Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di pig (del 02/02/2011 @ 00:00:08, in Politica, linkato 1074 volte)
Oramai non c’è dubbio alcuno: la maggioranza di centro-destra, guidata da Angela Nonnis, non esiste più. Col passare del tempo, tutti i  contrasti tra forze politiche non omogenee e il sindaco stanno venendo prepotentemente  a galla. E quanto accaduto nell’ultima seduta del consiglio comunale è la  prova provata di quanto asseriamo da tempo.  Ma procediamo con ordine. Il presidente del consiglio, Mario Musinu, aveva fatto appena in tempo a dichiarare aperta la seduta che, tra lo stupore generale, ben 12 dei 14  componenti il gruppo del Pdl hanno abbandonato l’aula, senza dire alcunché sul perchè della fuga. Il perché ve lo diciamo noi, anche per aprire occhi ed orecchie a certi dilettanti della politica,  a dei “quaraquaquà”, che talvolta ci hanno tacciato di essere dei visionari. Accusa esternata anche  dopo il 28 dicembre scorso, quando avevamo scritto che il sindaco aveva in animo di affidare la delega del Patrimonio a Salvatore Ledda, e che la cosa aveva fatto imbestialire non pochi assessori e consiglieri della maggioranza. Vista la levata di scudi, il sindaco aveva preferito soprassedere, in modo tale da far calmare le acque, con l’intenzione, però, di riproporre l’ennesima genialata  più avanti. E così è avvenuto. Durante la riunione di giunta, tenutasi ieri mattina, Angela Nonnis ha estratto nuovamente dal cilindro la proposta, esternando di voler affidare a Salvatore Ledda il Patrimonio, togliendolo la delega a Sandro Lisini. La cosa non è piaciuta per niente agli altri componenti l'esecutivo (e in particolare a quelli del Pdl) che hanno fatto presente alla Nonnis tutto il loro disappunto, avvisandola che non era il caso di tirare troppo la corda, altrimenti gli assessori in forza al Pdl si sarebbero dimessi, causando una crisi politica non di facile soluzione. Come di solito avviene in questi casi,  ci sono stati, poi, incontri ed abboccamenti, evidentemente senza risultato alcuno. Poco prima della seduta del consiglio comunale la Nonnis ha, infatti, ribadito che le sue intenzioni sulla delega al Patrimonio non erano cambiate di una virgola. Il segnale del Pdl è stato politicamente dirompente: abbandono immediato dell’aula, con tutto ciò che ne consegue. L’episodio, come detto, è politicamente abbastanza significativo, perché senza l’appoggio del gruppo consiliare più consistente la Nonnis non ha più la maggioranza. E così siano alle solite: senza alcun rispetto per i cittadini, il centro-destra e Angela Nonnis, anzichè occuparsi di questioni importanti per la città,  proseguono nella guerriglia per beghe interne legate alla spartizione del potere, con l’encomiabile risultato di bloccare per l’ennesima volte le istituzioni. Nel recentissimo passato, come abbiamo detto più volte, consiglieri pusillanimi e partiti inesistenti hanno sempre fatto sì che la Nonnis riuscisse a spuntarla. Cosa, questa, che ha portato il sindaco a gasarsi a tal punto che, traendo forza dalla debolezza dei suoi partners, oramai pensa che tutto le sia permesso. Ancora è presto per sapere come andrà a finire la vicenda, perché per troppe volte nel centro-destra non si è stati conseguenti con quanto dichiarato in precedenza, e , quindi, non rimane che attendere le prossime ore per saperne di più. Ma perché si è scatenata la guerra sul Patrimonio? Perché la Nonnis, dopo la presa di posizione degli assessori del Pdl, avrebbe dimezzato la proposta pro Ledda,  dividendo la delega ed assegnando il patrimonio disponibile ad uno e l’indisponibile all’altro? Ma che cos’è il patrimonio disponibile e indisponibile? Sintetizzando, il patrimonio indisponibile è quell'insieme di beni, appartenenti allo Stato, alle Province o ai Comuni, elencato nel codice civile. Questi beni hanno caratteristiche simili ai beni demaniali, ma con vincoli sensibilmente minori. Sono inseriti nel patrimonio indisponibile, solo per fare alcuni esempi, le foreste, le cave, oppure qualsiasi cosa sia di interesse storico, archeologico e artistico che sia stata ritrovata nel sottosuolo, e tutti quei beni (mobili e immobili) destinati ad un pubblico servizio e di proprietà dello Stato, o delle Province o dei Comuni. Il patrimonio disponibile è, invece, l'insieme di beni non vincolati e disponibili alle più diverse forme di utilizzo di proprietà dello Stato, delle Regioni o dei Comuni. Il fine di tale tipologia di beni non è strettamente correlato alla funzione pubblica svolta dall'ente, quindi, non di rado, “tali beni sono oggetto di alienazione ai privati” o di trasferimento ad altre amministrazioni, nel caso che la loro conservazione - tra i beni dell'ente - costituisca onere eccessivo, per le specifiche finalità istituzionali. La differenza è facilmente comprensibile, ed ecco il motivo per il quale, secondo alcuni furbescamente,  Angela Nonnis, avrebbe ipotizzato di affidarne prima la delega completa a Ledda, e, dopo l' irritazione del Pdl, di dividere la delega. Rimane il fatto che le intenzioni erano quelle di togliere, comunque, qualcosa dalla “giurisdizione” di Lisini ed affidarla a Ledda. Perché, per quale motivo, si sono chiesti  in molti? Cosa c’è dietro? Tra i banchi del consiglio, tra uno spiffero e l’altro, si è detto che l’ispiratore, il suggeritore sia stato, ancora una volta,  il solito Mario Diana (ormai coperchio per troppe pentole), dalle cui labbra sembrano ciondolare ogni giorno di più la Nonnis e Ledda. Poi si è vociferato che ci sia un fantomatico (?) comitato d’affari composto da politici e palazzinari  che non appena sente la parolina “Puc”  pare vada in  un brodo di giuggiole. Quello che è grave è che, tanto per cambiare, la Nonnis voglia decidere tutto e sempre di testa sua, senza confrontarsi  minimamente con  i partiti che la sostengono, sconfessando di volta in volta questo o quell’assessore a suo piacimento, non in base a delle valutazioni politiche o ai risultati ottenuti, ma secondo l’umore o l’umidità all'interno della coalizione e, soprattutto, secondo il suo personalissimo tornaconto politico-elettorale. Ormai  Angela Eugenia è, infatti, completamente proiettata verso quello che sarà il suo futuro  politico (riconferma come sindaco, Regione, Parlamento?), e non si cura più delle questioni che interessano la città. Per lei queste sono quisquilie, sciocchezzuole, per le quali non vale la pena perdere tempo. Un esempio per tutti è quanto accaduto in consiglio comunale, quando un esponente della giunta avrebbe dovuto rispondere ad una interrogazione urgente di Giuseppe Puddu (Pdl) sul degrado di viale Indipendenza. Dai banchi della giunta (nonostante i vari solleciti di Puddu e di alcuni esponenti dell’opposizione) non si è però avuta da sindaco ed assessori nessuna risposta. Tant’è da far dire ad un seccatissimo  Puddu: “Ero sconvolto l'altra volta, oggi sono esterrefatto. Ho portato all'attenzione una problematica grave. In viale Indipendenza c'è un problema sanitario, un problema di sicurezza pubblica. In questi giorni, e dopo l'interrogazione, le cose si sono aggravate. L'altra volta c'è stato un tentativo dell'assessore Licheri di dire: forse è privato, non è privato. Il problema non è privato o pubblico, non lo so. L’assessore Licheni, parlando informalmente, forse voleva rispondere. A me personalmente chi risponde non mi interessa e credo che questo non interessi neanche alla città. Nell'interrogazione io parlo di competenze e di poteri del sindaco, la prego e la invito immediatamente a metterli in atto, perché c'è una situazione grave, gravissima. Aspetto comunque una risposta da chicchessia”. Da sindaco e assessori ancora silenzio. Puddu ha quindi proseguito: “Ci sono problematiche di tutti i tipi, da concessioni edilizie a una situazione di degrado per quanto riguarda i rifiuti di ogni genere, quello che è più importante che cosa ha fatto, che cosa vuole fare l'amministrazione. Signor sindaco lei non c'era l'altro giorno, io sono andato prima del consiglio comunale con dei cittadini, mi hanno rimarcato che ci sono dei ratti più grandi dei gatti. La prego di prenderne nota, credo che ci sia anche un problema sanitario. Ci sono le cantine che sono invase da buste di immondezza…In più lì ha operato un'impresa che ha tolto tutte le inferriate dai poggioli; se prima uno si poteva fare male e si poteva prendere un'infezione, oggi se cade giù... C'è una scuola a 50 metri, c'è un cantiere che non sa di cantiere perché non c'è un cartello, non c'è niente. C'è chi dice che è un'area pubblica, chi che è un'area privata, ma guardando le varie cose trovo nella normativa: per degrado ambientale si intende la presenza in area pubblica o privata. Quindi per me non è un problema se è pubblica o privata, interveniamo”. Come ulteriore  risposta Puddu ha avuto ancora il silenzio assoluto, con sindaco ed assessori che si guardavano in faccia (come se fossero capitati in consiglio comunale per caso) cercando di passarsi l’un l’altro la patata bollente, e tentando maldestramente di far ricadere la colpa sugli assessori assenti.  Un quadretto squallido e desolante, che la dice lunga su come l’amministrazione Nonnis viva alla giornata, basando il suo "programma" (di cui si riempie tanto la bocca) sulla più estemporanea improvvisazione.  La cosa ha, chiaramente, creato sconcerto in più di un consigliere. “E’ un fatto di una gravità inaudita che non si risponda a un'interrogazione e non si sappia neppure chi deve rispondere”, hanno detto, quasi all’unisono, Efisio Sanna, Giuliano Uras,  Paolo Sulis, Peppino Marras, Mauro Solinas, chiudendo un intervento immediato del sindaco per cercare di porre rimedio alla grave situazione. Il consiglio si è poi occupato della mozione urgente del Pd, illustrata dal capogruppo, Peppino Marras, sulla verifica di corenza del Puc, con tanto di convocazione del consiglio comunale. Mozione, come hanno fatto notare in molti, che si stava dibattendo in un’aula semivuota,  dopo l’uscita del Pdl e di altri consiglieri, e ci si chiedeva se fosse corretto continuare un dibattito, data l’importanza dell’argomento, in quelle condizioni o se non fosse il caso di fare valutazioni diverse.  Tutti coloro che sono intervenuti (Solinas, Uras, Sulis, G. Sanna) pur concordando con quanto sostenuto da Peppino Marras, hanno però voluto porre l’accento su un fatto politicamente rilevante come l’abbandono dell’aula da parte dei consiglieri del Pdl, che hanno voluto lanciare al sindaco un segnale inequivocabile. “Possiamo fare tutti i discorsi formali che vogliamo - ha detto Mimmo Serusi - ma credo che dal punto di vista politico sia di tutta evidenza che un argomento di questa portata, che ha visto il consiglio impegnato per mesi e mesi di lavoro, non possa essere discusso in un'aula semideserta, con una parte considerevole della maggioranza assente. Ergo, signor sindaco, al di là delle presenze in aula, io credo che le convenga fermare anche solo per un momento i lavori e fare qualche riflessione. Tredici  componenti la sua maggioranza si sono alzati, senza nessuna giustificazione di tipo politico…Poi le valutazioni politiche le farà lei signor sindaco, le farà con il suo esecutivo, le farà con la sua maggioranza, ma la valutazione che do io dai banchi della minoranza è estremamente negativa. Se dovessi esprimere un voto, le dovrei dire che rientrereste tra quelli non classificati, perché non mi riesce di esprimere nemmeno un voto, seppure negativo, per quanto avete fin qui svolto. Ma il fondo davvero lo avete toccato in questa occasione, perché chiamati dalla minoranza a ragionare su un argomento fondamentale per la città, voi non avete saputo fare altro che scappare, e credo che di fronte ai problemi non si debba scappare, ma il nostro compito sia quello di affrontarli, discuterli e vedere come risolverli. Di questo non siete stati fin qui capaci e per questo, traetene le conseguenze. La conseguenza ovvia è che dovreste dimettervi, perché se non riuscite a stare insieme (e la dimostrazione è davanti agli occhi di tutti) bisogna essere conseguenti, bisogna dire alla città: abbiamo sbagliato, avete riposto la fiducia nelle persone o nei gruppi politici cui avete dato la maggioranza per il governo della città, e non abbiamo saputo portare a compimento il mandato che ci è stato dato". La seduta (tra le più squallide e indecenti della legislatura) è stata poi sospesa per mancanza del numero legale.

La notizia è di quelle lasciano a bocca aperta e suggeriscono immediati riferimenti alla fortuna. Giovanni Marras, ex parlamentare di Arborea, ora nel Pdl, potrebbe tornare in campo. Le sue fortune sono legate all’eventuale abbandono del Parlamento da parte di Luca Barbareschi, che lascerebbe il posto proprio a Marras.  “Nessun ritorno al Pdl, ma semmai un addio alla carriera di parlamentare”. Questo, quanto sostenuto da Luca Barbareschi, parlamentare eletto in Sardegna tra le fila del Pdl, circa un suo ipotizzato abbandono di Futuro e Libertà di Fini, dopo un incontro con Berlusconi ad Arcore. "Il clamore di un mio ritorno nel Pdl – ha detto Barbareschi - si basa esclusivamente su illazioni. La verità  è che ieri  sono stato ad Arcore per incontrare il premier, e sono contento di questo incontro, visto che in Parlamento ho sottolineato più volte come mancasse in questa legislatura un confronto con la leadership del governo, che troppo spesso ha demandato a colonnelli e portaborse il rapporto con i parlamentari". Da Barbareschi è stato escluso anche un suo passaggio nel gruppo dei Responsabili, guidato da Silvano Moffa.  "Non ho nessuna intenzione di andare con loro - ha sostenuto Luca Brabareschi -, perché non esco dal Fli. Mi auguro che i dieci punti costitutivi di Futuro e Libertà vengano rispettati, altrimenti può darsi che io abbandoni il Parlamento". Se Barbareschi dovesse lasciare, dovrebbe subentrargli, come detto,  l’ex sindaco ed ex parlamentare di Arborea, Giovanni Marras, fedelissimo di Berlusconi, alla cui causa si era immolato senza riceverne alcunché. Giovanni Marras rientrerebbe così alla politica attiva nel migliore e più remunerativo dei modi.

 Altre notizie:

Grande spiegamento di forze e centro oristanese in stato d’assedio, questa mattina, per l’arrivo, ad Oristano, del ministro dell’Interno Maroni, invitato dall’Anci, per discutere sui gravi problemi della sicurezza in Sardegna. Prima del’arrivo del ministro, una delegazione di un centinaio di pastori del Movimento pastori sardi ha manifestato in piazza Roma, nei pressi del Teatro Garau, dove si è tenuto l'incontro dei sindaci col ministro dell'Interno, Roberto Maroni, I pastori erano lì per chiedere conto al ministro della vicenda di Civitavecchia, dove il 28 dicembre scorso, un nutrito gruppo di pastori sardi era stato bloccato dalla polizia per quasi una giornata, impedendogli di manifestare nella capitale. Guidati dal leader, Felice Floris, i pastori hanno sventolato  bandiere ed esibito cartelli, uno dei quali contestava proprio l'operato del ministro: "Da quando c'è il ministro Maroni la Costituzione è un optional - E' stato cancellato il diritto di libera circolazione di tutti i cittadini italiani". "Il disagio degli amministratori locali è il nostro disagio, i loro problemi sono i nostri problemi", ha dichiarato il leader del Movimento pastori sardi, Felice Floris, che ha annunciato che la protesta dei pastori proseguirà, la prossima settimana, con una nuova manifestazione che dovrebbe svolgersi a Milano, davanti al Palazzo della Borsa. "Il ministro - ha riferito Felice Floris -, ci ha promesso che entro un mese tornerà in Sardegna con alcuni suoi colleghi di Governo, per discutere della vertenza del prezzo del latte e piu' in generale della grave crisi del nostro settore". Al Garau, si sono trovati, questa mattina, faccia a faccia, dopo un appuntamento mancato tra le polemiche lo scorso anno, il sindaco di Ottana Giampaolo Marras, vittima, assieme ad altri esponenti della sua amministrazione, di gravi attentati, e il ministro Maroni. Il problema della sicurezza è un problema vissuto quotidianamente dagli amministratori locali ed è stato ben rappresentato dal sindaco di Ottana. "Non siamo più sotto assedio - ha detto Marras rivolto al ministro -, ma siamo sotto assalto da parte dei violenti, e il rischio è che prenda terreno la malavita organizzata". Il sindaco di Ottana ha spiegato come un ambiente favorevole a questa violenza sia rappresentato "…dall'omertà che spesso regna nei nostri paesi, ma anche dall'impunità. La mia preoccupazione - ha affermato ancora il sindaco di Ottana -, è che, seppure vengano assicurati alla giustizia i responsabili degli attentati di cui siamo rimasti vittime, questi rischino di uscire dalle patrie galere prima della conclusione del mandato amministrativo". Marras ha chiesto l'istituzione di un nucleo investigativo dedicato proprio a far luce sugli attentati ai pubblici amministratori, proposta già avanzata dall'Anci Sardegna. Marras ha poi sollecitato una maggiore presenza delle forze dell'ordine, migliori strumenti di vigilanza, il potenziamento delle compagnie barracellari e ha posto l'accento, soprattutto, sull'adeguamento delle pene per chi organizza attentati contro gli amministratori pubblici. "Una volta ai sindaci si chiedeva l'asfalto o l'illuminazione pubblica in una strada –  ha detto il sindaco di Ottana -, adesso vengono in comune a chiedere un posto di lavoro, oppure i soldi per pagare una bolletta o per comprare qualcosa da mangiare ai propri figli". Marras ha, inoltre, raccontato il grave disagio che nella piana del Nuorese sarebbe stato alimentato anche da "…promesse mai mantenute che assicuravano la creazione di migliaia di posti di lavoro". Il sindaco di Ottana, oltre alle richieste di potenziamento degli apparati di pubblica sicurezza, ha rinnovato l'invito per un lavoro capillare nelle scuole "…perchè aumenti il senso civico dei ragazzi,  che devono capire che non c'è bisogno di eroi se non ci sono vigliacchi". All’incontro col Ministro Maroni ha partecipato anche il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, presidente nazionale dell’Anci.  "I sindaci sono il primo baluardo dello Stato nel territorio – ha affermato Chiamparino -, ma non possono essere lasciati soli a gestire problemi di gran lunga superiori rispetto alle risorse di cui dispongono.  Sono rimasto molto colpito dal susseguirsi degli atti intimidatori nei confronti degli amministratori locali della Sardegna e oggi sono qui per ribadire l'orgoglio di essere sindaci, del nostro lavoro, che spesso incontra serie difficoltà”.

"Si tratta di attacchi odiosi, vili, eseguiti da uomini che non possono essere definiti tali. Farabutti che meriterebbero di marcire nelle patrie galere". Così è iniziato l’intervento del presidente della Regione, Ugo Cappellacci, al Teatro Garau. "Sono attacchi odiosi e vili,  perchè costituiscono una minaccia reale per la democrazia, soprattutto quando vengono commessi con l'intento di provocare la caduta di un'amministrazione pubblica o di condizionarne le decisioni". Cappellacci ha poi sottolineato la necessità di unità da parte delle istituzioni, sia per combattere il malessere sociale, che non può comunque essere considerato un alibi, sia di contrastare i fenomeni criminali. "La Regione - ha sottolineato Cappellacci - ha messo in atto tutta una serie di interventi che oggi devono essere riportati entro una più ampia cornice di collaborazione fra istituzioni centrali e locali. Penso ai Protocolli d'Intesa siglati con la Procura della Repubblica di Cagliari per l'informatizzazione dell'attività giudiziaria, a quello stipulato con il tribunale di Cagliari sempre in materia di informatizzazione, e all'accordo di collaborazione con il Ministero dell'Interno sulla protezione civile. Abbiamo, inoltre, attivato borse di studio per l'alta formazione giuridica, concesso in comodato alla Guardia di Finanza una parte dell'ex stazione radio di Sant'Antioco, per l'installazione di sensori radar di profondità per la sorveglianza costiera, abbiamo autorizzato il distacco di personale della Guardia Forestale presso le sezioni di Polizia Giudiziaria delle Procure sarde, da impiegare nelle attività di indagine. Cappellacci ha anche ricordato il disegno di legge contenente agevolazioni per i magistrati assegnati a sedi disagiate nell'Isola, il progetto finalizzato all'inclusione sociale delle persone soggette a misure giudiziarie, lo schema di convenzione per l'istituzione a Foresta Burgos della scuola per i servizi di Polizia a cavallo. "Stiamo poi ultimando - ha aggiunto il presidente della Regione - l'iter che consentirà di finanziare la caserma dei Carabinieri di Orgosolo". Il presidente ha poi sottolineato la necessità di massima collaborazione tra lo Stato e le istituzioni locali: "Il coinvolgimento ed il raccordo dei diversi livelli istituzionali nella lotta alla criminalità è uno strumento che il Governo ben conosce e che il ministro ha già sperimentato con successo in altre regioni italiane. Friuli Venezia Giulia, Veneto e Calabria hanno stipulato Protocolli di intesa con il ministero dell'Interno in materia di sicurezza e lotta alla criminalità. Sono state individuate aree di intervento che vanno dalla formazione e aggiornamento professionale congiunto tra personale delle Forze di Polizia statali e della Polizia locale alla prevenzione sociale; dallo scambio di dati operativi al potenziamento degli strumenti informatici; dallo studio di piani coordinati per la dislocazione dei presidi all'individuazione di sale operative congiunte dotate dei migliori supporti tecnologici. La Regione potrebbe così farsi portavoce delle istanze dei comuni, svolgendo un ruolo di raccordo con il Ministero per individuare le aree di intervento congiunto. Potremmo fin da subito attivare un tavolo di approfondimento che delinei in modo puntuale i contenuti di questa essenziale forma di collaborazione fra le nostre istituzioni. Alle proposte che direttamente riguardano la competenza della Regione, e che oggi sono state riprese e sottolineate da diversi sindaci, voglio subito dare risposte e prendere impegni precisi sin da oggi. Sono del tutto d'accordo per prevedere l'impiego e il coinvolgimento delle compagnie barracellari da impiegare in attività di vigilanza dei territori rurali. Si potrebbe raggiungere così un duplice risultato: un maggiore e capillare controllo dei territori e una riscoperta e valorizzazione di un ruolo, quello dei barracelli, che affonda le radici nella nostra storia giudicale. La Regione, inoltre, intende mettere a disposizione dei territori le importanti dotazioni tecnologiche di cui dispone (reti telematiche, banda larga, reti wireless). Queste infrastrutture tecnologiche possono permetterci di dialogare in tempo reale con i tutori dell'ordine pubblico e, attraverso l'installazione di telecamere nei luoghi più strategici, monitorare costantemente il territorio”.

“Nelle quattro questure sarde entreranno in funzione nei prossimi giorni appositi nuclei investigativi incaricati di seguire le indagini sugli atti intimidatori ai danni di amministratori pubblici”. Lo ha annunciato il ministro degli Interni, Roberto Maroni, intervenendo all'assemblea dei sindaci sardi. Il ministro ha riferito di aver sentito, stamattina, in proposito il capo della polizia, Antonio Manganelli, e ha spiegato che i nuclei investigativi saranno supportati da esperti dello Sco e dell'Antiterrorismo, “…perché - ha detto il ministro - gli attentati agli amministratori sono da intendere come attentati terroristici”. Il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha poi annunciato l'istituzione di un tavolo tecnico permanente, la cui composizione e il cui ruolo saranno codificati con un protocollo d'intesa, un patto per la sicurezza, simile a quello sperimentato in Friuli. Ne faranno parte Stato, Regione e il sistema delle autonomie locali. Secondo quanto spiegato dal ministro sarà questa una sorta di cabina di regia, che dovrà monitorare la situazione dei presidi della pubblica sicurezza nell'isola. A questo proposito Maroni ha spiegato che la Sardegna, con 366 presidi, ha una delle distribuzioni più capillari delle forze dell'ordine in Italia. Il ministro degli Interni ha anche assicurato un presidio più incisivo da parte delle forze dell'ordine in occasione della prossima tornata elettorale per le comunali, per garantire le migliori condizioni di svolgimento della campagna elettorale. Maroni ha anche reso noto che, il prossimo 15 agosto,sarà a Sassari, scelta come  sede dell'annuale vertice nazionale sull'ordine pubblico.

