Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di pig (del 25/10/2008 @ 17:30:51, in cronaca, linkato 1758 volte)

Una giustizia lenta non è mai una giustizia giusta. Forse per questo qualcuno ha proposto di cambiare il simbolo della giustizia, la bilancia, con quello più adatto di una lumaca. Sui tempi della giustizia, e di quella civile in particolare, si sono spesi da tempo fiumi di parole, senza che si siano mai raggiunti risultati apprezzabili. Che senso ha sostenere che “…si debbono accorciare i tempi dei processi”, quando le cause aumentano a ritmo vertiginoso, mentre gli organici di magistrati e personale amministrativo sono ridotti all’osso? Non bisogna, infatti, essere necessariamente degli esperti del settore, per capire che senza mezzi, senza risorse, non si va da nessuna parte. Così com’è facilmente intuibile, che se si proseguirà nella facile e demagogica campagna mediatica che ritiene gli impiegati degli emeriti fannulloni e tutti i giudici politicizzati e anti Berlusconi, sarà facile far presa sull’opinione pubblica e giustificare tagli, che giustificabili non sono. C’è da chiedersi, quindi, in una situazione così catastrofica nella quale si trova la giustizia, se abbiano ancora un senso cerimonie come l’inaugurazione dell’anno giudiziario, che definire ridicola sarebbe solo un eufemismo, e come la “Giornata europea della giustizia civile”. Quest’ultima iniziativa, voluta a partire dal 2003 dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, “…persegue l’obiettivo di informare adeguatamente i cittadini sui loro diritti e sulle modalità di funzionamento della giustizia civile, contribuendo così ad avvicinarli alla giustizia e quindi a migliorare l’accesso al servizio giudiziario…”. E come si può ottenere tutto questo, secondo i soloni del Comitato? Non certo con la classica scoperta dell’acqua calda, fornendo cioè mezzi e risorse, ma celebrando tutti gli anni la “Giornata europea della giustizia civile”, nella speranza che il presidente di turno, armato di bacchetta magica, riesca in un’oretta scarsa, non tanto ad informare i cittadini, attraverso i media, sulle varie problematiche del settore civile, ma addirittura “ad avvicinarli alla giustizia”.  Un’impresa sicuramente improba, come ha ammesso, con molta onestà, lo stesso Presidente del Tribunale di Oristano, Luigi Mastrolilli, durante la conferenza stampa con i giornalisti. “E’ inutile discutere – ha detto Mastrolilli – , e anche se ad Oristano la situazione è migliore rispetto ad altri Tribunali, cosa si può fare quando mancano i mezzi, quando mancano giudici (delle cause civili se ne occupano solo quattro giudici e il Presidente) e cancellieri (quattordici in meno negli ultimi tre/quattro anni)? Con oltre 3500 cause civili pendenti non si può far molto. Ciascun giudice ha un carico di lavoro notevole, anche perché oltre alle circa 700/800 cause civili a testa, deve occuparsi di tanti altri provvedimenti. E per risolvere la situazione non solo non bastano le 115/120 sentenze all'anno che ogni magistrato riesce ad emettere, ma la situazione, con l’attuale organico, non migliorerebbe di molto neppure se ciascun giudice riuscisse a scrivere una sentenza al giorno. E si badi bene che tra la camera di consiglio e la sentenza, nel nostro Tribunale, trascorrono appena sessanta giorni, mentre in altri Tribunali si arriva, addirittura, a tre/quattro anni. C’è da tenere presente, poi, che alcuni magistrati devono occuparsi anche della cause civili delle sedi staccate di Macomer (dove ci sono circa 900 cause pendenti) e Sorgono. Giudici e personale amministrativo, quindi, lavorano duramente ma non possono fare miracoli. Le cause iscritte a ruolo, infatti, sono in costante aumento, in particolare quelle relative al pianeta-famiglia, e con tutta la buona volontà non si riesce, se non in minima parte, a smaltire l'arretrato”. Dopo essersi chiesto come mai non si sia pensato ad istituire, così come avviene per il penale, anche un Presidente per la Sezione civile, visto che questo compito continua a gravare sul Presidente del Tribunale, che ha mille incombenti da sbrigare, Luigi Mastrolilli ha sottolineato l’assurdità del provvedimento che da gennaio impedirà ai magistrati di prima nomina di adempiere alle funzioni di giudice monocratico per i primi quattro anni. Compito questo, che invece possono tranquillamente svolgere i giudici onorari. “Se a questo aggiungiamo - ha detto Mastrolilli - che a gennaio/febbraio andranno via, oltre al Presidente Angioni, anche i giudici Paolo Corso  e Stefania Selis, si può capire che la situazione presso il Tribunale di Oristano, per il 2009, non sarà certo rosea”. Alla conferenza stampa ha partecipato anche Maddalena Della Casa, giudice del lavoro, e una rappresentanza dell’Ordine degli Avvocati del foro di Oristano, tra i quali il Presidente, Antonio Loy. Per quanto riguarda i dati del settore civile (rilevati al 30 settembre 2008), entrando nel dettaglio, le cause civili ordinarie pendenti sono 2558, mentre 500 sono quelle definite nei primi nove mesi di quest’anno. Da sottolineare che la causa civile più vecchia risale al 1976 e riguarda una divisione ereditaria. Di questa “causa nuragica” si sono occupati undici o dodici magistrati (il primo fu il mai dimenticato Presidente del Tribunale, Leopoldo Balduzzi), e una decina di avvocati. Scorrendo i dati, sono in aumento anche le cause in materia societaria, ben 118, e tra queste quelle relative ai tristemente famosi bond argentini o simili, o cause relative a prestiti con tassi ritenuti d’usura. Così come sono in crescita (e vista l’attuale situazione economica non può essere diversamente) i decreti ingiuntivi e gli sfratti; il tutto per complessive 214 cause. Le coppie in attesa di separazione consensuale sono 14, contro le 266 separazioni giudiziali, che riguardano i coniugi che si vogliono separare ma che non hanno ancora trovato un accordo. Numeri differenti anche per  coloro che sono in attesa di divorzio: i divorzi congiunti (o consensuali) sono appena 6, quelli giudiziali (dove non c'è accordo) 166. In materia di lavoro i procedimenti pendenti al 30 settembre sono 1317, contro 627 estinzioni. Nella volontaria giurisdizione, le pendenze complessive sono 1188. Pendenza ancora consistente, nonostante siano state definite 1353 cause in nove mesi; tra le  procedure pendenti  in questo settore colpiscono, soprattutto, i dati relativi alle tutele, ben 470, e alle amministrazioni di sostegno, che riguardano 111 cittadini. Le esecuzioni mobiliari da definire sono 853, le immobiliari 992 (l'esecuzione più datata risale al 1973). E questo la dice lunga sul periodo di crisi attraversato dalla nostra economia. Con la nuova normativa c’è stato un freno anche alla dichiarazione dei fallimenti (i pendenti sono 169, con un sola procedura dichiarata nel 2008). La motivazione è semplice: ora, infatti, le imprese soggette al fallimento sono quelle che hanno effettuato nell’azienda investimenti per un capitale superiore ai 300 mila euro, o che hanno realizzato ricavi lordi, calcolati sulla media degli ultimi tre anni, per un ammontare complessivo annuo superiore a 200 mila euro. Se si rimane al di sotto di queste cifre, si viene considerati “piccoli imprenditori” e non si può fallire. Ecco perchè, con i tempi che corrono, e, come detto, considerata la disastrosa economia della nostra provincia, nel circondario del Tribunale di Oristano non fallisce più nessuno. Neppure quelli che “vogliono” fallire.  Un’ultima annotazione riguarda il sito del Tribunale di Oristano www.tribunale.oristano.it , curato da Salvatore Carboni (giudice del lavoro), che in appena quattro mesi di vita è già stato visitato da oltre 25 mila persone. Sul sito si possono trovare, fra l’altro, utili informazioni sulle varie procedure e la modulistica per la richiesta dei certificati e per la partecipazione alle aste giudiziarie.

 

 Altre notizie:

Con il ritrovamento del corpo di Antonello Porcu, di 54 anni, ingegnere, responsabile dell’Ufficio tecnico della  Asl  8 di Cagliari, sono salite a cinque le vittima della tremenda alluvione che, mercoledì scorso, ha colpito il  Cagliaritano.  Il cadavere è stato recuperato dai Carabinieri dello Squadrone Cacciatori di Sardegna, nei pressi dei campi da tennis, in località Pauliara, a una cinquantina di metri dal luogo in cui era stato trovato il cadavere della suocera, Licia Sulis Zucca, 77 anni. Il corpo, ancora vestito ma parzialmente mutilato, e' emerso dopo che un escavatore messo a disposizione da un privato ha rimosso una massa di detriti vicino a un albero, sotto una coltre di arenaria spessa un metro. Antonello Porcu e la suocera, mercoledì scorso, erano a bordo di una Clio, quando sono stati travolti dall’acqua, mentre transitavano su un ponticello, nei pressi del bar di Poggio dei Pini.  A dare l’allarme era stata la moglie del Porcu che aveva visto l’auto sommersa dall’acqua sparire davanti ai suoi occhi.  Il corpo di Licia Sulis Zucca, trascinato dall’acqua, era stato ritrovato nella stessa giornata di mercoledì  molto lontano dal luogo in cui l'ondata aveva travolto i due.  Nella stessa zona, come detto, dopo quattro giorni di ricerche, è stato recuperato anche il cadavere di Antonello Porcu.  Intanto, proseguono i lavori per rimuovere fango e detriti dalle strade e dalle abitazioni travolte dall'acqua e dal fango, soprattutto in località Frutti d'oro e Rio San Girolamo. Duemila persone non sono ancora potute rientrare nelle loro abitazioni e hanno trascorso le ultime notti ospiti di amici e parenti, mentre di giorno erano al lavoro per rendere di nuovo abitabili stanze e scantinati. Il consigliere regionale del Pd, Marco Espa, residente a Frutti d'oro, si è reso promotore della  costituzione di un comitato, per avviare azioni legali contro chi aveva rilasciato le autorizzazioni edilizie in un'area palesemente sensibile. Ora, conclusi gli interventi di primo soccorso, le squadre dei Vigili del fuoco sono impegnate a prestare assistenza alle famiglie e collaborano con il Genio civile alle operazioni di svuotamento della diga di Poggio dei Pini, facilitate nei giorni scorso dall'arrivo di quattro idrovore dal Piemonte. Il sindaco di Capoterra, Giorgio Marongiu, che ha accompagnato il presidente della Regione, Renato Soru, nelle zone più colpite e disastrate, ha precisato che al momento non e' prevista la demolizione della diga, decisione che potrebbe essere assunta solo in un secondo momento, dopo controlli e opportune verifiche. Intanto, si è saputo che la Procura della Repubblica di Cagliari ha aperto un'inchiesta contro ignoti. Le ipotesi di reato riguardano l'omissione colposa, inondazione e strage colposa.

 
Di pig (del 24/10/2008 @ 14:07:11, in cronaca, linkato 1276 volte)

Salgono a quattro i morti per l’alluvione. Poco prima delle 17 è stato, infatti, trovato il corpo di Maria Rita Lepori, 51 anni, di Iglesias, insegnante presso l'Istituto alberghiero di Pula. Il cadavere è stato recuperato in mare, non lontano dalla strada, tra il pontile della raffineria Saras e uno scoglio, in territorio di Sarroch. Della Lepori non si avevano più notizie dalla mattina di mercoledì, giorno del disastro. La Lepori viaggiava in auto verso la scuola quando è stata sorpresa dall’alluvione. L'identificazione è stata possibile grazie alla fede nuziale con incisa la data del matrimonio e il nome del marito, Claudio Ariu, dipendente dell'Arst. Intanto, proseguono nell'area di Capoterra,  le ricerche dell'altro disperso, dopo l'alluvione di mercoledì che ha causato morte e distruzione. Vigili del fuoco e Carabinieri sono impegnati con sommozzatori, elicotteri e mezzi navali, nella speranza (minima) di trovare ancora vivo l'ingegnere dell'Asl di Cagliari, Antonello Porcu, 54 anni, travolto dall'acqua mentre era in auto con la suocera Licia Zucca, poi trovata morta. Nella zona si lavora senza sosta. A Poggio dei Pini  continuano le operazioni di svuotamento della diga a monte, che la sera dell'alluvione ha fatto scattare un piano d'evacuazione a “Frutti d'oro”, nella parte bassa di Poggio dei Pini e nella lottizzazione Rio San Girolamo, dove molte famiglie hanno perso la casa sommersa dall'acqua . A Capoterra  è già attivo il centro operativo misto (Com), coordinato dal prefetto vicario di Cagliari, Bruno Corda, così come aveva preannunciato il Capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, al termine della sua visita nei luoghi devastati dall'alluvione. Per fornire assistenza ai cittadini rimasti senza casa dopo l’alluvione, l'Asl di Cagliari ha attivato altre tre stazioni sanitarie. In ogni postazione  è possibile ricevere assistenza medica, infermieristica e psicologica, da parte di personale qualificato, dalle 8 alle 19, sino a domenica 26 ottobre. Gli ambulatori si trovano a Poggio dei Pini (edificio accanto al bar) tel. 070 7265100 - 3318106417; Capoterra (piazza Amendola, vicino all'albergo che ospita gli sfollati) tel. 3318106709; Frutti d'oro (sede del volontariato nella palestra/parrocchia) tel. 07071242. Intanto, negli ospedali di Cagliari, l'attività e' ripresa a pieno ritmo, tranne che nei locali del Centro di Radioterapia e Medicina Nucleare, dove sono in atto lavori per rendere agibili i locali. L'apertura al pubblico è prevista per il 3 novembre; nel frattempo i pazienti che ne avessero bisogno saranno “trattati” presso l'ospedale Businco. Per quanto riguarda la viabilità, l'Anas ha reso possibile il transito sulla statale 195 Sulcitana, il cui manto stradale aveva ceduto all'altezza del decimo chilometro per l'esondazione del Rio Santa Lucia. Sull’accaduto è intervenuto, fra gli altri, duramente, il presidente dell’Ordine dei geologi della Sardegna, Antonio Fadda, che ha ricordato una quarantina di alluvioni abbattutesi nel Cagliaritano, dal 1795 in poi, cinque delle quali, a partire dal 1985,  proprio nell'area di Capoterra, la piu' devastata dall'ultimo episodio di questa settimana. “Le piogge del 22 ottobre hanno puntualmente messo in evidenza, ancora una volta - ha detto Fadda -, le gravissime carenze in materia di pianificazione e di realizzazione di adeguate opere per le difesa idrogeologica. I disastri che negli si susseguono non sono attribuibili al caso o al clima impazzito, ma a fenomeni ben conosciuti. Una delle caratteristiche del clima in Sardegna è l'evento a forte concentrazione, cioè una notevole intensità di pioggia in un periodo di tempo limitato. Perciò sarebbe necessario verificare e intervenire sulle opere di attraversamento e difesa dei corsi d'acqua, che sono state progettate prendendo come riferimento regimi pluviometrici diversi dall'attuale. Si assiste al collasso del sistema di deflusso delle acque a Cagliari, nella frazione di Pirri, a Monserrato e, ancora una volta, a Capoterra". Fadda si è detto convinto che effetti devastanti come quelli di mercoledì scorso possano essere evitati. "Interventi efficaci impongono sacrifici, vincoli, spese, rinunce, e non sempre si è disposti a farli, anche perchè buona parte degli amministratori e dei cittadini non sembrano avere consapevolezza della cruda realtà. Le ragioni di questa carenza conoscitiva sono da individuare nel fatto che l'Italia e' un paese con una scarsa cultura geologica e la Sardegna non fa eccezione. L’isola è, infatti, fra le regioni italiane che spendono meno per la prevenzione, ed è  fra quelle che spendono di più a causa dei danni provocati da disastri in gran parte evitabili. Inoltre - ricorda Fadda - alla base degli interventi di uso e trasformazione del territorio tempo adottata in tutti i Paesi avanzati, non sembra essere conosciuta. La Sardegna è, infatti, la regione italiana che utilizza meno i geologi. L'isola - conclude il presidente dei geologi sardi- è ad alto rischio idrogeologico, ma non dispone di un servizio geologico in grado di affrontare i problemi, proporre soluzioni e prevenire i fenomeni. Gran parte dei disastri ambientali è dovuta all'ignoranza delle norme più elementar,i o all'inerzia delle amministrazioni, che non si dotano del personale con competenze specifiche.

