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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Di pig (del 27/04/2008 @ 00:05:29, in politica, linkato 934 volte)
"Ho apprezzato molto l'intervento del Presidente della Repubblica in occasione del 25 aprile. Sono convinto che tutte le istituzioni del nostro Paese dovrebbero condividere lo spirito delle parole espresse dal Capo dello Stato, in uno sforzo ampio e generale teso allo sviluppo e al rilancio dell'Italia". Lo afferma Silvio Berlusconi, leader del Pdl, in una nota. "Era questo anche lo spirito del mio messaggio - aggiunge il Cavaliere - e mi fa piacere constatare come fosse in sintonia con la dichiarazione del presidente della Repubblica". Queste le parole del futuro Presidente del Consiglio, così come riferite dall’Ansa, in occasione della festa della Liberazione, ricordata (seppure con vari distinguo) in tutta Italia, e, in particolare, in tutti i capoluoghi di provincia, di centro-destra e non. In tutti, tranne (c’era da scommetterci) ad Oristano. Questa vergognosa distinzione è stata sottolineata, in un’interrogazione al sindaco, Nonna Abelarda Nonnis, dal capogruppo Pd in consiglio comunale, Peppino Marras.
“Da un po’ di tempo a questa parte è vero che la città non ha molto da festeggiare, e che la sobrietà non guasta, ma dimenticarsi che, in tutta Italia, in questa data si festeggia la Liberazione è forse eccessivo. Navigando in rete, o guardando i tg, si apprende di manifestazioni che ricordano il 63° anniversario della Liberazione. E’ vero che vi sono sfumature diverse da parte delle forze politiche che, soprattutto in questi ultimi anni, hanno arricchito il confronto sul significato che questa data deve avere per il nostro paese, ma tutti hanno sempre concordato che il 25 aprile segna un passaggio importantissimo per la nostra Italia Repubblicana. Oggi, Napolitano, Prodi, Berlusconi, Fini, Veltroni, e tutti i leader del nostro paese, non si sono sottratti a questa ricorrenza. Non molti giorni fa ho letto, con un certo disappunto, dell’indicazione data dal sindaco di Alghero all’orchestra, circa l’inopportunità di suonare, in tale circostanza, la canzone “Bella ciao”. Nonostante questa censura, che non condivido, il sindaco di Alghero, ha ricordato nella sua città questo importante evento, e in questo modo ha onorato tutti quei caduti che sono morti per i valori poi trascritti nella nostra Costituzione. Nella nostra città, che è anche capoluogo di provincia, il 25 aprile non si festeggia. Perché? Il sindaco di Alghero, ieri, mi sembrava ostile a questa ricorrenza; oggi, vedendo quello che succede a casa nostra, mi rendo conto che egli è un paladino della festa della Liberazione, a confronto del sindaco Nonnis. Nonostante tutto, sono consapevole che i problemi della città sono altri, e ricordare degnamente tali date non modifica la difficile, se non drammatica, situazione degli oristanesi, ma spesso i simboli sono indicativi dei valori che ciascuno di noi porta dentro.
Tutto ciò premesso, interrogo il sindaco per conoscere i motivi per i quali, a differenza di tutte le città capoluogo di provincia d’Italia, non ci sia stata nessuna manifestazione a ricordo della festa nazionale della Liberazione”.
(Peppino Marras)
Altre notizie:
L’Assemblea ordinaria dei soci dell’Automobil Club Italiano è stata convocata presso la sede sociale, in via Cagliari 39, ad Oristano, per il 28 aprile, alle 8, in prima convocazione, per l’approvazione del Conto Consuntivo del 2007. In caso di mancanza del numero legale, l’Assemblea si riunirà, in seconda convocazione, il 29 aprile, alle 19,30. I Soci sono invitati ad intervenire muniti di tessera sociale in corso di validità. Il bilancio da approvare è depositato presso la direzione dell’ente, sempre in via Cagliari 39, ad Oristano.
Di pig (del 27/04/2008 @ 18:15:14, in politica, linkato 894 volte)
Sono stati approvati dal Consiglio dei Ministri, nel marzo scorso, due decreti legislativi recanti ulteriori disposizioni integrative e correttive del Codice dei beni culturali e del paesaggio (DLG n. 42 del 2004).
Le modifiche contenute nei due schemi di decreto legislativo riguardano sia la parte Beni culturali, sia quella del Paesaggio. Per i Beni culturali è previsto, in estrema sintesi, un più efficace coordinamento e controllo sulla circolazione internazionale dei beni del patrimonio culturale, la conferma della disciplina sull’illecita esportazione, e la salvaguardia del patrimonio culturale immobiliare di proprietà pubblica nell’ipotesi di dismissione. Le modifiche del Codice riguardanti il Paesaggio muovono dalla considerazione, di recente ribadita dalla Corte Costituzionale, che il paesaggio è un valore “primario e assoluto” che deve essere tutelato dallo Stato, prevalente rispetto agli altri interessi pubblici in materia di governo e di valorizzazione del territorio. Partendo da questo presupposto le novità introdotte dal provvedimento rafforzano la tutela del paesaggio a vari livelli: è stata formulata una nuova definizione di “paesaggio” adeguata ai principi della Convenzione Europea; viene ribadita la priorità della pianificazione come strumento di tutela e di disciplina del territorio; le Soprintendenze dovranno emettere un parere vincolante preventivo sulla conformità dell’intervento ai piani paesaggistici ed ai vincoli così rafforzando la tutela del paesaggio; viene introdotto l’obbligo di rivedere entro un anno i vincoli esistenti, allo scopo di specificare le regole che devono essere osservate in virtù del vincolo; viene prevista l’istituzione di un’apposita struttura tecnica, presso il Ministero, incaricata di assistere i comuni e di intervenire quando necessario direttamente, per la demolizione degli ecomostri. Su un argomento così importante come la tutela del paesaggio è intervenuto, sul suo sito, l’assessore regionale all’Urbanistica, Gian Valerio Sanna, con un lungo articolo, che vi proponiamo:
