Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di greg (del 18/05/2013 @ 19:37:18, in cronaca, linkato 680 volte)

L’episodio che riportiamo è accaduto all’aeroporto di Roma, in uno scalo definito internazionale e in un paese che ama definirsi civile, ma non certo nei comportamenti di alcuni addetti ai lavori dell’aeroporto. Con una lettera inviata alla direzione Aeroporti e, fra gli altri, al presidente del Consiglio dei ministri e al Capo dello Stato, il “Centro volontari della sofferenza” della Sardegna, con sede a Ghilarza, ha denunciato i disagi sofferti, il 15 maggio scorso, da un gruppo di quattro disabili in carrozzina, nel volo di rientro a Cagliari da Roma delle 17.25. "Le persone in carrozzina hanno dovuto attendere oltre due ore e mezza per poter usufruire dell'accesso alla “sala amica” e ai relativi servizi – ha scritto la capogruppo, Gianfranca Pitzalis, presidente del Cvs di Oristano -. L'attesa è stata determinata dagli addetti ai check-in e dalla responsabile del servizio, che hanno preteso, insistentemente, i certificati, medici a giustificazione della palese invalidità motoria dei quattro passeggeri disabili, che viaggiavano con un gruppo di 37 persone. La  Pitzalis ha chiesto ai destinatari della lettera un intervento per risolvere le mancanze e le inefficienze denunciate. “Anche dopo aver presentato i certificati – ha scritto ancora la Pittalis -, sono stati necessari ulteriori solleciti per le operazioni di imbarco e soltanto dopo oltre due ore e mezzo si è presentato un solo assistente per gli uomini e uno per le donne. Inoltre, nella cosiddetta “sala amica” non esisteva alcun locale attrezzato per il cambio e l'igiene di adulti impediti. Con grandi difficoltà e rischio abbiamo dovuto, giocoforza, rimediare nel bagno. E' incredibile che nel 2013, e per giunta in un aeroporto internazionale, non esista un ambiente attrezzato per il cambio e l'igiene delle persone adulte disabili. Infine, voglio anche evidenziare – ha concluso nella missiva la presidente del Centro volontari della sofferenza - che i disabili e i loro accompagnatori sono stati imbarcati per ultimi e sistemati in coda all'aereo, con manovre più difficili negli spostamenti e per l'assistenza”. Va bene che si trattava di “volontari della sofferenza”, ma pensiamo che tra le sofferenze l’associazione mai avrebbe potuto ipotizzare di dover annoverare anche i disagi sofferti in un aeroporto  e in un volo aereo.

 Altre notizie:

Tutto è ridicolo e niente lo è più. L'unica misura di cui sono stati capaci gli interdetti al governo è lo spostamento dell'IMU di tre mesi. Lo vendono come una grande vittoria. Il Paese va a pezzi con gente che si butta dalla finestra, si spara, si dà fuoco, e ci regalano lo zuccherino dell'IMU. Questi sono venditori di pentole in giacca e cravatta che usano giornalisti tromboni a libro paga, specialisti nel bacio della pantofola, per iniettare bromuro nella popolazione. Incapaci, dilettanti, specialisti del nulla. Un minestrone rancido. Ridicolo è affidarsi al Nipote di Letta, uno che mentre lo guardi ci vedi attraverso, un signor nessuno con nessuna credenziale se non di aver vissuto da sempre di politica. Ridicolo è aver consegnato il Governo a Berlusconi condannato per evasione, amico di mafiosi, piduista. Ridicolo è avere confermato presidente della Repubblica un vecchio di 88 anni per evitare qualunque cambiamento. Una Nazione ridicola dove le emergenze non sono mai la priorità. Dove si vuole salvare il mondo, ma si lasciano i nostri vecchi nell'indigenza e si costringono i ragazzi a emigrare. Tutto è ridicolo in un Paese in cui non esiste il reato di tortura e viene però applicato quello di vilipendio al presidente della Repubblica. Tutto è ridicolo quando ci si accorge, con grande meraviglia, all'improvviso, che esiste il problema della disoccupazione giovanile, che il debito pubblico esplode, che il sistema delle Pmi è al collasso. Ma va... Chi lo avrebbe mai detto? Dove eravate in tutti questi anni uomini ridicoli che ora avete la pretesa di governarci senza pagare dazio? Ridicolo è non avere la minima idea del futuro, un piano a medio termine, almeno triennale, per l'energia, per l'ambiente, in un'Italia che frana per due giorni di pioggia, per il rilancio della produzione, per l'innovazione, per il rientro del debito. Ridicole sono queste facce che governano attraverso la disinformazione televisiva. Maschere grottesche di una commedia dell'assurdo. Cui prodest questa rappresentazione mal recitata, questo teatrino indecente? Alle aziende di Berlusconi, al mancato coinvolgimento del pdmenoelle nel MPS, a guadagnare tempo per neutralizzare il M5S attraverso l'informazione televisiva delle Bocche di Rosa e degli Stuoini. Ridicolo. L'iceberg è davanti a noi, il caposala celebra le danze nel salone delle feste al Ballo dell'IMU e i gonzi volteggiano ignari. Quale fine può attendere una nazione ridicola? (www.beppegrillo.it).

 
Di greg (del 02/05/2013 @ 11:30:51, in cronaca, linkato 888 volte)

L’antica Reggia dei Giudici d’Arborea (l’ex carcere, in piazza Manno, a Oristano) aprirà le porte al pubblico sabato 4 e domenica 5 maggio. Lo farà in occasione di “Monumenti aperti”, che torna in città con l’ambizioso obiettivo di migliorare i lusinghieri risultati delle ultime edizioni quando si arrivò a superare le quindicimila presenze. Il programma di questa edizione, organizzata dal comune di Oristano, con la collaborazione della Fondazione Sa Sartiglia, dell’Antiquarium Arborense, della Cooperativa La Memoria Storica, e coordinata a livello regionale, per il 17° anno consecutivo, dall’associazione culturale “Imago Mundi”, prevede l’apertura di una cinquantina di siti culturali, ma anche numerose manifestazioni collaterali e tanti servizi a disposizione dei visitatori. La manifestazione avrà un’anteprima d’eccezione. Il 3 maggio, alle 19.45, presso la chiesa di San Francesco di Oristano, ricca di memorie del Giudicato, e dove venne firmata nel gennaio 1388 la pace tra Eleonora d'Arborea e il re d'Aragona Giovanni I il Cacciatore, si terrà la terza lettura pubblica della Carta de Logu, a cura dell'Istar.  L'evento riguarderà il tema "Mestieri e pubblici doveri". Oltre al proemio della Carta de Logu,  Clara Murtas leggerà i capitoli che riguardano i pastori, i conciatori, i notai, gli scrivani, i mercanti, gli ambulanti, i tavernieri. Saranno intercalati brani di canto gregoriano tratti dai codici arborensi e da manoscritti europei, eseguiti da Giacomo Baroffio ed Eun Ju Kim.  L'incontro sarà introdotto dai saluti del sindaco di Oristano, Guido Tendas, e del presidente dell’Istar, Walter Tomasi, e coordinato da Giampaolo Mele, direttore scientifico dell’Istituto storico arborense. L’evento clou è, però, l’apertura della Reggia Giudicale, grazie alla disponibilità della direzione della Casa circondariale. Un evento eccezionale al quale si aggiunge, per la prima volta, l’apertura del campanile della Cattedrale. “Per la città è un evento straordinario – ha osservato il sindaco Tendas -. Per la prima volta l’edificio svelerà i suoi segreti. La presenza del carcere per decenni ha impedito di conoscere un pezzo importantissimo della storia di questa città. Ora, dopo il trasferimento della struttura detentiva nel nuovo complesso carcerario di Massama, tutti potranno entrare, vederla e scoprire ciò che resta dell’antica Reggia dei Giudici, sperando che i nostri sforzi per restituire lo storico complesso monumentale alla città vada a buon fine, consentendo la piena fruizione collettiva di un bene architettonico tanto importante”.
Per “Monumenti aperti 2013”, sabato e domenica, i visitatori potranno scoprire 49 siti culturali, che apriranno gratuitamente, secondo gli orari riportati nel libretto della manifestazione (nelle chiese la visita sarà, ovviamente, interrotta durante le funzioni religiose). Oltre al Palazzo Giudicale, nell’elenco dei monumenti figurano l’Antica Canonica della Cattedrale, la Cattedrale di Santa Maria Assunta, il Seminario Tridentino, la Chiesa e il Convento di San Francesco, l’Oratorio della Purissima, la Chiesa del Santo Spirito, la Chiesa e l’ospedale di Sant’Antonio Abate, la Biblioteca comunale, la Pinacoteca comunale Carlo Contini, il Centro di documentazione sulla Sartiglia, la Chiesa di San Mauro Abate, la Cinta muraria medievale, la Chiesa di San Sebastiano, la Torre di San Cristoforo, il Palazzo Arcais, l’Antiquarium Arborense, il Centro documentazione commediografo Antonio Garau, la Piazza e la statua di Eleonora d’Arborea, l’Archivio Storico Comunale, il Palazzo degli Scolopi e il Palazzo Campus – Colonna, il Palazzo di Città, la Sede del Gremio dei falegnami, il Teatro San Martino, la Chiesa e Monastero del Carmine, la Chiesa e il convento di San Domenico, la Chiesa e il monastero delle Cappuccine, la Chiesa di Santa Lucia, la Casa di Eleonora, il Teatro Antonio Garau, la Chiesa e il monastero di Santa Chiara, la Torretta medievale, la Torre di Portixedda, la Chiesa di San Saturnino, la Chiesa della Beata Vergine Immacolata e il convento dei cappuccini, la Chiesa di San Martino, il Cimitero di San Pietro, la Chiesa di San Giovanni Battista, la Chiesa di Sant’Efisio Martire, l’Archivio di Stato, la Chiesa di S. Maria Maddalena, la Chiesa di San Nicola e l’Oratorio delle Anime, la Chiesa di Santa Petronilla, la Casa madre della Compagnia del Sacro Cuore Evaristiani, il Santuario Basilica del Rimedio, il Portale di Vito Sotto, la Torre spagnola di Torregrande. Grazie al contributo di circa 1000 volontari (studenti, singoli e associazioni) sarà garantito il controllo dei siti e l’assistenza dei visitatori, che potranno contare anche su due info-point della Provincia di Oristano (in piazza Eleonora) e del Museo Archeologico Antiquarium Arborense (in piazza Corrias).
Saranno disponibili un bus navetta e un trenino turistico, entrambi gratuiti. Il bus navetta garantirà quattro corse al giorno (alle 9.30, 11.30, 15 e 17) partendo da via Cagliari (Parcheggio fronte distributore Esso) – Sili (Chiesa della Maddalena) – Massama (Piazza Chiesa) – Donigala (Casa madre degli Evaristiani e Parco Santa Petronilla) – Rimedio (Basilica Madonna del Rimedio) – Oristano (Chiesa San Giovanni dei Fiori) – arrivo Via Cagliari. Il trenino turistico permetterà di visitare il centro storico con il seguente itinerario: piazza Eleonora, corso Umberto (via Dritta), piazza Roma, via Garibaldi, via Santa Chiara, via Parpaglia, via Lamarmora, via Solferino, piazza Manno, via Vittorio Emanuele II, via Duomo, via Sant’Antonio, via Diego Contini, piazza Roma, corso Umberto, piazza Eleonora. Il servizio sarà attivo dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. “Monumenti aperti 2013” si aprirà il 3 Maggio con due anteprime: al Teatro San Martino, alle 18, sarà inaugurata la mostra fotografica “MOnuMENTI di Dyaphrama”, a cura dell’Associazione fotografica Dyaphrama, mentre alle 19,45,nella Chiesa di San Francesco, in via Duomo, l’ISTAr proporrà “Ai tempi di Eleonora. Letture e musiche dal mondo della Carta de Logu”.
Tra gli eventi collaterali sabato 4 maggio la mostra all’Archivio di Stato su “Antichi strumenti di rilevazione geodetica e topografica in mostra in Archivio", a cura degli studenti dell'Istituto Statale di Istruzione Superiore "L. Mossa - F. Brunelleschi" di Oristano, i concerti nelle chiese di San Domenico, del Carmine, di Santa Lucia, nell’Oratorio della Purissima e in Cattedrale. In Piazza Eleonora, alle 15.30, sarà dato il via alla ciclopedalata “Monumenti in bici”, che visiterà i monumenti presenti nelle frazioni di Oristano. Nella mattinata di domenica 5 maggio nel centro storico la Banda Musicale Santa Cecilia proporrà un concerto itinerante, alle 9.30, da piazza Eleonora, la partenza della ciclopedalata e poi altri concerti nelle chiese di San Domenico, San Martino e Santa Lucia. Nei giorni della manifestazione sarà possibile visitare le seguenti mostre su equipaggiamenti e armi, monete, strumenti medici, medicina, cibo e alimentazione, dall’età repubblicana al periodo tardo imperiale, a cura dell’Associazione Culturale “Sardinia Romana”, presso l’Antiquarium Arborense; e quelle fotografiche “MOnuMENTI di Dyaphrama”, a cura dell’Associazione fotografica Dyaphrama nel Teatro San Martino; “I riti della Settimana Santa in Sardegna”, a cura dell’Associazione fotografica Assophoto, presso la Stazione ferroviaria; “Il Gremio dei Contadini e le sue feste”, a cura di Santino Virdis, presso la chiesa di San Giovanni dei Fiori. Il laboratorio di restauro “Morsi di Restauro”, a cura del laboratorio “Restauro Arborense”, presso la Pinacoteca comunale in via Sant’Antonio, illustrerà il recupero  il recupero della Processione di Su Jesus di Carlo Contini.

L’impresa Cabras Mariano srl, di Settimo San Pietro, si è aggiudicata la gara d’appalto per il piano generale di riqualificazione della viabilità cittadina. Alla gara hanno partecipato 117 imprese. Tra queste, come detto, la Cabras Mariano srl, che ha presentato un’offerta con un ribasso del 22,699% sul prezzo a base d’asta di 1 milione 865 mila euro. “Il progetto, grazie a un finanziamento di 2 milioni 250 mila euro del Pia Campidano, consentirà di intervenire su 9 chilometri di strade urbane che saranno completamente riasfaltate – ha detto l’assessore comunale ai Lavori pubblici, Efisio Sanna -. La superficie interessata dall’intervento è di quasi 90 mila metri quadrati, e comprenderà anche numerosi tratti di marciapiede. I primi interventi partiranno a giugno, dopo i necessari adempimenti amministrativi e tra questi anche l’aggiudicazione definitiva dell’appalto. La riqualificazione della rete viaria cittadina si affianca ai piccoli interventi finalizzati ad eliminare le cause di immediato pericolo per la circolazione veicolare e pedonale. Il nostro obiettivo è di riuscire a essere operativi a giugno, per sfruttare la bella stagione e ottimizzare gran parte degli interventi entro ottobre, in tempo utile per evitare le prime piogge autunnali”. Nella scelta delle vie da sistemare si è tenuto contro delle priorità imposte dal carico di traffico e dell’importanza delle direttrici, oltre che della reale situazione di ognuna in termini di pericolosità e transitabilità. Questo l’elenco della vie interessate dal progetto: via Diego Contini, con l’allargamento dei marciapiedi nell’ultimo tratto verso piazza Roma; via Tharros, da via Diaz a via Cagliari, con allargamento dei marciapiedi a norma per disabili; via Santulussurgiu (tutta e marcipiedi); via Vittorio Veneto (tutta e un tratto di marciapiede); via Messina (tutta); via Carbonia (tutta); via Cagliari (da Piazza Mannu a via Gennargentu); via Gennargentu (tutta); via Santa Maria Bambina; via delle Grazie e via S.Petronilla, fino a via san Marco al Rimedio; via Michele Pira (tutta); via Beato Angelico (tutta); viale San Martino (da via Michele Pira a Via Cagliari); via Campania (da via Basilicata a via Friuli); via Friuli (tutta); via Cilento e via La Sila (da via Campania a via Versilia); via Enrico Fermi (tutta); via Marche (tutta); via Salvo d'Acquisto (tutta); via Giacomo Puccini (tutta); via Tirso (da via Cagliari a Piazza Roma), marciapedi da via Cagliari a via Sardegna; via della Concilazione; via Montenegro; via G.M. Angioi e marciapiedi; via Carmine (tutta); via Brancaleone Doria (tutta); via Marmilla (lato zona agricola a destra della ferrovia) a Silì; via Giovanni Spanu (tutta); via Lombardia (da via Tirso a piazza Italia).

Dopo aver ripescato in Parlamento, Francesco Sanna, che le primarie le aveva clamorosamente perse, il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha nominato sottosegretario alla Salute (così com’era stato promesso alla Sardegna per i torti subiti alle parlamentarie) un altro "trombato" illustre, Paolo Fadda, che le primarie le aveva toppate alla grande, e che era stato inserito nella lista del Pd in una posizione che lo tagliava praticamente fuori dall’elezione in Parlamento. Con il ripescaggio di Fadda, il presidente del Consiglio ritiene di aver saldato il debito che aveva con il Pd sardo, che aveva dovuto subire, in occasione del varo delle liste per le politiche, le imposizioni della premiata ditta Bersani-Letta, che aveva inserito politici non sardi in posizioni sicure per essere eletti. In quell’occasione i bau bau di protesta erano stati tanti, ma erano stati così poco convincenti da apparire finti, visto che in quel di Roma l’abbaiare isolano era arrivato come uno spiffero debolissimo. Bersani e Letta avevano, poi, deciso per la Sardegna ciò che gli pareva, impartendo ai politici sardi il classico “zitti e a cuccia”. E così era stato, soprattutto da parte di coloro che si erano assicurati un posticino al sole nella lista e che degli altri colleghi di partito poco gli importava. Ora con un posto di sottosegretario (unico sardo tra 40), secondo Letta, col Pd isolano è pace fatta. Adesso rimane da chiarire solo un piccolo, insignificante particolare: bisogna infatti capire se il Pd sardo (che con la gestione di Silvio Lai ha toccato il fondo) esista ancora o se come partito sia, ancora oggi, soltanto una chimera.

Altre notizie:

Nei Tribunali della Sardegna potrebbero arrivare ventidue magistrati ordinari di tirocino (Mot). La decisione, deliberata dalla terza commissione del Consiglio Superiore della Magistratura, dovrebbe essere ratificata, entro brevissimo tempo, dal Csm in seduta plenaria. In particolare,  a Oristano sono destinati un sostituto procuratore e cinque giudici, a Sassari quattro sostituti, a Tempio due nuovi giudici, a Lanusei un giudice e un sostituto, mentre a Nuoro, con l'arrivo di sette giudici e un sostituto, dovrebbe finalmente finire l'emergenza.

