Di pig (del 02/06/2010 @ 23:00:15, in politica, linkato 2986 volte)
Se fosse stato possibile scommettere in Sardegna prima delle elezioni provinciali, la provincia di Oristano sarebbe stata messa fuori quota, tanto appariva scontato il risultato in favore del centro-destra, soprattutto dopo il passo indietro di Pasquale Onida, che aveva ricompattato la coalizione. Pensiamo di non essere lontano dal vero, né tantomeno irriguardosi, se affermiamo che chiunque fosse stato il candidato presidente sarebbe stato comunque eletto in carrozza, con un risultato sostanzioso al primo turno. Questo con tutto il rispetto e senza offesa per il neo presidente De Seneen che, politicamente parlando, è e rimane, fino a prova contraria, una seconda linea, che ha avuto la fortuna di essere stato sostenuto da un’autentica corazzata. Il risultato ha dimostrato, in maniera lampante, che non c’e stata partita: da una parte c’era, infatti, una coalizione tetragona, ben composta in tutti i reparti e armata fino ai denti, e che alla tenzone si è presentata con i bazooka; dall’altra il Pd a fare da generale Custer, accompagnato da un’Italia dei Valori con poche frecce al suo arco, e alcuni simil-partitini che alla battaglia si sono presentati con le fionde. Un arbitro serio, viste le forze in campo, non avrebbe neppure fatto cominciare la competizione per manifesta inferiorità del centrosinistra. In questo scenario, per i politici vecchio stampo di qualche anno fa, sarebbe stato un gioco da ragazzi essere eletti tra le fila della maggioranza. Ma, come si sa, i tempi cambiano e gli elementi di spessore nella nostra provincia, povera anche dal punto di vista politico, sono una specie in via di estinzione. Tra i politiconzoli che nell’Oristanese vanno per la maggiore sono pochi quelli che hanno piena consapevolezza dei propri limiti, e questo fatto ha, purtroppo, portato alla ribalta mestieranti e novizi della politica nostrana, che assurti ai posti di “comando” hanno cominciato ad atteggiarsi ed a proporsi ai cittadini con protervia ed irritante supponenza (che in altri tempi sarebbe stata punita a scudisciate). L’esempio che, quotidianamente, danno ai loro leccapiedi non è, quindi, tra i più esaltanti, ed è forse per questo motivo che molti peones della politica locale, scimmiottando i loro “padroncini”, si propongono in maniera altrettanto arrogante e supponente, che lascia l’interlocutore sconcertato e divertito allo stesso tempo. Questi statisti in salsa paesana sono, infatti, così convinti del ruolo che rivestono, ma così convinti che non si accorgono di quanto, non appena aprono bocca, siano involontariamente autoironici. Perché questo lungo preambolo? Perché molti di questi “tromboni” sono stati, come si usa dire simpaticamente in gergo, “trombati” dai cittadini (certamente meno stupidi di quel che pensano i politici) che, in moltissimi casi, hanno punito in un colpo solo prosopopea ed insipienza politica. Ma chi sono i nobili "trombati” delle ultime amministrative? Se iniziamo dalle comunali, due nomi spiccano su tutti e vanno segnalati. Il primo è quello di Antonio Biancu, che non è riuscito neppure a farsi eleggere sindaco di Baressa, battuto nel suo ex feudo da una coalizione di giovani virgulti. Questo, a dimostrazione che il vecchio modo di intendere e interpretare la politica non fa più presa sui cittadini, che sono stufi di queste “facce incartapecorite” da troppi anni di militanza non richiesta “...al servizio delle gente” (e di se stessi), e che non ne possono proprio più di coloro che della politica ne hanno fatto una professione ben remunerata e che una volta buttati fuori dalla porta cercano, in tutti i modi, di rientrare dalla finestra. Il secondo nome è quello di Antonello Figus, sindaco uscente di Santa Giusta, ex delfino di Biancu, uscito dal Pd perchè non aveva alcuna speranza di essere candidato per le regionali, ed ora “trombato” dai suoi concittadini che, evidentemente, dopo averlo visto all’opera per una legislatura ne hanno avuto abbastanza. Per le comunali, la piacevole novità è stata l'elezione, a Gonnostramatza, di Alessio Mandis, appena 24 anni (probabilmente il sindaco più giovane d'Italia), un giovane emergente sul quale, a nostro modesto avviso, il Pd dovrebbe puntare per il futuro. Per quanto riguarda le provinciali, sono tanti i “trombati” più o meno eccellenti, in particolare nel vittorioso centro-destra, dove la sconfitta brucia in maniera proporzionale ai voti degli eletti nel partito di appartenenza. La hit parade dei "trombati" vede nelle primissime posizioni, Marcello Serra (Mpa), ex assessore provinciale, che nonostante si sia arrabattato tanto per spiccare il volo (giovedì dovrebbe partire il primo aereo da Fenosu, ma a che costi! ndr) non è proprio riuscito a decollare, e ora si è messo in lista d’attesa per un assessorato. Serra è stato surclassato alla grande nel suo partito da un altro assessore uscente, Gianfranco Attene, che ha superato i 1100 voti. Oltre a Serra, un altro ex assessore provinciale è stato lasciato a terra, Renzo Coghe (Pdl), noto negli ambienti politici come “Celentano”, per aver copiato i lunghi silenzi del molleggiato. Cosa, questa, che gli elettori non hanno evidentemente capito. Proseguendo nella carrellata degli ex assessori provinciali “trombati”, a leccarsi le ferite in buona compagnia sono anche il poco conosciuto Lorenzo Stevanato (Riformatori), e Franco Serra (Udc), che nonostante avesse tappezzato la sua auto con tantissimi occhi non è comunque riuscito a scacciare il malocchio. Altri “trombati” di lusso, l’ex presidente del consiglio provinciale, Pierpaolo Pisu (Fortza Paris); l’ex sindaco di Cabras, Efisio Trincas (Psd’Az); l’ex sindaco di Arborea, Bepi Costella (Udc); l’attuale assessore all’Ambiente del comune di Oristano, in odore di scomunica, Gianfranco Licheri (Upc); il già presidente del Consorzio Industriale di Oristano, poi defenestrato da Onida, Claudio Atzori (Pdl). Sempre nel Pdl altro “trombato” di peso (ma solo perché in comune è capogruppo di FI verso il Pdl), Antonio Franceschi, che i cittadini del quartiere oristanese di Torangius hanno lasciato al palo, e che ha avuto lo stesso numero di voti (564) del giovane consigliere comunale di An, pardon… del Pdl, Alberto Cauli. A proposito di consiglieri comunali di Oristano che temerariamente si sono lanciati nella bagarre (a nostro avviso senza alcuna speranza di successo) sono da segnalare i “trombati” Mauro Lincandro e Mauro Grussu (Pdl), Mario Cadeddu e Mariano Carta (Udc), Giuseppe Sanna (Riformatori). Nel centrosinistra piangono lacrime amare i “trombati” del Pd, Danilo Mastino in quel di Bosa, e il sindaco di Tresnuraghes, Antonio Cinellu. Tra le lezioni più clamorose, quella inferta dagli elettori all’ex sindaco di Suni, Antioco Pischedda che, lasciato il Pd perche voleva essere candidato a tutti i costi, ha trovato rifugio nell’Italia di Valori ed è stato pesantemente punito dai cittadini che lo hanno omaggiato di appena 252 voti. Veramente ben poca cosa per un sindaco uscente. Tra i “trombati” conosciuti ci sarà sfuggito, sicuramente, più di un nominativo e lasciamo a voi la libertà di incrementare la lista. Non ci è, invece, sfuggito il grosso successo personale dell’attuale sindaco di Cabras, Cristiano Carrus (Pdl), chè è stato il più votato in assoluto alle provinciali con 1458 voti. Al posto d’onore, il sindaco di San Nicolò d’Arcidano, Emanuele Cera (Udc), con 1388, rieletto peraltro anche come sindaco con il 76% dei suffragi. Medaglia di bronzo, Serafino Corrias (Fortza Paris), assessore provinciale uscente, con 1248 voti. Tra le curiosità, da notare i voti riportati da Consuelo Mandas (Malu Entu) e Andrea Nonne (Rosso Mori) i candidati meno votati in assoluto: 1 solo voto, probabilmente il loro.
Altre notizie:
Dall’aeroporto Campanelli di Fenosu è partito, in perfetto orario, alle 9.40, il primo volo di linea Oristano - Roma. Nove i passeggeri a bordo del velivolo Fokker da 50 posti, messo a disposizione dalla compagnia Denim Air e contrassegnato col logo FlyOristano.com, per la modica cifra di un milione e trentamila euro l’anno. Atterraggio a Roma, dopo 90 minuti, e rientro nel pomeriggio con partenza da Fiumicino alle 18.40. Alla partenza, col presidente della Sogeaor, società di gestione dell'aeroporto, Giorgio Gaviano, hanno assistito numerose autorità tra le quali il neo presidente della Provincia, Massimiliano De Seneen e gli assessori regionali ai Trasporti, Liliana Lorettu, e all'Ambiente, Giuliano Uras. Per vedere quanto questo aeroporto, privo di continuità territoriale, costerà alle tasche dei contribuenti, non bisognerà attendere tantissimo tempo. Per pareggiare i costi, infatti, l’aereo dovrebbe trasportare, tutte le volte che vola, trenta persone. Il tutto senza parlare del fatto che, dora in poi, non sarà più possibile, per legge, la ricapitalizzazione delle società partecipate, ivi compresa la Sogeaor. Dopo mamma-Regione si troverà un’altra vacca da cui mungere, con costante puntualità, i soldi pubblici?
Il politico e l'ex faccendiere fotografati mentre abbracciano magistrati, cancellieri ma anche un ex avvocato dello Stato. Tutti davanti al procuratore aggiunto, Giancarlo Capaldo, e al pm Rodolfo Sabelli per spiegare, come persone informate sui fatti, lo strano iter di una sentenza delle sezioni unite della Cassazione. Ma dalle intercettazioni emerge anche l'interessamento di Denis Verdini, coordinatore nazionale di Forza Italia indagato per riciclaggio e corruzione, a vedere ridimensionata dalla Suprema Corte la posizione di Nicola Cosentino, sottosegretario all'Economia accusato dai pm napoletani di essere "vicino" ai casalesi. Un tentativo andato a vuoto. Va avanti su due fronti l'inchiesta sul business dell'eolico in Sardegna. Da un lato la pista dei soldi, con le presunte tangenti versate non solo dall'autista del faccendiere Flavio Carboni, indagato per associazione per delinquere e riciclaggio, a Verdini. Ma anche dalla compagna di Carboni. Dall'altro i contatti del comitato d'affari con la magistratura. Il sospetto è che l'organizzazione, oltre a controllare grossi appalti, tentasse di condizionare sentenze civili e penali, e addirittura anche le nomine del Csm. Operazioni messe in atto grazie alla mediazione di Pasquale Lombardi, il geometra, applicato come magistrato in alcune commissioni tributarie e finito al centro delle intercettazioni per i suoi contatti con le toghe. Agli atti ci sono anche le immagini dell'incontro di Denis Verdini con Flavio Carboni e il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, proprio all'ingresso della residenza romana del coordinatore di Forza Italia. Perché i carabinieri, dopo avere sentito dalle intercettazioni dell'appuntamento nella capitale, pedinavano gli indagati. Un atteggiamento di grande confidenza: in quelle immagini, Verdini e Carboni si salutano amichevolmente, si abbracciano. Il punto di partenza sono gli 800 mila euro, 64 assegni da 12.500 euro, versati dall'autista di Carboni su un conto del Credito cooperativo fiorentino. Conto de "Il Giornale di Toscana" del quale Verdini è presidente, così come è azionista della banca. Gli inquirenti hanno già fatto una rogatoria internazionale, perché quel denaro, poi sequestrato dai carabinieri, sarebbe stato prelevato in una banca di San Marino e, dopo un transito in un istituto di credito emiliano, sarebbe finito proprio sul conto del giornale. Ma la pista che gli investigatori stanno seguendo riguarda una somma più cospicua: i cinque milioni di euro, che alcuni imprenditori avrebbero versato a Carboni come mediatore per investire nell'eolico in Sardegna. E vogliono stabilire se non sia in realtà una tangente poi "girata" dal faccendiere ai politici. All'esame degli inquirenti non c'è solo il versamento effettuato dall'autista di Carboni, ma anche quello di Antonella Pau (non indagata), compagna di una vita del faccendiere e nipote, tra l'altro, di Pinello Cossu, il consigliere provinciale coinvolto nella stessa inchiesta. Soldi che, secondo Verdini, sarebbero serviti per ricapitalizzare "Il Giornale di Toscana". Le operazioni effettuate da Antonella Pau, portano all'Unicredit di Iglesias. E anche in questo caso, i contanti sarebbero stati trasformati in assegni. Operazioni che però non sono sfuggite al controllo di Bankitalia. Ma si va avanti anche sul fronte dei rapporti tra l'organizzazione e la magistratura. Nei giorni scorsi Capaldo e Sabelli hanno interrogato alcuni magistrati, ma anche cancellieri e un ex avvocato dello Stato. A rispondere alle domande come persone informate sui fatti, anche il vicesegretario della Cassazione Francesco Tirelli e l'ex avvocato generale dello Stato Oscar Fiumara. La procura vuole acquisire elementi sul pronunciamento della Suprema corte a sezioni unite civili. Una faccenda della quale gli indagati parlavano spesso al telefono. Così come dalle intercettazioni sarebbe emerso l'interesse di Denis Verdini per vedere "aggiustata" dalla Cassazione la decisione del gip di Napoli che chiedeva l'autorizzazione a procedere per Nicola Cosentino, il sottosegretario all'Economia ed ex candidato alle regionali in Campania, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa per i suoi legami con i casalesi. Un tentativo andato a vuoto, il 2 marzo la Corte Suprema, ha dato ragione ai magistrati napoletani. (da Il Messaggero)
Primo giorno da presidente della Provincia di Oristano per Massimiliano De Seneen, dopo la proclamazione avvenuta da parte dell'Ufficio Elettorale Centrale del Tribunale di Oristano. Il neo presidente è stato accolto dal segretario generale, Antonio Podda, ed ha poi incontrato i giornalisti. Nella conversazione con i rappresentanti della stampa, il presidente ha ringraziato gli elettori che lo hanno sostenuto, consentendogli un risultato di spessore, ma ha precisato che il suo intento sarà quello di governare per tutti i cittadini. I primi giorni saranno dedicati agli adempimenti istituzionali, con la nomina della giunta e la convocazione del consiglio. In merito alla composizione dell'esecutivo, il presidente ha ipotizzato una giunta con sette assessori, non escludendo l'assegnazione di un assessorato tecnico ad una donna. Gli impegni primari di De Seneen riguarderanno i lavori pubblici, turismo, attività produttive e infrastrutture. Al momento del suo ingresso in Provincia, il neo presidente ha ricevuto una lettera del presidente uscente, Pasquale Onida, che gli formulava gli auguri più sinceri di buon lavoro, lasciandogli come testamento, e passaggio di consegne, il piano strategico della provincia di Oristano ed il bilancio sociale.
Neppure un cenno di risposta è arrivato dal presidente della giunta regionale, Ugo Cappellacci, alla richiesta d'aiuto avanzata dall'arcivescovo di Oristano, Ignazio Sanna, a sostegno del Centro di riabilitazione Santa Maria Bambina, controllato dall'omonima fondazione legata alla Curia, che rischia di vedere compromesso il proprio futuro. Lo ha evidenziato, questa mattina, lo stesso arcivescovo, che insieme al consiglio di amministrazione ha lanciato l’ennesimo grido d'allarme. Il Centro, infatti, si è visto accreditare solo una minima parte dei posti letto e dovrà, quindi, provvedere a un forte ridimensionamento, che comporterà necessariamente anche tagli al personale. Numeri non ne sono stati fatti, ma circa l'80% degli attuali 120 addetti rischia di perdere il posto di lavoro, mentre una sessantina di pazienti, ricoverati con gravi patologie che richiedono un'assistenza specializzata, dovranno lasciare il presidio del Rimedio, mentre spetterà ora alle Asl di competenza trovare soluzioni alternative. Intabnto, questa mattina e' stato ribadito che alla Regione non si chiede di ripianare il deficit milionario al quale la Fondazione farà fronte, ma di avere il riconoscimento delle convenzioni per poter continuare ad operare a pieno regime.
Si svolgerà, sabato 5 giugno, a Cabras, una eco-maratonina, organizzata dal Marathon Club Oristano, in collaborazione con il comune lagunare, l'Area Marina Protetta e la Borsa Nazionale del Turismo. Sono previsti due percorsi, di 25 e 15 chilometri, che costeggeranno lo stagno di Cabras, con la possibilità di effettuare entrambi i percorsi (o i km che ciascuno desidera percorrere) semplicemente camminando. La partenza è prevista per le ore 17, in piazza Stagno, punto di ritrovo per i partecipanti. Il costo dell'iscrizione è di 5 euro. Le premiazioni riguarderanno, per ciascuna gara, i primi 5 uomini e le prime 5 donne, secondo la classificazione assoluta. Saranno, inoltre, premiati i partecipanti più giovani e quelli più anziani.
A partire dalla prossima settimana cambieranno la sede e gli orari per la prenotazione della visita presso la Commissione medica locale addetta all'esame dei requisiti psicofisici per l'idoneità alla guida. D'ora in poi sarà necessario recarsi presso la sede legale della Asl n°5 (Via Carducci, 35 – Oristano, piano terra) il martedì dalle 15 alle 17; mercoledì e giovedì dalle 11.30 alle 13. Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi al numero di telefono 0783.317012
"Un lago di saperi e di sapori" è il titolo della manifestazione organizzata, per sabato 5 giugno, dall'Istituto Comprensivo di Ardauli, con il patrocinio del comune di Ardauli. Protagonista sarà la cucina del territorio, ma non solo sapori (che sanno di recupero della memoria e di genuinità, all’insegna del “mangiar sano” e del “mangiar bene”) ma anche saperi appartenenti alla tradizione. Presso gli stand, allestiti nel piazzale della scuola dell’Infanzia, saranno presentate le produzioni tipiche di Ardauli, con piatti della tradizione eno-gastronomica locale e prodotti tipici di tutto il territorio isolano. Accanto alla tradizione tipicamente sarda, ci sarà spazio anche per la cucina multi-etnica: pietanze provenienti da diverse regioni italiane, accanto a piatti esteri, all’insegna dell’integrazione e della comunanza di valori condivisi. Si potranno gustare diverse prelibatezze piemontesi, venete, abruzzesi, campane, siciliane, e altri piatti provenienti dalla Francia, dal Marocco, dal Camerun e dalla Moldavia. “Sono numerosi gli espositori che hanno aderito a all’iniziativa, il cui scopo è quello di mettere in risalto come la scuola si apra al territorio – ha spiegato Mario Di Rubbo, coordinatore dell'Istituto Comprensivo di Ardauli -. Inoltre, sarà dato spazio all’artigianato artistico, con esposizione di coltelli, bardature per cavalli, di oggettistica in sughero e in ossidiana, cestini, pizzi, accanto ad una ricca sezione di strumenti musicali della tradizione sarda, così come faranno bella mostra di sé alcune maschere in miniatura e sculture in basalto e legno. Nel corso della giornata si svolgeranno anche dei laboratori di archeologia sperimentale, mentre i bambini più piccoli saranno impegnati nell’esito scenico del laboratorio “Facciamo volare la fantasia con il libro”, promosso dall'assessore alla Cultura del comune di Ardauli, Vilma Urru. Sarà possibile, inoltre, visitare una serie di esposizioni, come “La Sardegna nel libro”, le maglie da calcio originali a cura dell’Atmo (Associazione Trapiantati Midollo Osseo), oltre a una sezione didattica con i lavori prodotti dalle scuole dell’Istituto Comprensivo di Ardauli. La parte più ricca della manifestazione, però, resta quella dedicata ai sapori, a cominciare dal pane, e proseguendo con i formaggi, miele, piante officinali, acquavite e altri distillati di erbe, oli, vini, pasta fresca, riso, dolci e tante altre bontà. A farla da protagonista, tra i piatti tipici sardi, saranno sos culurzones de patata cun nebidedda di Ardauli (che hanno avuto anche il riconoscimento ufficiale, con tanto di atto notarile, di “piatto unico ed esclusivo” da parte dell'Accademia Nazionale della Cucina Italiana, proprio in seguito ad un corso svoltosi nel 2008 presso l'Istituto Comprensivo di Ardauli), e s'Ortau, sempre di Ardauli, un insaccato gustoso simile allo zampone, confezionato con carne di maiale di prima scelta, tagliata a pezzettini e condita con altri ingredienti quali il pecorino grattugiato, aglio, pilarda (pomodori secchi). Per la cucina nazionale sarà possibile degustare pietanze provenienti dal Veneto (sardine), dal Piemonte (Bagna Cauda), dall'Abruzzo (spiedini di pecora), dalla Campania (pastiera) e dalla Sicilia (cannoli e focaccia siracusana). E poi alcuni piatti provenienti dal Marocco (cous - cous e the marocchino), dal Camerun (falòn), dalla Moldavia (carpa ripiena) e dalla Francia (quiche loraine). “Come amministrazione comunale - ha detto l’assessore comunale alla cultura, Vilma Urru -, abbiamo aderito a questa iniziativa che vede come protagonisti i ragazzi delle scuole dell'Istituto Comprensivo, perché siamo convinti che manifestazioni di questo genere possono far crescere e rendere maggiormente consapevoli le nuove generazioni delle ricchezze culturali, ambientali, eno-gastronomiche, artigianali che i nostri piccoli paesi possiedono e che vanno valorizzate anche con iniziative come questa”.
