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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Di greg (del 07/09/2010 @ 16:15:35, in cronaca, linkato 278 volte)
Nelle prossime settimane, se non si trovano soluzioni adeguate, in diversi comuni della Sardegna saranno a rischio gli stipendi, il pagamento delle fatture e dei lavori ai fornitori". Lo ha denunciato Davide Paderi, segretario della Fp-Cisl regionale, precisando che il problema riguarda soprattutto i piccoli comuni, cioè quelli esclusi dai vincoli del cosiddetto "patto di stabilità". "Ai tagli nazionali ora si aggiunge la difficoltà della Regione che, ci risulta, abbia annunciato che i trasferimenti agli enti locali, come pure il Fondo Unico, sono bloccati e, per via del patto di stabilità, che vincola la Regione, tutti i pagamenti sono rinviati ai primi mesi del 2011. Il vincolo del patto di stabilità - ha spiegato Paderi, che ha invitato la Regione ad aprire un tavolo con le parti sociali, Anci e Ups -, sta colpendo in maniera indiretta i piccoli comuni. Se non si trova una soluzione tutti i settori produttivi legati agli appalti e lavori pubblici sono a rischio, come sono a rischio anche le spettanze dei dipendenti e dei fornitori di beni e servizi. Le imprese faranno causa alle stazioni appaltanti (Comuni, Provincie, Consorzi, ed anche alla stessa Regione), in quanto forti dei contratti di appalto dove sono previste modalità e tempi per i pagamenti, e chiederanno i danni a cui andranno inevitabilmente incontro, a causa dei tardivi versamenti di Iva, Irpef, Irap, Inps, Inail, oltre alle cause di lavoro da parte dei dipendenti che non potranno essere pagati; i fidi della banche che verranno revocati, i fallimenti cui dovremo assistere; le opere incompiute. Ci risulta, peraltro, che altre Regioni – ha sostenuto ancora Paderi -, abbiano “sforato” il patto di stabilità e inoltrato ricorso per far valere diversi criteri di calcolo che tengano conto del saldo fra entrate ed uscite e non solo delle uscite in termini assoluti. Ovviamente, questo tema delicato, e che deve portare tutti i soggetti responsabili ad assumere iniziative e aprire un tavolo istituzionale e sociale, è strettamente legato al discorso ampio e urgente della vertenza con lo Stato e, nello specifico, a quella sulle entrate".
“Con questa seduta, di fatto, cominciamo la stagione delle riforme, anche se in un'aula distratta, che pensa ad altro. Alla presidente Lombardo chiediamo che metta in calendario la più importante delle riforme, quella sullo Statuto". E' iniziata così, con il richiamo del capogruppo del Pd, Mario Bruno, ad avviare la stagione riformatrice, la seduta del consiglio regionale dedicata alle mozioni sulla vertenza entrate, una del centrosinistra, l'altra dell'Udc. Alla presenza della giunta regionale, quasi al completo, Bruno ha illustrato la mozione, ricordando la battaglia unitaria guidata dall'ex presidente della Regione, Renato Soru, e il mancato rispetto degli accordi da parte del governo Berlusconi. "Siamo fortemente preoccupati - ha detto il capogruppo del Pd -. Ad oggi non ci sono fatti nuovi, se non l'atteggiamento di subalternità politica nei confronti del governo. All'appello alla Sardegna mancano due miliardi e mezzo". Chiaramente meno critico nei confronti della giunta Giulio Steri dell’Udc, che ha illustrato la seconda mozione. Steri, dopo aver parlato di "…fuga in avanti dell'opposizione, che ha fatto venir meno la possibilità di posizione unitaria", ha poi sostenuto l'inutilità delle norme di attuazione e ha definito "inaccettabili" le dichiarazioni del viceministro, Giuseppe Vegas, su tempi e modi dei trasferimenti alla Regione. "Il comportamento globale dello Stato nei confronti della nostra regione - ha detto Steri - è inaccettabile. Occorre una battaglia contro lo Stato, a maggior ragione alla luce della riforma del titolo V". In serata c’è stata la replica di Cappellacci, che ha letto una comunicazione, inviata ieri dal viceministro dell’Economia, Giuseppe Vegas.“ Il nuovo sistema finanziario regionale - si legge nel documento - entra a regime dal 2010, con il governo che darà puntuale e corretta applicazione all'accordo del 2006. L'amministrazione sta già attuando tutte le procedure che non necessitano di meccanismi di calcolo ulteriori". Cappellacci ha anche annunciato che la commissione paritetica che dovrà dare il via libera alle norme transitorie è stata convocata per il 20 settembre. "Alla luce di queste conferme - ha detto il presidente Cappellacci - che senso ha contrapporsi al governo? Se dovessero venir meno gli impegni dello Stato, saremo noi stessi a reagire e a richiedere la convocazione del consiglio. Non intendiamo fare sconti a nessuno - ha ribadito - ma non vediamo la necessità di interrompere un processo che è già in corso, come dimostra la comunicazione ufficiale del governo". Insomma, più genuflesso di così… In tarda serata, il consiglio regionale ha poi respinto la mozione del centrosinistra, che impegnava la giunta a una mobilitazione con lo Stato sulla vertenza entrate. Prima della bocciatura della mozione, in sede di controreplica Giulio Steri, per l'Udc, aveva ribadito "…la scarsa fiducia nel governo", annunciato il ritiro della mozione del suo gruppo. "Un buon padre di famiglia - ha detto il consigliere regionale - avrebbe accantonato le somme da trasferire. Comunque, visto quanto detto dal presidente Cappellacci, ritiriamo la mozione e gli chiediamo di riferire all'aula subito dopo la riunione della commissione paritetica". Per il centrosinistra è stato l'ex presidente della Regione, Renato Soru, a confermare la decisione dell'opposizione di non ritirare la sua mozione. "Alla Sardegna mancano 1 miliardo 600 milioni di euro per il 2010 e per i prossimi anni", ha detto Soru. "La lettera di Vegas arriva guarda caso oggi, ma non ci rassicura perchè ricordiamo un decreto firmato dal presidente Berlusconi che finanziava la Sassari-Olbia e, qualche tempo dopo, è diventato carta straccia. Mostrate quella lettera ai pastori e ditegli di usarla con la banche o per comprare mangimi. Mostratela ai lavoratori della scuola che manifestano. Anche la lettera - ha detto Soru - è un'acrobazia. E anche sulla riunione del 20 non sappiamo se sarà risolutiva, visto che metterà in moto un iter lungo, che si scontra con una situazione complicata a livello nazionale. Qui c'è una Sardegna che non crede più al governo nazionale - ha concluso Soru – di cui voi siete sudditi e sottomessi, e vi accontentate solo di leggere una letterina. Auguri alla Sardegna".
Il futuro della piazza di fronte alle case minime, ad Oristano, sarà deciso dalla giunta Nonnis con il concorso dei residenti. E’ quanto hanno “promesso” il sindaco, Angela Nonnis, e la giunta comunale ad una delegazione di abitanti del quartiere, nel corso di un incontro che si è tenuto al palazzo Campus Colonna, ed al quale hanno partecipato anche i capigruppo consiliari. “L’idea è quella di rendere quell’area vivibile e fruibile da parte di tutti gli abitanti del quartiere – hanno detto il sindaco e l’assessore Andrea Lutzu -. In questi anni molto è stato fatto, recuperando un’area degradata e garantendo un’abitazione decorosa a famiglie che prima vivevano in edifici fatiscenti. È stata fatta la bonifica dell’area e la pulizia, ed ora rimane da decidere che futuro prevedere per la piazza. Il progetto originario prevedeva la realizzazione di un’area dove potesse trovare sistemazione anche il mercatino rionale che, dunque, lascerà le vie Aristana ed Arborea. Dall’incontro è emersa la conferma della volontà dello spostamento del mercatino, ma anche quella di prevedere una importante funzione sociale dell’area. Abbiamo la possibilità di programmare il futuro urbanistico di quell’area ma, soprattutto, di indirizzarne l’utilizzo in funzione sociale – ha aggiunto il sindaco Nonnis -. Per questo motivo è fondamentale il confronto con gli abitanti del quartiere. Qualsiasi scelta dovrà tenere conto delle risorse a disposizione, che ammontano a circa 610 mila euro”. “Il progetto si è rimesso in moto dopo che la competenza sulla progettazione è passata dall’Area (l’ex Iacp) al Comune – ha affermato l’assessore Lutzu -. Una volta risolto questo problema abbiamo iniziato a concentrarci sull’utilizzo delle somme disponibili. Del finanziamento originario di 833 mila euro, 224 mila sono stati impiegati per la demolizione dell’ultimo gruppo di case minime e la bonifica dell’area. Adesso, dunque, con il concorso dei residenti, possiamo rimodulare il progetto sulla base dei fondi disponibili e della destinazione che vorremo assicurare a quello spazio”.
Roberto Scema, Mario Tendas, Gian Gavino Buttu, Francesco Federico, Battista Ghisu e Giuseppe Marras, consiglieri provinciali del Partito Democratico, hanno proposto all’attenzione ed all’approvazione del consiglio provinciale di Oristano un ordine del giorno sull’ “Iniziativa dell’amministrazione provinciale di Oristano in difesa del sistema dell’istruzione pubblica in Sardegna e nella provincia di Oristano”. Questo, il testo: Il consiglio provinciale, preso atto che, come nel resto del Paese, anche nella nostra isola linizio dell’anno scolastico 2010 – 2011 è caratterizzato da un clima di forte tensione, in conseguenza dei devastanti effetti della riforma Gelmini, dei tagli operati agli organici in seguito alle ultime manovre finanziarie del governo, delle proteste dei lavoratori precari, delle famiglie, delle amministrazioni locali interessate; evidenziato che il processo di ridimensionamento della scuola pubblica segnerà nei prossimi mesi un’altra tappa decisiva, con la revisione dei punti di erogazione, che cancelleranno un gran numero di scuole, in particolare nelle aree dell’interno provocando, per riflesso, il sovraffollamento delle scuole nei centri più grandi e nelle città; il tutto a scapito della qualità dell’offerta formativa; sottolineato che tale evenienza sta contribuendo, e contribuirà ulteriormente, allo spopolamento ed alla desertificazione di territori già duramente colpiti dal decremento demografico e dalle congiunture economico – sociali quali quelli delle aree dell’interno, anche della nostra provincia; ribadito che la Regione in virtù della propria specialità, può e deve reclamare dal ministero della Istruzione adeguata considerazione delle caratteristiche, culturali, sociali, economiche, demografiche dell’isola e dei suoi territori; ritenuto che l’amministrazione provinciale, in virtù del ruolo ad essa assegnato, abbia il dovere di difendere il sistema formativo pubblico, con riferimento sia alla istruzione dell’obbligo, che a quella superiore: impegna il presidente della Provincia, la giunta e il consiglio provinciale a richiedere, al più presto, l’apertura di un tavolo tecnico con la Regione , finalizzato a ribadire la centralità della istruzione pubblica in Sardegna e, in particolare, in provincia di Oristano, elaborando proposte concrete tese ad arginare il ridimensionamento in atto, in difesa del diritto allo studio degli studenti sardi e del diritto al lavoro dei lavoratori interessati.
Denunciati ieri dalla polizia per emissione molesta di musica, nonostante il divieto disposto dal sindaco di Oristano, i titolari di un chiosco bar della marina di Torregrande non hanno desistito e, stamattina, hanno riacceso l'impianto. Sorpresi da agenti della questura di Oristano, gli esercenti si sono visti sequestrare l'apparecchiatura. I reati contestati sono violazione di ordine emesso dall'autorità e disturbo all'occupazione e al riposo delle persone. La polizia ha proposto al comune di Oristano di adottare, nei confronti del chiosco bar, ulteriori provvedimenti sanzionatori di carattere amministrativo.
La comunità diocesana si appresta a celebrare l’8 settembre la festa della Madonna del Rimedio, patrona con Sant’Archelao della Chiesa arborense. La celebrazione annuale, che conserva le caratteristiche delle antiche sagre religiose sarde, richiama un considerevole numero di fedeli da tutta la Sardegna. Dopo il ricordo odierno dell’incoronazione del Simulacro, avvenuta nel 1952, domani festa della Natività, che è stata preceduta, come tutti gli anni, da un novenario particolarmente partecipato. L’8 settembre le messe si svolgeranno ogni ora, dalle 5 fino alle 12 e dalle 17 e alle 18.30, con la concelebrazione presieduta dall’arcivescovo Ignazio Sanna sul piazzale del santuario. L’ultima celebrazione si terrà alle 21.
Sabato 11 e domenica 12 settembre si terrà, a Laconi, la Festa Democratica, organizzata dal locale Circolo del Pd. Il programma prevede, per sabato 11 settembre, alle 17, la presentazione della manifestazione, presso il Centro culturale. Al termine, iscrizioni e inizio della"Caccia al Tesoro". Alle 21, nel piazzale Palazzo Aymerich, la compagnia teatrale Barbariciridicoli” presenterà la commedia in limba, di Francesca Pinna e Tino Belloni: "Sindigu pro una die". Domenica 12 settembre, presso il cine-teatro "De Andrè", dibattito sul tema politico della festa "Vivere le zone interne, oggi", con il deputato del Pd,Caterina Pes, che interverrà su: "Problemi della scuola: ricadute nella nostra zona". A seguire, il consigliere regionale del Pd, Antonio Solinas, tratterà il tema: "I problemi del mondo agro-pastorale: proposte per affrontare la crisi". Sarà, quindi, la volta di Gian Valerio Sanna, consigliere regionale del Partito Demoratico ed ex assessore regionale all’Urbanistica, che si occuperà de " Le zone interne, penalizzate anche dalla mancata attuazione del Ppr, il Piano paesaggistico regionale". A tirare le conclusioni sarà, invece, il segretario provinciale del Pd, Gianni Sanna. La festa proseguirà, alle 13.30, con il pranzo, nel Parco Aymerich, nella zona Castello, e , alle 15.30, con il secondo round e la conclusione della "Caccia al tesoro". Alle 21, intrattenimento musicale con Fabio Concu e la sua orchestra.
