Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di greg (del 31/05/2012 @ 00:00:03, in cronaca, linkato 802 volte)

“I 1000 miliardi di euro prestati dalla Bce alle banche sono serviti per accelerare il rientro dei titoli pubblici nelle nazioni di emissione. Le banche nazionali li hanno usati per rastrellare i titoli dall'estero invece di finanziare le imprese e rilanciare l'economia. I Btp tornano in Italia, i Bonos in Spagna, i titoli portoghesi in Portogallo, eccetera. In pratica ognuno si riprende i suoi titoli. Torna a casa Lassie. Ogni titolo è bello a mamma sua. Una tendenza iniziata già dopo la crisi finanziaria del 2008 con la fuga dai titoli Pigs. Allora i nostri Btp detenuti all'estero erano il 54% del totale, nel 2012 sono scesi al 32%. I Bonos spagnoli all'estero si sono quasi dimezzati in quattro anni, dal 60% al 34%.  Se una nazione detiene la quasi totalità dei suoi titoli di debito si scongiura sulla carta ogni possibile contagio europeo. Il crollo di un castello di carte. Il Giappone è un esempio. Ha un rapporto debito pubblico-Pil superiore al 200%. Il debito è però posseduto dai giapponesi, quindi nessun pericolo di default, né di destabilizzazione di altri Stati. Avviene invece l'aumento dell'inflazione unito alla diminuzione dei salari. Che è quello che sta succedendo in Italia. Gli stipendi sono i più bassi d'Europa con tendenza al peggioramento, dovuto al carico fiscale che li divora e che cresce insieme all'inflazione. L'aumento della forbice tra bassi redditi e caro vita sta diventando la norma con milioni di nuovi poveri. Il tutto per tenere in piedi un Sistema che, presto o tardi, comunque collasserà. In questo rientro in Patria dei capitali, chi recita il ruolo dello spallone di fontiera di una volta, le banche, si fa pure pagare l'aggio dallo Stato. Lo Stato italiano presta soldi nostri, attraverso la Bce, alle proprie banche all'uno per cento di interesse. Le banche che comprano i Btp incassano il 5/6 % di interesse dallo Stato. Un euro su quattro delle nostre tasse serve a pagare gli interessi sul debito. Si può quindi affermare che questo giro del fumo serve a finanziare le banche attraverso il Fisco. Forse è il caso di nazionalizzarle”. (www.beppegrillo.it).

Non c’è pace nel Pdl, partito a tutti i livelli in caduta libera. In Sardegna, sondaggi disastrosi a parte, a tenere banco è la guerra a distanza tra il coordinatore regionale, Settimo Nizzi, e il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, che sono oramai ai ferri corti da diverso tempo. Alle dure critiche di Nizzi per la nomina di Lorefice alla Carbonsulcis ha risposto un più che piccato Cappellacci.  “Il coordinatore regionale del Pdl si oppone alla nomina di un giovane e al ricambio generazionale – ha replicato Ugo Cappellacci, affermando, fra l’altro, che “…le dichiarazioni di Nizzi sono solo gli ultimi esempi di una conduzione del partito assolutamente priva di un indirizzo politico, inconsistente e tesa esclusivamente a conservare rendite di posizione personali maturate nel tempo. L'amministratore della Carbosulcis non è il primo giovane indicato dalla mia persona e non sarà certo l'ultimo – ha detto Cappellacci, che ha poi accusato Nizzi di essere "…incapace di uscire dalla logica dei soliti noti”. Cappellacci ha respinto le osservazioni "…di chi, accumulando una pluralità di incarichi nella sua persona (coordinatore, presidente di un consorzio industriale, deputato e consigliere comunale) rappresenta un monumento raffigurante di ciò che la politica non può e non deve più essere. Anzichè invocare le dimissioni di un ragazzo, Nizzi potrebbe compiere un gesto concreto, che consenta di aprire una fase di cambiamento del nostro movimento e di dare spazio a una nuova classe dirigente, lasciando almeno uno dei suoi incarichi: quello di coordinatore del partito. I sardi – ha affermato il presidente della Regione - sicuramente apprezzerebbero una compagine non più ostaggio delle logiche di chi, anzichè coordinare l'azione politica del movimento, consuma le proprie risse quotidiane nel tentativo di conservare il proprio antico feudo". Commento in due battute: il bue che dice cornuto all’asino.

"La previsione secondo cui gli organi provinciali rimangono in carica fino al 28 febbraio 2013 è palesemente in contrasto con la Costituzione". Lo sostiene il professor Omar Chessa, ordinario di diritto costituzionale all'Università di Sassari, in un parere richiesto dall'Unione province sarde. Il giurista cita, tra le altre norme, una sentenza della Corte costituzionale del 2003, nella quale si afferma che “la durata in carica degli organi elettivi locali, fissata dalla legge, non è liberamente disponibile da parte della Regione nei casi concreti".  Ovviamente - argomenta il professor Chessa a proposito della legge regionale n.11 del 25 maggio 2012 - non si esclude in modo assoluto che, in taluni casi, possano disporsi abbreviazioni del mandato elettivo", ma la pronuncia della Consulta precisa che "le ipotesi eccezionali di abbreviazione del mandato elettivo debbono essere preventivamente stabilite in via generale dal legislatore" e che "in ogni caso non puo' essere una legge provvedimento, disancorata da presupposti stabiliti in via legislativa, a disporre della durata degli organi eletti". A questo punto il costituzionalista osserva "che la previsione di abbreviamento del mandato degli organi delle Province, prevista solo per questo caso concreto dalla legge 24 maggio 2012, non trova supporto in alcuna disciplina a carattere generale che la contempli e ne precisi i presupposti". Secondo il professor Chessa "manca, infatti, una disciplina regionale vigente, considerato che la Regione Sardegna non ha mai proceduto a darsi una legislazione organica sull'ordinamento degli enti locali".

Sono finiti i lavori nella Scuola per l’infanzia di via Campania, ad Oristano, che si avvia, quindi, a riaprire i battenti. Il comune, con una spesa di 540 mila euro, è intervenuto nella porzione di edificio non interessato alcuni anni fa dall’incendio, realizzando interventi di natura edile ed impiantistica, tali da garantirne le norme di sicurezza e completare la piena funzionalità. Nell’altra porzione di edificio i lavori di ristrutturazione inizieranno nelle prossime settimane. Il settore Lavori pubblici comunale ha realizzato interventi finalizzati al ripristino della funzionalità delle varie parti dell’edificio, al comfort ambientale, alla fruizione di tutte le aree (interne ed esterne), ed, inoltre, è stato completato l’adeguamento antincendio dell’edificio. Nel dettaglio, si è intervenuti per la sostituzione degli infissi esterni, la revisione completa della copertura, il rifacimento del sistema di convogliamento delle acque dalla copertura (gronde e pluviali), la sostituzione della coibentazione dei tubi dell’impianto di riscaldamento posizionati sulla copertura, il rifacimento delle pitture esterne e i ripristini di quelle interne, la zoccolatura protettiva delle pareti esterne, l’installazione delle protezioni per il sistema di riscaldamento, la realizzazione dell’impianto di condizionamento con pompe di calore nelle aule, nella sala mensa e nel locale cucina. La direzione scolastica per salutare la fine dei lavori ha programmato per venerdì 1° giugno, alle 10.30, una festa dedicata alle famiglie dei bambini che frequentano la scuola materna. Alla festa sono state invitate le autorità cittadine. È prevista una visita ai locali scolastici, un’esibizione in balletto degli alunni di cinque anni che passeranno alla scuola primaria il prossimo anno ,e una del coro composto da tutti i piccoli alunni della scuola di via Campania che canteranno insieme “Un paese bellissimo” e  l’Inno di Mameli. Ci sarà anche un piccolo intervento del “Coro Arcobaleno”, i coristi più piccoli della scuola primaria di via Bellini, che a settembre accoglieranno i bambini della prima elementare in via Bellini, insieme al più noto “Coro Bellini”.

Il Consorzio Uno ha organizzato per 31 maggio, alle 9.30, presso il Chiostro del Carmine, ad Oristano, organizza il  “Le produzioni agroalimentari dell'oristanese: criticità e prospettive”, nell’ambito della terza edizione del “Maggio della Torre”, la manifestazione di valorizzazione delle produzioni agro-alimentari tipiche e di qualità, promossa dal comune di Oristano. L’incontro costituisce il momento conclusivo delle attività di promozione dei prodotti locali, realizzate durante le quattro domeniche di maggio nella borgata marina di Torregrande, e alle quali il Consorzio Uno ha partecipato come partner, attraverso la realizzazione di laboratori del gusto. Il programma del convegno prevede i saluti del commissario straordinario del comune di Oristano, Antonello Ghiani;  del presidente del Consorzio Uno, Pupa Tarantini; e del presidente del corso di laurea in Tecnologie Viticole Enologiche Alimentari, Salvatore Deiana. A seguire gli interventi di Efisio Scano ed Antonio Piga, rispettivamente  docente di Fisica Tecnica Industriale nel corso di laurea in Tecnologie Viticole Enologiche Alimentari, e coordinatore del curriculum di Tecnologie Alimentari del corso di laurea in Tecnologie Viticole Enologiche Alimentari, che parleranno sul “ruolo della ricerca e dell'impiego di tecnologie avanzate, nella valorizzazione delle risorse agroindustriali dell’oristanese”. Mentre l’enologo, Piero Cella, si occuperà dello “spirito del vino vernaccia tra presente e passato”.

Formula sperimentale, quest’anno, per la dodicesima edizione di “Sardegnacavalli”. La Camera di Commercio di Oristano, che cura l'organizzazione, non propone più il tradizionale appuntamento di settembre della rassegna fieristica (col suo ricco programma di eventi, momenti di confronto, spazi di promozione), ma una rete di manifestazioni incentrate sul cavallo, diffuse nel territorio della provincia di Oristano ed, eventualmente, nel Nuorese e in Ogliastra. La prima di questa manifestazioni sarà “Cavalli in fiera”, la storica Fiera regionale del cavallo, delle attrezzature e delle attività ippiche, promossa dal comune di Santu Lussurgiu, col concorso di diversi enti e associazioni,  in programma sabato e domenica prossimi nella borgata montana di San Leonardo. Gli altri eventi, che andranno a creare la rete di “Sardegnacavalli 2012” sono in corso di definizione e scaturiranno da un confronto che, proprio in questi giorni, la Camera di Commercio di Oristano sta portando avanti con i principali protagonisti del comparto equestre in provincia: dalle federazioni sportive ai circoli ippici, dall'amministrazione provinciale ai comuni di tradizione equestre, dalle associazioni allevatoriali ai tecnici del settore. In ciascuna delle iniziative che andranno a costruire il calendario dell'edizione 2012 della rassegna, è prevista un'attività di promozione delle diverse manifestazioni che ne arricchiranno il calendario. Ampio spazio sarà riservato alla valorizzazione delle produzioni locali, con l'allestimento di stand espositivi delle produzioni dell'agroalimentare e dell'artigianato di qualità, grazie anche al coinvolgimento delle imprese del territorio.

Sulla spiaggia di Torregrande, dal 1 al 3 giugno, si terrà la terza edizione dell’Open Water Challenge Oristano, una manifestazione legata agli sport acquatici, patrocinata dalla Provincia di Oristano, dal Sistema Turistico Locale Eleonora d’Arborea e dal Comune di Oristano. Tutto il Sinis offre scenari di indiscutibile bellezza, le sue spiagge di quarzo bianco, le maestose falesie calcaree, il suo interno con una natura ancora selvaggia e la sua storia. Il concetto fondamentale che si sta sviluppando è quello di un turismo attivo, fatto di escursioni, di sport all’aria aperta, di scoperta delle meraviglie culturali della Provincia, di percorsi enogastronomici. L’essere lontano dalle blasonate mete turistiche del Nord dell’isola, deve essere visto come un vantaggio. La possibilità di offrire soggiorni in luoghi tipici, le innumerevoli escursioni e le attività sportive che si possono praticare, una natura a tratti ancora incontaminata, è la ricchezza inestimabile di tutto il territorio. Nei tre giorni di gare dell’Open Water Challenge si affronteranno campioni e amatori di Windsurf, Kitesurf e Stand Up Paddle. Il tutto sarà accompagnato da una serie di microeventi,  feste,  concerti, sfilate, stand di promozione turistica e degustazione di prodotti tipici. Tra le gare più attese, la splendida long distance da Tharros a Torregrande. Il mare è legato alla terra, ed è in quest’ottica che è nato il “gemellaggio” tra due importanti eventi in provincia, l’Open Water Challenge e la Cavallinfiera di Santu Lussurgiu, nello scenario naturale della borgata turistica di San Leonardo de Siete Fuentes. Le giornate dell’Open Water Challenge prevedono tre tappe del Campionato Nazionale Windsurf, Kitesurf e Stand Up Paddle, valide per l’assegnazione futura dei  titoli nazionali di specialità. Contemporaneamente, nelle giornate di sabato 2 e Domenica 3 giugno, a San Leonardo avrà luogo la “106ma Fiera regionale del cavallo e delle attrezzature ippiche”, la più antica e importante manifestazione fieristica della Sardegna, con mostre fotografiche, sfilate medioevali, degustazioni di prodotti tipici, concorsi ippici, battesimo della sella per i più piccoli e una ricchissima esposizione di attrezzature ippiche. Sport e natura, prodotti e tradizioni, queste le forze della Provincia di Oristano, per vivere e promuovere un turismo che abbia rispetto delle tradizioni eddella natura

 
Di pig (del 26/05/2012 @ 14:30:15, in cronaca, linkato 1766 volte)

Quello che molti paventavano sta per diventare realtà. I liquidatori della Sogeaor, la società di gestione dell’aeroporto di Fenosu, il commercialista oristanese, Alberto Annis, e l’avvocato calabrese, con studio a Milano, Antonino La Cava, hanno chiesto al Tribunale di Oristano il fallimento della società. E’ stato lo stesso Alberto Annis a comunicarlo, sostenendo che “…giunti a questo punto, non si poteva fare altrimenti, soprattutto per evitare l’aggravarsi del dissesto societario”. Dopo aver già avuto l’ok per la presentazione di un concordato preventivo, nell’ultima riunione con i soci (Amministrazione provinciale 75.70%, Camera di Commercio 6.30%, Comune di Oristano 11.97%, Regione 3.36%, Consorzio Industriale 2.53%, Sfirs 0,14%) si era raggiunto un accordo, secondo il quale i liquidatori avrebbero dovuto avere, entro brevissimo tempo, l’incarico per predisporre un bando per le manifestazioni di interesse, ritenute indispensabili dai soci per verificare se vi fossero dei privati interessati a rilevare l’aeroporto. Assieme all’incarico i liquidatori avrebbero dovuto avere il benestare, da parte di ciascun socio, non solo a parole ma attraverso un atto deliberativo, che erano state messe a disposizione le risorse per andare avanti con il concordato. Poiché questo non è però avvenuto, Annis e La Cava, dopo aver fatto tutto il possibile per salvare il salvabile, e, peraltro, dopo aver sempre ottenuto dai soci l’approvazione e la condivisone del loro operato, preso atto che senza quattrini è impossibile andare avanti, si sono visti costretti, loro malgrado, a gettare la spugna ed hanno  presentato, attraverso l’avvocato Riccardo Crovi,  un’istanza di fallimento in proprio al Tribunale di Oristano. L’istanza di fallimento non preclude che la Sogeaor possa presentare una richiesta di concordato preventivo ma, alla luce degli ultimi avvenimenti, la cosa appare, allo stato dell’arte, molto in salita. In caso di fallimento la concessione tornerà all’Enac, e i creditori dovranno accontentarsi delle briciole, quantificabili in circa 300 mila euro, ricavabili (forse) dalla vendita di arredi, attrezzature di rampa e antincendio, impianti e macchine aeroportuali, mezzi e autoveicoli vari. A parte il Tfr (trattamento di fine rapporto) per i dipendenti, il cui 80% sarà anticipato dall’Inps, per gli altri creditori, compresi i dipendenti a tempo determinato (visto che sono trascorsi 12 mesi), non ci sarà da spartire assolutamente niente. Fenosu si avvia, quindi, a chiudere mestamente i battenti, dopo anni di tribolazioni e una voragine di soldi pubblici buttati al vento, a causa della mala gestione (provate, alla luce dei fatti, a sostenere il contrario) dei vari Consigli di amministrazione che si sono succeduti nel tempo, dove politici tuttologi si sono atteggiati ad esperti di un settore così delicato, portando l’aeroporto alla chiusura definitiva. Il tutto accompagnato, in particolare negli ultimi anni, dal totale disinteresse della Regione, con Cappellacci e i suoi assessori (due dei quali, Oscar Cherchi e Angela Nonnis, sono oristanesi), e tutto il centro-destra che,  al di là delle semplici parole di circostanza, hanno sempre fatto orecchie da mercante alle richieste e alle proteste del territorio. “Nel 2010 – ha detto uno sconsolato Alberto Annis -, l’apertura di Fensosu all’aviazione commerciale ha fatto aumentare i costi di produzione, senza un adeguato incremento dei ricavi,  cosa che nella prima fase è comunque comprensibile. Lo sbilanciamento tra costi e ricavi  ha, però, portato in pochissimi mesi a una crisi economica praticamente irreversibile, e visto che le risorse promesse dalla Regione non  hanno trovato riscontro nella realtà, la società è stata messa in liquidazione. Io e La Cava – ha proseguito Annis – siamo stati nominati liquidatori il 6 giugno 2011, e il 5 luglio 2011 abbiamo tenuto la prima riunione con tutti i soci della Sogeaor. In quell’occasione  abbiamo proposto la ricapitalizzazione della società o, per evitare il fallimento, un concordato preventivo. Provincia, Comune e Camera di Commercio, che rappresentano oltre il 90% del capitale sociale, si erano detti d’accordo, perché ritenevano fondamentale salvare l’aeroporto, in quanto reputavano l’infrastruttura fondamentale per lo sviluppo dell’oristanese. Dopo una riunione interlocutoria nell’agosto dell’anno scorso, il 28 novembre del 2011 si è tenuta la riunione decisiva, con l’assemblea dei soci che aveva deliberato in favore del ricorso per il concordato preventivo, con l’apporto di nuove risorse per 2 milioni e mezzo di euro circa. Constatate le difficolta dei soci a tenere fede agli impegni di spesa, avevamo convocato un altro incontro per il 13 gennaio 2012, in cui è stata ribadita da parte dei soci la volontà di proseguire nella predisposizione del concordato. Questo - ha detto ancora Annis -, di fatto, solo a parole, e quindi, il 26 marzo scorso, abbiano sollecitato i soci a trasmetterci le delibere. La Provincia ha rimodulato la proposta di concordato, prevedendo risorse per 1 milione e 600 mila euro, mentre la Camera di Commercio, che aveva già deliberato, sembrava condizionata da una serie di adempimenti che, di fatto, rendevano inefficace quanto stabilito". A questo punto, per far capire meglio in quale situazione si trovasse la società di gestione dell'aeroporto di Fenosu, Alberto Annis ha snoccilato delle cifre, che si riferiscono al bilancio di verifica della fine del marzo scorso. "La situazione della Sogeaor al 31 marzo 2012 - ha spiegato il liquidatore - rileva un deficit patrimoniale di oltre 3 milioni di euro, immobilizazioni materiali per 1 milione 250 mila euro (ma il loro valore di liquidazione è nettamente inferiore), i crediti verso clienti ammontano a 45 mila euro e sono praticamente inesigibili, non c’è liquidità, l’indebitamento complessivo è di circa 5 milioni di euro, di cui, in particolare, 1 milione e 300 mila verso le banche, oltre due milioni verso i fornitori e 650 mila circa nei confronti dei dipedenti. Detto questo  - ha concluso Alberto Annis –, e  mancando i soldi per andare avanti, non essendoci i presupposti per presentare una proposta per risolvere la crisi della Sogeaor, per evitare di aggravare ulteriormente, come già detto, il dissesto societario, ci siamo visti costretti a presentare l’istanza per chiedere il fallimento della Sogeaor”.  Fin qui, il liquidatore Alberto Annis, il cui telefono, ne siamo certi, appena si saprà la notizia, squillerà in continuazione. A chiamarlo saranno soprattutto quei politici che, dopo aver fatto promesse a manca e a destra, preoccupati soltanto della figuraccia che faranno, fingeranno di cadere dalle nuvole e chiederanno ad Alberto Annis come mai questo possa essere accaduto. Eppure, con la faccia di bronzo che si ritrovano, basterebbe guardarsi allo specchio per avere la risposta.

