Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di pig (del 07/10/2009 @ 22:00:02, in cronaca, linkato 760 volte)
«La Corte costituzionale  giudicando sulle questioni di legittimità costituzionale poste con le ordinanze n. 397/08 e n. 398/08 del Tribunale di Milano e n. 9/09 del Gip del Tribunale di Roma ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 1 della legge 23 luglio 2008, n. 124 per violazione degli articoli 3 e 138 della Costituzione. Ha altresì dichiarato inammissibili le questioni di legittimità costituzionale della stessa disposizione proposte dal Gip del Tribunale di Roma». Questa, la nota ufficiale sul  lodo Alfano diramata dal palazzo della Consulta. Il lodo Alfano è, quindi, illegittimo, perché viola ben due norme della nostra Carta costituzionale: l'articolo 3, che stabilisce l'uguaglianza di tutti i cittadini (anche di fronte alla legge); e l'articolo 138, che impone l'obbligo, in casi del genere, di far ricorso a una legge costituzionale e non ordinaria. Lo hanno deciso, a maggioranza, i giudici della Consulta, riuniti in seduta plenaria dalla mattinata di ieri, a proposito del provvedimento che sospende i processi per le prime quattro cariche dello Stato.  La bocciatura a tutto campo, da parte della Corte costituzionale, colpisce un provvedimento fortemente voluto da Silvio Berlusconi. Che, prima, lascia commentare l'esito della vicenda al sottosegretario Paolo Bonaiuti: "Una sentenza politica, ma il presidente, il governo e la maggioranza continueranno a governare come, in tutte le occasioni dall'aprile del 2008, hanno richiesto gli italiani con il loro voto". Poi, uscendo da Palazzo Grazioli, non si tiene: "Vado avanti. La Consulta è politicizzata. E' di sinistra". E aggiunge: "Dobbiamo governare per cinque anni con o senza il Lodo. Non ci ho mai creduto perché una Corte Costituzionale con 11 giudici di sinistra era impossibile che approvasse tutto questo". Insieme, una filippica contro i giornali e i giornalisti di sinistra, i programmi di approfondimento di sinistra, il capo dello Stato "che sapete da che parte sta". Per concludere così: "A me queste cose mi caricano. Andiamo avanti. Viva Berlusconi". Più tardi, quando gli riferiscono le parole di imparzialità che arrivano da Quirinale ("Il capo dello Stato sta dalla parte della Costituzione con assoluta imparzialità"), il Cavaliere perde quasi le staffe: "Non mi interessa quello che dice Napolitano. Mi sento preso in giro". Subito dopo arriva il commento, decisamente più tecnico, del ministro della Giustizia che porta lo stesso cognome del Lodo: "E' una sentenza che sorprende, e non poco, per l'evocazione dell'art.138 della Costituzione. La Corte Costituzionale - afferma il Guardasigilli - dice oggi ciò che avrebbe potuto e, inevitabilmente, dovuto dire già nel 2004 nell'unico precedente in materia". Poi, Alfano spiega: "E' incomprensibile come abbiano potuto spendere, nel 2004, pagine su pagine di motivazioni relative alla rinunciabilità della sospensione processuale, alla sospensione della prescrizione e tanto altro ancora senza fare alcun riferimento alla necessità di una legge costituzionale. Tale argomento, preliminare e risolutivo, è inspiegabile che venga evocato quest'oggi". E, a "Porta a porta", comunque, fa sapere che il governo non intende proporre un disegno di legge costituzionale. Duro l'avvocato Niccolò Ghedini, avvocato del premier: "Questa è una sentenza con cui la Corte rinnega principi da se stessa già enunciati. Si pretende, contro la volontà popolare, che il presidente del Consiglio anzichè occuparsi dei problemi nazionali ed internazionali, sia costretto a seguire evanescenti processi".  La sentenza, sul piano pratico, sblocca i due processi milanesi a carico del premier (per corruzione in atti giudiziari  dell’avvocato inglese Mills   e per reati societari nella compravendita dei diritti tv Mediaset), congelati proprio a causa del lodo. La Corte ha quindi accolto i dubbi di legittimità sollevati dai magistrati del capoluogo lombardo. La Consulta ha invece dichiarato inammissibile il terzo ricorso, proposto dal gip di Roma chiamato a decidere se archiviare (come chiesto dalla procura) la posizione di Berlusconi - indagato per istigazione alla corruzione di alcuni senatori, eletti all'estero durante la scorsa legislatura.  I giudici costituzionali sono entrati in camera di consiglio ieri, ma la giornata si è conclusa con una fumata nera. Da qui la seconda riunione, quella odierna: mattinata ancora con un nulla di fatto, e poi, nel pomeriggio, la pronuncia è arrivata. Una scelta non facile, quella dei giudici. Anche perché tra i membri della Corte si è consumato uno scontro tra i favorevoli e i contrari. Fino alla decisione finale: a quanto sembra nove dei quindici membri si sono espressi per l'illegittimità, sei erano di parere diverso. Prima della pronuncia della Consulta, le parole più forti le ha pronunciate Umberto Bossi: "Non sarà bocciato, speriamo bene: ma non si può sfidare l'ira dei popoli. Se il lodo sarà bocciato la Lega trasformerà le elezioni regionali in un referendum sul premier". Parole, le sue, che hanno provocato reazioni forti di condanna, da parte di tutti i partiti di opposizione.  Le motivazioni si conosceranno solo tra qualche settimana, quando il giudice relatore, Franco Gallo, le avrà messe nero su bianco, per poi sottoporle nuovamente al voto dei giudici in camera di consiglio. (www.repubblica.it)

Altre notizie:

Il consiglio regionale della Sardegna ha votato  all'unanimità un ordine del giorno in cui impegna la giunta a opporsi formalmente, in sede di autotutela, al rilascio della concessione demaniale richiesta dalla società "Renewable Energies srl" per realizzare un parco eolico in mare davanti alle coste di Is Arenas, nell'Oristanese. Con il documento, votato dai 53 consiglieri presenti in aula poco dopo l'apertura della seduta, l'assemblea sarda esprime parere contrario all'autorizzazione che i privati hanno chiesto alla capitaneria di porto di Oristano. Nel suo intervento in aula prima del voto, il capogruppo del Pdl ed ex assessore della provincia di Oristano, Mario Diana, aveva invitato l'intero c,onsiglio a esprimersi a favore dell'ordine del giorno, votato anche dalla presidente, Claudia Lombardo, che ha chiesto all'assemblea di potersi eccezionalmente esprimere. Di solito, nelle votazioni, infatti, il presidente si astiene. Diana ha anche ricordato che alla capitaneria di porto di Oristano, senza che la Regione ne fosse interessata in alcun modo, è stata presentata la richiesta di installare un altro impianto eolico off-shore: 20 pale da piazzare, a circa 500 metri dal mare, nel golfo di Oristano, nel territorio del comune di Santa Giusta. L'ordine del giorno, inoltre, impegna la giunta a convocare una conferenza di servizi con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati dall'iter autorizzativo dell'opera "…affinche' questo non abbia luogo senza un reale e fattivo coinvolgimento delle comunità locali attraverso i loro rappresentanti istituzionali". L'esecutivo, inoltre, è impegnato ad adottare tutti gli atti amministrativi e a proporre al Consiglio regionale tutti gli atti normativi necessari a impedire la realizzazione del parco a Is Arenas. Nel testo si fa presente che la società non ha presentato alcuna richiesta di valutazione d'impatto ambientale, sia in sede regionale che in sede nazionale. Un parco eolico in area demaniale marittima consente un iter molto semplificato, non implica il rispetto del Piano paesaggistico regionale e riduce al minimo - si legge nell'ordine del giorno del consiglio regionale - le possibilità di intervento della Regione e degli enti locali. Dopo la votazione sull'ordine del giorno, il consiglio ha ripreso i lavori con l'articolo 4 della legge sull'edilizia, che prevede interventi di ampliamento degli immobili a finalità turistico-ricettiva. E' stato bocciato a voto segreto, con sette voti di scarto, un emendamento soppressivo della Sinistra sull'intero articolo, che consente incrementi volumetrici del 10% per hotel e residence nella fascia protetta dei 300 metri. Il limite sale al 20% per gli immobili situati oltre questo limite, e al 30% nel caso gli interventi portino a risparmi energetici del 25% o se si migliorino la qualità architettonica, la sicurezza strutturale e l'accessibilità degli immobili. "Questa legge passerà alla storia come legge “ammazza coste” e della cementificazione nella fascia dei 300 metri, oltre che delle brutture", ha evidenziato il capogruppo della Sinistra, Luciano Uras, mentre l'ex assessore all'Urbanistica, Gian Valerio Sanna (Pd), ha chiesto garanzie sulla composizione della commissione regionale, prevista nell'articolo 7 e  nominata dalla giunta, che dovrà esprimere pareri in alcuni casi di progetti di ampliamento, in particolare quelli sulle coste.

Non cessa la mobilitazione delle associazione ambientaliste, che ieri hanno promosso una manifestazione sotto il palazzo del consiglio regionale, per sollecitare modifiche al testo di legge sull'edilizia, in discussione in aula, nella direzione della salvaguardia paesaggistica. Legambiente Sardegna, Italia Nostra e Wwf chiedono che siano applicati i principi fondamentali del Piano Paesaggistico, in particolare nelle aree più sensibili costituite dalla fascia dei 300 metri e dai centri storici,  e l'esclusione di eventuali "accordi di programma" che possano riaprire le coste alle colate di cemento. In attesa del richiesto confronto col presidente della giunta, Ugo Cappellacci, le tre associazioni propongono una "lettera-appello" che ogni cittadino potrà inviare al presidente in posta elettronica e una raccolta firme. Lunedì 19 ottobre, inoltre, si terrà un convegno con esperti nazionali in urbanistica e tutela del paesaggio. L'obiettivo è anche quello di portare all'attenzione nazionale le gravi anomalie del testo di legge sull'edilizia in Sardegna, attraverso le segreterie nazionali delle associazioni.

Con una lettera sul blog vittimeuranio.com, un militare della provincia di Cagliari, che per sei anni e mezzo negli anni ‘80 ha prestato servizio nel poligono interforze del Salto di Quirra in Sardegna, ha denunciato la morte del figlio, nato con un tumore a un rene, e morto a un mese dalla nascita dopo un intervento chirurgico di asportazione del neuroblastoma. Il militare, 50 anni, padre di altri due figli, uno dei quali nato prima di quello ucciso nel 1989 dal tumore, ha taciuto per quasi 20 anni. "Mia moglie, che ha sofferto tantissimo per quello che è accaduto, da subito aveva suggerito che poteva esserci un nesso con il mio lavoro nel poligono dov'ero impiegato, come i miei colleghi e senza dotazioni particolari, anche in servizi di pulizia dei siti dov'erano caduti proiettili", riferisce all'Agi il militare, tutt'ora in servizio. "Ma io dicevo sempre che non poteva essere così, anche se alcuni medici da noi consultati avevano ipotizzato un legame. Poi negli ultimi anni ho cominciato a preoccuparmi seriamente, man mano che è cresciuta la consapevolezza di quanto accaduto ad altri colleghi e quando è emerso che i comandi di eserciti stranieri suggerivano ai propri militari di non concepire figli subito dopo aver prestato servizio in siti particolari". "Sono anche partito in Kosovo, con leggerezza e disinformazione", racconta il militare, che ha chiesto una consulenza legale sul caso del bambino vissuto appena 30 giorni. "Poi ho saputo di colleghi che si sono ammalati di malattie riconducibili alla missione svolta, e ho deciso di raccontare quanto e' successo a me e  alla mia famiglia" (Agi)

 
Di greg (del 06/10/2009 @ 14:30:03, in cronaca, linkato 1031 volte)

"Il Partito Democratico deve recuperare coerenza e credibilità. Credo perciò che debba presentarsi alle prossime consultazioni con una coalizione formata dall’Italia dei valori e da tutte le forze della sinistra, senza però escludere il dialogo con le forze sardiste, anche quelle che oggi stanno con il centrodestra, e con l'Udc". Lo ha sostenuto, questa mattina, la candidata alla segreteria del Pd sardo, Francesca Barracciu, durante  una conferenza stampa, in vista del voto del 25 ottobre che indicherà, assieme a quello nazionale, anche il nuovo leader regionale del partito. "Dovremmo puntare soprattutto sulla tutela dell'ambiente, così com’è avvenuto nella passata legislatura, e non consegnare la Sardegna al sacco delle coste, messo attualmente in atto dal centrodestra. Dovremmo valorizzare la scuola pubblica e difendere i valori di laicità, che sono  alla base del nostro partito". Secondo Francesca Barracciu, il Pd "…sconta problemi di partecipazione vera, e loo dimostra il fatto che alle primarie, riservate agli iscritti, per la scelta dei candidati alla segreteria regionale, tenute il mese scorso, in Sardegna ha votato solo il 57% dei tesserati. Per questo non sono incline e previsioni trionfalistiche. Nel Pd, come si è visto nell'organizzazione delle primarie, è prevalsa una visione totalmente da apparato - ha sottolineato Barracciu -. L’auspicio è, quindi, che si aprano totalmente le porte agli elettori, e che vi sia un profondo rinnovamento".

Una delegazione di manifestanti del comitato spontaneo contro il progetto di parco eolico, che dovrebbe sorgere sul mare davanti alle coste di Is Arenas, è stata ricevuta dalla presidente del consiglio regionale, Claudia Lombardo. Circa duecento persone, fra le quali il presidente della Provincia di Oristano, Pasquale Onida, hanno sfilato in corteo, stamattina, da piazza Matteotti fino  al palazzo del consiglio regionale, in via Roma, per dire no all'impianto off-shore in una zona di particolare pregio ambientale e turistico. In un documento indirizzato al presidente della Regione, Ugo Cappellacci, impegnato a Bruxelles nel Comitato delle Regioni dell'Ue, il comitato di cittadini contro il parco eolico sollecita un "…idoneo atto deliberativo, da trasmettere entro l'8 ottobre alla Capitaneria di porto di Orisano, per esprimere il diniego della Regione alla richiesta di concessione demaniale marittima, presentata dalla Is Arenas Renewable Energies srl”. Il comitato non è contrario tout court a impianti eolici off-shore, tanto che, in alternativa agli 80 pali alti 100 metri davanti a Is Arenas, propone impianti in mare a gestione diretta della Regione, da localizzare, grazie alle nuove tecnologie, a oltre venti miglia dalla costa su fondale medio-alto. Il parco contestato, secondo i promotori della manifestazione e gli amministratori locali, rischia di alterare le praterie sommerse di posidonia oceanica, il moto delle correnti, di impedire la piccola pesca e la navigazione da diporto, senza contare che produrrebbe inquinamento acustico ed elettromagnetico, e interferirebbe sulle migrazioni dell'avifauna in zone umide della Convenzione di Ramsar, oltre a danneggiare il paesaggio. La presidente del consiglio regionale, Claudia Lombardo, dopo aver ascoltato la delegazione, promuoverà tra i gruppi politici consiliari un ordine del giorno che sintetizzi la posizione dell'Assemblea legislativa sul progetto di parco eolico a Is Arenas. "I sardi - ha detto la presidente - devono essere liberi di poter decidere sul futuro del loro territorio. Prima di tutto è una questione di salvaguardia della dignità e dell'autonomia del popolo della Sardegna". La presidente ha poi sottolineato la necessità, anche per il rispetto del protocollo di Kyoto, di investire sulle fonti di energia rinnovabili, e quindi anche sull'eolico, purchè queste non siano però causa di veri e propri scempi ambientali”.

Il consiglio regionale dell'Anci Sardegna e l'assemblea dei sindaci hanno approvato, stamattina,  in seduta congiunta due documenti: uno di opposizione al progetto di parco eolico davanti alle coste dell'Oristanese; l'altro per contestare l'incremento, nel ddl della finanziaria regionale 2010, di 20 milioni di euro del Fondo Unico degli enti locali, considerato esiguo e non proporzionale all'aumento delle entrate regionali,  in virtù del nuovo regime in vigore dall'anno prossimo. A questo proposito, l'Anci promuoverà iniziative pubbliche nei territori provinciale e una manifestazione regionale. Nell'ordine del giorno sull'ipotesi di impianto off-shore a Is Arenas, l'Associazione dei comuni sardi manifesta "…preoccupazione e disappunto per il mancato e preventivo coinvolgimento delle istituzioni e delle popolazioni locali ed esprime vicinanza ai sindaci di Narbolia, San Vero Milis, Cuglieri e Oristano, come capofila dell'area vasta della provincia di Oristano”. L'Anci sostiene la necessità di aprire un tavolo di concertazione, per definire un piano energetico provinciale, coerente con quello regionale. Nel documento sulla finanziaria, invece, l'Anci chiede un incontro alla presidenza del consiglio regionale "…per denunciare il fatto che il disegno di legge del bilancio regionale non è formulato secondo la legislazione vigente". L'Anci, inoltre, chiede la convocazione urgente della conferenza Regione-enti locali, e una riunione congiunta del consiglio delle autonomie locali con il consiglio regionale prima dell'inizio della sessione di bilancio.

