doppia scelta di campo. La prima riguarda l’attenzione verso la situazione generale di crisi delle famiglie, permettendo a oltre 350 persone di poter scegliere un cenone in piazza, con animazione, a base di prodotti tipici del nostro territorio. Costo del cenone quindici euro. Una scelta che mira a valorizzare i prodotti locali e a promuovere il consumo di prodotti tipici. Anche per musica si è privilegiato l’espressione artistica della Sardegna e degli artisti sardi, che si alterneranno sui palchi delle piazze Corrias, Eleonora e Roma. In piazza Roma, con i fuochi d’artificio della mezzanotte, lo spettacolo sarà capitanato da Giuliano Marongiu, che farà salire sul palco le voci mediterranee dei Tamurita, le launeddas di Roberto Tangianu, Soleandro, Giuseppe Masia e tanti altri. Gli artisti illustreranno il loro programma, il 30 dicembre, in occasione del Mercato Terre Shardana del Gal Terre Shardana, che offrirà, anche quest’anno, una occasione in più per fare la spesa di fine anno con spettacoli non in cartellone. Il mercato dei produttori Terre Shardana, proporrà oltre venti produttori del Montiferru, del Barigadu, del Sinis, Planargia. I prodotti proposti saranno garantiti dal marchio “Terre Shardana”. La lavorazione e il costo alla vendita rispondono ad un preciso e rigoroso disciplinare del Gal Terre Shardana, sottoposto costantemente alle verifiche istituzionali e a quelle dell’Adiconsum.
Di greg (del 22/12/2009 @ 13:00:09, in politica, linkato 1026 volte)
L’applicazione dello “spoil system” da parte della bislacca giunta regionale di centro-destra ha avuto un primo stop. Il Tar della Sardegna ha, infatti, annullato la nomina del commissario straordinario del comune di Bidoni', decisa dalla giunta regionale con delibera del 16 luglio scorso e con decreto del presidente della Regione del 6 agosto. Un ceffone importante, ben assestato e non certo da sottovalutare, che dovrebbe ricondurre alla ragione chi ha mostrato tutto il suo dinamismo amministrativo soltanto nell’occupare qualsiasi tipo di poltrona, importante o meno che fosse. I giudici amministrativi della seconda sezione, confermando, peraltro, l'esito favorevole già espresso con un'ordinanza cautelare il 23 settembre scorso, hanno accolto il ricorso di Andreina Secchi, segretario comunale in pensione ed ex commissario del comune, nominata nel settembre 2008, in sostituzione del commissario prefettizio dimissionario, Massimo Torrente, annullando gli atti della giunta e condannando la Regione al pagamento delle spese. La ricorrente - si legge nella sentenza - avrebbe dovuto mantenere l'incarico "…fino all'insediamento degli organi ordinari, a norma di legge". Ma così non è stato. Nel luglio di quest'anno la giunta, per "…garantire l'ordinaria amministrazione del comune a mezzo di commissario straordinario", ha nominato commissario straordinario del Comune di Bidoni' la dottoressa Serafina Angela Massidda. Il legale della ricorrente, Piero Franceschi, ha lamentato "…un grave difetto di istruttoria e travisamento dei fatti, oltre la carenza di motivazione". Gli atti impugnati, scrivono gli avvocati, "…omettono di considerare che, alla data della loro adozione, era già regolarmente in carica, in quanto mai decaduto o revocato, un commissario straordinario nominato fino all'insediamento degli organi ordinari".I giudici Rosa Panunzio (presidente), Francesco Scano (consigliere) e Tito Aru (consigliere estensore) hanno rigettato la tesi difensiva secondo la quale, "…il fatto che le elezioni amministrative del 6 e 7 giugno 2009 non si siano svolte per assenza di liste di candidati, avrebbe automaticamente determinato, da un lato, la cessazione della gestione commissariale affidata alla ricorrente e, dall'altro lato, il verificarsi di una nuova e autonoma causa di commissariamento del comune, con conseguente necessità di individuare una nuova figura commissariale per la quale, nell'esercizio dei poteri di ampia discrezionalità amministrativa di cui dispone l'ente regionale, è stata scelta, appunto, Serafina Angela Massidda." Per i giudici "…deve escludersi che l'esito negativo del procedimento elettorale svoltosi nel comune di Bidonì nell'ultima tornata elettorale - interrotto per assenza di candidature - abbia determinato una situazione di vacatio amministrativa, tale da ritenere sussistente (come affermato nella delibera del 16 luglio 2009) “... la necessità di garantire l'ordinaria amministrazione del comune a mezzo di commissario straordinario”. La precedente nomina della Secchi, infatti, sebbene completamente ignorata in sede di adozione degli atti impugnati, indicava chiaramente come termine finale - si legge ancora nella sentenza - l'insediamento degli organi ordinari di amministrazione del comune, da compiersi, ovviamente, previo svolgimento, nell'ente locale, delle operazioni elettorali. La nomina di un altro commissario - conclude il Tar - è stata adottata sull'unico presupposto della necessità di assicurare l'ordinaria amministrazione del comune di Bidoni' a mezzo di commissario straordinario, senza considerare che a tale necessità aveva già assolto il decreto di nomina della ricorrente, ancora esistente ed efficace al momento dell'adozione del provvedimento impugnato". Sulla vicenda, nel luglio scorso, i consiglieri regionali del Pd, Mario Bruno e Gian Valerio Sanna, avevano presentato un'interrogazione al presidente della Regione e all'assessore all'Urbanistica, Gabriele Asunis. Secondo i due consiglieri, attraverso le prerogative concesse dalla legge alla giunta in materia di nomina commissariale nei comuni, l'esecutivo stava compiendo "…una e vera e propria attività di “spoil system”, ovvero di distribuzione a propri simpatizzanti della titolarità di cariche o funzioni pubbliche".
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"Appena tre mesi fa è stato votato dal consiglio regionale un ordine del giorno unitario, per ribadire il proprio no". Lo ha precisato l'assessore regionale alla Programmazione, Giorgio La Spisa, dopo che il Consiglio dei ministri ha approvato lo schema di decreto legislativo che precisa i criteri per individuare i siti destinati a ospitare le nuove centrali nucleari e che prevede la realizzazione di un sito di stoccaggio dei rifiuti radioattivi. "Nel decreto non c'è traccia dei siti- ha sottolineato il capogruppo del Pdl in consiglio regionale, Mario Diana, in riferimento a voci che indicano Oristano fra le località che potrebbero ospitare una delle centrali -. "Le località individuate dall'opposizione – ha detto Diana - sono sempre le stesse su cui, da mesi e mesi, a cadenza regolare, si scatenano ridde di voci, che hanno come unica finalità quella di terrorizzare i cittadini"
Il Consiglio comunale di Oristano ha approvato il bilancio consuntivo e quello di previsione dell’Istar. L’assessore alla Cultura, Luca Faedda, ha evidenziato le difficoltà finanziare dell’Istituto storico arborense che dal 2007 non riceve più il contributo da parte della Regione “...che fortunatamente da quest'anno, accogliendo le richieste del comune, erogherà nuovamente un finanziamento di 50 mila euro, che andrà a sommarsi ai 25 mila euro messi a disposizione dal comune di Oristano. Non siamo in grado di dire se si tratti di un finanziamento stabile, ma grazie a questi fondi quest'anno si potranno portare a compimento le pubblicazioni che erano rimaste bloccate per la scarsità di fondi”. Per il nono anno consecutivo sarà confermato il concorso per le scuole “Conoscere il giudicato di Arborea” e si dovrebbe procedere con la stampa e la pubblicazione di materiale inedito della Carta de Logu, e un ciclo di convegni e seminari che ruoteranno intorno a questo importante documento. “L'Istar – ha detto Faedda - proseguirà con l'attività divulgativa nelle scuole, la collaborazione con l’archivio storico del comune di Oristano e con prestigiose università”. Nella seduta di ieri il consiglio comunale ha anche ratificato una variazione al bilancio 2009. Una variazione, come ha spiegato l’assessore, Alessandro Lisini, da 132 mila euro, fondi che provengono dal fondo delle alienazioni e sono destinate alle spese per la collaborazione tecnica al nuovo Puc, per i sistemi di sicurezza di Palazzo degli Scolopi, per il sistema anti incendio dell’archivio storico, per la manutenzione straordinaria degli immobili di proprietà comunale, per l’ufficio permanente della protezione civile, per lavori di manutenzione straordinaria e sistemazione di viale san martino e viale cimitero. Il consiglio comunale ha, inoltre, approvato all’unanimità il regolamento che disciplina l’albo. Le associazioni culturali e di spettacolo oristanesi da oggi potranno, quindi, contare su un apposito albo comunale. L’assessore Luca Faedda ha spiegato che l’albo consentirà di avere la piena conoscenza degli operatori culturali e di spettacolo per agire meglio in fase di programmazione delle manifestazioni e per garantire maggiore trasparenza nell'erogazione di eventuali contributi. “Accanto all’albo – ha spiegato Faedda - sarà predisposta la modulistica necessaria per la richiesta dei contributi e questo ci consentirà di dare un po' di ordine alle richieste che arriveranno.L’albo – ha proseguito – consentirà di censire e monitorare le realtà culturali e di spettacolo operanti sul territorio comunale, conoscerle e valutare le attività realizzate. Possono iscriversi all'albo le associazioni culturali, le compagnie teatrali, le orchestre, le associazioni di volontariato che operino prevalentemente nel campo dello spettacolo, le cooperative o altri soggetti che svolgano prevalentemente la propria attività nel campo della cultura e dello spettacolo”. Il regolamento stabilisce che l'iscrizione all'albo debba essere fatta ogni anno dal primo giugno al 30 settembre. “Compatibilmente con i programmi annuali e pluriennali predisposto dall'amministrazione nei settori della scultura e dello spettacolo gli operatori iscritti all'albo saranno interlocutori prioritari attraverso sovvenzioni, contributi e ausili e attribuzione di vantaggi economici”, ha spiegato l’assessore Faedda. Per il presidente della commissione Cultura, Giuseppe Sanna, “…le potenzialità di questa città dal punto di vista culturale sono straordinarie. Tuttavia, molte associazioni lavorano in ombra senza essere valorizzate per quel che valgono. Altre magari vengono più in luce pur non riuscendo a concretizzare in maniera consistente le loro effettive potenzialità. Il comune ha l'esigenza di capire quante sono le associazioni, i movimenti, gli operatori che lavorano nel culturale, anche per garantire la massima trasparenza nel rapporto dell’istituzione con loro, che potranno essere valutate attraverso la programmazione di indirizzo che l'amministrazione vorrà dare”. Nel dibattito sono intervenuti Mario Marazzi (Forza Italia verso il Pdl), Gianni Sanna (Pd), Alberto Cauli (An), Giuliano Uras (Udc), Davide Tatti (Fortza Paris) Angelo Angioi (Pdl), Umberto Capoccia (Forza Italia verso il Pdl), Paolo Sulis (Gruppo misto).
La giunta comunale di Oristano, su proposta dell’assessore ai Lavori pubblici, Andrea Lutzu, ha approvato il progetto definitivo ed esecutivo per la realizzazione degli interventi di adeguamento e completamento degli impianti fognari. “Con una spesa di 157 mila euro interverremo negli impianti della città e delle frazioni – ha spiegato l’asessore Lutzu -. Si tratta di economie realizzate dal progetto generale di 700 mila euro. Grazie a queste risorse potremo realizzare un nuovo tratto di condotta fognaria a Nuraxinieddu, nella via Cortis, dove si è reso necessario sostituire il vecchio impianto non più in grado di garantire un normale funzionamento. Altre interventi, più piccoli, sono previsti in diversi punti della città”. Il progetto prevede, infatti, lavori a Chirigheddu, in prossimità del ponte ferroviario e all’incrocio tra via Sardegna, via Ricovero e via Marconi. “Con questo progetto si interverrà anche per il rifacimento delle solette di numerosi pozzi sifonati di caditoie stradali – ha aggiunto Lutzu -. È un’operazione che si rende necessaria per la difficoltà ad operare nella normale pulizia dei sifoni. In questo modo potremo rimuovere la sabbia e il fango, che si sono accumulati nel tempo, che impediscono il normale deflusso delle acque. Le nuove solette avranno due aperture in collegamento con i vani sifone che favoriranno le operazioni di pulizia e rimozione dei detriti”.