Di pig (del 31/05/2010 @ 19:52:59, in politica, linkato 2401 volte)
Massimiliano De Seneenè il nuovo presidente della Provincia di Oristano. Il candidato del centro-destra con il 60% dei voti ha doppiato Mario Tendas, coraggioso candidato del centro sinistra, che ha sfiorato il 30% dei consensi. Così com’era nelle facili previsioni (tanto era scontata la vittoria di De Seneen da non fare quasi notizia), i numeri dicono, chiaramente, che in provincia di Oristano non c’è stata partita, nonostante il Pd sia risultato il primo partito in provincia e nella città capoluogo. Grande merito di quello che, a nostro modesto avviso, è da considerare un autentico exploit, è da attribuire al grande lavoro del segretario provinciale del Pd, Gianni Sanna (col quale, in passato, non siamo stati certo teneri e che invece, per fortuna, sta smentendo ogni nostra nefasta previsione), che è riuscito in poco tempo a ridare anima ad una forza politica, prima del suo avvento, totalmente allo sbando. Sanna ha limato, cucito, sfrondato, mediato, amalgamato, creando attorno a sé una squadra ed una maggioranza che ha ridato nuova linfa ad un partito raccolto in piena agonia. Questo, come i numeri evidenziano impietosamente, non è però bastato. Ad alcuni grossolani errori di valutazione (da mettere nel conto) nella scelta dei candidati (su tutti basta citare l’assurda, mancata candidatura di Salvatore Crobu in quel di Busachi, che candidatosi poi con l’Udc ha ottenuto più di 650 voti, surclassando lo semi-sconosciuto candidato del Pd in quel collegio, fermatosi a 287 preferenze), il Pd ha pagato lo scotto di una coalizione che definire inconsistente sarebbe solo un eufemismo. Al risultato deludente dell’Italia dei Valori (un 5,6% bel al di sotto delle aspettative), c’è da aggiungere, infatti, quello degli altri partiti della coalizione che, complessivamente, hanno raggiunto appena il 5%. In queste condizioni è stato, quindi, impossibile per il centrosinistra tentare quantomeno di infastidire la corazzata del centro-destra. Corazzata, dove Pdl (al suo minimo storico) e Udc hanno terminato in doppia cifra (rispettivamente circa 18 e 12%), con Fortza Paris che ha sfiorato il 10%), e i Riformatori che hanno ottenuto circa il 9%. Sopra il 7% l’Mpa, mentre si è fermato al 5% il Psd’Az che, a nostro avviso, ha rappresentato il tallone d’Achille del centro-destra. Per quanti riguarda i "singoli", detto dello stop (appena sopra il 3%) di Ivano Cuccu con l’Mpa, e dello zero virgola di Malu Ente e Msi, va sottolineato l’ottimo risultato dell’Irs e di Sebastian Raf Madau (meno male che di “sardo” c’è almeno il cognome) che, in provincia di Oristano, ha ottento un insperato 5,8%. Risultato, questo, raggiunto da una forza politica che, dati alla mano, è riuscita a far breccia nell’elettorato di sinistra, non solo grazie al suo progetto politico, ma anche al fatto d’essere stata capace di svecchiarsi e rinnovarsi, candidando tanti giovani che col loro entusiasmo hanno convinto una buona percentuale degli elettori della provincia. Il risultato dell’Irs dovrebbe essere “profondamente” analizzato e far meditare i partiti “tradizionali” della sinistra che, Pd a parte, sono praticamente in via d’estinzione. Per il momento ci fermiamo qui, non prima di aver ricordato il vero vincitore di questa tornata elettorale: l'astensionismo, e di aver segnalato coloro che, secondo i dati del Ministero dell'Interno, formeranno il nuovo consiglio provinciale di Oristano. Centro-destra: Pdl, 5 seggi, Mario Olla, Egidio Loi, Cristiano Carrus, Serafino Oppo, Efisio Carta; Udc, 3 seggi, Emanuele Cera, Salvatore Crobu, Alfonso Marras; Fortza Paris, 3 seggi, Mauro Solinas, Serafino Corrias, Alfredo Mameli; Riformatori, 2 seggi, Alessandro Murana e Andrea Casu; Mpa, 2 seggi, Gianfranco Attene e Serafino Mele; Psd'Az, 1 seggio, Gianni Pia. Nel centrosinistra il Pd ha conquistato 6 seggi con Mario Tendas, Peppino Marras, Francesco Federico, Roberto Scema, Giangavino Buttu e Battista Ghisu; mentre 1 seggio è andato all'Idv (Stefano Figus) e all'Irs (Sebastian Madau).
Il partito dell'astensione ha stravinto. La prevista diserzione dalle urne è andata oltre ogni pessimistica previsione. I malumori che hanno preceduto ed accompagnato questa tornata elettorale hanno spinto molti elettori a gettare la spugna. Non è una defezione dal campo della politica, è piuttosto un urlo disperato di non voler più stare in questa politica. E' uno stato d'animo complesso di chi ama o ritiene importante la politica ma è stanco di ciò che la politica è diventata. La fidelizzazione ai partiti è sempre più debole, la politica è percepita sempre più come consorteria (vedi la formazione delle liste), come perseguimento di interessi personali, negligenza, disinteresse per il bene pubblico. In questa desolazione la disaffezione e l'inesorabile perdita di fiducia producono un repentino abbandono dalle urna. Provo, forse anche in modo disordinato, a puntualizzare le componenti della stanchezza dell'elettore: 1) Sull'astensionismo dell'elettore medio pesa notoriamente la disinformazione che alimenta forme di antipolitica e di disaffezione verso i politici di professione, lontani dai problemi reali di chi tutti i giorni deve fare i conti con la precarietà del lavoro, con l'insicurezza economica e con l'assenza di prospettive future per i figli. Genericamente le prime battute di commento al voto ieri sera hanno fatto riferimento alla crisi. Al di la del semplicismo di questa considerazione, sarà invece importante nei prossimi giorni, quando disporremo dei dati definitivi, capire meglio la geografia dell'astensione. Verificare quale relazione esiste tra lo stato di impoverimento ed il disinteresse per il voto, o astensionismo e la cattiva gestione politica. 2) Il frazionismo interno delle due coalizioni. E' un discorso circoscritto alle provincie di Cagliari e Nuoro ma che ha dei riflessi più ampi nella politica regionale. Con ragioni diverse, che meritano una riflessione separata, le coalizioni di centrodestra e centrosinistra pongono due problemi di fondo essenziali per il funzionamento dei due partiti maggiori, la democrazia interna, la regolazione trasparente del pluralismo interno e l'applicazione delle regole statutarie. Sono due questioni fondamentali non più trascurabili, né procrastinabili per la sopravvivenza delle due formazioni politiche. 3) Il diffuso disinteresse dei giovani per la politica. Nel corso di una ricerca sul comportamento elettorale alle regionali del 2009 le interviste agli studenti universitari hanno rivelato che il 40% non aveva votato, né intendeva recarsi alle urne. Se si esclude una minoranza attiva politicamente, i giovani sono lontani dalla politica, la rifiutano perché la reputano noiosa, confusa, verbosa, inconcludente e finalizzata all'interesse personale. Se posso azzardare una valutazione dal mio punto di osservazione dei giovani (la facoltà di Scienze politiche) direi, per esprimermi in forma sintetica, che riflettono un analfabetismo politico diffuso. Usano le categorie dell'antipolitica, leggono pochissimo e sono disinformati… (Aide Esu – www.sardegnademocratica.it)
In consiglio regionale è stata depositata, questo pomeriggio, la mozione dei gruppi del centrosinistra, con la richiesta urgente di convocazione straordinaria del consiglio, in materia di produzione di energia da fonti rinnovabili. La mozione, che ai sensi del regolamento consiliare deve essere discussa entro dieci giorni, è stata sottoscritta da tutti i ventisette consiglieri dell'opposizione. In base al regolamento, con la discussione della mozione sarà consentito a ogni consigliere di parlare per dieci minuti, e al presentatore della mozione di illustrarla per ulteriori venti minuti. "L'affaire dell'eolico non poteva essere di certo liquidato in conferenza dei capigruppo, con votazione di maggioranza, con l'imposizione di dieci minuti a gruppo politico, negando la partecipazione democratica dell'assemblea", hanno osservato i rappresentanti dell’opposizione, che ha parlato di "prove tecniche di fascismo" in aula, in riferimento alle reazioni della maggioranza all'intervento dell'ex presidente Renato Soru. "Sono stati inquietanti gli insulti, le volgarità, gli atteggiamenti minacciosi riservati all'ex presidente Soru, che ha semplicemente chiesto che su temi così importanti e determinanti per il futuro democratico della Sardegna si aprisse un ampio dibattito. Questa gazzarra, degna del miglior fascismo berlusconiano, orchestrata dai banchi del centrodestra e delle “truppe coloniali”, ha impedito il confronto, costringendo le opposizioni all'abbandono dell'aula per protesta. La presidente Lombardo, non solo non ha richiamato la sua parte politica a un contegno decoroso, nel rispetto dell'assemblea, ma ha continuato la farsa democratica del dibattito all'interno delle forze di centrodestra"
Il consiglio comunale di Oristano è stato convocato per martedì 8 e giovedì 10 giugno, alle 18, per la discussione del seguente ordine del giorno: 1) Dichiarazioni del sindaco in tema di dimissioni e sul quadro politico di maggioranza. 2) Risposta a due interrogazioni di Mimmo Serusi (Sdi), sullo “Stato di incuria in cui versa la Borgata di Torregrande”, e sulla “Pericolosità del traffico sulla vecchia SS. 131, e, in particolare nei pressi degli incroci stradali Nuraxinieddu-Massama”. 3) Riconoscimento debiti fuori bilancio. 4) Approvazione del regolamento per la concessione e l’uso dei telefoni cellulari per uso istituzionale.
Una giornata informativa sulla spiaggia di Torre Grande. L’iniziativa è del comune di Oristano e della Fondazione Imc onlus che, venerdì pomeriggio, alle 16, nella sala conferenze del Centro marino internazionale di Torregrande, metteranno a confronto amministratori e ricercatori, esperti e operatori economici sulle modalità di gestione degli arenili e di quello di Torregrande in particolare. Un appuntamento programmato per l’inizio della stagione estiva, quando con più forza si avverte la necessità della valorizzazione della località marina, grazie soprattutto alla salvaguardia del litorale. “Torregrande è la spiaggia degli oristanesi, ma grazie a più di 5 chilometri di sviluppo costiero, tra il porticciolo turistico e la foce del Tirso, è un importante attrazione anche per i turisti – ha osservato il sindaco e presidente dell’Imc, Angela Nonnis -. Il litorale è frequentato durante la stagione estiva, ma anche durante il resto dell’anno, come punto di ritrovo e di passeggiate sul lungomare. Rappresenta, quindi, una importante risorsa economica per le diverse attività economiche che forniscono servizi ai cittadini e ai turisti. Il comune di Oristano da anni investe, con azioni mirate, per vivacizzare la borgata marina anche nei periodi di bassa stagione, con manifestazioni artistiche, gare sportive e mostre allestite nella torre spagnola, che dà il nome alla spiaggia. Il “Maggio della Torre”, ad esempio, ha consentito di allungare la stagione turistica, facendo vivere Torregrande anche nel mese di maggio. Nella valorizzazione della località marina risulta determinante la tutela ambientale. Per questo motivo abbiamo voluto programmare una giornata informativa, che consenta di conoscere a fondo la realtà normativa, le problematiche, le opportunità e le possibilità di intervento per la salvaguardia dell’arenile”. Questo il programma della giornata: ore 16, saluti del sindaco, Angela Nonnis; alle 16.10, Giuliano Uras, assessore regionale dell’Ambiente, introdurrà i lavori; 16.20, Giovanni De Falco, ricercatore del Cnr: Buone pratiche per la gestione delle spiagge: considerazioni sulla spiaggia di Torregrande; 16.40, Simone Simeone, ricercatore Imc: Dinamica di spiaggia e interazione con gli interventi di manutenzione degli arenili; alle17, Ivan Guala, ricercatore Imc: La Posidonia oceanica non è un rifiuto!; 17.20, Paolo Mossone, direttore Fondazione Imc Onlus: Gestione sostenibile della risorsa spiaggia; alle 17.40 pausa caffè; alle 18.00, Laura Angius, Regione Autonoma della Sardegna: Indicazioni gestionali per le attività di pulizia e manutenzione degli arenili; 18.20, Stefano Cadoni, direttore Oristano Servizi srl: Azioni locali sulla metodologia adottata sulla spiaggia di Torregrande; alle 18.40 discussione e alle 19.30 conclusione dei lavori.
Un accordo tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Regione , sottoscritto nel 2005, ha permesso finanziare il progetto di restauro, conservazione e musealizzazione dei frammenti di alcune sculture, rinvenuti in località Monte ‘e Prama nel Comune di Cabras. La Soprintendenza per i Beni Archeologici delle province di Sassari e Nuoro, titolare del progetto, che ha curato la programmazione e la progettazione, ha cercato di riavvicinare il pubblico all’archeologia, aprendo ai cittadini i laboratori di restauro, primo caso in tutta Italia. Responsabile del progetto è la Luisanna Usai, mentre progettista e direttore dei lavori è Antonietta Boninu. Il progetto è realizzato dal Centro di conservazione archeologica di Roberto Nardi di Roma, presso i laboratori del Centro di restauro e conservazione, ubicati in località Li Punti, a Sassari. Il nome dato al progetto, “Monte ‘e Prama-Prenda ‘e Zenia”, evidenzia il filo conduttore che unisce il valore delle sculture nella storia del territorio ai cittadini che ne hanno ricevuto l’eredità. Fin dalla redazione, il progetto è stato studiato per allestire un cantiere aperto al pubblico, e per trasformare un intervento di restauro tipicamente tecnico in un programma culturale rivolto a tutti, soprattutto ai giovani. Nel rispetto di questo principio sono state organizzate alcune iniziative, come la pagina web www.monteprama.it . Il cantiere è stato aperto con l’organizzazione di visite guidate, ed è stato indetto un concorso di disegno, sul tema “Le sculture di Monte ‘e Prama”, per tutti i ragazzi della scuola primaria, dal titolo “II Manifesto che Vorrei”. La giuria che ha scelto i vincitori era composta da tecnici professionisti: Gaël de Guichen, conservatore-assistente del Direttore dell’Iccrom, International Centre for the Study of the Preservation and Restoration of Cultural Property, di Roma, che associa oltre 100 Paesi del mondo; Gonaria Demontis, restauratore della Soprintendenza per i Beni Archeologici delle province di Sassari e Nuoro; Pietro Longu, già preside dell’Istituto d’Arte “Ciusa Romagna” di Nuoro; Anna Sanna, docente di Storia dell’Arte nel Liceo “Domenico Alberto Azuni” di Sassari; Roberto Nardi, direttore-restauratore del Cca di Roma. Più di centocinquanta alunni dell’Istituto Comprensivo di Cabras hanno partecipato al concorso. Gli alunni saranno premiati il 3 giugno, alle 11, nel corso di una cerimonia, che si terrà presso la sede dell’Istituto Comprensivo di Cabras,in via Cesare Battisti. Nell’occasione il punto sullo stato dei lavori del progetto di restauro verrà effettuato da Antonietta Boninu, della Soprintendenza per i Beni Archeologici delle province di Sassari e Nuoro e da Andreina Costanzi Cobau, del Cca, Centro di conservazione archeologica di Roma.
Il Coni di Oristano, facendo proprio lo slogan del Comitato olimpico nazionale “Sport, il migliore allenamento per la vita”, ha organizzato, per il 5 e 6 giugno, la “7^ Giornata nazionale dello sport”, in collaborazione con l’Assessorato allo sport del Comune di Oristano e con il patrocinio delle più importanti istituzioni cittadine e provinciali. Anche questa edizione prevede un intenso programma di attività sportive, che si svolgeranno prevalentemente ad Oristano, ma non trascureranno anche altri centri della provincia come Siamanna, Simaxis, Mogoro e Torregrande. Ricco il programma, con le prove del Rally Italia-Sardegna, pallavolo, atletica leggera, calcio, ginnastica, orienteering, tiro con l’arco, danza sportiva, pallacanestro, tennis, vela, canoa e canottaggio. Per il presidente del Coni di Oristano, Gabriele Schintu, “…la manifestazione vuole dare valore alla pratica sportiva. Pratica che contribuisce in modo determinante alla realizzazione dell’autostima, dell’autonomia personale e del senso di sé, oltre alla presa di coscienza di valori etici fondamentali, come l’amicizia, la tolleranza, la solidarietà, l’autodisciplina e la responsabilità. Lo sport, quindi, inteso come palestra all’interno della quale si sperimentano dinamiche che saranno poi affrontate in maniera più ampia dalla società: il confronto con gli altri, la socializzazione, il rispetto delle regole, l’accettazione del diverso, l’incontro con le difficoltà e il loro superamento”. Secondoi l’assessore comunale allo Sport, Marzio Schintu, la “Giornata nazionale dello sport” nasce con il duplice intento di sottolineare l'importanza sociale dello sport e la promozione del territorio. Grazie alla collaborazione tra enti e istituzioni, il Coni di Oristano sta proponendo importanti iniziative che danno risalto alla città e all’intero territorio della provincia”. Questa edizione della “Giornata nazionale dello sport” vuole essere anche un riconoscimento per i veri sportivi, un tributo per tutti coloro che, senza grossi proclami, con impegno, sacrificio e tanta passione vera, si sono distinti negli anni per serietà, correttezza e fair play, contribuendo a diffondere tra le giovani generazioni la cultura del rispetto e della vittoria leale. Il programma orario e tecnico dell’iniziativa prevede per sabato 5 giugno: ore 8,30 - a Simaxis gli appassionati dei motori potranno ammirare macchine e piloti del Rally Italia Sardegna prima del trasferimento a Siamanna per la prova speciale; ore 15,30 – a Mogoro, torneo giovanile di pallavolo; ore 17.00 – al campo Sinis Nurra di Oristano, atletica e attività promozionali; ore 18.00 – al Tc 70 di Torregrande, tennis; ore 18,30 - al Campo Tharros partita di calcio tra atleti extracomunitari e atleti locali; ore 20,30 - in piazza Eleonora, “Festa dello Sport” ed attività sportive: ginnastica, tiro con l’arco, orienteering, danza sportiva e, infine, musica e danze. Domenica 6 giugno, alle 10, nell’area sportiva dell’ Istituto Tecnico Mossa e del Liceo De Castro, triangolare di calcio a 5, per persone con disabilità “Matti per lo Sport”, e torneo di basket “Tutti a Canestro”.
Terzo appuntamento, all'Ospedale “San Martino” di Oristano, con la rassegna “Un libro per la salute”, ciclo di incontri con gli autori dedicato ai pazienti. Mercoledì 2 giugno sarà la volta dello scrittore di Neoneli, Eliano Cau, che presenterà il suo libro “Per le mute vie”. Ad introdurlo saranno Anna Maria Capraro e Giovanni Perria. L'incontro, aperto al pubblico, avrà inizio alle 16.00, e si terrà nell'androne antistante il Laboratorio Analisi dell'ospedale (1° piano, ingresso posteriore). Organizzatori dell'iniziativa, come di consueto, saranno i volontari di Cittadinanzattiva, che curano la biblioteca del “San Martino”. “Per le mute vie” è un romanzo ambientato nella Sardegna degli anni '60, che sullo sfondo dell'emigrazione e dello spopolamento di un piccolo paese della Sardegna, racconta una storia d'amore e di vendetta: un'opera che, secondo diversi critici, può entrare a pieno titolo nella migliore espressione della più recente narrativa sarda. Con la rassegna “Un libro per la salute”, Asl di Oristano e Cittadinanzattiva intendono promuovere l'umanizzazione dei luoghi di cura, offrendo la possibilità ai pazienti di trascorrere il proprio tempo in ospedale in maniera più piacevole e serena.
Di pig (del 29/05/2010 @ 09:15:36, in politica, linkato 1662 volte)
“Hanno gettato la maschera di fronte al Paese: contrariamente a quanto hanno sempre detto, la finanza pubblica non è affatto sotto controllo e, per mantenere gli impegni presi da mesi in sede europea, è necessaria una manovra da quasi 25 miliardi di euro, dovuta unicamente alla loro incapacità di governare e che colpirà i soliti noti. A partire da quei dipendenti pubblici che guadagnano 1200 euro al mese! Commentiamo qualcosa che cambia di ora in ora perché il testo licenziato dal Cdm è ancora soggetto alle trattative private dei ministri del centrodestra, ma quel che leggiamo non ci piace. La manovra più importante degli ultimi anni (alla fine la cifra sarà molto più alta dei 24 miliardi annunciati) è priva di qualunque riforma; non ha misure a favore della crescita (l'Irap zero al Sud non ha risorse); pesa per poco meno della metà sugli Enti locali (aumenteranno le tasse locali e verranno tagliati i servizi ai cittadini); contiene un condono mascherato che premia chi non ha rispettato la legge... L’unica buona notizia è la riscoperta della lotta all’evasione, il cui abbandono negli ultimi due anni ci è costato molti miliardi rimasti nelle tasche degli evasori. Particolarmente positiva è la reintroduzione del tetto a 5.000 per l’uso del contante a fini antiriclaggio e antievasione, un tetto introdotto dal governo Prodi e immediatamente innalzato da Berlusconi nel giugno 2008. Né equità, né sviluppo, ma noi, che da due anni denunciamo la gravità della situazione, non ci sottrarremo al confronto politico in Parlamento per migliorare la manovra con le nostre proposte”.
Questa, la nota diramata dai deputati del Pd, subito dopo l’annuncio ufficiale da parte del Governo della manovra correttiva che colpirà, in particolar modo, i dipendenti pubblici e i più bisognosi, lasciando, invece, che la parte più ricca del Paese continui a trastullarsi nella bambagia. Una vera, autentica vergogna, uno schiaffo ben assestato alla povertà e a tutti coloro che debbono fare, quotidianamente, salti mortali per far quadrare i conti. Insomma, l’ennesima presa in giro per i più deboli e la scoperta di un’ulteriore bugia da parte di Pinocchio-Berlusconi, che dopo aver sostenuto che non vi era crisi alcuna e che, quindi, bisognava spendere i pochi spiccioli che avevamo, ora fa marcia indietro e sostiene l’esatto contrario. La crisi c’è e si può risolvere, secondo Berlusconi e il suo scudiero Tremonti, con una genialata da Robin Hood all’incontrario: togliere a poveri e lasciar tranquilli i ricchi. Fatto, questo, che dovrebbe suscitare l’indignazione della maggioranza degli italiani, che invece, ancora una volta, assistono narcotizzati e quasi felici che il Governo di centro-destra metta loro le mani in tasca, arraffando quanto più gli aggrada, senza che questo crei in loro un moto di stizza, una minima reazione. Ma in che razza di paese viviamo?
