Di pig (del 15/03/2010 @ 18:45:09, in politica, linkato 962 volte)
Un articolo dell'Unione Sarda di sabato 13 marzo, a firma di Emanuele Dessì, denuncia a gran voce "la voragine della sanità sarda, che rasenta il miliardo di euro, scavata tra il 2003 e il 2008". Sulla base di tale "emorragia" l'Assessore Liori afferma: "Una cosa è certa: i dati dimostrano che la famosa cura Dirindin non è servita". Ed il deputato del PD Paolo Fadda puntualmente aggiunge: "Questi dati non mi meravigliano. Non ho mai creduto a chi, in questi anni, diceva che, nella sanità, si sarebbero prodotti dei risparmi". E così, accusando la giunta Soru di aver prodotto enormi disavanzi, la Giunta Cappellacci delibera il blocco delle nuove assunzioni e il blocco del turn over al 70%. Ma che cosa c'è di vero in queste affermazioni? Si tratta di calunnie, di schiamazzi, di menzogne che escono dalla bocca di chi in un solo anno ha portato la sanità della Sardegna allo sbando e, preoccupato per le possibili sanzioni del Governo centrale, si precostituisce l'alibi per non dover ammettere la propria inadeguatezza. L'Assessore Liori si limita, infatti, a dare qualche numero, ma si guarda bene dal dire chi ha prodotto i disavanzi e chi ha provveduto alla loro copertura. Ancora una volta si enuncia strumentalmente solo una parte delle informazioni, facendo risuonare nella testa della gente dati che attribuiscono alla Giunta Soru responsabilità che non sono della Giunta Soru. Cerchiamo allora di fare chiarezza. I disavanzi dell'ultimo decennio sono riportati nella tabella seguente:
Fonti: Anni 2001-06: Accordo Regione Sardegna, Ministeri dell'Economia e della Salute (dati corretti con attribuzione di competenza); allegato 3, tab 17, (http://www.regione.sardegna.it/j/v/66?s=1&v=9&c=27&c1=1249&id=4908)
Anni 2007-08: Ministero Economia, RGE 2008, vol II, tab SA.3 (http://www.mef.gov.it/doc-finanza-pubblica/dfp.rgse.asp). Risulta evidente che:
- fino a tutto il 2004 il centro-destra ha prodotto disavanzi per oltre 950 milioni di euro, lasciando in eredità alla Giunta Soru una situazione pesantemente compromessa, tanto da mettere a rischio la posizione della Sardegna che, ai tavoli di monitoraggio del Governo nazionale, rischiava di vedersi imporre l'aumento delle tasse, l'aumento dei ticket e la limitazione dell'autonomia;
- i debiti lasciati dal centro-destra sono stati interamente coperti dalla Giunta Soru, grazie a un impegnativo lavoro di recupero di risorse e di azioni a riduzione dei disavanzi;
- i disavanzi prodotti dal centrosinistra ammontano a 381 milioni, in gran parte emersi nel 2005, primo anno di piena responsabilità della Giunta Soru, purtroppo pesantemente condizionato dalla situazione ereditata; è chiara inoltre la drastica riduzione dei disavanzi a partire dal 2006, e il sostanziale pareggio raggiunto nel 2007 e nel 2008, nonostante il forte impegno messo in campo dalla Giunta Soru nelle politiche per la non autosufficienza;
- nel 2009, la Giunta Soru non ha lasciato al centro-destra alcun debito pregresso da pagare, e questo è certificato dal Ministero dell'Economia che fino a tutto il 2008 ha dichiarato completamente adempiente la regione Sardegna rispetto agli obblighi di copertura delle maggiori spese;
- anche con riguardo all'esercizio 2008, la cui chiusura contabile è avvenuta dopo le elezioni e sotto la gestione Cappellacci, la Giunta Soru aveva accantonato circa 86 milioni a ulteriore integrazione dei finanziamenti già ripartiti tra le aziende sanitarie nel corso del 2008 e che dovevano essere sostanzialmente sufficienti a coprire le maggiori spese;
- e se, in base ai consuntivi gestiti dal Governo Cappellacci, l'esercizio 2008 si fosse davvero chiuso con livelli di spesa di gran lunga superiori a quelli preventivati dalla Giunta Soru, l'attuale Giunta e gli attuali commissari delle aziende sanitarie dovrebbero spiegarci con precisione quali maggiori spese sono emerse improvvisamente, da quale cappello magico sono saltati fuori debiti precedentemente non considerati, quali addebiti sono stati accolti, quali sopravvenienze sono state sovrastimate.
I dati di cui sopra sono tutti certificati dal Ministero dell'Economia e pubblicati nel sito della regione e dei ministeri competenti. Al contrario, non risulta che, come invece sostiene l'Unione Sarda, i dati di Liori siano certificati dalla recentissima "Relazione Unificata sull'Economia e la Finanza Pubblica" del Mef. Dove sarebbe tale certificazione? A che pagina? I responsabili della Giunta Soru sono pronti a un confronto pubblico, con chiunque sia disponibile a un dibattito schietto sulla base dei dati certificati, senza trucchi e falsità. Ma allora perché l'Assessore Liori continua a gridare al lupo al lupo? Perché continua a dare cifre allarmistiche sulla situazione della Sardegna? La risposta è molto semplice: perché deve precostituirsi le giustificazioni in vista della crisi che fra poco potrebbe essere messa in evidenza dal tavolo di monitoraggio del Ministero dell'Economia e del Ministero della Salute. A breve, infatti, sono previste le verifiche degli adempimenti delle regioni. E la regione Sardegna, fino al 2008 considerata puntuale e in continuo miglioramento, è ora per lo più latitante. Infatti, nel corso del 2009, la regione Sardegna sembra essere scomparsa dai tavoli nazionali e dai gruppi di lavoro interregionali. I momenti di verifica e di confronto sono stati (quasi) regolarmente elusi, accampando di volta in volta scuse pretestuose: dall'assenza per malattia del direttore generale dell'assessorato (in realtà a causa dei gravi conflitti fa dirigente e assessore, più volte esternati pubblicamente e senza alcun rispetto per i rispettivi ruoli istituzionali) alle difficoltà dei trasporti aerei; dai tempi richiesti per la sostituzione dei precedenti rappresentanti della Regione alle inconsistenze delle strategie regionali; fino alla meticolosità con la quale la nuova Giunta ha sistematicamente allontanato dagli uffici tutti coloro che avevano collaborato con la precedente amministrazione, a prescindere dalle loro conoscenze, con una logica da epurazione che ha lasciato sguarniti e in grande difficoltà molti servizi e ha riportato la Sardegna indietro di anni. E dopo aver a lungo rinviato i momenti di confronto, l'Assessore Liori dovrà ora spiegare perché i conti sono tornati in rosso. Di qui la necessità di Liori di attribuire le responsabilità al governo precedente, per non dover ammettere l'inadeguatezza del governo attuale. E per chi è abituato a diffondere calunnie, non è difficile intervenire sovrastimando sopravvenienze passive e accantonamenti, rinunciando a lunghi e defatiganti contenziosi, accogliendo contestazioni di addebiti da parte di erogatori accreditati, insomma denigrando il governo precedente e al contempo accontentando gli amici. L'obiettivo è uno solo: dimostrare che la situazione ereditata è peggiore di quanto documentato. Il che presenta due vantaggi: da un lato facilita il raggiungimento di eventuali risultati positivi e dall'altro riduce i conflitti che il rigore di bilancio comunque impone. E così accontentare gli amici, assecondare i poteri che storicamente hanno gestito la sanità , riconoscere addebiti, aiuta ad avere consenso fra i forti a dispetto dei bisogni dei più fragili (ai quali, al contrario, si negano i fondi per i piani personalizzati, vedi la recente riduzione dei finanziamenti alla legge 162). E conferma le alleanze trasversali con esponenti del centrosinistra che mal hanno sopportato le politiche di rinnovamento, che anche nella sanità sono state portate avanti con i risultati che oggi si preferisce continuare a nascondere. Come dice una celebre aria del Barbiere di Siviglia, evidentemente ben amata dall'Assessore Liori , la "calunnia è un venticello" che a poco a poco entra nelle orecchie della gente e stordisce i loro cervelli. Per questo continua con il ritornello dei disavanzi lasciati dalla Giunta Soru. Ma prima o poi anche la Giunta Cappellacci dovrà rendere conto, innanzi tutto ai tavoli ministeriali. E lì il venticello dovrà confrontarsi con la concretezza dei numeri. E il centro-destra non potrà contare sul governo amico, anche perché fino a ora il Governo amico ha dimostrato di fregarsene della Sardegna. (Renato Soru e Nerina Dirindin – www.sardegnademocratica.it)
Di pig (del 15/03/2010 @ 15:15:15, in politica, linkato 1165 volte)
In vista delle prossime amministrative, il quadro che si va delineando, a livello regionale, è quanto mai caotico. Nel centro-destra, mentre da una parte (vedi Pdl) si vorrebbe imporre la stessa alleanza che attualmente sostiene il governo della Regione, dall’altra (vedi Psd’Az e Udc) si è richiesto di avere le mani libere e lasciare che a decidere siano i singoli territori. La posizione del partito dei 4 Mori non è stata criticata solo dal centro-destra, ma anche da qualche forza politica del centrosinistra, che si è adontata per i contatti avuti dal Pd col Psd’Az e altri alleati “esterni” alla coalizione tradizionale. Questa presa di posizione ha letteralmente fatto andare in bestia il segretario nazionale del Partito sardo d’Azione, Giovanni Colli, che ha così replicato: “E' quanto meno paradossale e di cattivo gusto che la coalizione di centrosinistra, impegnata da molti mesi in una finta discussione sui candidati e sui programmi, cerchi l'unità attaccando il Partito sardo d'Azione che di quella coalizione non fa parte. Ed è ancora più sconcertante che gli attacchi giungano da cespugli che si definiscono partiti, e che devono ancora dimostrare la loro esistenza ed il loro radicamento nel territorio. Solo il Pd – ha proseguito Colli - ha avuto un comportamento coerente rispetto alle intese che ci sono state in passato, mentre gli altri seguono logiche ideologiche. Siamo di fronte ad un maldestro tentativo di spostare l'attenzione su di un problema che non esiste, per coprire la realtà, che vede i piccoli partiti della coalizione di centrosinistra dilaniati dalle divisioni. Gli accordi, infatti, quando nascono dalla litigiosità, potrebbero forse servire a vincere le elezioni ma non a governare bene, e quella coalizione poco durerebbe al governo del territorio. Noi ribadiamo, ancora una volta, che se accordi ci saranno, e sottolineo se, saranno frutto di intese territoriali sui programmi, e non di intese politiche che non sono percorribili con un raggruppamento di partitini che non riescono ad andare d'accordo su nulla, ma che dimostrano, ancora una volta, di voler chiudere un accordo in nome della spartizione delle poltrone. Il Partito sardo d'Azione – ha concluso Colli - ha dimostrato nelle amministrazioni (vedi Nuoro ed Ogliastra) ed anche in precedenti appuntamenti elettorali, come nelle regionali del 2004, che in nome delle idee e dei programmi ha fatto a meno delle poltrone, guardando esclusivamente allo sviluppo dei territori della Sardegna. Il Psd’Az punta alle intese territoriali sui programmi, qualcun'altro alla quantità di candidati presidenti". Intanto i nove partiti dell'alleanza di centrosinistra (il numero non deve trarre in inganno perché dal punto di vista della consistenza elettorale molti contano come il due di picche. ndr), nonostante le lotte intrestine, si presenteranno uniti (e ci mancherebbe altro!) alle elezioni provinciali e in quelle dei comuni con oltre 15 mila abitanti. E' previsto che vengano candidati presidenti e sindaci uscenti, in base a una valutazione espressa dopo il giudizio di appositi tavoli programmatici provinciali. In caso non si arrivi a candidature unitarie, la scelta verrà fatta tramite le primarie di coalizione, il cui regolamento verrà approvato dalla coalizione entro il 20 marzo. Sono alcuni tra i punti fondamentali del documento, approvato dalla coalizione di centrosinistra, che si è riunita nella sede del Partito Democratico, a Cagliari. All'incontro hanno partecipato i segretari dei partiti che compongono la coalizione "vecchio stampo", o giù di lì: Pd, Italia dei Valori, Federazione della Sinistra (Prc-PdCi), Sinistra, Ecologia e Libertà, Partito Socialista, Unione Popolare Cristiana, Verdi, Rossomori, Alleanza per l'Italia. "Nel corso del vertice sono stati compiuti dei passi significativi - ha dichiarato il segretario regionale del Pd, Silvio Lai - perchè si è tracciata una strada e avviato un percorso, che ci dovrà condurre sino all'appuntamento elettorale, sia a livello provinciale sia a quello comunale". E' stato anche definito un codice etico, per cui i partiti del centrosinistra si impegnano a non candidare coloro nei cui confronti, alla data di pubblicazione dei comizi elettorali, sia stato emesso decreto che dispone il giudizio o sentenza di condanna, anche non definitiva, ovvero a seguito di patteggiamento per reati di criminalità organizzata o contro la libertà personale e la persona, o delitti di corruzione e di concussione (non sarebbe stato meglio, per ragioni di opportunità, lasciar fuori anche chi è indagato per questi reati? ndr). La coalizione ha indicato quali punti programmatici fondamentali la difesa della Costituzione, e nello specifico i rapporti fra i poteri dello Stato; il tema della giustizia; il federalismo; un nuovo modello di sviluppo per l'Isola; il no al nucleare, il sì alle energie rinnovabili ed alle risorse dell'economia verde. Fin qui i buoni propositi del centrosinistra, che per avere reali possibilità di vittoria è necessario che allarghi l’alleanza. Di questo dovrebbe farsi carico soprattutto il Pd, la forza politica più consistente della coalizione, senza farsi porre veti da “partitini” il cui peso politico è praticamente pari allo zero.
