Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di greg (del 07/09/2012 @ 17:00:33, in politica, linkato 928 volte)
Il consiglio comunale di Oristano ha approvato, all’unanimità, una mozione del consigliere  Giampaolo Lilliu (Sel) per la “…realizzazione di azioni tese all'accertamento della presenza di amianto nel territorio del comune di Oristano, allo smaltimento e alla bonifica dei siti interessati”. La mozione, illustrata in aula dallo stesso Lilliu, impegna sindaco e giunta ad ottimizzare i percorsi di finanziamento utili ad agevolare e migliorare le bonifiche e lo smaltimento, promuovendo meccanismi di incentivi di vario tipo. In particolare si punta a favorire l’utilizzo delle risorse a disposizione delle province da destinare ai comuni e ai privati per le bonifiche dei fabbricati, a sollecitare l'ente dei Beni culturali e paesaggistici a sbloccare le domande, ferme anche da due anni, di sostituzione delle coperture in eternit di fabbricati sottoposti a vincolo. La mozione impegna l’esecutivo anche a prevedere una micro raccolta di manufatti contenenti amianto, al fine di consentire al singolo cittadino lo smaltimento controllato di piccole quantità; a prevedere la presenza di vigilanza della polizia ambientale e, conseguente, la raccolta periodica delle discariche abusive presenti nelle periferie, utilizzando aziende e personale qualificato; a ottimizzare ed abbattere i costi di smaltimento, bonifica e ripristino delle nuove coperture, promuovendo l'utilizzo delle fonti rinnovabili anche negli edifici pubblici. Tra le azioni anche una campagna di sensibilizzazione sugli effetti devastanti che provoca l'amianto su ambiente e persone. Durante il dibattito sono intervenuti Tonino Falconi (Oristano Bene comune), Giuseppe Obinu (Pd), Gianluca Mugheddu (Insieme), Andrea Lutzu (Pdl), Daniela Nurra (Riformatori), Franco Serra (Udc), Mauro Solinas (Fortza Paris), Giuseppe Lai (Noior) e Salvatore Ledda (Idee rinnovabili). L’assessore ai Lavori pubblici, Efisio Sanna, ha auspicato una forte unione d’intenti, per affrontare con tenacia la lotta contro l'inquinamento di amianto, e ha garantito il massimo impegno della giunta comunale, annunciando di aver già avviato le procedure per il censimento delle discariche abusive presenti nel territorio. Impegno ribadito anche dal sindaco, Guido Tendas, che ha annunciato il coinvolgimento dei consiglieri e assessori regionali “… affinchè il problema amianto a Oristano diventi un impegno formale e centrale nella prossima legge finanziaria regionale”.

Nella stessa seduta è stata approvata all’unanimità anche la mozione  presentata da Andrea Lutzu (Pdl), per interventi di riqualificazione urbana sulle strade e i marciapiedi di Oristano e  frazioni. La mozione impegna il sindaco e la giunta a sottoporre urgentemente all’attenzione del consiglio comunale la programmazione dell'intervento, previsto nell’ambito del Pia-Campidano, e ad accelerare al massimo la fase di progettazione e di indizione dell'appalto, al fine di intervenire con urgenza in un settore che non può assolutamente aspettare. Lutzu ha ricordato che il Pia-Campidano ha assegnato al comune di Oristano 8 milioni 700 mila euro per interventi per il porticciolo turistico e per gli impianti sportivi (1,2 milioni di euro), ma anche per interventi per la viabilità e i marciapiedi (2 milioni 250 mila euro), e ha sollecitato l’utilizzo delle risorse disponibili. Il dibattito è stato aperto da Stefano Mureddu (Insieme), che ha condiviso la necessità di avviare con urgenza gli interventi per la riqualificazione urbana e della viabilità della città e delle frazioni. Valerio  Spanu (Pd) ha colto lo spirito positivo della mozione, e ha evidenziato come la giunta e la commissione stjano già operando per la pianificazione degli interventi necessari. L’assessore allo Sport, Peppino Marras, ha sottolineato l’importanza delle risorse disponibili per la riqualificazione degli impianti sportivi “…anche se il problema più grosso è rappresentato dalla gestione delle strutture. Solo attraverso la soluzione del problema delle gestioni potremo riuscire a rendere realmente razionale l’impiego delle risorse disponibili”. L’assessore ai Lavori pubblici, Efisio Sanna, ha invece ricordato che l’accordo di programma sul Pia-Campidano risale all’agosto 2010 e che in questi due anni non è stato effettuato alcun lavoro: “Sono passati solo due mesi dal nostro insediamento- ha detto Sanna - mentre sono passati due anni dalla firma del terzo accordo aggiuntivo di programma sul Pia-Campidano. Questa amministrazione intende recuperare il tempo perduto, accelerando tempi e procedure, per una programmazione che tenga conto delle priorità e della pericolosità delle strade. Vogliamo anche fare ricorso alla progettazione interna per aumentare la quota di finanziamento destinata agli interventi sulle strade”.

Sempre all’unanimità è stato approvato dal consiglio comunale di Oristano un ordine del giorno del gruppo consiliare Noior, per la difesa e la tutela dell'artigianato artistico, tipico e tradizionale di Oristano e della Sardegna. Il documento, evidenziando la preoccupazione del consiglio comunale per la crisi che attraversa il settore, impegna sindaco e giunta a tutelare, nei modi consentiti dalla legge e secondo le competenze in capo all'ente, il settore dell'artigianato tradizionale e artistico. Secondo Corrado Cocco (Noior) il settore potrebbe trarre giovamento da “…un marchio capace di contraddistinguere i prodotti sardi, così come da una campagna di educazione al consumo e all'acquisto dei prodotti isolani. Uno studio della Cna – ha aggiunto Cocco - rileva che, negli ultimi cinque anni, il fatturato delle imprese è diminuito di oltre il 40%, così come è calato l'utile (55%) e il personale impiegato (20%). Sono dati che segnano una preoccupante situazione di crisi. Gli artigiani segnalano che tra le cause principali ci sono la stagione turistica troppo corta, ma anche l'assenza di un'adeguata tutela del prodotto sardo”. Durante il dibattito sono intervenuti Salvatore Ledda (Idee rinnovabili), Emilio Naitza (Noior), Valerio Spanu (Pd), Tonino Falconi (Oristano Bene comune) e Roberto Martani (Insieme). L’assessore all’artigianato, Peppino Marras, ha condiviso l’esigenza di creare un marchio a tutela delle produzioni artigianali e artistiche locali: “Il Made in Italy – ha detto Marras - è soggetto a continue aggressioni da parte di altre nazioni, dove esiste una legislazione molto più incerta che garantisce meno questo tipo di produzioni. Il comune di Oristano ha messo al centro delle sue politiche anche tutto ciò che riguarda l'artigianato e la ceramica artistica e, quindi, non può che condividere questo ordine del giorno”. L’assessore Marras ha anche annunciato un serie di iniziative, in collaborazione con la Cna e la Confartigianato “…per dare nuovo impulso a questo settore”.

Dopo il ricovero dei due anziani (in gravi condizioni) all’ospedale Santissima Trinità di Cagliari, cresce la preoccupazione tra la popolazione della provincia per la cosiddetta “Febbre del Nilo”. La comunità è così ripiombata nella paura, anche perché ricorda le quattro persone decedute lo scorso anno. Già dal mese di giugno, i consiglieri provinciali del Pd avevano presentato una interrogazione urgente all'assessore provinciale all'Ambiente, Emanuele Cera, per stigmatizzare i ritardi nella disinfestazione e nelle azioni di lotta contro la diffusione del virus. Nell’interrogazione era stata sottolineata anche la mancata assunzione dei disinfestatori, che sarebbe dovuta partire dal primo di maggio, con 20 unità da assumere dalle liste predisposte lo scorso anno dal Csl per conto della Provincia (ancora in vigore a quella data) e che, a causa di una decisione assurda e discutibile, vennero accantonate per ricorrere ad agenzie interinali che hanno avviato meno personale e, peraltro, solo a partire dalla seconda metà di luglio. Un ritardo inconcepibile, secondo i consiglieri del Pd, che non ha permesso di effettuare la lotta alle zanzare per via del poco personale dipendente dell'ente, e che necessitava, invece, di un forte supporto, per mettere in atto tutte le misure di prevenzione necessarie contro il propagarsi del virus della "Febbre del Nilo". A questo punto, vista l'emergenza, il Pd chiede, che vengano messe in campo tutte le misure per bloccare la diffusione delle zanzare e del virus, e che presidente della Provincia  e assessore all’Ambiente si attivino presso la Regione per ottenere risorse finanziarie, in modo tale da incrementare il numero degli addetti alla lotta alle zanzare. I consiglieri del Pd chiedono, inoltre, che vengano convocati urgentemente tutti i sindaci della Provincia per spiegare loro quali siano le zone a rischio e quali siano i pericoli per la popolazione, mentre la Asl dovrebbe attivare un piano di comunicazione capillare, per spiegare come difendersi dal rischio della "Febbre del Nilo".

Sono stati prorogati i termini, che scadranno martedì 11 settembre, per le adesioni al progetto “Diversummer – 6° Ecosolidale”, da parte dei comuni e dei soggetti interessati,  per il viaggio soggiorno-vacanza dei diversamente abili della provincia di Oristano. L’iniziativa si ripete da tempo, per iniziativa della Provincia di Oristano e della Cooperativa Integrazione Ecosolidale. Nel 2012, tuttavia, la Provincia non potrà finanziare, il soggiorno-vacanza per l’ulteriore contrazione delle risorse e i pesanti tagli al bilancio, aggravati dall'ultimo decreto Monti sulla “spending review”.  L’iniziativa sarà, quindi, prevalentemente autofinanziata dalle famiglie dei disabili e, in alcune realtà, verrà cofinanziata dalle amministrazioni comunali. Il soggiorno-vacanza residenziale, di sette giorni,  è riservato a disabili, fisici e psichici, di età compresa fra i 15 e i 60 anni di età, residenti nel territorio della provincia di Oristano e si svolgerà a San Teodoro, in località Cala d'Ambra. I partecipanti, e i loro eventuali accompagnatori, saranno affiancati da uno staff tecnico di professionisti del sociale, competente ed esperto nell’organizzazione di attività ludico-ricreative e di animazione, di supporto personale e della gestione di soggetti diversamente abili. Al momento sono state raccolte una quarantina di adesioni, ma è necessario incrementare il numero dei partecipanti per consentire il completamento del gruppo.

Oristano si prepara a rinnovare l’appuntamento con  Santa Croce. Nella tradizione della città uno degli appuntamenti religiosi e civili più sentiti, tanto da essere riconosciuta come vera festa di Oristano anche nello Statuto comunale. Il programma dei festeggiamenti religiosi e civili sarà presentato ai giornalisti, lunedì 10 settembre, alle 11, nella sala giunta del comune di Oristano, dal sindaco di Oristano, Guido Tendas, dall’assessore al Turismo, Peppino Marras, da Padre Alfio dei Frati minori conventuali, e dal Presidente dell’associazione culturale “Santa Croce”, Franca Catapano.

Tra fede, tradizione, cultura, sport e spettacolo anche quest’anno la città rinnova l’appuntamento con il “Settembre Oristanese”. Il comune di Oristano, grazie alla essenziale collaborazione dell’Assessorato al Turismo e allo sport, con tanti soggetti operanti in città, dalla Pro loco all’Ente concerti Alba Pani Passino, dalle società sportive all’Associazione cavalieri, ha potuto garantire un cartellone degno della migliore tradizione della manifestazione. I festeggiamenti, civili e religiosi, per Santa Croce e per il Rimedio (ognuno dei quali ha un suo programma specifico che valorizza la tradizione della città), senza dimenticare S. Efisio e San Michele di Silì, che hanno per protagonisti le autorità religiose e i comitati spontanei, sono la vera anima, quella più intima e sentita, del “Settembre Oristanese”. Per l’intero mese, Oristano diventa, quindi, teatro di tante iniziative, come  il Palio di Santa Croce che ritorna nel calendario ippico regionale dopo alcuni anni di assenza. Non mancano gli appuntamenti musicali d’eccezione come Fabio Concato, Fabrizio Bosso, Tenores di Neoneli e Anna Tifu con Romeo Scaccia, e quelli sportivi con iniziative nelle discipline nelle quali la città si è sempre distinta: dal calcio all’atletica, dalla pallavolo alla pallacanestro. Tra queste, alcuni tornei che consentiranno di ricordare alcuni personaggi sportivi, scomparsi negli anni passati, che hanno dato molto alla città, come Nino Solinas nel calcio, Giuseppe Pitzalis nella pallacanestro e Pino Spiga nella pallavolo. E poi per gli amanti dei motori, appuntamento con il raduno delle Alfa Romeo e il motoraduno “Super Sic Day” dedicato a Marco Simoncelli. “È un cartellone ricco, in grado di soddisfare ogni pubblico, che consente alla città di essere appetibile turisticamente anche nel mese di Settembre – hanno osservato il sindaco, Guido Tendas, e l’assessore al Turismo, Peppino Marras -. La crisi e i vincoli imposti dal bilancio evidentemente si fanno sentire, ma si è cercato di fare di necessità virtù, intensificando i rapporti di collaborazione con la città, per cucire un programma di buon livello”.

L’assessorato provinciale all’edilizia scolastica di Oristano prosegue l’attività che prevede, fra l’altro, interventi di completamento degli Istituti scolastici secondari.  Su proposta dell'assessore Serafino Corrias è stato approvato il progetto preliminare per l'adeguamento di un locale che dovrà essere adibito ad archivio, e l'ultimazione di alcune aule  presso l’Istituto polivalente di Terralba. “L’intervento di completamento è importante per lo svolgimento dell'attività scolastica - ha spiegato l'assessore -. L'importo complessivo è di circa 195 mila euro, somma già inserita da tempo in bilancio”. In accordo con il dirigente scolastico è stato individuato un locale a piano terra che verrà adeguato per essere adibito ad archivio. Sarà, quindi, necessario intervenire, nel rispetto delle norme di prevenzione incendi, con la realizzazione dell’impianto di spegnimento automatico. Le aule da ultimare, invece, sono situate sopra il corpo mensa; i lavori interesseranno intonaci e tinteggiature, pavimenti e blocco servizi. “A breve si procederà con l'approvazione del progetto definitivo – ha detto Corrias – e si darà poi l’avvio all'iter del bando, con la successiva aggiudicazione dell'appalto. Il tutto per consentire, nei tempi più rapidi possibili, l'inizio dei lavori previsti”.

“Leggi “ribollite”, e il Parlamento s’ingolfa: dal 2008 ottomila proposte, 68 approvate”. Questo, il titrolo di un articolo pubblicato su ilfattoquotidiano.it, a firma di Thomas Mackinson, che vi proniamo, con tanto di riassunto iniziale: “In questa legislatura, meno di un testo su mille ha ricevuto il sì di Camera e Senato. Non solo per colpa dei regolamenti farraginosi. Pesa il vizio dei rieletti di ripresentare a ogni nuova tornata i progetti rimasti arenati al "turno" precedente. Tra le perle in eterna giacenza, un testo del 1975 sull'educazione sessuale e misure su tartufi, sfoglia emiliana ed "esperti di automobili".
Dalla legge per la sfoglia emiliana alle misure salva-tartufo. Ci sono anche l’albo per gli “esperti dell’automobile”, le norme per l’isituzione del “consulente filosofico”, le disposizioni per la tutela del turismo a piedi e per la raccolta di fossili privi di intesse scientifico. E ancora l’istituzione delle “strade del pesce” e delle figure di nonno e nonna vigile. C’è perfino chi ha proposto di dichiarare “monumento nazionale” 5,2 km di asfalto pur di mantenere il tracciato storico dell’autodromo di Monza e pazienza se, nel frattempo, sono diventati corpo del reato in un’inchiesta sulla sicurezza del circuito. Insomma, i parlamentari della XVI legislatura si sono dati un gran daffare: in quattro anni e mezzo hanno presentato infatti 8.172 proposte di legge. E non si dica più che rubano lo stipendio. Peccato che quelle divenute effettivamente leggi siano soltanto 68. Così poche che ad andare in porto è lo 0,8% del totale. Ecco, questo è il tasso reale della produttività parlamentare sul fronte legislativo. Appese al chiodo, per contro, restano 7.466 proposte di legge: 5.450 non hanno ancora iniziato l’esame e altre 457 non sono state neppure assegnate alla commissione competente. Avanti di questo passo non basta un secolo per discuterle tutte. Ma di tempo non ce n’è più. A fine aprile scadrà la legislatura e tutti i provvedimenti presentati andranno a infittire il cimitero italiano delle leggi, dove vengono ordinatamente sepolti i frutti – belli o brutti – della democrazia rappresentativa. Perché succede? Quali sono gli ostacoli da rimuovere? Alcuni parlamentari accusano la burocrazia dei regolamenti che impone interminabili girandole di pareri, altri direttamente gli uffici di presidenza che fissano il calendario in base a necessità e convenienze dei partiti e del momento. Ma c’è molto di più che i parlamentari non dicono. Ad ogni nuova legislatura, infatti, si ripete il “miracolo”: nei primi 10 giorni arriva una pioggia di proposte di legge, centinaia e centinaia. Dietro al prodigio però non ci sono l’entusiasmo e il vigore dei nuovi eletti ma un piccolo grande imbroglio che è divenuto prassi. Ogni rieletto – e tanti ce ne sono – porta in dote un carico di leggi già morte. Per non dover affrontare la fatica di rifarle da capo o deludere i suoi elettori cerca di resuscitarle depositandole di nuovo, una dietro l’altra, in modo acritico, senza neppure cambiare il titolo o assegnare una qualche priorità. A cambiare sarà solo il numero progressivo d’iscrizione. L’ultima volta il prodigio si è ripetuto in un piovoso 29 aprile del 2008. Due settimane prima Silvio Berlusconi aveva prestato giuramento inaugurando la XVI legislatura. Quel giorno, il primo utile per depositare le proposte di legge, vengono iscritte a ruolo oltre 600 testi, il giorno dopo un altro centinaio. Così proposte vecchie di anni, pappa legislativa pronta e decotta, diventano il fiume limaccioso che nei cinque anni successivi intaserà le commissioni sterilizzando la loro capacità legislativa. Alcuni schemi di legge sono perfino doppi, quadrupli e se ci sarà la volontà prima o poi saranno accorpati. Altri sono talmente superati che hanno fatto in tempo a tornare di attualità, come succede nei ricorsi della Storia: al Senato, ad esempio, è in eterna attesa di essere discussa la proposta della senatrice Bianconi (Pdl) che chiede di modificare l’Ici, peccato che l’imposta sulla prima casa nel frattempo sia stata abolita da Berlusconi per due anni e rimessa quest’anno da Monti con nome, modalità e aliquote diverse. Ma in fondo poco importa, perché si sa benissimo che queste proposte non saranno mai discusse, che non supereranno mai lo snodo che separa l’iscrizione all’ordine del giorno dalla trattazione. Per contro, provvedimenti anche di grande rilevanza per i cittadini restano appesi di legislatura in legislatura senza mai arrivare al dunque. La legge sull’educazione sessuale nelle scuole, ad esempio, giace lì dal 1975. Si è persa mille volte nel gorgo parlamentare e rispunta regolarmente dopo 40 anni. Nel 2008 ci riprova l’onorevole Lucia Codurelli del Pd e nel 2009 il senatore Franco Grillini. In quattro anni e mezzo nessuna è stata approvata, una attende ancora di essere assegnata. Dal 1975 ad oggi ha fatto in tempo a cambiare perfino la sensibilità collettiva sul tema che si trova riflessa oggi in 59 proposte di legge che riguardano reati, discriminazione di genere e così via. Tanta urgenza ma tutta a parole, perché una sola legge è andata in porto, quattro sono state approvate e poi stralciate. Stesso destino per la legge sull’asilo politico. Bio-testamento? L’impegno era di approvarla nel giro di due o tre giorni dalla morte di Eluana Englaro. Ha fatto in tempo a uscire nelle sale il film di Bellochio. La legge è ancora lì dopo tre anni e mezzo. Ecco spiegate cause e conseguenze dell’arcano meccanismo che altera la produzione delle leggi e falsifica le performance parlamentari gonfiandole all’inverosimile. Ma c’è un altro risvolto dal significato politico rilevante. Finora bastava guardare le facce dei candidati per capire che la legislatura che inizia, alla fine, tanto nuova non è. Ma ora si ha la certezza che anche contenuti, proposte, orizzonti legislativi non lo saranno di più; perché anche a questo giro l’arretrato parlamentare sarà servito come fresco mentre è una ribollita. E’ legittimo domandarsi allora quali delle ottomila leggi vecchie saranno propinate come nuove. Che cosa conterrà la valigia dell’onorevole vestito a nuovo nel 2013? Un viaggio nel cuore inceppato della democrazia fa affiorare 265 proposte di legge dimenticate solo nelle commissioni Agricoltura di Camera e Senato. Da lì potrebbero rispuntare un cane lupo da brevettare, un tartufo da salvare, una sfogliata emiliana che per tre volte si chiede di elevare sopra ogni altro primo. C’è anche una proposta per installare distributori automatici di ortaggi in tutte le scuole, all’intervallo fette di melanzana lessa e carote al neon per tutti. Una pensata che sembra fatta per abituare subito le nuove generazioni al gusto amaro dell’antipolitica”. (Thomas Mackinson, ilfattoquotidiano.it)

 

 
Di greg (del 05/09/2012 @ 20:30:15, in politica, linkato 965 volte)
La giunta comunale di Oristano, guidata dal sindaco, Guido Tendas, è pronta a operare ogni azione utile per ridurre l’Imu sulla prima casa dal 5 al 4 per mille. Ieri sera, il consiglio comunale, unificando i testi di 5 mozioni presentate da numerosi consiglieri di maggioranza e minoranza, ha votato all’unanimità un testo che impegna il sindaco e la giunta  “…a predisporre tutti gli atti e mettere in moto tutte le procedure che permettano al consiglio comunale di deliberare, entro il 30 settembre prossimo, la riduzione dell'aliquota Imu per l'abitazione principale e le sue pertinenze dal 5 al 4 per mille, fatti salvi gli equilibri di bilancio e, in ogni caso, secondo un criterio formato al principio di equità”. Un invito che l’esecutivo si è detto pronto ad accogliere, ma solo dopo che, attraverso gli equilibri di bilancio, sarà stata verificata la tenuta dei conti dell’ente.  L’argomento è stato introdotto da Mauro Solinas (Fortza Paris) che ha evidenziato l’esigenza di rivedere l’aliquota del 5 per mille, stabilita durante la gestione commissariale del comune. Secondo Solinas occorre anche riattivare un tavolo di concertazione con le associazioni di categoria per la rimodulazione delle aliquote e il ripristino degli sgravi da applicare a chi sceglie i canoni concordati. Tonino Falconi (Oristano bene comune) ha sottolineato l’iniquità di un’imposta come l’Imu. “Non è giusto – ha detto Falconi - accanirsi su un bene come la casa. Mi auguro che la Corte Costituzionale, il 6 novembre, sancisca l’incostituzionalità di questa imposta”. Giuliano Uras (Udc) ha manifestato soddisfazione per la decisione di tutti i gruppi consiliari di convergere su un testo unico, capace di interpretare la comune esigenza di giungere a un alleggerimento della pressione fiscale, “…un obiettivo importantissimo, vista la grave situazione che vivono moltissime famiglie oristanesi”. Per Andrea Lutzu (Pdl) la riduzione dal 5 al 4 per mille “…è un obiettivo raggiungibile, e sarebbe un segnale importante per la città, e il mancato gettito potrebbe essere assorbito in vari modi”. D’accordo con la riduzione al 4 per mille si sono detti anche Daniela Nurra (Riformatori), che ha denunciato l’iniquità dell’imposta; Roberto Martani (Insieme) che ha, però, invitato la giunta a prestare la massima attenzione alla salvaguardia degli equilibri di bilancio, per non esporre il comune al rischio del dissesto finanziario, così come è avvenuto recentemente ad Alessandria; Giampaolo Lilliu (Sel) che ha invitato a operare le azioni necessarie per reperire le risorse utili a coprire il mancato gettito; e Giuseppe Obinu (Pd,) che ha ricordato che l’Imu è una imposta importante per garantire i servizi che sono dovuti alla città e “…che possono, per quanto possibile, ridurre le disparità tra cittadino e cittadino. Ci sono margini tra le uscite per ottimizzare le spese e permettere di alleggerire la pressione fiscale”. Giuseppe Puddu (Udc) ha evidenziato l’errore commesso con la previsione di entrata di 7 milioni di euro, mentre Salvatore Ledda (Idee rinnovabili) ha invitato il consiglio a un supplemento di riflessione, per valutare i preoccupanti dati forniti dall’assessore al bilancio. A querstoi proposito, l’assessore al Bilancio, Giuseppina Uda, ha apprezzato lo sforzo compiuto dal consiglio comunale per trovare una soluzione unitaria e ragionevole, ma ha avvertito sui pericoli che deriverebbero da una decisione assunta senza un ragionamento che tenga conto anche della realtà dei numeri del bilancio comunale.

La pubblica assemblea cittadina, nell’ultima riunione, ha approvato, a maggioranza, il regolamento per il servizio di mensa scolastica. “Prima di questo regolamento non esistevano norme precise capaci di disciplinare questo importante servizio – ha spiegato l’assessore ai servizi scolastici, Maria Obinu -. Ora, insieme alla commissione consiliare, abbiamo deciso di mettere nero su bianco i doveri e i diritti della Pubblica Amministrazione, i doveri e i diritti della ditta che gestisce il servizio e i diritti e i doveri degli utenti che usufruiscono di questo servizio”. “La mensa – ha proseguito l’assessore Obinu - è un servizio a domanda individuale per il quale è indispensabile una forma di contribuzione da parte degli utenti. Per questo motivo, parallelamente al regolamento, la giunta comunale ha rivisto le tariffe che verranno applicate a partire dal prossimo 14 settembre. Le nuove tariffe, suddivise in quattro fasce, tengono conto della situazione economica delle famiglie che sarà accertata attraverso il modello Isee. Abbiamo prestare particolare attenzione alle fasce più deboli, aumentando l'esenzione totale fino alla soglia dei 5  mila euro di Isee. Una seconda fascia, dai 5.000 ai 18.000 euro di Isee prevede una contribuzione di 1,50 euro per la scuola dell'infanzia, e 2 euro per la scuola primaria. La terza fascia, che va dai 18.000 ai 24.000 euro di Isee stabilisce una cointribuzione di 2 euro per la scuola dell'infanzia e 2,50 euro per la scuola primaria. Oltre i 24.000 di reddito Isee si pagherà la quota intera di 4,13. Sono previste anche esenzioni al 50% per le fasce più deboli”. Durante il dibattito i consiglieri più che sul regolamento si sono soffermati sulle nuove tariffe esprimendo forti critiche per gli aumenti stabiliti dalla Giunta comunale. In questo senso si sono espressi Salvatore Ledda (Idee rinnovabili), Mauro Solinas (Fortza Paris), Andrea Lutzu (Pdl), Daniela Nurra (Riformatori), Tonino Falconi (Oristano bene comune) e Giuliano Uras (Udc). L’assessore Obinu ha però spiegato che gli aumenti sono stati necessari per garantire lo svolgimento dell’orario prolungato e che, comunque, la soglia dell’esenzione è stato portata da 4 mila a 5mila euro. Il presidente della commissione, Giampaolo Lilliu, ha evidenziato lo sforzo compiuto per migliorare il servizio, ma anche qualche riserva sulla soglia di 5 mila euro fissata per l’esenzione dal pagamento, spiegando che forse sarebbe stato preferibile fissarla a 6 mila.  Dai banchi della maggioranza Giuseppe Lai (Noior) ha annunciato il voto a favore, così come Renato Piras (Pd) ha richiamato il consiglio all’esame dell’argomento all’ordine del giorno, il regolamento, evitando di vincolarne il voto alle tariffe che sono materia dell’esecutivo. Per Donatella Arzedi (Insieme) il regolamento colma una lacuna che da troppo tempo condizionava un servizio molto importante.  Il sindaco Tendas ha garantito la massima attenzione per le fasce più deboli garantendo l’impegno del comune per quelle famiglie che dovessero mostrare meggiori difficoltà ad usufruire del servizio. Al momento del voto, 16 consiglieri di maggioranza hanno votato a favore, 7 di minoranza hanno votato contro e 2 (Solinas e Serra) si sono astenuti.

