Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di pig (del 01/08/2009 @ 14:00:10, in politica, linkato 831 volte)
Le continue scivolate del presidente “telecomandato” della Regione, Ugo  Cappellacci, sulle bucce di banana, di cui si è autocosparso il non trascendentale cammino politico, sono notorie. Così come stanno pian piano venendo fuori le bugie, artatamente nascoste dietro la facciata del programma elettorale del centro-destra. Sul vero volto della giunta Cappellacci, il consigliere oristanese del Pd, Gian Valerio Sanna, ha pubblicato sul suo sito (www.gianvaleriosanna.it) un intervento, con più di una interessante considerazione.

“Pensavamo, sinceramente, di poter conoscere un po’ più in là nel tempo la vera identità della coalizione di governo “simboleggiata” dal Presidente Cappellacci. Soltanto simboleggiata, appunto, perché a ben vedere non può affermarsi che Cappellacci guidi una coalizione, innanzitutto perché è facile verificare che di coalizione politica e di governo non si tratta, quanto di una vera e propria sommatoria di partiti, gruppi di potere o singoli personaggi che giocano “in proprio”. In secondo luogo non può pretendere di guidare uno che è guidato, o meglio che si trova nel mezzo di un ingorgo di interessi e di cambiali elettorali, dove chi comanda per davvero spesso non risiede neppure in Sardegna. Il disegno di legge (prima vera uscita ufficiale della Giunta regionale) che a due mesi dalla finanziaria è in approvazione in Consiglio regionale illumina e prova largamente le nostre considerazioni. Prima di tutto il metodo. Il centrodestra ha costruito intorno a questo provvedimento una vera e propria cortina fumosa e di omertà: ha impedito il normale lavoro delle Commissioni, e perciò l’espressione dei rispettivi pareri, con una palese violazione dei regolamenti interni; ha negato, dopo l’annuncio solenne di un ritorno alla cultura della partecipazione e della concertazione, qualsiasi audizione di organizzazioni di categoria, sindacati ed enti locali, nonostante questi lo richiedessero con insistenza, manifestassero perplessità e denunciassero profonde inadeguatezze nel provvedimento; ha attivamente voluto che nessuno parlasse e divulgasse i contenuti del dibattito, le posizioni e dunque il vero merito di questo provvedimento. Nel pieno vortice di una crisi strutturale senza precedenti, il centrosinistra chiedeva al contrario un provvedimento snello ed essenziale, che mirasse a dare sollievo alle condizioni estreme dell’economia regionale, offrendo maggiori possibilità di lavoro, innalzando il livello della domanda pubblica, attuando stabilizzazioni del precariato, affrontando i problemi della scuola sarda e dando avvio ad un piano straordinario per le politiche industriali. Abbiamo invece lavorato con un Governo ed una maggioranza sorda e cieca, che per non farsi mancare nulla si è approvata, consapevolmente, norme risibili e persino affette da sgrammaticature vergognose per un legislatore. Il disegno di legge “ad personam” è dunque un festival degli interessi privati di amici e parenti di sicura fedeltà elettorale ed anche prossimi a componenti di organi apicali delle istituzioni regionali, il tutto realizzato abbattendo ogni ostacolo normativo o procedurale, anche se frutto di faticosi processi normativi patrimonio della civiltà giuridica regionale. Il pezzo forte è senz’altro la crisi della chimica e dell’industria sarda. Prima il richiamo all’unità di tutti per la difesa dell’apparato industriale, poi un ordine del giorno unanime che proponeva l’impegno di avviare un piano straordinario di cinque anni, sul quale coinvolgere il Governo nazionale nel concorrere con la Regione alla stabilizzazione ed al rilancio dell’intero comparto industriale in Sardegna, e salvare così definitivamente migliaia di posti di lavoro. E dopo neppure dieci giorni, ottenuto un rinvio della “catastrofe” (spacciato per altro come una grande conquista politica), la Giunta regionale boccia in aula una norma programmatica che voleva far diventare legge e, dunque, trasformare in fatti le parole di circostanza e la solidarietà che sono state espresse all’indomani dell’annuncio dell’Eni. Come già accaduto, si pensa di governare spostando nel tempo le decisioni necessarie e preparando così migliaia di lavoratori ad un autunno da incubo. Superando ogni possibile pudore, nello stesso provvedimento, vengono modificati i vincoli per consentire la liberalizzazione di alcuni particolari parchi eolici e si finanziano i musei privati da loro diretti. Oltre a quello che si comprende direttamente, vi è poi quello che non consente ancora l’individuazione degli “utilizzatori finali”, come la speciale norma che finanzia l’abbattimento dei tassi di interesse a privati cittadini che hanno contratto mutui personali e che non usufruiscono di finanziamenti pubblici. Al loro vero esordio, insomma, questa è la vera faccia dei nostri governanti, quelli che promettevano di farci sorridere e che trascurano l’imminente deflagrazione sociale ed economica della Sardegna, che affronta la crisi globale partendo dalle sue debolezze e con il peso delle decisioni sul G8, sui tagli ai fondi Fas, quelli sul recente Dpef, e ogni altra disattenzione, che portano via ogni giorno alla nostra regione le già poche carte che si potevano giocare per il futuro. La continuità territoriale in materia di qualità della politica dunque sembra già conquistata. Non siamo più un’isola per moralità pubblica, per capacità di governo, per conflitti di interesse e contiguità fra politica ed affari. Facciamo politica e sappiamo che l’alternanza è una componente della democrazia, e perciò non è il risentimento per aver perso le elezioni che muove la nostra opposizione e la nostra intransigenza di fronte a queste scelte, ma semplicemente il fatto che ci resta un briciolo di responsabilità sul futuro collettivo della nostra comunità regionale, anche se alcuni di noi immaginavano già che ci sarebbe stata presto tutta questa decadenza”. (Gian Valerio Sanna, consigliere regionale Pd)

Altre notizie:

In relazione ai casi della “nuova nfluenza” registrati negli ultimi giorni in Sardegna, l'Azienda Sanitaria Locale n°5 di Oristano ritiene utile (nonostante ad oggi non si siano registrati casi di contagio da virus A/H1N1 nella provincia di Oristano) fornire ai cittadini alcuni semplici e pratiche informazioni, per limitare il rischio di contagio e rassicurarli sul carattere moderato e non virulento del virus. Recentemente, il Ministero della Salute ha emanato le indicazioni aggiornate relative alla prevenzione, alla sorveglianza, e al controllo della nuova influenza da virus A/H1N1. Si tratta di norme di buon comportamento, rivolte a persone che sospettino di aver contratto il virus, ai sanitari, e a chi dovesse mettersi in viaggio verso paesi stranieri. E' necessario premettere che le evidenze scientifiche e le osservazioni epidemiologiche finora condotte hanno dimostrato una normale aggressività della nuova influenza, paragonabile a quella di altre influenze stagionali. La stessa Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha sottolineato il carattere “moderato” della pandemia, per ciò che riguarda la virulenza e la gravità clinica dei sintomi. Rischi maggiori sono previsti, come nel caso di qualsiasi influenza, in coloro che presentano condizioni di salute già fragili, anziani, e persone debilitate. La peculiarità del virus A/H1N1 è, semmai, legata alla rapidità e al raggio di diffusione con cui la nuova influenza si trasmette, data dal sempre maggiore volume di scambi e viaggi internazionali, che si intensificano proprio nel periodo estivo. E' stato il raggio di diffusione, infatti, e non la gravità dei sintomi, a far salire il livello di allerta e a portare l'Oms a classificare il fenomeno come “pandemia”. Come precisano le linee guida ministeriali, per limitare il numero dei contagi è opportuno puntare sulla prevenzione e sulla gestione domiciliare dei pazienti. Le misure preventive mirate a ridurre il rischio di infezione sono quelle da adottare  nei comuni casi di virus a trasmissione respiratoria: evitare i luoghi affollati; lavarsi regolarmente e frequentemente le mani con acqua e sapone o, in alternativa, con soluzioni detergenti a base di alcol o salviette disinfettanti; evitare di portare mani non pulite  a contatto con occhi, naso e bocca; coprire bocca e naso con un fazzoletto di carta quando si tossisce e starnutisce, e gettare il fazzoletto usato nella spazzatura; aerare regolarmente le stanze in cui si soggiorna. Nel caso in cui si abbia febbre superiore a 38° C, tosse, mal di gola, malessere, è necessario consultare telefonicamente il proprio medico di famiglia o, in assenza di questo, la guardia medica o, per i non residenti che si trovino in località marine, quella turistica. Non è assolutamente indicato recarsi al Pronto Soccorso: in questo caso, saranno i sanitari a rimandare il paziente a casa, se non presenta sintomi gravi. L'ospedalizzazione dei pazienti affetti da nuova influenza è prevista, infatti, esclusivamente per  chi si trova in situazioni di salute particolarmente gravi e complicate. Negli altri casi, l'Influenza deve essere curata a domicilio, con i comuni farmaci antivirali. Per chi viaggia verso l'estero, infine, il Ministero della Salute, in linea con le indicazioni fornite dall'Oms, non prevede particolari restrizioni. La raccomandazione a rimandare i viaggi internazionali non necessari è destinata esclusivamente alle persone affette da patologie croniche, come diabete, asma cronico, neoplasie, stati di immunodeficienza, o che siano in gravidanza o in fase di malattia acuta.
 
Così come si apprende da un comunicato stampa della Asl di oristano, le sale operatorie dell'ospedale “Mastino” di Bosa saranno chiuse il 3, 4 e 5 agosto, per la sanificazione degli ambienti. L'operazione di disinfezione e sterilizzazione che, secondo i parametri dell'Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) è essenziale per tutelare la salute pubblica, è infatti necessaria a garantire l'igiene e ad eliminare eventuali germi e batteri con un'attività di pulizia più approfondita rispetto a quella ordinaria. Ciò è fondamentale, in un ambiente ad  alto rischio come le sale operatorie, dove le delicate condizioni in cui si procede rendono necessaria l'assoluta sicurezza della struttura. Da lunedì 3 a mercoledì 5, pertanto, non saranno eseguiti interventi in sala operatoria nel nosocomio di Bosa, ed eventuali urgenze saranno trasferite negli altri poli ospedalieri. “L'Azienda sanitaria locale n°5 di Oristano – si legge nel comunicato - si scusa, anticipatamente, con i cittadini per eventuali disagi, precisando che si tratta di una sospensione finalizzata a garantire una migliore qualità dei servizi e a tutela della salute dei pazienti”.
 
 
Di pig (del 03/08/2009 @ 15:00:37, in politica, linkato 1089 volte)
La giunta Soru, con determinazione, coerenza, impegno e dispiego di energie ha prodotto un Piano Paesaggistico Regionale, perfettibile ma compiutamente adeguato al Codice Urbani, e ha colmato il vuoto assoluto di pianificazione territoriale sovra ordinata, durato oltre cinquanta anni. Dopo aver posto le basi per risalire la deriva subita dall’aggressione delle nostre coste, verso la presa di coscienza del valore ambientale, identitario, culturale e unico del nostro territorio, arriva, anzi ritorna, Gabriele Asunis e oplà cerca di far tornare le cose a come erano. A come e a quando? ad esempio, a quando ognuno poteva fare quel che gli pareva e piaceva e sulle coste quello che è sotto gli occhi di tutti.  Ma può mai tornare come prima? davvero ciò è possibile? nulla è successo? Mah! Abbiamo qualche dubbio a giudicare dall’andamento degli inesausti tours, intrapresi dal poliedrico Asunis. Mentre il nostro - due volte assessore e direttore generale - arringava, per tutta la Sardegna, con furore iconoclasta - come hanno riportato i giornali - contro il Ppr, un vecchio sindaco diceva “….ma come? quando lo incontravo come direttore generale elogiava il Ppr, i professori che lo coordinavano, i molti incontri con gli amministratori locali, l’ufficio del piano per aiutare i comuni, le cartografie, i manuali,i riconoscimenti etc..”.  Noi aggiungiamo che c’è un paradosso, perché non si è registrato alcun cenno da parte sua e della giunta Cappellacci sugli apprezzamenti e riconoscimenti ricevuti dal Tar e dal Mibac (Ministero per i Beni e le Attività Culturali) per il Ppr della Sardegna, per essere stata la prima regione ad aver ottemperato al Codice Urbani (Legge del precedente governo Berlusconi); per il valore scientifico seguito nella definizione della fascia costiera (riconoscimento Unep), non come luogo di acritiche distanze dalla battigia (150, 300, 2000 metri) ma come luogo di interazione e separazione tra ambiente marino ed entroterra, variabile da zona a zona; per avere ricevuto apprezzamenti dal Consiglio d’Europa, per la capacità di interpretazione della Convenzione Europea del Paesaggio; per aver avviato un processo di formazione e servizio a favore dei Comuni, condiviso con tutte le amministrazioni comunali, per raccordare e concordare in quell’unico linguaggio urbanistico/edilizio - precedentemente diffuso delle zone A, B, C, F, degli indici territoriali e fondiari - con il nuovo linguaggio paesaggistico delle valenze ambientali e naturali, dei beni paesaggistici e identitari, dei centri matrice e delle zone di espansione, degli stili architettonici prevalenti e dell’armonia nel contesto.  Si vuole fare marcia indietro anche se il Ppr è così apprezzato in ambito nazionale e internazionale per il livello di tutela e per aver individuato un virtuoso percorso di sviluppo? Per fare gli interessi di chi? certamente non dei Sardi o di chi non ha la prima casa ma degli speculatori sull’unica vera ricchezza che abbiamo, consumata la quale, con il suo inestimabile valore ambientale, non ci rimarrà più nulla.  Nel cosiddetto “piano casa”, la giunta di centro destra ha inserito anche articoli che pretendono di dettare norme in materia di pianificazione paesaggistica (ma non è solo lo Stato che ha questa competenza?).
Siffatti articoli: 1) autorizzano di superare i limiti delle norme urbanistiche e di fabbricazione vigenti che impongono il mantenimento di equilibri (scarsi) tra aree residenziali e servizi di quartiere per verde, parcheggi o altro a favore delle residenze, ovvero che consentiranno l’addensamento indiscriminato delle abitazioni; 2) pongono sullo stesso piano i comuni dotati di Puc  (Piani Urbanistici Comunali) con quelli che avevano vecchi Piani Regolatori o ancora più vecchi Piani di Fabbricazione, redatti ancora prima della Legge 45/89 con scarsa considerazione delle valenze territoriali, culturali e ambientali (es. Arzachena, Olbia, Capoterrra etc.) e si fa ripartire la macchina delle lottizzazioni costiere che in qualche misura era stata frenata, proprio per tener conto dell’eccessiva urbanizzazione costiera, spesso di scarsa qualità; 3) cancellano il concetto di “centro matrice” ovvero di impronta di quello che è stata la forma delle strade e delle case dei nostri centri, che dovevano essere riconosciute in accordo con la Regione e con il Mibac, per tornare a parlare di zona A, ovvero di zona storica la cui forma ed estensione se la sceglie solo il Comune, a piacere suo. Come se le vestigia della storia dell’abitare non fossero un patrimonio collettivo di tutti i Sardi, a prescindere che ci troviamo ad Alghero, a Tempio, a Cagliari, a Selegas o ad Oliena; 4) riaprono la possibilità di confondere l’utilizzo dell’agro per riversare residenze a basso costo e senza servizi, piuttosto che per realizzare tutte le strutture necessarie alla conduzione del fondo.
E che dire della Commissione del paesaggio composta da tre esperti nominati dalla Giunta piuttosto che da rappresentanti delle istituzioni competenti, siano essi del MIBAC o delle Università o delle Associazioni Ambientalistiche o professionisti con curricola di assoluta autorevolezza? Ma a fronte di un patrimonio esistente in Sardegna riconducibile a:  circa 820.000 abitazioni totali; circa 465.000 (57%) ; abitazioni nei comuni costieri; circa 218.000 (26%) abitazioni vuote totali; circa 165.000 (74%) abitazioni vuote nei comuni costieri; ovvero con indici di abitazioni vuote tra i più elevati in Italia, ci chiediamo se è proprio necessario un piano casa che consente ampliamenti generosi e generalizzati, senza adeguata distinzione tra le diverse aree da tutelare, che più che a riqualificare e rendere ecocompatibili le abitazioni brutte ed energivore, tende a scardinare il PPR e favorire i soliti Comuni che non si adeguano alle regole? Ma i miglioramenti energetici con relativi premi di cubature non erano già assentiti dai D. Lgs 192/2005 e 115/2008?  Siamo proprio sicuri che la consultazione dei Comuni sui temi della pianificazione territoriale e paesaggistica abbia consentito di acquisire consapevolezza delle difficoltà “insuperabili” incontrate in due anni (2007/2008) per l’adeguamento al Piano Paesaggistico Regionale, mentre ai Comune di Arzachena ed Olbia, con Piani di Fabbricazione del 1970 in 34 anni  (fino a quando Asunis è stato Assessore con la Giunta Pili-Masala) non era stato mai preteso neanche di adeguare gli strumenti urbanistici nemmeno alla Legge Regionale 45/89?  Non si capisce perché l’Assessore Asunis oggi sostenga: “….sono un pò critico nei confronti dell'attuale Piano Paesaggistico Regionale , non perché non ne condivida gli obiettivi (sic!), ma in quanto è privo di una strategia ed una ipotesi di sviluppo, lo definisco privo di un pezzo d'anima”.  Non si capisce quale sia l’anima da ritrovare, forse quella racchiusa in una bella calata di cemento democraticamente spalmata ovunque e soprattutto sulle coste. Quella della Sardegna trasformata in una bella ciambella di cemento che allontani ancora di più la costa dell’interno “ che tanto è spopolato”come ha sbadatamente ha detto un collega dell’assessore in questione.  Noi di Sardegna Democratica, che invece crediamo negli obiettivi e nell’anima del Ppr, caro Assessore Asunis, ci prefiggiamo di attivare un serio dibattito aperto a tutti i cittadini, anche andando in giro per tutta la Sardegna, come stiamo già facendo, per cercare di far sì che si arrivi in tempo utile per fermarvi e trasformare la vostra proposta di piano per seconde e terze case, di villaggi e villaggetti turistici, in un vero piano casa, magari per aiutare quelli che ancora non ce l’hanno a costruirsi la prima, in armonia con l’ambiente ed i paesaggio, lontana dalle alluvioni, dalle frane e magari protetta dagli incendi! (www.sardegnademocratica.it)