Sull’attuale situazione venutasi a creare all’ Istituto Statale d’Istruzione Superiore (Ipss) “Galileo Galilei”di Oristano, l’assessore provinciale alla Pubblica Istruzione, Mario Matta, ha protestato con il dirigente scolastico regionale, Armando Pietrella, informandone l’assessore regionale alla Pubblica Istruzione, Lucia Baire, nonché il consigliere provinciale Emanuele Cera. Questo il testo della lettera di Matta: “Con la presente, esprimo formale protesta perchè a distanza di oltre  un mese da una nostra comunicazione e dopo aver cercato inutilmente e per numerose volte di parlare con Lei,  ancora non  si è  avuta una risposta in merito alla grave situazione venutasi a creare nella scuola in oggetto per via della mancata istituzione della classe 4^ Tss. Considero questo fatto una grande mancanza di rispetto nei confronti della Istituzione che rappresento, ma soprattutto nei riguardi delle studentesse e  dei loro genitori che aspettano di sapere quale potrà essere il futuro scolastico dei propri figli considerato che l’attività didattica è iniziata da tempo. Chiarisco che se entro qualche giorno non riceveremo comunicazioni ufficiali in merito alla  richiesta di concessione da parte dell’ Ufficio Scolastico Regionale della autorizzazione per la istituzione di una classe articolata, che consenta alle ragazze di portare a termine ad Oristano il ciclo di studi, intraprenderemo insieme a loro ed ai  genitori una energica azione di lotta in difesa dei diritti dei ragazzi stessi. Al Consigliere provinciale Emanuele Cera, che legge per conoscenza, comunico che queste stesse rimostranze sarebbero state contenute, fra le altre, nella mia risposta alla sua interpellanza del 2 settembre  se mi avesse dato modo di farlo nella seduta in cui ha invece  ritenuto di lasciare anticipatamente l’aula. La Provincia già prima della interpellanza del Consigliere Cera si era presa a cuore del problema quando insieme all’ assessore alle Politiche Giovanili Serafino Corrias convocammo  una riunione con tutti i soggetti interessati (ragazze, genitori, dirigente dell’Istituto, dirigente scolastico provinciale) per discutere  delle problematiche e analizzare le azioni future da intraprendere come appunto la richiesta  di richiedere la concessione della classe articolata”.

Nonostante il governo di centro-destra avesse fatto della sicurezza un punto centrale della sua campagna elettorale, nei realtà dei fatti ha poi apportato dei pesanti tagli, che hanno creato notevoli difficoltà alle forze di polizia. Per protestare contro “…i pesantissimi tagli alle risorse per la sicurezza decisi dal governo e per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, scaduto da due anni", gli agenti della polizia di Stato hanno manifestato, oggi, a Cagliari, di fronte alla Questura, in via Amat. La protesta, organizzata dalle sigle di categoria Siulp, Sap, Siap, Silp Cgil, Ugl Polizia di Stato e Coisp, si è svolta in contemporanea in tutte le maggiori città italiane. Il segretario nazionale del Siap, Massimo Zucconi Martelli, ha sottolineato come nella legge finanziaria nazionale vi siano "…tagli indiscriminati alla sicurezza, le cui conseguenze ricadranno sui cittadini". "Ci sono meno fondi per i mezzi, per gli straordinari, per le missioni di polizia - ha aggiunto Zucconi Martelli -, con il rischio di portare al collasso tutte le attività. Sul rinnovo del contratto nazionale di lavoro per il biennio 2008-2009, non possiamo che ritenerci offesi per i 40 euro lordi proposti dal governo Berlusconi. Se non ci sarà un'inversione di rotta, siamo pronti a scendere in piazza anche nelle prossime settimane". La situazione è drammatica in tutta la Sardegna: le risorse sono ridotte a zero e, solo per fare un esempio, le pattuglie non possono presidiare il territorio perchè non ci sono i soldi per la benzina. I sindacati lamentano, infine, la mancanza di nuove assunzioni, con un rapporto di un agente assunto ogni dieci pensionamenti.

E' stato ritrovato nella tarda mattinata di oggi, a Bosa Marina, il corpo privo di vita di Vanessa Schintu, la giovane di 26 anni di Bosa, scomparsa da casa quattro giorni fa.  Il ritrovamento è avvenuto sugli scogli del canalone dell'Isola rossa, non distante dal vecchio faro. La ragazza aveva addosso ancora il maglioncino e i jeans che portava quando si era allontana da casa. Sono stati gli uomini del Circomare di Bosa i primi a intervenire dopo la segnalazione di un diportista. Sul posto sono poi  arrivati i carabinieri, che hanno eseguito i rilievi di rito. Il cadavere è stato trasferito all'ospedale San Martino di Oristano per essere sottoposto alla perizia necroscopica. L'ipotesi più  probabile, al momento,  è che la ragazza  si sia tolta la vita gettandosi in mare. Venerdì sera Vanessa Schintu aveva lasciato la casa di via Lungo Temo, dove viveva con due sorelle (che ne avevano denunciato la scomparsa) dopo la morte della madre, senza portare con se  documenti, denaro e telefono cellulare.

Anche la Città di Oristano ha reso omaggio a San Francesco. Nei giorni dedicati alla ricorrenza religiosa il sindaco di Oristano, Angela Nonnis, ha donato una lampada votiva al Santo Patrono d’Italia. In occasione dei festeggiamenti religiosi in onore di San Francesco, nel corso della messa, celebrata in città nella chiesa dedicata al santo di Assisi, e accompagnata dal Coro Città di Oristano, il sindaco ha donato la lampada votiva, a nome dell’intera comunità oristanese. “La lampada è una brocca della sposa, realizzata secondo l’antica tradizione dei figoli, con inciso il simbolo della città di Oristano – ha detto il sindaco -. Un simbolo della città che testimonia la sua devozione a un santo così vicino all’intero popolo italiano”. Il momento più importante delle celebrazioni  per San Francesco si è vissuto ad Oristano, come in tutte le comunità parrocchiali italiane, con l’accensione della lampada votiva, la preghiera per la pace e la distribuzione dei rami d’olivo.La messa è stata accompagnata dai canti del Coro Città di Oristano.

 
Di pig (del 05/10/2009 @ 22:00:22, in cronaca, linkato 1132 volte)
L’ennesimo no, secco e senza mezzi termini, all'impianto eolico di Is Arenas, davanti alle coste dell'Oristanese, è arrivato nel tardo pomeriggio. A pronunciarsi ufficialmente sono stati, in maniera congiunta, il consiglio provinciale di Oristano e i consigli comunali di Cuglieri, Narbolia e San Vero Milis, e, con un secondo documento, il consiglio comunale di Oristano. Entrambi i documenti esprimono un’unica volontà: quella di fermare il progetto che non solo in provincia di Oristano e ha incontrato una marea di contrarietà. Le due delibere, votate nel pomeriggio nel corso di un'affollata assemblea pubblica al teatro Garau di Oristano, rappresentano anche un'anticipazione delle opposizioni formali che saranno avanzate dalle amministrazioni interessate nella procedura per il rilascio della concessione nello specchio di mare per il parco off-shore. Molte polemiche hanno accompagnato l'intervento dell'assessore regionale all'Agricoltura e alla Pesca, Andrea Prato che, intervenendo brevemente durante l'assemblea, ha annunciato che l'esecutivo regionale esaminerà prestissimo la questione. Prato ha aggiunto che la Regione condivide le posizioni assunte dalle amministrazioni locali e appoggia appieno l'opposizione al progetto manifestata dalle popolazioni locali, e che al più presto lo farà con un documento ufficiale. Numerosi sono stati gli interventi critici, in particolare nei confronti della giunta regionale, per il ritardo con cui si appresta ad assumere un atto formale di opposizione al progetto. Intanto il sindaco di Narbolia ha annunciato che, proprio stamattina, è arrivato sul suo tavolo il provvedimento del ministero competente che, nonostante il parere contrario del suo comune e di quello di San Vero, autorizza la società che ha presentato il progetto, alla installazione di due anemometri. Occorre, quindi, è stato detto in più di un intervento non abbassare la guardia e non fidarsi delle promesse. Delle assicurazioni verbali non si fidano per niente le associazioni ambientaliste che, mentre la protesta si sposta a Cagliari,  proseguono nella loro battaglia.

Italia Nostra ha presentato al ministro dell'Ambiente, al governatore della Sardegna, e alla Capitaneria di porto di Oristano, formale opposizione al rilascio della concessione demaniale marittima per la realizzazione del parco eolico nel golfo di Is Arenas. Secondo l'associazione ambientalista “… il progetto (80 turbine alte fino a 150 metri, distribuite su 2000 ettari di mare ad un miglio dalla costa) darà il colpo di grazia a un territorio tra i più suggestivi della Sardegna, al suo paesaggio, ai tanti monumenti naturali presenti e alle attività economiche. Tutto questo - rileva Italia Nostra - in violazione del Codice dei beni culturali e della legge Galasso. L'eolico - sottolinea l'associazione - è una delle opzioni per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, ma questo non giustifica affatto la distruzione di beni paesaggistici unici e irripetibili tutelati dalla carta costituzionale. Riteniamo che questi impianti debbano essere localizzati nelle aree degradate o in zone industriali attive o dismesse".

"L'eolico, sul suolo e off-shore, deve essere realizzato, ma con criterio, e deve contribuire a rispettare gli impegni sottoscritti dal nostro paese in sede europea contro la dipendenza energetica dalle fonti fossili". Lo ribadisce Legambiente Sardegna, ribadendo, però la contrarietà al progetto di un parco off shore sulle coste dell'Oristanese, davanti a Is Arenas, considerato un impianto "…fuori scala rispetto alla estensione della zona ed alla estrema vicinanza alla costa e con elevati costi per l'ambiente e nessun beneficio per la Sardegna. L'impianto sorgerebbe - osserva l'associazione ambientalista - in uno specchio acqueo davanti a un'area a vocazione prettamente turistica e dalle caratteristiche ambientali di pregio, quali il sistema dunale di Is Arenas inquadrato come area Sic, il monumento naturale di S'Archittu, l'isola di Sa Tonnara e la Cala di Su Pallosu". La parte richiesta in concessione interessa, per circa la metà della sua estensione, "…una prateria di posidonia oceanica di 850 ettari (8.500.000 metri quadri) sui quali insisterebbero 43 degli 80 generatori dell'impianti ognuno con diametro di 8 metri e fondazione con base di circa 100 metri quadri con evidente alterazione della continuità della prateria". Legambiente Sardegna chiede alle autorità competenti di intervenire per fermare la procedura di approvazione del progetto in modo da garantire trasparenza e informazione rispetto agli obiettivi e ai contenuti dell'impianto proposto, e la piu' attenta tutela del paesaggio sardo. "Per realizzare le fondamenta delle torri il fondale roccioso verrebbe letteralmente smantellato con danno molto elevato ai fondali a alle biocenosi presenti", spiega Legambiente, ricordando come il 28 aprile scorso la giunta regionale della Sardegna abbia presentato proposta di ampliamento del'attuale Sic di Is Arenas nella zona a mare prospiciente per tutelare la prateria di posidonia oceanica (habitat prioritario per l'Ue). "La società Iare srl, richiedente concessione e proponente l'impianto, ha sede a Bosa (Oristano) ed è al 100% di una societa' (Parterncom S.A.) con sede in Lussemburgo con amministratore unico residente al Principato di Monaco - evidenzia il presidente regionale di Legambiente, Vincenzo Tiana -. E' quindi una società appositamente costituita per l'occasione nel maggio del 2009, con capitale sociale di appena 10.000 euro. I dubbi nascono dal fatto che appare poco verosimile che una società di questo tipo possa avere la necessaria solidità economica per sostenere un investimento da non meno di 400 o 500 milioni di euro e successivamente per realizzare e gestire un impianto di questo tipo. Appare invece molto più probabile che sia una delle tante società di ventura, nate con il semplice scopo di tentare di acquisire l'autorizzazione alla realizzazione dell'impianto da vendere poi al migliore offerente". In conclusione, allo stato della documentazione esistente, il generale impatto ambientale sarebbe consistente sia per l'alterazione del valore paesaggistico, contrastando con le indicazioni del Piano paesaggistico regionale per la fascia costiera.

"Non è accettabile che si faccia passare un progetto così invasivo che rischia di mortificare un'area di pregio ambientale riconosciuta non solo a livello regionale e nazionale ma anche europeo". L'Ente bilaterale del turismo Sardegna, presieduto da Sergio Codonesu, che rappresenta circa 5.000 operatori turistici dell'isola, si unisce al lungo elenco degli oppositori del progetto di parco eolico sul mare davanti alle coste di Is Arenas, nell'Oristanese. "Più di metà delle torri verrebbero costruite su un'area dove è diffusa la posidonia oceanica, una specie protetta da normative europee recepite in Italia", sottolinea Codonesu. "Secondo le norme regionali, inoltre, gli impianti eolici possono essere costruiti nelle aree industriali o in zone già compromesse dal punto di vista ambientale. Lo specchio di mare di Is Arenas, dove si trova la prateria di posidonia, è inoltre compresa nell'area Sic ampliata dal Piano di Gestione approvato dalla Giunta con una delibera di aprile scorso. La richiesta di concessione comprende inoltre aree della spiaggia e della pineta di Is Arenas, e cioè parte di una zona dove e' stata già rilasciata regolarmente una concessione al campeggio comunale Nurapolis gestito dalla cooperativa Sinis Narboliese e dal comune di Narbolia".

Altre notizie:

Franco Serra, già Udc ed ora Mpa, non è più assessore proviciale. Il presidente della Provincia di Oristano, Pasquale Onida, lo ha sostituito con Gianfranco Attene, una volta sentito il parere del gruppp politico di riferimento, presso il quale, evidentemente, Serra era caduto in disgrazia. La sostituzione di Serra (che, certamente, non sarà contentissimo) è un ulteriore strascico della guerra interna all'Udc, che ha portato Franco Cuccu e i suoi fedelissimi a lasciare il partito, di cui Cuccu fino a poco trempo fa era leader indiscusso, e ad accasarsi presso l'Mpa.  Sostituzioni e movimenti non potranno non avere ripercussioni tra le forze politiche, soprattutto tra quelle che, in vista delle prossime provinciali, stanno giocando su più tavoli. Da tempo si parla, per esempio, del varo di uno schieramento di centro. Schieramento che, considerati i rapporti non idilliaci, non potrà certamente vedere assieme Mpa e Udc. Almeno per il momento, visto che in politica anche le verità assiomatiche sono quanto mai aleatorie. Questa, quindi, la giunta provinciale, guidata da PASQUALE ONIDA, riveduta e corretta: PIERFRANCESCO GARAU (vicepresidente) - AMBIENTE (Ambiente – Sicurezza del Territorio e Protezione Civile – Sistema dei rifiuti – Pianificazione faunistica – Parchi ed Aree protette – Gestione aree costiere e sviluppo sostenibile – energia); SERAFINO CORRIAS - SPORT - SPETTACOLO (Sport e Spettacolo - Eventi e Politiche Giovanili – Comunicazioni Istituzionali); RENZO COGHE -  ATTIVITÀ PRODUTTIVE (Agricoltura – Artigianato – Commercio -Industria – Caccia - Pesca e Trasporti); GIANFRANCO ATTENE - LAVORO – FORMAZIONE PROFESSIONALE (Centri per l’Impiego – Politiche del Lavoro e Formazione Professionale – Politiche Sociali e di Inclusione – Sanità – Consigliera di parità e pari opportunità);  MARIO MATTA -  P.I. – TURISMO – SOCIETA’ PARTECIPATE (Pubblica Istruzione – Turismo – Società partecipate); MARIO OLLA - INFRASTRUTTURE  (Sistema di Infrastrutturazione territoriale – Reti – Intermodalità – Viabilità – Mobilità – Edilizia Scolastica – Lavori Pubblici, edilizia abitativa); MARCELLO SERRA - PERSONALE - PROGRAMMAZIONE - POLITICHE COMUNITARIE (Personale – Programmazione – Politiche Comunitarie); LORENZO STEVANATO - BILANCIO – AFFARI GENERALI (AA.GG. -Bilancio – Patrimonio – Demanio – Sistema informatico). Le funzioni in materia di Cultura - Università – Rapporti con gli Enti Locali – Avvocatura, saranno esercitate dal  Presidente. Ad Attene è subentrato come consigliere provinciale Ignazio Cuscusa di Paulilatino.

Importante appuntamento, giovedì 8 Ottobre, a Oristano, per gli operatori che svolgono servizio di polizia stradale. Al Teatro Garau, alle 10, Giandomenico Protospataro, dirigente del Ministero dell’Interno, autore di testi specialistici ed esperto in materia di codice della strada, illustrerà le più importanti sulle modifiche al codice della strada introdotte nel pacchetto sicurezza approvato la scorsa estate. L’iniziativa è del Comando di Polizia municipale di Oristano in collaborazione con la casa editrice Egaf. “Da alcuni anni Oristano sta ospitando importanti appuntamenti, di carattere regionale, per approfondire le problematiche riguardanti le aree di intervento della polizia municipale e di tutte le forze di polizia (Polizia locale, Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di finanza, Corpo forestale) con particolare riferimento alla circolazione stradale – spiegano l’Assessore al traffico e alla viabilità Alessio Putzu e il Comandante della Polizia municipale di Oristano Rinaldo Dettori -. Con la casa editrice EGAF, in particolare, vorremmo calendarizzare un appuntamento annuale dedicato a questi temi per chiamare a raccolta a Oristano gli operatori del settore per una migliore conoscenza delle novità normative e per un confronto, sempre molto utile, sui temi del momento. In questo periodo l’attenzione degli operatori è rivolta al pacchetto sicurezza, alle nuove norme sul controllo della velocità introdotte dal Decreto Maroni e sulla vendita e somministrazione di alcolici”. Il programma del seminario prevede alle 10 il saluto dell’Assessore Alessio Putzu e del Comandante Rinaldo Dettori. A seguire le relazioni sul pacchetto sicurezza e le modifiche al codice della strada (insozzamento della sede stradale, nuovi poteri di sindaci e prefetti in caso di occupazione abusiva, sanzioni per guida in stato di ebbrezza o dopo aver assunto stupefacenti, nuove regole per il rilascio della patente di guida, patente a punti per i conducenti di ciclomotori, nuovo reato di oltraggio a pubblico ufficiale nell’attività di controllo stradale), sulla direttiva ministeriale per il controllo della velocità, sulle nuove regole per la vendita e somministrazione di alcolici- La partecipazione è gratuita. A tutti i partecipanti sarà consegnato un Cd-rom con le relazioni e l’attestato di partecipazione.