Altre notizie:
Si è svolto, a Samugheo, il primo appuntamento della Conferenza programmatica del Pd, organizzata dalla Federazione oristanese, in vista delle prossime elezioni provinciali. L’incontro-dibattito, dal titolo “Il Pd per le aree interne”, è stato introdotto dal segretario del circolo di Samugheo, Mario Mura, ed aperto dalla relazione del sindaco del paese, Emanuele Sanna. A seguire, una tavola rotonda, con la partecipazione di Salvatore Chighini, componente dell’esecutivo dell’Anci, che ha illustrato il progetto dell’associazione dei comuni “Piano Lavoro Giovani”; di Lino Zedda, sindaco di Baradili e presidente del Consorzio delle Due Giare, il quale ha parlato dell’importanza delle politiche di livello sovra comunale; di Mario Tendas, capogruppo del Partito democratico in consiglio provinciale, che ha posto l’accento sull’importanza delle misure che sostengono le aree rurali (Piano di sviluppo rurale e Gal). Al dibattito hanno partecipato i due consiglieri regionali del Pd, Gianvalerio Sanna e Antonio Solinas; il presidente dell’Assemblea provinciale del Pd, Salvatore Zucca; il consigliere provinciale Giuseppe Deias; ed il candidato a sindaco di Samugheo, per il centrosinistra, Mario Loi. Dal dibattito, assieme ad un giudizio del tutto negativo sull’operato dell’Amministrazione regionale e di quella provinciale, è emersa chiara la consapevolezza del fatto che le aree interne si trovano, da decenni, a dover sopportare gli effetti di uno spopolamento drammatico, che ha conseguenze negative sia per le aree interne (sempre meno presidiate), sia per quelle costiere, che si trovano ad affrontare situazioni di sovraffollamento. Su 377 comuni, infatti, ben 164 (tutti dell’interno) perdono abitanti, a favore dei centri costieri. A fronte di questa situazione, occorrerebbero interventi incisivi sul piano delle infrastrutture, ed investimenti consistenti soprattutto in cultura, formazione, istruzione. Andrebbe favorito il mantenimento sul territorio di una rete di servizi essenziali (quali quelli legati alla salute, alla scuola, ai trasporti), ed introdotti strumenti come la fiscalità di vantaggio. E’ importante, inoltre, dare avvio ad una azione di marketing territoriale, a sostegno delle produzioni locali e delle peculiarità territoriali (dalla cultura all’identità, dalle tradizioni al saper fare, dall’ambiente all’agricoltura, dall’artigianato all’ospitalità, dall’enogastronomia all’edilizia tipica), e di sostegno alle microimprese, non solo nei settori tradizionali ma anche in quelli più innovativi. In chiusura è intervenuto il segretario provinciale del Pd, Gianni Sanna, il quale ha tratteggiato il percorso che attende i democratici oristanesi da qui alle elezioni. Percorso che passa attraverso la formazione di una coalizione in grado di contrapporsi validamente al centro-destra, l’elaborazione di un programma attento ai bisogni delle persone, e la scelta di candidati che, in capo alla coalizione ed in ciascun collegio, possano consentire di ottenere il miglior risultato possibile. A tale proposito, Gianni Sanna ha ribadito che, per quanto riguarda la scelta dei candidati nei collegi, dovranno essere i territori a dire l’ultima parola. Il secondo appuntamento con la Conferenza programmatica è previsto per venerdì 19 marzo, alle ore 17.30, ad Abbasanta, presso l’Agorà multimediale (retro municipio), sul tema “Il Pd per la scuola”. La relazione introduttiva sarà tenuta dal deputato oristanese del Pd, Caterina Pes, cui seguirà una tavola rotonda coordinata dal segretario provinciale, Gianni Sanna. Il consigliere regionale, Antonio Solinas, illustrerà la proposta di legge del Pd “Disposizioni urgenti a favore del sistema educativo della Sardegna”, mentre a trarre le conclusioni sarà Gian Valerio Sanna, consigliere regionale del Pd.
Ancora il Partito Democratico (quanto mai attivo in quest’ultimo periodo), questa volta con il suo Circolo di Oristano e col gruppo consiliare, terrà martedì 16 marzo, alle 11, nella sede oristanese del Pd, in via Canepa, una conferenza stampa sulla “Giornata senza Barriere”, in programma per sabato 20 marzo, alle 10.30, in piazza Eleonora.
Martedì 16 marzo, alle 11.30, nella chiesa di Santa Petronilla, a Donigala, verranno presentati alla stampa i risultati degli scavi e le ricerche effettuate all’interno dell’edificio, che hanno portato al ritrovamento di un nuraghe e di alcune tombe, con degli scheletri ricoperti di calce, di possibile origine medievale. Prenderanno parte all’incontro con i giornalisti, l’assessore provinciale, Renzo Conghe, ed i rappresentanti della Soprintendenza e dell’impresa che ha eseguito i lavori. Per mercoledì 17 Marzo, alle11, presso la sala giunta provinciale è, invece, prevista una conferenza stampa del presidente della Provincia di Oristano, Pasquale Onida, per illustrare gli sviluppi del “Progetto Phoinix — Parco Archeologico dei Fenici”, per il quale è stato attribuito un primo finanziamento ministeriale di ottocentomila euro.
In occasione della “Settimana Nazionale della Prevenzione Oncologica”, la Lilt, Asl di Oristano e comune di Arborea, hanno organizzato per mercoledì 17 marzo, alle 16.30, presso il Museo della Bonifica, ad Arborea, un convegno dal titolo “La prevenzione vince il tumore”. L'incontro ha l'obiettivo di informare i cittadini sulla prevenzione primaria e secondaria dei tumori, sui corretti stili di vita, le sane abitudini alimentari, i comportamenti da evitare e quelli da promuovere, ma anche i periodici controlli sanitari che permettono di intercettare eventuali anomalie. Dopo i saluti del sindaco di Arborea, Bepi Costella, dell’assessore comunale ai Servizi sociali, Erika Pes, del commissario della Asl n°5, Giovanni Panichi, e quelli del presidente della sezione provinciale Lilt, Eralda Licheri, prenderanno la parola il responsabile del Day Hospital oncologico dell'ospedale San Martino di Oristano, Tito Sedda; l'ostetrica del Centro screening della Asl 5, Angela Podda; la referente per lo screening della cervice uterina del Centro screening oncologico di Oristano,Teresina Pirosu.
Di pig (del 13/03/2010 @ 13:15:33, in politica, linkato 884 volte)
"Credo che due brevissime considerazioni si debbano esprimere, di fronte all’appuntamento delle elezioni amministrative di fine primavera. Innanzitutto per dire che il Pd è impegnato a rafforzare l’alleanza di centrosinistra nella Provincia di Oristano. Ad irrobustirla attraverso il proprio contributo di idee, mettendo a disposizione alcuni spunti programmatici, che in queste settimane stiamo andando a definire nei territori con cinque conferenze tematiche: dalle zone interne (ieri a Samugheo) alla scuola ed alla cultura (venerdì prossimo ad Abbasanta) , dall’impresa, lo sviluppo e le infrastrutture alla sanità, dal territorio e la tutela dell’ambiente alla Città-capoluogo. Uno sforzo progettuale indispensabile per mettere le ali a questa provincia ed al tempo stesso per non dimenticarne le radici, per salvaguardarne l’identità. E siamo impegnati ad irrobustirla anche con la predisposizione della nostra lista, con l’individuazione dei candidati di collegio, scegliendo i nostri uomini più rappresentativi, superando i localismi e provando a dare spazio alle leadership naturali dei diversi territori. Lo facciamo ben consapevoli che l’alleanza non è solo il Pd, che c’è una ricchezza che va ben oltre la nostra formazione politica, che vogliamo misurarci con i nostri alleati senza alcuna forzatura, e scevri da ogni presunzione, ma tuttavia persuasi che il risultato finale dipenderà molto dal nostro risultato. In questo senso avvertiamo la responsabilità del nostro ruolo, in questo senso affermiamo la nostra vocazione maggioritaria, per questo motivo mettiamo a disposizione anche una nostra candidatura alla presidenza della Provincia. Disponibili a discutere quelle eventualmente proposte da altri, e determinati a mettere in campo, comunque, quella che risultasse la più forte, la più riconoscibile, la più capace di offrire agli elettori di questo territorio, insieme al progetto che l’accompagna, un’opportunità vera per voltare pagina, per cominciare una nuova storia. Ecco perché riteniamo le primarie, in presenza di una difficoltà a trovare la sintesi, uno strumento adeguato. Nel fare questa considerazione non escludiamo, ovviamente, un’alleanza più vasta di quella che comprende le forze politiche che si riconoscono tradizionalmente nell’area del centro-sinistra. In qualche modo l’auspichiamo. Guardiamo con attenzione a quelle sensibili ad un forte richiamo autonomista ed identitario. E pur tuttavia pensiamo che un’alleanza supponga la condivisione dell’idea che questa Provincia ha necessità di un passo nuovo, e per molti aspetti diverso rispetto al passato, per poter entrare nel circuito degli enti virtuosi, delle pubbliche amministrazioni efficienti, dei soggetti istituzionali capaci di svolgere efficacemente il ruolo di ente intermedio, che valorizza i Comuni, che ne favorisce la cooperazione promuovendone l’Unione. Insomma, che riscatta un territorio ancora troppo marginale nei processi delle decisioni politiche. Evidentemente un’altra storia rispetto a quella di questi ultimi dieci anni. Si, un’altra storia che non è mai troppo tardi per cominciare". (Gianni Sanna - segretario provinciale Pd Oristano)
Altre notizie:
Il premier, parola di chi gli è vicino, «è fuori dalla grazia di Dio» per l’indagine della Procura di Trani. «Non si intercetta il presidente del Consiglio!», ha gridato appena appresa la notizia. Ma il suo umore non sembrava più lo stesso già da diversi giorni. A chi lo conosce, ha fatto impressione la conferenza stampa di via dell’Umiltà. Basti dire che, dopo averla sentita, persino un moderato come Casini, che pure è suo alleato nel Lazio, si è augurato (in confidenza) che questa volta gli elettori non diano ragione al Cavaliere. Ha anche molto impressionato il tono usato giovedì con i quadri romani del Pdl a proposito del «disegno vergognoso». E se, come ha scritto la Velina rossa, nell’ormai famosissimo faccia a faccia dello scorso 5 marzo, il premier si è davvero spinto fino al punto di prospettare al capo dello Stato la pubblicazione in Gazzetta ufficiale di un decreto salvaliste anche senza la sua firma (e si è sentito ricordare chi è il capo delle forze armate)... se tutto questo è vero si può ben comprendere l’apprensione dell’entourage del premier. Infatti anche nel Pdl - e non solo nelle istituzioni e nei partiti dell’opposizione - si guarda con preoccupazione a quanto accade a Palazzo Grazioli. La lettera con cui ieri mattina Berlusconi ha invitato tutti i parlamentari del suo gruppo ad iscriversi ai Promotori della Libertà (Fini e Schifani, non avendo aderito al gruppo Pdl, non l’hanno ricevuta, così come pare anche Tremonti) è stata accolta con un misto di curiosità e inquietudine da gran parte dei destinatari. Come membri del gruppo dirigente, già si sentivano messi in mora. E non solo per la brutta performance delle firme laziali. Bruciava pure il modo in cui martedì erano stati battuti dall’opposizione nell’aula di Montecitorio: il cambio dell’ordine del giorno determinato da tre voti di differenza, col capogruppo Cicchitto in missione e il suo vice Bocchino assente. In questo clima molti dei dirigenti temono che al lancio del nuovo Pdl riveduto e corretto (da Popolo della libertà a Promotori della libertà) possa corrispondere l’azzeramento delle cariche. Probabilmente dopo la convention del nuovo soggetto politico che si terrà entro l’estate a Milano. E, naturalmente, si guarda con preoccupazione ai finiani: decideranno di abbandonare Berlusconi per sempre? (Il Congiurato - l’Unità)
Il presidente del Partito Democratico di Oristano, Salvatore Zucca, ha convocato per lunedì 15 marzo, alle 16, ad Oristano, presso la sede del Pd, in via Canepa, l’Assemblea provinciale del partito, per esaminare il seguente ordine del giorno: 1) Elezione Collegio di garanzia provinciale; 2) Elezione Comitato di tesoreria; 3) Elezioni Amministrative 2010 ed adempimenti conseguenti.
Sempre il Pd di Oristano, insieme alle associazioni di volontariato, ha organizzato per il 20 marzo, in piazza Eleonora, alle 10.30, una “Giornata Senza Barriere”. L’iniziativa è nata per sensibilizzare tutti i cittadini sul problema della mobilità ad Oristano, estremamente difficoltosa per chiunque. L’iniziativa servirà anche per raccogliere materiale fotografico che documenti, nella maniera più dettagliata possibile, ogni situazione che possa impedire il libero movimento, e raccogliere firme per chiedere all’amministrazione comunale di Oristano l’impegno concreto per trovare una immediata soluzione. Durante la mattinata si terrà anche una istruttiva passeggiata ad “ostacoli” per le barriere cittadine.
La Regione ha stanziato otto milioni di euro per le aziende suinicole sarde che operano in zone ad alto rischio di peste suina. Il finanziamento, programmato per gli anni 2009-2012, dovrebbe avere lo scopo di favorire il miglioramento dello stato sanitario degli allevamenti, tutelare la salute pubblica garantendo la sicurezza alimentare, e contrastare il fenomeno del pascolo brado nei terreni pubblici. La Regione sta attuando diverse iniziative per valorizzare le carni suine locali e i loro territori di origine, senza per questo non pensare a garantire la sicurezza di operatori e consumatori. Le risorse finanziarie dovrebbero andare proprio in questa direzione e dovrebbero contribuire ad eliminare la piaga dei pascoli abusivi, rilanciando la qualità dei prodotti sardi e l'allevamento del suino in stato semi-brado.