All’incontro con Maroni ha preso parte, fra gli altri, anche il sindaco di Oristano (ancora per quanto tempo?), Angela Nonnis. Questo, il suo intervento: “Signor Ministro, Eccellenze, Autorità, Cari Colleghi, sono lieta di porgere il più cordiale benvenuto in Oristano al signor Ministro e a tutti i partecipanti e delegati Anci. Ringrazio l’Onorevole Maroni per la sua presenza, per la sensibilità del suo ascolto e per l’attenzione che vorrà riservare alle istanze che provengono dalla Sardegna, sollecitazioni, domande e dubbi dei quali ci facciamo interpreti nel ruolo che ci accomuna, al di là dell’adesione politica e della dimensione civica delle rispettive realtà di provenienza. Gli eventi recenti hanno confermato quanto sia importante ed urgente assicurare massima attenzione al problema della sicurezza nell’Isola. Oltre al dato meramente statistico, le manifestazioni d’insofferenza, d’intolleranza e di conclamata violenza - rivolte a numerosi nostri Colleghi, ai quali mi piace indirizzare in quest’occasione un cenno di solidarietà affettuosa - sollecitano una rinnovata e ferma risposta di contrasto, di prevenzione e di sanzione, per onorare degnamente la testimonianza civile e la tragica conclusione dell’esperienza politica di colleghi come Angelo Vassallo, Sindaco di Pollica. Auspichiamo perciò che queste sollecitazioni si possano tradurre in interventi concreti, davvero in grado di rassicurare quanti sentono la responsabilità del proprio servizio democratico, un servizio che si esplicita in situazioni che spesso mettono a repentaglio la serenità personale, minando la tranquillità delle proprie famiglie, dal punto di vista emotivo, fisico e non ultimo patrimoniale, con disagi, conseguenze e danni irreparabili, talvolta non quantificabili, difficilmente risarcibili o indennizzabili. Occorre perciò ripetere che - alle prerogative assegnate ai Primi Cittadini - deve necessariamente corrispondere la concessione di strumenti non fittizi, nella consapevolezza della delicata funzione, delle oggettive responsabilità e dei rischi (tutt’altro che virtuali) dei quali si fa carico l’Amministratore locale. Tuttavia, nel riaffermare l’importanza delle specificità e delle peculiarità del territorio, testimoniando la nostra sincera gratitudine per l’impegno indefesso delle Prefetture e delle Forze dell’Ordine, desideriamo anche che il Governo concretizzi coerentemente la volontà attuare interventi a lungo termine, in dialogo con i Comuni, potenziandone visibilmente i mezzi e le risorse. Non possiamo non fare nostre le parole con le quali il Signor Ministro ha recentemente definito il ruolo dei Primi Cittadini e dei Consigli Comunali, indicandoli come pietre dell’edificio in cui abita la democrazia. Siamo altresì al suo fianco nel riaffermare la necessità che ad ogni manifestazione delittuosa sia riservata un’attenzione scrupolosa, al di là della gravità delittuosa o del clamore di tali gesti. Non è retorico ribadire che la «chiave di volta» della sicurezza è insita nella sicurezza urbana e delle connesse politiche di coesione sociale. Lo affermano e lo chiedono i Cittadini, lo denunciano i Sindaci, lo ripetiamo anche in questa sede, alla luce della quotidianità, con le criticità, le emergenze, il valore morale e civico del nostro umile mandato che, senza mediazioni o distanze, portiamo a termine sottoponendoci ogni giorno al giudizio sovrano di chi ci ha eletto. Alla chiarezza della norma deve allora conseguire la chiarezza dei compiti: in quest’ottica auspichiamo si possa lavorare alacremente ed in piena collaborazione con le Istituzioni (centrali e periferiche) affinché siano agevolate assistenza e protezione e perché si apra una nuova stagione di sviluppo e di rinascita infrastrutturali per la Regione Sardegna, sotto il profilo sociale, occupazionale, culturale e imprenditoriale. Signor Ministro, per molti aspetti il ruolo di Primo Cittadino rischia di essere depotenziato - o addirittura svilito - dalla carenza di quelle opportune forme di tutela, degli strumenti e dell’autonomia, capaci di dissuadere l’abbandono del proprio compito, quando ciò non si contempera al vivere sereno di se stessi e dei propri cari. D’altro canto, la qualità della sicurezza urbana e l’efficienza dei servizi (materiali ed immateriali) che i Comuni devono garantire ai Cittadini accreditano le nostre realtà di fronte agli operatori economici:al di là delle opzioni preventive e di sanzione del crimine, ciò garantisce effettivamente la protezione del cittadino e della libera iniziativa, delle famiglie e di tutte le Istituzioni, sia pubbliche sia private, stimolandone le specificità ambientali che, alla loro volta, fortificano tangibilmente la qualità della vita. Solo così si può moltiplicare il valore aggiunto delle nostre Comunità, delle nostre culture e dei nostri territori, indebolendo alla radice la povertà sociale, con le incognite generazionali, le incertezze ed i rischi che vi si annidano, specie nelle fasi di più controversa incertezza. Ciò conferma quanto sia utile ragionare, programmare e realizzare una politica sinergica fra Stato/Regioni/Enti locali coerente e coraggiosa. Federalismo e sussidiarietà - verticale ed orizzontale - possono fornire la risposta corretta a queste domande, a condizione che si eviti una recrudescenza del disagio o, peggio, un inasprimento del malessere. Per queste ragioni auspichiamo che la voce del Ministro, nel clima delle imminenti Celebrazioni Unitarie, si levi forte per consolidare (dinanzi al Parlamento e al Governo) il sentimento ed il senso del nostro ruolo, per evidenziare il significato delle nostre Assemblee civiche e per dare un segno di discontinuità, così da depotenziare - in nome della Democrazia che ci unisce - le ragioni dello scoramento, del disagio e del malessere. Grazie”.

“Il nostro territorio ha bisogno di amministratori locali onesti, non di eroi. Eppure molti, troppi dei nostri sindaci oggi sono costretti ad essere eroi». Lo ha dichiarato la deputata del Partito Democratico, Caterina Pes, che, pur essendo trattenuta a Roma da impegni istituzionali, è intervenuta a distanza sulla visita del ministro dell'Interno a Oristano. “Cinquantotto attentati in un anno ai danni degli amministratori locali sardi sono un'enormità – ha affermato la parlamentare – Il coraggio e il sacrificio di quanti scelgono di governare il proprio paese, anche a costo di vedere minacciato la propria serenità personale e familiare ed il proprio patrimonio, non esime lo Stato dal dovere di garantirne l'incolumità e di punire i responsabili, che troppo spesso restano anonimi. Gli amministratori hanno il sacrosanto diritto di esigere dal Governo maggiore attenzione nei confronti di un territorio, come quello sardo, che per i sindaci, gli assessori e persino i tecnici sta diventando incandescente.Ma la risposta – ha detto la Pes – può essere solo in ultima analisi, quella di un rafforzamento delle forze di polizia. Occorre lavorare a monte, per abbattere il malessere economico, culturale e sociale in cui si annidano gli atti di violenza, e non è con la semplice repressione che si può vincere questa battaglia. Se offriamo agli amministratori locali armi spuntate, se tagliamo i loro bilanci e paralizziamo la loro capacità d'intervento, è evidente che questo significa lasciarli soli nella loro battaglia e maggiormente esposti al malessere. Se il dialogo tra lo Stato e i cittadini si spezza, come sta accadendo, saranno per prime quelle figure che fanno da cerniera tra le istituzioni e la popolazione a farne le spese”.

 

 
Di pig (del 03/02/2011 @ 00:02:17, in politica, linkato 1194 volte)

Una barzelletta, e che, per giunta, non ha fatto ridere nessuno. Così può essere sintetizzata l’inutile riunione congiunta, per discutere dell’attuale situazione di grave crisi in cui versa l’aeroporto di Fenosu, tenutasi all’Hospitalis Sancti Antoni di Oristano, tra il consiglio comunale e il consiglio provinciale, alla presenza del consiglio di amministrazione della Sogeaor, la società che ha in gestione l’aeroporto di Fenosu, e dei dipendenti che da quattro mesi non vedono il becco di un quattrino. Aria fritta, gazzosa, che non ha aggiunto niente di quanto già si sapeva e che, come tutte le cose fumose, non porta da nessuna parte. Così come ci sembra una sceneggiata inutile, che non sortirà effetto alcuno, nè rafforzerà un bel niente (le decisioni sono, infatti, già state prese dalla Regione, che ora deve "solo" mantenere quanto promesso), la mobilitazione proposta dal presidente del consiglio provinciale, Mauro Solinas (che insieme al collega del consiglio comunale, Mario Musinu, ha diretto e coordinato i lavori della riunione),  a Cagliari, per la salvezza dell’aeroporto, e che, oltre al consiglio comunale e provinciale, dovrebbe coinvolgere anche tutti i sindaci della provincia. Nulla nella riunione congiunta è stato detto di quanto già non si sapesse, compresa la dichiarazione di questa mattina dell’assessore regionale ai Trasporti, Angelo Carta. "L'aeroporto di Oristano non chiuderà", ha assicurato l'assessore, al termine dell'incontro con Giorgio Gaviano, il presidente della Sogeaor, per fare il punto sulla vertenza dell'aeroporto di Fenosu. "Abbiamo l'obbligo di dare un futuro certo all'aeroporto di Oristano - ha detto Carta -, e le risorse che eventualmente verranno investite, devono essere messe a disposizione su una prospettiva certa di sviluppo. La delibera approvata dalla giunta regionale chiede alla Sogeaor di prorogare, per non meno di trenta giorni, la tempistica per aderire all'opzione di ricapitalizzazione, e affida alla Sfirs uno studio che approfondisca le cause che hanno portato all'attuale situazione finanziaria. La finanziaria regionale dovrà valutare, inoltre, le ottimali condizioni di operatività possibili per lo scalo, anche con riferimento allo sviluppo del “servizio cargo”, quale piattaforma logistica di eccellenza per il trasporto merci dell'intero territorio regionale, in virtù della sua posizione geografica baricentrica". Questo aveva detto Carta in mattinata, e lo ha poi ripetuto, durante la riunione congiunta, Giorgio Gaviano. Il presidente della Sogeaor ha fatto un excursus sulle vicissitudini della società, dalla sua nascita ai giorni nostri, ricordando, fra l’altro, i soldi pubblici spesi finora per lo scalo oristanese: circa 16 milioni di euro. Cifra che per Gaviano rientra nella media, e che, invece, secondo noi, visto che sono danari "sottratti" dalle tasche dei contribuenti, non sono certo bruscolini. Gaviano ha parlato anche di errori commessi e delle prospettive future,  tra cui rientrerebbe anche il trasporto merci. Punto, questo, sostenuto da sempre anche dal presidente della Provincia, Massimiliano de Seneen, che non ha esitato ad esternare sull’aeroporto, e sulle promesse di aiuti da parte della Regione, dubbi e perplessità, non senza una stilettata a chi ha voluto, con molta fretta (da sempre cattiva consigliera, soprattutto prima di una tornata elettorale. ndr) che il primo aereo decollasse quando ancora non si era pronti. “Non mi è chiaro – ha detto il presidente della Provincia di Oristano - come possa intervenire la Sfirs, perché se non ricordo male la Sfirs ha un limite per statuto, cioè non può partecipare per più del 20% dell'importo complessivo della società nella quale intende partecipare. Il che vorrebbe dire, per una società come la Sogeaor, entrare per circa 6/700 mila euro, e non già per i 2 milioni è mezzo di cui si è parlato, e di cui immagino si sia parlato anche questa mattina tra l’assessore e Gaviano. Non mi è chiaro neanche, a questo punto, attraverso quale procedura, e vorrei che l’avvocato Gaviano lo precisasse, attraverso quale meccanismo sarà possibile reperire le risorse per ripianare le perdite, che voglio ricordare mi pare ammontino a circa 2 milioni e mezzo di euro, entro il 10 o 12 gennaio, e, contemporaneamente, reperire anche una somma che consenta alla società di gestione dell'aeroporto di operare con tranquillità, anche se non so per quanto tempo, perché si sta marciamo a livello di quattrocento mila euro al mese…”.  A de Seneen ha risposto immediatamente Gaviano: “Anche io sono rimasto un po’ sorpreso – ha detto Gaviano -, conoscendo questo limite del 20% per la ricapitalizzazione delle società. E’ altrettanto vero, però, che la stessa Sfirs per l’aeroporto di Alghero ha ricapitalizzato la società per una cifra che va oltre il 50% del previsto; per cui evidentemente questa possibilità c'è, anche se, a dire il vero, questo è avvenuto dopo un ricorso al Tar da parte dalla società di gestione dell’aeroporto. Questa mattina, in assessorato, hanno dato queste indicazioni per quanto riguarda le cifre: metteremo, hanno detto, le cifre non solo per coprire il passivo, ma anche per poter andare avanti con una gestione normale e regolare. Le attuali spese per circa 500 mila euro al mese, sono legate molto alle attività dei voli. Cifra che, chiaramente, in questo periodo dovrà essere modificata sostanzialmente; non so quali saranno i risultati, però è tutto da discutere, tutto da trattare. Una ipotesi avanzata è quella di un'apertura ai privati; apertura che richiede una procedura particolare. È chiaro che nell’attuale situazione di difficoltà in cui versa la società, privati che vogliono entrare a condizioni normali non ce ne sono. Ci sono i privati che aspettano che la società possa andare male e potersi così prendere tutti i benefici con una spesa di gran lunga inferiore…”. Prima del presidente della Provincia era intervenuta, Angela Nonnis, sindaco di Oristano, che, con foga e con la chiarezza e la fluidità di eloquio che le è congeniale, ha richiesto con forza l’intervento della Regione per la salvezza dell’aeroporto di Oristano. “Devo dire che, da quando sono sindaco, sono quasi ormai tre anni e mezzo, contino ad assistere a riepiloghi di questo tipo, e per essere anche un po' troppo prosaici diciamo che sono che stufa di assistere a questi riepiloghi… pensavo che davvero ci fosse l'opportunità che in società potessero entrare i privati, perché questo era quanto previsto nei patti parasociali, questo era nell'ordine delle cose, e poi mi sono trovata, invece, di fronte a un’altra realtà… I privati non entreranno mai  in una società che non ha un futuro in termini di possibilità di sviluppo e di crescita, perché ci ritroviamo ad avere a che fare con un territorio che, forse, non dà garanzie ai privati e agli imprenditori… Il presidente Gaviano tra le cose che ha detto, non ha detto che noi, domani mattina, dobbiamo andare a portare i libri dal notaio, perché abbiamo eroso completamente il capitale sociale. Questo significa che noi oggi abbiamo l'impegno, davanti al codice civile, come soci, di dover dire che non siamo più nelle condizioni di andare avanti, che dobbiamo chiudere… Continuiamo a menarcela, facendo un sacco di riunioni, dicendo sempre: rimandiamo, passiamo, aspettiamo, vogliamo vedere il piano industriale, vogliamo vedere la virtuosità del consiglio di amministrazione. A questi signori se non piace il consiglio di amministrazione, lo dicano dopo che hanno capitalizzato, se vogliono entrare a far parte di questa società. La Sfir per poter mandare avanti questa società deve ricapitalizzare in misura adeguata… Non aggiungo altro, se non che i nostri consiglieri regionali debbono avere a cuore questo territorio, se non altro perché sono stati espressi da questo territorio,… perché hanno avuto la nostra fiducia e per il nostro territorio devono lavorare, caschi il mondo. Perché se si va a vedere quali risorse vengono affidate ad altri territori, noi stiamo facendo la  parte della cenerentola, e mi dispiace dirlo, purtroppo, perchè sono consiglieri regionali tutti della nostra parte politica, però, una volta che abbiamo anche a favore la parte politica, dovremmo essere in grado di portare qualcosa in questo territorio, e invece ancora questo non si vede”. Sull’argomento sono poi intervenuti i consiglieri Efisio Trincas (Psd’Az), rigorosamente in sardo, Stefano Figs (Idv), Giuseppe Sanna (Riformatori), Giuliano Uras (Udc), Peppino Marras (Pd), Antonio Scanu (indipendente), Alberto Putzu (Forza Paris). Che la riunione non sia servita assolutamente a niente non siamo i soli a sostenerlo, visto che tantissimi consiglieri provinciali e comunali hanno fatto la stessa considerazione. Alla domanda “ma a che cosa è servito questo incontro congiunto?”, la risposta più gettonata è stata un eloquente  “Boh!”.

Intanto, secondo quanto si apprende da una nota stampa del Comune di Oristano, il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, ha chiamato il sindaco, Angela Nonnis, confermando (a parole. ndr) il suo impegno per superare lo stato di crisi dell’aeroporto di Fenosu. È la prima importante riposta (sic!) che arriva – si legge nel comunicato - all’indomani della riunione congiunta del Consiglio comunale e del Consiglio provinciale sulla situazione dello scalo aeroportuale . “Non serve, dunque, una marcia su Cagliari – ha detto il sindaco -. Molto più utile è un’azione politica a sostegno delle nostre richieste per un’infrastruttura sulla quale tutti noi crediamo e che, con l’indispensabile aiuto della Regione, non possiamo permetterci il lusso di far chiudere, perché dall’aeroporto “Campanelli” passano tutti i nostri progetti di sviluppo del territorio”.  Ieri – si legge ancora nel comunicato del comune di Oristano - durante la riunione congiunta dei due consigli è emerso che la Regione, attraverso la Sfirs, è pronta a sostenere l’aeroporto “Campanelli”, con le risorse necessarie al suo funzionamento. “Questa è la garanzia che ci serve – ha detto la Nonnis - perchè davvero Fenosu diventi la quinta porta aerea dell’isola. Dopo la ripartizione dei fondi tra gli aeroporti sardi, con la destinazione di 300 mila euro a Fenosu, non ho esitato ad assumere una posizione pubblica, chiedendo che la Regione facesse la sua parte per mantenere gli impegni e per dare un ruolo preciso e adeguato dell’aeroporto “Campanelli” nel sistema aeroportuale sardo. Da qui la richiesta di uno stanziamento adeguato alle reali necessità di una infrastruttura che, è evidente, nella fase di inizio dell’attività non può avere gli stessi numeri degli altri scali sardi”.

Come volevasi dimostrare. Il “bau bau” del Pdl non è servito a nulla, visto che ad Angela Nonnis, avvisi e segnali, come quello di abbandonare l'aula del consiglio comunale, hanno fatto solo il solletico. Il sindaco ha, infatti,  deciso (anche se ancora non ha presentato nulla al protocollo) di togliere una parte del Patrimonio all'assessore Lisini e dividere la delega, affidando all’assessore Ledda il Patrimonio indisponibile, ed ha assegnato ad Andrea Lutzu quella per i beni monumentali (un contentino per far star zitto il Pdl). Non solo,  secondo Angela Nonnis, visto che l’ingegner Pinna  si occupa già di patrimonio e  demanio, ora il dirigente dell'area tecnica potrà lavorare ancora in maggior sintonia con Ledda.  Il tutto, secondo il sindaco, per  far funzionare al meglio le cose, razionalizzando le risorse in maniera adeguata. E’, quindi, un dato di fatto che buona parte del patrimonio è ora completamente nelle mani della troika del Puc "Nonnis-Ledda-Pinna". E il povero Lisini "dimezzato", come reagirà? Quale sarà la reazione del Pdl a questo ennesima forzatura dell’imperatrice oristanese? Tutti zitti e a cuccia come sempre?

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Una interpellanza urgente sui lavori nel mercato civico di via Mazzini,ad Oristano, è stata presentata dai consiglieri comunali, Efisio Sanna, Antonio Scanu, Mimmo Serusi, Mauro Solinas e Giuliano Uras. Questo, il testo: “Premesso che,  nel novembre 2008 il consiglio comunale di Oristano, approvava il progetto definitivo dei lavori di ristrutturazione e ampliamento  del mercato civico di via Mazzini,  che di fatto non prevedevano alcuna ristrutturazione  ma la costruzione ex novo del mercato; che  successivamente veniva bandita la gara d’appalto  con scadenza  27 marzo 2009; che  in data 31 marzo 2009 veniva redatto il 1°   verbale  della gara, nel quale venivano evidenziate 5 offerte anomale  da sottoporre a verifica; che   trascorso ben un anno dal 1° verbale , solo in data 5 marzo 2010,  veniva redatto il 2° verbale di gara, con  la  aggiudicazione dei lavori ad una società (avendone ritenuto l’offerta congrua),  che aveva proposto  il ribasso del 26.325%, e ritenendo non idonea l’offerta di altra società  che aveva  proposto  un ribasso del 26.324%; atteso  che nell’agosto 2010 si  consegnava ufficialmente  il cantiere alla società aggiudicataria, e che la durata dei lavori (cosi come stabilito dal disciplinare di gara)  avrebbe dovuto mantenere un lasso  temporale  di  650 giorni, con scadenza 15 maggio 2012; verificato che  dall’esecuzione di alcuni sondaggi  e di altre non meglio specificate verifiche sul progetto ,   l’esito delle stesse  abbiano  evidenziato  alcuni punti di debolezza  progettuale  per quanto concerne le fondazioni  e, parrebbe, anche  su  altre questioni; appurato che  le eventuali  rivisitazioni del progetto faranno  slittare i tempi di esecuzione dei lavori con grave pregiudizio per le attuali attività ospitate nel mercato e con ulteriore rilevante danno economico per gli operatori economici attualmente ospitati già segnati dalla devastante crisi in atto.  Tutto ciò premesso, i sottoscritti consiglieri comunali, interpellano il sindaco e la giunta al fine di conoscere: 1) il motivo dei vari ritardi  nella gestazione della gara d’appalto; 2) il reale e concreto  stato dell’arte  in merito al blocco dei lavori,  all’esito delle verifiche progettuali e  dei sondaggi effettuati; 3) il costo complessivo  sostenuto per la progettazione dell’opera; 4) se mai l’esecutivo abbia preso in esame la possibilità (cosi come a suo tempo suggerito dalla minoranza presente in consiglio comunale)  di  riqualificare  l’attuale  mercato, destinando l’area dove dovrebbe insistere il nuovo mercato ad un’area parcheggio al servizio delle attività commerciali,  ma anche al servizio dell’intera Città, vista l’ endemica carenza di parcheggi nel centro città”. 

Una mozione sul “Centro diurno per portatori di handicap” è stata presentata al sindaco di Oristano dai consiglieri comunali Paolo Sulis, Alberto Paratore, Giuseppe Obinu, Mauro Solinas, Giuseppe Sanna e Giuliano Uras: “ Premesso che la drammatica situazione in cui versano i portatori di handicap, in modo particolare fra gli anziani residenti ad Oristano e nell'Area Plus, è di certo a conoscenza delle autorità sanitarie e delle amministrazioni locali;  non esiste, infatti, una sola struttura pubblica nel nostro territorio che venga incontro alle esigenze socio-sanitarie di questa fascia di persone e ai bisogni delle famiglie impegnate a gestire in proprio, con grandi sacrifici, questi malati. Considerato che nel Piano triennale delle opere pubbliche si fa riferimento, per il 2013, ad un intervento socio-sanitario non meglio definito in un'area di proprietà comunale, in via Rockfeller, in parziale degrado, dove in una parte di essa opera la Lavos. Si chiede di: 1) Vincolare quest'area per la costruzione di un Centro diurno per persone non autosufficienti. 2) Preparare un progetto preliminare da parte della struttura tecnica del comune, ed entro sei mesi portarla all'attenzione della IV commissione consigliare, della Asl e dei comuni che fanno parte del Plus, per inoltrare la richiesta di un finanziamento per una struttura ritenuta importante per tutta la comunità”.

La situazione delle opere di edilizia scolastica degli istituti superiori della provincia di Oristano è stata al centro dei lavori della commissione consiliare Lavori Pubblici, convocata dal Presidente Mario Olla, alla presenza dell'assessore all'Edilizia Scolastica, Serafino Corrias. L’assesspre ha posto in evidenza la grande attenzione che l'amministrazione provinciale sta ponendo per la risoluzione dei problemi che riguardano le infrastrutture scolastiche di proprietà della Provincia. In particolare Corrias ha evidenziato come ammontino  complessivamente a 11.829.775 euro le risorse stanziate attualmente nel settore edilizia scolastica.  4.444.000 euro riguardano opere già appaltate e in corso di esecuzione, 7.385.000  euro sono, invece, i fondi destinati a opere appaltabili entro il 2011, mentre 2.090.000 euro sono le risorse inserite nei finanziamenti richiesti alla Regione per progetti inseriti nel Por 2010, e per i quali in tempi rapidi si attende l'esito del  finanziamento. L'assessore Corrias ha poi consegnato ai commissari un prospetto, in cui sono elencati i lavori in corso, le progettazioni  appaltabili e i finanziamenti richiesti.

Si è svolto, recentemente, a Cagliari, un incontro tra gli enti e gli organismi interessati al risanamento dello stagno di Cabras, nel corso del quale sono state affrontate le problematiche relative alla presenza del giacinto d’acqua che, a seguito dell’onda di piena dello scorso 23 dicembre, ha interessato anche le acque dello stagno. La Provincia di Oristano, presente con l’assessore all’Ambiente, Emanuele Cera, ed i tecnici del settore Ambiente e Suolo, ha sottolineato l’urgenza di pervenire  alla definizione di procedure operative, prima dell’arrivo della stagione calda, durante la quale le condizioni ambientali favoriscono la riproduzione della specie infestante. Infatti, se da un lato, grazie al tempestivo intervento ed al lavoro svolto dai comuni attraversati dal rio Mar’e Foghe e dal Consorzio di Bonifica, con il coordinamento della Provincia, è stato asportato il 95% della massa vegetale accumulatasi sul rio, dall’altro rimane da eseguire la rimozione di ogni singolo esemplare rimasto sia a monte che a valle dello sbarramento di Piscaredda. Il Comitato di sorveglianza dello stagno di Cabras, supportato dal gruppo scientifico, coordinato da Nicola Sechi, a breve si esprimerà sulle modalità di completamento della pulizia sia dello stagno che del tratto finale del rio Mar’e Foghe, che dovranno garantire la tutela della biodiversità. Nel corso della riunione, alla quale hanno partecipato, fra gli altri, anche i rappresentanti del nuovo Consorzio Pontis, l’assessore Cera ha chiesto ai funzionari dell’Assessorato regionale dell’Agricoltura di verificare, alla luce della concessione di pesca e dei fondi programmati per il risanamento dello stagno, quale ruolo poter affidare ai pescatori per la pulizia dei canneti presenti sul perimetro dello specchio d’acqua invasi dal giacinto. Proprio relativamente al finanziamento previsto, e non ancora erogato, per il risanamento degli stagni, l’assessore Cera evidenzia di avere, da diversi mesi,  sollecitato l’erogazione delle risorse, al fine di attivare il programma di interventi per il ripristino ambientale dei compendi lagunari e stagnali ricadenti del territorio.  In particolare la Provincia, sin dal mese di luglio, ha predisposto una proposta di interventi, condivisi con le cooperative della pesca, le istituzioni locali e il mondo universitario, e lo ha trasmesso alla Regione, evidenziando l’opportunità di coinvolgere anche gli operatori che gestiscono i compendi in alcune azioni di risanamento ambienatle. Si è richiamata, più volte, l’urgenza di definire la situazione, in considerazione dell’importanza che il settore della pesca riveste per il territorio e della drammatica crisi che lo coinvolge, e che ha conseguenze che vanno a ripercuotersi inevitabilmente sull’intera economia locale, con il rischio che, con l’ulteriore perdurate di questa situazione, possa conseguire il sorgere di problemi di carattere sociale, così come segnalato dagli operatori del settore e dalle loro organizzazioni. Durante l’incontro, la Regione Sardegna, recependo le proposte della provincia di Oristano, ha consegnato una bozza di convenzione, relativa agli interventi di asportazione della “mercerella enigmatica” dagli stagni di Marceddì e di Corru S’Ittiri. Il documento, nei prossimi giorni, verrà integrato e completato, anche in base alle indicazioni della Provincia, in merito alla possibilità di recepire le istanze di coinvolgimento auspicate dagli operatori dei compendi, e, inoltre, servirà come base per definire gli atti di finanziamento degli altri interventi programmati.

La commissione sanità della provincia di Oristano  visiterà, mercoledì 9 febbraio, alle 8,  il Centro di Riabilitazione Santa Maria Bambina del Rimedio, e venerdì 11 febbraio , sempre alle 8, il presidio ospedaliero  di Bosa.

Si è tenuta, ad Oristano, presso la Federazione provinciale Coldiretti, l'assemblea di "Coldiretti Giovani Impresa". I giovani di Coldiretti si sono confrontati, alla presenza del segretario nazionale, Carmelo Troccoli, sulla forte crisi che sta accompagnando il mondo delle campagne, con l'obiettivo di rilanciare un'azione sindacale che veda i giovani sempre più protagonisti del cambiamento,  per una Filiera tutta Agricola e tutta italiana.  "L'agricoltura deve recuperare competitività e potere negoziale all'interno della filiera agroalimentare, e la recente approvazione del decreto sull'obbligo di etichettatura dell'origine - ha detto Mario Coni, delegato regionale dei giovani di Coldiretti Sardegna -, rappresenta quell'ulteriore strumento per i giovani che investono sul proprio futuro, attraverso il vero made in Sardegna; dobbiamo dare gambe ad un progetto economico che lega i prodotti ai territori, e questo può avvenire mettendoci noi la firma e la faccia.  Il grande interesse che sta registrando il concorso “!Oscar Green 2011”, il premio promosso da Coldiretti Giovani Impresa per valorizzare e dare spazio all'innovazione in agricoltura - ha ricordato Coni -, è il chiaro segnale che c'è voglia di scommettere su un'agricoltura sempre più protagonista dello sviluppo dei territori e che, grazie ai mercati di Campagna Amica ed alla rete dei punti di Vendita Diretta, realizza la migliore performance nel commercio alimentare nel corso del 2010".