Di pig (del 05/09/2010 @ 18:00:23, in cronaca, linkato 642 volte)
Sull’economico e vantaggiosissimo aeroporto di Fenosu abbiamo letto in questi giorni, sui quotidiani locali, tutto e il contrario di tutto. Da articoli-spot, che prevedevano per l’Ernesto Campanelli un futuro a dir poco roseo, ad altri che ipotizzavano per La Sogeaor, la società che gestisce l’aeroporto di Oristano, mesi assai più turbolenti. Abbiamo anche letto quanto hanno detto alcuni illuminati politici nostrani, che hanno stigmatizzato il comportamento della Regione, che pare non abbia alcuna intenzione di elargire ulteriori mega finanziamenti per un aeroporto che sta rischiando, seriamente, se non arriveranno vagonate di soldi freschi, di portare i libri in tribunale. Né, tantomeno, la giunta Cappellacci sembra intenzionata a concedere la continuità territoriale ad un piccolo, insignificante aeroporto come quello di Fenosu, e metterlo così in competizione con quello di Tortolì (a conferma che i consiglieri regionali oristanesi del centro-destra contano come il due di picche). Attilio Dedoni, consigliere regionale dei Riformatori (eletto in provincia di Oristano), ha criticato il comportamento della giunta Cappellacci e della maggioranza di centro-destra, di cui fa parte a pieno titolo, mentre Antonio Solinas (Pd) si è meravigliato delle dichiarazioni di Dedoni, invitandolo ad essere conseguente e ad abbandonare la maggioranza, ed ha ribadito l’importanza che avrebbe per il centrosinistra l’aeroporto di Oristano per lo sviluppo del territorio (la giunta Soru aveva fatto investimenti importanti ma, è bene sottilinearlo, soprattutto per le infrastrutture. ndr). Quanto sostenuto da Dedoni e Solinas, al di là del colore politico, rientra nel gioco delle parti, visto che entrambi debbono salvaguardare e tenere buono, anche in prospettiva futura, il loro bacino elettorale. Le aspre critiche di Dedoni non hanno però trovato sponda alcuna da parte dell’assessore regionale pro-tempore, Giuliano Uras (Udc), nè da parte di altri due consiglieri regionali oristanesi, Oscar Cherchi e Mario Diana (entrambi, a Cagliari, del Pdl) che, essendo occupati a contendersi la poltrona di un assessorato nel futuro esecutivo regionale, non possono certo andare contro le decisioni dell’attuale giunta destrorsa e mettere così in pericolo l’eventuale prestigioso incarico. E poi per che cosa? Per la sopravvivenza di un aeroporto di cui molti hanno già recitato il “de profundis”? Come si possa, poi, conciliare la delega dell’incarico di assessore ad uno dei due, col fatto che Cappellacci voglia varare un esecutivo di forte spessore politico, rimane un vero mistero. Misteri della politica a parte, a noi che, invece, non abbiamo alcun bacino elettorale da salvaguardare e che sull’aeroporto di Fenosu, e sulla sua gestione, abbiamo sempre detto senza metafora alcuna ciò che pensiamo, quello che importa è non tanto il desiderio di mandare a ramengo quanto è stato, talvolta grossolanamente, messo in piedi finora ma, visto che paghiamo le tasse come tanti altri cittadini onesti, quello di capire in che modo vengono gestiti i soldi pubblici, tra i quali ci sono anche i nostri pochi ma sudatissimi centesimi. Noi non abbiamo chiesto copia di alcun contratto (come peraltro in maniera legittima ha fatto il consigliere provinciale del Pd, Francesco Federico, che se non riceverà il documento si rivolgerà alla Procura della Repubblica) ma, come cittadini, vogliamo sapere se il nostro danaro è stato gestito in maniera oculata. Ed è proprio la gestione dei soldi pubblici per mandare avanti l’aeroporto da parte dei rappresentanti del centro-destra che, politicamente, il centrosinistra ha sempre contestato, definendola onerosa ed assurda. Certo dei dubbi sorgono, se pensiamo che il debito, a metà anno, ha toccato l’enorme cifra dei due milioni di euro e che, alla fine del 2010, anche se la cose andassero in maniera ottimale, il buco (anche se, forse, sarebbe meglio parlare di “cratere”) raggiungerebbe, comunque, i tre milioni e mezzo di euro. Una cifra iperbolica. Se a ciò si aggiunge il sopravvenuto stop alle ricapitalizzazioni da parte del governo nazionale di centro-destra, e il niet a rifinanziamenti cospicui da parte di Regione, Provincia, Comune e Camera di Commercio (totalmente solidali con la Sogeaor e decisi, a parole, a trovare una soluzione per l’aeroporto di Fenosu, fino a che, però, non bisogna aprire i cordoni della borsa, dove peraltro i soldi scarseggiano) si ha un quadro abbastanza realistico di quale futuro oscuro attenda l’aeroporto di Oristano. Come uscire, allora, da questa tenebrosa situazione? Alla fine dell’anno dovrebbe scadere il salato contratto con la compagnia olandese Denim Air, che ha concesso in affitto aerei “all’avanguardia” come i Fokker 50, con la scritta "Flyoristano" (per 350 mila euro, a cui vanno aggiunti 150 mila euro per il carburante e il costo dell’equipaggio, per un totale complessivo di circa 500 mila euro). Contratto che una società come la Sogeaor non può reggere a lungo, considerati i debiti da ripianare, le spese per la manutenzione generale dello scalo ed i costi del personale (una trentina di dipendenti, che, secondo i più, sono un numero assurdo per un aeroporto di così basso livello). Detto che occorre, prima di tutto, un piano industriale serio, e una diversificazione dell’aeroporto (trasformandolo, soprattutto, in scalo merci, con pochissime e non onerose tratte per i passeggeri) che lo differenzi dagli altri scali isolani, se non si vuole rischiare il fallimento è oramai imprescindibile la cessione della maggioranza delle quote ai privati. A società che già operano nel settore e che riescano a portare avanti la gestione di un piccolo aeroporto, senza essere costretti a dover costantemente attingere dalle tasche dei contribuenti. Questa è solo una parziale, timida ipotesi. A meno che, per richiamare tanta gente nello scalo oristanese, non si voglia trasformare l’aeroporto di Fenosu in luogo stabile per concerti. Non è stato forse il sindaco di Oristano, Angela Nonnis, a sostenere, dopo il concerto di Ligabue (a nostro avviso “deleterio”), che Oristano poteva essere considerata, finalmente, una città turistica?
Di greg (del 03/09/2010 @ 13:33:30, in cronaca, linkato 376 volte)
“A proposito della bocciatura della Regione, dopo le verifiche ministeriali degli adempimenti previsti nel piano di rientro del disavanzo, l'assessore regionale alla Sanità Liori sembrerebbe non ricordare che è da più di un anno e mezzo che riveste la carica di assessore. Gioverebbe rammentare che la giunta precedente ha siglato l'accordo per il piano di rientro tre anni fa, per l'esattezza il 30 luglio 2007”. Questo quanto si legge, fra l’altro in un documento, del Forum Sanità Rdi accedere a oltre 108 milioni di euro di finanziamenti; nel gennaio 2009, a un mese dalle elezioni regionali, il ministero ha espresso parere favorevole all'erogazione di ulteriori 55 milioni di euro", si legge nel documento, in riferimento a quanto avvenuto nella scorsa legislatura regionale, sotto l'amministrazione Soru. "Nei successivi 18 mesi, con Liori assessore regionale alla Sanità, si sono potute registrare solo solenni bocciature da parte del governo amico di Roma, alle verifiche che si sono succedute. Tutto ciò ha impedito, definitivamente, alla nostra Regione di poter accedere alla parte residua dei finanziamenti governativi (14 milioni di euro) che dovevano essere erogati nel marzo 2010. Quattordici milioni persi – si legge ancora nel documento del Pd - per responsabilità di questa giunta regionale, che potevano essere investiti, per esempio, in nuove tecnologie ospedaliere o nel rifinanziamento del fondo della non autosufficienza. E' una solenne bocciatura, per la vaghezza dei contenuti e l'inconsistenza del metodo utilizzato, del Patto del Buon Governo del sistema sanitario regionale (DGR 20/7 del 19 maggio 2010), a suo tempo orgogliosamente presentato dall'assessore Liori e da quello del bilancio La Spisa, come baluardo per combattere l'inefficienza e gli sprechi nelle Aziende Sanitarie. L'assessore Liori continua a giocare a rimpiattino - conclude il Pd -, attribuendo a chi lo ha preceduto responsabilità tutte sue, ma ancora non si è reso conto che il giocattolo si è rotto e i cittadini sardi non si divertono più'".
“Gli aumenti delle tariffe del trasporto pubblico urbano sono destinati a incidere pesantemente sulle tasche dei cittadini e disincentivano l’utilizzo dei mezzi pubblici”. Il sindaco di Oristano, Angela Nonnis, e l’assessore ai Trasporti, Alessio Putzu, hanno scritto una lettera di protesta alla Regione, con la quale evidenziano i disagi provocati dall’aumento dei biglietti degli autobus. “In città gli aumenti superano il 40% - hanno spiegato il sindaco Nonnis e l’assessore Putzu -. Nel momento in cui si cerca di incentivare l’utilizzo del mezzo pubblico viene difficile spiegare a un cittadino che il biglietto aumenta da 70 centesimi a 1 Euro. È un rincaro che colpisce pesantemente le categorie più deboli, gli anziani e gli studenti, che più di tutti utilizzano il trasporto pubblico”. Nella nota, inviata al presidente della Regione, Ugo Cappellacci, all’assessore regionale, Liliana Lorettu e, per conoscenza, ai dirigenti dell’Arst, il sindaco Nonnis e l’assessore Putzu lamentano il mancato coinvolgimento del comune di Oristano: “La Regione non ci ha coinvolti prima, né informati dopo. Probabilmente, un confronto preventivo avrebbe consentito di limitare i disagi, che in questi giorni stanno provocando le inevitabili proteste dei cittadini e, magari, avrebbe consentito di trovare soluzioni alternative”.“Gli aumenti delle tariffe del trasporto pubblico urbano sono destinati a incidere pesantemente sulle tasche dei cittadini e disincentivano l’utilizzo dei mezzi pubblici”. Il sindaco di Oristano, Angela Nonnis, e l’assessore ai Trasporti, Alessio Putzu, hanno scritto una lettera di protesta alla Regione, con la quale evidenziano i disagi provocati dall’aumento dei biglietti degli autobus. “In città gli aumenti superano il 40% - hanno spiegato il sindaco Nonnis e l’assessore Putzu -. Nel momento in cui si cerca di incentivare l’utilizzo del mezzo pubblico viene difficile spiegare a un cittadino che il biglietto aumenta da 70 centesimi a 1 Euro. È un rincaro che colpisce pesantemente le categorie più deboli, gli anziani e gli studenti, che più di tutti utilizzano il trasporto pubblico”. Nella nota, inviata al presidente della Regione, Ugo Cappellacci, all’assessore regionale, Liliana Lorettu e, per conoscenza, ai dirigenti dell’Arst, il sindaco Nonnis e l’assessore Putzu lamentano il mancato coinvolgimento del comune di Oristano: “La Regione non ci ha coinvolti prima, né informati dopo. Probabilmente, un confronto preventivo avrebbe consentito di limitare i disagi, che in questi giorni stanno provocando le inevitabili proteste dei cittadini e, magari, avrebbe consentito di trovare soluzioni alternative”.
Il deputato oristanese del Pd, Caterina Pes, plaude al fronte comune di tutte le province della Sardegna, che sono decise a proporre una nuova mappa scolastica nell’isola, in modo tale da salvaguardare conoscenza ed istruzione, in particolare nei territori maggiormente toccati dallo spopolamento. Sull’argomento, Caterina Pes ha diramato una nota stampa:
“Abbiamo ascoltato, ancora una volta increduli, al panegirico della magnifica riforma recitato dal ministro Gelmini. Sorvolando sulla tranquillità che volutamente il ministro dimostra di fronte alla drammaticità della scuola italiana destinata sempre più allo sfascio; sorvolando sulla sua indifferenza di fronte al fatto che centinaia di precari , in tutta Italia e anche di fronte al suo ministero, manifestano con la forma di lotta civile che è lo sciopero della fame; anche sorvolando sul fatto che cinicamente ha scaricato sulla opposizione la responsabilità di tale sfascio; sorvolando impunemente di dire che i precari licenziati non saranno 20.000 ma almeno il doppio, e circa 140.000 nei prossimi anni; restiamo comunque stupiti su come ancora impunemente si possa mistificare la realtà sino a questo punto, nel totale rifiuto di affrontare il vero problema del nostro paese: la scuola italiana è tra le ultime in Europa rispetto alla qualità dell'offerta formativa e, contrariamente a quanto ci chiede l'Europa, anzichè investire risorse sulla conoscenza,questa viene riservata sempre di più a patrimonio di pochi. In Sardegna la situazione è ancora più grave, perchè la nostra isola ha, in tutto il territorio nazionale, i tassi più elevati di dispersione scolastica. Ben venga allora la presa di posizione che si è registrata dal fronte unitario delle province sarde. Fare fronte comune per difendere il valore della conoscenza, soprattutto in difesa delle zone interne e isolate dell'isola, dove la scuola è spesso l'unico presidio sociale, è oggi più che mai importantissimo, soprattutto perchè si vigili sulla corretta applicazione della legge regionale n. 3 del 2009, che riconosce alla regione Sardegna autonomia e sovranità nel definire modalità e criteri per la distribuzione delle risorse del personale scolastico”.
Sempre sulla scuola e, in particolare, sull’avvio dell’anno scolastico 2010/11, c’è da segnalare l’intervento della segreteria provinciale di Oristano del Partito Democratico. “Preso atto delle dichiarazioni del ministro Gelmini – si legge in un comunicato - pronunciate in occasione dell’apertura dell’anno scolastico, esprime tutto il suo sconcerto di fronte a quella che appare come una vera e propria provocazione nei confronti di chi, in questi giorni, manifesta drammaticamente in difesa del proprio posto di lavoro. Affermare, come fa il Ministro, che la protesta “non è motivata” in quanto i docenti precari “non sono stati licenziati”, è il segno più evidente della distanza di questo Governo, e dei suoi più autorevoli rappresentanti, dal Paese reale. Ciò a cui si assiste in questi giorni conferma quanto anticipato dagli allarmi lanciati negli scorsi mesi: la sola Sardegna paga, con 1.700 posti in meno, un conto salatissimo, che non esaurisce, purtroppo, il processo di ridimensionamento della scuola pubblica avviato anche nell’isola con la riforma Tremonti-Gelmini, e finalizzata semplicemente al risparmio di 8 miliardi di euro. Tutto questo mentre più forti sono gli effetti della crisi economica sul tessuto sociale del nostro paese; situazione che renderebbe necessario un investimento maggiore su istruzione e formazione e non invece i tagli ai quali assistiamo. E questo – sostiene il Pd oristanese nel comunicato - vale ancora di più nella nostra regione, che avrebbe da rivendicare anche la propria specialità. Ed invece, mai come in questa legislatura, assistiamo ad un rapporto di totale asservimento della giunta regionale nei confronti del Governo nazionale. Di fronte a questo sfascio, non si può tacere. La politica ha il dovere di occuparsi di queste questioni, richiamando con forza le Istituzioni alle proprie responsabilità. E’ per questo motivo che il Pd oristanese aderisce all’Assemblea regionale della scuola pubblica, in programma giovedì prossimo, ad Oristano, mobilitando i dirigenti del partito ed i propri rappresentanti in consiglio regionale, in consiglio provinciale e nei comuni, affinché promuovano iniziative tese ad impegnare le rispettive Amministrazioni in una azione di rivendicazione forte nei confronti del Governo e del Ministero della Pubblica istruzione, in difesa del diritto allo studio degli studenti sardi, e del diritto al lavoro dei tanti lavoratori espulsi dal mondo della scuola. Il tutto ricercando la massima concertazione possibile con tutti i soggetti che, a diverso titolo, si occupano di scuola”.
C’è ancora tempo, fino all'8 settembre, per iscriversi al corso di laurea in Economia e Gestione dei Servizi Turistici (Egst) all’Università di Oristano. Il Consorzio Uno ha, intanto, comunicato che nella sede universitaria oristanese si è già registrato un incremento di domande per tutti i corsi attivati. Rispetto al 2009 sono, infatti, quasi raddoppiate le domande per le prove d'ammissione al corso di Biotecnologie Industriali (Biotin), da 23 a 38, e triplicate quelle per il corso di Economia e Gestione dei Servizi Turistici, con 171 domande. Mancano, invece, ancora quindici giorni alla scadenza, prevista per il 16 settembre, per la presentazione delle domande, invece, per i due indirizzi del corso di Tecnologie Viticole Enologiche e Alimentari (costola della Facoltà di Agraria dell'Università di Sassari): Tecnologie Alimentari e Viticoltura ed Enologia. Il numero degli aspiranti iscritti (48) è ormai molto vicino ai livelli degli iscritti del 2009 (54). Sul sito www.consorziouno.it, oppure sul sito www.uniss.it, e' possibile reperire ulteriori informazioni e accedere alla procedura di iscrizione online per le prove di selezione, previste per il 22 settembre, presso la sede del Consorzio Uno, nel Chiostro del Carmine, ad Oristano. Le prove di valutazione per i corsi di Biotecnologie industriali ed Economia e Gestione dei servizi turistici si terranno, invece, a Cagliari, rispettivamente il7 e 13 settembre.
