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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Di pig (del 02/09/2010 @ 00:30:10, in politica, linkato 582 volte)
Dopo la pausa estiva, il consiglio regionale e quello provinciale hanno ripreso la propria attività (il consiglio comunale di Oristano è, invece, ancora in fase di meditazione), anche se, sia per la nostra isola che, in particolare, per quanto riguarda la nostra “povera” (sotto tutti gli aspetti) provincia, la politica stenta ancora decollare. A dire il vero, decollare in questo caso è una parola grossa, perché stante il livello medio-basso, in generale, dei politici isolani, si dovrebbe parlare non di decollo ma di andamento lento e, per giunta, rasoterra. La nostra non è una provocazione, ma una constatazione condivisa non dagli addetti ai lavori ma dalla gente comune che, generalizzando, vede la politica come “una cosa sporca ” e i politici come “persone di cui non ci si può fidare”. Per stare alle cose di casa nostra, senza scomodare le alte sfere e scandali relativi agli affari per ricostruzioni varie, corruzioni, appartamenti ricevuti in regalo, e leggi ad hoc salva-processi, ad allontanare sempre di più i sardi dalla politica non hanno certo giovato, fra l’altro, i recenti avvenimenti sul business eolico, che vedono inquisiti uomini politici di spicco, ad iniziare dal presidente della Regione, Ugo Cappellacci. Evidentemente, il repulisti operato da “mani pulite” è stato solo parziale e non ha insegnato niente se, a tutti i livelli, si continua a strombazzare di “...far politica nel solo ed esclusivo interesse della comunità” e poi si continua a rubare a pieni mani. Una interpretazione personalissima e singolare, di intendere “la politica come servizio”. Di questi tempi è diventato, quindi, abbastanza difficile spiegare alla gente che anche tra i politici occorre fare dei distinguo e che non tutti i partiti sono uguali. Non solo è difficile, ma diventa addirittura impossibile se si continua a discutere dei problemi che interessano la propria comunità solo ed esclusivamente tra le quattro mura delle aule consiliari (sempre più deserte), dimenticando che gli interlocutori “privilegiati” non devono essere i colleghi, ma i cittadini. “Riportare la politica in mezzo alla gente” non è una frase fatta, e l’esempio recente dei dibattiti (sempre super affollati) organizzati da “Sardegna Democratica”, in tantissimi paesi della Sardegna, è la piena dimostrazione che la gente ha ancora voglia di ascoltare e discutere di problemi seri, reali, che toccano da vicino i cittadini, e non di sentire politici supponenti che discutono sui massimi sistemi. Questa, la spiegazione semplicissima (che per alcuni potrebbe sembrare semplicistica) del perché ci sia una così alta partecipazione ai dibattiti di “Sardegna Democratica” e il deserto nei luoghi dove si riunisce l’intellighenzia nostrana. Luoghi dove la logorrea abbonda; dove spesso ci si parla addosso (in particolare se ci sono le telecamere); dove, non rendendosi conto dei propri limiti, sguazzano tuttologi impreparati. Il risultato, dopo aver assistito ad alcune sedute del consiglio regionale, provinciale e comunale è uno solo: mal di stomaco e un senso di soffocamento “culturale” che induce a scappare e a cercare all’esterno un po’ d’aria pura. Una buona percentuale di colpa per questo disamore generale della politica è da attribuire anche ai partiti che, con poche sporadiche eccezioni, hanno totalmente perso il contatto con la gente. Ma esistono ancora i partiti? Esistono luoghi dove si discute ancora di politica e non di spartizione di incarichi, di alleanze e contro alleanze, di sgambetti e tranelli? Se la questione interessa “fino a pagina 10” il centro-destra, fautore della politica del reality, della disinformazione, e della bugia come forza propulsiva, il discorso dovrebbe, invece, essere totalmente diverso per il centrosinistra, il cui compito dovrebbe essere quello di far aprire gli occhi a quanti si sono fatti incantare, anche in Sardegna, dalla sirena-Berlusconi e dalle sue false promesse. Ma a quanti importa, anche a sinistra, la politica del disincanto? Se si osserva con attenzione chi sono nell’isola i “manovratori” del partito più rappresentativo, il Pd, si riesce a capire benissimo il perché della difficoltà di creare una alternativa credibile al centro-destra. Un centro-destra deleterio e totalmente asservito al governo nazionale che, in pochi anni di attività (si fa per dire), è riuscito nell’impresa (o perlomeno ci sta tentando in tutti i modi) di cancellare la credibilità e il rispetto che il governo Soru era riuscito a guadagnarsi in campo nazionale, facendo retrocedere la Sardegna a livello da terzo mondo. Come si può evitare un’altra legislatura di sofferenza, come si può mandare a casa il centro-destra? Non c’è che un modo: mandando in pensione (peraltro dorata) il vecchiume, i bronzetti nuragici che, abituati da anni a considerare il partito di appartenenza come una cosa propria, sono abbarbicati sulle proprie posizioni di potere, impedendo ad altri di crescere. Non si tratta solo di un necessario ricambio generazionale ma di un modo diverso, moderno e dinamico di intendere la politica. E vero o no che “…sono sempre le solite facce” è la frase più ricorrente tra i simpatizzanti del centrosinistra? E allora perché non ascoltare la gente? Anche in Sardegna, una rottamazione delle vecchie cariatidi del Pd non solo è opportuna ma quanto mai necessaria.
“Abbanoa deve dare risposte esaurienti e riconoscere i diritti dei cittadini”. Questa l’estrema sintesi di quanto scaturito dall’incontro di questa mattina tra il sindaco di Oristano, Angela Nonnis, e il segretario regionale dell’Adiconsum, Giorgio Vargiu, per esaminare la situazione che si è creata con l’invio, da parte dell’ente gestore del servizio idrico, delle bollette alle famiglie oristanesi. Durante l’incontro ci si è soffermati, soprattutto, sul problema della retroattività dell’aumento tariffario e sulla legittimità della sua applicazione, con la posizione del Comune e dell’Adiconsum che sarà espressa, ufficialmente, ai vertici di Abbanoa. “Chiediamo ufficialmente un incontro al presidente di Abbanoa – hanbno affermato il sindaco Nonnis e il segretario dell’Adiconsum Vargiu -. In quella sede chiederemo il riconoscimento dei diritti e dei doveri di tutte le parti in causa: Abbanoa, comune di Oristano e, soprattutto, dei cittadini. Le maxibollette che le famiglie stanno ricevendo in questi giorni stanno provocando ovvie proteste. Le richieste di chiarimento sono più che legittime, e in questa direzione comune e Adiconsum avranno una posizione decisa nei confronti di Abbanoa”. “Un altro capitolo è quello relativo alle somme che ancora oggi Abbanoa deve al comune di Oristano – ha aggiunto il sindaco Nonnis -. C’è qualcosa nella gestione di Abbanoa che non quadra. Abbiamo aperto un contenzioso perché sono troppi gli impegni disattesi. Occorre, invece, che Abbanoa sia conseguente rispetto agli impegni presi e ai contratti sottoscritti. Per questi motivi è necessario un incontro, urgente, con il Ppesidente e i massimi vertici di Abbanoa per stabilire, una volta per tutte, un percorso rapido, sicuro e, soprattutto, rispettoso dei diritti, ma anche dei doveri, di tutti i soggetti coinvolti, ed anche per ridefinire e rimodulare gli accordi sottoscritti che non sono stati rispettati”. Su questa linea il sindaco Nonnis godrà del sostegno dell’Adiconsum che, anche su questo aspetto, chiederà il rispetto degli accordi sottoscritti: “Si tratta di risorse – ha detto Giorgio Vargiu - che potrebbero essere utilizzate per dare servizi ai cittadini e sulle quali, invece, il comune non può contare”. Quello che meraviglia, in tutta questa vicenda, è l'attuale posizione del sindaco che, come molti cittadini ricorderanno, aveva minacciato di rassegnare le dimissioni se non fosse stato firmato l'accordo con Abbanoa. E questo, nonostante da parte dell'opposizione, e non solo, si fosse cercato di mettere in guardia il sindaco sui "pericoli" ai cui il comune andava incontro, soprattutto perchè, a pagarne le spese sarebbero stati i cittadini. Per fortuna, non è mai troppo tardi per recitare il mea culpa e ravvedersi.
Altre notizie:
Le Province della Sardegna fanno fronte comune e sono decise a proporre loro una nuova mappa della scuola in Sardegna, che salvaguardi il valore dei presidi dell'istruzione, soprattutto nei territori maggiormente interessati ai problemi di spopolamento e isolamento. E' quanto emerso dalla riunione, tenutasi ad Oristano, degli otto assessori provinciali alla Pubblica istruzione, convocati dall'Ups (Unione province sarde) per affrontare i problemi derivanti dalnuovo piano di dimensionamento scolastico 2011-2012. Entro il prossimo 30 settembre saranno rese note le linee guida regionali del piano; entro il 15 novembre verranno predisposti i piani di dimensionamento provinciali, ed entro il 31 dicembre prossimo dovrà prendere corpo il piano regionale di dimensionamento scolastico nel suo insieme. Su tutto pesa il forte ridimensionamento che in questi ultimi anni ha interessato la rete scolastica in Sardegna. Un problema sottolineato più volte nella riunione di questa mattina. "Abbiamo manifestato l'esigenza di affrontare questo problemo con un quadro di riferimento ben delineato, e che veda le Province unite e decise a lavorare in un costruttivo spirito di collaborazione - ha detto l'assessore alla Pubblica istruzione della Provincia di Oristano, Serafino Corrias -. A questa riunione, nelle prossime settimane, ne seguiranno altre, per rafforzare un metodo che ci auguriamo possa dare significativi risultati anche nel rapporto e nel confronto con gli altri interlocutori istituzionali. Sicuramente, il nuovo piano di dimensionamento scolastico regionale dovrà tenere conto delle esigenze dei territori e della necessità di salvaguardare il diritto all'istruzione".
Questa mattina, gli assessori provinciali, Alessandro Murana e Gianfranco Attene, hanno presentato il ”Progetto Ecdl! Esperti al Computer: Disabili al Lavoro!”, nell’ambito delle politiche di per l’inserimento e l’integrazione lavorativa dei disabili nel mercato del lavoro. Ecdl è un progetto pilota di formazione lavorativa, riservato a 20 persone disabili, che si articola in due percorsi: uno formativo, finalizzato al conseguimento della patente di informatica Ecdl, ed uno di inserimento lavorativo, con borsa lavoro per un periodo di sette mesi, presso i Centri dei Servizi per il Lavoro di Oristano e Ghilarza, per la digitalizzazione ottica degli archivi. La patente di informatica Ecdl è la certificazione che attesta la capacità di utilizzare il computer nelle applicazioni più comuni. Per ottenere la certificazione completa (Ecdl Full) occorre superare sette esami: concetti di base dell’Ict, uso del computer e gestione dei file, elaborazione testi, foglio elettronico, uso delle basi di dati, strumenti di presentazione, navigazione e comunicazione in rete. Superando, invece, solo quattro esami, a scelta, si può avere il diploma intermedio Ecdl Start. Il primo percorso, quello formativo, si è concluso con risultati molto positivi: 14 beneficiari su 20 hanno conseguito la patente Ecdl Start; e di questi il 71% ha conseguito l’Ecdl Full; due beneficiari su 20 hanno sostenuto 3 esami su 4; mentre quattro beneficiari su 20 non hanno sostenuto esami. Tra i 20 beneficiari che hanno frequentato i corsi di formazione è stata stilata una graduatoria, in base alla tempestività nel conseguimento della patente europea, con i primi otto che verranno inseriti, come detto, nel mondo del lavoro, per sette mesi,con una borsa lavoro mensile, presso i Centri dei Servizi per il Lavoro di Oristano e Ghilarza .
Anche Il comune di Oristano aderirà all’ “Aliga Day”, prima campagna regionale contro l’abbandono dei rifiuti, fissata per sabato 4 settembre ed organizzata dal gruppo podistico dei Corsardi e dal movimento spontaneo “sardegna pulita”, con il patrocinio dell’Assessorato regionale per la Difesa dell’Ambiente e dall’Anci Sardegna. L’appuntamento è fissato per le 9, al Rimedio, dove l’assessore comunale, Gianfranco Licheri, gli operatori dell’Assessorato all’Ambiente del comune di Oristano, i volontari e gli addetti della “Oristano Servizi” raggiungeranno le aree lungo la strada provinciale per Torregrande, dove sarà effettuata, in condizioni di sicurezza, una pulizia straordinaria. “Sarà una giornata simbolo per il rispetto dell’ambiente – ha spiegato l’assessore Licheri -. La giunta Nonnis ha aderito con convinzione all’invito degli organizzatori, condividendo il desiderio di combattere l’annoso e sempre più grave problema dell’abbandono dei rifiuti sulle strade dell’isola. Un problema che ci costringe a offrire continuamente una triste immagine, in stridente contrasto con la nostra vocazione turistica e gli sforzi per la valorizzazione dei prodotti agroalimentari, oltre che un incalcolabile danno all’ambiente ed ai bilanci degli enti locali”. L’iniziativa nasce dalla volontà del gruppo dei Corsardi, podisti di diverse società isolane di atletica, che ha deciso di contrastare questo fenomeno, riuscendo a coinvolgere tantissimi cittadini, aziende ed istituzioni, dando vita al movimento spontaneo “Sardegna Pulita”. In tutta la Sardegn, i comuni interverranno ripulendo le banchine della strada statale 131, ed altri tratti di strada, come nel caso di Oristano, mentre staffette di podisti della Corsardi attraverseranno l’isola da Cagliari a Porto Torres, con punto d’incontro finale nel comune di Macomer, dove si terrà, fra l’altro, un incontro con le autorità, gli enti e le associazioni partecipanti.
