Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di greg (del 05/06/2009 @ 13:30:18, in politica, linkato 726 volte)

Dopo tanto discutere, ecco le foto. Quegli scatti realizzati da Antonello Zappadu a Villa Certosa, nel maggio 2008, quando tra gli altri era ospite del premier l'ex primo ministro ceco, Mirek Topolanek, finiscono sul web. E in particolare sul sito del quotidiano spagnolo “El Pais”, che pubblica cinque scatti, in cui si vedono belle ragazze in abiti più o meno succinti, il presidente del Consiglio e altri ospiti non identificati. Tutte le facce sono oscurate, tranne quella del Cavaliere. Le immagini sono state sequestrate dopo che Berlusconi ha denunciato Zappadu per violazione della privacy e tentativio di truffa. “Le foto censurate da Berlusconi”, è il titolo dell’articolo, corredato dall'editoriale “Berlusconi messo a nudo”. “Le immagini - spiega l’editoriale - non svelano la privacy del primo ministro ma la sua deriva autoritaria. Se fino ad ora le sue uscite erano state prese come uno scherzo, oggi esistono nuovi e gravi motivi per avvertire che ciò che il premier sta mettendo a rischio è il futuro dell’Italia come Stato di diritto”, prosegue l’editoriale, sottolineando come “…un’Italia che scivoli lungo la china verso la quale la sta trascinando Berlusconi non è un motivo di preoccupazione solo per gli italiani, ma per tutti gli europei”. Le fotografie ritraggono gli ambienti della residenza sarda del premier, indagato per l’uso di voli di Stato a scopo privato, in particolare per il trasferimento dei suoi invitati alle feste a Villa Certosa. Il quotidiano riporta le dichiarazioni del fotografo secondo il quale ogni weekend voli di Stato sotto la guida della Aeronautica Italiana sono arrivati in Sardegna con artisti, veline e altri amici di Berlusconi. “Nell’agosto 2008 – scrive El Pais - il premier italiano ha cambiato la legge per consentire ai suoi invitati privati di utilizzare i voli di Stato. Le fotografie dimostrano che quattro mesi prima di questo modifica normativa, Berlusconi aveva già viaggiato con il suo amico Mario Apicella e una ballerina di flamenco”. “Non ho nessuna paura, si tratta di foto innocenti, non c'è nessuno scandalo ma questa è una violazione del privato ed una aggressione scandalosa”. Silvio Berlusconi parla così  degli scatti di Villa Certosa pubblicati da El Pais. “Le foto - spiega il premier ai microfoni di “Radio anch’io” - ritraggono delle persone che fanno un bagno in una Jacuzzi all'interno di una casa privata destinata agli ospiti”. Alla prima domanda dell'intervistatore sugli ospiti svestiti, il premier ribatte: “Ma lei quando fa la doccia, la fa in giacca e cravatta?”. Poi, l'intervistatore insiste e gli mostra le foto di El Pais . Dove si vede, tra gli altri, una donna in topless e perizoma e un uomo completamente nudo. Berlusconi precisa: “Stanno facendo il bagno in una Jacuzzi privata, in una casa”. Gli ospiti della sua villa in Sardegna, dice ancora il presidente del Consiglio, “si comportano come vogliono”. Sono stati, accusa, aggrediti e fotografati: “È scandaloso che si possa permettere di fare foto da lontano con il teleobiettivo ed entrare nell'intimità persone”.  Quindi, ribadisce il premier, nessun timore che l'elettorato cattolico possa voltare le spalle al Pdl, dopo la pubblicazione degli scatti: “Se c'è un governo che ha garantito a cattolici, Chiesa e Vaticano di essere sullo stesso tema della difesa della persona e della vita, questo è il nostro governo. I nostri - conclude - sono stati definiti da un alto esponente vaticano i migliori rapporti possibili tra tutti i precedenti governi della Repubblica”. “Stiamo già provvedendo a depositare in Spagna una denuncia nei confronti de El Pais",  ha annunciato poi al quotidiano online "Affaritaliani.it" Niccolò Ghedini, deputato del Pdl e avvocato del presidente del Consiglio. “Sono fotografie - spiega il legale - che provengono da reato, visto che sono state sequestrate qui in Italia, proprio perché si ritiene che siano frutto di un comportamento anti-giuridico e quindi di un illecito penale; perciò è evidente che non possono essere acquistate da nessuna parte del mondo”. Non solo. Ghedini annuncia anche “…un’azione in sede civile per chiunque ri-pubblichi in Italia le fotografie acquistate apparse su El Pais”. A “Radio anch’io” Berlusconi torna anche sul caso Noemi: “Io ho risposto ad una sola domanda, e cioè se ci sia stato un rapporto più che piccante con Noemi. Assolutamente no, e sbagliando, perché non dovevo farlo, ho giurato sulla testa dei miei figli. Se qualcuno dimostrasse che il premier è uno spergiuro, il premier un minuto dopo si deve dimettere e andarsi a nascondere”,  ha detto il presidente del Consiglio. “Non ci sono versioni contraddittorie, sono state invenzioni della stampa, non ho dato nessuna risposta ritenendo mio diritto non rispondere a cose che riguardano fatti miei personali - prosegue il premier -. Faccio un esempio - aggiunge -: che Letizia (il padre di Noemi, ndr) era l’autista di Craxi l’hanno inventato di sana pianta”. Al conduttore che gli fa notare che le agenzie hanno battuto la notizia e che cita un lancio Ansa datato 29 aprile (da Varsavia, dove il premier era presente per il congresso del Ppe, ndr), Berlusconi replica: “C’è un’Ansa fasulla, non ho mai detto questo ed è stato fatto un comunicato ufficiale di Palazzo Chigi il giorno dopo per smentirla”. “È venuta poi fuori la verità: è stato un senatore, Cantoni, caduto in un equivoco, e l’ha detto ai giornalisti. Ma smettiamola con la storia delle mezze verità o delle imprecisioni, io non ho detto nulla”, conclude Berlusconi.  Tornando poi sulla questione dei voli di Stato e sull'inchiesta della procura di Roma che lo vede indagato, il premier ha ribadito che la vicenda “…dimostra la piccineria, la meschinità e l'invidia personale della sinistra. Di voli di Stato ne abbiamo fatti più del governo precedente perché ci siamo trovati in mezzo ad una crisi e siamo dovuti andare in giro per il mondo”,  afferma il premier. Che a proposito invece della proposta di legge per la riduzione del numero dei parlamentari approfitta dell'intervista a “Radio anch’io” per spiegare che il Pdl “…votò una legge per la riduzione dei parlamentari facendo quello che prevede la Costituzione, e cioè due votazioni alla Camera e due votazioni al Senato. La sinistra indisse un referendum e bocciò il provvedimento”. (www.corriere.it)

 

Altre notizie:

 

La revisione del piano paesaggistico regionale avviata dalla giunta con le conferenze di copianificazione, l'applicazione del piano casa e i nuovi criteri per le concessioni di tratti di spiagge a hotel e villaggi turistici sulla costa, preoccupano il Wwf Sardegna, che chiede un incontro la presidente della Regione, Ugo Cappellacci, sollecitando "rigore e coerenza" nel rispetto del paesaggio. Il 26 giugno prossimo è in programma l'incontro fra associazioni di categoria e ambientaliste con la Regione proprio nell'ambito delle consultazioni con enti locali e soggetti interessati iniziate il mese scorso in vista delle annunciate modifiche al Ppr. "Lanciamo un appello perchè non ne snaturino il senso e l'efficacia e mantengano fermi i principi dettati dal Codice Urbani, cui il precedente esecutivo aveva fatto riferimento", hanno sottolineato, questa mattina, Luca Pinna, Gaetano Benedetto, codirettore generale del Wwf italia, e Lucia Ambrogi, responsabile delle relazioni territoriali, preoccupati anche dall'ipotesi di un incremento di cubatura a chi demolisce sulla costa per ricostruire in posizioni più distanti e arretrate rispetto al mare. Intanto, neppure il Ppr ha arginato gli abusi edilizi in Sardegna, secondo dati dell'Osservatorio del governo del territorio (che fa capo alla direzione generale dell'Urbanistica) riferiti al periodo settembre 2006-ottobre 2007 e forniti da appena il 48% dei comuni alla Regione: sono stati segnalati nel complesso 1.694 abusi, in particolare in provincia di Cagliari (503 casi), Gallura (302), Sassari (291) e Nuoro (192). La maggior parte delle denunce - ha spiegato Pinna - riguarda soprattutto l'assenza di qualunque concessione edilizia e il proliferare di lottizzazioni abusive. Il territorio interessato dagli abusi segnalati è pari al 60%. Sono 78 i comuni che ne presentano nella fascia costiera. Nel 33,1% gli abusi consistono in nuove costruzioni, nel 19,9% in ampliamenti, mentre le lottizzazioni abusive costituiscono il 3,2%.

 

Gran Bretagna e Olanda hanno aperto la tornata elettorale per il rinnovo del Parlamento europeo. Più di 375 milioni di cittadini sono chiamati alle urne in ognuno del 27 Stati membri. Oggi si vota in Irlanda e Repubblica Ceca (dove i seggi sono aperti anche domani) mentre sabato è il turno di Slovacchia, Lettonia, Malta e Cipro. In Italia si voterà sabato e domenica, mentre negli altri 18 Paesi solo domenica. I risultati di ciascun Paese saranno resi noti dopo le 22 di domenica 7 giugno. Il nuovo Parlamento avrà 736 deputati (il trattato di Nizza li ha ridotti rispetto ai 785 attuali), 72 dei quali saranno italiani. Se il trattato di Lisbona dovesse entrare in vigore entro la fine del 2009, il numero dei deputati salirebbe a 754. Mancano però ancora la ratifica dell'Irlanda e le firme dei presidenti Repubblica e Polonia. I seggi supplementari saranno assegnati in questo modo: 4 alla Spagna, 2 a Francia, Austria e Svezia, 1 a Italia, Gran Bretagna, Polonia, Olanda, Lettonia, Slovenia e Malta. La Germania, che perderebbe 3 deputati con il nuovo Trattato, sarà autorizzata a mantenere i suoi 99 seggi fino al voto del 2014. Il presidente dell'Europarlamento sarà eletto durante la sessione inaugurale, in programma dal 14 al 16 luglio.

 

Domani e domenica, in Sardegna,  gli elettori di dodici comuni sotto i 15.000 abitanti sono chiamati alle urne non solo per le elezioni europee ma anche per rinnovare i consigli comunali. I seggi si apriranno alle 15 e si chiuderanno alle 22, mentre domenica si potrà votare dalle 7 alle 22. Lo spoglio per il parlamento europeo comincerà  alla chiusura dei seggi, domenica notte, mentre per le amministrative inizierà alle 14 di lunedì  8 giugno. L'election day riguardeà' Pula e Villasimius, nel Cagliaritano, Calasetta nel Sulcis-Iglesiente e San Gavino nel Medio Campidano, Bosa, Genoni e Sorradile nell'Oristanese, Onanì  nel Nuorese, Illorai e Sorso nel Sassarese, Villagrande Strisaili in Ogliastra e Golfo Aranci in Gallura. In nessuno dei dodici centri dell'isola interessati alle amministrative si andrà al ballottaggio - previsto nel resto d'Italia il 21 e 22 giugno prossimi, in concomitanza con il referendum elettorale - in quanto nessun comune supera i 15.000 abitanti. Restano sotto l'amministrazione di un commissario due comuni dell'Oristanese, Bidonì e Seneghe, dove non sono state presentate liste.

 

 

 
Di pig (del 06/06/2009 @ 17:00:22, in politica, linkato 951 volte)

