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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Di greg (del 07/09/2012 @ 17:00:33, in politica, linkato 928 volte)
Il consiglio comunale di Oristano ha approvato, all’unanimità, una mozione del consigliere Giampaolo Lilliu (Sel) per la “…realizzazione di azioni tese all'accertamento della presenza di amianto nel territorio del comune di Oristano, allo smaltimento e alla bonifica dei siti interessati”. La mozione, illustrata in aula dallo stesso Lilliu, impegna sindaco e giunta ad ottimizzare i percorsi di finanziamento utili ad agevolare e migliorare le bonifiche e lo smaltimento, promuovendo meccanismi di incentivi di vario tipo. In particolare si punta a favorire l’utilizzo delle risorse a disposizione delle province da destinare ai comuni e ai privati per le bonifiche dei fabbricati, a sollecitare l'ente dei Beni culturali e paesaggistici a sbloccare le domande, ferme anche da due anni, di sostituzione delle coperture in eternit di fabbricati sottoposti a vincolo. La mozione impegna l’esecutivo anche a prevedere una micro raccolta di manufatti contenenti amianto, al fine di consentire al singolo cittadino lo smaltimento controllato di piccole quantità; a prevedere la presenza di vigilanza della polizia ambientale e, conseguente, la raccolta periodica delle discariche abusive presenti nelle periferie, utilizzando aziende e personale qualificato; a ottimizzare ed abbattere i costi di smaltimento, bonifica e ripristino delle nuove coperture, promuovendo l'utilizzo delle fonti rinnovabili anche negli edifici pubblici. Tra le azioni anche una campagna di sensibilizzazione sugli effetti devastanti che provoca l'amianto su ambiente e persone. Durante il dibattito sono intervenuti Tonino Falconi (Oristano Bene comune), Giuseppe Obinu (Pd), Gianluca Mugheddu (Insieme), Andrea Lutzu (Pdl), Daniela Nurra (Riformatori), Franco Serra (Udc), Mauro Solinas (Fortza Paris), Giuseppe Lai (Noior) e Salvatore Ledda (Idee rinnovabili). L’assessore ai Lavori pubblici, Efisio Sanna, ha auspicato una forte unione d’intenti, per affrontare con tenacia la lotta contro l'inquinamento di amianto, e ha garantito il massimo impegno della giunta comunale, annunciando di aver già avviato le procedure per il censimento delle discariche abusive presenti nel territorio. Impegno ribadito anche dal sindaco, Guido Tendas, che ha annunciato il coinvolgimento dei consiglieri e assessori regionali “… affinchè il problema amianto a Oristano diventi un impegno formale e centrale nella prossima legge finanziaria regionale”.
Nella stessa seduta è stata approvata all’unanimità anche la mozione presentata da Andrea Lutzu (Pdl), per interventi di riqualificazione urbana sulle strade e i marciapiedi di Oristano e frazioni. La mozione impegna il sindaco e la giunta a sottoporre urgentemente all’attenzione del consiglio comunale la programmazione dell'intervento, previsto nell’ambito del Pia-Campidano, e ad accelerare al massimo la fase di progettazione e di indizione dell'appalto, al fine di intervenire con urgenza in un settore che non può assolutamente aspettare. Lutzu ha ricordato che il Pia-Campidano ha assegnato al comune di Oristano 8 milioni 700 mila euro per interventi per il porticciolo turistico e per gli impianti sportivi (1,2 milioni di euro), ma anche per interventi per la viabilità e i marciapiedi (2 milioni 250 mila euro), e ha sollecitato l’utilizzo delle risorse disponibili. Il dibattito è stato aperto da Stefano Mureddu (Insieme), che ha condiviso la necessità di avviare con urgenza gli interventi per la riqualificazione urbana e della viabilità della città e delle frazioni. Valerio Spanu (Pd) ha colto lo spirito positivo della mozione, e ha evidenziato come la giunta e la commissione stjano già operando per la pianificazione degli interventi necessari. L’assessore allo Sport, Peppino Marras, ha sottolineato l’importanza delle risorse disponibili per la riqualificazione degli impianti sportivi “…anche se il problema più grosso è rappresentato dalla gestione delle strutture. Solo attraverso la soluzione del problema delle gestioni potremo riuscire a rendere realmente razionale l’impiego delle risorse disponibili”. L’assessore ai Lavori pubblici, Efisio Sanna, ha invece ricordato che l’accordo di programma sul Pia-Campidano risale all’agosto 2010 e che in questi due anni non è stato effettuato alcun lavoro: “Sono passati solo due mesi dal nostro insediamento- ha detto Sanna - mentre sono passati due anni dalla firma del terzo accordo aggiuntivo di programma sul Pia-Campidano. Questa amministrazione intende recuperare il tempo perduto, accelerando tempi e procedure, per una programmazione che tenga conto delle priorità e della pericolosità delle strade. Vogliamo anche fare ricorso alla progettazione interna per aumentare la quota di finanziamento destinata agli interventi sulle strade”.
Sempre all’unanimità è stato approvato dal consiglio comunale di Oristano un ordine del giorno del gruppo consiliare Noior, per la difesa e la tutela dell'artigianato artistico, tipico e tradizionale di Oristano e della Sardegna. Il documento, evidenziando la preoccupazione del consiglio comunale per la crisi che attraversa il settore, impegna sindaco e giunta a tutelare, nei modi consentiti dalla legge e secondo le competenze in capo all'ente, il settore dell'artigianato tradizionale e artistico. Secondo Corrado Cocco (Noior) il settore potrebbe trarre giovamento da “…un marchio capace di contraddistinguere i prodotti sardi, così come da una campagna di educazione al consumo e all'acquisto dei prodotti isolani. Uno studio della Cna – ha aggiunto Cocco - rileva che, negli ultimi cinque anni, il fatturato delle imprese è diminuito di oltre il 40%, così come è calato l'utile (55%) e il personale impiegato (20%). Sono dati che segnano una preoccupante situazione di crisi. Gli artigiani segnalano che tra le cause principali ci sono la stagione turistica troppo corta, ma anche l'assenza di un'adeguata tutela del prodotto sardo”. Durante il dibattito sono intervenuti Salvatore Ledda (Idee rinnovabili), Emilio Naitza (Noior), Valerio Spanu (Pd), Tonino Falconi (Oristano Bene comune) e Roberto Martani (Insieme). L’assessore all’artigianato, Peppino Marras, ha condiviso l’esigenza di creare un marchio a tutela delle produzioni artigianali e artistiche locali: “Il Made in Italy – ha detto Marras - è soggetto a continue aggressioni da parte di altre nazioni, dove esiste una legislazione molto più incerta che garantisce meno questo tipo di produzioni. Il comune di Oristano ha messo al centro delle sue politiche anche tutto ciò che riguarda l'artigianato e la ceramica artistica e, quindi, non può che condividere questo ordine del giorno”. L’assessore Marras ha anche annunciato un serie di iniziative, in collaborazione con la Cna e la Confartigianato “…per dare nuovo impulso a questo settore”.
Dopo il ricovero dei due anziani (in gravi condizioni) all’ospedale Santissima Trinità di Cagliari, cresce la preoccupazione tra la popolazione della provincia per la cosiddetta “Febbre del Nilo”. La comunità è così ripiombata nella paura, anche perché ricorda le quattro persone decedute lo scorso anno. Già dal mese di giugno, i consiglieri provinciali del Pd avevano presentato una interrogazione urgente all'assessore provinciale all'Ambiente, Emanuele Cera, per stigmatizzare i ritardi nella disinfestazione e nelle azioni di lotta contro la diffusione del virus. Nell’interrogazione era stata sottolineata anche la mancata assunzione dei disinfestatori, che sarebbe dovuta partire dal primo di maggio, con 20 unità da assumere dalle liste predisposte lo scorso anno dal Csl per conto della Provincia (ancora in vigore a quella data) e che, a causa di una decisione assurda e discutibile, vennero accantonate per ricorrere ad agenzie interinali che hanno avviato meno personale e, peraltro, solo a partire dalla seconda metà di luglio. Un ritardo inconcepibile, secondo i consiglieri del Pd, che non ha permesso di effettuare la lotta alle zanzare per via del poco personale dipendente dell'ente, e che necessitava, invece, di un forte supporto, per mettere in atto tutte le misure di prevenzione necessarie contro il propagarsi del virus della "Febbre del Nilo". A questo punto, vista l'emergenza, il Pd chiede, che vengano messe in campo tutte le misure per bloccare la diffusione delle zanzare e del virus, e che presidente della Provincia e assessore all’Ambiente si attivino presso la Regione per ottenere risorse finanziarie, in modo tale da incrementare il numero degli addetti alla lotta alle zanzare. I consiglieri del Pd chiedono, inoltre, che vengano convocati urgentemente tutti i sindaci della Provincia per spiegare loro quali siano le zone a rischio e quali siano i pericoli per la popolazione, mentre la Asl dovrebbe attivare un piano di comunicazione capillare, per spiegare come difendersi dal rischio della "Febbre del Nilo".
Sono stati prorogati i termini, che scadranno martedì 11 settembre, per le adesioni al progetto “Diversummer – 6° Ecosolidale”, da parte dei comuni e dei soggetti interessati, per il viaggio soggiorno-vacanza dei diversamente abili della provincia di Oristano. L’iniziativa si ripete da tempo, per iniziativa della Provincia di Oristano e della Cooperativa Integrazione Ecosolidale. Nel 2012, tuttavia, la Provincia non potrà finanziare, il soggiorno-vacanza per l’ulteriore contrazione delle risorse e i pesanti tagli al bilancio, aggravati dall'ultimo decreto Monti sulla “spending review”. L’iniziativa sarà, quindi, prevalentemente autofinanziata dalle famiglie dei disabili e, in alcune realtà, verrà cofinanziata dalle amministrazioni comunali. Il soggiorno-vacanza residenziale, di sette giorni, è riservato a disabili, fisici e psichici, di età compresa fra i 15 e i 60 anni di età, residenti nel territorio della provincia di Oristano e si svolgerà a San Teodoro, in località Cala d'Ambra. I partecipanti, e i loro eventuali accompagnatori, saranno affiancati da uno staff tecnico di professionisti del sociale, competente ed esperto nell’organizzazione di attività ludico-ricreative e di animazione, di supporto personale e della gestione di soggetti diversamente abili. Al momento sono state raccolte una quarantina di adesioni, ma è necessario incrementare il numero dei partecipanti per consentire il completamento del gruppo.
Oristano si prepara a rinnovare l’appuntamento con Santa Croce. Nella tradizione della città uno degli appuntamenti religiosi e civili più sentiti, tanto da essere riconosciuta come vera festa di Oristano anche nello Statuto comunale. Il programma dei festeggiamenti religiosi e civili sarà presentato ai giornalisti, lunedì 10 settembre, alle 11, nella sala giunta del comune di Oristano, dal sindaco di Oristano, Guido Tendas, dall’assessore al Turismo, Peppino Marras, da Padre Alfio dei Frati minori conventuali, e dal Presidente dell’associazione culturale “Santa Croce”, Franca Catapano.
Tra fede, tradizione, cultura, sport e spettacolo anche quest’anno la città rinnova l’appuntamento con il “Settembre Oristanese”. Il comune di Oristano, grazie alla essenziale collaborazione dell’Assessorato al Turismo e allo sport, con tanti soggetti operanti in città, dalla Pro loco all’Ente concerti Alba Pani Passino, dalle società sportive all’Associazione cavalieri, ha potuto garantire un cartellone degno della migliore tradizione della manifestazione. I festeggiamenti, civili e religiosi, per Santa Croce e per il Rimedio (ognuno dei quali ha un suo programma specifico che valorizza la tradizione della città), senza dimenticare S. Efisio e San Michele di Silì, che hanno per protagonisti le autorità religiose e i comitati spontanei, sono la vera anima, quella più intima e sentita, del “Settembre Oristanese”. Per l’intero mese, Oristano diventa, quindi, teatro di tante iniziative, come il Palio di Santa Croce che ritorna nel calendario ippico regionale dopo alcuni anni di assenza. Non mancano gli appuntamenti musicali d’eccezione come Fabio Concato, Fabrizio Bosso, Tenores di Neoneli e Anna Tifu con Romeo Scaccia, e quelli sportivi con iniziative nelle discipline nelle quali la città si è sempre distinta: dal calcio all’atletica, dalla pallavolo alla pallacanestro. Tra queste, alcuni tornei che consentiranno di ricordare alcuni personaggi sportivi, scomparsi negli anni passati, che hanno dato molto alla città, come Nino Solinas nel calcio, Giuseppe Pitzalis nella pallacanestro e Pino Spiga nella pallavolo. E poi per gli amanti dei motori, appuntamento con il raduno delle Alfa Romeo e il motoraduno “Super Sic Day” dedicato a Marco Simoncelli. “È un cartellone ricco, in grado di soddisfare ogni pubblico, che consente alla città di essere appetibile turisticamente anche nel mese di Settembre – hanno osservato il sindaco, Guido Tendas, e l’assessore al Turismo, Peppino Marras -. La crisi e i vincoli imposti dal bilancio evidentemente si fanno sentire, ma si è cercato di fare di necessità virtù, intensificando i rapporti di collaborazione con la città, per cucire un programma di buon livello”.
L’assessorato provinciale all’edilizia scolastica di Oristano prosegue l’attività che prevede, fra l’altro, interventi di completamento degli Istituti scolastici secondari. Su proposta dell'assessore Serafino Corrias è stato approvato il progetto preliminare per l'adeguamento di un locale che dovrà essere adibito ad archivio, e l'ultimazione di alcune aule presso l’Istituto polivalente di Terralba. “L’intervento di completamento è importante per lo svolgimento dell'attività scolastica - ha spiegato l'assessore -. L'importo complessivo è di circa 195 mila euro, somma già inserita da tempo in bilancio”. In accordo con il dirigente scolastico è stato individuato un locale a piano terra che verrà adeguato per essere adibito ad archivio. Sarà, quindi, necessario intervenire, nel rispetto delle norme di prevenzione incendi, con la realizzazione dell’impianto di spegnimento automatico. Le aule da ultimare, invece, sono situate sopra il corpo mensa; i lavori interesseranno intonaci e tinteggiature, pavimenti e blocco servizi. “A breve si procederà con l'approvazione del progetto definitivo – ha detto Corrias – e si darà poi l’avvio all'iter del bando, con la successiva aggiudicazione dell'appalto. Il tutto per consentire, nei tempi più rapidi possibili, l'inizio dei lavori previsti”.
“Leggi “ribollite”, e il Parlamento s’ingolfa: dal 2008 ottomila proposte, 68 approvate”. Questo, il titrolo di un articolo pubblicato su ilfattoquotidiano.it, a firma di Thomas Mackinson, che vi proniamo, con tanto di riassunto iniziale: “In questa legislatura, meno di un testo su mille ha ricevuto il sì di Camera e Senato. Non solo per colpa dei regolamenti farraginosi. Pesa il vizio dei rieletti di ripresentare a ogni nuova tornata i progetti rimasti arenati al "turno" precedente. Tra le perle in eterna giacenza, un testo del 1975 sull'educazione sessuale e misure su tartufi, sfoglia emiliana ed "esperti di automobili".
Dalla legge per la sfoglia emiliana alle misure salva-tartufo. Ci sono anche l’albo per gli “esperti dell’automobile”, le norme per l’isituzione del “consulente filosofico”, le disposizioni per la tutela del turismo a piedi e per la raccolta di fossili privi di intesse scientifico. E ancora l’istituzione delle “strade del pesce” e delle figure di nonno e nonna vigile. C’è perfino chi ha proposto di dichiarare “monumento nazionale” 5,2 km di asfalto pur di mantenere il tracciato storico dell’autodromo di Monza e pazienza se, nel frattempo, sono diventati corpo del reato in un’inchiesta sulla sicurezza del circuito. Insomma, i parlamentari della XVI legislatura si sono dati un gran daffare: in quattro anni e mezzo hanno presentato infatti 8.172 proposte di legge. E non si dica più che rubano lo stipendio. Peccato che quelle divenute effettivamente leggi siano soltanto 68. Così poche che ad andare in porto è lo 0,8% del totale. Ecco, questo è il tasso reale della produttività parlamentare sul fronte legislativo. Appese al chiodo, per contro, restano 7.466 proposte di legge: 5.450 non hanno ancora iniziato l’esame e altre 457 non sono state neppure assegnate alla commissione competente. Avanti di questo passo non basta un secolo per discuterle tutte. Ma di tempo non ce n’è più. A fine aprile scadrà la legislatura e tutti i provvedimenti presentati andranno a infittire il cimitero italiano delle leggi, dove vengono ordinatamente sepolti i frutti – belli o brutti – della democrazia rappresentativa. Perché succede? Quali sono gli ostacoli da rimuovere? Alcuni parlamentari accusano la burocrazia dei regolamenti che impone interminabili girandole di pareri, altri direttamente gli uffici di presidenza che fissano il calendario in base a necessità e convenienze dei partiti e del momento. Ma c’è molto di più che i parlamentari non dicono. Ad ogni nuova legislatura, infatti, si ripete il “miracolo”: nei primi 10 giorni arriva una pioggia di proposte di legge, centinaia e centinaia. Dietro al prodigio però non ci sono l’entusiasmo e il vigore dei nuovi eletti ma un piccolo grande imbroglio che è divenuto prassi. Ogni rieletto – e tanti ce ne sono – porta in dote un carico di leggi già morte. Per non dover affrontare la fatica di rifarle da capo o deludere i suoi elettori cerca di resuscitarle depositandole di nuovo, una dietro l’altra, in modo acritico, senza neppure cambiare il titolo o assegnare una qualche priorità. A cambiare sarà solo il numero progressivo d’iscrizione. L’ultima volta il prodigio si è ripetuto in un piovoso 29 aprile del 2008. Due settimane prima Silvio Berlusconi aveva prestato giuramento inaugurando la XVI legislatura. Quel giorno, il primo utile per depositare le proposte di legge, vengono iscritte a ruolo oltre 600 testi, il giorno dopo un altro centinaio. Così proposte vecchie di anni, pappa legislativa pronta e decotta, diventano il fiume limaccioso che nei cinque anni successivi intaserà le commissioni sterilizzando la loro capacità legislativa. Alcuni schemi di legge sono perfino doppi, quadrupli e se ci sarà la volontà prima o poi saranno accorpati. Altri sono talmente superati che hanno fatto in tempo a tornare di attualità, come succede nei ricorsi della Storia: al Senato, ad esempio, è in eterna attesa di essere discussa la proposta della senatrice Bianconi (Pdl) che chiede di modificare l’Ici, peccato che l’imposta sulla prima casa nel frattempo sia stata abolita da Berlusconi per due anni e rimessa quest’anno da Monti con nome, modalità e aliquote diverse. Ma in fondo poco importa, perché si sa benissimo che queste proposte non saranno mai discusse, che non supereranno mai lo snodo che separa l’iscrizione all’ordine del giorno dalla trattazione. Per contro, provvedimenti anche di grande rilevanza per i cittadini restano appesi di legislatura in legislatura senza mai arrivare al dunque. La legge sull’educazione sessuale nelle scuole, ad esempio, giace lì dal 1975. Si è persa mille volte nel gorgo parlamentare e rispunta regolarmente dopo 40 anni. Nel 2008 ci riprova l’onorevole Lucia Codurelli del Pd e nel 2009 il senatore Franco Grillini. In quattro anni e mezzo nessuna è stata approvata, una attende ancora di essere assegnata. Dal 1975 ad oggi ha fatto in tempo a cambiare perfino la sensibilità collettiva sul tema che si trova riflessa oggi in 59 proposte di legge che riguardano reati, discriminazione di genere e così via. Tanta urgenza ma tutta a parole, perché una sola legge è andata in porto, quattro sono state approvate e poi stralciate. Stesso destino per la legge sull’asilo politico. Bio-testamento? L’impegno era di approvarla nel giro di due o tre giorni dalla morte di Eluana Englaro. Ha fatto in tempo a uscire nelle sale il film di Bellochio. La legge è ancora lì dopo tre anni e mezzo. Ecco spiegate cause e conseguenze dell’arcano meccanismo che altera la produzione delle leggi e falsifica le performance parlamentari gonfiandole all’inverosimile. Ma c’è un altro risvolto dal significato politico rilevante. Finora bastava guardare le facce dei candidati per capire che la legislatura che inizia, alla fine, tanto nuova non è. Ma ora si ha la certezza che anche contenuti, proposte, orizzonti legislativi non lo saranno di più; perché anche a questo giro l’arretrato parlamentare sarà servito come fresco mentre è una ribollita. E’ legittimo domandarsi allora quali delle ottomila leggi vecchie saranno propinate come nuove. Che cosa conterrà la valigia dell’onorevole vestito a nuovo nel 2013? Un viaggio nel cuore inceppato della democrazia fa affiorare 265 proposte di legge dimenticate solo nelle commissioni Agricoltura di Camera e Senato. Da lì potrebbero rispuntare un cane lupo da brevettare, un tartufo da salvare, una sfogliata emiliana che per tre volte si chiede di elevare sopra ogni altro primo. C’è anche una proposta per installare distributori automatici di ortaggi in tutte le scuole, all’intervallo fette di melanzana lessa e carote al neon per tutti. Una pensata che sembra fatta per abituare subito le nuove generazioni al gusto amaro dell’antipolitica”. (Thomas Mackinson, ilfattoquotidiano.it)
Di greg (del 05/09/2012 @ 20:30:15, in politica, linkato 965 volte)
La giunta comunale di Oristano, guidata dal sindaco, Guido Tendas, è pronta a operare ogni azione utile per ridurre l’Imu sulla prima casa dal 5 al 4 per mille. Ieri sera, il consiglio comunale, unificando i testi di 5 mozioni presentate da numerosi consiglieri di maggioranza e minoranza, ha votato all’unanimità un testo che impegna il sindaco e la giunta “…a predisporre tutti gli atti e mettere in moto tutte le procedure che permettano al consiglio comunale di deliberare, entro il 30 settembre prossimo, la riduzione dell'aliquota Imu per l'abitazione principale e le sue pertinenze dal 5 al 4 per mille, fatti salvi gli equilibri di bilancio e, in ogni caso, secondo un criterio formato al principio di equità”. Un invito che l’esecutivo si è detto pronto ad accogliere, ma solo dopo che, attraverso gli equilibri di bilancio, sarà stata verificata la tenuta dei conti dell’ente. L’argomento è stato introdotto da Mauro Solinas (Fortza Paris) che ha evidenziato l’esigenza di rivedere l’aliquota del 5 per mille, stabilita durante la gestione commissariale del comune. Secondo Solinas occorre anche riattivare un tavolo di concertazione con le associazioni di categoria per la rimodulazione delle aliquote e il ripristino degli sgravi da applicare a chi sceglie i canoni concordati. Tonino Falconi (Oristano bene comune) ha sottolineato l’iniquità di un’imposta come l’Imu. “Non è giusto – ha detto Falconi - accanirsi su un bene come la casa. Mi auguro che la Corte Costituzionale, il 6 novembre, sancisca l’incostituzionalità di questa imposta”. Giuliano Uras (Udc) ha manifestato soddisfazione per la decisione di tutti i gruppi consiliari di convergere su un testo unico, capace di interpretare la comune esigenza di giungere a un alleggerimento della pressione fiscale, “…un obiettivo importantissimo, vista la grave situazione che vivono moltissime famiglie oristanesi”. Per Andrea Lutzu (Pdl) la riduzione dal 5 al 4 per mille “…è un obiettivo raggiungibile, e sarebbe un segnale importante per la città, e il mancato gettito potrebbe essere assorbito in vari modi”. D’accordo con la riduzione al 4 per mille si sono detti anche Daniela Nurra (Riformatori), che ha denunciato l’iniquità dell’imposta; Roberto Martani (Insieme) che ha, però, invitato la giunta a prestare la massima attenzione alla salvaguardia degli equilibri di bilancio, per non esporre il comune al rischio del dissesto finanziario, così come è avvenuto recentemente ad Alessandria; Giampaolo Lilliu (Sel) che ha invitato a operare le azioni necessarie per reperire le risorse utili a coprire il mancato gettito; e Giuseppe Obinu (Pd,) che ha ricordato che l’Imu è una imposta importante per garantire i servizi che sono dovuti alla città e “…che possono, per quanto possibile, ridurre le disparità tra cittadino e cittadino. Ci sono margini tra le uscite per ottimizzare le spese e permettere di alleggerire la pressione fiscale”. Giuseppe Puddu (Udc) ha evidenziato l’errore commesso con la previsione di entrata di 7 milioni di euro, mentre Salvatore Ledda (Idee rinnovabili) ha invitato il consiglio a un supplemento di riflessione, per valutare i preoccupanti dati forniti dall’assessore al bilancio. A querstoi proposito, l’assessore al Bilancio, Giuseppina Uda, ha apprezzato lo sforzo compiuto dal consiglio comunale per trovare una soluzione unitaria e ragionevole, ma ha avvertito sui pericoli che deriverebbero da una decisione assunta senza un ragionamento che tenga conto anche della realtà dei numeri del bilancio comunale.
La pubblica assemblea cittadina, nell’ultima riunione, ha approvato, a maggioranza, il regolamento per il servizio di mensa scolastica. “Prima di questo regolamento non esistevano norme precise capaci di disciplinare questo importante servizio – ha spiegato l’assessore ai servizi scolastici, Maria Obinu -. Ora, insieme alla commissione consiliare, abbiamo deciso di mettere nero su bianco i doveri e i diritti della Pubblica Amministrazione, i doveri e i diritti della ditta che gestisce il servizio e i diritti e i doveri degli utenti che usufruiscono di questo servizio”. “La mensa – ha proseguito l’assessore Obinu - è un servizio a domanda individuale per il quale è indispensabile una forma di contribuzione da parte degli utenti. Per questo motivo, parallelamente al regolamento, la giunta comunale ha rivisto le tariffe che verranno applicate a partire dal prossimo 14 settembre. Le nuove tariffe, suddivise in quattro fasce, tengono conto della situazione economica delle famiglie che sarà accertata attraverso il modello Isee. Abbiamo prestare particolare attenzione alle fasce più deboli, aumentando l'esenzione totale fino alla soglia dei 5 mila euro di Isee. Una seconda fascia, dai 5.000 ai 18.000 euro di Isee prevede una contribuzione di 1,50 euro per la scuola dell'infanzia, e 2 euro per la scuola primaria. La terza fascia, che va dai 18.000 ai 24.000 euro di Isee stabilisce una cointribuzione di 2 euro per la scuola dell'infanzia e 2,50 euro per la scuola primaria. Oltre i 24.000 di reddito Isee si pagherà la quota intera di 4,13. Sono previste anche esenzioni al 50% per le fasce più deboli”. Durante il dibattito i consiglieri più che sul regolamento si sono soffermati sulle nuove tariffe esprimendo forti critiche per gli aumenti stabiliti dalla Giunta comunale. In questo senso si sono espressi Salvatore Ledda (Idee rinnovabili), Mauro Solinas (Fortza Paris), Andrea Lutzu (Pdl), Daniela Nurra (Riformatori), Tonino Falconi (Oristano bene comune) e Giuliano Uras (Udc). L’assessore Obinu ha però spiegato che gli aumenti sono stati necessari per garantire lo svolgimento dell’orario prolungato e che, comunque, la soglia dell’esenzione è stato portata da 4 mila a 5mila euro. Il presidente della commissione, Giampaolo Lilliu, ha evidenziato lo sforzo compiuto per migliorare il servizio, ma anche qualche riserva sulla soglia di 5 mila euro fissata per l’esenzione dal pagamento, spiegando che forse sarebbe stato preferibile fissarla a 6 mila. Dai banchi della maggioranza Giuseppe Lai (Noior) ha annunciato il voto a favore, così come Renato Piras (Pd) ha richiamato il consiglio all’esame dell’argomento all’ordine del giorno, il regolamento, evitando di vincolarne il voto alle tariffe che sono materia dell’esecutivo. Per Donatella Arzedi (Insieme) il regolamento colma una lacuna che da troppo tempo condizionava un servizio molto importante. Il sindaco Tendas ha garantito la massima attenzione per le fasce più deboli garantendo l’impegno del comune per quelle famiglie che dovessero mostrare meggiori difficoltà ad usufruire del servizio. Al momento del voto, 16 consiglieri di maggioranza hanno votato a favore, 7 di minoranza hanno votato contro e 2 (Solinas e Serra) si sono astenuti.
