Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di greg (del 20/01/2012 @ 13:00:13, in cronaca, linkato 813 volte)

Blocco stradale anche in Sardegna, a partire da martedì prossimo, sulla scia del “Movimento dei forconi siciliani”. Lo hanno annunciato, questa mattina, i rappresentanti del movimento commercianti e artigiani liberi, delle partite Iva e del presidio anti-Equitalia”. Ancora non sono stati definiti i particolari della mobilitazione, anche se la 131 e altre strade verranno bloccate ad oltranza. Intanto, non solo a Cagliari ma in tutta la Sardegna  si stanno tenendo assemblee di tutti i movimenti che aderiscono all’iniziativa, per stabilire tempi e modalità. "La nostra è una rivolta verso le istituzioni incompetenti, che non sono più capaci di dare risposte - ha detto uno dei portavoce del movimento artigiani - per il bene del popolo sardo i politici lascino la poltrona, la popolazione vuole reagire”. Da  molti sono poi arrivate accuse neio confronti delle istituzioni per aver fatto promesse a vuoto sul problema dell'indebitamento: "Oltre un anno fa siamo venuti a Cagliari, chiedendo aiuto, abbiamo incontrato più volte il presidente Cappellacci e il Prefetto, abbiamo lanciato l'allarme, ma abbiamo avuto solo promesse non mantenute". I rappresentanti  del presidio anti-Equitalia, ha spiegato che sono tantissime le persone che si rivolgono a loro per segnalare situazioni di grave indebitamento, a causa del sistema vessatorio di Equitalia e dell'Agenzia delle Entrate. "Basterebbe attuare solo il 50% dell'ordine del giorno approvato dal consiglio regionale - hanno detto - per risolvere almeno una parte dei problemi. Ma nulla, invece, è stato fatto". Secondo il presidio sono almeno sessantamila le aziende sarde indebitate. “Stiamo registrando l'adesione di tante persone - hanno detto gli organizzatori - che non appartengono al nostro, nè ad alcun movimento  e ci si sta organizzando in tutti i territori. A ogni riunione viene chiarito che non si dovrà, in alcun modo,  impedire il passaggio ai mezzi di soccorso, ambulanze, e persone che hanno gravi problemi. Per il resto, il blocco delle strade sarà totale e ad oltranza, come ci risulta stiano facendo anche in Sicilia, e come si stanno preparando a fare in tante  altre regioni d'Italia". Tra le proposte presentate durante le varie assemblee anche quella di una manifestazione di protesta, con relativo blocco, alla Saras per chiedere il dimezzamento delle tariffe degli idrocarburi e un invito a utilizzare le auto il meno possibile per protestare contro il caro carburanti. Fra gli altri, anche gli autotrasportatori sono in agitazione e soono già state annunciate azioni a sorpresa, col blocco di porti e strade in tutta la Sardegna.

Altre notizie:

E’ di circa otto milioni di euro, la cifra che l'Agenzia delle entrate ha chiesto a Renato Soru. L'ex presidente della Regione, sta cercando un accordo con il fisco, che gli contesta di non aver mai denunciato i guadagni ottenuti con un'operazione di prestito a Tiscali, affettuata attraverso la Andalas, società con sede a Londra, riconducibile allo stesso Soru, come peraltro lo stesso Soru ha sempre dichiarato. L'ex governatore, come ha fatto sapere in passato, pur convinto della propria correttezza fiscale, era ed è tuttora intenzionato a sistemare i conti con l’Agenzia delle entrate. Ancora, però, non sarebbe ancora stato raggiunto un accordo. Intanto, della vicenda si sta occupando anche la Procura della repubblica di Cagliari, dove il Pubblico ministero, Andrea Massidda, ha aperto un fascicolo per evasione fiscale ed iscritto Renato Soru nel registro degli indagati.

Promozione delle reti d'impresa, rilancio del comparto turistico e del porto industriale di Oristano, e sviluppo del patto dei sindaci per il sostegno all'energia rinnovabile, sono i punti di forza principali delle linee programmatiche della nuova giunta della Confindustria di Oristano, guidata dal presidente Giuseppe Ruggiu. Il programma delle attività per il prossimo quadriennio, presentato questa mattina nella sede della Confindustria oristanese, punta a traghettare la provincia fuori dalla crisi attraverso azioni mirate a far ripartire velocemente l'economia. In particolare, Ruggiu ha sottolineato la necessità di fare squadra in modo da poter concorrere sul mercato in modo più incisivo. In questo senso le Reti d'impresa, rappresenterebbero l'opportunità principe per aumentare il potere d'acquisto e gli investimenti delle piccole e medie imprese presenti nel territorio. Uno strumento utilissimo per poter accedere più facilmente al credito bancario che rimane il problema più importante in questo momento. In questo ambito, Confindustria, rivolge lo sguardo soprattutto all'informazione, alla formazione e all'accompagnamento, con lo sviluppo di sinergie positive utili a sfruttare tutte le occasioni che si presenteranno. Per quanto riguarda il turismo, invece, anche in questo caso l'impegno è quello di promuovere tutte le azioni di crescita più adeguate a smuovere il comparto. Confindustria, infatti, punta a farsi portavoce presso gli attori istituzionali delle problematiche e delle strategie di sviluppo più consone alla crescita del settore indicando, secondo le esigenze sollevate dagli imprenditori, quali dovrebbero essere le strade da percorrere. Un cammino che sarà sostenuto dallo studio delle particolarità territoriali e delle proposte in materia normativa e di finanziamento. Tra i punti di importanza strategica, il presidente Ruggiu, si è voluto soffermare in particolare sul turismo golfistico, presentando, dati alla mano, i termini di crescita di questo tipo di turismo e del giro d'affari ad esso connesso.

In vista delle elezioni comunali di Oristano, Giuseppe Obinu, oltre a farci sapere che continua la sua campagna elettorale per le primarie del centrosinistra,  per l'individuazione del candidato sindaco, ha diramato un comunicato  “…per spiegare ai ragazzi che alle Primarie si può votare dai 16 anni in su se residenti ad Oristano, e che possono votare tutti i cittadini dell'Unione europea residenti ad Oristano e gli extracomunitari in possesso di regolare permesso di soggiorno”. Obinu ha inoltre comunicato che si recherà, sempre dalle 13 alle 14.30, lunedì 23 gennaio, in piazza Aldo Moro; martedì 24, in via Messina; mercoledì 25, in via senatore Carboni; giovedì 29 Gennaio, in via del Porto. Giuseppe Obinu ascolterà, in particolare, le proposte dei ragazzi, la loro visione della città e la loro visione della politica. Secondo Obinu “ …sarà una bella occasione di confronto. Il dialogo, infatti, aiuta a crescere, specie si svolge alla luce del sole”.

Domenica 22 gennaio, a partire dalle 9, presso il Centro Ippico Cavalieri “Sa Sartiglia”, nella borgata di Corte Baccas, prove generali in vista delle selezioni per la prossima Sartiglia, che si terranno domenica 29 gennaio. 117 i cavalieri impegnati, nel giorno in cui il Centro Ippico Cavalieri “Sa Sartiglia” viene intitolato allo scomparso Pino Sanna, noto a tutti come “S’ingegneri”.  Un momento importante, per ricordare chi ha dato vita, nel 1980, all'Associazione Cavalieri, divenendone il primo presidente. Per l’occasione l’Associazione Cavalieri, in collaborazione con la Fondazione Sa Sartiglia e il comune di Oristano, ha avviato una serie di interventi per rendere il Centro Ippico accogliente e funzionale in tutti i suoi aspetti salvaguardando la sicurezza di cavalli, cavalieri e pubblico. Interventi resi possibili anche grazie alla collaborazione con il comune di Santa Giusta, che ha provveduto alla sistemazione delle strade d’accesso, comprese quelle destinate al transito dei cavalli. Alla manifestazione del 22 seguirà, come detto,  quella in programma per il 29 gennaio, che vedrà il Centro Ippico teatro delle selezioni per il numero di testiera dei 117 partecipanti alla prossima Sartiglia, in programma per il 19 e 21 febbraio.

 
Di greg (del 18/01/2012 @ 19:00:33, in cronaca, linkato 941 volte)
Abdou Lahat Diop, il senegalese di 30 anni arrestato lo scorso dicembre mentre pregava per strada tra Abbasanta e Ghilarza (Oristano),  non sarà internato in un manicomio criminale. Lo straniero era stato giudicato incapace di intendere e volere, oltre che socialmente pericoloso, e per questo motivo era stato destinato all'ospedale psichiatrico di Aversa.  Accusato di percosse e resistenza a pubblico ufficiale, per aver colpito un carabiniere che gli aveva offerto aiuto, Abdou  (difeso dall'avvocato Dario Sarigu) è stato processato, oggi, per direttissima, e giudicato non punibile perchè incapace di intendere e volere al momento del fatto. Per lui il giudice Modestino Villani, ha disposto la libertà vigilata, destinandolo alla comunià' L'Aquilone di Sestu. Inizialmente, il senegalese, a seguito di una prima perizia psichiatrica, era stato ritenuto incapace di sostenere il processo, ma dopo la richiesta avanzata dal suo legale,  è stato rivisto dal perito, Giuseppe Guerra,  che lo ha considerato capace di difendersi in un processo e ne ha ridimensionata la pericolosità sociale. Condizione questa non più compatibile con l'ospedale psichiatrico giudiziario. Il caso di Abdou Lahat Diop era stato sollevato dal comitato "Stop opg" della Sardegna, che lunedì scorso, con una lettera al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, aveva chiesto un intervento a favore dello straniero. I rappresentanti del comitato erano convinti che una pratica religiosa fosse stata confusa con una malattia psichiatrica, poiche' Abdou, musulmano della confraternita Murid, lo scorso 16 dicembre, mentre pregava per strada, era stato avvicinato da un militare che gli aveva offerto aiuto. Il senegalese aveva continuato a pregare e, davanti alle insistenze del militare, aveva poi reagito con violenza ed era stato arrestato.

Una delle ultime capanne in falasco di San Giovanni di Sinis è stata distrutta, questa mattina, da un incendio. L'allarme è scattato intorno alle 8, quando le fiamme avevano già incenerito la copertura e la facciata anteriore. I Vigili del fuoco di Oristano hanno lavorato per alcune ore per spegnere l'incendio, ma la struttura portante del manufatto era stata  già compromessa. Secondo le forze dell'ordine è molto probabile che le fiamme siano state appiccate. Se così fosse, l’incendiario deve aver usato un sistema di innesco che ha consentito al fuoco di bruciare dall'interno durante la notte, prima di interessare, all'alba, il lato esterno della capanna. La capanna appartiene a un pescatore di Cabras, Massimo Sanna, ed è uno degli ultimi sopravvissuti alla demolizione, attuata circa vent'anni fa, quando l'amministrazione comunale, mettendo in esecuzione le normative regionali sulla tutela delle coste, aveva avviato un piano di risanamento,  che aveva eliminato il vecchio villaggio di capanne. Le costruzioni realizzate col falasco, tantissimi anni fa, erano la dimora dei pescatori. In epoca più recente erano diventate la residenza per le vacanze di numerosi privati dell'Oristanese, che avevano “profanato” l’interno delle capanne, trasformandole in vere e proprie abitazioni. Per decenni la capanne in falasco erano state il simbolo della costa del Sinis ed erano conosciute in tutto il mondo.

“La lettera del Ministero dell'Ambiente e Tutela del territorio così recita in oggetto: "Progetto Sargas spa di trivellazione esplorativa ricerca gas naturale nel Comune di Arborea con negative ripercussioni ambientali sul territorio e stravolgimento della sua storica vocazione agricola, ittica, turistica". Roma risponde a una segnalazione dei consiglieri comunali di minoranza di Arborea, con la quale gli stessi riferivano alla massima autorità nazionale in tema di tutela ambientale l'approssimazione del progetto della Sargas (Società di diretto riferimento della Saras). Breve riepilogo: la Saras ottiene dall'Assessorato all'Industria regionale a fine 2009 un permesso di ricerca di idrocarburi, permesso che si estende per gran parte della penisola del Sinis e che prevede come esordio operativo la realizzazione di un pozzo di esplorazione ai piedi dello stagno S'ena Arrubia di Arborea, zona a Protezione Speciale, Sito di Interesse Comunitario e a vincolo IBA (International Bird Area). Tale pozzo, detto esplorativo, si stima di profondità 2800-3000 metri (fonte progetto Saras). Dei particolari tecnici e dei dettagli operativi si è già scritto e l'articolo è stato gentilmente ospitato dalla redazione di Sardegna Democratica. Le novità delle ultime settimane sono, tra tante che potrei elencare: lo svolgimento di una assemblea pubblica con relatori di settore (geologi, biologi, un medico radiologo per le conseguenze sulla salute umana in territori interessati da impianti di estrazione e di raffineria di idrocarburi); l'assenza (con risibili giustificazioni) del Sindaco di Arborea nonché dei consiglieri di maggioranza, alcuni dei quali seduti in sala ma silenti. La seconda importante novità è la risposta ufficiale del Ministero Ambiente, la quale sottolinea che la zona interessata al progetto risulta beneficiaria di un sostegno finanziario (Progetto LIFE 97NAT/IT/4177) che prevede la garanzia del mantenimento a lungo termine degli interventi condotti e dei risultati ottenuti "anche dopo il termine del progetto"; invita la competente Regione sarda (unitamente all'Amministrazione comunale) a voler rassicurare lo stesso Ministero in merito al rispetto della tutela prevista dal DPR 357/97, con particolare riferimento all'articolo 5 in materia di Valutazione di Incidenza Ambientale; e segnala, in calce al documento, quanto segue: "In relazione a eventuali alterazioni dello stato di conservazione del sito Stagno di S'ena Arrubia, ipotizzabili come derivate dalla compromissione della falda freatica durante le attività di trivellazione, si sottolinea l'importanza di condurre un approfondito studio da parte della Società proponente di tutte le possibili interferenze indirette nei confronti dei siti Natura 2000 presenti". Questo è quanto. A sostegno dei consiglieri di minoranza, il comitato civico "no al progetto Eleonora" sta compiendo tutti i passi possibili per stimolare - con argomenti e approfondimenti - la Regione Sardegna affinché proceda senza ulteriori indugi alla Valutazione di Incidenza Ambientale. Ritenendo, il comitato civico, che non sia immaginabile sorvolare in merito alla procedura di V.I.A., tanto più a seguito della sollecitazione giunta dal Ministero. Ma soprattutto perché si ritiene avvilente l'idea che questo territorio, dalle chiare origini e attitudini agricole, possa svendere la propria unicità in cambio di modesti e presunti vantaggi economici, tutt'altro che certi. Le recenti batoste dei principali poli industriali sardi sono un monito che giunge con tempismo, affinché si spengano definitivamente le ipotesi di insediamenti a forte impatto e a scarsa prospettiva; e si illumini un modello di sviluppo più consono alle nostre peculiarità”. (Davide Rullo, www.sardegnademocratica.it).

Il salvataggio della torre di “Scab 'e Sai”, nel territorio di San Vero Milis, sarà al centro di una riunione tecnico-operativa della Conservatoria delle Coste,  a Cagliari. Il tavolo è stato convocato in considerazione "…dell'aggravarsi del contesto geologico circostante all'area. Tra le ipotesi possibili verrà analizzata anche quella di arretrare la torre in un'area non interessata dal fenomeno di cedimento della falesia". La torre, che fa parte del patrimonio regionale - si legge in una nota della Regione - è oggetto di un intervento di recupero conservativo che interessa nove torri costiere, con l'inizio dei lavori previsto per il prossimo mese di marzo. In seguito alle mareggiate delle ultime settimane, le condizioni di stabilità della falesia di Capo Mannu si sono aggravate, fino alla formazione di una frattura parallela al fronte di costa, che ha interessato anche la torre di Scab 'e Sai. La massa rocciosa della falesia, esposta a Nord-Ovest ed alta 30 metri, è interessata da un processo di erosione da parte dei venti di maestrale che ne sta determinando il progressivo arretramento e cedimento strutturale. Il processo fessurativo della falesia ha causato importanti danni alla torre e, considerata l'urgenza di intervenire per la sua salvaguardia, la Conservatoria delle Coste ha organizzato un sopralluogo tecnico. Sopralluogo  insieme alla Guardia costiera, per rilevare il grado di stabilità della falesia dal lato mare, e insieme ai tecnici del comune di San Vero Milis, per valutare la gravità del fenomeno di fratturazione della falesia e, quindi, decidere le migliori soluzioni di intervento. Intanto, l'intera area e stata interdetta al pubblico.

Giorgio Oppi, assessore regionale all'Ambiente, ha inviato una lettera  alla presidente del consiglio regionale, Claudia Lombardo, per inserire  nell'ordine del giorno dei lavori la legge sulla caccia. "Si tratta di un provvedimento - ha detto Oppi - del quale, a tutt'oggi, sia in seno alla conferenza dei capigruppo, né  tantomeno singoli consiglieri regionali hanno chiesto l'iscrizione all'ordine del giorno dei lavori consiliari, che in fase di discussione da parte dell'aula, potrebbe  beneficiare degli opportuni apporti migliorativi". A seguito della lettera di Oppi, la presidente Lombardo, - si legge in una nota – ha risposto rassicurando l'assessore che rappresenterà quest’esigenza alla conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari, che dovrà riunirsi per la definizione della programmazione bimestrale dei lavori, perche ora, essendo iniziata la sessione di bilancio, l'assemblea non può esaminare altri progetti di legge. La richiesta dell'assessore Oppi alla presidente Lombardo è stata inviata anche alla luce dei recenti avvenimenti legati all'applicazione del calendario venatorio, che hanno determinato malcontento e incertezze tra i cacciatori sardi. Sull’argomento è intervenuto anche il coordinatore regionale dei Riformatori, Michele Cossa. “Ha fatto bene l'assessore all'Ambiente, Giorgio Oppi – ha affermato Cossa -, a chiedere la calendarizzazione in aula della legge sulla caccia. Il provvedimento è stato approvato dalla commissione un anno e mezzo fa, e quindi è ora che il consiglio si pronunci. Crediamo che i cacciatori abbiano diritto a una legge che regolamenti, una volta per tutte,  la caccia e che dia certezze non solo agli appassionati ma anche a tutti coloro che vivono di questa attività".

Si svolgerà venerdì 20 gennaio, a Cagliari, il primo congresso regionale di "Alleanza per l'Italia", presieduto dal segretario nazionale Francesco Rutelli. La manifestazione è in programma alle 15.30, nella sala convegni del T-Hotel. A conclusione del dibattito verranno eletti il coordinatore e direttivo regionale.

Dal 2012 è entrata in vigore la procedura del "bollino" per l'autodichiarazione degli impianti termici di potenza inferiore a 35 kW, alimentati a combustibile liquido o gassoso. Con la nuova procedura del “bollino”, introdotta dalla Sea, l’Agenzia per l’energia sostenibile della Provincia di Oristano, l'utente non dovrà più effettuare il versamento della tariffa in c/c postale,  nè inviare il “modello G” agli uffici della Sea.  Sarà , infatti, il tecnico che esegue la manutenzione ad applicare l’apposito “bollino” emesso dalla Sea al “modello G”, rilasciandone una copia all'utente e consegnandone una seconda copia alla Sea per l’archiviazione. Il costo del “bollino” è di 14 euro, e sarà rimborsato dall'utente al manutentore al momento della compilazione del “modello G”, senza alcun sovrapprezzo, nè alcun onere aggiuntivo. Il costo dell'autodichiarazione rimane, quindi, invariato a 14 euro, senza il costo del c/c postale, così come rimangono invariate la periodicità e le modalità dei controlli. Il “bollino” può essere acquistato e applicato solo dai manutentori che ne abbiano fatto richiesta alla Sea stipulando un'apposita convenzione, e non è cedibile ad altre ditte. Il nome della ditta è stampato sul bollino. L'elenco delle ditte convenzionate sarà disponibile sul sito internet della Sea e, in forma cartacea, presso gli uffici della Sea, in via Carducci 42, ad Oristano. Con l’introduzione del “bollino”, la Sea intende semplificare il sistema di autodichiarazione degli impianti da parte dei cittadini, ottimizzando l’acquisizione della documentazione delle caldaie e l’aggiornamento del Catasto Impianti Termici. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito internet della Sea: www.agenziaenergia.it, o ai numeri telefonici 0783030334/32.

Pubblico delle grandi occasioni, alla Torre Aragonese, per la presentazione del “Calendario 2012” su Ghilarza, che fa parte della Collana “I Gioielli culturali del nostro paese”, inaugurata lo scorso anno con il calendario ispirato alle chiese ghilarzesi. Quest’anno sono stati riprodotti edifici, monumenti e scorci del centro abitato di Ghilarza, raffigurati   dai   disegni   di   Antonio   Mameli. Come lo scorso anno, tutte le famiglie di Ghilarza potranno apprezzare il Calendario, ritirandolo presso la “Cartoleria Zio Nico” di Anna e Franca Mameli, in corso Umberto, e presso l'ufficio Attività produttive, al primo piano del comune.Il calendario è pubblicato, in formato pdf, sul sito istituzionale del comune di Ghilarza, per consentire a quanti volessero (in particolare, gli emigrati) di scaricarlo e stamparlo. Il Calendario 2012 si è potuto realizzare grazie al sostegno dell'assessorato alla Cultura della Provincia di Oristano e grazie alla cortesia di “zio” Nico Mameli e della sua famiglia.