E’ necessario aprire, con forte determinazione ,un dibattito sulla tutela del paesaggio in Italia, innanzitutto per rafforzare la consapevolezza di tutti sui temi del paesaggio e dell’ambiente ma, soprattutto, per non dividere il paese costruendo artatamente divisioni fra coloro che hanno maggiore sensibilità ai temi del territorio ed altri che devono essere ancora persuasi ad una nuova e più lungimirante visione dell’ambiente. Non è dividendosi che si raggiungerà mai l’obiettivo di politiche serie e concrete di tutela del paesaggio e dell’ambiente. E non sarà così anche perché lo Stato con la proposta di modifica del Codice del Paesaggio, a suo dire necessaria per effetto di una recente pronuncia della Corte Costituzionale, sceglie di tornare indietro, di affidarsi ad un neocentralismo burocratico, secondo logiche che dimostrano la profonda arretratezza culturale dell’apparato statale e in profonda contro tendenza rispetto alle stesse raccomandazioni contenute nella Convenzione Europea del Paesaggio. Va detto innanzi tutto che la sentenza della Corte Costituzionale del novembre scorso conferma e non “restituisce” una competenza che è sempre appartenuta allo Stato e che semmai si può discutere in che modo, in questi ultimi decenni, è stata compiutamente esercitata dagli organi periferici del Ministero. La Sardegna che per prima fra le Regioni di Italia ha ottemperato a quanto il Codice Urbani prescriveva, sa bene che il punto cardinale di riferimento nell’elaborazione del Piano Paesaggistico è sempre stato quello di garantire allo Stato, in virtù della delega assegnata, la migliore e più efficace tutela con riguardo ad una serie di specificità territoriali che proprio la visione regionale ha potuto analizzare. L’introduzione del Codice Urbani nella legislazione nazionale ha proposto, infatti, il coinvolgimento delle Regioni nella costruzione dei Piani Paesaggistici, ovvero piani urbanistici-territoriali aventi valenza paesaggistica, quali strumenti di coordinamento di politiche volte alla migliore tutela ed al conseguimento di reali obiettivi di qualità paesaggistica. Rispetto ad una tutela puntuale sui singoli beni, fino ad allora svolta dalle Sovrintendenze, si è introdotta la tutela dell’intero territorio considerato come un unico bene o meglio come unico contenitore di valenze ambientali, culturali e paesaggistiche. Le Regioni che hanno approvato il Piano Paesaggistico, e quelle che si accingono a farlo, possono dimostrare come gli obiettivi posti dall’articolo 9 della Costituzione siano pienamente realizzati all’interno di questi Piani, ma di più, che le stesse previsioni di tutela spesso vanno ben al di là di quelle che lo Stato aveva posto e proposto con propri provvedimenti. Il caso Tuvixeddu a Cagliari, così come alcune lottizzazioni autorizzate dallo Stato sul litorale di Muravera, stanno a dimostrare come le norme tecniche di attuazione del Piano Paesaggistico della Sardegna conseguano obiettivi più ampi e motivati di tutela e di valorizzazione. Ora, la riforma del Codice proposta, e che vede le Regioni unitariamente critiche sul testo, sembra non prendere atto di quello che è stato fatto nei contesti regionali negli ultimi 4 anni, e ancor meno della necessaria integrazione e collaborazione attraverso l’istituto delle intese fra Ministero e Regioni nelle procedure di attuazione dei Piani Paesaggistici. Al contrario, viene ripristinata la già nota condizione vincolante della Sovrintendenza su ogni intervento di trasformazione territoriale, sottintendendo in questo modo che i Piani Paesaggistici non siano in grado di trovare una naturale ricaduta e coerente recepimento nella pianificazione urbanistica delle Regioni. La posizione del Ministero, da questo punto di vista, non fa nessun passo in avanti rispetto al testo originario del Codice ed anzi si prospetta come una buona ragione per non incentivare le Regioni a varare i Piani Paesaggistici. Secondo questa impostazione ci ritroveremo a dover “contrattare” ogni singolo intervento con gli organi periferici dello Stato secondo una logica tutta da capire, nel senso che, quando si prescinde da una pianificazione coordinata a determinati obiettivi, il disegno che ne viene fuori è privo di costrutto logico, è episodico e spesso incoerente fra intervento ed intervento. Insomma, abbiamo già davanti quello che potrà scaturire da questo dietrofront dello Stato anche nella considerazione che la capacità di intervento pubblico nella tutela non può sottostare alle diverse e discontinue sensibilità dei dirigenti del Ministero che ruotano nelle diverse sedi. Un secondo punto fondamentale di contrasto è quello sulla semplificazione amministrativa. Le procedure contenute nella proposta del Governo sono tali da ledere il diritto dei cittadini a risposte certe e rapide, con una complicazione burocratica che, nel migliore dei casi, produrrebbe risposte non prima di 5 o 6 mesi. Il punto è di semplice composizione e soluzione e, come è stato evidenziato dalla rappresentanza delle Regioni al Ministro, deve dare coerenza al principio di sussidiarietà e leale collaborazione fra Stato, Regioni ed Enti Locali. Così come le Regioni riconoscono la sovraordinazione dei Piani Paesaggistici ad ogni altro strumento di Pianificazione di propria competenza, lo Stato deve concorrere con le Regioni e gli Enti Locali a dare attuazione agli obiettivi dei Piani, nel rispetto delle intese conseguite e delle prerogative delle Regioni in un quadro di modernizzazione dei processi autorizzativi. Ci sono Regioni che possono dimostrare di essere andate assai più avanti dello Stato, nel definire le regole di una moderna tutela del territorio e dell’ambiente, e, forse, la carenza più evidente della Commissione Settis è stata proprio quella di non essersi collegata con una mutata realtà in atto nelle diverse Regioni. Lo Stato da solo ha già dimostrato di non poter garantire un efficace compimento di quanto prescrive l’articolo 9 della Costituzione. La nostra convinzione è che serve portare avanti in Italia una profonda rivoluzione culturale sui temi dell’ambiente, del paesaggio e della buona architettura. E questo è uno dei compiti più alti dello Stato. Uno Stato di “polizia” sui temi del territorio ha già fallito il suo compito, lasciando nel nostro paese infinite scie di scempi ambientali e di abusivismi di ogni genere. Una delle cose più urgenti che si impone, perché i Comuni e le Regioni realizzino veri obiettivi di qualità paesaggistica, sarebbe quella di abolire il sistema di autofinanziamento delle autonomie locali basato sulle imposte patrimoniali, sull’ICI e ogni altro onere di costruzione o lottizzazione, che risultano oramai le più importanti voci di entrata nei bilanci comunali. Quando i Comuni devono finanziare le proprie attività e non dispongono di adeguati finanziamenti dello Stato o delle Regioni è il territorio e la sua capacità di essere trasformato che diventa lo strumento di finanziamento pubblico. In Sardegna, proprio in virtù di tale considerazione, l’approvazione del Piano Paesaggistico ha coinciso con una riforma del sistema delle Autonomie locali, che in tre anni ha aumentato del 43% i trasferimenti della Regione ai Comuni ed alle Province, mentre lo Stato continua a diminuire, anno dopo anno, i flussi di finanziamento. Liberare i Comuni e le Regioni da questa “dipendenza” sarebbe davvero il segno di uno Stato che riconosce, fra le prime dieci priorità della sua funzione, quella di tutelare la terra sulla quale intende far prosperare le generazioni future.