“Il gruppo consiliare del Partito Democratico in consiglio provinciale esprime grande preoccupazione riguardo al grave stato di crisi attraversato dal comparto ovino sardo, e sulla quale crisi è stata efficacemente richiamata l’attenzione dell’opinione pubblica isolana e nazionale, grazie alle azioni di protesta ed alle numerose assemblee svoltesi nelle scorse settimane e negli scorsi giorni, anche in molti centri della nostra provincia, animate dai pastori e dalle loro organizzazioni di rappresentanza”. Inizia così una nota stampa, diramata dal gruppo consiliare del Pd alla Provincia di Oristano, sulla vertenza latte e sulla crisi del comparto agro-alimentare. “Le proteste hanno veicolato un messaggio molto semplice e chiaro, anche per i non addetti ai lavori: a fronte di spese enormemente cresciute negli ultimi decenni, il prezzo del latte ha subito un netto deprezzamento, tant’è che oggi le aziende ovine stanno lavorando in perdita. Questo crea, con tutta evidenza, una situazione insostenibile che, in prospettiva, rischia seriamente di compromettere definitivamente un settore strategico e vitale per l’economia del nostro territorio. Il gruppo del Pd - si legge ancora nella nota stampa -, evidenziando la presenza, nella crisi, di fattori sia strutturali che congiunturali, ritiene fondamentale che vengano attivati rapidamente strumenti tesi ad aiutare le aziende a superare la crisi, e contemporaneamente siano messe a punto strategie nel medio e nel lungo termine capaci di dare prospettive ad un settore di grande rilevanza dal punto di vista economico, sociale, e culturale. Si sottolinea, altresì, che fino ad ora l’operato della giunta regionale, e nello specifico dell’assessore regionale all’Agricoltura, Andrea Prato, si è rivelato fortemente insufficiente, alimentando polemiche e divisioni, e dando l’impressione di fungere da garante per una delle parti in campo, piuttosto che essere un punto di riferimento per tutti i soggetti interessati. Si ritiene in particolare - prosegue la nota dei consiglieri Democratici - che sia necessario un segnale di attenzione da parte della giunta regionale nei confronti delle O.P. già esistenti, e di quelle che potranno nascere, incentivando il dinamismo rispetto ai problemi della produzione e della commercializzazione dei prodotti lattiero-caseari, e proponendo efficaci azioni, per esempio, nell’abbattimento dei costi aziendali, del credito, del marketing”. La nota prosegue con le proposte dei consiglieri provinciali del Pd: 1) Richiedere al presidente della giunta provinciale di Oristano e all’Assessorato provinciale alle Attività Produttive ad attivarsi, con la massima urgenza, per istituire con le organizzazioni imprenditoriali e sindacali del settore agricolo, un “tavolo di crisi provinciale” che permetta di attivare, da subito, il confronto e la concertazione sui temi agro-zootecnici tra le rappresentanze degli imprenditori agricoli, le associazioni di categoria e gli Enti locali che operano nel territorio provinciale. 2) Contribuire alla proposta di un piano organico di rilancio complessivo del settore zootecnico e dell’agricoltura che, valorizzando le produzioni tipiche, assicuri agli operatori agricoli e agli operatori della filiera agro-alimentare il conseguimento di redditi più adeguati e corrispondenti ai livelli di vita economica e sociale, anche individuando e favorendo attività integrative al lavoro agricolo. 3) Attivare ogni possibile iniziativa capace di favorire l’evoluzione delle aziende agricole oristanesi verso modelli d’impresa più rispondenti e coerenti alle richieste del mercato finale, individuando anche strumenti atti all’abbattimento degli alti costi di produzione. 4) Stimolare e incentivare processi di integrazione tra le filiere produttive che permettano, anche attraverso la diffusione di nuovi modelli di organizzazione dell’offerta agricola, di rendere più competitiva e redditizia l’attività agricola della nostra provincia. 5) Stimolare ed incentivare il consumo locale delle produzioni agricole, come necessario strumento di opposizione alle lobby della grande distribuzione e alla salvaguardia delle numerose biodiversità e produzioni locali, relazionando innanzi tutto produttori, albergatori e ristoratori, mense, associazioni dei commercianti e dei consumatori e favorendo l’ attivazione, nel contempo, di strumenti di garanzia per certificare le produzioni tipiche”. Il Pd, a conclusione della nota “…auspica, altresì, che sulla difficile situazione del comparto agricolo della nostra Provincia l’amministrazione provinciale di Oristano voglia aprire con la Regione una “Vertenza oristanese” che, partendo dal dato di fatto di una sostanziale inadeguatezza delle politiche agricole e di sviluppo portate avanti dall’attuale giunta regionale in questo territorio, sappia ottenere la giusta attenzione per il settore agro-alimentare, il quale, per l’oristanese, è assolutamente strategico, rappresentando un tassello fondamentale per qualsiasi progetto di sviluppo socio-economico che si voglia mettere in campo”.
Cordiale incontro, questa mattina, ad Oristano, nella sede della Provincia, dove il presidente Massimiliano de Seneen ha incontrato, per un saluto di commiato, il generale Carmine Adinolfi, comandante regionale dei Carabinieri della Sardegna che lascia l'isola (dove l’Arma sotto il suo comando ha raggiunto, in questi anni, importanti risultati) destinato al comando dell'Arma della regione Campania. Il generale Adinolfi, che era accompagnato dal comandante della Compagnia Carabinieri di Oristano, colonnello Giuseppe Palma, e dal maggiore Ivan Giorno, ha poi incontrato, in Comune, il sindaco Angela Nonnis.
Il consiglio comunale di Oristano è stato convocato per giovedì 9 e per mercoledì 15 settembre, alle 18, per la discussione del seguente ordine del giorno: Ordine del giorno del consigliere Solinas sulla “Costruzione della piazza delle Case Minime e del Centro di aggregazione sociale. Interrogazionei urgenti del Pd su “Sic - Stagno di Mistras di Oristano - Oristano e Cabras - Oristano Comune capofila. Non ammissibilità della proposta relativa al progetto di valorizzazione ecoturistica dell’area Sic - Stagno di Mistras”; scioglimento della società consortile “Oristano Ambiente” ; “Dispensario Farmaceutico Torregrande”. Interpellanza dei consiglieri Efisio Sanna e Putzu relativa alla Fondazione Sa Sartiglia. Interrogazione di Gianni Sanna del Pd sull’istituzione di un Albo Pretorio online. Approvazione toponimo ufficiale della Città di Oristano in lingua sarda. E, per finire, alcune variazioni al Bilancio di previsione 2010.
Dopo essersi scritte per quasi cinquant’anni, senza mai essersi incontrate una sola volta, due donne, una in provincia di Sondrio, l'altra in Sardegna, finalmente si sono potute abbracciare. In tutto questo tempo, anche se non si erano mai viste, sono diventate molto amiche. Poi l'incontro atteso mezzo secolo, nei giorni scorsi. Erika Compagnoni (che gestisce un hotel in località Santa Caterina, nei pressi di Bornio) ha così potuto abbracciare la sua amica, Luciana Deidda, di San Nicolo' d'Arcidano. La prima capelli biondi e originaria dell'alto nord, l'altra capelli mori originaria della Sardegna. Hanno la stessa età. La loro amicizia epistolare è nata quando alle elementari la maestra di Erika aveva proposto agli alunni e alle alunne di avviare una corrispondenza con bambini e bambine del Sud Italia. Da allora le due bambine sono diventate ragazzine, e poi adulte, confidandosi di volta in volta i propri amori, avventure, vacanze, esperienze, ripromettendosi che un giorno si sarebbero incontrare. Così come avviene in tanti altri rapporti epistolari, si sono scambiate tantissime foto e cartoline, e si sono raccontate le emozioni dei rispettivi matrimoni e maternità. C'e' stato anche un periodo in cui i contatti si sono interrotti. E' stato quando Erika ha cambiato albergo, trasferendosi a gestirne un altro. A riallacciare i contatti sono stati i rispettivi figli, Luca (figlio di Erika) e il sardo Davide, grazie a Facebook. Da quel momento la promessa di incontrarsi una volta per tutte. Ed è quanto è avvenuto.
Di pig (del 01/09/2010 @ 17:00:12, in cronaca, linkato 370 volte)
“La scuola pubblica è alla frutta e i precari della scuola alla fame». Questa, la scritta su un cartello appeso, a Milano, davanti a una tavola apparecchiata, ma priva di qualsiasi cibo, dai precari che hanno iniziato uno sciopero della fame per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e denunciare lo stato di salute dell'istruzione. Con la scuola ormai nel caos più totale, a causa del taglio drastico di ore e posti di lavoro da parte del ministro Gelmini, l’unica a non aver subito tagli (udite, udite...) è l’ora di religione, con i docenti che, nominati dalla Curia, vengono pagati dalle tasse degli italiani. Sull’argomento, leggete un interessante articolo pubblicato da “il Fatto Quotidiano”.
C’era una volta la laicità nel nostro Paese. E ora non c’è più. Notizia recente: in un liceo paritario romano – il Seraphicum – i ragazzi sono stati ammessi all’Esame di Stato con il contributo di 10 in religione. Violazione all’art. 309 del Testo Unico delle leggi sulla scuola che stabilisce modalità e criteri di valutazione di chi si avvale dell’Insegnamento Religione cattolica: giudizi e non voti. Il Nuovo Concordato e le successive intese applicative si uniformarono alla normativa statale, che stigmatizza ogni forma di discriminazione determinata dall’avvalersi o no di IRC, che – per ora – è ancora facoltativo. Scuola e Costituzione ha diffidato l’Ufficio scolastico del Lazio, che al momento non ha ancora risposto. Attendiamo fiduciosi. Nella mattanza di ore (e di posti di lavoro) prodotta in tutti gli ordini di scuola dalla “riforma”, l’IRC è il solo a non subìre tagli, arrivando così a una percentuale più ampia sul monte-ore: i nostri studenti fanno meno Italiano ma più Religione! Il paradosso è che negli anni del più grande licenziamento di massa della storia della scuola italiana, gli insegnanti di Rc sono addirittura aumentati: 26.000 in servizio, di cui 14.000 di ruolo. Docenti che hanno una singolare, doppia matrice giuridica: nominati (o rimossi) dalla Curia, pagati dalle tasse di tutti gli Italiani. ”L’ora di Religione non si tocca”, aveva detto Gelmini all’inizio dello scorso anno scolastico. La sollecitazione era venuta dalla “lettera cIRColare” della Congregazione Vaticana per l’Educazione cattolica, che condannava il fatto che in molti Paesi siano state introdotte “nuove regolamentazioni civili, che tendono a sostituirlo (l’insegnamento della IRC, ndr) con un insegnamento del fatto religioso di natura multiconfessionale o di etica e cultura religiosa, anche in contrasto con le scelte e l’indirizzo educativo che i genitori e la Chiesa intendono dare alla formazione delle nuove generazioni”. “Si potrebbe anche creare confusione o generare relativismo o indifferentismo religioso se l’insegnamento della religione fosse limitato ad un’esposizione delle diverse religioni, in un modo comparativo e “neutro”. Perciò “(bisogna che) l’insegnamento religioso scolastico appaia come disciplina scolastica, con la stessa esigenza di sistematicità e rigore che hanno le altre discipline”. Infine la Congregazione “non smette di denunciare l’ingiustizia che si compie quando gli alunni cattolici e le loro famiglie vengono privati dei propri diritti educativi ed è ferita la loro libertà religiosa”. Il mondo alla rovescia: incalzano i vertici. Per il presidente della Cei, Bagnasco, l’ora di IRC “non si configura come una catechesi confessionale, ma come una disciplina culturale nel quadro delle finalità della scuola”. L’arcivescovo di Torino, Poletto, sostiene che l’ora di IRC “non è solo cultura, ma non è nemmeno catechismo”. Perché soprassedere su pressioni così insistite? Come non interrogarsi sul senso di questo privilegio? Intanto le scuole paritarie (la maggior parte di ispirazione cattolica) lamentano la mancata erogazione dei fondi loro destinati per l’a.s. 2009/10. Le rassicura Gelmini in persona, assicurando che le risorse sono state “rimesse nel capitolo di spesa e attendiamo il via libera dalla Conferenza Stato-Regioni” e affermando: “Nella Finanziaria 2011 i soldi per le paritarie non si toccano”. Cioè, il budget previsto per le paritarie (534 milioni) sarà regolarmente erogato: tagli brutali alla scuola pubblica, fondi inalterati per le private. Gelmini ha poi aggiunto: “Non bisogna dimenticare che la scuola paritaria permette allo Stato un risparmio di oltre 6 miliardi di euro”. Il calcolo teorico della spesa a carico dello Stato se gli studenti delle paritarie frequentassero la pubblica è ricorrente argomentazione mercantile, a cui siamo avvezzi. Che però non considera che la scuola della comunità pubblica – istituzione della Repubblica – esiste a prescindere da quelle quote di studenti. Poiché è lo Stato a garantire l’istruzione, lo spreco è la creazione di istituti privati che ricevono fondi grazie alla legge di parità. Gelmini non apprezza (e non stupisce) l’investimento della collettività in funzione dell’interesse generale e del confronto dialettico, garantiti dalla scuola pubblica. Sono concetti che non fanno parte della cultura grossolana di chi ci governa. E che, temo, stanno scomparendo anche dalla coscienza di molti di noi, nella rinuncia alla vigilanza intransigente su questo arretramento lento ma inesorabile da diritti e principi inalienabili. (Marina Boscaino – il Fatto Quotidiano)
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"Il Partito democratico è fortemente impegnato nella ricerca del risultato, che non riguarda una vertenza entrate già conclusa positivamente nella scorsa legislatura, e diventata patrimonio di tutti i sardi, ma la difesa di quella conquista, che da quest'anno deve andare a regime, e l'attuazione dello statuto della Regione Sardegna". Così Il Pd ha replicato al portavoce del presidente Cappellacci. "Il fronte unitario - si legge nella nota del Pd - che noi vogliamo ricomporre è stato rotto proprio dal governo regionale, ma siamo disponibili a lavorare con uno spirito di leale collaborazione per arrivare ad un ordine del giorno unitario del consiglio regionale, che conduca ad un livello di mobilitazione istituzionale, sociale e popolare che esprima, senza mediazioni, la volontà della Sardegna intera a non far venir meno un diritto costituzionale. Ci auguriamo, pertanto – si legge ancora nel comunicato del Pd -, che il presidente della Regione e l'assessore alla Programmazione si presentino in aula, martedì prossimo, per concordare e condividere una strategia complessiva, che veda la Sardegna unita nel confronto con il governo, fino alla sollevazione, anche in via cautelare, del conflitto di attribuzioni con lo Stato e all'impugnativa di qualsiasi legge di bilancio dello Stato che non preveda la rigorosa applicazione dell'articolo 8 del nostro statuto".