Detto questo,per chi ha voglia ed è interessato a saperne di più, eccovi le prime valutazioni dei parlamentari del Pd sulla nefasta manovra correttiva del Governo Berlusconi: “La manovra correttiva sui conti pubblici, al di là dei contenuti puntuali, richiede alcune prime valutazioni di ordine politico-finanziario. Il primo aspetto riguarda proprio la necessità del ricorso a una manovra correttiva. Le misure straordinarie sui conti pubblici che alcuni paesi stanno realizzando in queste settimane si sono rese necessarie a seguito degli interventi di stimolo al sistema produttivo oppure al sostegno delle banche per evitare rischi di fallimento. Ma in Italia il sistema bancario non ha avuto bisogno di quei sostegni e gli interventi in favore dell’economia sono stati di importo limitatissimo, come rilevato più volte dai principali istituti internazionali. La necessità della manovra è rinvenibile negli stessi documenti governativi: la Relazione sull’economia e la finanza pubblica (RUEF, maggio 2010) afferma che “gli obiettivi programmatici di indebitamento netto restano fermi al 3,9% del Pil per il 2010 e al 2,7% per il 2011 …. il mantenimento degli obiettivi individua una manovra correttiva sul saldo primario pari in termini cumulati a circa 1,6 punti percentuali di Pil nel biennio 2011-2012”. Riguardo all’affermazione che la manovra sia sul saldo primario, bisogna ricordare che: 1. il saldo primario misura la differenza tra entrate complessive ed uscite complessive al netto della spesa per interessi passivi. È l'indicatore più importante dello stato di salute della finanza pubblica, perché la spesa per interessi è tendenzialmente una variabile indipendente, legata al livello dei tassi, quindi la presenza di un avanzo primario testimonia la bontà dell’azione digoverno del debito e della finanza pubblica; 2. nel 2007 l’avanzo primario era pari al 3,5% del Pil ed è precipitato a -0,6% nel 2009: in due anni è stato peggiorato di oltre 4 punti (oltre 62 miliardi di euro); 3. se una manovra di 1,6 punti di Pil (24 miliardi di euro) significa, sulla carta, avviarsi su un sentiero di rientro dal debito, bisogna ricordare però che cifre così imponenti: a) se sono effettive, rischiano di determinare effetti depressivi sull’economia; b) se non sono strutturali non serviranno a rassicurare i mercati e, soprattutto, determineranno un rimbalzo per gli anni successivi. La correzione non serve, comunque, a migliorare gli obiettivi, ma a raggiungerli. Peraltro, alcune misure, tra cui quelle riguardanti il pubblico impiego, entrano immediatamente in vigore e, quindi, sembrerebbe necessaria una correzione anche per l’anno in corso, diversamente da quanto sostenuto dal Ministro Tremonti. La finanza pubblica, nonostante quanto ripetutamente affermato dal Governo, non è sotto controllo. Sarebbe necessaria, anzi, una risposta da parte del Ministro dell’economia sull’andamento delle entrate e delle spese (inferiore a quanto programmato nei precedenti documenti governativi nel primo caso, superiore nel secondo). In particolare, per quanto riguarda le spese, la RUEF, segnala che le spese finali al netto degli interessi sono aumentate di 57 miliardi di euro, di cui 3 miliardi per spese in conto capitale e ben 54 miliardi di spese correnti al netto degli interessi. Per il 2010, il Governo prevede un ulteriore aumento delle spese primarie di 6,8 miliardi rispetto al 2009, derivante da un incremento di 13 miliardi delle spese correnti al netto degli interessi e da una riduzione di 6,2 miliardi delle spese in conto capitale. Non ci sono ragioni per ricondurre alla crisi l’impennata della spesa corrente, il conseguente crollo del saldo primario e l’esplosione del deficit di bilancio. Quindi, nonostante i tagli lineari, la spesa corrente cresce, mentre si comprime la spesa necessaria a rilanciare l’economia, ossia quella in conto capitale. Inoltre, le linee della manovra lasciano intendere che il Governo intende proseguire sulla politica sin qui condotta. In sostanza, nonostante gli slogan, il Governo ha messo e continuerà a mettere le mani nelle tasche degli italiani, non attraverso nuove imposte forse, sicuramente con i tagli, e tutto questo senza avere la garanzia che la manovra sia sufficiente ad ottenere il riequilibrio dei conti. Nel merito dei contenuti, dalle informazioni desumibili dalle bozze non ufficiali e in assenza della relazione tecnica in grado di chiarire l’impatto complessivo della correzione netta e le risorse derivanti dalle singole misure, è tuttavia possibile trarre alcune impressioni. Anzitutto, si tratta di una manovra imponente: come dichiarato dallo stesso Ministro Tremonti, pari a circa 24,9 miliardi di euro per il biennio, di cui 1 miliardo circa dovrebbe provenire dalla sanatoriadegli immobili, circa 5,3 miliardi dal taglio degli statali, oltre 14 miliardi dagli enti territoriali e 800 milioni dal taglio dei fondi per le opere pubbliche. Si tratta, quindi, di una manovra di tagli, pesanti e alla cieca, che graveranno sull’intero comparto della pubblica amministrazione (centrale e decentrata). Infatti si prevede: 1. un taglio lineare del 10% delle dotazioni finanziarie delle missioni di spesa di ciascun ministero nell’ambito delle spese rimodulabili. L’importo complessivo su cui applicare il taglio ammonta a circa 20 miliardi nel 2011 e a circa 18,5 miliardi nel 2012. Bisogna tener però che l’incidenza delle risorse rimodulabili sullo stanziamento complessivo di competenza di ciascuna Missione risulta estremamente differenziato: per alcune Missioni (Turismo, Sviluppo e riequilibrio territoriale) tale quota è infatti prossima al totale dello stanziamento, mentre per altre (Politiche previdenziali, Relazioni finanziarie con le autonomie territoriali, Politiche economico-finanziarie e di bilancio) è pressoché nulla. In virtù di questo, al fine di mettere in condizione le pubbliche amministrazioni di far fronte alla riduzione lineare del 10%, nella predisposizione del prossimo ddl di bilancio, si consente di rimodulare le dotazioni tra le missioni di ciascuno stato di previsione: si tratta di una norma che deroga a quanto previsto dalla legge n. 196 di riforma della contabilità, approvata solo cinque mesi fa, che consente, invece, la rimodulazione solo tra programmi all’interno della medesima missione. Si tratta con ogni probabilità di tagli insostenibili, considerato che le riduzioni di spesa disposte dal D.L. 112/2008 hanno pesantemente inciso le dotazioni finanziarie per il 2011 delle missioni di competenza dei vari Ministeri (a legislazione vigente i tagli ammontano a oltre 15 miliardi di euro per il 2011). Se si osserva quanto avvenuto sinora (ossia il fatto che il decremento della spesa ha riguardato in larga parte le spese in conto capitale) inevitabilmente verrà ridotta la parte più importante per lo sviluppo poiché i Ministeri non avranno le risorse necessarie per finanziare gli investimenti. Va anche ricordato che le Missioni ministeriali contengono anche molte risorse destinate al welfare (si pensi al fondo per gli affitti o al fondo per le politiche sociali) e questo potrebbe significare una ulteriore decurtazione degli stanziamenti in favore delle fasce disagiate. 2. un contributo alla correzione da parte degli enti territoriali pesantissimo: a quanto sembra esso ammonterebbe: a. per le regioni a statuto ordinario a 4 miliardi di euro per il 2011 e 4,5 miliardi dal 2012; b. per le regioni a statuto speciale a 500 milioni per il 2011 e 1 miliardo dal 2012; c. per le province a 300 milioni dal 2011 e 500 milioni dal 2012, d. per i comuni a 1,5 miliardi per il 2011 e 2,2 miliardi per il 2012. 3. una concorso alla manovra correttiva da parte del settore sanitario di 600 milioni annui dal 2011. Sulla base delle prime anticipazioni relative alla prossima manovra di stabilizzazione finanziaria, si può certo affermare che uno dei capisaldi dei risparmi ipotizzati poggi sul lavoro pubblico e privato e più in generale sulla spesa sociale. Alla luce di tale scelta, si può ben valutare l’attendibilità dello slogan che sta accompagnando la manovra: “il Governo non metterà le mani nelle tasche degli italiani”. Per quanto riguarda i lavoratori del settore pubblico, dopo la sottostima delle risorse previste dalla finanziaria 2010 per il rinnovo dei contratti, rimandando a successivi provvedimenti l’individuazione dello "stanziamento delle ulteriori risorse occorrenti per i rinnovi contrattuali del triennio 2010-2012", ora si prevede che per gli anni, 2011, 2012 e 2013 il trattamento economico complessivo dei singoli dipendenti, anche di qualifica dirigenziale, compreso il trattamento accessorio, non può superare il trattamento in godimento nell'anno 2010. Tra le altre misure si prevedono tagli sulle alte retribuzioni della P.A. (il 5% per la parte di reddito che eccede i 90.000 mila euro e 10% per la parte che eccede i 150.000 euro), la rateizzazione dell’indennità di buonuscita, ulteriori limitazione delle assunzioni per gli enti di ricerca, la riduzione delle spese relative al personale del servizio sanitario nazionale, l’accelerazione dell’età pensionabile delle donne del pubblico impiego, un tetto del 3,2% per i rinnovi del biennio 2008-2009, un ulteriore blocco del turn over per due anni, il blocco dell’organico degli insegnanti di sostegno. Nel settore delle Forze Armate e delle Forze di polizia la manovra determina una serie di effetti sul trattamento economico del personale blocco dei rinnovi contrattuali, la riduzione delle risorse per le attività di missione (escluse le operazione militari all’esteri), la riduzione di alcuni trattamenti specifici erogati sotto forma di indennità o istituti di natura previdenziale. Le risorse destinate al riordino delle carriere vengono utilizzate per ripianare il debito pubblico. Il riordino rimane quindi senza risorse disponibili. E’ da sottolineare che alcune di queste misure mettono le mani nelle tasche degli italiani in divisa togliendo dalle buste paghe trattamenti già in essere che vanno dagli 80 ai 200 euro mensili. La coda contrattuale per il 2008-2009 subisce una riduzione di risorse fissando un tetto massimo al di sotto di quello già stanziato escludendo però da tale ridimensionamento le Forze di polizia e Vigili del fuoco. Nel testo esaminato non risultano né la soppressione della “Difesa Servizi spa”, inizialmente prevista, né alcuno stanziamento per il rinnovo delle missioni militare all’estero relativo al secondo semestre 2010 il cui fabbisogno ammonta a circa 750 milioni di euro. Viene invece previsto un fondo di 1,5 miliardi di euro per le missioni all’estero per il 2011. Per il lavoro privato, i sacrifici si sostanziano nel rinvio dell’accesso al pensionamento, attraverso l’introduzione della così detta finestra a scorrimento, ovvero, decorso un periodo di dodici mesi, per i lavoratori dipendenti e diciotto mesi per i lavoratori autonomi dalla maturazione dei requisiti di anzianità o di vecchiaia. Mentre, l’efficacia della previsione del così detto “contratto alla tedesca”, ovvero il contratto di produttività, per il prossimo anno, apparsa nell’ultima versione della manovra, simile ad analoghe misure che hanno avuto scarsa fortuna, risulta fortemente condizionata dall’andamento della congiuntura economica. Sul versante sociale, le misure più vistose sono rappresentate dall’inasprimento dei requisiti di invalidità (almeno l’85%) per il riconoscimento del diritto dell’indennità di accompagnamento, cui si affianca un ulteriore campagna di accertamenti straordinari (100.000 accertamenti nel 2010 e 200.000 negli anni 2011 e 2012, che dovrebbero andarsi ad aggiungere ai 200.000 già previsti per il 2009 dal dl 112/2008) da parte dell’INPS delle false invalidità. Anche la sanità è coinvolta dalla manovra per il contenimento della spesa pubblica con una riduzione, in primo piano, della spesa farmaceutica stimata in oltre un miliardo: la vendita e la riduzione del prezzo dei farmaci generici; il recupero degli extra sconti praticati dai grossisti ai farmacisti; la riduzione della distribuzione ospedaliera di farmaci per rientrare nella rete territoriale immediatamente monitorata nelle implicazioni finanziarie. Ed ancora, gara dell’Aifa per l’individuazione delle specialità erogabili come farmaci equivalenti in numero non superiore a 4 per specialità e ruolo dell’Aifa nel raffronto tra la spesa farmaceutica delle diverse Regioni. Gli effetti di queste operazioni dovrebbero comportare risparmi i cui effetti sono, in parte compensati da minori trasferimenti da parte dello Stato e, in parte, da un aumento dello stanziamento per le altre voci del SSN. A queste misure si affiancano: la concessione di tre anni in più per realizzare i piani di rientro, ma non a quei governatori che sono già commissariati per la spesa sanitaria fuori controllo; la sospensione delle azioni esecutive nei confronti delle Regioni commissariate fino al 31 dicembre 2010; il rilancio della tessera sanitaria. Anche altre misure incideranno concretamente sulla condizione economica dei cittadini, in particolare ci si riferisce alla facoltà riconosciuta alle concessionarie autostradali di rivedere i pedaggi, con aggravi che possono arrivare fino al 25%, o all’ipotizzato assoggettamento al pedaggio anche dei raccordi autostradali gestiti dall’ANAS. A fronte della portata di queste misure, appaiono poco rilevanti sul piano finanziario gli interventisul fronte dei costi della politica. In particolare, si segnala la riduzione dei rimborsi a favore dei partiti politici, attraverso una riduzione del 10% del contributo di un euro quale moltiplicatore per il numero dei cittadini della Repubblica iscritti nelle liste elettorali per le elezioni della Camera dei deputati, riduzione che si applicherà a partire dal primo rinnovo del Senato, della Camera, delle regioni e del Parlamento europeo. Sono soppresse, inoltre, le quote annuali dei rimborsi in caso di scioglimento anticipato del Parlamento. E’ prevista una riduzione del 10% per la parte eccedente gli 80mila euro del trattamento economico di ministri e sottosegretari non parlamentari. Sono ridotte, per un periodo non inferiore a tre anni, le indennità dei sindaci, dei presidenti di provincia e dei componenti delle rispettive giunte: per i comuni con meno di 15000 abitanti e per le province con meno di 500.000 abitanti nella misura del 3%, per i comuni con meno di 250.000 abitanti e per le province con meno di un milione di abitanti nella misura del 7%, per i comuni e le province più grandi nella misura del 10%. Nessuna riduzione delle indennità è prevista nei comuni con meno di 1.000 abitanti. Per i consiglieri comunali e provinciali si stabilisce il diritto ad una indennità di funzione omnicomprensiva il cui ammontare non può superare un quinto della indennità massima prevista per il rispettivo sindaco o presidente di provincia. Nessuna indennità è dovuta ai consiglieri circoscrizionali. Nessuna indennità è dovuta inoltre agli amministratori delle comunità montane e delle unioni dei comuni. I titolari di cariche elettive, per gli incarichi conferiti dalle Pubblica amministrazione possono percepire solo il rimborso spesa e il gettone di presenza non può superare 30 euro. Chi è eletto o nominato in organi appartenenti a diversi livelli di governo non può comunque ricevere più di una indennità di funzione. Le risorse ottenute dalle riduzioni di spesa che saranno autonomamente stabilite dalla Presidenza della Repubblica, dal Senato della Repubblica, dalla Camera dei deputati e dalla Corte Costituzionale saranno destinate alla cassa integrazione. È anche prevista una riduzione del 10% dei compensi dei componenti degli organi di autogoverno della magistratura ordinaria, amministrativa, contabile, tributaria, militare, dei componenti del Consiglio di giustizia amministrativa della Regione siciliana e dei componenti del Cnel, Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro. Anticipando in parte i contenuti della Carta delle Autonomi Locali (AC 3118), si prevede che i comuni con meno di 5000 abitanti debbano obbligatoriamente esercitare in forma associata le funzioni fondamentali previste dalla legge sul federalismo fiscale (legge 42 del 2009, articolo 21 comma 3): funzioni generali di amministrazione, di gestione e di controllo, nella misura complessiva del 70 per cento delle spese come certificate dall'ultimo conto del bilancio disponibile; funzioni di polizia locale; funzioni di istruzione pubblica, ivi compresi i servizi per gli asili nido e quelli di assistenza scolastica e refezione, nonché l'edilizia scolastica; funzioni nel campo della viabilità e dei trasporti;funzioni riguardanti la gestione del territorio e dell'ambiente, fatta eccezione per il servizio di edilizia residenziale pubblica e locale e piani di edilizia nonché per il servizio idrico integrato; funzioni del settore sociale. Si prevede, inoltre, il divieto per i Comuni di costituire società. I comuni con meno di 30.000 abitanti non possono costituire società. I comuni con popolazione compresa tra 30.000 e 50.000 abitanti possono detenere la partecipazione di una sola società. Il testo del decreto all'articolo 5 stabilisce che «sono soppresse le province la cui popolazione residente risulti, sulla base delle rilevazioni dell'Istat al 1 gennaio 2009, inferiore a 220 mila abitanti» (su questo il Governo pare abbia fatto marcia indietro. ndr). Le norme danno facoltà ai comuni, entro 60 giorni, di scegliere la nuova provincia tra quelle non soppresse della propria Regione e prevede 120 giorni prima che un decreto del presidente del Consiglio arrivi «alla nuova determinazione delle circoscrizioni provinciali». Ancora 2 mesi e poi saranno trasferiti i beni e le risorse delle province soppresse. Queste norme non si applicano alle province delle Regioni a statuto speciale e a quelle direttamente confinanti con altri Stati. Si ricorda che l’articolo 133, primo comma, della Costituzione stabilisce che: “Il mutamento delle circoscrizioni provinciali e la istituzione di nuove Province nell'ambito di una Regione sono stabiliti con leggi della Repubblica, su iniziativa dei Comuni, sentita la stessa Regione”. Per quanto riguarda le misure fiscali e la lotta all’evasione, il primo aspetto da sottolineare è che continuano a mancare vere misure di sviluppo in grado di sostenere la domanda interna e la produttività, riallocando il carico fiscale tra soggetti e fonti di entrata. Certamente, non può essere considerata una misura in favore della crescita quelle che il ministro Tremonti presenta come “l’Irap zero per il Mezzogiorno”, visto che il Governo non stanzia risorse e che le Regioni meridionali che volessero ridurre tale imposta dovrebbero farlo a carico dei propri bilanci. Il secondo aspetto è quello relativo alla lotta all’evasione, rispetto a cui va evidenziata però una incoerenza di fondo. Una delle misure più condivisibili (e, a quanto sembra, più discussa durante il Consiglio dei ministri) riguarda l’abbassamento del limite all’utilizzo del contante da 12.500 euro a 5.000: tale misura è esattamente quanto già disposto dal Governo Prodi, a fini antievasione e antiriciclaggio, e che il Governo Berlusconi appena eletto si era affrettato, con il DL 112 del giugno 2008, a cancellare. Questa norma non va confusa con il divieto da parte dei professionisti di percepire compensi in contanti entro determinate soglie, norma prevista dal Governo di centrosinistra nella scorsa legislatura e anch’essa cancellata e, a quanto sembra, non ripristinata con questo provvedimento. Se questo è il caso più eclatante, sotto molti aspetti sembra esserci una riscoperta della lotta all’evasione: contrasto al fenomeno delle imprese “apri e chiudi”, contrasto al fenomeno delle imprese in perdita “sistemica”, incrocio tra le basi dati dell’INPS e dell’Agenzia delle entrate per contrastare la microevasione diffusa, ecc. Questo cambiamento di rotta non sembra, però, sufficiente, a ristabilire quel necessario rapporto di fiducia tra l’amministrazione e i contribuenti. L’aspetto da incentivare è quello della fedeltà fiscale, che passa necessariamente attraverso la certezza della fine dei condoni. In questo quadro, sembra scarsamente credibile un Governo che ha varato uno “scudo fiscale” che ha portato risorse all’erario, ma offrendo agli evasori un colossale regalo (garanzia dell’anonimato, sospensione dell’obbligo di segnalazione antiriciclaggio, a prezzo, fornendo un costo della regolarizzazione pari ad 1/10 di quanto previsto negli altri paesi). Per i furbi, invece, sembra profilarsi ancora un’opportunità. Per coloro che hanno realizzato immobili individuati attraverso le rilevazioni dell’Agenzia del territorio previste dal collegato alla legge finanziaria 2007 mediante il sistema di georeferenziazione effettuate entro il 31 dicembre 2009 (i così detti “immobili fantasma”), mentre in una prima versione si provvedeva la possibilità di dichiararli entro il 31 dicembre 2010, con una decurtazione dei due terzi delle sanzioni applicabili per i mancati pagamenti dei diversi tributi dovuti, nel nell’ultimo testo disponibile, si prevede, in caso di mancata autodenuncia, l’attribuzione d’ufficio di una rendita presunta, da parte dell’Agenzia del Territorio. Non risulta chiara quale sia la conseguenza sul piano delle sanzioni per l’illecito accertato. Altrettanto dicasi per quanto riguarda gli ampliamenti significativi di immobili, realizzati fino al termine del 31 dicembre 2010. Tale scadenza appare una sorta di incentivo o avallo alla realizzazione di abusi edilizi, a fronte dei quali si profila, comunque, una forma di regolarizzazione, almeno dal punto di vista catastale”.
Altre notizie:
Vandali in azione nella notte ad Oristano. Alcune persone hanno fatto irruzione nell'istituto professionale per odontotecnici di via Amsicora, e lo hanno devastato. Sono stati aperti tutti i rubinetti dei piani superiori e le prese d'acqua dell'apparato antincendio, per cui l'edificio e' stato completamente allagato. I vandali hanno anche scaricato gli estintori contro pareti e mobili e si sono accaniti contro arredi e attrezzature. L'allarme è stato dato poco dopo le 7.30, dai bidelli. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco e le forze dell’ordine. Secondo i primi accertamenti, i vandali sono entrati nella struttura da una porta che dà sul cortile posteriore, e hanno poi raggiunto il primo piano dove, come detto, hanno aperto le manichette dell'impianto antincendio e svuotato gli estintori. L’entità dei danni è ancora da accertare, ma non sembrerebbe compromessa la staticità della struttura.
Di greg (del 28/05/2010 @ 16:15:17, in politica, linkato 1014 volte)
In provincia di Oristano il centro-destra e il centrosinistra arrivano al voto in un clima di ritrovata unità, lasciandosi alle spalle le polemiche della vigilia. Le due principali coalizioni, domenica e lunedì prossimi, si presenteranno all'appuntamento elettorale per il rinnovo del consiglio provinciale, più agguerrite che mai, nel tentativo di catalizzare il maggior numero dei consensi da parte dei 152.872 elettori della provincia, tra i quali sono ancora tantissimi gli incerti e quelli che, invece, hanno già deciso di non andare a votare. Il centro-destra propone come candidato alla presidenza Massimiliano De Seneen, imprenditore, coordinatore provinciale del Pdl, con una brevissima esperienza in parlamento tra le fila di An, negli anni passati. Elemento "defilato" della politica locale, De Seneen ha avuto la meglio (soprattutto grazie alle testardaggine di Mario Diana) sul presidente uscente, Pasquale Onida, che sino all'ultimo aveva minacciato di affrontare le urne da solo, con Fortza Paris ed altri partito centristi. Poi, l’opera di convincimento di Oppi e il passo indietro di Onida. De Seneen può contare su una autentica corazzata (Pdl, Riformatori, Udc, Fortza Paris, Psd’Az, Mpa), tant’è che se non dovesse passare al primo turno sarebbe per lui una mezza sconfitta, considerato che, in una roccaforte come Oristano, il centro-destra, senza nulla togliere all’attuale candidato, può eleggere alla presidenza chiunque. Nel centrosinistra, invece, il candidato alla carica di presidente, Mario Tendas, dirigente di un'azienda agroalimentare, e capogruppo uscente del Pd in consiglio provinciale, ha ritrovato l'Italia dei Valori che, ugualmente, aveva minacciato di correre per proprio conto. Oltre all’Idv, Mario Tendas può contare sull’appoggio di Sel-Verdi, Federazione della Sinistra, Rosso Mori. I due principali sfidanti avranno come concorrenti altri quattro candidati per la presidenza: Sebastian Madau, insegnante di religione, per l’Irs; Alessandra Meli, "ex ministro" del “governo” di Doddore Meloni nella repubblica indipendentista di Malu Entu; Ivano Cuccu, ex assessore comunale di Oristano, in corsa con l'Upc; e Fabiola Piscedda, avvocato, candidata alla presidenza per Ms-Destra nazionale. Complessivamente è stata una campagna elettorale abbastanza sotto tono (con i temi dello sviluppo e del lavoro che l’hanno fatta da padrone, e che sono stati trattati, in particolare, dal centro-sinistra), che ha avuto un’impennata, ieri, al Teatro Garau di Oristano, grazie alla presenza di Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato, che con le sue argomentazioni è riuscita ad infiammare un teatro stracolmo fino all’inverosimile. Certamente più sentita, la competizione per le elezioni comunali, che interessano 45 comuni e che coinvolgeranno 61.449 elettori. Tre di questi comuni (Bidoni', Norbello e Seneghe) arrivano al voto dopo un periodo di commissariamento.
