Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di pig (del 05/02/2010 @ 22:30:35, in politica, linkato 1872 volte)
Al capogruppo del Pdl in consiglio regionale, Mario Diana, di questi tempi non ne va bene una. Evidentemente, l’interpretazione esasperata dell’incarico di capogruppo (secondo alcuni sempre più traballante) lo porta a voler intervenire  sugli argomenti più svariati, ricoprendo un ruolo di tuttologo, che per cultura e spessore politico proprio non gli si addice. In consiglio regionale, tra le fila del centro-destra (dove Diana pare non sia eccessivamente amato),  è notoria questa sua vocazione narcisistica, tant’è  che non appena qualche consigliere dell’opposizione osa attaccare  Cappellacci o la Lombardo, in aula i sorrisini si sprecano in attesa della difesa d’ufficio, dell’arrampicata sugli specchi del paladino degli “statisti indifesi”. Difesa che ricalca il solito, stantio canovaccio. Ormai, infatti, non c’è discorso del capogruppo del Pdl  (quale che sia l’argomento) che non si concluda col far ricadere la colpa di quanto sta accadendo attualmente su Marte, sulla Luna o sulla nostra povera isola, sul governo precedente e su Renato Soru. Perdendo l’ennesima occasione per tacere, Diana lo ha fatto anche in occasione  dello sciopero generale, sebbene nella sua arringa in difesa del governo regionale e nazionale abbia dimenticato,  ad arte, che la Sardegna sta pagando non solo la mancanza di una seria politica industriale, ma una lunga serie di manchevolezze, bugie e di false promesse (avanzate durante la campagna elettorale dalla premiata ditta Berlusconi & Cappellacci) sul mantenimento dei posti di lavoro. Ma solo gli allocchi, per sintetizzare, possono attendersi lavoro e sviluppo dall’inerzia di un governo regionale senza spessore, debole, incapace, totalmente inesistente dal punto di vista progettuale, prono ed inerme di fronte ad un governo nazionale che considera la Sardegna come un feudo di cui disporre a piacimento, magari per impiantarvi pale eoliche, centrali nucleari o scorie radioattive.  A questi signori, secondo Diana, la Sardegna dovrebbe affidare il proprio futuro? Ebbene, di queste eminenze grigie, Mario Diana è lo strenuo difensore. Un difensore, come si suol dire, delle cause perse, com’è accaduto, per esempio, in occasione della topica del presidente del consiglio regionale, Claudia Lombardo, relativa alla pubblicazione “a pera” dei dati sulle presenze dei consiglieri regionali, che ha suscitato una levata di scudi trasversale per la sua palese incongruenza e parzialità. Su questo particolare  ruolo di Mario Diana, novello “Zorro dei ricchi”, vi proponiamo un illuminante articolo di Gregorio Malu, apparso su www.sardegnademocratica.it

“Renato Soru chieda scusa a Claudia Lombardo: lo intima Mario Diana, capogruppo del Pdl in Consiglio regionale. La polemica sull'assenteismo è quasi marginale, nella sua levata di scudi. L'inescusabile colpa di Soru è  aver dimostrato che la Lombardo è assolutamente improbabile e soprattutto ridicola - anche agli occhi del centrodestra - in una crociata pur sacrosanta su una piaga permanente. Oltretutto condotta maldestramente e con manipolazioni statistiche in danno dell'opposizione. Il pronto soccorso di Mario Diana non è d'aiuto: purtroppo è un'aggravante. Per condurre certe battaglie, bisogna avere le carte in regola. Un cursus esemplare o almeno non disonorevole e un presente impeccabile. Tuona Diana: è inammissibile "screditare  la figura istituzionale del presidente del Consiglio accusandolo di utilizzare il suo ruolo per finalità politiche interne al proprio partito". Ma non si può screditare qualcuno già colpito da diffuso, ricercato e meritato discredito. Assai prima e più duramente di Soru, sono tantissimi colleghi del Pdl ad imputare alla Lombardo una posizione insostenibile. Bipoltronista politica, difende con le unghie e i denti i ruoli incompatibili di vice-coordinatore regionale del partito e di presidente del Consiglio. Su questa vistosa, penosa anomalia non c'è solo fronda. Semmai aperta, astiosa contestazione nel Pdl. Ecco dov'è il discredito, autopromosso, diffuso, legittimo. Quando mai si è visto l'arbitro dell'assemblea operare anche da vice-dominus operativo, in posizione di forza, del proprio partito? Un'altra perla della decadenza che affligge la politica e delegittima le istituzioni. Ma più di tutto, è sicuramente bruciato a Claudia Lombardo (e al defensor fidei Diana) l'ustorio richiamo mai citato di Soru all'inarrivabile ridicolo che la presidente ha fatto cadere sull'assemblea. Non su se stessa: felicemente inconsapevole e impenetrabile all'imbarazzo di una modica dignità. Ha inaugurato un sensazionale culto della personalità, storicizzando in tempo reale - a presente e futura memoria - il suo passaggio fondamentale nell'epopea autonomistica. Fiduciosa che la storia confermerà la sua grandeur, collocandola se non tra i padri e le madri, almeno tra figliocci e figliocce della nostra prestigiosa autonomia. Un umile colpo di genio, quella targa lombardiana con firma da tramandare: per modestia non è stata abbinata a un pur opportuno ritratto fotografico. E poi, quella densa, profonda auto-citazione memorabile: "Le nostre radici affondano nel cuore di questa terra dalla quale l'Assemblea trae ispirazione e forza per guidare il Popolo sardo". Un livello evocativo ed epocale che neanche Gramsci o Lussu, Segni e Berlinguer, Anselmo Contu, Titino Melis o Dettori, Dessanay e altri avrebbero raggiunto. Unico neo, la vile materia adoperata per perpetuarla: il plexiglas. Parole così solenni avrebbero richiesto l'eternità sulla pietra. Imperdonabile che Costantino Nivola  sia improvvidamente passato a miglior vita prima di poterle inciderle nel granito del Consiglio, dominato dalle sue opere straordinarie. S'imporrebbe un'epigrafe adeguata ad eventi e personaggi storici, per preservarla all'uso dei Romani nei Fori: stiamo parlando delle nuove "tavole autonomistiche".   Comunque, un'innovazione storica. Merita di essere propagandata nel resto d'Italia (magari affidata a epica narrazione da "Jene") e proposta nelle future visite istituzionali. Guidate dalla presidente, sperabilmente a cavallo, anche quando entra in aula: all'uso dell'Alternos per Sant'Efisio. Indecente che non se ne sia parlato e  discusso per apprezzare e farlo apprezzare dal grande pubblico. Conferma che nell'informazione solo le brutte notizie fanno notizia: ignorando quelle esaltanti come la glorificazione preventiva della schiva presidente del Consiglio. L'apposizione, conservazione e ammirazione della targa testimonia, contro i qualunquisti detrattori, che nel Consiglio regionale non c'è solo assenteismo. Anche presenza di grande spirito delle istituzioni, senso della dignità e serietà politiche, spirito costruttivo. L'opposto del sarcasmo sardonico che tanti avrebbero o magari eserciteranno contro la sobria autocelebrazione che la presidente ha fatto di se stessa: superando la propria notoria ritrosia. Già sperimentata a suo tempo (immortalata anche in una puntata di Report"), quando a Claudia Lombardo venne attribuita - nella spartizione detta "Parentopoli" - la generosa indicazione per un amico consigliere di bell'aspetto ma non del suo partito, di un importante ente regionale che non era stato possibile affidare a suo padre. E' dunque giusto che Mario Diana cavallerescamente si sia schierato a difesa della presidente: contro Soru e i malnati invidiosi che pure abbondano anche nel centrodestra. Una solidarietà in verità silente sull'epocale targa in plexiglas. Per la quale non ha speso una sola parola: forse ancora attonito per l'arditezza della storica innovazione. Però è militante e devastante nella censura dell'assenteismo. Soprattutto di Soru. Tacendo solidarmente su Cappellacci: al secondo posto, benché in ruolo che imporrebbe almeno lo stesso presenzialismo del predecessore.  Dettaglio trascurabile. Perché sul resto Diana ha titoli definitivi per chiedere a Soru di scusarsi. Il capogruppo del Pdl è esattamente l'opposto di un assenteista. E' un superpresenzialista, uno stakanovista che può impartire lezioni di bon ton assembleare a chiunque. Lui, il ruolo consiliare lo occupa e presidia inesorabilmente.  Con tale slancio che gliene servono anche due. Nella penultima legislatura regionale, Mario Diana divideva i suoi versatili glutei tra la poltronissima di presidente della Provincia di Oristano e l'altra di consigliere regionale: in barba alle intimazioni di Fini che esigeva  l'opzione per i doppi eletti. Col rischio di inviare un messaggio demolitorio. Si può esercitare il massimo ruolo esecutivo in una Provincia e simultaneamente un importante incarico legislativo regionale. Perché non si fa niente da una parte o dall'altra, non c'è scampo, o poco e nulla in entrambe? Ma percependo entrambi gli emolumenti connessi. Tant'è che Diana era ricorso alla magistratura per farsi pagare l'indennità provinciale che a un certo momento qualcuno aveva pensato bene di dovergli sospendere perché percepiva quella sontuosa di onorevole regionale.  Ecco il vero anti-assenteista: un superpresenzialista-bipoltronista. Al quale, di diritto, va dedicata e affissa in Consiglio un'altra targa affiancata a quella di Claudia Lombardo. Ne proponiamo una terza, magari in cartone: "O voi ch'entrate. Ricordate che questo Consiglio regionale costa ai sardi 105 milioni di euro l'anno: il primo d'Italia".

Altre notizie:

I consiglieri comunali di Oristano, del gruppo del Pdl di Oristano, Giuseppe Puddu, Cristina Denti, Alberto Paratore, Stefano Contini e Angelo Angioi, hanno presentato una interrogazione urgente sul fatto che in città le buste per la raccolta dei rifiuti solidi urbani siano oramai finite da tempo e le compostiere siano scomparse.  Dopo aver ricordato che il contratto d’appalto per la concessione della gestione dei rifiuti solidi urbani prevede, tra l’altro, la fornitura di buste biodegradabili da 10 e 25 litri e la distribuzione di 400 composter per l’umido, nonché la distribuzione di buste trasparenti per il secco; preso atto che da mesi ormai mancano le buste perché  la ditta che ha in gestione il servizio non le fornisce più agli utenti; i consiglieri del Pdl interrogano il sindaco e gli assessori competenti, per sapere  per quale motivo da mesi le buste non vengano più consegnate ai cittadini; perché non sono state consegnate le compostiere; quante buste sono state consegnate dal 2006 al 2009 e quante, e quali, si prevede di consegnarne nel 2010; quali criteri sono stati utilizzati e impartiti dall’amministrazione per la consegna al’utenza delle buste. I consiglieri del Pdl chiedono, inoltre, che venga acquisita copia dei registri o degli elenchi da cui si rilevi la data e il quantitativo delle buste consegnate ai contribuenti, nonché copia delle eventuali contestazioni mosse dall’amministrazione comunale alla ditta appaltatrice per l’eventuale mancata consegna delle buste.  Puddu, Denti, Paratore, Contini e Angioi chiedono, inoltre, quali iniziative il comune intenda intraprendere per consentire ai cittadini di avere le buste e le compostiere; quale è l’importo delle spese relative alla fornitura di buste extra  contratto; se è vero che la ditta appaltatrice abbia dato alcuni lavori o servizi in subappalto; quali siano le intenzioni dell’amministrazione comunale di Oristano in merito ad eventuali rimborsai cittadini, in considerazione delle penali applicate all’impresa per le mancate prestazioni dall’inizio del’appalto ad oggi.

Da lunedì 8 febbraio, presso la sede della Fondazione Sa Sartiglia, in piazza Eleonora (Palazzo Campus Colonna),ad Oristano,  potranno essere acquistati i biglietti per la Sartiglia 2010. Dall’8 al 13 febbraio la biglietteria aprirà dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 19. Dal 14 al 16 febbraio si osserverà, invece,  l’apertura continuata dalle 9 alle 19. Al momento rimangono disponibili:
DOMENICA 14 FEBBRAIO 2010 – CORSA ALLA STELLA: Tribuna A: 63 posti, Tribuna B: 317, Tribuna C: 69 Biglietti. CORSA DELLE PARIGLIE : Tribuna D: 35 posti, Tribuna D1: 40, Tribuna E: 20, Tribuna H: 29, Tribuna I: 94.  MARTEDI’ 16 FEBBRAIO 2010 - CORSA ALLA STELLA: Tribuna A:195 posti, Tribuna B: 976, Tribuna C: 109. CORSA DELLE PARIGLIE: Tribuna D: 47 posti, Tribuna D1: 40, Tribuna E: 44, Tribuna F: 10, Tribuna H: 101, Tribuna I: 155 posti

 
Di pig (del 03/02/2010 @ 20:00:07, in politica, linkato 739 volte)

“Il Presidente del Consiglio regionale, Claudia Lombardo, sta ponendo in atto un vero e proprio golpe istituzionale, privando ogni giorno il Consiglio della sua autorevolezza,onorabilità e delle stesse prerogative assegnate dalle leggi all’Assemblea legislativa. Lo Statuto regionale della Sardegna, infatti, all’articolo 15, afferma che sono organi della Regione: “il Consiglio regionale, la Giunta regionale e il Presidente della Regione”. La Carta fondamentale dei sardi, dunque, non dice che il Presidente dell’Assemblea è un organo della Regione, e perciò egli non può che essere il mero coordinatore delle attività di un organo statutario, a cui deve essere garantito rispetto e pienezza di funzioni. Con la manipolazione dei dati pubblicati sulle votazioni del Consiglio, la Lombardo ha leso l’onorabilità di molti consiglieri, che oltre all’assidua partecipazione possono documentare che proprio il suo, quello della Lombardo, non appare certo un pulpito idoneo per affrontare i temi dell’assiduità nel lavoro e della meritocrazia. I dati pubblicati riportano il complessivo delle votazioni effettuate, dimenticando che un consigliere regionale vota dopo aver elaborato, discusso, emendato e corretto ciò che si propone al voto e, soprattutto, mettendo a frutto conoscenze e documenti che gli consentano di esprimere il consenso con scienza e coscienza, ma tutto ciò è evidentemente sconosciuto al Presidente del Consiglio. Anche nella seduta del 1° febbraio è andata in scena la supponenza e l’arroganza di un Presidente dell’Assemblea che incarna la presunzione di infallibilità, e che chiosa su tutte le osservazioni e le questioni che vengono poste, mai riconoscendo l’evidenza degli errori e delle diffamazioni che ha inteso pubblicare per esaltare, con patetico esibizionismo, un suo presunto ruolo moralistico nei confronti del Consiglio. Magari si fosse ricordata delle sue esperienze passate, dei soli sei interventi in aula nell’arco di un intera legislatura, delle mancate votazioni per verificare il numero legale quando era all’opposizione, perché con diversa moderazione si ponesse di fronte ad una responsabilità che appare ogni giorno più grande di lei. Il Regolamento interno del Consiglio, all’articolo 80, prevede che, se nel corso di una discussione (così come è avvenuto nella seduta del 1° febbraio scorso), un consigliere sia accusato di fatti che ledono la sua onorabilità, può chiedere la nomina di una commissione che giudichi la fondatezza delle accuse. La Lombardo nel corso della discussione ha reiterato e confermato la validità del materiale che ha unilateralmente pubblicato, offendendo in questo modo la serietà, l’impegno e la dedizione di molti consiglieri, dai quali lei dovrebbe persino prendere esempio per puntualità, assiduità e capacità. Tale previsione dell’articolo 80 è un istituto di garanzia che il Presidente del Consiglio non è chiamato né a interpretare né a discutere, trattandosi di valutazioni estranee alla sua sfera istituzionale, e tuttavia anche in questo caso lei ha privato gli eletti dei loro diritti asservendo (come capita ormai da un anno) al suo esclusivo tornaconto le regole, i diritti e le tutele. Solo nell’Iraq di Saddam Hussein abbiamo conosciuto certe manifestazioni: la cancellazione delle regole minime di democrazia, di trasparenza e di rispetto delle leggi. E’ chiaro che in queste condizioni il Consiglio regionale è in uno stato di paralisi permanente e, al di là della povertà di idee e di proposte legislative da parte della maggioranza che esprime il Presidente, è sottomesso a un uso demagogico e strumentale per soli fini politici e propagandistici al punto che anche le richieste di presenza della maggioranza fatte dalle opposizioni vengono da lei trasformate in condanna e ludibrio delle opposizioni. Molti colleghi continuano a voler tenere la testa sotto la sabbia, a non voler vedere la realtà dei fatti, qualcuno per codardia, altri per interesse, consentendo così il progressivo e inarrestabile decadimento delle funzioni e della stessa rispettabilità di un organo fondamentale dell’autonomia. Poiché non può accadere che lo stesso Consiglio regionale non disponga di norme di tutela e di salvaguardia, norme indipendenti, chiare, non interpretabili alla bisogna da nessuno, è ormai urgente e indifferibile modificare e integrare le regole interne a tutela del Consiglio e delle sue prerogative statutarie contro ogni sopruso, impazzimento egocentrico o degenerazione delle funzioni di guida e di coordinamento delle proprie attività. Quello che è accaduto, e ciò che è stato detto dall’Aula, nella seduta del 1° febbraio per una persona dall’ego normale sarebbe stato ampiamente sufficiente per trarre le conseguenze che deve trarre chi non raccoglie più il riconoscimento indispensabile per rappresentare l’intero Consiglio regionale. Se il Presidente del Consiglio pensa di continuare su questa linea di comportamento troverà pane per i suoi denti e poiché, come dimostra il dissenso apertosi dentro la maggioranza per la mancanza di una linea di governo credibile e concreta, il Consiglio non ha grandi leggi da affrontare, di riforme non se ne parla neppure, e le poche proposte che vengono presentate al massimo si interessano di cambiare gli orari dei negozi o di fare laute donazioni alla chiesa, noi dell’opposizione avremo tutto il tempo di curare con una buona profilassi democratica il Presidente del Consiglio. Sarebbe molto più semplice e utile per la Sardegna se qualcuno dei suoi consiglieri spiegasse a lei che la strada maestra sarebbe quella di buone e salutari dimissioni”. (Gian Valerio Sanna – consigliere regionale Pd)