Cambiano gli orari nelle biblioteche comunali di Oristano e delle frazioni. La Biblioteca centrale comunale di via S.Antonio aprirà dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 14, il sabato dalle 9 alle 13 e di pomeriggio dal lunedì al giovedì dalle 15,30 alle 19. La Mediateca comunale, ospitata presso la sede centrale della biblioteca in via S. Antonio,  aprirà dal lunedì al sabato dalle 9 alle 13 e di pomeriggio dal lunedì al giovedì dalle 16 alle 19. Nelle frazioni si osserverà il seguente orario: Donigala: il lunedì e il mercoledì dalle 9 alle 13, il martedì, mercoledì e giovedì dalle 15,30 alle 19,30. Nuraxinieddu: il lunedì e il mercoledì dalle 9 alle 13, il martedì, giovedì e venerdì dalle 15,30 alle 19,30. Silì: il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 15,30 alle 19,30, il giovedì e il sabato dalle 9 alle 13.

Il Comune di Oristano ha pubblicato i bandi per la fornitura gratuita o semigratuita di libri di testo per l'anno scolastico 2009/2010 e per l'assegnazione di borse di studio a sostegno della spesa sostenuta dalle famiglie per l'istruzione nell'anno scolastico 2008/2009. L'intervento relativo alla fornitura dei libri (L.448/98) è destinato agli alunni delle scuole medie inferiori e secondarie superiori.  L'intervento relativo all'assegnazione delle borse di studio a sostegno della spesa (L.62/2000) è destinato agli alunni delle scuole elementari, medie e superiori le cui condizioni di reddito familiare non siano superiori ad un ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) di € 14.650,00. Le domande, corredate dei giustificativi di spesa (fatture, scontrini), dovranno essere presentate, in originale, dai soggetti interessati al Centro Informacittà entro il 30 novembre 2009, secondo i modelli "B" e "C". I modelli per la compilazione della domanda e i relativi bandi sono a disposizione degli interessati, presso l'Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) del Comune, il Centro Informacittà - Piazza Eleonora e il sito internet del Comune: www.comune.oristano.it   Qualsiasi informazione potrà essere richiesta all'Ufficio Pubblica istruzione, 1° piano (Palazzo Scolopi) dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12 e nei pomeriggi di martedì  e giovedì dalle 16 alle 17,30, tel. 0783791275.

Distinguere i funghi commestibili da quelli tossici o letali per poterli così consumare in sicurezza. E' questo l'obiettivo dell'Ispettorato Micologico, un servizio che fornisce la consulenza di micologi e tecnici qualificati e abilitati per la verifica della qualità delle specie raccolte. Attivo presso il  Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (SIAN) della Asl n°5 in quattro centri della provincia (Oristano, Bosa, Ghilarza e Ales), l'Ispettorato micologico svolge attività di prevenzione e controllo gratuito sulle qualità di funghi spontanei destinati al consumo diretto, promuove corsi di formazione e di educazione sanitaria, rilascia  le certificazioni di commestibilità °per la vendita al dettaglio e per la ristorazione, che vanno obbligatoriamente richieste al SIAN, come previsto dalla normativa. La vendita e somministrazione sono consentite infatti solamente ai soggetti in possesso dell'attestato di idoneità al riconoscimento delle specie fungine da commercializzare, attestato rilasciato dal Servizio Igiene degli Alimenti  e della Nutrizione della Asl, previa frequenza di un corso e superamento di un apposito esame. Chi intenda consultare gli esperti dell'Ispettorato micologico, può recarsi nella più vicina sede fra i quattro sportelli aperti in provincia, previo appuntamento telefonico ai numeri sotto indicati, portando con sé con i funghi raccolti: i prodotti devono essere trasportati in cestini rigidi e forati, suddivisi per specie, e presentati freschi, puliti, interi e in buono stato di conservazione. Da sottolineare che, per avere una corretta consulenza, è necessario mettere a disposizione dei micologi  l'intero raccolto, non semplicemente un campione, in quanto tra i funghi non sottoposti al controllo potrebbe essere presente un esemplare non commestibile o velenoso. In questo caso, il micologo può trattenere quelli nocivi per predisporne la distruzione. Per accedere alle prestazioni dell'Ispettorato micologico è necessario prenotare telefonicamente un appuntamento presso le sedi di Oristano, Ales, Bosa o Ghilarza ai numeri indicati. Oristano: Via Carducci 35, 4° piano – Tel. 0783.317721/22 – 317731 – 317005; Ales: Via IV novembre – Tel. 0783.9111378; Bosa: Via Amsicora – Tel. 225165; Ghilarza: Via Gorizia – Tel. 0785.560285.

 

 
Di greg (del 03/10/2009 @ 19:30:01, in cronaca, linkato 905 volte)

“ll diritto allo studio è un diritto fondamentale a cui la Sardegna non vuole e non può rinunciare”.  E’ questo il titolo di una lettera aperta alla cittadinanza, alle famiglie, agli studenti, ai docenti, ai dirigenti scolastici, alle amministrazioni ed enti locali, che il “Coordinamento Precari di Oristano” ha distribuito in città, durante tutta la giornata. Una giornata dedicata alla raccolta di firme a sostegno della battaglia che i precari della scuola stanno portando avanti in difesa dell’istruzione. Questo, il testo: “Come docenti e personale Ata, di ogni ordine e grado, che vivono ogni giorno il disagio e il malessere di un sistema scolastico sempre meno al centro di una politica d’investimenti e sempre più soggetto ad una scellerata razionalizzazione, sentiamo il bisogno di rivolgerci a Voi tutti, cittadini e amministratori delle nostre comunità, affinché possa nascere e consolidarsi un rapporto di reciproca collaborazione volta a difendere l’Istruzione, intesa come prezioso strumento di emancipazione e crescita sia individuale che collettiva.  Dalle scuole arrivano notizie drammatiche. Trecento di esse chiuse nei piccoli comuni, 2448 posti di lavoro in meno in tutta la Sardegna, classi sempre più numerose e studenti in situazione di disabilità abbandonati a se stessi. Tutto ciò in una regione in cui il tasso di abbandono scolastico è già elevatissimo.  A questi aspetti si aggiungono situazioni insostenibili come le pluriclassi e il mancato rispetto delle norme di sicurezza. La preoccupazione aumenta visto che, il prossimo anno scolastico il provvedimento ministeriale, rinviato per quello in corso, diventerà operativo, determinando così la chiusura delle scuole sotto i 50 alunni e quindi l’ ulteriore impoverimento del tessuto socio-culturale ed economico di un territorio già fortemente penalizzato. In questo momento di emergenza è necessaria la riapertura della vertenza Stato-Regione che porti al rifiuto del piano di ridimensionamento in atto, affinché sia garantito il servizio e non si realizzi una palese discriminazione nei confronti degli studenti sardi. Pertanto invitiamo gli Enti locali a tutelare l’istruzione pubblica e a non cedere a compromessi lesivi per le famiglie sarde, gli studenti e i lavoratori della scuola. Inoltre invitiamo Voi tutti a partecipare e far partecipare  al Consiglio Provinciale Straordinario, che si terrà venerdì 9 ottobre, alle  17.30, presso il Palazzo della Provincia, e alla manifestazione indetta dal Coordinamento Precari Scuola Oristano, che si terrà venerdì 23 ottobre, alle 9, ad Oristano, in Piazza Roma”.  (Coordinamento Precari Scuola Oristano).

Precari della scuola in piazza, a Roma, per protestare contro le scelte del governo. Alla manifestazione a sostegno degli otre 26 mila tra docenti e personale Ata, senza lavoro per i recenti tagli agli organici, aderiscono anche Cobas, Cgil e gli studenti dell'Unione degli universitari. Gli studenti, dopo un corteo contro i tagli all'istruzione pubblica da piazzale Ostiense fino al ministero dell'Istruzione, si sono uniti ai precari a piazza della Repubblica per poi confluire nella manifestazione per la libertà di stampa a piazza del Popolo.  Il corteo è partito poco dopo le 15. In testa uno striscione con scritto "Dignità e futuro per la scuola pubblica", mentre alcuni manifestanti indossano una maschera bianca sul volto con la scritta "Precario" e una croce rossa sulla bocca. In coda al corteo si legge invece "Più si taglia più si raglia" su uno striscione portato da una ventina di studenti con le orecchie d'asino. Anche scritte dedicate ai giornalisti: "Mamma Rai dei precari non parli mai". Tanti anche i bambini, che, portati dai genitori, tengono in mano i palloncini della Cgil.  In piazza, i manifestanti gridano in coro: "la scuola e' pubblica e non si tocca, la difenderemo con la lotta" e anche, al ritmo di "Bella ciao": "Una mattina mi son svegliato, o scuola ciao, scuola ciao, scuola ciao ciao ciao: oh Gelmini lasciaci stare noi vogliamo lavorar". Tra i manifestanti ci sono anche alcuni rappresentanti dell'associazione Emergency che indossano una maglietta con su scritto "Meno soldati, più studenti". Si vedono anche molte magliette dei "Docenti p.r.e.c.a.r.i: professionisti radiati, esasperati, cancellati, annullati, raggirati, ignorati"  E già parte il "totocifre". Gli organizzatori esultano: "Un successo, siamo dai 12 ai 15 mila", dichiara una delle responsabili del coordinamento nazionale precari Olga Romano. Le fa eco il responsabile della Cgil che parla di 15 mila adesioni e di "pullman in ritardo che stanno arrivando". Ma c'è anche chi sostiene la presenza di ventimila manifestanti. Mentre dal megafono si urla: "Siamo cinquemila e ancora devono arrivare manifestanti da tutte le città d'Italia", e la stessa cifra è confermata da un funzionario di polizia in servizio alla manifestazione.  Un'altra manifestazione contro i tagli al personale scolastico, organizzata dai Cobas, è partita da piazza dell'Esquilino, diretta verso il ministero dell'Istruzione a viale Trastevere. Guida il corteo un "Dante Alighieri" che recita versi in rima ispirati alla Divina Commedia: "Lasciate ogni Gelmini, o voi ch'entrate". Gli organizzatori fanno sapere che i partecipanti vengono in gran parte dalle regioni del sud Italia, e il segretario nazionale dei Cobas Piero Bernocchi annuncia: "Abbiamo deciso di non aderire al corteo degli insegnanti precari della Cgil che invece è diretto a piazza del Popolo, perché lì c'è una manifestazione per la libertà di stampa, ma che non è per la scuola".

Altre notizie:

Sul  progetto del parco eolico marino di Is Arenas ha preso posizione, fra i tanti, anche l’arcivescovo di Oristano, Ignazio Sanna. "La Chiesa arborense -  ha detto  l’arcivescovo  - segue con interesse la preoccupazione delle popolazioni della costa oristanese sulla opportunità o meno di realizzare il parco". Premesso che non è compito della Chiesa esprimere valutazioni di natura tecnica sul progetto e sul suo impatto ambientale ed economico sul territorio, Ignazio Sanna afferma però che la Chiesa "…non può non condividere le preoccupazione delle popolazioni locali ed esprimere l'auspicio che a tutti i livelli e in tutte le sedi competenti si prendano in seria considerazione gli aspetti sociali ed economici del progetto. A questo riguardo - conclude il vescovo di Oristano - è opportuno richiamare l'attenzione delle istituzioni civili su quanto Benedetto XVI ha scritto nella recente enciclica “Caritas in veritate” sul dovere di salvaguardare l'ambiente e promuovere uno sviluppo sostenibile". Oltre all’arcivescovo, sul contestatissimo progetto per il parco eolico è intervenuto, con “inusitata tempestività”, anche  il presidente della regione, Ugo Capellacci, noto all’universo mondo per  il suo animo profondamente ambientalista. “La giunta Cappellacci ha come obiettivo, da sempre, la salvaguardia dell'ambiente e la promozione dello sviluppo sostenibile. Per questo siamo fortemente contrari alla realizzazione della centrale eolica off-shore di Is Arenas, e stiamo valutando le iniziative politiche e giuridiche da porre in essere, affinchè l'istanza presentata dalla Is Arenas Renewable Energies non venga accolta". Questo, quanto dichiarato dal presidente della Regione e diffuso al popolo sardo attraverso una nota stampa. "In linea generale siamo favorevoli alle energie alternative – ha detto Cappellacci -, ma non quando, come in questo caso, lo scopo di tutelare l'ambiente verrebbe in pratica tradito dal compimento di un orribile sfregio al paesaggio. Non si può pensare che il mero fatto di produrre energia pulita rappresenti una sorta di passepartout per realizzare simili mostri come e dove si vuole. Anche questo sarà un elemento di distinzione rispetto al passato: i principi enunciati non devono essere traditi dai comportamenti concreti. Speriamo che all'onorevole Pes stia a cuore anche la soluzione del problema, non solo la vana polemica verso l'avversario politico. Dovrebbe avere imparato che il gioco, ormai trito, di autoproclamarsi buoni e bollare gli altri come cattivi, non solo non produce risultati concreti, ma espone altresì chi lo pratica a clamorose smentite. Dobbiamo essere uniti: chi crea divisioni rende solo più difficile questa sacrosanta battaglia. Quel tratto di costa – ha concluso Cappellacci - è e deve restare una delle più belle cartoline della nostra isola. Non possiamo accettare, né  una grave alterazione dello skyline e del paesaggio, né le ripercussioni sulle esigenze di navigazione e della pesca, né  che simili decisioni vengano prese in spregio al netto dissenso espresso dalle comunità locali".

Gabriella Caria è stata confermata nella carica di presidente della Cna di Oristano, al termine dell'assemblea provinciale dell'associazione, che si è svolta oggi in città. Impegnata nel capoluogo con un'affermata impresa nel settore dei servizi, Caria guiderà la confederazione artigiana per i prossimi quattro anni, assieme agli altri componenti la presidenza, di cui sono stati chiamati a far parte Umberto Cappelli (imprenditore del settore meccanico, di Cabras), Egidio Porta (imprenditore del settore meccanico, di Mogoro), Giovanni Michele Delugas (imprenditore del settore edile, di Sili') e Rita Migheli (imprenditrice del settore delle autoriparazioni, di Abbasanta). L'assemblea provinciale della Cna, ha poi confermato nella carica di segretario Pietrino Scanu.

I carabinieri di Oristano hanno arrestato, con l’accusa di tentato omicidio, Andrea Manias,  33 anni, originario di Ales ma da anni residente in città. Secondo la ricostruzione fornita dai carabinieri, alle 22 circa di ieri sera, nel piazzale di un distributore di benzina sulla 131, in territorio di Marrubiu,  Andrea Manias avrebbe colpito con una coltellata al torace un allevatore di Uras, Mario Cugusi, di 50 anni, originario di Fonni. Le Condizioni del Cugusi, attualmente ricoverato presso l'ospedale civile di Oristano, non sono gravi. Manias è stato arrestato dopo qualche ora ad Oristano. Nel frattempo si era liberato del coltello e di una maglia macchiata di sangue gettandoli in un cassonetto in  piazza Manno, proprio di fronte al carcere che l’ha poi accolto.
 
