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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Di pig (del 10/02/2008 @ 15:48:07, in politica, linkato 483 volte)
Il Partito Democratico è in fibrillazione. Lo si è notato, chiaramente, durante la riunione dell’Assemblea regionale costituente, tenutasi ieri a Tramatza e terminata a tarda notte. Con le politiche oramai alle porte, e con le liste dei candidati che debbono essere presentate entro il 10 marzo, su molti aspiranti, in particolare sulle “vecchie” cariatidi della politica, pende come una spada di damocle la questione delle tre legislature. Potranno essere, infatti, candidati solo coloro che non hanno superato il tetto delle tre legislature, che, così come avevamo riportato in un nostro articolo del 4 febbraio, dovrebbero essere cumulabili (camera, senato, presidenza provincia, sindaco, consigliere regionale). Il cumulo delle tre legislature porterebbe fuori dalla mischia un’infinità di mestieranti della politica, e attuerebbe, finalmente, quell’autentico rinnovamento richiesto da sempre dalla base. Ad insorgere sono stati proprio gli antichi notabili (ex Dc e PCI) delle varie correnti del partito, che stanno cercando di cambiare le carte in tavola, pretendendo di eliminare il cumulo delle legislature. Il Pd sardo è, pertanto, in attesa di chiarimenti dalla casa madre romana. In vista dei congressi provinciali e cittadini, l’ Assemblea regionale costituente ha deciso come dovranno essere composti i Comitati provinciali e cittadini provvisori., che, a loro volta, gestiranno questa fase elettorale delle politiche, tranne i candidati. Fase, questa, che sarà gestita a livello regionale senza primarie per mancanza di tempo. Il Comitato provinciale sarà composto da coloro che sono stati eletti alle assemblee nazionale e regionale, dai consiglieri e assessori provinciali, dai consiglieri regionali e parlamentari eletti nella provincia. Ci sarà poi la possibilità di cooptare un numero di componenti (figure rappresentative), non superiore al 100%, che devono avere il voto positivo dei due terzi dell’assemblea. Questo è stato fatto per coinvolgere il maggior numero possibile di persone, senza però alterare gli equilibri stabiliti nella prima fase regionale. Il Comitato cittadino sarà invece composto dai consiglieri comunali, dai consiglieri regionali, parlamentari e dai consiglieri dell’assemblea provinciale residenti in città, nonché dai consiglieri circoscrizionali. Anche se non si è deciso molto, la macchina organizzativa per le prossime elezioni politiche ha già messo in moto i suoi farraginosi meccanismi, anche se bisognerà attendere il chiarimento sulle tre legislature, che, come detto, se dovessero essere cumulative, causerebbero un vero e proprio terremoto. Ma come si sta preparando il Partito Democratico alle prossime politiche? Ne hanno discusso Renato Soru e Antonello Cabras, durante una tavola rotonda, organizzata dall’Associazione “Progettare il Futuro”, di cui riportiamo una sintesi, tratta dal sito www.pdsardo.it
La tavola rotonda: le risposte di Renato Soru e Antonello Cabras
Come andremo alle elezioni politiche? Come il Pd potrà affrontare queste elezioni: rappresentano un intralcio o un’opportunità? Questi gli interrogativi principali su cui i relatori della tavola rotonda sono stati invitati a confrontarsi.
Secondo Renato Soru "queste elezioni non erano volute, non sono state cercate e adesso non erano opportune". Ricordando la fatica fatta per vincere le precedenti e la prospettiva che attendeva il governo Prodi ha aggiunto: "Sapevamo di dover governare per cinque anni e meritavamo di farlo. E’ un problema che si vada ora a votare. Ma bisogna trasformare il problema in un’opportunità". Il Partito Democratico, come hanno ricordato anche Francesco Sanna e Chicco Porcu, è chiamato ad avere senz’altro un ruolo da protagonista perchè nasce con molte ambizioni, tra le quali quella di rinnovare lo stesso processo democratico e partecipativo, passando attraverso un processo di rinnovamento interno. Su questo punto Soru ha detto: "Si stanno sovrapponendo molte cose: il processo costituente del partito, fare il partito maggioritario, rinnovare il sistema politico ed elettorale. Bisogna stare attenti a tenere conto di tutto questo. Tuttavia sono abbastanza ottimista".
Anche il segretario Antonello Cabras ha sottolineato la difficoltà di trovarsi di fronte alle elezioni politiche in un momento in cui il Partito Democratico è in fase di completamento della sua costituzione: "Abbiamo accelerato tantissimo il nostro percorso in questi mesi, a cominciare dalla primavera del 2007. Il primo congresso del partito doveva tenersi alla vigilia delle elezioni europee del 2009. Questo era il percorso che avevamo delineato a partire dal maggio dello scorso anno, periodo in cui si sono avuti i congressi dei partiti che hanno decretato il loro scioglimento in vista della formazione nuova".
Circa gli elementi di continuità e discontinuità rispetto al passato e ai vecchi partiti che si sono sciolti, secondo il Segretario regionale si deve tenere conto che il processo è in corso: "La tradizione dei partiti che si sono sciolti non si cancella. E’ una storia molto lunga. Ciascuno ha una propria identità che affonda le radici nella storia. La fretta rischia di rovinare tutto, di minare il processo verso una costituzione unitaria".
Come rifondare la politica?
Come affrontare allora il discorso del cambiamento in vista delle elezioni? Come rispondere alla disaffezione dei cittadini verso la politica e verso i partiti che, come ha ricordato Chicco Porcu introducendo il dibattito, secondo una ricerca dell’Eurispes è ai minimi storici, al 14%? Come rifondare la politica? Elemento fondamentale, che dovrà avere un posto di riguardo nel programma del partito, è l’interesse nazionale. Secondo il Presidente Soru "dobbiamo rimettere l’interesse pubblico e l’interesse nazionale al centro della politica. Oggi non è così. Ci sono troppi interessi, quelli dei partiti, quelli dei singoli gruppi, gli interessi delle persone, degli individui. L’Italia è bloccata, siamo in un ‘cul de sac’ e siamo disarmati. Abbiamo visto quello che è accaduto in Senato quando è caduto il governo. E' stato abbastanza disarmante, e cito il caso del Presidente di una Regione che festeggia la sua condanna dicendo, 'bene, mi hanno dato solo cinque anni!'. Eppure siamo arrivati fino a qui, ci hanno portato fin qui, anche se facciamo fatica a crederlo, e non abbiamo capito neppure bene come sia successo. Circa ciò che è accaduto di recente con la crisi di governo e la possibilità di ricucire il confronto politico con il centrodestra, a partire dall’interesse nazionale, Soru ha aggiunto: "C’è stato un momento in cui mi aspettavo che Berlusconi, a oltre settant’anni, avrebbe avuto un momento di saggezza, devo confidarvi che ci ho creduto per davvero, e avrebbe scelto di mettere da parte la possibilità di vincere le elezioni per far posto all’interesse nazionale. Invece non è successo".
Sul confronto con il centrodestra sul tema dell’interesse nazionale, il Segretario Cabras ha invitato a fare una considerazione più ampia richiamando il problema del senso civico, tasto dolente del nostro paese: "Aspetto di capire cosa succederà in Sicilia, se vincerà il centrosinistra o il centrodestra. Anche la volta precedente il Presidente della Sicilia, nonostante i sospetti di connivenza, nonostante si contrapponesse a Rita Borsellino, ha vinto con un grande distacco. Ci sono differenze profonde tra i programmi di centrodestra e centrosinistra, ma nella nostra società c’è una carenza del senso della cittadinanza. Berlusconi nel ’94, che a noi si piaciuto o no, ha rappresentato per gli italiani il cambiamento, ha raccolto la maggioranza dei voti. Lo abbiamo trattato come fenomeno transitorio, pensando che poi ce ne saremo facilmente liberati. Ora si ripresenta per la quinta volta, a settant’anni suonati, con una coalizione politica con molta probabilità di successo".