Viste le polemiche sorte attorno alle tariffe della mensa scolastica, ci sembra opportuno chiarire che l’isee (Indicatore della situazione economica equivalente) è cosa ben diversa dal reddito, col quale, invece, spesso viene confuso. L’Isee tiene, infatti, conto di altri valori che chiunque può scoprire, senza sforzo alcuno, su internet. Sperando di fornire ulteriori elementi di chiarimento, abbiamo provato a riassumere, in sintesi, di che cosa si tratta:
L'ISEE è la certificazione necessaria per la richiesta di prestazioni sociali agevolate o per l'accesso agevolato ai servizi di pubblica utilità, che si esprime attraverso la presentazione della dichiarazione sostitutiva unica (Dsu). L'Isee (Indicatore della Situazione Economica Equivalente), è uno strumento che permette di misurare la condizione economica delle famiglie. È un indicatore che tiene conto di reddito, patrimonio (mobiliare e immobiliare) e delle caratteristiche di un nucleo familiare (per numerosità e tipologia). L’Attestato contenente l’indicatore Isee consente ai cittadini di accedere, a condizioni agevolate, alle prestazioni sociali o ai servizi di pubblica utilità. L' Isee è il rapporto tra l’ISE, l’Indicatore della Situazione Economica ( l’Ise è il valore assoluto dato dalla somma dei redditi e dal 20% dei patrimoni mobiliari e immobiliari dei componenti il nucleo familiare), e il parametro desunto dalla Scala di Equivalenza. L'Isee quindi, come detto, è uno strumento che permette di misurare la condizione economica delle famiglie, col fine di determinare chi ha effettivamente diritto a prestazioni sociali agevolate, esenzioni e agevolazioni tariffarie in vari ambiti. L’Isee viene calcolato dall’Inps, attraverso la Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu), verificando i dati ricevuti dal cittadino. L'Isee ha durata annuale, è unico per ciascun componente il nucleo familiare, e vale per tutte le prestazioni sociali agevolate che si possono richiedere. Elementi considerati: L'Isee si basa sul calcolo di un indicatore che tiene conto non solo del reddito, ma anche del patrimonio (mobiliare e immobiliare) e delle caratteristiche del nucleo familiare. Ecco di seguito gli elementi presi in considerazione nel calcolo: 1) Reddito: redditi dichiarati ai fini Irpef di tutti i componenti il nucleo famigliare; altri eventuali redditi. 2) Patrimonio mobiliare: depositi e conti correnti bancari e postali; titoli di Stato, obbligazioni, certificati di deposito e credito, buoni fruttiferi ed assimilati; azioni o quote di organismi di investimento collettivo di risparmio (Oicr) italiani o esteri; partecipazioni azionarie in società italiane ed estere; somme di denaro o beni affidate in gestione a società fiduciarie; contratti di assicurazione mista sulla vita e di capitalizzazione; imprese individuali. 3) Patrimonio immobiliare: fabbricati e terreni edificabili ed agricoli, intestati a persone fisiche, tenendo però conto di eventuali debiti residui per mutui e dell'eventuale utilizzo come abitazione. 4) Nucleo familiare: numero di componenti (ciascuna persona può appartenere ad un solo nucleo familiare); persone a carico ai fini dell'Irpef, anche se facenti parte di un'altra famiglia anagrafica; presenza di figli minori con un solo genitore; presenza di figli minori con entrambi i genitori che lavorano; presenza di persone con handicap psicofisico permanente o invalidità superiore al 66 per cento. Ed ecco, a grandi linee, come viene effettuato il calcolo dell'Indicatore della Situazione Economica Equivalente (Isee). Il primo calcolo che viene effettuato è quello dell'Indicatore della situazione reddituale (Isr), composto da: i vari redditi di tutti i soggetti che compongono il nucleo familiare; il reddito figurativo delle attività finanziarie, calcolato applicando, a tutto il patrimonio mobiliare, il tasso di rendimento medio annuo dei titoli decennali del Tesoro; se la famiglia vive in una casa in affitto, si sottrae il canone annuo di locazione. Si calcola quindi l'Indicatore della situazione patrimoniale (Isp), che è dato dalla somma di: valore di tutti i fabbricati e terreni (meno il valore dell'abitazione principale, o di un eventuale mutuo residuo); valore di tutto il patrimonio mobiliare (meno una franchigia di 15.493,71 euro). Sulla base di tali elementi si calcola l'Indicatore della situazione economica (Ise, da non confondere con l'Isee), che è dato dall'Isr più il 20 per cento dell'Isp. L'Indicatore della situazione economica equivalente (Isee) è dato dall'Ise corretto con il parametro relativo alla famiglia (Vse), che tiene conto della numerosità e della composizione del nucleo familiare. Per richiedere il calcolo dell'Isee è necessario presentare un modulo compilato, cioè la Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu), ad uno dei seguenti uffici competenti: i Centri di Assistenza Fiscale (Caf) dei sindacati, delle associazioni e dei Comuni; gli uffici degli Enti che erogano le varie prestazioni richieste; direttamente gli uffici dell’Inps della propria zona.Tali uffici trasmettono tutta la documentazione alla sede centrale dell’Inps, che calcola gli indicatori Ise e Isee della persona che ne ha fatto richiesta e invia l’Attestato relativo agli uffici competenti e al cittadino.
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Una mozione urgente sulla rideterminazione delle quote di contribuzione e delle fasce di reddito per il servizio della mensa scolastica è stata presentata dal consigliere comunale di Oristano della lista civica “Idee Rinnovabili”, Salvatore Ledda. Questo il testo: “Premesso che: la giunta comunale con delibera nr. 022 del 31/08/2012 ha approvato la rideterminazione delle quote di contribuzione del servizio mense scolastiche; le quote rideterminate dall’esecutivo stabiliscono quattro fasce di reddito, sulla base dell’indicatore Isee, l’Indicatore della situazione economica equivalente delle famiglie; la prima fascia, ovvero di esenzione, interessa i redditi inferiori ai 5 mila euro, calcolati secondo il sistema “Isee”; Le nuove tariffe per il servizio mensa scolastica prevedono in alcuni casi aumenti anche superiori al 100 per cento. Evidenziata: la crisi economica che interessa il Comune di Oristano, il territorio provinciale e la Sardegna, con gravi conseguenze per i redditi delle famiglie, per l’occupazione, fattori negativi resi ancora più pensanti dall’aumento della pressione fiscale che colpisce soprattutto le famiglie del ceto medio-basso; la forte difficoltà delle famiglie, composte da giovani sotto i 35 anni, a trovare occupazione, sebbene sia la fascia di età più interessata al servizio di mensa scolastica che, sia pur a domanda individuale, costituisce un servizio sociale di sostegno per molti nuclei familiari. Considerato che: Il 18 settembre prossimo partirà il servizio mensa nelle scuole dell’infanzia e nella scuola primaria; per usufruire del servizio gli interessati devono presentare domanda entro il 14 settembre prossimo, corredandola con la dichiarazione Isee relativa ai redditi 2011, documento che non legge a sufficienza l’attuale condizione delle famiglie; A gennaio 2013 debutterà la nuova versione dell’Isee, che prevede nuove esenzioni, facilitazioni fiscali e accesso ai servizi; secondo l’Istat la soglia di povertà relativa per una famiglia di due componenti è pari alla spesa media mensile per persona, che nel 2011 è risultata di 1.011,03 euro, ovvero le famiglie composte da due persone che hanno una spesa mensile pari o inferiore a tale valore vengono classificate come “povere”; la Regione Sardegna individua come soglia di povertà la fascia di reddito che nel caso minimo di due componenti è inferiore ai 7.585 euro; secondo il programma di azioni di contrasto alla povertà per l’anno 2012, sostenuto dalla Regione e gestito dallo stesso Comune di Oristano, è previsto un contributo per le famiglie con un reddito annuo pari o inferiore alle seguenti soglie di povertà, calcolate secondo il metodo dell'Indicatore della situazione economica equivalente (Isee): 1) componente: 7.145 euro; 2) componenti: 7.585 euro; 3) componenti: 7.764 euro; 4) componenti: 7.891 euro; 5 ) componenti: 7.939 euro; 6) componenti: 8.038 euro; 7) o più componenti: 8.127 euro. Ritenuto indispensabile: sviluppare una politica di welfare a favore delle famiglie in difficoltà, in particolare quelle che nelle ultime settimane hanno visto un componente perdere il posto di lavoro o in condizione di cassa integrazione; porre in essere misure fiscali di sostegno a favore dei contribuenti a basso e medio reddito. Impegna il sindaco e la giunta comunale a: 1) rideterminare con urgenza le quote di contribuzione per il servizio a domanda individuale “mense scolastiche”, secondo un principio di capacità contributiva che tenga conto dell’attuale contesto economico; 2) prevedere una fascia di esenzione per i redditi, calcolati secondo il sistema Isee, inferiori ai 10 mila euro; 3) prevedere ulteriori fasce di reddito che prevedano incrementi rispetto al passato non superiori al 10 per cento, almeno per i redditi Isee inferiori ai 20 mila euro; 4) prevedere il congelamento di qualsiasi incremento delle tariffe per le famiglie in cui almeno uno dei due genitori si trova oggi in condizione di cassa integrazione”.
Un'altra mozione, sull’apertura di sportelli di servizi bancari nelle frazioni e nelle borgate del territorio di Oristano è stata presentata dal consigliere comunale Mauro Solinas (Fortza Paris). Questa, la mozione integrale: “Premesso che le amministrazioni comunali gestiscono le proprie procedure di cassa, sia gli incassi che i pagamenti, attraverso i servizi di tesoreria che vengono affidati ad agenzie locali di istituti bancari attraverso delle regolari procedure di gara d’appalto. Considerato che il Comune di Oristano affida da oltre venti anni, in un rapporto di ottima collaborazione, il servizio di tesoreria al Banco di Sardegna di Oristano, che nell’ultima gara d’appalto ha proposto, quale offerta migliorativa, anche un riconoscimento in denaro da utilizzare per attività di carattere socio-culturale. Affermato che l’appalto in corso terminerà i suoi effetti il 31 maggio 2014, ma è necessario predisporre per tempo le procedure e gli atti per bandire una nuova gara d’appalto. Considerato che da anni le frazioni e le borgate di Oristano, richiedono a gran voce in un processo di accostamento ai servizi resi nel centro della città, la realizzazione di una serie di servizi fra i quali quello di uno sportello bancario automatico. Detto che solamente nella frazione di Donigala Fenughedu è stata realizzata, da un istituto bancario della nostra Provincia, un’agenzia che fornisce servizi bancari al territorio di Oristano, mentre non esiste alcun servizio nella frazioni di Silì, Massama, Nuraxinieddu, Torregrande e San Quirico. Impegna il sindaco e la giunta ad attivare tutte le procedure per la predisposizione della nuova gara d’appalto per l’affidamento del servizio di tesoreria del Comune di Oristano, richiedendo ai partecipanti quale condizione premiante per assicurarsi l’affidamento del servizio la realizzazione di servizi bancari nelle frazioni e borgate che non usufruiscono di alcun servizio bancario. Appare evidente che la premialità dovrà essere direttamente proporzionale al numero dei centri coinvolti nell’apertura di detti servizi.
Nuovo sciopero generale in Sardegna, il terzo in tre anni, promosso dalle organizzazioni sindacali per l'autunno. Resta da stabilire la data, ma le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil hanno approvato, questa mattina, un documento unitario che boccia come insufficiente le risposte del governo per la Sardegna e parla di una ormai palese inadeguatezza della giunta regionale ad affrontare e rappresentare la gravità e la complessità dei problemi dell'Isola. “E' inevitabile la mobilitazione, per fare in modo che i tanti focolai aperti nei territori trovino sintesi in un solo contenitore, con i temi della vertenza Sardegna e per cui ci siano risposte - ha affermato la segretaria regionale della Uil, Francesca Ticca -. "Il problema dell'energia è il problema numero uno, e deve essere al centro delle problematiche nazionali, ai lavoratori bisogna dare risposte". Anche per Mario Medde, segretario generale della Cisl, si registra l'inadeguatezza delle risposte della giunta e del governo e una totale assenza di una politica che rilanci l'Isola. "Dalla vertenza entrate, alla continuità, alle tante diseconomie dell'Isola – ha detto Medde - non arrivano risposte E’ quindi fondamentale ripartire con le lotte". "Come avevamo detto da tempo ha aggiunto Enzo Costa della Cgil - la crisi ha messo a nudo tutti i nodi, dalla mancanza di politiche energetiche al non avere un'idea propria di processo di sviluppo praticabile. Noi seguiamo tutte le proteste dei territori per poi riportarle a sintesi ed entro fine anno rilanceremo la vertenza Sardegna. C'è un grande silenzio della politica, non certo come comunicati stampa, ma come risultati concreti".
Il “tavolo della concertazione” in difesa della Provincia di Oristano ha deciso di indire un’assemblea pubblica, a carattere istituzionale, in difesa del territorio, per evitarne la soppressione. Il mandato al presidente della Provincia, Massimiliano de Seneen, è stato ampio, ma i distinguo che sono emersi dal confronto sono stati molto marcati, ad iniziare dal sindaco di Oristano, Guido Tendas, il quale ha ribadito la sua posizione di contrarietà al permanere del sistema Province, ma poiché il governo dispone una riforma a metà “…non ci sto - ha detto Tendas – e sono favorevole alle Unioni dei comuni, anche se ribadisco tutta la mia preoccupazione, perchè la cancellazione della Provincia comporterebbe anche la spoliazione di uffici e servizi”. Sulla stessa lunghezza d’onda, pur con sfumature diverse, il segretario provinciale della Uil, Angelo Medde. Anche il presidente degli Industriali per la provincia di Oristano, Giuseppe Ruggiu, si è dichiarato in sintonia con il sindaco di Oristano e si è posto alcuni interrogativi sul funzionamento delle strutture burocratiche. Aspetto questo ripreso dal segretario didella Confartigianato, Marco Franceschi, e da Claudio Atzori, responsabile della Lega delle Cooperative, il quale si è detto favorevole ad un ente con competenze reali. Tatano Muscas (Confcooperative) ha suggerito una Provincia Occidentale, mentre Antioco Patta, segretario provinciale della Cisl, ha denunciato un abbassamento dei valori complessivi e il fatto che in gioco non ci sia solo il passato della Provincia ma il nostro futuro. Preoccupazione per lo spopolamento, anche del capoluogo, è stato espresso da Roberta Manca (Cgil), con il sindacato che si è detto disposto a difendere il territorio e, di conseguenza, la Provincia. Concetti ribaditi con forza da Nando Faedda presidente dell’Ascom e da Franco Cocco responsabile della Coldiretti, mentre per il vicesindaco di Allai, Antonio Pili, l’assenza della Provincia indebolirà complessivamente tutto il territorio. Aspetto quest’ultimo ribadito anche da Gabriella Caria (Cna). Nelle sue conclusioni, il presidente della Provincia di Oristano, Massimiliano de Seneen, ha sottolineato di aver disposto la convocazione dell’incontro non per tutelare la parte politica ma per mettere in guardia dal pericolo concreto dello smantellamento dei servizi e delle strutture esistenti nel territorio. “Sono questi – ha detto de Seneen - i pilastri da difendere, mettendo a punto una terapia ancora da definire con prcisione, con un punto comunque fermo: l’Assemblea del territorio si farà e per questo la riunione di questo Tavolo della concertazione ha assunto un valore propedeutico”. Alla riunione erano presenti anche gli assessori provinciali Gianni Pia e Gianfranco Attene, e i consiglieri Battista Ghisu, Francesco Federico, Serafino Oppo, Bepi Costella, Stefano Figus, nonchè i segretari della Camera di Commercio e Confesercenti, Enrico Massidda e Salvatore Poddi, e il segretario dell’Ugl, Duilio Sanna.
E’ in continuo aumento l’abbandono dei rifiuti in siti che stanno diventando delle vere e proprie discariche improvvisate. Per questo motivo, la Provincia di Oristano intende realizzare, in tutto il territorio, un piano straordinario di bonifica, per il quale l’assessore provinciale all’Ambiente, Emanuele Cera, ha chiesto le risorse necessarie all’assessorato regionale della Difesa dell’Ambiente. “Seppure i rifiuti vengano abbandonati da una minoranza di soggetti – ha detto Cera -, il risultato di tale comportamento incivile produce gravi danni all'ambiente dal punto di vista paesaggistico e, a lungo andare, genera fenomeni di inquinamento del suolo non trascurabili. Senza contare le ingenti le risorse che gli enti locali devono continuamente impegnare per la bonifica delle discariche abusive o dei cumuli di rifiuti abbandonati lungo il ciglio delle strade”. Le aree maggiormente interessate dal fenomeno sono le periferie dei centri urbani e le piazzole di sosta delle strade provinciali, ma anche le pinete, aree agricole, le cunette nelle strade di penetrazione agraria e i canali. Il finanziamento regionale consentirebbe di strutturare un piano straordinario di bonifica, da attuare in collaborazione con tutti i comuni del territorio.
Due nuovi casi sospetti di West Nile, conosciuta come Febbre del Nilo, sono stati segnalati in provincia di Oristano. Un uomo di Nurachi e uno di Narbolia sono stati ricoverati all'Istituto delle malattie infettive di Cagliari (pare siano in gravi condizioni). A renderlo noto è stata l'Asl n.5 di Oristano. Il direttore dell'Azienda sanitaria locale, Mariano Meloni, ha convocato il Coordinamento per la West Nile, mentre negli uffici dell'Asl si attende che dopo i primi accertamenti di laboratorio arrivi un pronunciamento dell'Istituto superiore di sanità. Il mese scorso l'Istituto aveva escluso la presenza della patologia in un uomo originario dell'Oristanese, ma domiciliato in Gallura, ricoverato prima a Olbia e poi a Sassari proprio per un sospetto caso di West Nile
I contenuti del “Piano di utilizzo dei litorali” saranno al centro di un’assemblea pubblica, che si terrà lunedì 10 settembre, alle 17, nella Torre Spagnola di Torregrande. “Si tratta di un passaggio preliminare all’esame nelle commissioni consiliari competenti e in Consiglio comunale – hanno spiegato gli assessori all’Urbanistica e al Turismo, Filippo Uras e Peppino Marras -. A Torregrande sentiremo le idee e raccoglieremo i contributi degli imprenditori, degli operatori commerciali e dei cittadini per arrivare in aula con una proposta definitiva. Attraverso il Pul l’obiettivo finale da perseguire è quello di un corretto sviluppo turistico e ricreativo del nostro litorale”.
“Problema amianto negli edifici privati. Quali opportunità?”, è il titolo dell’incontro–dibattito per la presentazione del "Bando pubblico per l'erogazione di contributi a beneficio di privati per interventi di bonifica di manufatti contenenti amianto esistenti sul territorio della provincia di Oristano", che si terrà mercoledì 12 settembre, alle 17.30, presso la sala del consiglio comunale di Oristano. Interverranno, fra gli altri, Guido Tendas, sindaco di Oristano; Emanuele Cera, assessore provinciale all'Ambiente e Protezione civile; Giampaolo Lilliu, presidente dell’associazione regionale ex esposti amianto.
Il comune di Oristano ha riaperto i termini per la presentazione delle domande per la concessione di sussidi a favore di persone e nuclei familiari in condizioni in condizioni di povertà. Tre le linee di intervento per la concessione di sussidi e contributi: accertata povertà (Linea 1), abbattimento dei costi dei servizi essenziali (Linea 2) e Servizio Civico Comunale (Linea 3). Le domande dovranno essere presentate solo ed esclusivamente dai cittadini italiani o stranieri e loro nuclei familiari che non risultino già inseriti nelle graduatorie approvate con determinazione dirigenziale n° 687 del 31 maggio 2012. I requisiti d’accesso sono indicati nel bando pubblicato il 4 agosto 2011, e a disposizione, con la relativa modulistica, presso l’Urp, in piazza Eleonora 44, presso l’Informacittà (sempre in piazza Eleonora, Palazzo Campus Colonna) e sul sito del comune di Oristano. Le domande dovranno essere presentate, a mano all’ufficio di protocollo del comune, o tramite servizio postale, con raccomandata con ricevuta di ritorno, entro il 17 settembre 2012.
Al Banco di Sardegna di Oristano sono disponibili i compensi per i presidenti, gli scrutatori e i segretari delle sezioni elettorali di Oristano impegnati nelle ultime elezioni comunali.
Da lunedì prossimo, 10 settembre, gli sportelli dell’Inps di Oristano e dell’agenzia di Ghilarza saranno aperti al pubblico dalle 8,30 alle 12,30 del mattino, dal lunedì al venerdì, per un totale di venti ore settimanali. Sia nella sede Inps di Oristano che negli uffici di Ghilarza sarà, inoltre, fornito un servizio di consulenza personalizzato su appuntamento, destinato ai cittadini che hanno necessità di informazioni specifiche, e agli intermediari legalmente riconosciuti. Nella sola sede provinciale questo servizio sarà fornito oltre che al mattino anche nel pomeriggio, dalle ore 13.30 alle ore 15.30, nei giorni dal lunedì al giovedì. Si tratta di un’opportunità che consente agli uffici e ai funzionari dell’Inps di esaminare le singole pratiche prima dell’appuntamento , e agli utenti di risolvere il loro problema ottenendo ogni utile informazione con un solo accesso, evitando lunghe file agli sportelli. Per utilizzare i servizi di consulenza i cittadini interessati dovranno prenotare un appuntamento attraverso il numero vede gratuito del Call Center: 803164. Tramite lo stesso numero è possibile richiedere il Pin personale, che consente di collegarsi al sito www.inps.it, per richiedere una prestazione o uno dei numerosi servizi offerti dall’Inps, o per prenotare on-line un appuntamento.
Di pig (del 10/08/2012 @ 15:15:15, in politica, linkato 1819 volte)
Che schifo! Non ci vengono in mente altre parole per definire quanto sta accadendo nel Pd sardo. La direzione regionale del Pd, con a capo il segretario regionale, Silvio Lai (che definire inadeguato sarebbe solo un eufemismo), ha deciso di tagliare i costi mettendo in cassa integrazione i suoi cinque dipendenti (cinque e non sei, come erroneamente riportato da altre fonti. ndr). Alla riunione che ha portato a questa “genialata” hanno votato a favore tutti i componenti la direzione presenti (circa una ventina su 60), ad esclusione di Valentina Sanna, che ha votato contro. Tutti gli altri hanno votato per i licenziamenti, ivi compresi deputati e senatori, nonchè il capogruppo del Pd, Giampaolo Diana, che, evidentemente, ha dimenticato molto in fretta d’essere stato nel recente passato segretario generale della Cgil sarda. La vicenda è a dir poco sconcertante, perché ad essere protagonista negativo è, questa volta, un partito che, da sempre, ha strombazzato ai quattro venti di voler salvaguardare il posto di lavoro e di difendere i diritti dei lavoratori, a qualsiasi categoria essi appartengano. Ma questo (è un dato di fatto) vale evidentemente per tutti gli altri lavoratori e non per i propri dipendenti, che, come tanti, hanno famiglia, hanno figli da mantenere agli studi, mutui da pagare, ecc., e che, d’ora in avanti, dovranno sbarcare il lunario alla meno peggio. E’ facile esprimere solidarietà ai lavoratori della Alcoa e Keller, solo per citare qualche esempio, e fare interrogazioni a manca e a destra, perché così si finisce sui giornali. Ed è altrettanto facile risparmiare sui “costi della politica” tagliando i dipendenti. Ma quando a farlo sono i "padroni" della Keller e dell’Alcoa si grida allo scandalo e ci si mobilita immediatamente, mentre i licenziamenti rientrano tra le cose della massima normalità e, per di più, “necessarie”, quando il Pd, senza alcuna remora, mette sulla strada cinque dipendenti. Dipendenti, si badi bene, non di una associazione o di un partito qualsiasi, ma di un partito politico che sulle battaglie a difesa dell’occupazione ha basato tanti anni della sua storia. Certo, cosa volete che siano cinque impiegati che, difficilmente, alla loro età, troveranno un altro lavoro. Cinque persone non fanno certo notizia. E fare notizia, apparire, è ciò che maggiormente interessa a tanti politici del Pd che, autoreferenziali quanto mai, pesano capacità e spessore politico in base alle volte che le loro elucubrazioni vengono riportate sui giornali e in tv. Riteniamo, invece, che a fare notizia sia come mai consiglieri e parlamentari che, come tutti sanno, hanno stipendi da nababbi, non si siano offerti di salvare i posti di lavoro proponendo un loro contributo straordinario al partito (a questo proposito ci consta che alcuni nei versamenti al Pd siano in arretrato di migliaia di euro). Così come fa notizia il perché il Pd non abbia mostrato ai consiglieri regionali che ne hanno fatto richiesta le carte del bilancio; cosa c’è di così misterioso e poco trasparente? Perché, a proposito di “costi della politica”, il segretario regionale deve ricevere 4500 euro al mese, più circa 2000 euro mensili di rimborsi spese? Se la politica è intesa come “servizio”, perché questi incarichi non debbono essere gratuiti? Lai, d’altro canto è un signor professionista, e non crediamo che senza gli emolumenti del Pd non sappia come mantenersi, nè riteniamo che andrà incontro a chissà quali difficoltà economiche. Difficoltà che, invece, dovranno affrontare i cinque neo cassaintegrati, per colpa di un partito che predica bene e razzola male. Con questa vicenda il Pd sardo, che mai dal punto di vista politico aveva proceduto così rasoterra, ha ora toccato veramente il fondo. Sarà forse per questo che, da qualche giorno a questa parte, in via Emilia, a Cagliari, si sente nell’aria un terribile tanfo di fogna?
Sull’argomento è intervenuto nel suo blog, con un articolo dal titolo “Il paradosso e l’incoerenza nel Pd sardo”, anche il consigliere regionale del Pd, Gian Valerio Sanna.
“A volte accadono cose che per la loro particolare natura hanno del paradossale, soprattutto quando riguardano persone che ogni giorno, in pubblico, si ergono a paladini di alcuni valori ma che, chiamati a metterli in pratica, diventano cinici esecutori dell’opposto, spesso cercando persino di nascondere la verità.