Il cartellone degli spettacoli estivi, curato dall’Assessorato allo Spettacolo del comune di Oristano, in collaborazione con la Pro Loco, prevede per venerdì 3 settembre, alle 22, in piazza Eleonora, un concerto di musica jazz con i Mes Reves Jazz Trio.
Di pig (del 31/08/2010 @ 22:00:07, in politica, linkato 329 volte)
Come votare la norma transitoria sul “processo breve” senza mettere in discussione la credibilità politica di Futuro e Libertà? È questa la domanda che tormenta il gruppo dei finiani, a pochi giorni dall’atteso intervento del loro leader nel convegno di Mirabello. Sanno che la posta in gioco è molto alta e che quanto domenica prossima dirà il presidente della Camera potrebbero segnare una nuova fase all’interno della maggioranza. Si aspettano che Fini in quella sede domandi a Berlusconi se gli riconosca ancora cittadinanza politica nel centrodestra, e sanno bene a quale contropartita il Cavalierer subordinerà il suo sì: l’approvazione prima di dicembre della norma che manda in prescrizione il processo Mills. Un passaggio delicato e sofferto che, alla fine, Futuro e libertà dovrà affontare. Farà in modo di “farselo imporre” con la fiducia, ma quel “sì” - è questo che i finiani temono - potrebbe togliere significato a gran parte del cammino che hanno percorso dallo scorso 22 aprile, da quando si consumò lo strappo tra i due cofondatori. Certo, potranno far notare (è un argomento molto in voga nel gruppo) che il testo in discussione alla Camera è stato già votato dall’intera maggioranza al Senato. Ed pure è possibile che Giulia Bongiorno, presidente finiana della commissione Giustizia, riesca ad apportare qualche modifica che possa far dire ai Briguglio e ai Granata di avere ottenuto quegli “approfondimenti” che ancora ieri il capogruppo Bocchino chiedeva. Ma Cavaliere importerà poco: per lui ciò che conta è che la legge si applichi ai processi in corso. Il clima nella maggioranza sembra essere cambiato e, come dice uno tra i più autorevoli seguaci di Fini, «si è aperta una fase dialogante». Il discorso di Bossi sulla «intangibilità della famiglia nella lotta politica» è apparso un messaggio di solidarietà e una critica alla campagna anti-Tulliani de Il Giornale. E ieri, proprio dal quotidiano diretto da Vittorio Feltri, è arrivato un altro messaggio che ha reso i fedelissimi di Fini ottimisti sulla possibilità che l’aggressione contro il loro leader stia per interrompersi. Sono le ultime righe dell’editoriale scritto proprio da Feltri il quale, pur col consueto tono polemico, ha preannunciato al presidente della Camera la fine del “temporale”. Intanto, sul "processo breve" nuovo attacco a Berlusconi da parte di Famiglia Cristiana, in un editoriale nelle edicole domani. L'Italia è la "…cenerentola d'Europa per la famiglia" e intanto è "…alle prese con false priorità ed emergenze, come il cosiddetto “processo breve”. Adesso che le elezioni anticipate appaiono scongiurate - si legge nel settimanale delle Edizioni Paoline -, il Governo s'appresta a portare in Parlamento un'agenda di cinque punti su cui chiedere la fiducia. Il piatto forte, naturalmente, è la giustizia. O meglio, il “processo breve” che, per renderlo meno indigesto all'opinione pubblica, si chiamerà “processo in tempi ragionevoli”. E che avrà una corsia preferenziale, grazie a risorse e investimenti straordinari. Da reperire, a ogni costo, sia pure in tempi di ristrettezze. Ma a settembre - prosegue Famiglia Cristiana -, con la ripresa scolastica, le famiglie avranno altre priorità: lavoro e lotta alla povertà, innanzitutto. Le fabbriche riaprono i cancelli, ma circa cinquecentomila posti sono a rischio". (L’Unità)
Altre notizie:
I consiglieri regionali del Pd hanno presentato un'interpellanza all'assessore all'Istruzione, Lucia Baire, per sollecitare iniziative della giunta per scongiurare la chiusura del convitto annesso all'istituto professionale Ambiente e agricoltura di Sorgono e sollecitare deroghe urgenti che consentano di salvare classi e scuole dei comuni montani. "E' gravissimo ed assordante il silenzio dell'assessore regionale Baire, di fronte al cataclisma preordinato che sta annientando la scuola sarda ha sostenuto Francesca Barracciu, prima firmataria del documento -. Che l'assessore non si sia neanche degnata di rispondere all'Interrogazione testimonia una volta di più il suo disinteresse per la scuola in generale e, in particolare, per la situazione delle zone interne. E' inoltre sconcertante la pochezza di dati e informazioni diffusi dall'Ufficio scolastico regionale a quindici giorni dall'inizio dell'anno scolastico. Siamo di fronte al rapido annientamento della scuola dei comuni montani ha proseguito la Barracciu -. Non solo temiamo per le classi e per il convitto di oggi, ma per il destino delle intere scuole tra qualche anno. Prevedere deroghe agli stretti numeri imposti dal ministero è un obbligo, per chi è incaricato di curare l'interesse della Sardegna e dei suoi territori. Se l'assessore Baire non si ritiene in grado di proteggere e potenziare la nostra scuola, non attenda di essere invitata ad allontanarsi dalla sua carica istituzionale e si dimetta immediatamente".
Il Sole 24 ore, il più autorevole quotidiano economico del nostro paese, ha pubblicato una classifica delle regioni italiane basata sulle performance socio-economiche dell'ultimo decennio. "La pagella sociale delle regioni", così titola il quotidiano, vede "il Lazio in maglia rosa e la Sardegna ultima". Al quotidiano di Confindustria le classifiche sono sempre piaciute: ogni anno, per esempio, ci fa sapere qual è la provincia in cui si vive meglio, lasciandoci però incapaci di valutare il senso delle posizioni intermedie nella graduatoria, e soprattutto incapaci di comprendere il significato delle comparazioni che la classifica induce a fare: se tra Piacenza e Potenza o tra Cremona e Campobasso non ci sono differenze di punteggio vuol dire che in queste province si vive allo stesso modo? La qualità della vita nella provincia di Lodi è diventata uguale alla qualità della vita nella provincia di Sassari: che cosa vuol dire concretamente? L'unica cosa chiara delle classifiche è - in genere - la posizione di estremo vantaggio di chi è primo e la posizione di estremo svantaggio di chi è ultimo. E tutti gli altri? In particolare, che cosa possono dire queste classifiche sulla Sardegna, che per oltre un decennio ha mostrato per certi aspetti un progressivo distacco dal resto del Mezzogiorno - e tendeva a collocarsi in una posizione intermedia tra le regioni del Sud più avanzate e qualche regione del Centro-Nord - e che oggi si mostra di nuovo in affannoso e ostinato ritardo? E' chiaro che le classifiche fanno notizia, perché semplificano e al tempo stesso enfatizzano le profonde differenze all'interno del territorio nazionale, facendo credere che queste semplificazioni siano non solo possibili - come è evidente - ma perfino utili. Però a voler essere un pò seri, cioè interessati a capire che cosa davvero è cambiato in Sardegna e nelle altre regioni negli ultimi anni, occorrerebbe delimitare meglio i periodi e considerare anche gli indicatori che misurano le scelte fatte dai governi regionali e i loro effetti, senza sintetizzarli ma ragionandoci sopra così come sono, per vedere che cosa possono insegnare. Il decennio 2000-2010 è stato tutt'altro che omogeneo e scandito piuttosto da fasi molto diverse, non solo per la Sardegna. Per quanto riguarda la nostra regione, un punto di svolta molto netto è collocato a metà del periodo e coincide con la legislatura precedente (2004-2008), durante la quale la Sardegna aveva intrapreso quasi bruscamente un percorso virtuoso, secondo un progetto molto avanzato e coraggioso, e attento a dimensioni da sempre trascurate perché considerate irrilevanti in termini di sviluppo: per esempio gli asili nido, i servizi alle famiglie, l'istruzione e il merito, il decoro urbano e la pulizia delle strade, la parità di genere nella forma specifica dell'empowerment, cioè della effettiva acquisizione di potere nella sfera pubblica e istituzionale da parte delle donne. Quasi nulla di tutto ciò trapela dalla classifica del Sole 24 ore, non solo perché la crisi economica ha indebolito il sistema produttivo, ma anche perché l'attuale governo regionale ha riportato la Sardegna indietro di anni su fronti determinanti, annullando o bloccando una serie di progressi che avrebbero potuto consolidare il complessivo avanzamento socio-economico di questa regione. Ciò che la classifica nasconde è proprio la capacità che la Sardegna ha avuto di avanzare - "progredire", si potrebbe dire, pensando ad una accezione alta di progresso in senso sociale - mentre evidenzia soltanto, ancora una volta, il nostro ritardo, alla pari (e persino più indietro) delle regioni più deboli del Mezzogiorno. Ci vorrà uno slancio straordinario per riportare la Sardegna sul percorso virtuoso già intrapreso. (Lilli Pruna – www.sardegnademocratica.it)
Dopo le ricerche effettuate nell'insenatura di Su Pallosu negli anni 2005 e 2007, e nelle aree di San Giovanni di Sinis e Mistras nel 2008 e 2009, prende il via, il 1° settembre, la campagna di scavi 2009/10, con il primo appuntamento previsto nella luguna di Mistras, che rappresenta, con tutta probabilità, uno dei momenti più emozionanti per gli studenti del Corso di Archeologia Subacquea dell’Università di Oristano. L'intendimento è quello di sviluppare e coordinare le ricerche condotte dalla Soprintendenza per i beni archeologici di Cagliari e dalle due Università sarde nell'area del Golfo di Oristano. Così com’è avvenuto negli anni scorsi, la collaborazione tra l'Università e la Soprintendenza sarà supportata dal Consorzio Uno. La campagna di scavi sarà preceduta da una riunione preliminare presso la chiesa di San Giovanni di Sinis tra i docenti, personale e studenti del corso di laurea. Per l'Università le ricerche saranno dirette da Raimondo Zucca, Paolo Bernardini e Pier Giorgio Spanu, mentre per la Soprintendenza parteciperanno i responsabili dei diversi settori e comparti territoriali: Donatella Salvi e Ignazio Sanna per l'archeologia subacquea; Emerenziana Usai e Alessandro usai per le ricerche a terra nei Comuni di Santa Giusta, Cabras e San Vero Milis.
Giovedì 2 settembre, alle 10.30, l’assessore al Lavoro, Formazione Professionale e Politiche Sociali della Provincia di Oristano, Alessandro Murana, presenterà presso l’aula consiliare della Provincia, il “Progetto ECDL! Esperti al Computer: Disabili al Lavoro!”, nell’ambito delle politiche di promozione dell’inserimento e dell’integrazione delle persone disabili nel mercato del lavoro, che entro breve tempo coinvolgerà venti persone disabili residenti nel territorio provinciale.
L'Unione province sarde (Ups) terrà giovedì 2 settembre, alle 10.30, nella sala giunta della Provincia di Oristano, la riunione degli assessori alla Pubblica Istruzione delle otto province. All'ordine del giorno l'analisi del piano di riorganizzazione della rete scolastica.
