Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di pig (del 22/04/2009 @ 22:30:30, in politica, linkato 706 volte)

Cappellacci e la sua  giunta hanno deciso di rispettare il Ppr, il Piano paesaggistico regionale, che fino ieri hanno aspramente combattuto? A sentire le prime dichiarazioni (“…la fascia a 300 metri dal mare non si tocca”) parrebbe di si. Ma se poi si legge attentamente quando detto dal presidente della regione, dall’assessore all’Urbanistica, Gabriele Asunis, e, soprattutto, dall’avvocato Ghedini, delegato da Berlusconi per occuparsi della questione, le cose non stanno proprio così (“…troveremo una soluzione legislativa per sbloccare i cantieri”), tant’è che la associazioni ambientaliste sembrano seriamente preoccupate di quanto è scaturito dall’incontro tra la troika del "piano casa sardo", Cappellacci-Asunis-Ghedini. Sull’argomento sono intervenuti, oggi, i parlamentari del Pd, Caterina Pes e Francesco Sanna, con questa nota stampa, che volentieri pubblichiamo:

“Il piano casa parte dalla Sardegna, da Villa Certosa per la precisione. E' qui che,  come riportato oggi da alcuni organi di stampa locali, non smentiti, lo scorso venerdì Niccolò Ghedini,  parlamentare e avvocato di fiducia del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ha incontrato il Presidente  della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, e l'assessore regionale all'Urbanistica, Gabriele Asunis. Oggetto della discussione sarebbero state le linee guida sul provvedimento che, se approvato, rischierebbe non solo di dare il via all'ennesimo scempio edilizio nel nostro Paese, ma di assestare un duro colpo alle già compromesse coste sarde.  Eppure è proprio da qui, dalla Sardegna e, simbolicamente, dalle sue coste – dove sorge Villa Certosa – che Berlusconi, per voce e per mano del suo avvocato Ghedini, parlamentare senza alcun incarico di Governo, vuole lanciare la controffensiva del cemento e smontare, pezzo per pezzo, il piano paesaggistico,  uno dei provvedimenti più lungimiranti, apprezzati e coraggiosi che la Giunta Soru abbia varato. Si tratta di un messaggio politico cupo e preoccupante, che lascia intravedere all'orizzonte un colpo di spugna a beneficio delle lobby dell'edilizia e a danno dell'intera Sardegna, del suo ambiente, dei suoi abitanti e del suo futuro.   Come Democratici sardi, ci siamo battuti e impegnati a fondo sul tema dello sviluppo sostenibile, abbiamo cercato una terza via fra il mantenimento sterile di un ambiente imbalsamato e dimenticato per un verso e la cementificazione edilizia senza limiti per altro verso, ponendo semplicemente dei paletti di civiltà e rispetto ambientale alla deregulation edilizia, per avviarci sulla via dello sviluppo sostenibile. Ora dispiace constatare che il temuto attacco all'ambiente – come da noi previsto e denunciato in campagna elettorale – forse sta muovendo i primi passi. Poiché non si comprenderebbe altrimenti la riservatezza, e il luogo improprio, perchè non istituzionale, scelto per la discussione, di possibili ricadute sulla Sardegna di provvedimenti legislativi che il Parlamento non ha ancora potuto conoscere ed esaminare. L'onorevole Cappellacci, in campagna elettorale, aveva promesso, a più riprese, il rispetto dell'ambiente. Ora invece il Presidente della Regione e l'avvocato del Presidente del Consiglio apparecchiano in semisegreto nuove geografie edilizie dell'isola, in modo abbastanza controverso da non poter essere illustrato pubblicamente. Da parlamentari sardi, non possiamo e non vogliamo permettere che il Piano paesaggistico venga neutralizzato da nuove regole nazionali peggiori di quelle del passato, perché – sia detto senza retorica – si tratta di una delle conquiste più importanti che la Sardegna ha raggiunto negli ultimi decenni, uno degli atti fondamentali in cui i sardi hanno preso coscienza di sé e del valore della propria isola. L'ambiente, non il cemento, è il valore aggiunto della nostra terra, l'ambiente è tutto ciò che possiamo capitalizzare e che ci può traghettare a testa alta nel futuro. Per questo occorrerà vigilare ed opporsi affinché, attraverso una riforma dell'attuale normativa urbanistica nazionale, si abbiano effetti molto negativi in materia paesaggistica, e gli obiettivi veri  siano, non il rilancio dell'economia, in tempo di crisi e lo sviluppo sostenibile, ma una speculazione edilizia miope, egoista e dal fiato corto”.

Altre notizie:

La Provincia di Oristano parteciperà ad un incontro operativo, domani, all'Aquila, sulle operazioni di soccorso e ricostruzione delle zone terremotate. Il presidente, Pasquale Onida, incontrerà il sottosegretario alla Protezione civile, Guido Bertolaso, insieme ai rappresentanti dell'Unione delle Province d'Italia. Obiettivo della riunione, la definizione dei prossimi interventi per fronteggiare le conseguenze del terremoto. La Provincia di Oristano metterà a disposizione diciassette operatori delle associazioni Lavos e Cisom, ai quali l'amministrazione fornirà tutto il materiale necessario.

 


   

 
Di pig (del 24/04/2009 @ 00:03:20, in politica, linkato 1874 volte)

"E' fatto improvviso, importante e inopinato". Lo ha detto il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, commentando la decisione del governo di trasferire il G8 da La Maddalena a L'Aquila, nel corso del suo intervento, al Teatro Garau di Oristano, in occasione della seduta congiunta, fuori le mura, del consiglio regionale e del consiglio delle autonomie locali. Cappellacci ha annunciato che stamattina incontrerà il presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, con il quale, nel pomeriggio di ieri ha avuto un colloquio telefonico, per capire le ragioni della decisione. “Il premier - ha dichiarato Cappellacci - ha confermato la volontà del governo di organizzare nell'isola di La Maddalena, a settembre, il summit internazionale dell'ambiente, al quale dovrebbe prendere parte anche il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama.  Soddisfatto, evidentemente, del contentino accordatogli dal suo (e non solo suo) padre-padrone, Cappellacci ha continuato: “Di fronte alle tragedie dobbiamo compiere dei sacrifici ma, per quanto riguarda La Maddalena, le opere previste dovranno essere ultimate e l'economia dovrà ricevere la spinta che era stata prevista. Mancherà la vetrina internazionale, ma ci saranno altre forme ed altre occasioni per far conoscere La Maddalena, e la proposta del presidente del Consiglio di far tenere nell'isola il G8 dell'ambiente, mi sembra vada in questa direzione. Il G8 sull'ambiente è certo una soluzione possibile, ma non basta”. Capellacci ha lasciato intendere, tra le righe (anche se nessuno gli ha creduto), che con Berlusconi mostrerà i muscoli, anche se è consapevole che la decisione di spostare il G8 a L’Aquila è ormai definitiva. Un pò di "gazzosa" in questi casi fa comunque “immagine”, ma tutti sanno che il presidente della Regione di fronte a Berlusconi abbasserà le orecchie (come, d'altro canto, sempre hanno fatto gli esponenti politici isolani del Pdl) e tornerà nell’isola con la coda tra le gambe. Un’altra figura barbina per il buon Cappellacci, che ha saputo della decisione di spostare il G8 a cose fatte, mentre il presidente della Regione abruzzese, Gianni Chiodi, ne era a conoscenza già da dieci giorni.   Lo spostamento del G8 nelle zone terremotate dell'Abruzzo è stato l’argomento che ha maggiormente catalizzato l’attenzione della riunione congiunta, tenutasi ad Oristano, tra il consiglio regionale e quello delle autonomie locali.  L'argomento è stato sollevato dal capogruppo dell'Udc, Capelli, che ha definito la decisione di Berlusconi "…un atto di demagogia e una guerra tra poveri. Questa - ha detto Capelli  - se non vuole essere un'assemblea celebrativa, deve avere il coraggio di dire basta. E' stato uno schiaffo istituzionale che merita una sottolineatura”. Capelli ha contestato soprattutto il metodo, il fatto, cioè, che il governo abbia deciso di portare il G8 in Abruzzo senza avere neppure informato il presidente della Regione. “Resta il ragionevole dubbio - ha rincarato la dose il sindaco di La Maddalena, Angelo Comiti - che finanziamenti e procedure subiscano un rallentamento, e molte opere rientrino nel disastroso novero delle incompiute. La Maddalena attendeva questa occasione per attuare una riconversione economica, dopo la fase di un'economia legata prevalentemente alla presenza militare. Il G8 sarebbe stata una vetrina, un'occasione importante. La decisione del governo offende l'autonomia della Sardegna”. Fra le varie considerazioni di Comiti, quella che la Regione aveva impiegato risorse per 300 milioni (fondi Fas) e aveva accettato che le opere venissero realizzate in funzione del summit. “Altrimenti – ha sottolineato - sarebbero state modulate diversamente”. Anche Mario Bruno, capogruppo del Pd, ha posto l’accento sullo sgarbo istituzionale, “…che nulla ha a che vedere con la solidarietà che ha sempre caratterizzato l'azione dei sardi. Chiederemo al presidente Cappellacci di riferire in consiglio e proponiamo di concludere questi lavori con un ordine del giorno". Mario Diana, capogruppo del Pdl, ha invece bacchettato Capelli “…non perchè l'argomento del G8 non meriti la dovuta attenzione, ma perchè Capelli (che fa parte della maggioranza) poteva evitarlo in questa occasione”. Ritornando alla riunione congiunta, il presidente del consiglio regionale, Claudia Lombardo, ha detto che si è trattato di “…un segnale ai cittadini della vicinanza delle istituzioni, di un rapporto più stretto con i territori. Il consiglio delle autonomie locali non è un ospite, nè una controparte del consiglio regionale, ma rappresenta l'incidenza delle comunità sarde nelle decisioni della Regione, perchè può orientare l'attività legislativa, soprattutto quando si discutono provvedimenti che riguardano gli enti locali”. “E' l'inizio di un percorso nuovo dell'autonomia e del ruolo che viene riconosciuto agli enti locali, province e comuni, nella mobilitazione collettiva - ha detto a sua volta Graziano Milia, presidente del consiglio delle autonomie locali -, che è la sola ricetta possibile per uscire dalla crisi e favorire la ripresa socio-economica. Il percorso non è agevole, soprattutto nel rapporto con lo Stato”. Milia ha quindi sollecitato l'impegno del presidente Cappellacci “…perchè sia rinegoziato il patto di stabilità, altrimenti è difficile alimentare flussi di danaro a favore della periferia”. La serie degli interventi è stata aperta dal sindaco di Oristano, Angela Nonnis, che ha ricordato l'intesa istituzionale firmata due anni fa e rimasta sulla carta. In alcuni punti (in particolare la valorizzazione delle produzioni agricole, dell'ambiente e dei beni culturali) si indicava la strada dello sviluppo, che passava attraverso il porto (che chiede di essere servito da navi passeggeri) e dell'aeroporto. “Oristano – ha detto la Nonnis - vuole essere nodo cruciale della mobilità e chiede che la posizione baricentrica sia presa in considerazione”. In difesa della specialità regionale e dell'autonomia si è pronunciato Mario Floris (Uds) il quale ha sostenuto che "... l'incontro di Oristano può mettere le basi a un progetto condiviso, del quale Regione ed enti locali siano compartecipi in ugual misura. Occorre - ha aggiunto Floris - che l'intero sistema istituzionale sardo sia all'altezza delle prossime sfide, consapevole della propria identità di popolo e nazione, insopprimibile espressione di una maturità che neppure gli attacchi di Brunetta alla “specialità” sarda possono scalfire”. Il dibattito è proseguito con numerosi interventi, durante i quali è stata sottolineata la grande importanza del fondo unico, la necessità di maggiori risorse, e la consapevolezza che i processi decisionali devono partire da un confronto con le autonomie locali. Eridiano Deiana, sindaco di Bortigiadas, ha evidenziato il momento particolare che attraversa il sistema degli enti locali, che hanno necessità di ulteriorii risorse. Per quanto riguarda il trasferimento della sede del G8 da La Maddalena all'Aquila, Deiana ha detto che questa decisone  fa gridare allo scandalo. Per Michele Cossa (Riformatori) occorre aprire quanto prima il dibattito sulla riscrittura dello Statuto. La legge finanziaria sta introducendo il grande tema della riforma, che occorre mettere in campo con grande impegno nella consapevolezza dell'importanza delle autonomie locali. Per il sindaco di Ollolai, Efisio Arbau, l'occasione odierna non deve essere un semplice rituale, ma deve fornire l'opportunità di un vero dibattito. Christian Solinas (Psd'Az) ha ricordato che questo evento non è un fatto celebrativo ma un'occasione di confronto”…anche se bisogna riconoscere che la legge sarda che ha istituito in Consiglio delle autonomie locali non è certo la più avanzata”. Il Sindaco di Gonnosfanadiga, Sisinno Zanda, ha posto l'accento sulla necessità di far si che gli enti locali possano esercitare realmente la propria autonomia.  “Non siamo davanti a una crisi congiunturale - ha affermato Daniele Cocco dell'Idv,  che ha ribadito le difficoltà degli enti locali per carenza di risorse. Virginia Lai, sindaco di Lanusei, ha ricordato come l'emergenza tocchi tutti i paesi della Sardegna, ed ha poi messo in evidenza come  la questione degli espropri delle aree abbia messo in ginocchio l’economia di molti comuni, ed ha sollecitato interventi legislativi e finanziari da parte della Regione. Esordio "in limba" per Claudia Zuncheddu (Rosso Mori), che ha sottolineato il significato importante del trasferimento del consiglio da Cagliari a Oristano “…che però, nella storia sarda, non è un fatto nuovo”. Zuncheddu, dopo aver auspicato l'avvento di nuove forme di autogoverno, ha condannato il grave attacco del governo di Roma alle autonomie speciali”.

Intanto, i gruppi di opposizione in consiglio regionale hanno presentato, questa mattina, una richiesta congiunta per la convocazione straordinaria dell'aula sullo spostamento del G8 da La Maddalena a L'Aquila, annunciata ieri da Silvio Berlusconi, dopo la riunione del Consiglio dei ministri nella città colpita dal terremoto. "La decisione assunta a tre mesi dalla data fissata per il vertice - si legge nella richiesta di Pd, Idv, Comunisti-Sinistra Sarda-Rosso Mori - genera sconcerto e smarrimento non solo nelle imprese e maestranze, che a tutt'oggi operano nel contesto dei luoghi designati per l'evento, ma nell'intera comunità sarda". Secondo il centrosinistra "…il G8 a La Maddalena rispondeva a un disegno assai più complesso che, senza nulla togliere alle esigenze di prestare ogni necessaria e utile iniziativa per le popolazioni colpite dal terremoto dell'Aquila, esprimeva l'esigenza di un rilancio dell'economia maddalenina e del nord Sardegna, più' in generale in ragione del superamento delle condizioni di dipendenza dell'economia militare derivante dalla presenza degli Americani". L'opposizione ritiene "indispensabile" che il presidente della Regione, Ugo Cappellacci  "…illustri la situazione al parlamento sardo e indichi dettagliatamente lo stato dei lavori e delle condizioni logistiche al momento in atto a La Maddalena". In aula il centrosinistra si aspetta che Cappellacci riferisca anche sulle ragioni e le ripercussioni dello spostamento del G8  "…valutato che le ragioni di ordine economico addotte assai poco rilevano davanti all'ingente necessità di finanziamenti per la ricostruzione delle aree terremotate. Non si pone in dubbio il principio di solidarietà nazionale nei confronti delle comunità  colpite dal terremoto, per le quali la Sardegna sta facendo e farà ogni possibile sforzo . Il tema e' quello del rispetto della dignità di tutti, quello dell'autonomia della Regione, prima di tutto, che viene vilipesa e umiliata dalle estemporanee decisioni del presidente del Consiglio. "Mentre tutto ciò  si somma alla cancellazione dei fondi per la Sassari-Olbia, ai problemi della chimica e dei comparti industriali sardi in crisi, il presidente del Consiglio non ha minimamente posto in discussione il finanziamento inutile e inopportuno per il ponte sullo Stretto e tante altre non priorità, che dimostrano ancora una volta la visione padronale e utilitaristica del governo di fronte ai bisogni dell'intero Paese. Il necessario dibattito consiliare consentirà di far luce e approfondire i fatti e le decisioni assunte dal governo, ma darà pure inizio alla verifica del tasso di autonomia che caratterizzerà il profilo politico del centrodestra in Sardegna nei prossimi anni".