Che il mondo politico, anche a livello locale, sia in fibrillazione, è un dato di fatto. Al di là del risultato delle europee (che in Italia, visto quanto è accaduto di recente, sta assumendo i contorni di un referendum pro o contro Berlusconi), sono molti i “mal di pancia” in seno alla maggioranza sia in Regione che al comune di Oristano. Il fatto di non essere stati minimamente considerati, nonostante le tante promesse, dai due partiti egemoni del Pdl, Forza Italia ed An, ha portato Fortza Paris a dire addio al Popolo della Liberta, non prima, però, di aver ricevuto tanti di quei calci in bocca da non lasciare sano neppure un dente. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, come si ricorderà, era stata la mancata assegnazione ad un rappresentante di Fortza Paris della guida del Pdl in provincia di Oristano. Guida che era andata all’ingorda An (De Seneen), che nel gioco delle spartizioni, dopo aver ottenuto il coordinatore regionale (Delogu) e il capogruppo in consiglio regionale (Diana), aveva lasciato agli altri partiti, in particolare nella nostra provincia, soltanto le briciole. Dopo aver portato alla causa del centro-destra tantissimi voti, per Fortza Paris accettare anche quest’ultimo sgarbo sarebbe stato troppo. A parte qualche frangia minoritaria (Gallus e il suo zoccolo duro in quel di Paulilatino), in provincia di Oristano la stragrande maggioranza del partito si è riaccomodata sotto le protettive ali della chiocciola Onida, che oltre a divulgare la decisione con comunicati e dichiarazioni alla stampa, ha ufficializzato in consiglio provinciale la ricostituzione, autonoma, del gruppo di Fortza Paris. Che ci fosse, da parte di Onida e del suo partito, del malumore per il trattamento ricevuto  dai vertici regionali del Pdl era risaputo (Fortza Paris è sempre stato completamente snobbato, tant’è che non è mai stato chiamato a partecipare ad una sola riunione o a qualsiasi trattativa), e la defenestrazione di Atzori (An), fedelissimo di Diana, dal Consorzio Industriale lo ha poi ampiamente dimostrato. A Fortza Paris non è andato certamente giù che, dopo le elezioni, An abbia potuto fare l’asso pigliatutto, nonostante l’apporto della destra non fosse risultato così decisivo per il successo finale della coalizione. Da qui lo strappo, che ha reso felici (amara soddisfazione) quanti avevano, in precedenza, propugnato di schierarsi alle regionali all’interno del centro-destra ma con una lista  propria. Ma cosa sta architettando ora Pasqualone? Stando a quanto si vocifera nel ruspante mondo politico nostrano, sembrerebbe prendere sempre più piede, soprattutto in vista delle provinciali dell’anno prossimo, l’ipotesi della nascita di uno schieramento di centro che, nelle intenzioni dei padri fondatori, dovrebbe comprendere oltre a Fortza Paris, l’Mpa, la Dc, il Psd’Az, e i seguaci degli ex Margherita (ora Pd) Paolo Fadda, in posizione sempre  più critica nei confronti del suo partito, e l’ex sindaco di Baressa, Antonio Biancu, attualmente ai margini della scena politica locale e regionale, che  starebbe cercando una nuova verginità nel grande pentolone di centro. A questi dovrebbe aggiungersi, a quanto sembra, l’Udc, partito centrista per definizione. Ma quale Udc? Quello legato a Giorgio Oppi, o quello di Cuccu, ribattezzato Idc (che significa, se non ricordiamo male, Impegno democratico cristiano per il centro-destra)? La guerra all’interno dell’Udc oristanese prosegue, infatti, senza esclusione di colpi, con Cuccu che chiede la cacciata del coordinatore provinciale, Antonio Germino, e il commissariamento del partito, e coloro che a livello regionale sono vicini ad Oppi o che, comunque, si oppongono a Cuccu (Uras, Gaviano, Cera, Obinu e compagnia). Questi ultimi, infatti, ritengono che gli organismi provinciali del partito stiano operando legittimamente, così come previsto dallo statuto, e che, quindi, un commissariamento non abbia alcuna ragion d’essere. Di parere ovviamente diverso è, invece, Franco Cuccu, che aveva fatto dimettere sia dal comitato provinciale che dalla direzione tutti i suoi uomini, in modo tale da rendere possibile il commissariamento del partito. Non solo, ma in consiglio comunale e provinciale, gli uomini vicini a Cuccu (Sanna, Atene, e gli assessori Marcello Serra e Franco Serra, in Provincia, e Mariano Carta e lo stesso Franco Serra in comune) senza aver fatto alcuna dichiarazione politica, hanno affermato che il gruppo dell’Udc si trasformava in Idc. E questo per  evidenziare  all'esterno la contrapposizione con i vertici regionali dell’Udc, in maniera marcata, e, allo stesso tempo, in modo tale (così come previsto dai "regolamenti" dell’Udc) che nessun’altro (come, per esempio, Emanuele Cera in Provincia) potesse usare il simbolo dell’Udc. Nel frattempo sembra che Cuccu, dimenticando quanto aveva sostenuto sull'attuale sindaco durante la campagna elettorale (e non solo), abbia avuto più di un abboccamento con “Nonna Abelarda Nonnis” (grazie all’interessamento di Mario Diana, con il quale pare ci sia stato un riavvicinamento che, tuttavia, non sappiamo se perduri ancora) per trattare l’ingresso di due pezzi dell’Udc (o meglio dell’Idc, Carta e Serra) nella maggioranza, chiedendo in cambio un assessorato. Per chi? Sembrerebbe per Franco Serra, che lascerebbe l’assessorato ai Lavori Pubblici in Provincia e si dimetterebbe da consigliere comunale per far spazio a Simone Cuccu (figlio di Franco), primo dei non eletti. In Provincia, al posto di Franco Serra, spazio ad un assessore tecnico, che non è escluso possa anche essere lo stesso Cuccu. Per quanto riguarda il comune, l’ipotesi di un ingresso dell’Udc in maggioranza pare non abbia riscosso nella coalizione eccessivi entusiasmi. Anzi. Alcuni consiglieri dei gruppi “verso il Pdl” (quattro o cinque unità) sembra siano pronti ad opporsi strenuamente a questa eventualità,e, addirittura, se questo dovesse ugualmente avvenire, a formare un gruppo autonomo (ancora?) slegato dalla maggioranza. Come si può constatare di carne al fuoco ce n'è tanta e sviluppi e colpi di scena sono quotidianamente possibili. Quel che è certo è che sia Fortza Paris che l’Udc (da solo o con l’Idc) presenteranno alle provinciali del prossimo anno liste proprie, e, a senitr loro, anche di un certo spessore, considerato che è in atto nei  due partiti una proficua campagna acquisti (in particolare tra gli ex Udeur). Ma è veramente questa la coalizione con la quale si schieraranno  i partiti scontenti? E' presto per dirlo, anche se per lo schieramento di centro come candidato alla presidenza si fa il nome, fra le tante ipotesi, di un fedelissimo di Cuccu, Marcello Serra. Chiaramente, in un momento di totale frenesia e instabilità  politica come questo, quanto affermato oggi può essere  tranquillamente smentito domani. Intanto, in  comune, i quattro moschettieri del Gruppo Misto attendono il rientro del sindaco per presentare, lunedì prossimo, il documento con le loro irrinunciabili richieste per rimanere nella maggioranza. Sempre lunedì dovrebbero riunirsi i consiglieri del gruppone Verso il Pdl, per cercare di fare sintesi sulla posizione da tenere nei confronti di “Nonna Abelarda Nonnis”, prima della verifica politica, oramai imprescindibile. Una verifica che dovrebbe stabilire se nella coalizione del centro-destra  i partiti contano effettivamente ancora qualcosa o se, come al solito, “Nonna Abelarda” rassicurerà tutti, a parole,  fingendo di adeguarsi al volere delle forze politiche, per poi fare come sempre quello che più le aggrada.

Altre notizie:

Clamorosa iniziativa di numerosi edicolanti di Oristano, che stamattina hanno deciso di tenere abbassate le serrande, sospendendo la vendita di giornali e riviste. E' un inasprimento della vertenza avviata alcuni giorni fa e che potrebbe, secondo la Cisl schierata a sostegno degli edicolanti, assumere ora un rilievo nazionale. "E' nato un caso Oristano, nascerà un caso. Sardegna e arriverà ad essere un caso Italia", ha dichiarato il segretario regionale dell'Adiconsum-Clamorosa iniziativa di numerosi edicolanti di Oristano che stamattina hanno deciso di tenere abbassate le serrande, sospendendo la vendita di giornali e riviste. E' un inasprimento della vertenza avviata alcuni giorni fa e che potrebbe assumere ora un rilievo nazionale, secondo la Cisl, schierata a sostegno degli esercenti. "E' nato un caso Oristano, nascera' un caso Sardegna e arrivera' ad essere un caso Italia", ha dichiarato il segretario regionale dell'Adiconsum Cisl, Giorgio Vargiu. "Abbiamo notizia della grande preoccupazione a livello nazionale della Fieg, la Federazione degli editori". La Cisl si e' fatta promotrice di un'assemblea degli edicolanti, per domenica 14 giugno, alla quale avrebbero aderito oltre che gli esercenti oristanesi anche diversi operatori della provincia di Nuoro e dell'Ogliastra. "Gli edicolanti", ha spiegato il segretario della Cisl oristanese Antioco Patta, "lamentano flessioni nelle vendite sino al 40 per cento e si trovano in grave difficolta', a causa di un meccanismo di distribuzione del materiale editoriale, ormai troppo gravoso: quotidiani e riviste, infatti, vengono pagati in anticipo ai distributori, anche se solo una parte di essi poi sara' effettivamente venduta ai lettori. Benche' le rese siano successivamente rimborsate", prosegue Patta, "gli edicolanti lamentano di essere costretti ad anticipare somme che talvolta ammontano a parecchie migliaia di euro e di dover ricorrere alle banche". Gia' ieri gli edicolanti di Oristano avevano attuato alcune forme di protesta con l'esposizione di cartelli nei chioschi, denunciando come, dopo l'apertura della vertenza, da parte delle aziende di distribuzione fosse stata assicurata loro solo una fornitura parziale dei giornali Cisl, Giorgio Vargiu. "Abbiamo notizia, infatti, della grande preoccupazione a livello nazionale della Fieg,  la Federazione degli editori".  La Cisl si e' fatta promotrice di un'assemblea degli edicolanti, per domenica 14 giugno, alla quale avrebbero aderito oltre che gli esercenti oristanesi anche diversi operatori della provincia di Nuoro e dell'Ogliastra. "Gli edicolanti - ha spiegato il segretario della Cisl oristanese, Antioco Patta -, lamentano flessioni nelle vendite sino al 40 per cento e si trovano in grave difficoltà, a causa di un meccanismo di distribuzione del materiale editoriale, ormai troppo gravoso: quotidiani e riviste, infatti, vengono pagati in anticipo ai distributori, anche se solo una parte sarà poi  effettivamente venduta ai lettori.  Benchè  le rese siano successivamente rimborsate – ha  proseguito Patta -, gli edicolanti lamentano di essere costretti ad anticipare somme che talvolta ammontano a parecchie migliaia di euro, e di dover ricorrere alle banche". Già ieri gli edicolanti di Oristano avevano attuato alcune forme di protesta, con l'esposizione di cartelli nei chioschi, denunciando come, dopo l'apertura della vertenza, da parte delle aziende di distribuzione fosse stata assicurata loro solo una fornitura parziale dei giornali. 

 

 
Di greg (del 08/06/2009 @ 00:00:33, in politica, linkato 634 volte)
Adesso non sorridiamo più. Se fino a pochi giorni fa tutto quello che combinava il “giamburrasca della politica nazionale”, seppur preoccupandoci per l’immagine che l’Italia dava di sé agli occhi del mondo, ci strappava un sorrisetto sotto i baffi, ora iniziamo veramente a preoccuparci, perché temiamo che qualcosa alla nostra democrazia stia succedendo davvero. Adesso quel sorriso da Jocker che il signorotto milanese sfodera a ottanta denti in tutte le reti, private e non, fa paura. Persino noi, che non pendiamo dalle sue labbra, dalle sue parole, dalle sue bugie, dalle sue insipide battute, dai suoi soldi, dal suo potere, dalle sue “social card”; noi, che non aspiriamo ad un posto nel dorato mondo dello spettacolo e, quindi, non sogniamo di partecipare ai suoi affollati festini più o meno hard; noi, che in alternativa alla destra possiamo rifugiarci solo in un partito ancora ibrido e che non  riusciamo a capire dove si sia nascosta la sinistra; noi, detto questo, non abbiamo vergogna di affermare che iniziamo a sentire il panico, perché non sappiamo che ne sarà della nostra libertà, nel senso più lato del termine. D’altro canto, è bastato seguire gli ultimi due giorni di campagna elettorale, per capire quanto il premier imperversi e domini i media a suo piacimento. Abbiamo assistito, infatti, ad un vero e proprio arrembaggio del presidente del Consiglio a tutte le reti Tv e a tutte le radio. Sintetizzando, si è ripetuto a livello nazionale ciò che è successo in Sardegna pochi mesi fa per l’elezione del presidente della Regione. Una campagna elettorale impari per quanto riguarda i mezzi di informazione. E questa è la prima preoccupazione. Certo, chi non è di destra, si indigna, protesta, sbraita, chiede spiegazioni del perché il tutto non venga portato ad un giusto equilibrio, ma poi lo sfogo si placa e tutto finisce lì. Finisce lì perché? Perche chi dovrebbe controllare che, solo per fare un esempio, la legge della par condicio venga rispettata non fa assolutamente niente? Perché su Rai1 quando giornalisti in ginocchio come Vespa nel giro di due mesi dedicano al premier puntate su puntate, con Berlusconi unico ospite in studio che parla a ruota libera, senza che l’interlocutore osi contraddirlo, nessuno ha il coraggio di dire alcunché, di alzare la voce, di indignasi? E quando invece Santoro (giornalista indubbiamente schierato a sinistra) in alcune puntate della sua trasmissione cerca di raccontare qualche scomoda verità si scatena, immediatamente, la caccia alle streghe? Perchè dobbiamo accettare che vi siano leggi ad hoc, fatte apposta perché chi corrompe o commette qualsiasi altro reato non debba essere inquisito soltanto perché sta seduto su una delle poltrone più ambite delle nostre istituzioni? Perché dobbiamo accettare passivamente che sia possibile “adattare” norme a immagine e somiglianza del padrone di turno per poter avere le mani libere e fare ciò che ritiene gli sia dovuto per diritto? Se fino ad ora tutto ciò che “papi” ha fatto, disfatto, detto, smentito, lo abbiamo ingoiato, forse perchè pensavamo che tutto questo can can gli si sarebbe ritorto contro, evidentemente siamo stati degli  illusi. Ancora una volta, infatti,  abbiamo sottovalutato le risorse di questo vecchietto di 72 anni, che come nessun altro uomo politico al mondo riesce a gestire, a meraviglia, il suo smisurato potere mediatico. Il nostro premier è, infatti, un uomo di spettacolo, ed usa il mezzo televisivo (che ha contributo a far diventare una delle nostre primarie necessità quotidiane) al massimo delle sue potenzialità. E tutto ciò senza che nessuno, davanti a questo strapotere, muova un dito. E i giornali, che dovrebbero essere le sentinelle della democrazia, che fanno? Come reagiscono? A dire il vero, c’è ancora qualcuno (più all’estero che in Italia) che tenta di ribellarsi, che ha voglia di dire la verità, che non ha paura di spiattellare alla pubblica opinione come agisce un leader politico, sia in pubblico che in privato (secondo la maggior parte dei giornali stranieri, Berlusconi in quanto personaggio pubblico, in questi frangenti, non può appellarsi alla privacy. ndr), pur sapendo che dal premier sarà tacciato di essere un bugiardo, di essere al soldo della sinistra e di essere querelato; cosa, questa, che non si manifesta in nessuna altra parte del mondo da parte di un primo ministro. E c’è, invece, chi si adegua, chi si allinea spudoratamente al “regime” del padre-padrone della politica italiana e tenta, in tutte le maniere, di far passare per mostri e mangiatori di bambini quei pochissimi che hanno il coraggio di non si schierarsi dalla sua parte. Dobbiamo ammettere che questi pensieri in ordine sparso, ingarbugliati e sconnessi, ci sono venuti in mente dopo aver letto uno dei soliti, sferzanti e satirici articoli di Marco Travaglio su L’Unità. Certo, giornale e giornalista sono apertamente schierati, ma fortunatamente riusciamo ancora ad avere capacità  di discernimento, che ci permette, al di là delle nostre idee politiche, di leggere qualsiasi articolo con sufficiente distacco e spirito critico, anche che se ciò che abbiamo letto ci ha lasciato addosso una strana sensazione, che ancora abbiamo difficoltà a scrollarci di dosso: e se “papi” non fosse solo un raccontatore di barzellette, ma aspirasse a qualcosa di più alto e, per noi, di più nefasto? Con questo personalissimo dubbio, vi proponiamo il pezzo di Marco Travaglio, tratto da l’Unità, dal titolo “Il partito dell’amore”:
“Siccome l’Italia non è un regime, tre giorni fa accadono due stupri a Roma: uno consumato, l’altro sventato per miracolo. Ma la questura non dice niente: vedi mai che qualche elettore patito della «sicurezza» capisca che la destra ha tradito anche quella promessa. La notizia esce perché un giornalista, avvertito da un amico poliziotto, la mette su facebook. Allora la questura è costretta a sputare il rospo. Sempre tre giorni fa, siccome l’Italia non è un regime, arriva alla Rai, in viale Mazzini, a Roma, una lettera con un proiettile per Michele Santoro. L’ufficio posta la trasmette al posto di polizia. Ma nessuno avverte il destinatario, cioè Santoro. Silenzio di tomba per due giorni, dalla Rai e dalla polizia. Così chi l’ha minacciato di morte ha la conferma di quanto già sapeva: Santoro è isolato persino nella sua azienda. Ieri la lettera viene aperta: una foto di Santoro, la scritta «Morirai» e una cartuccia Winchester inertizzata. Intanto un’altra busta con proiettile arriva a Di Pietro. Il senso è chiaro: chi si mette di traverso sulla strada del padrone d’Italia deve morire. Era già accaduto in un’altra campagna elettorale al calor bianco, quella del 2001: Indro Montanelli ricevette alcune telefonate mute sul suo telefono privato, trovò una lettera minatoria sul tavolo del ristorante dove pranzava e la Digos gli intimò di cancellare le iniziali I.M. dal citofono di casa sua. «Il berlusconismo ¬ commentò il vecchio Indro ¬ è la feccia che risale il pozzo. Questa è la peggior Italia che abbia mai visto. Peggio di quella fascista». E non aveva visto quella di oggi. “(Marco Travaglio – L’Unità)