Di greg (del 30/08/2010 @ 09:33:26, in politica, linkato 436 volte)
Non è difficile farsi un'idea della gravità in cui il governo Cappellacci ha precipitato la nostra isola. Basta guardarsi attorno. Aumentano in termini esponenziali i gesti clamorosi di singoli, di amministrazioni, di organizzazioni. Tanto quanto l'incapacità della giunta di centro destra a trovarvi risposte e rimedi. La Sardegna, negli anni di Soru oggetto di attenzione della stampa nazionale ed internazionale per le buone prassi in diversi campi, oggi rientra nell'attualità del disagio. Profondo sud del sud dell'Europa. La disperazione dei nostri pastori sono la metafora del limite strutturale e dell'incapacità della giunta Cappellacci. Le iniziative di protesta raccontano all'Italia la latitanza della regione e del suo presidente. La sua mancanza di progetto. Cappellacci ne menava vanto durante la campagna elettorale nei pochi intermezzi che Berlusconi gli lasciava. Sembrano passati secoli da quella incosciente arroganza. Oggi preferisce eclissarsi. Privilegia, in tutte le situazioni, la logica dilatoria e la propaganda al posto di concrete risposte. E' evidente che il presidente e la sua maggioranza non sanno come uscire dal pantano in cui si sono cacciati. Ristagnano da mesi. Vagheggiano improbabili rimpasti nel tentativo di ridare vita ad un governo incompetente ed inaffidabile. Forse Cappellacci aspetta una convocazione dal vero dominus della Sardegna? Invano. Berlusconi riceve tutti tranne il fedele accompagnatore della "sua" campagna elettorale del 2009. Quello dimenticato e delegittimato il giorno dopo la vittoria ed affidato al coordinatore Verdini. Gli serviva il tesoretto faticosamente conquistato dalla giunta di centro sinistra. Lo ha saccheggiato senza neanche informarlo. La persona giusta al posto giusto! In Consiglio regionale Renato Soru e tutta l'opposizione, compattamente, hanno ribadito che questa legislatura è finita. Per non trascinare la Sardegna nel baratro è meglio ridare quanto prima la parola ai Sardi. E non solo perché l'attuale giunta ed il suo presidente hanno da risolvere una questione morale di proporzioni gigantesche. Questione che sembra sparita dalla quotidianità mediatica e dunque dall'agenda politica. Ma i sardi non ci siamo dimenticati dei rapporti extraistituzionali di Cappellacci, di assessori o dirigenti, lontani dall'etica della cosa pubblica. Non ci siamo dimenticati che si trattavano gli affari istituzionali come affari di partito o personali e viceversa. Non ci siamo dimenticati che si vivevano i beni comuni nella logica patrimonialista e privatistica fino alla china di fatti criminosi. Quanto è stato fatto in questi 18 mesi è stato condotto per far dimenticare le buone prassi della precedente giunta di centro sinistra. Dall'istruzione entrata nel cono d'ombra dell'irrecuperabilità certificata da Ocse Pisa e dall'Invalsi alla sanità dove può capitare in un laboratorio privato di pagare per intero una lastra perché, ad agosto, sono già finiti i soldi. E' possibile che velocemente si ritorni a metodi di governo corretti e competenti per risolvere con decisione le emergenze? Con questo centro destra non è possibile. Non ci crede nessuno. Per risolvere le emergenze ci vogliono solide competenze e molte risorse. Le prime, in questi mesi, sono state clamorosamente deficitarie. Le seconde sono state vampirizzate da Berlusconi. Il governo regionale, del tutto infeudato, è stato servo e prono persino nell'anticipare i suoi desideri. Valgano per tutti i casi dell'istruzione o delle entrate. Il rimpasto non viene preso sul serio neanche dalla maggioranza. Neanche il più ottimista crede che possa accadere il miracolo. E la stessa stampa amica inizia a spazientirsi. Il centro sinistra è pronto per tornare a governare. E' stato detto da tutti venerdì 23 luglio nel corso dell'iniziativa sulle entrate promossa da Sardegna Democratica. Bisogna che si emancipi da comportamenti passivi; che prenda coscienza dello stato delle cose; che si mobiliti senza cedere il passo. Le cose si ottengono non con le trame occulte e sotterranee o con le amicizie ed i privilegi. Si cambia grazie ad un'opinione pubblica consapevole ed informata. E' tempo di condurre in Sardegna una vera battaglia per avere una stampa libera ed accessibile. Una stampa democratica e plurale. Quella che ci consenta, come prevede l'art. 21 della Costituzione, di esercitare il libero arbitrio. E' necessario organizzarsi ed unirsi. Da soli si rischia di cadere nella disponibilità di qualsivoglia autoritarismo. Quello conclamato e riconoscibile e quello subdolo che porta nella disponibilità di un altro perché non c'è indipendenza economica e lavorativa. (www.sardegnademocratica.it)
Altre notizie:
Cagliari ospiterà, per la prima volta, dal 10 al 19 settembre prossimi, la Festa Democratica degli Enti Locali, organizzata dal Partito Democratico. Al Bastione Saint Remy, oltre al segretario nazionale, Pierluigi Bersani (atteso per il pomeriggio di mercoledì 15 settembre) parteciperanno ai dibattiti politici in calendario anche la presidente del partito, Rosy Bindi, e, probabilmente, anche la capogruppo in Senato, Anna Finocchiaro. La Festa sarà aperta venerdiì sera da un incontro pubblico con Finocchiaro, Filippo Penati, braccio destro di Bersani, e il responsabile nazionale Enti locali del Pd, Davide Zoggia, che ha fortemente voluto Cagliari come sede dell'evento.“Per la nostra isola e per Cagliari è un appuntamento importante" - ha spiegato il segretario regionale Silvio Lai -, anche perchè Cagliari avrà il prossimo anno un importante appuntamento elettorale, visto che nel capoluogo si andrà al voto per il rinnovo del consiglio comunale e l'elezione del sindaco”. Bersani, che torna in Sardegna dopo la campagna elettorale per le amministrative della primavera scorsa in cui il centrosinistra ha mantenuto sei province su otto, interverrà a Cagliari, come detto, per partecipare il 15 settembre al dibattito "Rimbocchiamoci le maniche. Cominciamo a sognare", in programma alle 18. Il segretario sarà poi intervistato da Dario Vergassola alle 21. Per quanto riguarda gli altri appuntamenti, di federalismo parleranno Claudio Martini, presidente della Regione Toscana (sabato 11 settembre) e i sindaci di Torino e Roma, Sergio Chiamparino e Gianni Alemanno (venerdì 17), mentre il responsabile giustizia del Pd, Andrea Orlando, interverrà sabato 18 settembre sul tema "Cambiare la giustizia amministrativa e per gli enti locali". A chiudere la Festa sarà, domenica 19, Rosi Bindi. Il programma dell'evento prevede anche incontri letterari, presentazione di libri , rappresentazioni teatrali, spettacoli musicali e di satira. Saranno poi a disposizione dei visitatori servizi di baby parking e ristorazione, lezioni gratuite di tango, ballo moderno, contemporaneo, hip hop, e di aerobica. Infine, il settore cultura del circolo Acli-Is Mirrionis curerà visite guidate per le vie del quartiere storico di Castello.
Continua la polemica a distanza tra l’ex sindaco di Cabras e attuale consigliere comunale del Psd’Az, Efisio Trincas, e l’assessore comunale alla cultura del comune lagunare, Sergio Troncia, per quanto riguarda le statue di Monte ‘e Prama. Rispondendo ad una interrogazione di Trincas, l’assessore comunale ha fatto presente che “…in relazione alla sua interrogazione circa il possibile rientro delle statue nel loro territorio di origine è utile fare chiarezza una volta per tutte, visto che è la terza volta che rispondo alle sue interrogazioni sulle statue”. Secondo Troncia non risponde a verità (come Trincas sostiene) il fatto che non sarebbe stato possibile riportare le Statue a Cabras: “Non ho mai dichiarato questo – ha sostenuto Troncia -, e, quindi, il quesito di Trincas è privo di qualsiasi fondamento e perciò è totalmente falso. E’ vero il contrario, e cioè che il sottoscritto, con il Sindaco di Cabras, ha inoltrato formale richiesta scritta alle varie istituzioni (in data 28/01/2010 Prot. Sindaco/18) richiedendo l’affidamento di tutte le statue. La richiesta è stata inviata alla Soprintendenza Archeologica di Cagliari e, per conoscenza, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro Beni Culturali, al Presidente della Regione e all’Assessore alla Cultura Regionale (come già comunicato a lei nella precedente risposta all’interrogazione). Troncia ha poi precisato che l’istanza è stata corredata da una relazione tecnica-economica e da un progetto, già sottoposto all’attenzione della Soprintendenza, per una migliore collocazione delle statue e dei relativi reperti, ed ha ricordato come il Ministro Bondi abbia preso a cuore la richiesta del Comune di Cabras, dichiarando che le Statue non si muoveranno dal posto in cui si trovano, con un impegno a riportarle nei luoghi d’origine. “La informo inoltre – ha sostenuto l’assessore Troncia - che per il prossimo mese di settembre è previsto un incontro, a Roma, tra l’Amministrazione comunale e il Ministro Sandro Bondi, per discutere della collocazione delle Statue. Nell’occasione verrà portato all’attenzione del Ministro il progetto e la relazione tecnico-economica per la sistemazione delle statue presso Museo civico di Cabras”. Troncia ha poi ricordato come, il 26 agosto scorso, presso il Museo civico di Cabras si sia tenuta una giunta straordinaria tra l’Amministrazione Comunale di Cabras e l’Amministrazione Provinciale di Oristano, al termine della quale, con un documento congiunto, è stato richiesto alle istituzioni competenti il rientro di tutte le Statue di Monte ‘e Prama presso il Museo di Cabras. “Per quanto riguarda il finanziamento della Fondazione Banco di Sardegna – ha proseguito l’assessore comunale - la informo e le ricordo, come lei ben sa , che il progetto per la realizzazione di un volume “I Colossi di Monte ‘e Prama di Cabras” e del progetto di ricerca “Giganti e territorio a Monte’e Prama di Cabras”, dovrà essere coofinanziato dal Comune con fondi propri di bilancio, per un importo di circa 150 mila euro, cifra abbastanza significativa, che al momento il Comune non può sostenere. Di contro, si sta analizzando e valutando una rimodulazione dei progetti, in modo da poter fruire delle risorse messe a disposizione dalla Fondazione Banco di Sardegna, con una contribuzione inferiore alla precedente, che non pesi sul Comune, né sui cabraresi; rimodulazione che dovrà essere approvata dalla stessa Fondazione prima di essere attuata”. Per quanto riguarda il termine “scippo” da lei utilizzato, giova ricordare (per l’ennesima volta), che “purtroppo” le Statue dei Giganti di Monte Prama, come d’altronde tutti i beni culturali nazionali, non sono di proprietà di Cabras e dei cabraresi, ma bensì di “proprietà esclusiva dello Stato Italiano”, e il Comune si sta attivando per richiederne “l’affidamento”. Auspichiamo che a fianco del Comune si schierino quanti più soggetti possibili, sia istituzionali che privati, che abbiano veramente l’intento reale di riportare i Giganti a Cabras, evitando discorsi demagogici e strumentalizzazioni politiche finalizzate unicamente all’acquisizione del consenso.
Il consiglio provinciale di Oristano ha ripreso i suoi lavori dopo la pausa estiva. Nel corso della prima seduta, tra gli altri argomenti all’ordine del giorno dei lavori, l’esigenza di urgenti interventi per il risanamento ambientale dei compendi ittici dell’Oristanese, così come richesto da un ordine del giorno della commissione Ambiente. Il documento della commissione, integrato da alcune osservazioni, è stato votato all’unanimità. Lo stanziamento regionale, deliberato dalla giunta Cappellacci nel dicembre dello scorso anno ma non ancora erogato, è stato riconfermato. Il riparto indicato dalla Regione prevede per lo stagno di Cabras, 2 milioni e 200 mila euro; altrettenti per il gli stagni di San Giovanni e Marceddì; 3 milioni per Santa Giusta, e un milione e 200 mila per lo stagno di Corru S’Ittiri. E’ stato, inoltre, attribuito lo stanziamento regionale per l’istituzione della Biblioteca Gramsciana, a Gonnosnò, per 8 mila e 800 euro, e alla Casa Museo “Antonio Gramsci”, a Ghilarza, per 6 mila e 300 euro. Operazioni sulle quali ha riferito al consiglio l’assessore alla Cultura, Serafino Corrias. Altra variazione di bilancio ha riguardato i trasferimenti della Regione per la bonifica da amianto di immobili di proprietà pubblica (829 mila euro), il completamento delle attività di bonifica da amianto e inerti della discarica di “Masangionis”(2 milioni e 500 mila), la campagna per la sicurezza nelle spiagge (45 mila euro e 48 mila euro). Salvatore Crobu, Bepi Costella e Renzo lbba (Udc) hanno presentato un ordine del giorno sulla stabilizzazione del personale operante nei Centri dei servizi per il lavoro e nei Centri di inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati (42 unità lavorative). Il documento impegna il presidente, Massimiliano de Seneen, l’assessore al Lavoro, Alessandro Murana, e l’intera giunta provinciale ad affettuare un urgente intervento nei confronti dell’Assessorato regioanle al Lavoro, Formazione Professionale e Sicurezza Sociale.