Di pig (del 29/04/2008 @ 01:46:04, in politica, linkato 743 volte)
La difficile situazione in cui si trova il Centro Marino Internazionale di Torregrande è stata al centro dell’attenzione del consiglio comunale di Oristano. Merito del gruppo del Partito Democratico che aveva presentato una interpellanza al sindaco (che è anche presidente del Centro Marino), considerato che da tempo circolavano voci di una possibile, prossima chiusura dell’Imc, pare a causa di difficoltà finanziarie (vedi sul Blog articoli del 20 e 22 aprile). I consiglieri del Pd avevano evidenziato come la situazione all’Imc fosse precipitata dopo il passaggio delle quote della parte privata, la società Mare, dai coniugi Covacci-Vallerga al gruppo Stevelli; come l’indennizzo percepito dal direttore del centro, Cristian Stevelli, per circa 86mila euro non fosse proporzionale alle sue capacità, visto che lo stesso sindaco, Nonna Abelarda Nonnis, aveva dichiarato alla stampa che il direttore non era all’altezza del compito ricoperto; come mai, così come prevede lo statuto, in consiglio comunale non ci fosse mai stata una relazione a riguardo; e quali iniziative avesse in animo il sindaco, in rappresentanza del comune, per scongiurare la chiusura e rilanciare il Centro Marino. Il sindaco, come di solito accadde quando sa poco e nulla sull’argomento, ha cercato di arrampicarsi sugli specchi, sciorinando una confusionaria cronistoria della società, parlando di finanziamenti complessivi di 21,9 milioni di euro; del valore strumentale scientifico per 3 milioni; dei 25 addetti; dei progetti europei e nazionali realizzati, delle pubblicazioni; dell’importanza dell’Imc per la ricerca scientifica. Poi, però, è stato costretto ad ammettere che in questi due anni non è stato fatto alcunché, e che a giugno si parlerà di assetti, carica di direttore compresa (anche se Nonna Abelarda ha dimenticato che la nomina del direttore è di competenza del socio privato). Il sindaco ha poi chiuso il dotto intervento con la solita dichiarazione d’intenti, in rigorosa terza persona, “Il Centro Marino non chiuderà, perché il presidente ha in animo vari progetti, ma visto che non ha ancora ricevuto il conto consuntivo (sic) non si possono fare calcoli, né avanzare sospetti…; appena lo riceverò vi dirò come stanno le cose dal punto di vista dei numeri e dal punto di vista tecnico del bilancio (boh!). Comunque, non c’è paura che chiuda”. Immediata la replica del capogruppo del Pd, Peppino Marras, che ha sottolineato come il sindaco non abbia detto nulla su cosa intenda fare per evitare la chiusura, e salvaguardare i 25 posti di lavoro; come non abbia ipotizzato alcuna seria strategia per uscire dall’impasse; come abbia parlato genericamente di bilancio consuntivo… “ma lei s’immagina se tutti i presidenti di società a livello mondiale, o se lei da sindaco aspettasse di vedere il conto consuntivo per rendersi conto di quello che sta succedendo? Io mi auguro che lei, come sindaco, non si comporti così come si è comportato da presidente del Centro marino Internazionale, perché è vero che la situazione è pessima al Centro Marino, ma è pessima anche in città. Mi auguro, caro sindaco, che lei non aspetti il bilancio consuntivo per avere sentore di quello che sta succedendo; spero che lei sia attrezzata e organizzata in modo da sapere prima quello che deve accadere, perché sarebbe davvero triste e preoccupante se questo fosse il suo metodo di lavoro”. Marras ha chiuso augurandosi che oltre al cambio del direttore, il sindaco valuti l’opportunità di individuare un’altra persona alla presidenza dell’Imc, capace di apportare un contributo importante in termini di idee, che Nonna Abelarda nel suo anno di presidenza non ha assolutamente manifestato. Il consiglio comunale si è poi occupato dell’intitolazione dei campi di calcio di Sa Rodia, con la giunta che ha anticipato, con un’apposita delibera, la mozione presentata da Peppino Marras, intitolando i tre campi ad Ottavio Lombardi. Leonardo Tatti e Giorgio Perdixi. Alla discussione, ricordando la stato penoso in cui versano tutti i campi di calcio della città e delle frazioni, hanno partecipato i consiglieri Varsi, Federico, Scanu, E.Sanna, Serusi, Serra (che ha ricordato come il palazzetto polifunzionale sia stato dedicato, a suo tempo, a Giovanni Paolo II), nonché l’assessore Biddau. Si è quindi passati al dibattito sulla mozione presentata da Francesco Federico, sulla regolare conclusione dell’anno scolastico della scuola civica di musica di Oristano, che aveva dovuto interrompere l’attività per mancanza di risorse. La situazione, come ha osservato il consigliere Marras, pare fortunatamente essersi risolta non solo per la scuola civica di Oristano, ma anche per tutte le scuole musicali della provincia (complessivamente 1500 alunni e 50 insegnanti), grazie all’intervento dell’amministrazione provinciale, che ha anticipato per l’attuale anno accademico parte delle somme previste in bilancio per il prossimo anno. Dopo l’intervento dell’assessore Falconi, la seduta è stata aggiornata alle 18 di oggi.
Di pig (del 30/04/2008 @ 01:37:11, in politica, linkato 545 volte)
La Provincia di Oristano procederà, entro due anni, alla stabilizzazione di una cinquantina di lavoratori che, nell’ultimo triennio, a vario titolo, hanno prestato servizio presso l’ente, e che rientrano nelle norme previste dalle Finanziarie 2007 e 2008. Le figure interessate sono disinfestatori (si tratta di un primo gruppo), agrotecnici, e Co.co.co, che hanno svolto compiti amministrativi e tecnici. L’atto di indirizzo è stato approvato nel corso dell’ultima seduta del consiglio provinciale, che nel condividere il piano e la relazione dell’assessore al personale, Marcello Serra, ha espresso un voto unanime.
I riferimenti normativi, come detto, sono riferiti alle finanziarie nazionali del 2007 e 2008, che hanno previsto la possibilità di stabilizzazione di personale non dirigenziale o con incarichi di nomina politica, che si trovi in una delle seguenti posizioni:
1) con rapporto di lavoro a tempo determinato, considerando il periodo quinquennale intercorrente dal 1 gennaio 2002 al 31 dicembre 2006, che presentino i seguenti requisiti di servizio o di posizione giuridica:
a) personale in servizio alla data del 1 gennaio 2007 abbia maturato tre anni di servizio, anche non continuativo, alla stessa data;
b) personale che maturi tre anni di servizio, anche non continuativo, per effetto di obbligazioni contrattuali assunte e perfezionatesi anteriormente alla data del 29 settembre 2006;
c) personale non più in servizio alla data del 1 gennaio 2007 che abbia maturato tre anni di servizio, anche non continuativo, alla stessa data.
2) con contratto di collaborazione coordinata e continuativa considerando il periodo quinquennale intercorrente dal 1 gennaio 2003 al 31 dicembre 2007, che presentano i seguenti requisiti di servizio o di posizione giuridica:
a) personale in servizio alla data del 1 gennaio 2008 che abbia maturato tre anni di servizio, anche non continuativo, alla stessa data;
b) personale che maturi tre anni di servizio, anche non continuativo, per effetto di obbligazioni contrattuali assunte e perfezionatesi anteriormente alla data del 27 settembre 2007.
“Approvando il dispositivo (stamane l’atto è stato fatto proprio dalla Giunta), il Consiglio provinciale ha apprezzato il metodo seguito dall’esecutivo, di presentare una proposta aperta e lineare su una materia complicata - ha ricordato l’assessore Serra -, che necessita di continue interpretazioni. Nel dibattito, con interpretazioni diverse ma sostanzialmente convergenti con la proposta in discussione, sono intervenuti i consiglieri Peppino Marras PD, Alfredo Stara SDI, Stefano Figus Italia dei Valori, Alessandro Vinci Rifondazione, Emanuele Cera Gruppo Misto, Salvatorangelo Zedda Fortza Paris e Sandro Murana PSd’AZ.