Il valore del senso civico
Secondo Soru il senso civico e la capacità di creare le condizioni per la crescita culturale, sociale e non solo economica della società e degli individui è il compito a cui è chiamata la politica. E su questo nessuno sconto sulle responsabilità: "Io credo che ci sia una società debole perchè c’è una politica debole. Credo che il ruolo della politica sia quello di aiutare la società a seguire un percorso di miglioramento per tutti. Questo la politica ha smesso di farlo da tempo. Deve rappresentare, ma anche guidare. Deve mirare alle parti più nobili e più generose dell’individuo". Su cosa si intenda per azione politica responsabile e tesa a guidare e tracciare percorsi comuni, il riferimento va a quanto accaduto nel confronto recente avuto con i Presidenti di Provincia sardi: "Sulla questione dello smaltimento dei rifiuti - ha detto il Presidente Soru - "non ce stato nessuno di loro che abbia alzato la mano per dire "l'inceneritore fatelo a casa mia." E ha aggiunto: "Se parli con i sindaci è lo stesso. Nessuno è disponibile a mettersi in gioco e a rispondere ai propri cittadini".
La vera sfida sta nell'ottenere il consenso con la buona politica. Ma non è facile, perchè dall'altra parte c’è un Berlusconi, che è il maestro del consenso facile, quello che fa leva sugli istinti più immediati: "La coppa dei campioni, il calcio, gli spettacoli televisivi, l'evasione fiscale, i condoni... Insomma, la libertà nel senso del lasciateci in pace". Questo è, nelle parole di Renato Soru, ciò che in Italia fa leva e ottiene la risposta della gente. Sulla possibilità di rifondare il rapporto tra cittadini e politica, il segretario Antonello Cabras si è detto ottimista, soprattutto per il ruolo che in questo vuole assumere il Partito Democratico: "In Italia - ha spiegato - c’è il distacco dei cittadini dai partiti, ma non dalla politica. Siamo il paese in cui per la politica si registra un forte interesse e si mantiene una buona abitudine a manifestare le proprie idee e il proprio disagio. Bisogna riformare i partiti, e noi lo stiamo facendo, e avere attenzione nel lavorare per fondare davvero il senso civico".
Di greg (del 11/02/2008 @ 17:58:33, in politica, linkato 491 volte)
“Chi urla e parla contro il Piano Paesaggistico Regionale lo fa senza conoscerlo e solo per fini politici. Chi ha criticato e contestato il Ppr lo ha fatto solo per strumentale uso politico, ed ancora oggi non ne ha capito le vere finalità”. Non ha usato mezzi termini, l’assessore regionale all’Urbanistica, Gian Valerio Sanna, nel corso di un convegno-dibattito, promosso dal Partito Democratico di Terralba, sulle politiche urbanistiche e lo sviluppo del territorio, per rispondere “…a chi ha sbraitato e continua a parlare senza alcuna logica del Ppr”. “Sino ad oggi- ha detto l’assessore Sanna - è stata data una informazione distorta dello strumento di pianificazione urbanistica, con il chiaro è unico obiettivo di mischiare le carte, di confondere le idee, di utilizzarlo solo per fini prettamente politici. Il Piano non è stato redatto per questo; il Ppr non è di sinistra, né di destra, ma è stata realizzato perché la Sardegna aveva bisogno di porre delle regole per il governo del territorio”. Secondo Sanna, sono solo questi i veri motivi che hanno spinto la giunta guidata da Renato Soru ad approvare, nel 2006, il Piano paesaggistico. L’assessore regionale all’Urbanistica ha ricordato, inoltre, come nel passato non si siano volute affrontare alla radice queste problematiche. Anzi, sono nate leggi e regole ad hoc un po’ in tutta la Sardegna, con l’unico obiettivo di privilegiare la cementificazione delle coste “Occorreva, quindi, - ha detto Sanna - rimettere le cose a posto e, per questo motivo, abbiamo avviato una riforma storica, dandogli anche un valore culturale. L’abbiamo fatto nel rispetto delle nuove normative europee e di quanto previsto dal Codice del Paesaggio. La convenzione europea di Firenze del 2000 lo ha poi ribadito con chiarezza: si deve utilizzare il territorio per creare sviluppo, ma senza distruggere l’ambiente. Abbiamo, quindi, realizzato il Piano paesaggistico, così come richiedeva il Governo con il Codice Urbani. Alle Regioni è stata affidata la delega per aggiornare i propri Piani paesaggistici. E, come ogni buon amministratore che deve rispettare le regole e le leggi dello stato, la Regione lo ha fatto. Non ci siamo inventati niente”. Gian Valerio Sanna ha anche ricordato che, in questa difficile fase di transizione, i grandi alleati della Regione sono stati i sindaci e tutti gli amministratori locali, che hanno lavorato per agevolare questa difficile fase di innovazione e cambiamento.”Certo – ha sostenuto Sanna -, il Ppr ha imposto dei vincoli (anche se non tanti come si vuole invece far credere), ma ha fissato e ribadito l’importanza delle norme transitorie, che sono quelle regole che governano il passaggio da un Piano all’altro”. L’assessore Sanna ha, inoltre, ricordato le più recenti modifiche governative sull’argomento. In sintesi, è stato ribadito il concetto che anche le costesono un bene paesaggistico. “Finchè sarà necessario, lungo le coste della Sardegna non si potranno costruire alberghi e seconde case – ha aggiunto Sanna –. La strada scelta dal Governo Regionale è quella di proteggere la fascia costiera; Non c’è’ dubbio, quindi, che sia necessario essere lungimiranti e preservare il territorio per le prossime generazioni. Questa è la verità. Solo questaIl resto, come ho già detto,sono solo bugie urlate soltanto per meri fini elettoralistici”. Gian Valerio Sanna ha, infine, ricordato i progetti avviati dalla Regione per la riqualificazione delle borgate marine. “Il Bando internazionale Costeras – ha concluso Sanna - vuole dare una risposta proprio a questi tematiche. E’ un segnale importante di come la Regione vuole ridare vita, ruolo e motivazione alle borgate della Sardegna. Nella Finanziaria del 2008 abbiamo inserito le risorse per avviare i progetti e rimettere in sesto le borgate. Per Marceddì e tante altre borgate della Sardegna comincia una storia diversa”.
Di pig (del 12/02/2008 @ 17:44:58, in politica, linkato 564 volte)
“I nomi dei candidati per le prossime elezioni politiche siano individuati con il metodo delle primarie o con un'ampia consultazione di base da tenersi in un'unica giornata prima della presentazione delle liste.
I criteri e le regole per le candidature siano definiti dopo l’approvazione del regolamento nazionale. L'Assemblea regionale potrà valutare l’adozione di criteri più selettivi. L'Assemblea regionale conferisce il mandato al suo Segretario, sentita la Commissione Statuto, affinchè predisponga un regolamento quadro da sottoporre all'Assemblea che lo approverà a maggioranza assoluta entro il prossimo 20 febbraio." Resta aperta la possibilità che il Partito Democratico in Sardegna possa chiedere di introdurre criteri più selettivi (nel regolamento per le candidature), rispetto a quanto deciso dallo Statuto e dal regolamento quadro nazionale, che ha adottato la regola di non candidare chi ha già maturato più di tre mandati come deputato o come senatore. Secondo Antonello Cabras la proposta di introdurre eventuali criteri e regole più selettive, avanzata dal delegato Matteo Marteddu e sostenuta da altri delegati, può essere accettata...