 

 
Di greg (del 08/06/2009 @ 13:00:11, in politica, linkato 1176 volte)

A spoglio oramai concluso, il dato più significativo delle Elezioni Europee è il mancato sfondamento del Pdl e lo stop a Berlusconi. Crescono, invece, Lega e Idv, mentre il 26% del Pd pone più di un interrogativo. Questi i risultati, secondo i dati forniti dal Ministero dell'Interno:

 

ELEZIONI EUROPEE

ITALIA + ESTERO

 Elettori 50.341.790 
Votanti 32.747.722 - 65,05 %

________________________________________
Schede bianche 990.689 - 3,02 %
Schede nulle 1.103.519 - 3,36 %
Schede contestate e non assegnate  7.749 - 0,02 %

________________________________________
Sezioni Italia 61.428 su 61.428   
100,00 %
Comunicazioni UE 2.900 su 2.900   
100,00 %

________________________________________
 
 
IL POPOLO DELLA LIBERTA' 10.807.327 - 35,26%  - seggi  29
 
VALLEE D'AOSTE 32.926 - 0,10 - 0
 
 
PARTITO DEMOCRATICO 8.007.854-  26,13 - 22
 
SVP 143.027 - 0,46 - 0
 
 
LEGA NORD 3.126.915 - 10,20 - 9
 
 
DI PIETRO ITALIA DEI VALORI 2.452.569 - 8,00 - 7
 
AUTONOMIE LIBERTE' DEMOCRATIE 27.086 - 0,08 - 0
 
 
UNIONE DI CENTRO 1.996.901 - 6,51 - 5
 
 
RIFOND.COM. - SIN.EUROPEA - COM.ITALIANI 1.038.247 - 3,38 - 0
 
 
SINISTRA E LIBERTA' 958.458 - 3,12 - 0
 
 
LISTA MARCO PANNELLA - EMMA BONINO 743.273 - 2,42 - 0
 
 
LA DESTRA-MPA- PENSIONATI -ALL.DI CENTRO 682.046 - 2,22 - 0
 
 
FIAMMA TRICOLORE 244.982- 0,79 - 0
 
 
PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI 166.317 - 0,54 - 0
 
 
FORZA NUOVA 146.619 - 0,47 - 0
 
 
LIBERAL DEMOCRATICI - MAIE 71.218  -0,23 - 0
 
  Totale 30.645.765  -  Seggi spettanti  72

 

Italia
V CIRCOSCRIZIONE: ITALIA INSULARE
Regione: SARDEGNA

Elettori 1.407.972 
Votanti 576.367 - 40,93 %

________________________________________
Schede bianche 12.999 - 2,25 %
Schede nulle 11.677 - 2,02 %
Schede contestate e non assegnate  41 - 0,00 %

________________________________________
Sezioni pervenute 1.812 su 1.812   
100,00 %

________________________________________
 
 
IL POPOLO DELLA LIBERTA'
202.145 - 36,64%
 
 
PARTITO DEMOCRATICO
196.396 - 35,60
 
 
DI PIETRO ITALIA DEI VALORI
48.756 - 8,83
 
 
UNIONE DI CENTRO
29.800 - 5,40
 
 
RIFOND.COM. - SIN.EUROPEA - COM.ITALIANI
26.429 - 4,79
 
 
SINISTRA E LIBERTA'
16.297 - 2,95
 
 
LISTA MARCO PANNELLA - EMMA BONINO
14.819 - 2,68
 
 
LA DESTRA-MPA- PENSIONATI -ALL.DI CENTRO
7.393 - 1,34
 
 
LEGA NORD
4.090 - 0,74
 
 
FIAMMA TRICOLORE
3.529 - 0,63
 
 
LIBERAL DEMOCRATICI - MAIE
1.996 - 0,36
 
  Totale  551.650 
 

Italia
V CIRCOSCRIZIONE: ITALIA INSULARE
Regione: SARDEGNA - Provincia: ORISTANO

Elettori 143.646 
Votanti 57.614 - 40,10 %

________________________________________
Schede bianche 1.125 - 1,95 %
Schede nulle 2.227 - 3,86 %
Schede contestate e non assegnate  2 - 0,00 %

________________________________________
Sezioni pervenute 210 su 210   
100,00 %

________________________________________
 
IL POPOLO DELLA LIBERTA'
22.487 - 41,44%
 
 
+ PARTITO DEMOCRATICO
17.959 - 33,09
 
 
DI PIETRO ITALIA DEI VALORI
4.091 - 7,53
 
 
UNIONE DI CENTRO
2.877 - 5,30
 
 
RIFOND.COM. - SIN.EUROPEA - COM.ITALIANI
2.284 - 4,20
 
 
LISTA MARCO PANNELLA - EMMA BONINO
1.255 - 2,31
 
 
SINISTRA E LIBERTA'
1.227 - 2,26
 
 
LA DESTRA-MPA- PENSIONATI -ALL.DI CENTRO
1.223 - 2,25
 
 
FIAMMA TRICOLORE
361 0,66
 
 
LEGA NORD
256 - 0,47
 
 
LIBERAL DEMOCRATICI - MAIE
240 - 0,44
 
  Totale  54.260 

 

Italia
V CIRCOSCRIZIONE: ITALIA INSULARE
Regione: SARDEGNA - Provincia: ORISTANO
Comune: ORISTANO

Elettori 27.194 
Votanti 11.755 43,22 %

________________________________________
Schede bianche 108 0,91 %
Schede nulle 306 2,60 %
Schede contestate e non assegnate  - -

________________________________________
Sezioni pervenute 35 su 35   
100,00 %

________________________________________
 
IL POPOLO DELLA LIBERTA'
4.971 - 43,83% 
 
PARTITO DEMOCRATICO
3.626 - 31,97
 
 
DI PIETRO ITALIA DEI VALORI
933 - 8,22
 
 
RIFOND.COM. - SIN.EUROPEA - COM.ITALIANI
401 - 3,53
 
 
UNIONE DI CENTRO
394 - 3,47
 
 
LISTA MARCO PANNELLA - EMMA BONINO
392 - 3,45
 
 
LA DESTRA-MPA- PENSIONATI -ALL.DI CENTRO
239 - 2,10
 
 
SINISTRA E LIBERTA'
227 - 2,00
 
 
LIBERAL DEMOCRATICI - MAIE
71 - 0,62
 
 
FIAMMA TRICOLORE
48 - 0,42
 
 
LEGA NORD
39 - 0,34
 
  Totale   11.341

Altre notizie:

Oltre che per le elezioni europee, nella nostra provincia si votava anche per il rinnovo di alcuni consigli comunali, e già si conoscono i primi risultati.  Grosso successo di Pietro Arca, che con la lista civica "Sorradile Solidale" è il nuovo sindaco di Sorradile. Con il 61,31% dei voti (214) Arca ha superato lo sfidante Giovanni Basilio Pietro Cocco, della lista Civica "Accordo e Sviluppo", che ha ottenuto il 38,68% delle preferenze (135 voti). L'affluenza a Sorradile è stata del 66,85% (355 votanti su 531 aventi diritto). Roberto Soddu, con la lista civica "Santu Antine" è stato riconfermato sindaco di Genoni.  Soddu ha sconfitto  Iside Zucca (lista civica "Progettiamo il nostro futuro") con il 56,73% dei voti, pari a 375 preferenze, rispetto a Zucca che ha ottenuto il 43,26% dei voti (286).  A Genoni  c’è stata un’affluenza record , con l'80,16% dei votanti , che sono stati 675.  A Bosa, Pietro Casula (lista civica ”Piero Casula sindaco per Bosa”) è stato eletto con il 31,21% dei voti (1647), precedendo Anna Maria Piroddi (“Il popolo del centrodestra per Bosa") che ha ottenuto 1454 voti (27,55%), pochi di più dei 1440  voti (27,28%) ricevuti dal candidato di centrosinistra, Luigi Mastino (“Finalmente Bosa centrosinistra”). Distanziatissimi gli altri  due candidati, Silvano Cadoni e Giuseppe Santona, con appena il 9,75 e 4,18%. Ritornando alle Europee, a causa della bassa affluenza alle urne, che condiziona il calcolo dei resti, in  Sicilia-Sardegna sarebbero sei i seggi assegnati sugli otto disponibili nella circoscrizione insulare. Il Pdl prenderebbe due seggi (ne aveva tre); il Pd e l'Udc confermano i precedenti seggi, rispettivamente due e uno, mentre l’ Idv ne conquista uno. Nel Pd, che in Sardegna ha ottenuto un expliot strepitoso rispetto alle regionali, niente da fare per Francesca Baracciu (prima dei non eletti), nonostante l'ottimo risultato personale (116.935 preferenze). Non andrà al parlamento europeo neppure Francesca Calia del Pdl (115.195 preferenze), mentre ha una flebile speranza, anche se in salita, Giommaria Uggias, visto il buon risultato ottenuto (17.401 voti) nelle liste dell'Idv.

L'assessore regionale all'Urbanistica, Gabriele Asunis, ha introdotto i lavori della sesta conferenza "di stimolo ed ascolto dei territori dell'Isola", relativo alla riforma del Piano paesaggistico regionale, al teatro Antonio Garau di Oristano. La Regione, attraverso il coinvolgimento di amministratori locali, tecnici, esponenti del mondo sociale ed economico, ma anche associazioni ambientaliste, prosegue così il percorso mirato alla individuazione di una strategia condivisa per la valorizzazione del paesaggio della Sardegna. "Gradiremmo identificare un metodo di approfondimento e di verifica - ha detto Asunis - nel tentativo di trovare elementi tali da poter coniugare la salvaguardia del territorio con lo sviluppo delle nostre comunità. La volontà dell'amministrazione regionale non è quella di cancellare il Ppr, come peraltro atteso da qualcuno, ma quella di individuare le complicazioni che ne hanno impedito una piena operatività. L'Esecutivo non intende mettere in discussione l'esigenza di preservare totalmente il sistema costiero, con particolare riferimento ai 300 metri - ha concluso l'assessore - così come non intende valutare ipotesi di rimodulazione degli obiettivi e dei contenuti del Piano che, di fatto, si poggiano su disposizioni normative approvate dal Consiglio regionale dal 1989, attraverso l'applicazione della legge n.45".

L'Assessorato alla Cultura del comune di Cabras, in collaborazione con la Pro Loco e l'Area Marina Protetta Penisola del Sinis - Isola di Mal di Ventre, ha organizzato un convegno sulle launeddas, per venerdì 12 giugno, alle 18.30, presso il salone parrocchiale della chiesa del Sacro Cuore. Tra i relatori, Piero Ortu, che parlerà delle origini  delle launeddas. Durante il convegno verrà ricordata la figura di Giovanni Lai, famoso suonatore di launeddas di Cabras, tra i più originali del Novecento, scomparso prematuramente in un incidente stradale nel 1973.  Al convegno prenderà parte anche il noto suonatore di launeddas del paese lagunare, Stefano Pinna, che per l'occasione presenterà il suo primo cd  “Canne in Laguna”. Per finire verranno proiettate alcune scene tratte da “Is Launeddas – La Musica dei Sardi”, film-documentario in bianco e nero girato da A.F.W. Bentzon in Sardegna nel 1962, composto da Fiorenzo Serra e prodotto da Dante Olianas.

 

 
Di pig (del 09/06/2009 @ 14:01:13, in politica, linkato 1223 volte)

Il Gruppo Misto, autentica spina nel fianco del sindaco di Oristano “Nonna Abelarda Nonnis” e della sua giunta, prosegue nella sua azione di pungolo. Così come preannunciato ha presentato un documento, nel quale chiede all’esecutivo di farsi carico di sette “comandamenti”. Sette punti irrinunciabili, e, secondo il Gruppo Misto, già contenuti nel programma elettorale di Abe e della sua coalizione di centro-destra, che i quattro “evangelisti” (Paolo Sulis, Gianni Garau, Giuseppe Vacca e Michele Piredda) ritengono di attuazione prioritaria. Pena, il permanere dei quattro in stato di opposizione critica.  “A distanza di due anni, e quasi a metà della legislatura – si legge nel documento -, si impone in seno alla maggioranza che governa la città una profonda verifica politica sull’attuazione del programma elettorale; problema che il Gruppo Misto, costituitosi per mancanza di collegialità in seno alla maggioranza e per scarsa incisività  nel portare  avanti il programma concordato, e che, in considerazione che ora la verifica viene richiesta con forza anche dal partito più numeroso in Consiglio (Forza Italia verso il Pdl. ndr), dimostra che la presa di posizione del Gruppo Misto aveva una validità politica. Verifica – prosegue il documento - che deve rilanciare il programma elettorale “La città che vogliamo” con alcuni punti prioritari importanti e qualificanti da portare all’attenzione di tutta la maggioranza, con scadenze puntuali e concordate, partendo dal fatto che bisogna evidenziare i punti del programma non risolti e quelli ancora non affrontati, ed eliminare le eventuali criticità e le responsabilità politiche nell’attuazione del programma dei singoli assessori”. A questo punto, il Gruppo Misto elenca nel documento le priorità, già condivise nel programma elettorale, da avviare immediatamente:
1) Piano Urbanistico Comunale: da portare all’attenzione della commissione urbanistica e dei gruppi consiliari, entro il 20 luglio 2009, e in discussione in consiglio comunale a settembre, immediatamente dopo le ferie estive, con l’impegno di approvarlo entro l’anno in corso.
2) Nuovo Palazzo Comunale: portare in consiglio, nel breve tempo, una delibera di giunta per eliminare dal Piano triennale delle opere pubbliche la costruzione del nuovo palazzo comunale nella Zona Industriale.
3) Decoro Urbano: mettere in atto una serie d’iniziative a vantaggio del decoro urbano per restituire prestigio alla città di Eleonora, quali interventi sulle strade e marciapiedi, cura degli spazi verdi e ingressi della città, ecc.
4) Marina di Torregrande: portare in discussione in consiglio un programma articolato di sviluppo turistico per la marina di Torregrande, da inserire nella pianificazione del Piano strategico dell’area vasta.
5) Piano del Traffico: entro l’anno approvazione in consiglio del piano del traffico e viabilità, e un progetto di parcheggi nelle aree nevralgiche della città.
6) Frazioni: impegno di relazionare in consiglio ogni sei mesi da parte dell’assessore competente (la delega l’aveva tenuta per sé il sindaco, e nessuno riesce ancora a capirne il perché, visto che Abe non si è mai occupata di frazioni e borgate, che versano attualmente in uno stato pietoso. ndr) sui problemi delle frazioni e borgate.
7) Plus: dotarsi come amministrazione di una politica socio-sanitara da portare all’attenzione del Plus.
Il documento si conclude con il Gruppo Misto che ribadisce  “…di non essere interessato ad assumere incarichi assessoriali in seno alla giunta e si dichiara pronto a rivedere l’attuale posizione nella maggioranza qualora vengano accolte le richieste e si prenda atto delle osservazioni dichiarate nel documento”.