 
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Goletta Verde di Legambiente, durante la prima tappa del suo giro in Sardegna, ribadisce un "No" fermo e deciso  al nucleare, scelta che Legambiente definisce "preistorica, insicura, inquinante, costosa, in declino, e senza senso". “Non solo, ad oggi restano irrisolti i problemi relativi alla sicurezza ed alle scorie, ma - si legge in una nota stampa - esistono alternative concrete, sicure, efficaci e a portata di mano per la produzione di energia pulita. Vincere la sfida tecnologica offerta dalle energie rinnovabili, peraltro, permette di affrontare la crisi economica globale sfruttando la grande opportunità  occupazionale della green economy”. Anche in Sardegna, come in ogni regione toccata finora dalla Goletta Verde, Legambiente promuove la campagna "Per il clima, contro il nucleare", per un sistema energetico moderno, pulito e sicuro, sul quale hanno già scelto di investire diversi Paesi industrializzati. Per raggiungere gli obiettivi europei di riduzione delle emissioni inquinanti del 20-20-20 (secondo cui entro il 2020 tutti i Paesi membri devono ridurre del 20% le emissioni di CO2, rispetto ai livelli del 1990; aumentare al 20% il contributo delle rinnovabili al fabbisogno energetico; ridurre del 20% i consumi energetici), per ridurre le importazioni e la bolletta energetica italiana, la soluzione, secondo Legambiente, è investire in fonti rinnovabili e in efficienza, e non il nucleare, con cui torneremmo alla preistoria energetica. "Il nucleare non è la risposta ai mutamenti climatici, e non rappresenta certo quell'energia pulita, sicura e moderna che il governo vuole far credere agli italiani", ha spiegato Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente. "Anzi, l'atomo è una fonte in declino a livello internazionale. Infatti, secondo le stime dell'Aiea sul contributo dell'atomo alla produzione elettrica mondiale, contenute nel rapporto “Energy, elettricity, and nuclear power estimates for the period up to 2030”, pubblicato nel 2007, nei prossimi decenni si passerebbe dal 15% del 2006, a circa il 13% del 2030. Se non bastasse questo a dimostrare il declino del nucleare, ci sono anche le scelte energetiche di due leader mondiali del calibro di Barack Obama e Angela Merkel. Democratico l'uno, conservatrice l'altra. Entrambi hanno abbandonato gli investimenti sul nucleare attuale, e puntato in modo deciso sullo sviluppo delle rinnovabili. Il futuro energetico del mondo non è il nucleare, ma è rappresentato dalle rinnovabili,dall’efficienza energetica e dall’innovazione tecnologia. Chi oggi investe in tecnologie verdi, quindi, si ritroverà presto ad essere leader mondiale del settore e a vendere tecnologie pulite a tutti i Paesi, industrializzati e non, rimasti indietro".

Fra le regioni italiane la Sardegna è fra quelle più virtuose per numero di furti, rapine, scippi e borseggi, rispetto al numero degli abitanti. Al primo posto fra le migliori province italiane si trova Oristano.  La maglia nera spetta, invece, a Nuoro (prima in Italia fra le peggiori) con 7,63 omicidi volontari ogni centomila abitanti (20 totali), contro una media nazionale di 1,01. Questo, è quanto  emerso dall'inchiesta pubblicata dal quotidiano “ll Sole 24 ore”, che ha riportato i dati del Ministero dell'Interno per il 2008. Per i borseggi Oristano (primo posto) ha registrato solo 9 reati ogni centomila abitanti (complessivamente sono stati 14), contro una media nazionale di 208 ed il massimo di Genova di 633. Al secondo posto è collocata Nuoro con soli 13 borseggi (35 totale). Per gli scippi sempre prima Oristano (nessuno segnalato), contro una media nazionale di 31. Nei furti in abitazione fra le migliori al quinto posto vi è Cagliari, con 98 furti (756 complessivamente), mentre Oristano è all'ottavo, con 106 (163 complessivamente), contro una media nazionale di 252. Per le rapine Oristano è al settimo posto, con 12 ogni centomila abitanti (18 complessivamente), contro una media nazionale di 77. Sempre Oristano è al secondo posto fra le province virtuose per le truffe e frodi: 80 reati (123 complessivamente); Nuoro è al terzo posto con 93 (243 in totale), contro una media nazionale di 171. Per i reati totali in Italia, al sesto posto fra le province migliori si trova ancora Oristano con 2.404 (3.686 complessivamente), contro una media nazionale di 4.520. La maglia nera spetta di diritto a Nuoro (prima in Italia fra le peggiori) con 7,63 omicidi volontari ogni centomila abitanti (20 totali), contro una media nazionale di 1,01; mentre Oristano si è collocata al 12/o posto con 1,96 (tre omicidi).

E' stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale, il bando di concorso per l'ammissione di 209 allievi marescialli all'81^ corso presso la Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza, per l'anno accademico 2009/2010. La presentazione delle domande dovrà avvenire entro il 10 agosto 2009. Possono partecipare al concorso i cittadini italiani che, al 10 agosto 2009, abbiano età non inferiore ad 18 anni e non superiore ad 26 anni e siano in possesso di un diploma di istruzione secondaria di secondo grado, che consenta l'iscrizione ai corsi di laurea previsti dal decreto interministeriale 12 aprile 2001. La domanda di partecipazione va presentata, possibilmente a mano, oppure inviata a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, al Comando Provinciale della Guardia di Finanza del Capoluogo di Provincia nella cui circoscrizione l'aspirante risiede. La domanda deve essere redatta esclusivamente su apposito modello, anche in fotocopia, disponibile presso tutti i reparti del corpo, nonché  sul sito internet www.gdf.it, nella sezione relativa ai concorsi. Sempre sul sito istituzionale è comunque possibile acquisire ulteriori informazioni sul concorso e prendere visione del bando.

Una lettera aperta è stata inviata al sindaco di Oristano e agli assessori competenti dal consigliere comunale di Fortza Paris, Mauro Solias, per segnalare disfunzioni e inefficienze nella via Nuoro. Questo, il testo: “Il sottoscritto Mauro Solinas, consigliere comunale di opposizione del gruppo di Fortza Paris, nell’esercitare il ruolo di rappresentante dei cittadini intende porre all’attenzione del sindaco e degli assessori competenti alcune problematiche e disfunzioni, segnalate da alcuni cittadini, che meriterebbero maggiore attenzione da parte dell’amministrazione comunale. Le segnalazioni  riguardano in questo caso la via Nuoro: 1) Lo spazio destinato a verde pubblico prospiciente la parte finale della via Nuoro,  verso la via Palmas, versa nel più completo stato di abbandono; gli oleandri non sono stati potati nel periodo giusto e i rami invadono per buona parte il marciapiede attiguo costringendo i pedoni a camminare sull’asfalto. Le dimensioni delle stesse piante rendono inaccessibile lo spazio, che invece diventa un ottimo spazio per persone incivili per lanciarci buste di immondizia ed altri rifiuti indifferenziati (alcune buste vi sono da mesi). 2) All’angolo con la via Iglesias lo spazzamento della strada non viene effettuato da ormai venti giorni ed è anche, esattamente, un punto di fermata degli autobus cittadini, anche se  le strisce gialle non sono più visibili da tempo. 3) E’ presente da oltre dieci giorni, all’angolo con via Sant’Antioco, un cedimento dell’asfalto particolarmente pericoloso per biciclette e motorini. 4) Alcuni tratti di marciapiede, all’altezza della proprietà delle Ferrovie dello Stato, sono impercorribili a causa delle fronde degli alberi. Ovviamente, altre segnalazioni riguardano il rifacimento di marciapiedi, ed altro ancora, per il quale sono necessari fondi notevoli e un’adeguata progettazione con tempi piuttosto lunghi, ma per le cose che ho segnalato sono sufficienti interventi ordinari, per alcuni dei quali basterebbe obbligare le imprese appaltanti al rispetto dei contratti per i quali percepiscono i soldi dai cittadini oristanesi. Si ringrazia anticipatamente per l’interessamento. (Mauro Solinas – Fortza Paris)

 

 
Di pig (del 03/08/2009 @ 21:00:39, in politica, linkato 1071 volte)

Un’Angela Nonnis così tirata, stanca, preoccupata non la vedevamo da tempo. Forse neanche lei si aspettava, da parte dei partiti, una tale prova di forza, portata fino a quasi estreme conseguenze. L’abbandono contemporaneo dell’aula di consiglieri ed assessori è un flashback  che ritorna spesso alla sua mente; è una figuraccia che ancora brucia e che Abe non dimenticherà tanto facilmente. In quel momento, fosse stato possibile,  Abe avrebbe voluto scivolare in avanti  e nascondersi sotto il banco (un po’ come si faceva una volta a scuola quando, sparendo dalla visuale del professore, si pensava di sfuggire all’interrogazione), tanto era attonita e spaesata nel vedersi desolatamente sola. In quel preciso istante, Angela Nonnis ha capito che  partiti ed assessori l’avevano abbandonata. L’amarezza nel vedere uscire anche i “pupilli” Lutzu e Ledda è stata tale, da non farle venire in mente, neppure per un istante, che anche gli assessori (a meno che non si viva in Idiotiland) rispondono ai partiti, senza i cui voti nessun sindaco (palle o non palle) riesce a governare. La delusione di Abe è stata cocente, ed ancora oggi, con il voluto ritardo nella nomina del vicesindaco, non è del tutto sfumata. “Sulla scelta del vicesindaco voglio ancora riflettere – aveva detto il sindaco-. È una delega importante, che và oltre il semplice rapporto politico e investe i rapporti fiduciari tra il primo cittadino e chi è chiamato a sostituirlo in caso di assenza o di necessità”. Frase ribadita questa mattina da Angela Nonnis all’ex vicesindaco Andrea Lutzu, che assieme a Mariano Deiana, Luca Faedda e Marzio Schiuntu (tutti di FI verso il Pdl), si è recato in comune per  sottoscrivere la delega. “Voglio riflettere ancora un po’  sul vicesindaco; d’altro canto la fiducia bisogna meritarsela”, avrebbe detto, in soldoni, Angela Nonnis, che prima delle ferie sembrerebbe intenzionata ad assegnare l’incarico di vicesindaco, ma solo  provvisoriamente, a Sandro Lisini (?), per poi decidere in maniera definitiva a settembre. Ad Andrea Lutzu (al quale la querelle sul vicesindaco proprio non va giù, anche se non è detto che l'incarico non possa essergli riaffidato) il sindaco, stamattina, ha affidato anche la delega per le frazioni. Un ulteriore attestato di fiducia, nonostante tutto, nei confronti del suo ex braccio destro, e la conferma dell’abisso che intercorre tra quanto si promette in campagna elettorale  e ciò che poi si riesce a mantenere. La delega alle frazioni e borgate la Nonnis l’aveva, infatti, espressamente voluta tenere per sè, a garanzia della cambiale in bianco che le avevano firmato gli abitanti  di Massama, Nuraxineddu, Sili, Torregrende, ecc…, che poi si sono resi conto sulla propria pelle come quelle, al pari di tante altre, fossero soltanto parole al vento. Con la cessione della delega alle frazioni, Abe attesta, ulteriormente, il suo fallimento, peraltro già conclamato dal cambio di tre esecutivi in appena due anni. Così com’è stata chiara la sua resa ai partiti, dopo aver minacciato che non avrebbe mai accettato alcun diktat. Ed invece la Nonnis ha dovuto alzare bandiera bianca, in segno di resa totale, tant’è che, nel ringraziare gli assessori che stava defenestrando per il lavoro svolto (come fanno i presidenti con gli allenatori di calcio), non ha detto in maniera chiara: “Ti mando via per manifesta incapacità; non godi più della mia fiducia...”, ma ha scaricato ogni responsabilità sulle forze politiche (come se fosse diventato un semplice esecutore d’ordini)  affermando  che “…gli assessori vanno via (vanno via? Lo hanno forse fatto di loro spontanea volontà? ndr) per soddisfare i nuovi equilibri politici”.  Sarebbe interessante sapere qualcosa di più su questi nuovi equilibri politici, e sulla resa dei conti post regionali attualmente in atto all’interno della coalizione di centro-destra. A questo proposito, dopo quanto dettoci dall’ex assessore Falconi, e dopo il religioso e amaro silenzio di Francesco Pinna e Chicco Varsi, attendiamo di sentire quale sia l’interpretazione della crisi da parte di Ivano Cuccu, spinto a farsi da parte per precisa e pressante richiesta di alcuni alleati. Conclusa (forse) momentaneamente la crisi, Abe, dopo queste giornate di tensione, sta ora per andare in ferie e godersi il “meritato” riposo. E proprio sul  virgolettato “meritato” che gli Oristanesi non sembrano d’accordo. “Come fa il sindaco - si domandano - ad andare in ferie, quando  è rimasta in vacanza per due lunghi anni?”.