 


Altre notizie:

Il consiglio comunale di Oristano ha approvato la delibera sulle modifiche ai patti parasociali, alla composizione del consiglio di amministrazione e sulla partecipazione azionaria della Sogeaor, la società di gestione dell’aeroporto di Fenosu “Ernesto Campanelli”. Ad illustrare la proposta è stato l’assessore alla Programmazione, Alessio Putzu, che ha evidenziato la necessità di portare da quattro a cinque il numero dei consiglieri di amministrazione, attribuendone due alla Provincia, ente che detiene la maggioranza assoluta delle quote sociali. Sui patti parasociali Putzu ha spiegato che si tratta di accordi che risalgono al 1996, quando si decise di costituire la società, ma che oggi sono superati dalle normative. Attraverso la delibera proposta al consiglio si aprono infine le porte ai privati attraverso una dismissione delle quote dei soci pubblici, chiaramente quando le infrastrutture verranno completate. Per l’assessore Putzu “…è chiaro ed evidente che la gestione commerciale di un aeroporto non è un servizio di un ente pubblico, ma un servizio tipicamente privato, mentre fa parte delle attività tipiche degli enti pubblici l'infrastrutturazione e, pertanto, oggi il comune ha diritto a possedere le quote della società Sogeaor e a finanziarla fintanto che questa si occupa prevalentemente di seguire, al di là di una esigua attività commerciale, prevalentemente, come detto,  l’infrastrutturazione dell'aeroporto, che si dovrebbe concludere entro l’anno, per poi  avviare le attività commerciali nel 2010”. Dopo l’intervento dell’assessore ha preso il via il dibattito, con Efisio Sanna (Pd), che ha posto l’accento sui costi di gestione della Sogeaor che continuano ad aumentare a fronte di ricavi sempre troppo bassi. Secondo Sanna la società nelle operazioni di reclutamento del personale dovrebbe rispettare i principi di trasparenza, pubblicità e imparzialità e agire come se fosse una pubblica amministrazione. Per Alberto Cauli (An) le istituzioni devono, invece, continuare a credere e ad investire nell’aeroporto, che oggi è nella fase dello start-up, ma può diventare un’infrastruttura essenziale per lo sviluppo del territorio. Intanto, ha sottolineato Cauli, negli ultimi due anni sono stati costruiti due nuovi hangar e altre strutture di servizio, e nel 2008 nella pista di Fenosu sono transitati 489 aerei per un totale di 723 passeggeri. Franco Serra (Udc) ha evidenziato la prossima conclusione dei lavori per il completamento della scalo aereo e condiviso l’idea di dismettere le quote sociali possedute dai soggetti pubblici in favore dei privati, una volta che sarà finita la fase della infrastrutturazione. D’accordo sull’eliminazione dei vecchi patti parasociali e sulla nuova composizione del Cda si sono detti anche Angelo Angioi (Pdl) e Fabio Porcu (Fortza Paris), mentre Antonio Scanu (Udeur) pur condividendo la necessità di continuare a credere nel futuro dell’aeroporto, ha espresso perplessità sull’aumento del numero dei componenti il Consiglio di amministrazione, chiedendo anzi di portarlo da quattro a tre.  Per Giampaolo Atzori (presidente della Commissione bilancio e programmazione) l'aeroporto può avere una valenza particolare per lo sviluppo del territorio di Oristano, mentre per  Mauro Solinas (Fortza Paris) la scarsa fiducia dimostrata dal comune hanno portato l’ente a una progressiva perdita di quote, di cui si è fatta carico la Provincia che invece ha creduto e investito nello scalo. Per Peppino Marras (Pd) “…si continua a voler far credere all'esterno che davvero questa struttura possa essere quello che non sarà mai; si continua, infatti, a parlare di Fenosu come un aeroporto di linea, ma sappiamo tutti che questo non sarà mai possibile”. Di diverso avviso Giuseppe Sanna (Riformatori) che non ha condiviso lo scetticismo sul futuro dell’aeroporto e invece ha invitato gli altri consiglieri a credere e investire sull’aeroporto di Fenosu.

Questo pomeriggio, alle 17, nei locali dell’Hospitalis Sancti Antoni di Oristano, sarà inaugurata la Mostra di pittura "25 Aprile", organizzata dall’assessorato comunale alla Cultura,  promossa dal Consiglio regionale in occasione del 60° anniversario della Liberazione, e riproposta ogni anno in diverse località. “La mostra arriva per la prima volta ad Oristano, dove potrà essere visitata fino a domenica 3 Maggio – ha osservato  il sindaco, Angela Nonnis -. Saranno esposte le opere di sessanta artisti che hanno accolto l'invito ad interpretare il tema della "Liberazione" nelle loro opere che poi sono state donate al consiglio regionale e che sono pertanto confluite nella “Collezione 25 Aprile”. La Festa della Liberazione deve essere un'occasione per una riflessione ed un approfondimento sui temi della pace e dell’unione nazionale – ha proseguito la Nonnis -. Si tratta di valori e principi che sono alla base della nostra società e sui quali l’impegno delle istituzioni non può mancare”. La mostra aprirà tutti i giorni, festivi inclusi, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. Espongono: Annalisa Achenza, Marta Anatra, Gianni Atzeni, Alessandro Biggio, Giuseppe Bosich, Leonardo Boscani, Gaetano Brundu, Maria Caboni, Zaza Calzia, Annamaria Caracciolo, Giovanni Carta, Tonino Casula, Salvatore Coradduzza, Mauro Cossu, Maria Crespellani, Rosanna D'alessandro, Chiara Demelio, Antonello Dessi, Paola Dessy, Nino Dorè, Salvatore Esposito, Marta Fontana, Gino Frogheri, Petronilla Idili, Maria Lai, Caterina Lai, Angelo Liberati, Gabriella Locci, Dionigi Losengo, Monica Lugas, Adelaide Lussu, Marina Madeddu, Luigi Mazzarelli, Italo Medda, Mirella Mibelli, Marisa Mura, Wanda Nazzari, Efisio Niolu, Maria Grazia Oppo. Flaviano Ortu, Antonello Ottonello, Primo Pantoli, Igino Panzino, Pastorello, Giuseppe Pettinau, Annamaria Pillosu, Gianfranco Pintus, Paola Porcedda, Rosanna Rossi, Pia Ruggiu, Giulia Sale, Josephine Sassu, Virginia Siddi, Maria Spissu Nilson, Gemma Tardini, Ugo Ugo, Raffaello Ugo, Giorgio Urgeghe, Italo Utzeri, Beppe Vargiu.

 
Di greg (del 24/04/2009 @ 13:00:02, in politica, linkato 929 volte)

I consiglieri comunali di Oristano, Antonio Scanu, Mimmo Serusi e Gianni Sanna, hanno presentato una mozione urgente per la dichiarazione di “territorio comunale denuclearizzato”, che pubblichiamo integralmente:
- Premesso che: Il governo ha deciso per un ritorno del nucleare nel nostro Paese, con un obiettivo dichiarato di produrre il 25% dell’energia elettrica dall’atomo. Per arrivare a questo obiettivo l’Italia dovrebbe localizzare e costruire sul territorio nazionale 8 reattori come quello attualmente in costruzione in Finlandia (il più grande al mondo). Il nucleare non ci farà recuperare i ritardi rispetto alle scadenze internazionali per la lotta ai cambiamenti climatici. Semmai l’Italia decidesse di costruire alcune centrali nucleari, passerebbero - al netto di ritardi per le inevitabili contestazioni popolari - almeno 10-15 anni prima della loro entrata in funzione, e quindi non riuscirebbe a rispettare l’accordo vincolante europeo 20-20-20 (secondo cui entro il 2020 tutti i Paesi membri devono ridurre del 20% le emissioni di CO2 del 1990, aumentare al 20% il contributo delle rinnovabili al fabbisogno energetico, ridurre del 20% i consumi energetici), incorrendo in ulteriori sanzioni da aggiungere a quelle ormai inevitabili per il mancato rispetto del Protocollo di Kyoto. Se l’Italia decidesse di puntare sul nucleare, dirotterebbe sull’atomo anche le insufficienti risorse economiche destinate allo sviluppo delle rinnovabili e al miglioramento dell’efficienza energetica, abbandonando di fatto le uniche soluzioni praticabili per ridurre in tempi brevi le emissioni climalteranti, innovare profondamente il sistema energetico nazionale e costruire quella struttura imprenditoriale diffusa che garantirebbe la creazione di molti posti di lavoro (sul modello di quanto fatto in Germania dove ad oggi sono impiegati tra diretto e indotto circa 250.000 lavoratori). Solo con una seria politica nazionale e locale, che escluda il nucleare, promuova l’innovazione e renda più efficiente e sostenibile il modo con cui produciamo l’elettricità e il calore, si muovono le persone e le merci, consumiamo energia negli edifici e produciamo beni, riusciremo a rispettare le scadenze internazionali per la lotta ai cambiamenti climatici, a partire da quella europea del 2020.
- Considerato che: Grazie al referendum del 1987, l’Italia è stato il primo paese tra i più industrializzati ad uscire dal nucleare. Solo nel 2000, infatti, è stata seguita dalla Germania con la definizione dell’exit strategy dalla produzione di energia elettrica dall’atomo entro il 2020, e più recentemente dalla Spagna. Nonostante la ripresa o l’intenzione dichiarata di programmi nucleari in alcuni paesi, il nucleare è una fonte energetica in declino sullo scenario mondiale. Infatti secondo le stime dell’Aiea sul contributo dell’atomo alla produzione elettrica mondiale contenute nel rapporto “Energy, elettricity, and nuclear power estimates for the period up to 2030” pubblicato nel 2007, nei prossimi decenni si passerebbe dal 15% del 2006 a circa il 13% del 2030. La tecnologia su cui vuole puntare il governo italiano è quella di “terza generazione evoluta” che non ha risolto nessuno dei problemi noti da anni. Insomma l’Italia si sta candidando a promuovere una tecnologia già vecchia, a maggior ragione se nel 2030 vedrà la luce il nucleare di “quarta generazione”, sempre che abbia risolto nel frattempo i problemi emersi durante le ricerche in corso a livello internazionale. Le convinzioni dell’utilità di ricorrere all’energia atomica per ridurre la bolletta energetica del Paese e la dipendenza dalle importazioni si scontrano però con i tanti problemi irrisolti della tecnologia nucleare oggi disponibile. Tra tutti i costi veri di un KWh da produzione elettronucleare, la sicurezza delle centrali, la gestione dei rifiuti radioattivi e lo smantellamento (decommissioning) degli impianti, la loro protezione da eventuali attacchi terroristici, il rischio della proliferazione di armi nucleari e la necessità di importare dall’estero l’uranio, le cui riserve naturali sono sempre più scarse.
- Rilevato che: Nonostante da più parti si continui a spacciare il nucleare come una tra le fonti energetiche meno costose, l’apparente basso costo del KWh nucleare è dovuto esclusivamente all’intervento dello Stato, direttamente o indirettamente, nell’intero ciclo di vita di una centrale dalla costruzione allo smantellamento sino allo smaltimento definitivo delle scorie. A tal proposito sono illuminanti le conclusioni della ricerca “The economic future of nuclear power” condotta dall’Università di Chicago nell’agosto 2004 per conto del Dipartimento dell’energia statunitense sui costi del nucleare confrontati con quelli relativi alla produzione termoelettrica da gas naturale e carbone. Secondo il rapporto dell’Università Usa, considerando tutti i costi, dall’investimento iniziale e dalla progettazione fino ad arrivare alla spesa per lo smaltimento delle scorie (che incide fino al 12% del prezzo totale di produzione elettrica), il primo impianto nucleare che entrerà in funzione produrrà elettricità a 47-71 dollari per MWh, escludendo qualsiasi sovvenzione statale all’industria dell’atomo, contro i 35-45 dei cicli combinati a gas naturale. Conclusioni paragonabili a quelle raggiunte dal Massachusetts Institute of Technology nel rapporto “The future of nuclear power” pubblicato nel 2003 che dice che i costi del chilowattora prodotto con gas, sono di 4,1 centesimi di dollaro, mentre il chilowattora nucleare (di una centrale in grado di operare per quarant’anni) costa ben 6,7 centesimi di dollaro. Sulla sicurezza degli impianti ancora oggi, a 22 anni dal terribile incidente di Chernobyl, non esistono le garanzie necessarie per l’eliminazione del rischio di incidente nucleare e conseguente contaminazione radioattiva, come dimostra la lunga serie di incidenti avvenuti in Francia nell’estate del 2008. Rimangono anche tutti i problemi legati alla contaminazione “ordinaria” delle centrali nucleari in seguito al rilascio di piccole dosi di radioattività durante il normale funzionamento dell’impianto a cui sono esposti i lavoratori e la popolazione che vive nei pressi. Non esistono poi ad oggi soluzioni concrete al problema dello smaltimento dei rifiuti radioattivi derivanti dall’attività delle centrali o dal loro decomissioning. Le circa 250mila tonnellate di rifiuti altamente radioattivi prodotte fino ad oggi nel mondo sono tutte in attesa di essere conferite in siti di smaltimento definitivo, stoccati in depositi “temporanei” o lasciati negli stessi impianti dove sono stati generati. Lo stesso vale ovviamente anche per il nostro Paese che conta secondo l’inventario curato da Apat circa 25mila m3 di rifiuti, 250 tonnellate di combustibile irraggiato - pari al 99% della radioattività presente nel nostro Paese -, a cui vanno sommati i circa 1.500 m3 di rifiuti prodotti annualmente da ricerca, medicina e industria e i circa 80-90mila m3 di rifiuti che deriveranno dallo smantellamento delle 4 ex centrali e degli impianti del ciclo del combustibile. Oltre al problema legato alla sistemazione definitiva delle scorie, esiste anche la necessità di rendere inutilizzabile il materiale fissile di scarto per evitarne il possibile uso a scopo militare, a maggior ragione in uno scenario mondiale in cui il terrorismo globale è una minaccia attualissima. Gli impianti nucleari attivi - e lo stesso discorso vale per quelli in costruzione - se da una parte possono diventare obiettivi sensibili per i terroristi, dall’altra producono scorie dal cui trattamento viene estratto il plutonio, materia prima per la costruzione di armi a testata nucleare. Nell’attuale quadro mondiale si corre il forte rischio che ci possano essere Paesi che vogliano sfuggire al controllo della comunità internazionale - come nel caso dell’Iran -, che potrebbero utilizzare il nucleare civile come grimaldello per dotarsi di armamenti nucleari. Occorre fare i conti con le riserve di U235 (l’uranio fissile altamente radioattivo che rappresenta il combustibile dei reattori nucleari): al ritmo di consumo attuale, la sua disponibilità potrà essere stimata per circa 70 anni, ma se la richiesta crescesse, si potrebbe riproporre una situazione del tutto simile a quella delle “guerre per il petrolio” e con i tempi di realizzazione delle centrali. I considerevoli consumi di acqua necessari al funzionamento dei reattori aggraverebbero la già delicata situazione italiana. Le centrali nucleari francesi usano il 40% delle risorse idriche consumate su tutto il territorio nazionale. Secondo uno studio del 2007 pubblicato negli Stati Uniti dall’Union of concerned scientist, in media per un reattore da 1.000 MW servono oltre 2,5 milioni di metri cubi di acqua al giorno. Una quantità rilevante anche per l’Italia, visti anche gli scenari futuri sugli impatti dei cambiamenti climatici che prevedono una consistente riduzione nella disponibilità delle risorse idriche nel nostro Paese.
- Il consiglio comunale delibera: di dichiarare il “territorio comunale denuclearizzato”, contrario quindi alla produzione di energia nucleare; che su tutto il territorio comunale, è vietata l’installazione di centrali che sfruttino l’energia atomica ed esclude la possibilità di individuazione di siti di stoccaggio per i rifiuti radioattivi, derivanti anche dal decommissioning delle centrali dismesse dopo il referendum del 1987.  (Antonio Scanu, Gianni Sanna, Mimmo Serusi)

Altre notizie:

La Lilt e il comune di Arborea hanno organizzato, per domenica 26 aprile, una raccolta di fondi per sostenere la lotta contro i tumori in occasione della tradizionale fiera dell'agricoltura, abbinata alla 23esima edizione della “Sagra delle fragole”. Per l'occasione, i volontari e le volontarie delle Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori saranno presenti domenica 26 aprile, a partire dalle 9.30, al Centro fieristico di Arborea , dove sarà allestito uno stand per la vendita di piante fiorite . Una scelta operata non a caso, quella delle piante fiorite, che rappresentano un simbolo di speranza e di rinascita per tutte le persone che combattono la difficile battaglia contro il cancro, e che oggi, grazie alla ricerca e alla prevenzione, possono farcela. Il ricavato della raccolta fondi sarà devoluto alla sezione provinciale Lilt, ed andrà a finanziare la prossima apertura dello sportello oncologico per la prevenzione dei tumori nella sede oristanese dell'associazione. Un servizio di accompagnamento, ascolto e sostegno, rivolto alle persone affette dalla malattia e ai loro familiari, a cui ci si potrà rivolgere per una consulenza psicologica, per avere informazioni sui servizi sanitari, o per conoscere i propri diritti. L'iniziativa, resa possibile grazie alla collaborazione del comune di Arborea, si inserisce nel più ampio contesto della Fiera dell'agricoltura e della Sagra delle fragole, una rassegna di consolidato successo che quest'anno, grazie alla presenza dello stand Lilt, si arricchirà di una nota di solidarietà e di impegno sociale.