Intanto, sul versante dell’amministrazione provinciale non si placa l’ira di Pasquale Onida. Il presidente della Provincia di Oristano, dopo la dichiarazione di rinuncia di adesione al Pdl, è partito lancia in resta, senza guardare in faccia nessuno, e meno che mai gli uomini del Pdl, con cui Onida ha,  per il trattamento ricevuto dopo le regionali, a dir poco, il dente avvelenato. Dopo la defenestrazione del presidente del Consorzio  Industriale, Claudio Atzori, fedelissimo di Mario Diana, Onida  ha proseguito nella resa dei conti ed ha  deciso di attuare un rimpasto nell'esecutivo da lui guidato, facendo uscire di scena l'assessore Franco Pusceddu del Pdl.  Uscita che sembra sia stata caldeggiata dallo stesso Pdl, partito di appartenenza di Pusceddu, che non ha mai visto di buon occhio i suoi rapporti troppo stretti con An che, a quanto sembra, hanno portato Pusceddu nell’ultima campagna elettorale per le regionali  a sostenere Mario Diana. Al posto di Pusceddu è stato nominato in giunta Mario Olla, attuale consigliere provinciale del Pdl, già presidente del Patto territoriale di Oristano. Le deleghe di Pusceddu (Turismo, Istruzione e Società partecipate) sono state assegnate a Mario Matta. L'esponente dei Riformatori, a sua volta, ha lasciato l'assessorato ai Servizi sociali e al Lavoro, per far posto a Franco Serra dell'Udc, attuale assessore ai Lavori pubblici,  che passeranno al neo assessore Mario Olla. Le nuove deleghe sono state attribuite dal presidente Pasquale Onida, stasera, durante la riunione del consiglio provinciale. Le motivazioni del rimpasto sono state giudicate "fumose e pretestuose" dalla minoranza, tant’è che  Peppino Marras (Pd), a nome di tutti i consiglieri dell’opposizione, ha stigmatizzato il comportamento di Onida, sostenendo che i cittadini debbono sapere quali siano le reali motivazioni che hanno spinto Onida ad effettuare il rimpasto. “Pusceddu ha sostenuto Marras - ha forse operato male? Non era più in sintonia con il presidente e la coalizione? Se così non è, qualcuno potrebbe pensare che si sia trattata, per le recenti  vicende politiche che tutti conosciamo, di una resa dei conti interna alla coalizione di centro-destra, di cui non deve certo pagare dazio la comunità provinciale”.  I consiglieri dell’opposizione non sbagliano perché, a nostro avviso, proprio di una vera e propria resa dei conti si tratta, anche se al leader di Fortza Paris l’occasione è stata offerta dal Pdl su un piatto d’argento. Poteva forse Onida farsi sfuggire l'opportunità di creare caos all’interno del Pdl e disattendere la richiesta di sostituzione di Pusceddu da parte del suo stesso partito? Certo che no. D’altro canto il buon Pasquale sa bene che la tattica del “divide ed impera”, in circostanze similari, ha sempre dato buoni risultati. L’importante è non tirare troppo la corda, per non irritare gli “amici” di cordata che, per il momento, occupati come sono a risolvere i loro problemi interni, stanno alla finestra. Fino a quando resisteranno? Fino a quando Diana e compagnia, che pensavano di essersi liberati definitivamente di Onida, morderanno il freno? In tutto questo bailamme una cosa è certa: sia in Provincia che al comune di Oristano  il centro-destra è a pezzi. E la resa dei conti è appena cominciata.

Altre notizie:

Giommaria Uggias, candidato dell'Italia dei Valori nel collegio delle Isole alle elezioni europee ce l'ha fatta: è uno dei sette parlamentari della sua lista ad entrare nel parlamento europeo, l'unico fra i candidati sardi, con appena 17.401 voti, contro gli oltre 115.000 di Francesca Barracciu (Pd), la più votata nell'isola, e di Maddalena Calia (Pdl). "E' un risultato storico ha affermato Uggias, una volta avuta la conferma dell'elezione dal suo partito. Un candidato sardo è riuscito, infati, ad essere eletto al parlamento europeo dopo quasi 20 anni. Ringrazio gli elettori e soprattutto Antonio Di Pietro che ha rispettato i patti". Sempre in riferimento alle elezioni europee, la candidata del Pdl, Maddalena Calia, impugnerà la proclamazione degli eletti nel collegio delle Isole. Secondo la parlamentare uscente, che pur avendo superato le centomila preferenze non è stata confermata, ci sono gli estremi per un ricorso, in quanto sarebbe stato violato il principio di rappresentatività. Secondo la Calia, il collegio Sardegna-Sicilia che avrebbe dovuto eleggere otto rappresentanti sarebbe stato penalizzato, con il riconoscimento di soli sei eletti invece di otto, a favore del Nord-Ovest. Questo sarebbe avvenuto per una errata applicazione del principio proporzionale. Al collegio del Nord-Ovest sono state infatti attribuiti due seggi in più che, secondo il ragionamento della Calia, spettavano invece a quello delle  Isole, solo perchè si è registrata una maggiore affluenza alle urne, anche se le due elette del Nord-Ovest hanno ottenuto 22.000 e 25.000 voti, a fronte degli oltre centomila della candidata sarda. Calia  ha parlato di "contrasto di norme" e ha precisato che  ancora non è stato deciso dove presentare il ricorso, in quanto vi sono "diversi strumenti" a disposizione

"Il consiglio regionale è ancora la culla dell’autonomia o il bambino rischia un silenzioso soffocamento? L’autonomia di oggi eèdiversa da quella del passato e va declinata diversamente. Da 20 anni parliamo di rivedere il nostro statuto. In 10 anni non siamo stati capaci di fare una legge elettorale per la Sardegna e abbiamo speso una legislatura in un dibattito inutile sulla Costituente". Lo ha sottolineato il consigliere del Pd ,Gian Valerio Sanna, nel suo intervento in occasione della seduta solenne per ricordare il 60esimo anniversario della prima riunione dell'Assemblea regionale. "Credo che non andremo molto lontano se non riusciremo nel superamento delle appartenenze rispetto al primato dell’autonomia", ha aggiunto l'ex assessore agli Enti locali nella Giunta Soru. "Il meccanismo delle appartenenze soffoca e controlla il nostro operato. Dobbiamo sviluppare la capacita’ di rimuovere i blocchi che impediscono lo svolgersi dell’attuale autonomia, anche di tipo legislativo", ha detto Sanna. "Abbiamo bisogno di meno reminiscenza storica e di più operosità, di essere dei riformisti operosi".

I casi di arresto cardiaco improvviso, nella sola città di Oristano, sono circa trenta all’anno. Numeri che ricalcano la media nazionale sull'incidenza del fenomeno. Intervenire con tempestività ed efficienza è la formula salvavita, che richiede però  una preparazione avanzata e un lavoro di  squadra complesso. E' per questo che l'Azienda Sanitaria Locale n°5 di Oristano ha promosso il progetto formativo ALS (Advanced life support), con l'obiettivo di formare gli operatori sanitari sulle linee guida internazionali e sulle più moderne tecniche per  riconoscere e gestire l'arresto cardiaco in ambito ospedaliero ed extraospedaliero. Inserito nei progetti “Arresto cardiaco intraospedaliero” e “Pass ingresso 118” , il corso è rivolto, principalmente, agli operatori sanitari del dipartimento di Emergenza della Asl n°5, ma la partecipazione è aperta anche agli operatori di altre aziende sanitarie e a tutti gli operatori medici e infermieristici interessati. Grazie all'intervento formativo, saranno infatti riqualificati, secondo le linee guida internazionali, gli operatori del 118, i dipendenti del Pronto Soccorso di Oristano e Bosa, e del Punto di Primo Soccorso di Ghilarza e, infine,  i medici e gli infermieri dell'Utic (Unità terapia intensiva coronarica), struttura d'avanguardia del San Martino, interessata alla gestione dell'arresto cardiaco intraospedaliero. Grazie al corso ALS, il Servizio 118 e tutte le strutture di Pronto Soccorso della provincia potranno cominciare a parlare la stessa lingua e a muoversi in maniera coordinata, utilizzando le identiche procedure di soccorso avanzato, seguendo gli standard più evoluti a livello internazionale. Dopo la prima edizione, che si è tenuta  ad aprile, oggi prenderà il via il secondo ciclo formativo, che si concluderà l'11 giugno, mentre la terza e ultima edizione dell'anno si svolgerà dal 5 al 7 ottobre. Il programma didattico prevede, per ciascuna edizione, un numero complessivo di 24 ore di lezione, suddivise su tre giorni. Per informazioni o iscrizioni, è possibile rivolgersi al dottor Corrado Casula, telefonando al numero 0783.317827 o scrivendo alla mail formazione@asloristano.it.  
 

 
Di pig (del 11/06/2009 @ 22:30:18, in politica, linkato 942 volte)
"Chi va a votare spesso ha più buon senso dei partiti. Capisce quando c’è un pericolo imminente e si comporta di conseguenza; capisce, insomma, quando lo stanno fregando. Un candidato un poco burlone, poi eletto, coniò contro la giunta di centrosinistra lo slogan: il sardo lo freghi una volta. Involontariamente ha coniato il miglior slogan contro l’operato della sua maggioranza, quella che oggi governa la Sardegna.  Infatti in meno di cento giorni, nessuno che abbia governato, in 60 anni di autonomia, era riuscito, con tanta velocità, a farsi fregare dal governo centrale. I Sardi hanno visto il crollo improvviso di una serie di consolidate certezze e hanno scoperto, a loro spese, il vero volto di Berlusconi e dei suoi cloni locali. I Sardi hanno scoperto quanto bugiarde fossero le mirabolanti promesse fatte in una campagna elettorale senza precedenti nella nostra terra e con pochi confronti nel resto della nazione. I Sardi, si sa, molto tollerano ma, per tradizione, hanno anche un atavico fastidio per le bugie ed i bugiardi; nelle nostre comunità erano quelli apostrofati con i sopranomi più umilianti. Ma cosa voleva da noi il Presidente del Consiglio quando attraversava la Sardegna in lungo ed in largo con tanto spreco di promesse e di barzellette poco edificanti?  Voleva i nostri soldi, quelli che avevamo per trasformare La Maddalena da luogo militare in esemplare luogo di pace e di accoglienza; quelli che avevamo per migliorare le nostre infrastrutture stradali, tra cui la Sassari/Olbia perché smettesse di essere luogo di croci e di lutti; quelli che avevamo per bonificare i nostri territori inquinati da decenni di chimica e creare lavoro agli orfani di quell’industria; quelli che avevamo per recuperare i nostri centri storici e per studiare, restaurare, manutenere il nostro patrimonio culturale; quelli che avevamo per avere l’istruzione, la formazione e la ricerca finalmente europee e per far diventare la Sardegna la terra più istruita e la più accogliente sul piano ambientale; quelli che avevamo per il sostegno alla famiglia e per la cura alla persona, superando il ricatto delle elemosine. Quelli che ci ha preso e ha dirottato lontano dalla nostra isola, senza neanche chiedercelo!  Voleva togliere le nostre spiagge alla disponibilità collettiva ed i suoi cloni locali sono stati rapidi nell’assecondarlo, offrendole agli alberghi e precludendole a tutti noi. Voleva il nostro territorio, per cementificare a piacimento le nostre coste (beauty farm, centri congressi, ville e villazze, casinò, vi ricordate la Cuba di Batista?) utilizzando come alibi la crisi economica ed il bisogno di bilanciare la chiusura delle industrie, esponenzialmente acceleratasi, grazie a lui, in questi tre mesi. I suoi cloni locali, fanno finta di fare consultazione nei nostri territori ma in verità propongono di svendere e sacrificare l’unica ricchezza di tutti i Sardi (di destra e di sinistra), attraverso la minaccia di 30.000/35.000 cantieri (90 cantieri per paese di media!). Qualcuno bisogna che gli ricordi gli esiti del referendum oppure dobbiamo pensare che ci troviamo di fronte ad una brigata di smemorati emuli anche in questo del presidente del consiglio? Ma l’assessore regionale all’urbanistica di buona memoria (in sequenza già direttore generale, assessore all’urbanistica, direttore generale), giura che la versione sarda del piano-casa non altererà l’attuale PPR, anzi guai a chi lo tocca! Il suo presidente gareggia intanto con un suo predecessore, attualmente parlamentare, della stessa parte politica non come maratoneta ma a chi le spara più grosse su piani-casa ecocompatibili e su probabili 45.000 mila occupati che sono come quei 100.000 promessi in campagna elettorale. Sappiamo tutti che raccontano il falso. Qualche concessione anche agli “indigeni” (villini qua e là nell’agro e nelle periferie paesane, vuoti urbani “riempiti”, pinnette trasformate?), qualche autorevole supporto che, nei convegni già ripresi a pieno regime, teorizza ancora l’urbanistica “concertata” (e cioè quella dei palazzoni e delle occupazioni selvagge di luoghi di interesse ambientale ed archeologico o sul mare), sono la foglia di fico e l’alibi per coprire le vere intenzioni speculative sempre più orientate a selezione le zone di maggior pregio. Il riscontro è anche verificabile nello stravolgimento degli uffici preposti all’applicazione delle regole! I Sardi a lungo abbiamo sopportato chi viene di là dal mare per derubarci e quelli che con questi collaborano al sacco della nostra isola; non credevamo che potesse ancora succedere proprio nel momento in cui celebriamo il 60° anniversario del Consiglio Regionale, quello dei padri fondatori e quello dei principi fondamentali. Vista la quantità dei misfatti, dalle elezioni regionali sembra passato un secolo e sono invece trascorse pochi mesi ed i Sardi hanno voluto prontamente rispondere a questa giunta regionale e al presidente del consiglio. I Sardi - quelli che si possono fregare una sola volta - con assoluta dignità e coerenza hanno risposto nei due modi a cui sono allenati da secoli di soprusi: da una parte chiudendosi nel lutto con una sorda negazione ossia con una cospicua astensione dal voto, mai vista prima (59%), e dall’altra in forme vitali, premiando il centrosinistra e dicendolo con chiarezza ai propri partiti e a chi governa. Gli imbarazzati mugugni delle passate settimane della maggioranza, per la scarsa azione della giunta e per l’assoluta incapacità di tener testa a chi ci vuole poveri e subalterni, hanno ridotto gli elettori e la loro rappresentanza politica. In pratica numeri alla mano, l’attuale maggioranza che governa la regione ha perso le elezioni europee. E chi ha buon senso ed esperienza sa che non è solo un problema di numeri, è un problema che ha a che fare con un sentimento profondo che vale molto più delle percentuali e dei calcoli ragionieristici. Ha a che fare con una nuova stagione dell’autonomismo e del sardismo, quella agita da Soru nei quasi cinque anni di legislatura con poche chiacchiere e molta azione concreta nei confronti dello stato centrale e dell’Europa. Sentimenti che stanno diventando maggioranza giacché i Sardi, in questi anni, hanno elaborato un profondo sentimento identitario sempre più teso a recuperare relazioni con la contemporaneità, con il mondo, con il futuro. L’obiettivo è che questo progetto sia maggioranza culturale, politica ed elettorale; gli esiti delle europee in Sardegna dicono che siamo sulla buona strada e che c’è una parte che si sente profondamente europea e vuole essere rappresentata non trascurando tutta la grandezza e la forza delle nostre radici e delle nostre storie. E’ un progetto che dobbiamo agire unitariamente. Ognuno con gli strumenti di cui dispone e con personale responsabilità senza delegare. Abbiamo speranza che le molte scadenze del prossimo futuro ci vedano nuovamente vincenti in tutti i territori solo che ciascun di noi fermamente lo voglia". (Renato Soru - Sardegna Democratica).