Viste le polemiche sorte attorno alle tariffe della mensa scolastica, ci sembra opportuno chiarire che l’isee (Indicatore della situazione economica equivalente) è cosa ben diversa dal reddito, col quale, invece, spesso viene confuso. L’Isee tiene, infatti, conto di altri valori che chiunque può scoprire, senza sforzo alcuno, su internet.  Sperando di fornire ulteriori elementi di chiarimento, abbiamo provato a riassumere, in sintesi, di che cosa si tratta:
L'ISEE è la certificazione necessaria per la richiesta di prestazioni sociali agevolate o per l'accesso agevolato ai servizi di pubblica utilità, che si esprime attraverso la presentazione della dichiarazione sostitutiva unica (Dsu). L'Isee (Indicatore della Situazione Economica Equivalente), è uno strumento che permette di misurare la condizione economica delle famiglie. È un indicatore che tiene conto di reddito, patrimonio (mobiliare e immobiliare) e delle caratteristiche di un nucleo familiare (per numerosità e tipologia). L’Attestato contenente l’indicatore Isee consente ai cittadini di accedere, a condizioni agevolate, alle prestazioni sociali o ai servizi di pubblica utilità. L' Isee è il rapporto tra l’ISE, l’Indicatore della Situazione Economica ( l’Ise è il valore assoluto dato dalla somma dei redditi e dal 20% dei patrimoni mobiliari e immobiliari dei componenti il nucleo familiare), e il parametro desunto dalla Scala di Equivalenza. L'Isee quindi, come detto, è uno strumento che permette di misurare la condizione economica delle famiglie, col fine di determinare chi ha effettivamente diritto a prestazioni sociali agevolate, esenzioni e agevolazioni tariffarie in vari ambiti. L’Isee viene calcolato dall’Inps, attraverso la Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu), verificando i dati ricevuti dal cittadino. L'Isee ha durata annuale, è unico per ciascun componente il nucleo familiare, e vale per tutte le prestazioni sociali agevolate che si possono richiedere. Elementi considerati: L'Isee si basa sul calcolo di un indicatore che tiene conto non solo del reddito, ma anche del patrimonio (mobiliare e immobiliare) e delle caratteristiche del nucleo familiare. Ecco di seguito gli elementi presi in considerazione nel calcolo: 1) Reddito: redditi dichiarati ai fini Irpef di tutti i componenti il nucleo famigliare; altri eventuali redditi. 2) Patrimonio mobiliare: depositi e conti correnti bancari e postali; titoli di Stato, obbligazioni, certificati di deposito e credito, buoni fruttiferi ed assimilati; azioni o quote di organismi di investimento collettivo di risparmio (Oicr) italiani o esteri; partecipazioni azionarie in società italiane ed estere; somme di denaro o beni affidate in gestione a società fiduciarie; contratti di assicurazione mista sulla vita e di capitalizzazione; imprese individuali. 3) Patrimonio immobiliare: fabbricati e terreni edificabili ed agricoli, intestati a persone fisiche, tenendo però conto di eventuali debiti residui per mutui e dell'eventuale utilizzo come abitazione. 4) Nucleo familiare: numero di componenti (ciascuna persona può appartenere ad un solo nucleo familiare); persone a carico ai fini dell'Irpef, anche se facenti parte di un'altra famiglia anagrafica; presenza di figli minori con un solo genitore; presenza di figli minori con entrambi i genitori che lavorano; presenza di persone con handicap psicofisico permanente o invalidità superiore al 66 per cento. Ed ecco, a grandi linee, come viene effettuato il calcolo dell'Indicatore della Situazione Economica Equivalente (Isee). Il primo calcolo che viene effettuato è quello dell'Indicatore della situazione reddituale (Isr), composto da: i vari redditi di tutti i soggetti che compongono il nucleo familiare; il reddito figurativo delle attività finanziarie, calcolato applicando, a tutto il patrimonio mobiliare, il tasso di rendimento medio annuo dei titoli decennali del Tesoro; se la famiglia vive in una casa in affitto, si sottrae il canone annuo di locazione. Si calcola quindi l'Indicatore della situazione patrimoniale (Isp), che è dato dalla somma di: valore di tutti i fabbricati e terreni (meno il valore dell'abitazione principale, o di un eventuale mutuo residuo); valore di tutto il patrimonio mobiliare (meno una franchigia di 15.493,71 euro). Sulla base di tali elementi si calcola l'Indicatore della situazione economica (Ise, da non confondere con l'Isee), che è dato dall'Isr più il 20 per cento dell'Isp. L'Indicatore della situazione economica equivalente (Isee) è dato dall'Ise corretto con il parametro relativo alla famiglia (Vse), che tiene conto della numerosità e della composizione del nucleo familiare. Per richiedere il calcolo dell'Isee è necessario presentare un modulo compilato, cioè la Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu), ad uno dei seguenti uffici competenti: i Centri di Assistenza Fiscale (Caf) dei sindacati, delle associazioni e dei Comuni; gli uffici degli Enti che erogano le varie prestazioni richieste; direttamente gli uffici dell’Inps della propria zona.Tali uffici trasmettono tutta la documentazione alla sede centrale dell’Inps, che calcola gli indicatori Ise e Isee della persona che ne ha fatto richiesta e invia l’Attestato relativo agli uffici competenti e al cittadino.

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Una mozione urgente sulla rideterminazione delle quote di contribuzione e delle fasce di reddito per il servizio della mensa scolastica è stata presentata dal consigliere comunale di Oristano della lista civica “Idee Rinnovabili”, Salvatore Ledda. Questo il testo: “Premesso che: la giunta comunale con delibera nr. 022 del 31/08/2012 ha approvato la rideterminazione delle quote di contribuzione del servizio mense scolastiche;  le quote rideterminate dall’esecutivo stabiliscono quattro fasce di reddito, sulla base dell’indicatore Isee, l’Indicatore della situazione economica equivalente delle famiglie; la prima fascia, ovvero di esenzione, interessa i redditi inferiori ai 5 mila euro, calcolati secondo il sistema “Isee”;  Le nuove tariffe per il servizio mensa scolastica prevedono in alcuni casi aumenti anche superiori al 100 per cento. Evidenziata: la crisi economica che interessa il Comune di Oristano, il territorio provinciale e la Sardegna, con gravi conseguenze per i redditi delle famiglie, per l’occupazione, fattori negativi resi ancora più pensanti dall’aumento della pressione fiscale che colpisce soprattutto le famiglie del ceto medio-basso; la forte difficoltà delle famiglie, composte da giovani sotto i 35 anni, a trovare occupazione, sebbene sia la fascia di età più interessata al servizio di mensa scolastica che, sia pur a domanda individuale, costituisce un servizio sociale di sostegno per molti nuclei familiari. Considerato che: Il 18 settembre prossimo partirà il servizio mensa nelle scuole dell’infanzia e nella scuola primaria; per usufruire del servizio gli interessati devono presentare domanda entro il 14 settembre prossimo, corredandola con la dichiarazione Isee relativa ai redditi 2011, documento che non legge a sufficienza l’attuale condizione delle famiglie;  A gennaio 2013 debutterà la nuova versione dell’Isee, che prevede nuove esenzioni, facilitazioni fiscali e accesso ai servizi; secondo l’Istat la soglia di povertà relativa per una famiglia di due componenti è pari alla spesa media mensile per persona, che nel 2011 è risultata di 1.011,03 euro, ovvero le famiglie composte da due persone che hanno una spesa mensile pari o inferiore a tale valore vengono classificate come “povere”; la Regione Sardegna individua come soglia di povertà la fascia di reddito che nel caso minimo di due componenti è inferiore ai 7.585 euro; secondo il programma di azioni di contrasto alla povertà per l’anno 2012, sostenuto dalla Regione e gestito dallo stesso Comune di Oristano, è previsto un contributo per le famiglie con un reddito annuo pari o inferiore alle seguenti soglie di povertà, calcolate secondo il metodo dell'Indicatore della situazione economica equivalente (Isee):  1) componente: 7.145 euro;  2) componenti: 7.585 euro; 3) componenti: 7.764 euro; 4) componenti: 7.891 euro; 5 ) componenti: 7.939 euro; 6) componenti: 8.038 euro; 7) o più componenti: 8.127 euro.  Ritenuto indispensabile: sviluppare una politica di welfare a favore delle famiglie in difficoltà, in particolare quelle che nelle ultime settimane hanno visto un componente perdere il posto di lavoro o in condizione di cassa integrazione; porre in essere misure fiscali di sostegno a favore dei contribuenti a basso e medio reddito. Impegna il sindaco e la giunta comunale a: 1) rideterminare con urgenza le quote di contribuzione per il servizio a domanda individuale “mense scolastiche”, secondo un principio di capacità contributiva che tenga conto dell’attuale contesto economico; 2) prevedere una fascia di esenzione per i redditi, calcolati secondo il sistema Isee, inferiori ai 10 mila euro; 3) prevedere ulteriori fasce di reddito che prevedano incrementi rispetto al passato non superiori al 10 per cento, almeno per i redditi Isee inferiori ai 20 mila euro; 4) prevedere il congelamento di qualsiasi incremento delle tariffe per le famiglie in cui almeno uno dei due genitori si trova oggi in condizione di cassa integrazione”.

Un'altra mozione, sull’apertura di sportelli di servizi bancari nelle frazioni e nelle borgate del territorio di Oristano è stata presentata dal consigliere comunale Mauro Solinas  (Fortza Paris). Questa, la mozione integrale: “Premesso che le amministrazioni comunali gestiscono le proprie procedure di cassa,  sia gli incassi che i pagamenti, attraverso i servizi di tesoreria che vengono affidati ad agenzie locali di istituti bancari  attraverso delle regolari procedure di gara d’appalto. Considerato che il Comune di Oristano affida da oltre venti anni, in un rapporto di ottima collaborazione, il servizio di tesoreria al Banco di Sardegna di Oristano, che nell’ultima gara d’appalto ha proposto, quale offerta migliorativa,  anche un riconoscimento in denaro da utilizzare per attività di carattere socio-culturale. Affermato che l’appalto in corso terminerà i suoi effetti il 31 maggio 2014, ma è necessario predisporre per tempo le procedure e gli atti  per bandire una nuova gara d’appalto. Considerato che da anni le frazioni e le borgate di Oristano, richiedono a gran voce in un processo di accostamento ai servizi resi nel centro della città, la realizzazione di una serie di servizi fra i quali quello di uno sportello bancario automatico. Detto che solamente nella frazione di Donigala Fenughedu è stata realizzata, da un istituto bancario della nostra Provincia, un’agenzia che fornisce servizi bancari al territorio di Oristano, mentre non esiste alcun servizio nella frazioni di Silì, Massama, Nuraxinieddu, Torregrande e San Quirico. Impegna il sindaco e la giunta ad attivare tutte le procedure per la predisposizione della nuova gara d’appalto per l’affidamento del servizio di tesoreria del Comune di Oristano, richiedendo ai partecipanti quale condizione premiante per assicurarsi l’affidamento del servizio la realizzazione di servizi bancari  nelle frazioni e borgate che non usufruiscono di alcun servizio bancario. Appare evidente che la premialità dovrà essere direttamente proporzionale al numero dei centri coinvolti nell’apertura di detti servizi.

Nuovo sciopero generale in Sardegna, il terzo in tre anni, promosso dalle organizzazioni sindacali per l'autunno. Resta da stabilire la data, ma le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil hanno approvato, questa mattina, un documento unitario che boccia come insufficiente le risposte del governo per la Sardegna e parla di una ormai palese inadeguatezza della giunta regionale ad affrontare e rappresentare la gravità e la complessità dei problemi dell'Isola. “E' inevitabile la mobilitazione, per fare in modo che i tanti focolai aperti nei territori trovino sintesi in un solo contenitore, con i temi della vertenza Sardegna e per cui ci siano risposte - ha affermato la segretaria regionale della Uil, Francesca Ticca -. "Il problema dell'energia è il problema numero uno, e deve essere al centro delle problematiche nazionali, ai lavoratori bisogna dare risposte". Anche per Mario Medde, segretario generale della Cisl, si registra l'inadeguatezza delle risposte della giunta e del governo e una totale assenza di una politica che rilanci l'Isola. "Dalla vertenza entrate, alla continuità, alle tante diseconomie dell'Isola – ha detto Medde - non arrivano risposte E’ quindi fondamentale ripartire con le lotte". "Come avevamo detto da tempo ha aggiunto Enzo Costa della Cgil - la crisi ha messo a nudo tutti i nodi, dalla mancanza di politiche energetiche al non avere un'idea propria di processo di sviluppo praticabile. Noi seguiamo tutte le proteste dei territori per poi riportarle a sintesi ed entro fine anno rilanceremo la vertenza Sardegna. C'è un grande silenzio della politica, non certo come comunicati stampa, ma come risultati concreti".

Il “tavolo della concertazione” in difesa della Provincia di Oristano ha deciso di indire un’assemblea pubblica, a carattere istituzionale, in difesa del territorio, per evitarne la  soppressione. Il mandato al presidente della Provincia, Massimiliano de Seneen, è stato ampio, ma i distinguo che sono emersi dal confronto sono stati molto marcati, ad iniziare dal sindaco di Oristano, Guido Tendas, il quale ha ribadito la sua posizione di contrarietà al permanere del sistema Province, ma poiché il governo dispone una riforma a metà “…non ci sto - ha detto Tendas – e sono favorevole alle Unioni dei comuni, anche se ribadisco tutta la mia preoccupazione, perchè la cancellazione della Provincia comporterebbe anche la spoliazione di uffici e servizi”. Sulla stessa lunghezza d’onda, pur con sfumature diverse, il segretario provinciale della Uil, Angelo Medde. Anche il presidente degli Industriali per la provincia di Oristano, Giuseppe Ruggiu, si è dichiarato in sintonia con il sindaco di Oristano e si è posto alcuni interrogativi sul funzionamento delle strutture burocratiche. Aspetto questo ripreso dal segretario didella Confartigianato, Marco Franceschi, e da Claudio Atzori, responsabile della Lega  delle Cooperative, il quale si è detto favorevole ad un ente con competenze reali. Tatano Muscas (Confcooperative) ha suggerito una Provincia Occidentale, mentre Antioco Patta, segretario provinciale della  Cisl, ha denunciato un abbassamento dei valori complessivi e il fatto che in gioco non ci sia solo il passato della Provincia ma il nostro futuro. Preoccupazione per lo spopolamento, anche del capoluogo, è stato espresso da Roberta Manca (Cgil), con il sindacato che si è detto disposto a difendere il territorio e, di conseguenza, la Provincia. Concetti ribaditi con forza da Nando Faedda presidente dell’Ascom e da Franco Cocco responsabile della Coldiretti, mentre per il vicesindaco di Allai, Antonio Pili, l’assenza della Provincia indebolirà complessivamente tutto il territorio. Aspetto quest’ultimo ribadito anche da Gabriella Caria (Cna). Nelle sue conclusioni, il presidente della Provincia di Oristano, Massimiliano de Seneen, ha sottolineato di aver  disposto la convocazione dell’incontro non per tutelare la parte politica ma per mettere in guardia dal pericolo concreto dello smantellamento dei servizi e delle strutture esistenti nel territorio. “Sono questi – ha detto de Seneen - i pilastri da difendere, mettendo a punto una terapia ancora da definire con prcisione, con un punto comunque fermo: l’Assemblea del territorio si farà e per questo la riunione di questo Tavolo della concertazione ha assunto un valore propedeutico”. Alla riunione erano presenti anche gli assessori provinciali Gianni Pia e Gianfranco Attene, e i consiglieri  Battista Ghisu, Francesco Federico,  Serafino Oppo, Bepi Costella, Stefano Figus, nonchè i segretari della Camera di Commercio e Confesercenti, Enrico Massidda e Salvatore Poddi, e il segretario dell’Ugl, Duilio Sanna.

E’ in continuo aumento l’abbandono dei rifiuti in siti che stanno diventando delle vere e proprie discariche improvvisate. Per questo motivo, la Provincia di Oristano intende realizzare, in tutto il territorio, un piano straordinario di bonifica, per il quale l’assessore provinciale all’Ambiente, Emanuele Cera, ha chiesto le risorse necessarie all’assessorato regionale della Difesa dell’Ambiente. “Seppure i rifiuti vengano abbandonati da una minoranza di soggetti – ha detto Cera -, il risultato di tale comportamento incivile produce gravi danni all'ambiente dal punto di vista paesaggistico e, a lungo andare, genera fenomeni di inquinamento del suolo non trascurabili. Senza contare le ingenti le risorse che gli enti locali devono continuamente impegnare per la bonifica delle  discariche abusive o dei cumuli di rifiuti abbandonati lungo il ciglio delle strade”. Le aree maggiormente interessate dal fenomeno sono le periferie dei centri urbani e le piazzole di sosta delle strade provinciali, ma anche le pinete, aree agricole, le cunette nelle strade di penetrazione agraria e i canali. Il finanziamento regionale consentirebbe di strutturare un piano straordinario di bonifica, da attuare in collaborazione con tutti i comuni del territorio.

Due nuovi casi sospetti di West Nile, conosciuta  come Febbre del Nilo, sono stati segnalati in provincia di Oristano. Un uomo di Nurachi e uno di Narbolia sono stati ricoverati all'Istituto delle malattie infettive di Cagliari (pare siano in gravi condizioni). A renderlo noto è stata l'Asl n.5 di Oristano. Il direttore dell'Azienda sanitaria locale, Mariano Meloni, ha convocato il Coordinamento per la West Nile, mentre negli uffici dell'Asl si attende che dopo i primi accertamenti di laboratorio arrivi un pronunciamento dell'Istituto superiore di sanità. Il mese scorso l'Istituto aveva escluso la presenza della patologia in un uomo originario dell'Oristanese, ma domiciliato in Gallura, ricoverato prima a Olbia e poi a Sassari proprio per un sospetto caso di West Nile

I contenuti del “Piano di utilizzo dei litorali” saranno al centro di un’assemblea pubblica, che si terrà lunedì 10 settembre, alle 17, nella Torre Spagnola di Torregrande. “Si tratta di un passaggio preliminare all’esame nelle commissioni consiliari competenti e in Consiglio comunale –  hanno spiegato gli assessori all’Urbanistica e al Turismo, Filippo Uras e Peppino Marras -. A Torregrande sentiremo le idee e raccoglieremo i contributi degli imprenditori, degli operatori commerciali e dei cittadini per arrivare in aula con una proposta definitiva. Attraverso il Pul l’obiettivo finale da perseguire è quello di un corretto sviluppo turistico e ricreativo del nostro litorale”.

“Problema amianto negli edifici privati. Quali opportunità?”, è il titolo dell’incontro–dibattito per la presentazione del "Bando pubblico per l'erogazione di contributi a beneficio di privati per interventi di bonifica di manufatti contenenti amianto esistenti sul territorio della provincia di Oristano", che si terrà mercoledì 12 settembre, alle 17.30, presso la sala del consiglio comunale di Oristano. Interverranno, fra gli altri, Guido Tendas, sindaco di Oristano; Emanuele Cera, assessore provinciale all'Ambiente e Protezione civile; Giampaolo Lilliu, presidente dell’associazione regionale ex esposti amianto.

Il comune di Oristano ha riaperto i termini per la presentazione delle domande per la concessione di sussidi a favore di persone e nuclei familiari in condizioni in condizioni di povertà.  Tre le linee di intervento per la concessione di sussidi e contributi: accertata povertà (Linea 1), abbattimento dei costi dei servizi essenziali (Linea 2) e Servizio Civico Comunale (Linea 3). Le domande dovranno essere presentate solo ed esclusivamente dai cittadini italiani o stranieri e loro nuclei familiari che non risultino già inseriti nelle graduatorie approvate con determinazione dirigenziale n° 687 del 31 maggio 2012. I requisiti d’accesso sono indicati nel bando pubblicato il 4 agosto 2011, e a disposizione, con la relativa modulistica, presso l’Urp, in piazza Eleonora 44, presso l’Informacittà (sempre in piazza Eleonora, Palazzo Campus Colonna) e sul sito del comune di Oristano. Le domande dovranno essere presentate, a mano all’ufficio di protocollo del comune, o tramite servizio postale, con raccomandata con ricevuta di ritorno, entro il 17 settembre 2012.

Al Banco di Sardegna di Oristano sono disponibili i compensi per i presidenti, gli scrutatori e i segretari delle sezioni elettorali di Oristano impegnati nelle ultime elezioni comunali.

Da lunedì prossimo, 10 settembre, gli sportelli dell’Inps di Oristano e dell’agenzia di Ghilarza saranno aperti al pubblico  dalle 8,30 alle 12,30 del mattino, dal lunedì al venerdì, per un totale di venti ore settimanali. Sia nella sede Inps di Oristano che negli uffici di Ghilarza sarà, inoltre, fornito un servizio di consulenza personalizzato su appuntamento, destinato ai cittadini che hanno necessità di informazioni specifiche, e agli intermediari legalmente riconosciuti. Nella sola sede provinciale questo servizio sarà fornito oltre che al mattino anche nel pomeriggio, dalle ore 13.30 alle ore 15.30, nei giorni dal lunedì al giovedì. Si tratta di un’opportunità che consente agli uffici e ai funzionari dell’Inps di esaminare le singole pratiche  prima dell’appuntamento , e agli utenti di risolvere il loro problema ottenendo ogni utile informazione con un solo accesso,  evitando lunghe file agli sportelli.   Per utilizzare i servizi di consulenza i cittadini interessati dovranno prenotare un appuntamento attraverso il numero vede gratuito del Call Center: 803164. Tramite lo stesso numero è possibile richiedere il Pin personale, che consente di collegarsi al sito www.inps.it, per richiedere una prestazione o  uno dei numerosi servizi offerti dall’Inps,  o  per prenotare on-line un appuntamento.

 

 
Di pig (del 10/08/2012 @ 15:15:15, in politica, linkato 1819 volte)
Che schifo! Non ci vengono in mente altre parole per definire quanto sta accadendo nel Pd sardo. La direzione regionale del Pd, con a capo il segretario regionale, Silvio Lai (che definire inadeguato sarebbe solo un eufemismo), ha deciso di tagliare i costi mettendo in cassa integrazione i suoi cinque dipendenti (cinque e non sei, come erroneamente riportato da altre fonti. ndr). Alla riunione che ha portato a questa “genialata” hanno votato a favore tutti i componenti la direzione presenti (circa una ventina su 60), ad esclusione di Valentina Sanna, che ha votato contro. Tutti gli altri hanno votato per i licenziamenti, ivi compresi deputati e senatori, nonchè il capogruppo del Pd, Giampaolo Diana, che, evidentemente, ha dimenticato molto in fretta d’essere stato nel recente passato segretario generale della Cgil sarda. La vicenda è a dir poco sconcertante, perché ad essere protagonista negativo è, questa volta, un partito che, da sempre, ha strombazzato ai quattro venti di voler salvaguardare il posto di lavoro e di difendere i diritti dei lavoratori, a qualsiasi categoria essi appartengano. Ma questo (è un dato di fatto) vale evidentemente per tutti gli altri lavoratori e non per i propri dipendenti, che, come tanti, hanno famiglia, hanno figli da mantenere agli studi, mutui da pagare, ecc., e che, d’ora in avanti, dovranno sbarcare il lunario alla meno peggio. E’ facile esprimere solidarietà ai lavoratori della Alcoa e Keller, solo per citare qualche esempio, e fare interrogazioni a manca e a destra, perché così si finisce sui giornali. Ed è altrettanto facile risparmiare sui “costi della politica” tagliando i dipendenti. Ma quando a farlo sono i "padroni" della Keller e dell’Alcoa si grida allo scandalo e ci si mobilita immediatamente, mentre i licenziamenti rientrano tra le cose della massima normalità e, per di più, “necessarie”, quando il Pd, senza alcuna remora, mette sulla strada cinque dipendenti. Dipendenti, si badi bene, non di una associazione o di un partito qualsiasi, ma di un partito politico che sulle battaglie a difesa dell’occupazione ha basato tanti anni della sua storia. Certo, cosa volete che siano cinque impiegati che, difficilmente, alla loro età, troveranno un altro lavoro. Cinque persone non  fanno certo notizia. E fare notizia, apparire, è ciò che maggiormente interessa a tanti politici del Pd che, autoreferenziali quanto mai, pesano capacità e spessore politico in base alle volte che le loro elucubrazioni vengono riportate sui giornali e in tv. Riteniamo, invece, che a fare notizia sia come mai consiglieri e parlamentari che, come tutti sanno, hanno stipendi da nababbi, non si siano offerti di salvare i posti di lavoro proponendo un loro contributo straordinario al partito  (a questo proposito ci consta che alcuni nei versamenti al Pd siano in arretrato di migliaia di euro). Così come fa notizia il perché il Pd non abbia mostrato ai consiglieri regionali che ne hanno fatto richiesta le carte del bilancio; cosa c’è di così misterioso e poco trasparente? Perché, a proposito di “costi della politica”, il segretario regionale deve ricevere 4500 euro al mese, più circa 2000 euro mensili di rimborsi spese? Se la politica è intesa come “servizio”, perché questi incarichi non debbono essere gratuiti? Lai, d’altro canto è un signor professionista, e non crediamo che senza gli emolumenti del Pd non sappia come mantenersi, nè riteniamo che andrà incontro a chissà quali difficoltà economiche. Difficoltà che, invece, dovranno affrontare i cinque neo cassaintegrati, per colpa di un  partito che predica bene e razzola male. Con questa vicenda il Pd sardo, che mai dal punto di vista politico aveva proceduto così rasoterra, ha ora toccato veramente il fondo. Sarà forse per questo che, da qualche giorno a questa parte, in via Emilia, a Cagliari, si sente nell’aria un terribile tanfo di fogna? 

Sull’argomento è intervenuto nel suo blog, con un articolo dal titolo “Il paradosso e l’incoerenza nel Pd sardo”, anche il consigliere regionale del Pd, Gian Valerio Sanna.
“A volte accadono cose che per la loro particolare natura hanno del paradossale, soprattutto quando riguardano persone che ogni giorno, in pubblico, si ergono a paladini di alcuni valori ma che, chiamati a metterli in pratica, diventano cinici esecutori dell’opposto, spesso cercando persino di nascondere la verità.
Il Pd è da sempre stato, sul fronte della propria azione politica, a tutela del lavoro, dei lavoratori, e paladino della giusta conservazione di ogni opportunità di lavoro, specie quando questo viene aggredito o messo a repentaglio dalla crisi o dalla ingordigia dell’imprenditore di turno.
Ma accade anche che quando il Partito a livello nazionale rinuncia ad una parte dei rimborsi elettorali che le spettano e, dunque, non può garantire un flusso di trasferimenti alle federazioni regionali come in passato, ci pensano i solerti dirigenti regionali sardi a mettere a posto le cifre.
Senza neppure andare ad aprire i faldoni contenenti i documenti con le giustificazioni delle proprie spese e delle proprie entrate e poter analizzare all’occorrenza dove è possibile andare a risparmiare qualcosa, come sui rimborsi spesa ai segretari e dirigenti vari, servizi inutili e convenzioni con collaboratori del nulla, la Direzione Regionale del Pd sardo ha deliberato di mettere in cassa integrazione tutti i suoi dipendenti e salvare così tutto il resto.
E dire che da quasi un anno alcuni di noi hanno chiesto di poter vedere le carte del bilancio del Partito regionale, che ancora oggi non si possono vedere a causa di non invalicabili problematiche e che, sicuramente, contengono spunti interessanti per poter esercitare alcune opzioni di spending review e di maggiori economie in grado di sostenere i costi  veri e necessari, senza far pagare tutto e subito  ai dipendenti con famiglia a carico.
E’ stato detto e ripetuto, temo solo per propaganda, che il bilancio del Pd sarebbe certificato quasi come una garanzia su tutto e su tutti. Non discuto su questo punto ma mi limito ad osservare che se un bilancio non è consultabile è certamente certificato solo per chi lo certifica e chi ne ha commissionato la certificazione, e non per tutti coloro che hanno il diritto e, forse, di questi tempi persino il dovere, di prenderne visione e di chiederne conto in tutte le sue articolazioni, specie quando si è fra i più importanti finanziatori.
Credo che questa scelta del Pd sardo, fatta da un numero molto risicato di componenti di diritto all’ultima accaldata riunione di Direzione prima delle ferie, non rappresenti un grande motivo di orgoglio e di senso di appartenenza ad un Partito che oramai senza dipendenti appare come un negozio che abbassa definitivamente saracinesca lasciando tutti gli utili ai proprietari.
Ora, udite udite,  sta per iniziare la stagione delle cosi dette “Feste Democratiche” e, sinceramente, non riesco proprio a capacitarmi di cosa avrebbe da festeggiare un Partito che scarica i propri lavoratori per non avere impiccio a far quadrare i propri bilanci. Spero che mi si lasci almeno la libertà di dissociarmi da questa ingiustificabile caduta di stile e di morale, visto che da qualche tempo anche nel Pd sardo è tornato di moda il pensiero unico. Gran brutta pagina!”. (Gian Valerio Sanna, consigliere regionale Pd).