Un’area per i giovani dove organizzare spettacoli musicali e teatrali, ed altre iniziative di aggregazione. Lo “Spazio Giovani” apre a Sa Rodia grazie all’iniziativa del comune di Oristano che lo ha realizzato in un lotto funzionale della Casa dello studente, con un investimento di 325 mila euro. La struttura sarà inaugurata sabato 4 maggio, alle 10. In occasione dell’apertura la Consulta provinciale degli Studenti ha organizzato la “Giornata dell'arte e della creatività”. “Con l’apertura del Centro – ha affermato il sindaco, Guido Tendas -, i giovani oristanesi avranno l’opportunità di usufruire di uno spazio che mette a disposizione risorse e strumenti per realizzare progetti, proprie idee e capacità, partecipare a diverse attività, e trascorrere del tempo libero, in un contesto educativo e formativo attento ai bisogni dei ragazzi e del tessuto sociale cittadino”. Lo Spazio giovani è dotato di un’area ricreativa all’aperto che, all’occorrenza, può essere impiegata per lo svolgimento di eventi, manifestazioni e fiere. All’interno dei locali è a disposizione uno spazio con sedici postazioni multimediali e una rete wi-fi, alla quale ci si potrà connettere liberamente con il proprio notebook o con lo smartphone. È in fase di allestimento anche una sala prove per l’utilizzo di strumenti musicale. “Lo Spazio giovani apre per favorire il protagonismo, l’aggregazione e l’associazionismo dei giovani – ha spiegato l’assessore alle Politiche giovanili, Peppino Marras -. Gli spazi messi a loro disposizione servono per creare le opportunità per consentire la comunicazione e la libera espressione dei ragazzi, anche attraverso la creazione di eventi, manifestazioni, spettacoli e mostre. Un punto di aggregazione di questo tipo può favorire anche l’associazionismo, con la nascita di consulte, gruppi e associazioni organizzate, con le quali il comune potrà stabilire importanti forme di collaborazione e di coinvolgimenti sui temi specifici delle politiche giovanili e, più in generale, sulle politiche comunali. Attraverso il personale impegnato (un educatore e due tecnici informatici) punteremo a diffondere buone pratiche – ha aggiunto l’assessore Marras -. Tra queste: legalità, rispetto degli spazi pubblici, decoro urbano, salvaguardia dell’ ambiente, educazione alla salute”. All’interno dello “Spazio Giovani” saranno realizzati laboratori, seminari, workshop sui temi vicini alla cultura giovanile (musica, ballo, writing, break, espressioni artistiche in genere), eventi, mostre, fiere, momenti di visibilità, giornate dedicate a temi di interesse pubblico e collaborazioni con enti, associazioni, scuole, gruppi informali di giovani. Il progetto di un centro per i giovani è nato nel 2010, in conformità ai documenti programmatici sulle politiche giovanili dell’Unione Europea, al Quadro strategico nazionale, alle indicazione del Piano nazionale giovani, e al documento di programmazione regionale. “Il Centro nasce in una zona ricca di servizi per i giovani, dall’Ostello al Centro ippico, e ai tanti impianti sportivi – ha sottolineato Peppino Marras -. In futuro potrà contare sul nuovo palazzetto dello sport, dove si potranno ospitare anche grandi eventi. Una zona che può, già da oggi, ma ancora di più in futuro, essere molto attrattiva per i giovani”. La struttura dispone di un ampio piazzale che può essere utilizzato come parcheggio (29 posti auto più spazi per i veicoli a due ruote) a servizio della struttura, ma anche e soprattutto come area per manifestazioni teatrali all’aperto ed attività musicali. Sono disponibili impianti e sistemi utili per le manifestazioni che si vorranno realizzare. Il piazzale può ospitare un palco modulare per spettacoli e può accogliere fino a 800 posti a sedere.

La prevenzione dei tumori comincia fra i banchi di scuola, e non solo. A dimostrarlo è l'azione promossa dagli studenti della Scuola Secondaria di I grado “Leonardo Alagon” di Oristano che hanno ritenuto di supportare l'azione della Lilt. I 150 ragazzi, infatti, appunteranno sulle loro magliette il Fiocco Rosa, simbolo della prevenzione dei tumori femminili, in occasione della manifestazione “Monumenti aperti”, il 4 e 5 maggio. Gli studenti richiameranno in questo modo l'attenzione sulla prevenzione.  E, infatti, “prevenire è vivere” è lo slogan della Lilt. “Vogliamo ringraziare di cuore i giovani studenti, che hanno scelto di portare il messaggio della prevenzione  – ha sostenuto Eralda Licheri, presidente provinciale della Lilt di Oristano –, considerato che il primo obiettivo della Lilt è quello di contribuire a sviluppare nelle persone la cultura della prevenzione, unica vera arma per sconfiggere il cancro. Ci fa ben sperare che questo messaggio parta dai giovani e  che diventi coerenza nell'adottare stili di vita salutari per mantenersi in salute a lungo.

L’assessorato ai Servizi sociali del comune di Oristano ha aperto i termini per la presentazione delle domande per l’ammissione ai servizi per la prima infanzia per l’anno scolastico 2013/2014. Il bando è consultabile sul sito internet istituzionale www.comune.oristano.it, all’Albo pretorio del comune di Oristano, all’Urp e all’Informacittà. Le domande possono essere presentate dai genitori dei bambini di età compresa fra zero e tre anni, residenti a Oristano. La scadenza è fissata al 31 maggio. I moduli di domanda, già inviati a domicilio alle famiglie interessate, sono a disposizione presso l’Ufficio relazioni con il pubblico del comune di Oristano (palazzo degli Scolopi, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13, e martedì e il giovedì anche dalle 16 alle 18) e l’Informacittà (palazzo Campus Colonna, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13, e martedì e il giovedì anche dalle 16 alle 19), e possono essere scaricati anche dal sito internet all’indirizzo www.comune.oristano.it  Per ulteriori informazioni si può contattare l’Ufficio servizi per la prima infanzia al numero: 0783 791297. 

Sono passati già due anni dal disastro che ha colpito il nord-est del Giappone, l’11 marzo 2011. Una calamità naturale e un disastro nucleare di queste dimensioni hanno modificato drasticamente il modo di vivere ed anche i valori di molte persone in Giappone, e non  solo. L’Orto dei Sogni, un’ associazione fondata a Milano, sa bene che i bambini rappresentano il futuro e che devono crescere in un ambiente naturale, ricco e sicuro, in modo tale che, col passare del tempo, il ricordo di quanto accaduto nel marzo 2011 svanisca lentamente. “Per questo motivo, attraverso le nostre attività – hanno sostenuto i rappresentanti dell’associazione - vorremmo continuare a trasmettere l’insegnamento più importante, quello di vivere in armonia con la natura che ci sta attorno. Come ha fatto l’anno scorso, l’Orto dei Sogni ha organizzato, anche per l’estate 2013, il progetto “Seminare buona salute e vitalità, far crescere i sogni: l’Italia per i bambini di Fukushima”. Si tratta di un soggiorno “curativo” in Sardegna, a partire dal 26 luglio al 23 agosto,  presso l’Ostello comunale di Zuradili-Marrubiu. L’obiettivo è quello di ospitare fra i 12 e i 14 bambini. Tre sono i principi fondamentali seguendo i quali abbiamo costruito il programma di attività: il contatto con la natura, l’’educazione alimentare e lo sviluppo di un senso di cittadinanza globale.  Durante il soggiorno sono previsti incontri con alcuni specialisti e lo scambio culturale con i bambini della zona della provincia di Oristano. Sarà un programma pieno di attività legate alle tradizioni e alla cultura locale. In Giappone ancora molti bambini sono costretti a restare nelle zone contaminate, senza la possibilità di vivere una normale  vita “da bambini”. L’Italia è una terra ricca di natura, tradizioni alimentari, storia e cultura. Vi si trova ancora un ambiente in cui si dà importanza all’essere umano, e in cui la personalità di ognuno viene valorizzata. Grazie all’Italia vorremmo regalare ai bambini l’opportunità di migliorare la loro salute, sia fisica che mentale, ma anche di sperimentare una nuova crescita come cittadini del mondo. Il nostro progetto è sostenuto e realizzato grazie ai tanti sostegni volontari e alle numerose donazioni ricevute da privati ed enti, organizzazioni pubbliche giapponesi e italiane”.

L’Asl di Oristano comunica che, a Cabras, dal 1° maggio, il medico di famiglia, Alfredo Asuni, si è dimesso dall'incarico di titolare per la Medicina generale. I suoi assistiti sono, pertanto, invitati a provvedere ad effettuare una nuova scelta del medico di famiglia, presso gli uffici “scelte e revoche” della Asl di Oristano.

 
Di greg (del 30/04/2013 @ 13:44:00, in cronaca, linkato 965 volte)
Con le relazioni del presidente della Commissione Bilancio, Pietro Fois (Riformatori), e del relatore di minoranza, Franco Sabatini (Pd), è cominciato questa mattina, in consiglio regionale, l'esame della manovra finanziaria 2013, da sei miliardi 900 milioni di euro. Fois ha sottolineato come la questione chiave sia il mancato riconoscimento di una maggior capacità di spesa alla Regione: "Il patto di stabilità è un nodo che strangola in modo insopportabile il bilancio regionale; il governo ignora i richiami della Corte Costituzionale, di modo che ciò che a fatica concede da un lato, lo nega dall'altro. Nei ristretti margini consentiti, il lavoro in commissione ha mantenuto invariate le misure a favore delle famiglie: interventi per le povertà da affidare ai comuni, spese per le disabilità, interventi per il sollievo delle situazioni di disoccupazione. Dalla giunta sono state indicate altre misure di taglio originale, quali il rimborso dell'Imu e una sperimentazione del reddito di cittadinanza, attraverso l'uso della valuta complementare". Critico il vicepresidente della commissione, Franco Sabatini: "Per la Regione, dal quadro economico prospettato, si delinea una chiara e preoccupante difficoltà di cassa e, quindi, un'impossibilità ad adempiere perfino alle previsioni di bilancio di carattere obbligatorio. Non convince la decisione unilaterale di riscrivere le regole del patto di stabilità - ha detto Sabatini -, ricordando le proposte presentate dall'opposizione sul calcolo del patto da rivedere per i comuni e sulla riduzione dell'aliquota Irap per le imprese”. Dopo le due relazioni è iniziata la discussione generale.

“La Finanziaria presentata dalla giunta Cappellacci e dal centrodestra è un documento lacunoso e persino “pericoloso” per i cittadini sardi. Lo ha sostenuto, fra l’altro, il consigliere regionale del Pd, Gian Valerio Sanna, componente della commissione Bilancio, che riferendosi a quanto detto dal presidente della commissione Fois sulla proposta del Pd per la riduzione dell’Irap (“i tempi non sono maturi”) ha affermato: “Perchè tempi non dovrebbero essere maturi? Non ho capito la frase del presidente Fois, secondo cui i tempi per la riduzione dell'Irap non sono maturi. E quando dovrebbero essere maturi? Se non sono maturi, allora Fois mi deve mi spiegare perché in Friuli questo è stato fatto e qui, in Sardegna, non si può fare. Me lo deve spiegare seriamente non dicendo che i  tempi  non sono maturi; queste sono chiacchiere da bar. Con la riduzione dell’Irap – ha aggiunto Sanna - vi stiamo facendo un regalo anche sul piano della  speculazione politica, ma a noi più che la speculazione politica interessa la nostra coscienza. Non vi lasceremo in pace davanti a una Finanziaria da sottobosco, propagandistica, e con  capitoli da  rifinanziare per chi vi fa comodo". Sanna ha anche ammonito sulla revisione unilaterale del patto di stabilità ("l'articolo verrà impugnato e la finanziaria sarà paralizzata") e ha poi annunciato la presentazione di un emendamento per evitare il buco nei bilanci dei comuni, a causa dell'eventuale sospensione dell'Imu prevista dal governo. “Entro il 30 luglio – ha sostenuto Gian Valerio Sanna - deve essere data ai comuni una quota del fondo unico (il 40% della quota 2013), perché i comuni non vadano in dissesto”. Sanna ha poi chiesto all’assessore regionale Zedda, ritenendolo un affronto per i sardi, di eliminare “la paghetta” alla Sfirs (3 milioni di euro). “Possiamo continuare a prendere in giro i sardi – ha detto l’esponente del Pd - che hanno seri problemi di lavoro, parlando di flotta sarda posta a carico della Regione? Questa regione si deve salvare assieme, non esiste solo un territorio. Si può  concepire che vadano vagonate di milioni all’Iglesiente mentre le altre zone muoiono? I cittadini di Oristano e gli altri cittadini sardi cosa sono, figli di un dio minore? E l’Irap, che poteva essere un elemento compensativo anche di tipo territoriale, l’avete scartato. Dovete dire perché non volete adottare questa misura, lo dovete dire alle imprese, università, enti locali, al sistema sanitario. E in Friuli  allora, dove invece hanno applicato queste misure, sono forse dei delinquenti? Ma di che cosa state parlando? Pensate davvero che davanti a voi ci sia una pletora di ignoranti? Spogliatevi di qualche appartenenza – ha proseguito Sanna - e giochiamo assieme una partita strategica per la Sardegna che salvi la politica e la sua credibilità. Non siamo tutti uguali e anche dietro a queste vocazioni alla grandi intese non deve passare la tesi che siano tutti uguali. Non è così, non siamo tutti uguali – ha concluso Gian Valerio Sanna - e il tenore delle nostre proposte rimaste inevase è la dimostrazione che questa uguaglianza non c’è, perché qualcuno vuol scegliere il campo che gli piace di più, il campo neutro. Il campo che piace a noi è, invece, quello del cambiamento”.

Sulle intese è intervenuto anche l’ex presidente della Regione, Renato Soru."Non siamo per le grandi intese, non siamo uguali ed è ora che mettiate da parte la volontà di ingannare". Soru ha attaccato maggioranza e giunta, rivendicando la riscrittura dell'articolo 8 dello statuto sardo e il riconoscimento delle entrate: "Avete una colpa storica - ha detto Soru rivolto  alla maggioranza di centrodestra -. Avete lasciato trascorrere tre ani nell'immobilismo, non vi siete mossi per tempo, quando il patto ancora non impattava. Avete aspettato tre anni prima di ricorrere alla Corte Costituzionale". L'ex governatore ha poi criticato la scelte in materia di trasporti, turismo e sanità e deriso il finanziamento del reddito di comunità con il Sardex: "Se non ci fosse da piangere, ci sarebbe da ridere. Siamo un pezzo dello Stato e non possiamo mettere da parte la nostra moneta per usare una monetina. Voi non scrivete la finanziaria con le palline del Club Mediterranee”. "Il presidente Soru spara sulla Croce Rossa". Così, il capogruppo di “Sardegna è già domani”, Mario Diana, ha replicato all'intervento di Renato Soru in consiglio regionale, aprendo gli interventi dei capigruppo, nella discussione sulla manovra finanziaria. "Ma non faccia - ha aggiunto rivolto all'ex governatore - l'errore di un altro presidente, che proprio lei ha battuto, di fare una battaglia solitaria. Lei è in campagna elettorale, come il presidente Cappellacci, ma almeno lei non annuncia di essere il candidato prescelto per la presidenza della Regione. Mario Diana ha sottolineato le assenze di Cappellacci in aula quando si affrontano temi importanti ("si presenta come il difensore dell'autonomia, ma non è presente quando ci si confronta con gli enti locali") e ha poi  parlato di una finanziaria di cui si è occupato poco e alla quale presenterà un centinaio di emendamenti. Il capogruppo dell'Udc, Giulio Steri, ha sostenuto che "…Noi non abbiamo mai gridato slogan, mentre altri, evidentemente, sono già in campagna elettorale, come dimostrano alcuni interventi. Gli accordi sulle candidature alla presidenza, peraltro, si fanno sui programmi, non sugli inciuci. Quanto alle riforme non fatte, la responsabilità è di tutti, non della sola maggioranza". L'esponente dell'Udc ha difeso i provvedimenti approvati dal consiglio con le precedenti finanziarie, che poi sono rimasti non attuati. "I nostri rappresentanti nella commissione Bilancio, Franco Sabatini e Gian Valerio Sanna, hanno avuto toni non certo da campagna elettorale, facendo proposte concrete e migliorative della manovra - ha replicato il capogruppo del Pd, Giampaolo Diana -. "Quanto accaduto in questi giorni in Parlamento, con la formazione del governo, in Sardegna non è pensabile, siamo agli antipodi, non ci saranno le larghe intese". Secondo Diana, la manovra serve alla maggioranza  come base per la prossima campagna elettorale. "L'assessore ci dica perchè non possono essere accolte la nostre proposte sul taglio dell'Irap e sul patto di stabilità per i comuni. Voi dite che non sono maturi i tempi, ma che significa, se non che non siete stati capaci di fare prima una proposta seria per venire incontro davvero alle aspettative delle imprese e dei comuni?".

In questi ultimi giorni si vocifera, con sempre maggior insistenza, che il Pd sarebbe tentato dall’abolizione delle primarie. L’ipotesi sarebbe quella dello stop alle primarie per segretario e parlamentari, che sarebbero, invece, riproposte solo per il candidato premier. Sull’argomento, leggete quanto  ha scritto su “La Stampa” Federico Geremicca: “C’è qualcuno, come Sergio Cofferati, che è furioso e non lo nasconde: «Ora vogliono abolire le primarie per l’elezione del segretario, ed è una follia». «In quella trincea - continua Cofferati - non possiamo arretrare nemmeno di un millimetro». C’è qualcun altro, come Arturo Parisi, ulivista della primissima ora, che prima che furioso si dice sconcertato. «Si toccano le primarie che io e Ilvo Diamanti abbiamo definito il “mito fondativo” del Pd: si pensa ad una riforma, insomma, che snatura completamente il Partito democratico». E c’è chi, come Beppe Fioroni, non si appassiona al tema solo perché ha da lanciare un allarme su una questione che viene prima: «Dobbiamo eleggere subito un segretario, altrimenti rischiamo di restare sotto le macerie del governo Berlusconi-Letta: il Pd deve fare sentire la sua voce, con orgoglio, e anche in dissenso dall’esecutivo, se necessario. Poi parliamo di primarie, che il tempo c’è...».   E questa, dunque, è l’ultima novità che va maturando in casa Pd: niente più primarie per eleggere il segretario del partito e forse niente più primarie (ma questa seconda scelta dipenderà molto dal tipo di legge elettorale con la quale si tornerà al voto) forse niente più primarie, dicevamo, nemmeno per selezionare i candidati al Parlamento. Evocate come elemento costitutivo del Partito democratico ed esaltate come lo strumento capace di favorire il massimo di partecipazione dei cittadini, le primarie rischiano insomma di finire in soffitta. Un po’ in ragione delle cose che vanno male, un po’ per l’irrompere del ciclone-Renzi, la scelta sembra fatta: ma non passerà senza polemiche, a quanto par di capire sondando gli umori qua e là. Prima di tutto, però, occorre spiegare le ragioni alla base dell’avviata marcia indietro. Per quanto riguarda le primarie per l’elezione del segretario (le prime le vinse Veltroni, nel 2007; le seconde Bersani, nel 2009) la motivazione è che avendo il Pd intenzione di tornare indietro e sdoppiare le figure di segretario e di candidato-premier (tutt’ora, per Statuto, coincidono) sarà scelto con le primarie solo il candidato per Palazzo Chigi, mentre il segretario tornerà ad essere eletto dal Congresso. Diverso invece il discorso (meno definito) per quanto riguarda la scelta dei parlamentari da candidare. Qui pesa, inutile dirlo, la prova fornita dai gruppi del Pd durante le votazioni per eleggere il nuovo presidente della Repubblica: centinaia di franchi tiratori in campo, sull’onda della protesta che arrivava dalla periferia prima sul nome di Marini e poi sulla mancata convergenza su quello di Stefano Rodotà. Che l’«insubordinazione» potesse nascondere problemi e dissensi politici, è ipotesi finita presto (e consolatoriamente) in secondo piano: l’indice accusatore si è infatti subito puntato verso la debolezza e la permeabilità degli eletti, perchè scelti - appunto - con le primarie. Pochi hanno annotato l’evidente contraddizione con quanto affermato prima e dopo la campagna elettorale da Pier Luigi Bersani: con le primarie abbiamo ucciso il Porcellum, i nostri parlamentari li scelgono i cittadini ed abbiamo i gruppi più giovani, rinnovati e pieni di donne. Ma tant’è... La revisione pare avviata anche su questo fronte, e poco importa che il Pd sembri somigliare sempre più alla famosa tela di Penelope, dove regole, alleanze e criteri di selezione della classe dirigente vengono fatti e disfatti continuamente, sotto gli occhi perplessi di iscritti ed elettori. «Si danno questi cambiamenti per scontati, ma non se ne è mai discusso», lamenta Parisi. È vero, ufficialmente il tema non è ancora stato posto, ma solo per la buona ragione che ricordava all’inizio Fioroni: e cioè che c’è da rimettere in piedi, in qualche modo, un gruppo dirigente. E qui, se possibile, la faccenda diventa ancor più confusa e delicata. Che fare? Un segretario-traghettatore fino al Congresso? Un segretario «vero», da insediare ora e confermare in autunno? O addirittura un semplice «comitato di garanti»?  Tutte le ipotesi sono in campo: ma non tutti i candidati in campo sono disposti ad accettare qualunque ipotesi. Guglielmo Epifani, di buona mattina su un divanetto di Montecitorio, per esempio dice: «Sono interessato solo se c’è una prospettiva: non è che voglio finire imbalsamato fino a ottobre e poi chi si è visto si è visto». Gianni Cuperlo è perplesso, molto tentato di tirarsi fuori. E Anna Finocchiaro, nome forte e in ascesa, attende di capire verso che soluzione si va. La confusione è grande, ma una decisione andrà pur presa: «Ci vuole subito un segretario, per un mese, per tre, per sei, decidano loro, ma ci vuole subito - insiste Fioroni -. Berlusconi la fa da padrone e non abbiamo una voce che dica ai nostri come la pensa il Pd. Dobbiamo ritrovare l’orgoglio di un partito forte e autonomo, altrimenti rischiamo di diventare il partito del governo: una cosa che era inaccettabile già ai tempi della vecchia Dc...». (Federico Geremicca, La Stampa).