 
Di pig (del 04/02/2011 @ 17:00:55, in politica, linkato 1307 volte)

Oramai ci siamo abituati: non c’è esternazione di Angela Nonnis, che, per un motivo o per l’altro, non crei una marea di polemiche. E siamo abituati a tal punto, che i suoi proclami, i suoi discorsi, siano essi filosofici o d'alta politica (che noi, poveri ed ignoranti mortali, dobbiamo rileggere due o tre volte per capirne il vero significato), non fanno quasi più notizia. Siamo abituati, come detto,  e sorridiamo (anche se, a dire il vero, ci sarebbe da piangere) ogni volta che ascoltiamo la Nonnis, mentre ad altri salta, immediatamente (chissà poi perché), la mosca al naso. Il sindaco, infatti, oltre ad avere il grande pregio di essere incomprensibile, riesce (e questa è una dote assolutamente naturale) nell’ambito dello stesso ragionamento persino a sconfessare sé stessa, e a far adirare anche coloro che sono d’accordo con lei a prescindere. C’è, poi, un altro particolare non secondario, che suscita, in particolare, l’indignazione di tutti i consiglieri di maggioranza e di opposizione: quando l’imperatrice oristanese parla non solo per sé ma anche in nome e per conto dell’universo mondo, consiglieri compresi. L’ultimo esempio è la recentissima dichiarazione della Nonnis sulla manifestazione a Cagliari, ritenuta dal sindaco inutile, per la salvezza del’aeroporto di Fenosu (vedi nostro articolo precedente). Il primo a lagnarsene apertamente è stato il consigliere provinciale, nonché capogruppo del Pd in consiglio comunale, Peppino Marras. “Leggo con stupore – ha sostenuto Marras -, questa mattina, che il sindaco di Oristano, Angela Nonnis, dichiara che non è più necessario andare a Cagliari, per manifestare la nostra forte volontà di garantire un futuro all'aeroporto di Fenosu. Non capisco, e non mi è dato sapere, con chi il sindaco abbia concordato tali affermazioni, che sono in contrasto con quanto il consiglio comunale e il consiglio provinciale hanno definito nella riunione congiunta del 2 febbraio”.  Nella nota stampa, diramata oggi, Peppino Marras si dice poi curioso di conoscere quali rassicurazioni il presidente Cappellacci abbia dato al sindaco, “…che – ha ricordato Peppino Marras - non rappresenta il consiglio comunale e tanto meno quello provinciale”, tali da spingere Angela Nonnis   “…ad esporsi in dichiarazioni che non vanno oltre un suo personalissimo parere. Quello che però mi interessa – ha proseguito Marras -, oltre la polemica politica, è il destino dell'aeroporto di Fenosu. Ci tengo, e la mia parte politica ci tiene tanto (così come tutto il territorio), e ritengo che una telefonata (con Cappellacci. ndr) non valga una delibera di giunta o un articolo in finanziaria, e che, quindi, il livello di guardia deve rimanere non alto, ma altissimo. D'altronde, sono piene le fosse di promesse degli amministratori non rispettate, siano essi di centro destra o di centro sinistra. A questo punto – si legge ancora nella nota -  è evidente che la partita è così importante che nessuna telefonata può farci abbassare la guardia  e, considerata la concorrenza strenua che altre strutture aeroportuali e i loro amministratori ci fanno da troppo tempo, sono convinto che dobbiamo continuare a tenere i riflettori puntati sulle scelte della Regione, che ad oggi rimane l'unico soggetto in grado di salvare il neonato aeroporto di Fenosu. Ritengo, anzi, indispensabile che il livello di coinvolgimento della protesta sia allargato a tutti i comuni della provincia, alle forze sociali e imprenditoriali e, in particolare, alla popolazione che sente il problema, che crede nella prospettiva di uno scalo ad Oristano e che sta, oggi, vicino ai suoi amministratori, perchè capisce che questo è uno snodo cruciale per un futuro migliore per tutto l'Oristanese”.

Ma non è stato il solo Peppino Marras ad insorgere per le “incaute” dichiarazioni del sindaco Nonnis. In serata, dall’ Amministrazione provinciale di Oristano, è pervenuto un comunicato che sconfessa quanto dichiarato dal sindaco. Questo, il testo integrale: “Il presidente della Provincia di Oristano, Massimiliano de Seneen, quello del Consiglio provinciale, Mauro Solinas unitamente alla Conferenza dei capigruppo, composta dai vicepresidenti Egidio Loi (Pdl) e Peppino Marras (Pd), da Salvatore Crobu (Udc), Alfredo Mameli (Fortza Paris), Gabriele Basciu (Riformatori), Marcello Serra (Mpa), Efisio Trincas (Psd’Az), Stefano Figus (Idv) e Sebastian Madau (Repubricanos), considerano inopportune le dichiarazioni rese agli organi di informazione dal sindaco di Oristano, Angela Nonnis, a  seguito di un intervento telefonico del presidente della Regione, Ugo Cappellacci, il quale, rivolgendosi al sindaco, ha suggerito di evitare la manifestazione da tenersi a Cagliari da parte dei  Consigli provinciale e comunale, unitamente ai sindaci del territorio, manifestazione  decisa nella seduta congiunta di mercoledì due febbraio dedicata ai problemi e alle prospettive dello scalo aereo di Fenosu. Il sindaco di Oristano si discosta ed ha di fatto contravvenuto a quanto stabilito dalle due assemblee preoccupate dalla mancanza di certezze e alla non conoscenza dei contenuti di una recente delibera che la Giunta Regionale avrebbe adottato su Fenosu, il non definito ruolo della Sfirs e dell’entità del suo intervento per lo scalo aereo oristanese, l’esiguità del finanziamento attribuito dalla Regione, appena 300 mila euro nell’ambito dei fondi assegnati di recente agli altri aeroporti sardi, la mancata attivazione di una  cabina di regia che superi il persistere delle condizioni di confusione, precarietà e non scelte per quanto riguarda il ruolo degli aeroporti minori. Insieme ad altre sono queste le motivazioni che hanno indotto le due assemblee ad indire una manifestazione a Cagliari, con l’obiettivo di evidenziare le aspettative di un territorio, che per la sua posizione si ritiene nevralgico nelle scelte di sviluppo e nelle dotazioni infrastrutturali dell’Isola. Il presidente della Provincia ricorda, infine, il ruolo svolto dall’ente a sostegno dello scalo aeroportuale, con una esposizione che ha superato i 4 milioni e mezzo di euro, e una quota di azioni pari al 75%, che lo abilita ad essere il principale interlocutore di quella che resta una fondamentale scommessa per la crescita e lo sviluppo del territorio. La Conferenza dei capigruppo, perdurando una situazione di non certezza, ribadisce comunque la volontà di portare avanti il deliberato del 2 febbraio”.

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“Un altro pasticcio alla Cappellacci, con lo zampino di Matteoli, in cui rischiano di rimetterci ancora una volta i sardi, nella doppia veste di viaggiatori e di gestori delle imprese turistiche o del suo indotto. Con le nuove regole, la continuità territoriale aerea è nel caos più totale e i tempi per raddrizzarla sono strettissimi” Lo ha dichiarato, tra mite un comunicato, la deputata oristanese, Caterina Pes. “Resta da chiarire, infatti, se e quale sia la copertura finanziaria delle tariffe agevolate per i residenti in Sardegna, e massima incertezza è anche sul versante dei non residenti. Un aumento indiscriminato delle tariffe sarebbe, oltre che un danno per i sardi che devono oltrepassare il mare, magari per motivi di lavoro, studio o salute, ma anche un potente deterrente per i turisti, che opterebbero di certo per altre mete di fronte a biglietti lievitati indiscriminatamente. Quella dei trasporti è una questione chiave per la vitalità economica della nostra isola e, prima ancora, per la dignità e pari opportunità dei sardi. Restano meno di due mesi per sanare la situazione ma, nel rimpallo di responsabilità fra Cappellacci e Matteoli (che teoricamente dovrebbero remare nello stesso verso e invece si scambiano accuse a vicenda) il rischio è che si scivoli verso quella data con un nulla di fatto”
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Il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, ha indetto, per il 15 maggio prossimo, il referendum consultivo popolare regionale sulle "centrali nucleari". Il quesito sul quale esprimersi é "Sei contrario all'installazione in Sardegna di centrali nucleari e di siti per lo stoccaggio di scorie radioattive da esse residuate o preesistenti?". La consultazione era stata sollecitata, in particolare, dal movimento indipendentista Sni-Sardigna Natzione indipendentzia, attraverso un comitato che aveva promosso una raccolta di firme.

Il comune di Oristano ha appaltato i lavori per la realizzazione dei bagni pubblici nella borgata marina di Torregrande. Per il progetto la giunta dispone di un finanziamento di 67 mila euro. Le due nuove strutture, in moduli prefabbricati, saranno costruite facendo riferimento alle prescrizioni del Piano di utilizzo del litorale, del Piano chioschi, del Piano particolareggiato di Torregrande e del Codice dei beni culturali e del paesaggio. I due nuovi bagni pubblici, con servizi per gli uomini, per le donne e per i disabili, sostituiranno gli unici presenti non più funzionanti. “I servizi saranno posizionati sul lungomare Eleonora d’Arborea, agli incroci con la via Amalfi e con la via Tommaseo – ha spiegato l’assessore comunale ai Lavori pubblici, Andrea Lutzu -. Per facilitare l’ingresso alle persone con ridotta capacità motoria saranno costruite apposite pedane in legno. L’intervento, unito agli altri realizzati o in corso di realizzazione a Torregrande, come la sistemazione dei marciapiedi e dell’impianto di illuminazione pubblica del lungomare, la manutenzione dell’edificio che ospita la biblioteca e la guardia medica, contribuiranno a rendere più vivibile la località marina”.

“Un incontro assolutamente positivo che fa ben sperare per il futuro di 25 lavoratori in cassa integrazione guadagni straordinaria della Ditta Compau di Marrubiu, che verranno inseriti presso  vasri enti territoriali della provincia di Oristano, in attuazione dell’accordo, promosso dalla Provincia di Oristano, e sostenuto dalla Regione “. Così l’assessore provinciale Murana ha commentato l’esito della riunione nel corso della quale sono state discusse le modalità operative ed attuative dell’accordo “Compau” per l’inserimento nei vari enti dei lavoratori della ditta di Marrubiu, Alla riunione hanno preso parte i rappresentanti della Asl n°5 di Oristano, i sindacati e i sindaci di Ales, Arborea, Gonnoscodina, Gonnostramatza, Marrubiu, Mogoro, Morgongiori, Pau, Santa Giusta, San Nicolò d’Arcidano, Terralba, Uras e Oristano, che hanno dato piena disponibilità per l’avvio del programma di reinserimento dei lavoratori dell’azienda di Marrubiu. La Regione ha riconosciuto anche ai lavoratori collocati in cassa integrazione dalla Compau  l’opportunità di essere impiegati negli enti territoriali e di beneficiare di un trattamento integrativo, rispetto alla cassa di integrazione percepita, sino ad un massimo di 1.000 euro”.

I malati di sclerosi multipla nella provincia di Oristano, sono oltre settecento, cinque dei quali di età inferiore ai quindici anni, che scontano la mancanza di un'assistenza medica specifica nel territorio. Lo ha denunciato il gruppo dell’Idv in consiglio regionale, in un'interrogazione urgente al presidente della Regione, Ugo Cappellacci, e all'assessore alla Sanità, Antonello Liori, ai quali vengono sollecitati interventi per dotare l'ospedale di Oristano di strumenti e personale indispensabili per trattare i pazienti con sclerosi multipla.  "La Provincia di Oristano è l'unica, di quelle storiche, a non avere un ambulatorio di neurologia per la diagnosi, il monitoraggio e la cura della sclerosi multipla - ha sostenuto l’Idv -. "I pazienti oristanesi sono costretti a rivolgersi ai centri specialistici di Cagliari, Nuoro o Sassari, per ricevere cure mirate e specialistiche. Inoltre, nelle strutture ospedaliere oristanesi non vengono assicurate neanche le terapie farmacologiche necessarie per rallentare la progressione della malattia, tantomeno quelle per tenere sotto controllo i sintomi più fastidiosi". La sclerosi multipla, malattia infiammatoria del sistema nervoso centrale progressivamente invalidante con un'alta incidenza in Sardegna, viene trattata con terapie a base di farmaci immunomodulanti e immunosoppressori che ne possono rallentare il decorso.  Nel luglio 2007, l'allora assessore regionale alla Sanita' aveva incluso la Asl 5 di Oristano fra le aziende sanitarie che avevano il diritto di dispensare ai pazienti i farmaci necessari. "Ma quella di Oristano – secondo quanto riferito dall’Italia dei valori - non è stata posta nelle condizioni di adeguarsi a questa delibera. Nell'ospedale di Oristano manca un neurologo specialista in materia, reperibile 24 ore su 24, che sia in grado di prestare a un paziente con ricaduta in corso le adeguate e fondamentali cure di primo soccorso, e non ci sono neppure gli strumenti per diagnosticare in tempi rapidi la malattia". 

Prende il via, ad Oristano, una campagna di informazione e prevenzione sulle conseguenze derivanti dalla detenzione e uso di sostanze stupefacenti. L'iniziativa è stata presentata, questa mattina, dal prefetto Gianni Russo e dai rappresentanti di numerosi enti, che hanno creato una rete interistituzionale quale cabina di regia per interventi concertati e condivisi. Sono state annunciate azioni di educazione alla legalità e di contrasto delle droghe. In quest'ottica s'inserisce la pubblicazione di un opuscolo informativo rivolto ai ragazzi. L'opuscolo è stato realizzato nella veste grafica, con la partecipazione di un giovane designer oristanese, Alessandro Obino. Sono in corso i preparativi di un ciclo di lezioni e di incontri con i ragazzi, che verranno svolti nelle scuole, negli oratori e in altri luoghi di ritrovo. All'iniziativa partecipano la Provincia di Oristano, il Comune capoluogo, la questura, i Comandi provinciali dei carabinieri e della guardia di finanza, l'Ufficio scolastico provinciale, l'Azienda sanitaria locale, la Camera di commercio, il Coni e il Consorzio Uno.

Lunedì 7 febbraio riaprono al pubblico, a Masama, Nuraxinieddu e Silì, le sedi decentrate della biblioteca comunale. L’apertura sarà assicurata dal persone della “Cooperativa Studio e Progetto 2”. Le biblioteche osserveranno i seguenti orari: Massama: lunedì 10-12; mercoledì 15,30-18,30; giovedì 15,30-18,30; venerdì 10-13. Nuraxinieddu: lunedì 9-13; martedì 9-13; giovedì 15,30-19,30; venerdì 15,30-19,30; sabato 9-13. Silì: lunedì 15,30-19,30; martedì 15,30-19,30; giovedì 9-13; venerdì 15,30-19,30; sabato 9-13.

Alla presenza di un folto pubblico si è svolta, presso la Torre Aragonese, a Ghilarza, la presentazione del “Calendario Ghilarzese 2011” dal titolo “I gioelli culturali del nostro paese – Ghilarza e le sue Chiese”, realizzato dall'amministrazione comunale di Ghilarza, con il contributo dell'assessorato alla Cultura della Provincia di Oristano. Dal punto di visto tecnico e grafico l'opera editoriale è stata presentata dal vicesindaco, Francesco Miscali, che ha annunciato che il calendario vuole essere soltanto un primo importante lavoro per la conoscenza di numerosi altri tesori culturali di Ghilarza. Nel suo saluto, il sindaco Stefano Licheri ha, invece, rimarcato l'importanza di iniziare questo percorso con le 11 chiese di Ghilarza e Zuri, a testimonianza di quanto i ghilarzesi siano affezionati ai loro luoghi di culto, mentre il  parroco, Salvatore Marongiu, si è soffermato sul fatto che “…la chiesa rappresenta, nella vita di ognuno di noi, un luogo dove si celebrano gioie e dolori, e per questo è un luogo da rispettare e valorizzare”. Sulla necessità di dare continuità a questo lavoro di ricerca e catalogazione, si è espresso l'assessore provinciale alla Cultura, Serafino Corrias. Alla presentazione del Calendario ghilarzese hanno presenziato diversi sacerdoti, tra i quali Mario Cuscusa, Fancesco Marongiu, e Italo Schirra, anche lui ghilarzese, da pochi mesi in pensione nel suo paese natale dopo aver svolto per 50 anni la sua missione sacerdotale ad Oristano. l Calendario (uno per famiglia) è stato distribuito nelle Pprrocchie di Ghilarza e Zuri, dai Comitati dei Novenari, e nel c omune di Ghilarza. Chi non l'avesse ancora ritirato può richiederlo in comune, allo sportello dell'Ufficio attività produttive,  e si potrà consultare e scaricare online, nel sito istituzionale del comune  www.comune.ghilarza.or.it

Da lunedì 7 febbraio sarà possibile prenotare i biglietti per la Sartiglia 2011. Per le prenotazioni occorre compilare il modulo disponibile presso gli uffici della Fondazione e sul sito internet www.sartiglia.info. Sarà inoltre possibile acquistare i biglietti attraverso i circuiti www.atrapalo.it e www.vivaticket.it. Attraverso questi circuiti sarà garantita maggiore visibilità alla manifestazione a livello nazionale e internazionale. Quest’anno, per agevolarne la presenza e far fronte alla crescente domanda proveniente da varie regioni d’Italia e dall’estero, il Consiglio di amministrazione della Fondazione Sa Sartiglia ha stabilito di riservare una quota dei biglietti ai turisti. I biglietti acquistati in prevendita potranno essere ritirati presso la sede della Fondazione in Piazza Eleonora fino al giorno della manifestazione. Per ritirare i biglietti sarà necessario presentare la ricevuta originale di pagamento. Dal 28 Febbraio si potrà procedere all’acquisto, anche senza prenotazione, fatta salva la disponibilità dei tagliandi. Questi i prezzi dei biglietti: Domenica 6 Marzo. Corsa alla stella: Tribuna A (fronte Curia) 30,00 Euro, Tribuna B (Duomo) 25,00 Euro, Tribuna C (San Francesco) 15,00 Euro. Corsa delle pariglie: Tribuna D (Brocciu Lato sinistro) 20,00 Euro, Tribuna E (Brocciu lato destro) 20,00 Euro, Tribuna F (Banca di Sassari) 25,00 Euro, Tribuna G (Upim) 25,00 Euro, Tribuna H (Upim) 25,00 Euro, Tribuna I (Mercato civico) 25,00 Euro, Tribuna L (Portixedda) 20,00 Euro. Martedì 8 Marzo. Corsa alla stella: Tribuna A (fronte Curia) 25,00 Euro, Tribuna B (Duomo) 20,00 Euro, Tribuna C (San Francesco) 10,00 Euro. Corsa delle pariglie: Tribuna D (Brocciu Lato sinistro) 20,00 Euro, Tribuna E (Brocciu lato destro) 20,00 Euro, Tribuna F (Banca di Sassari) 25,00 Euro, Tribuna G (Upim) 25,00 Euro, Tribuna H (Upim) 25,00 Euro, Tribuna I (Mercato civico) 25,00 Euro, Tribuna L (Portixedda) 20,00 Euro. Il regolamento della biglietteria stabilisce che “l’ora di inizio indicata sui biglietti può subire variazioni non imputabili direttamente all’organizzazione. Solo nel caso in cui l’evento venisse annullato dall’organizzazione prima del suo inizio, la Fondazione si impegna a rimborsare il costo del biglietto. In caso di sospensione dello spettacolo dopo il suo inizio, verrà meno ogni diritto al rimborso del biglietto”. La biglietteria, presso la sede della Fondazione in piazza Eleonora d'Arborea 26, apre dal 7 febbraio al 4 Marzo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 19, il sabato dalle 9 alle 12. Dal 5 all’8 Marzo apertura con orario continuato dalle 9 alle 19. Gli uffici della Fondazione sono aperti e disponibili anche per fornire informazioni e per la vendita dei gadget della manifestazione.

 

 
Di greg (del 07/02/2011 @ 13:15:42, in politica, linkato 1282 volte)

La vicenda dell’aeroporto di Fenosu si arricchisce di un’ulteriore, piccantissima puntata. Dopo lo scambio di vedute tra i rappresentanti della Provincia e il sindaco di Oristano, e dopo la dura risposta del presidente della regione, Ugo Cappellacci , al presidente della Provincia, Massimiliano de Seneen, oggi, c’è stata la durissima replica di de Seneen a Cappellacci. Ecco il testo della lettera: “Egregio Presidente, lo scorso quattro febbraio, in tarda serata, è stato diramato un comunicato stampa a firma mia, del presidente del Consiglio e dei presidenti di tutti i Gruppi rappresentati in Consiglio Provinciale. Il documento, indirizzato solo ed esclusivamente al sindaco di Oristano, elenca gli argomenti discussi in assemblea e richiama la dott.ssa Nonnis al rispetto di quanto deliberato nella riunione congiunta di Consiglio. Lo stesso giorno, in prima mattinata, ho tentato di mettermi in contatto telefonicamente con Lei ma, nonostante le assicurazioni della Sua segretaria, non sono stato richiamato. Non è la prima volta che accade. Straordinaria, inverosimile ed al limite della querela è la replica al suddetto comunicato che s'intromette, non richiesta ed inopportuna, tra la Provincia ed il Comune, inviata alla stampa da Lei e dall’assessore Carta. E’ errato il contenuto perché lo scopo del vertice da Lei richiamato e da me richiesto era quello di avere conferma, da parte Sua, della volontà della Regione di intervenire a sostegno dell’aeroporto di Fenosu partendo dalla considerazione che lo stesso difficilmente potrà reggersi autonomamente e che è necessario inserirlo in un piano regionale. L’ipotesi, da Lei condivisa, riconduceva al secondo motivo della mia richiesta di incontro; la necessità che questo lavoro di integrazione / programmazione fosse effettuato congiuntamente dall’Assessorato ai trasporti, dalla SFIRS e dalla SO.GE.A.OR. partendo dal piano di sviluppo aeroportuale consegnatoVi ad ottobre del duemilanove e dal piano industriale da tempo in Vs. possesso. Gli incontri, a quanto mi risulta, erano anche iniziati ma, per varie vicende indipendenti dalla mia volontà, non sono approdati a nulla. Altro che inerzia da parte mia. Sono inaccettabili i toni, irridenti, supponenti, offensivi, utilizzabili, sempre che Ve lo consentano, in altri contesti e, in ogni modo, non nei rapporti tra istituzioni. Credevo, francamente, che tali toni non fossero associabili alla Sua persona ma, è evidente, in questa valutazione sono stato leggero e facilone. La informo anche che non è mia abitudine strillare e, meno che mai, scaricare responsabilità su altri. Non sono stato io ad assumere delibere che non hanno avuto seguito né impegni non mantenuti. Sono impaziente di incontrarLa durante il pubblico confronto da Lei proposto e La invito a venire ad Oristano, sarebbe la prima volta, per trattare argomenti che riguardano il territorio, in particolare l’aeroporto, visto nell’insieme delle azioni da Voi svolte per tutti gli scali sardi, le problematiche relative al consorzio di bonifica ed alla vicenda delle statue di Mont'e Prama”. In tarda serata è arrivata la risposta al presidente de Seneen da parte dell’assessore regionale ai Trasporti, Angelo Carta (che presto sarà sostituito da Christian Solinas). "Il presidente della Provincia di Oristano - ha affermato Carta - continua a riferire notizie inesatte sulla vicenda dell'aeroporto di Fenosu. Alla Regione, a tutt’oggi, non è pervenuto alcun piano industriale, ma esclusivamente un piano infrastrutturale inviato a gennaio 2010, che non ha nulla a che vedere con uno studio di sviluppo dello scalo. L'obiettivo della Regione – ha sostenuto Carta - è realizzare uno studio per rendere operativo lo scalo e dargli una reale prospettiva di sviluppo, che gli consenta di uscire da una situazione di crisi. Sono certo che anche il presidente de Seneen abbia lo stesso obiettivo, al di là delle polemiche e dei problemi di consegna che si sono verificati sulla direttrice Oristano-Cagliari". Sulla questione è tornato anche il presidente della Regione, Ugo Cappellacci: "E' tempo di lavorare e di accelerare. La Regione non ha tempo per le polemiche e, quel che più conta, eè il territorio a non averne più a disposizione".

Intanto, come avevamo già anticipato, il sindaco di Oristano, Angela Nonnis, non contenta di aver creato, con le sue esternazioni, una spaccatura tra le istituzioni, e per nulla preoccupata dello sbraitare del Pdl, ha deciso di dividere la delega al patrimonio (e non solo), effettuando un minirimasto nell’attribuzione delle deleghe che, per i risvolti politici che dovrebbero seguirne (anche se, visti i precedenti, nutriamo forti dubbi sul fatto che il Pdl sia conseguente. ndr), a nostro modesto avviso, non è per niente “mini”. Resta ora da vedere cosa farà il gruppo politico con il maggior numero di consiglieri in comune: reagirà o assorbirà con un sorriso amaro l’ennesimo calcio in bocca del sindaco? Per chi vuole saperne di più, questo il decreto del primo cittadino: “Considerato che si rende necessario avviare una prima fase del percorso di realizzazione di un progetto complessivo del Patrimonio Comunale, al fine di perseguire una visione unitaria di sviluppo e di massima valorizzazione dei beni patrimoniali  sotto le loro varie peculiarità proprie di un patrimonio pubblico; Vista la L.R. n. 9 del 12.06.2006 recante "conferimento di funzioni e compiti agli enti locali" e ss.mm.ii., con la quale è stato disciplinato il conferimento di funzioni e compiti agli enti locali, in attuazione del D.Lgs. 17 aprile 2001, n. 234, concernente "norme di attuazione dello Statuto speciale della Sardegna per il conferimento di funzioni amministrative, in attuazione del capo I della Legge 59/97"; Atteso che, a norma dell'art. 41 della precitata legge regionale, sono attribuite ai Comuni le funzioni di: a) elaborazione ed approvazione dei Piani di utilizzazione dei litorali; b) concessioni, sui beni del demanio marittimo o della navigazione interna, per finalità turistico-ricreative, su aree scoperte o che comportino impianti di facile rimozione; c) le altre funzioni amministrative riguardanti il demanio marittimo ed il mare territoriale non riservate alla Regione o allo Stato. Considerato che con deliberazione G.R. n. 25/15 del 26.05.2009 recante "Legge regionale 12 giugno 2006 n. 9. Conferimento di funzioni e compiti agli enti locali. Fissazione del termine del 31ottobre 2009 per l'effettivo trasferimento delle competenze in materia di demanio marittimo" è stato materialmente disposto il trasferimento delle citate competenze ai Comuni dando mandato ai Servizi del Demanio dell'Assessorato EE.LL. Finanze ed Urbanistica del formale inoltro dei fascicoli ai Comuni; Considerata la necessità di definire le condizioni ottimali per il funzionamento dei processi decisionali, nella materia che riguarda il Patrimonio del Comune di Oristano, in modo da garantire i necessari processi connessi alla efficace determinazione e pianificazione delle attività da eseguire; Ritenuto necessario, al contempo permettere una valorizzazione delle capacità e professionalità esistenti e valorizzare, attraverso una loro integrazione e condivisione le politiche del Patrimonio Comunale, tenendo conto dell'assetto delle deleghe assessorili; Ritenuto opportuno assegnare la delega in materia di Demanio Comunale e Patrimonio Indisponibile all'Assessore che ha la delega di funzioni in materia di Urbanistica, allo scopo di ottimizzare l'azione amministrativa nella detta materia, attribuendo allo stesso anche le specifiche competenze in materia di Demanio Comunale e Patrimonio Indisponibile; Ritenuto, inoltre, opportuno attribuire all'Assessore che ha già la delega in materia di Lavori Pubblici anche quella concernente la materia dei Beni Artistici e Monumentali; Richiamati i propri precedenti decreti n. 60 del 04.08.2009, n. 62 del 22.09.2009 e n. 63 del 22.09; Visti gli artt. 46 e 47 del T.U.E.L.; Visto l'art. 42 dello Statuto comunale; Decreta di rimodulare, per le ragioni espresse in premessa, le deleghe assessoriali concernenti i compiti e le funzioni nelle materie di seguito specificate: 1) Lutzu Andrea: Lavori Pubblici - Servizi Tecnologici - Cimiteri - Frazioni - Beni Artistici e Monumentali. 2)  Deiana Mariano: Politiche Sociali - Casa - Problematiche Sanitarie e Giovanili. 3) Faedda Luca: Pubblica Istruzione - Cultura - Edilizia Scolastica. 4) Ledda Salvatore: Urbanistica - PUC – Housing Sociale – Edilizia Privata - Edilizia Residenziale Pubblica – Demanio e Patrimonio Indisponibile. 5) Lisini Alessandro: Programmazione - Bilancio - Finanze - Tributi - Patrimonio disponibile- Affari Generali – Società Partecipate. 6) Putzu Alessio: Annona - Settori Produttivi - Mercati – Agricoltura - Trasporti Urbani - Parcheggi – Polizia Amministrativa. 7) Schintu Marzio: Sport - Turismo - Spettacolo - Politiche per la Gioventù. 8) Licheri Gianfranco: Ambiente - Verde Pubblico - Decoro Cittadino - Nettezza Urbana - Polizia Ambientale ed Ecologica.  Di confermare, inoltre, che la materia relativa al Piano Strategico è attribuita a tutti gli assessori, ciascuno per la parte di propria competenza; Resta intesto che le materie relative al contenzioso in genere, nonché quelle del Personale - Comunicazione Istituzionale e quelle di Polizia Urbana restano attribuite al Sindaco. Copia del presente viene trasmesso agli Assessori, alla Prefettura per quanto di competenza, al Segretario Generale, ai Dirigenti e ai Responsabili degli Uffici e dei Servizi dell'Ente”. (Il sindaco di Oristano, Angela Eugenia Nonnis).