Questa, l’introduzione del resoconto dell’Assemblea regionale costituente, che gli organi del Partito Democratico hanno pubblicato sul sito ufficiale del Pd sardo. E’ ora importante che non ci si limiti alle enunciazioni e che si vada avanti, in maniera ferma e decisa, sul cumulo delle tre legislature, che impedirebbe la ricandidatura di una miriade di professionisti della politica. Di quelli, tanto per intenderci, che con la politica si sono arricchiti a dismisura, in modo addirittura sproporzionato rispetto al loro spessore, e che hanno fatto del “non basta mai”, del business politico, il loro credo personale. Di quei maghi della bottega (e peones del cervello), che passando di mandato in mandato hanno sempre anteposto il proprio interesse personale al bene comune, e che, “sistemando” e favorendo alla meno peggio servi sciocchi, idioti e opportunisti, hanno sempre avuto un ritorno elettorale ben oltre i meriti del loro intelletto. La politica è stracolma di questa particolare genia, anche perché il cittadino medio ha mandato giù a memoria il teorema dell’accozzo, ritenendo che ciò che gli spetta di diritto lo si possa avere non per merito, non in quanto dovuto, ma solo per grazia ricevuta, passando attraverso nobili intermediari, come l’onorevole tizio, il senatore caio, l’assessore sempronio. Su questo modo becero di interpretare la politica, su questa personalissima rivisitazione dei bisogni della gente, gli omuncoli della politica hanno costruito la loro fortuna. Ora basta! E’ giunto il momento di voltare pagina, di attuare un vero cambio generazionale, di “imporre” attraverso il cumulo delle legislature il rinnovamento che la stragrande maggioranza dei cittadini chiede a gran voce. E questo, a nostro modestissimo parere, lo si deve esigere non solo a sinistra ma, in maniera trasversale, anche al centro e a destra. Lo svecchiamento della politica è un’ opportunità di cui il paese e, in particolare, la Sardegna, non può permettersi di fare a meno. Siamo stanchi di vedere le solite facce, che dicono da decenni le solite cose, e che continuano a prenderci per il naso, con promesse che sanno già in partenza non potranno mai mantenere. E noi lì, come degli allocchi, a pendere dalle labbra di chi vende fumo, a chiedere l’elemosina del posto di lavoro, a mendicare speranze.
“Largo ai giovani”. All'insegna di questo slogan, vecchio come il cucco e arciabusato ma oggi quanto mai valido, non dobbiamo permettere ai “mestieranti” della politica di ripresentarsi al giudizio degli elettori. Nel caso avessero ancora la spudoratezza di farlo, abbiano un’arma letale come il voto, che può permetterci di staccare loro la sedia, incollata ormai da lustri, dal sedere. Vogliamo sprecare ancora una volta questa grande opportunità che ci offre la democrazia?
Di pig (del 13/02/2008 @ 13:41:22, in politica, linkato 528 volte)
Il Puc, il Piano urbanistico comunale, ha fatto capolino, nuovamente, tra i banchi del consiglio comunale di Oristano. Se ne è discusso, senza infamia e senza lode, grazie ad una mozione del vicepresidente del consiglio comunale, l’indipendente Umberto Capoccia, con la quale chiedeva, in sintesi, la revoca del Puc. La revoca del piano permetterebbe, infatti, la fine della vessazione nei confronti dei cittadini e, finalmente, la possibilità di ridare fiato all’imprenditoria edile della città e a tutto ciò che ruota attorno ad essa. Da questo orecchio, però, la maggioranza di centrodestra, guidata da “Nonna Abelarda Nonnis” e, nella fattispecie, dall’assessore comunale all’Urbanistica, Piero Franceschi, non vuole proprio sentire. E continua imperterrita il suo iter tortuoso, fatto di tentennamenti, scivolate, soluzioni tampone, piccoli passi, fino ad arrivare al varo dell’ufficio del piano interno all’amministrazione (presentato come la panacea di tutti i mali) utile, secondo l’assessore, per adeguare la dinamicità del Puc, che non è come il Piano regolatore generale, tale e quale da cinquant’anni. Insomma, non è stato detto, né attuato in concreto niente di nuovo che già non si sapesse. Come la solita, stantia solfa, del “..stiamo dialogando; stiamo collaborando con la Regione”, per poi, di fatto, non seguire i suggerimenti, i dettami dell’assessorato regionale e continuare ad insistere, cocciutamente, sui propri errori. Con il brillante risultato che tutto in città, al di la delle chiacchiere, è ancora inesorabilmente fermo. Tutto, tranne i sogni dell’assessore Franceschi che, prendendo spunto dal titolo di un film di Trosi “Ricomincio da tre“, si è detto certo che tre cose giuste in questo Puc ci saranno: il fatto che sia dimensionato per 46mila abitanti (sic!); la modifica delle norme di attuazione e il regolamento edilizio del Puc, e…”.E poi niente, perchè l’assessore all’Urbanistica, si è dimenticato di menzionare la terza “cosa giusta”, come ha immediatamente fatto osservare il consigliere Arca (Pd), che ha chiesto a gran voce, assieme ai consiglieri Cadeddu (Fortza Paris) e Scanu (Udeur) la revoca del Puc, per sbloccare la città e per non penalizzare ulteriormente i cittadini. Contro la revoca si sono, invece, espressi Lisini (An), Uras (Udc) e Solinas (Fotza Paris), questi ultimi due ex assessori nella precedente giunta Barberio, ed ora all’opposizione, che hanno difeso a spada tratta il loro precedente operato. In particolare lo ha fatto, come era scontatamente ipotizzabile, Giuliano Uras, che ha detto fra l'altro, letteralmente, con molta progettuale lungimiranza, “…mi auguro che il Piano paesaggistico regionale cada, perché sono sempre stato un assertore della sua cecità, perché è troppo veloce, ha una visione ambientalista di primo ordine, la condivido, ma le hanno mischiate talmente bene, in un modo tale per cui non si può buttare l'acqua senza buttare il bambino”. Per restare in tema, questa stessa immagine potrebbe dipingere in maniera perfetta quella sorta di aborto e di insipido minestrone che è il Puc varato, sulla carta, dall’ex assessore Uras. Con un’altra, piccola differenza: che Uras non è neppure riuscito, visti i risultati, a mischiare bene gli ingredienti. La mozione sul Puc è stata poi ritirata da Capoccia, che, sapendo che sarebbe stata bocciata, aveva il solo scopo di sollevare il problema. Intanto, sul Puc pare che il gruppo consiliare del Pd stia organizzando un convegno, che dovrebbe tenersi probabilmente il prossimo 23 febbraio, per spiegare alla cittadinanza come stanno realmente le cose sul Piano urbanistico comunale, e il perchè il non revocarlo abbia bloccato l'edilizia in città. Concludendo, riportiamo due fatti che sono avvenuti in apertura della seduta del consiglio. Due episodi che, a nostro modesto parere, non sono certo rilevanti dal punto di vista politico (perchè, di fatto, non cambiano assolutamente nulla, almeno che non si voglia scambiare la bigiotteria per gioielli preziosi d'alta qualità), ma che incrementeranno ulteriormente fastidi e mal di pancia all’interno della maggioranza di centrodestra, dove non tutti pare stiano facendo salti di gioia per la nuova situazione. Il primo è la costituzione in consiglio comunale, da parte dei rappresentanti del vecchio Uds (Lutzu, Pia, Coghe, Cerrone, Deiara, e gli assessori di riferimento Pinna e Vidili), del gruppo “Verso il popolo delle libertà”. Un nome che è tutto un programma, e che, come già si sapeva da tempo (da quando Oscar Cherchi aveva fatto il salto della quaglia verso Forza Italia), indica in quale lido approderanno gli anti-Floris oristanesi. Il secondo riguarda l’ex movimento “Oristano Città Nuova”, confluito nell’Uds, che con Cenza Mattu e l’assessore, Salvatore Ledda, ora (dopo l’esodo del vecchio gruppo) rappresenta ufficialmente in consiglio comunale l’Unione dei Sardi.
Cenza Mattu ha voluto anche sottolineare come il documento “anonimo” (Il documento non era, infatti, firmato, ed era stato fatto circolare, nella seduta precedente del consiglio), che contestava la legittimità della fusione del movimento con l’Uds, non abbia valore alcuno, in quanto “…la democrazia e l’etica non si esprimono con i volantini anonimi, tanto meno millantando gruppi. Noi – ha detto Cenza Mattu – abbiamo la stessa faccia di sempre, e promuoviamo i valori con le azioni e non con le parole”. Dopo aver riposto e ribadito piena fiducia in Aldo leoni, ex coordinatore del movimento e attuale commissario provinciale dell’Uds, Cenza Mattu ha concluso dicendo: “Continueremo a garantire il nostro appoggio alla giunta Nonnis, sicuri che la città abbia bisogno di una maggioranza politica”. Leggendo tra le righe (questa è la nostra interpretazione), una maggioranza politica che, evidentemente, non c’è mai stata e non c’è ancora.