Su proposta del presidente della Giunta, Pasquale Onida, il Consiglio ha anche approvato la modifica dello Statuto della Sogeaor, rendendolo coerente con la nuova Finanziaria.
Sarà l’impresa Maggiori, di S. Arcangelo di Romagna (Rimini), a gestire il servizio di parcheggi a pagamento ad Oristano. Alla gara d’appalto hanno partecipato cinque società, di cui quattro sono state ammesse alla valutazione tecnica. L’offerta della società romagnola è risultata la più vantaggiosa per l’amministrazione comunale di Oristano, che avrà il 21% delle somme riscosse per i parcheggi.
“Oggi la commissione di gara ha provveduto all’aggiudicazione provvisoria dell’appalto – ha precisato l’assessore comunale al traffico e alla viabilità, Ivano Cuccu -. Rimane ancora da verificare la congruità dell’offerta prima dell’aggiudicazione definitiva e dell’avvio del nuovo servizio. Il nuovo appalto avrà una durata di cinque anni – ha proseguito Cuccu -. Confermiamo i livelli occupativi (13 addetti) e gli 851 parcheggi a pagamento, 100 dei quali riservati ai residenti nel centro storico. La novità sostanziale sarà il posizionamento di 45 parcometri che funzioneranno con le carte di credito, con i bancomat e ovviamente con i contanti. Si pagherà per il tempo effettivo della sosta, con un minimo di 20 minuti. Le tariffe sono di un centesimo al minuto. Sono previsti abbonamenti per i parcheggi sotterranei di vico Verdi e via Carducci. Riteniamo che le novità introdotte con i parcometri – ha concluso Cuccu -, con l’utilizzo delle carte di credito e con il costo in base al tempo effettivo di sosta, vadano incontro alle esigenze degli automobilisti, e, allo stesso tempo possano favorire la circolazione nel centro storico cittadino; un fatto molto importante anche per il sistema commerciale della città”.
Di pig (del 30/04/2008 @ 17:09:33, in politica, linkato 580 volte)
Il consiglio comunale di Oristano, nell’ultima seduta si è occupato, fra l’altro, di una mozione urgente, presentata dal consigliere di Fotza Paris, Mario Cadeddu, relativa ai lavori di realizzazione della strada che unisce il prolungamento di viale Repubblica con il ponte di Babau. Una strada importantissima, in prospettiva, per il rilancio turistico di Torregrande e per lo snellimento del traffico sul ponte sul Tirso, all’ingresso di Oristano. Dopo una breve introduzione del consigliere Cadeddu e stato Franco Serra (Udc) ad illustrare la situazione, anche perchè, in qualità di assessore provinciale ai Lavori Pubblici, conosceva bene l’iter della vicenda. “ Più di un anno fa – ha detto Serra – l’impresa che doveva realizzare i lavori ha trovato un groviglio di tubi, a manca e a destra, allacciati alla rete idrica, e probabilmente posti in maniera non regolamentare, tant’è che è stata impossibilitata ad andare avanti. Di questo l’amministrazione provinciale ha immediatamente avvisato il comune, che però non ha fatto nulla. Durante un incontro con il Sindaco, l’assessore comunale Vidili ed i tecnici del comune e della provincia, ricordo che proposi al comune di rivedere la perimetrazione del centro urbano, per inserirvi anche quel tratto strada, perché vi erano degli ingressi. Ma a parte questo, ci sono dei problemi legati agli allacci alla condotta, che alcuni cittadini hanno pagato e altri no, e altri che stanno costruendo e non sanno cosa fare, Invito, quindi il sindaco a farsi carico della situazione. A questo punto è intervenuto Peppino Marras del Pd, che ha chiesto all’assessore Vidili se in quella strada vi fossero degli allacci abusivi. “Poiché – ha detto marras – si sta parlando di un lasso di tempo di circa dieci mesi, sono stati fatti dei controlli per capire se c'erano delle opere abusive o meno? Se sono stati fatti dei controlli, quali sono i risultati, ed eventualmente quali provvedimenti sono stati presi? “. Dopo gli interventi dei consiglieri Uas (Udc), Arca (Pd), Solinas (Fortza Paris),è intervenuto l’assessore Vidili, che ha letto la relazione dell’allora dirigente dell’Ufficio tecnico, glissando sugli interrogativi posti dal capogruppo del Pd, che, intervenendo nuovamente, ha chiesto al segretario che venissero messe agli atti delle foto, scattate da Franco Serra ( e mostrate in precedenza al consiglio) subito dopo gli scavi, che evidenzierebbero i probabili abusi. A questo punto, c’è stato un simpatico siparietto: il segretario ha chiesto le foto al consigliere Serra, ma quest’ultimo si è rifiutato di consegnarle, asserendo di non fare il fotografo per conto dell’amministrazione comunale di Oristano. Messe a verbale le dichiarazioni di Sera, si è passati alla votazione, e la mozione è stata approvata a maggioranza.
I componenti la IV Commissione Consiliare “Politiche Sociali, Casa, Problematiche giovanili, Problematiche sanitarie”, hanno presentato una mozione su : Lavori di ristrutturazione del Centro Sociale di Via Cagliari e Lavori di completamento della sala mensa della Casa dello Studente. Nuova proposta di utilizzo della mensa dello studente”. Questo il testo integrale:
Il Consiglio Comuale
PREMESSO che sono in fase di ultimazione i lavori di ristrutturazione del Centro Sociale Anziani di Via Cagliari e che una parte degli stessi riguarda anche la copertura dell’ala destinata alla predisposizione ed all’erogazione dei pasti del servizio mensa per le scuole cittadine;
che quel tipo di intervento non consentirà di rendere agibili nei tempi brevi i locali per l’erogazione del servizio mensa, che con tutta evidenza necessitano di ulteriori interventi di manutenzione straordinaria, rendendo di fatto non utilmente fruibili gli appositi locali;
che nel corso del precedente mandato consiliare sono ripresi i lavori per il completamento della sala mensa della Casa dello Studente e che a seguito di sopraluogo della IV Commissione, accompagnata dai tecnici responsabili della direzione dei lavori e del cantiere, si è verificato che gli stessi procedono nei tempi stabiliti;
CONSIDERATO che terminati i lavori del Centro Anziani, lo spazio fruibile della struttura risulterà comunque limitato e che l’ala attualmente destinata alla mensa, con l’adiacente salone e gli ambienti attigui, potrebbe già da subito ampliare gli spazi destinati all’attività del Centro e comunque alle attività di carattere sociale e culturale promosse dall’Amministrazione e dalle Associazioni operanti nel settore, in attesa di reperire i fondi necessari che consentano la ristrutturazione dell’intero plesso;
CONSIDERATO altresì che una volta terminati i lavori della Sala Mensa della Casa dello Studente sarà necessario reperire i fondi per l’acquisto degli arredi e dell’unità esterna di riscaldamento-condizionamento al fine di rendere quello spazio immediatamente utilizzabile per l’erogazione del servizio;
IMPEGNA il Sindaco e la Giunta
ad utilizzare l’intero stabile di Via Cagliari per le attività del Centro Sociale Anziani e per quelle di carattere sociale e culturale promosse dall’Amministrazione e dalle Associazioni operanti nel settore, attivandosi per reperire appena possibile i fondi per la completa ristrutturazione del plesso;
a destinare lo stabile “Sala Mensa” della Casa dello Studente a locale adibito alla preparazione dei pasti per tutti i siti scolastici cittadini ed alla somministrazione degli stessi in favore degli studenti pendolari degli istituti d’istruzione secondaria superiore nonché dei corsi universitari attivati dal Consorzio 1;
a portare in Consiglio Comunale nel più breve tempo possibile la modifica della deliberazione di utilizzo della struttura “Casa dello Studente”, adottata dallo stesso durante il mandato della Giunta presieduta dal Sindaco Piero Ortu;
a reperire i fondi per l’acquisto delle attrezzature necessarie al funzionamento della sala mensa della Casa dello Studente o, in alternativa, alla predisposizione di una apposita gara d’appalto integrata che preveda da parte dell’appaltatore oltreché la fornitura del servizio di somministrazione dei pasti per tutti i siti delle scuole cittadine, anche la fornitura e posa in opera delle attrezzature necessarie per l’erogazione dello stesso.