Altre notizie:

Si è chiuso con un'autocritica l'intervento del segretario regionale del Partito Democratico, Silvio Lai, che ha aperto i lavori dell'assemblea del Pd sardo, riunita a Oristano, dopo la cocente sconfitta del proprio candidato alle primarie per il comune di Cagliari, Antonello Cabras. Cominciata con più di un'ora di ritardo, la riunione era molto attesa proprio per le parole del segretario. "Può darsi che in questi mesi la capacità di guida del partito non sia stata adeguata alle sfide", ha dichiarato Silvio Lai, concludendo un intervento durato circa 40 minuti, "…la valutazione è di questo organismo, prima di tutto, e dell'assemblea, e la mia disponibilità e responsabilità è totale. Lo ripeto: sono per scrivere una pagina nuova con il protagonismo di tutti". Relativamente alla vicenda delle primarie di Cagliari, e alla sconfitta del candidato Pd, secondo Silvio Lai "…non c'è una sola spiegazione, ma più concause. Vanno escluse, secondo Lai, quelle del complotto e del disegno di qualcuno. Scelta unitaria solo formale, candidato di esperienza, ma col punto debole generazionale, primarie considerate già vinte, sono tutte riflessioni valide, ma che non ci devono portare alla liquidazione del caso Cagliari come un incidente di percorso o ad un errore occasionale. Non sarebbe onesto e sufficiente se ci fermassimo qui". Da qui una riflessione sullo stato del Pd in Sardegna: "E' evidente che rischiamo di trasmettere l'idea di un Pd confederale, di una somma di tribù, di cui tutti facciamo parte, che non solo rischia di prevalere ma di annullare ogni idea di partito, di comunità, di progetto d'insieme. Soprattutto - ha proseguito Lai - rischia di farci percepire come una somma di interessi e non come una forza portatrice di novità e di sostanziale alternativa, ed è facile essere considerati uguali agli altri, litigiosi e divisi, incapaci di essere impegnati per un livello più elevato del bene comune. E se la risposta è onesta - ha detto ancora il segretario regionale del Pd -, dobbiamo dirci che siamo di fronte ad un punto di non ritorno, che richiede una svolta, un cambio, altrimenti i prossimi appuntamenti già vinti per gli errori dell'avversario possono tradursi in sconfitte cocenti e inaspettate". Cornice delle alleanze, regole nel partito e agenda politica, secondo il segretario regionale del Pd, Silvio Lai "…questi sono i nodi non rinviabili" per un rilancio del partito nell'isola. Per superare i consensi del centrodestra occorre davvero voltare pagina e non possiamo farlo se non diciamo la verità con più forza e convinzione sulle cose che non vanno, se non siamo intransigenti nella differenza con la destra, nei costumi politici ed etici, nell'accettazione della macchina burocratica ostile ai cittadini e permeabile ai comportamenti clientelari e privatistici, nel correntismo esasperato, se differiamo solo nella compassione per i più deboli, senza incidere nella carne viva delle diseguaglianze e dei privilegi.  Troppe, infatti, sono le diseguaglianze e troppe le ingiustizie che impediscono che siamo percepiti come differenti". Infine Lai ha fatto un riferimento esplicito guardando all'interno del partito: "Occorre che siamo coscienti che ci sono troppe differenze non portate a sintesi, che rendono inutile ogni tentativo di rappresentare il partito; differenze che sono poco permeabili ad una riduzione univoca per più percorsi individuali che per il bene comune della sfida collettiva". A tarda sera il dibattito su una delicata fase di riflessione interna del Pd, era ancora in corso. "Bisogna ripartire da zero - ha affermato, fra gli altri, il consigliere regionale, Giampaolo Diana. "E' utile che la direzione dia mandato al segretario affinchè riveda tutti gli esecutivi, a partire dalla segreteria regionale per finire a quelle provinciali". Anche i parlamentari Caterina Pes e  Guido Melis sono stati molto critici sull’operato di Silvio Lai. Melis ha espresso dissenso anche sulla scelta dello sconfitto Antonello Cabras come candidato del Pd alla carica di sindaco di Cagliari. “Perche' – ha detto Melis - riproponeva un vecchio nome, in un momento, in cui non è più tempo di vecchie glorie. Non mi iscrivo ai rottamatori - ha aggiunto Melis -, ma le classi dirigenti hanno una durata". E molti si sono chiesti se questo valesse anche per i parlamentari.  In diversi interventi è stato, comunque, segnalato il malessere in seno al Pd per un'organizzazione che stenta a decollare. Da qui l'esigenza di un repentino rilancio del partito.

Un’interpellanza urgente sulle bollette del gas è stata presentata da Mauro Solinas, consigliere comunale di Fortza Paris. Premesso che il Comune di Oristano è stato destinatario negli anni passati di un finanziamento per la realizzazione della rete del gas cittadino. Considerato che la città ha subito, in quegli anni, tanti disagi dovuti ai lavori, per poter beneficiare successivamente di un servizio moderno e con notevoli e palesati risparmi per i cittadini nell’utilizzo del gas cittadino per uso alimentare, per la produzione di acqua sanitaria e per il riscaldamento. Affermato che numerosi cittadini continuano a lamentare di aver fatto le domande di allaccio alla rete con il conseguente versamento e di non aver mai potuto usufruire del servizio del gas cittadino perché alcune parti della città e le frazioni non sono coperte dalla rete. Verificato che nei mesi scorsi sono pervenute ai cittadini le nuove bollette della Sardinya Gas nelle quali testualmente viene riportata la frase “Con la presente desideriamo informarLa che, a far data dall’acclusa fattura e per un periodo di 6 mesi, la scrivente Sardinya Gas provvederà ad addebitarLe il conguaglio tariffario deliberato……..”, mentre nella parte finale della comunicazione si afferma ancora “ Le differenze risultanti dall’applicazione delle tariffe ….. saranno frazionate in 3 periodi bimestrali a partire dalla fattura corrente. Detto che nonostante si sbandieri da ogni parte la continua ricerca di chiarezza e trasparenza è difficile aver chiaro, bolletta dopo bolletta l’importo totale che un cittadino deve pagare a conguaglio, anche perché, probabilmente non vengono fornite agli operatori adeguate comunicazioni in merito da fornire all’utenza. Oltretutto il passaggio dalla Sardina Gas al nuovo gestore crea per l’utente ulteriori problemi nel capire il calcolo definitivo degli importi relativi al gas consumato. Constatato che gli utenti per ogni eventuale chiarimento devono recarsi nelle campagne di Fenosu, in uffici con scarsissimi spazi per l’attesa degli utenti e con una altrettanto scarsa tutela della privacy per gli spazi poco idonei a ricevere un pubblico di anche una decina di persone. Che, inoltre, in una città dotata del  trasporto urbano la zona non risulta  servita dai bus, con ulteriore difficoltà soprattutto per gli anziani e i diversamente abili. Interroga il Sindaco e l’Assessore competente per conoscere: 1) Se non sia il caso di richiedere alla Sardinya Gas o al nuovo gestore, almeno nel periodo di maggior afflusso degli utenti, l’apertura di un ufficio più adatto a ricevere un numero elevato di utenti,dotato di sala di attesa e di uffici nei quali un cliente non sia costretto ad ascoltare le lamentele del vicino di scrivania. Mi permetto di suggerire che quanto è stato fatto per la distribuzione delle buste della raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani potrebbe essere fatto anche per le bollette del gas. 2) Se non sia il caso di richiedere alla Sardinya Gas e al nuovo gestore l’ invio di una nuova comunicazione con un estratto conto nel quale si evidenzi l’errore commesso e si chiarisca per iscritto e non a parole che quanto asserito nelle lettere trasmesse agli utenti è errato (verba volant, scripta manent). 3) Che fine hanno fatto le domande e i conseguenti acconti versati dai cittadini ai quali l’allaccio alla rete del gas non è mai stato concesso  a causa della mancanza di rete di distribuzione in determinate zone. 4) Che fine hanno fatto i progetti per la realizzazione della rete di distribuzione del gas nelle frazioni e borgate della città.

“Tutte le ricerche, nazionali e internazionali, evidenziano una scuola sarda e oristanese in forte sofferenza. Nell’ultimo programma di valutazione delle competenze in lettura realizzata dall’OCSE i quindicenni sardi ottengono una media di 469 punti (486 è la media italiana, 493 la media OCSE). Nel 2009, in provincia i laureati erano il 4,3%, i diplomati il 19%, mentre oltre il 58% della popolazione possedeva solo la licenza media inferiore”. Lo ha sostenuto, in un comunicato, il Circolo di Oristano del Pd, che ha affrontato, recentemente,  i temi legati a mondo della scuola e al  processo di ridimensionamento della  rete scolastica, criticando fortemente il governo regionale e le sue linee guida per il ridimensionamento della rete scolastica. “Il documento della giunta Cappellacci – ha sostenuto il Pd - è contraddittorio, ipocrita e disonesto. Pone, infatti, in primo piano una serie di obiettivi nobili legati alla qualità dell’istruzione, ma il suo vero obiettivo non è una scuola di qualità, ma portare a compimento li tagli alla scuola decisi dalla legge finanziaria del 2008. In questo documento, e nella politica regionale sull’istruzione, tutto è subordinato ai tagli. Ecco un esempio tra i tanti: da una parte si pone l’eliminazione delle pluriclassi come uno degli obiettivi prioritari, poi si afferma che gli accorpamenti vanno fatti senza creare disagio o disfunzione nella scuola accogliente e dopo un’analisi sull’effettivo risparmio che si otterrebbe in caso di soppressione. Insomma, se non si risparmia nel sopprimerle, le pluriclassi possono pure rimanere. In buona sintesi, agli amministratori locali si dice: “Questi sono i tagli da portare alla scuola del vostro territorio; vedete voi dove e come farli”. Di fatto, però, le amministrazioni locali si ritrovano nell’impossibilità di pianificare un efficace servizio di istruzione per il loro territorio, sia per l’esiguità del tempo (poco più di un mese), sia per la sottrazione di risorse finanziarie e umane. Il Circolo cittadino del Partito Democratico – si legge ancora nel comunicato - non ci sta”. Il pd ritiene, infatti, che una scuola tagliata e con poche risorse sia una scuola selettiva, iniqua e inefficacie “…e non ci si arrende all’idea che alla scuola siano stati sottratti 8 miliardi di euro e tante risorse umane. Noi quei soldi e quegli insegnanti li rivogliamo indietro, perché siamo convinti che il futuro di un territorio si giochi tra i banchi della sua scuola”. Per questi motivi, Il Circolo cittadino del Pd di Oristano pensa a “…una scuola pensata e progettata dal territorio sin dall’asilo infantile; funzionale allo sviluppo globale del singolo individuo e quindi del territorio tutto; con tempi più lunghi e distesi; rinnovata dal punto di vista pedagogico e didattico; con più servizi agli studenti e alle famiglie degli studenti; con maggiore attenzione a chi è portatore di un disagio, di una sofferenza, di un handicap; maggiormente integrata e coordinata con gli altri agenti educativi del territorio; che diminuisca o annulli del tutto il peso dell’ambente socio-culturale familiare dell’alunno nelle sue prestazioni scolastiche; costantemente monitorata e migliorata grazie a un sistema di valutazione locale”. Una scuola di questo genere, secondo il Pd,  ha bisogno di un cambiamento radicale di considerazione, ritenendo che le risorse destinate all’istruzione non siano una “spesa” ma un vero e proprio “investimento”; ha bisogno di una comunità convinta e consapevole dell’importanza strategica di un sistema di istruzione di qualità, per il futuro del singolo ragazzo e della comunità tutta in cui quel ragazzo vive.

Personale della capitaneria di porto di Oristano incontrerà, nei prossimi giorni, gli studenti delle scuole medie inferiori e superiori della provincia per lezioni di educazione civica del mare. Ufficiali e sottufficiali saranno nelle scuole, fino a tutto aprile, con gli alunni di età compresa fra i 10 ed i 18 anni, ai quali verranno mostrati filmati di salvataggi, spiegate regole e normative che vigono in mare, e proposti test che permetteranno, alla fine, di verificare quanto gli studenti oristanesi sanno sulla sicurezza e sulla tutela dell'ambiente marino.  "L'obiettivo della capitaneria di porto – ha detto  il comandante del porto, Alberto Ugga -, è quello di  sensibilizzare i giovani al corretto uso del mare". Quella in atto nell'Oristanese è nuova campagna di educazione sulla sicurezza in mare, propedeutica all'operazione nazionale "Mare Sicuro", che vede  impegnati sulle coste italiane, tutti gli anni, uomini e unità navali della guardia costiera per la sicurezza in mare.

 
Di pig (del 09/02/2011 @ 21:00:12, in politica, linkato 1319 volte)

Ormai niente può fermare il sindaco di Oristano, Angela Nonnis. La divisione delle delega al Patrimonio, ha dimostrato ancora una volta, se mai ce ne fosse bisogno, che l’imperatrice oristanese può fare tutto ciò che vuole e dare gambe a qualsiasi corbelleria le passi per la testa, senza che niente accada. Angela Nonnis ha, infatti, capito da tempo che i consiglieri del centrodestra, e in particolare quelli del Pdl (il gruppo più numeroso in consiglio comunale), sanno solo abbaiare al vento perché non posseggono gli attributi necessari per mandare il sindaco a casa. I pidiellini nostrani sanno benissimo che, così facendo, a casa debbono andare anche loro, e a tutto possono pensare ma non certo ad abbandonare lo scranno. Quando, infatti, qualche “rivoluzionario” ha avanzato l’ipotesi di sfiduciare il sindaco,  una buona parte dei coraggiosi consiglieri del Pdl è sbiancata in volto ed è stata colta da un tale timor panico che solo per miracolo non è stato necessario il ricovero urgente. Se la nostra è una strumentale esagerazione, diteci allora a che cosa è servita la “sceneggiata” attuata nell’ultima seduta del consiglio comunale, quando il Pdl ha abbandonato l’aula per lanciare un chiaro messaggio al sindaco. In soldoni, il messaggio era questo: “Caro sindaco stai attento, perché se togli la delega al Patrimonio a Lisini per darla a Ledda non avrai più la maggioranza ed andrai a casa”. Questo era il succo della sortita. La novella Eleonora ha tremato e si è spaventata al tal punto che  è andata avanti per la sua strada, come se nulla fosse successo, sapendo bene (visti i precedenti) che mai il Pdl (formato  da consiglieri cuor di leone) avrebbe portato fino in fondo la minaccia. Non contenta di ciò, Angela Nonnis ha poi indorato la pillola (che sa di vera e propria presa in giro) con la divisione della delega, e affidando all’assessore Lutzu (Pdl) i Beni artistici e monumentali. Delega, quest’ultima, che è una rogna niente male, visto che mai (se non ricordiamo male) tali beni sono stati censiti e catalogati (lavoro non certo semplice) dall’assessore Ledda, ex titolare della delega, né da chi lo ha preceduto. A Ledda, in compenso, oltre al Patrimonio indisponibile e al Demanio, è stato affidato l’Housing sociale (peraltro già in campo all’Urbanistica). Ma che cos’è il “social housing”? E’ un intervento di forte valore sociale, che mette a disposizione case ad affitto calmierato per tutte quelle categorie sociali che appartengono alla cosiddetta fascia debole, come per esempio i nuclei familiari o le giovani coppie a basso reddito, gli anziani in condizioni sociali o economiche svantaggiate, gli studenti o gli impiegati fuori sede o gli immigrati regolari. Gente che, a fronte dell’attuale costo della vita, non riesce a star dietro alle spese e, quindi, ad avere una vita decorosa. L’affitto calmierato è quel canone che non supera il 25-30% dello stipendio. Il social housing riguarda, quindi, esclusivamente case in affitto permanente (e non in acquisto) che, per esempio, rende possibile ad una giovane coppia di abitare in una casa con un canone d’affitto attorno ai 450/500 euro al mese. Per  l’attuazione pratica è necessario l’abbattimento del costo delle aree destinate al “social housing”, che devono essere date gratis. E questo deve accadere, specialmente, nel caso di aree dismesse del patrimonio pubblico, o di proprietà di fondazioni, università o simili. Quel che certo non manca, infatti, alle amministrazioni sono le aree inutilizzate. Questo tipo di patrimonio pubblico inutilizzato deve passare, senza costi, in mano agli operatori sociali, per diventare un’opportunità di risanamento delle città e, nel concreto, di costruzione di nuove case, con la disponibilità delle aree che deve, per ovii motivi, essere rapida e certa. Insomma, per l’attuazione di una vera politica di “social housing” i passi, in estrema sintesi, debbono essere l’abbattimento del costo dell’area, partecipazione al costo del denaro delle amministrazioni locali e la detassazione. Come si può facilmente intuire si tratta di un intervento quanto mai interessante, sotto tutti i punti di vista, che il sindaco Nonnis e l’assessore Ledda dovranno gestire al meglio. Ora bisogna vedere fino a che punto  il Pdl permetterà al  binomio Nonnis-Ledda di fare, anche su questo, il bello e il cattivo tempo. I “falchi” (pochissimi, a dire il vero) avrebbero voluto mandare subito a casa il sindaco, mentre le “colombe” (la stragrande maggioranza) hanno optato per un costante “logoramento” del primo cittadino. Se questa tattica produrrà effetti lo vedremo a partire dalle prossime sedute del consiglio comunale. Certo che qualcosa il Pdl dovrà pur fare per arginare lo strapotere dell’imperatrice oristanese, se non vorrà perdere del tutto la faccia. E impensabile, infatti, che i consiglieri del Pdl continuino a prendersi a bottigliate sui gioielli di famiglia senza provare alcun dolore. Masochisti va bene, ma a tutto c’è un limite!

Altre notizie:

"Sono previsti ancora dei tagli per la Sardegna sui fondi Fas nella delibera del Cipe del gennaio scorso". Lo ha denunciato il segretario generale della Cisl sarda, Mario Medde, che ha chiesto alla giunta regionale "…di riaprire il confronto sulla questione delle entrate e sulla programmazione e spendita dei fondi comunitari". Il leader sindacale ha sottolineato come sia stato operato "…un secondo taglio per le regioni, che porta ora la Sardegna, per la programmazione 2007/2013, a una riduzione del Fas di 216.249 milioni di euro, cioè da 2 miliardi 162.486 euro a 1 miliardo 946.237 euro. Inoltre - ha osservato Medde -, si è in attesa di conoscere gli eventuali tagli, nella programmazione 2000/2006, sulle risorse impegnate con un avanzamento inferiore al 10%".

Il presidente dell’Associazione Cavalieri Sa Sartiglia, Pierpaolo Falchi, comunica che, domenica 13 febbraio, a partire dalle 10, presso il Centro Ippico Cavalieri Sa Sartiglia di Corte Baccas, si svolgeranno le selezioni per la corsa delle pariglie. 60 i cavalieri che si cimenteranno nelle prove valide per l’assegnazione del numero di testiera e, di conseguenza, dell’ordine di partenza nella corsa delle pariglie, in via Mazzini, domenica 6 e martedì 8 marzo. Le selezioni si svolgeranno nell’impianto di Corte Baccas, a Santa Giusta, di proprietà del comune di Oristano, attrezzato e concesso in uso alla Fondazione Sa Sartiglia e all’Associazione Cavalieri. E proprio in occasione delle selezioni ,il parroco della Chiesa di S. Efisio, Gianfranco Murru, benedirà la pista. Per l’occasione l’Associazione Cavalieri, in collaborazione con la Fondazione Sa Sartiglia e il comune di Oristano, ha organizzato una giornata di solidarietà e beneficenza con una raccolta fondi destinata alla Lilt e all’Avis.  Le spettacolari discese dei cavalieri saranno accompagnate da una zippolata, e più di mille fatti fritti saranno offerti al pubblico. Durante la manifestazione,l’Associazione Cavalieri consegnerà la tessera di socio onorario ad Angela Nonnis, sindaco di Oristano e presidente della Fondazione Sa Sartiglia. La tessera onoraria sarà consegnata anche al vicesindaco, Andrea Lutzu, agli assessori alla Cultura e al Turismo, Luca Faedda e Marzio Schintu, e al direttore della Fondazione Sa Sartiglia, Francesco Obino, per il costante impegno nei confronti della promozione della Sartiglia e dell’attività dell’Associazione Cavalieri che, tra le altre cose, ha consentito la realizzazione del Centro Ippico che i sartiglianti attendevano da molti anni.

Venerdì 11 febbraio, alle 11.30, presso la sala giunta della Provincia di Oristano, l’assessore al Lavoro, Formazione Professionale e Politiche Sociali, Alessandro Murana, e il direttore dell’Agenzia regionale per il Lavoro, Stefano Tunis, presenteranno alla stampa il calendario e i contenuti dei seminari informativi “Pip - Piani di Inserimento Professionale - Un passo nel mercato del lavoro”. Gli incontri, organizzati dalla Provincia di Oristano in collaborazione con l’Agenzia delle Entrate, hanno l’obiettivo di fornire tutte le informazioni relative ai Pip ed alla loro attivazione, de permetteranno di assistere alla simulazione dell’inserimento dei dati nella banca dati Pip della Regione, condizione indispensabile per poter accedere ai Piani. I Pip sono uno strumento di inclusione occupazionale, che si pone l’obiettivo di attenuare la disoccupazione giovanile e rivitalizzare il mercato del lavoro, attraverso l’inserimento lavorativo di giovani disoccupati e inoccupati, di età compresa tra i 18 e i 25 anni compiuti, in possesso di diploma di scuola media secondaria superiore o qualifica professionale. L’età è elevata a 29 anni compiuti se si è in possesso del diploma di laurea.

Domenica 13 febbraio, alle 11, in piazza Roma, ad Oristano, si terrà una manifestazione pubblica in difesa della dignità delle donne. “Se non ora, quando?”, è quello che si stanno chiedendo tante donne, e tanti amici delle donne, in tutta Italia in questi ultimi giorni, sul web, sui giornali, nei luoghi pubblici e nelle case, per esprimere la forza e la determinazione di tutte con fierezza e orgoglio e per chiedere che valori come dignità e rispetto ritornino a essere veramente importanti.

Le volontarie del Comitato femminile provinciale della Croce Rossa Italiana di Oristano, con la collaborazione della “Strana Compagnia dei Mari” e il patrocinio del Comune di Oristano,  hanno organizzato, per sabato 12 febbraio, alle 18.30, presso l’Hospitalis Sancti Antoni (ex Asilo Infantile) la serata di reading denominata “Ho perso il senno”. Il costo del biglietto d’ingresso è di 15 euro. Il ricavato sarà interamente destinato alle attività socio-assistenziali che la Croce Rossa svolge ad Oristano e provincia. Solo nel 2010 sono state assistite 1456 persone con distribuzione di viveri, vestiario, materiale scolastico, biancheria per la casa . 

Prenderanno il via, martedì 15 febbraio, le visite neurochirurgiche presso l'ospedale San Martino di Oristano. Fin d'ora è possibile prenotare presso tutti gli sportelli Cup della regione, o tramite il numero unico 1533, un controllo o una prima visita, dietro prescrizione del proprio medico di famiglia o specialista. Le visite, esclusivamente su prenotazione, si terranno ogni martedì mattina, dalle 9 alle 13, presso l'ambulatorio di Neurochirurgia (situato nei locali della Guardia Medica).  L'attività è il frutto della convenzione, siglata a fine dicembre 2010, tra le Asl di Oristano e Sassari.  L'accordo prevede che la Asl di Sassari si impegni, tramite la propria Unità operativa di Neurochirurgia – una delle strutture di eccellenza in Sardegna nel settore – a garantire all'Azienda sanitaria di Oristano prestazioni di consulenza e attività chirurgica nella branca specialistica di Neurochirurgia, attraverso un accesso settimanale nell'ambulatorio dedicato all'interno del presidio ospedaliero San Martino.  Oltre all'attività ambulatoriale, la struttura sassarese, diretta dal Riccardo Boccaletti, svolgerà anche un servizio di consulenza sulle immagini radiografiche inviate per via telematica dall'ospedale oristanese: una modalità che permetterà ai pazienti oristanesi di usufruire di diagnosi più complete, precise ed accurate senza doversi spostare dalla provincia. La convenzione, in concreto, consentirà di mettere in campo una sinergia tra le due aziende sanitarie, che non solo sfrutterà al massimo le potenzialità tecnologiche – come la trasmissione e la lettura  a distanza delle immagini radiografiche – ma opererà uno scambio di competenze e di esperienze preziose per arricchire l'offerta sanitaria dell'oristanese.  L'accordo siglato tra le due Asl permetterà anche di creare percorsi integrati per la gestione dei pazienti neurochirurgici. Il paziente potrà sottoporsi all'intervento  in una struttura ad alta specializzazione, per poi essere accompagnato nell'iter post operatorio ed avviato alla riabilitazione da strutture sanitarie più vicine al proprio luogo di residenza. Con l'ambulatorio di Neurochirurgia si inaugura, come hanno spiegato i vertici dell'azienda sanitaria oristanese, una nuova modalità di operare in rete fra le Asl sarde, che metteranno in comune esperienze, competenze, tecnologie e saperi. La scelta consentirà a realtà sanitarie periferiche, come quella oristanese, di “importare” sul nostro territorio servizi d'alta qualità, ottimizzando la spesa. 