La figuraccia del Pd sardo è assurta a livello nazionale attraverso un articolo de “il Fatto Quotidiano”, dal titolo “Sardegna, il Pd si comporta da piccola azienda. E mette in cassa il personale”:

“Cinque persone in cassa integrazione da subito, e fino al 31 dicembre prossimo. Una sesta si salva per ora perché è in malattia. Tre contratti a progetto che alla scadenza non saranno rinnovati. In Sardegna il Partito democratico azzera il personale come risultato della crisi finanziaria dovuta al taglio dei rimborsi elettorali. A Capodanno, ammette il segretario regionale Silvio Lai, è probabile che scattino i licenziamenti. La storia ha qualcosa di paradossale. Il Pd sardo, stando ai dati pubblicati sul sito, ha accumulato negli ultimi due anni un avanzo di bilancio di 375 mila euro. Ma nel 2012, spiega il tesoriere Dino Pusceddu, le entrate calano da 761 mila a 420 mila euro, e il partito non è più in grado di fronteggiare il costo del personale, pari nel 2011 a 195 mila euro. Gian Valerio Sanna, consigliere regionale Pd, spara a zero sul quartier generale del partito, e parla di una decisione presa “senza neppure andare ad aprire i faldoni contenenti i documenti con le giustificazioni delle proprie spese e delle proprie entrate e poter analizzare all’occorrenza dove è possibile andare a risparmiare qualcosa come sui rimborsi spesa ai segretari e dirigenti vari, servizi inutili e convenzioni con collaboratori del nulla”. Sanna, ex assessore all’urbanistica nella giunta guidata da Renato Soru (2004-2009), pone un problema politico imbarazzante: “Il Pd, paladino della giusta conservazione di ogni opportunità di lavoro specie quando questo viene aggredito o messo a repentaglio dalla crisi o dalla ingordigia dell’imprenditore di turno, scarica i propri lavoratori per non avere impiccio a far quadrare i bilanci”. La Sardegna è la regione che batte ogni record di disoccupazione, e dove si fa largo uso della cassa integrazione in deroga, quella concessa a chi non avrebbe diritto a quella ordinaria, per esempio i dipendenti delle piccole imprese. E Il Pd da piccola impresa si è comportato: ha stilato apposito accordo sindacale, si è impegnato a richiamare al lavoro dalla cassa qualcuno ogni tanto “secondo le necessità tecnico-organizzative” e via, il dado è tratto. C’è un aspetto beffardo, soprattutto per quanti si sono battuti per il taglio del finanziamento ai partiti. Il Pd sardo, nel 2011, ha ricevuto dal partito nazionale una quota di rimborso elettorale pari a 324 mila euro. Quest’anno la quota risulta dimezzata, quindi vengono a mancare circa 160 mila euro. Però le esangui casse del Pd, mettendo i dipendenti in conto alla cassa integrazione, riusciranno a trasferire parte dei loro costi di nuovo a carico del contribuente. E a chi credeva di battersi per i tagli ai privilegi e agli sprechi della politica, resta la beffa di vedere che il Pd per prima cosa taglia i posti di lavoro”. (Giorgio Meletti, da “il Fatto Quotidiano” dell’11 agosto 2012).

Intanto, in relazione a quanto pubblicato sull'Unione Sarda, in data 12 agosto, pagina 2, dal titolo “austerity in sezione”, Il consigliere regionale, Gian Valerio Sanna, che ha portato il "clamoroso" caso del licenziamento dei cinque dipendenti del Pd sardo all'attenzione dell'opinione pubblica nazionale, precisa che "...mirabilmente e puntualmente, per spostare la gravità dei fatti su altri argomenti, qualcuno fà trapelare che uno dei dipendenti del Pd interessato al provvedimento sarebbe anche mio collaboratore. Evito polemiche ulteriori e dico che tutti i dipendenti sono miei collaboratori nella misura in cui rappresento una piccola entità ancora in questo Partito, ma se anche fosse, come ”il corvo” afferma, perché verrebbe pagato dal Partito e non da me?  Stiano attenti che parlare a vanvera, quando non si ha neppure dalla parte giusta la trasparenza dei bilanci, è come trasferirsi dalla padella alla brace!  Su come far bastare i denari del Partito si potrebbe aprire un seminario pubblico con la disponibilità delle pezze giustificative e un po' di buon senso, altro che fare le vittime!". (Gian Valerio Sanna, consigliere regionale Pd).

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A Torregrande cambiano gli orari per la musica e contestualmente aumentano i controlli sui livelli del volume. Lo ha deciso la giunta comunale di Oristano, su proposta dell’assessore al Turismo Peppino Marras. “A Torregrande – ha spiegato l’assessore Marras - i locali potranno proporre musica e spettacolini dal vivo, accompagnando le serate dei vacanzieri fino alle 3.30, con un’estensione dei precendenti limiti da un minimo di un’ora a un massimo di due ore e mezza a seconda dei giorni, da oggi fino al 19 agosto. Dal 20 agosto, invece, si dovrà rispettare la vecchia disciplina. La decisione è stata adottata per soddisfare una richiesta degli operatori turistici di Torregrande, e per cercare di sostenere un settore che in questo momento vive una forte crisi. Allo stesso tempo – ha aggiunto Marras -, per garantire i diritti di tutti, chi vorrà proporre musica dovrà prestare particolare attenzione ai livelli della musica. Non si potranno superare determinati decibel, quelli previsti da un’apposita ordinanza, e il comune assicurerà un’attenta vigilanza affinchè questi limiti non vengano superati. Le contravvenzioni, rispetto al passato, sono state inasprite e chi non rispetterà le nuove regole potrà incorrere in una sanzione amministrativa di 350 euro”.

A proposito di Torregrande, riapre al pubblico la Torre costiera. Grazie ad un accordo tra il comune di Oristano e l'agenzia regionale della Conservatoria delle Coste, per tutto il periodo estivo lo storico edificio aprirà tutti i giorni, dalle 17,30 alle 20,30. L’apertura della Torre spagnola, simbolo della località marina di Torregrande, rientra nell’ambito del progetto “Sardegnafari”, attraverso il quale la Conservatoria delle Coste prevede di ristrutturare e rendere fruibile una parte dei 40 fari e stazioni semaforiche esistenti in Sardegna. “Come concordato con il direttore generale della Conservatoria, Alessio Satta, quella di Torregrande è la prima struttura ad aprire – hanno affermato il sindaco, Guido Tendas. e l’assessore al Turismo, Peppino Marras -. La Torre sarà a disposizione dei turisti che, grazie alla collaborazione di associazioni culturali, turistiche e di volontariato, tutti i giorni potranno effettuare delle visite guidate e ammirare, dalla terrazza, lo splendido scenario del Golfo di Oristano, la Penisola del Sinis e le torri di Capo San Marco a San Giovanni, e di Capo Frasca a Marceddi”.  La Torre Aragonese di Torregrande fu costruita, anche a protezione della costa oristanese, su disposizione del Vicerè spagnolo Carlo V (1537). È la torre costiera più grande della Sardegna, e fu progettata come fortilizio, con funzioni di avvistamento e di difesa costiera. I suoi cannoni battevano il porto e la foce del Tirso per contrastare la risalita del suo corso sino alla città da parte di navi nemiche. Il torrione, con mura di oltre tre metri di spessore, era capace di ospitare una guarnigione sino a venti soldati, pronti a resistere ad un assedio di diversi giorni. Di forma cilindrica, la Torre ha un diametro di 20 metri e un’altezza dal suolo di circa 18 metri. Si sviluppa su due livelli: a 8 metri dal terreno si trova il primo piano, destinato a contenere posizionati quattro grossi pezzi di artiglicria puntati verso il mare ed altre direzioni, mentre nel piano superiore vi è una camera a forma di ballatoio, per contenere altre armi da fuoco manovrabili manualmente.

Il Consiglio provinciale ha dato il via libera al conto consuntivo 2011, illustrato in aula dall’ assessore Alfonso Marras. “Si tratta di un documento equilibrato, contenente la geografia finanziaria dell’ente”,  ha detto, in sostanza, l’assessore Marras, sottolineando come i ripetuti tagli stiamo minando le capacità d’intervento della Provincia. Nel dibattito sul documento contabile, approvato con i voti della maggioranza, sono intervenuti i consiglieri Serafino Oppo (Pdl), Mario Tendas, Roberto Scema, Battista Ghisu (Pd), Salvatore Crobu (Udc), Enzo Saba (Fortza Paris) e l’assessore ai lavori pubblici, Gianni Pia. Intervenendo a conclusione del dibattito il presidente della Provincia, Massimiliano de Seneen, è partito da una considerazione più generale,  fotografando l’attuale momento della vita politico-amministrativa della Provincia. “Una nave – ha detto il presidente - che è partita da un porto per recarsi in un altro porto, seguendo una determinata rotta e, a un certo punto, si è trovata in avaria, incrociando nella rotta l’applicazione del decreto 78/2000. Come se non bastesse è scoppiata anche una tempesta, con la nave in balia di eventi come la legge 214 del 2011 e il decreto 95 del 2012, con la conseguenza di rendere incerto il resto della navigazione, e ancora non si sa se si andrà ad approdare in un porto o finire il percorso infrangendosi sugli scogli”. Il presidente della Provincia si è poi offermato sui contenuti della conferenza stampa, tenuta recentemente dal presidente della Regione, Ugo Cappellacci, con gli assessori La Spisa e Zedda, per illustrare il riparto dei fondi per le aree di crisi, con l’esclusione della Provincia di Oristano. “343 milioni di euro licenziati dall’ennesima delibera di giunta, tra l’altro oscurata, non visibile, con questo metodo che deve finire, in quanto non è possibile che continui ad imperare questo malcostume di assumere provvedimenti con atti ufficiali, che poi vengono oscurati per un lungo periodo di tempo. E non si sa se per nasconderne il contenuto, in maniera che i più non ne possano prendere visione immediata, o per qualche altro motivo. Persiste - ha proseguito de Seneen -, una sottovalutazione del peso politico della Provincia di Oristano, lo stesso che si perpetua da sempre, con un peso prossimo alla zero, ieri come oggi. Anche quando la Sardegna si trovava nell’Obiettivo Uno, con fondi erogati dall’Unione Europea per il riequilibrio della zone svantaggiate, a far si che la Regione permanesse in questo parametro era anche l’Oristanese. Il contributo che perveniva era pari al 5%, mentre in rapporto con la popolazione doveva essere almeno dell’11%,  e mi sorprende il fatto che l’Unione Europea, in sede di verifica delle rendicontazioni, non si sia accorta del non lineare ed equo riparto e utilizzo delle risorse. La musica non cambia - ha sottolineato ancora il presidente della Provincia -, anzi si assiste ad un peggioramento, perché se si vanno a considerare i fondi Fas, l’Oristanese viene aggirato a beneficio di altre aree geografiche. Così è stato anche per le piste ciclabili, con i fondi andati a Cagliari e Sassari. Ritengo che, a seguito di questa ulteriore esclusione, debba esserci un pronunciamento con una denuncia pubblica e l’apertura di un confronto, anche conflittuale, con la Regione sarda e spero che per l’area svantaggiata ci sia un ripensamento. Intanto, si andrà ad una verifica con il Tavolo della Concertazione, che sarà convocato quanto prima. Mi auguro che con questi finanziamenti le risorse non si siano esaurite, perché, nel caso, potrebbe essere dato corso ad una denuncia di procurato danno. Considero a questo punto opportuno che la Conferenza dei presidenti di gruppo predisponga un documento dove esprimere un’azione rivendicativa forte, una protesta che deve partire dalla base, per far capire che è giunto il momento di dire basta di fronte ad  atteggiamenti non più giustificabili e tollerabili”.  L’intervento del presidente de Seneen, e le iniziative suggerite, sono state condivise  dai consiglieri Mario Tendas (Pd) ed Enzo Saba (Fortza Paris).     
 

La società che per sette mesi ha pubblicato il quotidiano "Sardegna 24" è stata dichiarata fallita dal Tribunale di Cagliari. "Il sindacato dei giornalisti resta solidale con i colleghi, ma farà di tutto perchè chi è causa del disastro paghi il dovuto e i danni”, hanno  affermato, in una nota,  l'Assostampa sarda e la Fnsi che, appresa la notizia, chiedono "…chiarezza in ogni sede per i danni e i disagi dei lavoratori, abbandonati a se stessi, senza stipendio per due mesi, e senza assistenza. E' l'epilogo più triste – si legge ancvora nella nota -, di una vicenda editoriale, proposta da un gruppo di imprenditori sardi come un'esperienza innovativa, che aveva alimentato speranze di un pluralismo più ricco del panorama informativo sardo ,e aveva, perciò, ottenuto una dedizione speciale da un gruppo di giornalisti, guidato dal direttore, Giommaria Bellu", prosegue la nota. "Lo stesso direttore, che negli ultimi due mesi di vita del giornale aveva creato una nuova società, anche con partecipazioni familiari, insieme con uno dei soci fondatori (Giancarlo Muscas; gli altri “originari” erano Carlo Scano e Mariano Pireddu), per tentare il salvataggio di una testata, che era stata bene presto abbandonata a un destino privo delle risorse necessarie per sostenerne il lancio e il radicamento, ora denuncia gravi responsabilità dei “vecchi soci” e sostenitori aziendali più o meno acclarati dell'iniziativa editoriale (sui quali, ugualmente, servirà massima chiarezza)". Nel giugno scorso Bellu aveva chiamato pubblicamente in causa l'ex presidente della Regione, Renato Soru. "Su questo, che si configura come un disastro imprenditoriale - prosegue la nota di Assostampa sarda ed Fnsi -, dovranno fare luce i magistrati, salvo che i responsabili non ritornino subito sui loro passi e saldino i conti dovuti. La solidarietà verso i giornalisti non verrà meno, ma il sindacato dei giornalisti e il sistema di welfare della categoria metterà in campo ogni azione possibile perchè sia fatta luce sulla catena di responsabilità, e quanti ne sono causa siano chiamati a risponderne secondo doveri di giustizia”.

Sabato 1° settembre, alle 21.30, presso il parcheggio di via Mariano IV, a Oristano, si esibirà Fabio Concato.  Il concerto, unica data in Sardegna, è organizzato dall’Ente Concerti “Alba Pani Passino”, con il patrocinio della Fondazione Banco di Sardegna, della Regione Autonoma della Sardegna, del Ministero per i Beni e le Attività culturali, del Comune di Oristano e dalla Banca di Sassari. Per Informazioni e prenotazioni: Ente Concerti Alba Pani Passino, piazza E. D’Arborea 34, Oristano (tel.0783.303966) e Teatro Antonio Garau, via Parpaglia 14, Oristano (tel. 0783.78886). Prezzo del biglietto: intero € 20,00 ridotto € 15,00. Prevendita: Boxoffice, viale regina Margherita, 43 Cagliari 070.657428 www.boxofficesardegna.it; info@boxofficesardegna.it. Diritti di prevendita € 2,00. Botteghino: il giorno del concerto, presso il parcheggio, dalle ore 18.

 

 
Di pig (del 09/08/2012 @ 11:45:15, in politica, linkato 867 volte)
Nella seduta pre vacanze, il consiglio comunale di Oristano ha approvato, all’unanimità, la nuova programmazione delle risorse della legge regionale 37. Si tratta di oltre 400 mila euro derivanti delle economie realizzate con l’attuazione delle attività legate alla legge 37 per le annualità dal 1999 al 2005. In aula l’argomento è stato presentato dall’assessore alla programmazione, Giuseppina Uda, che (senza alcuna offesa per i colleghi) sembra possedere una marcia in più, visto che, finora, si è dimostrata quanto mai concreta, mirando subito al sodo.  Sarà anche perchè il suo assessorato ha ben poco di aleatorio, ma è un dato di fatto che l’impronta del neo assessore al bilancio (ecc.ecc.) si vede, eccome. Rientrando nel seminato, Giuseppina Uda  ha precisato che i fondi saranno utilizzati nella misura di 84 mila 708 euro per attività di sostegno alle aziende e 175 mila 808 euro per aiuti de minimis alle imprese. Gli aiuti de minimis saranno concessi ad imprese operanti nel settore del turismo, dell’artigianato artistico e dei servizi alla persona, con un tetto di 40 mila euro e una quota di autofinanziamento del 30%. Secondo quanto stabilito dalle commissioni consiliari è stata, invece, stralciata la riprogrammazione di 150 mila euro per opere pubbliche. Durante il dibattito sono intervenuti Andrea Lutzu (Pdl), Mauro Solinas (Fortza Paris), Giuseppe Puddu (Udc), Giuseppe Obinu (Pd), Giampaolo Lilliu (Sel), Giuliano Uras (Udc), Emilio Naitza (Noior), Tonino Falconi (Oristano bene comune) e Roberto Martani (Insieme). Il Sindaco ha concluso sottolineando “…il particolare impegno, nelle prime settimane di amministrazione, per mettere in movimento le poche risorse disponibili per dare qualche risposta ai problemi dell'occupazione e dello sviluppo”. 

Nella stessa seduta, il  consiglio comunale ha approvato una mozione che impegna il sindaco ad attivarsi presso la commissione elettorale per valutare nuovi criteri per l'individuazione degli scrutatori. La mozione era stata presentata dai consiglieri del gruppo Noior, Emilio Naitza, Corrado Cocco e Giuseppe Lai (che ha presentato l’argomento in aula), per chiedere che la scelta degli scrutatori, d’ora in avanti, sia fatta tramite sorteggio. Durante il dibattito Giuliano Uras e Roberto Pisanu (Udc) e Gianluca Mugheddu (Insieme) hanno rilevato la difficoltà a stabilire nuovi criteri diversi da quelli stabiliti dalle norme per la scelta degli scrutatori, mentre Salvatore Ledda (Idee rinnovabili), dopo aver lamentato la difficoltà a stabilire rapporti corretti tra maggioranza e minoranza, ha denunciato metodi poco trasparenti sulla scelta degli scrutatori in occasione delle ultime elezioni. Secondo Emilio Naitza (Noior) il consiglio ha il potere di dare degli indirizzi, all’interno dei quali la commissione elettorale potrà procedere nella scelta; Mauro Solinas (Fortza Paris) ha invitato a coinvolgere la commissione elettorale nella discussione per cercare una soluzione equa e trasparente, che tenga conto anche delle aspettative di quelle persone che vivono un momento di forte difficoltà e possono trovare un piccolo aiuto economico anche dal compenso per l’attività di scrutatore. Sull’argomento sono intervenuti anche Tonino Falconi (Oristano bene comune), Giampaolo Lilliu (Sel), Andrea Lutzu (Pdl) e Franco Serra (Udc). Per il Sindaco Guido Tendas la legge non impedisce di ricorrere al sorteggio, ma ha invitato a riflettere sull’importanza di garantire la qualità delle persone scelte, al fine di assicurare la regolarità e la certezza del lavoro nei seggi elettorali. 

Il consiglio si è poi occupato della “telenovela” sull’incompatibilità o meno per l’assessore Efisio Sanna (Pd). A quanto sembra, non ci sarebbe alcuna incompatibilità e, in ogni caso, l’organo preposto a rilevarla non sarebbe il consiglio comunale. La precisazione è stata fatta dal sindaco e dal segretario generale, secondo cui, sulla base dell’articolo 58 del Testo unico degli enti locali, l'organo che ha provveduto alla nomina è tenuto a revocare il provvedimento non appena venuto a conoscenza dell'esistenza delle condizioni di incompatibilità. Ne consegue che l'unico organo legittimato a verificare se sussistano o meno le condizioni di incompatibilità, e adottare i conseguenti provvedimenti, è il sindaco, mentre il consiglio comunale non sarebbe competente a promuovere la causa di decadenza. Il sindaco, Guido Tendas ha aggiunto che “…il consiglio comunale non ha titolo a dichiarare la decadenza e l'incompatibilità di Efisio Sanna, perché Efisio Sanna non è un consigliere comunale. Rimane la giusta segnalazione fatta dai consiglieri comunali che hanno inteso avvertire sui possibili pericoli che correrebbe l’ente, ma non esiste alcuna incompatibilità nemmeno come assessore. Deve essere chiaro – ha detto Tendas - che l'incompatibilità nasce non per il fatto di essere dipendente della società, ma perche all’interno di una società che svolge incarichi per conto del comune si ricoprono ruoli di rappresentanza. Non è questo il caso dell’assessore Efisio Sanna. Tutti gli accertamenti che ho fatto mi hanno portato a rilevare che Efisio Sanna non ha ruoli all’interno dell’azienda di cui è dipendente, per i quali ci possa essere un'incompatibilità”. La presunta incompatibilità dell’assessore Sanna, derivante dal rapporto di lavoro con l’azienda che, per conto del comune di Oristano, gestisce l’appalto per la nettezza urbana, era stata sollevata dai consiglieri dell’opposizione, Uras, Puddu, Serra, Ledda e Pisanu, che avevano chiesto che dell’argomento ne fosse investito il consiglio comunale. Tesi questa  ribadita da Giuliano Uras (Udc), secondo cui l’incompatibilità, se non addirittura l’ineleggibilità, ci sarebbe stata anche per la carica di consigliere di Efisio Sanna. Uras ha anche ammonito a non sottovalutare il problema, che si presenterà in occasione della prossima gara d'appalto per l’affidamento del nuovo servizio. Durante il dibattito sono intervenuti Andrea Lutzu (Pdl), che ha invitato il sindaco ad assegnare a Sanna un’altra delega assessoriale; Salvatore Ledda (Idee rinnovabili), che ha chiesto la rimozione di Sanna; Roberto Martani (Insieme), che ha ribadito i dubbi sulle posizioni espresse dai consiglieri di minoranza e sul coinvolgimento del consiglio comunale su una materia che, alla luce delle norme, è di competenza del sindaco; Roberto Pisanu (Udc), che ha sollecitato un parere sull’eleggibilità di Sanna e non sulle competenze del consiglio comunale; Giuseppe Obinu (Pd), che apprezzando la discussione in aula su questo argomento ha ribadito l’incompetenza dell’assemblea; Giuseppe Puddu (Udc), che riprendendo le parole del sindaco ne ha evidenziato la grande responsabilità su un tema di questa rilevanza, che, a suo avviso, ha forti implicazioni etiche e politiche.

Durante la seduta il sindaco, dopo aver già assegnato recentemente delle deleghe specifiche per le frazioni, ha affidato tre nuovi incarichi per i consiglieri comunali. Giampaolo Lilliu si dovrà occupare, manco a dirlo, delle problematiche riguardanti l’amianto, e poi  lavoro e occupazione; Gianluca Mugheddu che gestirà le materie e le problematiche riguardanti la Sartiglia (ma era proprio necessario, visto che per la Sartiglia esiste già una Fondazione? ndr),  e la valorizzazione del mondo del cavallo; mentre Valerio Spanu si occuperà delle materie e problematiche riguardanti l'innovazione e, in particolare, la realizzazione del progetto delle reti metropolitane e dello sviluppo delle tecnologie informatiche nei servizi comunali. Continuando di questo passo Tendas distribuirà più incarichi ai consiglieri di quanto il papa non elegga cardinali. La distribuzione delle deleghe, se meritoria nelle intenzioni, al lato pratico porterà, per sindaco e giunta, solo dei grattacapi. Prima di tutto perché non saranno solo gli assessori ad avere problemi nella distribuzione delle già scarse risorse, ma perchè anche i consiglieri testè nominati (in pratica degli assessori formato mignon, o vice assessori se preferite) accamperanno il diritto ad avere i quattrini necessari per portare avanti nel migliore dei modi il compito affidatogli. Anche perché, come ben si sa, si possono avere le intenzioni migliori del mondo, ma senza risorse non si va da nessuna parte. E questo farà sorgere, alla lunga, dei conflitti con gli assessori di riferimento e con lo stesso sindaco che, a nostro avviso, rimpiangerà di aver cercato ai di placare appetiti e ambizioni distribuendo deleghe a manca e a destra. Il consiglio comunale doveva, fra l’altro, discutere di Imu. Ma essendo questo un argomento caldo, si è preferito rinviare il tutto ai primi di settembre, in modo tale da affrontare la questione, dopo le vacanze, a mente fresca.

Altre notizie:

Da un momento all'altro un'importante multinazionale della caccia sportiva potrebbe siglare un accordo che porterebbe allo sgombero di fino a 48 mila membri della famosa tribù africana dei Masai dalla loro terra per fare posto a danarosi re e principi del Medio Oriente a caccia di leoni e leopardi. Gli esperti dicono che il via libera all'accordo da parte del Presidente della Tanzania potrebbe essere imminente, ma se agiamo ora possiamo fermare la svendita del Serengeti.  L'ultima volta che la stessa multinazionale ha costretto i Masai a lasciare le loro terre per fare spazio a ricchi cacciatori, uomini e donne sono stati picchiati dalla polizia, le loro case sono state date alle fiamme e il loro bestiame è morto di fame. Ma non appena la stampa ha cominciato a parlarne in modo critico, il Presidente della Tanzania Kikwete ha cambiato posizione e ha fatto tornare i Masai nella loro terra. Questa volta non c'è stata ancora una grande copertura da parte della stampa, ma possiamo sbloccare la situazione e forzare Kikwete a bloccare l'accordo se da subito mettiamo assieme le nostre voci. Se 150 mila di noi firmeranno, i media in Tanzania e in giro per il mondo inizieranno a parlarne e così il Presidente Kikwete riceverà il messaggio e dovrà ripensare a questo accordo mortale. Firma la petizione ora e mandala a tutti:  http://www.avaaz.org/it/save_the_maasai/?bciZgdb&v=17062 . I Masai sono gruppi semi-nomadi che hanno vissuto in Tanzania e in Kenya per secoli, giocando un ruolo fondamentale nel preservare il delicato ecosistema. Ma dal punto di vista delle famiglie reali degli Emirati Arabi Uniti, sono ostacoli per i loro lussuriosi party di caccia. Un accordo per sfrattare i Masai per fare posto a ricchi cacciatori stranieri è un male tanto per la fauna protetta quanto per le comunità che verrebbero spazzate via. Mentre il Presidente Kikwete si sta rivolgendo alle elite locali a lui più vicine per convincerle dell'utilità dell'accordo per lo sviluppo, la maggior parte delle persone vorrebbe solo mantenere la terra che sanno il Presidente potrebbe confiscare per decreto.  Il Presidente Kikwete sa che questo accordo sarebbe contestato dai turisti della Tanzania, una fonte fondamentale di entrate per il paese, e perciò sta cercando di tenere questa operazione lontana dal dibattito pubblico. Nel 2009 un simile esproprio di territorio in quest'area effettuato dalla stessa multinazionale che ci sta provando anche questa volta ha generato una copertura mediatica globale che ha contribuito a convincere Kikwete a fare marcia indietro. Se riusciamo a generare lo stesso livello di attenzione sappiamo che la pressione può funzionare.  Una petizione firmata da migliaia di persone può fare in modo che tutti i maggiori media globali presenti nell'Africa dell'Est e in Tanzania permettano spazzino via questo accordo controverso. Firma ora per chiedere a Kikwete di stracciare l'accordo:  http://www.avaaz.org/it/save_the_maasai/?bciZgdb&v=17062
Alcuni rappresentanti della comunità Masai proprio oggi si sono appellati urgentemente ad Avaaz per dare forza ad un appello globale per salvare la loro terra. Innumerevoli volte l'incredibile risposta di questa fantastica comunità ha fatto diventare cause apparentemente perse in partenza in risultati di enorme valore. Proteggiamo i Masai e salviamo gli animali per quei turisti che li vogliono catturare con le loro macchine fotografiche, invece che con le loro armi letali!  Con speranza e determinazione, Sam, Meredith, Luis, Aldine, Diego, Ricken e il resto del team di Avaaz. Per ulteriori informazioni:  Le multinazionali del turismo scacciano i masai (Società delle Missioni Africane)
http://www.missioni-africane.org/689__Le_multinazionali_del_turismo_scacciano_i_masai
Masai sfrattati e arrestati per far spazio ai safari di caccia (Survival)
http://www.survival.it/notizie/4903
Rapporto annuale di Amnesty International sulla Tanzania
rapportoannuale.amnesty.it/sites/default/files/Tanzania_0.pdf

 

 
Di pig (del 06/08/2012 @ 14:00:37, in politica, linkato 1629 volte)
Nel quartiere di Sa Rodia, a Oristano, sono iniziati i lavori di costruzione del Centro federale della Federcalcio regionale. Il progetto è frutto dell’iniziativa che il comune di Oristano e la Figc sarda hanno avviato per offrire agli sportivi un centro federale di primo livello. “Una piccola Coverciano sarda, come è stata ribattezzata dagli addetti ai lavori, a sottolineare l’importanza dell’intervento”, ha osservato l’assessore allo sport del comune di Oristano, Peppino Marras. Il rifacimento dei campi e la gestione trentennale dell’area sportiva è stata assegnata dal comune di Oristano al Comitato regionale della Figc, che investirà 3 milioni di euro per tre campi di calcio a 11, da due campi di calcetto e relativi spogliatoi. Il rifacimento totale delle strutture, rispettando gli standard richiesti dal Coni, sarà garantito dal comitato regionale della Figc, che se ne farà carico per ospitare partite di tutte le categorie della Lega Nazionale Dilettanti. “La Figc, che conta di concludere i lavori entro l’anno, ha confermato anche l’arrivo di un altro milione di euro rispetto alla previsione iniziale per il completamento dell’opera, che consentirà di far diventare Sa Rodia un’area sportiva di importanza regionale – ha aggiunto l’assessore Marras -. Insieme al nuovo palazzetto dello sport da 3 mila posti, alla piscina comunale e agli impianti di equitazione, il centro federale Figc consentirà di attrarre sportivi non solo dall’isola”. Il progetto prevede la valorizzazione dei tre campi di calcio che avranno il manto in erba artificiale di ultima generazione. Il campo principale potrà ospitare anche gare dei campionati nazionali professionistici. Saranno realizzate anche due nuove tribune in cemento armato. Una costituita da una doppia gradinata e l'altra che avrà nel volume sottostante due blocchi spogliatoi. La tribuna avrà una capienza di 885 spettatori. Altri interventi sono previsti per il Calcio a 5, che avrà un nuovo tappeto in erba sintetica. Sarà realizzato anche un secondo campo, per assecondare il crescente sviluppo della disciplina. Il progetto prevede anche un punto di ristoro. L’intervento comporta anche una riqualificazione delle aree interessate prevedendo la sostituzione degli eucalipti presenti, le cui radici nel tempo hanno danneggiato i manufatti, con alberi e arbusti tipici della Sardegna (leccio, farnetto, acero minore, ginepro). Le strutture saranno alimentate da collettori solari e pannelli fotovoltaici. Oltre alla normale attività federale con i campionati della Lega nazionale dilettanti, la Figc intende utilizzare l’area sportiva per stage dedicati ad allenatori, arbitri, bambini, ragazzi e categorie amatoriali. La presenza dell’Ostello della Gioventù favorirà, inoltre, l’integrazione dei servizi e offrirà una straordinaria opportunità per gli sportivi. “La Figc si è impegnata a fornire, a rotazione, a ogni istituto delle scuole primarie e secondarie di primo grado del comune di Oristano, in uso gratuito, per due ore la settimana, un campo in sintetico a 11 e un campo in sintetico a 5, nonché a sottoscrivere convenzioni con i gruppi sportivi della città e a cedere gli impianti a uso gratuito per due tornei all’anno, organizzati direttamente o con il patrocinio del comune di Oristano”, ha detto ancora l’assessore Marras, che proprio stamattina ha effettuato un sopralluogo nel cantiere per verificare lo stato dei lavori. “Nell’attesa che si concludano gli interventi a Sa Rodia – ha concluso Peppino Marras -, per sopperire ai possibili disagi provocati dalla temporanea chiusura di quei campi, il comune sta effettuando i lavori di sistemazione del campo di Donigala, che a breve potrà essere pienamente fruibile dagli sportivi”.