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E' scontro in consiglio regionale tra maggioranza e opposizione sull'emendamento all'art. 8 del cosiddetto "collegato" alla manovra finanziaria 2009. La proposta dei capigruppo e di alcuni esponenti del centro-destra, per la riorganizzazione degli assetti della sanità in Sardegna, è giudicata dall'opposizione "un colpo di mano". Per l'ex presidente della Regione, Renato Soru, "…la giunta Cappellacci continua a dare i numeri sulla sanità". Nel suo intervento in aula, in sintonia con le precedenti dichiarazioni dei colleghi del Pd, Giuseppe Cuccu e Gian Valerio Sanna, l'ex governatore ha puntato il dito contro l'attuale esecutivo per "…la falsità dei dati sul disavanzo, al solo scopo di mandare a casa gli attuali direttori generali delle Asl e insediare, al loro posto, uomini di sua fiducia, futuri fedeli esecutori delle logiche clientelari messe in atto dalle diverse componenti della maggioranza. La giunta dichiara di aver trovato debiti per 180 milioni di euro e programma di commissariare tutte le aziende sanitarie, ma in realtà Cappellacci ha ereditato una sanità risanata",  ha sottolineato Soru, snocciolando i dati certificati dal Ministero dell'Economia da cui si evince un'eredità, nel 2004, dopo una legislatura di centro-destra, "di oltre 700 milioni di euro". Il capogruppo dell'Udc, Roberto Capelli, ha respinto al mittente le accuse di "colpo di mano", riconoscendo però "…l'inopportunità di fare riforme con emendamenti che hanno solo l'ambizione di rappresentare un primo passo verso una più ampia riorganizzazione, che deve trovare, invece, collocazione in un confronto e discussione con un disegno di legge in aula". In serata si è poi avuto il via libera del consiglio regionale al commissariamento delle aziende sanitarie, ospedaliere e ospedaliero-universitarie della Sardegna. L'emendamento aggiuntivo all'articolo 8 del “collegato” alla manovra finanziaria 2009 è stato approvato con il solo consenso della maggioranza, mentre l' opposizione è uscita dall'aula per non partecipare al voto di un provvedimento che, anche in serata, è stato giudicato come “un colpo di mano”. In più interventi, il centrosinistra ha sollecitato i proponenti dell'emendamento al suo ritiro, per rimandare la riorganizzazione del sistema sanitario regionale ad un disegno di legge, da discutere in aula al rientro dalla pausa estiva, ma la maggioranza non ha raccolto l'invito. In particolare lo scontro, che ha caratterizzato i lavori dell'intera giornata, si è incentrato sulle cifre del disavanzo delle Asl.

Nell' ultima seduta del consiglio provinciale di Oristano si è discusso, fra l’altro, del finanziamento di dieci milioni di euro per gli aeroporti di Oristano e Tortolì, proposto dalla giunta regionale e inserito nel collegato alla finanziaria. Il consigliere Sandro Murana (Gruppo Misto) ha chiesto al presidente, Pasquale Onida, l’apertura di un confronto per conoscere l’entità delle risorse. Il consiglio ha proceduto anche alla nomina del presidente, Pierpaolo Pisu, quale rappresentante della Provincia nell’Osservatorio regionale per la cultura e la lingua sarda, e si poi occupato di un’interpellanza presentata da Mario Tendas (Pd) sulla difficile vertenza dei dipendenti del Consorzio di Bonifica di Oristano, un organismo con rilevanti difficoltà finanziarie, non in grado di far fronte al pagamento degli stipendi ed impossibilitato, sino al 30 settembre, a riscuotere le quote per i consumi d’acqua, e, peraltro, con i fidi bancari bloccati da tempo. Tendas ha chiesto il pronunciamento del consiglio perché nel collegato in discussione alla Regione sia introdotta una norma di sostegno finanziario per il Consorzio. L’assemblea ha, inoltre, approvato il regolamento in materia di esercizio ed ispezione degli impianti termici nella provincia di Oristano.

L’assessorato alla Pubblica Istruzione del comune di Cabras informa gli studenti residenti nel comune che frequentano le scuole pubbliche secondarie, di primo e secondo grado, che è in pubblicazione da oggi, per 10 giorni consecutivi, presso l’Albo Pretorio del comune lagunare, la graduatoria provvisoria degli aventi diritto alle borse di studio appartenenti a famiglie svantaggiate, per l’anno scolastico 2007/2008. Nei cinque giorni successivi alla pubblicazione, gli interessati potranno presentare ricorsi e osservazioni. Successivamente, sarà approvata la graduatoria definitiva e, contestualmente, si provvederà alla liquidazione delle somme assegnate.

 
 
 
Di pig (del 05/08/2009 @ 22:00:22, in politica, linkato 2033 volte)
"Il blitz di ieri, con il colpo di mano che caccia via i manager delle Asl, dimostra l'ansia del centrodestra di gestire il potere alla Regione". Lo hanno sottolineato, stamane, in una conferenza stampa, i consiglieri regionali dell'opposizione, che ripartono dall'emendamento, approvato in tarda serata dall'aula sul commissariamento delle Asl, per esprimere un giudizio "estremamente negativo" dell'intero collegato alla manovra finanziaria 2009. La minoranza ha criticato anche il metodo e il modo di legiferare della maggioranza e della giunta, per la "…mancanza di coinvolgimento in commissione e nella richiesta di parere del consiglio delle autonomie locali". Per il Pd "…il vero obiettivo della maggioranza è smantellare quanto di buono fatto nella precedente legislatura, con pratiche partecipative mascherate che raccolgono le sensazioni e gli umori degli amministratori, senza però poi farne tesoro". L'opposizione, che in più passaggi si è detta delusa dal disegno di legge, ritenuto inadeguato a dare risposte alle emergenze della Sardegna, ha definito il collegato come una "…raccolta di esigenze di tutti i consiglieri dei gruppi politici di maggioranza". In particolare, è stato posto l'accento sulla compattezza del centrodestra "…non su una riforma organica, ma solo su una spartizione clientelare dei vertici di potere delle Asl. Hanno ritrovato coesione non su un progetto o un percorso, ma su una torta da dividere". Per l’opposizione, “…l'emendamento 388, che riorganizza il Sistema sanitario regionale, altro non è che una sorta di legge concentrata che viola anche l'articolo 27 dello Statuto sul potere regolamentare del Consiglio regionale. "Siamo dentro una tenaglia - ha spiegato la minoranza - con da una parte la sanità e, dall'altra, il piano casa che rappresenta una generalizzazione di incremento di cubature in ogni ambito territoriale". In particolare, l'opposizione ha evidenziato come nel collegato non siano state date risposte adeguate ai temi del precariato, della scuola e dell'industria, temi su cui il consiglio regionale era chiamato in causa per fronteggiare le emergenze della Sardegna. Di risultato straordinario ha, invece, parlato la maggioranza, che ieri in aula ha ritrovato piena unità sul voto all'emendamento che azzera i vertici delle Asl. Il ddl rappresenta un testo che ha dato risposte importanti alle emergenze della Sardegna. Il percorso fatto in questi primi cinque mesi di legislatura - ha sottolineato il capogruppo del Pdl, Mario Diana, in un incontro con i giornalisti - testimonia come la politica messa in campo dal centrosinistra fosse totalmente sbagliata, al pari dell'operatività dei manager, che non si sono mostrati all'altezza della situazione e perciò vanno sostituiti dando nuovo corso alla sanità. Il collegato, però, non deve rappresentare solo l'avvio della riorganizzazione del sistema sanitario regionale, ma il punto di partenza per altri provvedimenti importanti, dal superamento del precariato alla previsione di ammortizzatori sociali, dal completo controllo regionale della Sfirs fino alla risorse stanziate per i fondi di contro garanzia". Nonostante le tensioni che hanno caratterizzato i lavori dell'Aula, e, in particolare, porpio sul commissariamento delle Asl, la maggioranza ha lanciato un appello per ritrovare un clima collaborativo al rientro dalla pausa estiva quanto, tra i banchi del consiglio regionale, arriveranno il piano Casa e il disegno di legge sul personale.


 Altre notizie:

Assessori con la valigia. Così potrebbero essere chiamati quel gruppeto di assessori  regionali "di facciata"  della prima ora, (che, peraltro, nessuno conosce, e che in questi mesi hanno badato bene a non mettere la testa fuori dal guscio) che si appresta, ad uno schioccar delle dita, a lasciare immediatemente l'incarico, per essere sacrificati agli appettiti di chi nei partiti di centro-destra fa da tempo la voce grossa . L'assessore regionale al Lavoro, Valeria Serra, si è, infatti, dimessa. Non si conoscono i motivi della decisione (ma va?), ma si sa soltanto che il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, ha accettato le dimissioni, assumendo l'interim del Lavoro. Le voci sull'abbandono dell'incarico da parte della Serra circolavano da alcuni mesi ma, da quanto si è appreso, l'ufficializzazione è avvenuta nei giorni scorsi. Solo nella tarda serata di ieri, dopo l'approvazione del “collegato” alla finanziaria, Cappellacci ha deciso di accettare le dimissioni della Serra. Al momento non si parla di rimpasto nell'esecutivo e le decisioni sulla sostituzione dell'assessore dovrebbero essere assunte dopo l'estate. “Il governatore, nella fase dell'interim, seguirà personalmente - si legge in una nota della Regione - le delicate questioni relative all'assessorato del Lavoro, con particolare riguardo al sistema della formazione professionale e all'accelerazione della spesa dei fondi Por, per raggiungere gli obiettivi sulle performance di spesa”.

Un’interrogazione urgente sulla discarica abusiva nell’area della ex ceramica di via Ghilarza, ad Oristano e sul rinvio a giudizio del consigliere di Forza Italia verso il Pdl, Ernesto Pia, è stata presentata dai consiglieri comunali del Pd.  “Nei giorni scorsi - scrivono gli interroganti - abbiamo appreso dagli organi di stampa locali che un componente della attuale maggioranza di centrodestra in Consiglio Comunale (Ernesto Pia. ndr)  è stato rinviato a giudizio in seguito a gravi violazioni in materia ambientale. Nello specifico, sembrerebbe che, in seguito ad un controllo effettuato dalla Guardia di Finanza, in una vasta area dell’ex ceramica in via Ghilarza, di proprietà del consigliere Ernesto Pia, sia stata rivenuta una discarica abusiva di rifiuti speciali e anche pericolosi come l’amianto. In seguito a tale presunto reato la Procura della Repubblica avrebbe individuato nell’Amministrazione Comunale la parte offesa nel processo che avrà inizio nel prossimo mese di novembre. Pertanto, consapevoli del fatto che l’area in oggetto si trova nelle immediate vicinanze dell’abitato urbano, e in prossimità di diversi luoghi di aggregazione, in particolare di giovani e bambini; preoccupati degli eventuali danni all’ambiente e alla cittadinanza, che potrebbero essere stati causati dal non idoneo smaltimento dei rifiuti che sarebbero stati rivenuti; ritenendo infine che sia comunque doveroso avere maggiori ragguagli su una situazione che, se confermata, vedrebbe coinvolto penalmente un componente del Consiglio Comunale,  il gruppo consiliare del Partito Democratico interroga il Sindaco per conoscere se l’Amministrazione Comunale: 1) è a conoscenza del suddetto atto giudiziario che vedrebbe coinvolto un componente della sua maggioranza; 2) intenda costituirsi parte civile per tutelarsi da eventuali danni subiti dalla comunità oristanese in seguito al suddetto presunto reato penale. (Francesco Federico, Maria Grazia Schintu, Marino Marchi, Efisio Sanna, Pepino Marras, Fianni Sanna, Giuseppe Obinu)

Un’interrogazione urgente è stata presentata al Ministro dello Sviluppo Economico dal deputato del Pd, Caterina Pes, per chiedere “…quali urgenti iniziative intenda intraprendere il governo, per porre fine ai disagi e inefficienze del servizio di recapito postale nei comuni della Marmilla”. Premesso che Poste Italiane S.p.A. – si legge nell’interrogazione -, come specifica il sito ufficiale, è un servizio pubblico con un’importante funzione sociale: il Servizio Universale. Presente in tutte le zone d’Italia, ha attivato una rete di 14.000 uffici postali, oltre 200 centri di smistamento per pacchi e corrispondenza, oltre 46.000 addetti al recapito, 2.700 ATM, 38.000 POS, 17 collegamenti aerei quotidiani, oltre 40.000 veicoli. Poste Italiane è presenza indispensabile per i cittadini, per le piccole e medie imprese, per le grandi aziende, per le Amministrazioni Pubbliche”. Lo Stato, al fine di assicurare la fornitura su tutto il territorio nazionale delle prestazioni versa considerevoli contributi a Poste Italiane SpA, ma da diverse settimane il servizio di recapito della corrispondenza in alcuni comuni della Marmilla subisce gravi disagi e inefficienze, pregiudicando oltre la comunicazione ordinaria, anche il puntuale pagamento di bollettini e fatture. Questi disagi – sostiene la Pes - sono riconducibili ad una riorganizzazione del servizio postale che ha accorpato i vari centri di distribuzione e alla mancanza di personale. Per questo motivo il deputato oristanese chiede di sapere “…quali urgenti iniziative intenda intraprendere il governo per porre fine a tale incresciosa situazione di inefficienza resa da Poste Italiane SpA”.

Quando il presidente del consiglio italiano, Silvio Berlusconi, ha definito come "…un grande successo della diplomazia italiana" l'accordo siglato  tra Turchia e Russia sul gasdotto South Stream, il governo di Ankara si è stupito non poco. Lo rivela una fonte del governo Erdogan alla Reuters, che oggi riporta la ricostruzione della bizzarra "intrusione" di Berlusconi nella cerimonia della firma.  Gli accordi tra Mosca e Ankara per far passare il gas russo attraverso le acque turche del Mar Nero fino all'Europa “…erano già stati conclusi - racconta la fonte alla Reuters - quando il governo turco ha ricevuto un'inaspettata richiesta dell'ultimo minuto da parte di Berlusconi, che voleva partecipare alla cerimonia della firma tra il premier russo Vladimir Putin e quello turco Tayyip Erdogan, ad Ankara. La fonte aggiunge che si è creata una "certa sorpresa" quando ci si è resi conto che Berlusconi voleva rivendicare l'accordo come un suo successo personale.  "E' il tipo di cosa che può causare un problema diplomatico - dice ancora la fonte turca - Ma siccome si trattava di Berlusconi, ha solo fatto sorridere i due leader (oramai in tutto il mondo conoscono i suoi bluff. ndr)". La Reuters cita anche il sito del  governo italiano che riporta la dichiarazione secondo cui il progetto South Stream è "…un successo personale del primo ministro italiano". Per i turchi, si è trattato di una vera "esagerazione".

Dopo gli interventi per la rimozione della cataratta, l'attività nell'ambito dell'oculistica, a Ghilarza, si potenzia con un nuovo tipo di esame: la fluorangiografia. Si tratta di un esame diagnostico che, mediante l'utilizzo di liquidi colorati iniettati in vena, e con l'ausilio di speciali apparecchiature fotografiche, è capace di rilevare patologie oculari come la retinopatia diabetica, le trombosi venose retiniche o la degenerazione maculare senile. L'esame, che non comporta l'utilizzo dei raggi X o di forme pericolose di radiazioni, è sicuro e non presenta gravi rischi. Particolarmente presenti nei soggetti in età avanzata, le patologie della vista rilevabili con la fluorangiografia potranno, d'ora in poi, essere diagnosticate anche nell'ospedale ghilarzese. Per gli anziani dell'alto oristanese – come già accade per gli interventi alla cataratta, eseguiti in day surgery (chirurgia in un giorno) –, non sarà più necessario spostarsi in strutture sanitarie lontane per avere una diagnosi di elevata qualità, ma sarà possibile eseguire l'esame in loco. I primi interventi saranno effettuati su alcuni pazienti venerdì 7 agosto all'ospedale “Delogu”, nelle sale del day surgery della cataratta, dall'equipe dell'oculista Miro Serpi, e verranno ripetuti, a cadenze prestabilite, a seconda delle esigenze e dei volumi di domanda dell'utenza. L'avvio dell'attività, per organizzare la quale la direzione dell'Azienda Sanitaria Locale n°5 si è impegnata a fondo, permetterà peraltro di inaugurare il fluorangiografo – lo strumento che consente di eseguire la diagnosi – acquistato quattro anni fa, e rimasto da allora inutilizzato.