Sarà il segretario di Stato del Vaticano, cardinale Tarcisio Bertone, a presiedere il rito della consacrazione episcopale di don Mauro Maria Morfino, il padre salesiano originario di Arborea, al quale il Papa Benedetto XVI ha deciso di affidare la diocesi di Alghero-Bosa. La solenne concelebrazione presieduta dal cardinale Bertone è prevista per domenica 3 aprile alle 16.30, ad Alghero. Presenti tutti i vescovi della Sardegna, la funzione, oltre alla consacrazione a vescovo di don Morfino, sarà anche, dal punto di vista canonico, la sua presa di possesso della diocesi e, dunque, l'avvicendamento con monsignor Giacomo Lanzetti, vescovo di Alghero-Bosa dal 2006 al 2010.

Protesta originale dopo l'inquinamento dei mari e delle coste del Nord Sardegna delle settimane scorse. Questa mattina, in diverse strade e piazze del centro storico di Oristano, sono state affisse su muri e pali sagome di pesci, realizzate in cartone e dipinte di nero. Ad accompagnarle alcune scritte in lingua sarda: "Sos disizos de s'abba cristallina" ("Il desiderio dell'acqua cristallina") e "Scidaisi', i pesci muoiono" ("Svegliatevi, i pesci muoiono"). Sull'episodio sta svolgendo accertamenti la Digos della Questura di Oristano.

La Liquigas con Nibali, la Lampre con Scarponi e Cunego, la Katusha con Di Luca, e l'Acqua & Sapone con Garzelli, sono alcune tra le squadre più rappresentative che parteciperanno al Giro di Sardegna, in programma dal 22 al 26 febbraio prossimi. L'edizione 2011 è stata presentata stamattina. Questo l'elenco delle tappe: Martedi' 22 febbraio - prima tappa: Olbia-Porto Cervo, km 138 Mercoledi' 23 febbraio - seconda tappa: Porto Rotondo-Nuoro (Monte Ortobene), km 197 Giovedi' 24 febbraio - terza tappa: Orani-Lanusei, km 173 Venerdi' 25 febbraio - quarta tappa: Lanusei-Oristano, km 174 Sabato 26 febbraio - quinta: Oristano-Giara Gesturi, km 174.

 
Di pig (del 16/02/2011 @ 00:05:20, in politica, linkato 921 volte)
Gli schiaffi sono stati esattamente 19. Sonori, ben assestati e dall’effetto dirompente, che il sindaco Nonnis, l’assessore Ledda e il dirigente Pinna, ovvero la troika  del "Puc-riservato", ha incassato a fatica, uscendo dal “muso a muso” con il Pdl con le ossa rotte. Il consiglio ha infatti bocciato Nonnis e Ledda, approvando la "mozione congiunta" di Pd e Pdl per 19 a 11. Parafrasando il calcio, dopo il gol della Nonnis nella gara d’andata, il Pdl ha reso pan per focaccia al primo cittadino, annullando non solo il vantaggio raggiunto dal sindaco nella prima tornata, ma ha costretto la  Nonnis, dati alla mano, a rendersi conto che senza il Pdl non c’è maggioranza che tenga, e che se continua  “…a fare i cavoli suoi”, come ha detto un consigliere della maggioranza (o dell’ex maggioranza?) fuori dall’aula, si va tutti a casa (ieri, praticamente, non c'è stata partita, tanto è stata schiacciante la superiorità del Pdl). Questo il segnale inequivocabile che i consiglieri del gruppo più numeroso del consiglio comunale di Oristano (con qualche dissidente, visto che Ernesto Pia, per esempio, ha votato in maniera diversa) hanno inviato, attraverso i pulsanti per la votazione elettronica, al sindaco. Sindaco che, come si ricorderà, nonostante l’invito del Pdl a non dividere la delega al Patrimonio, togliendola all’assessore Lisini (Pdl), per offrirne una metà al suo assessore prediletto, Salvatore Ledda, era andato avanti per la sua strada, incurante del disappunto del consistente gruppo pidiellino. Questa volta i consiglieri del Pdl non hanno, come in passato, ululato alla luna (come qualcuno di loro ci ha ricordato), ma hanno agito “picchiando duro”, in modo tale da far capire bene alla Nonnis che senza il Pdl è un mezzo-sindaco, un condottiero senza esercito che non può andare da nessuna parte. Questo significa che, d’ora in avanti, se non vorrà rimediare ulteriori bocciature, o addirittura finire anzitempo la legislatura, Angela Nonnis dovrà necessariamente mediare tutte le sue decisioni col Pdl. Piaccia o non piaccia, questa è attualmente la situazione. Certo la Nonnis potrà  tentare una nuova campagna acquisti, sostituendo gli assessori del Pdl con uomini di altre forze politiche. Ma l’Udc ha già fatto sapere “…di non avere nessuna intenzione di fare da stampella a questo  sindaco”, e anche Fortza Paris pare abbia preso le distanze. Insomma, il futuro per Angela Nonnis appare del tutto in salita.

Una prima dimostrazione la si è avuta constatando quanto accaduto nelle fasi preliminari della seduta di ieri del consiglio comunale. Dopo che il gruppo del Pdl aveva chiesto 5 minuti di sospensione per potersi riunire, in modo da decidere il da farsi, alla ripresa dei lavori il sindaco ha chiesto una interruzione per una riunione di maggioranza. Il Pdl non si è mosso dall’aula, e, solo dopo molte insistenze, il vicecapogruppo Angioi ha deciso di parteciparvi, ma  solo come uditore. Sembra che durante l’incontro Angela Nonnis abbia minacciato di azzerare la maggioranza e di allargarla ad altri. Fatto, questo, che non ha impensierito minimamente il Pdl che, per tutta risposta, ha chiesto di integrare una mozione presentata dal Pd su “verifica di coerenza Puc – convocazione del consiglio comunale”, aggiungendovi, come ha spiegato Giuseppe Puddu, "…a depositare copia cartacea originale del Puc trasmessa alla Regione Sardegna, nonché quello variato in base alle prescrizioni della Regione, presso l'ufficio di Presidenza del consiglio, affinché tutti i consiglieri in ossequio alla trasparenza amministrativa possano prenderne visione". Puddu ha poi spiegato il perché della richiesta di integrazione. “Questo anche perché – ha detto Puddu - l'attività amministrativa persegue fini determinati dalla legge ed è retta da criteri di economicità, di efficacia, di imparzialità, di pubblicità e di trasparenza, secondo le modalità previste dalla legge e, ovviamente, dalle altre disposizioni che disciplinano singoli procedimenti, nonché dai principi dell'ordinamento comunitario. Mi vorrei soffermare sull'integrazione che chiediamo di fare sui fini della trasparenza. La trasparenza, come appena detto, è un principio generale del nostro ordinamento, Principio con la P maiuscola aggiungerei, a cui devono ispirarsi obbligatoriamente tutte le pubbliche amministrazioni. Signor sindaco, signori assessori, la trasparenza consiste nella accessibilità totale delle informazioni concernenti ogni aspetto dell'organizzazione e dell'attività della Pubblica Amministrazione, in modo da consentire il controllo dei cittadini sull'esercizio del potere amministrativo. Un'Amministrazione è trasparente quando utilizza efficacemente le tecnologie dell'informazione e della comunicazione, garantendo l'accesso ai dati e alle informazioni. Signor sindaco (…è uscita, mi dispiace), un'Amministrazione è trasparente quando il suo sito rispetta i principi di accessibilità, completezza di informazione, chiarezza, affidabilità e semplicità. Signor sindaco e signori assessori, un'Amministrazione è trasparente quando adotta tutti i provvedimenti per garantire e rendere facile il diritto d'accesso da parte del cittadino. Un'Amministrazione è trasparente quando individua e aggiorna periodicamente le categorie dei documenti sottratti all'accesso, comunicando i criteri della scelta. Ancora un'Amministrazione è trasparente quando pubblica nel proprio sito tutti gli atti che dispongono sulle proprie funzioni, obiettivi e procedimenti. Un'Amministrazione è trasparente quando assicura la totale accessibilità dei dati relativi ai servizi da essa forniti, per consentirne la valutazione. Quindi, signor sindaco e signori assessori – ha proseguito Giuseppe Puddu - a mio parere non può esistere in quest'aula o, ancora meglio, non può sedere nei banchi di quest'aula un consiglio comunale, una giunta, un assessore o un sindaco che non voglia rendere pubblico e far conoscere le prescrizioni, i suggerimenti, le raccomandazioni eventualmente impartite dalla Regione Sardegna, la quale subordina la verifica di coerenza del nostro Puc, a raccomandazioni e suggerimenti che, comunque, sono modificativi del Puc decretato all'unanimità dell'aula di questo consiglio il 13 maggio. Infine, vorrei rimarcare che il Puc di Oristano è il Puc di quest'aula; è il nostro Puc, signor sindaco, perché le ricordo che lei, signor sindaco, non c'era. Lei, signor sindaco, non ha contribuito minimamente a dare il Puc alla città di Oristano. Lei, signor sindaco, all'epoca, come qualcuno ha detto, era latitante. Mi permetta, signor sindaco, di ricordarle che ancora oggi tanti cittadini mi chiedono il perché del suo comportamento, ma purtroppo ancora oggi non riesco a darmi e a dare una spiegazione plausibile. Più leggo il suo intervento  con le sue motivazioni più mi sento in forte imbarazzo con i miei elettori e con me stesso. Chiedo al gruppo del Pd – ha concluso Puddu - di accogliere la richiesta di integrazione fatta dal gruppo del Pdl”.

 Una bordata niente male, quella di Puddu, tanto per cominciare a dar fuoco alle polveri e scaldare un ambiente, dove la tensione, come si suol dire, si tagliava a fette. Il Pd, per bocca di Efisio Sanna, ha chiaramente accolto la richiesta di Puddu. Quindi, dopo la dichiarazione di astensione di Antonio Scanu e di voto contrario alla mozione da parte di Alberto Cauli (An), che si è dilungato sulle varie tappe del Puc, è intervenuto Gianni Sanna (Pd) per ricordare, fra l’altro, che “…quando abbiamo scritto questa mozione, ci siamo posti anche il problema se non stavamo scrivendo una cosa ovvia, e cioè che, naturalmente, siccome comune e Regione avevano concordato alcune cose, che queste cose dovevano essere recepite, almeno per la parte della ricezione, nelle norme tecniche di attuazione. Noi chiediamo semplicemente all'Amministrazione comunale, e, quindi, in questo caso a chi di competenza, al sindaco e alla giunta, che diano disposizioni agli uffici perché predispongano gli atti - abbiamo usato perfino il plurale - e ce li illustrino in consiglio e ci permettano di recepirla. Nella sostanza, chiediamo di recepire quello che loro hanno fatto, perché non l'abbiamo mica concordato noi con la Regione, le ha concordate il comune sulla base dei pareri espressi dagli uffici, credo attraverso un'istruttoria che non poteva che fare chi era competente… Il consiglio ha diritto di conoscere il tenore delle prescrizioni, perché quelle le abbiamo conosciute ciascuno di noi prendendosi l'atto della Regione, ha il diritto di sentire dall'Assessore e dalla Giunta perché si è addivenuti a quei chiarimenti, come si è addivenuti a quei chiarimenti che sono stati dalla Regione accolti e ha diritto anche, perché credo che questo sia nella norma, di far sì che tutto questo venga recepito nelle norme tecniche perché ce lo chiedono. Tra l'altro la Regione ci dice in un punto: aspettiamo la comunicazione di recepimento da parte vostra…Questo è il tipo di osservazione che noi facciamo oggi e che chiediamo. Non incide esser percorso del Puc in nulla, lo sappiamo benissimo tutti. Nella sostanza il percorso non viene alterato. Stiamo chiedendo di recepire nell'atto ciò che l'Amministrazione ha concordato con la Regione, non noi che siamo in minoranza, ma chi vi governa, mi domando davvero dove possano sorgere le perplessità da suscitare interruzioni dei lavori consiliari, un certo clima di tensione che sembra avvertirsi. Quello che si chiede è ciò che è normale. Se questo non avvenisse dovremmo iniziare a pensare che c'è qualcosa che non funziona e che è sfuggito a tutti noi in questo percorso, per il quale ci siamo dannati l'anima e abbiamo dedicato, come era dovuto perché siamo consiglieri comunali, il nostro tempo. E siccome in passato ci sono alcune cose che non abbiamo capito, ma che nell'interesse della città abbiamo fatto finta per un attimo “va beh, non le comprendiamo, ci interessa che la cosa vada avanti”, io credo che oggi sia tutto così lineare, così limpido, così chiaro, che se io fossi da quella parte ringrazierei il consiglio per questa sollecitazione, forse mi scuserei per non averlo fatto subito, ma siccome anche in questo caso è stata una procedura velocissima quella che abbiamo utilizzato, in un anno e mezzo siamo riusciti a fare cose che Amministrazioni non sono riuscite a fare in decenni, io credo che si può chiudere bene questa parentesi, così come bene l'abbiamo aperta”.

A questo punto ha preso la parola il sindaco, Angela Nonnis, che ha replicato a Giuseppe Puddu in questa maniera: “Vedo che il consigliere Puddu ha parlato di trasparenza e gli chiedo, fino adesso, dove è stato lui, essendo un consigliere di maggioranza, e se ha potuto notare che all'interno della nostra amministrazione sia mai successo questo. Poi, quando fa riferimento alla discussione del Puc in aula, parla di latitanza mia, io ero dimessa, però ero tutti i giorni a lavoro; ho lavorato tutti i giorni per l'Amministrazione comunale di Oristano, non ero assolutamente latitante, e bene possono dimostrare gli atti che sono stati firmati da me. Non ero in aula per le ragioni politiche che conoscete bene, se fossi stata in aula avrei votato come voi. Prima di fare quello che ho fatto ho lette le osservazioni fatte dall'Ufficio tecnico e pur essendo un medico non ho avuto difficoltà a capire quelli che erano gli indirizzi e le risposte che si potevano dare… Io non credo che sia stato fatto male niente; credo che sia stato fatto bene e giusto, e con la massima trasparenza. Mi dispiace che il consigliere Puddu abbia da perdere tanto tempo dando spiegazioni sulla mia latitanza, non credo che siano tante le persone che le chiedano questo, credo che durante il giorno abbia opportunità di fare altro e meglio. Dico solo che da parte di questa Amministrazione c’è stata sempre massima trasparenza. Ci stiamo attivando anche per andare avanti con l'albo pretorio. Qualcuno vorrebbe un fischio e il giorno dopo avere le cose fatte. Con i fischi si possono solo richiamare al massimo, se si va in campagna, qualche animaletto che passa e si può girare, se va a Londra si può girare un piccolo scoiattolino…Ci vuole il tempo per fare tutto e la trasparenza l'abbiamo organizzata dal primo giorno che io sono entrata a lavorare nell'interesse di tutti. O lei sta in un'altra Amministrazione o non capisco perché parla della sua Amministrazione in questi termini. Quanto meno deve chiedere scusa a chi tutti i giorni passa del tempo e del lavoro impiegati, dirigenti, assessori, sindaco, consiglieri, a fare le cose perché ci sia la trasparenza. consigliere Puddu, quando lei in un intervento come questo dice delle cose così mi fa pensare o che  sia in malafede e voglia far credere agli altri che lei è l'unico Don Chisciotte che va le cose giuste per la città di Oristano, diversamente ho difficoltà a pensare che ci sia una volontà veramente seria di trasparenza e buona fede”. Questa la breve controreplica di Puddu: “Mi dispiace che il signor sindaco se la sia presa così. Non capisco quale problema ho sollevato. Ho parlato di trasparenza amministrativa. Mi dispiace che lei parli di albo pretorio, forse non ha letto neanche l'interrogazione che le ho presentato. Forse non sa che dal primo gennaio fino al primo febbraio eravamo senza albo pretorio, che non veniva pubblicato niente. E non vorrei continuare. Credo che mai mi sono permesso di offendere nessuno di coloro che opera negli uffici, mai. Anzi, tanto di cappello a tutti, dall'usciere al sindaco, e,quindi, non era mia intenzione offenderla assolutamente. Ho parlato di sua latitanza perché lei era dimessa, e ho parlato delle problematiche che le persone ci hanno posto: perché si è dimessa il sindaco?  Porrei ricordare quello che lei ha detto a questo consiglio e le vorrei ricordare che, pur rinnovandole la fiducia il giorno del suo rientro in aula, non ho firmato alcun documento. E le cose che lei ha dichiarato a quest'aula io non le ho condivise, e mi vergogno. Sono fortemente preoccupato per quello che lei aveva detto, e tutt'oggi lo sono, e non so dare spiegazione ai cittadini che mi hanno votato”. E’ quindi intervenuto Mauro Solinas (Fortza Paris), che ha sostenuto come sia “…difficile non alzare la mano, pur rendendosi conto che si asseconda un percorso dell'andamento della crisi, che è latente… Signor sindaco, apra le porte e le finestre, mettiamola in campo la crisi, perché prima si risolve prima i cittadini di Oristano ne hanno benefici… Diciamo sì a una richiesta di chiarezza oppure diciamo tutti no. Chiediamo agli amici del Pd di ritirare mozione e l’emendamento, perché il sindaco dice: “nella prossima seduta facciamo una riunione del consiglio, prendiamo le prescrizioni, quello che ci hanno mandato, ci dotiamo di un validissimo assessore all'Urbanistica come ha avuto questo comune, come ha perché l'ha dimostrato, di un altrettanto valido ingegnere Pinna, che è una risorsa importantissima per questo comune, e chiariamo tutti quelli che sono i problemi che derivano da queste prescrizioni, da queste determinazioni, da questi suggerimenti della Regione.  Arriviamo alla soluzione da buoni amministratori che fanno i tedeschi la chiamano la (veltalshoun), la concezione di vita della chiarezza”.

Nel prendere la parola l’assessore all’Urbanistica, Salvatore Ledda,  ha ribadito cose già dette in precedenti sedute, anche se, a nostro modesto avviso, ha cercato (e lo ha fatto bene, approffitando della poca conoscenza dell'argomento da parte della maggior parte dei presenti: Antonio Scanu docet) di sviare da quello che era il vero nodo del contendere. “Il tema è ovviamente un po' intrecciato, con una serie di questioni che hanno a che vedere con aspetti credo politici più che tecnici. Innanzitutto – ha detto Ledda - la prima cosa da sottolineare da subito è che non esiste un problema di tipo tecnico, assolutamente. Cioè, noi abbiamo un Piano urbanistico, lo ripeto, che è stato pubblicato il 18 novembre del 2010, questo Puc è in vigore, lo stiamo utilizzando dal primo giorno, sono tantissime le richieste, moltissime le richieste di lottizzazioni, e l'ingegner Pinna può confermare. Sono tantissime le concessioni che abbiamo rilasciato sulla base di questo. Non esiste un problema di nessun tipo, di tipo tecnico. Al di là della verifica di coerenza, che è stato un iter che noi abbiamo voluto proseguire, l'abbiamo detto dall'inizio che avremmo proseguito nell'iter di verifica e di coerenza per una questione di cortesia istituzionale, mi sembra il minimo, che era quello di dare delle risposte a ciò che il comitato tecnico della Regione ci aveva chiesto. L'ufficio tecnico, ovviamente sulla base della delibera di approvazione definitiva del piano urbanistico, era chiamato a portare a termine questi lavori, e li ha portati a termine. Ma questo esula, ovviamente, dalla capacità del Piano urbanistico di Oristano, dopo la pubblicazione nel Buras, di svolgere i propri effetti, di essere quindi efficace. Il piano urbanistico in vigore è il piano urbanistico approvato in forma definitiva dal consiglio comunale lo scorso maggio, è quello che oggi viene utilizzato, che è di vostra conoscenza per ovvie ragioni, non fosse altro perché è stato approvato in quest'aula e non ci sono ovviamente né carte nascoste, né carte messe da parte, né carte che vengono utilizzate in alcuni casi. Ovviamente, questo è un classico quando si parla di piano urbanistico. Io ho sempre avuto a che fare con questo tipo di discussioni, che poi però, casualmente non portavano mai a nulla, proprio perché rimanevano discussioni, non entravamo mai nel merito di problemi specifici. Io so bene che i nomi non sono una sostanza, perché in realtà la libertà è il tema cardine che noi abbiamo voluto portare avanti nei rapporti con la Regione, e credo, da questo punto di vista, che il tema sia precisamente e strettamente politico, è abbastanza evidente, perché nel momento in cui una mozione dice "recepire", cioè in qualche modo accogliere, cioè in qualche modo far proprio, è chiaro che il tema è politico. Faccio un passo indietro. Il consiglio comunale ha la possibilità, dopo l'approvazione del Piano urbanistico approvato il 18 novembre, di fare quello che vuole, sempre, può mutare con varianti il piano urbanistico anche il 19 novembre, non è un problema. E' una competenza di questo consiglio, e questo consiglio può prendere, girare, rifare, rimodificare tutto quello che vuole proprio rifacendoci al principio di trasparenza. Per cui nel momento in cui la maggioranza, l'intero consiglio chiede di rivedere il piano urbanistico, di ridiscuterne, ne ha una facoltà estrema e non sono certo io a ricordarlo, io sono l'ultima delle persone che può ricordare questo, proprio perché il tema dell'approvazione del piano urbanistico, della revisione è un tema pregnante, è il tema cardine di questo consiglio. Per cui questo consiglio ha la facoltà di rivederlo, però lo deve dire, cioè deve dire: io voglio rivedere il Piano urbanistico, non deve fingere di fare qualcos'altro, perché si sa bene che il Piano urbanistico approvato è il Piano urbanistico del 18 novembre. Qualunque cosa vogliamo fare, cioè recepire quello che dice la Regione, lo stiamo cambiando. Lo vogliamo cambiare? Non è un problema, ci mancherebbe, però dobbiamo dire che lo vogliamo cambiare. Recepire nel linguaggio prettamente politico di quest'aula significa che noi ci dobbiamo adeguare. Questa è una mozione politica non tecnica, le mozioni tecniche non si fanno così. Vi stanno dicendo che il Piano urbanistico va mutato sulla base di ciò che dice la Regione, che voi ovviamente conoscete, perché nel momento in cui attestate che lo state recependo, significa anche che conoscete cosa c'è da recepire. Facciamo alcuni esempi. C'è da recepire, per esempio, che era uno dei temi cardine della nostra diatriba con la Regione, un passo importante che secondo noi era fondamentale, cioè quello relativo alla zona Ecus, ai sartiglianti. Noi riteniamo che rispetto al tema della Sartiglia ci voglia all'attenzione maggiore da parte della Regione, e la Regione non ritiene questo (allora perchè, se Ledda non lo riteneva necessario, il comune su Ecus ha risposto ai chiarimenti richiesti dalla Regione sulla questione relativa al lotto minimo di mille metri  quadri? ndr). Politicamente stasera si sta decidendo di dare ragione alla Regione, perché si sta dicendo di recepire non di discutere, non si sta dicendo di conoscere… Qual è il punto? Che il tema è ovviamente di tipo politico, perché qui si chiede di recepire. Per cui basta dire le cose con il proprio nome: se si dice "recepire" vuol dire recepire, non è che si può far finta di dire qualcos'altro. Veniamo nel merito dei chiarimenti. I chiarimenti sono chiarimenti che ovviamente hanno avuto una loro procedura di tipo tecnico, sono chiarimenti che noi abbiamo dato un'infinità di volte, non solo al comitato tecnico regionale che ovviamente ha più volte sentito le nostre istanze, ha avuto modo ovviamente di conoscere quello che pensavamo. Tra l'altro, l'abbiamo scritto e indicato in più occasioni, abbiamo semplicemente detto quella che era secondo noi la natura delle scelte che venivano fatte con l'approvazione del Piano urbanistico. L'abbiamo chiarita e l'abbiamo spiegata. Tenete conto di un altro particolare: proprio nel mio ultimo intervento relativamente a questo tema avevo più volte sottolineato che le norme a cui faceva riferimento la Regione erano delle norme decisamente superate (sic!). Le avevamo chiamate carta straccia, a tal punto che non erano certamente norme che avrebbero avuto gli effetti sul nostro Piano urbanistico, e, come era ovvio che fosse, la Regione non ha impugnato la nostra pubblicazione del 18 novembre (e questo non c'entra assolutamente niente. ndr), perché sapeva benissimo di non poterlo fare (bhoom!), perché noi abbiamo utilizzato le norme. Norme che peraltro vorrei sottolineare in questa sede sono state recepite, anzi confermate, risottolineate e ribadite nella finanziaria regionale approvata lo scorso gennaio, in cui appunto all'art. 8, comma 9, ribadisce che il comune competente può procedere dopo la decorrenza dei 90 giorni alla pubblicazione dello strumento urbanistico con motivata determinazione del direttore generale della pianificazione urbanistica territoriale il termine di 90 giorni di cui al comma 5 può essere sospeso per gravi ragioni per una sola volta e per il tempo strettamente necessario e comunque non superiore ai 60 giorni. Il punto importante è che il comune può pubblicare lo strumento urbanistico scaduti i 90 giorni. E' ovvio che sulla base di questo concetto che è stato espresso politicamente ribadito nella finanziaria regionale noi avevamo agito. Infatti abbiamo pubblicato il piano urbanistico nel Buras. alla scadenza non dei 90 giorni ma dei 140 giorni (e la verifica di coerenza? ndr). Il tema della verifica di coerenza... viene rimandato al comune, il quale dovrà integrare o comunque eliminare o correggere tutte le prescrizioni. In questo caso siamo di fronte ad una verifica di coerenza positiva, non è una verifica che comprende un rinvio. I chiarimenti, le prescrizioni, i suggerimenti dati dalla Regione sono stati peraltro già discussi anche con la Regione, non fosse altro perché tra le prescrizioni, per esempio, c'è che dobbiamo approvare il Piano particolareggiato del centro storico. C'è che dobbiamo fare uno studio di compatibilità idraulica…Sono cose che verranno, è una pianificazione che verrà, è futura, non ha nulla a che vedere con il piano urbanistico. Io credo che questo consiglio possa in ogni momento rivedere, rifare, ridiscutere qualunque punto del Piano urbanistico, è giusto che lo faccia, anzi lo suggerisco, perché un Piano urbanistico deve essere dinamico, è giusto che abbia le giuste correzioni, che venga discusso e ridiscusso. Oggi però esiste un capitolo chiuso, si chiama Puc del 18 novembre, pubblicato nel Buras, quello in vigore, tutto il resto io sono pronto a discuterlo non una, 200 volte, chiamatemi a discuterne, io sono disponibilissimo. Mi fa piacere la celerità con cui il Pd ha presentato la mozione. Pensate che la Regione ci ha fatto avere la determinazione il 13 gennaio, il 14 gennaio era già agli atti la mozione del Pd. Una celerità incredibile. Se ci aveste dato il tempo- ha concluso l'assessore Ledda - probabilmente saremmo stati noi a proporle le cose, ma non è un problema, non è fatelo o non fatelo, il discorso è: il 18 novembre è stato pubblicato il piano urbanistico, quello è il piano urbanistico di Oristano in vigore. Per qualunque altra cosa siamo a disposizione”.