Sempre domenica 26 aprile, doppio appuntamento con la donazione volontaria del sangue. Una equipe composta da personale infermieristico dipendente dell'Azienda sanitaria locale e da un medico reclutato dall'Avis saranno a Terralba e Marrubiu per la consueta raccolta, a disposizione dei volontari iscritti e di tutti i cittadini interessati a compiere un gesto di solidarietà. Possono donare il sangue tutte le persone di età compresa tra i 18 e i 65 anni, compresi i fabici e i portatori sani di anemia mediterranea.

Il consiglio provinciale è stato convocato  per il 27 e 28 aprile, alle 17.30,  per la discussione del seguente ordine del giorno: Relazione della Giunta sulla stabilizzazione dei disinfestatori ed altri lavoratori precari; Società “Servizi Provincia di Oristano” modifiche allo Statuto; Nomina rappresentanti nella 2° sottocommissione elettorale Circondariale di Oristano.

Il Consiglio Comunale di Ghilarza si riunirà, lunedì 27 aprile,  alle ore 21,  per discutere il seguente ordine del giorno: 1) Comunicazione del prelevamento dal fondo di riserva effettuato con delibera della Giunta n° 76 dell’8.04.2009. 2) Modifica della convenzione per la gestione dei servizi del piano locale unitario dei servizi per il distretto di Ghilarza – Bosa. 3) Permuta di un’area in località “Le querce”: integrazione. 4) Approvazione del rendiconto per l’esercizio finanziario 2008. Durante la seduta, l’assessore allo Sport, Francesco Miscali, premierà l’atleta Elia Schintu, giovane portacolori dello Judo Club Ken Otani di Ghilarza, che  ha conquistato recentemente la medaglia d’oro ai campionati italiani cadetti di Judo, che si sono disputati a Ostia. L’importante successo dell’atleta ghilarzese da lustro alla società presieduta dalla signora Vincenza Ligas, vedova del mai dimenticato maestro Celestino Conti, e conferma la validità del lavoro portato avanti dai maestri Roberta Conti e Tore Loi.
Sempre per quanto riguarda il comune di Ghilarza, l’assessorato ai servizi sociali ricorda che sino al prossimo 30 aprile possono essere inoltrate le domande di  partecipazione al bando  per la seconda  annualità del programma di “Contrasto delle Povertà estreme”, rivolto ad assicurare due linee di intervento:  garantire un reddito minimo alle persone e alle famiglie in condizione in grave difficoltà economica; intervenire in  favore delle famiglie numerose per l’abbattimento dei costi abitativi e dei servizi essenziali.
I moduli sono disponibili presso l’ufficio del Servizio sociale del comune di Ghilarza (lunedì, mercoledì e venerdì, dalle 10 alle 13;  mercoledì dalle 15.30 alle 17.30) e  presso il Centro Servizi “La Bussola” negli orari di apertura (lunedì e venerdì  dalle 8.30 alle 10.30, e mercoledì dalle 18 alle20).I bandi integrali sono consultabili sul sito istituzionale  www.comune.ghilarza.or.it
 
Domani, sabato 25 aprile, festa della Liberazione, il servizio di raccolta differenziata dei rifiuti nel comune di Oristano, frazioni e borgate, sarà assicurato regolarmente.
 

 
Di pig (del 25/04/2009 @ 00:45:39, in politica, linkato 789 volte)

Lo spostamento del  G8 da La Maddalena a L’Aquila, pur ribadendo la solidarietà all’Abruzzo, regione duramente colpita dal terremoto, ha suscitato più di una perplessità tra le fila della stessa maggioranza di centro-destra, e tra associazioni che non sono certo vicine al centrosinistra. "La solidarietà al popolo abruzzese è scontata.  La Sardegna lo ha dimostrato con i fatti, con una partecipazione spontanea e un entusiasmo senza pari.  Contestiamo però la legittimità istituzionale della decisione di trasferire il G8 da La Maddalena a L'Aquila". Lo ha sostenuto  il consigliere regionale dell'Uds, Mario Floris, attuale presidente della commissione consiliare Autonomia e Riforme, e pezzo importante della maggioranza di centro-destra alla Regione. "C'è stata, infatti, una palese violazione dello Statuto sardo - ha detto Floris -, legge costituzionale, che all'articolo 47, comma 2, prescrive l'intervento del presidente della Regione alle sedute del Consiglio dei ministri quando si trattano questioni che riguardano particolarmente la Sardegna.  Questo non è avvenuto e ha impedito al presidente Cappellacci di conoscere in quella sede i provvedimenti che riguardano la Sardegna e il G8. Berlusconi dovrà,  perciò, tenere conto non solo delle prerogative istituzionali della Sardegna, ma anche delle necessarie e indispensabili compensazioni conseguenti al provvedimento che sottrae all'isola un'irripetibile occasione di sviluppo”.  Chiarimenti sono stati chiesti anche dalla Confindustria Sardegna che ha sollecitato la Regione a intervenire con urgenza nei confronti del governo "...per ottenere rassicurazioni su alcuni punti: in particolare sul completamento delle opere in corso nell'arcipelago, sul risarcimento danni agli operatori economici, colpiti dalla cancellazione dell'evento, e sulla possibilità che La Maddalena ospiti veramente il G8-ambiente in autunno, così come ipotizzato dal presidente del Consiglio.  "Pur nella condivisione delle ragioni che hanno condotto a questa decisione - ha sostenuto l'organizzazione degli imprenditori sardi - ci troviamo, nostro malgrado, a fare i conti con gli effetti che ricadranno sul nostro sistema economico e sulle nostre imprese che hanno lavorato intensamente per la buona riuscita dell'evento. Con la chiusura della base Usa, il G8 doveva costituire l'occasione per favorire la riqualificazione di La Maddalena e creare uno sviluppo duraturo.  Molte opere sono state realizzate, altre vanno completate, assicurando i pagamenti e le risorse necessarie. L'eventuale blocco avrebbe ricadute estremamente negative sull'intero sistema economico che ha investimenti in corso per l'evento.  Da mesi gli imprenditori sardi hanno, infatti,  assunto impegni economici e finanziari". Confindustria, inoltre, chiede chiarezza sulla destinazione delle risorse Fas 2007-2013 (fondi europei per le aree sottosviluppate), soprattutto per la parte che doveva finanziare infrastrutture fondamentali per la Sardegna, in particolare la nuova strada Sassari-Olbia, il completamento della Carlo Felice, della nuova Orientale sarda e della Nuoro-Lanusei (statali 131, 125 e 389) e la nuova Sulcitana (ss 195). Anche la presidenza e l'intero gruppo dirigente delle Acli della Sardegna ha espresso  il proprio dispiacere per l'inaspettata decisione del Governo, e ha ribadito il mantenimento del programma di iniziative legate ai temi della povertà  e della globalizzazione, a partire dall'appuntamento del prossimo 15 maggio nell'isola de La Maddalena, in riferimento all'incontro-dibattito su "G8 e povertà" con i firmatari della Carta di Zuri (associazioni, chiesa e sindacati) . "Non possiamo non rimanere interdetti, di fronte alle motivazioni di risparmio fornite a giustificazione di quello che ha rischiato di configurarsi come un vero e proprio sgarbo istituzionale nei confronti della Sardegna e dei suoi rappresentanti – hanno detto le Acli -. Pensiamo che in un'epoca di grande crisi economica globale, quale quella che stiamo vivendo, ancora di più occorra responsabilità nell'assunzione delle scelte politiche che governano il destino dei territori e di chi li abita. Occorre la guida forte dei valori e dell'etica per rifuggire alla tentazione della politica-passerella e per dare risposte concrete alle complesse problematiche dell'attualità del paese". Intanto, il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, ha confermato  la disponibilità  a sostenere la scelta di spostare il prossimo G8 in Abruzzo ma, al termine dell’incontro con Silvio Berlusconi, ha spiegato ai giornalisti di aver ribadito la necessità di completare le opere il cui allestimento è stato iniziato in vista del vertice alla Maddalena. “Proprio la ex base militare - ha detto Cappellacci – è destinata a svolgere in futuro una funzione di polo dedicato alla celebrazione di summit internazionali. Ribadisco la promessa fatta sin dal primo momento, ossia che noi sardi siamo lieti e orgogliosi di dare una mano agli abruzzesi. Ma era necessario fissare alcuni paletti, e cioè che le opere in corso siano tutte completate, anche se è un passaggio di buonsenso e quasi scontato che non si possono lasciare incompiuti cantieri sui quali si sono fatti grossi investimenti". Cappellacci ha poi  spiegato ai giornalisti che il dossier  La Maddalena non si chiude con lo spostamento del G8 in Abruzzo.  "Ci sono anche qui – ha detto il presidente della Regione riferendosi alla ex base - forti investimenti per la riqualificazione di una struttura che viene, come sapete, da un passato di servitù  militare e va verso la finalizzazione di recupero del sito e sviluppo del territorio. Il presidente Berlusconi  mi ha assicurato, e su questo ho avuto modo di scambiare due battute anche con il ministro Frattini, che la sede de La Maddalena sarà destinata a sede operativa, dove accogliere tutti gli eventi a carattere internazionale, consona e organizzata con tutte le strutture, e l'Italia aveva bisogno di una struttura di questo tipo.  A cominciare da quanto previsto in questo autunno, dalla prossima settimana indicheremo con Frattini i primi eventi.  A La Maddalena – ha assicurato Cappellacci – resterà quello che era previsto e sarà operativo al cento per cento”. Sul completamento delle opere a La Maddalena è intervenuto anche  Enrico Letta: “Va bene lo spostamento del G8 a L'Aquila, perché tutto quello che si pone in essere per aiutare la ricostruzione certamente non può trovare opposizione. Ma il tema vero è capire come risarcire la Sardegna, perché non è  immaginabile che la scelta dell'Aquila penalizzi la Sardegna, e che tutti gli investimenti che dovevano essere fatti rimangano a metà .  L'impegno per la Sardegna non deve essere generico; il risarcimento deve essere chiaro, ben indicato e delineato". Da parte sua il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha deciso di spostare il G8 dalla Maddalena a L'Aquila "... per portare il mondo vicino al dolore del terremoto". Lo ha rimarcato lo stesso premier, in Sardegna, a margine del G8 Business Summit, assicurando che "...i lavori de La Maddalena continueranno e le infrastrutture saranno completate".

Altre notizie:

Il consigliere regionale dei Riformatori, Attilio Dedoni, ha  lasciato, dopo circa dieci anni , l'incarico di coordinatore provinciale del partito ad Oristano "...avendo – ha spiegato Dedoni in una lettera a Massimo Fantola e Michele Cossa - nuove incombenze istituzionali".  Dedoni attualmente  è  presidente della commissione Cultura del consiglio regionale.  Per i Riformatori oristanesi si apre, quindi, una nuova fase (peraltro auspicata da molti), considerato che le dimissioni di Dedoni potrebbero riportare la serenità in un partito, in cui l’ex coordinatore provinciale era stato spesso contestato. Recentemente tre consiglieri comunali di Oristano (Vacca, Piredda e Garau) avevano lasciato i Riformatori,  proprio per contrasti sulla conduzione fin troppo "verticistica" dal partito da parte di Dedoni.

"Sardegna in movimento", il gruppo d'azione nato dopo la nascita dell'associazione "Sardegna democratica" promossa a fine marzo dall'ex presidente della Region,e Renato Soru, ha indetto per domenica 26 aprile, alle 11.30, un'assemblea aperta al Nuraghe Losa, ad Abbasanta . L'evento è stato chiamato "Ischida!".  Secondo i promotori,  infatti, è giunta l’ora che i sardi si sveglino.  La manifestazione è  l'occasione scelta dal movimento per protestare contro "…le decisioni arbitrarie ed estemporanee del premier Berlusconi riguardanti lo spostamento del G8 in Abruzzo, che hanno umiliato - si legge in una nota stampa - la Sardegna, il suo popolo e le sue istituzioni”. La protesta riguarderà  anche le promesse "…disattese dal governo regionale, a due mesi dalle elezioni , per Eurallumina, le bonifiche ambientali, la Sassari-Olbia, la servitù militare sull'isola di Santo Stefano, il collegio sardo alle elezioni europee, la mancata convocazione dei rappresentanti sindacali sardi al tavolo nazionale della chimica". "Incontriamoci al Nuraghe Losa  - si legge nell'invito diffuso da Sardegna in movimento - , ma senza bandiere di partito; chi vuole può portare il vessillo dei quattro mori”.

 

 
Di pig (del 26/04/2009 @ 13:00:00, in politica, linkato 1240 volte)

Un giudizio a tutto tondo sul nostro territorio, e sulla totale latitanza dell’amministrazione provinciale e comunale nel cercare di porre rimedio, ciascuna nell’ambito delle proprie competenze, all’inqualificabile  degrado in cui da anni è precipitato, ci è pervenuto, tramite una nota stampa, dal consigliere regionale del Pd, Gian Valerio Sanna, che volentieri pubblichiamo. Cogliamo l’occasione per ribadire che, essendo questo un blog “giornalisticamente” libero, è pronto a pubblicare qualsiasi contributo che interessi la nostra comunità (in senso lato),  da chiunque provenga, a prescindere dal colore e dalla fede politica.