Altre notizie:

Che il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, in questi ultimi tempi stia cercando una nuova verginità politica, nel vano tentativo di incantare gli allocchi, è un dato di fatto. Con una faccia tosta degna di miglior causa, Cappellacci sta sventolando la bandiera dell’antipolitica e dell’anticasta, quando proprio lui è la rappresentazione più classica della casta e di un modo di intendere la politica che poggia le sue basi nel più sfacciato clientelismo. Purtroppo per Cappellacci, non basta, però, soltanto cavalcare l’onda della protesta e strombazzare ai quattro venti che si vuol porre un freno agli sprechi, ma bisogna dimostrarlo con i fatti. A sbugiardare Cappellacci (se mai  c’è ne fosse ancora bisogno, visto che è difficile trovare un solo sardo che possa credere alle sue trovate estemporanee), ci ha pensato il settimanale “L’Espresso”, che questa settimana, a pagina 16, ha pubblicato un breve articolo dal titolo “In fila per Ugo”. Questo, il testo: “Dopo Berlino e Milano anche Roma avrà il suo “Sardegna Store”, “ponte ideale per collegare la Sardegna al Mondo”. Location esclusiva – si legge sull’Espresso -, in via XX Settembre 21, fronte ministero dell’Economia, e ben 600 metri quadri per mettere in vetrina “il meglio della Sardegna che produce”. In bella mostra manufatti di artigianato e prodotti enogastronomici per “concorrere alla promozione dell’immagine”. E per promuovere le bellezze isolane la giunta di Ugo Cappellacci non ha badato a spese. Sei mesi di ristrutturazione e circa 15 mila euro  al mese, pagati già da due anni, per mantenere le serrande rigorosamente abbassate. Una strategia costosa – conclude l’Espresso -, per una Regione in crisi, che vuole anche mettere fine alle province inutili e agli sprechi”.

 
Di pig (del 25/05/2012 @ 22:30:44, in cronaca, linkato 788 volte)
“Oristano, Sassuolo, Sorso, Bari, Valle di Cadore, Calalzo, Morazzone, San Donà di Piave, Zanica, Merate, Thiene, Ottana.  Cosa hanno in comune queste località? Si sono liberate in anticipo dalle catene di Equitalia. Sono diventate libere, umane, efficienti". Lo ha scritto Beppe Grillo sul suo blog (www.beppegrillo.it) , in un articolo dal titolo “Equitalia? No, grazie”. "Dal primo gennaio 2013 la legge n.201 del 2011 – ha scritto Grillo - prevede che i Comuni gestiscano da soli l'attività di riscossione.  Perché  aspettare?  Non c'è una sola buona ragione per affidarsi a Equitalia. Il comune di Oristano ne è la dimostrazione. La gestione diretta dei tributi ha portato sia risparmi sui costi di 150.000 euro (Il Comune che riscuote in proprio i suoi tributi non deve pagare l'aggio a Equitalia), sia un aumento del gettito di 650.000 euro. Meno costi,  più ricavi. Non solo, anche più liquidità  in cassa. Di fronte a questi dati – ha osservato Grillo -, la domanda è: allora a cosa è servita Equitalia in questi anni? A che è servito un intermediario che si è frapposto tra i cittadini e gli enti? All'aumento dei tassi di interesse? Al pignoramento delle case? Alla lentezza amministrativa?. Oristano è un esempio, ma non è il solo, dell'inutilità del ricorso a Equitalia per l'ente che gli affida la riscossione dei tributi.  Se cittadini e Comuni non traggono benefici da Equitalia, perchè continuare e, soprattutto, di chi è stata questa brillante idea di disintermediare i pagamenti a un ente terzo? A che pro?".  Il leader Movimento 5 Stelle ha concluso che “…il Comune non è un ente impersonale, è sul territorio, conosce spesso il contribuente e le sue difficoltà. Può in caso di necessità di una famiglia indigente posporre, dilazionare, cancellare un pagamento. Si chiama umanità. I Comuni dovrebbero accelerare l'uscita da Equitalia già nel 2012 e predisporsi per il gennaio 2013. Equitalia non è responsabile, è un bersaglio. I responsabili sono coloro che l'hanno istituita".

Altre notizie:

Con i voti contrari dei Riformatori, il consiglio regionale ha approvato  una legge con cui, di fatto,  le province vengono prorogate fino a febbraio 2013, in attesa di una riforma generale del sistema degli enti locali. Entro il 31 ottobre, l'Assemblea deve legiferare, con un passaggio di funzioni e competenze alle Unioni dei Comuni  (che dovrebbero comunque mantenere la dicitura Provincia, per rispettare quanto prevede la Costituzione),  mentre nel frattempo restano in piedi anche giunte e consigli provinciali. Approvata la legge, dovranno essere sentite le popolazioni e la riforma dovrà essere completata entro febbraio. Nel testo è stato inserito anche un passaggio che riguarda le società in house, che comporta la modifica del titolo della norma. E’ stato l'esponente del gruppo misto Mpa, Franco Cuccureddu, a far presente che, qualora il consiglio non si fosse pronunciato sul rinvio dell'applicazione della normativa nazionale, anche le società in house sarde sarebbero state sciolte, con conseguenze immediate per circa duemila persone, ex lavoratori socialmente utili stabilizzati.  Come si ricorderà, il 6 maggio scorso, con cinque referendum abrogativi,  i sardi si erano pronunciati a favore della soppressione delle quattro province di più recente costituzione: Medio Campidano, Sulcis-Iglesiente, Ogliastra e Olbia-Tempio.

"La vicenda della liquidazione di “Sardegna24” si protrae ormai da troppo tempo. Condivido totalmente la nota diffusa dell'Assostampa sarda. E la interpreto come un via libera ad agire in giudizio e a mettere in atto tutte le misure, a partire dall'istanza di fallimento, consentite dalla legge". Lo ha dichiarato l'ex direttore del quotidiano “Sardegna24”,  Giovanni Maria Bellu, dopo la nota di Assostampa. "Ho subito un danno doppio – ha  spiegato Bellu -. Non solo, come tutti i colleghi, vanto un considerevole credito da lavoro, ma ho investito,  nel tentativo di salvare l'azienda e il giornale, oltre centomila euro del mio patrimonio personale e familiare,  per poi scoprire, a un mese del passaggio delle quote, che la situazione finanziaria reale era radicalmente diversa da quella che mi era stata prospettata. La nullità di quell'accordo è così evidente che il liquidatore  (come è noto all'Assostampa) da mesi ha avviato una interlocuzione con i soci fondatori e non col sottoscritto. Sono loro a dover decidere se liquidare l'azienda, mettendo a disposizione le risorse necessarie, o affrontare il fallimento con tutte le sue conseguenze possibili.   Ho da tempo comunicato al liquidatore che se dovessi guardare solo al mio interesse personale - ha proseguito l'ex direttore del giornale -, agirei immediatamente per favorire l'avvio della procedura fallimentare. Credo, infatti, che l'occhio imparziale del giudice civile, e se del caso penale, sia quello più idoneo a ricostruire nei dettagli questa vicenda scandalosa, non solo sul piano imprenditoriale ma anche politico e culturale. La magistratura, col suo potere sanzionatorio che si estende fino ai testimoni, obbligati a non dire il falso e a non tacere il vero, può risalire alle responsabilità della mala gestione, può svelare alcune vicende sbalorditive che ho potuto scoprire solo dopo che, acquisite le quote, ho avuto accesso alla contabilità, può individuare l'esistenza di eventuali soci occulti, può dipanare la matassa delle relazioni tra “Sardegna24 Srl” e altri soggetti imprenditoriali. La magistratura può chiarire se certi comportamenti siano stati frutto di colpa o anche di dolo. La vicenda di “Sardegna24” è un modello negativo degli effetti nefasti, che è in grado di produrre una concezione solo strumentale del ruolo dell'informazione. Credo che un processo pubblico sarebbe utile a dissuadere chiunque altro ad agire in futuro con tanta leggerezza, sia nei confronti dell'opinione pubblica, sia nei confronti dei dipendenti".

Avrebbe potuto causare vittime l'ordigno fatto esplodere durante la notte,  nella frazione di Solanas, davanti all'ingresso dell'abitazione di  Maria Ignazia Obinu, pensionata di  72 anni. Confezionato con esplosivo inserito in un tubo metallico e una miccia di alcuni metri, l'ordigno ha provocato ingenti danni all'abitazione della donna,  che vive sola e che al momento della deflagrazione si trovava in cucina. L’esplosione ha danneggiate anche le abitazioni vicine, dove abitano  anche alcuni appartenenti al Corpo della Polizia di Stato, e le automobili parcheggiate nei paraggi. I carabinieri stanno indagando per risalire al movente e agli autori dell'attentato. Gli inquirenti stanno verificando anche eventuali legami tra l'episodio di stanotte e la morte del pensionato Peppino Canu, avvenuta nel l'inverno scorso, durante una rapina nell'abitazione dell'uomo, che confina proprio con quella di Maria Ignazia Obinu. La donna era stata sentita nell'ambito delle indagini.

 
Di greg (del 18/05/2012 @ 17:00:49, in cronaca, linkato 1163 volte)

Il nuovo carcere di Oristano dovrebbe aprire lunedì prossimo. Lo ha annunciato il ministro della Giustizia, Paola Severino, al termine di un incontro con i vertici giudiziari sardi al Palazzo di Giustizia di Cagliari. Un incontro nell'ambito di una visita di due giorni del ministro in Sardegna, per verificare le condizioni delle nuove strutture carcerarie in fase di costruzione. In particolare la Severino visiterà le nuove carceri di Cagliari e Sassari. “Un sopralluogo necessario - ha detto il ministro -, per capire perchè i lavori non siano già finiti e come mai, quindi, le strutture non siano ancora operative. Un sopralluogo che è anche il valore di un gesto simbolico per dimostrare l'interesse del governo su come siano spesi i denari pubblici". Intanto, per il momento, il carcere dell’Asinara non riaprirà. Lo ha assicurato lo stesso ministro della Giustizia. “Per il momento soprassediamo - ha detto - perchè nessuno vuole imporre le decisioni. Probabilmente verrà aperto in via sperimentale Pianosa per verificare se il modello è riproponibile anche in altre strutture. La nostra idea - ha spiegato ancora il ministro - è quella di tentare un recupero ambientale con alcuni impianti moderni utilizzando detenuti selezioni per la tutela del parco. Un progetto che dovrebbe stare a cuore anche agli ambientalisti”. Rispondendo poi alle domande dei giornalisti sulle carenze di organico delle carceri sarde, il ministro della Giustizia ha escluso nuove assunzioni. “Dobbiamo arrangiarci con quello che abbiamo - ha spiegato la Severino -,  con una migliore distribuzione delle risorse”. 

Saputo quanto accaduto a Brindisi, dove una bomba davanti a una scuola ha causato la morte di una ragazza e sette feriti, il ministro della Giusizia ha detto di non volersi soffermare sulla vicenda, in quanto sarebbe prematuro se non si hanno chiare le modalità, ma ha espresso comunque "orrore e raccapriccio". Severino, che ha sentito il ministro dell’Interno,  Annamaria Cancellieri, ha messo in evidenza come l'attentato sia stato effettuato contro una scuola che aveva vinto un premio per la legalità.

"Con profondo sgomento abbiamo appreso dell'inquietante attentato di Brindisi,  e il primo pensiero, a nome del popolo sardo, va ai familiari e alla comunità pugliese, che abbracciamo idealmente in questo momento di grande dolore". Così il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, ha commentato l'episodio.  “In attesa che gli inquirenti chiariscano tutti gli aspetti e il movente, non posso non sottolineare - ha aggiunto  Casppellacci -, il senso di angoscia che provoca il luogo in cui è stato compiuto l'attentato, configurandolo come un vero attacco alla convivenza civile. Al di là del ruolo fondamentale per la crescita dei nostri giovani, la scuola resta, infatti, un momento essenziale di aggregazione e integrazione sociale. Per questo, oltre alla risposta immediata e ferma dello Stato, e alla condanna unanime e senza sconti degli autori, dobbiamo tutti farci carico di un supplemento di responsabilità,  per rilanciare la cultura della legalità , dell'educazione e della giustizia sociale".

Sono 66.251 le firme raccolte, di cui 55.000 solo in Sardegna, per sostenere la proposta di legge anti-Equitalia presentata dal deputato del Pdl, Mauro Pili, e firmata da 90 parlamentari. "Il risultato ottenuto dimostra quale sia lo stato della crisi - ha detto  l'ex presidente della Regione presentando la proposta parlamentare e l'iniziativa popolare -. Non siamo per iniziative demagogiche, e non invitiamo a non pagare le tasse, ma con la nostra proposta auspichiamo un'equa riscossione e quindi non vessatoria. Il sistema Equitalia - ha aggiunto Mauro Pili - sta bloccando il Paese ed il Governo non deve incentivare la condanna a morte delle nostre imprese". Tra le modifiche del regime introdotte con la proposta, c'è la riduzione dell'aggio dal 9 al 2%, la cancellazione degli oneri accessori, la parametrazione economica e sociale su livello territoriale, l'applicabilità delle nuove misure a tutti i procedimenti in corso. "Ora dobbiamo fare pressing sul Parlamento e sul governo - ha concluso Pili -,  perché  la proposta diventi legge al più presto”.

Con l'introduzione dell'Imu, i comuni perderanno circa 2,5 miliardi. Il calcolo, effettuato dall'Ifel-Anci in un rapporto sul federalismo fiscale presentato oggi, evidenzia come quest'anno vi saranno consistenti tagli ai trasferimenti. "Le maggiori entrate proprie per 3,2 mld dovute al saldo tra la nuova Imu (12,4 mld) e la soppressa Ici (9,2 mld) dovrebbero essere esattamente compensate con un corrispondente taglio dei trasferimenti" pari a 5,7 miliardi. Nello studio si evidenzia, quindi, come lo Stato ottiene dall'operazione Imu oltre 13 miliardi, mentre i comuni perdono risorse per quasi il 30% della precedente Ici. Nel rapporto, viene spiegato che l'attribuzione di una ampia leva fiscale ai comuni ingenera una errata percezione della responsabilità fiscale tra i diversi livelli di governo. I comuni che non varieranno l'aliquota saranno costretti ad effettuare interventi sul versante della spesa (o delle altre entrate), per un ammontare di risorse pari a circa il 30% dell'Ici. La sola compensazione dei tagli vale oltre 1 punto dell'aliquota standard Imu per gli immobili diversi dall'abitazione principale (più di un terzo della leva complessiva). Non solo, ma il comparto dei comuni subisce un'ulteriore pressione finanziaria, a causa dell'incremento degli obiettivi del Patto di stabilità, per circa 1,4 miliardi, disposto dalle manovre dell'agosto 2011.