I consiglieri  comunali dell’Udc, Giuseppe Puddu,  Giuliano Uras e Roberto Pisanu, hanno presentato una mozione urgente sul “nuovo appalto di igiene urbana”. Questo, il testo: “Premesso e rilevato  che: il decoro e il rispetto delle regole  è stato uno dei cardini del  programma di governo del Sindaco della nostra  Città  dell’attuale Amministrazione Comunale;  l’appalto relativo al “Servizio di gestione dei rifiuti urbani ed assimilati e dei servizi di igiene urbana”, affidato con contratto rep. 1012, registrato a Oristano il 5.07.2006 al n. 1601 serie 1 all’ATI De Vizia Transfer spa e Derichebourg-San Germano srl, è  già scaduto  nell’ormai  lontano   30 ottobre 2012; in data 16 ottobre 2012 la Ditta concessionaria del servizio di gestione dei rifiuti urbani ed assimilati e dei servizi di igiene urbana chiedeva all’Amministrazione Comunale la possibilità che gli venisse prorogato il servizio  in essere con le modalità previste contrattualmente; che predetta richiesta  di rinnovo  è rimasta inevasa;  con  determinazione del Dirigente del V Settore n. 316 del 24/10/2012 è stato disposto, nelle more del nuovo affidamento dei servizi di igiene urbana, di prorogare il servizio per  180 giorni, fissando la nuova scadenza dell’appalto al 30/04/2013; si apprende dalla stampa che  dall’incontro tenutosi il 24 aprile 2013  tra l’Amministrazione Comunale e la Ditta che a tutt’oggi gestisce l’Appalto non è scaturito alcun impegno  formale  all’accettazione della proroga del servizio; Vista: la fattura  del 31 ottobre 2012  emessa  della  Soc. Coop. CO.R.IN.TE.A   di Torino per un importo di €. 13.850,00 circa  relativa alla redazione del Capitolato Speciale d’Appalto e dei relativi documenti di gara per il servizio di raccolta rifiuti della nostra città; la delibera di Giunta Comunale n. 27 del 14/02/2013, capitolato speciale d'appalto dei servizi d'igiene urbana e dei servizi complementari nel Comune di Oristano - linee di indirizzo, con la quale sono state fornite agli uffici le indicazioni da inserire all’interno del Capitolato Speciale d’Appalto, al fine di rispecchiare quelle che sono le esigenze dell’Amministrazione; la determinazione del Dirigente del V Settore n. 85 del 20.03.2013, “Servizi di Igiene Urbana e complementari”,  pubblicata all’albo pretorio IL 22/3/2013 relativa l’approvazione degli atti di gara del Capitolato Speciale e dei suoi allegati, Schema di contratto,  Schema di bando di gara, Modelli di partecipazione  al bando di cui trattasi; Preso atto che: in data 26/03/2013  è stato pubblicato all’Albo Pretorio online del Comune di Oristano l’ avviso  del bando  relativo ai “Servizi di igiene urbana e complementari del comune di Oristano” con codice CIG: 4981292432;  in data 28/03/2013  è stato pubblicato all’Albo Pretorio online del Comune di Oristano l’ avviso di annullamento, da parte del  Responsabile competente, del bando  relativo ai “Servizi di igiene urbana e complementari del comune di oristano” con codice CIG: 4981292432; in data 29/03/2013  è stato pubblicato  sulla Gazzetta Ufficiale U.E.  che  l’avviso del bando di cui trattasi codice CIG: 4981292432 è stato annullato; in data 4 aprile 2013  è  stata pubblicata la determinazione  n° 90  datata 29/03/2013  -  inerente “l’Approvazione del nuovo  capitolato speciale d’appalto e dei suoi allegati”; Costatato che: messe a confronto le delibera n° 85 del 20/03/2013 e 90 del 29/03/2013  risulta sostanzialmente la presenza di  due modifiche sostanziali sufficienti a richiedere la ripubblicazione con nuovi termini temporanei  del  nuovo Bando; Il 2 aprile 2013 all’Albo Pretorio online Comune di Oristano e nel sito della  Regione Sardegna  è stato ripubblicato il Bando relativo ai “Servizi di igiene urbana e complementari del comune di oristano” con stesso numero CIG: 4981292432; 8 aprile 2013 è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale il nuovo avviso  di pubblicazione del bando di cui trattasi  riportante, tra l’altro, il codice CIG: 4981292432   che risulta  èssere uguale a quello a suo tempo assegnato al Bando annullato; Tutto quanto  sopra premesso, con la presente mozione oltre a chiedere chiarimenti in merito a  tutti i punti e ai dubbi sollevati, impegnano  il Signor Sindaco e la Giunta tutta 1) a valutare l’opportunità di  verificare  l’annullamento in sede di autotutela di tutte le procedure del bando di gara di cui trattasi ciò anche al fine di divenire ad  una più compiuta rivisitazione generale del bando in parola ed a una consequenziale serena ripubblicazione dello stesso;  2) a porre in essere tutti gli atti dovuti e necessari al fine di intraprendere e adottare, con la dovuta sollecitudine,  tutte le misure necessarie per   chiarire “inconfutabilmente” le reali motivazioni  che hanno portato alla variazioni  degli indicatori di ammissibilità tecnica   e  professionale del bando dopo che lo stesso era stato già inviato in pubblicazione ed eventualmente modificarli.

Sempre per quanto riguarda il comune di Oristano, Andrea Lutzu, consigliere comunale del Pdl, ha presentato un’interrogazione sui problemi della viabilità: “ Visto  quanto  accaduto  lunedì 29 aprile,  in  merito  alle  gravi  criticità che si sono manifestate nella viabilità del comune di Oristano, in particolare nell’ingresso nord e nella  via  Vandalino  Casu,  con  lunghe  file  di  macchine  e  grossi  disagi  per  gli automobilisti e per i pedoni.  Visto  l’articolo  comparso  in  data  30 aprile,  nella  prima  pagina  del  quotidiano L’Unione Sarda, a firma del redattore Fabrizio Carta. Lette  le  sorprendenti  e  per  certi  versi  clamorose  dichiarazioni  dell’assessore  al Traffico del comune di Oristano (Filippo Uras. ndr), rilasciate all’Unione Sarda, che cito testualmente: “ Me  ne  scuso  con  gli  oristanesi.  Probabilmente  qualche  vigile  non  ha  fatto  il  suo dovere”,  ed  anche  “La  latitanza  dei  vigili  nei  momenti  cruciali?  Spesso  anch’io  mi pongo la stessa domanda”. Premesso  che  già  in  altre  occasioni  alcuni  componenti  della  giunta  hanno  fatto velate  accuse  alla  struttura  comunale,  quasi  a  volersi  differenziare  dalla  stessa, soprattutto in occasione di criticità, che invece andrebbero affrontate con spirito di  squadra,   in   quanto   la   parte   politica   e   la parte   tecnico-amministrativa sono “l’amministrazione comunale”   nei   momenti   positivi   della   vita   comunale  ma soprattutto nei momenti difficili. Chiede al sindaco ed alla giunta: di riferire con urgenza in consiglio comunale su quanto accaduto; di  chiarire  più  compiutamente  le  “gravi”  dichiarazioni  fatte  dall’assessore  al Traffico  in  merito  ad  eventuali  colpevoli  negligenze  da  parte  del  Corpo  dei Vigili urbani, individuandone nel caso ci siano, le responsabilità; altrimenti di spiegare il tenore delle affermazioni dell’Assessore, che non sono quelle  di  un  semplice  cittadino,  ma  quelle  di  un  amministratore  che  è  la “guida politica” del settore traffico e viabilità. (Andrea Lutzu, consigliere comunale Pdl).

Giorgio Vargiu è stato riconfermato alla guida dell’Adicomsum Sardegna. E’ stato eletto dai delegati al 6° congresso regionale, svoltosi ad Oristano, e per i prossimi quattro anni ricoprirà, quindi, l’incarico di presidente regionale della più importante associazione italiana di tutela dei consumatori. Giorgio Vargiu nella sua relazione ha tracciato il bilancio dei quattro anni trascorsi nell’Adiconsum, nel corso del quale è stato raggiunto l’importante traguardo di oltre 23 mila iscritti a livello regionale: il terzo in Italia. Ha quindi ricordato le migliaia di consulenze e le vertenze che hanno contraddistinto il grande lavoro svolto dall’associazione. Il bilancio non poteva che partire dalle problematiche legate all’acqua ed in particolare con la lunga vertenza di Abbanoa dove sono state registrate ben 7.645 vertenze. L’atro settore di rilevante importanza è stato quello delle telecomunicazioni con altre 2.230 vertenze, seguito del settore dell’energia  (1.186), e delle finanziarie (893). Il presidente Vargiu ha inoltre messo in evidenza che per la prima volta Adiconsum ha avviato oltre 5 mila pratiche contro la pubblica amministrazione. Tra gli esempi citati la vicenda degli autovelox voluti dalle amministrazioni solo per fare cassa e non prevenzione. “In questi anni l’associazione ha potuto operare grazie alla sede regionale, alle 8 provinciali alle 6 territoriali – ha ricordato Giorgio Vargiu – se abbiamo raggiunto questi importanti traguardi lo dobbiamo alle nostre continue azioni di contrasto contro l’aggressività delle imprese e della pubblica amministrazione in difesa dei consumatori”. Giorgio Vargiu ha, inoltre, ricordato la grave situazione economica nella quale versa la Sardegna, dall’aumento delle povertà arrivata nelle isole al 39,5 per cento rispetto al 15 del nord, alle persone senza una dimora, 112 mila in tutta Italia. Tra i risultati ottenuti sono state ricordate le vertenze sull’energia, contro il cartello del gas in bombola, alle cartelle pazze, che hanno portato alla sanzioni da parte delle autorità preposte. Le altre importanti battaglie portate avanti e vinte dall’Adiconsum sono state ricordate attraverso il racconto di soci e attivisti. Silvio Serpi ha ricordato quella contro la realizzazione delle centrali nucleari nell’isola.  Marcelo Soppelsa ha raccontato della lotta contro le pale eoliche a Is Arenas. Pasquale Carboni ha messo in evidenza la nascita della associazione Media Consum nata per tutelare i cittadini nella compravendita degli immobili. Giorgio Vargiu, infine, ha ricordato anche l’impegno dell’associazione a tutela dei minori con i rischi della rete, in particolare nella lotta contro la pedopornografia e il bullismo. L’ultima battaglia ancora in piedi è quella del mega impianto fotovoltaico di Narbolia, come ha ricordato Pietro Porcedda del comitato locale. Tra gli ospiti presenti il segretario regionale della Cisl Giovanni Marras, il Consigliere regionale Gian Valerio Sanna, Ofelia Oliva della segreteria nazionale Adicomsum. (Elia Sanna, La Nuova Sardegna).

Il dipartimento provinciale dell’Arpas soffre, da tempo, una preoccupante condizione legata ai locali in cui svolge la propria attività. L’Arpas da anni, infatti, opera in emergenza, a causa della situazione di estrema precarietà in cui versano gli edifici che ospitano l’Agenzia. Della questione si è fatto carico in prima persona l'assessore provinciale all'Ambiente, Emanuele Cera, preoccupato per un eventuale depotenziamento del dipartimento di Oristano, che rappresenterebbe un grave danno per il territorio, anche in relazione alle situazioni di vulnerabilità ambientali che caratterizzano l'oristanese. Una situazione segnalata in più occasioni dall'assessore Cera, con note che risalgono al marzo 2011 e, per ultima, quella dello scorso 23 aprile. Uno stato di disagio segnalato anche dalla direzione generale dell'Agenzia, senza che, finora, siano state individuate dall'assessorato regionale all'Ambiente soluzioni idonee a garantire l’espletamento delle attività di laboratorio, assicurando l’efficienza operativa del dipartimento di Oristano, nella sua attività di affiancamento e supporto tecnico alle altre amministrazioni per la tutela dell’ambiente, la salvaguardia della salute e la difesa dei cittadini. "La Regione deve urgentemente risolvere un problema non più rinviabile - ha detto l'assessore Cera - visto che i locali in cui opera il dipartimento sono oggetto di sfratto, da effettuarsi entro fine anno. I locali sono assolutamente inadeguati e privi dei requisiti minimi di sicurezza e funzionalità richieste dalle normative, ed è necessario dotare il dipartimento di quelle strutture idonee all'espletamento dei compiti istituzionali". La proposta dell'assessore Cera, condivisa dal dipartimento provinciale, prevede la realizzazione di un nuovo edificio (che assecondi le peculiarità delle attività espletate) destinato a rappresentare un centro di riferimento e di incontro per i vari dipartimenti. “Una soluzione ottimale – ha detto Cera -, soprattutto se si inserisce nell'ottica della manifestata opportunità da parte del Cipor a realizzare la struttura su aree di proprietà o dallo stesso reperite.  Fino ad oggi, però, non abbiamo avuto nessun riscontro; per questo auspichiamo un pronunciamento urgente da parte dell'assessorato regionale anche in vista dell'imminente sfratto".

Sono a serio rischio di definanziamento le opere di risanamento degli stagni dell'oristanese, necessarie e già autorizzate dalla Regione per un importo di 8 milioni e 600 mila euro.  A mettere in forse il finanziamento è la stessa Regione. A rischio sarebbe il risanamento degli stagni di Marceddì, Santa Giusta, Corru s'Ittiri e Cabras. L'allarme è sollevato dall'assessore provinciale all'Ambiente, Emanuele Cera, che ha tempestivamente inviato una nota al presidente della Regione, agli assessori regionali all'Ambiente e all'Agricoltura, ai capigruppo e a tutti i consiglieri regionali dell'oristanese, nella quale vengono evidenziate le responsabilità della Regione sin dal momento di attribuzione delle risorse, avvenuta solo nel 2011, annualità successiva a quella di iscrizione nel bilancio della Regione. I finanziamenti per gli interventi per il risanamento degli stagni sono i seguenti: Marceddì (2.200.000 euro), Santa Giusta (3.000.000 euro), Corru s'Ittiri (1.200.000 euro) e Cabras (2.200.000 euro).

Sabato 4 maggio sarà inaugurato lo “Spazio Giovani” comunale di Sa Rodia. La nuova struttura nasce per offrire nuove opportunità ai giovani di Oristano, che potranno utilizzarla per trascorrere il tempo libero in un centro moderno e funzionale. Giovedì 2 maggio, alle 10, la struttura sarà mostrata in anteprima ai giornalisti, nel corso di una conferenza stampa, dal sindaco di Oristano, Guido Tendas, dall’assessore Peppino Marras e dal coordinatore dello Spazio Giovani, Antonio Ricciu.

 

 
Di greg (del 26/04/2013 @ 11:31:11, in cronaca, linkato 924 volte)

Un incendio, quasi certamente di origine dolosa, ha  praticamente distrutto, durante la notte, a Cabras, l’ittiturismo della Peschiera Pontis, di proprietà del Consorzio di pescatori, titolare della concessione di pesca negli stagni. Le fiamme pare siano divampate attorno alle due di questa notte e  l’allarme è stato quasi immediato, ma quando sono arrivati i Vigili del fuoco di Oristano hanno potuto solo limitare i danni che, secondo una prima stima, ammonterebbero a diverse decine di migliaia di euro. Nella struttura, inaugurata nel 2007, lavoravano una quindicina di dipendenti fissi e apre che gli affari stessero andando abbastanza bene, visto che si parla di oltre 40 mila coperti all’anno. Ieri, 25 aprile, Festa della Liberazione, c’era stato pressochè il tutto esaurito sia a pranzo che a cena, anche grazie alla partecipazione dell’ittiturismo lagunare alla rassegna enogastronomica “Le isole del gusto”, promossa dalla Camera di Commercio di oristano. Sul luogo è anche intervenuta la Polizia. Secondo i pescatori del Consorzio, gli attentatori potrebbero essere arrivati dalla campagna attraversando i canneti, anche per evitare di esser ripresi dalle telecamere di sicurezza, istallate alcune settimane fa. Quando succedono episodi del genere si fanno, come di consueto, mille illazioni: c’è chi perla di forti contrasti tra soci, chi di vendetta degli  “spadoneris”, come vengono chiamati coloro che pescano abusivamente nello stagno, chi di incendio su commissione da parte di concorrenti gelosi del successo dell’ittiturismo. Insomma, una ridda di voci che sono, comunque, al vaglio degli inquirenti.

Gli assessori regionali al Turismo, Luigi Crisponi, e all'Agricoltura, Oscar Cherchi, hanno espresso solidarietà ai gestori dell'ittiturismo "Pontis". "Se i rilievi e gli accertamenti condotti da Vigili del fuoco e forze dell'ordine confermeranno la natura non accidentale dell'accaduto –- ha affermato Crisponi , si tratterebbe di un gesto che provoca sdegno e merita riprovazione, ma rimarrà un inutile tentativo di intimidire la laboriosa e validissima attività dei gestori dell'ittiturismo. Le istituzioni e la società sono al fianco di chi è impegnato ogni giorno a valorizzare il territorio e a restituirgli un po' di ricchezza grazie alle risorse locali".  "Sono certo che i soci del consorzio – ha detto l’assessore Cherchi - sapranno reagire prontamente, e ai vigliacchi attentatori resterà solo il peso sulla coscienza, se ne hanno una".