 
Di pig (del 01/02/2010 @ 19:15:06, in politica, linkato 1414 volte)
“La sua è una gestione parossistica dei lavori ed è sbagliata la considerazione che ha del suo ruolo. Non è una super eroina che ha la disponibilità dell'aula per ciò che ritiene. Anche in questa occasione ha cercato di fare attività politica e di propaganda per il suo partito e per se". Renato Soru, intervenendo nel dibattito sulle assenze in consiglio regionale ha sferrato un durissimo attacco alla presidente, Claudia Lombardo. "Risulto il più assente di tutti - ha ammesso Soru -; nel mio ruolo di rappresentante delle istituzioni ho cercato di lavorare con disciplina e onore, essendoci sempre anche in passato e lavorando dalla mattina alla sera. Ora non posso farlo, sono il più assente perchè ho ripreso il mio lavoro in un'azienda che era sotto attacco, debole, e ho sentito la responsabilità anche politica di difendere i posti di lavoro. Stasera incontrerò cento nuovi assunti a tempo indeterminato nella mia azienda. Certo, non ho potuto essere disciplinato come avrei dovuto. Ma ho preso centomila voti più della mia coalizione, e per questo non mi dimetto. Non lascio per non rinunciare ad una responsabilità, un obbligo verso tanti elettori. Resto e spero di partecipare non solo per schiacciare tasti". Soru ha poi attaccato la presidente anche per la targa celebrativa dell'autonomia sarda,  affissa all'ingresso del palazzo. "C'è una sua frase - ha accusato Soru -; la tolga e lasci questi compiti agli storici. Questa non è casa sua; la tolga e l'appenda a casa sua".

Ed è proprio la pubblicazione delle presenze dei consiglieri (nel sito ufficiale del consiglio) che ha tenuto banco in consiglio regionale, dopo la sospensione della seduta per mancanza del numero legale (a dimostrazione, per l’ennesima volta, di come la maggioranza di centro-destra, rispetti il mandato elettorale. ndr). Ad aprire la polemica e' stato un duro intervento di Franco Sabatini (Pd), che ha chiesto alla presidente Claudia Lombardo quali criteri siano stati utilizzati per stabilire le presenze e chi li ha stabiliti. "Quella tabella - ha detto Sabatini – è falsa e deve essere rimossa dal sito". Dello stesso parere Gian Valerio Sanna (Pd), che ha denunciato il danno subito dai consiglieri, cui sono stati attribuiti dati di presenza non veritieri. "Rientriamo nella fattispecie dell'articolo 80 del regolamento - ha detto Sanna -: riteniamo sia stata lesa l'onorabilità dei consiglieri. Quindi chiediamo che il presidente del consiglio regionale  nomini una commissione che valuti la fondatezza delle accuse che abbiamo subito". Per Chicco Porcu (Pd) "…i dati vanno pubblicati ma tutti, non solo quelli scelti dalla presidenza". Dai banchi della maggioranza è intervenuto Nello Cappai (Udc) "…in sintonia con quanto detto dall'opposizione, pubblicare i dati in questo modo è stato un errore, perché da un'idea fuorviante dell'attività dei consiglieri. Mi sono sentito chiedere da mia moglie dove vado quando dico che sono in consiglio". La presidente ha difeso i criteri utilizzati per definire le presenze, ribadendo che "…è lo stesso meccanismo utilizzato alla Camera. Hanno ragione i consiglieri - ha però aggiunto -, quando dicono che occorre specificare meglio le assenze per congedo e malattia. Peraltro il problema dei ritardi e delle assenze c'è sempre stato, anche nella scorsa legislatura. L'esigenza di rivedere il regolamento è arrivata da più parti, non è mai stata una valutazione esclusiva della presidenza. Non abbiamo fatto pubblicare i dati per scopi scandalistici, ma perchè la presidenza non può assecondare certe prassi". “L'aula voti sull'istituzione di una commissione di inchiesta che valuti se sia stata o meno lesa l'onorabilità dei consiglieri", ha insistito Giampaolo Diana (Pd), in risposta alla replica della  Lombardo. Anche per Nanni Campus (Pdl) "…la presidente ha scientemente chiesto di sollevare un'ondata di qualunquismo disfattista sul consiglio. Se voleva sollevare il sipario su ritardi e assenze, avrebbe dovuto farlo dopo aver messo mano al regolamento, non prima. Non è giusto utilizzare il meccanismo del numero legale per il computo delle presenze, nè quello del congedo (utilizzato per non perdere il riconoscimento economico)". In difesa della presidenza Oscar Cherchi (Pdl) si e' detto certo che “…non c'e' stata alcuna manipolazione dei dati. La presidente bene ha fatto a far pubblicare le presenze e se si vuole continuare a disertare l'ufficio di presidenza per non fare le modifiche sulle presenze, lo si faccia. Ma la riforma è necessaria". Per Antonio Solinas (Pd) "…la presidente ha gettato discredito sul consiglio e ha agito più come vice coordinatrice del Pdl che come presidente del consiglio". Il capogruppo Pdl, Mario Diana, ha affermato che "…il dibattito di oggi si configura come un impeachment del presidente del consiglio. Sono state usate parole pesanti come mai è stato fatto in passato, anche in situazioni ben più gravi. I capigruppo avevano dato mandato alla presidenza sulla delibera delle presenze, eravamo tutti d'accordo. Sia chiaro che il presidente del consiglio e' inamovibile, a meno che non si dimetta”.

Altre notizie:

Il tecnico del Cagliari, Massimiliano Allegri, ha vinto la “panchina d'oro”, assegnata oggi dai tecnici italiani a Coverciano. Panchina d'argento ad Antonio Conte, lo scorso anno tecnico del Bari in serie B. Panchina d'oro 1^ Divisione, invece, a Pierpaolo Bisoli, che ha portato il Cesena tra i cadetti, mentre la panchina d'argento 2^ Divisione è andata  a Leonardo Semplici del Figline. Un premio speciale è stato assegnato a Sergio Campana "…per il contributo che ha dato al calcio con oltre 40 anni del proprio lavoro".

Al termine di una battuta di caccia ha sequestrato quattro cani di razza pregiata, del valore ciascuno di circa quattromila euro, e ha chiesto un riscatto al proprietario, ma è stato scoperto e denunciato dalla polizia assieme ad altri tre complici. Protagonista dell'episodio un cacciatore che e' stato aiutato nel suo intento, secondo gli inquirenti, da altre tre persone. I diversi reati contestati, a seconda delle responsabilità addebitate a ciascuno dei quattro, sono quelli di furto aggravato, tentata estorsione e ricettazione. L'insolito "rapimento" ha coinvolto un cacciatore di Oristano e quattro persone di Scano Montiferro e Santu Lussurgiu, una delle quali ha portato via i cani, dati poi in custodia ai complici. E' stata la Squadra Mobile di Oristano a ritrovare gli animali, nelle campagne del Montiferru, dopo alcuni appostamenti. I cani erano stati tenuti per diversi giorni, privi di cibo e acqua, legati ad un albero. Da qui anche un'ulteriore accusa, maltrattamento di animali. I cani, dopo la visita da parte di un veterinario, sono stati affidati in custodia giudiziale al legittimo proprietario. L'episodio ha portato alla luce un fenomeno non certamente nuovo negli ambienti venatori sardi, dove si registra un traffico di cani di razza, spesso rubati e rivenduti anche fuori dall'isola per diverse migliaia di euro.

 La Camera di Commercio di Oristano è costretta a rinunciare all'allestimento di Mediterranea, la rassegna che da anni ormai accompagna il carnevale di Oristano, proponendo un insieme di esposizioni e di eventi. La decisione dell'ente - si legge in una nota stampa - è dovuta all'impossibilita' di reperire i locali necessari ad ospitare la manifestazione, che negli anni scorsi aveva potuto utilizzare alcuni spazi messi a disposizione dalla Provincia e dal Comune di Oristano. Mediterranea nell’edizione del 2009 aveva coinvolto 72 espositori, inserito in programma 26 appuntamenti, e ottenuto un importante riscontro di pubblico, con oltre 22 mila visitatori.

A partire dal 1° gennaio 2010 le domande per il riconoscimento di invalidità, cecità e sordità civile, dell'handicap e della disabilità non devono più essere presentate alla Asl (Azienda Sanitaria Locale), ma all'Inps (Istituto Nazionale Previdenza Sociale).  Il nuovo metodo, che prevede l'invio, la raccolta e la gestione informatizzata di tutti i dati, renderà l'intera procedura più sicura, trasparente e rapida. Sia l'Inps che la Asl di Oristano sono impegnate a contenere l'iter istruttorio (dal momento della presentazione della domanda alla comunicazione dell'esito e alla liquidazione delle prestazioni economiche eventualmente dovute) in un periodo massimo di 120 giorni. Per inoltrare la domanda, il cittadino che richiede il riconoscimento dell’invalidità deve innanzi tutto rivolgersi al proprio medico curante o allo specialista di fiducia che, dotato di un'apposita chiave di accesso  (PIN) richiesta preliminarmente alla sede Inps più vicina, provvede a compilare e inviare per via telematica la certificazione per la domanda di invalidità civile. Nel caso in cui il cittadino non possa recarsi alla visita medica della Commissione Asl, ma debba essere visitato a domicilio, deve dotarsi anche di un' ulteriore certificazione di “intrasportabilità”. Una volta in possesso della copia del certificato e della ricevuta di avvenuta trasmissione rilasciate dal medico certificatore, il cittadino ha 30 giorni di tempo per presentare all'Inps la domanda, esclusivamente on line, per il riconoscimento dell'invalidità. Lo può fare direttamente, collegandosi al sito www.inps.it, o attraverso gli enti di patronato e le associazioni di invalidi. Una volta inviata la domanda, viene prenotata automaticamente la visita presso la Asl, che può essere modificata entro 30 giorni dalla data di presentazione della richiesta. La Commissione Asl competente,  in base al comune di residenza dell'interessato, integrata da un medico dell'Inps, sottopone a visita il cittadino che deve presentarsi munito di copia del certificato medico e della ricevuta di avvenuta trasmissione all’Inps, della domanda e di tutta la documentazione sanitaria in suo possesso.  Per evitare disagi agli utenti nel periodo di entrata a regime dell’intera procedura, è stata prevista una fase transitoria, durante la quale le domande per il riconoscimento dell'invalidità civile, anche se presentate in forma cartacea, vengono comunque accettate, in maniera provvisoria ed eccezionale, dagli sportelli Inps di Oristano e Ghilarza. In questo caso le domande vanno compilate attraverso i moduli distribuiti  presso gli sportelli dell'Istituto, delle Asl e dei distretti di Oristano, degli Enti di Patronato, delle associazioni di categoria. I moduli sono scaricabili anche dalla sezione “modulistica” del sito dell'Inps (www.inps.it) e della Asl di Oristano (www.asloristano.it). Ogni ulteriore informazione è reperibile sul sito dell'Inps, della Asl di Oristano, al numero di call center dell'Inps 80.31.64, agli sportelli Inps di Oristano e Ghilarza, e agli sportelli dei distretti sanitari della Asl di Oristano.

 Tutti gli abitanti della provincia di Oristano riceveranno a domicilio la rubrica telefonica della Azienda sanitaria locale n°5. In questi giorni è stata, infatti, avviata la distribuzione delle Pagine Comunali, un elenco recapitato gratuitamente casa per casa, in cui sono presenti i numeri di pubblica utilità della Asl 5. L'elenco verrà consegnato in maniera capillare non solamente  agli abbonati alla rete fissa. In questo modo potranno ricevere la rubrica anche quelle persone che non hanno un collegamento alla rete di telefonia fissa, ma si servono semplicemente del  collegamento da rete mobile. Nella rubrica, che presenta un avantielenco di quattro pagine esclusivamente dedicate ai servizi Asl, sono presenti tutti i numeri telefonici di centralini, ospedali, pronto soccorso, emergenza e urgenza. Oltre all'avantielenco, vi sono quattro sezioni riservate ai cinque poli  sanitari  di Oristano, Ales, Bosa, Ghilarza e Terralba, dove sono pubblicati i numeri dei servizi di maggiore utilità per i cittadini. E' inoltre possibile reperire le voci relative a “Pronto Soccorso” e “Guardia Medica” (voci di immediata necessità in caso di emergenza) non solo consultando l'avantielenco o le sezioni dei poli sanitari, ma anche attraverso la classica ricerca per nome del paese o città di riferimento e per ordine alfabetico. Queste voci saranno contenute in un riquadro ed evidenziate da un carattere più grande rispetto al resto del testo ed in grassetto colorato. Per facilitare la consultazione anche a chi non conosce il territorio, la voce “Guardia medica” è stata inserita in ogni paese, anche in quelli sprovvisti del servizio. In questo caso al lettore sarà indicato indirizzo e numero di telefono della sede di Guardia Medica presente nel centro abitato più vicino. Per localizzare meglio i punti di emergenza, al termine dell'elenco sono pubblicate le mappe di tutti i paesi della provincia, in cui sono evidenziati ospedali e sedi di Guardia Medica. 
 

