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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Di pig (del 11/07/2011 @ 22:00:22, in politica, linkato 1406 volte)
"Obbligati ad essere coraggiosi e non presuntuosi". Così, il consigliere regionale del Pd, Gian Valerio Sanna, ha titolato un articolo sul suo sito www.gianvaleriosanna.it . Sanna, all’inizio del pezzo ha "apprezzato e ringraziato quanti hanno voluto dedicare la propria attenzione, nei vari siti che lo hanno pubblicato", ad un suo precedente articolo sulla situazione del Pd in Sardegna. Un articolo che, come tutte le riflessioni di Sanna, ha fatto discutere ed ha aperto all’interno del Pd, e non solo, un ampio e partecipato dibattito. Il nuovo articolo di Gian Valerio Sanna così prosegue: “Ringrazio anche coloro, decisamente più prevenuti, che ne hanno tratto motivo per polemiche ed apprezzamenti personali, di cui sinceramente non saprei che farmene, dal momento che è di dominio pubblico l’alto tasso di demagogia e di interesse che alberga nei loro “deliranti” blog. D'altronde come potrei preoccuparmi di coloro che sono animati solo da esigenze auto difensive, e che mettono in evidenza soltanto l’assillo di difendere a tutti i costi una posizione dalla quale pensano, magari, di poter trarre dei benefici evitando di misurarsi col consenso? Vorrei rassicurare tutti che, a causa di queste opinioni, non subirò nessun tipo di condizionamento. Infatti scrivo e penso liberamente sul mio sito, continuerò a farlo e ringrazio coloro che senza che gli venga mai chiesto ospitano spesso le mie considerazioni. Fortunatamente, credo siano assai più numerosi coloro che mi incoraggiano a non nascondere quello che penso ma a porlo a disposizione dell’interesse di tutti, e, dunque, chi ha deciso di non sopportarmi “navighi” pure per le sue correnti e stia piuttosto attento alle “rapide”. Non rispondo, poi, a domande poste da chi non si è ancora domandato neppure da dove proviene politicamente, e che stenta a comprendere la differenza che intercorre nel consenso fra persone reali con problemi reali e cittadini virtuali con problemi virtuali. Una politica seria e democratica presuppone un tipo diverso di confronto, un rispetto delle funzioni e dell’esperienza, e la conoscenza nonché la compatibilità morale delle persone di cui si parla e che, per fortuna, non sono tutte uguali. Non scrivo su “certi” blog e sinceramente non amo le rose. Penso al contrario che il Partito dovrebbe essere una cosa diversa da quello che è oggi in Sardegna, dominato da un tatticismo esasperato e dall’assenza di un qualunque progetto politico, soltanto per tenere in vita una gestione che non ha oramai, chiarissimamente, alcun consenso maggioritario. Fare finta di nulla o assecondare coloro che volutamente vogliono sopravvivere a se stessi, non serve a nulla, neppure a rendere credibile un percorso mirabolante come quello di cui si parla in questi giorni. Si parla infatti di PD sardo e di un percorso programmatico verso il Congresso, ma non si accenna a scadenze, nè a regole che, ad esempio, dovrebbero garantire le primarie come via obbligata per il Congresso. Si parla di PD sardo, ma nessuno si preoccupa di liberare il Partito dall’imbarazzo di vedere agire, ancora indisturbati ed in gran spolvero, dirigenti che dovrebbero essere stimolati a rileggere attentamente il codice etico del Partito, ed esserne conseguenti, per consentire al PD in terra sarda di esercitare e testimoniare un profilo morale inflessibile e rigoroso. Si parla di PD sardo senza avvertire il bisogno di un procedere non più a vista ma coerente ad un programma e a un progetto politico che possa essere riconosciuto e riconoscibile, perchè risponde ai problemi della gente e perché, allo stesso tempo, riconosce il valore della politica ed il limite della politica. Abbiamo bisogno di un programma, frutto di un profondo confronto, e di una discussione che diradi le ombre dell’ipocrisia di chi dice ancora di voler essere riformista, ma non spiega perché ha concorso a far morire l’ultima testimonianza di governo riformista in Sardegna. Non è più accettabile che il Partito si cimenti soltanto nell’esprimere le “pagelle” di giudizio al gruppo consiliare della regione, che per volontà dei nostri elettori, e non di casuali elettori, rappresenta il legittimo avamposto nella lotta contro la decadenza e il declino sociale portato avanti dal centro destra. Il gruppo in consiglio regionale, può piacere o no, ma ha rappresentato in questi ultimi due anni, a tutti gli effetti, la locomotiva propulsiva delle idee democratiche e delle strategie di contrasto alla disuguaglianza, alle povertà ed alla dilagante disgregazione sociale portate avanti da Cappellacci e Berlusconi. Aver beneficiato oltre ai propri meriti di un esito elettorale positivo non mi pare sufficiente per convincere nessuno che esiste un’alternativa, e non basta per dimenticare che in Sardegna, nel PD, ci sarebbe urgente bisogno di una fase nuova, che metta fine alla “disamistade” perenne che, fra bande, correnti e cricche varie, ne impedisce una sua chiara autorevolezza e visibilità. Si avverte nei Democratici sardi l’insofferenza alla convivenza fra ex cattolici democratici ed ex progressisti e socialisti. Nessuno vorrebbe per il PD sardo un ritorno al passato, ma per guadagnare un futuro diverso è necessario indagare meglio gli indizi del presente, capire come si prolunga e rilancia la parabola dei riformisti italiani, l’ambizione umana della politica, la sua giustificazione e la sua carica etica. e perciò, qualche volta, è altresì necessario far tacere qualche sprovveduto di troppo. Nonostante qualcuno, affetto da scarsa originalità, si ostini a porre domande inutili ed altri, al contempo, si stizziscano perchè qualcuno osa mettere in discussione la pretesa che solo loro siano i depositari di questo nuovo mondo, cosiddetto “reticolare”, è sempre opportuno ricordare a tutti quanto sia, invece, enormemente più sconfinato ed impercettibile lo spettro della società che chiede di essere rappresentata da qualcuno, la moltitudine di persone che vivono entro la soglia di povertà, e che ha poco tempo da dedicare ai blog, perché cerca, a volte con disperazione, la soluzione ai problemi della sopravvivenza e della difesa della propria dignità. Continuo a pensare che siano assolutamente più numerosi i sardi che credono e pensano che il PD della Sardegna possa essere utile e decisivo per un futuro migliore della nostra terra. Per avere questa legittimazione, tuttavia, sarà altrettanto indispensabile che il PD della Sardegna sia formato, in larga maggioranza, da coloro che pensano che i valori e le idee abbiano un valore assai maggiore per quello che costano piuttosto che per quello che rendono”. (Gian Valerio Sanna, consigliere regionale Pd)
Altre notizie:
Circa cinque mesi fa, il consiglio provinciale di Oristano aveva richiesto, formalmente, al presidente della giunta, Massimiliano De Seneen, di revocare il decreto presidenziale con il quale era stato assunto, in qualità di dirigente, Ugo Boca. Nonostante il tempo trascorso, il dirigente è ancora al suo posto. Sull’argomento, proprio ieri, il partito democratico, attraverso una interpellanza urgente (primo firmatario il capogruppo Mario Tendas), ha chiesto conto della situazione, evidenziando come la decisione del presidente della giunta risulti in contrasto non solo sotto l’aspetto tecnico-amministrativo ma anche politico. De Seneen, a detta del Pd, si è limitato a fare delle considerazioni generiche e superficiali, che non hanno minimamente convinto i consiglieri provinciali democratici (Mario Tendas, Francesco Federico, Giangavino Buttu, Roberto Scema, Battista Ghisu), tant’è che nella replica il capogruppo del PD, Mario Tendas, ha evidenziato che l’interpellanza verrà, ancora una volta, trasformata in mozione. “Se la situazione non dovesse sortire, ancora una volta, gli effetti sperati – si legge nell’interpellanza - il gruppo del Pd ha preannunciato che, suo malgrado, si troverà costretto a ricorrere alla Procura della Repubblica, per fare, una volta per tutte, chiarezza su questa vicenda”.
Ecco il testo dell’interpellanza: “ Premesso che il consiglio provinciale nella seduta di consiglio del 16 febbraio 2011 ha discusso ed approvato la mozione presentata dal gruppo provinciale del PD, con la quale si chiede al Presidente della Giunta, On. Massimiliano De Seneen, di ritornare sui suoi passi e ritirare il decreto di nomina con il quale è stato assunto, in qualità di Dirigente, l’ architetto Ugo Neli Bocca; Considerato che, a tutt’oggi, nonostante l’approvazione di quell’importante atto amministrativo, nulla è stato fatto, ed anzi il Dr. Ugo Boca, continua a svolgere l’attività di dirigente; Considerato che nella mozione sono stati evidenziate una serie di presunte irregolarità che – sulla base della risultante della discussione svolta in consiglio – attendono ancora di essere esaminate dalla procura della Corte dei Conti; Tenuto conto che la stessa Corte dei Conti, Sezione di Controllo per la Regione Sardegna, in sede di attività istruttoria avente per oggetto il bilancio preventivo 2010, ha riscontrato in data 26 novembre 2010 “il superamento dei limiti imposti dall’articolo 1 comma 557, della Legge 296/2006 (e successive modifiche e integrazioni) in materia di contenimento della spesa per il personale” e che con note n. 8345 del 03.11.2010 n. 8677 del 12.11.2010 e n. 8717 del 16 novembre 2010 chiedeva al Presidente della Provincia e all’Organo di Revisione di fornire puntuali chiarimenti; Constatato che nonostante le motivazioni di risposta della Provincia che asseriva che lo sforamento era dovuto al prevalente passaggio di nuove competenze e di nuovo personale, la Corte dei Conti con delibera in Camera di Consiglio del 26 novembre 2010, riteneva invece che “le predette giustificazioni non consentono di superare l’irregolarità contestata”, sostenendo che la Provincia non poteva superare i limiti di spesa per il personale in quanto “l’Ente non può esimersi dal considerare come prioritario il conseguimento dell’obiettivo del contenimento della spesa per il personale perché ciò è imposto, ai fini del coordinamento della finanza locale, dallo stesso ordinamento”; Considerato, inoltre, che anche il D.L. 78/2010, convertito con la Legge 122 del 30 Luglio 2010, ha introdotto nell’ordinamento giuridico norme più restrittive e una disciplina più rigida in tema di personale (eliminando le deroghe di cui all’articolo 3, comma 120, della Legge 244/2007) e “statuendo, in caso di sforamento della spesa, il divieto di procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo”, come recitava la stessa delibera della Corte dei Conti; Preso atto che la Magistratura Contabile, a seguito della irregolarità contestata alla Provincia, obbligava la stessa ad agire nel più breve tempo possibile per la riduzione dell’incidenza percentuale delle spese per il personale rispetto al complesso delle spese correnti e a procedere alla “razionalizzazione e snellimento delle strutture burocratiche - amministrative, anche attraverso accorpamento di uffici con l’obiettivo di ridurre l’incidenza percentuale delle posizioni dirigenziali in organico; Preso atto che la Corte dei Conti, nella stessa data, nelle sue funzioni di controllo deliberava di segnalare alla Provincia di Oristano la criticità sopra evidenziata invitando il predetto Ente “ad adottare le necessarie misure correttive”; Ribadito che il decreto adottato dal presidente della Provincia, On. Massimiliano De Seneen, appare viziato da abuso di potere oltre che dall’inosservanza delle procedure previste per l’assunzione di un dirigente perché a nostro modesto parere , non si tiene in debito conto di quanto previsto dalle norme, tra le quali il Decreto Legislativo 165/2001; la Legge 145/2002; il Decreto Legislativo n. 150/2009 (art. 40). Norme che, nello specifico, evidenziano che pur volendo assumere un dirigente con contratto a termine di diritto privato è assolutamente necessario rispettare i limiti di età previsti per il ruolo che si intende ricoprire; stabilire obiettivi prefissati; verificare prima, all’interno dell’amministrazione, la presenza di analoghe figure professionali; dare evidenza pubblica alla procedura che si intende adottare; dimostrare capacità professionali, attitudini e competenze; effettuare una vera e propria selezione, sulla base di criteri e griglie di valutazione predefinite ed oggettivamente valutabili. Alla luce di quanto sopra riportato ed evidenziato ma anche e soprattutto alla luce della approvazione, da parte del consiglio provinciale, della mozione presentata dal gruppo PD, si chiede al Presidente della Giunta Provinciale, On. Massimiliano De Seneen: 1) Non ritiene, in ottemperanza a quanto deciso e deliberato dal consiglio, che sia doveroso oltre che opportuno, se non altro anche in via cautelativa, sospendere la nomina del Dirigente effettuata a mezzo decreto? 2) Perché non si tiene in debito conto delle indicazioni e soprattutto delle richieste, scaturite, in maniera chiara ed esaustiva a parte del consiglio provinciale? 3) Nell’ipotesi, a nostro avviso molto probabile, che il suo decreto venga considerato illegittimo chi rimborserà all’Ente le risorse utilizzate per pagare l’architetto Ugo Boca?
I consiglieri comunali di Oristano, Giuseppe Puddu e Alberto Paratore (entrambi della coalizione di maggioranza), hanno presentato un’interrogazione urgente sull “Autorizzazione e concessione temporanea del suolo pubblico”, del seguente tenore: “Premesso che, la legge regionale, ha attribuito ai comuni le funzioni di: a) elaborazione ed approvazione dei Piani di utilizzazione dei litorali; b) concessioni, sui beni del demanio marittimo o della navigazione interna, per finalità turistico - ricreative, su aree scoperte o che comportino impianti di facile rimozione; c) le altre funzioni amministrative riguardanti il demanio marittimo ed il mare territoriale non riservate alla Regione o allo Stato. Visto il Decreto del Sindaco n. 67 del 28.04.2010 è stata attribuita al Dirigente del V settore la competenza in materia di aree demaniali in fascia marittima ed altre delegate dalla Regione Sardegna; considerato che sono di competenza del Servizio Demanio e Patrimonio Indisponibile i seguenti atti ed adempimenti, in relazione alle attività esercitante sul demanio marittimo: concessioni sui beni del demanio marittimo o della navigazione interna, per finalità turistico-ricreative, su aree scoperte o che comportino impianti di facile rimozione; rinnovo delle concessioni; variazione delle concessioni; subingresso; anticipata occupazione; affidamento in gestione; nuove opere in prossimità del demanio marittimo; rinuncia alla concessione; autorizzazioni per manifestazioni temporanee ludico ricreative, sportive e cinematografiche (del. G.R. 25/17 del 26.05.2009);concessioni per superfici occupate virtualmente; concessioni per tipologie strutturali miste; autorizzazioni posizionamento corridoi di lancio e atterraggio natanti; funzioni ex art. 68 Codice Navigazione; istruttoria annuale concessioni demaniali e quantificazione canone dovuto allo Stato e sovracanone regionale; Interrogano il Sindaco per sapere: 1) le modalità di richiesta e di assegnazione delle aree per l’esercizio delle attività itineranti (ambulanti - alimentari, artigianato ecc. ecc. ecc. ), ricadenti nel demanio marittimo e non “Lungomare Torregrande – stagione estiva 2011”; 2) sulla base di quali considerazioni, calcoli e tabelle, si è arrivati alla definizione del canone di concessione delle aree demaniali in parola, delle tabelle e dei diritti di segreteria per il rilascio delle stesse; 3) i tempi, modi e le eventuali priorità di rilascio delle concessioni temporanee delle aree demaniali e non del “Lungomare di Torregrande – Stagione Estiva 2011”; 4) quali sono le aree del Lungomare di Torregrande ricadenti nel Demanio Marittimo; 5) se le richieste di concessioni temporanee sulle aree demaniali e non - per l’esercizio delle attività itineranti - nel Lungomare di Torregrande - “Stagione Estiva 2011” sono state tutte evase, quante sono e, nel caso non siano state tutte evase, anche in considerazione dell’ inoltrata stagione estiva, per quali motivazioni non sono state evase e quando si prevede che vengano rilasciate tali concessioni”.
“Emozioni d’estate, in città e al mare”. È il nome della rassegna degli spettacoli estivi proposti a Oristano e Torregrande con musica, balli e tradizioni. Per i mesi di luglio e agosto gli assessorati alla Cultura, Spettacolo e Turismo del comune di Oristano, hanno varato un calendario ricco di eventi, con alcuni appuntamenti, a detta dell’ente, d’eccezione. I vacanzieri e gli oristanesi potranno alternare le loro serate tra la città e la località marina, il più importante centro turistico della provincia di Oristano, che si presenta dunque come sede ideale per gli spettacoli estivi. Tra gli appuntamenti d’eccezione i concerti di Vinicio Capossela, che alla testa della sua band il 16 agosto, nell’area adiacente all’ex Colonia Eca, proporrà una tappa del suo tour “Marinai, Profeti e Balene” (dal titolo del suo ultimo album uscito a fine aprile, e costantemente ai vertici delle classifiche). Vinicio Capossela è uno dei grandi ospiti di Dromos, quest'anno alla edizione numero tredici, in programma dall'1 al 18 agosto, a Oristano, Nuraghi, Riola Sardo, Baratili San Pietro e Nureci. Per Torregrande, Dromos propone la rassegna Calipso, all’interno della quale il concerto di Capossela è l’evento più importante. Altro nome di richiamo Goran Bregovic, che mercoledì 3 agosto si esibirà in piazza Cattedrale, sempre nell’ambito di Dromos. “Dopo Ligabue all’aeroporto di Fenosu nel 2010, quest’anno lanciamo un’altra scommessa: la spiaggia di Torregrande”, ha spiegato l’assessore comunale al Turismo, Marzio Schintu nel corso din una conferenza stampa . “Nella programmazione degli spettacoli estivi Dromos e la rassegna di Torregrande Calipso assumono un ruolo centrale per l’alto valore culturale e per il prestigio dei nomi proposti”, ha aggiunto l’assessore comunale alla Cultura, Luca Faedda -. “Estate significa anche Settembre Oristanese e a breve – ha detto Fredda - potremo svelare anche qualche importante notizia sulla storica rassegna”. “Centrale nella programmazione è, come sempre, l’appuntamento di Ferragosto con la Sartigliedda estiva, organizzata dalla Pro Loco”, ha affermato il Presidente della Pro loco, Giorgio Colombino, che ha manifestato soddisfazione per la collaborazione instaurata con il comune, che consente l’organizzazione di manifestazioni utili a promuovere turisticamente la città e il territorio. Tra gli altri appuntamenti da segnalare la nuova edizione della fortunata Sagra del pesce povero, a cura della società Marine oristanesi, la mostra Cavatappi d’idee all’interno della Torre spagnola, la musica dei Malinda Mai dedicata all’indimenticabile Fabrizio de Andrè, e ancora la rassegna di cinema all’aperto, Racconti d’estate, in piazzetta Corrias, a cura della Pro loco, Zogos e Sonos e Ballos con Paolo e Vanni Masala.
In riferimento all'interpellanza presentata ieri, nel corso del consiglio provinciale, dal gruppo del Partito Democratico, relativa alla mancata attivazione del servizio di salvamento a mare nei comuni di Magomadas e Tresnuraghes, l’assessore provinciale all'Ambiente e Protezione Civile, Emanuele Cera, anche “…al fine di evitare inutili polemiche e chiarire alcuni aspetti”, ha evidenziato, in una nota stampa, quanto segue: “Quest’anno, come assessorato - ha detto Cera - ci siamo posti l’obiettivo di programmare per tempo, e, possibilmente, di migliorare il servizio relativo al Piano di salvamento a mare. Per raggiungere tale scopo, abbiamo lavorato intensamente con la Capitaneria di porto di Oristano, con le associazioni di volontariato di protezione civile iscritte all’albo mare, e, novità in assoluto, abbiamo inteso coinvolgere in tutte le fasi i comuni costieri. Per pianificare le diverse fasi abbiamo, già dal mese di aprile, tenuto diversi incontri, sia nella sede della Capitaneria di Porto, sia in Provincia. Incontri a cui abbiamo invitato a partecipare tutti gli interessati, inclusi i comuni. Nel corso di questi incontri, tutti i presenti hanno condiviso la proposta avanzata dalla Provincia, e cioè quella di chiamare tutti i comuni costieri a condividere, sia sotto l’aspetto organizzativo che finanziario, il piano di salvamento. Tale ragionamento scaturisce dal fatto che la Regione, annualmente, trasferisce ai comuni interessati risorse economiche specifiche per il salvamento a mare, e, pertanto, si è convenuto che in quest’annualità un terzo di tali risorse venissero trasferite alla Provincia per sostenere il Piano di salvamento a mare. Queste decisioni sono state prese all’unanimità da tutti i sindaci o dagli assessori presenti. Solo il sindaco di Magomadas, nel corso di un incontro in Capitaneria, aveva espresso forti riserva sulla partecipazione del suo comune al Piano. Su queste determinazioni siamo andati avanti nella strutturazione del Piano. Agli incontri – ha sostenuto ancora Cera - sono succedute una serie di comunicazioni, a firma del sottoscritto. Una volta stilato l'accordo con i comuni, con una nota scritta e protocollata, sono stati invitati i sindaci a presentarsi in assessorato per la sottoscrizione dell'accordo; firma indispensabile per l'avvio delle procedure, che avrebbero dato inizio alla fornitura del servizio. I comuni di Tresnuraghes e Magomadas, pur essendo stati convocati e sollecitati a più riprese, anche per telefono, non hanno mai manifestato nessun interesse alla sottoscrizione. Dopo l'ennesima nota scritta, che sollecitava i sindaci a presentarsi, veniva comunicato anche un termine ultimo utile per l'adesione al Piano, e si preavvisava che in caso di mancata sottoscrizione non sarebbe stato possibile garantire il servizio. Senza alcun riscontro scritto, nè verbale, ci è parsa scontata la decisione di non garantire il servizio ai due comuni inadempienti, uno dei quali, Magomadas, pur avendo deliberato in consiglio comunale l’adesione al Piano il 15 Giugno, ha notificato solo in data 29 giugno alla Provincia la decisione intrapresa. Il comune di Tresnuraghes, in tutti questi mesi, non ha mai comunicato verbalmente, nè tanto meno per iscritto la propria volontà. Malgrado tutto – ha concluso Cera -, e dopo aver ricevuto una telefonata, domenica 3 luglio, dal sindaco di Tresnuraghes, abbiamo deciso di accogliere le richieste dei due comuni, garantendo la nostra organizzazione e le nostre attrezzature, invitando però i comuni interessati a farsi carico del pagamento degli assistenti bagnanti. Ad oggi non siamo però a conoscenza delle determinazioni dei due comuni”.
Si è tenuto, questa mattina, presso l’Hospitalis Santci Antoni di Oristano, il seminario regionale di presentazione dell’Avviso pubblico - “Promuovidea - finanziamento di idee di impresa” organizzato e promosso dall’assessorato al Lavoro della Provincia di Oristano e dall’assessorato al Lavoro della Regione, in collaborazione con il comune di Oristano. Dopo i saluti del sindaco di Oristano, Angela Nonnis, e dell’assessore provinciale al Lavoro, Alessandro Murana, e delll’assessore comunale alle Attività Produttive, Alessio Putzu, i rappresentanti dell’assessorato Regionale al Lavoro, Servizio della Governance della Formazione Professionale, Luca Galassi e Davide Zepponi, hanno presentato l’avviso Promuovidea e le modalità di partecipazione al bando. L’avviso regionale, pubblicato sui siti istituzionali www.regione.sardegna.it e www.sardegnalavoro.it, cofinanziato dal Fondo sociale europeo, per un importo complessivo pari a 9 milioni di euro, prevede la presentazione di idee imprenditoriali da parte di giovani (18-35 anni) e di fruitori di ammortizzatori sociali, secondo una procedura a sportello. I soggetti, singoli o in gruppo, che presenteranno delle idee d’impresa che verranno ritenute valide e finanziabili, potranno beneficiare di un servizio di consulenza e di accompagnamento integrato, oltre agli incentivi in regime de minimis per l’avvio di impresa. L’auspicio è che gli aspiranti imprenditori della provincia di Oristano, partecipino numerosi all’avviso di Promuovidea, così da confermare l’ottimo successo avuto lo scorso anno con il Bando “Europeando”, per il quale, grazie alla qualità e all'elevato numero di progetti inviati, il numero di ammessi al percorso formativo per la provincia di Oristano è stato elevato da 25 a 33 persone.
Il comune di Oristano, in qualità di ente capofila, in partenariato con il Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Cagliari, la cooperativa sociale Studio Progetto 2 Onlus e la cooperativa sociale Digitabile Onlus, nell’ambito del Progetto “Diversabilità alla rete di pubblica lettura”, ha riaperto i termini per la selezione di 150 bibliotecari da inserire in percorsi formativi gratuiti di aggiornamento professionale. I destinatari dei percorsi formativi sono 50 bibliotecari operanti nelle biblioteche pubbliche e private della provincia di Oristano, e 100 bibliotecari operanti nelle biblioteche pubbliche e private della provincia di Cagliari. Coloro che avessero già inviato la domanda di ammissione non dovranno inoltrarla nuovamente. Il progetto, in questa fase, intende accrescere le conoscenze e le competenze dei bibliotecari, in relazione alle capacità relazionali, di accoglienza e di assistenza delle persone con diversabilità fisica e intellettiva. La domanda di partecipazione dovrà essere compilata esclusivamente sul modulo allegato e consegnata a mano o inviata a mezzo raccomandata (non farà fede il timbro postale), entro le 13 del 25 luglio 2011 al comune di Oristano, piazza Eleonora, 09170 Oristano.