Di pig (del 06/03/2010 @ 19:45:45, in politica, linkato 1184 volte)
Resta altissima la tensione intorno alla vicenda delle liste del Pdl stoppate e poi riammesse per decreto dal governo. Il Pd sta organizzando per sabato 13 marzo una manifestazione di tutto il centrosinistra contro il decreto. Di Pietro: "C'è la necessità di capire bene il ruolo di Napolitano in questa sporca faccenda, onde valutare se non ci siano gli estremi per promuovere l'impeachment". Bonino: "Il decreto è incostituzionale". Maroni: "Non porta alcuna modifica di norme di legge" ma da "un'interpretazione corretta" alle norme. Il Tar lombardo riammette la lista Formigoni. Lunedì in Camera di Consiglio quello del Lazio. Sull’argomento, questo l’editoriale di Ezio Mauro, direttore de " la Reppublica":
Poiché «la sostanza deve prevalere sulla forma», secondo il nuovo comandamento costituzionale berlusconiano recitato dal presidente del Senato Schifani,il governo della Repubblica ha sanato ieri con una legge di comodo gli errori commessi dal Pdl, che avevano portato all´estromissione di Formigoni dalle elezioni in Lombardia e della lista berlusconiana a Roma. Questo gesto unilaterale compiuto dalla maggioranza a tutela di se stessa può sembrare una prova di forza. È invece la conferma di un´atrofia politica di base e di vertice, che somma un vizio finale alle colpe iniziali, rivelando il vero volto che nei sistemi democratici assume la forza quando è senza politica, e fuori dalle regole che la disciplinano e la governano: l´abuso di potere. Non c´è alcun dubbio che una competizione elettorale senza il principale partito è anomala, e il problema riguarda tutti i concorrenti (non solo gli esclusi), perché riguarda il sistema intero e il diritto dei cittadini di poter esercitare compiutamente la loro scelta, con tutte le parti in campo. Ma se il problema interpella tutti, le responsabilità di questa anomalia - che in forme diverse si è verificata a Roma e a Milano, con firme false e termini per la presentazione delle liste non rispettati - sono di qualcuno che ha un nome preciso: il Pdl. Non c´entra nulla il "comunismo", questa volta, e nemmeno c´entrano le "toghe rosse". È lo sfascio della destra che produce il suo disastro, perché quando la locomotiva della leadership non funziona più, e non produce politica, tutti i vagoni si arrestano, o deragliano senza guida. Ora chi chiede a tutti i concorrenti di farsi carico del problema nato in Lombardia e nel Lazio, con un gesto di responsabilità politica condivisa nei confronti dell´avversario e del sistema, non ha mai nemmeno pensato di assumersi preliminarmente le sue responsabilità, ammettendo gli errori commessi, chiamandoli per nome, prendendosi la colpa. Non è venuto in mente al leader di dichiarare che si attendono le pronunce delle Corti d´Appello e dei Tar chiamati a dirimere con urgenza i due casi, e deputati a farlo, nella normalità democratica e istituzionale, e nella separazione dei poteri. Nulla di tutto questo. Soltanto lo scarico delle responsabilità sugli altri, la tentazione della piazza, la forzatura al Quirinale, l´altra notte, con il Presidente Napolitano, nel tentativo di varare un decreto che intervenisse direttamente sulla normativa elettorale, riaprendo i termini ad uso e consumo esclusivo del partito berlusconiano. Quando il Capo dello Stato si è reso indisponibile a questa ipotesi, la minaccia immediata di due Consigli dei ministri, convocati e sconvocati tra la notte di giovedì e la mattinata di ieri. Una giornata in affanno, per il Premier, anche per il fermo "no" che ogni sua ipotesi di forzatura trovava da parte dell´opposizione, da Bersani a Di Pietro a Casini. Infine, l´abuso notturno del decreto, mascherato dalla forma "interpretativa", che va a leggere a posteriori nella mente del ministro le intenzioni di quando dettò le norme elettorali di procedura, ritagliando a piacere una soluzione su misura per gli errori commessi dalla destra a Roma e a Milano. Le norme elettorali sono materia condivisa e indisponibile per una sola parte in causa, soprattutto quando opera a palese vantaggio di se stessa, sotto gli occhi di tutti, e per rimediare a quegli stessi suoi errori che violando le regole l´hanno penalizzata nella corsa al voto. Intervenire da soli, ex post, con norme retroattive, a meno di un mese dalla scadenza elettorale, scrivendo decreti che ricalcano clamorosamente gli sbagli commessi per cancellarli, è un precedente senza precedenti, che peserà nel futuro della Repubblica, così come pesa oggi nel logoramento delle normative, nella relativizzazione delle procedure, nella discrezionalità degli abusi, sanati a vantaggio del più forte. In una parola, questo abuso pesa sulla democrazia quotidiana che fissa la misura di se stessa - a tutela di ognuno - in passaggi procedurali che valgono per tutti. Al Presidente del Consiglio non è nemmeno venuto in mente di consultare direttamente le opposizioni. Di chiedere un incontro congiunto con i suoi capi, di presentarsi dicendo semplicemente la verità, e cioè denunciando gli errori compiuti dal suo schieramento, assumendosene interamente la responsabilità come dovrebbe fare un vero leader, chiedendo se esiste la possibilità di un percorso condiviso di comune responsabilità per rendere la competizione completa e reale dovunque, nell´interesse primario dei cittadini elettori. Tutto questo, che dovrebbe essere un elementare dovere istituzionale e politico, è tuttavia inconcepibile per una leadership eroica e monumentale, che non ammette errori propri ma solo soprusi altrui, mentre prepara abusi quotidiani. Quest´ultimo, con la falsa furbizia del decreto "interpretativo" (la legge da oggi si applica solo per gli avversari, mentre per noi stessi la si può "interpretare", accomodandola), completa culturalmente la lunga collana di leggi ad personam, che tutelano la sacralità intoccabile del leader, sottraendolo non solo alla giustizia ma all´uguaglianza con suoi concittadini. Anzi, è l´anello mancante, che collega la lunga serie di normative ad personam al sistema stesso, rendendolo in solido oggetto dell´arbitrio del potere: persino nelle regole più neutre, come quelle elettorali, scritte a garanzia soltanto e soprattutto della regolarità del momento supremo in cui si vota. Nella concezione psicofisica del potere berlusconiano, la prova di forza rassicura il Premier, dandogli l´illusione di crearsi con le sue mani la sovranità stessa, fuori da ogni concerto con l´opposizione, da ogni limite di legge, da ogni controllo del Quirinale. Un´autorassicurazione che nasce dal prevalere della cosiddetta "democrazia sostanziale" rispetto a quella forma stessa della democrazia che sono le regole, la trasparenza e le procedure, vilipese a cavilli e burocrazia. Emerge dallo scontro, secondo il Premier, l´irriducibilità del potere supremo, che rompe ogni barriera di consuetudine e di norma se soltanto lo ostacolano, e non importa se la colpa è sua: anzi, da tutto ciò trae l´occasione di fondare un nuovo ordine di fatto, che basa sullo stato d´eccezione, fondamento vero della sovranità di destra. Ma c´è, invece, qualcosa di crepuscolare e di notturno in questa leadership affannosa e affannata che usa la politica solo per derogare da norme che non sa interpretare nella regolarità istituzionale, mentre è costretta a piegarle su misura della sua necessità cogente e contingente, a misura di una miseria politica e istituzionale che forse non ha precedenti: e non può trovare complici. Le opposizioni, tutte, lo hanno capito. Molto semplicemente, un leader e uno schieramento che hanno bisogno di un abuso di potere in forma di decreto anche per poter continuare a fare politica, non possono avere un futuro. (Ezio Mauro – la Repubblica)
Altre notizie
L'assemblea regionale del Pd, riunita questa mattina, ad Arborea, ha approvato il preambolo dello statuto del partito. Nella sua relazione introduttiva il segretario, Silvio Lai, ricordando quello che sta avvenendo, in questi giorni, a livello nazionale (il caos nella presentazione delle liste da parte del Pdl, la norma sulla contestata estensione della par condicio, ecc.), ha sottolineato la necessità del partito di dotarsi di regole, oltre che di ritrovare l'unità, prima interna e poi nella coalizione di centrosinistra, in vista delle amministrative in Sardegna. Lai ha anche annunciato che subito dopo le elezioni nell'isola sarà costituita un'assemblea per la cosiddetta "riappacificazione" tra le diverse componenti del partito, per porre le condizioni necessarie al rilancio del partito, che si candiderà con le forze della coalizione a guidare la regione fra quattro anni. "Senza questa unità – ha detto Lai - è inutile il resto. Dobbiamo dotarci di strumenti per condurre al traguardo un percorso che oggi ha maggiori possibilità di conseguire un risultato elettorale positivo rispetto a dodici mesi fa, con una coalizione che può tornare a essere competitiva, e fermare subito l'onda del centro-destra in Sardegna, contribuendo alla primavera nazionale del centrosinistra".
Un unico polo universitario per la Sardegna centrale. E’ quanto proposto dal sindaco di Nuoro, Mario Zidda, che ha inviato una lettera al sindaco di Oristano, Angela Nonnis, al presidente della Provincia di Nuoro, Roberto Deriu, e a quello della Provincia di Oristano, Pasquale Onida, per discutere della possibilità della creazione di un unico polo universitario, dove far confluire l'esperienza nuorese e quella oristanese. "L'approvazione dell'emendamento all'articolo 7 della Legge regionale del dicembre scorso - ha scritto Zidda - al dì là delle criticità applicativa, chiede un indirizzo rivolto alle amministrazioni locali di Nuoro e Oristano, perché assumano iniziative volte alla creazione di un Consorzio che unifichi, in un unico polo di valenza regionale, l'Università della Sardegna centrale e raccolga in esso le parallele e fin qui separate esperienze di università avviate nei due territori di riferimento". Nella lettera il sindaco di Nuoro sottolinea il favore che la proposta ha ricevuto sia nell'opinione pubblica che fra gli amministratori locali, ma anche la necessità di affrontare le questioni tecnico-giuridiche e politico-amministrative che essa pone. "Pur non essendo tra coloro che ritengono esaustiva l'iniziativa assunta dal consiglio regionale (in assenza di un'iniziativa forte degli organi di governo regionale, attorno a un unico tavolo con le università sarde e gli enti territoriali competenti, che chiarisca in via definitiva la reale volontà e l'impegno di tutti per la costituzione del terzo polo universitario) - ha spiegato Zidda -, sono tuttavia convinto della sua indubbia utilità. Ciò soprattutto se, a partire da tale proposta, nasce un'iniziativa congiunta delle amministrazioni che ponga basi forti per gli atti successivi, che si individueranno come necessari, per giungere a un consolidamento vero della presenza dell'università nei nostri territori, in forme non effimere e collegate ai livelli più ampi di programmazione dello sviluppo delle nostre comunità"
Di greg (del 04/03/2010 @ 15:31:26, in politica, linkato 1866 volte)
L'ex presidente della Regione, Renato Soru, ha smentito le voci su una sua possibile uscita dal Pd, ma ha, comunque, attaccato (in una intervista rilasciata a Renato Zorco, de “Il Sardegna”) il segretario regionale del partito Democratico, Silvio Lai, sostenendo che "…con il 51% delle preferenze non si possono stravolgere le regole”. Sul caso Saatchi ha poi affermato che «…sono sotto processo e finché non sarò assolto non sono disponibile a candidarmi a niente». Questa, l’interrvista integrale:
«Non ho nessuna intenzione di uscire dal Pd perché voglio contribuire al progetto nazionale del partito, ma nella nostra isola il Pd deve essere il "Pd sardo" con un progetto definito che metta la Sardegna al primo posto. Un PD sardo che sappia interpretare la storica aspirazione nazionale dei sardi, attraverso la ridefinizione del sistema di interdipendenze con lo Stato e l'Unione Europea e con la conseguente affermazione di nuove sovranità e responsabilità». «Non ho mai interrotto il mio impegno politico», spiega riferendosi agli incontri organizzati settimanalmente da Sardegna Democratica sul territorio. «Finora ho partecipato poco ai lavori del Consiglio regionale, mi sono impegnato per il rilancio di Tiscali, dove finalmente siamo riusciti a mettere in sicurezza i posti di lavoro a Cagliari e stabilizzare altri 200 lavoratori di società esterne. Ora ho iniziato a ritagliarmi più spazio. La totale assenza di questa amministrazione regionale nell'affrontare la grave crisi economica, la evidente subalternità nel rapporto con lo Stato, e l'emergere di alcuni poteri economici che stanno condizionando la politica regionale devono portare tutti a una maggiore partecipazione e vigilanza». - C'è chi dice che voglia lasciare il Pd e fondare un nuovo partito...
«Sono un dirigente nazionale e un consigliere regionale del Pd. Faccio politica dentro il partito anche se partecipo ad una associazione, in cui cerco di parlare a un'area più vasta di persone che non si riconosce più nei partiti: la politica ha bisogno di maggiori rapporti con la società e luoghi di discussione». - Nel Pd sardo si ripresenta la spaccatura dei tempi di Tramatza. La lettera a Bersani parla di dittatura...
«La nascita del Pd è stata travagliata in tutta Italia, e in Sardegna le difficoltà sono ancora più evidenti. Il segretario Lai, del quale tutti riconosciamo l'importante responsabilità, deve tenere conto della volontà di partecipazione di tutti dentro il partito. È evidente che con il 51% delle preferenze non si possono stravolgere le regole fondamentali, senza mettere a rischio l'adesione di tutti e la necessità di costruire un PD più grande». - Perché non ha firmato la lettera? «Avevo già avuto modo pochi giorni prima di parlare con Bersani». - Condivide l'apertura di Silvio Lai al Psd'Az per le amministrative? «La politica deve essere trasparente: ci devono essere due proposte alternative di governo senza troppi tatticismi. Le alleanze devono nascere da unico progetto per la Sardegna: non si può assieme a Sassari e alternativi a Cagliari».
- È possibile che presentiate candidati alternativi?
«In Provincia di Nuoro le primarie sono state già chieste, e così potrà avvenire anche altrove. Non bisogna avere paura delle primarie. Le persone che portano entusiasmo e volontà sono un arricchimento che non deve andare disperso». - Da paladino dell'energia alternativa che pensa dell'eolico off-shore?
"E' ora che la Sardegna risponda a questa calata di nuovi barbari, proseguendo con decisione la politica già avviata con l'Ente Acque per realizzare in proprio, a beneficio di tutti, gli impianti eolici effettivamente realizzabili". - Caso Santa Gilla: lei è stato uno dei pochi consiglieri a parlare...
«Molti rappresentanti del centrodestra hanno avuto difficoltà a difendere l'idea indifendibile di comprare uffici regionali inutili, quando la Sardegna sta perdendo il lavoro. Se proprio dobbiamo pagare un debito elettorale comprando edifici trasformiamoli in appartamenti per chi ha bisogno». - Cosa pensa di questo centrodestra? Regge?