 
Di pig (del 31/01/2010 @ 20:00:55, in politica, linkato 790 volte)
Sala gremita per l’insediamento dell’Assemblea provinciale del Pd di Oristano. A fare gli onori di casa, il neo segretario, Gianni Sanna, che dopo aver ringraziato i rappresentanti delle forze politiche, sindacali, imprenditoriali e del volontariato, ha espresso  solidarietà ai lavoratori dell’Alcoa e a quelli di tutte le altre industrie dell'isola che rischiano di chiudere “…non per insormontabili crisi di settore, ma a causa di piani di delocalizzazione industriale”. “Lo diciamo – ha detto Gianni Sanna – da Oristano, da una provincia che non sorride, che non ha conosciuto l’industrializzazione e che vive la crisi da sempre.  Da una provincia di serie B  (i cui dati sulla disoccupazione fanno tremare) per colpa della politica, e in particolare per colpa di chi questo territorio lo rappresenta, ininterrottamente, da più di dieci anni, nelle istituzioni amministrative locali”. Sanna ha, quindi, sottolineato i silenzi dell'amministrazione regionale di centro-destra e l’inerzia della Provincia (sempre amministrata dal centro-destra) “...troppo segnata dalle divisioni interne, che hanno imbrigliato persino il presidente Onida, e che ha ostacolato i flussi delle risorse dalla Regione alla Provincia”. La speranza di Sanna è che il Tavolo della Crisi sia capace di fare sintesi sui temi prioritari per un territorio che ha davvero bisogno di una boccata di ossigeno.  Dopo aver toccato altri temi importanti (piccole e medie imprese, comparto agricolo, grandi infrastrutture come porto e aeroporto) il segretario provinciale ha annunciato che anche il Pd oristanese parteciperà, a Cagliari, sabato prossimo, alla grande manifestazione promossa dai sindacati, per chiedere ala Regione e al governo nazionale precise risposte su problemi decisivi per lo sviluppo, il lavoro e le riforme. Sanna si è quindi occupato delle elezioni che, nel prossimo mese di maggio,  interesseranno l’amministrazione provinciale e molti comuni dell’oristanese. Per questo motivo, il Pd ha in cantiere una conferenza programmatica  “…utile per noi e necessaria per il territorio”, in modo tale da affinare alcune idee chiave, affinchè la gente possa giudicare il Pd per quello che propone: “Vogliamo costruire una proposta di governo che sia credibile - ha sostenuto Sanna - e che valorizzi le risorse migliori. Vogliamo fare un salto in avanti con iniziative tese a favorire una più forte interconnessione economica tra le aree costiere ed interne del territorio provinciale; con particolare attenzione al turismo, artigianato, produzioni agroalimentari, commercio. Riteniamo prioritario un impegno serio da parte della Provincia per migliorare le infrastrutture, che possano favorire la mobilità dei cittadini, condizione essenziale per ridurre la marginalità dei territori dell’interno. Pretendiamo che la Provincia eserciti le proprie prerogative, finalizzando il suo impegno alla salvaguardia della presenza delle istituzioni scolastiche anche nelle aree dell’interno, e che sia capace di fare sintesi delle esigenze socio-sanitarie dell’intero territorio provinciale. E, inoltre, per qunato riguarda l’ambiente, al ruolo importante che deve giocare nel sistema rifiuti, e  all'individuazione della giusta sintesi tra la tutela e la valorizzazione delle risorse ambientali. Ruolo in cui l’ente, in tutti e due i casi, in questi anni, è stato marginale, se non addirittura dannoso”. Gianni Sanna  ha poi parlato delle alleanze, sostenendo che il Pd “…non è solo un partito di opposizione, ma anche una forza politica capace di costruire un’alternativa, insieme a chi ci sta, sulla base di un programma condiviso. Deve essere chiaro – ha detto Sanna – che vogliamo rappresentare un’alternativa ad un ristretto gruppo di potere che, nel nostro territorio, si insedia ovunque, e che pretende di comandare su tutti e dettare legge su tutto, che gambizza gli istituti della stessa democrazia con commissariamenti infiniti, e che imbarazza ormai persino le forze politiche tendenzialmente moderate,  e tuttavia legate ad una forte tradizione autonomista e ad un sistema valoriale ancorato ai principi fondamentali espressi dalla nostra Costituzione. Un’alternativa che punta sulla trasparenza degli atti, sulle competenze di chi è chiamato ad assumerli, su un progetto fortemente identitario, ed anche su leadership naturali per questo territorio che vuole e deve tornare a contare”. Per essere convincente, secondo Sanna, il Pd deve mettere in campo tutte le sue energie migliori, e costruire la sua  riconoscibilità  attraverso le opere, il rigore amministrativo e le attenzioni dei suoi amministratori locali. Per far questo è necessario ripartire dai Circoli, organizzati fino ad essere rete, “…luoghi dove si entra senza pass e si esce per diventare piazza”. Insomma, il Pd riparte, "...senza guardarsi indietro e senza scorgere esattamente la meta, consapevole che la strada è lunga". Gianni Sanna ha iniziato nel migliore dei modi. Certo per il  momento a livello  teorico, ma rispetto al deserto precedente è già qualcosa. Al termine dell’incontro, e dopo un breve dibattito (dove ha spiccato l’accorato intervento del segretario provinciale della Cgil, Giampaolo Lilliu, interamente incentrato sulla priorità-lavoro), Salvatore Zucca è stato eletto presidente dell’Assemblea, mentre il tesoriere, sarà Valerio Spanu, che avrà un compito improbo, considerato che le casse del Pd oristanese sono cronicamente vuote. Subito dopo sono stati fatti i nomi dei 40 (sic!) componenti la direzione, in rappresentanza di tutta la provincia, con l’immancabile mugugno di qualche scontento. In settimana Gianni Sanna dovrebbe comunicare i nomi di coloro che comporranno la segreteria (probabilmente una decina), e da quel momento in poi il “nuovo” Pd potrà effettivamente ripartire.

Altre notizie:

Dopo le vicende “strettamente” giudiziarie nelle quali è attualmente coinvolto, ora per Mario Zonchello, ex dirigente dell’ufficio tecnico del comune di Oristano, è arrivata un’altra mazzata dalla Corte dei Conti. L’ex dirigente dovrà, infatti, pagare al comune di Oristano, quasi 17 mila euro, maggiorate della rivalutazione monetaria, degli interessi legali e delle spese di giudizio, quale risarcimento del danno erariale provocato alle casse comunali per la nota vicenda Atlantis. La società Atlantis, che avrebbe dovuto gestire i servizi catastali del comune, aveva incassato un acconto di oltre 50 mila euro  ma non aveva mai nemmeno avviato i lavori previsti dal contratto di convenzione, stipulato proprio dall’ingegner Zonchello. La sentenza di condanna è stata emessa lo scorso dicembre dalla Sezione giurisdizionale della corte dei Conti della Sardegna, presieduta dal dottor Luigi Mazzillo. L’inchiesta, disposta dalla Procura generale della Corte dei Conti, e posta in essere dalla Guardia di Finanza di Oristano, era scattata dopo la denuncia dell’ex sindaco di Oristano, Pietro Arca, che aveva posto in evidenza come Il comune, avesse pagato alla società Atlantis un’ingente cifra, per effettuare dei servizi catastali che non erano stati mai avviati. A confermarlo, successivamente, fu anche l’ex vicesindaco della giunta Nonnis, Paolo Vidili, che ricordò come agli atti del comune risultasse una convenzione, approvata con una determinazione del dirigente dell’area tecnica, nel 18 luglio 2002, tra lo stesso dirigente (Mario Zonchello) e la società Atlantis. Questa percepì, a titolo di anticipazione, 44.481 euro per la fornitura, chiavi mano, di consulenza, e fornitura delle dotazioni strutturali relative alla gestione delle attività inerenti l’attivazione di un polo decentrato catastale presso il comune di oristano. L’ex vicesindaco confermò, inoltre,  come la società Atlantis non avese mai fornito alcun servizio in favore del comune. Nel febbraio dello scorso anno, la Guardia di Finanza di Oristano, su incarico della Procura della Corte dei Conti, si presentò in comune e sequestrò gli atti relativi alla convenzione. Dopo l’inchiesta è poi arrivata la sentenza:  per la Corte dei Conti, l’ingegner Mario Zonchello è risultato responsabile di un evidente danno erariale, e la somma di 16.385,47 (più interessi e spese di giudizio), corrisponderebbe all'ammontare del depauperamento patrimoniale subito dal comune per effetto della convenzione stipulata con la società Atlantis. Nello schema di convenzione, a giustificazione dell’operazione, Mario Zonchello si era limitato ad attestare che la società era in possesso di idonei requisiti, individuati in un non meglio precisato impiego di risorse umane altamente specializzate, e di soluzioni tecnologiche avanzate, che rendevano la proposta unica nel territorio isolano. Cinque anni dopo la stipulazione del contratto, nel novembre del 2007, l’ex capo dell’Ufficio tecnico del comune di Oristano aveva comunicato alla società l’intento di risolvere la convenzione, per la carenza di idonei locali e per la mancanza di personale. La formale decisione di sciogliere il contratto vennne assunta (dallo stesso dirigente) con una successiva determinazione del 29 novembre 2007, dove veniva, peraltro, disposto che la società provvedesse alla restituzione dell’acconto percepito. Questa decisione, secondo i Giudici contabili, sarebbe intervenuta dopo che il consiglio comunale, con propria deliberazione, d’intesa tra l’Agenzia del Territorio e l’Anci, aveva stabilito di assumere la gestione delle relative attività, previa convenzione con l’Agenzia del Territorio. Nel parere di regolarità tecnica, reso dallo stesso Zonchello sulla proposta di deliberazione, non si faceva alcun cenno al rapporto contrattuale in essere con la società Atlantis, tanto che solo in occasione della seduta consiliare, e a seguito dell’iniziativa di un consigliere comunale, era emerso che il comune aveva già conferito un analogo incarico ad una società esterna. (Elia Sanna – La Nuova Sardegna)

La seduta del consiglio comunale di Oristano, convocata per il 2 febbraio, alle 17.30, è dedicata alla discussione di interrogazioni, ordini del giorno e mozioni, proposte dai consiglieri del Pd, che riguardano esattamente le tariffazioni di Abbanoa e la qualità del Servizio Idrico Integrato; la costituzionalizzazione del diritto all’acqua, la modifica allo Statuto comunale, la cultura e salvaguardia della risorsa idrica; le condizioni delle strade della borgata di Pesaria; e la soluzione dei problemi legati alla presenza dell’amianto nella scuola media Grazia Deledda di Oristano. L’assemblea civica si occuperà anche di un ordine del giorno, presentato da Paolo Sulis ed altri consiglieri, sulla realizzazione di un Centro diurno, utilizzando un’area comunale della via Cagliari; e di un’interpellanza urgente della IV commissione comunale sull’ assegnazione di  dieci alloggi a canone convenzionato.
 
I consiglieri comunali dei Riformatori, Giuseppe Sanna e Salvatore Nonnis, hanno presentato una mozione sull’istituzione di una “cabina di regia” per la programmazione di eventi e spettacoli culturali, del seguente tenore: “Premesso che il comune di Oristano dispone e partecipa in enti ed istituzioni o organismi  funzionali alla stessa Amministrazione, quali Istar, Fondazione Sartiglia, Scuola civica di musica, Antiquarium arborense, Archivio storico, Biblioteca comunale, Ufficio di piano; poiché  emerge la necessità di coordinare l’intera attività di programmazione degli eventi e/o spettacoli culturali, al fine di ottimizzare e migliorare le proposte culturali che vengono offerte alla città, promuovendo, quindi, un percorso che abbraccia l’intero panorama culturale disponibile; constatato che oltre alle disponibilità di spazi pubblici aperti, l’Amministrazione dispone di siti adatti ad essere utilizzati per gli scopi di cui sopra, perciò con una possibile  loro fruizione ottimale,  durante l’intero anno solare; accertato che le risorse finanziarie per tali scopi, risultano essere sempre più esigue e non rispondenti alla richiesta e al fabbisogno della città in tema culturale; verificato che, in alcuni casi, progetti e programmi avrebbero ottenuto risultati più efficaci se aggregati sotto un unico coordinamento di indirizzo;  propongono all’Assemblea comunale l’istituzione di una “cabina di regia” per la programmazione di eventi e/o spettacoli culturali,  sotto il coordinamento dell’Assessorato alla Cultura e della III Commissione alla Cultura, unitamente ai seguenti enti e/o organismi: Istar, Fondazione Sartiglia, Scuola civica di musica, Antiquarium arborense, Archivio storico, Biblioteca comunale, Ufficio di piano;  al fine di regolare, promuovere, valorizzare, scelte ed indirizzi per l’attività di programmazione annuale degli eventi culturali. Al coordinamento della cabina di regia verrà demandato il compito di organizzare le convocazioni e i lavori, senza che la stessa produca oneri finanziari aggiuntivi per il bilancio comunale, atteso che il principio che ispira la sua costituzione è esclusivamente di carattere consultivo e di indirizzo, e risponde ai criteri di efficienza, efficacia ed economicità degli interventi finanziari assunti dall’ amministrazione comunale".
 
Giovedì 4 e venerdì 5 febbraio, l’Assessorato al Commercio e il Comando di Polizia municipale del comune di Oristano assegneranno i posteggi per le attività di commercio ambulante da svolgersi in occasione della prossima edizione della Sartiglia. L’appuntamento con gli operatori, giovedì 4 febbraio, è alle 15, in piazza Corrias, e, a seguire, in  piazza Martini, via Lamarmora e via Serneste. Venerdì 5 febbraio, alle 9, in piazza Roma, piazza Mannu, via Garibaldi e piazza Mariano.


 

 

 
Di greg (del 28/01/2010 @ 20:15:33, in politica, linkato 1026 volte)

“Quella del Ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, è una risposta insoddisfacente, che lascia ancora aperti tutti gli interrogativi sulla possibilità di realizzare in Sardegna centrali nucleari o impianti di stoccaggio delle scorie”. E' così che il deputato oristanese Caterina Pes (Pd) commenta la risposta del Governo all'interrogazione avanzata dai deputati sardi del Partito Democratico, in cui si chiedeva espressamente al Ministro di confermare o rigettare l'ipotesi – avvalorata da un dossier Enel – che l'Isola fosse fra le regioni designate a ospitare uno o più siti atomici.  Il Ministro non conferma, né nega l'ipotesi, ma si limita a riassumere i contenuti del Decreto legislativo sulla materia, senza mai entrare nel merito di ciò che gli è stato chiesto – ha osservato Caterina Pes –. Noi chiedevamo, infatti, di rendere pubblica la lista dei siti su cui il Governo intende realizzare le centrali, e di dire se la Sardegna era o no fra questi; a questo quesito non è stata data alcuna risposta. E' più che evidente che Palazzo Chigi nicchia. Scajola, a giustificazione dell'impossibilità di rispondere alla nostra domanda, accampa il fatto che prima di arrivare a stilare l'elenco dei siti nucleari è necessario affrontare una serie di adempimenti burocratici. Ebbene – ha proseguito il deputato del Pd –, se formalmente il Ministro dello Sviluppo Economico non è oggi in grado di rendere pubblica la “lista nera”, come ha fatto alcuni mesi fa (guarda caso in piena campagna elettorale) a smentire pubblicamente, con tanto di dichiarazioni pubblicate sulla stampa, che la Sardegna vi fosse inclusa? Il Ministro riconfermi le sue parole di allora, le riconfermi ufficialmente, nero su bianco, o saremo costretti a pensare che si è trattato di pura boutade elettorale da tradire a urne chiuse”. Poiché nessuna rassicurazione è arrivato dal Governo, Caterina Pes invita a non abbassare la guardia “…perché la Sardegna resta, per assetto idrogeologico, scarsa popolosità e ampia disponibilità di miniere in disuso, il luogo ideale, dal punto di vista tecnico, in cui realizzare centrali o stoccare le scorie, magari dietro il miraggio di una manciata di posti di lavoro”. Il deputato oristanese del Pd ha poi dichiarato con fermezza: “Noi non siamo in vendita. La Sardegna ha già pagato con le servitù militari, con le miniere, con l'ultima e più recente beffa del G8 scippato alla Maddalena, e non vogliamo continuare a pagare. Per giunta, il nome più accreditato ad ospitare un sito nucleare è quello di Oristano, la provincia economicamente più svantaggiata dell'isola Realizzare qui una centrale significherebbe uccidere, definitivamente, la sua speranza di far decollare il turismo: lo sviluppo sostenibile non passa certo per una centrale nucleare”. Caterina Pes ha poi fatto riferimento alla vicenda Alcoa: “Siamo vicini a tutte le famiglie dei lavoratori in questi giorni di ansia. Ma il Governo deve smettere di dirci che il problema è l'alto costo dell'energia: il vero problema è che la multinazionale statunitense non vuole più investire in Italia, e questo Governo non ha alcuna autorevolezza e capacità di trattenerla”. Quanto al costo dell'energia “…né in Italia, né in Sardegna esiste un serio piano energetico, ma si procede a tentoni, avanzando soluzioni monche e scoordinate”, ha detto la Pes , auspicando che al più presto si operi in questo settore in maniera organica.  

Un muratore di Bosa, Franco Urgu, di 44 anni,  ha perso la vita in seguito alle ferite riportate in un grave incidente sul lavoro, avvenuto nel tardo pomeriggio di oggi in un'azienda agricola alla periferia di Sennariolo. Urgu era intento a riparare una tettoia in eternit, che però non ha retto al suo peso e si è sfondata, facendolo  precipitare al suolo da un'altezza di oltre 5 metri.  Immediatamente soccorso dai colleghi di lavoro e da una equipe del 118, Franco Urgu è stato trasportato, in gravi condizioni, prima al pronto soccorso dell'Ospedale Mastino di Bosa e poi all’Ospedale San Francesco di Nuoro, dove è deceduto attorno alle 19. Sul luogo dell'incidente sono intervenuti i Carabinieri, che ora dovranno accertare eventuali responsabilità.