Si rinnova, come ogni primo giovedì del mese, l'appuntamento mensile dedicato alle donne in gravidanza che desiderano conoscere le modalità e i benefici del parto indolore. Giovedì 2 settembre, alle 17, presso la sala convegni dell'ospedale San Martino di Oristano si terrà l'incontro informativo sulla parto analgesia, promosso dall'Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione, diretta da Domenico Cadeddu, e da quella di Ostetricia e Ginecologia, guidata da Giuseppe Coco. Parteciperanno i medici anestesisti e ginecologi del San Martino, che illustreranno gli aspetti medici, tecnici e organizzativi della partoanalgesia, metodologia clinica che permette alla partorienti di ridurre notevolmente il dolore del parto, grazie all'iniezione peridurale, un servizio che oggi l'ospedale oristanese è in grado di garantire 24 ore su 24, sette giorni su sette. Al termine delle relazioni, i sanitari saranno a disposizione delle donne per rispondere ai quesiti sull'argomento. La partecipazione alla conferenza è gratuita ed aperta a tutti (le puerpere possono essere accompagnate da parenti e familiari) e non richiede alcuna prenotazione, ma parteciparvi è indispensabile per chi intende effettuare il parto indolore, per il quale è anche necessario prenotare una visita preparto personalizzata con l'anestesista, visita nel corso della quale sarà esaminato nel dettaglio il quadro clinico della donna. Per prenotare il colloquio personalizzato è possibile rivolgersi al Centro prenotazioni del reparto di Ostetricia e Ginecologia, chiamando il numero 0783 317227, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13, o recandosi personalmente al 4° piano dell'ospedale San Martino. Le visite per la partoanalgesia vengono effettuate tutti i giovedì, dalle ore 16 alle 19, presso l'ambulatorio di Anestesia, al primo piano dell'ospedale San Martino.
Giovedì 2 settembre, alle 16, il personale del Comando di Polizia municipale del Comune di Oristano assegnerà i posteggi nell’area sterrata e nella via delle Grazie per le attività di commercio ambulante (autobar, carni e pesci) da svolgersi in occasione dei festeggiamenti per la Madonna del Rimedio. Il giorno seguente, venerdì 3 settembre, alle 9.30, si procederà all’assegnazione dei posteggi nella via e nella piazza Santa Maria Bambina.
Sabato 4 settembre si svolgerà, ad Oristano, una manifestazione podistica, nell’ambito della prima giornata regionale contro l'abbandono dei rifiuti lungo le strade extraurbane, denominata “Aliga Day”, organizzata dal Gruppo podistico dei Corsardi, con l'adesione del Coni e della Regione. La partenza (in contemporanea in tante città della Sardegna) è prevista per le 9, in piazza Eleonora, presso il municipio di Oristano, alla presenza dell'Assessore comunale all'Ambiente, Gianfranco Licheri. I “manifestanti” percorreranno via Dritta (sino all'incrocio con piazza Roma), via Mazzini, piazza Mariano, via Ricovero, via Vandalino Casu, fino allo svincolo con la statale 131, per poi proseguire sino al km 99 circa, corrispondente con lo svincolo Nord di Oristano. Da quel punto in poi ci si muoverà in auto. Lo svolgimento della manifestazione non comporterà nessuna interruzione del traffico sulla 131, poiché i podisti, preceduti dalle auto dell'organizzazione, impegneranno esclusivamente una carreggiata. Durante tutto il percorso, sarà assicurata la presenza di addetti dell'organizzazione che garantiranno la sicurezza dei “manifestanti”, ed è stata, inoltre, avanzata alla Prefettura ed alla Questura di Oristano la richiesta per avere l'ausilio di una staffetta della Polizia Stradale. Scopo della manifestazione è, soprattutto, quello di sottolineare quanto il mondo dello sport, ancora una volta, sia sensibile ai problemi ambientali.
Di pig (del 25/08/2010 @ 21:00:35, in politica, linkato 460 volte)
Sulle bollette dell’acqua recapitate recentemente agli oristanesi da parte di Abbanoa, che hanno suscitato tanto malcontento, è intervenuto, con una nota stampa, il consigliere comunale del Pd, Efisio Sanna, che ha stigmatizzato il "silenzio assordante" della giunta di centro-destra, guidata da Angela Nonnis, sulla vicenda. “E’ emblematico quanto grave sia – si legge nella nota di Efisio Sanna- ciò che sta accadendo in città, in merito alla bollettazione del servizio idrico integrato. Non da oggi, ma già dall’anno scorso, il gruppo del Pd portò all’attenzione del consiglio comunale la problematica relativa alla bollettazione dei consumi”. Sostenendo che, a ragion veduta, il Pd possa oggi dire “lo avevamo detto”, Sanna ritiene che sulla vicenda non ci debbano essere speculazioni politiche, perché ad essere direttamente interessati sono i cittadini di Oristano. “Una cosa, però, va detta – ha sottolineato il rappresentante del Pd -: la giunta comunale di centro-destra ha sottovalutato il problema, ha pensato e pensa soltanto a fare cassa, e non ha, invece, minimamente pensato di tutelare i contribuenti oristanesi. In questa vicenda ognuno deve assumersi le proprie responsabilità, e, a nostro giudizio, la giunta comunale ne ha tante. Vista la situazione, non può, infatti, tacere o far finta di niente, soprattutto dopo che negli ultimi dieci mesi è stata fortemente incalzata dal gruppo consiliare del Pd a prestare maggiore attenzione e a garantire la giusta tutela degli utenti oristanesi”. Dopo aver evidenziato che l’unico scopo della giunta Nonnis era solo quello di fare cassa “…sulla pelle dei propri amministrati”, Sanna ha ricordato che nell’autunno del 2008, in sede di assestamento e riequilibrio di bilancio, sono stati utilizzati oltre 2 milioni di euro “…quali maggiori introiti dalle future bollettazioni di Abbanoa” per coprire alcune partite relative al settore rifiuti. Il tutto senza dimenticare che, circa sei mesi or sono, su proposta del Pd, il consiglio comunale aveva approvato un ordine del giorno che aveva impegnato la giunta, oltre a riconoscere nel proprio statuto comunale il diritto umano all’acqua quale bene universale e pubblico, “…a favorire nel proprio territorio una cultura dell’acqua, attraverso le seguenti azioni: 1) informare la cittadinanza sui vari aspetti che riguardano l’acqua , sia ambientali che gestionali; 2) promuovere campagne di sensibilizzazione/informazione sul risparmio idrico; 3) informare puntualmente la cittadinanza sulla qualità dell’acqua con pubblicazione delle analisi chimiche e biologiche in ogni quartiere. “Purtroppo ancora oggi - si legge ancora nella nota stampa - niente è stato fatto. Dal 2009 il Partito Democratico ha sollecitato la giunta (attraverso una serie di iniziative in consiglio comunale) ad assumere un ruolo più attento e incisivo, salvaguardando gli interessi della collettività. Nel novembre 2009 il consiglio comunale aveva approvato un altro ordine del giorno, sempre su proposta del Pd, che aveva impegnava il sindaco Nonnis e la giunta a richiedere con fermezza nei confronti di Abbanoa il totale rispetto degli accordi contrattuali; ad intraprendere, anche di concerto con altre amministrazioni comunali, una attività sinergica volta al contenimento tariffario; ad intraprendere qualsiasi iniziativa politico-amministrativa volta alla verifica di una presunta violazione del principio di irretroattività della tariffa e del principio di legalità, che vieta di incidere unilateralmente con effetto retroattivo sulle situazioni soggettive del privato; a sviluppare ogni azione utile a tutela degli interessi della collettività oristanese, interessando, eventualmente, per le problematiche di competenza, il Comitato per la Vigilanza delle Risorse Idriche. Ma anche sotto questo aspetto – ha sostenuto Sanna nel comunicato -, l’azione della giunta è stata largamente insufficiente”. Efisio Sanna ha poi ricordato come, in una sua interpellanza del 20 gennaio 2010, avesse richiesto “…quali azioni concrete avesse posto in essere la giunta Nonnis sui seguenti temi: 1) Quali azioni concrete avesse intrapreso l’esecutivo, circa la irretroattività della tariffa, poiché così come formulata da Abbanoa risultava essere eccessivamente onerosa per il bilancio delle famiglie oristanesi, già segnate dalla crisi in atto. 2) Quale concreata azione avesse intrapreso a difesa dei contribuenti, relativamente alla deliberazione dell’AATO che prevede una gradualità di aumento della tariffa e il non superamento di una certa soglia rispetto alle tariffe applicate negli esercizi precedenti. 3) Quali iniziative avesse attuate nei confronti di Abbanoa per richiamarla ai propri obblighi di informazione, partecipazione, chiarezza dei messaggi, evasione tempestiva di eventuali istanze o reclami”. Le risposte ricevute in merito ai temi sollevati sono sempre state, secondo Sanna, carenti e politicamente insufficienti. “In un’altra interpellanza (del 28 giugno scorso) – ha scritto Efisio Sanna nel comunicato –, era stato chiesto conto alla giunta, ancora una volta, di conoscere tutte le iniziative messe in campo, in relazione alle note problematiche sulla tariffazione e sugli obblighi contrattuali di Abbanoa”. Non contenti di questo “…il gruppo del Partito Democratico, nel marzo del 2008, aveva fatto una grande battaglia in consiglio comunale, perché non convinto dell’affidamento del servizio idrico integrato alla società Abbanoa. La gran parte della maggioranza di centro-destra che governa il comune aveva deliberato (il 14 marzo), invece, il passaggio di tutte le reti idriche, con il voto contrario del Pd e di altre forze politiche presenti in consiglio. Successivamente Abbanoa aveva fatto recapitare ai contribuenti oristanesi delle “fatturazioni in acconto”, che riguardavano dei consumi minimi, e quindi importi relativamente bassi (forse per non irritare troppo in fretta le famiglie), rendendo talvolta incomprensibili le letture delle bollette, non troppo chiare soprattutto in relazione al quantitativo di consumo sul quale veniva calcolato l’acconto. Oggi, purtroppo, dobbiamo constatare che la situazione rischia di essere esplosiva, poiché presso i nostri concittadini sono arrivanti dei “conteggi a conguaglio” anche di alcune migliaia di euro”. A questo punto ad Efisio Sanna sono sorte spontanee alcune domande: “Perché il Comune di Oristano non ha comunicato ai propri amministrati il fatto che, dal 2006, il servizio sarebbe stato fatturato da altro soggetto, con implicazioni tariffarie completamente diverse? Perché Abbanoa fattura un servizio che non ha mai reso negli anni 2006, 2007, e parte del 2008? Perché il Comune di Oristano non ha preso spunto dalle iniziative e dalle sollecitazioni del Partito Democratico, per affrontare l’intera problematica con la giusta attenzione? Perché il Comune di Oristano non si è preoccupato neppure dopo che l’Anci-Sardegna (l'Associazione nazionale comuni italiani) aveva stilato un documento, dove si suggeriva ai Comuni di effettuare delle campagne di sensibilizzazione, informazione e trasparenza sulla nuova gestione e sulle nuove articolazioni tariffarie. Nel documento l’Anci sosteneva, tra l’altro, che i Comuni che avevano gestito il servizio idrico integrato in economia diretta (come nel caso del Comune di Oristano), il passaggio al nuovo gestore (Abbanoa) avrebbe comportato un aumento dei costi per le famiglie, per consumi di 200/250 mc/annui, anche del 100%. Perché il Comune di Oristano, successivamente all’affidamento delle reti ad Abbanoa, non ha comunicato alla autorità d’ambito le proprie tariffe applicate fino al 2005, per poter richiedere la gradualità dell’aumento, non superiore al 20% annuo? Perché, a suo tempo, nè il Comune di Oristano nè Abbanoa hanno coinvolto e consultato le associazioni di consumatori e i portatori di interessi presenti in città?”. In tutta questa vicenda, secondo Sanna, ci sono troppe domande, troppi se e troppi ma". Secono il rappresentante del Pd, il Comune di Oristano ha svolto, nei confronti di Abbanoa, un ruolo meramente "contabile", pensando ad un rafforzamento delle proprie casse per far quadrare i bilanci, senza porsi minimamente il problema delle ricadute che l’eccessivo aumento tariffario di Abbanoa avrebbe inevitabilmente comportato sul bilancio familiare degli oristanesi. "Chi governa – ha concluso Sanna - deve governare con il consenso della gente, informando e tutelando i propri amministrati. Spesso i cittadini di Oristano, insoddisfatti dell’attuale governo di centro-destra che amministra la città, non fanno differenza alcuna tra le forze di maggioranza e quelle di minoranza; dal loro punto di vista ritengono negativo il ruolo svolto da tutta l’istituzione comunale. Questa volta, però, le responsabilità debbono essere chiare e precise, e sono tutte in capo all’attuale governo di centro-destra. Le responsabilità della situazione che si è venuta a creare e, soprattutto, la mancanza di informazione e trasparenza, sono tutte in capo alla giunta Nonnis e alla maggioranza di centro-destra che la sostiene. Sarebbe auspicabile che i cittadini di Oristano, in occasione delle prossime elezioni per il consiglio comunale, si ricordassero anche di queste vicende”.