Intanto, sulla drammatica alluvione nel Cagliaritano, i deputati sardi (Fadda, Calvisi,  Marroccu, Melis, Oppi, Palomba, Parisi, Pes, Schirru) hanno presentato al Presidente del Consiglio dei Ministri una interrogazione urgente, del seguente tenore:

Premesso che:

- ieri mattina il sud della Sardegna è stato investito da un violento nubifragio che ha interessato l’hinterland cagliaritano, colpendo in particolare, oltre al capoluogo sardo, i centri di Capoterra, Monserrato, Sestu, Quartu Sant’Elena, Selargius, Quartucciu ed Elmas;

- l’inaudita violenza degli eventi atmosferici che hanno colpito l’isola è costata la vita a delle persone, travolte dalla furia delle acque nel tentativo di mettersi in salvo, mentre altre risultano ancora disperse;

- nel Comune di Capoterra molte famiglie hanno dovuto abbandonare le proprie case minacciate dal deflusso dell’acqua di un bacino in piena e hanno trovato rifugio da parenti e amici, mentre qualche centinaio di persone ha trascorso la notte scorsa in locali messi a disposizione dal Comune;

- diverse località, in cui risiedono alcune migliaia di persone, risultano ancora completamente isolate;

- si sono verificati forti disagi negli ospedali, l’aeroporto di Cagliari - Elmas è rimasto bloccato per diverse ore, mentre il trasporto ferroviario è stato interrotto a causa di problemi agli scambi dei binari nei pressi della stazione di Cagliari, dove un convoglio con 500 persone a bordo è rimasto fermo per due ore;

- anche il traffico automobilistico è andato in tilt a causa degli allagamenti e delle voragini che si sono aperte sul manto stradale, nonché del crollo di alcuni ponti;

- l’acqua ha invaso centinaia di case, negozi, uffici, centri commerciali, danneggiando anche le reti idriche ed elettriche;

- nonostante il forte e tempestivo impegno di amministrazioni locali, protezione civile e mondo del volontariato diretto a portare soccorso alle popolazioni interessate dal nubifragio, la situazione rimane drammatica;

considerato che:

- una prima sommaria stima valuta in diverse decine di milioni di euro i danni subiti dal territorio;

- si ha la certezza che il mare di acqua e fango che ha flagellato e sta flagellando abitazioni, strade e ponti, soprattutto nel Comune di Capoterra, ha provocato danni ben più considerevoli;

- sono necessari interventi straordinari e urgentissimi, sia a favore di quanti hanno subito danni gravissimi alle loro abitazioni (sono molte le famiglie che hanno perso tutto nel nubifragio) e alle loro attività produttive, sia a favore delle amministrazioni dei Comuni colpiti da tale calamità naturale, che dovranno far fronte nei prossimi giorni e mesi a ripristinare le reti stradali, elettriche, idriche e agli altri interventi tesi a ristabilire una situazione di normalità;

- la Giunta Regionale della Sardegna ha stanziato oggi 6 milioni e mezzo di euro per affrontare immediatamente l’emergenza e ha chiesto al governo nazionale la proclamazione dello stato di calamità naturale;

- altri 20milioni di euro saranno disponibili la prossima settimana dopo l’approvazione, da parte del Consiglio Regionale, di un disegno di Legge predisposto dalla Giunta;

- sono inoltre necessari interventi infrastrutturali di prevenzione al fine di evitare che tali eventi si ripetano;

preso atto degli impegni assunti dal sottosegretario Guido Bertolaso sulla dichiarazione dello stato di calamità naturale da parte del Governo nella prossima riunione del Consiglio dei Ministri;

si vuole conoscere:

- quali risorse intende stanziare nell’immediato per fronteggiare l’emergenza sia per ripristinare le infrastrutture pubbliche e private danneggiate che per dare sostegno alle popolazioni interessate, profondamente colpite economicamente, oltre che moralmente;

- quali provvedimenti intende adottare e quali risorse intende destinare affinchè si realizzino gli interventi infrastrutturali indispensabili a scongiurare il rischio che eventi drammatici come quello di ieri possano ripetersi. (Fadda, Calvisi, Marroccu, Melis, Oppi, Palomba, Parisi, Pes, Schirru).

"Il ministro dell'Economia ha autorizzato un primo stanziamento per gli interventi più urgenti (quelli che debbono essere immediatamente resi disponibili per i sindaci e le comunità locali maggiormente colpite), pari a sette milioni di euro, che sono già in fase di trasferimento sulla nostra contabilità. La prossima settimana i sette milioni saranno a disposizione di tutti coloro i quali avranno diritto a un aiuto e all’assistenza da parte dello Stato". Lo ha dichiarato, questa mattina, in Senato, il Capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, dopo un’ampia informativa su quanto accaduto  “…i danni sono stati ingenti; nella zona sono caduti 148 millimetri di pioggia, dato mai registrato; 150 famiglie non sono rientrate a casa; circa 1.500 abitazioni danneggiate; nell’area hanno lavorato 150 vigili del fuoco, arrivati anche da Lazio e Toscana; 40 agenti di polizia; 40 carabinieri; 60 uomini del corpo forestale regionale; 80 unità delle forze armate;oltre 200 volontari…”. A conclusione del suo intervento in aula, il sottosegretario ha confermato che la richiesta, avanzata dalla Regione Sarda, di dichiarazione dello stato di calamità per le zone colpite sarà sottoposta all'attenzione del governo nella prima riunione utile del Consiglio dei ministri.

Altre notizie:

Un deposito di pneumatici fuori uso, in cui sono state trovate circa 1.600 tonnellate di rifiuti speciali, ammassati senza il certificato di prevenzione antincendi e in violazione della normativa sulla gestione di questo tipo di materiali, è stato sequestrato nella zona industriale di Oristano dai carabinieri del Noe di Cagliari. L'area, posta sotto sequestro dopo un sopralluogo del Nucleo operativo ecologico, è vasta circa 9.000 metri quadri. L'amministratore della società di gestione dell'impianto, sito in via Parigi, è stato denunciato per aver esercitato l'attività di recupero di rifiuti senza le autorizzazioni di legge.(Agi)

 

L’assessorato alla Cultura del comune di Cabras comunica che sabato 25 ottobre, alle 11, nella sala giunta del municipio lagunare, si terrà una conferenza stampa per presentare il libro-romanzo Shardana, “Arroasok Sidi Babai”, scritto da Graziella Pinna Arconte. Il libro della scrittrice cabrarese è stato recensito, recentemente, anche nel giornale “Oggi 7” magazine di “America Oggi”, periodico che si rivolge, in particolare, agli italoamericani. 

 

 

 
Di pig (del 23/10/2008 @ 14:03:10, in cronaca, linkato 1782 volte)

Oltre ad Antonello Porcu, l’ingegnere della Asl, travolto da un’ondata mentre era in auto con la suocera, nella zona di Poggio dei Pini, ed ancora disperso, non si hanno più notizie, da ieri, anche di un’ insegnante dell'Istituto alberghiero di Pula, Annarita Lepori, 51 anni. A Capoterra e nei centri limitrofi che più hanno pagato la furia del  nubifragio che si è abbattuto sul Cagliaritano, la notte è trascorsa all’insegna del disagio e, soprattutto, della paura. Le condizioni  climatiche non sono, fortunatamente, peggiorate e non hanno, quindi, aggravato la già tragica situazione. Molte famiglie hanno, comunque, dovuto abbandonare le case, minacciate dal deflusso dell'acqua di un bacino in piena,  e trovando rifugio da parenti e amici. Sono, invece, circa centocinquanta le persone che sono state ospitate nella scuola di Capoterra. La zona residenziale di Poggio dei Pini, dove vivono oltre duemila persone, è isolata, e circa seicento famiglie distribuite in un'area molto vasta sono tuttora senza energia elettrica, acqua e telefono. L’unità di crisi allestita presso il comune di Capoterra prosegue nella distribuzione di viveri e acqua, e sono state allestite anche alcune cucine da campo, per garantire pasti caldi soprattutto ad anziani e malati. Sul posto operano, oltre a Polizia e Carabinieri, trentadue uomini del Corpo forestale, venticinque operai dell'Ente foreste, quaranta unità dei Vigili del fuoco, trenta militari dell'esercito e oltre cinquanta volontari. Le ruspe sono al lavoro per rimuovere fango e detriti e ripristinare la viabilità e assicurare l'accesso a Poggio dei Pini. Le squadre dell'Anas lavorano invece per riparare la statale 195, che collega Capoterra a Cagliari, interrotta all'altezza del decimo chilometro. Il bilancio delle vittime rimane invariato. In nottata si era diffusa la voce del ritrovamento di un corpo, che poi non è stata confermata. Per il momento, quindi, le vittime certe sono Licia Sulis, 77 anni, suocera di Antonello Porcu,  Speranza Sollai, 85 anni, morta nella sua casa di Capoterra, e Mariano Spiga, agricoltore di 66 anni, travolto mentre era in auto nelle campagne di Sestu.  Antonello Porcu, come detto, è dato ancora per disperso anche se le speranze di trovarlo vino sono praticamente nulle. Intanto, questa mattina si è riunita la giunta regionale, in seduta straordinaria, per decidere misure urgenti in favore delle zone colpite dall'alluvione. La giunta, che ha espresso cordoglio ai familiari delle vittime, ha previsto uno stanziamento immediato di sei milioni e mezzo di euro, per interventi urgenti per la viabilità e per il ripristino delle infrastrutture primarie. E' stata anche deliberata la richiesta dello stato di calamità naturale, che verrà presentata al Consiglio dei Ministri per Capoterra e altri centri del sud Sardegna. La Regione chiederà allo Stato di preventivare subito uno stanziamento di venti milioni di euro. Inoltre, è stato approvato un disegno di legge, da sottoporre al consiglio regionale, da approvare entro la prossima settimana, simile a quello discusso ed approvato in occasione dell'alluvione in Ogliastra nel dicembre 2004, per lo stanziamento di ulteriori venti milioni di euro, che serviranno ad approvare il "Piano stralcio di bacino", per verifiche infrastrutturali e varianti nella zone più delicate dal punto idrografico. "In passato, in alcune zone del territorio - ha detto il presidente Renato Soru - per prudenza non si sarebbe dovuto edificare. Adesso correggiamo gli errori del passato, e diamo sicurezza alle trentamila persone che vivono in quell’area". Del disegno di legge che la giunta sta preparando, per recuperare le risorse disponibili per far fronte, nell’immediato, ai danni dell'alluvione, ne ha  riferito in consiglio regionale l'assessore regionale agli Enti Locali e Urbanistica, Gian Valerio Sanna. Dopo aver osservato un minuto di silenzio in segno di lutto, Sanna ha espresso a nome della Giunta il cordoglio per le vittime del nubifragio, e ha rifrito che l'esecutivo si è riunito per approntare i primi provvedimenti per far fronte al disastro attraverso “lo stato di calamità”. “La verifica dei danni – ha detto l’assessore - non è semplice, perché la zona colpita è un'area molto vasta". Sanna ha quindi  chiesto l'aiuto del Consiglio per velocizzare la procedura di approvazione del disegno di legge in preparazione. Per quanto riguarda le critiche per il presunto ritardo dei soccorsi, l'assessore Sanna, dopo aver affermato che non è certo questo il momento di fare polemiche, ha sostenuto che risulta all’esecutivo che, a neppure un'ora dalle prime precipitazioni, i mezzi della protezione civile si sono mossi verso i luoghi del disastro". Tutti i consiglieri regionali si sono detti disponibili a velocizzare le procedure, anche se non sono mancate le critiche. "La Regione – ha detto Ignazio Artizzu, di An - valuti l’inadeguatezza dimostrata dal comune di Capoterra. Fino alle 22.30 di ieri nessun tipo di coordinamento dei soccorsi era stato, infatti, organizzato nella zona più colpita dal nubifragio. Ho visto tanti volontari che non sapevano cosa fare. Come e' possibile che nessuno abbia recepito l'allarme lanciato tre giorni fa? La Regione dovrebbe valutare l'ipotesi di commissariare l'amministrazione di Capoterra". Secondo Adriano Salis, dell'Italia dei Valori, "…non e' la natura a essere colpevole dei morti e dei disastri di ieri, ma di chi, in quelle aree delicate dal punto di vista idrogeologico, ha svenduto le ragioni della sicurezza e del rispetto della natura a favore di interessi speculativi". Per il capogruppo del Partito Democratico, Antonio Biancu, “…bisogna fare in modo che, domani mattina, passi in commissione il disegno di legge che la giunta sta preparando, per portarlo in aula martedì prossimo". Biancu ha anche richiamato l'importanza della legge urbanistica in discussione in relazione ai fatti di ieri. Contro le strumentalizzazioni politiche della vicenda si è, invece, espresso il capogruppo Udc, Roberto Capelli, che ha posto l'accento sulla necessità di mettere a punto provvedimenti efficaci per fronteggiare l’emergenza. Intanto, a Capoterra, si è riunito il Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica. Alla riunione hanno preso parte il Capo della protezione Civile, Guido Bertolaso, il presidente della Regione, Renato Soru, e i sindaci di Capoterra, Elmas, Sestu, Monserrato, Assemini e Cagliari, i territori colpiti dall'alluvione di ieri mattina. Al termine dell’incontro, Guido Bertolaso ha affermato che si è trattato di “…una situazione critica in molti punti, per la valanga d'acqua (trecento millimetri di pioggia caduti nell'arco di circa tre ore) che si è abbattuta su un territorio vulnerabile per quello che è stato costruito. Per Bertolaso le priorità riguardano il ripristino immediato delle condizioni di vivibilità e il ritrovamento dei dispersi. "Temo purtroppo – ha detto Bertolaso - che difficilmente potremo ritrovarli in vita a distanza di 24 ore. Ora cercheremo di restituire, al più presto, le abitazioni agli sfollati, anche se sarà un lavoro difficile e non rapidissimo". Bertolaso ha poi annunciato l'apertura di centro operativo misto, nella sede del Corpo forestale, nei pressi vicino al municipio di Capoterra, che dietro le direttive del Prefetto di Cagliari coordinerà  tutte le attività, con la collaborazione delle forze dell’ordine. Per la viabilità l'Anas ripristinerà prima una corsia della strada statale 195, mentre in serata sarà riaperto il doppio senso di marcia. Contemporaneamente, la Provincia sistemerà le strade di sua competenza. I sindaci delle aree colpite dall'alluvione riceveranno, già da stasera, le stime dei danni dai privati, in modo tale da stilare un censimento realistico sulla situazione. Sulla richiesta dello stato di calamità naturale per Capoterra e le altre zone colpite, avanzata dalla giunta regionale nella riunione straordinaria di questa mattina, Guido Bertolaso ha anticipato che il Governo, già dalla prossima riunione utile del Consiglio dei Ministri prenderà atto della richiesta e disporrà un primo stanziamento. Replicando alle polemiche di queste ore per i presunti ritardi nei soccorsi, Bertolaso ha ribadito, invece, la tempestività degli interventi della protezione civile.”Ci siamo attivati gia alle 6.30 di ieri mattina, dopo aver lanciato, il giorno precedente, l'allerta per una situazione di maltempo, che si è, purtroppo, concentrata in quaranta chilometri quadrati". Per il Capo della Protezione civile, "…il sistema avrebbe potuto funzionare meglio perché è mancata l'ottimizzazione delle risorse, una certa sinergia tra tutte le componenti, ovvero una cerniera che consente a tutti di sapere ciò che sanno gli altri, ma non parlerei di ritardo, quanto di complicanze". Bertolaso, inoltre, ha difeso l'operato del sindaco di Capoterra Giorgio Marongiu, riconoscendogli "…di aver portato avanti un lavoro estremamente delicato, e di aver fatto anche di più di quello che avrebbe dovuto fare un sindaco". Al termine dell'incontro, il presidente della Regione, Renato Soru, ha annunciato gli interventi straordinari messi in atto questa mattina. "Quanto è successo - ha detto Soru - ci deve insegnare che il territorio deve essere rispettato e non pensare, invece, alla speculazione edilizia, com'è accaduto in passato". Nei posti del disastro forze dell’ordine e volontari stanno lavorando a pieno ritmo per riportare la zona colpita dal nubifragio alla normalità. A Capoterra l'Enel ha ripristinato la fornitura di energia elettrica nelle due frazioni di “Frutti d'Oro 2” e “Su Spantu”, mentre è ancora isolata la zona di “Santa Barbara”, nella parte alta di Poggio dei Pini, dove gli abitanti hanno difficoltà di comunicare e dove, ironia della sorte, manca l’acqua. Nella diga artificiale gli uomini dell’Ente foreste, Provincia ed Esercito stanno lavorando, da ieri notte, per far defluire velocemente l'acqua, ed hanno deviato il corso del Rio San Gerolamo per evitare il passaggio del corso d'acqua nella diga. A Poggio dei Pini, dove è stata riprisinata l'nenergia elettric ed  è però ancora fuori uso il sistema fognario, è stato allestito un presidio sanitario del 118, ed è stato ripristinato il secondo ponte, crollato ieri, che collega la zona con Capoterra.  A proposito di Capoterra, l'ufficio tecnico del comune sta provvedendo al ripristino della viabilità nel paese e nelle zone limitrofe. In serata il genio civile della Regione, in collaborazione con la protezione civile della Provincia di Cagliari, ha reso nuovamente agibile la strada a monte della diga alimentata dal rio San Girolamo, che collega un quartiere di Poggio dei Pini alla strada comunale di Capoterra, interrotta in due punti differenti. "Dal 2001- ha detto il sindaco di Capoterra - ci siamo trovati di fronte all'urgenza di risistemare, soprattutto, le opere idrauliche. Le risorse per l’alluvione che colpì il paese nel 1999 sono state, infatti, utilizzate per la messa in sicurezza del rione Santa Lucia e del centro storico del paese.  Abbiamo costruito dei canali di guardia, a monte, che ieri hanno tenuto e hanno salvato il paese". L'amministrazione comunale  precedentemente aveva, tra l'altro, provveduto alla messa in sicurezza di una parte del Rio San Girolamo, che ieri ha tracimato travolgendo persone e abitazioni. Interventi che, evidentemente, non sono stati sufficienti. Secondo il sindaco di Capoterra, i lavori di ripristino devono ora interessare la zona che va dalla foce a monte, così come, d'altro canto, era stato richiesto, a suo tempo, alle autorità competenti. Messaggi di solidarietà sono arrivati, da tutta la Sardegna, ai sindaci dei comuni colpiti dall’alluvione, per esprimere sentimenti di amicizia e solidarietà. Tra questi, anche quello del sindaco di Oristano, Angela Nonnis, a nome della giunta, del consiglio comunale e dell’intera comunità oristanese. “Profondamente colpiti dai tragici eventi delle scorse ore, ci associamo con affetto e profonda solidarietà ai familiari delle vittime e alle comunità colpite dall’alluvione. Interprete dell’unanime sentimento della città – ha scritto il sindaco di Oristano -, l’amministrazione comunale esprime la sua vicinanza e il suo affetto ai familiari delle vittime, a tutti coloro che hanno subito danni, e alle intere comunità di tutti i centri del cagliaritano messi in ginocchio dal nubifragio di ieri”.