E’ morto, poco dopo mezzogiorno, nella sua casa di Sarroch, Mario Tiddia, difensore e allenatore del Cagliari, con cui conquistò la prima promozione in serie A, nel 1964, disputando poi con la maglia rossoblù 58 partite nella massima serie. Aveva compiuto il 5 maggio 73 anni e da giocatore è stato un classico terzino di marcatura (ha totalizzato 203 presenze nel Cagliari senza mai segnare un gol). Era da tempo malato, sofferente di disturbi neurologici. Chiusa la carriera di giocatore, Tiddia intraprese quella di allenatore è fu chiamato per la prima volta sulla panchina del Cagliari nel campionato 1975-76, prendendo il posto di Luisito Suarez. Altre due volte venne chiamato a sostituire tecnici che avevano cominciato il campionato (nel '77-78 in serie B al posto di Lauro Toneatto e nel 1987-88 in serie C al posto di Enzo Robotti), ma sedette anche per tre anni consecutivi sulla panchina rossoblù, dal 1978 al 1981, disputando le ultime due stagioni in serie A. Tiddia allenò anche la Torres in C1 ed il Pescara.

 

 
Di pig (del 24/08/2009 @ 18:00:55, in politica, linkato 713 volte)
Riprendiamo da dove ci eravamo lasciati prima delle ferie. Dalla perdita totale di credibilità all’estero, e non solo, del nostro premier dopo il “caso escort”, e le sue tragicomiche arrampicate sugli specchi  ed esilaranti bugie, in campo nazionale, all’attuazione del più bieco “spoil system”, in ambito regionale, da parte della quanto mai disastrosa e sempre più genuflessa giunta Capellacci  che, probabilmente conscia della propria impotenza, sta studiando come attuare , al più presto, un rimpasto dell’esecutivo il più digeribile e indolore possibile, soprattutto per le forze politiche di questo variegato calderone di centro-destra che rimarranno  a bocca asciutta. Per quanto riguarda la Provincia  e il Comune di Oristano preferiamo stendere un velo pietoso, perché ricordare il fallimento del destrorso binomio Onida-Nonnis sarebbe un pò come continuare a sparare sulla Croce Rossa.  Oramai anche le pietre sanno, infatti, che la cronica litigiosità delle coalizioni di centro-destra che guidano Provincia e Comune ha portato all’immobilismo totale dei due enti, causando un danno enorme per i cittadini. Cosa, questa, che  evidentemente non interessa più di tanto agli interpreti delle beghe e delle lotte intestine, che hanno ribadito come nella loro visione della politica sia più importante non il bene della comunità ma l’allargamento del proprio orticello personale.  Con questi presupposti, il futuro per Oristano e provincia non appare certamente dei più rosei. Ma d’altro canto, da una classe politica complessivamente di così basso spessore che cosa ci si può aspettare?  Per quel poco che può contare la nostra opinione, ci aspettiamo che i nostri  concittadini e gli altri residenti nella provincia di Oristano escano dal torpore e tramutino le critiche. soft o aspre che siano, in un grido all’unisono di grandissima indignazione, tale da spazzare via per sempre questa classe politica indecente, che ha fatto del clientelismo e delle mancate promesse il suo pane quotidiano.

Per quanto riguarda la politica attiva (si fa per dire), il consiglio comunale di Oristano riprenderà i lavori venerdì 28 agosto, alle 10, con all’ordine del giorno la surroga dei consiglieri Mariano Deiana e Luca Faedda (FI verso il Pdl), neo assessori nella giunta “Abe 3”, con Maura Fiori e Gabriella Cambuli. Il consiglio nominerà, poi,  i componenti della  2^ e 5^ commissione consiliare permanente in sostituzione dei consiglieri nominati assessori , e proseguirà con l’ordine del giorno, richiesto da Mauro Solinas ed altri consiglieri, sulle problematiche relative alle demolizioni delle case minime e alla progettazione ed esecuzione della piazza, e su una interpellanza urgente, presentata sempre da Solinas, sulla situazione dell’azienda e dei lavoratori oristanesi operanti a palloni nell’ex Cras. Il consiglio si occuperà, quindi, della nomina dei componenti il Collegio dei Revisori dei Conti per il triennio 2009/2011, e della ratifica di alcune variazioni al bilancio di previsione 2009. L’ordine del giorno in discussione venerdì prevede, inoltre, l’approvazione del regolamento comunale per la localizzazione degli impianti di telefonia mobile e la localizzazione di  due impianti per la telefonia mobile nel territorio comunale (argomenti, questi ultimi, che avevano creato un’infinità di polemiche,  e che, come si ricorderà, avevano rischiato di mandare a casa anzitempo la giunta Nonnis), e una interrogazione urgente del gruppo del Pd sulla discarica abusiva nell'area dell'ex ceramica di via Ghilarza.

Altre notizie:

Nonostante, in particolare da parte del centro-destra, si sostenga che la crisi sia ormai alle porte, molti sono di parere totalmente opposto. Per rimanere in casa nostra, il segretario regionale della Cisl sarda, Mario Medde,  ha riacceso l’attenzione sullo stato di crisi attraversato dalla Sardegna “ Fra il prossimo autunno e l’inverno – ha detto Medde -, ventimila posti di lavoro sono  a rischio nella nostra isola. Il crollo del sistema industriale e la recessione economica potrebbero portare la Sardegna verso un nuovo record del tasso di disoccupazione e dell'incidenza delle povertà delle famiglie”. In una nota stampa, diramata questa mattina,  il segretario generale della Cisl ha aggiunto, fra l’altro,  che comunque "…è possibile attutire questo impatto negativo a patto che si rilanci l'edilizia prima di tutto, e che si creino le condizioni per rafforzare ulteriormente gli interventi sul lavoro, attraverso un piano che valorizzi e tuteli l'ambiente, e con una politica per le imprese, che riduca il costo del lavoro garantendo però livelli salariali adeguati e il potere d'acquisto e del reddito delle famiglie. La stessa economia sociale è una opportunità e una necessità per sviluppare i nuovi e maggiori servizi a favore dei non autosufficienti e delle famiglie, ma anche un'occasione per incrementare le opportunità lavorative e rafforzare la capacità di intervento nelle cooperative e nei comuni. Non vi è tempo da perdere – ha proseguito Medde - è necessario mettere in campo, prima di tutto, un Piano Casa che risponda alle esigenze dei cittadini sardi e che ridia al settore delle costruzioni quella funzione di traino che storicamente ha avuto anche nell'economia isolana". Quel che serve  è anche un rilancio della Formazione Professionale attuando da subito il Piano Straordinario per le Risorse Umane approvato nella legge finanziaria regionale 2009. Si tratta da un lato di mettere risorse a disposizione dei giovani dall'altro di alleviare le famiglie di un ulteriore costo, visto che si sta arrivando all'assurdo di far pagare, in tanti casi, il costo della formazione professionale alle stesse famiglie. Il Sindacato ritiene che si affronti insieme alle forze sociali la predisposizione degli interventi necessari, e in tempi utili, a frenare l'emorragia e a rilanciare invece la crescita economica. "Al primo posto degli interventi - ha concluso Medde - è urgente collocare un programma per i giovani e per l'occupazione femminile. La Cisl ribadisce dunque la necessità che intorno a questi obiettivi ci si confronti per condividere i contenuti di un Patto Sociale".

Una sorta di un piccolo villaggio-vacanze, completamente abusivo, è stato scopeto dalle guardie forestali e dai vigili urbani  di San Vero nella località marina di  Sa Rocca Tunda. Le indagini sono tuttora in corso e non si conoscono ancora molti particolari, se non che in un terreno di circa otto ettari, suddiviso in una cinquantina di lotti e nascosto dalle fronde degli di alberi e da muretti a secco, sono stati trovati casotti in legno, roulotte, case mobili, e alcune costruzioni in muratura, dove trascorrere la vacanze. Tutto, o quasi, a quanto è dato sapere, senza regolari concessioni. Le indagini, come detto, proseguono per individuare le persone che hanno effettuato gli abusi.

 
Di pig (del 27/08/2009 @ 15:00:47, in politica, linkato 887 volte)

"Contrariamente a quanto si vocifera, la riforma sanitaria non prevede l'accorpamento o la soppressione di alcuna Azienda sanitaria locale". Lo hanno precisato il capogruppo del Pdl in consiglio regionale, Mario Diana, e i consiglieri Nanni Campus e Giorgio Locci, affermando che "…le notizie che appaiono in questi giorni sulla stampa, che mettono in evidenza la preoccupazione di alcune zone della Sardegna verso la riforma della sanità regionale che il centrodestra ha avviato con l'approvazione del cosiddetto “maxi-collegato” alla manovra di bilancio, rendono necessario intervenire per chiarire alcuni aspetti della norma approvata qualche settimana fa dal consiglio regionale, evidentemente non ancora ben compresa oppure oggetto di interpretazioni errate". "Ci sembra – hanno detto Diana, Campus e Locci - che si stia facendo una gran confusione in seguito all'istituzione delle macro-aree, che non soppianteranno le Asl, ma che saranno uno strumento aggiuntivo, agile ed economico, per gestire nel modo più razionale quegli aspetti del servizio che non sono direttamente connessi alla fornitura di servizi sanitari ai cittadini, come le gare di appalto e i concorsi. Relativamente a questi aspetti, così come per la gestione del personale e delle forniture, ridurre il numero dei centri decisionali e snellirne il funzionamento porterà risparmio ed efficienza, come accade nelle altre regioni italiane che hanno adottato questo sistema. Allo stesso modo, lo scorporo dalle Asl degli ospedali che rispondono ai criteri previsti dalla legge non penalizzerà i territori, perchè consentirà una gestione più diretta e funzionale delle strutture, mentre le Asl potranno concentrare tutta la loro azione nei servizi sul territorio. La riforma non cambierà nulla nel funzionamento dei servizi sanitari offerti ai cittadini, se non in meglio. L'auspicio – hanno concluso i tre rappresentanti del Pdl - è che l'attuazione della prima parte, quella disegnata con il “maxi-collegato”, e la definizione della riforma complessiva siano rapide e che, nel frattempo, i rappresentanti delle istituzioni  locali, e non solo, si impegnino a capirne i meccanismi, a confrontarsi con la Regione e a spiegare con esattezza ai cittadini cosa dovrà accadere".

Altre notizie:

Bruno Murgia, deputato del Pdl, non le ha mai mandate a dire. Spesso e volentieri le sue dichiarazioni (forti e senza peli sulla lingua), sui torti subiti dalla Sardegna da parte del governo nazionale, si sono differenziate da quelle degli altri colleghi sardi del centro-destra, sempre troppo inclini ad abbassare il capo di fronte al volere del premier, padre-padrone del partito, anche quando a pagarne le conseguenze sono i sardi. Se non si sapesse che Bruno Murgia è un deputato del Pdl, leggendo le sue dichiarazioni, verrebbe da pensare che si tratti di un esponente di sinistra.
"Non serve fare più alberghi se non riusciamo nell'intento di pubblicizzare ciò che abbiamo". Questo, quanto dichiarato recentemente dal deputato sardo del Pdl, Bruno Murgia, nel sottolineare il paradosso di "…un'isola bellissima che non riceve la pubblicità che merita, perché si finisce sulle prime pagine dei giornali per qualche rissa tra vip ubriachi e per i topless di fine stagione, oppure per i problemi sulle spiagge, i liquami, la mancata pulizia dei litorali, sullo sfondo, la grande incognita della chimica. Il punto – ha detto Murgia - non è costruire di più, ma costruire meglio, assicurandoci che ciò che abbiamo venga presentato nel miglior modo possibile". A proposito delle discariche abusive sparse nelle strade e sui litorali, Murgia ha aggiunto: “Manca la cultura del turismo, dell'ospitalità, e  una certa mentalità manageriale, che dovrebbe far risaltare quanto sia anti-economico lasciare che si deturpi l'ambiente in così malo modo". Per Murgia serve "una rivoluzione completa" che faccia fare all’isola un salto di qualità. “Occorrono – ha sostenuto il deputato del Pdl - formazione, investimenti e grande capacità di leggere il futuro, di guidarlo nelle nostre scelte, con indirizzi consapevoli di lunga durata. Il turismo – ha concluso Bruno Murgia - va supportato da una visione complessiva dello stato dei problemi, che tenga conto del deficit delle infrastrutture e dei trasporti, della tuttora scarsa sensibilità ambientale, della capacità di innovare profondamente il tessuto economico sardo (avendo ben in mente che non è possibile andare avanti con industrie ad alto impatto ambientale), e dalla necessità di aiutare un'intera generazione per far ripartire la Sardegna mettendola nelle condizioni di imparare a gestire il proprio patrimonio naturalistico".

Per avere una raccomandazione per superare i test di ammissione all'università c'è chi è disposto ad iscriversi a un partito politico e chi è pronto a pagare, ma per la maggior parte degli studenti (il 29%) non sarebbe un problema offrire, in cambio di una raccomandazione ad hoc, una prestazione sessuale. Sono alcuni dei risultati dell'inchiesta svolta da “UniversiNet.it”, da anni il portale di riferimento per la preparazione gratuita ai test di ammissione, consultato ogni anno da più di 250.000 ragazzi. Per il 78% dei 12.160 studenti che hanno partecipato al sondaggio, per superare l'esame di accesso è più importante trovare una raccomandazione che studiare. Solo il 15% (l'anno scorso il dato era al 20%) ritiene invece molto più utile trovare sui libri le risposte dei quiz. Ma quale è la raccomandazione più forte? Per 4 studenti su 10 quella di un politico di livello nazionale, poi quella di un professore (per il 23%) e quella che automaticamente si otterrebbe frequentando un corso di preparazione a pagamento (21%). Le aspiranti matricole (il 29%, il doppio rispetto al 2008) per avere una raccomandazione sarebbero pronte anche ad andare a letto con il potente di turno. Secondo i risultati dell'indagine, il 9% dei ragazzi e il 38% delle ragazze è disposto ad offrire prestazioni sessuali per accedere all'università. Il 22% pagherebbe in denaro e il 18% prenderebbe invece la tessera di un partito. "I dati del 2009 mostrano una incredibile perdita di fiducia nel sistema di valutazione universitaria, forse acuito dagli ultimi scandali sulla valutazione della maturità”, afferma Renato Reggiani, direttore editoriale di UniversiNet.it. “La nostra inchiesta – sostiene Reggiani - si limita a fotografare una situazione; dai nostri dati emerge un degrado morale dell'università italiana o almeno della sua percezione da parte degli studenti, che ritengono quasi inutile la preparazione e optano per scorciatoie classiche come la raccomandazione del politico o del professore, o le prestazioni sessuali".