 
Di pig (del 16/01/2012 @ 16:30:32, in cronaca, linkato 1200 volte)

Le classifiche sull’indice di gradimento dei nostri governanti lasciano sempre il tempo che trovano (per un’infinità di motivi), perché come tutti i sondaggi vanno prese con le pinze, e, soprattutto, perché non aggiungono nulla, a parte qualche rara eccezione, a quanto già non si conosca. Dove sta, infatti, la novità nel trovare il presidente della Regione sarda, Ugo Cappellacci, all’ultimo posto in classifica? Per stabilirlo non c’era certo bisogno di alcun sondaggio. La maglia nera spetta al presidente Cappellacci in base al “Governance Poll 2011”, pubblicato stamattina dal quotidiano economico "Il Sole 24 Ore", che misura il consenso ottenuto nell’anno appena trascorso, rispetto all’anno precedente. Non poteva che essere così, considerato il disastroso cammino delle giunte di centro-destra guidate da Cappellacci in questa mortificante legislatura. A magra consolazione di Ugo Cappellacci c’è il fatto di condividere con il collega dell'Abruzzo, Giovanni Chiodi, la 17^ posizione nella classifica di gradimento dei governatori italiani. In base alla rilevazione, il presidente dell’esecutivo sardo ha appena il 46% dei consensi con un -1% rispetto allo scorso anno, ma ben il 5,9% in meno se si guarda la percentuale con la quale venne eletto. Se quella di Cappellacci per i sardi non è una  novità, è invece (e qui sta l’eccezione) una autentica sorpresa trovare, soprattutto quest'anno, Massimiliano de Seneen, presidente della Provincia di Oristano, spesso contestato dalla sua stessa maggioranza, tra i primi dieci della classifica stilata dal quotidiano economico, ed unico sardo nella top ten. In base al Governance Poll 2011, Massimiliano Se Seneen si è, infatti, classificato all'ottavo posto con il 62% dei consensi. Secondo in Sardegna, ma 37° in Italia, Fulvio Tocco del Medio Campidano (57%). Per trovare un altro sardo bisogna arrivare al 52° posto con Fedele Sanciu, Olbia-Tempio (55%). Seguono Roberto Deriu di Nuoro al 78° posto (52,5% dei consensi), il decaduto presidente della provincia di Cagliari, Graziano Milia, in 84^ posizione, con il 51%, assieme a Salvatore Cherchi della provincia di Carbonia-Iglesias. Al 93° posto Alessandra Giudici della Provincia di Sassari (50%), e al 98° Bruno Pilia dell'Ogliastra (49,5%). Per quanto riguarda i sindaci, Massimo Zedda ha conquistato la medaglia d’argento tra i sindaci d'Italia più amati dai concittadini. Il sindaco di Cagliari è stato superato in classifica soltanto dal primo cittadino di Napoli, Luigi De Magistris. Secondo Governance poll 2011, Zedda ha ottenuto il 66% dei consensi, con un 6,6% in più rispetto al giorno dell'elezione.  Peccato non ci sia una classifica riservata ai “commissari straordinari”, altrimenti si sarebbe potuta cogliere la discesa a precipizio nel gradimento degli oristanesi del commissario di Oristano, Antonello Ghiani, che verrà ricordato in città (come abbiamo detto più volte) soltanto per il suo costante presenzialismo nell’inaugurazione di ogni sorta di mostra e manifestazione (continuando di questo passo batterà il record di Angela Nonnis). Per il resto, tabula rasa.

Altre notizie:

La Regione dovrà rinunciare, nei prossimi tre anni, a circa cinquanta autonomie scolastiche sulle attuali 254. Questo, quanto è emerso, questa mattina, ad Oristano, dove si è svolto un incontro tra l'assessore regionale alla Pubblica istruzione, Sergio Milia, e gli otto assessori provinciali alla Pubblica istruzione. Il taglio è la conseguenza dei nuovi parametri di dimensionamento decisi dal Ministero. "L'importante - ha dichiarato l'assessore Milia -, è che si capisca che il dimensionamento scolastico, in una regione con una scuola tra le peggiori d'Italia, possa servire per il miglioramento della qualità, che è l'unica cosa che ci interessa. Devo dire che il mio assessorato non ha sacrificato una lira in materia di pubblica istruzione, a fronte di quaranta milioni di tagli che ha dovuto subire per le altre materie che amministriamo. Questa è la dimostrazione che la Regione ha come indirizzo quello di aiutare pubblica istruzione e università, che riteniamo la base per qualsiasi modello di sviluppo".  L'assessore Milia, insieme agli assessori provinciali, ha confermato il percorso che dovrebbe portare al varo del Piano di dimensionamento scolastico regionale, entro il mese, preceduto da quelli provinciali. L'assessore regionale, a margine della riunione, ha poi voluto incontrare una delegazione dei precari della scuola della provincia di Oristano, che da alcuni giorni stanno portando avanti lo sciopero della fame in segno di protesta per la loro difficile situazione. Un incontro giudicato positivo dal Coordinamento dei precari, che per la prima volta è riescito ad aprire un dialogo con la Regione.

Il consiglio provinciale di Oristano sta sostenendo, in maniera compatta, la vertenza degli operai forestali della provincia e sulla questione ha approvato un ordine del giorno presentato dal Pd.  I problemi legati alla stabilizzazione degli operai forestali sono stati discussi nell'ultima riunione del consiglio, dopo che vertenza aveva subito, nei giorni scorsi, un inopinato stop.  Ora sarebbe così a  rischio una prima stabilizzazione di 226 operai, di cui 42 dell'oristanese, a causa di alcuni rilievi per una  presunta violazione delle norme sul  decreto approvato dal governo. Durante il dibattito sono state fatte varie proposte, ed è stata ribadita la preoccupazione per le difficoltà nelle stabilizzazioni che, complessivamente, sono ancora 1940 in Sardegna e 469 in provincia di Oristano. Una vertenza, quindi, quanto mai delicata, sulla quale c’è la massima attenzione da parte delle forze sindacali, soprattutto dopo il recente blocco delle stabilizzazioni. L'approvazione dell'ordine del giorno del consiglio provinciale di Oristano impegna, formalmente, il presidente e la giunta provinciale ad intervenire nei confronti della Regione, affinché venga data piena attuazione al programma di stabilizzazioni degli operai semestrali e stagionali dell'Ente Foreste, secondo quanto previsto dalla Finanziaria del 2007 e dall'accordo tra l’assessorato regionale all’Ambiente, Ente Foreste e sindacati regionali e provinciali di categoria.

In Italia gli incidenti stradali sono la prima causa di morte dei bambini e adolescenti tra i 5 ed i 14 anni. Nonostante esista un preciso obbligo di legge, è ancora alta la percentuale dei genitori che non usa, o utilizza nel modo scorretto, le cinture di sicurezza ed i seggiolini per il trasporto dei bambini in automobile. L’Organizzazione Mondiale della Sanità rileva che i sistemi di sicurezza per i bambini condotti in automobile, adeguatamente utilizzati, riducono dell’80% le probabilità di lesioni gravi in caso di incidente stradale. Per un bambino tenuto in braccio sul sedile anteriore dell’automobile, o non adeguatamente posizionato sul seggiolino, un incidente può essere mortale anche a soli 20 km all’ora. Per viaggiare sicuri i bambini devono essere allacciati ad un seggiolino conforme al loro peso, installato preferibilmente sui sedili posteriori in senso contrario a quello di marcia e montato secondo precise istruzioni d'uso. Non si può prescindere dall’uso del seggiolino perché le cinture di sicurezza e gli airbag sono progettati per gli adulti e non offrono una protezione efficace ai bambini, risultando addirittura pericolosi per i più piccoli in caso di incidente. Troppo spesso istruzioni poco chiare per l’uso e il montaggio compromettono l’efficacia dei dispositivi. Serve, quindi, più informazione per far accrescere la consapevolezza sulla importanza e necessità dell'uso. In quest’ottica l’Automobile Club d’Italia, che da sempre promuove iniziative volte a radicare nelle persone la cultura della sicurezza stradale, ha lanciato “TrasportAci Sicuri”, programma di seminari di informazione, che si svolgeranno nelle sedi Aci sul territorio, nelle Asl, negli ospedali e nelle scuole, affinché i genitori siano consapevoli dell’utilità di questi sistemi di sicurezza. L’obiettivo è anche quello di comunicare i “criteri di scelta e le procedure per il corretto utilizzo del seggiolino”. Ad Oristano l’Aci già da qualche anno organizza, in collaborazione con il Consultorio familiare della Asl, incontri con le famiglie, per sensibilizzarle sull’uso corretto dei seggiolini e per fornire loro  istruzioni più adeguate. Anche per l’anno in corso sono stati programmati incontri con cadenza mensile, che si svolgeranno alternativamente presso il Consultorio di Oristano e quello di Cabras. Il primo è previsto per mercoledì 18 gennaio, alle 16, presso il Consultorio familiare di Oristano, in via Foscolo 41 (dietro i Palazzi Saia) e si terrà alle ore 16. Per informazioni ci si può rivolgere al Consultorio familiare di Oristano (numero di telefono: 0783 317700) o all’Urp dell’Aci Oristano (tel.  0783 314730). Considerato che lo scorso anno è stata condotta un’indagine, in collaborazione con la scuola materna “Padre Prinetti”, per conoscere le effettive abitudini di utilizzo dei sistemi di ritenuta per bambini, e che l’indagine ha evidenziato che permangono profonde carenze di informazioni corrette sul trasporto dei bambini, l’Aci ha deciso di intervenire ulteriormente, organizzando opportuni incontri con i genitori.

L’associazione culturale pARTIcORali, Hanife Ana teatro jazz e Centro Servizi Culturali Unla hanno organizzato, per venerdì 20 gennaio, alle 16.30, all’Unla Centro Servizi Culturali, in via Carpaccio, ad Oristano, “Mille e una notte... per Katia”. Una serata di solidarietà in favore dell’oristanese Katia Dafraia, colpita da una rara malattia, che ha bisogno di affrontare cure specifiche negli Stati Uniti.  Danze: “Jana ‘e Mari” Gabriella Musio, Roberta Alma Shriq Gaias, Sara Naksidil. Voci narranti: Bettina Brovelli, Savina Dolores Massa, Angela Porcu, Maria Antonia Sedda, Marisa Uras. Coreografie di Gabriella Musio.Testi di Savina Dolores Massa. Aderiscono all’iniziativa: Comitato Primo Marzo Oristano, Crakeras, Consulta Giovani Bauladu, Consulta Giovani Palmas Arborea.

 
Di greg (del 05/01/2012 @ 14:14:41, in cronaca, linkato 867 volte)

Il 2011 è stato segnato da decine di vicende di tangenti a livello locale. Dal preside al medico, dal funzionario comunale al sindaco. Per la Corte dei Conti il costo della corruzione vale 60 miliardi annui. Se vuoi vendere merendine e bibite nella mia scuola, dammi 300 euro al mese. Al barista di Ravanusa (Agrigento) che si è sentito rivolgere la richiesta è venuto un colpo. Una tangente per entrare nell’istituto durante l’intervallo. E anche piuttosto cara. Così ha avvisato i carabinieri e Pino Calogero Bona, vice preside della media Alessandro Manzoni, è stato arrestato. Per poi patteggiare lo scorso marzo due anni di carcere con sospensione della pena. Una storia come tante, in un Paese dove la mazzetta si continua a chiedere e a offrire. Tanto che a scorrere le cronache del 2011 si capisce perché la Corte dei conti stimi il costo annuale della corruzione per le casse dello Stato in 60 miliardi di euro. Stesso ordine di grandezza di una manovra del governo. Casi di piccola corruzione che coinvolgono il cittadino comune. A fianco di scandali di livello nazionale, che coinvolgono aziende come Finmeccanica. Inchieste su tangenti con al centro politici di destra. E di sinistra. Ci sono Marco Milanese, deputato del Pdl ed ex braccio destro di Giulio Tremonti, e Alberto Tedesco, ex senatore del Pd, coinvolto nell’inchiesta sulla sanità pugliese. Entrambi salvati dall’arresto grazie a un voto del Parlamento. Filippo Penati e Franco Nicoli Cristiani sono ex colleghi di schieramenti opposti alla vice presidenza del Consiglio regionale della Lombardia. Il primo è nel mirino della magistratura per un giro di presunte tangenti sull’ex area Falk di Sesto San Giovanni, alle porte di Milano. Il secondo è finito in manette perché trovato in casa con i 100 mila euro che l’imprenditore Pierluca Locatelli gli aveva consegnato per facilitare i permessi per una discarica. Ma l’almanacco della mazzetta 2011 è pieno di nomi di politici che operano a livelli più bassi. Rimanendo in Lombardia, per l’ex sindaco di Cassano D’Adda, Edoardo Sala, sono state predisposte le misure di custodia cautelare in carcere a conclusione di un’indagine su tangenti per tre milioni di euro legate a modifiche del piano urbanistico. Risultato: nella classifica del “Corruption perception index” redatta ogni anno dall’organizzazione non governativa “Transparency International” l’Italia è scivolata nel 2011 dal 67esimo al 69esimo posto, seguita tra i Paesi dell’Unione europea solo dalla Grecia. “L’indicatore della corruzione precipita – spiega Maria Teresa Brassiolo, presidente di Transparency International Italia – influenza il rating del nostro Paese e quindi anche lo spread”. Come a dire: le conseguenze economiche delle tangenti sono più gravi di quanto si pensi. “Rispetto al resto del Continente – continua Brassiolo – in Italia è molto più diffusa la piccola corruzione”. I protagonisti del malcostume non sono quindi tanto i manager delle grandi multinazionali, poco numerose da noi, ma l’imprenditore locale, l’assessore del piccolo Comune, il consigliere della municipalizzata o il funzionario pubblico. Fenomeno che secondo Brassiolo dipende dal fatto che “in Italia c’è una tolleranza maggiore dei cittadini alle situazioni ingiuste e all’illegalità: sono in tanti a cercare di trarne vantaggio, senza scandalizzarsi”. A un cittadino, insomma, viene chiesta una mazzetta. E lui, anziché indignarsi e sporgere denuncia come accadrebbe in altri Paesi, spesso si accorda con la controparte. A volte, però, qualcuno non ci sta. Come il pensionato novantenne che lo scorso aprile ha fatto arrestare in flagranza di reato un ufficiale giudiziario di Roma: gli aveva chiesto 200 euro come obolo per ottenere l’esecuzione di uno sfratto per morosità. In carcere, a dicembre, è finito pure Gianluca Carta, il geometra del Comune di Milano che ha chiesto alla griffe Bluemarine 2mila euro per un aiutino al permesso per aprire un negozio. Almeno altri due sono i casi nell’ultimo mese dell’anno che rendono bene l’italico malcostume. Carlo Cetera, primario di Ginecologia all’ospedale Pieve di Cadore (Belluno), speculava sui sogni di maternità e paternità delle coppie che non riuscivano ad avere figli e chiedeva fino a 2.500 euro per ridurre i tempi di attesa per accedere alla procreazione assistita. Questa l’ipotesi degli inquirenti che hanno ottenuto il suo arresto. Alessandro Zeschi, ispettore dell’ufficio stranieri del commissariato Prenestino a Roma, aveva invece buon gioco con gli immigrati: niente bustarella, niente permesso di soggiorno. Tra le cause del proliferare della corruzione in Italia Nicola Pasini, docente di Sistemi politici e amministrativi all’Univeristà degli studi di Milano, individua il cattivo funzionamento della pubblica amministrazione: “Spesso i meccanismi farraginosi della burocrazia rappresentano degli ostacoli per aggirare i quali vengono usate le mazzette”, spiega. In Italia poi non esiste un sistema di lobbying trasparente, ma i tentativi di influenzare i funzionari pubblici vengono fatti di nascosto. “E la stampa – continua Pasini – non svolge la sua essenziale funzione di cane da guardia”. Così accanto alla cricca di Balducci, Anemome e Bertolaso, finita sotto inchiesta per gli appalti del G8, crescono su un terreno fertile le piccole cricche. Come quella dell’isola di Ponza, dove a settembre è stato arrestato il sindaco Pompeo Rosario Porzio, insieme a tre assessori e tre imprenditori: tutti accusati di essersi messi d’accordo sull’affidamento di undici appalti, per un valore complessivo di tre milioni di euro. Giunta decapitata sull’isola dei vip. E giunta colpita da uno scandalo dopo l’altro a Parma, dove tre mesi fa il sindaco di centrodestra Pietro Vignali si è arreso alle manifestazioni di indignati sotto il municipio. E si è dimesso, dopo che per tangenti gli erano via via stati arrestati il capo dei vigili, un assessore e diversi funzionari comunali . Non è solo nei bar di Parma che si è parlato di corruzione oltre che di sport. A Venezia sette dipendenti comunali sono finiti in manette a fine marzo per mazzette su permessi per l’ampliamento di strutture turistiche, mentre a inizio febbraio erano stati arrestati due funzionari della Provincia e cinque imprenditori: le mazzette arrivavano al 3% su almeno 5 milioni di lavori pubblici e il procuratore aggiunto del capoluogo veneto, Carlo Mastelloni, aveva parlato di una “cricca degna di Tangentopoli”. Un bel po’ più a sud della Laguna, sotto il Vesuvio la moda 2011 è stata la mazzetta pro assunzione. Per un giro di tangenti imposte a chi ambiva a un posto di lavoro sono stati arrestati Sabato Carotenuto, ex direttore dell’azienda trasporti di Napoli (Anm), e Vincenzo Colimoro, dipendente dell’azienda e sindacalista Uil. Questo accadeva a maggio. Passati due mesi, a finire sotto accusa è stato il sistema di assunzioni clientelari e il giro di tangenti in un’altra municipalizzata: l’Asia, che nel capoluogo campano vuol dire raccolta di rifiuti. Dalle Alpi alla Sicilia abitudini simili. Eppure, in mezzo allo Stivale, il disegno di legge anticorruzione continua a rimanere bloccato in Parlamento. Il Fatto quotidiano ha già portato avanti nel 2010 una campagna per un testo più rigoroso di quello in discussione allora e mai approvato. “La legge va votata al più presto – sostiene Maria Teresa Brassiolo – con alcune correzioni coerenti con gli impegni internazionali. Va introdotto ad esempio il reato di corruzione tra privati, perché anche una mazzetta data da un fornitore al buyer di un supermercato incide sui costi dei cittadini”. Secondo Nicola Pasini è essenziale poi intervenire non solo a valle del malaffare, punendone i colpevoli. Ma bisogna anche fare prevenzione, “attraverso l’educazione civica nelle scuole e l’insegnamento nelle università dell’Etica pubblica, una disciplina che è presente in tutte le business school dei Paesi anglosassoni. Importante sarebbe poi dotare gli enti di opportuni codici etici”. Misure che, secondo Pasini, potrebbero portare a un cambiamento di mentalità, necessario per sconfiggere la corruzione. Visto che dagli anni di Tangentopoli ad oggi non si è indebolita “la collusione tra sistema politico, sistema economico, burocrazia pubblica e anche società civile”. Battaglia difficile in un Paese dove le bustarelle non sono solo un mezzo per accaparrarsi opere pubbliche. Grandi classici si sono infatti confermate per tutto il 2011 anche le mazzette offerte dalle imprese funebri agli infermieri delle camere mortuarie per ricevere prima dei concorrenti i dati sulla famiglia del caro estinto di turno. E le tangenti chieste da funzionari pubblici di mezza Italia per consegnare senza troppi problemi la patente di guida, quella nautica o una qualsiasi licenza. Tutti fenomeni destinati ad aggravarsi con la crisi, che secondo Maria Teresa Brassiolo un effetto lo ha già avuto: “Il sistema statale è in ritardo coi pagamenti per 60 miliardi di euro – dice -. E così alla corruzione nella fase di aggiudicazione dell’ordine si aggiunge quella nella fase del pagamento”. All’imprenditore magari viene chiesta un oliatina per far partire il bonifico. E se lui non ci sta, rischia il fallimento. (Luigi Franco, il Fatto Quotidiano)

 Quali sono le priorità per dare una prospettiva migliore al Paese? Il segretario nazionale del Pd, Pierluigi Bersani, ha indicato quale sarà la sua agenda per le riforme, che proponiamo alla vostra attenzione.  “Abbiamo davanti un anno arduo e non semplice da interpretare – ha detto Bersani-. Vale forse la pena di "progettarlo" un po', togliendo di mezzo un eccesso di fatalismo. Vorrei cominciare con qualche prima idea.  1)  La scena si apre sull'Europa.  Fino ad ora le decisioni sono state deboli. L'agenda da qui a marzo di per sé non rassicura. Nelle opinioni pubbliche è ancora dura come il marmo quell'ideologia difensiva e di ripiegamento che le destre europee hanno coltivato, ricavandone inutili vittorie, e che i progressisti non hanno potuto o saputo contrastare, ricavandone larghe e dolorose sconfitte. Inutile illudersi. O si mette in comune rapidamente e seriamente la difesa dell'Euro (vincoli di disciplina, strumenti efficaci e condivisi contro la speculazione e per la crescita, politiche macroeconomiche coordinate) o sarà il disastro. Se davvero l'Italia è troppo grande sia per fallire che per essere salvata, allora è troppo grande anche per stare zitta. È tempo che ciascuno di noi faccia la sua parte in Europa; il Partito Democratico sta lavorando per la piattaforma comune dei progressisti europei. Ma è tempo anche di fare qualcosa assieme, qui in Italia. Governo e forze politiche possono determinare una posizione nazionale. Il Parlamento (che non esiste solo in Germania!) può articolarla e assumerla. Il nostro Presidente del Consiglio può interpretarla e gestirla al meglio. Le idee ci sono e vedo su di esse la possibilità di una larga convergenza. Il biglietto da visita delle nostre idee in Europa potrebbe essere così concepito: noi continueremo le nostre riforme e ci riserviamo ogni ulteriore iniziativa per rafforzare la nostra credibilità. Ma non faremo più manovre. A chi raggiunge il 5% di avanzo primario che cosa altro si può chiedere? Nel caso, nessuno pensi di trattarci come la Grecia. Come si diceva, siamo troppo grandi e quindi parecchio ingombranti. Se ne tenga conto. 2) Torniamo qui ai nostri compiti. Salvare l'Italia significa, al concreto, contrastare la recessione, produrre crescita e occupazione, dare una prospettiva alla nuova generazione. Salvare l'Italia è possibile solo se cambiamento e coesione si danno la mano. Se coesione e cambiamento diventassero un ossimoro, non ci sarebbe speranza.  L'azione di governo deve dunque possedere un metodo fondamentale e un fondamentale messaggio. Quanto al metodo, emergenza e transizione pretendono una forma particolare di dialogo sociale tale da sollecitare partecipazione e corresponsabilità, salvaguardando comunque la decisione tempestiva. Si può fare e, a parer mio, si deve fare. Ma voglio sottolineare in particolare il metodo politico. Il Governo troverà la sua forza in un rapporto stabile, permanente e ordinato con i Gruppi Parlamentari; un rapporto da allestire anche nella fase ascendente delle decisioni. Si parli di mercato del lavoro, o di liberalizzazioni, o di politica industriale, di pubblica amministrazione, di immigrazione, di Rai e di cento altri temi, esistono in Parlamento, da ogni lato, idee inevase da anni e non necessariamente divisive. Dica il Governo il suo piano di lavoro, raccolga dal Parlamento orientamenti e idee e avanzi quindi le sue decisioni e le sue proposte. Noi non pretendiamo il cento per cento di quel che faremmo, e così sarà per gli altri. Ma la trasparenza e la chiarezza servono a tutti. Quanto al messaggio fondamentale, se nell'emergenza è in gioco il comune destino del Paese, si deve innanzitutto promuovere un'idea di comunità degli italiani. Ci si ricordi allora che la solidarietà è la materia prima di una comunità, è ciò che la distingue da una accozzaglia anarchica di interessi. Se vogliamo farcela, tutti assieme, i riflettori vanno dunque puntati su chi è più in difficoltà. Bisogna predisporre l'aiuto a chi sta vivendo e vivrà le condizioni più difficili, come l'assenza di lavoro, l'insufficienza di reddito o una disabilità abbandonata. Su questo, non ci siamo ancora. Occorre fare di più, cominciando col cancellare qualche inutile asprezza di alcune misure già adottate che suscitano un giusto risentimento. 3)  La grande parte delle forze politiche e parlamentari si dichiarano interessate e disponibili ad una iniziativa di riforma delle Istituzioni e della politica. Il Presidente della Repubblica la sollecita autorevolmente. È evidente che un simile percorso significherebbe stabilità per il Governo e maggiore credibilità della politica e delle Istituzioni nella prospettiva della nuova legislatura. Sto parlando della già avviata adozione di parametri europei nei costi della politica, di riduzione del numero dei Parlamentari, di riforma del bicameralismo, di radicale aggiornamento dei regolamenti parlamentari e, alla luce delle prossime decisioni della Corte, di riforma elettorale. Su tutto questo esistono proposte e appaiono possibili convergenze significative. Si intende fare sul serio? Intendiamo davvero passare dalle parole ai fatti? Questo pronunciamento tocca innanzitutto ai segretari dei partiti, ovviamente non solo a quelli che hanno votato la fiducia al Governo, ma a partire da loro. C'è poco tempo ed è quindi ora di prendersi impegni pubblici, espliciti e dirimenti.  I tre punti che ho segnalato dovrebbero essere, a parer mio, l'agenda di gennaio. Infine una parola per chi, nel gioco ormai stucchevole fra tecnica e politica, si predispone a promuovere, chissà in quali forme nuove, l'edizione 2012 dell'antipolitica. L'Italia ha già dato.  Per quello che ci riguarda il Partito Democratico ha compiuto un gesto propriamente politico, trasparente e generoso, nel sostenere questa transizione e si predispone ad offrire agli elettori, quando sarà il momento, una proposta riformista e democratica di ricostruzione, alternativa al decennio populista. Siamo pronti a riconoscere in termini nuovi i codici e i limiti della politica. Anche in questo difficile passaggio, tuttavia, siamo convinti di poterne rafforzare la dignità e l'indispensabile ruolo” (Pierluigi Bersani, segretario nazionale Pd).