Di pig (del 15/02/2008 @ 07:07:06, in politica, linkato 477 volte)
Dall’Ufficio stampa della Regione riceviamo e volentieri pubblichiamo...
La Regione Sardegna ha concesso al comune di Cuglieri un finanziamento di 2,5 milioni di euro, per la realizzazione di un progetto pilota finalizzato al riuso del centro storico e alla sua riqualificazione ad uso turistico-ricettivo ed economico-commerciale.
Il progetto sarà realizzato con la partecipazione anche dei privati.
L’amministrazione comunale ha predisposto un documento strategico, nel quale sono state individuate le potenzialità e i possibili interventi per il rilancio del suo territorio.
Il progetto di riqualificazione, che vedrà coinvolti anche soggetti privati, partirà dalla borgata marina di Santa Caterina, si estenderà al centro urbano di Cuglieri ed al resto del territorio.
L’obiettivo strategico è quello di favorire apposite azioni di impulso e di riqualificazione dell’economia turistica, nonché interventi mirati alla promozione del turismo sostenibile e alla valorizzazione del patrimonio storico, ambientale e culturale.
Per illustrare l’iniziativa e promuovere la manifestazione, il comune di Cuglieri, in collaborazione con la Direzione generale dell’assessorato regionale degli Enti Locali, ha organizzato un convegno-dibattito al quale prenderanno parte il Presidente della Giunta Regionale, Renato Soru, e l’Assessore Regionale dell’Urbanistica, Gian Valerio Sanna.
L’appuntamento è previsto per le ore 16, presso la sala convegni dell’ex Convento dei Cappuccini
L’ Istar, Istituto storico arborense per la ricerca e la documentazione sul Giudicato di Arborea e il Marchesato di Oristano, in collaborazione con il Comune di Oristano e la Biblioteca comunale, ha bandito l’ottavo concorso “Conoscere il Giudicato di Arborea e il Marchesato di Oristano”.
Tre i temi scelti per questa nuova edizione del concorso che è rivolto a tutte le scuole di Oristano e della provincia.
La prima sezione è rivolta alle scuole d’infanzia e primarie e si intitola “Come immagini la vita nella reggia giudicale di Eleonora d’Arborea”.
Il secondo tema è pensato per le scuole medie e ha come titolo “Alla ricerca delle testimonianze storiche della civiltà giudicale e marchionale esistenti nella città e nel territorio”.
Il terzo tema, destinato ai ragazzi delle scuole superiori, è “Leonardo de Alagòn e la fine del Marchesato di Oristano”.
Gli alunni delle scuole dell’infanzia e primarie possono partecipare al concorso effettuando una serie di disegni corredati di brevi didascalie esplicative; gli alunni delle scuole medie inferiori e superiori dovranno invece realizzare un saggio breve che potrà consistere in un lavoro di non più di dieci cartelle, con relative didascalie esplicative, doverosamente corredate di indicazioni documentarie e bibliografie.
“Il concorso in questi anni ha riscosso un ottimo successo – osserva il Direttore scientifico dell’Istar Giampaolo Mele -. In quasi 10 anni di attività sono state coinvolte decine di classi e centinaia di studenti. Il concorso, che contribuisce a diffondere nelle scuole la conoscenza del Giudicato di Arborea e del Marchesato di Oristano, si affianca alle numerose iniziative scientifiche e di ricerca promosse dall’Istar, l’ultima delle quali ha direttamente coinvolto l’Archivio della Corona d’Aragona ai suoi massimi livelli”.
Gli elaborati del concorso dovranno pervenire alla Biblioteca Comunale di Oristano entro il 10 Maggio 2008. Per informazioni ci si può rivolgere agli uffici della Biblioteca comunale in via Carpaccio 9, Oristano, tel. 0783 791255, fax 0783 216049, e-mail istar@comune.oristano.itIl bando di concorso è reperibile nella sezione Istar del sito del Comune di Oristano all’indirizzo www.comune.oristano.it
Di pig (del 16/02/2008 @ 13:59:50, in politica, linkato 548 volte)
E’ durato oltre tre ore, il confronto tra l’assessore regionale, Gian Valerio Sanna, e il Consiglio direttivo della Cigl di Oristano. Oggetto dell’incontro, le problematiche economiche e sociali dell’Oristanese, alla luce dell’intesa istituzionale siglata di recente tra la Regione, la Provincia e il Comune di Oristano. Nel corso della riunione si è discusso ad ampio raggio, tant’è che si è parlato anche dei problemi urbanistici e del Piano paesaggistico regionale. Il segretario provinciale della Cgil, Giampaolo Lilliu, ha ricordato le varie fasi che hanno portato alla definizione del documento strategico, che dovrebbe individuare le azioni di sviluppo del nostro territorio. Lilliu ha ritenuto indispensabile il confronto diretto con il rappresentante della giunta regionale, per cercare di individuare ed analizzare, in particolare, le debolezze dell’intesa istituzionale, che non ha soddisfatto totalmente le parti sindacali. E a questo proposito si è convenuto che vi saranno altri incontri periodici tra le parti, per verificare l’iter dei progetti già individuati. L’assessore agli Enti Locali, Gian Valerio Sanna, ha ricordato, fra l’altro, che l’intesa ha rappresentato un momento importante, ma ha anche sottolineato, che rispetto ad altri territori la provincia di Oristano avrebbe potuto ottenere certamente di più. Le cause secondo Sanna sono da ricercare nell’estrema debolezza dei progetti proposti. Manca, infatti, sempre secondo l'assessore, soprattutto un’ analisi di quella che dovrebbe essere la strategia del territorio, con il Comune e la Provincia che dovrebbero essere i motori propulsivi dell’avvio di quel processo atto a garantire un recupero dell’Oristanese nei confronti delle altre province dell’isola. Per il rappresentante della giunta regionale, il tessuto economico locale è, infatti, paralizzato da lungo tempo, con una infinità di errori e strategie che hanno condizionato, ulteriormente, la ripresa economica del territorio. Come esempio negativo Sanna ha citato il Sil, che è diventato solo un strumento di occupazione del potere. “I progetti per il polo universitario e per l’aeroporto non sono decollati, proprio perché carenti di strategie. E invece di avviare le strategie, si è consumato il capitale sociale – ha spiegato l’assessore Sanna - e non si è data robustezza alle scelte affrontate. L’intesa siglata è, a mio parere, carente d’interventi. Occorre, quindi, avviare progetti seri. Le risorse, infatti, ci sono – ha concluso Gian Valerio Sanna -, ma mi preoccupa soprattutto l’immobilismo del Comune. La giunta regionale ha mostrato grande attenzione, ma il capoluogo è colpevolmente fermo. Ha un Piano urbanistico comunale non approvato e senza alcun valore e un Piano regolatore vecchio, che ha solo prodotto ulteriori vincoli e penalizzato i cittadini. Nonostante dicano il contrario, la verità vera è che i veri vincoli li hanno imposti loro, non certo la giunta regionale o il Piano paesaggistico. La strada la si conosce. Se si vogliono creare condizioni di sviluppo per la città, occorre lavorare sodo, programmare ed elaborare progetti seri e credibili”.
Di pig (del 17/02/2008 @ 01:44:14, in politica, linkato 418 volte)
Il Partito Democratico muove le gambe, dandosi finalmente regole valide per tutti (o quasi?), approvando all’unanimità Statuto, Manifesto dei valori e Codice etico. All’Assemblea Nazionale Costituente, Walter Veltroni ha esposto "dodici proposte innovative per cambiare l'Italia". Ma per cambiare effettivamente l’Italia, prima bisogna rinnovare e proporre qualcosa di veramente nuovo, ad iniziare dalle facce, all’interno del partito. E questo non può avvenire, se non liberiamo il Pd da mestieranti, professionisti e maneggioni della politica. La base lo chiede, da tempo, a gran voce. E visto che il Pd sardo ha una cera autonomia, non può prescindere, per le candidature, da adottare la regola del cumulo delle tre legislature. Solo così si potrà avere la svolta tanto auspicata. Siamo solo degli illusi?