Poltronismo, poltronite. La malattia è presto definita: raccogliere sotto lo stesso corpo più incarichi possibili. La prima poltrona dà potere e visibilità. La seconda fiducia e tranquillità. Se casco lì, rimango in piedi qui. O viceversa. La Prima Repubblica aveva molti difetti ma alcune virtù nascoste. Tra queste separare in modo indiscutibile la guida degli enti locali con l'impegno da parlamentare. Il divieto, contenuto in una legge del 1957 e limitato ai centri con più di ventimila abitanti e alle province, tutte, trovava fondamento nell'idea di offrire parità di condizioni ai candidati. Un deputato che fosse in corsa per fare il sindaco aveva più possibilità di captare voti. Dunque avrebbe violato la par condicio. Per anni norma osservata, e disciplina dei sensi unici assoluta. Con Tangentopoli il mercato della politica si è però ristretto. Molti presentabili sono divenuti impresentabili. Molti politici in carriera si sono ritrovati in panchina. Molti altri colleghi addirittura oltre le tribune, fuori dal gioco, alcuni dietro le sbarre. Col favore delle tenebre, nel silenzio assoluto e nella distrazione collettiva, il 2 giugno del 2002 la Giunta per le elezioni, organo politico a cui sono affidati poteri giurisdizionali, cambia i sensi, inverte i passaggi. Chi fa il sindaco di una città che abbia più di ventimila abitanti o il presidente della Provincia non può candidarsi a deputato o senatore. Ma chi è parlamentare può. Senso inverso possibile. La cosa è piaciuta ai più: fare il sindaco-deputato è molto meglio che fare soltanto il sindaco. E se è vero che le indennità non sono cumulabili è certo che le prerogative invece lo sono. Esempio su tutte: l'immunità. E quindi è iniziata la processione. Prima quello, poi quell'altro. Dopo di te io. E allora io. Un deputato è sindaco a Viterbo, un senatore è sindaco a Catania; una deputata è presidente della Provincia di Asti, un senatore presiede quella di Avellino. Un deputato è sindaco a Brescia, un collega è presidente a Napoli. E via così... I più hanno trasmesso ai nuovi uffici la stessa foto di rappresentanza data agli uffici parlamentari. Quando serve siamo qui. Col tesserino. Quando non serve siamo lì. Con la fascia tricolore. E' un bel segno in questi tempi di crisi: più poltrone per tutti.  (Antonello Caporale – www.repubblica.it)

Un ambulatorio per la sterilizzazione di cani e gatti randagi di sesso femminile, un'unità operativa per la loro cattura, un punto di primo soccorso per gli animali feriti. Sono alcuni dei punti salienti del protocollo d'intesa, firmato ieri dall'Azienda sanitaria locale n°5 di Oristano e dalle associazioni di volontariato Anta (Associazione Nazionale Tutela Animali) di Cabras, Comitato Sardegna Animali, Rangers d'Italia di Oristano, e “Randagino” di Serramanna. Per la prima volta, la Asl oristanese e le associazioni di tutela degli animali affrontano in maniera integrata il fenomeno del randagismo e si mettono in rete per realizzare interventi congiunti, mirati a salvaguardare il benessere di cani e gatti, garantendo allo stesso tempo la sicurezza dei cittadini e l'igiene delle città. Dalla sterilizzazione alla microchippatura, dall'anagrafe elettronica al cane di quartiere, l'accordo prevede una serie di iniziative mirate ad arginare il problema del randagismo e quello delle zoonosi, malattie infettive trasmesse dagli animali all'uomo. In cima agli impegni assunti dall'Asl n°5, c'è quello di attivare l'ambulatorio per la sterilizzazione di cagne e gatte. In un primo tempo si opererà sui randagi, mentre in seguito l'attività sarà aperta anche agli animali di proprietà. L'ambulatorio, ubicato in parte dei locali dell'ex mattatoio di via Parigi, dovrebbe entrare in funzione entro pochi mesi. In parallelo, sarà attivata anche un'unità operativa di cattura dei randagi e un censimento delle aree “a rischio”, in cui sono presenti colonie canine o feline, che compromettono la sicurezza e l'igiene della zona. In questo caso, dopo la valutazione della situazione, potrà essere disposto il trasferimento degli animali in luoghi più idonei.  In agenda c’è anche la costruzione di strutture per il ricovero temporaneo di cani e gatti, in particolare di quelli appena sterilizzati, che hanno bisogno di un punto di degenza post-operatoria, e la creazione di un'unità di soccorso destinata ai randagi feriti, vittima di incidenti o traumi.  Per decongestionare i canili, sarà promossa la pratica dell'adozione degli animali in famiglia o di più famiglie che, collettivamente, con la formula del “cane di quartiere” si fanno carico dell'animale opportunamente sterilizzato e affidato poi  alle cure del quartiere. Passi in avanti sono stati fatti anche sul versante dell'informatizzazione dei sistemi di monitoraggio e controllo di colonie canine e feline: «Sarà istituita un'anagrafe elettronica per gli animali sterilizzati e  sarà favorita la creazione della rete informatica degli operatori, sia istituzionali che volontari, impegnati nella lotta al randagismo – ha spiegato il responsabile dell'unità operativa di Benessere animale e prevenzione randagismo della Asl n°5, Anito Marchi –. Inoltre vigili urbani e sanitari, guardie zoofile e associazioni iscritte al registro regionale dovranno essere dotati di un lettore di microchip per l'identificazione degli animali, in modo da evitare l'abbandono e reprimere i maltrattamenti». Infine, nelle campagne e nei piccoli paesi – dove i branchi costituiscono una seria minaccia per greggi e allevamenti – saranno adottati specifici  piani di cattura dei cani più pericolosi, che saranno trasportati nei centri di sterilizzazione. «Con la firma del protocollo d'intesa – ha concluso il responsabile del servizio di Igiene degli allevamenti e produzioni zootecniche, Michele Ardu – la Asl oristanese accoglie i suggerimenti e gli inviti delle associazioni animaliste a puntare sulla sterilizzazione dei randagi, piuttosto che sulla repressione e cattura, per assicurare agli animali una migliore qualità della vita e permettere, allo stesso tempo, il governo di un fenomeno, come quello del randagismo, sempre più diffuso anche nei centri dell'oristanese».


 

 
Di greg (del 28/08/2009 @ 20:00:30, in politica, linkato 906 volte)

La nuova giunta comunale di Oristano ha fatto il suo esordio, stamattina, nell’aula degli Evangelisti. Durante la seduta del consiglio comunale, il sindaco, Angela Nonnis, ha presentato il nuovo esecutivo formato da: Andrea Lutzu (FI verso Pdl) assessore ai lavori pubblici, frazioni e cimiteri; Alessandro Lisini (Pdl) assessore al bilancio, tributi, patrimonio, affari generali e società partecipate; Roberto Contini (Dc) assessore all’ambiente, nettezza urbana e polizia ambientale; Mariano Deiana (FI verso Pdl) assessore alle politiche sociali, casa, problematiche sanitarie e giovanili; Salvatore Ledda (Oristano Città Nuova) assessore all’urbanistica, beni artistici e monumentali, Puc ed edilizia privata; Marzio Schintu (FI verso Pdl) assessore allo sport, turismo, spettacolo, politiche per la gioventù; Alessio Putzu (An) assessore all’annona, settori produttivi, mercati, agricoltura, trasporti urbani, parcheggi, polizia amministrativa; Luca Faedda (FI verso Pdl) assessore alla pubblica istruzione, cultura ed edilizia scolastica. Per l’assegnazione della delega di vice sindaco, il sindaco Nonnis ha precisato di voler prendere ancora del tempo. Dopo la presentazione dei nuovi assessori il consiglio comunale ha votato la surroga dei consiglieri decaduti perché diventati assessori (Luca Faedda e Mariano Deiana) con Maura Fiori e Mauro Grussu, che entrano nel gruppo di Forza Italia verso il Pdl. L’ingresso di Grussu in consiglio comunale è stato possibile perchè la prima dei non eletti nella lista di Forza Italia, Gabriella Cambuli, ha  formalizzato la rinuncia all’elezione. Dopo la surroga di Maura Fiori, e prima di quella di Mauro Grussu, il consiglio ha affrontato il dibattito sulla crisi politica. Il primo intervento è stato quello di Mario Cadeddu (Fortza Paris) che ha duramente criticato la gestione della crisi politica parlando di “fallimento politico e amministrativo”. Secondo Marino  Marchi (Pd) “…i motivi che hanno portato a questa crisi sono chiari: si è trattato di sostituire quattro assessori, perché la composizione della giunta meglio riflettesse gli equilibri di potere all'interno del centrodestra. La città, i suoi bisogni e le esigenze dei cittadini non sono state neanche citate, sono rimasti assenti in questa crisi”.Mimmo Serusi (Sdi) ha evidenziato come, nella soluzione della crisi, il sindaco abbia impiegato troppo tempo.  Mauro Solinas (Fortza Paris) ha sottolineato come la città si sia trovata di fronte alla terza crisi in due soli anni di legislatura “…mentre la città si trova in una situazione disastrosa”. Franco Serra (Mpa) ha ricordato i tanti problemi della città: viabilità, ambiente, nettezza urbana, polizia urbana, impianti sportivi. Per Gianni Sanna (Pd) la città sta assistendo a due anni di amministrazione inconcludente “…e oggi la città è stufa”. Sanna a nome della minoranza ha lanciato una sfida alla maggioranza sulle emergenze, sul Puc, ma anche su altri temi a cominciare dalla programmazione del Plus e sui trasporti, con l’obiettivo di arrivare alle elezioni per il rinnovo del consiglio comunale con una valida alternativa a questa maggioranza. Fabio Porcu (Fortza Paris) ha invitato il nuovo esecutivo a vivere la città per conoscerne i problemi e proporre soluzione adeguate. Peppino Marras (Pd) ha rilevato come da parte del sindaco e della maggioranza sia mancata una valida spiegazione ai veri motivi della crisi. “I risultati della Giunta sono negativi sotto tutti i punto di vista: dalla pulizia agli impianti sportivi, al verde, allo sport, alla cultura, ai servizi sociali”. Giuliano Uras (Udc) ha accusato i partiti di maggioranza “…di essere i veri responsabili della situazione degradata dell'amministrazione comunale di Oristano. Oristano è una città moderata, conservatrice. Il centrodestra, da anni, grazie anche al forte apporto dei partiti di centro la governa. Oggi però si sta abusando della fiducia dei cittadini e questo è un peccato gravissimo”. Poi, recependo il messaggio del Pd, a nome dell’Udc ha detto che l’appello di Gianni Sanna non potrà rimanere inascoltato. Giuseppe Sanna (Riformatori)  ha parlato della crisi del sistema, dell’assenza dei partiti e di un eccesso di improvvisazione ma anche detto di avere fiducia nella maggioranza che amministra la città: “La città da noi si attende delle risposte, noi non abbiamo più possibilità di appello, questo vale per il ruolo istituzionale della maggioranza, come vale per l'istituzione della minoranza. Le prove d'appello sono finite, credo e mi auguro che siano finiti anche questi movimenti o sommovimenti tellurici all'interno della coalizione e che ci assumiamo in toto le responsabilità di amministrare. Questa città può avere una svolta con questa maggioranza, abbiamo le potenzialità e tutte le prerogative per poterlo fare”. Per Mario Marazzi (Forza Italia verso il Pdl) “…la maggioranza si è assunta la responsabilità di aprire la crisi per correggere la rotta e procedere con maggiore incisività nell’attuazione del programma amministrativo e oggi il nuovo esecutivo merita la fiducia del Consiglio e della città”. Giampaolo Atzori (Dc) ha ricordato la visita in consiglio comunale dell’arcivescovo e riprendendo le sue parole ha rivolto “…un invito a superare le dispute e gli inasprimenti personali, per trovare le giuste coordinate che consentano questa maggioranza di dimenticare presto il recente passato per essere pronta e determinata ad adempiere finalmente ai suoi compiti istituzionali”. Per Efisio Sanna (Pd) “…non si è trattato di una crisi politica, ma di una crisi tra bande armate, un duello rusticano dove non si è parlato di programmi né di politica”. Il dibattito è stato chiuso dal sindaco, Angela Nonnis, che ha espresso soddisfazione per l’ingresso in consiglio di un’altra donna. “Questa crisi è stata necessaria per capire che bisogna ripartire, buttarci tutto alle spalle per ripartire con nuovo slancio”, ha detto il sindac o, che ha voluto incoraggiare i nuovi assessori a lavorare tutti nella stessa direzione ed ha poi ringraziato gli uscenti per il lavoro svolto in una situazione di oggettiva difficoltà. 

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"Perchè non sono ancora sul sito della Regione le delibere della Giunta approvate  giovedi' 27 agosto? Il comportamento della Presidenza, che nasconde  il più a lungo possibile gli atti della sua amministrazione si fa sempre più inquietante". Lo ha affermeto il consigliere regionale, Francesca Barracciu, candidata alla segreteria del Pd, sottolineando, fra l’altro, che "…rispetto alla trasparenza che ha regnato negli anni della giunta Soru, siamo di fronte a una pericolosa inversione di marcia, che non trova altra giustificazione se non la volontà premeditata di eliminare ogni possibilità di dialogo e controllo da parte della società civile e delle istituzioni a questo designate. Siamo da ieri in attesa di conoscere, tra le altre cose – ha detto l'esponente del Pd -, quali sono le modifiche apportate con delibera alle linee d'indirizzo per l'organizzazione dei dipartimenti di salute mentale, e quali gli interventi per la qualità dei servizi pubblici e privati per le dipendenze patologiche. In un momento in cui il centrodestra mette in atto un colpo di mano nel sistema sanitario regionale approfittando dell'estate, attraverso un emendamento presentato nottetempo in consiglio regionale, senza il coinvolgimento degli enti locali e delle parti sociali, ci allerta non poco sapere che la giunta regionale è entrata nel merito di settori talmente importanti e sensibili senza dare la minima informazione. Anzi, con la segretezza più assoluta. Desta maggiormente preoccupazione il fatto che ciò avvenga in un momento in cui il governo nazionale di centrodestra esercita atti di vera e propria censura e controllo sull'intero sistema dell'informazione. Mi affianco perciò al segretario nazionale del Pd, Franceschini, nella solidarietà espressa ad Ezio Mauro, davanti all'incredibile azione giudiziaria del premier contro il suo giornale, e sollecito tutti a cogliere l'invito di Franceschini per la grande mobilitazione di settembre in difesa della libertà di stampa e del diritto all'informazione. Aggiungo, però, quale specificità regionale, la pretesa che gli atti della amministrazione regionale della Sardegna tornino ad essere pubblici, visibili e consultabili da tutti, attraverso il sito internet aggiornato in tempo reale. Negare la conoscenza di atti pubblici- ha concluso la Barracciu - è un grave attentato alla democrazia contro cui dobbiamo tutti essere intransigenti".

Un diportista di Oristano, Franco Caddeo, di 49 anni, risulta disperso da questo pomeriggio e viene ricercato nel tratto di mare antistante la costa di San Vero Milis. L'uomo in mattinata aveva noleggiato un gommone ed ha preso il largo dalla marina di Mandriola. Nel pomeriggio l'imbarcazione è stata notata da alcuni diportisti, ferma e con il motore acceso, nei pressi di Capo Mannu. A bordo sono stati trovati solo alcuni effetti personali e una cartina con indicata Punta Foghe, nella marina di Tresnuraghes. Subito è scattato l'allarme e sono partite le ricerche dell'uomo con  tre elicotteri e diverse imbarcazioni. La Capitaneria di porto di Oristano sta coordinando le operazione aa cui partecipano mezzi e uomimi della guardia costiera, carabinieri, polizia, vigili del fuoco e corpo di vigilanza ambientale della Regione. Si teme che Francesco Caddeo, a causa di un malore, abbia perso i sensi e sia caduto in acqua.