Il Pd è da sempre stato, sul fronte della propria azione politica, a tutela del lavoro, dei lavoratori, e paladino della giusta conservazione di ogni opportunità di lavoro, specie quando questo viene aggredito o messo a repentaglio dalla crisi o dalla ingordigia dell’imprenditore di turno.
Ma accade anche che quando il Partito a livello nazionale rinuncia ad una parte dei rimborsi elettorali che le spettano e, dunque, non può garantire un flusso di trasferimenti alle federazioni regionali come in passato, ci pensano i solerti dirigenti regionali sardi a mettere a posto le cifre.
Senza neppure andare ad aprire i faldoni contenenti i documenti con le giustificazioni delle proprie spese e delle proprie entrate e poter analizzare all’occorrenza dove è possibile andare a risparmiare qualcosa, come sui rimborsi spesa ai segretari e dirigenti vari, servizi inutili e convenzioni con collaboratori del nulla, la Direzione Regionale del Pd sardo ha deliberato di mettere in cassa integrazione tutti i suoi dipendenti e salvare così tutto il resto.
E dire che da quasi un anno alcuni di noi hanno chiesto di poter vedere le carte del bilancio del Partito regionale, che ancora oggi non si possono vedere a causa di non invalicabili problematiche e che, sicuramente, contengono spunti interessanti per poter esercitare alcune opzioni di spending review e di maggiori economie in grado di sostenere i costi veri e necessari, senza far pagare tutto e subito ai dipendenti con famiglia a carico.
E’ stato detto e ripetuto, temo solo per propaganda, che il bilancio del Pd sarebbe certificato quasi come una garanzia su tutto e su tutti. Non discuto su questo punto ma mi limito ad osservare che se un bilancio non è consultabile è certamente certificato solo per chi lo certifica e chi ne ha commissionato la certificazione, e non per tutti coloro che hanno il diritto e, forse, di questi tempi persino il dovere, di prenderne visione e di chiederne conto in tutte le sue articolazioni, specie quando si è fra i più importanti finanziatori.
Credo che questa scelta del Pd sardo, fatta da un numero molto risicato di componenti di diritto all’ultima accaldata riunione di Direzione prima delle ferie, non rappresenti un grande motivo di orgoglio e di senso di appartenenza ad un Partito che oramai senza dipendenti appare come un negozio che abbassa definitivamente saracinesca lasciando tutti gli utili ai proprietari.
Ora, udite udite, sta per iniziare la stagione delle cosi dette “Feste Democratiche” e, sinceramente, non riesco proprio a capacitarmi di cosa avrebbe da festeggiare un Partito che scarica i propri lavoratori per non avere impiccio a far quadrare i propri bilanci. Spero che mi si lasci almeno la libertà di dissociarmi da questa ingiustificabile caduta di stile e di morale, visto che da qualche tempo anche nel Pd sardo è tornato di moda il pensiero unico. Gran brutta pagina!”. (Gian Valerio Sanna, consigliere regionale Pd).
La figuraccia del Pd sardo è assurta a livello nazionale attraverso un articolo de “il Fatto Quotidiano”, dal titolo “Sardegna, il Pd si comporta da piccola azienda. E mette in cassa il personale”:
“Cinque persone in cassa integrazione da subito, e fino al 31 dicembre prossimo. Una sesta si salva per ora perché è in malattia. Tre contratti a progetto che alla scadenza non saranno rinnovati. In Sardegna il Partito democratico azzera il personale come risultato della crisi finanziaria dovuta al taglio dei rimborsi elettorali. A Capodanno, ammette il segretario regionale Silvio Lai, è probabile che scattino i licenziamenti. La storia ha qualcosa di paradossale. Il Pd sardo, stando ai dati pubblicati sul sito, ha accumulato negli ultimi due anni un avanzo di bilancio di 375 mila euro. Ma nel 2012, spiega il tesoriere Dino Pusceddu, le entrate calano da 761 mila a 420 mila euro, e il partito non è più in grado di fronteggiare il costo del personale, pari nel 2011 a 195 mila euro. Gian Valerio Sanna, consigliere regionale Pd, spara a zero sul quartier generale del partito, e parla di una decisione presa “senza neppure andare ad aprire i faldoni contenenti i documenti con le giustificazioni delle proprie spese e delle proprie entrate e poter analizzare all’occorrenza dove è possibile andare a risparmiare qualcosa come sui rimborsi spesa ai segretari e dirigenti vari, servizi inutili e convenzioni con collaboratori del nulla”. Sanna, ex assessore all’urbanistica nella giunta guidata da Renato Soru (2004-2009), pone un problema politico imbarazzante: “Il Pd, paladino della giusta conservazione di ogni opportunità di lavoro specie quando questo viene aggredito o messo a repentaglio dalla crisi o dalla ingordigia dell’imprenditore di turno, scarica i propri lavoratori per non avere impiccio a far quadrare i bilanci”. La Sardegna è la regione che batte ogni record di disoccupazione, e dove si fa largo uso della cassa integrazione in deroga, quella concessa a chi non avrebbe diritto a quella ordinaria, per esempio i dipendenti delle piccole imprese. E Il Pd da piccola impresa si è comportato: ha stilato apposito accordo sindacale, si è impegnato a richiamare al lavoro dalla cassa qualcuno ogni tanto “secondo le necessità tecnico-organizzative” e via, il dado è tratto. C’è un aspetto beffardo, soprattutto per quanti si sono battuti per il taglio del finanziamento ai partiti. Il Pd sardo, nel 2011, ha ricevuto dal partito nazionale una quota di rimborso elettorale pari a 324 mila euro. Quest’anno la quota risulta dimezzata, quindi vengono a mancare circa 160 mila euro. Però le esangui casse del Pd, mettendo i dipendenti in conto alla cassa integrazione, riusciranno a trasferire parte dei loro costi di nuovo a carico del contribuente. E a chi credeva di battersi per i tagli ai privilegi e agli sprechi della politica, resta la beffa di vedere che il Pd per prima cosa taglia i posti di lavoro”. (Giorgio Meletti, da “il Fatto Quotidiano” dell’11 agosto 2012).
Intanto, in relazione a quanto pubblicato sull'Unione Sarda, in data 12 agosto, pagina 2, dal titolo “austerity in sezione”, Il consigliere regionale, Gian Valerio Sanna, che ha portato il "clamoroso" caso del licenziamento dei cinque dipendenti del Pd sardo all'attenzione dell'opinione pubblica nazionale, precisa che "...mirabilmente e puntualmente, per spostare la gravità dei fatti su altri argomenti, qualcuno fà trapelare che uno dei dipendenti del Pd interessato al provvedimento sarebbe anche mio collaboratore. Evito polemiche ulteriori e dico che tutti i dipendenti sono miei collaboratori nella misura in cui rappresento una piccola entità ancora in questo Partito, ma se anche fosse, come ”il corvo” afferma, perché verrebbe pagato dal Partito e non da me? Stiano attenti che parlare a vanvera, quando non si ha neppure dalla parte giusta la trasparenza dei bilanci, è come trasferirsi dalla padella alla brace! Su come far bastare i denari del Partito si potrebbe aprire un seminario pubblico con la disponibilità delle pezze giustificative e un po' di buon senso, altro che fare le vittime!". (Gian Valerio Sanna, consigliere regionale Pd).
Altre notizie:
A Torregrande cambiano gli orari per la musica e contestualmente aumentano i controlli sui livelli del volume. Lo ha deciso la giunta comunale di Oristano, su proposta dell’assessore al Turismo Peppino Marras. “A Torregrande – ha spiegato l’assessore Marras - i locali potranno proporre musica e spettacolini dal vivo, accompagnando le serate dei vacanzieri fino alle 3.30, con un’estensione dei precendenti limiti da un minimo di un’ora a un massimo di due ore e mezza a seconda dei giorni, da oggi fino al 19 agosto. Dal 20 agosto, invece, si dovrà rispettare la vecchia disciplina. La decisione è stata adottata per soddisfare una richiesta degli operatori turistici di Torregrande, e per cercare di sostenere un settore che in questo momento vive una forte crisi. Allo stesso tempo – ha aggiunto Marras -, per garantire i diritti di tutti, chi vorrà proporre musica dovrà prestare particolare attenzione ai livelli della musica. Non si potranno superare determinati decibel, quelli previsti da un’apposita ordinanza, e il comune assicurerà un’attenta vigilanza affinchè questi limiti non vengano superati. Le contravvenzioni, rispetto al passato, sono state inasprite e chi non rispetterà le nuove regole potrà incorrere in una sanzione amministrativa di 350 euro”.
A proposito di Torregrande, riapre al pubblico la Torre costiera. Grazie ad un accordo tra il comune di Oristano e l'agenzia regionale della Conservatoria delle Coste, per tutto il periodo estivo lo storico edificio aprirà tutti i giorni, dalle 17,30 alle 20,30. L’apertura della Torre spagnola, simbolo della località marina di Torregrande, rientra nell’ambito del progetto “Sardegnafari”, attraverso il quale la Conservatoria delle Coste prevede di ristrutturare e rendere fruibile una parte dei 40 fari e stazioni semaforiche esistenti in Sardegna. “Come concordato con il direttore generale della Conservatoria, Alessio Satta, quella di Torregrande è la prima struttura ad aprire – hanno affermato il sindaco, Guido Tendas. e l’assessore al Turismo, Peppino Marras -. La Torre sarà a disposizione dei turisti che, grazie alla collaborazione di associazioni culturali, turistiche e di volontariato, tutti i giorni potranno effettuare delle visite guidate e ammirare, dalla terrazza, lo splendido scenario del Golfo di Oristano, la Penisola del Sinis e le torri di Capo San Marco a San Giovanni, e di Capo Frasca a Marceddi”. La Torre Aragonese di Torregrande fu costruita, anche a protezione della costa oristanese, su disposizione del Vicerè spagnolo Carlo V (1537). È la torre costiera più grande della Sardegna, e fu progettata come fortilizio, con funzioni di avvistamento e di difesa costiera. I suoi cannoni battevano il porto e la foce del Tirso per contrastare la risalita del suo corso sino alla città da parte di navi nemiche. Il torrione, con mura di oltre tre metri di spessore, era capace di ospitare una guarnigione sino a venti soldati, pronti a resistere ad un assedio di diversi giorni. Di forma cilindrica, la Torre ha un diametro di 20 metri e un’altezza dal suolo di circa 18 metri. Si sviluppa su due livelli: a 8 metri dal terreno si trova il primo piano, destinato a contenere posizionati quattro grossi pezzi di artiglicria puntati verso il mare ed altre direzioni, mentre nel piano superiore vi è una camera a forma di ballatoio, per contenere altre armi da fuoco manovrabili manualmente.
Il Consiglio provinciale ha dato il via libera al conto consuntivo 2011, illustrato in aula dall’ assessore Alfonso Marras. “Si tratta di un documento equilibrato, contenente la geografia finanziaria dell’ente”, ha detto, in sostanza, l’assessore Marras, sottolineando come i ripetuti tagli stiamo minando le capacità d’intervento della Provincia. Nel dibattito sul documento contabile, approvato con i voti della maggioranza, sono intervenuti i consiglieri Serafino Oppo (Pdl), Mario Tendas, Roberto Scema, Battista Ghisu (Pd), Salvatore Crobu (Udc), Enzo Saba (Fortza Paris) e l’assessore ai lavori pubblici, Gianni Pia. Intervenendo a conclusione del dibattito il presidente della Provincia, Massimiliano de Seneen, è partito da una considerazione più generale, fotografando l’attuale momento della vita politico-amministrativa della Provincia. “Una nave – ha detto il presidente - che è partita da un porto per recarsi in un altro porto, seguendo una determinata rotta e, a un certo punto, si è trovata in avaria, incrociando nella rotta l’applicazione del decreto 78/2000. Come se non bastesse è scoppiata anche una tempesta, con la nave in balia di eventi come la legge 214 del 2011 e il decreto 95 del 2012, con la conseguenza di rendere incerto il resto della navigazione, e ancora non si sa se si andrà ad approdare in un porto o finire il percorso infrangendosi sugli scogli”. Il presidente della Provincia si è poi offermato sui contenuti della conferenza stampa, tenuta recentemente dal presidente della Regione, Ugo Cappellacci, con gli assessori La Spisa e Zedda, per illustrare il riparto dei fondi per le aree di crisi, con l’esclusione della Provincia di Oristano. “343 milioni di euro licenziati dall’ennesima delibera di giunta, tra l’altro oscurata, non visibile, con questo metodo che deve finire, in quanto non è possibile che continui ad imperare questo malcostume di assumere provvedimenti con atti ufficiali, che poi vengono oscurati per un lungo periodo di tempo. E non si sa se per nasconderne il contenuto, in maniera che i più non ne possano prendere visione immediata, o per qualche altro motivo. Persiste - ha proseguito de Seneen -, una sottovalutazione del peso politico della Provincia di Oristano, lo stesso che si perpetua da sempre, con un peso prossimo alla zero, ieri come oggi. Anche quando la Sardegna si trovava nell’Obiettivo Uno, con fondi erogati dall’Unione Europea per il riequilibrio della zone svantaggiate, a far si che la Regione permanesse in questo parametro era anche l’Oristanese. Il contributo che perveniva era pari al 5%, mentre in rapporto con la popolazione doveva essere almeno dell’11%, e mi sorprende il fatto che l’Unione Europea, in sede di verifica delle rendicontazioni, non si sia accorta del non lineare ed equo riparto e utilizzo delle risorse. La musica non cambia - ha sottolineato ancora il presidente della Provincia -, anzi si assiste ad un peggioramento, perché se si vanno a considerare i fondi Fas, l’Oristanese viene aggirato a beneficio di altre aree geografiche. Così è stato anche per le piste ciclabili, con i fondi andati a Cagliari e Sassari. Ritengo che, a seguito di questa ulteriore esclusione, debba esserci un pronunciamento con una denuncia pubblica e l’apertura di un confronto, anche conflittuale, con la Regione sarda e spero che per l’area svantaggiata ci sia un ripensamento. Intanto, si andrà ad una verifica con il Tavolo della Concertazione, che sarà convocato quanto prima. Mi auguro che con questi finanziamenti le risorse non si siano esaurite, perché, nel caso, potrebbe essere dato corso ad una denuncia di procurato danno. Considero a questo punto opportuno che la Conferenza dei presidenti di gruppo predisponga un documento dove esprimere un’azione rivendicativa forte, una protesta che deve partire dalla base, per far capire che è giunto il momento di dire basta di fronte ad atteggiamenti non più giustificabili e tollerabili”. L’intervento del presidente de Seneen, e le iniziative suggerite, sono state condivise dai consiglieri Mario Tendas (Pd) ed Enzo Saba (Fortza Paris).
La società che per sette mesi ha pubblicato il quotidiano "Sardegna 24" è stata dichiarata fallita dal Tribunale di Cagliari. "Il sindacato dei giornalisti resta solidale con i colleghi, ma farà di tutto perchè chi è causa del disastro paghi il dovuto e i danni”, hanno affermato, in una nota, l'Assostampa sarda e la Fnsi che, appresa la notizia, chiedono "…chiarezza in ogni sede per i danni e i disagi dei lavoratori, abbandonati a se stessi, senza stipendio per due mesi, e senza assistenza. E' l'epilogo più triste – si legge ancvora nella nota -, di una vicenda editoriale, proposta da un gruppo di imprenditori sardi come un'esperienza innovativa, che aveva alimentato speranze di un pluralismo più ricco del panorama informativo sardo ,e aveva, perciò, ottenuto una dedizione speciale da un gruppo di giornalisti, guidato dal direttore, Giommaria Bellu", prosegue la nota. "Lo stesso direttore, che negli ultimi due mesi di vita del giornale aveva creato una nuova società, anche con partecipazioni familiari, insieme con uno dei soci fondatori (Giancarlo Muscas; gli altri “originari” erano Carlo Scano e Mariano Pireddu), per tentare il salvataggio di una testata, che era stata bene presto abbandonata a un destino privo delle risorse necessarie per sostenerne il lancio e il radicamento, ora denuncia gravi responsabilità dei “vecchi soci” e sostenitori aziendali più o meno acclarati dell'iniziativa editoriale (sui quali, ugualmente, servirà massima chiarezza)". Nel giugno scorso Bellu aveva chiamato pubblicamente in causa l'ex presidente della Regione, Renato Soru. "Su questo, che si configura come un disastro imprenditoriale - prosegue la nota di Assostampa sarda ed Fnsi -, dovranno fare luce i magistrati, salvo che i responsabili non ritornino subito sui loro passi e saldino i conti dovuti. La solidarietà verso i giornalisti non verrà meno, ma il sindacato dei giornalisti e il sistema di welfare della categoria metterà in campo ogni azione possibile perchè sia fatta luce sulla catena di responsabilità, e quanti ne sono causa siano chiamati a risponderne secondo doveri di giustizia”.
Sabato 1° settembre, alle 21.30, presso il parcheggio di via Mariano IV, a Oristano, si esibirà Fabio Concato. Il concerto, unica data in Sardegna, è organizzato dall’Ente Concerti “Alba Pani Passino”, con il patrocinio della Fondazione Banco di Sardegna, della Regione Autonoma della Sardegna, del Ministero per i Beni e le Attività culturali, del Comune di Oristano e dalla Banca di Sassari. Per Informazioni e prenotazioni: Ente Concerti Alba Pani Passino, piazza E. D’Arborea 34, Oristano (tel.0783.303966) e Teatro Antonio Garau, via Parpaglia 14, Oristano (tel. 0783.78886). Prezzo del biglietto: intero € 20,00 ridotto € 15,00. Prevendita: Boxoffice, viale regina Margherita, 43 Cagliari 070.657428 www.boxofficesardegna.it; info@boxofficesardegna.it. Diritti di prevendita € 2,00. Botteghino: il giorno del concerto, presso il parcheggio, dalle ore 18.
Di pig (del 09/08/2012 @ 11:45:15, in politica, linkato 867 volte)
Nella seduta pre vacanze, il consiglio comunale di Oristano ha approvato, all’unanimità, la nuova programmazione delle risorse della legge regionale 37. Si tratta di oltre 400 mila euro derivanti delle economie realizzate con l’attuazione delle attività legate alla legge 37 per le annualità dal 1999 al 2005. In aula l’argomento è stato presentato dall’assessore alla programmazione, Giuseppina Uda, che (senza alcuna offesa per i colleghi) sembra possedere una marcia in più, visto che, finora, si è dimostrata quanto mai concreta, mirando subito al sodo. Sarà anche perchè il suo assessorato ha ben poco di aleatorio, ma è un dato di fatto che l’impronta del neo assessore al bilancio (ecc.ecc.) si vede, eccome. Rientrando nel seminato, Giuseppina Uda ha precisato che i fondi saranno utilizzati nella misura di 84 mila 708 euro per attività di sostegno alle aziende e 175 mila 808 euro per aiuti de minimis alle imprese. Gli aiuti de minimis saranno concessi ad imprese operanti nel settore del turismo, dell’artigianato artistico e dei servizi alla persona, con un tetto di 40 mila euro e una quota di autofinanziamento del 30%. Secondo quanto stabilito dalle commissioni consiliari è stata, invece, stralciata la riprogrammazione di 150 mila euro per opere pubbliche. Durante il dibattito sono intervenuti Andrea Lutzu (Pdl), Mauro Solinas (Fortza Paris), Giuseppe Puddu (Udc), Giuseppe Obinu (Pd), Giampaolo Lilliu (Sel), Giuliano Uras (Udc), Emilio Naitza (Noior), Tonino Falconi (Oristano bene comune) e Roberto Martani (Insieme). Il Sindaco ha concluso sottolineando “…il particolare impegno, nelle prime settimane di amministrazione, per mettere in movimento le poche risorse disponibili per dare qualche risposta ai problemi dell'occupazione e dello sviluppo”.
Nella stessa seduta, il consiglio comunale ha approvato una mozione che impegna il sindaco ad attivarsi presso la commissione elettorale per valutare nuovi criteri per l'individuazione degli scrutatori. La mozione era stata presentata dai consiglieri del gruppo Noior, Emilio Naitza, Corrado Cocco e Giuseppe Lai (che ha presentato l’argomento in aula), per chiedere che la scelta degli scrutatori, d’ora in avanti, sia fatta tramite sorteggio. Durante il dibattito Giuliano Uras e Roberto Pisanu (Udc) e Gianluca Mugheddu (Insieme) hanno rilevato la difficoltà a stabilire nuovi criteri diversi da quelli stabiliti dalle norme per la scelta degli scrutatori, mentre Salvatore Ledda (Idee rinnovabili), dopo aver lamentato la difficoltà a stabilire rapporti corretti tra maggioranza e minoranza, ha denunciato metodi poco trasparenti sulla scelta degli scrutatori in occasione delle ultime elezioni. Secondo Emilio Naitza (Noior) il consiglio ha il potere di dare degli indirizzi, all’interno dei quali la commissione elettorale potrà procedere nella scelta; Mauro Solinas (Fortza Paris) ha invitato a coinvolgere la commissione elettorale nella discussione per cercare una soluzione equa e trasparente, che tenga conto anche delle aspettative di quelle persone che vivono un momento di forte difficoltà e possono trovare un piccolo aiuto economico anche dal compenso per l’attività di scrutatore. Sull’argomento sono intervenuti anche Tonino Falconi (Oristano bene comune), Giampaolo Lilliu (Sel), Andrea Lutzu (Pdl) e Franco Serra (Udc). Per il Sindaco Guido Tendas la legge non impedisce di ricorrere al sorteggio, ma ha invitato a riflettere sull’importanza di garantire la qualità delle persone scelte, al fine di assicurare la regolarità e la certezza del lavoro nei seggi elettorali.
Il consiglio si è poi occupato della “telenovela” sull’incompatibilità o meno per l’assessore Efisio Sanna (Pd). A quanto sembra, non ci sarebbe alcuna incompatibilità e, in ogni caso, l’organo preposto a rilevarla non sarebbe il consiglio comunale. La precisazione è stata fatta dal sindaco e dal segretario generale, secondo cui, sulla base dell’articolo 58 del Testo unico degli enti locali, l'organo che ha provveduto alla nomina è tenuto a revocare il provvedimento non appena venuto a conoscenza dell'esistenza delle condizioni di incompatibilità. Ne consegue che l'unico organo legittimato a verificare se sussistano o meno le condizioni di incompatibilità, e adottare i conseguenti provvedimenti, è il sindaco, mentre il consiglio comunale non sarebbe competente a promuovere la causa di decadenza. Il sindaco, Guido Tendas ha aggiunto che “…il consiglio comunale non ha titolo a dichiarare la decadenza e l'incompatibilità di Efisio Sanna, perché Efisio Sanna non è un consigliere comunale. Rimane la giusta segnalazione fatta dai consiglieri comunali che hanno inteso avvertire sui possibili pericoli che correrebbe l’ente, ma non esiste alcuna incompatibilità nemmeno come assessore. Deve essere chiaro – ha detto Tendas - che l'incompatibilità nasce non per il fatto di essere dipendente della società, ma perche all’interno di una società che svolge incarichi per conto del comune si ricoprono ruoli di rappresentanza. Non è questo il caso dell’assessore Efisio Sanna. Tutti gli accertamenti che ho fatto mi hanno portato a rilevare che Efisio Sanna non ha ruoli all’interno dell’azienda di cui è dipendente, per i quali ci possa essere un'incompatibilità”. La presunta incompatibilità dell’assessore Sanna, derivante dal rapporto di lavoro con l’azienda che, per conto del comune di Oristano, gestisce l’appalto per la nettezza urbana, era stata sollevata dai consiglieri dell’opposizione, Uras, Puddu, Serra, Ledda e Pisanu, che avevano chiesto che dell’argomento ne fosse investito il consiglio comunale. Tesi questa ribadita da Giuliano Uras (Udc), secondo cui l’incompatibilità, se non addirittura l’ineleggibilità, ci sarebbe stata anche per la carica di consigliere di Efisio Sanna. Uras ha anche ammonito a non sottovalutare il problema, che si presenterà in occasione della prossima gara d'appalto per l’affidamento del nuovo servizio. Durante il dibattito sono intervenuti Andrea Lutzu (Pdl), che ha invitato il sindaco ad assegnare a Sanna un’altra delega assessoriale; Salvatore Ledda (Idee rinnovabili), che ha chiesto la rimozione di Sanna; Roberto Martani (Insieme), che ha ribadito i dubbi sulle posizioni espresse dai consiglieri di minoranza e sul coinvolgimento del consiglio comunale su una materia che, alla luce delle norme, è di competenza del sindaco; Roberto Pisanu (Udc), che ha sollecitato un parere sull’eleggibilità di Sanna e non sulle competenze del consiglio comunale; Giuseppe Obinu (Pd), che apprezzando la discussione in aula su questo argomento ha ribadito l’incompetenza dell’assemblea; Giuseppe Puddu (Udc), che riprendendo le parole del sindaco ne ha evidenziato la grande responsabilità su un tema di questa rilevanza, che, a suo avviso, ha forti implicazioni etiche e politiche.
Durante la seduta il sindaco, dopo aver già assegnato recentemente delle deleghe specifiche per le frazioni, ha affidato tre nuovi incarichi per i consiglieri comunali. Giampaolo Lilliu si dovrà occupare, manco a dirlo, delle problematiche riguardanti l’amianto, e poi lavoro e occupazione; Gianluca Mugheddu che gestirà le materie e le problematiche riguardanti la Sartiglia (ma era proprio necessario, visto che per la Sartiglia esiste già una Fondazione? ndr), e la valorizzazione del mondo del cavallo; mentre Valerio Spanu si occuperà delle materie e problematiche riguardanti l'innovazione e, in particolare, la realizzazione del progetto delle reti metropolitane e dello sviluppo delle tecnologie informatiche nei servizi comunali. Continuando di questo passo Tendas distribuirà più incarichi ai consiglieri di quanto il papa non elegga cardinali. La distribuzione delle deleghe, se meritoria nelle intenzioni, al lato pratico porterà, per sindaco e giunta, solo dei grattacapi. Prima di tutto perché non saranno solo gli assessori ad avere problemi nella distribuzione delle già scarse risorse, ma perchè anche i consiglieri testè nominati (in pratica degli assessori formato mignon, o vice assessori se preferite) accamperanno il diritto ad avere i quattrini necessari per portare avanti nel migliore dei modi il compito affidatogli. Anche perché, come ben si sa, si possono avere le intenzioni migliori del mondo, ma senza risorse non si va da nessuna parte. E questo farà sorgere, alla lunga, dei conflitti con gli assessori di riferimento e con lo stesso sindaco che, a nostro avviso, rimpiangerà di aver cercato ai di placare appetiti e ambizioni distribuendo deleghe a manca e a destra. Il consiglio comunale doveva, fra l’altro, discutere di Imu. Ma essendo questo un argomento caldo, si è preferito rinviare il tutto ai primi di settembre, in modo tale da affrontare la questione, dopo le vacanze, a mente fresca.