 Dopo l’arringa dell’assessore Ledda è intervenuto Alberto Putzu (Fortza Paris), cha ha posto l’accento su delle questioni interessanti, anche se espresse in maniera farraginosa. “Dopo quello che ha detto l'assessore Ledda – ha sostenuto Putzu – volevo puntualizzare che non sono d'accordo sul fatto che si debba vedere questa mozione come un atto politico, in quanto nel testo io leggo di "conoscere e recepire le prescrizioni". Vogliamo conoscere queste prescrizioni e questi suggerimenti, ma prima di recepire bisogna votare. Se io, visto che  lei ha fatto l'esempio della zona Ecus, vengo a conoscenza che per la Regione la zona Ecus non va bene, non è che conoscere e recepire vuol dire abbassare la testa e dire quello che la Regione ci dice. La Regione ci dice qualcosa sulla zona Ecus (che noi consideriamo  importante per la nostra città) che non va bene, e, anche se il Piano è già così,  perché non portarlo in consiglio, farcelo vedere e, poi,  in massa dire alla Regione “noi non siamo d'accordo”. Perché deve parlare solo lei (assessore Ledda. ndr), visto che gli sta creando tutto questo problema, il fatto di interloquire solo lei con la Regione. Se lei portasse in consiglio queste prescrizioni, sarebbe tutto il consiglio comunale, e non solo l'assessore, a dire “cara Regione per noi la zona Ecus è fondamentale”, quindi questa prescrizione sarebbe bocciata Secondo me "conoscere e recepire" non vuol dire conoscere e, di conseguenza, cambiare, dare ragione a quelle che sono le prescrizioni della Regione. Poi un altro passo, secondo me, è fondamentale, anche per apprestarsi, a breve, a risolvere il discorso del piano particolareggiato, perché, attenzione, nel centro matrice sarebbero solo autorizzati gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, quindi verremmo a creare qualche danno ai nostri cittadini. Giusto questo. Io penso e ribadisco che "conoscere e recepire" non vuol dire conoscere e fare nostro per forza quello che la Regione ci dice; ...si passa in consiglio e si mette in votazione…”.  Dopo l’intervento di Paolo Sulis, in perfetta sintonia con quanto dichiarato dall’assessore Ledda, si è passati al voto. I discorsi del sindaco e dell'assessore non hanno, evidentemente, convinto il consiglio comunale che, come detto, con tanto di pollice verso ha decretato la sonora sconfitta di Nonnis e Ledda. 

 

 
Di greg (del 16/02/2011 @ 16:32:19, in politica, linkato 864 volte)
Ripeterlo è perfino inutile. In qualsiasi altra democrazia al mondo un premier indagato per prostituzione minorile non sarebbe restato un minuto di più al suo posto. Pensate a Cameron, a Sarkozy, a Zapatero. Come avrebbero potuto tirarla in lungo accusando di qualsiasi cosa magistratura e informazione senza rischiare una rivolta di piazza? Figuriamoci se rinviati a giudizio con una motivazione di un giudice terzo, il gip, che parla di “evidenza delle prove”. Ma in Italia c’è Berlusconi e anche in queste ore di marasma e di vergogna, mentre tutti i notiziari del globo aprono con la notizia che è senza precedenti, a Palazzo Grazioli il partito del tanto peggio può ancora alzare la voce. Fregatene, resisti, vai avanti: così lo consiglia la corte dei venduti e dei parassiti che, pur di non essere ricacciati nel nulla da cui sono stati tirati fuori (il vero miracolo italiano), lo sospingono di nuovo sul ring disposti a farlo massacrare pur di salvarsi. Un uomo con un residuo di lucidità avrebbe già capito dal rumoroso silenzio di Bossi che perfino il più fedele alleato ne ha le scatole piene. E quella gelida frase del cardinal Bagnasco: “Occorre trasparenza” non suona forse come la campana a martello del Vaticano? Con il Caimano ferito tutto è possibile. Ma se non darà ascolto alle voci del buon senso che gli indicano come unica via d’uscita le dimissioni immediate per poi giocarsi l’intera posta sul tavolo delle elezioni anticipate. Se, insomma, tenterà l’ultimo disperato arrocco trincerandosi dentro Palazzo Chigi con la sua maggioranza gonfiata da deputati comprati un tanto al chilo, allora toccherà all’opposizione uscire allo scoperto con un gesto forte, drammatico, senza precedenti come lo è il momento che viviamo. Se n’è già parlato: le dimissioni in blocco di tutti i gruppi e di tutti i parlamentari dell’opposizione. Camera e Senato già ridotte a enti inutili dall’inettitudine del governo non potrebbero sopravvivere. Un gesto estremo. Ma prepariamoci a ogni evenienza. (Francesco Padellaro – www.ilfattoquotidiano.it)

Altre notizie:

Un’interpellanza urgente, per richiedere chiarimenti in merito alla grave situazione di crisi ed al conseguente stato di agitazione del  Consorzio di Bonifica oristanese, è stata proposta dai consiglieri provinciali del Pd (Mario Tendas, Giangavino Buttu, Peppino Marras, Roberto Scema, Battistino Ghisu, Francesco Federico). Questo il testo: “Premesso che da alcuni anni, il Consorzio di Bonifica oristanese versa in una situazione di chiara ed evidente crisi finanziaria che, a tutt’oggi,  ammonta complessivamente a circa 20 milinoni di euro, e che  costa ogni anno circa un milione di euro per gli interessi; considerato che da settimane il personale era in agitazione, ma sinora tutti gli appelli, sia dei sindacati che  delle organizzazioni  di categoria, finalizzati a ricercare ed individuare  una soluzione alla vertenza sono rimasti inascoltati; preso atto che i dipendenti hanno occupato la sede dell'ente, per protestare e richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e dei politici locali contro il mancato pagamento della tredicesima e degli stipendi degli ultimi due mesi; constatato che   con i lavoratori si sono schierate anche le associazioni di categoria che da mesi chiedono, con insistenza, il risanamento  economico e finanziario del Consorzio; sottolineato  il ruolo e l’importanza che riveste l’ente consortile  nella progettazione, realizzazione, gestione  e manutenzione delle opere pubbliche di bonifica ed irrigazione, in un territorio di 85.000 ettari della provincia di Oristano, fondamentali per  l’intero comparto agricolo del nostro territorio; constatato che, ancora una volta, il governo regionale di centrodestra dimostra di non tenere in debita  considerazione i problemi e le difficoltà del  territorio oristanese, nonostante la vicinanza politica con il governo provinciale. Alla luce di quanto sopra evidenziato, i sottoscritti  interpellano  il presidente della giunta e l’assessore provinciale all’Agricoltura per sapere: 1) quali iniziative il presidente e l’assessore provinciale all’Agricoltura intendano assumere per rimuovere gli ostacoli e le difficoltà che stanno portando alla paralisi del Consorzio; 2) se non ritenga necessario intraprendere una forte azione di rivendicazione politica, tesa a ricercare, una volta per tutte, delle soluzioni che permettano al Consorzio di svolgere  le funzioni ed i compiti demandati per legge”.

Una lettera di chiarimenti, sul piano di dimensionamento scolastico provinciale, è stata inviata dall’assessore provinciale alla Pubblica istruzione, Serafino Corrias, alla Regione.  “Premesso che in data 8 febbraio – ha scritto Corrias - questa Amministrazione Provinciale ha provveduto, nel corso della Conferenza Provinciale plenaria, a definire il Piano di Dimensionamento, inviando poi in Regione la proposta così come stabilito entro  il 10 febbraio; considerato che nella proposta contenuta nel Piano si prevede l'assegnazione dell'opzione Scienze applicate all'Istituto di Istruzione Superiore Terralba-Mogoro-Ales, all'Istituto Superiore di Bosa, al Liceo Scientifico “Mariano IV” di Oristano, con il conseguente trasferimento del suddetto corso dall'Istituto Tecnico Industriale Othoca di Oristano; considerato che nella riunione degli assessori provinciali alla Pubblica Istruzione, tenutasi ad Oristano il 15 febbraio, è emerso che in sei province su otto, ad esclusione di quelle di Cagliari e del Sulcis, l'opzione di Scienze applicate è stata assegnata ai Licei Scientifici; convinto, anche per via delle indicazioni e del supporto tecnico avuto in questa fase dal dirigente e dai funzionari dell'Assessorato provinciale alla Pubblica istruzione, di aver agito in maniera corretta, nell'applicazione della riforma della scuola;  vista la comunicazione inviata dal dirigente scolastico,Franco Frongia, il quale lamenta la forte penalizzazione subita dall'Istituto industriale; vista la comunicazione del collegio dei docenti dello stesso istituto di Oristano, nella quale si afferma che nessuna normativa prescrive l'attribuzione dell'opzione Scienze applicate ai Licei Scientifici, chiedendo la revoca delle decisioni assunte e ripristinando il corso all'Othoca di Oristano; tenuto conto che il consiglio provinciale, in data 15 febbraio, è stato investito del problema con l'audizione dei rappresentanti dell'Istituto Othoca; tenuto conto però, che in qualità di assessore provinciale alla Pubblica istruzione, ho garantito durante la riunione del consiglio provinciale, di promuovere ogni azione utile affinché si abbia l'assoluta certezza di aver operato nel pieno rispetto della legge di riforma dei corsi di istruzione superiore, con l'assegnazione dell'opzione Scienze applicate ai Licei Scientifici; chiedo all'Assessorato regionale alla Pubblica Istruzione un pronunciamento ufficiale, ed in tempi rapidi, per conoscere, prima dell'approvazione definitiva dei Piani Provinciali e del Piano Regionale di dimensionamento scolastico, le definitive determinazioni che mi permettano di comprendere se questa Provincia ha agito correttamente”.

Sempre per quanto riguarda la provincia di Oristano, prenderà il via il percorso di inserimento lavorativo, denominato "Ottiche di Integrazione", rivolto a 45 disabili, dai 18 ai 41 anni, iscritti nelle liste dei Centri servizi per il lavoro della provincia. Il percorso è articolato i tre fasi, che prevedono in un primo momento la definizione di un progetto professionale individuale, approntato attraverso l'analisi delle conoscenze e delle capacità di ogni singolo partecipante, a cui successivamente seguirà il percorso di formazione teorico - pratico, previsto in favore di 15 persone individuate tra le 45 selezionate. La terza fase prevede l'assegnazione di una borsa lavoro mensile, della durata di otto mesi, riservata ai partecipanti del percorso di formazione, finalizzata all'inserimento lavorativo per la digitalizzazione ottica dei documenti dei Centri dei Servizi per il Lavoro della Provincia di Oristano. I candidati saranno chiamati a scegliere la destinazione sulla base della graduatoria di ammissione al percorso di formazione. La mancata accettazione della sede assegnata equivarrà a espressa rinuncia all'inserimento lavorativo, che prevede un contributo mensile di 400 euro. Il percorso di inserimento, presentato questa mattina dall'assessore provinciale al Lavoro, Alessandro Murana, ha come partner di riferimento l'ente di formazione Cnos-Fap, la Cooperativa sociale Studio e Progetto 2, la cooperativa sociale Digitabile e la cooperativa Camillo de Lillis.

Sabato prossimo, al Teatro Garau di Oristano, alle 18, si terrà il “Gran Galà della Sartiglia”, con tanti protagonisti, diretti e indiretti, della giostra equestre, a cura della Fondazione Sa Sartiglia. Il primo atto ufficiale della Sartiglia si è avuto con la Candelora, con la tradizionale consegna dei ceri benedetti e l’investitura dei capicorda, mentre l’appuntamento del 19 febbraio altro non è che, un momento di festa per entrare in quello che ad Oristano viene definito come “il clima Sartiglia”. Durante la serata saranno proiettati vari filmati sulla giostra equestre, curati da Filippo Martinez, Luihgi Cozzoli, Gianni Ledda, Roberto Palmieri, Pino Pirastu e Antonio Sanna. Sullo schermo scorreranno immagini storiche della Sartiglia, ed altre che testimonieranno non solo momenti spettacolari e suggestivi, ma anche quelli più intimi della manifestazione. Lo spazio musicale sarà assicurato da Davide Urgu, Manuela Dessì e Alverio Cau. Sul palco si esibirà anche il Gruppo Folk Città di Oristano che proporrà il meglio del suo repertorio. La video sigla finale è a cura di Sabrina Carta.

Il giornalista Marco Piras, 32 anni, di Oristano,  è il nuovo direttore del settimanale della diocesi di Oristano, "L'Arborense". L'ha nominato l'arcivescovo di Oristano, Ignazio Sanna. Piras ha maturato esperienze professionali nel giornalismo cattolico,  visto che è stato condirettore del mensile nazionale della Fuci   "Ricerca", coordinatore di "Nuova Responsabilita'", rivista destinata ai responsabili associativi dell'Azione Cattolica Italiana, nonché corrispondente della diocesi arborense per il quotidiano "Avvenire". Con la nomina del nuovo direttore, l'Arborense riprenderà le pubblicazioni nei prossimi giorni, dopo l'interruzione dovuta alle dimissioni dell'ex direttore, Giuseppe Pani, il sacerdote che aveva lasciato il giornale con una polemica nota di congedo, in cui criticava apertamente la posizione assunta dall'arcivescovo sulla vicenda giudiziaria e sull'arresto del fondatore della comunità "Il Samaritano", don Giovanni Usai. 

I pendolari che utilizzano i treni delle Ferrovie dello Stato, e che sono per la maggior parte studenti e lavoratori, hanno dovuto affrontare, in questi giorni, grossi disagi. Il treno "regionale"  in partenza da Macomer alle 6.55, e da Oristano alle 8.54, sarebbe infatti dovuto arrivare a Cagliari alle 9.05, effettuando fermate a Marrubiu, Uras, San Gavino, Decimomannu ed Elmas. Invece, il convoglio è stato trasformato in treno locale, con fermate in tutte le stazioni, e arrivo a Cagliari con mezz'ora di ritardo. Inoltre, le carrozze utilizzate, un vecchio modello, si sono rivelate del tutto insufficienti a ospitare i pendolari, che in tantissimi hanno dovuto viaggiare in piedi. In serata, addirittura, si è  arrivati ad accumulare ritardi tali da spostare la fine della corsa alle 22. per questi motivi, nei giorni scorsi l’ associazione dei consumatori “Adiconsum” ha annunciato l'apertura di una vertenza nei confronti delle Ferrovie. Intanto, da oggi il servizio assicurato da una parte dei treni circolanti in Sardegna sarà effettuato con autobus sostitutivi: 20 treni sui 168 programmati in orario. La situazione - si legge in una nota delle Ferrovie dello Stato - e' scaturita, a seguito di un irrigidimento del personale di bordo a causa di un picco di assenteismo e per il rifiuto, da parte dei capi treno, di svolgere prestazioni straordinarie dopo l'entrata in vigore, lo scorso 13 febbraio, dei nuovi turni di lavoro. I nuovi turni di servizio, peraltro annunciati con debito anticipo e concordati a livello nazionale con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, tendono a ottimizzare l'utilizzazione delle risorse disponibili e a recuperare quindi produttivita', nel rispetto dei limiti di utilizzazione fissati dal contratto collettivo nazionale di lavoro. La direzione regionale Sardegna di Trenitalia - prosegue la nota - informa che tale situazione potra' protrarsi anche nei prossimi giorni. In ogni caso tutti i treni cancellati saranno sostituiti con autobus, in modo da garantire la mobilita' dei pendolari. Informazioni di dettaglio sui treni effettuati con autobus sono consultabili sui pannelli informativi delle stazioni e nelle biglietterie.

 
Di greg (del 17/02/2011 @ 13:30:21, in politica, linkato 1792 volte)

Centro-destra oristanese sempre più nel caos. Questa volta a barcollare, colpito da un diretto devastante in “boca”, è stato il presidente della Provincia di Oristano, Massimiliano de Seneen. L’onda lunga della “smurrata” politica subita dal sindaco, Angela Nonnis, e dall’assessore comunale all’Urbanistica, Salvatore Ledda, piegati dall’azione congiunta del Pd (minoranza) e del Pdl (partito di maggioranza),  è arrivata in Provincia, dove il presidente de Seneen ha subito una dura lezione dal consiglio provinciale. Nella seduta di ieri sera, infatti, l’amministrazione provinciale (con appena sette voti contrari e sei astenuti) ha approvato la mozione del Partito Democratico, con cui è stato chiesto, in maniera formale, al presidente de Seneen  di tornare sui suoi passi, e di revocare il decreto di nomina con il quale è stato assunto, in qualità di dirigente, Ugo Boca. La mozione è stata sostenuta da tutta la minoranza, mentre si sono astenuti i consiglieri dell’Udc e Fortza Paris. Pdl, Mpa, Riformatori e Sardisti (sic!) non hanno partecipato al voto, abbandonando di fatto i lavori del  consiglio. Il Pd, per bocca del suo capogruppo, Mario Tendas, ha espresso chiaramente grossa soddisfazione, anche perché, in precedenza, alle richieste di accesso agli atti e a varie interpellanze, il presidente de Seneen aveva sempre fatto orecchie da mercante. Il Pd ha definito  “…scorretta, inconcepibile ed offensiva la scelta, svolta in totale solitudine dal presidente della giunta. Una scelta che – ha sostenuto il Partito Democratico -, attraverso la lottizzazione di un posto dirigenziale, ha offeso, e tuttora offende, i numerosi laureati e disoccupati  in attesa di un posto di lavoro che, di fatto, si sono visti preclusi la possibilità di partecipare e concorrere all’assunzione di un posto pubblico”. “E auspicabile – ha affermato Mario Tendas - che, alla luce del voto e, soprattutto, delle bordate che sono piovute anche dalla stessa maggioranza, il presidente de Seneen tragga le necessarie e dovute conseguenze, ritirando il decreto o, in alternativa, rassegnando le dimissioni, visto che è stato abbandonato e sfiduciato dalla sua stessa maggioranza”. Ecco, il testo integrale della mozione che ha fatto vacillare il presidente, Massimiliano de Seneen, punendo la sua guida iperverticistica e le sue deleterie fughe in avanti: “I sottoscritti, Mario Tendas, Roberto Scema, Giangavino Buttu, Peppino Marras, Battistino Ghisu, Francesco Federico, consiglieri provinciali del gruppo del Partito Democratico… sottopongono all’attenzione del presidente del consiglio e del presidente della giunta provinciale, Massimiliano de Seneen la seguente mozione: Considerato che la giunta provinciale, con delibera n. 27 dell’ 8 febbraio 2010, ha approvato la programmazione del fabbisogno del personale per il triennio 2010-2012, ed il piano delle assunzioni per l’anno 2010, che prevedeva l’assunzione di un dirigente, per concorso, nell’anno 2010”; considerato che i posti resisi disponibili a seguito del pensionamento del Dr. Putzulu, risultarono due a far data dal gennaio 2010; considerato che contrariamente a quanto stabilito,  nel febbraio del 2010,  il presidente della giunta, Massimiliano de Seneen,  non ha proceduto, così come appariva ovvio,  allo scorrimento della graduatoria in essere, che pur non riguardante una specifica professionalità nel campo della programmazione, aveva visto esaminati i concorrenti anche sotto l’aspetto delle linee programmatiche, di capacità manageriali e, soprattutto, nel campo delle politiche comunitarie; tenuto conto che per espletare il concorso sopra richiamato, sono state spese pubbliche risorse, al fine di dotare la Provincia di una riserva di professionisti dalla  quale, eventualmente, attingere per far fronte ad esigenze organizzative; tenuto conto che ’architetto Ugo  Nelli Boca  – a quanto risulta agli scriventi – non si è mai sottoposto al giudizio di una pubblica commissione di esame, nonostante in precedenza l’amministrazione provinciale avesse bandito uno specifico concorso per coprire il posto di dirigente del settore programmazione (concorso – per la cronaca – vinto dall’ingegner Enzo Sanna e che ha visto secondo in graduatoria l’ingegner Antonio Sanna, assunto dalla graduatoria come dirigente della Provincia); constatato  che il nome del dirigente era già noto a tutti i componenti del consiglio ancora prima che venisse formalizzata la nomina, così come, peraltro, chiaramente si evince anche dalla interpellanza presentata dal gruppo del Partito Democratico,  in data 15 ottobre 2010; constatato  che : la Corte dei Conti, Sezione di Controllo per la Regione Sardegna, in sede di attività istruttoria, avente per oggetto il bilancio preventivo 2010, ha riscontrato in data 26 novembre 2010  “il superamento dei limiti imposti dall’articolo 1 comma 557, della Legge 296/2006 (e successive modifiche e integrazioni) in materia di contenimento della spesa per il personale”, e che con note n. 8345 del 03.11.2010 n. 8677 del 12.11.2010 e n. 8717 del 16 novembre 2010 chiedeva al presidente della Provincia e all’organo di revisione di fornire puntuali chiarimenti;  constatato  che nonostante le motivazioni di risposta della Provincia, che asseriva che lo sforamento era dovuto al prevalente passaggio di nuove competenze e di nuovo personale, la Corte dei Conti, con delibera in Camera di Consiglio del 26 novembre 2010, riteneva invece che “ le predette giustificazioni non consentono di superare l’irregolarità contestata”, sostenendo che la Provincia non poteva superare i limiti di spesa per il personale, in quanto “…l’Ente non può esimersi dal considerare come prioritario il conseguimento dell’obiettivo del contenimento della spesa per il personale perché ciò è imposto, ai fini del coordinamento della finanza locale, dallo stesso ordinamento”; considerato, inoltre, che anche il D.L. 78/2010, convertito con la Legge 122 del 30 Luglio 2010, ha introdotto nell’ordinamento giuridico norme più restrittive, e una disciplina più rigida in tema di personale (eliminando le deroghe di cui all’articolo 3, comma 120, della Legge 244/2007) e “statuendo, in caso di sforamento della spesa, il divieto di procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo”, come recitava la stessa delibera della Corte dei Conti; preso atto che la Magistratura Contabile, a seguito della irregolarità contestata alla Provincia, obbligava la stessa ad agire, nel più breve tempo possibile, per la riduzione dell’incidenza percentuale delle spese per il personale, rispetto al complesso delle spese correnti, e a procedere alla “razionalizzazione e snellimento delle strutture burocratiche - amministrative, anche attraverso accorpamento di uffici con l’obiettivo di ridurre l’incidenza percentuale delle posizioni dirigenziali in organico”; preso atto che la Corte dei Conti, nella stessa data, nelle sue funzioni di controllo deliberava di segnalare alla Provincia di Oristano la criticità sopra evidenziata, invitando il predetto Ente “ad adottare le necessarie misure correttive”; considerato, altresì, che nonostante il deliberato della Corte dei Conti, la Provincia non ha ancora provveduto ad ottemperare a quanto disposto  Massimiliano de Seneen,  appare  viziato  da abuso di potere, oltre che  dall’inosservanza delle procedure previste per l’assunzione di un dirigente.  Infatti, a nostro modesto parere, non si tiene in debito conto  di quanto previsto dalle norme, tra le quali il Decreto Legislativo 165/2001;  la Legge 145/2002; il Decreto Legislativo n. 150/2009 (art. 40). Norme che, nello specifico, evidenziano che pur volendo assumere un dirigente con contratto a termine di diritto privato è assolutamente necessario: 1) rispettare i limiti di età previsti per il ruolo che si intende ricoprire; 2) stabilire obiettivi prefissati; 3) verificare prima, all’interno dell’amministrazione, la presenza di analoghe figure professionali; 4) dare evidenza pubblica alla procedura che si intende adottare; 5) dimostrare capacità professionali, attitudini e competenze; 6) effettuare una vera e propria selezione, sulla base di criteri e griglie di valutazione predefinite ed oggettivamente valutabili. Alla luce di quanto sopra riportato ed evidenziato, si chiede che il consiglio provinciale voglia esprimere, con il voto, la volontà di revocare  il decreto presidenziale e gli atti conseguenti, attraverso i quali il presidente  della giunta, Massimiliano de Seneen,  ha posto in essere l’assunzione in questione”.

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Una delegazione dei lavoratori del Consorzio di Bonifica dell'oristanese è stata ricevuta dal presidente della Provincia, Massimiliano de Seneen, che ha espresso loro la propria solidarietà, impegnandosi a sostenerli in questo delicato momento. Il presidente de Seneen ha assicurato che interverrà, affinché i consiglieri regionali del territorio sostengano una vertenza che solo la Regione ha i mezzi per risolvere, attraverso i suoi dispositivi di legge, definendo ruoli, funzioni e prospettive dei Consorzi di Bonifica dell'Isola. Questa mattina, intanto, il presidente del consiglio provinciale, Mauro Solinas, insieme ai presidenti dei gruppi consiliari, si sono recati nella sede del Consorzio di Bonifica, dove prosegue l'occupazione dei dipendenti. Oltre alla solidarietà ai dipendenti, nell'incontro è stato ribadito anche l'impegno dell'assemblea provinciale a sostegno della vertenza, di cui si tratterà in un'apposita seduta del consiglio provinciale.

"L'assessore regionale della Sanità Liori risponda all'interrogazione sui titoli e sui curricula dei commissari straordinari e dei direttori amministrativi delle Asl sarde, e sulla loro attendibilità e veridicità, diversamente useremo gli strumenti legali a nostra disposizione". Lo hanno dichiarato  i consiglieri regionali di Fli, Ignazio Artizzu e Matteo Sanna, che oltre un mese fa hanno presentato un'interrogazione al presidente della giunta  Cappellacci ed all'assessore Liori, per conoscere i criteri delle scelte dei commissari e dei direttori delle aziende sanitarie sarde.  "L'assessore ha il dovere di ottemperare all'attività di sindacato ispettivo dei consiglieri. Se non lo farà in tempi rapidi – hanno detto Sanna e Artizzu -, interesseremo la presidenza del consiglio e useremo le vie legali".

Il consiglio regionale ha respinto, con 28 no, 23 sì, e tre astenuti la mozione del centrosinistra contro la chiusura di punti nascita in diversi centri della Sardegna. La mozione impegnava la giunta regionale a proporre un piano di riorganizzazione dei punti nascita nell’Isola, tenendo conto delle particolari condizioni geomorfologiche e di viabilità del territorio regionale, prevedendo deroghe ai parametri definiti a livello nazionale, in modo tale da ripristinare i centri chiusi. "Nella scelta di chiusura non ci sono presupposti di tipo economico, ma basati sulle condizioni della maternità", ha premesso l'assessore alla Sanità, Antonello Liori, nella sua replica a conclusione del dibattito. "Ci sono molte criticità sui parti cesarei, praticati in modo inappropriato laddove non c'è un sistema di controllo sulla mamma e sul nascituro. L'Organizzazione mondiale della sanità parla di chiusura dei centri dove non si hanno più di 1.200 parti l'anno, indicazioni date alle regioni per motivi di coscienza, e che vanno rispettati per la salute delle donne e per le condizioni di lavoro degli operatori. Il punto nascita di Bosa, per esempio, chiuso su indicazione del commissario di Oristano, faceva 66 parti l'anno". L'assessore ha ricordato che la Sardegna applica parametri già in deroga, tollerando punti nascita al di sotto dei 500 parti. "Per il rispetto delle mamme, dei bambini e dei lavoratori - ha concluso Liori - puntiamo sul servizio di elisoccorso, e non teniamo in vita servizi non utili".