«Il Pdl e il centro destra hanno persino più problemi del Pd. Lo dimostra l'accoglienza a Fini del tutto inadatta a ricevere la terza carica dello Stato. Cappellacci viene smentito continuamente dal suo Governo, che lo avvisa a cose già fatte, e sottrae risorse già nostre: il governo regionale sta vivendo un momento di sbandamento». - Nel caso remoto di un ritorno alle urne si ricandiderebbe? «Sono sottoposto a un processo che voglio affrontare serenamente: finchè non sarò assolto non sono disponibile a candidarmi a niente». - Ma si è pentito di essersi dimesso?
«Assolutamente no. Credo di aver fatto la cosa giusta nel difendere il programma presentato agli elettori, programma per il quale eravamo stati eletti e legittimati a continuare a governare». (Alessandro Zorco – Il Sardegna)
Altre notizie:
“Se i disabili gravi della Sardegna riceveranno qualche euro in più per i piani personalizzati, dovranno ringraziare una squadra di basket". L'ex presidente della Regione, Renato Soru, dai banchi del Pd in consiglio regionale, è intervenuto polemicamente durante l'esame della legge per integrare con 14 milioni di euro i finanziamenti per la legge 162/98, in riferimento all'intesa raggiunta la scorsa settimana in conferenza dei capigruppo sui lavori dell'aula, per portare con urgenza all'esame dell'assemblea il contributo di 480.000 euro alla Dinamo di Sassari, approvato stamane a tempo di record. "Se la questione dei piani personalizzati dei disabili è finalmente arrivata all'attenzione dell'aula, dopo che l'opposizione aveva cercato di riportarla finora invano anche con una mozione, i disabili lo devono alla vostra esigenza di finanziare una squadra di basket", ha detto Soru, rivolto alla maggioranza di centrodestra, intervenendo dopo i colleghi del centrosinistra che avevano più volte sollecitato incrementi nei finanziamenti a difesa del "modello sardo" rappresentato dalla 162 nell'assistenza ai disabili, e criticato il punto di vista della maggioranza e della giunta Cappellacci. "Credo che si dovrebbe arrivare a 28 milioni di euro, come da noi richiesto,- ha detto Soru -, per dimostrare che la politica sa scegliere se finanziare una squadra di basket o i non autosufficienti". Il centro-sinistra ha , infatti, presentato un emendamento per innalzare a 28.351.000 euro la somma per reintegrare di 1.000 euro il finanziamento a ciascuno dei piani personalizzati presentati. Per la commissione Sanità, Giulio Steri del Pdl, e per la giunta l'assessore alla Sanità, Antonello Liori, si sono espressi contro. L'intervento di Soru è stato più volte interrotto da proteste levatesi dai banchi della maggioranza, e da un battibecco con il consigliere sardista Efisio Planetta, che ha accusato l'ex presidente di offendere l'intera aula. "Interrompermi è ormai diventato uno sport nazionale. Poveretto- ha detto Soru, rivolto a Planetta, è nervoso". Poi, vergognosamente bocciato l'emendamento dell'opposizione per incrementare di oltre 28 milioni di euro i finanziamenti per i piani personalizzati per i disabili gravi della legge 162/98, il consiglio regionale ha approvato all'unanimità una legge cheha aggiunto solo 14 milioni di euro al finanziamento originario previsto nella finanziaria. Prima del voto il capogruppo del Pdl, Mario Dian, arrampicandosi sugli specchi, ha criticato l'intervento dell'ex presidente della Regione, Renato Soru, e ha accusato la minoranza di "populismo e demagogia", sostenendo che”… il problema dell'assistenza ai disabili e dei piani personalizzati non si risolve con l'incremento proposto di 28 milioni di euro” (sic!). Diana ha anche fatto delle precisazioni sulla decisione, in conferenza dei capigruppo, di portare in aula, ricorrendo alla procedura d'urgenza prevista dal regolamento consiliare, i provvedimenti sul contributo alla Dinamo Basket e sugli incrementi al finanziamento per la 162. "Siamo stati costretti a un ricatto morale per portare in aula l'argomento disabili - ha replicato il capogruppo del Pd, Mario Bruno -. Ci sono,infatti, secondo noi, priorità più importanti del basket”.
Il Bilancio sociale 2006/2009 della Provincia di Oristano ed il Piano strategico territoriale sono stati presentati, stamattina, al “Tavolo della concertazione provinciale”, riunito presso l'aula consiliare di via Carboni. Dal punto di vista tecnico, i due documenti sono stati presentati da Cristiana Rogate della Refe di Milano, società di consulenza, che ha collaborato alla redazione del Bilancio sociale. I lavori del Tavolo, ai quali hanno preso parte un nutrito gruppo di sindaci e rappresentanti di enti e Istituzioni ed organizzazioni economiche e sindacali, sono stati aperti dal presidente della Provincia, Pasquale Onida. “Fino dal 2005 – ha detto Onida - abbiamo voluto imprimere un approccio trasparente e maggiormente strategico alla definizione delle politiche per il territorio, con una esplicitazione chiara dei programmi e la definizione aperta e partecipata delle politiche, con la concertazione dei possibili e realistici scenari dello sviluppo locale, anche sulla spinta della grave crisi socio-economica provinciale". Nel dibattito sono interventi, tra gli altri, Antioco Patta,segretario provinciale della Cisl, nonchè coordinatore del Tavolo di crisi; gli assessori provinciali, Pierfrancesco Garau e Mario Olla; Giuseppe Melis dell'Università di Sassari; i sindaci di Ghilarza Stefano Licheri, di Sorradile Pietro Arca, di Laconi Fausto Fulghesu; il segretario provinciale della Cgil, Gianpaolo Lilliu; e il segretario della Lega Cooperative di Oristano, Claudio Atzori.
Il consiglio comunale di Oristano è stato convocato per martedì 9 e giovedì 11 marzo, alle 17.30, per la discussione dei seguenti argomenti: Ordine del Pd su “Costituzionalizzazione del diritto all’acqua, modifica allo Statuto Comunale, cultura e salvaguardia della risorsa idrica”; mozione urgente, sempre del Pd sulla“Soluzione dei problemi legati alla presenza dell’amianto nella scuola media Grazia Deledda di Oristano”; mozione di Giuseppe Sanna Salvatore Nonnis sull’ “Istituzione di una cabina di regia per programmazione eventi e spettacoli culturali”. Interrogazioni urgenti dei Riformatori sullo “Stato di degrado del Cimitero di San Pietro in Oristano” e di Alberto Cauli (An) sulla “Tassa Consorzio di Bonifica ai cittadini di Oristano”; mozione dei consiglieri Denti-Puddu-Obinu-Marras-Vacca, sulla “Politica di prevenzione e contrasto del fenomeno del randagismo”; Piano di Zona Torangius – Retrocessione area Lai Bruno; approvazione regolamento per la concessione e l’uso dei telefoni cellulari per uso istituzionale; mozione urgente del Pd sull’“Adozione atto del Consiglio Comunale relativo all’approvazione dei criteri generali in materia di ordinamento degli uffici e dei servizi”.
Primo incontro, ad Ales, sulla programmazione delle attivita' di pianificazione forestale per il territorio dell'Arci-Grighine. All'appuntamento hanno preso parte l'assessore regionale della Difesa dell'Ambiente, Giuliano Uras, e numerosi amministratori locali, oltre a semplici cittadini. I Piani di distretto, nei quali ricade il distretto territoriale dei ventuno comuni dell'Arci-Grighine, - si legge in una nota - sono uno strumento di programmazione territoriale, con la quale la Regione sperimenta un percorso di pianificazione innovativo per il settore forestale regionale. Per rendere ottimale l'attività di conoscenza e pianificazione è stata avviata un'indagine conoscitiva di base rivolta alle istituzioni e ai cittadini del territorio. Sono stati molteplici gli elementi oggetto del questionario che sono stati portati all'attenzione dei soggetti interessati. L'incontro è servito a portare all'attenzione della comunità i primi parziali risultati dell'indagine, e a tracciare una linea di percorso di massima, che sarà possibile integrare, o modificare, proprio grazie al coinvolgimento delle amministrazioni locali. Le ipotesi formulate nel corso dell'illustrazione del lavoro sono tutte finalizzate a garantire un utilizzo mirato e ottimale delle risorse forestali del territorio. Nel suo intervento, l'assessore della Difesa dell'Ambiente, Giuliano Uras, ha sottolinaeto "…l'aspetto positivo determinato dalla pluralità di soggetti, pubblici e privati, che stanno concorrendo ad avviare questo progetto sperimentale. Il bosco è una risorsa importante di crescita economica del territorio - ha spiegato l'assessore -, e da semplice opportunità può diventare una prospettiva certa di sviluppo, perchè abbiamo tutte le competenze per portare avanti questo progetto". L'assessore ha sottolineato anche "…l'aspetto positivo e sinergico dell'integrazione del progetto con i sette parchi regionali". Tra le significative opportunità che possono dare un valore aggiunto al distretto forestale dell'Arci-Grighine, c’è quella di sovrapporre il processo di elaborazione del Piano di distretto con la possibilità di accreditare il proprio territorio nel circuito delle foreste modello per l'area Mediterranea. La Regione ha aderito, infatti, al protocollo di intesa per la costruzione della Rete Mediterranea, anche grazie alla partecipazione al progetto di cooperazione europea Med Foret Modele.
Santa Giusta sarà il primo comune, in Sardegna, ad avviare un progetto pilota sulla raccolta a domicilio dell'olio di frittura alimentare. Il progetto è stato illustrato dagli amministratori comunali e dai responsabili della società Asa che effettua il servizio di raccolta differenziata dei rifiuti. Il sindaco, Antonello Figus, ha spiegato che sarà distribuito a tutte le utenze del paese un contenitore per la raccolta e che, periodicamente, l'azienda incaricata passerà per il ritiro. Particolari esigenze saranno gestite attraverso il nuovo ecocentro, dove ci si potrà rivolgere in caso di necessità, per conferire quantità ingenti d'olio. Il progetto vuole evitare un uso non corretto dell'olio di frittura che spesso causa seri danni all'ambiente.
La Federazione provinciale del Pd di Oristano ed il Circolo di Samugheo hanno organizzato, per venerdì 12 marzo, alle 17.30, presso il comune di Samugheo, una conferenza-dibattito su “Il Pd e le aree interne”. La relazione introduttiva sarà tenuta da Tore Cherchi, presidente dell’ Anci, mentre Emanuele Sanna, sindaco di Samugheo, coordinerà una tavolo rotonda tra amministratori locali e rappresentanti istituzionali. Trarrà le conclusioni Gianni Sanna, segretario provinciale del Pd di Oristano.
Il gruppo comunale Aido (Associazione italiana donatori d'organi) “Mario Fodde” di Cuglieri, con la collaborazione della Asl di Oristano, la Regione, la Provincia di Oristano, l'Ufficio Scolastico Provinciale e il comune di Cuglieri, ha bandito la prima edizione del “Premio Antonio Carta: il bruco e la farfalla”, concorso rivolto agli studenti delle scuole elementari, medie e superiori della provincia di Oristano, sul tema della donazione degli organi. Il Premio, che prende il nome dall'aforisma cinese del filosofo Lao Tze “Quella che bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo chiama farfalla”, è dedicato al giovane cardiochirurgo di Ghilarza, Antonio Carta, scomparso in un incidente aereo, mentre l'equipe medica (composta, oltre che da Carta, da Alessandro Ricchi e Gian Marco Pinna, era impegnata nel trasporto di un cuore pulsante che di lì a poco sarebbe dovuto essere impiantato in un paziente dell'ospedale Brotzu di Cagliari. Il bando, che gli istituti scolastici della provincia hanno già ricevuto, è articolato in tre sezioni, suddivise per fasce d'età. Gli alunni delle scuole elementari possono partecipare con una ricerca o con un disegno, mentre quelli delle scuole medie inferiori sono chiamati a produrre una composizione, in prosa o poesia, o in alternativa una ricerca sempre sulla donazione degli organi. Ampio il ventaglio delle possibilità per gli studenti delle scuole superiori, che possono optare tra la produzione di un blog multimediale per il gruppo Aido di Cuglieri; realizzare un'intervista ai familiari di un donatore d'organi; creare un spot pubblicitario sulla donazione; scattare una fotografia che esprima “il senso della vita”. I vincitori riceveranno come premio materiale didattico cartaceo e multimediale (pc, fotocamere, telecamere), per ciascuna delle sezioni per le quali si concorre. La peculiarità della competizione è che, nello spirito del concorso, l'oggetto ricevuto sarà donato dallo studente o dal gruppo di studenti che si aggiudicheranno il primo premio, alla scuola, in modo che a beneficiarne non siano solamente gli alunni vincitori ma anche i loro compagni e le successive generazioni. La premiazione avverrà nel mese di maggio, in concomitanza con la “Settimana nazionale dei trapianti e della donazione”. Il bando può essere richiesto da insegnanti e studenti che alla segreteria della propria scuola di appartenenza o scaricato dal sito internet www.asloristano.it (inserire nel motore di ricerca interno la dicitura “Il bruco e la farfalla”). La scadenza per la consegna degli elaborati è fissata per il 30 aprile 2010. Per ulteriori informazioni è possibile contattare l'Aido di Cuglieri (0785.39451 - 328.3031655), oppure inviare una mail all'indirizzo aido.cuglieri@yahoo.it.
Nell’ambito della “Disciplina delle Strade del Vino”, la Regione ha riconosciuto sei strade tra le quali “La strada della vernaccia di Oristano”. Tra gli obiettivi dell’Assessorato provinciale alle Attività Produttive di Oristano, rientrano la promozione dell’agricoltura, dell’artigianato, e lo sviluppo e la commercializzazione delle produzioni enogastronomiche di qualità, in un territorio ricco di storia, archeologia e bellezze naturali incontaminate. “Attraverso la “Strada della vernaccia di Oristano” – ha detto l’assessore Renzo Coghe -, si vuole costituire uno strumento che faccia da volano per un’offerta globale di tutto il territorio” . Per questo motivo è stato promosso un incontro con tutti gli operatori del settore eno-gastronomico, agrituristico, alberghiero e della ristorazione, per venerdì 5 marzo, alle ore 16, presso la sala consiliare della Provincia, per la costituzione definitiva de “La strada della vernaccia di Oristano” .