Altre notizie:

Gli studenti che si sono laureati lo scorso anno nelle sede universitaria di Oristano sono stati sessantadue, con le ultime quattro lauree attribuite all'interno del corso in Economia e Gestione dei Servizi Turistici. In particolare, nel 2009 sono stati complessivamente 22 i laureati in Economia e Gestione dei Servizi Turistici, 11 in Biotecnologie Industriali, 14 in Tecnologie Alimentari, 13 in Viticoltura ed Enologia, e 2 in Archeologia Subacquea. Il totale dei laureati di primo livello della sede gemmata oristanese è così salito, complessivamente, in questi tredici anni di vita, a 433 (comprendendo anche i corsi di laurea non più attivi). A questi laureati vanno aggiunti 75 diplomi universitari (la laurea triennale si chiamava così prima della riforma universitaria) ed 11 lauree di secondo livello. Un bilancio, quindi, altamente positivo per la sede oristanese, che lotta alla conquista di un futuro certo e promettente, di cui si discuterà nell'incontro pubblico fissato per sabato prossimo, a Nuoro, nell’Auditorium della Biblioteca Satta, e promosso dal Comitato di sostegno per l'Università nuorese. Sarà, infatti, la prima occasione di confronto sul progetto inserito nell'ultima legge finanziaria regionale per la creazione, a decorrere dal 1 gennaio 2011, del Polo universitario della Sardegna centrale, di valenza regionale, tra il Consorzio Uno di Oristano e il Consorzio universitario di Nuoro. L'intenzione del Comitato è quella di stabilire un primo confronto tra i soggetti interessati: le Università di Cagliari e Sassari, e le due sedi universitarie decentrate di Nuoro e Oristano. Da segnalare, inoltre, un altro importante appuntamento fissato ad  Oristano, per venerdì 5 febbraio. La Sezione di Chimica Biologica e Biotecnologie Biochimiche del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biomediche dell'Universita' degli Studi di Cagliari, il Corso di laurea in Biotecnologie Industriali e il Consorzio Uno hanno, infatti, organizzato un convegno scientifico dal titolo "Biotecnologie ad Oristano: parole e fatti". L'incontro servirà a discutere delle prospettive sullo studio e la ricerca delle biotecnologie ad Oristano, a dieci anni dall'avvio del corso, e consentirà di presentare i risultati conseguiti con un interessante progetto scientifico, sviluppato nella sede arborense, che può avere applicazione nei campi degli aromi naturali per alimenti e dell'industria profumiera. Una conferma sulla possibilità di sviluppare la ricerca scientifica di alto livello in ambito biotecnologico anche ad Oristano.

Il gruppo consiliare del Partito Democratico di Oristano ha presentato una mozione urgente sulla soluzione dei problemi legati alla presenza dell'amianto nella Scuola media Grazia Deledda, nel popoloso quartiere del Sacro Cuore. Questo il testo: “Premesso che la Scuola media Grazia Deledda è ospitata in un edificio costruito nel 1974 con pannelli contenenti fibra di amianto; che l'amianto rappresenta un rischio per la salute di tutti gli esposti, alunni, insegnanti, personale della scuola; che l'ultimo rilevamento non ha mostrato presenza di fibre aerodisperse che raggiungono livelli di allarme, ma che  tale livello è aumentato tra gli ultimi due controlli e che, comunque, non esiste il rischio zero; che la vita scolastica di questi ragazzi è accompagnata dalla presenza minacciosa di cartelli che ricordano a tutti questo rischio, vietando ogni contatto con le pareti dell'edificio. Ricordato che è presente dal 2008 un finanziamento regionale di 276.000 euro per bonificare la scuola. Considerato che la scuola è un presidio culturale importante per tutto il popoloso quartiere, che attrae studenti da tutta la città e dal circondario per la presenza del corso musicale, che ospita inoltre alcune classi  del vicino Liceo scientifico, e che è inserita in un contesto sportivo ottimale permettendo agli alunni di frequentare il campo Coni e la palestra dello  scientifico. Il Consiglio Comunale impegna il sindaco e la giunta ad utilizzare quanto prima i fondi disponibili per la bonifica della Scuola,  a mettere in atto ogni intervento possibile, anche con conferenza di servizi con la Provincia, e con la contrazione di mutuo per ampliare gli spazi  nell'edificio così da poter ospitare anche la Scuola civica di musica, oltre eventualmente le prime classi del Liceo scientifico e così valorizzare l'offerta educativa e culturale del quartiere”. (Giuseppe Obinu, Francesco Federico, Sergio Mariano Marchi, Giuseppe Marras, Efisio Sanna, Gianni Sanna, Maria Grazia Schintu).

Lunedì 1° Febbraio entrerà in funzione il Servizio per le emergenze sociali del Plus di Oristano. L’obiettivo del servizio – è stato spiegato, questa mattina, nel corso di una conferenza stampa, dal sindaco di Oristano, Angela Nonnis, dagli assessori alle Politiche Sociali del Comune e della Provincia, Mariano Deiana e Gianfranco Attene, e da Nicola Orrù, coordinatore Plus per la ASL 5 - è quello di garantire un pronto intervento per fronteggiare emergenze sociali personali e familiari, di carattere straordinario, che si verificano quando i servizi sociali e sanitari territoriali non sono aperti, in attesa della presa in carico del servizio sociale di competenza comunale.  Per la realizzazione del servizio sono state coinvolte alcune strutture residenziali e del terzo settore che erogheranno prestazioni riguardanti una prima accoglienza dell’utente. Con queste strutture sono stati sottoscritti specifici accordi di collaborazione. Come previsto dal progetto, sono state assunte dal Plus due assistenti sociali, che assicureranno il servizio dal lunedì al venerdì, dalle 14 alle 20, e il sabato mattina dalle 8 alle 14.  Verrà inoltre garantito il servizio anche il sabato pomeriggio, dalle 14 alle 20, e la domenica mattina e i giorni festivi, dalle 8 alle 14, in seguito alla disponibilità di alcune assistenti sociali in servizio presso i comuni del Distretto di Oristano. Il servizio di emergenza sociale verrà telefonicamente contattato solo dagli operatori istituzionali dei servizi di polizia (Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza), i servizi di soccorso (Polizia Municipale e Vigili del Fuoco), e il Dipartimento delle Emergenze della ASL n° 5 di Oristano (118), con i quali sono stati sottoscritti dei protocolli di intesa. Il coordinamento verrà assicurato dall’Ufficio di Programmazione e Gestione del Plus e dal rappresentante degli operatori sociali comunali del distretto. Il servizio verrà attivato in via sperimentale per sei mesi, al termine dei quali verranno effettuate verifiche e valutazioni con tutti i soggetti coinvolti, in modo da apportare eventuali modifiche ritenute necessarie per la prosecuzione. I paesi interessati sono 24 (Allai, Baratili San Pietro, Bauladu, Cabras, Milis, Narbolia, Nurachi, Ollastra, Oristano, Palmas Arborea, Riola Sardo, Samugheo, San Vero Milis, Santa Giusta, Siamanna, Siapiccia, Siamaggiore, Simaxis, Solarussa, Tramatza, Villanova T., Villaurbana, Zeddiani, Zerfaliu), con una popolazione di 76 mila abitanti.

 

 
Di pig (del 27/01/2010 @ 16:45:15, in politica, linkato 1657 volte)
"La Giunta regionale ha deliberato l'istituzione di quattro nuove Asl solo per moltiplicare le poltrone e usare i nuovi centri di potere come collante per una maggioranza divisa e opaca". Lo ha affermato, stamattina, il capogruppo del Partito Democratico in consiglio regionale, Mario Bruno, durante una conferenza stampa del Pd sulla riforma del sistema sanitario sardo, decisa dall'esecutivo regionale. Oltre all'istituzione delle nuove Asl di Tempio-Olbia, Nuoro, Oristano e Carbonia-Iglesias, con la possibilità di istituirne una quinta nel distretto Sassari-Alghero, la giunta ha deliberato per la nascita di una macro area regionale per appalti e concorsi. "Il primo effetto - ha sottolineato il segretario regionale del Pd, Silvio Lai -, sarà un aumento considerevole della spesa, quantificabile tra i 150 e i 200 milioni di euro l'anno per ogni nuova azienda ospedaliera. E' lecito ritenere che per sostenere questi costi si dovranno reintrodurre i ticket - ha aggiunto Lai- e le aziende saranno portate ad erogare prestazioni inappropriate e ad incrementare l'ospedalizzazione per ripianare i disavanzi". Secondo i rappresentanti del Pd, si tratta di una riforma che favorirà il settore della sanità privata "…perche' si renderà quella pubblica meno competitiva". Il Pd ha poi contestato il metodo adottato dall'esecutivo regionale per attuare la riforma. "Si tratta di scelte portate avanti in solitario - ha affermato Mario Bruno -, senza alcun confronto politico. Nessuno ha interpellato gli enti locali, i sindacati o gli operatori. Con gli atti adottati dalla giunta si tenta solo di giustificare la sostituzione dei precedenti direttori generali delle Asl, cercando di mettervi una pezza con questa riforma raffazzonata". Nei prossimi giorni il Partito Democratico chiederà all'esecutivo regionale, guidato da Ugo Cappellacci, il varo di una moratoria di novanta giorni per l'attivazione di un confronto approfondito sulle implicazioni della riforma.


Altre notizie:

Con la mostra sulla Sartiglia “La Giostra delle stelle”, venerdì 29 Gennaio, alle 18.30, sarà inaugurato lo Spazio Foro Boario. L’edificio e la mostra sono stati presentati alla stampa, questa mattina, dal sindaco, Angela Nonnis; dal presidente della Provincia, Pasquale Onida; dagli assessori comunali alla Cultura, al Turismo e ai Lavori pubblici, Luca Faedda, Marzio Schintu e Andrea Lutzu; e da Cristiana Collu, curatrice della esposizione e direttrice del Man di Nuoro. La mostra (29 gennaio – 21 marzo) propone tre video installazioni sulla Sartiglia, vista con gli occhi di due giovani filmaker sardi, l’oristanese Paolo Zucca e il nuorese Paolo Bianchi, che restituiscono, grazie al loro sguardo contemporaneo, una visione straordinariamente ricca e complessa del rapporto tra attualità e tradizione, e di come questa relazione sia declinata dai diversi attori, pubblico compreso. L’indagine dei due artisti non ha trascurato nulla, e non si è soffermata solo sui momenti cruciali di una delle manifestazioni più amate in Sardegna, ma ha cercato di cogliere e rendere esemplare quello che possiamo definire lo spirito, la passione e l’identità del torneo vivo nelle donne e negli uomini che ne continuano, in qualche modo, la leggenda e ne alimentano il mito. Una serie di venti brevissimi video su monitor, e due veri e propri film documentari, montati come fiction, ci immergono nell’incanto della festa, nella tensione della corsa, nella quotidianità dei gesti, nella ritualità, catturando sguardi, volti e atmosfere di un tempo senza tempo, che ci riporta a noi, oscillando vorticosamente tra presente e passato, tra la certezza e l’incognita del futuro. La mostra, in definitiva, come il gioco di parole sotteso dall’etimologia del titolo, vuole avvicinare (il termine giostra deriva da “juxta” che significa vicino e, quindi, dal verbo “juxtare” che significa avvicinarsi) con sguardo critico le cose che ci circondano e, nello stesso tempo, mostrare come il contemporaneo riesca a giostrarsi, a destreggiarsi nel difficile rapporto di coniugazione e trasmissione del passato, impossibile senza le contaminazioni che paradossalmente sono, forse, proprio quelle che lo tengono in vita. Ancora, la mostra è un invito a riappropriarsi dei codici etici che la Sartiglia esprime e che appaiono tremendamente attuali e necessari, come il prepararsi a lungo, il mettersi alla prova e in discussione, avendo la visione chiara di un obiettivo e mostrando la forsennata passione per cercare di raggiungerlo. L’area del Foro Boario ha svolto, sino agli anni ‘60, il ruolo fondamentale di luogo di scambio fisico ed economico, avendo ospitato la fiera del bestiame. Recentemente, il comune di Oristano ha provveduto al restauro dell’edificio del Foro Boario e della annessa piazza, restituendo alla città la fruizione di uno spazio urbano che negli ultimi anni è stato sinonimo di degrado e abbandono. Con un altro progetto si è proceduto al recupero e al risanamento per il miglioramento della qualità degli spazi urbani, allo scopo di valorizzare le risorse locali e consentire una risposta adeguata alla crescente domanda di fruizione turistico-culturale. L’area interessata dal progetto occupa una superficie di circa 2.000 mq.  Viene dunque realizzata una connessione fisica e ideologica tra il rinnovato edificio del Foro Boario con l’annessa piazza e il vasto terreno collinare, attualmente delimitato dall’ingombrante presenza del mercato ortofrutticolo.  Il progetto prevedeva la realizzazione di un percorso attrezzato lungo il quale trovano spazio due edifici destinati rispettivamente a Centro di Informazioni Turistiche e a Sala Polifunzionale, serviti rispettivamente da un viale pedonale interno e da un strada veicolare. I due edifici sono stati posizionati lungo l’ideale asse di collegamento tra la cabina Enel, posta ai margini della piazza del Foro Boario, e il serbatoio pensile, ubicato in posizione dominante rispetto all’edificato circostante, con l’intento di creare una continuità prospettica tra il preesistente tessuto urbano ed i nuovi fabbricati. Il Centro di Informazioni Turistiche occupa una superficie di circa 70 mq e ospita un ufficio per le informazioni turistiche con annessi servizi, mentre la Sala Polifunzionale occupa una superficie di circa 200 mq e ospita un Foyer, una sala con 98 posti a sedere, una sala regia ed un blocco servizi. Al suo interno potranno essere ospitate conferenze, esposizioni di materiale documentario di informazione e divulgazione, concerti da camera e manifestazioni in genere che non richiamano grande affluenza di pubblico. Il percorso pedonale ha accesso diretto alla piazza del Foro Boario mediante due ingressi distinti, rispettivamente ai piedi dell’attuale rampa, attraverso l’apertura di una breccia sul preesistente muro in calcestruzzo e sul pianerottolo di arrivo della stessa.  Dagli ingressi si sviluppano due distinti percorsi convergenti in una piccola piazza interna, delimitata sul lato Est dai due edifici, sul lato Nord da una fontana e sugli altri lati da ampi spazi verdi alberati. Dalla piazza parte un lungo viale pedonale alberato che fiancheggiando il Centro Polifunzionale determina il fondamentale asse di connessione tra la piazza del Foro Boario, il Centro Servizi Turistici, la Sala Polifunzionale e la nuova area da destinare ad attività culturali, ricreative e di spettacolo.  A servizio dell’intera area è stata creata una strada veicolare delimitata da due marciapiedi di cui uno alberato ed una zona destinata a parcheggi. Il nuovo edificio del Foro Boario è stato realizzato con un progetto da 825 mila Euro grazie ai finanziamenti del POR Sardegna.

Furono 250 i deportati di origine sarda finiti nel campi di sterminio nazista. Lo rivela uno studio del professor Aldo Borghesi dell'Istituto Sardo per la Storia della Resistenza, presentato in occasione della “Giornata della Memoria”, che è stata celebrata in tutta la Sardegna con cerimonie, mostre e iniziative. I 250 sardi finiti nei lager furono catturati nella penisola o all'estero e quasi tutti erano militari o antifascisti. C'erano, come ha scoperto Borghesi, anche tre donne ebree. Di loro 91 morirono nei campi di sterminio,mentre gli altri riuscirono a rientrare a casa. In Prefettura, a Cagliari, il prefetto Giovanni Balsamo ha consegnato la medaglia d'onore della Presidenza della Repubblica all'ex deportato, Giovanni Mudadu e, alla memoria, a Giovanni Esposito. "Il ricordo della Shoah deve servire alle nuove generazioni per non dimenticare la più grande strage di tutti i tempi - ha detto il vicepresidente del gruppo Pdl in consiglio regionale, Simona De Francisci -; ricordiamo 6 milioni di ebrei e migliaia di esseri umani sterminati. La “Giornata della Memoria” è ricordo di nomi, di martiri e di coraggio di un popolo, ma è anche monito perché l'umanità non ricada in un tragico errore".

Le bandiere della Provincia a mezz’asta segnano, così come in tutta Italia, il “Giorno della Memoria”, istituito dieci anni fa per ricordare la Shoah. Sarà così ricordato, anche dalla Provincia di Oristano, lo sterminio del popolo ebraico, le leggi razziali, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia e la morte. Il “Giorno della Memoria” vuol ricordare il 27 gennaio 1945,  giorno in cui vennero aperti i cancelli di Auschwitz. In quel momento, il mondo intero si domandò, incredulo, come  fosse stato possibile che tutto ciò fosse accaduto. Le immagini che apparvero agli occhi dei soldati che liberarono il campo sono, infatti, rimaste impresse per sempre nella memoria collettiva. Ad Auschwitz, come negli altri campi di concentramento e di sterminio creati dalla Germania nazista, erano stati commessi crimini di incredibile efferatezza. Crimini commessi non solo contro il popolo ebraico ma contro tutta l’umanità, segnando una sorta di “punto di non ritorno” nella storia. Per scongiurare che ciò accada di nuovo è, quindi, fondamentale mettere in atto ogni tipo di azione e, tra queste, mantenere vivo un patrimonio di memorie che rinsaldi il ricordo tra generazioni diverse. Una presa di coscienza di ciò che l’uomo è stato capace di fare, da ricordare non per pietà dei morti ma per rafforzare la consapevolezza di quel che è accaduto e che non deve più accadere.

Lunedì 1° Febbraio entra un funzione il Servizio per le emergenze sociali del Plus di Oristano. L’obiettivo del servizio è quello di garantire un pronto intervento per fronteggiare emergenze sociali personali e familiari. Domani mattina, il sindaco di Oristano, Angela Nonnis, gli assessori alle Politiche Sociali del Comune e della Provincia, Mariano Deiana e Gianfranco Attene, i componenti il Comitato direttivo del Plus di Oristano, e Nicola Orrù, coordinatore Plus per la ASL n.5, presenteranno il nuovo servizio ai giornalisti. La conferenza stampa si terràcome detto, domani 28 gennaio, alle 10.30, nella sala giunta del comune di Oristano (Palazzo Campus Colonna).