 

Altre notizie:

 

Come ormai si sapeva da tempo, Franco Pusceddu, di Forza Italia, è il nuovo assessore provinciale all'Istruzione, Turismo e Societa' partecipate. Lo ha ufficializzato il presidente della Provincia di Oristano, Pasquale Onida, durante la seduta del consiglio provinciale. Puxeddu sostituisce in giunta di Cristiano Carrus, diventato sindaco di Cabras. Onida ha però tenuto per sè alcune delle deleghe che aveva Carrus, come la cultura. Nel consiglio provinciale Puxeddu sara' sostituito da Mario Olla, eletto nel collegio di Samugheo, e già consigliere provinciale dal 1995 al 2000. Nella riunione del consiglio provinciale e' stata anche approvata una variazione di bilancio, per circa 300 mila euro, per il pagamento di consulenze e prestazioni professionali nel campo della tutela dell'ambiente. Una decisione fortemente contestata dalla minoranza, che, per bocca dei consiglieri Stefano Figus e Sandro Murana, ha chiesto alla Provincia la presentazione della nuova pianta organica.La composizione della giunta risulta, quindi, così composta:PASQUALE ONIDA,Presidente della Provincia: Cultura - Università - Rapporti con gli Enti Locali – Avvocatura; PIERFRANCESCO GARAU, Vice Presidente: Ambiente – Sicurezza del territorio e Protezione Civile – Sistema dei rifiuti – Pianificazione faunistica – Parchi ed Aree protette – Gestione aree costiere e sviluppo sostenibile – Energia; RENZO COGHE : Agricoltura – Artigianato – Commercio - Industria – Caccia - Pesca – Trasporti; SERAFINO CORRIAS: Sport – Spettacolo – Eventi e Politiche Giovanili – Comunicazione Istituzionale; MARIO MATTA: Centri per l'Impiego – Politiche del Lavoro e Formazione Professionale – Politiche Sociali e di Inclusione – Sanità - Consigliera di parità – Pari Opportunità; FRANCO SERRA: Sistema di Infrastrutturazione territoriale – Reti – Intermodalità – Viabilità – Mobilità – Edilizia Scolastica – Lavori Pubblici; MARCELLO SERRA: Programmazione – Personale – Politiche Comunitarie;LORENZO STEVANATO: Affari Generali – Bilancio – Patrimonio – Demanio – Sistemi Informativi;FRANCO PUSCEDDU:  Turismo – Pubblica Istruzione – Società partecipate.

 

 


 

Il Com-pa, Salone europeo della comunicazione pubblica e dei servizi al cittadino, ha assegnato alla Regione Sardegna il premio per la qualità dell’impegno comunicativo. L'Amministrazione della Regione Sardegna è stata premiata per la qualità e la quantità molto curata degli strumenti di comunicazione utilizzati:
- documentazione cartacea;
- audiovisivi di immagine e di servizio;
- qualità del layout;
- preparazione del personale addetto;
- un buon esempio di comunicazione integrata.

 

Un sopralluogo nel Barigadu e nella Marmilla per studiare nuove soluzioni e potenziare la rete delle strutture sanitarie dedicate alla salute mentale. Ad effettuarlo sono stati il direttore del servizio Integrazione socio-sanitaria della Regione, Pierpaolo Pani, il direttore generale della Asl di Oristano, Bruno Palmas, il direttore sanitario, Nicola Orrù, e il responsabile del Servizio della salute mentale, Giampaolo Minnai.  «E' necessario intervenire rapidamente – ha precisato il manager della Asl n°5 – in un settore in cui la nostra azienda è oggi ancora indietro». Il riferimento è al “Piano di salute mentale”, un documento che dovrà studiare le azioni da promuovere per mettere in piedi un servizio di Salute mentale organico e distribuito in maniera capillare sul territorio. La ricognizione ha toccato i centri di Busachi, Samugheo e Ales. Nei primi due paesi del Barigadu sono state visitate due strutture già adeguate ad ospitare i servizi sociosanitari, che necessitano solamente degli arredi per cui, peraltro, sta partendo la gara d'appalto. Lo stabile di Busachi, concesso dal Comune, potrà ospitare 20 persone, mentre quello di Samugheo, per il quale il Comune ha concesso il terreno, ha una capacità di 12 posti. Entrambe le strutture, secondo quanto previsto, dovrebbero aprire entro i primi mesi del prossimo anno, allargando così l'assistenza alle persone con disturbi psichici a un territorio che finora ne era rimasto ai margini.  Ad Ales, invece, la proposta dell'Azienda è quella di riconvertire uno stabile in disuso di proprietà della Curia e di integrarlo con il Centro di salute mentale già esistente e con la Casa della salute, per realizzare una cittadella sanitaria in cui siano presenti anche i servizi per il disagio psichico. L'obiettivo, nello specifico, è quello di ricavare un centro diurno ed allestire laboratori artigianali, che facciano tesoro dell'esperienza già maturata dal Csm di Ales, in cui da tempo medici e operatori hanno avviato attività ricreative ed artistiche. Un ampio spazio verde esterno permetterebbe inoltre di impiegare i pazienti anche in attività agricole. Da parte della Asl, dunque, verrebbe l'impegno ad investire nella struttura per la sua riconversione, mentre la Curia dovrebbe garantire la disponibilità dei locali. Intanto muove i primi passi il progetto “Migranti” varato dalla Asl, in collaborazione con la “Compagnia Cada Die Teatro di Cagliari”. Si tratta di un laboratorio teatrale ideato dalla compagnia teatrale diretta da Sandro Mascia e Mario Madeddu che coinvolgerà, lungo un percorso pluriennale, operatori dei Csm, educatori, assistenti sociali, volontari e persone con disabilità fisiche e sofferenze mentali, in un laboratorio teatrale in cui saranno insegnate le tecniche di espressione e di recitazione. Obiettivo, quello di raggiungere una maggiore integrazione tra i partecipanti e di dare loro gli strumenti per esprimersi e per uscire da un isolamento in cui spesso sono relegate le persone con difficoltà fisiche o psichiche. Tre le sedi in cui con cadenza settimanale si terranno i corsi: Oristano, Ales e Ghilarza. L'esperienza, già sperimentata con successo in altre aziende sanitarie e premiata a livello nazionale, è ai nastri di partenza anche nell'azienda, dove i corsi dovrebbero partire entro il prossimo gennaio. Interventi, questi, che rientreranno tutti in una più strutturata strategia d'azione elaborata dal Piano di salute mentale.  Oggi i Centri di salute mentale nella provincia sono quattro, quelli di Oristano, Ales, Ghilarza e Bosa, mentre solo nel capoluogo esiste l'Spdc (Servizio psichiatrico diagnosi e cura), che gestisce i casi più urgenti. A ciò si aggiungono alcune case famiglia e case protette distribuite in provincia. I prossimi interventi permetterebbero, dunque, di ampliare e potenziare la rete assistenziale per rispondere a una domanda sempre più forte.