"Credo sia oramai matura una riflessione libera e meditata sullo stato della nostra provincia. Dopo svariati anni nei quali si è dato tempo per un giudizio realmente basato sulla capacità espresse delle attuali classi dirigenti, ora ci sia consentito una libera opinione.  Da quello che emerge si può senz’altro affermare che sia la Provincia che il Comune, benché con “componentistica partitica” non sempre uguale, esprimono un identico, fallimentare curriculum. Il centro destra in Provincia dopo quattro anni di amministrazione non sembra sia stata capace di indicare per il territorio una sola idea di percorso e di lungo periodo, in grado di imprimere allo sviluppo una direzione vera. Sembra piuttosto attaccata alla ordinaria amministrazione, al clientelismo di piccolo cabotaggio ed a lasciare che ogni componente di maggioranza lottizzi in piena autonomia la parte che gli è stata riconosciuta. Credo di poter affermare, per conoscenza ed elementare capacità di comparazione, che l’Intesa Istituzionale a suo tempo sottoscritta con la Regione rappresentasse già all’origine quanto di più mediocre ed ordinario potesse essere richiesto da un territorio che di vere priorità grazie a dio non manca. Ma alle Intese bisogna dare gambe con i progetti e con le conseguenti azioni di governo locale, che al momento mancano e che nel frattempo, grazie all’azione amica del Governo nazionale, sono diventate persino inutili per il venir meno di oltre quattro miliardi di euro di fondi FAS, “distratti” per altre faccende nazionali. Ma anche su questo nemmeno una verifica e meno che mai una timida protesta!  Le grandi infrastrutture da realizzare restano al palo, ma almeno i noti “carrozzoni” continuano a mangiare soldi e clientele. Il caso dell’aeroporto di Fenosu è emblematico. Confermo quello che vado sostenendo da un pò di tempo, e cioè che bisogna urgentemente chiudere l’aeroporto per scongiurare che continuino a volare le formiche a costi inaccettabili. Dopo quasi 15 anni, una società che aveva il compito di programmare ed affidare a chi queste cose le deve fare e non certo alle istituzioni, continua a mangiare soldi ed a fare assunzioni non si sa bene per quali ragioni. Avevamo lasciato nel 1999 i soldi per l’allungamento della pista e per le dotazioni antincendio. Si doveva completare il Piano aeroportuale, ma subito e forse contestualmente strutturare il soggetto societario che sostituisse le istituzioni pubbliche per la gestione delle attività proprie. Ancora nulla, anzi no, qualche assunzione si! Domandiamo con garbo: chi vola su Fenosu? Che traffico aereo si svolge? Il personale assunto che fa? Quale qualificazione possiede? Quale bilancio costi benefici si delinea? Si potrebbe sostenere che a tali domande si risponde con gli atti. Ma perché non si rendono pubblici, perché nessuno chiede conto dei costi, delle strutture, dei benefici, dei bilanci?  Si potrebbe continuare con il SIL, con i Direttori Generali, le dirigenze che si alternano all’interno dell’amministrazione, la manutenzione delle strade, la disinfestazione, le scuole. Sarà possibile saperne di più? Credo sia utile che l’opposizione chieda formalmente gli atti, definisca dei bilanci, denunci gli sprechi e l’immobilismo pubblico, prima che ricominci la solita propaganda che nel parlare dei consueti luoghi comuni, dimentica il quotidiano torpore di questi anni.  Il Comune non va meglio, il PUC stenta ad approdare guarda caso all’indomani della vittoria del centro destra in regione, quasi a significare che l’argine da noi (Giunta Soru) posto allo sorrazzare dei soliti interessi palazzinari, ora si è dissolto e dunque sotto a chi tocca. Si continua a menare sui chioschi di Torregrande non sapendo che la normativa impedisce qualsiasi altra nuova concessione demaniale, in assenza del Piano di utilizzo del Litorale che ancora non sembra neppure in incubazione. Le strade urbane sembrano bombardate, buche ovunque e sporcizia di gran carriera, verde pubblico in abbandono, negozi chiusi per il turismo, e in Consiglio comunale i soliti blablabla. Il Comune dispone di sei milioni di euro per il palazzetto dello sport, finanziato dal bilancio 2006 della regione. Dove è? Dove si fa? A che punto è la progettazione? I nostri amministratori continuano a descrivere con la solita retorica una provincia dalle vocazioni agricole e turistiche di indiscutibile valore e potenzialità. Facciamo finta di essere d’accordo, ma allora dove stà la conseguente strategia? Eleonora, invocata ad ogni piè sospinto, forse con il solo intento di esorcizzare il nero ed il buio del nostro presente, ci avrebbe preso a calci sul fondo schiena solo a nominarla ed a confonderla con il profilo di dignità giuridica ed istituzionale del suo tempo. Berlusconi spinge per realizzare il ponte sullo stretto, e prima o poi ci riuscirà, mentre noi da venti anni inseguiamo l’idea di collegare Oristano con Cabras, ed il ponte di Brabau è li come un monumento incompiuto a dirci di che efficienza siamo capaci.  L’Università di Oristano deve essere difesa, e tutti ci stiamo impegnando, ma qualche giorno fa un emendamento del consigliere Dedoni che inseriva le risorse necessarie è stato bocciato in commissione dalla sua maggioranza. Le opposizioni lo ripresenteranno in aula ma temo che l’impostazione sia definita già, con l’Assessore regionale che promette, sulla spinta dei neo consiglieri oristanesi di maggioranza, ed il governo Capellacci che gli lascia cantare. Nessuno chiede coesione ed alleanza per difendere insieme il territorio e la provincia, ed è questo il segno più chiaro che il manovratore non desidera disturbo. Davanti a noi vi è tutto questo ed altro. Credo ci sia materiale sufficiente per chiederci se gli oristanesi questo hanno voluto votando questa classe dirigente oppure no. Per dare una risposta vera è necessario cominciare un’opposizione dura e intransigente, smettere di essere spesso in scia alle piccole cose, e dare vita alla verifica pubblica ed alla denuncia democratica di ciò che viene e non viene fatto. Se i cittadini non avranno i termini del confronto sarà difficile non stupirci, ancora, di come votano gli oristanesi!      Requiem, e alla prossima puntata". (Gian Valerio Sanna).

 Altre notizie:

Dopo aver discusso, nell’ultima seduta, di Sogeaor e Ici, il consiglio comunale di Oristano si occuperà del terzo punto all’ordine del giorno (Approvazione Bilancio di Previsione 2009. Bilancio Pluriennale 2009-2011 e Relazione Previsionale e Programmatica e Allegati), martedì 5 maggio, alle 18, e in eventuale prosecuzione o in seconda convocazione, giovedì 7 maggio, sempre alle 18.

Il presidente della commissione regionale Agricoltura, Mariano Contu, è intervenuto, questa mattina, sull’influenza suina, di cui tanto si parla in questi ultimi giorni, e che continu, comuqneue, a destare forte preoccupazione anche in Italia.  "Un'informazione non corretta alimenta paure e psicosi e danneggia gli allevatori sardi. Stiamo valutando attentamente il problema, ma al momento non esiste alcun elemento che possa giustificare un allarme in Sardegna. L'assessore regionale della Sanità saprà certamente adottare, qualora ce ne fosse bisogno, i provvedimenti necessari al caso".

L’allevatore di Sedilo, Salvatore Atzas, e il suo servo pastore, Natalino Barranca, sono stati condannati rispettivamente a 30  e  17 anni (uno in meno di quelli richiesti dal Pm Ganassi) dal Tribunale di Sassari, presieduto da Plinia Azzena, giudici a latere, Capitta e Grotteria). Entrambi gli imputati sono stati riconosciuti colpevoli di sequestro di persona dell’allevatore di Bonorva, Giovanni Battista Pinna, tenuto in ostaggio per circa nove mesi, dal 19 settembre 2006 al 28 maggio 2007, nell'ovile di "Su Padru". Gli avvocati dei due imputati, dopo la lettura della sentenza (emessa dopo due ore e mezzo di camera di consiglio), hanno annunciato che ricorreranno in appello. "Aspettiamo di leggere le motivazioni della sentenza – hanno affermato - per vedere come semplici congetture possano essere state considerate degli indizi". Il Tribunale ha disposto anche il risarcimento simbolico di un euro, richiesto dalla parte civile della famiglia Pinna, rappresentata dall'avvocato Guido Manca Bitti, mentre sarà un giudizio separato a quantificare il risarcimento alla Regione Sardegna, costituitasi parte civile, che aveva chiesto un milione di euro, tramite l'avvocato Graziano Campus. Il processo contro i due allevatori era iniziato il 15 luglio scorso.

Per Francesco Catgiu, il detenuto di Orgosolo, di 68 anni, che da circa 25 anni, nonostante una serie di gravi malattie, “vaga” nelle carceri della penisola, è ormai rimasta un’ultima sperona per poter ottenere il trasferimento in un carcere della Sardegna: un'istanza alla Corte Europea per i Diritti dell'Uomo, inviata anche al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per conoscenza. A darne notizia  è stata Maria Grazia Caligaris, presidente dell'associazione "Socialismo Diritti Riforme", che ritiene assurdo che a  Francesco Catgiu, ormai anziano e afflitto da gravi malattie (che lo costringono spesso a utilizzare la sedia a rotelle per muoversi), non sia concesso di rientrare nell’isola dove risiedono i suoi familiari . “Si tratta – ha detto la Caligaris – di un atteggiamento persecutorio nei confronti di un cittadino che, in 25 anni di carcere, non ha usufruito di permessi e ha vissuto in condizioni estremamente difficili. Catgiu è, infatti, affetto dal morbo di Parkinson, da una forma di paraplegia, da una psoriasi artrosica e da gravi disturbi claustrofobici. Necessita, perciò, di specifici medicinali e ha bisogno di aiuto”. Secondo la Caligaris occorre, a questo punto, avviare subito la pratica per la sospensione della pena, in considerazione delle condizioni di incompatibilità ad una permanenza in carcere". Catgiu, arrestato il 5 marzo 1984, è stato condannato a 30 anni (fine pena prevista nel 2015) per concorso nel sequestro del dirigente industriale Leone Concato, rapito il 27 maggio 1977. L'uomo, che si e' sempre proclamato innocente, aveva avviato la pratica di revisione del processo interrottasi dopo la rinuncia del suo avvocato. Per il sequestro Concato venne accusato da un pentito, Salvatore Contini, poi ucciso in carcere ad Ajaccio.

La notizia è di quelle destinate a far discutere, come tutte quelle, d’altro canto, che provengono dal presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga. Cossiga, constatato il clima di concordia e di condivisione storica per il 25 aprile, ha ripresentato  un disegno di legge con il quale viene riconosciuto, senza alcun beneficio economico, il servizio prestato dagli appartenenti alla disciolta struttura paramilitare segreta, nota in Italia come "Gladio",  inquadrata nell'organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord, di cui tanto si parlò anni addietro, che aveva la sua base in località “Poglina”, sulla litoranea Bosa-Alghero. L'articolo 3 del disegno di legge sancisce l'equiparazione dell'Associazione italiana volontari “Stay Behind” ("stare dietro le linee nemiche". ndr), costituita in data 4 febbraio 1994 tra gli appartenenti alla disciolta struttura, alle altre associazioni d'arma riconosciute dal ministero della difesa. Il disegno di legge è stato inviato per l'eventuale adesione a tutti i senatori, nonchè a tutti i deputati con l'invito a presentare alla Camera un'analoga proposta di Legge.

La Provincia di Oristano, in collaborazione con il Comune di Oristano e con gli Ordini professionali degli Architetti, Geometri e Ingegneri, ha organizzato, per mercoledì 29 aprile, alle 9.30, al Teatro Garau,  un convegno sull'architettura di qualità.  Un momento di confronto sui concorsi di idee e progettazioni che rappresentano gli strumenti privilegiati a disposizione delle amministrazioni per il perseguimento di elevati standard di qualità progettuale. La qualità dell'ambiente costruito, e delle opere pubbliche in particolare, riguarda molto da vicino la vita quotidiana delle persone e coinvolge il loro senso di identità e di appartenenza ad una collettività. Il perseguimento della qualità degli interventi pubblici, a partire dalle procedure attraverso cui li si realizza, è per le amministrazioni pubbliche una fondamentale responsabilità e un importante elemento di innovazione. Per conseguire, quindi,  adeguati risultati in questa direzione occorre un rilevante investimento in termini di impegno, collaborazione interistituzionale, trasparenza e capacità di comunicazione. Dopo i saluti del presidente della Provincia, Pasquale Onida, e del Sindacodi Oristano, Angela Nonnis, spazio alle relazioni di Francesco Orofino, Carlo Birrozzi, Enzo Sanna, Italo Meloni e Michele Pugliese. Nel pomeriggio, i lavori riprenderanno, alle 15.30,  presso l’Hospitalis Sancti Antoni, con una tavola rotonda, sulle opportunità e problematiche dei concorsi di architettura. Con il coordinamento di Francesco Licheri,  interveranno al dibattito Amedeo Schiattarella, Gianni Massa, Giuseppe Vallifuoco, Massimiliano De Seneen e Roberto Aru. A conclusione della tavola rotonda verranno inaugurate due mostre: una presso  l’Hospitalis Sancti Antoni e l’altra al Palazzo Arcais, sui lavori dei vincitori e dei partecipanti a diversi concorsi di progettazione, tra i quali quello dell'ampliamento del Museo Nivola; quello per la realizzazione degli alloggi dell'Area, in viale Indipendenza, ad Oristano; e quello del Centro Intermodale di Sassari.

 
Di greg (del 28/04/2009 @ 21:00:42, in politica, linkato 794 volte)

Stasera in consiglio regionale (dov'è in discussione la manovra finanziaria)  la tensione si tagliava a fette,  dopo il mancato accoglimento, da parte della conferenza dei capigruppo, della richiesta dell’opposizione di convocare, in seduta straordinaria il consiglio, con all'ordine del giorno l'informativa del presidente della Regione sulle ragioni e sulle ripercussioni dello spostamento del G8 da La Maddalena a L'Aquila. Per domani mattina, alle 9.30, i gruppi del Pd, Comunisti-La Sinistra sarda-Rossomori e Idv, hanno annunciato una conferenza stampa sul rifiuto di dedicare, immediatamente, una seduta ad un argomento tanto delicato. "Il G8 rimane una grandissima fregatura di cui tutti siamo stati informati dalla tv, compreso il Presidente della Regione, che poi ha avuto qualche dettaglio in più nella casa privata del premier". Questo, quanto dichiarato dal l'ex presidente della giunta regionale, Renato Soru che, ha voluto commentare in questo modo lo spostamento del vertice internazionale da La Maddalena a L'Aquila. "Abbiamo dato da gestire alla Protezione Civile, nell’ambito di un patto con lo Stato, sia un nostro luogo, che avevamo appena riconquistato liberandolo dalle servitù militari, sia nostre risorse, ma il patto è stato rotto”, ha aggiunto Soru, che la scorsa legislatura era stato fra i principali sostenitori della candidatura di La Maddalena come sede del G8 del prossimo luglio. "E' un segnale di grave mancanza di rispetto – ha sostenuto il centrosinistra - non tanto verso la minoranza , quanto verso  l’istituzione regionale. Le anticipazioni sul decreto legge, che cancellerebbe le risorse per lavorare su più turni e il premio di produzione, rischiano di provocare il recesso del contratto da parte delle imprese appaltatrici e di trasformare l'ex ospedale e l'ex Arsenale di La Maddalena in grandi incompiute. Sarebbe un dramma sociale oltre che economico". Ritornando alla manovra  finanziaria 2009, Renato Soru  non ha lesinato critiche per la modalità di ricorrere ai mutui adottata dall'esecutivo guidato da Ugo Cappellacci, a copertura del disavanzo di amministrazione. "In questa manovra finanziaria  - ha detto Soru -non c'e' traccia delle entrate, cresciute in modo rilevante, dal 2004 ad oggi, per effetto della buona politica di questi ultimi anni, tra cui la riscrittura dell'articolo 8 dello Statuto sulla compartecipazione al gettito erariale. Quando nei prossimi mesi si discuterà della legge finanziaria nazionale per il 2010, mi piacerebbe trovare nei vostri documenti la difesa di un diritto conquistato dai sardi.  E' necessario  - ha aggiunto Soru -dare ai sardi la certezza che i bilanci dei prossimi anni contengano quanto conquistato fino ad oggi". Soru ha poi  sottolineato che, anche il riconoscimento dell'insularità non farà avere alla Sardegna maggiori risorse, ma solo il riconoscimento di un ritardo". "Non posso accettare la cancellazione di straordinarie risorse, come i fondi Fas -ha spiegato l'ex presidente della Regione – perché  mentre da un lato si dice che si vogliono colmare i gap infrastrutturali, dall'altro con destrezza e velocità  silenziosa, si stanno cancellando le risorse della nostra regione". Per Soru, inoltre, il disegno di legge finanziaria proposto dall'esecutivo guidato da Cappellacci, e approvato dalla commissione Bilancio, trascura due aspetti fondamentali. "A fronte di una debolezza privata – ha sostenuto Sou -, in genere si interviene con mano pubblica. Invece  stiamo assistendo solo a una cancellazione della domanda pubblica, come nel caso de La Maddalena o della Sassari-Olbia.  Anche riguardo le politiche sociali, non vedo l'innovazione necessaria ad affrontare la crisi che stiamo vivendo, nè per superare il precariato, né per sostenere la creazione di imprese giovanili. Dove sono i fondi che la Regione ha conquistato negli anni scorsi? -ha chiesto Soru-.  Nei documenti che ci avete consegnato non c'è traccia". In mattinata, il presidente della commissione Bilancio, nonché relatore della maggioranza, Paolo “salto della quaglia” Maninchedda,  aveva aperto la discussione illustrando la manovra finanziaria, ritenuta dall’opposizione “…un provvedimento debole, più di facciata che di sostanza". Maninchedda ha dato atto alla Giunta Cappellacci di aver presentato un provvedimento con misure di sostegno al reddito e allo sviluppo idonee a fornire una prima e indifferibile risposta alle impellenti necessità dei sardi. Tra le novità inserite nella discussione di Commissione è stato rilevato l'incremento degli stanziamenti iniziali per i sussidi a favore delle persone e dei nuclei familiari in condizioni di accertata povertà, per gli interventi nei cantieri comunali e per l'incremento del patrimonio boschivo in aree pubbliche deindustrializzate. Aumentano, poi, le risorse per la realizzazione delle opere pubbliche urgenti per mitigare il rischio idrogeologico nelle zone colpite dalle alluvioni del 2008. Sui livelli di spesa nell'esercizio dell'anno passato, Maninchedda ha segnalato la grave situazione "condizionata certamente dai pesanti vincoli imposti dal patto di stabilità" e ha espresso la preoccupazione per l'ingente mole di residui passivi ora tutti da verificare. Infine, ha accennato alla necessità di approfondire le tematiche inerenti la contrattazione con lo Stato e di verificare i reali effetti del rapporto tra le entrate fiscali e gli oneri finanziari legati alle funzioni trasferite alla Regione. "Provo vergogna per la Regione Sardegna che, in un momento di crisi, ha previsto nel proprio bilancio uno stanziamento di 300 mila euro per coloro che devono osservare le povertà e invece ben  800 milaeuro per finanziare gli uffici-studi dei sindacati". L'ha denunciato il consigliere regionale ed ex assessore all'Urbanistica, Gian Valerio Sanna, durante il suo intervento sulla finanziaria per il 2009. Sanna ha evidenziato la posizione contraddittoria della giunta regionale rispetto al momento di difficoltà  economica, ed  ha poi messo in evidenza  le differenze tra l'attuale manovra e quella della precedente giunta Soru soffermandosi, in particolare, sulla decisione dell'esecutivo Cappellacci di ricorrere ai mutui per coprire il disavanzo di amministrazione. "La cancellazione dell'anticipazione delle quote d'entrata - ha detto Sanna - è un segno di significato politico centrale,  in un momento in cui si doveva, invece, dare continuità all'articolo 8 dello Statuto sulla compartecipazione ai tributi erariali. Nella nostra manovra c'era un significato, mentre in questa ce n'e' un altro”.