La condizione femminile nel contesto socio-economico del territorio provinciale sarà oggetto di riflessione e dibattito in un convegno organizzato dall'Ufficio della Consigliera di Parità della Provincia di Oristano. Il convegno, che si terrà venerdì 29 gennaio, alle 9, al Mariano IV Palace Hotel di Oristano, sarà aperto dagli interventi dell'arcivescovo di Oristano, Ignazio Sanna, del neo prefetto, Giovanni Russo, del sindaco, Angela Nonnis, e dell'assessore provinciale al Lavoro e Politiche sociali, Gianfranco Attene. Nell'arco dell 'intera giornata sono previsti vari interventi sulla condizione della donna, inerenti la realtà sociale, il mercato del lavoro, gli interventi legislativi e politici a favore della parità di diritti, la salute, la sicurezza. Coordinerà i lavori Graziella Pinna, Consigliera di Parità della Provincia di Oristano.

Venerdì 29 gennaio, alle 17.30, al Teatro Garau di Oristano,  il Coni premierà atleti, tecnici, società e dirigenti sportivi,  per i risultati conseguiti negli anni 2008 e 2009. Nel corso della cerimonia sarà nominato l'atleta dell'anno per il 2008 e per il 2009.  “Questa cerimonia vuole essere non una semplice consuetudine ma un'occasione per esprimere il riconoscimento del Coni provinciale a coloro che,  a diverso titolo, hanno contribuito allo sviluppo dello sport oristanese –  ha spiegato il presidente provinciale del Coni, Gabriele Schintu -. Saranno premiati gli atleti che hanno saputo raccogliere importanti successi sui campi sportivi ma, soprattutto, tutti coloro che oltre alla conquista di medaglie e trofei si sono contraddistinti per l'impegno, la passione, la lealtà, l'entusiasmo, la determinazione, il rispetto e la correttezza. Saranno premiati  i tecnici e i dirigenti  per l’opera instancabile  di  promozione e  diffusione dello sport sotto l’aspetto educativo e sociale, momento di aggregazione e di confronto, e forte momento educativo che permette di acquisire valori fondamentali”. La manifestazione, realizzata con la partecipazione degli Assessorati del comune e della provincia di Oristano, coi quali il Coni  intrattiene un proficuo rapporto di collaborazione, è stata presentata, questa mattina, dal presidente del Coni, Gabriele Schintu, dal suo vice Cristina Atzori, e dagli assessori allo sport, Marzio Schintu e Serafino Corrias. Durante la cerimonia del 29 gennaio, sarà conferito un premio alla memoria ad alcuni personaggi oristanesi che con la loro opera hanno promosso lo sport nel nostro territorio. Il premio andrà a Costantino Murru, Franco Lisini, Carlo Schirru, Ottavio Lombardi e Leonardo Tatti. Questi i premiati: Stella di bronzo al merito sportivo a Cosetta Iriu; palma di bronzo al merito tecnico per Gianmarco Patta; medaglia di bronzo a Guendalina Cadoni, Ilaria Garau, Alessandra Sanna  Campioni d’Italia indoor palla tamburello. Benemerenze sportive 2008-2009: Giovanni Mattu - Atleta dell’anno 2008; Chiara Ruiu - Atleta dell’anno 2009; Fabio Ibba - Atleta dell’anno 2009; Sandro Uccheddu - Dirigente Federazione Ciclistica Italiana; Salvatore Angelo Attene - Tecnico Federazione Ciclistica Italiana; Paolo Scanu - Tecnico Judo Sport Center Sedilo; Giovanni Dessì - Tecnico Aeden Santa Giusta;Giuseppe Lai  - Tecnico Società Rugby Oristano; Gavino Masu - Tecnico Circolo Scherma S’Archittu; Ugo Piga - Tecnico Arcieri della Quercia Oristano; Sergio Vaccargiu - Tecnico Airone Terralba; Pasquale Marongiu - Tecnico Libertas Terralba; Roberto Cadeddu - Tecnico Atletica Oristano; Stefano Mascia - Tecnico Atletica Oristano; Roberto Sassu - Tecnico Atletica Oristano; Valentina Piras - Tecnico Atletica Oristano; Scuola Media Cabras - Campione Provinciale Giochi della Gioventù 2009; Scuola Media Narbolia - Campione Provinciale Giochi della Gioventù 2009; Liceo Scientifico Mariano IV - Scuola Sportiva dell’anno 2009. Meriti sportivi alla memoria per Franco Lisini, Costantino Murru, Carlo Schirru, Ottavio Lombardi, Leonardo Tatti. Benemerenze sportive 2008-2009 per le società Unione Sportiva Ariete – FIPAV; Aeden Santa Giusta – FIPT; Tennis Tavolo Norbello – FITET; Azzurra Basket Oristano - F.I.P; Associazione Italiana Persone Down - C. I. P.; Tennis Club 70 Oristano - F.I.T; Atletica Oristano – FIDAL. Benemerenze sportive 2008-2009 per i risultati sportivi:  Giulia Pintor, Alessia Orrù, Antonangelo Pala, Edoardo Sammartano, Evaristo Bembo, Giorgia Satta, Pierfrancesco Garau, Rosalba Miscali, Rosario Petrungaro, Salvatore Piras, Valerie Dochy, Jessica Scanu, Jessica Feurra, Giorgia Sechi. Benemerenze sportive 2008-2009 per i risultati conseguiti dalle Promesse: Alessandra Ibba, Angela Serra, Chiara Cadoni, Elia Schintu, Federica Pala, Federico Olla, Filippo Coni,Giulia Marongiu, Luigi Pusceddu, Marta Scanu, Matteo Cossu, Sara Schintu, Valerio Atzori Benemerenze sportive 2008-2009 per i risultati conseguiti in campo nazionale e regionale: Aldo Spanu, Alessandro Garau, Andrea Langiu, Andrea Maresca, Antomarco Musso, Bernardo Palmas, Claudia Zinchiri, Davide Mele, Diana Serpi, Diego Andreotti, Elisa Secheich, Federica Concas, Francesca Cadoni, Francesca Fadda, Francesca Melis, Gabriele Marini, laria Tiana, Leonardo Sanna, Lin Ji, Luca Lai, Luca Murru, Manolo Manca, Marco Podda, Marco Serpi, Marco Spanu, Maria Chiara Abis, Marzia Paciarotti, Massimiliano Serra, Matilde Caria, Matteo Salis, Maura Siddi, Michele Steri, Roberta Scarpa, Simona Benatti, Stefano Oppo, Stefano Pisu,Valeria Saba, Valerio Cancedda.

 

 
Di pig (del 20/01/2010 @ 17:45:40, in politica, linkato 1224 volte)

Se non si tratta di un vero miracolo, poco ci manca. Dopo aver sonnecchiato per oltre due anni e mezzo, il comune di Oristano si è risvegliato dal letargo e avrebbe deciso, finalmente, di togliere il prosciutto dagli occhi e  prendere in considerazione le numerosissime lamentele dei cittadini sulla situazione di deprecabile degrado in cui si trova  la città capoluogo. Oltre 30 mesi per scendere dalle nuvole e affrontare la realtà, in modo tale da tentare di mutare l’attuale “Oristano, città di schifezza”, se non in “città di bellezza”,  quantomeno in “Oristano, città di decenza”.  I dettagli di ciò che avrebbe intenzione di  fare l’amministrazione comunale sono riportati in un "ottimistico" comunicato stampa, che sottoponiamo alla vostra attenzione: 

Una task force per le tante manutenzioni straordinarie di cui ha bisogno la città. Sarà creata dalla Giunta Nonnis attraverso un piano per l’occupazione da 288 mila euro, ed entrerà in attività nel giro di qualche settimana.  “Il progetto prevede la creazione di un team di 11 persone che dovrà curare quotidianamente gli interventi sul territorio – spiega l’Assessore Lutzu -. Il piano prevede attività per le strade, le piazze, le isole pedonali, gli edifici comunali, ma anche le scuole, gli impianti sportivi e i cimiteri. Abbiamo effettuato un censimento, guardando con la lente di ingrandimento i tanti piccoli e grandi bisogni della città e delle frazioni: dislivelli costituiti da gradini, cordoli, pendenze eccessive, pavimentazioni sconnesse, deformate e sdrucciolevoli, elementi prefabbricati dissestati, assenza di marciapiedi, passaggi pedonali insufficienti o inadeguati, supporti di segnalazione mal posizionati. Insomma tutte quei piccoli problemi dalla cui soluzione spesso dipende la qualità della vita nelle città. Tante volte non occorrono opere faraoniche, ma semplicemente una buona attenzione alle manutenzioni e alla vivibilità per rendere gradevole una città. Noi ci stiamo muovendo in questa direzione con la creazione di questa squadra che dovrà intervenire con rapidità ed efficienza”. Un’attenzione particolare sarà prestata agli edifici scolastici e ai cimiteri, dove si accumulano tante piccole esigenze per la realizzazione di tanti interventi di modesta entità, non programmabili perché derivanti da guasti improvvisi o da nuove necessità per migliorare la qualità dei servizi.  “Saranno create più squadre con compiti specifici, che si occuperanno delle varie necessità – precisa Lutzu -. In generale si punterà al ripristino, alla salvaguardia e alla valorizzazione dell’ambiente urbano per il miglioramento della qualità della vita, che è uno dei principali obiettivi della Giunta Nonnis. Nel particolare vorremmo restituire ai cittadini la fruibilità di troppi spazi ed aree degradate”. Il piano prevede l’impiego di 11 operai per 7 mesi. Il costo è di 288 mila euro, 192 mila di contributo regionale e 96 mila del bilancio comunale. Per l’avviamento al lavoro è stata inviata la richiesta al Centro servizi per il lavoro della Provincia di Oristano.

Questo il comunicato dell’amministrazione comunale, che ha creato in noi un grande magone: quello di non aver pensato, pur sapendo quanto miopi fossero le 3 (tre) giunte Nonnis, di regalare per tempo al sindaco e agli assessori una lente di ingrandimento. Chissà quanti problemi avrebbero risolto!

Altre notizie:

Il consigliere comunale di Oristano, Efisio Sanna (Pd), ha presentato una proposta di deliberazione di un ordine del giorno su: "Costituzionalizzazione  del diritto all’acqua, modifica allo statuto comunale, cultura e salvaguardia della risorsa idrica”, del seguente tenore: “Viste le pressioni a diversi livelli, finalizzate ad affermare la privatizzazione e l’affidamento  al cosiddetto “libero mercato” della gestione del Servizio idrico integrato,  e, non da ultimo, visto che alcune novità legislative in tal senso rappresentano una sorta di pericolo  per il bene comune  e per  un diritto inalienabile qual è l’acqua; visto che le proposte per il riconoscimento e la difesa dell’acqua  come bene comune hanno acquisito, soprattutto in quest’ultimo periodo, una trasversalità senza precedenti; rilevato che, anche nella nostra  comunità, l’importanza  della questione  acqua sta assumendo  una forte consapevolezza sociale;  proprio perché tale  consapevolezza  diventi politica concreta, e per affermare il principio che l’acqua non va trattata come qualsiasi  altro bene commerciale  e abbia, piuttosto, i connotati di  un vero patrimonio per l’intera città, è quanto mai auspicabile una decisa presa di posizione dell’ente locale;  considerato che  una iniziativa del comune capoluogo  contro la privatizzazione dell’acqua  potrebbe essere d’aiuto  ad altre realtà del territorio che, da tempo, intendono  rivendicare  tutte le prerogative di autogoverno, anche alla luce di recenti provvedimenti  legislativi  tendenti  alla mercificazione dell’acqua; convinti  che una iniziativa del comune di Oristano, concreta  ed istituzionale, possa trovare  la giusta approvazione  da parte dei cittadini, poiché essi stessi consapevoli  che un bene essenziale  alla vita non possa e non debba  essere   considerato  una merce su cui  realizzare profitti;  appurata la necessita che lo statuto comunale contenga  il riconoscimento  formale  dell’acqua quale bene  comune  e diritto universale, con l’altrettanto formale riconoscimento  del Servizio idrico integrato quale servizio  di interesse comunale e privo di rilevanza economica. Tutto ciò premesso, si propone all’attenzione del consiglio comunale la seguente proposta di deliberazione: Il consiglio comunale di Oristano si impegna a : 1) Costituzionalizzare il diritto all’acqua,  attraverso le seguenti azioni: a) riconoscere  anche nel proprio statuto comunale il diritto umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua,  come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile, e  lo status  dell’acqua  come bene comune pubblico;  b) confermare  il principio  della proprietà  e gestione  pubblica del servizio idrico integrato , e che tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non  estratte dal sottosuolo, sono pubbliche  e costituiscono una risorsa da utilizzare  secondo criteri di solidarietà;   c) riconoscere  anche  nel proprio statuto comunale  che la gestione del servizio idrico integrato  è un servizio pubblico locale  privo di rilevanza economica , in quanto  servizio pubblico  essenziale  e, quindi, la cui gestione va attuata  attraverso gli artt. 31 e 114 del decreto legge 267/2000; d) nominare,  seduta stante, la commissione consiliare  con lo specifico compito di integrare/modificare  lo statuto secondo le indicazioni sopra specificate , ed assegnare alla stessa  il termine di 45 giorni per la conclusione dei lavori,  da sottoporsi alla approvazione  di un immediato  consiglio comunale. 2) Promuovere  nel proprio territorio una cultura di salvaguardia della risorsa idrica, attraverso le seguenti azioni: a) informazione della cittadinanza  sui vari aspetti che riguardano l’acqua sul nostro territorio, sia ambientali che gestionali; b) promozione  di una campagna  di informazione/sensibilizzazione  sul risparmio idrico; c) informazione  puntuale delle cittadinanza  sulla qualità dell’acqua, con pubblicazione  delle analisi chimiche  e biologiche  in ogni quartiere. 3) Sottoporre all’assemblea dell’Aato e alla società Abbanoa le proposte e gli impegni sopra richiamati”.  

Il consiglio comunale di Oristano è stato convocato per lunedì 25 e giovedì 28 gennaio, alle 17.30, per la discussione del seguente ordine del giorno: 1) Ordine del giorno dei consiglieri Paratore, Sulis, Sanna, Solinas e Cerrone: “Realizzazione strutture per anziani con patologie mentali”.2) Mozione del  gruppo Pd: “Centro di Cura e Riabilitazione Santa Maria Bambina”. 3) Approvazione regolamento cimiteriale. 4) Interrogazione consigliere Obinu (Pd): “Condizioni meteo sfavorevoli”.

E’ stata approvata, dal dirigente del settore lavoro formazione professionale e politiche sociali, la graduatoria dei progetti per incentivi al reimpiego. La legge regionale n.20/05 prevede, infatti,  forme di incentivo al reimpiego dei lavoratori in cassa integrazione straordinaria, in mobilità o iscritti, da almeno 12 mesi, all’anagrafe del “Centro dei servizi per il lavoro”, attraverso interventi integrati: azioni formative, sostegno al reddito e bonus assunzionali, finalizzati a coniugare le esigenze del mercato del lavoro a quelle del sistema delle imprese locali.  Con l’approvazione della graduatoria verranno finanziati quattro progetti, presentati da altrettanti  enti o organismi, che hanno  risposto all’avviso pubblico pubblicato l’11 settembre 2009. Complessivamente, le risorse assegnate ammontano a 458.630,98 euro, per 72  lavoratori. In particolare risultano finanziati: 1) il progetto Pil, Percorso di inserimento lavorativo, presentato da Isforcoop, per il settore terziario, che interesserà 19 beneficiari, individuarti attraverso una selezione pubblica, per un costo di 122.342,85 euro: 2) il progetto Artisan work in evolution, presentato da Anap Sardegna, per il settore artigianato, che coinvolgerà 19 beneficiari, con un costo di 122.342,85 euro; 3) il progetto Corso operativo per lavoratori addetti alle attività di rimozione, smaltimento e bonifiche relative all’amianto, presentato da Artigian Service, per il settore artigianato, che interesserà 17  beneficiari, con un costo di 106.972,64 euro; 4) il progetto Waw-women or workers?, presentato dal Patto territoriale Oristano-Sil, per il settore terziario, che interesserà 17 addetti, che può contare su  un  finanziamento di 106.972,64 euro. L’incentivazione al reimpiego, attraverso la formazione (crescita dell’occupabilità), erogando  un sussidio alle imprese per ridurre il costo lavoro nel caso di assunzione (crescita dell’occupazione),  costituisce una nuova modalità di intervento per ridurre il costo sociale della crisi economica e far fronte alle crisi delle imprese. Strumento, questo, molto utilizzato  nei mercati del lavoro del Nord. E’, quindi, possibile attendersi risultati positivi nel mercato del lavoro provinciale, sempre che questa modalità di intervento riesca, concretamente, ad aumentare oltre che l’occupabilità anche l’occupazione delle persone in cassa integrazione straordinaria, in mobilità o iscritte da dodici mesi nell’anagrafe del Centro servizi per il lavoro.         