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Da un momento all'altro un'importante multinazionale della caccia sportiva potrebbe siglare un accordo che porterebbe allo sgombero di fino a 48 mila membri della famosa tribù africana dei Masai dalla loro terra per fare posto a danarosi re e principi del Medio Oriente a caccia di leoni e leopardi. Gli esperti dicono che il via libera all'accordo da parte del Presidente della Tanzania potrebbe essere imminente, ma se agiamo ora possiamo fermare la svendita del Serengeti. L'ultima volta che la stessa multinazionale ha costretto i Masai a lasciare le loro terre per fare spazio a ricchi cacciatori, uomini e donne sono stati picchiati dalla polizia, le loro case sono state date alle fiamme e il loro bestiame è morto di fame. Ma non appena la stampa ha cominciato a parlarne in modo critico, il Presidente della Tanzania Kikwete ha cambiato posizione e ha fatto tornare i Masai nella loro terra. Questa volta non c'è stata ancora una grande copertura da parte della stampa, ma possiamo sbloccare la situazione e forzare Kikwete a bloccare l'accordo se da subito mettiamo assieme le nostre voci. Se 150 mila di noi firmeranno, i media in Tanzania e in giro per il mondo inizieranno a parlarne e così il Presidente Kikwete riceverà il messaggio e dovrà ripensare a questo accordo mortale. Firma la petizione ora e mandala a tutti: http://www.avaaz.org/it/save_the_maasai/?bciZgdb&v=17062 . I Masai sono gruppi semi-nomadi che hanno vissuto in Tanzania e in Kenya per secoli, giocando un ruolo fondamentale nel preservare il delicato ecosistema. Ma dal punto di vista delle famiglie reali degli Emirati Arabi Uniti, sono ostacoli per i loro lussuriosi party di caccia. Un accordo per sfrattare i Masai per fare posto a ricchi cacciatori stranieri è un male tanto per la fauna protetta quanto per le comunità che verrebbero spazzate via. Mentre il Presidente Kikwete si sta rivolgendo alle elite locali a lui più vicine per convincerle dell'utilità dell'accordo per lo sviluppo, la maggior parte delle persone vorrebbe solo mantenere la terra che sanno il Presidente potrebbe confiscare per decreto. Il Presidente Kikwete sa che questo accordo sarebbe contestato dai turisti della Tanzania, una fonte fondamentale di entrate per il paese, e perciò sta cercando di tenere questa operazione lontana dal dibattito pubblico. Nel 2009 un simile esproprio di territorio in quest'area effettuato dalla stessa multinazionale che ci sta provando anche questa volta ha generato una copertura mediatica globale che ha contribuito a convincere Kikwete a fare marcia indietro. Se riusciamo a generare lo stesso livello di attenzione sappiamo che la pressione può funzionare. Una petizione firmata da migliaia di persone può fare in modo che tutti i maggiori media globali presenti nell'Africa dell'Est e in Tanzania permettano spazzino via questo accordo controverso. Firma ora per chiedere a Kikwete di stracciare l'accordo: http://www.avaaz.org/it/save_the_maasai/?bciZgdb&v=17062
Alcuni rappresentanti della comunità Masai proprio oggi si sono appellati urgentemente ad Avaaz per dare forza ad un appello globale per salvare la loro terra. Innumerevoli volte l'incredibile risposta di questa fantastica comunità ha fatto diventare cause apparentemente perse in partenza in risultati di enorme valore. Proteggiamo i Masai e salviamo gli animali per quei turisti che li vogliono catturare con le loro macchine fotografiche, invece che con le loro armi letali! Con speranza e determinazione, Sam, Meredith, Luis, Aldine, Diego, Ricken e il resto del team di Avaaz. Per ulteriori informazioni: Le multinazionali del turismo scacciano i masai (Società delle Missioni Africane)
http://www.missioni-africane.org/689__Le_multinazionali_del_turismo_scacciano_i_masai
Masai sfrattati e arrestati per far spazio ai safari di caccia (Survival)
http://www.survival.it/notizie/4903
Rapporto annuale di Amnesty International sulla Tanzania
rapportoannuale.amnesty.it/sites/default/files/Tanzania_0.pdf
Di pig (del 06/08/2012 @ 14:00:37, in politica, linkato 1629 volte)
Nel quartiere di Sa Rodia, a Oristano, sono iniziati i lavori di costruzione del Centro federale della Federcalcio regionale. Il progetto è frutto dell’iniziativa che il comune di Oristano e la Figc sarda hanno avviato per offrire agli sportivi un centro federale di primo livello. “Una piccola Coverciano sarda, come è stata ribattezzata dagli addetti ai lavori, a sottolineare l’importanza dell’intervento”, ha osservato l’assessore allo sport del comune di Oristano, Peppino Marras. Il rifacimento dei campi e la gestione trentennale dell’area sportiva è stata assegnata dal comune di Oristano al Comitato regionale della Figc, che investirà 3 milioni di euro per tre campi di calcio a 11, da due campi di calcetto e relativi spogliatoi. Il rifacimento totale delle strutture, rispettando gli standard richiesti dal Coni, sarà garantito dal comitato regionale della Figc, che se ne farà carico per ospitare partite di tutte le categorie della Lega Nazionale Dilettanti. “La Figc, che conta di concludere i lavori entro l’anno, ha confermato anche l’arrivo di un altro milione di euro rispetto alla previsione iniziale per il completamento dell’opera, che consentirà di far diventare Sa Rodia un’area sportiva di importanza regionale – ha aggiunto l’assessore Marras -. Insieme al nuovo palazzetto dello sport da 3 mila posti, alla piscina comunale e agli impianti di equitazione, il centro federale Figc consentirà di attrarre sportivi non solo dall’isola”. Il progetto prevede la valorizzazione dei tre campi di calcio che avranno il manto in erba artificiale di ultima generazione. Il campo principale potrà ospitare anche gare dei campionati nazionali professionistici. Saranno realizzate anche due nuove tribune in cemento armato. Una costituita da una doppia gradinata e l'altra che avrà nel volume sottostante due blocchi spogliatoi. La tribuna avrà una capienza di 885 spettatori. Altri interventi sono previsti per il Calcio a 5, che avrà un nuovo tappeto in erba sintetica. Sarà realizzato anche un secondo campo, per assecondare il crescente sviluppo della disciplina. Il progetto prevede anche un punto di ristoro. L’intervento comporta anche una riqualificazione delle aree interessate prevedendo la sostituzione degli eucalipti presenti, le cui radici nel tempo hanno danneggiato i manufatti, con alberi e arbusti tipici della Sardegna (leccio, farnetto, acero minore, ginepro). Le strutture saranno alimentate da collettori solari e pannelli fotovoltaici. Oltre alla normale attività federale con i campionati della Lega nazionale dilettanti, la Figc intende utilizzare l’area sportiva per stage dedicati ad allenatori, arbitri, bambini, ragazzi e categorie amatoriali. La presenza dell’Ostello della Gioventù favorirà, inoltre, l’integrazione dei servizi e offrirà una straordinaria opportunità per gli sportivi. “La Figc si è impegnata a fornire, a rotazione, a ogni istituto delle scuole primarie e secondarie di primo grado del comune di Oristano, in uso gratuito, per due ore la settimana, un campo in sintetico a 11 e un campo in sintetico a 5, nonché a sottoscrivere convenzioni con i gruppi sportivi della città e a cedere gli impianti a uso gratuito per due tornei all’anno, organizzati direttamente o con il patrocinio del comune di Oristano”, ha detto ancora l’assessore Marras, che proprio stamattina ha effettuato un sopralluogo nel cantiere per verificare lo stato dei lavori. “Nell’attesa che si concludano gli interventi a Sa Rodia – ha concluso Peppino Marras -, per sopperire ai possibili disagi provocati dalla temporanea chiusura di quei campi, il comune sta effettuando i lavori di sistemazione del campo di Donigala, che a breve potrà essere pienamente fruibile dagli sportivi”.
"Sono 722 mila, gli utenti danneggiati dai comportamenti gravemente lesivi dei diritti dei consumatori dalla società Abbanoa, che gestisce le risorse idriche in Sardegna". L’ha denunciato l'Adiconsum, che ha chiesto all'Autorità per l'energia elettrica ed il gas di porre fine alle "pratiche scorrette" nei confronti dei clienti dei vecchi gestori. L'associazione rileva "…mancata informativa agli utenti del cambio di gestore e, quindi, delle condizioni contrattuali, ivi comprese le tariffe; mancata lettura dei contatori; invio di fatture comprendenti i consumi erogati dai precedenti gestori e mai fatturati a saldo; applicazione delle tariffe di Abbanoa (più elevate) anche per i consumi precedenti. Stesse pratiche scorrette, secondo l’Adiconsum, sono state adottate nei confronti di quei consumatori serviti direttamente dai comuni”. Per quanto riguarda gli utenti privati l'Adiconsum ha denunciato "…l'applicazione di tariffe maggiorate ed illegittime, come dimostrato dalle sentenze dal Tar e dal Consiglio di Stato, anche nel periodo di non potabilità dell'acqua, non effettuando lo sconto del 50%, e fatture non veritiere, calcolate sulla base di presunti consumi dichiarati reali, oltre a fatture in acconto, con consumi abnormi, relative a periodi anche di 3 anni; fatture a saldo anche di 5-6 anni, con possibilità di rateizzare entro 20 giorni o, al massimo, entro 2-3 mesi, dietro presentazione della dichiarazione Isee". L'Adiconsum ha denunciato anche "…le mancate risposte ai reclami degli utenti e nessuna convocazione delle Commissioni di conciliazione, concordate con le Associazioni Consumatori, per risolvere i contenziosi e intimazioni dell'immediato pagamento delle fatture, pena l'immediata sospensione del servizio, nonostante le contestazioni e le legittime richieste di chiarimenti degli utenti. Di fronte al reiterarsi di tali comportamenti, gravemente lesivi dei diritti dei consumatori – ha sostenuto Adiconsum -, abbiamo inviato all'Autorità per l'energia elettrica e il gas, ora competente anche per le questioni relative al servizio idrico, un esposto-denuncia di nove pagine, contenente tutte le "cattive pratiche" di Abbanoa”.
Altre notizie:
Il consiglio comunale di Oristano è stato convocato per mercoledì 8 agosto, alle 18, per dicutere del seguente ordine del giorno: 1) Interventi integrati per il lavoro (Iniziative locali per lo sviluppo e l’occupazione). Riprogrammazione fondi provenienti da economie annualità 1999-2005. 2) Contestazione della causa di ineleggibilità per l’Assessore Efisio Sanna. 3) Mozione Naitza, Lai e Cocco: “Sorteggio degli scrutatori”. 4) Ordine del giorno Solinas e Falconi: “Riduzione aliquote Imu - programmazione delle Politiche della Casa”. 5) Mozione urgente Uras, Serra, Puddu, Pisanu “Revisione dell’aliquota Imu su prima casa e sue pertinenze o eventualmente sua esclusione. 6) Mozione urgente Lutzu “Riduzione dell’aliquota Imu sulla prima casa dallo 0,5% allo 0,4%”. 7) Mozione Obinu, Martani, Naitza e Lilliu: “Imposta Municipale Propria”. 8) Ordine del giorno Lilliu: “Proposta di azioni tese all’accertamento della presenza di amianto nel comune di Oristano, allo smaltimento dello stesso e alla bonifica dei siti interessati”. 9) Ordine del giorno Lilliu: “Progetto amianto e le scuole anno 2012-2013”.
Una mozione urgente sugli interventi di riqualificazione urbana delle strade e dei marciapiedi di Oristano e frazioni è stata presentata da Andrea Lutzu del Pdl. Questo il testo: Premesso che: Viste la delibera di G.C. n° 202 del 19/11/2009, con la quale venne approvato uno studio di fattibilità riguardante interventi relativi a “Lavori di riqualificazione urbana - viabilità ed impianti sportivi”, redatto dal Responsabile del Servizio LL.PP., dell’importo complessivo di € 3.500.000,00, di cui € 2.250.000,00 da destinarsi alla riqualificazione della viabilità ed € 1.250.000,00 alla riqualificazione degli impianti sportivi. Visto l’atto aggiuntivo al Programma integrato d’area OR – Campidano dell’agosto 2010, firmato dal sottoscritto in qualità di Vice Sindaco del Comune di Oristano in rappresentanza del Sindaco Angela Nonnis, con il quale si assegnavano al Comune di Oristano 8 milioni 700 mila Euro per i lavori di ampliamento del porto turistico e dei pescatori di Torre Grande e per la riqualificazione urbana della viabilità e degli impianti sportivi. Visto l’inserimento delle seguenti opere già da allora nel Piano delle Opere Pubbliche. Vista la nota dell’Ass. ai LL.PP. del Comune di Oristano e le varie riunioni avute con la Regione con la quale si chiedeva agli Assessorati competenti (LL.PP. e Programmazione) che il provvedimento di delega sui finanziamenti fosse distinto in due parti, di cui uno da 2.250.000,00 di euro per strade e marciapiedi ed uno da 1.250.000,00 di euro per gli impianti sportivi, al fine di poter attuare due appalti e di poter condurre due progettazioni organiche per settori. Considerato che: Vista la impellente urgenza di intervenire sulle strade e sui marciapiedi della citta e delle frazioni. Visto il precedente intervento che ha sistemato quasi 5 Km. di strade con le relative barriere architettoniche (con 600.000 euro di finanziamento della R.A.S.), tra cui importanti arterie cittadine come Via Diaz, Via Solferino, Via Sardegna, Via Mazzini etc… Al fine di continuare in questa programmazione che ha previsto anche l’intervento di circa 1Km. di strade e marciapiedi nuovi sull’ingresso nord della città. Verificato che purtroppo ad oggi non è stata avviata alcuna attività di progettazione preliminare. Ricordando infine che nella scorsa legislatura venne a più riprese fatta dall’Assessore competente la proposta di discutere e deliberare in Consiglio Comunale gli indirizzi relativi a questo fondamentale intervento sul decoro e sulla viabilità della città, e che questa proposta ebbe il plauso di maggioranza ed opposizione sia nelle Commissioni che in Consiglio Comunale. Verificato che: Con delega del 21/12/2011 nelle Casse del Comune di Oristano (Reversale n° 4649) sono stati versati euro 225.000,00 come anticipazione del 10% dell’importo complessivo del finanziamento di euro 2.250.000,00 per i lavori di riqualificazione urbana della viabilità. Impegna il Sindaco e la Giunta: 1) A portare urgentemente in Consiglio Comunale la programmazione dell’intervento da effettuare sulle strade e sui marciapiedi della città e delle frazioni. 2) Ad accelerare al massimo la fase di progettazione e di indizione dell’appalto al fine di intervenire con urgenza in un settore che non può assolutamente aspettare.
Dal 9 agosto, a Torregrande, si potrà usufruire dei due bagni pubblici, costruiti dal comune di Oristano sul lungomare, agli incroci con la via Amalfi e con la via Tommaseo. “Realizzate grazie a un progetto da 67 mila euro – ha detto l’assessore Efisio Sanna ,- le due strutture sono state costruite in moduli prefabbricati secondo le prescrizioni del Piano di utilizzo del litorale, del Piano chioschi, del Piano particolareggiato di Torregrande e del Codice dei beni culturali e del paesaggio. I due nuovi bagni pubblici, che entrano, finalmente, in servizio dopo un ritardo sicuramente eccessivo, sostituiscono quelli vecchi non più funzionanti”. I bagni, con servizi per gli uomini, per le donne e per i disabili, potranno essere utilizzati a offerta e apriranno tutti i giorni, dalle 9 alle 19. L’apertura, la chiusura, la custodia e la pulizia sarà garantita dai lavoratori assunti dal comune con il bando per le povertà estreme.
L'assessore al Lavoro della Provincia di Oristano, Alessandro Murana, ha inviato all'assessore regionale, Antonio Liori, una nota nella quale richiede un intervento urgente per la risoluzione dei problemi venutisi a creare con il bando “Impresa Donna”. "Quotidianamente - ha commentato Alessandro Murana - i nostri uffici raccolgono numerose lamentele in merito alla procedura di finanziamento dei progetti relativi al bando “Impresa Donna”. Lo stesso consiglio provinciale ha evidenziato le numerose criticità presenti nell’attuazione del bando, che hanno determinato una evidente discriminazione per molte donne della provincia di Oristano che intendevano candidarsi per l’avvio di un progetto d’impresa. Criticità incrementate dal blocco degli uffici postali che si era verificato proprio nel giorno e nell'orario di apertura del bando". Un aspetto importante, quest'ultimo, tenuto conto che il criterio principale per la partecipazione al bando è quello cronologico di presentazione delle domande, ovvero della loro spedizione tramite Raccomandata A/R. "Il criterio – ha evidenziato l'assessore Murana - già di per se discutibile, visto che non può essere di certo definito meritocratico, è stato, di fatto, invalidato, per imprevisti problemi di natura informatica. Alle 10 del giorno di apertura della procedura a sportello dell'agevolazione, infatti, i sistemi informatici delle Poste Italiane hanno subito un vero e proprio black out, cosa che ha recato una gran confusione nell'utenza ma che non ha colpito, uniformemente, tutti gli uffici postali e non ha avuto la stessa durata. Tutto ciò ha dato luogo ad una forte disparità nella procedura, e ha creato incertezze che hanno portato gli utenti a reagire nei modi più disparati: chi recandosi presso altri uffici postali, perdendo la precedenza acquisita, altri recandosi presso poste e corrieri privati, altri ancora hanno atteso, invano, presso poste italiane la riattivazione dei collegamenti. Altri, invece, sono riusciti ad avere un'attestazione manuale da parte delle poste di come il plico fosse stato inviato alle ore 10. Una situazione, quest'ultima, che ha ingenerato, legittimamente, forti dubbi e perplessità sulle corrette attestazioni apposte dai vari uffici postali della Sardegna. Tenendo conto, tra l'altro, che mentre numerosi uffici postali hanno accolto i plichi, tanti altri si sono rifiutati di attivare le procedure manuali per l’accettazione e spedizione, negando così il diritto di presentare l’idea progetto e perpetrando, in tal modo, un evidente disparità di trattamento. La Provincia di Oristano, attraverso il Servizio di promozione dell'autoimpiego, ha erogato, come sempre, tutto il possibile supporto all'utenza, giungendo a sostituire ripetutamente i servizi di assistenza tecnica promessi dalla Regione, collaborando con gli stessi utenti nella stesura delle domande. Ma tutti gli sforzi messi in campo sono stati, in parte, vanificati dalle procedure selettive scelte dalla Regione - ha rimarcato ancora l'assessore Murana - La situazione che si è venuta a creare per effetto dei disservizi tecnici alle poste ha di fatto danneggiato tutte coloro che, pur avendo i requisiti richiesti dal bando regionale, si sono trovate nell’impossibilità, non certo a loro imputabile, di poter inviare il proprio progetto in termini utili all’ammissione dello stesso". L'assessorato regionale al Lavoro deve prendere atto della gravità della situazione venutasi a creare - prosegue l'assessore - individuando soluzioni che, senza condurre all’annullamento del bando, tutelino anche coloro che non si sono trovate ad operare in condizioni di parità di trattamento nell’invio della domanda. Per questa ragione - ha concluso Murana - si auspica, come possibie rimedio, la messa a bando, a breve termine, di nuove risorse, con le quali si possa offrire una nuova opportunità alle potenziali beneficiarie che hanno subito un pregiudizio dal precedente avviso, al fine di attenuare le polemiche, lo scontento generale e la disaffezione verso le Istituzioni, che simili situazioni rischiano di ingenerare, seppur in assenza di responsabilità dirette".
Tutte le informazioni turistiche sulla fruibilità della Provincia di Oristano si trovano in un banner digitale bifacciale (dimensioni mt. 2,50x1,20, costo 2500 euro) che l’assessorato provinciale al Turismo, attraverso il Sistema turistico locale, ha installato all’ingresso del porticciolo turistico di Oristano. Questo grazie anche al Comune di Oristano, le Marine Oristanesi (che gestiscono la struttura) e l’Associazione dei diportisti il “Gabbiano”. Alla breve cerimonia d’installazione del pannello erano presenti, fra gli altri, l’assessore provinciale al turismo, Gianfranco Attene; l’assessore al turismo del Comune di Oristano, Peppino Marras; il direttore tecnico delle Marine Oristanesi, Gian Marco Camedda; e Gianni Salis presidente del “Gabbiano”. “Il collegamento con il pannello digitale – ha detto l’asessore Attene - avviene cliccando sul sito GoOR, e così si entra all’interno delle tematiche e delle opportunità più rilevanti del territorio: beni culturali, enogastronomia, eventi e tradizioni, ambiente e natura, artigianato, servizi, ospitalità. Il porticciolo turistico e da pesca di Oristano diventa, quindi, una delle porte d’ingresso attrezzata per far conoscere la globalità dell’offerta della Provincia, estesa a tutti i settori.
Oristano festeggia un’altra centenaria: Teodolinda Pini. Nonna Linda, come è conosciuta da tutti, è nata a Grosseto, il 5 agosto del 1912, vive in Sardegna dal 1951 e a Oristano dal 1956. Sposata con il maresciallo della Guardia di Finanza, Vincenzo Lisini, ieri nonna Linda è stata festeggiata dai figli Sandro e Roberta, dai sette nipoti e dai due pronipoti. Insieme a loro, per spegnere le 100 candeline di Nonna Linda, anche il Sindaco di Oristano, Guido Tendas, che ha voluto portare di persona gli auguri dell’amministrazione comunale e dell’intera comunità oristanese, consegnando alla nonnina una targa ricordo raffigurante Eleonora d’Arborea.