Altre notizie:

Entro le 12 di sabato 27 aprile dovranno essere presentate le liste nei 36 i comuni della Sardegna dove si voterà, il 26 e 27 maggio, per il rinnovo dei consigli comunali e la scelta del sindaco. La data, fissata dalla giunta regionale, coincide con le amministrative in oltre 700 comuni italiani. L'eventuale ballottaggio, negli unici due comuni - Assemini (Cagliari) e Iglesias (Sulcis-Iglesiente) con oltre i 15 mila abitanti, si svolgerà il 9 e 10 giugno.  Per cinque dei 36 comuni si tornerà al voto prima della scadenza naturale del mandato. In Provincia di Oristano si voterà nei comuni di Ales, Boroneddu, Cabras, Modolo, Narbolia, Nugheddu Santa Vittoria, Pompu, Simala, Tadasuni, Villaverde.

Un documento che segnali il dissenso dentro il Pd sul governo di larghe intese. E’ lo strumento pensato da chi nel partito nutre forti mal di pancia verso l’esperimento Letta. Tra i promotori del documento del dissenso, che dovrebbe cominciare a circolare in rete domenica prossima pronto per una raccolta di firme, ci sono Pippo Civati, che conta almeno una “50 parlamentari Dem a disagio, ma – dice - se ne manifesteranno la metà…”, ma c’è anche Rosi Bindi, fin dall’inizio contraria al governissimo. E poi i prodiani Sandra Zampa e Sandro Gozi, Corradino Mineo, il neoeletto Davide Mattiello e altri giovani, Laura Puppato, Felice Casson, non è esclusa una convergenza di Alessandra Moretti, che resta scettica sull’esecutivo con il Pdl. Intanto oggi il dibattito sul governo è stato affrontato nella riunione dei segretari regionali e anche qui si sono manifestati bronci e malumori, sebbene i leader sul territorio siano diretta espressione dei quadri dirigenti nazionali e dunque in sostanza ‘fedeli alla linea’. Però su una cosa i segretari locali puntano i piedi: congresso subito e ricambio al vertice. L’obiettivo dei promotori del documento è manifestare il disagio. Il testo dovrebbe mettere nero su bianco una posizione che suonerà più o meno così: votiamo il governo Letta per disciplina di partito, ma non siamo d’accordo. E’ un modo per mettere insieme i mal di pancia vari sul governo Letta, perché ce ne sono di vario genere: da chi ha già deciso per il no alla fiducia, a chi aspetta di capire come sarà la squadra prima di pronunciarsi, a chi non mette in dubbio il voto di fiducia e però resta scettico verso l’esecutivo con il Pdl. Ed è proprio quest’ultima posizione che farà da cardine al testo, che sarà diffuso alla vigilia del voto di fiducia sul governo. Ma se è difficile manifestare i dissensi a livello di parlamentari e quadri dirigenti, la base è in subbuglio. Lo si vede dai vari ‘OccupyPd’ in corso in varie città. Ed è questa la situazione che molti segretari regionali hanno provato a descrivere oggi nella riunione con il capogruppo alla Camera Roberto Speranza che ha introdotto i lavori dopo un breve saluto di Pier Luigi Bersani, colmo di inviti alla “responsabilità”. Ne è scaturito un sì condizionato al governo Letta. Sì, a patto che la sua squadra non contenga impresentabili, a patto che non subisca condizionamenti da Berlusconi sulla giustizia o sul conflitto di interessi: cosa che in molti nell’assemblea dei quadri locali ritengono richiesta impossibile, data la situazione. Tra gli interventi più critici, quello di Raffaele Donini, segretario di Bologna, bersaniano ultrascontento, a contatto diretto con la rabbia dei militanti e degli iscritti. Con gente cioè, raccontano report della riunione al Nazareno, che minaccia di stracciare la tessera del partito di fronte a un governo di larghe intese. L’altra condizione più realistica posta dall’assemblea dei dirigenti è il ricambio generazionale nel partito. Chiedono il congresso al più presto. E sarà una bella sfida, visto che tra i quadri dirigenti prevale la linea di mantenere l’assise a ottobre. Anche Matteo Renzi è di questo avviso, perché vuole tempo per decidere se correre per la segreteria e vuole tempo per capire come porsi realmente verso il governo Letta. Una via d’uscita possibile è che all’assemblea del 4 maggio venga eletto segretario un giovane (Stefano Fassina?), magari di storia ex Ds, visto che la fase attuale sta lasciando emergere due personalità per il futuro: Letta e Renzi, entrambi giovani, entrambi di radici Dc. (www.huffingtonpost.it).

Una giornata nera per la Grillo & Casaleggio Associati. Enrico Letta, i grillini, se li è mangiati in un solo boccone. Sembrava il giovane cattedratico che interroga i fuori corso e usa l'esame per spiegare ancora una volta, con santa pazienza, il programma del corso. I ripetenti implorano il diciotto politico e il professore, per bontà, glielo concede, non prima di avergli chiarito per l'ennesima volta come funziona l'università: bisogna studiare. La differenza con il precedente incontro in streaming con Pier Luigi Bersani è stata impressionante: Bersani sembrava intimorito e i portavoce del M5S se ne sono approfittati per umiliarlo. Letta, per quanto stanco e scoraggiato di incontrare un muro di gomma, ha mostrato subito di essere di un'altra pasta, di conoscere bene l'arte della mediazione, di essere assertivo quando occorre: «In questi sessanta giorni la forza che voi rappresentate, sia numerica che reale nel Paese, è entrata in Parlamento e non ha voluto partecipare alle decisioni assunte. Sarebbe frustrante se questa indisponibilità a mescolare idee e voti si protraesse». I portavoce del M5S (questa volta in formazione quattro più quattro, tipo Nora Orlandi) erano in seria difficoltà, non sapevano cosa rispondere, si rifugiavano nel politichese, s'impantanavano in formule astratte.  Certo che i grillini sembrano non avere alcuna strategia, alcun fiuto politico, tanto da consegnarsi alle stoccate del professore, come quando hanno tirato fuori la questione dell'elezione a presidente della Repubblica di Rodotà e prontamente Letta ha fatto loro notare che se avessero votato Prodi avrebbero cambiato lo scenario della politica italiana. Si fa presto a parlare di streaming, di Web, di comunicazione globale, ma a un certo punto è saltata fuori la parola «incomunicabilità», che non si sentiva più dai tempi dei film di Michelangelo Antonioni. Letta ha accusato i grillini di incomunicabilità, temeva di vivere in diretta il dramma della frustrazione espressiva (la scena sembrava tratta da «Le sedie» di Ionesco, 1952), di essere di fronte a una sorta di nevrosi espressiva che corrode il linguaggio e le speranze, di vedere in Vito Crimi e in Roberta Lombardi il sigillo dell'incapacità di comunicare.  E invece, prese le misure, li ha sovrastati, ha mostrato la pochezza dei quattro più quattro (gli altri che hanno parlato facevano quasi tenerezza per impreparazione e incapacità di esprimersi). Tra l'altro, in termini puramente retorici, il peso delle metafore questa volta ha schiacciato i grillini e Letta è stato ben attento a pascolare nel concreto. Per i grillini senza streaming non c'è democrazia, tutto deve avvenire in diretta davanti a una telecamera. Lo streaming è l'unica garanzia contro i sotterfugi. Diversamente dal passato, questa volta però lo streaming non ha funzionato come caricatura della democrazia e della comunicazione: limitarsi ad avvolgere ogni rapporto sociale, a mantenere vivo il contatto fra le parti, ad accorciare le distanze, senza preoccuparsi troppo dei messaggi. Questa volta lo streaming è servito per conoscere meglio il programma di Letta, senza le fantasie dei retroscenisti e senza complessi di inferiorità nei confronti della presunzione. La politica ha vinto sul velleitarismo. Giovedì sera due case sono state assalite da dubbi e inquietudini. Nella casa della Grillo & Casaleggio Associati si sarà discusso a lungo sulla performance di Crimi e Lombardi (da abbiocco collettivo, «scongelatevi» ripeteva loro Letta) e la voglia di cambiare i portavoce sarà stata grande. Nella casa del Partito democratico le lodi a Letta saranno forse risuonate anche come rimprovero a Bersani. Par di capire che il 25 Aprile non è morto, come vuole Beppe Grillo. (Aldo Grasso, www.corrieredellasera.it).

“Nella più antica democrazia d’Europa, quella anglosassone, dopo le elezioni non viene formato un governo: ne vengono formati due. La maggioranza dà vita all’esecutivo di Sua Maestà britannica, e l’opposizione al “governo ombra”. I cittadini possono in questo modo vedere confrontarsi giorno per giorno provvedimenti di legge in alternativa e contrapposizione, e valutare la credibilità morale e politica dei ministri che i due schieramenti propongono. Sarebbe dimostrazione di grande caratura istituzionale e coerenza democratica, oltre che di lungimirante intelligenza tattica, se i parlamentari del M5S si riunissero oggi (oggi, perché in politica è decisivo l’attimo fuggente, il kairòs che non perdona) per chiedere solennemente a Stefano Rodotà di formare il governo ombra di Sua Maestà il popolo sovrano. Nell’Italia dell’Inciucio, infatti, a differenza che in Albione, il governo Letta jr. rappresenta la minoranza del paese, anche se verrà plebiscitato dagli scranni di Montecitorio e Palazzo Madama. La metà dei parlamentari che quegli scranni occupa è stata eletta nelle liste del Pd, da cittadini che avevano udito Bersani giurare “con Berlusconi mai, nessun accordo per nessun motivo” e promettere “una vera svolta”, più profonda (garantiva Bersani) di quella agitata da Grillo. Due italiani su tre hanno votato per voltare pagina, per chiudere col quasi ventennio di ruberia e impunità, che ha ridotto l’Italia a macerie. Si ritrovano invece con un governo Napolitano/Berlusconi (prossimo senatore a vita?), forse con la finta opposizione della Lega, per non dare alla vera opposizione del M5S le presidenze Copasir e Vigilanza che per regolamento gli spettano. Un governo ombra Rodotà sarebbe perciò l’adamantina risposta costituzionale, l’entusiasmante risposta politica, l’ineccepibile risposta parlamentare e istituzionale, al deprecabile “voltar gabbana” dell’intero ceto dirigente del Pd, che ha ingiuriosamente stracciato la parola data agli elettori e tradito la loro inequivoca volontà. Allargando a baratro il fossato profondissimo che già divide i cittadini dal Palazzo. Un governo ombra Rodotà otterrebbe non solo il sostegno di M5S e Sel, ma anche della pattuglia dei dissidenti del Pd che troveranno indecente condividere il governo con Mussolini e Santanchè, Cicchitto e Scilipoti. E soprattutto garantirebbe che la sacrosanta protesta popolare, che le misure del governo Letta jr./Alfano non faranno che alimentare e invelenire, saranno incanalate nell’alveo propositivo del vero riformismo, altrove introvabile”. (Paolo Flores d’Arcais, www.ilfattoquotidiano.it)

Il governo che sta nascendo è un'ammucchiata degna del miglior bunga bunga. Tutti passivi tranne uno che di bunga bunga se ne intende. Una mescolanza che sconfina nell'incesto, lettiana, che ha in sé il profumo di famiglia, da Mulino Bianco dell'Inciucio. Zio e Nipote Letta si sono alternati come sottosegretari alla presidenza del Consiglio negli ultimi vent'anni. Cambiava il presidente, ma la famiglia Letta era sempre presente. A garanzia di chi? E' una coincidenza singolare questa successione monarchica. Una famiglia di predestinati. L'esultanza dei giornali e delle televisioni per l'ammucchiata di regime è propria dei servi che hanno conservato il posto di lavoro. I partiti hanno evitato una Caporetto e si sono rinchiusi in un bunker, tutti assieme appassionatamente, ormai è amore. Coloro che si insultavano in campagna elettorale "Comunisti!", "Mai con Berlusconi!" si sono infilati insieme sotto le coperte pur di non dover rendere conto alla Nazione del loro fallimento. Il governo minestrone avrà i peggiori odori e sapori della Seconda Repubblica e qualche resto avariato della Prima, come Amato, il tesoriere di Craxi. Pietanze che solo le televisioni riescono a far digerire. Televisioni strafallite dal punto di vista economico. Nel 2012 perdite per 235 milioni di euro per Mediaset e di circa 200 milioni per la RAI, La 7 ha accumulato quasi mezzo miliardo di perdite in cinque anni. Chi paga questo profondo rosso? Mediaset si è retta grazie a una concessione governativa dell'uno per cento dei ricavi concessa da D'Alema, il miglior uomo del pdl, quando era presidente del Consiglio. La RAI grazie alla nostre tasse che ripianano i debiti di un'armata colossale di 13.000 dipendenti, ventriloqui dei politici. La 7 per merito delle bollette telefoniche, i suoi debiti sono stati sempre ripianati da Telecom. Tasse, concessioni incredibili e cresta sulle bollette, di questo hanno vissuto e vivono i megafoni del Potere che ogni giorno attaccano il MoVimento 5 Stelle come causa di tutti i mali. Opinionisti che vivono di carità pubblica mentre chiude un'azienda al minuto. Cosa verrà dopo il bunker? Berlusconi presidente della Repubblica incoronato dai comunisti Napolitano e capitan findus Letta, lo stoccafisso scongelato? Berlusconi ha detto "Poco importa chi guiderà questo governo, importante che ci siano un governo e un Parlamento per approvare provvedimenti urgenti". I suoi! (www.beppegrillo.it).

 
Di greg (del 12/04/2013 @ 17:17:34, in cronaca, linkato 1266 volte)
Il Tribunale di Oristano ha ammesso la Sogeaor (società per azioni, in liquidazione) alla procedura del concordato preventivo. I due commissari liquidatori, Alberto Annis e Antonio La Cava (anche se di quest’ultimo si sono perse le tracce da tempo. ndr), possono tirare un sospiro di sollievo, visto che sono riusciti a superare lo scoglio per il momento più importante, che era quello di evitare il fallimento. Questo grazie anche al lavoro d’equipe portato a termine da vari professionisti (i commercialisti Paola Perseu, Marcella Massa, Stefano Ruggeri, e l’avvocato Riccardo Crovi) che assieme ad Alberto Annis hanno predisposto il piano e la documentazione a corredo della proposta di concordato, accolta oggi dal collegio del Tribunale. Collegio che era composto dai giudici Riccardo Ponticelli, Enrica Marson e Andrea Mereu. Quest’ultimo, oltre ad essere stato il relatore sarà anche il giudice delegato che seguirà la procedura. Il Tribunale ha, inoltre, nominato come commissario giudiziale la commercialista Agnese Cau, che per esperienza e capacità professionali offre le più ampie garanzie a Tribunale, Sogeaor e creditori per la regolarità e la speditezza (al di là dei tempi tecnici previsti per legge) della procedura. Il collegio ha poi fissato la convocazione di tutti i creditori per il 17 giugno, alle 10, e stabilito il termine di 15 giorni per il deposito di 70 mila euro, che dovrebbero corrispondere a circa il 20% delle spese previste per portare a termine tutto il concordato preventivo. Il rispetto del termine per il deposito di questa somma è importantissimo, perché se i 70 mila euro non verranno versati entro 15 giorni, l’ammissione alla procedura sarà revocata.  La Sogeaor aveva presentato la richiesta di ammissione al concordato preventivo il 24 settembre dello scorso anno, riservandosi di depositare entro il termine stabilito dal Tribunale (così come prescrive la legge) una proposta più dettagliata. Cosa che era avvenuta il 23 novembre 2012. Dopo una serie di rilievi formulati dal collegio della sezione fallimentare, la Sogeaor si era presentata all’udienza del 19 marzo scorso, precedentemente fissata, regolarizzando la sua posizione e depositando altra documentazione integrativa. La proposta di  concordato era stata formulata una volta che i soci (Provincia, Comune, Consorzio Industriale e  Camera di Commercio) avevano deliberato  di mettere a disposizione “nuova finanza” per un totale di oltre 1 milione e mezzo di euro, per il pagamento dei creditori privilegiati e dei chirografari, divisi per classi, distribuendo le risorse finanziarie (in una maniera ritenuta poi congrua dal Tribunale) in questo modo: compensi al 100% per commissario, liquidatori, attestatore, esperto, fondo spese, fondo rischi, per un totale di circa 480 mila euro; debiti (100%) verso l’erario, sanzioni, istituti di previdenza 117 mila euro; debiti verso i lavoratori dipendenti (al 60%) circa 425 mila euro; professionisti (14%) 58 mila euro; artigiani (13,50%) circa 5500 euro; cooperative (13%) 1700 euro. Fin qui, i creditori privilegiati. Per quanto riguarda i creditori chirografari, fornitori (11,50%) 305 mila euro; banche (11%) 153 mila euro. Il termine per l’esecuzione del concordato è stato previsto in sei mesi, a partire dall’omologazione. Nel decreto di ammissione, dopo aver sottolineato che la Sogeaor sia non solo in stato di crisi di liquidità e quindi incapace di pagare i creditori, trovandosi in stato di insolvenza irreversibile, dimostrato dalla cessazione dell’attività aziendale con messa in cassa integrazione dei dipendenti, nonché dalla sussistenza di innumerevoli decreti ingiuntivi e atti di pignoramento a suo carico; dopo aver evidenziato che il Tribunale è chiamato a operare una valutazione sulla legittimità della proposta, che dovrà poi essere sottoposta al voto dei creditori;  i giudici, in estrema sintesi, hanno convenuto sulla bontà della proposta presentata (percentuali di pagamento comprese) ammettendo la Sogeaor al concordato preventivo. D’altro canto che cosa avrebbero ricavato i creditori se il Tribunale avesse dichiarato il fallimento della società? Lo zero assoluto.

 Grillo in calo, Pd e Pdl che recuperano circa 3 punti percentuali a testa, con il centrodestra avanti di poco. È questa la fotografia dell'elettorato che emerge dall'ultimo sondaggio realizzato da Renato Mannheimer per il “Corriere della Sera”. "Uno dei trend più significativi - spiega Mannheimer - è il progressivo decremento di consensi per il M5S. Dopo avere avuto un forte exploit subito dopo le elezioni, il Movimento di Grillo ha fatto registrare, settimana dopo settimana, una flessione, che si è confermata anche in questi ultimi giorni: il M5S si colloca, per la prima volta, sotto il 24%, con un regresso di quasi il 2% rispetto all'esito del voto di febbraio. Si tratta, beninteso, di una erosione modesta, ma, dato il suo andamento costante nel tempo (solo nell'ultima settimana, si registra un calo dell'1%), significativa di uno stato di insoddisfazione che caratterizza sempre più una parte del seguito di Grillo". La maggior parte dei consensi persi dal movimento di Beppe Grillo è andata a favore di Pd e Pdl.  Il Partito Democratico, in particolare, ha visto aumentare i suoi consensi del 3%, attestandosi oggi poco sotto il 29%. Il buon risultato del partito di Bersani - spiega ancora Mannheimer - può apparire sorprendente, a fronte dei crescenti conflitti interni e dello scarso successo sin qui dei tentativi del segretario di formare un governo". Ma tant'è. In crescita anche il Pdl di Silvio Berlusconi, partito che oggi sfiora il 25%, a fronte di poco meno del 22% ottenuto alle scorse elezioni. Anche in questo caso, dunque, si parla di un incremento di quasi il 3%. I "nuovi" elettori che oggi scelgono il Pdl provengono da diversi partiti, specie dal centro, ma anche dalle forze minori di centrodestra e dal M5S. La lista Scelta civica, capeggiata da Monti, subisce un netto arretramento, attestandosi oggi al 6,5%, con un calo, rispetto al risultato elettorale, di quasi due punti. Secondo il sondaggio, il centrodestra oggi è avanti dello 0,3%. "È un esito confermato in diversa misura anche da tutte le altre ricerche pubblicate in questi giorni", scrive Mannheimer. "Dunque, se queste intenzioni di voto trovassero conferma nei comportamenti effettivi (ma su questi, come si è detto, conta la campagna elettorale) la maggioranza dei deputati sarebbe appannaggio della coalizione guidata da Berlusconi. Ma l'esiguità della differenza da noi rilevata non comporterebbe necessariamente un analogo vantaggio al Senato. Riproducendo probabilmente l'attuale situazione di ingovernabilità. Di qui, una delle prime esigenze della nuova legislatura, sempre ricordata, ma, significativamente, mai attuata: la revisione dell'attuale pessima legge elettorale". (www.huffingtonpost.it).