 Su proposta dell'assessore alla Cultura della Provincia di Oristano, Serafino Corrias, la giunta provinciale ha deliberato l'adesione dell'ente, in qualità di partner, al “Sistema Archivistico della Provincia di Oristano”, composto attualmente da 23 comuni con capofila il comune di Oristano. Ne fanno parte, oltre ad Oristano, anche Cabras, Santa Giusta, Ghilarza, Santu Lussurgiu, Bonarcado, Marrubiu, Paulilatino, Zeddiani, Sennariolo, Aidomaggiore, Abbasanta, Seneghe, Bidonì, Albagiara, Ardauli,  Sedilo, Bauladu, Laconi, Bosa, Norbello, Ruinas, Cuglieri. “Siamo stati ben lieti di aver aderito a questo progetto culturale – ha detto l'assessore Corrias -, in quanto sono davvero molteplici gli obiettivi che si pone il Sistema Archivistico della Provincia di Oristano  e tutti validi per lo sviluppo di una politica coordinata capace di coniugare gli interventi di acquisizione, salvaguardia, descrizione, fruizione, valorizzazione e promozione degli stessi archivi”. La piunta provinciale ha delegato lo stesso assessore Corrias alla sottoscrizione del documento di adesione.

 Dallo stesso assessore Corrias riceviamo e volentieri pubblichiamo: “Sono numerose le richieste che stanno pervenendo all'Amministrazione provinciale di Oristano, riguardo la concessione di contributi o assegnazioni di spettacoli per le feste patronali o simili, da parte delle amministrazioni comunali, associazioni, comitati spontanei e non, artisti vari provinciali. Mi pare doveroso e corretto informare che nel Bilancio 2012, purtroppo, per questi specifici interventi, non sono state previste delle risorse, considerati i minori trasferimenti da parte dello Stato e della Regione, ma anche e soprattutto per una precisa scelta, in questo particolare momento di crisi. Gli enti pubblici per primi, infatti, sono chiamati ad assumere comportamenti e segnali di sobrietà.  Sono convinto che i soggetti destinatari degli interventi sapranno comprendere il significato di tale scelta. Il rammarico comunque resta forte, soprattutto perché negli ultimi anni la Provincia era sempre riuscita a dare un valido sostegno per l'organizzazione delle festività con la partecipazione degli artisti iscritti all'albo provinciale, instaurando una ottima e proficua collaborazione nel campo dello spettacolo”. (Serafino Corrias, assessore provinciale Cultura e Spettacolo)

Nuovo appuntamento, domenica 20 maggio, per il “Maggio della Torre”. Sul lungomare di Torregrande, la manifestazione organizzata dal comune di Oristano da spazio alla mostra mercato dei prodotti agroalimentari Dop e tradizionali, in collaborazione con il Consorzio turistico Sa Perda e Iddocca, con la Coldiretti e Slow Food di Oristano, che cureranno il “Laboratorio del Gusto”. Il programma della giornata prevede, alle 10, l’apertura degli stand, a cura degli espositori. Dalle 10 alle 13 e dalle 15,30 alle 19,30, nella Torre spagnola, si terrà la mostra, organizzata dall'Imc Centro marino internazionale, dall’Istituto Ambiente Marino Costiero del Consiglio Nazionale delle Ricerche, dall'Area Marina Protetta "Penisola del Sinis-Isola di Mal di Ventre e dal Centro di Recupero del Sinis per la tutela e conservazione delle tartarughe marine. Sarà possibile incontrare i ricercatori e conoscere l'attività scientifica condotta per la promozione della cultura scientifica ed ambientale, per la tutela della biodiversità, la salvaguardia degli habitat e la comprensione dei meccanismi fisici e biologici dell'ambiente marino costiero. Alle 17, esibizione del Coro delle voci bianche degli Istituti comprensivi numero 1, 2 e 3. È stata, invece, rinviata a domenica 3 giugno, invece, la sfilata dal "Dal Folklore alla Moda", a cura di Carlo Petromilli.

L’Istar, Istituto Storico Arborense per la ricerca e la documentazione sul Giudicato d’Arborea e il Marchesato di Oristano, ha prorogato i termini per la partecipazione alla decima edizione del concorso “Conoscere il Giudicato”. Gli elaborati dovranno pervenire alla biblioteca comunale di Oristano entro il 31 maggio.  Per ulteriori informazioni ci si può rivolgere alla biblioteca comunale di Oristano in via Sant’Antonio, 0783 73119, fax 0783 763675, e-mail: istar@comune.oristano.it. Il bando del concorso è reperibile anche nelle pagine dedicate all’Istar sul sito del comune di Oristano www.comune.oristano.it

Mercoledì 23 Maggio, alle 19.15, al Chiostro del Carmine, ad Oristano,  lo scrittore nuorese, Marcello Fois, presenterà il suo ultimo romanzo "Nel tempo di mezzo" (Editore Einaudi), candidato al Premio Strega 2012. Un nuovo capitolo della saga sulla famiglia Chironi, florida e disgraziata, di cui ora si racconta la discendenza inattesa, lungo tre grandi archi temporali che vanno dal 1943 al 1978. Tempo di mezzo tra una civiltà ancora ostinatamente contadina e i miraggi del boom economico, quando “si cominciavano a rigettare gli abiti locali come scorie di epoche remote e si barattavano mobili fatti a mano per tinelli industriali”. L'evento, organizzato in collaborazione con il Punto Einaudi di Oristano, sarà moderato da Giovanni Curreli dell' Associazione culturale “Centro Studi Opìfice”.  Marcello Fois dopo la laurea in italianistica, si è dedicato alla scrittura, spaziando tra letteratura, cinema, teatro, radio e televisione. Nel 1992 ha vinto il premio Italo Calvino. Tra le sue ultime produzioni letterarie, tutte pubblicate da Einaudi, ci sono opere come il pluripremiato "Memoria del Vuoto", "Stirpe" e "L'altro mondo".

In occasione dell’evento Walk of Life Telethon che coinvolge tutto il territorio nazionale, il Coordinamento provinciale Telethon di Oristano ha organizzato la “Passillada in pottu”, una manifestazione di solidarietà a sostegno della ricerca scientifica sulla distrofia muscolare e altre malattie genetiche. L’appuntamento è per domenica 20 maggio, alle 10, in piazza Roma. Saranno le guide dell’Antiquarium Arborense a condurre i partecipanti tra chiese, palazzi e monumenti storici dell’antica città giudicale.  La partenza e l’arrivo è in piazza Roma. L’itinerario di 3 chilometri si snoda dentro le mura della vecchia Oristano: chiesa di San Sebastiano, via Garibaldi, chiesa di Santa Chiara, Torre di Portixedda, via Solferino, via G.M. Angioy, chiesa di San Saturnino, piazza Manno, Carceri, via Vittorio Emanuele, piazza Duomo, Cattedrale, Seminario Tridentino, via Duomo, chiesa di San Francesco, piazza Eleonora, palazzo degli Scolopi, palazzo Carta - Corrias, via Dritta, palazzo Arcais, Torre di Mariano II, piazza Roma.
 
Quattro postazioni del Cup (Centro Unico di Prenotazione) sotto attive da questa mattina presso il Laboratorio Analisi dell'ospedale “San Martino” di Oristano. D'ora in poi i pazienti che devono sottoporsi a prelievi ed esami di laboratorio potranno recarsi direttamente al primo piano del nosocomio, dove è situato il laboratorio analisi, ritirare il numero segnaposto dal totem automatico installato all'ingresso, pagare il ticket o registrare l'impegnativa ed usufruire della prestazione sanitaria richiesta. Ci saranno due file: una dedicata agli utenti comuni, l'altra riservata alle persone con diritto alla priorità (donne in gravidanza, bambini di età inferiore ai 10 anni, disabili gravi  e tutte le altre categorie indicate nel display). Lo sportello ticket nello spazio antistante il laboratorio analisi, attivo dal lunedì al venerdì, dalle 7.40 alle 9.45, è stato installato per venire incontro alle esigenze degli utenti che, da alcune settimane, prima di sottoporsi al prelievo erano costretti a recarsi al piano terra del San Martino per la registrazione della ricetta presso il Cup. Un doppio passaggio, reso necessario dall'obbligo di garantire la tracciabilità e la registrazione di tutte le impegnative, che risultava faticoso e difficile specie per gli anziani e per le persone con problemi motori.  In questo modo, invece, attivando una sezione staccata del Cup nello spazio antistante il laboratorio analisi, il processo di registrazione dell'impegnativa e l'accesso alla prestazione sanitaria si potranno effettuare consecutivamente in un unico spazio, al primo piano dell'ospedale San Martino.

“Prima domanda: sono sufficienti i fondi stanziati per la realizzazione del Palazzetto dello Sport e per la ristrutturazione della Piscina? Con la L.R. n.2 del 29 maggio 2007,  erano stati  concessi al Comune di Oristano 6 milioni di euro per la costruzione del Palazzetto dello Sport. A distanza di alcuni anni dal finanziamento, il Comune ha pensato di realizzare, con queste risorse, la costruzione del Palazzetto dello Sport e la ristrutturazione della Piscina, attraverso il coinvolgimento del capitale privato. A questo scopo nel Novembre 2010 è stato pubblicato l’Avviso di Manifestazione di Interesse per la costruzione e gestione del Palazzetto dello Sport e la ristrutturazione e gestione della Piscina. A fronte del finanziamento  di 6 milioni, il concessionario doveva assicurare la progettazione esecutiva e la costruzione del palazzetto, nonché la partecipazione economica per i lavori inerenti la progettazione esecutiva e la radicale ristrutturazione della piscina (con una previsione di spesa di 1.300.000 euro), e garantire la prosecuzione dell’attività, agonistica e non, della piscina durante i lavori. I partecipanti all’Avviso dovevano inoltre possedere adeguati requisiti  di carattere economico, gestionale e tecnico. Al concessionario  sarebbe stata  assicurata, in contropartita, la gestione dei due complessi per un numero di anni proposti dalla parte interessata in congruenza all’investimento effettuato e quindi concordato fra le parti. Nell’ottobre del 2011  è stato approvato il progetto preliminare del Palazzetto dello Sport, atto preliminare alla progettazione definitiva ed esecutiva e all’indizione della gara d’appalto per la costruzione del complesso sportivo. Poiché il progetto definitivo .è stato approvato nel Marzo 2011, sembrerebbe mancare solamente l’indizione della gara d’appalto. Tutto a posto quindi? Sembrerebbe proprio di no. A suscitare dubbi, stranamente, è l’ex sindaco del Comune di Oristano, la cui Giunta ha concepito e portato avanti l’intera operazione, così come formalizzata nell’Avviso di Manifestazione di Interesse. In un articolo a firma di Elia Sanna dal titolo: “Nuovo palazzetto in dubbio. I sei milioni della Regione potrebbero non bastare” pubblicato il 26 marzo 2012 dalla Nuova Sardegna, la Nonnis afferma: “L’emendamento alla finanziaria è frutto della iniziativa dell’Assessorato allo Sport, e quindi del collega Sergio Milia — ha spiegato l’Assessore regionale dei Lavori Pubblici ed ex sindaco Angela Nonnis —. Le intenzioni della giunta comunale erano quelle di unificare i due progetti, ma individuando però ulteriori finanziamenti. Per il Palasport c’erano già quei 6 milioni, ma mancavano quelli per la Piscina. Non conosco nei dettagli il progetto preliminare approvato dal commissario — ha aggiunto Angela Nonnis — ma ho sinceramente qualche dubbio sull’esito positivo del progetto”. Queste affermazioni sarebbero suscettibili di numerosi commenti, ma mi limito a due osservazioni: la prima è che la previsione, nella Finanziaria 2012 dei 6 milioni di euro, fuga tutti i dubbi sulla disponibilità di quelle risorse per una operazione che l’attuale Commissario Straordinario sta cercando di portare a compimento, seguendo le scelte politiche ereditate. La seconda è che se il problema fosse invece quello di un’insufficiente dotazione finanziaria, bisognerebbe quantificarla e individuare immediatamente le fonti finanziarie; il che francamente non mi sembra poi così difficile, considerando l’importanza regionale dell’operazione. Angela Nonnis, quale Assessore regionale ai Lavori Pubblici, può individuare queste  fonti finanziarie meglio di chiunque altro. Da parte mia credo che la fonte finanziaria più adeguate sia il fondo ex art. 5 L.R. 5/2009.  Seconda domanda: il progetto, così come portato avanti fino adesso, è sempre valido? Pongo questa domanda perché finora nessuno aveva sollevato dubbi, sapendo perfettamente che a disposizione, per la costruzione del Palazzetto dello Sport, c’erano i 6 milioni di euro della finanziaria 2007 e che la ristrutturazione della piscina era finanziariamente a carico del concessionario della gestione dei due complessi. In questo senso sono andate, e coerentemente devo dire, tutte le decisioni politico-amministrative: l’Avviso di Manifestazione di Interesse, il Bando per la scelta dei progettisti, il progetto preliminare e definitivo. Credo anche che gli Amministratori presenti, passati e futuri avrebbero non poche difficoltà a spiegare un mutamento di rotta. Anche se sarebbe comunque fattibile. Infatti il comma 30 della Finanziaria 2012 così recita: “L’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 29, comma 1, lettera a), della legge regionale n. 2 del 2007, a favore del Comune di Cagliari per la realizzazione del Palazzetto dello Sport è destinata alla riqualificazione e al completamento di impianti sportivi già esistenti nel medesimo comune. I Comuni di Oristano e di Nuoro possono chiedere di utilizzare il contributo ad essi destinato dalla stessa norma anche in parte per la riqualificazione e il completamento di impianti sportivi già esistenti. La Giunta regionale, su proposta dell’Assessore competente in materia, definisce le modalità di concessione dei contributi (UPB S05.04.002).” Questo significa che il Comune di Cagliari ha già deciso di destinare le sue risorse non già alla costruzione del Palazzetto dello Sport, ma alla riqualificazione e al completamento di impianti sportivi già esistenti, mentre i Comuni di Nuoro e Oristano possono chiedere di farlo in tutto o in parte. Terza domanda: cosa si fa nell’immediato per la Piscina? I tempi sono ormai saltati. L’Avviso di Manifestazione di Interesse prevedeva che la Procedura ad evidenza pubblica potesse essere bandita entro il 31 luglio 2011 e i Documenti Programmatici del Comune prevedevano che i lavori sarebbero cominciati nel Marzo 2012. Con tutta probabilità tra bando, eventuali ricorsi, convenzioni e progettazione esecutiva, passerà un altro anno prima dell’inizio dei lavori. Il rischio concreto è che a settembre la Piscina rimarrà chiusa, perché necessita di interventi di straordinaria manutenzione, possibili solo nel quadro più volte detto. Mi permetto di avanzare una proposta: in attesa che vada avanti il vecchio disegno o si definisca una nuova strategia, si potrebbero utilizzare parte dei 3.500.000 euro del Pia OR 3 destinati a lavori di riqualificazione stradale e ristrutturazione di impianti sportivi per Oristano e frazioni, per lavori che rendano agibile la Piscina per un altro anno.Si tratterebbe di una soluzione tampone, ma non pregiudicherebbe l’intervento più complessivo e decisivo  ed eviterebbe il rischio della chiusura della Piscina”. (Antonio Ladu, www.antonioladu.it)

 
Di greg (del 11/05/2012 @ 12:31:32, in cronaca, linkato 1470 volte)

I partiti che prenderanno parte alla prossima consultazione elettorale per eleggere il sindaco e i 24 consiglieri comunali di Oristano hanno iniziato a depositare, presso il comune, le loro liste. Prima di tutto c’è da segnalare la novità di un altro candidato alla carica di sindaco di Oristano. Si tratta di Francesco Porceddu, cagliaritano di 57 anni, proposto dalla lista di destra FORZA NUOVA, composta nell’ordine da: Massimiliano Vargiu; Giuseppe Sechi; Marinella Canoppia; Mauro Cadoni; Ivan Statzu; Gianluca Sechi; Ercole Salis; Simona Argiolas; Maria Lucia Carta; Paride Cinus;  Paolo Porceddu; Gianluca Farris; Marco Piras; Emanuele Figus; Francesco Pischedda; Maria Serena Frau; Daniela Corda; Francesco Dessì; Milo Secci; Massimiliano Marcgioni; Gianluca Loi; Riccardo Bosa; Nicola Lai; Gian Marco Pittau.                                            

Anche l’ITALIA DEI VALORI, che come sindaco appoggia la candidatura di Guido Tendas, ha presentato la sua lista, proponendo all’attenzione degli oristanesi i seguenti nominativi: Erminia Tanda; Franca Elisa Cuccu; Maria Caterina Deidda; Nicoletta Fadda; Sara Serra; Rita Corona; William Bruno; Salvatore Cherchi; Luigi Corrias; Giovanni Crobu; Chicco Demurtas; Antonio Guerrieri; Cosimo Ladu, Francesco Ledda; Carlo Enrico Livi; William Lore; Andrea Mele; Roberto Meloni; Alessandro “roccia” Piras; Walter Raspa; Efisio Serra; Alberto Piero Simonetti; Francesco Urru; Luigi Urru.

RPC – Rinnovamento Popolare Cristiano: candidato sindaco Giuliano Uras. Lista: Ivano Cuccu; Bianca Casti; Giovanni Contini; Cristina Costelli; Carmine Dellisanti; Raffaele ERbì, Pierluca Faedda; Fabrizio Ladoni; Carlo Losenno; Luigi Gessa; Massimiliano Ledda; Mario Lasiu, Angela Mura; Fabrizio Nanni; Maria Luisa Pulisci; Flavio Putzolu; Cristian Raffaele Addamo; Lorena Sanna; Federica Sebis; Gian Mauro Trogu; Davide Orgiu;   Pier Lorenzo Cappato; Pasquale Scotto di Perta; Claudio Frau.

UNIONE POPOLARE CRISTIANA: candidato sindaco Guido Tendas. Lista: Paola Marilena Arcai; Giuseppe Atzori; Marco Angelo Bassetti; Juva Cannas; Enrico Corona; Andrea Corriga; Nicoletta Cuneo; Lino Faggiani; Francesco Fara; Giorgio Figus; Christian Fortunato; Carlo Angelo Mastinu; Natale Meloni; Laura Mereu; Vincenzo Pippia; Massimo Pistis; Fabrizio Poddighe; Anna Rita Puggioni; Pina Salis; Agostino Sechi; Tomas Tatti; Antonio Vacca; Luigi Virdis; Tiziana Zucca.