La parola d'ordine è: “Più vicini ai pazienti”. Va in questa direzione la recente novità introdotta dalla Asl n. 5 di Oristano, che ha predisposto un servizio gratuito per la distribuzione dei farmaci per la sclerosi multipla direttamente sul territorio provinciale, accorciando così le distanze tra i cittadini ed i servizi sanitari. Fino ad oggi, i pazienti o i loro familiari potevano rivolgersi esclusivamente a uno dei quattro centri regionali autorizzati (Cagliari, Sassari, Nuoro, Ozieri). D'ora in poi, invece, i soggetti affetti dalla malattia, se lo desiderano, potranno ritirare i presìdi terapeutici direttamente in una delle sedi distrettuali della Farmacia Territoriale della Asl n. 5, fra quelle più vicine al loro domicilio: Oristano, Ghilarza, Bosa o Ales. Il servizio, totalmente gratuito per gli utenti, sarà a carico della Asl n. 5, che riceverà le richieste degli utenti e, a intervalli regolari, invierà i propri operatori presso i centri regionali autorizzati per l'approvvigionamento dei farmaci, provvedendo poi a smistarli, a seconda delle richieste e delle esigenze, nelle diverse sedi della Farmacia territoriale. L'importante novità, frutto di un accordo fra la Asl n. 5 ed i centri autorizzati, è mirata ad evitare ai pazienti o ai loro familiari i disagi e le frequenti trasferte per l'acquisizione dei presìdi farmaceutici. Si tratta di un passo in avanti importante nell'assistenza territoriale, considerato che molti pazienti, per via delle caratteristiche stesse della malattia, presentano problemi di mobilità e deambulazione, ed il ritiro dei farmaci può diventare un problema non di poco conto. Per usufruire del servizio, la cui adesione è facoltativa, gli assistiti o i loro familiari dovranno recarsi (solamente per la prima volta) presso la più vicina sede di Farmacia territoriale, dove dovranno presentare il piano terapeutico personalizzato rilasciato dal centro regionale di riferimento e compilare un modulo che delega la Farmacia territoriale della Asl n. 5 al ritiro dei farmaci per proprio conto (il fac simile del modulo si può scaricare sul sito www.asloristano.it o ritirare direttamente presso la Farmacia territoriale) . Per le forniture successive non sarà necessario recarsi presso le strutture Asl, ma sarà sufficiente inoltrare la richiesta telefonicamente o via fax, entro i giorni e l'ora stabilita. L'utente (il paziente o un suo delegato) si accorderà con gli operatori della Farmacia territoriale per il successivo ritiro dei farmaci presso la sede prescelta. I giorni e gli orari di distribuzione, in tutte le quattro sedi provinciali, sono i seguenti: il mercoledì e il venerdì, dalle 8.30 alle 12. I punti della Farmacia Territoriale presso cui è possibile rivolgersi per concordare il ritiro dei farmaci o ricevere ulteriori informazioni sono le seguenti: Oristano, via Carducci, 41 (angolo via Foscolo) – tel. 0783.317035 – fax 0783.317054; Ghilarza, via Gorizia, 6 – tel. 0785.560228 – fax 0785.564074; Bosa, c/o ospedale Mastino (via Pischedda) – tel. 0785.225314 – fax 0785.225206; Ales, via IV novembre – tel. 0783.911314 – fax 0783.9111403.
Alcune persone sono state arrestate, in esecuzione di altrettante ordinanze di custodia cautelare, ,per detenzione di droga ai fini di spaccio, durante un'operazione condotta dal Commissariato di Polizia di Macomer. Dopo un anno di indagini, coordinate dal dirigente, Giovanni Schettino, la Polizia ha stroncato un'attività di spaccio di cocaina, hashish ed eroina, che, secondo gli inquirenti, avveniva in un negozio di frutta e verdura di Bosa. Nel negozio era stato notato un continuo viavai di giovani e questo aveva insospettito gli agenti. I clienti, infatti, uscivano non solo con la merce "legale", ma anche con le dosi di droga appena comprate. L'attività è stata documentata, nei mesi scorsi, con appostamenti e riprese video. L'operazione, denominata "Bosa Fruit", ha portato all’arresto di Cristian Fiori, 31 anni, il fruttivendolo considerato dagli inquirenti il vero fulcro del traffico; Alessandro Floris, di 34, e Alfonso Perino, di 43. Nell’abitazione di quest’ultimo è stata trovata una piantagione di cannabis indica, con almeno 30 piantine e diversi grammi già essiccati. Altri due giovani di Bosa, Daniele Ascoli, di 25 anni, e Antonio Cadoni, di 19, sono agli arresti domiciliari, con l'accusa di essere i corrieri. Gli ordini di carcerazione sono stati emessi dal Gip del Tribunale di Oristano, Annie Cecile Pinello, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica, Paolo De Falco. Per tutti l'accusa è quella di concorso in traffico di sostanze stupefacenti. I risultati dell’indagine sono stati illustrati dal Questore di Nuoro, Pierluigi D'Angelo,
Di pig (del 09/07/2011 @ 17:15:47, in politica, linkato 1143 volte)
L’ultima seduta del consiglio comunale di Oristano è stata abbastanza interessante, perché è servita, almeno in parte, a far luce sulla maniera in cui vengono gestite le società partecipate. Tra i punti all'ordine del giorno c’era anche quello relativo alla “surroga dei rappresentanti di maggioranza e minoranza in seno al Comitato per il controllo analogo della società Oristano servizi srl”, dopo le dimissioni di Gianni Sanna (Pd) e Beppi Puddu (Pdl). Per Gianni Sanna i motivi della decisone di lasciare il Comitato sono stati, sostanzialmente, tre: la sua scarsissima utilizzazione, per cui “…stare in un organismo che non è messo nelle condizioni di esercitare le sue prerogative lo trovo inutile”; la seconda considerazione è che, secondo Sanna “…la Oristano Servizi, società a responsabilità limitata, con un amministratore, e, quindi, con un'organizzazione e una gestione che doveva essere aziendale, nei fatti non è stata così, e si è avuta una sorta di sovrapposizione tra la struttura e la società, tant’è che, in alcuni momenti, non si capiva assolutamente chi dava le disposizioni, se gli operatori agivano sotto le direttrici dell'amministratore o sotto le direttrici del dirigente. Cioè, l'idea che lo strumento sia servito per la stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili, ma non è stato utilizzato come uno strumento di impresa a servizio dell'ente. Tanto che poi questa anomalia ha preso perfino le sembianze umane dell'amministratore della società Oristano Servizi; cioè per due anni noi abbiamo avuto il dirigente del quinto settore committente commissionario… Abbiamo visto denari che non sono stati trasferiti alla società, e che pure erano finalizzati per alcuni tipi di interventi, e che hanno, nei fatti, impedito alla società di fare, al di là della copertura dei costi delle spese correnti, i propri investimenti. Abbiamo visto anche che l'amministrazione comunale, e questo è il terzo motivo, non ha creduto molto in questo strumento giuridico, visto che , mentre l’atto costitutivo prevedeva che alcuni servizi potessero essere affidati alla società, venivano invece appaltati all'esterno… La sensazione è che, se è il socio a non credere a questo strumento, si capisce perché il comitato di controllo analogo non funziona… E' vero che il dirigente del quinto settore si è dimesso, che l'amministrazione ha fatto una pubblica selezione, che oggi abbiamo un amministratore della società che non è un funzionario del comune, e, quindi, che non è committente di se stesso, però l'idea che in questi due anni si sia camminato alla giornata, sperimentando senza avere le idee molto chiare, è un'idea che in me si è sedimentata e che mi porta oggi a dire che la mia presenza all'interno di quell'organismo è una presenza assolutamente inutile”. Certamente più chiaro e più circostanziato l’intervento di Beppi Puddu (senza ombra di dubbio tra i migliori consiglieri comunali e, a nostro parere, tra le poche sorprese positive della legislatura), che vi proponiamo quasi integralmente, non prima di avervi ricordato che l’intervento è stato estrapolato dalla bozza del verbale della seduta e che, quindi, possono esservi errori ed omissioni.
“Non posso che dire subito che condivido quello che ha detto il consigliere Sanna, anche se voglio fare un appunto al consigliere Sanna (credo che sia dovuto) perchè una sua maggior presenza non avrebbe guastato e avrebbe potuto contribuire a un funzionamento più corretto del Comitato. Vorrei ricordare che con il voto favorevole di 29 consiglieri, tra il quale il mio, il consiglio comunale, nell'ottobre 2008, ha stabilito di procedere alla costituzione della società in house “Oristano Servizi srl”. La proposta viene accolta a maggioranza dei consiglieri presenti in aula, anche perché grazie alla costituenda società in house l'amministrazione avrebbe potuto procedere a stabilizzare i lavoratori socialmente utili… La nuova società nasce con l'intento di gestire gli innumerevoli servizi pubblici, a seguito di una rimodulazione di tutti i servizi in appalto in scadenza, che dovranno gradatamente essere affidati alla stessa, così come ha ricordato il consigliere Sanna. Oggi, dopo due anni e mezzo dalla costituzione di questa società, e visto il punto dell'ordine del giorno che stiamo trattando, ritengo sia d'obbligo fare alcune considerazioni. Partiamo dall'inizio. La società nasce, come detto, il 25 novembre 2008, e il sindaco nella sua qualità di socio unico ha ritenuto di nominare quale amministratore unico il dirigente del quinto settore. Dirigente che, secondo la nuova suddivisione dei settori, voluta dal sindaco, oggi parrebbe avere più competenze di quelli che tre anni fa erano in capo al precedente dirigente, ingegner Zonchello. La nomina del dirigente del quinto settore quale amministratore della società è stata giustificata adducendo le esperienze dallo stesso maturate in campo di responsabilità gestionale nel settore delle opere pubbliche. Così come, peraltro, vediamo dal curriculum che c'è in rete. La società in house nel 2009 inizia la sua attività, e vengono svolti dalla stessa diversi servizi strumentali, senza però essere accompagnati dai relativi contratti di servizio o atti gestionali, così come è certificato dalle relazioni che sono allegate al bilancio che avete approvato l'altro giorno. Dopo varie insistenze da parte del Comitato di controllo analogo, solo nel novembre 2010 si procede alla stipula dei 4 o 5 contratti di servizio che regolano i rapporti giuridici tra comune e società in house. Non posso non evidenziare, inoltre, che il Comitato di controllo analogo aveva, più volte, espresso perplessità in merito al fatto che il dirigente del quinto settore svolgesse il proprio ruolo in contemporanea a quello di amministratore della società in house di Oristano Servizi srl. Tali ruoli, anche se pur giuridicamente riconosciuti, apparivano, e appaiono, sicuramente inopportuni. Inoltre, sono nati anche grossi dubbi circa i compensi riconosciuti allo stesso come amministratore della società in house, nonché dirigente del quinto settore. Dubbi, tengo a precisare, posti ai revisori. che però a tutt'oggi non mi pare abbiano fornito alcun chiarimento e rassicurazione in merito. In sede di Comitato di controllo analogo è emerso chiaramente l'inopportunità del doppio ruolo svolto dall'amministratore, cioè ruolo di controllore e controllato, per capirci. Colleghi, siamo ormai alla fine del 2010 e l'amministratore della società, nonché dirigente del quinto settore presenta le dimissioni. Nel marzo 2011, se non sbaglio, viene sostituito dal nuovo amministratore, nominato a seguito di un bando pubblico. Per avere un quadro completo e arrivare ai giorni nostri, quindi anche alle mie dimissioni, dobbiamo però fare un passo indietro, poiché mi dimenticavo di ricordare che, nel lontano 2009, tra le varie cose, socio unico o amministratore unico, non ricordo se è stato o meno espletato un bando, si nomina quale direttore tecnico della società l'allora responsabile del servizio ambiente del comune. L'amministrazione comunale procede, in quell'occasione o subito dopo, alla stipula dei contratti che regolano i rapporti tra le due amministrazioni per quanto concerne i dipendenti comunali comandanti nella società in house. Per farla breve, in questi contratti si stabilisce, sinceramente non so a quale titolo, che i compensi mensili spettanti ai due dipendenti in comando vengano anticipati dall'amministrazione comunale e, quindi, rimborsati dalla società entro il mese successivo all'anticipazione, pena della mancata restituzione delle somme il blocco dell'erogazione della mensilità successiva. Cari colleghi, sono passati due anni e mezzo dalla costituzione della società e pare che a tutto il 9 giugno scorso la società non abbia adempiuto agli obblighi contrattuali, cioè non sono state rimborsate le somme relative alle competenze, agli oneri del personale comandato nella società. Più precisamente, la società risulta che, alla data del 9 giugno 2011, dovesse restituire al comune un totale di 138.000 euro circa. Il tutto, cari colleghi, all'insaputa dell'assessore al Personale e, ovviamente, del Sindaco che amministra la nostra città, e naturalmente all'insaputa (mi sembra anche pleonastico ricordarlo) del socio unico dell'Oristano servizi, che rimane sbigottita, così come rimane sbigottita nell'apprendere che gli uffici stavano rinnovando per due anni, a sua insaputa, la convenzione relativa ai dipendenti comunali in commando nelle srl. Somme, doveri e obblighi contrattuali importanti che, capite bene, devono essere rispettate e trovare obbligatoriamente riscontro negli atti amministrativi, nei bilanci della società, e in quelli della nostra amministrazione, ovviamente. Somme che, sicuramente, da una prima lettura del bilancio della società in house, non trovano locazione nel conto di competenza. Se qualcuno si prende la briga di esaminare il bilancio, alla voce debiti verso controllanti troviamo, nella sezione dell'anno 2009, l'importo di 8.629 euro, e nella sezione dell'anno 2010, l'importo di 11.936 euro, e non già la somma dovuta dalla partecipata… A tale proposito voglio ricordare a tutta l'aula che i criteri di valutazione usati per la predisposizione del bilancio della società impongono tra l'altro, leggo testualmente, “…la continuità di applicazione dei criteri di valutazione nel tempo, rappresenta elemento necessario a fini della comparabilità dei bilanci della società nei vari esercizi”. Credo che sia superfluo fare ogni altra considerazione. Una particolare attenzione va, inoltre, riposta anche al contributo che la Regione riconosce per la stabilizzazione degli ex lavoratori sociali utili, attualmente 25 se non ricordo male. Contributo che per l'anno 2009 viene iscritto in bilancio per 292.000 euro, e per l'anno 2010 iscritto in bilancio per 460.000 euro circa. Cifre iscritte in bilancio che non sembrerebbero allineate, se si considera che il numero e il costo di ogni singola unità lavorativa non è variato negli anni presi in considerazione, se non forse di un'unità. Cifre che non vengono menzionate nella relazione di accompagnamento al bilancio. Signori colleghi, come non notare, inoltre, che il bilancio, o meglio la relazione che lo accompagna, non riporta alcuna dichiarazione circa l'art. 2427 del codice civile comma 16 bis, sul compenso ai revisori? Cosa fare? Minimo chiedere chiarimenti o meglio la documentazione che chiarisca la situazione. A seguito dei predetti dubbi che, ribadisco, ho anche manifestato in gran parte in sede di Comitato di controllo analogo, in data 3 giugno ho richiesto quanto indispensabile per una attenta e corretta valutazione del bilancio e della reale situazione economica finanziaria della società. Cari colleghi, è passato più di un mese ma nessuno ha trovato il tempo per evadere le mie legittime e doverose richieste. Colleghi, questo comportamento, in questa amministrazione trasparente, non è l'eccezione, ma è la regola. Vorrei ricordare la mia legittima e doverosa richiesta del 28 marzo 2011, inviata ai signori revisori contabili della partecipata, ai signori revisori contabili del nostro comune, al signor sindaco, a tutti i componenti del Comitato di controllo analogo e, tra l'altro, anche a tutto il consiglio comunale per il tramite del presidente del consiglio. Missiva, dicevo, inviata ai revisori contabili di questa amministrazione e della società in house nel lontano 28 marzo 2011, che a tutt'oggi è rimasta inevasa, nonostante si chiedano elementi di valutazione e giudizio, nonché chiarimenti su argomenti sicuramente di una certa rilevanza. Non vorrei ricordare un'altra mia richiesta del luglio 2010, anche questa a tutt'oggi inevasa, lasciamo perdere… Oggi ci troviamo, quindi, con un bilancio 2010 di una nostra partecipata che ci lascia dubbi e preoccupazioni. Personalmente, oltre a quanto già detto, come non posso evidenziare quanto emerge dal conto economico della società. Non può, infatti, non saltare all'occhio anche del meno esperto che la società ha un valore della produzione pari a 1.500.000 euro circa, di cui la gran parte ricavi per le vendite per un milione e contributo in conto capitale per 460.000 euro, che sono i contributi della Regione. Quindi abbiamo un totale di valori di produzione di 1.500.000 euro; per contro, troviamo costi per la produzione per 1.450.000 euro. Costi che sono dati principalmente, come tutti sappiamo, dai costi del personale. Cosa significano queste cifre? Colleghi, significa che se la società non dovesse ricevere più la contribuzione della Regione, che sopperisce attualmente anche per tutto quest'anno al pagamento delle spese del personale, oggi la società si troverebbe con un disavanzo di amministrazione spaventoso, 460.000 euro circa, quasi tre volte il capitale sociale. Cioè dovremmo portare libri contabili in Tribunale, con tutte le conseguenze che ne derivano, prima tra tutte che i 43 dipendenti della società Oristano Servizi perderebbero il proprio posto di lavoro. Signor sindaco, non possiamo permetterci che questo accada e, come già evidenziato in sede di Comitato di controllo analogo, c'è la necessità che venga sviluppato, o rivisto, un adeguato e concreto piano industriale per la società, dove attentamente vengano rivisitati tutti i costi sopportati dalla società ed emergano quegli indispensabili elementi di valutazione di giudizio che ci consentano di assumere le giuste decisioni e, quindi, di non sperperare i danari pubblici. Colleghi, prima che sia troppo tardi, c'è la necessità di sederci tutti intorno a un tavolo. per capire esattamente le reali condizioni della società Oristano Servizi srl., il suo futuro e le prospettive reali che la stessa può avere. Solo acquisendo tutti questi elementi di valutazione potremmo valutare serenamente e correttamente l'opportunità economica e mantenerla in vita. Signor socio unico, signor Sindaco, signor assessore al Personale, ho creduto e credo nelle grandi potenzialità che ha la società. La città è stufa di alberi senza forma, di potature che sono mezze potature, di arenili che non sono usufruibili e che sono dei veri e propri ricettacoli di insetti, erbacce secche prive di qualsiasi valore, di parchi incustoditi, servizi dovuti ma non resi. Signor Sindaco, signor Assessore al Personale, signor socio unico, prenda atto che c'è bisogno di professionalità e capacità gestionali”.
Critiche sulla gestione della società in house, sul sindaco, segretario generale e dirigente del settore tecnico, sono arrivate anche da Efisio Sanna (Pd), Mimmo Serusi (Sdi), Antonio Scanu (indipendente). Il sindaco, Angela Nonnis, ha cercato di replicare alle accuse, sostenendo fra l’altro che “…non si deve sparare sul mucchio cercando di fare sensazione. Se ci sono illegittimità c'è la Procura della Repubblica, si va e si denuncia che è stato fatto un danno. Ma se non c'è un danno si deve smettere di fare fumo, perché io mi sono massacrata per fare questo lavoro…”. La seduta è stata aggiornata a martedì prossimo, dopo una breve risposta dell’assessore Sandro Lisini, per la parte relativa al bilancio, “… Ma io mi domando: noi non sapevamo niente di Oristano Servizi, non sapevamo nulla che una società costituita per stabilizzare 25/29 lavoratori socialmente utili, che doveva acquisire tutto il patrimonio del personale del verde e che, quindi, doveva pagare tutto il patrimonio del verde, e che quindi doveva avere come entrata quanto il comune di Oristano pagava per il verde, aveva il problema e avrebbe avuto il problema, a distanza di cinque anni, del pagamento di questi signori che lavoravano per Oristano Servizi. Io l'ho appena affacciato l'altro giorno, in occasione della presentazione del bilancio, per dire che su questo dovremo soffermarci, perché è evidente che debba essere fatto un piano finanziario, ed è evidente che questo piano finanziario deve proseguire per fermate e per verifiche massimo trimestrali…E' evidente che noi dobbiamo capire e dobbiamo intenderci su cosa vogliamo fare e su cosa vogliamo che questa società possa avere per operare, altrimenti è una coperta stretta…Una volta che, al di là delle cose che ho detto, il bilancio è certificato dal collegio dei revisori, oltre che dall'amministratore unico e dall'assemblea, io credo che il problema, per quanto mi riguarda, si esaurisca, perché chi intende o chi volesse intendere fare critiche, come ha fatto il consigliere Puddu, anche legittimamente dal punto di vista procedurale, ma chi volesse fare critiche dal punto di vista sostanziale, di merito, ha gli strumenti che tutti quanti hanno per eccepire questa regolarità...” .
Altre notizie:
Prima notte in carcere per Renzo Brundu, il pescatore di 50 anni, che domenica mattina, a Cabras, dopo un litigio, ha ucciso a coltellate la compagna, Katia Riva, 40 anni, originaria di Osio Sotto, in provincia di Bergamo. L'uomo è tuttora rinchiuso nel carcere di Oristano. L'udienza di convalida dell'arresto di Brundu potrebbe tenersi martedì mattina, mentre per il momento è previsto un colloquio con il legale, l'avvocato Cristina Puddu. Il pescatore fino ad ora si è rifiutato di rispondere alle domande degli inquirenti. A Cabras, dove in questi giorni non si parla d’altro, la vicenda ha destato notevole scalpore, perchè Renzo Brundu era conosciuto come una persona tranquilla.. Intanto, i due bambini della coppia, di sei mesi e due anni, sono stati affidati in custodia a una zia paterna.
Il Partito Democratico sardo, federato con quello nazionale, dovrebbe nascere a gennaio 2012, mentre ad ottobre dovrebbe concludersi il percorso per la conferenza programmatica, che dovrebbe partire a settembre, da Baradili (?), il paese più piccolo dell'isola. Lo ha dichiarato il segretario regionale, Silvio Lai, in occasione della prima assemblea del partito, dopo le elezioni amministrative. E proprio perchè si tratta di Silvio Lai, al di là della sue dichiarazioni, il condizionale diventa quasi un obbligo, visto che Lai non ha alcun interesse che il congresso si celebri, anche se al segretario la celebrazione del congresso verrà fatta ingoiare. Al prossimo congresso, infatti, dopo una gestione del partito regionale a dir poco catastrofica, Lai dovrebbe ricevere, come molti nel Pd auspicano, il ben servito. "La conferenza programmatica deve essere coraggiosa (sic!) e dire cose nette, si o no , niente astensioni: questa è la sfida che raccogliamo”, ha detto il segretario, aggiungendo tra le altre amenità che “…la discussione si svilupperà anche su internet e sui social network (si ipotizza una "wiki-conferenza"), tracciando un percorso in tre fasi: approvazione di due documenti entro luglio, a settembre una fase aperta al contributo di tutti, e a novembre la proposta del patto confederale tra il partito sardo e il partito democratico, con conseguente convocazione del congresso costituente per gennaio 2012. Nel suo intervento, Lai ha anche delineato le caratteristiche che dovrebbe avere il nuovo partito democratico sardo: deve poter svolgere congressi distinti da quello nazionale, partecipare alle primarie per il candidato segretario (in quanto candidato premier), e inviare delegazioni elette in Sardegna negli organismi nazionali. Tra le modalità di adesione dovrebbe essere prevista anche quella on line. Inoltre, il nuovo partito dovrebbe presentarsi con un proprio simbolo alle elezioni regionali e amministrative.
L’assessorato regionale del Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale ha organizzato, per lunedì 11 luglio, alle 10, ad Oristano, un convegno di presentazione dell’avviso pubblico- “Promuovidea- finanziamento di idee di impresa”, presso l'Hospitalis Sancti Antoni. Al convegno, organizzato in collaborazione con la Provincia e il Comune di Oristano, interverranno il Sindaco di Oristano, Angela Nonnis; l’assessore provinciale al Lavoro, Alessandro Murana; i referenti dell’assessorato regionale del Lavoro, Servizio della Governance della Formazione Professionale, Luca Galassi e Davide Zepponi. Si ricorda che l’avviso, pubblicato sui siti istituzionali www.regione.sardegna.it e www.sardegnalavoro.it , cofinanziato dal Fondo sociale europeo per un importo complessivo di nove milioni di euro, prevede la presentazione di idee imprenditoriali da parte di giovani (18-35 anni) e di fruitori di ammortizzatori sociali, secondo una procedura a sportello. I soggetti, singoli o in gruppo, che avranno presentato delle idee d’impresa valide, e ritenute finanziabili, beneficeranno di un servizio di consulenza e di accompagnamento integrato, oltre all’erogazione di incentivi in regime de minimis per l’avvio di impresa”.
La prima tappa del “19° Festival di musica etnica mediterranea - 7Sois 7Luas”, organizzato dal coro “Cultura Popolare” di neoneli, prenderà il via a Sennariolo (Zona sportiva), sabato 16 luglio, alle 21, con Korontzi (Paesi baschi), Tenores di Neoneli, Trio “Mascia, Mascia, Camedda”. Bis, domenica 17, a Riola (Parco dei suoni), sempre alle 21, con gli stessi artisti, solo che al posto del Trio, ci saranno Daniele Cuccu e Massimo Perra. Lunedì 18 luglio, appuntamento in piazza Roma, ad Oristano, ore 21, con Esta (Israele), Tenores e Trio. Martedì 19, stesso orario, a Sa Mesa Longa, nella marina di San Vero, con Eugenio Bennato e la 7Sois Med. Orkestra, Tenores di Neoneli e il Trio “ Mascia, Mascia, Camedda”. Mercoledì 20 luglio, alle 21, a Solurassa , in piazza della Chiesa delle Grazie, Lex Voix du 7Sois (produzione internazionale), Actores Alidos e Orlando Mascia. Domenica 7 agosto, a Neoneli, ore 21, 7Sois Orkestra (produzione internazionale), Tenores di Neoneli e Trio “Mascia, Mascia, Camedda”. La conferenza stampa di presentazione del festivale si terrà mercoledì 13 luglio, nella sala giudicale del comune di Oristano.