Di pig (del 03/10/2009 @ 11:00:50, in cronaca, linkato 848 volte)
Roma, ma anche Londra, Madrid, Parigi, Berlino, Barcellona e Monaco. Sarà la più grande manifestazione per la libertà di informazione nella storia dell’Occidente democratico quella che, dalle 15,30 di oggi, avrà il suo centro in Piazza del Popolo. Altre manifestazioni si svolgeranno contemporaneamente in tutt’Italia. Una protesta, una festa. Sarà aperta dall’Orchestra di piazza Vittorio, la band multietnica nata a Roma e conosciuta ormai in tutto il mondo. In questo modo, l’avvio della manifestazione sarà un modo per sottolineare che quello alla libertà di informazione non è il solo diritto oggi in pericolo nel nostro paese. Sono in discussione i valori fondamentali della nostra Costituzione. A partire dal principio di eguaglianza, colpito dal lodo Alfano (che rende il presidente del Consiglio più uguale di tutti gli altri) e dal cosiddetto «pacchetto sicurezza» (che fa di alcuni uomini, gli immigrati irregolari, dei criminali per status). Alla protesta - promossa dalla Federazione nazionale della stampa italiana - hanno aderito centinaia di organizzazioni territoriali e nazionali tra le quali l’Ordine dei giornalisti, la Cgil, l’Arci, le Acli, la Fim Cisl, la Federazione italiana associazioni partigiane. Ieri è giunta anche l’adesione del presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani. Tra gli interventi previsti, oltre a quello del presidente della Fnsi Franco Siddi che illustrerà le ragioni dell’iniziativa, quelli di Dario Fo e Roberto Saviano, del presidente emerito della Corte costituzionale Valerio Onida e dell’attore Neri Marcorè. È anche previsto un messaggio di don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana. Tra gli artisti, oltre all’orchestra di piazza Vittorio saliranno sul palco di Piazza del Popolo Samuele Bersani, Marina Rei, Enrico Capuano e Teresa De Sio. Come è noto il presidente del Consiglio ha definito la protesta di oggi «una farsa» e ha sostenuto che l’Italia è il paese dell’Occidente dove la libertà di stampa è più garantita. Qualche giorno fa, d’altra parte, era arrivato a sostenere di aver portato «la moralità della politica». Di certo Silvio Berlusconi è stato il maggior sponsor - anche se involontario - della protesta odierna. I suoi attacchi sistematici ai quotidiani scomodi (accompagnati dall’invito agli imprenditori a punirli negando le inserzioni pubblicitarie), le intimidazioni individuali a giornalisti colpevoli solo di avergli rivolto domande non gradite e, infine, le richieste di risarcimento danni a l’Unità e a La Repubblica, hanno reso chiaro al mondo, e a una crescente parte del Paese, che la cosiddetta «anomalia italiana» rischia di colpire le basi della democrazia. (l’Unità)

Lo scrittore di "Gomorra" Roberto Saviano accanto all'ex presidente della Corte costituzionale, Valerio Onida. Un precario della scuola, assieme all'attore Neri Marcorè. In tanti si alterneranno sul palco di piazza del Popolo. Il conto alla rovescia è finito: l'appuntamento è per oggi alle 15.30 a Roma. La Federazione nazionale della stampa ha chiamato a raccolta cittadini, associazioni, sindacati, politici. E mentre cresce il numero delle adesioni, Reporter sans Frontieres fa sapere che Silvio Berlusconi potrebbe essere presto inserito nella "lista dei predatori della libertà di stampa". Non solo. Alla vigilia della manifestazione, l'associazione Libertà e Giustizia denuncia "l'ultima mossa del partito di Berlusconi". Sul tavolo degli imputati "un disegno di legge per modificare l'articolo 21 della Costituzione, a firma del senatore Andrea Pastore (Pdl). Presentato il 9 settembre scorso ma rilanciato il 30 settembre con l'aggiunta delle firme di 40 senatori, compresa quella del capogruppo Pdl Maurizio Gasparri e del presidente emerito Francesco Cossiga, il ddl modifica l'articolo 21, nell'ultimo comma: "Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume" dovrebbe ora essere integrato con "o lesive della dignità della persona o del diritto alla riservatezza"". Alla manifestazione di oggi - prevista inizialmente per il 19 settembre e rinviata dopo la strage dei militari italiani a Kabul - partecipano tra gli altri, la Cgil, la Fim-Cisl e i partiti d'opposizione: dal Pd all'Idv, da Sinistra e Libertà a Rifondazione Comunista, dai Comunisti italiani a Bruno Tabacci dell'Udc, oltre ad Antonio Satta dell'Unione popolare cristiana. Si allunga di ora in ora anche la lista delle associazioni aderenti: Acli, Libera, Legambiente, Arci (in piazza con le bandiere listate a lutto e due corone funebri "per la morte della libertà d'informazione"), la Federazione Italiana Associazioni Partigiane, Reporters sans Frontieres e la Società Pannunzio per la libertà di informazione. Per il direttore del Sir, l'agenzia stampa dei vescovi, "la piazza ha un suo indubbio grande significato, tuttavia - aggiunge - è un luogo che non viene mai prima dello spazio intimo della coscienza". In piazza ci saranno comunque i giornalisti di Famiglia cristiana. In uno stand della Repubblica con otto postazioni pc si potranno spedire messaggi al sito internet del quotidiano.  Manifestazioni parallele si terranno in dodici città italiane ed europee, da Barcellona a Londra, da Berlino a Parigi (dove la rivista Focus organizza una manifestazione in place d'Italie). "In Europa siamo tutti farabutti" è invece lo slogan sui cartelli esposti durante un sit-in ieri a Bruxelles. In vista dell'appuntamento di piazza del Popolo, si fa sempre più acceso lo scontro politico sulla libertà di stampa. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, parla di "una manifestazione inutile. Chiunque compri i giornali o vede la tv capisce che c'è una totale libertà di informazione".  Replica Livia Turco (Pd): "Per dire no alla rassegnazione all'informazione adulterata è importante partecipare alla manifestazione". Il vice presidente del Csm, Nicola Mancino, ricorda che "quando le maggioranze non sono moderate è inevitabile che ci siano polemiche anche sulla libertà di stampa". E anche per Claudia Mori, giudice di X-factor "non c'è una grande libertà di poter dire ciò che si vuole". (la Repubblica).

Allergici al guinzaglio del governo e difensori del collare a strozzo democratico. Indignati dal ricorso alla cause civili contro i giornali amici, salvo intasare le aule di giustizia con richieste di risarcimento e azioni penali contro il nemico di classe. Le contraddizioni non hanno mai fatto paura alla sinistra italiana e oggi la tradizione verrà rinverdita con la manifestazione - in diretta su Sky e sul Tg4 - dei querelanti contro le querele.  Come ha salmodiato Marco Travaglio giovedì ad Annozero, «negli Usa un giornalista deve controllare una cosa sola, che la notizia sia vera. In Italia ci sono denunce civili e penali ed esposti all’Ordine...». Eppure ha trascurato che su 6.745 cause penali e civili intentate alla stampa dal 1994 a oggi, le richieste di esponenti del centrosinistra ammontano a 312 milioni su un totale di 486 milioni di euro. Sì, proprio da quel fiume composito, con facce vecchie e nuove, che oggi sarà in piazza con Travaglio, avranno origine i mille rivoli della galassia giustizialista. Tutti habitué della querela. A partire dalla Cgil, con i suoi sempre numerosissimi pensionati, che potrebbe dare qualche buon consiglio agli avvocati del premier su come farle (e anche vincerle). L’epoca d’oro è stata quella di Sergio Cofferati promotore di diverse azioni penali e civili contro il Giornale e Libero. Poi anche contro ministri della Repubblica, Roberto Maroni, allora responsabile del Lavoro, e Gianni Alemanno.  Ma, soprattutto, ci saranno loro i protagonisti della politique politicienne di centrosinistra. Sempre pronti ad innalzare i loro vessilli quando si tratta di andar contro Berlusconi, ma che non esitano a dar contro le «iene dattilografe» quando scrivono o dicono qualcosa che non garba.  È il caso di Antonio Di Pietro, uno dei primi ad appoggiare la manifestazione. Un vero recordman della querela con oltre 300 cause (357 secondo Repubblica) contro la stampa e ben 700mila euro incassati. Con buona pace del diritto di critica. Non ci sarà, ma ha formalmente aderito, l’ex premier Massimo D’Alema. Tutti lo ricordano per la maxi-richiesta di risarcimento da 3 miliardi di vecchie lire ai danni del povero Forattini per una vignetta su Repubblica sulla lista Mitrokhin, ma ne ritirò anche un’altra da 2 miliardi al Corriere che aveva osato criticarlo sulla sua strategia sindacale. La richiesta di risarcimento da 500mila euro alla Stampa per un articolo che lo citava in riferimento a un dossier dell’agenzia investigativa Kroll. E nel 2002 querelò Repubblica per un’intervista a Maurizio Gasparri che lo tacciò di «spregiudicatezza» per la sua passione nautica. Non è solo il Giornale a essere nel centro del mirino, ma anche la cosiddetta stampa democratica.  Ne sa qualcosa il professor Giovanni Sartori, editorialista del Corriere, che si beccò una querela da Rosy Bindi quand’era ministro della Salute. Incarico istituzionale dal quale non esitò a far causa a destra e a manca ai tempi del dibattito sulla «cura Di Bella». E che dire della sinistra più o meno radicale? In piazza ci sarà anche Nichi Vendola. Lui non ha mai avuto la querela facile, ma alcuni suoi ex-assessori sì, ogniqualvolta quotidiani locali e nazionali denunciavano alcune irregolarità amministrative. E in piazza dovrebbe esserci pure Oliviero Diliberto, il segretario del Pdci, che querelò Libero per la pubblicazione di un verbale del comitato centrale nel 2006 al grido di: «Ci hanno già finanziato la campagna per le politiche con 100mila euro». E proseguì chiedendo un milione al portavoce della comunità ebraica di Milano per un’intervista a Repubblica in cui stigmatizzava le sue posizioni anti-israeliane. (Il Giornale)
 
E' attesa per oggi alle 15.30 la manifestazione a Roma sulla libertà d'informazione. Nella conferenza stampa di presentazione Roberto Natale, presidente della Federazione nazionale della stampa, si è rivolto «al servizio pubblico», sottolineando che si tratta di «un evento meritevole di attenzione» e chiedendo «un atteggiamento equanime». Sono attesi trecento pullman da tutta Italia. Si comincerà alle 15.30 con l'Orchestra di piazza Vittorio sul palco di Piazza del Popolo, dove si alterneranno giornalisti, giuristi e musicisti. Alle 16 il segretario della Federazione della Stampa Italiana Franco Siddi aprirà gli interventi politici, seguito da Valerio Onida, presidente emerito della Corte costituzionale, dallo scrittore anticamorra Roberto Saviano e da molti altri. Il giornalista di Raitre Andrea Vianello avrà il compito di coordinare gli interventi ma anche le interviste sul palco. Per la musica, già confermati Teresa De Sio, Marina Rei, Nicky Nicolai, i Tetes de Bois, Enrico Capuano, ma gli organizzatori non escludono ulteriori «sorprese». Roberto Natale ha spiegato che non tutti gli interventi saranno classici comizi. «Abbiamo chiesto ai partiti di rispettare il carattere di manifestazione autonoma, promossa dal sindacato dei giornalisti», ha precisato, spiegando che non si tratta di «una manifestazione corporativa ma dell'opportunità offerta a tanti cittadini di dire la loro sul diritto ad essere informati. Avvertiamo un'aria pesante per l'informazione», ha aggiunto, citando alcuni esempi, «dal ddl sulle intercettazioni, all'operazione contro Avvenire che ha portato alle dimissioni del direttore Dino Boffo, all'appello del presidente del Consiglio agli imprenditori perché non investano in pubblicità sui "giornali catastrofisti"». La denuncia di una minaccia alla libertà d'informazione (lo slogan della manifestazione è "No al guinzaglio, diritto di sapere dovere di informare" chiama in causa il presidente della Repubblica, garante della Costituzione. Ma «noi non siamo tra quelli che tirano la giacchetta a Napolitano. Anzi, lo ringraziamo per la sua attenzione ai temi del diritto a una corretta informazione», ha detto Natale, ricordando «come nel rinvio deciso al Senato prima dell'estate del ddl sulle intercettazioni, si è fatto interprete delle diffuse preoccupazioni e ci risulta sia efficacemente intervenuto». In concomitanza con la manifestazione a Roma, anche gli italiani residenti all'estero scenderanno in piazza a Londra e in altre città europee. Nella capitale britannica, informa la sezione britannica dell'Italia dei Valori, hanno aderito alla mobilitazione i circoli locali di Partito Democratico, Sinistra e Libertà, Libertà e Giustizia, Anpi ma anche organizzazioni come Liberal International e European Alternative. È attesa anche la presenza di alcuni parlamentari britannici. Scopo della manifestazione è far sentire la voce dei molti italiani che vivono a Londra per informare e sensibilizzare l'opinione pubblica britannica su quella che gli organizzatori definiscono nel comunicato «la drammatica situazione dell'informazione in Italia. E per attirare l'attenzione sul conflitto di interessi del presidente del consiglio Silvio Berlusconi, un problema che non riguarda solo l'Italia ma l'intera comunità internazionale e certamente gli altri Paesi membri dell'Unione europea». La manifestazione si svolgerà davanti alla sede della BBC a Bush House, sullo Strand, nel cuore della capitale britannica, dalle ore 14. Intanto venerdì circa 300 persone, soprattutto italiani, hanno partecipato a Bruxelles alla manifestazione per la libertà d’informazione in Italia, organizzata da diverse sigle e partiti del centro sinistra, compresi il Pd e l’Idv locali, la Cgil e l’Anpi, varie associazioni sociali, culturali e politiche. La manifestazione si è svolta sul Rond Point Schuman, nel cuore del quartiere europeo, a davanti ai palazzi della Commissione e del Consiglio Ue. (Corriere della sera)

Promemoria per la Fnsi (Federazione nazionale della stampa) e, ovviamente, per i nostri lettori: sul palco (Roma, Piazza del Popolo, ore 15,30) oggi ci sarà pure Roberto Saviano. Manifesterà, anche lui, per ribadire “il diritto di sapere e il dovere di informare”. In tre parole: manifesterà contro Berlusconi. Ovvero, contro il presidente del Consiglio che metterebbe il bavaglio all’informazione. Roberto Saviano (bontà sua e dei suoi lettori) ha raggiunto la notorietà grazie a “Gomorra”, il romanzo che solo in Italia ha venduto 2,5 milioni di copie e che è presente nelle classifiche dei best seller in Germania, Olanda, Belgio, Spagna, Francia, Svezia, Finlandia eccetera eccetera. Da “Gomorra” sono anche stati tratti uno spettacolo teatrale e poi un film vincitore al Festival di Cannes del Gran Prix. Gomorra è stato pubblicato da Mondadori, ovvero da Berlusconi. Il manifestante Saviano è un uomo molto coerente. E non tiene presente un fatto: a chiudergli la bocca (in modo definitivo) vorrebbe essere la camorra, tant’è vero che lo scrittore vive sotto scorta. Ma lo scrittore protesta contro i presunti bavagli di Berlusconi. Saviano è coerente ed ha anche le idee chiare. Senza ironia: il giovanotto sa tutto della malavita organizzata e delle sue regole. Prima o poi bisognerebbe spiegargli tre o quattro cosette sulle regole della libertà di stampa. Promemoria numero 2 sempre a beneficio della Fnsi, sindacato unico dei giornalisti che nelle ultime ore ha più volte denunciato il «restringimento degli spazi per accedere alle notizie e alle fonti». Per inciso: la frase è un po’ contorta e di non semplice interpretazione. Può capitare, soprattutto se il sindacalese prevale sul giornalismo. Traduzione, con un pizzico di malignità: io ci sono. Non faccio molto, ma se non vado neppure in piazza qui rischio di scomparire. Il promemoria: Antonio Di Pietro e tutta l’Italia dei Valori (proprio tutta, così è scritto in un comunicato) saranno anche loro presenti. Motivazione, che è poi sempre la stessa: «Il governo Berlusconi vuole imbavagliare l’informazione». E chi c’era ieri su quasi tutte le prime pagine dei quotidiani italiani? Di Pietro, a tal punto imbavagliato che il suo show contro le norme sullo scudo fiscale ha fatto il giro del Paese, lo stesso Di Pietro che è fra i politici più intervistati, lo stesso che è passato alle cronache per tante iniziative e pure per le sue querele ai giornali. Lo stesso che oggi manifesterà anche perché Berlusconi ha fatto causa a Repubblica e all’Unità. Tonino può, Silvio no. E voi non chiedeteci perché: la manifestazione l’ha organizzata la Fnsi, mica noi. Promemoria numero 3: in piazza, ovviamente, ci saranno anche i tre giuristi - Franco Cordero, Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky - ideatori dell’appello di Repubblica a favore della libertà di informazione. A loro dire si starebbero negando diritti fondamentali. A beneficio della loro sapienza: da quando Berlusconi è al governo nessun giornale ha cambiato proprietario, nessun editore ha chiuso i battenti. Tutto come prima. Anzi: nel frattempo, in edicola sono comparse nuove testate, vicine al centrosinistra o alla sinistra radicale. E Santoro è ancora lì, in compagnia della D’Addario, che non è proprio una fan di Berlusconi. Un giurista poco informato è un giurista che non fa bene all’informazione, soprattutto se certe cose le racconta su un quotidiano. Promemoria numero 4: non sappiamo se Carlo De Benedetti sarà alla manifestazione. Quasi sicuramente no: lui preferisce la Svizzera, la piazza è roba per i suoi rappresentanti: direttori e vicedirettori e giornalisti vari. Però, visto che il capo è sempre lui, ieri non ha fatto mancare la sua voce. Voi penserete: visto il bavaglio berlusconiano, De Benedetti ha parlato e nessuno lo ha sentito. Dichiarazione presente su tutte le agenzie di stampa e su tutti i siti di attualità: «In Italia c’è un problema di limitazione delle libertà di informazione». Ovviamente, De Benedetti è proprio De Benedetti lo svizzero, l’editore di Repubblica, il quotidiano che ha organizzato la più grande campagna stampa contro un presidente del Consiglio che la storia della Repubblica ricordi. Ma De Benedetti non dice bugie: il suo guaio è che sta in Svizzera. Da lassù le cose sembrano sempre un po’ diverse. E lassù non arrivano le notizie italiane. Per esempio quella diffusa ieri pomeriggio dall’ufficio stampa del Tg4: Emilio Fede condurrà un’edizione speciale del telegiornale dedicata alla manifestazione. Dirette anche da parte di  RaiNews24 (trasmette in tutto il mondo), Sky, Repubblica Tv e Youdem. Tanto per ribadire che la libertà di informazione è seriamente minacciata e che le tv censurano tutto ciò che è contro Berlusconi. Se De Benedetti ogni tanto si facesse un giretto in Italia sarebbe meglio. Promemoria numero 5: a Piazza del Popolo ci saranno, tra gli altri, Fausto Bertinotti, che anche grazie alle tv è diventato uno degli uomini più noti d’Italia, e l’attore Neri Marcorè, che deve buona parte della sua fama alla presa per i fondelli dell’allora ministro Maurizio Gasparri. C’è talmente poca libertà in questo Paese che un ministro in carica, per giunta ministro delle Telecomunicazioni, può essere rappresentato in tv come un perfetto imbecille senza che nulla accada. Presenti, oltre alle associazioni Arci e Acli, alla Cgil e alla Fim-Cisl, anche Dario Fo (quando lui parla tre quarti della stampa italiana si inchina), Teresa De Sio (superintervistata e superinvitata dappertutto) e Franco Siddi (è il segretario della Fnsi, non poteva mancare). Don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana, si farà vivo con un messaggio. Milena Gabanelli (che ha ottenuto dalla Rai la tutla legale per “Report”) ha annunciato la sua adesione. Presenta: il giornalista di Rai3 Andrea Vianello. Promemoria numero 6: non esiste. I primi 5 punti sono più che sufficienti per spiegare quanto surreale sarà la manifestazione di oggi. Ma tant’é: liberi di leggere e scrivere e anche di fantasticare e inventare. Il nostro è un Paese che non si fa mancare nulla. (Libero)