No al nucleare, con Oristano, quindi, come provincia denuclearizzata; no all’eolico offshore, ma il fotovoltaico come scelta da percorrere per una provincia che punta, soprattutto sul turismo per la sua crescita e il suo sviluppo. E’ quanto scaturito nell’ultima seduta del consiglio provinciale, dopo la discussione su un ordine del giorno presentato dal sardista Efisio Trincas, con il consigliere del Pd, Mario Tendas, che ha proposto l'integrazione “…manifesta contrarietà all’ipotesi che il governo possa avvalersi dei poteri sostitutivi e della potestà decisionale della Regione, evidenziando altresì la necessità che le scelte politiche energetiche siano frutto di scelte condivise”. Del nucleare, della possibilità di realizzare di una centrale nell’Oristanese e delle politiche energetiche, in generale, della Amministrazione provinciale di Oristano, si tornerà a discutere prossimamente, quando si dibatterà su una interpellanza presentata dal Pd e già inserita nell’ordine del giorno dei lavori dell’assemblea. Nel corso della seduta, il consiglio provinciale ha anche approvato una variazione di bilancio, pari a 64 mila euro, per consentire il finanziamento di varie manifestazioni nella provincia. Sul contenuto e i criteri di erogazione è intervenuto Peppino Marras (Pd), al quale ha replicato l’assessore Serafino Corrias. In apertura di seduta, Roberto Scema (Pd) ha presentato una interpellanza sulle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, mentre Salvatore Crobu dell'Udc ha illustrato un ordine del giorno, sottoscritto anche dai consiglieri Alfredo Mameli, Serafino Oppo, Angelo Mele, Gabriele Basciu, Efisio Trincas, Peppino Marras, Stefano Figus e Sebastian Madau, sulla crisi del settore agro-pastorale. Infine, a’assessore ai Lavori pubblici, Gianni Pia, rispondendo ad una sollecitazione del presidente del Consiglio, Mauro Solinas, sul progetto di ampliamento della strada che dal ponte del Rimedio si immette sulla 131 costeggiando le frazioni di Nuraxinieddu e Massama, ha precisato che sono in atto contatti con l’Anas, circa la classificazione della strada, necessaria per rapportare il progetto di rettifica e l’adeguamento. Aspetti che si cercherà di definire in tempi brevi, vista l’urgenza e la necessità di realizzare l’opera, destinata a mettere in sicurezza un importante asse viario, oggi tra i più pericolosi della provincia.
Di pig (del 26/08/2010 @ 14:45:09, in cronaca, linkato 482 volte)
Da giovedì 26 agosto l’Unità pubblica il primo di una serie di interventi sui gravi problemi della Giustizia, proposti da Gian Valerio Sanna. Nella prima puntata il consigliere regionale del Pd ha voluto porre in evidenza come nelle carceri circa un terzo dei detenuti sia ancora in attesa di giudizio. “La «malagiustizia» è un tema che la sinistra ha abbandonato. La ragione principale credo sia chiara: il timore che preoccupazioni anche giuste e fondate possano diventare uno strumento in più per chi attacca in modo sistematico, per interessi personali, la magistratura. Una serie di visite in alcune carceri della Sardegna (Oristano e Nuoro), mi ha convinto che è tempo di abbandonare certe timidezze: dobbiamo essere capaci di parlare di “malagiustizia” in modo chiaro e franco – ha scritto Gian Valerio Sanna –. Un dato impressionante dice che, attualmente, circa un terzo dei detenuti è tale per provvedimenti cautelari o preventivi; ovvero sono detenuti ancora in attesa di giudizio”. Secondo il consigliere del Pd questo significa che o la macchina della giustizia scarica sulle libertà dei cittadini la propria inefficienza o che la magistratura, a volte, si avvale della carcerazione preventiva in attesa che si costruiscano delle prove. “Ho parlato con alcune delle vittime di questa assurda situazione e sono rimasto sconvolto dalle loro storie – ha ripreso Gian Valerio Sanna –; se è vero che chiunque è “presunto innocente” fino a condanna definitiva, questo principio va salvaguardato. E questo dovere riguarda non solo i magistrati ma anche i giornalisti, anche se l’aspetto più delicato è certamente competenza della magistratura. L’autonomia dei giudici non è certo in discussione – ha sottolineato Gian Valerio Sanna - ma non è nemmeno accettabile che i cittadini colpiti dagli eccessi dell’azione penale si sentano privi di una adeguata tutela. Penso ai casi del ricorso “immotivato” alla carcerazione cautelare, o al disconoscimento del diritto dei minori o del mancato rispetto dei tempi previsti per le azioni di garanzia. Ma parlo anche degli eccessi che il più delle volte colpiscono la povera gente”. Per Gian Valerio Sanna la riforma della giustizia porterà dei vantaggi per i tanti ottimi magistrati e dirigenti degli istituti di pena, che ogni giorno lavorano con sensibilità e una adeguata umanità, e quasi sempre senza vetrine mediatiche. “Si può e si deve informare ma sempre nel rispetto della tutela dei diritti – ha aggiunto Gian Valerio Sanna - compresi quelli di chi chiede che non ci siano in Italia aree di impunità e di abuso da “stato di polizia”. Parlo dei casi in cui gli indizi contano forse più delle prove. Ma pongo una domanda: non è forse un grave cedimento, una forma di resa al berlusconismo, rinunciare ad affrontare questi temi che toccano tutti i cittadini e in particolare, come ho constatato durante le visite nelle carceri, proprio i più deboli, quelli che la sinistra dovrebbe difendere ?”. (www.gianvaleriosanna.it). Fin qui uno spaccato delle dichiarazioni di Gian Valerio Sanna che, fra l’altro, ha affermato di essere rimasto colpito dalle dichiarazioni di alcuni detenuti che versano, da tempo, in stato di carcerazione preventiva. Detto che una giustizia dai tempi biblici è, comunque, una giustizia ingiusta, e che la situazione dei detenuti nelle carceri italiane non è certo la più idilliaca, dopo aver sentito “le vittime di questa assurda situazione”, sarebbe logico (per avere un quadro esaustivo) sentire anche la versione del magistrato che quella carcerazione preventiva ha ordinato. Lo stesso discorso vale anche per giornalisti, anche se non va dimenticato che qualsiasi “categoria” ha la sua buona percentuale di incapaci, e magistrati, giornalisti e politici non fanno certo eccezione. Sintetizzando e facendo ricorso ad una frase fatta, non si può fare, quindi, di ogni erba un fascio, dopo aver ascoltato, peraltro, una sola “verità”, perché si corre il rischio di avere una percezione distorta e fuorviante della situazione. Affrontare (e non soltanto a sinistra) temi così delicati sarebbe, quindi, non solo opportuno ma quanto mai utile e necessario. Ma questo è un altro discorso.
Altre notizie:
I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil hanno inviato ai rappresentanti delle istituzioni sarde, tra cui i presidenti delle giunta e del consiglio regionale, un "manifesto-appello" sul tema dello statuto e della politica delle entrate. Il documento – è spiegato in una nota diramata dai sindacati - vuole essere un contributo al dibattito che si svilupperà anche in consiglio regionale il 7 e il 15 settembre, rappresenta una prima bozza di manifesto, suscettibile di integrazioni e modificazioni, che ha nel federalismo e nel lavoro i punti di riferimento per un nuovo patto costituzionale tra lo Stato e la Regione. Il manifesto è stato redatto sulla base del dibattito tenutosi il 16 luglio scorso, ad Abbasanta, in occasione del seminario con le rappresentanze politiche e istituzionali. Tra le altre cose, nel documento vengono indicati "i principi ispiratori" che fondano l'impegno dei sindacati nella costruzione dei nuovi istituti di autogoverno, e viene proclamato che la Sardegna è una nazione e sviluppa e mantiene una posizione singolare per quanto si riferisce alla lingua, alla cultura, al diritto civile ed all'organizzazione territoriale. Allo Stato italiano le istituzioni della Sardegna - si legge nel documento - sono legate da un patto costituzionale, i cui contenuti, i metodi e le condizioni intendono sottoporre a verifica secondo i propri diritti storici, le convenienze e le mutate condizioni della storia. Viene messo, inoltre, in evidenza come l'isola "…conviva fraternamente e sia solidale con gli altri popoli del mondo" e partecipi con propri rappresentanti, progetti e programmi all'Unione Europea "…in coerenza con i valori e il modello di benessere e di progresso europei"
“Immediato e definitivo allestimento presso il Museo civico di Cabras delle 24 Statue di Mont’e Prama già restaurate”. Questa, la richiesta che avanzeranno la Provincia di Oristano ed il Comune di Cabras, scaturita dopo una seduta congiunta tra la giunta provinciale e la giunta del comune di Cabras. Nel documento, che verrà ora trasformato in un ordine del giorno da sottoporre alla valutazione e approvazione del consiglio provinciale di Oristano e del consiglio comunale di Cabras, si richiede al Ministro dei Beni Culturali un incontro urgente con la Provincia e il Comune di Cabras, affinché venga stabilito il principio di “indivisibilità” dell’intera Collezione delle Statue di Mont’e Prama; la rimodulazione, di concerto con la Regione, dell’evento di promozione internazionale turistico-culturale, che contribuisca a valorizzare i risultati raggiunti nel Centro di Restauro di Li Punti; avviare un progetto di comunicazione finalizzato a promuovere, attraverso l’esposizione delle Statue di Mont’e Prama, la destinazione turistico-culturale di Cabras e della Provincia di Oristano; l’avvio e il completamento di una nuova campagna di scavi a Mont'e Prama, con la valorizzazione del sito; finanziare l’ampliamento del Museo Civico di Cabras, al fine di realizzare una struttura espositiva in grado di esaltare le statue attualmente ricomposte; promuovere e favorire la valorizzazione delle Statue di Mont’e Prama anche attraverso l’esposizione itinerante nel mondo di due statue, quale contributo alla conoscenza storica della Sardegna; chiedere alla Regione Sarda di condividere e sostenere il Progetto di valorizzazione delle Statue di Mont’e Prama. L’articolato della delibera parte dal momento del ritrovamento delle statue, nel 1974, ricorda il primo intervento di scavo del 1975 ad opera di Alessandro Bedini, quello del 1977 ad opera di Giovanni Lilliu ed Enrico Atzeni, e del 1979 con l’intervento di Carlo Tronchetti coadiuvato da Maria Luisa Ferrarese Cerreti.
Domenica 29 agosto, il Gremio dei Contadini festeggerà il Martirio di San Giovanni Battista, con la celebrazione di una messa, alle 19.30, presso la Chiesa de Santu Giuanni de Froris, ad Oristano.
Di greg (del 10/08/2010 @ 09:00:07, in cronaca, linkato 614 volte)
Tempo di ferie. Ma come sempre c’è chi, anche in vacanza, riflette con qualche tremore sulla propria condizione. Sono i precari. Come Andrea di 37 anni, consulente ambientale, che confessa: «Per le ferie esiste il pericolo di non percepire compenso. Si è sempre a rischio di licenziamento». Troviamo la sua storia in una serie di “carte d’identità” raccolte dall’associazione «20 maggio - Flessibilità sicura», una costola del Pd, curata da Davide Imola. Quel che colpisce di questa “galleria”, con tanto di foto segnaletiche, è l’età. Non sono più dei ragazzini. Hanno quasi tutti oltrepassato i 30. Sono quasi degli “Splendidi quarantenni” come direbbe Nanni Moretti. Con mappe delle loro “carriere” che sembrano un labirinto senza fine. Andrea, ad esempio, è stato operatore telefonico, poi per diverse occasioni collaboratore occasionale, poi tecnico-riabilitatore di fauna selvatica, poi collaboratore a progetto come direttore di un centro di recupero fauna selvatica, poi consulente ambientale di un ente nazionale. È stato obbligato a diventare una partita Iva. Un buon lavoro, ma il compenso non corrisponde alle responsabilità e all’impegno. La sua aspirazione? «Sapere con un mese di anticipo se la collaborazione verrà rinnovata…». Sono tanti come lui. C’è un archeologa, sempre a partita Iva, che racconta: «Se piove gli operai del cantiere aspettano le 9 e poi per loro scatta la cassa integrazione, non prevista per gli archeologi. Non ho diritto al casco e alle scarpe anti-infortunio. Anche l’assicurazione anti infortuni è a carico mio. Se devo fermare i lavori perché emergono dei reperti archeologici divento il nemico e mi si accusa di fermare i lavori per prolungare il mio contratto». Mentre Desiree di 30 anni ha un contratto da impiegata delle industrie alimentari e invece vola in aereo, come assistente di bordo. Non le è mai stata riconosciuta la mansione di assistente di volo e non può godere dei vantaggi del personale navigante: non ho un fondo volo, non ha copertura assicurativa. Se l’aereo dovesse avere un incidente lei risulta a bordo come passeggera. L’hanno mandata in Africa senza profilassi malarica e senza nessuna vaccinazione. C’è poi Giovanna di 35 anni. Questa è, come dire, una precaria di alto livello. È laureata in medicina e specializzata in chirurgia generale. È a partita Iva presso un pronto soccorso. «Non posso programmare la maternità, l’alternativa è trovare un compagno ricco. Vorrei un sistema sanitario pubblico non gestito in modo clientelare. Solo così le persone come me, che hanno i titoli, potrebbero essere assunte e lavorare in modo tutelato e volto alla migliore cura per il cittadino». Sono i sogni di questi magnifici quasi quarantenni. Immaginano un’Italia diversa. (Bruno Ugolini – l’Unità).
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Altro che Lazzaro… la politica italiana fa ben altri miracoli. Claudio Scajola a tre mesi dalle dimissioni si riaffaccia sulla scena e annuncia la sua terza resurrezione. Nasce la Fondazione Cristoforo Colombo che già conta sessanta adesioni tra i parlamentari Pdl: “Il doppio dei finiani”, sottolineano i sostenitori di Scajola. Ma che cos’è la Fondazione? “Un luogo di elaborazione culturale e politica aperta a chi si riconosce nei valori di libertà, democrazia, tolleranza, rispetto della persona e della famiglia”. Ma i colombo-scajoliani credono anche che “l’uso politico della giustizia debba essere fermato”. Tra gli aderenti Antonio Martino, non certo un esponente di secondo piano del Pdl. Così come Giuliano Urbani. E ancora: Salvatore Cicu, Paolo Russo, Giuseppe Moles, Sabrina De Camillis, Osvaldo Napoli, Guido Viceconte. Fino ad arrivare ai fedelissimi di Scajola come Raffaele Lauro, senatore Pdl nominato suo “consigliere politico”. Amico di Giuliano Tavaroli (protagonista dell’inchiesta Telecom), agli esordi vicino ad Antonio Gava, Lauro da anni gravita nell’orbita di Scajola che lo volle prima come capo di gabinetto e quindi lo portò nel cda della “sua” Cassa di Risparmio di Genova e Imperia. Il ritorno di Sciaboletta: No, Sciaboletta non è finito. E pensare che c’era già chi gli aveva voltato le spalle. Pazzo. È il 13 maggio quando Scajola deve arrendersi e presentare le dimissioni con quella frase ormai diventata storica: se la casa al Colosseo “fosse stata in parte pagata da altri senza saperne il motivo, il tornaconto e l’interesse, i miei legali eserciteranno le azioni necessarie per l’annullamento della compravendita”. Aggiunse: “Per difendermi non posso continuare a fare il ministro”. Non andò esattamente così: Scajola non si è difeso, almeno non davanti ai magistrati, ai quali ha deciso di non presentarsi. Ma i soliti incauti gli saltano al collo: vedono in quell’uomo che lascia Palazzo Chigi con gli occhi bassi uno sconfitto su cui infierire. Un errore tragico: Scajola non molla mai. Come Napoleone all’Elba, “u ministru” si rinchiude nella villa che domina Imperia e conta gli amici e i nemici: consiglieri comunali che gli devono tutto e ora osano prendere le distanze da lui, giornalisti che hanno scalato le redazioni sventolando la sua amicizia come una bandiera e che adesso si permettono qualche tiepida critica. Gente che non ricorda le due precedenti resurrezioni di Scajola: prima l’arresto per concussione (fu prosciolto) seguito dall’ascesa a sindaco di Imperia e deputato. Poi la terribile gaffe su Marco Biagi, il “rompicoglioni”, con le dimissioni. Dopo un anno di purgatorio ecco il ritorno alla poltrona di ministro. Ma dopo lo scandalo Anemone e l’uscita di scena le leve del suo potere sono ancora intatte. A cominciare dalla Liguria. La Liguria e “u minustru”: Qui le dimissioni di “u ministru” sono state vissute come un lutto. “Non abbiamo più un ministro”, dicono da destra e da sinistra. Già, manca l’intermediario con il potere, l’uomo che portava “le palanche”. E pace se la cricca gli avrebbe pagato una casa. Bisogna essere pragmatici. In Riviera il potere scajoliano non scricchiola: il nipote Marco è consigliere regionale e punta alla carica di sindaco di Imperia, una poltrona di famiglia, sarebbe il quarto Scajola a sedervisi, dopo il nonno Ferdinando, il padre Alessandro e lo zio Claudio. Ma il sistema ruota soprattutto intorno ad altri due perni: la Cassa di Risparmio di Genova e i rapporti con la Curia. Se il Comune di Imperia è casa Scajola, la Carige è la dependance. Nel cda siedono Alessandro Scajola (vicepresidente) e il suo consuocero Pietro Isnardi. Basta? No. C’è Pierluigi Vinai, vicepresidente della Fondazione Carige. Uno che ammette: “Io sono entrato grazie a Scajola”. Quel Vinai che il giorno delle dimissioni di Scajola rimase sul ponte della nave che sembrava affondare: “Questa è l’ora degli avvoltoi che si dissociano. Magari quelli che ho visto con il cappello in mano a pietire”.