"Sono 722 mila, gli utenti danneggiati dai comportamenti gravemente lesivi dei diritti dei consumatori dalla società Abbanoa, che gestisce le risorse idriche in Sardegna". L’ha denunciato  l'Adiconsum, che ha chiesto all'Autorità per l'energia elettrica ed il gas di porre fine alle "pratiche scorrette" nei confronti dei clienti dei vecchi gestori. L'associazione rileva "…mancata informativa agli utenti del cambio di gestore e, quindi, delle condizioni contrattuali, ivi comprese le tariffe; mancata lettura dei contatori; invio di fatture comprendenti i consumi erogati dai precedenti gestori e mai fatturati a saldo; applicazione delle tariffe di Abbanoa (più elevate) anche per i consumi precedenti. Stesse pratiche scorrette, secondo l’Adiconsum, sono state adottate nei confronti di quei consumatori serviti direttamente dai comuni”. Per quanto riguarda gli utenti privati l'Adiconsum ha denunciato "…l'applicazione di tariffe maggiorate ed illegittime, come dimostrato dalle sentenze dal Tar e dal Consiglio di Stato, anche nel periodo di non potabilità dell'acqua, non effettuando lo sconto del 50%, e fatture non veritiere, calcolate sulla base di presunti consumi dichiarati reali, oltre a fatture in acconto, con consumi abnormi, relative a periodi anche di 3 anni; fatture a saldo anche di 5-6 anni, con possibilità di rateizzare entro 20 giorni o, al massimo, entro 2-3 mesi, dietro presentazione della dichiarazione Isee". L'Adiconsum  ha denunciato anche "…le mancate risposte ai reclami degli utenti e nessuna convocazione delle Commissioni di conciliazione, concordate con le Associazioni Consumatori, per risolvere i contenziosi e intimazioni dell'immediato pagamento delle fatture, pena l'immediata sospensione del servizio, nonostante le contestazioni e le legittime richieste di chiarimenti degli utenti.  Di fronte al reiterarsi di tali comportamenti, gravemente lesivi dei diritti dei consumatori – ha  sostenuto Adiconsum -, abbiamo inviato all'Autorità per l'energia elettrica e il gas, ora competente anche per le questioni relative al servizio idrico, un esposto-denuncia di nove  pagine, contenente tutte le "cattive pratiche" di Abbanoa”.

Altre notizie:

Il consiglio comunale di Oristano è stato convocato per mercoledì 8 agosto, alle 18, per dicutere del seguente ordine del giorno: 1) Interventi integrati per il lavoro (Iniziative locali per lo sviluppo e l’occupazione). Riprogrammazione fondi provenienti da economie annualità 1999-2005. 2) Contestazione della causa di ineleggibilità per l’Assessore Efisio Sanna. 3) Mozione Naitza, Lai e Cocco: “Sorteggio degli scrutatori”. 4) Ordine del giorno Solinas e Falconi: “Riduzione aliquote Imu - programmazione delle Politiche della Casa”. 5) Mozione urgente Uras, Serra, Puddu, Pisanu “Revisione dell’aliquota Imu su  prima casa e sue pertinenze o eventualmente  sua esclusione. 6) Mozione urgente Lutzu “Riduzione dell’aliquota Imu sulla prima casa dallo 0,5% allo 0,4%”. 7) Mozione Obinu, Martani, Naitza e Lilliu: “Imposta Municipale Propria”. 8) Ordine del giorno Lilliu: “Proposta di azioni tese all’accertamento della presenza di amianto nel comune di Oristano, allo smaltimento dello stesso e alla bonifica dei siti interessati”. 9) Ordine del giorno Lilliu: “Progetto amianto e le scuole anno 2012-2013”.

Una mozione urgente sugli interventi di riqualificazione urbana delle strade e dei marciapiedi  di Oristano e frazioni è stata presentata da Andrea Lutzu del Pdl. Questo il testo: Premesso che: Viste la delibera di G.C. n°  202 del 19/11/2009, con la quale venne approvato uno studio di fattibilità riguardante interventi  relativi a “Lavori di riqualificazione urbana - viabilità ed impianti sportivi”, redatto dal Responsabile del Servizio LL.PP., dell’importo complessivo di € 3.500.000,00,  di cui € 2.250.000,00 da destinarsi alla riqualificazione della viabilità ed € 1.250.000,00 alla riqualificazione degli impianti sportivi. Visto l’atto aggiuntivo al Programma integrato d’area OR – Campidano dell’agosto 2010, firmato dal sottoscritto in qualità di Vice Sindaco del Comune di Oristano in rappresentanza del Sindaco Angela Nonnis, con il quale si assegnavano al Comune di Oristano 8 milioni 700 mila Euro per i lavori di ampliamento del porto turistico e dei pescatori di Torre Grande e per la riqualificazione urbana della viabilità e degli impianti sportivi. Visto l’inserimento delle seguenti opere già da allora nel Piano delle Opere Pubbliche. Vista la nota dell’Ass. ai LL.PP. del Comune di Oristano e le varie riunioni avute con la Regione con la quale si chiedeva agli Assessorati competenti (LL.PP. e Programmazione) che il provvedimento di delega sui finanziamenti fosse distinto in due parti, di cui uno da 2.250.000,00 di euro per strade e marciapiedi ed uno da 1.250.000,00 di euro per gli impianti sportivi, al fine di poter attuare due appalti e di poter condurre due progettazioni organiche per settori. Considerato che: Vista la impellente urgenza di intervenire sulle strade e sui marciapiedi della citta e delle frazioni. Visto il precedente intervento che ha sistemato quasi 5 Km. di strade con le relative barriere architettoniche (con 600.000 euro di finanziamento della R.A.S.), tra cui importanti arterie cittadine come Via Diaz, Via Solferino, Via Sardegna, Via Mazzini etc… Al fine di continuare in questa programmazione che ha previsto anche l’intervento di circa 1Km. di strade e marciapiedi nuovi sull’ingresso nord della città. Verificato che purtroppo ad oggi non è stata avviata alcuna attività di progettazione preliminare. Ricordando infine che nella scorsa legislatura venne a più riprese fatta dall’Assessore competente la proposta di discutere e deliberare in Consiglio Comunale gli indirizzi relativi a questo fondamentale intervento sul decoro e sulla viabilità della città, e che questa proposta ebbe il plauso di maggioranza ed opposizione sia nelle Commissioni che in Consiglio Comunale. Verificato che: Con delega del 21/12/2011 nelle Casse del Comune di Oristano (Reversale n° 4649) sono stati versati euro 225.000,00 come anticipazione del 10% dell’importo complessivo del finanziamento di euro 2.250.000,00 per i lavori di riqualificazione urbana della viabilità. Impegna il Sindaco e la Giunta: 1) A portare urgentemente in Consiglio Comunale la programmazione dell’intervento da effettuare sulle strade e sui marciapiedi della città e delle frazioni. 2) Ad accelerare al massimo la fase di progettazione e di indizione dell’appalto al fine di intervenire con urgenza in un settore che non può assolutamente aspettare.

Dal 9 agosto, a Torregrande, si potrà usufruire dei due bagni pubblici, costruiti dal comune di Oristano sul lungomare, agli incroci con la via Amalfi e con la via Tommaseo. “Realizzate grazie a un progetto da 67 mila euro – ha detto l’assessore Efisio Sanna ,- le due strutture sono state costruite in moduli prefabbricati secondo le prescrizioni del Piano di utilizzo del litorale, del Piano chioschi, del Piano particolareggiato di Torregrande e del Codice dei beni culturali e del paesaggio. I due nuovi bagni pubblici, che entrano, finalmente, in servizio dopo un ritardo sicuramente eccessivo, sostituiscono quelli vecchi non più funzionanti”. I bagni, con servizi per gli uomini, per le donne e per i disabili, potranno essere utilizzati a offerta e apriranno tutti i giorni, dalle 9 alle 19. L’apertura, la chiusura, la custodia e la pulizia sarà garantita dai lavoratori assunti dal comune con il bando per le povertà estreme.

L'assessore al Lavoro della Provincia di Oristano, Alessandro Murana, ha inviato all'assessore regionale, Antonio Liori, una nota nella quale richiede un intervento urgente per la risoluzione dei problemi venutisi a creare con il bando “Impresa Donna”. "Quotidianamente - ha commentato Alessandro Murana - i nostri uffici raccolgono numerose lamentele in merito alla procedura di finanziamento dei progetti relativi al bando “Impresa Donna”. Lo stesso consiglio provinciale ha evidenziato le numerose criticità presenti nell’attuazione del bando, che hanno determinato una evidente discriminazione per molte donne della provincia di Oristano che intendevano candidarsi per l’avvio di un progetto d’impresa. Criticità incrementate dal blocco degli uffici postali che si era verificato proprio nel giorno e nell'orario di apertura del bando". Un aspetto importante, quest'ultimo, tenuto conto che il criterio principale per la partecipazione al bando è quello cronologico di presentazione delle domande, ovvero della loro spedizione tramite Raccomandata A/R. "Il criterio – ha evidenziato l'assessore Murana - già di per se discutibile, visto che non può essere di certo definito meritocratico, è stato, di fatto, invalidato, per imprevisti problemi di natura informatica. Alle 10 del giorno di apertura della procedura a sportello dell'agevolazione, infatti, i sistemi informatici delle Poste Italiane hanno subito un vero e proprio black out, cosa che ha recato una gran confusione nell'utenza ma che non ha colpito, uniformemente, tutti gli uffici postali e non ha avuto la stessa durata. Tutto ciò ha dato luogo ad una forte disparità nella procedura, e ha creato incertezze che hanno portato gli utenti a reagire nei modi più disparati: chi recandosi presso altri uffici postali, perdendo la precedenza acquisita, altri recandosi presso poste e corrieri privati, altri ancora hanno atteso, invano, presso poste italiane la riattivazione dei collegamenti. Altri, invece, sono riusciti ad avere un'attestazione manuale da parte delle poste di come il plico fosse stato inviato alle ore 10. Una situazione, quest'ultima, che ha ingenerato, legittimamente, forti dubbi e perplessità sulle corrette attestazioni apposte dai vari uffici postali della Sardegna. Tenendo conto, tra l'altro, che mentre numerosi uffici postali hanno accolto i plichi, tanti altri si sono rifiutati di attivare le procedure manuali per l’accettazione e spedizione, negando così il diritto di presentare l’idea progetto e perpetrando, in tal modo, un evidente disparità di trattamento. La Provincia di Oristano, attraverso il Servizio di promozione dell'autoimpiego, ha erogato, come sempre, tutto il possibile supporto all'utenza, giungendo a sostituire ripetutamente i servizi di assistenza tecnica promessi dalla Regione, collaborando con gli stessi utenti nella stesura delle domande.  Ma tutti gli sforzi messi in campo sono stati, in parte, vanificati dalle procedure selettive scelte dalla Regione - ha rimarcato ancora l'assessore Murana - La situazione che si è venuta a creare per effetto dei disservizi tecnici alle poste ha di fatto danneggiato tutte coloro che, pur avendo i requisiti richiesti dal bando regionale, si sono trovate nell’impossibilità, non certo a loro imputabile, di poter inviare il proprio progetto in termini utili all’ammissione dello stesso". L'assessorato regionale al Lavoro deve prendere atto della gravità della situazione venutasi a creare - prosegue l'assessore -  individuando soluzioni che, senza condurre all’annullamento del bando, tutelino anche coloro che non si sono trovate ad operare in condizioni di parità di trattamento nell’invio della domanda. Per questa ragione - ha concluso Murana - si auspica, come possibie rimedio, la messa a bando, a breve termine, di nuove risorse, con le quali si possa offrire una nuova opportunità alle potenziali beneficiarie che hanno subito un pregiudizio dal precedente avviso, al fine di attenuare le polemiche, lo scontento generale e la disaffezione verso le Istituzioni, che simili situazioni rischiano di ingenerare, seppur in assenza di responsabilità dirette".

Tutte le informazioni turistiche sulla fruibilità della Provincia di Oristano si trovano in un banner digitale bifacciale (dimensioni mt. 2,50x1,20, costo 2500 euro) che l’assessorato provinciale al Turismo, attraverso il Sistema turistico locale, ha installato all’ingresso del porticciolo turistico di Oristano. Questo grazie anche  al Comune di Oristano, le Marine Oristanesi (che gestiscono la struttura) e  l’Associazione dei diportisti  il “Gabbiano”.  Alla breve cerimonia d’installazione del pannello erano presenti, fra gli altri, l’assessore provinciale al turismo, Gianfranco Attene; l’assessore al turismo del Comune di Oristano, Peppino Marras; il direttore tecnico delle Marine Oristanesi, Gian Marco Camedda; e Gianni Salis presidente del “Gabbiano”. “Il collegamento con il pannello digitale – ha detto l’asessore Attene - avviene cliccando sul sito GoOR, e così si entra all’interno delle tematiche e delle opportunità  più rilevanti del territorio: beni culturali, enogastronomia, eventi e tradizioni, ambiente e natura, artigianato, servizi, ospitalità. Il porticciolo turistico e da pesca di Oristano diventa, quindi, una delle porte d’ingresso attrezzata per far conoscere la globalità dell’offerta della Provincia, estesa a tutti i settori.

Oristano festeggia un’altra centenaria: Teodolinda Pini. Nonna Linda, come è conosciuta da tutti, è nata a Grosseto, il 5 agosto del 1912, vive in Sardegna dal 1951 e a Oristano dal 1956. Sposata con il maresciallo della Guardia di Finanza, Vincenzo Lisini, ieri nonna Linda è stata festeggiata dai figli Sandro e Roberta, dai sette nipoti e dai due pronipoti. Insieme a loro, per spegnere le 100 candeline di Nonna Linda, anche il Sindaco di Oristano, Guido Tendas, che ha voluto portare di persona gli auguri dell’amministrazione comunale e dell’intera comunità oristanese, consegnando alla nonnina una targa ricordo raffigurante Eleonora d’Arborea.

 
Di pig (del 04/08/2012 @ 16:30:01, in politica, linkato 884 volte)
Con una riflessione sulla crisi che sta vivendo il Paese, e Oristano in maniera particolare, e un riferimento all’orgoglio e al senso di responsabilità che devono accompagnare l’azione di chi in questo momento è chiamato ad amministrare, il sindaco Guido Tendas ha aperto le dichiarazioni programmatiche per il quinquennio 2012-2017. Dichiarazioni programmatiche da noi già pubblicate il 1° agosto, e a cui vi rimandiamo, per non tediarvi ulteriormente, visto che riteniamo le dichiarazioni programmatiche tra i compiti più noiosi, inutili e “bugiardi”, a cui un sindaco, nelle primissima fase del suo insediamento, deve necessariamente adempiere. Passiamo, quindi, alle risultanze del dibattito. Secondo Salvatore Ledda (Idee rinnovabili) “…da queste dichiarazioni non emergono soluzioni e neppure grandi idee. Queste dichiarazioni programmatiche sono la sintesi degli ultimi cinque anni, dei tentativi e degli slanci di un'amministrazione che ha tentato di raggiungere i risultati. Serve qualcosa di più, qualcosa di forte, un richiamo fortissimo a una città compatta… Signor sindaco, lei ha commesso due errori. Il primo è strategico, il secondo morale. Quello strategico è quello che ha fatto sì che con le azioni che ha compiuto fino ad oggi si ricompattasse la minoranza. Una minoranza che è maggioranza nella città. Il secondo errore fa riferimento all’assessore all'Ambiente. Nelle dichiarazioni programmatiche fa più volte richiamo all'etica e alla trasparenza e allora non si può consentire che un assessore che lavora per una società possa far parte della giunta con le competenze che riguardano quella società”.  Franco Serra (Udc): “I cittadini non chiedono tanto, chiedono i servizi: strade, decoro urbano, verde pubblico, illuminazione, ma soprattutto servizi sociali attenti e puntuali, in un momento di grande difficoltà. Servizi che hanno bisogno di un coordinatore e di una struttura operativa. Occorre affrontare il problema della casa e dedicare maggiore attenzione a un servizio essenziale come quello offerta da Informacittà che opera in locali assolutamente non idonei”. Andrea Lutzu (Pdl): “Ho ascoltato dichiarazioni programmatiche deludenti. Avrei pensato e sperato in qualcosa di più concreto, di più realistico, di più politico, di meno prolisso. Le 36 pagine di dichiarazioni programmatiche in molte parti le devo condividere, perché molte cose sono la storia degli ultimi cinque anni di amministrazione. Ma al di là di questo sono dichiarazioni deludenti perché sono solo una manifestazione di intenti. Nessuna parola sul patto di stabilità. Nessuna parola sulle tasse e sull'Imu e, anzi, mi sembra di cogliere una disponibilità ad un innalzamento della pressione fiscale anche per l’erogazione di servizi principali… Consiglierei al sindaco Tendas l'istituzione del difensore civico. Una cosa che non è prevista nelle dichiarazioni programmatiche e nel programma elettorale. Una figura che potrebbe diventare un deterrente nei confronti di tante cose, a iniziare dalle bollette pazze di Abbanoa. E inviterei a vigilare sui finanziamenti concessi al comune, da quelli per l’amianto a quelli per i Pia. 20 milioni di euro concessi dalla giunta regionale di centrodestra”. Giuseppe Puddu (Udc): “Le dichiarazioni programmatiche ricalcano tediosamente il programma elettorale della formazione politica che ha ottenuto il consenso della maggioranza dei cittadini che si sono recati alle urne. Ma non conta tanto ciò che si dice di voler fare, quanto ciò che si riuscirà a fare e a realizzare. Staremo a vedere se alle parole seguiranno fatti concreti. Certo stando alle valutazioni del segretario provinciale del suo partito non c'è stata la svolta attesa. Inoltre, signor sindaco, non vuole prendere coscienza di qualche grosso conflitto di interesse tra qualche assessore e l'amministrazione da lei guidata, non si vuole prendere atto della situazione antipatica che si è creata, messa in evidenza anche formalmente dalla nostra mozione. Un problema tanto più grande perché riguarda un assessore dipendente di una società, alla quale si dovrebbero contestare infrazioni, violazioni di contratto, infliggere penali, fino a richiedere la risoluzione del contratto per colpa e inadempienza interdicendola alla partecipazione della nuova gara d'appalto… Siamo alla vigilia dei funerali di Stato della quarta Provincia della Sardegna e questo avviene nella generale indifferenza e nel più assordante e terrificante silenzio. 30/40 anni or sono, i nostri padri riuscirono a superare forti divisioni ideologiche e non inferiori passioni politiche, riuscendo a operare e decidere uniti, anteponendo ai piccoli interessi di parte, i grandi interessi della collettività”. Giuseppe Obinu (Pd): “Questa amministrazione ha già compiuto alcune azioni che segnano la differenza rispetto al passato. Già la possibilità di seguire le sedute del consiglio comunale in streaming dal computer di casa è un segno di questo cambio di passo. Ma è importante l’attenzione che si vuole dedicare all'abbattimento delle barriere architettoniche, che dovrà essere completato per una mobilità più facile. Così come l'elogio della lentezza, con il suo carico di significati e la delicatezza che porta con sé. È proprio una filosofia di città diversa quella che vogliamo disegnare, con ricadute sull'inquinamento e sulla salute del cittadino. Abbiamo iniziato un percorso che pur andando in avanti guarda alla storia e al carattere proprio di Oristano, alla sua vocazione agricola, alla sua storia medievale di città regia, i cui tempi sono sempre stati scanditi dalle stagioni, senza fretta, con saggezza, con occhio al presente, la bonifica dell'amianto il decoro urbano, l'investimento prioritario sui servizi sociali che rimettono in gioco tutti i soggetti che per un motivo qualsiasi della vita rischia di restare fuori dal gioco. Un occhio al domani, che altrove è già oggi, la modernizzazione, la cablatura della città”. Emilio Naitza (Noior): “Stiamo vivendo uno di quei passaggi storici determinanti, in cui il contesto internazionale ci ha lanciato una tremenda sfida di tipo politico. Un momento storico, per intenderci, come lo fu quello del ‘19, del ‘43, del ‘48 o dell'89. Tutti passaggi in cui si palesò, tragicamente, l'inadeguatezza della classe politica al governo. Ferma, statica, di fronte a un mondo che invece cambiava molto velocemente e che ti imponeva di cambiare molto velocemente. Stiamo vivendo sordi e ciechi questo momento da ormai diversi anni…“Bisogna rispondere per un verso progettando, costruendo e mettendo accanto ai cittadini un'amministrazione efficiente, capace e dialogante, attivando tutto ciò che nell'immediato può generare sollievo alle esauste situazioni locali, per un altro ancora impostando politiche e soluzioni a medio e lungo termine, in grado di dare un'idea di futuro. Le sue dichiarazioni, signor sindaco, danno un ritratto un'immagine di città che noi condividiamo in pieno, un'immagine di città futura che abbiamo condiviso sin dal primo momento della sua candidatura alle primarie. Siamo consapevoli della necessità, dell'urgenza di dedicare alla revisione della spesa un occhio di riguardo. Siamo allo stesso tempo preoccupati fortemente dell'accentramento della spesa. Per questi motivi sarà necessario, nel rispetto della normativa ovviamente, modulare la necessaria e non procrastinabile revisione della spesa, tenendo conto, però, che l'obiettivo di tutti noi è e deve essere l'arricchimento del nostro territorio e non il suo impoverimento. Qualità della vita e solidarietà devono essere le linee guida del nostro operare”. Giampaolo Lilliu (Sel): “Dobbiamo andare verso un patto sociale forte con le istituzioni, le amministrazioni, le associazioni di volontariato, le associazioni di categoria, i sindacati, e insieme promuovere iniziative e dare risposte immediate ai vecchi e nuovi bisogni. Questo patto sociale lo dobbiamo fare insieme, con l'unità dell'intero consiglio. E dobbiamo lavorare su un progetto di sviluppo economico e sociale per la città di Oristano, che passa attraverso la valorizzazione dell'agricoltura e del turismo culturale. Idee e progetti che devono avere come prima e assoluta priorità il lavoro, accompagnato dal coraggio di investire… Il nostro obiettivo è mantenere i servizi in questo momento di forte criticità, creare una rete di servizi competitiva, di qualità e di quantità, capace di dare risposte. Questa è la scommessa che noi dobbiamo vincere e la vinciamo insieme, ne sono convinto, perché non può essere diversamente, perché i cittadini ci guardano”. Giuliano Uras (Udc): “Sapevo che la genericità che avevo trovato nel programma di governo durante la campagna elettorale l'avrei ritrovata nelle dichiarazioni programmatiche, però mi aspettavo un po' più di decisione e di coraggio. Se è vera l'analisi preliminare che il sindaco ha fatto nelle sue dichiarazioni, di uno stato di necessità e di emergenza straordinaria, a stati di emergenza straordinaria devono corrispondere atti politici straordinari… Il Sindaco nei primi giorni di governo ha presentato la giunta al personale del comune, ma non ha affrontato con i dipendenti alcuni nodi cruciali che ci sono, le sacche micidiali di inefficienza e di qualità nell'erogazione dei servizi, in alcuni casi la scarsa propensione alla disponibilità nei confronti dell'utente, in altri la conservazione di piccoli poteri, in altre ancora un'eccessiva esposizione che crea dei contropoteri nei confronti dell'amministrazione comunale. E parlo, con cognizione di causa, di alcuni dirigenti. Il sindaco ha un potere enorme, ma lo deve esercitare se alle spalle ha una squadra compatta, le idee chiare, un supporto giuridico amministrativo che gli deriva dal segretario o qualche consulenza esterna di un certo peso. Allora esiste la rotazione dei dirigenti, un modo per non farlo affezionare al suo ruolo, perché questo porta un'identificazione dei suoi uomini, del suo ruolo e quindi di una gestione del potere troppo eccessiva”. Renato Piras (Pd): “La giunta proposta dal sindaco Tendas per me rappresenta un indiscutibile segnale di cambiamento, una squadra fortemente motivata, scelta in base a competenze personali e di genere. Segno che esiste una volontà precisa di amministrare la città, tenendo conto di tutte le specificità che la compongono. Il punto di partenza della nostra amministrazione deve essere il dialogo, il coinvolgimento e la partecipazione dei cittadini. L'obiettivo irrinunciabile del nostro operare sarà, infatti, il cittadino. Perciò vogliamo fare una politica per i giovani, per gli anziani e per le famiglie. Queste, insieme all'ambiente, dovranno necessariamente essere le nostre priorità. Dobbiamo cercare di garantire a tutti una buona qualità della vita, una gestione dei rifiuti attenta e non inquinante, e una maggiore attenzione al verde. La linea programmatica espressa in precedenza dal signor sindaco è tesa a risolvere questi problemi”. Mauro Solinas (Fortza Paris): “Il problema maggiore di questa città, in questo momento, è sicuramente quello di dare risposte ai cittadini. Questo deve essere il nostro impegno. Per questo motivo, dico che non c'è il tempo di andare in ferie: con drammaticità dobbiamo guardare alla disperazione che vivono le famiglie più deboli della città e ogni nostra azione deve essere rivolta a creare lavoro…Abbiamo una città che, storicamente, ha come sua prima vocazione l'agricoltura e su questo tema presenterò un'interpellanz,a perché occorre riservare alle campagne la necessaria attenzione. Così come dovremo puntare a una vendita del patrimonio per favorire insediamenti di tipo turistico”. Tonino Falconi (Oristano bene comune): “Il Sindaco ha invitato a valorizzare tutto quello che è il nostro patrimonio materiale e immateriale, soffermandosi non poco sull'ambiente. Ha trovato progetti quasi cantierabili, come il progetto integrato per il paesaggio sul Golfo di Oristano. Io vorrei che si portasse a compimento il progetto di riqualificazione urbana ed extraurbana, con la piantumazione degli argini, possibilmente con delle essenze, con delle piante rosse, rosso porpora, che è il colore tipico dei fenici. Un fatto che può caratterizzare la città di Oristano… Nelle dichiarazione programmatiche non si fa alcun accenno al piano strategico, né si dedica attenzione all'aeroporto (una struttura che merita grande attenzione), né al polo intermodale”.  Roberto Martani (Insieme): “Conoscendo bene il programma e il sindaco sono certo che gli appunti mossi oggi saranno uno stimolo per questa amministrazione… Si parla di riduzione delle aliquote Imu, ma non vorrei che si volesse solo cavalcare uno slogan, considerati i problemi di questa città che sono sviscerati da tutti. Quindi, per giungere alla riduzione dell’Imu, occorre trovare alternative in bilancio… Sullo sport e sugli impianti sportivi, problema molto critico per la città, abbiamo ereditato dal passato delle grandi criticità. Siamo stati abituati a fruire a basso costo o a costo prossimo allo zero degli impianti comunali. Ciò ha comportato un'inaccettabile compromesso: paghiamo poco e, pertanto, ci accontentiamo di poco. Questo non è più tollerabile perché gli impianti sportivi così gestiti sono ormai al collasso e manifestano tutte le loro criticità in termini di vetustà e carenza di manutenzione. Troviamo delle modalità di gestione e di concessione degli impianti che ne garantiscano la fruibilità”. Dopo la replica del sindaco, al momento del voto Salvatore Ledda ha annunciato l’astensione, Giuliano Uras per l’Udc, Andrea Lutzu per il Pdl e Mauro Solinas per Fortza Paris hanno annunciato il voto contrario, mentre  Giuseppe Obinu, Roberto Martani, Emilio Naitza e Giampaolo Lilliu (per Pd, Insieme, Noior, Sel) si sono espressi per il voto favorevole dei rispettivi raggruppamenti. Alla fine su 20 presenti, 19 votanti, 14 favorevoli e 5 contrari. Il consiglio ha aggiornato i lavori a mercoledì 8 agosto, alle 18.