La partecipazione alla manifestazione per la libertà di stampa è stata massiccia. Migliaia di persone hanno invaso nel pomeriggio, a Roma, piazza del Popolo e le vie del centro (dove pare ci fossero circa 300 mila persone per  gli organizzatori, meno di 100 mila per la questura). "I giornalisti non vogliono e non cercano nemici. Gli unici nemici sono quelli che attentano alla liberta'". Così  il presidente dell'Fnsi, Franco Siddi, parlando dal palco di piazza del Popolo. "Non c'e' nessun tentativo di bavaglio - ha aggiunto ironico Siddi -, nessun tentativo di intimidire giornalisti scomodi e testate non allineate. Nessuna vendetta mediatica: i giornalisti non sono mai stati indicati come farabutti e delinquenti. No, non ci siamo. Siddi aveva esordito chiedendo un minuto di silenzio e dedicando “…alle vittime e alle loro famiglie il frutto del lavoro dei colleghi che sono a Messina”. "Il cittadino non informato o informato male è meno libero". Basterebbe questa frase, detta dal palco dal presidente emerito della Corte Costituzionale Valerio Onida, per spiegare il senso della giornata. “Dovere di informare e diritto di essere informati”, è lo slogan di cui si è fatta promotrice la Federazione nazionale della stampa. E all'appello hanno risposto in centinaia di migliaia. Arrivati in piazza del Popolo per applaudire Roberto Saviano che elenca nomi dei giornalisti caduti mentre facevano il loro mestiere. Chiedendo che non si "infanghi" il loro nome. Ricordando che "verità e potere non coincidono mai". In piazza per gridare la loro solidarietà a Repubblica, L'unità, Annozero, Report e a tutti coloro che, da tempo, sono nel mirino dell'esecutivo. Per riconoscersi. Per dire e, dirsi, che la libera informazione è il tassello fondamentale della democrazia. Per cantare che "libertà e partecipazione". E' una piazza davvero affollata quella baciata da un primaverile sole romano. Con la voglia di far sentire la sua voce. Di dire che non tutto "è reality", che "un'altra Italia è possibile". Una piazza militante, certo. Con i cartelli contro Berlusconi. Che fischia sonoramente quando i precari nominano il ministro Gelmini. Ma che non fa sconti nemmeno a sinistra. "D'Alema chiedi scusa e poi vattene", recita un cartello.  E' una piazza che esprime un bisogno di partecipazione, di mobilitazione. Piena di ragazzi e ragazze. Sono davvero tanti quelli venuti a piazza del Popolo. Gente che cita Gramsci e il suo "odio per gli indifferenti". Una piazza variegata. Ci sono i giornalisti, davvero tanti. Anche quelli della stampa cattolica, da Avvenire a Famiglia Cristiana, il cui direttore Don Sciortino manda un messagio per dire che è "diabolico far credere che questa manifestazione sia una farsa. La legittimazione del voto popolare non autorizza nessuno a colonizzare lo Stato e a spalmare il Paese di un pensiero unico senza diritto di replica". Si schiera anche il cdr di Mediaset. Ci sono cittadini che a farsi dare dei "farabutti" dal premier non ci stanno. Anche se quelli di Rai3 se lo scrivono, beffardamente, in uno striscione. Giornalisti che vedono minacciata la loro professione. "Il governo ritiri il dl Alfano e le querele contro Repubblica e Unità" dice il segretario della Fnsi, Franco Siddi. E ci sono i partiti e le loro bandiere, anche se gli organizzatori avevano chiesto un passo indietro. Franceschini e Bersani (che per un giorno dimenticano la sfida congressuale), Bertinotti, Di Pietro. C'è la Cgil di Guglielmo Epifani che ha organizzato molti pullman. Mancano Cisl e Uil e la piazza li fischia. Ed ancora l'associazionismo, l'Arci, Giustizia e Libertà. Gli universitari con il bavaglio sulla bocca. Ma anche il mondo della cultura, preoccupato per i tagli, altra forma di restringimento della libertà. Nanni Moretti si mischia tra la folla e lancia un affondo al centrosinistra "che negli ultimi 15 anni ha sbagliato tutto". Serena Dandini incassa applausi. E ci sono i precari della scuola che oggi a Roma si sono ritrovati in corteo. E tantissimi semplici cittadini. Come Paola Franchi e Graziella e Donatella Andreani. Sono partite da Verona alle sette della mattina. Il perché lo spiegano così: "Bisogna difendere la democrazia, oggi è sempre più difficile far conoscere verità. Lo diciamo anche ai giornalisti: tenete la schiena dritta".  C'è gente così a questa manifestazione che non è una festa, non è una farsa (come l'ha definita Berlusconi) e non è nemmeno uno spettacolo (nonostante ci siano i cantanti). "E' l'ennesima manifestazione contro Berlusconi" tuona la destra. E di sicuro, da queste parti, il premier non riscuote simpatie. Ma non è lui il protagonista, stavolta. Certo, alcuni cartelli lo sbeffeggiano. Richiamano la vicende delle escort a palazzo Grazioli. "L'infomazione rende liberi, papi ci rende schiavi". "Dieci ragazze per me posson bastare". "Le notizie non si coprono con il cerone". Un cartello ricorda le dieci domande di Repubblica a cui il premier non ha mai risposto. L'antiberlusconismo c'è. I fischi al Tg4 e a Feltri pure. Ma c'è anche molto altro. Ci sono cartelli che citano Calamandrei quando paragona la libertà all'aria. Altri che ricordano come non essere ascoltati non sia una buona ragione per tacere. Se c'è un messaggio che questa piazza lancia è proprio questo. Non è più tempo di feste e spettacoli. E quando Marina Rei canta Gaber, quel "libertà è partecipazione" sembra l'unica colonna sonora possibile per una giornata così.

 

 
Di greg (del 30/09/2009 @ 15:02:02, in cronaca, linkato 1143 volte)

Da Oristano arriva un deciso no al parco eolico di Is Arenas. Il consiglio comunale di Oristano, all’unanimità, ha approvato un ordine del giorno, con il quale esprime contrarietà alla realizzazione dell’impianto. Ieri sera, nella sala degli Evangelisti, sono stati presentati due documenti, uno della minoranza e uno della maggioranza, che sono state unificati. Con l’ordine del giorno unificato, approvate con 26 voti, il consiglio comunale “…manifesta preoccupazione e disappunto per il mancato e preventivo coinvolgimento delle istituzioni e delle popolazioni locali; esprime contrarietà alla realizzazione dell'impianto, e sollecita il sindaco a farsi promotore dell'apertura di un tavolo di concertazione, dove nell'ambito di una proficua programmazione possa essere definito un piano energetico provinciale, in coerenza con il piano energetico regionale, individuando, altresì, anche nell'ambito degli strumenti già disponibili, competenze e mezzi utili ad introdurre il problema energetico nell'ambito delle procedure di pianificazione e promozione integrata e strategica del nostro territorio,  che mirano verso la ecosostenibilità dello stesso". Nella seduta di ieri, il consiglio ha rinviato l’esame dello stato di attuazione dei programmi, per consentire al nuovo collegio dei revisori dei conti, nominato nei giorni scorsi, di esprimere il necessario parere. Inoltre, Alberto Paratore e Maria Grazia Schintu sono stati eletti nella commissione comunale per la formazione degli elenchi dell’albo dei giudici popolari. Durante la votazione per una variazione al bilancio è mancato il numero legale e la seduta è stata sciolta.  Il consiglio comunale proseguirà i suoi lavori giovedì 1° ottobre, alle 18. 

Sul parco eolico, presso l’aula consiliare della Provincia di Oristano, si è tenuta  un’assemblea aperta  a tutti i sindaci dei comuni costieri dell’oristanese e a tutti gli altri enti istituzionali interessati, per discutere sul progetto di  realizzazione del  parco eolico off-shore, nello specchio d’acqua antistante la fascia costiera di “Is Arenas”. Progetto per il quale la società  “Is Arenas Renewables Energies srl” ha presentato alla Capitaneria di Porto di Oristano una richiesta di concessione demaniale. Tutti i partecipanti, preso atto delle problematiche che la realizzazione di una simile attività industriale creerebbe in quell’area (che comprometterebbe in maniera irreversibile l’integrità del territorio e le possibilità di un suo  sviluppo coerente e sostenibile),  hanno deciso di porre in essere una forte azione di protesta contro la realizzazione del parco eolico, convocando una assemblea allargata di tutti coloro che sono interessati  al problema, per lunedì 5  ottobre, alle 16, al Teatro Garau di Oristano.  L’assemblea, che vedrà la convocazione formale del consiglio provinciale di Oristano  e dei consigli comunali di Cuglieri, Narbolia e San Vero Milis, dovrebbe sfociare nell’approvazione di un documento unitario per esprimere un parere negativo unitario sulla realizzazione del progetto.

Sempre sul parco eolico, si sono fatti sentire anche i senatori del Pdl, Gaetano Quagliariello, Fedele Sanciu e Piergiorgio Massidda, con una interrogazione ai ministri dell'Ambiente, dei Beni culturali, dello Sviluppo economico e delle Infrastrutture, in particolare sui problemi connessi alla domanda di concessione demaniale marittima presentata dalla Is Arenas Renewable Energies S.r.l. per la realizzazione dell’impianto eolico off-shore nelle acque territoriali della Sardegna centro-occidentale. "In questo caso – ha  spiegato Quagliariello - non stiamo parlando dei mulini a vento del Don Chisciotte di Miguel Cervantes, ma di giganti veri, di torri eoliche alte oltre 100 metri, installate a due chilometri dalla costa, in un tratto di mare che comprende famose località di pregio turistico e ambientale come Is Arenas, Su Pallosu, Santa Caterina di Pittinuri e S'Archittu. Non siamo contrari a priori ad interventi volti a reperire risorse energetiche alternative per sostenere la crescita e lo sviluppo economico, purchè le iniziative non generino un impatto negativo sul paesaggio, in territori come quello in questione caratterizzato dalla presenza di notevoli e incontaminate risorse ambientali e dalla forte vocazione turistica". "La realizzazione di un intervento di tale portata – ha detto Sanciu - è la rovina per una zona, che vede nel turismo la sua risorsa fondamentale. Con questo intervento l'affascinante e integro tratto della costa oristanese verrebbe deturpato in modo definitivo, poichè i 60 anni di concessione richiesti sono in grado di modificare per sempre l'ambiente, il paesaggio e l'economia di quest'area, e scriverebbero subito la parola fine ad ogni possibilità di sviluppo e di crescita per l'intera Provincia di Oristano"

        
Altre notizie:

I vigili del fuoco della Sardegna sono scesi in piazza, a Cagliari, davanti alla Prefettura, per denunciare le pesanti carenze di personale e per chiedere il nuovo contratto. "In Sardegna - secondo i rappresentanti dei vigili -  mancano all'appello 460 vigili del fuoco, che dovrebbero affiancarsi ai circa 400 operativi. Non solo: da due anni attendiamo il rinnovo del contratto di lavoro e operiamo con mezzi vecchi di 30 anni. Per questo riteniamo che oggi, festa nazionale del corpo, non ci sia niente da festeggiare”. I vigili hanno poi  spiegato i motivi della protesta, elencando tutti i problemi che i lavoratori sono costretti a fronteggiare: dal rinnovo del contratto al mancato riconoscimento delle indennità, dal precariato al parco mezzi. Fra le altre rivendicazioni, i lavoratori sono scesi in piazza anche per sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica sul problema del precariato. "Su una squadra di cinque persone - hanno detto i vigili del fuoco - una è precaria e non ha un ruolo completamente operativo, perché  l'attrezzatura fornita non glielo consente, visto che non hanno nemmeno le maglie ignifughe. Non parliamo poi di assunzioni: per ogni dieci vigili del fuoco che vanno in pensione, c'è una sola assunzione. Così facendo gli organici spariranno;  per questo abbiamo il sospetto che lo Stato stia pensando di privatizzare il servizio, scelta alla quale ci opporremo con tutti i mezzi”.

Venerdì 2 ottobre, alle ore 11, presso la chiesa di San Giovanni di Sinis, saranno presentati gli esiti della campagna di scavo, condotta a Tharros dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Province di Cagliari e Oristano nel corso del mese di settembre. Alla campagna hanno partecipato gli studenti del secondo anno di Archeologia Subacquea (da apprezzare per il grosso impegno profuso) del corso di Laurea in Scienze dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Sassari, guidati da Raimondo Zucca e Pier Giorgio Spanu, e alcuni ricercatori provenienti da altre università italiane e straniere.  Alla presentazione degli esiti della campagnadi scavo interverrà, fra gli altri, anche il preside della Facoltà di Lettere dell'Università di Sassari, Aldo Maria Morace.

In occasione della Giornata nazionale dell'Aido (Associazione Italiana Donatori d'Organi), il gruppo comunale “Mario Fodde” di Cuglieri, in collaborazione con la Regione, la Provincia di Oristano, il comune di Cuglieri, la Asl n°5 di Oristano, e il Centro regionale trapianti, organizza la prima edizione della estemporanea di pittura, sul tema della donazione degli organi, dal titolo “Un disegno per la vita che mi dai”. La manifestazione si terrà domenica 11 ottobre, a Cuglieri, data in cui si celebra la Giornata nazionale Aido. Il progetto nasce dalla necessità di sensibilizzare i cittadini sull'attività dei trapianti di organi; attività che recentemente sta registrando una flessione dovuta, in parte, al calo dei consensi alla donazione di organi, sia a livello regionale che nazionale. Con l'estemporanea di pittura, che coinvolgerà trenta artisti, si intende puntare i riflettori sulla solidarietà, cercando un linguaggio alternativo e innovativo, come quello dell'arte, per veicolare un messaggio che arrivi ai giovani e ai meno giovani. Il concorso prevede l'esecuzione di un'opera artistica che utilizzi qualsiasi tecnica espressiva (olio, tempera, acquerello, matita, acrilico o altri materiali su tela, carta o altro supporto bidimensionale) e che faccia esplicito riferimento al tema della donazione. Il lavoro dovrà essere realizzato in una delle piazze indicate dagli organizzatori, tra le 10 e le 18. A valutare le migliori opere sarà una giuria qualificata, il cui giudizio è inappellabile e insindacabile.  All'estemporanea saranno ammessi i primi 30 artisti che faranno pervenire la propria adesione, inviando la scheda d'iscrizione (scaricabile anche dal sito internet della Asl n°5, all'indirizzo www.asloristano.it) al numero di fax 0785.39451 o via mail a aido.cuglieri@yahoo.it, entro e non oltre sabato 10 ottobre.  I vincitori riceveranno un premio in denaro, mentre a tutti i concorrenti sarà rilasciata una pergamena di partecipazione. Sono aperte le iscrizioni. Per ulteriori informazioni è possibile contattare i numeri 0785.39451 o 328.3031655.

Il Norbello si prepara all’avventura nella serie A2 di tennistavolo femminile. La squadra si è rinforzata con l’arrivo dell’allenatore nigeriano, Michael Oyebode, della giovane cinese Shuang Wu, della triestina Ana Brzan e dell’avellinese Marialucia Di Meo, che affiancheranno Eleonora Trudu, Claudia Caredda e Sara Congiu. La società di Norbello si presenta all’appuntamento con la nuova stagione agonistica con grandi aspettative sia con la prima squadra femminile. che con quella maschile, che partecipa alla B2 nazionale. In vista dell’inizio dei campionati, previsto per il prossimo fine settimana, giovedì 1° ottobre le squadre che parteciperanno ai campionati nazionali di serie A2 e B2 saranno presentate ai giornalisti dal presidente del Tennistavolo Norbello, Simone Carrucciu, dal Presidente del Coni, Gabriele Schintu, e dall’assessore provinciale allo sport, Serafino Corrias. La conferenza stampa si terrà giovedì 1° ottobre, alle 11, nei locali del Comitato provinciale del Coni di Oristano, in via Carducci 44, palazzi Saia.