Sempre per quanto riguarda Andrea Lutzu, questa mattina l’assessore comunale ha rassegnato le dimissioni dal Consiglio direttivo dell’IMC, il Centro Marino Internazionale, di Torregrande.
Domani mattina, il sindaco di Oristano, l’assessore al Turismo e allo Spettacolo, Marzio Schintu, i presidenti della Camera di Commercio, Pietrino Scanu; del Gal Terre Shardana, Antonello Solinas; del Bic Sardegna, Giuseppe Mattolo; e il direttore della Confesercenti, Salvatore Poddi, presenteranno ai giornalisti le manifestazioni in programma a Oristano per la fine dell’anno. La conferenza stampa si terrà domani mattina, mercoledì 23 dicembre, alle 11, nella sala giunta del comune di Oristano (Palazzo Campus Colonna).
La Asl di Oristano informa che l’attività del laboratorio di analisi, diversamente dagli anni precedenti, non sarà sospesa nei giorni prefestivi. Il laboratorio dell'Ospedale San Martino e i punti prelievo territoriali saranno aperti anche giovedì 24 e giovedì 31 dicembre, a disposizione sia dei pazienti ricoverati che dell'utenza ambulatoriale esterna. Sabato 2 gennaio 2010 l'attività dei prelievi esterni sarà, invece, limitata alle sole urgenze, che saranno valutate dal medico responsabile della sala prelievi.
Torna anche quest'anno la rassegna dei presepi “Sulla via dei re magi”, manifestazione organizzata dagli ospiti e dagli operatori della Casa Famiglia di Ales, con la collaborazione dell'Aris (Area riabilitazione e inserimento sociale) e il patrocinio dell'Azienda Sanitaria Locale n°5, per favorire l'inclusione sociale e il reinserimento sul territorio delle persone affette da disturbi psichici. Si tratta di una mostra itinerante di sacre rappresentazioni, allestite da enti, istituzioni, associazioni di volontariato, locali commerciali e privati, invitati a realizzare un presepe nelle forme più diverse e inconsuete, senza limiti stilistici ed espressivi, con l'obiettivo di creare una rete ideale sul territorio tessuta attraverso il motivo conduttore del Natale, e di abbattere le barriere fra il “dentro” e il “fuori” le Case famiglia e, più in generale, le strutture in cui sono ospitati i soggetti affetti da sofferenza mentale. Oltre quaranta le adesioni giunte quest'anno ad una manifestazione che compie otto anni e che si è estesa nel corso del tempo fino a scavalcare i confini provinciali: all'appello saranno presenti anche un presepe del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura di Nuoro ed uno di Orani. Altra novità di quest'anno è la partecipazione del Museo Diocesano di Ales, che ospiterà un presepe murario, e dell'associazione Meeting, la cui collaborazione ha permesso l'allestimento di una sacra rappresentazione al secondo piano del Centro Commerciale “Porta Nuova” di Oristano. Folta la partecipazione dei centri della Marmilla, ma anche di quelli della Planargia: una fitta rete di presepi che unisce idealmente, nel segno della solidarietà, le parti più estreme e lontane della provincia. “Sulla via dei Re Magi”, che vanta una quasi decennale esperienza, ha negli anni prodotto lavori di estremo pregio dal punto di vista creativo ed artistico: da segnalare il presepe realizzato in pietra, quelli allestiti con elementi di consumo quotidiano, come biscotti e pasta, quelli creati con oggetti riciclati o quello che richiama alle antiche tradizioni contadine della Sardegna, quello di fiammiferi e quello di terra cruda. Opere che hanno restituito, in una maniera inconsueta e originale, il senso di un servizio socio-sanitario realmente costruttivo, riabilitante e mirato all'inclusione dei soggetti in cura. Intanto, anche gli operatori del Servizio di Igiene Pubblica della Asl n°5 hanno allestito un originale presepe, visitabile al primo piano della sede legale dell'azienda, in via Carducci 35. Un piccolo segno di festa, che vuole testimoniare la volontà di umanizzare i luoghi di cura, rendendoli più accoglienti e vicini agli utenti.
I Concerti Barocchi nelle Città Regie – Concerti di Natale 2009, organizzati dall’associazione musicale e culturale “Orchestra Karalis”, con il contributo dell'assessorato regionale al Turismo, e con il patrocinio e il contributo della Provincia di Cagliari e dei Comuni di Oristano, Cagliari, Iglesias, faranno tappa ad Oristano, domenica 27 dicembre, alle 20, nella chiesa di San Francesco. Il concerto ”In Nativitate Domini”, eseguito dal gruppo vocale “Laeti Cantores”, diretto da Giovanni Schirra, esguirà Mottetti e brani di H. Schütz, F. Guerrero, H.L. Hassler, L. Marenzio, T.L. de Victoria, J. Clemens non Papa, C. Monteverdi, L. Compère, M. Praetorius, T. Arbeau, G.Fr. Händel, dal Libre Vermell, Discanto di Milano, Piae Cantionis, più anonimi francesi, inglesi, spagnoli, dal Medioevo al XVIII secolo.
Di pig (del 18/12/2009 @ 18:30:38, in politica, linkato 939 volte)
Dimenticare Renato Soru? La Sardegna progressista (e forse non solo quella) vive da quasi un anno la sindrome dolorosa della perdita del padre. Un padre discusso, forse, e persino qualche volta contestato. Ma al tempo stesso molto amato, e sentito da una parte del popolo del centrosinistra come l'espressione più autentica di un'altra Sardegna, autonomista in modo concreto e incisivo (non sterile e inutilmente rivendicativo), moderna, protagonista in prima persona. Soprattutto a schiena dritta. L'eredità di Soru, caduto - lo si dice qui per inciso - anche per effetto del fuoco amico al quale è stato a lungo sottoposto nel corso della legislatura dai partiti della sua maggioranza - è di quelle ingombranti. Ne costruiscono parti essenziali la politica di riappropriazione delle risorse fiscali che lo Statuto vigente assegna alla Regione sarda (e che lo Stato aveva a lungo omesso di versare nelle casse sarde), la difesa intransigente delle coste e in generale dei beni naturali ed ambientali, la contestazione attiva dell'occupazione militare dell'isola, la semplificazione amministrativa e istituzionale con la soppressione degli enti regionali inutili e il disboscamento della giungla della formazione professionale, la moralizzazione e ristrutturazione della sanità pubblica, il forte intervento in materia di scuola e in generale di cultura (con un investimento in formazione che non ha l'eguale nei decenni precedenti), l'intera partita dell'urbanistica (in chiave antispeculativa), la modernizzazione degli assetti comunicativi, l'immagine stessa della Sardegna (che con Soru ha avuto una tantum l'onore delle prime pagine nazionali e dei servizi nelle tv che contano). Non è un patrimonio poco rilevante. Si tratta quindi di decidere cosa ne faremo, di quell'eredità. Se ce la lasceremo alle spalle in nome di più vaste alleanze (come vorrebbe forse chi ha vinto di misura le recenti primarie nel Pd regionale), o se ne facciamo viceversa la base per riprendere il discorso, e per portarlo avanti con vecchie e nuove aggregazioni. Il riformismo di Soru ha avuto due segni, apparentemente contrastanti tra loro. Ha goduto, specie in certi momenti della legislatura, di un consenso visibile, di piazza, caldo e entusiasta. Ma al tempo stesso si è alienato una ad una tutte le roccaforti del potere che contano, tutte le corporazioni, gli interessi forti e quelli meno forti. Ha avuto contro - tutti insieme - i sindaci dei comuni costieri espropriati dell'uso discrezionale degli strumenti urbanistici, la piccola edilizia implicata nelle costruzioni selvagge, i baroni della medicina espropriati dalla riforma sanitaria, gli architetti sardi seccati del ricorso nelle gare ai grandi nomi dell'élite professionale internazionale, le migliaia di clientes gravitanti sulla torta della formazione professionale, i maddalenini dispiaciuti di perdere la rendita di posizione rappresentata dai militari americani di stanza nella base, gli agricoltori a torto o a ragione convinti di essere stati abbandonati. E poi l'indotto della politica isolana, quel vasto mondo nascosto nel quale candidature e voti si scambiano con favori e prebende, tagliato fuori dalla vena moralizzatrice del leader. E i sindacati, persino, spiazzati dalle politiche di vertice della Regione, privati del loro potere di contrattazione. Ecco, le politiche di vertice: e dunque l'elitismo di Soru, il suo modo personalistico di guidare la Giunta, il suo cattivo carattere (anche questo si è detto, in un continuo tam tam delegittimante proveniente spesso da ambienti che avrebbero dovuto essergli amici). Insomma, un riformismo di minoranza, d'avanguardia, in splendido isolamento. In realtà, se qualche volta così è stato (o è sembrato essere) la colpa più che di Soru sta nei partiti della sua coalizione. Che avrebbero dovuto - loro sì - costruire consenso, creare un'opinione stabile pro-riforme, spiegare ai ceti temporaneamente colpiti (non esiste riformismo che non colpisca qualcuno) i vantaggi che sarebbero derivati dalle razionalizzazioni. Chiusi in Consiglio regionale e legati a prospettive miopi di bassa lottizzazione, i partiti di centrosinistra hanno viceversa per lo più scavato la propria fossa. Questo per il passato. Ma il punto, ora, è un altro: quelle politiche, quella spinta riformista, sono ancora valide? E, soprattutto, possono riprendere fiato ed essere riproposte, sia pure sotto altre forme e in tempi diversi? La risposta a questa domanda non può che essere affermativa. Sì, sono validissime. E vanno riprese con coraggio e al tempo stesso con capacità di innovarne modalità e linguaggio. Validissime perché la Sardegna non può più andare a traino di politichette rivendicative come avveniva nel passato pre-Soru. Non può più affidarsi (come si è illusa di fare nel disastroso esordio della giunta Cappellacci) alla mediazione di un ceto politico prono ai desideri del Governo centrale, nell'illusione di riceverne in cambio chissà quali benefici. Se questa è stata la scelta sventurata degli elettori che in febbraio hanno votato per il centro-destra, è già fallita miseramente: lo dicono la crisi della chimica di Porto Torres (per non parlare dell'intera filiera sarda), la chiusura dell'Euroallumina, la soppressione del G8 alla Maddalena e di tutte le opere programmate (compresa la strada della morte, la Sassari-Olbia), il Piano casa della Giunta che cementifica di nuovo l'isola e tutte le scelte lottizzatorie in atto nella sanità e negli enti regionali. A distanza di pochi mesi persino un'autorevole personalità della maggioranza come il senatore Beppe Pisanu dice senza peli sulla lingua che Cappellacci è inadeguato, che ci vuol altro. Validissima, la ricetta Soru, perché corrisponde a un'idea di Sardegna più che mai attuale. Il mondo che verrà, quando questa immensa crisi finanziaria e produttiva su scala mondiale sarà passata, potrebbe essere molto diverso da quello che abbiamo alle spalle. La scena internazionale non sarà più monopolizzata da un solo grande paese, ma vi giostreranno nuovi protagonisti emergenti: la Cina, che cresce ad un ritmo che è il triplo degli altri, l'India, forse il Brasile, certamente la Corea del Sud. Il Mediterraneo sarà sempre più attraversato dal grande flusso migratorio che già lo caratterizza. Continueranno ad arrivare gli immigrati. La popolazione demograficamente in affanno della vecchia Italia - qualunque muro pretendano di erigere quelli della Lega - è destinata a innovarsi con forze fresche, inclusioni comunitarie (già succede coi romeni) ed extracomunitarie. Il Nord Africa, la stessa Africa sahariana busseranno alle nostre porte e non potremo ignorarlo. E' troppo avveniristico pensare che la Sardegna, ponte ideale tra i due mondi, potrebbe assumere in tutto ciò una sua funzione specifica? Diventare il traghetto dello sviluppo che verrà? E' troppo ottimistico supporre che, invece di subire il processo in atto, ne potrebbe essere parte integrante, e non solo come terra di accoglienza? Viviamo l'epoca delle grandi reti, un'età della globalizzazione nella quale non contano tanto le riserve di risorse materiali quanto l'accumulazione in termini di intelligenza, di ricerca, di innovazione, di fantasia creativa. E se puntassimo lì, su quel terreno inedito, tutte le nostre carte? Se rovesciassimo le nostre debolezze storiche (a cominciare dall'insularità) in punti di forza? Se concentrassimo le risorse finanziarie pubbliche in un Piano di Rinascita delle intelligenze, puntando sulla rivitalizzazione dei due atenei isolani e sul potenziamento o nuovo radicamento di centri di ricerca di eccellenza? Si sente più che mai il bisogno di una riflessione sui compiti della politica in Sardegna (parlo naturalmente della politica riformista) e sugli orizzonti dei prossimi anni. Partiamo da Soru, naturalmente. Mettiamo a frutto la sua lezione, che è stata quella di non temere di pensare e di progettare in grande. E aggiungiamoci pure tutta la tattica che pensiamo necessaria, tutta la politica delle alleanze che riteniamo indispensabile. Lavoriamo a ricostruire un blocco non solo di sigle di partito (che non resisterebbe alle prime contraddizioni) ma di pezzi vivi e vitali della società sarda. Si vince non aggregando alla rinfusa chi sta contro la destra, magari in base a qualche promessa di spartizione futura, ma mettendo insieme razionalmente gli interessi sociali progressisti, le forse vive della Sardegna del futuro. Consorziandoli e cementandoli intorno a un progetto alto e condiviso di trasformazione della realtà. (Guido Melis, deputato Pd – www.sardegnademocratica.it)
Questo, quanto ha scritto Guido Melis su Renato Soru. L’ex presidente della Regione, dopo mesi di silenzio, dopo il ko delle regionali, ha rotto nuovamente il ghiaccio, parlando a tutto campo di politica in una intervista rilasciata, recentemente, al settimanale “Panorama”, che vi riproponiamo:
Per la prima volta, l'ex governatore della Sardegna ammette i suoi errori. Ma difende la tassa sul lusso, l'impegno ecologico e le primarie del Pd. "L'Unità"? Sono pronto a venderla". "In politica non bisogna mai avere troppa fretta. Io l'ho imparato a mie spese, da presidente della Sardegna, pensando di poter cambiare il mondo in cinque anni. Perciò oggi penso che Pier Luigi Bersani non si debba far divorare dalla fretta di mandare a casa Silvio Berlusconi; bisogna prima fare in modo che il progetto del Pd sia ben chiaro agli italiani". Da dieci mesi Renato Soru non è più governatore della Sardegna: è tornato a tempo pieno a fare il patron della sua Tiscali, ma non ha perso la passione per la politica. E non solo perché è editore della gloriosa Unità, acquistata nel maggio del 2008. Ora, per la prima volta dopo le elezioni regionali perse a febbraio contro il candidato del Pdl, Ugo Cappellacci, l'uomo che era stato addirittura considerato un possibile leader nazionale del centrosinistra rompe il silenzio.