In apertura della seduta, il presidente del consiglio comunale di Oristano, Marco Cossu, ha rivolto un augurio alla Tv locale oristanese, Nova Tv.  “A titolo personale – ha detto Cossu - e a nome di tutto il consiglio comunale, voglio esprimere solidarietà per la situazione in cui si trova Nova Tv. Invito tutti ad impegnaresi per trovare una soluzione, perché Nova Tv superi la crisi che sta attraversando, e ritorni ad essere la televisione che tutti abbiamo sempre conosciuto a Oristano”.

 
Di pig (del 01/08/2012 @ 14:30:04, in Politica, linkato 1192 volte)
“Come avete potuto vedere, vi ho trasmesso le linee programmatiche che ho concordato con la giunta. Ho una proposta da farvi: dal momento che io e la giunta abbiamo aderito a una richiesta dello statuto, che prevede che le dichiarazioni programmatiche vengano dibattute nella prima seduta del consiglio comunale, vi proporrei, stante la necessità di regolarizzare il funzionamento del consiglio comunale e, quindi, di dare spazio all'istituzione delle commissioni permanenti e nomina dei commissari, di mandare avanti questo pomeriggio i punti 6, 7, 8 e 9 dell'ordine del giorno, perché sono materie che richiedono una certa urgenza, e poi spostare le dichiarazioni programmatiche al primo punto dell'ordine del giorno di venerdì. Mi scuso per questa proposta  perché immagino che sia diritto da parte della cittadinanza, oltre che dei consiglieri comunali,  conoscere le dichiarazioni programmatiche, ma vi chiedo questa cortesia per dare la possibilità al consiglio di entrare nella sua piena operatività, affrontando subito alcuni problemi urgenti per la nostra città”. Così ha esordito il sindaco, Guido Tendas, nella seduta di ieri del consiglio comunale di Oristano. La proposta di Tendas è stata accolta e le dichiarazioni programmatiche sono slittate a venerdì prossimo. Tranquillizziamo subito il neo sindaco, perché alla stragrande maggioranza degli oristanesi non importa un bel niente delle belle intenzioni, di tutto quell’insieme di buoni propositi che, pomposamente, vengono definite (da sempre) dalla maggioranza “dichiarazioni programmatiche” e dall’opposizione, non a torto, “libro dei sogni”, visto che  i buoni propositi rimangono spesso tali e che dei numerosi punti del programma si riesce, solitamente, a realizzarne, quando va bene, solo una minima parte. Detto questo, in apertura della seduta il presidente del consiglio comunale, Marco Cossu, ha ufficializzato quanto già si sapeva, e cioè che il capogruppo del gruppo Pd sarà Giuseppe Obinu, mentre quello di Insieme sarà Roberto Martani. Il sindaco ha, quindi, dato lettura del parere del segretario generale del comune sul problema dell’eleggibilità e incompatibilità dell'assessore Efisio Sanna (e speriamo che questa sia, finalmente, l’ultima volta. ndr). Il segretario, in sintesi, ha concluso affermando che “…nei documenti in possesso del comune risulta che l'assessore Sanna non ha poteri di rappresentanza e coordinamento che per qualità e quantità siano tali da incidere sulla politica complessiva dell'ente o sulle scelte rilevanti nei rapporti col comune. Risulta agli atti, peraltro, che l'assessore Sanna è stato collocato in aspettativa non retribuita dal suo datore di lavoro dal giorno 16 luglio 2012”. Chiarito questo, il sindaco ha comunicato al consiglio “…le deleghe che ho affidato ad alcuni consiglieri comunali per favorire, man mano, la perdita di deleghe che io come sindaco mi sono tenuto nell’accorpare gli assessorati”.  A Marco Cossu  è stata attribuita la delega  per materie e problematiche riguardanti Massama e Nuraxinieddu; a Stefano Mureddu quanto riguarda Donigala e Rimedio; l’assessore Peppino Marras, si occuperà, fra l’altro, anche dei problemi di Torregrande; mentre l’assessore Scintu seguirà più da vicino Silì, San Quirico, Tiria e Pesaria. “Gli assegnatari dei predetti incarichi – ha detto Guido Tendas - avranno come riferimento il sindaco e l'assessore competente, senza possibilità di impegnare l'amministrazione comunale all'esterno. L'attività deve essere svolta in coordinamento con l'assessore di riferimento e con il sindaco anche per gli aspetti organizzativi”. Nei prossimi giorni, il sindaco assegnerà ad altri consiglieri comunali nuove deleghe su temi specifici, come, per esempio, l’amianto per Lilliu, e Spanu per quanto riguarda i problemi dell'innovazione e della fibra ottica. “Nell'assemblamento delle varie deleghe – ha detto Tendas - abbiamo cercato di tener conto della situazione, di come è strutturato il comune, in base ai cinque settori in cui è organizzato. Poi, partendo da una considerazione, io non sono Maometto che poi alla sua morte ha lasciato i califfati, gli assessori  non sono califfi, proprietari delle proprie deleghe. Molte deleghe potranno essere aggiustate per tante esigenze, così come verranno rimodulate anche le deleghe dei dirigenti, se si renderà necessario. Siamo consapevoli di essere in una situazione in cui con le novità che si stanno abbattendo sui comuni, la spending review non è una cosa di poco conto, aggiusteremo il tutto, anche tenendo conto delle indicazioni che verranno dal consiglio”.  Per il resto, su quanto accaduto nella seduta, ci affidiamo al resoconto del solerte e ottimo Ufficio stampa del comune di Oristano.

Il consiglio ha, quindi istituito, le commissioni consiliari permanenti. Sono sei e non più otto, una per ogni assessorato, come previsto dallo Statuto comunale, composte da cinque consiglieri, tre di maggioranza e due di minoranza. Su proposta dell’assessore all’Urbanistica, Filippo Uras, il consiglio comunale ha poi adottato la variante al Puc, e approvato le modifiche al progetto per la riqualificazione dell’area della case minime, per poter partecipare a un bando regionale attraverso il quale poter realizzare 14 nuovi appartamenti, in aggiunta ai 7 già previsti come residenze a canone concordato. L’intervento di housing sociale mantiene inalterate le altre previsioni del progetto vincitore del concorso di idee bandito dal Comune di Oristano nei mesi scorsi. “Le unità abitative passano da 7 a 21, ma la sistemazione urbanistica dell'area è assolutamente inalterata - ha affermato l’assessore Uras, che ha evidenziato l’importanza di una rapida approvazione della delibera per poter partecipare al bando regionale che scade il 3 Agosto -. Dal punto di vista urbanistico occorre l’adeguamento della zona S2 alle nuove finalità del progetto”. Nel corso del dibattito sono intervenuti Giuseppe Puddu, che ha espresso perplessità sul ritardo con cui il progetto è stato presentato; Mauro Solinas, secondo con il nuovo progetto cui il carico abitativo su quella zona diventerebbe eccessivo; Andrea Lutzu che ha chiesto l’esame preventivo in commissione urbanistica, evidenziando il grosso impegno finanziario a carico del comune conseguente alla rimodulazione del progetto; Salvatore Ledda, che ha chiesto in base a quali indirizzi politici sia stata formulata la proposta di delibera, sostenendo l’incoerenza della proposta rispetto al nuovo Puc.  Secondo Giuseppe Obinu il progetto offre una grande opportunità per la comunità di Oristano per migliorare la qualità della vita, valorizzare gli spazi verdi e realizzare una politica in favore della casa, attraverso interventi di edilizia residenziale pubblica; per Giuliano Uras il comune ha altre opportunità di intervento nel campo dell’housing sociale, mentre il nuovo intervento previsto per l’area delle ex case minime va contro le nuove tendenze dell’urbanistica limitando fortemente il progetto originario e prevedendo un carico abitativo troppo elevato. Roberto Pisanu ha evidenziato la mancanza della necessaria copertura finanziaria; Roberto Martani ha esortato il consiglio comunale a non perdere una buona occasione; Maria Lucia Mocci ha sottolineato l’importanza del progetto, che completa la riqualificazione dell’area, grazie a nuovi alloggi, parcheggi e la piazza. Si è detto d’accordo anche Emilio Naitza, che ha evidenziato l’importanza dell’investimento di un milione 670 mila euro per l’housing sociale  “Ho grande fiducia che questa zona, proprio perché ci saranno 21 alloggi di housing sociale, grazie a questo progetto possa modificarsi in senso positivo – ha spiegato il sindaco Tendas -. Con l'immissione di questo nuovo tipo di alloggi a canone concordato, quella zona cambierà. La proposta prevede, come detto, la realizzazione di 21 alloggi, ma anche la conferma delle aree parcheggio, la riqualificazione dell'area per la realizzazione di spazi per funzioni sociali e culturali di quartiere, oltre che per il mercatino rionale. Per la copertura finanziaria si attingerà a un mutuo con la Cassa depositi e prestiti”. La proposta è stata approvata con 17 voti a favore, 4 astenuti e 3 contrari.

Il consiglio comunale di Oristano ha approvato invece all’unanimità, il “Progetto Padd”, per l’inserimento lavorativo di disabili per la digitalizzazione degli archivi. “Il progetto, che coinvolge anche la Provincia di Oristano (ente capofila) e i comuni di Abbasanta, Cabras, Laconi e Terralba e la Cooperativa sociale digitabile onlus, è in parte finanziato dal ministero dell'interno, e prevede l’inserimento socio-lavorativo per la digitalizzazione ottica degli archivi degli enti aderenti: uno per la Provincia, tre per il comune di Oristano e uno ciascuno per i comuni di Abbasanta, Cabras, Laconi e Terralba”,  ha spiegato l’assessore ai Servizi sociali, Maria Obinu. Il progetto ha la durata di 20 mesi, e si articola in due fasi, la prima di 12 mesi e la seconda di 8. I disabili coinvolti nel progetto percepiranno, per la durata dei 20 mesi dell’inserimento socio-lavorativo, un compenso mensile lordo di 600 euro. Durante il dibattito sono intervenuti Giuliano Uras che ha sollevato dubbi sulla copertura finanziaria dell’iniziativa, Giuseppe Obinu, Mauro Solinas e il sindaco Guido Tendas.

Approvazione all’unanimità anche per il Regolamento per la disciplina delle agevolazioni contributive, a favore di nuove imprese per lo sviluppo economico del territorio, proposto dall’assessore al Bilancio, Giuseppina Uda.  “Il regolamento stabilisce le modalità con le quali le imprese potranno accedere per un triennio a sgravi fino al 90% sull'Imu e la Tarsu – ha spiegato l’assessore al Bilancio, Giuseppina Uda -. Possono accedere agli sgravi le imprese di nuova costituzione o quelle già esistenti che decidono di aprire un'unità locale in determinate aree della città”. “Il regolamento è anche uno strumento che consente al comune di avere un punteggio aggiuntivo nell’ambito dei Poic, i Piani operativi per l’imprenditorialità comunale – ha aggiunto l’assessore Uda -. Si tratta di uno strumento di programmazione strategica attraverso il quale le imprese operanti in città potranno accedere a mutui, dai 15 mila a 50 mila euro da rimborsare in 5 anni senza interessi, che potranno avere un forte impatto nel sistema produttivo locale”. Durante il dibattito (sono intervenuti il sindaco Tendas, Giuseppe Puddu, Mauro Solinas, Roberto Martani, Andrea Lutzu, Tonino Falconi, Emilio Naitza, Daniela Nurra, Gianluca Mugheddu, Salvatore Ledda, Roberto Pisanu e Giuseppe Obinu) è stato chiesto l’esame preventivo in commissione del regolamento, sui cui contenuti c’è stata una generale condivisione.  Considerata l’importanza che l’argomento riveste per il sistema produttivo locale, e la scadenza fissata al 3 settembre per la partecipazione al Poic, che in Sardegna impegnerà risorse per 17 milioni di euro, il consiglio comunale ha accolto l’invito dell’assessore Uda per un’immediata votazione. Con 24 voti a favore, il regolamento è stato approvato all’unanimità. L’assessore Uda si è comunque detta disponibile a portare il regolamento in commissione per eventuali approfondimenti delle norme contenute.