Intanto, queste sono, in sintesi, le dodici tavole di Veltroni:
Primo. Scegliere come priorità infrastrutture e qualità ambientale. No alla protesta Nimby e sì al coinvolgimento e alla consultazione dei cittadini. Sì agli impianti per produrre energia pulita, ai rigassificatori, ai termovalorizzatori e all'Alta Velocità e al completamento della Tav.
Secondo. Innovazione del Mezzogiorno. No ad una "politica per il Mezzogiorno che disperda fondi in una miriade di programmi, mentre diciamo sì ad una drastica e veloce revisione dei programmi europei.
Terzo. Controllo della spesa pubblica. Il governo Prodi ha risanato e migliorato i conti pubblici. Per questo il nostro slogan è spendere meglio, spendere meno.
Quarto. "Fare quello che non è mai stato fatto": ridurre le tasse ai contribuenti leali ai lavoratori dipendenti e autonomi. A partire dal 2009 un punto in meno di Irpef ogni anno per tre anni
Quinto. Investire sul lavoro delle donne. Noi vogliamo trasformare il capitale umano femminile in un asso per la partita dello sviluppo.
Sesto. Il problema della casa. Aumentare le case in affitto e "costruzione di circa 700 mila nuove case da mettere sul mercato a canoni compresi tra i 300 e i 500 euro".
Settimo. Invertire il trend demografico mediante l'istituzione di una dote fiscale per il figlio. 2500 euro al primo figlio e aiuti per gli asili nido.
Ottavo. L'università. Cento nuovi campus universitari e scolastici entro il 2010.
Nono. Lotta alla precarietà, qualità del lavoro e sua sicurezza. I giovani precari dovranno raggiungere il minimo di 1.000 euro mensili.
Decimo. La sicurezza. Maggiori fondi per le forze dell'ordine e certezza della pena come uno dei cardini dell'azione di governo del centrosinistra.
Undicesimo. Giustizia e legalità. Da troppi anni c'è uno scontro nel Paese. Nell'ordinamento verrà inserito il principio della non candidabilità in Parlamento dei cittadini condannati per reati gravissimi connessi alla mafia, camorra e criminalità organizzata o per corruzione o concussione.
Dodicesimo. L'innovazione. Portare la banda larga in tutta l'Italia, garantire a tutti una tv di qualità, superare il duopolio tv e correggere gli eccessi di concentrazione delle risorse economiche.
Questa la sintesi. Per chi ha tempo e voglia, ecco il testo integrale delle dodici proposte:
Primo: modernizzare l’Italia
Pensare ad un’Italia moderna significa scegliere come priorità le infrastrutture e la qualità ambientale.
Il Paese ha bisogno di infrastrutture e servizi che oggi sono ostacolati più da incapacità di decisione che da carenza di risorse finanziarie.
Noi riformeremo la normativa di valutazione ambientale delle opere, con l'eliminazione dei tre passaggi attuali e la concentrazione in un’unica procedura di autorizzazione, da concludere in tre mesi. La priorità va data agli impianti per produrre energia pulita, ai rigassificatori indispensabili per liberalizzare e diversificare l'approvvigionamento di metano, ai termovalorizzatori e agli altri impianti per il trattamento dei rifiuti, alla manutenzione ordinaria e straordinaria della rete idrica.
L’Alta Velocità è il più grande investimento infrastrutturale in corso nel nostro Paese: va completato e utilizzato appieno. Il completamento della TAV metterà a disposizione del trasporto regionale un aumento del 50 per cento delle tratte ferroviarie. Noi le useremo per ridurre il traffico attorno alle grandi città e per dare ai pendolari un servizio finalmente decente.
Secondo: crescita del Mezzogiorno, crescita dell’Italia.
La priorità in materia è quella di portare entro il 2013 la rete delle infrastrutture, a cominciare dal sistema dei trasporti – strade, ferrovie, porti, aeroporti e autostrade del mare – su un livello quantitativo e qualitativo confrontabile con l’Europa sviluppata. E lo stesso vale per servizi essenziali come quelli idrici e ambientali.
La Sicilia ha bisogno di una rete infrastrutturale che le consenta di diventare davvero, con le altre regioni del nostro Mezzogiorno, la naturale piattaforma logistica per gli scambi di servizi, di beni, di persone, di culture in un’area cruciale del mondo.
Terzo: controllo della spesa pubblica.
Proprio l’esperienza di questi due anni ci consente di dire credibilmente ai cittadini italiani che nella prossima legislatura, il banco di prova decisivo per il Governo del Partito Democratico è quello di riqualificare e ridurre la spesa pubblica. Senza ridurre, anzi facendo gradualmente crescere in rapporto al PIL, la spesa sociale aumentandone la produttività e rendendola finalmente quel fattore di sviluppo e di uguaglianza che oggi ancora non è.
Mezzo punto di PIL di spesa corrente primaria in meno nel primo anno, un punto nel secondo e un punto nel terzo: il conseguimento di questo risultato è condizione irrinunciabile per onorare l'altro impegno che assumiamo con i contribuenti italiani, famiglie e imprese: restituire loro, con riduzioni di aliquota e detrazioni, ogni Euro di gettito aggiuntivo, derivante dalla lotta all'evasione fiscale. Obbiettivo del Partito Democratico è quello di semplificare il nostro barocco sistema amministrativo, ridurre le sovrapposizioni fra uffici, livelli istituzionali, organismi ed enti pubblici, accorpare in un’unica sede provinciale tutti gli uffici periferici dello Stato.
Cominceremo da subito abolendo le Province nei grandi Comuni metropolitani, ai quali andranno dati poteri reali in settori importanti come la mobilità. Utilizzeremo in modo produttivo il grande patrimonio demaniale, con l’accordo di Stato e Comuni, in modo da abbattere contestualmente di qualche punto il debito pubblico, che potrà così scendere più rapidamente al di sotto della soglia del 100 per cento sul PIL. Libereremo così risorse per almeno un punto di PIL all’anno.
Quarto: Pagare meno, pagare tutti.
Oggi è possibile ridurre davvero le tasse ai contribuenti leali, che sono tanti, lavoratori dipendenti e autonomi, e che pagano davvero troppo. Il risanamento della finanza pubblica realizzato negli ultimi due anni, combinato con questo credibile e concreto programma di riduzione e riqualificazione della spesa e con la prosecuzione della lotta all’evasione, permette per il futuro, anche per quello immediato, di programmare una riduzione del carico fiscale.
Un obiettivo che si traduce, subito, in un incremento della detrazione IRPEF a favore dei lavoratori dipendenti. E dunque in un aumento di salari e stipendi.
Quinto: investire sul lavoro delle donne.
Il modello sociale italiano è oggi afflitto da tre gravi patologie: bassi tassi di occupazione femminile, bassa natalità e alti tassi di povertà minorile. Per questo noi vogliamo trasformare l’enorme capitale umano femminile inattivo in un “asso” da giocare nella partita dello sviluppo, della competitività, del benessere sociale.Vogliamo rovesciare il circolo vizioso in un circolo virtuoso. Più donne occupate significa infatti più crescita, più nascite (come dimostra l’esperienza degli altri paesi europei), famiglie più sicure economicamente e più dinamiche e meno minori in povertà.
Sesto: aumentare il numero di case in affitto.
La scarsa disponibilità di case in affitto blocca la mobilità, specie dei giovani e delle giovani coppie. Il terzo delle famiglie che non possiede abitazioni è esposto al rischio di aumenti dei costi degli affitti e alle difficoltà di poter acquistare una casa senza venderne un'altra.
Tra le misure che proporremo per aumentare l’offerta di case in affitto, un grande progetto di social housing realizzato da fondi immobiliari di tipo etico a controllo pubblico, con ruolo centrale della Cassa Depositi e Prestiti, che può mobilitare risorse per 50 miliardi di euro, senza intervento di spesa pubblica, per la costruzione e gestione di 700 mila unità abitative da mettere sul mercato a canoni compresi fra i 300 e i 500 euro.