Altre notizie:

Ad Oristano, la giunta Nonnis investirà 361 mila euro per la nuova pavimentazione e i sottoservizi della via Duomo. Nei giorni scorsi sono stati appaltati i lavori all’impresa Ercole Mascia di Selargius, che ha presentato un ‘offerta con un ribasso del 16% sul prezzo a base d’asta di 430 mila Euro. “Con questo intervento realizzeremo un altro importante tassello per il completamento del progetto complessivo di rifacimento del centro storico cittadino – ha osservato  l’assessore ai Lavori pubblici, Andrea Lutzu -. Punto qualificante di tutti gli interventi sin qui realizzati è l’omogeneità dei materiali lapidei utilizzati: il porfido, il granito, l’arenaria e il basalto. Il progetto prevede il rifacimento della pavimentazione e dei sottoservizi nel tratto della via Duomo compreso tra la via Ciutadella de Menorca e la via De Castro, e quindi tra la Curia arcivescovile e la Chiesa di San Francesco, in quella che un tempo si chiamava S’arruga de Santa Maria e che risale al XIII secolo, all’epoca di Mariano II. Per la pavimentazione stradale saranno utilizzate lastre in basalto sardo, mentre per gli attraversamenti pedonali saranno impiegate lastre di calcare cristallino (biancone di Orosei). Saranno, inoltre, realizzate le condotta per le acque nere, la rete di distribuzione idrica alle utenze private con la sostituzione delle condutture in acciaio zincato con elementi in polietilene. “Per la realizzazione dei lavori – ha detto Lutzu - saranno necessari 180 giorni, ma per la centralità della strada importantissima nel sistema della viabilità urbana sarà prestata la massima attenzione a effettuare gli interventi il più rapidamente possibile e senza interferire in alcun modo con la Sartiglia. Negli ultimi anni il comune ha investito ingenti risorse per restituire al centro di storico di Oristano l’antico splendore. Devo dire che tutte le giunte comunali che si sono succedute hanno dedicato impegno e risorse al centro storico che, senza alcun dubbio, è uno dei più interessanti e affascinanti della Sardegna”. Il comune è intervenuto nelle vie Garibaldi, Santa Chiara e Eleonora, in vico Garau, Baylle e Arquer e prima ancora in piazza Roma, piazza e via Eleonora, piazza Corrias e piazza tre palme, nella via De Castro e nella via Dritta. “Non solo – ha concluso Lutzu-; non possiamo infatti  trascurare gli interventi di recupero di edifici storici, come l’ex asilo S. Antonio, la Chiesa di Santa Chiara o le antiche mura giudicali. Con l’intervento su via Duomo realizziamo un’altra importante opera, in attesa che dopo l’apertura del nuovo carcere sia restituita ai cittadini l’antica Reggia giudicale e si possano realizzare anche i lavori di rifacimento della piazza antistante. Stiamo arrivando alle fasi conclusive di un programma complessivo che porterà grandi benefici alla città, migliorandone l’immagine e favorendo nuove opportunità di sviluppo sociale ed economico in chiave culturale e turistica”.

La Biblioteca comunale di Oristano cambia sede, e da lunedì 3 Maggio sarà pienamente operativa all’Hospitalis Sancti Antoni, uno degli edifici storici più importanti della città. Domani, mercoledì 29 aprile, alle 11, il sindaco Angela Nonnis, l’assessore alla Cultura Tonino Falconi e la direttrice della biblioteca presenteranno alla stampa i nuovi locali e i servizi bibliotecari resi disponibili nella nuova e prestigiosa sede. La conferenza stampa si al primo piano dell’Hospitalis Sancti Antoni.


 Non esiste alcun pericolo in provincia di Oristano, né per le persone, né per gli animali, per quanto riguarda la febbre suina. A dirlo sono il Servizio dell'Igiene Pubblica e il Servizio veterinario della Azienda Sanitaria Locale n°5 di Oristano, che rassicurano i cittadini sull'epidemia che in questi giorni ha toccato Messico, Stati Uniti e alcuni paesi dell'Europa, tra cui, comunque, non figura per il momento l'Italia. «Non c'è alcun motivo per preoccuparsi – spiegano alla Asl–; la situazione è sotto controllo: nessun caso si è registrato in Italia e, in ogni caso, siamo tutti stati allertati per intervenire con le adeguate cure a base di farmaci antivirali se dovessero presentarsi dei casi sospetti». Il nostro paese è adeguatamente e sufficientemente fornito di scorte di tali farmaci, che provvederebbe a somministrare in caso di necessità, ed è pronto a fronteggiare qualsiasi eventualità. Il consiglio dei medici è quello di non assumere di propria iniziativa i farmaci antivirali, che possono avere pesanti effetti collaterali, ma di rivolgersi ai sanitari in caso si avvertano dei sintomi sospetti,come un'influenza molto forte e febbri alte. Evitare ingiustificati allarmismi è la parola d'ordine anche dal punto di vista del consumo delle carni suine: il virus non si trasmette mangiando la carne di maiale, ma stando a contatto con animali infetti o con persone che hanno contratto il virus. Anche sotto questo profilo, il parere dei sanitari è rassicurante: «Noi non importiamo suini vivi dalle zone in cui si sta registrando l'epidemia (Messico e Spagna) – spiegano i veterinari della Asl –, per cui è improbabile che il virus venga trasmesso per via animale. Non c’è pericolo neppure per la salute degli stessi allevamenti suini, in quanto il virus  A/H1N1 causa alti livelli di morbosità (ovvero alta probabilità di contagio) ma una bassa mortalità fra gli animali. Oltretutto, si tratta di un virus che si sviluppa in condizioni igieniche e di vita precarie dei suini: fatto che da in Sardegna, dove non esistono grossi allevamenti intensivi, potrebbe verificarsi più raramente”.

Giovedì 30 aprile, alle 11.30, presso la sala riunioni della Asl di Oristano, in via Carducci (10° piano), si terrà la conferenza stampa di presentazione della "Settimana della Vita", una rassegna di eventi sportivi, musicali e appuntamenti formativi, organizzati da Asl, Aido, Admo, Avis, Coni e  Ufficio scolastico provinciale, in occasione delle giornate nazionali dei trapianti, per sensibilizzare i cittadini sul tema dei trapianti e della donazione. Alla conferenza saranno presenti il direttore generale della Asl di Oristano, Bruno Palmas, e i rappresentanti delle associazioni e delle istituzioni che hanno collaborato alla realizzazione della manifestazione.

La Provincia di Oristano, attraverso il Servizio di promozione dell'autoimpiego, ha organizzato la terza edizione del corso di orientamento all'autoimpiego “L'impresa di fare impresa”, con lo scopo di favorire la conoscenza delle nozioni di base sulle tematiche di creazione dell'impresa, nonché dei principali strumenti di agevolazione finanziaria. Al termine del corso, riservato ad un massimo di 25 persone, sarà rilasciato un attestato di partecipazione. La durata del corso, che si svolgerà ad Oristano presso i locali dell'ex Ente Provinciale per il Turismo, in Piazza Eleonora, è di dodici ore. Le domande dovranno essere compilate secondo il modello allegato e consegnate a mano,  entro il giorno 5 maggio, presso i Centri Servizi per il Lavoro di Oristano, Ales, Bosa, Cuglieri, Ghilarza, Mogoro, Terralba, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle  12,  e il pomeriggio di martedì e giovedì, dalle 15 alle 17; o tramite e-mail all’ indirizzo: servizio.autoimpiego@gmail.com,  o tramite fax al n. 0783 772027. Ulteriori informazioni sono a disposizione degli utenti nella sezione Lavoro del sito istituzionale della Provincia di Oristano, all’indirizzo www.provincia.or.it.

Sono aperte le iscrizioni per il nuovo anno scolastico della Scuola civica di musica di Oristano.Gli insegnamenti previsti sono: canto lirico, chitarra classica, clarinetto, sax, flauto traverso, pianoforte, violino, propedeutica musicale (per bambini dai 5 ai 7 anni), canto corale, launeddas e fisarmonica. I moduli di domanda sono disponibili presso l’Informacittà del Comune di Oristano, in piazza Eleonora d’Arborea. Le domande dovranno presentate entro il 15 Maggio all’Informacittà. Gli aspiranti allievi (esclusi quelli di canto corale, propedeutica, fisarmonica e launeddas) dovranno presentarsi il 19 Maggio, nei locali della Scuola Civica di Musica in via Marconi n. 5 (presso la Scuola Media n. 4), per sostenere le prove attitudinali il cui esito determinerà l’ammissione ai corsi. Per ulteriori informazioni si possono contattare gli uffici dell’Informacittà allo 0783 791306 oppure il Presidente della scuola Civica, il Maestro Riccardo Zinzula, al numero 340 2523180.

La scure della Gelmini si abbatte sulle scuole materne di Allai e per protesta tutta la comunità non andrà al voto. Un diritto sancito dalla Costituzione Italiana rischia di non essere più tale per i bambini del piccolo centro del Barigadu e per tanti altri della provincia. E' giunta notizia, che il Ministero della Pubblica Istruzione sia determinato a sopprimere le scuole materne che hanno un numero di bambini inferiore alle quindici unità e Allai figura tra queste. Un provvedimento che getta nello sconforto più totale un'intera popolazione, da anni vittima di pseudo razionalizzazioni e riforme che, progressivamente, hanno fatto scompare servizi e istituzioni. "Questo è solo l'ultimo atto – ha spiegato Antonio Pili, vicesindaco del paese - di un processo di smantellamento definitivo e totale della presenza dello Stato nelle piccole realtà. Abbiamo appena concluso e vinto una difficile battaglia per la salvaguardia delle scuole elementari che erano minacciate per l'anno scolastico 2009-2010 dalla previsione di un'unica pluriclasse. Una soluzione inaccettabile che avrebbe di fatto negato un diritto sacrosanto come l'istruzione.  Adesso ci ritroviamo, sembrerebbe, ad affrontare la soppressione della scuola materna.  Questo suona come il colpo di grazia per questi territori e soprattutto per i nostri bambini.  A questo punto, il Ministro della Pubblica Istruzione dovrebbe farci  capire come garantirà loro un adeguata istruzione. Chiederemo che si pronunci in merito, ricordandole che la nostra Costituzione garantisce il diritto allo studio per tutti e su tutto il territorio Nazionale. L'intera comunità di Allai e la sua amministrazione non accetterà passivamente questa situazione. Siamo disposti a difendere questo nostro diritto in tutti i modi ed in tutte le sedi possibili, anche attraverso forme di protesta come la rinuncia al diritto di voto per le prossime elezioni europee. Se il vero obiettivo è quello di toglierci i diritti, noi cominceremo a rinunciare a quello del voto" conclude Pili.

 

 
Di greg (del 06/05/2009 @ 14:00:18, in politica, linkato 736 volte)