Venerdì 5 Marzo, alle 16.30, nella sala conferenze del Centro servizi culturali Unla di via Carpaccio, a Oristano, sarà presentato il libro “L’agabbadora – La morte invocata” di Giovanni Murineddu. L’opera sarà presentata dal professor Salvatore Zucca. L’iniziativa è del Gruppo Albatros. Sempre all’Unla, venerdì 12 marzo, alle 17, si terrà l’incontro “Tracce Templari nella Curatoria di Guilcer del Giudicato di Arborea”, a cura di Raffaele Manca del Gruppo Storico Medioevale di Norbello. L’ingresso è libero.
Per la giornata dell’8 Marzo, il Centro servizi culturali di Oristano (Unla), l’Associazione culturale pARTIcORali, la Compagnia teatrojazz Hanife Ana, in collaborazione con la libreria Mondadori, presentano “8 marzo – Dei venti, la rosa”, alle 18, preso il Centro servizi culturali, in via Carpaccio, ad Oristano. Questo il programma della serata, dopo l’introduzione di Susan Ecca e Silvana Cintorino. Audiovisivo a cura del Centro Servizi Culturali, con Susan Ecca e Savina Dolores Massa che proporranno “Intervista a Maria”, di Clara Gallini (lettura di brani tratti dall’intervista realizzata nell’ottobre 1979 dall’antropologa Clara Gallini a Maria, anziana donna di Tonara). L’intervista sarà intercalata da letture poetiche di donne “dal mondo”: Norma Trogu legge Alfonsina Storni (Argentina); Sonia Atabieva legge Anna Achmatova (Russia); Shkanelly Ramos legge Carmen Boullosa (Messico); Anna Lin legge Bing Xin (Cina). Drammaturgia a cura di Savina Dolores Massa – Hanife Ana. Conclusioni : “Menopausa io?” di e con Norma Trogu.
Di pig (del 02/03/2010 @ 21:30:25, in politica, linkato 1165 volte)
Che tra il presidente della Camera, Gianfranco Fini, e il premier Berlusconi e il Pdl, il feeling si sia notevolmente assottigliato, sfiorando lo zero, è cosa ormai notoria. Da tempo, infatti, quale che sia l’argomento in discussione, Fini prende le distanze non solo dalle estemporanee esternazioni del presidente del Consiglio ma, in generale, anche dall’attuale modo di intendere la politica da parte del Pdl. Coma a dire: “Badate bene che questo lo ha pensato, lo ha detto, lo ha fatto Berlusconi, col quale io non ho niente a che vedere”. Due modi chiaramente distinti, e nettamente diversi di interpretare la politica, che Fini rimarca con certosina puntualità. Tanto per non smentirsi, il presidente della Camera lo ha ribadito anche stasera, nella sua visita ad Oristano, dove ha incontrato gli studenti del Liceo classico “De Castro” e presentato il suo ultimo libro “Il Futuro della Libertà”. “Se qualcuno mi chiede - ha detto Fini - se il Pdl così com'è mi piace, credo che la risposta l'abbiano capita tutti”. Parole pesanti come macigni, che certo non devono aver fatto piacere ai Pdl-dipendenti, né a Berlusconi e a tutti i suoi fedelissimi, e che dimostrano, per l’ennesima volta, come il leader di An non perda occasione per sottolineare come sia oramai lontano anni luce dal “berluskonismo” e dall’attuale politica del Popolo della Libertà. Dopo aver fatto riferimento anche alle polemiche che da tempo interessano il Pdl in Sardegna, Fini ha parlato delle forme di dissenso all'interno del partito a livello nazionale. Riferendosi ad un colloquio avuto di recente con il presidente del Consiglio, Fini ha detto che è stato proprio Berlusconi ad affermare come il Pdl non possa avere le rigide regole di una caserma ma, allo stesso tempo, non possa nemmeno diventare una forza politica del tutto ingovernabile. Non si sa se per indorare la pillola, il presidente della Camera ha poi attribuito quanto sta accadendo all’interno del partito al fatto che il Pdl sia ancora in una fase di rodaggio. Fini ha poi aggiunto che “…più una forza politica gode di ampio consenso, e più si è fortemente post-ideologici, tanto più è evidente che non c'è una ortodossia e che ci si trova di fronte a un grande partito liberale di massa”. La vista ad Oristano di Gianfranco Fini è iniziata nel primo pomeriggio. Il leader di An è atterrato con un elicottero, poco prima delle 15, all’aeroporto “Ernesto Campanelli” di Fenosu dove, come educazione richiede, è stato accolto dal padrone di casa, il vicesindaco di Oristano, Andrea Lutzu (stante l’assenza per malattia del sindaco, Angela Nonnis), dal prefetto e da altre autorità della provincia e della regione. Fini si è, quindi, recato al Liceo “De Castro”, che quest’anno compie 150 anni. Accompagnato dal dirigente scolastico, Guido Tendas, il presidente della Camera ha chiesto informazioni sulle attivià didattiche che si svolgono nell'unico liceo classico della provincia. Durante il saluto di benvenuto, Guido Tendas ha sottolineato il forte rapporto della scuola con il territorio, e ha ricordato gli illustri studenti che si sono formati nel liceo oristanese, tra cui Antonio Gramsci, che diede l'esame da privatista alla quinta ginnasio. Nell’incontro con gli studenti, Gianfranco Fini ha detto, fra l’altro, che “…l'attuale legge elettorale va cambiata. Così com'è, la legge non consente, infatti, all'elettore di scegliere una persona da lui ritenuta meritevole di consenso. Attenzione, però, a non pensare che il meccanismo delle preferenze sia una bacchetta magica. È di questi giorni all'attenzione della cronaca la vicenda di un senatore che si è dimesso e che è stato eletto proprio con il meccanismo delle preferenze. A mio avviso, bene sarebbe tornare alla breve esperienza del collegio uninominale, che consente di assicurare uno stretto rapporto tra l'eletto e il territorio". Il presidente della Camera si è poi soffermato sui costi della politica, e ha rimarcato come si debba "…evitare che la politica sia vista come una scorciatoia per il rampantismo sociale". Parlando della disaffezione dei giovani verso il mondo della politica, Fini ha sostenuto che “…la colpa non è dei giovani, ma della politica che si limita spesso a gestire il quotidiano e non sa guardare al futuro. Non si può chiedere loro ha detto Fini - di prendere parte a una politica che guarda troppo spesso al passato e, al massimo, al presente. E allora, ad esempio, è necessario un dibattito sul rapporto tra la politica e le nuove tecnologie. Internet è una grande sfida culturale per la politica. Faccio un esempio: chi mi dice che le notizie elencate da un motore di ricerca siano vere? Una volta esisteva la classica enciclopedia, che era un preciso punto di riferimento per i giovani della mia generazione. Oggi è necessario fare un'ampia riflessione. Purtroppo spesso, però, la politica non affronta i problemi importanti della società. In Francia da due anni si discute sul fatto che il Pil sia ancora il reale parametro di riferimento per misurare il tenore di vita. Probabilmente il Pil è uno dei parametri, non il solo. E' utile ricordare anche, ad esempio, che c'è la qualità dei servizi di cui tener conto". Terminato l’incontro al “De Castro” (dove il presidente ha ricevuto in regalo da studenti e docenti una copia della “Carta de Logu” e quattro libri di archeologia subacquea, vista anche la passione del presidente della Camera, esperto sub, e a testimoniare l'importanza che per Oristano riveste il corso di laurea in Archeologia subacquea), Fini si è spostato al Teatro Garau per la presentazione del suo ultimo libro "Il Futuro della Libertà”. Rispondendo alle domande dei giornalisti, Filippo Peretti de “La Nuova” e di Giuseppe Meloni de “L’Unione”, Gianfranco Fini ha parlato di pensioni, di flessibilità del mondo del lavoro, di immigrazione, di giustizia, e, come detto, anche del Pdl “…un partito a cui sono affezionato e che ho contribuito a fondare. Noi di Alleanza Nazionale ci siamo presi una precisa responsabilità, dando vita a questo nuovo soggetto politico. Lo abbiamo fatto perché credevamo nella logica del bipolarismo”. E poi, come già detto, l’affondo, il colpo di machete, “…se poi qualcuno mi chiede se così com'è il Pdl mi piace, io credo che la risposta l'abbiano capita tutti". Intanto, ai margini della visita di Fini, stava per scoppiare un piccolo caso “diplomatico-istituzionale”. I lanci di agenzia relativi all’arrivo di Fini ad Oristano riportavano, far le altre cose, che il presidente della Camera sarebbe stato ricevuto, com’era logico che fosse, vista l’assenza del primo cittadino, dal vicesindaco della città. Apriti cielo! Pare che nell’apprendere la notizia, i vertici regionali di An siano insorti e abbiamo diramato una nota stampa, nella quale si diceva che Fini sarebbe stato accolto, al suo arrivo ad Oristano, dal senatore Delogu e dal capogruppo del Pdl Diana, considerato che, con tutta probabilità, la visita era stata organizzata da An. Protocollo o meno, comunque la si voglia considerare, a noi, questa, è apparsa una piccola caduta di stile, che sarebbe stato opportuno evitare. Come se non bastasse, al Teatro Garau, nessun posto era stato riservato al sindaco (che, comunque, è sempre il padrone di casa) in prima fila, tant’è che il vicesindaco si è dovuto accomodare nella terza fila di poltrone. L’episodio di per sé non ha niente di trascendentale, ma evidenzia come sia facile, anche per politici avveduti e navigati, perdersi nel classico bicchiere d’acqua. Lo “sgarbo”, evidentemente, non ha fatto piacere al vicesindaco Lutzu, che dopo pochi minuti è andato via.
Ammesso che sia mai esistito davvero al di fuori delle urne elettorali, dopo il caso Polverini il Pdl sembra essersi trasformato in un ex partito. Ieri al suo interno non c’era un solo esponente che non parlasse in qualità di An o di Forza Italia, come se la fusione del marzo scorso non fosse mai avvenuta e nemmeno fossero mai stati alleati, almeno a giudicare dalle considerazioni velenose messe reciprocamente in circolazione dalle due componenti. Tra i post-missini era tutto un lamentarsi contro la poca professionalità degli ex azzurri. Loro che invece, anche quando erano più giovani e militavano nel Fronte della Gioventù, si pensi alle Meloni, agli Augello e ai Rampelli, con le buone o con le cattive non hanno mai mancato una sola tornata elettorale, per un errore banale come quello compiuto nel non presentare la lista per la regione Lazio. E anche di fronte alla smentita diffusa da Palazzo Chigi, tra gli “aennini” non sembrava affatto fugato il dubbio che all’origine della concitazione vissuta nelle ore cruciali di sabato ci sia stato anche l’interessamento telefonico del premier, da Milano, per informarsi sui suoi candidati. Insinuazione che da Forza Italia però rigettano decisamente, invitando a non guardare al quartier generale del Cavaliere, visto che sabato nel capoluogo lombardo c’era anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini, che mentre partecipava ad un convegno, proprio intorno alle undici e trenta, si sarebbe più volte allontanato dal tavolo della presidenza per rispondere a telefonate che sembravano urgenti. Come uscirà il maggior partito italiano da questa vicenda? Il primo segnale di crisi lo aveva dato proprio il fondatore Berlusconi che, oltre a non usare mai la parola Pdl nel recente comizio del Lingotto di Torino, come ha osservato acutamente «Il Foglio» di Giuliano Ferrara, ha anche resuscitato il nome di An per trovare i colpevoli della candidatura Di Girolamo. E non a torto se è vero, come è vero, che venerdì scorso dallo staff del sindaco di Roma Alemanno è partita una serie di telefonate per caldeggiare alle agenzie di stampa il comunicato con cui il senatore del Pd, Francesco Sanna, addossava, tra gli altri, a Maurizio Gasparri il sostegno del Pdl all’ordine del giorno che, più di un anno fa, salvò il seggio al senatore eletto all’estero e che portava la prima firma del senatore De Gregorio. Basterà il Tar del Lazio a salvare il Pdl? (l’Unità)
Altre notizie:
L'esigenza che la Regione si mobiliti subito, per richiedere al governo il reintegro delle provvidenze a favore delle emittenti radiotelevisive locali, e' stata avanzata dal consigliere regionale del Pd, Antonio Solinas, con un'interrogazione rivolta al presidente della giunta, Ugo Cappellacci, e all'assessore alla Cultura, Lucia Baire. Solinas ricorda come il governo nazionale abbia fatto approvare "…un emendamento al decreto legge milleproroghe che, tra le altre cose, sottrae consistenti previdenze alle imprese radiofoniche e alle emittenti televisive locali. Il provvedimento è retroattivo - ha spiegato il consigliere regionale del Pd -, visto che decorre dal 2009, e rischia seriamente di mettere in difficoltà un comparto che occupa, su scala nazionale, circa 1.600 giornalisti". Solinas ha, quindi, sollecitato l'impegno della Regione ad un'azione forte nei confronti del governo e proposto anche un intervento diretto dell'amministrazione regionale, con ulteriori risorse finanziarie in favore delle emittenti radiotelevisive locali, finalizzate al pluralismo informativo e a conservarne l'occupazione.
La destinazione di un’area e un concorso di idee per la realizzazione di un teatro lirico è l’oggetto della mozione, presentata al sidaco e all’assessore alla Cultura, dai consiglieri comunali dei Riformatori di Oristano, Giuseppe Sanna e Salvatore Nonnis. Questo, il testo: “Premesso che la Sardegna usufruisce di un Ente Lirico, come quello di Cagliari, che risulta essere di importanza internazionale, in cui lo scopo principale è quello di divulgare la cultura operistica e concertistica, e la città di Oristano ne rimane esclusa, in quanto non è in grado di poter ospitare, nè un’opera nè un concerto importante, in quanto sguarnita di un struttura idonea; considerato che è l'unica città capoluogo, esclusa dal circuito appena menzionato, in quanto sia Sassari, sia Nuoro, risultano idonei ad ospitare importanti stagioni teatrali; che nella città di Oristano sono presenti numerose associazioni culturali che si occupano di musica, teatro, danza, con una adesione massiccia di persone che partecipano attivamente alle attività e alle discipline che vengono insegnate; che sono presenti enti che si occupano di programmazione ed eventi, sia teatrali che musicali, di alto profilo e con partecipazione di artisti di fama internazionale; vista la presenza di una importante scuola civica di musica, che ha al suo attivo, nel corso degli anni, centinaia di musicisti, molti dei quali hanno proseguito la carriera musicale , anche con lusinghieri successi nazionali; che lo spazio attualmente a disposizione per rappresentazioni teatrali e musicali è ridotto e non consente manifestazioni liriche o concerti di grande respiro e, pertanto, con una limitata capacità di partecipazione di pubblico e , di conseguenza, non possono essere soddisfatte le legittime aspettative della città; propongono al sindaco, alla giunta e all’assemblea di individuare un’area da destinare alla realizzazione di un teatro lirico, e di promuovere, contestualmente, un bando per il concorso di idee per la realizzazione di un teatro che sarà fonte di ricchezza non solamente culturale, ma anche occupazionale. Inoltre attraverso un concorso di idee, si potrà valutare l'ipotesi di un teatro "architettonicamente artistico", abbattendo, così, spese di progettazione, e scegliendo il progetto più consono a far grande la città di Oristano, per dotarsi di un vero e proprio “palcoscenico” degno della storia culturale e musicale della nostra città”.