Quanto le manca la poltrona di governatore?
Ho sofferto per la sconfitta, certo. Ma oggi che sono rientrato in azienda lavoro con entusiasmo, non ho vuoti da riempire. E penso che la politica, in altro modo, continuo a farla. Per esempio preoccupandomi che la mia azienda esca dalle difficoltà senza licenziare nessuno, come finora ha fatto. Ha detto addio a una forma più diretta di impegno politico?
No: ho creato un'associazione che si chiama Sardegna democratica e nei finesettimana partecipo spesso a convegni dove si parla di temi importanti per la mia regione come ambiente, scuola, energia. E faccio parte dell'assemblea nazionale del Pd. Si è dato una ragione della sconfitta?
La prima ragione è che gli italiani si formano un'opinione attraverso la tv, e io non l'ho avuta dalla mia parte, soprattutto nel momento decisivo. Si potrebbe obiettare che questa condizione non le aveva impedito di vincere nel 2004...
E infatti attribuisco più rilevanza al secondo motivo. Cinque anni di riforme urgenti, necessarie ma drastiche in quasi tutti i campi, mi hanno alienato le simpatie di troppe lobby. Quali lobby ha sfidato?
Tutte. Ho tagliato più di 1.000 poltrone, fra enti di tutti i tipi. Ho soppresso 24 comunità montane, ho tolto alla Coldiretti il controllo sulle dighe e sui consorzi di bonifica, ho messo ordine nella mangiatoia della formazione professionale che sprecava 300 milioni di euro l'anno, ho tagliato i costi della sanità sfidando anche la lobby della sanità privata. Ho fatto il piano paesaggistico regionale trovandomi contro tutti gli immobiliaristi... Errori non se ne rimprovera?
Quando fui eletto governatore, avevo appena inaugurato la nuova sede di Tiscali: solo un anno dalla prima pietra all'apertura. Pensavo che anche in politica si potesse fare lo stesso. Ho sottovalutato l'inerzia della pubblica amministrazione, l'eccesso di regole a volte confuse e contraddittorie. Veramente l'hanno accusata anche di ruvidità, di scarsa comunicazione con il resto del mondo.
Questo è falso. La mia amministrazione era accessibilissima. Ricevevo nel giro di uno o due giorni chiunque volesse incontrarmi. Quanto alla comunicazione, forse sono stato io a sottovalutarne l'importanza. Ma resta il fatto che per cinque anni non sono stato mai intervistato né dall'Unione sarda né da Videolina. L'accusano anche di avere allontanato i turisti con una politica un po' talebana: la tassa sul lusso e quella sulle barche.
I sardi non hanno affatto vissuto negativamente queste decisioni. Quanto alla tassa sul lusso, ha patito anche un nome sbagliato, caricaturale, inventato dal Corriere della sera. Serviva a creare risorse per tutelare l'ambiente e per lo sviluppo delle zone interne, e con un esborso che equivaleva a una settimana d'affitto delle case interessate. Vedo che in Trentino c'è una tassa sui valichi per finanziare la difesa dell'ambiente, e nessuno protesta. E le barche?
Perché un pullman in gita scolastica paga 500 euro per parcheggiare in una città d'arte e una barca lunga più di 16 metri non deve pagare per approdare in Sardegna? Si è sentito tradito anche dal suo partito?
Effettivamente non tutto il Pd è stato sempre compatto a difesa delle riforme che erano necessarie per l'isola. Molti suoi colleghi del Pd sardo sostengono che era piuttosto lei a voler fare fuori i partiti.
È una balla. Nel 2004, i sondaggi dicevano che avrei potuto anche vincere senza e contro i partiti, ma non l'ho fatto. Anzi, dopo il voto sciolsi la mia lista, Progetto Sardegna. Lei non ha mai nascosto di non avere grande stima dei partiti.
E anche questo è falso. Non credevo e non credo che sia possibile far politica fuori dai partiti. Certo, ne andrebbe meglio regolata la vita interna, soprattutto per aumentarne la trasparenza. Per chi ha votato alle primarie del Pd?
Per Dario Franceschini. Perché?
Per il suo sostegno netto al metodo delle primarie. Che invece già dalle prossime regionali rischiano di essere messe in naftalina dal Pd.
E sarebbe un grave errore. Cos'altro non le piace della gestione Bersani, teme forse che ammorbidisca l'opposizione?
Bersani merita che lo si lasci lavorare; ma più che opposizione dura, credo che oggi ci sia bisogno di far vedere con chiarezza agli italiani qual è l'alternativa proposta dal centrosinistra. Tradotto?
Preferisco che il Pd faccia un lavoro sul progetto piuttosto che sulle alleanze. Leggasi Udc e centristi vari.
Alleanze senza una vera condivisione di valori e progetti rischiano di farci perdere ciò che stiamo costruendo con gran fatica, ossia la prospettiva di una democrazia dell'alternanza. In certe regioni è meglio prendere il tempo necessario piuttosto che tornare al governo prima senza realizzare il progetto del Pd. Vale anche per il governo nazionale?
Non mi fa paura che Berlusconi resti al governo un anno in più. Mi spaventa invece che dal solo desiderio di batterlo nasca una palude centrista, un altro Caf (l'alleanza Craxi-Andreotti-Forlani, ndr) che poi resti in campo per i prossimi 20 anni. Perchè non vuole rimettere mano al portafogli per "l'Unità"?
Non credo che L'Unità abbia bisogno di ulteriori ricapitalizzazioni. Ora è in sostanziale equilibrio economico e vende in edicola 55 mila copie, più altri 230 mila contatti giornalieri di utenti unici su internet. È vero che vuol vendere l'Unità?
Il mio impegno sull'Unità è nato in un momento diverso, quando sembrava che avrei venduto Tiscali. Oggi non sarei contrario che qualcuno mi avvicendasse. È immaginabile un ritorno di Renato Soru alla politica?
Oggi lo escludo. Sono totalmente impegnato in azienda e ho davanti a me anni di lavoro. Ma l'aver fatto politica mi ha dato più consapevolezza che la vicenda di ognuno è legata a quella degli altri.
Altre notizie:
Sono Olbia-Tempio, Oristano, Nuoro e l'Ogliastra, le province della Sardegna con la migliore qualità della vita nel 2009. Queste 4 province figurano fra le prime 23 nella classifica di 107 province, pubblicata oggi dal quotidiano "Il Sole 24 Ore", in base all'indagine 2009, che tiene conto di sei aree tematiche: tenore di vita, affari e lavoro, ordine pubblico, servizi e ambiente, popolazione e tempo libero. Il dossier, che analizza 36 indicatori per andare oltre il dato sul benessere economico, sarà pubblicato lunedì prossimo, 21 dicembre. La Gallura occupa, appunto, il 23esimo posto nella graduatoria guidata da Trieste, Belluno e Sondrio. In particolare, la provincia di Olbia-Tempio guida la classifica stilata in base agli indicatori demografici, grazie al rapporto favorevole tra trasferimenti e partenze e per l'andamento della natalità. Seguono Oristano, 27esima (in calo rispetto al 19esimo posto registrato lo scorso anno), che è al secondo posto per sicurezza nella classifica dell'area "ordine pubblico"; Nuoro, che dal 60esimo posto del 2008 è balzata al 28esimo; e Ogliastra, 29esima. Le altre quattro province sarde si trovano nelle posizioni medio-basse della classifica: Cagliari, 70esima, a pari merito con Viterbo, ha guadagnato tre posizioni rispetto al 2008; Carbonia-Iglesias è 75esima, benchè risulti la prima provincia del Mezzogiorno per tenore di vita, graduatoria in cui figura al 51esimo posto; Sassari 79esima, con nove posizioni in meno rispetto all'anno scorso. Chiude il Medio Campidano all'ottantesimo posto.
Di pig (del 17/12/2009 @ 00:01:30, in politica, linkato 1880 volte)
L’acqua, come tutti sanno, è un bene primario, di cui tutti i cittadini dovrebbero godere in eguale misura. Anche quelli che, come viene ripetuto a iosa e a ben ragione, in questi ultimi tempi, non riescono a raggiungere la terza settimana del mese, a causa di un bilancio familiare deficitario, che sta creando a tante persone grosse difficoltà. Come tutti gli oristanesi sanno, perchè lo hanno toccato con mano, il passaggio della gestione dell’acqua dal comune ad Abbanoa è stata una autentica iattura. Ad un servizio che, sotto tutti gli aspetti, definire lacunoso sarebbe solo un eufemismo, ci sono da aggiungere le bollette salate (e per il momento è solo un anticipo) pervenute recentemente ai cittadini per l’acqua consumata negli anni scorsi. Per questo motivo molti si sono chiesti il perché si debba pagare per un servizio fornito loro, negli anni passati, dal comune. L’interrogativo, di cui si sta interessando anche l’Adiconsum, è rimasto per il momento senza risposta. Di questa delicata questione si è occupato, nell’ultima seduta, il consiglio comunale di Oristano, discutendo un ordine del giorno, presentato dal Partito Democratico, sulla tariffazione dell’acqua e sugli obblighi contrattuali di Abbanoa. L’ordine del giorno è stato illustrato dal consigliere Efisio Sanna. Dato l’interesse dell’argomento, vi proponiamo un ampio stralcio dell’intervento di Efisio Sanna, che ha fatto una cronistoria certosina della vicenda.