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Per chi volesse saperne di più sulle “dichiarazioni programmatiche”, in programma nella prossima seduta di venerdì 3 agosto, questo il testo integrale, distribuito dal sindaco, Guido Tendas, ai consiglieri: “Signor Presidente, Colleghi della Giunta, Signori Consiglieri,  questa  Consiliatura  si  apre  in  uno  dei momenti  più  complessi  della nostra storia,  dal punto di vista  economico-finanziario, dal  dopoguerra  a  oggi.  Il  sistema-Paese  vive  un’esperienza  senza precedenti  dal  momento  che  una  crisi   -  che  non  è  retorico  definire   epocale   -   ci   ha   posto,   tutti,   dinanzi   alle   nostre  responsabilità.   E   se   non   giova   che   negli   anni   sia   mancato  l’atteso   rinnovamento   del   sistema   politico,   per   la   modesta capacità   di   autoriforma   degli   attori   e    delle   rappresentanze  popolari,  siamo  consapevoli  del  ruolo  strategico  che  assume  la  scelta      di      riavvicinare      il      Cittadino      all’Istituzione      che rappresentiamo.  Ciò  può  avvenire  mediante  la  preziosa  opportunità  fornita  dal  metodo  delle  Primarie.  Ciò  deve  proseguire  facendoci  interpreti  delle  attese  e  delle  idee  di  coloro  che  hanno  eletto  questo  Consiglio,  indipendentemente  dallo  schieramento  nel  quale  si  sono  riconosciuti.  Ciò  vogliamo  accada  rispondendo  all’esigenza  di  una  politica  che  si  fa  servizio  anche  presso  coloro  che  hanno scelto  di  astenersi.  Solo  risolvendo  questa  crisi  di  credibilità, solo  aggiornando  la  cultura  del  bene  comune,  saremo  in  grado di  rinvigorire  la  fiducia  nella  politica,  quella  politica  con  la  P maiuscola che si fa presenza, che assume la  responsabilità della rappresentanza  dei  cittadini,  che  è  capace  di  interpretare  la domanda  di  futuro  che  viene  dalle  nuove  generazioni,  perché, sia  ben  chiaro,  il  rifiuto  della  politica  -  che  si  accompagna  alla crisi  dell’economia  -  apre  spiragli  d’incertezza  assolutamente preoccupanti,  si  traduce  in  una  polarizzazione  esasperata,  che fa   il   gioco   di   chi   (per   usare   una   formula)   ha   in   mente   la scadenza    elettorale    piuttosto    che    l’interesse    delle    nuove generazioni.  La  congiuntura  attuale  si  riverbera  pesantemente  sui   tagli   imposti   alla   spesa   pubblica,   e   in   particolare   nei  confronti delle Regioni e degli  Enti Locali.  Ciò  rischia  evidentemente  di  tradursi  nel  restringimento   dei servizi  «a  domanda  individuale»,  di  competenza  del  Comune,  con  negative  ripercussioni  nel  campo  dei  servizi  sociali  (come nel  caso  della  riduzione  dei  contributi  per  i  canoni  di  affitto concordati). La  riduzione  delle  risorse  concernenti  i  trasferimenti  statali  e  la nuova definizione delle politiche fiscali  (demandate ai  Municipi) rendono   davvero   necessario   programmare   saggiamente   l’uso delle   nostre   risorse   e   valorizzare   coraggiosamente   il   nostro patrimonio (materiale e immateriale). Ciò   avverrà   nell’ottica   della   revisione,   del   controllo,   della  trasparenza  -  delle  scelte  e  degli  atti  tecnici  e  gestionali  che andremo  a  compiere  -  nel  breve,  medio  e  lungo  termine,  ma anche nel rispetto degli obblighi dettati dalla saggia amministrazione e dalla chiarezza degli obiettivi  (programmatici e  progettuali)  che  intendiamo  proporci  e  che  abbiamo  proposto anzitutto al  corpo elettorale, consci dell’importanza dei suggerimenti    che    sono    certo    verranno    dall’Aula e nelle Commissioni,  nel corso del  nostro  lavoro,  tenuto  conto  che l’obiettivo  di  fornire  servizi  efficienti  ed  efficaci  ai  Cittadini potrà  essere  senza  dubbio  agevolato  anche  dalla  prosecuzione degli obiettivi gestionali vigenti.  Si darà  atto che, fin dal suo  insediamento, questa Amministrazione si è impegnata seriamente nella revisione della spesa   pubblica: questo è uno   degli   obiettivi   essenziali   per rendere più efficiente e produttivo il Comune. A questo proposito, la decisione  di  assegnare  un’esatta  delega assessoriale  testimonia  risolutamente  non  solo  l’assolvimento di  un obbligo, ma anche una chiara volontà: fare muovere l’intera  Amministrazione  nell’ottica  della  cosiddetta  revisione della spesa, vale a dire   attraverso l’analisi e la valutazione (sistematica  e rigorosa)  delle strutture organizzative, delle procedure  di  decisione,  redazione,  attuazione,  protocollo  dei singoli  atti, in formato digitale piuttosto    che   cartaceo - all’interno  dei programmi,  ergo dei risultati – per  passare  al vaglio i capitoli di spesa e verificare eventuali sprechi o inefficienze, anche alla luce dell’accertamento della soddisfazione dell’utente.  L’esigenza   di   porre   il   Cittadino   al   centro   del   processo   di riorganizzazione dei servizi e della loro modalità di erogazione è prioritario:  si  tratta  di  impostare  quella  stessa  erogazione  in funzione  degli  Utenti,  prevedendo  il  confronto  fra  obiettivi  e risultati,  fissando  standard  di  prestazioni,  alla  cui  definizione partecipino   gli   stessi   Cittadini,   cui   è   consentito   anche   di controllare  se  gli  impegni  –  che  il  Comune  assume  attraverso  la gestione diretta e indiretta dei servizi – vengono effettivamente rispettati. Andremo quindi a formulare e a introdurre la Carta dei servizi di pubblica  utilità:  essa  dovrà  prevedere,  oltre  all’elaborazione  di standard   di   qualità,   la   tutela   dei   diritti   del   consumatore, delineando  modalità  di  partecipazione  civica  per  la  valutazione dei risultati conseguiti. Grazie  all’individuazione di caratteristiche del servizio (oggettivamente     stabilite e misurabili) questa  Amministrazione intende assicurare ai Cittadini servizi «a regola d’arte».  La  stessa  soddisfazione  dell’utente  andremo  a  monitorare,  per soppesare  eventuali  criticità,  ridurre  gli  intervalli  di  risposta  e attesa,  analizzare  il  comportamento  relazionale  dell’impiegato allo   sportello,   semplificare   gli   adempimenti   e   coadiuvare il Cittadino, ove possibile a domicilio. Resta  fermo  l’impegno  massivo  sul  fronte  delle  informazioni implementate on line ein   tema   di   democratizzazione   ed economizzazione   dell’accesso ad Internet, vedansi   la comunicazione e divulgazione    multimediale    delle    attività istituzionali, ma senza trascurare (in     chiave     interna) l’innovazione  prodotta  dall’aggiornata  architettura  informatica degli  Uffici,  dalla  prossima  cablatura  (in  fibra  ottica)  dei  plessi municipali   e   dall’aumento   dell’offerta   digitale   interconnessa alla banda larga. Si noti che l’uso di sistemi operativi e softwar e libero   si   rivela   molto   performante.   Proseguiremo   su   questa strada,  con  senso  della  realtà,  analizzandone  costi  e  benefici, studiando  il  grado  d’integrazione  con  i  software  gestionali  in  uso,   cercando   di   coniugare   le   soluzioni   aperte   con   quelle proprietarie  e  risolvendo  le  problematicità  connesse  all’attesa attivazione  degli  accessi  gratuiti  («wi-fi  spot»)  a  beneficio  del cittadino e del turista nelle aree di maggiore frequentazione. Asseconderemo     la     creazione     del     fascicolo     digitale     del contribuente    che    (in    un    prossimo    futuro)    permetterà    la dematerializzazione     e     la   digitalizzazione     integrata     delle procedure;  proseguirà  il  lavoro  in  sinergia  con  la  Poste  Tributi, in  materia  Tarsu;  sarà  altresì  assicurata   e  favorita  la  libera concorrenza sul mercato per una più ampia partecipazione delle imprese agli approvvigionamenti dell’Ente . Nell’agenda     operativa     è     già     presente     la     necessità     di riconsiderare  la  gestione  di  Cimiteri,  Impianti  sportivi,  culturali e  di  assistenza  (ove  ciò  comporti  un  oggettivo  risparmio  di spesa  per  l’Amministrazione)  mentre  la  valorizzazione  dell’orto urbano  -  come  una  risposta  all’esigenza  di  fare  Comunità,  come occasione     d’incontro,     d’impegno,     di     condivisione     delle sensibilità  e  delle  tradizioni,  co n  beneficio  sociale  oltre  che economico   -   raffigura   la   concreta   volontà   di   indirizzare   al meglio le risorse e di  mirare alla qualità del servizio proposto al Cittadino,    al    contribuente,    alle    famiglie    e    alle    imprese. Facciamo  nostro  il  criterio  di  tramutare  lo  spreco  in  risorsa,  il recupero  nel  riutilizzo,  il  KM-ZERO  in una  prassi  che  associ  la tutela ambientale al beneficio economico  della filiera corta, che unisca la solidarietà al risparmio, così da incentivare le azioni di riuso   enunciate   espressamente  da  una  Direttiva  comunitaria sull’opportunità    di    potenziare    azioni    di    prevenzione    e    di riutilizzo dei rifiuti. Ci sia concesso  di sintetizzare che le nuove disposizioni generali di revisione della spesa pubblica mirano a tre obiettivi. Primo:   iscrivere   il   funzionamento   dell’apparato   statale,   e   le relative  funzioni,  entro  un  quadro  razionale  di  valutazione  e  di programmazione   (operazione   strutturale)   il   cui   buon   fine   è legato  all’ottimizzazione  delle  procedure  e  delle  articolazioni dello Stato. Secondo:    accorpare    o    dismettere    gli    enti    non    necessari procedendo      alla      progressiva      riduzione      degli      organici, privilegiando  la  distribuzione  razionale  delle  risorse  umane  e materiali a disposizione delle Pubbliche Amministrazioni.  Terzo.  ridurre  la  spesa,  senza  però  incidere  ove  possibile  sulla quantità    dei    servizi    erogati    anche    dal    nostro    Comune, migliorandone  qualità  ed  efficienza,  e  soprattutto  rendendo  più appetibili gli investimenti.  Del  tutto  evidente  è  che  occorre  fare  un  salto  qualitativo e metodologico. Avere   un   approccio   più   diretto   alla   nostra   azione,   specie nell’ambito  delle  competenze  e  delle  prerogative  economico -finanziarie  che  fanno  capo  al  Comune,  sulle  quali  ovviamente avremo   modo   di   tornare   nell’ambito   della   programmazione degli elaborati di bilancio dell’Ente. Non  appare  inutile,  tuttavia,  ricordare   all’Aula  (seppure  per sintesi)   che   gli   interventi   previsti   dal   Decreto   Bondi   sulla riduzione   della   spesa   pubblica   già   preannuncia no   l’obbligo dell’attività   negoziale   dell’Amministrazione   e   stabiliscono   la nullità  dei  contratti  che  non  siano  stati  stipulati  attraverso  gli strumenti di acquisto messi a disposizione da Consip . Sono naturalmente fatti salvi i contratti stipulati tramite diverse centrali di committenza, salvo che essi prevedano condizioni più favorevoli per le Amministrazioni pubbliche. Particolarmente  pressante  appare  la  prevista  riduzione  degli Organici   e   la   razionalizzazione   delle   Piante   Organiche,   con misure  dirette  a  rimodulare  (direttamente  e  indirettamente)  la spesa per il personale. Nostro    compito    sarà    verificare,    da    un    lato,    il    recupero dell’efficienza della macchina burocratica e,  dall’altro, mirare al perfezionamento    strutturale     nell’allocazione     delle     risorse umane. Altri  aspetti  sono  connessi  all’ottimizzazione  della  spesa,  alla modernizzazione  dei  sistemi  di  controllo,  alla  gestione  e  alla mobilità  di  dirigenti  e  dipendenti,  al  trattamento  del  Personale in servizio o di quello prossimo alla quiescenza, come anche alla dismissione     di     beni     della     Pubblica     Amministrazione     e all’attribuzione d’incarichi. Sono   temi   sui   quali   avremo   modo   di   riflettere   verificando tempestivamente oneri e opportunità per l’Ente. Resta    fermo    quanto    già    previsto    dal    Piano    triennale    di razionalizzazione  e  contenimento  delle  spese  di  funzionamento dell’Ente,  ad  esempio  nel  merito  del  riordino  del  patrimonio pubblico,   della   possibile   riduzione   dei   costi   delle   locazioni passive  già  in  essere,  della  rinegoziazione  dei  contratti  e  dei canoni,  della  riduzione  delle  spese  di  affitto  che  gravano  sul Comune  e,  non  ultimo,  della  verifica  dei  contenziosi   che  -  nel caso  dell’ammodernamento  del  Palazzo  di  Giustizia  piuttosto che  nell’affitto       delle       strutture       connesse       a       quella Amministrazione - risultano tanto onerosi quanto defatiganti. A   ciò   si   aggiunge   la   rimodulazione   (leggasi   riduzione)   delle spese  dedicate  alle  dotazioni  strumentali,  alle  autovetture  di servizio,  ai  beni  immobili  (a  uso  abitativo  o  di  servizio)  e  delle più  recenti  disposizioni  normative  su  utilizzo  delle  utenze,  su consulenze,  ricerche  e  studi,  sulle  spese  di  rappresentanza,  per la formazione del Personale, per mostre e convegni. Un   segnale  importante   -   per  tempestività  e  razionalità   -  lo fornisce  tuttavia  la  fase  di  attivazione  del  censimento,  della verifica  e  della  revisione  delle  utenze  di  energia  elettrica  di tutti  gli  immobili  comunali,  con  esclusione  dei  soli  impianti  di pubblica    illuminazione,    per    i    quali    è    stato    recentemente esternalizzato  il  servizio  a  una  società  aggiudicataria  Consip, scelta    che    potrà    consentire    di    risparmiare    sui    consumi attraverso la cessazione delle utenze inutilizzate.  Emerge  perciò   l’esigenza  più  ampia  e  diffusa  di   privilegiare alcune linee d’indirizzo fondamentali. Sostenere  la  meritocrazia  e  le  competenze,  per  dare  risposte puntuali,     esaurienti     e     precise;     informare     il    Cittadino dell’operato  dell’Amministrazione,  nell’ottica  di  una  gestione della  Città  sempre  trasparente  e  condivisibile ;  contrassegnare eticamente  la  nostra  azione,  assicurando  alla  Cittadinanza  che  i politici  e  la  macchina  comunale  svolgano  la  loro  professione rigorosamente. Ci     preme     ribadire     in     modo     convinto     che     quest’Assise rappresenta  la  massima  espressione  democratica  della  Città  e (direi     meglio)     della     Comunità     che     siamo     chiamati     a rappresentare    e   ad   amministrare,   in   una    fase    (come   ho accennato)   certamente   difficile:   anche   perciò   -   assolvere   al meglio  il  nostro  ruolo  -  non  sarà  possibile  senza  l’apporto  della Dirigenza  e  dei  Dipendenti  tutti  del  Comune .  Essi  (insieme  a quest’Aula)   sono   compartecipi   della   necessità   di   agire   con chiara  imparzialità,   condivisione  e   competenza,  innovando  il metodo  di  lavoro,  ove  ciò  sia  necessario  e  proficuo,  a  iniziare dalla predisposizione di atti di programmazione inseriti nel ciclo delle  performance  -  e  posti  alla  base  di  un  sistema  premiante  - in  maniera  da  ottimizzare  il  ruolo,  l’operato,  le  responsabilità, la  gratificazione  (non  solo  materiale)  del  Personale  e  dell’Ente nella  sua  totalità,  ma  anche  assecondando  l’accesso  agli  Uffici Municipali,  perché  la  cittadinanza  possa  usufruirne  in  funzione dell’apertura degli altri servizi pubblici urbani . Non    a    caso,    la    semplificazione    dei    procedimenti    (anche attraverso  il  potenziamento  degli  strumenti  informatici  già  in uso)   e   l’implementazione   di  software   che   consentano   una gestione informatizzata degli atti sono  un tema forte  rispetto  al complessivo  e  atteso  adeguamento  tecnologico  dei  processi .  A ciò   si   connette   l’auspicabile   e   non   rinviabile    esigenza   di dematerializzare  i  documenti  -  nell’ottica  del  miglioramento  del flusso    informativo,    un    aspetto    nodale    della    politica    di trasparenza  che  intendiamo  concretizzare.  L’obiettivo  è  dunque quello  di  sostenere  un’azione  amministrativa  realmente  capace di  assecondare    la    fruibilità    delle    informazioni    da    parte dell’utenza  (interna  ed  esterna);  il  metodo  è  altresì  quello  una pianificazione triennale  specificamente incentrata sui temi della trasparenza e dell’integrità. A    questo    tema    si    connette    evidentemente    la    scelta    di impegnarci  nell’attivazione  di  un  Ufficio,  di  un’Unità  di  lavoro elastica  e  ad  hoc,  che  raccolga  le  migliori  competenze .  Occorre attivare   o   sollecitare   un   dialogo   proficuo   in   ambito   inter-istituzionale (locale, provinciale,  comunitario). Ciò    avverrà    -    da    un    lato    -    nell’ottica    di    completare proficuamente i Programmi integrati (già in esse re) come quello sul  paesaggio  che  coinvolge  cinque  Comuni  (Arborea,  Cabras, Palmas  Arborea,  Santa  Giusta,  e  che  ci  vede  capofila);  quello  ex art.  5,  che  vede  compartecipi  Oristano,  Palmas  Arborea  e  Santa Giusta,  ma  anche,  e  più  in  generale,  in  maniera  da  permettere una   più   consapevole   e   brillante   fruizione   delle   opportunità ambientali,  turistiche,  ricettive,  culturali,  offerte  dai  rapporti con     le     Istituzioni     internazionali     e     dagli     strumenti     di programmazione  regionale  e comunitaria  che  assecondano  il turismo    che    elegge    nella    qualità,    nella    «mobilità    lenta», nell’autenticità,  nella  sostenibilità  e  nel  patrimonio  identitario locale  i  fattori  di  competitività  decisivi  rispetto  ad  attrattiva  e crescita della nostra specifica realtà. Facciamo nostra una visione dello sviluppo economico urbano in grado   di   coadiuvare   maggiormente   equità   e   stabilità   delle Comunità, comunità e luoghi  ove la qualità della vita, che attrae residenti  e  turisti,  viene  proposta  come   metodo  di  sviluppo locale,  come  fattore  in  grado  di  assicurare  maggiori  chance  a tutti  i  soggetti  socioeconomici  espressione  di  quella  Oristano, città  dalle  identità  positive,  ancora  in  grado,  secondo  noi,  di esprimere    un    ruolo    degno    del    blasone    storico    che    la contrassegna      in      maniera      originale,      città      che      premia l’artigianato,  ne  sostiene  -  anche  in  forma  associata  ad  altre realtà  d’identica  vocazione  -  le  espressioni  di  nicchia  e  no,  e queste forme di alto valore aggiunto, frutto del proprio retaggio artistico,    tutela,    promuove    e    pubblicizza,    anche    a    livello museologico. Una  città  attenta  altresì  a  tutelare  chi  vi  abita  o  vi  gravita quotidianamente,  nell’attuazione  di  quei  compiti  di  protezione civile      che      hanno      comportato      l’istituzione      dell’Ufficio permanente   di   Sicurezza   e   Protezione   Civile   -   in   capo   al Dirigente del IV Settore - quale struttura specifica, preposta allo svolgimento  di  funzioni  finalizzate  all'attuazione  d’interventi  di prevenzione  e  protezione  della popolazione  dai  rischi  di  natura calamitosa,  sulla  base  delle  norme  regionali  in  argomento  che pongono  l’accento  anzitutto  sullo  svolgimento  dell’attività  di prevenzione e sulla diminuzione della vulnerabilità del territorio e della popolazione rispetto ai rischi presenti.  Una   città   a   misura   d’uomo,   perché   piccola,   ma   a   diretto contatto   con   l’ambiente   naturale   (campagna,   collina,   mare, fiume);  una  città  centrale  rispetto  al  territorio  regionale;  una realtà  urbana  peculiare,  perché  in  essa  la  storia  è  fortemente presente,  e  di  ciò  recano  traccia  il  suo  centro  storico  e  i  suoi monumenti;  un  capoluogo  socialmente  sano  e  geograficamente fertile,  ed  anche  per  questo  appetibile,  considerati  i  requisiti  e le    tradizioni    del    lavoro    artigiano    che    è    nostro    obiettivo valorizzare. La  qualità  della  vita  è  naturalmente  connessa  a  una  politica  che ponga al centro della nostra attenzione il Cittadino e la famiglia, gli  Oristanesi  vecchi,  nuovi  e  nuovissimi,  e  fra  essi  quanti  sono più  deboli  rispetto  alle  emergenze  del  quotidiano :  l’obiettivo concreto è la totale eliminazione delle barriere architettoniche . Ci  preme  valorizzare  e  sostenere  gli  strumenti  presenti  e  futuri in  grado  di  fornire  assistenza,  anche  rimodulando  gli  orari  di sportello. Quest’onere     è     necessario     assolvere     spec ie     dinanzi     ad emergenze     contingenti     e     alla     domanda     di     accoglienza, protezione  e  tutela  che  giunge  da  donne,  minori  e  vitt ime  della violenza:   si   farà   ovviamente   con   i   dovuti   accorgimenti   di anonimato    e    segretezza,    previsti    dalla    legge.     Spetterà    al Comune   coadiuvare   e   attuare   quest’offerta,   nell’ambito   dei servizi  esistenti  ma  anche  nella  misura  dei  macro  e  dei  micro interventi, che (in forma singola ovvero associata e distrettuale) sono  già  previsti  o  che  andranno  consolidati,  appannaggio  delle famiglie,  delle  donne,  delle  madri,  dei  diversamente  abili,  dei soggetti  che  vivono  una  condizione  di  disagio  o  che  necessitano obbligatoriamente di assistenza. A   tale   proposito   mi    preme   confermare   che   il   ruolo   del  Volontariato diverrà essenziale. Esso     sarà     un     interlocutore     fondamentale     nella     nostra programmazione    e    nella    gestione    dei    servizi,    diffusi    e domiciliari, di quartiere e per il quartiere , dettati in primis dalla valenza   effettivamente   sociale   dell’intervento    piuttosto   che dalla sua dimensione strettamente finanziaria . Questo   ci   porta   ad   assecondare   un   accesso   effettivamente democratico  a  tutte  le  opportunità  formative,  aggregative,  di rilevanza sociale che vedano il Comune protagonista . A  premiare  il  merito  assistendo  i  redditi  più  bassi  e  tutte  le classi di età. Valga  l’esempio  di  assicurare  la  frequenza  agevolata  alle  classi di  strumento  e  ai  corsi  impartiti  presso  l’Istituzione  Comunale «Scuola Civica di Musica». Rimangono  essenziali  (sul  fronte  della  prevenzione)  l’opzione «minori»   e  la   scelta  della   sussidiarietà   come   il   metodo  più adatto  ad  assecondare  la  crescita  armonica  della  persona  e  dei nuclei familiari, sotto il profilo sociale e culturale.  Per queste  ragioni, quanto  più  forte, autorevole e  professionale sarà  l’intesa  tra  Scuola,  Servizi  Sociali  e  Famiglie,  tanto  più efficaci  risulteranno  gli  interventi  preventivi  e  di  recupero  da situazioni di disagio e devianza, occulte o palesi.  Desideriamo costruire insieme una Città accogliente, nella quale si  deve  vivere  bene,  una  Città  dove  si  è  assistiti  nella  malattia  e nelle   situazioni   di   disagio   (cito   in   proposito   l’attesa   e   non procrastinabile esecuzione dei lavori dell’Hospice entro il 2013) . Desideriamo   costruire  insieme   una  Città   con  luoghi  pubblici godibili  e  curati,  capaci  di  far  rinascere  le  relazioni  sociali  e  di raccontare la comunità che li ospita . Premesso    l’aggiornamento    cartografico    di    uno    strumento essenziale    come    il    Piano    Urbanistico,     sarà    fondamentale adottare scelte urbanistiche che non stravolgano il già fatto , ma che   tuttavia   siano   imperniate   (in   modo   più    netto)   verso   la riqualificazione    del    patrimonio    esistente,     sia    in    ambito residenziale     sia     per     le     attività     produttive,     vedasi     la trasformazione   delle   concessioni   dei   diritti   di   superficie   in diritti di proprietà nei Piani di Zona.  Si  pensi  inoltre  alla  delicata  ma  pur  necessaria  verifica  degli oneri   concessori   vigenti   e   delle   agevolazioni   possibili   nel settore      dell’edilizia      abitativa      e      delle      opportunità      di ristrutturazione,   concesse   alle   famiglie   e   agli   operatori   del settore,   come   anche   all’aggiornamento   della   pianificazione particolareggiata del Centro Storico di Oristano. L’impegno  volto  alla  risoluzione  delle  problematicità  legate  al Piano  dei  litorali,  come  anche  all’utilizzo  di  strumenti  (come  il Bando Litus)    che    insieme    alla    riqualificazione    dei    pontili figurano  fra  i  primi  interventi  che  la  Giunta   intende  attuare, s’inquadrano  in  un’ampia  e  sinergica  adozione  degli  strumenti di  pianificazione   finanziata.  Fra  essi   la  «Rete  della  Mobilità Lenta»,  la  cui  progettazione  preliminare   (estesa  ai  dieci  comuni dell’Area  Vasta)  è  al  vaglio  degli  Uffici,  e  andrà  a  costituire  una dei  network  ciclopedonali  più  estesi  d’Italia.  Simile  procedura segue    l’iter    delle    Autostrade    del    Mare,    un    progetto    di partenariato  che  coinvolge  Oristano  e  le  Amministrazioni  più prossime  al  Capoluogo.  Una  città  dunque  che  ha  in mente  cosa deve  essere  fatto  per  coniugare  qualità  della  vita  e  sviluppo sostenibile,  e  che  ha  la  consapevolezza  di  rispondere  (con  atti concreti)   all’esigenza   di   adottare,   monitorare,   aggiornare   la pianificazione  (presente  e  futura)  dedicata  alla  mobilità  e  ai servizi  di  trasporto  pubblico.  Allo  stesso  tempo,  per  la  forte connotazione  sociale  che  ci  preme  dare  alla  nostra  azione  (a tutela  delle  fasce  più  deboli  ma  anche,  e  più  ampiamente,  a salvaguardia  delle  criticità  del  territorio )  ci  adopereremo  (con lo   strumento   del   Patto   dei   Sindaci )   per   favorire   la   tutela ambientale,  riservando  inoltre  massima  attenzione  a  investire  e ad  attrarre  risorse,  sia  sul  fronte  delle  energie  alternative  (a cominciare   dai   siti   comunali),   sia   nell’ambito   di   «housing sociale» e del completamento delle opere di riconversione  socio urbanistica che la Giunta ha ereditato. Colleghi, nel   corso   degli   anni   la   Città   ha  subito   un   impoverimento estetico. Il  concetto   di   decoro   sta   particolarmente  a   cuore  a  questa Amministrazione. Esso  assume  un  carattere  prioritario  nella  Città  di  paesaggi  che Oristano  rappresenta  in  virtù  della  dimensione,  dell’identità  dei luoghi e dell’interscambio con il territorio circostante.  Ci  siamo  posti  l’obiettivo  di  riscoprire  il  piacere  di  spostarci  per la  città  e  attraverso  il suo  territorio;  di  riscoprirne  (a  piedi  o  in bicicletta)  le  peculiarità  ambientali;  di  abbellire  gli  ingressi;  di razionalizzare   la   viabilità   per   favorire   i   percorsi   ciclabili;   di riallacciare  il  rapporto  fra  area  urbana  e  area  rurale  perché  la politica    dell’ambiente    ha    una    valenza    sociale    evidente    e urgente,  perché  in  questo  nesso  leggiamo  la  chiave  di  volta della nostra identità. Allo  stesso  tempo  è  ben  chiaro  che  il  concetto  di  vivibilità,  di decoro,  di  accoglienza,  non  può  essere  disgiunto  dall’attenta gestione  delle  problematiche  contingenti  la  vita  quotidiana  di cittadini e famiglie. In  questa  direzione  andrà  il  necessario  check-up  delle  modalità organizzative     di     un     servizio     fondamentale     come     quello Manutenzioni,  e  dei  rami  a  esso  connessi  (Cimiteri,  magazzino, cura degli edifici municipali, Ufficio strade) , verifica in verità già intrapresa lo scorso anno, e che potrà consentire di concentrare  le    attività    in    economia    (su    alcuni    specifici    ambiti)    ed eventualmente   esternalizzarne   talune,   nell’ambito   della   più generale  implementazione  di  quanto  previsto  dai  regolamenti specifici,  nella  consapevolezza  delle  criticità  che  derivano  dalla complessa  gestione  quotidiana  e  dalle  forti  attese  del  Cittadino che     usufruisce     di     servizi     fondamenta li     (acqua,     fogne, manutenzione  dei  sottoservizi,  disbrigo  delle  pratiche,  nuove utenze, risarcimenti e così via).  Senso  dell’accoglienza,  dignità  estetica  e  vivibilità  di  Oristano sono  pure  correlate  all’attenta  gestione  dei  servizi  di  raccolta dei   rifiuti,   alla   pulizia,   alla   cura   del   verde,   tematiche   che andremo   a   inserire   in   un   progetto   complessivo   sul   verde pubblico, e che terrà in debito conto la sensibilizzazione civica. A    questo    mira    il    nuovo    Appalto    del    servizio    di    Igiene Ambientale, che sarà bandito da qui a breve. Intendiamo     investire     tempo,     competenze     e     risorse     per promuovere   un’inversione   di   rotta   in   merito   al   senso   di appartenenza, al senso  civico che è necessario stimolare  perché il  Cittadino  si  riappropri  idealmente  della  Città,  e  se  ne  faccia tutore,  e  non  solo  fruitore  piuttosto  che  utente  distratto ,  e perché  esso  compartecipi  attivamente  alla  salvaguardia  delle aree  comuni,  dell’arredo  urbano,  nel  conferimento  dei  rr.  ss. uu.,  nella  fruizione  degli  spazi  di  gioco  e  d’interazione  sociale che,  come  nel  caso  del  Parco  Brigata  Sassari,  in  Via  Solferino, attendono   di   essere   riordinati   e   posti   a   disposizione   della Comunità senza soluzione di continuità.  Spetta  all’Ente  accelerare  il  riordino  di  strade  e  marciapiedi, l’abbattimento  delle  barriere,  la  prevenzione  del  vandalismo incivile   (specie   quando   esso   coinvolge   i   giovanissimi,   con conseguenze   gravi   o   gravissime) ,   la   dissuasione   dalla   sosta selvaggia, la lotta contro ogni tipo  d’inquinamento. Qui si gioca,  crediamo, una parte rilevante della scommessa che vogliamo  fare  per  rendere  vivibile  ogni  parte  della  Città,  una città  di  elevata  qualità  sociale,  n on  più  entità  astratta,  non  più «non  luogo»  ma  l’insieme  dei  quartieri,  di  broccius  e  arrugas, delle  piazze,  dei  giardini  che  compongono  (con  identica  dignità) il   centro   urbano   e   Torregrande,   i   paesi   di   Silì,   Massama, Nuraxinieddu  e  Donigala,  le  località  di  Pesaria,  San  Quirico,  e Tiria,  oltre  che  le  restanti  borgate,  luoghi  tutti  nei  quali  le individualità   s’incrociano,   entrano   in   relazione,   ne   hanno   a cuore  il  decoro,  la  vivibilità  diurna  e  notturna,  perché  non  vi transitano distrattamente. E  ciò  può  avvenire  con  ottimi  margini  di  economicità  e  con  un modesto  dispendio  di  risorse,  anche  grazie  alla  sinergia  che intendiamo  promuovere  con  Associazioni,  privati,  Istituzioni  e mondo del «non profit». Va  detto  che  -  con  il  redigendo  Piano  urbano  della  mobilità  - verranno  chiariti  gli  obiettivi  che  coincidono  con  il  Programma: l’adozione   di   questo   strumento   detterà   le   linee   globali   per quanto  riguarda  la  mobilità  cittadina ,  anche  a  proposito  dello strumento  dell’affitto  di  bici,  corollario  della  Città  Ciclabile,  già prevista   nella   zona   urbana   di   Via   Brianza,   Via   Fermi,   Via Vandalino  Casu,  nelle  direttrici  di  sfogo  del  Viale  Repubblica, della    Via    Pietri,    per    la    quale    si    sta    procedendo    alla progettazione delle opere strutturali. Considerato  che  il  forzato  uso  del  mezzo  privato  si  traduce nell’erosione  pari  a  circa  il  15%  del  bilancio  delle  famiglie,  e tenuto   conto   dei   costi   sociali   connessi,   a   danno   dell’intera collettività,      ci      preme      recuperare      i      gravissimi      ritardi nell’organizzazione  della  mobilità,  della  sicurezza,  del  trasporto pubblico,  offrire  ai  Cittadini  valide  alternative,  avvalorando  le piattaforme   d’intesa   più   fruttuose   per   la   pedonalizzazione stagionale o permanente.  Non  soluzioni  calate  dall’alto  ma  un  serio   e  verificabile  esame condiviso  dei  provvedimenti  (immediati  o  prossimi),  da  attuare di concerto con associazioni, utenti e attori sociali direttamente coinvolti. Un   approccio   incentivante,   sia   nel   merito   dell’utilizzo   del veicolo  pubblico  su  gomma  e  dell’articolazione  aggiornata  di circolari,      tragitti      e      fermate      del      bus      pubblico,      sia nell’encomiabile  opzione  per  le  due  ruote.  Non  si  trascurerà comunque    la    sana,    e    mai    troppo    raccomandata,    pratica dell’andare  a  piedi  che  sposa  la  valorizzazione  del  patrimonio verde  extra  urbano  e  dei  litorali  con  la  ridefinizione  dei  tratturi e camminamenti (da riscoprire, da creare) nei circa cento ettari, di  proprietà  del  Comune,  a  forte  vocazione  agro-silvo-pastorale e con significativa presenza eco sistemica e di biodivers ità. Credo appaia evidente che intendiamo farci carico del nesso che lega   il   centro   urbano   ai   paesi   di   Donigala,   Nuraxinieddu, Massama,   Silì,   alle   borgate   di   Tiria,   San   Quirico,   Pesaria, Torregrande, nella  convinzione  - diremo meglio dall’urgenza - di agevolare  le  Comunità  viciniori.  Ciò  significa  tenere  conto  delle attività  economiche  ivi  esistenti  e  favorirne  l’accesso  ai  servizi, a  iniziare  dalla  viabilità.  In  questa  direzione  va  la  creazione  di un  Comitato  di  gestione  che  interfacci  l’Ente  e  i  frontisti,  le  cui attività gravitano e si affacciano sulle strade vicinali. L’obiettivo è ridare al Capoluogo la centralità persa negli anni.  Potenziare  la  percorribilità  e  rendere  più  fluido  il  transito  fra centro      e      periferie      sono      precondizioni      essenziali      al rafforzamento di una vocazione storica della nostra economia . È  doveroso  un  puntuale  monitoraggio  delle  strutture  mercatali civiche  esistenti  (vedasi  la  struttura  di  Via  Costa)  facilitando così  l’incontro  fra  domanda   e  offerta  come  nel  caso  di  Via Mazzini, della ristrutturazione, modernizzazione e adeguamento di   questo   mercato,   con   ampie   possibilità   di   parcheggio,   a beneficio di tutte le attività attigue o prossime al sito.  Pari     importanza     vestirà     la     scelta     di     agire     in     stretta collaborazione con enti e associazioni agricole, tenuto conto  del riverbero  che  avrà  (sui  nostri  territori  e  sulle  nostre  aziende) quanto     previsto     in     sede     di     Programmazione     agricola comunitaria per gli anni 2013-2020. Qui  si  leggono  le  linee  d’indirizzo  relative  al  sostegno  della produzione    di    beni    pubblici,    di    tutti    i    beni    prodotti    in agricoltura,  delle  produzioni  tipiche  o  di  nicchia,  come  anche dell’incremento  di  quelle  unitarie,  e  in  particolare  di  quelle  che hanno  alto  valore  per  la  collettività.  Più  in  concreto  è  nostra intenzione  rendere  operativo  quanto  prima  il  polo  mercatale-agricolo di Fenosu, nesso rilevante per lo scambio merci e per la polarizzazione    verso    Oristano:    una    sfida    con    alto    valore aggiunto  e  che  intendiamo  compiere  nella  consapevolezza  del rilievo  strategico  del  sito.  Sarà  altresì  nostro  impegno  quello  di fungere  da  «trait  d’union»  fra  grande  distribuzione,  esercizi commerciali, produttori, agricoltori  e operatori del Volontariato e   della   Caritas   per   propagandare   e   attivare   (in   modo   non estemporaneo)  un  positivo  strumento  di  solidarietà  e  soccorso come il «banco alimentare». Nel contesto del Programma elettorale,  e nella realizzazione dei lavori    pubblici    in    generale,    viene    contestualizzata    (come metodo)   la   valorizzazione   del   patrimonio   pubblico   che   si traduce   nella   fruibilità   degli   spazi   attualmente   disponibili   e nella funzionalità degli  edifici  comunali destinati  a uffici,  scuole di  istruzione  primaria  e  secondaria  di  primo  grado  e  pubblici servizi.    In    questa   prospettiva    intendiamo    agire    per    la realizzazione  delle   nuove   opere  pubbliche   e  parimenti  negli interventi     destinati     al     recupero,     alla     conservazione,     al miglioramento      funzionale      e      alla    messa      in      sicurezza dell’esistente,  con  interventi  non  più  episodici  ma  legati  a  una specifica   programmazione,   anche   in   funzione   preventiva   di situazioni    di    deperimento    e    comunque    caratterizzati    da tempestività ed efficacia di soluzioni. Ereditiamo   l’urgenza   di   dover   affrontare   le   criticità   di   un patrimonio  edilizio   datato,  costituito  da  immobili  storici,  da edifici risalenti all’inizio del secolo scorso e ad altri dei trascorsi Settanta,   che   il   quadro   normativo   in   materia   di   sicurezza strutturale  e  di  contenimento  dei  consumi  energetici  hanno reso vetusti. L’obiettivo    programmatico    per    il    prossimo    quinquennio    è dunque  quello  di  ricondurre  nella  norma  il  maggior  numero possibile   d’immobili,   ovviamente   assicurando,   per   tutti,   la fruibilità  in  sicurezza  ricorrendo  a  interventi  radicali  di  natura edilizia,  ove  non  sia  possibile  procedere  altrimenti.  Allo  scopo di   garantire   l’utilizzo   in   sicurezza   degli   immobili   s’intende proseguire  in  maniera  decisa  e  determinata  alla  legittimazione certificativa,  anche  in  linea  col  perseguimento  e  la  necessaria tutela  ambientale  dal  rischio  amianto,  per  fare  di  Oristano  una Città   modello,   un   Comune   «in   prima  linea»,   un   esempio   di buone pratiche di cui andar fieri. Nell'ambito  della  progettazione,  potrà  essere valutato  il  ricorso all'adozione   di   tecniche   di   architettura   sostenibile,   oltre   a  garantire  la  sicurezza degli  edifici  pubblici,  nel  quadro  della riqualificazione     urbana     più     volte     richiamata     da     questa Amministrazione. Da   sottolineare   l'impegno   di   garantire   la   conduzione   e   la progettazione  e  successiva  realizzazione  di  alcune  grandi  opere quali   il   nuovo   Palazzetto   dello   sport   e   la   ristrutturazione radicale della Piscina. Nel  merito,  è  ipotizzato  l’affidamento  a  un  soggetto  esterno della    gestione    complessiva    della    Piscina    e    del    Palasport, sfruttando  la  partecipazione  economica  dello  stesso  soggetto per  i  lavori  inerenti  all’impianto  per  la  pratica  del  nuoto.  Allo stato dell’arte risultano acquisiti i progetti definitivi di entrambi i  plessi,  sulla  strada  tracciata  dalla  manifestazione  d’interesse attraverso  una  ricerca  di  mercato  finalizzata  all’individuazione di  soggetti  privati  disponibili  a  intraprendere  l’iniziativa,  cui  si connette l’adesione di diversi soggetti dunque  l’acquisizione dei progetti    definitivi,    preambolo    della    procedura    a    evidenza pubblica  di un appalto in concessione . Sempre  a proposito delle Opere  finalizzate  alla  pratica  ludico -sportiva  accelereremo  la riqualificazione  dei  campi  di  calcio  di  S a  Rodia,  nell’ottica,  si  è già  detto,  di  razionalizzare  i  costi  di  esercizio  oltre  che  della migliore  fruibilità  dei  campi  da  gioco.  È  agli  atti  che  la  F .I.G.C. (con   esatta   proposta   progettuale)   si   è   fatta   carico   della copertura   integrale   dei   costi   dell’intervento,   prevedendo   il totale  rifacimento  delle  strutture  dedicate  al  gioco  del  calcio secondo  gli  standard  richiesti  C.O.N.I.  per  ospitare  partite  di tutte le categorie. Tre  interventi  emergono  come  particolarmente  significativi  nel contesto  delle  azioni  che  intendiamo  intraprendere,  nel  breve  e medio periodo. Sono   quelli   derivanti   dai   fondi   Programmi   Integrati   d’Area inerenti  specificatamente  all’ampliamento  del  porto  turistico  e porto  pescatori  di  Torregrande  e  alla  realizzazione  della  pista ciclabile per Silì. Si  è  già  detto  della  scelta  preferenziale,  socialmente  strategica , di  agevolare  la  pratica  sportiva  e  lo  svago  all’aria  aperta,  non solo per diletto ma per la scelta razionale di uno stile di vita più sano  ed  ecologico,  condiviso  con  i  propri  animali  domestici.  Lo sport  per  tutti,  dunque,  ma  anche  uno  sport,  un’idea  di  tempo libero,  una  calendarizzazione  degli  eventi  che  (in  sinergia  col turismo)   faccia   da   volano   all’economia,   incentivi   la   piccola impresa,      modelli      una      nuova      offerta      destagionalizzata, un’ospitalità  diffusa  e  non  impattante,  che  veda  protagonisti  gli operatori  economici  locali,  a  iniziare  da  quelli  a  dimensione familiare,  e  che  si  traduce  nel  perfezionamento  della  vocazione ambientale  che  ci  contraddistingue.  Il  litorale  e  il  fiume,  per attività  sull’acqua  e  tennis;  la  pratica  equestre  e  le  ippovie,  in collina   e   nelle   pinete   che   lambiscono   la   costa;   l ’attività federale,   la   preparazione   pre-campionato   e   la   formazione permanente   (di   allenatori,   docenti,   arbitri   di   calcio)   nella «piccola  Coverciano»  che  sorgerà  a  Sa  Rodia,  con  un  campus, frutto  di  una  concezione  socio-urbanistica  specifica,  coerente  e di   dettaglio,   ove   convivano   attività   fisica   e   tempo   libero, creatività multiforme e talento giovanile. Questi  sono  alcuni  esempi  della  possibilità  che  sport ,  turismo, eventi   e   ricettività   procedano   paralleli,   per   il   tramite   di specifiche  operazioni  di  valorizzazione  del  patrimonio  culturale, paesaggistico e ambientale. È nostro intento condividere  processi di sviluppo sostenibile che generino     una     migliore     e     più     efficace      definizione      e organizzazione     dell'offerta,     beneficino     delle     opportunità derivate  dall'integrazione  fra  aree  forti  e  aree  interne,  attirino gli investimenti con proposte sinergiche, coerenti, di qualità. E  altre  forme  potremo  sperimentare  affinché  attività  turistica, agonistica,  manifestazioni  e  accoglienza  procedano  all’unisono: una  filiera  nuova,  dunque,  che  pone  Oristano  all’avanguardia,  e che    sosterremo    senza    trascurare    né    la    messa    a    norma dell’impiantistica  sportiva  esistente  né  l’esternalizzazione  delle gestioni, nelle strutture complesse e in quelle di quartier e. Colleghi, incoraggiare  la  creatività  e  la  ricettività  culturale,  soprattutto dei  più  giovani,  lo  riaffermiamo  anche  in  questa  occasione,  è  il vero    motore    per    creare    cittadini    liberi,    cioè    pensanti    e partecipativi. Educare  è  soprattutto  questo:  fornire  gli  strumenti  per  seguire autonomamente  percorsi  in  cui  le  esperienze  conducano  alla maturazione     dell’essere,     prima     ancora     che     all’accumulo  insensato  e  compulsivo  di  beni  materiali.  L’arte  e  la  cultura sono  a  nostro  avviso  la  chiave  di  tutte  le  trasformazioni  sociali realmente  democratiche.  Esse  stimolano  lo  sviluppo  del  senso d’identità personale e sociale. Riteniamo    importante    perciò    agevolare    e    promuovere    la conoscenza  dell’ingente  patrimonio  artistico,  storico  e  culturale (un  tempo  si  diceva  giacimento  culturale)  dell’intero  territorio civico,  ivi  comprese  le  collezioni  e  gli  archivi  privati  e  delle  Istituzioni laiche e religiose.  Un  filo  rosso  del  nostro  ragionamento  strategico  sarà  pertanto quello di facilitare l’accesso, la promozione e la pubblicizzazione  di  queste  ricchezze,  nelle  forme  più  adatte  e condivise, concretizzando le opportunità presenti e avvalorando quelle  future  che  richiedono  però  una  programmazione  (una messa in sistema) già ora chiara, coerente, definita.  Ci riferiamo al Museo Giudicale, nella consapevolezza dell’urgenza  perentoria  di  dirimere  quanto  prima  le  difficoltà dello   specifico   procedimento   che   vede   Oristano   e   Sanluri marciare   di   pari   passo   ma   anche   di   ridefinire   il   ruolo   e   la funzione strategica dell’Istar rispetto all ’effettiva disponibilità e messa  in  rete  della  documentazione  archivistica  internazionale  (sul  Giudicato  e  sul  Marchesato)  che  troverebbero  (nel  Museo Giudicale) una loro logica sede. Questa  nuova,  attesa  struttura  museale,  che  nasce  dall’unità d’intenti  della  R.  A.  S.,  della  Provincia  e  del  Comune,  fornirà l’occasione    per    sperimentare    in    concreto    una    politica    di gestione  del  bene  culturale  finalmente  sinergica,  da  un  lato  per la  tipologia  del  finanziamento  che  ne  sorregge  l ’istituzione,  per altro   verso   per   l’urgente   necessità   che   la   Città   ha   di   fare sistema,  dare  vita  cioè  a  una  rete  dei  beni  culturali,  archivistici, archeologici,      paesaggistici,      storici,      artistici       ed      etno-antropologici. Una gestione unitaria, che ottimizza e  fa economia sui costi, ma che       è       garante       dell’offerta       policentrica       complessiva (Antiquarium,    torri    urbane,    luoghi    di    culto,    nu ovi    musei cittadini). Una  proposta  reticolare  -  condivisa  da  Comune,  Stato,  Chiesa, Associazioni  d’arte  e  mestieri,  Università,  Consorzi,  Fondazioni e  Cittadini  -  ma  con  la  curatela  specifica  in  forza  della  mission che contraddistingue la singola realtà . Si  pensi  al  Teatro  San  Martino  che  pure  dovrà  contemperare coerentemente    la    specifica    destinazione    d’uso    all’utilizzo dedicato alla formazione di alta qualità. Un   punto   di   partenza   importante   leggiamo   nella   positiva apertura  della  Pinacoteca  Contini  (sia  detto  per  inciso  che  il 2013  sarà  il  110°  anniversario  dalla  nascita  dell’illustre  pittore) ed   è   certo   nostro   interesse   accelerare   il   potenziamento   di questo  sito,  sotto  tutti  gli  aspetti,  prima  di  tutto  logistici.  E  ciò anche per dirimere la delicata  questione  delle  sedi  bibliotecarie comunali, l’H. S. A. come anche il fabbricato della Via Carpaccio, che      auspichiamo      di      porre      nelle      nostre      disponibilità, volturandone  l’utilizzo  a  supporto  del  parco  pubblico  che  gli  sta affianco. Pari  attenzione  rivolgeremo  alla  promozione  della  Sartiglia  che dovrà   avere   un   museo   ad   hoc,   che   ospiti   la   sede   della Fondazione   che   ne   custodisce   la   storia   e   ne   tramanda   la tradizione,    allo    scopo    di    accogliere,    raccogliere,    esporre, vivificare le testimonianze storiche e documentali specifiche. Sarà  un  museo  popolare,  creato  a  passo  a  passo  con  i  Gremi,  e col  contributo  benemerito  dei  Cittadini,  ai quali  chiederemo  di donare  oggetti,  fonti  e  documenti,  tutelando  correttamente  i diritti dell’encomiabile  donatore  e  custodendo  ed  esponendo degnamente  il  bene  offerto,  a  beneficio  della  Comunità,  degli studiosi e dei visitatori.  Leggiamo  come  una  sostanziosa  opportunità  culturale  quella  di definire  l’accordo  di  usufrutto  del  principale  monumento  della nostra  borgata  marina,  la  torre:  la  Conservatoria  delle  Coste,  in collaborazione  con  gli  uffici  dei  servizi  territoriali  demanio  e patrimonio  dell’Assessorato  degli  Enti  locali,  la  individua  tra  i beni   destinabili   ad   attività   scientifico-culturali   e   turistico-ricettive aperte ai residenti e ai  turisti. Non  ci  sfugge  la  complessità  dell’obiettivo  ma  ci  son  chiari,  allo stesso  tempo,  la  qualità  identitaria  del  luogo  e  il  «plus  valore» storico    e    architettonico    della    torre,    anche    rispetto    alla potenzialità    inespressa    e    al    richiamo    fascinoso    di    una testimonianza  costiera,  il  cui  atteso  recupero   pro  riutilizzo  si tradurrebbe   (non   è   retorico   dirlo)   in   una   scelta   forte,   sia politica  sia  etica.  Una  motivazione  che  ci  farà  muovere  anche nella  direzione  di  definire  e  progettare  un  Parco  Archeologico Urbano,  al  Rimedio,  una  chance  per  la  ricerca  e  non  solo,  per essa, che merita non essere sprecata.  La  stessa  valenza  civica  ha  e  dovrà  avere  l ’attivazione  di  un percorso  serio  e  ininterrotto  col  mondo  della  scuola:  pensiamo a  un  Municipio  che  spalanca  le  porte  ai  Cittadini  in  età  scolare, che  li  ospita  in  visita,  raccontando  la  storia  della  Città  e  la funzione della  nostra  Istituzione ,  in  stretta  connessione  con l’Archivio  Storico;  pensiamo  a  una  Scuola  Civica  di  Musica  che accresce  e  diversifica  l’offerta  formativa  (ampliando  la  propria vocazione  ad  altre  discipline  afferenti  l’istruzione  musicale)  in rete con i Comuni vicini, come sta avvenendo da qualche mese.  Ho  citato  l’Archivio  Storico,  e  non  a  caso,  perché  da  subito avvieremo    la    verifica    dello    stato    dell’arte    del    Sistema Archivistico   Provinciale   –   che   ci   vede   capofila   fra   ventidue Comuni  -  e  il  monitoraggio  che  concerne  la  ristrutturazione dell’ex  Distretto  Militare  e  la  congiunta  nascita  del  Polo  degli Archivi dello Stato e della Città.  Quanto  al  Teatro  Civico  «Antonio  Garau»  (valga  a ricordarne  la fama  che  -  quaranta  anni  fa  -  scriveva  due  esilaranti  «pièce», Giuseppi   e   Maria   e   S’Urtima   xena)   è   opportuno   che   esso divenga  un  incubatore  di  attività  culturali,  non  più  soltanto  un efficiente  contenitore,  con  ben  definiti  programma,  gestione artistica  e  progetto  culturale.   E  a proposito  della  specificità della lingua Sarda - che proprio Garau tramandò, con insuperata maestria   -   ci   preme   riservare   massima   attenzione   alla   sua divulgazione:   idioma   da   tutelare   (perché   ci   unisce);   lingua identitaria che  racconta il passato ,  vive nel presente  ed è  ponte fra   le   generazioni;   materia   da   insegnare   -   fin   dalla   scuola dell’infanzia  -  quale  formidabile  opportunità  di  associare  storia, memoria, spirito dei nostri luoghi e senso civico. E  infine  l’Università,  o  meglio  la  politica  per  l’Università  di Oristano.     Diciotto     anni     fa,     Mariano     Scarpa     disse     con lungimiranza:  «L’Università  di  Oristano  o  sarà  mediterranea  ed europea o non sarà». Aveva  visto  giusto.  Non  voli  pindarici  -  ma  piuttosto  la  concreta cognizione    di    una    scommessa    che    solo    con    una    visione prospettica  si  poteva  e  si  può  vincere,  specie  in  una  fase  come quella attuale. Siamo  sulla  buona  strada:  a  noi  spetta  l’onere  di  monitorare  il compiuto,  di  correggere  (se  serve)  il  già  fatto,  ma  anche  di essere  tutor  di  un  mandato:  legare  scienza  ed  economia  alla finalità  precipua  del  Consorzio,  perché  la  forza  della  specificità, la forte territorialità dei saperi,  sono  condizioni  indispensabili a salvaguardarne il futuro.  Signor Presidente, Colleghi della Giunta, Signori Consiglieri, grandi   battaglie   in   passato   hanno   consentito   la   nascita   di Istituzioni  e  soggetti  che  oggi  rischiano  di  scomparire :  possa questo  Consesso  essere  garante  (ove  occorra)  di  combattere anche  nuove  lotte  di  civiltà,  per  il  bene  Comune,  nell’interesse del nostro Comune, per il futuro della nostra Città.  Grazie”. (Guido Tendas, sindaco di Oristano).