E una coraggiosa riforma del regime fiscale degli affitti: tassare il reddito da affitto ad aliquota fissa, ferma restando l’opzione per la condizione di miglior favore; e consentire la detraibilità di una quota fissa dell’affitto pagato fino a 250 euro mensili.
Settimo: incremento demografico.
Grande obiettivo programmatico del Partito Democratico è quello di invertire l’attuale trend demografico, aiutando in modo significativo le famiglie con figli, mediante l’istituzione della Dote fiscale per il figlio, proposta dalla Conferenza governativa di Firenze sulla famiglia.
La Dote sostituisce gli attuali Assegni per il nucleo familiare e le detrazioni Irpef per figli a carico, assicura trattamenti significativamente superiori a quelli attuali, si rivolge anche ai lavoratori autonomi.
L'asilo nido deve diventare un servizio universale, disponibile per chiunque ne abbia bisogno. Il nostro obiettivo, in collaborazione con le Regioni e gli enti locali, è quello di raddoppiare il numero dei posti entro cinque anni, in modo da assicurare il servizio ad almeno il 20 per cento dei bambini da 0 a 3 anni.
E’ anche con questi strumenti che si sostiene la famiglia, che la si aiuta a svolgere la sua importante funzione sociale.
Dobbiamo fare della nostra una società a misura di bambino, riservando all’infanzia i tempi e gli spazi di cui ha bisogno.
Ottavo: Scuola, Università e Ricerca.
Abbiamo bisogno di “campus” scolastici e universitari. Abbiamo bisogno che per i ragazzi i luoghi di formazione non siano come una fabbrica o un ufficio, ma dei centri di vita e di formazione permanente. Cento “campus”, universitari e scolastici, dovranno essere pronti per il 2010. Questi saranno a tutti gli effetti delle centrali di sapere per le comunità locali, dei luoghi di formazione e di “internazionalizzazione” per i nostri ragazzi.
Tutti gli studenti delle scuole italiane saranno periodicamente sottoposti a test oggettivi, che serviranno alle famiglie per valutare la qualità dell’apprendimento dei ragazzi e della scuola che frequentano.
Importante sarà l’investimento destinato alla professionalità dei docenti. Ciò significa ad esempio prevedere per gli insegnanti periodi sabbatici di aggiornamento intensivo, così come avviene per i professori universitari.
Quanto alla ricerca, dobbiamo spingere le imprese a investire più risorse, concentrando solo sugli investimenti in ricerca e sviluppo i contributi a fondo perduto.
Nono: lotta alla precarietà, miglior qualità del lavoro e più sicurezza, un diritto fondamentale della persona umana.
In questo senso si tratta di difendere e promuovere standard minimi di civiltà. Ma anche di far avanzare un’idea alta della competizione e della produttività.
Per questo bisogna creare un'unica Agenzia Nazionale per la sicurezza sul lavoro, grazie alla quale potrà essere realizzato un sistema di forti premi per le imprese che investono in sicurezza, agendo sul livello della contribuzione; bisogna, inoltre, avviare la sperimentazione di un compenso minimo legale, concertato tra le parti sociali e il governo, per i collaboratori economicamente dipendenti, con l'obiettivo di raggiungere 1.000 euro mensili.
Troppi giovani sono ora “intrappolati” troppo a lungo, spesso per anni, in rapporti di lavoro precari.
Noi contrasteremo questa situazione, facendo costare di più i lavori atipici e favorendo un percorso graduale verso il lavoro stabile e garantito. Un percorso che preveda un allungamento del periodo di prova e una incentivazione e modulazione del contratto di apprendistato come strumento principale di formazione e di ingresso dei giovani nel lavoro.
Decimo: garantire la Sicurezza.
Far sentire sicuri i cittadini, aumentando la presenza di agenti per strada e anche utilizzando nuove tecnologie è uno dei principali obiettivi programmatici del Partito Democratico.
Per questo, trasferiremo ai comuni funzioni amministrative e vareremo un piano di mobilità interna alla Pubblica Amministrazione di personale civile oggi sottoutilizzato, per impiegarlo nelle attività amministrative di supporto alle attività di polizia. La sicurezza dipende anche dalla certezza della pena. Troppo frequenti sono i casi di condannati per reati di particolare allarme sociale che vengono ammessi a rilevanti benefici di legge senza avere mai scontato un giorno di carcere.
Il “pacchetto sicurezza” approvato dal Consiglio dei Ministri il 30 ottobre scorso aveva ampliato il numero dei reati particolarmente odiosi, fra questi la rapina, il furto in appartamento, lo scippo, l’incendio boschivo e la violenza sessuale aggravata. E in tutti questi casi prevedeva l’obbligo della custodia cautelare in carcere, il giudizio immediato, l’applicazione d’ufficio della custodia cautelare in carcere già con la sentenza di primo grado e l’immediata esecuzione della sentenza di condanna definitiva senza meccanismi di sospensioni. Su questa linea noi proseguiremo.
Undicesimo: giustizia e legalità
Di innovazione ha bisogno un’altra sfera decisiva nella vita di un Paese e di ogni suo cittadino: quella della giustizia, della legalità. Il Partito Democratico, sia attraverso il codice etico, sia attraverso norme statutarie relative ai comportamenti di suoi iscritti eletti nelle istituzioni, stabilisce indicazioni rigorose in particolare sulla qualità delle nomine di cui i suoi rappresentanti dispongono.
Proporremo, inoltre, norme innovative per la trasparenza delle nomine di competenza della politica. Per ognuna di esse, dovranno essere predeterminati e resi pubblici criteri di scelta fondati sulle competenze; attivate procedure di sollecitazione pubblica delle candidature; infine, pubblicato lo stato e gli esiti delle procedure di selezione. Noi proporremo anche di introdurre nel nostro ordinamento il principio della non candidabilità al Parlamento dei cittadini condannati per reati gravissimi come quelli connessi alla mafia e alla camorra, alle varie forme di criminalità organizzata, o per corruzione o concussione. Il nostro undicesimo grande obiettivo programmatico comprende anche il motivo principale dell’emergenza giustizia: i tempi del processo, sia penale che civile.
Noi porteremo a compimento le riforme avviate negli scorsi anni, come la razionalizzazione e l’accelerazione del processo civile e di quello penale. Ma adotteremo anche provvedimenti amministrativi che possono essere presi immediatamente, per accrescere l’efficienza del sistema giudiziario italiano.
C’è poi il nodo delle intercettazioni telefoniche, informatiche e telematiche. E’ uno strumento essenziale al fine di contrastare la criminalità organizzata e assicurare alla giustizia chi compie i delitti di maggiore allarme sociale, quali la pedofilia e la corruzione. Si tratta di conciliare queste finalità con i diritti fondamentali, come quello all’informazione e quelli alla riservatezza e alla tutela della persona.
Dodicesimo: banda larga in tutti Italia e TV di qualità.
L’effettiva possibilità di accesso alla rete a banda larga deve diventare un diritto riconosciuto a tutti i cittadini e a tutte le imprese, su tutto il territorio nazionale, esattamente come avviene per il servizio idrico o per l’energia elettrica. Noi realizzeremo, a partire dalle grandi città, reti senza fili a banda larga per creare un ambiente disponibile alla gestione di nuovi servizi collettivi.
Più libertà significa superamento del duopolio, oggi reso possibile dall'aumento di canali garantito dalla TV digitale. Per andare oltre il duopolio occorre correggere gli eccessi di concentrazione delle risorse economiche, accrescendo così il grado di pluralismo e di libertà del sistema. La libertà di informazione è un cardine della democrazia, come ci ha insegnato un grande giornalista, che resta nel cuore di tutti gli italiani, Enzo Biagi.