Altre notizie:
Sulla vertenza latte abbiamo ricevuto dal segretario provinciale del Pd di Oristano, Gianni Sanna, una nota stampa, che volentieri pubblichiamo: “Nel corso della riunione del 25 agosto, la Segreteria provinciale di Oristano del Partito Democratico ha affrontato, tra le altre cose, la questione relativa alla “Vertenza latte”. La Segreteria del Pd esprime la sua forte preoccupazione per le difficoltà che stanno vivendo anche in provincia di Oristano le aziende del settore ovi - caprino, e sottolineano l’esigenza che la politica si adoperi in modo da offrire delle risposte efficaci alle richieste di un mondo che rappresenta una parte consistente, e decisiva, del sistema produttivo isolano. A tale riguardo si stigmatizza l’atteggiamento dell’assessore regionale all’Agricoltura, Andrea Prato, il quale, invece che occuparsi di lavorare alla ricerca di una intesa tra industriali e allevatori, e di mettere in campo strumenti che possano contribuire a rafforzare le debolezze strutturali del comparto, si attarda in polemiche sterili con gli stessi pastori ed i loro rappresentanti istituzionali e sindacali, alimentando un clima di tensione già molto elevato. Sul piano delle iniziative concrete, il Pd oristanese sarà impegnato, nelle prossime settimane, in una serie di iniziative informative e di confronto nei territori che sfoceranno in una grande iniziativa di carattere provinciale, portando l’argomento all’attenzione dei diversi livelli istituzionali, e aprendo un confronto con le associazioni di categoria teso a individuare strategie di intervento possibili nel breve e nel medio termine”.
Di pig (del 24/08/2010 @ 16:00:01, in politica, linkato 527 volte)
Il punto fondante della presunta "questione rimpasto" nella attuale Giunta Regionale Sarda, che ci tiene inchiodati ai media locali - alcuni di noi hanno rinunciato a partire per le ferie pur di sapere come va a finire - sarebbe quello di lasciar passare il tempo minimo, due anni sei mesi un giorno, perché i consiglieri regionali possano uscire di scena con un emolumento congruo. Già perché forse non tutti i sardi sanno che dopo due anni sei mesi un giorno di "governo" per questi infaticabili lavoratori scatta il diritto alla buona uscita e alla pensione. Ora è molto difficile che, nonostante le capriole del Dottor Comincioli, che ha recentemente affiancato Monsignor Mani alla gestione della Regione Sardegna, si riesca a garantire il "modesto" vitalizio, qualche migliaio di euro, ai consiglieri regionali in corso che non fossero confermati, perché questo significherebbe agonizzare ancora per un anno e, ancora per un anno, tentare di mettere una pezza al drammatico, apparente, decadimento della credibilità dell'attuale "Presidente" della Regione. Dico apparente perché non è affatto corretto affermare che il Presidente Cappellacci stia subendo un calo di consensi, nel senso che, di fatto, quelli che gli sono stati ascritti, sono consensi per interposta persona, non sono suoi. Egli è, evidentemente, - le ultime deprimenti apparizioni l'hanno confermato, - un prestanome, un governatore sotto tutela. Vedete bene che tenere questa situazione per un altro anno diventa un'impresa titanica. Per cui si dovrà stabilire, in una specie di gioco al contrario, chi, all'interno dell'attuale consiglio regionale debba essere "premiato", e quindi debba restare; e chi, invece, debba perdere la possibilità del vitalizio e quindi venire invitato a farsi da parte. Un metodo infallibile in questo senso si sta rivelando quello di rendere politici assessori che si erano presentati come tecnici. In pratica si prende l'assessore x o y e lo si toglie dalla sua conclamata "neutralità", iscrivendolo, guarda caso, al PDL ipso facto. Ispo facto gli si da un incarico all'interno di quel partito, - per esempio nel gruppo dei Probi Viri, - come appena successo alla dottoressa Baire. Considerate anche il fatto che se si vuole "omaggiare" i futuri sostituti politici di questo importante benefit bisogna muoversi in fretta perché si rischierebbe di non avere abbastanza legislatura. Un rompicapo che, se non riguardasse le nostre tasche di contribuenti, sarebbe persino divertente. I cosiddetti assessori tecnici sono stati, a suo tempo, scelti in base ad una presunzione di autonomia rispetto ai partiti locali, ma questo significava prevedere di essere governati da un uomo saldo, prestigioso, autorevole al comando. L'uomo c'è, il punto è che non risiede a Cagliari, ma ad Arcore, e ha troppo da fare per occuparsi come sarebbe necessario di un territorio periferico come la Sardegna dove tutt'al più si mangiano aragoste buone e si costruiscono bungalows nella casetta per le vacanze. Qualche volta si organizzano riunioni più o meno segrete. Ora che butta male, come si direbbe in gergo, quell'uomo finge di aver sopravvalutato il governatore Ugo Cappellacci. Il quale governatore, per aver accettato la parte del babbeo, dal mio punto di vista, merita rispetto umano. Non è una parte semplice per uno che babbeo non sarebbe. In questo senso sarei cauto nel vendere la pelle del dottor Cappellacci prima di averlo preso, perché è proprio la completa assurdità della sua posizione a santificarlo come uomo giusto nel posto giusto. Tuttavia, dal mio punto di vista, il dottor Cappellacci non merita alcun rispetto politico, perché prestarsi in questo modo a rappresentare la controfigura, e il parafulmine, del grande capo è, politicamente parlando, un tradimento nei confronti degli elettori sardi, non pochi, che alla sua presunta autonomia ci hanno creduto veramente. Comunque sia, in questi giorni assistiamo ad una serie infinita di esternazioni di assoluto disinteresse da parte degli assessori che costituiranno le pedine di questo gioco estivo del rimpasto. Tutti dicono: "non siamo indispensabili"... Ce n'eravamo accorti. (Marcello Fois – www.sardegnademocratica.it)
Altre notizie:
Il «berlusconismo» sta distruggendo il dissenso e ha già spaccato in due il mondo cattolico. E nell' Italia del Cavaliere, a differenza delle «attuali democrazie», «comanda solo lui». In un torrido giorno di fine agosto “Famiglia Cristiana” lancia l'ennesimo affondo al presidente del Consiglio e alle sue esegesi costituzionali, senza nascondere un certo allarme per le divisioni che attraversano gli ambienti cattolici davanti allo spettro di un ritorno anticipato alle urne. Divisioni attribuite anch'esse «alla discesa in campo di Berlusconi». Nello stesso giorno “Farefuturo”, Fondazione vicina a Fini, scrive ai berlusconiani moderati invitandoli a cambiare strada, abbandonando l'idea «…che la Rivoluzione liberale (quella che guardava alla signora Thatcher e al presidente Reagan con ammirazione e con invidia) possa avere il volto di Vladimir Putin, e possa davvero consumarsi sotto il tendone di Gheddafi». Parole che richiamano quelle di Walter Veltroni, ex leader del Pd, che questa mattina, dalle colonne del “Corriere della Sera”, metteva in guardia contro il rischio «…che si faccia strada, anche in Occidente, quella suggestione di democrazia autoritaria che è già realtà nei sistemi russo o cinese». Tuttavia, nel bilancio di fine giornata, il coro moderato viene travolto da uno scontro al vetriolo, con il settimanale cattolico all'attacco, e le voci forti del Pdl, tra cui Bondi e Lupi, a gridare allo «sconcerto rendendo pubblico il proprio disgusto per l'articolo, tacciando il settimanale dei Paolini di essere ormai una fotocopia del “Fatto quotidiano” e dell'Unità'». Il sottosegretario ai Beni culturali, Francesco Giro, si spinge ancora più avanti definendo l'articolo un esempio di pornografia politica. «Dice il vero sul premier e il governo», replica Ventura del Pd. Per De Magistris (Idv) quella del Pdl al settimanale è un'aggressione tribale, e Pedica suggerisce di cacciare Berlusconi e leghisti dalle chiese. A scatenare l'ira del Pdl è stato un editoriale dal titolo “Il cavaliere rampante e la Costituzione dimezzata”, sul numero di “Famiglia Cristiana” domani in edicola. "La situazione politica italiana - vi afferma Beppe del Colle, firma di punta del settimanale diretto da don Sciortino - è unica in tutte le attuali democrazie, che prevedono sistemi bilanciati, in cui nessun potere può arrogarsi il diritto di fare quello che vuole, avendo per di più in mano la grande maggioranza dei mezzi di comunicazione". Citando poi le parole di Berlusconi sul "piano dei cinque punti" e sui "formalismi costituzionali", accusa il premier di aver così confessato che "in Italia comanda solo lui". "Parole impermeabili al dissenso - sostiene Famiglia Cristiana - grazie al controllo dei mezzi d'informazione e alla "regola del berlusconismo" che «se promette alla Chiesa di appassionarsi (soprattutto con i suoi atei-devoti) all'embrione e a tutto il resto, con la vita quotidiana degli altri non ha esitazioni: il “metodo Boffo” (chi dissente va distrutto) è fatto apposta». Moltissime le reazioni, soprattutto quelle, negative, provenienti da casa Pdl, alle quali si aggiunge in serata quella del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, che accusa “Famiglia Cristiana” di «propaganda e faziosità, invitandola ad analizzare con più obiettività i risultati raggiunti dal presidente e dalla maggioranza». Della situazione politica in Italia, tuttavia, cominciano a preoccuparsi anche i massimi rappresentanti del mondo cattolico italiano, visto che solo tre giorni fa il giornale dei vescovi “Avvenire” paventava il pericolo di una "decadenza" della politica in Italia e "del governo della cosa pubblica, sebbene senza eccezioni di schieramento". (l'Unità).
Il presidente della Provincia di Oristano, Massimiliano de Seneen, gli assessori provinciali Serafino Corrias e Alessandro Murana, il sindaco di Cabras, Cristiano Carrus, e l’assessore comunale, Sergio Troncia, hanno effettuato una visita al laboratorio archeologico di Li punti, a Sassari. A Li Punti sono stati ricevuti da Antonietta Boninu ed Emina Usai, responsabili del restauro delle statue di Monte ’e Prama. Finora sono state ricomposte 24 delle 38 statue recuperate nel ’74 nel territorio del comune lagunare. Delle statue si parlerà durante un incontro tra la giunta provinciale e la giunta comunale cabrarese, in programma per giovedì prossimo, al Museo Civico di Cabras. Subito dopo (alle 11) le due giunte incontreranno i giornalisti.
La società "Marine Oristanesi", in collaborazione con i pescatori del porticciolo turistico di Oristano, l’Assessorato al Turismo del Comune di Oristano, la Provincia di Oristano, il comune di Cabras , il Circolo Nautico di Oristano, Il Gabbiano-Associazione diportisti, e La Lega Navale Sezione Sinis Golfo di Oristano, ha organizzato la prima Sagra provinciale del “Pesce Povero” (zuppa di pesce, fritto misto). L’appuntamento è per domenica 29 agosto, a partire dalle 18. L’iniziativa, nelle intenzioni del nuovo direttivo della società di gestione del porticciolo e dell’assessore comunale al Turismo, Marzio Schintu, è nata per valorizzar ulteriormente le antiche tradizioni gastronomiche popolari e salvaguardare la peculiarità e la memoria di ciò che nei tempi è stato un sano ed ottimo mezzo di sostentamento. “Per questi motivi – hanno spiegato gli organizzatori -, si è deciso di organizzare la prima festa provinciale del “Pesce Povero”, che ha, inoltre, l'obiettivo di rivitalizzare il ruolo del porticciolo turistico di Torregrande”.