Di pig (del 04/08/2012 @ 16:30:01, in politica, linkato 884 volte)
Con una riflessione sulla crisi che sta vivendo il Paese, e Oristano in maniera particolare, e un riferimento all’orgoglio e al senso di responsabilità che devono accompagnare l’azione di chi in questo momento è chiamato ad amministrare, il sindaco Guido Tendas ha aperto le dichiarazioni programmatiche per il quinquennio 2012-2017. Dichiarazioni programmatiche da noi già pubblicate il 1° agosto, e a cui vi rimandiamo, per non tediarvi ulteriormente, visto che riteniamo le dichiarazioni programmatiche tra i compiti più noiosi, inutili e “bugiardi”, a cui un sindaco, nelle primissima fase del suo insediamento, deve necessariamente adempiere. Passiamo, quindi, alle risultanze del dibattito. Secondo Salvatore Ledda (Idee rinnovabili) “…da queste dichiarazioni non emergono soluzioni e neppure grandi idee. Queste dichiarazioni programmatiche sono la sintesi degli ultimi cinque anni, dei tentativi e degli slanci di un'amministrazione che ha tentato di raggiungere i risultati. Serve qualcosa di più, qualcosa di forte, un richiamo fortissimo a una città compatta… Signor sindaco, lei ha commesso due errori. Il primo è strategico, il secondo morale. Quello strategico è quello che ha fatto sì che con le azioni che ha compiuto fino ad oggi si ricompattasse la minoranza. Una minoranza che è maggioranza nella città. Il secondo errore fa riferimento all’assessore all'Ambiente. Nelle dichiarazioni programmatiche fa più volte richiamo all'etica e alla trasparenza e allora non si può consentire che un assessore che lavora per una società possa far parte della giunta con le competenze che riguardano quella società”. Franco Serra (Udc): “I cittadini non chiedono tanto, chiedono i servizi: strade, decoro urbano, verde pubblico, illuminazione, ma soprattutto servizi sociali attenti e puntuali, in un momento di grande difficoltà. Servizi che hanno bisogno di un coordinatore e di una struttura operativa. Occorre affrontare il problema della casa e dedicare maggiore attenzione a un servizio essenziale come quello offerta da Informacittà che opera in locali assolutamente non idonei”. Andrea Lutzu (Pdl): “Ho ascoltato dichiarazioni programmatiche deludenti. Avrei pensato e sperato in qualcosa di più concreto, di più realistico, di più politico, di meno prolisso. Le 36 pagine di dichiarazioni programmatiche in molte parti le devo condividere, perché molte cose sono la storia degli ultimi cinque anni di amministrazione. Ma al di là di questo sono dichiarazioni deludenti perché sono solo una manifestazione di intenti. Nessuna parola sul patto di stabilità. Nessuna parola sulle tasse e sull'Imu e, anzi, mi sembra di cogliere una disponibilità ad un innalzamento della pressione fiscale anche per l’erogazione di servizi principali… Consiglierei al sindaco Tendas l'istituzione del difensore civico. Una cosa che non è prevista nelle dichiarazioni programmatiche e nel programma elettorale. Una figura che potrebbe diventare un deterrente nei confronti di tante cose, a iniziare dalle bollette pazze di Abbanoa. E inviterei a vigilare sui finanziamenti concessi al comune, da quelli per l’amianto a quelli per i Pia. 20 milioni di euro concessi dalla giunta regionale di centrodestra”. Giuseppe Puddu (Udc): “Le dichiarazioni programmatiche ricalcano tediosamente il programma elettorale della formazione politica che ha ottenuto il consenso della maggioranza dei cittadini che si sono recati alle urne. Ma non conta tanto ciò che si dice di voler fare, quanto ciò che si riuscirà a fare e a realizzare. Staremo a vedere se alle parole seguiranno fatti concreti. Certo stando alle valutazioni del segretario provinciale del suo partito non c'è stata la svolta attesa. Inoltre, signor sindaco, non vuole prendere coscienza di qualche grosso conflitto di interesse tra qualche assessore e l'amministrazione da lei guidata, non si vuole prendere atto della situazione antipatica che si è creata, messa in evidenza anche formalmente dalla nostra mozione. Un problema tanto più grande perché riguarda un assessore dipendente di una società, alla quale si dovrebbero contestare infrazioni, violazioni di contratto, infliggere penali, fino a richiedere la risoluzione del contratto per colpa e inadempienza interdicendola alla partecipazione della nuova gara d'appalto… Siamo alla vigilia dei funerali di Stato della quarta Provincia della Sardegna e questo avviene nella generale indifferenza e nel più assordante e terrificante silenzio. 30/40 anni or sono, i nostri padri riuscirono a superare forti divisioni ideologiche e non inferiori passioni politiche, riuscendo a operare e decidere uniti, anteponendo ai piccoli interessi di parte, i grandi interessi della collettività”. Giuseppe Obinu (Pd): “Questa amministrazione ha già compiuto alcune azioni che segnano la differenza rispetto al passato. Già la possibilità di seguire le sedute del consiglio comunale in streaming dal computer di casa è un segno di questo cambio di passo. Ma è importante l’attenzione che si vuole dedicare all'abbattimento delle barriere architettoniche, che dovrà essere completato per una mobilità più facile. Così come l'elogio della lentezza, con il suo carico di significati e la delicatezza che porta con sé. È proprio una filosofia di città diversa quella che vogliamo disegnare, con ricadute sull'inquinamento e sulla salute del cittadino. Abbiamo iniziato un percorso che pur andando in avanti guarda alla storia e al carattere proprio di Oristano, alla sua vocazione agricola, alla sua storia medievale di città regia, i cui tempi sono sempre stati scanditi dalle stagioni, senza fretta, con saggezza, con occhio al presente, la bonifica dell'amianto il decoro urbano, l'investimento prioritario sui servizi sociali che rimettono in gioco tutti i soggetti che per un motivo qualsiasi della vita rischia di restare fuori dal gioco. Un occhio al domani, che altrove è già oggi, la modernizzazione, la cablatura della città”. Emilio Naitza (Noior): “Stiamo vivendo uno di quei passaggi storici determinanti, in cui il contesto internazionale ci ha lanciato una tremenda sfida di tipo politico. Un momento storico, per intenderci, come lo fu quello del ‘19, del ‘43, del ‘48 o dell'89. Tutti passaggi in cui si palesò, tragicamente, l'inadeguatezza della classe politica al governo. Ferma, statica, di fronte a un mondo che invece cambiava molto velocemente e che ti imponeva di cambiare molto velocemente. Stiamo vivendo sordi e ciechi questo momento da ormai diversi anni…“Bisogna rispondere per un verso progettando, costruendo e mettendo accanto ai cittadini un'amministrazione efficiente, capace e dialogante, attivando tutto ciò che nell'immediato può generare sollievo alle esauste situazioni locali, per un altro ancora impostando politiche e soluzioni a medio e lungo termine, in grado di dare un'idea di futuro. Le sue dichiarazioni, signor sindaco, danno un ritratto un'immagine di città che noi condividiamo in pieno, un'immagine di città futura che abbiamo condiviso sin dal primo momento della sua candidatura alle primarie. Siamo consapevoli della necessità, dell'urgenza di dedicare alla revisione della spesa un occhio di riguardo. Siamo allo stesso tempo preoccupati fortemente dell'accentramento della spesa. Per questi motivi sarà necessario, nel rispetto della normativa ovviamente, modulare la necessaria e non procrastinabile revisione della spesa, tenendo conto, però, che l'obiettivo di tutti noi è e deve essere l'arricchimento del nostro territorio e non il suo impoverimento. Qualità della vita e solidarietà devono essere le linee guida del nostro operare”. Giampaolo Lilliu (Sel): “Dobbiamo andare verso un patto sociale forte con le istituzioni, le amministrazioni, le associazioni di volontariato, le associazioni di categoria, i sindacati, e insieme promuovere iniziative e dare risposte immediate ai vecchi e nuovi bisogni. Questo patto sociale lo dobbiamo fare insieme, con l'unità dell'intero consiglio. E dobbiamo lavorare su un progetto di sviluppo economico e sociale per la città di Oristano, che passa attraverso la valorizzazione dell'agricoltura e del turismo culturale. Idee e progetti che devono avere come prima e assoluta priorità il lavoro, accompagnato dal coraggio di investire… Il nostro obiettivo è mantenere i servizi in questo momento di forte criticità, creare una rete di servizi competitiva, di qualità e di quantità, capace di dare risposte. Questa è la scommessa che noi dobbiamo vincere e la vinciamo insieme, ne sono convinto, perché non può essere diversamente, perché i cittadini ci guardano”. Giuliano Uras (Udc): “Sapevo che la genericità che avevo trovato nel programma di governo durante la campagna elettorale l'avrei ritrovata nelle dichiarazioni programmatiche, però mi aspettavo un po' più di decisione e di coraggio. Se è vera l'analisi preliminare che il sindaco ha fatto nelle sue dichiarazioni, di uno stato di necessità e di emergenza straordinaria, a stati di emergenza straordinaria devono corrispondere atti politici straordinari… Il Sindaco nei primi giorni di governo ha presentato la giunta al personale del comune, ma non ha affrontato con i dipendenti alcuni nodi cruciali che ci sono, le sacche micidiali di inefficienza e di qualità nell'erogazione dei servizi, in alcuni casi la scarsa propensione alla disponibilità nei confronti dell'utente, in altri la conservazione di piccoli poteri, in altre ancora un'eccessiva esposizione che crea dei contropoteri nei confronti dell'amministrazione comunale. E parlo, con cognizione di causa, di alcuni dirigenti. Il sindaco ha un potere enorme, ma lo deve esercitare se alle spalle ha una squadra compatta, le idee chiare, un supporto giuridico amministrativo che gli deriva dal segretario o qualche consulenza esterna di un certo peso. Allora esiste la rotazione dei dirigenti, un modo per non farlo affezionare al suo ruolo, perché questo porta un'identificazione dei suoi uomini, del suo ruolo e quindi di una gestione del potere troppo eccessiva”. Renato Piras (Pd): “La giunta proposta dal sindaco Tendas per me rappresenta un indiscutibile segnale di cambiamento, una squadra fortemente motivata, scelta in base a competenze personali e di genere. Segno che esiste una volontà precisa di amministrare la città, tenendo conto di tutte le specificità che la compongono. Il punto di partenza della nostra amministrazione deve essere il dialogo, il coinvolgimento e la partecipazione dei cittadini. L'obiettivo irrinunciabile del nostro operare sarà, infatti, il cittadino. Perciò vogliamo fare una politica per i giovani, per gli anziani e per le famiglie. Queste, insieme all'ambiente, dovranno necessariamente essere le nostre priorità. Dobbiamo cercare di garantire a tutti una buona qualità della vita, una gestione dei rifiuti attenta e non inquinante, e una maggiore attenzione al verde. La linea programmatica espressa in precedenza dal signor sindaco è tesa a risolvere questi problemi”. Mauro Solinas (Fortza Paris): “Il problema maggiore di questa città, in questo momento, è sicuramente quello di dare risposte ai cittadini. Questo deve essere il nostro impegno. Per questo motivo, dico che non c'è il tempo di andare in ferie: con drammaticità dobbiamo guardare alla disperazione che vivono le famiglie più deboli della città e ogni nostra azione deve essere rivolta a creare lavoro…Abbiamo una città che, storicamente, ha come sua prima vocazione l'agricoltura e su questo tema presenterò un'interpellanz,a perché occorre riservare alle campagne la necessaria attenzione. Così come dovremo puntare a una vendita del patrimonio per favorire insediamenti di tipo turistico”. Tonino Falconi (Oristano bene comune): “Il Sindaco ha invitato a valorizzare tutto quello che è il nostro patrimonio materiale e immateriale, soffermandosi non poco sull'ambiente. Ha trovato progetti quasi cantierabili, come il progetto integrato per il paesaggio sul Golfo di Oristano. Io vorrei che si portasse a compimento il progetto di riqualificazione urbana ed extraurbana, con la piantumazione degli argini, possibilmente con delle essenze, con delle piante rosse, rosso porpora, che è il colore tipico dei fenici. Un fatto che può caratterizzare la città di Oristano… Nelle dichiarazione programmatiche non si fa alcun accenno al piano strategico, né si dedica attenzione all'aeroporto (una struttura che merita grande attenzione), né al polo intermodale”. Roberto Martani (Insieme): “Conoscendo bene il programma e il sindaco sono certo che gli appunti mossi oggi saranno uno stimolo per questa amministrazione… Si parla di riduzione delle aliquote Imu, ma non vorrei che si volesse solo cavalcare uno slogan, considerati i problemi di questa città che sono sviscerati da tutti. Quindi, per giungere alla riduzione dell’Imu, occorre trovare alternative in bilancio… Sullo sport e sugli impianti sportivi, problema molto critico per la città, abbiamo ereditato dal passato delle grandi criticità. Siamo stati abituati a fruire a basso costo o a costo prossimo allo zero degli impianti comunali. Ciò ha comportato un'inaccettabile compromesso: paghiamo poco e, pertanto, ci accontentiamo di poco. Questo non è più tollerabile perché gli impianti sportivi così gestiti sono ormai al collasso e manifestano tutte le loro criticità in termini di vetustà e carenza di manutenzione. Troviamo delle modalità di gestione e di concessione degli impianti che ne garantiscano la fruibilità”. Dopo la replica del sindaco, al momento del voto Salvatore Ledda ha annunciato l’astensione, Giuliano Uras per l’Udc, Andrea Lutzu per il Pdl e Mauro Solinas per Fortza Paris hanno annunciato il voto contrario, mentre Giuseppe Obinu, Roberto Martani, Emilio Naitza e Giampaolo Lilliu (per Pd, Insieme, Noior, Sel) si sono espressi per il voto favorevole dei rispettivi raggruppamenti. Alla fine su 20 presenti, 19 votanti, 14 favorevoli e 5 contrari. Il consiglio ha aggiornato i lavori a mercoledì 8 agosto, alle 18.
In apertura della seduta, il presidente del consiglio comunale di Oristano, Marco Cossu, ha rivolto un augurio alla Tv locale oristanese, Nova Tv. “A titolo personale – ha detto Cossu - e a nome di tutto il consiglio comunale, voglio esprimere solidarietà per la situazione in cui si trova Nova Tv. Invito tutti ad impegnaresi per trovare una soluzione, perché Nova Tv superi la crisi che sta attraversando, e ritorni ad essere la televisione che tutti abbiamo sempre conosciuto a Oristano”.
Di pig (del 01/08/2012 @ 14:30:04, in Politica, linkato 1192 volte)
“Come avete potuto vedere, vi ho trasmesso le linee programmatiche che ho concordato con la giunta. Ho una proposta da farvi: dal momento che io e la giunta abbiamo aderito a una richiesta dello statuto, che prevede che le dichiarazioni programmatiche vengano dibattute nella prima seduta del consiglio comunale, vi proporrei, stante la necessità di regolarizzare il funzionamento del consiglio comunale e, quindi, di dare spazio all'istituzione delle commissioni permanenti e nomina dei commissari, di mandare avanti questo pomeriggio i punti 6, 7, 8 e 9 dell'ordine del giorno, perché sono materie che richiedono una certa urgenza, e poi spostare le dichiarazioni programmatiche al primo punto dell'ordine del giorno di venerdì. Mi scuso per questa proposta perché immagino che sia diritto da parte della cittadinanza, oltre che dei consiglieri comunali, conoscere le dichiarazioni programmatiche, ma vi chiedo questa cortesia per dare la possibilità al consiglio di entrare nella sua piena operatività, affrontando subito alcuni problemi urgenti per la nostra città”. Così ha esordito il sindaco, Guido Tendas, nella seduta di ieri del consiglio comunale di Oristano. La proposta di Tendas è stata accolta e le dichiarazioni programmatiche sono slittate a venerdì prossimo. Tranquillizziamo subito il neo sindaco, perché alla stragrande maggioranza degli oristanesi non importa un bel niente delle belle intenzioni, di tutto quell’insieme di buoni propositi che, pomposamente, vengono definite (da sempre) dalla maggioranza “dichiarazioni programmatiche” e dall’opposizione, non a torto, “libro dei sogni”, visto che i buoni propositi rimangono spesso tali e che dei numerosi punti del programma si riesce, solitamente, a realizzarne, quando va bene, solo una minima parte. Detto questo, in apertura della seduta il presidente del consiglio comunale, Marco Cossu, ha ufficializzato quanto già si sapeva, e cioè che il capogruppo del gruppo Pd sarà Giuseppe Obinu, mentre quello di Insieme sarà Roberto Martani. Il sindaco ha, quindi, dato lettura del parere del segretario generale del comune sul problema dell’eleggibilità e incompatibilità dell'assessore Efisio Sanna (e speriamo che questa sia, finalmente, l’ultima volta. ndr). Il segretario, in sintesi, ha concluso affermando che “…nei documenti in possesso del comune risulta che l'assessore Sanna non ha poteri di rappresentanza e coordinamento che per qualità e quantità siano tali da incidere sulla politica complessiva dell'ente o sulle scelte rilevanti nei rapporti col comune. Risulta agli atti, peraltro, che l'assessore Sanna è stato collocato in aspettativa non retribuita dal suo datore di lavoro dal giorno 16 luglio 2012”. Chiarito questo, il sindaco ha comunicato al consiglio “…le deleghe che ho affidato ad alcuni consiglieri comunali per favorire, man mano, la perdita di deleghe che io come sindaco mi sono tenuto nell’accorpare gli assessorati”. A Marco Cossu è stata attribuita la delega per materie e problematiche riguardanti Massama e Nuraxinieddu; a Stefano Mureddu quanto riguarda Donigala e Rimedio; l’assessore Peppino Marras, si occuperà, fra l’altro, anche dei problemi di Torregrande; mentre l’assessore Scintu seguirà più da vicino Silì, San Quirico, Tiria e Pesaria. “Gli assegnatari dei predetti incarichi – ha detto Guido Tendas - avranno come riferimento il sindaco e l'assessore competente, senza possibilità di impegnare l'amministrazione comunale all'esterno. L'attività deve essere svolta in coordinamento con l'assessore di riferimento e con il sindaco anche per gli aspetti organizzativi”. Nei prossimi giorni, il sindaco assegnerà ad altri consiglieri comunali nuove deleghe su temi specifici, come, per esempio, l’amianto per Lilliu, e Spanu per quanto riguarda i problemi dell'innovazione e della fibra ottica. “Nell'assemblamento delle varie deleghe – ha detto Tendas - abbiamo cercato di tener conto della situazione, di come è strutturato il comune, in base ai cinque settori in cui è organizzato. Poi, partendo da una considerazione, io non sono Maometto che poi alla sua morte ha lasciato i califfati, gli assessori non sono califfi, proprietari delle proprie deleghe. Molte deleghe potranno essere aggiustate per tante esigenze, così come verranno rimodulate anche le deleghe dei dirigenti, se si renderà necessario. Siamo consapevoli di essere in una situazione in cui con le novità che si stanno abbattendo sui comuni, la spending review non è una cosa di poco conto, aggiusteremo il tutto, anche tenendo conto delle indicazioni che verranno dal consiglio”. Per il resto, su quanto accaduto nella seduta, ci affidiamo al resoconto del solerte e ottimo Ufficio stampa del comune di Oristano.
Il consiglio ha, quindi istituito, le commissioni consiliari permanenti. Sono sei e non più otto, una per ogni assessorato, come previsto dallo Statuto comunale, composte da cinque consiglieri, tre di maggioranza e due di minoranza. Su proposta dell’assessore all’Urbanistica, Filippo Uras, il consiglio comunale ha poi adottato la variante al Puc, e approvato le modifiche al progetto per la riqualificazione dell’area della case minime, per poter partecipare a un bando regionale attraverso il quale poter realizzare 14 nuovi appartamenti, in aggiunta ai 7 già previsti come residenze a canone concordato. L’intervento di housing sociale mantiene inalterate le altre previsioni del progetto vincitore del concorso di idee bandito dal Comune di Oristano nei mesi scorsi. “Le unità abitative passano da 7 a 21, ma la sistemazione urbanistica dell'area è assolutamente inalterata - ha affermato l’assessore Uras, che ha evidenziato l’importanza di una rapida approvazione della delibera per poter partecipare al bando regionale che scade il 3 Agosto -. Dal punto di vista urbanistico occorre l’adeguamento della zona S2 alle nuove finalità del progetto”. Nel corso del dibattito sono intervenuti Giuseppe Puddu, che ha espresso perplessità sul ritardo con cui il progetto è stato presentato; Mauro Solinas, secondo con il nuovo progetto cui il carico abitativo su quella zona diventerebbe eccessivo; Andrea Lutzu che ha chiesto l’esame preventivo in commissione urbanistica, evidenziando il grosso impegno finanziario a carico del comune conseguente alla rimodulazione del progetto; Salvatore Ledda, che ha chiesto in base a quali indirizzi politici sia stata formulata la proposta di delibera, sostenendo l’incoerenza della proposta rispetto al nuovo Puc. Secondo Giuseppe Obinu il progetto offre una grande opportunità per la comunità di Oristano per migliorare la qualità della vita, valorizzare gli spazi verdi e realizzare una politica in favore della casa, attraverso interventi di edilizia residenziale pubblica; per Giuliano Uras il comune ha altre opportunità di intervento nel campo dell’housing sociale, mentre il nuovo intervento previsto per l’area delle ex case minime va contro le nuove tendenze dell’urbanistica limitando fortemente il progetto originario e prevedendo un carico abitativo troppo elevato. Roberto Pisanu ha evidenziato la mancanza della necessaria copertura finanziaria; Roberto Martani ha esortato il consiglio comunale a non perdere una buona occasione; Maria Lucia Mocci ha sottolineato l’importanza del progetto, che completa la riqualificazione dell’area, grazie a nuovi alloggi, parcheggi e la piazza. Si è detto d’accordo anche Emilio Naitza, che ha evidenziato l’importanza dell’investimento di un milione 670 mila euro per l’housing sociale “Ho grande fiducia che questa zona, proprio perché ci saranno 21 alloggi di housing sociale, grazie a questo progetto possa modificarsi in senso positivo – ha spiegato il sindaco Tendas -. Con l'immissione di questo nuovo tipo di alloggi a canone concordato, quella zona cambierà. La proposta prevede, come detto, la realizzazione di 21 alloggi, ma anche la conferma delle aree parcheggio, la riqualificazione dell'area per la realizzazione di spazi per funzioni sociali e culturali di quartiere, oltre che per il mercatino rionale. Per la copertura finanziaria si attingerà a un mutuo con la Cassa depositi e prestiti”. La proposta è stata approvata con 17 voti a favore, 4 astenuti e 3 contrari.
Il consiglio comunale di Oristano ha approvato invece all’unanimità, il “Progetto Padd”, per l’inserimento lavorativo di disabili per la digitalizzazione degli archivi. “Il progetto, che coinvolge anche la Provincia di Oristano (ente capofila) e i comuni di Abbasanta, Cabras, Laconi e Terralba e la Cooperativa sociale digitabile onlus, è in parte finanziato dal ministero dell'interno, e prevede l’inserimento socio-lavorativo per la digitalizzazione ottica degli archivi degli enti aderenti: uno per la Provincia, tre per il comune di Oristano e uno ciascuno per i comuni di Abbasanta, Cabras, Laconi e Terralba”, ha spiegato l’assessore ai Servizi sociali, Maria Obinu. Il progetto ha la durata di 20 mesi, e si articola in due fasi, la prima di 12 mesi e la seconda di 8. I disabili coinvolti nel progetto percepiranno, per la durata dei 20 mesi dell’inserimento socio-lavorativo, un compenso mensile lordo di 600 euro. Durante il dibattito sono intervenuti Giuliano Uras che ha sollevato dubbi sulla copertura finanziaria dell’iniziativa, Giuseppe Obinu, Mauro Solinas e il sindaco Guido Tendas.
Approvazione all’unanimità anche per il Regolamento per la disciplina delle agevolazioni contributive, a favore di nuove imprese per lo sviluppo economico del territorio, proposto dall’assessore al Bilancio, Giuseppina Uda. “Il regolamento stabilisce le modalità con le quali le imprese potranno accedere per un triennio a sgravi fino al 90% sull'Imu e la Tarsu – ha spiegato l’assessore al Bilancio, Giuseppina Uda -. Possono accedere agli sgravi le imprese di nuova costituzione o quelle già esistenti che decidono di aprire un'unità locale in determinate aree della città”. “Il regolamento è anche uno strumento che consente al comune di avere un punteggio aggiuntivo nell’ambito dei Poic, i Piani operativi per l’imprenditorialità comunale – ha aggiunto l’assessore Uda -. Si tratta di uno strumento di programmazione strategica attraverso il quale le imprese operanti in città potranno accedere a mutui, dai 15 mila a 50 mila euro da rimborsare in 5 anni senza interessi, che potranno avere un forte impatto nel sistema produttivo locale”. Durante il dibattito (sono intervenuti il sindaco Tendas, Giuseppe Puddu, Mauro Solinas, Roberto Martani, Andrea Lutzu, Tonino Falconi, Emilio Naitza, Daniela Nurra, Gianluca Mugheddu, Salvatore Ledda, Roberto Pisanu e Giuseppe Obinu) è stato chiesto l’esame preventivo in commissione del regolamento, sui cui contenuti c’è stata una generale condivisione. Considerata l’importanza che l’argomento riveste per il sistema produttivo locale, e la scadenza fissata al 3 settembre per la partecipazione al Poic, che in Sardegna impegnerà risorse per 17 milioni di euro, il consiglio comunale ha accolto l’invito dell’assessore Uda per un’immediata votazione. Con 24 voti a favore, il regolamento è stato approvato all’unanimità. L’assessore Uda si è comunque detta disponibile a portare il regolamento in commissione per eventuali approfondimenti delle norme contenute.