 

 
Di greg (del 29/09/2009 @ 16:15:59, in cronaca, linkato 954 volte)

E’ vero che al cuore non si comanda e che l’amore rende ciechi, ma quando una donna di oltre 80 anni si invaghisce di uomo più giovane di lei di 42 anni, e quest’ultimo per giunta la ricambia, qualcosa che non quadra ci deve pur essere. Figuratevi come batteva il cuore dell’anziana signora quando incontrava questo “Casanova dei poveri” pensando di essere contracambiata. Fortemente innamorata, a tutto poteva pensare l’ottantenne, tranne che ad un raggiro, cosa che, purtroppo, si è invece verificata. Questo, il succo della love story in salsa paesana, che come epilogo non  ha avuto i fiori d’arancio, né tantomeno un viaggio di nozze alle Barbados, ma un più breve tragitto, per il latin lover, verso l’Hotel di piazza Mannu.  Al di là dell’ironia, il fatto certo è che Antonio Cozzolino, di 38 anni, ambulante originario di San Giuseppe Vesuviano ma residente ad Oristano, è stato arrestato, ad Ula Tirso, dai carabinieri della stazione di Busachi con l'accusa di truffa e circonvenzione di persone incapaci. L'uomo è stato, infatti, colto in flagrante dai carabinieri mentre riceveva una busta con 1.600 euro e diversi generi alimentari da un’anziana donna del paese ultra ottantenne che, come detto, si era invaghita di lui. Con lusinghe varie e con una promessa di matrimonio, abusando dei bisogni e delle passioni della pensionata, Cozzolino, nell'arco di un anno si sarebbe fatto consegnare, in varie occasioni, denaro contante, un cellulare, vestiti e, in alcune circostanze, anche prodotti alimentari. I carabinieri, come ha spiegato il capitano Mariano Lai, comandante della Compagnia di Ghilarza, hanno registrato movimenti di danaro per circa 10 mila euro, e la donna, seppure non abbia sporto querela, ha ricostruito comunque la vicenda ai militari, ammettendo di essersi invaghita dell'uomo, ritenendo di essere ricambiata. Cozzolino l'aveva però ingannata, regalandole un anello che lei riteneva un gioiello prezioso e che invece si è poi rivelato di scarso valore. Antonio Cozzolino è ora rinchiuso nel carcere di Oristano, dove si trova a disposizione del sostituto procuratore Paolo De Falco, titolare dell'inchiesta. Il Gip, peraltro, ha già convalidato l'arresto.

Altre notizie:

Sulla realizzazione dell’impianto di generazione eolica off-shore è stato presentato, dal gruppo del Pd al consiglio comunale di Oristano, un ordine del giorno, del seguente tenore:  “Premesso che, in data 19 maggio u.s.  la società “Is Arenas Renewable Enerles srl” presentava istanza tendente alla realizzazione e gestione di un impianto di generazione eolica off-shore da ubicarsi nelle  acque della costa occidentale della Sardegna; che,  territorialmente la zona interessata risulta essere ricadente nella marina di Is Arenas, Su Pallosu, interessando quindi  i comuni di Narbolia, Cuglieri e San Vero Milis; verificato che, la Capitaneria di Porto di Oristano il 9 settembre u.s. pubblicava  la richiesta di concessione marittima demaniale della durata di anni sessanta; evidenziato che, l’impianto  di generazione eolica  è composto da  80 turbine e da opere e impiantista ad esse collegate e pertanto risulterebbe fortemente impattante  dal punto di vista ambientale e paesaggistico; che, un impianto ricadente su circa 2000 ettari di specchio d’acqua  potrebbe  causare irrimediabili  alterazioni al già fragile ecosistema marino e costiero; che, l’impianto arrecherebbe  pregiudizio allo sviluppo economico e turistico dei comuni interessati e  dell’intera provincia  di Oristano; evidenziato che il  tratto di costa occidentale in questione e lo stesso golfo di Oristano  rappresentato un importante patrimonio di risorse e sulle  quali appare prioritario determinare politiche che favoriscano l’utilizzo eco-compatibile del territorio a fini turistici e  favoriscano nel contempo  la crescita di un robusto sistema economico-produttivo locale;   atteso che  il comune di Oristano pur non essendo interessato territorialmente al progetto, può e deve svolgere, di concerto con le amministrazioni locali, con le istituzioni e  con i governi sovra comunali una forte, partecipata  ed incisiva azione di governance volta alla individuazione di strategie e politiche  di sviluppo territoriale dando ad esse una espressione unitaria;  atteso inoltre che   non vi sono chiusure  preconcette alla produzione di energie rinnovabili quali solare, eolica, biogas, biomassa e che queste comunque, senza nessuna esitazione,  debbano  trovare perfetta simbiosi e correlazione tra l’esigenza di rispondere ad una sempre più pressante  domanda di energia  e la rigorosa  tutela dell’ambiente attraverso politiche di sviluppo eco-sostenibili che tengano conto della salvaguardia  paesaggistico-ambientale e delle vocazioni territoriali.  Ciò premesso, il  consiglio comunale di Oristano esprime   contrarietà alla realizzazione dell’impianto di generazione  eolica off-shore, ricadente sul tratto della costa occidentale  della provincia di Oristano, dove viene  interessato uno specchio d’acqua di circa 2000 ettari; manifesta preoccupazione  e disappunto per il mancato e preventivo  coinvolgimento delle istituzioni e delle popolazioni locali; sollecita e suggerisce,   l’apertura di un tavolo partecipato  dove nell’ambito di una proficua programmazione  possa essere definito un Piano Energetico Provinciale”. (Efisio Sanna, M.Grazia Schintu, Marino Marchi, Francesco Federico, Gianni Sanna, Giuseppe Obinu)

Si è insediato, oggi, il commissario dell'Azienda Sanitaria Locale n°5 di Oristano, Giovanni Panichi, già direttore del dipartimento di prevenzione della stessa azienda (dal 2006), ed ex presidente dell'Ordine dei medici veterinari di Oristano. Su Panichi dal'Asl n.5 di oristano abbiamo ricevuto questo comunicato stampa, che volentieri pubblichiamo:  "Nominato dalla giunta regionale lo scorso 15 settembre,  il commissario subentra all'ex direttore generale, Bruno Palmas, con il quale, questa mattina, in via Carducci è avvenuto il passaggio di consegne. Il commissario, nato nel 1949 a Laiatico, in provincia di Pisa, ha alle spalle una lunga esperienza professionale. Laureatosi presso la facoltà di Medicina Veterinaria dell'Università di Sassari, il dottor Panichi ha cominciato a esercitare, nel 1977, come veterinario in diversi centri della provincia di Oristano; nel 1991 è diventato responsabile del servizio veterinario dell'Usl (Unità sanitaria locale) n° 13 di Oristano, che nel 1995 è stata accorpata alle Usl  di Ales e Ghilarza con la costituzione della Asl n°5, in cui ha mantenuto lo stesso ruolo. Diverse le esperienze in ambito sanitario e universitario (collaborazioni con l'Università di Sassari, dove ha insegnato nelle facoltà di Medicina Veterinaria, e presso l'Istituto di Igiene) sia in Sardegna che nella Penisola. Il commissario ha infatti collaborato attivamente con l'Istituto Zooprofilattico di Teramo sul fenomeno della blue tongue, mentre attualmente Panichi è componente del Comitato Regionale Faunistico e del Comitato Provinciale dell'Unità di crisi regionale per il controllo delle pesti suine e del gruppo di lavoro regionale “Piano Stop Tbc”, e del Comitato Pandemico Regionale per le malattie infettive, che si occupa della sorveglianza dell'influenza A.  Tra le esperienze di lavoro più significative, quelle dell'informatizzazione delle banche dati del Servizio veterinario dell'azienda sanitaria oristanese, e la predisposizione del budget, per la programmazione e il monitoraggio degli obiettivi aziendali. A lui si deve l'impegno per far ottenere alla provincia di Oristano la qualifica comunitaria di Provincia ufficialmente indenne da tubercolosi bovina, leucosi bovina, brucellosi bovina e ovi-caprina, riconoscimento che ha consentito la libera movimentazione dei capi e la gestione, nel 2005, dell'emergenza Peste suina con l'eradicazione di tutti i focolai sul territorio, fatto che gli è valso l'encomio ufficiale da parte degli organismi della Comunità Europea. “Il mio augurio – ha dichiarato Panichi nell'insediarsi – è quello di poter lavorare al meglio per questa Azienda sanitaria e per l'intero territorio, che già conosco, nell'interesse di tutti i cittadini, rafforzando il ruolo dei servizi sanitari e migliorandone la qualità”.

La vertenza degli edicolanti oristane sembrerebbe avviata verso una soluzione. Dopo la protesta del loro leader, Luca Scalas, che da cinque giorni era incatenato alla recinzione dell'agenzia di distribuzione Sammarco, stamattina con le serrande abbassate dalle 10 alle 12, si è tenuta un'assemblea cittadina. Nell'incontro si era deciso di indire una nuova assemblea, entro sabato prossimo, se non ci fossero state  risposte da parte dell'agenzia Sammarco sulle rivendicazioni avanzate dagfli edicolanti. In caso di risposta negativa un altro edicolante, ogni due giorni, si incatenenato, a turno, assieme a Scalas. La protesta, invece, è rientrata perchè la Sammarco ha deciso di incontare gli edicolanti per cercare di trovare una soluzione alla vertenza. E' quindi rientrata anche la minaccia di serrata delle edicole, che attendono ora un nuovo incontro, dove si dovrà discutere sul disciplinare per regolamentare la distribuzione dei giornali, la informatizzazione delle procedure e il ricorso a convenzioni bancarie. Gli edicolanti insistono nel riaffermare il difficile momento dell'editoria che rischia di ricadere su di loro, costretti ad anticipare pagamenti per prodotti non venduti.

 
Di pig (del 29/09/2009 @ 00:00:55, in cronaca, linkato 1151 volte)
I commercianti oristanesi bocciano il sistema di raccolta differenziata dei rifiuti. La conferma viene da un'indagine realizzata nel capoluogo dalla Confcommercio, in seguito anche alle polemiche delle scorse settimane, quando alcuni esercente esasperati avevano abbandonato la spazzatura sotto la torre di Mariano. Il 94% delle imprese commerciali sentite nell'indagine ha dichiarato di ritenere insufficiente il servizio di raccolta differenziata, con gli operatori che manifestano la necessità di maggiori passaggi per il ritiro di vetro, plastica, lattine, secco e cartone, e, ovviamente a seconda del settore di appartenenza, sono differenti le esigenze indicate. Il 60% dei commercianti, inoltre, preferisce che la raccolta avvenga in orario notturno, mentre, nonostante le lamentele, dall'indagine emerge che i contenitori assegnati per la raccolta, dal 62% delle attività interpellate viene utilizzato tuttora, e non ne sono stati acquistati di nuovi. Al questionario della Confcommercio hanno risposto soprattutto negozi di abbigliamento (pari al 37% dei questionari), bar ristoranti e pizzerie (31%) e a seguire, alimentari (col 7%) e negozi di calzature con uguale percentuale. I dati dell'indagine sono stati già consegnati all'amministrazione comunale, dalla quale adesso Confcommercio attende risposte concrete.

Un’interrogazione sull’esatta applicazione del contratto di appalto del servizio di nettezza urbana, considerata la grave situazione di degrado e di sporcizia in cui versa ormai da troppo tempo il territorio comunale di Oristano, è stata presentata dal consigliere comunale del Pd, Francesco Federico. Questo il testo: “Premesso  che nel 2006, a seguito di un appalto-concorso, veniva affidato all’Associazione Temporanea d’Impresa (Ati), composta dalle società De Vizia e Aspica, il servizio di Nettezza Urbana del Comune di Oristano; che la stessa Ati assumeva i servizi dal mese di novembre dello stesso anno; che negli atti veniva stabilito un lasso temporale di 6 mesi dall’assunzione dei servizi quale periodo transitorio per l’entrata a pieno regime dei servizi stessi; che invece già la prevista raccolta differenziata veniva avviata con forte ritardo, nel luglio 2008, presso le sole frazioni e che solo nel gennaio 2009 veniva avviata presso la città; che nel giugno 2008, a seguito di una cessione di ramo d’azienda, la società Aspica s.r.l. cedeva la propria attività alla subentrante ditta San Germano s.r.l., che subentrava pertanto nell’Associazione Temporanea d’Impresa con la ditta De Vizia;  atteso che le reciproche obbligazioni tra questa Amministrazione comunale e l’Ati De Vizia/San Germano sono regolate da apposito contratto del quale fanno parte integrante il “Capitolato Speciale d’Appalto per i Servizi di Igiene Ambientale” e il “Progetto Offerta” presentato dalla stessa Ati in sede di gara d’appalto;  evidenziando che nella fattispecie della gara a “Progetto Offerta” le migliori condizioni/prestazioni offerte dai partecipanti possono diventare oggetto di attribuzione di maggior punteggio valido per l’assegnazione dell’appalto, come di fatto si evince dagli atti della commissione giudicatrice; che pertanto gli impegni per migliorie o maggiori prestazioni previste dal progetto offerta diventano obbligazione per chi le propone; considerato che il Comune di Oristano corrisponde alle ditte appaltatrici un emolumento di circa 3.400.000 euro annui, pari a circa 280.000 euro mensili;  appurato che nel tempo, e soprattutto negli ultimi mesi, i ripetuti disservizi relativi allo spazzamento delle strade e alla gestione dei rifiuti hanno creato una allarmante situazione di disagio e malcontento nel nostro territorio comunale, sottolineata dalle continue e numerose lamentele da parte di cittadini, utenti e categorie produttive (sintomatica la recente protesta, a parer nostro motivata, dei commerciati del centro città); visto il vergognoso stato di degrado in cui, a seguito dei suddetti disservizi, versano le strade e le piazze di Oristano e frazioni; vista l’insufficiente azione di controllo, verifica e monitoraggio di cui l’Amministrazione Comunale di Oristano è chiaramente responsabile; considerato che (stando a ciò che si è potuto apprendere dalla stampa locale) il Comune di Oristano applica all’Ati appaltatrice del servizio una media di solo 7.000 euro mensili di penalità per mancanze e prestazioni non erogate; che da una veloce stima e valutazione la suddetta media delle penalità applicate all’Ati apparirebbe irrisoria in rapporto alle presumibili diverse mancanze e prestazioni non erogate dalle ditte appaltatrici; considerato anche, sulla base di quanto riportato negli ultimi mesi dalla stampa locale, il clima di conflittualità e di difficili relazioni industriali tra lavoratori e ditte appaltatrici del servizio. Tutto ciò premesso, fortemente convinti che sia primario dovere di una Amministrazione Comunale controllare lo stato dell’arte dei lavori e delle prestazioni offerte in regime di esternalizzazione (pagate con i soldi della Comunità e nello specifico con l’imposizione della Tarsu) e che la problematica dei rifiuti sia sicuramente correlata con il decoro urbano e con la salute pubblica, si interroga il Sindaco e l’assessore competente al fine di conoscere: se le ditte appaltatrici nell’ambito delle loro obbligazioni stiano rispettando il Capitolato Speciale d’Appalto sulla gestione dei rifiuti e il Progetto Offerta; quale grado di controllo, monitoraggio e verifica l’amministrazione comunale ha finora effettuato; l’attuale organizzazione, il numero delle unità lavorative impegnate con relative funzioni, livelli e ruoli e le prerogative dell’Ufficio Ambiente del Comune di Oristano; se le ditte appaltatrici abbiano in uso e dotazione gli automezzi previsti, se gli stessi siano idonei, se siano stati immatricolati sulla base delle prescrizioni, se siano di proprietà delle stesse ditte e se, nella relazione economico finanziaria che le ditte presentarono in sede di offerta, i conti economici e gli ammortamenti sono stati elaborati sulla base dell’acquisto di automezzi o sulla base di un noleggio; se gli automezzi, così come previsto, siano dedicati alla raccolta di una sola tipologia di rifiuto e se siano provvisti di scritta (adesivo) identificativa del servizio effettuato per conto del Comune di Oristano; se, sulla base degli obblighi assunti, le ditte appaltatrici abbiano assicurato e assicurano le esatte frequenze di spazzamento strade, sia attraverso le spazzatrici sia manualmente, e eventualmente quale sistema di controllo e verifica viene posto in essere per appurare la esatta rispondenza delle frequenze e metri quadri ; se sono stati dislocati tutti cestini getta carta previsti; se lo svuotamento dei cestini getta carta attualmente presenti avviene con la dovuta frequenza; se sono stati dislocati tutti i contenitori per medicinali, pile, t/f, ex Rup; se il ritiro dei medicinali, dei t/f, degli ex Rup e delle pile attualmente presenti viene eseguito regolarmente; se le ditte appaltatrici stanno assicurando i vari servizi di raccolta differenziata della carta, cartone, vetro e plastica, nei numeri e nei dimensionamenti previsti; se i veicoli utilizzati dai lavoratori per lo spazzamento manuale siano quelli previsti e se siano idonei; se viene effettuando regolarmente, il lavaggio dei cassonetti e dei bidoni condominiali; se il lavaggio delle piazze si sta effettuando con le previste frequenze, con gli appositi automezzi e per il totali dei metri oggetto dell’obbligazione; se in tutte le frazioni si stanno rispettando le frequenze di spazzamento; se si sta svolgendo il servizio di spazzamento pomeridiano nelle vie e piazze del centro; se il ritiro a “chiamata” dei rifiuti ingombranti sta regolarmente avvenendo con i previsti tempi di attesa tra la chiamata dell’utente e il ritiro (non superiori a giorni 3); se, considerati anche gli improvvisi recenti allagamenti in diverse zone della Città, si è svolto e si sta svolgendo il lavoro di pulizia dei pozzetti e delle caditoie stradali nei tempi, nei modi e nel dimensionamento previsti;  per quale motivo, per quanto riguarda la raccolta differenziata, all’avvio della stagione estiva in Torregrande non è stata avviata alcuna campagna di informazione e sensibilizzazione;  se dal 1° giugno ad oggi sono state rispettate tutte le frequenze di pulizia, spazzamento e raccolta, presso la Marina di Torregrande; se si sta operando con cadenza settimanale la pulizia e la rimozione di rifiuti dagli ingressi della città; se le ditte appaltatrici abbiano richiesto l’autorizzazione al sub-appalto per i lavori di diserbo e se lo stesso sia stato concesso o meno; l’esatta entità di penali comminate alle ditte appaltatrici e le motivazioni;  l’esatta entità di maggiori somme erogate o fatture presentate dalle ditte appaltatrici per eventuali o ipotetici servizi aggiuntivi; quali azioni il Sindaco e la Giunta Municipale, assieme agli Uffici, intendano porre in essere per controllare e far rispettare gli obblighi assunti dalle ditte appaltatrici e per recuperare eventuali somme erogate per prestazioni non eseguite”.