Walter Mulas, noto grafico pubblicitario di Oristano, ha vinto l’ultima edizione di “Cavatappi d’iddee”, la manifestazione proposta e organizzata da Andrea Riccio, in collaborazione con Comune e Provincia di Oristano, Consorzio Uno e Pro Loco, per la promozione e il rilancio della vernaccia. La notoria e apprezzata creatività di Walter Mulas si è concretizzata nell’opera “Fortunato chi la beve”, che ha letteralmente sbaragliato gli altri pur bravi concorrenti. “Cavatappi d’idee”, oltre ad altri riconoscimenti alle migliori quaranta opere (che resteranno esposte al Chiostro del Carmine fino al 13 luglio, per poi spostarsi nella torre di Torregrande), ha premiato anche due giovani studenti universitari, Emanuela Pilia e Francesco Deledda, per il miglior piano di marketing, grazie alla collaborazione del Consorzio Uno - Università di Oristano.
Di pig (del 06/07/2011 @ 14:01:24, in politica, linkato 1025 volte)
“Ad oltre un anno dall’insediamento, l’amministrazione provinciale di Oristano, guidata dal presidente, Massimiliano de Seneen, non è ancora riuscita a discutere ed approvare le linee programmatiche di mandato per la legislatura 2010-2015. Un caso forse unico nel panorama nazionale”. Lo ha dichiarato il capogruppo del Pd in consiglio provinciale, Mario Tendas, che sulla vergognosa situazione ha diramato, questa mattina, una nota stampa. A bloccare questo fondamentale adempimento amministrativo, secondo Tendas, pare ci siano diversi contrasti, tutti interni alla maggioranza di centrodestra, in riferimento ad alcune nomine che, da un anno, attendono di essere rinnovate. Per questo motivo il gruppo del Pd, che in diverse occasioni ha garantito, responsabilmente, il numero legale, ha invitato il presidente de Seneen a chiarire, con la massima urgenza, la situazione e a trarne le dovute conseguenze. “Così come appare evidente – ha detto Tendas – se la maggioranza non è più tale, non ha senso proseguire in questo modo, sperando che qualcuno, volta per volta, giunga in soccorso. Il territorio oristanese ha bisogno di un governo provinciale forte e autorevole, che porti avanti le numerose istanze che, da tempo, attendono risposte chiare e risolutive. Piuttosto che mantenere in continua e costante agonia questo governo è meglio ridare mandato agli elettori”. Questo, il testo integrale della nota: “Ancora l’ennesimo rinvio. Ancora nulla di fatto. Ancora una situazione, a dir poco, imbarazzante. E’ passato oltre un anno dall’insediamento del consiglio provinciale e l’esecutivo guidato da Massimiliano De Seneen non è ancora riuscito a discutere ed approvare, così come è previsto per legge (articolo 46 del Decreto Legislativo 267/200 e articolo 62 dello statuto provinciale), le linee programmatiche di governo per la legislatura 2010-2015. Inutile negarlo: si tratta di una autentica vergogna che, su scala nazionale, probabilmente non si registra in nessun’altra provincia. L’argomento, ad onor del vero, figurava come unico ordine del giorno della seduta consiliare di ieri. Ma come spesso, troppo spesso, si sta verificando negli ultimi tempi, alcuni consiglieri di maggioranza, subito dopo l’appello, hanno abbandonato l’aula facendo, di fatto, mancare il numero legale. Il motivo? Alla base delle resistenze e delle contese, tutte interne alla maggioranza di centro-destra, non ci sono problemi o preoccupazioni legati alla programmazione e alla gestione dell’attività politico-amministrativa, ma solo ed esclusivamente giochi di potere, legati ad alcune nomine. Già, proprio quelle nomine che, ad oltre un anno dall’avvio del mandato elettorale, non sono state ancora rinnovate e che costituiscono un’altra imbarazzante e vergognosa pagina di questa legislatura. Dal maggio dello scorso anno ad oggi, l’amministrazione guidata da de Seneen non è ancora riuscita a nominare i propri rappresentanti all’interno della Unione delle province sarde, impedendo di fatto, che l’Ups possa riprendere la propria attività. La stessa identica situazione si registra nel comitato faunistico (articolo 14 lettera F, Legge regionale n. 23 del 29/7/98) che, da oltre un anno, attende di essere rinnovato per riprendere la propria attività. Ormai è sin troppo evidente che il presidente della giunta provinciale, Massimiliano de Seneen, è in chiara difficoltà e stenta non poco a coordinare l’attività amministrativa dell’ente, perché è impegnato, sempre più spesso, a dirimere le risse interne al suo partito e alle forze di maggioranza. Questa situazione, ovviamente, sta creando danni incalcolabili alla comunità provinciale che, da tempo, attende risposte politiche e scelte amministrative serie e responsabili, in grado di rilanciare la crescita economica e lo sviluppo socio–culturale dell’intero territorio. Se il presidente, così come sembra, non è in grado di dirimere questi patetici e laceranti giochi di potere è meglio che sciolga, quanto prima, il consiglio provinciale. Del resto per la nostra provincia sarebbe sicuramente il male minore”.
Famiglia Cristiana, il pericoloso giornale dei black bloc cattolici, ha definito questa classe politica “la più bassa di tutti i tempi”. L'Italia è vicina al default ufficiale, quello reale è già avvenuto. Siamo ultimi nelle classifiche degli stipendi, tra gli ultimi per libertà di informazione, tra gli ultimi per connettività, superati persino dalla Libia di Gheddafi, che stiamo bombardando mentre il Presidente della Repubblica dorme sonni beati, tra gli ultimi per investimenti in ricerca e nell'innovazione, tra gli ultimi come livello di occupazione giovanile, migliaia di aziende chiudono ogni mese. Ultimi. Dovremo abituarci per anni a questa condizione. Ci vorrà almeno una generazione per uscirne. I 47 miliardi della manovra di Tremorti sono appena sufficienti per pagare le caramelle. In un solo mese il nostro debito pubblico è aumentato di 22 miliardi. Nel 2012 gli interessi sul debito potrebbero arrivare a 100 miliardi e forse superarli. In questo Paese sciroccato si è perso ogni senso della misura. L'esempio non è più una virtù. Nella casa di Giuseppe Verdi, nella tenuta di Sant'Agata, tra i suoi ricordi c'è un pacchetto di biglietti del treno gratuiti che lasciò intatti. Era senatore del Regno, riceveva per questo uno stipendio, e trovava vergognoso utilizzarli. Il treno per Roma lo pagò sempre di tasca sua. Tremorti ha proposto un taglio degli stipendi per i parlamentari, ma solo dalla prossima legislatura. I sacrifici agli italiani sono invece richiesti da subito. Perchè Tremorti non rimanda anche questi al 2013? Perchè non abolisce le pensioni ai parlamentari in modo retroattivo, perché sono possibili i doppi stipendi? Perché, perché, perché... Ieri è andata in onda l'ennesima miserabile puntata sul taglio delle Province proposto dall'Idv. Il Pdl ha votato contro e il Pdmenoelle (Pd) si è astenuto, chi ha gli stessi interessi adotta lo stesso comportamento. "Il numero degli amministratori delle Province è di 4.000 addetti con 2.900 consiglieri, 50 tra presidenti e vicepresidenti, 100 presidenti della giunta, 900 assessori. Il costo annuale dei soli compensi di questo “esercito” supera i 50 milioni di euro mentre le spese correnti delle oltre 100 Province italiane si aggirano attorno ai 10 miliardi di euro l’anno “Per coerenza chi chiede l'abolizione delle province non avrebbe dovuto presentarsi alle ultime elezioni provinciali, come ha fatto il MoVimento 5 Stelle, invece lo ha fatto. Non è necessaria una legge per dare l'esempio. La truffa dei finanziamenti elettorali spacciati per "rimborsi" porta nelle casse dei partiti un miliardo di euro. Qualche partito li ha rifiutati? Il MoVimento 5 Stelle lo ha fatto. "Tu devi essere il cambiamento che vuoi vedere nel mondo". Lo disse Gandhi, noi abbiamo al suo posto Bersani e Berlusconi. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure. (www.beppegrillo.it)
Altre notizie:
Il Tar della Sardegna si è pronunciato sul ricorso presentato dal Comune di Tresnuraghes, contro la costruzione di un radar della Guardia di Finanza a Ischia Ruja. I giudici hanno confermato la sospensiva disposta a fine mese perchè il ricorso appare fondato: "…ad un primo sommario esame tipico della fase cautelare, il ricorso appare provvisto di sufficiente fumus boni iuris". Inoltre, il provvedimento è stato confermato anche in virtù della necessaria applicazione del principio di precauzione, vista l'importanza naturalistica del sito dove si vuole installare il radar. Il Collegio specifica poi che “…il comune, quale ente esponenziale della comunità territoriale, è legittimato a far valere in giudizio il diritto alla salute e all'incolumità fisica dei propri abitanti, nonchè il diritto, proprio della collettività locale, alla salubrità dell'ambiente; considerato, infine, che sussiste con evidenza il requisito del pregiudizio grave ed irreparabile atto a consentire l'intervento cautelare di questo Giudice". Il Tribunale vista l'importanza e la delicatezza della questione, e considerata la mole di documenti presentati questa mattina dall'avvocatura dello Stato, ha anche disposto una nuova camera di consiglio, che è stata fissata per il 5 ottobre.
Come vi abbiamo già anticipato ieri, il consiglio comunale di Oristano ha approvato (19 voti a favore, 2 contrari e un astenuto) il rendiconto dell’esercizio finanziario 2010. Dopo aver detto la nostra, sull’argomento vi proponiamo anche il comunicato istituzionale. “Il documento è stato presentato in aula dall’assessore al Bilancio, Alessandro Lisini, che ha subito ricordato i numeri del rendiconto che si è chiuso con un avanzo di amministrazione di 3 milioni 278 mila euro, interamente vincolati, le entrate tributarie ammontano complessivamente a 12 milioni 144 mila euro, di cui 4 milioni di Ici, 111 mila euro di imposta sulla pubblicità e diritti di pubbliche affissioni, un milione 675 mila Euro di addizionale comunale Irpef, 5 milioni 41 mila euro di tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani e 3 milioni 699 mila euro per le entrate extratributarie. Sul fronte delle uscite il personale ha assorbito 9 milioni 441 mila euro, gli interventi passivi sulle rate di ammortamento mutuo 1.391.599 e la quota capitale rimborsata 1.517.116. Imposte e tasse 600 mila euro. L’assessore Lisini si è soffermato sul Patto di stabilità spiegando che “il Patto condiziona notevolmente la vivacità dell'ente, le capacità e le possibilità di spendita e che evidentemente anche sul comune di Oristano agisce pesantemente. Il patto di stabilità è stato comunque rispettato. In caso di mancato rispetto ci saremmo trovati di fronte a sanzioni piuttosto pesanti come il divieto alla contrazione di spese per investimenti, la riduzione dei contributi da parte dello Stato, la riduzione delle indennità degli amministratori, la parametrazione delle spese correnti con gli stanziamenti dell'ultimo triennio”. Sul rendiconto sono poi intervenuti gli assessori presentando una relazione sull’attività dei rispettivi assessorati: Salvatore Ledda - Urbanistica, Puc, housing sociale, edilizia privata, edilizia residenziale pubblica, demanio e patrimonio indisponibile – ha ricordato l’approvazione e la pubblicazione del Puc, il trasferimento degli usi civici, l’aumento degli incassi derivanti dalla Bucalossi, il finanziamento di 500 mila euro nell’ambito del programma Litus per il pontile di Torre Grande, l'accordo di programma con il progetto di valorizzazione dell'ex Sipsa, il finanziamento dei progetti nell’ambito dei programmi integrati Pisu, l’avvio dell'attività del piano particolareggiato del centro storico, l’istituzione dell'ufficio toponomastica. Andrea Lutzu - Lavori pubblici, servizi tecnologici, beni artistici e monumentali e cimiteri – ha evidenziato come nel 2010 i lavori pubblici abbiano sofferto per la mancata contrazione di mutui e il mancato utilizzo di alienazioni. Tuttavia sono state avviate o realizzate numerose opere: gli impianti a gas di tutte le scuole (260 mila euro), strade delle città e delle frazioni (600 mila euro), approvati i progetti per la ludoteca e l'asilo di via Libeccio (270.000 euro e 260.000 euro), un ulteriore intervento sulle barriere architettoniche (140.000 euro), ascensore, parcheggio e copertura del Tribunale, restauro dei monumenti, approvazione del progetto per l'ingresso nord della città (1.200.000 euro), scuola di via Santul Lussurgiu (340 mila euro), scuola materna di via Campania (540.000 euro), rifacimento della via Duomo, rotonda di piazza Mannu, barriere architettoniche di via Solferino, recinzione della scuola di via Diaz, messa in sicurezza chiesa di Silì, interventi nelle frazioni con gli impianti sportivi di Silì, il cimitero di Massima, la piazza di Nuraxinieddu, la biblioteca, le barriere architettoniche e l'illuminazione di Torre Grande, la pista per i cavalieri della Sartiglia, gli interventi per l'inquinamento luminoso, la progettazione del nuovo palazzetto dello sport. Marzio Schintu - Sport, turismo, spettacolo, politiche per la gioventù – ha evidenziato l’impegno per potenziare e accrescere la competitività turistica della città, creando reti di collaborazione con partner pubblici e privati per cercare di destagionalizzare l'offerta turistica locale. Ha ricordato la programmazione di eventi collaterali alla Sartiglia (il prodotto vincente) e quella degli eventi estivi, la rivalutazione della borgata di Torre Grande, la programmazione del capodanno 2010, il sostegno, la promozione e lo sviluppo dell'attività sportiva sia a livello ricreativo, agonistico e anche lo sport per i disabili. Centrale nell’attività dell’Assessorato il progetto per il nuovo palazzetto per il quale si è giunti alla stipula della convenzione con i professionisti. Mariano Deiana - politiche sociali, casa, problematiche sanitarie e giovanili – ha ricordato l’impegno dell’Assessorato che nonostante i tagli e le riduzioni di budget è riuscito a incrementare la spesa sociale potenziando i servizi e aumentando i finanziamenti per i sussidi. Attraverso il bando sulle povertà estreme sono stati aiutati più di 400 nuclei familiari. Negli asili nido sono stati incrementati i posti disponili (da 140 a 160), ampliando e diversificando l'offerta formativa. Il progetto Ritornare a casa per le disabilità più gravi è passato da una finanziamento di 200 mila euro a 230.000 euro e da 19 a 30 utenti, incremento di spesa e di copertura del servizio anche per il progetto Interventi immediati, per le disabilità e i disagi mentali, per il servizio di assistenza domiciliare si è passati da 290.000 a 330.000 e da 59 a 75 utenti. Alessio Putzu – agricoltura, annona, settori produttivi, mercati, trasporti urbani, parcheggi, polizia amministrativa – ha sottolineato i risultati ottenuti con i fondi della Legge 37 per le attività produttive e con il progetto Fai un'impresa. Ha ricordato il successo del Maggio della Torre a Torre Grande, le attività per i mercati civici e per la viabilità attraverso l’avvio della progettazione del Piano urbano della mobilità. Gianfranco Licheri - ambiente, verde pubblico, decoro cittadino, nettezza urbana, polizia ambientale ed ecologica – ha sottolineato il 68% raggiunto con la raccolta differenziata e i risultati che hanno portato la città alla ribalta della cronaca nazionale come Comune tra i più virtuosi in Italia e che hanno consentito di essere premiati da parte di Legambiente Sole 24 Ore per il 2010 come il Comune riciclone, dal Conai e dal Consorzio italiano alluminio. Numerose le iniziative di comunicazione per sensibilizzare l’opinione pubblica. Attraverso il progetto Sardegna fatti bella è stata avviata la lotta al fenomeno delle discariche abusive con la bonifica di decine di siti. Luca Faedda - pubblica istruzione, cultura ed edilizia scolastica – ha evidenziato il protocollo d'intesa con il Consorzio Uno per la programmazione di attività culturali al chiostro del Carmine, il nuovo appalto per la gestione dell'Antiquarium arborense, il progetto per il museo e la pinacoteca all'Hospitalis Sancti Antoni, l’apertura del Centro di documentazione sulla Sartiglia, gli interventi per un un milione di Euro per la dotazione di strutture scolastiche ed extra scolastiche. Durante il dibattito sono intervenuti Mauro Solinas (Fortza Paris) che ha evidenziato ritardi nella realizzazione dei lavori nelle strade rurali e i buoni risultati nella raccolta differenziata ai quali si contrappongono le difficoltà nella pulizia della città, il Presidente della Commissione bilancio Giampaolo Atzori (indipendente) ha evidenziato la capacità dell'Ente di riuscire a sincronizzare la programmazione con la contabilità finale ed Efisio Sanna (Pd) secondo cui il 2010 è stato un anno perso, di pura sopravvivenza per una città che rallenta. Il sindaco, Angela Nonnis, ha concluso evidenziando gli sforzi compiuti per l’ammodernamento della macchina amministrativa, per la pianificazione che ha trovato nel Piano urbanistico comunale l’intervento più importante, senza dimenticare i risultati raggiunti con la raccolta differenziata. “Questa è un'amministrazione virtuosa – ha spiegato il sindaco – e i frutti si vedranno anche in futuro”.
Il comune di Oristano ha dichiarato guerra a “rifiuto selvaggio”. Dalla settimana prossima l’Ufficio Ambiente, il Comando di Polizia municipale e le imprese che gestiscono il servizio di nettezza urbana vigileranno sulle modalità di conferimento dei rifiuti. Il controllo sarà effettuato sia sui rifiuti conferiti dai cittadini sia dalle utenze non domestiche. Gli addetti alla raccolta eviteranno di ritirare i sacchetti il cui contenuto non è corrispondente alla tipologia prevista e faranno partire la segnalazione al Nucleo ambiente della Polizia municipale che interverrà per una verifica più puntuale e per risalire al trasgressore. Nel caso venisse accertata la violazione, al trasgressore potrà essere applicata una sanzione amministrativa che arriva sino a 500 euro. Il sistema di controllo sarà quotidiano e riguarderà tutte le tipologie di rifiuti (umido, vetro, plastica, carta e cartone) soprattutto quelle valorizzabili, il cui recupero consente la trasformazione in altri prodotti. “Capita, ad esempio, che nel secco indifferenziato finiscano rifiuti valorizzabili – ha spiegato l’assessore all’Ambiente, Gianfranco Licheri -. È un danno doppio, perché sono rifiuti il cui conferimento in discarica costa alla collettività 170 euro a tonnellata, mentre dal recupero si ottiene un importante beneficio ambientale. Nel caso degli imballaggi raccolti (acciaio, alluminio, carta, legno, plastica, vetro) si realizzano maggiori corrispettivi messi a disposizione da Conai per i comuni nell’ambito di un accordo con Anci. Ricordo una stima: un comune di 100 mila abitanti, con una raccolta differenziata complessiva intorno al 45%, in prima fascia di qualità per la raccolta di tutti gli imballaggi, può arrivare a ricevere corrispettivi pari a 1 milione di euro, quattro volte tanto l’importo che percepirebbe se avesse gli imballaggi nella terza fascia, quella in cui si trova attualmente il Comune di Oristano”. “A due anni dall’inizio della raccolta differenziata occorre fare uno sforzo aggiuntivo – ha aggiunto l’assessore Licheri -. La risposta della città è stata superiore alle aspettative e questo ce lo riconoscono tutti, ma siamo ancora lontani dai risultati possiamo raggiungere. Occorre fare molto di più in educazione ambientale e nei controlli. Così, da lunedì prossimo faremo partire il nuovo sistema di controlli che vedrà in campo i circa 60 operatori del servizio di nettezza urbana e una decina del Nucleo Ambiente che effettueranno le successive verifiche. Tutti effettueranno controlli sull’intero territorio comunale al fine di garantire corrette modalità di conferimento. In questo modo contiamo di migliorare ulteriormente e sensibilmente le percentuali di raccolta differenziata”. Il numero verde 800 066276 (dal lunedì al venerdì dalle 8,30 alle 12,30, e il martedì e il giovedì anche dalle 15 alle 18) è a disposizione di tutti i cittadini, per fornire informazioni sul sistema di raccolta, per raccogliere segnalazioni su eventuali disservizi, per la prenotazione del ritiro di rifiuti ingombranti e durevoli e per fornire informazioni sulla distribuzione dei contenitori. Alla zona industriale, in via Parigi, negli stessi orari, è aperto l’Ecocentro per le utenze domestiche che vogliono conferire i rifiuti, anche quelli non compresi nella raccolta porta a porta (lampade, oli vegetali, batterie, rifiuti tossici, specchi, pneumatici …) o al di fuori degli orari di raccolta. Questo il calendario dei controlli: l’11 luglio, zona 4 e zona 3; 14 luglio, zona 4 e frazioni; 20 e 23 luglio, zona 5 e zona 6; 26 luglio, 2 e 5 agosto, zona 1 e zona 2; 28 luglio, zona 3 e zona 4
Una mozione sulla realizzazione di piste ciclabili è stata presentata dai consiglieri comunali di Oristano, Paolo Sulis, Maura Fiori, Giuseppe Sanna e Antonio Scanu. Questo, il testo: “…Premesso che nel territorio nazionale, da diversi anni, comuni, province e regioni stanno programmando la costruzione di numerose piste ciclabili, con anni di ritardo nei confronti dell’Europa, per collegare le città e i paesi, e venire così incontro alle esigenze di una popolazione, sempre più numerosa, degli amanti della bicicletta; constatato che nella nostra provincia poco o nulla è stato realizzato per i cicloamatori, malgrado tutto il territorio si presti a tali progetti, per la sua conformazione quasi del tutto pianeggiante; considerato che tutto il nostro territorio, ricco di rilevanti realtà ambientali, archeologiche e culturali, può essere facilmente collegato con una serie di ciclovie che partendo da Oristano raggiungono le diverse mete; tutto ciò premesso, i consiglieri impegnano il sindaco e la giunta a promuovere, con la Provincia, varie iniziative per fare in modo che anche nella nostra provincia possano essere realizzati importanti infrastrutture per gli amanti delle due ruote.
In vista dello sciopero di Abbanoa, i sindacati confederali di categoria hanno convocato per lunedì 11 luglio, a Tramatza, alle 9.30, il coordinamento regionale della società, per definirne le modalità e le iniziative collaterali. La data è stata confermata dai segretari della Filctem-Cgil, Giacomo Migheli, della Femca-Cisl, Gian Piero Murgia, e della Uilcem-Uil Mario Cro', che rappresentano circa il 90% dei dipendenti Abbanoa iscritti ad organizzazioni sindacali. L'agitazione è stata decisa in quanto l'azienda “…non ha dato garanzie sul pieno rispetto degli accordi sottoscritti e neppure certezze sull'erogazione puntuale delle retribuzioni, sia per i lavoratori di Abbanoa che per quelli delle ditte appaltatrici".
Il sindaco di Santa Giusta, Angelo Pasquale Pinna, è stato eletto presidente del comitato del distretto socio-sanitario di Oristano: le votazioni sono avvenute recentemente nell'aula consiliare del comune capoluogo. Il comitato ha il compito di verificare l'andamento delle attività socio-sanitarie e di formulare osservazioni e proposte sull'organizzazione e sulla gestione dei servizi e delle strutture a livello distrettuale. Sua prerogativa è anche quella di esprimere un parere obbligatorio sul programma della direzione aziendale per ciò che concerne i servizi territoriali. Fanno parte del distretto i comuni di Oristano, Palmas Arborea, Riola, Samughero, Santa Giusta, San Vero Milis, Siamaggiore, Siapiccia, Simaxis, Solarussa, Tramatza, Villanova Truschedu, Villaurbana, Zeddiani, Zerfaliu, Allai, Baradili, Bauladu, Cabras, Milis, Narbolia, Nurachi e Ollastra. Con l'elezione del nuovo presidente, la Asl n. 5 di Oristano potrà così avviare un dialogo e un confronto costruttivo con i rappresentanti del territorio e lavorare all'ottimizzazione dei servizi.
Il Comitato Regionale Faunistico, presieduto dall'assessore regionale all'Ambiente, Giorgio Oppi, ha approvato il calendario venatorio 2011/2012, che si aprirà a settembre con la caccia alla tortora. Queste le specie cacciabili con i rispettivi periodi di caccia: Tortora, nei giorni 1 e 4 settembre alla posta e senza l'uso del cane per l'intera giornata. Pernice sarda e lepre sarda, nei giorni 18 e 25 settembre, 2 e 9 ottobre 2011, anche in forma vagante e con l'uso del cane sino alle ore 14, con la limitazione di 2 capi. Coniglio selvatico, volpe, allodola, alzavola, beccaccia, beccaccino, cesena, codone, colombaccio, cornacchia grigia, fischione, folaga, frullino, gallinella d'acqua, germano reale, ghiandaia, merlo, mestolone, moretta comune, moriglione, pavoncella, porciglione, quaglia, tordo bottaccio, tordo sassello, tortora nei giorni 18 e 25 settembre, 2 e 9 ottobre, anche in forma vagante e con l'uso del cane per l'intera giornata, dal 13 ottobre 2011 al 31 gennaio 2012 nei giorni di domenica, giovedì e festivi infrasettimanali, anche in forma vagante e con l'uso del cane. Cinghiale, nei giorni 6, 13, 20 e 27 novembre 4, 8, 11, 18 e 26 dicembre 8, 15, 22, 29 gennaio, anche con il sistema della battuta e con l'uso della munizione a palla unica. Per quanto riguarda la caccia al tordo si profila una riduzione del periodo, in base alle date che stabilirà la Conferenza Stato-Regioni. Tra le novità della prossima stagione venatoria figura la possibilità dell'uso del fucile a canna rigata, mentre rimane l'obbligo per i cacciatori e i battitori dell'uso del giubbino ad alta visibilità per evitare gli incidenti durante la caccia.