Altre notizie:

I  consiglieri comunali di Oristano, Francesco Federico, Marino Marchi, Peppino Marras, Giuseppe Obinu, Efisio Sanna, Gianni Sanna, Maria Grazia Schintu, tutti del Pd, e Mimmo Serusi  (Sdi), hanno scritto una lettera aperta al presidente della commissione consiliare Urbanistica, Ernesto Pia, nella quale chiedono che, per ragioni di opportunità, si dimetta dalla commissione.  Questo, il testo integrale:

Sig. Presidente, abbiamo appreso dalla stampa che su ordine della magistratura sono stati posti sotto sequestro due capannoni privi di concessione edilizia, situati in Via Ghilarza e di proprietà della Sua famiglia. Noi non vogliamo sostituirci alla magistratura o anticipare alcun giudizio su questa vicenda; riteniamo però che l'abusivismo edilizio rappresenti una piaga per l'intera nazione e per la nostra città e debba essere combattuto con assoluta determinazione con gli strumenti a disposizione della amministrazione comunale e anche della magistratura. Siamo però consapevoli che la vigilanza e la repressione non bastano. E indispensabile: 1) attuare interventi di politica urbanistica e sociale che diano a tutti i cittadini la possibilità di avere una casa. 2) far crescere la consapevolezza che l'abusivismo non è una soluzione del grave problema della mancanza di alloggi nella nostra città, ma al contrario lo aggrava e lo incancrenisce. I consiglieri comunali, in particolare i componenti della Commissione Consiliare Urbanistica, devono impegnarsi perchè entrambi questi obiettivi siano raggiunti. Anche per questo è indispensabile la salvaguardia della credibilità e del prestigio del Consiglio Comunale e di ogni singolo Consigliere. La notizia sopra riportata ha destato sorpresa e sconcerto fra i cittadini e rischia di compromettere il prestigio e la credibilità Sua e di tutta l'Istituzione. Per evitare che questo accada, ribadendo che non possiamo, non dobbiamo e non vogliamo emettere alcun giudizio sul merito della vicenda, riteniamo sia opportuno che Lei chieda di lasciare la Commissione Urbanistica e essere assegnato a altra Commissione Consiliare.

A due mesi dal terremoto continua la mobilitazione della comunità oristanese in favore della popolazione abruzzese. La Lavos ha organizzato una raccolta di giocattoli da inviare ai bambini di Camarda, un piccolo centro a 10 chilometri da L’Aquila, devastato dal sisma del 6 Aprile. Tutti coloro che intendono acquistare un giocattolo per donarlo ai bambini abruzzesi possono consegnarlo agli operatori della Lavos nella sede di viale Rockfeller 9, mercoledì e giovedì dalle 20 alle 24, domenica dalle 14 alle 24 e lunedì dalle 15 alle 17, oppure contattando la segreteria dell’associazione di volontariato al numero 0783 78222 – fax 0783 303232. Una squadra di volontari della Lavos, che partirà alla volta di Camarda il 27 Giugno con la colonna mobile della Regione nell’ambito delle attività a supporto della Protezione civile, consegnerà i giocattoli raccolti a Oristano. D’intesa con gli operatori scolastici abruzzesi e le psicologhe dell’esercito si è stabilito di consigliare la donazione di giochi, possibilmente non usati, che abbiano caratteristiche ludiche e didattiche. In questi mesi la comunità oristanese ha partecipato alle operazione di soccorso e assistenza con le associazioni di volontariato cittadine Cisom e Lavos, attraverso l’impegno diretto dell’Amministrazione comunale e la generosità di tanti privati che hanno effettuato donazioni.

La giunta Nonnis, su proposta dell’assessore ai Lavori pubblici, Andrea Lutzu, ha approvato il progetto definitivo-esecutivo per il rifacimento della recinzione esterna della scuola media n. 3 Leonardo Alagon. La spesa prevista è di 72 mila euro, ricavata da fondi in parte regionali e in parte comunali. Il progetto prevede la rimozione della recinzione esistente, che in alcuni tratti è pericolante, e la costruzione di una nuova. “I lavori inizieranno subito dopo la conclusione delle lezioni e dovrebbero concludersi prima dell’inizio del nuovo anno scolastico – precisa l’assessore Lutzu -. In questo modo eviteremo le interferenze tra le attività didattiche e quelle di cantiere. L’intervento ha un carattere d’urgenza, come segnalato anche dal dirigente scolastico, dato dallo stato di degrado della recinzione che in parte risulta pericolosa”. “Questo – conclude Lutzu - è il primo di una serie di interventi che, di concerto con l’assessore alla Pubblica istruzione Falconi, abbiamo programmato nelle scuole nell’ambito del Piano triennale delle opere pubbliche recentemente approvato dal Consiglio comunale”.

Nella sala degli Evangelisti, a Palazzo degli Scolopi, si è insediata la Consulta giovanile. Ne fanno parte i consiglieri comunali Peppino Marras e Alberto Cauli, Paolo Baroli, Alessio Erriu, Gabriella Fadda, Francesca Guerra, Marco Congiu, Alessio Melis, Michele Mureddu, Laura Oro, Fabio Pinna ed Elisa Raggio. Ad accogliere i nuovi rappresentanti della Consulta, il sindaco ,Angela Nonnis, e l’assessore alle politiche giovanili, Francesco Pinna, che li hanno invitati a essere propositivi, a confrontarsi con il comune per proporre idee e progetti per lo sport e lo spettacolo, ma anche per altre iniziative per la città. Dai giovani la disponibilità all’impegno e al dialogo per fare di Oristano una città giovane, aperta al confronto e alla collaborazione e, subito, la richiesta di uno skate-park. Nei prossimi giorni la Consulta si riunirà nuovamente per la nomina del presidente e la costituzione dell’ufficio di presidenza.

I consiglieri comunali di minoranza di Tresnuraghes, Salvatorangelo Zedda, Antonio Sechi, Marco Muroni e Pina Peralta, hanno scritto una lettera al Prefetto di Oristano per lamentare  i gravi disagi che l’utenza è costretta a subire, ultimamente, negli uffici postali di  Tresnuraghes. Molti cittadini hanno  manifestato all’amministrazione comunale di Tresnuraghes l’esigenza di farsi portavoce presso la Direzione di Oristano per avere, almeno nel periodo estivo, un incremento di personale. Già da qualche settimana, infatti, si creano notevoli file presso gli sportelli, con grossi disagi per gli utenti. “Considerando che siamo soltanto a giugno – affermano i consiglieri di  minoranza -, e sicuramente la situazione si aggraverà nel periodo estivo, quando la popolazione si triplicherà per la cospicua presenza di turisti nella marina, riteniamo opportuno che il Prefetto intervenga presso gli uffici di Oristano, affinchè si ponga fine a questi disagi”.

Il sindaco di Oristano, Angela Nonnis, ha portato il saluto e gli auguri della città a Elia Cocco, che ha compiuto 100 anni. Nella sua casa di via Buozzi, la nonnina di Oristano è stata festeggiata da parenti e amici, mentre il sindaco Nonnis, insieme agli assessori Ivano Cuccu e Francesco Varsi, ha consegnato alla signora Cocco una targa ricordo con la rappresentazione di Eleonora d’Arborea. Elia Cocco ha tre figli, una femmina e due maschi, due nipoti e tre pronipoti.

 

 
Di pig (del 12/06/2009 @ 22:15:43, in politica, linkato 925 volte)

L’impianto di depurazione di Arborea non funziona e la colpa è di Abbanoa "…trentuno milioni di euro per realizzare un impianto di depurazione che Abbanoa non mette nelle condizioni di funzionare". Lo ha denunciato il capogruppo del Pdl alla Regione, Mario Diana, che ha presentato un'interrogazione all'assessore regionale ai Lavori Pubblici, Angelo Carta. L'impianto, che sorge nei pressi della Strada 15 Est, ad Arborea, è stato realizzato oltre quindici anni fa, con lo scopo di utilizzare gli scarti di lavorazione della “Cooperativa 3A” per la produzione di biogas e, successivamente riconvertito, affinche' servisse per depurare i reflui zootecnici del comparto e degli impianti di mungitura, oltre alle acque reflue dell'abitato di Arborea, delle frazioni e delle case rurali della bonifica. Attualmente solo l'abitato di Arborea è collegato al depuratore, mentre sono rispettivamente centodiciannove e settantuno le richieste di allaccio di imprese agricole e case rurali non ancora evase da Abbanoa. Inoltre, trentaquattro aziende e quattordici case rurali non possono allacciarsi al depuratore perche' non esiste la condotta. Per la realizzazione dell'impianto sono stati spesi sedici milioni di euro, mentre la riconversione e la costruzione delle condotte e delle stazioni di pompaggio sono costate, rispettivamente, quattro milioni e mezzo e dieci milioni e mezzo, per un totale di trentuno milioni. E ancora non basta, perchè per completare le condotte e consentire l'allaccio a tutti quelli che hanno fatto richiesta saranno necessari altri due milioni e mezzo. Nell'interrogazione, Diana sottolinea che il costo dell'allaccio per le aziende oscilla tra i sei e i dieci mila euro, e che, nonostante un impegno sottoscritto con il comune di Arborea, Abbanoa non ha ancora provveduto a completare gli allacci delle frazioni di Luri, Pompongias, Torrevecchia e S'Ungroni. Per il capogruppo del Pdl "…l'intervento pubblico, finalizzato alla soluzione dell'annoso problema dell'inquinamento da nitrati di origine animale, che affligge il comparto agrizootecnico di Arborea, non ha senso se il gestore del servizio idrico integrato non rende pienamente funzionante il sistema di depurazione. E’ immorale – ha detto Diana - che l'utilizzo di ingenti risorse pubbliche non porti ad altro che a vedere un'opera così importante per il territorio ferma e sostanzialmente impossibilitata a funzionare". Diana ha, quindi, chiesto all’assessore Carta di sapere perchè Abbanoa non abbia ancora provveduto a mettere in funzione il depuratore, se la società percepisca dagli utenti i costi per la depurazione, e cosa la giunta regionale intenda fare per risarcire gli utenti dei costi sostenuti per un servizio non disponibile. “Alla luce della necessità di tutelare gli ingenti investimenti effettuati – ha concluso Mario Diana – occorre che Abbanoa provveda a mettere in funzione il depuratore nel più breve tempo possibile, completando le condotte e soddisfacendo tutte le richieste di allaccio pendenti”.

Ricordate il milione di euro promesso dalla Regione a sostegno della capitalizzazione della Sogeaor, la società che ha in gestione l’aeroporto (si fa per dire) di Fenosu,  ad Oristano, e che aveva suscitato una marea di polemiche?  Un milione di euro di soldi pubblici, era stato detto allora da più parti, per un aeroporto il cui unico scopo, sintetizzando,  è  stato quello di far decollare soltanto la politica clientelare, è  un autentico scandalo.  Niente paura,  almeno per il momento, l'intervento da un milione di euro della Regione a sostegno della Sogeaor è sfumato.  La giunta regionale di Cappellacci, fregandosene altamente del fatto che la Provincia di Oristano (che ha la maggioranza delle quote) sia un’amministrazione di centro-destra, ha deliberato per la sottoscrizione delle quote, legate all'ennesimo aumento di capitale (a conferma di quanto abbiamo sempre sostenuto, e cioè che l’aeroporto sia una sorta di macchinetta mangiasoldi pubblici. ndr),  per un importo di appena 93 mila euro.  Considerato che non tutti i soci della Sogeaor, avevano sottoscritto le quote, la Regione ha deciso di  rivedere le proprie posizioni, rispetto agli impegni assunti dall'ex assessore ai trasporti Sandro Broccia che aveva assicurato un impegno finanziario significativo, in modo tale da alleggerire così anche il carico della Provincia di Oristano, che si è accollata (senza che glielo avesse ordinato il medico) gli oneri dei passivi della Sogeaor,  a causa dei continui aumenti di capitale. In seguito alla decisione della giunta regionale, quindi, il peso della Provincia nella Sogeaor è ulteriormente aumentato.  L’amministrazione provinciale ha, infatti,  ormai ha raggiunto il 72%  delle quote sociali,  contro il 14% del comune, il 7,9% della Camera di Commercio, che di ricapitalizzazione  non ne ha voluto neppure sentire parlare,  il 2,4% del Consorzio Industriale di Oristano, lo 0,2% della Sfirs, e il 3,2%  della Regione che, strano a dirsi, ha finalmente dimostrato un pizzico di saggezza.  Ci sono cose ben più importanti a cui destinare un milione di euro, devono aver pensato alla Regione, piuttosto che continuare ad incrementare la montagna di danaro sprecata per un aeroporto a dir poco inutile.