Altre notizie:

Una pagina Facebook sulla manovra finanziaria regionale. E' l'idea che i consiglieri regionali del Partito Democratico e componenti della commissione Bilancio, Gian Valerio Sanna, Franco Sabatini e Giampaolo Diana, hanno avuto per informare costantemente i cittadini sull'andamento dei lavori della Commissione e sugli sviluppi della vertenza entrate. "I giornali – affermano gli esponenti del Pd - dedicano ampio spazio alla tematica e ai lavori del consiglio, ma consapevoli dell'importanza dei social networks nella vita quotidiana di ognuno di noi, e considerato che ormai stanno diventando uno dei canali preferenziali di informazione, come gruppo abbiamo deciso di aprire un profilo facebook sulla finanziaria 2012 per interagire attivamente con i cittadini. L'obiettivo è quello di creare uno spazio di comunicazione aperto al contributo di tutti. Nella pagina, che potete trovare digitando su facebook “Gruppo Pd Finanziaria”, ci saranno le ultime news, dati e commenti, e sarà possibile, per chiunque fosse interessato, consultare i documenti ed aggiornarsi sull'evolversi del dibattito in commissione e in aula. Naturalmente ognuno di noi rimarrà a disposizione per eventuali approfondimenti, suggerimenti e anche proposte per migliorare il testo della manovra".

"Comprendiamo che l'assessore regionale all’Ambiente, Giorgio Oppi, abbia fatto tutto il possibile, ma questo comunque non è sufficiente per soddisfare i cacciatori, un mondo pesantemente colpito". Lo ha sostenuto il coordinatore regionale dei Riformatori, Michele Cossa, in relazione alle modifiche annunciate da Oppi al calendario venatorio. "E' necessario - ha aggiunto Cossa - che una normativa fissi, una volta per tutte, regole e tempi adeguati per lo svolgimento di un'attività che contribuisce moltissimo a tutelare il territorio". Nettamente contrari alla decisioni di Oppi, anche i consiglieri regionali di Fli, Ignazio Artizzu  e Matteo Sanna. “Confermiamo la nostra totale contrarietà nei confronti delle decisioni assunte dal comitato regionale faunistico – hanno detto i due consiglieri di Fli - in merito al calendario venatorio sardo, e ancora una volta ringraziamo le associazioni venatorie presenti in comitato che, come altri componenti non meno esperti e non meno titolati di quelli che hanno fatto scelte diverse, hanno espresso voto negativo". Artizzu e Sanna hanno sottolineato che "…si tratta di una decisione assolutamente ingiusta e penalizzante nei confronti dei cacciatori, maturata evidentemente in base a scelte e strategie politiche che non comprendiamo sino in fondo. Non risponde assolutamente al vero, infatti, che quella assunta dal Comitato fosse l'unica decisione possibile, pena la sospensione del calendario. E' vero, invece, il contrario e cioè che quelle direttive europee alle quali si sostiene di volersi attenere consentirebbero una immediata estensione del calendario al mese di febbraio. Lo dimostra la lettura dei Key Concepts, le chiavi concettuali fornite dalla “direttiva uccelli” dell'Unione, che indicano i periodi di migrazione prenuziale delle specie di interesse venatorio. Le date indicate vanno bel oltre il termine fissato dal Comitato faunistico, sia per il tordo, che per il merlo, per la beccaccia, il beccaccino, il colombaccio, e molte specie di anatre. Quindi, il riferimento alle normative europee è stato interpretato esclusivamente in chiave restrittiva, riducendo perfino il margine al ribasso, mente è stato del tutto ignorato il margine più alto, che consentirebbe oggi stesso alla regione sarda di fare ciò che ha fatto ad esempio il Lazio, dove si è estesa la caccia al colombaccio al mese di febbraio. Desta davvero meraviglia che tutto ciò sia sfuggito ai tecnici dell'assessorato all'Ambiente. Vi è poi un problema politico – hanno concluso  Artizzu e Sanna -, che non possiamo più ignorare e che prospettiamo al presidente della Regione Cappellacci. Questa coalizione ha vinto le elezioni assumendo precisi impegni con il mondo venatorio sardo. Questi impegni debbono essere rispettati. In base a quell'impegno, è già stata approvata dalla  Commissione una legge di riforma sulla disciplina della caccia in Sardegna, che attende di essere portata all'attenzione del consiglio regionale".

“Se la classe politica regionale non è in grado di dare risposte alla crisi, la parola torni agli elettori". Lo hanno affermato i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil, Enzo Costa, Mario Medde e Francesca Ticca, nella prima conferenza stampa unitaria del 2012. Durante la conferenza stampa sono state ribadite le critiche al governo regionale.  “Non diamo più tempo alla politica - ha detto il leader Cgil, Enzo Costa -. I numeri della crisi sarda sono drammatici e non possono essere letti come fa la  giunta regionale. Non si può continuare con la politica spettacolo, fatta di slogan e spot, in una continua fuga dal confronto mentre ci si concentra nella costruzione di un'immagine". Per Mario Medde, segretario regionale della Cisl, “…la pazienza è finita con lo sciopero generale di novembre. Abbiamo portato in piazza 60 mila persone e non ci sono state risposte. Non è più possibile da parte della politica il mero galleggiamento, affrontare l'ordinaria amministrazione. La prossima manifestazione sarà fatta per dire alla classe politica di andare a casa". “Povertà e mancanza di lavoro spaventano i sardi - ha sottolineato Francesca Ticca (Uil) -, mentre la classe politica sta togliendo speranze alla gente. Non c'èun piano serio e concreto per il lavoro e certo la soluzione non può arrivare dai 500 euro per tirocini di sei mesi". Secondo i dati del 2011, ricordati dai tre sindacalisti, il 28% dei ragazzi di età compresa tra i 15 e i 29 anni non studia e non lavora; i ventenni che proseguono gli studi, all'università o nei corsi di formazione, sono il 18%, e tra i trentenni solo il 15,5% ha un titolo universitario. Le imprese sarde hanno avuto una flessione di fatturato del 40%, in due anni nel solo settore edile si sono persi quasi 11 mila addetti. Insomma una situazione drammatica, per cui è quanto mai necessaria un’inversione di tendenza.

Giuseppe Obinu, uno dei candidati del Pd per le prossime primarie, sarà  presente, in piazza Roma, ad Oristano, sabato 7 gennaio, dalle 10 alle ore 13 e e dalle 17 alle 19,30.  Obinu incontrerà i cittadini  oristanesi che  intendono sostenere la sua candidatura alle primarie del centrosinistra, apponendo la propria firma sui moduli di sottoscrizione (per partecipare alle primarie occorre accompagnare la candidatura con 320 firme). Per l’occasione Giuseppe Obinu  presenterà i  punti principali del suo programma, e  ascolterà proposte e segnalazioni degli oristanesi per migliorare la città. All’incontro di sabato ne seguiranno altri, in periferia e nelle frazioni.

Sulla presenza di depositi di gas nel territorio di Arborea e del  progetto della Saras per il sondaggio del sottosuolo a S'Ena Arrubia, si è tenuta, recentemente, un'assemblea pubblica organizzata dal Comitato civico "No al progetto Eleonora”.  Proprio in merito alle dichiarazioni rilasciate successivamente all'incontro, l'assessore provinciale all’ Ambiente, Emanuele Cera, ritiene doveroso precisare gli aspetti della questione, per evitare che fraintendimenti portino a considerazioni errate e non corrispondenti, a suo dire, alla verità dei fatti. Il primo aspetto da chiarire, secondo Cera, è l'articolazione in due fasi del progetto "Eleonora d'Arborea": la prima fase, autorizzata nel dicembre 2009 dall’assessorato regionale dell’Industria, consisteva in un'indagine geologica e geofisica per la ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi, non sottoposta a procedura di assoggettabilità a “Via” (Valutazione di impatto ambientale) da parte del Servizio di sostenibilità ambientale e valutazione degli impatti  dell’assessorato regionale difesa Ambiente, in quanto priva di aspetti di impatto ambientale perché  non modifica lo stato dei luoghi. La seconda fase, avviata a seguito dei risultati ottenuti nella fase precedente, che hanno evidenziato la presenza di un potenziale accumulo di gas naturale nel sottosuolo del comune di Arborea, consiste nella realizzazione di un pozzo esplorativo di una profondità di circa 3000 metri. Contrariamente alla fase preliminare, tale intervento, secondo Cera, è stato sottoposto alla verifica di assoggettabilità alla procedura di Valutazione di impatto ambientale da parte dell’assessorato regionale all’ Ambiente. "Le mie dichiarazioni sono state del tutto travisate – ha detto l'assessore Cera -, perché si riferivano alla fase riguardante le indagini preliminari (già avvenuta). Per quanto riguarda la seconda fase non potevo certamente esprimermi, in quanto la procedura è ancora in itinere". L'assessore ha poi evidenziato che qualora il progetto dovesse essere sottoposto alla procedura di “Via”, la Provincia di Oristano risulterebbe tra gli enti chiamati ad esprimere il proprio parere di competenza, “…e solamente allora, col supporto dei tecnici dell’ente, la Provincia provvederà ad esprimersi, in concertazione con gli altri enti interessati e dopo  attenta valutazione delle esigenze rappresentate dalla popolazione locale. Non trovo corrette – ha sostenuto Cera - le allusioni, fortemente offensive ed inopportune, rilasciate al termine dell'incontro pubblico da parte del Comitato. Non esiste alcun interesse da difendere, se non quello dell'ambiente e del territorio, nè, tanto meno, qualcosa da nascondere. Tutta la documentazione relativa al progetto e tutti gli sviluppi avvenuti in merito sono trasparenti, pubblici e disponibili per la consultazione”.

Quattordici interventi, su altrettante strutture sportive, per un totale di un milione 388 mila euro.  Questa, la buona notizia, arrivata a fine 2011, per la provincia di Oristano, dall'assessorato regionale allo Sport, che ha finanziato (bontà sua) il completamento, la ristrutturazione e la messa in sicurezza di numerosi impianti sportivi. Non sono stati, invece, finanziate le richieste relative alla realizzazione di campi di calcio in erba sintetica. Complessivamente sono stati ripartiti 9 milioni e 700 mila euro,  per le otto province sarde, su proposta delle Province, Unione dei Comuni, e  private su indicazioni di società o associazioni sportive. In provincia di Oristano, i centri dove sono previsti gli interventi  sono Ales, Ghilarza, Santa Giusta, Seneghe, Uras, Bosa, Oristano, Torregrande, Cabras, Arborea, Gonnoscodina, Santu Lussurgiu, Seneghe, Tadasuni.  “Un dato importante che emerge dall'analisi dei prospetti riferiti agli interventi nelle singole province, ha affermato l'assessore provinciale allo Sport, Serafino Corrias, è che è stata data una attenzione particolare per la nostra provincia”. Per quanto riguarda le assegnazioni, l'Oristanese risulta in tersa posizione, con il 14,32%, sul totale dei contributi concessi, dietro alle province di Cagliari e Sassari. In riferimento, invece, all’incidenza dei finanziamenti per abitante, la provincia di Oristano risulta ial primo posto. con 8,35 euro per abitante.

 
Per il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, il 2012 non è iniziato sotto i migliori auspici. Un’altra tegola, abbastanza pesante, è  piovuta sulla testa di uno dei peggiori presidenti  della Regione (politicamente parlando) che la Sardegna abbia mai avuto. Come se già non bastassero le critiche e le bordate che nei confronti del governatore provengono quotidianamente da più parti, persino dalle fila della stessa maggioranza di centro-destra (ormai allo sbando e, da tempo, stanca dell'inadeguatezza del  suo presidente), Ugo Cappellacci dovrà ora occuparsi di una brutta gatta da pelare. La Procura della Repubblica di Roma ha, infatti, chiesto il rinvio a giudizio del presidente della Regione sarda, Ugo Cappellacci, nell'ambito dell'inchiesta della cosiddetta P3. A Cappellacci è stata contestata, dai Sostituti procuratori che si occupano del caso, la nomina di Ignazio Farris alla carica di direttore generale dell'Arpa Sardegna. Secondo l'accusa la nomina sarebbe avvenuta "…in assenza di predeterminazione dei criteri oggettivi da seguirsi nella procedura, senza alcuna valutazione di merito comparativo, e senza riguardo agli obiettivi della piena efficienza e del buon andamento della pubblica amministrazione, ma sulla base di un provvedimento arbitrario". Per la Procura della Repubblica di Roma la nomina di Farris sarebbe avvenuta "…allo scopo di favorire interessi di Carboni, Verdini e Dell'Utri nella realizzazione, con modalità illecite, di un programma imprenditoriale, avente ad oggetto interventi al settore del risanamento ambientale, delle bonifiche e della messa in sicurezza delle aree minerarie dismesse di proprietà pubblica esistenti in Sardegna, e la realizzazione di impianti di produzione di energia eolica". Cappellacci ha sempre dichiarato di aver agito secondo la legge ma, evidentemente, non la pensano così alla Procura di Roma, che ha chiesto il rinvio a giudizio non solo della “Cricca”, ma anche del “presidente-babbeo”, che apprresa la notizia ha sostenuto di confermare “…lserena fiducia nella magistratura, unitamente alla certezza di dimostrare l'assoluta correttezza del mio operato, sempre orientato al puntuale rispetto della legge. Le residue perplessità dei Pubblici ministeri riguardano esclusivamente le modalità di nomina del presidente dell'Arpas e sono totalmente svincolate da qualsiasi collegamento con altre vicende. In un leale confronto con gli inquirenti ho potuto chiarire e documentare la trasparenza delle mie azioni, allontanando dalla mia persona qualsivoglia ipotizzato collegamento con interessi non istituzionali. Con la stessa serenità, consapevole di aver agito sempre ed esclusivamente nell'interesse della Sardegna, sono certo di poter dimostrare l'insussistenza anche della residua ipotesi di abuso d'ufficio, relativa a un procedimento amministrativo curato dagli uffici della Regione, nella perfetta aderenza al dettato normativo nazionale e regionale".

Al termine delle indagini sulla P3, la Procura romana ha chiesto il rinvio a giudizio, complessivamente, di venti persone.  In particolare è stato chiesto il rinvio a giudizio del senatore del Pdl, Marcello Dell'Utri e dell'ex coordinatore del Popolo delle Libertà, Denis Verdini, ai quali l'accusa contesta la violazione della legge Anselmi, per aver partecipato ad una associazione segreta "…caratterizzata dalla segretezza degli scopi, dell'attività e della composizione del sodalizio e volta a condizionare il funzionamento di organi costituzionali e di rilevanza costituzionale. Il Procuratore aggiunto, Giancarlo Capaldo e il Sostituto, Rodolfo Sabelli, che hanno coordinato le indagini, hanno chiesto il rinvio a giudizio, fra gli altri, anche dell'imprenditore Flavio Carboni, Arcangelo Martino, ex assessore al comune di Napoli, e Pasquale Lombardi, ex giudice tributarista. Per la Procura di Roma, inoltre, gli indagati hanno "…costituito, organizzato e diretto un'associazione per delinquere, diretta a realizzare una serie indeterminata di delitti di corruzione, abuso d'ufficio, illecito finanziamento, diffamazione e violenza privata". In particolare, la Procura contesta a Denis Verdini, Marcello Dell'Utri e Flavio Carboni di aver costituito l'organizzazione segreta "…allo scopo di gestirne l'attività e realizzarne gli scopi, sviluppavano una fitta rete di conoscenza nei settori della magistratura, della politica e dell'imprenditoria, da sfruttare per i fini segreti del sodalizio e per il finanziamento di esso e dei suoi membri, e ciò anche grazie all'attività di promozione di convegni e incontri di studio, realizzata per il tramite dell'associazione culturale denominata “Centro studi giuridici per l'integrazione europea diritti e libertà”, gestita dall'imprenditore, Arcangelo Martino, e dall'ex giudice tributarista, Pasquale Lombardi. L'organizzazione, secondo l'accusa "…approfittava delle conoscenze così realizzate per acquisire informazione riservate, influire sull'esercizio delle funzioni pubbliche rivestite dalle personalità avvicinate dai membri dell'associazione e collocare in posizioni di rilievo in enti pubblici e apparati dello Stato persone gradite al gruppo". Tra i vari episodi contestati c’è anche quello che riguarda  l’intervento sulla decisione della Corte Costituzionale nel giudizio di legittimità del cosiddetto Lodo Alfano; così come vengono contemplati interventi su componenti del Csm per indirizzare la scelta di candidati a incarichi direttivi, interventi su magistrati della Corte di Cassazione per una conclusione favorevole di cause, sia di natura civile (nel caso del giudizio tributario relativo alla società Mondadori), che di natura penale, come il ricorso contro la misura cautelare nei confronti dell'onorevole Nicola Cosentino.  La Procura di Roma ha anche contestato il tentativo di favorire l'accoglimento, da parte della Corte di Appello di Milano, del ricorso proposto nell'interesse della lista di Roberto Formigoni, contro il provvedimento di esclusione della stessa lista dalle elezioni regionali nel marzo 2010. Altro episodio contestato dal Procuratore aggiunto Capaldo e dal sostituto Sabelli all'ex sottosegretario all'Economia, Nicola Cosentino, è quello di aver tentato di screditare l'attuale governatore della Regione Campania, Stefano Caldoro, al fine di eliminare la sua candidatura dalla lista del Pdl. Un altro filone dell'inchiesta P3 ha poi coinvolto, come detto, il presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci.

 Altre notizie:

“Aumento della trasparenza, eliminazione di sprechi: su questi due punti nel 2011 il consiglio regionale ha proseguito l'azione di contenimento dei costi, iniziata nel 2010, arrivando ad un risparmio di oltre un milione e 300 mila euro”. Nel corso della conferenza stampa sul bilancio del 2011, la presidente del consiglio regionale, Claudia Lombardo, ha fornito il quadro di quanto recentemente deliberato dall'Ufficio di presidenza: i tagli alle indennità di carica porteranno ad un risparmio di quasi 229 mila euro all'anno; ai gruppi verranno ridotti i contributi, per un totale di circa 118 mila euro; per i consiglieri residenti oltre i 35 km da Cagliari ci saranno tagli degli emolumenti per un totale di 968 mila euro. "Abbiamo fatto molto ma si può fare ancora di più - ha detto la presidente -, ma non tanto in risposta ai malumori della piazza. I provvedimenti adottati dal consiglio rispondono, infatti, a precise scelte di fondo sull'etica comportamentale, che qualsiasi istituzione deve responsabilmente adottare nella gestione dei soldi pubblici. I tagli non devono essere un alibi per la classe politica - ha detto ancora la Lombardo - per la poca capacità di dare risposte adeguate ad aggredire la crisi economica".

Il Comitato regionale faunistico, presieduto dall'assessore regionale all'Ambiente, Giorgio Oppi, ha deciso di accogliere le proteste dei cacciatori e ha deliberato per la prosecuzione dell'attività venatoria nel mese di gennaio 2012. E’ prorogata la caccia per le specie cesena, tordo bottaccio e tordo sassello, sino al giorno 19 gennaio, ed è, quindi, consentita anche nei giorni 12,15, e 19 gennaio. Il decreto entrerà in vigore il giorno della pubblicazione sul Buras, e cioè il 7 gennaio. Circa 300 cacciatori avevano manifestato davanti alla sede dell'assessorato, a Cagliari, per protestare contro le limitazioni al calendario venatorio che prevedevano la chiusura per diverse specie all'8 gennaio.

La giunta regionale, su proposta dell'assessore agli Enti locali, Nicola Rassu, ha decretato lo scioglimento del consiglio provinciale di Cagliari. Il provvedimento, secondo la giunta Cappellacci, si è reso necessario dopo la recente decadenza del presidente Milia (Pd). Il consiglio e la giunta provinciale resteranno in carica fino al primo turno elettorale utile, e cioè, presumibilmente, sino a maggio-giugno 2012. Fino alle nuove elezioni, le funzioni del presidente della provincia saranno svolte dal vicepresidente. "E' allo studio da parte della giunta regionale un organico disegno di legge sull'ordinamento delle autonomie locali - ha detto l'assessore detto Rassu -, che verrà definito con la concertazione e la più ampia condivisione con le forze istituzionali e politiche e con le rappresentanze degli enti locali, salvaguardando la specificità dei comuni e delle province della Sardegna". Questa dichiarazione ha subito allarmato la maggior parte degli enti locali, considerato che, da “novello Attila”, finora l’assessore Rassu, con le sue decisioni strampalate (vedi Piano Casa, Ppr… ndr) ha creato notevoli danni alla Sardegna.  