Alcuni incidenti sono accaduti all’ Ardia di Sedilo, la tradizionale corsa equestre dedicata a San Costantino. Sono sei i cavalieri coinvolti nelle cadute, due dei quali versano in condizioni tali da non far sciogliere la prognosi ai medici, anche se non sono in pericolo di vita. I feriti sono stati trasportati agli ospedali di Oristano, Ghilarza e Nuoro. Il primo incidente è avvenuto subito dopo la partenza: tre cavalieri sono finiti a terra dopo l'arco, in prossimità della salita che porta alla chiesa di San Costantino. Ad avere la peggio è stato Giovanni Meloni, che ha riportato diverse fratture. Sono rimasti contusi anche Antonio Carta, considerato tra i migliori cavalieri di Sedilo, e Giovanni Carboni. Nella seconda caduta, avvenuta nel tratto che dalla chiesa porta a "Sa muredda" sono stati coinvolti Bustiano Cocco, ricoverato all'ospedale di Nuoro, Giuseppe Carboni e Michele De Palmas. Nessuno dei cavalieri, come detto, risulta in pericolo di vita. Per Meloni, 43 anni, il cavaliere che ha riportato le ferite più gravi, la prognosi dei medici dell'ospedale San Martino di Oristano è di 90 giorni, a causa delle fratture multiple riportate e un pneumotorace. Gli altri due ricoverati, Antonio Carta Mula, 55 anni, e Sebastiano Coccu di 55 anni, se la caveranno con pochi giorni di cure per contusioni riportate. Il primo è ricoverato al San Martino, il secondo all'ospedale San Francesco di Nuoro. Gli altri cavalieri coinvolti nelle cadute di stamane sono stati medicati e rimandati a casa. Ora è facile ipotizzare la marea di polemiche che sorgeranno nuovamente sulla sicurezza del percorso.
Un anziano pensionato di 80 anni voleva versare 750 euro di risparmi alle Poste di Oristano, ma al momento del versamento si è reso conto di averli persi per strada. Quando si era ormai rassegnato ed era tornato a casa, l’uomo si è visto riportare il denaro dagli agenti di una volante della Questura. Fortuna ha, infatti, voluto che un'anziana, imbattutasi nel rotolo di banconote caduto per strada, abbia chiamato subito il 113 per consegnare il denaro. Gli agenti, nel tentativo di rintracciare il proprietario, hanno pensato di andare nel vicino ufficio postale di via Firenze, immaginando che la somma potesse corrispondere all'importo di una pensione appena riscossa. L'impiegata allo sportello ha riferito che, poco prima, un anziano aveva cercato di effettuare un versamento sul proprio conto corrente, ma all'ultimo momento si era accorto, disperato, di aver smarrito i soldi. Grazie agli estremi della tentata operazione postale e anche al fatto che la distinta non era stata gettata via, i poliziotti sono risaliti all'identità del pensionato, residente nelle vicinanze, e si sono presentati a casa sua per riconsegnargli i 750 euro.
Di pig (del 03/07/2011 @ 10:30:57, in politica, linkato 1392 volte)
Sull’attuale situazione del Pd isolano e sulla china populista che sembra prendere il partito, è intervenuto il consigliere regionale, Gian Valerio Sanna, con un articolo pubblicato sul suo sito (www.gianvaleriosanna.it), che certamente farà discutere.
“Si ricorda spesso nelle nostre riunioni, specie quando le cose non vanno troppo bene, che il Partito Democratico non è ancora nato, che la sua nascita è stata anticipata un po’ innaturalmente e che, dunque, il profilo autentico di questo partito moderno e riformista sarebbe ancora per rivelarsi e definirsi. Mi permetto di dissentire, e di sostenere che il Partito Democratico sappiamo da qualche tempo che cosa rappresenta e, anzi, la sua nascita è stata a lungo costruita e preannunciata nella storia delle tradizioni cattolico-democratica e progressista, che Aldo Moro ed Enrico Berlinguer ci hanno donato come stigma più profondo della loro lungimiranza e altezza politica. Lavorarono e forse morirono per quest’obiettivo e la ricongiunzione di queste due fondamentali tradizioni politiche e ideali, dopo la grande parabola costituente, è certamente resa possibile dall’intuizione oggi rappresentata dal PD. Un grande partito riformista e democratico che,dunque, sfida i conservatori sul terreno della concretezza di un progetto, della lucidità d’idee e di azioni orientate al conseguimento del bene collettivo e dell’uguaglianza sociale ma, soprattutto, un partito che rifugge qualunque deriva populista, che sembra inglobare oramai tutti gli aspetti di questa nostra società. Penso concretamente che il rischio populista per i Democratici sia reale e conclamato, e si intravede da molteplici comportamenti, condizionamenti e false verità. Abbiamo vinto le elezioni amministrative? Ci siamo precipitati tutti a dire di si, ma forse abbiamo anche dovuto incassare, gratuitamente, semplicemente un dissenso verso gli altri, senza porci il tema della nostra capacità di non rappresentare ancora un’alternativa credibile e meritata al centrodestra. Oramai qualunque questione si sollevi nello scenario istituzionale è materia per blogger o opinionisti di varia estrazione, che discettano spesso senza conoscere, giudicano senza studiare, cesellano censure gratuite, senza avere alcun titolo di legittimazione e col solo ed esclusivo obiettivo di cancellare qualcuno e sostituire alla fatica della democrazia la semplificazione qualunquistica. Diventa un’abitudine, così come ha bene evidenziato Guido Melis di recente, animare i commenti scandalistici piuttosto che indagare dove si annidano concretamente gli sprechi e gli inutili privilegi. Si discute dei compensi e dei vitalizi dei politici e non si è capaci di quantificare il danno assai più consistente che deriva dell’inerzia della politica, dalle incompetenze che imperversano e dall’ignoranza che si accompagna spesso ai posti di maggiore responsabilità. Come il rottamatore Renzi ora sempre di più ci si diletta nel criticare a trecentosessanta gradi, tanto è un mestiere che non costa nulla, è molto di moda, e poco conta se anche attraverso questo stile siamo diventati l’oggetto del dileggio quotidiano dei comici di tutta Italia, al punto che la nostra affidabilità politica, nonostante i disastri del centrodestra, stenta sempre a crescere. In Sardegna come in Italia lo scenario è lo stesso, e vedo molto complicata la strada che pretende di costruire una democrazia forte partendo dalla cancellazione di alcune memorie storiche, di alcuni fatti che, al contrario del qualunquismo imperante, hanno segnato la cultura politica e soprattutto definito i valori universali che dovrebbero ancora emergere nelle cose che diciamo, nei giudizi che esprimiamo e nei programmi che dovremo proporre ai nostri elettori. Ci preoccupiamo delle nostre variegate opinioni sui privilegi della politica, ma non vogliamo mai discutere al nostro interno della differenza che intercorre fra costi della politica e i costi della democrazia, fra ciò che è giusto pagare perché l’accesso alle cariche pubbliche sia garantito a tutti, anche al figlio di un operaio per intenderci, e che la riduzione umorale delle opportunità di accesso alla vita democratica determinerà prima o poi la progressiva affermazione di nuove oligarchie politiche e istituzionali, che con la storia democratica del nostro paese non hanno nulla a che vedere. Quando ne parleremo? Quando vedremo presentare proposte di legge per le primarie per approvarle davvero, invece che per usarle come dei feticci da sbandierare a vanvera, ben sapendo che fin tanto che siamo all’opposizione nulla accadrà? Perché Bersani e Lai, dopo le prolusioni sulla negatività dell’attuale legge elettorale, non propongono ai Democratici il testo di una norma regolamentare interna, che per le prossime politiche ponga i cittadini nella condizione di scegliere chi dovrà rappresentarli nel Parlamento? Che cosa aspettiamo? Dove si esprime la nostra vocazione riformista non è dato ancora saperlo, e mentre a Roma si parla molto di che alleanze si potranno costruire con l’IDV o con Casini, in Sardegna dopo l’implosione della maggioranza congressuale e il chiaro “salvamento” della segreteria, attraverso un ordine del giorno che doveva condurci rapidamente a un nuovo congresso, attraverso un dibattito congressuale esclusivamente di tipo programmatico, ecco emergere una “road map”, termine elegante per indicare il distillato della dispersione nel nulla fra commissioni, confronti, stati generali ed oggetti non meglio identificati del tipo wiki conferenze. Per ora non riesco a credere che ad avviare e gestire la costruzione del futuro programma riformista del PD in Sardegna possano essere, insieme, Soru e coloro che hanno materialmente acceso il semaforo rosso alla sua esperienza di governo. Spero mi possano smentire, ma per ora i segnali sono coerenti con le mie sensazioni, ed anche su questo il populismo regna spesso indisturbato, attraverso la facile accusa di non voler concedere mai una doverosa fiducia iniziale a tutti. Penso davvero che, come spesso accade, saremo tragicamente travolti dagli accadimenti, e le grandi domande di cambiamento s’infrangeranno nel solito modo di fare e con le decisioni prese da pochi su molti. A volte essere ottimisti immotivatamente è assai più dannoso che essere pessimisti con i fatti dalla tua parte e con il coraggio di dire cose scomode per uscire dall’angolo sociale nel quale spesso ci ritroviamo. Se nel Pd dovesse, malauguratamente, prevalere a lungo il racconto sulla realtà, e il suo orizzonte fosse sempre più separato dai valori che ci hanno portato fin qui per concedere spazio alla nuova deriva dei populisti e dei qualunquisti che infestano anche il nostro partito, molti di noi saranno costretti a scegliere tramonti diversi, forse più solitari ma coerenti con la nostra storia e con la vita di uomini indimenticabili”. (Gian Valerio Sanna, consigliere regionale Pd).
Fin qui l’articolo di Gian Valerio Sanna, a cui ci lega una fraterna amicizia e il modo di intendere ed interpretare la politica. Su due questioni, però, non siano in perfetta sintonia: sulla magistratura e, per restare nel seminato, sulla comunicazione. E’ chiaro che il riferimento di Gian Valerio Sanna alla stampa è una provocazione, ma è altrettanto chiaro che blogger, giornalisti, e opinionisti di varia estrazione, finchè in questo Paese di “dittatura democratica” ci sarà la possibilità di dialogare e scrivere liberamente, continueranno a discettare su tutte le questioni sollevate sullo scenario istituzionale. Ci sarebbe, caso mai, da meravigliarsi del contrario. In questo caso l’accusa nei confronti di blogger, giornalisti e opinionisti vari sarebbe quella di ”minzonilismo” cronico, per aver voluto favorire, con l’autocensura, il politico o il potente di turno. Detto che per intervenire, con onestà intellettuale, su qualsivoglia argomento, non occorre essere necessariamente dei cattedratici, altro discorso è quando si vuole, artattamente, stravolgere la realtà dei fatti “…con l’esclusivo obiettivo di cancellare qualcuno e sostituire alla fatica della democrazia la semplificazione qualunquistica”. Ma, in questo caso, considerato che da tempo i lettori non hanno più l'anello al naso e la sveglia al collo, e considerato che c’è sempre qualcun altro che ti sbugiarda, cadere in queste provocazioni o credere che quanto detto da blogger, giornalisti e opinionisti vari siano verità assiomatiche, non è certo da persona intelligente ma da “minus habens”. E lo si è ancora di più quando a credere alle discettazioni sono dei politici, che dovrebbero intuire che ciò che importa (e qui scopriamo l'acqua calda) non sono le opinioni di blogger, giornalisti e opinionisti vari, ma il giudizio dei cittadini, gli unici a cui i politici dovrebbero rispondere. Sulla frase di Guido Melis, parlamentare del Pd, secondo cui sarebbe “…diventata un’abitudine, animare i commenti scandalistici piuttosto che indagare dove si annidano concretamente gli sprechi e gli inutili privilegi”, stendiamo un velo pietoso. Non è questa, infatti, la prima ovvietà di Melis, né sarà l’ultima, e ci fa specie che Gian Valerio Sanna abbia citato quella che, a nostro modesto avviso, è l’ennesima pillola di saggia cretineria dell’esimio professore, ad ulteriore dimostrazione che si può essere un ottimo docente e un pessimo politico. In conclusione, così come esistono blogger, giornalisti e opinionisti vari di ottimo e bassissimo spessore, in buona e in cattiva fede, è pacifico ed assodato che vi siano politici capaci ed altri che sono degli autentici imbecilli.
Fatta questa precisazione, il nocciolo della questione è come rispondere agli interrogativi che Gian Valerio Sanna si è posto ed ha posto al Pd. Per chi ne ha voglia, la discussione è aperta, e lo spazio sul blog è, come sempre, a vostra disposizione.
Altre notizie:
Il comitato NOradar Sardegna ha organizzato due sit-in, per ribadire la contrarietà all'installazione di radar costieri della Guardia di Finanza, in particolare sui litorali occidentali dell'isola. Il primo è previsto per mercoledì 6 luglio davanti al Tar, in occasione della discussione sulla richiesta di sospensiva, presentata dal comune di Tresnuraghes, contro l'installazione del radar a Ischia Ruja. Il secondo presidio si terrà martedì 12 luglio, di fronte al consiglio regionale, per sollecitare una discussione e una presa di posizione dell'assemblea regionale non solo contro i nuovi radar ma anche contro l'ulteriore estensione delle servitù militari in Sardegna. Il comitato inviterà alla manifestazione i sindaci e i presidenti delle province interessate. Inoltre, trasmetterà al presidente della giunta regionale, Ugo Cappellacci, e agli amministratori degli enti locali, un documento sulle proprie rivendicazioni. In occasione di una riunione, tenutasi a Capo Pecora (Fluminimaggiore), il comitato ha preso atto del fatto che la Guardia di Finanza ha perso i finanziamenti per installare la rete di radar, ma la notizia non è stata ritenuta sufficiente a far cessare la mobilitazione.
Il comune di Oristano valuterà attentamente tutte le proposte formulate dal Comitato spontaneo dei residenti di Sa Rodia relative alle modifiche alla viabilità nel quartiere. E’ quanto si legge in un comunicato dell’ente, diramato oggi, dopo che l’assessore comunale ai Trasporti, Alessio Putzu, ha partecipato all’assemblea del comitato e ha ricevuto il documento che contiene le idee formulate dai residenti. “Con la stessa disponibilità al dialogo con cui abbiamo introdotto le modifiche in occasione dell’apertura del Ponte di Brabau, oggi riceviamo con piacere le proposte del Comitato manifestando la massima disponibilità al confronto – ha spiegato l’assessore Putzu -. Ho già incaricato i tecnici del nuovo Piano urbano della mobilità di valutare, tecnicamente, i contenuti del documento e le soluzioni proposte. Ogni singola misura sarà approfondita sulla base dei dati elaborati dall’Ufficio di Piano e delle prime settimane di sperimentazione della nuova disciplina”. Le modifiche varate nelle scorse settimane sono il frutto delle analisi condotte nell’ambito del Piano urbano della mobilità, e tengono conto della nuova situazione creata con l’apertura del Ponte di Babau, che ha spostato grossi flussi di traffico, in entrata e in uscita. Queste, invece, le proposte del Comitato: Ristabilire il doppio senso di marcia di viale Repubblica dall'intersezione con viale Diaz al prolungamento, valutare la possibilità di prevedere il parcheggio su un lato nei punti più larghi, prevedere i parcheggi nelle traverse e nell'area libera interclusa fra via Leone XIII e via De Gasperi; invertire il senso di marcia di vico Repubblica, asse viario naturale per il traffico proveniente da via Carpaccio e diretto verso l'uscita nord della città; restituire a via Campanelli l'accesso da viale Diaz ristabilendo il doppio senso di via Cairoli fino a dopo l'intersezione con via Campanelli; invertire il senso di marcia di via XX Settembre dall'intersezione con viale Diaz a via Brunelleschi; ripristinare il doppio senso di marcia di via Beato Angelico nel tratto via Brunelleschi - via Carpaccio per restituire l'accessibilità a via Canalis ; ripensare la sistemazione della biforcazione di via Tharros all'altezza di "casa Riccio" che rappresenta un serio pericolo per la circolazione; mettere in sicurezza il prolungamento di viale Repubblica con misure di contenimento della velocità anche attraverso strumenti di rilevamento elettronico della stessa; allungare i tempi del semaforo di viale Diaz nell'intersezione con la via Cagliari all'altezza del cinema Ariston.
Sabato 9 luglio, alle 19, nel giardino del Kantharos a B&BArt Museo di arte contemporanea, a Collinas, in via San Sebastiano 12, in collaborazione con il comune di Collinas e col Gal Marmilla, verrà presentato lo spettacolo “La via Lattea”. Ovvero, un viaggio artistico tra poesia, immagini e suoni, per diffondere un messaggio sostenibile, per riavvicinare l’essere umano ai gesti che gli appartengono, in modo naturale, come quello di allattare un bimbo attraverso il seno materno. Un incontro gradevole, dove si trasmettono sensazioni e qualche informazione in più. Dopo la performance introduttiva di Bianca Laura Petretto, due attrici, Cristina Maccioni e Eleonora Giua; una musicista, Mariangela Pisanu, e la curatrice del Work shop, Susanna Maccioni, guideranno i presenti in un viaggio immaginario nella via Lattea.
Di pig (del 29/06/2011 @ 16:30:21, in politica, linkato 1179 volte)
Il disegno di legge sul personale sta creando l’ennesima spaccatura all’interno della squinternata coalizione di centro-destra alla Regione. Come se non bastassero i continui colpi di macete del Psd’Az e dei Riformatori, e le tiratine d’orecchie dell’Udc, è stato un esponente di spicco come l’assessore Floris ha dar fuoco alle polveri. Dopo Floris ha prendere le distanze è stato anche Roberto Capelli dell’Api, che con le sue critiche ha messo in evidenza il continuo teatrino di cui da tempo si è resa interprete la giunta Cappellacci, con tutta probabilità una delle peggiori giunte regionali di tutti i tempi. "Non partecipo a questa farsa, questa è una finta che maschera interessi particolari. Per questo abbandono l'aula". Lo ha detto, oggi, l'esponente dell'Api, Roberto Capelli, dopo aver prteso la parola nel corso della discussione generale sul disegno di legge sul personale, in discussione in consiglio regionale. Rivolgendosi alla presidente del consiglio regionale, Claudia Lombardo, Capelli ha affermato che “…si è davanti ad un teatro trito e ritrito. E' un gioco delle parti e dei piccoli interessi - ha detto Capelli -; sono d'accordo con l'assessore Floris, le riforme si fanno in un altro modo, abbracciando gli interessi generali, ripartendo dalla riforma della legge 31. Non ho intenzione - ha concluso - di perdere tempo nel far finta di ascoltarsi, preferisco fare politica fuori. Per questo abbandono l'aula". Ma non è stato solo Capelli a sparare a zero su questo “singolare” disegno di legge. Dai banchi di centrosinistra sono, infatti arrivate critiche aspre, e fior di bordate. Per Radouan Ben Amara (Comunisti) “…il testo è confuso e pasticciato”, secondo Gian Valerio Sanna (Pd) “…già dalla relazione della commissione, datata 25 marzo 2010, erano emersi dubbi sulla proposta dell'allora assessore alle Riforme, Maria Paola Corona. Come accaduto con il collegato e con altri provvedimenti - ha detto Gian Valerio Sanna -, anche in questo caso si vuole mantenere un testo che non piace, per stravolgerlo con emendamenti. Si vuole la continuazione di uno stillicidio clientelare, che è il sistema del personale della Regione, costituito da 2600 persone, più della metà delle quali sono funzionari, circa 200 sono dirigenti e il resto è suddiviso nelle altre categorie". "Il rispetto dell'impianto originale del disegno di legge sul personale avrebbe avuto senso se portato in aula subito dopo l'esame in commissione Autonomia. Ora ha senso se inserito nella riforma generale della macchina amministrativa, quindi nella riforma della legge 31". E’ quanto ha detto l'assessore alle Riforme, Mario Floris, a chiusura della discussione generale. Il testo, ha ricordato l'assessore, è stato approvato dopo aver fatto un passaggio in commissione Bilancio, senza l'approvazione della commissione Autonomia. "A questo limite del disegno di legge - ha aggiunto, premettendo che si tratta di una sua personale visione - si è corredata una miriade di emendamenti, volti a risolvere situazioni particolari e problemi di singoli. Sono trascorsi tre anni dall'approvazione del testo e tante cose, di cui non si può non tener conto, sono cambiate". Floris ha precisato di non aver nulla contro il personale regionale, nè di voler sfidare il consiglio regionale. "Occorre trovare nuovi modelli di controllo - ha concluso Floris -, completare il percorso dell'individuazione delle diverse responsabilità, affrontare e agevolare le soluzioni utili per migliorare la macchina, nell'interesse della Sardegna".
"I tempi sono maturi: la società sarda ci chiede sovranità, trasparenza e partecipazione. Sinistra Ecologia e Libertà si dichiara, fin da questo momento, disponibile ad avviare un percorso democratico per la scelta dei rappresentanti del popolo nelle istituzioni e per una ampia riforma della Regione". Lo hanno dichiarato il coordinatore e il consigliere regionale di Sel, Michele Piras e Luciano Uras, nel chiedere le elezioni primarie "…per la scelta del candidato presidente della Regione, per i candidati nel listino regionale e per la scelta dei candidati di tutti i partiti alle elezioni politiche nelle liste di Camera e Senato". "Vogliamo una politica di maggiore responsabilità – hanno detto Piras e Uras - e di più ampia sovranità, al servizio del popolo sardo: una nuova Regione e nuove forme di autogoverno. In consiglio regionale abbiamo all'unanimità deciso di avviare un percorso costituente di riscrittura dello Statuto con il coinvolgimento di tutta la società sarda. Tutto ciò sembra dimenticato o - peggio - banalizzato. Ad oggi ha prodotto due sotto commissioni della commissione Autonomia e la solo annunciata proposta di Legge in materia di personale e di dirigenza della Regione. La nuova Carta della Sardegna si scrive con un'ampia partecipazione popolare. Se la strada è la Costituente non stiamo a chiedere autorizzazioni. Istituiamola e facciamola funzionare. Almeno così a qualcosa sarà servito questo consiglio regionale e questa fallimentare legislatura".
Al di là delle affermazioni dei due rappresentanti di Sel, che possono o meno essere condivise, c’è da rimarcare come il successo alle ultime amministrative dei candidati di Sel abbia ringalluzzito a tal punto i rappresentanti di Ecologia e Libertà, tanto da far perdere loro il senso della realtà. Non va, infatti, dimenticato che senza l’appoggio di tutti i partiti della coalizione, Pd in primis, i candidati di Sel avrebbero fatto un buco nell’acqua, a tutti i livelli. Ed allora un pizzico di umiltà, in questi casi, non guasterebbe. Detto che delle primarie il Pd ha sempre fatto il suo credo, e che, quindi, nella fattispecie nulla ha da imparare da Sel, la pretesa di due mostri sacri della politica come Piras ed Uras di dettare l’agenda politica per tutto il centrosinistra, ponendo improponibili paletti a dismisura, è tipico di chi ha perso la Trebisonda, di chi ha politicamente la testa tra le nuvole, di chi ha perso completamente il contatto con la realtà. E la realtà è che, con tutto il rispetto, nel centrosinistra Sel conta per i voti che i cittadini, democraticamente, hanno attribuito a questa “permalosa” ma ancora piccola forza politica, che aspira giustamente a crescere ed a farsi largo non col consenso ma a gomitate e con dichiarazioni strampalate. Non è con voli pindarici e con fughe in avanti che si costruisce un cammino unitario, ma attraverso un progetto condiviso, il cui capofila è necessariamente il partito maggiore. Se a Sel non va, alle prossime regionali nulla vieta ai seguaci di Vendola di presentarsi da soli, e ricevere tanti di quei consensi che, per ora, sono proporzionali soltanto alla loro prosopopea.
I bandi per le cessioni immobiliari decise dal comune di Oristano, nei giorni scorsi, saranno pubblicati in autunno. L'assessore al Bilancio, Alessandro Lisini, e i tecnici dell'assessorato sono al lavoro per mettere a punto gli ultimi dettagli. In particolare, si attendono dall'Agenzia del territorio le valutazioni economiche di alcuni lotti e il frazionamento delle aree rese disponibili dopo l'approvazione del Piano urbanistico comunale (sempre che il Puc sia valido. ndr). Sono numerosi gli immobili che saranno immessi sul mercato, ubicati non solo in citta', ma anche a Torregrande e Santa Giusta. A Oristano è prevista la vendita di un fabbricato in via Vittorio Veneto, attualmente locato, e che, data la sua particolare condizione, potrebbe essere ceduto tramite trattativa privata, nel caso in cui i locatari volessero esercitare il diritto di prelazione. Sempre in città è prevista la vendita di due lotti di terreno: il primo di circa 500 mq in via Laconi, nei pressi dell'Ente Risi, e il secondo di 400 mq in prossimità dell'edicola tra via Diaz e via Beato Angelico. In periferia, invece, sono state destinate alla vendita aree agricole situate a S'ungroni e Fenosu. Per la prima località il piano di dismissioni prevede la cessione di dieci ettari di terreno, facenti parte dell'ex eredità Molino, mentre per Fenosu si parla di un totale di circa 2 ettari. Più consistente l'operazione di alienazione nella borgata marina di Torregrande, dove sono incluse nel piano di dismissioni le aree rimaste invendute nel piano del 2010: ben 15 lotti, di cui 3 in via Millelire, 4 in via dei Pescatori, 6 in via Magellano e 2 all'angolo tra via Napoli e via dei Pescatori. A questi va ad aggiungersi un'area di 1.600 mq in via Flavio Gioia, resa edificabile successivamente all'approvazione del piano urbanistico (?) e per la quale si attende ancora il frazionamento. Sono interessate dal piano di dismissioni del comune di Oristano, infine, anche alcune aree agricole possedute nel territorio di Santa Giusta. A Corte Baccas a disposizione un terreno di circa 8mila metri quadri, mentre a Cuccuru e Portu è in fase di dismissione circa un ettaro di superficie.