L’Amministrazione provinciale ha appaltato e consegnato i lavori per la ristrutturazione e adeguamento del Palazzo Arcais, ad Oristano, per renderlo funzionale ad ospitare il Museo Giudicale. Costo dell’intervento con fondi Pia-Campidano oltre 500 mila euro, tempi di conclusione 180 giorni, e mercoledì verifica sulla fase iniziale dei lavori. “Un significativo passo avanti nella realizzazione di questo importante progetto culturale”, ha sostienuto il presidente della Provincia, Pasquale Onida, che sta seguendo personalmente l’evolversi del progetto, che ora entra nella delicata fase della cantierabilità delle opere. “Fondamentale – ha detto Onida -,  per attribuire la memoria a quella che è stata la fase storica più importante dell’Oristanese, attraverso l’esperienza di governo dei Giudicati e, per quanto ci riguarda, quello del Giudicato d’Arborea. L’esecuzione di dovrà essere eseguite con la massima attenzione, poiché bisogna  intervenire sulle strutture  di un edificio di rilevante pregio storico, protetto dalle norme di tutela”. L’edificazione dell’edificio, su progetto dell’architetto Giuseppe Viana, risale al 1700, e venne effettuata su commissione di don Damiano Nurra, primo marchese di Oristano. Per quanto riguarda gli elementi che andranno a comporre il Museo, nella scorsa legislatura venne disposto dalla regione un primo stanziamento di 500 mila euro, mentre il Cipe ha di recente deliberato altri 3 milioni di euro, che andranno ripartiti con un’altra, anaaloga iniziativa museale avviata a Sanluri.

Un uomo di 96 anni, colpito da infarto, è stato operato recentemente con successo nell'Unità operativa di Cardiologia dell'ospedale San Martino di Oristano. Un'operazione d'eccezione, trattandosi della prima volta in cui nella struttura sanitaria oristanese un paziente di quell'età viene sottoposto a un così delicato intervento. L'anziano, nato a Ula Tirso e residente ad Abbasanta, ha subito un'angioplastica primaria, con l'applicazione di uno stent all'arteria discendente anteriore. Un'operazione mirata alla riapertura dell'arteria coronarica, già in buona parte occlusa.  «Il paziente, al suo arrivo – ha spiegato il responsabile dell'Unità operativa di Cardiologia Utic (Unità Terapia Intensiva Coronarica), Marino Marchi – presentava un infarto anteriore molto esteso e una situazione clinica ampiamente compromessa». L'uomo era stato trasferito, con una pesante insufficienza cardiaca, dall'ospedale Delogu di Ghilarza, dov’erano stati compiuti i primi accertamenti, al San Martino di Oristano, dove è giunto alle 10. Immediatamente trasferito in sala Emodinamica, il paziente è stato sottoposto all'intervento dall'equipe guidata dal dottor Stefano Naccarato. L'operazione, portata a termine senza complicazioni, è stata eseguita in anestesia locale, ed è durata circa un'ora e mezzo. Alle ore 11.30 il paziente era già stato portato in terapia intensiva. «Si è trattato di un intervento delicato, data l'età del soggetto, ma quasi obbligato in una situazione del genere – , ha detto Marchi. Nel caso in cui si operi su pazienti anziani, l'angioplastica è infatti maggiormente consigliabile rispetto al trattamento farmacologico, che potrebbe invece comportare il rischio di un'emorragia cerebrale». Dopo alcuni giorni di degenza post operatoria (il periodo di osservazione è stato prolungato per maggiore precauzione, data l'età del paziente) il novantaseienne di Ula Tirso è stato dimesso in buone condizioni. «L'operazione è andata bene: non ho provato nessun dolore» ha affermato l'uomo, che durante l'intervento è rimasto sveglio e lucido ed ha raccontato al personale sanitario le sue esperienze nella guerra di Spagna, nella quale ha combattuto come volontario. L'intervento dell'anziano paziente conferma non solo i livelli d'eccellenza raggiunti dall'Unità Operativa di Cardiologia e Utic di Oristano, ma anche la necessità di un presidio d'urgenza sul territorio: «Se non fosse stato presente il laboratorio di Emodinamica al San Martino – ha spiegato il primario Marino Marchi – l'uomo sarebbe stato trasferito a Cagliari ma, dal momento che nei casi di infarto i minuti possono essere decisivi, non sappiamo se il paziente, in condizioni estremamente critiche,  ce l'avrebbe fatta». Come l'uomo di 96 anni, sono molte le persone colpite da infarto acuto che si sono salvate grazie alla presenza, al San Martino, di un servizio di alta qualità in grado di effettuare interventi delicati come angioplastica, angiografia, impianto di pacemaker.  A poco più di un anno dalla sua apertura (la struttura è stata inaugurata nel giugno 2008)  sono stati oltre 700 gli assistiti, circa 100 ogni mese, e la mobilità verso altri ospedali dell'isola è stata annullata.   

L'assessore regionale della Sanita', Antonello Liori, ha incontrato questo pomeriggio, a Cagliari, i nuovi commissari delle nove Asl regionali, che hanno accettato l'incarico e firmato il relativo contratto. I commissari sono Paolo Manca (Asl 1), Giovanni Fadda (Asl 2, Antonio Succu (Asl 3), Francesco Pintus  (Asl 4), Giovanni Panichi (Asl n. 5 di Oristano), Giuseppe Ottaviani (Asl 6), Maurizio Calamida (Asl 7), Emilio Simeone (Asl 8) e Antonio Garau (Azienda Ospedaliera Brotzu). Nei prossimi giorni, dopo l'intesa coi magnifici rettori degli atenei di Cagliari e di Sassari, firmeranno il contratto anche i commissari delle aziende ospedaliere universitarie.

In tutte le palestre e le strutture sportive aperte al pubblico dovrà essere presente un responsabile tecnico, laureato in Scienze Motorie o diplomato all'Isef. E' quanto prevede una proposta di legge del gruppo dei Riformatori in consiglio regionale, che mira sia "…a dare una risposta alle richiesta di maggiore qualità nelle strutture" sia a "…offrire uno sbocco professionale a molti giovani sardi". Il responsabile tecnico ha la responsabilità dell'applicazione dei programmi e deve coordinare l'attività degli altri istruttori che devono essere, a loro volta, "…opportunamente qualificati e muniti di brevetti o titoli rilasciati dalle federazioni o dagli enti di promozione sportiva". Pierpaolo Vargiu, primo firmatario della proposta, ha ricordato come “…le palestre e i centri sportivi svolgono, per molti versi, una importante funzione sociale e di prevenzione sanitaria, per cui non possono essere caratterizzati dal totale dilettantismo, in quanto l'attività fisica senza controlli adeguati può comportare rischi enormi". Per i Riformatori "…non sembra più possibile ipotizzare che strutture sportiva all'avanguardia, che utilizzano apparecchiature ad elevato contenuto tecnologico e che hanno centinaia di praticanti, possano essere utilizzate senza il supporto di figure professionali specificamente formate".

 

 
Di pig (del 25/09/2009 @ 14:00:07, in cronaca, linkato 1884 volte)

La vicenda risale a circa due anni fa, ma ancora non è stata posta la parola fine ad un caso che è solo un eufemismo definire sconcertante. La Lavos, la principale associazione di volontariato del soccorso sanitario di Oristano, potrebbe bloccare la sua attività, in segno di protesta, per contestare i primi risultati di una vicenda giudiziaria che la coinvolge insieme ad una sua volontaria. All'associazione e alla donna, infatti, sono state inflitte alcune sanzioni per  violazione delle norme del codice della strada e, in particolare, per aver violato  i limiti di velocità, durante il trasporto di un malato in "pericolo di vita". La vicenda rievocata dall'avvocato dell'associazione, Rossella Oppo, rischia di diventare un vero e proprio caso, considerato che si tratta di un episodio unico in Italia. La sconcertante vicenda ha avuto inizio la mattina del 13 aprile del 2007, quando un'ambulanza della Lavos è stata fotografata sulla statale 131, all'altezza dell'abitato di Villagreca, da un autovelox del Corpo della Polizia municipale di Nuraminis, mentre viaggiava ad una velocità di 95 chilometri orari, nonostante su quel tratto di carreggiata il limite fosse di 50 chilometri. L'associazione, attraverso il proprio direttore sanitario, Gianfranco Delogu, ha spiegato che era stato il medico a bordo del’ambulanza, un cardiologo dell'ospedale San Martino di Oristano, Stefano Naccarato, a dare disposizioni affinchè quanto prima si raggiungesse il nosocomio oristanese. "A bordo dell'ambulanza c'era, infatti, un paziente cardiopatico che era appena stato sottoposto, a Cagliari, a un intervento di emodinamica - ha spiegato Delogu -. Dal medico era stata decretata, dunque, una situazione d'emergenza, essendo un paziente in quelle condizioni in pericolo di vita". Queste argomentazioni non hanno, però, convinto la prefettura di Cagliari, che ha respinto  il ricorso che la Lavos aveva inoltrato per contestare il verbale di contravvenzione. In seguito, anche il giudice di pace di Serramanna ha rigettato le istanze presentate dalla Lavos, sulla scorta di alcune presunte irregolarità procedurali, contestate dalla volontaria interessata alla vicenda. Tuttora è pendente un ricorso presso il Tribunale di Cagliari, che dovrà essere discusso il 18 dicembre prossimo, mentre con una procedura d'urgenza l'associazione di volontariato e la violontaria hanno chiesto, sempre al Tribunale di Cagliari, la sospensione delle sanzioni. La Lavos, infatti, dovrebbe pagare 740 euro di multa, mentre la volontaria rischia 30 giorni di sospensione della patente e 10 punti di addebito. Mai come in questo caso ci sembra quanto mai appropriato il detto isolano "fai beni e bai in galera!".

Altre notizie:

"Il provvedimento non è un Piano Casa, perchè non si costruisce nessuna casa ma, anzi, il ddl ci dà l'idea di quella che sarà la Sardegna del futuro, dove si continuerà a consumare il territorio, ritenendo essenziale l'edilizia per lo sviluppo, mentre, invece, è un'idea che impoverisce l'ambiente". E', questa, la dura presa di posizione dell'ex presidente della Regione, Renato Soru, contro il ddl proposto dalla giunta Cappellacci e approvato una settimana fa in commissione Urbanistica.  Per l'ex governatore, che ha sottolineato come il Piano paesaggistico regionale "…abbia resistito a cento ricorsi al Tar e a 150 ricorsi al Presidente della Repubblica", il Piano Casa della maggioranza "…non è altro che una legge per richiamare il consenso, per attuare le promesse fatte in campagna elettorale".  In difesa del disegno di legge proposto dall'esecutivo  è intervenuto il capogruppo del Psd'az, Giacomo Sanna. "Questa e' la stessa legge approvata in altre regioni anche governate dal centrosinistra", ha ricordato l'esponente sardista, preannunciando la presentazione di un emendamento in cui si introduce lo stop ai lavori per dieci anni per la costruzione di quelle lottizzazioni che, già avviate prima del Ppr, hanno cambiato proprietario. Riprendendo lo spunto del collega, il capogruppo del Pdl, Mario Diana, ha citato ad esempio l'Emilia Romagna. "Nell'articolo 56 del Piano Casa approvato dal Consiglio regionale emiliano – ha detto Diana - è previsto che gli interventi possano essere realizzati anche in assenza di Piano urbanistico attuativo, stravolgendo così tutte le norme urbanistiche e cambiando anche Piani provinciali e comunali".

Certo che tentare di rinegoziare i tetti sull'assegnazione di quote di Co2 all'Italia non è male come gaffe. Anzi, considerarla una gaffe è piuttosto riduttivo. È un modo di comportarsi, un modo di pensare, un modo tutto italiano per cambiare le carte in tavola. Il piano nazionale italiano sulle emissioni era stato approvato già nel 2007. "I tetti sono stati definiti e adottati dalla commissione attraverso un processo basato sulla legislazione europea", ha detto la portavoce della commisione Ue, Barbara Hellfrich: "e non sono rinegoziabili".Il presidente dell'esecutivo europeo Barroso ha rispedito al mittente il goffo tentativo italiano di fare una specie di gioco delle tre carte su una delle cose più importanti sul clima e sul futuro del mondo. La riduzione delle emissioni di Co2 sono fondamentali per l'ambiente, per contenere l'effetto serra, per evitare una serie di calamità annunciate. Ora anche il presidente Barack Obama ha messo al primo posto e in primo piano l'emergenza ambientale tra le priorità mondiali. Eccetto la Cina, nessuna grande potenza mondiale è più indifferente a un tema che sta diventando "il" tema del futuro.Ma noi cosa facciamo? Cerchiamo di trattare per un piccolo aggiustamento, un adeguamento, una rinegoziazione dei tetti di Co2. Eccellente, ancora una volta, ci siamo fatti riconoscere in Europa. Paolo Bonaiuti, portavoce di Berlusconi, cercando di gettare acqua sul fuoco, ha peggiorato ancora di più la situazione: "a Bruxelles è stato purtroppo montato un caso sulle emissioni di anidride carbonica. Il governo non ha mai chiesto al presidente Barroso di rinegoziare queste cose, ma gli ha semplicemente sottoposto il problema, chiedendo il suo "personale interessamento" per arrivare a una soluzione condivisa".Cosa significa "personale interessamento"? E cosa significa "sottoporre il problema"? Sembra quello che un tempo veniva definito con un termine: un aiutino. Perché i tetti assegnati nel 2007 possano essere ritoccati. Se Barroso si interessa in modo "personale", forse inquiniamo un po' di più... Certo che non cambiamo mai. E c'è solo da vergognarsi. (Roberto Cotroneo – L’Unità)

Doveva essere la “rivoluzione” del Pubblico Impiego. Ma, come sempre, alla rivoluzione è seguita la restaurazione. E così è stata silenziosamente abrogata con un decreto legge pubblicato l'1 luglio (poi diventato la legge n.102/2009) la normativa “antifannulloni” varata l'anno scorso dal ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, che prevedeva disposizioni penalizzanti per gli impiegati pubblici, tra le quali indennità di malattia ridotta, e fascia di reperibilità per i dipendenti in malattia estesa praticamente a tutta la giornata (con un'unica 'ora d'aria' dalle 13 alle 14). Di questi punti, il ministero in un comunicato di replica riconosce solo il ripristino di fasce ridotte di reperibilità, ma il sindacato conferma tutto.  Le fasce orarie di reperibilità sono tornate due di due ore ciascuna, la certificazione medica è stata nuovamente affidata al medico convenzionato, e sono state abrogate alcune delle norme che prevedevano penalizzazioni economiche. Ai dipendenti pubblici e ai loro sindacati non è rimasto che chiedersi, come fa per esempio la Flp, "perché quando sono state introdotte certe norme, come la reperibilità di 11 ore al giorno in caso di malattia, lo si è fatto con le "fanfare", tuonando contro i dipendenti pubblici assenteisti e fannulloni e ora che fa marcia indietro il ministro Brunetta non rilascia nemmeno una misera dichiarazioncina alla stampa?".  Forse perché il provvedimento era ampiamente incostituzionale, obiettano i segretari di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl. "Noi abbiamo chiesto fin dal nostro congresso di maggio al ministro Brunetta di tornare indietro e di rendere omologate al privato tutte le regole del pubblico - dice Giovanni Faverin, segretario Cisl-Funzione Pubblica - Le norme ora abrogate erano frutto di un eccessivo accanimento con il controllo, stavano in una logica di pressione dell'opinione pubblica".  "Le norme precedenti sono state ripristinate a seguito alle pressioni di noi sindacati - conferma Salvatore Bosco, segretario della Uil Funzione Pubblica - che abbiamo subito denunciato la nuova normativa come punitiva e illogica". "Si conferma il fatto che avevamo ragione quando parlavamo di 'Tanto rumore per nulla'", dice ironicamente Carlo Podda, segretario della Cgil Fp.  E adesso? Adesso è tutto come prima, peggio di prima, denunciano i sindacati. "Dopo oltre un anno di annunci mediatici - rileva amareggiato Podda - i cittadini e le imprese possono purtroppo vedere che laddove i servizi funzionavano più o meno bene continuano a farlo, e così là dove funzionavano male. Semmai c'è il rischio che, con tutti i tagli fatti dal governo, anche là dove le cose funzionavano non troppo male adesso vadano peggio. E invece c'è bisogno di una Pubblica Amministrazione che funzioni, e noi sindacati, a differenza di quello che dice il ministro, abbiamo tutto l'interesse perché funzioni davvero".  "Prima di mettere mano a questa materia in modo così ideologico - aggiunge Bosco - scatenando la campagna mediatica contro i fannulloni, avrebbe dovuto verificare cosa davvero non funziona nella PA e in particolare nei dirigenti, nella politica che mette le mani dappertutto. Interessi profondi e molto concreti, altro che i dipendenti fannulloni. Adesso la sua campagna pubblicitaria gli si sta rivoltando contro. E infatti gli ultimi dati che sono usciti sull'incidenza delle malattie fanno vedere che ad agosto c'è stato un aumento".  "Da parte nostra - conclude Bosco - dopo questa vicenda rimane la sgradevolissima sensazione di un ministro che non incide in alcun modo sui problemi veri della P.A., che non ha alcuna intenzione, per esempio, di intervenire sugli sprechi e sulle consulenze (i cui costi si aggirano intorno ai due miliardi annui)".  Il ministero della P.A. sostiene però che la "rivoluzione" non si è fermata e, in un comunicato stampa, nega il colpo di spugna sulle norme. Ammettendo però che una modifica sostanziale c'è stata: "L'unica modifica intervenuta nel decreto-legge 1° luglio 2009 n. 78 riguarda le fasce di reperibilità, che sono state uniformate nella durata a quelle vigenti nel settore privato". Intervento, dice il ministero, "deciso anche a seguito dei confortanti risultati del monitoraggio sulle assenze per malattia nella P.A.".  "Al contrario - prosegue il comunicato del ministero - non si è intervenuto in alcun modo sulle disposizioni vigenti in materia di trattenute economiche e di certificazioni mediche dei dipendenti pubblici. Va però precisato che queste ultime saranno presto gestite online dall'Inps e si renderà quindi necessario uniformare la loro disciplina con quelle nel settore privato". Ma il sindacato conferma tutte le modifiche (vedi tabella): la penalizzazione economica per i dipendenti in malattia è rimasta solo nella norma del cosiddetto "salario accessorio", e la possibilità di certificazione è di nuovo estesa ai medici convenzionati.  Modifiche, precisa la Cisl, che sono "frutto del dialogo e del senso di responsabilità di governo e sindacato" "Siamo riusciti ad eliminare gli eccessi del provvedimento - dice Faverin - e gli elementi punitivi verso i lavoratori, ma nel quadro di obiettivi condivisi e dello sforzo per aumentare l'efficienza delle amministrazioni pubbliche".  "I problemi della P.A. sono rimasti irrisolti da quando si è insediato il ministro Brunetta - ribadisce Podda per la Cgil - Sarebbe ora che ci mettessimo intorno a un tavolo per cercare una soluzione davvero produttiva". (Rosaria Amato – la Repubblica)