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Per chi volesse saperne di più sulle “dichiarazioni programmatiche”, in programma nella prossima seduta di venerdì 3 agosto, questo il testo integrale, distribuito dal sindaco, Guido Tendas, ai consiglieri: “Signor Presidente, Colleghi della Giunta, Signori Consiglieri, questa Consiliatura si apre in uno dei momenti più complessi della nostra storia, dal punto di vista economico-finanziario, dal dopoguerra a oggi. Il sistema-Paese vive un’esperienza senza precedenti dal momento che una crisi - che non è retorico definire epocale - ci ha posto, tutti, dinanzi alle nostre responsabilità. E se non giova che negli anni sia mancato l’atteso rinnovamento del sistema politico, per la modesta capacità di autoriforma degli attori e delle rappresentanze popolari, siamo consapevoli del ruolo strategico che assume la scelta di riavvicinare il Cittadino all’Istituzione che rappresentiamo. Ciò può avvenire mediante la preziosa opportunità fornita dal metodo delle Primarie. Ciò deve proseguire facendoci interpreti delle attese e delle idee di coloro che hanno eletto questo Consiglio, indipendentemente dallo schieramento nel quale si sono riconosciuti. Ciò vogliamo accada rispondendo all’esigenza di una politica che si fa servizio anche presso coloro che hanno scelto di astenersi. Solo risolvendo questa crisi di credibilità, solo aggiornando la cultura del bene comune, saremo in grado di rinvigorire la fiducia nella politica, quella politica con la P maiuscola che si fa presenza, che assume la responsabilità della rappresentanza dei cittadini, che è capace di interpretare la domanda di futuro che viene dalle nuove generazioni, perché, sia ben chiaro, il rifiuto della politica - che si accompagna alla crisi dell’economia - apre spiragli d’incertezza assolutamente preoccupanti, si traduce in una polarizzazione esasperata, che fa il gioco di chi (per usare una formula) ha in mente la scadenza elettorale piuttosto che l’interesse delle nuove generazioni. La congiuntura attuale si riverbera pesantemente sui tagli imposti alla spesa pubblica, e in particolare nei confronti delle Regioni e degli Enti Locali. Ciò rischia evidentemente di tradursi nel restringimento dei servizi «a domanda individuale», di competenza del Comune, con negative ripercussioni nel campo dei servizi sociali (come nel caso della riduzione dei contributi per i canoni di affitto concordati). La riduzione delle risorse concernenti i trasferimenti statali e la nuova definizione delle politiche fiscali (demandate ai Municipi) rendono davvero necessario programmare saggiamente l’uso delle nostre risorse e valorizzare coraggiosamente il nostro patrimonio (materiale e immateriale). Ciò avverrà nell’ottica della revisione, del controllo, della trasparenza - delle scelte e degli atti tecnici e gestionali che andremo a compiere - nel breve, medio e lungo termine, ma anche nel rispetto degli obblighi dettati dalla saggia amministrazione e dalla chiarezza degli obiettivi (programmatici e progettuali) che intendiamo proporci e che abbiamo proposto anzitutto al corpo elettorale, consci dell’importanza dei suggerimenti che sono certo verranno dall’Aula e nelle Commissioni, nel corso del nostro lavoro, tenuto conto che l’obiettivo di fornire servizi efficienti ed efficaci ai Cittadini potrà essere senza dubbio agevolato anche dalla prosecuzione degli obiettivi gestionali vigenti. Si darà atto che, fin dal suo insediamento, questa Amministrazione si è impegnata seriamente nella revisione della spesa pubblica: questo è uno degli obiettivi essenziali per rendere più efficiente e produttivo il Comune. A questo proposito, la decisione di assegnare un’esatta delega assessoriale testimonia risolutamente non solo l’assolvimento di un obbligo, ma anche una chiara volontà: fare muovere l’intera Amministrazione nell’ottica della cosiddetta revisione della spesa, vale a dire attraverso l’analisi e la valutazione (sistematica e rigorosa) delle strutture organizzative, delle procedure di decisione, redazione, attuazione, protocollo dei singoli atti, in formato digitale piuttosto che cartaceo - all’interno dei programmi, ergo dei risultati – per passare al vaglio i capitoli di spesa e verificare eventuali sprechi o inefficienze, anche alla luce dell’accertamento della soddisfazione dell’utente. L’esigenza di porre il Cittadino al centro del processo di riorganizzazione dei servizi e della loro modalità di erogazione è prioritario: si tratta di impostare quella stessa erogazione in funzione degli Utenti, prevedendo il confronto fra obiettivi e risultati, fissando standard di prestazioni, alla cui definizione partecipino gli stessi Cittadini, cui è consentito anche di controllare se gli impegni – che il Comune assume attraverso la gestione diretta e indiretta dei servizi – vengono effettivamente rispettati. Andremo quindi a formulare e a introdurre la Carta dei servizi di pubblica utilità: essa dovrà prevedere, oltre all’elaborazione di standard di qualità, la tutela dei diritti del consumatore, delineando modalità di partecipazione civica per la valutazione dei risultati conseguiti. Grazie all’individuazione di caratteristiche del servizio (oggettivamente stabilite e misurabili) questa Amministrazione intende assicurare ai Cittadini servizi «a regola d’arte». La stessa soddisfazione dell’utente andremo a monitorare, per soppesare eventuali criticità, ridurre gli intervalli di risposta e attesa, analizzare il comportamento relazionale dell’impiegato allo sportello, semplificare gli adempimenti e coadiuvare il Cittadino, ove possibile a domicilio. Resta fermo l’impegno massivo sul fronte delle informazioni implementate on line ein tema di democratizzazione ed economizzazione dell’accesso ad Internet, vedansi la comunicazione e divulgazione multimediale delle attività istituzionali, ma senza trascurare (in chiave interna) l’innovazione prodotta dall’aggiornata architettura informatica degli Uffici, dalla prossima cablatura (in fibra ottica) dei plessi municipali e dall’aumento dell’offerta digitale interconnessa alla banda larga. Si noti che l’uso di sistemi operativi e softwar e libero si rivela molto performante. Proseguiremo su questa strada, con senso della realtà, analizzandone costi e benefici, studiando il grado d’integrazione con i software gestionali in uso, cercando di coniugare le soluzioni aperte con quelle proprietarie e risolvendo le problematicità connesse all’attesa attivazione degli accessi gratuiti («wi-fi spot») a beneficio del cittadino e del turista nelle aree di maggiore frequentazione. Asseconderemo la creazione del fascicolo digitale del contribuente che (in un prossimo futuro) permetterà la dematerializzazione e la digitalizzazione integrata delle procedure; proseguirà il lavoro in sinergia con la Poste Tributi, in materia Tarsu; sarà altresì assicurata e favorita la libera concorrenza sul mercato per una più ampia partecipazione delle imprese agli approvvigionamenti dell’Ente . Nell’agenda operativa è già presente la necessità di riconsiderare la gestione di Cimiteri, Impianti sportivi, culturali e di assistenza (ove ciò comporti un oggettivo risparmio di spesa per l’Amministrazione) mentre la valorizzazione dell’orto urbano - come una risposta all’esigenza di fare Comunità, come occasione d’incontro, d’impegno, di condivisione delle sensibilità e delle tradizioni, co n beneficio sociale oltre che economico - raffigura la concreta volontà di indirizzare al meglio le risorse e di mirare alla qualità del servizio proposto al Cittadino, al contribuente, alle famiglie e alle imprese. Facciamo nostro il criterio di tramutare lo spreco in risorsa, il recupero nel riutilizzo, il KM-ZERO in una prassi che associ la tutela ambientale al beneficio economico della filiera corta, che unisca la solidarietà al risparmio, così da incentivare le azioni di riuso enunciate espressamente da una Direttiva comunitaria sull’opportunità di potenziare azioni di prevenzione e di riutilizzo dei rifiuti. Ci sia concesso di sintetizzare che le nuove disposizioni generali di revisione della spesa pubblica mirano a tre obiettivi. Primo: iscrivere il funzionamento dell’apparato statale, e le relative funzioni, entro un quadro razionale di valutazione e di programmazione (operazione strutturale) il cui buon fine è legato all’ottimizzazione delle procedure e delle articolazioni dello Stato. Secondo: accorpare o dismettere gli enti non necessari procedendo alla progressiva riduzione degli organici, privilegiando la distribuzione razionale delle risorse umane e materiali a disposizione delle Pubbliche Amministrazioni. Terzo. ridurre la spesa, senza però incidere ove possibile sulla quantità dei servizi erogati anche dal nostro Comune, migliorandone qualità ed efficienza, e soprattutto rendendo più appetibili gli investimenti. Del tutto evidente è che occorre fare un salto qualitativo e metodologico. Avere un approccio più diretto alla nostra azione, specie nell’ambito delle competenze e delle prerogative economico -finanziarie che fanno capo al Comune, sulle quali ovviamente avremo modo di tornare nell’ambito della programmazione degli elaborati di bilancio dell’Ente. Non appare inutile, tuttavia, ricordare all’Aula (seppure per sintesi) che gli interventi previsti dal Decreto Bondi sulla riduzione della spesa pubblica già preannuncia no l’obbligo dell’attività negoziale dell’Amministrazione e stabiliscono la nullità dei contratti che non siano stati stipulati attraverso gli strumenti di acquisto messi a disposizione da Consip . Sono naturalmente fatti salvi i contratti stipulati tramite diverse centrali di committenza, salvo che essi prevedano condizioni più favorevoli per le Amministrazioni pubbliche. Particolarmente pressante appare la prevista riduzione degli Organici e la razionalizzazione delle Piante Organiche, con misure dirette a rimodulare (direttamente e indirettamente) la spesa per il personale. Nostro compito sarà verificare, da un lato, il recupero dell’efficienza della macchina burocratica e, dall’altro, mirare al perfezionamento strutturale nell’allocazione delle risorse umane. Altri aspetti sono connessi all’ottimizzazione della spesa, alla modernizzazione dei sistemi di controllo, alla gestione e alla mobilità di dirigenti e dipendenti, al trattamento del Personale in servizio o di quello prossimo alla quiescenza, come anche alla dismissione di beni della Pubblica Amministrazione e all’attribuzione d’incarichi. Sono temi sui quali avremo modo di riflettere verificando tempestivamente oneri e opportunità per l’Ente. Resta fermo quanto già previsto dal Piano triennale di razionalizzazione e contenimento delle spese di funzionamento dell’Ente, ad esempio nel merito del riordino del patrimonio pubblico, della possibile riduzione dei costi delle locazioni passive già in essere, della rinegoziazione dei contratti e dei canoni, della riduzione delle spese di affitto che gravano sul Comune e, non ultimo, della verifica dei contenziosi che - nel caso dell’ammodernamento del Palazzo di Giustizia piuttosto che nell’affitto delle strutture connesse a quella Amministrazione - risultano tanto onerosi quanto defatiganti. A ciò si aggiunge la rimodulazione (leggasi riduzione) delle spese dedicate alle dotazioni strumentali, alle autovetture di servizio, ai beni immobili (a uso abitativo o di servizio) e delle più recenti disposizioni normative su utilizzo delle utenze, su consulenze, ricerche e studi, sulle spese di rappresentanza, per la formazione del Personale, per mostre e convegni. Un segnale importante - per tempestività e razionalità - lo fornisce tuttavia la fase di attivazione del censimento, della verifica e della revisione delle utenze di energia elettrica di tutti gli immobili comunali, con esclusione dei soli impianti di pubblica illuminazione, per i quali è stato recentemente esternalizzato il servizio a una società aggiudicataria Consip, scelta che potrà consentire di risparmiare sui consumi attraverso la cessazione delle utenze inutilizzate. Emerge perciò l’esigenza più ampia e diffusa di privilegiare alcune linee d’indirizzo fondamentali. Sostenere la meritocrazia e le competenze, per dare risposte puntuali, esaurienti e precise; informare il Cittadino dell’operato dell’Amministrazione, nell’ottica di una gestione della Città sempre trasparente e condivisibile ; contrassegnare eticamente la nostra azione, assicurando alla Cittadinanza che i politici e la macchina comunale svolgano la loro professione rigorosamente. Ci preme ribadire in modo convinto che quest’Assise rappresenta la massima espressione democratica della Città e (direi meglio) della Comunità che siamo chiamati a rappresentare e ad amministrare, in una fase (come ho accennato) certamente difficile: anche perciò - assolvere al meglio il nostro ruolo - non sarà possibile senza l’apporto della Dirigenza e dei Dipendenti tutti del Comune . Essi (insieme a quest’Aula) sono compartecipi della necessità di agire con chiara imparzialità, condivisione e competenza, innovando il metodo di lavoro, ove ciò sia necessario e proficuo, a iniziare dalla predisposizione di atti di programmazione inseriti nel ciclo delle performance - e posti alla base di un sistema premiante - in maniera da ottimizzare il ruolo, l’operato, le responsabilità, la gratificazione (non solo materiale) del Personale e dell’Ente nella sua totalità, ma anche assecondando l’accesso agli Uffici Municipali, perché la cittadinanza possa usufruirne in funzione dell’apertura degli altri servizi pubblici urbani . Non a caso, la semplificazione dei procedimenti (anche attraverso il potenziamento degli strumenti informatici già in uso) e l’implementazione di software che consentano una gestione informatizzata degli atti sono un tema forte rispetto al complessivo e atteso adeguamento tecnologico dei processi . A ciò si connette l’auspicabile e non rinviabile esigenza di dematerializzare i documenti - nell’ottica del miglioramento del flusso informativo, un aspetto nodale della politica di trasparenza che intendiamo concretizzare. L’obiettivo è dunque quello di sostenere un’azione amministrativa realmente capace di assecondare la fruibilità delle informazioni da parte dell’utenza (interna ed esterna); il metodo è altresì quello una pianificazione triennale specificamente incentrata sui temi della trasparenza e dell’integrità. A questo tema si connette evidentemente la scelta di impegnarci nell’attivazione di un Ufficio, di un’Unità di lavoro elastica e ad hoc, che raccolga le migliori competenze . Occorre attivare o sollecitare un dialogo proficuo in ambito inter-istituzionale (locale, provinciale, comunitario). Ciò avverrà - da un lato - nell’ottica di completare proficuamente i Programmi integrati (già in esse re) come quello sul paesaggio che coinvolge cinque Comuni (Arborea, Cabras, Palmas Arborea, Santa Giusta, e che ci vede capofila); quello ex art. 5, che vede compartecipi Oristano, Palmas Arborea e Santa Giusta, ma anche, e più in generale, in maniera da permettere una più consapevole e brillante fruizione delle opportunità ambientali, turistiche, ricettive, culturali, offerte dai rapporti con le Istituzioni internazionali e dagli strumenti di programmazione regionale e comunitaria che assecondano il turismo che elegge nella qualità, nella «mobilità lenta», nell’autenticità, nella sostenibilità e nel patrimonio identitario locale i fattori di competitività decisivi rispetto ad attrattiva e crescita della nostra specifica realtà. Facciamo nostra una visione dello sviluppo economico urbano in grado di coadiuvare maggiormente equità e stabilità delle Comunità, comunità e luoghi ove la qualità della vita, che attrae residenti e turisti, viene proposta come metodo di sviluppo locale, come fattore in grado di assicurare maggiori chance a tutti i soggetti socioeconomici espressione di quella Oristano, città dalle identità positive, ancora in grado, secondo noi, di esprimere un ruolo degno del blasone storico che la contrassegna in maniera originale, città che premia l’artigianato, ne sostiene - anche in forma associata ad altre realtà d’identica vocazione - le espressioni di nicchia e no, e queste forme di alto valore aggiunto, frutto del proprio retaggio artistico, tutela, promuove e pubblicizza, anche a livello museologico. Una città attenta altresì a tutelare chi vi abita o vi gravita quotidianamente, nell’attuazione di quei compiti di protezione civile che hanno comportato l’istituzione dell’Ufficio permanente di Sicurezza e Protezione Civile - in capo al Dirigente del IV Settore - quale struttura specifica, preposta allo svolgimento di funzioni finalizzate all'attuazione d’interventi di prevenzione e protezione della popolazione dai rischi di natura calamitosa, sulla base delle norme regionali in argomento che pongono l’accento anzitutto sullo svolgimento dell’attività di prevenzione e sulla diminuzione della vulnerabilità del territorio e della popolazione rispetto ai rischi presenti. Una città a misura d’uomo, perché piccola, ma a diretto contatto con l’ambiente naturale (campagna, collina, mare, fiume); una città centrale rispetto al territorio regionale; una realtà urbana peculiare, perché in essa la storia è fortemente presente, e di ciò recano traccia il suo centro storico e i suoi monumenti; un capoluogo socialmente sano e geograficamente fertile, ed anche per questo appetibile, considerati i requisiti e le tradizioni del lavoro artigiano che è nostro obiettivo valorizzare. La qualità della vita è naturalmente connessa a una politica che ponga al centro della nostra attenzione il Cittadino e la famiglia, gli Oristanesi vecchi, nuovi e nuovissimi, e fra essi quanti sono più deboli rispetto alle emergenze del quotidiano : l’obiettivo concreto è la totale eliminazione delle barriere architettoniche . Ci preme valorizzare e sostenere gli strumenti presenti e futuri in grado di fornire assistenza, anche rimodulando gli orari di sportello. Quest’onere è necessario assolvere spec ie dinanzi ad emergenze contingenti e alla domanda di accoglienza, protezione e tutela che giunge da donne, minori e vitt ime della violenza: si farà ovviamente con i dovuti accorgimenti di anonimato e segretezza, previsti dalla legge. Spetterà al Comune coadiuvare e attuare quest’offerta, nell’ambito dei servizi esistenti ma anche nella misura dei macro e dei micro interventi, che (in forma singola ovvero associata e distrettuale) sono già previsti o che andranno consolidati, appannaggio delle famiglie, delle donne, delle madri, dei diversamente abili, dei soggetti che vivono una condizione di disagio o che necessitano obbligatoriamente di assistenza. A tale proposito mi preme confermare che il ruolo del Volontariato diverrà essenziale. Esso sarà un interlocutore fondamentale nella nostra programmazione e nella gestione dei servizi, diffusi e domiciliari, di quartiere e per il quartiere , dettati in primis dalla valenza effettivamente sociale dell’intervento piuttosto che dalla sua dimensione strettamente finanziaria . Questo ci porta ad assecondare un accesso effettivamente democratico a tutte le opportunità formative, aggregative, di rilevanza sociale che vedano il Comune protagonista . A premiare il merito assistendo i redditi più bassi e tutte le classi di età. Valga l’esempio di assicurare la frequenza agevolata alle classi di strumento e ai corsi impartiti presso l’Istituzione Comunale «Scuola Civica di Musica». Rimangono essenziali (sul fronte della prevenzione) l’opzione «minori» e la scelta della sussidiarietà come il metodo più adatto ad assecondare la crescita armonica della persona e dei nuclei familiari, sotto il profilo sociale e culturale. Per queste ragioni, quanto più forte, autorevole e professionale sarà l’intesa tra Scuola, Servizi Sociali e Famiglie, tanto più efficaci risulteranno gli interventi preventivi e di recupero da situazioni di disagio e devianza, occulte o palesi. Desideriamo costruire insieme una Città accogliente, nella quale si deve vivere bene, una Città dove si è assistiti nella malattia e nelle situazioni di disagio (cito in proposito l’attesa e non procrastinabile esecuzione dei lavori dell’Hospice entro il 2013) . Desideriamo costruire insieme una Città con luoghi pubblici godibili e curati, capaci di far rinascere le relazioni sociali e di raccontare la comunità che li ospita . Premesso l’aggiornamento cartografico di uno strumento essenziale come il Piano Urbanistico, sarà fondamentale adottare scelte urbanistiche che non stravolgano il già fatto , ma che tuttavia siano imperniate (in modo più netto) verso la riqualificazione del patrimonio esistente, sia in ambito residenziale sia per le attività produttive, vedasi la trasformazione delle concessioni dei diritti di superficie in diritti di proprietà nei Piani di Zona. Si pensi inoltre alla delicata ma pur necessaria verifica degli oneri concessori vigenti e delle agevolazioni possibili nel settore dell’edilizia abitativa e delle opportunità di ristrutturazione, concesse alle famiglie e agli operatori del settore, come anche all’aggiornamento della pianificazione particolareggiata del Centro Storico di Oristano. L’impegno volto alla risoluzione delle problematicità legate al Piano dei litorali, come anche all’utilizzo di strumenti (come il Bando Litus) che insieme alla riqualificazione dei pontili figurano fra i primi interventi che la Giunta intende attuare, s’inquadrano in un’ampia e sinergica adozione degli strumenti di pianificazione finanziata. Fra essi la «Rete della Mobilità Lenta», la cui progettazione preliminare (estesa ai dieci comuni dell’Area Vasta) è al vaglio degli Uffici, e andrà a costituire una dei network ciclopedonali più estesi d’Italia. Simile procedura segue l’iter delle Autostrade del Mare, un progetto di partenariato che coinvolge Oristano e le Amministrazioni più prossime al Capoluogo. Una città dunque che ha in mente cosa deve essere fatto per coniugare qualità della vita e sviluppo sostenibile, e che ha la consapevolezza di rispondere (con atti concreti) all’esigenza di adottare, monitorare, aggiornare la pianificazione (presente e futura) dedicata alla mobilità e ai servizi di trasporto pubblico. Allo stesso tempo, per la forte connotazione sociale che ci preme dare alla nostra azione (a tutela delle fasce più deboli ma anche, e più ampiamente, a salvaguardia delle criticità del territorio ) ci adopereremo (con lo strumento del Patto dei Sindaci ) per favorire la tutela ambientale, riservando inoltre massima attenzione a investire e ad attrarre risorse, sia sul fronte delle energie alternative (a cominciare dai siti comunali), sia nell’ambito di «housing sociale» e del completamento delle opere di riconversione socio urbanistica che la Giunta ha ereditato. Colleghi, nel corso degli anni la Città ha subito un impoverimento estetico. Il concetto di decoro sta particolarmente a cuore a questa Amministrazione. Esso assume un carattere prioritario nella Città di paesaggi che Oristano rappresenta in virtù della dimensione, dell’identità dei luoghi e dell’interscambio con il territorio circostante. Ci siamo posti l’obiettivo di riscoprire il piacere di spostarci per la città e attraverso il suo territorio; di riscoprirne (a piedi o in bicicletta) le peculiarità ambientali; di abbellire gli ingressi; di razionalizzare la viabilità per favorire i percorsi ciclabili; di riallacciare il rapporto fra area urbana e area rurale perché la politica dell’ambiente ha una valenza sociale evidente e urgente, perché in questo nesso leggiamo la chiave di volta della nostra identità. Allo stesso tempo è ben chiaro che il concetto di vivibilità, di decoro, di accoglienza, non può essere disgiunto dall’attenta gestione delle problematiche contingenti la vita quotidiana di cittadini e famiglie. In questa direzione andrà il necessario check-up delle modalità organizzative di un servizio fondamentale come quello Manutenzioni, e dei rami a esso connessi (Cimiteri, magazzino, cura degli edifici municipali, Ufficio strade) , verifica in verità già intrapresa lo scorso anno, e che potrà consentire di concentrare le attività in economia (su alcuni specifici ambiti) ed eventualmente esternalizzarne talune, nell’ambito della più generale implementazione di quanto previsto dai regolamenti specifici, nella consapevolezza delle criticità che derivano dalla complessa gestione quotidiana e dalle forti attese del Cittadino che usufruisce di servizi fondamenta li (acqua, fogne, manutenzione dei sottoservizi, disbrigo delle pratiche, nuove utenze, risarcimenti e così via). Senso dell’accoglienza, dignità estetica e vivibilità di Oristano sono pure correlate all’attenta gestione dei servizi di raccolta dei rifiuti, alla pulizia, alla cura del verde, tematiche che andremo a inserire in un progetto complessivo sul verde pubblico, e che terrà in debito conto la sensibilizzazione civica. A questo mira il nuovo Appalto del servizio di Igiene Ambientale, che sarà bandito da qui a breve. Intendiamo investire tempo, competenze e risorse per promuovere un’inversione di rotta in merito al senso di appartenenza, al senso civico che è necessario stimolare perché il Cittadino si riappropri idealmente della Città, e se ne faccia tutore, e non solo fruitore piuttosto che utente distratto , e perché esso compartecipi attivamente alla salvaguardia delle aree comuni, dell’arredo urbano, nel conferimento dei rr. ss. uu., nella fruizione degli spazi di gioco e d’interazione sociale che, come nel caso del Parco Brigata Sassari, in Via Solferino, attendono di essere riordinati e posti a disposizione della Comunità senza soluzione di continuità. Spetta all’Ente accelerare il riordino di strade e marciapiedi, l’abbattimento delle barriere, la prevenzione del vandalismo incivile (specie quando esso coinvolge i giovanissimi, con conseguenze gravi o gravissime) , la dissuasione dalla sosta selvaggia, la lotta contro ogni tipo d’inquinamento. Qui si gioca, crediamo, una parte rilevante della scommessa che vogliamo fare per rendere vivibile ogni parte della Città, una città di elevata qualità sociale, n on più entità astratta, non più «non luogo» ma l’insieme dei quartieri, di broccius e arrugas, delle piazze, dei giardini che compongono (con identica dignità) il centro urbano e Torregrande, i paesi di Silì, Massama, Nuraxinieddu e Donigala, le località di Pesaria, San Quirico, e Tiria, oltre che le restanti borgate, luoghi tutti nei quali le individualità s’incrociano, entrano in relazione, ne hanno a cuore il decoro, la vivibilità diurna e notturna, perché non vi transitano distrattamente. E ciò può avvenire con ottimi margini di economicità e con un modesto dispendio di risorse, anche grazie alla sinergia che intendiamo promuovere con Associazioni, privati, Istituzioni e mondo del «non profit». Va detto che - con il redigendo Piano urbano della mobilità - verranno chiariti gli obiettivi che coincidono con il Programma: l’adozione di questo strumento detterà le linee globali per quanto riguarda la mobilità cittadina , anche a proposito dello strumento dell’affitto di bici, corollario della Città Ciclabile, già prevista nella zona urbana di Via Brianza, Via Fermi, Via Vandalino Casu, nelle direttrici di sfogo del Viale Repubblica, della Via Pietri, per la quale si sta procedendo alla progettazione delle opere strutturali. Considerato che il forzato uso del mezzo privato si traduce nell’erosione pari a circa il 15% del bilancio delle famiglie, e tenuto conto dei costi sociali connessi, a danno dell’intera collettività, ci preme recuperare i gravissimi ritardi nell’organizzazione della mobilità, della sicurezza, del trasporto pubblico, offrire ai Cittadini valide alternative, avvalorando le piattaforme d’intesa più fruttuose per la pedonalizzazione stagionale o permanente. Non soluzioni calate dall’alto ma un serio e verificabile esame condiviso dei provvedimenti (immediati o prossimi), da attuare di concerto con associazioni, utenti e attori sociali direttamente coinvolti. Un approccio incentivante, sia nel merito dell’utilizzo del veicolo pubblico su gomma e dell’articolazione aggiornata di circolari, tragitti e fermate del bus pubblico, sia nell’encomiabile opzione per le due ruote. Non si trascurerà comunque la sana, e mai troppo raccomandata, pratica dell’andare a piedi che sposa la valorizzazione del patrimonio verde extra urbano e dei litorali con la ridefinizione dei tratturi e camminamenti (da riscoprire, da creare) nei circa cento ettari, di proprietà del Comune, a forte vocazione agro-silvo-pastorale e con significativa presenza eco sistemica e di biodivers ità. Credo appaia evidente che intendiamo farci carico del nesso che lega il centro urbano ai paesi di Donigala, Nuraxinieddu, Massama, Silì, alle borgate di Tiria, San Quirico, Pesaria, Torregrande, nella convinzione - diremo meglio dall’urgenza - di agevolare le Comunità viciniori. Ciò significa tenere conto delle attività economiche ivi esistenti e favorirne l’accesso ai servizi, a iniziare dalla viabilità. In questa direzione va la creazione di un Comitato di gestione che interfacci l’Ente e i frontisti, le cui attività gravitano e si affacciano sulle strade vicinali. L’obiettivo è ridare al Capoluogo la centralità persa negli anni. Potenziare la percorribilità e rendere più fluido il transito fra centro e periferie sono precondizioni essenziali al rafforzamento di una vocazione storica della nostra economia . È doveroso un puntuale monitoraggio delle strutture mercatali civiche esistenti (vedasi la struttura di Via Costa) facilitando così l’incontro fra domanda e offerta come nel caso di Via Mazzini, della ristrutturazione, modernizzazione e adeguamento di questo mercato, con ampie possibilità di parcheggio, a beneficio di tutte le attività attigue o prossime al sito. Pari importanza vestirà la scelta di agire in stretta collaborazione con enti e associazioni agricole, tenuto conto del riverbero che avrà (sui nostri territori e sulle nostre aziende) quanto previsto in sede di Programmazione agricola comunitaria per gli anni 2013-2020. Qui si leggono le linee d’indirizzo relative al sostegno della produzione di beni pubblici, di tutti i beni prodotti in agricoltura, delle produzioni tipiche o di nicchia, come anche dell’incremento di quelle unitarie, e in particolare di quelle che hanno alto valore per la collettività. Più in concreto è nostra intenzione rendere operativo quanto prima il polo mercatale-agricolo di Fenosu, nesso rilevante per lo scambio merci e per la polarizzazione verso Oristano: una sfida con alto valore aggiunto e che intendiamo compiere nella consapevolezza del rilievo strategico del sito. Sarà altresì nostro impegno quello di fungere da «trait d’union» fra grande distribuzione, esercizi commerciali, produttori, agricoltori e operatori del Volontariato e della Caritas per propagandare e attivare (in modo non estemporaneo) un positivo strumento di solidarietà e soccorso come il «banco alimentare». Nel contesto del Programma elettorale, e nella realizzazione dei lavori pubblici in generale, viene contestualizzata (come metodo) la valorizzazione del patrimonio pubblico che si traduce nella fruibilità degli spazi attualmente disponibili e nella funzionalità degli edifici comunali destinati a uffici, scuole di istruzione primaria e secondaria di primo grado e pubblici servizi. In questa prospettiva intendiamo agire per la realizzazione delle nuove opere pubbliche e parimenti negli interventi destinati al recupero, alla conservazione, al miglioramento funzionale e alla messa in sicurezza dell’esistente, con interventi non più episodici ma legati a una specifica programmazione, anche in funzione preventiva di situazioni di deperimento e comunque caratterizzati da tempestività ed efficacia di soluzioni. Ereditiamo l’urgenza di dover affrontare le criticità di un patrimonio edilizio datato, costituito da immobili storici, da edifici risalenti all’inizio del secolo scorso e ad altri dei trascorsi Settanta, che il quadro normativo in materia di sicurezza strutturale e di contenimento dei consumi energetici hanno reso vetusti. L’obiettivo programmatico per il prossimo quinquennio è dunque quello di ricondurre nella norma il maggior numero possibile d’immobili, ovviamente assicurando, per tutti, la fruibilità in sicurezza ricorrendo a interventi radicali di natura edilizia, ove non sia possibile procedere altrimenti. Allo scopo di garantire l’utilizzo in sicurezza degli immobili s’intende proseguire in maniera decisa e determinata alla legittimazione