 

 
“Cosa succederà nel 2012? "Chissà che sarà di noi?/ Lo scopriremo solo vivendo". Qualche indizio però c'è già. Sarà un anno di sopravvivenza, al quale seguirà il 2013, un anno ancora più duro. Ci aspetta un biennio di ferro. La disoccupazione esploderà. Le famiglie spenderanno meno e attingeranno ai risparmi (chi li ha) per cercare di mantenere il loro tenore di vita. La liquidità diventerà un bene sempre più raro. Le banche non presteranno soldi alle imprese, molte falliranno, strette tra la diminuzione della produzione e l'impossibilità di accedere al credito. Si completerà l'effetto domino iniziato nel 2008. Dopo le banche e gli Stati il contagio toccherà le imprese. Il problema è che dopo le imprese non c'è più nulla. I magazzini si riempiranno di beni invenduti. Le strade di persone senza un lavoro. A cosa servono le merci se nessuno può comprarle? La grande macchina del commercio mondiale rallenterà fino quasi a fermarsi. Molti Paesi entreranno in recessione, l'Italia avrà una diminuzione superiore all'uno per cento e sono ottimista. Senza soldi, senza lavoro e con il Paese in recessione aumenterà l'emigrazione verso l'estero, già in atto, soprattutto dei giovani, non solo in Europa, ma anche verso la Cina e il Sud America. Per chi rimarrà in Italia la vita sarà grama. I prezzi aumenteranno insieme all'inflazione, come è avvenuto in Grecia. Il Governo dovrà far fronte agli interessi sui titoli che si avvicineranno con i nuovi tassi ai 100 miliardi di euro, per farlo aumenterà le tasse sui beni primari e pagherà parte delle pensioni, degli stipendi pubblici e dei debiti con i privati in Btp. Mentre scrivo mi viene voglia di scappare all'estero. Non preoccupatevi, rimarrò qui con voi. Non vi libererete di me così facilmente. Nel 2012 il prezzo degli immobili diminuirà tra il 10 e il 20 per cento, ci sarà una corsa alla vendita, ma pochi compratori. Bisogna prepararsi a un'economia di guerra. Non fare debiti ed estinguere quelli che si hanno, se è possibile. Non comprare azioni, non comprare titoli di Stato, non accendere mutui e tagliare le spese superflue. Chi ha dei risparmi apra dei conti deposito in più banche o, meglio ancora, un conto postale. Investite in orti, in terreni da coltivare. La terra è la migliore assicurazione per il futuro. Aggregatevi in gruppi di acquisto solidale, ve ne sono sempre più in ogni città. Quando la crisi passerà vi sentirete più forti, vi sarete abituati a dare un valore alle cose importanti e al vostro tempo. Chissà, forse il periodo che ci aspetta è una benedizione”. (www.beppegrillo.it)

Una valutazione attenta della situazione del Pd in Sardegna è stata chiesta al segretario nazionale, Pierluigi Bersani, da un gruppo di consiglieri regionali della Sardegna. Il capogruppo del Pd,Giampaolo Diana, ha firmato, assieme a Gian Valerio Sanna, Tarcisio Agus, Giuseppe Luigi Cucca, Giuseppe Cuccu, Luigi Lotto, Cesare Moriconi, Chicco Porcu e Franco Sabatini, una lettera inviata a Bersani per fissare un incontro urgente e manifestare "il disagio" maturato all'interno del partito in Sardegna, diretto dal segretario Silvio Lai. "Richiamiamo l'esigenza e la necessità di un congresso regionale, che rilanci il partito sardo attraverso una nuova e forte legittimazione del proprio gruppo dirigente – hanno spiegato i firmatari - e che definisca con chiarezza la linea politica da seguire per affrontare al meglio i prossimi appuntamenti elettorali.  Ti chiediamo di voler accordare un incontro con una nostra delegazione", scrivono i consiglieri regionali a Bersani, "per contribuire, con maggiore dettaglio e approfondimento, al bene del nostro partito, per scongiurare e prevenire ogni ulteriore possibile frattura o abbandoni, che in questa condizione ci sembrano sempre più probabili”.

"Nel pieno della crisi economica e finanziaria Cappellacci ha deciso di sperperare ancora soldi pubblici per farsi propaganda, andando in Afghanistan a trovare i militari sardi, quando poteva salutarli e adempiere ai suoi doveri di cerimoniale con una breve video-conferenza, come oramai fanno tutti". Questo il  duro attacco dei consiglieri regionali del Pd, Gian Valerio Sanna e Franco Sabatini, al presidente della Regione  “…per il quale la propaganda personale è oramai l'unica attività che gli rimane, perché non si preoccupa della Sardegna ma solo del suo personale destino, e dunque preferisce andare a fare sceneggiate in giro, invece che sedersi almeno il giorno di Natale in qualche mensa della carità a contare l'impennata incredibile dei pasti erogati rispetto alle scorse festività.  Tutto questo - si legge in una nota diramata dai due esponenti del Pd - accade nel bel mezzo della discussione sulla manovra finanziaria, che non ha ricevuto un solo giudizio positivo da tutte le organizzazioni e associazioni rappresentative della società sarda, mentre Cappellacci pensa ancora di spendere 25 milioni di euro in pubblicità istituzionale e in una miriade di cose inutili, clientelari e inesistenti". Per questa ragione Gian Valerio Sanna e Fanco Sabatini annunciano che non voteranno mai  "…una manovra di questo genere, nè si faranno convincere da nessuno, nemmeno dagli ordini del nostro partito, di derogare alla coscienza e al pensiero che ci assilla costantemente per coloro che da questa crisi escono ogni giorno e sempre di più con affanno e con la disperazione più profonda. Quelli che dicono di rappresentare il nostro partito -  concludono Sanna e Sabatini – sembrano, per ora, presi maggiormente dall'esigenza di negoziare qualche posto di sottogoverno per i loro amici, invece che uscire ogni tanto da questa sindrome liturgica del tecnicismo sui bilanci e sulle cifre disponibili, per dire qualcosa e schierarsi senza paura con gli ultimi".

"L’approvazione delle linee guida del Puc per la zone di riqualificazione urbanistica C2ru e per l’housing sociale, il salvataggio della Fondazione Sa Sartiglia, e l’assegnazione della nuova sede presso l’Hospitalis Sancti Antoni, il via libera al piano delle stabilizzazioni per i lavoratori precari, e l’assunzione a tempo determinato di dieci agenti di polizia locale, il progetto definitivo del nuovo palazzetto dello sport e della piscina comunale. E poi un’intensa attività quotidiana con 250 appuntamenti, 98 delibere approvate ed altri importanti provvedimenti varati per consentire al comune di Oristano di superare il momento di blocco amministrativo (e vorrei vedere il contrario, altrimenti cosa ci sta a fare un commissario. ndr) provocato dalla crisi che ha portato allo scioglimento del consiglio comunale". Sono questi i dati principali dei primi quattro mesi di gestione al comune di Oristano del commissario straordinario, Antonello Ghiani, presentati come chissà quale successo, nel corso della oramai pessima abitudine di convocare a fino anno una conferenza stampa per non dire praticamente niente e che si trasforma, come di consueto, in una sorta di carosello autopromozionale, per esternare quanto “si è stati bravi a fare poco e nulla”, dimenticando, volutamente, quello che invece non è stato fatto. E anche questa volta  la conferenza ha seguito l’identico canovaccio, col “commissario-inaugura mostre”, che ha posto iin evidenza solo ciò che a lui interessava, facendo passare per oro colato quello che è invece metallo di pessima lega. Ad iniziare da ciò che spetta per diritto è invece mostrato come se fosse un clamoroso successo, costato poi chissà quale fatica. Un esempio? Eccolo:esplicitato per iscritto “Il 2011 – si legge in un comunicato del comune di Oristano sulla conferenza stampa di fine anno - si conclude con la bella notizia in arrivo da Cagliari dell’accreditamento dell’anticipazione dei fondi del Pia Campidano. In cassa da subito il 10% di 8,7 milioni di euro per l’ampliamento del porticciolo di Torregrande (5,2 milioni) e per la riqualificazione urbana della viabilità e degli impianti sportivi (3,5 milioni). Strade e impianti sportivi necessitano di interventi che consentano da un lato di garantirne l’utilizzo in condizioni di sicurezza dall’altro di migliorarne la fruibilità. Il progetto del porticciolo consentirà di risolvere l’annoso problema della coabitazione tra i diportisti e i pescatori. Sono previste soluzioni congeniali a entrambe le utenze: miglioramento dei servizi, ampliamento dei bacini (creazione di un bacino di pesca separato e il recupero al diporto del bacino attualmente impegnato dal settore pesca, l’ampliamento del bacino da diporto con la costruzione di una barriera frangiflutti galleggiante), prolungamento dell’accesso al primo bacino e riqualificazione degli impianti tecnologici del porto e soprattutto il dragaggio dell’entrata del porto”. Dove sta l’eccezionalità di quello che, secono noi, è soltanto un atto dovuto? Il comunicato prosegue, ricordando quanto deve aver sudato il mega-commissario, appena giunto ad Oristano, per aver contattato “…le forze politiche e sociali, nonché i rappresentanti delle altre istituzioni per avere un quadro preciso delle urgenze e delle principali necessità della città, e per tracciare il lavoro da svolgere nell’immediato e stabilire gli impegni da programmare fino alla prossima tornata elettorale. Si è così dato il via ad un lungo giro di consultazioni, che prosegue ancora oggi, e che è stato accompagnato da un’attenzione particolare ai rapporti con i cittadini (sic!). Colloqui sono intercorsi con l’ex sindaco e con gli otto assessori uscenti, con il presidente del consiglio comunale e i capigruppo consiliari uscenti, con i rappresentanti degli organismi legati al comune, primi fra tutti i presidenti e i consiglieri delle circoscrizioni (alle frazioni è stata dedicata una particolare attenzione), ma anche la Commissione per le pari opportunità, le Marine oristanesi, la Oristano servizi, la Sogeaor, la Scuola civica di musica, l’Antiquarium arborense, il Consorzio industriale, il Consorzio Uno, la Pro loco, l’Istar e la Fondazione Sa Sartiglia”. Insomma, la classica scoperta del’acqua calda. E che cosa doveva fare di diverso se non sentire gli altri amministratori, così come ha dichiarato lo stesso commissario: “Il confronto con gli amministratori uscenti è stato indispensabile per entrare velocemente (?) in sintonia con la città e i suoi problemi e poi affrontare con scrupolo il lavoro insieme ai dirigenti e i dipendenti comunali. Oggi stanno arrivando a soluzione una serie di problemi e a realizzazione alcune opere programmate o avviate dall’amministrazione comunale uscente, a cui va dato atto di aver impostato molti progetti che una volta conclusi favoriranno la crescita della città (ma và...)”. Il comunicato prosegue con l’elencazione dei "faticosi” impegni del commissario: la presa d’atto dei lavori alla Scuola media numero 2; rimettere in moto il Piano urbanistico comunale (di cui i cittadini non hanno ancora capito nulla. ndr) attraverso l’approvazione delle “linee guida per i piani di riqualificazione urbanistica”. E accanto a questo l’adozione delle linee guida per l’housing sociale, che concedono la possibilità di incrementare l’indice di fabbricabilità territoriale, fino ad un massimo del 30%, sulla base di accordi con il comune per interventi di edilizia abitativa a fini sociali. Via libera anche alla revisione degli oneri per le concessioni edilizie, fermi al 1978, e al completamento delle alienazioni. Significativi i risultati con l’acquisizione di finanziamenti a seguito della partecipazione a bandi regionali e comunitari (ma cosa c’entra in questo il commissario? ndr): un progetto di cooperazione internazionale con il Senegal, i premi per i Programmi Integrati per il Paesaggio (con i comuni di Cabras, Santa Giusta, Arborea e Palmas Arborea) e per il progetto di riqualificazione dell’area delle Case Minime, i finanziamenti per “Il maggio della Torre”, per il Centro di Educazione Ambientale di Torre Grande e per il gemellaggio ed il supporto agli uffici SUAP di alcuni comuni della Sardegna, il contributo per il progetto “Percorsit” per la valorizzazione ambientale e turistica delle aree SIC di Mistras - Torregrande.  L’attività commissariale è stata svolta con i poteri del consiglio e con quelli della giunta comunale  (non si può certo fare diversamente. ndr) attraverso l’approvazione di 98 delibere. Da quella relativa al personale dell’ente (Piano delle stabilizzazioni dei lavoratori precari e assunzione a tempo determinato di dieci vigili urbani), all’ambiente (il finanziamento di un nuovo Ecocentro per le frazioni e il nuovo capitolato d’appalto per la nettezza urbana, il contratto in essere scade nel prossimo mese di ottobre), alle attività produttive (con la riorganizzazione del mercato di via Aristana), ai trasporti urbani (sono arrivati i nuovi autobus ed entro la prossima primavera saranno attivate le nuove linee del trasporto pubblico), alla cultura (con un intervento economico straordinario che ha consentito di salvare la Fondazione Sa Sartiglia, con l’assegnazione alla stessa Fondazione della nuova sede nei locali dell’Hospitalis Sancti Antoni, con l’ingresso di nuovi soci e il varo di importanti iniziative di promozione), allo sport (con l’assegnazione alla Figc della gestione del complesso sportivo di Sa Rodia per la realizzazione di un centro federale regionale), ai lavori pubblici (con la conclusione dell’iter amministrativo e con l’avvio dei lavori per l’ingresso nord, termine entro la primavera, per l’area attrezzata per i grandi eventi e per quella della Casa dello studente, per gli ingressi nelle frazioni di Donigala e Massama, la manutenzione straordinaria dell’asilo di via Libeccio, il recupero del complesso edilizio ex poste di via Costa), il protocollo d’intesa per il nuovo sistema informativo del Plus. Per il futuro (con il commissario?) via al Piano della mobilità sostenibile che sta nascendo con il contributo delle categorie e che sarà pronto entro la prossima primavera, Piano di videosorveglianza con 20 postazioni nel centro storico, alla prossima apertura dello Smart e del Mercato ortofrutticolo di Perda Lada, alla revisione del Piano di utilizzo dei litorali, all’avvio del programma di attivazione di nuovi impianti fotovoltaici comunali, al collegamento adsl per Torregrande, al progetto per l’Hospice e da subito al Bilancio di previsione 2012. La misura dell’attività svolta è indicata anche dal numero dei provvedimenti adottati dai dirigenti comunali. Nel 2011 sono state adottate 3884 determinazioni (strumento che, con la riforma degli enti locali, in molti casi sostituisce le delibere): 167 per lo staff (61 da settembre), 325 per il settore amministrativo (103), 1668 per i servizi alla cittadinanza (588), 319 per il settore finanziario (112), 715 per il settore Lavori pubblici (307), 359 per l’Ambiente e l’Urbanistica (98) e 331 per la Vigilanza (122)”. Questo, il comunicato, da cui si può evincere che se viene “sfrondato” dalla gazzosa rimane veramente ben poco. Ricordiamo per l’ennesima volta al commissario che tra le priorità da lui elencate, appena insediato, aveva posto l’accento sull’immediato ripristino del decoro della città. Risultato? Zero assoluto. Oristano è più sporca di prima e sta toccando livelli di degrado impensabili. Se invece di inaugurare mostre, e dedicarsi ad altre amenità del genere, il commissario si spingesse oltre piazza Roma e piazza Eleonora,  si renderebbe conto di persona di quanto lurido sia il capoluogo. Di “tromboni” la città di Eleonora ne ha avuti a iosa ed uno in più non fa certo eccezione, ma almeno ci risparmi le sue esternazioni all’insegna dell’ovvietà.  E’ proprio vero, come sostiene più d’uno, che dei “tecnici” bisogna sempre diffidare, figuratevi di un commissario, per nulla straordinario, che pensa di essere un "tecnico".

Altre notizie:

Il segretario generale della Cgil sarda, Enzo Costa, ha esternato tutta la sua amarezza per il peggiorare della situazione economica e sociale della Sardegna, e accusa d’indifferenza e immobilismo la giunta regionale e il presidente Ugo Cappellacci. "Negli ultimi mesi – ha detto Costa - con la finanziaria è diventato chiaro a tutti, alle forze imprenditoriali e persino a pezzi della stessa maggioranza in consiglio regionale, che questo governo è inadeguato",.Costa ha poi denunciato che alle parti sociali sia stato sempre negato il confronto. "La più grande manifestazione della storia sindacale e popolare degli ultimi trent'anni, o forse di sempre, non ha meritato  per Cappellacci neanche l'apertura di un tavolo di confronto con la giunta regionale – ha sostenuto il leader della Cgil sarda, in riferimento allo sciopero regionale dell'11 novembre scorso -. Alle giuste proteste delle parti sociali e imprenditoriali si è risposto con sufficienza. Persino la commissione Bilancio e i diversi capigruppo del consiglio hanno espresso perplessità sulla finanziaria, e lo stesso consiglio regionale siè' posto come vero interlocutore del governo su partite importanti e vitali come quella delle entrate negate. La giunta regionale e il suo presidente pensano forse che si possa ancora demonizzare la crisi, magari andando a fare shopping il sabato nelle vie commerciali di Iglesias, il cuore del Sulcis, l'area più disastrata della Sardegna, o portando in regalo uno scialle a una povera anziana aggredita nel Nuorese, oppure trascorrendo il Natale in Afghanistan con la Brigata Sassari. In poche parole, tentando di ricostruirsi un'immagine deteriorata. O si cambia il modo di fare politica – ha concluso il segretario della Cgil -, o forse è giunto il momento di cambiare i politici".

La vicepresidente Angela Quaquero, assessore alle Politiche sociali, subentrerà a Graziano Milia, che ieri si è dimesso dalla presidenza della Provincia di Cagliari, prima di essere dichiarato decaduto a seguito della condanna, confermata dalla Cassazione, per abuso d'ufficio. Giunta e consiglio provinciale rimarranno in carica "…sino a prossime elezioni o sino a quando non interverranno modifiche normative in merito", ha precisato stamane il presidente del consiglio provinciale, Roberto Pili, subito dopo aver ricevuto dal segretario generale della Provincia, Paolo Maggio, la comunicazione con cui Milia informava di ritenersi "decaduto" dall'incarico. Pili, che citando la legislazione vigente ha così smentito l'ipotesi di un commissariamento immediato, ha convocato per martedì prossimo, 27 dicembre, alle 12, l'ufficio di presidenza e la conferenza dei capigruppo, per l'inserimento della presa d'atto della decadenza del presidente della Provincia (al quale ha espresso la propria solidarietà) al primo punto dell'ordine del giorno della prossima seduta consiliare. L'aula si riunirà giovedì 29 dicembre, alle 11. 

Sono 300 mila le firme raccolte, su iniziativa del Movimento Referendario Sardo,  a favore dei dieci quesiti formulati dai promotori per tagliare i costi della politica, rivedere le norme elettorali e riscrivere lo statuto di autonomia. "Ai tavolini c'era la coda per partecipare - ha raccontato Pier Paolo Vargiu, consigliere regionale dei Riformatori,  e componente del movimento trasversale, che stamattina ha presentato il risultato raggiunto nelle ultime settimane - . Questo vuol dire che c'è un grande pezzo di Sardegna che ha voglia di combattere per il cambiamento". Subito dopo Natale, il Movimento presenterà le firme presso la Corte d'Appello, e poi organizzerà un'assemblea plenaria per realizzare un coordinamento in grado di raggiungere tutti i comuni della Sardegna. I referendum riguardano l'abolizione delle Province, la riduzione del numero di consiglieri regionali e dei loro emolumenti, l'abolizione dei consigli di amministrazione negli enti regionali, l'elezione diretta del presidente della Regione anche attraverso le primarie, e l'organizzazione dell'assemblea costituente per la riscrittura dello Statuto Sardo. Per il momento sono circa seicento gli amministratori che hanno aderito al movimento.

La segreteria regionale dell’Udc guarda in maniera particolare alla rete, tant’è che ha deciso  che comunicherà via internet le proprie iniziative politiche, attraverso aggiornamenti sui nuovi siti www.udcsardegna.it e www.udcfliconsregsardegna.it, oltre a www.giovaniudcsardegna.it. Ne ha dato notizia il segretario regionale, Giorgio Oppi, nel suo messaggio di auguri di Natale a iscritti, simpatizzanti, e giornalkist. Oppi, assessore regionale all'Ambiente, annuncia anche che sarà diffusa ogni mese una newsletter, mentre sui profili Facebook degli esponenti dell'Udc e del partito saranno pubblicate ogni giorno notizie sull'attività politica e amministrativa. Il segretario pensa anche a una web-tv, e lancia un appello ai consiglieri regionali, provinciali e comunali, oltre che ai dirigenti del partito, perchè collaborino al nuovo progetto di comunicazione politica.

Un passaggio fondamentale per la realizzazione del metanodotto “Galsi” è stato portato a termine, a Roma, con una conferenza dei servizi, come incontro conclusivo del procedimento, convocato dal ministero per lo Sviluppo Economico, al quale hanno partecipato tutti coloro che sono interessati al progetto. Per la Provincia di Oristano, è intervenuto l’assessore provinciale ai Lavori pubblici, Gianni Pia. Al centro dei lavori l’autorizzazione alla costruzione del metanodotto di importazione di gas dall’Algeria all’Italia, passando per la  Sardegna, con l’accertamento della conformità urbanistica, l’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio, l’approvazione del progetto e la dichiarazione di pubblica utilità. Il ruolo strategico dell’opera è stato ribadito più volte nel corso dell’incontro e la sua realizzazione è stata ritenuta  fondamentale per il sistema energetico ed economico del territorio provinciale e dell’intera isola. La Provincia di Oristano ha vincolato il proprio parere favorevole, quale parziale compensazione delle servitù gravanti sui territori, a delle condizioni: le reti cittadine di tutti i comuni della Sardegna devono essere collegate al metanodotto principale, con la realizzazione delle strutture necessarie (condotte di adduzione dalla rete primaria,  stazioni di decompressione e opere accessorie), da realizzarsi contemporaneamente alla esecuzione del metanodotto con risorse europee, nazionali o della  Regione, che non devono gravare sulle comunità locali; Il costo del Gpl deve essere adeguato al costo imposto per il metano nelle altre Regioni, sino alla realizzazione del metanodotto e delle opere necessarie per l’allacciamento delle utenze; deve essere garantito, per la realizzazione delle opere di connessione dalla dorsale ai bacini intercomunali, il coinvolgimento e/o l’affidamento di almeno il 50% delle commesse alle imprese locali con sede legale in Sardegna. La Provincia ha, inoltre, condizionato il proprio parere positivo anche ad aspetti strettamente esecutivi: interferenze con la viabilità: la società costruttrice dovrà richiedere alla Provincia, per l’esecuzione dei lavori, apposita concessione; acque meteoriche drenanti aree scoperte interessate da lavorazioni, deposito, stoccaggio di materiali potenzialmente inquinanti e transito mezzi: dovranno essere adeguatamente gestite e trattate prima dello scarico e per questi scarichi dovrà essere richiesta alla Provincia specifica autorizzazione; terre e alle rocce di scavo: dovranno essere prioritariamente riutilizzati i materiali derivanti dalle operazioni di scavo e dovrà essere ripristinata la copertura vegetale nelle aree libere da altri manufatti. Le richieste della Provincia sono state formalmente consegnate alla dirigente del Ministero per lo Sviluppo Economico, Concetta Cecere,. Nelle prossime settimane sarà trasmesso dal ministero il verbale sottoscritto, con allegate tutte le dichiarazioni rese in sede di conferenza. Sempre nella conferenza è stata condivisa da tutti i rappresentanti degli enti locali la richiesta di un gasdotto bidirezionale, che consenta l’approvvigionamento del gas alla Sardegna via Algeria, ma anche dalla penisola Italiana via Europa. I rappresentanti del Galsi e della Snam hanno garantito che l’opera consente lo scambio del flusso di approvvigionamento nelle due direzioni. Su fronte delle risorse necessarie all’intervento, ampie sono state le rassicurazioni dell’assessore all’Industria della Regione, Alessandra Zedda, circa l’impegno sul reperimento dei fondi necessari alla connessione, dalla dorsale del metanodotto alle reti intercomunali (38 bacini) in via di realizzazione.