 

 

 
Di pig (del 22/10/2008 @ 16:45:36, in cronaca, linkato 1572 volte)

Sono al momento tre e non quattro, come  era stato detto e divulgato in precedenza, le vittime dell’alluvione che ha gravemente colpito Cagliari e l'hinterland.  Il responsabile dell'ufficio tecnico della Asl di Cagliari, Antonello Porcu, risulta infatti ancora disperso. La notizia del ritrovamento del suo corpo, fanno sapere dalla prefettura di Cagliari, è dovuta ad una errata  interpretazione delle comunicazioni radio. Al momento il bilancio ufficiale è, quindi, di tre morti e di un disperso. Si stima che i danni della tremenda alluvione si aggirino attorno ai 15 milioni di euro, ed il sindaco di Cagliari, Emilio Floris, è pronto ad avviare le procedure per chiedere il riconoscimento dello stato di calamità. Intanto, il numero dei dispersi è sceso da tre a uno, dopo il ritrovamento di una delle persone che mancavano all'appello da stamattina. Attorno alle 15, i carabinieri della compagnia di Quartu Sant'Elena hanno recuperato, a Sestu, il cadavere di un disperso, un agricoltore di 66 anni, Mariano Spiga, residente in paese, rimasto incastrato in un'auto travolta dall'acqua durante il nubifragio e poi sommersa dal fango. Spiga viaggiava su una Fiat Uno, assieme a un giovane, con il quale era diretto verso i terreni nelle campagne del paese dove lavorava. Sulla strada fuori Sestu, all'altezza del Rio Turci, l'auto è stata raggiunta da un'ondata che l'ha trascinata via. Il conducente è riuscito a uscire dall'abitacolo dando una spallata alla portiera, mentre Spiga è rimasto incastrato ed è morto annegato. E' stato ritrovato soltanto ore dopo l'allarme, a una distanza di circa un chilometro e mezzo dal punto in cui l'auto era stata travolta. Precedentemente, in mattinata, era stato recuperato, a Capoterra, il corpo di una donna di 85 anni, Speranza Sollai, morta annegata nel suo scantinato. L’anziana aveva problemi di deambulazione e non è riuscita a mettersi in salvo. Sempre a Capoterra, nel centro residenziale di Poggio dei Pini, dopo ore di ricerche, non è ancora stato ritrovato Antonello Porcu, 54 anni, ingegnere dell'Asl 8 di Cagliari, responsabile dell'ufficio tecnico dell'Azienda sanitaria, mentre è stato rinevenuto il corpo della suocera, Licia Sulis Zucca, 77 anni. I due erano su un'auto, una Clio nera, travolta dall'acqua mentre transitavano su un ponticello. A dare l'allarme è stata la moglie di Porcu, che ha assistito all'episodio, avvenuto vicino al bar di Poggio dei Pini, e che ha visto l'auto sparire, sommersa dall'acqua. Il corpo della Sulis è stato recuperato dai sommozzatori dei carabinieri, nel pomeriggio, vicino ai campi da tennis in località “Frutti d'oro”, una zona residenziale di Capoterra. Il cadavere era stato trascinato dall'acqua molto lontano dal luogo in cui l'ondata aveva travolto i due. A causa del nubifragio, che stamattina ha colpito le zone del cagliaritano, Capoterra è rimasta isolata per molte ore. Gli allagamenti e i detriti, depositati sulle principali strade che conducano a Cagliari, hanno infatti impedito, per lungo tempo, il transito dei veicoli. Le violente piogge che si sono abbattute, per oltre tre ore, su Cagliari e il suo hinterland, dopo un periodo di lunga siccità,  hanno provocato allagamenti e grandi disagi. Le vie del capoluogo sono state percorse da autentici torrenti d’acqua, e sulle principali strade  d’accesso il traffico ha subito notevoli rallentamenti, in particolare sul viale Marconi, l’asse mediano (chiuso all’altezza di Pirri per gli allagamenti), la 554 che collega Cagliari con i dintorni, le statali 130 Iglesiente e 195 Sulcitana. A causa dell’allagamento dei binari, circa 500 pendolari provenienti da Oristano sono rimasti bloccati, per quasi due ore, all’ingresso della stazione ferroviaria di Cagliari, sul treno che sarebbe dovuto arrivare alle 8,30. I passeggeri non sono potuti scendere dal convoglio, in quanto l’acqua aveva raggiunto quasi il metro d’altezza. Solo quando la pioggia è diminuita i tecnici delle ferrovie sono potuti intervenire per consentire l’ingresso del treno in stazione. Numerose, com’è facilmente immaginabile, sono state le richieste di intervento ai Vigili del fuoco e centinaia le telefonate alla Prefettura di Cagliari (dov’è stata istituita un’unità di crisi), per segnalare scantinati ed abitazioni allagate. Pesanti disagi sono stati segnalati anche in alcuni ospedali cagliaritani, in particolare al Businco, dove gli ascensori sono andati in tilt, e dove ci sono stati allagamenti. Allagamenti e grossi disagi sono stati segnalati anche nella periferia di Cagliari, a Giorgino, e in vari paesi del cagliaritano, tra cui Decimo, Assemini, San Sperate, Sestu e Uta. Il nubifragio ha provocato disagi anche all’aeroporto di Elmas, dove alcuni voli in partenza e arrivo sono stati cancellati, mentre altri hanno subito notevoli ritardi.  La situazione più difficile si è però registrata a Capoterra, in particolare nella zona attorno al rio San Girolamo, che è straripato, costringendo alcune persone a rifugiarsi sul tetto delle loro case per sfuggire alla furia dell’acqua. Una colonna mobile dei Vigili del fuoco, con un mezzo anfibio e uomini della squadra Saf, salvataggio albino fluviale, sono giunti da Sassari (per domani sono attesi una ventina di Vigili del fuoco dal Lazio e dalla Toscana), a supporto delle attività di soccorso del comando dei Vigili, che sono dovuti ricorre ai gommoni per trarre in salvo alcune persone rimaste isolate. Tre persone, che erano rimaste bloccate sul tetto di una casa, nella zona di Capoterra, sono state tratte in salvo da un elicottero dei Carabinieri. La situazione a Capoterra e nel vicino centro residenziale di Poggio dei Pini resta grave. La forza del rio San Girolamo, ingrossato dalle piogge, ha trascinato via decine di auto, distrutto casolari, fatto franare strade. Nel municipio di Capoterra è stata allestita una sala, sotto la responsabilità del sindaco, Giorgio Marongiu, per coordinare gli interventi dei Vigili del fuoco, Forestale, Ente foreste e associazioni di volontariato, per fronteggiare l’emergenza provocata dall’alluvione. Il sindaco ha, inoltre, previsto un piano di evacuazione (poi attuato) per circa centocinquanta abitanti di alcune aree a valle della diga di Poggio dei Pini. "In via precauzionale - ha detto - ho disposto che gli abitanti delle abitazioni della fascia costiera "Fruttidoro-Rio San Girolamo" si spostino nelle zone più alte. La scuola elementare e la chiesa di "Fruttidoro" serviranno come punti di raccolta delle persone costrette ad abbandonare temporaneamente le loro case”. Il primo cittadino non ha confermato le notizie su altri possibili dispersi, affermando che si sta facendo un esame attento della situazione per non creare allarmismi. Intanto, anche il presidente della Regione, Renato Soru si è recato a Capoterra, il luogo certamente più colpito dell'alluvione. Gli assessori regionali all'Ambiente, Cicito Morittu, e ai Lavori Pubblici, Carlo Mannoni, erano già nella zona per una prima verifica della situazione. Gli esponenti della giunta hanno raggiunto l'area più colpita dal nubifragio con un elicottero. Precedentemente, Renato Soru, interrotta la riunione di giunta, si era recato con altri assessori nella centrale operativa del Corpo forestale, per seguire da vicino l'evolversi della situazione. La diga di Poggio dei Pini, nei pressi di Capoterra, ha raggiunto il massimo della capienza. Sul posto sono giunti Vigili del fuoco e Protezione civile per effettuare un sopralluogo, ed hanno deciso il deflusso controllato delle acque della diga (che ha una capienza di circa 100.000 metri cubi), che rischiava di tracimare a causa delle violente precipitazioni. Intanto, domani mattina, la giunta regionale delibererà, in seduta straordinaria, lo stato di calamità naturale. "In tre ore su Capoterra sono caduti 370 millimetri di pioggia", ha precisato l'assessore regionale ai Lavori pubblici, Carlo Mannoni, che tutto il giorno è stato impegnato in sopralluoghi nei luoghi della tragedia, assieme al collega dell'Ambiente, Cicito Morittu, "…mentre la media di un anno nell'area è di 550 millimetri". A Cagliari fra le 6 e le 11 sono caduti 94,6 mm. L'esecutivo regionale stanzierà somme per gli interventi più urgenti, in particolare a favore del comune di Capoterra, concordati con il sindaco Giorgio Marongiu. Operai e tecnici sono al lavoro nella zona più colpita, attorno a Capoterra, già devastata da un'alluvione nel 1999, per aprire dei varchi che consentano, come detto, il deflusso controllato dell'acqua nella diga, a monte della zona di Poggio dei Pini. Le operazioni dovrebbero durare due giorni. In serata è stata chiusa al traffico la statale 195 Sulcitana, all'altezza del decimo chilometro, per il cedimento del manto stradale, in corrispondenza dell'esondazione del rio Santa Lucia. Il ponte non è crollato ma è a rischio. Sono in corso interventi dell'Anas, per ripristinare l'agibilità della strada  entro domani sera. E' stata chiusa anche la provinciale 91 che collega Capoterra alla 195. Il paese si può raggiungere solo attraverso la strada di collegamento fra l'area industriale di Macchiareddu e la statale 130 Iglesiente. A Poggio dei Pini è crollato un ponte vicino alla sede della societa' Hydrocontrol. E proprio nel centro residenziale nei pressi di Capoterra, dove vivono circa 600 famiglie, la situazione è ancora preoccupante. L'unità di crisi istituita in  comune ha predisposto pattuglie di Carabinieri, militari, Vigili del fuoco, agenti di Polizia municipale e Forestali, per controllare le strade e le abitazioni, anche nel timore di episodi di sciacallaggio. Poggio dei Pini è, di fatto, isolata. Le strade di accesso non sono transitabili e in tutte le case manca la corrente elettrica e  l'acqua, ed inoltre sono saltate le linee telefoniche. Difficili anche le comunicazioni con i cellulari.

Altre notizie:

Circa duecento docenti e una delegazione di studenti, hanno sfilato, questa mattina, sotto la pioggia ad Oristano, per protestare contro la riforma Gelmini della scuola, che minaccia di ridurre drasticamente il numero di autonomie scolastiche e di portare alla chiusura totale di molte piccole scuole della provincia. Il corteo, promosso da Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda, è partito verso le 10 dalla centrale piazza Roma, per poi arrivare in via Carducci, davanti alla sede dell'ex Provveditorato agli studi, oggi Ufficio scolastico provinciale. Una delegazione di docenti e studenti ha consegnato al dirigente un documento in cui si ribadiscono le ragioni della protesta. I manifestanti si sono poi spostati davanti alla Prefettura, dove hanno concluso la protesta. Ed a proposito di scuola, dopo le dichiarazioni di Silvio Berlusconi "…Avviso ai naviganti: non permetteremo l'occupazione delle scuole e dell'università. Oggi convocherò il ministro dell'Interno Maroni per studiare con lui gli interventi delle forze dell'ordine", è intervenuto l’assessore regionale alla Pubblica Istruzione, Maria Antonietta Mongiu. “Dichiarazioni come quelle odierne del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che minaccia l'intervento delle forze dell'ordine contro le occupazioni, sono non solo offensive degli studenti e di una democratica società civile, ma sviano l'attenzione dal cuore del problema. Da Cagliari a La Maddalena, da Villamassargia a Siniscola, Mamoiada e Burcei, l'intera Sardegna - ha affermato l'esponente della giunta – è, a pieno diritto, mobilitata per difendere il sistema scolastico e universitario, contro i decreti del Ministro Gelmini, che depotenzia l'offerta formativa della scuola primaria, l'unica scuola di qualità del sistema italiano; taglia, in Sardegna, una percentuale altissima di posti di lavoro; elimina diritti fondamentali dei cittadini quali il sostegno per i portatori di handicap e riduce i fondi a disposizione dell'Università. A fronte dei tagli del Governo, che ripropone comportamenti drastici ed unilaterali, ai quali avremmo sperato di non dover più assistere, la Regione Sardegna continua invece ad investire responsabilmente sulla scuola e sull'università: appena ieri e' stato pubblicato il bando per la concessione di assegni di merito ai maturati dell'anno scolastico 2007-2008 che si iscrivono all'Università; 6 milioni di euro, che si aggiungono ai 10 milioni stanziati per gli studenti immatricolati nei precedenti anni accademici. Meno di un mese fa sono stati stanziati 30 milioni di euro, per interventi nell'anno scolastico 2008-2009, a favore delle scuole di ogni ordine e grado per il sostegno dell'Autonomia organizzativa e didattica, contro la dispersione scolastica e per favorire il diritto allo studio degli studenti disabili. Dal potenziamento dell'offerta formativa dipendono le capacitaà e le competenze delle prossime generazioni, ovvero il benessere della collettività attuale e futura. Per questa ragione la Regione Sardegna e' in prima fila, assieme alla sua popolazione, per la difesa dell'istruzione".

Entro la fine del mese saranno completati i lavori di bitumazione in numerose strade della città. “Gli interventi di ripristino della sede stradale rientrano nell’ambito del progetto di rifacimento della rete idrica, finanziato con 6 milioni di euro dall’Autorità d’ambito – ha precisato l’assessore ai Lavori pubblici del comune di Oristano, Andrea Lutzu -. I lavori, già iniziati da alcuni giorni, sono realizzati dall’impresa Pellegrini di Cagliari. Si tratta di lavori programmati da tempo, che ci consentiranno di migliorare le condizioni di percorribilità delle strade comunali”. Questo l’elenco delle strade sulle quali sono in corso le lavorazioni di scarifica e bitumatura sugli allacci eseguiti precedentemente: Oristano città: Via Venezia, Via Olbia, Via Scirocco, Via Firenze, Via La Maddalena, Via Toscanini, Via Po’, Via Gennargentu, Via Consolini, Via Simeto, Via Sorgono, Via Solferino, Via Taranto, Via Montegonare, Via Versilia, Via Gallura, Via Da Venosa, Via Romagna, Via Olbia, Via Libeccio, Via Vandalino Casu, Via Temo, Via Levante, Piazza Pintus incrocio via V. Casu, Via Volturno, Via Frescobaldi. Silì: Via Adua. Massama: Via Campidano, Via Casalini. Nuraxinieddu: Via Cortis; Via Della Croce; Vico San Giacomo. Elenco delle strade sulle quali sono state realizzate le condotte e devono essere eseguiti i ripristini e le scarifiche sulla condotta e sugli allacci: Oristano città: Via Ancona, Via Ghilarza, Via Gennargentu, Viale Repubblica, Via Meucci. Silì: Via Giovanni Paolo I, Via Naldini, Via Emilia, Via Nazionale, Via Piave, Via Sicilia, Via M. del Risorgimento. Nuraxinieddu: Via Perra, Vico Bologna, Via Bologna, Via San Giacomo. Massama: Via Casalini, Via Stelvio, Via Ogliastra, Vico Stelvio I, Via Logudoro, Via Cubello. Sono previste anche opere di manutenzione del manto stradale in corrispondenza dei cedimenti verificati nelle strade già asfaltate, con le opportune ricariche con il bitume, in particolare nelle seguenti strade:Oristano città: Via Sorgono, Via Monteverdi, Via Limbara, Via Petri, Via Carissimi, Via Corelli, Via Pergolesi, Via Toscanini, Via Gennargentu, Via Cagliari. Silì: Via Nazionale.