L’amicizia con Bagnasco: Ecco, questo Vinai, uno dei trait d’union tra Scajola e il potere ecclesiastico. Già, perché “u ministru” e la sua signora sono sempre stati vicini alla Curia e al cardinale Angelo Bagnasco. È stato il presidente della Cei a consegnare a Scajola il premio San Francesco di Sales promosso dal Monastero della Visitazione. Il presidente della giuria era Maria Teresa Verda, moglie del vincitore. La stessa Verda che il cardinale Crescenzio Sepe, quando comandava Propaganda Fide, chiamò nel comitato scientifico per realizzare un museo con le opere della congregazione. Sì, proprio il cardinal Sepe finito nell’inchiesta sulla cricca. Chi invece pare abbia un rapporto altalenante con Scajola è Marco Simeon, un personaggio il cui potere è inversamente proporzionale alla notorietà: 32 anni, figlio di un benzinaio di Sanremo, diventa il prediletto del cardinale Tarcisio Bertone. Anche per questo Cesare Geronzi lo ha nominato ambasciatore di Mediobanca in Vaticano. Fino alla nomina a direttore delle relazioni istituzionali e internazionali della Rai. Una parabola vertiginosa nonostante qualche recente grattacapo dovuto proprio alle frequentazioni con la cricca (né Simeon, né Scajola sono indagati). Simeon era in contatto, tra gli altri, con Fabio De Santis. Le mani sul Pdl allo sbando: Ecco il potere scajoliano, miscela sapiente di personaggi partiti dalla Liguria e approdati a Roma. E dal genovese Colombo riparte la terza rinascita di Scajola. Obiettivo, racconta a mezza voce un deputato ligure del Pdl, “riprendere in mano l’organizzazione del partito allo sbando”. Il deputato Pdl Paolo Russo ha obiettivi piuttosto ambiziosi: “Colombo, per noi e per Scajola, è il condottiero (ma lo scopritore dell’America era un condottiero?, ndr) capace di credere fino in fondo ai propri sogni. Solo così è riuscito a cambiare la storia del genere umano”. (Ferruccio Sansa – il Fatto Quotidiano).
Il consiglio provinciale di Oristano ha deliberato l'acquisizione di un capannone, e relative pertinenze, appartenente alla “Cantina di Marrubiu-lsola 4 Mori”, per 400 mila euro, chiudendo di fatto una procedura che si protraeva da tempo. La struttura sarà utilizzata come base logistica e deposito dei mezzi e attrezzature della Provincia. In consiglio, l'atto è stato illustrato dall'assessore alle finanze Alfonso Marras. Nel dibattito sono intervenuti i consiglieri Salvatore Crobu e Bepi Costella dell'Udc, Enzo Saba di Fortza Paris, Stefano Figus dell'Idv, Mario Tendas del Pd, Serafino Oppo ed Egidio Loi del Pdl, che hanno chiesto, fra l’altro, di effettuare una ricognizione degli immobili di proprietà della Provincia e di quelli in locazione. Nel corso delle sedute prefestive, Efisio Trincas (Psd'Az) e Giangavino Buttu (Pd) hanno presentato due distinti ordini del giorno per una provincia denuclearizzata, mentre Roberto Scema (Pd) ha presentato una interpellanza sul pericolo che il territorio possa essere individuato per localizzare una centrale nuvcleare. Sull'argomento il presidente della giunta provinciale, Massimiliano de Seneen, ha ribadito la sua netta contrarietà. Per quanto riguarda il risanamento ambientale degli stagni dell'Oristanese, e la richiesta di trasferimento alla Provincia dei fondi regionali, è stato presentato un ordine del giorno unitario da parte dei consiglieri Bepi Costella dell'Udc, Giangavino Buttu (Pd), Cristiano Carrus (Pdl) e Gabriele Basciu dei Riformatori. Il consiglio ha, inoltre, approvato il rendiconto di gestione 2009, illustrato dal presidente del consiglio, Mauro Solinas, e dall'assessore, Alfonso Marras. Il rendiconto di gestione è stato approvato dalla maggioranza, con voto contrario dell’opposizione, mentre si è astenuto Sebastian Madau dell'Irs. Nel dibattito che ha preceduto il voto sono intervenuti i consiglieri Stefano Fìgus, Serafino Oppo, Egidio Loi, Cristiano Carrus, Roberto Scema, Battista Ghisu, Francesco Federico, Mario Tendas, Salvatore Crobu, Bepi Costella, Renzo Ibba, Efisio Trincas, Enzo Saba e Alfredo Mameli. Lungo confronto in aula anche per un debito fuori bilancio (88 milioni di euro), in pagamento per spese legali, e nei confronti di un gruppo di dipendenti, imposto in fase di conciliazione dal giudice del lavoro, per una causa che ha preso l'avvio nel 1997. Prima del voto sul provvedimento, poi approvato all'unanimità, nella discussione sono intervenuti l'assessore al personale Alfonso Marras, il presidente del consiglio Mauro Solinas, e i consiglieri Serafino Oppo, Bepi Costella, Renzo lbba, Salvatore Crobu, Marcello Serra, Mario Tendas, Roberto Scema, Efisio Trincas e Stefano Figus. Relativamente indennizzi per i pescatori, per i danni provocati dai cormorani, è stato approvato, all'unanimità, un ordine del giorno che sollecita un intervento della giunta provinciale presso la Regione, per l'accredito dei fondi (625 mila euro). Ci si è, quindi, occupati di una interrogazione sulle statue di Monte ‘e Prama, presentata da Cristiano Carrus (Pdl) e di una interpellanza di Mario Tendas (Pd) sul fatto che le aziende operanti nell'area del porto devono avere all'interno del personale due figure professionali addette alla sicurezza. Tendas ha sollecitato un intervento per sostenere corsi di formazione professionale, "…al momento non possibili" secondo l'assessore alla formazione, Sandro Murana. Attivare servizi residenziali temporanei per i disabili è stato, invece, il contenuto di un ordine del giorno unitario, proposto da Efisio Trincas, Renzo Ibba, Francesco Federico e Serafino Oppo, sul quale hanno espresso consenso Mario Tendas, Battista Ghisu e Roberto Scema e gli assessori Sandro Murana e Gianfranco Attene.
L’assessore ai lavori pubblici della Provincia di Oristano, Gianni Pia, ha incontrato i sindaci di Laconi, Paolo Pisu; di Nureci, Fabio Zucca; e di Asuni, Gionata Petza, con i quali ha affrontato il problema della strada provinciale che collega Asuni con la statale 442 e, in via diretta, Laconi e Nureci. I lavori, bloccati da tempo, riprenderanno quanto prima. L’assessore ha, infatti, informato gli amministratori locali che sarà redatto un nuovo progetto, con un preventivo stato di consistenza dei lavori già eseguiti, "…un elaborato - ha precisato Pia- , che dovrà essere pronto entro il corrente anno, per dar luogo a una sua sollecita approvazione, cui seguirà l’indizione della gara d’appalto dei lavori e successivo appalto".
I concerti di Ligabue e di George Benson, il successo di shopping sotto le stelle, l’avvio dei collegamenti aerei da Fenosu. Dopo tanti anni di attese, di promesse e di speranze Oristano si guadagna sul campo quel titolo di città turistica che finora ha avuto solo sulla carta” (sic!). Il sindaco, Angela Nonnis, vede tanti segnali positivi in questa estate “..e il meglio deve ancora venire”, dice parafrasando il popolare cantante rock. “La firma del Pia Campidano apre le porte all’ampliamento del porticciolo turistico Sa Mardini che può rappresentare la chiave per un nuovo sviluppo di Torregrande -dice il sindaco Nonnis -. Il concerto di Ligabue, così come l’avvio dei voli dall’aeroporto Ernesto Campanelli, segna un momento importante per la città. Per anni si è detto che Oristano doveva sfruttare la sua centralità geografica per attrarre i flussi turistici. Bene, oggi ci stiamo riuscendo e la città sta dimostrando di avere le risorse, le idee, le capacità organizzative e professionali per riuscire in questo compito. Abbiamo superato brillantemente l’impegnativa prova di un grande concerto rock. La città ha risposto bene, offrendo servizi all’altezza delle attese dei 25 mila (?) che hanno affollato Fenosu. Ho sempre creduto nelle politiche di rete e nel valore della collaborazione, tra enti diversi, ma soprattutto tra pubblico e privato. L’intesa tra tutti i soggetti che hanno lavorato all’evento di sabato scorso dimostra quanto sia indispensabile trovare l’affiatamento tra le forze vive della nostra comunità. E allora devo lodare in primo luogo gli organizzatori e i due assessori della mia giunta, quello alla Cultura, Luca Faedda, e quello allo Spettacolo, Marzio Schintu, che hanno sostenuto il lavoro di Applausi e del Festival Dromos. Ma vorrei fare un plauso particolare a Marzio Schintu, che con un lavoro paziente e puntuale è risultato determinante. E oggi, che possiamo tracciare un bilancio di questa esperienza, devo rivolgere un ringraziamento alle forze dell’ordine e a tutti coloro che hanno contribuito alla buona riuscita della manifestazione. Tra loro la Sogeaor, la Prefettura, la Questura, il Comando della Polizia Municipale, che è stata supportata dal lavoro dei colleghi del Comando di Cagliari, la disponibilità di Santa Giusta, il gran lavoro degli autisti dei bus navetta. Oristano ha superato con merito questa prova e ora vuole ripetersi. Fenosu può essere una location ottimale per i grandi eventi (boh!) e il comune è pronto a sostenere con entusiasmo nuove iniziative capaci di dare centralità alla nostra città, di attrarre i flussi turistici, di favorire ricadute economiche, di esaltare il buon nome di Oristano. Le polemiche sui 20 mila euro investiti per il concerto di Ligabue oggi sono un ricordo lontano (?). Credo che tutti abbiamo compreso lo straordinario valore di eventi di questa portata e se quest’anno il risultato è stato positivo, spero che dall’anno prossimo sapremo fare ancora meglio”. Questo il “comunicato-pubblicità” del sindaco Nonnis, dal quale si evince che il sindaco ha urgentemente bisogno di ferie.
Di greg (del 04/08/2010 @ 22:15:52, in cronaca, linkato 859 volte)
Se entro il 2010 la Sardegna non otterrà quanto le spetta dal governo nazionale la giunta e l'intero consiglio regionale si devono dimettere. E' quanto previsto nella mozione che il centrosinistra ha presentato oggi per proseguire la battaglia sulle entrate con lo Stato. All'indomani dell'approvazione della manovra correttiva, con l'abbandono dell'aula da parte dell'opposizione in segno di protesta per la scelta della giunta Cappellacci di approvare uno schema sulle norme di attuazione, il centrosinistra ribadisce le accuse all'assessore alla Programmazione, Giorgio La Spisa, e alla maggioranza. "Dopo la giornata di ieri - ha detto il capogruppo del Pd, Mario Bruno - la Sardegna è più povera. Abbiamo tagliato 400 milioni senza una stima precisa, ci presentiamo al confronto in maniera più debole rispetto al passato. La priorità non era una manovrina di tagli ma una forte mobilitazione, perchè sta avvenendo uno scippo nei confronti della Sardegna". Bruno ha ricordato che "…si stanno perdendo le risorse della vertenza, circa 7 miliardi di euro, a fronte di questo abbiamo detto alla maggioranza: fermiamoci un momento, facciamo una piattaforma che ci veda uniti; nel frattempo, invece - ha detto il capogruppo del Pd -, la giunta regionale ha approvato uno schema di norme di attuazione (nonostante a parole affermassero che non erano necessarie), mentre il coordinatore Pdl (sempre ieri) presentava a Roma un emendamento per chiedere il ripristino delle somme destinate alla Sardegna, dicendo che le norme non erano necessarie". Per Luciano Uras (Sinistra sarda - Comunisti - Rossomori) "…il dibattito di ieri non è stato sereno, anche per l'evidente scollamento della maggioranza. Una parte diceva che le norme sono inutili e invitavano ad andare anche allo scontro, mentre la giunta, intanto, si approvava la norma di attuazione senza informare gli alleati. Abbiamo abbandonato l'aula - ha detto ancora Uras - perchè questa non è più una giunta o una maggioranza, è solo un pasticcio, e quello di ieri è il tentativo di salvare una giunta fallimentare con un atto di vassallaggio nei confronti del presidente del Consiglio dei ministri e della Lega". "La delibera di ieri - ha aggiunto Gian Valerio Sanna (Pd) - attesta che i soldi non ci sono, e legittima il Governo a non darceli anche in futuro. Le entrate della Sardegna - ha spiegato Sanna - rientrano nella contrattazione del federalismo fiscale, quindi stiamo creando un danno immenso alla Regione. Dal punto di vista autonomistico si è fatto morire il principio pattizio e cancellato il lavoro del 2007 con una rinuncia unilaterale". Adriano Salis (Idv) ha sottolineato che "…da marzo la maggioranza e la giunta tentano di presentare come non significativo l'accordo sulle entrate. E' un tentativo propagandistico di limitare peso ed importanza della battaglia; le norme di attuazione allungano i tempi e indeboliscono la forza della battaglia". Rispondendo all'assessore La Spisa sul fatto che norme di attuazione fossero previste anche dalla Giunta Soru nel Dapef (documento annuale di programmazione economica e finanziaria), l'ex presidente della Regione, Renato Soru, ha chiarito che "questo era avvenuto nel 2007, quando ancora non era stato raggiunto l'accordo con il Governo. Il Dapef successivo, infatti, non le prevedeva più perchè avevamo avuto conferma che non sono necessarie. E’ già tutto molto chiaro nello Statuto". Sempre secondo Renato Soru "…manca l'umiltà di fare tesoro del passato. Abbiamo offerto collaborazione, quanto detto da noi in questi giorni di dibattito è stato ribadito anche dal senatore Mariano Delogu, dall'ex presidente Mario Floris, dal presidente della Corte dei Conti. Ma l'assessore La Spisa non ha voluto sentire ragioni ed ha manovrato per fare il contrario. La giunta Cappellacci - ha detto ancora Soru – non è disposta al dialogo, ma totalmente isolata rispetto alla sua stessa maggioranza, asserragliata nel suo bunker a danno dei sardi". In vista di un confronto davanti alla Corte Costituzionale per conflitto di attribuzione, il capogruppo del Pd, Mario Bruno, ha sottolineato che "…con la delibera di ieri la giunta Cappellacci ha creato un precedente pericoloso, che indebolisce anche tecnicamente la posizione della Regione. Il nostro atteggiamento di collaborazione - ha concluso Bruno - c'è ancora. Alla giunta e alla maggioranza diciamo: siamo al vostro fianco se fate gli interessi della Sardegna e non quelli di Berlusconi".