Altre notizie:
“Ancora tre anni di lacrime e sangue per la scuola italiana”. Per la parlamentare del Pd, Caterina Pes, la manovra economica all'esame del consiglio dei ministri rappresenta l'ennesima scure che colpisce la scuola. “Neppure concluso il piano triennale ed “epocale” di tagli e ridimensionamenti – ha detto le Pes -, che l'intero sistema formativo è di nuovo sottoposto alla scure falcia-cattedre del governo Berlusconi. I provvedimenti inseriti nella bozza della manovra non recano, infatti (ma c'era da immaginarselo), buone notizie per la scuola italiana: stop delle retribuzioni per un altro anno fino al 2014, congelamento degli organici dall'anno scolastico 2012/13, accorpamenti di scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo grado in un unico istituto comprensivo e, dulcis in fundo, ridimensionamento di fatto degli insegnanti di sostegno. Se a questo si aggiunge il blocco del turn over nella pubblica amministrazione, l'aumento dell'età pensionabile per le donne fino ai 65 anni, e il rincaro dei ticket, il quadro che emerge è desolante: all'orizzonte si annuncia l'ennesima e inaccettabile opera di demolizione e devastazione dell'intero sistema scoalstico e sociale del nostro Paese. Come spesso accade – ha sostenuto la Pes - alla tragedia si accompagna la farsa e, nel giro di poche ore, viene così smentita la nota stampa “rassicurante” del ministero dell'Istruzione, che si era affrettato a dire che per ora (per ora!) nella Finanziaria non sembravano esserci tagli alla scuola. Ecco, il senso e il tenore di queste parole contenute in un comunicato ufficiale dimostrano, qualora ve ne fosse ancora bisogno, come il Miur sia completamente all'oscuro dei provvedimenti tremontiani, e come la Gelmini sia di fatto un ministro commissariato, senza alcuna voce in capitolo in materia di scuola e università. Nella bozza della manovra si legge che “…a decorrere dall'anno scolastico 2012/13 le dotazioni organiche del personale docente, educativo ed Ata della scuola non devono superare la consistenza delle relative dotazioni organiche dello stesso personale determinata nell'anno scolastico 2011/12”. Al di là del burocratese del ministro Tremonti, appare chiara l'intenzione del governo: mantenere e confermare per i prossimi anni un organico già prosciugato di 130 mila unità, in seguito al piano triennale di razionalizzazione che giungerà a termine proprio quest'anno scolastico. Secondo Caterina Pes dietro questi tagli mascherati, si nasconde, inoltre, un attacco agli insegnanti di sostegno e al processo di integrazione scolastica per gli studenti con disabilità. “Nella bozza della manovra – ha detto la parlamentare del Pd - si prevede una proporzione di uno a due tra insegnante e alunno: significa che un insegnante di sostegno dovrà supportare due allievi con disabilità a prescindere, a quanto sembra, dalla forma di handicap certificata, sia essa lieve, grave o gravissima”. Nella manovra si lascia aperta, infatti, la possibilità di ritoccare l'operato delle commissioni mediche che redigono le diagnosi funzionali, i documenti mediante i quali vengono definite di volta in volta le necessità del sostegno per gli allievi con disabilità. Nella “bozza della pacificazione”, è contenuta, inoltre, una stretta sulle scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo grado che “per garantire un processo di continuità didattica nell'ambito del medesimo ciclo di istruzione” verranno accorpate in unico istituto. “Via libera, dunque, alla soppressione delle autonomie scolastiche che non raggiungono il parametro stabilito dei 1000 alunni. Eccezione sarà fatta per i territori montani e le piccole isole; ma se questa intenzione venisse confermata per la scuola sarda (caratterizzata per la maggior parte da istituti già sottodimensionati) si profila una vera e propria desertificazione formativa e culturale. La razionalizzazione (come amano chiamarla dalle parti di palazzo Chigi), che questo governo (con la complicità del ministro Gelmini) sta attuando nei confronti della scuola è intollerabile per un Paese civile, che crede nel valore dell'istruzione e della formazione. L'intero sistema formativo, università compresa, ha subito in questi anni un'opera di demolizione e continuare su questa strada, per esigenze di bilancio e di pacificazione politica tra le anime irrequiete del centrodestra, rischia di infliggere il colpo finale ad un settore strategico già fortemente indebolito”.
Il consiglio provinciale di Oristano ha discusso ieri, fra l’altro, l'interpellanza urgente sulla stabilizzazione degli operai dell'Ente Foreste, presentato dal gruppo Pd (Tendas, Scema Federico, Buttu), con Battista Ghisu primo firmatario. “In Sardegna – ha fatto notare Ghisu - alla data odierna sono 1940 gli operai semestrali e stagionali da stabilizzare, e di questi ben 469 sono operai che lavorano nei 6 complessi forestali della provincia di Oristano. Centinaia di famiglie che da anni aspettano le stabilizzazioni nei cantieri del Grighine, Monte Arci, Barigadu, Sarcidano, Montiferru e Planargia. In aula c’è stata la massima condivisione delle nostre richieste da parte dell'assessore provinciale all'Ambiente, Emanuele Cera, che ha parlato a nome della giunta. Cera ha condiviso le nostre preoccupazioni per una vertenza che si trascina dalla finanziaria 2007, nella quale era stato deciso di stabilizzare tutti gli operai stagionali e semestrali in Sardegna. Sino a oggi, invece, c’è stata solo una minima parte della sua applicazione”. Il gruoppo consiliare del Pd aveva chiesto il sostegno dei sindacati di categoria (Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil) per definire una vertrenza che interessa centinaia di lavoratori. “Abbiamo spiegato all'assessore Cera – ha aggiunto Ghisu -, che delle 850 stabilizzazioni effettuate finora in Sardegna, solo 50 sono avvenute in provincia di Oristano, che è stata fortemente penalizzata rispetto alla provincia di Nuoro, che ha avuto 237 stabilizzazioni, Sassari 190, Lanusei 140, Cagliari 124, Tempio 109. A nostro avviso occorre, quindi, un riequilibrio immediato, e, nella definizione delle stabilizzazioni che l'assessore regionale, Giorgio Oppi, si è impegnato ad attuare per gli anni 2009-2010 e 2011, vogliamo che la provincia di Oristano non subisca ulteriori penalizzazioni a vantaggio di altri territori. Abbiamo chiesto, inoltre, che la giunta provinciale si faccia carico di sollecitare l'assessorato regionale all'Ambiente per individuare le necessarie risorse”. Secondo Ghisu, se si da seguito alle stabilizzazioni, si può poi pensare di aprire all'esterno, per rinnovare le forze dell’ente, ed avviare un serio programma di assunzioni, considerati i tanti disoccupati dell’Oristanese. L'assessore Cera si è impegnato, a nome della giunta, e fare i passi necessari per tentare un riequilibrio delle stabilizzazioni. Ghisu e tutto il Pd hanno, quindi, chiesto la trasformazione della interpellanza in mozione, in modo tale che il consiglio provinciale stili un documento, forte del sostegno di tutte le forze politiche, per rivendicare l'applicazione immediata delle disposizioni della finanziaria regionale 2007, per la stabilizzazione di tutti i lavoratori della Sardegna e, prioritariamente, quelli della provincia di Oristano. Il documento verrà poi inviato al presidente della giunta regionale, all'assessore Regionale alla Difesa dell'Ambiente e ai vertici dell'Ente Foreste della Sardegna.
L'assessorato provinciale alla Pubblica istruzione ha istituito la Consulta provinciale scolastica. La riunione di insediamento si terrà martedì 5 luglio alle 11, nell'aula consiliare della Provincia di Oristano. Sono stati chiamati a farne parte la Commissione provinciale alla Cultura, le presidenze delle Unioni dei comuni, la direzione dell’Ufficio scolastico provinciale, i dirigenti scolastici delle scuole superiori, i rappresentanti sindacali della scuola, i rappresentanti degli studenti, il Coordinamento precari. “L'occasione dell'incontro è da considerarsi particolarmente importante - ha sostenuto l’assessore alla Pubblica istruzione, Serafino Corrias, viste le tante problematiche sul mondo della scuola, che già si evidenziano in questo periodo di preparazione del nuovo anno scolastico, e che ben conosco. Al riguardo, ci tengo anche ad informare che, nei giorni scorsi, ad Oristano, gli otto assessori provinciali alla Pubblica Istruzione si sono incontrati per definire una azione comune in difesa della scuola pubblica, che sarà resa nota, nei prossimi giorni, con un documento unitario, nel quale si chiederanno degli impegni concreti alla Regione per la risoluzione delle criticità da tutti ben conosciute”.
Si è svolta, nell'aula consiliare della Provincia di Oristano, la presentazione della pubblicazione "Postale de sa limba sarda", una raccolta dei materiali didattici e formativi del progetto che, in questi due anni, ha raggiunto vari paesi della provincia. All'incontro sono intervenuti gli assessori provinciali Serafino Corrias, Gianfranco Attene e Gianni Pia; il presidente del consiglio provinciale, Mauro Solinas; i consiglieri provinciali Egidio Loi, Sebastian Madau, Efisio Trincas. Il settore promozione del territorio della Provincia era invece rappresentato dal dirigente, Piero Dau e dal responsabile del servizio cultura, Giorgio Zago. Presenti anche diversi sindaci ed amministratori locali, operatori degli sportelli linguistici, dirigenti delle scuole medie della provincia, ed esperti che hanno collaborato al progetto. Ha introdotto i lavori l'assessore provinciale alla Cultura, Serafino Corrias, che ha messo in luce come il progetto de su "Postale de sa limba sarda" faccia parte delle attività formative e culturali del progetto “Limba sarda: limba de s’identidade, limba de su mundu” – annualità 2007, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per gli Affari regionali. L'assessore ha ricordato come il bus sia stato trasformato in aula didattica, allestita con materiali sulle minoranze linguistiche, il bilinguismo, la lingua sarda e la storia della Sardegna, e ha rimarcato che nel 2010 sono state visitate 42 scuole con il coinvolgimento di circa 4.000 studenti ed insegnanti. Nel 2011, l'itinerario ha invece toccato 32 comuni, incontrando dipendenti pubblici, amministratori, studenti e cittadini.
Sono iniziati, ad Oristano, i lavori di restauro dei monumenti dedicati a Eleonora d’Arborea, nell’omonima piazza, e ai Caduti in guerra, in piazza Mariano. L’intervento è stato possibile grazie ad progetto da 150 mila euro finanziato dalla Regione e dall’assessorato ai Beni monumentali del comune di Oristano. “A 130 anni dalla sua realizzazione – ha detto il sindaco Nonnis -, il monumento dedicato alla Giudicessa tanto amata dagli oristanesi tornerà, finalmente, all’antico splendore. Sottoporre il monumento di Eleonora a un’opera di restauro era un dovere nei confronti della città. Allo stesso modo era importante intervenire per il monumento dei Caduti in guerra, in piazza Mariano, per perpetuare il nostro ricordo e l’omaggio della città ai suoi figli che hanno perso la vita durante la Prima Guerra mondiale”. “I lavori sono eseguiti dalla ditta “Boj restauri” di Genova, che dovrebbe concludere l’intervento entro ottobre – ha spiegato l’assessore comunale ai Lavori pubblici, Andrea Lutzu -. Il progetto, redatto dall'Architetto Federica Pinna, secondo le indicazioni della Soprintendenza ai beni ambientali, artistici, storici, paesaggistici, storici e architettonici di Cagliari e Oristano, e dei tecnici del settore Lavori pubblici del comune di Oristano, prevede una serie di interventi volti al recupero degli elementi degradati, al fine di ridare dignità e garantire la fruibilità dei due monumenti oristanesi. Mi sembra importante sottolineare che il loro restauro è realizzato nell’anno del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia (cioè? ndr)”. “Il monumento ad Eleonora è un’opera che, alla fine del 1800, fu fortemente voluta dalla città, e in particolare da Salvator Angelo De Castro, che diede vita a due Comitati promotori per la raccolta dei fondi – ha aggiunto l’assessore comunale alla Cultura, Luca Faedda -. Per la realizzazione del monumento fu bandito un concorso d’idee che fu vinto dallo scultore fiorentino Ulisse Cambi, uno degli scultori più affermati nell’ambiente artistico fiorentino, tanto da essere nominato professore dell’Accademia delle Belle Arti. Le sue opere ancora oggi sono esposte a Firenze, nella Galleria d’Arte Moderna nel Palazzo Pitti, in piazza Goldoni e nel loggiato della Galleria degli Uffizi. Nel maggio del 1881 il monumento fu inaugurato con una cerimonia solenne, tanto che furono concesse vacanze scolastiche per sei giorni e sconti del 50% sui treni. Furono organizzati balli, banchetti e fuochi pirotecnici, e la città fu invasa dai visitatori giunti da ogni parte della Sardegna”. “Il monumento ad Eleonora d’Arborea è realizzato, prevalentemente, in marmo bianco Carrara, con inserti di marmo rosso, bardilio e ravaccione, mentre i due pannelli lavorati a bassorilievo sono in bronzo – ha spiegato il progettista del restauro, Federica Pinna -. Per la sua collocazione all’aperto, in una zona urbana, l’elemento è soggetto all’attacco dei fenomeni atmosferici di pioggia diretta, vento forte, esposizione solare prolungata, smog, e, pertanto, oltre al degrado naturale del materiale lapideo, abbiamo spray di graffitti, presenza di vegetazione, colaticci, croste”. Del progetto del monumento ai Caduti non si hanno notizie certe. L'opera oggi risulta fortemente degradata: presenta, alla base in travertino composta da tre gradini, numerose lacune dovute all’erosione, ai distacchi e agli atti vandalici. C’è, inoltre, la presenza di muffe e piccole efflorescenze. Il sacrario, in travertino, presenta invece spaccature, cedimenti e danni causati dall’erosione e da atti vandalici.
Dal 1° luglio entrano in vigore gli orari estivi dell’Antiquarium arborense di Oristano. Nei mesi di luglio e agosto il museo aprirà dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 14.30 e dalle 17 alle 22, il sabato dalle 9 alle 14 e dalle 17 alle 22, la domenica dalle 17 alle 22.
Presso le agenzie del Banco di Sardegna, sono in pagamento i compensi per i presidenti, gli scrutatori e i segretari impegnati nelle ultime consultazioni referendarie nel comune di Oristano.
La giuria di “Obiettivo Alluminio”, la borsa di studio promossa dal Cial (Consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli Imballaggi in alluminio) in dieci diversi capoluoghi di provincia italiani, ha selezionato le dieci idee migliori tra tutte quelle inviate da centinaia di studenti di scuola superiore. Una per ognuna delle città aderenti all’iniziativa: Oristano, Aosta, La Spezia, Lecco, Pordenone, Livorno, Latina, Terni, Chieti, Trapani. Ogni vincitore riceverà in premio una telecamera digitale e la possibilità di entrare a far parte della giuria ufficiale del “Giffoni Film Festival” (Giffoni Valle Piana, 12-21 luglio 2011), il festival del cinema per ragazzi più famoso al mondo. I ragazzi, ospitati dal festival durante tutti i giorni della manifestazione, saranno chiamati a costituire la Giuria Ambiente che assegnerà il Premio Cial per l’Ambiente (il Grifone è realizzato in alluminio riciclato) scegliendo la pellicola che meglio rappresenta le tematiche ambientali e di sviluppo sostenibile. Con grande soddisfazione Cial ha registrato una partecipazione considerevole all’iniziativa da parte di insegnanti e studenti, visto che, In tutto, hanno aderito ben 900 classi e sono stati coinvolti nel percorso didattico oltre 20 mila ragazzi. I lavori pervenuti alla segreteria organizzativa sono stati 639: fotografie “d’autore” che raccontano l’uso quotidiano dell’alluminio, presente nella vita di tutti i giorni, puntando sulle tematiche ambientali, virtuose o di disagio, vissute giornalmente nella loro città. “Ad Oristano, dove hanno partecipato 77 classi e 1771 alunni, per un totale di 60 lavori – ha evidenziato l’assessore comunale all’Ambiente, Gianfranco Licheri -, è stato premiato il lavoro di Fabrizio Solinas, studente dell’istituto Othoca. Sua la foto dal titolo “L’alluminio non arriva mica dal cielo, ricicliamolo!” In questa foto l’alluminio viene simbolicamente rappresentato secondo l’antico detto “il denaro non piove dal cielo”, in quanto materiale prezioso che, nel suo riciclo, trova la massima espressione del suo valore. Il docente referente era Gianfranco Argiolas. Il progetto – ha detto Licheri - si poneva l’obiettivo di far conoscere l’alluminio nella vita quotidiana, le sue applicazioni e le qualità del materiale. Informazioni necessarie, per sensibilizzare i giovani e i cittadini verso la raccolta differenziata di questo prezioso materiale che, oltre ad essere ampiamente utilizzato, è anche riciclabile all’infinito e al 100%”.
Sarà attivo da domani il servizio di guardia medica turistica predisposto dall'Azienda sanitaria locale n.5 di Oristano in tre delle località turistiche di maggiore afflusso della costa oristanese: Torregrande, Putzu Idu e Santa Caterina di Pittinuri. Per due mesi interi, dal 1 luglio ai 31 agosto, il servizio sarà a disposizione dei non residenti, in particolare ai villeggianti e ai lavoratori stagionali. L'assistenza sanitaria sarà garantita, in ciascuno dei tre presìdi, per 12 ore al giorno, dalle 8 alle 20. Le prestazioni sono soggette ad un ticket differenziato, a seconda che si tratti di visite ambulatoriali (euro 15,49), domiciliari (euro 25,82) o ripetizioni di ricette (euro 7,75). I pazienti potranno pagare la prestazione o al momento della visita (in questo caso il medico rilascerà una ricevuta) o entro 5 giorni, versando l'importo indicato dal medico su un conto corrente Asl. Non sono soggetti al versamento del ticket i cittadini residenti in Sardegna appartenenti alle categorie dichiarate esenti. Stesse regole valgono per i medici di continuità assistenziale (guardia medica) che esercitano nell'ambito territoriale in cui si trova il punto di guardia turistica. Parallelamente al servizio di guardia medica turistica sulle coste per tutto il periodo estivo verrà assicurata, in collaborazione con la Centrale operativa regionale, l’attività di soccorso del 118 aziendale, alla quale si aggiunge l’analogo servizio di emergenza garantito dalle associazioni di volontariato che operano in tutto il territorio provinciale. Punti di guardia turistica: Torregrande, piazza della Torre n°26, Tel. 348.6689144; Putzu Idu, presso Istituto Evaristiane, via Evaristo Madedd, Tel. 340.2706329; Santa Caterina di Pittinuri, presso Scuole Elementari, Loc. “Su parisi de sa Turre”,
Tel. 340.2700346.
L'ex calciatore del Cagliari, Loris Delnevo, venerdì 1 luglio, si recherà all'ospedale San Martino di Oristano per un doppio appuntamento con la solidarietà organizzato dall'Atmo (Associazione Trapiantati Midollo Osseo), con il patrocinio della Asl 5. Un appuntamento divenuto un impegno praticamente irrinunciabile per l'atleta, presidente onorario dell'associazione impegnata nella raccolta delle adesioni per la donazione di midollo. Prevista, ma non ancora confermata ufficialmente, la presenza di un altro ex rossoblu, David Suazo, che ha partecipato più volte alle campagne di solidarietà a Oristano, grazie al forte legame con l'Atmo. Intorno alle 10 i due calciatori visiteranno il reparto di Pediatria, per portare conforto ai piccoli ricoverati, e trattenendosi con loro per firmare autografi e fare fotografie con quanti lo desiderano. Successivamente i giocatori faranno tappa al Centro trasfusionale, per effettuare una donazione di sangue, non solo per contribuire concretamente alla raccolta del liquido ematico, ma anche per invitare, indirettamente, i cittadini, in particolare i giovani, a fare altrettanto, specie in un periodo, come quello estivo, in cui il fabbisogno di sangue cresce, mentre, purtroppo, le donazioni si diradano. Non è la prima volta che gli ex giocatori del Cagliari si recano al San Martino in veste di testimonial della donazione del sangue e del midollo. La prima visita di Delnevo risale, infatti, al novembre 2005, quando organizzò di propria iniziativa una comitiva composta da diversi calciatori. Da allora il giocatore è tornato più volte, nella stagione estiva, a far visita ai pazienti del San Martino, in una serie di incontri organizzati dal presidente dell'Associazione trapiantati midollo o,sseo Franco Canu, promotore fra l'altro di diverse manifestazioni che coniugano sport e solidarietà. Come spiega il presidente dell'associazione, iscriversi al registro dei potenziali donatori di midollo è semplice. E’ sufficiente rivolgersi alle associazioni Atmo o Admo (Associazione donatori di midollo osseo) o direttamente al Centro trasfusionale dell’ospedale San Martino di Oristano, dove si sarà sottoposti al prelievo di un campione di sangue. Accertata l’idoneità del donatore, si sarà automaticamente inseriti nella banca dati, gestita a livello regionale e nazionale. L'adesione iniziale, firmata al momento del primo prelievo, ha solo valore morale: il potenziale donatore potrà decidere, in seguito, nel caso in cui sia riscontrata una compatibilità con un paziente, se effettuare o meno la donazione, un intervento che non ha alcuna ricaduta negativa sul suo stato di salute. Può iscriversi al registro dei donatori qualunque individuo di età compresa tra i 18 e i 45 anni, che abbia un peso corporeo superiore ai 50 kg, che non sia affetto da malattie del sangue, da malattie croniche gravi o da altri gravi forme infettive. La disponibilità del donatore resta valida fino ai 55 anni. Da sottolineare che la compatibilità con un paziente è rara, per cui è particolarmente importante dare la propria disponibilità al prelievo, in forma gratuita ed anonima. Il più delle volte, infatti, il donatore selezionato è l'unico al mondo a essere compatibile con quel malato: un gesto di solidarietà che può salvare una vita.
Dal 1° luglio sarà in edicola "Sardegna 24", il nuovo quotidiano di informazione regionale, di 56 pagine su carta, e poi anche on line e in radio. E' il quinto quotidiano a disposizione dei lettori sardi, dopo l'uscita, martedì scorso, di "Sardegna Quotidiano" diretto da Fiorentino Pironti, iniziativa di una cooperativa di giornalisti ex EPolis. "Il nostro obiettivo - anticipa il direttore di Sardegna 24, Giovanni Maria Bellu già condirettore dell'"Unità -, e quello di fare buon giornalismo, offrire un mezzo di informazione diretta, trasparente, testimone e strumento dei cambiamenti della nostra isola. Il nostro progetto è quello di raccontare in modo onesto la Sardegna, esponendo i fatti e dando voce al dibattito. Il nostro impegno è l'incontro tra la tradizione del giornalismo d'eccellenza, quello che approfondisce e non si accontenta, e le nuove tecnologie. Il nostro orizzonte sono la Costituzione e lo Statuto speciale della Sardegna. Il nostro punto di vista è definito: è ora di voltare pagina. Con autonomia e indipendenza. Ed “E' ora di cambiare pagina" è lo slogan del nuovo quotidiano, che ha già un profilo Facebook e Twitter, e su internet il sito www.sardegna24.net su cui promuove anche Sardegna 24 Socialnews. In passato queste nuove avventure editoriale non hanno avuto molta fortuna, anche perché è difficile sradicare i lettori sardi da antiche abitudini. Un grande “in bocca al lupo” ci sembra, quindi, quanto mai opportuno.
Di greg (del 23/06/2011 @ 14:35:20, in politica, linkato 1189 volte)
Come mai la maggior parte dei parlamentari sono così attaccati alla legislatura? La spiegazione è molto semplice: basta dare un rapido sguardo alle cifre. Altro che attaccamento al Paese. Come ha riportato “il Fatto Quotidiano”, se Berlusconi cade la "Casta" rischia la pensione. Per questo motivo non sarà così facile scollare dalla poltrona uomini di spicco e peones della politica. L’indennità dei deputati è, infatti, pari a 11.703,64 euro, quella dei senatori 12.005,95 euro. Il vitalizio (pensione) per 5 anni di mandato è pari a 2.340,73 euro per i deputati e 2.401,10 euro per i senatori; il vitalizio per 10 anni di mandato è di euro 4.681, 38 per i deputati e 4.802,20 per i senatori. Ognuno ne tragga le sue considerazioni.