 

 

 
Di pig (del 22/10/2008 @ 00:02:33, in cronaca, linkato 691 volte)

La Sardegna si apre ulteriormente all'Europa. Nuovi 21 collegamenti low cost, che partiranno dalla prossima primavera, sono stati annunciati in due separate conferenze stampa (ad Alghero hanno parlato l'assessore regionale dei Trasporti, Sandro Broccia, e la rappresentante di Ryanair, Alessia Viviani, mentre a Cagliari hanno illustrato la novità l'assessore regionale del Turismo, Luisanna Depau, e il responsabile dello sviluppo delle rotte di Ryanair, Bernard Berger). Nei due incontri è stato spiegato che quindici collegamenti riguardano Cagliari e sei Alghero. Si tratta di voli estivi e invernali, e, dunque, non si guarda soltanto al mercato tradizionale del periodo più caldo e alle località di mare, ma anche alla valorizzazione delle zone interne dell'Isola. Per quanto riguarda Cagliari, da fine marzo ai confermati voli per Barcellona e Madrid si aggiungono quelli da e per Bruxelles, Dusseldorf, Edimburgo, Baden, Manchester, Marsiglia, Parigi e Siviglia. I nuovi collegamenti nazionali sono Trieste, Treviso, Brescia, Genova, Forlì, Cuneo, Roma Ciampino, che si aggiungono a quelli di Pisa e Bergamo. Le novità per l'aeroporto di Alghero riguardano invece Parigi, Oslo e Bruxelles, oltre i voli nazionali per Genova, Treviso e Forlì. Confermate le tratte per Barcellona, Brema, Dublino, Dusseldorf, East Midlands, Francoforte, Liverpool, Londra, Madrid, Stoccolma e, in ambito nazionale, Pisa e Roma Ciampino.  "Oggi è una bella giornata per Cagliari, Alghero, e la Sardegna - ha commentato l'assessore Broccia -. Intanto, nella città catalana continua a svilupparsi quanto è avvenuto agli inizi del duemila, con i primi voli low cost per Londra e Barcellona. Ma ride anche e soprattutto Cagliari, con 15 nuovi collegamenti low cost. È un fortissimo impulso alla mobilità dei sardi, visto che questi voli ci consentiranno di evitare gli scali intermedi e un aggravio di costi". "Nel 2004 - ha ricordato Broccia - i collegamenti low cost esistenti in Sardegna erano sei, tre ad Alghero e tre a Olbia: oggi sono 68, tra i tre scali sardi. Le principali capitali europee sono collegate alla Sardegna, e si tratta delle città che vantano il reddito medio pro capite più elevato. La Sardegna non solo si apre quindi all'Europa, ma diventa ancor più appetibile per il mercato turistico. A regime arriveremo a 1,5 milioni di passeggeri in più: una cifra molto importante sotto il profilo economico". L'assessore Broccia ha poi sottolineato che "…la Sardegna è un'isola, e noi abbiamo vissuto sempre la nostra insularità come un limite. La novità annunciata oggi, unita al rilancio del Porto Canale di Cagliari, dimostra che anziché un limite può essere, invece, un'opportunità di sviluppo".

 

Altre notizie:

 

L'approvazione del regolamento per il tesseramento e la costituzione degli organismi comunali e provinciali sono un fatto positivo per il Pd e tutto il centrosinistra. Lo afferma, in una nota, l'area autonomista, riformista e democratica del Pd sardo, che dà atto alla segreteria nazionale "…dell'impegno con il quale ha garantito l'approvazione di un regolamento che avviasse il tesseramento al Pd in Sardegna ed evitato che si procedesse senza decidere, impedendo la convocazione dei congressi". “La resistenza della componente che sostiene la segretaria Barracciu - si legge nella nota - e' stata ferma nell'impedire che nelle città si potessero celebrare elezioni primarie, preferendo i congressi tradizionali limitati ai tesserati. Non si capisce perche' non consentire nelle città da Cagliari a Sassari, da Olbia a Nuoro, da Oristano a Carbonia, da Quartu ad Alghero, da Assemini a Porto Torres, una manifestazione come quella del 14 ottobre scorso, anziché limitare ai soli tesserati la partecipazione. E' in particolare nelle città che l'opinione pubblica ha dato la forza al Pd alle politiche. Cercheremo di fare in modo che i componenti dell’Assemblea regionale costituente, eletti per fare lo statuto del Pd sardo, che vogliamo federato, autonomista e democratico, lo approvino entro novembre, scegliendo se fare un partito nuovo nel modello di partecipazione o - conclude la nota - lasciarlo nelle mani dei professionisti del tesseramento e delle divisioni delle vecchie correnti della Margherita e dei Ds, e se convocare insieme alle primarie provinciali anche quelle per il segretario regionale. (Agi)

 

Gli impegni al Parlamento impediscono al deputato oristanese del Pd, Caterina Pes, di partecipare alla manifestazione di oggi, organizzata dai sindacati della scuola, contro il Decreto Legge del Ministro Gelmini. Ai sindacati Caterina Pes ha fatto pervenire una breve nota stampa. “Sono tanti, troppi, i motivi che spingono a dire no al decreto Gelmini anche in provincia di Oristano. Ci troviamo davanti a cifre inquietanti, sulle quali è importante far sentire voce e dissenso: 170 posti di lavoro a rischio tra insegnanti e  personale tecnico e ausiliario; 70% le scuole materne a rischio soppressione, così come 50% le elementari, medie e superiori. Il decreto del Ministro Gelmini non tiene conto di realtà come quelle della nostra Provincia, dove è difficile raggiungere 50 alunni (limite necessario perché rimanga aperta una scuola) o  500 studenti perché un istituto superiore possa mantenere la propria autonomia. Sia in Commissione Cultura, di cui faccio parte, che in Aula l’opposizione si è battuta perché il decreto fosse ritirato dal Governo, e si discutesse insieme per una riforma seria e condivisa quale la scuola merita. È importante che segni di disapprovazione arrivino anche da Voi”.

 

I consiglieri di Fortza Paris al comune di Oristano hanno presentato una mozione urgente, con la proposta di istituire un Settore "Programmazione", che coordini le politiche di sviluppo economico, sociale e culturale della comunità oristanese, e gli interventi utili e necessari stabiliti dal consiglio e dalla giunta comunale in funzione di obiettivi predeterminati. Questo, il testo integrale:

PREMESSO che il Comune di Oristano ha programmato nel corso degli anni, a partire dal 2002 al 2008 gli interventi da inserire nell'ambito del POR 2000-06, dei PIT e della Progettazione Integrata; che le richieste di interventi presentati alla Regione nel campo delle infrastrutture, dei servizi alle imprese e alle persone, della formazione, della riqualificazione urbana anche a fini turistici., avevano un preciso disegno di valorizzazione della città volte per promuovere sviluppo e occupazione;

CONSIDERATO che è emersa una forte carenza organizzativa derivante dalla mancanza di un ufficio di coordinamento, definizione e raccolta e raccordo delle progettualità dell'ente che, se attivato, potrebbe favorire la cultura della programmazione unitaria degli interventi comunali e meglio favorirne l'inserimento delle diverse modalità di finanziamento;

RITENUTO perciò utile e necessario disporre di una mappa aggiornata dei progetti dell'ente di cui potrebbe avvalersi la giunta, il consiglio, gli operatori Industriali, gli enti e le associazioni della nostra città per lo svolgimento della loro funzione di programmazione strategica e l' individuazione degli strumenti più idonei per lo sviluppo socio economico del territorio in virtù della sempre crescente autonomia ordinamentale e finanziaria che oggi viene riconosciuta agli enti locali;

VERIFICATO che alla data odierna non esiste nella pianta organica comunale una struttura  che si occupi in maniera strutturale di riunire la progettualità comunale, attualmente dislocata tra i vari settori dell'ente, ed elaborarne una mappa unitamente all'acquisizione e organizzazione di dati informativi di base, utili alla presentazione dei progetti, ad organizzare i bandi ed all'acquisizione delle informazioni relative alle opportunità in ambito provinciale, regionale, nazionale ed europeo; costituire un supporto tecnico utile per la definizione del bilancio sociale e del piano strategico comunale;

 RILEVATO che l'organizzazione dell'ente non prevede un settore programmazione, e che per lo studio, l'elaborazione ed il monitoraggio di tali richieste di finanziamento, corredate dai relativi progetti, sarebbe utile ed opportuno avere nuove figure professionali stabilmente inserite in organico con adeguata formazione economica, che abbiano una nuova concezione del ruolo della Pubblica Amministrazione;

CONSIDERATO che è emersa più volte la disfunzione dell'assetto organizzativo dell'ente, circa la rete di relazioni e delle competenze programmatorie; che questa situazione si evidenzia maggiormente in fase di informazione sullo stato di attuazione del programma ed in fase di comunicazione all'esterno dei risultati raggiunti dalla giunta, nonché in fase di rappresentazione delle necessità della città alle autorità regionali e nazionali, in assenza di un quadro unitario, storico e programmato degli interventi in atto e da attuare; che l’istituzione di questa struttura, da noi ritenuta essenziale, sarebbe utile in fase di definizione degli interventi da richiedere nell'Intesa Istituzionale, e per la predisposizione di un adeguato programma di interventi da sottoporre alla Regione per la stipula di Accordi di Programma Quadro; che la mancanza di tale settore non permette di recuperare e sollecitare la realizzazione di progetti ammessi e non finanziati, come il Parco dei Fenici nel 2006, il percorso della Sartiglia presentato nel 2002, i quasi perduti 130.000 euro della misura 4.20 per le strade rurali ecc... ;

PROPONGONO l'istituzione di un Settore "Programmazione", che coordini: le politiche di sviluppo economico, sociale e culturale della nostra comunità; gli interventi prioritari in funzione di obiettivi prefissati; la continua verifica e scelta degli interventi attuati e da attuare, in relazione alle linee programmatiche di governo, permettendo un'adeguata informazione al consiglio ed alla cittadinanza delle attività svolte; la funzione di monitoraggio dei progetti dei vari servizi, permettendo al Consiglio di effettuare gli opportuni stimoli ed integrazioni e verificare i risultati raggiunti; politiche di ampia scala, che competono ad un comune capoluogo, rivolte a definire azioni di sviluppo inerenti il porto industriale, il porticciolo turistico, l'aeroporto, parco fluviale; tutti elementi che se attivati attraverso nuove professionalità potrebbero essere in grado di determinare un impatto reale sullo sviluppo del territorio e sull'occupazione e l'adeguata gestione delle società comunali partecipate. (Fabio Porcu, Davide Tatti, Mario Cadeddu, Mauro Solinas).

 

Venerdì 24 Ottobre, l’assessore all’Ambiente del comune di Oristano, Sandro Lisini, incontrerà i rappresentanti della Confcommercio, della Confesercenti e dell’Api Sarda, per illustrare le nuove modalità del servizio di raccolta dei rifiuti organici per le attività produttive. L’incontro è in programma alle 9, presso il comune di Oristano.

 

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Di pig (del 18/10/2008 @ 13:30:39, in cronaca, linkato 607 volte)

Adolescenti che si sentono "grandi" con un bicchiere di birra in mano, con una coppa di champagne, o con il brandy sgraffignato al "mobile bar" di casa per fare la "scena" con gli amici durante una partita al videogioco, due chiacchiere sul jeans o la mini del momento, o ballando ad una festa di compleanno. Aumenta sempre di più il consumo di bevande alcoliche fra ragazzine e ragazzini. Lo afferma un'indagine presentata dalla Società Italiana di Pediatria, diffusa al Congresso Nazionale che si e' svolto a Genova. Nel 2007 ha dichiarato di bere vino il 47% degli adolescenti; birra il 53% e liquori il 23% (e tra i soli maschi la percentuale sale mediamente del 5%). Un risultato quasi doppio rispetto a 10 anni fa. L'inchiesta sul tema "Disagio giovanile e società dei consumi" ha preso in esame i cambiamenti degli adolescenti nel corso degli ultimi 10 anni. I dati presentati provengono dalle indagini annuali su " Abitudini e stili di vita degli adolescenti", che la Società Italiana di Pediatria svolge dal 1997, su un campione nazionale di 1200 studenti di terza media. Il 9,4% degli adolescenti intervistati ha dichiarato di essersi ubriacato almeno una volta, il 35% di aver visto un amico ubriaco, il 35% (39% delle femmine) di frequentare amici che fumano canne. Oggi il 18% considera accettabile prendere qualche integratore o qualche medicinale per migliorare le proprie prestazioni sportive; solo 3 anni fa aveva risposto così l'1%. E c'è poi, negli adolescenti, sempre più la voglia di sentirsi adulti ad ogni costo, di "fare cose rischiose", di dimostrarsi "in gamba". E essere "in gamba" oggi per il 75,3% significa "essere rispettato dal gruppo" (nel 2002 era il 22% a pensarla così). E, guarda caso, per l'84% l'essere rispettato è anche la principale motivazione che spinge al bullismo, anche questo fenomeno in costante crescita. Oggi più del 72% ha dichiarato di aver assistito (direttamente o non direttamente coinvolto) ad episodi di bulllismo (era meno del 65% nel 2004).  La televisione, secondo quanto emerge dalle indagini della SIP pediatri, ha una grossa fetta di responsabilità in questo cambiamento. Il consumo televisivo dal 1997 ad oggi e' aumentato in modo evidente (nel 1997 guardava più di 3 ore di TV al giorno il 19%, oggi questa percentuale sfiora il 30%, con un incremento di circa il 75%). Parallelamente si è dimezzo il numero di adolescenti che guarda meno di 1 ora di TV al giorno. E le indagini della SIP evidenziano, nettamente, che tra chi vede più di tre ore di TV al giorno e chi ne vede meno, c'è una nettissima differenza (in peggio) nei comportamenti e nello stile di vita. Sia in ambiti nei quali era prevedibile aspettarselo (sudditanza dalla pubblicità, aumento dell'aggressività, maggiore insoddisfazione del proprio aspetto fisico), sia in ambiti meno prevedibili (netto aumento nel consumo di sostanze alcoliche, fumo e droga; peggiore qualità della alimentazione; rapporti più rarefatti con gli adulti). E l'incremento percentuale dal 2000 ad oggi dei grandi fruitori di TV (più di 3 ore al giorno) e' stato di circa il 75%. "Ad incidere negativamente non è solo la quantità di televisione - spiega il Vice Presidente della Sip, Gianni Bona - ma anche la qualità. La TV popone sempre più modelli fisici e comportamentali, basati su una scala di valori decisamente discutibile: bellezza, coraggio, forza, ricchezza, invincibilità, che condizione inevitabilmente gli adolescenti sia nel rapporto con il mondo degli adulti che con il gruppo dei pari. A questo si aggiunge l'overdose di spot pubblicitari, che a dispetto di codici di comportamento e autoregolamentazione che si sono succeduti negli anni continuano ad aumentare". Ai tempi di "Carosello", la quasi totalità della pubblicità trasmessa dalla TV era concentrata in quei cinque "siparietti" di circa un minuto l'uno. Oggi, secondo le rilevazioni effettuate dalla Società Italiana di Pediatria, Italia 1 (la rete più seguita dagli adolescenti italiani) nella fascia oraria pomeridiana (che dovrebbe essere protetta, perchéprevede una programmazione specificatamente destinata ai bambini e agli adolescenti) di spot ne trasmette circa 50 ogni ora. Facendo dei semplici calcoli risulta che se uno spettatore guardasse solo due ore di questa emittente nella fascia oraria pomeridiana, in un anno vedrebbe oltre 35.000 spot pubblicitari. (Agi)

 

 Altre notizie:

Le famiglie italiane sono in grande difficoltà per pagare le rate del mutuo: uno studio di Nomisma stima in oltre 7 miliardi di euro le sofferenze immobiliari nel 2008, con una quota che sale al 2,5% dell'ammontare complessivo dei mutui erogati. Il centro studi bolognese ha presentato uno studio in cui si sottolineano le crescenti difficoltà delle famiglie a rispettare i pagamenti. I 7 miliardi di sofferenze stimate per l'anno in corso rappresentano un dato preoccupante, anche alla luce dei tempi di esecuzione immobiliare del nostro Paese (per il completamento della procedura sono necessari in media circa 6 anni), che rischia di avere un impatto negativo sulla liquidità ed anche sulla percezione di solvibilità del sistema bancario italiano. Dallo studio, l'Italia emerge come un Paese fortemente polarizzato: da una parte, i risparmiatori che, potendo hanno saggiamente deciso di estinguere la propria posizione debitoria; dall'altra, le famiglie che, nell'impossibilita' di far fronte all'onerosita' delle rate dei mutui per la casa, si sono viste costrette a ricorrere alla sostituzione ipotecaria, se non addirittura all'inadempienza. Effetti delle crisi vengono registrati anche nelle compravendite immobiliari (90 mila nel solo comparto residenziale nel 2008), mentre sul fronte dei prezzi c'e' all'orizzonte il rischio recessione, e con una flessione attorno al 5 %.