(Paolo Sulis, Gianni Sanna, Mauro Solinas, Carlo Cerrone, Alberto Paratore)
Il Sindaco di Oristano, Angela Nonnis, ha ricevuto questa mattina in Comune, a Palazzo Campus Colonna, un gruppo di 32 emigrati sardi, da anni residenti in Argentina, Brasile e Perù. Tra loro anche due emigrati originari della provincia di Oristano, ed esattamente di Aidomaggiore.
La delegazione, in visita in Sardegna attraverso i circoli dei sardi del Sudamerica, è accompagnata dal Presidente dell’Istituto autonomo sardo “Fernando Santi” (una delle associazioni per la tutela degli emigrati sardi), Pierpaolo Cicalò, nei giorni scorsi ha partecipato alla conferenza internazionale dell’emigrazione.
All’incontro ha partecipato anche il Presidente della Commissione pari opportunità, Pupa Tarantini, che da anni, proprio con la collaborazione dei circoli dei sardi nel mondo, sta partecipando a iniziative culturali per far conoscere la vita di Eleonora d’Arborea.
Il lavoro di promozione e valorizzazione del territorio, portato avanti dall’amministrazione comunale di Ghilarza, inizia a dare i suoi frutti. La Torre Aragonese, San Serafino, ma anche San Pietro di Zuri e il lago Omodeo, sono solo alcune delle tappe di un percorso turistico-culturale, che ha incontrato l’interesse di alcuni tour-operator tedeschi.
Venerdì 2 maggio, alle ore 10.30, presso la sala consiliare del comune di Ghilarza, si terrà un incontro tra gli amministratori locali, l’Assessore Provinciale, Serafino Corrias, e il primo gruppo di visitatori provenienti dalla Germania, che ha scelto il territorio ghilarzese, ancora autentico e genuino, per la grande varietà di percorsi storici, culturali e naturalistici che esso può offrire.
Di pig (del 03/05/2008 @ 01:45:48, in politica, linkato 607 volte)
Non c’eravamo più occupati, dal 25 marzo scorso, di “Oristano Ambiente”, la società con capitale pubblico e privato, con soci il comune di Oristano (31%), il Consorzio Industriale (29%) ed Ecosar (40%), sorta per la gestione del depuratore e il sistema delle acque reflue. Come si ricorderà, dopo le tante promesse (tra cui la gestione del ciclo completo del servizio idrico cittadino) fatte al socio privato, durante la campagna elettorale, dall’attuale sindaco “Nonna Abelarda Nonnis”, la società era stata, invece, abbandonata a se stessa dagli attuali amministratori del centro-destra. Il Consiglio di Amministrazione, logorato da un estenuante “tira e molla”, constatato che non c’erano più i presupposti per andare a avanti, nel novembre del 2007 aveva dato mandato al Presidente, Sergio Locci, perchè mettesse in liquidazione la società. Una decisione sacrosanta, considerato che, essendo “Oristano Ambiente” inoperosa, le perdite continuavano ad aumentare e venivano buttati al vento anche soldi pubblici. Sergio Locci si era attivato, ma era stato subito bloccato dal notaio, perché mancava un passaggio indispensabile: una delibera del consiglio comunale, senza la quale era, ed è, impossibile mettere in liquidazione la società. Qualsiasi amministratore dotato di un pizzico di buon senso, vista la situazione, si sarebbe immediatamente dato da fare per portare la questione all’attenzione del consiglio comunale. Ma il buon senso, la nostra cara “Abe”, non sa neppure dove stia di casa, e, nonostante due solleciti ufficiali (con tanto di lettera raccomandata) da parte dell’agonizzante “Oristano Ambiente”, il lungimirante sindaco della nostra città ha ritenuto opportuno di non fornire risposta alcuna. Il Presidente ha, quindi, convocato il Consiglio di Amministrazione e l’Assemblea dei soci (incombenza, questa, che avrebbe dovuto fare con maggior sollecitudine), che si è riunita nei giorni scorsi per l’approvazione del bilancio. Bilancio approvato chiaramente in perdita, considerato, come detto, che la società non ha introiti, essendo oramai inoperosa dal gennaio del 2007. “Oristano Ambiente” ha, comunque, delle riserve tali che dovrebbe riuscire a compensare le perdite dell’anno passato. All’ultima riunione erano presenti, il Presidente, Sergio Locci, espressione della parte pubblica; l’Amministratore Delegato, Antonello Garau, per la parte privata; Piero Tanca, per l’Ecosar; Luca Faedda per il Comune; Virgilio Casta, Presidente del Consorzio Industriale; Riccardo Sarais, sempre per il Consorzio. Non era presente il vicepresidente, Claudio Atzori, anch’egli espressione del Consorzio Industriale. Ha invece presenziato, al gran completo, il Collegio sindacale (composto dal Presidente, Mario Carta, da Sandro Lisini e Giuseppina Uda) che, oltre a sottolineare come l’attuale impasse crei notevoli danni sia al socio pubblico che al privato, ha stigmatizzato l’immobilismo del comune. Carta ha dichiarato che se non vi saranno novità, alla prossima riunione rassegnerà le dimissioni. Non ha invece tergiversato, non volendo attendere oltre, Giuseppina Uda, che si è dimessa dal Collegio. Sulla stessa lunghezza del Collegio sindacale anche l’Amministratore Delegato, Antonello Garau, che ha sostenuto che se la società non verrà liquidata, al più presto, si dimetterà e porterà i registri in Tribunale. Anche i rappresentanti del Consorzio Industriale hanno sollecitato “Nonna Abelarda Nonnis” a prendere una decisione entro breve tempo. “Abe” ha risposto che l’ultima parola spetta al consiglio comunale (di cui, però, non hai mai sollecitato la convocazione), che è sovrano sia per quanto riguarda la liquidazione della società, che per l’eventuale acquisto delle quote sociali (per farne che cosa?). L’impressione generale dei presenti (e non è la prima volta che questo accade) è l’incapacità totale evidenziata dal sindaco nel gestire la vicenda. Essendo la Primadonna notoriamente una cronica presenzialista, non è sua abitudine decentrare alcunché, con il brillante risultato di riuscire a trasformare qualsiasi cosa di cui si occupi in una catastrofe. Se è vero, come più volte ha sostenuto la stessa “Nonna Abelarda”, che la società “Oristano Ambiente” è una scatola vuota, non si capisce perché il sindaco non faccia di tutto per convocare il consiglio, nel più breve tempo possibile, per ufficializzarne il decesso. Senza la delibera dal consiglio comunale la società partecipata proseguirà, infatti, nella sua lenta agonia, magari in attesa che l’Amministratore Delegato si stanchi e depositi, effettivamente, i registri in Tribunale. Insomma, oltre al danno, anche la beffa. In questo caso, per il comune di Oristano sarebbe l’ennesima figura barbina. Ma cosa volete che importi a “Nonna Abelarda Nonnis” di queste quisquilie?