Il consigliere provinciale di Fortza Paris, Mauro Solinas, ha presentato un ordine del giorno sull’assunzione annuale dei disinfestatori precari. Questo, il testo: “Premesso che alle Province sono affidati i servizi di disinfestazione del territorio di propria competenza. Considerato che l’Amministrazione Provinciale di Oristano, da anni, fa fronte ai propri obblighi in materia ambientale assumendo un congruo numero di operatori qualificati che, a rotazione, svolgono durante l’anno i lavori di disinfestazione di tutta la provincia. Preso atto che l’Amministrazione guidata dal presidente, Pasquale Onida, ha il merito di aver stabilizzato venti operatori, che fino all’anno scorso erano solo dei lavoratori precari. Ammesso che per coprire l’intero territorio provinciale non sono certo necessari venti disinfestatori, altrimenti non si spiegherebbe perché si è arrivati ad assumerne il triplo di quelli stabilizzati. Considerato che il territorio della nostra provincia è il più ricco di lagune, acquitrini e paludi ,e che quanto successo l’estate scorsa può ripetersi con maggiori danni per l’economia turistica e l’immagine del territorio. Detto che le numerose famiglie che per anni hanno tratto sostentamento dal reddito derivante dal posto di lavoro, seppur precario, quest’anno si trovano in una condizione di profondo disagio, per la mancanza del reddito derivante dalle assunzioni annuali effettuate  dalla Provincia.  Ammesso che dopo la meritoria stabilizzazione dei venti lavoratori è calato il silenzio sulla sorte di tutti gli altri operatori precari, non considerando che anche un solo posto di lavoro, in un’economia debole come la nostra, debba essere salvaguardato. Impegna il presidente e l’assessore competente, a far conoscere  ai disinfestatori precari e alle rappresentanze sindacali interessate chi, nel corso dell’anno solare 2010, verrà avviato al lavoro, per quanto tempo e a quali condizioni, almeno per permettere a tutte queste persone di poter programmare, almeno a breve termine, i loro impegni”.

Lunedì 25 gennaio, alle 10, presso la sala riunioni della sede staccata della Provincia di Oristano (ex Ept), in piazza Eleonora, si terrà un incontro per analizzate le problematiche sulla rete scolastica provinciale. All’incontro, convocato dall’assessore alla Pubblica istruzione della Provincia di Oristano, Mario Matta, sono stati invitati a partecipare l’assessore regionale, Maria Lucia Baire; il direttore dell’Ufficio scolastico regionale di Cagliari; il direttore dell’Ufficio scolastico provinciale; i dirigenti degli istituti scolastici della provincia; i consiglieri regionali ed i parlamentari espressione del territorio; le organizzazioni sindacali;  il Comitato dei precari.

Sabato 23 gennaio, alle 10, presso la sala del museo civico di Cabras, in via Tharros, verrà presentato il libro (patrocinato dal Comune di Cabras-Assessorato alla Cultura e Pubblica istruzione) “Civiltà a confronto. Accadeva in Sardegna. Accadeva nel Mondo”.  Per l'occasione, il libro verrà distribuito gratuitamente a tutti i ragazzi delle scuole elementari e medie di Cabras (circa 550 alunni). Saranno presenti alla manifestazione, l’editore Carlo Delfino; l'autore del libro,  il noto cartoonist genovese Enzo Marciante;  l’assessore alla Cultura e Pubblica istruzione del centro lagunare, Sergio Troncia.

E' un bilancio positivo, quello registrato dal reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'Ospedale Mastino di Bosa, che chiude il 2009 con 270 nuovi nati, di cui 142 maschi e 128 femmine. Se i bambini venuti alla luce lo scorso anno sono stati appena sette in meno, rispetto a quello precedente, decretando una sostanziale stabilità, è infatti raffrontando i dati degli ultimi anni, dal 2006 ad oggi, che si evidenzia una costante curva di crescita per l'attività ostetrica nella struttura sanitaria bosana.  I nuovi nati nel 2006 erano stati 201, l'anno successivo erano saliti a 228, e nel 2008 erano balzati addirittura a 277. A contribuire al trend positivo non sono solamente le donne provenienti dalla provincia di Oristano ma, per quasi il 50% dei casi, si tratta di residenti in altre province. Un dato che rivela l'alta capacità, da parte del reparto di Ostetricia e Ginecologia di Bosa, di attrarre pazienti grazie a un'offerta qualificata e a un'assistenza attenta. Una testimonianza significativa dell'alta qualità dei servizi del Mastino è la percentuale dei tagli cesarei  (un importante indicatore), che si ferma al 25% sul totale dei parti: il dato più basso della Sardegna, e fortemente inferiore a quello italiano, che in media è del 38%. Il boom delle nascite nell'ospedale della Planargia è dovuto a diversi fattori: dall'alta professionalità del personale ostetrico, infermieristico e paramedico al servizio di Anestesia, che supporta il lavoro della Ginecologia e Ostetricia nella parto analgesia (parto indolore).  A spiegare la costante curva di crescita delle nascite al Mastino è infatti, in primo luogo, l'offerta di questo servizio 24 ore su 24. Il 95% delle donne ha infatti scelto la partoanalgesia, mentre solo il 5% ha effettuato un parto classico. Inoltre, un aggiornamento costante del personale ha permesso l'introduzione di tecniche innovative, come lo skin to skin (il contatto pelle a pelle della madre con il bambino subito dopo il parto), il rooming in (la condivisione della stessa stanza per madre e bambino per molte ore al giorno, in modo da permettere di instaurare fin da subito uno stretto rapporto attraverso il contatto fisico) e il lotus birth, una pratica per la quale l'ospedale di Bosa è l'unico centro ufficialmente riconosciuto in Sardegna. Il lotus birth consiste in una procedura in cui il cordone ombelicale non viene reciso immediatamente alla nascita, ma si lascia che si separi in modo naturale dal bambino, ciò che avviene, in media, a tre o quattro giorni dal parto. Questo distacco “dolce” consente al neonato di restare collegato alla placenta finché il rapporto si conclude naturalmente, anziché in maniera traumatica e netta. Il contatto prolungato con la placenta permette al piccolo di ricevere tutta la quantità del prezioso sangue placentare e di costituire un più robusto sistema immunitario. Non ultima, fra le cause dell'alto gradimento del reparto di Ostetricia di Bosa fra le donne in gravidanza, è la dimensione familiare dell'ospedale, che permette all'ostetrica di instaurare  un rapporto più umano e personale con la paziente, farla sentire a suo agio, seguirla con attenzione e costanza, e di individuare precocemente eventualità criticità durante il travaglio.

“Sarò un interlocutore sempre disponibile per i cittadini e le istituzioni". Così si è presentato, questa mattina, il nuovo prefetto di Oristano, Giovanni Russo, che ha annunciato anche un programma di incontri sul territorio per conoscere la comunità oristanese. Russo è nato a Scisciano il 1° agosto del 1953, ma ha vissuto a Marigliano, in provincia di Napoli. Il nuovo prefetto (il quattordicesimo rappresentante del governo in provincia dal 1974 ad oggi) è laureato in giurisprudenza ed è entrato nei ruoli dell'Amministrazione dell'Interno nel 1982, con la qualifica di vice consigliere, presso la Prefettura di Torino, dove ha sviluppato tutta la sua carriera, sino a diventare, nel 2007, vicario del prefetto. Giovanni Russo ha preso il posto di Giovanni Battista Tuveri (ad Oristano dal gennaio 2005), che è stato trasferito a Cagliari come rappresentante del Governo per la Regione Sardegna.

 
Di pig (del 18/01/2010 @ 18:45:28, in politica, linkato 1049 volte)
L'articolo che riproponiamo (a cura di Eugenio Scalfari – la Repubblica) è qualche cosa in più del solito "domenicale". Ci interroga su chi debba avere il primato, se la società civile o la casta politica. Il tema è cruciale anche per la Sardegna e, dalla sua nascita,  è il fulcro della discussione che questo sito propone. Chi deve prevalere? E' legittima la voglia di partecipazione dei cittadini elettori che desiderano ovviare ad una legge elettorale che li esclude dalla scelta dei loro rappresentanti? E' giusto che la coscienza civile abbia la supremazia sulle decisioni di alcuni oligarchi che abusano di un mandato escludendo il depositario principale dello stesso? Invitiamo alla riflessione su quanto accade anche in Sardegna, perché crediamo che  il bene comune e la coscienza civica debbano prevalere su logiche regressive e sul politicismo di una ristretta casta restia al cambiamento.

“Da qualche tempo la cosiddetta società civile si sta prendendo alcune rivincite. Era stata assai bistrattata dalla "casta", sia di destra che di sinistra. I partiti, anzi la partitocrazia, avevano invaso tutto l'invasibile. Non c'era candidatura elettiva, non c'era ente pubblico o parapubblico che non fossero caduti nelle mani della "casta" e il berlusconismo non faceva eccezione, anzi, nonostante il piglio anti-partito del suo leader. Chi accedeva al governo o al sottogoverno doveva innalzare i vessilli e indossare i colori d'uno dei componenti della casta, gravitare nella sua orbita, sollecitarne i favori e pagarli al prezzo convenuto. Non soltanto e non tanto in termini di danaro, ma in termini di sudditanza politica. O corporea. Ma sì, anche corporea, Tarantini insegna. Questo ritorno in forza dei politici era stato accolto con favore anche da molti intellettuali all'insegna della supremazia della politica. Alla società civile erano state addebitate molte turpitudini, comunque un cattivo odore di corruttela che inquinava anche la politica e i suoi "operatori". Per di più si addebitava alla società civile anche la responsabilità di fornire alla malavita organizzata quell'ampia massa di persone definite come "zona grigia", intercapedine collusa con le organizzazioni criminali e tramite indispensabile tra la mafia e il potere. Purtroppo tutto vero; ma non è questo che si deve intendere per società civile, così come non si deve identificare la politica con la "casta". Perciò è necessario un chiarimento lessicale prima di procedere nel ragionamento che oggi vogliamo sviluppare. Il termine "società civile" fu inventato, niente meno, da Marx e forse, prima ancora, da Rosseau, per designare  l'insieme dei ceti che compongono una comunità con una propria identità, propri valori, propria cultura, propri interessi. Una società civile forte esprime anche proprie istituzioni e lo Stato che ne è il coronamento. Questo è lo schema di Marx, che ne parla diffusamente soprattutto in due delle sue migliori opere: "L'ideologia tedesca" e "Il 18 brumaio". La società civile che egli ha in mente è quella borghese; il suo obiettivo è di riuscire a sostituirla con una società civile egemonizzata dal proletariato. La "casta" di cui oggi si parla rappresenta una deformazione cancerosa della politica e le "zone grigie" rappresentano altrettante deformazioni cancerose della società civile. Ristabiliti così i significati corretti delle parole, diventa chiaro che cosa intendiamo quando percepiamo segnali di rivincita della società civile. Dopo una fase troppo a lungo dominata da caste di potere e decomposizioni sociali, avvertiamo oggi un risveglio (ancora modesto e agli inizi) della società civile e qualche segnale di sfaldamento delle deformazioni che hanno sfigurato il suo volto, la sua identità e la sua coscienza morale.  Poiché siamo ora entrati in clima di campagna elettorale, è proprio in questo avvio che i segnali dei quali s'è detto si rivelano più percepibili, mentre altri più indiretti ma altrettanto significativi cominciano ad emergere nel campo della letteratura e del cinema; insomma nei territori della cultura. Prendete il caso di Emma Bonino. È un caso sintomatico. Il Partito democratico l'ha indicata quasi all'unanimità, dopo molto tergiversare, come candidata del Partito e della coalizione di centrosinistra alla carica di presidente della Regione Lazio. Si dice: è una candidatura imposta dalle circostanze, non una libera scelta ma una necessità. Lo credo anch'io,  ma questo rafforza la tesi: la società civile, nella sua parte schierata al centrosinistra, ha reso necessaria la candidatura Bonino. Volete una controprova? La società civile nella sua parte schierata al centrodestra ha reso necessaria la candidatura della Polverini. Non faccio un raffronto tra due personalità diversissime tra loro, ma sul fatto che quelle candidature non emanano dai partiti ma dalla società civile. Personalmente lo ritengo un segnale molto positivo e il fatto che si tratti di due donne che certo non fanno parte della categoria delle "veline" accresce il significato di quel segnale. Ma ce ne sono altri di analoga importanza. Per esempio la candidatura della Bresso in Piemonte, il fatto che l'Udc abbia deciso di appoggiarla e che il sindaco di  Torino, Sergio Chiamparino, sia probabilmente il capolista del Pd in questo confronto elettorale. Non era affatto scontato che la Bresso fosse proposta dal Pd per un secondo mandato; ancora meno sicuro era che l'Udc si dichiarasse in suo favore e che un sindaco molto autonomo rispetto ai vincoli di partito prendesse in considerazione una sua decisione che non gli reca alcun vantaggio personale. Si tratta anche in questo caso di una donna in corsa per una carica di notevole importanza. Un terzo segnale: la Poli Bortone possibile candidato del centrodestra in Puglia. Forse non sarà questa la scelta definitiva poiché non piace al ministro Fitto, un uomo della "casta" da tutti i punti di vista. Ma anche questo è un segnale: una parte notevole della società pugliese orientata a destra non vorrebbe persone della "casta" e si fa sentire. Così si fa sentire in Campania, in favore del sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca. E in Veneto, dove contro la Lega e il Pdl, indissolubili anche se discordi, tira aria d'una vasta alleanza del centro e della sinistra che ha il carattere d'una lista civica più che un'alleanza di partiti. Tutti i partiti esistenti, nessuno escluso, hanno un disperato bisogno di rinnovarsi. Le elezioni regionali di marzo offrono quest'occasione; quelli che sapranno coglierla avranno fatto un passo avanti importante verso l'obiettivo che da tempo hanno smarrito: raccogliere il consenso popolare sulla base di trasparenza e credibilità programmatica; fare da punto di raccordo tra il popolo e le istituzioni; tutelare la Costituzione e lo Stato di diritto. Questo dovrebbe essere il compito dei partiti, non quello di occupare le istituzioni e costituirsi come pura casta di potere. Un'altra questione strettamente connessa a quella del risveglio della società civile (o coscienza civile che dir si voglia) riguarda i diritti e i doveri. Anche le discussioni in corso su questo tema sono confuse e meritano d'esser chiarite. Io ricordo la grande stagione dei diritti e dei referendum che dettero loro sbocco politico. Fu a metà degli anni Settanta ed è doveroso ricordare il nome di Marco Pannella che ne fu il più fervido sostenitore. Ricordo bene quegli anni, le battaglie per il divorzio e la legalizzazione dell'aborto, le diffidenze a sinistra e l'opposizione durissima della destra clericale. Questo giornale non esisteva ancora, ma L'espresso era in campo da quasi vent'anni e quei diritti di libertà li reclamava da sempre, sicché fu soprattutto quel settimanale, nell'imbarazzata indifferenza di gran parte della stampa italiana a riecheggiarne e amplificarne la voce. Ricordo il numero de L'espresso  -  allora diretto da Livio Zanetti  -  che uscì con in copertina una donna incinta inchiodata ad una croce. Ricordo tanti giovani lettori che si erano offerti come volontari per raccogliere le firme per i referendum. Ricordo i cortei con decine di migliaia di persone a Roma, a Milano, a Palermo, a Napoli, e i voti di vittoria raccolti. Fu decisivo il peso che vi ebbero le donne, quelle del Mezzogiorno in particolare, che furono l'elemento decisivo di quelle consultazioni. Molti diritti sono ancora privi di tutela. Penso, tra i tanti, a quelli dei lavoratori precari e a quelli degli immigrati, che vanno di pari passo con i doveri verso la comunità di accoglienza alla condizione che l'accoglienza sia tale e non elemosina o semplice buon cuore individuale. I diritti sono uno degli aspetti essenziali d'una società civile che, senza di essi, dovrebbe esser definita incivile. Ma anche i doveri lo sono e sono duplici. C'è il dovere dell'individuo il quale ha il diritto di tutelare i propri interessi e la propria felicità, ma ha il dovere di inquadrarli in una visione del bene comune. Oggi non avviene così. La preoccupazione dominante non risiede in questo scambio ma nel puro e semplice egoismo. Ci sono al tempo stesso i doveri della società verso gli individui e anche questo è uno degli aspetti essenziali d'una società civile. Il dovere principale è quello di soddisfare al meglio i diritti individuali assicurando il massimo possibile di eguaglianza e di pari opportunità nel soddisfacimento di quei diritti. Individui liberi, individui eguali nella competizione e nell'accesso al mercato, individui solidali tra loro nella contribuzione al bene comune. Ancora una volta il trittico di libertà, eguaglianza (soprattutto di fronte alla legge ma non soltanto), fraternità. Affinché la società sia civile, lo Stato e le istituzioni siano civili, le persone siano civili. Quando leggo nei sondaggi d'opinione che la maggioranza degli italiani è fiera della nostra Costituzione e una maggioranza ancora più forte ripone la sua fiducia nel Presidente della Repubblica, mi sento confortato e non dispero dell'avvenire”. (Eugenio Scalfari - la Repubblica.). (www.sardegnademocratica.it)