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E' stato ritrovato nelle acque dello stagno di Cabras il corpo di Antonio Sardu, il pescatore di 30 anni, di Cabras, disperso dall'8 aprile scorso, dopo che la piccola barca con la quale era uscito a pesca nello stagno, assieme a un amico, si era rovesciata. Ad avvistare il corpo del ragazzo, non lontano dalla zona di “Pischeredda”, è stato un altro pescatore, che ha subito avvisato i Vigili del fuoco, da giorni impegnati nelle ricerche. A lanciare l'allarme, lunedì scorso, era stato Giovanni Atzori, 30 anni, di Cabras, fidanzato della sorella di Sardu, che era in barca con lui al momento della tragedia. Il giovane era riuscito a raggiungere la riva e a dare l'allarme. Sul posto erano arrivate immediatamente le Forze dell’ordine e i Vigili del fuoco che avevano iniziato le ricerche. Ricerche a cui avevano partecipato anche altri pescatori esperti e che solo oggi hanno prodotto risultati. Antonio Sardu era molto conosciuto a Cabras. In passato aveva giocato in una squadra di calcio del paese lagunare. Figlio di un dipendente comunale,  lo sfortunato trentenne, così come tanti altri disoccupati svolgeva dei lavori saltuari e, di tanto in tanto, andava a pescare per sbarcare il lunario. Purtroppo, l’ultima pescata gli è stata fatale.

 Un imprenditore di Oristano e il suo commercialista sono finiti agli arresti domiciliari, con l’accusa di avere evaso al fisco di circa tre milioni seicentomila di euro. La Guardia di Finanza, in esecuzione di un'ordinanza del Gup del Tribunale di Oristano, ha sequestrato un edificio industriale a Tramatza, un appartamento a Cabras, sei terreni a San Teodoro, un fabbricato a Torregrande, tre immobili e 45 terreni agricoli a Lucca e provincia, conti e polizze assicurative per circa 65.000 euro, oltre a dieci pietre dure del valore di 10.000 euro.  Le due persone, per le quali  stato chiesto il rinvio a giudizio, sono accusate di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. La frode al fisco è stata realizzata con una serie di operazioni societarie, immobiliari e bancarie, che hanno consentito ai due di spogliare, solo giuridicamente, della proprietà di beni aggredibili dal fisco le imprese di cui era titolare l’imprenditore. I beni di una ditta individuale e di una società di capitali sono stati, infatti, trasferiti a una società di comodo la "Silanus Costruzioni srl" di cui l'imprenditore indagato è risultato l'amministratore di fatto. La società, che non ha mai svolto attività nel settore dell'edilizia, aveva sede legale in un fabbricato fatiscente e risultava controllata da una società lussemburghese

“Nella finanziaria 2013 la Regione preveda l'azzeramento dell'aliquota Irap per le nuove imprese, soprattutto di giovani, e una drastica riduzione per le esistenti, così da creare un immediato vantaggio per le attività”. E’ quanto proposto dai consiglieri regionali del Pd, che hanno duramente contestato l'intera impostazione della manovra finanziaria della giunta Cappellacci, ritenuta "…propagandistica, ingannevole, da riscrivere di sana pianta. A fronte delle 100 mila persone, che hanno smesso di cercare lavoro – hanno detto i consiglieri del Pd -, di un Pil calato del 3%, di una disoccupazione giovanile appena sotto il 50%, abbiamo una manovra che non dà risposte alla crisi e viene bocciata da tutte le associazioni sentite finora in commissione Bilancio". Secondo Giampaolo Diana “…la riscrittura unilaterale del Patto di stabilità viene presentata come se fosse la panacea di tutti i mali della Sardegna. Dicono una cosa, poi cambiano il giorno dopo. Ci dicono che dal 30 giugno spenderanno comunque 1,2 miliardi, e ad oggi non si capisce quante siano le risorse, non ci sono le priorità e si naviga a vista". Per il capogruppo Pd si deve aprire un confronto serio con lo Stato per rimodulare il patto e stabilire le priorità. "Abbiamo un bilancio allo sfascio e questo deve allarmarci e inquietarci -  ha sostenuto Franco Sabatini -. Per la prima volta quest'anno il vincolo dei pagamenti è inferiore alle spese obbligatorie. Gli assessorati hanno speso come voluto, senza dare priorità alle spese obbligatorie, e cosi ci siamo mangiati un miliardo, rimane 1,5 mld e siamo ai primi tre mesi di esercizio provvisorio”. “Ci vuole un lavoro di compressione della spesa – ha aggiunto Gian Valerio Sanna – e non è vero che tutte le spese definite obbligatorie sono tali. Occorre un lavoro di bonifica del bilancio, guardando anche dentro la sanità. Mettiamo priorità ai budget dei singoli assessorati e anche per gli enti regionali, che fanno avanzi di amministrazione, non si possono iscrivere in bilancio somme non necessarie". “La Giunta fa pubblicità ingannevole – ha affermato Giuseppe Cuccu -. L'articolo 4 della legge è di fatto un bancomat vuoto, dove sono indicati oltre 500 interventi che rimandano alla rimodulazione del fatto. I vincoli del patto stanno diventando un alibi per rinunciare ad operare davvero, quando basterebbe attuare alcune leggi per avere un attenuamento del patto". Riscrivere la manovra in aula, come accaduto negli scorsi anni, secono il Pd non sarà, infatti, possibile: "La maggioranza quest' anno mira a far gestire le risorse ai singoli assessorati – ha  detto il Pd -, quindi non saranno favorevoli alla ripulitura avvenuta in passato. Con l'esercizio provvisorio hanno speso gli assessori più forti, a quello serviva ricorrervi. Siamo di fronte a gente incompetente, non si può dire oggi si sfora, domani no”.

Sulla visita di Cappellacci a Oristano abbiamo già detto troppo. Per evitare inutili ripetizioni e poiché riteniamo patetica questa inutile passerella pubblicitaria, e visto che non crediamo a una sola parola di chi non ha fatto altro in questi anni che propinarci ogni sorta di bugie, lasciamo spazio al comunicato “istituzionale” del comune, senza toccare neppure una virgola:

Istituzione di un tavolo di coordinamento presso la Presidenza della Giunta regionale che coinvolga il Comune di Oristano e che sia capace di seguire costantemente gli interventi programmati per la città. È l’impegno che il Governatore della Sardegna Ugo Cappellacci ha assunto questa mattina nel corso della visita istituzionale alla città di Oristano. Era stato il Sindaco Tendas a chiedere un impegno preciso della Regione per la verifica sullo stato di attuazione dell’Intesa Istituzionale del 2007 auspicando la firma di un nuovo documento, aggiornato, più preciso e stringente, entro il prossimo mese di Maggio. La visita del Presidente Cappellacci è iniziata verso le 10,30, a Palazzo Campus Colonna, con l’incontro con il Sindaco Tendas per un primo confronto sulle più importanti emergenze della città. Subito dopo l’incontro pubblico nella Sala degli Evangelisti, a Palazzo degli Scolopi, con le autorità cittadine. È stato proprio il Sindaco Tendas ad aprire l’incontro con una triste riflessione sul momento di crisi che investe il paese e sui tanti suicidi di imprenditori e lavoratori disoccupati. “Data questa situazione – ha detto Tendas -, chi come noi rappresenta le istituzioni ha il dovere della responsabilità e della verità nei confronti dei propri cittadini, perché la politica torni ad essere lo strumento attraverso il quale una comunità impara a riconoscersi e a costruire la propria identità. Purtroppo la politica è così screditata che una normale visita istituzionale del presidente della regione ad un Comune capoluogo, su invito del sindaco, viene vista come l’apertura della campagna elettorale per le  elezioni regionali del prossimo anno, connotando così la  campagna elettorale, momento fondamentale della vita di una democrazia, come quel periodo nel quale i protagonisti della politica possono dire tutto e il contrario di tutto”.       “Nel 2007 Regione, Provincia e Comune di Oristano firmarono un’intesa istituzionale  che dettava le linee di sviluppo per la città e il territorio. È giunto il momento di fare il punto sullo stato di attuazione degli impegni assunti con quell’importante documento. Molti dei punti contenuti nell’intesa del 2007 sono ancora oggi validi e altri se ne sono aggiunti”. Tendas ha citato il caso del nuovo mercato ortofrutticolo e i 13 anni occorsi per aprire la struttura. “Una follia legata alla lentezza e inefficienza della pubblica amministrazione e della sua macchina burocratica che non ci la possiamo più permettere - ha detto -. Dobbiamo impegnarci, a Oristano come a Cagliari, perché le nostre Giunte, i nostri Consigli, i lavoratori dei nostri uffici, capiscano che dietro ad ogni pratica ci sono cittadini che hanno diritto ad avere risposte certe e rapide, persone che a seguito della lentezza delle nostre macchine burocratiche vengono quotidianamente lese anche nella propria dignità personale, imprese che rischiano di andare fuori mercato, soprattutto in questo momento”. Tendas ha citato numerosi casi di mala burocrazia, chiesto chiarezza sulla posizione della Regione sull’aeroporto di Fenosu, ribadita la necessità di un impegno per l’attivazione della dorsale di fibra ottica che attraversa tutto l’agglomerato industriale, ma anche per sbloccare il programma POIC (Programma Operativo per l’imprenditoria Comunale) da un milione di Euro, il progetto pilota per l’housing sociale nell’area delle case minime da 5 milioni di Euro, il finanziamento da 3 milioni di Euro del progetto preliminare per il Programma Integrato del Paesaggio Golfo di Oristano e quello, sempre da 3 milionil per il Museo della Sardegna Giudicale. Il Sindaco ha sottolineato lo stato di crisi del Consorzio Uno che gestisce i corsi universitari a Oristano e che a causa dei gravi ritardi nel pagamento dei finanziamenti assegnati e per la progressiva riduzione delle somme concesse corre il rischio di cessare le attività a mandare a casa 30 lavoratori. Situazione analoga a quella della Fondazione Sartiglia che assiste a una progressiva riduzione dei finanziamenti e ritardi non più ammissibile nell’erogazione delle risorse indispensabili per l’organizzazione delle giostra equestre. “Per il futuro prossimo chiediamo il sostegno per i progetti di sviluppo Europa 2020, per le piste ciclabili e per il Piano d’azione delle energie sostenibili – ha concluso Tendas -. La realizzazione di un grande parco urbano con il trasferimento dal patrimonio regionale  dell’ex vivaio dell’Ente Foreste del Rimedio. L’organizzazione a Oristano della Conferenza Regionale sull’Amianto. La realizzazione di un programma straordinario di edilizia residenziale pubblica, di un programma straordinario di modernizzazione degli accessi alla città e del Polo agroalimentare e la restituzione alla Città dell’ex carcere di piazza Manno, in passato Reggia Giudicale”. Nelle parole del Prefetto Giovanni Russo e dell’Arcivescovo Ignazio Sanna altre testimonianze del momento di crisi che vive il territorio, ma anche la necessità di trovare nuove e più forti forme di collaborazione istituzionale e sociale per superare il momento di crisi, mentre il Presidente della Provincia Massimiliano de Seneen è ritornato sui temi introdotti dal Sindaco sulla mala burocrazia, soffermandosi sulle difficoltà che il Patto di stabilità determina sull’operato degli enti locali. Claudio Atzori (Presidente regionale di Legacoop e in rappresentanza del mondo delle imprese) ha rivolto un appello a un utilizzo oculato delle risorse disponibili “e in questo momento che le imprese stanno morendo occorre guardare in questa direzione. Il Patto di stabilità non può colpire solo i pagamenti verso le imprese, ma deve indurre a eliminare gli sprechi”. Angelo Medde (Segretraio della Uil e in rappresentanza del mondo del lavoro) ha evidenziato come la Regione conosca bene le esigenze del territorio: “Non occorre ricordarle tutte, basterebbe solo un po’ più di attenzione e di considerazione da parte della Regione”. Al Governatore Cappellacci il compito di chiudere l’incontro e subito una precisazione sulle polemiche che hanno accompagnato la sua visita: “Una visita istituzionale non può essere confusa con un momento di campagna elettorale, soprattutto se si opera per perseguire il bene della comunità e del territorio”. Il Presidente ha concordato sulla necessità di ritrovare uno spirito di vera collaborazione e di forte alleanza tra le istituzioni per superare la crisi. Poi ha ricordato le risorse spese per l’oristanese in questi anni: i 180 milioni di Euro per il territorio, i 10 milioni del fondo per le infrastrutture, i 20 milioni per opere come il potenziamento del porticciolo di Torre Grande e la riqualificazione urbana (strade e impianti sportivi), i 6 milioni per le opere cantierabili e i 7 milioni per il polo agroalimentare. “Oristano ha delle eccellenze culturali di cui si deve tenere conto” ha detto riferendosi alla Sartiglia, al Museo Giudicale e alla Reggia Giudicale che saranno oggetto delle riflessioni del tavolo di coordinamento che sarà istituito presso la Presidenza della Giunta regionale. Sulla fibra ottica ha annunciato la prossima approvazione della delibera che consentirà di bandire la gara d’appalto e sul fondo unico per gli enti locali ha spiegato che gli stanziamenti non saranno modificati. Disponibilità anche per la realizzazione a Oristano della Conferenza regionale sull’amianto. Sui temi più generali della crisi, Cappellacci ha spiegato che “il Patto di stabilità è il vero cancro del sistema paese. Un cancro che evolve e contro il quale stiamo combattendo una battaglia dura. Nessuno di noi può sfuggire al peso delle tragedie che si stanno consumando anche in questi giorni in Sardegna. Dobbiamo intensificare gli sforzi per trovare soluzioni e superare la crisi”.

I sindaci di sei paesi dell'Oristanese interessati dalla cosiddetta "Febbe del Nilo"  hanno lanciato un preoccupante segnale d'allarme. I sindaci temono una "…prevedibile e possibile drammatica situazione, che potrebbe ripresentarsi con l'approssimarsi del gran caldo e la concomitanza invasione di insetti vettori di pericolosissime malattie, in primis le zanzare". I sindaci di Narbolia,  San Vero Milis, Nurachi,  Tramatza, Riola Sardo, Zeddiani , ricordano che in provincia di Oristano si sono registrati, negli ultimi anni, i decessi di almeno sette persone a causa della "Febbre del Nilo". I primi cittadini si lamentano “…per non essere stati messi a conoscenza degli interventi posti in atto da Provincia e Asl sulla specifica problematica". Da qui una richiesta di incontro inviata al Prefetto di Oristano, al presidente della giunta regionale, al direttore generale dell'Asl 5 e all'assessore provinciale all'ambiente. "Vista la preoccupante realtà dei numeri – hanno sostenuto i sindaci -, chiediamo con forza di essere coinvolti e messi a conoscenza su quali altri interventi dette autorità intendano concertare per evitare il ripetersi dei fenomeni già vissuti nello scorso anno.  Ci è stato segnalato dai parenti dei pazienti e delle vittime che le strutture sanitarie coinvolte siano prive (e addirittura, talvolta, non ne sono a conoscenza) degli strumenti validi da adottare non solo per la diagnostica, ma anche per la terapia; negli Stati Uniti ci viene segnalato, invece, esista una speciale scaletta d'interventi immediati al manifestarsi anche dei primi sintomi sospetti di tal genere. E' chiaro che noi sindaci non siamo preposti agli aspetti tecnico-clinici del problema, ma è altrettanto chiaro che siamo la sentinella del territorio e responsabili del benessere integrale dei concittadini. La stagione è oltremodo palesemente favorevole alla proliferazione dei vettori incriminati di queste patologie. Chiediamo, quindi, nuovamente con forza, alle istituzioni d'essere coinvolti e non esclusi, sulle problematiche della “Febbre del Nilo”, affinchè non si continuino a perpetuare pecche e, magari, inadempienze che i concittadini riversano, spesso inconsapevolmente, sui sindaci".

Il sindaco di Riola Sardo, Ivo Zoncu, ha emanato un'ordinanza, dove stabilisce che l'uso della sigaretta elettronica è vietato "…nei locali, individuati dalla normativa nazionale in merito al fumo analogico, presenti sul territorio comunale". Tra questi locali, quindi, figurano bar, ristoranti e luoghi pubblici. Nell'ordinanza si fa riferimento anche ai dubbi emersi di recente sulle conseguenze dell'uso della sigaretta elettronica e all'intenzione del ministero della Salute di approfondire questo tema. "Sulle sigarette elettroniche non c'è alcuna certezza – ha detto il sindaco -. Non è documentato che aiutino a smettere di fumare, non è garantito che siano sicure per la salute, contengono sostanze chimiche mai sperimentate in questa forma d'uso e, inoltre, i controlli sui prodotti sono scarsi e sono già partite le contraffazioni, vendute soprattutto via internet". Il provvedimento segue decisioni analoghe adottate da altri sindaci nella penisola.

Sabato 13 aprile prende il via l'ottava edizione della rassegna gastronomica "Le isole del gusto - Primavera in tavola", promossa dalla Camera di Commercio di Oristano, a cui parteciperanno 13 agriturismo e un ittiturismo della provincia. "Comprendendo anche i ristoranti che hanno partecipato alla fase precedente - ha ricordato il presidente della Camera di Commercio di Oristano, Pietrino Scanu, quest'anno sono 42 gli esercizi che hanno aderito a "Le isole del gusto"; un'offerta gastronomica importante, che ci aiuta a percorrere un altro significativo tratto della strada che abbiamo imboccato con questa affermata iniziativa". La manifestazione si protrarrà sino al 26 maggio. Verranno proposti menù che dovranno comprendere almeno antipasto, primo, secondo, frutta e/o dolce, due calici di vino e mezzo litro d'acqua, a un costo massimo stabilito per ogni coperto di 25 euro per gli agriturismo e 27 euro per gli ittiturismo. "Grazie al nuovo sito internet www.leisoledelgusto.it - ha evidenziato il segretario generale della Camera di Commercio, Enrico Massidda -, chiunque potrà prendere visione degli esercizi impegnati nella rassegna, potrà leggere i menù e avere le altre indicazioni utili (dai recapiti, alla mappa per raggiungere gli esercizi). Il sito consente, inoltre, la navigazione dagli apparati mobili, smartphone e tablet".