I docenti del Liceo linguistico, del Liceo sociopsicopedagogico e del Liceo delle scienze sociali “B. Croce” di Oristano, si sono riuniti per discutere delle confluenze dei percorsi di istruzione previste dalla riforma della scuola superiore. A preoccupare i docenti del “B.Croce” è, in particolare, la nuova attivazione del corso del Liceo linguistico presso il Liceo scientifico "Mariano IV" di Oristano. “In considerazione del fatto che l’unico Liceo linguistico attualmente presente a Oristano – si legge in un comunicato - è, per tradizione consolidata e per Decreto Istitutivo del Ministero della Pubblica Istruzione, l’istituto “B. Croce”, e che l’istituzione di un altro indirizzo clone verrebbe a stravolgere l’equilibrio tra le scuole della provincia, i docenti fanno presente le anomalie alla base di questa presunta “nuova istituzione”. Il nostro Liceo linguistico è nato nel 1992 in base alla sperimentazione Brocca ed è stato per anni l’unico Liceo linguistico “Brocca” della provincia, seguito molti anni più tardi dal Liceo linguistico di Ghilarza. Esistono presso il nostro Istituto un’esperienza pluridecennale e una professionalità nell’insegnamento delle lingue che negli anni si è rivolta a un’utenza eterogenea, proveniente dalle varie scuole della provincia. Da anni – si legge ancora nel comunicato - l’Istituto “B. Croce” rilascia il diploma di Liceo Linguistico ai sensi del DPR 419/74 e del Decreto istitutivo del Liceo medesimo; altrettanto non si può dire del Liceo scientifico “Mariano IV” che ha semplicemente attivato nel corso degli anni delle mini sperimentazioni che non hanno mai rilasciato alcun titolo di Diploma di Liceo linguistico. La Riforma prevede una naturale confluenza dei corsi esistenti nelle nuove proposte: il Liceo linguistico “Brocca” confluisce naturalmente nel nuovo Liceo linguistico mentre il Liceo scientifico confluisce naturalmente nel nuovo Liceo scientifico. Le tabelle di confluenza inoltre vanno interpretate alla luce del profilo professionale in uscita del corso di studi, e ciò conferma ancora una volta che il profilo professionale in uscita previsto dal Linguistico “Brocca” coincide con il profilo del nuovo Liceo linguistico, mentre il profilo professionale in uscita delle sperimentazioni attualmente attivate dal Liceo scientifico “Mariano IV” non è compatibile con il profilo professionale del Liceo linguistico e pertanto non si può parlare, di fatto, di una confluenza naturale delle sperimentazioni medesime ma duna nuova istituzione che non è prevista né a livello ministeriale né ipotizzata a livello provinciale (vedi Conferenza di Servizio dell’Assessore Provinciale del 25 gennaio). Si fa presente che nel recente Convegno “Secondaria per il domani: la sfida dei nuovi regolamenti”, tenutosi a Cagliari il 22 febbraio scorso, il dottor Pietrella, componente della “Cabina di Regia sulla riforma”, ha chiesto al dottor Dutto, Direttore Generale degli Ordinamenti Scolastici (Miur), di salvaguardare le peculiarità territoriali al fine di non creare disguidi e confusione all’inizio del prossimo anno scolastico. Alla luce di quanto sopra esposto- conclude il comunicato -, il Comitato dei Docenti chiede necessari, urgenti chiarimenti, in merito alle autorizzazioni eventualmente emesse per l’istituzione del Liceo Linguistico “Mariano IV” di Oristano”.
L’Assessorato alla Cultura del comune di Cabras, in collaborazione con l'Università degli Studi di Cagliari e la Soprintendenza per i Beni Archeologici per le provincie di Cagliari e Oristano, ha organizzato per sabato 6 marzo, alle 17, presso il museo Civico “G. Marongiu” di Cabras, l’incontro di studio “L’Archeologia per Cabras”. Dopo il saluto delle autorità, si alterneranno vari relatori: alle17.30, Marco Edoardo Minoja (Soprintendente archeologo per le provincie di Cagliari e Oristano), relazione “Verso Mont'e Prama”; alle18, Alessandro Usai (Soprintendenza archeologica per le provincie di Cagliari e Oristano), “Prima di Mont'e Prama: la civiltà dei nuraghi nel Sinis”; alle 18.30, Carla Del Vais (Università di Cagliari – Curatrice del Museo di Cabras) e Anna Chiara Fariselli (Università di Bologna), “I nuovi scavi nella Necropoli Settentrionale di Tharros (S.Giovanni di Sinis, Cabras)”; alle 19, Carla Del Vais (Università di Cagliari – Curatrice del Museo di Cabras) e Ignazio Sanna (Soprintendenza Archeologica per le provincie di Cagliari e Oristano), “Ricerche e scavi subacquei nella laguna di Mistras (Cabras)”.
Prosegue il Corso di formazione alla politica, promosso dall’osservatorio socio-pastorale della diocesi di Oristano, dal Meic (Movimento Ecclesiale di Impegno culturale) e dal Movimento politico per l’Unità, con la collaborazione attiva dei giovani riuniti nella Consulta comunale di Oristano e di iscritti a vari schieramenti politici e a diverse associazioni. Venerdì 5 marzo, alle 18, presso l’auditorium San Domenico, in via Lamarmora, ad Oristano, Gian Mario Demuro, ordinario di Diritto Costituzionale all’Università di Cagliari, interverrà sul tema “Europa dei popoli? Indipendentismo, Federalismo, Regionalismo”. L’incontro è, come sempre, aperto a tutti.
Di pig (del 25/02/2010 @ 21:15:48, in politica, linkato 1139 volte)
Dal consigliere regionale del Pd, Gian Valerio Sanna, riceviamo e volentieri pubblichiamo: “Puntuale come un congegno a orologeria, il giorno dopo la discussione della mozione sugli affari immobiliari della Giunta Cappellacci, di cui sono stato relatore in Aula, “L’Unione Sarda”, giornale sempre più inguardabile, ha innescato e fatto esplodere la rappresaglia con un articolo su aspetti personali, in violazione della privacy, e con il solo intento di infamare chi non è “servo” degli attuali padroni della Sardegna. L’infamia sta con gli infami: è la legge di questo momento storico e bisogna rassegnarsi. Ancora più grave è il fatto che chi ha iniziato, e non da oggi, a insultare chi non è in linea con il malaffare o con le trasversalità interessate della mia parte politica è un sito incaricato di delegittimare “gli scomodi”, sito guidato e sponsorizzato da appartenenti al mio partito, che esibiscono perfino e vergognosamente il simbolo del PD, e per i quali provo solo un sentimento di pietosa commiserazione. Dopo il fuoco “amico”, ecco alcuni giorni dopo il fuoco nemico, puntuale e miserevole nella sua pretesa di rendere un’informazione indipendente. Lo scandalo, per il quotidiano della Giunta regionale, sarebbe dunque aver partecipato a un concorso? Ebbene sì. Rivendico la libertà di qualunque altro cittadino: ho partecipato a una selezione (e non a un concorso) per l’ammissione al concorso per dirigenti, avendo i requisiti, i titoli e la libertà di farlo. Ho voluto fare un’esperienza uguale a tanti altri cittadini normali, senza peraltro avere alcuna pretesa di poter riuscire, perché antepongo sempre il mio dovere quotidiano a qualunque altra attività. L’ho fatto perché non ho nessuna incompatibilità, non ho ritenuto neppure di informarne i miei familiari, e penso ogni giorno che la politica è solo una parentesi nella vita e che è necessario pensare che finirà e bisognerà, dunque, tornare al proprio lavoro. L’ho fatto ancora perché non ho mai pensato alla mia carriera lavorativa utilizzando leggi ad personam, come negli anni passati hanno fatto tanti dirigenti di enti e della Regione che sono diventati tali per legge e non per concorso. L’ho fatto perché quando ero al Governo regionale ho rinunciato più volte a sostenere concorsi nel mio ente, persino potendo usufruire della riserva di legge, perché ho inteso far prevalere il senso delle istituzioni e la mia formazione morale rispetto a qualunque possibile vantaggio. Ma agli infami non interessano né i valori né i principi. Essi ragionano solo di affari e di privilegi, spesso o quasi sempre sulle spalle dei cittadini onesti, e quando non sono al potere amano formare congreghe di collaborazionisti, per servirsi alla tavola imbandita di chi comanda. Sono quelli che non pensano che le diversità siano una risorsa, ma roba da combattere, anche se ha la stessa tua maglietta. Dopo questo ulteriore atto di viltà mi sento nettamente più rafforzato nell’idea che, per essere autentici servitori dei sardi, è fondamentale essere uomini liberi, a qualunque prezzo, anche a quello che i potenti di oggi hanno pensato di somministrarmi. Peccato per loro! Sono libero e resterò libero di dire quello che penso e, soprattutto, quello che riterrò giusto nell’interesse generale dei sardi. Purtroppo questa esperienza di centrodestra gode di evidenti protezioni nella informazione, perché chi fa certa informazione fa anche altro, e, dunque, per questi l’informazione racconta ai sardi non la verità, ma la falsa rappresentazione della realtà, così da distrarre la società mentre, all’incasso delle cambiali elettorali, qualcuno lucra sulla pelle e con i denari dei sardi. La cornice che tiene insieme questo sistema ha più listelli, e perciò Cappellacci ha un bel da fare per tenere insieme il quadro, ed è per questa ragione che in un anno di governo non ha combinato nulla e ha raccolto solo figuracce. A posteriori sono contento persino di non aver superato la prova selettiva, perché non mi sarei mai perdonato se gli “infami del quartierino degli affari” avessero anche solo potuto sospettare che avessi ottenuto quel risultato con il sistema a loro ben noto, ovvero con la disonestà!". (www.gianvaleriosanna.it)
Di pig (del 22/02/2010 @ 19:30:09, in politica, linkato 1832 volte)
Resa dei conti a primavera con la squadra del cavaliere. Il «grande limite» della Sardegna? «I sardi». A sostenerlo non è un lumbard xenofobo col fazzoletto verde, ma il governatore della Sardegna, Ugo Cappellacci, nella registrazione di una conversazione telefonica a tre con Denis Verdini, coordinatore nazionale del Pdl, e il suo sodale Riccardo Fusi, imprenditore toscano a caccia di appalti, entrambi indagati nell` inchiesta sull`Appaltopoli della Protezione civile per corruzione. Altrettanto esplicito il sottosegretario Guido Bertolaso, che si dichiara sardo d`adozione, ma a suo cognato Francesco Piermarini, che gli parla della protesta dei maddalenini per il trasferimento del G8 a L'Aquila, commenta: «Imbecilli». Due episodi che hanno fatto ulteriormente montare la fronda nel Pd sardo contro Cappellacci e contro il partito «romano», che considera l`isola come una colonia sottomessa, lascia senza risposte la crisi industriale, stralcia i fondi per la strada Sassari-Olbia, anelata da decenni, mentre promette oltre 100 milioni a Sergio Zuncheddu, imprenditore edile e proprietario dell`Unione Sarda e del Foglio, per comprare i suoi palazzi da destinare a uffici regionali. Leader dei dissidenti non è uno qualunque, ma un pezzo da novanta come Beppe Pisanu, democristiano di lungo corso molto potente ai tempi della segreteria Zaccagnini, poi passato con Forza Italia e nominato ministro dell`Interno nel precedente governo Berlusconì. Oggi Pisanu, sassarese, è un semplice senatore escluso dal giro berlusconiano, perché nel 2006, nella notte in cui si profilò la vittoria di Prodi per un soffio, a quel che raccontarono le cronache respinse la richiesta di Berlusconi di annullare le elezioni. Qualche giorno fa a Oristano, Pisanu ha organizzato l`ennesimo incontro tra i dissidenti, tra cui figurano undici consiglieri regionali su 31, l`ex presidente della Regione Mauro Pili, il sindaco di Cagliari Emilio Floris e molti dirigenti locali non di secondo piano. Tutti non ne possono più del governatore di cartapesta, tirato fuori un anno fa dal cilindro berlusconiano per battere Soru in alternativa a Floris, e di Romano Comincioli, l`uomo che gli detta l`agenda e a proposito del quale Berlusconi disse: «Sono meglio di Caligola, ho fatto senatore il mio asino». Il percorso di Pisanu sembra ormai già segnato verso l`abbandono del Pdl per approdare al progetto del grande centro finian-casiniano, di cui l`incidente del dicembre scorso al Duomo ha rallentato il corso. Si tratta di vedere se e quanti seguiranno l`ex ministro precipitato nelle grazie del Capo-Padrone appena pronunciò il suo primo «no». Nel frattempo, la prossima primavera si vota in tutte le province sarde e i sondaggi sono cupi per la destra. Al nefasto Cappellacci, reso più evidente della crisi industriale e dalle promesse fatte personalmente un anno fa da Berlusconi e non mantenute, si è aggiunto lo scandalo del G8 che ha dato la perfetta immagine della Sardegna vissuta come eterna terra di conquista dei più spregiudicati comitati di affari. E si sa, tra i «grandi limiti» dei sardi non c`è la memoria corta. (Alberto Statera - la Repubblica)
Altre notizie:
La nomina della segreteria politica, le elezioni amministrative e la conferenza programmatica. Sono i principali argomenti affrontati dalla direzione provinciale del Partito Democratico di Oristano. Il segretario provinciale, Gianni Sanna ha reso noti, ufficialmente, i componenti dell’esecutivo politico provinciale che lo affiancherà durante il suo mandato di segreteria. Ne fanno parte, Roberto Scema, che ricoprirà anche l’incarico di vicesegretario e responsabile degli enti locali, Marco Piras, Roberto Marongiu, Anna Ferrara, Selma Bellomo, Emilio Naitza, Ninni Pintus, Toto Piras, Luigi Cossu, Ilaria lochi, Luciano Torrente, Mariangela Massenti. La direzione provinciale del Pd ha espresso un giudizio decisamente critico sull’operato dell’Amministrazione provinciale uscente, ed ha evidenziato i grandi limiti che hanno caratterizzato l’operato dell’ente nel governo del territorio e nella gestione delle sue risorse. Le divisioni e i contrasti che hanno caratterizzato la giunta di Pasquale Onida, hanno segnato il cammino della maggioranza di centro-destra negli ultimi cinque anni, che ha privato la Provincia di preziose risorse e di opportunità: “…inibendo a quelle rese disponibili, in particolar modo dalla precedente amministrazione regionale di centrosinistra – ha dichiarato il segretario provinciale, Gianni Sanna - di essere puntualmente impiegate sotto forma di opere pubbliche e di servizi al territorio”. La direzione del Pd ha poi reso note le linee portanti della proposta politica del partito per il territorio, che saranno oggetto di cinque appuntamenti tematici di approfondimento su zone interne: “Abbiamo puntato sulle tematiche di grande attualità, che vanno dalla scuola, all’ambiente e all’energia, al territorio, alla salute, al lavoro, all’impresa ed alle infrastrutture – ha spiegato Gianni Sanna –, che si svolgeranno in periferia per concludersi con un conferenza programmatica provinciale, in occasione dell’apertura della campagna elettorale per le amministrative della tarda primavera”. La direzione provinciale del Pd, ha inoltre, valutato positivamente l’avvio del tavolo provinciale del centrosinistra, condividendo l’impegno assunto dal centrosinistra, a livello regionale, di presentarsi con una “…alleanza coesa ed un unico candidato in tutte le province , con la individuazione di una candidatura più forte per rappresentare la coalizione, partendo dalla valutazione sulle situazioni locali . “Abbiamo voluto ribadire il valore di un alleanza innanzitutto condivisa con chi ha permesso di sperimentare nell’Isola una stagione di buon riformismo negli ultimi cinque anni – ha concluso Gianni Sanna -, e, tuttavia, aperta a quanti si renderanno disponibili a percorrere in modo limpido rispetto al passato percorsi diversi, capaci di restituire a questo territorio un futuro che è stato finora negato”. La direzione del Pd ha poi avanzato la candidatura del Pd alla presidenza della Provincia, da condividere con le altre formazioni politiche al tavolo provinciale e, al tempo stesso, ha indicato, a fronte di altre legittime candidature, il ricorso a primarie di coalizione, per individuare la soluzione più forte e rappresentativa ad incarnare la proposta alternativa di governo del territorio, rifiutando energicamente che, questa volta, la designazione del candidato possa essere imposta dall’esterno senza essere condivisa. Per questi motivi è stata ipotizzata, per la selezione della candidatura del Pd alla presidenza della Provincia, un percorso interno trasparente ed ampiamente condiviso, che dovrà coinvolgere l’assemblea provinciale ed i circoli, e che sarà regolamentato dalla stessa assemblea provinciale nella sua prossima adunanza. La direzione provinciale, infine, ha confermato l’impegno affinché la lista dei candidati nei ventiquattro collegi della provincia sia redatta secondo il criterio della maggiore rappresentatività del candidato, nell’ambito del contesto territoriale sovracomunale, suggerendo ai circoli di riferimento, ove possibile, l’individuazione di amministratori locali. E’ stato anche confermato l’impegno nella formazione delle liste per il rinnovo delle amministrazioni comunali, con l’obiettivo di favorire la formazione di liste civiche, che vedano impegnati simpatizzanti, iscritti o semplicemente elettori del Partito Democratico, anche attraverso un significativo ricambio generazionale ed un implemento del genere femminile nella responsabilità amministrativa degli enti locali territoriali.