Il consiglio comunale di ieri sera è stato, per i non addetti ai lavori, di una noia mortale. Per quanto l’argomento fosse  di indubbio interesse per l’iter amministrativo-programmatico dell’ente (il consiglio comunale di Oristano ha, infatti, iniziato l’esame del bilancio di previsione 2009, del pluriennale 2009/2011 e della relazione revisionale), ascoltare (o far finta di ascoltare) pagine e pagine di relazione, per chi ha avuto la bontà di presenziare sino in fondo è stato devastante. Il primo intervento è stato quello del sindaco, Angela Nonnis: “L'approvazione del bilancio è uno dei momenti più importanti che il consiglio comunale affronta insieme all'approvazione del rendiconto dell'esercizio precedente. Le condizioni economico sociali che fanno da sfondo alla stesura del bilancio di previsione 2009 rappresentano una novità. Si parla di recessione per esprimere lo stato dell'economia dei paesi più industrializzati nella zona dell'euro. La drammatica crisi mondiale che ha investito il mercato finanziario internazionale dal secondo semestre 2008 si sta riflettendo sull'economia reale anche nel nostro paese, nella nostra regione e nel nostro territorio. A fronte di questa grave situazione economica il comune, che è il livello istituzionale più vicino al cittadino, viene percepito come uno dei principali interlocutori. Gli effetti di questa crisi economica in corso hanno reso ancora più rigidi e penalizzanti i meccanismi del patto di stabilità. Il bilancio 2009 risente del pesante taglio dei trasferimenti operato dallo Stato, già dall'esercizio 2008 a seguito della certificazione sul minore gettito Ici per l'abitazione principale.Il bilancio preventivo è costruito in modo da garantire il rispetto delle disposizioni di legge in materia di finanza locale – ha aggiunto il sindaco -. A questo proposito è significativo il fatto che il nostro ente sin dal primo anno di introduzione degli obiettivi di Maastricht, dal 2001 e a tutto il 2008, ha sempre rispettato il patto di stabilità. Abbiamo cercato di conciliare il rispetto delle disposizioni legislative in materia di bilancio con l'esigenza di dare concreta attuazione al programma presentato nel 2007 alla città e abbiamo ritenuto di ampliare ulteriormente la gamma di servizi e delle prestazioni sociali a favore della cittadinanza, mantenendo invariate le tariffe di compartecipazione ai costi, così come le aliquote di tributi e tasse. Il bilancio di previsione prevede di mantenere invariate tutte le tasse e le imposte, evitando così di aumentare le imposizioni fiscali e tariffarie sui nostri cittadini – ha proseguito Angela Nonnis -. Rimarranno pertanto invariate le aliquote ICI in vigore, l'addizionale Irpef, le tariffe della nettezza urbana. In questa situazione, con i vincoli di legge e con i limiti dell'iniziativa locale, occorre comunque intervenire anche a livello locale con politiche che si occupino di problemi derivanti dalla situazione di crisi generale”. Significativo, a questo riguardo, la nascita dell'ufficio per l'attuazione del piano strategico, che a partire dal mese di aprile 2008 ha supportato l'ente nel processo di programmazione e controllo delle politiche necessarie per l'attuazione delle azioni del piano strategico e per l'individuazione e l'attivazione delle risorse necessarie, nazionali e comunitarie. Altrettanto importante l’attivazione dello Sportello unico per le imprese, che ha semplificato il rapporto con tutti gli interlocutori per l'insediamento di nuove aziende nei nostri territori. Tra gli obiettivi del 2009 il consolidamento del servizio di raccolta differenziata dei rifiuti che in pochi mesi ha consentito di superare la soglia del 65% di raccolta differenziata, il 40% per l’umido, portando il comune a livelli che la legge prevede per il 2012. Per le politiche giovanili il comune nell'ambito di un accordo di programma quadro ha ottenuto 383 mila euro per la realizzazione di un centro di aggregazione giovanile a Sa Rodia. Altro tema qualificante le politiche sociali per le quali il bilancio prevede un aumento di risorse:”La nuova intensa attività nel fronte dei servizi sociali legata all'avvio degli interventi previsti nel piano unitario locale dei servizi alla persona del distretto sanitario di Oristano, è stata svolta già nell'anno 2008 ed è stata caratterizzata da un ingente sforzo volto ad ampliare e diversificare l'offerta dei servizi. Sono stati compiuti grandi cambiamenti, soprattutto in termini di evoluzione e diversificazione dell'offerta. Sono state ampliate le fasce orarie degli asili nido e grazie a un finanziamento di 819 mila euro potrà essere realizzato un progetto di sviluppo dei servizi socio educativi per la prima infanzia. L'attività dei servizi sociali è aumentata in misura esponenziale”. Altri obiettivi del 2009 la realizzazione di un ambizioso piano di opere pubbliche da oltre 24 milioni di Euro, il completamento del piano di valorizzazione delle terre civiche, la rielaborazione del nuovo piano urbanistico. L’assessore al Bilancio, Alessio Putzu, ha quindi illustrato le caratteristiche tecniche e gli obiettivi del bilancio 2009: “Con il bilancio di previsione l'amministrazione comunale definisce le linee fondamentali dell'azione amministrativa, con particolare riguardo alle risorse finanziarie disponibili per dare attuazione al programma di mandato. Quattro gli elementi caratterizzanti della manovra finanziaria 2009: particolare attenzione al settore socio assistenziario; sostegno ai lavori pubblici; avvio della società in house Oristano Servizi Comunali; inalterata pressione fiscale tariffaria con lotta all'evasione e valorizzazione del patrimonio. Per quanto concerne il primo punto l'amministrazione, cosciente della necessità dei settori più marginali e consapevole delle difficoltà che molti cittadini incontrano nella vita quotidiana, ha confermato a questa attività un considerevole stanziamento di risorse – ha detto Putzu -. È stato raddoppiato lo stanziamento in favore della lotta alla povertà, che ci permetterà di gestire in tal senso una cifra complessiva di 400.000 euro nel solo 2009. L’aumento di risorse provenienti dal fondo unico, 160 mila euro, sarà interamente utilizzato per questo settore”. Per i lavori pubblici, l’assessore al Bilancio ha annunciato il ricorso al project financin per dotare la città di importanti strutture e servizi, dando anche impulso all'economia locale con positive ricadute sull'occupazione. “La società in house Oristano Servizi Comunali – ha spiegato Putzu - è stata concepita strategicamente per poter agire in sostituzione di appalti esterni, proprio per poter ottimizzare la spesa per i servizi”.Sul fronte delle entrate l’assessore Putzu ha spiegato che anche quest’anno si sono voluti mantenere inalterati i tributi e le tariffe: “Dal momento che stiamo vivendo un periodo di congiuntura economica difficilissima, una crisi che rispetto allo scorso anno si è ulteriormente aggravata, la giunta Nonnis ha ritenuto giusto ancora una volta di operare a favore dei cittadini e degli operatori economici, a costo di qualche evidente sacrificio di bilancio. Nel frattempo prosegue il lavoro sulla lotta all'evasione che ha consentito di recuperare circa 400 mila euro”. Nel dettaglio il bilancio di previsione 2009 si attesta su una cifra di 73 milioni 135 mila euro, di cui 36 milioni 660 mila euro di entrate correnti, 24 milioni 389 mila euro di investimenti e 12 milioni di anticipazioni di cassa e servizi in conto terzi. Le voci più significative sono gli 11 milioni 900 mila euro di entrate tributarie, i 19 milioni 534 mila euro di contributi e trasferimenti correnti, i 9 milioni 208 mila di proventi extratributari, gli 11 milioni 755 mila euro di contributi e trasferimenti in conto capitale. All’assessore ai Lavori pubblici Andrea Lutzu il compito di illustrare il piano triennale delle opere pubbliche, contenuto all’interno del bilancio di previsione. Lutzu ha ricordato gli ultimi importanti appalti avviati (il mercato civico, l'ex carcere militare, l'area grandi eventi a Torregrande, l'area mercatale di Torangius, l'area servizi a Torregrande, la riqualificazione della via Duomo) e annunciato il ricorso al project financing per il nuovo palazzetto dello sport, la circonvallazione ovest, la nuova sede degli uffici e degli archivi comunali e la manutenzione straordinaria della viabilità cittadina. “Attraverso il project financing – ha spiegato - potremmo appaltare numerose opere in breve tempo, conseguire un ribasso d'asta molto significativo, risparmiare un'ingente somma relativa alle spese di progettazione che sarebbero a carico del promotore concessionario, contrattualizzare un unico appaltatore di grosso rilievo e ottenere fine un finanziamento celere alle migliori condizioni di mercato. Di rilievo anche le ricadute occupazionali stimabili in 100/120 persone all'anno”. Il Piano triennale prevede investimenti per 94 milioni di euro, 29 mlioni 970 mila dei quali da impiegare nel solo 2009 per una considerevole quantità di opere tra le quali: la manutenzione adeguamento cimiteri della città e frazioni (200.000 euro), manutenzione, adeguamento alle norme di sicurezza e potenziamento degli impianti di illuminazione pubblica (150 mila euro), completamento degli impianti tecnologici nel centro sociale di Torangius (300 mila euro), manutenzione delle pavimentazioni stradali e dei marciapiedi (500 mila euro), manutenzione al centro polisportivo di Silì, manutenzione aree verdi, interventi di arredo urbano e valorizzazione piazze urbane e suburbane (250.000 euro), ludoteca di Massama, manutenzione straordinaria dei mercati (150 mila euro), manutenzione, ristrutturazione e messa a norma stabili comunali, 700 mila euro per la piscina comunale (da realizzare attraverso un project financing), realizzazione della rotonda di piazza Mannu (151 mila euro), realizzazione dell'incrocio tra la via Cagliari e la via Tirso (50 mila euro), completamento dei lavori di ristrutturazione della colonia ex eca di Torre Grande (300 mila euro), completamento del complesso parrocchiale san giovanni evangelista (300 mila euro), realizzazione nuova sede uffici comunali, palestre nelle frazioni (400 mila euro), restauro e risanamento conservativo della villa Baldino a Torre Grande (400 mila euro), costruzione del canile comunale (500 mila euro), ristrutturazione della biblioteca comunale di via Carpaccio (500 mila euro), completamento e restauro della chiesa di Santa Chiara (225 mila euro), completamento del programma di recupero urbano delle case minime (833.000 euro), palestra scuola elementare di via Cairoli (150 mila euro), completamento della piazza della chiesa di Massama (150.000 euro), manutenzione delle strade rurali (300 mila euro nel triennio), restauro del palazzo arcivescovile (710.000 euro), campanile della basilica del Rimedio (75.000 euro), rifacimento della copertura della chiesa di San Pietro a Silì, Circonvallazione (3 milioni di euro), palazzetto dello sport (6 milioni di euro), manutenzione straordinaria della viabilità (80 mila euro), recinzione del parco di viale Repubblica (200.000 euro), piano straordinario per l'edilizia scolastica (535 mila euro), adeguamento e ristrutturazione del cimitero di Donigala (100 mila euro), manutenzione straordinaria palestra scuola media n. 2 (250 mila euro), realizzazione piste ciclabili (3 milioni di euro tramite richiesta di finanziamenti regionali).L’assessore Lutzu ha quindi fatto il punto sulle opere già avviate per informare il consiglio comunale sullo stato dei lavori.La sessione di consiglio dedicata al bilancio proseguirà domani pomeriggio (giovedì 7 Maggio) alle 18.

 
Di pig (del 06/05/2009 @ 18:00:37, in politica, linkato 1243 volte)

Nell’articolo precedente, Greg ha riportato quanto accaduto nell’ultima seduta del consiglio comunale sull’inizio dell’esame del bilancio di previsione 2009. Una seduta stile “latte alle ginocchia”, durante la quale, visto che era umanamente impossibile seguire le lunghissime, tediose relazioni del sindaco “Nonna Abelarda Nonnis” e degli assessori Putzu e Lutzu, per non cadere del tutto tra le braccia di Morfeo, ho “girovagato” con lo sguardo tra i banchi del consiglio. La maggior parte dei presenti, accompagnati come musica di sottofondo dalla voce soporifera dei relatori che parlavano al vento, erano in tutt’altre faccende affaccendati (molti chiacchieravano per i fatti loro, altri navigavano su internet, alcuni leggevano, altri ancora dormivano ad occhi aperti) e solo di tanto in tanto si destavano dal torpore, forse perchè richiamati dallo scampanellare del presidente del consiglio. Per pochi secondi volgevano lo sguardo verso gli scranni dell’esecutivo, fingendo un certo interesse, e dopo aver fatto due cenni col capo in segno di assenso ritornavano a quanto avevano precedentemente  interrotto. Certo il bilancio di previsione non è materia facilmente digeribile, ma ritengo non serva assolutamente a nulla peggiorare la situazione, trasformando un mattone in un macigno. Mentre sentivo in lontananza gli assessori parlare di projet financing (un’operazione di finanziamento a lungo termine), società in house, tariffe, tributi, piano triennale delle opere pubbliche e quant’altro, ho notato i banchi del gruppo di “Fortza Paris” deserti. I rappresentanti comunali del partito più votato in provincia di Oristano erano impegnati in una riunione politica plenaria per far il punto della situazione, soprattutto dopo il trattamento riservato, a livello regionale, dal Popolo della Libertà alla forza politica guidata da Pasquale Onida. Dopo l’annuncio di adesione al Pdl,  e dopo le regionali (dove il partito di Onida in termine di voti ha fatto la sua parte), i malumori sono infatti aumenti a dismisura, visto che Fortza Paris non è stata presa in alcuna considerazione, rimanendo stritolata dalla voracità di Forza Italia e An, che agli altri hanno lesinato solo le briciole. E a Fortza Paris neppure quelle. Cosa hanno, quindi, deciso di fare Onida e company? Per il momento attendono gli eventi, in attesa di un faccia a faccia risolutore che, a nostro modesto avviso, lascerà le cose come stanno. Quello che ci chiediamo è come  mai un politico navigato e del calibro di Pasquale Onida possa aver creduto, tanto ingenuamente, alle promesse dei seguaci isolani del mago di Arcore. La nostra sensazione è che il disegno sia quello di escludere “Pasqualone” dai giochi che contano, logorandolo fino a  costringerlo a gettare la spugna. D’altro canto, è risaputo che il bacino di voti da cui attinge il presidente della Provincia faccia gola a molti alleati, che da un lato manifestano ampia solidarietà ad Onida, mentre  dall’altro tramano nell’ombra per una sua defenestrazione indolore, da cui avrebbero tutto da guadagnare. Per quanto riguarda il comune della città capoluogo, mentre continua il balletto di “Nonna Abelarda Nonnis” sulla necessità di allargare la maggioranza (quel che è rilevante non sono, infatti, le ultime esternazioni del sindaco “…urge ampliare la coalizione”, che in quanto a credibilità contano politicamente come il due di picche, visto che domani potrebbe pensarla diversamente), il dato rilevante è che nè Fortza Paris, né tantomeno l’Udc siano stati contattati da Abe per un loro ingresso nella maggioranza. E se per quanto riguarda l’Udc sussistono ancora fortissime remore e perplessità, più possibilista (ma senza eccessivi entusiasmi) appare invece Fortza Paris. La decisione non sembra comunque delle più facili, in quanto, pur avendo ribadito di essere una forza politica di centro-destra, e che quindi difficilmente (a scanso di clamorosi colpi di scena) presterà il fianco alla cacciata del sindaco, vi sono ancora all’interno del partito forti resistenze ad un ingresso nella maggioranza. Le perplessità (a parte quelle legate al decisionismo umorale di Abe) deriverebbero dal fatto che, agli occhi di Fortza Paris, la giunta Nonnis poco o niente ha fatto finora (e come dargli torto? ndr); che nell’attuale esecutivo manchi totalmente la collegialità; che sia quanto mai necessario rivedere il programma, mettendo tra le priorità il decoro della città, che raramente ha toccato simili livelli di degrado. Sono questi solo alcuni dei motivi per cui molti sarebbero favorevoli, per il momento, soltanto ad un appoggio esterno, anche per fugare quanto si vocifera negli ambienti politici cittadini, secondo cui l’ingresso di Fortza Paris sarebbe legato esclusivamente al numero dei posti in giunta. Fortza Paris attende, quindi, che sia il sindaco (che non ha più i numeri per  dormire sonni tranquilli) a farsi avanti, in modo tale che la questione sia portata all’attenzione dei segretari dei partiti. "E’, infatti, all’interno delle forze politiche - sostengono alcuni esponenti di spicco di Fortza Paris -, che vanno prese le decisioni che contano,  per non correre il rischio che in comune prolifichino gruppi e gruppetti. I mal di pancia di qualcuno non possono, infatti, condizionare una maggioranza affiatata e coesa". Fin qui Fortza Paris (che anche ad Oristano, prima o poi, dovrà necessariamente affrontare il problema Pdl) mentre l’Udc attende, sornione, gli eventi alla finestra. Con questi chiari di luna, il cammino dell’esecutivo non appare tra i più agevoli. Durante la votazione sul bilancio di previsione (con la giunta che rischia molto) sarà facile intuire cosà avrà deciso il gruppo consiliare di Fortza Paris, e, con tutta probabilità, quale sarà il destino di “Nonna Abelarda Nonnis”.

Altre notizie:

Con una breve comunicazione, indirizzata al sindaco e al presidente del consiglio comunale di Oristano, l’esponente del Pd, Pietro Arca, ha rassegnato le dimissioni da consigliere comunale. Pietro Arca ha, infatti, deciso di mettere la sua esperienza amministrativa al servizio dei cittadini di Sorradile, dove si candiderà come sindaco alle elezioni comunali, in programma nel giugno prossimo. Al posto di Pietro Arca dovrebbe subentrare in consiglio comunale Alberto Prina.

Si costituisce quest’oggi ufficialmente l’Associazione Sardegna Democratica, il cui obiettivo primario è stimolare la partecipazione e l’inclusione di uomini e di donne che vogliono lavorare per il bene comune, perché in Sardegna non si interrompa il percorso riformista.  Come annunciato il 29 Marzo, a Sanluri, Sardegna Democratica nasce dal desiderio di continuare il progetto politico e culturale iniziato nel 2004 per valorizzare le intelligenze di tutti, operare perché si affermino le pari opportunità in ogni agire, pubblico e sociale, stimolare la discussione e la riflessione perché i diritti civili siano garantiti a prescindere dalle appartenenze.  Sardegna Democratica vuole valorizzare e difendere le conquiste della giunta di centro sinistra, che ha governato la Sardegna dal 2004 al 2008. Il lavoro e la sanità non come un privilegio ma come opportunità e diritto di tutti. La ricerca, l’istruzione, l’alta formazione per uscire dagli ultimi posti delle graduatorie OCSE Pisa e dare più futuro ai nostri giovani. Vogliamo continuare ad immaginare la Sardegna di domani non solo come una terra bella e straordinaria per il suo ambiente ma come il luogo più istruito d’Europa. Crediamo in uno sviluppo ecocompatibile e pertanto ci batteremo per evitare che si ripeta il sacco delle coste e del territorio.  Sardegna Democratica crede che la nostra isola debba ancora vivere la pienezza dell’autonomia senza sudditanze e subalternità rispetto al governo nazionale. C’è necessità di continuare unitariamente su questa strada. I primi atti dell’attuale giunta di centro destra mettono a repentaglio le conquiste e rappresentano un grave vulnus alle più elementari regole di una Regione a statuto speciale. Non vogliamo perdere l’autorevolezza che in Italia ed in Europa la Sardegna degli ultimi anni si era conquistata. Il vero autonomismo è quello che difende la sua complessa e straordinaria storia, ne fa fonte e ragione di appartenenza per incontrare il mondo vasto e, per citare Gramsci, “non più terribile”. Se sapremo lavorare uniti e dare ognuno il proprio contributo, Sardegna Democratica sarà il luogo fertile e dialettico dell’incontro delle tante differenze che ci consentirà di riprendere il cammino e risalire la china. Auguri a tutti noi. (www.renatosoru.it)

Il Consiglio provinciale di Oristano ha approvato il bilancio di previsione per il 2009. Il voto favorevole è stato espresso, oltre che dai presidenti della giunta e del consiglio, Pasquale Onida e Pierpaolo Pisu, dai consiglieri Mario Olla, Antonio Franceschi, Giampietro Pili, Mario Pau, Antonello Sanna, Gianfranco Attene, Mauro Solinas, Salvatore Zedda, Alfredo Mameli, Antonello Demelas, Andrea Casu. Contrari Alessandro Vinci, Mario Tendas, Giuseppe Deias e Alfredo Stara, astenuto Sandro Murana. Il voto sul documento contabile è stato preceduto dalla illustrazione e dal voto su alcuni emendamenti.  Votata anche l’esecutività immediata dell’atto. Il presidente della giunta provinciale, Pasquale Onida, ha espresso soddisfazione per il voto sul bilancio, che ora consente, secondo Onida, di affrontare in maniera più organica le scadenze e gli impegni dell’ente.
 