Altre notizie

Il consiglio provinciale di Oristano è stato convocato per il 19 gennaio, alle 17.30, con all’ordine del giorno il  Question- time, mentre il 20 e 21 gennaio, alle 17.30, e il  22 gennaio, alle 10, l’ordine del giorno prevede: 1) Approvazione bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2010. Relazione previsionale e programmatica e bilancio pluriennale 2010 – 2012; 2) Approvazione verbali sedute precedenti; 3) Esame situazione di crisi del comparto agro zootecnico; 4) Modifica Regolamenti per il funzionamento della Commissione provinciale per i servizi e le politiche del lavoro e della commissione Provinciale per il collocamento mirato dei diversamente abili; 5) Interpellanza presentata dal consigliere Emanuele Cera (Gruppo Misto), sulla situazione della Cantina Sociale 4 Mori di Marrubiu; 6) Ordine del giorno presentato dalla commissione attività produttive, avente per oggetto: “Adozione di iniziative .urgenti a difesa della Agris nella provincia di Oristano”; 7) Interpellanza urgente presentata dal consigliere Murana (Gruppo Misto) su “Parco eolico Monte Arci, o parco dei rottami ferrosi, che deturpa l’ambiente ed il paesaggio del Monte Arci: richiesta di intervento urgente per la bonifica della discarica abusiva di materiale ferroso”; 8) Odg presentato dai consiglieri Tendas e più, sugli obbiettivi programmatici approvati dal consiglio; 9) Interrogazione presentata dal consigliere Figus (Italia dei Valori) sulle quote  rosa in giunta; 10) Odg proposto dal consigliere Mauro Solinas (Fortza Paris) su manifestazione di solidarietà ai malati di Sla e alle loro famiglie; 11) Un altro Odg presentato  da Mauro Solinas,  avente per oggetto: “Programmazione territoriale di sviluppo delle fonti di energie rinnovabili”; 12) Odg presentato dai consiglieri Pili e più, sull’esposizione del crocefisso nelle scuole; 13) Odg urgente circa la sfiducia al presidente del Consorzio Uno; 14) Regolamento per l’applicazione delle sanzioni amministrative in materia ambientale di competenza della Provincia. Modifiche ed integrazioni.

 In occasione della  Sartiglia diverse strade del  centro di Oristano verranno interessate dalla manifestazione. Per questo motivo il comune, come tutti gli anni, ha deciso di sospendere, temporaneamente, la circolazione stradale nelle vie direttamente interessate e di disciplinare, provvisoriamente, il traffico per consentire l’ allestimento del percorso e il regolare svolgimento di tutte le fasi della corsa equestre. Quindi, dal 18 gennaio al 27 febbraio, per l’esecuzione dei lavori di deposito e di ritiro dei materiali dai percorsi nella via Duomo è istituito il divieto di sosta, con rimozione coatta, di tutte le categorie di veicoli sul lato destro del senso di marcia e tratto dalla confluenza con la via Vittorio Emanuele/Ciutadella de Menorca fino al civico n°17, sul lato sinistro dall’Arcivescovado fino alla Via S. Antonio. Dal 25 gennaio all’8 febbraio, per l’esecuzione dei lavori di deposito e di ritiro dei materiali dai percorsi, è istituito il divieto di sosta, con rimozione coatta, di tutte le categorie di veicoli nella via Mazzini sul lato sinistro del senso di marcia e tratto dalla confluenza con il vico Mazzini (Banca di Sassari) fino al civico n°62. Dall’8 al 27 febbraio : A) nella piazza Mariano tratto antistante il monumento ai Caduti, è consentita la circolazione a doppio senso di marcia dei veicoli diretti o provenienti dalla via Solferino ed è vietata la sosta su entrambi i lati; B) per l’esecuzione dei lavori di posa in opera degli allestimenti, collaudi e svolgimento della manifestazione equestre è vietata la sosta e la circolazione di tutte le categorie di veicoli, in piazza Mannu (dalla via Solferino alla via Crispi), via Vittorio Emanuele, piazza Duomo, via S. Antonio, Piazza Roma (tratto da via Tirso a via Mazzini), vico Tirso, via Mazzini, piazza Mariano (corsia Isa Hotel), via Ricovero fino alla via Sardegna e vico Ricovero II – i flussi di traffico provenienti dalla piazza Mannu saranno indirizzati verso le via Crispi e G.M. Angioy, quelli diretti nella piazza Roma saranno indirizzati nella via Tharros mentre quelli diretti verso la via Ricovero saranno indirizzati nelle vie Sardegna, Casu e Marconi; C):  sono istituiti: a) il divieto di circolazione e sosta, per tutte le categorie di veicoli, nella via Serneste nel tratto compreso fra la via Mazzini e la piazza Corrias; b) il divieto di circolazione e sosta, per tutte le categorie di veicoli, nelle piazze Corrias e Martini; c) Il divieto di circolazione e sosta, per tutte le categorie di veicoli, nella via Ciutadella de Menorca;  d) l’inversione del senso di marcia nella via Crispi ed il divieto di sosta con rimozione coatta su ambo i lati; e) l’obbligo di svolta a destra alla confluenza fra la via Crispi e la via Carmine; f) il divieto di sosta con rimozione forzata su ambo i lati della via Carmine nel tratto compreso fra la via Ciutadella di Menorca e il vico Ammirato; g) il divieto di circolazione e sosta, per tutte le categorie di veicoli nella via Eleonora d’Arborea; h) è istituito il senso unico alternato, con circolazione a vista esclusivamente per i residenti, nella via Parpaglia nel tratto compreso tra la via Azuni e la via Serneste; i) è consentito il transito per le sole operazioni di carico/scarico nel vico Mazzini con accesso da via Figoli. Dal 12 al 16 febbraio: 1) è istituito il divieto di circolazione e sosta, con rimozione coatta dei veicoli in via D.Contini  (tratto da via Riccio a piazza Roma); 2) è istituito il senso unico di circolazione veicolare, con direzione di marcia da via Contini a via Tharros, in via Riccio; 3) è istituito il divieto di sosta con rimozione coatta con sosta permessa ad unità mobile di soccorso nella via Tharros (lato destro) dopo i posti auto riservati ai  disabili sino a via G.Deledda. Nei giorni 14 e 16 febbraio, dalle ore 08,00 fino a cessate esigenze: a) è vietata la circolazione e sosta di tutte le categorie di veicoli nelle vie: Figoli (dall’intersezione con il vico B.Doria sino all’intersezione con la via Ricovero, e dall’intersezione con la via Verdi fino all’intersezione con  piazza Roma), vico Tirso, vico Verdi, vico Mazzini, piazza Roma, via D.Contini, via Tirso (da piazza Roma fino alla via Sardegna), via e piazza Eleonora d’Arborea e vico Ricovero 1° e 2° - nella via Puccini è istituito il senso unico di marcia, consentendo il transito ai veicoli provenienti dalla via Verdi con direzione via Cimarosa; b) è istituito il  divieto di sosta nella via Verdi dal n°12 al n°20; c) è istituito il senso unico di marcia nella via Puccini, dalla via Bellini verso la via Verdi, e nella via Verdi da via Figoli fino a via Canepa; d) è vietata la circolazione e la sosta dei veicoli nella via Cagliari nel tratto da via San Francesco alla via Tharros, e nella Via XX Settembre da via Diaz a via Cagliari, nonché il divieto di sosta con rimozione coatta dei veicoli, nel parcheggio sito nella via Cagliari prima della confluenza con la via S’Antonio (lato destro per la direzione di marcia Oristano – Rimedio). Il 14 febbraio, dalle 11, fino a cessati motivi, per la cerimonia della “vestizione” e raduno dei cavalieri, del “Gremio dei Contadini” è vietata la circolazione e la sosta dei veicoli nella via Aristana, dalla via Amsicora fino alla via Gialeto/Sant’Ignazio. Il 16 febbraio 2010 dalle 11, fino a cessate esigenze, per la cerimonia della “vestizione” e raduno dei cavalieri del “Gremio dei Falegnami”: nella via Solferino è vietata la circolazione e la sosta dei veicoli dall’intersezione con la via Vinea Regum fino alla confluenza con la via Othoca, nella via G.M. Angioy dall’intersezione con il vico Angioy sino alla via Montenegro, nella via Montenegro e nella via L. Alagon tratto compreso tra le vie C.Battisti e Solferino. I flussi di traffico diretti nella Via Solferino saranno indirizzati rispettivamente nelle vie Sauro e via Vinea Regum. Il 15 febbraio, dalle ore 13, fino alle ore 16, per consentire il transito del corteo “Sa Sartigliedda” nella Via Crispi è istituito il divieto di circolazione di tutte le categorie di veicoli. Dall’ 8 al 27 febbraio, nella via Mazzini sul lato sinistro nel senso e tratto dalla confluenza con il vico Mazzini (Banca di Sassari) fino al civico 62, e dall’8 febbraio e fino a cessati motivi (data presunta 27 febbraio) in tutta la via Mazzini è sospeso il servizio Parcheggi a pagamento. Nei giorni 15 al 16 febbraio è sospeso in tutta la città il servizio parcheggi a pagamento, ad eccezione del parcheggio in struttura posto nella Via G. Carducci, che rimarrà in funzione a pagamento anche nella giornata del 14 febbraio.

 

 
Di pig (del 16/01/2010 @ 14:15:44, in politica, linkato 830 volte)
“Perche l’assessore Asunis e la giunta regionale si affannano tanto nel pregare di applicare il proprio “Piano Cemento”? Forse non era un provvedimento così necessario ed urgente come è stato  propagandato? Forse interessava pochi eletti ed “interessati”? Oppure è inapplicabile perché è illegittimo? Sicuramente tutte e tre le cose. I tecnici comunali e gli amministratori dei comuni sanno bene che le legge regionale non è al di sopra di ogni altra legge e soprattutto non è il vangelo. Nel caso della Sardegna è una norma del tutto illegittima, perché dispone una deroga ai Piani urbanistici che non è autorizzata da una legge dello Stato, che al contrario stabilisce che qualunque trasformazione del territorio deve avvenire nel rispetto delle previsioni dei Piani urbanistici o dei piani di fabbricazione. A totale rischio di chi autorizza queste deroghe, la legge regionale non sospende né annulla le responsabilità penali conseguenti alla violazione degli strumenti urbanistici. Questa legge è un pasticcio, e chiedere ai comuni di applicarla dopo averli emarginati e non ascoltati nella fase di costruzione delle norme è l’ultima spiaggia, per Asunis e Cappellacci, rispetto a una legge che serviva solo come ristoro “alle fatiche elettorali”. Asunis  minaccia azioni contro chi non applica la legge, quasi a voler fare anche la parte dei magistrati. A ciascuno il suo compito anche se comprendiamo il disagio e l’indignazione per un fallimento annunciato! Questa, la replica dell’ex assessore regionale all’Urbanistica, Gian Valerio Sanna, consigliere regionale del Pd, alle dichiarazioni sul cosiddetto “Piano Casa” (meglio conosciuto in Sardegna come “Piano Cemento”) dell’attuale assessore regionale, Gabriele Asunis. "Se gli uffici tecnici dei comuni – aveva affermato Asunis - non accettano le domande di ampliamento, ristrutturazioni o demolizione degli immobili, suggerisco ai cittadini di chiamare i carabinieri e vedranno che le istanze saranno accolte". L'assessore regionale dell'Urbanistica, Gabriele Asunis, aveva infatti contestato  alle amministrazioni locali di non applicare la legge sul rilancio dell'edilizia (sic!), entrata in vigore, secondo Asunis, il primo novembre. “E’operativa a 360 gradi”, aveva poi aggiunto l’attuale assessore regionale all’Urbanistica, precisando che “…non meno di 850 utenti si sono rivolti agli enti locali, con  più di 300 nella sola Gallura, e pochissimi hanno avuto la possibilità di presentare i documenti. Se fosse vero il problema della difficile applicabilità della norma – si era chiesto Asunis - perché le richieste di chiarimento sono arrivate solo da 14 comuni su 377, e da una provincia, l'Ogliastra, talvolta con quesiti di una banalità sconcertante".  Ad essere banale ci pare, invece, sia l’interrogativo che Asunis si pone. Le richieste di chiarimento sono arrivate solo da 14 su 377 comuni, proprio perché tutti gli altri, evidentemente, non se la sentono di andare incontro ad eventuali responsabilità penali nell’applicazione di una legge-obbrobrio. E a suggerire una certa cautela non è stato solo il consigliere regionale del Pd, Gian Valerio Sanna, ma anche una voce autorevole come quella del Procuratore della Repubblica di Oristano, Andrea Padalino Morichini, un vero e proprio esperto in reati che riguardano la pubblica amministrazione e l’urbanistica, che guarda all’argomento da un angolo visuale sicuramente diverso da quello dei politici.

Altre notizie:

Un’interrogazione urgente, sulla grave situazione finanziaria in cui versa  l’Istituto Santa Maria Bambina di Oristano, è stata presentata  dai consiglieri regionali oristanesi del Pd, Sanna e Solinas. Questo il testo:  “Premesso che il “Centro di Cura e Riabilitazione Santa Maria Bambina” offre assistenza riabilitativa di tipo multiprofessionale e polispecialistico, e dà accoglienza a malati gravi, soprattutto a quelli con patologie a grave rischio invalidante, quali le gravi cerebrolesioni acquisite, vascolari o traumatiche (coma, risveglio dal coma, neurolesioni, etc), spinali e cardio-respiratorie, utilizzando le più moderne ed avanzate tecnologie e seguendo le più aggiornate metodologie sulla base delle Linee Guida internazionali ; che  nel Piano sanitario regionale 2006/08 la struttura viene riconosciuta come Centro di riabilitazione ad alta specialità per le grandi patologie, in particolare per le attività neuroriabilitative con unità di risveglio comi, riabilitazione cardiologica e per le patologie complesse; che dal 1° gennaio 2009 è stato avviato un progetto sperimentale, della durata di un anno, per la gestione integrata delle attività di riabilitazione intensiva ed estensiva, in partnership fra la Fondazione Nostra Signora del Rimedio e la Azienda Sanitaria Locale n°5 di Oristano;  che per le conseguenze anche di mancati introiti dovuti a passati rimborsi per assistenza offerta a pazienti provenienti da altre Asl territoriali, per le quali prestazioni non è stata riconosciuta l’intera quota spettante  il Centro attraversa un momento di difficoltà finanziaria . Considerato che   il progetto sperimentale di gestione integrata è terminato il 31 dicembre 2009, e che è possibile quindi valutarne i risultati; che la gestione integrata fra privato non profit e pubblico presenta grandi vantaggi, ma anche difficoltà nella sua migliore definizione; che sugli importi dovuti da parte di altre Asl, ed in specie quella n. 8 di Cagliari, è necessaria l’autorizzazione amministrativa da parte dell’assessorato regionale alla Sanità  alla Asl n. 8, che riconosca e autorizzi la corresponsione di detti importi, che consentirebbe il completamento del   processo di risanamento economico-finanziario attraverso  una gestione più attenta e oculata che già sta dando buoni risultati, anche se permane comunque il rischio di una grave compromissione dell’attività del Centro. Chiedono di interrogare il presidente della giunta regionale e l’assessore alla Igiene e Sanità, per sapere: 1) Se sarà confermato, a livello regionale, il riconoscimento del Santa Maria Bambina come Centro di riabilitazione ad alta specialità per le grandi patologie, in particolare per le attività neuroriabilitative con unità di risveglio comi , riabilitazione cardiologica e per le patologie complesse; 2) Se può continuare l’attuale forma sperimentale di gestione integrata del Centro tra Fondazione Nostra Signora del Rimedio e Asl 5 di Oristano, fino alla valutazione dei risultati ottenuti nel 2009, e si decida quindi sulla base di tale valutazione se continuare con la sperimentazione con le opportune modifiche o definire una nuova forma di gestione integrata in via definitiva; 3) Se intendono dare ogni opportuno sostegno al Centro perchè possa superare l’attuale momento di difficoltà gestionale, sulla base di un piano di risanamento e sviluppo realistico e sostenibile e scongiurare la compromissione qualitativa e quantitativa dell’attività del Centro; se intendono scongiurare ogni manovra speculativa che possa nascere dall’attuale momento di difficoltà.