Altre notizie:
"Si ha l'impressione che il Paese sia governato da un comitato d'affari, anzichè da una classe dirigente preoccupata del destino dell'Italia". Lo ha detto, oggi, Massimo D'Alema, a Cagliari, durante un incontro, organizzato per sostenere i candidati del centrosinistra alle amministrative di domenica e lunedì. "Si mettono le mani nelle tasche dei cittadini - ha spiegato D'Alema -, e questo si ribalterà sul Paese, a prescindere dalla crisi, e anche sulla Sardegna. Bisognerebbe che il Capo del governo si controllasse quando parla. Ricordo di averlo sentito dire che la crisi era passata e che parlarne deprimesse lo spirito pubblico. Abbiamo un Capo del governo convinto che i problemi si risolvano non parlandone. Ora non pretendo che lui faccia autocritica, che sarebbe la cosa più onesta da fare, e dica che aveva ragione l'opposizione. Sarebbe un buon punto di partenza e uno sarebbe invogliato ad aiutarlo. Invece ti trovi davanti un signore che dice ora che la crisi c'è ed è colpa della sinistra. Non è ammissibile che il premier decida un taglio da 24 miliardi e poi ci dica che non ha potere, citando per di più Mussolini, che pur non avendo potere è riuscito a distruggere il Paese. Figuriamoci se l'avesse avuto. Siamo di fronte a una stile di governo che rappresenta un grandissimo ostacolo al dialogo tra maggioranza e opposizione. Sono due - ha detto ancora D'Alema - le condizioni che ora il Pd pone: l'equità, perchè in un momento difficile si chieda di più a chi ha di più. Questa manovra, al contrario, penalizza il bidello, come dipendente pubblico, perchè gli toglie il Tfr, invece non tocca minimamente i miliardari. La seconda condizione è che si faccia una manovra per lo sviluppo e l'occupazione: di soli tagli l'economia muore". Parlando, poi, della Sardegna D’Alema ha detto che “…la sua specialità deriva dalla sua insularità, di per sé condizione di svantaggio strutturale, ma che nasce quindi da una situazione reale. Il destino delle regioni a statuto speciale nell'ambito del federalismo fiscale merita un approfondimento. Con questa manovra certamente il federalismo fiscale tramonta, perchè non ci saranno le risorse per attuarlo, come ha denunciato il presidente della Regione Lombardia, Formigoni. C'è molta propaganda e poca sostanza - ha aggiunto D’Alema - nel parlare di federalismo. Da quando c'è la Lega al governo abbiamo politiche pubbliche che sono le più anti-autonomiste che il Paese abbia mai avuto". Riferendosi, in particolare, alla situazione della Sardegna, Massimo D’Alena ha sostenuto che "…la sua autonomia e' a rischio, perché è governata da una classe dirigente completamente subalterna dagli interessi forti del continente, quindi scarsamente autonoma. In generale si può pensare ad una riforma degli enti locali, a partire dai comuni che sono troppi, ma va fatta in maniera seria e non con una manovra correttiva. Certo - ha concluso D’Alema ricordando gli otto enti intermedi dell'isola -, in Sardegna sul numero delle Province è scappata la mano".
Situazione di allarme nelle campagne dell'Oristanese per un'agitazione del personale del Consorzio di Bonifica di Oristan, che bloccherà l'erogazione dell'acqua nelle reti irrigue, a partire dal venerdì pomeriggio, per tutti i fine settimana. Preoccupate per le gravi conseguenze che questo potrebbe determinare, specie ad alcune colture come quella del riso che necessitano di molta acqua e che sono in avvio proprio in queste settimane, le associazioni provinciali di categoria, Cia, Coldiretti e Confagricoltura, hanno chiesto l'intervento del prefetto Giovanni Russo. Se il problema non sarà risolto in tempi rapidi, le organizzazioni annunciano azioni legali a tutela dei loro dipendenti. L'agitazione rientra in un quadro di estrema precarietà del Consorzio di Bonifica di Oristano, gravato da un'esposizione di circa venti milioni di euro. Le assicurazioni di intervento arrivate sinora dall'assessorato regionale all'Agricoltura sono rimaste lettera morta, perchè ancora non si ha alcuna certezza sul ripianamento del debito. Cia, Coldiretti e Confagricoltura hanno sollecitato l'assunzione "…dei necessari provvedimenti da parte della Regione Autonoma della Sardegna", ma se la prendono anche coi dipendenti dell'ente. "Lavorare al Consorzio di Bonifica – hanno scritto le tre organizzazioni di categoria in una nota -, significa lavorare per e con gli agricoltori, nel rispetto dei cicli naturali che l'impresa agricola programma annualmente. Interrompere il servizio, anche per le più lodevoli e giustificate cause, significa affossare e chiudere l'impresa agricola: ha senso, quindi, mettere così a rischio il proprio posto di lavoro?”. Intanto sull’argomento è intervenuto l’assessore regionale all’agricoltura, Andrea Prato: "Quella del Consorzio di Bonifica di Oristano – ha affermato Prato - è una situazione non più sostenibile, figlia di una legge voluta dal centrosinistra che ha portato a questo disastro. A questo punto, mi auguro che la nostra proposta di riforma, che ridà giuste funzioni agli enti e garantisce al mondo agricolo servizi adeguati, primo tra tutti un pezzo equo dell'acqua, possa al più presto arrivare nell'aula del consiglio regionale per la discussione e l'approvazione. Nel frattempo stiamo gestendo il contingente, e negli ultimi mesi questa giunta ha messo per i Consorzi molte più risorse finanziarie rispetto a quelle della precedente amministrazione. Solo recentemente quasi 47 milioni di euro. Detto questo, esorto i lavoratori del Consorzio di Oristano al senso di responsabilità che hanno mantenuto fino a oggi e a non interrompere il servizio irriguo per gli agricoltori. Pur essendo le loro motivazioni comprensibili, non sono giustificabili, se dall'altra parte minano l'esistenza delle aziende agricole. Se queste azioni continueranno, decideremo quali provvedimenti adottare". Lunedi, intanto, si terrà, ad Oristano, una riunione tra assessorato e prefettura per discutere della vertenza.
In occasione delle consultazioni elettorali di domenica 30 e lunedì 31 maggio, il Servizio di Igiene Pubblica della Asl 5 di Oristano ha predisposto un piano di presenze extra, per il rilascio della certificazione di "impedimento fisico all’esercizio di voto", garantendo l’apertura degli ambulatori di Igiene Pubblica per i cittadini anche domenica 30 maggio (sabato 29 a Simaxis, lunedì 31 a Mogoro). Potranno richiedere la certificazione, così come previsto dall'articolo 41 del decreto 570/60, le persone che hanno necessità di essere accompagnate nella cabina elettorale da una persona di fiducia, a causa di un impedimento fisico. Queste persone dovranno recarsi al seggio muniti, oltre che del documento di identità, anche della certificazione sanitaria comprovante l’impedimento, rilasciata negli ambulatori di Igiene Pubblica del comune di residenza o di riferimento. Per ottenere l'attestato, gli interessati potranno rivolgersi alle sedi ambulatoriali dei tre distretti sanitari, non solo nei consueti orari d'apertura, ma anche nella giornata di domenica, negli orari predisposti dal Servizio. Queste le sedi e gli orari in cui richiedere il certificato domenica 30 maggio: Ales, ore 10.00-12.00; Arborea, ore 8.15-8.45; Bosa, ore 9.00-11.00; Busachi, ore 10.30-12.00; Cuglieri, ore 9.00-10.30; Ghilarza, ore 11.45-13.00; Laconi, ore 12.00-12-00; Montresta, ore 9.00-10.00; Nurachi, ore 9.15-9.45; Oristano, ore 9.00-10.00; Palmas Arborea, ore 9.00-9.30; Paulilatino, ore 10.30-11.30; Samugheo, ore 9.00-10.00; San Vero Milis, ore 9.00-9.30; Santa Giusta, ore 10.00-10.30; Santulussurgiu, ore 11.00-12.00; Sedilo, ore 9.00-10.00; Seneghe, ore 9.00-10.00; Siamaggiore, ore 8.45-9.15; Suni, ore 11.00-12.00; Terralba, ore 9.00-10.00, Zeddiani, ore 9.00-10.00; . A Simaxis la giornata di apertura extra sarà sabato 29 maggio, ore 10.00-11.00. A Mogoro l'apertura extra sarà lunedì 31, ore 8.30-10.00.
Si terrà sabato 29 maggio, alle 18.30, al Teatro comunale di Bosa, lo spettacolo “Fuori Onda”, presentato dall’Asl di Oristano, dalla Compagnia “Cada Die Teatro” e dal comune di Bosa, con il patrocinio dell'Unione dei Comuni Planargia-Montiferru occidentale, la Regione e il Ministero per i Beni e le Attività culturali , e con il sostegno dell'Aris (Area residenze e inclusione sociale), del Dipartimento di Salute Mentale della Asl 5 e della Piccola Casa della Divina Provvidenza di Bosa. Già rappresentato in diversi teatri della Sardegna, “Fuori onda” è l'esito scenico del lavoro compiuto da pazienti, familiari e operatori del Centro di Salute Mentale di Bosa, impegnati nel progetto “Migranti”, laboratorio di recitazione avviato dalla compagnia “Cada Die Teatro” oltre un anno fa nei Csm di Oristano, Bosa, Ghilarza e Ales. Si tratta di un esperimento mirato a favorire l'integrazione fra soggetti che vivono il disagio mentale e persone cosiddette “normali”, che nella recitazione e nel teatro trovano non solo un linguaggio comune e un punto di incontro, ma una modalità espressiva fuori dagli schemi e dalle convenzioni sociali attraverso cui raccontarsi all'esterno. Lo spettacolo è firmato da Alessandro Mascia e Mario Madeddu (Cade Die Teatro), con la collaborazione di Alessandro Lay, i costumi di Marilena Pittiu, le luci di Giovanni Schirru e Mario Madeddu, le musiche di Giampietro Guttuso, il progetto e la realizzazione video di Alessandro Mascia, con l'organizzazione e la collaborazione di Nives Crobu e Giovanni Maria Milia. L'ingresso è a offerta libera. Per informazioni, contattare il numero 070.565507 o 070.5688072, scrivere a cdt@cadadieteatro.it o consultare il sito www.cadadieteatro.it.
Nei locali dell’Hospitalis Sancti Antoni, in via Cagliari, ha riaperto l’Informabiente. L’ufficio apre il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 13. Gli operatori dell’Informambiente forniscono informazioni sulla raccolta dei rifiuti e sulle modalità di conferimento e sono a disposizione per ricevere eventuali segnalazioni relative ai disservizi. Per informazioni si può scrivere a informambiente@comune.oristano.it o contattare gli operatori al numero verde 800066276 o allo 0783 303220.
Domenica 30 maggio si conclude la rassegna "Il Maggio della Torre". L'iniziativa varata dall’Assessorato alle Attività produttive del comune di Oristano per valorizzare, stimolare ed incentivare il consumo, l’acquisto, l’apprezzamento dei prodotti tipici dell’oristanese, chiude i battenti con l’esposizione della vernaccia e dei vini locali, dando spazio ai produttori del territorio. Tra le manifestazioni di contorno, che settimanalmente hanno arricchito il programma del “Maggio della Torre”, questa volta il raduno di auto e moto d’epoca; alle 17 l’esibizione folk del gruppo di ballo della Scuola “Leonardo Alagon” e quello della scuola di danza “Milene” e del “Centro studio danza”. Con “Il Maggio della Torre” ogni domenica il comune ha proposto giornate a tema sui singoli prodotti tipici di Oristano, che esprimono l’identità, la storia, la cultura e le potenzialità di crescita ed identificazione nell’economia globalizzata. L’iniziativa è stata apprezzata dai residenti e dagli operatori commerciali di Torregrande, dai produttori, e da tanti turisti che hanno affollato gli stand allestiti sul lungomare della borgata marina.
Di pig (del 19/05/2010 @ 20:30:59, in politica, linkato 1281 volte)
"E' inaccettabile la decisione di rinviare al primo giugno, dopo le elezioni amministrative, le dichiarazioni del presidente Cappellacci in consiglio regionale,decisa oggi dalla maggioranza in conferenza dei capigruppo". Lo hanno dichiarato i capigruppo dei partiti all’opposizione, sottolineando che il centro-destra ha anche "…voluto evitare il dibattito, rifugiandosi in una sbrigativa formula basata sulle dichiarazioni del presidente e su un solo intervento per gruppo". Secondo l'opposizione "…la maggioranza ed il presidente Cappellacci, ancora una volta, si sono sottratti al loro dovere politico e istituzionale di chiarire con immediatezza in consiglio regionale una vicenda dai risvolti inquietanti, contraddicendo quanto lo stesso presidente aveva dichiarato di voler fare". Dopo aver definito la decisione del centro destra "…una scelta debole e imbarazzata", l'opposizione ha chiesto un ampio confronto in aula sul merito degli atti compiuti dalla giunta regionale riguardanti l'installazione e l'utilizzo delle energie alternative, e ha ribadito la necessità di dotare la Regione di norme che consentano di evitare speculazioni. Secondo la minoranza “…è stato, invece, confermato l'atteggiamento sistematico del presidente Cappellacci di voler evitare o rinviare il confronto con il consiglio regionale". I gruppi di opposizione valuteranno ulteriori iniziative politico-istituzionali "… per garantire il pieno esercizio delle funzioni di controllo del consiglio regionale”.
Gian Valerio Sanna, ex assessore regionale all'Urbanistica e attualmente consigliere regionale del Pd, ha chiesto gli atti riguardanti la domanda della società Idra Immobiliare per l'ampliamento di Villa Certosa, la residenza del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che ha presentato una richiesta alla commissione paesaggistica regionale, in base al “Piano casa”, meglio conosciuto come “Piano cemento”. Il progetto comprende la costruzione di bungalow, che dovrebbero sorgere nel terreno che circonda il corpo centrale della residenza estiva di Berlusconi. Come si ricorderà, il “Piano cemento” consente ampliamenti edilizi anche nella fascia protetta dei 300 metri dal mare, previo nullaosta della commissione paesaggistica regionale: fino al 10% per residence e hotel, fino al 20% per ville, e fra il 30 e il 35% in caso di demolizione e ricostruzione di fabbricati sul mare che vengano spostati più all'interno. "La trasparenza è d'obbligo – ha detto Gian Valerio Sanna -, soprattutto quando riguarda atti conseguenti l'applicazione di una delle leggi più discusse di questa legislatura”. Sanna ha richiesto i documenti, ai sensi dell'articolo 105 del regolamento interno del consiglio regionale, inviando una lettera all'assessore regionale all'Urbanistica, Gabriele Asunis, e al direttore generale dell'Urbanistica Marco Melis. Gian Valerio Sanna ha richiesto, in particolare, la domanda della società Idra Immobilare, gli atti istruttori della commissione regionale per il Paesaggio, e l'eventuale parere finale, non appena il tutto sarà disponibile.
"Il voto della maggioranza della commissione Giustizia del Senato sul decreto legge sulle intercettazioni è una brutta pagina e faremo di tutto perchè sia cancellata, ricorrendo a tutti i mezzi possibili". Così, il segretario nazionale della Fnsi, Franco Siddi, ha commentato il voto della commissione Giustizia di Palazzo Madama, ed ha aggiunto: "Le norme che vietano il diritto di cronaca, persino su atti non più coperti da segreto, che impediscono ai cittadini di sapere come procedono le inchieste giudiziarie, di avere notizia dei misfatti di corrotti e corruttori, sono di una gravità inaudita e sono inaccettabili. Il sindacato dei giornalisti farà una resistenza ed una opposizione incessante. E' un disegno imposto dalla politica di comando alla maggioranza parlamentare che non ha eguali in nessun Paese di democrazia avanzata. Questa legge rende le notizie di cronaca un crimine, e punta a nascondere, vietandone ogni notizia, le malefatte dei corrotti e i crimini più odiosi contro le persone. Manda, invece, in galera i giornalisti; strangola, con le multe, gli editori; chiude in camera blindata le informazioni. Non è in gioco un privilegio dei giornalisti ma la disponibilità dell'informazione come bene pubblico dei cittadini. Adesso è caduto anche l'ultimo velo, quello della privacy che, come avevamo sempre denunciato, era ed è una scusa paravento, un inganno. E’ evidentissimo come si voglia punire chiunque possa disturbare il manovratore solo perchè dispone, e lealmente le offre ai cittadini , delle informazioni di interesse pubblico". Per queste ragioni, la Fnsi chiamerà i giornalisti alla mobilitazione permanente, invitando "…i comitati di redazione a segnalare ogni giorno, usando anche gli strumenti del contratto, tutti i casi di notizie che d'ora in poi saranno interdette, se la legge avrà il varo definitivo, a fare ancora più informazione sulle vicende che si vogliono oscurare, e a chiedere ai Direttori di listare a lutto le loro testate, finchè non ci sarà un ravvedimento nel corso dell'ulteriore processo parlamentare". Alle associazioni di stampa sarà chiesto di verificare, insieme con i Cdr, "…l'organizzazione di manifestazioni regionali, da collegare ad un'iniziativa diffusa nel Paese, che culminerà nello sciopero nazionale. Agli editori il sindacato dei giornalisti chiederà di ribadire l'iniziativa comune per bloccare, comunque, gli effetti di un disegno scellerato. Ai cittadini, ai gruppi della società civile, al mondo della cultura e del lavoro, la Fnsi proporrà, invece, un'iniziativa civica di larga portata e di carattere permanente, definendo insieme, in tempi brevi, le azioni pubbliche più opportune per far rientrare questa operazione illiberale e incivile. La Fnsi crede nelle istituzioni parlamentari (verso le quali la fiducia oggi è inevitabilmente incrinata) e in quelle di Giustizia. Un minuto dopo l'eventuale varo finale della legge sulle intercettazioni, secondo i criteri con cui sta emergendo dalla commissione Giustizia del Senato, sarà presentato ricorso alla Corte Europea di Giustizia per i diritti dell'uomo, insieme con la Federazione Internazionale dei Giornali”.
Nel municipio di Morgongiori è stato firmato, oggi, l'accordo di programma per l'istituzione del primo "Parco regionale della Sardegna Monte Arci", che interessa i comuni di Morgongiori, Ales, Villaverde, Usellus, Villaurbana, Palmas Arborea, Santa Giusta, Marrubiu, Masullas e Siris. Alla sottoscrizione del documento hanno partecipato l'assessore regionale alla Difesa dell'Ambiente, Giuliano Uras; il presidente del Consorzio di Gestione del Parco Naturale, Renzo Ibba; il sindaco del Comune di Villaverde, Roberto Scema; il presidente della Provincia di Oristano, Pasquale Onida; e il presidente dell'Ente Foreste della Sardegna, Salvatore Paolo Farina.
L’Osvic (Organismo Sardo di Volontariato Internazionale Cristiano) e il Gruppo di Oristano del Meic (Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale) hanno organizzato un ciclo di incontri sul consumo critico e sugli stili di vita sostenibili, denominato “Diversamente… cittadini”. Il progetto, nato con l’intento di far conoscere esperienze di cittadinanza attiva, creare una cultura della sobrietà e della sostenibilità economica, sviluppare una consapevolezza critica nella cittadinanza, valorizzare le risorse del territorio creando una rete tra associazioni, organismi e istituzioni regionali sensibili ai temi in questione, sarà caratterizzato da un percorso di appuntamenti mensili, aperti a tutti, ai quali prenderanno parte esperti provenienti dal mondo dell’università sarda, dall’associazionismo regionale e dal mondo delle istituzioni locali. Il primo “cantiere tematico” si terrà sabato 22 maggio, alle 10, presso l’auditorium San Domenico, in via Lamarmora, ad Oristano. All’incontro, dedicato al tema della sostenibilità alimentare, parteciperanno Corrado Casula, responsabile dei presidi Slow food in Sardegna; Franco Cocco, rappresentante della Coldiretti di Oristano; Andrea Portoghese e Claudia Flamini, rispettivamente responsabili dei gruppi di acquisto solidale di Cagliari e Nuoro.
Venerdì 21 maggio, alle 10, presso la sala conferenze dell'Ospedale San Martino di Oristano, saranno presentati i risultati dell'indagine epidemiologica "Passi d'argento", sulla qualità della vita percepita dagli anziani (65 anni e più) di Oristano. L'indagine è stata condotta nell'ambito del Master biennale di II livello in Epidemiologia Applicata, organizzato a Donigala Fenughedu dalle Università di Cagliari e Sassari, con la collaborazione dell'Istituto Superiore di Sanità ed il patrocinio dell'Assessorato regionale alla Sanità.
Sabato 22 maggio, alle ore 11, nel salone parrocchiale della chiesa del Sacro Cuore, a Cabras, verrà inaugurata la mostra artistica del maestro Antonio Marchi. Le esposizioni comprenderanno burattini, quadri, dipinti e sculture. Inoltre verrà realizzata una scenografia intitolata “Ziu Bachis e i Fenici”. La mostra rimarrà aperta fino al 2 giugno.
Domenica 23 maggio, alle 16, presso la sala consiliare del comune di Cuglieri, si terrà la premiazione del concorso sulla donazione degli organi “Il bruco e la farfalla”, promosso dal gruppo Aido “Mario Fodde”, con la collaborazione della Asl 5 di Oristano. Il concorso, dedicato al giovane cardiochirurgo di Ghilarza, Antonio Carta, scomparso nel 2004 nell'incidente aereo Roma-Cagliari, aveva l'obiettivo di sensibilizzare i giovani (dagli alunni delle scuole elementari a quelli degli istituti superiori) sul tema della donazione degli organi, attraverso la produzione di disegni, temi, fotografie ed elaborati multimediali che sviluppassero l'argomento. Ampia, la risposta del territorio, visto che al concorso hanno aderito moltissimi istituti della provincia di Oristano, e non solo. Alla manifestazione hanno preso parte, infatti, le scuole primarie di Abbasanta, Cossoine, Cuglieri, Ghilarza, Samugheo, Sorradile, Zerfaliu; le scuole secondarie inferiori di Abbasanta, Cuglieri, Norbello, Nuoro, Paulilatino; e per la sezione dedicata agli istituti superiori, il liceo classico di Bonorva e l'istituto alberghiero di Bosa. Ma altri lavori sono arrivati anche dai piccoli ricoverati nel reparto di Pediatria dell'ospedale San Martino di Oristano e, fuori concorso, dall'Università della Terza Età di Bosa. All'evento conclusivo, durante il quale saranno premiate le opere più meritevoli per ciascuna categoria, parteciperanno i rappresentanti dell'Aido di Cuglieri, della Asl 5 di Oristano, del comune di Cuglieri, della Provincia di Oristano e della rete di associazioni di volontariato Sardegna Solidale, che hanno patrocinato il Premio, mentre saranno ospiti d'onoreil presidente regionale dell'Aido, Paolo Pettinao, e il chirurgo Stefano Dedola, oltre ai parenti del giovane medico ghilarzese a cui è dedicato il premio.