certificativa, anche in linea col perseguimento e la necessaria tutela ambientale dal rischio amianto, per fare di Oristano una Città modello, un Comune «in prima linea», un esempio di buone pratiche di cui andar fieri. Nell'ambito della progettazione, potrà essere valutato il ricorso all'adozione di tecniche di architettura sostenibile, oltre a garantire la sicurezza degli edifici pubblici, nel quadro della riqualificazione urbana più volte richiamata da questa Amministrazione. Da sottolineare l'impegno di garantire la conduzione e la progettazione e successiva realizzazione di alcune grandi opere quali il nuovo Palazzetto dello sport e la ristrutturazione radicale della Piscina. Nel merito, è ipotizzato l’affidamento a un soggetto esterno della gestione complessiva della Piscina e del Palasport, sfruttando la partecipazione economica dello stesso soggetto per i lavori inerenti all’impianto per la pratica del nuoto. Allo stato dell’arte risultano acquisiti i progetti definitivi di entrambi i plessi, sulla strada tracciata dalla manifestazione d’interesse attraverso una ricerca di mercato finalizzata all’individuazione di soggetti privati disponibili a intraprendere l’iniziativa, cui si connette l’adesione di diversi soggetti dunque l’acquisizione dei progetti definitivi, preambolo della procedura a evidenza pubblica di un appalto in concessione . Sempre a proposito delle Opere finalizzate alla pratica ludico -sportiva accelereremo la riqualificazione dei campi di calcio di S a Rodia, nell’ottica, si è già detto, di razionalizzare i costi di esercizio oltre che della migliore fruibilità dei campi da gioco. È agli atti che la F .I.G.C. (con esatta proposta progettuale) si è fatta carico della copertura integrale dei costi dell’intervento, prevedendo il totale rifacimento delle strutture dedicate al gioco del calcio secondo gli standard richiesti C.O.N.I. per ospitare partite di tutte le categorie. Tre interventi emergono come particolarmente significativi nel contesto delle azioni che intendiamo intraprendere, nel breve e medio periodo. Sono quelli derivanti dai fondi Programmi Integrati d’Area inerenti specificatamente all’ampliamento del porto turistico e porto pescatori di Torregrande e alla realizzazione della pista ciclabile per Silì. Si è già detto della scelta preferenziale, socialmente strategica , di agevolare la pratica sportiva e lo svago all’aria aperta, non solo per diletto ma per la scelta razionale di uno stile di vita più sano ed ecologico, condiviso con i propri animali domestici. Lo sport per tutti, dunque, ma anche uno sport, un’idea di tempo libero, una calendarizzazione degli eventi che (in sinergia col turismo) faccia da volano all’economia, incentivi la piccola impresa, modelli una nuova offerta destagionalizzata, un’ospitalità diffusa e non impattante, che veda protagonisti gli operatori economici locali, a iniziare da quelli a dimensione familiare, e che si traduce nel perfezionamento della vocazione ambientale che ci contraddistingue. Il litorale e il fiume, per attività sull’acqua e tennis; la pratica equestre e le ippovie, in collina e nelle pinete che lambiscono la costa; l ’attività federale, la preparazione pre-campionato e la formazione permanente (di allenatori, docenti, arbitri di calcio) nella «piccola Coverciano» che sorgerà a Sa Rodia, con un campus, frutto di una concezione socio-urbanistica specifica, coerente e di dettaglio, ove convivano attività fisica e tempo libero, creatività multiforme e talento giovanile. Questi sono alcuni esempi della possibilità che sport , turismo, eventi e ricettività procedano paralleli, per il tramite di specifiche operazioni di valorizzazione del patrimonio culturale, paesaggistico e ambientale. È nostro intento condividere processi di sviluppo sostenibile che generino una migliore e più efficace definizione e organizzazione dell'offerta, beneficino delle opportunità derivate dall'integrazione fra aree forti e aree interne, attirino gli investimenti con proposte sinergiche, coerenti, di qualità. E altre forme potremo sperimentare affinché attività turistica, agonistica, manifestazioni e accoglienza procedano all’unisono: una filiera nuova, dunque, che pone Oristano all’avanguardia, e che sosterremo senza trascurare né la messa a norma dell’impiantistica sportiva esistente né l’esternalizzazione delle gestioni, nelle strutture complesse e in quelle di quartier e. Colleghi, incoraggiare la creatività e la ricettività culturale, soprattutto dei più giovani, lo riaffermiamo anche in questa occasione, è il vero motore per creare cittadini liberi, cioè pensanti e partecipativi. Educare è soprattutto questo: fornire gli strumenti per seguire autonomamente percorsi in cui le esperienze conducano alla maturazione dell’essere, prima ancora che all’accumulo insensato e compulsivo di beni materiali. L’arte e la cultura sono a nostro avviso la chiave di tutte le trasformazioni sociali realmente democratiche. Esse stimolano lo sviluppo del senso d’identità personale e sociale. Riteniamo importante perciò agevolare e promuovere la conoscenza dell’ingente patrimonio artistico, storico e culturale (un tempo si diceva giacimento culturale) dell’intero territorio civico, ivi comprese le collezioni e gli archivi privati e delle Istituzioni laiche e religiose. Un filo rosso del nostro ragionamento strategico sarà pertanto quello di facilitare l’accesso, la promozione e la pubblicizzazione di queste ricchezze, nelle forme più adatte e condivise, concretizzando le opportunità presenti e avvalorando quelle future che richiedono però una programmazione (una messa in sistema) già ora chiara, coerente, definita. Ci riferiamo al Museo Giudicale, nella consapevolezza dell’urgenza perentoria di dirimere quanto prima le difficoltà dello specifico procedimento che vede Oristano e Sanluri marciare di pari passo ma anche di ridefinire il ruolo e la funzione strategica dell’Istar rispetto all ’effettiva disponibilità e messa in rete della documentazione archivistica internazionale (sul Giudicato e sul Marchesato) che troverebbero (nel Museo Giudicale) una loro logica sede. Questa nuova, attesa struttura museale, che nasce dall’unità d’intenti della R. A. S., della Provincia e del Comune, fornirà l’occasione per sperimentare in concreto una politica di gestione del bene culturale finalmente sinergica, da un lato per la tipologia del finanziamento che ne sorregge l ’istituzione, per altro verso per l’urgente necessità che la Città ha di fare sistema, dare vita cioè a una rete dei beni culturali, archivistici, archeologici, paesaggistici, storici, artistici ed etno-antropologici. Una gestione unitaria, che ottimizza e fa economia sui costi, ma che è garante dell’offerta policentrica complessiva (Antiquarium, torri urbane, luoghi di culto, nu ovi musei cittadini). Una proposta reticolare - condivisa da Comune, Stato, Chiesa, Associazioni d’arte e mestieri, Università, Consorzi, Fondazioni e Cittadini - ma con la curatela specifica in forza della mission che contraddistingue la singola realtà . Si pensi al Teatro San Martino che pure dovrà contemperare coerentemente la specifica destinazione d’uso all’utilizzo dedicato alla formazione di alta qualità. Un punto di partenza importante leggiamo nella positiva apertura della Pinacoteca Contini (sia detto per inciso che il 2013 sarà il 110° anniversario dalla nascita dell’illustre pittore) ed è certo nostro interesse accelerare il potenziamento di questo sito, sotto tutti gli aspetti, prima di tutto logistici. E ciò anche per dirimere la delicata questione delle sedi bibliotecarie comunali, l’H. S. A. come anche il fabbricato della Via Carpaccio, che auspichiamo di porre nelle nostre disponibilità, volturandone l’utilizzo a supporto del parco pubblico che gli sta affianco. Pari attenzione rivolgeremo alla promozione della Sartiglia che dovrà avere un museo ad hoc, che ospiti la sede della Fondazione che ne custodisce la storia e ne tramanda la tradizione, allo scopo di accogliere, raccogliere, esporre, vivificare le testimonianze storiche e documentali specifiche. Sarà un museo popolare, creato a passo a passo con i Gremi, e col contributo benemerito dei Cittadini, ai quali chiederemo di donare oggetti, fonti e documenti, tutelando correttamente i diritti dell’encomiabile donatore e custodendo ed esponendo degnamente il bene offerto, a beneficio della Comunità, degli studiosi e dei visitatori. Leggiamo come una sostanziosa opportunità culturale quella di definire l’accordo di usufrutto del principale monumento della nostra borgata marina, la torre: la Conservatoria delle Coste, in collaborazione con gli uffici dei servizi territoriali demanio e patrimonio dell’Assessorato degli Enti locali, la individua tra i beni destinabili ad attività scientifico-culturali e turistico-ricettive aperte ai residenti e ai turisti. Non ci sfugge la complessità dell’obiettivo ma ci son chiari, allo stesso tempo, la qualità identitaria del luogo e il «plus valore» storico e architettonico della torre, anche rispetto alla potenzialità inespressa e al richiamo fascinoso di una testimonianza costiera, il cui atteso recupero pro riutilizzo si tradurrebbe (non è retorico dirlo) in una scelta forte, sia politica sia etica. Una motivazione che ci farà muovere anche nella direzione di definire e progettare un Parco Archeologico Urbano, al Rimedio, una chance per la ricerca e non solo, per essa, che merita non essere sprecata. La stessa valenza civica ha e dovrà avere l ’attivazione di un percorso serio e ininterrotto col mondo della scuola: pensiamo a un Municipio che spalanca le porte ai Cittadini in età scolare, che li ospita in visita, raccontando la storia della Città e la funzione della nostra Istituzione , in stretta connessione con l’Archivio Storico; pensiamo a una Scuola Civica di Musica che accresce e diversifica l’offerta formativa (ampliando la propria vocazione ad altre discipline afferenti l’istruzione musicale) in rete con i Comuni vicini, come sta avvenendo da qualche mese. Ho citato l’Archivio Storico, e non a caso, perché da subito avvieremo la verifica dello stato dell’arte del Sistema Archivistico Provinciale – che ci vede capofila fra ventidue Comuni - e il monitoraggio che concerne la ristrutturazione dell’ex Distretto Militare e la congiunta nascita del Polo degli Archivi dello Stato e della Città. Quanto al Teatro Civico «Antonio Garau» (valga a ricordarne la fama che - quaranta anni fa - scriveva due esilaranti «pièce», Giuseppi e Maria e S’Urtima xena) è opportuno che esso divenga un incubatore di attività culturali, non più soltanto un efficiente contenitore, con ben definiti programma, gestione artistica e progetto culturale. E a proposito della specificità della lingua Sarda - che proprio Garau tramandò, con insuperata maestria - ci preme riservare massima attenzione alla sua divulgazione: idioma da tutelare (perché ci unisce); lingua identitaria che racconta il passato , vive nel presente ed è ponte fra le generazioni; materia da insegnare - fin dalla scuola dell’infanzia - quale formidabile opportunità di associare storia, memoria, spirito dei nostri luoghi e senso civico. E infine l’Università, o meglio la politica per l’Università di Oristano. Diciotto anni fa, Mariano Scarpa disse con lungimiranza: «L’Università di Oristano o sarà mediterranea ed europea o non sarà». Aveva visto giusto. Non voli pindarici - ma piuttosto la concreta cognizione di una scommessa che solo con una visione prospettica si poteva e si può vincere, specie in una fase come quella attuale. Siamo sulla buona strada: a noi spetta l’onere di monitorare il compiuto, di correggere (se serve) il già fatto, ma anche di essere tutor di un mandato: legare scienza ed economia alla finalità precipua del Consorzio, perché la forza della specificità, la forte territorialità dei saperi, sono condizioni indispensabili a salvaguardarne il futuro. Signor Presidente, Colleghi della Giunta, Signori Consiglieri, grandi battaglie in passato hanno consentito la nascita di Istituzioni e soggetti che oggi rischiano di scomparire : possa questo Consesso essere garante (ove occorra) di combattere anche nuove lotte di civiltà, per il bene Comune, nell’interesse del nostro Comune, per il futuro della nostra Città. Grazie”. (Guido Tendas, sindaco di Oristano).
Come preannunciato durante l'ultima seduta del consiglio provinciale, nel corso del dibattito sulle Domus de Janas di Mandras, gli assessori provinciali alla Cultura, Serafino Corrias, e al Turismo, Gianfranco Attene, con una nota congiunta hanno invitato l'assessore regionale alla Cultura e Beni Culturali, Sergio Milia, ad un incontro presso l'ipogeo di Mandras, il complesso in territorio di Ardauli che necessita di interventi di recupero e salvaguardia. L'incontro risulterebbe certamente utile per constatare lo stato di precarietà del complesso, anche se, al momento, l'assessorato regionale dei Beni culturali non dispone di risorse disponibili per il risanamento, così come comunicato lo scorso 17 luglio dalla direzione generale dell’assessorato. Nella nota viene riconosciuta l'importanza del monumento di Mandras, e della necessità di un recupero strutturale che possa mettere in sicurezza il sito e poterne così garantire la fruibilità da parte di tutti i visitatori. Pur considerando i recenti e rilevanti tagli operati nel settore della cultura, gli assessori provinciali hanno invitato l'assessore Milia a destinare, entro la fine dell'anno, uno stanziamento per il risanamento di beni culturali. “Siamo certi – hanno scritto nella nota Corrias e Attene - che il sopralluogo, importante e costruttivo, motiverebbe notevolmente la logica dell'intervento, così come richiamato da più parti, a cominciare dalla rivista specializzata "Archeologia Viva" e, successivamente, dagli altri organi d'informazione regionali che ne hanno focalizzato l'attenzione”. Sulla situazione dell'ipogeo di Mandras è stata sollecitata anche l'attenzione del ministro per i Beni e le Attività Culturali, con due interrogazioni parlamentari.
L’assessorato alla Cultura del comune di Cabras, dopo il successo riscosso nelle scorse estati, ripropone anche quest’anno, fino al 31 agosto, l’apertura della “Biblioteca al Mare”. Punto di riferimento estivo per il Sinis, il comune propone, a San Giovanni, tante occasioni culturali, tra cui la lettura di best-sellers, fantasy, gialli, letteratura sarda, guide turistiche e riviste, disponibili per la lettura in spiaggia o a domicilio. I libri proposti dalla “Biblioteca Estiva”, presso la struttura di fronte al Centro Visite, in Pratza de is Ballus, non sono destinati esclusivamente all’utenza adulta, ma anche ai bambini e adolescenti. L’iniziativa rappresenta un valore aggiunto per la vacanza sul litorale cabrarese, che già può contare sulle collaudate manifestazioni “Cinema sotto le stelle”, “Note in Laguna”, “Notti di Tharros”, e la graditissima “Sagra della Bottarga”. Per le sue caratteristiche, e la sua logistica, la “Biblioteca Estiva”, gestita dalla cooperativa sociale “Gli Scapigliati” Onlus, si è rivelata, negli anni passati, un luogo dove gustare un panorama mozzafiato. La Biblioteca è aperta il martedì, dalle 16 alle 19.30; giovedì dalle 9 alle 12; sabato dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 19.30; domenica dalle 9 alle 12. Tra le varie attività che il comune lagunare esercita nel Sinis, da segnalare il Servizio Centro visite, di fronte alla Biblioteca, attivo da aprile ad ottobre. Il Centro apre tutti i giorni dalle 9 alle 19, e offre servizi di informazione turistica, internet point – fax e fotocopie, noleggio ombrelloni, attrezzatura snorkeling, noleggio biciclette, escursioni a piedi e in bicicletta in tutta la Penisola del Sinis.
Con l'avvio della stagione estiva, si ripresenta, anche quest'anno, il problema della carenza di sangue a fini trasfusionali, a causa della riduzione delle donazioni. Per questo motivo, l'Asl n. 5 di Oristano invita tutti i cittadini a donare il sangue presso i centri di raccolta ospedalieri di Oristano, Ghilarza e Bosa, o di aderire alle periodiche raccolte di sangue organizzate nei centri della provincia, in collaborazione con l'Avis. Il Servizio Immunotrasfusionale si sta adoperando, in questi giorni, per ridurre al massimo gli inconvenienti legati alla carenza ematica, e venire incontro, per quanto possibile, alle necessità di tutti i pazienti, privilegiando quelli anemici e le urgenze chirurgiche. Utile sarebbe, però, l'apporto di tutti i potenziali donatori, per consentire lo svolgimento anche delle operazioni meno urgenti. Da qui l'invito ai familiari ed agli amici dei pazienti ricoverati, agli operatori sanitari, ed a tutta la cittadinanza, a donare il sangue presso gli ospedali, così da garantire la corretta prosecuzione dell'attività chirurgica. Per quanto riguarda i requisiti richiesti, possono donare il sangue tutte le persone, compresi i fabici e i portatori sani di anemia mediterranea, di età compresa tra i 18 e i 65 anni, in buono stato di salute, che pesino almeno 50 chilogrammi, non abbiano assunto farmaci di recente, né abbiano terapie in corso. Tutti i donatori saranno sottoposti a una visita preventiva, che ne accerterà lo stato di salute e di idoneità alla donazione e, dopo il prelievo, riceveranno gratuitamente a domicilio il risultato completo delle analisi,. Questo permetterà loro anche di tenere sotto controllo la propria salute. Il Servizio Immunotrasfusionale ricorda, inoltre, che non è necessario presentarsi completamente a digiuno, ma è consentita anche una colazione leggera prima della donazione.
Di greg (del 30/07/2012 @ 14:45:50, in politica, linkato 706 volte)
“Napolitano è in pressing per una nuova legge elettorale e i partiti di governo eseguono i suoi ordini”. Questa la versione, secondo Beppe Grillo, della dialettica politica sviluppatasi nelle ultime settimane sulla riforma del Porcellum. “Il motivo di questa fretta improvvisa dopo sette anni di letargo al Quirinale il call center di Mancino dove i boom non si sentono mai, è apparentemente ignota”, scrive il leader del Movimento 5 Stelle sul suo blog. Alfano, Bersani e Casini (ABC) sono “come dei vecchi bari colti sul fatto. L’obiettivo non è migliorare il Porcellum che fu da loro voluto e applicato nelle elezioni del 2006 e del 2008 ma far quadrare i conti senza l’oste, senza il Movimento 5 Stelle“. La legge elettorale, secondo Grillo, dovrebbe “essere materia di referendum, non discussa in segrete stanze”, per evitare conflitti di interesse: “Chi viene eletto decide come farsi eleggere, il tutto a pochi mesi dalle elezioni. Sono come i ladri di Pisa che litigavano di giorno e la notte andavano a rubare insieme”. E sul ruolo dell’Udc dice: ”Casini, uno degli artefici del Porcellum alla cui abolizione non ha mai pensato sinora, sembra diventato una donna di facili costumi che d’improvviso voglia farsi suora, ma in un convento di frati”, ha commentato citando la dichiarazione con cui l’ex presidente della Camera ha ribadito la sua determinazione a cambiare l’attuale sistema elettorale. Da questo caos politico, il leader dei grillini spera di trarne giovamento, proprio come è avvenuto alle amministrative e lancia la sfida: “L’Italia, nel frattempo, affonda. Ci vediamo in Parlamento. Sarà un piacere”. I prossimi giorni saranno determinanti per capire se al di là degli scontri verbali, sarà possibile un’intesa (e un primo ok in commissione) sulla legge elettorale o se si arriverà a una rottura nei rapporti tra ‘Abc’, con ripercussioni anche sulla tenuta del governo Monti. Il casus belli potrebbe la decisione del Pdl di votare anche a maggioranza (come annunciato da Schifani) la propria proposta di riforma elettorale. Contrario Bersani: “Il Porcellum 2 noi non lo votiamo”, dicono ai vertici del partito, lasciando intendere che, pur di bloccare nuove forzature di Pdl e Lega, il Partito Democratico non esclude niente, neanche uno scenario da voto anticipato. Ma La Russa (Pdl) provoca il centro-sinistra: ”Ci accusano di doppio gioco perchè sulle riforme colloquiamo non solo con loro ma anche con la Lega. Abbiamo condiviso col Pd l’80% della nostra proposta di legge elettorale, sui soli due punti controversi (preferenze e premio al partito non alla coalizione) o aderiscono oppure si lasci al Parlamento, a tutto il Parlamento, la libertà democratica di decidere. O vuole farlo Bersani con Chiti per tutti?”. Era stato il senatore Pd Nicola Latorre, intervistato a Skytg24, a puntare il dito contro il partito di Alfano: “Il Pdl fa il doppio gioco per ingannare il Paese, da un lato sostiene Monti e dall’altro fa asse con la Lega sulle riforme”. “Monti – sostiene Anna Finocchiaro – deve essere allarmato, come molto allarmati siamo noi. Ci sono due maggioranze, come dimostra lo scambio al Senato tra Pdl e Lega su semipresidenzialismo e Senato federale. Il partito di Berlusconi sta lavorando per rafforzare la seconda maggioranza ai danni della prima, cioè di quella che sostiene il governo”. Secondo Maurizio Gasparri e Fabrizio Cicchitto, è il Pd ad alzare polveroni “per celare, senza riuscirci, la sua intenzione di andare al voto con la legge in vigore dalla quale ritiene di trarre vantaggi”. Non si esclude in settimana un incontro chiarificatore tra ‘Abc’ per vedere se è possibile ripartire da quella proposta – premio di maggioranza al partito e un mix di collegi uninominali e liste bloccate – in discussione fino a che il Pdl ha rilanciato le preferenze. Un nuovo invito al dialogo arriva da Pierferdinando Casini, che in realtà non disprezza la proposta di riforma avanzata dal Pdl, ma condivide l’allarme di Bersani: “Non ci interessano maggioranze di parte, ci interessa la massima condivisione”. (www.ilfattoquotidfiano.it)
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Il segretario regionale dell'Udc, Giorgio Oppi, ha replicato al presidente della Regione, Ugo Cappellacci, e al segretario del Pd, Silvio Lai, che erano intervenuti dopo il congresso regionale dell’Udc. Il presidente Cappellacci – ha scritto Oppi in una nota - ha perfettamente ragione a dire che siamo un partito leale e coerente. Ed infatti lealmente e coerentemente abbiamo chiesto una verifica politica su alcuni punti programmatici e su un rinnovato slancio dell'azione di governo. Su questo aspettiamo una risposta efficace ed un crono-programma preciso. Quanto dobbiamo attendere per vedere realizzata una riduzione dei CdA degli enti regionali, per esempio? Cappellacci – ha osservato il leader dell'Udc - confonde, poi, i rapporti personali con quelli politici. Rappresentando una forza politica della coalizione di governo della Sardegna, ho segnalato il nostro malessere in mancanza di un rilancio dell'azione amministrativa, di fronte ad una crisi sociale grave come l'attuale, e ho ribadito che le ragioni della nostra alleanza sono programmatiche e non fideistiche: abbiamo chiesto e chiediamo una marcia in più. Quanto ai tram, ricordo al presidente che noi siamo in giunta senza alcuna fibrillazione dalle elezioni. Il nostro gruppo non si è frantumato, come è successo al partito di Cappellacci, che ha perso sei consiglieri per strada, non vive fibrillazioni, ha sempre garantito un sostegno fattivo e non vota sbrindellato su provvedimenti in commissione e in aula, come altri. Se, poi, proprio si vuole ricorrere alla metafora del tram, abusata ma sempre simpatica, mi pare di ricordare che dal tram sono scesi e saliti in molti. Quanto alle mie dimissioni, che confermo alla fine di questa stagione, sono dovute a questioni di affaticamento, non solo fisico, ma anche politico. A Silvio Lai, onestamente, si potrebbe non replicare - ha affermato ancora Giorgio Oppi -, posto che la sua leadership vive già una crisi all'interno di gruppo e partito, e ancora aspetto una risposta alla proposta politica che ho formulato dal nostro congresso. Per capire se siamo una forza politica affidabile, Lai dovrebbe chiedere ai suoi colleghi di partito delle molte realtà locali in cui governiamo insieme: perchè se diventiamo non più graditi, è sufficiente dircelo. Suggerisco a Lai di abbassare i toni e ricordare sempre – ha concluso il segretario dell'Udc - che viene da una tradizione di moderatismo”.
L'ex presidente della Regione, e attuale patron di Tiscali, Renato Soru, ha messo in vendita la sua lussuosa villa in riva al mare, vicino a Villasimius. L'annuncio, corredato da foto della casa, circondata da 42 ettari di terreno con vigneti, ulivi e giardini in stile mediterraneo,è apparso sul sito di Sotheby's International Realty che per "…questa magnifica proprietà adagiata su una splendida spiaggia a soli 60 km da Cagliari", chiede 24 milioni di euro, pari a oltre 30 milioni di dollari Usa. La villa nel 2004 fu al centro di vivaci polemiche per il taglio di circa 1500 alberi di eucaliptus e pini, che vennero sostituiti con essenze mediterranee. Soru fu accusato dai suoi avversari politici di irregolarità, cui seguì una querela per diffamazione da parte dell'ex presidente della Regione. La vicenda si concluse con un semplice multa. La villa, seppure caratterizzata da uno stile sobrio, oltre ad avere l'accesso diretto alla spiaggia è dotata di un eliporto. La struttura principale costruita su due livelli, per complessivi 450 mq - si legge nella presentazione di Sotheby's -, è firmata dall'architetto e designer Antonio Citterio (le cui creazioni fanno parte della collezione permanente del MoMA di New York e del Centre Georges Pompidou di Parigi). Oltre alla spiaggia di sabbia bianca, di circa 200 metri, vi sono dieci ettari di vigneti a altrettanti di ulivi. La proprietà è completata da una dependance di 150 metri quadri.
Con una messa, celebrata dall’arcivesco Ignazio Sanna nella Cattedrale di Oristano, la città ha festeggiato i 100 anni di Antonio Cadoni. Ad assistere alla cerimonia, insieme al nonnino, ai familiari e tantissimi amici, c’era anche il sindaco di Oristano, Guido Tendas, che ha portato il saluto e gli auguri della città. Al termine della messa, il sindaco ha consegnato ad Antonio Cadoni una targa ricordo con la rappresentazione di Eleonora d’Arborea. Apprezzato medico dentista, molto conosciuto in città, il centenario è nato a Villacidro nel 1912, e si è laureato in medicina e chirurgia all’Università di Roma nel 1936. Tenente medico del Regio Esercito Italiano nel 1938 e del Regio Corpo Truppe Coloniali nell’Africa Orientale Italiana, prigioniero di guerra dal 1941 al 1945, Cadoni si è congedato da capitano medico nel 1947. Specializzato in odonto-stomatologia e protesi dentaria, Antonio Cadoni si è stabilito, nel 1952, a Oristano, dove ha esercitato la libera professione fino al 1991. Nel 2003 ha donato al Seminario Arcivescovile di Oristano tutta la sua attrezzatura e la sua ricca biblioteca.
Due giovani di Mogoro, sorpresi mentre appiccavano un incendio nelle campagne del paese, sono stati arrestati dagli agenti del Corpo di vigilanza ambientale della Regione, perchè sospettati di essere due "piromani seriali". I due, di 18 e 19 anni, secondo gli agenti del Corpo di vigilanza ambientale, sarebbero gli autori di diversi incendi che la scorsa estate e quest'estate hanno interessato le campagne di Mogoro e Pabillonis. “I due arrestati - ha detto la responsabile dell'ispettorato di Oristano, Maria Piera Giannasi, che ha illustrato l'operazione col comandante del Corpo di vigilanza ambientale, Carlo Masnata, nel corso di una conferenza stampa -, nei pomeriggi della domenica e delle giornata festive, dopo aver pranzato insieme, salivano sulle loro mountain bike e raggiungevano le campagne del paese, dove appiccavano gli incendi, lanciando fiammiferi accesi ai bordi delle strade, durante la loro pedalata". Domenica, però, in campagna hanno trovato gli agenti del Corpo di vigilanza ambientale della Stazione di Marrubiu e dell'Ispettorato di Oristano, che avevano organizzato una vasta operazione, anche con l'ausilio di un elicottero. I due giovani sono stati fermati sulla strada provinciale che conduce alla borgata di Morimenta e subito arrestati , con l’accusa di aver appiccato due incendi che poco prima erano divampati nelle zone di Ponte Craccaxia, in agro di Mogoro, e di Roia sa Pibera, in agro di Pabillonis. Il fermo è poi stato convalidato dal magistrato del Tribunale di Oristano. Tribunale dove, nei prossimi giorni, i due giovani saranno processati. A loro carico ci sarebbero numerosi indizi che, secondo il Corpo di vigilanza ambientale, porterebbero ad addebitare ai due anche diversi altri incendi appiccati nelle settimane scorse e nell'estate del 2011, con la stessa metodica
Di pig (del 27/07/2012 @ 17:03:33, in politica, linkato 1134 volte)
“Siamo pronti a staccare la spina al centro-destra per un governo di salvezza regionale”. Giorgio Oppi ha ufficializzato, nel corso del terzo congresso regionale dell'Udc, le ipotesi di apertura ad altre alleanze e ha annunciato di voler andare al voto in primavera, contestualmente alle elezioni nazionali. "In questi anni di governo – ha detto Oppi - non sono mancati i periodi di sofferenze nella coalizione e riteniamo l'attuale alleanza non inamovibile. Non accettiamo veti, nè diktat da nessuno, cosi come non chiediamo abiura al Pd. Siamo coerenti con il progetto che si vuole costruire a livello nazionale”. Giorgio Oppi (candidato unico) è stato riconfermato alla guida del partito al termine del congresso e ora si dedicherà completamente all'Udc, visto che ad ottobre lascerà l'incarico di assessore regionale. Al congresso dell’Udc, a Cagliari, erano presenti, fra gli altri, nelle prime file, l'assessore regionale al Personale, Mario Floris; l'ex sindaco di Cagliari, Emilio Floris; l'esponente sardista Paolo Maninchedda; il parlamentare del Pd, Paolo Fadda; il leader di Fortza Paris, Pasquale Onida; l'ex consigliere regionale, Giorgio Corona; il capogruppo del Pdl, Pietro Pittalis; il capogruppo di Sel-Gruppo misto, Luciano Uras; i consiglieri regionali del Pd, Cesare Moriconi e Giuseppe Cuccu. Nel portare i saluti di rito, Mario Floris ha auspicato un progetto comune all'insegna delle regole. Pittalis ha definito l'Udc un alleato serio e affidabile, mentre Uras ha detto di avere sempre avuto un rapporto politico serio, corretto e produttivo con i democristiani. Maninchedda ha affermato che tanti attendono una risposta dal congresso Udc: "Ritengo - ha spiegato l’esponente sardista -, che le elezioni anticipate siano meglio di questa agonia, di fasi conclusive dove non prevalgono le grandi idealità. La spina è in mano all'Udc e in Sardegna ci sono proposte diverse e non solo una destra e una sinistra, ma la possibilità di adesione ad una idea di autogoverno". Paolo Fadda ha precisato di parlare a titolo personale e non per il Pd "Ringrazio - ha detto Fadda - per l'affetto per la mia storia e per la storia della Dc, di cui andiamo orgogliosi. Una parte del Partito democratico si batte perchè nella Regione si realizzi un'alleanza con il vostro partito e continueremo perchè nella prossima legislatura siamo alleati. Dipende solo da noi strappare la Sardegna al governo del centro-destra". Al congresso regionale dell’Udc è intervenuto, telefonicamente, anche il leader nazionale del partito Pierferdinando Casini. “L’Udc anche in Sardegna è un partito vivo, vitale, forte – ha detto Casini -. Viviamo un momento difficile, ma possiamo dire con orgoglio di aver capito prima degli altri che cosi non si poteva andare avanti. Abbiamo respinto il populismo della sinistra, il radicalismo del governo Prodi e l'illusionismo di quello di Berlusconi. Dopo Monti nulla sarà più come prima - ha aggiunto Casini -, e lo spirito di collaborazione non potrà essere disperso. Alle prossime elezioni proponiamo un'unione nazionale. Ci rivolgiamo a tutti e a nessuno. Sono finite, infatti, le epoche dei tatticismi. Chi ha qualcosa da dare all'Italia scenda in campo, chi vuole garanzie e scende solo se vince, allora fa i suoi interessi, non quelli del Paese". Al congresso dell’ Udc, a Cagliari, ha partecipato anche il segretario nazionale amministrativo, Antonio De Poli. "Contiamo entro agosto – ha detto, fra le altre cose, De Poli - di concludere, con il deposito alle Camere, la nuova legge elettorale, dando un segnale importante all'Italia e agli italiani, sul fatto che possono scegliere i propri rappresentanti come accade nelle regioni. Entro metà agosto ci sarà l'accordo, quindi la presentazione in Parlamento, mentre la discussione avverrà a settembre. Come Udc siamo per le preferenze, altri invece vogliono l'uninominale proporzionale, mentre lo sbarramento per i partiti sarà al 5%".