Sul futuro energetico della Sardegna, anche alla luce delle manovre del governo di centro-destra  sull’individuazione dei siti dove ubicare le centrali nucleari, Sardegna Democratica  ha organizzato, ad Oristano, un pomeriggio tematico, dal titolo “ Nucleare ed energie rinnovabili”, che si terrà venerdì prossimo, 22 gennaio,  al Mariano IV Palace Hotel, in piazza Mariano. Il programma prevede, alle 15, il primo incontro-dibattito “Perché no al nucleare”, coordinato da Ivo Serafino Fenu, a cui parteciperanno  Michelangelo Puliga, Paolo Randaccio, Franco Meloni, Fanni Cao, Andrea Olla, Gian Mario Demuro.  Seguirà, alle 17, “Territorio, ambiente ed energie rinnovabili”, con la partecipazione di Efisio Arbau, Antonello Chessa, Benedetto Sechi, Massimo Fresi, Caterina Pes, Concetta Rau. L’incontro sarà coordinato da Stefano Pinna. E, per finire, alle 19, Claudia Zuncheddu, Carlo Sechi, Bustiano Cumpostu, Gavino Sale, Emanuele Sanna, Tore Corveddu, Renato Soru, con il coordinamento di Salvatore Cubeddu, discuteranno sul tema “Quale energia per la Sardegna”.

 

 
Di greg (del 14/01/2010 @ 19:07:40, in politica, linkato 1365 volte)
Il consiglio comunale di Oristano ha adottato all’unanimità il Puc, il Piano urbanistico comunale. Ora il piano dovrà essere pubblicato per trenta giorni, dopodiché  potranno essere presentate le osservazioni. Oggi,  il consiglio ha concluso l’esame del Piano con la discussione e la votazione degli emendamenti, presentati dai consiglieri e affrontati, nei giorni scorsi, dalla commissione Urbanistica. Dei 17 emendamenti iniziali ne sono stati esaminati 15; 2 sono stati ritirati dai proponenti, mentre alcuni sono stati accorpati. L’assessore all’Urbanistica, Salvatore Ledda, per ciascun emendamento ha presentato la proposta della giunta. Emendamento 1, presentato da Alberto Cauli (An), sulla zona B in via Versilia – Ritirato in Commissione. Emendamento 2, sempre presentato Alberto Cauli, su modifica zona G2 in zona B2 Silì; l’assessore Ledda ha proposto l’accoglimento, e l’emendamento è stato approvato all’unanimità. Emendamento 3.1, presentato da Paolo Sulis(Gruppo Misto) e più, sull’ampliamento della zona D2 nei pressi dello stabilimento Cao, a Silì; l’assessore Ledda ha proposto l’accoglimento – Approvato all’unanimità. Emendamento 3.2, anche questo presentato da Paolo Sulis e più, sull’ampliamento della zona C2ru, a Pasturas Manna; Emendamento 4, presentato da Alberto Cauli, per ampliamento zona C2ru nella zona dell’ex Zuccherificio, ed Emendamento 5, presentato da Efisio Sanna (Pd) e più, sull’ampliamento della zona C3 prolungamento via Marmilla a Silì.  L’assessore Ledda ha proposto l’accorpamento per questi tre emendamenti, perché relativi allo stesso ambito di intervento, e l’accoglimento – Approvato all’unanimità. Emendamento 6, presentato ancora da Alberto Cauli, ed Emendamento 7, presentato dal Pd, per ampliamento zona D2 lungo la strada di Fenosu; l’assessore Ledda ha proposto l’accoglimento – Approvato all’unanimità. Emendamento 8 presentato dal Pd per l'eliminazione della viabilità tra via Verga e via Brianza; l’assessore Ledda ha proposto il non accoglimento e la sua proposta ha avuto 25 voti favorevoli, 4 contrari,  e 2 astenuti. Emendamento 9, presentato dal Pd sulla eco sostenibilità; l’assessore Ledda ha proposto l’accoglimento – Approvato all’unanimità. Emendamento 10, presentato sempre dal Pd, per l’abrogazione dell’articolo 44, comma 2, 3 e 4 delle norme tecniche di attuazione Equus. Il consiglio ha respinto l’emendamento (20 contrari, 8 favorevoli) e ha approvato (25 favorevoli, 6 contrari) la proposta dell’assessore Ledda che “…individua l’area di sostegno e sviluppo dell’attività identitaria zootecnica equina Equus, compresa tra la strada d’ingresso alla città direzione Fenosu a nord, il confine comunale a sud, la 131 e l’inizio dell’urbano a ovest. All’interno di quest’area, nei singoli lotti di superficie minima di 1000 metri quadrati, è consentita l’edificazione di una struttura zootecnica (box per cavalli, fienile, deposito) da realizzarsi secondo la tipologia, le dimensioni e i materiali che verranno stabiliti nelle apposite linee guida da approvare dal consiglio comunale”. Emendamento 11, presentato dal Pd, per la riduzione delle zone C2 e G2 in viale Repubblica: l’assessore Ledda ha proposto il non accoglimento, e la proposta di Leddaè  stata approvata con 22 voti favorevoli, 6 contrari, 2 astenuti. Emendamento 12, presentato dal Pd per l’ampliamento della zona G2, tra la Soe e il canale di Sa Rodia; l’assessore Ledda ha proposto l’accoglimento – Approvato all’unanimità. Emendamento 13, presentato ancora  dal Pd, per la modifica dell’articolo 29 delle norme tecniche di attuazione - social housing; l’assessore Ledda ha proposto l’accoglimento – Approvato all’unanimità Emendamenti 14.1 e 14.2, presentati da Angelo Angioi (Pdl) e più, per le modifiche agli standard S2 in via Costa e dell’articolo 42 del regolamento edilizio; l’assessore Ledda ha proposto l’accoglimento – Approvato all’unanimità. Emendamento 15, presentata dai Giuliano Uras (Udc) e  da Mario Cadeddu, per l'ampliamento della zona B - via Marmilla Silì; l’assessore Ledda ha proposto l’accoglimento – Approvato all’unanimità. Emendamento 16, presentato dal Pd, per lo spostamento della zona F presso la Perlite, a Torregrande; l’assessore Ledda ha proposto l’accoglimento – Approvato all’unanimità. Emendamento 17, presentato da Umberto Capoccia (Forza Italia verso il PDL), per la modifica dell’articolo 39 del regolamento edilizio per l’altezza dei fabbricati - Ritirato in Commissione. Prima delle dichiarazioni di voto l’assessore, Salvatore Ledda, ha evidenziato un’integrazione al testo della delibera, che prevede “…che nelle norme tecniche in questo momento di passaggio, con l’entrata in vigore delle norme di salvaguardia, le stesse norme non interessino le proposte già arrivate all'ufficio tecnico, e che sono in fase di istruttoria”. L’articolo 100 delle norme tecniche di attuazione prevede, dunque, “…il rilascio delle concessioni edilizie conformi al piano regolatore generale vigente la cui istanza sia pervenuta entro la data di adozione del piano urbanistico”. Durante le dichiarazioni di voto è stato sottolineato l’ottimo lavoro dell’assessore all’urbanistica, Salvatore Ledda, quello del consiglio comunale, che ha superato le divisioni politiche in nome dell’interesse generale della città, quello degli architetti Secchi e Viganò, che hanno favorito una nuova visione del territorio e dello strumento urbanistico, quello dell’Ufficio di piano e del dirigente del settore tecnico urbanistico. Questa una sintesi degli interventi: Mauro Grussu (Forza Italia verso il Pdl): “Il Puc può rappresentare il vero catalizzatore di iniziative sul territorio in grado di orientare lo sviluppo della città”. Alberto Cauli (An) “È un piano urbanistico che ha coinvolto non soltanto tutta l’aula, al di là degli schieramenti che ci separano quotidianamente nel confronto politico. C'è stata una larga condivisione nella cittadinanza, singoli cittadini, nelle singole commissioni, nei singoli ordini professionali. È un piano urbanistico attesissimo dalla cittadinanza e di vitale importanza per il futuro di Oristano”. Gianni Sanna (Pd): “La nostra è una valutazione complessivamente positiva, nonostante permanga qualche delusione rispetto alle attese maturate con l'approvazione delle linee guida. Quando si mettono in moto processi virtuosi in consiglio comunale, il consiglio risponde. La minoranza non si sottrae alle sue responsabilità, e la città incassa un risultato che toglie per il futuro qualsiasi alibi a chi la governa oggi, e a chi la governerà domani, per programmare e mettere a punto interventi capaci di rilanciare lo sviluppo di questa città, liberandola dalle catene nelle quali è rimasta imbrogliata negli ultimi vent'anni per scelte miopi”. Maura Fiori (Forza Italia verso il Pdl): “Le nostre decisioni incideranno profondamente sul modello di sviluppo della nostra città e, conseguentemente, su quella impronta di città turistica, della cultura, dell'impresa e dei cittadini, che Oristano deve darsi ed alla quale non può rinunciare. È stato importante che tutto il lavoro sia svolto con la massima trasparenza, coinvolgendo e permettendo a ogni singolo di poter dire la sua”. Angelo Angioi (Pdl): “La minoranza è stata brava perché come mai è stata in grado di incidere sulla scelta della maggioranza. Noi siamo partiti con delle linee guida che comunque sono state rispettate, ma adesso ci aspetta altro lavoro. Il Puc verrà presentato alla città, agli ordini e ci troveremmo di fronte al responso della gente, alle osservazioni, magari a qualche errore materiale. Tra due mesi avremo le osservazioni e toccherà di nuovo al Consiglio”. Efisio Sanna (Pd): “Questo Puc mi sembra che, tutto sommato, tuteli il patrimonio, promuova la sostenibilità, misceli adeguatamente le varie destinazioni d'uso con equilibrio, riqualifichi le zone sfrangiate, presti attenzione ad alcune aree svantaggiate, non consumi eccessivamente il territorio. Elementi chiaramente positivi. Voglio sottolineare il lavoro svolto dall'assessore e dall'esecutivo, il ruolo svolto da questo consiglio e dalle commissioni. Insieme al ruolo di questo consiglio, consentitemi di sottolineare anche il ruolo del mio partito e del mio gruppo, un ruolo di grande senso di responsabilità, per dotare finalmente questa città di uno strumento urbanistico atteso da tanto tempo”. Paolo Sulis (Gruppo Misto): “Un plauso all'assessore, al sindaco che rappresenta la giunta, per il lavoro fatto, enorme e importante, alla commissione urbanistica. Ci sono state alcune intuizioni che hanno dato una svolta nel coinvolgere tutti quanti, maggioranza e minoranza e l'intuizione è quella di aver dato un ufficio di piano competente e di grande qualità e anche guidato da un dirigente esperto e preparato. Poi un'altra intuizione fondamentale, che ha cambiato anche le nostre idee, quello di aver coinvolto lo studio Secchi-Viganò, importantissimo perché ci ha dato la possibilità di studiare, di essere coinvolti nelle tre linee guida che ci devono guidare oggi e anche in futuro. E' importante aver saputo coinvolgere in modo intelligente la minoranza che ha dato un contributo importante e di sostanza”. Giuseppe Obinu (Pd): “La nostra collaborazione alla redazione del piano ha fatto sì che il risultato ottenuto sia una sintesi tra interpretazioni politiche diverse degli stessi bisogni della città, e, per dirla con una parola, una soluzione di compromesso. A mio parere, seppure questo non è forse il miglior  Puc che la città avrebbe potuto avere, è il migliore che questo consiglio può votare”. Giuliano Uras (Udc): “Oristano ha bisogno di questo strumento. È inutile che ce lo ripetiamo. Non deve però farsi troppe illusioni su questo strumento. E' vero che lo sviluppo ha bisogno prima di regole e di norme, ma anche di capitali e volontà che se non arrivano rendono inutili le nostre soluzioni”. Giuseppe Sanna (Riformatori): “Nei manuali di filosofia politica si dice che, a volte, nei conflitti interistituzionali tra i partiti prevale sempre la strumentalizzazione. In questo caso, invece, è prevalsa la condivisione di obiettivi, gli interessi superiori alla città, il senso civico, il senso di appartenenza a questa città e il senso di rispetto nei confronti dei cittadini che ci hanno votato”. Antonio Scanu (Udeur): “Spero che nel futuro si continui con questo spirito di collaborazione, anche per argomenti importanti, che non si vada muro contro muro, per fare del bene alla città”. Mauro Solinas (Fortza Paris): “È un momento importante nella storia della città. L'adozione del Piano urbanistico comunale permette alla città di avere lo strumento principe per lo sviluppo economico e sociale del territorio. Il mio voto è favorevole anche se alcune cose non mi sono piaciute, ad esempio la zona Equus con la soluzione prospetta, che non mi accontenta totalmente e non mi piace un piano che parla poco di sviluppo commerciale della città”. Marino Marchi (Pd): “Non condividiamo tutto di questo piano ma, in generale, riteniamo che questo piano risponda ai bisogni profondi della città. Questo è uno strumento necessario, ma non sufficiente. Ci vuole altro perché la città si sviluppi, perché la città abbia uno sviluppo armonico, perché la città abbia uno sviluppo ecosostenibile, perché diventi una città di qualità”. Franco Serra (Udc): “Mi ha impressionato il comportamento della minoranza e quello dell’assessore che ha saputo coinvolgere tutti nella predisposizione di questo piano”. Antonio Franceschi (Forza Italia verso il Pdl): “Questo Puc può mettere fine a un letargo che esiste in questa città da 20 o 30 anni. Vorrei ringraziare tutti i consiglieri, l'assessore, il sindaco, ma anche una persona con cui spesso e volentieri avevo parlato di Puc, una persona che a inizio mandato legislativo aveva preso questo incarico di assessore con grande entusiasmo, con un obiettivo: quello di portare a termine nella sua legislatura il Puc. Parlo di Gianni Solinas, che purtroppo oggi non c'è più e che in quest'occasione volevo ricordare”. Fabio Porcu (Fortza Paris): “Lo strumento urbanistico è stato condiviso dall'intero consiglio, e non è attribuibile né a destra né a sinistra, ma allo sforzo di tutti noi”. Vincenza Mattu (Oristano Città Nuova): “Voglio ringraziare prima di tutto gli architetti Secchi e Viganò, perché ci hanno insegnato a pensare al nostro territorio da un punto di vista strategico. Ringrazio l'ingegner Pinna e l'Ufficio di piano per la professionalità dimostrata, e tutte le commissioni consiliari che hanno contribuito a portare a termine questo piano. In modo particolare voglio ringraziare l'assessore Ledda, perché  anche grazie allla sua determinazione e al suo profondo senso civico Oristano può realizzare un sogno atteso da 40 anni”. Peppino Marras (Pd): “La nostra non è stata una decisione facile; c'è stato un dibattito sereno, approfondito, responsabile. Non abbiamo mai pensato al voto contrario, ma c'erano motivi che ci hanno, in certi momenti, fatto propendere per un voto di astensione, mentre in altri momenti abbiamo pensato al voto favorevole. Alla fine  il nostro sarà un voto favorevole. La chiave di volta perché questo piano andasse avanti, e si ottenesse il risultato che è sotto gli occhi di tutti, è stato l'incarico ai progettisti Secchi e Viganò, che hanno indubbiamente cambiato il passo del modo di approcciarsi al Puc; prima c'erano reticenze, resistenze, perplessità, e mancava un'idea di piano complessiva. Loro sono stati abilissimi nel dare questa veste al piano, anche se poi le aspettative sono state un po' deluse. Siamo convinti di aver dimostrato che gli interessi della città vengono prima di quelli dei singoli, dei gruppi, dei partiti, e delle minoranze. Siamo orgogliosi di poter dire che se oggi la città ha uno strumento urbanistico, questo è in gran parte merito della minoranza”. Sindaco Angela Nonnis: “Essere sindaco comporta avere tanti oneri e pochi onori, ma vale la pena di  essere sindaco in una giornata come questa, dove l'onore di vedere un'assemblea che ragiona in questi termini e che incassa un risultato di questa portata, vale tutte le amarezze e tutte le difficoltà che un sindaco vive sulla sua pelle tutti i giorni. Le cose, al di là degli schieramenti politici, le fanno le persone. Io ho sempre creduto nelle persone, è una delle mie più grandi convinzioni nella vita di tutti i giorni e nella vita politica. Mi sono emozionata, quando il consigliere Franceschi ha ricordato Gianni Solinas. Credo davvero che lui in questo momento sia felice. Voglio, inoltre, esprimere la mia soddisfazione nell'aver sentito nelle vostre dichiarazioni sincerità umana,sia nelle critiche che negli apprezzamenti; l'ipocrisia è stata, finalmente, messa da parte. È prevalso il senso di responsabilità. Io non considero questa una giornata storica,  penso invece che noi abbiamo fatto semplicemente il nostro dovere. E non abbiamo finito perché di scelte ne dobbiamo fare altre; abbiamo il piano particolareggiato del centro storico, ed altre scelte importantissime, per lasciare un segno”.


 

 

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