Dopo il ravvedimento di Consorzio e Regione, dopo le proteste e le contestazioni generiche, arriva anche la prima bocciatura, motivata e documentata, per la “tassa sulla bonifica”, che il Consorzio di Bonifica dell'Oristanese avrebbe voluto far pagare a tutti i proprietari di immobili, compresi quelli urbani. La bocciatura porta la firma dell'Adiconsum, di Cittadinanzattiva e dell'Appc, l’Associazione dei piccoli proprietari di case. Il Consorzio, hanno spiegato i responsabili provinciali delle tre associazioni, non ha alcun diritto di pretendere il pagamento delle trentamila cartelle, già inviate o in corso di invio, a meno che non dimostri a ciascun destinatario il beneficio concreto e specifico di cui avrebbe goduto, se ne ha goduto, la sua casa o il suo terreno, per le opere di bonifica realizzate nell'anno a cui si riferisce la somma richiesta. A sostegno della propria posizione, le tre associazioni hanno citato leggi dello Stato e sentenze della Corte di Cassazione e delle Commissioni tributarie. Proprio alla Commissione tributaria provinciale partirà, entro breve tempo, un ricorso-pilota delle tre Associazioni, che hanno invitato, nel frattempo, i destinatari delle cartelle a non pagare alcunché, e ad avviare, invece, una azione di autotutela con contestazione, intimazione, diffida e messa in mora nei confronti del Consorzio.
Si amplia la gamma di test immunometrici a cui sarà possibile sottoporsi presso il Laboratorio Analisi dell'ospedale Mastino di Bosa. Gli utenti possono, infatti, rivolgersi al Servizio del Laboratorio, aperto dal lunedì al venerdì,dalle 7.30 allen9.30, per effettuare altri 16 esami “speciali” oltre ai circa 25 che già venivano eseguiti in precedenza. Nello specifico, saranno effettuati tutti i test della gravidanza (a quelli già presenti si sommano l'esame per la rosolia e per il citomegalovirus), dell'infertilità e della menopausa, quelli volti a verificare l'eventuale presenza di epatite B, carenze vitaminiche, insufficienze cardiache, renali e respiratorie, di patologie emorragiche, o di anemie e diabete. Con l'ampliamento del pannello di esami “speciali” si completa la gamma dei test di base, i più significativi e maggiormente richiesti, in particolare di quelli necessari a monitorare lo stato interessante. L'innovazione si tradurrà, per i cittadini, in una notevole riduzione dei tempi d'attesa per ottenere i referti; tempi che passeranno da dieci a tre giorni. Fino ad oggi questi esami erano eseguiti ad Oristano: i campioni prelevati a Bosa venivano inviati nel Laboratorio Analisi dell'ospedale San Martino ed era necessario attendere i risultati per un periodo medio di 10 giorni. Con l'avvio del servizio in loco, gli utenti potranno, invece, ritirare i referti in soli due o tre giorni. A breve saranno, inoltre, introdotti nuovi test, che andranno ad ampliare ulteriormente il ventaglio delle analisi che saranno compiute presso il Laboratorio dell'ospedale bosano.
Di pig (del 21/02/2010 @ 20:05:16, in politica, linkato 996 volte)
Rimandato dal governo nazionale amico, il “Piano Casa” della giunta Cappellacci (meglio noto come “Piano Cemento”, visto che secondo alcuni si tratta di una strana mediazione tra elezioni, metri cubi e affari) rischia ora di finire tra i rifiuti riciclati. La Commissione per le petizioni del Parlamento europeo, ha deciso, infatti, di avviare una indagine preliminare per esaminare la petizione contro il “Piano Casa”, approvato dal centro destra, che Renato Soru e Gian Valerio Sanna avevano presentato lo scorso anno a Bruxelles. Una prima e importante risposta per tutti coloro che hanno sollevato dubbi di incostituzionalità su quella contestatissima legge regionale, che peraltro è in netto contrasto con le normative dettate dalla Convenzione europea sul paesaggio, stipulata a Firenze il 20 ottobre 2000”, attraverso la quale l’Italia aveva assunto precisi impegni internazionali per l’attuazione di politiche di tutela dei beni paesaggistici insistenti sul proprio territorio. La comunicazione del Parlamento europeo porta la firma del presidente della Commissione per le petizioni, Erminia Mazzoni: che asserisce di essere “…lieta di comunicare che la commissione che ho l’onore di presiedere – si legge testualmente nella comunicazione – ha deliberato sulla petizione e ha ritenuto le questioni sollevate ricevibili, a norma del regolamento del Parlamento europeo, in quanto si tratta di materia che rientra nell’ambito delle attività di controllo dell’Unione europea. Abbiamo, quindi, avviato l’esame della sua petizione e deciso di chiedere alla Commissione europea di svolgere un’indagine preliminare sui vari aspetti del problema; la nostra commissione proseguirà l’esame della petizione non appena le saranno pervenute le informazioni necessarie”. Un primo passo importante, quindi, per l’ex presidente della regione, Renato Soru, e per l’ex assessore regionale all’Urbanistica, Gian Valerio Sanna, che avevano fortemente contrastato la nascita della legge ed evidenziato sia gli aspetti anticostituzionali, sia le evidenti violazioni al Codice Urbani. Nella petizione, Renato Soru e Gian Valerio Sanna avevano ricordato che la Regione aveva approvato il Ppr, il Piano paesaggistico regionale, attraverso una intesa con il Ministero del Beni Culturali, che attestava la piena conformità del Ppr con le norme disciplinate dal Codice Urbani. In seguito, Cappellacci & company avevano approvato il provvedimento “Disposizioni straordinarie per il sostegno dell’economia mediante il rilancio del settore edilizio e per la promozione di interventi e programmi di valenza strategica per lo sviluppo”. Con quel provvedimento, secondo Renato Soru e Gian Valerio Sanna, era stata disposta, in maniera del tutto arbitraria e anticostituzionale, la soppressione delle norme di salvaguardia del Piano paesaggistico. Nella petizione era stato, fra l’altro, ben evidenziato l’avvio di un chiaro processo di “de-pianificazione” in deroga, che prevede aumenti volumetrici generalizzati dal 20 fino al 40% dei volumi esistenti, anche in aree sottoposte a regime di tutela integrale, nonché delle aree sottoposte a vincolo idrogeologico. Renato Soru e Gian Valerio Sanna avevano, inoltre, denunciato che l’eventuale applicazione sul territorio isolano delle norme dettate dal “Piano Casa”, avrebbe comportato una grave ed irreversibile attività di depauperamento e devastazione del patrimonio paesaggistico tutelato dal Ppr, attraverso la liberalizzazione di svariate lottizzazioni lungo la fascia costiera per ulteriori 6 milioni di metri cubi. Nella petizione, infine, era stato sottolineato l’evidente contrasto tra le norme regionali e le norme statali finalizzate, in particolare, ad arrestare la cementificazione delle coste sarde, ed a promuovere, attraverso il riconoscimento di tutti i centri storici come beni paesaggistici, una concreta politica di valorizzazione di tutto il patrimonio identitario, culturale ed architettonico dei nostri centri urbani. (articolo liberamente tratto da www.gianvaleriosanna.it)
Altre notizie:
Dopo la levata di scudi di tutto il territorio, verranno sospese le procedure di incasso degli oneri di bonifica, poste a carico di circa trentamila residenti nei comuni dell'Oristanese, ai quali in questi giorni stanno arrivando le relative cartelle di pagamento. Lo ha annunciato il commissario del Consorzio di Bonifica, Francesco Pinna. “La decisione - ha spiegato Pinna -, scaturisce dalla volontà dell'assessorato regionale dell'Agricoltura di approfondire meglio i termini della vicenda”. Intanto, questa mattina, il sindaco di Santa Giusta, Antonello Figus aveva chiesto al prefetto di Oristano, Giovanni Russo, di intervenire sulla questione, convocando una riunione con i sindaci interessati e con i responsabili del Consorzio di Bonifica. Numerose, come si ricorderà, sono state (e proseguono tuttora) le proteste contro la “singolare” richiesta di pagamento, attuata in applicazione di un Regio Decreto del 1933, e di successivi atti deliberati dell'ente, approvati dalla Regione. Ora, finalmente, il rinsavimento di Regione e Consorzio.
Secondo il “Sole 24 Ore”, Cagliari è la città del Mezzogiorno con, in media, i redditi dichiarati più alti al fisco nel 2008 (22.226 euro). In base ai dati forniti dal Ministero delle Finaze, Cagliari figura al ventottesimo posto della classifica, precedendo Caserta, prima città del Sud (al 33esimo posto con 21.760 euro dichiarati nel 2008). Ma più che rappresentare un indice di ricchezza reale, questo dato potrebbe, però, significare che è più contenuta l'evasione fiscale, fenomeno ancora molto marcato nel Mezzogiorno, dove il sommerso è assai diffuso. La seconda delle città sarde nella classifica dei redditi è Sassari (complessivamente 75esima), con 18.871 euro. Seguono Oristano, (83esima), con 18.283 euro, e Olbia e Nuoro, rispettivamente all'88esimo e all'89esimo posto,con 18.088 euro e 18.958.
La Federazione provinciale di Oristano e il circolo di Ales del Pd hanno organizzato, per sabato 2 marzo, alle 16, presso il comune di Ales, un incontro-dibattito “Il Pd e la salute”, sui servizi socio-sanitari nel territorio. Ad introdurre l’argomento saranno Gianni Sanna, segretario provinciale del Pd, e Paolo Anardu, segretario del circolo di Ales. All’incontro interverranno Bruno Palmas, presidente regionale di “Salude e Democratzia”, e i consiglieri regionali del Pd, Antonio Solinas e Gian Valerio Sanna.
Nell’ambito delle funzioni attribuite alla Provincia in materia di trasporti sono in atto le procedure per la conversione delle licenze rilasciate precedentemente dalla Provincia di Nuoro. Gli operatori delle aziende che hanno sede legale nei comuni della Planargia e del Sarcidano, passati a far parte della Provincia di Oristano, senza oneri di natura amministrativa o altre spese, dovranno portare presso gli Uffici di viaa Carboni, ad Oristano, le vecchie licenze rilasciate dalla Motorizzazione Civile di Nuoro o il certificato di iscrizione all’Albo della Provincia di Nuoro, per dar luogo alla conversione dovuta per legge e alla conseguente iscrizione nell’Albo della Provincia di Oristano. “E’, questo, un adempimento necessario - ha precisato l’assessore provinciale ai Trasporti, Renzo Coghe -, che coinvolge i titolari di aziende che effettuano trasporti e che sono residenti a Bosa, Flussio, Magomadas, Tinnura, Modolo, Magomadas, Sagama, Suni, Laconi e Genoni.