Di pig (del 23/08/2010 @ 16:30:08, in politica, linkato 394 volte)
E’ davvero uno strano dibattito quello che si è aperto nella rete all’insegna dell’interrogativo: “No-B-Day” sì, No-B-day-no”. Qualcuno si chiede sei sia giusto convocare una nuova manifestazione nazionale contro il Cavaliere, qualcun altro aggiunge che la prima resta un evento irripetibile, una icona perfetta da non mettere a rischio con il tentativo di un bis che potrebbe non riuscire altrettanto bene. Sembra quasi che la tentazione contemplativa rischi di prevalere sull’esigenza di agire. Ora, prese singolarmente tutte queste obiezioni hanno un qualche fondamento di senso, ma guardate nella loro complessità non ne hanno nessuno. Si potrebbe partire dal terreno della celluloide, per esempio: nei tempi moderni i sequel vengono girati sempre insieme ai prequel, incassano più i bis che le anteprime, e si strutturano in trilogie, quadrilogie, saghe. Ecco, il No-B-day dovrebbe diventare una piccola epopea, un rito propiziatorio che accompagna il crepuscolo di una stagione antica, e prepara l’avvento di una nuova. Il nostro giornale in quel prequel ebbe un qualche ruolo di stimolo: ci piacerebbe molto poter tornare un strumento di servizio per chi vuole mettersi in moto. Deve esserci qualcosa di strano, in questo paese, se salta fuori che molti – a cominciare da quelli che dovrebbero farla – hanno una curiosa considerazione dell’opposizione. A tutto servirebbe, tranne al suo scopo primario: opporsi ad un governo non gradito. Qualcuno pensa che sia un ufficio di collocamento, qualcun altro la intende come un parcheggio di lunga sosta o una sala di attesa in cui attendere la chiamata, altri ancora la immaginano come una collezione di istantanee e di polaroid, medaglie da appendersi al petto, forse per poter dire, un giorno, “io c’ero”. Ma sempre e comunque, uno stato di attesa. Forse è giunto il momento di recuperare l’idea che l’opposizione dovrebbe essere invece un luogo dinamico, in primo luogo per i partiti che ne fanno parte, una fucina di idee, una scuola quadri di talenti. Quando gli oppositori presunti si perdono nelle fumisterie del politichese e nei giochi di palazzo, l’elettrochoc della piazza è sempre utile. Questo furono i girotondi, questo è stato l’effetto dell’irruzione della scena del popolo viola, prima che il centrosinistra sprigionasse il suo effetto narcotico su entrambi i movimenti. Una cosa è certa: Berlusconi da solo non se ne va. E se i partiti di opposizione si acconciano all’idea che bisogna aspettare che la pera cada dall’albero, e che il grande venditore abbandoni la scena per esaustione, accadrà che un altro leader di centrodestra (ad esempio Tremonti) si prepari ad ereditare il blocco sociale che il centrodestra ha saputo costruire con grande abilità in questi anni. La prima risposta al dibattito, dunque, è degna di monsignor de Lapalisse: finchè sarà in carica il governo Berlusconi, sarà opportuna una manifestazione che ne auspica la fine. E lo è a maggior ragione in questo momento, molto più che un anno fa. Oggi il racconto del berlusconismo sembra uno specchio infranto, un caleidoscopio multicolore che restituisce una serie di immagini frammentate e distorte, prive di coerenza. Non c’è più un filo logico forte nella narrazione del centrodestra: il grande sogno liberista è morto nella culla, la grande favola della riduzione delle tasse è diventata ormai una burla per bimbi creduli, l’utopia federalista adesso è un randello, che fra l’altro viene agitato in primo luogo contro i governatori meridionali di centrodestra. In poche parole: i tre pilastri su cui un anno fa si reggeva l’impalcatura dell’asse fra il Pdl e la Lega sono tutti e tre lesionati o pericolanti. E poi è arrivata la crisi. Il propagandismo berlusconiano ha prodotto i suoi frutti migliori nella prefigurazione di improbabili età dell’oro, tempi di vacche grasse e di grande abbondanza di ricchezze da ridistribuire. Ecco il vero motivo per cui il presidente del consiglio non è strutturalmente attrezzato per vivere il racconto della crisi. Questo lavoro riesce molto meglio ai nuovi millenaristi, il dottor Tremonti, saggista bestsellerista della “grande paura”, e i templari leghisti, avventisti del secessionismo moderno. Cosa serve per mostrare la debolezza di questi protagonisti? In primo luogo l’irruzione sulla scena di un altro racconto. La rappresentazione di una nuova generazione, che fuori da ogni ideologia avverte che il tempo è cambiato. Il nostro Federico Mello, ha raccontato in un bel libro (“Viola”, Aliberti editore) il dettaglio del primo indimenticabile NO-B-Day: una manifestazione propiziata da web cantautori, blogger, e tecno-casalighe d’assalto. Un incontro felice fra diverse generazioni, diversi codici, diverse storie. Quella manifestazione riuscì a far emergere una lingua moderna: un corteo, raccontammo, che sembrava stratificato, costruito sull’architettura della rete più che sull’antico telaio delle manifestazioni novecentesche. Quella grande, pacifica, non violenta folla di persone riuscì a bucare le maglie strette della struttura mediatica. L’onda lunga del No-B-day, però fu subito oscurata dalla nube del caso Tartaglia: quello che non si poteva cancellare andava sostituito. Seguirono tentativi di criminalizzazione della rete, e la spettacolare strumentalizzazione del dissennato attentato contro il presidente del consiglio. Ecco perché preoccuparsi di rovinare un bel ricordo non ha senso. Bisogna che il film interrotto riparta esattamente nel punto in cui avevamo abbandonato i protagonisti. Nessun successo è garantito: per questo è interessante andare tutti allo zoo comunale, e vedere poi da vicino l’effetto che fa. (Luca Telese – www.ilfattoquotidiano.it)
“Nella storia tante volte è successo che per essere nel diritto si è usciti dalla legalità”. La frase è ad effetto, fa pensare a regimi repressivi, dove legge e giustizia fanno a pugni. Nelle dittature la disobbedienza è un dovere etico e civile. In democrazia il problema non dovrebbe porsi, visto che il diritto non è mai in conflitto con la legge: l’obbedienza alle regole è garanzia di legalità. In questi giorni, malgrado la gravissima crisi economica e politica, il governo si è incaponito su una questione che non interessa agli italiani, giunti all’ultimo buco della cintura, ma agli avvocati del premier, immersi notte e giorno dentro le loro scartoffie, non a cercare argomenti impossibili di difesa dell’indiziato, ma a formulare leggi che lo assolvano comunque: manca ancora qualche altro voto del Parlamento per far tornare i conti. Servono leggi agili e veloci che impediscano ai giudici di negare a Berlusconi il diritto di fare ciò che vuole, in disprezzo della democrazia conquistata dall’Italia nella lotta di liberazione dal nazifascismo. La Costituzione è per questo Governo, da Berlusconi a Bossi, un noioso regolamento condominiale. Siamo arrivati al ricatto: o mangiamo questa minestra o ci gettiamo tutti fuori dalla finestra del Parlamento. Ecco cosa inventa la cosiddetta democrazia di questi tempi: per entrare nella legalità bisogna uscire dal diritto. Ciò che in realtà disarma e scandalizza il buon cittadino è la “negozionabilità” dei principi fondamentali della giurisprudenza. Fini e i suoi, dopo essere usciti improvvisamente da una vischiosa alleanza, si trovano ora costretti a barattare i valori della democrazia e del diritto con l’effimera logica del più bieco e umiliante parlamentarismo. Per fortuna c’è il Presidente Napolitano, che tiene alta la bandiera italiana, sopra le teste di questa gente sciatta e senza scrupoli. (Vincenzo Cerami – l’Unità)
Il Pd ha chiesto la convocazione straordinaria della commissione Agricoltura del consiglio regionale per l'esame delle problematiche del settore agropastorale. La richiesta e' stata inoltrata questa mattina dal capogruppo del Pd, Mario Bruno, e dai consiglieri Lotto, Cocco e Solinas componenti la commissione. "Abbiamo chiesto, a termini del regolamento interno del consiglio regionale – hanno dichiarato i rappresentanti del Pd -, la convocazione della commissione, perchè riteniamo che il consiglio regionale non puoò e non deve esimersi dal fare una attenta analisi delle problematiche che oggi affliggono il settore agro pastorale e, soprattutto, non può non fare una seria considerazione sulle tensioni che tali problematiche scaricano nel contesto sociale dei diversi territori della nostra isola. Occorrono certezze per questo comparto! Non darle in tempi rapidi è puro autolesionismo".
Di pig (del 07/08/2010 @ 17:00:54, in politica, linkato 1123 volte)
E’ notorio che, quando si parla di enti pubblici e di società partecipate, per fugare ogni sorta di dubbio e di illazione, soprattutto quando sono in ballo vagonate di soldi pubblici, la trasperanza sia non solo opportuna ma doverosa. Questo non è, invece, accaduto per quanto riguarda la Sogeaor, società partecipata della Provincia di Oristano che ha in gestione l’aeroporto di Fenosu. Il consigliere provinciale del Pd, Francesco Federico, si è visto, infatti, negare una copia del contratto (che aveva precedentemente richiesto secondo tutti i crismi di legge) tra la Sogeaor (o la Fly Oristano) e la Denim Air, per incomprensibili “ragioni di riservatezza”. Per questo motivo il consigliere provinciale del Pd ha reiterato la richiesta degli atti alla Sogeaor, diffidando e mettendo in mora la società partecipata. Questo, il testo della richiesta-diffida: “ Premesso che in data 25 giugno u.s. lo scrivente, Francesco Federico, in qualità di consigliere provinciale, chiedeva urgentemente all’Amministrazione Provinciale copia di atti riguardanti la Sogeaor SpA, società partecipata, con maggioranza del capitale sociale sottoscritto dalla Provincia di Oristano; che tra gli atti si richiedeva anche “…copia del contratto, comprensivo di tutti gli eventuali allegati e, ove sia comunque rilevabile, la durata e il costo dell’accordo in essere tra la Sogeaor (o la Fly Oristano) e la società Denim Air, riguardanti gli aeromobili Fokker 50, attualmente in servizio presso l’aeroporto di Oristano”; che in data 3 agosto u.s. allo scrivente venivano consegnati parte degli atti richiesti tranne la copia del suddetto contratto; che nell’accompagnatoria degli atti consegnati, sottoscritta dal presidente della giunta provinciale, si evidenziava che non era possibile consegnare copia della documentazione riguardante il contratto tra la Sogeaor (o la Fly Oristano) e la società Denim Air in quanto la stessa documentazione “…non è in possesso degli uffici provinciali e seppur richiesta alla Sogeaor, la medesima ha fatto sapere che opportune ragioni di riservatezza ne suggerivano la non divulgazione”.Considerato che la giurisprudenza è unanime nel riconoscere al consigliere provinciale il diritto di accesso agli atti delle società partecipate dall’ente di appartenenza. Ritenendo che finché la Sogeaor, nonostante SpA, avrà un capitale sociale anche solo in parte sottoscritto dalla Provincia, non potrà mai sottrarsi alle regole di trasparenza e di controllabilità da parte anche del singolo consigliere provinciale. Pertanto, convinto che un ulteriore diniego alla consegna della documentazione già richiesta si potrebbe considerare come un grave atto di omissione da parte della Amministrazione Provinciale e della Sogeaor., e riservandosi, in tal caso, di esperire ogni iniziativa giudiziaria per la tutela del proprio diritto, lo scrivente Francesco Federico, diffida e mette in mora le SS.VV. (presidente del consiglio e della giunta provinciale, e presidente della Sogeaor. ndr) a consegnare, nel termine perentorio di 30 giorni, a far data dal giorno di protocollo della presente, la copia del contratto (comprensivo di tutti gli eventuali allegati e, ove sia comunque rilevabile, la durata e il costo dell’accordo), in essere tra la Sogeaor (o la Fly Oristano) e la società Denim Air, riguardanti gli aeromobili Fokker 50, attualmente in servizio presso l’aeroporto di Oristano” come già richiesta con nota del 25 giugno u.s.”.
Sul “niet” della Sogeaor alla legittima richiesta di Francesco Federico è intervenuto il gruppo consiliare del Partito Democratico, che stigmatizza il comportamento della società partecipata della Provincia di Oristano. “Il diniego - si legge nel comunicato - viene giustificato dalla partecipata della Provincia da non chiare “opportune ragioni di riservatezza” che ne suggeriscono “la non divulgazione”. Innanzitutto, a parer nostro non è ammissibile che la Provincia, titolare della maggioranza del capitale sociale della Sogeaor, non sia in possesso di tale importante documentazione, e riteniamo, inoltre, il rifiuto alla consegna degli atti richiesti come un grave azione di non trasparenza da parte della stessa società che, oltre ad essere partecipata di un ente pubblico, utilizza ingenti somme di danaro pubblico e ha fruito, nel corso degli anni, di numerose ricapitalizzazioni (nell’ordine di milioni di euro) da parte della stessa Provincia di Oristano. In tali condizioni – si legge ancora nel comunicato del Pd -, la trasparenza degli atti della Sogeaor, come del resto anche quella di tutte le società partecipate, dovrebbe sempre essere massima, senza dover ricorrere a misteriose, inspiegabili e inopportune “ragioni di riservatezza” per “la non divulgazione” dei propri atti. Riteniamo che una struttura così importante per il nostro territorio, quale potrà essere l’aeroporto “Ernesto Campanelli”, necessiti per crescere, come tutti noi auspichiamo, di una gestione sana e trasparente. Il nostro dovere di consiglieri provinciali ci impone, quindi, di verificare come milioni di euro pubblici siano stati spesi. Invitiamo pertanto l’Amministrazione Provinciale a sollecitare la Sogeaor a provvedere, entro 30 giorni dalla data della presente, alla consegna degli atti richiesti dal collega del Gruppo Consiliare del Partito Democratico. Evidenziamo, altresì, che riterremo una grave e ingiustificata omissione l’ulteriore diniego alla consegna della suddetta documentazione".