 

 
Di pig (del 14/06/2009 @ 16:00:45, in politica, linkato 737 volte)
E’ proprio vero che in politica quello che si dichiara oggi può essere tranquillamente smentito domani.  A questa pessima abitudine ci si è assuefati  a tal punto che sono pochissimi quelli che ancora si indignano. Il massimo esponente di questa particolarissima categoria (dove abbondano i “…non sono stato capito;…mi hanno frainteso; …mi spiego meglio; …non è questo quello che volevo dire; ecc…) è il nostro presidente del Consiglio che, solo per citare l’ultimo esempio,  dopo aver   parlato di “progetto eversivo” nei suoi confronti , aveva attaccato la stampa, perché “…se c'è un momento in cui bisogna prendere con le molle quello che dicono i giornali - aveva detto Berlusconi -,  è proprio questo: continuo a trovare virgolettati di frasi che non ho mai detto. La stampa italiana dipinge un'Italia che non è quella reale. La situazione della crisi è quella che conoscete, bisognerebbe non avere una opposizione e dei media che tutti i giorni cantano la canzone del pessimismo, del disfattismo, del catastrofismo. Penso che anche voi dovreste operare di più in questa direzione, per esempio non date pubblicità a chi si comporta così. Credo che sia una difesa logica e assolutamente fondata sulla realtà dei fatti”. Dopo aver constatato che questa frase aveva  fatto inorridire la maggior parte dei media, e non solo, il premier aveva poi precisato che con quella frase intendeva dire “… di non amplificare, di non dare retta  a chi alimenta il pessimismo come il leader del Pd, Franceschini”.  E mentre da una parte il presidente della Repubblica parlava della libertà di stampa come “…cardine dell’Europa unita” , il premier si smentiva ancora una volta, pretendendo la fiducia sulla legge anti-stampa e anti-intercettazioni che, questa sì, può essere considerata una vera e propria legge eversiva, perché di fatto limita la libertà di stampa e cancella con un colpo di spugna la sicurezza del Paese. Con l'approvazione di queste norme, eventuali reati di cui si sia resa responsabile la finanza e la politica (reati che, raramente, interessano dei poveracci) non potranno più  essere portati all’attenzione dell’opinione pubblica. Per i media, infatti, non sarà più possibile parlare dell’arresto di  un parlamentare, di un amministratore, fino al pocesso, né raccontare i fatti  e quali siano state  le ragioni che hanno portato all’arresto cautelare. Insomma,  è questa la ciliegina sulla libertà di stampa  (considerata in Europa tra le meno libere) nel nostro Paese fortemente  voluta da Berlusconi, che, abituato com’è ad essere circondato da yes-men,  per non essere contraddetto preferirebbe governare senza l’esistenza dell’opposizione e con una stampa asservita . Su questo delicato argomento è intervenuto  Giuseppe Angeletti, su www.italiadeivalori.it, con un interessante articolo, dal titolo “Bavaglio anche alla rete”, che vi proponiamo:

Tutti uniti contro Berlusconi, avevamo scritto: dopo i risultati elettorali. Invece non basta più, bisognerà essere davvero uniti ma per riaffermare i valori costituzionali, non si tratta più di contrastare il delirio di una persona, ma di riaffermare i principi medesimi della legalità repubblicana. Quanto è accaduto nelle aule della Camera dei deputati  non è solo l'ennesima legge ad personam e neppure una delle tante puntate della berlusconeide, si tratta invece di un passaggio chiave nella realizzazione di quel sultanato a reti unificate. Non bastava il controllo assoluto dell’informazione radiotelevisiva ma era necessario colpire anche la Rete. Le recenti elezioni hanno dimostrato come Internet sia oramai rimasto il solo strumento utile per accedere ad una libera informazione, priva di controllo o censura, anche sui temi della politica. Evidentemente il Governo ha ritenuto di dover intervenire per reprimere anche l’ultimo spazio di democrazia attraverso un provvedimento che, pur non riguardando affatto la Rete, imbriglia e censura la libertà di opinione e di accesso alle informazioni, tutelata dalla Costituzione. Altro che conflitto di interessi. Sotto il profilo giuridico, se ci riferiamo all’attività di informazione svolta dai mezzi di informazione tradizionali, la disciplina dell’accountability delle informazioni in vigore è già molto rigida ed ampiamente disciplinata poiché i giornalisti sono soggetti alla legge sull’ordinamento della professione di giornalista (legge n. 69/1963) e alla Carta dei doveri del giornalista e alla vigilanza da parte dell’Ordine. La tutela dell’informazione in ambito comunitario arriva al punto che la stessa Corte europea ha dato risalto all’interesse generale alla divulgazione dei documenti nonostante la loro provenienza illecita. Per quanto riguarda invece i siti di informazione “non tradizionali” costituiti perlopiù da semplici utenti (blogger amatoriali) va evidenziato che:
1. La norma proposta è in violazione di uno dei principi fondamentali espressi dalla nostra carta costituzionale (art. 21 Cost.) che autorizza la libera manifestazione di pensiero in tutte le sue forme salvo che non si tratti di attività contrarie al buon costume.
2. In caso di informazione veicolata attraverso siti informatici “non tradizionali”, la norma in vigore (art. 16, D.Lgs. 70/2003) dichiara che il prestatore del servizio (hoster) non è responsabile dei contenuti memorizzati salvo che non sia a conoscenza dell’illiceità dell’informazione. Con “informazione illecita” si intende una informazione contraria alla legge: le informazioni non veritiere o lesive della persona non sono sempre illecite.
3. L’articolo 10 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali sancisce, infatti, che il diritto alla libertà di espressione, tra cui si menziona la libertà di ricevere informazioni (dalle fonti della notizia), è tutelato senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche.
Ulteriore criticità è la concreta applicazione della norma proposta relativamente a:
1. La definizione e identificazione di siti di informazione, poiché la norma stessa risulterebbe di difficile applicazione nel caso di piattaforme che tipicamente ospitano contenuti realizzati da utenti terzi, perlopiù non identificabili direttamente ma tramite un indirizzo e-mail, come Youtube, Facebook, ecc.
2. La vigilanza per il rispetto del dettato normativo, soggetta ad eccessiva discrezionalità, o che rischierebbe di creare facili discriminazioni tra alcuni siti, probabilmente i più diffusi o gestiti da utenti “scomodi” rispetto all’intero universo dei blogger presenti in rete.
Tra l’altro giova portare a conforto di tale considerazione, il dibattito in corso a livello internazionale:
1) negli Stati Uniti, l’accountability dell’informazione fornita da siti di informazione “non tradizionali” o non di stampo giornalistico viene demandata alla capacità di discernimento della stessa utenza, con il risultato di perdita di utenti/credibilità di fronte ad una costante veicolazione di informazioni ritenute non veritiere;
2) in Francia, la Corte Costituzionale ha censurato proprio ieri la discussa legge su Internet, ribadendo la validità dei diritti fondamentali della libertà di espressione e comunicazione (che può essere limitata solo dall’Autorità giudiziaria) e confermando – al contrario di quanto sostenuto dal Ministro della Cultura francese - che Internet è un diritto fondamentale.
In queste ore tutti questi temi sono rimasti in ombra e le informazioni sostanziali non sono neppure arrivate ai diretti interessati. Le norme relative alla rete costituiscono un altro aspetto della aggressione in atto nei confronti del pluralismo editoriale già, profondamente sfigurato dai conflitti di interesse e dalle concentrazioni della proprietà e delle reti in pochissime mani. In ogni caso non possiamo aspettare l'aiuto di una divinità e ancora meno di qualche pentito della maggioranza. Adesso è davvero giunto il momento di chiamare a raccolta e di unire quanti hanno davvero a cuore la Costituzione e in particolare l'articolo 21 della Costituzione. Contro questa legge è necessario attivare tutte le iniziative individuali e collettive possibili: dall'obiezione di coscienza alla costituzione di appositi siti per garantire ogni informazione di rilevanza sociale, dall'assistenza legale alla presentazione di denunce ed esposti alle competenti autorità internazionali e nazionali. (Giuseppe Angeletti)

 
Di pig (del 16/06/2009 @ 00:01:51, in politica, linkato 849 volte)
“Nonna Abelarda Nonnis” ha passato gli ultimi giorni a distribuire Citrosodina e Alka-Seltzer, nel tentativo di far digerire le sue decisioni, soprattutto a coloro che nella coalizione di centro-destra soffrono di mal di pancia. Che la maggioranza scricchioli e che, in più occasioni, non si sia dimostrata coesa, dando segni di cedimento preoccupanti,  non è solo l’opposizione a dirlo. D’altro canto, basta togliersi per un attimo il prosciutto dagli occhi e dare uno sguardo alla città, per constatare come Abe  e il suo esecutivo abbiano fino ad ora posto in essere il “nulla”, dimostrando quello che andiamo dicendo da sempre, e cioè che nel vocabolario di “Nonna Ablarda Nonnis” il termine programmazione non esiste. E che “Nonna Abelarda” punti molto sull’improvvisazione, sulla trovata estemporanea, sui giochi di prestigio, sulla rassicurazione,  sull'ipotetico cambiamento, sul dare ragione a tutti e poi continuare a fare quello che vuole, ormai  lo hanno capito anche i consiglieri meno esperti, che ritengono il sindaco un autentico pinocchio in gonnella L’ultimo esempio del comportamento gattopardesco di Abe lo si è avuto in occasione della recente richiesta di una verifica politica, avanzata con forza dal Gruppo Misto  e da Verso il Pdl, che avevano chiesto al sindaco un incontro ai massimi livelli, in modo tale da avere la garanzia, dopo mesi d’impasse,  dell’attuazione effettiva del programma e di un rimpasto in giunta, considerato che, a loro dire, alcuni assessori non si sono mai dimostrati all’altezza della situazione. Il sindaco ha incontrato prima i quattro del Gruppo Misto e poi i dieci del gruppone consiliare (dove in molti hanno il dente avvelenato nei confronti dell’esecutivo) ed ha cercato in tutti i modi di smussare gli angoli e di appianare le divergenze, senza tuttavia riuscire a convincere nessuno e a stemperare le polemiche. “Finchè non rispetterai i nostri “sette comandamenti” – hanno risposto i quattro “evangelisti” alla Nonnis” -, non ci sentiremo organici alla maggioranza”. Anche all’interno dl gruppone ci sono gli irriducibili che, al di là delle dichiarazioni di facciata, sono  intenzionati  a non fare sconto alcuno al sindaco che, non va dimenticato, aveva defenestrato contro il parere dei partiti l’allora assessore all’Urbanistica Franceschi e il vicesindaco Vidili. Un boccone amaro che il gruppo consiliare più consistente non ha ancora digerito. E’ anche vero che agli ultimatum di gruppi e partiti Abe, dopo aver annuito, ha sempre fatto spallucce, continuando per la sua strada tortuosa senza ascoltare nessuno. E altrettanto vero che le forze politiche, che avevano deciso di chiedere il conto al sindaco dopo le ragionali, sono attualmente più concentrati nel cercare di risolvere le loro grane interne e nell'interpretare quanto avviene nel  centrodestra (dov’è attualmente in atto una guerra che vede impegnati “tutti contro tutti” come mai era avvenuto prima), che a dedicare il tempo che, invece, meriterebbe l’attuale, delicata situazione politica in comune. Le cannonate di Pasquale Onida contro il Pdl, e Mario Diana in particolare, e quanto sta accadendo nell’Udc, soprattutto dopo che  la corrente (ancora maggioritaria?) di Cuccu si è trasforma in Provincia e comune in Idc, stanno catalizzando l’attenzione di quanti hanno già iniziato quelle che, di solito, vengono chiamate “grandi manovre” in vista delle provinciali del prossimo anno. Intanto, pare che Claudio Atzori (fedelissimo di Diana), defenestrato da Onida, sia rimasto alla presidenza del Consorzio Industriale, in quanto sembrerebbe che Onida gli aveva affidato, a suo tempo, solo la delega per rappresentare la Provincia in seno all’Assemblea, e che solo quest’ultima sembra possa revocare o meno Atzori. dalla presidenza. A questo proposito sembra che Pasquale Onida abbia chiesto a Mario Diana (nella spartizione delle poltrone, la presidenza del Consorzio spettava ad An. ndr) un altro nome al posto di Atzori, e che Diana abbia risposto picche. Nell’Udc, la parte avversa a Franco Cuccu starebbe preparando un dossier da allegare alla richiesta di deferimento di Cuccu ai probiviri, a conferma di come la lotta interna al partito si sia ulteriormente incancrenita. Il tutto mentre, per il momento a livello strettamente personale, sono tanti gli incontri trasversali che si sono avuti in città tra vari esponenti politici di spicco delle nostra provincia. Alcuni per cercare spazi nuovi e tentare di essere inseriti tra i papabili alla presidenza; altri per cercare nuove alleanze; altri ancora per trovare una nuova verginità politica in altri partiti. Oltre ai soliti nomi di candidati alla presidenza della Provincia che si sono fatti in questi ultimi tempi, negli ambienti politici sta circolando la voce "succosa” di un asse politico tra Marcello Serra e Aldo Leoni, con Serra (e i consiglieri a lui vicini) che lascerebbe l’Udc per guidare alle prossime provinciali una lista civica “tosta”. Voci che, chiaramente, potrebbero rispondere a verità o che potrebbero rilevarsi infondate, perchè messe in giro ad arte, per alimentare polemiche, per seminare zizzania, per dividere, e che, visto che stanno circolando ad Oristano con una certa insistenza, vi riferiamo per mero dovere di cronaca. Intanto, tornando al comune, non pensiamo di dire un’eresia se affermiamo che, attualmente, il consigliere comunale Umberto Capoccia (Verso il Pdl) sia in posizione molto critica nei confronti del sindaco di Oristano e dell’esecutivo. Un’ulteriore tiratina d’orecchi di Capoccia alla giunta Nonnis è arrivata con una interrogazione urgente sui “lavori di segnaletica orizzontale e verticale; sistemazione delle aree a parcheggio; bitumatura delle vie cittadine”, di cui vi proponiamo il testo integrale:

“Premesso che in questi ultimi giorni non solo le strade della Città di Oristano, soprattutto quelle più importanti per quanto riguarda i flussi di traffico (via Cagliari, via le Diaz, via G. Currelie parallela) ma anche alcune aree di parcheggio (quello antistante gli uffici finanziari) sono stati impegnati da lavori di segnaletica orizzontale le prime, bitumatura manto stradale le seconde e di spianamento e stesura di pietrisco il terzo; che sistematicamente e pervicacemente i lavori vengono eseguiti nelle ore del mattino (7,30/13,30); che le ore scelte per i lavori sono quelle di maggior intensità di traffico, per cui, costantemente lo stesso viene non solo rallentato, ma addirittura in certi momenti impedito, creando notevoli disagi ai cittadini, situazioni di pericolo per chi deve realizzare i lavori, notevole impegno per i Vigili Urbani. Tutto ciò premesso, con la presente, Interroga i referenti politici responsabili dei fatti citati al fine di conoscere:
1. Chi da le disposizioni perché i lavori vengano eseguiti quando le condizioni sono più sfavorevoli per il traffico e quindi per il Cittadino.
2. Chi è il responsabile politico e o amministrativo dei fatti citati.
3. Perché nella predisposizione degli appalti delle lavorazioni non viene indicato perentoriamente un orario più adatto (14,30/19,30), soprattutto quando le ore di luce lo permettono, come nel periodo primavera/ estate.
4. Quali impegni intende prender il Sig. Sindaco affinché tali fatti non si abbiano più a verificare”.
 