La giunta provinciale di Oristano ha deliberato,recentemente, su proposta dell'assessore Serafino Corrias, gli indirizzi per il bando per i contributi relativi allo Sport, Spettacolo, Politiche Giovanili, Pubblica Istruzione, Cultura, Lingua Sarda, con i fondi del Bilancio provinciale 2011 e i trasferimenti di risorse da parte della Regione  Le somme a disposizione ammontano a 438 mila euro. Bandi e moduli saranno pubblicati nel sito istituzionale della Provincia, mentre le domande potranno essere inoltrate entro il 31 gennaio 2012.  "Pur essendo la cifra inferiore a quella della passata annualità - ha affermato l'assessore Corria -, per i minori trasferimenti  ricevuti dalla Regione (nello scorso esercizio  per gli stessi interventi erano stati destinati 790 mila euro), le risorse messe a bando rappresentano, senza ombra di dubbio, un’importante boccata d’ossigeno per tutte le attività sportive, culturali e di spettacolo svolte nella territorio provinciale durante il 2011. Attività che avevano sofferto non poco, per via della impossibilità di  poter erogare contributi, come sempre accaduto. Con la disponibilità del fondo di riserva 2011 riusciremo, però, a venire incontro, almeno in parte, alle numerose richieste. Gli uffici del settore, come già fatto peraltro negli anni scorsi, cercheranno di velocizzare le procedure di assegnazione dei contributi, così da concedere i finanziamenti nel più breve tempo possibile". L'assessorato competente e i funzionari della Provincia, una volta pubblicati i bandi, saranno a disposizione per fornire tutti i chiarimenti necessari. L’assessore Corrias ricorda come sia importante, per le società sportive, il requisito fondamentale richiesto dalla legge regionale 17, e cioè l’iscrizione all’Albo Regionale delle Società Sportive.  "Dopo la forte preoccupazione per la mancanza di risorse certe che hanno messo in forse gli stessi bandi – ha detto ancora Corrias -, verrà confermato il sostegno, anche per l'attuale anno scolastico 2011-2012, all'attività dei Giochi sportivi studenteschi, che coinvolgono tutte le scuole di ogni ordine e grado della provincia di Oristano, e che vedono impegnati circa 18 mila studenti. Il tutto grazie all'importante sinergia tra la Provincia e l'Ufficio provinciale scolastico di Educazione Fisica, guidato da Gabriele Schintu".

L’assemblea generale dell’Associazione italiana Città della ceramica ha designato Giuseppe Sanna come ambasciatore delle Città della Ceramica. L’assemblea dell’Aicc, riunita a Cava dei Tirreni, ha accolto la proposta del presidente dell’Aicc, Stefano Collina, e formalizzato la designazione di Giuseppe Sanna (che è stato a lungo componente dell’Assemblea generale dell’Associazione italiana Città della ceramica), di cui è stata apprezzato “…il prezioso contributo di esperienza e competenza al servizio dell’associazione”. Sanna da diversi anni è impegnato nella valorizzazione dell’antica arte ceramica, che ad Oristano si riconosce nell’attività dei figoli. Da assessore comunale alle Attività produttive, con la giunta Barberio, in occasione del riconoscimento ministeriale di “Città ad antica tradizione ceramica”, Giuseppe Sanna ha promosso le prime edizioni della mostra “Il Tornio di via Figoli” e numerose iniziative utili alla promozione della produzione della ceramica artistica e artigianale oristanese.

I lavoratori regolarmente iscritti negli elenchi degli invalidi civili, invalidi del lavoro, invalidi per servizio, orfani vedove ed equiparati, centralinisti privi della vista, sordomuti, profughi, dovranno presentare la documentazione per l'inserimento nelle graduatorie provinciali, dal 2 al 31 gennaio 2012. Gli interessati dovranno presentarsi personalmente presso la Provincia di Oristano, servizio inserimento disabili, oppure presso i Centri servizi per il lavoro di Ales, Mogoro, Terralba, Ghilarza, Cuglieri, e la sezione staccata di Bosa,  muniti dell’ultimo verbale rilasciato dalla commissione Asl in corso di validità. Ai fini del perfezionamento dell’iscrizione, gli interessati dovranno presentare la relazione conclusiva rilasciata dalla Commissione per il collocamento mirato dell'Inps, oppure la ricevuta di presentazione della richiesta on line all’Inps.

E' stata sbloccata la movimentazione dei capi suini nelle zone di protezione e in quelle di sorveglianza, istituite dalla Asl di Oristano a seguito del riscontro,  in provincia, di quattro focolai di peste. Dopo i controlli effettuati dai veterinari del servizio di Sanità Animale, che ha disposto un doppio prelievo sugli animali presenti nel raggio dei tre chilometri dai focolai (zona di protezione) e un doppio controllo clinico nelle aziende suinicole che rientravano entro i dieci chilometri  (zona di sorveglianza), è stato accertato che non ci sono nuovi casi di peste suina ed è pertanto possibile riattivare la movimentazione degli animali all'interno dell'isola. Gli allevamenti colpiti dalla malattia in provincia di Oristano erano stati segnalati fra la fine di settembre e gli inizi di ottobre. A Siamaggiore erano stati riscontrati 3 capi infetti e 33 erano stati abbattuti; a Santussurgiu tre erano i suini sintomatici, appartenenti a due diversi allevamenti, e 19 quelli abbattuti; a Neoneli 2 i capi malati, entrambi soppressi; a Baressa 2 gli animali colpiti dalla peste, 21 quelli abbattuti. Nel complesso i veterinari della Asl hanno controllato 2032 aziende (261 nella zona di protezione e 1771 nella zona di sorveglianza), circa 150 delle quali ispezionate dalle Asl di Nuoro e del Medio Campidano, dal momento che i focolai di Neoneli e di Baressa ricadevano in zone di confine. I capi visitati sono stati oltre 10.000, e circa 1000 quelli sottoposti al prelievo del sangue. Un controllo a tappeto, attivato dalla Asl di Oristano, che ha permesso di escludere la presenza di ulteriori focolai della malattia nelle quattro zone colpite e di disporre, come prevede la normativa, lo sblocco della movimentazione degli animali.

In occasione delle festività l’Arst ha disposto alcune modifiche agli orari dei trasporti pubblici urbani ad Oristano. Il 25 e 26 dicembre, 1 e 6 gennaio 2012 saranno soppresse le corse della linea azzurra (Oristano-Torregrande), con partenza dal capolinea di piazza Ungheria, delle 6:40, 10:10, 13:30, 14:40 e 18:15; e quelle, con partenza da Torregrande, delle 7:21, 10:51, 14:11, 15:21 e 18:56.

In occasione delle feste, il Cagliari Calcio non si è limitato a fare gli auguri sul sito ai propri tifosi, ma li ha estesi ai militari della Brigata Sassari impegnati in Afghanistan, a Rossella Urru, la cooperante di Samugheo rapita due mesi in un campo profughi saharawi nel sud dell'Algeria, e ai suoi familiari che ne aspettano la liberazione.  "Auguri a tutti coloro che, dalla stampa alle forze dell'ordine, ci seguono professionalmente partita dopo partita - si legge nel messaggio di Auguri della società del presidente  Massimo Cellino -. Auguri speciali a quanti tra i nostri ragazzi, per impegno lavorativo e distanze da casa, trascorrono con noi queste festività… Un pensiero, infine, con grande affetto, lo rivolgiamo a Rossella Urru e ai suoi familiari".

 
Di greg (del 22/12/2011 @ 00:00:22, in cronaca, linkato 1172 volte)

“E’ stato definitivamente approvato il regolamento che disciplina lo svolgimento delle “primarie” per la designazione del candidato del centrosinistra alla carica di sindaco di Oristano”. Lo hanno comunicato, in una nota congiunta, le delegazioni  provinciali e cittadine del Pd, dell’Idv, di Sel, dell’Upc, della Federazione di Sinistra. Nella nota si legge che la data prevista per le "primarie" è quella del 12 febbraio e  che la scadenza per presentare le candidature a sindaco è stabilita per il 22 gennaio. ”Alle primarie – si legge ancora nella nota - potranno votare tutti coloro che risiedono ad Oristano e che hanno compiuto il sedicesimo anno di età, previa iscrizione all’albo pubblico degli elettori del centrosinistra  ed al versamento di 1 euro per la copertura delle spese organizzative.  Nel corso della riunione è stato nominato il comitato organizzatore, che curerà tutti gli adempimenti regolamentari e provvederà  a coordinare l’appuntamento elettorale. E' la prima volta che gli oristanesi potranno concorrere alla designazione del candidato sindaco (chiaramente per il centrosinistra) della propria città”.

Accogliendo il ricorso di Enpa, Lav, Legambiente, Lipu-BirdLife Italia, Wwf Italia, il Consiglio di Stato ha ordinato la sospensione del calendario venatorio della Sardegna, in tutte le parti impugnate. Le associazioni ambientaliste avevano presentato un'istanza cautelare che la quinta sezione del Consiglio di Stato ha accolto con un sentenza depositata ieri. La trattazione della causa nel merito è fissata per il 1° febbraio 2012 davanti al Tar Sardegna, che aveva rigettato in parte la domanda cautelare di sospensione del calendario venatorio 2011-201, presentata dai ricorrenti. "Il calendario venatorio sardo era un concentrato di violazioni, sia della legge nazionale che del diritto comunitario", ha affermato la Lipu-Birdlife Italia, in una nota. "Sfidando la Corte Costituzionale, l'autorità scientifica nazionale e gli organismi europei, la Regione Sardegna ha impropriamente affermato di avere potestà sulla materia della tutela della fauna (che è invece in capo allo Stato e sopravanza la mera disciplina della caccia) e di poter interpretare a propria discrezione, se non addirittura ignorare, le regole tecniche e le norme vigenti. Basti pensare che il calendario è stato emanato in totale assenza del parere Ispra, e che in esso sono state inserite misure come la caccia a merlo e allodola fino al 31 gennaio (un mese oltre il massimo consentito dalla legge nazionale) o il mancato rispetto del martedì come giorno di silenzio venatorio", si legge ancora nella nota delle associazioni ambientaliste, che hanno giudicato "clamorose" le violazioni.   "Ora in Sardegna la caccia si ferma, ma non si fermano le nostre azioni, che anzi si intensificheranno a livello di Stato, Regioni e Unione europea, con l'obiettivo di cancellare gli eccessi che, a grave danno degli animali e della natura, caratterizzano la caccia in Italia".

Dopo l’incontro tenutosi presso la Provincia di Oristano, alla presenza dell’europarlamentare sardo, Giommaria Uggias, invitato dal consigliere provinciale Stefano Figus (Idv), dietro sollecitazione dell’Areas (Associazione regionale ex esposti amianto Sardegna), si è svolto, recentemente, presso il Parlamento Europeo, a Bruxelles, un seminario sulla pericolosità dell'amianto, dal titolo: “Asbestos Problem Solved?”, organizzato da Giommaria Uggias. La delegazione oristanese era composta da Giuseppe Costella, Stefano Figus e Gabriele Basciu (commissione Ambiente), dal  consigliere Egidio Loi, dall’assessore provinciale all’Ambiente, Emanuele Cera, dal dirigente Antonio Sanna, dal sindaco di Marrubiu, Andrea Santucciu,  e dal presidente dell’associazione Areas, Gianpaolo Lilliu, che ha partecipato assieme ad  altri componenti del direttivo. Il seminario coordinato da Giommaria Uggias e dalla europarlamentare finlandese, Riikka Manner, ha visto la partecipazione di numerosi esperti. Tra questi Alessandro Gualtieri, docente di Mineralogia presso l'Università di Modena, che ha illustrato un metodo di smaltimento dell'amianto alternativo al conferimento in discarica, con il recupero produttivo del residuo; l'avvocato Mariacarla Borghi, che ha inquadrato la normativa europea e italiana di riferimento;  l'avvocato Giovanni D'agata, del dipartimento nazionale per la tutela dei consumatori, che ha descritto l'operato dello "Sportello dei Diritti", impegnato da anni in battaglie a favore dei cittadini. Giampaolo Lilliu ha svolto la relazione principale per la delegazione oristanese ed ha raccontato quale sia il punto di vista e le problematiche dei lavoratori esposti all'amianto. Durante il convegno è stato ribadito come l’uso dell’amianto in edilizia sia di portata mondiale, visto che continua ad essere estratto in molte parti del mondo, tra cui Canada, Brasile e Russia; in altre nazioni, come ad esempio in Messico, viene lavorato e poi esportato in altri Paesi, tra i quali la popolatissima India.  Tra l’altro è stato anche detto che l'incubazione della patologia da amianto ha una durata di 30/40 anni, e che,  secondo proiezioni attendibili, il picco a livello annuo della mortalità da amianto si avrà tra il 2015 e il 2020. Mentre in altre parti del mondo si continua ad estrarre ed esportare l’amianto, per costruire in cemento-amianto, in Europa, dove la normativa ha lasciato agli stati membri il compito di bandirne l'uso, le attività di bonifica procedono con estrema lentezza, e, nella stragrande maggioranza dei casi, solo su iniziativa dei singoli cittadini o degli enti locali., con costi, peraltro, molto alti. Chi ha l'amianto in casa e vuole liberarsene è costretto a pagare il costo dello smantellamento, dice in soldoni la normativa vigente. E’ logico, quindi, che le attività di bonifica siano pressoché ferme. Per troppi anni si è costruito tantissimo col cemento-amianto, la cui diffusione si attesta attualmente intorno alla spaventosa cifra di 2 miliardi di mq. Nonostante le notizie sulla sua nocività risalgano ai primi anni del '900, le ditte produttrici hanno continuato, colpevolmente, la loro attività. In provincia di Oristano erano state realizzate due fabbriche addirittura negli anni seguenti alla legge che aveva decretato la nocività dell’amianto. Per questo motivo è quanto mai necessario attivare una politica comunitaria forte, che introduca norme precise che obblighino gli Stati membri ad impegnarsi a collaborare allo smaltimento dell’amianto, che continua, silenziosamente, a mietere vittime. A quanto detto da Giommaria Uggias, la commissione europea non ha tra le sue priorità il problema dell’amianto, da qui la proposta “…di una iniziativa parlamentare per debellare la piaga dell'amianto, materiale altamente nocivo per la salute e, purtroppo, ancora presente in maniera massiccia sul territorio europeo.  Per rendersi conto dell’effettiva pericolosità dell’amianto, basta pensare che  rappresenta la prima bomba ecologica in Italia e la seconda in Europa, dopo le centrali nucleari”. A tale proposito è intenzione di tutta la delegazione presente a Bruxelles di sensibilizzare l’assessorato regionale alla difesa dell’Ambiente che, nonostante gli sforzi della Provincia di Oristano, nel corso del 2011 non è stato in grado di mettere a disposizione delle province sarde le risorse per la bonifica e lo smaltimento dell’amianto dai fabbricati pubblici e privati. Il presidente della commissione provinciale Ambiente, Beppi Costella, durante il suo intervento ha chiesto alla Commissione Europea un impegno per favorire la nascita di un impianto fisso di smaltimento nel territorio. Su proposta dell’assessore provinciale Cera, è stata, inoltre, condivisa da tutta la delegazione l’idea di far svolgere la conferenza regionale sull’amianto nel territorio della provincia di Oristano, invitando in quell’occasione alcuni degli esperti intervenuti a Bruxelles e, in particolar modo, Alessandro Gualtieri, per una illustrazione più dettagliata del processo di inertizzazione dell’amianto utilizzato in Europa nell’unico impianto nei pressi di Bordeaux, in Francia.

Intanto, sono giunte  buone notizie per quanto riguarda la bonifica dell'amianto in provincia di Oristano. La regione ha, infatti, concesso un ulteriore finanziamento di 700 mila euro alla Provincia di Oristano, grazie anche alla  dovuta attenzione dell’ente,  che ha permesso l'acquisizione di importanti risorse per lo smaltimento e la bonifica dei manufatti contenenti amianto presenti nelle abitazioni private e pubbliche.  “Le nuove risorse – ha detto l’assessore provinciale Cera - ci permetteranno di soddisfare tutte le richieste inevase del precedente bando e di avviare le procedure di evidenza pubblica  per nuovi interventi di bonifica. Dei 700 mila euro concessi, circa 200 mila saranno destinati a finanziare, con lo scorrimento della graduatoria, le 87 domande già accettate e in attesa di finanziamento, mentre 500 mila euro saranno destinati al nuovo bando, che sarà pubblicato nei primi mesi del 2012".  Sempre sul fronte della bonifica e smaltimento di materiali contenenti amianto, un finanziamento, di 120 mila euro, è stato concesso anche al Consorzio di Bonifica dell'Oristanese, che verranno utilizzati per la concessione di contributi ai privati (nella misura massima del 60%) che effettueranno interventi di bonifica e rimozione dell'amianto nelle proprie case. Il contributo massimo erogabile sarà, infatti, di 5 mila euro, e andrà a coprire prioritariamente i costi per la rimozione, l'incapsulamento dei materiali contenenti amianto, il trasporto e lo smaltimento in un  impianto autorizzato. Eventuali somme residue andranno a finanziare spese per la progettazione, redazione del piano di lavoro, spese di cantiere, di ponteggio, di analisi e sicurezza, nella misura del 30% dei costi. Per le strutture ad uso esclusivamente pubblico, quali scuole, strutture per anziani e disabili, nonché strutture religiose (sic!), l'ammontare del contributo non potrà essere superiore a 12 mila euro, nella misura massima del 90% dei costi. L'amianto, vietato da più di dieci anni, non è ancora scomparso del tutto dalle case e dagli edifici pubblici, e, in particolare nel territorio oristanese, dove l'amianto è stato utilizzato in maniera più ampia rispetto ad altre province, anche perché le fabbriche che in  i Sardegna producevano manufatti di cemento-amianto si trovavano in provincia di Oristano.

Sono stati presentati, presso la Provincia di Oristano, dall’assessore provinciale al Lavoro, Alessandro Murana,   i primi dati emersi dall’Analisi del fabbisogno occupazionale e formativo del territorio. Alla presentazione hanno preso parte i rappresentanti delle associazioni dei datori di lavoro e delle organizzazioni sindacali, i sindaci dei comuni della provincia di Oristano, i componenti della commissione provinciale per i servizi e le politiche del lavoro e della V° commissione consiliare della Provincia, i consiglieri provinciali, i rappresentanti della Camera di Commercio e del Consorzio Industriale di Oristano. Si è trattato di un importante fase di confronto con gli attori istituzionali ed economici del territorio, nel corso della quale è stata illustrata parte dei contenuti dell'analisi del fabbisogno occupazionale e formativo del territorio, per acquisire, da parte delle istituzioni coinvolte, istanze e suggerimenti utili al completamento del lavoro. “A seguito delle importati direttive europee e degli interventi legislativi nazionali e regionali - ha commentato  l'assessore Murana -, la Provincia di Oristano si è dotata di un proprio osservatorio del mercato del lavoro, a cui è stato affidato il compito di raccogliere, analizzare e diffondere i dati relativi al mercato locale. L'obiettivo principale è quello di procedere alla ricostruzione del contesto produttivo locale, sia in termini di domanda che di offerta di lavoro, per fornire, attraverso reports, studi specifici e relazioni, un supporto e informazioni utili per gli operatori del settore, nonché per la programmazione del piano provinciale di formazione professionale e dei futuri interventi di politiche attive del lavoro. L'attività dell’osservatorio ha preso avvio nel 2010, con la costituzione dei gruppi di lavoro e la successiva realizzazione degli strumenti di lavoro. Nei primi mesi del 2011 sono invece state effettuate le interviste alle imprese della provincia di Oristano e ad una serie di testimoni privilegiati. Nel corso dell'anno, la grande mole di dati raccolti è stata analizzata, consentendo di realizzare la prima analisi  del fabbisogno occupazionale e formativo della Provincia di Oristano, i cui dati - ha concluso Murana -, una volta integrati con le istanze emerse nel corso della fase di concertazione con gli attori istituzionali ed economici, verranno opportunamente diffusi ed impiegati per consentire la predisposizione del piano provinciale di formazione professionale 2011/2012, per il quale la Regione ha recentemente stanziato 670 mila euro. Grazie al lavoro dell'osservatorio, ed al contributo dei rappresentanti di enti ed associazioni coinvolte, la nostra provincia sarà in grado di rispondere puntualmente alle esigenza formative espresse dal territorio”.