“La nostra proposta parte da un dato inequivocabile e da una preoccupazione: l'acqua è un bene primario, è un bene di tutti e, chiaramente, il costo elevato dell'acqua è una difficoltà in più per le numerose famiglie a basso reddito. Noi riteniamo che il passaggio ad Abbanoa abbia creato e stia creando non pochi problemi e perplessità tra la gente. C'è da dire, preliminarmente, che sul passaggio della rete idrica integrata al gestore Abbanoa c'è stata scarsa informazione: né Abbanoa, né questa amministrazione sono state in grado di promuovere una seria informazione tra i cittadini oristanesi, che sono poi coloro che dovranno pagare le bollette, che dovranno pagare l'acqua a costi estremamente onerosi rispetto al passato. Ci è sembrato, poi, che dopo il marzo del 2008, quando il consiglio comunale votò la delibera di trasferimento delle reti ad Abbanoa, per questa maggioranza, per questa giunta, sia stata quasi una liberazione. A detta anche dell'allora assessore ai Lavori Pubblici praticamente, il comune non era, infatti, più in grado di gestire il servizio idrico integrato, e quindi l'avvento di Abbanoa e il trasferimento delle reti a questa società sembrava essere, in quel momento, un toccasana. Atteggiamento, questo, a nostro giudizio sbagliato, perché il comune ha l'obbligo e il dovere di tutelare i propri amministrati, cosa che, secondo noi, non è avvenuta o è avvenuta in maniera parziale, insufficiente e tardiva. In ogni caso, il nostro ordine del giorno ha uno spirito costruttivo, perchè se ci sono stati degli errori abbiamo il dovere di ripercorrere quanto accaduto, per capire e per agire in maniera diversa nel prossimo o nell’immediato futuro. L'atteggiamento del comune è statoun atteggiamento esclusivamente ragionieristico. Il trasferimento e l’affidamento della rete idrica, che è un problema che in buona sostanza riguardava e riguarda le tasche dei cittadini, è stato trattato in maniera sommessa o, comunque, in maniera insufficiente. In una nota del comune del 7 febbraio 2008, quindi circa un mese prima della deliberazione di trasferimento delle reti, si parlava di una serie di problematiche relative all'intero sistema idrico integrato, e si ponevano questioni che riguardavano gli aspetti tecnici e commerciali; si faceva addirittura riferimento ad un incontro tra dirigenti, sindaco, assessori, capigruppo di maggioranza e i tecnici di Abbanoa. In quella sede (il 10 gennaio) il problema della tariffazione (e cioè il mettere le mani in tasca ai cittadini oristanesi) veniva posto in secondo piano, rispetto a altre problematiche, per quanto anch'esse meritevoli di attenzione. In seguito al trasferimento delle reti idriche è stato firmato, l'11 novembre, un contratto con Abbanoa per disciplinare la fase transitoria del passaggio tra la gestione comunale del sistema idrico e il nuovo gestore Abbanoa. Tra l'altro, a sette mesi e mezzo dalla delibera di trasferimento delle reti, c'è stato un rilassamento derivato dall’essersi liberati di un settore che il comune pensava dovesse creare solo delle criticità. Il contratto della convenzione, che ha regolato anche il periodo di transizione, stipulato l'11 novembre, scadeva il 31 dicembre 2008, un'autentica anomalia... Successivamente sono state inviate alcune note, nel mese di luglio 2009, e quindi a distanza di altri sei - sette mesi, specificando su una modulistica apposita quelli che erano gli oneri relativi ai ratei di interesse e ai mutui di cui Abbanoa si sarebbe dovuta fare carico, così come era previsto dalle norme, e come previsto dalla convenzione dell'11 novembre. Quindi a distanza di sette mesi ci si è accorti che Abbanoa non stava rispettando gli obblighi. A dire la verità, di questo fatto, probabilmente, ci si è accorti prima, però il tutto è stato messo nero su bianco solo sette mesi dopo. Ci sono state altre interlocuzioni, per esempio a settembre di quest'anno. In proposito c'è una delibera del 19 novembre dove la giunta dà indirizzi all’apposita struttura del comune, per sviluppare un ragionamento, per approfondire la materia e mettere in campo ogni azione utile per recuperare da Abbanoa le somme dovute, sempre in riferimento ai mutui e al rimborso delle spese finora sostenute, o sostenute sino al 31/12/2008. Anche in quest'ultima deliberazione di giunta non si fa un riferimento forte all’azione vessatoria posta in essere da Abbanoa nei confronti dei contribuenti oristanesi. Abbanoa ha, infatti, deciso autonomamente di fare tutto ciò che voleva, senza che nessuno, in questa manovra non lineare, l’abbia mai disturbata. La manovra è non lineare per tre aspetti: il primo è la mancata informazione, cosa dovuta e obbligatoria; ci sono dei disciplinari, ci sono delle carte di servizio, ci sono tutta una serie di norme, e non ultimo il buon senso e la dirigenza del buon padre di famiglia, per informare coloro che avrebbero dovuto subire le decisioni di Abbanoa; e questo non è stato fatto. Non ci si è minimamente preoccupati di non porre in essere situazioni di retroattività della tariffa ma, in sostanza, si è preferito comunicare, nel 2008, tramite le bollette in acconto (per il momento con un importo basso per consumi di metri cubi a utenza, in modo tale da non scatenare l'ira dei cittadini, anche se molti hanno capito la furberia e l'ira dei nostri concittadini si sta scatenando comunque). Di fronte a questo atteggiamento di Abbanoa non c'è stata nessuna censura da parte ella giunta, da parte di questa maggioranza. Ci sono delle norme, delle sentenze, delle indicazioni del comitato di vigilanza sull'uso delle risorse idriche, che impongono una certa cautela per quanto riguarda la irretroattività delle tariffe; ci sono sentenze del Tar, e sentenze del Consiglio di Stato. Su questo fatto il comune di Oristano avrebbe dovuto approfondire meglio la vicenda, anche perché, al di là di sentenze del Consiglio di Stato e del Tar, c'è un aspetto fondamentale, che è stato segnalato anche dal comitato per la vigilanza sull'uso delle risorse idriche, quando a proposito di retroattività si sostiene che "…affinché i provvedimenti amministrativi acquistino l'efficacia è necessario che di essi sia data idonea comunicazione agli interessati". Non sono io che lo dico, nè il Pd, è il comitato di vigilanza, che punta il dito anche a proposito delle tariffe... Molti potrebbero obiettare che la tariffazione non è di competenza del comune ma di Abbanoa. Ed anche a questo il comitato per la vigilanza sull'uso delle risorse idriche ha dato delle risposte, riferendosi agli enti locali che sono soci dell'Ato (Ambito territoriale ottimale del Circolo idrico integrato); risposte secono le quali per le le tariffe è il comune di Oristano che ha il rapporto con la ittadini e che deve tutelare i loro interessi. A proposito di tariffe c’è, inoltre, una delibera dell'assemblea dell'Ato, dell'autorità d'ambito del 2005, che dice “…di dare mandato agli uffici dell'Ato di definire, in accordo con il gestore, l'elenco dei comuni per i quali la differenza tra l'attuale livello tariffario e quello che si stava introducendo con una deliberazione dell'Ato, per quanto attiene le utenze domestiche di prima e seconda fascia, se risulta essere superiore al 20%, l’aumento dev'essere proposto con una certa gradualità e l'allineamento alla tariffa d'ambito deve attuarsi con meccanismi annui di aumento non superiori al 20%. E questo, invece, non è stato fatto. Il nostro rappresentante, il rappresentante del comune il giorno era assente, così come è stato assente all’epoca per tante altre deliberazioni… Eppure se si va a vedere nella relazione, che ci fu consegnata a marzo, in occasione della discussione sul trasferimento delle reti, il problema ci fu segnalato dalla struttura del comune, facendo riferimento anche a una delibera della assemblea dell'Ato, del 2005, che probabilmente reitera questa prima deliberazione del 2005 ogni anno. L'Ato consigliava ai comuni, in accordo con Abbanoa, di formulare una lista di comuni dove l'intervento della tariffa nuova andava ad incidere più del 20% rispetto alla tariffa che il Comune stava applicando sino ad allora. Il comune di Oristano non si è mai fatto carico di questo, e nel 2008 questa amministrazione non ha intrapreso una trattativa, un'interlocuzione con l'Ato e con il gestore, per dire “…noi siamo uno di quei comuni dove le tue tariffe incidono oltre il 20% sull'ultima nostra tariffazione”... Questo andava fatto, anche perché ciò era già stato segnalato anche dalla dirigenza del comune... Ricordo alcuni temi trattati il 14 marzo, quando fu approvato il trasferimento delle reti (il Pd votò contro). Ho sentito i ragionamenti dell'allora assessore ai Lavori Pubblici “…ci impegniamo a essere vigili e attenti, a sostenere e promuovere tutte le azioni di rivendicazione e protesta, coinvolgendo i cittadini, visto che abbiamo il compito di tutelare gli interessi e le esigenze dei cittadini”. Di tutto questo mi sembra che poco si sia fatto. In quest'anno e mezzo non è stato fatto praticamente nulla, ma c'è sempre tempo per recuperare. Quindi, l'ordine del giorno aggiuntivo, deve essere quello di recuperare il tempo perduto, sollecitare questo esecutivo a intraprendere tutta una serie di azioni in favore dei cittadini oristanesi, anche perché ci è sembrato di capire che il comune, con questo sistema, abbia inteso solamente fare cassa. Diversamente non si riesce a capire come mai, ad esempio, si parla solo di mutui, di interessi, di rimborso spese, rispetto alle spese sostenute fino a oggi per gestire il servizio idrico. Servizio che negli anni 2006, 2007 e 2008 è stato gestito dal comune, senza mai porsi il problema di vessazioni nei confronti dei cittadini. Ancora di più, se io non ricordo male, nel riequilibrio, nell'assestamento del 2008 sono stati utilizzati 2 milioni di euro da questo comune... Il comune, quindi, sapeva di dovere incassare di più. Invece, in buona sostanza, è stato zitto e deve aver pensato “…incasso i soldi, faccio cassa, incasserò anche molto di più rispetto a quello che avrei incassato bollettando io, tanto i cittadini se la prenderanno con Abbanoa”. Questa amministrazione sapeva che avrebbe incassato di più, e sapeva che non sarebbe stata Abbanoa a pagare, ma i cittadini oristanesi, perché Abbanoa questi soldi in più li avrebbe chiesti ai cittadini oristanesi. Idem con patate per quanto riguarda l'assestamento… L’atteggiamento del comune è stato, quindi, un atteggiamento quantomeno non all'altezza della situazione, questo bisogna dirlo chiaramente, perché ha lasciato fare ad Abbanoa, convinto di fare cassa e di avere soldi in più, che poi ha prontamente utilizzato... Ci sono tante cose che non vanno bene e questa amministrazione deve intervenire con fermezza. Un ultimo dato che ritengo interessante è determinato dal fatto che in alcune proiezioni, fatte dagli uffici del comune e da Abbanoa, si ipotizzava un incasso di fatturazione di circa 11 milioni di euro, a fronte di uno storico di circa 5 milioni, che si sarebbe dovuto incassare in tre anni. Questo la dice lunga sull'atteggiamento non consono che questa amministrazione ha adottato rispetto a un problema così importante. In ultima analisi, fu fatto da noi un piccolo studio, all'epoca, e cioè quale sarebbe stata la spesa se il comune avesse continuato a gestire il servizio, per 11 mila 910 utenti, con la sua tariffazione. Il risultato è stato che ci sarebbe stata una fatturazione, a utente, per un consumo medio di 300 metri cubi, e cioè i consumi standard di una famiglia di tre persone, di 130 euro. Poi, considerato che gli uffici comunali dicevano che c’erano mutui per 9 milioni di euro, che ci sarebbero state ulteriori spese da fare per sistemare la rete idrica, e che sarebbero stati necessari immediatamente altri 4 milioni di investimenti nel settore idrico integrato, facemmo uno studio, secondo il quale se il comune si fosse accollato mutui per 4 milioni di euro la bolletta per i cittadini, a parità di condizioni di 300 metri cubi standard, sarebbe stata di 199 euro. Lo studio, sempre standard, sulla base delle tariffazioni di Abbanoa, ci porta al risultato, nei fatti, che a parità di condizioni (300 metri cubi) la bolletta di Abbanoa è invece di 308 euro. Allora, qui non c'è principio di retroattività, non c'è gradualità, vengono caricati sull'acqua costi che non riusciamo a capire, costi che molto probabilmente non hanno niente a che vedere e che non debbono pesare sulla bolletta e sui cittadini. Costi che, molto probabilmente, servono per sostenere Esaf, Eaf e tanti altri enti, e che sono a carico della fiscalità generale, non a carico della bolletta di ciascuno di noi. Ho voluto fornire quest'ultimo dato, perché nel caso in cui questo studio che hanno fatto i nostri uffici fosse esatto, noi potremmo riprenderci il servizio, investendo 4 milioni di euro, facendo spendere invece di 308 solo 199 euro alle famiglie. Credo che questo sia un dato importante... Abbiamo voluto fare questa cronistoria per fare capire alcuni errori, e affinchè questo comune sviluppi una azione forte e concreta nei confronti di Abbanoa, perché non si debbono vessare i cittadini, e perché non si venga a mettere le mani in tasca a nessuno, soprattutto offrendo servizi che da un punto di vista qualitativo e quantitativo non hanno niente di più rispetto ai servizi che questo comune ha sempre svolto egregiamente nel settore del servizio idrico integrato”. Sulla falsariga di Efisio Sanna, anche gli interventi dei consiglieri Atzori, Serra, Federico, Uras e, con gli opportuni distinguo, quelli dell’assessore Lisini e del sindaco. L’ordine del giorno è stato approvato all’unanimità.