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“Da Scilipoti a Belcastro, a Sisto: 350 parlamentari non hanno maturato il diritto al vitalizio e non si possono permettere che le Camere si sciolgano. Se tra una settimana Francesco Pionati improvvisamente dovesse decidere di far mancare il suo sostegno al governo, molti si chiederebbero perché. Ma la motivazione potrebbe essere ritrovata nella sua anzianità parlamentare: tra esattamente 6 giorni, infatti, matura il diritto alla pensione. O meglio a quello che ora si chiama vitalizio. Stiamo ovviamente ragionando in base a un’ipotesi che in questo momento non sembra essere nell’agenda politica, ma la questione “arrivare al vitalizio” in Parlamento esiste. E non è secondaria per la tenuta del governo. Sono, infatti, 246 i deputati e 104 i senatori (dati elaborati da Openpolis, www.openpolis.it) che devono ancora maturare il diritto alla pensione, e quasi tutti lo matureranno solo se finiranno il loro mandato parlamentare e dunque se la legislatura avrà il suo termine “naturale” nel 2013. Eccezion fatta per Pionati e altri 12 deputati, che viceversa avrebbero bisogno di un ulteriore mandato e 5 senatori, di cui uno raggiunge la pensione tra 63 giorni, il Pdl Sanciu, e 4 hanno bisogno di una rielezione. Nel dettaglio si tratta di 84 deputati del Pdl, 36 leghisti, 83 Democratici, 6 dell’Udc, 5 del Gruppo Misto, 12 dell’Idv, 13 Responsabili (quasi il 46% del totale, visto che sono 28) e 7 futuristi. A Palazzo Madama, troviamo in questa situazione 38 senatori del Pdl, 34 Democratici, 11 leghisti, 7 dell’Idv, 6 del Gruppo Misto, 5 dell’Udc, Svp e Autonomie, 2 di Coesione nazionale e uno non specificato. Che si “giocano”, infatti, non solo la loro indennità (così si definisce lo “stipendio” di un parlamentare), che per un deputato equivale a 11.703,64 euro lordi e per un senatore a 12.005,95 (al netto 5.486,58 euro per un deputato e 5.613,63 per un senatore), ma anche la possibilità di avere una pensione. Da sottolineare che questa è la prima legislatura in cui le matricole del Parlamento non arrivano alla pensione, se le Camere si sciolgono anzitempo. Prima, infatti, bastavano 2 anni e mezzo (e le pensioni erano anche più alte). A stabilirlo sono stati i nuovi Regolamenti emanati nel luglio 2007 (durante il governo Prodi), che prevedono che per avere la pensione bisogna aver fatto almeno 5 anni di effettivo mandato e aver compiuto 65 anni. Per ogni anno in più di mandato, diminuisce di un anno l’accesso alla pensione. Oggi, dunque, il vitalizio minimo corrisponde al 20 per cento dell’indennità lorda: quindi 2340,73 euro per i deputati e 2401,1 per i senatori. Scorrendo la lista dei deputati che devono finire la legislatura per garantirsi la vecchiaia (alla Camera i numeri sono più risicati e la maggioranza più a rischio, dunque i posizionamenti anche individuali hanno più conseguenze) si trovano alcune nuove conoscenze balzate agli onori della cronaca degli ultimi mesi. Immancabile Domenico Scilipoti, tra i voti decisivi per la fiducia a Berlusconi del 14 dicembre. Oppure Souad Sbai, tra le più pronte a tornare dai futuristi al Pdl. Tra i pidiellini appesi alla legislatura va menzionato almeno Francesco Paolo Sisto, l’avvocato che era stato mandato d’ufficio ad Annozero a difendere il premier. O Elio Vittorio Belcastro, passato dall’Mpa ai Responsabili, in soccorso di Berlusconi e poi a Sud, dopo aver mancato la poltrona di sottosegretario. Senza contare il folto drappello di giovani Democratici, portati in Parlamento da Veltroni, da Marianna Madia a Matteo Colaninno. Esiste poi un drappello piuttosto nutrito e abbastanza interessante di parlamentari che hanno maturato il diritto al vitalizio nell’appena trascorsa primavera, giorno più, giorno meno: molti di loro infatti provenivano dalla legislatura precedente che è durata solo due anni. Secondo i dati elaborati da Openpolis, sono 103 deputati (39 del Pd, 32 del Pdl, 5 della Lega, 9 dell’Udc, 6 Responsabili, 4 furisti, 2 dell’Idv e 4 del Misto) e 40 senatori (20 del Pd, 8 del Pdl, 6 della Lega, 3 dell’Idv e 3 del Gruppo Misto). Anche qui, andando a scorgere la lista dei deputati che hanno appena scavallato il termine per arrivare al vitalizio, si può avere qualche spunto in più per leggere gli ultimi sommovimenti politici. E infatti troviamo personaggi come Aurelio Misiti, che ha appena guadagnato una poltrona da sottosegretario per passare dall’Mpa al gruppo Misto, a sostegno di Berlusconi. Senza contare Bruno Cesario, altro socio fondatore dei Responsabili alla vigilia della fiducia di dicembre. Oppure Giampiero Catone, recentemente premiato con un sottosegretariato per aver scelto di votare la fiducia di dicembre contravvenendo alle indicazioni di quello che era allora il suo gruppo (Fli). Merita una citazione Remigio Ceroni, che per compiacere Berlusconi voleva persino cambiare l’articolo 1 della Costituzione. Ma in realtà il gioco delle pensioni è ancora più complicato di così: infatti per ogni anno di mandato in più si conquista un 4 per cento del vitalizio. Fino ad arrivare al tetto massimo che si raggiunge ai 15 anni di mandato. 7022,184 euro per gli ex deputati e 7203, 3 per gli ex senatori. Per cui di fatto, ogni parlamentare ha un interesse economico immediato e futuro a restare in Parlamento il più possibile. Che vuol dire anche garantirsi la rielezione con i cambi di casacca e i riposizionamenti più opportuni. Una notazione finale: la Camera spende per pagare i vitalizi degli ex deputati ben 138 milioni e 200 mila euro, mentre il Senato 81 milioni e 250 mila euro. (Wanda Marra – il Fatto Quotidiano)
Altre notizie:
Un’interpellanza urgente sulla nomina dei liquidatori della Sogeaor è stata presentata dal gruppo consiliare del Pd alla Provincia di Oristano (Francesco Federico, Mario Tendas, Giangavino Buttu, Roberto Scema, Battista Ghisu): “Considerato che l’assemblea della “Società di Gestione Aeroporti Oristanesi S.p.A.”, tenutasi in data 24 maggio u.s., alla quale ha partecipato il Presidente De Seenen come rappresentante dell’amministrazione provinciale, socio di maggioranza assoluta, procedeva alla messa in liquidazione della società stessa e alla nomina di due liquidatori; che già nella delibera di indirizzo al Presidente, la n. 18 del C.P. del 23.05.2011, la maggioranza manifestava esplicitamente l’esigenza di nominare due liquidatori; che nel dibattito relativo alla suddetta delibera, nonostante le richieste avanzate dai componenti della minoranza, non è mai emersa in maniera chiara quali esigenze portavano la maggioranza a volersi avvalere, nella liquidazione della società partecipata, dell’operato di più liquidatori; che risultano nominati liquidatori della Sogeaor. il dott. Alberto Annis, iscritto nell’albo dei dottori commercialisti di Oristano, e l’avv. Antonino Lacava, iscritto nell’albo degli avvocati di Milano. Per quanto sopra, il gruppo consiliare del Partito Democratico, interpella il Presidente e la Giunta per sapere, se si possono finalmente conoscere in maniera chiara le motivazioni che hanno portato la maggioranza a ritenere necessaria la presenza di due liquidatori per la Sogeaor.; quali criteri sono stati utilizzati dall’assemblea per individuare i due professionisti; perché si sono volute mortificare le adeguate competenze professionali presenti nella nostra provincia preferendo individuare uno dei liquidatori in un albo professionale di Milano”.
L’amministrazione comunale di Oristano ha approvato il progetto definitivo ed esecutivo per il recupero del complesso edilizio residenziale di via Costa. L’intervento, proposto dagli assessori ai Lavori pubblici e ai Servizi Sociali, Andrea Lutzu e Mariano Deiana, è stato finanziato dalla Regione con un milione 760 mila euro del bando regionale per il programma straordinario di edilizia a canone sociale. Il progetto, a cura dell’Area tecnica del comune, prevedeva l’acquisizione dell’immobile Poste italiane e il recupero per la realizzazione di 10 alloggi, da concedere in locazione a canone sociale. L’ente ha già provveduto ad acquisire l’immobile e ora si appresta a far partire la gara d’appalto per la realizzazione degli interventi previsti in progetto. “Si tratta di un complesso edilizio la cui costruzione risale alla fine degli anni ’50 – osserva l’assessore ai Lavori pubblici, Andrea Lutzu -. Sorge tra la via Costa e la via Cagliari, su due corpi fabbrica di 430 metri quadrati uniti tra loro su una superficie totale di 2 mila 70 metri quadrati. Il progetto prevede la ristrutturazione dell’intero stabile con la realizzazione delle opere e l’adeguamento degli impianti necessari in materia di accessibilità, sicurezza e risparmio energetico”. Il finanziamento a disposizione consente l’acquisto dello stabile dalle Poste Italiane per 579 mila euro e l’esecuzione dei lavori di recupero dello stabile. I due corpi per anni hanno ospitato sei appartamenti, ma anche uffici e depositi delle Poste. “Il progetto ci consentirà di dare una importante risposta alla città e ai bisogni dei cittadini– aggiunge l’assessore alle Politiche sociali, Mariano Deiana -. L’intervento si inserisce nel quadro delle politiche generali per il recupero degli spazi urbani a fine sociali. Conosciamo tutti quanto il problema casa sia sentito anche in città. Per questo motivo la giunta, particolarmente sensibile ai problemi sociali e alle difficoltà delle famiglie, soprattutto in questo particolare periodo di crisi, ha partecipato al bando regionale, ottenendo un finanziamento che ci consentirà di recuperare pienamente 10 alloggi per dare una risposta, anche se parziale, al problema abitativo delle categorie più deboli. Gli alloggi saranno assegnati a canone sociale, e quindi molto basso, agli aventi diritto che si trovano in posizione utile nella graduatoria comunale”.
Il consiglio comunale di Oristano è stato convocato per giovedì 30 giugno, per martedì 5 e giovedì 7 luglio, alle 18.30, per la discussione del seguente ordine del giorno: 1) Approvazione Rendiconto Esercizio Finanziario 2010. 2) Adeguamento del Regolamento per l’uso degli impianti sportivi comunali. 3) Ratifica Delibera di G.M. n. 72 del 30/05/2011 - Variazione al Bilancio di Previsione 2011. 4) Surroga rappresentanti di maggioranza e minoranza in seno al Comitato per il Controllo Analogo della Società denominata “Oristano Servizi s.r.l.”, con le attese dichiarazioni in aula dei dimissionari Beppi Puddu e Gianni Sanna. 5) Approvazione Conto Consuntivo annualità 2007, 2008, 2009 e 2010, della Scuola Civica di Musica. 6) Interrogazione urgente di Efisio Sanna su “Tariffe Abbanoa – Costituzionalizzazione del diritto all’Acqua – Cultura e salvaguardia della risorsa agricola”. 7) Ordine del Giorno della IV Commissione Consiliare: “Interventi urgenti in favore del centro di Aggregazione Sociale-Ludoteca di Torangius”. 9) Mozione di Antonio Scanu, Sanna e Sulis: sull’ “Individuazione e realizzazione percorsi ciclabili.”
Il problema della stabilizzazione dei lavoratori precari dei Centri dei Servizi per il Lavoro è stato al centro del dibattito nell'aula del consiglio provinciale di Oristano. Il consiglio provinciale ha chiesto la piena applicazione della Legge Regionale n° 20 del 2005, che sancisce il decentramento, alle Province, di competenze e funzioni in materia di lavoro. Ad introdurre l’argomento in discussione è stato l’assessore al Lavoro, Alessandro Murana, che ha riferito dell’ipotesi che queste competenze restino alle Province ma che, sulla base di una modifica legislativa suggerita dall’assessore regionale al Lavoro, Franco Manca, le risorse finanziarie siano gestite dall’Agenzia Regionale per il Lavoro. “Un atteggiamento istituzionalmente – ha detto Murana - non corretto E questo giudizio è condiviso anche da tutte le altre Province sarde”. L’assemblea ha, quindi, approvato all’unanimità la proposta di delibera, presentata dall’assessore provinciale al Lavoro, nella quale si ritiene irricevibile la proposta di modifica della Legge Ragionale n°20 del 2005, in quanto in evidente contrasto con i principi di sussidiarietà e di decentramento sanciti dalle disposizioni comunitarie e recepiti dall’ordinamento giuridico italiano. Il consiglio ha poi deliberato di chiedere che la legge non venga modificata, ma che le venga data piena attuazione in modo tale da attuare la stabilizzazione del personale precario dei servizi per il lavoro, e così concludere, dopo 14 anni, il decentramento delle funzioni in materia di lavoro alle Province. Il problema della stabilizzazione dei lavoratori precari dei Servizi per il Lavoro di tutta la Sardegna, diventa ogni giorno più pressante, vista l’imminente scadenza dei contratti, prevista per il prossimo 31 agosto. La Regione, solo dopo aver avuto notizia di una imminente azione di protesta dei lavoratori sotto i Palazzi di Via Roma, ha deciso di convocare un incontro con le Province e le parti sxindacali per il prossimo 6 luglio.
"Il Pdl dica con chiarezza qual è il suo orizzonte politico, se Tremonti o la Sardegna. E' questo all'ordine del giorno oggi, non un giochino tra parti". Lo ha detto il presidente della commissione Bilancio, Paolo Maninchedda, rispondendo, nel corso della discussione sull'articolo 27 quinquies del collegato, a Pietro Pittalis (Pdl) che lo aveva sollecitato ad essere più chiaro nelle sue posizioni. Maninchedda ha ribattuto ricordando a Pittalis che, quando i sardisti proposero l'ordine del giorno su Tirrenia e la flotta sarda, proprio l'esponente del Pdl esorto' al ritiro del documento, così come per quanto riguarda il nucleare: "Noi sardisti abbiamo messo nel nostro patto di governo con il presidente Cappellacci la Sardegna denuclearizzata, quando voi - ha detto - seguivate Scajola sulle centrali. Ora siamo tutti antinucleare. Dallo Stato questo mese ci sono stati trasferiti un miliardo 800 milioni: sono stati utilizzati - ha aggiunto - per la sanita' (un miliardo e 100) e per il funzionamento della macchina. Questa e' la storia della legislatura - ha concluso l’esponente sardista -, non sono giochini tra le parti”.
Senza alcun colpo di scena, Pietrino Scanu è stato confermato alla presidenza della Camera di Commercio di Oristano. Scanu è stato eletto dal Consiglio camerale nella seduta di insediamento. Su venti votanti Pietrino Scanu ha riportato 19 preferenze, una sola la scheda bianca. Pietrino Scanu è al suo secondo mandato.
Oltre tremila persone arriveranno, sabato prossimo, ad Oristano, per il congresso eucaristico diocesano, che porterà in città fedeli, sacerdoti, diaconi, suore, seminaristi e membri delle confraternite provenienti da tutta la provincia. L'intera chiesa arborense è chiamata a celebrare una straordinaria assemblea, che non si tiene da ben 63 anni. Un evento, inserito nei festeggiamenti del trecentenario del seminario, voluto dall'arcivescovo di Oristano, Ignazio Sanna, per celebrare la conclusione dell'anno eucaristico mariano, iniziato il 27 settembre dello scorso anno. Per l'occasione, fra l’altro, è stato realizzato da don Francesco Murana un ostensorio d'argento che sarà portato in processione per le vie del centro storico.
Prosegue l’opera di razionalizzazione e sistemazione del verde pubblico nel centro abitato di Ghilarza e nella frazione di Zuri. Ultimata la sistemazione dell’area adiacente lo stadio comunale ed il circolo tennistico con il taglio di alcuni esemplari di eucalyptus, i lavori stanno adesso proseguendo nel boschetto in località “Onnigaza”. Tale intervento si è reso necessario per il particolare impianto degli alberi che, messi a dimora senza rispettare una giusta distanza minima, hanno svettato verso l’alto in cerca di luce ed aria. Per la particolare conformazione assunta, tronco molto alto ma sottile, costituiscono un possibile pericolo per la incolumità di persone e cose. Si è quindi pensato, con il parere ed il nulla osta della Forestale ad un taglio di ricostituzione per una ricrescita più armoniosa del bosco, un ringiovanimento dello stesso ed un utilizzo economico del legnatico. Il taglio avverrà in tempi diversi ed interesserà il 50% della massa legnosa per impedire il danneggiamento del nuovi polloni nel corso delle successive operazioni di taglio. Il periodo di sosta, consentirà comunque di riavere una copertura arborea di giovani polloni di almeno 1,5 metri in altezza prima di altri interventi. In tre o quattro anni si riavrà così l’area completamente ricoperta dal manto arboreo. Il ricavato economico proveniente dalla vendita della legna, venduta al prezzo imposto dal Comando Forestale, pagato in anticipo da due rivendite di legna di Ghilarza, potrà essere utilizzato per la messa a dimora di altre essenze arboree e la manutenzione del verde esistente. Come si ricorderà, lo scorso 30 aprile è stata effettuata la messa a dimora di 60 lecci in zona Ocier Reale, con la partecipazione dei bambini delle scuole materne in occasione della “Festa degli alberi”. L’area è stata concessa in “affido” ai cittadini residenti che la stanno già curando.. Nel breve periodo, altre aere del paese, saranno piantumate e gestite in collaborazione con i cittadini, con la messa a dimora di lecci e roverelle, oltre alle classiche essenze di macchia mediterranea (fornite gratuitamente dall’Azienda Ente Foreste di Oristano) che contribuiranno all’abbellimento delle vie e delle piazze di Ghilarza.
La mostra fotografica “Emozioni e meraviglie nei mari del mondo”, di Alberto Muro Pelliconi, trasloca dal Chiostro del Carmine alla Torre spagnola di Torregrande. Sino al 9 luglio, la mostra, che è organizzata dagli assessorati alla Cultura e al Turismo del comune di Oristano e dal Consorzio Uno, con la collaborazione della Pro loco di Oristano, aprirà dal lunedì alla domenica dalle 17,30 alle 20,30. Sabato 9 Luglio la mostra chiuderà i battenti con un appuntamento d’eccezione. Alle 18,30 è, infatti, in programma l’incontro con Umberto Pelizzari, Campione del mondo di apnea profonda, di cui Pelliconi è il fotografo personale.
Si terrà sabato 25 giugno, all'Hospitalis Sancti Antoni di Oristano, il convegno sul mieloma multiplo, organizzato dal servizio di Oncoematologia dell'ospedale San Martino, con il patrocinio dalla Asl n. 5 di Oristano e dell'Ordine dei Medici. “Il mieloma multiplo – ha spiegato Paolo Casula, responsabile dell'Unità Operativa di Ematologia e Medicina Trasfusionale del nosocomio oristanese – è una grave malattia tumorale del midollo osseo, che colpisce prevalentemente i pazienti in età avanzata, ma non è raro diagnosticarla anche nei pazienti giovani”. Fino a pochi anni fa la prognosi era sfavorevole e solo quei pochi pazienti che potevano praticare il trapianto di cellule staminali avevano la possibilità di una guarigione completa. Oggi, con la scoperta e l'utilizzo di nuovi farmaci, meno aggressivi rispetto alla chemioterapia classica, le aspettative di vita si sono notevolmente allungate anche per i soggetti più fragili. Da qui la necessità di fare il punto della situazione sulla diagnosi e sulla cura del mieloma multiplo e delle sue complicanze, Al convegno saranno presenti alcuni fra i migliori specialisti isolani nel campo dell'ematologia, della radiologia, dell'ortopedia, della chirurgia maxillo-facciale e della radioterapia. AI lavori, aperti da Paolo Casula, interverranno l'ematologo dell'ospedale Binaghi di Cagliari, Antonio Ledda; l'anatomopatologo Giovanni Antonio Tolu e il radiologo Vanni Cossu, entrambi del San Martino di Oristano, che lasceranno poi la parola ad uno dei più esperti ematologi dell'isola, Giorgio La Nasa. Alla seconda sessione, moderata dal responsabile del reparto di Medicina del Delogu di Ghilarza, Efisio Chessa, prenderanno parte gli ematologi Emanuele Angelucci, Maurizio Longinotti, Luigi Podda. Nel pomeriggio ancora spazio alle patologie del sangue con i medici Luigi Curreli, Luigi Arru e Attilio Gabbas, mentre il chirurgo maxillofacciale di Sassari, Antonio Tullio, affronterà il tema della osteonecrosi della mandibola. Infine, il responsabile dell'Ortopedia del San Martino, Carlo Doria, illustrerà la terapia delle complicanze ossee e il radioterapista Giancarlo Lay, del Businco di Cagliari, quello della radioterapia.
Sabato 2 luglio, alle 19.30, nel “Parco dei Suoni”, in località Su Cuccuru Mannu, sulla costa di Riola Sardo, ci sarà l’inaugurazione della mostra “Serendipità, quadrografie di Francesco Cubeddu”. La mostra propone una raccolta di arte involontaria, immagini molto particolari, create dal lavcoro dell’uomo e dalla natura, come dei veri e propri quadri, e riprese da un punto di vista insolito: il cielo.
Di pig (del 21/06/2011 @ 00:00:09, in politica, linkato 1378 volte)
Nell’attuale legislatura, la poca trasparenza è stata il leitmotiv, il motivo conduttore, delle giunte Nonnis (non bisogna dimenticare, infatti, che gli esecutivi di Angela Nonnis sono giunti, finora, a quota tre, a dimostrazione della scarsa coesione che ha sempre regnato nella “bislacca” maggioranza di centro-destra al comune di Oristano). E che ci sia sta poca trasparenza non è solo un nostro pallino campato in aria, quando a più riprese, solo per citare alcuni esempi, abbiamo chiesto (per primi) alle giunte Nonnis, ed ai suoi soloni, notizie e chiarimenti sui prodotti derivati (che hanno rischiato di mandare il comune in bancarotta); sul perché si volessero piazzare, per forza, due antenne per la telefonia mobile in via Aristana e via Liguria, nonostante il parere contrario dei cittadini; su che cosa ci fosse dietro le dimissioni (poi ritirate, purtroppo) del sindaco; su quali pressioni ci fossero (e ancora ci sono?) dietro al Puc, ed il perché ad un tiro di schioppo dall’arrivo si sia decisa, forzando la mano, la pubblicazione sul Buras all’insaputa di tutti, con un colpo di teatro che poi si è rivelato un autentico boomerang? Cosa, quest’ultima, che ha destato più di un sospetto all’interno della stessa maggioranza, se è vero, com’è vero, che il Pdl, il gruppo più consistente del centro-destra, ha chiesto alla troika del Puc, Nonnis-Ledda-Pinna, la massima trasparenza e l’acquisizione delle carte, fino ad allora mai messe a disposizione dei consiglieri comunali. Da quel momento gli interrogativi sul Puc si sono moltiplicati. Che cosa sta accadendo, realmente, attorno al Puc? E’ vero che sul Pc ci sono state pressioni da parte di gruppi di potere e palazzinari vari? Le carte mandate alle regione sono le stesse o sono state cambiate? Il Puc è ancora valido, anche se si stanno cambiando le carte in tavola? E’ vero che cambiando le scelte di zone, i cittadini di quelle zone dovrebbero essere avvisati? Questo è stato fatto? Perchè mai un cittadino, proprio a proposito del Puc, ci avrebbe inviato, chiedendo che venisse pubblicata, la sintesi della determinazione n.117 del 23 maggio scorso?
Noi non siamo degli esperti, ed a loro, quindi, chiediamo che cosa ci sia dietro questa determinazione del V Settore (Urbanistica, Edilizia privata e pubblica), avente per oggetto “Puc in adeguamento al Ppr ed al Pai, attività di copianificazione ai sensi art.49 delle Nta del Ppr, presa d’atto risultanze copianificazione ai sensi Det. n.3258/Dg del 27 dicembre 2010":
“...Premesso che: con deliberazione del consiglio comunale del 13 maggio 2010 è stato definitivamente adottato il Puc in adeguamento al Ppr ed al Pai completo di elaborati relativi alla Valutazione Ambientale Strategica (vas); Valutazione di Incidenza Ambientale (Vinca); Regolamento edilizio; Piano di utilizzo dei litorali (Pul) e Studio di Compatibilità Ambientale (Scompa)… Il Puc definitivamente adottato dal consiglio comunale è entrato in vigore il 18 novembre 2010, data della Pubblicazione nel Buras dell’avvio di adozione definitiva; Premesso inoltre che, successivamenteall’entrata in vigore del Puc, la Regione ha trasmesso al comune, con nota prot. 1005 del 13 gennaio 2011, la determinazione n.3258/Dg del 27 dicembre 2010, recante “Comune di Oristano, deliberazione del consiglio comunale n.45 del 13 maggio 2010 – Verifica di coerenza – Adeguamento del Puc al Ppr”;… Dato atto che, ai fini ella trasmissione alla segreteria generale, agli uffici della Regione,come richiesto all’art. 3 della citata determinazione di verifica di coerenza e alla Soprintendenza, quale Ufficio del Mibac (il Ministero dei beni e affari culturali)competente in materia, si rende necessario procedere ad ufficializzare le risultanze dell’attività di copianificazione effettuata, contenuta negli elaborati sopra riportati;… Determina 1) Di prendere atto delle risultanze dell’attività di copianificazione, riportata negli elaborati prodotti dall’Ufficio di Piano comunale per le motivazioni riportate in premessa: Elaborati grafici¸ Quadro delle analisi del Puc: tav. 23 – Carta delle aree a rischio archeologico; tav. 24 A-B – Carta dei beni storico-culturali, archeologici, architettonici; tav. 24C – Carta dei beni storico-culturali, archeologici, architettonici; Relazioni del Puc: tav.E3: relazione asseto storico-culturale; tav E4 (volume 1,2,3): schede dei beni storico-culturali e database catalogo dei beni storico-cultuturali. 2) Di procedere alla pubblicazione nel Brasai sensi art. 20 della L.R. n.45/1989 e ss.mm.ii. delle risultanze dell’attività di copianificazione ai fini dell’entrata in vigore della disciplina in essa contenuta. 3) Di trasmettere lka presente determinazione e i suddetti elaborati agli Uffici della Regione come richiesto all’art. 3 della citata determinazione di verifica di coerenza e alla Soprintendenza, quale ufficio del Mibac competente in materia. 4) Di trasmettere i suddetti elaborati alla segreteria generale… Il dirigente del V Settore, Dott. Ing. Giuseppe Pinna”.