Il fascismo ha tentato per tutti i vent’anni che è stato al potere di distruggere i dialetti. Non c’è riuscito. Invece il potere consumistico, che dice di voler conservare i dialetti, li sta distruggendo” Così Pier Paolo Pasolini il 30 ottobre del 1975 in un’inedita intervista, rilasciata ad Oslo qualche giorno prima di essere ucciso e pubblicata nell’Espresso in edicola. Quanto si attagli l’affermazione di Pasolini alla Sardegna lo dice il comportamento della giunta Cappellacci che svilisce la lingua sarda e le altre minoritarie, parlate in Sardegna.Taglio dei finanziamenti per la politica linguistica oggi 998 mila euro, 0,40% dei fondi dell’assessorato, a loro volta falcidiati. Tentativi di svuotare il Piano triennale della lingua sarda, previsto dall’art.12 della Legge 26/97 ed approvato, per la prima volta, nel 2008. Quello del triennio 2011-2013 (DG 46/47 16/11/ 2011) fuori tempo ed a rischio somme e bandi. Prepotente il richiamo della giungla e di su connotu in Cappellacci & C. Finanziamenti a pioggia a botteghe, consorterie, tribù, senza regole ed obiettivi trasparenti. Forti il disagio ed il controcanto a Cappellacci ed alla grancassa dei beneficati e dei media, poco indipendenti perché fruitori della cosiddetta “ pubblicità istituzionale” ed alia! E’ pretendere troppo che le istituzioni autonomistiche adottino un profilo istituzionale? Imitino il nuovo ministro Lorenzo Ornaghi che il 20 dicembre alle ore 15.00 avvia la Prima giornata della trasparenza del Mibac nel Salone del Consiglio Nazionale in via del Collegio Romano 27. Sarà presentato il Piano della performance, con gli obiettivi strategici ed operativi, gli indicatori ed i target su cui si baserà la valutazione dell’Amministrazione e il Programma triennale per la trasparenza e l’integrità, con le iniziative che il ministero attuerà per garantire un adeguato livello di trasparenza, la legalità e lo sviluppo della cultura dell’integrità, ed il Codice etico dei dipendenti. La massima istituzione culturale italiana tenta di recuperare il senso e la funzione della cultura.  In Sardegna uno sparuto gruppo di intellettuali “luterani” aveva lottato per decenni contro la perdita di senso della nostra cultura. Poi l’azione riformista del governo di centro sinistra con una visione non marginale e gregaria della cultura sarda. Leggi e politiche mirate stavano costruendo anche un contenuto amministrativo con regole ed obiettivi trasparenti. Volevano superare i meri auspici e gli indirizzi non vincolanti tipici della politica. Quelli nel segno e nella prospettiva dell’apocalisse culturale ed antropologica e della crisi, contrassegnati da consumismo e da sottoprodotti culturali. Un orizzonte già stigmatizzato da Ernesto De Martino, che insegnò a Cagliari, dallo stesso Pasolini ed in Sardegna tra gli altri, da Michelangelo Pira, Antonello Satta e, naturalmente, Giovanni Lilliu. In tema di lingua sarda estenuanti ed annose le diatribe ed intanto, in una manciata d’anni, i nostri bambini che parlano il sardo sono solo il 13%. Una morte annunciata. Nel mentre, qualche professore fa l’offeso, le massime istituzioni accademiche e regionali vengono delegittimate. Il dibattito precipita in pettegolezzo. Ma la lingua sarda e la sua sopravivenza sono una cosa serissima come lo è la politica, inventata per comporre conflitti e contraddizioni. Ma l’attuale classe dirigente al governo non ne è capace. Anzi rinfocola conflitti e contrasti. Eppure la scorsa legislatura per la lingua sarda è stata una buona stagione con una pluralità di soggetti, accademici ed inaccademici a lavorare su obbiettivi condivisi. Quantità e qualità prodotte da una fertile comunità linguistica e dalla Regione senza scorciatoie e favoritismi che rispuntano per l’incapacità della giunta Cappellacci che produce guasti e disastri. Servizio della Lingua Sarda – diventato autonomo a significare che la lingua sarda è il cardine dell’appartenenza – mortificato dalla decisione di distribuire 400 mila euro, assegnati con il collegato alla Finanziaria 2011, ad associazioni di tradizioni popolari snaturando il ruolo di pianificazione linguistica in favore della deriva folcloristica. Direzione del Servizio vacante ed Ufficio Regionale della Lingua Sarda sull’orlo della chiusura. Ormai inesistenti l’apparato ortografico comune della lingua sarda e gli atti amministrativi tradotti in sardo. Sparito l’uso del sardo nelle comunicazioni ufficiali del presidente della Regione. Al massimo gli viene attribuito un macchiettistico slang casteddaio nelle strisce satiriche. L’assessore Milia presentando nel 2010 il Correttore Ortografico (che fine ha fatto?) ha ripreso l’andazzo dei meri auspici e degli indirizzi non vincolanti: “ La tutela e la valorizzazione della lingua sarda non può prescindere da un investimento serio di risorse economiche da proporre già nella prossima Finanziaria.” L’allora 1%, destinato alla politica linguistica oggi è ridotto all’0,4%, quando si dice che alle parole seguono i fatti! Al di là delle chiacchiere vale la pena di confrontare risorse ed azioni del governo Soru e dell’attuale. Ricerca sociolinguistica, oggi interrotta; Atlante linguistico con fondi rarefatti; Correttore ortografico, non attivo; Trasmissioni in sardo con un accordo (rinnovato?) con la RAI; web tv in sardo (accantonata da Cappellacci); Sportelli linguistici, sull’orlo della chiusura; Archivi Sonori con circa 400 videointerviste ad altrettanti anziani nei 377 comuni, mai presentati; Conferenza annuale della Lingua sarda (quando capita); Sperimentazione nelle scuole della didattica veicolare per arrivare nel tempo alla totalità delle classi, fallita per le ridicole cifre (50.000/100.000 euro!); Sa Die de sa Sardigna dedicata alla lingua sarda nel 2008; Progetti di formazione degli insegnanti di e in lingua sarda affidati alle due Università sarde che procedono con difficoltà; Contenuti digitali per la Sardegna Digital Library, di cui ho già raccontato il degrado. La giunta Cappellacci riuscirà a fare quel che il fascismo in Sardegna non era riuscito a fare: distruggere la lingua sarda facendo finta di volerla salvare. Maria Antonietta Mongiu, www.sardegnademocratica.it)

La Sartiglia e i suoi interpreti diventano protagonisti di un album di figurine. L’originale iniziativa, varata dall’Aìassociazione culturale “Il Soqquadro” di Vercelli, con il patrocinio della Fondazione Sa Sartiglia, nasce come ulteriore,  nuova forma di promozione della giostra equestre. L’album è nelle edicole in questi giorni, e i tanti amanti della Sartiglia potranno avviare da subito la raccolta. I promotori dell’iniziativa sono certi della bontà dell’iniziativa, considerato il successo che hanno riscosso iniziative analoghe proposte in altri centri d’Italia. Bambini e adulti non rinunceranno, quindi, ad attaccare i protagonisti della Sartiglia sull’album, che poi potranno esporre nella libreria di casa. La passione e la tradizione di Oristano potrà, dunque, essere divulgata anche attraverso il tradizionale metodo delle figurine, che da sempre appassiona grandi e piccini. Una novità che consentirà alla Sartiglia, attraverso i tanti momenti che la caratterizzano, di diventare protagonista, con Su Componidori e con tutti i cavalieri in maschera come i campioni del calcio.  Già da oggi gli oristanesi potranno correre in edicola a caccia delle figurine  per avviare la raccolta. Numerosissime, quasi mille, le immagini dei cavalieri, dei Gremi, dei tamburini e dei trombettieri. Sfogliare l’album, una volta completato, sarà come assistere alla corsa e vivere i giorni di attesa che precedono la manifestazione. “Fra qualche anno –  ha osservato Franco Ragno, responsabile della Soqquadro, l’associazione culturale che ha curato il volume - l’album sarà un bel ricordo per tutti gli abitanti di Oristano. Un interessante documento storico e culturale. Una vera e propria traccia indelebile che testimonia la passione verso la tradizione oristanese e un evento destinato ad alimentarla durante i mesi invernali in attesa della manifestazione. Il miglior modo per promuoverla nelle abitazioni, ma anche a scuola e in ufficio, coinvolgendo e appassionando sia bambini che gli adulti”. Per il presidente della Fondazione Sa Sartiglia, Antonello Ghiani, “…l’album costituisce un nuovo prezioso strumento per la promozione della giostra, del carnevale oristanese e dell’intera città. In questi mesi ho potuto apprezzare l’entusiasmo e la passione che circondano la manifestazione. Vedo un impegno continuo, e le ultime iniziative editoriali (la diffusione a Roma della brochure allegata al settimanale l’Espresso e l’album delle figurine) daranno un nuovo contributo alla valorizzazione della Sartiglia”. L’album, stampato in 10 mila copie, è distribuito nelle edicole al prezzo di 5 euro. Il prezzo di un pacchetto con 6 figurine, è di 60 centesimi.  L’album riserva uno spazio anche alla Sartiglia 2012. Subito dopo la prossima edizione della corsa saranno stampate e distribuite le nuove figurine che consentiranno di completare la raccolta.

Oristano si prepara a festeggiare il nuovo anno con un ricco programma, che comprende musica, balli, animazione, fuochi artificiali e l’enogastronomia con i prodotti del mercato Terre Shardana. L’ormai collaudata formula della festa nelle tre principali piazze del centro storico è stata confermata anche per questo fine anno. Un ricco programma, presentato questa mattina dal commissario straordinario del comune, Antonello Ghiani, dal vicpesidente della Camera di Commercio, Nando Faedda, dal viceresidente del Gal Terre Shardana, Mario Tendas, dal responsabile eventi della Confesercenti, Valentino Brunzu, e dal presidente della Pro loco. Giorgio Colombino Il tutto, grazie alla partnership tra il comune di Oristano, la Camera di Commercio, la Confesercenti e il Gal Terre Shardana, con il sostegno e la collaborazione  della Regione e della Pro loco. Il clou delle manifestazioni sono gli spettacoli offerti dai tanti artisti chiamati ad accompagnare il passaggio al nuovo anno. Si parte con una bella anteprima giovedì 29, per proseguire venerdì 30 con l’abbinamento  enogastronomia e musica.  Giovedì, alle 18, in piazza Eleonora, il gruppo dei Korrontzi (Paesi Baschi) anticiperà il concerto spettacolo “Lunas de Ierru – Confonto fra musiche e culture identitarie”,  che avrà il clou venerdì 30, sempre in piazza Eleonora, alle 18, con i Tenores di Neoneli, Orlando Mascia, Bruno Camedda, e altri musicista sardi. Per l’intera giornata del 30, agli spettacoli faranno da cornice le iniziative organizzate dal Gal Terre Shardana, con il Mercato Terre Shardana, promozione e vendita di prodotti artigiani, agroalimentari e promozione delle aziende di servizi turistici. Per San Silvestro, sabato 31, alle 22, in piazza Eleonora, sul palco saliranno gli Istentales, mentre Vanni e Paolo Masala, accompagnati da Andrea Pisu coinvolgeranno il pubblico con uno spettacolo etno-musicale. Benito , Giuliano Marongiu presenterà la serata animata dal Varietà Casinò (alle 22), dai Tasso Zero e da Benito Urgu. La proiezione dell’orologio sulla Torre di San Cristoforo scandirà il trascorrere del tempo e il passaggio al nuovo anno, che sarà accompagnato anche dal tradizionale spettacolo pirotecnico.  In piazzetta Corrias, dalle 23, musica e animazione per i più giovani, con DJ e ballerine, senza dimenticare che il 31 dicembre il Gal proporrà una cena in piazza. Il circuito di eventi consentirà di animare tutto il centro storico di Oristano, proponendo forme alternative per scoprire ed apprezzare le nostre risorse culturali, storiche, artistiche ed enogastronomiche. La cena di Capodanno, a cura dello chef Elia Saba, costerà per persona 18 euro. Si possono effettuare le prenotazioni al numero di telefono  078327122. Il primo turno è previsto per le 20 e terminerà alle 21.30, mentre il secondo turno dalle 22 fino al termine. Quersto il menù: prosciutto crudo, testa in cassetta, salsiccia sarda, lardo aromatizzato, coppa, olia pistada, panada di agnello con pisell; ravioli di ricotta con purpuza di maiale e funghi; spalla di melina in crosta di pane con salsa perigordine; cosciotto di maiale del Montiferru al timo selvatico; patate arrosto; cotechino con le lenticchie: frutta di stagione; panettone e pandoro; vino, acqua, pane.

In occasione delle prossime festività, il servizio di raccolta dei rifiuti si svolgerà con differenti modalità. Il ritiro dei rifiuti in calendario lunedì 26 dicembre sarà anticipato a sabato 24, con esposizione a partire dalle ore 12, mentre per Capodanno e l’ Epifania il servizio non subirà variazioni.

 
Di pig (del 17/12/2011 @ 00:00:08, in cronaca, linkato 1061 volte)
Che la manovra  Monti, così com’è stata concepita, non sia equa, lo sostengono non solo i sindacati ma la stragrande maggioranza degli italiani, visto che a pagare sono sempre gli stessi, lavoratori, pensionati e ceti medi, e il pubblico impiego per primo. Per questo motivo, lunedì  19 dicembre, Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato lo sciopero nazionale di tutti i lavoratori dei servizi pubblici  “…per una manovra più giusta, che faccia pagare chi ha di più; per questo scenderemo in piazza per l’equità, la crescita e per servizi pubblici che sostengano lo sviluppo e la coesione sociale”.  I sindacati  vogliano cambiare il provvedimento del governo nazionale con proposte concrete:
1) Sulla Previdenza: ripristinare il sistema di indicizzazione delle pensioni al costo della vita; modificare il sistema di rivalutazione del montante contributivo; introdurre una maggiore gradualità nell’eliminazione delle quote per le pensione di anzianità (pensione anticipata); equiparare il requisito contributivo per l’accesso al pensionamento, a prescindere dall’età anagrafica, a 41 anni e 1 mese dal 2012, sia per gli uomini che per le donne; eliminare le penalizzazioni del 2% per ogni anno di anticipo alla pensione rispetto l’età anagrafica prevista per il pensionamento; introdurre una maggiore gradualità nell’accesso al pensionamento di vecchiaia delle lavoratrici; per le lavoratrici del pubblico impiego: mantenimento del requisito anagrafico per l'accesso alla pensione di vecchiaia nel sistema misto e nel sistema contributivo a 65 anni fino al 1° gennaio 2018; sostegno al reddito e di accompagnamento al pensionamento per i lavoratori disoccupati che hanno concluso il periodo di fruizione degli ammortizzatori sociali.
2) Per il Fisco: alzare la soglia di detrazione dell’Imu (imposta municipale unica) da 200 a 500 euro, e rendere progressiva l’imposta, con aliquote differenziate a partire dalla seconda casa; lotta all’evasione: far pagare ai disonesti il peso del riequilibrio, attraverso: riduzione del limite per la tracciabilità dei pagamenti da 1000 a 500 euro; meccanismi di “contrasto di interessi “ compratore-fornitore di beni o servizi, che rendano “sconveniente” anche per il compratore la mancata emissione della ricevuta fiscale o della fattura; riconoscimento di detrazioni fiscali sulle spese per servizi e famiglie; patrimoniale: tassazione sui grandi patrimoni mobiliari ed immobiliari.
3) Sul Super Inps: nessun esubero e nessun sovrannumero per il personale in servizio presso Inpdap e Enpals, subentro effettivo dell’Inps in tutti i rapporti di lavoro in essere; un piano industriale concertato per salvaguardare le professionalità e il know-how compatibile con le esigenze di miglioramento dei servizi previdenziali e assistenziali; un processo serio di trasferimento delle risorse strumentali, finanziarie e umane dagli enti soppressi all’ente incorporante.
4) Sull’Ice: passaggio alla nuova agenzia di tutto il personale in servizio presso l’Ice; mantenimento degli uffici di Roma e Milano, salvaguardia delle sedi periferiche strategiche.
5) Sulla Crescita: politiche attive per l’occupazione di giovani e donne; riformare le Pubbliche Amministrazioni: non più tagli lineari, ma investimenti su personale, formazione e contrattazione integrativa; rinnovare i contratti nazionali di lavoro scaduti (pubblici e privati).

Insorti del Fronte Polisario per l'indipendenza dell'ex colonia spagnola del Sahara Occidentale hanno annunciato  la cattura di un gruppo di individui direttamente coinvolti nel sequestro della cooperante italiana Rossella Urru e di due colleghi spagnoli, presi in ostaggio il 23 ottobre scorso in un campo per profughi sahrawi presso Tinduf, nell'Algeria meridionale, da miliziani provenienti dal Mali e appartenenti a 'Jamat Tawhid wal Jihad fi Garbi Afriqqiya', un fazione scissionistica dell'Organizzazione di 'al-Qaeda' nel Maghreb Islamico, braccio regionale della rete terroristica fondata dal defunto Osama bin Laden. Gli arrestati, dei quali non sono stati divulgati i nomi, ne' la nazionalità "…agivano per conto di un'entità criminale, finora sconosciuta". Lo ha reso noto Khatri Eddouh, presidente del Parlamento in esilio della Rasd, la Repubblica Araba Sahrawi Democratica. "Anche se la nostra priorita' resta la lotta contro l'occupazione marocchina", ha sottolineato Edouh, "profonderemo tutti gli sforzi necessari per liberare i prigionieri, e a tal fine collaboreremo con i Paesi confinanti, e persino con gli Stati terzi", ha assicurato, aggiungendo che le relative indagini sono giunte alla fase conclusiva. Nelle mani dei rapitori ci sono la 29enne di Samugheo, Rossella Urru, del Cisp, il Comitato Italiano Sviluppo dei Popoli; Ainhoa Fernandez de Rincon dell'Associazione degli Amici del Popolo Sahrawi dell'Extremadura, ed Enric Gonyalons di Mundobat. Sabato scorso era stato diffuso, da uno dei negoziatori, un video, dalla durata di un paio di minuti, in cui i tre apparivano vivi. Il Fronte Polisario ha preso le armi dopo l'invasione e l'annessione unilaterale del proprio territorio da parte delle truppe del Marocco, seguita nel 1976 al ritiro di quelle della Spagna, e alla rinuncia a ogni precedente rivendicazione da parte della Mauritania e dell'Algeria. Nel 1991 l'Onu riuscì a mediare un “cessate-il-fuoco”, che avrebbe dovuto preludere a un referendum popolare sull'auto-determinazione, da allora sempre rinviato per il disaccordo tra le parti sulle modalità con cui censire gli aventi diritto al voto: Rabat insiste infatti nel pretendere che vi partecipino anche i propri connazionali trasferitisi nell'ex possedimento di Madrid. La Rasd è, comunque, riconosciuta come Stato indipendente dalla Lega Araba, dalla quale lo stesso Marocco si è di conseguenza ritirato in segno di protesta. Tornando a Rossella Urru, la giovane cooperante di Samugheo potrebbe essere tenuta prigioniera in una zona montuosa di difficile accesso tra il Mali e il Niger, secondo le dichiarazioni del ministro della Difesa saharawi, Mohamed Lamin Bujali, all'agenzia di stampa spagnola Efe.   "Secondo le informazioni di cui disponiamo, i sequestrati potrebbero trovarsi in un'area montuosa impervia", ha detto il ministro a Tifariti, in territorio saharawi, dove partecipa al 13° congresso del Fronte Polisario, senza fornire ulteriori dettagli. "Tutte queste persone - ha riferito il ministro della Difesa - che hanno connessioni con il contrabbando, la criminalità e il traffico di droga, sono in relazione diretta con il sequestro dei due cooperanti". Due persone, un uomo e una donna, che vivevano nell'accampamento di Tinduf,dove sono stati rapiti i tre cooperanti, sono irreperibili. "Sono sospettate -  detto il ministro - i aver fornito informazioni ai sequestratori". Intanto, le autorità locali proseguono le indagini senza sosta, con ogni mezzo, e con  la collaborazione di tutte le parti coinvolte, nel tentativo di arrivare alla liberazione degli ostaggi. La scorsa settimana un gruppo ribelle dell'organizzazione terroristica Al Qaeda nel Maghreb islamico aveva rivendicato il sequestro e diffuso un video che mostrava i tre rapiti.

Altre notizie:

Tra le riduzioni dei costi della politica rientrava la tanta auspicata eliminazione delle Province, ritenute dai cittadini soltanto un farraginoso  “carrozzone”. Un ente che la gente considera del tutto inutile e che, secondo i più, rappresenta uno dei tanti esempi di come vengano male impiegati i soldi pubblici. Chi poteva, quindi, difendere la Province, con un attaccamento degno di miglior sorte, se non gli attuali presidenti? Sull’argomento, questo è il comunicato diramato dalla Provincia di Oristano: “E' dell'ultimissima ora (o quasi… ndr) l'emendamento che modifica l'art. 23 del Decreto Monti, che riconduce i termini di scadenza delle Province alla fase "naturale" e non più entro il 31 marzo 2013. Un cauto passo indietro quasi scontato, quello del Governo, che non cambia il giudizio negativo su una manovra illogica, anticostituzionale e, per assurdo, antieconomica. "Andremo a scadenza naturale del mandato, questo è ormai certo, anche se le modifiche inserite con questo ulteriore emendamento non fanno altro che confermare la superficialità con cui è stato affrontato un tema così complesso", è il primo commento del presidente della Provincia di Oristano, Massimiliano de Seneen, all'ulteriore cambio di rotta del Governo sul riordino delle Province. "Almeno la difesa dell'Istituzione non sarà vista come 'interesse personale', prosegue il presidente della Provincia, "ma per quello che è, cioè come salvaguardia di un Ente istituzionale, democratico e con competenze e servizi fondamentali per il territorio, che se trasferiti ad altri Enti sarebbero origine di costi molto più elevati".  Sarà, infatti, un forte aumento della spesa pubblica, il risultato delle norme sulle Province previste dal decreto Monti e sarà il pegno che i cittadini dovranno pagare per consentire il demagogico "taglio ai costi della politica" che il Governo ha offerto all'opinione pubblica a fronte dei devastanti interventi su pensioni, imposte sulla prima casa ed altro ancora. L'improvvisazione che ha guidato il Governo sul tema delle Province è evidente, tenuto conto che poco prima dell'inizio del Consiglio dei Ministri del 4 dicembre, giorno del Decreto "salva Italia", a specifica domanda, il primo ministro Monti ha escluso categoricamente interventi sulle Province, salvo smentire quanto detto poco prima con la "norma dell'ultimo minuto".

Con l'inverno alle porte aumentano i rischi di eventi calamitosi, che si manifestano con sempre più frequenza sul territorio, con il conseguente rischio per l'incolumità pubblica, e per questo l'assessorato all'Ambiente e Protezione civile della Provincia di Oristano ha ritenuto necessaria la predisposizione di una pianificazione di emergenza da parte dei comuni. Lo ha ricordato l'assessore Emanuele Cera, con una nota inviata, nei giorni scorsi, a tutti i sindaci dei comuni della provincia, evidenziando l'obbligatorietà dell'adozione degli atti necessari per consentire il coordinamento delle procedure da adottare per fronteggiare un eventuale eventi calamitosi e garantire un immediato impiego delle risorse necessarie al superamento dell’emergenza ed il ritorno alle normali condizioni. Il rischio idrogeologico nel territorio italiano, alla luce degli eventi accaduti negli ultimi anni, appare aumentato in maniera esponenziale, e questo rende necessario rafforzare i presidi territoriali, per la salvaguardia dell’incolumità dei cittadini. Fondamentale, quindi, prevedere in primo luogo adeguate e capillari modalità di informazione della popolazione sui rischi gravanti sul territorio e sulle norme di comportamento da seguire, prima, durante e dopo eventuali avvenimenti calamitosi.  

Giuseppe Ruggiu è il nuovo presidente della Confindustria oristanese, eletto dall'assemblea provinciale dell'associazione degli industriali., che ha eletto come vicepresidente Francesco Redaelli (della Ondulor srl). L'assemblea ha rinnovato anche la composizione della giunta per il prossimo biennio, che sarà composta da Emanuele Varsi (Ivi Petrolifera srl), Luigi Attianese (Nuova Prima srl), Angelo Licheni (Martini SpA) e Antonio Gianfranco Fara (ditta Fara Antonio Gianfranco). Completano la giunta i presidenti delle sezioni più rappresentative e del gruppo giovani. Giuseppe Ruggiu, 47 anni, sposato, due figli, laurea in Economia e Commercio, è direttore commerciale della “Guido Ruggiu”, l'azienda di famiglia presente sul mercato regionale, fin dai primi anni ‘60, nel settore estrattivo ed edilizio e, in particolare, nella produzione e vendita di calcestruzzo preconfezionato e degli aggregati lapidei. Ruggiu è anche presidente del Consorzio "Calcestruzzo di Qualita' della Sardegna" e, da marzo 2010, membro del Consiglio direttivo Nazionale dell'Atecap (Associazione Tecnico Economica del Calcestruzzo Preconfezionato).  Il neo presidente, che succede ad Antonello Garau (che rimarrà nel direttivo come past-president), resterà in carica per i prossimi quattro anni. Ruggiu ha presentato all'assemblea dell'Associazione degli Industriali un programma caratterizzato dall'impegno per la diffusione della cultura d'impresa sul territorio, con l'attuazione di alcuni importanti strumenti per lo sviluppo e la competitività delle aziende locali, come le "reti d'impresa", la valorizzazione e rivitalizzazione della maggiore area industriale del territorio, con particolare attenzione alle energie rinnovabili, e supporto al comparto turistico locale, per lo sviluppo di nuove iniziative turistico-alberghiere e di servizi al settore, con il sostegno a strumenti innovativi che creino le condizioni ideali per il decollo del comparto.