Più concorrenza significa ricondurre il regime di assegnazione delle frequenze ai principi della normativa europea e della giurisprudenza della Corte costituzionale. Più qualità: noi proponiamo di istituire un fondo, finanziato da una aliquota sui ricavi pubblicitari, che finanzi le produzioni di qualità. Dire qualità e dire Italia è la stessa cosa. Più autonomia della televisione dalla politica significa, subito, nuove regole per il governo della RAI. La nostra idea è quella di una Fondazione titolare delle azioni, che nomina un amministratore unico del servizio pubblico responsabile della gestione.
Di pig (del 18/02/2008 @ 15:09:43, in politica, linkato 956 volte)
Come ciascuno di voi avrà potuto notare, da qualche tempo a questa parte, c’è stata una proliferazione, un po’ dovunque, di convegni, dibattiti, incontri, riunioni, seminari, organizzati da partiti o associazioni culturali. I temi sono i più vari: da quelli strettamente politici, all’aborto (ancora?); da quelli scientifici, a quelli filosofici; dall’etica politica, al “suino nel terzo millennio”. Argomenti, a seconda dell’angolo visuale, più o meno interessanti, la maggior parte dei quali sono, però, mirati a fungere da passerella per il politico di turno, in particolare se il “geniaccio” figura tra i papali per una candidatura alle politiche. E’, questo, uno di quei periodi in cui il politico diventa onnisciente (o, perlomeno, visto che anche il politico più scalcinato pensa di esserlo, è un momento dove intensifica il suo delirio di onnipotenza del sapere), e non spreca occasione per esternare la sua scienza al popolo. Sono così pieni di se, i politici nostrani, che non si accorgono delle figure meschine cui vanno incontro, perchè dell’argomento in discussione spesso nulla sanno, niente conoscono. Saggezza suggerirebbe, in questo caso, di tacere e (parafrasando il detto) dare l’impressione di essere ignoranti, piuttosto che parlare e togliere ogni dubbio. Ma tutte le occasioni sono buone per dar sfogo al proprio ego, per parlarsi addosso, per far capire all’elettorato di esistere. Questo fenomeno accade a livello trasversale, ma in particolare per i politici che hanno trascorso la legislatura all’opposizione, dove soltanto pochi riescono comunque ad emergere, a farsi notare per le loro proposte, e ad avere quindi visibilità. Per gli altri cala, invece, l’inesorabile oblio. Se chiediamo oggi agli oristanesi, solo per fare un esempio, chi siano i consiglieri, i rappresentanti del nostro territorio che siedono, comodamente e senza sudore alcuno, sui banchi della Regione, molti non saprebbero rispondere, perché la maggior parte degli eletti nella nostra provincia si sono fatti notare durante la legislatura soprattutto per il loro silenzio. Ma di questi “muti della politica”, di questa “monezza intellettiva”, che ha badato soprattutto al suo interesse personale, la comunità che se ne fa? E, visto che molti hanno sprecato l’opportunità che i cittadini gli hanno concesso, quando questi sfrontati, con la solita faccia tosta, torneranno a chiedervi il voto, cacciateli via e ditegli, all’Albanese: ”Non ti sputo, perché ti profumo”. E’ questa, infatti, l’unica risposta che meritano molti di loro.
Su coloro che sono colpiti dall’ improvvisa frenesia della "visibilità a tutti i costi", è intervenuto (ma non solo su questo) sul suo sito, anche Gian Valerio Sanna (www.gianvaleriosanna.it), con un articolo dal titolo: “Ecco perché i carrozzoni vanno a rimorchio”. Articolo sul quale ognuno può, chiaramente, essere o meno d’accordo, e intervenire per dire la propria opinione. Questo, il testo:
Mi avevano spiegato quando ero piccolo cosa era “un carrozzone” ma ora, dopo un bel po’ di anni, dopo aver conosciuto il centro destra in Sardegna, ho capito che il carrozzone non è altro che un bel movimento di reduci e giovani arrivisti, che quando sono al potere sanno fare benissimo gli affari loro e quando sono all’opposizione dicono sempre le stesse cose ma di proposte, di idee, guai a parlarne, anzi si esaltano sempre a dire male di quello che fanno gli altri, ma mai controbattere su come sarebbe stato meglio fare.
Parlano con le parole degli illusionisti, creano scenari apocalittici dove, prendendo la parola a nome dei cittadini, mettono loro in bocca considerazioni che quasi sempre sono esclusivamente frutto dell’esigenza del copione politico scritto da altri, e che loro, impenitenti sostenitori dell’unto dal signore, recitano esaltati nell’unica parte dei “grilli parlanti”. Siamo quasi quattro anni che non sentiamo che dire le stesse sciocchezze, Soru qua e Soru la, sempre a parlare delle responsabilità pubbliche degli altri in termini di attacco personale, e mai secondo ragionamenti che mettano davvero la testa dentro i problemi, e senza mai giudicare nemmeno un pò quello che non fanno loro, le elaborazioni, i consigli, le integrazioni che potrebbero dimostrare davvero che si tratti di persone che hanno l’interesse generale al primo punto della loro agenda politica. Questa è la politica che ha fallito, quella che i cittadini hanno stancato e disprezzano di più, perché non porta mai ad una decisione senza polemica, ad un fatto concreto che possa scriversi come il punto più alto di una sintesi nell’interesse della gente. Preoccupa non poco, che in questa finzione ed in questo errore cadano spesso anche quelli che all’impegno di governo, alle responsabilità di un programma di legislatura avevano giurato fedeltà, ma che mostrano tutte le loro insicurezze ed inadeguatezze nel sottomettersi all’idea che opporsi e contrastare renda più visibili o sia più conveniente che faticare per un progetto. La politica che si basa sul principio “mors tua vita mea” è la politica dell’inciviltà, dell’incapacità di mostrare come la responsabilità pubblica sia qualcosa di utile, perché sa decidere invece che insultare. Sono andato a vedere il sito di qualche deputato sardo, il suo lavoro, i contenuti delle fatiche parlamentari a favore dei sardi, e ho trovato soltanto iniziative, poche fra l’altro, per contrastare e combattere le decisioni del governo regionale che, nel bene o nel male, rappresenta e tutela i diritti dei sardi. Ora hanno cominciato anche a frequentare le assemblee pubbliche in diversi comuni, così come è d’obbligo sotto elezioni per “farsi vedere”, e non mancano di prendere la parola prima di tutto per elargire la solita dose di insulti nei confronti di qualcuno, e poi per dire e non dire, con affermazioni che tutto dimostrano fuorché che conoscano minimamente quello di cui si discute. Credo che, tutto sommato, debbano continuare così perché le reazioni dei cittadini ed il poco gradimento che la gente mostra a queste intrusioni da strapazzo è sicuramente a vantaggio della chiarezza, dal momento che dopo il collasso ed il decadimento che la politica ha raggiunto in questi anni siamo al fondo e più in giù non si potrà andare e dunque qualcuno si porrà il tema di come scegliere la classe politica più dignitosa da cui farsi rappresentare. Quello che, con coraggio, porta avanti il Segretario del Partito Democratico è il segno di una discontinuità che si vuole dare a questa piega assunta dalla politica. Dobbiamo uscire dal tunnel dell’inutile, finire di mediare e di masticare parole per mestiere, smettere di illudere i cittadini di quello che non si potrà fare, e scegliere la pazienza dei gesti semplici e delle decisioni possibili, per tenere unita la nostra società sempre più bisognosa di coesione e di speranza. In tutto questo ci sarà posto anche per il giudizio elettorale, quello sovrano, democratico e libero, che sarà giudizio se saprà giudicare tutto e tutti, anche quelli che avevano un mandato di minoranza che non significa tuttavia mandato di impunità di giudizio pubblico.
Di greg (del 19/02/2008 @ 14:40:14, in politica, linkato 554 volte)
Il Comune di Oristano, attraverso l’Assessorato ai Servizi sociali, partecipa al Programma regionale sperimentale di interventi di contrasto della povertà destinato a famiglie e persone senza reddito.