Altre notizie:
Schedatura “politica” del personale, rimozione di dipendenti individuati come di sinistra o soriani. Il tutto in un documento interno, che si è rivelato come una vera e propria lista di proscrizione. Uno “spoil system” clientelare, degno del Governo Berlusconi, che tanto per cambiare non tiene in alcuna considerazione la meritocrazia». Gian Valerio Sanna, ex assessore e ora consigliere regionale del Pd, ha denunciato, sia in consiglio regionale che attraverso un’interrogazione presentata da tutto il gruppo del Pd, quanto accaduto negli uffici di Laore e Argea, in riferimento alle recenti nomine nelle “strutture organizzative di 2º livello”, che non hanno compiti dirigenziali ma rapporti diretti con gli agricoltori per l’assistenza tecnica. Il documento anonimo che, come detto, è stato considerato una “lista di proscrizione”, ha fatto il giro degli uffici e, secondo Sanna, corrisponde in gran parte alle nomine effettuate nelle agenzie. Nonostante la replica della maggioranza di centro-destra, che ha sostenuto che le nomine sono avvenute per meritocrazia, l’ex assessore della giunta Soru ha sostenuto che “…non è vero che hanno deciso in base alla meritocrazia, perché due mesi prima ai dirigenti rimessi erano stati dati giudizi lusinghieri”. Nell’interrogazione, depositata presso la presidenza del consiglio regionale, il Pd ha insistito sia sulle destituzioni non motivate (“…nessuna motivazione o giustificazione sui criteri e sulle condizioni di merito che hanno determinato le scelte”), ed ha posto l’accento sul fatto che “…da diverso tempo è circolato, all’interno delle agenzie, un documento contenente la classificazione del personale, interessato al coordinamento delle posizioni organizzative, sulla base delle presunte appartenenze politiche e sindacali. Esistono significative corrispondenze – si legge nell’interrogazione - tra le determinazioni dirigenziali e i contenuti del documento di schedatura, del cui autore non si deduce l’identità, che destano allarme ancora di più per il fatto che, mancando criteri e giudizi di adeguatezza, tali provvedimenti confliggono con i giudizi di valutazione recentemente espressi dal commissario straordinario. C’è quindi una evidente violazione del principio di meritocrazia, competenza e adeguatezza”. La giunta Cappellacci dovrà ora chiarire cosa è realmente accaduto
Ad Oristano, la giunta Nonnis, su proposta dell’assessore comunale al Traffico, Alessio Putzu, ha approvato il progetto di riorganizzazione del servizio di trasporto pubblico urbano. Il progetto dovrà essere approvato dall’Assessorato regionale ai Trasporti e poi attuato dall’Arst, che dal 2008 ha in gestione le linee del trasporto pubblico a Oristano. “Proprio con i tecnici dell’Arst abbiamo studiato le soluzioni per migliorare il servizio – ha spiegato l’assessore Putzu -. Attraverso l’attuazione di questo progetto intendiamo favorire l’utilizzo degli autobus del servizio pubblico urbano. Il miglioramento della qualità del servizio potrà, infatti, incoraggiare l’utilizzo degli autobus, ridurre l’utilizzo dei mezzi privati e il traffico lungo le strade, migliorando anche la qualità della vita. Il miglioramento del servizio potrà essere raggiunto attraverso una più estesa copertura del territorio, con la dimensione della rete che aumenterà del 56%. Saranno privilegiate le zone della città che più necessitano del servizio e che mostrano maggiori potenzialità. Per questo motivo è stata condotta un’indagine a campione, che ha consentito di indirizzare meglio le scelte. Lo studio ha messo in luce le particolari esigenze dei residenti nei quartieri di Torangius, San Nicola, Cuccuru e Portu. La rete, inoltre, potrà essere semplificata e razionalizzata, favorendo il raggiungimento in minor tempo dei punti della città di maggior interesse, come gli uffici pubblici, la stazione, l’ospedale, e le zone commerciali e artigianali”. Il nuovo schema di rete sarà costituito da una circolare esterna, da una linea interna di attraversamento per collegare le aree nord ed est della città, e sei linee radiali al servizio delle frazioni e delle borgate. In generale aumentano le linee per le frazioni, con il servizio che raggiungerà anche Tiria e San Quirico e, a differenza di quanto avviene oggi, con corse anche di domenica. Per Torregrande sono previsti percorsi e orari differenti a seconda della stagione. La circolare esterna, che avrà un tempo medio di percorrenza di 44 minuti, su un percorso di 11.7 chilometri, consentirà di raggiungere con più facilità il centro commerciale Porta Nuova, ma anche la zona sportiva di Sa Rodia e il cimitero. La linea di attraversamento favorirà i collegamenti tra Torangius e la stazione ferroviaria, attraverso il centro cittadino; avrà un tempo medio di percorrenza di 52 minuti, una frequenza di 30 minuti e una lunghezza di 11 chilometri con 28 corse quotidiane”.
La giunta regionale ha approvato il programma di interventi a favore dei comuni per l'istituzione e il funzionamento delle scuole civiche di musica. I contributi, per complessivi 1,5 milioni di euro, sono destinati anche ai comuni associati. La Regione, bontà sua, ha riconosciuto "…la funzione pedagogica e sociale, che ha caratterizzato, nel corso di questi anni, queste istituzioni comunali, che hanno prioritariamente concorso alla formazione musicale di chi vuole approcciare lo studio delle discipline musicali a scopo professionale, offrendo, nel contempo, anche un importante percorso di crescita culturale per chiunque voglia avvalersene, con significative ricadute educative per la collettività presente nel territorio". Sempre secondo la Regione "…le scuole civiche hanno svolto un ruolo determinante nei confronti di numerosi bambini e ragazzi, le cui famiglie non potrebbero affrontare le spese di ammissione ai conservatori, se non con corsi privati, sicuramente troppo onerosi. Oltre alla necessaria preparazione finalizzata al superamento degli esami, le scuole civiche di musica hanno, concretamente, agevolato i giovani che, anche per motivi logistici, prevalentemente legati ai trasporti pubblici, non possono direttamente frequentare le sedi dei Conservatori di Cagliari e di Sassari. Gli interventi - si legge in una nota della Regione - non si esauriscono sotto il profilo della formazione e della crescita culturale, ma assumono un particolare e fondamentale rilievo nel contesto delle politiche giovanili, in linea con il piano della gioventù, "Sardegna Under 30", promosso dall'assessorato regionale della Pubblica istruzione in collaborazione con l'Anci.
TerniEnergia, società che opera attiva nel settore delle energie rinnovabili, ha siglato accordi con Trp Bv, la joint venture italo-Cinese tra Tolo e Saae (costituita per realizzare investimenti nel settore fotovoltaico in Italia ed Europa) e Milis Energy, per la progettazione, realizzazione, messa in esercizio, gestione e manutenzione di 2 parchi solari, con potenza complessiva di 12 MWp, per un controvalore di 40 milioni di euro. TerniEnergia curerà l'esercizio e la manutenzione dei parchi, sulla base di un contratto di durata ventennale. L'entrata in servizio degli impianti,che saranno realizzati a Milis è prevista tra la fine del 2010 e il primo trimestre 2011. Milis Energy è controllata, al 100%, Trp, joint venture tra la società italiana Trp (Technologies and Resources for the Planet del gruppo Tolo) e la societa' cinese Saae (Shanghai Aerospace Automobile Electromechanical Co., Ltd.) società quotata alla Borsa di Shanghai, con una capitalizzazione di circa 1,3 miliardi di euro. I pannelli necessari per la realizzazione dei parchi saranno forniti dalla società Shanghai Solar Energy Science & Technology di Shanghai. Il presidente di TerniEnergia, Stefano Neri, ha così commentato: "Abbiamo siglato un accordo internazionale di significativa rilevanza economica, che proietta il nostro gruppo verso il mercato mondiale del fotovoltaico, e consolida il rapporto di collaborazione già avviato con il gruppo Tolo. La commessa è un nuovo tassello del nostro progetto di crescita che puntiamo a rafforzare con l'operazione di aumento di capitale recentemente approvato dagli azionisti"
Di pig (del 06/08/2010 @ 14:33:29, in politica, linkato 553 volte)
Che le strade di Oristano facciano a dir poco schifo è fuor di dubbio. Alle lamentele dei cittadini, per lo stato di assoluto degrado in cui si trova la città, gli amministratori hanno sempre risposto “…stiamo facendo il possibile con le poche risorse che abbiamo”. Quel “possibile” col passar del tempo si è, poi, trasformato in “assolutamente nulla”. Ora per Angrela Nonnis ed i suoi accoliti non ci saranno più scuse, considerato che arriveranno un bel pò di quattrini anche per la riqualificazione urbana della viabilità della città. Questa mattina, infatti (così come si legge in un comunicato diramato dal comune di Oristano), a Cagliari, è stato sottoscritto l’atto aggiuntivo al Programma integrato d’area (Pia) del Campidano, che ha assegnato al comune di Oristano 8.700.000 (ottomilionisettecentomila) euro per i lavori di ampliamento del porto turistico e dei pescatori di Torregrande, e per la riqualificazione urbana della viabilità e degli impianti sportivi. L’importante documento è stato firmato dal vicesindaco di Oristano, Andrea Lutzu, in rappresentanza del sindaco, Angela Nonnis, che era impegnata in consiglio comunale. “Grazie al Pia e alle risorse che ci vengono assegnate dalla Regione potremo intervenire per ampliare il porto turistico e dare una sistemazione adeguata alle strade e agli impianti sportivi – ha spiegato il sindaco Nonnis -. Si tratta di opere molto importanti per la nostra comunità. Strade e impianti sportivi necessitano di un piano di interventi accurato e incisivo che consenta da un lato di garantire la sicurezza dei pedoni e degli automobilisti, e dall’altro le migliori condizioni di fruibilità da parte degli sportivi. L’ampliamento del porticciolo consentirà di risolvere l’annoso problema della coabitazione tra i diportisti e i pescatori, prevedendo soluzioni congeniali a entrambe le utenze. Migliorando i servizi e ampliando i bacini aumenterà anche l’interesse verso il nostro scalo e verso la nostra località marina. Adesso attendiamo l’erogazione delle risorse sarà compito dei nostri uffici procedere celermente per l’attuazione delle opere previste”. “Il progetto per il porticciolo di Torregrande, per il quale è previsto uno stanziamento di 5 milioni 200 mila euro – ha detto l’assessore al Turismo, Marzio Schintu -, prevede il dragaggio dell’entrata del porto, l’ampliamento attraverso la creazione di un bacino di pesca separato, il recupero al diporto del bacino attualmente impegnato dal settore pesca, l’ampliamento del bacino da diporto con la costruzione di una barriera frangiflutti galleggiante, il prolungamento dell’accesso al primo bacino attuale e la riqualificazione degli impianti tecnologici del porto. Il progetto, in una seconda fase, prevede anche la ristrutturazione del piazzale, la creazione di un grande parcheggio a servizio dei diportisti e degli ospiti, la realizzazione di strutture amovibili per attività economiche e il miglioramento della viabilità di collegamento con la strada per Torregrande”. “Altrettanto importante è il progetto per la riqualificazione urbana della viabilità e degli impianti sportivi – ha aggiunto l’assessore ai Lavori pubblici, Andrea Lutzu -. Tutti conosciamo le difficili condizioni delle strade e dei marciapiedi e degli impianti sportivi della città e delle frazioni. In attesa delle risorse del Pia, il Comune si è già fatto carico di avviare alcuni interventi particolarmente urgenti, già ultimati o in corso di realizzazione. Con i 3 milioni e mezzo a disposizione (2 milioni 250 mila per le strade, e un milione 250 mila per gli impianti sportivi) ovviamente non risolveremo tutti i problemi, ma miglioreremo considerevolmente le condizioni del nostro sistema viario e quelle dell’impiantistica sportiva”. Buoni propositi a parte, riuscirà la giunta Nonnis-tre a mettere in pratica almeno una minima parte di quanto appena strombazzato?