“L'università Italiana è ormai da anni sotto attacco, vuoi per l'imperizia di alcuni, vuoi per l'assoluta irrazionalità dei tagli finanziari e di personale ai quali viene sottoposta. Eppure, se guardiamo bene, l'università è uno dei pilastri fondanti e un bene preziosissimo per qualunque Paese che voglia dirsi democratico e civile. L'università Italiana, già al di sotto di tutti i parametri standard di riferimento internazionale (vedi rapporti Ocse, per esempio) per quanto riguarda finanziamenti e unità di personale, mantiene comunque degli standard scientifici di tutto rispetto e lo stesso parlare di "fuga dei cervelli" implica che quei giovani che vanno fuori dall'Italia vengono apprezzati per la loro cultura e la loro capacità di lavorare ai massimi livelli. Questo non succederebbe se l'università funzionasse così male come dice il Ministro Gelmini. Per andare avanti, tuttavia, l'università ha bisogno di impegno da parte di tutti, ha bisogno di rinnovamento nel personale e nella struttura, nei concorsi e nelle regole di funzionamento. E' quindi essenziale non cercare solo di bloccare il disegno di legge scellerato che vede l'università come un'azienda e che mortifica i giovani e i precari con belle parole senza nulla dietro. Per la rinascita dell'università è fondamentale prima di tutto rendere consci gli italiani del rischio non immediato ma tuttavia irreversibile dei danni procurati oggi. Serve poi riflettere su proposte condivise con chi nelle università vive e lavora, serve avviare un confronto con i cittadini che dell'università sentono solo parlare nei telegiornali per informare, per confrontarsi, per mostrare la vera situazione dell'università italiana e di un paese che rimarrà senza una struttura di ricerca e alta formazione. I Ricercatori universitari riuniti nella Rete29Aprile hanno già sviluppato delle proposte condivise da almeno 10mila di loro, che vogliono ulteriormente condividere con chiunque abbia a cuore il futuro dell'Università, ma questo, da solo, non è sufficiente. Serve che tutti, dal professore ordinario al cittadino che con l'università non interagisce nel suo quotidiano, partecipino al confronto e al dibattito per un'università pubblica, libera e aperta, ma nuova e riformata. Noi sardi in particolare non dobbiamo dimenticare quale ruolo chiave le due università sarde hanno e possono avere nello sviluppo futuro della nostra Regione, ruolo che non potranno più avere se passasse il DdL Gelmini e permanessero gli assurdi e irrazionali tagli ai finanziamenti e al personale. L'università è di tutti ed è un bene prezioso. Difendiamola e aiutiamola a rinascere senza preconcetti, su una vera base riformatrice aperta a idee e al confronto con tutti. Salviamo l'Università e il futuro dei giovani, dei nostri figli, dell'Italia stessa”. (Guido Mula – www.sardegnademocratica.it) Per discutere dell’argomento, appuntamento lunedì 30 agosto, alle 19, presso la sede di Sardegna Democratica, in Via Maddalena 3, a Cagliari.
Entro il mese di settembre la biblioteca comunale di Torregrande potrà riaprire. Nei giorni scorsi si sono, i fatti, conclusi i lavori di manutenzione straordinaria disposti dal Comune di Oristano per una spesa di 25 mila euro. “L’edificio era chiuso da diverso tempo, a causa delle abbondanti infiltrazioni d’acqua piovana dalla copertura, che avevano hanno impedito l’utilizzo dei locali destinati alla biblioteca – ha detto l’assessore ai Lavori pubblici, Andrea Lutzu -. Con l’intervento, curato dall’Ufficio tecnico, abbiamo eliminato le cause all’origine delle infiltrazioni dell’acqua e realizzato una nuova impermeabilizzazione. Si è provveduto anche alla tinteggiatura della recinzione, degli esterni e degli interni dell’edificio, alla manutenzione del portone d’ingresso, delle zanzariere e all’installazione di un nuovo impianto di condizionamento con pompe di calore per favorire l’utilizzo da parte degli utenti della biblioteca e della Guardia medica”. L’edificio di via Caboto è dunque pronto ad ospitare due servizi importantissimi per la località marina: la biblioteca comunale, non appena saranno sistemati gli arredi, le attrezzature e i volumi, e la Guardia medica, provvisoriamente ospitata nei locali dell’ex scuola elementare.
All’Albo pretorio e sul sito internet del comune di Oristano (www.comune.oristano.it) sono in pubblicazione i bandi di mobilità per la copertura di un posto di istruttore direttivo amministrativo categoria D, di un 1 posto di ingegnere categoria D, e di un posto di assistente sociale categoria D. Copia dei bandi è disponibile anche presso l’Informacittà e l’Urp del Comune di Oristano. Il termine per la presentazione delle domande è il 25 agosto.
“Sostegno alle iniziative imprenditoriali che a Narbolia sono state poste in essere, realizzando, ad Is Arenas, un campo da golf di 18 buche e le annesse strutture turistico-ricettive, in gran parte funzionali alla disciplina del golf”. Lo ha affermato il presidente della Provincia di Oristano, Massimiliano de Seneen, a conclusione di un sopralluogo effettuato assieme agli assessori Gianfranco Attene (Turismo), Serafino Corrias (Sport) e Sandro Murana (Lavoro). Nel corso dell’incontro con il titolare della struttura, Piero Maria Pellò, sono stati approfonditi i diversi aspetti dell’iniziativa, che ha portato alla realizzazione di un complesso che, a detta del titolare, nella sua edificazione tiene conto delle prescrizioni imposte e che è sono in contrasto, proprio per le caratteristiche di pineta artificiale, con il fatto che l’area sia compresa all’interno di un Sic (sito di interesse comunitario), del quale si attende ancora la istituzione del comitato di gestione. In quest’ambito, la Provincia diventerà parte attiva nel chiedere la definizione di tutte le procedure in corso. Sui rapporti con gli enti si è, invece, intrattenuto l’assessore Gianfranco Attene, mentre l’assessore Sandro Murana ha posto l’accento sui livelli occupativi (da Is Arenas, ogni anno, verrebbero elargiti circa 5 milioni di euro di salari, indotto a parte), mentre l’attenzione dell’assessore Serafino Corrias si concentrata sul prossimo avvenimento sportivo che, ad ottobre, vedrà sul campo 240 golfisti impegnati nei Campionati Internazionali Juniores. Per quanto riguarda la pratica attiva del golf, il direttore dei campi, Alessandro Grazia, e il responsabile della segreteria, Roberto Putzolu, hanno confermato numeri in forte crescita, soprattutto di giocatori italiani, a conferma dell’interesse per la qualità del campo considerato uno tra i migliori del Mediterraneo. Concordi, poi, le valutazioni sulla necessità di una politica di sviluppo del sistema del golf, con almeno altri due campi da realizzare in Provincia di Oristano, visto che, a detta degli interessati, sarebbero stati risolti anche i problemi dei trasporti, con il collegamento diretto con la statale 131, e l’attivazione dello scalo aereo di Fenosu. Per questo motivo è stata chiesta l’apertura di una o più rotte del golf, ad iniziare con Malpensa. Ad Is Arenas, al momento, sono operativi 600 posti letto che, tra due anni, saranno 1300.
Cercavano una moto rubata e, invece, hanno trovato un presunto spacciatore. E’ quanto accaduto agli agenti della Squadra volanti di Cagliari, che hanno fermato sulla statale 554, all'altezza di Monserrato, un giovane di Oristano in sella ad uno moto, una Suzuki 650. La descrizione della moto corrispondeva a quella di cui poco prima era stato segnalato il furto, e così la pattuglia ha fermato per un controllo Federico Casu, 33 anni, impresario oristanese. A tradire il giovane è stato il nervosismo, che non ha saputo trattenere durante il controllo. La moto è risultata di sua proprietà, ma dalle tasche di Casu sono spuntati 20 grammi di cocaina e circa trenta grammi di hashish, che gli sono costati l'arresto per detenzione di droga ai fini di spaccio. Nel frattempo, su segnalazione dei colleghi della questura di Cagliari, la Squadra volante di Oristano ha eseguito una perquisizione nell'abitazione di Casu, dove sono stati sequestrati un bilancino di precisione, 130 semi di canapa, sostanza da taglio, e 300 euro in contanti. Droga e moto sono stati sequestrati, mentre Casu è stato condotto in Questura, in una cella di sicurezza.
I Vigili del fuoco di Oristano hanno ultimato, questa mattina, le operazioni di spegnimento di un incendio, di probabile natura dolosa, che nella notte ha distrutto un capannone dell'azienda agricola Floris, nelle campagne fra Milis e Santulussurgiu. Secondo una prima stima, i danni superano i 30 mila euro. Le fiamme hanno incenerito quasi un migliaio di presse di foraggio, ucciso una pecora e danneggiato vaie attrezzature, ed anno, inoltre, lesionato la struttura. Già lo scorso anno, ignoti avevano cercato di appiccare il fuoco al capannone dell'azienda Floris. L'incendio di stanotte segue numerosi atti intimidatori che, da mesi, stanno interessando il comune di Milis.
Sabato prossimo si terrà, all’aeroporto Fenosu di Oristano, l’atteso (chiaramente dai fans) concerto di Ligabue, nell’ambito dell’Ichnusa Livefestival. La manifestazione avrà inizio, per gli irriducibili, a partire dalle 15, con la partecipazione di gruppi e artisti isolani, alcuni emergenti ed altri più datati (a dire il vero, di alcuni di questi ultimi si sarebbe volentieri fatto a meno. ndr), a cui l’organizzazione ha fornito l’opportunità di suonare di fronte ad un così vasto pubblico. In serata, poi,spazio a Luciano Ligabue e alle sue canzoni. La realizzazione di “Ligabue - Ichnusa Livefest” è stata possibile grazie all’iniziativa di Riservarossa, F&P Group e Dromos. Intanto, per il concerto è stato predisposto un imponente sistema di assistenza e di controllo, un servizio di bus navetta (che garantirà rapidi e continui collegamenti con l’aeroporto di Fenosu) e una rete di parcheggi che dovrebbe consentire di far fronte alle grandi necessità derivanti dall’eccezionalità dell’evento. Per il concerto di Ligabue sono state messe a punto numerose misure con l’obiettivo di garantire a tutti di vivere, senza problemi, quella che dovrebbe esere una grande festa per tutti. La polizia municipale sarà presente con almeno 40 agenti di Oristano e una decina del Comando di Cagliari. Forte anche la presenza di Polizia Stradale, Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza, vsito che sono attesi almeno 20 mila spettatori. Una folla che per raggiungere comodamente l’aeroporto di Fenosu potrà parcheggiare negli spazi appositamente attrezzati a nord e sud dello scalo. Lo svincolo di Fenosu, sulla strada statale 131, sarà chiuso. Chi vorrà raggiungere Oristano sarà, quindi, costretto ad utilizzare gli altri ingressi, in prossimità dei quali si potranno utilizzare i parcheggi attrezzati. Per gli oristanesi la raccomandazione è di lasciare le auto a casa e raggiungere il concerto a piedi o con i bus navetta. Per chi utilizza le due ruote, moto o bici, si consiglia di raggiungere il parcheggio di Silì. Per chi arriva da nord: Un ampio parcheggio da 3000 posti, illuminato, custodito, presidiato anche dai Vigili del Fuoco e opportunamente indicato è stato allestito a Silì. Lo si raggiunge percorrendo la via Nazionale e superando il passaggio a livello seguendo le indicazioni. Dal parcheggio in 10 minuti si potrà raggiungere a piedi l’aeroporto di Fenosu. Per chi arriva da sud: Il primo parcheggio disponibile (con 400 posti disponibili), servito dai bus navetta che viaggeranno ogni 15 minuti, è quello del Centro commerciale Mirella, a Santa Giusta. Chi dovesse trovare i posti esauriti potrà raggiungere l’area della Tharros e dei palazzi finanziari a Oristano, dove sono disponibili numerose aree di sosta servite dal bus navetta. Per gli oristanesi: La raccomandazione, come già detto, è di lasciare le auto a casa e raggiungere l’area del concerto a piedi o con i mezzi pubblici. In ogni caso sono disponibili i parcheggi dell’area del Tribunale, quelli di via Carducci, l’area della stazione, quelli di via Mariano IV e del mercato civico. Quattro carri-gru, insieme alle pattuglie della polizia locale, saranno in servizio per rimuovere tutti i mezzi che dovessero intralciare il traffico. La viabilità: Intorno all’aeroporto “Ernesto Campanelli” di Fenosu tutte le strade saranno chiuse e, per motivi di sicurezza, potranno essere utilizzate solo dai mezzi di soccorso e di emergenza. Saranno chiuse anche la via Ozieri, la via Marroccu e la strada provinciale 57, nei tratti prossimi allo scalo. Per motivi di sicurezza, dalle 8 del 07 agosto fino alle 8.00 dell' 08 agosto, nell’area in cui si svolgerà il concerto, sia all’interno che all’esterno e nelle immediate adiacenze, a tutte le attività di somministrazione è vietata la vendita al pubblico di bevande contenute in bottiglie di vetro e lattine in metallo, nonché la somministrazione di bevande aventi tasso alcolico superiore ai 21 gradi.
Di pig (del 02/08/2010 @ 14:30:15, in cronaca, linkato 1653 volte)
L’ex ingegnere capo, nonchè dirigente dell’Ufficio Tecnico del comune di Oristano, Mario Zonchello, è da oggi agli arresti domiciliari. L’ordine, emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Oristano, Mauro Pusceddu, è stato eseguito da militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Oristano, assieme ad agenti della Sezione di polizia giudiziaria presso il Tribunale di Oristano del Corpo Forestale della Regione e del Comando della Polizia Municipale di Oristano, coordinati dal Procuratore della Repubblica di Oristano, Andrea Padalino Morichini. Il provvedimento di arresti domiciliari di Zonchello presso la sua abitazione, è scaturito “…a seguito di complesse ed articolate indagini - si legge in un comunicato diramato dalla Guardia di Finanza di Oristano -, riguardanti illeciti perpetrati dall’interessato quando era dirigente del Comune di Oristano. Tali illeciti riguardano la gestione “clientelare” delle autorizzazioni rilasciate dall’Ente e la distrazione di personale delle ditte esterne dai cantieri comunali (tra le quali non ultima l’impresa appaltatrice della manutenzione del verde pubblico) ed impiegato per lavori eseguiti presso un immobile di sua proprietà”. Sempre secondo quanto si legge nel comunicato, i lavori di realizzazione ed arredamento della villa di Zonchello sarebbero stati eseguiti “…utilizzando il materiale acquistato per lavori da eseguire a vantaggio della collettività, ma in realtà finiti ad incrementare il tenore di vita di chi la collettività avrebbe invece dovuto servire. In cambio di tali “favori”, l’allora dipendente comunale – si legge ancora nella nota della Guardia di Finanza - avrebbe quindi pilotato le gare d’appalto per far vincere, in qualità di aggiudicatrici, le ditte che si erano dimostrate accondiscendenti riguardo le richieste di “lavori domestici”. L'inchiesta che ha portato oggi all'arresto dell'ex ingegner capo del Comune di Oristano aveva preso il via circa due anni fa. Come molti ricorderanno, alla fine del 2007, alcuni Ordini professionali avevano contestato l'esecuzione dei lavori nel palazzo di piazza Eleonora che ospita l'Ufficio tecnico, lamentando il mancato coinvolgimento di alcune figure professionali nell'iter del progetto. Per vederci chiaro, la Procura della Repubblica di Oristano aveva aperto subito un'inchiesta. Poche settimane dopo era scattato un blitz, che aveva portato a una lunga perquisizione degli uffici comunali, dai quali erano stati portati via numerosi documenti. Quasi contemporaneamente erano state aperte altre due inchieste che vedevano coinvolto Mario Zonchello: la prima riguardava la realizzazione di un “teatro-tenda” a Torregrande; la seconda gli scarichi fognari cittadini. Vicende oggetto di altrettanti processi, ancora in corso, con imputazioni che per l'ex ingegnere capo del Comune di Oristano riguardano, in particolare, l'abuso d'ufficio. E’, invece, più recente, l'indagine che ha portato, a Torregrande, al sequestro di una parte dell' ex Hotel del Sole, ora trasformato in un elegante condominio in riva al mare. Il fascicolo è stato trasferito, per competenza, dalla Procura di Oristano a quella di Roma, perchè uno degli appartamenti del complesso è nelle disponibilità di un magistrato oristanese.