 

 
Di pig (del 17/10/2008 @ 01:00:50, in cronaca, linkato 1110 volte)

Come tutti sapete, a partire dal 15 ottobre scorso, in Sardegna, ha preso il via il digitale terrestre, con il contemporaneo spegnimento della trasmissione analogica del segnale televisivo. La cosa è stata accolta dai più con grande soddisfazione, a dire il vero anche grazie ad una massiccia campagna pubblicitaria. Tra le poche voci fuori dal coro, quella dell’Adiconsum Sardegna, l’associazione in difesa dei consumatori e dell’ambiente. Da tempo, l’Adiconsum si era detta molto preoccupata per i problemi che i consumatori sardi avrebbero potuto patire con lo spegnimento totale dell’analogico. Non solo, ma nel sito dell’associazione, www.adiconsum.it, nell’area Settore Media digitali e IGT, aveva dedicato uno spazio allo spegnimento della televisione analogica in Sardegna, perché tutti i sardi, anche attraverso un sondaggio, potessero liberamente far emergere le proprie opinioni in merito, segnalare i pregi e i difetti della transizione al digitale terrestre, segnalare le criticità e suggerire anche eventuali rimedi. Per discutere dell’argomento, l’Adiconsum aveva anche organizzato un convegno a livello nazionale, svoltosi a Roma, dove erano emerse una lunga serie di anomalie e criticità. I risultati del convegno, e le conseguenti perplessità, l’Adiconsum aveva cercato di divulgarle tramite gli organi di stampa, che a quanto sembra non avevano, però, dedicato al comunicato dell’associazione dei consumatori  spazio alcuno. “Forse perché – è stato detto – gli organi di informazione avevano ospitato, lautamente remunerati, la massiccia campagna pubblicitaria per il passaggio al digitale”. Non solo, ma il Ministero, per bocca del sottosegretario Romani, non aveva recepito nessuna delle proposte dell’ Adiconsum, tese a ridurre i disagi ai quali sarebbero dovuti andare incontro i cittadini sardi, “…con l'evidente atteggiamento di fastidio – ha detto il Segretario dell’ Adiconsum Sardegna, Giorgio Vargiu - di colui che non vuole che il manovratore sia disturbato. In questa vicenda si è pensato a tutti (broadcaster, realizzatori di contenuti, costruttori, importatori e venditori di tecnologia,antennisti e installatori) meno che ai consumatori (il contributo statale per l'acquisto del decoder non era per noi ma per qualche altro soggetto, che si è arricchito vendendoci decoder con tecnologia obsoleta, presi dai fondi di magazzino di paesi esteri)”. Vargiu ha poi elencato qualche numero, fornito dallo stesso Ministero, per capire la preoccupazione dell’Adiconsum, ricordando che questi erano dati già presenti nel comunicato diramato a suo tempo e “oscurato” dagli organi di informazione, e cioè:

- il 90% degli abbonati sardi in regola con il pagamento del canone Rai, possiede un decoder;

- per contro: il 10% degli abbonati in regola con il canone Rai, non possiede un decoder (non sono  classificati gli abbonati non in regola e, tanto meno, coloro che non hanno un abbonamento);

- di questo 90% solo il 47% usa frequentemente il decoder del digitale terrestre;

- di questo 90% il 20% ha accesso alla televisione digitale attraverso il satellite;

- il 33% degli abbonati in regola con il canone Rai, buona parte degli abbonati non in regola, buona parte dei cittadini sardi che non hanno un abbonamento Rai, tutti questi soggetti non hanno a oggi accesso alla televisione digitale. E' chiaro che questi rappresentano la fascia debole dei consumatori/obbligati di digitale terrestre (per mancanza di quattrini e/o per mancanza di attitudini all'uso di nuove tecnologie).

I motivi, secondo l’associazione dei consumatori, sono i più disparati: non hanno ancora acquistato il decoder, non hanno i soldi per acquistarlo, hanno acquistato il decoder ma non lo sanno installare, hanno acquistato il decoder ma non hanno i soldi per farlo installare, hanno installato il decoder ma non lo sanno utilizzare, hanno installato il decoder ma

- l'impianto e/o l'antenna devono essere sostituiti e non hanno i soldi per farlo o non hanno un tecnico di fiducia che lo faccia senza specularci; hanno installato il decoder, sostituito antenna e impianto, ma non hanno un adeguato segnale; hanno il decoder ma abitano in un condominio che necessita di sostituzione di antenna condominiale e di adeguamento o sostituzione dell'impianto condominiale e non si trova una maggioranza qualificata nell'assemblea condominale per deliberare la realizzazione delle opere e la conseguente spesa.

Per L’ Adiconsum “…il forte rischio è che saranno in molti a rimanere a video spento, con tutto quello che comprensibilmente ne consegue. Il rischio è che la fascia più debole della popolazione rimanga tagliata fuori dall’avvento tecnologico, con l'effetto di allargare ancora di più la divisione digitale tra le varie fasce di cittadini (digital divide)”. “Malgrado questi dati molto preoccupanti, - ha detto Vargiu - il Ministero non ha previsto nessuna iniziativa per affrontare e tentare di mitigare gli effetti negativi e le criticità. Avevamo, infatti,  proposto di creare una o più squadre di tecnici, con il compito di fornire assistenza gratuita alle fasce più deboli, di prevedere la possibilità di portarsi in detrazione le spese per l'acquisto e l'installazione della tecnologia necessaria, di prevedere per i condomini una maggioranza semplice per deliberare la spesa per realizzare i lavori necessari. A queste e ad altre nostre richieste, il Ministero ha fatto orecchie da mercante. Si tenga conto che per ogni televisore serve un decoder (esiste la tecnologia che supporta più televisioni con un unico decoder, ma costa e, comunque, non permette la sintonizzazione su canali diversi tra i vari televisori).  Inoltre, si tenga presente che se per qualche motivo viene a mancare l’energia elettrica al decoder, lo stesso perde la programmazione e si deve rifare tutta la procedura di sintonizzazione e di programmazione dall’inizio. 

Per saperne di più sull’argomento, basta leggere sul sito dell’associazione dei consumatori l’articolo “Dalla tv analogica alla tv digitale: una legge che tuteli il consumatore”, di  Mauro Vergari, responsabile del Settore nuove tecnologie dell’Adiconsum.

 

Altre notizie:

 

A proposito di digitale terrestre, i truffatori non hanno perso tempo. E-mail fasulle della Rai che annunciano delle vincite, e finti funzionari Rai che chiedono denaro per l'attivazione del digitale terrestre, sono infatti le ultime truffe segnalate in provincia di Oristano dalla Polizia postale, che invita tutti gli utenti Internet, e non solo, alla massima cautela. Le e-mail, arrivate negli ultimi giorni alle caselle di posta elettronica di migliaia di oristanesi, preannunciano una vincita in denaro e contengono, inoltre, un buono rimborso del canone di abbonamento annuale alla Rai. Si tratta, però, di un inganno per chiedere all'utente di indicare gli estremi dei propri conti correnti on-line. Informazioni riservate di cui i truffatori informatici si servono per introdursi nei conti bancari e prosciugarli, così come ha spiegato il dirigente della polizia postale di Oristano, Italo Scalas. La Polizia sta poi cercando di individuare alcuni truffatori (che hanno già operato al Nord Sardegna), che si spacciano per funzionari della Rai e chiedono denaro per l'attivazione del digitale terrestre. Occorre, chiaramente diffidare di questi finti funzionari Rai, e, nel caso si facessero vivi, avvisare immediatamente la Polizia.

 

Sempre per quanto riguarda le truffe poste in atto da “furbacchioni”, la Polizia di Oristano ha  denunciato due cittadini rumeni, di 21 anni, accusati di aver sistemato in città, sul Bancomat della filiale del Monte dei Paschi di Siena, in via Tirso, una apparecchiatura per carpire i codici di accesso dei conti correnti. I due rumeni, entrambi senza fissa dimora, sono stati accusati di tentata frode informatica. L'attrezzatura usata era molto semplice, e consisteva in una finta copertura applicata sullo sportello automatico della banca. La copertura nascondeva una videocamera, in grado di registrare i codici di accesso dei conti correnti. La truffa era stata sventata, circa tre settimane fa, quando un cliente si è accorto che sul bancomat era stato applicato l’artigianale marchingegno.

 

Partirà  lunedì 10 novembre, la campagna di vaccinazione antinfluenzale promossa dal Servizio Igiene pubblica dell'ASL di Oristano. Da lunedì 20 ottobre sarà possibile effettuare le prenotazioni presso gli oltre 80 ambulatori di Igiene pubblica della provincia e, novità di quest'anno, i cittadini oristanesi che hanno compiuto i 65 anni potranno fissare l'appuntamento anche telefonicamente, chiamando il numero verde 800.777.590, gratuito da rete fissa. La vaccinazione antinfluenzale è gratuita per le persone che presentano problemi respiratori o cardiovascolari, diabete, malattie renali o che hanno, comunque, compiuto i 65 anni d'età. La vaccinazione è anche prevista per i bambini affetti da gravi patologie, ma che abbiano superato i sei mesi di vita. Gli ambulatori di Oristano saranno aperti per tre giorni alla settimana: sarà possibile effettuare il vaccino ogni lunedì, mercoledì e venerdì, dalle 8.30 alle 12, a partire dal 10 novembre. I residenti negli altri comuni della provincia dovranno, invece, recarsi presso gli ambulatori di Igiene pubblica per conoscere giorni e orari di vaccinazione. Per i pazienti che presentano difficoltà a recarsi personalmente presso le strutture sanitarie, per problemi di deambulazione o cattive condizioni di salute, l'Azienda sanitaria consegnerà le dosi necessarie al medico di famiglia del paziente, che provvederà quindi alla vaccinazione a domicilio. Per la campagna di vaccinazione antinfluenzale  si prevede di somministrare circa 30 mila dosi in tutto il territorio. Nel 2007 erano state 29 mila le persone immunizzate, una cifra che non dovrebbe discostarsi di molto  da quella di quest'anno.  L'“australiana”, come è stato ribattezzato il virus influenzale del 2008, si prevede  che colpirà un numero più alto di persone rispetto al 2007. Per evitarlo, raccomandano i medici del Servizio di Igiene pubblica, è opportuno lavarsi spesso, e accuratamente, le mani prima di venire a contatto con i cibi, ed evitare i luoghi chiusi e affollati, dove è più facile che il virus venga incubato e diffuso. Nel caso l'australiana, nonostante tutto, dovesse colpirci, la ricetta è quella classica delle tre “elle”: lana, letto, latte. Oltre, chiaramente, al consiglio di consultare il proprio medico.

 

 

 

 
Di pig (del 15/10/2008 @ 14:30:30, in cronaca, linkato 581 volte)