Altre notizie:

Dal deputato del Pd, Caterina Pes, riceviamo e volentieri pubblichiamo: “Mentre scrivo, il decreto legge 39/2009, che all’articolo 17 sposta il G8 dalla Maddalena all’Aquila, è all’esame della Camera. Mentre scrivo, mille abruzzesi, arrivati questa mattina, a Roma, protestano davanti a Montecitorio perché le promesse di Berlusconi si stanno rivelando tali. Mentre scrivo, si sta perpetrando l’ennesima, duplice beffa: una ai danni dei sardi, l’altra ai danni degli abruzzesi. Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è riuscito nella duplice missione di deludere gli uni e gli altri, speculando a fasi alterne sul dolore di due popolazioni.  La prima, perché doverosamente in questo momento è prima, è quella dell’Abruzzo. Ho dichiarato fin dal primo momento tutta la mia solidarietà alle popolazioni colpite dal terremoto:  la mia solidarietà e quella dei sardi.  Mi associo alla dichiarazione del collega On. Guido Melis: noi deputati sardi del Pd siamo a fianco alle genti colpite dal sisma, esprimendo con ciò la nostra vicinanza e la nostra solidarietà in un dramma di persone, prima che di popoli. Persone prima travolte da una tragedia, poi tradite dall’ennesimo spot propagandistico, in questa campagna elettorale ad oltranza che è la politica di Silvio Berlusconi. Ma c’è un altro tradimento, bruciante, ed è quello degli abitanti della Maddalena e della Sardegna, più in generale. La Maddalena, che con la servitù militare statunitense che ne ha ipotecato lo sviluppo turistico, ha pagato per trent’anni un tributo pesantissimo allo Stato italiano: il G8, in questo senso, sarebbe stato solo l’anticipo di un risarcimento che, adesso, l’Italia dovrebbe a questa terra. Noi del Pd lealmente non ci siamo opposti allo spostamento del G8 in Abruzzo, per garantire la ricostruzione nel minor tempo possibile. Ma altrettanto fermamente abbiamo chiesto, fin da subito, che tutte le opere previste in Sardegna in occasione del G8 fossero concluse, e fossero concluse a spese dello Stato, non della Regione, come – nonostante i proclami e le rassicurazione – appare chiaro dal decreto legge 39. Lealmente, come deputati sardi del Pd non abbiamo scelto la via dell’ostruzionismo nella discussione della legge, ma abbiamo presentato una serie di emendamenti all’articolo 17 del decreto legge 39 – quello in cui è previsto il trasferimento del G8 – che impegni il Governo a concludere a spese dello Stato, non della Regione, le opere già cominciate e quelle programmate, ma anche a mantenere fede agli impegni presi con il comparto turistico locale. Molto si è detto, infatti, delle opere che rischiano di rimanere incompiute a causa dello scippo dei fondi. Non può passare in secondo piano però l’altrettanto scandalosa questione delle decine di servizi alberghieri e  turistici del Nord Sardegna nei quali la potente macchina del G8 aveva prenotato gran parte dei posti. Alberghi e servizi che avevano, fra l’altro, investito anche economicamente sulle proprie strutture in vista dell’evento mondiale e che, a causa della stagione turistica ormai inoltrata, rischiano ora di restare desolatamente vuoti. Nell’emendamento che mi vede come prima firmataria, ho proposto che i servizi turistici che hanno bloccato le prenotazioni in quanto già prenotati per il G8 possano essere rimborsati fino al 50 per cento: una misura che servirebbe a risarcire gli albergatori e gli operatori turistici per il danno subito e a limitare le perdite, evitando che anche i posti di lavoro vengano liquefatti dalla crisi. Si tratta, per di più, di una questione di principio: anche lo Stato, tanto più lo Stato, per una questione di giustizia e di civiltà, dovrebbe pagare una penale, come qualsiasi privato cittadino farebbe, nel caso disdica una prenotazione fuori tempo massimo. Ho raccolto le preoccupazioni degli imprenditori e dei sindacati, delle organizzazioni economiche e dei lavoratori, unanimi nella protesta: il provvedimento, così com’è, rischia non solo di far perdere ingenti guadagni, ma anche di dare il via a una raffica di licenziamenti nel settore turistico, particolarmente florido nel Nord Sardegna, unica valvola di sfogo in un territorio e in un  momento attanagliati dalla crisi dell’industria. Mi auguro e ci auguriamo che la nostra lealtà, di sardi e di democratici, venga compensata da altrettanta lealtà da parte del Centrodestra che è alla guida del Governo nazionale  e di quello regionale. In particolare, ci aspettiamo che i deputati sardi del Pdl abbiano a cuore gli interessi dei sardi e siano con noi in questa battaglia. In caso contrario, dovremo dedurre che si tratta di un tradimento degli interessi del popolo che li ha espressi”. (Caterina Pes – deputato Pd)


Con una ordinanza firmata dal dirigente del settore strade è stata riaperta oggi al traffico già la strada provinciale 34 Ghilarza - San Serafino, non interamente  percorribile dallo scorso dicembre per via di una frana che aveva interessato la  carreggiata  nei pressi del novenario campestre di S. Giovanni. Tempi rispettati, quindi, per la realizzazione delle opere (si era parlato proprio del 15 giugno), concordati dall’amministrazione comunale con l’assessore provinciale, Serafino Corrias. “Come assessore espressione del territorio – ha affermato Serafino Corrias - , ho seguito passo per passo l’iter dei lavori e manifesto soddisfazione per il rispetto degli impegni presi a maggio. Come amministrazione provinciale sento, comunque, il dovere di scusarmi lo stesso con quanti (allevatori e cittadini) hanno giustamente  lamentato gravi disagi dovuti alla chiusura della strada. Non bisogna dimenticare, infatti, che la provinciale 34 collega una fetta importante delle campagne ghilarzesi ed è diventata ormai il collegamento privilegiato per il traffico proveniente  dal Barigadu.”

Venerdì 19 giugno, alle ore 18, si terrà ad Oristano, presso il salone San Domenico, in via Lamarmora, un incontro-dibattito sul tema “Economia e ricerca del benessere: lavoro, consumo e relazioni interpersonali”. Ad approfondire la delicata questione sarà Vittorio Pelligra, economista e docente presso la Facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Cagliari. L’iniziativa si inserisce nell’ambito del ciclo di incontri “Agorà per una politica partecipata”, promosso dall’osservatorio socio-pastorale della diocesi di Oristano, dal Meic (Movimento Ecclesiale di Impegno culturale), dal Movimento politico per l’Unità, e da altre associazioni ecclesiali della diocesi di Oristano. All’incontro interverrà anche Salvatore Fadda, della Direzione provinciale del lavoro, che approfondirà il rapporto tra giovani e mondo del lavoro, in relazione alle opportunità offerte dal territorio e dalla normativa vigente. Seguirà il dibattito con esperienze dal mondo del lavoro e dell’imprenditoria locale.
 
Per consentire agli elettori fisicamente impediti di esercitare il diritto di voto in occasione del referendum popolare del 21 e 22 giugno 2009, il Servizio Igiene Pubblica della Asl n°5 di Oristano rilascerà le certificazioni da esibire nei seggi elettorali. I documenti potranno essere richiesti nella giornata di domenica 21 giugno presso gli ambulatori ubicati nei comuni di Ales, dalle 10 alle  12; Bosa e Ghilarza dalle 9 alle 10; Oristano, dalle ore 9 alle 11. Potranno richiedere la certificazione gli elettori che, come previsto dall'articolo 41 del DPR 570/60, hanno necessità di entrare in cabina con un accompagnatore. Gli interessati dovranno presentarsi presso gli ambulatori di Igiene Pubblica muniti di un valido documento di identità e di certificazione sanitaria che ne provi l'impedimento fisico.
 
Di pig (del 17/06/2009 @ 00:15:22, in politica, linkato 1194 volte)