Nuovo appuntamento, domenica prossima, per "Il Maggio della Torre", l'iniziativa varata dall’Assessorato alle Attività produttive del comune di Oristano per valorizzare, stimolare ed incentivare il consumo, l’acquisto, l’apprezzamento dei prodotti tipici dell’oristanese. Questa domenica, dalle 10 alle 19.30, spazio per alle ceramiche artistiche. Torregrande ospiterà anche il mercato dei prodotti locali Terre Shardana, una vendita di beneficenza in favore dell’Unicef, mentre nel pomeriggio, alle 17.30, esibizione dei cori della Scuola primaria di Sa Rodia e del Coro Eleonora d’Arborea.
Il Comune di Oristano ha avviato il censimento e il monitoraggio delle realtà culturali e di spettacolo operanti sul territorio comunale. “L’obiettivo è di conoscere e valutare le attività, svolte e da svolgere, al fine di avviare una collaborazione con le associazioni e gli enti presenti sul territorio comunale – hanno spiegato gli assessori alla Cultura e allo Spettacolo, Luca Faedda e Marzio Schintu -. Attuando una delibera del consiglio comunale, la giunta Nonnis ha avviato il censimento con lo scopo di predisporre un Albo comunale degli enti e delle associazioni. L’intento è di favorire la conoscenza del ricco panorama culturale, attraverso i canali istituzionali comunali. Contestualmente vorremmo coinvolgere le associazioni nelle attività organizzate dal comune, avviando una collaborazione di cui la città potrà giovarsi”. Per l’iscrizione all’Albo le associazioni dovranno far pervenire la domanda, sul modulo disponibile all’Urp, e sul sito internet istituzionale www.comune.oristano.it, al Protocollo del comune di Oristano, in piazza Eleonora, dal 1° giugno al 30 settembre di ogni anno. Alla domanda dovranno essere allegati la copia conforme all’originale dello Statuto e dell’Atto costitutivo, l’elenco egli amministratori e il curriculum delle attività svolte dall’ente o associazione. L’invito è rivolto anche a quei soggetti che in passato hanno avuto l’occasione di collaborare con l’ente comunale e/o si sono registrati in occasione di altri censimenti. Per ulteriori informazioni si può contattare l’Ufficio Cultura e Spettacolo del comune di Oristano, d.ssa Elena Sechi, piazza Eleonora d’Arborea, Palazzo degli Scolopi, 1° piano, tel. 0783 791311.
Di pig (del 14/05/2010 @ 03:30:52, in politica, linkato 1920 volte)
Dopo 17 giorni, Angela Nonnis ha deciso di ritirare le dimissioni. Lo ha fatto a tarda notte, durante la seduta del consiglio comunale nella quale è stato approvato il Puc. Evento, quest’ultimo, di notevole portata, anche se l’attesa di tutti era rivolta,soprattutto, a ciò che avrebbe detto il sindaco per giustificare il suo rientro in pianta stabile alla guida dell’esecutivo. Giunta al Palazzo degli Scolopi, attorno alle 21.30, mentre si svolgevano le dichiarazioni di voto, Angela Nonnis ha dovuto aspettare fino all’una per le sue esternazioni. Esternazioni che sono state precedute dalla lettura da parte del capogruppo di Forza Italia verso il Pdl, Antonio Franceschi, di uno scontatissimo e assai morbido documento (soprattutto dopo le precedenti, pesanti parole del sindaco nei confronti dei consiglieri), in cui, in soldoni, i consiglieri della maggioranza, facendo leva sull'alto senso di responsabilità, hanno rinnovavato la fiducia al sindaco. Immediatamente dopo, Angela Nonnis, ha cercato di motivare il perché delle sue dimissioni, con un lungo discorso, non facile da sintetizzare, in particolare per chi lo ha ascoltato dall’una alle due di notte circa, dopo sette ore di consiglio comunale, visto che si è parlato di intelligenza emotiva, pensiero complesso, astuzia della ragione e quisquilie similari. Una arrampicata sugli specchi elegante, ammantata da un discorso tra il qualunquistico e il politico-filosofico, certamente difficile da digerire. Il tutto dettato dall’evidente paura folle di non riuscire ad approvare il Puc entro i tre anni del suo mandato. Per questo motivo, la richiesta di una accelerata al consiglio, con la convocazione di una seduta straordinaria, che i consiglieri avevano, invece, deciso di bocciare. Da qui, il panico, suffragato anche dal timore che le elezioni provinciali potessero vanificare gli sforzi fino allora compiuti. “Perche mi sono dimessa?”, ha detto, fra l’altro, la Nonnis. “Perché come sindaco, come guida di una coalizione, mi sono sentita, in un certo qual modo, giudicata dai numeri. Ovvero, quelli che sono scaturiti dalla riunione dei capigruppo che ha bocciato la mia proposta per 36 a 4. Si è fatto solo riferimento all’intelligenza razionale dei numeri (boh!), e questo non doveva succedere”. A questo punto il sindaco ha citato Pascal. Discorso certamente interessante, ma che, data l’ora tarda, nessuno si è sognato (è proprio il caso di dirlo) neppure lontanamente di seguire, considerato che l’argomento, oltre tutto, era di quelli che conciliavano il sonno. Dopo aver arzigogolato sulle emozioni, la parte più accorata: “Mi sono sentita abbandonata ed ho pensato di non essere più in grado di proseguire su questa strada. Non mi sono sentita sostenuta dalla maggioranza, né dalla minoranza, e per questo motivo ho deciso di rassegnare le dimissioni. Ho provato un senso si grande impotenza, di disperazione e l’ho manifestato attraverso le mie dimissioni”. Detto che lei non ha mai chiesto scuse formali da parte dei consiglieri, nè riteneva di dovere delle scuse a nessuno, “...non bisogna credere a tutto quello che si legge” (e ti pareva!), Angela Nonnis ha spiegato il perché della sua decisione di ritirare le dimissioni, attraverso una visione della politica improntata all’ottimismo “…sono portata a credere che quanto accaduto oggi, con l’approvazione del Puc, mi possa portare a pensare che possiamo portare aventi il programma fino alla fine della legislatura”, per poi perdersi sulla "...ricostruzione dell’ordine e la ricerca delle buone relazioni". “C’era il caos - ha detto il sindaco - ed io ho avuto paura; il mio compito è ora quello di mettere ordine a questo caos”… “I migliori leader sono quelli che sanno creare una buona squadra, anche facendo ricorso al conflitto se questo porta, poi, al ristabilimento dell’ordine” (?) … “Questo sindaco vuole rispettare le regole, vuole la tanto auspicata democrazia, ma per raggiungere risultati a volte è necessario ricorrere al concetto della guerra-giusta, come momento per riflettere, per andare verso un percorso condiviso” (mamma mia!) … E poi, finalmente, rientrando nel seminato, “…mi sono sentita persa, mi sono sentita naufragare, mi sono sentita abbandonata in un momento particolare. Le mie emozioni mi hanno condotta, in buona fede, a sentimenti sbagliati; ho detto quelle parole perché erano legate a sentimenti di frustrazione, di disperazione. Ecco perché ho rassegnato le dimissioni”. La Nonnis ha poi spiegato il perché della "famosa" scadenza del 30 aprile. “Ho chiesto quella scadenza perché ero sicura che ci fossero i tempi tecnici per portare a compimento il Puc, ma in quell’occasione non ho visto un’apertura del consiglio nei miei confronti; il mio intento era quello da far capire che il conflitto può generare buone sensazioni” (?). Quindi, la tanto attesa esternazione ufficiale: “Annuncio il ritiro delle mie dimissioni, e questo al di là del documento di sostegno e lealtà dei consiglieri, che deve essere scritto soprattutto nella nostra testa per portare avanti l’interesse della città. Invito tutti, e lo dico anche alla minoranza, a credere di più in me, e vi ringrazio per il lavoro svolto in questi giorni, durante la mia assenza, commissione urbanistica compresa, per aver raggiunto un simile risultato, per essere arrivati a questa conclusione”. Fin qui il sindaco, e il suo discorso (a tratti veramente incomprensibile), che abbiano provato con difficoltà a sintetizzare. Facendo un piccolo passo indietro, la seduta era iniziata con la discussione e la votazione delle residuali osservazioni al Puc, per poi passare alle dichiarazioni di voto dove i peana e i complimenti si sono sprecati, in nome di quella “settimana della pace”, di cui abbiamo già riferito in un precedente articolo. Tanti, i consiglieri intervenuti: Solinas, Scanu, Serra, Grussu, Marchi, Sulis, Mattu, Angioi, Sanna G., Marrazzi, Putzu, Tatti, Cauli, Marras e Federico (che hanno criticato il sindaco per le dure parole rivolte ai consiglieri), Capoccia (tiratina d’orecchi alla Nonnis), Franceschi, Musinu, Paratore e Puddu. Voci fuori dal coro, il solito Mimmo Serusi che, annunciando il voto contrario, ha parlato di Puc di basso profilo e di maggioranza inadeguata, e Giuliano Uras e Gianni Sanna, con due interventi di un certo spessore, e che, dopo tanto zucchero e tanto incenso, hanno riportato il consiglio, come ha detto qualcuno, con i piedi per terra. Più di un consigliere durante il dibattito ha parlato di cammino travagliato, faticoso, di obiettivo raggiunto, di Puc di tutto il consiglio, grazie al contributo di maggioranza e opposizione, con una unità di intenti quale non si vedeva da tempo. Al di là di questo, al di là delle parole di circostanza, al di là dell'autopromozione, è un fatto incontrovertibile che l’approvazione di questo Puc rimarrà legata al nome di Salvatore Ledda, l’assessore comunale all’Urbanistica, accolto all'inizio, anche all'interno della sua coalizione, con molto scetticismo, e che, invece, che con pazienza certosina (nonostante le spigolosità del suo carattere) è riuscito a coinvolgere tutti “i portatori di interesse”, come lui ama chiamarli, attorno a un progetto, certo perfettibile, e che indubbiamente ha scontentato più d’uno, ma che attualmente era “il meglio possibile”, e di cui la città aveva ed ha estremo bisogno. Il “ruvido” Ledda è quindi riuscito dove molti avevano fallito, approcciandosi con umiltà al nuovo incarico, trascorrendo l’estate non al mare ma ad informarsi e a studiare una materia per lui tanto nuova quanto ostica, in modo tale da capire (facendo tesoro, senza supponenza alcuna, anche dei suggerimenti della Regione) quale fosse l’iter attraverso il quale raggiungere l’obiettivo nella maniera più spedita possibile. Lavorando in equipe con l’Ufficio Tecnico, l’Ufficio del Piano, la Commissione urbanistica, e coinvolgendo altre componenti importanti della comunità, Ledda ha avuto il merito di navigare con il vento in poppa, nonostante alcune pericolose tempeste, procedendo sempre con grande determinazione. Fino ad arrivare alla semplice "genialata" del coinvolgimento dei progettisti Sechi e Viganò, con cui ha convinto i più scettici della bontà del progetto, riuscendo (cosa rarissima in questa legislatura) a compattare l’intero consiglio comunale. Dopo i ringraziamenti di rito e dopo aver sintetizzato nel titolo di una canzone di Gaber, "Libertà e partecipazione", il succo del Puc, Ledda ha detto che "...il Puc non è certo dell'assessore, ma di tutto il consiglio e di tutta la città. Il Puc deve fare delle scelte, che accontentano alcuni e scontentano altri, ma attraverso il Piano urbanistico si persegue un interesse pubblico, e quindi l'interesse del singolo cittadino. Sono onorato - ha concluso Ledda - di aver servito questo consiglio e questa città". Il Puc frutto, come hanno osservato in tanti, dell'unità di intenti ha, quindi, tagliato un primo, decisivo traguardo. E, come ha giustamente osservato Giuliano Uras, “…l’unità produce frutti importanti”. Certo, solo tra qualche anno si saprà se questo era il Puc che Oristano auspicava, ma intanto, in attesa del parere di coerenza della Regione, un importante obiettivo è stato raggiunto. Dopo 40 anni, non è poco.
Altre notizie:
Domani 15 maggio, alle 11.30, presso la Federazione provinciale del Pd di Oristano, in via Canepa 58, si terrà la conferenza stampa di presentazione delle liste della coalizione di centrosinistra (Pd, Idv, Rosso Mori, Federazione della Sinistra, Sinistra e Liberta-Verdi), che sostiene la candidatura a presidente della Provincia di Oristano di Mario Tendas. Interverranno, oltre al candidato presidente, i segretari dei partiti del centrosinistra, parlamentari e consiglieri regionali.
Prenderà il via, ad ottobre, presso la sede universitaria di Oristano, la Scuola di specializzazione in archeologia subacquea. Nata per volere dell'Università di Sassari, sarà un presidio di alta formazione, unico in Europa, come ha spiegato, questa mattina, il rettore dell'Ateneo sassarese, Attilio Mastino, che ha presentato l'iniziativa, insieme al presidente della Commissione regionale alla cultura, Attilio Dedoni, al preside della Facolta' di Lettere, Aldo Maria Morace, e ai docenti e archeologi, Raimondo Zucca e Piergiorgio Spanu. La Scuola di specializzazione prevede un corso di durata biennale e potrà essere frequentata da una dozzina di allievi provenienti da tutta Europa, così come da tutta Europa arriveranno i docenti. Tra le offerte formative sono previsti tirocini, laboratori, e scavi in Italia e in Africa. Il segretariato della Convenzione per la protezione del patrimonio subacqueo dell'Unesco ha, infatti, fatto sapere di voler accordare una o più borse di studio per gli studenti meritevoli della Scuola di Specializzazione in Archeologia Subacquea di Oristano. "Un riconoscimento molto importante - ha spiegato Raimondo Zucca -, perché in tal senso non è stata fatta da noi alcuna richiesta, ma è stata una personale iniziativa dell'Unesco".
Mario Maulu è stato confermato alla guida dell'Automobile Club di Oristano, che ha eletto il nuovo consiglio direttivo per il quadriennio 2010-2014, con una new entry, Gianfranco Attene. Confermati, invece, i consiglieri Antonello Micali, Elia Sanna e Salvatore Ciusa. Mario Maulu nella sua relazione ha evidenziato il buon lavoro svolto durante l'anno appena trascorso, che ha portato, fra l’altro, ad un incremento del numero dei soci che, scesi qualche tempo fa al di sotto dei 400, a fine 2009 hanno superato la soglia dei 1000. Aumentati anche i servizi erogati, e roseo il quadro economico che vede un bilancio in attivo. Sul fronte sportivo, il presidente dell'Automobile Club di Oristano ha sottolineato il successo del 2^ Rally Ronde del lago Omodeo, organizzato dalla Mediterranean Team. E’ stata, invece, rinviata la 20^ cronoscalata Cuglieri-La Madonnina, molto cara agli appassionati isolani, ed oristanesi in particolare, a causa di problemi organizzativi, ma l'Automobile Club è intenzionato a gestire in proprio a, a partire dalla prossima stagione sportiva.
Come tutti gli anni, il Gremio dei Contadini festeggia san’Isidoro, patrono degli agricoltori. Sabato 15 maggio, nella chiesa di San Giovanni dei Fiori, si terra, alle 19, la messa accompagnata dal suono delle launeddas. Al termine della messa, i rapprsentanti del Gremio di San Giovanni si intratterranno con i presenti, offrendo il tradizionale rinfresco. Domenica 16 maggio, sempre nella chiesa di San Giovanni dei Fiori si terrà la manifestazione “Io so che il mio Redentore è vivo”, organizzata dall’Academia della Sardegna. Alle 20, concerto del quintetto “Academia della Sardegna”, che eseguirà lo “Stabat Mater” di Luigi Boccherini. Alle 21, il progetto fotografico “33” di Mauro Porta e Giuseppe Frau.
Nuovo appuntamento, domenica prossima, per "Il Maggio della Torre", l'iniziativa varata dall’Assessorato alle Attività produttive del comune di Oristano per valorizzare, stimolare ed incentivare il consumo, l’acquisto, l’apprezzamento dei prodotti tipici dell’oristanese. Questa domenica, dalle 10 alle 19, spazio per i prodotti biologici. Torregrande ospiterà anche il “mercatino di via Aristana” che, eccezionalmente, si sposterà dalla sua sede tradizionale, e, alle 17.30, attenzione per i temi legati alla sicurezza stradale con il “Progetto Icaro”, a cura della Polizia Stradale. Con “Il Maggio della Torre” ogni domenica il comune di Oristano propone giornate a tema sui singoli prodotti tipici del territorio, che esprimono l’identità, la storia e cultura e le potenzialità di crescita ed identificazione nell’economia globalizzata. Spazio, quindi, ai mostaccioli, al florovivaismo, ai prodotti biologici, alle ceramiche, alla vernaccia.
Da domani, e fino a domenica 23 maggio, nei padiglioni dello stabilimento della ex-Tre O, sulla strada per Fenosu, aprirà i battenti la terza edizione della “Fiera di Oristano”. Le esposizioni occuperanno uno spazio di 5 mila metri quadrati, di cui 3 mila al coperto. Questo consentirà ai 50 espositori partecipanti di organizzare i loro stand con allestimenti originali. La “Fiera di Oristano” torna dopo due anni di pausa e, come hanno spiegato gli organizzatori, vuole essere un segnale del mondo produttivo locale, impegnato a fronteggiare la grave crisi economica internazionale. Sarà possibile visitare la Fiera nei giorni feriali, dalle 16 alle 21, e nei pre-festivi e festivi, dalle 10 alle 21. Il costo del biglietto d’ingresso per gli adulti è di 2 euro.
La Provincia di Oristano avvisa gli utenti che, in concomitanza della ricorrenza del Santo Patrono, esclusivamente per la giornata di giovedì 20 maggio 2010, il Centro dei Servizi per il Lavoro di Mogoro, resterà chiuso al pubblico.
Elia Sanna, Giudice Sportivo della Federazione Italiana Gioco Calcio di Oristano, verrà insignito, domani, a Roma, dell'onorificenza sportiva di Cavaliere dello Sport. L'ambito riconoscimento viene assegnato a coloro che hanno superato i 20 di attività nella Figc. Elia Sanna è entrato a far parte della grande famiglia della Figc circa 25 anni or sono, prima come dirigente, poi come sostituto Giudice Sportivo e, quindi, come Giudice titolare. Professionalmente molto preparato, Sanna si è fatto apprezzare, in tutti questi lunghi anni, per la misura e l’equilibro nel comminare squalifiche e sanzioni a calciatori, dirigenti, allenatori, società, tant’è che raramente le sue decisioni vengono impugnate. E quando questo avviene, il Giudice Sportivo Regionale, nella stragrande maggioranza dei casi, non può non dar ragione al Giudice oristanese. Un riconoscimento alla carriera, quindi, quanto mai meritato per Elia Sanna che, alla preparazione e all’esperienza, aggiunge una pacatezza nel giudicare difficilmente riscontrabile. Al neo Cavaliere dello Sport, oltre a quelli personali, gli auguri di tutto il mondo sportivo oristanese e quelli, particolari, di tutti i colleghi giornalisti, visto che Elia Sanna è, tra l’altro, un apprezzatissimo giornalista di cronaca nera de “La Nuova Sardegna”.
Di pig (del 12/05/2010 @ 17:30:33, in politica, linkato 1470 volte)
Disinforma, calunnia, qualcosa resterà. Nel pieno di uno scandalo che minaccia di travolgere quel che resta della giunta regionale e il suo presidente Ugo Cappellacci, l'Unione Sarda non trova di meglio che pubblicare una non notizia da manuale su come si diffama facendo finta di informare e di essere sopra le parti. Oggi mercoledì 12 maggio il giornale titola in prima pagina "Anche Tiscali nel business dell'eolico. Nel luglio del 2009 la richiesta per acquistare 15 ettari". Questo il titolo. Nell'articolo si racconta della richiesta di installare delle pale eoliche che dovrebbero servire a rendere autosufficiente Tiscali sotto il profilo energetico. La richiesta, pienamente legittima, fatta secondo le regole previste dal Piano Energetico Regionale in un'area industriale- un caso di buona prassi- viene artatamente associata allo scandalo delle concessioni e della deregulation volute dalle giunte Pili- Masala/Cappellacci- Cappellacci. Il metodo è da manuale della disinformazione. Per essere efficaci non bisogna raccontare menzogne palesi. Si deve essere più abili, dire e non dire. Si prende una verità, la si decontestualizza, la si annacqua con mezze falsità, si fanno allusioni a fatti non chiari ed estranei alla vicenda. Si confeziona il tutto, lo si reitera più volte in maniera urlata e il risultato è raggiunto. Riportiamo le precisazioni di Tiscali per atto di verità e per contenere in Sardegna l'emergenza democratica di un'informazione dalle verità negate e dalla calunnia come metodo: "Con riferimento agli articoli apparsi a pagina 1 e pagina 2 dell'edizione odierna dell'Unione Sarda, Tiscali precisa quanto segue:
1. Non è vero che Tiscali entra nel business dell'eolico. La società è totalmente impegnata nella gestione della propria attività di operatore di telecomunicazioni e new media e non è dedita a iniziative estranee al suo oggetto d'impresa.
2. Per la sua attività produttiva Tiscali consuma oltre 20 mila MWh/anno (inclusivo della sede di Sa Illetta e delle altre sedi in Italia), per un costo annuale complessivo di oltre 3 milioni di Euro, peraltro in crescita.
3. Al fine di produrre tutta l'energia necessaria alle proprie attività, Tiscali ha chiesto al Cacip l'assegnazione di un'area tra quelle che il consorzio stesso ha già destinato alla produzione di energia da fonti rinnovabili.
4. Nell'area di 15 ettari possono essere installate 4 pale per una produzione di 16 mila MWh/anno che annualmente coprirebbero appena l'80% del fabbisogno totale di Tiscali.
5. La fantasiosa stima economica riportata nell'articolo di pagina 2 non tiene conto del fatto che nel periodo di vita dell'impianto eolico stimato in 15 anni i costi energetici ammonterebbero ad un totale di circa 50 M€ per Tiscali. Pertanto il progetto mira al risparmio di costi industriali e a dare un contributo alla sostenibilità ambientale.