“Ripartire dai poveri”: è il titolo del Rapporto 2008 sulla povertà e l’esclusione sociale in Italia, presentato oggi dalla Caritas Italiana e  dalla Fondazione Zancan di Padova, in vista del prossimo 17 ottobre, allorché verrà celebrata  la Giornata mondiale di lotta alla povertà. Nell’attuale crisi economica generalizzata, in cui gli obiettivi di sviluppo del millennio sembrano sempre più lontani, i poveri sono doppiamente penalizzati. Ma quale è la situazione della povertà in Italia? È possibile contrastarla senza aumentare la spesa sociale del Paese? Da decenni il fenomeno “povertà” è in stallo a causa di risorse limitate o male utilizzate: povero è, ancora oggi, secondo l’Istat il 13% della popolazione italiana, costretto a sopravvivere con meno di metà del reddito medio italiano, ossia con meno di 500-600 euro al mese. Accanto ai poveri, poi, ci sono i “quasi poveri”, ossia persone al di sopra della soglia di povertà per una somma esigua, che va dai 10 ai 50 euro al mese: con riferimento all’Europa dei 15, l’Italia presenta una delle più alte percentuali di popolazione a rischio povertà. Il Rapporto 2007 sulla povertà e l’esclusione sociale nel titolo si poneva una domanda: “Rassegnarsi alla povertà?”. Il Rapporto 2008 vuole dare una risposta: “Ripartire dai poveri”. Ma da quali “poveri” ripartire? Quali sono le situazioni cui va data priorità? Il nuovo Rapporto Caritas-Zancan individua due fasce di popolazione maggiormente in difficoltà: le persone non autosufficienti e le famiglie con figli. Nell’Europa dei 15, l’Italia, dopo la Grecia, è il Paese in cui i trasferimenti sociali hanno il minor impatto nel ridurre la povertà: abbattono la quantità di popolazione povera solo di 4 punti percentuali. Per esempio, Svezia, Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi, Germania e Irlanda riescono a ridurre del 50% il rischio di povertà. Secondo il Rapporto Caritas-Zancan, due sono le questioni da affrontare con urgenza: il passaggio da trasferimenti monetari a servizi e la gestione decentrata della spesa sociale. «Come evidenziano i dati – afferma Tiziano Vecchiato, direttore della Fondazione Zancan – i Paesi che investono di più in servizi piuttosto che in trasferimenti monetari sono gli stessi Paesi che riescono a incidere sul fenomeno della povertà del 50%.... Una strada chiara, da percorrere anche nel nostro Paese» Per quanto riguarda poi la gestione della spesa, nel nostro Paese l’assistenza sociale è tuttora erogata a livello centrale (sia dalle amministrazioni centrali che dagli enti di previdenza) piuttosto che a livello locale, diversamente da quanto prevedono le recenti modifiche costituzionali. Solo l’11% della spesa per assistenza sociale è gestita a livello locale. Si tratta di una contraddizione su cui è urgente intervenire, collegando strutturalmente il passaggio da trasferimenti a servizi e da gestione centrale a gestione locale. È possibile offrire risposte ai problemi della povertà, senza aumentare la spesa complessiva per la protezione sociale, riallocando una parte delle risorse destinate alla spesa sociale. Da dove cominciare? Il Rapporto 2008 in particolare prende in esame la spesa per indennità di accompagnamento e la spesa per assegni familiari. Entrambe queste voci di spesa vengono poste tra le aree di azione specifica per un piano di lotta alla povertà, ipotizzando forme parziali di riconversione dei 10.175 milioni di euro e dei 6.427 milioni di euro che rispettivamente compongono la spesa per indennità e per assegni. In che modo? Passando da un approccio per categoria a un approccio basato sulla persona e trovando soluzioni perché almeno una parte del trasferimento monetario possa essere fruita in termini di servizi accessibili, come prestazioni di sostegno alla domiciliarità, attività di socializzazione, servizi per l’inserimento lavorativo, ecc. «Occorre applicare seriamente il principio di equità sociale e di universalismo selettivo – sottolinea Tiziano Vecchiato –, ponendo fine alle rendite di posizione, agli interventi a pioggia, mettendo al centro le persone...». E Vittorio Nozza, direttore della Caritas Italiana, ribadisce: « La politica – quella vera e non serva del dio denaro – deve fare la sua parte. Riaffermando il bene comune e il primato della persona umana ». Il monitoraggio sulla pianificazione sociale di zona condotto nel 2007 da Isfol in collaborazione con Upi e centrato su 346 casi ambiti sociali appartenenti a 16 territori regionali, ha fatto emergere che servizi domiciliari ed interventi di promozione sociale sono tipologie prevalenti di attività finanziate, segnalati in più di tre quarti delle risposte: seguono sussidi economici (63,1%), servizi semiresidenziali (62,4%) ed interventi volti a contrastare emergenze sociali (61,8%). Le tipologie di servizio che più immediatamente possono riferirsi alla lotta all’esclusione possono identificarsi con i sussidi economici e con gli interventi volti al fronteggiamento di emergenze sociali, entrambi presenti in più di sei piani su dieci. Per quanto concerne i trasferimenti monetari, il primato di una maggiore diffusione è detenuto dalle zone del Veneto (82,4%), dell’Emilia Romagna (80,8%) e della Liguria (77,8%). Per il futuro, occorre puntare alla realizzazione di strategie territoriali integrate: piani di azione a lungo termine con cui accostarsi alle questioni sociali, facendo perno sui territori e promuovendo l’integrazione, ovvero selezionando sul territorio le risorse attivabili e le condizioni migliori per l’attuazione degli interventi nel superamento della logica dell’emergenza. «Se si è perso tempo – hanno detto Vittorio Nozza e Tiziano Vecchiato - in particolare negli ultimi anni, è anche perché si è dato credito a una tesi convincente e seducente: la povertà potrà essere ridotta grazie allo sviluppo economico. In sostanza: “maggiore sviluppo economico, maggiore redistribuzione dei vantaggi di tale sviluppo, quindi meno povertà”. Si tratta di una tesi che ha avuto, almeno fino al recente crack finanziario, un’indubbia capacità di convinzione e nello stesso tempo ha contribuito a rinviare un impegno responsabile per affrontare il problema. Se questa tesi fosse vera, nel Paese che, pur con molte contraddizioni e fragilità messe a nudo dall’attuale crisi dei mercati finanziari, è ai primi posti dello sviluppo mondiale – gli USA – non dovrebbero esserci 13 milioni di bambini che vivono in condizione di povertà. Se consideriamo i bambini che vivono in famiglie povere e in famiglie a basso reddito, la percentuale passa dal 17% al 39%. Se prendiamo in esame la condizione dei bambini poveri in quel paese, negli anni dal 2000 al 2006, risulta che la povertà infantile è aumentata dell’11%, cioè 1.200.000 bambini si sono aggiunti ai già tanti costretti a crescere poveri ed emarginati (National Center for Children in Poverty, 2007). Se la tesi della riduzione della povertà, grazie allo sviluppo economico, avesse mantenuto le sue promesse, non dovrebbe essere così, anzi il contrario. Evidentemente la questione povertà non è un incidente “da poco sviluppo”. È invece fortemente radicata nelle economie occidentali».

 

 
Di pig (del 14/10/2008 @ 17:30:47, in cronaca, linkato 1037 volte)

Finisce in Sardegna l’era della tv analogica. A partire da domani, infatti, nell’isola verrà effettuato lo spegnimento della trasmissione analogica del segnale televisivo, e prenderà il via l'accensione del digitale terrestre (DTT).  La nostra regione, inoltre, dal primo novembre, sarà la prima in Europa ad adottare integralmente il nuovo standard televisivo digitale. L'offerta digitale della Rai per la Sardegna sarà irradiata da sei multiplex, e composta dai programmi digitali Rai, e dai servizi interattivi a valore aggiunto (MHP), che anche grazie alla collaborazione delle istituzioni locali consentiranno di visualizzare informazioni di pubblica utilità. Sul Mux1 (Multiplex) saranno visibili RaiUno, Raidue e Raitre; sul Mux2, Rai4 e RaiGulp, oltre ai canali radiofonici Radio1, Radio2, Radio3 e Auditorium; sul Mux3, Raisport+, Raiuno, Raidue e Raitre; sul Mux4, RaiEdu 1 e 2 e RaiNews24; sul Mux5, i canali di test Hd1 e Hd2; il Mux6 e' il canale dedicato ai servizi in mobilità. Le attività tecniche di spegnimento eattivazione saranno raggruppate in 4 macro aree, e avverranno nel giro di qualche giorno. Macro area 1: Ogliastra e Sarrabus dal 15 al 16 ottobre. (Domani saranno coinvolti anche i comuni del cagliaritano, Sulcis Iglesiente e Medio Campidano con la conversione al digitale della rete analogica RaiUno). Macro area 2: Cagliaritano, Medio Campidano, Sulcis-Iglesiente, dal 17 al 20 ottobre. Macro area 3: Oristianese e Nuorese dal 21 al 24 ottobre. Macro area 4: Sassarese e Gallura dal 27 al 31 ottobre. Il dettaglio dei comuni coinvolti è disponibile anche sul sito www.decoder.comunicazioni.it, alla voce "elenco comuni". E' inoltre attivo il numero verde 800 022 000, da lunedì al sabato, dalle ore 8calle 20, in grado di fornire tutte le indicazioni necessarie ad orientare i consumatori, gli installatori, i rivenditori, i produttori di elettronica di consumo. Il segnale televisivo digitale può essere ricevuto attraverso un televisore integrato o un decoder collegato alla tv, che consentirà, oltre ad una migliore qualità di ricezione audio e video, di vedere i canali gratuiti, i contenuti a pagamento, e i servizi interattivi. Gli abbonati Rai, residenti in Sardegna e che non ne hammo ancora usufruito, potranno ottenere, secono quando si legge in un comunicato dell'azienda, un buono acquisto del valore di 50 euro, messo a disposizione dal ministero dello Sviluppo Economico per l'acquisto di un decoder digitale, tra quelli ammessi al contributo, spendibile presso i rivenditori che aderiscono all'iniziativa.

 

Altre notizie:

 

Affidereste i vostri risparmi a un pregiudicato senza che vi punti contro una pistola? A una persona in attesa di giudizio per truffa, bancarotta, frode fiscale, usura? Chi compra azioni va garantito. L’integrità delle persone che gestiscono l’azienda in cui si investe è un dato economico, non solo penale. La reputazione nel mondo degli affari è tutto. La fedina penale degli amministratori deve essere visibile nella richiesta di acquisto delle azioni. Uno può scegliere in base al reato. Ho qualche soldo da parte e ho chiesto a mio fratello dove era meglio investire, se in un truffatore, in un usuraio o in un bancarottiere. Mi ha suggerito i Casalesi. In Borsa ci sono circa 270 società. Ognuna ha un amministratore delegato, un presidente, un direttore generale, un consiglio di amministrazione. La Consob dovrebbe pubblicare nel suo sito l’elenco dei pregiudicati e di chi è in attesa di giudizio. La Borsa deve essere PULITA. Altrimenti meglio il casinò, è più etico, o affidare il nostro patrimonio alla criminalità organizzata, è più sicuro. Cito di seguito alcuni nomi. Sono tra i Signori della Borsa. Quelli che decidono del futuro dei vostri soldi. L’elenco è molto più lungo. Il Parlamento in confronto alla Borsa è un ritrovo di galantuomini. Borsa Pulita. Draghi si dia una mossa, il momento è favorevole per una legge sull’etica nella Borsa. Chieda una consulenza alla famiglia dello psiconano.  1) Roberto Colaninno. Condannato a 4 anni e 1 mese per bancarotta nel crack Italcase-Bagaglino nel dicembre 2006, interdetto dai pubblici uffici per 5 anni, pene condonate grazie alla legge sull'indulto, è presidente di IMMSI e di Piaggio e consigliere in Mediobanca (da Wikipedia). 2) Salvatore Ligresti. Coinvolto in Tangentopoli, arrestato e condannato per tangenti. Dopo aver patteggiato 2 anni e 4 mesi con la giustizia, affidato ai servizi sociali, torna all'attività di costruttore, consigliere in Unicredit, Immobiliare Lombarda e Premafin Finanziaria (da Wikipedia). 3) Cesare Romiti. Condanna a undici mesi e dieci giorni di reclusione per irregolarità relative al periodo in cui ricopriva la carica di amministratore delegato del gruppo Fiat, consigliere in RCS Mediagroup e Impregilo. 4) Cesare Geronzi. Nel processo per il crack Parmalat è indagato per usura aggravata e concorso in bancarotta fraudolenta. Nel crack Cirio indagato di frode riguardo l'emissione e collocamento dei 'bond' Cirio tramite Capitalia. Per il crack Italcase condannato in primo grado per bancarotta a 1 anno e 8 mesi più l'interdizione di esercitare uffici direttivi presso qualunque impresa per 2 anni, presidente di Mediobanca (da Wikipedia). 5) Paolo Scaroni. Nel luglio 1992, anni di Tangentopoli, viene arrestato sotto l'accusa di aver pagato tangenti al PSI per conto della Techint. Nel 1996 si celebra il processo in cui Scaroni chiede di patteggiare la pena: 1 anno e 4 mesi, sotto la soglia della carcerazione. Nel 2006 viene processato dal tribunale di Adria, in qualità di amministratore delegato dell'Enel all'epoca dei fatti, per aver inquinato, con la Centrale di Porto Tolle, il territorio del delta del Po. Viene successivamente condannato ad un mese di reclusione, a titolo colposo, pena che viene convertita in un'ammenda di 1.140 euro. Amministratore delegato di ENI, consigliere di amministrazione in Assicurazioni Generali (da Wikipedia). IMMSI, Piaggio, Mediobanca, Unicredit, Immobiliare Lombarda, Premafin Finanziaria, RCS Mediagroup, Impregilo, ENI e Assicurazioni Generali sono tutte aziende quotate in Borsa. (www.beppegrillo.it)

 

 

Duemilasettecento ettari del Monte Grighine saranno risanati, grazie ad un piano particolareggiato approvato dalla giunta regionale. Il progetto riguarda interventi di difesa del suolo colpito da erosione e dissesto idrogeologico, che interessano terreni nei comuni di Siapiccia, Siamanna, Villaurbana, Ruinas, Allai e Fordongianus. L'esecuzione delle opere sarà affidata all'Ente Foreste, che si avvarrà per la realizzazione dei primi stralci del programma, delle risorse trasferite dallo Stato alla Regione relative al secondo Piano Strategico Nazionale per la mitigazione del rischio idrogeologico. Una vasta area del monte Grighine,  un tempo ricoperta da boschi di conifere, estesi per circa 2000 ettari, è andata completamente distrutta a causa degli incendi del 1988 e del 1999. Gli interventi in atto, di tipo idraulico-forestale estensivo, riguarderanno rimboschimenti, ricostruzioni boschive e recuperi.

 

Pasqualino Fancellu, 44 anni, di Montresta, operaio dell'Ente Foreste, sorpreso dal Corpo forestale della Regione mentre appiccava il fuoco a un bosco nelle campagne del paese, subito dopo aver terminato il suo turno di vedetta antincendio, dovrà sottoporsi alla misura cautelare dell’obbligo di dimora. Lo ha deciso il Gip del Tribunale di Oristano, Alessadra Angioni. L’operaio, secondo la ricostruzione effettuata dagli inquirenti, nell’agosto scorso, nel tragitto di ritorno dalla torretta d’avvistamento alla sua abitazione di Montresta, avrebbe lanciato un ordigno incendiario dal finestrino dell'auto, avviando un focolaio. In virtù di quanto deciso dal Gip, Fancellu non potrà uscire dal centro abitato di Montresta, e non potrà frequentare le campagne del paese. Durante l’indagine, portata a termine dal corpo forestale, e coordinata dal sostituto procuratore, Lucio Marcantonio, erano stati disposti una serie d’appostamenti in zone boscose dove erano scoppiati frequenti incendi, che avevano poi portato ad incastrare il Fancellu.

 

Come avevamo preannunciato ieri, la logorrea del segretario regionale del Psd’Az, Efisio Trincas, a torto o a ragione, ormai non ha freno alcuno. Pur di comparire sulla stampa, Trincas ha deciso di intervenire su qualsiasi argomento, pur di bruciare sul tempo il suo collega-rivale Maninchedda, che in fatto di esternazioni pro-media (strampalate o meno che siano) è un autentico esperto. Questa volta, il segretario sardista è intervenuto sulla scuola. "La riforma della scuola del ministro Gelmini – ha detto Trincas - mostra tantissime lacune. Innanzitutto, il federalismo tanto sbandierato non viene, di fatto, attuato come dimostra il mancato insegnamento obbligatorio della lingua locale e la riduzione del numero degli insegnanti nelle scuole elementari". Trincas ha poi  sottolineato come "…la riduzione del numero degli insegnanti vada a cozzare con il mantenimento dell'insegnante di sostegno". L’ex sindaco di Cabras si è, quindi, appellato alla Lega e alle altre forze nazionalitarie presenti nel parlamento italiano e europeo, perchè venga riconosciuto al popolo sardo il diritto all'insegnamento obbligatorio nelle scuole della lingua sarda.