LE FRAZIONI – Le Borgate: candidato sindaco Giuliano Uras. Lista: Pino Carboni; Domenico Figus; Maria Beatrice Lupi; Giacomo Antonio Piga; Michelangelo Abis; Antonino Cadoni; Eleonora Cadoni; Tore Carta; Tiziana Carta; Carlo Faedda; Giuseppina Loddo; Federico Madeddu; Maria Simonetta Madeddu; Davide Meneghel; Pasqualina Pau; Arianna Paulon; Salvatore Peduzzi; Maria Paola Perra; Gianluca Putzolu; Angelino Sechi; Gabriele Sechi; Candido Natalino Serra; Orlando Serra; Antonio Solinas.

Gli oristanesi e tutti coloro che amano la Sartiglia anche quest’anno potranno contribuire alla crescita della manifestazione. Con la dichiarazione dei redditi sarà, infatti, possibile destinare il 5 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche alla Fondazione Sa Sartiglia onlus.“Gli oristanesi possono dimostrare, concretamente, il loro amore nei confronti della Sartiglia, attraverso il 5 per mille – ha detto il presidente della Fondazione, Antonello Ghiani -. È sufficiente compilare l’apposito riquadro nella dichiarazione dei redditi per contribuire a dare maggiore solidità e autonomia finanziaria alla Fondazione Sa Sartiglia onlus. Si tratta di  un sistema semplice, immediato e per niente oneroso”. La Fondazione è l’organismo al quale, da qualche anno, il Comune di Oristano e i Gremi di San Giovanni e San Giuseppe hanno voluto affidare il compito di lavorare per la conservazione, la valorizzazione e la promozione della Sartiglia. È un organismo ancora giovane, che ha bisogno di crescere, ma che ha già fatto tanto in questi anni, impegnandosi direttamente nell’organizzazione e nella promozione in Italia e all’estero della giostra. “Con i fondi del 5 per mille – ha precisato Ghiani -, la Fondazione potrà far crescere ancora la Sartiglia e consentire indirettamente la promozione della storia e del patrimonio culturale e ambientale della città”. Per destinare il 5 per mille alla Fondazione Sa Sartiglia onlus basta firmare nell'apposito riquadro della dichiarazione dei redditi (730, Unico, Cud) indicando il codice fiscale della Fondazione Sa Sartiglia 01096000953. Il 5 per mille non è una tassa in più, e non è un’alternativa all’8 per mille, visto che le due destinazioni coesistono. Ciascuno ha, infatti, la possibilità di destinare una quota delle sue imposte, a cui lo Stato rinuncia, il 5 per mille, alle organizzazioni no-profit per sostenere le loro attività.

Altre notizie:

“Il voto del primo turno delle amministrative del 6 e 7 maggio disegna un quadro chiaro in un Paese in gran cambiamento. Il dato più evidente riguarda la sconfitta del partito di Berlusconi e Alfano, il crollo della Lega, il successo di Grillo e del suo movimento. Il Pd si conferma il primo partito del Paese, il perno di una futura alleanza di centrosinistra per il governo del Paese. I risultati ci spingono in due direzioni: cominciare subito a costruire un arco di alleanze solide, dal Terzo Polo a Sel; pensare a una nuova legge elettorale che cancelli il "Porcellum" e aiuti la governabilità, evitando gli effetti visti in Grecia. Per quello che riguarda Grillo e il suo movimento avverto una sensazione di timore nei loro confronti. Ma io non sono spaventata. Si misureranno con il governo dei Comuni, con il ruolo di opposizione, con le istituzioni. E siccome è la democrazia che ha consegnato questo risultato, bisogna guardarlo con rispetto. Credo che i partiti tradizionali devono saper dimostrare di fare i conti con una protesta che nasce dai cattivi comportamenti e dagli sprechi della politica sui quali dobbiamo assolutamente intervenire”. (Anna Finocchiaro, capogruppo Pd al Senato).

In occasione della manifestazione “Monumenti aperti” riapre al pubblico la Torre di San Cristoforo. Nei giorni scorsi, il Comune di Oristano ha concluso i lavori per la messa in sicurezza della torre e, in particolare, del sistema di aggancio della campana. La torre sarà, dunque, una delle attrazioni maggiori di questa edizione di “Monumenti aperti”. L’intervento di messa in sicurezza, disposto da Walter Murru, dirigente del settore lavori pubblici del Comune di Oristano, e realizzato in poche settimane dall’impresa cittadina Terziani, secondo una procedura di somma urgenza con una spesa complessiva di 30 mila euro, ha consentito di eliminare lo stato di pericolo della torre e della campana. I lavori erano partiti dopo la segnalazione alla Soprintendenza per i beni architettonici per le province di Cagliari e Oristano sulla situazione di criticità nel dispositivo di aggancio della campana alle travi in acciaio di sostegno e dopo i sopralluoghi dei Vigili del Fuoco e del Genio Civile. Il collasso del sistema avrebbe potuto provocare il crollo della campana, sfondando i pianerottoli in legno che permettono l’accesso alla sommità della torre. Per questo motivo, da tempo era stata disposta, a titolo cautelativo, l’inagibilità della torre e dell’area sottostante. La messa in sicurezza consentirà anche l’utilizzo della campana che potrà essere nuovamente fatta suonare, occasionalmente, attraverso un apposito sistema. L’impresa ha effettuato anche la pulizia della superficie di bronzo della campana mettendo in evidenza un’iscrizione in latino, la cui traduzione recita: “O Gesù Nazareno Re dei Giudei salva questa magnifica città, il signore Marco Antonio Cubello e il suo popolo e liberali da mani malvagie e dalle insidie dei nemici palesi e invisibili. La realizzazione di questa campana fu resa possibile da tutta Oristano, dove si distinguevano molti egregi e nobili Signori. Antonio e Nicola Senae fecero fondere nell'anno del Signore 1430. Bernardo Guardia mi costruì.”

Le torri e le mura di Oristano Medioevale” è il titolo della mostra di plastici storici che dal 12 al 20 maggio sarà visitabile nella Chiesa di San Mauro, in via Sant’Antonio, ad Oristano. La mostra si basa su un lavoro del Maestro d’Arte, Augusto Schirru, di Ulassai, ma residente ad Oristano da tempo. I suoi plastici storici in scala (tra cui la ricostruzione della scomparsa Porta a Mari e Portixedda) sono  il frutto di un paziente e sapiente lavoro di osservazione dei resti della cinta muraria della capitale giudicale. Il Maestro Schirru non si è servito solo di materiali e pezzi già pronti all’uso, ma  ha cercato piccole pietre e sabbia comune, e ha lavorato sottili rami legnosi degli arbusti e fili metallici duttili ma resistenti, e con questi elementi ha costruito muri, archi, pilastri, torri, tegole, porte, inferriate, argani e ponti levatoi, persino utilizzando erbe che, con immaginazione d’artista, ha pensato potessero crescere a ridosso delle mura. L’iniziativa è dell’Istar, l’Istituto storico arborense, e di Augusto Schirru. La mostra sarà inaugurata sabato 12 maggio, alle 10.30, dall’arcivescovo di Oristano, Ignazio Sanna, alla presenza del commissario straordinario del comune di Oristano Antonello Ghiani, del presidente dell’Istar Walter Tomasi e del direttore scientifico dell’Istituto storico arborense Giampaolo Mele. La mostra, che, attraverso i plastici storici, per la prima volta offrirà un originale spaccato sull’assetto urbano della città medievale, aprirà tutti i giorni dalle 9 alle 13 e dalle 17 alle 20.

Martedì 15 maggio, alle 9, presso la sala convegni del Centro servizi culturali di Oristano, in via Carpaccio, si terrà il convegno dal titolo “I consultori familiari e la nuova utenza straniera”. Nel corso del seminario formativo, rivolto principalmente agli operatori dei Servizi sociali dei comuni, ai mediatori culturali e ai componenti delle associazioni che operano per l'integrazione interculturale, saranno presentati i risultati della ricerca condotta dai Consultori di Cagliari, e sostenuta dalla Regione, sul tema “Acculturazione e contraccezione”, un'indagine su un campione di donne migranti utenti dei Consultori familiari, mirata a comprendere quali siano e in che misura vengano adottati i metodi contraccettivi dalle straniere. Il convegno, organizzato dal Consultorio familiare del Distretto di Oristano e dal Centro servizi culturali (Unla), sarà introdotto dal direttore sanitario della Asl 5 di Oristano, Orlando Scintu. Interverranno, fra gli altri, la psicoterapeuta Clara Corda, e la psicologa Francesca Sollai, e Maria Antonietta Grimaldi, direttrice dei Consultori del Distretto di Oristano.

Le nuove tecnologie hanno cambiato le abitudini degli adolescenti italiani, un mondo nuovo di cui spesso si ignorano i possibili rischi. Tra i rischi più preoccupanti si  includere Internet e l’uso di cellulari, un sistema di comunicazione che spesso è utilizzato per l’invio di immagini e video a sfondo sessuale. Una recente indagine conoscitiva, realizzata nelle scuole italiane, ha fatto rilevare come il fenomeno sia molto più diffuso di quanto si pensi. E' necessario, quindi, che l'attenzione su questa problematica rimanga sempre alta, ed è con questo intento che l'assessore provinciale di Oristano alla Cultura, Pubblica Istruzione e Politiche Giovanili, Serafino Corrias, ha inviato una lettera ai dirigenti scolastici delle scuole provinciali di ogni ordine e grado ed alle Consulte Giovanili della Provincia di Oristano, affinché possa maturare una giusta sensibilizzazione sull'uso corretto del web. L'obiettivo è quello di creare una serie di azioni concrete ed un elevato livello di attenzione sull'alto rischio che corrono i bambini e gli adolescenti, che quotidianamente utilizzano internet, chat e network. L'esposizione dei più indifesi costituisce una forte preoccupazione, condivisa con genitori, insegnanti, educatori e studenti. Per far fronte al problema, Corrias ritiene importante “…promuovere nelle scuole incontri con gli studenti e i docenti  durante l’orario scolastico, nel corso dei quali si discuteranno con i ragazzi le tematiche relative ad internet e al suo corretto utilizzo; è, inoltre, importante in ogni scuola, in orario pomeridiano o serale, organizzare incontri formativi per i genitori, durante i quali offrire aiuto e consigli agli adulti sull'utilizzo della rete e sui passi da compiere per tutelare i ragazzi; le Consulte Giovanili, che più rappresentano questo mondo sono invitate a promuovere, nel loro ambito, incontri tematici di sensibilizzazione. Il tutto, nella convinzione che su questo fronte l'impegno dovrà essere massimo da parte di tutte le istituzioni”.

Anche quest’anno, sabato 12 e domenica 13 maggio, circa cento cavalli, amazzoni e cavalieri seguiranno gli antichi sentieri che i Cavalieri di Malta percorrevano, approdando nel Sinis, durante le loro avventurose scorribande. I Cavalieri partivano dalla Terra Santa per poi raggiungere, trasportando feriti e malati, l’ospedaletto di San Leonardo di siete Fuentes. La manifestazione è organizzata dal club “Penisola del Sinis”, fondato nel 2000 da un gruppo di amici, capitanati da Beniamino Bagnolo, primo presidente, e uomo di assoluto spessore culturale e umano che, con testardaggine, ne ha promosso l’attività sociale. Ed è stato proprio Beniamino Bagnolo che, assieme a Delio Corriga, dopo accurati studi su vecchi testi e antiche mappe, ha creato l’escursione equestre “Cavalli e Cavalieri sulle Orme del Passato”, ormai giunta alla decima edizione, assieme al “quarto Memorial Bagnolo”.                                                                                                                    
Si è conclusa oggi, con una grande festa di piazza, la giornata finale del progetto “Ragazzi... in gamba, ahiò”, promossa da Asl di Oristano e Ufficio Scolastico Territoriale, con la collaborazione del Coni, dell'assessorato regionale alla Sanità e del Comune di Oristano.  Obiettivo dell'evento era quello di sensibilizzare gli adolescenti all'esercizio fisico quotidiano e alla corretta alimentazione. Un obiettivo centrato, dal momento che oltre duecento studenti, provenienti dalle scuole secondarie superiori della provincia, hanno partecipato, questa mattina, alla caccia al tesoro, denominata “Alla ricerca della strada giusta per guadagnare salute”, una gara propedeutica all'orienteering, proposta dal Coni per promuovere l'esercizio fisico tra i ragazzi che, per circa due ore, si sono mossi nelle vie del centro storico. Al termine della Caccia alo tesoro, i raggazzi hanno potuto degustare i prodotti del territorio, offerti da Cooperativa Latte 3 A di Arborea, Siete Fuentes, Coldiretti di Oristano. La manifestazione ha potuto contare anche sul contributo di Camera di Commercio, Club Soroptimist e Slow Food. Soddisfatto dell'iniziativa, fra gli altri, anche Gabriele Schintu, rappresentante dell'Ufficio Scolastico Territoriale e presidente provinciale del Coni, che ha ringraziato il commissario di Oristano, Antonello Ghiani, i Vigili Urbani, gli assessorati provinciali alla Pubblica Istruzione e al Turismo, e gli sponsor dell'evento. A lui il compito di premiare la classe vincitrice della caccia al tesoro: la II A turistico dell'Istituto “Sergio Atzeni” di Oristano. I vincitori, accompagnati dall'insegnante Giovanna Curcu, hanno ricevuto in premio un vaso in ceramica della Cma, offerto dalla Camera di Commercio di Oristano. A ciascun alunno è stato donato anche un contapassi, strumento che misura i chilometri percorsi a piedi, ed un pacco dono di cibi e bevande locali.

 
Di pig (del 09/05/2012 @ 22:00:37, in cronaca, linkato 847 volte)

Venerdì 11 e sabato 12 maggio i candidati alle elezioni per il rinnovo del consiglio comunale di Oristano potranno presentare le candidature. La segreteria generale del comune di Oristano (palazzo Campus Colonna) riceverà le liste venerdì, dalle 8 alle 20, e sabato dalle 8 alle 12. Al fine di favorire una maggiore celerità nella gestione dei documenti, e per favorirne l’utilizzo informatico i candidati sono invitati a presentare anche una versione su supporto informatico (cd, dvd, floppy, pen drive) delle liste, del programma amministrativo e dei preventivi delle spese elettorali. L’esame e l’approvazione delle candidature alla carica di sindaco e delle liste dei candidati sarà effettuato dalla Commissione elettorale circondariale entro le ore 24 di domenica 13 maggio.

Il consiglio regionale chiederà un parere a quattro giuristi, per trovare le soluzioni più adeguate ad affrontare il vuoto normativo causato dall'abrogazione per referendum delle quattro province sarde di recente istituzione e della norma che fissava i parametri per calcolare l'indennità dei componenti dell'assemblea sarda. La presidente del consiglio, Claudia Lombardo, d'intesa con i capigruppo, ha deciso di affidare l'incarico agli esperti di diritto costituzionale e amministrativo Gianni Contu, Benedetto Ballero, Pietro Ciarlo e Andrea Deffenu. "L'abrogazione delle norme che seguirà ai referendum determinerà una vacatio legis in materie molto complesse come quella delle Province – ha spiegato la Lombardo -. Sarà abrogata anche la legge che delineava gli ambiti territoriali provinciali, con effetti anche sulle province storiche. Siamo, insomma, in una situazione di caos normativo che ci preoccupa. Per questo abbiamo deciso di acquisire i pareri di amministrativisti e costituzionalisti, che contiamo di avere in tempi stretti". Stamattina il segretario generale del consiglio ha contattato i quattro giuristi. La presidente Lombardo è scettica, peraltro, sull'ipotesi di un commissariamento delle abrogande province, per gestirle in una fase transitoria, emersa subito dopo il risultato della consultazione referendaria:  "Come si possono commissariare enti inesistenti?".  Quanto alle indennita' dei consiglieri regionali, dovrà essere l'assemblea, con una nuova legge, a stabilire l'importo, in applicazione dell'articolo 26 dello statuto che le riconosce. Nel frattempo, gli emolumenti rischiano di restare sospesi dal momento della pubblicazione sul Buras dei decreti del presidente della Regione, con cui vengono cancellate le norme oggetto dei cinque referendum abrogativi, ai quali i sardi hanno detto sì domenica scorsa.

"Stupisce la scelta del consiglio regionale di pagare consulenze a quattro avvocati esterni, per avere un parere sulle norme da scrivere sulle Province abolite". Lo hanno dichiarato i responsabili del Movimento referendario,  ricordando che il consiglio "…dovrebbe avere decine di valorosi dirigenti che studiano e aiutano a far leggi per mestiere. Il consiglio regionale non ha al suo interno un Ufficio legale e un Ufficio studi? E uffici altrettanto validi non dovrebbero esserci anche alla Regione?", hanno detto gli esponenti del Movimento.

 Il segretario generale della Cisl sarda, Mario Medde, ha proposto "…una convention di quanti condividono l'assemblea costituente del popolo sardo, per indicare una svolta all'attuale crisi della politica e delle istituzioni, e per costruire il nuovo statuto della Sardegna. Nella drammatica crisi dell'Isola, mentre si accentuano divisioni e contrapposizioni, solo l'assemblea costituente può consentire una ricomposizione all'insegna di un nuovo progetto di rilancio della Sardegna e delle stesse istituzioni. I nuovi assetti istituzionali e degli enti locali dell'Isola – ha detto Medda - già in difficoltà per la crisi economica e finanziaria, e ora per le scelte del referendum, necessitano di una riforma che non può non riguardare anche l'ente Regione. Non è accettabile alcun rinvio sul percorso necessario ad attuare queste riforme e a riscrivere lo statuto e la stessa legge statutaria da parte di tutti i sardi. Qualsiasi scorciatoia da parte del Palazzo accrescerebbe il distacco con i cittadini e la crisi di rappresentanza dei partiti. L'importanza della convention di quanti si riconoscono nella Costituente è, dunque, rivolta a sollecitare queste scelte alla Regione e a promuovere le mobilitazioni utili a una nuova fase riformistica in Sardegna".