Il consigliere comunale dell’Udc, Giuliano Uras, rappresentante di spicco del partito centrista ad Oristano, è tra i papabili per la sostituzione di Giorgio Oppi (che ha annunciato da tempo le dimissioni) come assessore regionale all’Ambiente. Questo, perlomeno, è quanto si vocifera nei palazzi della Regione. Stando ai soliti bene informati, il nominativo di Giuliano Uras sarebbe stato inserito in una rosa molto ristretta (sembra di tre nominativi), da cui scaturirà il prossimo assessore regionale all’Ambiente. Ad Uras non resta ora che toccare ferro, considerato quanto accaduto all’attuale assessore comunale di Oristano, Alessandro Lisini, che dato quasi per certo come assessore all’Industria è stato poi bruciato, sul filo di lana, con grande sorpresa e stupore da parte di tutti gli addetti ai lavori, dal carneade Sandro Angioni.
Altre notizie:
Due anni di reclusione per l'ex direttore generale della presidenza della giunta regionale, Fulvio Dettori, accusato di peculato, abuso d'ufficio e rivelazione di segreti d'ufficio; 8 mesi ciascuno per Giovanni Maria Filindeu e Roberta Sanna e 7 mesi per Aldo Brigaglia, ritenuti colpevoli di falso ideologico in atti pubblici, e, per quest'ultimo, rivelazione di segreti d'ufficio. Sono le pene inflitte nel giudizio di primo grado dal Gup, Giorgio Altieri, agli imputati del processo sull'appalto da 56 milioni di euro bandito dalla giunta Soru, nell'agosto del 2006, e aggiudicato all'agenzia Saatchi & Saatchi, per la pubblicita' istituzionale della Regione. Il giudice dell’udienza preliminare ha quindi confermato la tesi accusatoria sostenuta dal Pm, Mario Marchetti, su presunte irregolarità nella gestione dell'appalto per favorire la Saatchi & Saatchi. Altieri ha invece assolto tutti gli imputati per il reato di falso ideologico, perchè il fatto non costituisce reato, e ha ritenuto non colpevoli Brigaglia, Filindeu e Sanna, per non aver commesso il fatto, per il reato di turbativa d'asta. L'accusa aveva chiesto 2 anni e mezzo per Dettori, e 1 anno ciascuno per gli altri tre imputati.
Con 40 voti a favore e 15 contrari, il consiglio regionale ha approvato la manovra finanziaria 2010, il bilancio di previsione 2010 e il bilancio pluriennale, nonchè il programma regionale di sviluppo. Il consiglio, con 52 voti a favore ed uno contrario, ha inoltre approvato un ordine del giorno che impegna la giunta ad avviare, immediatamente, un confronto con il governo nazionale sulla rimodulazione del Patto di stabilità.
Il comune di Oristano sosterrà economicamente l’Università della Terza età. Lo ha deciso, ieri sera, il consiglio comunale, accogliendo all’unanimità un ordine del giorno del consigliere di An, Alberto Cauli, che ha sottolineato “…l’altissimo pregio e l’apporto alla vita culturale di tutta la società oristanese da parte dell’Unitre, che in 24 anni di storia ha sviluppato molteplici corsi e una ricca attività durante i vari anni accademici”. Cauli ha evidenziato la difficile situazione finanziaria dell’associazione culturale, e ha chiesto un contributo straordinario per quest'anno, e un contributo annuo nei tempi e nei modi previsti dal regolamento dell'albo delle associazioni culturali di spettacolo di prossimità adozione. Nel corso del dibattito, tutti i consiglieri hanno espresso apprezzamento per l’attività dell’Università della Terza età, ma non sono mancate le perplessità per la procedura seguita, che non tiene conto del regolamento esistente e perché si trascurano altre importanti realtà come il Consorzio Uno.
La giunta comunale di Oristano ha approvato il progetto esecutivo e dato il via libera alle procedure per la gara d’appalto per la ristrutturazione dell’edificio comunale di viale San Martino. L’intervento è stato programmato dall’Assessorato comunale ai Lavori pubblici, grazie a un finanziamento regionale di 183 mila euro. “Conclusa la fase della progettazione siamo in grado di appaltare i lavori e realizzare gli interventi programmati – ha precisato l’assessore Andrea Lutzu -. I fondi sono stati concessi dalla Regione per il recupero di alloggi di edilizia residenziale pubblica, mentre il progetto di ristrutturazione riguarda sei appartamenti che il comune possiede in due fabbricati che sorgono nel viale San Martino. L’intervento ci consentirà di dare una risposta agli inquilini, una trentina, che da tempo attendono una risposta alla legittima esigenza di vivere in una casa decorosa”. Il progetto di ristrutturazione prevede l’impermeabilizzazione del canale di gronda, la sostituzione o il ripristino delle cornici lapidee delle aperture esterne, la revisione dei serramenti lignei esterni, dell’impianto di adduzione idrica, dell’autoclave, dell’impianto di smaltimento delle acque meteoriche del cortile, il ripristino degli intonaci, la tinteggiatura interna delle pareti e dei soffitti.
I dipendenti dell’agenzia di Oristano della società “Tributi Italia Spa” hanno scritto una lettera aperta al prefetto, sindaco, giunta e consiglieri comunali di Oristano, per denunciare la loro attuale posizione lavorativa, dopo la cancellazione dall'Albo della società concessionaria dell'accertamento e della riscossione dei tributi minori del comune di Oristano, “Purtroppo a tutt'oggi – scrivono i dipendenti - non ci sono notizie relative alla collocazione dei lavoratori e non ci sono certezze per la continuità del nostro rapporto di lavoro con il comune. La situazione per noi è ormai drammatica, anche perché ci risulta che con una delibera di giunta del primo dicembre scorso, il comune di Oristano ha rescisso il contratto con la “Tributi Italia”, affidando fino al 31 dicembre 2010 alla società “Equitalia Sardegna Spa” la continuità del servizio”. I dipendenti fanno osservare, nella missiva alle istituzioni, che sulla base dei capitolati esistenti, il personale di "Tributi Italia" avrebbe diritto a transitare nella società subentrante. “A seguito di contatti con Equitalia – si legge ancora nella lettera - abbiamo appreso, però, che il passaggio avverrebbe non con Equitalia, ma con una società terza, che non garantisce la continuità lavorativa nel tempo, in quanto il nome di questa società non compare in delibera, dove, peraltro, non si fa alcun riferimento alla situazione del personale di “Tributi Italia”. Siamo anche a conoscenza – affermano i dipendenti - di un tavolo governativo, ancora aperto, che oltre a discutere delle problematiche della società, sta dibattendo su un eventuale assorbimento dei circa 900 dipendenti di "Tributi Italia" in Equitalia. “Tributi Italia”, a garanzia della tutela del lavoro dei suoi dipendenti, non ha infatti mai sollecitato nessuno alle dimissioni, o avviato procedure di licenziamento”. Auspicando l’opportunità di transitare direttamente in Equitalia Sardegna, e non in un società terza, come loro proposto, i lavoratori chiedono che venga presa in considerazione “…l'opportunità di venire assunti a tempo determinato presso il comune di Oristano, fino all'espletamento di un altro bando di gara per l'affidamento dei servizi citati, in attesa di poter essere assorbiti dalla società aggiudicatrice".
Venerdì 18 dicembre, a conclusione di “Sas dies de sa limba sarda”, presso l’aula del consiglio provinciale di Oristano, si svolgerà un Convegno per celebrare i 10 anni della Legge di tutela delle minoranze linguistiche storiche italiane, dal titolo “Si ses europeu faedda in sardu: 10 annos de sa lege 482/99”. Interverranno, fra gli altri, Pasquale Onida, presidente della Provincia di Oristano; Vincenzo Santoro dell’Anci, responsabile Cultura, Politiche giovanili, Sport, Università e Minoranze linguistiche; Marco Stolfo, esperto di politica linguistica, già direttore del Servizio per le Identità linguistiche, culturali e per i corregionali all’estero della Regione Friuli – Venezia Giulia; Marinella Marras e Tore Cubeddu, Ufìtziu de sa Limba e de sa Cultura Sarda de sa Provìntzia de Aristanis. La Legge 482/99, in attuazione dell’articolo 6 della Costituzione e delle normative internazionali e europee,è la legge che tutela le minoranze linguistiche italiane. I suoi ambiti di applicazione sono, in particolare, la pubblica amministrazione e la scuola. In riferimento a questa legge, nel 2004, è nato l’Ufficio della Lingua e della Cultura Sarda della Provincia, che ha il compito istituzionale di favorire la collaborazione tra i comuni e la provincia, per la realizzazione di progetti inerenti la tutela, la valorizzazione e la promozione della lingua e della cultura sarda. Il titolo del Convegno fa riferimento ai soldati della Brigata Sassari che, durante ka Prima Guerra Mondiale, per riconoscersi tra loro dicevano “Si ses italianu faedda in sardu” (Se sei italiano parla in sardo). Oggi, nell’Europa delle Regioni, “unita nella diversità”, in cui il diritto di cittadinanza si esplica anche e, soprattutto, attraverso la propria cultura e la propria lingua, possiamo affermare “Si ses europeu faedda in sardu” (Se sei europeo parla in sardo),a significare che il sardo è una lingua d’Europa, come le altre, che con l’Europa si confronta, e che può essere parlata in qualsiasi ambito, come sacrosanto diritto dei sardi. La manifestazione, realizzata dalla Provincia di Oristano e da 32 comuni della provincia (Abbasanta, Aidomaggiore, Ales, Allai, Cabras, Ghilarza, Marrubiu, Milis, Modolo, Narbolia, Neoneli, Norbello, Nurachi, Oristano, Palmas Arborea, Pau, Paulilatino, Pompu, Riola Sardo,Samugheo, San Nicolò Arcidano, Santa Giusta, Santulussurgiu, Sedilo, Seneghe, Sennariolo, Sorradile, Tramatza, Tresnuraghes, Usellus, Villaurbana, Zeddiani), si concluderà, come detto, con il convegno di venerdì 18 dicembre, e con un seminario, previsto per sabato 19 dicembre, presso l’auditorium comunale di Ghilarza, sulla “Sanità e sull’uso della lingua sarda in ambito medico”.