Gli oristanesi, e tutti coloro che amano la Sartiglia, da quest’anno potranno contribuire alla crescita della manifestazione destinando il 5 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche alla Fondazione Sa Sartiglia. “Gli oristanesi hanno finalmente un mezzo semplice e immediato, e per niente oneroso, per manifestare concretamente il loro attaccamento alla giostra equestre –  ha spiegato il presidente della Fondazione, Angela Nonnis -. Da qualche anno il comune e i gremi hanno voluto affidare il compito di lavorare per la conservazione, la valorizzazione e la promozione della Sartiglia alla Fondazione. È un organismo ancora giovane, che ha bisogno di crescere, ma che ha già fatto tanto in questi anni, impegnandosi direttamente nell’organizzazione e nella promozione in Italia e all’estero della giostra. Destinando il 5 per mille allo sviluppo della Fondazione, tutti abbiamo la possibilità di far crescere ancora la Sartiglia e consentire indirettamente la promozione di Oristano, della nostra storia e del nostro patrimonio culturale e ambientale. Io per prima – hs detto la Nonnis - destinerò il 5 per mille della mia dichiarazione dei redditi per aiutare la Fondazione a preservare l’importante patrimonio storico e tradizionale della Sartiglia”. Per destinare il 5 per mille alla Fondazione Sa Sartiglia basta firmare nell'apposito riquadro della dichiarazione dei redditi (730, UnicoPF, CUD) indicando il codice fiscale della Fondazione Sa Sartiglia 01096000953. “Il 5 per mille non costa nulla ai cittadini – ha concluso il presidente Nonnis -. Non è una tassa in più, ma ciascuno di noi ha la possibilità di destinare una quota delle sue imposte, a cui lo Stato rinuncia, alle organizzazioni no-profit per sostenere le loro attività. Peraltro la scelta di destinare il 5 per mille alle associazioni e fondazioni non lucrative non è alternativa a quella di destinare l’8 per mille dell’imposta sulle persone fisiche allo Stato o alle Chiese: le due destinazioni, infatti, coesistono”.

Conoscere gli strumenti e le tecniche per raggiungere i cittadini e  convincerli ad adottare sane abitudini alimentari e corretti stili di vita. E' stato questo l'obiettivo del corso di formazione regionale “Okkio alla salute: comunicare per l'azione”, che ha visto recentemente riuniti ad Oristano, gli operatori di tutte le Asl dell'Isola impegnati nel campo dell'alimentazione e della nutrizione. Organizzato dalla Regione Sardegna nell'ambito del progetto nazionale di sorveglianza nutrizionale “Okkio alla salute”, il corso ha coinvolto medici e  operatori sanitari, per condividere gli strumenti da utilizzare per comunicare efficacemente ai cittadini le buone regole per mantenersi in salute e prevenire sovrappeso e obesità, attraverso un'equilibrata alimentazione e una costante attività fisica. Il progetto, nato dalla collaborazione tra il Ministero della Sanità e quello della Pubblica Istruzione, con il coordinamento e il supporto tecnico dell'Istituto Superiore di Sanità, a partire dal 2008 ha consentito  di coinvolgere in campo nazionale 45 mila bambini iscritti alla terza classe elementare e le loro rispettive famiglie, in uno studio che ne ha indagato stili di vita e abitudini alimentari, rilevando comportamenti non corretti.  Comportamenti e abitudini riscontrati, seppure in diverse proporzioni, anche in Sardegna, dove è stato preso in considerazione un campione di circa 2500 bambini, di cui 140, distribuiti su 9 classi, della provincia di Oristano. Proprio a partire dai risultati dell'indagine, sono stati testati ed elaborati tre strumenti per la comunicazione: un pieghevole destinato alle famiglie dei bambini che hanno partecipato all'indagine di “Okkio alla salute”, con alcune semplici regole sulle sane abitudini; un report per gli  insegnanti delle scuole coinvolte nell'indagine, e una scheda tecnica destinata ai pediatri. Strumenti che verranno presto distribuiti in tutta la regione.

“Politiche e problematiche giovanili. Quali proposte?” . E’ il titolo di un convegno, organizzato dai Riformatori ad Oristano,  venerdì 8 maggio, alle 17, al Palace Hotel, in piazza Mariano. Dopo i saluti del sindaco di Oristano, Angela Nonnis, e dell’ assessore provinciale al Lavoro e Servizi sociali, Mario Matta, aprirà i lavori Giuseppe Sanna, capogruppo dei Riformatori  in consiglio comunale.  Interverranno: Giampaolo Minnai, direttore del Servizio Psichiatria e Ospedaliera del Csm; Giuseppe Guerra, direttore del Serd; Mariuccia Cocco, dirigente della Caritas; la sociologa Paola Piroddi; Antonio Falchi, presidente del Sindacato Locali da ballo nella provincia di Oristano; e rappresentanti della Consulta giovanile comunale. I lavori saranno coordinati da Massimo Fantola, mentre concluderà il convegno il consigliere regionale Attilio Dedoni, presidente della commissione regionale Cultura.

L’assemblea dei soci dell’Automobile Club di Oristano ha approvato il bilancio consuntivo 2008, che chiude con un conto economico in sostanziale pareggio, ma con un significativo incremento associativo. Nella sua relazione il presidente, Mario Maulu, ha ricordato come l’Aci sia vicino al mondo delle corse automobilistiche non solo con l’organizzazione di gare (attività resa ultimamente resa più difficoltosa per la carenza di contributi, soprattutto pubblici) ma anche attraverso la collaborazione offerta al circuito automobilistico sportivo, promuovendone lo sviluppo e assicurando l’assistenza alle gare. Proprio in questo periodo (il 16 e il 17 maggio) si terrà la 19^ cronoscalata “Cuglieri – La Madonnina”, manifestazione molto cara agli appassionati isolani, e agli  oristanesi in particolare.  Il 2008 è stato un anno di grandi soddisfazioni per l’Automobile Club Oristano, che ha visto incrementare l’erogazione dei servizi. Il presidente Maulu ha sottolineato come siano state molto apprezzate dai soci le convenzioni stipulate con numerosi operatori commerciali della provincia. Il lato più interessante per l’Aci oristanese è stato, come detto, l’andamento delle associazioni: i soci dell’Aci ( che qualche tempo fa erano calati, in provincia di Oristano, al di sotto dei 400 iscritti), sono tornati progressivamente a crescere, a partire dal 2005, arrivando a fine 2008 a superare i mille iscritti, con un incremento del 70% in un solo anno, facendo raggiungere all’Aci di Oristano il primo posto nazionale in quanto a crescita associativa. Un trend positivo, che sta proseguendo anche nel primo scorcio del 2009, e che non può che essere motivo di profondo orgoglio, in particolare per il presidente Mario Maulu, che tanto ha lavorato per ottenere questo importante obiettivo. 

Venerdì 8 Maggio  è in programma, a Cuglieri, la fase regionale  dei Giochi Sportivi Studenteschi 2009 di Orienteering. La manifestazione è organizzata dall’Ufficio scolastico provinciale per l’Educazione Fisica e Sportiva, dal Comitato provinciale del Coni di Oristano, dalla Fiso (Federazione Italiana Sport Orientamento, dall’Assessorato alla pubblica istruzione e sport del comune di Cuglieri, e dall’Assessorato provinciale allo sport e politiche giovanili. È prevista la partecipazione di 300 studenti, provenienti dalle scuole medie e superiori della Regione, che si confronteranno con carta e bussola alla mano  nel  campo di gara ricavato nel bellissimo centro storico di Cuglieri. Gli studenti dovranno cercare il miglior percorso possibile per raggiungere rapidamente il traguardo, seguendo logiche e strategie che ognuno, liberamente, dovrà attuare per l’ottenimento del miglior risultato finale. È confermata anche la partecipazione  di numerosi alunni disabili che si cimenteranno nel “Trail-O”- orientamento di precisione, un particolare adattamento della disciplina che consentirà a questi ragazzi di confrontarsi in un percorso a punti. “L’orienteering è una disciplina che nella nostra provincia sta crescendo rapidamente, così come testimonia il successo di ogni manifestazione – ha osservato il presidente provinciale del Coni, Gabriele Schintu -. All’Amministrazione comunale di Cuglieri non è sfuggita l’originalità di questa disciplina, e con entusiasmo l’ha accolta nel suo centro storico, unendo al momento agonistico quello della conoscenza del territorio  e delle sue peculiarità storiche, architettoniche, naturalistiche ed etnico-culturali”. La manifestazione è inserita nel cartellone della “Settimana della Vita” l’iniziativa promossa dalla Asl n°5 di Oristano che comprende momenti di musica, sport, spettacoli e convegni per informare i cittadini, specie i più giovani, sui trapianti e la donazione e per raccogliere adesioni e iscrizioni alla banca dati dei donatori. Il ritrovo dei partecipanti è previsto per le 9.30, presso il Liceo scientifico di Cuglieri.
 

 
Di pig (del 09/05/2009 @ 16:00:39, in politica, linkato 1566 volte)

Difesa del lavoro, difesa della scuola e del lavoro delle donne. Sarà una campagna elettorale che parla di problemi e di persone quella che il Partito democratico intende portare avanti, partendo dalla Sardegna per il rinnovo del Parlamento Europeo. Ad annunciarlo è stato il commissario del Pd sardo, Achille Passoni, nel corso della conferenza stampa convocata per la presentazione dei candidati della Sardegna alle prossime europee,  e per il lancio della petizione popolare finalizzata alla presentazione del disegno di legge per la difesa del lavoro delle donne.  “Questa è una campagna elettorale in cui noi parleremo dei problmi delle persone. Che sono i problemi del lavoro, della scuola, della parità tra uomo e donna - ha detto Passoni-; problemi concreti cui noi cercheremo, con il nostro impegno, la nostra forza e le nostre energie di dare una mano e sostegno”. Nel corso della conferenza stampa non sono mancate le critiche al premier e al governo. “Non oso immaginare cosa sarebbe stata l’Italia se non fossimo entrati in Europa. Siamo l’unico paese in cui il governo e il premier nega la crisi. Dopo aver fatto un giro per l’Europa ha scoperto che le cose non vanno bene, ma appena rientrato in Italia ha detto che la crisi, che invece continua a galoppare, è stata quasi superata” . Passoni ha poi ricordato le diverse emergenze occupazionali che riguardano il settore industriale della Sardegna  “…Eurallumina, Petrolchimico e G8 scippato in nome di una solidarietà che non si capisce”, e  l’importanza della difesa del lavoro delle donne “…sempre più discriminate. Vogliamo chiedere un voto ai cittadini per garantire una qualità della democrazia - ha sottolineato Achille Passoni – il voto dato al Pd garantirà una vera democrazia anche per le generazioni future. Affrontiamo questa campagna con i pochi mezzi di cui disponiamo, ben sapendo qual è il panorama dell’informazione in Sardegna. Sapremo affrontare questa nuova sfida con la militanza forte dei democratici sardi, affinché i problemi delle persone siano il centro dei problemi, ogni giorno. Noi oggi mettiamo in campo un uomo e donna, per eleggerli, anche se questa legge non premia la Sardegna. Una legge che non ci favorisce ma che non impedisce l’elezione di un sardo: noi ci proveremo davvero affinché in Europa ci sarà un democratico a rappresentare questa terra. Francesca Barracciu e Bruno Dettori  - ha concluso Achille Passoni – sono due persone che hanno militanza. impegno politico di tutto rispetto, ricchi di cose fatte, con la giusta capacità di misurarsi con i problemi reali”. Per Francesca Barracciu, questa delle europee sarà una campagna elettorale molto importante: “devo ringraziare il Pd per avermi scelto, questa esperienza mi da l’opportunità di essere protagonista di una importante campagna elettorale – ha detto Francesca Barracciu - il collegio con la Sicilia non ci agevola ma può esserci una opportunità. L’importante è convincere la gente ad andare a votare. In passato abbiamo avuto la possibilità di eleggere un Sardo, se sapremo incidere e risvegliare un orgoglio di isola e di sardi e se scatterà la solidarietà ci sarà la possibilità di eleggerne almeno uno”. L’altro candidato sardo del Pd  alle europee, Bruno Dettori, annunciando che non sosterrà alcun candidato siciliano in Sardegna ha spiegato che “…un ruolo importante deve essere svolto dal Pd sia perché venga garantita la parità sia perché si proceda con la lotta al precariato, la vera piaga per la costruzione di una nuova società”. (pdsardegna.it)

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Tre milioni e trecentomila euro circa, dei cinque milioni e passa previsti, sono stati già spesi dalla Telecom per dotare La Maddalena di connessioni ultraveloci dal web, in vista del G8 di luglio, poi spostato a L'Aquila. Nell'arcipelago – si legge oggi su "La Repubblica" - erano previsti tredici chilometri di fibra ottica e anche un collegamento web sottomarino, dall'isola di Santo Stefano alla nave da crociera Fantasia della compagnia Msc, che avrebbe dovuto ospitare quattromila delegati. Secondo quanto riporta il quotidiano, la Telecom completerà comunque i lavori, anche se dovrà effettuarne altri in Abruzzo, pari a quasi due milioni di euro, per adeguare le strutture dell'Aquila. Il conto che Telecom presenterà al governo - secondo la stima di "Repubblica" - dovrebbe ammontare a circa otto milioni di euro. Alla faccia del risparmio, in un periodo di crisi economica! E dello spostamento del G8 da La Maddalena a L’Aquila se ne occuperà, giovedì prossimo, il consiglio regionale, visto che sono all'ordine del giorno le interpellanze del centrosinistra su questo delicato argomento.

Le carenze delle Procure della Repubblica nell’isola hanno ormai da tempo raggiunto livello intollerabile, con punte del 100% a Lanusei, del 67% a Nuoro, del 50% a Tempio Pausania e del 33% a Oristano". Lo ha denunciato, in una nota stampa, la “Giunta sezionale sarda” dell'Associazione nazionale magistrati, segnalando la totale assenza di garanzia di tutela dei diritti, chiedendo che venga consentito "…anche ai magistrati di prima nomina di essere assegnati agli uffici requirenti". Secondo l'Anm, quest'emergenza deriva dalla scelta politica, inserita nell'ordinamento giudiziario, di vietare l'assegnazione di magistrati di prima nomina alle Procure della Repubblica. "La preoccupazione di evitare che magistrati con la sola esperienza del tirocinio possano svolgere le funzioni di Pubblico ministero, alla base dell'attuale divieto, è ormai incompatibile con l'attuale assetto delle Procure e, in particolare, con l'importante grado di controllo attribuito al Procuratore della Repubblica sull'attività compiuta dai sostituti. Il ministro della Giustizia – ha sostenuto l’Anm sarda - ha ritenuto di poter favorire la copertura delle sedi meno ambite affidandosi unicamente alla previsione di incentivi economici e di carriera ai trasferimenti; previsione certamente inefficace se solo si pensa che in Sardegna, nell'ultimo anno, un solo magistrato ha chiesto il trasferimento in un ufficio requirente, dalla procura di Lanusei a quella di Oristano. E' un rimedio che potrebbe essere efficace in una fase di emergenza, ma che non può certo essere affidabile se l'emergenza è strutturale e perenne". L’ Anm sarda, oltre a denunciare la gravità della situazione, ha indicato come razionale e necessaria soluzione quella di consentire anche ai magistrati di prima nomina di essere assegnati agli uffici requirenti “…come è  sempre stato, senza che si siano mai verificati inconvenienti di rilievo”.

Ci sono anche alcune persone di Santa Giusta e Nurachi, tra le ventinove coinvolte, a vario titolo, nell'indagine  in corso da due anni su un'ampia rete di spacciatori di droga, attivi in tutta la Sardegna e scoperta dai carabinieri della compagnia di Sanluri. Si tratta di Giuseppe Sanna, 47 anni, di Nurachi;  e dei santagiustesi Antonello Mangroni, 36 anni, Cesare Cadoni,  29 anni, e Pierpaolo Ladu  37anni . Centro dell'associazione per delinquere, specializzata nella fornitura di cocaina ed eroina nell'isola, erano Guasila e Samatzai dove risiedevano i presunti capi dell'organizzazione, Andrea Sailis, 55 anni, di Guasila, già conosciuto dalle forze dell'ordine, e Giuseppe Mulas, 47 anni, residente a Samatzai. Con lui sono finite in cella altre cinque persone, mentre per sei sono scattati gli arresti domiciliari;  altre diciassette  persone sono state invece denunciate. I carabinieri hanno sequestrato tre chili circa, fra cocaina ed eroina, ed eseguito perquisizioni a Guasila, Samatzai, Monastir, Furtei, Nuraminis, Ittiri , Dorgali, Santa  Giusta e Nurachi. Secondo quanto ha spiegato il colonnello dei carabinieri, Michele Sirimarco, l'operazione rappresenta la chiusura della prima fase dell'indagine, coordinata dal Pm Paolo De Angelis. Dal 2004 al 2006 i carabinieri hanno raccolto elementi che hanno portato a ritenere (così come viene riportato nelle ordinanze di custodia cautelare, spiccate dal  Gip, Giorgio Altieri) che l'organizzazione criminale fosse in grado di rifornire di grandi quantità di cocaina, eroina e droghe sintetiche, acquirenti che provenivano da tutta la Sardegna. In carcere sono finiti, oltre ai presunti capi Sailis e Mulas, anche il nurachese Giuseppe Sanna, Antonello Mangroni  di Santa Giusta, e Giuseppe Sanna, 47 anni di Ittiri.  Un sesto uomo, di cui non sono state rese note le generalità, si è reso irreperibile. Gli arresti domiciliari sono stati invece disposti nei confronti di Cesare Cadoni e Pierpaolo Ladu di Santa Giusta; Andrea Anedda, 36 anni, di Sestu; Dante Mulas, 22 anni di Samatzai; Giacomo Podda, 35 anni, di Nuraminis; e Luigi Sau, 33 anni di Dorgali. L'accusa per tutti, con diverse gradazioni di responsabilità, è di associazione a delinquere, finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti. La droga, secondo la ricostruzione operata dai carabinieri, arrivava via mare e proveniva sempre dall'Olanda o dal nord Italia.