La Regione ha stanziato un milione di euro, in aggiunta ai 1,7 milioni già assegnati, per il completamento del processo di informatizzazione degli uffici giudiziari. "Le azioni intendiamo intraprendere - ha detto l'assessore Mario Floris, incontrando la presidente della Corte d'Appello di Cagliari Grazia Corradini, il procuratore generale della Repubblica Ettore Angioni, il procuratore della Repubblica di Cagliari Mauro Mura, e il direttore generale dei sistemi informativi del Ministero della Giustizia, Daniela Intravaia - sono fondamentali per l'attività degli operatori. Soprattutto - ha spiegato Floris - alla luce del difficile momento che attraversa la Sardegna e che non risparmia nemmeno il settore giudiziario, con evidenti carenze d'organico sia del personale amministrativo sia di quello togato". Particolare apprezzamento è stato espresso, infatti, dai partecipanti all'incontro per il sostegno della giunta regionale agli interventi di informatizzazione degli uffici giudiziari, con riflessi considerevoli sia in termini di durata dei processi che delle risorse. Le attività previste nel progetto riguarderanno, in particolare, supporti alla diffusione e all'utilizzo dei principali servizi del processo telematico civile; l'installazione, configurazione e supporto all'utilizzo dei nuovi applicativi del processo telematico penale; la sperimentazione dei servizi di trasmissione telematica delle notizie di reato tra forze di polizia e procure; l'attivazione e supporto all'utilizzo dei servizi di invio comunicazioni in forma telematica dalla Cancelleria agli avvocati; l'acquisizione delle apparecchiature hardware e del software di base per la sala server del Tribunale di Cagliari; supporto tecnico alle attività giurisdizionali e amministrative attraverso figure professionali specialistiche. "In una fase in cui si tende a enfatizzare solamente gli aspetti negativi dell'azione dei governanti, il progetto Giustizia digitale avviato dalla Regione dimostra come la condivisione delle analisi e delle scelte, unita alla coerenza delle proposte e delle attività - ha sottolineato Floris - possa concorrere in maniera determinata, convinta e forte a fare del sistema giudiziario sardo un punto di eccellenza, esportabile in tutte le altre regioni, e collegato a tutte le iniziative analoghe in atto a livello nazionale". Tra le azioni finora realizzate nell'ambito dell'intervento Iresud Giustizia rientrano le applicazioni per la gestione dei registri di cancelleria del processo civile, la digitalizzazione di tutti gli Uffici notifiche e protesti (solo la Sardegna e la Basilicata possono vantare questo primato in campo nazionale); l'attivazione del progetto Pass, affinchè i cittadini possano ottenere certificazioni di legge nelle sedi giudiziarie a loro più vicine, come per esempio nei 48 uffici dei Giudici di pace dell'isola; l'ampia attività di formazione per il personale tecnico e amministrativo dell'apparato giudiziario.

“La segreteria provinciale del Pd di Oristano, appreso del vile atto intimidatorio perpetrato ai danni di Margherita Cherchi, assessore comunale di Sedilo, esprime sincera ed affettuosa vicinanza a Margherita, ai suoi familiari, all'Amministrazione Comunale intera, guidata dal sindaco Umberto Cocco, nella quale l'Assessore Cherchi opera con grande impegno e dedizione”. Questo, quanto si legge in un comunicato, diffuso oggi dal Pd oristanese, che così prosegue: “Ma non può essere sufficiente la condanna del grave atto, e l'espressione della solidarietà. Deve invece seguire, come affermiamo da tempo, una netta presa di coscienza, da parte dell'intera società sarda, della gravità della situazione, e delle difficili condizioni nelle quali gli Amministratori locali si trovano ad operare, in particolare in un momento di grave disagio e crisi socio – economico come quello che stiamo attraversando. Occorre una azione ampia, fatta di risposte contingenti e di sistema, da sviluppare nell'immediato e nel medio e lungo periodo: rafforzamento delle misure di prevenzione e repressione; robusti interventi di natura socio – economica tesi a rivitalizzare in particolare le comunità dell'interno; una “rivoluzione” culturale che espella definitivamente la violenza dal confronto politico. In questo contesto – si legge ancora nel comunicato del Pd - le forze istituzionali e quelle politiche sono chiamate, tutte, a fare la propria parte. Quotidianamente, e non sull'onda dell'emozione del momento. E questo è l'impegno che il Pd oristanese, anche in nome dei suoi rappresentanti nelle Istituzioni, si sente di prendere, per non lasciare sola Margherita e tutti quegli amministratori, di qualsiasi colore politico siano, che svolgono con serietà e sacrificio l'impegno che gli è stato affidato: quello di governare ed amministrare le proprie comunità”.

Un gruppo islamista, autore del rapimento di un diplomatico algerino e sei suoi colleghi in Mali, ha lanciato un ultimatum di "…meno di 30 giorni, perchè vengano soddisfatte le nostre richieste, altrimenti – ha minacciato - la vita degli ostaggi sarà in pericolo". Il gruppo, che è una diramazione di al-Qaeda nel Maghreb Islamico, ha le sue basi nel nord del Mali e ha rivendicato l'8 aprile il rapimento a Gao (nel nord del Paese) del console algerino e sei altri diplomatici. Per liberare gli ostaggi, il Mujao (Movimento per l'Unicità e la Jihad in Occidente) reclama la liberazione di islamisti arrestati nel territorio algerino, senza precisarne però  il numero. Il Mujao è anche l'autore del rapimento, il 23 ottobre2011, a Tindouf (nell'ovest dell'Algeria), di tre operatori umanitari europei, la cooperante sarda Rossella Urru, e due spagnoli. Per il rilascio delle due donne del gruppo, il Mujao ha reclamato un riscatto di 30 milioni di euro, e il rilascio di due sahrawi arrestati in Mauritania.

Si concluderà venerdì 11 maggio, con una caccia al tesoro per le vie del centro storico di Oristano, il progetto “Ragazzi... in gamba, ahiò!” promosso dall'Unità Operativa di Igiene della Nutrizione della Asl n.5 e dall'Ufficio Studi e Ricerche dell'Ufficio Scolastico Territoriale, con la collaborazione di Coni e Comune di Oristano. L'iniziativa, inserita nel progetto nazionale “Guadagnare salute in adolescenza”, a cui ha aderito anche l'assessorato regionale alla Sanità, si è sviluppata nell'anno scolastico 2011-2012, coinvolgendo 22 classi delle scuole secondarie di secondo grado della provincia, in un percorso mirato a promuovere fra gli adolescenti stili di vita sani ed ecosostenibili. Obiettivo del progetto è stato quello di sensibilizzarli all'importanza di scelte alimentari equilibrate e di stili di vita sani e consapevoli, non attraverso lezioni frontali, ma attraverso vere e proprie attività sul campo, che hanno visto protagonisti gli stessi studenti.  Nel concreto, gli operatori Asl hanno formato i docenti referenti di ciascuna delle scuole aderenti al progetto, fornendo loro gli strumenti, il supporto e gli spunti per declinare l'iniziativa in molteplici percorsi, imperniati sul tema della salute alimentare e dell'esercizio fisico. Fra le attività promosse dagli istituti, gli “itinerari educativo-culturali”, ovvero dei percorsi di almeno un'ora, a piedi, in aree di interesse archeologico, naturalistico, culturale o gastronomico; i diari personali, in cui annotare attività fisica e consumo alimentare; l'elaborazione di materiali informativi, come poster, spot o racconti, sui temi del progetto.  Quella di venerdì 11 maggio sarà dunque la giornata conclusiva di questo percorso didattico, culturale e sanitario che, alle 9, vedrà schierati gli studenti in piazza Eleonora, ad Oristano, pronti a dare il via alla caccia al tesoro, battezzata per l'occasione “Alla ricerca della strada giusta per guadagnare salute”. Dalle 9.30 alle 11, le vie del centro storico di Oristano diventeranno il teatro della piccola gara di orienteering, organizzata dal Coni e mirata, ancora una volta, a promuovere il messaggio del movimento come veicolo di salute. La manifestazione si concluderà infatti alle 13, sempre in piazza Eleonora, con l'offerta ai partecipanti di una degustazione dei prodotti del territorio.

Sono attivi presso l'Unità operativa di Medicina dell'ospedale “Mastino” di Bosa gli ambulatori di Oncologia Medica e di Endocrinologia.  Il primo garantisce visite di screening della mammella, trattamenti delle patologie neoplastiche ginecologiche e controlli per i soggetti a cui è già stato diagnosticato un tumore. In collaborazione con il day hospital del “San Martino” di Oristano, che fornirà i farmaci, i pazienti potranno eseguire in loco, nello stesso nosocomio della Planargia, i cicli di chemioterapia. Il servizio è attivo il giovedì, dalle ore 11 alle 14, su prenotazione: per l'accesso, sarà necessario rivolgersi al Cup (Centro unico di prenotazione), chiamando il numero unico regionale 1533 (solo da rete fissa), il numero 0785.225332, o prenotarsi direttamente presso il reparto di Medicina, allo 0785.225523.  Accanto all'ambulatorio di Oncologia Medica, è partito nel mese di maggio anche quello di Endocrinologia. Il servizio è attivo ogni lunedì e mercoledì, dalle ore 11 alle 13e dalle 15 alle 18, sempre su prenotazione, contattando i numeri indicati sopra.   E proprio alle patologie endocrine ed oncologiche sarà dedicato il convegno, organizzato dalla Asl di Oristano, sabato 12 maggio, nella sala conferenze della Piccola casa della divina provvidenza del Cottolengo di Bosa, con inizio alle ore 9.30. Il convegno, rivolto in primo luogo ai medici di medicina generale, intende offrire una panoramica multidisciplinare sulle nuove indagini diagnostiche e terapeutiche che riguardano malattie rare ma fortemente invalidanti, come i tumori neuroendocrini, la sindrome di Cushing e l'acromegalia.

 

 
Di greg (del 08/05/2012 @ 14:30:33, in cronaca, linkato 1163 volte)

Il voto sui dieci referendum, ha dimostrato "oltre ogni ragionevole dubbio”, come sia tanta in Sardegna (e non solo) la ribellione da parte dei cittadini contro ogni sorta di casta. Con i referendum “anticasta” si è, infatti, chiesto in modo deciso di tagliare i costi della politica. Proprio per questo motivo, circa 525 mila sardi si sono recati alle urne per dire “no” a sprechi e privilegi e per sollecitare un sistema amministrativo più sobrio ed efficiente. Il risultato più eclatante è stato quello sulle quattro nuove province, istituite una decina di anni fa  e operative dal 2005, in Gallura, Ogliastra, Medio Campidano e Sulcis Iglesiente. Ben il 97% dei votanti ha detto che è ora di farla finita con questa inutile esperienza. Resta ora il problema del passaggio di competenze di questi enti intermedi e con doppi capoluoghi in centri di poche migliaia di abitanti, nei quali lavorano centinaia di dipendenti, che dovranno transitare in altre strutture. Vi saranno poi da risolvere i problemi relativi ad appalti e interventi di vario tipo non ancora completati. Le reazioni tra gli amministratori locali sono diverse. Mentre chi, come il presidente della provincia del Sulcis-Iglesiente, Tore Cherchi (Pd), si è già dimesso "per rispetto del voto", altri come quello del Medio Campidano prendono tempo, mentre altri ancora, come in Gallura, parlano di "colpo all'indipendenza del territorio" e non sembrano, al momento, voler lasciare. Di fatto, se ne dovranno invece andare tutti, e occorrerà indicare al più presto la soluzione per colmare il possibile vuoto amministrativo. Domenica scorsa, i sardi si sono espressi anche contro le cosiddette province "storiche" (Cagliari, Oristano, Nuoro e Sassari), però non in modo così massiccio come per quelle istituite con legge regionale. Oltre il 65% dei votanti, in un referendum che, a differenza degli altri quattro sulle "nuove province", aveva valore solo consultivo, si è comunque espresso per l'abolizione, con buona pace dell'Unione Province Sarde che si è battuta, con ricorsi e controricorsi, per cercare di far dichiarare illegittimi dal Tar e dal Tribunale di Cagliari i referendum regionali. Il paladino della battaglia contro il movimento referendario è stato il presidente della provincia di Nuoro, Roberto Deriu, anche lui del Pd come Cherchi, ma su posizioni evidentemente opposte a quelle del collega di partito, visto che Deriu ha annunciato ulteriori battaglie a difesa degli enti intermedi. Il voto "anticasta" si è espresso anche nel referendum sugli stipendi dei consiglieri regionali. Oltre il 97% dei votanti ha chiesto la cancellazione della norma che lega le indennità degli onorevoli sardi a quelle dei parlamentari, anche se "in misura non superiore all'ottanta per cento". Occorrerà, quindi, rideterminare gli stipendi che, sull'onda montante dell'antipolitica, vengono visti dall'opinione pubblica come inaccettabili privilegi e, comunque, sovradimensionati. Dello stesso tenore, il voto contro i consigli di amministrazione degli enti strumentali e delle agenzie regionali. Anche in questo caso circa il 97% dei sardi che si sono recati alle urne ha chiesto l'abolizione, ritenendoli inutili posti di sottogoverno. Il quadro si è completato con la richiesta della diminuzione dei consiglieri regionali da 80 a 50 e la riscrittura dello statuto sardo con una "assemblea costituente" che rappresenti le diverse componenti della società. Rischiano, quindi, di lavorare senza indennità gli 80 consiglieri regionali, dopo il referendum "anticasta", con cui i sardi hanno abrogato l'articolo della legge regionale del 1966 che quantificava il limite all'ottanta per cento di quella dei parlamentari, e si spalanca un vuoto legislativo fra che investirà, fra gli altri, anche i dipendenti delle quattro province sarde istituite nel 2001 ma operative a partire dal 2005. Il presidente della Regione, una volta che la Corte d'Appello di Cagliari avrà ufficializzato l'esito dei referendum, dovrà firmare, entro 15 giorni, i decreti per l'abrogazione delle norme nel rispetto della volontà popolare. Quindi saltano, come detto, le quattro nuove province di Carbonia-Iglesias  Medio Campidano, Olbia-Tempio e Ogliastra ed anche le indennità dei consiglieri regionali, riconosciute dall'articolo 26 dello statuto. Quanto al riordino delle province, il consiglio regionale ha all'ordine del giorno, in questi giorni, un testo approvato dalla commissione riforme, a fine marzo, che  però dovrebbe essere rivisto, per ripartire fra comuni e Regione funzioni e personale delle abrogande quattro province. Il testo affida alla giunta regionale il mandato di presentare un decreto di legge per disciplinare questo aspetto, in riferimento anche alle quattro province storiche di Cagliari, Nuoro, Oristano e Sassari, e alle riforme introdotte dal Parlamento nella composizione, modalità di elezione e funzioni dell'ente. Intanto, secondo indiscrezioni in consiglio regionale, si starebbe approntando una mozione di sfiducia contro il presidente della Regione Cappellacci, che potrebbe provocare la fine anticipata della legislatura. Alcune parti politiche hanno, infatti, visto nel risultato del referendum una bocciatura del consiglio regionale. Per di più, il rischio di non ricevere più l'indennità potrebbe essere considerato come un incentivo ad andare a nuove elezioni. In ogni caso, questo problema è già all'attenzione degli uffici dell'assemblea, per dare applicazione all'articolo 26 dello statuto, che attribuisce ai consiglieri regionali un'indennità da precisare con legge regionale. Il vuoto legislativo su questo punto potrebbe, quindi, anche essere colmato tempestivamente dall'attuale consiglio regionale, magari tenendo conto dell'urgenza di un taglio alle indennità, così come emerge dall'indicazione referendaria. "Il consiglio non è legittimato a trattare gli argomenti sul tappeto – ha sostenuto il capogruppo del gruppo misto, Luciano Uras (Sel) – e quindi sarebbe meglio andare al voto. Il referendum ha sottoposto quest'assemblea alla valutazione popolare e c'è stata una bocciatura. Se al consiglio si toglie lo stipendio, gli si sta dando una valutazione negativa". "Da questo momento dovremmo lavorare gratis sino a fine legislatura – ha osservato Roberto Capelli (Api) -. I sardi hanno scelto di affidare le riforme a un'assemblea costituente e non al consiglio, e questa volontà va rispettata anche per la questione delle indennità".

Altre notizie:

Secondo l'Ups i "sì” all'abolizione delle province non raggiungono il quorum. Utilizzando un'interpretazione del tutto originale del risultato referendario, che tiene conto solo dei sì espressi nei quesiti che riguardavano la propria provincia, i responsabili dell'Unione province sarde sostengono che "…la stragrande maggioranza dei cittadini è contro l'abolizione delle province. A supporto di tale tesi utilizzano i dati relativi al quesito n.5 per i cittadini di Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano, e quelli dei quesiti da 1 a 4 per gli abitanti di Olbia-Tempio, Carbonia-Iglesias, Ogliastra e Medio Campidano. n base a questo conteggio, che peraltro non ha alcun valore dal punto di vista delle conseguenze pratiche, vengono fornite le seguenti percentuali di votanti per il sì: Cagliari (26,74%), Nuoro (21,41%), Oristano (19,32%), Sassari (22,07%), Medio Campidano (40,85%), Carbonia-Iglesias (29,84%), Ogliastra (26,55%), Olbia-Tempio (24,88%). Secondo l'Ups "…risulta evidente che per quanto riguarda l'abolizione della propria provincia soltanto i cittadini del Medio Campidano, con il 40,85% hanno di fatto superato il quorum referendario (33,3%), mentre nelle altre sette province i sì non hanno mai superato il quorum referendario, rimanendo al di sotto, per cui la stragrande maggioranza dei cittadini ha espresso la volontà di non abrogare la propria provincia”.