Parte domani, da Olbia, il Giro di Sardegna di ciclismo. Saranno 126 i corridori che per cinque giorni si sfideranno lungo le strade dell'isola. Tra i probabili protagonisti, Vincenzo Nibali, (Liquigas – Doimo); Alessandro Petacchi (Lampre - Farnese Vini); l'ex tricolore, Giovanni Visconti (Isd – Neri); la coppia dell'Acqua & Sapone, Stefano Garzelli e Francesco Masciarelli; il quattro volte campione del mondo su pista e oro olimpico a Sydney, il tedesco Robert Bartko; l'ex maglia gialla al Tour de France, Thomas Voekler. Due i corridori sardi iscritti: il velocista Alberto Loddo (Androni Giocattoli) e lo scalatore Stefano Usai (Meridiana Kamen Team). La prima tappa, con partenza da Olbia alle 11.30 e arrivo a Bonorva, dopo 144 km, presenta un tracciato piuttosto "nervoso" nelle prime fasi di gara, in cui saranno toccati i territori di Loiri e Azzani, per poi raggiungere il traguardo da Pattada, dopo essere transitati per Anela e Bono. Si tratta, secondo gli organizzatori, di una frazione particolarmente adatta ai velocisti, ma che potrebbe nascondere qualche insidia negli ultimi chilometri. Il 24 febbraio la seconda tappa, Macomer - Nuoro (Monte Ortobene), di 172 km,e, a seguire, la Nuoro-Oristano di 206 chilometri, la Carbonia-Iglesias di 161 chilometri, e la tappa finale, Sant'Antioco-Cagliari, di 140 chilometri. Domani Rai Sport Più trasmetterà un'ampia sintesi, a partire dalle 18, con la telecronaca di Andrea De Luca e il commento tecnico di Silvio Martinello..
Di pig (del 08/02/2010 @ 17:00:17, in politica, linkato 975 volte)
In vista delle elezioni amministrative di primavera nelle otto province e nei comuni, la coalizione di centrosinistra stringe i tempi, puntando a candidature "ampiamente condivise", non escludendo il ricorso alle primarie in assenza di indicazioni unitarie. Questa, l'intesa raggiunta, stamattina, durante il vertice, che si e' svolto nella sede del Partito Democratico, a Cagliari, tra i rappresentanti del Pd, Idv, Unione popolare cristiana, Federazione della sinistra (Prc e Pdci), Sinistra, ecologia e libertà, Partito socialista, Verdi, e Rossomori. La prossima settimana saranno avviati i tavoli politici provinciali "…che lavoreranno sulla base di linee programmatiche regionali già definite, e con una agenda di lavoro che consentirà di completare rapidamente la scelta dei candidati alla guida delle coalizioni". L'impegno della coalizione è quello di presentarsi con un unico candidato in tutte le province e nei comuni "…partendo dalla valutazione sulle situazioni locali e sull'operato dei sindaci e dei presidenti uscenti al primo mandato, da concludere entro febbraio per avviare rapidamente la campagna elettorale nei territori". Ritornando allo sciopero generale di venerdì scorso, secondo la coalizione di centrosinistra "…l'iniziativa di un tavolo politico e istituzionale, che coinvolga profondamente il governo regionale, gli enti locali, le forze sociali ed economiche non è più rinviabile; la Sardegna ha bisogno di non perdere altro tempo. Le 50 mila persone che hanno partecipato alla manifestazione hanno mandato un forte messaggio alla politica, ai partiti e ai soggetti istituzionali. A tutti coloro che hanno responsabilità di contribuire alla vita pubblica, ma in particolare nei confronti di chi ha responsabilità di governo. Al Governo nazionale – ha affermato il centrosinistra –è arrivato forte il messaggio che la crisi non è superata, e che, anzi, nel 2010 colpisce duramente i soggetti più deboli, persone, famiglie, piccole imprese. Alla Giunta regionale è poi arrivato un messaggio di insoddisfazione per le politiche economiche e sociali, per una rappresentanza debole degli interessi dell'isola nei confronti del Governo, per una insufficienza delle proposte in campo per superare la crisi".
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Ed ancora a proposito della drammatica situazione occupazionale in Sardegna, le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto un incontro al Presidente del Consiglio del Ministri, Silvio Berlusconi, per affrontare i problemi della crisi economica in Sardegna, assieme alla Regione. In una lettera al premier, Enzo Costa, Mario Medde e Francesca Ticca, hanno sottolineato la necessità di "…un accordo di programma quadro per rilanciare le attività produttive, e un accordo su un nuovo piano di rinascita che abbia al centro il riconoscimento del principio di insularità". Prosegue, quindi, la mobilitazione dei sindacati confederali, che dopo lo sciopero generale che ha portato 50 mila lavoratori in piazza, a Cagliari, hanno deciso di avviare anche a Roma e Bruxelles gli incontri per portare nelle sedi istituzionali i contenuti della piattaforma sindacale alla base della manifestazione del 5 febbraio. “Continua - si legge in una nota stampa - il pressing sindacale sulla Regione, per aprire immediatamente un tavolo con la Giunta e concertare iniziative e provvedimenti necessari a imprimere una svolta immediata alle politiche di settore, nonchè attivare i rapporti col Governo su importanti partite sindacali, aperte da molti anni e ancora da definire”. Le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil hanno programmato anche un nuovo coinvolgimento dei parlamentari sardi, con i quali i sindacati intendono incontrarsi direttamente a Roma, per rafforzare le richieste da portare a Palazzo Chigi. Una lettera in questo senso è stata indirizzata, nella tarda mattina odierna, ai rappresentanti sardi della maggioranza e dell’ opposizione. Cgil, Cisl e Uil hanno anche inviato una lettera a Giommaria Uggias, unico europarlamentare sardo, per presentargli la piattaforma sindacale sarda e le ragioni di un confronto sempre più necessario con l'Ue. Le segreterie regionali hanno chiesto anche un incontro col vice presidente della Commissione europea, Tajani, al quale intendono illustrare, unitamente alle segreterie nazionali confederali, le problematiche dell'isola di competenza comunitaria, come insularità, energia e trasporti. Nella circostanza i sindacati organizzeranno a Bruxelles una manifestazione di lavoratori e dirigenti sindacali. Intanto, questa mattina, in un incontro con gli assessori regionali al Lavoro, Franco Manca, e all'Istruzione, Lucia Baire, le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil hanno sollecitato un piano di riforme su lavoro, istruzione e formazione professionale, per fronteggiare l'emergenza disoccupazione, oltre a interventi immediati anticrisi. I sindacati hanno chiesto "…un confronto continuativo con i due assessorati e non incontri sporadici", ricordando la proposta condivisa delle tre sigle, ufficializzata nell'assemblea delle rappresentanze del popolo sardo e poi confermata dalla manifestazione di piazza di venerdì scorso.
"Il Consiglio dei Ministri di mercoledì mattina approverà, in via definitiva, dopo il passaggio parlamentare e quello con il Regioni, il provvedimento per i criteri della localizzazione delle centrali nucleari in Italia". L'ha sostenuto il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, intervenendo alla trasmissione “Mattino 5”. "Da quel momento - ha sottolineato Scajola - si avvierà il percorso per cui le diverse imprese interessate potranno concordare e ricercare i territori più adatti". Sui tempi per conoscere dove saranno costruite, il ministro ha risposto che "…quando i diversi operatori privati avranno individuato i territori per loro più conformi, che corrispondono ai criteri di sicurezza, a quel punto credo che ci vorranno circa due anni per iniziare i percorsi autorizzativi”.
La Sartiglia di Oristano su un francobollo. Da venerdì prossimo, il francobollo con le immagini dei Componidoris e della Cattedrale sarà in circolazione e contribuirà a promuovere l’immagine della giostra equestre e quella della città. Il Ministero dello Sviluppo economico ha accolto la richiesta della Fondazione Sa Sartiglia ed ha inserito la giostra equestre nell’elenco annuale di emissione dei valori postali valido per il 2010. Mercoledì mattina il francobollo sarà presentato ai giornalisti dal presidente della Fondazione Sa Sartiglia, Angela Nonnis, dall’assessore alla Cultura, Luca Faedda, dal direttore della Fondazione Sa Sartiglia, Francesco Obino, e dal direttore della Filiale di Oristano di Poste italiane, Paolo Caboni. La conferenza stampa si terrà, come detto, mercoledì 10 febbraio, alle 11, nella sala giunta del comune di Oristano (Palazzo Campus Colonna).
Due importanti eventi musicali, collaterali alla prossima Sartiglia di Oristano, sono stati presentati in una conferenza stampa, alla quale hanno partecipato il presidente della Provincia, Pasquale Onida; gli assessori provinciali Serafino Corrias e Marcello Serra; l’assessore allo Spettacolo del Comune di Oristano, Marzio Schintu; i rappresentanti del “Coro Maurizio Carta” (Erminio Secci, Sergio Serra e il maestro Salvatore Saba) e della Polifonica Arborense (Roberto Irde e il mastro Fortunato Casu). “Questi eventi arricchiscono i già rilevanti aspetti culturali legati alla Sartiglia - ha sottolinea il presidente della Provincia, Pasquale Onida - e questa amministrazione è sempre stata vicina a tutti coloro che sono messaggeri delle nostre tradizioni e della nostra cultura”. Con il proprio patrocinio, la Provincia e il Comune di Oristano sostengono l’impegno della Polifonica Arborense e del Coro “Maurizio Carta”, che hanno aderito con entusiasmo al progetto umanitario internazionale “Ponti e non muri”, sostenuto dall’associazione culturale HumaniorA. “La finalità - ha spiegato l’assessore provinciale, Marcello Serra -, è anche quella di portare aiuto ai bambini orfani di Betlemme, e offrire un sostegno concreto all’orfanotrofio “La Crèche”, che accoglie bambini abbandonati, dai pochi mesi di vita sino ai sei anni. Marzio Schintu, assessore allo spettacolo del Comune di Oristano, ha ribadito la volontà del Comune nel sostenere i momenti culturali che fanno da cornice alla Sartiglia. “Sono eventi importanti - ha precisato Marzio Schintu -, che fanno conoscere il nome di Oristano in ambiti culturali nazionali ed internazionali”. L’assessore provinciale Serafino Corrias ha voluto ringraziare le due associazioni che, di comune accordo, hanno diversificato l’orario di inizio dei concerti di sabato 13 febbraioin modo tale da non sovrapporsi. Due le serate inserite nel programma del Coro “Maurizio Carta”, presentate dal presidente Erminio Secci. La prima è prevista per sabato 13 febbraio, alle 21, al Teatro Garau, “Cantando a Carnevale, omaggio a “Sa Sartiglia”, con la partecipazione del coro sloveno “Oktet Skofije” e dei Tenores di Bitti “Mialinu Pira”, mentre la seconda serata è prevista per martedì 15 febbraio, alle 21, sempre al Teatro Garau, con la “Quinta Rassegna di Cori Tradizionali Sardi”, con la partecipazione del coro “Amici del Canto Sardo” di Sassari e del Coro “Gli Amici del Folklore” di Nuoro. Il presidente della Polifonica Arborense, Roberto Irde, ha invece presentato il “Terzo Concerto Orchestra d’Archi”, in programma per sabato 13 febbraio, alle 19.30, presso la Cattedrale di Oristano, che vedrà impegnsata, sotto la direzione artistica del maestro Fortunato Casu, l’Orchestra Academia della Sardegna, diretta dal maetro Gianmario Cavallaro.
"Progetto Oasi", altro non è che l'unità mobile di strada del Servizio dipendenze dell'Azienda Sanitaria Locale n.5 di Oristano, che domenica 14 e martedì 16 febbraio, in occasione della Sartiglia, stazionerà in piazza Eleonora, ad Oristano, per l'intera giornata, fino a tarda notte, per informare i giovani e meno giovani sui rischi connessi all'abuso di alcolici e superalcolici, sostanze stupefacenti, fumo e rapporti sessuali non protetti. A bordo del camper, un'equipe composta da medici, infermieri e psicologi specializzati nel settore delle dipendenze, sono impegnati dallo scorso mese di luglio in un tour dei centri della provincia di Oristano, da quelli più popolosi alle realtà più piccole, per compiere un'operazione di prevenzione e informazione su fenomeni, come alcol e droghe, che anche nel nostro territorio hanno visto calare l'età del primo approccio, scesa intorno ai 13 -14 anni. La Asl di Oristano ha evidenziato come lo scopo dell’iniziativa non abbia un fine repressivo, di controllo o sanzionatorio, ma semplicemente informativo. In occasione della Sartiglia, come in tutti gli appuntamenti in cui l'unità mobile di strada è presente, l'equipe del Servizio dipendenze offrirà, a chi lo desidera, la possibilità di effettuare, in maniera gratuita ed anonima, i test per alcol e fumo, mirati entrambi a misurare gli eccessi dalle relative sostanze. Inoltre, saranno distribuiti gratuitamente dei preservativi per educare, in particolare i più giovani, al sesso sicuro e protetto, ed opuscoli e brochure sulla prevenzione dei comportamenti a rischio. A chi lo richiederà sarà anche offerta la possibilità di una consulenza psicologica e medica gratuita. Nella provincia di Oristano, in linea con il dato nazionale, si registra il preoccupante fenomeno dell'abuso di alcol concentrato nel fine settimana. Così com’è allarmante il dato relativo al consumo di stupefacenti (in particolare di cocaina ed eroina) e di sigarette: il fumo è, infatti, causa del 35 per cento dei tumori. Da luglio ad oggi, data di avvio del progetto itinerante dell'Asl, sono stati oltre 1.200 i contatti stabiliti dall'unità di strada con le persone che si sono rivolte all'unità mobile in diverse decine di paesi, dove ha fatto tappa il camper: dalla sagra dei vini novelli di Milis (in cui centinaia di giovani si sono sottoposti volontariamente all'alcol-test), alla sagra della polenta di Arborea, e ad altre manifestazioni a Seneghe, Samugheo e Villaurbana.
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