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La grave situazione finanziaria della società Abbanoa fa paura alle amministrazioni comunali della Sardegna. Riuniti questa mattina a Oristano per iniziativa dell'Anci, i sindaci isolani hanno esternato i loro timori, ed uno, in particolare, legato al pericolo che nel corso dell'anno per i comuni si profili l'ipotesi di dover far fronte alle consistenti perdite accumulate dalla società di gestione della distribuzione dell'acqua. A quel punto, è stato detto questa mattina, ad Oristano, ci si esporrà "alla serrata-bancarotta dell'intero sistema delle Autonomie in Sardegna". Da qui la richiesta dell'Anci di "…un immediato confronto con la giunta regionale, per altro gia richiesto da mesi, per far fronte alla crisi finanziarla e organizzativa del sistema". L'assemblea dell'Anci, inoltre, "…fa appello al consiglio regionale, affinchè il problema del servizio idrico integrato sia finalmente messo all'ordine del giorno, ridando dignità agli enti locali e un adeguata rappresentata a gli oltre 300 piccoli comuni, e si ponga fine ad una situazione di incertezza e progressivo deterioramento della situazione". Da mesi i comuni lamentano, infatti, uno stato "…di emergenza non più sostenibile, aggravatosi di recente sul piano organizzativo gestionale nei mancati interventi e nei considerevoli ritardi nella riparazione dei guasti e nella manutenzione delle reti. Ciò, secondo gli amministratori locali, in ragione del fatto che Abbanoa ha ridotto in tutti i distretti della Sardegna le spese per le riparazioni al 30% del budget mensile". "Le strategie e il piano di salvataggio presentato da Abbanoa nel corso dell' ultima assemblea dei soci, si legge nel documento idiscusso stamattina nella riunione dell'Anci ad Oristano, auspicavano il recupero del passivo di bilancio mediante l'aumento delle tariffe ed una capillare bollettazione, il risanamento delle reti idriche e la privatizzazione del 40% della società, attraverso un operazione di capitalizzazione che apriva, di fatto, ai privati la società. Soluzione che, dopo il primo bimestre 2011, appaiono inadeguate e improponibili anche in ragione del risultato referendario del 12 e 13 giugno". "Il referendum, si legge ancora nel documento, ha rafforzato le rivendicazioni espresse nel corso di questi anni dall’ Anci, che si e' dichiarata da subito contro la privatizzazione della gestione dell'acqua e che, da sempre, ha proposto un modello di sistema idrico pubblico, che vede i comuni e la Regione Sardegna protagonisti nelle procedure di controllo, sull'attività di gestione ed organizzazione del servizio, per garantire ai cittadini-utenti che le risorse investite raggiungano gli obbiettivi e adeguati livelli di qualità". Nel corso dell'assemblea dell'Anci è stato ricordato, infine, che "…da anni è stata richiesta, con forza, dal sistema degli enti locali, la revisione del piano d'ambito ma senza risultati, a ragione del persistere del commissariamento dell'Ato che dura ormai da 4 anni, privando gli enti locali di quel ruolo di programmazione, coordinamento e controllo dell'azione di Abbanoa e del sistema idrico integrato in generale"
Una folta delegazione della Provincia di Oristano e diversi comuni dell'Oristanese parteciperanno al sit-in di protesta, previsto per il 22 giugno, alle 10, davanti al palazzo del consiglio regionale, in via Roma, a Cagliari, contro il progetto di Piano Stralcio delle Fasce Fluviali. Il piano, adottato in via preliminare con delibera dal Comitato istituzionale dell'Autorità di Bacino della Regione lo scorso 31 marzo, e pubblicato sul Buras, se posto in essere, comporterà gravi conseguenze di carattere socio-economico per i comuni interessati e, in particolare, per il comune di Terralba, che subirà un vincolo di inedificabilità assoluta in tutto il suo territorio (Tanca Marchesa esclusa). Si farà, quindi, fronte comune con la Provincia, che parteciperà con il presidente del consiglio, l'assessore all’ambiente, i presidenti dei gruppi consiliari e le commissioni provinciali all'ambiente, agli enti locali e alle attività produttive, mentre saranno presenti al completo i consigli comunali di Terralba, Arborea, Marrubiu, San Nicolò d'Arcidano, Uras, Solarussa e Bosa. La contestazione, oltre che per le gravi conseguenze che comporterebbe l’applicazione del progetto, è rivolta anche al mancato coinvolgimento delle amministrazioni locali e della popolazione nella predisposizione di un Piano così fortemente vincolante e penalizzante per il territorio.
Il 23, 24 e 25 giugno, il Gremio dei Contadini di Oristano festeggia San Giovanni Battista, nella chiesa di Santu Giuanni de Froris. Questo il programma: giovedì 23 giugno, alle 17.30, trasporto della bandiera, con il corteo che partirà dalla casa de S’Oberaiu Majori del Gremio, Genesio Passiu, in via Duomo, per poi dirigersi verso la chiesa de Santu Giuanni de Froris, dove alle19 verrà celebrata la messa della vigilia. Venerdì 24 giugno, solennità della Natività di san Giovanni Battista, si terranno, durante la mattinata si terranno due mese, alle 7.30 e alle 10, mentre alla 19, ci sarà la messa solenne. Sabato 25 giugno, alle 7.30, messa in suffragio dei soci del Gremio defunti. Alle 19, trasporto della bandiera , con il corteo che farà il percorso inverso: partirà dalla chiesa de Santu Giuanni de Froris e si dirigerà verso la casa del nuovo Oberaiu Majori del Gremio. È possibile reperire il programma dei festeggiamenti anche sul sito web del Gremio dei Contadini www.gremiodeicontadinidioristano.it Da questo sito abbiamo appreso, tra l’altro, notizie interessanti sulla bandiera, che è il simbolo del Gremio. La bandiera è costituita da un’asta in legno, a cui è appeso un drappo di broccato rosso. All’asta, sormontata da una croce di spighe che racchiude l’effigie del Santo Protettore bambino, sono appesi numerosi nastri colorati recanti i nomi dei vari presidenti del Gremio. In occasione delle rare uscite ufficiali, la bandiera accompagna sempre il Gremio, per la festa della Natività di San Giovanni Battista, per la processione di Corpus Domini, per la processione di Sant’Efisio Martire, per la Sartiglia, e per accompagnare nell’ultimo viaggio Is Oberaius (i presidenti) e Is Priorissas (mogli de is Oberaius) defunti. In questa circostanza i molteplici nastri colorati sono sostituiti da un unico nastro nero. In occasione delle festività per San Giovanni Battista, il 23 giugnola bandiera lascia la sala principale della casa dove ha troneggiato durante l’anno di presidenza, adornata da due nuovi nastri legati sotto la corona di spighe di grano che circonda l’immagine di San Giovanni bambino. Nei nastri spiccano i nomi de S’Oberaiu Majore e de Sa Priorissa e l’anno del mandato appena concluso. La bandiera viene posta su un carro a buoi, mentre i componenti del Gremio si sistemano sul carrello di un trattore, decorato a festa, che segue il carro. Un corteo di trattori addobbati e cavalieri a cavallo accompagna la bandiera verso la chiesa. Arrivati alla Chiesa si celebra la “messa della vigilia”, conclusa la quale si cantano is Goccius in onore di San Giovanni (canti sacri popolari), a cui segue il tradizionale invito di amaretti e vernaccia a tutti i presenti. Il 24 è giorno della festa vera e propria, mentre il 25 giugno, in serata, i componenti del Gremio, durante una riunione a porte chiuse, che si tiene nei locali attigui alla chiesa, nominano ufficialmente i nuovi Oberaius Majoris. Finita la riunione le porte della chiesa si aprono e la bandiera viene portata fuori e, tra manciate di grano e fiori, viene posta sul carro a buoi. I componenti del Gremio prendeno posto sul carrello di trattore, e il corteo si dirige verso la casa del nuovo presidente (a cui è affidata la custodia della bandiera), dove la Bandiera “intronizzata” darà inizio al nuovo mandato di presidenza. È importante ricordare che fino alla prima metà di questo secolo, il Gremio organizzava in occasione del 24 giugno il Palio di San Giovanni, una corsa a cavallo che partendo dal borgo contadino raggiungeva la chiesa gotico-aragonese di San Martino e si concludeva davanti al sagrato della chiesa di San Giovanni. Al vincitore veniva offerto in premio “Su Pannu”, un panno di broccato che, precedentemente, era stato portato dai Contadini nella processione di Corpus Domini.
Grazie all'Associazione archeologica culturale Orgono di Ghilarza, si può ancora visitare presso l'Agora di Ghilarza, in piazza San Palmerio, la mostra il "Popolo di Bronzo" di Angela Demontis, inaugurata domenica scorsa e aperta sino al 30 giugno e, successivamente, dal 1 al 13 luglio. La mostra rimarrà aperta, fino alla fine di giugno, con i seguenti orari: sabato e domenica, dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 20 (per visite infrasettimanali tel. 340 8189040). A Luglio, invece, la mostra sarà aperta tutti i giorni (9-12 e 16-20). La mostra “Il Popolo di Bronzo”, è una ricostruzione a dimensione reale di armi, abiti e utensili dei bronzetti nuragici, realizzati con materiali e tecniche di lavorazione antichi, e basata sulla rigorosa osservazione dei bronzetti iniziata col libro “Il Popolo di Bronzo” di Angela Demontis, nel 2005. Attraverso un’attenta analisi delle statuette di bronzo si potranno acquisire informazioni sul gusto estetico, sull’articolazione sociale e sui mestieri di una società che veniva a contatto con diversi popoli dell’area mediterranea e che da questi contatti e dai confronti culturali acquistava e proponeva, a sua volta, stimoli importanti per la crescita e lo sviluppo delle diverse etnie
Sabato 25 giugno, alle 18.30, preso il Museo civico di Cabras, verrà presentato il libro “Sardo Luce degli Dei”, di Vittorio Melis. Nel romanzo (finalista alla X edizione del Premio Internazionale Jacques Prèvert, sezione narrativa inedita) Vittorio Melis racconta le gesta di Sardo, un eroe nel cui regno raggiunge il suo massimo splendore quella meravigliosa civiltà, senza uguali in tutto il bacino del Mediterraneo, di cui sono testimonianza le caratteristiche e imponenti torri di pietra: i nuraghi. Sotto la guida di Norace, principe profugo della mitica Tartasso, Sardo costruisce una flotta che, equipaggiata con esperti marinai, elimina la terribile piaga della pirateria che affligge le coste del regno di Sardegna. E apre nuove rotte commerciali sino a spingersi oltre le Colonne d’Ercole, verso terre lontane del continente africano, alla ricerca dello stagno, metallo necessario per ottenere, con il rame, il bronzo. In quest’opera Vittorio Melis, tra l’altro, mette in dubbio che la civiltà che ha dato vita ai nuraghi possa farsi risalire ad un periodo che va dagli albori dell’età del bronzo (all’incirca dal XVIII secolo a.C.) sino al 528 a.C., anno della conquista della Sardegna da parte dei Cartaginesi, perché la edificazione di questi monumenti, molti dei quali di imponente maestosità, richiedono per la loro realizzazione notevoli conoscenze di tipo architettonico e ingegneristico. E coloro che hanno realizzato quelle straordinarie costruzioni dovevano appartenere, sicuramente, a una civiltà raffinata, ben organizzata, prospera e progredita da un punto di vista tecnologico, tutte cose mancanti a quelle comunità o tribù, dedite alla caccia, alla pastorizia e a una agricoltura quasi primordiale di quel periodo in cui gli storici ortodossi fissano lo sviluppo della civiltà nuragica. Se così fosse i nuraghi sarebbero un’anomalia evidente nel contesto sociale di quel periodo! Solo un evento inesplicabile decreterà la fine di quella civiltà che non si ripeterà più nell’isola. La scomparsa di Sardo è avvolta nel mistero, ma le sue qualità, le sue doti e le sue gesta vengono divinizzate al punto da essere considerato un Dio protettore delle genti di Sardegna e il suo culto si protrarrà a lungo. E la catastrofe che tutto distrugge affida al vento i nomi e le vicende dei protagonisti di una straordinaria epopea che rinasce nel mito del Sardus Pater. I diritti d’autore del romanzo “Sardo luce degli Dei”, come quelli delle altre opere dell’autore, sono integralmente devoluti al sostegno di progetti di sviluppo per l’Eritrea, nazione che ha dato i natali a Vittorio Melis, che la considera, dopo la Sardegna, la sua seconda patria.
Sabato 25 giugno Torregrande ospiterà il “Muay thai fight night”, galà internazionale di boxe thailandese. Tra gli incontri in programma anche quelli per l’assegnazione del titolo italiano e un super fight. L’appuntamento è alle 20.30 nella piazza della Torre. L’importante appuntamento, che per la prima volta viene proposto ad Oristano, è promosso dalla A.s.d. Muay thai club – Team Naresuan Oristano, e gode del patrocinio dell’assessorato allo Sport del comune di Oristano, e della collaborazione del Comitato provinciale del Coni e della Pro Loco di Oristano. “È un importante appuntamento internazionale,che per la prima volta sarà proposto a Torregrande – ha spiegato l’assessore comunale allo Sport, Marzio Schintu -. La Muay Thai nota anche come Thai Boxe o Boxe Thailandese, è uno sport da combattimento che ha le sue origini nella Mae Mai Muay Thai, antica tecnica di lotta thailandese, utilizzata dai guerrieri thailandesi. Il valore degli atleti che si alterneranno sul ring e la particolarità delle tecniche utilizzate rendono particolarmente prestigioso l’appuntamento di sabato”. Sul ring di Torre Grande si alterneranno gli atleti delle migliori scuole della Sardegna: Hua Ciai Muay Thai Sinnai, Just Club Cagliari, Muay Thai Korat Posada, Muay Thai Club Team Naresuan Oristano, Fight Club Shardana, Cerbero Gym Oristano, Fight Club Team Naresuan Sassari. La serata sarà aperta da otto incontri dilettantistici, ma il clou saranno i 2 match professionistici: il super fight internazionale con Mauro Serra (Team Neri Cagliari) opposto all’inglese Reece McAllister (Phoenix Muay Thai), e l’incontro valido per il titolo Italiano Pro Kl–Onesongchai tra Paolo Corrias (Fight Club Team Naresuan Sassari) e Fabio Cacciatore (Team Cacciato Canicattì). Le operazioni di peso degli atleti professionisti si svolgeranno venerdì 24, alle 20, a Torregrande, mentre gli atleti dilettanti saranno pesati sabato, alle 17. Dopo le operazioni di peso e le foto di rito, gli atleti verranno visitati dal medico della manifestazione che ne verificherà le condizioni per combattere. La serata verrà arbitrata dal Francesco Leori e giudicata dalla Pool Arbitrale che presiede gli incontri.
Di pig (del 18/06/2011 @ 14:15:41, in politica, linkato 1711 volte)
Il Comitato di Controllo analogo della “Oristano Servizi Comunali srl”, la società in house del comune di Oristano, continua a perdere pezzi. Dopo Gianni Sanna (Pd), a rassegnare le dimissioni è stato questa volta il consigliere comunale del Pdl, Bebbi Puddu, che della trasparenza (ricordate la sua battaglia per avere gli atti del Puc?) ha fatto il suo credo politico. Con una lettera indirizzata al presidente del consiglio comunale, al segretario generale, all’amministratore unico della Oristano Servizi, Sandro Pintus, ai componenti il Comitato di Controllo Analogo, al Collegio Sindacale della società, ai Revisori del comune di Oristano, Beppi Puddu dichiara di rassegnare le dimissioni dall’incarico con decorrenza immediata. “Preliminarmente – si legge nella lettera di Puddu -, giova sottolineare come il sottoscritto abbia inoltrato numerose missive, con le quali si chiedevano chiarimenti in merito a determinati iter procedurali assunti dalla Gestione. Peraltro, alcune delle suddette missive sono a tutt’oggi inevase”. Visto che non arrivava nessuna risposta, e considerata la situazione economica della società, Beppi Pudu scrive che “…dall’esame del bilancio 2010, approvato in data 26 maggio c.a. dal Socio Unico, si è inoltre appresa la particolare situazione economica finanziaria della società, anche in considerazione del fatto che la Regione Sardegna ha garantito la copertura degli oneri stipendiali pari al 100% per il primo triennio e al 75% per il successivo biennio. Si ritiene di dover evidenziare il contenuto dell‘art. 236 del d.lgs. n. 267/00 sull’Incompatibilità ed ineleggibilità dei revisori. Nell’ultima riunione per il Controllo Analogo della Società Oristano Servizi srl – scrive ancora Puddu - sono, infine, emerse delle “anomalie”, cui peraltro non è stata fornita plausibile giustificazione, neanche successivamente al contenuto della lettera (prot. 0017963del 09/06/2011) inviata dal Dirigente del 1° Settore all’Amministratore unico della società”. Fin qui, Beppi Puddu, che come Gianni Sanna spiegherà in consiglio comunale, nel dettaglio, che cosa lo ha portato a lasciare il Comitato. Per dovere di cronaca, ricordiamo quando da noi scritto sul blog mesi or sono, su un ipotetico buco di circa 300 mila euro della Oristano Servizi srl, che pare avesse creato grande tensione all’interno dell’esecutivo e della maggioranza di centro-destra, visto che su questo ipotetico buco, di cui si vociferava con insistenza, sembra nessuno fosse riuscito ad avere una chiara risposta. Ma che cos’è la Oristano servizi srl? La risposta la troviamo nello stesso sito della società, dove si legge che “…il consiglio comunale di Oristano, il 20 ottobre 2008, ha deliberato la costituzione della Società Oristano Servizi Comunali, nella forma di società a responsabilità limitata, con l'obiettivo di ottenere una gestione più efficiente e rispondente ai bisogni dei cittadini di alcuni servizi pubblici locali. La costituzione della società, a capitale interamente pubblico, si è basata sul modello delle società in house providing, attraverso il quale l'amministrazione si fa operatrice economica di se stessa: i servizi necessari non vengono dunque affidati all'esterno, secondo il modello dell'appalto, ma “prodotti in casa”. Una struttura societaria orientata al soddisfacimento dei bisogni dell'amministrazione consente di rendere più flessibili i processi decisionali, la gestione del personale e l'erogazione del servizio, con un significativo miglioramento delle economie e dei tempi di esecuzione. L'organico della società è composto da 46 lavoratori. Inoltre la costituzione della Società ha consentito la stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili impiegati dal Comune di Oristano e di avviare un percorso per la loro riqualificazione professionale con un significativo risvolto sociale”. Com’è facilmente intuibile, considerato quanto è accaduto, queste belle parole sono rimaste solo delle buone intenzioni sulla carta. Per saperne di più non resta che attendere le dichiarazioni di Sanna e Puddu, in consiglio comunale, che susciteranno, c'è da giurarci, un autentico vespaio. Per pretendere la massima trasparenza, possibile che due componenti del Comitato di Contollo Analogo si siano dovuti dimettere? Giustamente, che cosa ci stavano a fare se non gli è mai stata data la possibilità di controllare alcunché?
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Conchita De Gregorio lascia l'Unità. "L'editore e il direttore dell'Unità comunicano che, dal primo luglio, Concita De Gregorio lascia la guida del giornale, a seguito di una decisione condivisa, assunta in autonomia e nel pieno rispetto reciproco, riconoscendo l'importante lavoro svolto e i risultati raggiunti", si legge in un comunicato, firmato da Antonello Soru e dalla stessa De Gregorio, "Entrambe le parti hanno rispettato l'impegno inizialmente preso, di dare a questo lavoro almeno tre anni di stabilità. Tre anni di lavoro esaltante e faticoso, tra difficoltà economiche e continui attacchi, che si sono dipanati a partire dal mandato iniziale di fare dell Unità un giornale in equilibrio economico e un luogo d'incontro e di discussione libera e allargata all'intero centrosinistra. Entrambi gli obiettivi possono dirsi colti. E' stato perseguito il risanamento economico, raggiungendo il sostanziale equilibrio di bilancio del giornale, pur in un momento difficile per l'intero mercato e in presenza di nuovi concorrenti", prosegue il comunicato. "Sotto il profilo editoriale, il giornale è stato in questi anni al centro di un intenso dibattito, che ha dato voce - molto spesso anticipandole - alle principali istanze della società, che ha mobilitato sui temi cruciali migliaia di persone, che ha allargato il ventaglio delle sue voci, e che attraverso la crescita del sito Internet ha aperto un dialogo fitto e continuo coi lettori. Il giornale ha contribuito, infine, a sollecitare la nuova volontà di partecipazione dei cittadini alla vita del Paese. Abbiamo lavorato in questi anni in sintonia e in piena libertà, condividendo difficoltà e risultati, in autonomia dal Partito Democratico che, in alcune occasioni, non ci ha fatto mancare le sue critiche ma non ha neppure mai preteso di imporre una linea, essendo l’Unità uno spazio di dibattito libero. Un ciclo positivo che, di comune accordo, pensiamo possa concludersi qui. Il direttore continuerà ad esercitare il suo impegno professionale in altre forme, e l'editore si impegnerà a fare in modo che il giornale resti luogo aperto alla discussione, allargata all'intero centrosinistra e alle diverse forze vitali che vogliono assumersi l'impegno della ricostruzione del Paese, dopo la troppo lunga stagione del berlusconismo. L'augurio sincero è reciproco, così come il ringraziamento a tutti i lavoratori dell'Unità, che hanno condiviso e reso possibile questa felice stagione".
"E' scandaloso l'atteggiamento passivo della giunta regionale, di fronte al perpetrarsi delle azioni demolitrici del governo nazionale sulla scuola sarda. Non solo Cappellacci continua ad ignorare l'impegno a cui lo obbliga, da sette mesi, un ordine del giorno unanime del consiglio regionale, ma ignora volutamente la situazione sempre più drammatica che pesa gravemente sugli alunni e sui lavoratori della scuola". Questo quanto dichiarato dal Partito Democratico, che ha definito "…senza precedenti la deriva a cui il depotenziamento voluto da Roma, con la compiacenza di Cappellacci, conduce la scuola sarda, svilita nella qualità dell'offerta formativa, sottratta del tempo pieno e dell'assistenza ai disabili, privata delle risorse indispensabili al suo funzionamento, primi fra tutti i docenti e il personale non docente. Impedire l'avvio delle prime classi o di quelle intermedie – ha sostenuto il Pd - è l'ennesimo tentativo di sparare sulle scuole, e un'umiliazione per coloro che credono e si sacrificano per raggiungere, com'è loro diritto, gradi più elevati di istruzione. Questo segna un profondo immiserimento della nostra regione, che ha bisogno come non mai di poter contare su cittadini istruiti, preparati e consapevoli".
Il comune di Oristano ha appaltato i lavori di realizzazione della nuova pavimentazione e dei sottoservizi della via Azuni. Il progetto da 249 mila euro è finanziato per il 60% con i fondi regionali della Legge 29/98 e per il 40% con fondi del bilancio comunale. La gara d’appalto è stata effettuata su una base di 212 mila euro, ed è stata vinta dall’impresa Paba con un ribasso del 18,624%. “L’intervento nella via Azuni si aggiunge a quelli già realizzati, o programmati, nel centro storico nel corso degli anni. Solo per citarne qualcuno piazza Roma, piazza Eleonora, via de Castro e, in ultimo, via Duomo e la rotonda di piazza Mannu – ha osservato l’assessore ai Lavori pubblici, Andrea Lutzu -. Lavori che, nei tempi imposti dalle disponibilità delle risorse, stanno restituendo al centro storico cittadino la dignità e la bellezza di un tempo. Mi piace a questo proposito evidenziare anche gli interventi avviati dai privati per il rifacimento di numerose facciate che consente di dare un senso agli sforzi del comune per la riqualificazione del centro. In linea con le opere già realizzate per armonizzare il nuovo aspetto della via Azuni con le altre strade e piazze, anche per la pavimentazione di via Azuni la scelta dei materiali è caduta su cubetti e lastre di materiale lapideo proveniente da cave sarde – ha aggiunto Lutzu -. Ovviamente saranno realizzati il nuovo impianto fognario, i centri di distribuzione idrica e gli allacci idrici”. Per l’esecuzione di tutte le opere previste in progetto l’impresa appaltatrice ha a disposizione 120 giorni.
Martedì 21 giugno, alle 18.30, il sindaco di Oristano inaugurerà lo Smart, il nuovo Spazio Mercatale e per le Attività Ricreative di Torangius. Insieme a lei ci saranno anche gli assessori ai Lavori pubblici, Andrea Lutzu, alle Attività produttive, Alessio Putzu, e allo Spettacolo, Marzio Schintu. Dopo la cerimonia di inaugurazione e un breve rinfresco, alle 21, lo Smart ospiterà il consueto Saggio Spettacolo di fine anno accademico della scuola di danza classica e moderna “Milene”, sotto la direzione della coreografa Milena Cappai. Lo spettacolo, che vedrà protagonisti tutti gli allievi della scuola, è interamente dedicato alla danza classsica, moderna jazz, contemporaneo e hip hop. Il giorno dopo, mercoledì 22 giugno, la scuola di danza “Milene” proporrà un nuovo saggio, sempre alle 21.
Lunedì 27 giugno, alle 18, nella sede di via Canepa 58, ad Oirstano, si terrà un’assemblea- dibattito sulla scuola e la conoscenza, organizzata dal Circolo del Pd di Oristano. L'incontro vuole essere un momento di riflessione su una politica territoriale che metta insieme i temi dell'istruzione, della cultura, dell’educazione, ed il rapporto tra istituzione scolastica, i servizi alle famiglie e il contesto sociale complessivo.
Parte l'operazione "Mare sicuro 2011", presentata dal comandante della Capitaneria di porto di Oristano, il Capitano di fregata Alberto Ugga. Cinque i mezzi navali e 50 i militari impegnati nelle prossime settimane nei servizi di controllo e soccorso sui mari e sulla costa dell'Oristanese e del Medio Campidano. La novità di quest'anno è la convenzione con l'Associazione dei Cavalieri Italiani dell’Ordine di Malta e quella col servizio del 118. "Attraverso la stipula di questo protocollo di intesa il Cisom Sardegna Sud si impegna a mettere a disposizione di questo Comando i propri volontari (due per turno) a bordo delle unità navali dedite alla ricerca e soccorso -ha spiegato il Capitano Ugga -. Il secondo protocollo d'intesa, invece, è stato stipulato su scala regionale con il servizio 118. Attraverso questa convenzione è stato previsto l'imbarco, quando occorre, sulle unità Sar, del personale sanitario del 118, per prestare la propria opera, chiaramente in tutte quelle circostanze in cui si ritenga indispensabile la loro presenza". Come l'anno scorso, la Capitaneria di porto di Oristano ha rinnovato il protocollo di collaborazione con le amministrazioni comunali costiere di Oristano, Arborea, Cuglieri, Narbolia, San Vero Milis e Santa Giusta, per la Provincia di Oristano, e con il comune di Arbus per la Provincia del Medio Campidano. Grazie a questi accordi saranno garantiti maggiori controlli sul territorio.