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Amici della Terra e Gruppo d'intervento giuridico hanno presentato un esposto, alla Procura della Repubblica di Cagliari, contro la delibera del 12 giugno scorso (la n.25/15), con cui la giunta regionale ha fornito un'interpretazione restrittiva della fascia di profondità dei 300 metri, limitandola ai laghi naturali e agli invasi artificiali. Come già rilevato da Legambiente Sardegna, secondo le due associazioni ecologiste, il provvedimento aggira una sentenza con cui Consiglio di Stato ha interpretato le disposizione del Ppr in materia di zone umide (stagni, lagune e saline). "La Giunta regionale ha violato di fatto il giudicato amministrativo – ha spiegato il portavoce delle due associazioni, Stefano Deliperi -, e ha dato il via libera a infinite manovra speculative: secondo l'esecutivo Cappellacci, retroattivamente, non ci sarebbe bisogno di autorizzazione paesaggistica per gli interventi edilizi nella fascia del 300 metri dalla battigia delle zone umide. Questa delibera sarebbe semplicemente un atto nullo, tuttavia costituisce indirizzo applicativo sostanzialmente vincolante per le strutture tecnico-amministrative dei comuni. Una follia e un abuso". Nei giorni scorsi Legambiente aveva segnalato la questione in riferimento, in particolare, al palazzo edificato in via Gallinara, a Cagliari, vicino a un canale a ridosso dello stagno di Molentargius. La pronuncia del Consiglio di Stato ha dato ragione al proprietario di un fondo confinante, che aveva presentato ricorso contro le autorizzazioni edilizie concesse per la costruzione del palazzo, edificato dopo la demolizione di una villa.
ll recupero e la salvaguardia della Domuns de Janas di Mandras, in territorio di Ardauli, di cui ha discusso il consiglio provinciale di Oristano, è solo rinviato. L’assessorato regionale ai Beni Culturali non dispone, al momento, delle risorse necessarie. Alla Provincia e agli altri enti e organismi interessati lo ha comunicato il direttore generale dell’assessorato, Mauro Conti, al quale si era rivolto l’assessore alla Cultura della Provincia di Oristano, Serafino Corrias, anche a nome delle commissioni consiliari alla Cultura e Affari Generali, presiedute da Angelo Mele e Alfredo Mameli. Il concomitante interesse di alcuni parlamentari, anche a seguito di un articolo pubblicato su una rivista specializzata, ha fatto assurgere il sito di Mandras alla ribalta della cronaca nazionale e internazionale, con la speranza che, in futuro, i politici prestino maggiore attenzione alle risorse culturali del territorio. Per il momento, il coinvolgimento del consiglio provinciale di Oristano è stato totale, ed ora si cercherà di interessare maggiormente la ragione, per reperire le risorse necessarie per il recupero del sito di Mandas. Il consiglio provinciale si è poi occupato deIl’ “Impresa Donna”, con la burocrazia che ha discriminato la partecipazione al bando regionale. A sollevare il problema è stato il gruppo del Pd,che ha presentato una interpellanza. In sintesi, così come ha spiegato il consigliere, Francesco Federico, nella presentazione della domande si sono verificate diverse anomalie collegate al meccanismo di deposito e agli orari di inoltro che hanno provocato numerose esclusioni. Della questione l’assessore provinciale al Lavoro, Sandro Murana, investirà l’assessore regionale, Antonello Liori, già sensibilizzato, a suo tempo, sulle difficoltà dell’iter procedurale del bando. Per quanto rigurada l’amianto, mentre è attivato il nuovo bando per complessivi 700 mila euro (200 per evadere le vecchie domande e 500 per il bando in scadenza a ottobre), il capogruppo del Pd, Mario Tendas, ha denunciato che, presso l’Ufficio tutela del paesaggio, da tempo sono ferme innumerevoli autorizzazioni e, di conseguenza, i cittadini non possono effettuare gli interventi programmati già finanziati. Le osservazioni sono state accolte dall’assessore provinciale all’ambiente, Emanuele Cera, il quale ha dichiarato di aver sollecitato una velocizzazione delle procedure, in modo tale da consentire agli uffici tecnici il rilascio delle prescritte autorizzazioni corredate da quelle dell’Ufficio tutela del paesaggio.
Il Gal Terre Shardana, società consortile a responsabilità limitata, finanziata dall'Unione Europea attraverso il Feasr (Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale) è espressione del partenariato rappresentativo degli operatori, pubblici (30%) e privati (70%), dei diversi settori economici e sociali, che operano nel territorio del Montiferru, Sinis, Guilcier, Barigadu, Planargia e Campidano di Oristano. E’, dunque, espressione di un territorio composto da 65 enti pubblici locali e territoriali di cui ben 54 comuni e 390 soggetti privati, che comprendono singoli imprenditori, imprese artigiane, consorzi di produttori, associazioni di categoria e associazioni culturali. L’Aassemblea dei soci del Gal Terre Shardana ha approvato all’unanimità il bilancio (per il quarto anno consecutivo in attivo) ed ha provveduto al rinnovo delle cariche sociali, rieleggendo il presidente, Antonello Solinas, e i consiglieri Mario Tendas, Serafino Mura, Antonio Matzutzi, Miriam Carboni. Un consiglio di amministrazione, quindi, composto esclusivamente da privati, le cui intenzioni sono quelle di operare secondo il modo di operare tipico della mentalità imprenditoriale privata.
Di pig (del 26/07/2012 @ 14:33:00, in politica, linkato 927 volte)
Che la giunta regionale di centro-destra sia ormai alla frutta lo sanno tutti, anche alcuni componenti la coalizione, come Psd’Az e Udc che, tolto il prosciutto dagli occhi, non vedono l’ora che questa lunga e triste (soprattutto per i sardi) agonia abbia termine. Quello che però non si capisce è come mai, nonostante le continue lamentale, la presa di distanze e i distinguo ribaditi a ogni piè sospinto, sardisti e scudocrociati non si decidano a staccare la spina. Quel che è peggio è che oramai non passa giorno senza che all’interno del Pdl, il partito più importante della rabberciata coalizione, non ci sia un litigio anche sulle questioni più futili. L’ennesimo scontro, in consiglio regionale, tra la presidente del consiglio, Claudia Lombardo, e il presidente della giunta, Ugo Cappellacci, è una ulteriore dimostrazione di come la lotta continua tra fazioni interne al centro-destra non faccia altro che procrastinare la discussione di argomenti ben più importanti, di cui i politici regionali del Pdl, e non solo, dovrebbero, invece, occuparsi. All'origine del battibecco tra la Lombardo e Cappellacci, l'incontro con i sindacati del Sassarese, che il presidente della giunta avrebbe concordato di tenere nel palazzo del consiglio. A porre il problema è stato il capogruppo del Pd, Giampaolo Diana, che ha chiesto se fosse vero che il governatore avesse preso impegni con i sindacati prima in viale Trento e poi in consiglio. Cappellacci ha smentito e chiesto di parlare, la presidente Lombardo ha, invece, sospeso i lavori e convocato i capigruppo, scatenando la reazione di alcuni esponenti del Pdl, che hanno inveito nei confronti della Lombardo, chiedendo le sue dimissioni. Alla ripresa dei lavori la presidente del consiglio ha preso la parola: "Apprendiamo dalle agenzie - ha detto rivolta a Cappellacci -, che i sindacati hanno comunicato di doverla incontrare in questo palazzo. La invito, per la prossima volta, a fare gli incontri nelle sue sedi istituzionali o, quanto meno, ad avvertirci prima". A questo punto si è scatenato un infuocato dibattito, con interventi per fatto personale (da parte di Diana e dello stesso Cappellacci) e sull'ordine dei lavori. Il governatore ha chiesto a Diana di fare i nomi di chi avesse riferito della convocazione in consiglio, mentre il capogruppo del Pdl, Pietro Pittalis, ha invitato a non far perdere tempo e denaro per creare un casus belli dal nulla. “Sono polemiche che danneggiano le istituzioni e la politica in generale", ha dichiarato il presidente della Regione, e ha spiegato che la disponibilità iniziale data ai sindacati per un incontro nel palazzo di via Roma era legata alla previsione che la discussione sulle Linee guida del Ppr si protraesse fino ad oggi. “Questa mattina - ha puntualizzato Cappellacci -, abbiamo appreso che ai sindacati è stato comunicato che non era possibile tenere l'incontro in consiglio e, quindi, ho spiegato che per me non c'era alcun problema a spostarmi in viale Trento, dove ricevo qualsiasi delegazione ogni qualvolta si chiede un incontro al presidente della Regione". Insomma, tanto chiasso per niente; un futile pretesto per bacchettarsi a vicenda, che non solo svilisce le istituzioni ma dimostra quanto sia importante e prioritario per il centro-destra discutere sul “nulla”. E' proprio vero, come sostiene più d'uno, che in politica al peggio non c'è mai fine.
Il capogruppo in consiglio regionale di "Sardegna è già domani", Mario Diana, ha espresso "…massima solidarietà alla presidente dell'assemblea, Claudia Lombardo, per gli attacchi di cui è stata fatta oggetto nel corso della seduta di questa mattina da parte di alcuni consiglieri. Ritengo doveroso, a nome dell'intero gruppo consiliare che rappresento, richiamare tutti i colleghi ad un atteggiamento più rispettoso verso l'Istituzione di cui siamo parte. Quello cui si è assistito è uno spettacolo che non si vorrebbe mai vedere nell'assemblea che rappresenta il popolo sardo. La presidente Lombardo – ha detto ancora Mario Diana - è stata attaccata per aver difeso, ancora una volta, l'indipendenza del consiglio regionale e la correttezza nei rapporti tra le Istituzioni. Se questa deve essere la ragione per giustificare un'aggressione simile, allora sosteniamo con rinnovata convinzione l'operato della presidente, che in una legislatura fatta più di ombre che di luci si sta distinguendo per il suo impegno in difesa della democrazia e delle istanze di tutti i sardi, e non, come vorrebbero alcuni, nell'appoggiare gli interessi di un'unica parte politica".
Non c’è niente da fare, tutte le volte che Silvio Lai, l’inadeguato segretario regionale del Pd, si muove, scrive o apre bocca, fa danni irreparabili. Dopo le sue “amene” esternazioni, e un'altra, disastrosa e frenetica fuga in avanti, a riportalo con i piedi per terra ci hanno pensato, questa volta, sette consiglieri regionali del Pd. "Ripetutamente si assiste a una presa di posizione del segretario regionale, Silvio Lai, il quale, in perfetto contrasto con gli orientamenti che il segretario Bersani porta avanti a livello nazionale, lancia proclami contro qualche partito, per marcare un'idea di solitario isolamento del Pd sul progetto delle future alleanze". Lo hanno affermato, in una nota, i consiglieri regionali del Pd Giuseppe Luigi Cucca, Giuseppe Cuccu, Gavino Manca, Cesare Moriconi, Chicco Porcu, Franco Sabatini e Gian Valerio Sanna, criticando la lettera sul tema dell'allargamento dell'alleanza inviata, ieri, da Lai ai segretari dei partiti della coalizione di centrosinistra. "Sarebbe quanto meno consigliabile – hanno aggiunto i consiglieri regionali -, suggerire al segretario regionale del Pd un attimo di serenità e di maggiore coordinamento con le attività e le relazioni politiche nazionali che, con le elezioni politiche a poca distanza da quelle regionali, si riveleranno oltremodo utili per rendere vincente e competitiva la coalizione che il Pd dovrebbe costruire sulle idee, i progetti e le riforme che ritiene più validi, piuttosto che sulle tattiche politiche dall'antico sapore personalistico. La chiusura pregiudiziale ad alcuni partiti - concludono i sette consiglieri democratici -, altro non fa che rendere il Pd puntello di questa maggioranza".
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Una mozione urgente, per la riduzione dell'aliquota IMU sulla prima casa dallo 0,5% allo 0,4%, è stata presentata dal consigliere comunale Andrea Lutzu (Pdl). Questo il testo: “Premesso che dal 1 gennaio 2012 l'ICI è stata sostituita dalla nuova Imposta Municipale Unica (IMU); che l'aliquota principale da utilizzare per le prime case e per le loro pertinenze è pari allo 0,4%, modifica bile dai comuni in aumento o in diminuzione sino a 0,2 punti percentuali; che il comune di Oristano, durante la gestione commissariale del Dott. Antonello Ghiani, con deliberazione n. 39 del 6 Marzo 2012 ha approvato per lo stesso anno la seguente aliquota IMU sulla abitazione principale: 0,5%. Considerato che è ampiamente condiviso e riconosciuto il momento di grave difficoltà economica e sociale in cui versa la Nazione, la Sardegna ed Oristano; che la prima casa è un bene primario per la società italiana e in particolare per alcune persone risulta addirittura essere l'unico bene; che il Consiglio Comunale ha il dovere, vista la accertata possibilità, di attenuare la pressione fiscale sui propri concittadini. Impegna il Sindaco e la Giunta 1) A preparare tutti gli atti e le procedure che consentano al Consiglio Comunale di deliberare entro il termine del 30 settembre 2012 la riduzione della aliquota per la applicazione dell'IMU sulla abitazione principale dallo 0,5 % allo 0,4%.; 2) A compensare il minor gettito derivante dalla riduzione applicata sopra con misure primariamente di contenimento della spesa corrente mediante un'attenta ricognizione anche con il coinvolgimento della competente commissione consiliare.
E' in pubblicazione il nuovo bando pubblico per i contributi ai privati per interventi di bonifica dei manufatti contenenti amianto, in provincia di Oristano, che scadrà il 25 ottobre. Si tratta di circa 500 mila euro da destinare a contributi per interventi non solo su edifici o strutture residenziali e loro pertinenze, ma anche a negozi e piccole attività commerciali e artigianali. Potranno presentare la domanda i proprietari degli immobili, o coloro che ne abbiano la disponibilità (locatari, comodatari, usufruttuari, ecc.). Rispetto ai precedenti bandi sono diverse le novità: la possibilità di finanziare anche interventi realizzati prima della pubblicazione del bando, ma comunque non realizzati prima del gennaio 2012 e l'aumento delle percentuali di spese ammissibili, che passano, rispetto al precedente bando, dal 40% al 60%. Il tetto massimo concedibile sarà di cinquemila euro, oneri fiscali compresi. Altra novità riguarda la scheda di autonotifica, da presentare in duplice copia al servizio di Prevenzione e Sicurezza nei luoghi di lavoro della Asl, che dovrebbe agevolare e velocizzare l'iter di concessione del contributo. Saranno ammesse le spese per la rimozione, l’incapsulamento, il trasporto e lo smaltimento dei materiali contenenti amianto, mentre le spese per la progettazione, la redazione del piano di lavoro, spese di cantiere, di ponteggio, di analisi e sicurezza, saranno ammesse sino alla misura massima del 30% dei costi sostenuti. Non sono finanziabili gli interventi di ripristino, realizzazione di manufatti sostitutivi e la loro messa in opera. La graduatoria sarà determinata sulla base dei punteggi attribuiti in relazione alla classe di rischio, alla distanza dell’edificio da “siti sensibili” (asili, scuole, parchi-giochi, strutture di accoglienza socio-assistenziali, edifici di culto, strutture sportive) e alla sostituzione di coperture in cemento-amianto contestualmente alla posa in opera di impianti solari e fotovoltaici. Il bando sarà trasmesso a tutti i comuni della provincia, con la richiesta di pubblicazione all'albo pretorio, in modo tale da dare la dovuta informazione ai cittadini. Sarà cura dell'assessorato provinciale all’Ambiente organizzare degli incontri territoriali, con la presenza dell'associazione regionale ex esposti amianto Sardegna, al fine di far conoscere a tutti i cittadini questa importante possibilità. All'argomento amianto la Provincia di Oristano, a detta dell’assessorato provinciale all’Ambiente, ha sempre riservato la dovuta attenzione, cosa che ha permesso, in questi ultimi anni, l'acquisizione di importanti risorse per il suo smaltimento.
Non è un invito a togliere il disturbo e fare le valigie, ma poco ci manca. L'ex sindaco di Cabras ed ex segretario nazionale del Partito sardo d'Azione, Efisio Trincas, protagonista con il suo partito di battaglie per la tutela della cultura sarda, ha risposto con tono seccato all'attore e neo regista, Rocco Papaleo, che ha avviato, a Cabras, un casting per la produzione del suo prossimo film, ponendo però una pregiudiziale: chi vuole una parte nella pellicola deve parlare senza avere cadenze sarde marcate. "Ma allora – ha detto Trincas - è meglio che il suo film lo giri in Calabria, con tutto il rispetto per i calabresi. Voglio ricordare che lo stesso Papaleo nella pubblicità che vediamo e ascoltiamo anche in questi giorni ha un forte accento: significa che dovrebbero escludere anche lui?. Noi abbiamo la nostra lingua e la nostra cultura, di cui siamo fieri, e parliamo l'italiano correttamente. Se Papaleo ha certe esigenze deve cercare altrove. Francamente chi ha un atteggiamento denigratorio verso la nostra lingua non è ben accetto". La polemica è montata sui social network, a pochi giorni dal casting per il film "Un'impresa meridionale", che l'attore e regista lucano, dopo l'impennata di popolarità seguita alla sua partecipazione a Sanremo 2012, si prepara a girare, fra fine agosto e ottobre, nella penisola del Sinis. I provini sono in programma, entro luglio, nel centro polivalente di Cabras, per attori e attrici sardi, mentre quelli per le comparse, bambini compresi, sono previsti per il 2 e 3 agosto.
"Non ho nulla contro l'accento sardo, anzi sono appassionato della Sardegna e della sua gente. Ormai tutti i miei attori principali sono di origine pugliese-lucana. Il film è ambientato in un luogo, diciamo un meridione generico, e quindi più o meno avrà questo suono un misto di pugliese e lucano. Quindi, è chiaro che intorno devo avere accenti non troppo diversi". Così l'attore e regista Rocco Papaleo, ha spiegato le regole del casting, che escludono attori dal marcato accento sardo, per il film che girerà nella penisola del Sinis, in particolare vicino al faro di Capo San Marco.“Devo ricreare quel tipo di sonorità delle mie parti - ha aggiunto Papaleo -, e dalle mie parti un faro così bello non l'ho trovato, quindi sono venuto a chiederlo in prestito alla Sardegna".
Il Centro Servizi Culturali Unla di Oristano presenta “Lavorare senza padroni”, ultimo libro di Elvira Corona. L’appuntamento è per lunedì 30 luglio, alle 21, negli spazi esterni del Centro, in via Carpaccio 9, a Oristano. Dopo Piciocas, L’eredità dei corpi, Sardo sono e La badante di Bucarest, è il quinto appuntamento della stagione estiva “il Giardino dei libri”, rassegna inaugurata dal Centro Servizi Culturali di Oristano nel 2011. A dialogare con l’autrice sarà il direttore dell’Unla, Marcello Marras.
L’assessorato alla Cultura di Cabras, nonostante i drastici tagli al settore Cultura da parte della Regione e della Provincia, ha programmato una serie di eventi per l’estate Cabrarese. In particolare, il comune propone, anche quest’anno l’ormai collaudata manifestazione “Cinema sotto le stelle”, e “Notti di Tharros”, a San Giovanni di Sinis. Quindi, un concerto sinfonico con l’Orchestra d’Archi del Teatro Lirico di Cagliari, che proporrà le “Otto Stagioni” di Vivaldi e Piazzolla, nella chiesa di S. Maria, a Cabras. Una serata, denominata “Versi diVini, Vini diVersi”, con la partecipazione delle cantine e con tanti vini, sarà dedicata alla lettura, alla poesia e alla degustazione; sarà presente anche il Coro Maurizio Carta di Oristano. Si proseguirà con un concerto con il quintetto d’Archi “Academia della Sardegna” e Ivo Zoncu alla chitarra. Quindi, la rappresentazione del Teatro Hanife Ana “Mi sono visto di spalle che partivo”, in omaggio alle cattive strade di Fabrizio De Andrè. A seguire, una seconda rappresentazione teatrale del Teatro Artist Project, che proporrà il Musical “Cenerentola”. Sono previste, inoltre, due serate dedicate al ballo sardo in piazza, con la partecipazione del Gruppo Folk Gli Scalzi di Cabras.
Giovedì 2 agosto, alle 18, al campo Tharros, a Oristano, il Cagliari di Ficcadenti, giocherà una partita amichevole. I rossoblu affronteranno il Casale che milita in seconda divisione. La gara è stata organizzata dal Cagliari calcio, in collaborazione con l'assessorato allo Sport del comune di Oristano.
In relazione alla recente approvazione, da parte del consiglio regionale, delle Linee guida del Piano paesaggistico regionale, la parlamentare del Pd, Caterina Pes ha presentato un’interrogazione, con risposta in commissione, al ministro per i Beni e le Attività culturali, Lorenzo Ornaghi. “Premesso che: Il Piano paesaggistico regionale è uno strumento di governo del territorio che si pone l’obiettivo di preservare, tutelare e valorizzare l’identità ambientale della regione. Al tempo stesso intende proteggere e salvaguardare il paesaggio culturale e naturale con la relativa biodiversità; In data 25 luglio scorso il Consiglio Regionale della Sardegna ha approvato, con i voti della sola maggioranza, le nuove Linee guida al piano paesaggistico regionale; Entro tre mesi la giunta regionale dovrà elaborare le norme di attuazione del Piano Paesaggistico, concordando le modifiche con il ministero; Le novità introdotte nelle Linee Guida riguardano: La fascia costiera non è più considerata un unico bene paesaggistico, permettendo in questo modo di sbloccare lottizzazioni costiere progettate negli anni Ottanta e vietate fino ad oggi; Il paesaggio rurale, pur essendo riconosciuto dalla Regione meritevole di tutela e pur avendo la stessa dichiarato di voler contrastare il frazionamento delle aree agricole finalizzato all’edificazione (in particolare nella fascia costiera e nelle aree periurbane), di fatto non viene salvaguardato: non viene fissata infatti una superficie minuma per poter costruire (allo stato attuale occorrono 3 ettari per le coltivazioni intensive e 5 ettari per quelle estensive); Si rendono possibili interventi a più di cento metri dai monumenti nei comuni che non hanno elaborato il PUC; Nei centri storici sono possibili ristrutturazioni degli edifici con meno di 50 anni che hanno infissi o elementi non consoni alle costruzioni d’epoca con la possibilità di aumentare la volumetria del 30 %; Qualche giorno prima dell’approvazione del PPR il Ministro interrogato ha inviato una nota al Presidente della Regione per chiedere spiegazioni circa le nuove Linee guida; Nella stessa nota il Ministro ha rilevato che da un primo esame delle Linee, si evince la “non aderenza” al percorso intrapreso, e si rende necessario un percorso tecnico attuativo congiunto; Nei giorni scorsi il Ministro delle Politiche agricole e forestali durante una conferenza (“Costruire il futuro: difendere l’agricoltura dalla cementificazione”) ha riconosciuto che il consumo di suolo è un problema grave e quindi prioritario, ponendo l’accento su tre elementi (cibo, bellezza, cultura), ritenendol le nostre migliori ricchezze; In tale ottica, il Ministro Catania ha presentato un disegno di legge “in materia di valorizzazione delle aree agricole e di contenimento del consumo del suolo”. Considerato che: L’articolo 9 dell’articolo della Costituzione “tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”; Il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modifiche ed integrazioni, denominato «Codice dei beni culturali e del paesaggio» ha applicato su tutto il territorio nazionale una disciplina uniforme ed innovativa in materia di tutela del paesaggio così come previsto dall’articolo 9 della Costituzione; in data 7 settembre 2006 con decreto presidente giunta regionale n. 82, la regione Sardegna, in attuazione delle disposizioni contenute nelle norme di cui sopra, ha approvato il piano paesaggistico regionale attraverso le procedure previste dalla legge regionale 25 novembre 2004, n. 8; come espressamente previsto dal codice «Urbani», la regione Sardegna ha sottoscritto specifica intesa con il Ministero per i beni e le attività culturali attestante la piena conformità del piano approvato con la disciplina di cui all’articolo 143 del citato codice dei beni culturali e paesaggistici; la pianificazione paesaggistica è materia delegata dal codice dei beni culturali e del paesaggio dallo Stato alle regioni e lo Stato si riserva di vigilare sull’attività delle regioni ai sensi dell’articolo 155 del codice; le previsioni dei piani paesaggistici, in virtù della tutela costituzionale che realizzano, «sono cogenti» ed «immediatamente prevalenti» su qualunque disposizione difforme anche di carattere settoriale, le ragioni del paesaggio e della sua difesa prevalgono quindi su qualsiasi interesse di natura economica di sviluppo; le politiche di tutela del paesaggio e della valorizzazione dell’ambiente sono state – con la precedente giunta regionale – tra le più avanzate del Mediterraneo; l’approvazione del PPR ha scatenato le proteste di associazioni ambientaliste (WWF, Italia Nostra, Legambiente, Gruppo di Intervento Giuridico); Per sapere dal Ministro interrogato come intenda intervenire per vigilare sull’attività della Regione Sardegna in virtù dell’art.155 del legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modifiche ed integrazioni, e garantire quindi che le ragioni del paesaggio e della sua difesa prevalgano su altri interessi. (Caterina Pes, parlamentare Pd).
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