Verrà discusso in due commissioni provinciali, l’ordine del giorno sull'attivazione in Sardegna dell’Agenzia sarda delle Entrate, volta a disciplinare la riscossione dei tributi di competenza regionale. Il documento è stato presentato dal consigliere Sebastian Madau (Progres Progetu Republica), nell’ambito di una iniziativa referendaria che, più in generale, riguarda la vertenza sul trasferimento delle risorse dovute alla Sardegna dal governo nazionale. Gli aspetti tecnici della proposta sono stati illustrati, in aula, dal semiologo Franciscu Sedda (che è un pò l’ideologo di Progres), che ha richiamato l’applicazione del’art. 9 dello Statuto sardo in materia di riscossione di tributi. Nel dibattito del consiglio provinciale di Oristano sono intervenuti  Efisio Trincas (PsdAz), che si è dichiarato d’accordo; Salvatore Crobu (Udc) che ha chiesto chiarimenti sull’ipotesi di moratoria dei debiti da parte delle imprese, mentre per Battista Ghisu (Pd) "...lo Stato non deve fare cassa sulla pelle dei cittadini". Ha poi preso la parola Cristiano Carrus (Pdl), che anche nella sua qualità  di sindaco di Cabras ha, fra l’altro, ricordato la recente decisione del comune lagunare di riscuotere autonomamente la  Tarsu. Il capogruppo del Pd, Mario Tendas, si è dichiarato d’accordo sull’ordine del giorno, e ne ha sollecitato un approfondimento;  Alfredo Mameli (Fortza Paris) ha posto l’accento sui meccanismi del settore riscossione, mentre Peppino Marras (Gruppo Misto) si è, invece, domandato come mai il documento sia stato illustrato da una figura esterna al consiglio. L’assessore Sandro Murana ha parlato di estrema delicatezza e complessità del problema, ed ha chiesto di approfondire l’argomento. Anche Stefano Figus (Italia dei Valori) ha parlato di un argomento complesso e delicato, e si è detto d’accordo, in linea di principio, sul documento, mentre Francesco Federico (Pd) ha dichiarato che "...deve essere un organo legislativo a pronunciarsi sulla materia". Il presidente della giunta provinciale, Massimiliano de Seneen, a conclusione del dibattito, ha invocato maggiore chiarezza sul contenuto del documento presentato da Sebastian Madau, che adesso, così come proposto dal presidente del consiglio provinciale, Mauro Solinas, sarà sottoposto all’esame delle commissioni consiliari Affari istituzionali e Attività produttive.
 
Per il quarto anno consecutivo "Monumenti aperti" ritorna ad Oristano. Sabato 12 e domenica 13 maggio sarà possibile visitare monumenti e mostre, seguire gli itinerari culturali, e partecipare ai numerosi eventi collaterali programmati. Giovedì 10 maggio, alle 11.30, nella sala giunta, il commissario straordinario del comune di Oristano, Antonello Ghiani, presenterà ai giornalisti il programma della manifestazione.

Il 30 giugno scadono i termini per la presentazione delle domande per l'utilizzo degli impianti sportivi comunali per la stagione 2012/2013. Le società sportive oristanesi interessate dovranno presentare la domanda indirizzandola al Dirigente dell’Area Servizi alla cittadinanza e per conoscenza all’Assessore allo Sport del Comune di Oristano e Dirigente scolastico qualora si tratti di strutture sportive scolastiche di proprietà comunale.  Le domande vanno compilate sugli appositi moduli disponibili presso l’Ufficio relazioni con il pubblico, il Centro Informacittà e sul sito internet del Comune di Oristano all’indirizzo www.comune.oristano.it

“Le torri e le mura di Oristano Medioevale”. È il titolo dell’interessante mostra di plastici storici che dal 12 al 20 maggio sarà visitabile nella Chiesa di San Mauro, in via S.Antonio, a Oristano. L’iniziativa è dell’Istar – Istituto storico arborense e del Maestro d’arte in architettura Augusto Schirru. La mostra sarà inaugurata sabato 12 maggio, alle 10.30, dall’arcivescovo di Oristano, Ignazio Sanna, alla presenza del commissario straordinario del Comune di Oristano, Antonello Ghiani, del presidente dell’Istar, Walter Tomasi, e del direttore scientifico dell’Istituto storico arborense, Giampaolo Mele. La mostra, che, attraverso i plastici storici, per la prima volta offrirà un originale spaccato sull’assetto urbano della città medievale, aprirà tutti i giorni dalle 9 alle 13 e dalle 17 alle 20.

Venerdì 11 maggio, alle 18, a Ghilarza sarà inaugurato il nuovo canile. Con il completamento dei lavori è anche arrivata l'autorizzazione definitiva da parte della Asl. Il rifugio sorge in località Malosa, alla periferia del paese, su un area di circa un ettaro, assegnata in concessione dall'amministrazione comunale. La costruzione principale è costituita da un blocco di diciotto box, più altri quattro box prefabbricati per l'isolamento. Il progetto prevede anche un secondo blocco che sarà essere realizzato successivamente. Sono stati ricavati anche l'infermeria, una sala per la preparazione del cibo, uffici, sala d'attesa, bagni. Non potevano mancare i galoppatoi e un piazzale in terra battuta e ghiaia. Il vecchio canile di Ghilarza ospita attualmente oltre 60 cani, ed è stato sempre gestito da Flavia Carta, dell'Associazione “I Miei Amici”,  che dedica tutto il suo tempo agli amici a quattro zampe. Il vecchio canile è ubicato, da tredici anni, era ubicato in località Trempu, lungo la strada provinciale per Fordongianus. Sulla struttura, che presentava oramai parecchie criticità, gravava uno sfratto esecutivo, trattandosi del terreno di un privato. Ora, grazie anche al sostegno finanziario dall'Associazione “Squadra 4 zampe” di Milano, che ha creduto da subito al progetto di Malosa, oggi si può, finalmente, sostenere che il sogno di Flavia Carta e di tanti amici dei cani sia stato realizzato.

Jesús Timoteo Alvaréz, professore di Communication management all’Università Complutense di Madrid e visiting professor presso l’Università di Cagliari, terrà giovedì 10 maggio, alle 11, nell’aula 6c della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Cagliari (viale San Vincenzo), una conferenza su “Credibilità e fiducia nell’epoca del capitalismo reputazionale: il ruolo della comunicazione nella crisi”. L’incontro è stato organizzato nell’ambito del programma “Visiting professor”, finanziato dalla Regione, in collaborazione con il Corso di laurea in Scienze della comunicazione dell’Università di Cagliari. La crisi attuale si legge, innanzitutto, come crisi finanziaria, e dopo come crisi di credibilità, facendo normalmente dipendere la seconda dalla prima. Jesus Alvaréz, invece, mette in discussione questa argomentazione, sostenendo che per prima viene la fiducia e l’onestà del fornitore e del debitore e, solo successivamente, la qualità del prodotto. E per dimostrarlo Alvaréz fa riferimento all’abitudine dei paesi anglosassoni di chiamare “Piigs” quei paesi europei con maggiori problemi di credibilità,  e poi aggiunge, a complemento del suo ragionamento, l’ironica proposta di utilizzare l’Indice di Maiale pro Capite (Imc) come garanzia di una credibilità realista. Jesús Timoteo Álvarez ha sempre affiancato alla docenza la sua attività professionale di giornalista e tecnico della comunicazione e marketing, visto che lavora, dagli anni ’80, per la sua agenzia “Consultores Quantumleap e Partners (Cqlp&P)” a Madrid. Con la sua agenzia Alvaréz ha sviluppato attività e servizi di comunicazione in molti settori, con speciale attenzione per l’energia, il turismo, la distribuzione, i media e, in particolare, la gestione delle crisi e l’innovazione tecnologica. È autore di numerosi libri e saggi sui media e comunicazione, tra cui “Il potere diluito. Chi governa la società di massa”. L’incontro è aperto a tutti. Sarà possibile seguire la conferenza, in diretta, dalle pagine del sito www.com.unica.it.

 
Di pig (del 05/05/2012 @ 19:29:39, in cronaca, linkato 1213 volte)
“L'assemblea dei soci della Sogeaor ha definito gli interventi da portare avanti per il salvataggio della società di gestione dell'aeroporto oristanese. La decisione, assunta nella riunione di venerdì mattina, apre un importante spiraglio per il futuro della società e, in questo senso, si è rivelata determinante l’approvazione da parte del consiglio provinciale della delibera con la quale viene dato mandato al presidente della Provincia, Massimiliano de Seneen, di assumere le decisioni necessarie per evitare il fallimento della Sogeaor. All’assemblea dei soci, tenutasi presso la sala giunta della Provincia di Oristano, alla quale hanno partecipato, oltre ai liquidatori Alberto Annis e Antonio Lacava, tutti i rappresentati degli enti proprietari di quote azionarie della società, tranne la Regione e la Camera di Commercio, mentre la Sfirs era rappresentata da un proprio delegato.  Al tavolo anche i revisori dei conti della società. In discussione, le proposte elaborate dai liquidatori per il salvataggio della società, con le diverse azioni da intraprendere, in parte già note e formalizzate con la decisione dell’assemblea dei soci, che prevedono due punti cardine sui quali dovranno operare i liquidatori. Il primo punto, già posto in essere, consiste nell'adozione di un nuovo piano di rientro, per circa 1 milione e 550 mila euro, necessario per l’avvio di un concordato preventivo con i creditori. Questo piano di rientro, predisposto dai liquidatori in collaborazione con i revisori dei conti, è stato immediatamente approvato dall’assemblea, con il voto contrario della sola Sfirs. Il secondo punto, prevede la predisposizione di un bando pubblico per la presentazione di manifestazioni d'interesse. L’assemblea dei soci ha deciso di affidare l’incarico di redazione del bando ai due liquidatori della società, e questo permetterà di ridurne drasticamente i tempi della pubblicazione, prevista entro dieci giorni. Fatto importante, emerso nel corso della riunione, è stata la certa fuoriuscita dalla società da parte del Comune di Oristano, che si trova costretto a cedere tutte le quote azionarie in capo all’ente, in virtù di quanto disposto da un vincolo normativo fissato dal Governo, che vieta ai Comuni sotto i 50 mila abitati di partecipare a più di una società.

Questo, il comunicato diramato nel pomeriggio dalla Provincia di Oristano che, farraginosità a parte, ha posto in evidenza, oltre alla dipartita dallo scacchiere di un piccolo pezzo come il comune di Oristano (che oltre alle chiacchiere a Fenosu non è mai stato interessato), e ha ribadito come alla Regione (a torto o a ragione) dell’aeroporto di Fenosu non sia mai importante assolutamente niente, visto che il rappresentante della Sfirs (la finanziaria  della Regione) ha espresso parere contrario alla proposta di concordato, optando (questo è il dato di fatto conseguente) quindi per il fallimento. In questo caso non ci sono, infatti, altre interpretazioni che tengano: o si presenta al Tribunale di Oristano una proposta di concordato o si va diritti al deposito dei libri contabili alla sezione fallimentare per la dichiarazione del fallimento in proprio. Il rappresentante della Sfirs non ha certo preso, autonomamente, la decisione di votare contro, ma è evidente che queste erano state le direttive impartitegli dalla Regione. Ad onor del vero, Ponzio Pilato Cappellacci  lo aveva non solo fatto capire ma lo aveva anche sostenuto a più riprese “…con quei costi – aveva detto il buon Ugo - la sopravvivenza dell’aeroporto di Fenosu  è impossibile”. Poi, come tutti i politici non di elevato spessore, anziché affrontare faccia a faccia i rappresentanti delle istituzioni locali aveva sempre preferito defilarsi. Al di là delle promesse di circostanza non sono mai andati oltre neppure i rappresentati oristanesi nell’esecutivo di Cappellacci, Oscar Cherchi e Angela Nonnis, contro i quali si sono levati, nell’ultima riunione del consiglio provinciale, gli strali dei consiglieri, molti dei quali dello stesso centro-destra. Giunti a questo punto, il rischio del fallimento della Sogeaor è quanto mai reale, e solo l’accettazione della proposta di concordato da parte dei creditori potrebbe salvare Fenosu dalla capitolazione definitiva. I soldi a disposizione dei liquidatori Annis e Lacava sono 1 milione e 550 mila euro. Una somma ben al di sotto dei previsti 2 milioni 620 mila euro, con i quali, alla fine dell’anno scorso, si era pensato di accompagnare la proposta di concordato. Due milioni circa dovevano provenire dai tre milioni complessivi dell’avanzo di amministrazione, che la Provincia aveva deciso di destinare alla Sogeaor. Nell’ultima, decisiva riunione era poi mancato il numero legale e così non era stato possibile ratificare la decisione. Con le risorse in  mano ai liquidatori non sarà possibile, quindi, far altro che presentare una proposta di  concordato, nella quale si affermerà di pagare integralmente i creditori privilegiati (i lavoratori), mentre per gli altri creditori rimarrà al massimo il 15-20% ciascuno di quanto deve loro la Sogeaor. In effetti, non è che questi ultimi abbiano altra scelta. O accettano quanto proposto dai liquidatori con la proposta di concordato, oppure rischiano di non prendere neppure un centesimo in caso di fallimento. Oramai si è giunti davanti ad un bivio e non resta che scegliere la strada da intraprendere: concordato o fallimento.  “Un concordato preventivo si può fare solo con risorse certe”, aveva sostenuto il presidente della Provincia di Oristano, Massimiliano de Seneen, replicando a quanti si erano detti perplessi nel corso dell’ultimo dibattito sull’argomento in consiglio provinciale. Ribadito l'impegno della Provincia per il salvataggio della Sogeaor e dell'aeroporto, nonostante i problemi di bilancio per i tagli statali di 5 milioni di euro, e  il mancato trasferimento dei fondi regionali, il presidente de Seneen aveva invitato il consiglio ad approvare la delibera con la quale, a suo dire, si ponevano le basi per l'unica strada percorribile per il salvataggio della Società, quella del concordato e delle manifestazioni d'interesse. E al futuro dell’aeroporto di Fenosu sono quanto mai interessati alcuni gruppi di privati del settore, che pare abbiano presentato delle "pre-offerte", nero su bianco, ai liquidatori. A questo proposito è bene ribadire che l’Enac ha fatto sapere che preferirebbe, in caso di offerta da parte di privati, per maggiore garanzia, che almeno il 20% rimanga in mano pubblica. L’80% sarebbe così impegnato sull'aeroporto da imprenditori privati del settore, che sono pronti ad investire su Fenosu cifre di una certa rilevanza, rischiando in proprio. Proprio per questo motivo, pare che, tra le priorità, chiederanno di abbassare il livello dell’aeroporto (per abbattere i costi), impegnandosi prima di tutto sul traffico merci. Più avanti, e solo a determinate condizioni (soprattutto se il mercato lo permetterà), spazio anche ai passeggeri, senza fare il passo più lungo della gamba. E visto che la riduzione delle spese sarà una delle priorità principali, è evidente che, a quanto è dato sapere, pretenderanno di avere carta bianca sull’assunzione del personale. Per fare tutto questo è, però, necessario ripulire, attraverso il concordato, la Sogeaor dai debiti creati da una gestione evidentemente non oculata dei vari consigli di amministrazione che si sono succeduti, e che hanno portato l’aeroporto di Fenosu alla chiusura e ad un passo dal fallimento. In poche parole, Fensou è l’ennesima dimostrazione di come vadano le cose quando politici-tuttologi mettono il becco in questioni di cui non hanno la benché minima competenza. 

Altre notizie:

Quorum superato per i dieci quesiti referendari regionali. Alle 22 di domenica 6 maggio, ora di chiusura delle urne, ha votato il 35,50 per cento degli aventi diritto cioè 525.651 sardi. In provincia di Cagliari si è recato alle urne il 38,11 per cento degli elettori (nel capoluogo ha votato il 40,44%), in quella di Nuoro il 34,76 per cento, di Oristano il 33,04 per cento, in provincia di Sassari il 37,23 per cento, nel Medio Campidano il 42,55 per cento (affluenza più alta), nella provincia di Carbonia-Iglesias il 31,53 per cento, in Ogliastra il 28,74 per cento e nella provincia di Olbia-Tempio il 26,85 per cento. Gli elettori nell’isola sono 1.480.366, di cui 755.360 donne e 725.006 uomini. Il quorum per la validità del referendum è pari a 1/3 degli elettori ovvero 493.455. “Una giornata di grande partecipazione popolare che rappresenta una vittoria per la Sardegna e per tutti i Sardi”. Così il presidente Cappellacci ha commentato il raggiungimento del quorum per i dieci quesiti referendari. “I cittadini si riappropriano degli spazi della politica - ha aggiunto il presidente della Regione - e danno essi stessi impulso a una stagione di cambiamento non più rinviabile, che deve coinvolgere tutta la politica e l’intera società sarda. Al di là delle appartenenze di ciascuno, bisogna cogliere questo messaggio chiaro e la volontà espressa di una Sardegna che intende decidere con scelte autonome e di rottura con il passato”.

 
Di pig (del 04/05/2012 @ 15:00:56, in cronaca, linkato 932 volte)
La Guardia di Finanza ha inferto un altro duro colpo all'evasione fiscale ad Oristano. Le Fiamme gialle hanno, infatti, scoperto una frode milionaria nel settore del commercio all'ingrosso di prodotti surgelati, con un’evasione di oltre 5 milioni di euro non dichiarati e 1 milione e mezzo di Iva non versata. A cadere nella rete degli investigatori è stato un imprenditore oristanese che aveva adottato lo stratagemma dello smarrimento di fatture e note di credito per occultare quanto dovuto alle casse dello Stato. Una frode non sfuggita, però, ai controlli dei finanzieri, che in due anni di indagini sono riusciti ad incastrare il titolare della società, di cui non è stato fornito il nome. I militari hanno scoperto la maxi evasione attraverso una serie di riscontri incrociati portati avanti su tutto il territorio nazionale. Riscontri che hanno coinvolto numerosi Comandi della Guardia di Finanza di diverse regioni, impegnati nella verifica di numerose ditte di fama internazionale operanti nel settore dei surgelati. Verifiche che sono tuttora in corso e che, nell'immediato, potrebbero portare ad altri risvolti importanti nella lotta anti-evasione. Per il momento, l'imprenditore oristanese coinvolto nell'indagine è stato denunciato all'autorità giudiziaria e dovrà rispondere, fra l’altro, anche della violazione della legge che limita l'utilizzo di denaro contante. Sono stati, infatti, accertati movimenti sospetti di denaro contante oltre i centomila euro.