Venerdì 18 dicembre, alle 19.30, presso i locali dell’”Hospitalis Sancti Antoni” di Oristano, si terrà il concerto jazz di “Maria Rosa Romanello - Jazz Quartett”. Il Concerto è organizzato dall’Ente Concerti “Alba Pani Passino”, nell’ambito della manifestazione “Il Tornio di via Figoli”, con il patrocinio della Fondazione Banco di Sardegna, della Regione Autonoma della Sardegna, del Ministero per i Beni e le Attività culturali, del Comune e della Provincia di Oristano. Il gruppo “Maria Rosa Romanello - Jazz Quartett”, composto da Maria Rosa Romanello (voce), Alberto Cherchi (pianoforte), Costantino Agus (contrabbasso), Beppe Albanese (batteria), interpreterà musiche di Cole Porter, Duke Ellington, Count Basie, Dizzy Gillespie e George Gershwin.
Sabato 19 dicembre, alle 17.30, si terrà nell'auditorium San Domenico, in via Lamarmora, ad Oristano, il secondo incontro sulle dottrine politiche del Novecento in Italia, quarto appuntamento del Corso diocesano di formazione politica, promosso dall’osservatorio socio-pastorale della diocesi di Oristano, dal Meic (Movimento Ecclesiale di Impegno culturale) e dal Movimento politico per l’Unità. In particolare si parlerà di Popolarismo, con Gianni Sanna, consigliere comunale e docente di discipline economiche e giuridiche; di Sardismo, con Frantziscu Sanna, sociologo dell’economia e ricercatore presso La Sapienza di Roma; e di Fascismo con Giampaolo Medda, docente di Storia e Filosofia presso il Liceo Scientifico di Oristano. Il corso di formazione politica è realizzato con la collaborazione dei giovani della Consulta comunale di Oristano e di iscritti a vari schieramenti politici e a diverse associazioni.
Domenica 20 dicembre si svolgerà, a Cabras, una gara podistica non competitiva sulla distanza di 16 km. La manifestazione, organizzata dall'amministrazione comunale del centro lagunare e dal Marathon Club di Oristano, è stata inserita nell’ambito del programma per i festeggiamenti della Sezione Avis di Cabras. Lo scopo della manifestazione benefica è, soprattutto, quello di sensibilizzare le persone alla donazione del sangue, e, per questo motivo, gli organizzatori sperano in una massiccia partecipazione. Il percorso di circa 16 km, con partenza alle 10 da piazza Stagno, prevede il giro di boa al villaggio di San Salvatore. Chi non dovesse sentirsela di percorrere 16 chilometri, può optare per un percorso alternativo di 3 - 4 km, veramente alla portata di tutti. Il ritrovo dei partecipanti è previsto per le 8.30, sempre in piazza Stagno. Il costo dell’iscrizione, da effettuare sul posto, è di 5 euro (l'intero incasso sarà devoluto alla sezione dell'Avis di Cabras). Saranno premiati i primi dieci uomini e le prime dieci donne arrivate. E questo forse non è un bene, perché nelle gare non competitive le graduatorie non hanno senso alcuno, considerato che, proprio perché “non competitiva”, la gara dovrebbe prescindere da qualsiasi forma di agonismo e, di conseguenza, di premiazione. In manifestazioni a carattere prettamente benefico le classifiche, a nostro modesto avviso, dovrebbero infatti essere totalmente bandite. E ciò, chiaramente, a prescindere dal fatto che ognuno sia poi libero di interpretare la gara come meglio crede. Chiarito che il nostro è solo un opinabile suggerimento e non un critica per chi lavora sodo e si attiva perchè questo genere di manifestazioni abbiano luogo nel nostro “sedentario” territorio, riteniamo sia, invece, da apprezzare il pranzo e un ricordo della manifestazione offerto dagli organizzatori, al termine della gara, a tutti i partecipanti.
Di pig (del 14/12/2009 @ 17:00:44, in politica, linkato 879 volte)
Il “Piano Casa” o “Piano per lo sviluppo dell’edilizia” che dir si voglia, anche se in effetti è più noto come “Piano Cemento”, varato poco più di un mese fa dalla giunta Cappellacci, praticamente non esiste. Il Ministero dei Beni Culturali lo ha, di fatto, bocciato, rispedendolo al mittente. Alla sbilenca giunta Cappellacci e, stando ai fatti, all’incompetente assessore Asunis, non è rimasto altro da fare che cospargersi il capo di cenere e cercare di correre, frettolosamente, ai ripari. Su quanto accaduto, ci spiega il perché l’ex assessore regionale all’Urbanistica, Gian Valerio Sanna.
“Lo avevamo lungamente anticipato, e la prima censura del “Piano Casa” della Giunta Cappellacci è arrivata puntuale, a meno di un mese e mezzo dall’approvazione della legge regionale n. 4 che, a detta del centrodestra, avrebbe fatto respirare e rilanciare l’economia isolana. Come avviene di norma, il Ministero dei Beni Culturali ha notificato alla Giunta regionale che la legge, così come è, non può trovare legittimità costituzionale e dunque o la Regione la modifica o il Governo sarà costretto ad impugnarla. Ecco allora puntuale la delibera della Giunta regionale n.54/25 del 10 dicembre scorso, che interviene ad approvare un disegno di legge recante modifiche ed integrazioni al così detto “Piano Casa”. Di solito quando si fanno le leggi seriamente le “modifiche e le integrazioni” si introducono dopo alcuni anni di applicazione, al fine di adeguare alle mutate esigenze le norme in questione. Poiché questo Governo regionale e la sua maggioranza rappresentano la sintesi dell’arroganza e dell’incompetenza, ecco che neppure entrata in vigore si è costretti a correre ai ripari e a correggere gli errori che avevamo lungamente denunciato. Tuttavia Cappellacci ed Asunis continuano con la loro consueta supponenza, e il testo del nuovo disegno di legge correttivo “addolcisce” i rilievi del Ministero, quasi nella spasmodica ricerca di dimostrare che trattasi solo di aspetti marginali. Così non è, e ve lo dimostriamo subito. Il testo approvato dalla Giunta, nel suo primo articolo, introduce un nuovo comma all’articolo 11 della LR 4/2009 che, in sostanza, dice che le revisioni e gli aggiornamenti ai piani paesaggistici avvengono in applicazione delle disposizioni del Codice Urbani sul Paesaggio. Dire questo significa ammettere che senza la preventiva intesa con il Ministero non può essere modificato il PPR. Ne consegue che gli articoli 13 e 14, nonché ogni altra disposizione, che modifica il Piano Paesaggistico e le sue norme di salvaguardia, non può essere considerata applicabile prima di una revisione legittima del PPR. Perciò niente via libera a nuove lottizzazioni, modifiche dei Piani particolareggiati dei centri storici, superamento dei vincoli di inedificabilità totale nei 300 metri, modifica delle norme di salvaguardia nell’agro, e così via. In poche parole la “bomba” mediatica preparata dal centrodestra non era che un innocuo petardo. Altro punto del Disegno di Legge è quello che riguarda l’integrazione dell’articolo 8, dove si inserisce un comma a dir poco “bizzarro”, che da un lato ammette l’inderogabilità degli standard di parcheggi corrispondenti agli incrementi volumetrici, e subito dopo autorizza, qualora gli stessi non siano reperibili di fatto, la monetizzazione degli spazi destinati a parcheggi, con la quale i Comuni dovrebbero così poterli realizzare in altre aree. Della serie: costruisco nel centro storico, non posso disporre di parcheggi adeguati ai volumi introdotti, li monetizzo e te li costruisco magari nella zona industriale, magari a qualche chilometro di distanza: un’aberrazione del concetto stesso di standard urbanistico. Il Disegno di Legge correttivo, peraltro, non dimentica le uniche cose “serie” di cui si occupa alacremente il centrodestra, e cioè gli incarichi e le poltrone e perciò, all’articolo 2, viene definito lo stipendio degli esperti della non meglio identificata Commissione per il paesaggio. Tali esperti saranno pagati il 30 per cento di quello che percepiscono i presidenti degli enti regionali di primo livello (Sfirs, Arst etc.) e, inoltre, senza assumersi minimamente nessuna responsabilità, avranno diritto dalla data del loro insediamento anche del trattamento di missione e rimborso delle spese di viaggio. Mi pare una decisione semplicemente infame, di fronte alla sofferenza di migliaia di famiglie che non hanno più di che vivere, che non hanno più un lavoro, o devono perfino ricorrere alle mense della carità per vivere. Tornando al nostro argomento principale, dunque, il “Piano Casa” di Cappellacci ed Asunis, per ora, è come se non esistesse, e rimangono impregiudicati tutti i restanti aspetti di legittimità giuridica e costituzionale sollevati, con competenza e responsabilità, dal Procuratore della Repubblica di Oristano e dal centrosinistra in Consiglio regionale. Anche su questi aspetti attenderemo, con serena pazienza, che si apra il nuovo confronto in aula sul nuovo testo approvato dalla giunta regionale, e in quell’occasione ci spenderemo ancora con passione ed intransigenza, per far emergere la verità dei fatti, gli inganni di questa maggioranza, e la necessità di rispettare sempre e comunque le regole e le competenze legislative degli altri organi dello Stato. Alle già numerose figuracce di questo Governo regionale, dal G8 scippato, dai fondi FAS spariti, dalle crisi industriali che ci travolgono senza che si batta un colpo, dalla strada Sassari-Olbia che vedremo chissà fra quanti anni, ora si aggiunge il fallimento di un “Piano Casa” che, per fortuna, non era per i cittadini sardi ma solo per qualche privilegiato che doveva essere ricompensato per i benefici elargiti in campagna elettorale. Un Governo regionale del genere forse non si era ancora visto, un decadimento della moralità pubblica così acuto neppure, tuttavia il nostro compito di opposizione deve continuare per informare e denunciare l’uso irresponsabile delle istituzioni autonomistiche di fronte alle sofferenze dei sardi, perché si ricostruisca rapidamente in Sardegna una forte coscienza civile in grado di giudicare, quando arriverà il momento del giudizio popolare, la fedeltà di chi ci governa agli impegni assunti. Di fronte a tutto questo, sinceramente, non riesco a capire cosa si aspetti chi, dalle file del PD, annuncia di voler “collaborare” con questo centro destra!”. (Gian Valerio Sanna, consigliere regionale Pd)
Altre notizie:
L’ordine del giorno del consiglio comunale di Oristano, già convocato per i giorni 15 e 17 dicembre, deve intendersi integrato con i seguenti argomenti urgenti: Approvazione modifiche e integrazioni al Programma Triennale 2009/2011 e al Piano Annuale 2009 delle Opere Pubbliche; ISTAR (Istituto Storico Arborense) - Approvazione del Bilancio di Previsione 2009 (Relazione previsionale e programmatica) dell’Istar, l’Istituto Storico Arborense, nonché approvazione del Conto Consuntivo dello stesso Istituto per l’anno 2008.
All’albo pretorio e sul sito internet del comune di Oristano è stato pubblicato il bando di concorso per l’assegnazione dei contributi per rimborso parziale delle spese di viaggio a favore degli studenti che risiedono ad Oristano e hanno frequentato, nell’anno scolastico 2008/2009, le scuole secondarie superiori. Per poter usufruire del beneficio, gli studenti devono avere la residenza anagrafica nel Comune di Oristano e frequentare Istituti Scolastici al di fuori del territorio cittadino, appartenere a un nucleo familiare con una Situazione Economica Equivalente (Isee) non superiore a 14 mila 650 euro e aver frequentato regolarmente le lezioni nell’anno scolastico 2008/2009. Copia del bando di concorso e del modulo di domanda si possono ritirare presso l’Ufficio relazioni con il pubblico, presso l’Informacittà o scaricandoli dal sito internet del comune, all’indirizzo www.comune.oristano.it I moduli di domanda, una volta compilati, dovranno essere presentati all’Informacittà entro il 5 Febbraio 2010. Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi all’Ufficio pubblica istruzione e cultura del comune di Oristano, Palazzo degli Scolopi, 1° piano, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12, il martedì e il giovedì anche dalle 16 alle 18, telefono 0783 791 488.
Il consiglio provinciale è stato convocato per il 23 dicembre, alle 10, per la presentazione del Bilancio 2010.