Tiscali ritiene grave che vengano riportate notizie false e tendenziose sull'attività di una società quotata in borsa che nel caso avesse voluto cambiarla, cosa per altro assolutamente non vera, avrebbe dovuto darne formale comunicazione al mercato e agli organi competenti. Tiscali ritiene lesivo del buon nome della società e dei suoi amministratori essere stata accostata artificiosamente, nello stesso titolo in prima pagina, a recenti gravi episodi di mala amministrazione su cui sono attualmente impegnate diverse procure. Pertanto la società tutelerà i propri diritti nelle opportune sedi." (Comunicato diffuso da Tiscali – da www.sardegnademocratica.it)
La campagna elettorale in Sardegna sta mettendo il silenziatore alla politica vera, quella che per intenderci riguarda la vita dei cittadini e che sempre più spesso è l’esatto contrario del racconto fantasioso e bugiardo che ci viene propinato ogni giorno. Lo stesso silenzio è calato anche sul Consiglio Regionale dove non passa più nessuno e dove il silenzio interessa sempre più spesso qualcuno che è stato eletto esattamente per le ragioni opposte a chi governa ma che, evidentemente non sono poi del tutto opposte! Ci sarebbe invece tanto da fare e da dire a partire dall’economia regionale destinata ad un galleggiamento del giorno per giorno, e poi della spesa pubblica regionale bloccata ed inesistente nel momento più acuto della crisi, mentre la disoccupazione aumenta vertiginosamente e le povertà si reinsediano stabilmente un po’ ovunque nell’isola. Restano paralizzati centinaia di milioni di euro in attesa di riforme annunciate e mai attuate, il piano casa vero che si proponeva di dare la prima casa ai sardi doveva essere approvato a febbraio ma non se ne vede l’ombra, così come la riforma della formazione, della sanità etc. Le famiglie sarde sono sempre più allo stremo e questa politica vorrebbe persino convincerle ad andare a votare! Gli enti strumentali della regione, molti dei quali oramai abbondantemente lottizzati dalle allegre brigate Cappellacci, sono nel pieno di un ciclone scandalistico di cui si parla molto a Roma ed assai poco in Sardegna. Il Presidente della Regione sempre molto impegnato all’estero per non si sa bene quali interessi, non trova il tempo di presentarsi davanti al Consiglio regionale per discutere dei drammi della sua terra ma diventa all’occorrenza loquace dalla lontana America per diffondere l’ultima fandonia paracolpi, di fronte allo scandalo che monta. “Noi siamo quelli che sull’eolico hanno adottato le misure più restrittive di sempre !” ha detto. A seguire, il repentino sostegno dei suoi fedelissimi che nella strenua difesa del capo si lasciano tuttavia scappare che i responsabili, i commissari e gli abusivi degli enti regionali devono essere prontamente allontanati. Dunque quale sarebbe la verità? Quella del capo o quella dei fedelissimi? Meno male che in barba alla politica regionale dormiente ci penseranno le procure a dire come sono andati i fatti. Tuttavia che le dichiarazioni di Cappellacci siano false e infondate non ci vuole tanto per dimostrarlo: basterà leggere e capire il senso dell’articolo 6 della L.R. n.3 del 2009. Tali norme volute in tutta fretta dal centro destra sono state oggetto di uno scontro con le opposizioni, al limite dell’ostruzionismo. Ecco le misure “più restrittive di sempre” sull’eolico, approvate da Cappellacci e compagni: 1) aver eliminato per il rilascio dell’autorizzazione unica per gli impianti di energia rinnovabile, la competenza delle Provincie e dei SUAP locali ed accentrato tutto sotto il controllo della Giunta regionale ( leggasi applicazione addomesticata del controllo democratico); 2) aver istituito l’accordo di programma come strumento alternativo per il conseguimento dell’autorizzazione unica, in deroga a quanto previsto dall’articolo 12 del decreto legislativo 387/2003. Evidentemente era necessario facilitare l’accesso alle autorizzazioni a qualcuno dal momento che per l’uso della “scorciatoia” non vengono neppure disciplinate le motivazioni o i casi per cui si dovrebbe accedere all’accordo di programma ( leggasi il loro singolare concetto di trasparenza dell’amministrazione pubblica); 3) aver approvato la deroga (comma 8) ai vincoli paesaggistici per poter installare ovunque impianti eolici. Viene infatti modificata una norma della precedente amministrazione (L.R. n.2 del 2007) per consentire la realizzazione degli impianti anche negli ambiti di paesaggio costieri sottoposti ai regimi di vincolo del PPR ( leggasi spianare la strada a tutti i costi). Come si può facilmente vedere è solo un piccolo saggio delle ciclopiche bugie di Cappellacci. Ma in effetti, a ben vedere, il timido presidente, una restrizione alla fine l’ha realizzata e cioè quella di aver in pochi mesi, sottoposto tutto il procedimento autorizzativo al volere della sola giunta regionale con ampi ed illimitati ambiti di discrezionalità. Di doppi giochi in politica oramai se ne vedono ogni giorno, ma sarebbe necessario che chi ancora crede e pratica una politica nobile e vera non si abitui mai a questa deriva anche perché, così facendo, non potremo meravigliarci il giorno in cui potremo scoprire che le rassicurazioni sul no al nucleare in Sardegna rilasciate da qualcuno della “cricca” al nostro governatore, erano nient’altro che un mucchio di bugie. Il silenzio non aiuterà mai i sardi a capire la qualità o la pericolosità di chi li governa. Una ragione in più per difendere la democrazia sarebbe davvero quella di andare a votare e decidere di dare un giudizio inappellabile su coloro che stanno sgovernando la Sardegna. (Gian Valerio Sanna – consigliere regionale Pd)
Altre notizie:
Il consiglio comunale di Oristano prosegue nelle discussione, e votazione, delle osservazioni al Puc, che dovrebbero essere ormai giunte alla conclusione, anche se rimagono forti perplessità su alcune formalità procedurali. I consiglieri sono andati avanti anche oggi senza la presenza del sindaco dimissionario, Angela Nonnis. Prima della discussione, anche nella seduta odierna, Mimmo Serusi (Sdi) ha reiterato (vanamente) la richiesta di un aggiornamento, da parte della maggioranza, sulla situazione della crisi. Questo l’intervento di Serusi, tratto dalla bozza del verbale della seduta: “Prima di venire in consiglio ho scorso la rassegna stampa e, prima dell'inizio dei lavori di questa sessione, volevo chiedere notizie circa la soluzione della crisi, perché notizie di stampa dicono che i consiglieri di maggioranza ribelli sono stati riportati alla ragione. Se così è, credo che andremo più spediti nei nostri lavori. Ma per maggiore tranquillità sarebbe opportuno, naturalmente se lei ha notizie che la stampa non ha e che noi non abbiamo... Consigliere Contini, lei è fra i ribelli che sono rientrati, o è sempre fra i ribelli?! Ce lo faccia sapere. Dicevo: noi dobbiamo avere una qualche notizia, una qualche informativa sullo svolgimento della crisi, anche perché oramai i giorni stanno passando, il consiglio sta lavorando alacremente per la soluzione di questo problema (anche se dal mio punto di vista questo rimarrà comunque un problema), e tuttavia mi sento di dire che all'alacre lavoro del consiglio non corrisponde, da parte della maggioranza e da parte del sindaco, nessun segnale che non passi attraverso il consiglio. Perché, per quanto autorevoli siano i maggiori enti che stanno lavorando alla soluzione della crisi, non mi risulta che stia passando per le segreterie dei partiti, almeno non ne abbiamo notizia, soprattutto, come sarebbe prassi. La soluzione delle crisi che riguardano il comune di Oristano devono, infatti, essere risolte da quest'aula e da nessun altro, per quanto autorevoli siano i referenti che stanno lavorando alla soluzione della crisi stessa. A meno che la maggioranza non sia disponibile ad accogliere qualunque prodotto preconfezionato in altra sede e non nell'aula del consiglio comunale. Credo che non sia opportuno, non sia necessario e non sia giusto nei confronti di un consiglio che ha dimostrato anche in questa occasione così tanta responsabilità”. Anche questa volta, la richiesta di Mimmo Serusi è caduta nel vuoto.
A dieci anni dalla morte di don Peppino Murtas, il gruppo Meic della diocesi di Oristano, insieme ad associazioni locali e a privati cittadini, ha organizzato diverse iniziative per ricordare il sacerdote e l’intellettuale che ha dedicato la sua attività pastorale e culturale all’ascolto della Parola di Dio e delle necessità degli uomini. Venerdì 14 maggio, nella chiesa del Carmine, alle 17, l'Arcivescovo di Oristano, Ignazio Sanna, celebrerà una messa in suffragio, mentre alle 18, nell'Auditorium San Domenico, si terrà una conferenza dedicata a Peppino Murtas sul tema della laicità. La lezione, programmata nell'ambito del Corso diocesano di formazione alla politica, avrà come titolo “A Dio e a Cesare”. Una serata in ricordo del sacerdote e poeta è stata poi organizzata per sabato 15 maggio, alle 20.30, sempre presso l’Auditorium San Domenico. Durante la commemorazione, gli interventi e le testimonianze di alcuni tra gli amici più cari di don Peppino saranno accompagnati dalla lettura di poesie scritte da Peppino Murtas. Insieme ai versi, saranno le fotografie a raccontare il cammino faticoso ed intenso del sacerdote, ricco di tanta umanità, e dell’uomo di grandissima cultura, scomparso il 7 maggio del 2000.
Il tema del paesaggio sarà al centro di una mostra “Nelle pieghe del mondo” che, dal 14 maggio al 6 giugno, si terrà al Foro Boario di Oristano, organizzata dall’Assessorato alla Cultura del comune di Oristano. “La mostra propone un parterre di dieci artisti, giovani ma già affermati internazionalmente, invitati a misurarsi con il tema del paesaggio largamente inteso: il paesaggio urbano e architettonico, ma anche il paesaggio umano, come ritratto individuale o di gruppo, come riflessione socioantropologica, compreso il paesaggio interiore, quello dell’anima, come memoria, come immagine dei sentimenti – ha detto l’assessore Luca Faedda –. Gli artisti sono chiamati a declinare il tema, in rapporto sia allo spazio espositivo sia a quello circostante della città che li ospita, attraverso i linguaggi contemporanei più attuali, come il video, la fotografia, l’installazione, la performance o l’azione. Gli artisti si misureranno con il tema proposto attraverso una visione familiare del luogo che rilevi partecipazione e consapevolezza del valore del patrimonio presente sul territorio”. Dopo la positiva esperienza della mostra sulla Sartiglia, che ha inaugurato lo spazio espositivo del Foro Boario, viene confermata la partnership con il Man Museo d’arte della Provincia di Nuoro e alla sua direttrice, Cristiana Collu, alla quale è stata affidata l’organizzazione dell’evento. I dieci artisti in mostra sono: Isabel Banal, Mizuno Katsunori, Marco Lampis, Dacia Manto, Paolo Meoni, Margherita Moscardini, Alessandro Piangiamore, Alia Scalvini, Pietro Sedda, Kan Xuan. L’inaugurazione è fissata per venerdì 14 maggio, alle 19.
Nell’ambito della “Prima Borsa Nazionale del Turismo delle Aree Marine Protette”, presso il Museo Civico di Cabras, venerdì 14 maggio, alle 17.30, si terrà un Convegno sulle Aree Archeologiche. Dopo i saluti dell’assessore alla Cultura di Cabras, Sergio Troncia, ci saranno gli interventi di Emanuele Lilliu, Domenico Gallus, Stefano Piero Filigheddu, sindaci di Barumini, Paulilatino, Arzachena; di Alberto Loche e Paolo Abis, rappresentanti della sezione provinciale Sinis; di Maria Antonietta Boninu, responsabile del centro restauro di Li Punti di Sassari, per quanto riguarda i lavori sulle Statue di Monte ‘e Prama ; e di Carmine Piras, scultore, studioso e ricercatore della storia antica. Le conclusioni sono state affidate all’assessore regionale ai Beni culturali, Maria Lucia Baire, e al sindaco di Cabras, Cristiano Carrus.
Domenica 16 maggio si svolgerà, a Cabras, una “eco-maratonina”, organizzata dal Marathon Club Oristano, in collaborazione con il comune lagunare, l'Area Marina Protetta e la Borsa Nazionale del Turismo. Sono previsti due percorsi, di 25 km e 15 km, che si potranno affrontare sia di corsa che camminando. La partenza è prevista, per le 9, dal punto di ritrovo fissato in Piazza Stagno. Il circuito si snoderà costeggiando lo stagno. L'iscrizione di 5 euro darà diritto al pettorale, assistenza, pranzo, ed un omaggio in ricordo della manifestazione, al termine della quale verranno premiati i primi 5 uomini e le prime 5 donne classificate, nonché il partecipante più giovane ed il più anziano
Di pig (del 11/05/2010 @ 00:04:25, in politica, linkato 1145 volte)
E’ iniziata il 10 maggio, "T’illumino di più”, la settimana per "…dare voce agli invisibili, per un’informazione e una comunicazione di pace, contro la censura, per la libertà e il diritto all’informazione…. La prossima “Marcia per la pace”, Perugia-Assisi, svolgerà domenica 16 maggio. La Marcia sarà preceduta da un grande “Forum della pace”, che si terrà a Perugia, venerdì 14 e sabato 15 maggio, sul tema "Abbiamo bisogno di un altra cultura"… Il Forum della pace sarà una grande occasione per riscoprire insieme cosa vuol dire “fare pace” dalle case, dalle strade, dal quartiere in cui viviamo…, riconoscendo le responsabilità di ciascuno, persone, gruppi e istituzioni. Sarà una grande “Università della pace” aperta alla partecipazione di migliaia di persone, scuole, giovani, gruppi, associazioni, enti locali…, e che testimoniano l’impegno civile sui grandi problemi sociali, politici, ambientali, culturali del nostro tempo… L’obiettivo di fondo della “Marcia per la pace” è invitare tutti, cittadini e istituzioni, a promuovere una nuova scala di valori, sostituendo la cultura della violenza con la cultura della pace, dei diritti umani e della non violenza, sostituendo l'esclusione con l'accoglienza, l’intolleranza con il dialogo, il razzismo con il riconoscimento dell’altro, l’egoismo con la solidarietà, l’illegalità con la legalità, la separazione con la condivisione, l'arricchimento con la giustizia sociale, la competizione selvaggia con la cooperazione. Questo articolo (da noi sintetizzato), pubblicato sul sito internet www.tiscali.it, ci ha fatto pensare, con le debite proporzioni (e chiedendo fin d’ora scusa per l’irriverente accostamento), visto che il paragone con argomenti tanto elevati è improponibile, a quanto sta accadendo in consiglio comunale ad Oristano. Dopo le dimissioni del sindaco, Angela Nonnis, la poltrona del primo cittadino continua, dal 26 aprile scorso, a rimanere inesorabilmente vuota. Eppure, “…per l’alto senso del dovere nei confronti della città e degli oristanesi”, le sedute si susseguono per volere dei consiglieri, e dopo l’approvazione del Plus e del Bilancio, si va avanti imperterriti con le discussione e le votazioni sulle osservazioni al Puc, il Piano urbanistico comunale, che Oristano attende da 40 anni come una manna. Le osservazioni sono però tantissime, e più di un consigliere ha il timore che difficilmente (almeno che non si proceda ininterrottamente 24 ore su 24) si riesca ad approvare il Puc prima del 16 maggio, giornata non solo della “Marcia per la pace”, ma anche quella in cui dovrebbero scadere i 20 giorni di riflessione concessi dalla legge ad Angela Nonnis per ritirare o meno le dimissioni. Le diplomazie in salsa paesana hanno, quindi, deciso di indire una sorta di “settimana della pace”, del "volemose bene", anche ad Oristano, e, turandosi naso e cervello, stanno cercando la maniera più indolore, per sindaco e consiglieri, per uscire dall’impasse, intensificando l’opera di mediazione e di convincimento nei confronti della Nonnis che, almeno fino ad oggi, appare comunque irremovibile. “Scuse scritte dai consiglieri e verifica per constatare se ho ancora una maggioranza. In caso contrario, fine della legislatura e tutti a casa”, aveva detto alcuni giorni fa il sindaco, smentendo quanti avevano sostenuto (ingenuamente o con artifizio?) che in serata Angela Nonnis sarebbe riapparsa in consiglio per ritirare le dimissioni. Scuse che nessun consigliere, dopo le velenose bordate del sindaco in pubblica seduta del consiglio comunale, pare abbia intenzione di porgere al primo cittadino. Come si può venire fuori, allora, da questa stagnante situazione? Tra i consiglieri della maggioranza “le colombe diplomatiche” sembra stiano facendo circolare la bozza di un documento (che dovrebbe esser letto in una delle prossime sedute), dove facendo leva sul senso di responsabilità di ciascuno, sulla necessità di anteporre gli interessi della collettività a quelli del singolo, sull’attaccamento alle istituzioni, sul traguardo storico ormai prossimo da raggiungere con la realizzazione di uno degli obiettivi principali del programma di governo, ovvero l’approvazione del Puc, si chiederebbe ad Angela Nonnis di sotterrare l’ascia di guerra, di accettare il ramoscello d’ulivo in segno di pace e di ritirare le dimissioni; in estrema ratio, quantomeno per il tempo necessario per l’approvazione del Puc, e poi decidere il da farsi. Essendo una bozza, il documento è in via di elaborazione definitiva e, quindi, da correggere, limare, perfezionare. Certo è che, data la delicatezza del momento, il “documento della pace” deve essere stilato ad arte, in modo tale che nessun termine possa urtare la suscettibilità del sindaco e dei consiglieri e far così precipitare la situazione. Si tratta, insomma, di un estremo tentativo di salvare capra e cavoli, con l’obiettivo di concludere l’iter del Piano urbanistico comunale, e poi verificare assieme se vi siano o meno le condizioni per proseguire la legislatura. Il compito delle “colombe diplomatiche” non è, indubbiamente, dei più facili, considerato che la separazione tra le parti in causa non è certo stata consensuale, né è avvenuta in maniera pacifica e indolore. La “settimana della pace” è, comunque, iniziata anche ad Oristano, e anche se ancora non sappiamo se approderà effettivamente a qualcosa di concreto, è risaputo che il motto “mai dire mai” e la “faccia di cartone” sono sempre ai primissimi posti nella hit parade della politica. O no?
Altre notizie:
C'è un abusivo al numero 14 della via Cesare Battisti a Cagliari. Non è un abusivo di una casa popolare del comune o di Area, l'azienda regionale per la casa. Se così fosse la cosa non farebbe notizia e non sarei qui a raccontarvela. Parlo invece di un abusivo davvero speciale, anzi molto speciale. Di un signore che il presidente Cappellacci e la sua giunta mantengono da quasi cinque mesi in uno ruolo istituzionale, quello di commissario dell'Autorità d'ambito per i servizi idrici, il consorzio che comprende tutti i comuni della Sardegna, da cui quel signore è da tempo decaduto in base ad una precisa disposizione di legge. Un abusivo, appunto. Ma di lusso. Mica uno qualsiasi. Quell'abusivo si chiama Franco Piga, è un ingegnere ed è un abusivo di lusso perché in qualità di commissario dell'Autorità d'ambito, che ha sede appunto in via Cesare Battisti a Cagliari, rappresenta tutti (dico tutti) i comuni della Sardegna nella delicatissima attività di controllo di Abbanoa SpA e della sua gestione del servizio idrico integrato. Comprese la determinazione, la modulazione e l'aggiornamento delle tariffe idriche e fognarie e l'approvazione e l'aggiornamento annuale dei programmi degli interventi della stessa società. Programmi di intervento nel settore idrico e fognario di rilevante importo finanziario lasciati nelle mani di una sola persona. Oggi, per giunta, senza alcuna legittimazione. In quel posto c'è arrivato, lui che non è sindaco e nemmeno assessore o consigliere di alcun comune della Sardegna, su nomina della giunta regionale. A lui hanno subito pensato, forse perché è particolarmente bravo, Cappellacci e l'assessore regionale dei lavori pubblici, Mario Angelo Giovanni Carta che appena arrivati in viale Trento, era il 24 marzo 2009, lo hanno proposto alla giunta regionale e subito insediato nel ruolo di commissario dell'Autorità d'ambito. Una delibera illegittima, quella, perché adottata senza una norma di legge che la autorizzasse. Così davanti alle proteste dell'ANCI e di qualche sindaco, Cappellacci e il suo assessore hanno pensato bene di mettersi al riparo facendo approvare con la legge finanziaria del 2009, la legge regionale n. 1 del 14 maggio 2009, una norma di sanatoria. Che impegnava però la giunta regionale a presentare immediatamente al Consiglio regionale una proposta di legge di riforma dell'Autorità d'ambito sui servizi idrici, perché venisse approvata entro il successivo 14 agosto. Con la decadenza, in caso contrario, del commissario Piga. Naturalmente di quel disegno di legge neanche l'ombra. Cosi approfittando della legge regionale 7 agosto 2009, n. 3 , sempre Cappellacci e il suo assessore di riferimento hanno pensato bene di spostare quel termine al 31 dicembre 2009. Una proroga poco esplicita, anzi sibillina per essere più precisi, per la tecnica legislativa usata, alla quale i consiglieri regionali non devono aver fatto molto caso Succede, e quella proroga che certificava l'inerzia della giunta Cappellacci è diventata legge. Senza sussulti. Ma anche il 31 dicembre è passato e non s'è vista traccia di quella legge e tantomeno della proposta della giunta regionale. E dal primo gennaio 2010 l'ing. Franco Piga non è più commissario dell'Autorità d'ambito. Ma l'ingegner Piga gioca in casa. Potevano infatti il presidente Cappellacci e l'assessore Carta dichiaralo decaduto? Quando mai. Sarebbe stato come dichiarare decaduti loro stessi (in termini politici s'intende) che non avevano neanche saputo elaborare un disegno di legge che la giunta Soru aveva invece proposto e la quarta commissione del Consiglio regionale approvato allo scadere della scorsa legislatura. Così l'ingegner Franco Piga, dal primo gennaio 2010 un cittadino qualunque, ha continuato e continua imperterrito a frequentare i locali dell'Autorità d'ambito e ad occupare ovviamente ben retribuito (quanto un sindaco di una città di 1.631.000 abitanti, quelli della Sardegna) la poltrona di commissario della stessa Autorità. In rappresentanza, si fa per dire, di tutti i 377 comuni dell'Isola. Così questo signore il 25 gennaio di quest'anno ha avuto modo di approvare le tariffe idriche per il 2010 per tutta la Sardegna. E forse si è anche interessato di programmi e piani di intervento nel settore idrico e fognario, se per tale funzione pare sia stato indagato dalla Procura di Roma per presunte irregolarità nell'assegnazione di appalti idrici. "Si tratta", come si legge nelle agenzie di stampa di ieri, "di commesse per oltre 400 milioni di euro. Il nome di Piga sarebbe emerso dalle intercettazioni telefoniche nell'inchiesta sulla corruzione legata alla realizzazione di impianti eolici in Sardegna. L'avviso di garanzia,"sempre secondo le agenzie di stampa, "è stato contestuale all'acquisizione di documenti, da parte dei carabinieri inviati dai magistrati romani, avvenuta la scorsa settimana negli uffici della sede dell'Autorità a Cagliari e nell'abitazione di Piga". Nulla da dire sull'ing. Franco Piga imputato che ovviamente è innocente sino ad una eventuale condanna. Molto da dire, invece, sull'ing. Franco Piga commissario senza titolo dell'Autorità d'ambito, e quindi abusivo istituzionale. Un abusivo da lasciare comunque al suo posto. Nel silenzio generale e con il compiacimento peloso del Presidente Cappellacci e del suo assessore di riferimento, Mario Angelo Giovanni Carta. Incuranti delle norme di legge ma forse un po' di meno, da domani, delle inchieste penali sugli impianti eolici e quelli idrici.Ci verrebbe da ridere per questo paradosso che vede un signore che occupa abusivamente una carica pubblica ed è per giunta interrogato ed indagato nell'esercizio di quella funzione. Che non dovrebbe più svolgere. Ma si può ridere quando si è indignati? Vento ed acqua non portano dunque bene a questa giunta regionale. E il vento e l'acqua possono procurare a Cappellacci e alla sua giunta, direttamente o indirettamente, non pochi danni. Teniamone conto. P.S.: L'Autorità d'ambito per la Sardegna è il consorzio tra tutti i comuni della Sardegna per l'affidamento e il controllo del servizio idrico integrato, oggi in capo ad Abbanoa SpA, è stata costituita, sulla base di una norma nazionale che la rendeva obbligatoria, con la legge regionale n. 29 del 1997. La riforma dell'Autorità, con la riduzione da 48 a 5 rappresentanti degli enti locali dei suoi organi rappresentativi, compreso il presidente, era stata approvata il 15 luglio del 2008 dalla giunta Soru e successivamente dalla quarta commissione del Consiglio regionale, presieduta da Stefano Pinna. Non è stata esaminata e approvata dall'aula del Consiglio regionale per l'interruzione anticipata della scorsa legislatura. Intanto lo Stato ha soppresso con la legge 26 alle Regioni il compito di legiferare in materia. Naturalmente dalla attuale giunta regionale nessun segnale. (Carlo Mannoni – www.sardegnademocratica.it)
"La Regione intervenga subito per salvare il Monte Arci". Lo ha chiesto il consigliere regionale dei Riformatori, Attilio DedonI, in una interrogazione al presidente della Regione e all'assessore della Difesa dell'Ambiente. Dedono ha sottolineato come "…ormai da diversi anni sia stata registrata nel compendio una diffusa presenza di Lymantria dispar, un vorace coleottero che si ciba delle foglie di lecci e rovere. Lo scorso anno - ha osservato Dedoni - l'attività distruttiva dell'animale, conosciuto in sardo come “sa cugurra”, è stata la causa della distruzione di oltre trecento ettari di bosco nel territorio dei comuni di Ales, Pau e Villaverde. Quest'anno, come manifestato anche dai sindaci delle comunità interessate, si rischia di pregiudicare l'intero ecosistema del compendio naturale". Il consigliere dei Riformatori ha, quindi, chiesto alla giunta regionale "…quali provvedimenti intendano adottare urgentemente, al fine di contenere i danni ed evitare una catastrofe ambientale, e quali interventi intendano programmare per evitare che il fenomeno si ripeta, come avviene oramai da cinque anni”.