“I disabili, in particolare quelli sardi, stanno pagando le iniquità di un sistema di controlli sull'invalidità, che fa acqua da tutte le parti. L'Inps sta additando come falsi invalidi persone che convivono con un disagio reale, per via di un sistema di verifiche quantomeno discutibile, su cui, peraltro, sta piovendo una valanga di ricorsi. Si tratta di un'operazione che, probabilmente, ha il solo scopo di tagliare indiscriminatamente sulla spesa sociale: non ci vengano però a dire che i ladri sono i cittadini realmente bisognosi”. E' stato questo, il commento della deputata del Pd, Caterina Pes, di fronte all'annuncio della revoca di migliaia di pensioni di invalidità, che vedrebbe, fra l’altro, in cima alla classifica la provincia di Sassari. Secondo i dati Inps, nel Nord Sardegna, sassarese e Gallura, sarebbero state revocate tre pensioni d'invalidità su quattro: un popolo di truffatori? - ha ironizzato la parlamentare – No di certo. Se si vanno, infatti, a leggere meglio i dati, si scopre che l'Istituto di Previdenza è sommerso da una valanga di ricorsi, la quasi totalità dei quali viene vinta dai veri invalidi. La verità è che sono le pratiche di verifica a seguire percorsi lenti e adottare criteri più restrittivi, che hanno il solo risultato di escludere non falsi invalidi, il che è auspicabile, ma persone che realmente hanno bisogno del sussidio. Siamo arrivati al paradosso che le colpevoli negligenze di una procedura fallace e iniqua, qual è quella dell'INPS, siano addirittura diventate un merito, perché si è riusciti ad abbattere d'ufficio il numero delle pensioni d'invalidità. Questo è il segno tangibile dell'orientamento di un governo che, pur di tagliare la spesa sociale, non ha scrupoli a lasciare indietro migliaia di cittadini svantaggiati. Attenzione – ha proseguito la parlamentare – perché si sta tentando un'operazione di criminalizzazione delle fasce sociali più fragili: sotto traccia si vuole far passare l'idea che gli invalidi siano un fardello sociale che l'Italia non vuole e non può più sostenere. Viene da chiedersi, allora, se viviamo ancora in uno stato sociale degno di questo nome”. Caterina Pes si era già occupata del tema alcuni mesi fa, quando aveva evidenziato il problema delle modalità di controllo dell'invalidità, con un'interrogazione parlamentare, e in un incontro ufficiale con il presidente dell'Istituto, Antonio Mastropasqua. “Sono state convocate per le verifiche persone affette da thalassemia, cecità totale, sindrome di Down, per comprendere lo stato dei quali non sarebbe occorsa una visita medica. Alcuni pazienti sono stati costretti a presentarsi alla visita in autoambulanza o in carrozzella”. Già da allora la Pes aveva, ufficialmente, chiesto la modifica dei metodi di verifica, in modo che fosse garantito il rispetto della dignità di soggetti particolarmente fragili.

Un'area di settecento metri quadri utilizzata come discarica di rifiuti, nei terreni nella disponibilità della società Horse Country, sul litorale di Arborea, è stata posta sotto sequestro dagli agenti del Nucleo di polizia giudiziaria del Corpo forestale di Oristano, assieme ai colleghi della stazione forestale di Marrubiu. L'amministratore della società, secondo quanto riferito dal Corpo forestale, dovrebbe essere denunciato "per abbandono di rifiuti e distruzione degli stessi mediante incenerimento". A detta dei forestali, in uno spazio vicino alle postazioni dei cassonetti, utilizzati per la raccolta della differenziata del complesso Ala Birdi e Horse Country, sono stati trovati cumuli di rifiuti di vario genere, come sacchi di plastica contenenti rifiuti assimilabili agli urbani non differenziati (lattine, bottiglie di plastica e vetro, materiale ferroso di scaffalature metalliche, spezzoni di ferro, vecchi frigoriferi, batterie d'auto, inerti provenienti da demolizioni, materassi, ombrelloni), oltre a cumuli  di rifiuti mescolati a potature e residui vegetali, proveniente dalla pulizia della pineta e dei giardini.  Dalle indagini sarebbe emerso che personale alle dipendenze del grosso complesso turistico trasferiva nei cassonetti posizionati nel piazzale di cemento, realizzato per la raccolta differenziata, i sacchi contenenti i rifiuti provenienti da bar, cucine e ristoranti, e dalle pulizie delle camere del villaggio, senza che venissero differenziati. Di conseguenza, gli addetti alla raccolta differenziata che operano per conto del comune di Arborea, non effettuavano la raccolta, non essendo il materiale a norma. Molto del materiale scartato, sempre secondo il Corpo forestale, veniva disposto in cumuli ed eliminato con il fuoco dal dipendente incaricato.

 

 

 
Di pig (del 18/02/2011 @ 14:00:04, in politica, linkato 1152 volte)

All’interno del Partito Democratico sardo prosegue il dibattito dopo quanto accaduto alle recenti primarie cagliaritane, che hanno dimostrato, per l’ennesima volta, se mai ce ne fosse bisogno, di quanto disastrosa e inadeguata sia, a livello regionale, l’attuale classe dirigente del Pd. Una classe dirigente che, per manifesta incapacità, avrebbe dovuto dare le dimissioni in blocco, il giorno dopo la sonora sconfitta di Cabras, e che, invece, al di là delle desolanti dichiarazioni di circostanza, rimane incollata alle proprie sgangherate poltrone. In che modo, allora, si può uscire da questa situazione, in che maniera si può rilanciare il partito? Il consigliere regionale, Gian Valerio Sanna, ha voluto dare un suo contributo al dibattito:
“Sono stato alla direzione del Pd, impegnata in un esame critico della sua attività all’indomani della sconfitta del Senatore Cabras alle primarie di Cagliari. Molte ammissioni di colpa, una giusta autocritica, alcune difese di ufficio alla “Ghedini”, piuttosto patetiche, ma alla fine dietro l’angolo ancora nulla. Credo, convintamente, come ho sempre sostenuto fin dal Congresso, che lo sviluppo, il radicamento e il futuro del Pd in Sardegna non potesse fondarsi sull’adesione superficiale, ed un pò burocratica, alle mozioni congressuali, che certo hanno avuto il merito di mischiare le carte fra gli organigrammi dei vecchi partiti costituenti, ma poi hanno mantenuto l’orizzonte del partito ben distante dall’andare al fondo del necessario processo di integrazione politica e culturale.  Ora, di fronte a segni non equivocabili e ripetuti, il Partito comincia a rendersi consapevole che essere partito non significa soltanto gestire burocrazia ed organizzazione ma, semmai, essere riconoscibile, riconosciuto ed attraente rispetto ad un elettorato riformista che pure esiste nelle nostre realtà. Con spirito di servizio e generosità è necessario, perciò, in questo difficile momento politico per la nostra terra, offrire un contributo di riflessione ed una traccia di percorso politico che sia utile al Pd della Sardegna, per ritrovare l’unità e la responsabilità di un percorso comune, di una voce unica ed autorevole, per restituire prestigio alla politica ed orientare gesti e parole dei riformisti verso un orizzonte autentico di servizio e di crescita per la propria terra.  Il Partito Democratico della Sardegna rappresenta l’unica concreta prospettiva di rilancio e di sviluppo per la società sarda, fin troppo provata e sfiancata da una crisi economica, sociale e morale senza precedenti, ed aggravata dal non governo e dalla rissosità del centrodestra. Per affrontare con adeguatezza ed efficacia la sfida di un tempo così complesso e difficile, il Partito deve riproporre la centralità della sua autonomia di partito regionale, federato nelle forme previste a quello nazionale, ma caratterizzato da una forte identità regionale, da una concreta autonomia decisionale, anche in materia di progetto politico, di alleanze e di organizzazione. Un partito regionale, infatti, si caratterizza per la sua autonoma capacità di realizzare alleanze ed azioni politiche, in aderenza ai bisogni di una società complessa e dai forti caratteri peculiari, nonché come luogo privilegiato per la sperimentazione di nuove e più moderne forme di partecipazione popolare alla vita delle istituzioni e della società. Il Pd non deve rinunciare, tuttavia, alla sua vocazione maggioritaria, intesa come consapevolezza del bisogno di maggiore responsabilità, di maggiore iniziativa e di una più spiccata capacità di governo da imprimere alla coalizione antagonista al centrodestra in Sardegna. Il Partito deve abbandonare, perciò, visioni strettamente interne, volte a cristallizzare l’esclusivo obiettivo del governo del partito e proporre, invece, una stagione di unanime e generosa adesione al progetto politico, alle idee, alla testimonianza di una buona politica e alla vicinanza solidale ai problemi dei cittadini sardi. L’intransigenza morale e culturale, la coerenza al progetto politico, deve garantire la capacità di esprimere costantemente sintesi, e la piena integrazione dei diversi filoni politico-culturali che hanno dato origine all’esperienza dei Democratici.  Nessun modello organizzativo, culturale, ideale o personale deve potersi affermare come preponderante o fagocitante un’esperienza politica che, viceversa, dovrà ricercare, anche nei linguaggi e nei rapporti interpersonali, l’identità di uno stile politico nuovo, autenticamente riformista e lungimirante. Si deve rifuggire la diffusa percezione che il Pd rappresenti una nuova proposta di partito di “sinistra”, che si somma agli altri che già identificano, assai più marcatamente, l’area dell’esperienza della sinistra radicale. Al contrario va identificata nel segmento più complesso e articolato di un elettorato, non più prigioniero di schemi ideologici superati, l’area di contesa del consenso dei Democratici, mostrando verso di esso l’esclusivo interesse per l’acquisizione di un’adesione al progetto di governo e all’orizzonte ideale, piuttosto che l’appagamento al vuoto obiettivo di reclutare aderenti, funzionali alla sola appartenenza correntizia e, dunque, alle scalate congressuali interne.  Il Pd sardo deve scommettere sulle idee e sui progetti di crescita e di sviluppo sostenibile, sul lavoro, la sanità, la scuola ed il territorio, consapevole che la crisi economica globale che sta investendo il mondo non sarà di breve durata e non permetterà di ipotizzare una riproposizione identica, nel futuro, delle nostre abitudini di vita individuali e collettive. Il forte debito pubblico nazionale, sommato alle indiscutibili difficoltà che incontra la crescita e la ripresa economica, ci richiama a un uso responsabile delle risorse pubbliche, che non sono più copiosamente disponibili come un tempo e non possono più, conseguentemente, essere utilizzate per sostenere una considerevole mole di sprechi o di politiche clientelari o corporative. Sappiamo di aver vissuto, negli ultimi decenni, al di sopra delle nostre reali possibilità e, dunque, la responsabilità di un partito riformista è quella di non aver paura del cambiamento, anche quello che chiede più rigore, maggiore impopolarità rispetto ai tanti privilegi e alle sacche di parassitismo che si sono annidate nella società. La nostra società, sempre più spesso, si trasforma secondo i canoni e i modelli culturali imposti dalle proprie classi dirigenti. Anche il nostro tempo, questo tempo, è segnato da modelli culturali, che invece di leggere e interpretare i segni dei tempi, per organizzare la risposta pubblica più appropriata a saper conseguire il benessere dei cittadini, pensano sia più utile attaccare i presidi dello Stato, le sue istituzioni democratiche, delegittimare i valori e i principi di una convivenza democratica. Di fronte all’esigenza di porre, come è urgente e necessario, il lavoro, l’istruzione, il diritto alla salute e a un ambiente pulito al vertice del proprio impegno, i nostri attuali governanti vorrebbero invece costruire una società egoista ed arrampicatrice, irriverente dei poteri costituzionali, e favorire cattivi costumi morali e, indirettamente, la pericolosa diffusione di una strisciante cultura della illegalità.  Il Pd non deve assecondare questa corrente ma, nonostante la furia delle temperie e la turbolenza sociale di questo tempo, deve ricercare approdi sicuri, portandosi fuori dalla mischia populista e indicando ai cittadini le strade più idonee per il capovolgimento di questo modello culturale sbagliato e nefasto. Sono queste le ragioni per le quali il Partito deve ricercare un nuovo rapporto con i cittadini e con la società sarda, un nuovo legame capace di scambiare fiducia reciprocamente e di sostenere, nell’unità, la fatica di passaggi e di scelte impervie e non facili, ma necessarie per il superamento della crisi economica e morale verso un orizzonte di nuovi valori e di competitività. Per essere capaci di tutto ciò si deve essere prima di tutto un partito, ovvero una squadra, un gruppo di amici, una vera famiglia politica. Dobbiamo, dunque, abbandonare le logiche tribali che hanno trasformato anche i nostri congressi in contese per il potere interno, invece che essere l’agorà del più alto servizio ai cittadini. Non possiamo non scegliere di essere un partito di riconciliati per poter esercitare la riconciliazione verso coloro, e sono tanti, che non pensano più alla politica come a uno strumento utile e necessario per la propria vita e per il futuro dei figli. Dovremmo usare certe parole con sobrietà, e fare in modo, ad esempio, che il merito, la competenza, la coerenza, la parità di genere e l’affidabilità delle nostre parole e dei nostri gesti rappresentino la declinazione di quel rinnovamento che è oggi chiesto al Partito. Non serve, insomma, cambiare uomini per far tornare l’aritmetica del potere interno, senza sapere che un potere che non descrive una parabola politica ed un progetto sociale non ha futuro. Riacquistare la sensibilità e le corde di una società divisa, e oramai tristemente divaricata fra disperati e opulenti, è la missione più importante per i Democratici sardi ed è, più in generale, la priorità delle priorità per il futuro del nostro Paese. A chi spetta il dovere di battere un colpo ora il compito di pensare e di agire”.

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L'assessore regionale dell'Agricoltura, il contestatissimo (anche dalla stessa maggioranza di centro-destra, che lo ritiene di bassissimo spessore) Andrea Prato, ha dato garanzie (?) per la stagione irrigua e ha assunto impegni sull'erogazione, in tempi brevi (?), dei finanziamenti ai Consorzi di Bonifica, necessari anche per il pagamento degli stipendi arretrati del personale e dei lavoratori avventizi. Prato ha fatto queste promesse durante un vertice in Prefettura, ad Oristano, dove oltre al prefetto, Giovanni Russo, hanno partecipato, fra gli altri, anche l'assessore dell'Industria, Oscar Cerchi, il commissario del Consorzio di Bonifica dell’ Oristanese Pinna, sindacati e associazioni di categoria. “Nonostante i tagli in tutti i settori – ha detto Prato - le risorse per la stagione irrigua non saranno inferiori rispetto all'anno scorso. Nella seduta della giunta regionale di martedì 22 febbraio sarà discussa la delibera sulle anticipazioni dei contributi per le manutenzioni del 2011: parliamo di 33 milioni circa totali, per tutti i Consorzi, di cui 2,5 milioni saranno notificati prima a Bruxelles. Al Consorzio di Oristano spetteranno quasi 5,3 milioni. L'erogazione partirà entro trenta giorni dall'approvazione". Per quanto riguarda il personale avventizio, per cui sono previsti 2,5 milioni di euro, l'amministrazione regionale – stando a quanto si legge in una nota stampa - provvederà a liquidare le spese riconosciute, entro massimo 30 giorni dal ricevimento del rendiconto 2010 da parte del Consorzio di Bonifica di Oristano, che dovrà essere inviato alla Regione entro venerdì prossimo. Se la scadenza del 25 febbraio non sarà rispettata (e perchè non dovrebbe esserlo? ndr), sarà portata nella seduta della giunta del 1 marzo la delibera che autorizza il pagamento di una anticipazione delle spese 2010. Durante il vertice, l'assessore Prato ha anche annunciato che, entro due settimane, sarà convocato un tavolo unitario, per lavorare sulle problematiche legate alla modifica della legge regionale 6/2008, con l'obiettivo di snellire e velocizzare, per quanto possibile (cosa vuol dire? ndr), i passaggi burocratici della normativa. "Sono le prime risposte che la Regione è in grado di dare – ha detto Prato -, anche considerando le urgenze e una legge, la 6, che non piace a nessuno, e che va cambiata al più presto (e chi ci dovrebbe pensare? ndr)  perchè mortifica e non riconosce il ruolo dei Consorzi di Bonifica".

Una società di riparazioni meccaniche, di fatto inesistente, che forniva false fatture ad autotrasportatori delle province di Oristano e Cagliari, è stata scoperta dalla Guardia di Finanza, che ha accertato un'evasione di 3 milioni e 800 mila euro. Le Fiamme Gialle, che hanno denunciato quattro persone tra emittenti e utilizzatori delle fatture, hanno anche accertato un'evasione dell'Iva per 760 mila euro, e una di un milione e mezzo di euro dell'imposta regionale sulle attività produttive. I finanzieri, nel corso delle indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Cagliari, hanno scoperto una ditta, senza alcuna struttura imprenditoriale e priva di una reale organizzazione amministrativa e contabile, che emetteva fatture false, consentendo agli utilizzatori la deduzione dei costi e la detrazione dell'Iva, con un ingente danno all'erario.

Il titolare di un'azienda agropastorale di Simaxis, e i responsabili dell'impresa edile Sarda Costruzioni di Oristano sono stati raggiunti da un avviso di garanzia, nell'ambito di un'indagine del Nucleo di polizia giudiziaria del Corpo forestale di Oristano. L'accusa è quella di smaltimento illecito di rifiuti e truffa. Secondo quanto sarebbe stato accertato dagli uomini della forestale, i tre avrebbero effettuato lo smaltimento di circa 7.000 metri cubi di rifiuti speciali non pericolosi, provenienti dalla demolizione della rete di canali irrigui di proprietà del Consorzio di Bonifica dell'Oristanese, nonchè del cantiere dei locali del complesso "Ex Caldersarda" di Oristano. I rifiuti sarebbero stati interrati, in assenza di autorizzazione, nell'area degli stessi canali irrigui, e nell'azienda agricola in località "Tanca e S'Omu".  L'impresa edile Sarda Costruzioni aveva ricevuto in subappalto i lavori di smantellamento delle vecchie cabalette, per un importo di 190.000 euro. Ma il Corpo forestale, anche con l'esame dei formulari di identificazione dei rifiuti, avrebbe riscontrato che, nonostante quanto previsto dal capitolato speciale d'appalto delle opere in progetto, il materiale sarebbe stato conferito solo in parte in una discarica autorizzata, mentre circa 7.000 metri cubi di rifiuti di calcestruzzo e ferro, interrati in due aree della superficie complessiva di 2.500 metri quadri dell'azienda agropastorale di Simaxis, dove è stato effettuato il sequestro probatorio. Ricoperti da uno stato di terra, sono stati occultati, inoltre, ulteriori rifiuti, come pneumatici usurati, residui bituminosi, buste in plastica, bidoni di latta, piastrelle in gres ceramico, pannelli in truciolare, travetti in laterizio, spezzoni di tubo corrugato in pvc, cavi elettrici e spezzoni di rete ombreggiante, provenienti dal cantiere ex Caldersarda di Oristano.

Il problema della gestione dei rifiuti agricoli sarà il tema dell'incontro, previsto per lunedì 21 febbraio, alle 11, dall'assessore provinciale all'Ambiente, Emanuele Cera, presso gli uffici dell'Assessorato, in Via Liguria. L’assessore ha convocato un tavolo tecnico, per trattare con gli enti interessati il problema dei rifiuti agricoli ed il coordinamento sulle possibili azioni comuni. All'incontro sono stati invitati l'Assessorato Regionale all'Agricoltura e quello all'Ambiente, il Corpo Forestale di Vigilanza ambientale, e l’Assessorato provinciale all’Agricoltura. Lo scopo della riunione è quello di creare le condizioni per venire incontro agli operatori agricoli e per discutere sulla razionalizzazione di un sistema di raccolta dei rifiuti di comparto,  in modo da conseguire un abbattimento dei costi.

Nell'ambito della iniziativa promossa in tutta Italia dal Pd "10 milioni di firme per mandare a casa Berlusconi", anche il circolo di Oristano del Partito Democratico ha promosso una raccolta di firme sul territorio. La prima iniziativa è fissata per sabato 19 febbraio, ad Oristano, dove saranno allestiti due banchetti per la raccolta delle firme: in piazza Roma  e nella via Mazzini, davanti al mercato civico. I cittadini potranno firmare dalle 9.30 alle 13. Le firme a sostegno dell’iniziativa si raccolgono anche presso la Federazione provinciale del Pd, in via Canepa  58, dal lunedì al venerdì.

La Banda Musicale Santa Cecilia, il Coro Polifonico Arborense e il Gruppo Folk Città di Oristano sono stati riconosciuti di interesse comunale in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Lo ha deciso il consiglio comunale, accogliendo una proposta dell’assessore alla Cultura, Luca Faedda, nell’ambito delle iniziative avviate a livello nazionale dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali per il riconoscimento di quei soggetti che “con la loro attività si caratterizzano come sintesi dell’espressione culturale e bacino di aggregazione sociale e culturale, favorendo l’aggregazione, sviluppando le attitudini alla conoscenza, avvicinando un ampio pubblico alla fruizione della musica colta e favorendo le vocazioni presenti nel territorio”.

I ristoranti della provincia di Oristano che prenderanno  parte alla sesta edizione de “Le isole del gusto”, la rassegna gastronomica promossa dalla Camera di Commercio di Oristano sono ventiquattro.  Una partecipazione numerosa, che conferma la validità dell’iniziativa, in programma da sabato 19 febbraio a domenica 17 aprile. La formula proposta consolida l’impostazione delle passate edizioni, ponendosi l’obiettivo di promuovere l’offerta della ristorazione tipica, con la valorizzazione delle produzioni agroalimentari di eccellenza del territorio. Quattro le sezioni, all’interno delle quali sono stati inseriti i  ristoranti in gara, in base ai menù presentati. Nella sezione “I sapori della tradizione – Terra”, concorrono i ristoranti Cantinedda di Ula Tirso, La Rosa dei Venti di Sennariolo, Mediterraneo di Terralba, e Mistral 2 di Oristano . Nella sezione “I sapori della tradizione – Mare” sono presenti, invece, i ristoranti Il Caminetto di Cabras, Masbì di Arborea, e Su Soi di Cabras. Nella sezione “I sapori dell’innovazione – Terra”, partecipano Cibò Qibò di Terralba, e i ristoranti di Oristano  Ele Bistrot , Hotel Villa delle Rose e  Il Giardino del cigno, nonché  Il Vecchio Borgo di Baradili. La sezione col maggior numero di ristoranti è quella riservata ai “Sapori dell’Innovazione - Mare”, di cui fanno parte Al Gambero Rosso di Bosa, Alteres di Oristano, Bentu de Mari di Baratili San Pietro, Blao di Oristano, Da Egisto di Mogoro, Da Giovanni di Torregrande, Da Lucio di Marceddì, Da Salvatore di Oristano, Grekà di Terralba, Il Gallo bianco di Arborea, Josto nel vicolo di Oristano e Movida di Solarussa. “Il numero di partecipanti è in aumento - ha spiegato il presidente della Camera di Commercio di Oristano, Pietrino Scanu -. La formula della rassegna sta dando buoni risultati e, nell’insieme, ci consente di proporre un’offerta di qualità. Quest’anno puntiamo sulla valorizzazione dei formaggi, un prodotto che ha un peso significativo nel paniere dell’economia oristanese. Dieci aziende casearie del nostro territorio hanno aderito all’iniziativa e le loro produzioni verranno proposte insieme al menù de “Le isole del gusto”. Ai clienti che compileranno la scheda di gradimento sarà offerto un assaggio di almeno cinque formaggi, con una degustazione di cui lo chef curerà presentazione e composizione. Un modo, questo, per assicurare da parte nostra un piccolo aiuto alle aziende agropastorali che vivono un momento di estrema difficoltà”. La sesta edizione de “Le isole del gusto” conferma, inoltre, l’abbinamento col vino. In questo caso sono nove le aziende della provincia di Oristano che accompagnano i menù in concorso, con trentadue diverse etichette di produzioni Doc e Igt. “Il nostro intento – ha detto il segretario generale della Camera di Commercio, Enrico Massidda -, è sempre quello di favorire l’incontro tra i produttori locali e i ristoratori, e di far sì che ciò non sia un fatto episodico, ma diventi una buona prassi. Ai ristoratori chiediamo di valorizzare le produzioni tipiche con menù accattivanti ed un prezzo contenuto. Quest’anno abbiamo stabilito un massimo di 30 euro per i menù di terra, e 35 euro per i menù di mare. E’ compresa la degustazione di almeno cinque formaggi e due calici di vino per ogni commensale. Inoltre, abbiamo studiato anche una formula apposita per i bambini, che fino ai 4 anni non pagano, mentre per i bambini dai 4 ai 10 anni si può richiedere un menù alternativo a quello proposto in concorso, al costo di 15 euro”. Un impegno concordato dalla Camera di Commercio di Oristano anche con le associazioni di categoria Confcommercio e Confesercenti e con l’associazione dei consumatori Adiconsum, rappresentate nel Consiglio camerale.  Infine, una raccomandazione per quanti volessero gustare i menù de “Le isole del gusto”: è sempre meglio prenotare il pasto in ristorante con anticipo.

La direzione provinciale dell’Inps di Oristano comunica che lunedì prossimo, 21 febbraio, a causa di un’assemblea del personale, convocata per l’intera mattinata, il servizio di sportello e di comunicazione con l’utenza nella sede provinciale dell’Inps e nell’agenzia di Ghilarza potrebbe essere interrotto o subire qualche limitazione. Per qualsiasi richiesta di informazione è comunque sempre attivo il numero telefonico del Call Center dell’Inps  803.164.