Come preannunciato durante l'ultima seduta del consiglio provinciale, nel corso del dibattito sulle Domus de Janas di Mandras, gli assessori provinciali alla Cultura, Serafino Corrias, e al Turismo, Gianfranco Attene, con una nota congiunta hanno invitato l'assessore regionale alla Cultura e Beni Culturali, Sergio Milia, ad un incontro presso l'ipogeo di Mandras, il complesso in territorio di Ardauli che necessita di interventi di recupero e salvaguardia. L'incontro risulterebbe certamente utile per constatare lo stato di precarietà del complesso, anche se, al momento, l'assessorato regionale dei Beni culturali non dispone di risorse disponibili per il risanamento, così come comunicato lo scorso 17 luglio dalla direzione generale dell’assessorato. Nella nota viene riconosciuta l'importanza del monumento di Mandras, e della necessità di un recupero strutturale che possa mettere in sicurezza il sito e poterne così garantire la fruibilità da parte di tutti i visitatori. Pur considerando i recenti e rilevanti tagli  operati nel settore della cultura, gli assessori provinciali hanno invitato l'assessore Milia a destinare, entro la fine dell'anno, uno stanziamento  per il risanamento di beni culturali. “Siamo certi – hanno scritto nella nota Corrias e Attene - che il sopralluogo, importante e costruttivo, motiverebbe notevolmente la logica dell'intervento, così come richiamato da più parti, a cominciare dalla rivista specializzata "Archeologia Viva" e, successivamente, dagli altri organi d'informazione regionali che ne hanno focalizzato l'attenzione”. Sulla situazione dell'ipogeo di Mandras è stata sollecitata anche l'attenzione del ministro per i Beni e le Attività Culturali, con due interrogazioni parlamentari.

L’assessorato alla Cultura del comune di Cabras,  dopo il successo riscosso nelle scorse estati, ripropone anche quest’anno, fino al 31 agosto, l’apertura  della “Biblioteca al Mare”. Punto di riferimento estivo per il Sinis, il comune propone, a San Giovanni, tante occasioni culturali, tra cui la lettura di best-sellers, fantasy, gialli, letteratura sarda, guide turistiche e riviste, disponibili per la lettura in spiaggia o a domicilio. I libri proposti dalla “Biblioteca Estiva”, presso la struttura di fronte al Centro Visite, in Pratza de is Ballus, non sono destinati esclusivamente all’utenza adulta, ma anche ai bambini e adolescenti. L’iniziativa rappresenta un valore aggiunto per la vacanza sul litorale cabrarese, che già può contare sulle collaudate manifestazioni “Cinema sotto le stelle”, “Note in Laguna”, “Notti di Tharros”, e la graditissima “Sagra della Bottarga”. Per le sue caratteristiche, e la sua logistica, la “Biblioteca Estiva”, gestita dalla cooperativa sociale “Gli Scapigliati” Onlus, si è rivelata, negli anni passati, un luogo dove gustare un panorama mozzafiato. La Biblioteca è aperta il martedì, dalle 16 alle 19.30; giovedì dalle   9 alle 12; sabato dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 19.30; domenica dalle 9 alle 12. Tra le varie attività che il comune lagunare esercita nel Sinis, da segnalare il Servizio Centro visite, di fronte alla Biblioteca, attivo da aprile ad ottobre. Il Centro apre tutti i giorni dalle 9 alle 19, e offre servizi di informazione turistica, internet point – fax e fotocopie,  noleggio ombrelloni,  attrezzatura snorkeling, noleggio biciclette, escursioni a piedi e in bicicletta in tutta la Penisola del Sinis.

Con l'avvio della stagione estiva, si ripresenta, anche quest'anno, il problema della carenza di sangue a fini trasfusionali, a causa della riduzione delle donazioni. Per questo motivo, l'Asl n. 5 di Oristano invita tutti i cittadini a donare il sangue presso i centri di raccolta ospedalieri di Oristano, Ghilarza e Bosa, o di aderire alle periodiche raccolte di sangue organizzate nei centri della provincia, in collaborazione con l'Avis. Il Servizio Immunotrasfusionale si sta adoperando, in questi giorni, per ridurre al massimo gli inconvenienti legati alla carenza ematica, e venire incontro, per quanto possibile, alle necessità di tutti i pazienti, privilegiando quelli anemici e le urgenze chirurgiche. Utile sarebbe, però, l'apporto di tutti i potenziali donatori, per consentire lo svolgimento anche delle operazioni meno urgenti. Da qui l'invito ai familiari ed agli amici dei pazienti ricoverati, agli operatori sanitari, ed a tutta la cittadinanza, a donare il sangue presso gli ospedali, così da garantire la corretta prosecuzione dell'attività chirurgica. Per quanto riguarda i requisiti richiesti, possono donare il sangue tutte le persone, compresi i fabici e i portatori sani di anemia mediterranea, di età compresa tra i 18 e i 65 anni, in buono stato di salute, che pesino almeno 50 chilogrammi, non abbiano assunto farmaci di recente, né abbiano terapie in corso. Tutti i donatori saranno sottoposti a una visita preventiva, che ne accerterà lo stato di salute e di idoneità alla donazione e, dopo il prelievo, riceveranno gratuitamente a domicilio il risultato completo delle analisi,. Questo permetterà loro anche di tenere sotto controllo la propria salute. Il Servizio Immunotrasfusionale ricorda, inoltre, che non è necessario presentarsi completamente a digiuno, ma è consentita anche una colazione leggera prima della donazione.

 
Di greg (del 30/07/2012 @ 14:45:50, in politica, linkato 706 volte)
“Napolitano è in pressing per una nuova legge elettorale e i partiti di governo eseguono i suoi ordini”. Questa la versione, secondo Beppe Grillo, della dialettica politica sviluppatasi nelle ultime settimane sulla riforma del Porcellum. “Il motivo di questa fretta improvvisa dopo sette anni di letargo al Quirinale il call center di Mancino dove i boom non si sentono mai, è apparentemente ignota”, scrive il leader del Movimento 5 Stelle sul suo blog.  Alfano, Bersani e Casini (ABC) sono “come dei vecchi bari colti sul fatto. L’obiettivo non è migliorare il Porcellum che fu da loro voluto e applicato nelle elezioni del 2006 e del 2008 ma far quadrare i conti senza l’oste, senza il Movimento 5 Stelle“. La legge elettorale, secondo Grillo, dovrebbe “essere materia di referendum, non discussa in segrete stanze”, per evitare conflitti di interesse: “Chi viene eletto decide come farsi eleggere, il tutto a pochi mesi dalle elezioni. Sono come i ladri di Pisa che litigavano di giorno e la notte andavano a rubare insieme”. E sul ruolo dell’Udc dice: ”Casini, uno degli artefici del Porcellum alla cui abolizione non ha mai pensato sinora, sembra diventato una donna di facili costumi che d’improvviso voglia farsi suora, ma in un convento di frati”, ha commentato citando la dichiarazione con cui l’ex presidente della Camera ha ribadito la sua determinazione a cambiare l’attuale sistema elettorale. Da questo caos politico, il leader dei grillini spera di trarne giovamento, proprio come è avvenuto alle amministrative e lancia la sfida: “L’Italia, nel frattempo, affonda. Ci vediamo in Parlamento. Sarà un piacere”. I prossimi giorni saranno determinanti per capire se al di là degli scontri verbali, sarà possibile un’intesa (e un primo ok in commissione) sulla legge elettorale o se si arriverà a una rottura nei rapporti tra ‘Abc’, con ripercussioni anche sulla tenuta del governo Monti. Il casus belli potrebbe la decisione del Pdl di votare anche a maggioranza (come annunciato da Schifani) la propria proposta di riforma elettorale. Contrario Bersani: “Il Porcellum 2 noi non lo votiamo”, dicono ai vertici del partito, lasciando intendere che, pur di bloccare nuove forzature di Pdl e Lega, il Partito Democratico non esclude niente, neanche uno scenario da voto anticipato. Ma La Russa (Pdl) provoca il centro-sinistra: ”Ci accusano di doppio gioco perchè sulle riforme colloquiamo non solo con loro ma anche con la Lega. Abbiamo condiviso col Pd l’80% della nostra proposta di legge elettorale, sui soli due punti controversi (preferenze e premio al partito non alla coalizione) o aderiscono oppure si lasci al Parlamento, a tutto il Parlamento, la libertà democratica di decidere. O vuole farlo Bersani con Chiti per tutti?”. Era stato il senatore Pd Nicola Latorre, intervistato a Skytg24, a puntare il dito contro il partito di Alfano: “Il Pdl fa il doppio gioco per ingannare il Paese, da un lato sostiene Monti e dall’altro fa asse con la Lega sulle riforme”. “Monti – sostiene Anna Finocchiaro – deve essere allarmato, come molto allarmati siamo noi. Ci sono due maggioranze, come dimostra lo scambio al Senato tra Pdl e Lega su semipresidenzialismo e Senato federale. Il partito di Berlusconi sta lavorando per rafforzare la seconda maggioranza ai danni della prima, cioè di quella che sostiene il governo”. Secondo Maurizio Gasparri e Fabrizio Cicchitto, è il Pd ad alzare polveroni “per celare, senza riuscirci, la sua intenzione di andare al voto con la legge in vigore dalla quale ritiene di trarre vantaggi”. Non si esclude in settimana un incontro chiarificatore tra ‘Abc’ per vedere se è possibile ripartire da quella proposta – premio di maggioranza al partito e un mix di collegi uninominali e liste bloccate – in discussione fino a che il Pdl ha rilanciato le preferenze. Un nuovo invito al dialogo arriva da Pierferdinando Casini, che in realtà non disprezza la proposta di riforma avanzata dal Pdl, ma condivide l’allarme di Bersani: “Non ci interessano maggioranze di parte, ci interessa la massima condivisione”. (www.ilfattoquotidfiano.it)

Altre notizie:

Il segretario regionale dell'Udc, Giorgio Oppi, ha replicato al presidente della Regione, Ugo Cappellacci, e al segretario del Pd, Silvio Lai, che erano intervenuti dopo il congresso regionale dell’Udc. Il presidente Cappellacci – ha scritto Oppi in una nota - ha perfettamente ragione a dire che siamo un partito leale e coerente. Ed infatti lealmente e coerentemente abbiamo chiesto una verifica politica su alcuni punti programmatici e su un rinnovato slancio dell'azione di governo. Su questo aspettiamo una risposta efficace ed un crono-programma preciso. Quanto dobbiamo attendere per vedere realizzata una riduzione dei CdA degli enti regionali, per esempio? Cappellacci – ha osservato il leader dell'Udc - confonde, poi, i rapporti personali con quelli politici. Rappresentando una forza politica della coalizione di governo della Sardegna, ho segnalato il nostro malessere in mancanza di un rilancio dell'azione amministrativa, di fronte ad una crisi sociale grave come l'attuale, e ho ribadito che le ragioni della nostra alleanza sono programmatiche e non fideistiche: abbiamo chiesto e chiediamo una marcia in più.  Quanto ai tram, ricordo al presidente che noi siamo in giunta senza alcuna fibrillazione dalle elezioni. Il nostro gruppo non si è frantumato, come è successo al partito di Cappellacci, che ha perso sei consiglieri per strada, non vive fibrillazioni, ha sempre garantito un sostegno fattivo e non vota sbrindellato su provvedimenti in commissione e in aula, come altri. Se, poi, proprio si vuole ricorrere alla metafora del tram, abusata ma sempre simpatica, mi pare di ricordare che dal tram sono scesi e saliti in molti. Quanto alle mie dimissioni, che confermo alla fine di questa stagione, sono dovute a questioni di affaticamento, non solo fisico, ma anche politico. A Silvio Lai, onestamente, si potrebbe non replicare - ha affermato ancora Giorgio Oppi -, posto che la sua leadership vive già una crisi all'interno di gruppo e partito, e ancora aspetto una risposta alla proposta politica che ho formulato dal nostro congresso. Per capire se siamo una forza politica affidabile, Lai dovrebbe chiedere ai suoi colleghi di partito delle molte realtà locali in cui governiamo insieme: perchè se diventiamo non più graditi, è sufficiente dircelo. Suggerisco a Lai di abbassare i toni e ricordare sempre – ha concluso il segretario dell'Udc - che viene da una tradizione di moderatismo”.

L'ex presidente della Regione, e attuale patron di Tiscali, Renato Soru, ha messo in vendita la sua  lussuosa villa in riva al mare, vicino a Villasimius. L'annuncio, corredato da foto della casa, circondata da 42 ettari di terreno con vigneti, ulivi e giardini in stile mediterraneo,è apparso sul sito di Sotheby's International Realty che per "…questa magnifica proprietà adagiata su una splendida spiaggia a soli 60 km da Cagliari", chiede 24 milioni di euro, pari a oltre 30 milioni di dollari Usa. La villa nel 2004 fu al centro di vivaci polemiche per il taglio di circa 1500 alberi di eucaliptus e pini, che vennero sostituiti con essenze mediterranee. Soru fu accusato dai suoi avversari politici di irregolarità, cui seguì una querela per diffamazione da parte dell'ex presidente della Regione. La vicenda si concluse con un semplice multa. La villa, seppure caratterizzata da uno stile sobrio, oltre ad avere l'accesso diretto alla spiaggia è dotata di un eliporto. La struttura principale costruita su due livelli, per complessivi 450 mq - si legge nella presentazione di Sotheby's -, è firmata dall'architetto e designer Antonio Citterio (le cui creazioni fanno parte della collezione permanente del MoMA di New York e del Centre Georges Pompidou di Parigi). Oltre alla spiaggia di sabbia bianca, di circa 200 metri, vi sono dieci ettari di vigneti a altrettanti di ulivi. La proprietà è completata da una dependance di 150 metri quadri.

Con una messa, celebrata dall’arcivesco Ignazio Sanna nella Cattedrale di Oristano, la città ha festeggiato i 100 anni di Antonio Cadoni. Ad assistere alla cerimonia, insieme al nonnino, ai familiari e tantissimi amici, c’era anche il sindaco di Oristano, Guido Tendas,  che ha portato il saluto e gli auguri della città. Al termine della messa, il sindaco ha consegnato ad Antonio Cadoni una targa ricordo con la rappresentazione di Eleonora d’Arborea. Apprezzato medico dentista, molto conosciuto in città, il centenario è nato a Villacidro nel 1912, e si è laureato in medicina e chirurgia all’Università di Roma nel 1936. Tenente medico del Regio Esercito Italiano nel 1938 e del Regio Corpo Truppe Coloniali nell’Africa Orientale Italiana, prigioniero di guerra dal 1941 al 1945, Cadoni si è congedato da capitano medico nel 1947. Specializzato in odonto-stomatologia e protesi dentaria, Antonio Cadoni si è stabilito, nel 1952, a Oristano, dove ha esercitato la libera professione fino al 1991. Nel 2003 ha donato al Seminario Arcivescovile di Oristano tutta la sua attrezzatura e la sua ricca biblioteca.