 
Di greg (del 31/08/2009 @ 20:01:07, in politica, linkato 1245 volte)

Il commento più significativo tra i servizi di oggi della stampa internazionale sul caso Berlusconi è un editoriale sul Times di Londra, firmato da James Walston, docente di relazioni internazionali alla American University di Roma. "Nel lanciare i suoi mastini all'attacco contro i pochi media di opposizione che rimangono", scrive il professor Walston, "stavolta il premier italiano ha esagerato, mordendo più di quello che poteva digerire: la Chiesa cattolica e una coalizione di giornali italiani e stranieri sono troppo anche per lo smisurato ego di Berlusconi". L'articolo ricostruisce gli ultimi sviluppi, la denuncia per diffamazione contro Repubblica e vari organi di stampa internazionali, l'attacco del Giornale di Feltri al direttore dell'Avvenire, le crescenti tensioni tra il Vaticano e il capo del governo, e i precedenti mesi di rivelazioni e polemiche, la richiesta di divorzio di Veronica Lario, le serate con veline ed escort a Villa Taverna e Palazzo Grazioli. "In un mondo più semplice e diretto, Berlusconi avrebbe dovuto dimettersi già da tempo", afferma l'editorialista del Times. "Ma egli è la risposta dell'Europa al Chavez del Venezuela, un populista che alternativamente minaccia e seduce per conquistare il potere e smantellare ogni tipo di opposizione".  Walston asserisce che Berlusconi resta popolare grazie al controllo sui media nazionali, grazie all'immunità che ha fatto approvare dal Parlamento, grazie ai limiti che ha posto all'opposizione istituzionale, come i poteri del presidente della Repubblica e della magistratura, e grazie alle divisioni interne dell'opposizione politica. Tuttavia, conclude, oggi il premier appare diviso tra "il ridicolo e la megalomania", come "un uomo che ha perso il controllo" e che, pur essendo tra i più ricchi e potenti del mondo, "sembra deluso e frustrato".  Il motivo potrebbe essere che "nessun ammontare di ricchezza può renderlo più giovane o più bello, né può costringere il Vaticano ad accettarlo, né può dargli l'influenza di Sarkozy, della Merkel o di Brown, né può conferirgli lo status che avevano gli Agnelli". In più, "vari medicamenti" potrebbero pesare sul suo comportamento e le sue "smorfie allegre non riescono a celare la rabbia". La resa dei conti, prevede il docente dell'American University, verrà probabilmente in autunno, "quando nessuna manipolazione potrà nascondere gli errori della conduzione economica del suo governo, la disoccupazione e le difficoltà per le quali egli è largamente responsabile". Un ampio articolo sul caso Berlusconi appare stamani anche su El Pais, un altro dei quotidiani europei contro cui gli avvocati del premier hanno minacciato causa per diffamazione. Il quotidiano spagnolo torna sul tema con una lunga intervista al governatore della Puglia, Niki Vendola, "omosessuale, cattolico e comunista". Nell'intervista, Vendola critica la "cultura dei figli di papà che formano la nuova cupola della criminalità" e si scaglia contro "un establishment islamofobico, omofobico e machista, degna di una repubblica islamica, l'India sta meglio di noi". Infine il governatore della Puglia afferma che il modo in cui la Rai e in particolare il primo canale ha seguito la vicenda Berlusconi "grida vendetta", definendolo "un giornalismo delinquenziale". Tra gli altri numerosi articoli che appaiono sulla stampa straniera, degni di nota un servizio sul francese Figaro, che parla "dell'aggravarsi dello scontro tra Berlusconi e la Chiesa", osservando che "non ci saranno indulgenze" per il presidente del Consiglio; uno dello spagnolo La voz de Asturias, che parla dei dissidi fra Palazzo Chigi e il Quirinale sulle celebrazioni per il 150esimo anniversario dell'unità d'Italia; e uno sul britannico Independent, che rileva come Berlusconi sarà "il solo leader dell'Unione Europea" a partecipare ai festeggiamenti per il quarantennale del colpo di Stato che portò al potere Gheddafi in Libia. (www.repubblica.it)

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Ne abbiamo rimandati indietro 75. Molti erano bambini, molte erano le donne. Tutti somali, ovvero provenienti dal paese africano con la situazione più drammatica. Un paese dove comandano i signori della guerra, i capi tribù, dove la miseria e le malattie sono spaventose, dove la vita, di chiunque, uomini, donne e bambini non vale nulla. Dove la violenza è qualcosa di inimmaginabile, dove non esiste legge e giustizia, dove non c'è un governo che ti possa proteggere. Li abbiamo avvistati questi poveretti, li abbiamo avvistati fuori dalla acque territoriali italiane. E siccome con i loro gommoni si dirigevano "inequivocabilmente" verso le coste della Sicilia orientale, li abbiamo rispediti in Libia. La Libia, come tutti sanno, è un paese dittatoriale, il suo capo supremo è un colonnello dell'esercito, Gheddafi, e la Libia è un paese dove non sono rispettati i diritti e le libertà individuali, gli oppositori di Gheddafi vengono incarcerati, e i profughi finiscono in campi di concentramento. E noi rimandiamo i 75 somali, che si appellano al diritto di asilo, in un paese dittatoriale che non permette controlli da parte dell'Onu. E mentre rispediamo i 75 poveretti in un paese come la Libia, vediamo che il nostro presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, presenzierà alle celebrazioni per i 40 anni di potere del colonnello Gheddafi, e le nostre forze armate, per l'occasione, e per festeggiare questo delizioso evento, manderanno le Frecce Tricolori. Nel frattempo Berlusconi metterà la prima pietra, gesto altamente simbolico, della futura autostrada che attraverserà da ovest verso est l'intera Libia, e che neanche a dirlo sarà costruita con uomini e capitali italiani.  Ma che bello. Festeggiamo un dittatore, rimandiamo indietro dei poveretti, ci prendiamo gli strali dell'Onu proprio per questo, e poi tocca sentire l'Umberto Bossi che annuncia la sua visita in Vaticano (ma in Vaticano con chi? E chi li riceve?) con Roberto Calderoli, una visita per chiarirsi. Chiarirsi su cosa? Chiarirsi sulle polemiche delle ultime settimane. La Lega non è razzista. Proprio no. Anzi, secondo Bossi, "è l'unica forza politica con radici cattoliche". Bossi non può non sapere che esattamente il contrario, che è proprio nel collasso di quelle radici cattoliche, soprattutto del nord est che può nascere un movimento come la Lega, che non ha nulla a che vedere con quella tradizione cattolica e solidarista, ma è profondamente atea - tra ampolle, druidi, medievismi farlocchi - e anticattolica, persino eretica per certi versi, se questo termine significa qualcosa. Perché mescola riti della tradizione cristiana con rivisitazioni focloristiche neopagane. Nessuno si è dimenticato - ad esempio - dei matrimoni "leghisti". E tutto questo in Vaticano lo sanno assai bene. E intanto giorno dopo giorno, questo paese sta diventando sempre meno ridicolo e sempre più cupo, volgare, torbido e inquietante. Che fare? (Roberto Cotroneo – L’Unità)

Martedì 8 settembre, ad Oristano, ricorre il 57esimo anniversario dell'incoronazione del simulacro della Madonna del Rimedio. Le celebrazioni religiose, come di consueto, si svolgeranno  tutte  nella Basilica-santuario della Madonna del Rimedio. Durante la novena le messe si celebreranno alle 7.30 e alle 18, nei giorni feriali, mentre nei festivi alle 8, 9.30 e 18. Da sabato 29 agosto a domenica 6 settembre, la prima novena è prevista per le 17.15, la seconda alle 21, con annessa  la proposta di preghiera per le famiglie. Il 7 Settembre, per la ricorrenza del 57° anniversario dell'incoronazione, saranno celebrate messe alle 7, 8.30, 10, 11.30 e 17. Alle 18.30 la messa sarà presieduta dal vicario generale dell'arcidiocesi, Umberto Lai, mentre alle 20 si terrà la celebrazione conclusiva della giornata. L'8 Settembre, giorno della festa, sono in programma 11 messe. La prima è alle 5 del mattino, poi  seguirà una celebrazione ogni ora, dalle 6 alle 12. Nel pomeriggio ci sarà  una messa alle 17, e alle 18.30, nel piazzale della basilica, la solenne concelebrazione all'aperto, presieduta dall'arcivescovo di Oristano, Ignazio Sanna, con la partecipazione delle autorità.  Il 9 Settembre la Madonna verrà invocata come “Salute degli infermi”, con messe alle 7, 8.30, 10, 11.30, 17, 18.30 e 20, in collaborazione con le associazioni Unitalsi, Adas e Oftal. I festeggiamenti saranno chiusi da un concerto che si terrà il 10 settembre, alle 21 con i cori della cattedrale di Ales e della Basilica del Rimedio, e con il Coro Maurizio Carta di Oristano.

Giovedì 3 Settembre, alle 16, il personale del Comando di Polizia municipale del Comune di Oristano assegnerà i posteggi nell’area sterrata per le attività di commercio ambulante (autobar, carni e pesci) da svolgersi in occasione dei festeggiamenti per la Madonna del Rimedio. Il giorno seguente, venerdì 4 Settembre, alle 9, si procederà all’assegnazione dei posteggi nelle altre aree.

Un'esplosione, avvenuta poco prima delle cinque di questa mattina, ha seriamente danneggiato una rivendita di gas in bombole, nella via Figoli, in pieno centro, ad Oristano. Non ci sono stati feriti. Oltre alla rivendita hanno riportato danni anche un'abitazione vicina, un furgone e un'utilitaria parcheggiata di fronte. L'esplosione, secondo una prima ipotesi, è stata causata da una fuga di gas da una bombola custodita nel deposito, trovato con la saracinesca aperta. Non si esclude l'ipotesi dell'attentato. La titolare della rivendita, Bernardina Cucca, opera da diversi anni nel settorem ed è una commerciante conosciuta e stimata in città. Le indagini sono seguite dalla Squadra mobile.

Il servizio farmaceutico territoriale della Asl n°5 di Oristano comunica che i turni di due farmacie aperte, ad Oristano, sono stati modificati come segue: venerdì 18 settembre il servizio di assistenza notturna sarà coperto dalla farmacia Bresciani-Achenza (Corso Umberto I, 49/51), mentre sabato 19 e domenica 20 sarà di turno la farmacia Loddo (Via Cagliari, 460). Sabato 26 e domenica 27 settembre sarà  aperta la farmacia Bresciani-Achenza, mentre lunedì 28 a coprire le urgenze sarà la farmacia Loddo.

Tre giorni di teatro, musica e convegni sul tema del disagio mentale, promossi dalla Asl n°5, associazione Ippogrifo, Regione Autonoma della Sardegna, Comune di Bosa, Unione dei Comuni Planargia-Moniferru Occidentale, animeranno Bosa dal 3 al 5 settembre. La cittadina sul Temo si prepara, infatti, ad ospitare il “Festival dei Migrantes: viaggio nell'universo umano”, una kermesse che conterà sulla partecipazione di attori, musicisti, medici, esperti, pazienti dei Centri di Salute Mentale della Sardegna, tutti impegnati, a diverso titolo, sul tema del disagio psichico.  Il “Festival del Migrantes”, diretto dalla “Compagnia Cada Die Teatro”, con il coordinamento generale dell'associazione Ippogrifo e degli operatori del Csm, è un esperimento che nasce come esito dei laboratori teatrali avviati dalla Asl n°5 nei Centri di Salute Mentale di Oristano, Ales, Ghilarza e Bosa, e rivolti alle persone affette da malattia mentale ed a quelle normodotate. La manifestazione si aprirà, giovedì 3 settembre, con il concerto dei Dununba,  afro percussion band che, alle 18, inonderà con i suoi ritmi tribali le suggestive vie del centro storico della cittadina sul Temo. Alle 21, il teatro comunale ospiterà lo spettacolo “Sorella vigilante”, prodotto da “Cada Die Teatro” all'interno del progetto Migranti. Il convegno “Viaggi della mente: la folle creatività”, che avrà inizio al teatro del Cottolengo, alle 9.30, aprirà la giornata di venerdì 4 settembre. Testimonianze, riflessioni e provocazioni intorno al tema della follia creativa, con contorno di accordi musicali, canzoni e parole poetiche, saranno al centro dell'evento, che sarà introdotto dal direttore generale della Asl 5 di Oristano, Bruno Palmas. Dopo i saluti del sindaco di Bosa, Pierfranco Casula, spazio ai relatori. A prendere la parola saranno, fra gli altri, Attilio Mastino, rettore dell'Università di Sassari; Enrico Masseroli, artista impegnato nel teatro sociale; Giuseppe Errico, psicoterapeuta-teatrante e responsabile del progetto “Teatro contro l'esclusione” di Napoli. Le relazioni saranno inframmezzate dagli interventi canori del gruppo Echos e dalla recitazione di alcune poesie da parte dei partecipanti ai laboratori teatrali di Bosa, Ales e Oristano. Nella stessa giornata, alle 21, Da al teatro comunale di Bosa sarà proiettato lo studio video teatrale-musicale “Da Pinocchio a Itaca”, a cura dell'associazione culturale “Casateatro 2007” di Nuoro. Sabato 5 settembre, alle 18.30, Enrico Masseroli e la compagnia bergamasca “The pirate ship” saranno in scena con “L'incredibile storia del re Bedahulu”, mentre chiuderà la serata, alle 21, al teatro comunale, l'Echos Vocal Ensemble con “La ronda catonga”, danza per sole voci tra Europa e America latina. Per informazioni su spettacoli e biglietti, è possibile rivolgersi alla segreteria organizzativa al numero 328.0479842.

 
 
Di pig (del 04/09/2009 @ 18:00:51, in politica, linkato 1196 volte)