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"La raccomandazione del dottor Cappellacci è stata fatta del tutto a mia insaputa. L'intervento, tanto avventato quanto maldestro, del Cappellacci è stato dunque privatamente effettuato a mia insaputa. E del resto se anche egli avesse avuto modo di preannunciarla avrebbe incontrato la mia più irritata ed assoluta interdizione. Essa ha provocato un gravissimo nocumento alla mia personale reputazione e tale danno è amplificato dalla sua pubblicazione". E' la precisazione che Leonardo Bonsignore, presidente del Tribunale di Cagliari, fornisce in una lettera al Consiglio superiore della Magistratura e al presidente della Corte d'Appellodi Cagliari, in merito alle intercettazioni emerse dall'inchiesta sulla P3 che captano i presunti tentativi del presidente della Regione Sardegna di evitare il possibile trasferimento dell'alto magistrato, dopo una votazione sfavorevole di una sezione del Csm. Nellalettera, datata 20 luglio, accompagnata da tre querele per diffamazione presentate contro le testate "Il Foglio", "La Repubblica" e "Panorama", dal suo difensore, Carlo Pilia, Bonsignore ripercorre la vicenda che lo ha visto protagonista involontario delle cronache quando, a metà luglio, alcuni quotidiani hanno pubblicato le conversazioni di Cappellacci con Arcangelo Martino (arrestato l'8 luglio per la presunta P3 con Flavio Carboni e Pasquale Lombardi). Conversazioni nelle quali il governatore chiedeva aiuto per contattare un componente del Csm, Cosimo Ferri. Bonsignore tiene a distinguere la sua posizione da quella di altri colleghi per i quali il Csm ha già preso provvedimenti: contro di lui, infatti, non è stato aperto alcun procedimento. La decisione di Cappellacci diintervenire "…fu tanto rapida e repentina da non consentire neppure di immaginare preventive consultazioni con chicchessia", ha scritto il magistrato, ricordando che Cappellacci, nella conversazione delle 9,27 del 14 ottobre 2009, dice di aver appreso la notizia del possibile trasferimento dai giornali del mattino. "Non sono - ha precisato il magistrato - e non sono mai stato amico del dottor Cappellacci. Lo incontrai, non più di due volte, alcuni decenni or sono quando, giovanissimo, era al seguito del padre Giuseppe, commercialista, assiduo frequentatore degli uffici del Tribunale civile, per la comune frequentazione di un circolo sportivo". Poi Bonsignore chiarisce come nel 2006, divenuto presidente del Tribunale, ricevette Cappellacci in visita, come commercialista, pechè gli averva portato il suo curriculum aspirando ad incarichi o consulenze “…ma – ha precisato Bonsignore - non ne conferii mai". Nella lettera, di quattro pagine, Bonsignore censura la presunta interferenza del presidente della Regione con la telefonata alla segretaria del Consigliere Cosimo Ferri. "Trovo assolutamente grave ed offensivo – ha affermato il presidente del Tribunale di Cagliari - che taluno, a prescindere dalle intenzioni che lo animavano, invece di attendere, come me e come tutti, con doveroso rispetto l'esito del procedimento per incompatibilità, abbia inopinatamente ritenuto di poter, indebitamente, influire sulla decisione, avvicinando uno dei Consiglieri che avrebbero dovuto concorrere alla pronuncia collegiale con un interferenza illegale e surrettizia”. Interferenza che, peraltro, non ebbe evidentemente effetti, perchè Ferri, il 10 marzo 2010, votò contro la richiesta di archiviazione presentata da Bonsignore. "Trovo assolutamente offensivo – ha scritto ancora Bonsignore -, per il Consiglio Superiore della Magistratura e per ogni magistrato che a quel Consiglio fa continuo affidamento, che taluno possa osare pensare che una decisione appartenente al Collegio possa essere surrettiziamente influenzata da interventi che veicolino interessi particolari, e che ciò accada in un'ottica di scambio, capace di costituire, come dice, sia pure grossolanamente uno dei cronisti, rapporti di debito e credito nell'ambito di una rete di sostanziale illegalita'". Dopo aver ribadito la sua estraneità a politici e rappresentanti di istituzioni, il magistrato dice di sentire "…la necessità, per difendere quello che in questa vicenda attiene alla funzione ed all'ufficio, e che è stato ferito da quelle notizie e da quei comportamenti, di rappresentare l'intera vicenda all'organo di uutogoverno dell'Ordine a cui mi onore di appartenere, perchè prenda atto della verità dei fatti, riaffermi esplicitamente l'identità del confine costituito dai nostri valore, rispetto alla confusione delle prassi indifferenti alle regole, e protegga quelli che resistono in difesa di quel confine, separandoli dagli altri che lo hanno violato”.
La notizia dell'approvazione da parte della giunta Cappellacci di uno schema di norme di attuazione ha scatenato la dura reazione dell'opposizione in consiglio regionale. Prima di abbandonare polemicamente l'aula i consiglieri di opposizione hanno accusato aspramente l'assessore La Spisa e la giunta. Per Gian Valerio Sanna (Pd) "…approvare la deliberazione di schema di attuazione da ragione al governo. E' un fatto grave, che taglia gambe e mani alla rivendicazione dei nostri diritti. E' il modo dei deboli, di chi non ha spina dorsale, di chi sta svendendo la propria autonomia". Per l'ex presidente della Regione, Renato Soru "…da giorni discutiamo dell'importanza di assumere una posizione comune e l'assessore non ci ha neanche avvertiti della decisione della giunta. Noi discutiamo su norme di attuazione si, norme di attuazione no, mentre altre regioni si sono già sedute al tavolo col Governo". Adriano Salis (Idv) ha attaccato l'assessore "…eravamo convinti - ha detto - che ci fosse un rapporto di correttezza tra organi istituzionali della Regione", mentre Luciano Uras (Sel), segnalando che lo schema porta la data di ieri, ha affermato che "…mentre noi discutevamo loro facevano altro, non sono interessati a ciò che diciamo noi". Replicando davanti alla sola maggioranza, La Spisa ha detto, con una bella faccia tosta, che "…è il Dapef della giunta Soru che impegnava a fare norme di attuazione, non ci siamo inventati niente. I consiglieri di opposizione non hanno letto neanche il testo approvato dall'aula nella scorsa legislatura (sic!). Le norme di attuazione non sono un tabù, ci servono per poterci presentare a testa alta (e genuflessi. ndr) e conti in ordine al confronto con lo Stato”. Che brutta pagina di becero servilismo!
Un ordine del giorno sul risanamento ambientale dei compendi ittici dell’Oristanese è stato proposto dai compenti della commissione ambiente della Provincia, Giuseppe Costella, Giangavino Buttu, Cristiano Carrus, Stefano Figus e Gabriele Basciu. Questo, il testo: “Vista la grave crisi ambientale, economica e produttiva che attanaglia il comparto della pesca lagunare, che senza interventi urgenti rischia di diventare irreversibile, per ultimo sfociata nei giorni scorsi nella moria di pesci che ha interessato lo stagno di Santa Giusta; Considerato che non è più procrastinabile attuare una strategia complessiva da svolgersi con gli Enti Locali lagunari, con le forze economiche e sociali, relativamente alla vertenza stagni dell’oristanese, tale da favorire, attraverso l’adozione e l’incentivazione di un “piano Industriale Straordinario della pesca nelle acque interne lagunari”, per favorire il ripristino dei delicati equilibri ambientali e garantire un rilancio economico e produttivo del comparto della pesca, orientato a forme di pesca responsabile e durevoli, attraverso un rigoroso approccio scientifico; Vista la Legge Finanziaria Regionale del 2008 che, all’art. 12, prevedeva la somma di 30 milioni di euro, per programmare, finanziare e attuare, attraverso la delega alle province ed agli organismi pubblici di gestione dei compendi lagunari, interventi per il ripristino ambientale e la valorizzazione dei compendi lagunari e stagnali della Sardegna e dei corpi idrici ad essi afferenti, anche mediante il riutilizzo di acque reflue depurate, nonché per la manutenzione dei canali e altri manufatti atti alla regolamentazione idraulica dei corpi idrici lagunari e stagnali anche utilizzati a scopo produttivo; Considerato che nella Legge Finanziaria del 2009 i 30 milioni di euro sono stati dimezzati, spostati ad altro capitolo di spesa, destinando una consistente quota dello stanziamento iniziale a studi e consulenze; Tenuto conto che la Provincia di Oristano, già da tempo, nell’ambito della progettazione integrata, ha predisposto un progetto di sviluppo regionale per l’ambito settoriale pesca, acquacoltura e aree umide, denominato “sviluppo integrato pesca e zone umide dell’oristanese”, si ritiene urgente e improcrastinabile inserire misure e interventi di massima priorità, con relativa copertura finanziaria; Impegna il presidente della giunta provinciale e l’assessore all’Ambiente a richiedere con la massima urgenza alla Regione Sardegna: il trasferimento urgente di una consistente quota delle risorse previste nelle finanziarie sopra richiamate ed ancora inutilizzate, benché dimezzate, in considerazione del fatto che la provincia di Oristano possiede oltre il 60% delle zone umide della Sardegna, occupa circa 400 addetti, e il settore ha un fatturato pari all’ 80% di quello regionale”.
E’ stato aperto, nei giorni scorsi, presso gli uffici provinciali del Coni, uno sportello di consulenza del Credito sportivo, che da applicazione all'intesa tra la Provincia, il Coni e lo stesso Credito Sportivo, per la concessione, agli enti locali ed ai privati, di mutui con dei tassi particolarmente agevolati. Lo comunicanlo l'assessore provinciale allo Sport, Serafino Corrias, e il presidente del Coni di Oristano, Gabriele Schintu. “In un contesto così difficile, come quello che stiamo attraversando hanno spiegato l'assessore Corrias ed il presidente Schintu -, in cui le amministrazioni comunali ed i privati non possono programmare interventi per la mancanza di adeguate risorse finanziarie, è importante poter contare su questo strumento di finanziamento, che consentirà di prevedere la costruzione, il miglioramento, la ristrutturazione ed il completamento degli impianti sportivi ricadenti nel territorio provinciale. Nei giorni scorsi, si è provveduto ad inviare una comunicazione informativa a tutti gli 88 comuni della provincia, ed è nostro auspicio che le amministrazioni comunali informino i privati che intendendano avvalersi dei finanziamenti del Credito Sportivo”. Il Credito Sportivo ha affidato l'incarico di fornire tutte le informazioni necessarie a Luca de Vito, che può essere contattato, per eventuali consulenze, all'indirizzo mail luca.devito@creditosportivo.it oppure al cellulare n. 3458850993. E' possibile, inoltre, concordare un appuntamento attraverso la segreteria del Coni provinciale, all'indirizzo oristano@coni.it.
Cinque diportisti di Milano e sono stati portati in salvo, poco dopo le 19 di stasera, da una motovedetta della Capitaneria di porto di Oristano, dopo che la loro barca a vela di 17 metri era affondata a mezzo miglio da Capo San Marco. La barca, proveniente da Capo Caccia, sul litorale di Alghero, stava virando per entrare nel Golfo di Oristano ma è finita su uno scoglio che ha fortemente danneggiato lo scafo, tanto da causare l'affondamento. I cinque diportisti hanno immediatamente lanciato l’sos e grazie al pronto intervento della motovedetta della Capitaneria di porto di Oristano sono stati soccorsi e portati a terra. A parte il grosso spavento, i “naufraghi” godono tutti ottima salute. Sarà ora un'indagine della Capitaneria ad accertare l'esatta dinamica dell'incidente.
Di pig (del 22/07/2010 @ 20:00:11, in cronaca, linkato 547 volte)
Dura replica dell’assessore regionale all’Ambiente, Giuliano Uras, al segretario provinciale della Cgil di Oristano, Giampaolo Lilliu, che protestava contro la mancata bonifica della di discarica di amianto, in località Masangionis, in territorio di Arborea. “Lilliu dice falsità: la giunta regionale, su mia proposta, ha approvato già lo scorso 11 giugno la delibera di concessione del contributo straordinario di 2.500.000 euro all’amministrazione provinciale di Oristano da destinare al definitivo completamento della bonifica della discarica di amianto in fibre libere di Masangionis nel comune di Arborea, sito che è già stato interessato da due interventi di bonifica finanziati negli anni scorsi. Il contributo straordinario di 2.500.000 euro, il cui trasferimento è stato già formalizzato dagli Uffici dell’assessorato regionale dell’Ambiente a favore dell’amministrazione provinciale, consentirà, pertanto, la conclusione della bonifica della discarica abusiva che per anni ha rappresentato una seria minaccia per l’ambiente e le popolazioni della zona. Proprio perché ho conoscenza diretta del problema che interessa gli abitanti di Arborea ho voluto completare definitivamente i lavori di bonifica testimoniando concretamente la sensibilità mia personale e della Regione. In merito alle rimostranze sulle eventuali lungaggini riferite alla gara d’appalto dei lavori di bonifica, Lilliu dimostra la sua ignoranza: la Regione, infatti, non ha alcuna responsabilità, poiché la concessione delle risorse viene fatta all’amministrazione provinciale che a sua volta trasferisce i fondi al Comune di Arborea con lo scopo di rendere più celere la procedura di intervento. Se esiste, ed è sacrosanto, un diritto di manifestare e protestare per le inadempienze della pubblica amministrazione, non esiste un diritto alla libera mitomania Se il signor Lilliu insiste con l'idea di bloccare la statale 131, inoltrerò un fonogramma urgente al Ministro degli Interni affinchè mandi la forza pubblica a sbloccare la strada da eventuali manifestazioni, pretestuose e ridicole, che hanno il solo scopo di creare pubblicità a chi dovrebbe ambire al silenzio. Utilizzare temi delicati come la salute dei cittadini e la salvaguardia dell'ambiente per alimentare in malafede discutibili polemiche è vergognoso e moralmente inaccettabile". (Giuliano Uras - assessore regionale all’ Ambiente)
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Sulla costruzione della piazza delle case minime e del centro di aggregazione sociale, ad Oristano, il consigliere comunale di Fortza Paris, Mauro Solinas ha presentato un ordine del giorno, de seguente tenore: “Premesso che l’Amministrazione Comunale è destinataria di un finanziamento regionale di oltre 800.000,00 euro, concesso per la demolizione delle vecchie case minime, la costruzione della nuova piazza antistante la nuova palazzina e del centro di aggregazione sociale connesso. Considerato che tutta l’area compresa tra le vie Nuoro, Iglesias e il complesso di palazzine presenti in quella zona, nonostante l’impegno dell’assessore competente, versa in uno stato di totale abbandono tra le erbacce e l’immondizia, i rami che invadono la carreggiata e i marciapiedi. Detto che per il servizio di spazzamento di strade e marciapiedi e per l’estirpazione dell’erba che cresce sugli stessi i cittadini pagano un canone per un servizio che non viene svolto, (difficile capire come non vengano contestate mancanze così macroscopiche). Considerato che in tre anni questa amministrazione, pur essendo in possesso di un progetto preliminare e del finanziamento, è riuscita solo nell’intento di demolire le vecchie case minime bonificando l’area stessa e destinandola alla crescita delle erbe spontanee e al parcheggio di autoarticolati. Affermato che il Partito di Fortza Paris, da ormai tre anni e con altri gruppi consiliari, ha presentato all’aula altri documenti tendenti alla soluzione del problema senza ottenere risultati tangibili, l’ultimo dei quali poneva il limite temporale per attuare una decisione nell’approvazione dell’elenco annuale delle opere pubbliche. Detto che il Sindaco e l’Assessore, in quella occasione, avevano promesso un incontro con i cittadini residenti in quella zona, presenti il giorno in aula, utile per raccogliere suggerimenti per l’elaborazione di un progetto condiviso. Chiede, nel rispetto del contratto stipulato, di riportare l’intera zona ad uno stato di pulizia e decoro accettabile eliminando le erbacce dai marciapiedi e spazzando anche manualmente le zone dove la macchina spazzatrice non arriva; di convocare, nel più breve tempo possibile, una pubblica riunione con i cittadini al fine di definire gli indirizzi di massima per la realizzazione della piazza e del centro di aggregazione; di comunicare all’aula i tempi di realizzazione del progetto esecutivo, dell’espletamento della gara d’appalto e dell’esecuzione dell’opera.