Una giornata dedicata allo screening in piazza Eleonora , un corso di formazione per i medici di medicina generale, e un convegno sulle epatiti virali croniche al Teatro Garau e all’Hospitalis Sancti Antoni. Sono le iniziative programmate per la settimana prossima, che saranno presentate martedì 29 settembre, ai giornalisti, dal segretario Regionale Fimmg, Alessandro Usai, dal presidente dell’Associazione 3L Onlus, Ica Cherchi, dal sindaco di Oristano, Angela Nonnis, da Salvatore Zaru  della Divisione Medicina dell’ Ospedale Civile di Sassari, dal responsabile della Divisione di Ricerca Clinica della Fimmg-Metis, Guido Sanna, e dalla responsabile dell’Unesco di Oristano, Maria Carmela Contini. La conferenza stampa si terrà martedì 29 settembre, alle 11, nella sala giunta del comune di Oristano (Palazzo Campus Colonna).

Il comune di Cabras informa gli studenti che frequentano la Scuola primaria  e secondaria di I e II grado,  che è in pubblicazione, presso l’Albo Pretorio del comune, il bando per l’assegnazione delle borse di studio a sostegno delle spese sostenute dalle famiglie per l’istruzione nell’anno scolastico 2008/2009. Per informazioni e per il ritiro dei moduli rivolgersi agli istituti scolastici frequentati nell’anno di riferimento, e al Comune di Cabras, Ufficio Pubblica Istruzione. Le domande, compilate e sottoscritte, dovranno essere presentate entro le 13 del 31 ottobre all’Ufficio Protocollo del comune di Cabras. Lo stesso l'assessorato alla Pubblica Istruzione del comune lagunare,  tramite il Servizio Affari Generali , ha aderito al “Progetto Parchicard”, realizzato dal Centro turistico studentesco, in collaborazione con l’Associazione Carta Giovani, e finanziato dal Ministero della Solidarietà Sociale. Il progetto ha come obiettivo la promozione del turismo sociale in 21 Parchi Nazionali. La “Parchicard” è una carta di servizi gratuita, attraverso la quale si possono avere numerose agevolazioni presso gli operatori convenzionati per accedere a musei, alberghi e ristoranti, per acquistare i prodotti tipici locali, e per utilizzare i servizi turistici (dai trasporti alle guide ambientali) nelle 22 aree protette nazionali coinvolte nell’iniziativa. Per ulteriori informazioni e per il rilascio della Parchicard, gli interessati dovranno recarsi, presso il comune di Cabras, Ufficio Pubblica Istruzione/Segreteria, dal lunedì al venerdì, dalle 11 alle 13;  martedì e giovedì pomeriggio, dalle 15,30 alle ore 17,30;  sabato mattina,  dalle 8,30 alle ore 11,30. Per informazioni online connettersi al sito www.parchicard.it

 
Di pig (del 23/09/2009 @ 21:15:21, in cronaca, linkato 976 volte)

“Esiste un’incompatibilità nell'affare del parco eolico di Is Arenas? Isabella Venturini, amministratrice della società Pro.En s.r.l., coinvolta nel progetto insieme alla ditta Is Arenas Renewable Enerles srl, sarebbe – secondo fonti accreditate – sorella di Giuseppe Venturini, componente della Commissione tecnica nazionale di Valutazione dell’Impatto Ambientale». A chiederlo, con un’interrogazione parlamentare, è stata il deputato del Pd, Caterina Pes, che sul caso della fattoria del vento off shore sta seguendo da vicino la vicenda. “L'amministratrice della società che, insieme alla Iare, si accinge a realizzare l'impianto eolico tra Su Pallosu, Is Arenas e S'archittu – ha affermato la Pes –, avrebbe dunque un rapporto di stretta parentela con colui che dovrà esprimere parere favorevole o sfavorevole, insieme agli altri membri della Commissione tecnica di Valutazione dell'Impatto Ambientale, per la realizzazione dello stesso impianto: controllore e controllato legati da uno stretto rapporto di parentela. E' del tutto evidente che, se così fosse, ci sarebbe uno stridente conflitto di interessi”. La parlamentare oristanese ha lanciato, inoltre, un appello: “Auspichiamo che a fare chiarezza sulla vicenda intervenga la magistratura, in modo che siano accertate eventuali responsabilità e incompatibilità”. Caterina Pes ha poi ribadito fermamente la validità dell'eolico: “Per primi noi del Pd abbiamo sostenuto la diffusione delle energie alternative nell'Isola, ed abbiamo dedicato una battaglia forte al rispetto dell'ambiente con la cosiddetta legge “salva coste”, ma – ha specificato la Pes – è da respingere l'eolico selvaggio, l'uso indiscriminato e l'abuso dell'ambiente, consumato attraverso operazioni di pura speculazione ai danni del nostro mare e delle nostre coste. Difendere la nostra terra dal far west eolico è l'altra faccia della medaglia che ci vede schierati nel preservarla dal nucleare piuttosto che dal cemento”. Secondo la parlamentare del Pd si tratta di più sfaccettature di una sola battaglia per la salvaguardia del territorio. Infine, un richiamo ai vertici della Regione: “Ci auguriamo che la giunta e il consiglio regionale ha detto Caterina Pes - si mobilitino per fermare questo scellerato progetto che rischia di trasformare uno dei ventiquattro monumenti naturali della Sardegna, come S'Archittu, in un grottesco panorama artificiale. E' in gioco non solo la difesa dell'ambiente, ma la nostra stessa autonomia, perché non possono essere prese a Roma scelte così compromettenti per la nostra Isola. E' necessario agire subito e senza tentennamenti".  Intanto, un intervento del governo per bloccare l'insediamento del parco eolico davanti alle coste dell'Oristanese è stato chiesto anche da un gruppo di deputati del Pdl. In un'interrogazione ai ministri dell'Ambiente e dei Beni culturali, i parlamentari sardi Bruno Murgia, Mario Pili, Paolo Vella, Carmelo Porcu e Settimo Nizzi, sostengono che il progetto proposto dalla "Is Arenas Renewable Energies srl" per realizzare un impianto off-shore con 80 pale eoliche alte cento metri, a meno di tre miglia dalla costa, "…violerebbe palesemente l'ecosistema e avrebbe un impatto paesaggistico assolutamente insostenibile per il territorio". Al governo, inoltre, si chiede di proporre con un urgenza un decreto legge per tutelare il mare e lo specchio acqueo "…da insediamenti che risultano gravemente invasivi e per i quali non esistono precise norme che ne disciplinino l'impatto paesaggistico e ambientale". I termini per presentare opposizioni al progetto scadono l'8 ottobre prossimo. La società ha chiesto una concessione per un periodo di 60 anni “…su uno specchio d'acqua - sottolineano i parlamentari del Pdl - di quasi 2.200 ettari, su un'area demaniale di 450 metri quadrati”.

Durante l’ultima seduta, il consiglio comunale di Oristano si è occupato, oltre che della localizzazione di due impianti per la telefonia mobile e della nomina dei revisori dei conti (di cui vi abbiamo già parlato), anche di una interrogazione urgente del gruppo del Pd su una discarica abusiva nell’area dell’ax ceramica, in via Ghilarza, di proprietà della famiglia del consigliere comunale del Pdl, Ernesto Pia. In soldoni, il Pd voleva sapere se l’attuale amministrazione comunale intendesse costituirsi parte civile nella vicenda giudiziaria che vede interessato  Ernesto Pia. Il sindaco ha risposto negativamente, affermando che l’ente seguirà con attenzione l’iter processuale penale, per poi decidere, una volta emessa la sentenza, se rivalersi in sede civile per gli eventuali danni subiti. Fin qui nulla di eclatante (si fa per dire), ma a rendere interessante la vicenda ci ha pensato il presidente del consiglio comunale, Mario Musinu, che ha deciso (un po’ come si fa nei processi) di proseguire la seduta a porte chiuse, allontanando lo scarsissimo pubblico presente, visto che l’argomento di cui si discuteva toccava personalmente un consigliere comunale (Ernesto Pia). Al di là dell’applicazione, giusta o meno che sia, di regolamenti e statuti,  Musinu (che in questa occasione si è dimostrato più realista del re) ha creato un precedente molto grave, perché d’ora in avanti qualsiasi consigliere che, per ipotesi, possa essere anche lontanamente sfiorato da qualsivoglia vicenda, potrà chiedere che la discussione avvenga in consiglio a porte chiuse. Il tutto alla faccia della cosiddetta trasparenza. Oltre alla Nonnis, alle sue camaleontiche giunte, agli assessori che vanno e vengono, ai consiglieri fuoriusciti, a vecchi e nuovi gruppi in perenne guerra tra loro, alle liti interne ai partiti e alla coalizione, ci mancavano solo le trovate di Musinu per far cadere lo spessore di questa legislatura sempre più in basso. Con quest’atto di lampante trasparenza, questa squinternata coalizione di centro-destra ha dato un’ulteriore  dimostrazione, se mai ce ne fosse bisogno, di tutta la sua pochezza e ha ribadito, anclora una volta, che al peggio non c’è mai fine.

Altre notizie:

Il consiglio regionale ha approvato un ordine del giorno unitario, presentato dai capigruppo di maggioranza e opposizione, con cui si impegna la giunta Cappellacci "…ad adottare tutti gli atti necessari a impedire in Sardegna la costruzione di centrali nucleari e la localizzazione di depositi per lo stoccaggio delle scorie provenienti da reattori a fissione". L'intesa è arrivata al termine del dibattito sulla mozione contro l'insediamento di siti nucleari nell'isola presentata dal centrosinistra. Nel documento, che ha ribadito la necessità che il consiglio regionale si pronunciasse con chiarezza sull'argomento, si lascia aperta la strada a un eventuale ricorso alla Corte Costituzionale, al pari di quanto già accaduto in altre sette regioni, contro "…la possibilità governativa di scelta dei siti per le nuove centrali e per il deposito delle scorie senza intesa con le regioni". L'ordine del giorno impegna, inoltre, l'esecutivo regionale a verificare la possibilità di dotare tutti i porti e gli aeroporti della Sardegna di "portali", ovvero unità monitor su telaio mobile installate su veicoli adeguati, per il rilevamento dell'eventuale presenza di materiali radioattivi nei veicoli e nei passeggeri in transito.

Gli otto assessori provinciali al Lavoro della Sardegna, riuniti ad Oristano, hanno espresso forte preoccupazione per la interruzione di ogni tipo di rapporto con la Regione e, in particolare, con l’Assessorato regionale di riferimento, ora assunto ad interim dal presidente Ugo Cappellacci dopo le dimissioni dell’assessore Valeria Serra. La denuncia degli assessori è unanime per quanto riguarda le difficoltà che vanno profilandosi nel settore delle politiche attive del lavoro e dei servizi, con centinaia di operatori che a fine anno rischiano di non avere un futuro. Di fatto si tratta dei trasferimenti operati dalla Regione alle Province, con adempimenti e atti operativi non più procrastinabili, pena la cessazione nella erogazione dei servizi, in particolare di quelli innovativi. Perdurando una situazione di non rapporto istituzionale e di indirizzi, il pericolo è anche quello che venga meno la disponibilità delle risorse finanziarie, che possono tornare indietro agli enti erogatori. La decisione assunta, a conclusione dell’incontro, è stata quella di definire, al più presto, un documento nel quale gli assessori provinciali elencheranno i punti sui quali il confronto con la Regione deve essere immediatamente ripreso.

Un’ interrogazione urgente sullo stato dei  lavori della strada provinciale Asuni- Nureci è stata presentata dal consigliere provinciale del Pd, Peppino Marras. “Vista la delibera della giunta provinciale n° 272 del 30-11-2005, avente per oggetto: consolidamento aree soggette a frana lungo la s.p. n.40 per un importo di euro 500.000,00; considerato che i lavori sono iniziati nel luglio del 2006 e che ad oggi, dopo oltre tre anni, i lavori non sono ancora conclusi, ma anzi sono molto indietro nel loro stato; considerato che il disagio dei cittadini dura ormai da cinque anni; considerato che i lavori non presentavano particolari difficoltà nella loro esecuzione, lo si deduce sia dall’importo che dalla durata prevista; preso atto che la data prevista per il termine dei lavori era il 30-11-2006; valutato il grave disagio che questo spropositato ritardo crea agli utenti, in particolare a coloro che quotidianamente, per lavoro o per studio dovrebbero percorrere la strada in questione; valutato che l’assessore competente non ha mai accennato ai problemi della strada provinciale N° 40; interpella l’assessore competente,  per sapere se sia a conoscenza della grave e difficile situazione che gli abitanti, impossibilitati ad usare la strada in oggetto, sono costretti a sostenere quotidianamente; per conoscere quali iniziative, caso mai l’avesse fatto, ha posto in essere per superare tale stato di disagio;per sapere quando ritiene che i lavori della S.P. 40 possano finalmente concludere il loro ormai lunghissimo iter.

Si svolgerà domenica 27 settembre, a Ghilarza, la fase finale della   manifestazione “Stragiochiamo - Sport e Centri Storici”,  iniziativa  itinerante di giochi e sport per le strade e le piazze dei centri storici, che ha coinvolto quest’anno quattordici centri  della provincia di Oristano, ed esattamente: Bauladu, Fordongianus, Nurachi, Cuglieri, Ardauli, Tramata, Marrubiu, S. Nicolò d’ Arcidano, Ales, Baratili, San Vero Milis, Bonarcado, Cabras, Ghilarza. La conclusione dell’ evento, promosso dalla  società Gioesport di San Vero Milis, si avvale del sostegno della  amministrazione comunale di Ghilarza,  del contributo dell’ assessorato allo Sport e Politiche Giovanili, e il patrocinio dell’ Ufficio Scolastico provinciale. Il programma prevede, alle 9, in Piazza Kennedy, concentramento e  iscrizioni delle rappresentative di tutti i  comuni. Il corteo si muoverà successivamente attraversando tutto il Corso Umberto, per poi arrivare in Piazza San Palmerio, dove alle 10.30 inizieranno le diverse competizioni. Nel tardo pomeriggio sono invece previste le premiazioni “ Ci riteniamo molto soddisfati, ha affermato l’assessore provinciale allo Sport e Politiche Giovanili, Serafino Corrias, di aver riproposto anche per l’estate 2009 il progetto. che ha avuto un successo ed una partecipazione che ha superato ogni aspettativa. Grazie alle amministrazioni comunali che hanno condiviso il progetto ha aggiunto Corrias -, l’evento ha assunto una vera connotazione provinciale, considerato che si è passati dai due comuni partecipanti  nel 2006,  a sei nel 2007,  dieci nel 2008 e ben quattordici nel 2009, con la presenza, in ogni paese, di centinaia di ragazzi”. Il filo conduttore di Stragiochiamo 2009 è stato  “Lo sport è sport, praticalo!” che ha unito tutti i paesi nella costruzione di un testo sullo sport, che ha la finalità di promuovere la pratica sportiva come strumento di crescita della persona.
 

 

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