 

 
Di greg (del 13/10/2008 @ 12:15:56, in cronaca, linkato 1710 volte)

La conferma di Belluno, l'improvviso tracollo di Roma, lo scatto di reni di Milano, il Sud costantemente in panne, il protrarsi dell'emergenza mobilità, smog, trasporto pubblico. L'esame dei centoventoicinque indicatori di Ecosistema 2009, l'indagine sulla sostenibilità urbana di Legambiente, Sole 24 Ore e Ambiente Italia, restituisce queste cinque immagini nitide dell'Italia delle città, con le due metropoli più importanti che imboccano strade diverse, la riproposizione di un divario enorme tra settentrione e meridione, e una sostanziale stasi della qualità ambientale urbana. I numeri mettono in risalto un'Italia delle città piena di contraddizioni. Con alcune esperienze avanzate in diverse aree del Paese (il teleriscaldamento, una raccolta differenziata spinta) che si perdono in una generale mediocrità delle politiche ambientali. Con una forte domanda di una mobilità più sicura e scorrevole e una realtà fatta di ingorghi e smog, un servizio di trasporto pubblico che vede ormai salire ogni italiano sull'autobus meno di una volta a settimana, una stasi delle strategie volte a favorire gli spostamenti a piedi, in bicicletta o coi mezzi collettivi. Con una serie di consumi che, in tempi di crisi economica, si dicono in calo e invece restano stabili o continuano a crescere. Il rinnovo del parco auto, ad esempio: c'e' stato un ricambio dell'8%, vecchie vetture sostituite da modelli freschi di concessionaria. Oppure la bolletta energetica e petrolifera delle città, praticamente identica a quella dell'anno prima. E anche con una gestione dei rifiuti che rimane immutata. Paradossalmente, anzi, la produzione di spazzatura aumenta da un anno all'altro di un chilo a persona. Ma e' un chilo molto "pesante", che mette in luce quanto l'emergenza Campania abbia poco influenzato le scelte generali delle  locali e di quella nazionale. La classifica della sostenibilità ambientale tra le prime cinque città vede anche Siena, Trento, Verbania e Parma. Pur senza primeggiare in quasi nessuno dei parametri selezionati Belluno ha buone performance in tutti i settori: una discreta qualità dell'aria (la media annuale delle polveri sottili scende da 26 a 23 microgrammi per metro cubo, ampiamente entro i limiti di legge), un'ottima raccolta differenziata (il 57,4%), una bassissima produzione di rifiuti, bassi consumi di acqua (136 litri pro-capite) ma perdite eccessive dalla rete idrica (il 36%), un trasporto pubblico sufficiente (76 viaggi a testa ogni anno), una buona dotazione di spazio per le bici (4,6 metri per abitante) e una crescita costante degli spazi interdetti alle auto. L'altra faccia dell'Italia delle città  si chiama Frosinone, ultima nella graduatoria di Ecosistema Urbano 2009, che occupa la coda insieme a Ragusa, Catania e Benevento. Nel capoluogo laziale parecchio smog, un trasporto pubblico quasi inesistente, un altissimo tasso di motorizzazione (73 auto ogni 100 abitanti). Le colpe della staticità delle città sono varie e non sempre ricadono sui sindaci. "Se dovessimo indicare oggi l'identikit del buon amministratore - si legge nel rapporto - potremmo sintetizzarlo in questo modo: un sindaco che agisce per risolvere i problemi e così facendo riscuote consenso. Troppi sindaci sembrano pensare che l'obiettivo di rendere le città più moderne ed efficienti passi più da qualche grande infrastruttura isolata, piuttosto che da una forte scommessa sulla qualità ambientale come fattore di benessere civico e anche di sviluppo economico". Ecosistema Urbano 2009 segnala inoltre la presenza di Cagliari al 35esimo posto nella classifica generale (prima delle città del sud e isole) e al quinto posto tra le grandi città, in salita di 17 posizioni rispetto all'edizione 2008. Tra la prima e l'ultima classificata di Ecosistema Urbano c'e' un baratro. I migliori progrediscono, i peggiori sembrano quasi arretrare: le distanze non si attenuano, si esasperano. E gli ultimi non sono necessariamente i più poveri (in parte sì, sono le città a più basso reddito), ma quelli che peggio curano le loro risorse ambientali. Le ultime 14 città di questo anno (non molto diverse da quelle del 2007 o anche del 2003) sono tutte città di cinque regioni: Sicilia (7), Calabria (3), Lazio (2), Campania (1). E, a sorpresa, Matera. "Sgombriamo il campo dall'idea che queste città siano “in ritardo'” perché (o solo perchè) a più basso reddito - commenta Alberto Fiorillo, responsabile aree urbane di Legambiente: - Frosinone, ultima in classifica, ha lo stesso prodotto interno lordo pro capite di Verbania, che e' invece tra le prime cinque, Catania (la terzultima) ha un pil pro capite superiore a Campobasso (che e' 63 posizioni sopra nella classifica), Catanzaro ha un reddito procapite superiore a Cagliari ma piu' di 15 punti in meno nella classifica di qualita' ambientale". Tornando a ragionare di vetta, si riparte dal secondo gradino del podio: Siena. Terza si piazza Trento, al quarto posto c'e' Verbania. Queste alcune delle "pagelle" assegnate alle citta' da Legambiente. Biossido di azoto (media annua in microgrammi/mc): la migliore: Macerata (14,2); peggiore, Torino (64,0). Pm10 (media annua in microgrammi/mc): Le migliori: Cosenza (13,9), Nuoro, (16,3); peggiore,Torino (59,5). Ozono (media giorni superamento del limite): migliori, Caserta, Imperia, Latina, Nuoro, Teramo (0); peggiore,Novara (99). Acqua potabile (lt/abitante(giorno): migliore,Enna (87,8),  peggiorie,Salerno (260). Tasso di motorizzazione (auto/100 abitanti): migliori: Venezia (43), Genova (47;  peggiore, Aosta (202). Consumi carburante (kep/abitante/anno): migliore, Enna (235). Le peggiori: Sassari (765), Ragusa (761), Nuoro (729), Cagliari (666). Trasporto pubblico (viaggi/abitante/anno): migliore, Venezia (652); Raccolta differenziata (rifiuti raccolti separatamente sul totale): migliore, Verbania (72,4); peggiore, Siracusa (2,9). Elettricità (kW/abitante/anno): migliore,Campobasso (896); peggiori ,Bolzano (1672), Cagliari (1591). Isole pedonali (metri quadrati per abitante): migliore, Venezia (4,68), Verbania (2,81);peggiori: Viterbo, Trapani, Rovigo, Brindisi e Bergamo (0). Ztl (metri quadrati per abitante): migliore Siena (30,94). Piste ciclabili: (metri lineari ciclabili per abitante): migliorie, Reggio Emilia (30,74); peggiori Isernia, L’Aquila, Napoli, Potenza, Teramo e Vibo Valentia (0). Verde urbano (metri quadrati per abitante): migliorie, Lucca (53,3); peggiori: Messina (0,4), Trapani (0,7), Caltanissetta (0,7), Sassari (1,1). Energia rinnovabile. I comuni che hanno installato pannelli fotovoltaici sono 59. Primeggia Benevento con 4,30 kW di potenza per abitante, mentre salgono invece a 47, rispetto alle 30 dello scorso anno, le amministrazioni che hanno optato per impianti solari termici: tra queste emerge Siena (con quasi 10 m2 ogni 1.000 abitanti). Da segnalare che Forlì, La Spezia, Modena, Ragusa, Sondrio e Vercelli ottengono il punteggio massimo per entrambi gli indicatori sul solare. Meno diffuse tra i comuni italiani sono le reti di teleriscaldamento, realizzate in 22 comuni di cui però 15 mostrano un elevato numero di abitanti raggiunti (Mantova è prima con più di 800 abitanti serviti ogni 1.000 residenti. Resta decisamente indietro l’installazione di impianti a biomasse: sono infatti solo 10 le amministrazioni comunali che ne usufruiscono, con valori importanti per Cremona (189 kW ogni 1.000 ab). Ad un esame complessivo, Brescia, Genova e Torino risultano essere le uniche città capoluogo a cimentarsi con tutte e quattro le tipologie di fonti energetiche. 

 

Altre notizie:

 

"Tutto il disegno di legge sull'urbanistica è permeato da un dirigismo del livello di governo regionale". E' la posizione del segretario regionale del Psd’Az, Efisio Trincas, secondo il quale il provvedimento in discussione in consiglio regionale "…non afferma il principio di sussidiarietà, previsto dalla modifica del Titolo V della Costituzione, dove viene evidenziato che non vi è una dipendenza gerarchica tra le varie istituzioni (Regione, Province e Comuni) per il governo del territorio esprimendo la volontà di concertazione tra le tre istituzioni suddette. Nel disegno di legge - sempre secondo Trincas - non vi è alcun accenno alla copianificazione e concertazione". Questa, la dichiarazione di Trincas, rispettabile come tutte le opinioni, anche quando si intravede la scarsa conoscenza di quanto si argomenta. Trincas, ormai ex sindaco di Cabras, è in continua crisi d'astinenza da esternazione, soprattutto dopo che è stato surclassato  nel Psd'Az, in fatto di visibilità, da Maninchedda, politico che ancora non ha stabilito dove fare l’uovo definitivamente, e che, per questo motivo, è alla continua ricerca di spazio sulla stampa, in particolare distinguendosi con  “proclami” contro Soru. Cosa politicamente legittima, ma che lo porta spesso a sgomitare nei partiti in cui ha militato, dove le sue elevate teorie (fallimentari) sui “massimi sistemi” non hanno mai avuto seguito. “Visto che appena apre bocca Maninchedda – deve aver pensato Trincas -, “Il Bugiardino” e compagnia gli fanno da megafono, perchè non posso tentarci anch’io?”.  La riscossa è cominciata. Tra quanto la risposta di Maninchedda?

Due interrogazioni a risposta scritta sono state presentate, al Ministro della difesa, da Caterina Pes, deputato oristanese del Partuito Democratico. Una riguarda il nucleo elicotteri, l’altra il Caoip di Abbasanta. Nella prima interrogazione, Caterina Pes, considerato che il nucleo elicotteri di Abbasanta, dalla metà degli anni sessanta, costituisce un elemento centrale della struttura dell'Arma dei Carabinieri, con sede in località Feurredu (Abbasanta), unitamente ai Cacciatori di Sardegna ed al Reparto cinofili; che, in questi ultimi decenni, è stato oggetto di significativi e importanti investimenti strutturali quali l'ampliamento degli hangar, la costruzione di alcuni alloggi, e l'ammodernamento degli stabili; che si è realizzato un rafforzamento ed un potenziamento degli organici e della logistica, garantendo un servizio efficiente per tutta l'isola, e in particolar modo per il centro Sardegna. Poiché di recente, attraverso la stampa locale, si è appresa la notizia dell'avvenuto trasferimento ad Olbia del distaccamento nucleo elicotteri di Abbasanta, il deputato del Pd chiede di sapere quale sia il motivo di questa scelta, e se le strategie e gli investimenti sinora attuati per la struttura di Feurredu saranno mantenuti anche nel prossimo futuro. Nella seconda interrogazione, Caterina Pes, dopo aver ricordato che il Caip della Polizia di Stato ha sede ad Abbasanta dalla metà degli anni sessanta; che rappresenta un punto di riferimento nella prevenzione e nella repressione, fornendo un significativo apporto alle politiche di promozione della legalità per la Sardegna e per l'Italia; che è divenuto punto di riferimento per la Polizia di Stato, raggiungendo risultati significativi nel campo dell'alta formazione professionale e dell'addestramento a livello nazionale ed internazionale; che la presenza del VII Reparto volo della Polizia di Stato ne ha potenziato ed accresciuto le capacità operative ed i servizi svolti; che lo Stato ha provveduto negli anni a incrementare il centro Caip, migliorando la qualità strutturale, infrastrutturale e tecnologica. Poiché si è appreso che il VII Reparto volo della Polizia di Stato sarà trasferito da Abbasanta all'aeroporto Fenosu  di Oristano, la Pes chiede di sapere se si sia davanti a un progetto di un ridimensionamento del Centro, e come si intenda garantire la valenza strategica che sino ad ora ha caratterizzato il centro in ambito regionale, nazionale ed internazionale.  

Il 31 Ottobre scadono i termini per la presentazione delle domande per l’iscrizione nell’albo dei presidenti di seggio. Il modello di domanda è disponibile sul sito internet del Comune di Oristano (www.comune.oristano.it) e presso l’Ufficio elettorale a Palazzo degli Scolopi.

Sono esclusi dalla funzione di presidente:

a)       i dipendenti dei Ministeri dell’interno, delle Poste e delle Telecomunicazioni e dei Trasporti;

b)       gli appartenenti a Forze Armate in servizio;

c)       i medici provinciali, gli ufficiali sanitari ed i medici condotti;

d)       i segretari comunali ed i dipendenti dei comuni, addetti o comandati a prestare servizio presso gli uffici elettorali comunali;

e)       i candidati alle elezioni per le quali si svolge la votazione.

 

Alla luce dell'azione promozionale che la Regione sta attuando in America, per far conoscere le mete turistiche dell'Isola, la Camera di commercio di Oristano ha deciso di sostenere le imprese agroalimentari della provincia che cercheranno di aprire nuovi spazi nei mercati degli Stati Uniti. L'impegno della Camera di Oristano si concretizzerà nel progetto "Sardegna, l'isola italiana delle eccellenze", sviluppato d'intesa con la Camera di commercio di Sassari, in collaborazione col Gruppo ristoratori italiani, che in America opera dal 1979, e che riunisce un migliaio di ristoranti di cucina italiana, sparsi in quasi tutti gli stati dell'Unione. L'iniziativa prevede un'attività di formazione rivolta alle imprese partecipanti da svolgersi a Oristano, gà a cominciare da Si comincia domani, 14 ottobre, alle 10.30, con un seminario, in programma nella sala conferenze della Camera di Commercio in via Carducci. Al seminario interverranno esperti del settore, che illustreranno lo scenario socio-economico americano, e che indicheranno le opportunità del mercato d'oltre oceano, analizzando anche la complessa normativa sull'importazione delle merci, di cui gli americani si sono dotati. Nella seconda quindicina di novembre, invece, saranno le imprese oristanesi ad andare a New York, per attivare i primi contatti diretti. E' prevista, fra l’altro, la presentazione di piatti e prodotti tipici dell'Oristanese ai rappresentanti di importanti aziende di importazione e distribuzione alimentare. Saranno, poi, i prodotti oristanesi a farla da padrone in successivi  momenti di degustazione, programmati in alcuni tra i più rinomati punti vendita dell'agroalimentare di qualità, operanti nel centro di New York. Nel 2009 saranno, invece, gli operatori americani delle aziende di importazione a venire in Sardegna.

 

 

 

 

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