 
Di pig (del 09/04/2013 @ 17:44:22, in cronaca, linkato 737 volte)
La crisi ha fatto un’altra vittima. Un imprenditore di Macomer, in gravi difficoltà economiche si è tolto la vita. Carlo Cossu, 54 anni, si è impiccato nella sua segheria, nella zona industriale di Bonu Trau, a Macomer. L'uomo, molto conosciuto in città, era uscito di casa ieri notte senza fare ritorno. Secondo le testimonianze raccolte dalle forze dell'ordine, Cossu negli ultimi tempi non sembrava più lo stesso, perchè fortemente spaventato e depresso per la crisi economica e le difficoltà finanziarie che stava vivendo. Crisi che lo ha, evidentemente, fiaccato, fino a portarlo a compiere il gesto estremo.
In riferimento ai recenti, troppi suicidi di imprenditori, causati da gravi difficoltà finanziarie, che alcuni hanno definito “strage di Stato”, un articolo di Mario Salis, pubblicato recentemente su "cagliari.globalist.it", ci sembra quanto mai d’attualità:
“I primi cento giorni di una nuova legislatura, sono la sfida ambiziosa lanciata dai candidati di una coalizione, un primo traguardo importante per un Governo. Un decisivo banco di prova per verificare la sua coerenza, sostenuta da segnali di cambiamento. Quando i due gruppi di lavoro nominati dal Presidente della Repubblica avranno terminato il proprio compito, che ha precisato "per essere utili, il tempo giusto è tra otto e dieci giorni", saremo vicino alla soglia dei cinquanta giorni dalle recenti elezioni politiche. C'è da credere che si andrà oltre, considerato che il nuovo Presidente della Camera già dal 15 aprile invierà le convocazioni per la seduta plenaria che eleggerà il nuovo Capo dello Stato. Non si può certo dire chi ben comincia è a metà dell'opera. Gli avvenimenti di questa ultima settimana, tra cronaca e politica, farebbero pensare che si è smarrito il senso del tempo e che non c'è più tempo da perdere. Mentre le dichiarazioni di Matteo Renzi smuovono le sorti di una partita a scacchi data per vinta troppo presto, ed agitano il dibattito politico per la formazione del nuovo governo, senza registrare concreti passi in avanti, giunge la tragica notizia del triplice suicidio di Civitanova Marche. Eppure da tempo ci si esercita ad evocare un'analogia della crisi, mentre fatichiamo ad immaginare la grande depressione del 1929, non abbiamo dubbi sull'Italia del dopo guerra. Del resto come si poteva stare nel 1943 e negli anni a seguire, le immagini con le testimonianze ancora esposte presso il Comune di Cagliari, non lasciano ulteriori margini di interpretazione.
La realtà, come le profonde ferite dell'animo vengono rimosse, talvolta troppo in fretta, col risultato che ci fanno ancora soffrire piuttosto che rimarginarsi. Per varie ragioni, non si ha il coraggio a parte le prime pagine della cronaca, di parlare del fenomeno triste di chi "non ha retto il peso della crisi", giusto per usare la definizione di qualche ministro ancora in carica. Sono 133 i suicidi per motivi economici nei primi otto mesi del 2012, 367 nel 2010. In Italia dopo il 2009 i dati sono ancora incerti, addirittura i decessi sembrerebbero incidere nelle aree di maggiore occupazione, laddove perderla significa emarginazione e perfino vergogna. C'è sempre un legame tra la crisi attraversata da una società e il dilagare del fenomeno suicida, come sosteneva il sociologo francese Durkheim. Secondo il rapporto EU.R.E.S. ricerche economiche e sociali, i suicidi legati alla situazione economica sono 357 nel 2009, con una crescita del 37,3% rispetto ai 260 casi del 2008 (270 nel 2007, 275 nel 2006 e 281 nel 2005). Mentre per quanto riguarda il fenomeno più in generale e le sue cause molteplici, considerato i valori relativi (media 2005-2009) è la Sardegna a guidare la graduatoria dei suicidi (con un indice pari a 9,5 casi ogni 100.000 abitanti), seguita dal Friuli Venezia Giulia (9,2), dalla Valle d'Aosta (8,6) e dall'Umbria (8,5). A livello provinciale (media 2005-2009) il valore più alto si rileva a Gorizia (14,8 casi per 100 mila abitanti), seguita dal Medio Campidano (14,5), Belluno (14,2), Sondrio e Ogliastra (13,4) L'Italia, va ricordato, è tra i pochissimi paesi europei (7 su 26) a non avere strumenti di tutela per chi resta a metà tra un lavoro perso e la pensione lontana. I disoccupati oltre i 40 anni sono 1 milione e mezzo, invisibili come gli incollocabili che sono duecentomila, senza andare mai in pensione visto che nessuno gli offre un lavoro.
Fuori i vecchi dentro i giovani, pianificano da qualche decennio le massicce ristrutturazioni aziendali, in contro tendenza all'aumento dell'età pensionabile, ma gli uni e gli altri restano fuori in un appiattimento della precarietà. Il disagio è stato gridato sui comignoli, le ciminiere, sopra le torri con la minaccia di gesti eclatanti, ma sono in molti a non farcela, anche per una questione anagrafica. La decadenza economica arriva subito ed insieme, la deriva psicologica, la perdita di autostima, la sfiducia. In Sardegna continua l'esame delle domande, sono tantissime, per la concessione dei sussidi straordinari per i lavoratori non beneficiari di ammortizzatori sociali, molti non hanno i requisiti, cioè non hanno lavorato almeno sei mesi a decorrere dal 14 maggio 2009. Il che vuol dire lavoratori oltre i 40 anni e disoccupati di lunga durata. Gli stessi cui la discriminante età massima 35 anni non prevede eccezioni nel 60% delle offerte di lavoro, per quanto vietato da uno specifico decreto legislativo (D.Lgs 9 luglio 2003 n. 216) in attuazione dell'ennesima diretta CEE. Ma le parole, le analisi hanno il peso insopportabile delle cose già dette prive di alcun seguito. In rete è visibile un filmato "non siamo scarti" da un'idea di volontariato giornalistico di Mimmo Lombezzi, promosso da ATDAL, un'associazione di lavoratori over 40. Si dischiude un universo di umanità, compostezza e dignità che costa molta fatica sul piano psicologico e non solo. I lavori sono ancora in corso, come nella Statale 131, Presidente in carica per gli affari correnti, il Presidente incaricato, Comitato di saggi ma il lavoro è ancora inagibile con oltre 1 milione di disoccupati nel 2012. In Sardegna manca poco meno di un anno al rinnovo del Consiglio Regionale, false partenze di un'incerta e prematura campagna elettorale, uomini soli al comando sorridenti senza segni di fatica, di una Sardegna che non ha paura, che merita impegno e rispetto. Appunto, non rassegnarsi all'infelicità. (Mario Salis, cagliari.globsalist.it).

Intanto, c’è da segnalare, IN Sardegna, un altro suicidio, dopo quello di Macomer, sempre a causa della crisi. Un impresario edile di Orotelli  si e' ucciso ieri notte nel paese barbaricino. Si chiamava Gonario Piroddi e aveva 47 anni. Familiari e amici dell'uomo lo cercavano da ieri sera quando l'uomo non era rientrato nella sua abitazione, che si trova al centro di Orotelli. Purtroppo il corpo di Piroddi, che lascia la moglie e tre figli piccoli,è stato ritrovato privo di vita in una casetta disabitata, di proprietà di un parente, nella parte alta del paese, nel rione "Iscaleddu".  L'uomo, che a quanto pare stava attraversando un momento di forte crisi con la sua impresa edile, si è sparato con un fucile. Sono stati gli amici a scoprire il corpo intorno alle 8, e poi ad avvisare le forze dell'ordine.


Altre notizie:

I sindacati hanno ribadito, in commissione Bilancio del consiglio regionale, dubbi e critiche alla manovra finanziaria 2013. Per il leader della Cisl, Mario Medde, il provvedimento della giunta è del tutto inadeguato, non presenta risposte all'eccezionalità della crisi che la Sardegna sta attraversando e arriva ad approvazione con un enorme ritardo. Anche per Michele Carrus, che ha guidato la delegazione Cgil, e che dovrebbe sostituire Enzo Costa alla guida della Cgil regionale, l'impostazione della manovra è inefficace e su alcuni punti, come quello che riguarda il patto di stabilità rischia di essere persino pericolosa e di tradursi nella necessità di un ulteriore intervento”. I sindacati hanno chiesto alla commissione che la manovra finanziaria sia riscritta in modo decente, cercando di affrontare i nodi critici, come quello del lavoro, sotto l'aspetto delle politiche attive e degli ammortizzatori. “Ci vogliono misure di contrasto delle povertà – hanno sostenuto i sindacalisti - incentivi alle imprese in conto occupazione, il rilancio delle opere pubbliche con l'istituzione di un fondo unico regionale che consenta di abbattere i vincoli di spesa”.

Gigi Riva, il campione del Cagliari dello scudetto, è stato iscritto nel registro degli indagati, con l'accusa di falso. E' accusato aver visitato il presidente del Cagliari, Massimo Cellino, quando era detenuto, dopo l'arresto nell'ambito dell'inchiesta sullo stadio di Is Arenas di Quartu, entrando in carcere in veste di collaboratore del deputato del Pdl, Mauro Pili. Riva, assistito dal suo avvocato Massimiliano Ravenna, è stato interrogato ieri dal Pm, Gaetano Porcu, a cui ha spiegato di essere andato a Buoncammino convinto di non violare alcuna legge e sicuro che nessuno l'avrebbe mai potuto scambiare per un assistente del deputato. I fatti contestati risalgono allo scorso 19 febbraio, quando Riva era andato a far visita a Cellino, assieme a Pili, che era andato dal presidente rossoblù anche il giorno prima in compagnia dell'editore de L'Unione sarda, Sergio Zuncheddu, anche lui indagato assieme al parlamentare per falso. Gli “assistenti eccellenti”, infatti, avevano destato più di una perplessità, così dalla direzione dell'istituto penitenziario era partita una segnalazione alla Procura  di Cagliari, che aveva aperto un fascicolo. Al centro della vicenda ci sono le presunte false dichiarazioni fatte al momento di entrare a Buoncammino, perchè se è vero che i parlamentari posso entrare in carcere senza autorizzazioni, è anche vero che possono essere accompagnati da collaboratori che li seguono per ragioni d'ufficio e che devono anche specificare di non svolgere attività giornalistica. “Per quanto mi riguarda la pratica è già chiusa e non c'è altro da chiarire". Lo ha detto all'Agi, Gigi Riva, interpellato telefonicamente sulla vicenda. "Sono stato già interrogato - ha spiegato Riva -; ieri ho parlato con il magistrato ed ho già detto tutto".

E' stato rinviato al prossimo 29 maggio, il processo celebrato con rito abbreviato davanti al Gup del Tribunale di Cagliari, Cristina Ornano, che vede imputato Adriano Salis, consigliere regionale e capogruppo dell'Italia dei valori, accusato di peculato. nell'ambito dell'inchiesta sui fondi ai gruppi del consiglio regionale della Sardegna. Il procedimento coinvolge altri 18 consiglieri, della scorsa legislatura, il cui processo si aprirà il prossimo 19 aprile, mentre è già in corso il dibattimento nei confronti del senatore Silvestro Ladu (Pdl). L'inchiesta, condotta dal Pm Marco Cocco, si è recentemente allargata a tutti i gruppi della scorsa e dell'attuale legislatura

Sabato 13 aprile, alle 16, presso la sede dell'Associazione residenti di Torregrande (ex scuole Elementari), si terrà la conferenza "La Storia del Giudicato di Arborea, da Mariano IV a Eleonora", a cura di Piero Ortu. La conferenza è organizzata dall'Associazione residenti Torregrande.

Il consiglio provinciale di Oristano è stato convocato per l’11 e il 15 aprile, alle 17,  per l’esame di un ordine del giorno relativo, soprattutto, a mozioni e interpellanze presentate dal Pd, che riguardano: la sicurezza della strada provinciale 35 e  interventi urgenti per il ripristino delle condizioni di sicurezza nel tratto Siamanna–Villaurbana-Usellus; sostegno dell’assessorato provinciale allo Sport alla manifestazione sportiva internazionale di motocross, svoltasi a Riola Sardo; utilizzo dei diserbanti lungo i margini delle strade provinciali; situazione di pericolo sulle strade provinciali-interventi urgenti di manutenzione; iniziative dell’amministrazione provinciale a tutela della sicurezza sul lavoro; canoni di locazione per immobili pagati dall’amministrazione provinciale e patrimonio immobiliare inutilizzato di proprietà della Provincia; iniziative della Provincia per contrastare il progetto di trivellazione “Eleonora”, ad Arborea; chiarimenti in merito al futuro della Sea, l’Agenzia per l’energia sostenibile della Provincia di Oristano. L’ordine del giorno prevede anche un’interpellanza, presentata da Stefano Figus, sull’impianto di cogenerazione energetica da scarti di lavorazione animale, realizzato a Simaxis; la modifica di due articoli del regolamento sul funzionamento del consiglio; approvazione del regolamento pari opportunità; una mozione dell’Udc sulla riduzione dei dirigenti e l’azzeramento di tutte le posizioni organizzative nell’amministrazione provinciale, di gran lungo l'argomento più interessante, di cui perlatro si è già discusso nell'ultima riunione del consiglio provinciale. L’argomento è stato dibattuto a fondo. “Sulla pianta organica, tutto è legato al futuro della Provincia”, ha sostenuto il presidente, Massimiliano de Seneen, che nel suo intervento ha, inoltre, sottolineato l’impraticabilità delle proposte che mettono in discussione le posizioni come quelle dei dirigenti, normate per legge e dai concorsi,  mentre l’attribuzione delle posizioni organizzative non ha seguito la logica delle persone ma quella della responsabilità del servizio svolto. Dopo lo scontro tra i consiglieri  della maggioranza, Alfredo Mameli (che ha rilevato come non vi sia più una maggioranza, e che su un argomento così importante come quello del  personale un solo partito non può correre da solo ma deve sentire anche le ragioni degli altri) e Salvatore Crobu dell’Udc, primo firmatario della mozione, sono intervenuti: Marcello Serra (Mpa) che, richiamando un suo documento di modifica alla mozione dell’Udc, ha ribadito che la giunta potrebbe determinare una riorganizzazione più consona del personale; Mario Tendas (Pd) ha chiesto che sia l’assessore competente a dire quali modifiche vanno apportate alla pianta organica; Renzo Ibba (Udc) si è detto d’accordo per impegnare la giunta e l’assessore ad un’attenta disamina della situazione, così come richiesto anche dal consigliere indipendente Stefano Figus. Nell’ultima seduta, il consiglio ha approvato il regolamento sui controlli interni, mentre il presidente del consiglio, Mauro Solinas, ha proposto un’iniziativa forte, per richiamare l’attenzione sulle difficoltà finanziarie dell’ente, che stanno determinando la cessazione di alcuni servizi importanti. In particolare per quanto riguarda la Sea, Agenzia con sei dipendenti, per la quale si dovrà stabilire se effettuare la cessione dell’azienda entro il 30 giugno o la messa in liquidazione entro il 31 dicembre; gli interventi per la disinfestazione, con l’esternalizzazione del servizio; i Csl, per i quali la giunta regionale dovrebbe emanare un provvedimento che prevede un concorso aperto e non riservato; la Sogeaor, per la quale si è ancora in attesa del pronunciamento del giudice.

 

 
Di greg (del 02/04/2013 @ 11:00:32, in cronaca, linkato 861 volte)

Sono numerose le segnalazioni dei proprietari di terreni vincolati, che hanno denunciato gli incomprensibili ritardi dell’Ente Foreste nel pagamento delle indennità di occupazione delle terre private cedute all’Ente per la realizzazione dei cantieri forestali.  “Il presidente della Regione e l'assessore regionale all’Ambiente conoscono la situazione complessiva dei pagamenti e delle inadempienze dell’Ente Foreste della Sardegna? Si è già provveduto al pagamento dell’ultime indennità annuali, relative alla occupazione da parte dell’Ente di terre private nei cantieri di rimboschimento?” E’ quanto ha chiesto, con un’interpellanza, il consigliere regionale del Pd,  Gian Valerio Sanna. “L’Ente Foreste della Sardegna concorre all'esecuzione delle opere di sistemazione idraulico-forestale, rimboschimento e rinsaldamento di terreni vincolati, avuti in affitto o in concessione da altri enti, istituzioni pubbliche o da privati, e dispone anche sul pagamento dell’indennità e sulla restituzione dei terreni nei quali sia stata accertata la maturità del bosco – ha sostenuto Gian Valerio Sanna -, mentre restano di competenza dell'amministrazione regionale l'individuazione dei terreni da vincolare, l'imposizione del vincolo e il rilascio delle autorizzazioni e dei nullaosta sui terreni sottoposti a vincolo per scopi idrogeologici”. “Ai proprietari dei terreni da sistemare – ha affermato il consigliere regionale del Pd -, e nei quali per l'esecuzione dei lavori progettati risulti indispensabile una totale o parziale sospensione del godimento, è riconosciuta un'indennità annua”.  L’ Ente Foreste che normalmente è preposto alla liquidazione delle spettanze, e che provvede di norma ogni cinque anni, ultimamente, secondo Gian Valerio Sanna,  sta superando tale periodo, col rischio che quanto dovuto cada in prescrizione e non sia, quindi, riconosciuto il dovuto ai privati proprietari delle terre dei cantieri di rimboschimento”.

Questa, l’interpellanza integrale: “Premesso che l’Ente Foreste della Sardegna concorre all'esecuzione delle opere di sistemazione idraulico - forestale, rimboschimento e rinsaldamento di terreni vincolati, ai sensi del regio decreto - legge 30 dicembre 1923, n. 3267, ovvero avuti in affitto o in concessione da altri enti o istituzioni pubbliche o da privati, in conformità anche alle norme di settore e ai piani di bacino, previsti dalla Legge 18 maggio 1989, n. 183, disponendo anche sul pagamento dell’indennità prevista dall’articolo 50 del regio decreto legge n. 3267 del 1923, e sulla restituzione dei terreni nei quali sia stata accertata la maturità del bosco, ai sensi dell’articolo 67 del regio decreto 16 maggio 1926, n. 1126; restano di competenza dell'Amministrazione regionale l'individuazione dei terreni da vincolare, l'imposizione del vincolo e il rilascio delle autorizzazioni e dei nullaosta concernenti i terreni sottoposti a vincolo per scopi idrogeologici;
considerato che ai proprietari dei terreni da sistemare, e nei quali per l'esecuzione dei lavori progettati risulti indispensabile una totale o parziale sospensione del godimento, è riconosciuta un'indennità annua; evidenziato che l’indennità di occupazione corrisposta non copre l’importo delle tasse cui il terreno stesso è assoggettato per reddito agrario e dominicale;
constatato che l’Ente Foreste che normalmente è preposto alla liquidazione delle spettanze a cui provvede di norma ogni cinque anni, ultimamente sta lasciando trascorrere il tempo anche oltre tale periodo, col rischio che quanto dovuto per gli anni che precedono cada in prescrizione e non sia quindi riconosciuto ai privati proprietari delle terre dei cantieri di rimboschimento;
rilevato che diverse segnalazioni dei proprietari dei terreni vincolati hanno denunciato l’incomprensibile ritardo nel pagamento degli indennizzi ed il comportamento inerte dell’ Ente; chiede di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale della difesa dell’ambiente, per conoscere la situazione complessiva dei pagamenti e delle inadempienze dell’Ente Foreste della Sardegna, e se si sia già provveduto al pagamento delle ultime indennità annuali relative alla occupazione da parte di codesto Ente di terre private nei cantieri di rimboschimento”.