Il Tribunale di Cagliari ha respinto il ricorso presentato dall'Ups, l’Unione delle province sarde, che aveva chiesto un provvedimento di sospensiva o di non svolgimento dei referendum anticasta. Tra i dieci quesiti proposti agli elettori c’è  anche quello che chiede l'abolizione delle province isolane di più recente costituzione (Medio Campidano, Olbia-Tempio, Ogliastra e Gallura). Il rigetto del reclamo è stato deciso dal collegio civile, presieduto da Ignazio Tamponi, a cui si era rivolto, con un provvedimento d'urgenza, l'Ups dopo la decisione del giudice monocratico, che si era pronunciato mercoledì scorso bocciando le motivazioni evidenziate dai ricorrenti. La parola, dunque, passa ora agli elettori che, il sei maggio, sono attesi alle urne. L'Ups ha quindi perso la battaglia legale, iniziata con un ricorso al Tar, che si era detto non competente sulla questione, e i due reclami al Tribunale civile, che ha condannato l'Unione delle province al pagamento delle spese legali sostenute dalla controparte (la Regione e i movimenti referendari). La vicenda potrebbe, però, non chiudersi con la consultazione elettorale, se il quorum dovesse premiare i referendum, l'Ups potrebbe tornare in Tribunale per chiedere una decisione nel merito del ricorso presentato.

Domenica 6 maggio, dalle 7 alle 22,  si voterà quindi in Sardegna per dieci referendum regionali, di cui cinque abrogativi e cinque consultivi. I sardi chiamati alle urne sono 1.480.366, di cui 755.360 donne e 725.006 uomini. Le sezioni elettorali sono complessivamente 1.938, di cui 1.813 ordinarie e 125 speciali (ospedaliere, case di cura e luoghi di detenzione). cIl quorum, perchè il referendum sia valido, è pari al 33%, ovvero l'equivalente di 493.455 elettori, che potranno esprimersi barrando il SI o il NO in corrispondenza dei quesiti.  Si vota sull'abolizione delle quattro province sarde di più recente costituzione, del Cda degli enti strumentali e agenzie della Regione, sull'elezione diretta del presidente della Regione, sulla riscrittura dello statuto di autonomia affidata a un'assemblea costituente eletta dai sardi a suffragio universale e sulla riduzione da 80 a 50 del numero dei componenti del consiglio regionale.  Lo scrutinio comincerà il giorno successivo al voto, lunedì  7 maggio, alle 7, e dovrà concludersi entro le 24. Entro cinque giorni dalla proclamazione del risultato, se l'esito dei referendum abrogativi sarà  favorevole, il presidente della giunta con proprio decreto dovrà dichiarare abrogate le norme oggetto della consultazione e l'abrogazione decorrerà dal giorno successivo a quello della pubblicazione del provvedimento nel Buras, il bollettino ufficiale della Regione Sardegna.  L'ultima volta che i sardi sono stati chiamati a esprimersi con un referendum è stata l'anno scorso, il 15 e 16 maggio, sull'installazione di centrali nucleari e di siti per lo stoccaggio di scorie radioattive in Sardegna. Alle urne si era presentato quasi il 60% degli aventi diritto per dire NO con una schiacciante maggioranza, il 97 per cento. Ecco i quesiti nel dettaglio: Referendum n. 1, scheda verde scuro: "Volete voi che sia abrogata la legge regionale sarda 2 gennaio 1997, n. 4 e successive integrazioni e modificazioni recante disposizioni in materia di "Riassetto generale delle Province e procedure ordinarie per l'istituzione di nuove Province e la modificazione delle circoscrizioni provinciali?".  Referendum n. 2, scheda grigia: "Volete voi che sia abrogata la legge regionale sarda 1 luglio 2002, n. 10 recante disposizioni in materia di "Adempimenti conseguenti alla istituzione di nuove Province, norme sugli amministratori locali e modi che alla legge regionale 2 gennaio 1997, n. 4 ?".   Referendum n. 3, scheda arancione: "Volete voi che sia abrogata la deliberazione del Consiglio regionale della Sardegna del 31 marzo 1999 (pubblicata sul Buras n. 11 del 9 aprile 1999) contenente "La previsione delle nuove circoscrizioni provinciali della Sardegna, ai sensi dell'art. 4 della legge regionale 2 gennaio 1997, n. 4 ?".    Referendum n. 4, scheda rosa: "Volete voi che sia abrogata la legge regionale sarda 12 luglio 2001, n. 9 recante disposizioni in materia di "Istituzione delle Province di Carbonia-Iglesias, del Medio Campidano, dell'Ogliastra e di Olbia-Tempio?".  Referendum n. 5, scheda verde chiaro: "Siete voi favorevoli all'abolizione delle quattro province "storiche" della Sardegna, Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano?".  Referendum n. 6, scheda gialla: "Siete voi favorevoli alla riscrittura dello Statuto della Regione Autonoma della Sardegna da parte di una Assemblea Costituente eletta a suffragio universale da tutti i cittadini sardi?".  Referendum n. 7, scheda viola: "Siete voi favorevoli all'elezione diretta del Presidente della Regione Autonoma della Sardegna, scelto attraverso elezioni primarie normate per legge?".   Referendum n. 8, scheda marrone: "Volete voi che sia abrogato l'art. 1 della legge regionale sarda 7 aprile 1966, n. 2 recante "Provvedimenti relativi al Consiglio regionale della Sardegna" e successive modificazioni?".  Referendum n. 9, scheda fucsia: "Siete voi favorevoli all'abolizione dei consigli di amministrazione di tutti gli Enti strumentali e Agenzie della Regione Autonoma della Sardegna?".  Referendum n. 10, scheda celeste: "Siete voi favorevoli alla riduzione a cinquanta del numero dei componenti del Consiglio regionale della Regione Autonoma della Sardegna?".

“L'assemblea costituente del popolo sardo è l'unico strumento per avviare un processo di reale cambiamento nell'isola, per rinegoziare i rapporti con lo Stato e per rafforzare il ruolo delle istituzioni sarde, in primo luogo della Regione Sardegna, oggi in grande difficoltà di credibilità". Lo ha sostenuto il segretario generale della Cisl sarda, Mario Medde, secondo il quale "…il referendum sull'assemblea costituente è un'altra opportunità che va colta per ridare voce ai cittadini e per riaprire le istituzioni alla società. Lo stesso confronto Stato-Regione, per quel che concerne il riconoscimento dello status di insularità, il rafforzamento dell'autonomia finanziaria della Sardegna, le pari opportunità sulla mobilità delle persone e delle merci, il rilancio dell'economia dell'isola, può essere concretamente rilanciato solo se il governo nazionale sarà messo sotto pressione da obiettivi condivisi e dalla partecipazione popolare. Oggi, infatti – ha detto Medde - nelle poche occasioni di incontri sui temi decisivi dello sviluppo della Sardegna, compresa la revisione del patto di stabilità, il governo non ha dimostrato le attenzioni e la sensibilità necessaria ai drammatici problemi del lavoro e della crescita economica della Sardegna. Solo insediando l'assemblea costituente sarà possibile, in questa legislatura regionale, non bruciare le aspettative di riforma dello statuto speciale e delle riforme necessarie a dare efficienza ed efficacia alla massima istituzione sarda, la Regione. Da circa diciassette anni, per non avviare una fase costituente, viene rinviata di legislatura in legislatura una riforma strutturale e condivisa di quell'impianto costituzionale che sovraintende al rapporto Stato-Regione e ai poteri indispensabili alla Sardegna per rafforzare l'autogoverno e una nuova fase di crescita".

Torregrande per un mese si animerà con le produzioni tipiche del territorio. Da domenica 6 maggio, per quattro domeniche consecutive, il “Maggio della Torre” ritorna sul lungomare di Torregrande con altrettanti appuntamenti per promuovere i prodotti tipici di Oristano. Si comincia domenica prossima con i prodotti biologici e si prosegue poi con mostaccioli e dolci tipici sardi, prodotti agroalimentari Dop e vernaccia. Dopo le positive esperienze delle prime due edizioni l’assessorato alle attività produttive, con la collaborazione organizzativa della Pro loco, rilancia e mette in vetrina, in riva al mare di Torregrande, le produzioni che esprimono l’identità, la storia e la cultura del territorio, per valorizzarle, stimolarne la conoscenza ed incentivare il consumo e l’acquisto. Spazio, quindi, a giornate tematiche, con esposizione e vendita di mostaccioli e dolci tipici sardi, dei prodotti agroalimentari Dop e tradizionali, dei prodotti biologici e della vernaccia. Il ricco programma del “Maggio della Torre” è stato presentato durante una conferenza stampa dal commissario straordinario del comune di Oristano Antonello Ghiani, dal presidente dell’Unicef Bianca Muscas, dal presidente della Pro loco Giorgio Colombino, da Cristiana Manconi del Consorzio Uno, e dal dirigente comunale del Settore attività produttive Giuseppe Pinna. Tutte le domeniche, dalle 10 e per l’intera giornata, i produttori locali e le associazioni di categoria saranno protagonisti con le loro produzioni, che saranno messe in mostra negli appositi stand. Tutti animeranno Torregrande, contribuendo ad allungare la stagione turistica, grazie anche ai numerosi spettacoli che affiancheranno le singole iniziative. A partire dalle 10, sempre di domenica, apertura della Torre con mostre e altre iniziative culturali. Lo straordinario scenario del lungomare della borgata marina di Torregrande sarà, dunque, la cornice ideale per assaporare e vivere i prodotti della nostra tradizione. I tanti appuntamenti, laboratori, mostre ed animazioni, faranno vivere la località marina in un’anticipazione della stagione turistica. Si potranno gustare, come detto, la vernaccia e i mostaccioli, apprezzare le ricchezze dell’agroalimentare tipico, del florovivaismo, e ci sarà la possibilità di dare un contributo di solidarietà ai bambini dell’Unicef. Tra le iniziative in programma quest’anno anche quella del Consorzio Uno, al Chiostro del Carmine, con il convegno su “Le produzione agroalimentari dell’oristanese: prospettive e criticità”. Anche quest’anno per il “Maggio della Torre” (manifestazione che si svolge sotto il patrocinio dell’Unicef, che riceverà una parte del ricavato delle vendite da parte degli operatori) è stato varato un programma ricco e ambizioso che ha potuto contare sulla collaborazione della Provincia di Oristano, dell’assessorato regionale all’Agricoltura, dell’Agenzia regionale Sardegna promozione, del Consorzio Uno e della Camera di Commercio di Oristano, oltre che della Pro loco a cui sono stati affidati gli aspetti organizzativi.

L’assessorato ai Servizi sociali del comune di Oristano ha aperto i termini per la presentazione delle domande per l’ammissione ai servizi comunali per la prima infanzia (nidi d’infanzia e sezioni sperimentali/primavera) per il 2012/2013. Il bando è consultabile sul sito internet istituzionale www.comune.oristano.it, all’Albo pretorio, all’Urp e all’Informacittà del comune di Oristano. Le domande possono essere presentate dai genitori dei bambini residenti ad Oristano e di età compresa fra zero e tre anni. La scadenza è fissata al 31 maggio. I moduli di domanda, già inviati a domicilio alle famiglie interessate, sono a disposizione all’Informacittà, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e il martedì e giovedì anche dalle 16 alle 19, e all’Urp a Palazzo degli Scolopi dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13 e il martedì e giovedì anche dalle 16 alle 18. I moduli possono essere scaricati anche dal sito internet all’indirizzo www.comune.oristano.it  Per ulteriori informazioni si può contattare l’Ufficio servizi per la prima infanzia allo 0783 791297 o inviare una mail a serviziprimainfanzia@comune.oristano.it

 

 
Di pig (del 02/05/2012 @ 16:00:44, in cronaca, linkato 974 volte)

Il gruppo dissidente qaedista che tiene in ostaggio la cooperante di Samugheo, Rossella Urru, e due volontari spagnoli, avrebbe chiesto un riscatto di 30 milioni di euro per la liberazione della Urru e della spagnola Ainhoa Fernandez. Lo ha riferito l'agenzia “France Prese”, e la notizia è stata poi divulgata dall’Agi. La trentenne volontaria del Cisp è da 192 giorni nelle mani dei rapitori del Movimento unito per la jihad dell'Africa occidentale. I sequestratori la prelevarono, insieme a due cooperanti spagnoli, nella notte tra il 22 e il 23 ottobre, da un campo profughi del Sarawi, nel sud dell'Algeria, dove Rossella Urru dirigeva un programma di cooperazione internazionale. Il 3 marzo scorso “Al Jazira” annunciò che la Urru era stata liberata, ma poche ore dopo la notizia si rivelò infondata. Non è chiaro come mai la richiesta di riscatto si riferisca solo a uno dei due cooperanti spagnoli dell'ong Munupat che sarebbero ancora nelle mani del gruppo qaedista. Rispondendo a una domanda scritta dell'agenzia Afp un portavoce del Mujao, Adnan Abu Walid Saharawi, ha precisato che "…i negoziati riguardano soltanto l'ostaggio italiano e la spagnola", e che il suo movimento chiede per il loro rilascio "un riscatto di 30 milioni" oltre a domandare al governo di Madrid di "intervenire per la liberazione di due saharawi arrestati in Mauritania". Dopo mesi di silenzio, a Samugheo, il paese natale di Rossella Urru, ogni notizia che riguardi la cooperante rapita viene vista  come una  una "probabile buona notizia".  Lo è stata anche la richiesta di riscatto. "E' un buon motivo per ricominciare a sperare", ha commentato lo zio di Rossella, Mario Sulis, vicinissimo alla famiglia e animatore del “Comitato spontaneo” che si è costituito a Samugheo per tenere alta l'attenzione sul rapimento, anche se la sua prima reazione, in realtà, era stata molto meno positiva. Secondo la prima versione della notizia pare, infatti, che la richiesta di riscatto sarebbe stata accompagnata da una minaccia di morte in caso di mancato pagamento dei 30 milioni. "Quella minaccia non era certo una buona notizia per nessuno e, tantomeno, per i genitori” , ha spiegato Sulis, che si è poi  augurato che ora qualcosa possa cominciare, finalmente, a muoversi nel verso giusto. Intanto in paese cresce l'attesa. Nessuno, in questi sei mesi, ha perso le speranze di poter rivedere presto Rossella, dal sindaco Antonello Demelas al parroco Alessandro Floris, sempre in prima linea nelle iniziative per chiederne la liberazione, mentre striscioni e foto della giovane cooperante sarda campeggiano su facciate di municipi e altre sedi istituzionali non solo dell'Isola. Ieri a Cagliari, durante la processione per la 356/a edizione della Sagra di Sant'Efisio, è stato rivolto l'ennesimo appello per il rilascio di Rossella. Secondo ultime notizie, pare che il gruppo islamico dissidente qaedista,  responsabile del rapimento della cooperante italiana Rossella Urru e di altri nove ostaggi,  abbia chiesto un riscatto complessivo, per la liberazione di tutti gli ostaggi, di 45 milioni di  euro.  Nel messaggio, come detto, non si fa riferimento alcuno all'uomo spagnolo, Enric Gonyalons,  mentre si chiede al governo spagnolo di  intervenire per  liberare i due saharawi arrestati. Gli altri ostaggi sono sette algerini,  rapiti il 5 aprile, a Gao, nel nord-est del Mali. Per loro, il movimento ha chiesto un riscatto di 15 milioni di euro, e la liberazione dei membri detenuti in Algeria.

Il Tribunale Civile di Cagliari ha respinto, questa mattina, il ricorso presentato dall'Ups, l’Unione delle province sarde, e da alcune Province contro quattro dei dieci quesiti referendari per i quali si vota in Sardegna domenica 6 maggio. I sardi, quindi, saranno chiamati a esprimersi su tutti e dieci i referendum cosiddetti "anticasta" proposti dal Movimento referendario sardo. Il ricorso, che riguardava i quesiti abrogativi delle province di recente istituzione in Sardegna, è stato rigettato dal giudice del tribunale di Cagliari, Maria Teresa Spanu, che ha ritenuto non condivisibili le motivazioni dei ricorrenti, secondo i quali la disciplina sugli enti intermedi era da considerarsi di natura costituzionale. Il giudice ha sottolineato, invece, come le province del Medio Campidano, Ogliastra, Carbonia-Iglesias e Olbia-Tempio, istituite con legge regionale nel 200,1 e operative dal 2005, siano abrogabili con una norma dello stesso tipo. Domenica prossima, 6 maggio, dalle 7 alle 22 in Sardegna, si voterà, quindi, per dieci referendum regionali, di cui cinque abrogativi e cinque consultivi. Alle urne saranno chiamati oltre 1 milione 479mila sardi, che potranno esprimersi barrando il SI o il NO in corrispondenza dei quesiti proposti, come detto, dal Movimento referendario sardo, che ha raccolto per ciascuno circa 20 mila firme, ovvero il doppio di quelle necessarie a validare la richiesta di consultazione referendaria regionale, in base alla legge n. 20 del 1957.  Si vota sull'abolizione delle quattro province sarde di più recente costituzione, del Cda degli enti strumentali e agenzie della Regione, sull'elezione diretta del presidente della Regione, sulla riscrittura dello statuto di autonomia affidata a un'assemblea costituente eletta dai sardi a suffragio universale, e sulla riduzione da 80 a 50 del numero dei componenti del Consiglio regionale. A questo proposito il Senato ha appena approvato, in prima lettura, il Ddl costituzionale di modifica dello statuto sardo, che riduce da 80 a 60 i consiglieri dell'Assemblea sarda, come previsto da una proposta di legge nazionale, che lo stesso consiglio regionale ha approvato quasi all'unanimità il 13 ottobre 2011. I referendum saranno validi se andrà a votare almeno un terzo (il 33,33 per cento) degli aventi diritto. Lo scrutinio comincerà il giorno successivo al voto,  lunedì 7 maggio, alle 7,  e dovrà concludersi entro le 24.