Dopo il successo delle scorse edizioni, anche quest’anno si terrà la manifestazione “Cavalli e cavalieri sulle orme del passato”, organizzata dal Panathlon Internazional IV Distretto Club Penisola del Sinis di Milis dal Centro Ippico “Sinis” di San Vero Milis. L’evento è arrivato ormai all’ottava edizione con il “secondo memorial” intitolato a Beniamino Bagnolo, insigne studioso e ideatore della manifestazione. Tre le tappe previste, di circa 80 km complessivi, con partenza da S. Giovanni di Sinis, venerdì 14 maggio, alle 9, e arrivo a San Leonardo di Siete Fuentes, domenica 16 maggio, alle 12.30 circa. Ecco nel dettaglio come si svolgeranno le tre giornate: venerdi 14 Maggio, alle 9, partenza da San Giovanni di Sinis (prima della partenza ci sarà la benedizione dei cavalli e dei cavalieri); breve sosta presso il camping di Is Aruttas per il pranzo al sacco, e arrivo previsto a Su Pallosu, attorno alle 19,per la cena e pernottamento. Sabato 15 maggio: partenza alle 9 da Su Pallosu; breve sosta a San Vero Milis (località S’Urachi) per il pranzo al sacco; nel pomeriggio partenza alla volta di Milis, con sosta intermedia presso la chiesa campestre di Santu Pedru de Milis Pitzinnu (tra Milis e Narbolia) e arrivo a Milis intorno alle 18.30, per la cena e pernottamento. Domenica 16 Maggio: partenza alle 8.30 da Milis per raggiungere San Leonardo di Siete Fuentes alle 12,30. Seguirà la messa in memoria di Beniamino Bagnolo, e, al termine, pranzo finale con tutti i cavalieri. La manifestazione, a cui prenderanno parte circa 100 cavalieri provenienti da tutta la Sardegna, consiste in una serie di escursioni a cavallo, lungo antichi sentieri, che i Cavalieri di Malta, in transito tra Francia, Spagna e Gerusalemme, percorrevano per portare i malati e i feriti dal punto di approdo nella Penisola del Sinis fino all’ospedale di San Leonardo di Siete Fuentes.
Di pig (del 08/05/2010 @ 21:15:07, in politica, linkato 1357 volte)
Il Pd di Oristano apre la sua campagna elettorale domenica 9 maggio, alle 11, nel salone della Società Operaia di Mutuo Soccorso, in via Solferino, ad Oristano. Una campagna elettorale durissima, che vede il Partito Democratico (alleato all’Italia dei Valori, Sinistra e Libertà – Verdi, Rosso Mori, Federazione della Sinistra) partire sfavorito, considerato che la coalizione di centro-destra con cui va a confrontarsi è, obiettivamente, un’autentica corazzata. Questo, chiaramente, non significa che il centrosinistra non venderà cara la pelle. Il Pd ed i partiti alleati cercheranno, infatti, di convincere i cittadini della Provincia di Oristano del perché, in una provincia tra le più povere e bistrattate d’Italia, dimenticata da Dio e dal governo regionale e nazionale di centro-destra, occorra cambiare pagina con l’ attuazione di una politica capace di creare le condizioni per la rinascita di un territorio che le politiche affaristico-clientelari del centro-destra hanno completamente affossato. La lotta, neppure troppo a distanza, tra il presidente della Provincia, Pasquale Onida, e il capogruppo del Pdl in consiglio regionale, Mario Diana, momentaneamente in “pause”, è un esempio di come la conquista del potere conti più dell’interesse generale della comunità. Alla Mutuo Soccorso, saranno presenti il candidato alla presidenza della Provincia di Oristano, Mario Tendas, e i candidati per il Collegio della città capoluogo, Peppino Marras (Oristano 1), Francesco Federico (Oristano 2), Maria Obino(Oristano 3), Umberto Perra(Oristano 4). Il Circolo cittadino del Pd di Oristano e i candidati presenteranno agli oristanesi una serie di idee e proposte concrete. “Non si tratta certamente di un elenco completo ed esaustivo – sostiene il Pd -, ma piuttosto un primo contributo alla creazione di un quadro che ha al centro l’idea di una “Oristano sostenibile”, ovvero di una città che si sviluppa coniugando in maniera armonica economia, società e ambiente. Siamo convito che buone idee, competenza e buona amministrazione sono necessariamente legate a risparmio (pubblico e privato) e a un alleggerimento delle conseguenze della crisi sulle famiglie”. Quello che segue è “…un elenco molto scarno di alcune proposte concrete”, che ci ha fornito il Pd. Per ogni proposta – affermano i rappresentanti del Circolo cittadino del pd - indichiamo ambito e possibile target, sia diretti che indiretti.
Energia ed Economia: 1) L’Agenzia provinciale dell’energia. 2) L’organizzazione dei gruppi di acquisto cittadini del sistema fotovoltaico. 3) Il fotovoltaico in tutti gli edifici pubblici. 4) L’illuminazione pubblica alimentata dal sole. 5) Istituzione di un fondo di garanzia per chi investe su iniziative innovative. 6) Distretto agroalimentare di qualità
Istruzione e Cultura: 1) Un piano straordinario di edilizia scolastica. 2) Un piano straordinario di infrastrutturazione delle scuole. 3) Un organo di valutazione del sistema scolastico. 4) La città dello studente (servizi per i pendolari e non: mensa, servizi di appoggio allo studio e all’associazionismo). 5) Il raddoppio dell’offerta del servizio nido in provincia e in città. 6) Il piano provinciale dell’offerta formativa del territorio (la scuola da servizio dello stato a servizio per il territorio programmato dal territorio). 7) Il ripensamento dell’istruzione terziaria a Oristano: riorganizzarla intorno alle specificità del territorio e ai piani del suo sviluppo: centro di alta formazione legato all’economia dell’agroalimentare ed all’ingegneria delle rinnovabili. 8) Un Centro studi della civiltà nuragica che abbini ricerca, alta formazione, tirocinio, animazione, coinvolgimento della popolazione locale e scambi con l’estero (campi archeologici estivi).
Servizi Sociali: 1) Una impostazione logica nuova: la spesa sociale da spesa assistenziale a investimento sulla qualità della società (capitale sociale). 2) Servizi di supporto alle famiglie in difficoltà con lo scopo di colmare il divario delle condizioni di partenza dei bambini svantaggiati rispetto a quelli agiati. 3) Un piano straordinario di abbattimento delle barriere architettoniche in tutti i luoghi pubblici e in tutta la viabilità urbana.
Ancora sulla vicenda eolico abbiamo ricevuto dal deputato oristanese del Pd, Caterina Pes, questa nota, che volentieri pubblichiamo: “ L’inchiesta che ha travolto uno dei coordinatori nazionali del Popolo della Libertà Denis Verdini, il chiacchierato faccendiere sardo Flavio Carboni, e l’ancora più recente notizia che anche la Commissione Antimafia starebbe indagando sull’eolico made in Sardinia ha portato alla luce quanto di sospetto covava da mesi sotto la cenere. I venti di mafia, come ha titolato il settimanale “L’Espresso” nelle scorse settimane, soffiavano da tempo sulla Sardegna. A più riprese e insieme ad altri ho portato in Parlamento e denunciato le spudorate speculazioni che si consumavano ai danni di un’isola e dei suoi abitanti, a tradimento della stessa filosofia delle energie rinnovabili: il rispetto dell’ambiente. Per mesi, con l’aiuto delle comunità locali e della stampa in tanti abbiamo provato a tenere viva la nostra denuncia e la nostra preoccupazione. Dal 2000 al 2004 la Sardegna - stesso destino di molte regioni del Sud Italia - si è trasformata in un selvaggio territorio di conquista da divorare a basso costo. Contrattazioni asimmetriche tra giganti industriali e piccoli Comuni, dai perenni conti in rosso, hanno permesso che in pochi anni la mappa della Sardegna si punteggiasse in maniera spropositata di fattorie del vento che, in cambio di un’oggettiva occupazione del suolo, un effettivo stravolgimento dell’ecosistema e un indubbio impatto paesaggistico, nulla o poco lasciavano sul territorio. Quando la giunta Soru prese in mano le redini della Regione, erano 87 le richieste di autorizzazione per impianti eolici: oltre tremila pali eolici, per 3.750 megawatt di potenza. Soru scelse di dire no all’eolico selvaggio, sì alla regolamentazione della risorsa vento. Ma, diversamente da quanto fa ora Cappellacci – che nelle pubbliche dichiarazioni si schiera contro l’eolico per poi far cadere, di fatto, tutti i vincoli posti dalla precedente Giunta – Soru dette seguito al suo proposito ponendo tetti alla produzione, stabilendo i siti in cui l’impatto ambientale sarebbe stato minimo e soprattutto vincolando le fattorie del vento – solo due quelle dalla Regione autorizzate – a un preciso vantaggio collettivo: l’abbassamento dei costi dell’energia per le industrie sarde energivore e quello dei costi dell’acqua per tutti i sardi. Il senso era quello di accettare il sacrificio di un pezzo di territorio, ma con regole precise e a beneficio della collettività, evitando le speculazioni. Tutto questo è stato cancellato con un colpo di spugna dall’attuale giunta di centro-destra, che ha pensato bene di eliminare l’articolo 18 della Finanziaria 2007, ossia la norma che conteneva quelle regole, per sostituirla con il ben più blando articolo 6 della legge 3 del 2009, che ha abolito i bandi pubblici, aperto la strada agli affidamenti discrezionali e fornito, di fatto, il passepartout ai nuovi – o vecchissimi, nel caso di Carboni – “furbetti del quartierino” per attingere a piene mani nell’affaire eolico. Resta da sciogliere il nodo, forse ancora più spinoso, degli impianti off shore. La battaglia sul parco eolico al largo di Is Arenas, che ha visto una delle più ferme e coraggiose sollevazioni popolari degli ultimi anni, ha denunciato chiaramente che sul fronte del mare non hanno potere di veto né di contrattazione gli amministratori locali, provinciali, regionali. Non hanno potere i sardi, verrebbe da dire. C’è da chiedersi: perché la maggior parte dei colleghi del PDL – sardi e sostenitori della giunta Cappellacci – hanno votato a favore della legge che delega al ministero dell’Ambiente l’autorizzazione dei parchi eolici off shore, scippando tale potestà alle Regioni e alle amministrazioni locali? Quello dell’eolico off-sore è probabilmente un altro capitolo dell’inchiesta giudiziaria, mentre politicamente è già una questione che andrebbe inserita in agenda: i doppi giochi condotti dall’attuale governo regionale sull’eolico stanno venendo a galla uno ad uno. Ed è necessario vigilare affinché questo doppiogiochismo utilizzato, non troppo abilmente, sul fronte eolico non sia declinato, in parallelo, anche sul fronte nucleare. “Dovranno passare sul mio corpo” ha dichiarato il Governatore della Regione. Ma siamo sicuri che non ci siano già passati?”. (Caterina Pes – Deputato Pd)
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Il direttore dell'Unione Sarda ha dedicato il fondo domenicale allo scandalo degli appalti legati al G8 di La Maddalena e alle questioni affaristiche emerse dalle intercettazioni che hanno rivelato strani intrecci che coinvolgono il presidente della Regione sarda in maniera a dir poco molto imbarazzante in diversi progetti legati alla produzione di energia eolica. Nell'editoriale il direttore del giornale tenta come è suo solito di apparire oggettivo, anche se tutti conoscono la posizione del giornale, totalmente schierato a sostegno degli interessi della destra. Di fronte all'evidenza dei fatti, assolutamente incontrovertibili, cosa fa l'esperto direttore: in apertura del pezzo ricorda incidentalmente che la decisione di far svolgere il G8 a La Maddalena risale a Prodi e a Soru, lasciando intendere che anche tutti gli atti conseguenti siano da attribuire a loro, compresa la responsabilità degli appalti truccati concessi ad amici che tutti oramai definiscono "la cricca". Si tratta di un tentativo neppure tanto simulato, di disinformazione, nella quale gli attuali responsabili dell'Unione Sarda (proprietario e direttore) sono diventati maestri usandola con molta abbondanza ogni volta che viene in ballo una vicenda delicata che può danneggiare gli interessi della proprietà o quelli del governo nazionale e regionale di destra. Non sembrandogli sufficiente questo tentativo di depistaggio, l'editorialista direttore dopo aver genericamente condannato i più noti responsabili delle ruberie organizzate intorno al G8, tenta di scusare e difendere il presidente della Regione amico del "famigerato Carboni" scrivendo testualmente: «l'unico rilievo che sembrerebbe possa essere mosso a Cappellacci in questa vicenda è che la frequentazione di personaggi è indicativa di una certa imprudenza e ciò valga come lezione per il futuro». Si potrebbe dire che "coraggio ragazzi, trattare il potente presidente da monellaccio discolo e imprudente che frequenta cattive compagnie e deve essere avvertito dei pericoli che corre". Beh, lasciamo pure da parte il coraggio, che non si può chiedere, ma chiediamo almeno chiarezza. L'editoriale in questione non è tanto una difesa imbarazzata, superficiale e ingenua, ma semmai un astuto e sottile tentativo di disinformazione mascherata abilmente che potrebbe anche funzionare se i fatti che riguardano la gestione degli appalti del G8, i legami di Cappellacci con gli impianti eolici non fossero talmente evidenti e circostanziati da essere difficili da nascondere e che si collegano alla costante e pervicace azione di disinformazione sui fatti più rilevanti della politica sarda e alla evidente riluttanza alla critica dell'azione del presidente e della giunta di destra nella gestione della crisi che sta devastando l'isola in tutti i settori più importanti. (Su Bandidore – www.progettosardegna.it)
Il 15 maggio 1910, davanti a quattromila persone, debutta a Milano contro la Francia la nazionale di calcio italiana. Le divise sono bianche, i giocatori quasi tutti del nord. Poi cambiano i colori, i ct, i centravanti, i numeri dieci. Da Pozzo a Bearzot, da Meazza a Paolo Rossi, da Rivera a Baggio, ecco la nostra formazione ideale. Erano quattromila gli spettatori all'Arena di Milano per la prima partita della Nazionale, allenata da Umberto Meazza (nessuna parentela con Peppin). Otto milanesi in squadra, più il doriano Calì, capitano coi baffoni a manubrio, e i torinisti Capello e Debernardi. Italia-Francia finisce 6-2, il primo gol in azzurro è del milanista Lana. In bianco, anzi, perché in azzurro sono i francesi. Le prime due gare (la seconda è un pesante 1-6 a Budapest) l'Italia le gioca in maglia bianca e solo alla terza, e definitivamente, la Federcalcio sceglie l'azzurro di casa Savoia, con tanto di stemma sul cuore. Di Umberto Meazza, ct e giornalista, va ricordata la definizione del portiere Faroppa, dopo un 3-4 con la Francia a Torino, quattro gol su errori del portiere. "Era lì goffo, coi piedi larghi, sembrava una papera". È da allora, pare, che si chiama papera lo svarione del portiere. E veniamo a Vittorio Pozzo. Durante la guerra era stato capitano degli alpini e si racconta che caricasse la squadra con canzoni patriottiche. No, secondo lui. Solo una volta aveva portato la squadra tra le lapidi di Gorizia e Redipuglia. Parlava cinque lingue, era impiegato alla Pirelli e dalla Federcalcio non volle mai una lira. Era anche giornalista alla Stampa e dai mondiali (cosa oggi impensabile) dettava i suoi pezzi. Mezzora dopo la partita si metteva a scrivere, poi dettava. Pozzo è una figura fondamentale del vecchio calcio, quello raccontato da Nicolò Carosio (cominciò nel '32). Fu in panchina dal 1929 al 1948, e nel primo decennio vinse due mondiali ('34 e '38), un'olimpiade ('36) e due coppe internazionali ('30 e '35). Parlano i numeri: 87 partite, 60 vittorie, 16 pareggi e 11 sconfitte. Calcisticamente, Pozzo non inventò nulla (giocava secondo il "metodo", non si adeguò al "sistema") ma conosceva bene i suoi calciatori, il suo gruppo, e si fidava molto della vecchia guardia. In particolare, di calciatori piemontesi, veneti e lombardi, anche se uno dei suoi pupilli, Attilio Ferraris, era romano. Andò a ripescarlo in un bar alla vigilia dei mondiali del '34. Fumava quaranta sigarette al giorno. Promise di scendere a tre, lo fece e Pozzo lo convocò. Sempre in un bar, ma di Torino, era andato a convincere il portiere Combi, che aveva cessato l'attività. Sul titolo conquistato in casa, storia vecchia, pesa l'ombra della vittoria di regime. Dopo l'1-1 e i supplementari con la Spagna del grande Zamora, che con le sue parate evitò la sconfitta, c'era da rigiocare il giorno dopo. L'Italia cambiò solo tre giocatori, la Spagna sette, compreso Zamora. Mano dolorante, fu la spiegazione ufficiale, ma sembra più probabile un favore all'Italia di Mussolini. Nell'Italia, titolari tre oriundi (Monti, Guaita e Orsi, suonatore di violino che giocava con un jolly tra calzettone e parastinchi) e saltuariamente De Maria. Esordio largo, nel '34, con un 7-1 agli Usa, poi 1-1 e 1-0 con la Spagna, 1-0 all'Austria e finale da crepacuore con la Cecoslovacchia che va in vantaggio al settantesimo, Orsi pareggia all'ottantesimo e gol decisivo di Schiavio al quinto pts. I cechi hanno colpito tre pali. I giocatori pensano di chiedere a Mussolini, come premio-vittoria, una tessera per viaggiare gratis sui treni, ma il terzino Monzeglio, fascista al cento per cento, s'impone: compiuta la missione, il premio sarà una foto con dedica del Duce. Mai arrivata. Il simbolo della squadra era Meazza, capelli imbrillantinati e occhio languido, classe 1910, figlio di una fruttivendola, padre morto in guerra. Nell'Inter, che poi dovrà chiamarsi Ambrosiana, esordisce non ancora diciassettenne. "Cos'è, oggi giocano anche i bambini?", brontola in spogliatoio Gipo Viani. "Sì", dice l'allenatore Arpad Weisz, e manda Viani in tribuna e Meazza in campo. La sua specialità è il tocco sornione in porta sull'uscita del portiere. Non è alto, ma segna anche di testa. Non è un armadio come Piola ma sa farsi rispettare. E col pallone fa quello che vuole. Tra i due mondiali l'Italia vince l'olimpiade a Berlino ed è una squadra tutta nuova, formata da studenti anche delle serie minori, che Pozzo manda in campo. E nel '38, in Francia, ha con sé solo due dei campioni di quattro anni prima: Meazza e Ferrari, il cervello della squadra. "Dove arriva lui, l'equilibrio è assicurato", scrisse Brera. "Un grande giocatore e un grande maestro", lo definì Bearzot. In Francia l'Italia non trova folle osannanti, ma un tifo contro compatto: oltre ai francesi, le migliaia di fuorusciti italiani che non si riconoscono in quella squadra irrigidita nel saluto romano a centrocampo. Sofferto esordio con la Norvegia a Marsiglia, Piola firma il 2-1 nei supplementari. Clima ostile e squadra tesa. Meazza sa perché e va a dirlo a Pozzo, in albergo, quasi in un orecchio. Pozzo fa segno che va bene e dei giocatori chi vuole va a sciogliere la tensione in una casa chiusa. Ci tocca la Francia, i bleus, che provocatoriamente propongono agli azzurri una maglia rossa. Giammai: divisa nera e 3-1 facile, e stavolta i francesi applaudono perché il dominio italiano è nettissimo. E di oriundi Pozzo ne ha uno solo, Andreolo, di genitori cilentani. Erano mondiali strani, nel '38. Senza Argentina e Uruguay, con la Germania hitleriana che aveva assorbito l'Austria (ma perse con la Svizzera). La Spagna era in ginocchio dopo la guerra civile, l'Inghilterra preferiva stare nel suo isolamento. Tra i risultati strani, un Cuba-Romania 2-1 e un Brasile-Polonia 6-5 (ai supplementari). Il sogno di ogni attaccante (segnare un gol al Brasile) Willimoski lo moltiplicò per cinque, ma non fu sufficiente. I brasiliani erano così sicuri di vincere che avevano prenotato tutti i posti sull'unico volo Marsiglia-Parigi, sede della finale. Erano così sicuri che lasciarono a riposo i due attaccanti più bravi, Tim e Leonidas. Finì 2-1 per l'Italia, prima Piola poi Meazza su rigore, tenendosi con la sinistra l'elastico spezzato delle braghette e spiazzando, come al solito, il portiere. I brasiliani si tengono i biglietti aerei, gli azzurri trovano solo cinque posti a sedere sul treno per Parigi. Dormiranno a turno. "Prima i più stanchi", raccomanda Pozzo. In finale, l'Ungheria è forte, ma l'Italia di più: 4-2. Calano le contestazioni, forti al momento del saluto romano, poi zitti davanti allo spettacolo. Dal commento di Bruno Roghi, direttore della Gazzetta: "C'è qualcosa di più della vittoria sportiva conquistata a prezzo di muscoli e intelligenza in un torneo faticosissimo e insidiosissimo. Al di là della vittoria atletica risplende la vittoria della razza". Con le veline del Minculpop non si scherzava. La guerra. Il dopoguerra. Pozzo lascia la panchina dopo le olimpiadi del '48. Il Grande Torino si schianta a Superga. Anche per via di questa tragedia, nel '50 in Brasile l'Italia va in nave (due settimane di viaggio). Persi via via in mare i palloni per gli allenamenti, mezza squadra scossa dal mal di mare, subito eliminati dalla Svezia. Mesto ritorno in aereo (trentacinque ore). Nel '54 allena l'ungherese Czeizler e c'è la televisione. Italia subito fuori (1-4 dalla Svizzera, padrona di casa). Sono gli anni bui, di calcio autarchico (Andreotti ha chiuso le frontiere nel '53). Non va meglio riaprendo agli oriundi e cambiando ct. Nel '58 è Foni e ai mondiali in Svezia (quelli che riveleranno Pelé) l'Italia nemmeno ci arriva, eliminata dall'Irlanda del Nord. Ed era un'Italia che schierava Ghiggia, Schiaffino, Montuori e Da Costa. Così come c'erano Maschio, Altafini, Sivori e Sormani nel '62 in Cile, ct Giovanni Ferrari. Arbitraggio molto casalingo di Aston, espulsi Ferrini e David, azzurri in nove che resistono fino al 74', poi finisce 2-0, a casa. Anche peggio nel '66, ct Fabbri, a Middlesbrough la fatal Corea (del Nord). Ce ne sarà un'altra (ma del Sud) a eliminarci nel 2002, capro espiatorio l'arbitro Moreno. Tra il '60 e il '70, mentre i club di Milano s'impongono a livello europeo e mondiale, solo due soddisfazioni per gli azzurri: l'oro nell'olimpiade del '60 e il titolo europeo nel '68, annuncio di una crescita che porta gli azzurri alla finale di Mexico '70. Si parla ancora molto della semifinale, 4-3 alla Germania dopo l'1-1, partita brutta assai ma emozionante nei supplementari. Con il Brasile finisce 4-1 per loro ed è un fiorire di polemiche (la staffetta Mazzola-Rivera, soli sei minuti giocati da Rivera). Un secondo posto dopo tante angustie non è festeggiato con l'allegria prevista. Contrappasso: nel 1974 subito a casa dalla Germania, per mano della Polonia. Da Valcareggi la Nazionale passa a Bearzot, uomo di frontiera, solidi principi, cuore-Toro che s'affida al blocco Juve. Nel '78 è una bella squadra davvero, ringiovanita dall'innesto di Cabrini e Rossi, e orgogliosa: già qualificata, non intorta la gara con l'Argentina dei generali, anzi la batte, poi finisce al quarto posto. Con Olanda e Brasile Zoff è incerto sui tiri da lontano e viene massacrato. Diventerà uno degli eroi dell'82, unico a parlare, è il capitano, degli azzurri in silenzio-stampa. Bearzot, appassionato di jazz, ama i solisti, ma nel contesto dell'orchestra. Dopo un avvio stentato la squadra cresce, elimina Argentina, Brasile e Polonia e batte in finale la Germania. Foto-simbolo: l'urlo di Tardelli e l'esultanza di Pertini in tribuna. Giocatori-simbolo: Zoff, Rossi reduce dalla squalifica del calcioscommesse, Gentile (che ferma Maradona e Zico in modi non sempre ortodossi). Nell'86 in Messico Bearzot sconta la gratitudine verso i campioni dell'82 e due anni senza partite vere: la Francia di Platini ci elimina negli ottavi. Bearzot lascia ed esce dal calcio, come Cincinnato, dando una lezione di serietà. Al suo posto Vicini. Allestisce una nazionale molto tecnica e votata all'offensiva. In Italia, l'Argentina di Maradona (a Napoli) vince ai rigori in semifinale. Per gli azzurri il terzo gradino del podio, che diventerà secondo a Usa '94, con Sacchi in panchina. Brutta finale, col Brasile, e ancora rigori. Sbagliano Baresi, Massaro e Roberto Baggio. Come nel '70, al ritorno più fischi che applausi. E ancora rigori nel '98 in Francia, con la Francia che poi avrebbe vinto il titolo. Nei quarti, sulla traversa colpita da Di Biagio si fanno le valigie. Non può andar sempre male, ai rigori. Difatti nel 2006 va bene: con la Francia, dopo l'espulsione di Zidane per testata a Materazzi, la traversa è per Trezeguet e il titolo mondiale per l'Italia di Lippi. Sembra ieri. Ed è ancora Lippi a guidare gli azzurri in Sudafrica: manca poco, ormai. (Gianni Mura – la Repubblica)
Il 13 maggio, alle 11, presso i locali del Chiostro del Carmine, ad Oristano, il rettore dell’Università di Sassari, Attilio Mastino e il preside della Facoltà di Lettere e Filosofia, Aldo Maria Morace, insieme al presidente del Consorzio Uno di Oristano, Gian Pietro Pili, al presidente della Provincia, Pasquale Onida, al Sindaco di Oristano, Angela Nonnis, e al presidente della Commissione Cultura del consiglio regionale, Attilio Dedoni, presenteranno la Scuola di Specializzazione in Archeologia Subacquea e dei Paesaggi Costieri, che verrà inaugurata, ad Oristano, il 1° ottobre prossimo, per l’Anno Accademico 2010/2011.