Altre notizie:

Il comitato  "No al Progetto Eleonora" ha chiesto l'azzeramento dei sessanta giorni di tempo, scattati dallo scorso 13 marzo, per presentare eventuali osservazioni al progetto della Saras, intenzionata a realizzazione un pozzo esplorativo, destinato all'estrazione del gas metano, vicino allo stagno di S'Ena Arrubia, ad Arborea. La richiesta è stata motivata dal fatto che ad oggi la documentazione completa dello Studio di Impatto Ambientale non è ancora stata resa disponibile sul sito www.sardegnaambiente.it, violando di fatto la Convenzione di Aarhus, e impedendo così il libero accesso alle informazioni sulle tematiche ambientali da parte dei cittadini.  Il comitato ha, inoltre, fatto propria la richiesta degli ambientalisti delle associazioni Gruppo di Intervento Giuridico e Amici della Terra, che avevano presentato un'istanza per l'improcedibilità della Valutazione di Impatto Ambientale sul progetto Eleonora della Saras.  Secondo il comitato “…è poi vergognoso che la Saras non abbia ancora reso pubblico il luogo e l'orario dell'incontro di istruttoria, prevista per il 13 aprile, nel comune di Arborea".

L’assessore al Lavoro della Provincia di Oristano, Alessandro Murana, ha presentato un’opportunità per le aziende che attivano tirocini formativi e di orientamento e che effettuano assunzioni a tempo determinato di iscritti all’elenco provinciale delle persone disabili, attraverso una convenzione con l’Ufficio inserimento mirato, con l'obiettivo di ampliare quanto più possibile le opportunità per l’occupazione delle persone con disabilità. Dopo 10 anni, la Regione ha trasferito i fondi alle Province, e quella di Oristano, nei prossimi giorni, emanerà un bando, che sarà pubblicato sul sito istituzionale della Provincia. Sono previsti dei contributi per tirocini formativi e di orientamento in favore dei diversamente abili: un contributo a titolo di rimborso, sia in favore dei datori di lavoro privati, che in favore dei tirocinanti, fino ad un contributo massimo pari a € 3.000,00 per 12 mesi in favore di ciascuno. Per le assunzioni a tempo determinato in favore dei diversamente abili: un contributo in favore dei datori di lavoro privati, non obbligati all’assunzione di persone disabili, che assumono con un contratto di lavoro a tempo determinato di almeno 12 mesi, lavoratori con percentuale di disabilità pari o superiore al 67 %. Il contributo sarà pari a € 8.000,00 per assunzioni a tempo determinato full time; € 4.000,00 per assunzioni a tempo determinato part-time, pari ad almeno il 50% dell’orario di lavoro a tempo pieno previsto dal contratto collettivo di riferimento; € 3.500,00 per assunzioni a tempo determinato con contratto di almeno 15 ore settimanali, nell’ipotesi in cui il lavoratore assunto sia una persona con disturbo psichico o con disabilità mentale.

Il comune di Oristano ha avviato le procedure per la nomina di due esperti per la commissione comunale per le pari opportunità. La commissione è nominata dal consiglio comunale ed è composta da cinque consiglieri comunali (tre della maggioranza e  della minoranza, sono componenti di diritto le consigliere comunali in carica fino ad un massimo di quattro), due rappresentanti del mondo del lavoro espressione delle organizzazioni sindacali, di cui almeno uno di sesso femminile, un rappresentante del mondo del lavoro espressione del comparto datoriale e d'impresa, un rappresentante della Direzione provinciale del Lavoro, due personalità segnalate da organizzazioni, movimenti, associazioni femminili che operano sul territorio di cui almeno una di sesso femminile, due personalità selezionate dal presidente del consiglio comunale, sentita la conferenza dei capigruppo, con competenze alle politiche di genere e di pari opportunità, di cui almeno una di sesso femminile. Gli esperti (di cui almeno uno di sesso femminile) devono essere di accertata competenza e/o esperienza professionale nelle politiche di genere, di parità e di pari opportunità. L’incarico è gratuito ed è incompatibile con quello di sindaco, presidente del consiglio, assessore comunale o dipendente del comune di Oristano. La domanda dovrà essere presentata su carta semplice, redatta secondo il modello disponibile sul sito internet del comune di Oristano, al protocollo generale del comune di Oristano e indirizzata al Comune di Oristano - Ufficio di Gabinetto del Sindaco, palazzo Campus-Colonna, piazza Eleonora n. 25, entro le 13 di lunedì 8 aprile.  Il bando e la documentazione necessaria per la presentazione delle domande sono pubblicate sul sito istituzionale www.comune.oristano.it

 
Di greg (del 27/03/2013 @ 00:00:23, in cronaca, linkato 773 volte)
A Papa Francesco il cerimoniale vaticano non va proprio giù. A rompere nuovamente il tradizionale protocollo è stato un annuncio, da alcuni atteso, da altri temuto: Jorge Mario Bergoglio, almeno per il momento, non andrà a vivere nell’appartamento pontificio al terzo piano del Palazzo Apostolico vaticano. Rimarrà nella Casa Santa Marta, l’albergo voluto da Giovanni Paolo II dentro le mura della Città leonina per ospitare i porporati elettori durante il conclave e che, fuori dal periodo della Sede Vacante, accoglie tutti coloro che hanno rapporti con la Segreteria di Stato vaticana: cardinali, vescovi, nunzi, ambasciatori e illustri rappresentati di altre confessioni religiose. Francesco si è già trasferito nella suite riservata al “Papa eletto”, al secondo piano della struttura alberghiera, lasciando libera la stanza che gli era stata assegnata per sorteggio alla vigilia dell’inizio del conclave. Una suite realizzata per ospitare il neo Pontefice soltanto nelle prime settimane di regno, in attesa che, tolti i sigilli all’appartamento pontificio, fossero realizzati i lavori di manutenzione ordinaria di cui necessita ogni abitazione. Benedetto XVI vi trascorse quasi un mese perché, dopo i ventisette anni di pontificato di Giovanni Paolo II, l’appartamento del Papa necessitava di una ritinteggiatura, ma soprattutto bisognava mettere a norma tutti gli impianti che non erano mai stati manutenzionati durante il lunghissimo regno di Wojtyla. Francesco, invece, appena due settimane dopo la sua elezione, avrebbe già potuto prendere possesso delle stanze riservate al Papa nel Palazzo Apostolico vaticano, perché dopo gli otto anni di regno di Ratzinger, non erano necessari numerosi interventi di manutenzione. Ma Bergoglio ha deciso diversamente. “Troppe stanze inutili” aveva commentato Francesco entrando per la prima volta nell’appartamento pontificio il giorno dopo la sua elezione. Ma forse ciò che più ha fatto riflettere il Papa argentino è stato il rischio di perdere definitivamente il contatto con i dipendenti vaticani che ogni mattina, alle 7, assistono alla Messa da lui celebrata nella cappella di Casa Santa Marta dedicata allo Spirito Santo. “Chissà quando deciderà di fare il Papa”, sussurra qualche prelato in Vaticano. Dopo aver rifiutato la croce d’oro, la mozzetta e le scarpe rosse, la macchina ufficiale targata SCV1, aver chiesto agli uomini della Gendarmeria, guidati dal comandate Domenico Giani, di non impedire al popolo di abbracciare il vescovo di Roma, aver scelto di indossare paramenti semplicissimi, ridotto la durata delle celebrazioni liturgiche, il gesto, seppur non definitivo, di non abitare nell’appartamento pontificio, mentre suscita un’ovazione di consensi tra i fedeli, provoca non poche e taglienti critiche all’interno dei sacri palazzi. La povertà incarnata da Papa Francesco che dichiara ai giornalisti di volere una “Chiesa povera e per i poveri” viene letta in forte contrapposizione con l’opulenza ostentata da alcuni cardinali, vescovi e monsignori che girano in Vaticano a bordo di auto lussuose, vivono in appartamenti di diverse centinaia di metri quadri arredati con opere preziosissime e al collo indossano croci pettorali d’oro dove sono incastonate pietre di grande valore. Che cosa succederebbe se Francesco scegliesse definitivamente di non vivere nell’appartamento pontificio? Sulla carta la decisione, seppur rivoluzionaria, non costituirebbe un modifica rilevante agli appuntamenti pubblici e privati del Papa. Bergoglio, infatti, già da alcuni giorni, riceve cardinali, vescovi, ambasciatori e capi di Stato e di Governo nell’appartamento dell’udienze pontificie al secondo piano del Palazzo Apostolico vaticano. Da questo punto di vista la prassi viene rispettata con tutte le misure di sicurezza necessarie per fare in modo che quel luogo sia inaccessibile a chi non è invitato. Del resto, sarebbe strano ipotizzare una soluzione diversa. Non bisogna nemmeno dimenticare, però, che l’appartamento pontificio è stato il palcoscenico della vicenda Vatileaks. È in quelle stanze, infatti, che l’ex maggiordomo di Benedetto XVI, Paolo Gabriele, trafugò alcune carte riservate del Papa. Il rifiuto di Bergoglio di vivere tra le mura dove si è consumata una delle pagine più oscure del regno di Ratzinger, se fosse definitivo, potrebbe essere anche un segnale per i lupi e i corvi che attendono che la “luna di miele” di Francesco termini presto.(Francesco Antonio Grana, www.ilfattoquotidiano.it)

“La giunta regionale utilizzi le risorse per la pubblicità istituzionale per pagare il contributo fitto casa agli studenti universitari fuorisede”. Lo hanno sollecitano i consiglieri regionali del Partito Democratico, con una mozione (primo firmatario Gian Valerio Sanna) discussa ieri stasera in consiglio regionale. "Visto che la giunta non risponde alle interrogazioni - ha detto Gian Valerio Sanna - abbiamo presentato una mozione urgente. Parliamo di diritto allo studio e di merito, di un contributo istituito nella scorsa legislatura e confermato da questo consiglio. La Regione, a partire dal settembre 2011, non ha più erogato tali contributi, senza spiegare il perchè". L'assessore alla Pubblica istruzione, Sergio Milia, ha spiegato che i contributi, per un ammontare di 2 milioni e mezzo di euro, verranno erogati in ritardo a causa del patto di stabilità. "Dovremo presto discutere in aula - ha sostenuto Milia - di questi temi, in modo più completo e organico".

Vincenzo Floris, già consigliere regionale nella scorsa legislatura, è rientrato oggi nell'aula di via Roma per prendere il posto del collega di partito Giuseppe Luigi Cucca, dimessosi dopo l'elezione in Parlamento nelle liste del Partito Democratico. Floris, orgolese, è il primo dei nuovi ingressi in consiglio regionale. Lorenzo Cozzolino dovrebbe prendere il posto, alla Camera, di Marco Meloni (Pd), eletto in Liguria; Giuseppe Stochino (Rifondazione comunista) entrerà al posto di Luciano Uras (Sel); Giuseppe Tupponi (Udc) dovrebbe subentrare a Roberto Capelli (Centro democratico); Franco Sergio Pisano (Riformatori) prenderà il posto di Pierpaolo Vargiu, eletto deputato con Lista Civica.

Martedì 2 aprile, alle 16.30, nella sala consiliare del comune di Oristano, sarà presentato il Piano d'azione per l'energia sostenibile (Paes) del comune di Oristano. L’incontro, coordinato da Antonello Pezzini, membro del “Comitato economico e sociale europeo”, è organizzato dal comune di Oristano per approfondire le diverse opportunità di crescita e rilancio economico legate all'attuazione delle nuove politiche energetiche. “Il Patto dei Sindaci (Covenant of Mayors) è stato lanciato dalla Commissione Europea nel 2008, ed è un’iniziativa nata per coinvolgere attivamente le città europee nel percorso verso la sostenibilità energetica ed ambientale – ha spiegato l’assessore allo sviliupoo sostenibile, Filippo Uras -. È un passo molto importante perché, per la prima volta, la Commissione dialoga direttamente con i comuni, piccoli o grandi che siano. L’amministrazione comunale di Oristano ha sottoscritto il “Patto dei Sindaci” e si è impegnata a sostenerne gli obiettivi 20-20-20: riduzione del 20% delle emissioni di gas serra (Co2) attraverso politiche e misure locali, aumento del 20% del ricorso alle fonti di energia rinnovabile, miglioramento del 20% dell’efficienza energetica degli edifici pubblici. Il primo passo da compiere – ha aggiunto Uras – è la predisposizione del Piano d’azione per l’energia sostenibile (Paes) che rappresenta il documento chiave per la definzione delle politiche energetiche, che l’amministrazione intende adottare per perseguire gli obiettivi del 20-20-20. Il Patto interessa l'intera area geografica della città; il Piano d'azione deve includere azioni concernenti sia il settore pubblico sia quello privato e, soprattutto, coinvolgere attivamente le diverse parti sociali e tutta la società civile operante nel territorio”.

La Provincia di Oristano, settore Pianificazione Territoriale, Politiche Comunitarie e Programmazione, ha pubblicato l’aggiornamento delle cartografie comunali e provinciale, realizzate dagli uffici del settore. Il progetto ha lo scopo di contribuire attivamente alla realizzazione di un sistema informativo di supporto alla conoscenza del proprio territorio amministrativo, costantemente aggiornato e periodicamente arricchito nella rappresentazione di nuovi tematismi. Con la pubblicazione periodica degli aggiornamenti e l’integrazione di nuovi strati informativi, la Provincia intende proseguire nel percorso avviato, con l’intento di fornire agli enti locali, ai tecnici professionisti ed a quanti interessati alla conoscenza del contesto provinciale, un contributo concreto alla diffusione del dato geografico e nella formazione di una conoscenza concreta e completa del territorio nelle sue componenti naturali ed insediative. Con la consapevolezza che la validazione dei dati rappresentati e l’individuazione delle correzioni da apportare sia realizzabile esclusivamente con il supporto di coloro che “vivono” quotidianamente il territorio e vi operano attivamente, la Provincia auspica la collaborazione dell’intera platea degli utenti per la segnalazione di anomalie, errori, carenze informative ecc., al fine di intervenire tempestivamente nella revisione dell’errore e fornire una informazione quanto più possibile corretta nella sua rappresentazione cartografica. Il processo di revisione ha riguardato sia le carte in formato Pdf-Gis, pubblicate nella prima versione nel giugno 2012, sia gli strati informativi Kml per Google Earth, pubblicati nel dicembre 2012. Le carte sono disponibili in download sul portale web della Provincia nell’area della “Pianificazione Territoriale” alla sezione “Cartografia”.  Sono allo studio del settore e di prossima pubblicazione, le informazioni relative all’assetto storico culturale con l’individuazione e la descrizione delle emergenze archeologiche, dei siti di particolare interesse storico-culturale e dei principali beni architettonici e monumenti.

"La Banca incontra i giovani per aiutarli a costruire il loro futuro”. Questa l'idea che anima il progetto Superflash, che prende avvio anche ad Oristano, nella filiale di Banca di Credito Sardo di Piazza Roma. Essere fisicamente tra i giovani e proporre loro delle risposte in un momento caratterizzato da incertezze e da un crescente pessimismo, per le difficoltà occupazionali, che rischiano di condizionare le aspirazioni di chi si appresta a entrare nel mondo del lavoro, è l'obiettivo che si è posto la Banca di Credito Sardo. Per l'evento di Oristano protagonista sarà la pittura, con la mostra di alcune realizzazioni dell'artista Bob Marongiu, nei locali della filiale. Bob Marongiu sarà presente e a disposizione di eventuali domande da parte del pubblico. In questa iniziativa sono state coinvolte l'altra filiale di Oristano, in via Beato Angelico, e quelle dei comuni di Terralba e Cabras; sono state invitate, inoltre, diverse scuole superiori, circoli sportivi e attività giovanili della zona.

“Gurulis Anima–Mundi” è un progetto del comune di Cuglieri, attuato insieme al Gal Terre   Shardana   e   patrocinato   dall’assessorato   regionale   agli   Enti   locali, nel  quadro  dei  quattro  progetti  pilota  finalizzati  alla progettazione e alla realizzazione di azioni per il riuso turistico e del marketing territoriale nei centri storici di paesi siti in prossimità della costa. Organizzare  a  Cuglieri  la  prima  Fiera/Borsa  del  Turismo  di  segmento  religioso  in Sardegna, dal 27 al marzo,  è  anche  in  linea  con  i  sentimenti  di  spiritualità  radicati  in  questo  territorio  e  sarà l’occasione per far conoscere a un più vasto pubblico questa parte di Sardegna, che resta ancora fuori delle tradizionali destinazioni turistiche isolane.  La  Settimana  Santa  di  Cuglieri,  con  i  suoi  riti  nascosti  e  le  sue  unicità,  è  uno  degli  eventi di avvicinamento al più ampio Progetto in corso battezzato “Gurulis - Anima Mundi”.  E’  un  evento  che  interpreta  e  comunica  l’identità  di  questo  territorio  nel  segno  di  una  spiritualità permeata di storia e tradizioni millenarie, direttamente connesse con la “sacralità” di questi luoghi. 

In occasione delle prossime festività pasquali il servizio di raccolta dei rifiuti subirà qualche modifica. Lunedì 1° aprile il servizio sarà sospeso. Sabato 30 Marzo, invece, sarà potenziato, prevedendo il ritiro anche nelle ore pomeridiane, a partire dalle 12, nelle zone interessate.

 

 
Di greg (del 13/03/2013 @ 14:50:11, in cronaca, linkato 717 volte)

Gas metano per circa tre miliardi di metri cubi, senza alcuna sostanza pericolosa, potrebbe trovarsi nel sottosuolo di Arborea. Lo hanno rivelato, questa mattina, i dirigenti della Saras, che hanno presentato, a Oristano, lo studio di impatto ambientale, depositato alla Regione, per avviare la “Valutazione d'impatto ambientale” sull'impianto di estrazione del gas che si intende realizzare in un'area non distante dallo stagno di S'Ena Arrubia, ad Arborea. “Obiettivo del progetto Eleonora - hanno spiegato i dirigenti, della Saras - è quello di confermare la presenza di gas naturale in cinque serbatoi geologici sovrapposti tra i 600 e i 2.850 metri di profondità", che conterrebbero, secondo i geologi, come detto,  circa 3 miliardi di metri cubi di metano. Secondo la Saras, inoltre, non sono state rilevate tracce di idrogeno solforato. Al progetto, fin dal momento in cui è stato annunciato, si è opposto un comitato locale, preoccupato per l'impatto che l'attività estrattiva potrebbe avere sull'ambiente. La Saras ha così rivisto il “Progetto Eleonora” sulla scorta delle osservazioni giunte in questi mesi, che sono stati caratterizzati da un forte dibattito, alimentato da un largo fronte di oppositori all'iniziativa dell'azienda. "Il nuovo progetto – hanno detto i rappresentanti della Saras, stamattina, a Oristano -, ha tenuto conto dei rilievi e delle istanze espresse dalla Regione, dalle istituzioni locali e dal territorio, e prevede importanti novità rispetto al rapporto preliminare, sottoposto alla Regione nel mese di novembre 2011.  In particolare, un team di docenti universitari e qualificati esperti è stato incaricato di redigere studi di approfondimento sul progetto”. “Ebbene - ha aggiunto Giuseppe Citterio, direttore pianificazione e sviluppo industriale della società dei Moratti -, le conclusioni sono state tutte positive, perchè hanno evidenziato la sostanziale sostenibilità ambientale e la compatibilità col tessuto socio-economico del Progetto Elenora". Secondo la Saras, l'estrazione del metano potrebbe portare vantaggi, e cioè  una riduzione dell'inquinamento in Sardegna e una riduzione del costo delle bollette energetiche, un introito per la Regione e i comuni, a cominciare da Arborea, ai quali la Saras verserebbe le royalty, stimate tra uno e tre milioni l'anno”.