Di greg (del 03/05/2008 @ 17:07:04, in politica, linkato 943 volte)
Il Comune di Oristano ha inaugurato una nuova stagione per la gestione dei parchi e delle aree verdi pubbliche. All’Albo pretorio e sul sito internet istituzionale (www.comune.oristano.it) è pubblicato l’avviso con cui vengono definite le modalità per la concessione ai privati di nove aree verdi di proprietà comunale.
“Il nostro obbiettivo è quello di riqualificare e valorizzare queste aree, incoraggiando l’iniziativa privata – ha spiegato l’Assessore all’Ambiente e al verde pubblico, Francesco Pinna -. Crediamo che il patrimonio ambientale di cui dispone il Comune possa essere valorizzato, favorendone da un lato l’utilizzo da parte dei cittadini, dall’altro consentendo ai privati di investire in nuove iniziative, capaci di creare reddito e occupazione. Per il Comune gestire adeguatamente tutte le aree verdi spesso risulta complicato – ha detto l’Assessore Pinna -. Il costo di gestione è alto, e non è possibile garantire un continuo controllo, al fine di prevenire fenomeni di vandalismo, né riuscire a rendere produttivo un patrimonio notevole. Associazioni culturali, ambientaliste, sportive, cooperative giovanili o impegnate nel sociale, ma anche imprese artigianali e commerciali, potranno partecipare al bando, per avere la concessione dei terreni per un periodo massimo di 20 anni. Chi si aggiudicherà la concessione delle aree potrà realizzare strutture per offrire servizi ai cittadini, ma dovrà garantire la fruibilità di questi beni, assicurando la manutenzione e la custodia e rendendo disponibili le aree al comune per alcuni giorni all’anno”.
Le aree che il Comune intende concedere sono il Parco Brigata Sassari in Via Solferino, il Parco di Santa Petronilla a Donigala Fenughedu, i giardini pubblici di Nuraxinieddu e quelli di Viale San Martino, il Parco di Viale Repubblica, l’area verde prospiciente il cimitero di Silì, il Parco della Maddalena e due aree di Torre Grande, una nei pressi del Tennis Club e l’altra tra la via Millelire ed il lungomare Eleonora d’Arborea.
Le domande dovranno essere presentate al Protocollo generale del Comune entro il 19 Maggio.
L’avviso pubblico, la delibera e il modello di domanda sono disponibili sul sito internet del Comune di Oristano, all’indirizzo www.comune.oristano.it
Di pig (del 06/05/2008 @ 19:45:28, in politica, linkato 715 volte)
In consiglio comunale, ad Oristano, ci sarà un nuovo gruppo consiliare. Quello del Popolo della Libertà. Beh, dirà qualcuno, cosa c’è di nuovo? Era risaputo che gli ex Uds, che ora si chiamano “Verso il Popolo della Libertà” sarebbero confluiti nel PdL, così come i consiglieri di Alleanza Nazionale e Forza Italia. Dove sta la notizia? La notizia sta nel fatto che il gruppo consiliare del Popolo della Libertà non sarà formato (almeno per il momento) da nessuno dei consiglieri che militano nelle forze politiche citate, ma da quelli che noi avevamo chiamato, in occasione della vicenda Abbanoa, “i cinque dissidenti” della maggioranza: Angelo Angioi, Sandro Lisini e Alberto Paratore di An, Giuseppe Puddu di Forza Italia, e Cristina Denti (Indipendente). Spiazzando un po’ tutti, e, in particolare i partiti di appartenenza, i “dissidenti” (più nei fatti che nelle parole) saranno i rappresentanti in consiglio comunale del Popolo della Libertà. Ma perchè lo avrebbero fatto? Perchè questa sortita? A che pro? A sentir loro, per accelerare quel processo di semplificazione del quadro politico, già in atto a livello nazionale, che prevede in un prossimo futuro, perlomeno nelle intenzioni di leaders ed adepti, due soli gruppi politici alternativi e in competizione tra loro. “Ribadiamo – ha detto Angelo Angioi, che sarà il capogruppo del PdL – la nostra fiducia al sindaco ed alla maggioranza, e che ci adopereremo nel solo, esclusivo interesse della città, nella speranza che sia dia finalmente corpo a quanto promesso durante la campagna elettorale. E’ vero che stiamo ancora pagando il fio di problemi che ci portiamo dietro per quanto non fatto dalla giunta precedente, ma è giunto il momento di dare gambe ai progetti. Noi non cerchiamo incarichi, assesorati o quant'altro; vogliamo solo che i problemi della città vengano risolti rapidamente; questo è il nostro esclusivo interesse". Queste le dichiarazioni di facciata, ma se si legge tra le righe, è chiaro che quanto posto in essere dai cinque consiglieri "dissidenti" è stato quantomeno uno scossone, per una coalizione che dal suo insediamento ha nei confronti delle tante problematiche cittadine un atteggiamento soporifero. Per altri (anche se alcuni cercano di minimizzare) si è invece trattato di una deflagrante forzatura, che sicuramente non lascerà insensibili i colleghi di maggioranza in consiglio comunale, nè i partiti d’appartenenza, che hanno percepito questa anticipazione del neo gruppo consiliare del Pdl come una autentica sfida. Nessuno dei leaders dei partiti ha, per il momento, voluto rilasciare dichiarazioni, ma è facile ipotizzare che non siano al settimo cielo. A questo proposito, abbiamo chiesto ai "dissidenti" se della costituzione del nuovo gruppo consiliare ne avessero, per caso, informato i partiti . “No – ci è stato risposto – non abbiamo informato nessuno”. Abbiamo allora domandato quali, secondo loro, sarebbero state le reazioni dei rispettivi segretari o presidenti provinciali del partito. “Saranno certamente contenti”, è stata la risposta sorniona, accompagnata da un eloquente sorriso, "...perchè non dovrebbero esserlo?".