Mercoledì 12 maggio, alle 12, presso l'ufficio del sindaco di Bosa, Pierfranco Casula, si terrà la conferenza stampa di presentazione dello sportello oncologico Lilt di Bosa. Alla presentazione del nuovo servizio, attivato dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, in collaborazione con il comune della cittadina sul temo, presenzieranno, oltre al sindaco Casula, Eralda Licheri, presidente della Lilt per la provincia di Oristano; la psicologa Paola Marras; Luciano Curella, volontario Lilt e responsabile dell’ambulatorio di Chirurgia senologica di Bosa.
Di greg (del 06/05/2010 @ 16:30:55, in politica, linkato 1252 volte)
“Inchiesta eolico in Sardegna: dietro il miraggio delle energie rinnovabili speculazioni e tornaconti personali. La Sardegna trattata ancora una volta come terra di conquista”. Inizia così un comunicato del deputato oristanese del Pd, Caterina Pes. “È giunto il momento – si legge ancora nella nota - che i nodi di questa contorta vicenda vengano al pettine. L'indagine che vede coinvolto nell’inchiesta sull’eolico in Sardegna, Denis Verdini, uno dei coordinatori nazionali del Pdl, con l'accusa di corruzione, squarcia il velo su un dubbio sempre più ingombrante: che dietro il miraggio delle energie rinnovabili si celassero speculazioni e tornaconti personali. Come è stato da me denunciato più volte in sede parlamentare, fin dall’inizio i progetti per l’eolico in Sardegna erano apparsi poco chiari: troppi gli interessi economici che gravitano attorno a questo affare. E' ora evidente che quelle supposizioni non erano affatto infondate. La nostra isola, ancora una volta, è stata trattata come una terra di conquista da cannibalizzare, su cui fare affari d'oro con la compiacenza peraltro di alcuni sardi. Ci aspettiamo ora che la magistratura vada fino in fondo nell'accertamento delle responsabilità e che il coordinatore Verdini si dimetta dal suo incarico: non si tratta, come lui ha affermato, di avere “l'abitudine” alle dimissioni, ma l'abitudine al rispetto dei cittadini e delle istituzioni”. Intanto, il coordinatore del Pdl, Denis Verdini, ribadisce che il suo presunto coinvolgimento nel business degli appalti dell'eolico in Sardegna "...è una follia" e sottolinea di "...non aver ricevuto alcun avviso di garanzia". Intervistato da Maurizio Belpietro alla "Telefonata" su Canale 5, Verdini stigmatizza la costante violazione del segreto istruttorio: "Come sempre c'e' una violazione costante del segreto istruttorio - ha detto Verdini - e nessuno dice niente su questo argomento. Sono esposto a un processo mediatico al quale non voglio stare, perchè non è certo questa la sede opportuna". E ancora: "Si reclama sempre che i politici vogliono sfuggire ai processi ma in realtà sono i processi che vengono fatti altrove, e non nelle sedi opportune". Verdini ha spiegato di sentirsi "...tranquillo sia da un punto di vista morale, sia materiale" e ha aggiunto: "Non ho fatto nulla di illegittimo; avrò fatto qualche telefonata, ma non c'è niente di sostanziale. Non potevo e non posso fare nulla di concreto: quelle emerse sono opinioni dei magistrati che sono pronto a confutare". Il coordinatore del Pdl ha continuato a negare di conoscere l'imprenditore Anemone, coinvolto nell'inchiesta degli scandali per i grandi appalti: "Mai visto e conosciuto". E se l'è presa con "il chiasso mediatico" che in questi giorni lo accusa, pur non sapendo egli "niente" della questione.
Altre notizie:
Che la campagna elettorale per le provinciali sia entrata nel vivo, non lo si deduce solo dai faccioni dei candidati sparsi per la città, e dalle visite dei big della politica nazionale in Sardegna, ma dai colpi bassi, sgambetti ed entrate a gamba tesa tra i vari contendenti che, in questo particolare periodo, aumentano a dismisura. Recentemente, solo per fare un esempio, prendendo spunto da un emendamento al bilancio del comune di Oristano, presentato da Alberto Cauli di An (emendamento poi respinto dal consiglio), si è tentato di spargere un po’ di veleno, in giro contro questo candidato del Pdl alle prossime provinciali, distribuendo copia dell’emendamento tra i dipendenti comunali e sostenendo, in soldoni, che Cauli avesse chiesto un contributo per l’Università della Terza età di Oristano, stornandolo da risorse dedicate ai dipendenti comunali. Che le cose non siano andate come sostenuto dal “distributore anonimo di emendamenti”, lo ha spiegato lo stesso Alberto Cauli, in una lettera inviata a tutti i dipendenti, che vi proponiamo :
“A tutti i Sigg. Dipendenti del Comune di Oristano. Carissimi, a seguito dell’ultima vicenda del bilancio approvato l’altra sera in Consiglio Comunale, mi preme per CORRETTEZZA, ONESTA’ e TRASPARENZA scrivervi queste righe, con l’auspicio che ciò contribuisca a chiarire come sono realmente avvenuti i fatti circa la mia proposta di emendamento al bilancio. Mi riferisco alle ormai “note” fotocopie del mio emendamento col quale si chiedeva di dare un contributo di euro 10.000 all’UNI 3, a valere sul “Fondo applicazione contratto per i dipendenti”. L’emendamento come noto è stato respinto! La vicenda è stata TOTALMENTE STRUMENTALIZZATA quasi certamente a fini elettorali dove evidentemente qualcuno (non certo Voi Sigg. Dipendenti), utilizza il “veleno” e le “falsità” per gettare discredito gratuito! Come ho detto ad inizio del mio intervento in aula: “Signor Presidente, dico subito, prima che venga strumentalizzato e cavalcato populisticamente questo mio emendamento, che i fondi necessari alla richiesta in oggetto, sono attinti da un fondo che, per legge, ogni anno, viene CAUTELATIVAMENTE posto in bilancio, e che andranno comunque RIMODULATI OGNI ANNO CON GLI ESERCIZI FINANZIARI FUTURI”. A nulla evidentemente è servito il mio intervento, perché è stato totalmente strumentalizzato e CAVALCATO POPULISTICAMENTE, dal momento che il termine PERSONALE è stato ribadito diverse volte, distorcendo la realtà delle cose! Infatti, anche se l’emendamento è stato respinto (o comunque fosse stato approvato) NON significa che i 210.000 euro del fondo iniziale saranno comunque utilizzati per i dipendenti! Proprio perché è un fondo CAUTELATIVO CHE PER LEGGE DEVE ESSERE INSERITO OGNI ANNO IN BILANCIO. Ma voglio fornire una prova concreta di ciò.Il 30 novembre 2009, vi è stato un assestamento di bilancio, che vi allego, dove SONO STATE AZZERATE TOTALMENTE ben 2 voci dal P.E.G. (Piano Esecutivo di gestione. ndr) riguardanti il personale dipendente. Per onestà entro nel dettaglio, convinto che ciò possa fare chiarezza! Stanziamento Variazioni (+) Variazioni (-) Tot. S 5865 fondo spese personale dipendente 3.500,00 0,00 -3.500,00 0,00; S 5867 fondo applicaz. contratto dipendenti 210.888,80 0,00 -210.888,80 0,00. Come ben si può vedere a chi ha voluto mettere in luce il mio emendamento, “CASUALMENTE”, ha “dimenticato” di far osservare anche questo assestamento di bilancio 2009! Ma non c’è problema alcuno, penso io stesso qui a ricordarlo! Mi pongo allora questa domanda: “Perché quando il Consigliere Cauli presenta un emendamento che, come spiegato sopra, sia che venisse approvato, sia che venisse respinto, non avrebbe comunque danneggiato i Dipendenti, proprio perché finanziato attraverso un fondo cautelativo e da rimodulare in ogni caso negli esercizi futuri, questo viene fatto circolare fra i Dipendenti, mentre gli stessi probabilmente non sono stati informati dell’AZZERAMENTO TOTALE della variazione di bilancio 2009???” Forse perché il 30.11.2009 non si era in campagna elettorale! O forse perché si vuol dire sempre e soltanto quello che si vuole FALSANDO COMPLETAMENTE la realtà dei fatti! Infine, mi preme con la più viva sincerità, ribadire la MIA TOTALE E IMMUTATA STIMA ad ogni singolo DIPENDENTE DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE. Ho piena stima DEI DIPENDENTI PUBBLICI, essendo io stesso figlio di dipendenti pubblici e so benissimo difficoltà e sacrifici a cui si va incontro ogni giorno dati i tempi non buoni dal punto di vista economico! Cordialmente e con rinnovata stima sincera, Alberto Cauli (Consigliere Comunale)”. Intanto, nell’ultima seduta, alla quale (come, peraltro, da noi già anticipato), non era presente il sindaco, Angela Nonnis, il consiglio comunale ha iniziato l’esame delle osservazioni al Piano urbanistico comunale (Puc) e al Piano di Utilizzo dei Litorali (Pul). I consiglieri hanno esaminato e votato le prime sette osservazioni di carattere generale. I lavori proseguiranno lunedì 10 maggio, alle 18.
Il comune di Oristano deve assumere, a tempo determinato, un geometra (12 mesi) e otto addetti alla manovalanza (6 mesi), due dei quali in possesso della patente categoria B, per il cantiere “Sardegna fatti bella”. Tutti i candidati alla selezione, dovranno conoscere le elementari disposizioni relative alla sicurezza nel cantiere. Le prove di idoneità saranno effettuate secondo un calendario successivamente stabilito dal Servizio Ambiente del Comune di Oristano e si svolgeranno presso i locali del municipio. L’avviamento a selezione è riservato ai lavoratori disoccupati ed inoccupati, che siano residenti e domiciliati ad Oristano, e iscritti nell’elenco, in anagrafico del Centro dei Servizi per il Lavoro di Oristano. Gli interessati, in possesso dei requisiti richiesti devono dichiarare la propria disponibilità presso il Centro dei Servizi per il Lavoro di Oristano, in via Costa 10, dal 10 al 12 Maggio. Copia del bando è disponibile sul sito istituzionale www.comune.oristano.it
ll 9 maggio, in tutta Italia, si svolge la prima edizione della “Giornata Nazionale della Bicicletta”. All’iniziativa, voluta dal Ministero dell’Ambiente, in collaborazione con Anci e Ancma, per sottolineare come una mobilità sostenibile, alternativa ed ecocompatibile possa essere effettivamente realizzabile, ha aderito anche il comune di Oristano attraverso gli assessorati al Traffico, all’Ambiente e allo Sport. La “Giornata della Bicicletta” nasce come occasione di festa e di riappropriazione della città da parte della popolazione - hanno evidenziato gli assessori Gianfranco Licheri, Alessio Putzu e Marzio Schintu -. Troppo spesso le città, e Oristano non è esente da questo problema, sono preda del traffico caotico e inquinante. Capita, quindi, di allontanarsi durante il week end per “cambiare aria”, mentre con la “Giornata della Bicicletta” vogliamo creare un momento di rilancio degli spazi della socialità urbana. Per una domenica sarà la città a cambiare aria. Tutti potremo dare un segnale, dedicando al territorio un momento di sensibilità, lasciando a casa l’automobile e usando la bicicletta per partecipare con la famiglia e con i propri amici alla manifestazione”. La bicicletta è sinonimo di salute, semplicità ed entusiasmo, essendo il primo mezzo di locomozione che ogni bambino riceve nella propria vita; un simbolo di ecocompatibilità contrario alla frenesia della vita urbana e all’inquinamento, grazie all’assenza di emissioni velenose per l’aria. È una filosofia di vita che va oltre il rispetto per il fisico, ma guarda anche al rispetto per l’ambiente. All’evento è anche abbinato il “Concorso Bicity”, rivolto ai comuni che aderiscono all’iniziativa e che ha l’obiettivo di promuovere la mobilità dolce nelle città. Per rimanere sempre aggiornati con le novità della manifestazione è possibile iscriversi sul social network Facebook, sul gruppo creato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare per diffondere la convinzione che, come recita lo slogan della giornata, “La bici mobilita l’uomo”. La quota di iscrizione, di 7 Euro, comprende la maglia ricordo della manifestazione, l’assicurazione, l’assistenza meccanica, e il pranzo a Torregrande. Le iscrizioni si raccolgono presso Bicisport e Supermercati Ciesse. L’incasso sarà devoluto in beneficenza all’Associazione italiana trapianti fegato Prometeo. Il ritrovo dei partecipanti e le ultime iscrizioni sono fissate alle 8.30, in piazza Eleonora, da dove alle 10 sarà dato il via. Il corteo partirà dal centro storico alla volta di Torregrande, dove sarà in pieno svolgimento la seconda della giornate del “Maggio della Torre”, dedicata al florovivaismo, e dove è previsto un “pastasciutta party”, offerto dall’organizzazione. Alle 16 il rientro a Oristano. Il corteo, assistito dalle pattuglie della Polizia municipale, transiterà in via Eleonora, piazza Eleonora, corso Umberto I°, portico Corrias, piazza Corrias, via Serneste, via Parpaglia, vico Iosto, via Garibaldi, piazza Roma, via Mazzini, vico Garibaldi, via Garibaldi, via Lamarmora, piazza Martini, via Ciutadella de Menorca, via Duomo, via Sant’Antonio, via Diego Contini, piazza Roma, via Tirso, via Cagliari, S.P. n. 1, Torregrande – (lungomare Eleonora D’Arborea). Nelle strade interessate al passaggio dei ciclisti sarà istituito il divieto di circolazione.
Secondo appuntamento, domenica, per "Il Maggio della Torre", l'iniziativa varata dall’Assessorato alle Attività produttive del comune di Oristano per valorizzare, stimolare ed incentivare il consumo, l’acquisto, l’apprezzamento dei prodotti tipici dell’oristanese. Domenica prossima saranno esposti i prodotti floro-vivaistici con numerosi stand, tra i quali anche quello dell’Ente foreste, e sarà allestito il mercato della Coldiretti “Campagna amica”. Con “Il Maggio della Torre”, ogni domenica, il comune propone giornate a tema sui singoli prodotti tipici di Oristano, che esprimono l’identità, la storia, la cultura e le potenzialità di crescita ed identificazione nell’economia globalizzata. Spazio, quindi, ai mostaccioli, al florovivaismo, ai prodotti biologici, alle ceramiche, alla vernaccia. Questo il programma: alle 9, mercatino della Coldiretti “Campagna Amica”. Alle 11.30 messa nella piazza della Torre. Alle 17.30, minitamburini e trombettieri Pro Loco, Gruppo ballo sardo “Is Currulleris de Su Brugu”.
Cis’ come in passato, ha riscosso un notevole successo la sedicesima edizione del “Fogolar Furlan della Sardegna”, che si è svolta negli stand dell’associazione sportiva dilettantistica “Tiro a Volo Arborea”. La manifestazione, che si è articolata in tre giornate di gare, ed è la più importante in Sardegna, era dotata di un montepremi in denaro di diecimila euro, più premi vari. All’evento sportivo di caratura nazionale, coordinato dal bolognese Gaetano Forte, hanno partecipato i migliori tiratori dell’isola, Friuli, Veneto,Emilia Romagna, Toscana , Piemonte, Umbria, e i Tiratori della Nazionale azzurra, Mauro De Filuippis, Daniele Resca e Federico Fanali . In occasione della manifestazione, l’intero Consiglio Federale si è riunito, per la prima volta, fuori dalle sede istituzionale, ed ha incontrato, ad Arborea, tutti i presidenti di società. Oltre al presidente nazionale Fitav, Luciano Rossi, sono intervenuti il presidente regionale del Coni, Gianfranco Fara; il presidente provinciale del Coni di Oristano,Gabriele Schintu ; il presidente regionale Fitav del Friuli, Ivo Molaro; il presidente regionale Fitav, Gìanfranco Orrù, e tantissimi dirigenti di società.Il Trofeo Fogolar Furlan della Sardegna è stato vinto da un tiratore della Tav Arborea, Gianfranco Orrù ( che, come detto, è anche il presidente regionale Fitav Sardegna) con il risultato di 117 piattelli su 125, che ha messo in fila tutti i più quotati tiratori isolani e continentali. Questi, in sintesi, i risultati delle tre giornate di gara: il Memorial Benito Caliogno è andato a Federico Spada (Tav Arborea) con 48 piattelli su 50. Nel Memorial Benito Colusso ha invece prevalso Piergiorgio Corona (Tav Settimo) con 49/50. Memorial Giorgio del Vais e Giorgio Murru a Gianfranco Orrù (Tav Arborea) che si aggiudica anche la finale del Trofeo Fogolar Furlan. Il Trofeo riservato al rappresentanti della Nazionale azzurra è andato a Mauro de Filippis con 115/125. Questi, invece i vincitori nelle varie categorie per i Premi Beretta: Piergiorgio Corona, Ignazio Perra, Federico Spada. Si sono, invece, aggiudicate le medaglie d’oro: Giluia Pintor (lady), Lise Nicole Marzo (settore giovanile), Gianfranco Orrù (veterani), Rino Zecchini (master).
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