L’accesso e la disponibilità dei dati geografici della Regione al servizio della pianificazione urbanistica, sono stati presentati, ad Oristano, nel corso di un incontro-dibattito, svoltosi al liceo classico “De Castro”, organizzato dal settore programmazione della Provincia di Oristano nell'ambito della mostra di cartografia e storia "Disegnare il Territorio”, allestita nello stesso istituto. A presentare l’iniziativa è stato il tanto contestato dirigente del settore programmazione della Provincia,  Ugo Boca, mentre il sistema nel suo complesso è stato illustrato dal direttore generale della pianificazione urbanistica della Regione, Marco Melis . Punti di partenza, raggiungibili dal sito istituzionale della Regione, "SardegnaGeoportale" e "Sardegna GeoBlog", ma anche altri portali dove accedere ad innovative banche dati. Diversi i livelli di lettura, utili per quanti operano nel settore della pianificazione urbanistica e del territorio, con possibilità di controllare ed estrarre mappe tematiche, inserire osservazioni, leggere e valutare le diverse classi che compongono il territorio. Ampia la ricognizione in rete dei beni paesaggistici. L’obiettivo è quello di semplificare le procedure e di fornire utili elementi per la redazione dei piani particolareggiati dei comuni e conciliare sui territori  gli aspetti catastali con quelli dell’insediamento edilizio.

S’Oberaiu Majori del Gremio dei Contadini, Efisio Meloni, ha comunicato di aver designato Raimondo “Momo” Carta come Componidori per la Sartiglia di domenica 19 febbraio 2012. Su Componidori, che sarà nominato ufficialmente in occasione della Festa della Candelora del 2 febbraio, sarà accompagnato da Gianluca Faedda e Francesco Armas. Anche Giovanni Mugheddu, presidente del Gramio dei Falegnami ha scelto il cavaliere che guiderà la Sartiglia di martedì 21 febbraio 2012. Si tratta  di Antonio Murruzzu, che sarà accompagnato da Gianluca e Giampaolo Mugheddu.

L’immagine, la storia e il fascino della Sartiglia sarà a Roma nelle edicole della capitale grazie a un importante iniziativa editoriale varata dal comune di Oristano e dalla Fondazione Sa Sartiglia, in collaborazione con la Manzoni, la concessionaria pubblicitaria del gruppo l’Espresso. Una brochure interamente dedicata alla Sartiglia e alla città di Oristano sarà, infatti, distribuita gratuitamente a Roma, allegata al settimanale l’Espresso. Venti pagine a colori, realizzato dal comune di Oristano e dalla Fondazione Sa Sartiglia, con il contributo della Camera di Commercio e le foto di Gianfranco Casu, Davide Erdas, Valter Mulas e Luca Piana, e con una bella rielaborazione grafica della cartina del centro storico che riporta il “teatro della Sartiglia”, a cura di  Bettina Brovelli, l’opuscolo viene diffuso in 40mila copie. Strettamente legata alla pubblicazione e alla distribuzione in edicola anche la presenza sul sito dell’Espresso www.espresso.repubblica.it delle immagini di Su Componidori con un link al sito della Fondazione www.sartiglia.info e alla versione sfogliabile on line della brochure (http://it.calameo.com/read/0006756087bfeec7f1ffe). “Per la città e per la sua manifestazione più importante si tratta di un’iniziativa di comunicazione particolarmente significativa – ha osservato il presidente della Fondazione Sa Sartiglia, Antonello Ghiani, che ha promosso il progetto anche in qualità di Commissario straordinario del comune di Oristano  -. La qualità del prodotto, la curiosità che può suscitare nei lettori di un periodico non solo autorevole, ma di grande  diffusione come l’Espresso, la bellezza delle fotografie che ritraggono i vari momenti della manifestazione (dalla vestizione, alla corsa alla stella, da sa remada alla corsa delle pariglie, con qualche scatto d’epoca), le immagini degli scorci più belle di Oristano e di Torregrande sono elementi che, uniti al quantitativo in distribuzione, consentiranno di realizzare una campagna di comunicazione dalla particolare rilevanza promozionale. Con questo progetto editoriale raggiungiamo la capitale, la città più importante d’Italia, in un  momento particolarmente propizio. Siamo in pieno periodo festivo e nei prossimi giorni saranno molte le persone che rimarranno in casa con i propri familiari. Ci sarà più tempo da dedicare alla lettura e, perché no, alla programmazione di una vacanza o di un periodo di riposo. L’opuscolo sulla Sartiglia e su Oristano potrà suggerire una buona idea per qualche giorno di svago in occasione del carnevale, quando si potrà unire il desiderio di festeggiare il carnevale in allegria alla possibilità di scoprire una delle manifestazioni che, con oltre 600 anni di storia, è da considerare tra le più antiche d’Italia. La Fondazione e il comune sono costantemente impegnati nella promozione della giostra equestre – ha concluso Ghiani -. La brochure abbinata all’Espresso, infatti, non è l’unica iniziativa in corso di realizzazione. In cantiere ci sono anche altri progetti. Tra qualche giorno presenteremo un album delle figurine dedicato alla Sartiglia. Proseguiamo, inoltre, l’impegno di comunicazione e promozione. attraverso la diretta televisiva e via web, e i social network. Proprio nei giorni scorsi è stato presentato un bel libro fotografico, per la cui realizzazione gli autori hanno potuto contare anche sul nostro sostegno”.

E' morto all'età di 88 anni il pittore Antonio Corriga. Il grande artista, originario di Atzara, risiedeva da tantissimo tempo a Oristano, dove per decenni ha svolto anche un'intensa attività politica, militando nel Partito socialista. L'artista si era formato all'Istituto d'arte di Sassari, diretto da Filippo Figari, apprendendo la tecnica dell'incisione da Stanis Dessy, e a Firenze, dove aveva frequentato l'Istituto Superiore d'Arte "Magistero", diplomandosi nel 1944 e ottenendo l'abilitazione all'insegnamento. Ad Oristano era giunto nel secondo dopoguerra e aveva aperto un laboratorio di ceramica ed insegnato nella scuola professionale diretta da Vincenzo Urbani. Dopo qualche anno, era passato dall'arte della ceramica alla pittura. Sono sue, numerose opere per edifici sacri, tra le quali la "Crocefissione" per la parrocchiale di Fonni e la Pala di Bonaria per la chiesa della Madonna di Bonaria, a Cagliari. Diverse opere di Corriga sono custodite nelle sedi istituzionali della Regione e della Provincia di Oristano. Nel 2000, Antonio Corriga aveva dato vita alla Pinacoteca "Antonio Ortiz Echague" di Atzara, di cui era divenuto direttore artistico, e nelle cui sale si custodiscono diverse sue tele, assieme a importanti lavori di affermati artisti del Novecento.

 

 
Di pig (del 14/12/2011 @ 19:33:18, in cronaca , linkato 1326 volte)
"Il porticciolo turistico di Torregrande non chiuderà. La Regione ha, infatti, predisposto il mandato a favore del comune di Oristano per la somma di 520 mila euro, che permetterà di instaurare la procedura per l'inizio dei lavori della struttura portuale". Lo ha annunciato Gabriella Greco, consigliere regionale del Pdl, che aveva presentato, recentemente, un'interrogazione sui lavori di ampliamento della struttura. "Si tratta, per ora, solo di un'anticipazione pari al 10% dell'importo complessivo - ha detto la Greco -. Un primo passo, in attesa che la Regione proceda, in tempi brevi, all'erogazione della somma che permetterà di effettuare, con urgenza, un intervento preliminare autonomo di dragaggio per mettere in sicurezza la struttura". La situazione del porticciolo della borgata marina oristanese è particolarmente grave, in quanto in tutto il bacino portuale la media dei fondali non supera i due metri. Ci sono poi ampie zone in cui la profondità e' inferiore a un metro e nel molo di sopraflutto il fondale non supera i venti centimetri. Questo crea, evidentemente enormi difficoltà, tant’è che la società di gestione del porticciolo si vede costretta a rifiutare l'ingresso agli utenti esterni, mentre i clienti diportisti rischiano di poter uscire o entrare in porto solo quando c'è l'alta marea. "Sarà mia cura – ha sostenuto Gabriella Greco - seguire con particolare attenzione l'iter fino alla totale conclusione dei lavori".

Il destino delle Statue dei Giganti di Mont 'e Prama è ancora incerto. Le statue, appena restaurate, e l'annuncio della firma di un protocollo d'intesa tra Regione, comune di Cabras e la Soprintendenza, contribuisce ad aumentare la preoccupazione sul futuro del complesso scultoreo, tanto che la commissione Cultura della Provincia di Oristano ha redatto un documento, in cui evidenzia il timore di uno "smembramento" dei Giganti di Cabras tra Li Punti, Cagliari e Cabras. Nel documento, proposto dal presidente della commissione, Serafino Angelo Mele (Gruppo Misto), e sottoscritto dai componenti della commissione,  Egidio Loi (Pdl),  Giuseppe Costella (Udc), Roberto Scema (Pd) e Sebastian Raf Madau (ProgReS), viene ribadito che tutte le statue di Mont 'e Prama devono tornare a Cabras. "Non possiamo permettere che il nostro territorio ha detto Angelo Mele -, già sofferente più di altri, subisca lo scippo di un patrimonio di così grande importanza. Spero che il comune di Cabras abbia la certezza di riavere a casa tutto il patrimonio".

E' un mauritano, Hamada Mohamed Jairi, il presunto capo del gruppo Jamat Tawhid Wal Jihad Fi Garbi Afriqqiya (Movimento unito per la Jihad nell'Africa occidentale), che lunedì scorso ha rivendicato il sequestro dei tre cooperanti europei, fra cui las giovane di Samugheo, Rossella Urru, avvenuto il 23 ottobre scorso nel sud dell'Algeria, in un campo profughi saharawi, vicino a Tindouf. Il nome e' stato diffuso dal sito mauritano di informazioni “Sahara Media”.  Intanto, dopo il sequestro, le autorità saharawi hanno imposto severe misure di sicurezza nell'area di Tinduf, viustro che l’episodio  ha spaventato i cooperanti europei impegnati in attività umanitarie in quell'area. La diffusione del video, lunedì scorso, in cui compaiono Rossella Urru e gli altri due cooperanti spagnoli, rapiti da un commando armato, non ha tranquillizzato del tutto i loro colleghi. Dall'accaduto, la vita negli accampamenti è, infatti, diventata più complicata, c'è meno libertà di movimento e gli spostamento sia all'interno che all'esterno sono ridotti. I cooperanti occidentali sono costretti a farsi accompagnare da forze di sicurezza quando hanno bisogno di muoversi e in alcuni luoghi non è possibile avvincinarsi. Inoltre, le autorità hanno imposto una sorta di coprifuoco: anche quando sono accompagnati, i volontari occidentali non possono uscire di casa oltre le sette di sera, e nessun veicolo civile è autorizzato a circolare negli accampamenti dopo le 11 di notte. Come confermato dall'ambasciatore della Repubblica Saharawi in Algeria, Brahim Ghali, all'agenzia di stampa spagnola Efe, le misure di sicurezza sono state intensificate, soprattutto a Rabuni, dove si trovavano i tre cooperanti rapiti. Sono stati incrementati anche i posti di controllo per verificare chi entra ed esce dagli accampamenti. Il nuovo dispositivo di sicurezza è garantito da effettivi dell'esercito e dalla polizia. Ghali ha riferito che le autorità saharawi sono nell'ultima fase delle indagini sul sequestro, e che confidano di far luce molto presto su quanto accaduto. "Credo che la diffusione del video, nel quale compaiono i tre rapiti, significhi che siamo vicini alla verità", ha detto l'ambasciatore, che ha stigmatizzato il sequestro come un "…atto terrorista contro gli amici pacifisti del popolo saharawi”. Nei giorni scorsi il ministro della Difesa della Mauritania, Mohamed Mohamed Radi, ha chiesto ai Paesi occidentali di non pagare alcun riscatto per la liberazione dei rapiti "…per contribuire a prosciugare le fonti di finanziamento del terrorismo e scoraggiare coloro che fanno del crimine un modo “facile” di guadagnare del denaro".

Ad Oristano, all’Hospitalis Sancti Antoni, prosegue la nuova edizione del “Tornio di via Figoli”. Venerdì 16 dicembre, alle 16.30, si terrà la seconda giornata del convegno dal titolo “Verso un museo della ceramica di Oristano: moderno e contemporaneo in Sardegna e in Italia”. Il convegno nasce nell’ambito del dibattito culturale, che si sta sviluppando ad Oristano sull’artigianato artistico della ceramica, nell’alveo delle iniziative per il rilancio di questo comparto. Dopo la mostra nazionale del 2004 e le altre iniziative espositive, da tre anni, nel periodo natalizio, il Tornio di via Figoli si è trasformato in una mostra-mercato, che ha sempre richiamato l’attenzione dei ceramisti di tutta l’isola. Il comune di  Oristano sta anche investendo nell’ex carcere militare, in via Ghilarza, per realizzare un polo museale della ceramica. All’Hospitalis, a confrontarsi su questi temi saranno Maria Francesca Porcella della Soprintendenza ai Beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici e etnoantropologici di Cagliari e Oristano, che parlerà di “Ceramiche oristanesi in prospettiva museologica”; l’ex curatore del Museo di Faenza, ora direttore del Museo Ugonia di Brisighella, Franco Berton, che parlerà di “Artisti della ceramica e artisiti con la ceramica nella Faenza del Novencente. Tra bottega e museo”; lo studioso spagnolo, Domingo Ramos Corpas, che porterà l’esempio dell’esperienza dei ceramisti di Siviglia; e lo storico e critico d’arte, Rolando Giovannini, che interverrà su “Un museo per la cultura del territorio, le collezioni, la conservazione e il restauro”. Parallelamente al convegno proseguono le altre iniziative: la mostra-mercato con esposizione e vendita di ceramiche all’Hospitalis Sancti Antoni (fino al 20 dicembre, tutti i giorni, dalle 10,30 alle 13 e dalle 17 alle 20); la distribuzione del calendario con le immagini dei migliori pezzi, realizzati dalle abili mani dei ceramisti locali; la sfilata di moda ispirata alla ceramica, a cura dello stilista Carlo Petromilli e dell’Artigian service formazione (sabato 17 dicembre, alle 17); e il laboratorio di ceramica raku (18 dicembre alle 15,30).

A Ghilarza, festività natalizie all’insegna della sobrietà, doverosa in un momento di grave crisi economica come quello che stiamo attraversando. L’amministrazione comunale ha comunque organizzato, anche quest'anno, appuntamenti di tutto rispetto per il tradizionale “Aspettando il Natale…e la Befana”, organizzato assieme alla Pro Loco e al  Centro Commerciale Naturale di Ghilarza, con il patrocinio della Provincia di Oristano. Le iniziative prenderanno il via sabato prossimo, 17 dicembre, e si concluderanno il 13 gennaio 2012. Numerosi i momenti di intrattenimento per piccoli e grandi. Tra essi spiccano tre concerti, proiezioni di film per bambini e ragazzi, la mostra mercato Arte & Sapori, il trenino turistico per le vie dell'abitato, babbi natale tra gli esercizi commerciali, appuntamenti culturali e presentazione di libri. Per il 6 gennaio, discesa della Befana dal campanile della Parrocchia e distribuzione di caramelle e caldarroste. Il programma completo della manifestazione lo si può trovare sul sito istituzionale del comune di Ghilarza www.comune.ghilarza.or.it

Sabato 17, domenica 18, e martedì 20 dicembre, dalle 17 alle 20, la Consulta Giovani di Oristano raccoglierà, presso un palco allestito in piazza Eleonora, i giochi (anche usati, ma in buono stato) che verranno donati dai cittadini. I giocattoli saranno consegnati ai responsabili dei Servizi sociali del comune di Oristano, che provvederanno a distribuirli tra le famiglie in difficoltà economiche, al reparto pediatrico dell'ospedale San Martino, alle ludoteche comunali, e ad altre organizzazioni benefiche oristanesi. L’obiettivo è di consentire a tutti i bambini oristanesi di poter trascorrere un Natale sereno. Sempre nei giorni di sabato e domenica, in piazza Eleonora, l'Unicef allestirà un gazebo per l'adozione delle pigotte e la vendita dei prodotti Unicef. La raccolta dei giochi, organizzata dalla Consulta Giovani, in collaborazione con l'Associazione Stile libero, sarà affiancata dall'esibizione di alcuni gruppi musicali composti da giovani oristanesi. Sabato 17 si esibiranno i Dirty Skulls, gli Swiich Off, i Rebel Tin e i Black Noize. “La raccolta giochi è stata la prima manifestazione organizzata dalla Consulta di Oristano – ha sottolineato il presidente della Consulta Giovani, Antonio Iatalese -. Siamo particolarmente contenti di essere riusciti, anche quest’anno, a riproporre questa iniziativa di solidarietà verso i più piccoli. Gli eventi di contorno, come i concerti, daranno l'opportunità ai giovani artisti oristanesi di potersi esibire in pubblico per un ottima causa. Il tutto è stato realizzato grazie ai ragazzi che compongono la Consulta, agli studenti dell'associazione Stile Libero e al comune di Oristano. Un grosso ringraziamento va anche all'Unicef e alla Pro Loco di Oristano”.

Venerdì 16 dicembre, alle 16.30, nell’aula del consiglio provinciale di Oristano, in via Mattei, verrà presentato il  volume “Storia di un re cavaliere - Misteri e tabù della Sartiglia di Oristano”,  di Franco Cuccu. Dopo i saluti di Mauro Solinas, presidente del consiglio provinciale di Oristano, presenti l’autore Franco Cuccu e l’editore Carlo Delfino, presenteranno l’opera Carlo Pettinau Urbanista e Studioso, docente dell’Università della Felicità, e Filippo Martinez, pittore, regista e scrittore, “Maschera d’Argento 2011”, nonché fondatore dell’Università della Felicità.

Si conclude sulle note di Gianluca Belfiori Doro, contraltista, e Serenella Moretti, pianoforte, la rassegna della domenica pomeriggio “La musica vive nel ricordo di Alessandra Saba”. L’ultimo appuntamento è per domenica 18 dicembre, alle 18.30, all’Hospitalis Sancti Antoni di Oristano. L’evento è organizzato dall’Ente Concerti “Alba Pani Passino”, con il patrocinio della Regione, della Fondazione Banco di Sardegna, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Provincia e del Comune di Oristano. Questo, il programma: Vanne o rosa - Bellini; Dapheneo - Satie; Stanchen - Schubert; The salley gardens - Britten; Me vojo fa 'na casa - Donizetti; Nana de Sevilla - Garcia Lorca; Das lied der trennung – Mozart; Plaisir d'amour – Martini; Sevillana- Garcia Lorca; Ideale – Tosti; Der tod und das madchen – Schubert; Elegie – Massenet; Si lo hallas - Lopez Buchardo.

Organizzata da “B&BArt Museo di arte contemporanea Italia-Colombia” e dal comune di Lanusei,  dal 18 dicembre al 30 gennaio 2012, al museo civico di Lanusei,  “Donne e Lupi”, mostra personale di Francesco Spatara, a cura di Maria Laura Petretto. Un appuntamento importante, quello con Francesco Spatara, pittore calabrese di adozione sarda, che dopo 25 anni di silenzio ha voluto rendere omaggio alla terra che lo ha accolto.  “Donne e Lupi” offre una panoramica della sua produzione artistica,  con circa sessanta opere pittoriche, in tecnica mista, realizzate dall’artista negli ultimi dieci anni. Ed è un omaggio alla tenace resistenza di un uomo e di un artista che ha cercato, in un territorio isolato e aspro come quello della Barbagia Ogliastrina della Sardegna, di coltivare l’inclinazione creativa attraverso lo strumento pittorico e grafico. Alla mostra si accompagna un catalogo prestigioso, curato da Maria Laura Petretto, che rappresenta in modo esaustivo l’attività artistica di Francesco Spatara, e che  ha come sponsor la Provincia dell’Ogliastra, le città di Lanusei e  Tortolì, e il liceo artistico di Lanusei “Mario Delitala”, la presidenza del consiglio regionale. Dal punto di vista estetico la pittura di Francesco Spatara è interessata alla forma e al colore come mezzo di espressione delle emozioni umane. L’artista dipinge corpi di donne, spogliate della loro sensualità gioiosa e racconta nudità sofferte, celate, terribili e umane nel rivelare il tratto dell’eros che passa da linee purpuree a cobalti metallici. “Donne e lupi” è un filone che narra il confine. Quella sottile striscia che appare e scompare tra ciò che si vede e ciò che si intuisce e vive nascosto. Un aspetto della luce e dell’ombra, sia in termini cromatici che simbolici. Le tele di Francesco Spatara raffigurano immagini che sono fatte per narrare storie nascoste di ordinaria quotidianità, per scoprire il valore di un segno con gli occhi stupiti dell’osservatore che transita.
Francesco Spatara è nato a Lamezia Terme (Catanzaro) nel 1960. Dopo essersi diplomato all’Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano, nel 1983,  per diversi anni, successivamente, affianca il pittore Innocente Salvini e approfondisce alcuni aspetti pittorici vicini all’astrattismo. Inizia, quindi, ad esporre con successo in mostre collettive e personali a Varese e in altre città del nord Italia. Trasferitosi in Sardegna per esigenze personali, si inserisce nel mondo della scuola e tuttora insegna presso l’Istituto statale d’arte di Lanusei. Dopo un lungo periodo di isolamento, presenta la sua produzione di oltre duecento opere e, dal 2003, accetta le proposte di galleristi che organizzano le sue personali soprattutto in Toscana e in Lombardia.
Il direttore artistico e curatore della mostra, Bianca Laura Petretto, è esperta d' Arte moderna, contemporanea e di arti orientali, giornalista, nonché artista-performer che da oltre vent'anni  si dedica alla videoarte, alla regia, alla sceneggiatura e agli allestimenti d'esposi-zioni temporanee, curando in  modoparticolare lo studio del rapporto fra le arti visive e il patrimonio simbolico delle culture tradizionali. Negli ultimi anni si è occupata di giovani talenti e di arte multimediale. I suoi lavori cinematografici, artistici e letterari hanno ricevuto numerosi riconoscimenti in varie rassegne italiane e straniere. Ha pubblicato cataloghi e libri d'arte, opere di narrativa ed edizioni scientifiche. Attualmente è Direttore artistico di  “B&BArt Museo di arte contemporanea Italia -Colombia”.