Altre notizie:
Venerdì 9 Maggio, alle 10, alla presenza dell’Arcivescovo di Oristano, Ignazio Sanna, il sindaco Angela Nonnis inaugurerà la nuova ala del Cimitero di San Pietro, che sarà intitolata a San Paolo. L’inaugurazione avverrà in forma ufficiale, alla presenza del consiglio comunale e del gonfalone della città. “Con l’apertura della nuova ala del cimitero cittadino – ha detto il sindaco - si risolve un problema che, negli ultimi anni, ha condizionato molte famiglie, che non hanno avuto la possibilità di assicurare una degna sepoltura ai propri cari. Da tempo si era raggiunta la massima capienza del corpo centrale del camposanto ed occorreva, quindi, una nuova e più idonea sistemazione”. “I lavori per la costruzione della nuova ala del cimitero sono costati 913 mila Euro – ha precisato l’assessore Paolo Vidili -. L’apertura avviene con notevole ritardo, rispetto alle previsioni iniziali, per l’abbandono del cantiere da parte dell’impresa che per prima, nel 2005, si aggiudicò l’appalto. Una vicenda che ha fatto perdere molto tempo, costringendo il Comune a bandire una nuova gara d’appalto, e creando disagi ai cittadini, che dovevano fare i conti con un cimitero senza più spazi liberi. Oggi quella situazione di emergenza è superata, grazie ad una struttura nuova, in grado di soddisfare le esigenze della città per molto tempo. I lavori hanno interessato solo un primo lotto, anche se il più importante, perché prevedeva la realizzazione delle opere principali. Il Comune, comunque, dispone già di un progetto generale per la realizzazione di 8mila 670 nuovi loculi, 5mila 520 nei blocchi, 834 nelle cappelle, e 2mila 316 nelle tombe”. La nuova ala sorge su una superficie di 28mila 500 metri quadrati. Sono stati realizzati 2mila 328 nuovi loculi, 552 nei blocchi, 594 nelle cappelle e 1.182 nelle tombe. Sono stati realizzati anche altri lavori, come una nuova camera mortuaria, i servizi igienici, gli uffici, l’archivio, ed un sistema viario intermo.
Di pig (del 08/05/2008 @ 00:01:33, in politica, linkato 568 volte)
Se l’intento dei cinque “dissidenti”, di costituire (a sorpresa) il gruppo consiliare del PdL, era quello di dare uno scossone al lento procedere della maggioranza e svegliarla dal torpore, ci sono perfettamente riusciti. A sberle, ma ci sono riusciti. Nonostante l’imperativo delle segreterie politiche provinciali dei partiti, che fanno parte della coalizione di maggioranza di centro-destra al comune di Oristano, fosse il silenzio, e in subordine, qualora questo non fosse stato possibile, rifugiarsi sul “minimizzare, rintuzzare e sminuire l’accaduto”, l’accelerata impressa da Angioi, Lisini, Paratore, Denti e Puddu ha avuto l’effetto di un sonoro ceffone. Perché, è inutile negarlo, per i partiti, e in particolare per Alleanza Nazionale e Forza Italia, si è trattato di un vero e proprio schiaffo, di cui i dirigenti portano ancora impressi sulla faccia i segni delle cinque dita, uno per dissidente. Ieri si è tenuta una riunione, tra i segretari dei partiti della maggioranza, a cui ha partecipato anche il sindaco, “Nonna Abelarda Nonnis”, per fare il punto della situazione, alla luce della bruciante novità. Dell’incontro poco è trapelato, a parte i probabili strali nei confronti dei “dissidenti”, anche se si è dovuto giocoforza constatare che la mossa dei “magnifici cinque” ha spiazzato leaders dei partiti e gruppi consiliari. Che in consiglio, d’ora in avanti, ci sarà una gran confusione è certo. I cinque rappresentano, infatti, il Popolo della Libertà, ovvero il grosso contenitore politico dove confluiranno, non appena riceveranno l’input dagli organismi nazionali, anche An, Forza Italia, e i fuoriusciti (o defenestrati) dall’Uds “Verso il Popolo della Libertà” (“verso”…ma fino a quando?). Senza contare che vi potrebbero approdare anche i rappresentanti delle forze politiche attualmente in stand-bay, in attesa di fiutare dove tira il vento (anche se non occorre essere un metereologo per capirlo), come Fortza Paris, Uds e Riformatori. Insomma, è proprio un bel guazzabuglio: Cauli (e due assessori) a portare avanti le istanze di An, Franceschi ed amici a parlare a nome di Forza Italia, e Angioi e company a fare da sintesi. Non c’è male. Considerato che il neonato gruppo PdL ha ribadito fedeltà a “Nonna Abelarda”, ed i “dissidenti”, facendo parte tuttora della maggioranza, hanno tutto il diritto di partecipare alle riunioni di intergruppo, il PdL (visto che ancora come partito ad Oristano, e non solo, non esiste) non potrà invece essere presente, non avendo titolo per farlo, agli incontri ristretti tra i partiti della maggioranza. I cinque (anche se non ne saranno felicissimi) in quelle riunioni dovranno, quindi, affidarsi a Giovanni Marras e a Mario Diana. Ed è proprio quest’ultimo, a nostro modesto avviso, il vero bersaglio, di quello che noi consideriamo un ammutinamento. E’ inutile girarci attorno: è vero che il feeling tra i cinque “dissidenti” è scoppiato durante la vicenda Abbanoa, e che anche in altre circostanze “Angioni più quattro” abbiano trovato unità d’intenti, ma la forzatura (anche se loro lo negheranno) è stata fortissimamente voluta dai tre dissidenti di An, che hanno in questo modo fatto fare una figuraccia a Mario Diana, dimostrando come ai loro occhi non conti assolutamente nulla, e, ciò che è peggio, mostrando all’opinione pubblica come Diana non abbia alcuna autorevolezza, se non riesce neppure a tenere dentro il suo partito tre dei quattro consiglieri comunali eletti tra le fila di Alleanza Nazionale. Come, altrimenti, al di la della facciata e delle dichiarazioni di circostanza (“…ribadiamo la nostra fiducia al sindaco;... non vogliamo incarichi"), considerare questa fuga in avanti, che i cinque sapevano benissimo che avrebbe creato un concreto disagio in seno alla maggioranza? I partiti hanno deciso, almeno in prima battuta, di sposare le dichiarazioni dei “dissidenti”, cercando di giustificare all’esterno il loro comportamento. La verità è che, invece, sono letteralmente imbufaliti, sia per l’immediato, in particolare per quanto potrà accadere, visti i precedenti, in consiglio comunale, dove i “mal di pancia” dei cinque sono stati frequenti, e, soprattutto in chiave elezioni regionali, se putacaso dovesse succedere che le ambizioni degli uni vadano a cozzare con quelle degli altri (molti si sono già autocandidati e pretendono la nomination). Già il fatto che questa sortita abbia dato ai “dissidenti” una certa visibilità, ha mandato su tutte le furie, in primis la discreta “Nonna Abelarda Nonnis”, e poi quella smisurata moltitudine di mezze tacche, che per fare un passetto in avanti puntano più sull’immagine che sui contenuti. Volenti o nolenti, le forze politiche di centro-destra discuteranno, prima al loro interno e poi in una riunione tra i partiti, per decidere il da farsi su questa inopinata novità. Quelli che, invece, non sono nuovi sono i problemi della città, che guarda con stupore l’arzigogolare della politica, non riuscendo a coglierne il significato. Nobili intenti o escamotage a difesa del proprio orticello? Questo è il dilemma.