“Con questo progetto – ha spiegato l’Assessore Ledda, nel corso di una conferenza stampa - si intende garantire il soddisfacimento dei bisogni fondamentali delle famiglie e delle persone in condizioni di povertà, perseguendo l’obbiettivo di un loro ricollocamento sociale attraverso programmi personalizza. L’iniziativa, che i Servizi sociali del Comune di Oristano stanno portando avanti per essere d’aiuto alle persone più emarginate, prevede sia un aiuto finanziario mensile, sia la possibilità, tramite un programma mensile concordato con i servizi sociali, di un reinserimento nella società. Il Comune dispone di un fondo complessivo di 96 mila Euro, di cui 64 mila erogati dalla Regione e 32 mila come quota comunale”. Ll’Assessore Ledda ha poi spiegato come l’azione dei servizi sociali si realizzi attraverso contratti personalizzati, con i quali si punta a coinvolgere i beneficiari in attività di carattere sociale oppure destinate alla cura della persona.
Per partecipare al bando occorre essere residenti a Oristano da almeno 24 mesi, essere privi di reddito, o con un reddito annuo (fa fede la dichiarazione ISEE per l’anno 2006), inferiore ai 4mila 500 Euro.
I soggetti che intendono partecipare dovranno presentare domanda, utilizzando esclusivamente la modulistica disponibile presso l’Urp in piazza Eleonora 44, presso l’Informacittà in piazza Eleonora, Palazzo Campus Colonna e sul sito del Comune all’indirizzo www.comune.oristano.it
Le domande, complete della certificazione ISEE per l’anno 2006 rilasciata dai CAF, dovranno essere presentate, a mano o tramite raccomandata, all’Ufficio protocollo entro il 7 Marzo 2008.
Sempre l'assessorato ai Servizi sociali comunica, inoltre, che all'Albo pretorio, e sul sito internet del Comune di Oristano, è stato pubblicato il bando per la concessione dei contributi, a fondo perduto, per l'eliminazione e il superamento delle barriere architettoniche negli edifici privati. Le domande, redatte sull'apposito modulo disponibile presso gli uffici comunali e sul sito internet del comune (www.comune.oristano.it), devono essere presentate entro il 1° Marzo 2008. Le richieste, per essere valide, devono avere per oggetto opere non ancora realizzate e devono essere presentate dal portatore di handicap o da chi ne esercita la tutela o la potestà. Ulteriori informazioni possono essere richieste all'ufficio dei Servizi sociali, Palazzo degli Scolopi, piazza Eleonora d'Arborea, tel. 0783 791485.
Se vostra moglie, la vostra compagna o la vostra fidanzata fuma, e per giunta dentro casa, e il fumo vi da tremendamente fastidio, in particolare all’interno delle quattro mura, ditele semplicemente di uscire, per cortesia, a fumare in giardino o sul balcone. Non fate com’è accaduto, invece, in Germania, ad un non fumatore integralista, che, esasperato dal fumo delle sigarette della fidanzata, ha deciso di passare ai fatti, e ha usato un estintore per spegnere la 'bionda' della compagna. E' successo a Bielefeld, nell'ovest della Germania. Protagonista un uomo di 42 anni, che e' andato su tutte le furie quando la fidanzata si e' accesa l'ennesima sigaretta, e ha svuotato l'intero estintore, riempiendo la casa di schiuma bianca. Gli agenti di polizia, intervenuti poco dopo, hanno arrestato l'uomo, che stava dando in escandescenze. Non verra' comunque accusato di alcun reato. E' proprio vero, quindi, che anche il fumo passivo può far andare di volta il cervello. L’interrogativo è ora se la ragazza deciderà di smettere di fumare o se manderà definitivamente al diavolo il fidanzato. Si accettano scommesse…
(articolo liberamente tratto da: www.corriere.it)
Di pig (del 20/02/2008 @ 20:16:47, in politica, linkato 533 volte)
Giornata full-immersion, per la giunta comunale di Oristano, che ha lavorato ininterrottamente dalle nove alle diciannove, per discutere di argomenti di una certa rilevanza e sui quali la città aspetta risposte da tempo. Si è parlato, infatti, fra l’altro, soprattutto del piano triennale e dell'elenco annuale delle opere pubbliche (sul cui ritardo aveva posto l’accento il capogruppo consiliare del Pd, Peppino Marras, con una interrogazione, pubblicata su questo Blog il 10 gennaio) e dell’adesione ad Abbanoa, il gestore unico del servizio idrico integrato dell’autorità d’ambito della Sardegna. Per quanto riguarda le opere pubbliche, l'elenco annuale e la programmazione triennale non rappresentano un mero e semplice atto formale previsto dalla legge, ma sono l'esplicitazione fondamentale degli obiettivi che l'organo governativo intende raggiungere. Dopo tanta approssimazione, in un settore dove l'attuale giunta ha sempre proceduto in maniera confusa, “Nonna Abelarda Nonnis “ e i suoi adepti avrebbero ora individuato delle priorità, che riguarderebbero alcuni progetti mirati a ridare decoro ad Oristano, in modo tale che la patria di Eleonora possa ricoprire, a pieno titolo e sotto tutti i punti di vista, il suo ruolo di città capoluogo. Occorrerà, a questo punto, a detta della giunta, fare bene i conti con le scarse risorse a disposizione (e, a questo proposito, siamo ancora in attesa di conoscere che fine abbiano fatto i tanti denari ricevuti negli ultimi anni dalla Regione, e come si stia cercando di porre rimedio al rischio del dissesto finanziario), non ponendo in essere progetti megagalattici di difficile soluzione, ma opere utili a raggiungere lo scopo senza dissanguare il comune. Una politica, quindi, di “oculato risanamento”, facile da attuarsi a parole, ma di indubbia, concreta difficoltà nella sua effettiva realizzazione. Una scommessa, quella del decoro cittadino, già evidenziata da “Nonna Abelarda Nonnis” durante la campagna elettorale, che ancora stenta a decollare, e a cui i cittadini credono con difficoltà, visto che nel “periodo delle promesse” tante cose erano state dette (vedi revoca del Puc, solo per fare un esempio) e sono state, poi, puntualmente disattese. Più complicata e delicata la vicenda Abbanoa. All’interno della giunta esistono posizioni differenti. Ci sono i “falchi”, che vorrebbero non si aderisse, nonostante la consapevolezza delle difficoltà che questo comporterebbe, considerato che il comune non possiede, certamente, competenze e professionalità per un’avventura isolata. Più ragionevoli, invece, le “colombe”, ovvero assessori che, consci dell’inevitabilità dell’adesione, così come peraltro previsto dalla legge, stanno cercando di “alzare il prezzo” nelle trattative con il gestore unico.
“Abbiamo chiesto delle garanzie. Non vogliamo – è stato detto – che a farne le spese siano soprattutto i cittadini. Per questo motivo stiamo cercando di ottenere, per quanto riguarda il pagamento degli arretrati, di dilazionare il pagamento delle bollette nel tempo più lungo possibile, e, per il resto, di strappare condizioni vantaggiose”. Di quanto discusso nella riunione fiume, la giunta ne parlerà ora nelle rispettive commissioni e nell’intergruppo di maggioranza, e poi, una volta giunti alla sintesi, porterà l’argomento all’attenzione del consiglio comunale per la decisione definitiva. Il tempo dirà se i buoni propositi di “Nonna Abelarda Nonnis” e compagnia troveranno attuazione pratica, in modo tale che gli oristanesi non continuino ad essere vessati dai ritardi di una politica scriteriata. La multa mastodontica per il mancato avvio della raccolta differenziata è il classico esempio di come i cittadini debbano pagare, pesantemente, l’incompetenza e il menefreghismo della precedente, disastrosa giunta di centro-destra, di cui, peraltro, alcuni ex assessori continuano a fare bella mostra di se anche nell’attuale esecutivo. Forse, proprio per questo motivo, è oltremodo difficile credere alle esternazioni della giunta attuale. “Nonna Abelarda Nonnis” voleva una squadra totalmente nuova, ma ha dovuto ingoiare il rospo del precedente vecchiume, facendo, come si usa dire con termine abusato, buon viso a cattivo gioco. Eppure, è risaputo che la “ministra riscaldata” non piace a nessuno. Figuratevi a “Nonna Abelarda”, che è sempre stata una buona forchetta.
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