La Sea, l’Agenzia per l’Energia Sostenibile della Provincia di Oristano, nell’ambito delle attività relative al progetto cofinanziato dalla UE, ha organizzato per il 18 dicembre, presso l’aula multimediale dell’Istituto scolastico “Lorenzo Mossa” di Oristano, un seminario formativo sulla Certificazione Energetica degli Edifici. Durante il seminario, diretto agli studenti delle classi 4^ e 5^ geometri, ma aperto a tutti coloro che sono interessati all’argomento, verrà presentata la certificazione e l’audit energetico di tre edifici di proprietà della Provincia di Oristano che la Sea ha realizzato. Al seminario, oltre ai tecnici dell’Agenzia, che presenteranno i risultati del lavoro svolto, interverranno l’assessore provinciale all’Ambiente, Pierfrancesco Garau, il dirigente dell’Istituto Mossa, Salvatore Maresca, e i presidenti degli ordini professionali interessati. I lavori inizieranno alle 10 e si concluderanno alle ore 12.30 con il dibattito finale.
Di pig (del 10/12/2009 @ 23:00:48, in politica, linkato 924 volte)
Il centro-destra isolano è la prova provata di quanto sia vero ciò che si dice circa il dinamico e repentino mutare della politica. Chissà quanto volte avete sentito ripetere frasi del tipo “In politica ciò che vale oggi, non vale domani…”, oppure “In politica non c’è mai certezza alcuna…”, o ancora, “I politici dicono una cosa e ne pensano un’altra…”, che fotografano, sinteticamente, quale sia il comportamento degli attuali “statisti” sardi del centro-destra, e che dimostrano, ahinoi, quanto bene queste fotocopie berlusconiane abbiano appreso gli insegnamenti del loro leader maximo (un vero specialista nell’esternare le cose oggi e smentirle, esagerando, il giorno dopo). L’espressione più alta, in Sardegna, di questo modo di agire è rappresentata dal presidente-fantasma della Regione, che in tutto ciò che pone in essere, o meglio, che tenta di porre in essere, evidenzia quanto sia effimero, volubile, inconsistente e fumoso il “Cappellacci-non pensiero”, scuola filosofica che teorizza il nulla, e che cerca di dimostrare come anche una scatola vuota possa contenere, senza alcuna difficoltà, meno di quanto realmente non ci sia. In effetti, il pensare per il megafono di Berlusconi è sempre stata una impresa improba, che non rientra tra le prerogative principali di chi non è abituato a pensare ma soltanto a ricevere ordini dal suo nume tutelare. Purtroppo il virus si deve essere diffuso rapidamente tra i banchi della maggioranza in consiglio regionale, infettando anche politici non di primissimo pelo e, per giunta, super vaccinati, che mai si poteva pensare potessero rimanere vittime di una malattia tanto deleteria. L’ultimo a soffrirne, in ordine di tempo, secondo analisi politiche effettuate di recente, è il segretario regionale dell’Udc, nonché assessore all’Ambiente e consigliere regionale, Giorgio Oppi. Se così non fosse, difficilmente si spiegherebbe questa incomprensibile dichiarazione congiunta con il filosofo Cappellacci, per giustificare l’ennesimo rinvio delle sue dimissioni da assessore. Infatti, al suo continuo sfogliare la margherita (“…mi dimetto…non mi dimetto; “…boh, forse mi dimetto…anche se, a pensarci bene, mi pare che non mi dimetto; “…basta con questa giunta, così non si può andare avanti, lascio!...forse…) ormai non crede più nessuno, tant’è che la dichiarazione odierna “…oggi sono in consiglio regionale in duplice veste, ma fra qualche giorno non lo sarò più", è state accolta dall’indifferenza generale. Come a dire: ”Caro Oppi, se ti vuoi dimettere fallo pure ma, per favore, smettila con questo stillicidio…”. Dall'assessore regionale all'Ambiente, intervenuto in aula dai banchi dell'Udc, per rilanciare l'allarme sui conti della sanità (chiaramente, secondo le cifre del centro-destra) ed esprimere solidarietà al compagno di partito, Roberto Capelli, querelato per diffamazione dall'ex assessore regionale alla Sanità, Nerina Dirindin, più d’uno si sarebbe aspettato, finalmente, non una dichiarazione d’intenti ma l’annuncio delle dimissioni, e invece c’è stato un ulteriore dietro-front. “Il Consiglio regionale ha respinto l'avvicendamento all'assessorato regionale dell'Ambiente, con l'uscita dalla giunta di Giorgio Oppi, che avverrà a breve, in perfetta sintonia con il percorso politico-programmatico su cui, fin dall'avvio della nuova legislatura, hanno concordato il presidente, Ugo Cappellacci, e lo stesso coordinatore regionale dell'Udc". Questa precisazione alla “volemose bene” è stata rilasciata, congiuntamente, da Cappellacci e Oppi, che hanno poi aggiunto, nel tentativo di esaltare lo spirito di sacrificio e abnegazione alla causa destrorsa: "Ho chiesto personalmente all'assessore Oppi, che ha accolto il mio invito (poverino, chissà con quale sofferenza. ndr), di voler soprassedere alla formalizzazione della sua uscita dall'esecutivo - ha detto Cappellacci -, per il tempo necessario a concludere l'iter di una serie di provvedimenti che l'assessore ha seguito. Mi è sembrato opportuno e indispensabile chiedergli un breve rinvio per continuare a dare il suo apporto per la conclusione, entro la prossima settimana, di questi atti". "Con il presidente Cappellacci - ha aggiunto Giorgio Oppi -, c'è stata sempre identità di vedute (?) su un percorso politico condiviso già in campagna elettorale, concordando soprattutto sull'esigenza di ritenere sempre prioritario il rafforzamento della coesione all'interno della giunta e della maggioranza, quale che sia il mio ruolo. Abbiamo la consapevolezza che ciascuno di noi è chiamato responsabilmente a dare un contributo alla soluzione dei tanti problemi che attanagliano la nostra isola. In questa ottica abbiamo concordato sull'esigenza che il nuovo assessore rappresenti un momento di continuità con l'azione di governo che stiamo portando avanti in un momento particolarmente difficile”. Mai dichiarazione congiunta ha suscitato, nella storia della politica isolana, tanta tenerezza. Qualunque siano, infatti, le recondite ragioni ed i segnali di questa tanto pomposa quanto inutile bi-esternazione, ci sembra una di quelle dichiarazioni a cui viene spontaneo rispondere:”Voi direte, ma a noi…?”.
Altre notizie:
Il consiglio regionale ha respinto con tre voti di differenza (26 no, 23 si, 9 astenuti, tra cui il gruppo Udc) l'emendamento, prima firmatario Giulio Steri dell’Udc (ma allora perché il gruppo si è astenuto? ndr), che prevedeva la concessione di contributi ai comuni per il pagamento delle rette di ricovero nelle Rsa (residenza sanitarie assistite). Il centrosinistra si era espresso a favore dell'emendamento "…considerato che la giunta ha tagliato il finanziamento di 9.000 piani di assistenza ai disabili gravi". L'assessore alla Sanità, Antonello Liori, intervenendo su richiesta dei consiglieri, ha spiegato che non è possibile quantificare il bisogno di assistenza extraospedaliera, e che occorre un riordino complessivo della spesa sociale”. Il Consiglio regionale ha, inoltre, bocciato gli emendamenti del Pd sugli interventi a favore delle politiche sociali e per l'occupazione, per incrementare il fondo per l'autosufficienza e soddisfare le richieste di copertura economica per i piani personalizzati per i disabili.
Ed a proposito di disabili, lunedì 14 dicembre, alle 12, presso la sala giunta della Provincia di Oristano, l’assessore provinciale al Lavoro e Politiche Sociali, Gianfranco Attene, terrà una conferenza stampa per presentare il “Progetto Ecdl! Esperti al computer: Disabili al lavoro!”, programmato nell’ambito delle politiche di promozione per l’inserimento e l’integrazione lavorativa delle persone disabili nel mondo del lavoro. Si tratta di un progetto pilota articolato in un percorso formativo e di un percorso di inserimento lavorativo.
Prima il completamento della fase congressuale entro gennaio, poi le primarie di coalizione per scegliere i candidati alle amministrative di maggio. E' questo il percorso definito dal Partito Democratico, in vista delle elezioni provinciali e comunali in Sardegna. Lo ha annunciato, durante una conferenza stampa, il segretario regionale del partito, Silvio Lai. "Entro il 28 dicembre dovranno essere presentate le candidature per i segretari provinciali e cittadini, che saranno eletti dalle assemblee il 16 gennaio 2010 - ha spiegato Lai -; entro febbraio sarà approvato lo statuto regionale del partito, che oggi opera con lo statuto nazionale, e quindi effettueremo le primarie di coalizione". Su questo punto il segretario ha chiarito che sono stati avviati contatti sia con gli alleati della sinistra, sia con alcune forze che attualmente compongono la maggioranza in consiglio regionale, come Udc, Fortza Paris e Mpa. “Le primarie – ha detto Lai - sono un elemento codificante del nostro sistema. Un partito della nostra dimensione non può sottrarsi a dare, però, un giudizio, positivo o negativo, sugli amministratori uscenti". Uscenti che, a quanto sembra, non avranno diritti di prelazione sulla candidatura, nel caso vi siano alternative altrettanto valide. "Scegliamo i migliori per vincere - ha concluso Lai -, queste elezioni sono alla nostra portata".
E' stato costituito formalmente il direttivo regionale di "Salude e Democratzia", il movimento di cittadini sardi per la difesa del diritto alla tutela della salute, nato nelle scorse settimane. Presidente e' stato eletto Bruno Palmas, medico e già direttore generale delle Asl di Lanusei e Oristano. Vicepresidente sarà Giuseppe Sechi, direttore dell'ospedale di San Gavino e già direttore del terzo servizio dell'assessorato regionale alla Sanità con la Dirindin. Alla carica di segretario organizzativo è stato eletto Luigi Arru (medico ematologo e presidente dell'Ordine dei Medici di Nuoro),mentre tesoriere del movimento sarà Paola Manconi, dirigente regionale dell'Aism, l'associazione che raggruppa gli ammalati di sclerosi multipla. "La costituzione del direttivo regionale rappresenta - ha dichiarato il presidente, Bruno Palmas - solo il primo passo formale per consentire al movimento di cominciare le sue battaglie per la difesa dei cittadini rispetto al diritto alla salute. Da subito - prosegue Palmas - vogliamo impegnarci e mobilitare i cittadini contro il rischio che sul territorio della Sardegna siano impiantate centrali energetiche nucleari, dato che questo significherebbe mettere violentemente a rischio la salute dei cittadini sardi (Chernobyl insegna, pur con i distinguo dovuti), e ignorare il grande patrimonio costituito dalle fonti energetiche alternative che la Sardegna può vantare". "Salude e Democratzia" chiederà a tutte le forze politiche e a tutti i parlamentari regionali e nazionali della Sardegna di esprimersi con la dovuta chiarezza e trasparenza e di sottoscrivere un impegno per la denuclearizzazione della Sardegna, da presentare alle prossime elezioni amministrative e politiche, in modo tale che i sardi sappiano riconoscere immediatamente chi si impegna per la difesa della salute dell'ambiente e delle persone e chi invece no". Nei prossimi giorni saranno messe a punto diverse iniziative ed i cittadini saranno chiamati a partecipare alla mobilitazione antinucleare, anche con il coinvolgimento diretto delle istituzioni, che già si sono pronunciate in merito, e delle associazioni di volontariato impegnate sul terreno dei diritti delle persone.