Altre notizie:

Il no al “Progetto Eleonora” che la Saras intende avviare nelle campagne di Arborea sarà, con tutta probabilità ribadito lunedì 18 marzo dal consiglio provinciale di Oristano, convocato per le 17.30, presso il Teatro Salesiano di Arborea, assieme agli altri consigli comunali della zona. Un no compatti, quindi,  e prese di posizione che contano, con la speranza che, con altrettanta determinazione, siano individuate altre strade percorribili per lo sviluppo, in un’area geografica che rischia di smarrire il percorso di crescita che, tuttora, appare sempre più indefinito. Il consiglio provinciale è stato convocato anche per venerdì 22 marzo, con argomenti che, con qualche eccezione, sono da tempo all’ordine del giorno dei lavori dell’assemblea. Come, ad esempio, la mozione dell’Udc, che propone di ridurre il numero dei dirigenti e di azzerare le posizioni organizzative. In elenco anche due interpellanze del  Pd sulla sicurezza nelle strade e sui diserbanti utilizzati lungo i margini delle strade provinciali. E’ sempre del Pd, la richiesta di riconoscere l’evento sportivo di motocross, svoltosi a Riola, mentre è dell’indipendente Stefano Figus l’interpellanza sull’impianto di cogenerazione realizzato a Simaxis. Gli altri argomenti riguardano l’approvazione del regolamento sui controlli interni, quello delle pari opportunità e la modifica di alcuni articoli del regolamento sul funzionamento del consiglio provinciale.

Strutturare un'offerta sempre più integrata e qualificata, nell'ambito di un segmento turistico in fortissima ascesa in tutto il mondo. E' l'obiettivo principale della quarta edizione della Borsa internazionale del turismo attivo in Sardegna, inaugurata ieri nel teatro comunale di Bosa ed entrata oggi nel vivo, nel primo dei due giorni di workshop, dove si incontrano 81 professionisti internazionali della domanda e circa 250 operatori sardi dell'offerta. La Bitas, manifestazione che ogni anno promuove l'Isola come meta ideale per viaggiatori che vivono da protagonisti la vacanza, combinando passioni per natura, sport e cultura, è organizzata dall’assessorato regionale del Turismo e dall’agenzia Sardegna promozione, e patrocinata da Enit e Unionturismo. Alle contrattazioni, che si terranno sino a domani, a Bosa, nell'ex convento dei Cappuccini e nella chiesa di Santa Maria degli Angeli, partecipano 36 buyer italiani, 5 statunitensi, 5 tedeschi, 4 britannici, 3 olandesi, 3 cechi, 2 australiani, 2 canadesi, 2 polacchi, 2 russi, 2 slovacchi, 2 sloveni, 2 spagnoli, 2 ucraini, 2 ungheresi, uno argentino, uno austriaco, uno belga, un brasiliano, uno croato, un giapponese e uno portoghese. I 250 seller sardi rappresentano tutte le categorie del comparto ricettivo e dei servizi turistici. Il teatro comunale di Bosa ospita, oggi e domani, anche i seminari di alta formazione, rivolti a operatori del settore e non (studenti e docenti, operatori e amministratori di enti locali). Oggi parte anche il programma dei press tour, mentre da venerdì 15 a domenica 17 marzo (ultimo giorno di Bitas) sarà la volta degli educational tour, che copriranno quasi tutto il territorio regionale.

Diversi frammenti di un sarcofago, risalenti al periodo Fenicio-Punico, e i relativi coperchi, in parte rivestiti da intonaco e decori, sono stati scoperti sul litorale di Cabras, nei pressi di San Giovanni di Sinis, dall'equipaggio di una motovedetta della Base navale del Corpo Forestale di Oristano. Sono state le mareggiate e le forti piogge dei giorni scorsi a portare alla luce i reperti. Parzialmente interrata, era visibile inoltre la parte superiore di un altare funerario, finemente lavorato, simile ad un altare funerario conservato nel museo comunale di Nurachi. Le abbondanti piogge hanno reso visibile, inoltre, un tratto della vecchia strada romana litoranea occidentale, che proveniente da Turris Libisonis (la vecchia Porto Torres) toccava i centri di Bosa, Cornus (Santa Caterina di Pittinuri) e Tharros.  Il responsabile della Sovrintendenza Archeologica di Cagliari, Alessandro Usai, ha effettuato un sopralluogo e confermato l'importanza del materiale trovato. Dopo aver effettuato gli opportuni rilievi fotografici e cartografici, in attesa di uno studio specifico della zona, si è deciso di ricoprire con la sabbia la parte emergente dei reperti.

E' fissata per mercoledì 27 marzo, l'udienza preliminare per la bancarotta della della Sept Italia, azienda di vernici di Carloforte, che ha chiuso i battenti nel 2010, inghiottita da un buco di oltre 30 milioni di euro. Tra gli quattordici indagati, per i quali la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio, spicca il nome del presidente della Regione, Ugo Cappellacci, accusato di bancarotta. Spetterà ora al Gup del Tribunale di Cagliari, Roberta Malavasi, stabilire se mandare a processo o meno gli imputati.

Dopo la cocente delusione alle elezioni politiche, l’Udc si avvia alla costituzione di un partito autonomo da quello nazionale, con tutta probabilità federato con quello centrale e si chiamerà, secondo quanto anticipato dal leader  sardo, Giorgio Oppi, "Unione di centro Sardegna". “Ma senza l’aggiunta nel simbolo di nomi o cognomi- ha detto Oppi -, così come ho spiegato allo stesso Casini, nell'ultimo incontro avuto a Roma". Nel frattempo l'Udc si presenterà, alle prossime elezioni comunali di maggio, con liste civiche denominate "Centro Popolare Sardegna", simbolo già usato in passato. Ai lavori in corso nell'Udc guarda con particolare attenzione lgnazio Artizzu (Fli) che, smentendo un coinvolgimento nell'operazione dell’Udc, si è limitato ad osservare che la sua presenza era legata a una conferenza stampa congiunta, convicata per illustrare una proposta di legge sulla trasparenza dei patrimoni dei consiglieri. "Non possiamo dire con certezza quello che succederà - ha detto Artizzu - ma non dimentichiamo siamo stati i primi in Italia a dare vita a un'unione di centro”.

 
Di pig (del 12/03/2013 @ 00:03:28, in cronaca, linkato 890 volte)
Gli esponenti del comitato "No al progetto Eleonora", che si oppongono alla realizzazione di un pozzo, da parte della Saras, per l'estrazione di gas naturale dal sottosuolo, nel territorio di Arborea, hanno minacciato discendere in piazza anche con i bambini. In una nota, il comitato ha  attaccato la società petrolifera della famiglia Moratti, in quanto "…per l'ennesima volta non è interessata alle richieste delle amministrazioni e le forze produttive di Arborea e della provincia di Oristano". Nel comunicato sono state ricordate le delibere contrarie al progetto per insediare un impianto di estrazione di idrocarburi, da parte di sette comuni, due unioni dei comuni, del consiglio provinciale di Oristano e del tessuto produttivo della zona. “Un progetto – è stato sottolineato nella nota - che dovrebbe essere realizzato nelle campagne agricole di Arborea, a pochi passi dall'oasi naturale di S'Ena Arrubia”. La Saras  è stata accusata di "…non rinunciare ad andare avanti, nell'intento di stravolgere totalmente la realtà economica e ambientale della zona”. I rappresentanti del comitato, che terranno una conferenza stampa venerdì prossimo, ad Arborea, hanno annunciato che continueranno ad opporsi, coinvolgendo tutta la popolazione di Arborea, compresi i bambini, protagonisti di un video contro l'impianto della Saras.

Prosegue la crociata giudiziaria di  Salvatore “Doddore” Meloni, l’indipendentista di Terralba fondatore del movimento  Meris-Malu Entu, contro alcuni noti conterranei, che lui accusa di diffamazione. Dopo aver querelato, il 4 marzo scorso, la scrittrice cabrarese, Michela Murgia , che nei giorni del suo presunto sequestro aveva espresso forti dubbi sulla veridicità del rapimento, Meloni oggi ha annunciato di aver sporto denuncia contro il giornalista, Mario Sechi, candidato capolista al Senato, in Sardegna, per il partito di Monti “Scelta civica”. All'ex direttore del "Tempo" e dell'"Unione Sarda", anch'egli originario di Cabras (che non è stato eletto), Meloni contesta dichiarazioni riportate durante la campagna elettorale sul quotidiano "La Nuova Sardegna", che giudica offensive e diffamatorie ".verso i partiti politici indipendentisti" di cui il fondatore di Meris si ritiene rappresentante. L'avvocato Cristina Puddu, secondo quanto riferito da Doddore  Meloni, ha presentato una formale denuncia alla Procura di Oristano.

"L'eventuale nomina di un esponente di spicco del Pd alla guida del Banco di Sardegna è una vicenda a dir poco imbarazzante". Lo ha affermato il capogruppo del Pdl in consiglio regionale, Pietro Pittalis, commentando la sconcertante notizia della designazione dell'ex senatore del Partito Democratico, Antonello Cabras, ai vertici dell'istituto di credito. "I toni roboanti dell'aspirante premier Bersani – ha detto Pittalisd -, secondo il quale il Pd fa il Pd e le banche fanno le banche, sono resi ridicoli e smentiti dalla vicenda sarda. Una vicenda che vede il principale partito del centrosinistra in corsa per la guida di un istituto di credito. A ruoli invertiti, se fosse stato chiamato alla guida del Banco un ex presidente della Regione di centrodestra, le vestali della democrazia, del conflitto di interessi e del politicamente corretto si sarebbero scatenate e sarebbe stata dipinta chissà quale rete politico-affaristica. Al di là dei giudizi morali e di opportunità, che lasciamo ai cittadini – ha proseguito Pittalis -, emerge ancora una volta un legame forte, stretto e stabile tra politica e mondo bancario: una relazione che non promette niente di buono per la collettività. Bersani e i suoi seguaci si smentiscono da soli: il Pd si interessa fortemente ai posti di rilievo nelle banche. Anzichè occuparsi del problema delle gravi difficoltà che le famiglie e la società che produce incontrano nell'accesso al credito".

"Occorre istituire una commissione di inchiesta sull'operato e la gestione della Fondazione Banco di Sardegna e sulle modalità di cessione alla Bper del controllo del Banco di Sardegna e di Banca Sassari". Lo ha chiesto il capogruppo del Psd'Az, Giacomo Sanna, con una mozione che, se approvata, impegna il presidente della hiunta regionale "…a riferire, in tempi brevi sulla situazione del credito in Sardegna, e a intervenire con urgenza per scongiurare il rischio che prosegua la pericolosa commistione tra politica e banche, anche alla luce delle indiscrezioni sulle nuove nomine ai vertici della Fondazione e del Banco di Sardegna". Al capo dell'esecutivo viene anche chiesto di presentare in consiglio regionale un disegno di legge urgente "…per affrontare l'emergenza del credito nell'isola anche attraverso la promozione delle casse di risparmio rurali e di tutti gli altri strumenti adatti, per consentire alla Regione di poter incidere sulle politiche del credito. Negli ultimi tre bilanci approvati dalla Fondazione Banco di Sardegna, relativi agli anni 2009, 2010 e 2011 - è scritto nella mozione -, si evidenzia una flessione degli utili dalla partecipata Banco di Sardegna, che nel 2011 (991.293 euro) è pari al 12% rispetto all'utile del 2010 (8.146.187 euro). L'utile del 2011 del Banco di Sardegna rappresenta in termini assoluti appena l'8% dell'intero ammontare degli utili della Fondazione e, soltanto grazie a una erogazione straordinaria delle Cassa depositi e prestiti pari a 7.200.000 euro, raggiunge la cifra di 12.249.860 euro, contro i 13.832.587 euro del 2010, e i 13.731.600 del 2009. Nel 2010 e nel 2009 le erogazioni della Cassa depositi e prestiti, però, sono state rispettivamente di 3.085.714 euro e 2.520.000 euro. Dalla comparazione degli ultimi tre esercizi della Fondazione - si legge ancora nel documento presentato da Sanna - si evidenzia il disinvestimento di circa 40 milioni di euro di obbligazioni della Bper, e altri 30 milioni di altre obbligazion, oltre all'acquisto di titoli della banca giapponese Nomura - la stessa banca di investimenti balzata agli onori delle cronache per i casi Unipol-Bnl e più recentemente Monte Paschi di Siena - per 56 milioni di euro. Nella mozione si ricorda che "…le obbligazioni Bper, che appaiono nei bilanci della Fondazione Banco di Sardegna, sono pressoché invariate nel corso del triennio, 238.114.503 nel 2009, 279.959.293 nel 2010 e 237.847.659 nel 2011, e costituiscono di fatto il “pagamento” della partecipazione al 51% nel capitale sociale del Banco di Sardegna". Il controllo del Banco - viene ricordato nella mozione - fu acquisito dalla Bper ad un valore pari a 366.532.106 euro, e la partecipazione fu saldata alla Fondazione con l'accensione di un debito obbligazionario. L'ammontare delle obbligazioni Bper (237.847.659 euro) è pari al 65% del valore della cessione del 51% delle azioni del Banco di Sardegna. L'investimento iniziale della Bper è pagato solo nella misura del 35%, per un importo pari a 128.684.447 euro. Sanna ha sottolineato, inoltre, che "…l'attuale presidente della Fondazione Banco di Sardegna ha sottoscritto un nuovo patto parasociale con la Bper, nel quale, tra le altre clausole, è prevista anche quella che garantisce alla banca emiliana il diritto di prelazione sulle azioni del Banco di Sardegna, eventualmente cedute dalla Fondazione, senza che si conoscano quali benefici e vantaggi siano previsti in cambio per la Fondazione Banco di Sardegna". Il consigliere sardista ha messo anche in evidenza che "…da più parti si sono denunciate, nel corso degli ultimi anni, critiche nei confronti della gestione del Banco di Sardegna in ordine alla liquidità raccolta negli sportelli sardi e trasferita in impieghi nel bacino della ceramica modenese; alle difficoltà di crescita professionale dei dipendenti sardi, con la collocazione ai vertici del Banco di un numero sempre crescente di dirigenti continentali; all'impoverimento e alla riduzione delle filiali della banca sarda al di fuori del territorio sardo. I numeri del bilancio in perdita del Banco di Sardegna e la polemica montante per le annunciate nomine alla Fondazione e, più in generale, sulle pericolose commistioni tra politica e banche - ha aggiunto ancora Sanna -devono servire a riportare al centro del dibattito politico nell'isola il tema del credito".  Giacomo Sanna, ha poi invitato "...tutte le forze politiche presenti in consiglio regionale a favorire l'apertura di una sessione dei lavori dedicata al credito in Sardegna". Secondo l'esponente sardista "...sara' l'occasione per riportare in aula il confronto sulle misure piu' urgenti da adottare per far fronte all'emergenza e fare luce sui diversi passaggi che hanno portato alla cessione del Banco e di Banca Sassari alla Bper". Sanna ritiene, infatti, che "...servano misure straordinarie per fare fronte alla stretta creditizia che strangola imprese e famiglie e che e' tempo che i sardi si riprendano la loro banca".

Verrà  presentata, probabilmente, giovedì prossimo la nuova giunta regionale di Cappellacci. Il presidente della Regione, dopo l'azzeramento dell'esecutivo, ha intenzione di chiudere in breve tempo le consultazioni con i partiti della maggioranza, avviate già da alcuni giorni. Cappellacci guarda con attenzione anche al Psd’Az, che la scorsa settimana ha deciso di lasciare l'esecutivo per assicurarsi "la mani libere" in quest’ultimo scorcio di legislatura. Il presidente spera ancora di poter contare sul sostegno esterno dei sardisti, così come testerà il livello di impegno dei  Riformatori e Udc, che nelle politiche hanno assunto posizioni diverse dal Pdl, entrando a far parte della lista guidata da Mario Monti. Da verificare anche la posizione del Fli. Per quanto riguarda gli assessorati 6 dovrebbero restare al Pd, due a Riformatori e Udc, uno all'Uds, e i Trasporti ad interim, per il momento, a Cappellacci.

Lo aveva annunciato in occasione della prima assemblea degli eletti del Movimento 5 Stelle e vuole mantenere la promessa. Mercoledì 13  marzo, l'esponente sardo del M5S, Roberto Cotti, si recherà in Senato in bicicletta. Lo stesso farà l'altra senatrice sarda, Manuela Serra, anche lei appassionata delle due ruote. L'iniziativa è stata comunicata da una nota dell'associazione “Città Ciclabile Onlus Fiab Cagliari”. I due parlamentari, intorno alle 8.30, partiranno in bici dall'aeroporto di Ciampino e, accompagnati da alcuni soci Fiab romani, raggiungeranno il Colosseo, dove si incontreranno con deputati e senatori di altre regioni sostenitori della mobilità ciclabile. E' previsto che tutti insieme raggiungano poi Montecitorio e Palazzo Madama.

Il consiglio generale della Fondazione Sa Sartiglia ha approvato il bilancio di previsione 2013. Riunito a palazzo Campus Colonna, il consiglio ha preso atto della difficile situazione economica che continua a caratterizzare l’attività della Fondazione e ha dato il via libera al bilancio da 455 mila euro. La progressiva riduzione e il forte ritardo nella concessione dei contributi da parte degli enti pubblici continua a incidere notevolmente sui conti dell’organismo nato per organizzare e promuovere la Sartiglia. Tuttavia, nonostante la difficoltà di reperimento di risorse dai privati a causa della crisi economica, negli ultimi anni si è riusciti ad aumentare le entrate da parte degli sponsor, anche grazie allo sfruttamento dei mezzi di comunicazione (internet, pubblicazioni cartacee, manifesti). Il consiglio generale, che ieri ha surrogato il consigliere dimissionario, Carlo Pau, con Amedeo Pireddu in rappresentanza del Gremio dei Contadini, ha nominato Remigio Sequi nuovo revisore dei conti al posto di Giorgio Mocci, che nei mesi scorsi ha lasciato l’incarico.

Com’era nelle previsioni, Federica Tilocca è stata eletta al vertice della segreteria generale della Cisl per la provincia di Oristano. Federica Tilocca, già componente della segreteria confederale della Cisl, il sindacato col maggior numero di iscritti in provincia  e da anni in costante crescita, sostituisce Antioco Patta, che si era dimesso per candidarsi, senza successo, con la lega Nord alle recenti elezioni politiche.
 

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