 

 
Di greg (del 12/05/2009 @ 13:02:28, in politica, linkato 902 volte)

La Finanziaria regionale approvata dal centro-destra è inadeguata ad affrontare le emergenze della crisi economica, e penalizza pesantemente l’Oristanese. Questa la “sentenza”, senza appello, emessa dal Pd della provincia di Oristano, sul documento finanziario della Regione. Il "processo" è avvenuto nel corso di una affollata assemblea, alla quale hanno preso parte, fra gli altri, il deputato Caterina Pes, i consiglieri regionali Antonio Solinas e Gian Valerio Sanna, sindaci e militanti di diversi centri della provincia. Nella relazione introduttiva, Antonio Solinas ha spiegato come la Finanziaria 2009 sia solo "...una sterile relazione tecnica di nove milioni di euro, che rischia seriamente di far indebitare nuovamente la Regione. Doveva ricalcare la nostra vecchia finanziaria, ma invece il centro-destra l’ha stravolta - ha  sottolineato Solinas –, ed ha rimandato, peraltro, gli assestamenti ad un collegato che verrà proposto, forse, nei prossimi mesi. Non è, quindi, servita a nulla la nostra opposizione in commissione, dove, in tutti i modi, abbiamo cercato di arginare le loro scelte deleterie. Così – ha aggiunto Solinas - come sono stati bocciati i nostri emendamenti, che puntavano ad arginare una crisi economica pesante anche per la nostra isola. Cappellacci e la sua giunta hanno perso una occasione storica, perché le riforme poste in essere dal centro sinistra avevano creato le condizioni favorevoli per affrontare  l’attuale emergenza”. Tra le tante cose deleterie poste in risalto, è stato sottolineato lo scippo dei fondi Fas per l’Oristanese, dei fondi per il G8, la cancellazione della tassa sul lusso e quella di soggiorno, tanto auspicata da molti comuni. Per il deputato, Caterina Pes, la Finanziaria regionale rispecchia il vero fallimento di una destra senza idee e senza progetti, come quella che amministra, oltre la Regione, il comune e la provincia di Oristano: “…le nostre potenzialità, porto, aeroporto, l’università, sono solo cattedrali nel deserto, finalizzate non certamente a creare sviluppo e occupazione – ha denunciato Caterina Pes – ma a creare luoghi di organizzazione di puro consenso elettorale. In questa provincia è quanto mai urgente un repentino cambiamento di marcia”. L’analisi sulla Finanziaria effettuata dall’ex assessore regionale agli Enti Locali e Urbanistica, Gian Valerio Sanna, è ancora più spietata: “Noi avevamo fatto la nostra finanziaria nel 2008: la destra l’ha scopiazzata e anche malamente. Non si sono accorti – ha detto Sanna - che da ottobre il mondo si è capovolto. Chiudono le fabbriche, si cancellano i call center, muore la chimica. E nel momento peggiore della crisi spariscono anche i fondi Fas. Una buona politica deve spiegare queste cose. Il centro-destra avrebbe dovuto aggiornare quella Finanziaria, perché oggi, visto i mutamenti che ci sono stati, è  inadeguata ad affrontare una crisi di cui ancora si sottovalutano gli effetti. Il Pd e il centrosinistra hanno cercato di supplire a queste deficienze con una serie di emendamenti, che possono comunque essere considerati una autentica boccata d’ossigeno. C’è poco da sperare anche nel collegato alla Finaziaria – ha sostenuto Sanna -, considerato che sul piano concreto le cose si fanno non con le parole ma con le risorse, mentre il collegato sarà un mero atto amministrativo senza contenuti finanziari. La destra sta, inoltre, mortificando l’autonomia dei comuni, visto che nel “Fondo unico”, ha ripristinato, di fatto, la discrezionalità dei vincoli". Nel dibattito sono intervenuti i sindaci di Nurachi, Filippo Scalas; di Norbello, Silvio Manca; di Busachi, Salvatore Crobu; nonchè Tore Chighini, Claudio Atzori e Alessio Manis, in rappresentanza dei giovani del Pd, il cui intervento è stato particolarmente apprezzato. E proprio su giovani come Alessio Manis che dovrebbe puntare il Pd del futuro, per un effettivo, reale rinnovamento.

 

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Il consigliere comunale di Oristano, Efisio Sanna (Pd), ha presentato un’interpellanza sull’ affidamento in gestione degli impianti sportivi in città. Questo il testo:
Premesso che con delibera  di Giunta  n. 184  del 31/12/2007,  si affidavano al Dirigente   gli indirizzi fondamentali   orientanti per l’affidamento in gestione degli impianti sportivi; che con  l’atto di indirizzo l’amministrazione intendeva perseguire  gli obbiettivi di:  una gestione ottimale, attuando la politica di ristrutturazione in collaborazione  con privati.. e  sviluppare e ampliare  l’offerta in campo sportivo;  che la scelta dei soggetti  cui affidare  in gestione gli impianti  avrebbe dovuto tener conto  di alcuni criteri, tra i quali: la valutazione del progetto di gestione e di eventuali migliorie  e/o completamenti  strutturali proposti. Appurato che il comune di Oristano, con avviso pubblico del 28/10/2008,  ha inteso affidare in concessione  a terzi gli impianti sportivi  della città e frazioni; che tra gli scopi  dichiarati nell’avviso  pubblico, in nessuna maniera, traspaiono in maniera chiara, inequivocabile e  tecnicamente  determinante gli atti di indirizzo sopra citati; che i soggetti ammessi  avrebbero dovuto essere: (a) istituiti  seguendo alcune formalità, (b) essere  affiliati, per l’anno in corso,  ad una delle federazioni del Coni  o ente di promozione sportiva riconosciuto dal Coni. Verificato che il 22 dicembre,  con atto dirigenziale, veniva  nominata la commissione al fine di procedere alla valutazione delle proposte di gestione degli impianti sportivi; che  la commissione si riuniva   per più  sedute e  che in data 16 febbraio  con atto dirigenziale  si  approvavano  i verbali della commissione  e si  dava atto delle risultanze   procedendo all’affidamento in gestione  di parte degli impianti sportivi; che  sempre  con lo stesso atto dirigenziale del 16 febbraio  si   dichiarava di voler procedere alla stipula  delle convenzioni con le società  affidatarie degli impianti dopo aver acquisito “le integrazioni necessarie”. Dato atto  che allo sport, così come anche  previsto da atti internazionali  e comunitari  tra i quali  la “Carta Europea dello Sport” , approvata  dalla 7^ conferenza  dei Ministri Europei dello Sport nel 1992, va riconosciuto una notevole funzione  sociale,  e  che il Comune  ne debba  certamente  promuovere la pratica e la diffusione in tutto il suo territorio,  quale strumento  di tutela psico-fisica  e di crescita  culturale  e civile della società, nonché,  per i minori, utile strumento   di prevenzione del disagio giovanile  ed eccezionale  forma di   vero inserimento  per i diversamente  abili . Ritenuto opportuno specificare che,  sulla  base  delle normative vigenti il “Consiglio Comunale è il massimo organo di indirizzo e di controllo  politico -amministrativo”, e che,  pertanto,  malgrado gli  “affidamenti” e/o le “gare” siano un puro fatto gestionale rimane, comunque, nelle prerogative del Consigliere Comunale segnalare  eventuali anomalie  o   richiedere chiarimenti in merito ad atti messi in essere  dalla Amministrazione Comunale,  soprattutto quando questi   stessi atti riguardano una pluralità di soggetti  e ricadono su una moltitudine  di cittadini. E’ quindi compito del Consiglio Comunale e dei Consiglieri, fare in modo che vengano salvaguardati i diritti di tutti e che vengano  rispettate le norme in materie di affidamenti,  per  non far sorgere dubbio  alcuno  sulla legittimità dell’azione amministrazione,  nel solo ed esclusivo interesse del bene pubblico. Tutto ciò premesso, si interpella  il gentile Sindaco al fine di conoscere:  Per quale motivo  nell’iter di affidamento  di gestione degli impianti, oltre  a ciò già contenuto  nell’avviso pubblico, non si è ritenuto opportuno predisporre  un  disciplinare, e/o capitolato, e/o schema di contratto (preventivo),  al fine di rendere maggiormente efficaci gli indirizzi e, soprattutto, evitare fraintendimenti o il ricorso ad ulteriori  chiarimenti o integrazioni, favorendo quindi una maggiore trasparenza e autorevolezza   delle valutazioni  e  una  maggiore omogeneità di facile  e universale lettura delle proposte  dei richiedenti; se, tutti i soggetti o organismi  partecipanti  sono istituiti con atto costitutivo  e/o  statuto redatti  nella forma  dell’atto pubblico o della scrittura privata registrata  sono  affiliati ad una delle federazioni  del Coni o Ente  di promozione sportiva  riconosciuta dal Coni; se, in tutti i casi,  i firmatari  delle richieste di affidamento siano realmente e formalmente i legali rappresentati  delle società, organismi, associazioni o quant’altro; se, risponde al vero che, sulla scorta delle vigenti normative , gli Enti pubblici quali i Comuni  abbiano per quanto attiene il reperimento di risorse ( credito sportivo, leggi di settore o altro) delle  agevolazioni, delle corsie preferenziali o, comunque, condizioni di miglior favore rispetto a soggetti  non pubblici operanti nell’ambito dello sport e della pratica sportiva; se, nell’esame delle richieste di affidamento sia stato attentamente e  coerentemente  valutato l’impegno dichiarato  dai richiedenti  in favore di  pratiche sportive  e terapiche per disabili; se, nell’esame delle richieste di affidamento siano  state attentamente e coerentemente valutate  le iniziative e le proposte  per una migliore offerta  dei servizi all’utenza, formulate dai  richiedenti; se, in sede di attribuzione di punteggio  siano  stati attentamente e coerentemente valutati “interventi migliorativi”, “ristrutturazioni” e  “adeguamenti alle norme”, degli impianti. Per quale motivo, nella determinazione di approvazione dei verbali della commissione si da atto delle risultante (vale dire l’attribuzione del punteggio per ogni richiesta), specificando però che le convenzioni si sarebbero  stipulate “dopo aver acquisito le integrazioni necessarie”  relative  agli oneri  a carico dei gestori  e i tempi di realizzazione degli interventi. Non erano forse questi ultimi requisiti  già  contemplati nell’avviso pubblico e meritevoli di attribuzione di punteggio, determinante ai fini della graduatoria?  Se ad alcuni richiedenti (così come lo si desume dai verbali)  sono stati    “richiesti  chiarimenti e integrazioni” e quando gli stessi richiedenti hanno  evaso tali  le richieste. Per quale motivo  una commissione di tecnici  chiamata a valutazioni di  ordine tecnico si è spinta a formulare valutazioni di carattere politico. Quante e quali richieste sono  pervenute entro il primo termine stabilito di giorni 15, e per quale motivazione i termini  di presentazione delle richieste sono stati prorogati? Se, in caso  di raggruppamento di più società e/o associazioni,  le stesse abbiano  assunto l’impegno  di costituire un soggetto unico. 

 

La separazione tra il potere esecutivo e legislativo è stata sostenuta con forza dai Riformatori, che proporranno un progetto di legge per sancire l'incompatibilità tra le cariche di assessore e consigliere regionale. "E' un atto dovuto, di coerenza, per evitare commistioni tra chi amministra e chi è chiamato a controllare l'operato dell'amministratore - ha detto Massimo Fantola, questa mattina, durante una conferenza stampa-. Fantola, assieme ai consiglieri regionali del partito, ha evidenziato la necessità di colmare il vuoto normativo della legge che regola l'elezione del consiglio regionale. Nei due articoli del provvedimento è previsto che i consiglieri regionali, nominati assessori dal presidente della giunta, debbano presentare, nella prima seduta utile, le proprie dimissioni dal consiglio regionale, che ne prende atto senza alcuna votazione. I Riformatori sardi, e in particolare lo stesso Fantola, che diciassette anni fa fu il primo firmatario di un'analoga proposta di legge, hanno poi tenuto a precisare che “…l'iniziativa prescinde dalla contingenza attuale”, riferendosi proprio all'ipotesi di nuovi assetti in giunta dopo la bocciatura della Legge Statutaria. "La funzione di gestione deve essere distinta da chi fa le leggi, per scongiurare gli effetti disastrosi per la stabilità del governo regionale", ha aggiunto il capogruppo dei Riformatori, Pierpaolo Vargiu, puntualizzando anche la posizione del partito circa un eventuale rimpasto. "Consideriamo l'attuale giunta regionale il frutto di equilibri garantiti dal presidente Cappellacci e qualunque nuovo assetto non sarà un problema del solo capo dell'esecutivo, ma dell'intera coalizione". Per il coordinatore regionale, Michele Cossa, che ha commentato la proposta di legge assieme ai colleghi Franco Meloni, Attilio Dedoni e Pietrino Fois, "…è necessario garantire il rapporto dialettico tra due funzioni, che hanno prerogative chiare e distinte, se no si rischia di indebolire il ruolo del consiglio regionale, come già accaduto nella scorsa legislatura, quando la massima assemblea sarda era diventata l'organo e la sede di ratifica delle decisioni dell'allora presidente Soru"

Un’importante scoperta archeologica è stata effettuata nella località marina di Putzu Idu, da un appassionato di immersioni, Marco Montanari, che ha individuato, adagiato su un fondale di pochi metri, il relitto di quello che sembrerebbe  un galeone spagnolo, probabilmente di epoca medievale.  La scoperta è avvenuta nel mese di ottobre dello scorso anno per puro caso. Grazie a una mareggiata che aveva rimosso lo strato di sabbia che ricopre  tuttora  il relitto,  Marco Montanari era finito contro un pezzo di legno. La cosa non era finita li, perché  in una successiva immersione Montanari aveva scoperto un argano di grosse dimensioni, il ponte e il fasciame di quello che, come detto, sembra  un galeone spagnolo,  della lunghezza di circa quaranta metri.  Marco Montanari aveva immediatamente segnalato la scoperta alle autorità marittime e alla Soprintendenza archeologica di Cagliari e Oristano. Dopo un primo sopralluogo gli archeologi, che hanno anche scattato delle foto ed eseguito rilievi grafici, sono spariti nel nulla. Vista la situazione, Montanari  ha ora deciso di rompere il silenzio, che gli era stato “imposto” dalle autorità, e ha  raccontato della scoperta del relitto,  per scongiurare il pericolo che i predoni del mare, sempre molto attivi sulle coste del Sinis, possano far man bassa del  galeone.

L’Asl di Oristano, nell’ambito delle direttive diramate dall’Assessorato regionale alla Sanità, intende attivare anche per la stagione estiva 2009 il servizio di assistenza sanitaria per i non residenti (turisti e lavoratori stagionali) nelle località turistiche di Torregrande, Putzu Idu e Santa Caterina di Pittinurri. L'assistenza sarà garantita con un medico per il turno diurno dalle 8 alle 20. I medici interessati dovranno presentare la domanda, entro e non oltre il 25 maggio, all'Ufficio Protocollo della Asl n°5 (Ufficio Protocollo ASL n°5 Oristano - Via Carducci 35, CAP 09170 Oristano, piano terra), tramite posta ordinaria o consegna a mano della documentazione. I candidati non inseriti nella graduatoria regionale dovranno allegare alla richiesta l’attestato d’iscrizione all’Ordine dei Medici, rilasciato in data non anteriore a sei mesi da quella di presentazione della domanda in questione, o una dichiarazione sostitutiva del documento ai sensi della vigente normativa.  Con il servizio di guardia medica turistica, la Asl n.5 garantirà l'assistenza medica di base ambulatoriale ai villeggianti italiani e stranieri e ai lavoratori stagionali che prestano la loro attività nel territorio della provincia di Oristano. Il modulo per partecipare alla selezione può essere scaricato dal sito aziendale www.asloristano.it  Per ulteriori informazioni, è possibile rivolgersi al Servizio di Medicina di base e specialistica, chiamando i numeri 0783.317753 e 0783.317080, o inviando un fax allo  0783.317757.
 

 

 

 

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