“Il Ministro Scajola esprima chiaramente, e una volta per tutte, la contrarietà del Governo alla costruzione di centrali nucleari in Sardegna”. Lo ha chiesto, in un’interrogazione parlamentare, il deputato oristanese, Caterina Pes, al ministro dello Sviluppo economico. “Ogni qualvolta si parla di centrali nucleari - ha detto Caterina Pes -, Oristano risulta tra le aree segnalate. Le rassicurazioni del Governo, soprattutto in campagna elettorale, ormai non bastano più: è urgente che il ministro renda nota la mappa dei siti designati ad ospitare le centrali nucleari; è diritto dei cittadini e degli enti locali interessati sapere cosa succede nei propri territori. La Sardegna, con l’esperienza delle servitù militari, ha già pagato un pesantissimo tributo in termini ambientali ed economici: non merita ora di perdere la scommessa sulle fonti rinnovabili, sulle politiche di risparmio energetico, sulla salvaguardia dell’ambiente”. A Caterina Pes ha risposto, anche se indirettamente, il ministro Scajola: “Ogni decisione sui siti nucleari sarà presa nei primi mesi del 2010. Al momento, ogni polemica è prematura”. Scajola lo ha detto in un'intervista a “Milano Finanza”. Il ministro dello Sviluppo economico ha anche confermato che saranno previste agevolazioni economiche per gli abitanti delle zone prescelte. “Senza nucleare - ha poi sottolineato - non si può combattere il cambiamento climatico. L’Enel ha stretto un accordo con Edf per realizzare in Italia quattro reattori nucleari Eps, più altri in paesi terzi, in aggiunta alle centrali che le due società stanno già costruendo in Francia. Enel-Edf sarà, dunque, uno dei gruppi che parteciperà allo sviluppo del programma nucleare italiano. Ma non sarà l'unico". A “Il Tempo” il ministro ha poi detto che "i no" non fermeranno l'azione del Governo: "Il nucleare è un interesse strategico del Paese - ha spiegato Scajola -. Questo vuol dire che in caso di opposizione ingiustificata, il governo potrebbe esercitare il potere sostitutivo, previsto dalla Costituzione". Più chiaro di così…
Con la nuova edizione del “Tornio di via Figoli” la ceramica sarà ancora una volta protagonista dello shopping natalizio, dal 13 al 20 dicembre, all’Hospitalis Sancti Antoni di Oristano, grazie a una mostra, a dimostrazioni di lavoro, convegni e spettacoli musicali. Il “Tornio di via Figoli” è un’iniziativa dell’ amministrazione comunale di Oristano, che ha voluto dare continuità alle attività di promozione dell’arte ceramica, che ha consentito ad Oristano di fregiarsi del titolo ministeriale di “Città di antica tradizione ceramica”. La manifestazione è stata organizzata dall’Assessorato attività produttive del comune di Oristano, con il contributo dell’Assessorato regionale al turismo, artigianato e commercio della Regione Sardegna, della Provincia e della Camera di commercio di Oristano, con la collaborazione dell’associazione Oristano Giovane, dell’associazione culturale Oristanesi, della CNA e della Confartigianato di Oristano e della CGF Artigiani cooperativa di Garanzia Fidi.
La decisione dell’amministrazione comunale di Ghilarza di anticipare l’accensione delle luminarie sin dal 1 dicembre ha, di fatto, anticipato il clima natalizio nel centro dell’Alto Oristanese e a Zuri. L’obiettivo ha colto nel segno, considerato che il centro cittadino si è completamente rianimato. In questo fine settimana entrano, poi, nel vivo le manifestazioni del consueto cartellone “Aspettando il Natale e ….. la Befana”, predisposto da Comune, Pro Loco, Provincia di Oristano, Ente Concerti “Alba Pani Passino” di Oristano, Scuola Civica di Soddì, Scuola dell’Infanzia Cottolengo. Si inizia venerdì 11 dicembre con il primo saggio della Scuola Civica di Musica “E. Lussu” di Soddì, in programma all’auditorium comunale alle 19. Sabato 12 dicembre, alle 16, al Cinema Joseph, appuntamento con il cinema per bambini e ragazzi (al prezzo simbolico di 1 euro) con la proiezione del film “Biancanave e gli 007 nani”. Ancora cinema sabato 18 dicembre, con la proiezione del film “il Mistero della Pietra Magica”. Tra i concerti spiccano quello di musica da Camera, a quattro mani, con il duo pianistico, formato dalla ghilarzese Ester Manca e da Stefano Curto (all’auditorium comunale, domenica 27 dicembre, alle 21); il concerto di Canti Gregoriani (chiesa parrocchiale, alle 19, domenica 20 dicembre); il concerto di Natale con il coro Armonias di Abbasanta e la cantante Maria Giovanna Cherchi (auditorium mercoledì, 23 dicembre, ore 21); il concerto del Coro Polifonico Monteverdi di Santulussurgiu (chiesa San Pietro di Zuri, mercoledì 30 dicembre, alle 21); il Coro delle voci bianche “A. Gramsci”, diretto dal maestro Fenisia Erdas (auditorium comunale, martedì 22 dicembre, alle 19); il concerto del Coro “Su Cuntrattu Seneghesu”, in programma alla casa di riposo “A. Licheri” giovedì 17 dicembre, alle 16. Tra le giornate dedicate ai più piccoli, da evidenziare il viaggio a bordo del trenino turistico, mercoledì 23 dicembre, a partire dalle 16; la manifestazione “ Bimbi a canestro, arriva Babbo Natale”, prevista per martedì 22 dicembre, alle 16 presso la Torre Aragonese; e infine mercoledì 6 gennaio, discesa della Befana dal campanile della Parrocchia, e distribuzione delle caldarroste.
Di pig (del 05/12/2009 @ 13:15:00, in politica, linkato 830 volte)
“Sanità, un diritto da difendere”, questo il tema dell’incontro-dibattito promosso dal gruppo consiliare regionale del Pd, tenutosi ieri ad Oristano. “Un nuovo piano sanitario da presentare in consiglio regionale, una commissione d’inchiesta bipartisan che faccia chiarezza sul deficit del bilancio sanitario, spiegare ai sardi che la pseudo-riforma sanitaria voluta dal centro-destra è l’inizio dello smantellamento della sanità pubblica a favore del privato”. Queste, in sintesi, le proposte più importanti del segretario regionale, Silvio Lai (nella sua prima uscita ufficiale da leader del Pd sardo dopo le primarie), nel corso del convegno. “Dobbiamo smascherare questa bugia sulle cifre del deficit sanitario – ha tuonato Lai -; i dati sull’aumento dei costi, certificati dal Ministero del Tesoro, parlano di 37 milioni di euro. I 300 milioni annunciati dal centro-destra sono solo una mostruosità. Dopo il commissariamento delle Asl è emersa una cortina fumogena sull’aumento dei costi, solo per giustificare la cacciata dei manager e il futuro deficit che produrrà la loro riforma, per una sanità ormai fuori controllo”. Accennando all’assessore regionale alla Sanità, Liori, il segretario del Pd, si è detto deluso perché “…ha riportato la sanità isolana agli ultimi posti in Italia, e il peggio è che non è lui ad avere la rotta in mano della sanità. Dopo le eccellenze degli anni scorsi – ha detto Lai -, Liori ha decretato la morte della sanità pubblica, in favore di quella privata; mi era sembrato un collega intellettualmente onesto, ma evidentemente mi sono sbagliato”. Silvio Lai ha, quindi, denunciato il pericolo che corre la sanità con la scelta di sviluppare le Aziende ospedaliere, “…costano di più e rischiano di cancellare le eccellenze territoriali, sviluppatesi negli ultimi 5 anni, e che erano state garantite dal centrosinistra, anche con il potenziamento delle strutture private”. “Siamo in ritardo sull’aggiornamento del piano regionale sanitario – ha aggiunto Lai -, e occorre affrontare subito il tema delle riforme che vogliamo proporre come Partito Democratico; riforme che vanno condivise, soprattutto con la popolazione, e che necessitano della partecipazione di tutti. Dobbiamo spiegare ai sardi, ai nostri elettori, che questa riforma del centro-destra sarà un boomerang, in particolare dopo che hanno bloccato gli investimenti sulle strutture e sulle persone. I cittadini devono sapere cosa si sta sottraendo alla sanità in Sardegna e perché il centro-destra vuole distruggere una sanità che funzionava, con la scusa che costa troppo. Questo non è vero: la media nazionale è, infatti, dell’8,7%; in Sardegna spendiamo 2.800 milioni e siamo nel pieno rispetto della media nazionale. Con la controriforma della destra rischiamo di fare un passo indietro e vanificare gli sforzi fatti in questi ultimi anni. Come Pd lavoreremo per predisporre un nuovo piano sanitario, da portare in consiglio regionale - ha concluso Silvio Lai -, e chiederemo di istituire, anche con la maggioranza, una commissione d‘inchiesta per fare chiarezza sul deficit e sulle cifre del bilancio sanitario regionale. Ora aspettiamo le risposte del presidente della Regione, Cappellacci.” Prima del segretario regionale del Pd (che ha chiuso il convegno), c’erano stati altri interventi. Il consigliere regionale, Antonio Solinas, ha ripercorso il burrascoso cammino della sanità isolana, ricordando come il centrosinistra avesse ereditato nel 2004 un pauroso buco nel bilancio della sanità, dopo i disastrosi anni di governo delle giunte Floris e Pili. “La Sardegna era finita sul libro nero nazionale e rischiava il commissariamento – ha ricordato Solinas –. La giunta Soru aveva rimesso in sesto i bilanci riportando l’isola ai vertici nazionali tra le regioni più virtuose. Oggi il centro-destra ha voluto presentare una riforma sanitaria (dannosa per l’isola) a senso unico, senza un preventivo dibattito. Una riforma – ha spiegato Solinas – con tre obiettivi: il commissariamento delle Asl, con la spartizione delle poltrone; la divisione tra azienda ospedaliere e attività sul territorio, con la conseguente penalizzazione degli ospedali di Bosa e Ghilarza; le macro-aree, il cui fine ultimo è quello di indebolire il pubblico a vantaggio del privato”. Il tema della sanità, in particolare dal punto di vista strettamente politico, è stato invece al centro dell'analisi di Gian Valerio Sanna, che ha ricordato come attualmente la sanità rappresenti quasi il 50% del bilancio della Regione. “Paghiamo ancora lo scotto di una patologia della politica – ha detto Sanna -, che ancora oggi cancella radicalmente quanto fatto da chi ha governato in precedenza, senza una preventiva verifica. Questa del centro-destra non è una riforma mirata all’interesse generale ma solo ad uso esclusivo di pochi. La vera riforma era stata quella del governo Soru, che consisteva in un progetto serio, che aveva riportato l’isola ai vertici nazionali per l’eccellenza nella sanità. Ma come si spiega tutto ciò? E’ semplice – ha sostenuto il consigliere regionale del Pd -: questa non è una maggioranza politica normale, ma è una maggioranza il cui fine ultimo è solo il business elettorale. E’ il prezzo che si è dovuto e si deve pagare per il successo elettorale: hanno iniziato con il piano casa; hanno proseguito con le energie alternative; ed ora continuano con la sanità. Le conseguenze di questa linea politica – ha concluso Sanna –, oltre chiaramente ai cittadini, le sentiranno soprattutto i sindaci, quando si troveranno davanti ad un taglio drastico del fondo unico”. I dettagli degli effetti deleteri che produrrà la riforma sulle strutture sanitarie, in particolare nell’Oristanese, sono stati spiegati da Bruno Palmas, ex manager della Asl n.5, e da Marino Marchi, primario del reparto di cardiologia dell’Ospedale San Martino di Oristano. All’interessante incontro-dibattito sì è notata l’assenza del gruppuscolo che ancora fa riferimento (sic!) alla cariatide politica (non per età anagrafica ma per il modo giurassico di intendere la politica) Antonio Biancu, che ha dimostrato ancora una volta, se mai ce ne fosse bisogno, come possa essere limitato l’orizzonte politico di chi sta cercando di riemergere dall’oblio politico, dal dimenticatoio nel quale è finito, non con il confronto, con la forza delle proprie idee, ma con il proprio nome su un cartellone. Il tutto alla faccia di quella unità a cui, spesso e volentieri, il segretario regionale del Pd, Silvio Lai, fa riferimento. Il nome di Biancu, in questi ultimi tempi, è circolato tra i papabili come probabile segretario organizzativo del Pd. Se mai questa iattura (in barba al tanto decantato rinnovamento) dovesse accadere, sarebbe l’ennesima, ulteriore dimostrazione di come in politica la meritocrazia non conti veramente un bel niente. Dio ce ne scampi!
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