 
Di greg (del 13/12/2011 @ 16:30:47, in cronaca, linkato 1166 volte)

Un imprenditore di origini lombarde, residente da tempo a Siamanna, Luigi Calamita, di 68 anni, è stato arrestato dalla Guardia di Finanza di Oristano per i reati di usura, estorsione ed esercizio abusivo di attività finanziarie. L'arresto è stato eseguito su provvedimento di custodia cautelare in carcere, disposto dal Gip del Tribunale di Oristano, Annie Cecile Pinello, al termine delle indagini dirette dal sostituto Procuratore della Repubblica, Rossella Spano. Le indagini erano iniziate dopo la denuncia di un imprenditore di Siamanna che, trovandosi in difficoltrà, si era rivolto al Calamita per ottenere un prestito (e da allora era entrato nel giro dello strozzinaggio), ottenendo una cifra pari a centotrentamila euro. A partire dalla denuncia la Guardia di Finanza, attraverso le analisi dei conti correnti, del patrimonio immobiliare e intercettazioni telefoniche, è riuscita ad acertare che l'imprenditore arrestato praticava tassi di interesse fino al 120% nei confronti di imprenditori in gravi difficoltà finanziarie, che si rivolgevamo a lui tramite intermediari, la cui posizione è ora al vaglio degli inquirenti. I casi conclamati di usura per il momento sarebbero circa una settantina sparsi in tutta la regione. L'uomo era titolare di una agenzia di servizi, con sede a Milano e filiale a Siamanna, il paese di origine della moglie, e dichiarava un reddito inferiore ai diecimila euro all'anno.  Assieme all'arresto è scattato nei confronti del Calamita anche il sequestro di due immobili, a Siamanna, e di sei conti correnti, sui quali erano depositati 830 mila euro. Secondo la Guardia di Finanza di Oristano, negli ultimi cinque anni il Calamita avrebbe avuto un giro di affari per almeno due-tre milioni e mezzo di euro, sui quali non avrebbe mai pagato le tasse. Al centro della vicenda il paese di Siamanna, dove si recavano tutti coloro che avevano necessità di finanziamenti veloci, fuori dai canali bancari tradizionali. Tra le vittime, alcune si erano rivolte al Calamita  addirittura già dagli anni ‘90. Semplicissimo il sistema di approccio: gli imprenditori venivano presentati all’usuraio attraverso una vasta rete di conoscenze. Dopo il raggiungimento dell'accordo sulla cifra da erogare, le vittime erano costrette e firmare delle cambiali intestate a nomi di fantasia e poi a staccare un assegno a garanzia del prestito ricevuto. L'accordo prevedeva, inoltre, la sottoscrizione di un riconoscimento del debito senza l'indicazione della cifra dovuta. Il sistema è crollato nel momento in cui è partita la denuncia dell'imprenditore di Siamanna, esasperato dalle richieste dell'usuraio, che aveva iniziato a intimidirlo telefonicamente, minacciando lui e la sua famiglia. Le investigazioni, effettuate sia nel territorio isolano che nella penisola, hanno fatto emergere che l'imprenditore arrestato svolgeva la sua attività all'interno della propria azienda, la “Ital Service”, dotata di una struttura con uffici, collaboratori, e segnalatori, ma non autorizzata ad operare. Allo stato attuale, gli inquirenti hanno stabilito che l'arrestato dichiarava al fisco solo un pensione di anzianità per un totale complessivo, come detto, di circa diecimila euro annui. Le indagini della Guardia di Finanza di Oristano, che ha operato anche a Milano con sequestri e perquisizioni, proseguiranno con ulteriori accertamenti, mentre si cercherà, allo stesso tempo, di chiarire quale fosse la rete di conoscenze, all'interno della quale si muoveva il Calamita.

Altre notizie:

Che la sempre più disastrosa giunta Cappellacci sia ormai alla frutta è risputo in tutta la Sardegna. Ma a sostenerlo con convinzione, da qualche tempo a questa parte, non è solo l’opposizione, ma vari esponenti di spicco della stessa squinternata maggioranza di centro-destra. Dopo le bordate e i distinguo di Giorgio  Oppi sono ora arrivate le cannonate del sardista, Paolo Maninchedda, con un durissimo intervento sulle politiche di coesione e sulle scelte della giunta regionale. Nei giorni scorsi, Maninchedda aveva criticato, sul suo blog, la decisione della giunta Cappellacci di accogliere il Piano di azione e coesione del governo, che prevede l'abbassamento della quota di cofinanziamento nazionale sui fondi strutturali 2007-2013. Da Facebook, il presidente della Regione aveva replicato definendo Maninchedda bugiardo. "Mi aspettavo - ha detto il sardista - che dopo avermi accusato di mentire, il presidente Cappellacci si sottoponesse ad un confronto diretto su questi temi, ma così non e'". Essere nell'obiettivo competitività - ha spiegato Maninchedda - significa che con i fondi Por non possiamo finanziare infrastrutture, che finanziamo con fondi Fas. Siamo partiti da 2 miliardi e 200 milioni, nel 2011 siamo passati da 1 miliardo 946 mila a 1 miliardo 73, con una decurtazione di 900 milioni. L'accordo accettato da Cappellacci prevede che utilizzeremo i nostri Por per pagare ciò che si doveva fare con fondi Fas, quindi con fondi statali". Per il consigliere del Psd'Az, a contrattare questi passaggi devono andare funzionari regionali, non persone dello staff del presidente, che hanno accettato un obiettivo che ci penalizza, ci fa pagare con nostre risorse infrastrutture che doveva invece pagare lo Stato. "Non accetto che mi si dia del bugiardo - ha concluso Maninchedda -, considerato che io sono stato zitto quando uno si è dato del babbeo in pubblico”. Per quanto riguarda i capigruppo, Luciano Uras (Sel) si è detto d'accordo con il sardista Maninchedda sul fatto che la discussione più che sulle politiche europee sia sulle entrate. "La giunta non si presenti in quest'aula con bilanci gonfiati - ha detto l'esponente di  Sel -. Siamo in una situazione di forte indebitamento delle partecipate, e poi scopriamo che nelle segrete stanze si tratta tra presidente e parti del centrosinistra sul futuro di Abbanoa. Per non parlare del super consulente dell'Agenzia del Lavoro, pagato da cinque anni a questa parte con uno stipendio di oltre 100 mila euro".  Il capogruppo del Pdl, Mario Diana, ha invitato a mettere da parte le polemiche: "Sta sfuggendo quello che sta accadendo in Europa - ha detto Diana - sulla politica agricola comune. Anche i nostri agricoltori devono imparare la lezione, ma con una risoluzione non ce la faremo, dobbiamo trovare strade diverse, un approccio all'agricoltura totalmente diverso. Quello che ci preoccupa è cosa accadrà dopo l'approvazione della risoluzione, bisogna avviare un processo di riorganizzazione complessiva dell'Europa. Le polemiche non risolvono il problema, c'è un momento in cui dobbiamo fermarci, non ci sono appuntamenti elettorali, facciamo almeno due cose importanti per la Sardegna". Per il capogruppo del Pd, Giampaolo Diana, la Sardegna è ferma da due anni e mezzo. "Siamo nell'obiettivo competitività - ha affermato l'esponente del Pd -, ma non siamo un territorio attrattivo. L'insularità non va vista come un fattore negativo;  l'isolamento fisico va superato, ma come dotazione infrastrutturale siamo al meno del 60% della media nazionale". Gli assessori regionali all'Agricoltura, Oscar Cherchi, e alla Programmazione, Giorgio La Spisa, sono intervenuti in sede di replica, al termine del dibattito sulla risoluzione sulle nuove politiche agricole comunitarie. Il primo ha respinto le accuse di assenza della giunta dai tavoli di confronto nazionali ed europei. "Deve cambiare la politica agricola locale - ha detto Cherchi -, e dobbiamo aumentare l'imprenditorialità delle aziende agricole sarde, la conoscenza e la tecnologia. Fare polemiche non serve, è molto meglio presentarsi uniti e compatti al confronto con l'Europa". Anche La Spisa ha ricordato l'azione dell'esecutivo nei vari  tavoli sulla programmazione europea, e ha difeso anche la scelta di inserimento nella categoria intermedia per l'isola. "La riduzione della quota di cofinanziamento dello Stato su Por Fesr ci permette di liberare risorse - ha spiegato La Spisa,, replicando in particolare al sardista Paolo Maninchedda. L'operazione, in fin dei conti, è conveniente, per spostare risorse e alleggerire gli oneri nella spesa del Fesr. Abbiamo tutti un problema, non solo questo governo regionale, ed è quello di una struttura amministrativa che spende lentamente i fondi comunitari e si concentra su quelli regionali. Occorre fare un salto nella mentalità amministrativa, ma il Piano azione e coesione da una mano per spendere più velocemente e per ottenere risultati".

Il presidente del consiglio regionale, Claudia Lombardo, ha chiesto l'intervento del presidnte della Regione, Ugo Cappellacci, perchè venga garantita la tutela dei rappresentanti dell'assemblea sarda negli enti regionali. La Lombardo, in una lettera inviata al capo dell'esecutivo regionale, si riferiva al caso del consigliere regionale del Pd, Antonio Solinas, espulso dalla sede della Società Bonifiche Sarde, nella quale si svolgeva un'assembla dei lavoratori organizzata da Cgil, Cisl e Uil. "Purtroppo sono costretta a constatare – ha scritto la Lombardo - come debba nuovamente intervenire a garanzia delle prerogative dei consiglieri regionali, rispetto a comportamenti adottati da persone preposte a gestire enti regionali. Nel caso specifico, il consigliere regionale Antonio Solinas ha sottoposto all'attenzione della presidenza del consiglio regionale un episodio increscioso, che si è verificato presso la sede della Società Bonifiche Sarde di Arborea, dove era in corso un'assemblea dei lavoratori dell'azienda aderenti alle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil. All'assemblea - ha sottolineato la Lombardo - il consigliere Solinas partecipava in quanto espressamente invitato dai lavoratori e dalle rappresentanze sindacali, in qualità di eletto in quel territorio e, quindi, nella piena funzione del proprio mandato. Questa presenza non è stata tollerata dal commissario della SBS, il quale ha disposto, per il tramite di una guardia giurata, l'allontanamento del consigliere Solinas fuori dai cancelli dell'azienda. A questo punto i lavoratori, per protesta contro l'intervento del commissario, hanno preferito proseguire l'assemblea all'aperto e sotto la pioggia, al fine di consentire al consigliere Solinas di parteciparvi. Il ripetersi di comportamenti che raffigurano veri e propri sgarbi istituzionali, come quello richiamato sia nella presente e sia in una mia precedente comunicazione riguardo la consigliera Barracciu - ha concluso la Lombardo - mi induce a chiederle di intervenire, senza indugio e con la necessaria fermezza, al fine di garantire il compiuto rispetto del principio di collaborazione, cui sono tenuti i responsabili degli uffici regionali e i nominati negli enti nei confronti dei consiglieri regionali”.

Cambia la norma sulle province: gli organi in carica decadranno a scadenza naturale. Un sub-emendamento alla manovra, approvato dalle commissioni Bilancio e Finanze della Camera, corregge la formulazione dell'emendamento presentato dal governo, che prevedeva la decadenza per gli organi in carica delle amministrazioni provinciali entro il 31 marzo 2013, in vista della riforma stabilita dalla manovra. La scadenza non sarà, quindi, anticipata e per gli organi provinciali che dovevano essere rinnovati in primavera non si andrà più al voto ma saranno nominati dei commissari ad acta.

Entrerà in funzione il prossimo 2 gennaio l'impianto per il trattamento dei rifiuti di Arborea, realizzato nel Cirras dalla Intercantieri Vittadello per conto del Consorzio Industriale di Oristano. Col nuovo anno i comuni del bacino provinciale oristanese dovranno conferire i rifiuti, classificati come umido e secco, nella struttura che la Regione ha chiesto fosse attivata subito. Nel Centro Sardegna, infatti, la situazione è di estrema difficoltà. L'impianto della società Tossilo, a Macomer, diventato punto di riferimento per il conferimento dei rifiuti di molti comuni, deve a sua volta ricorrere alla discarica di Ozieri, dove si è prossimi alla saturazione. Da qui la necessità di aprire ad Arborea quanto prima, senza attendere la primavera prossima, così come ipotizzato in precedenza. Nei giorni scorsi l'amministrazione provinciale di Oristano ha concesso le autorizzazioni necessarie, e nel Cirras sono già iniziate le prove di lavorazione. Dal 2 gennaio, invece, si partirà a pieno ritmo. Il rifiuto “umido” verrà trasformato in compost, quello secco sarà oggetto di una vagliatura e una parte accantonata per un compost di minore qualità, mentre un'altra parte sarà stoccata in cdr nell'attesa di capire se dovrà poi essere incenerita. Ad Arborea, dove lavoreranno una ventina di addetti, dovranno essere realizzate le piattaforme per la gestione degli altri rifiuti, come la plastica, il vetro e l'alluminio. I responsabili del Consorzio Industriale di Oristano in questi giorni stanno concentrando la loro attenzione sulla stipula delle convenzioni coi comuni. Secondo quanto riferito dal direttore dell'ente consortile, Marcello Siddu, la tariffazione approvata dalla Regione è in linea coi listini regionali, nonostante nel secco, ad esempio, si debba mettere in conto anche una quota di 29 euro a tonnellata necessaria per pagare il conto alla Intercantieri Vittadello, che ha anticipato col projet financing buona parte delle risorse economiche utilizzate nella realizzazione. Quasi tutte le amministrazioni dovrebbero ottenere qualche risparmio in termini di spese di trasporto, visto che il conferimento dei rifiuti, d'ora in avanti, avverrà in una struttura all'interno della circoscrizione provinciale e in una posizione baricentrica sul territorio.

Il consiglio generale della Fondazione Sa Sartiglia ha approvato le linee per favorire l’ingresso nella Fondazione di nuovi soci, come la Camera di Commercio e la Pro loco. Sarà compito del presidente, Antonello Ghiani, e del Consiglio di amministrazione, insieme agli organi tecnici della Fondazione, dare corso alle decisioni del Consiglio generale. Ieri sera, nella sala riunioni del palazzo Campus Colonna, si sono ritrovati assieme al Consiglio generale, per fare il punto della situazione sullo stato di salute della Fondazione a cinque anni dalla nascita, ed esaminare un ricco ordine del giorno, anche i componenti del Consiglio di amministrazione e il revisore dei conti. Il Consiglio generale ha preso atto delle difficoltà economiche, determinate dalla riduzione dei finanziamenti da parte della Regione, anche se in parte attenuate dal contributo straordinario deciso dal commissario del comune di Oristano, Antonello Ghiani, che ha consentito il salvataggio della Fondazione. Per consolidare i conti della Fondazione si intensificheranno gli sforzi per la promozione della manifestazione, favorendo la presenza di sponsor pubblici e privati, nei sempre più numerosi strumenti di comunicazione a disposizione della Fondazione (internet, prodotti editoriali, diretta televisiva). Di particolare rilievo, l’intervento diretto della Camera di Commercio di Oristano, il cui presidente, Pietrino Scanu, ha partecipato alla seduta del Consiglio generale della Fondazione, ma anche la possibilità di sfruttare adeguatamente le opportunità offerte dalla titolarità delle immagini televisive della Sartiglia. Il Consiglio generale ha, quindi, approvato il bilancio dell’esercizio 2010, e manifestato soddisfazione per la decisione del Commissario Ghiani di destinare una parte dei locali dell’Hospitalis Sancti Antoni alla Fondazione e al Centro di documentazione sulla Sartiglia.

La direzione provinciale dell’Inps di Oristano comunica che nella mattinata di lunedì 19  dicembre, in coincidenza con lo sciopero generale del pubblico impiego, proclamato da alcune organizzazioni sindacali a livello nazionale,  il servizio di sportello e di comunicazione con l’utenza nella sede provinciale dell’Inps e nell’agenzia di Ghilarza potrebbe essere sospeso. Per qualsiasi richiesta di informazione è comunque sempre attivo il numero telefonico del Call Center dell’Inps  803164.

Sabato 17 dicembre, ad Oristano, al Teatro Garau, a partire dalle ore 21, riflettori puntati su “I Solisti Veneti” diretti da Claudio Scimone. La prestigiosa orchestra da camera, che nel 2010 ha festeggiato il cinquantenario della sua istituzione, ritorna nella città di Eleonora dopo ben quindici anni. Un motivo in più per non mancare all'appuntamento proposto dall'Ente Concerti "Alba Pani Passino", con il contributo della Regione, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Fondazione Banco di Sardegna, della Provincia e del Comune di Oristano. Il programma del concerto spazia da Vivaldi ("L'inverno" e il Concerto in re maggiore RV 93 per mandolino e archi) a Rossini (Variazioni in mi bemolle maggiore per clarinetto e archi su temi di "Mosè in Egitto" e "La Donna del Lago"), da Chopin (Variazioni sul tema del Rondò "Non più mesta" dalla "Cenerentola" di Rossini per ottavino e archi) a Giovanni Bottesini (Fantasia su "La Sonnambula" di Bellini per contrabbasso e archi), a Pablo de Sarasate ("Fantasia dall'opera Carmen" op. 25 per violino e archi). In scaletta anche pagine di musica in sintonia con il clima del Natale in arrivo come"Adeste fideles", "Jingle Bells" e "Stille Nacht". Sabato mattina (ore 11), al Teatro Garau, prove aperte de “I Solisti Veneti” riservate agli studenti del liceo classico "De Castro", che potranno così seguire la messa a punto del concerto. Un'iniziativa voluta da Claudio Scimone, da sempre impegnato nella diffusione della grande musica fra i giovani. Fondati nel 1959 dallo stesso direttore padovano, “I Solisti Veneti” approdano a Oristano con il loro prestigioso bagaglio di esperienze, che conta oltre cinquemila concerti, tenuti in più di ottanta Paesi e nei principali festival internazionali (compresa una trentina di apparizioni al Festival di Salisburgo), 360 titoli fra CD, LP, DVD, e una ricca serie di pubblicazioni e di attività culturali e promozionali. Nel loro ricco palmarès figurano il Premio Grammy di Los Angeles, il Grand Prix du Disque dell'Academie Charles Cros di Parigi, quello dell'Académie du Disque Lyrique di Parigi, i Premi della Critica Discografica italiana e belga, la Elisabeth Memorial Medal di Londra, e (nel 2008) il Premio "Una vita nella musica" dell'Associazione.

Venerdì 16 dicembre, alle 21, al Teatro Garau di Oristano,  “Va Pensiero, 150 anni di musica italiana”, concerto della “Banda musicale Santa Cecilia”, della “Banda Giuseppe Verdi” di Sassari e de Su Concordu Oristinesu “Gli Shardana di Ichnusa” . Con questo concerto i musicisti vogliono celebrare 150 anni di musica italiana e di grandi tradizioni popolari. La banda musicale Santa Cecilia, che vanta 102 anni di attività, è anche la banda ufficiale dell’Università di Aristan, nata da un’intuizione del “geniaccio” Filippo Martinez.  Nel corso della serata, un docente della Facoltà di Scienze della Felicità (Corso di Teoria e Tecniche di Salvezza dell’Umanità) presenterà le finalità del nuovo, interessante insegnamento, che per poter decollare necessita, entro il 25 dicembre, di 380 iscrizioni, così come si legge nel sito www.aristan.it . “Quella di Aristan potrà essere un'università rivoluzionaria. Un ateneo sommamente politico. Concepito solo per la Polis, nel rispetto profondo di un’etimologia dimenticata. Un ateneo ove non si perseguiranno falsi scopi: i docenti trasformeranno in materie d’insegnamento le passioni della loro vita e gli studenti si iscriveranno solo per il libidinoso piacere della conoscenza (la laurea conseguita, infatti, non ha alcun valore legale). Un ateneo che potrebbe costituire un solido, agguerrito, autorevole punto di riferimento per chi, coraggioso ma sempre più isolato, si batte contro l’epidemia feroce d’idiozia che sta mettendo a rischio l’esistenza stessa del Pianeta. Perché questo ateneo possa esistere, però, dobbiamo trovare almeno 380 complici. Non disponiamo di fondi per una campagna di comunicazione a pagamento, dobbiamo agire sul territorio, con incontri e passa parola. Il termine ultimo per le iscrizioni è il 25 dicembre; il verdetto della Polis sarà inappellabile: se non raggiungeremo la quota minima l’Università di Aristan non potrà ospitare alcuna facoltà di Scienze della Felicità né distribuire alcuna laurea di Teoria e Tecniche di Salvezza dell’Umanità. “E sarebbe un peccato”. Questo, quanto si legge nel sito. Per quanto riguarda le iscrizioni, ltassa d’iscrizione annuale ordinaria è di  190 euro; per i giovani (26 anni) 140 euro, mentre per i  ragazzi (20 anni) solo 90 euro. Per le “Coppie di diritto o di fatto”, tassa unica di iscrizione € 290 (invece che € 190 + 190). Alle coppie che avessero già versato la quota di iscrizione ordinaria verrà restituita la parte non dovuta. Al momento dell'iscrizione si dovrà versare soltanto un anticipo di € 70 a persona, che verrà reso immediatamente qualora l'Università non dovesse raggiungere i 380 iscritti entro il 25 dicembre. Il saldo della quota dovrà essere effettuato dopo l'avvio delle attività accademiche, e, comunqu, non oltre il 31 gennaio 2012.

 

Cerca per parola chiave
 

< giugno 2013 >
L
M
M
G
V
S
D
     
1
2
3
4
5
6
7
8
9
11
14
15
16
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
             

NOTIZIE DALL'ITALIA

Brasile, nuove manifestazioni contro i Mondiali di calcio 2014

Misure alternative al carcere via libera in Commissione della Camera

Unhcr, il rapporto 2013 sui rifugiati: nessuna invasione dell'Italia

De Gregorio chiede perdono a Prodi

Chrysler, accordo con autorità Usa: verifica per 2,7 milioni di Jeep

Prandelli: "Del Giappone temo Zaccheroni"

Afghanistan, uccisi 4 soldati americani

Prandelli, Under 21 brava lo stesso

Basket: Biella, iscrizione in Lega Gold

Roma:vicino arrivo giovane croato Jedvaj

Doping: velocista Campbell sospesa

De Rossi, il mio futuro e' domani

News di Topnews - ANSA.it Afghanistan, uccisi 4 soldati americani

De Gregorio chiede perdono a Prodi

Imu-Cig: sì Camera a Dl con 447 voti

Siria:Bonino, no onda islamica da Italia

Bersani, mai da me scherzo a Letta

Turchia: Onu, appello Ban a moderazione


DIZIONARI ON LINE
cerca:  

Articoli
cronaca (607)
cultura (17)
Musica e spettacolo (6)
poilitica (1)
Politica (941)
politiche (1)
posta dei lettori (8)
salute (13)
sport (27)
strettamente personale (32)

Catalogati per mese

Articoli piu letti
Gli interventi più cliccati
Ultimi_commenti
Oh Guido! ...inparac...
18/06/2013 @ 23:05:23
Di  Assessoreallagricolturachenonce
Chi vivrà vedrà.......
18/06/2013 @ 19:02:24
Di Vittorio Feltri
W la giunta Tendas, ...
18/06/2013 @ 18:44:30
Di C. MARX

Titolo
Bianco e nero (1)
cronaca (1)

Le fotografie più cliccate

Trovato  1 Album

Titolo
Listening
Musica...

Reading
Libri...

Watching
Film...






Ci sono 91 persone collegate

19/06/2013 @ 6.01.58
script eseguito in 1391 ms