Il regolamento per la localizzazione degli impianti di telefonia mobile è stato approvato dal consiglio comunale di Oristano. L’argomento è stato presentato in aula dall’ex assessore all’Ambiente, Alessandro Lisini (attuale assessore al Bilancio, e che, come assessore all’ambiente, nessuno ha rimpianto. ndr), e dal presidente della commissione Ambiente, Cristina Denti. Lisini ha sottolineato alcune novità introdotte dal regolamento  come “…il gruppo di valutazione che sarà composto nel modo più partecipato  possibile, dal punto di vista tecnico e politico, perché  a farne parte saranno l'assessore all'Ambiente, l'assessore all'Urbanistica, il dirigente del settore urbanistica, un funzionario dell'Arpas e uno della Asl, un rappresentante delle associazioni, un rappresentante del comitato dei cittadini, un consigliere comunale di maggioranza e uno di minoranza. E’ previsto, inoltre, che del gruppo di valutazione possano far parte uno o più esperti, senza diritto di voto”. Il presidente della commissione consiliare Ambiente, Cristina Denti, ha fatto cenno alla normativa nazionale e ai poteri che sono in capo ai comuni, che non possono vietare l'installazione degli impianti ma stabilire la regolamentazione: “Nella stesura del regolamento abbiamo cercato di tener conto dei criteri principali e dei principi enunciati nella Legge quadro, per assicurare la tutela della salute dagli effetti delle esposizioni ai campi elettrici ed elettromagnetici. Il regolamento – ha spiegato Cristina Denti – stabilisce funzioni di vigilanza di controllo che saranno esercitate dal comune, avvalendosi dell'Arpas e della Asl. Tutti gli impianti esistenti sul territorio dovranno essere sottoposti a controlli periodici, effettuati dall'Arpas, su richiesta degli uffici tecnici comunali. Il comune potrà esercitare la funzione di controllo e vigilanza avvalendosi anche di una rete di monitoraggio, gestita direttamente, o attraverso privati muniti di certificazione. La scelta dei siti da monitorare avverrà con il parere del gruppo di valutazione – ha aggiunto  Cristina Denti -, mentre in tema di tutela della salute sono state previste delle sanzioni amministrative nel caso che i limiti stabiliti dalla normativa vigente siano stati superati. L'articolo stabilisce che l'amministrazione comunale debba predisporre un piano di localizzazione, ed elenca i criteri che dovrebbero essere seguiti nella redazione del piano”.  Il regolamento stabilisce il divieto di installazione degli impianti su aree sensibil, come gli asili nido, le scuole, le case di cura e quelle di riposo per anziani, i centri di accoglienza, e le aree soggette a vincolo paesaggistico. Per gli impianti esistenti, non ricadenti nel piano di localizzazione, è previsto che il gestore li  rilocalizzi entro 180 giorni. Altre novità introdotte dal regolamento, l'istituzione del catasto degli impianti e il gruppo di valutazione che, come detto, ha una composizione mista, tecnico-politica-partecipativa. Nel corso del dibattito sono intervenuti Marino Marchi (Pd), che ha parlato di un regolamento equilibrato; Francesco Federico (Pd), che ha manifestato dubbi su alcuni articoli di un regolamento “…che comunque è un passo avanti rispetto al regolamento precedente”; Angelo Angioi e Giuseppe Puddu (Pdl) che hanno espresso soddisfazione per l’importante ruolo assegnato al nucleo di valutazione; Vincenza Mattu (Città Nuova), che ha chiesto che al tecnico che farà parte del gruppo di valutazione sia assegnato il diritto di voto; Antonio Scanu, che ha condiviso il regolamento proponendo però alcune modifiche; Efisio Sanna (Pd) e Umberto Capoccia (Forza Italia verso il Pdl). Il sindaco, Angela Nonnis, è intervenuta esprimendo soddisfazione per il regolamento e per l’introduzione del gruppo di valutazione “…che consentirà di rispettare il principio di condivisione delle scelte attraverso il coinvolgimento di tutte le figure che possono intervenire su una materia tanto delicata”. Questo l’argomento più importante di cui si è occupato, ieri, il consiglio comunale di Oristano che, fra l’altro, ha discusso di una interpellenza urgente, presentata da Mauro Solinas (Fortza Paris), sulla situazione dell'azienda e dei lavoratori Oristanesi operanti in localita “Palloni”, nell'ex Cras, e che ha eletto i nuovi componenti le commissioni consiliari. I neo consiglieri, Maura Fiori e Mauro Grussu, sono stati eletti, rispettivamente, nella commissione Lavori pubblici e nella commissione Bilancio. La commissione Lavori pubblici, servizi tecnologici, cimiteri è dunque composta da Maura Fiori, Mariano Carta, Mauro Licandro, Salvatore Nonnis e Antonio Scanu, mentre La commissione Bilancio, finanze, affari generali, programmazione, patrimonio e tributi è composta da Giampaolo Atzori, Efisio Sanna, Mauro Grussu, Antonio Franceschi e Fabio Porcu.  Insomma, ieri si è riparlato di cose concrete, dopo la tediosa discussione sulla crisi della seduta precedente. Rileggendo la bozza del verbale della seduta l’ho trovata, infatti, di una noia mortale. Una sorta di ripetitiva esercitazione di “tiro al piccione”, da parte della minoranza, che non ha fatto alcuno sforzo mentale per andare oltre ciò che il canovaccio in questi casi  richiede. Le giunte di Abe sono obiettivamente indifendibili,  anche se in una cosa la coalizione di centro destra è stata insuperabile: il logorarsi e l'annientarsi con le proprie mani, senza intervento alcuno dall’esterno. Eppure nella penultima seduta la minoranza ha alzato la cresta, ha affondato il coltello nella piaga, e negli elevati discorsi dei rappresentanti dell’opposizione si sono sentite, finalmente, nei confronti delle giunte Nonnis 1-2-3, tante novità che hanno addirittura rasentato lo scoop. Nessuno, infatti, in precedenza, aveva mai sentito parlare di fallimento politico e amministrativo, di sindaco con o senza palle, di mancanza di progettualità, di improvvisazione, di non scelte, di assessori-soldatini silenti. In questo clima di "novità" e di squallore generale, si sono fatti coinvolgere persino politici non di primissimo pelo come Mauro Solinas, con la sua elegante disquisizione sugli attributi del sindaco;  Mimmo Serusi, con la sua rappresentazione spiritosa (?) della “Nonnis-accabbadora”; e Gianni Sanna, che ha dichiarato (senza riuscirvi) di voler uscire fuori dal coro, per poi cadere dalla cattedra sulla quale spesso ama salire, e finire nell’ovvietà e nell’aria fritta, fino a toccare perle del tipo (in soldoni) “la maggioranza deve governare e la minoranza è qui per controllare”. Ma va? Fino ad ora che esistesse una minoranza degna di essere considerata tale, pungente, stimolante, propositiva, ci siamo resi conto soltanto in una occasione: quando è stato presentato il documento sul Puc dal binomio Pd-Sdi. Per il resto, in questi due anni, torpore assoluto, a dimostrazione che non solo la giunta Nonnis è stata inesistente. Di questo si è reso conto persino Gianni Sanna, che infatti ha tenuto a sottolineare, visto che non se ne era accorto nessuno, che “…noi ci siamo, pronti qui a fare la nostra parte, senza dimenticarci che siamo opposizione, che faremo il controllo, ma desiderosi con le nostre proposte di vedere se in città si può creare un'alternativa, tra due o tre anni, perché questa città sia governata diversamente da come è governata oggi, e per la quale noi, come forza politica, insieme a chi ci sta, ci candidiamo. E' arrivato il momento per chi sta in maggioranza e per chi sta in minoranza di uscire allo scoperto, guardando il presente ma guardando soprattutto al futuro”. Scoop! Che lungimiranza politica, che discorso elevato! Prendiamo atto che in comune esiste un’opposizione e strabuzziamo gli occhi di fronte a questa grande proposta politica, come se le aperture del Pd all’Udc fossero delle novità, e come se nessuno sapesse che Fortza Paris ed Onida stiano giocando tuttora su più fronti per farla pagare al Pdl. A fare da sponda a Sanna due “marpioni” come Giuliano Uras dell’Udc (che prima dovrebbe, però, passare sul cadavere di Oppi) e che, comunque, al di là delle frasi di circostanza, non muore certo dalla voglia di andare a sinistra, e Fabio Porcu che ha da sempre affermato che Fortza Paris rappresenta in comune la “minoranza della maggioranza”. Senza contare che nell’Udc non tutti la pensano come Giuliano Uras, e che in Fortza Paris sono tanti coloro che la pensano non come Porcu ma come Mauro Solinas, e cioè che il partito trova la sua collocazione naturale nell’area di centro-destra e che difficilmente andrà a fare apparentamenti con la sinistra, in particolare dopo la triste esperienza delle ultime comunali. Capiamo benissimo che in politica non esistono verità assiomatiche  e che dichiarazioni, propositi e certezze durano quanto un battito di ciglia, ma è indubbio che in futuro anche in città bisognerà fare i conti con il “Nuovo centro”, o “Area di centro” che dir si voglia (fortemente richiesta da Chiesa e cattolici), di cui tanto si vocifera e per la cui attuazione, come da tempo vi abbiamo riferito, sono già iniziate le grandi manovre. Area centrista che non prevede alcuna alleanza con il Pd, partito che  nelle altre forze politiche non suscita nessun appeal, forse perchè in città, e non solo, è talmente inconsistente che nessuno riesce più a rilevarne la presenza. Crediamo che ad Oristano ci sia solo  un modo per battere il centro-destra: una grande alleanza tra tutte le formazioni territoriali che non si riconoscono nel Pd. Delle liste civiche trasversali, composte da persone “nuove”, che abbiano a cuore non il piccolo orticello e il successo personale (come nella stragrande maggioranza dei casi avviene adesso) ma effettivamente, e non solo a parole, il bene della città. La classica scoperta dell’acqua calda, a cui occorre pensare seriamente per il futuro, e non ad alleanze stantie, con gli stessi uomini che finora, tradendo il mandato degli elettori, hanno brillato soltanto per la loro assenza. Di questo, soprattutto, la città è stufa, e di questo dovrebbero ricordarsi gli elettori alle prossime consultazioni elettorali. Non sarà una esercitazione difficile. L'attività dei politci nostrani è così frenetica, il loro contatto con la comunità è così costante, che pochi cittadini, almeno che  non abitino nello stesso condominio, conoscono chi siano i nostri consiglieri comunali. Ma la nostra, forse, è soltanto un’esagerata provocazione.

Due piccole spigolature ai margini dell'attività dell'ente comunale. La prima: ieri si è rivisto in consiglio il neo assessore all'Ambiente, il cagliaritano Roberto Contini della Dc, che sta imitando, per l'assiduità con cui interpreta il suo ruolo  istituzionale, l'ex assessore Franceschi. Praticamente non c'è mai. Le lamentele per le sue assenze (Contini si è visto finora nei palazzi di piazza Eleonora tre o quattro volte al massimo) sono state registrate da più parti, tant'è che non appare difficile ipotizzare, entro breve tempo, una tirata d'orecchi (per usare un eufemismo) da parte del sindaco. Ma davvero c'era bisogno di uno "straniero" per ridare decoro alla città? La seconda è una curiosità: tra i baristi che hanno protestato disseminando la spazzatura in piazza Roma c'erano anche i gestori di un bar di via Parpaglia, di proprietà dei fratelli Putzu. Fin qui niente di anormale, se non fosse che, ironia della sorte, uno dei proprietari è Alessio Putzu, attuale assessore al Commercio. Dopo le lotte fratricide all'interno della coalizione di centro-destra al comune, seguiranno lotte in famiglia? E con chi si schiererà Alessio Putzu?

 Altre notizie:

E' disponibile il documento di indirizzo generale con le linee guida dell’adeguamento al Ppr ed al Pai del Piano Urbanistico Comunale di Oristano. “Si tratta del documento elaborato dagli architetti Bernardo Secchi e Paola Viganò, ai quali il comune ha affidato il compito di dare una valutazione sulla città, sul territorio e sulle potenzialità urbanistiche sulla base dell’adeguamento del PUC di Oristano – ha spiegato l’assessore all’Urbanistica, Salvatore Ledda -. Il documento è la sintesi del lavoro dei due professionisti, del dibattito avviato con la città e del confronto avviato dal consiglio comunale”. Tutti coloro che intendono intervenire e dare un contributo possono contattare l’assessore Ledda all’indirizzo di posta elettronica: salvatoreledda@tiscali.it 

Riprende l’attività del Plus ambito del Distretto di Oristano. Dalla settimana prossima fino all’inizio di Ottobre, nella sala consiliare del Comune di Oristano, si terranno 5 riunioni dei tavoli tematici sulla povertà, l’inclusione sociale, la multiutenza e la disabilità. “La partecipazione ai tavoli tematici è libera e tutti i portatori di interesse (cittadini, enti, associazioni) sono invitati a partecipare – ha spiegato l’assessore alle Politiche sociali, Mariano Deiana -. È un momento importante per la programmazione e per arricchire di contenuti il Plus. I tavoli tematici sono, infatti, l’occasione per un confronto con tutti gli attori presenti sul territorio, per una conoscenza dei bisogni e una verifica delle opportunità per il reperimento delle risorse, ma soprattutto per una compartecipazione sulle scelte operative”. Questo il calendario delle riunioni dei tavoli tematici: 1) 9 settembre, alle 9, “Povertà, inclusione sociale, multiutenza: problematiche inerenti l’attivazione del Servizio per le emergenze sociali”; 2) 16 settembre, ore 9, “Povertà, inclusione sociale, multiutenza: problematiche inerenti l’attivazione del Progetto “Ne di freddo ne di fame”; 3) 23 e 30 settembre, e 6 ottobre, sempre alle 9, “Disabilità: nei primi due appuntamenti problematiche per l’attivazione del servizio di mobilità sociale e nel terzo appuntamento l’attivazione dei Punti Unici di Accesso”.

La grande pallavolo femminile sarà protagonista, a ine mese, a Oristano e Cabras, per il “Primo Torneo nazionale penisola del Sinis”. La nazionale juniores “progetto A2”, la Spes Volley Zoppas Conegliano di A1, e le più forti squadre sarde di serie B1 e B2, la Janas Quartu, l’Alfieri Cagliari, la Deledda Quartu e l’Hermaea Olbia, per tre giorni saranno protagoniste nella palestra Tharros di Oristano e nella palestra comunale di Cabras. L’iniziativa è della Gymland Volley, della Fipav e del Coni di Oristano, in collaborazione con gli Assessorati allo sport dei comuni di Cabras e Oristano e della Provincia di Oristano, con il Gal Terre Shardana e l’Area marina protetta Sinis Isola di Mal di Ventre. L’importante appuntamento sportivo è fissato per l’ultima settimana di settembre e arriva a pochi giorni dal tour della nazionale maggiore, che in questi giorni è protagonista nell’isola in una serie di incontri con la Serbia. La nazionale juniores femminile italiana, allenata da Massimo Barbolini e Marco Mencarelli, nelle ultime stagioni ha conquistato molti risultati di grande prestigio, soprattutto a livello continentale. Quest'anno, novità assoluta, la selezione azzurra parteciperà come Club Italia al campionato di serie A2 che inizierà a Ottobre. A livello continentale la nazionale juniores femminile azzurra, dal 1996 ad oggi, ha vinto ben cinque titoli: nel 1996 ad Ankara davanti alla Russia; nel 1998 a Vilvoorde, in Belgio, ancora davanti al sestetto russo; nel 2004 a Presov (Svk) davanti alla Serbia; nel 2006, in Francia, sconfiggendo nel match decisivo la Croazia, ed infine nel 2008, a Foligno, travolgendo per 3-0 la Russia. Nell’albo d’oro della formazione azzurra anche quattro medaglie d’argento (1984, 1988, 1994, 2000) ed una di bronzo (1992). Per quanto riguarda la Spes Conegliano, negli ultimi anni è diventata una delle più importanti società di pallavolo femminile, coltivando ambiziosi programmi che dovrebbero concretizzarsi nella stagione 2010-2011. La formazione veneta ha ottenuto sei promozioni consecutive, passando dal campionato di III divisione provinciale al campionato di serie B2 nazionale. Nel 2005 è arrivata nella A2 nazionale. Il grande salto nella massima serie è diventata realtà con la vittoria nel campionato di A2 nel 2008.

“Abbiamo il dovere di testimoniare il diverso modo di esistere e di stare al mondo: tutti sono diversamente abili e il teatro, in questi tre giorni di festival, lo ha dimostrato”. E' con queste parole che il direttore generale della Asl n°5 di Oristano, Bruno Palmas, ha chiuso il convegno “Viaggi della mente: la folle creatività”, tenutosi ieri, venerdì 4 settembre, al Teatro del Cottolengo di Bosa, all'interno del Festival dei Migrantes, la tre giorni di spettacoli teatrali e musicali dedicata al disagio psichico e fisico che ha scelto la cittadina del Temo come cornice dell'evento. Un'esperienza, quella del Festival dei Migrantes, che, lanciata dalla Asl n°5 e dall'associazione Ippogrifo per il primo anno, ha coinvolto anche Regione ed enti locali, rimasti piacevolmente sorpresi da quello che è stato definito “un piccolo miracolo”. “Siamo felici di aver ospitato la prima edizione di questo festival”, ha dichiarato il sindaco di Bosa, Pierfranco Casula, al termine dello spettacolo “Sorella vigilante”, il laboratorio teatrale della Asl n°4 di Lanusei che ha aperto la kermesse. Gli hanno fatto eco, il vicesindaco, Silvio Tanda, il presidente dell'Unione dei Comuni della Planargia, Alessandro Carta, il sindaco di Tresnuraghes, membro della commissione provinciale Sanità, Antonio Cinellu, e il direttore del distretto sanitario di Ghilarza-Bosa, che hanno rimarcato la volontà di sostenere e radicare il progetto nel territorio anche per le successive edizioni.  La recitazione come strumento di inclusione e di emancipazione: questo il tema dell'incontro, moderato dallo psichiatra Gianfranco Pitzalis e dal direttore artistico del Festival, Alessandro Mascia. “Il teatro – ha osservato Giuseppe Errico, psicoterapeuta di Napoli impegnato nel progetto “Teatri contro l'esclusione” - è capace di restituire parole a chi non ha parole e diritti a chi non ne ha”. Dello stesso tenore l'intervento di Enrico Masseroli, teatrante di Bergamo, “…il teatro ci ha permesso di abbattere la divisione fra abili e non abili”, e quello di Alessandro Arrabito, attore e regista che da anni porta avanti, a Nuoro, l'esperienza del teatro con persone affette da problemi psichici, “…il termine disabili non ha senso; siamo tutti diversamente abili, tutti abbiamo differenti abilità che possono essere sviluppate e valorizzate, e questo vale tanto più nel teatro, dove gli attori cosiddetti disabili sono più liberi, più creativi e spontanei di quelli che chiamiamo normodotati”. Sul palco del Cottolengo sono saliti poi gli attori dei laboratori teatrali di Bosa e Oristano, laboratori avviati a gennaio dalla Asl n°5 di cui fanno parte ospiti e operatori dei Centri di Salute Mentale, che hanno recitato regalato al pubblico suggestivi attimi di poesia e di riflessione. Grande successo anche per gli spettacoli “Sorella vigilante”, della compagnia “Cada Die Teatro”, e “da Pinocchio a Itaca”, di Alessandro Arrabito. Questa sera, sul Festival dei Migrantes calerà il sipario, alle 21, con lo spettacolo “L'incredibile storia del re Bedahulu”, con Enrico Masseroli, sempre al Teatro Comunale di Bosa.