Ci sarà di nuovo anche Oristano nel ricco programma culturale di “Monumenti aperti 2010”. L’assessore alla Cultura del comune di Oristano, Luca Faedda, sta lavorando con l’Antiquarium Arborense e la Fondazione Sa Sartiglia per definire il calendario delle manifestazioni previste per il 16 e 17 Ottobre. “Dopo la positiva esperienza dell’anno scorso Oristano conferma l’appuntamento con “Monumenti aperti” – ha detto Faedda -. Stiamo allestendo il programma delle manifestazioni che vorremmo realizzare con la collaborazione delle associazioni di volontariato e culturali operanti in città”. Un primo appuntamento per definire le forme della collaborazione è fissato per martedì 27 Luglio, alle 17, a Palazzo degli Scolopi. “Tutte le associazioni sono invitate a partecipare – ha osservato l’assessore -. Il coinvolgimento delle associazioni culturali risponde allo spirito di “Monumenti aperti”. La manifestazione è nata nel 1997, a Cagliari, proprio per iniziativa dell’associazionismo civile e culturale e del mondo della scuola, e poi è stata fatta propria dall’Amministrazione Regionale che ne ha promosso la diffusione in diversi comuni dell’isola. Un ruolo fondamentale è assegnato ai gruppi, alle associazioni e alle scuole, che accolgono i visitatori e guidano alla scoperta dei beni archeologici, storico-artistici e ambientali del proprio centro”. La manifestazione prevede che il 16 e 17 Ottobre vengano aperti al pubblico luoghi, spazi, monumenti e aree che normalmente non si possono visitare, facendo in modo che i cittadini per un week-end si trasformino in turisti della propria città.
Sabato 24 luglio, alle 17, presso il Museo civico di Cabras, si terrà l’inaugurazione della mostra permanente delle Collezioni di materiali archeologici Sulis e Pulix. Dopo i saluti del sindaco di Cabras; Cristiano Carrus e dell’assessore comunale alla Cultura, Sergio Frongia, sono previsti gli interventi di Maria Lucia Baire, assessore regionale alla Cultura; Carla Del Vais, direttrice scientifica del Museo di Cabras; Anna De Palmas dell’Università agli Studi di Sassari; Donatella Salvi della Soprintendenza archeologica per le province di Cagliari e Oristano; Paolo Sulis, donatore delle collezioni archeologiche.
Dopo il successo riscosso nelle scorse estati, il comune di Cabras ripropone l’apertura della “Biblioteca al Mare”, a San Giovanni di Sinis, a partire dal 24 luglio. L’oramai classico appuntamento estivo è previsto presso la “Casa del Parco Marino”, meglio conosciuta come “Casa dal Tetto a Cupola”, una delle costruzioni più antiche di San Giovanni, situata in prossimità della spiaggia. L’iniziativa, richiesta a gran voce dai villeggianti e dalla popolazione residente nei borghi marini di San Giovanni e Funtana Meiga, rappresenterà, anche per questa estate, un valore aggiunto per chi trascorre le vacanze sullo splendido litorale cabrarese. Per caratteristiche e logistica, la “Biblioteca Estiva”, gestita dagli operatori della Cooperativa Sociale “Gli Scapigliati”, è anche un luogo dove “gustare” un panorama mozzafiato.
Di greg (del 21/07/2010 @ 15:15:47, in cronaca, linkato 664 volte)
Il “Coordinamento regionale ex esposti all'amianto” della Cgil di Oristano ha organizzato, per venerdì prossimo, alle 11, una protesta contro la mancata bonifica della discarica di amianto di Masangionis, nel comune di Arborea. Al chilometro 80 della strada statale 131 (bivio Sant'Anna - Ingresso Sassu 1 - Sassu 2) il traffico verrà rallentato, per consentire la distribuzione di volantini informativi agli automobilisti. La discarica di Masangionis, che contiene amianto friabile (in polvere), è la più grande in Sardegna e si estende per circa mezzo ettaro. Per l'elevata pericolosità, l'area contaminata era stata messa sotto sequestro, dai Noe di Cagliari, una prima volta nel 2001 e poi di nuovo all'inizio di quest'anno. Nel 2004 sono cominciate le attività di bonifica, con un impianto di inertizzazione mobile (unico in Italia e tecnologicamente molto avanzato) subito interrotte per carenza di risorse. "E' una situazione vergognosa, che danneggia la salute dei cittadini e l'ambiente - ha denunciato il segretario della Camera del Lavoro di Oristano, Giampaolo Lilliu -. "L’attuale giunta regionale non ha alcuna sensibilità per l'ambiente, e lo dimostra il fatto che nulla di concreto è stato fatto. La discarica è rimasta a cielo aperto, anzi, sono stati tagliati i fondi e sospesa ogni iniziativa regionale per l'attività di sorveglianza sanitaria (prevenzione) della Asl di Oristano. Secondo il Registro territoriale sulle malattie tumorali, come il mesotelioma - fa sapere Lilliu -, negli ultimi otto anni sono morte tredici persone. Un numero elevato, se si pensa che questo tipo di patologia resta latente almeno per quaranta anni". Il Coordinamento regionale ex esposti all'amianto della Cgil chiede, quindi, che venga avviata subito la bonifica, attraverso l'utilizzo dell'impianto di inertizzazione, che da mobile deve diventare fisso, visto che questo viene considerato l'unico sistema in grado di garantire la trasformazione dell'amianto friabile in una fibra innocua, che può poi essere riutilizzata (ad esempio per produrre pavimentazioni). "La strada da seguire è questa, anche perchè in Sardegna non esistono depositi che contengano l'amianto friabile ma solo discariche di inerti. Nel caso in cui venisse scelto di spostare le polveri, queste dovrebbero essere trasferite fuori dall'isola". La diffusione dell'amianto nell'Oristanese si deve alla presenza di due grandi aziende attive dagli anni Sessanta, la Cema Sarda di Marrubiu e la Sardit nella zona industriale di Oristano, chiuse nel 1994 in seguito alla battaglia che portò alla legge nazionale 257 del '92. "E' una battaglia di civiltà – ha detto Lilliu -, che, attraverso le bonifiche, può concorrere anche alla creazione di posti di lavoro".
Come al solito ci distinguiamo. Ci sono, infatti, anche la Regione, le Province di Nuoro, Ogliastra e Carbonia-Iglesias, e, c’era da giurarci, il comune di Oristano, fra le amministrazioni che non hanno ancora risposto al questionario sulle auto blu che “FormezPA” ha inviato a circa 9.200 enti in tutta Italia, su mandato del ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta. Nell'elenco delle amministrazioni "silenti" diffuso stamane dal ministero figurano, in Sardegna, anche le Asl di Cagliari, Carbonia, Oristano ( ma guarda un pò!), Sanluri, e l'Azienda ospedaliera Brotzu di Cagliari. Lo scorso 16 luglio è scaduto il termine per la consegna del questionario previsto dal monitoraggio con cui il Formez dovrà rilevare per gli anni 2008, 2009 e aprile 2010, il numero di auto assegnate in uso esclusivo e non esclusivo, il numero e la qualifica degli assegnatari della auto, quello delle macchine utilizzate per specifiche esigenze degli uffici, il numero degli autisti e addetti al parco auto, il costo comprensivo di carburante per singola vettura e il chilometraggio percorso. Venerdì prossimo alle amministrazioni che ancora non hanno riconsegnato il questionario saranno inviate lettere di richiamo dall'Ispettorato della Funzione pubblica. Finora hanno risposto 3.625 amministrazioni, pari al 65% dei dipendenti pubblici coinvolti nel monitoraggio. Una novantina di amministrazione ha anticipato le risposte per telefono. Molti degli enti inadempienti hanno segnalato che la mancata risposta è dovuta a disguidi tecnici (sic!) nell'invio del questionario, e si ripromettono di rispondere in modo completo entro venerdì, dando la possibilità ai cittadini di conoscere le informazioni sull'impiego delle auto blu.
Il Codacons ha annunciato di aver presentato formale istanza, alla Regiione, per accedere ai documenti relativi alla vicenda dello sfruttamento dell'energia eolica nell'isola, oggetto dell'inchiesta della magistratura su un presunto comitato d'affari che si sarebbe organizzato per condizionare l'amministrazione regionale. In particolare, l'associazione ha chiesto il curriculum del rimosso direttore dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente (Arpas), Ignazio Farris, coinvolto nell'inchiesta assieme al presidente della Regione, Ugo Cappellacci, e anche quelli degli aspiranti alla dirigenza dell'agenzia, oltre a tutti i provvedimenti sull'eolico adottati nei mesi scorsi. Per espressa disposizione legislativa – ha affermato il Codacons -, il direttore dell'Arpas deve necessariamente essere "…in possesso di comprovata professionalità ed esperienza acquisita nella direzione di sistemi organizzativi complessi di medie e grandi dimensioni per almeno cinque anni, nei dieci anni precedenti, il cui rapporto di lavoro non sia stato risolto per demerito o altro fatto imputabile al soggetto medesimo". Per quanto riguarda la nomina dell'ingegner Ignazio Farris "…non è dato comprendere se il soggetto sia o meno in possesso dei requisiti necessari al fine di svolgere il ruolo di direttore generale all'interno dell'Arpas". Il Codacons ha chiesto anche di accedere a tutti provvedimenti riguardanti la costruzione di impianti eolici nel territorio sardo, eventualmente adottati dall'Arpas a partire dalla nomina di Farris per verificare il rispetto delle leggi che regolano tale settore.
Il presidente della Provincia di Oristano, Massimiliano de Seneen, e l'assessore provinciale al Lavoro, Alessandro Murana, a seguito della sospensione dei termini per la presentazione delle domande per l'accesso al Microcredito da parte dell'Autorità di Gestione del Por Fse 2007-2013, sono intervenuti presso l'Assessorato Regionale al Lavoro e la Sfirs Sardegna, con una nota, per richiedere un intervento correttivo all'atto adottato. Il presidente della Provincia e l'assessore rilevano che nel piano operativo approvato per il Fondo su Microcredito, lo stanziamento riservato alla Provincia di Oristano ammonta a oltre 4 milioni di euro, con una previsione di finanziamento minima di 162 domande. Dai primi dati relativi alle domande pervenute dai vari ambiti provinciali emerge che le istanze presentate dai cittadini del territorio oristanese ammontano a 132, al di sotto della soglia minima di domande finanziabili originariamente prevista, che dovranno essere istruite per la valutazione di ammissibilità. "Il provvedimento di sospensione penalizza i cittadini della provincia di Oristano – ha evidenziato l'assessore Murana -, e per questo la Provincia è intervenuta presso la Regione, affinché il provvedimento riguardi solo quei territori provinciali da cui sono pervenute domande eccedenti lo stanziamento previsto dal piano operativo". L'assessore Murana ha sottolineato come, a seguito alla nota della Provincia di Oristano, lo stesso assessore regionale al Lavoro abbia assunto l'impegno di riaprire i termini per la presentazione delle domande di finanziamento, a partire dal mese di settembre, dopo il completamento della fase istruttoria delle domande già pervenute, per soddisfare lo stanziamento previsto per la Provincia di Oristano ed espresso, infine, la volontà di destinare al Fondo ulteriori risorse. Nel frattempo, la Provincia proseguirà l'attività di sensibilizzazione in tutto il territorio provinciale, attraverso seminari informativi che faciliteranno l'accesso all'istituto del microcredito. L'Assessorato al Lavoro della Provincia di Oristano, provvederà a comunicare tempestivamente agli utenti, tramite il servizio di newsletter, la riapertura dei termini per la presentazione delle domande di finanziamento.
La giunta comunale di Oristano, su proposta degli assessori ai Lavori pubblici e all’edilizia scolastica, Andrea Lutzu e Luca Faedda, ha approvato il progetto definitivo per i lavori di adeguamento alle norme di sicurezza della scuola elementare di via Solferino. Il comune dispone di un finanziamento regionale di 182 mila euro, con il quale potrà completare gli interventi di manutenzione straordinaria avviati nei mesi scorsi, all’indomani del distacco di materiale laterizio dal soffitto di un’aula. “La scuola di via Solferino è ospitata in un edificio di particolare valore storico e architettonico, costruito intorno agli anni ’30, che ha conservato intatta la tipologia originaria e le caratteristiche architettoniche dell’epoca – ha spiegato l’assessore Faedda -. Si tratta della prima scuola elementare costruita in città, ed ha quindi un particolare valore storico per Oristano. Oggi le aule destinate all’attività didattica sono 12 al piano terra e 12 al primo piano. Un intervento di recupero dell’edificio si rende necessario per garantire le migliori condizioni di utilizzo da parte dei docenti e degli studenti, ma anche per preservare il valore dell’edificio”.“Anche alla luce del distacco di materiale laterizio, nei mesi scorsi, è stato elaborato un progetto, che prevede la totale rimozione e sostituzione del vecchio controsoffitto, tramite l’impiego di idonei materiali dotati di nuove tecnologie per l’ancoraggio e fissaggio – ha detto l’assessore ai Lavori pubblici, Andrea Lutzu -. Si procederà con la totale rimozione e smaltimento della coibentazione esistente posata nel sottotetto, con la pulizia e la bonifica di oltre 1000 metri quadri di sottotetto, delle gronde e dei canali, e con la revisione del manto di copertura. Si effettuerà il trattamento delle travi lignee con vernici protettive ignifughe, il rifacimento completo di 1050 metri quadrati di controsoffitto con l’installazione delle plafoniere, e le tinteggiature necessarie e l’impermeabilizzazione del solaio degli uffici di segreteria”.
“Sopravvenuti nuovi incarichi professionali, che mi assorbiranno per molto tempo, non mi consentono di svolgere il mio ruolo di consigliere come vorrei e come dovrei”. Queste le motivazioni che hanno indotto Umberto Capoccia (FI verso il Pdl) a dimettersi dal consiglio comunale di Oristano.
Sul sito internet www.comune.oristano.it e all’Albo pretorio del comune di Oristano sono state pubblicate le graduatorie annuali, definitive, per l’ammissione agli asili nido per l’anno 2010/2011. Le graduatorie possono essere consultate oltre che all’Albo pretorio anche presso il Centro Informacittà e l’Ufficio relazioni con il pubblico del comune. Per informazioni si può contattare il “Servizio prima infanzia” del comune di Oristano (telefonicamente allo 0783 791297), al primo piano del Palazzo degli Scolopi, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12, e il martedì dalle 15 alle 18.
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09/09/2010 @ 2.52.02
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