Altre notizie:
I quattrocentomila euro che la Regione ha assegnato al comune di Oristano per il servizio dei trasporti pubblici urbani ha scatenato un putiferio. Quella somma la rivendica la “Essemme srl”, la società che aveva lasciato anzitempo il servizio, a causa di grosse difficoltà finanziarie, sostenendo che le spetti per il lavoro svolto nell’ultimo periodo. La Essemme ha diffidato il comune, tramite legale, affinché di quel denaro non tocchi neppure un centesimo. Dal canto suo, l’amministrazione comunale non solo non ha la minima intenzione di girare la somma alla Essemme, ma chiederà i danni alla società, per aver interrotto il servizio prima della scadenza prevista. Non solo, l’ente chiederà che gli vengano restituite le anticipazioni per stipendi e contributi previdenziali ai dipendenti della Essemme srl, che oramai in cattive acque da tempo non era più riuscita a pagare le mensilità agli autisti. Anche questi ultimi hanno fatto sentire la loro voce, e daranno battaglia nelle sedi opportune, per evitare che le somme stanziate dalla Regione finiscano in tasca alla Essemme srl. I dipendenti lamentano, infatti, cospicue spettanze arretrate da parte della società, e per essere tutelati hanno affidato l’incarico all’avvocato Riccardo Crovi. Di questa complessa situazione si risentirà parlare a breve, ma con tutta probabilità in Tribunale.
Di greg (del 09/05/2008 @ 09:53:19, in politica, linkato 515 volte)
Il problema-casa rappresenta una delle priorità principali che ogni società civile, degna di essere considerata tale, dovrebbe cercare di risolvere. La questione interessa, in particolare, le giovani coppie e le persone meno abbienti. La giunta Soru, fin dal suo insediamento, sta cercando di porre rimedio a quest’annosa situazione. Sul sito della Regione sono apparse, recentemente, alcune anticipazioni (a cui, secondo noi, non si è dato il giusto risalto) su un bando di imminente pubblicazione, veramente interessante, che prevede un risoluto intervento della giunta regionale sul problema-casa. L'intervento previsto dalla Regione consente di ricevere, a fondo perduto, sino a un massimo di 25mila euro per l'acquisto, la costruzione e il recupero della prima casa. Questo il testo dell’articolo apparso su www.regionesardegna.it :
Tra la fine di maggio e la prima settimana di giugno sarà pubblicato il bando per l'accesso al contributo a fondo perduto previsto dalla Regione per l'acquisto, la costruzione e il recupero della prima casa. Questa opportunità, alternativa al consueto contributo in conto interessi (già operativo dallo scorso mese di aprile), fu proposta dalla Regione sino al 1984 sotto la denominazione di "buono casa".
Interventi ammessi a contributo
a) Costruzione in proprio;
b) recupero in proprio;
c) acquisto;
d) acquisto con recupero.
Acquisto
L'alloggio:
• non deve essere stato ancora acquistato al momento di presentazione della domanda di contributo;
• non deve essere accatastato nelle categorie catastali A1 (abitazioni di tipo signorile), A8 (abitazioni in ville) e A9 (palazzi di eminenti pregi artistici o storici);
• non può essere acquistato da discendenti o ascendenti diretti in linea retta propri o di altro componente il nucleo familiare;
• non deve essere locato;
• non deve appartenere al patrimonio di edilizia residenziale pubblica.
Costruzione
La costruzione dell’alloggio non deve essere ancora iniziata alla data di presentazione della domanda di contributo. La superficie utile abitabile dell’alloggio non può eccedere i 143 mq. La superficie non residenziale non può eccedere i 57 mq. Il contributo è concesso sulla spesa riconosciuta ammissibile dalla Regione entro il limite massimo di 1.069,36 euro a mq.
Recupero
L'alloggio da recuperare:
• deve risultare ultimato non oltre la data del 31 dicembre 1970 e non successivamente ristrutturato;
• non deve essere accatastato, né dovrà esserlo a conclusione delle opere di recupero, nelle categorie A1, A8 e A9.
Il recupero dell'alloggio non deve essere ancora iniziato alla data di presentazione della domanda di contributo. Sono ammissibili a finanziamento agevolato:
a) interventi di manutenzione straordinaria (spesa ammessa a contributo: 477,16 euro a mq);
b) interventi di restauro e di risanamento conservativo (spesa ammessa a contributo: 670,23 euro a mq);
c) interventi di ristrutturazione edilizia (spesa ammessa a contributo: 1.069,36 euro a mq).
Interventi prioritari
• recupero del patrimonio edilizio esistente;
• acquisto e recupero del patrimonio edilizio esistente.
Famiglie a maggior tutela
• coppie di nuova formazione;
• famiglie costituite da genitori soli con uno o più figli a carico;
• nuclei familiari in cui uno o più componenti si trovino in situazione di disabilità grave.
Misure del contributo
Il contributo non è cumulabile con altre agevolazioni pubbliche destinate all’acquisto, alla costruzione o al recupero della casa. Il contributo pubblico copre una parte pari al 25% del costo totale dell’intervento, e comunque non potrà superare gli importi di seguito elencati:
- reddito per nucleo familiare sino a € 21.536 (max 25%): contributo massimo ad alloggio € 25.000.
- reddito per nucleo familiare da € 21.536,01 a € 35.894 (max 25%): contributo massimo ad alloggio € 20.000.
Negli interventi di acquisto con recupero, la quota di contributo destinata all'acquisto è ammessa entro il limite del 50 per cento di quella destinata al recupero.
Requisiti soggettivi dei richiedenti
Per poter ottenere il contributo a fondo perduto, chi partecipa al Bando pubblico deve possedere i seguenti requisiti:
a) reddito familiare annuo non superiore a 35.894 euro;
b) cittadinanza europea o di stato extracomunitario purché in regola con le disposizioni in materia di immigrazione e soggiorno;
c) aver dimorato in Sardegna, con residenza anagrafica, continuativamente da oltre un quinquennio;
d) residenza o attività lavorativa in un Comune della provincia in cui ha luogo l’intervento;
e) non titolarità di diritti di proprietà, usufrutto, uso o abitazione su alloggio adeguato nel territorio della Sardegna nei tre anni precedenti la data di presentazione della domanda di contributo alla Regione. Il requisito non è richiesto qualora il richiedente o altro componente del nucleo familiare si trovi in situazione di disabilità grave;
f) non aver ottenuto agevolazioni pubbliche, in qualunque forma concesse, per l’acquisto, la costruzione o il recupero di abitazioni.
Graduatoria
I contributi a fondo perduto vengono assegnati sulla base di una graduatoria predisposta e approvata a seguito del Bando pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Sarda nonché sul sito della Regione (www.regione.sardegna.it). La graduatoria è unica a livello regionale ed è formulata provvisoriamente dalla Regione sulla base dei requisiti e delle condizioni di priorità risultanti dalla dichiarazione sottoscritta dagli interessati nella domanda di contributo, salvo verifiche successive.
Consulta la delibera;
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