Due giovani di Mogoro, sorpresi mentre appiccavano un incendio nelle campagne del paese,  sono stati arrestati dagli agenti del Corpo di vigilanza ambientale della Regione, perchè sospettati di essere due "piromani seriali". I due, di 18 e 19 anni, secondo gli agenti del Corpo di vigilanza ambientale, sarebbero gli autori di diversi incendi che la scorsa estate e quest'estate hanno interessato le campagne di Mogoro e Pabillonis.  “I due arrestati -  ha detto la responsabile dell'ispettorato di Oristano, Maria Piera Giannasi, che ha illustrato l'operazione col comandante del Corpo di vigilanza ambientale, Carlo Masnata, nel corso di una conferenza stampa -, nei  pomeriggi della domenica e delle giornata festive, dopo aver pranzato insieme, salivano sulle loro mountain bike e raggiungevano le campagne del paese, dove appiccavano gli incendi, lanciando fiammiferi accesi ai bordi delle strade, durante la loro pedalata". Domenica, però,  in campagna hanno trovato gli agenti del Corpo di vigilanza ambientale della Stazione di Marrubiu e dell'Ispettorato di Oristano, che avevano organizzato una vasta operazione, anche con l'ausilio di un elicottero. I due giovani sono stati fermati sulla strada provinciale che conduce alla borgata di Morimenta e subito arrestati , con l’accusa di aver appiccato due incendi che poco prima erano divampati nelle zone di Ponte Craccaxia, in agro di Mogoro, e di Roia sa Pibera, in agro di Pabillonis. Il fermo è poi stato convalidato dal magistrato del  Tribunale di Oristano. Tribunale  dove, nei prossimi giorni, i due giovani saranno processati.  A loro carico ci sarebbero  numerosi indizi che, secondo il Corpo di vigilanza ambientale, porterebbero ad addebitare ai due anche diversi altri incendi appiccati nelle settimane scorse e nell'estate del 2011, con la stessa  metodica

 
Di pig (del 27/07/2012 @ 17:03:33, in politica, linkato 1134 volte)

“Siamo pronti a staccare la spina al centro-destra per un governo di salvezza regionale”. Giorgio Oppi ha ufficializzato, nel corso del terzo congresso regionale dell'Udc, le ipotesi di apertura ad altre alleanze e ha annunciato di voler andare al voto in primavera, contestualmente alle elezioni nazionali. "In questi anni di governo – ha detto Oppi - non sono mancati i periodi di sofferenze nella coalizione e riteniamo l'attuale alleanza non inamovibile. Non accettiamo veti, nè diktat da nessuno, cosi come non chiediamo abiura al Pd. Siamo coerenti con il progetto che si vuole costruire a livello nazionale”. Giorgio Oppi (candidato unico) è stato riconfermato alla guida del partito al termine del congresso e ora si dedicherà completamente all'Udc, visto che ad ottobre lascerà l'incarico di assessore regionale. Al congresso dell’Udc, a Cagliari, erano presenti, fra gli altri, nelle prime file, l'assessore regionale al Personale, Mario Floris; l'ex sindaco di Cagliari, Emilio Floris; l'esponente sardista Paolo Maninchedda; il parlamentare del Pd, Paolo Fadda; il leader di Fortza Paris, Pasquale Onida; l'ex consigliere regionale, Giorgio Corona; il capogruppo del Pdl, Pietro Pittalis; il capogruppo di Sel-Gruppo misto, Luciano Uras; i consiglieri regionali del Pd, Cesare Moriconi e Giuseppe Cuccu. Nel portare i saluti di rito, Mario Floris ha auspicato un progetto comune all'insegna delle regole. Pittalis ha definito l'Udc un alleato serio e affidabile, mentre Uras ha detto di avere sempre avuto un rapporto politico serio, corretto e produttivo con i democristiani. Maninchedda ha affermato che tanti attendono una risposta dal congresso Udc: "Ritengo - ha spiegato l’esponente sardista -, che le elezioni anticipate siano meglio di questa agonia, di fasi conclusive dove non prevalgono le grandi idealità. La spina è in mano all'Udc e in Sardegna ci sono proposte diverse e non solo una destra e una sinistra, ma la possibilità di adesione ad una idea di autogoverno". Paolo Fadda ha precisato di parlare a titolo personale e non per il Pd "Ringrazio - ha detto Fadda - per l'affetto per la mia storia e per la storia della Dc, di cui andiamo orgogliosi. Una parte del Partito democratico si batte perchè nella Regione si realizzi un'alleanza con il vostro partito e continueremo perchè nella prossima legislatura siamo alleati. Dipende solo da noi strappare la Sardegna al governo del centro-destra". Al congresso regionale dell’Udc è intervenuto, telefonicamente, anche il leader nazionale del partito Pierferdinando Casini. “L’Udc anche in Sardegna è un partito vivo, vitale, forte – ha detto Casini -. Viviamo un momento difficile, ma possiamo dire con orgoglio di aver capito prima degli altri che cosi non si poteva andare avanti. Abbiamo respinto il populismo della sinistra, il radicalismo del governo Prodi e l'illusionismo di quello di  Berlusconi.  Dopo Monti nulla sarà più come prima - ha aggiunto Casini -, e lo spirito di collaborazione non potrà essere disperso. Alle prossime elezioni proponiamo un'unione nazionale. Ci rivolgiamo a tutti e a nessuno. Sono finite, infatti, le epoche dei tatticismi. Chi ha qualcosa da dare all'Italia scenda in campo, chi vuole garanzie e scende solo se vince, allora fa i suoi interessi, non quelli del Paese". Al congresso dell’ Udc, a Cagliari, ha partecipato anche il segretario nazionale amministrativo, Antonio De Poli. "Contiamo entro agosto – ha detto, fra le altre cose, De Poli - di concludere, con il deposito alle Camere, la nuova legge elettorale, dando un segnale importante all'Italia e agli italiani, sul fatto che possono scegliere i propri rappresentanti come accade nelle regioni.  Entro metà  agosto ci sarà l'accordo, quindi la presentazione in Parlamento, mentre la discussione avverrà a settembre. Come Udc  siamo per le preferenze, altri  invece vogliono l'uninominale proporzionale, mentre  lo sbarramento per i partiti sarà al 5%".

Altre notizie:

Amici della Terra e Gruppo d'intervento giuridico hanno presentato un esposto, alla Procura della Repubblica di Cagliari, contro la delibera del 12 giugno scorso (la n.25/15), con cui la giunta regionale ha fornito un'interpretazione restrittiva della fascia di profondità dei 300 metri, limitandola ai laghi naturali e agli invasi artificiali. Come già rilevato da Legambiente Sardegna, secondo le due associazioni ecologiste, il provvedimento aggira una sentenza con cui Consiglio di Stato ha interpretato le disposizione del Ppr in materia di zone umide (stagni, lagune e saline). "La Giunta regionale ha violato di fatto il giudicato amministrativo – ha spiegato il portavoce delle due associazioni, Stefano Deliperi -, e ha dato il via libera a infinite manovra speculative: secondo l'esecutivo Cappellacci, retroattivamente, non ci sarebbe bisogno di autorizzazione paesaggistica per gli interventi edilizi nella fascia del 300 metri dalla battigia delle zone umide. Questa delibera sarebbe semplicemente un atto nullo, tuttavia costituisce indirizzo applicativo sostanzialmente vincolante per le strutture tecnico-amministrative dei comuni. Una follia e un abuso". Nei giorni scorsi Legambiente aveva segnalato la questione in riferimento, in particolare, al palazzo edificato in via Gallinara, a Cagliari, vicino a un canale a ridosso dello stagno di Molentargius. La pronuncia del Consiglio di Stato ha dato ragione al proprietario di un fondo confinante, che aveva presentato ricorso contro le autorizzazioni edilizie concesse per la costruzione del palazzo, edificato dopo la demolizione di una villa.

ll recupero e la salvaguardia della Domuns de Janas di Mandras, in territorio di Ardauli, di cui ha discusso il consiglio provinciale di Oristano, è solo rinviato. L’assessorato regionale ai Beni Culturali non dispone, al momento, delle risorse  necessarie. Alla Provincia e agli altri enti e organismi interessati lo ha comunicato il direttore generale dell’assessorato, Mauro Conti, al quale si era rivolto l’assessore alla Cultura della Provincia di Oristano, Serafino Corrias, anche a nome delle commissioni consiliari alla Cultura e Affari Generali, presiedute da Angelo Mele e Alfredo Mameli. Il concomitante interesse di alcuni parlamentari, anche a seguito di un articolo pubblicato su una rivista specializzata, ha fatto assurgere il sito di Mandras alla ribalta della cronaca  nazionale e internazionale, con la speranza che, in futuro, i politici prestino maggiore attenzione alle risorse culturali del territorio. Per il momento, il coinvolgimento del consiglio provinciale di Oristano è stato totale, ed ora si cercherà di interessare maggiormente la ragione, per reperire le risorse necessarie per il recupero del sito di Mandas. Il consiglio provinciale si è poi occupato deIl’ “Impresa Donna”, con  la burocrazia che ha discriminato la partecipazione al bando regionale. A sollevare il problema è stato il gruppo del Pd,che ha presentato una interpellanza. In sintesi, così come ha spiegato il consigliere, Francesco Federico, nella presentazione della domande si sono verificate diverse anomalie collegate al meccanismo di deposito e agli orari di inoltro che hanno provocato numerose esclusioni. Della questione l’assessore provinciale al Lavoro, Sandro Murana, investirà l’assessore regionale,  Antonello Liori, già sensibilizzato, a suo tempo, sulle difficoltà dell’iter procedurale del bando. Per quanto rigurada l’amianto, mentre è attivato il nuovo bando per complessivi 700 mila euro (200 per evadere le vecchie domande e 500 per il bando in scadenza a ottobre), il capogruppo del Pd, Mario Tendas, ha denunciato che, presso l’Ufficio tutela del paesaggio, da tempo sono ferme innumerevoli autorizzazioni e, di conseguenza, i cittadini non possono effettuare gli interventi programmati già finanziati. Le osservazioni sono state accolte dall’assessore provinciale all’ambiente, Emanuele Cera, il quale ha dichiarato di aver sollecitato una velocizzazione delle procedure, in modo tale da consentire agli uffici tecnici il rilascio delle prescritte autorizzazioni corredate da quelle dell’Ufficio tutela del paesaggio.

Il Gal Terre Shardana, società consortile a responsabilità limitata, finanziata dall'Unione Europea attraverso il Feasr (Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale) è espressione del  partenariato rappresentativo degli operatori, pubblici (30%) e privati (70%), dei diversi settori economici e sociali, che operano nel territorio del Montiferru, Sinis, Guilcier, Barigadu, Planargia e Campidano di Oristano. E’, dunque, espressione di un territorio composto da 65 enti pubblici locali e territoriali di cui ben 54 comuni e 390 soggetti privati, che comprendono singoli imprenditori, imprese artigiane, consorzi di produttori, associazioni di categoria e associazioni culturali. L’Aassemblea dei soci del Gal Terre Shardana ha approvato all’unanimità il bilancio (per il quarto anno consecutivo in attivo) ed ha provveduto al rinnovo delle cariche sociali, rieleggendo il presidente, Antonello Solinas, e i consiglieri Mario Tendas, Serafino Mura, Antonio Matzutzi, Miriam Carboni. Un consiglio di amministrazione, quindi, composto esclusivamente da privati, le cui intenzioni sono quelle di operare secondo il modo di operare tipico della mentalità imprenditoriale privata.

 
Di pig (del 26/07/2012 @ 14:33:00, in politica, linkato 927 volte)

Che la giunta regionale di centro-destra sia ormai alla frutta lo sanno tutti, anche alcuni componenti la coalizione, come Psd’Az e Udc che, tolto il prosciutto dagli occhi, non vedono l’ora che questa lunga e triste (soprattutto per i sardi) agonia abbia termine. Quello che però non si capisce è come mai, nonostante le continue lamentale, la presa di distanze e i distinguo ribaditi a ogni piè sospinto, sardisti e scudocrociati non si decidano a staccare la spina. Quel che è peggio è che oramai non passa giorno senza che all’interno del Pdl, il partito più importante della rabberciata coalizione, non ci sia un litigio anche sulle questioni più futili. L’ennesimo scontro, in consiglio regionale, tra la presidente del consiglio, Claudia Lombardo, e il presidente della giunta, Ugo Cappellacci, è una ulteriore dimostrazione di  come la lotta continua tra fazioni interne al centro-destra non faccia altro che procrastinare la discussione di argomenti ben più importanti, di cui i politici regionali del Pdl, e non solo, dovrebbero, invece, occuparsi. All'origine del battibecco tra la Lombardo e Cappellacci, l'incontro con i sindacati del Sassarese, che il presidente della giunta avrebbe concordato di tenere nel palazzo del consiglio. A porre il problema è stato il capogruppo del Pd, Giampaolo Diana, che ha chiesto se fosse vero che il governatore avesse preso impegni con i sindacati prima in viale Trento e poi in consiglio. Cappellacci ha smentito e chiesto di parlare, la presidente Lombardo ha, invece, sospeso i lavori e convocato i capigruppo, scatenando la reazione di alcuni esponenti del Pdl, che hanno inveito nei confronti della Lombardo, chiedendo le sue dimissioni. Alla ripresa dei lavori la presidente del consiglio ha preso la parola: "Apprendiamo dalle agenzie - ha detto rivolta a Cappellacci -, che i sindacati hanno comunicato di doverla incontrare in questo palazzo. La invito, per la prossima volta, a fare gli incontri nelle sue sedi istituzionali o, quanto meno, ad avvertirci prima". A questo punto si è scatenato un infuocato dibattito, con interventi per fatto personale (da parte di Diana e dello stesso Cappellacci) e sull'ordine dei lavori. Il governatore ha chiesto a Diana di fare i nomi di chi avesse riferito della convocazione in consiglio, mentre il capogruppo del Pdl, Pietro Pittalis, ha invitato a non far perdere tempo e denaro per creare un casus belli dal nulla. “Sono polemiche che danneggiano le istituzioni e la politica in generale", ha dichiarato il presidente della Regione, e ha spiegato che la disponibilità iniziale data ai sindacati per un incontro nel palazzo di via Roma era legata alla previsione che la discussione sulle Linee guida del Ppr si protraesse fino ad oggi. “Questa mattina - ha puntualizzato Cappellacci -, abbiamo appreso che ai sindacati è stato comunicato che non era possibile tenere l'incontro in consiglio e, quindi, ho spiegato che per me non c'era alcun problema a spostarmi in viale Trento, dove ricevo qualsiasi delegazione ogni qualvolta si chiede un incontro al presidente della Regione".  Insomma, tanto chiasso per niente; un futile pretesto per bacchettarsi a vicenda, che non solo svilisce le istituzioni ma dimostra quanto sia importante e prioritario per il centro-destra discutere sul “nulla”. E' proprio vero, come sostiene più d'uno, che in politica al peggio non c'è mai fine.

Il capogruppo in consiglio regionale di "Sardegna è già domani", Mario Diana, ha espresso "…massima solidarietà alla presidente dell'assemblea, Claudia Lombardo, per gli attacchi di cui è stata fatta oggetto nel corso della seduta di questa mattina da parte di alcuni consiglieri. Ritengo doveroso, a nome dell'intero gruppo consiliare che rappresento, richiamare tutti i colleghi ad un atteggiamento più rispettoso verso l'Istituzione di cui siamo parte. Quello cui si è assistito è uno spettacolo che non si vorrebbe mai vedere nell'assemblea che rappresenta il popolo sardo. La presidente Lombardo – ha detto ancora Mario Diana - è stata attaccata per aver difeso, ancora una volta, l'indipendenza del consiglio regionale e la correttezza nei rapporti tra le Istituzioni. Se questa deve essere la ragione per giustificare un'aggressione simile, allora sosteniamo con rinnovata convinzione l'operato della presidente, che in una legislatura fatta più di ombre che di luci si sta distinguendo per il suo impegno in difesa della democrazia e delle istanze di tutti i sardi, e non, come vorrebbero alcuni, nell'appoggiare gli interessi di un'unica parte politica".

Non c’è niente da fare, tutte le volte che Silvio Lai, l’inadeguato segretario regionale del Pd, si muove, scrive  o apre bocca, fa danni irreparabili. Dopo le sue “amene” esternazioni, e un'altra, disastrosa e frenetica fuga in avanti, a riportalo con i piedi per terra ci hanno pensato, questa volta, sette consiglieri regionali del Pd. "Ripetutamente si assiste a una presa di posizione del segretario regionale, Silvio Lai, il quale, in perfetto contrasto con gli orientamenti che il segretario Bersani porta avanti a livello nazionale, lancia proclami contro qualche partito, per marcare un'idea di solitario isolamento del Pd sul progetto delle future alleanze". Lo hanno affermato, in una nota, i consiglieri regionali del Pd Giuseppe Luigi Cucca, Giuseppe Cuccu, Gavino Manca, Cesare Moriconi, Chicco Porcu, Franco Sabatini e Gian Valerio Sanna, criticando la lettera sul tema dell'allargamento dell'alleanza inviata, ieri, da Lai ai segretari dei partiti della coalizione di centrosinistra. "Sarebbe quanto meno consigliabile – hanno aggiunto i consiglieri regionali -, suggerire al segretario regionale del Pd un attimo di serenità e di maggiore coordinamento con le attività e le relazioni politiche nazionali che, con le elezioni politiche a poca distanza da quelle regionali, si riveleranno oltremodo utili per rendere vincente e competitiva la coalizione che il Pd dovrebbe costruire sulle idee, i progetti e le riforme che ritiene più validi, piuttosto che sulle tattiche politiche dall'antico sapore personalistico. La chiusura pregiudiziale ad alcuni partiti - concludono i  sette consiglieri democratici -, altro non fa che rendere il Pd puntello di questa maggioranza".

Altre notizie:

Una mozione urgente, per la  riduzione dell'aliquota IMU sulla prima casa dallo 0,5% allo 0,4%, è stata presentata dal consigliere comunale Andrea Lutzu (Pdl). Questo il testo: “Premesso che dal 1 gennaio 2012 l'ICI è stata sostituita dalla nuova Imposta Municipale Unica (IMU); che l'aliquota principale da utilizzare per le prime case e per le loro pertinenze è pari allo 0,4%, modifica bile dai comuni in aumento o in diminuzione sino a 0,2 punti percentuali; che il comune di Oristano, durante la gestione commissariale del Dott. Antonello Ghiani, con deliberazione n. 39 del 6 Marzo 2012 ha approvato per lo stesso anno la seguente aliquota IMU sulla abitazione principale: 0,5%. Considerato che è ampiamente condiviso e riconosciuto il momento di grave difficoltà economica e sociale in cui versa la Nazione, la Sardegna ed Oristano; che la prima casa è un bene primario per la società italiana e in particolare per alcune persone risulta addirittura essere l'unico bene; che il Consiglio Comunale ha il dovere, vista la accertata possibilità, di attenuare la pressione fiscale sui propri concittadini. Impegna il Sindaco e la Giunta 1) A preparare tutti gli atti e le procedure che consentano al Consiglio Comunale di deliberare entro il termine del 30 settembre 2012 la riduzione della aliquota per la applicazione dell'IMU sulla abitazione principale dallo 0,5 % allo 0,4%.; 2) A compensare il minor gettito derivante dalla riduzione applicata sopra con misure primariamente di contenimento della spesa corrente mediante un'attenta ricognizione anche con il coinvolgimento della competente commissione consiliare.

E' in pubblicazione il nuovo bando pubblico per i contributi ai privati per interventi di bonifica dei manufatti contenenti amianto, in provincia di Oristano, che scadrà il 25 ottobre. Si tratta di circa 500 mila euro da destinare a contributi per interventi non solo su edifici o strutture residenziali e loro pertinenze,  ma anche a negozi e piccole attività commerciali e artigianali. Potranno presentare la domanda i proprietari degli immobili, o coloro che ne abbiano la  disponibilità (locatari, comodatari, usufruttuari, ecc.). Rispetto ai precedenti bandi sono diverse le novità: la possibilità di finanziare anche interventi realizzati prima della pubblicazione del bando, ma comunque non realizzati prima del gennaio 2012 e l'aumento delle percentuali di spese ammissibili, che passano, rispetto al precedente bando, dal 40% al 60%. Il tetto massimo concedibile sarà di  cinquemila euro, oneri fiscali compresi.  Altra novità riguarda la scheda di autonotifica, da presentare in duplice copia  al servizio di Prevenzione e Sicurezza nei luoghi di lavoro della Asl, che dovrebbe agevolare e velocizzare l'iter di concessione del contributo. Saranno ammesse le spese per la rimozione, l’incapsulamento, il trasporto e lo smaltimento dei materiali contenenti amianto, mentre le spese per la progettazione, la redazione del piano di lavoro, spese di cantiere, di ponteggio, di analisi e sicurezza, saranno ammesse sino alla misura massima del 30% dei costi sostenuti. Non sono finanziabili gli interventi di ripristino, realizzazione di manufatti sostitutivi e la loro messa in opera. La graduatoria sarà determinata sulla base dei punteggi attribuiti in relazione alla classe di rischio, alla distanza dell’edificio da “siti sensibili” (asili, scuole, parchi-giochi, strutture di accoglienza socio-assistenziali, edifici di culto, strutture sportive) e alla sostituzione di coperture in cemento-amianto contestualmente alla posa in opera di impianti solari e fotovoltaici. Il bando sarà trasmesso a tutti i comuni della provincia, con la richiesta di pubblicazione all'albo pretorio, in modo tale da dare la dovuta informazione ai cittadini. Sarà cura dell'assessorato provinciale all’Ambiente organizzare degli incontri territoriali, con la presenza dell'associazione regionale ex esposti amianto Sardegna, al fine di far conoscere a tutti i cittadini questa importante possibilità. All'argomento amianto la Provincia di Oristano, a detta dell’assessorato provinciale all’Ambiente, ha sempre riservato la dovuta attenzione, cosa che ha permesso, in questi ultimi anni, l'acquisizione di importanti risorse per il suo smaltimento.

Non è un invito a togliere il disturbo e fare le valigie, ma poco ci manca. L'ex sindaco di Cabras ed ex segretario nazionale del Partito sardo d'Azione, Efisio Trincas, protagonista con il suo partito di battaglie per la tutela della cultura sarda, ha risposto con tono seccato all'attore e neo regista, Rocco Papaleo, che ha avviato, a Cabras, un casting per la produzione del suo prossimo film, ponendo però una pregiudiziale: chi vuole una parte nella pellicola deve parlare senza avere cadenze sarde marcate. "Ma allora – ha detto Trincas - è meglio che il suo film lo giri in Calabria, con tutto il rispetto per i calabresi. Voglio ricordare che lo stesso Papaleo nella pubblicità che vediamo e ascoltiamo anche in questi giorni ha un forte accento: significa che dovrebbero escludere anche lui?. Noi abbiamo la nostra lingua e la nostra cultura, di cui siamo fieri, e  parliamo l'italiano correttamente. Se Papaleo ha certe esigenze deve cercare altrove. Francamente chi ha un atteggiamento denigratorio verso la nostra lingua non è ben accetto". La polemica è montata sui social network, a pochi giorni dal casting per il film "Un'impresa meridionale", che l'attore e regista lucano, dopo l'impennata di popolarità seguita alla sua partecipazione a Sanremo 2012, si prepara a girare, fra fine agosto e ottobre, nella penisola del Sinis. I provini sono in programma, entro luglio, nel centro polivalente di Cabras, per attori e attrici sardi, mentre quelli per le comparse, bambini compresi, sono previsti  per il 2 e 3 agosto.

"Non ho nulla contro l'accento sardo, anzi sono appassionato della Sardegna e della sua gente. Ormai tutti i miei attori principali sono di origine pugliese-lucana. Il film è ambientato in un luogo, diciamo un meridione generico, e quindi più o meno avrà questo suono un misto di pugliese e lucano. Quindi, è chiaro che intorno devo avere accenti non troppo diversi". Così l'attore e regista Rocco Papaleo, ha spiegato le regole del casting, che escludono attori dal marcato accento sardo, per il film che girerà nella penisola del Sinis, in particolare vicino al faro di Capo San Marco.“Devo ricreare quel tipo di sonorità  delle mie parti - ha aggiunto Papaleo -, e dalle mie parti un faro così bello non l'ho trovato, quindi sono venuto a chiederlo in prestito alla Sardegna".

Il Centro Servizi Culturali Unla di Oristano presenta “Lavorare senza padroni”, ultimo libro di Elvira Corona. L’appuntamento è per lunedì 30 luglio, alle 21, negli spazi esterni del Centro, in via Carpaccio 9, a Oristano. Dopo Piciocas, L’eredità dei corpi, Sardo sono e La badante di Bucarest, è il quinto appuntamento della stagione estiva “il Giardino dei libri”, rassegna inaugurata dal Centro Servizi Culturali di Oristano nel 2011. A dialogare con l’autrice sarà il direttore dell’Unla, Marcello Marras.

L’assessorato alla Cultura di Cabras, nonostante i drastici tagli al settore Cultura da parte della Regione e della Provincia, ha programmato una serie di eventi per l’estate Cabrarese. In particolare, il comune propone, anche quest’anno l’ormai collaudata manifestazione “Cinema sotto le stelle”, e “Notti di Tharros”, a San Giovanni di Sinis. Quindi,  un concerto sinfonico con l’Orchestra d’Archi del Teatro Lirico di Cagliari, che proporrà le “Otto Stagioni” di Vivaldi e Piazzolla, nella chiesa di S. Maria, a Cabras. Una serata, denominata “Versi diVini, Vini diVersi”, con la partecipazione delle cantine e con tanti vini,  sarà dedicata alla lettura, alla poesia e alla degustazione; sarà presente anche il Coro Maurizio Carta di Oristano. Si proseguirà con un concerto con il quintetto d’Archi “Academia della Sardegna” e Ivo Zoncu alla chitarra. Quindi, la rappresentazione del Teatro Hanife Ana “Mi sono visto di spalle che partivo”, in omaggio alle cattive strade di Fabrizio De Andrè.  A seguire, una seconda rappresentazione teatrale del Teatro Artist Project, che proporrà il Musical “Cenerentola”. Sono previste, inoltre, due serate dedicate al ballo sardo in piazza, con la partecipazione del Gruppo Folk Gli Scalzi di Cabras.

Giovedì 2 agosto, alle 18, al campo Tharros, a Oristano, il Cagliari di Ficcadenti, giocherà una partita amichevole.  I rossoblu affronteranno il Casale che milita in seconda divisione. La gara è stata organizzata dal Cagliari calcio, in collaborazione con l'assessorato allo Sport del comune di Oristano.

In relazione alla recente approvazione, da parte del consiglio regionale, delle  Linee guida del Piano paesaggistico regionale, la parlamentare del Pd, Caterina Pes ha presentato un’interrogazione, con risposta in commissione, al ministro per i Beni e le Attività culturali, Lorenzo Ornaghi. “Premesso che: Il Piano paesaggistico regionale è uno strumento di governo del territorio che si pone l’obiettivo di preservare, tutelare e valorizzare l’identità ambientale della regione. Al tempo stesso intende proteggere e salvaguardare il paesaggio culturale e naturale con la relativa biodiversità; In data 25 luglio scorso il Consiglio Regionale della Sardegna ha approvato, con i voti della sola maggioranza, le nuove Linee guida al piano paesaggistico regionale; Entro tre mesi la giunta regionale dovrà elaborare le norme di attuazione del Piano Paesaggistico, concordando le modifiche con il ministero;  Le novità introdotte nelle Linee Guida riguardano: La fascia costiera non è più considerata un unico bene paesaggistico, permettendo in questo modo di sbloccare lottizzazioni costiere progettate negli anni Ottanta e vietate fino ad oggi; Il paesaggio rurale, pur essendo riconosciuto dalla Regione meritevole di tutela e pur avendo la stessa dichiarato di voler contrastare il frazionamento delle aree agricole finalizzato all’edificazione (in particolare nella fascia costiera e nelle aree periurbane), di fatto non viene salvaguardato: non viene fissata infatti una superficie minuma per poter costruire (allo stato attuale occorrono 3 ettari per le coltivazioni intensive e 5 ettari per quelle estensive); Si rendono possibili interventi a più di cento metri dai monumenti nei comuni che non hanno elaborato il PUC; Nei centri storici sono possibili ristrutturazioni degli edifici con meno di 50 anni che hanno infissi o elementi non consoni alle costruzioni d’epoca con la possibilità di aumentare la volumetria del 30 %; Qualche giorno prima dell’approvazione del PPR il Ministro interrogato ha inviato una nota al Presidente della Regione per chiedere spiegazioni circa le nuove Linee guida; Nella stessa nota il Ministro ha rilevato che da un primo esame delle Linee, si evince la “non aderenza” al percorso intrapreso, e si rende necessario un percorso tecnico attuativo congiunto;  Nei giorni scorsi il Ministro delle Politiche agricole e forestali durante una conferenza (“Costruire il futuro: difendere l’agricoltura dalla cementificazione”) ha riconosciuto che il consumo di suolo è un problema grave e quindi prioritario, ponendo l’accento su tre elementi (cibo, bellezza, cultura), ritenendol le nostre migliori ricchezze; In tale ottica, il Ministro Catania ha presentato un disegno di legge “in materia di valorizzazione delle aree agricole e di contenimento del consumo del suolo”. Considerato che: L’articolo 9 dell’articolo della Costituzione “tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”;  Il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modifiche ed integrazioni, denominato «Codice dei beni culturali e del paesaggio» ha applicato su tutto il territorio nazionale una disciplina uniforme ed innovativa in materia di tutela del paesaggio così come previsto dall’articolo 9 della Costituzione;  in data 7 settembre 2006 con decreto presidente giunta regionale n. 82, la regione Sardegna, in attuazione delle disposizioni contenute nelle norme di cui sopra, ha approvato il piano paesaggistico regionale attraverso le procedure previste dalla legge regionale 25 novembre 2004, n. 8; come espressamente previsto dal codice «Urbani», la regione Sardegna ha sottoscritto specifica intesa con il Ministero per i beni e le attività culturali attestante la piena conformità del piano approvato con la disciplina di cui all’articolo 143 del citato codice dei beni culturali e paesaggistici; la pianificazione paesaggistica è materia delegata dal codice dei beni culturali e del paesaggio dallo Stato alle regioni e lo Stato si riserva di vigilare sull’attività delle regioni ai sensi dell’articolo 155 del codice; le previsioni dei piani paesaggistici, in virtù della tutela costituzionale che realizzano, «sono cogenti» ed «immediatamente prevalenti» su qualunque disposizione difforme anche di carattere settoriale, le ragioni del paesaggio e della sua difesa prevalgono quindi su qualsiasi interesse di natura economica di sviluppo; le politiche di tutela del paesaggio e della valorizzazione dell’ambiente sono state – con la precedente giunta regionale – tra le più avanzate del Mediterraneo; l’approvazione del PPR ha scatenato le proteste di associazioni ambientaliste (WWF, Italia Nostra, Legambiente, Gruppo di Intervento Giuridico); Per sapere dal Ministro interrogato come intenda intervenire per vigilare sull’attività della Regione Sardegna in virtù dell’art.155 del legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modifiche ed integrazioni, e garantire quindi che le ragioni del paesaggio e della sua difesa prevalgano su altri interessi.  (Caterina Pes, parlamentare Pd).

 

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