L'Unione province sarde non si è, comunque, data per vinta e, contro l'ordinanza del giudice monocratico di Cagliari che ha respinto il suo ricorso sui quattro referendum abrogativi delle Province di più recente istituzione, ha presentato un reclamo, che sarà esaminato il 4 maggio, alle 12, presso il Tribunale di Cagliari. L’Ups puntava ad ottenere un provvedimento di sospensiva o di non svolgimento della consultazione prevista in Sardegna per domenica prossima, 6 maggio. "Con il reclamo presentato oggi l'Unione delle Province Sarde dimostra di non avere alcuna intenzione di misurarsi sul piano politico e di scegliere una linea conflittuale, non tanto nei confronti dei sostenitori del referendum quanto contro il diritto di tutti i Sardi, anche quelli che la pensano come loro, ad esprimere la propria opinione con un voto". L'ha dichiarato il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, in riferimento al reclamo presentato dall'Ups. "In ogni caso – ha detto Cappellacci - tutti coloro i quali a pochi giorni dal voto non hanno ancora definito il proprio orientamento sulle questioni poste dai quesiti referendari possono trovare, anche in questo episodio, un ulteriore spunto di riflessione e decidere di contribuire con il proprio voto al raggiungimento del quorum".

La Regione ha adottato, il 30 aprile scorso, i provvedimenti necessari per l'applicazione della legge finanziaria che ha stanziato 11,5 milioni di euro per garantire fino al 31 dicembre la proroga dei contratti a termine dei circa 350 lavoratori precari dei Csl (Servizi lavoro) e Cesil (inserimento lavorativo). L'ha riferito il direttore generale dell'assessorato al Lavoro, Massimo Temussi, alla commissione d'inchiesta sulla mancata applicazione delle leggi regionali, presieduta da Luciano Uras (Sel), che si è riunita oggi in consiglio regionale. Gli atti adottati comunicano alle Province lo stanziamento per la prosecuzione dei servizi e la proroga dei contratti del personale. Temussi ha informato la commissione che le Province di Cagliari, Medio Campidano, Gallura, Ogliastra, Carbonia-Iglesias, e in parte Oristano, hanno provveduto o stanno provvedendo alle contrattualizzazioni. Nuoro e Oristano (per una parte di lavoratori) sono in attesa della nota ministeriale derogatoria sui contratti a tempo determinato concordata dalla Regione, attesa nei prossimi giorni. Fa eccezione Sassari, che ha comunicato all'assessorato di non aver adottato alcun indirizzo sui contratti per il periodo 1 maggio-31 dicembre. "Questo comportamento, se confermato -  ha affermato Uras -, si porrebbe in contrasto con la normativa e gli indirizzi applicativi definiti dalla Regione”.

Altre notizie:

Il comune di Oristano è uno dei 255 Comuni scelti dall’Istat per effettuare la rilevazione di controllo della copertura e della qualità dell’ultimo censimento. L’Istituto nazionale di statistica ha effettuato la scelta, casualmente, tra i comuni statisticamente rappresentativi delle diverse realtà territoriali e demografiche d’Italia. La rilevazione di controllo, che ha lo scopo di determinare gli indicatori di qualità e di copertura del 15° Censimento generale della popolazione e delle abitazioni, interessa ad oristano circa 250 famiglie ed è effettuata facendo riferimento alla data del censimento: la mezzanotte tra l’8 e il 9 Ottobre 2011. Le 17 sezioni di censimento, scelte a campione su un totale di oltre 300, sono quelle delle vie Campania, La Sila, Tharros, Cagliari, Ciusa, Helsinki, Monte Arci, Zona Industriale Nord, Limbara , Luca Marenzio, Monte Gonare, Antonio Vivaldi, Arturo Toscanini, Gesualdo da Venosa, Girolamo Frescobaldi, Adige, Ancona, Olbia, Azuni, Vicolo Ammirato, Dorgali, Nora, Azuni, Neapolis, Renato Marroccu, Renzo Cherchi, Vicolo Sardegna, Barigadu, Giovanni Verga, Luigi Pirandello, Marche, Massimiliano Kolbe, Romagna, Toscana, Versilia, Ales, Carbonia, Messina, Santu Lussurgiu. La raccolta dei dati della nuova rilevazione è iniziata l’11 Aprile 2012 e si dovrà concludere entro il 31 Maggio 2012. Le informazioni e i dati oggetto della rilevazione sono raccolti esclusivamente mediante gli appositi questionari predisposti dall’Istat. Nelle sezioni campione individuate, i rilevatori stanno provvedendo a intervistare le famiglie e gli individui che vi dimorano. La consegna e la raccolta del questionario di controllo alle famiglie avviene tramite il rilevatore munito di tessera di riconoscimento. A differenza del censimento, questa rilevazione avviene esclusivamente tramite la compilazione di un questionario ridotto e su supporto cartaceo e alla presenza del rilevatore.

Sono stati aggiudicati i lavori per falciare l’erba sulle banchine e cunette delle strade di competenza provinciale. Gli interventi lungo le strade provinciali, quanto mai necessari, anche nel rispetto di specifiche norme regionali sull'antincendio, e attesi da tempo, erano stati approvati  dalla giunta regionale il 28 marzo scorso.  Rispetto al 2011, dove si è operato dividendo il territorio in 4 zone, nel 2012 l‘intero territorio provinciale è stato ripartito in 8 circoli, così da velocizzare ed ottimizzare gli interventi. Il servizio dovrà garantire l’efficienza e la sicurezza delle strade sino al prossimo 15 ottobre, così come prevede l’ordinanza regionale. Seppure nella limitatezza delle risorse stanziate, circa 360 mila euro, destinati all’esternalizzazione del servizio, si opererà per riuscire a coprire quasi per intero i 1.000 km di sviluppo viario. Secondo la Provincia di Oristano, per poter intervenire in maniera ancora più effica sarebbe necessaria una copertura finanziaria almeno doppia rispetto a quella stanziata. Tuttavia i rigidi vincoli ai bilanci ed i tagli alle risorse per Comuni e Province, di fatto, ostacolano gli enti nell’adempiere, con la necessaria serenità e rapidità, a quanto la legge prevede. Sarebbe, infatti, necessario un coordinamento per gli interventi territoriali sulle manutenzioni stradali, così come per le falciature, per non rendere ingestibili i servizi, con grave danno per la comunità. Su questo tema il Governo ha già chiarito che l'ambito territoriale per una gestione efficace ed efficiente dei servizi è quello provinciale, e le Province, nella nuova ipotesi della Carta delle autonomie, in fase di redazione in Commissione Costituzionale del Senato, manterranno, tra le altre funzioni, quella della viabilità provinciale. “E’ corretto avviare una riforma generale delle Autonomie locali - ha commentato l’assessore provinciale, Gianni Pia -, ma con la serietà e la competenza che dovrebbe competere a chi ci governa. La casta da eliminare, per utilizzare lo slogan caro ai soppressori delle Province, è in Parlamento e in Regione, pletore pseudo legislative, non certamente dentro gli enti locali che amministrano i rispettivi territori. Provo un profondo sentimento di insofferenza per alcuni di questi personaggi politici – ha detto Pia -, che hanno percorso splendide carriere politiche, goduto di odiosi privilegi e che oggi si proclamano paladini contro la casta, cioè loro stessi. Per questi signori, la demagogia è una parola ed un modo di vivere, che viene assolutamente prima della democrazia, e non solo nel vocabolario della lingua italiana.”

L’ultimo appuntamento per “Sa di de Sa Sardigna” è in programma, ad Oristano, per venerdì 4 maggio. All’Hospitalis Sancti Antoni, alle 18, grazie all’iniziativa dell’Istar, l’Istituto storico arborense, dell’assessorato regionale alla Cultura, del Comune e della biblioteca comunale di Oristano, con la collaborazione dell’Archivio storico comunale, dell’Unla-Centro servizi culturali, l’identità del popolo sardo sarà celebrata con letture e musiche della Carta de Logu. “Ai tempi di Eleonora. Letture e musiche dal mondo della Carta de Logu. Giustizia e giustiziati”, è il titolo del recital che, dopo l’introduzione del direttore scientifico dell’Istar, Giampaolo Mele, si aprirà con la lettura, a cura di Clara Murtas, del proemio della Carta de Logu, e dei capitoli riguardanti la pena di morte, che saranno intercalati dai canti dai codici liturgici arborensi e da altri manoscritti medioevali europei, eseguiti da Giacomo Baroffio ed Eun Ju Kim.  I canti, tratti dai codici della Cattedrale dell’età di Eleonora d’Arborea, riguardano funzioni liturgiche per le esequie, riflessioni sulla giustizia divina, la morte e la fine dei tempi. “La Carta de Logu offre infiniti motivi di riflessione, tanto più in occasione di una giornata come quella che la Regione ha voluto dedicare all’’identità del popolo sardo”, ha osservato Giampaolo Mele, che coordinerà l’incontro. Per il pubblico dell’Hospitalis Sancti Antoni sarà stimolante scoprire le pene previste dalla Carta de Logu per i condannati. Per anticipare qualche tema, si scoprirà come l’espressione “non canpit pro dinari perunu” indicasse la pena capitale, senza alcuna possibilità di deroga grazie al danaro. La condanna a morte era applicata in numerosi casi. Per l’omicidio, pe esempio, era prevista la decapitazione “siat illi segada sa testa in su loghu dessa justicia per modu qui ’ndi morgiat et pro dinari neunu non canpit” (cap. III. Dell’uccidere un uomo). Ma si giustiziava anche per svaligiamenti di case (il capitolo 33 prevede la pena dell’impiccagione) e per l'incendio di una casa (al capitolo 46 si stabilisce la pena del rogo)”. Per altre interessanti “curiosità”, appuntamento, quindi, a venerì’ 4 maggio, alle 18, all’Hospitalis Sancti Antoni di Oristano.

Prosegue l’iniziativa dei tavoli tematici promossi dal Meic, Movimento dcclesiale di impegno culturale, di Oristano. All’incontro dedicato a Scuola, Cultura, Università, in programma sabato 5 maggio, alle 10, nell’Auditorium San Domenico, in via Lamarmora, ad Oristano, interverranno Franco Frongia, dirigente Scolastico dell’Itis  Othoca; Marcello Marras, direttore del Centro Servizi Culturali Unla; e, in rappresentanza del Magnifico Rettore dell’Università di Sassari,  Raimondo Zucca, archeologo, direttore della Scuola di specializzazione in Beni Archeologici dell’Università di Sassari, presso la sede gemmata di Oristano. Coordina Luisanna Usai, presidente diocesana del Meic. L’iniziativa del 5 maggio conclude il ciclo “Idee per Oristano”, promosso dal Meic per dare un contributo autonomo di idee e riflessioni, a servizio dei cittadini e della futura amministrazione comunale.

Per il terzo anno consecutivo ritorna “Il Maggio della Torre”. Per cinque domeniche. i prodotti tipici dell’oristanese saranno in vetrina in riva al mare grazie all'iniziativa varata dal comune di Oristano per valorizzare, stimolare ed incentivare il consumo, l’acquisto e l’apprezzamento dei prodotti tipici dell’oristanese. Il ricco programma della manifestazione sarà presentato ai giornalisti dal  commissario straordinario del comune di Oristano, Antonello Ghiani, venerdì 4 maggio, alle 11, nella sala giunta del comune di Oristano. Saranno presenti anche i rappresentanti del Consorzio Uno – Università a Oristano, della Pro loco e dell’Unicef.

Sabato 5 maggio, alle 18.30, presso la Torre Aragonese, a Ghilarza, prenderà il via “Il Maggio dei libri”, con la presentazione del libro “La criminosità in Sardegna dai tempi della Carta de Logu ad oggi”, di Maurizio Auteri (edito da S'Alvure), con l'intervento di Santina Raschiotti. Il tutto, nell’ambito della seconda edizione del progetto di carattere nazionale, avviato dal “Centro per il libro e la lettura” e promosso dal Ministero per i beni e le attività culturali, e a cui sono chiamati a partecipare enti locali, scuole, biblioteche, librerie, editori e associazioni culturali.  “Il Maggio dei libri” ghilarzese ospiterà uno spazio importante per i bambini, con una mostra ed un laboratorio creativo, curati dall'associazione culturale Attivamente e dalla libreria Piras, con l'intento di avvicinare i più piccoli al mondo dei libri e della lettura. La biblioteca civica, il Sistema bibliotecario intercomunale “Città-Territorio” sono gli altri partner dell'intera manifestazione culturale.

 In occasione della consultazione elettorale referendaria del 6 maggio, il Servizio di Igiene pubblica della Asl di Oristano ha predisposto un piano di presenze extra, per il rilascio delle certificazioni di "impedimento fisico all’esercizio di voto", che garantirà l’apertura dei principali ambulatori al pubblico anche nella giornata di domenica 6 maggio, presso le sedi di Oristano, via Carducci 35, 2° piano, ore 10-11; Ales, via IV novembre 30, ore 10-12;  Bosa, via Amsicora 1, ore 11-12; Ghilarza, piazza S. Palmerio 1, ore 9-10; Samugheo, via della Pace 46, ore 12-13;  Terralba, via Rio Mogoro, ore 9-10. La certificazione potrà essere richiesta anche nei consueti giorni di apertura ambulatoriale precedenti la consultazione referendaria. Ad averne diritto, così come previsto dall'articolo 41 del decreto 570/60, sono le persone che hanno necessità di entrare nella cabina elettorale insieme ad un accompagnatore: non vedenti, persone che hanno subito l'amputazione della mano, affette da paralisi o da altri impedimenti di analoga gravità. Tali soggetti dovranno presentarsi, presso l'ambulatorio di Igiene pubblica di riferimento, muniti di un valido documento di riconoscimento e della certificazione sanitaria che attesti l'impedimento fisico.

L’Azienda Sanitaria Locale n. 5 di Oristano, compatibilmente con le direttive diramate dall’Assessorato regionale alla Sanità, intende attivare, anche per la stagione estiva 2012, il servizio di assistenza sanitaria dedicato ai non residenti (villeggianti e lavoratori stagionali) nelle località turistiche di Torregrande, Putzu Idu e Santa Caterina di Pittinurri. I medici interessati dovranno presentare la domanda, entro e non oltre il 19 maggio, all'Ufficio Protocollo della Asl n.5 (Via Carducci 35, 09170 Oristano), tramite posta ordinaria o consegna a mano. La domanda (scaricabile dal sito internet www.asloristano.it, alla sezione “modulistica”) dovrà essere corredata di marca da bollo da 14.62 euro, della comunicazione sotto forma di autocertificazione di tutte le informazioni utili per la graduazione e l'inserimento nella graduatoria aziendale, e della fotocopia del documento d'identità in corso di validità.  Con il servizio di guardia medica turistica, l'Azienda sanitaria locale n. 5 garantirà l'assistenza medica di base ambulatoriale ai villeggianti italiani e stranieri, e ai lavoratori stagionali che prestano la loro attività nel territorio della provincia di Oristano.
 
Francesca Beltrame aveva 36 anni quando, nell'aprile del 2011, un tumore l'ha portata via. Ad un anno dalla sua scomparsa, la figlia, Alessia Ariu, 18 anni, parenti ed amici hanno deciso di ricordarla organizzando una serata di musica e solidarietà, i cui fondi saranno destinati alla “Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori”. L’obiettivo è quello di permettere che altri prevengano la malattia che Francesca Beltrame non ha potuto curare. E' così che è nata la prima edizione del memorial “Francesca Beltrame”, che si terrà sabato 5 maggio, preso il Centro Fieristico di Arborea (strada 19), grazie al Comitato per Francesca, Lilt,  Comune e  Pro Loco di Arborea, con la collaborazione della Asl di Oristano. L'iniziativa prenderà il via, alle 16, con le visite dermatologiche gratuite, che saranno effettuate nei locali della Pro Loco, situati presso il Centro Fieristico, senza necessità di prenotazione, grazie agli strumenti e ad un medico messi a disposizione dalla Lilt, da tempo impegnata nella campagna di prevenzione dei tumori della pelle.  Alle 18.30, presso gli stand allestiti del Comitato per Francesca e della  Pro Loco,  sarà possibile degustare snack, torte, bevande, il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza, mentre nello stand della Asl gli operatori del Centro Screening informeranno i cittadini sulle attività di prevenzione dei tumori, con particolare attenzione a quelli femminili.  Alle 19, nella chiesa parrocchiale, si terrà la messa di commemorazione, e poi, alle 20, avrà inizio lo spettacolo, con l'esibizione degli allievi delle scuole di ballo. A partire dalle 21, sul palco si alterneranno i gruppi The Defiance, il cantante Cristian Cauli, ed i Calendario Gruppo Spavento, che chiuderanno la serata. A fare da intermezzo alle esibizioni musicali,  le gag della “Strana Coppia” Ivan Cocco e Dario Salaris, e la proiezione del video “Memorial”, dedicato a Francesca Beltrame. “Ho deciso di organizzare questa iniziativa – ha affermato Alessia Areiu, figlia della giovane donna deceduta lo scorso anno – perché voglio ricordare mia madre in una maniera gioiosa, perché lei era una persona allegra che non si è arresa nemmeno di fronte al tumore”. “Dopo aver acquistato il videodermatoscopio, che ci sta permettendo di compiere le visite per la prevenzione dei tumori della pelle – ha spiegato la presidente della Lilt, Eralda Licheri – la Lega per la Lotta ai Tumori vuole adesso impegnarsi su un nuovo fronte: quello della prevenzione del carcinoma mammario. Con i fondi raccolti grazie al “Memorial per Francesca” vorremmo acquistare un ecografo portatile, che ci permetterà di effettuare visite mammografiche gratuite su tutto il territorio provinciale”.

 

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