Stefano Mereu, il quarantenne di Bauladu ricercato dalla fine di agosto con l'accusa di aver partecipato, assieme a un complice già arrestato, alla rapina alla stazione di servizio Esso di Solarussa del 24 agosto scorso, si è costituito alla Squadra mobile della Questura di Oristano. Mereu, nei cui confronti era stata emessa dal Gip del Tribunale di Oristano un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, è un vicino di casa di Ivano Pisano, 31 anni, militare in forza al 152esimo reggimento della Brigata Sassari, al momento non in servizio, arrestato a Bauladu il giorno successivo alla rapina a mano armata. Stefano Mereu è stato condotto nel carcere di Oristano, a disposizione del magistrato. Secondo l'accusa, il giovane, assieme al compaesano, ha rapinato novecento euro alla benzinaia della stazione di servizio. La Squadra mobile era risalita  agli autori della rapina grazie all'auto, una Fiat Panda, su cui i due uomini erano fuggiti. L’auto era risultata di  proprietà del Mereu, che si era reso irreperibile. Nell'appartamento di Pisano la polizia ha poi recuperato il marsupio della benzinaia con la metà del bottino, oltre alle due pistole usate per la rapina, risultate due scacciacani.

Quattro giovani, al termine di una lunga serata, stavano rientrando a casa, quando l’auto sulla quale viaggiavano è uscita di strada, per cause ancora da accertare. L’incidente stradale è accaduto lungo la strada per San Giovanni di Sinis. I quattro giovani viaggiavano a bordo di una Yaris, che è uscita fuori strada, ribaltandosi più volte. Ad avere la peggio è stato il conducente, un ragazzo di 23 anni di Simaxis, che ha riportato trauma cranico, contusione polmonare e fratture alle vertebre: le sue condizioni sono piuttosto gravi. Gli altri giovani presentano, invece, ferite meno preoccupanti. I quattro, che  sono stati soccorsi dal 118 e dalla Polstrada, si trovano ora ricoverati all'ospedale  San Martino di Oristano.

 
Di pig (del 07/09/2009 @ 19:00:26, in politica, linkato 804 volte)
L’affondo contro “comunisti e cattocomunisti” lanciato da Silvio Berlusconi provoca reazioni polemiche. Così come l'aver definito "una barzelletta" l'allarme per gli attacchi alla libertà di stampa nel nostro Paese. "C'è poco da ridere in Italia - replica la Federazione nazionale della stampa, che ha organizzato una manifestazione per il 19 settembre - dove si allunga a dismisura la lista dei giornali e dei soggetti sociali colpiti da questo assetto chiuso del sistema dell'informazione". Subito una replica del presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri: "Libertà di informare non può essere libertà di menzogna e di calunnia".  E dopo il caso Boffo torna a farsi sentire la stampa cattolica. "Criticare sui giornali gli atti di un governo è e resta un carattere irrinunciabile della democrazia" è quanto si legge in un editoriale di "Famiglia Cristiana" di questa settimana, che torna, ancora una volta, sul caso del direttore dell'Avvenire, definito "un brutale attacco alla libertà di critica". Chi non nasconde il fastidio dopo le parole di Berlusconi contro "i comunisti" è il segretario di Rifondazione, Paolo Ferrero: "Prima di parlarne a vanvera, Berlusconi dovrebbe sciacquarsi la bocca". Dura la reazione del segretario del Pd, Dario Franceschini che al cattocomunismo invocato da Berlusconi risponde che "Lui pensa che sia un'offesa, perchè non sa o finge di non sapere che i comunisti italiani si sono battuti assieme a persone di altre culture politiche, tra cui la mia, per riconquistare la libertà nel nostro Paese, per sconfiggere il fascismo che lui, invece, ricorda così da vicino con questi attacchi alla libertà di stampa". Gli risponde il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti: "Grida d'allarme irreali e infondate".  Lapidario Pino Sgobio del Pdci: "Da Berlusconi-Pinocchio arriva un vero distillato di prepotenza, ipocrisia e falsità. Berlusconi la smetta di prendere in giro gli italiani". Ma anche l'Idv fa sentire la sua voce. "La sola idea di un'informazione controllata da comunisti e cattocomunisti al novanta per cento è evidentemente ridicola e neanche Berlusconi ci crede". Quelle stesse parole, però, da domani "saranno verità per milioni di italiani perché saranno ripetute e amplificate da tutti i media controllati da Berlusconi. Non si tratta di parole prive di senso, ma di una vera e pericolosa strategia". Interviene anche il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini: intervistato da Famiglia Cristiana, dichiara: "Qui un giorno si attacca l'Unione europea, il giorno dopo si portano in tribunale i giornali, il terzo magari ci deliziamo con Putin e con Gheddafi. Un delirio di uno contro tutti che finisce per essere autolesionistico per l'Italia e per lo stesso presidente del Consiglio. Mi chiedo che tipo di epilogo politico rischia di avere questa legislatura". (www.repubblica.it)

È tornata questa cosa del comunismo. Anzi, è tornato il riferimento al comunismo, e persino al cattocomunismo. Berlusconi ha dichiarato che la storia della libertà di stampa è una favoletta dei comunisti e dei cattocomunisti. Che in realtà non esiste, etc. etc. etc. Lo sappiamo come funziona. Ma sono affascinato da questa vicenda del comunismo, e poi del suo ibrido forse ancora più stupefacente, quel cattocomunismo, che conterrebbe secondo molti un ossimoro politico e dunque un tradimento, una sorta di figlio politico della vergogna.  Berlusconi, e non è la prima volta che lo scrivo, è invece un figlio degli anni Cinquanta, della cortina di ferro, delle purghe staliniane. Uno che non è mai riuscito a togliersi di dosso una convinzione: il comunismo esiste ancora, al di là di Cuba e della Cina. Ed è un pericolo, ancora, per le democrazie occidentali. E Berlusconi non riesce a convincersi di una realtà assai palese: i comunisti non esistono più da nessuna parte. A parte qualche rara e ridicola accezione. Ma lui, Berlusconi, quando dice questo, non fa propaganda ma esprime la pancia del paese, del nostro paese. Perché anche questo va detto. Tutti parliamo della “pancia dell’America” ogni volta che arrivano le elezioni presidenziali. Ovvero: l’America che conosciamo noi non è quella vera. Quella vera è assai peggio, è più arcaica, ha votato per ben due volte Bush figlio, e secondo i media italiani non avrebbe mai votato Obama, che piaceva solo a noi europei. Non è stato così, ma la pancia dell’America, è argomento periodico. Ma la pancia dell’Italia? C’è? C’è, e Berlusconi la conosce bene. I giornali quasi per nulla, che continuano a stupirsi del fatto che la maggioranza degli italiani voti Berlusconi. La pancia dell’Italia è fatta di gente che continua a dire, come il nostro premier, “i comunisti”. Gente colta, con lavori importanti, non avanzi della guerra d’Etiopia. La pancia di questo paese è fatta da gente che non ritiene la democrazia un valore, e se è per questo neppure la libertà di stampa, purtroppo. La pancia di questo paese per buona parte dice ancora: “quando c’era lui”. La pancia di questo paese ha guardato alle sinistre sempre con odio, rabbia, sospetto e diffidenza. La pancia di questo paese è il 65 per cento dell’elettorato. Questa è la tragica verità. Tutti conoscono la risposta che diede Leonardo Sciascia alla giornalista Marcelle Padovani, nel libro intervista La Sicilia come metafora, una risposta del 1979: «E le dirò questa — per me terribile — verità: ancora oggi credo che una buona parte di italiani (di destra, di sinistra, di centro) vivrebbe nel fascismo come dentro la propria pelle. Magari dentro un fascismo meno coreografico, con meno riti, con meno parole: ma fascismo. Un regime che non dia la preoccupazione di pensare, di valutare, di scegliere...». Sono passati trent’anni, e forse nessuno oggi vivrebbe più nel fascismo, è un autoritarismo vecchio e superato. Ma la pancia del paese dice ancora questo. Vuole una democrazia a bassa intensità, non ingombrante, che non chieda troppo a elettori e cittadini. Una democrazia a bassa intensità dove le decisioni le prende il capo. Che è la loro pancia, il loro immaginario, e il loro divertimento, persino. Che dire d’altro. (Roberto Cotroneo – l’Unità)

“Cosa c'è dietro l’accordo di programma che consente alla Colony di ampliare i suoi alberghi di Porto Cervo?” La domanda è di quelle che accende la curiosità e l’aspettativa di qualcosa che finalmente potrebbe essere svelato. Potrebbe. Se non fosse che essa promana da un quotidiano che ha l’abitudine, invece di togliere il velo, di rimetterlo sulle cose a propria forma e bramosia. Per L’Unione Sarda insomma è, al solito, non uno svelare, ma un ri-velare. Una questione non di filosofia ma di molti spiccioli. La consuetudine di questo giornale è costruire un postulato a priori perché poi si avveri. E tutti i giorni assistiamo a tale increscioso comportamento, finalizzato all’incontenibile bulimia che ha nome “cemento e mattoncino” ed è condizionato dal portafoglio – meglio se immobiliare – del suo proprietario. Ma torniamo al pezzo a firma del fedelissimo Enrico Pilia, apparso domenica 6 settembre in apertura della cronaca regionale, intitolato “L’accordo con Barrack: fretta sospetta”.  L'accordo è quello che amplia del 25 per cento la volumetria dei quattro hotel di Porto Cervo della Starwood e rispetto al quale il comune di Arzachena ha espresso qualcosa di più di una titubanza. Lo sconcerto sta nel fatto che nel pezzo si attribuisce alla Giunta Soru la firma dell’accordo di programma che consentirebbe tale ampliamento. Una falsità davanti alla quale Renato Soru ha precisato – ma qualcuno tra quelli che ancora sfogliano L’Unione Sarda ne ha visto traccia? – che la sua giunta era d’accordo esclusivamente con il miglioramento dei servizi, senza creare alcun posto letto (né camere, né suite) e senza derogare dal PPR; aveva chiesto inoltre la cessione di terreni non edificati per la realizzazione di un parco pubblico. “Ciò a cui assistiamo è la pervicace volontà di procedere ad un’indiscriminata cementificazione anche contro la volontà delle stesse amministrazioni comunali”, ha commentato Renato Soru. “Sorge il dubbio che la diffusione a mezzo stampa di notizie palesemente false sia un abile cavallo di troia per modificare i termini di quella proposta precostituendo un caso da replicare”. Schopenhauer era certo molto esigente nella distinzione tra ciò che è e ciò che appare, e noi certo non abbiamo la pretesa di raggiungere simili vette. Ci basterebbe che il velo ingannatore che avvolge - quotidianamente, e beandosi di indipendenza - gli occhi dei mortali, rassomigliasse un tantino di meno al riflesso del sole dorato sul cemento e avesse un minimo di pudore nel gestire quella che, allo stato attuale, non merita il nome di informazione. (www.sardegnademocratica.it)

Il 23 settembre le associazioni dei consumatori scenderanno in piazza per rivendicare "in tutti i dialetti italiani" la detassazione del reddito fisso e l’abbattimento dei prezzi di almeno il 20%. Gli appuntamenti sono a Roma prima in piazza Montecitorio (dalle 10:30 alle 11:30) e poi in piazza Belli davanti alla sede di Confcommercio (dalle 11:30 alle 12:30), e in tutte le principali piazze delle altre citta' italiane dove Adoc, Adusbef, Codacons, Federconsumatori, realizzeranno una manifestazione contro il caro-vita con cui le famiglie devono fare i conti. "La pesante crisi in atto - si legge in una nota congiunta - determinando un forte aumento di licenziamenti e cassa integrazione, ha già messo a dura prova i bilanci familiari, a ciò si aggiungono i rincari dei prodotti alimentari, in particolar modo di pane e pasta (particolarmente gravi alla luce della forte diminuzione del grano, che è diminuito del 36% rispetto allo scorso anno), e i ricarichi che avvengono nel passaggio dal campo alla tavola, pari addirittura al 347% nel caso dei pomodori.  Ad essere maggiormente soggetti a queste logiche speculative - continuano le associazioni - sono i prodotti alla base dell'alimentazione quotidiana, i cui aumenti incidono fortemente sulla spesa delle famiglie, specialmente di quelle meno abbienti. Non dimentichiamo, inoltre, che le famiglie si trascinano dietro dal 2008 pesanti ricadute, pari a 564 euro, dovute alla maggiore spesa per i prodotti alimentari".  Di fronte a questa situazione Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori rivendicano un'azione decisa "…da parte delle Istituzioni, a favore della domanda di mercato e presentando al governo delle richieste precise: un processo di detassazione per almeno 1200 euro annui, per le famiglie a reddito fisso, lavoratori e pensionati; interventi funzionali per un abbattimento dei prezzi di almeno il 20%". "Non solo i prezzi record per i prodotti alimentari - conclude la nota - ma anche l'abbandono della linea delle liberalizzazioni da parte del governo, una Class Action privata delle sue piene potenzialità di intervento, le banche poco attente verso la clientela e coinvolte in massa nello scandalo Lehman Brothers, i treni sporchi e perennemente in ritardo, un settore aereo travolto dai disservizi, gli aumenti delle polizza rc auto del 155% negli ultimi 15 anni, i servizi sms più cari d'Europa, hanno spinto le Associazioni dei Consumatori a scendere in campo, richiedendo manovre per arginare l'attuale stato di crisi. Invitiamo pertanto i consumatori, durante tale giornata, a limitare i consumi di beni e servizi allo stretto indispensabile, dal prelievo in banca, agli sms, alla spesa" .

Una interpellanza urgente sulla manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici scolastici è stata presentata da Mauro Solinas, consigliere comunale di Fortza Paris. Questo il testo:
Premesso che il Comune di Oristano è proprietario di una serie di stabili comunali destinati a scuole d’infanzia e dell’obbligo ed in particolare: 3 Asili nido, 4 Scuole d’infanzia, 7 Scuole elementari, 5 Scuole medie. Considerato che, in questi anni, sono stati eseguiti tutta una serie di lavori, tendenti a creare una situazione di maggior sicurezza nelle scuole con l’esecuzione di opere importanti, come la messa a norma degli impianti o l’eliminazione di infiltrazioni nei solai in piano. In particolare si è teso soprattutto a curare la messa a norma degli stabili negli spazi interni, dedicando quindi meno attenzione agli esterni. Affermato che già nel mese di Dicembre 2008 è stata presentata una mozione analoga, e per la quale ancora oggi la Giunta Comunale  non ha ottemperato alle promesse fatte di riferire al Consiglio Comunale sullo stato di sicurezza nelle nostre scuole, riferito in particolare alle certificazioni di conformità che ogni Istituto deve avere nei propri archivi. Considerato che il periodo di chiusura delle lezioni scolastiche è sicuramente il migliore per effettuare i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria degli stabili. Interpella il Sindaco e la Giunta per conoscere quali scuole sono state interessate dai normali lavori di manutenzione che abitualmente vengono eseguiti durante il periodo di chiusura delle scuole per le vacanze estive  e quali interventi straordinari sono stati programmati ed eseguiti e quali saranno, ancora, eseguiti nei prossimi mesi. Per richiedere nuovamente qual è lo stato di sicurezza degli stabili adibiti a scuole e asili con particolare riferimento ai collaudi statici delle strutture in cemento armato.

L'indipendentista Doddore Meloni, del Partidu indipendentista sardu, ha scritto una lettera aperta al presidente della Regione, Ugo Cappellacci, per contestare il bando da 500.000 euro sulla conservazione della gallina prataiola nelle steppe della Sardegna. "Signor governatore - ha scritto Meloni, noto per la contestata occupazione dell'isola di Mal di Ventre - le sembra normale che nello stesso momento in cui in Sardegna ci sono migliaia di padri e madri di famiglia, che vengono licenziati e che non sanno come dare da mangiare ai propri figli, si creino carrozzoni per foraggiare i soliti noti? Vedremo chi saranno i vincitori del concorso. Le sembra normale che nello stendere il bando si usino termini tipo "le steppe della Sardegna"? Le chiedo – ha aggiunto Meloni - se lei è veramente convinto che tutte le figure professionali elencate nell'articolo 1 del bando siano necessarie per l'acquisto e l'immissione nelle nostre pianure della gallina prataiola".

 

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