 

 
Di pig (del 21/02/2011 @ 00:29:53, in politica, linkato 1728 volte)
La moda dello shopping di deputati e senatori a Montecitorio e Palazzo Madama, si è allargata a macchia d’olio fino ad arrivare (incredibile a credersi) anche nella provincialissima Oristano. Dopo la sberla ricevuta da parte del Pdl che, votando una mozione del Pd (riveduta e corretta) le ha fatto rimediare (assieme all’assessore all’Urbanistica Ledda) una autentica figuraccia, Angela Nonnis è corsa ai ripari, dando inizio ad una personalissima campagna acquisti,  che le permetta di avere i numeri per proseguire la legislatura senza la spada di damocle della sfiducia. Stando a quanto si vocifera con sempre maggior insistenza negli ambienti politici nostrani, parrebbe che il sindaco abbia intenzione di dar corso al “Nonnis quater”, dando il via alla decimazione degli assessori Pdl (l'onta richede vendetta, tremenda vendetta!), iniziando da Marzio Schintu e Mariano Deiana (considerati, evidentemente, non vicinissimi al sindaco. ndr), rispettivamente assessore allo Sport e alle Politiche sociali, sostituendoli, a quanto sembra, con Franco Serra (Udc) e l’indipendente Paolo Sulis (ma la rosa di papabili è ben più ampia). Il sindaco starebbe, inoltre, cercando nuovi accoliti, in particolare tra Udc e Fortza Paris, dove non tutti, al di là delle dichiarazioni ufficiali, sarebbero contrari ad entrare in maggioranza o, quantomeno, a dare un appoggio esterno al sindaco. Tra questi non vi sarebbero, però, Giuliano Uras e Mauro Solinas (che avrebbe intenzione di ricandidarsi alla carica di sindaco). Stando agli spifferi di palazzo Capus Colonna, pare, invece, che ci siano stati contatti anche con Mariano Carta (Udc) e Mario Caddeddu (indipendente) e con qualche altro elemento dell’opposizione e dello stesso Pdl, e sembra che qualcuno non sia rimasto insensibile  ai canti della Nonnis in versione “sirena”.  Come abbiamo scritto in più di una occasione, riportando quanto riferito da radio-comune, alcuni “constestatori” sarebbero stati ammorbiditi con la promessa di una poltroncina in qualche ente, affidamento di lavori professionali da parte di amici degli amici, o con l’ipotesi di un inserimento  nel Puc di terreni appartenenti al parentado più disparato. Ad onor del vero, va detto che in un nuovo Piano urbanistico è facile che possano finirci dentro terreni di consiglieri o dei loro parenti, colleghi di partito e amici comuni, per questo, onde non dar credito ad antipatiche illazioni, la massima trasparenza deve essere il principio ispiratore di ogni amministrazione e di ogni amministratore, a maggior ragione quando si parla di Puc. E se la richiesta di trasparenza, proprio in relazione al Puc, è arrivata da un partito di maggioranza (peraltro il più consistente) come il Pdl, significa che, evidentemente, più di un dubbio è sorto sul fatto che questa trasparenza totale ci sia  stata. E che la massima trasparenza sia doverosa ed opportuna, lo dimostra la necessità di sgombrare le ombre, vere o false che siano, che sono sorte  attorno al Puc di Oristano, in relazione ad estemporanei o radicati comitati d’affari che, con la connivenza della politica, sembra siano pronti a spartirsi una torta tanto ambita. Questo è, perlomeno, quanto si vociifera in città. E’ notorio, e nessuno può disconoscerlo, che qualsiasi Piano urbanistico  ha sempre  suscitato  appetiti ed affari. E se è  normale che gli imprenditori cerchino di lucrare quanto più possibile dalle opportunità che la politica gli offre, è importante, però, che questo avvenga (e qui scopriamo l’acqua calda) senza scorciatoie e nel pieno rispetto della legge. Così come è bene ribadire, nonostante possa apparire scontato, che soprattutto in queste occasioni la politica non dovrebbe mai (come talvolta, invece, accade) cedere a chi detiene il potere. Ed a proposito di potere, non occorre essere eccessivamente lungimiranti per capire come anche nella sonnolenta Oristano esista un sistema di potere (che pesa come una cappa sulla città) alla cui tavola imbandita molti si sono accomodati, mentre altri, per fortuna, di sporcarsi labbra e pancia non ne vogliono assolutamente sapere. Per questo motivo è quanto mai importante combattere ogni sorta di connubio tra affari e politica, e allontanare qualsiasi illazione e qualsiasi ombra possa sorgere a proposito. Ecco perché assume ancora maggior valenza la richiesta di trasparenza del Pdl che, se mai dovesse sfociare in una mozione di sfiducia per il sindaco (qualunque sia la motivazione), il Pd non dovrebbe assolutamente rifiutare (con il consueto “atteggiamento da puzza sotto il naso” che ha sempre portato il Pd a sconfitte sonanti) ma accogliere invece alla grande, pur di raggiungere lo scopo. Il Pd lo dovrebbe fare (se mai questa proposta dovesse prendere corpo) soprattutto per il bene degli Oristanesi, perché con il sindaco cadrebbe quel castello di carta, che tanti danni sta creando alla città, sorto nell’esclusivo interesse di pochi e non certo per il bene della comunità.

Intanto, nella tarda serata di oggi c’è stata una riunione tra il sindaco Nonnis e le segreterie dei partiti della maggioranza di centro-destra, allargata ai consiglieri regionali di riferimento. Se la Nonnis pensava che la riunione avrebbe messo le cose a posto, ricompattando la coalizione, deve essere rimasta fortemente delusa, in quanto il Pdl, il gruppo più  importante della maggioranza, secondo quanto si appreso pare intenzionato a proseguire nella linea dura. E, a maggior ragione, dopo le esternazioni del sindaco circa la “minaccia” di un allargamento della maggioranza e la sostituzione di alcuni assessori del Pdl. Pdl che (non va dimenticato) ha chiesto, nell’ultima seduta del consiglio comunale, al sindaco Nonnis e all’assessore Ledda una maggiore trasparenza sul Puc. Ed è proprio quanto sta accadendo attorno al Piano urbanistico comunale a preoccupare fortemente i pidiellini, e gran parte dell’amministrazione comunale in generale, anche alla luce dell'accoglimento da parte del Tar della sospensiva in relazione al ricorso presentato dalla famiglia Baldino, che chiedeva, fra l'altro, una volumetria di 3 metri cubi a metro quadro nell’area di via Vandalino Casu. Ipotesi, questa, bocciata dal consiglio comunale. La famiglia Baldino, inoltre, aveva eccepito le modalità di votazione, ponendo in discussione la mancata riadozione del Puc che, a dire dei ricorrenti, si sarebbe resa necessaria per effetto delle modifiche al Puc dopo il voto delle osservazioni. Il Puc è quindi stato sospeso nella parte richiamata dai ricorrenti. Una patata bollente niente male, quindi, per la troika del "Puc-riservato", il sindaco Nonnis, l'assessore Ledda e il dirigente Pinna. E che avvolora ancora di più la  intransigenza sulla richiesta di maggiore trasparenza sul Puc e la fermezza nella prosecuzione  della linea dura da parte del Pdl, con il quale, volente o nolente, Angela Nonnis dovrà necessariamente confrontarsi prima di adottare qualsiasi decisione. Almeno che, in cuor suo, il sindaco non abbia già deciso (anche se la cosa, allo stato dell’arte, appare improbabile) di andare a casa prima del tempo.

“Il Tar non ha bloccato il Puc”. Lo hanno sostenuto il sindaco, Angela Nonnis, e l’assessore all’urbanistica, Salvatore Ledda, che hanno convocato una conferenza stampa per ribadire la piena efficacia del Piano urbanistico comunale. “La decisione del Tar di accogliere la richiesta di sospensiva della famiglia Baldino da ragione all’Assessorato all’Urbanistica e all’Ufficio tecnico, che relativamente a quell’osservazione avevano dato parere positivo – ha spiegato Ledda -. Il consiglio decise però di respingere l’osservazione e il Tribunale amministrativo ha concesso la sospensiva, perché la decisione è stata presa senza una motivazione. È chiaro che la decisione del Tar riguarda solamente il caso in questione – ha aggiunto l’assessore Ledda -. Il Puc non viene bloccato. Il vero blocco riguarda il terreno dei ricorrenti e non il piano”. Ledda ha quindi spiegato che l’osservazione sarà riportata all’attenzione del consiglio comunale, che potrà decidere se accoglierla o meno, ma dovrà motivare la sua scelta. L’assessore ha poi spiegato che la mozione approvata nei giorni scorsi dal consiglio comunale non mette in discussione il Piano urbanistico. “Ci troviamo di fronte alla richiesta di chiarimenti da parte della Regione – ha spiegato -. Il consiglio sarà chiamato a dare questi chiarimenti. Sia chiaro che l’assemblea ha la facoltà di modificare il piano quando vuole, ma il Piano è quello approvato a Maggio 2010 e pubblicato sul Buras a Novembre 2010”. Con questa tiritera, ripetuta a iosa, Ledda cerca più di convincere se stesso che i cittadini e la sua maggioranza, che non per niente, lo ribadiamo,  ha chiesto una maggiore trasparenza sul Puc.

Ma se la Nonnis scricchiola, il presidente della Provincia di Oristano, Massimiliano de Seneen, non sta certamente meglio, visto che a stento i partiti della maggioranza di centro-destra  (Pdl a parte) sopportano la supponenza e la boria  di un presidente, che ancora non si rende conto di essere stato eletto non per grazia ricevuta, né per meriti propri, ma grazie al lavoro dei partiti. Per questo motivo, Udc, Forza Paris, Mpa, e Psd’Az non si strapperebbero le vesti per la caduta di de Seneen. Anzi. Anche in questa occasione la mozione del Pd “anti Boca”, il pensionato nominato (o meglio imposto) come dirigente da de Seneen (senza concordare alcunché con gli alleati), pare su suggerimento di Mario Diana (che ad Oristano sta vincendo alla grande la lotta di potere a distanza con Cherchi, Onida e compagnia), è passata alla grande, in modo da dare un segnale chiaro al presidente. Per salvare capra e cavoli sembra che per Boca sia stata trovata un’altra soluzione: pensionare il pensionato dalla Provincia e nominarlo nel prossimo Consiglio di amministrazione della Sea, l’Agenzia per l’energia sostenibile, società partecipata della Provincia di Oristano (per 2/3) e per  1/3 dalla Camera di Commercio (dove Pietrino Scanu si avvia alla rielezione, pare anche con il beneplacito di Diana).  La Sea, entro brevissimo tempo, presenterà una novità, visto che alla sua conduzione dovrebbe essere chiamato Giorgio Ibba (altro fedelissimo di Diana), attuale presidente del Consorzio Industriale, proposto dalla Provincia e non sgradito, per ovvi motivi, alla Camera di Commercio. Attualmente i consiglieri della Sea non percepiscono alcunché,  e la lungimirante intenzione sarebbe quella di apportare gli opportuni correttivi in modo tale che, in particolare l’Amministratore unico, possa essere ricompensato lautamente. Ibba lascerebbe così volentieri la presidenza del Consorzio Industriale, dove il guadagno, a suo dire, pare non sia proporzionale all’impegno profuso. A questo punto, chi occuperebbe la poltrona della presidenza del Consorzio lasciata libera da Ibba?. Il nome più gettonato sarebbe quello dell’attuale presidente dell’Associazione Industriali della provincia di Oristano, Antonello Garau (guarda caso anche lui vicinissimo a Mario Diana). Diana avrebbe così due fedelissimi in posti chiave come il Consorzio Industriale e la Sea. Il fatto che sia una “semplice” partecipata della Provincia non deve trarre in inganno. L’oggetto sociale della Sea in ambito energetico è infatti vastissimo, visto che è chiamata, fra l’altro, a “…sviluppare, promuovere, e partecipare ad accordi con soggetti finanziarie bancari, pubblici e privati, come pure sviluppare l’accesso alle fonti di finanziamento derivanti da programmi comunitari, fondi nazionali e regionali…”. Senza tediarvi a lungo (per chi vuole saperne di più basta navigare su internet), non bisogna essere certo degli esperti per intuire come il vero business in espansione (attualmente e nel prossimo futuro) sia il fotovoltaico e le energie alternative, e  come, quindi, la conduzione della Sea abbia una valenza importantissima nel settore. Quello che non riusciamo ancora a capire è come mai l’assessore regionale Oscar Cerchi, che può vantare un consistente plotoncino di accoliti nel Pdl, abbia potuto lasciare a Mario Diana tanto spazio da permettergli di occupare così rilevanti caselle. Ne caso ci fosse stato un accordo (ma non crediamo che Cherchi sia così ingenuo) sarebbe infatti da deficienti aver barattato, per vanagloria personale, un assessorato che porta solo rogne come l’industria, con pedine così importanti nello scacchiere oristanese. Quello che è un dato di fatto è che, mentre gli altri si gongolano nel loro orticello, il potere politico di Diana ad Oristano è cresciuto a dismisura. Ed ora che tra i suoi supporter può contare, per quanto riguarda i "fuoriquota", oltre che sull’assessore  Ledda anche sul sindaco Nonnis, Diana ha aggiunto un’altra tessera importante al suo mosaico, e ha risolto anche il problema della eventuale ricandidatura di Angela Nonnis alla guida della città. Se, infatti, la Nonnis lasciasse i Riformatori, cadrebbe anche il  “dualismo” a distanza con il prossimo candidato alla carica di sindaco di Cagliari, Massimo Fantola. Due Riformatori, è stato detto dagli alleati, non possono essere proposti alla guida di due città importanti come Cagliari e Oristano. Troppa grazia. Ecco perché Angela Nonnis starebbe meditando, in un prossimo futuro (e ad acque tranquille), di traslocare armi e bagagli in casa Pdl, zona Diana: certamente la più accogliente  e, al momento, di gran lunga la più potente.

Altre notizie:

“Quando il potente invoca la privacy e minaccia ritorsioni con leggi punitive per fermare inchieste o notizie sconvenienti per la sua posizione, c’è da diffidare e da reagire. Sconvenienti non sono le cronache, se aderenti alla realtà, ma i fatti. La privacy non c’entra niente. Rilanciare, come ha fatto il governo Berlusconi, il disegno di legge contro le intercettazioni e contro la stampa che ne dà conto è uno strappo fuori luogo, fonte di gravi lacerazioni, motivo di ampie proteste. Il caso Ruby, all’origine della nuova impennata del premier, va letto e valutato per quello che è: un vicenda indecorosa che riguarda il capo del governo italiano, Silvio Berlusconi, e su cui i giudici hanno ritenuto di mandarlo a giudizio con le accuse di concussione e di prostituzione minorile. I fatti non li inventano i giornalisti, che li registrano e ne danno conto. Sulle ipotesi di reato del caso Ruby, i media riferiscono da tempo non di una loro scoperta, ma di un procedimento penale su cui il Gip ha giudicato fondate le accuse rinviando al dibattimento la resistenza della prova. Questi sono i fatti e solo un potere temerario può dire che c’è violazione di privacy da perseguire. Siamo nell’area dell’interesse pubblico, del diritto di tutti i cittadini all’informazione e a una giustizia giusta, che è tale anche per la pubblicità dei processi. Nei sistemi democratici non esiste un potere esecutivo che si tutela con il segreto, né è ammissibile che il potere giudiziario sia esercitato nella segretezza. Certo è che una consuetudine dell’informazione a dar conto di intercettazioni scottanti ha suscitato discussioni e proposto riflessioni articolate, che talvolta generano equivoci. Come quelli di chi da sinistra (ultimo un ex magistrato e politico come Luciano Violante) ha lanciato l’idea di regole che dovrebbero concordare i direttori (quali?) sulla pubblicazione di atti che riguardano persone, altrimenti «l’intervento di una legge che disciplini l’informazione su questa materia, senza privare i cittadini del diritto di sapere» sarebbe plausibile. La pubblicazione delle intercettazioni pone un problema di qualità professionale e di cautela verso interessi estranei che incidono sui corretti circuiti dell’informazione. Ragionare in tempi di pozzi avvelenati per l’informazione e per la stessa politica non è facile. Ma bisogna provarci, insistere. Elevare le sfide sui valori e sui beni della civile convivenza, misurarsi nel confronto pubblico al di là del proprio orizzonte di interessi personali, senza guardare ai committenti né alle tifoserie, è quanto mai doveroso. La pubblicabilità degli atti giudiziari, certamente, non deve corrispondere a un automatismo finalizzato allo «sputtanamento» delle persone. Il buon giornalismo - e qui c’è da compiere uno sforzo collettivo per alzare l’asticella della responsabilità etica dell’informazione - valuta ciò che è pubblicabile, nella sua autonomia e avendo chiari tre passaggi e un interesse: l’attendibilità, l’interesse sociale e la verifica della notizia, il suo valore nel mercato dell’informazione. Quanto ai fatti di cui molto si discute in questi giorni, un’altra cosa va detta con chiarezza: anche nelle scelte delle testate più schierate politicamente non c’è di norma attività di dileggio nell’esercizio che fa la stampa della propria autonomia. E’ giusto osservare che alcuni particolari (numeri privati, dati sulla salute, conversazioni esclamative e volgari estranee al contesto) di singole persone possano rientrare nella sfera della riservatezza e debbano perciò essere considerati con il criterio dell’interesse pubblico e, appunto, della responsabilità prima della pubblicazione. C’è, però, sempre un discrimine tra fatti di rilevanza pubblica che vanno resi noti e il resto. La realtà di questi giorni è che a essere hard non sono cronache ma i fatti. Il giornalismo è chiamato alla prova della credibilità, deve guardarsi dentro ma non può essere travolto nella deriva di chi lo vuole sottomesso o imbavagliato". (Franco Siddi, Segretario Federazione Nazionale della Stampa – www.sardegnademocratica.it)

“Se non fosse tragica, la proposta avanzata dal senatore Gallo (Pdl), in sede di Commissione uranio impoverito, di cui è componente farebbe sorridere. La proposta prevede di sperimentare, nei poligoni sardi, munizionamenti all'uranio impoverito per verificare la effettiva presenza di fattori patogeni. Una proposta che lascia allibiti, trattandosi non di una boutade, ma di una dichiarazione messa agli atti, che testimonia l'assoluta incomprensione di quale e quanto grave sia la situazione del Salto di Quirra”. Questo, quanto affermato dalla deputata oristanese del Pd, Caterina Pes, intervenendo sulla recente, sconcertante proposta del senatore Cosimo Gallo. “Ci faccia capire, poi, il senatore – ha detto la Pes - chi sarebbero le cavie su cui sperimentare gli effetti patogeni? I militari, i civili, gli animali? Lo Stato dovrebbe utilizzare noi sardi come cavie? Non sono sufficienti vent'anni di anomalie genetiche, vent'anni di malattie in percentuali abnormi, che dimostrano in maniera lampante il nesso che lui va cercando? Ricordiamo al senatore Gallo che non c'è alcun bisogno di continuare a sparare e sperimentare nel  Sarrabus, perché è da cinquant'anni che in quel territorio si sperimenta ogni genere di materiale. Non serve un missile, né un proiettile, né un ordigno di più. Tantomeno ai fini di un'indagine. Quirra è un immenso campione a cielo aperto, con  oltre 12 mila ettari di terreno, e uno specchio d'acqua più vasto dell'intera Sardegna, che conserva una discarica di ordigni bellici. Non occorre sparare e sperimentare nient'altro: ne abbiamo abbastanza. Occorre far tacere le bombe, così come chiede la moratoria del Pd, e campionare seriamente i reperti (che è poi quello che sta facendo la Procura di Lanusei) per procedere alla bonifica immediata dei fondali e della terra, costi quel che costi».

Con una spesa di quasi 37 mila euro, il comune di Oristano ha completato i lavori di manutenzione straordinaria del cimitero di Massama. L’intervento, curato dall’Assessorato ai Lavori pubblici, si era reso necessario in primo luogo per ripristinare la recinzione del camposanto, che nel corso del tempo ha subito notevoli cedimenti che ne hanno pregiudicato la tenuta. “I lavori – ha precisato l’assessore ai Lavori pubblici, Andrea Lutzu – hanno riguardato la ristrutturazione e la messa in sicurezza della recinzione, con la successiva intonacatura e tinteggiatura, e  siamo poi intervenuti nella pavimentazione interna ed esterna della zona di accesso. Le somme a disposizione ci hanno consentito di intervenire anche nella cappella con la sostituzione degli infissi, la sistemazione del pluviale e il ripristino di alcune lesioni. Numerose segnalazioni ci erano pervenute sulle condizioni del parcheggio – ha concluso Lutzu -. I sette operai, che per due mesi sono stati impiegati nei lavori di sistemazione del cimitero, sono intervenuti anche per migliorare le condizioni dell’area di sosta, risolvendo i problemi che ne condizionavano l’utilizzo”.

Il comune di Oristano deve procedere all’assunzione a tempo determinato, per un periodo presumibile di due mesi e mezzo, di 6 operatori di personal computer, categoria B1. Gli interessati devono essere in possesso della licenza della scuola dell’obbligo, saper utilizzare il pacchetto office, ed avere conoscenza base del personal computer. Gli interessati devono dichiarare la propria disponibilità presso il Centro Servizi per il Lavoro di Oristano dal 2 al 4 marzo.  I lavoratori avviati dovranno sostenere una prova pratica su conoscenze informatiche di base, office e software elettorale, ed un colloquio su nozioni del procedimento elettorale. La data e la sede della prova verranno pubblicati all’Albo Pretorio e sul sito internet del comune alla pagina www.comune.oristano.it/concorsi. La graduatoria, redatta dal Centro dei Servizi per il Lavoro di Oristano, sarà valida per un anno, ed il Ccmune potrà utilizzarla per ulteriori assunzioni della stessa categoria e profilo professionale. Il trattamento giuridico ed economico è quello dei dipendenti degli enti locali.

Venerdì 25 febbraio, alle 17, presso i locali dell'ex Asilo Infantile Sant'Antonio (con ingresso in via Cagliari), ad Oristano, si terrà un’iniziativa pubblica del Pd sul tema  "Le prospettive del sistema aeroportuale sardo:un nuovo progetto per Fenosu. La proposta del Pd". I temi legati alle prospettive dello scalo aereo di Fensou sono di grande attualità, vista anche la situazione di grave difficoltà in cui versa la società di gestione. Per errori  del passato? Carenze nella programmazione? Gestione delle risorse economiche  non proprio  oculate? Quali prospettive? Quale futuro? Un nuovo piano di  sviluppo  aeroportuale? Quale ruolo della Regione e degli enti locali?  A queste domande,  il Pd cercherà di  dare risposte chiare e convincenti, elaborando una proposta per uscire dall'attuale crisi, e facendo sintesi  tra quelle che potrebbero essere le soluzioni a medio e lungo termine. 

Un’altra manifestazione , " 24 ore  senza di noi , la giornata  senza migranti ", è stata organizzata dal Pd per il 1° marzo, alle 11.30, in piazza Roma, ad Oristano, per riflettere  sui temi scottanti, come l’integrazione  e la  convivenza, e per ribadire  S l'assoluta contrarietà a qualsiasi forma di razzismo. Il programma prevede, alle 11.30, in piazza Roma, momenti di sensibilizzazione; una mostra di  elaborati dei bambini delle scuole elementari cittadine; testimonianza fotografica del 1° marzo 2010. Nel pomeriggio, alle 17, sempre in piazza Roma, lancio di palloncini gialli, simbolo della manifestazione, mentre alle 18, presso il Centro servizi Culturali di via Carpaccio,  lettura delle lettere dei bambini, testimonianze degli studenti  e reading musicale.

Il Carnevale Ghilarzese, organizzato dal Comune e dalla  Pro Loco, in collaborazione col Gruppo Folk Su Carruzu, Gruppo Folk Onnigaza, Associazione Centro Ippico Ghilarzese e i Gruppi dei Carri allegorici, è stato inserito nel circuito regionale “L'Isola che danza – Carnevale 2011”. Questo, il calendario: “Sa Cursa a sa pudda”, sabato 26 febbraio, alle 4.30, a cura dell’Associazione Centro Ippico, che si terrà in località Caredda, nella periferia del paese.  “Sa Cursa a Sa pudda” consiste nell’esibizione delle pariglie a cavallo, con  l’intento dei pariglianti, di sfiorare le galline (rigorosamente in pezza) appese ad una corda orizzontale che congiunge i due lati del percorso. La corda è posta ad un’altezza di circa tre metri da terra. “Su Carruzu a S’antiga”, domenica 27 febbraio, alle 15, con  raduno e partenza dalla piazza della Società Operaia, a cura dell’Associazione Pro Loco, Gruppi Folk Su Carruzu e Onnigaza. Si tratta di una sfilata nel centro storico, aperta dal tipico carro a buoi, allestito rispettando rigorosamente la tradizione locale, accompagnato dal fisarmonicista, dalle caratteristiche e tradizionali “Màscheras a lentzolu”,  “Burrones”, dalle maschere in costume sardo e dai gruppi folk locali Su Carruzu e Onnigaza. Sabato 5 marzo è prevista la sfilata in maschera degli alunni dell'Istituto Comprensivo di Ghilarza, mentre domenica 6  e martedì 8 marzo, alle 15, con partenza da piazza Parrocchia, è in programma la sfilata di carri allegorici e gruppi mascherati.  Gruppi e carri che sfileranno anche il 12 marzo, ma questa volta la sfilata sarà intercomunale, coinvolgendo i tre centri del Guilcier, Abbasanta, Norbello e Ghilarza, dove è previsto l’arrivo, nella zona della Società Operaia.

Si è svolto, nell’aula consiliare della Provincia di Oristano, il quarto congresso provinciale dell’Associazione Cuochi Oristanesi, durante la quale sono state rinnovate le cariche sociali. Numerosi gli chef presenti al congresso, a cui ha preso parte anche l’assessore provinciale, Gianfranco Attene. “Sono molto contento di aver ospitato questa manifestazione – ha detto l’assessore -  che per l’intero territorio rappresenta un ottimo biglietto da visita, visto che il turismo si fa anche con la buona cucina e prendendo i turisti per la gola. Per quanto riguarda la formazione dei cuochi, la Provincia ha, recentemente, adottato una delibera per finanziare la partecipazione degli allievi della locale scuola alberghiera ad una gara internazionale, che si svolgerà prossimamente in una località del Nord Italia”. Dopo il dibattito, l’assemblea  ha eletto, all’unanimità, il nuovo organismo, che rimarrà in carica per i prossimi quattro anni, e che è composto dal presidente, Giovanni Salis; tesoriere, Mauro Concas; vice presidente, Graziella Lai, che è anche rappresentante delle Lady chef; segretario, Alessandro Catteddu. I componenti il direttivo sono Sandro Arru, Giuliana Cantarella, Elia Saba (Oristano), Adriano Zucca (Genoni), Stefano Naleto (Terralba), Stefano Cinus (San Gavino).

Battistina Arca, 81 anni, di Norbello, è rimasta gravemente ferita in un'esplosione, avvenuta attorno alle 9, nella sua abitazione, in via Vittorio Emanuele, nel centro di Norbello, dove la donna risiede col marito. Battistina Arca è stata ricoverata nel Centro ustionati dell'ospedale di Sassari con numerose ustioni in varie parti del corpo. Non destano, fortunatamente, grandi preoccupazioni le condizioni del marito, Diego Atza, 90 anni, ricoverato all'ospedale Delogu di Ghilarza con alcune contusioni. Secondo una prima ricostruzione dei Vigili del fuoco di Ghilarza, l'esplosione sarebbe stata causata da una perdita nel sistema di distribuzione del gas per la cucina. L'abitazione dei due anziani coniugi ha subito gravi danni.

I carabinieri hanno individuato il presunto autore dell'attento incendiario contro l'auto del sindaco di Siamaggiore, Giuseppino Piras, compiuto il 31 dicembre dello scorso anno. nel registro degli indagati è finito un giovane incensurato del luogo, del quale non sono state rese note le generalità, perchè le indagini sono ancora in corso. L’abitazione edel giovane è stata perquisita dai militari della stazione di Solarussa, che hanno sequestrato materiale ritenuto utile per le indagini. L'auto del sindaco venne bruciata vicino alla sua abitazione di Siamaggiore. Fu lo stesso Giuseppino Piras che, accortosi dell'incendio, intervenne per spegnere le fiamme. Per condannare il grave atto intimidatorio e manifestare solidarietà al sindaco, l'Anci convocò una riunione straordinaria nell'aula consiliare del comune di Siamaggiore.

 

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