Di pig (del 04/06/2011 @ 00:04:54, in politica, linkato 1533 volte)
Il risultato delle amministrative ha dato un "segnale univoco", secondo il segretario regionale del Pd, Silvio Lai, che ha analizzato il voto nella riunione della direzione regionale del partito, ieri sera, ad Oristano. "Vince il centrosinistra, perde il centrodestra. Cresce l'alternativa e il Pd è il pilastro di questa alternativa, che il Paese dimostra di volere già da oggi. Il Pd non è più un esperimento. In Sardegna è il primo partito in cinque città su sei, a Carbonia siamo al 36%, ad Iglesias superiamo il 20%, recuperando sei punti percentuali e passando da 2.600 a 3.400 voti. A Cagliari superiamo il Pdl di 1.500 voti, a Monserrato siamo sopra il 20% oltre il Pdl, a Capoterra arriviamo al 18%". Il dato delle amministrative 2011 in Sardegna, secondo Lai, "…conferma e rilancia il giudizio negativo sul governo regionale, che prende due schiaffi pesanti in un solo anno, e a soli due anni dall'inizio della legislatura. Non c'è solo una crescita numerica del Pd sardo in queste elezioni amministrative, ma anche un rinnovamento della classe dirigente: gli eletti hanno, infatti, 5-6 anni in meno rispetto a quelli uscenti. La destra ha perso in Sardegna Olbia e Cagliari, i pilastri del potere locale, che in questi quindici anni ha assicurato forza e risorse al centrodestra, e per questo il turno amministrativo non è ininfluente sulla tenuta regionale della maggioranza di governo. In Gallura, dopo Tempio e La Maddalena – ha aggiunto Lai -, alla destra resta solo la barcollante Provincia. A Cagliari tengono i comuni della cintura metropolitana e dell'hinterland industriale. Il Pd passa da 18 a 30 sindaci in questa tornata, riprende Sennori e Olmedo a Sassari, Villacidro e Sardara nel Medio Campidano, rivince con un candidato Pd, scelto con le primarie, a Carbonia. Il centrosinistra perde solo a Iglesias, dopo un grande risultato, e, sfiorando la vittoria, perde i comuni costieri di Dorgali, Orosei. La Sardegna rischia di avere una lunga agonia da separati in casa, dediti alla clientela, piuttosto che una giunta regionale capace di navigare con una rotta definita e certa – ha sostenuto il segretario del Pd -. Il centrodestra non è arrivato a queste elezioni rassegnato, tutt'altro, tanto che ha messo in campo una enormità di risorse economiche, a Cagliari e Olbia, oltre ad ogni altro strumento disponibile di persuasione e condizionamento, sino ai tentativi persino durante il ballottaggio e a tempo ormai scaduto, dai poli nautici per Olbia e dei trenta milioni di euro per S.Elia". Da Oristano il segretario regionale del Pd ha poi mandato un altro segnale alla maggioranza di centrodestra al governo della Regione. "Non siamo interessati a fare da stampella – ha detto Lai -, nè a corteggiare forze politiche che continuano a perseguire interessi irriguardosi del bene comune. La nostra opposizione sarà istituzionale e politica e a fianco dell'opposizione sociale. Questa giunta sta affondando ed è bene che con essa si superi una esperienza di maggioranza che ha fallito, e che ogni giorno danneggia sempre di più la Sardegna, distinti e distanti da coloro che stanno partecipando ad una esperienza di governo, che assomiglia sempre di più alla peggiore legislatura dell'Autonomia, la Floris-Pili-Masala. Quando la giunta Cappellacci cadrà, e noi speriamo che sia domani, il Pd e il centrosinistra si faranno trovare pronti, in qualunque momento, e senza tradire le aspettative dei sardi che si sono rese evidenti. Per la prima volta in Sardegna sono dello stesso segno, e sono di segno opposto rispetto a chi governa la Regione, le amministrazioni delle principali città dell'isola - ha osservato ancora Lai -. Questo significa che non possiamo sottrarci ad un dovere di coordinamento di azione congiunta sulle politiche locali, ma assumendo una visione regionale: penso ai temi del lavoro, della scuola, delle politiche sociali. Solo per dare un dato, il governo contemporaneo di Cagliari, Sassari, Olbia, Nuoro e Carbonia comporta la maggioranza della proprietà di Abbanoa, così come Olbia e Cagliari sono sede delle due autorità portuali e dei due aeroporti più grandi dell'isola. Nè noi nè i nostri colleghi di coalizione potranno sottrarsi ad una iniziativa che intervenga e tagli i costi inutili della politica, diretti e indiretti - ha sottolineato Lai -, prima di passare alla questione dei referendum del 12 e 13 giugno. I prossimi dieci giorni dovranno vedere ogni nostra energia dedicata ai Referendum abrogativi nazionali, con iniziative dappertutto, prima di quella finale in piazza del Carmine di venerdì prossimo, a Cagliari, a cui siamo tutti invitati. Sono 4 SI convinti del Pd che arrivano non da oggi, non siamo, infatti, al traino di nessuno, ma siamo fondamentali per raggiungere l'obiettivo non impossibile del quorum. A nessuno sfugge che al di là del merito, un risultato di questo genere è, prima di tutto, politico”.
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Ecco i 4 motivi perché è necessario il 12 e 13 giugno andare alle urne e votare SI per i 4 Referendum. Per fermare le manovre del governo che vuole cancellare i referendum. Per cancellare, sul serio, il nucleare, la privatizzazione dell’acqua e il “legittimo impedimento”. Per mettere l’Italia sulla via di uno sviluppo più sostenibile e di una democrazia più partecipata. La politica italiana si è allontanata dalla società come mai era successo in passato. L’azione del governo è sempre più segnata dagli interessi personali del Presidente del Consiglio, da derive autoritarie, da minacce alla Costituzione. L’economia del paese non riesce a uscire dalla crisi iniziata tre anni fa, e la politica non riconosce il fallimento di vent’anni di privatizzazioni, che hanno lasciato a poche grandi imprese – sempre più spesso straniere – decisioni chiave sul nostro futuro. Tutto questo aggrava le minacce alla democrazia, il declino del paese e l’insostenibilità del nostro modello di sviluppo. Contro questa deriva, negli ultimi anni milioni di uomini e donne – con movimenti, reti, associazioni, sindacati - hanno alzato la loro voce, manifestato e costruito alternative. L’abbiamo fatto sui temi della democrazia, della partecipazione, della giustizia, dell’informazione. L’abbiamo fatto sui temi del lavoro, dei diritti sindacali, dei contratti, del precariato dei giovani. L’abbiamo fatto sui diritti delle donne e sulle disuguaglianze. L’abbiamo fatto sui temi della scuola, dell’università, della ricerca, della cultura. L’abbiamo fatto sulla tutela dell’ambiente e sulla sostenibilità dello sviluppo. L’abbiamo fatto sui temi della legalità e della lotta alle mafie. L’abbiamo fatto sui temi dei diritti, dell’antirazzismo, della solidarietà con profughi e immigrati. L’abbiamo fatto sui temi della pace, del rifiuto delle guerre, della solidarietà con chi lotta per la democrazia in altri paesi. La politica istituzionale – finora – non ci ha ascoltato. La distanza tra le decisioni del governo e il consenso nella società non è mai stata così grande. Tutto questo può cambiare. Abbiamo una possibilità nuova per imporre alla politica la volontà dei cittadini, per riprendere il potere di decidere che tipo di democrazia e di sviluppo vogliamo avere. Il 12-13 giugno 2011 si terranno i Referendum per cancellare le leggi sull’energia nucleare, la privatizzazione dell’acqua e il “legittimo impedimento” che mette i ministri al riparo dalla giustizia. Il nucleare: Il governo ha voluto riportare l’energia nucleare in Italia dopo un referendum nel 1987 che l’aveva rifiutata. Il nucleare è un cattivo affare: costa troppo, quasi tutti i paesi lo stanno abbandonando e in Italia le centrali non entrerebbero in funzione che tra quindici anni. Dopo gli incidenti di Three Mile Island, Chernobyl e Fukushima l’energia nucleare si è dimostrata una minaccia per la salute delle persone. L'efficienza energetica e le energie rinnovabili come il solare sono la strada che l’Italia deve seguire. Ora il governo – vista l’impopolarità del nucleare - ha fatto una retromarcia che potrebbe far saltare il referendum. E’ un primo parziale successo, ma la decisione del governo non dà garanzie per il futuro. Serve l'impegno perché i cittadini si pronuncino con il voto contro il nucleare. L’acqua: Il governo impone il passaggio a imprese private del controllo e della gestione dell’acqua, considerandola una merce come le altre, dimenticando che l’acqua è un servizio essenziale, un diritto dei cittadini, un bene comune. Qui i referendum sono due: uno sulla gestione privata e l’altro sui profitti delle imprese - la legge prevede per i gestori un rendimento non inferiore al 7%. La privatizzazione non porterebbe a un miglioramento dell’efficienza, ma alla perdita del controllo da parte delle comunità locali su una risorse essenziale, all’aumento dei profitti e del potere delle multinazionali dell’acqua, al moltiplicarsi dei prezzi pagati dai cittadini. Anche sull’acqua il governo ha prospettato modifiche alla legge per evitare i due referendum senza fare marcia indietro sulla privatizzazione. Anche sull’acqua serve l'impegno perché i cittadini si pronuncino con il voto contro la privatizzazione. Il legittimo impedimento: Il governo ha introdotto il “legittimo impedimento” che permette al Presidente del Consiglio e ai Ministri di non comparire in udienza penale per la durata della loro carica. E’ un segno dell’arbitrio del potere politico e dell’”impunibilità” dei potenti. La Corte costituzionale ne ha già abrogato le norme portanti; bocciando quel che resta della legge, il referendum metterebbe fine alla legislazione “su misura” fatta apposta per evitare che Silvio Berlusconi affronti i processi in corso. Per queste ragioni è importante – il 12-13 giugno - raggiungere il quorum di 25 milioni di votanti ai Referendum e scegliere il SI a tutti i quesiti. E’ un voto che può porre alcuni limiti a un modello di sviluppo insostenibile, che ignora i costi ambientali, sociali e i beni comuni, e a un potere politico che calpesta giustizia e democrazia. Un successo dei SI al Referendum costringerebbe la politica – sia del governo che dell’opposizione – a fare i conti con la volontà dei cittadini. L’impegno delle mobilitazioni sociali non si limiterebbe a manifestazioni finora inascoltate, ma cancellerebbe alcune delle peggiori leggi introdotte dal governo. Oggi è possibile un impegno comune di cittadini, movimenti, reti, associazioni, sindacati per arrivare a una larghissima partecipazione al voto del 12-13 giugno, che porti a raggiungere il quorum e al successo dei SI. Noi vogliamo impegnarci per quest’obiettivo: per mettere l’Italia sulla via di uno sviluppo più sostenibile e di una democrazia più partecipata. (Comitato Referendum per cambiare).
Sui Referendum, e sul futuro di Oristano, il segretario provinciale del Pd di Oristano, Gianni Sanna, ha diramato una nota stampa, che volentieri pubblichiamo: “Otto giorni interamente dedicati alla campagna referendaria. Mattina e sera. Nel territorio ed in città. Col nostro “Camper del Si”. Perché concorrere a raggiungere il quorum ai Referendum del 12 e 13 giugno è un obiettivo. Un obiettivo anche del Pd, che sull’idea di bene comune, di energie rinnovabili e sviluppo sostenibile e della legalità intende definire il proprio profilo politico. Ma dal 14 giugno il nostro obiettivo diventa Oristano. La città di Oristano. La città territorio. La città capoluogo. Ormai l’unica città capoluogo governata da una giunta di destra, quando tutto il resto della Sardegna apre finalmente una pagina nuova. Inizia cioè per noi la lunga galoppata per le amministrative del 2012 che vorremo si concludesse con un risultato che cambi il passo ad Oristano. E che ci veda protagonisti insieme a quanti vogliono mettere in campo il loro senso civico per superare un impasse che dura da troppo tempo. Nei giorni scorsi la segreteria provinciale del Pd ha dato mandato al Segretario Provinciale ed al Segretario di circolo di Oristano di effettuare entro il mese di giugno una prima ricognizione con tutte le forze politiche che in questi quattro anni si sono opposte alla Giunta Comunale per verificare i possibili percorsi in grado di trasformare un’opposizione – che nell’interesse di Oristano – non ha mai smesso di essere costruttiva in una proposta di governo della città che vuole essere alternativa, credibile ed affidabile e su cui gli oristanesi possano scommettere. Se c’è una cosa che le elezioni amministrative del maggio scorso insegnano a tutti è che non ci sono modelli validi ovunque. Esportabili in qualunque situazione. Cagliari, Olbia, Sinnai, solo per citare gli esempi sardi, ne sono un esempio. Che il desiderio di cambiamento, l’ansia di partecipazione dei cittadini deve trovare localmente le risposte più adeguate. Che il compito delle forze del centrosinistra, certo quello del Pd, è interpretare quest’aspirazione e “metterla insieme”. Se guardiamo all’esperienza della Provincia dello scorso anno ed a tutti i limiti che il centrodestra unito sin da subito ha evidenziato e continua ad evidenziare in quest’anno assolutamente inconcludente, ci accorgiamo che si recita un copione che tristemente sembra proprio riproporre la storia del Comune di Oristano degli ultimi 48 mesi. Pensiamo che questa esperienza non interessi più a nessuno di coloro che hanno a cuore le prospettive della Città. E non ci riferiamo soltanto alla politica. Inizia dunque questo percorso. Sarà condiviso. Dovrà essere partecipato, perché vorremo che Oristano sia restituita ai suoi cittadini. Finalmente”.
Di greg (del 03/06/2011 @ 13:00:44, in politica, linkato 833 volte)
Sulla ingloriosa fine dell’aeroporto oristanese di Fenosu, hanno voluto dire la loro anche i consiglieri del Pd alla Provincia di Oristano, attraverso un comunicato, fatto pervenire, stamattina, agli organi di stampa.
“Che figuraccia: in 12 mesi hanno aperto l'aeroporto di Fenosu e poi lo hanno chiuso, sommersi dai debiti per quasi 6 milioni di euro. A mettere la pietra tombale su questa vicenda documenti scottanti, messi nero su bianco dal Collegio Sindacale della Sogeaor, che nella relazione allegata al bilancio d'esercizio che si è chiuso il 31 dicembre 2010 e nella relazione trimestrale al 31 marzo 2011, ha certificato una disastrosa gestione dello scalo, costato solo ed esclusivamente quattrini pubblici. A mettere fine all'illusione di tutta la popolazione oristanese ci ha pensato la Provincia (socio di maggioranza al 75% che per anni ha foraggiato lo scalo con ricapitalizzazioni costate milioni di euro), nel Consiglio Provinciale del 23 Maggio 2011, che ha dovuto prendere atto del fallimento nominando due professionisti per mettere la Sogeaor Spa in liquidazione, ultima fase prima della “probabile” dichiarazione di fallimento. Unica esperienza negativa in Sardegna, dove nessuna società è mai arrivata a una procedura di liquidazione e alla chiusura degli scali, che invece, pur nelle difficoltà, hanno addirittura aumentato il traffico passeggeri. La sorte di Fenosu l'ha scritta il centro-destra che amministra la Provincia da oltre 10 anni e di questo se ne deve assumere le responsabilità, insieme a Comune e Regione entrambi amministrati dal centro destra. Come Gruppo Pd in Consiglio Provinciale avevamo denunciato, in tutte le sedi, la difficoltà in cui versava lo scalo, il fallimentare disegno strategico di un piano che di industriale non aveva niente, incompleto, inadatto, e persino duramente contestato dal presidente della Regione Cappellacci. Come Pd avevamo detto che, stando cosi le cose, la vita dell'aeroporto avrebbe avuto breve durata, e avevamo contestato duramente il contratto con la Denim Air e la politica delle rotte senza un'adeguata politica di Marketing, e chiesto l'azzeramento del Consiglio di Amministrazione, la nomina nel Cda di persone competenti in campo aeroportuale, e la nomina di un direttore generale. Ma tutto questo non è avvenuto e il risultato è che l'aeroporto è chiuso. Il Collegio Sindacale nei giorni scorsi ha espresso un parere pesantissimo rilevando “ulteriori omissioni e/o fatti censurabili, irregolarità non ancora definiti”, evidenziando che “non sono state rispettate interamente le norme imposte dalla LR n° 5/2007 per le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, forniture e servizi, in attuazione della Direttiva Comunitaria n. 2004/18/Cee del 31/03/2004 del D.lgs 163/2006, aggiornato dal D.lgs 152/2008”. Inoltre, secondo i revisori, non sono state rispettate interamente le norme del D.L. 112/2008 in materia di reclutamento del personale. Ancora i revisori hanno rilevato in merito al contratto, operosissimo, con la Denim Air che “l'attività svolta dalla società, in conseguenza del contratto di cui sopra, non è inerente l'oggetto sociale”, che sussiste la possibilità che “le somme erogate a fronte di tale contratto siano considerate aiuti di Stato”. Oltre a rilevare la posizione di “incompatibilità dell'attività svolta dal consulente aeronautico nel 2010 sia come consulente strategico, coordinatore delle attività aeroportuali e dei rapporti con la compagnia aerea e sia come rappresentante della compagnia aerea Denim Air nelle trattative con la Sogeaor Spa”. Macigni pesantissimi, a cui se ne aggiungono altri altrettanto pesanti, come la mancanza del Direttore Generale e del Direttore Operativo, che l'assetto organizzativo amministrativo contabile della società non è adeguato in rapporto alle dimensioni della società, e che la “società non è dotata di un sistema di controllo interno sui processi contabili, che avrebbe comportato l'osservanza delle procedure, necessarie per monitorare l'eventuale commissioni di errori”. Il collegio sindacale aveva poi espresso parere negativo su “un'anticipazione ottenuta da un Istituto di credito di 1 milione di euro” perché “questa operazione ha aumentato le esposizioni bancarie della società e le garanzie prodotte non erano utilizzabili per l'ottenimento dell'anticipazione”. I revisori hanno certificato per il 2010 una perdita d'esercizio di 5.913.646, un risultato che ha annullato l'intero capitale sociale e determinando un deficit patrimoniale di 2.130.493, soldi che prima o poi dovranno sborsare i soci se vorranno evitare il fallimento. Già dallo scorso anno il gruppo provinciale del Pd aveva chiesto il piano industriale e il contratto con la Denim Air, che è stato negato. Ora la nomina di due liquidatori, da noi duramente contestata in Consiglio Provinciale, dove abbiamo denunciato lo spreco di denaro pubblico che queste nomine comportano. Per il Pd bastava un solo liquidatore. Ma è mai possibile che Parmalat, per fare un esempio, sia stata assegnata a un bravo liquidatore e Fenosu a due? Che le cose non andavano bene lo dicono i revisori ma anche la Regione, che si è defilata non partecipando, secondo le cronache, all'approvazione del Bilancio. E questo la dice lunga sulla gravità in cui versa la società e la possibilità di un salvataggio in extremis. Il presidente Cappellacci aveva, addirittura, sostenuto che del problema di Fenosu se ne sarebbe occupato l'Ufficio legale. Ci lasciano molto perplessi le dichiarazioni di qualche ex amministratore della Sogeaor, quando asserisce che solo l'assessore Oscar Cherchi si è impegnato per Fenosu. Infatti abbiamo visto come sono andate a finire le cose, con lo scalo chiuso, passeggeri a terra, e dipendenti a spasso. Negare che il contratto con Denim Air sia stato un errore per qualche esponente che ha amministrato al Società si può interpretare solo come la difesa del proprio operato, ma dire che la Denim Air “scelse di portare a Fenosu i suoi aerei rischiando”, questo è troppo!!! La gente dovrebbe sapere che solo per il mese di gennaio 2011 il canone di noleggio dell'aeromobile è stato di 207.200 euro, alla faccia del rischio. Come Partito Democratico le nostre proposte per salvare Fenosu le abbiamo dette in Consiglio Provinciale e in Consiglio Comunale, nelle conferenze del partito e in un'interessante convegno, dove abbiamo ribadito che l'aeroporto di Fenosu, per avere un futuro, deve sviluppare un piano industriale serio, che non c'è mai stato, che tenga conto, oltre delle tratte passeggeri con compagnie aeree interessate allo scalo, di una politica di gestione tesa a far diventare Fenosu un polo di riferimento per l'aviazione generale; sviluppare un'alternativa di scalo conveniente per il traffico merci-postale; sviluppare, nel sedime aeroportuale, un'area dedicata al settore manutentivo, offrirsi come centro formativo per alcune professionalità nel mondo aeronautico e avviare uno scalo anche per la Protezione Civile”. (Mario Tendas, Roberto Scema, Giangavino Buttu, Francesco Federico, Battista Ghisu – consiglieri provinciali Pd).
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Un ordine del giorno su “interventi urgenti in favore del Centro di Aggregazione sociale/Ludoteca di Torangius”, che costituirà oggetto di discussione del consiglio comunale di Oristano, è stato presentato dai componenti la IV commissione consiliare, Alberto Paratore, Gianni Sanna, Mauro Sokinas, Carlo Cerrone, Paolo Sulis. Questo, il testo: “Premesso che la IV Commissione Consiliare nel corso della seduta del 30 maggio ultimo scorso ha eseguito un sopralluogo presso la struttura di Torangius dove è ospitato il Centro di Aggregazione Sociale /Ludoteca; che i consiglieri componenti la Commissione sono stati accompagnati dalla Coordinatrice del Centro per conto della Cooperativa Passaparola che gestisce la struttura ed il servizio ludotecario.; che sinteticamente si sono rilevate le seguenti criticità che meritano da parte della Amministrazione una puntuale attenzione ed un tempestivo intervento risolutore: 1) La struttura mostra evidenti segni di degrado: da interventi di manutenzione ordinaria, probabilmente mai effettuati ( portelloni esterni ed infissi , serramenti, supporti in legno esterni e coperture interne, scoli dell’acqua piovana da sostituire), ad una copertura esterna da cui si diffondono ampie infiltrazioni in quasi tutti gli ambienti; 2) La struttura è priva totalmente di un impianto di condizionamento (area fredda/calda) per cui gli ambienti risultano invivibili d’estate per le alte temperature e gelidi d’inverno; 3) La struttura dispone di un ascensore inutilizzabile per l’accesso al primo piano, in quanto pare non ancora collaudato. Peraltro sembrerebbe che lo stesso primo piano sia privo di certificato di collaudo. E’ evidente che si trattasi di una barriera architettonica assolutamente inaccettabile; 4) Alcuni ambienti della struttura sono privi totalmente dell’impianto di illuminazione e pertanto parzialmente inutilizzabili nelle giornate invernali; 5) Gli ampi spazi esterni sono completamente abbandonati, con puliture sporadiche e senza che sia stata messa a dimora alcuna pianta di basso, medio ed alto fusto, tanto da costituire un “unicum” con la bellissima zona verde attrezzata a ridosso della quale è sita la struttura sociale; 6) Si è altresì rilevato che arredi e materiale ludico sono posticci, non essendo stato rimpiazzato alcunché negli ultimi dieci anni ed essendosi invece nel frattempo modificati i gusti e la domanda degli utenti soprattutto della fascia giovanile; non esiste ad esempio alcuna sala attrezzata con supporti informatici neppure della penultima generazione; non esiste alcuna connessione internet wireless che permetta l’accesso al web almeno dalla strumentazione informatica di proprietà dei ragazzi, quando invece si registra che in quasi tutti i comuni della provincia centri di aggregazione ed intere piazze dispongono di tale possibilità, interventi peraltro resi possibili nel recente passato, ma forse ancora oggi, da finanziamenti messi a disposizione dalla Regione con appositi bandi; non esisto neppure sale insonorizzate per l’attività musicale; 7) Parte degli spazi disponibili sono comunque inutilizzati, anche perché via via sono venute meno attività che prima costituivano progetti significativi nell’attività del centro, come ad esempio lo spazio compiti; gli stessi potrebbero ospitare peraltro altri servizi dell’amministrazione a supporto del Centro e del quartiere; 8) La frequenza del centro è comunque assai significativa e ciò nonostante l’entità del nuovo appalto del servizio prevede invece una riduzione della spesa del 30%, che preclude ogni intervento teso ad ampliare la strumentazione occorrente ed il materiale ludico e per le attività, oltrechè una riduzione delle ore lavoro e quindi della qualità dell’erogazione del servizio. Considerato che i commissari ritengono assolutamente prioritario un intervento dell’Amministrazione affinché con ogni massima urgenza: 1. Sia posto in essere un impianto di condizionamento freddo/caldo almeno per il piano terra; 2. Sia collaudato e messo in funzione l’ascensore che permette l’accesso ad anziani e diversamente abili al primo piano: 3. Sia effettuata una manutenzione ordinaria di infissi, serramenti, supporti in legno e scoli di acqua piovana, ripristinando quelli (numerosi) divelti; 4. Sia sistemato l’impianto di energia elettrica negli ambienti ancora sprovvisti per la immediata fruibilità di tutti gli spazi; 5. Si provveda a piantumare l’ampio giardino perché possa essere utilizzato per tutte le attività esterne, predisponendo percorsi di attraversamento pedonale illuminati. E che gli stessi richiedono altresì di reperire le risorse necessarie per un ultimativo intervento su parte della copertura della struttura affinché siano eliminate le conseguenze e gli inconvenienti che derivano anche da una progettazione e realizzazione della stessa forse discutibile. Il Consiglio Comunale, tutto ciò premesso, impegna il sindaco e la giunta ad intervenire con tempestività per dare seguito a quanto richiesto dalla Commissione nei punti sopra richiamati, che costituiscono pertanto oggetto del presente atto di indirizzo”.
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25/05/2013 @ 22.02.28
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