Chissà perché, ma ogni volta che al consiglio comunale di Oristano prende la parola Umberto Capoccia (Forza Italia verso il Pdl) ci si aspetta sempre il botto. Era accaduto tempo fa, quando Capoccia, pur senza nominarlo, aveva sparato delle bordate micidiali nei confronti dell’allora dirigente dell’Ufficio tecnico Zonchello, scatenando un putiferio, ed è successo anche nella tarda serata di ieri con una esternazione, a dir poco deflagrante, il cui obiettivo era quello di colpire l’assessore all’Urbanistica, Salvatore Ledda ed il sindaco “Nonna Abelarda Nonnis”, con i quali non c’è mai stato grande feeling. Capoccia non ha, quindi, deluso le aspettative, anche se ha tenuto a precisare che le sue erano dichiarazioni a puro titolo personale, che non dovevano coinvolgere il suo gruppo consiliare che, peraltro, non era stato messo al corrente della sua iniziativa. E che questo rispondesse a verità lo ha confermato una successiva dichiarazione di Antonio Franceschi, capogruppo di Forza Italia verso il Pdl, che ha preso la parola “…per puntualizzare, così come dichiarato dallo stesso consigliere, che l'intervento del consigliere Capoccia è a puro titolo personale, e per puntualizzare che il gruppo di Forza Italia verso il Pdl conferma la fiducia al sindaco e a tutta la giunta”. Una dichiarazione, quella di Franceschi, che non sminuisce di certo la gravità delle accuse di Capoccia nei confronti dell’esecutivo (Ledda e sindaco, in primis), ma che, a scanso di equivoci e possibili fraintendimenti, prende le distanze da Capoccia, ribadendo che una cosa è la richiesta di una verifica politico-programmatica, un’altra la fiducia alla giunta Nonnis. Ma cos’ha detto di così sconvolgente Umberto Cappoccia? Vi proponiamo il suo intervento integrale, tratto dalla bozza del verbale del consiglio comunale, ricordando che, trattandosi appunto di una “bozza”, può contenere delle omissioni ed imprecisioni: “Non pensavo di prendere la parola riguardo a questo punto all'ordine del giorno – ha detto Capoccia-  ma quanto è successo venerdì 12 giugno, in conferenza dei capigruppo, mi ha fatto maturare questa decisione. I capigruppo presenti alla conferenza, il presidente del consiglio comunale e lo stesso sindaco  possono testimoniare quello che è successo (tra Capoccia e l’assessore Ledda c’era stato un durissimo scontro. ndr). E' con un certo rammarico e con molto dispiacere che mi vedo costretto a fare questo intervento, anche perché non è la prima volta che mi capita, precisando da subito che anche questa volta lo faccio a titolo personale e che, quindi, non si deve coinvolgere in alcun modo il mio gruppo, che peraltro non è stato messo al corrente di questa mia iniziativa. Poiché non è la prima volta che tra me e l'assessore all'Urbanistica si sono evidenziati forti contrasti in merito alla linea che lui sta pervicacemente perseguendo, e che non condivido nella maniera più assoluta, mi vedo costretto a ribadire quanto segue: da questo momento in poi, e voglio che sia ben chiaro, non ci può essere da parte mia nessuna condivisione sull'operato dell'assessore, e se il sindaco vuole persistere nel lasciarlo al suo posto sarà sempre comunque in consiglio che io manifesterò il parere sul suo operato, assentendo o dissentendo, a seconda dei casi. Tuttavia vorrei suggerire al sindaco, sperando di essere finalmente ascoltato, di non insistere più di tanto nel mantenere al suo posto chi, a mio parere, attualmente occupa indebitamente l'incarico di assessore all'Urbanistica. Questo per alcuni e semplicissimi, evidenti motivi, che sono chiari a tutti, fuorché al sindaco e alla parte politica che l'ha proposto e che lo sostiene. Infatti le sue caratteristiche non appaiono congrue, a mio parere, con l'incarico che gli è stato assegnato. Dovrebbe, infatti, essere un assessore tecnico, non essendo stato eletto, ma per quello che ho potuto verificare del suo operato mi sembra di avere capito che si dichiara giornalista e non ha, a mio parere (credo di averne la competenza per affermarlo) quella minima e necessaria competenza per svolgere quell'incarico. Non è nemmeno un assessore politico, non solo per quello che ho detto prima, non è stato infatti eletto, ma perché è stato proposto da un partito della sua maggioranza, signor sindaco, che ha un peso minimale nella coalizione: ha infatti un solo consigliere e, quindi, non può e non dovrebbe avere un assessorato così importante come l'urbanistica, che peraltro era stato inizialmente assegnato al partito più importante della sua coalizione e al quale, a mio parere, deve ritornare perché impropriamente e inopinatamente privato dello stesso. La cosa ancora più rilevante, e che sicuramente rende assolutamente inaccettabile il permanere nel ruolo assegnatole, è non solo il suo modo di comportarsi, ma anche - e cosa ben più grave - il fatto che l'assessore continua a persistere nel suo atteggiamento: non accetta infatti nessun contraddittorio e, soprattutto, nessun dialogo, dimostrando in ogni occasione una fortissima insofferenza a qualsiasi tipo di osservazione, giusta o sbagliata che sia, mantenendo anche un atteggiamento arrogante e indisponente. Si chiude continuamente nel suo misterioso silenzio, senza voler riferire nulla ai consiglieri, nonostante le numerose sollecitazioni per sapere quanto sta facendo e ha fatto. Questo può  dipendere, a mio parere, solo da due motivi: non dice nulla perché non ha fatto nulla? E questo è grave. Non dice nulla perché non vuole dire nulla?  E questo è gravissimo. E' soprattutto per quest'ultimo motivo che le chiedo, signor sindaco, di restituire la delega all'Urbanistica al suo legittimo proprietario, perché non può lasciare questa delega a chi la tiene senza averne il diritto, e che, forse, è andato troppo avanti con scelte sul Puc, che sembrano intravedersi dalle sue sporadiche dichiarazioni: piani di zona 167, aree di espansione verso Silì, centri direzionali verso il Consorzio Industriale, revisione totale del Puc anziché adeguamento al Ppr, e quant'altro si scoprirà successivamente. Scelte che non sono di pertinenza dell'assessore all'Urbanistica ma dell'intero consiglio comunale, maggioranza e opposizione. La prego, pertanto, di voler essere conseguente, signor sindaco, manifestandole pubblicamente il mio dissenso, la mia personale sfiducia non solo sull'assessore, ma anche su di lei. Chiudo dichiarando il mio voto favorevole al punto all'ordine del giorno  (adozione definitiva del piano di sclassificazione delle terre civiche).  A Capoccia ha voluto replicare il sindaco, che ha confermato la sua fiducia all’assessore Ledda, e  si è riservata di mettere per iscritto alcune considerazioni circa la presenza di Capoccia nella maggioranza. “Farò una comunicazione scritta - ha detto Abe, visibilmente contrariata - al suo rappresentante politico (se lei fa ancora parte di qualche schieramento, visto che va per conto suo), al  segretario provinciale e regionale del suo partito, che lei ha ferito, e poi avremo modo di incontrarci sicuramente in altri contesti…  Vorrei sapere se lei, ingegner Capoccia, non vuole il Puc per la città di Oristano, o se qualcun altro non lo vuole, o se lei ha problemi personali per cui ha difficoltà ad interagire con l'assessore Ledda, e non solo, per quanto riguarda un argomento così importante…”. Sull’argomento, ponendo in evidenza la crisi della giunta e della coalizione di maggioranza (che senza Capoccia e i quattro del Gruppo Misto arriva a 20 voti e , quindi, non ha più i numeri necessari per governare), sono intervenuti Peppino Marras (Pd), Mauro Solinas (Fortza Paris), e, con un durissimo intervento, Giuliano Uras (Udc),  che ha concluso affermando: ”Questo non è un problema che si può risolvere, dicendo: signor sindaco lei gode della nostra fiducia incondizionata, e non si può neanche risolvere dicendo: signor sindaco, questi sono i nostri punti programmatici che le imponiamo di seguire in tempi brevi. Perché sta vincendo, comunque, la politica del tirare a campare: prima sento un gruppo, poi vado in Egitto, poi torno e faccio una dichiarazione, poi sento l'altro gruppo, il gruppo di maggioranza relativa, poi bisogna finire il giro con calma, mica ogni giorno, una volta ogni quindici giorni sento un  partito, poi quando li ho sentiti tutti, siccome hanno detto cose diverse, devo rifare il giro per fare sintesi.  Intanto è passato luglio, agosto, settembre, e arriviamo a Natale; poi ci sono le provinciali… evviva la politica del tirare a campare. Signori, tre anni  dovete stare qui;  volete tirare a campare in queste condizioni? Per il bene di chi? Della città non di sicuro. Di quei consiglieri che sono spaventati dall'idea di non tornare in consiglio comunale? E' un po’ poco… Di alcuni assessori che hanno solo il titolo e non la vera capacità manageriale di un assessore,  o peggio di sindaco? Quando si fanno proclami d’essere migliori di chi vi ha preceduto e, sicuramente, di chi vi seguirà, alle parole un minimo di fatti dovrebbero seguire…”.  Per la maggioranza è intervenuto Angelo Angioi (Pdl), che ha chiesto maggior coinvolgimento e collegialità, mentre l’assessore Ledda non ha voluto dire alcunché in risposta alle dichiarazioni di Capoccia. L’episodio, al di là della condivisione o meno di quanto affermato da Umberto Cappoccia, è l’ennesimo esempio dello sfilacciamento della coalizione di centro-destra  e dell’attuale stato di crisi in cui versa la maggioranza, o ex maggioranza, visto che non ha più i numeri per essere considerata tale. Ciò che maggiormente ci colpisce in questa delicata situazione è la posizione, non tanto di Ledda (che a nostro avviso non sta operando male) e a cui non possono essere imputati  tutti i mali dell’amministrazione, ma del sindaco che, per l’ennesima volta, ha dimostrato di non avere alcuna capacità di sintesi e che da politico lungimirante qual è, ha escogitato un metodo ”originale” per la soluzione della crisi: temporeggiare, in attesa che i problemi si risolvano da soli. Steso un velo pietoso sul claudicante cammino di “Nonna Abelarda Nonnis” e della sua rabberciata coalizione, dove non possa giorno senza che si stacchi un pezzo, dopo  aver approvato l’adozione del piano di classificazione e di trasferimento delle terre civiche, il consiglio comunale si è occupato di una interpellanza sull’affidamento dei campi sportivi ad Oristano, presentata da Efisio Sanna, a cui ha risposto l’assessore Francesco Pinna. Risposta che non ha soddisfatto l’interpellante, che ha chiesto all’esecutivo “…di fare un passo indietro, di rivedere la situazione, di fare un bando per la gestione di questi impianti sportivi, con un disciplinare chiaro, inequivocabile che non si presti a interpretazioni di varia natura, perché la posta in gioco è importante per la città, mantenendo chiaramente quelli che sono gli aspetti sociali dello sport e gli aspetti economici, che possono riguardare tutti noi”. Il consiglio ha poi approvato una mozione urgente, presentata dai consiglieri  Antonio Scanu, Gianni Sanna e Mimmo Serusi, per dichiarare il comune di Oristano “territorio comunale denuclearizzato”. Al dibattito sono intervenuti, oltre ad Antonio Scanu e Gianni Sanna, che hanno illustrato la mozione, i consiglieri Sulis, Federico,  Marazzi, Angioi e l’assessore Lisini. Intanto, oltre alla seduta di domani, il consiglio comunale è stato convocato per lunedì 22 giugno, alle 10, con un unico punto all’ordine del giorno: “adeguamento del Piano Urbanistico Comunale. Relazione dei Professori Bernardo Sechi e Paola Viganò”.

Altre notizie:

"Cala la censura anche sulle delibere della Giunta regionale.  Secondo un copione attualmente assai in voga negli ambienti di governo del centrodestra, anche in Sardegna si comincia la marcia di oscuramento della verità , della trasparenza e della corretta informazione". Lo ha sostenuto il consigliere regionale del Pd ed ex assessore all'Urbanistica nella Giunta Soru, Gian Valerio Sanna. "Dopo aver messo al sicuro la partigiana strategia informativa dell'Unione Sarda – ha scritto Sanna in un comunicato stampa - ed accoliti derivati, la Giunta adotta una delibera (n.27/4 del 9 giugno 2009) con la quale, invece che rimuovere gli ostacoli che da alcune settimane impediscono l'accesso immediato e sistematico alle delibere della stessa Giunta, alcune delle quali restano oscurate per alcuni giorni, provvede a regolare la formazione degli atti e poi dispone che le delibere siano “di norma pubblicate”, ovvero non più secondo una precisa regola di trasparenza.  Viene altresì affermato – ha sostenuto Sanna - che per non pubblicare in tutto o in parte gli atti pubblici della Giunta regionale basterà che il proponente assessore ne faccia richiesta nella trasmissione della delibera, per motivi di riservatezza. Ma a ben vedere la disposizione di “norma” assume un valore assai più ampio dal momento che per la riservatezza esistono già norme per l'esclusione degli atti dalla pubblicazione. Si prosegue escludendo anche le delibere di natura legale così nessuno potrà verificare qualità e quantità del contenzioso che la Regione affronta. Bene. Inizia l'era della sottomissione dell'informazione regionale al volere di chi impera. Ancora una volta – ha concluso Sanna - la maggioranza del Consiglio regionale resterà silenziosa e sottomessa alle nuove direttive dei manovratori".

Venerdì prossimo, il gruppo in consiglio regionale, assieme agli assessori e ai parlamentari del Pdl,  s'incontreranno a Guspini, alle 10.30, per coordinare un'azione comune, in base alle linee contenute nel programma elettorale. L’iniziativa, potrebbe anche essere l’occasione per concordare un eventuale rimpasto in giunta, di cui sempre più spesso si vocifera in questi giorni. Caduta, con la sentenza della Consulta, l'incompatibilità fra le cariche di consigliere e assessore, si parla di avvicendamenti fra il coordinatore dell'Udc, Giorgio Oppi, e l'attuale assessore all'Ambiente, Emilio Simeone (che andrebbe a dirigere una Asl); fra il consigliere del Pdl, Ignazio Artizzu, e l'assessore al Lavoro Maria Valeria Serra; e fra l'ex portavoce di Forza Italia e consigliere regionale Pdl, Pietro Pittalis, e l'attuale assessore al Bilancio,Giorgio La Spisa, che andrebbe all'Industria. Queste voci non hanno tuttavia trovato conferme.  "Escludo che ci possa essere qualsiasi modifica degli assetti di giunta in questo momento – ha affermato  il capogruppo del Pdl, Mario Diana, lasciando intendere che il tema rimpasto non è all'ordine del giorno dei lavori dell'incontro di  venerdì pfrossimo. Anche Artizzu, che non ha mai nascosto l'interesse per un incarico in Giunta, è prudente: "Non ho sentito il presidente in questi giorni. Essere indicato come futuro assessore al Lavoro può anche farmi piacere, ma tutto ciò non è, per il momento, supportato dai fatti".  Sull’argomento è intervenuto anche il presidente della Regione Cappellacci: "L'ingresso dell'onorevole Oppi nella giunta regionale era previsto, rientra negli accordi originari in maggioranza. Quest'eventualità, infatti, era stata esaminata all'inizio, ma non concretizzata finora per il ruolo che Oppi ricopriva in parlamento". Da Bruxelles, dov'è impegnato nel Comitato delle Regioni dell'Ue, Cappellacci conferma , quindi, l'imminente ingresso nel suo esecutivo del coordinatore regionale dell'Udc, al posto di  Emilio Simeone, assessore all'Ambiente. Quanto agli altri avvicendamenti ipotizzati, che riguarderebbero gli assessorati al Bilancio e al Lavoro, Cappellacci è stato categorico: "Pure fantasie". Cappellacci ha poi sottolineato l'urgenza di approvare subito il collegato alla finanziaria, già all'ordine del giorno della riunione di giunta di martedì scorso, poi rinviata a venerdì  prossimo, alle 8.30. "Venerdì  la seduta sicuramente si farà”, ha detto il presidente, è quindi potrebbe anche essere rinviato l'incontro fra consiglieri regionali, parlamentari e assessori del Pdl, convocato per l'intera giornata a Guspini. "Il mio ingresso in giunta – ha affermato Giorgio Oppi - deriva da accordi politici con il presidente e la maggioranza, per le mie competenze. E' un percorso concordato con lo stesso Simeone, con cui ho un rapporto fraterno, al quale aveva chiesto di fare il primo pezzo di strada, in attesa che io mi liberassi dagli impegni in parlamento".  Precisando di essersi dimesso dalla Camera dei Deputati, Oppi  circa l’eventuale rimpasto, di cui si parla insistentemente,  lo ha  liquidato come "fantasie della politica”.

“Impegnare il Governo a risarcire gli albergatori, i ristoratori e gli operatori turistici, i cui servizi erano stati prenotati in occasione del G8 della Maddalena. E' quanto avevo chiesto nell'emendamento – bocciato anche con il voto contrario dei colleghi sardi del Pdl -  all'art.17 del decreto legge 28 aprile, n. 39. Il provvedimento, che riguarda le misure urgenti in favore delle popolazioni colpite dal sisma in Abruzzo, delibera fra l'altro il trasferimento dell'incontro mondiale dall'arcipelago sardo all'Aquila: una norma che avrà ricadute pesanti e inaccettabili sul piano economico, infrastrutturale e occupazionale per la Sardegna.  Pur avendo espresso, fin dal primo momento, tutta la mia solidarietà in favore della popolazione abruzzese, e pur avendo preferito, come gli altri colleghi del Partito Democratico, la linea della collaborazione costruttiva a quella dell'ostruzionismo su un tema così delicato, è necessario sottolineare che quello che si accinge ad essere votato è un provvedimento ingiusto e colpevole nei confronti della Maddalena e di tutti i sardi. Contrariamente alle rassicurazioni fornite, fin dalla prima ora, sia dal Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che da quello della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, non risulta essere stato stanziato un solo euro dal Governo per la conclusione dei cantieri già avviati e per la realizzazione di quelli programmati. Questo decreto dice, a chiare lettere, che se vogliamo quelle opere, le dovremo pagare noi sardi a nostre spese. Per questo, noi deputati sardi del Partito Democratico abbiamo presentato – purtroppo invano - tredici emendamenti che impegnassero il Governo a fornire garanzie concrete, non parole,  sull'effettiva copertura finanziaria delle infrastrutture sarde e sul risarcimento a chi, fra gli operatori sardi, ha investito capitali in occasione del summit mondiale. Non doveva passare in secondo piano l'annosa questione dei servizi alberghieri, turistici e di affitto che hanno bloccato le proprie prenotazioni, in quanto impegnati nella potente macchina del G8, e che ora, a stagione ormai inoltrata, restaranno tagliati fuori dal mercato. Per questo, avevo presentato un emendamento – firmatari anche Giulio Calvisi, Paolo Fadda, Siro Marrocu, Guido Melis, Arturo Parisi e Amalia Schirru – che impegnasse lo Stato a rimborsare fino al 50 per cento i servizi turistici prenotati in occasione del G8, a partire dal 2010. Senza questo tampone economico, si rischia di aprire una falla sia sul fronte economico che occupazionale in uno dei settori più floridi del Nord Sardegna. Gli albergatori, i ristoratori e gli operatori turistici, che hanno investito ingenti somme in vista del summit mondiale, non avranno un ritorno monetario dal capitale speso e a pagarne le conseguenze rischiano di essere non solo loro, ma anche i lavoratori dipendenti, che verranno licenziati per via del calo d'affari. Questo, per giunta, succede in un territorio povero di altre risorse economiche e lavorative, che proprio su un'industria pulita e promettente come quella turistica punta per uscire dalla crisi. Il decreto legge 39 rappresenta l'ennesimo schiaffo per i sardi, l'ennesima dimostrazione, da parte del Centrodestra, di un atteggiamento di totale spregio del rispetto nei confronti della Sardegna, che noi del Pd continueremo a denunciare". (Caterina Pes – Deputato Pd)
 

 

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