Altre notizie:
Il consiglio comunale di Oristano ha approvato il rendiconto all’esercizio finanziario 2009. La discussione, iniziata ieri sera, e proseguita questa mattina. “Il rendiconto di gestione, unitamente al bilancio di previsione e alle sue variazioni, rappresenta uno strumento che permette la verifica del raggiungimento degli obiettivi, della realizzazione dei programmi, del rispetto degli equilibri di bilancio – ha sostenuto l’assessore al Bilancio, Sandro Lisini, durante la sua relazione -. L'esercizio 2009 si chiude con un avanzo complessivo di 3 milioni 442 mila euro, interamente vincolato per le destinazioni di legge inerenti le fonti di provenienza, oltre che perché decisioni dell'ente a salvaguardare gli equilibri di bilancio e i debiti fuori bilancio”. L’assessore Lisini ha quindi ricordato alcune cifre: l'addizionale comunale Irpef, confermata nella misura del 4 per mille, che ha consentito un accertamento di 1 milione e 170 mila euro; la Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, pari a 5 milioni 30 mila euro; le entrate extratributarie per 4 milioni 432 mila euro. Lisini ha parlato anche delle società partecipate, per le quali il collegio dei revisori dei conti ha invitato il consiglio comunale a individuare quelle che hanno come oggetto la produzione di beni e servizi, o comunque di interesse generale, e che la loro attività sia strettamente connessa al perseguimento delle proprie finalità istituzionali, e quelle per le quali il comune dovrà cedere le quote perché non hanno questi requisiti: “È opportuno precisare che per la Sogeaor il consiglio comunale ha stabilito che si tratta di una società nella quale il comune può mantenere la partecipazione, in quanto l'oggetto sociale risponde alla produzione di beni e servizi necessari di interesse generale”. Per il presidente della commissione Bilancio. Giampaolo Atzori “…lo scostamento tra i dati definitivi e quelli previsionali rientra nei limiti fisiologici, che una gestione complessa come quella dell'ente può determinare a causa delle difficoltà, che in sede di pianificazione si originano nel poter valutare con concretezza gli atti di amministrazione immessi nel bilancio preventivo”. Per Atzori, il comune deve fare di più sul fronte dei servizi a domanda individuale, considerando che dai dati relativi alla gestione del teatro, dei musei e delle pinacoteche emerge un deficit di circa 360 mila euro, con un peggioramento di circa 100 mila euro. Durante il dibattito sono intervenuti Mauro Solinas (Fortza Paris), che ha lanciato l’allarme sui possibili effetti del federalismo fiscale; Efisio Sanna (Pd), che ha espresso un giudizio negativo sul documento, sugli scostamenti rispetto al bilancio di previsione che riflettono l’attività dell’amministrazione; Giuseppe Puddu (Pdl), che si è soffermato sull’attività della società di gestione del porticciolo turistico di Torregrande, Le Marine Oristanesi, chiedendo chiarezza al consiglio sul futuro impegno dell’ente nelle società partecipate; Mimmo Serusi (Sdi), secondo cui il rendiconto riflette l’inadeguatezza dell’esecutivo; Antonio Scanu (Udeur), che ha espresso un giudizio negativo sull’intera esperienza di questa amministrazione. Il consiglio comunale ha, inoltre, approvato la richiesta di variazione volumetrica in deroga. presentata dal Centro di cura e riabilitazione “Santa Maria Bambina”, per l’adeguamento funzionale dell’edificio alle norme di sicurezza. L’assessore all’Urbanistica, Salvatore Ledda, ha spiegato che le modifiche, per un totale di 600 metri cubi, si rendono necessarie per realizzare percorsi di esodo sufficienti a garantire la sicurezza del personale e dei degenti, attraverso la realizzazione di un ascensore antincendio e di corridoi di servizio per ogni piano. Ledda ha spiegato che il nuovo Piano urbanistico comunale già prevede questo tipo di volumetrie, ma la decisione del consiglio comunale consentirà di andare in deroga rispetto alle attuale norme urbanistiche, in attesa che la Regione si pronunci sulla coerenza del nuovo Puc. Il consiglio comunale, su proposta dell’assessore all’Urbanistica, Salvatore Ledda, ha approvato, all’unanimità, la delibera con la manifestazione d’interesse all’acquisizione dei beni immobili del patrimonio disponibile regionale al demanio comunale. L’acquisizione, che riguarda beni immobili non più funzionali ai servizi regionali, ma utili per il comune, avverrà ad un prezzo simbolico di 1 euro. Si tratta di reliquati presenti in numerosi punti del territorio comunale, tra le altre, in via Firenze, a Cuccuru ‘e portu, a Torangius, a Città giardino, San Nicola, Silì, Sa Rodia. “A livello regionale il passaggio, in qualche modo, anticipa una serie di operazioni che saranno semplificate attraverso le nuove norme sul federalismo demaniale – ha spiegato l’assessore Ledda -. Dall’acquisizione di questi beni, in tutto 21 e per lo più reliquati di bonifica, si potranno risolvere una serie di problemi che hanno rappresentato un ostacolo per molte imprese e, in generale, per privati cittadini che spesso si sono trovati di fronte a un diniego, proprio per la presenza di una piccola superficie demaniale”.
Il Movimento dei Pastori Sardi ha bloccato la 131, questa mattina, all'altezza del bivio per Tramatza, in segno di protesta. Il blitz è stato deciso al termine di un'infuocata assemblea, nella quale sono stati ribaditi i motivi del forte scontento degli allevatori isolani, che chiedono maggiore attenzione per il comparto. Circa seicento persone hanno invaso la carreggiate in entrambi i lati, impedendo il passaggio delle auto. La manifestazione, per ottenere interventi a favore del settore in profonda crisi, era guidata dal leader del movimento, Felice Floris, che ha annunciato altre iniziative di questo tipo nei prossimi giorni. Il Movimento dei Pastori Sardi lo scorso 30 luglio aveva organizzato un sit-in davanti alla strada di ingresso dell'aeroporto di Cagliari, per impedire il transito di auto e pullman. Sempre stamattina è arrivata come risposta una delle solite “perle” dell’assessore all’agricoltura, Andrea Prato, che è la personificazione lampante di come “peones della politica”, trasformati dalla bacchetta magica di maghetto-Cappellacci in assessori, possano fare danni non solo perché non agiscono ma anche quando aprono bocca. "Ribadisco – ha detto Prato - che non è con manifestazioni che esasperano la drammatica crisi delle campagne (boh!) e che arrecano gravi disagi alla popolazione che si risolvono i problemi dell'agricoltura sarda (ma va?). Problemi e proposte operative di cui la giunta Cappellacci si occupa ogni giorno (sic!) attraverso il dialogo (?) e il confronto con le organizzazioni agricole sugli interventi da attuare. Le manifestazioni sono l'ultima spiaggia quando il dialogo manca (appunto!) e quando le risposte dalla politica non arrivano (ed è questo il caso). Purtroppo altre iniziative non fanno altro che esacerbare gli animi e acuire la disperazione senza però arrivare alla risoluzione dei problemi della nostra agricoltura; quando si va in piazza, giocando sulla disperazione della gente si innesca un meccanismo dal quale poi è difficile tornare indietro (mamma mia, che pensiero profondo, che lungimiranza!). Il motivo per il quale la politica agricola si fa con le organizzazioni riconosciute dal Cnel è per la loro esperienza, maturata nella gestione di queste crisi drammatiche che ci vedono impegnati ogni giorno e a tutte le ore”. Fin qui, l'assessore all'Agricoltura. Ogni volta che sentiamo Prato, e non solo, capiamo il perché all’interno del centro-destra si chieda, a gran voce, il cambio di questo nutrito gruppo di assessori-fotocopia con uomini politici di comprovata esperienza. In un periodo di crisi, come quello che stiamo attraversando, la Sardegna ha bisogno di veri assessori competenti e non di assessori “inventanti”, come la maggior parte di coloro che compongono l’attuale, disastrosa giunta Cappellacci.
“Nell'ambito dell'ormai improrogabile esigenza di risanamento degli stagni dell'oristanese, la Provincia sostiene con forza la vertenza, in raccordo con gli enti locali interessati e le altre forze economiche e sociali, ed è impegnata in una costante azione di sollecitazione verso la Regione Sarda”. E’ quanto sostenuto dall'assessore provinciale all'ambiente, Emanuele Cera, che sin dal 15 luglio scorso, ancor prima della moria di pesci verificatasi nel compendio ittico di Santa Giusta, aveva sollecitato la presidenza della Regione per un urgente avvio operativo del programma di azioni ed interventi di risanamento nei compendi ittici di Cabras (2.200.000 euro), Santa Giusta (3.000.000 euro), Corru s'Ittiri (1.200.000 euro), San Giovanni Marceddì (2.200.000 euro). Istanza che è stata riproposta anche dopo la moria di pesci. L'assessore Cera ha, inoltre, richiesto che lo stanziamento, previsto nella delibera della giunta regionale del dicembre 2009, venga integrato per garantire gli interventi negli altri compendi del territorio provinciale, con particolare riferimento per quelli che, al momento, risultano esclusi: S'Ena Arrubia, Corru Mannu, Is Benas, Sempeternu.
Una interpellanza urgente, su un progetto museale per le statue di Monti ‘e Prama, è stata presentata da Cristiano Carrus, capogruppo del Pdl nel consiglio provinciale di Oristano, nonché sindaco di Cabras. Questo, il testo: “…Considerato che le statue rinvenute negli anni settanta nella necropoli nuragica di Monti ‘e Prama, località sita nel territorio comunale, rappresentano per la comunità di cabrarese e isolana una componente fondamentale ed insostituibile delle proprie radici culturali; Visto che il comune di Cabras già da diverso tempo si è attivato per la restituzione delle statue, e, in particolar modo, quando le stesse sono state sottoposte a restauro, a Sassari, presso il Centro di restauro e conservazione della Soprintendenza per i Beni archeologici delle province di Sassari e Nuoro, in località Li Punti; Considerato che la presenza a Cabras delle statue rappresenterebbe per la comunità locale, provinciale e regionale una possibilità unica di sviluppo economico, che coinvolgerebbe un flusso turistico isolano, nazionale ed internazionale di portata ben più consistente rispetto a quello attuale, valorizzando in questo modo le altre principale risorse culturali, ambientali del nostro territorio; Visto l’incontro tenutosi a Cagliari il 3 agosto scorso, per la presentazione del progetto museale di Monti ‘e Prama; Considerato che l’amministrazione comunale di Cabras ha richiesto un incontro al ministro Bondi; Per quanto su esposto, interpella il presidente della giunta provinciale, per conoscere quali azioni intende intraprendere, per ottenere in tempi strettissimi un incontro con il ministro Bondi, per esporre, insieme all’amministrazione di Cabras, le ragioni per l’affidamento in via definitiva delle statue alla comunità di Cabras
Di greg (del 30/07/2010 @ 14:00:27, in politica, linkato 578 volte)
I tagli del governo nazionale costeranno alla Regione sarda il 20% delle sue risorse finanziarie. Una cifra enorme che tutti i sardi saranno costretti a pagare, e che risulta essere ben 15 volte in più di quello che in realtà dovrebbe pagare. Questa, la denuncia che l’ex presidente della Regione, Renato Soru, ha portato all’attenzione dell’opinione pubblica, durante il suo intervento sulla discussione generale del disegno di legge: "Disposizioni nei vari settori di intervento (collegato alla manovra economica-finanziaria 2010-2013)". Questa la sintesi dell’intervento di Renato Soru: “Sono venuto oggi in quest'aula perché lo ritengo un appuntamento importante, nel momento in cui, oggi, in Italia, nel 2010, dopo quello che leggiamo sui giornali, si discute in Sardegna di una manovra di assestamento. Credo che sia importante, e sono venuto nonostante l'asprezza del dibattito di ieri... Sono venuto non per fare propaganda (Non tutte le volte che l'opposizione parla è per fare propaganda), ma per dare un mio contributo responsabile. Per cercare di portare quello che so e quello che ho da dare, se può essere utile, e spero che possa essere utile. Noi stiamo cercando di dire che vorremmo sapere dove stiamo andando, nel momento in cui nelle aule parlamentari e in commissione, il governo in tutti i modi ci dice che l'articolo numero 8 del nostro Statuto non viene rispettato, se prima non pone la posta in bilancio. Cerca di truccare le carte dicendo: "Siete all'interno di questo capitolo vastissimo quindi le recupereremo", poi dice e non dice. Poi dice che effettivamente le poste non ci sono, e poi dice che, d'altronde, il governo della Regione lo sa, perché si è concordato di fare la norma di attuazione. Di fatto, taglia dal vostro bilancio, dal nostro bilancio, anzi dal bilancio di tutti i sardi, il 20 per cento di tutte le loro risorse finanziarie. Il 20 per cento di tutte le risorse finanziarie! Vorrei sapere qual è la famiglia in questa Regione, oggi, a cui si può sottrarre il 20 per cento del suo stipendio senza che il capo famiglia, senza che marito, moglie e tutti stiano lì a discutere, a dire che cosa fare, e parlassero esattamente del punto in questione. Il punto è questo. Il governo è in difficoltà. Propone una manovra finanziaria, la approva. Chiama a raccolta tutti gli enti locali e tutte le regioni e a ciascuno fa pagare qualcosa. Se fossimo una regione come le altre noi dovremmo pagare circa 100-120 milioni di euro, in realtà noi siamo chiamati a pagare forse un miliardo e mezzo? Un miliardo e 600? La nostra regione viene chiamata a pagare 15 volte quello che dovrebbe pagare, e allora, se volete, parliamo di tecnicismi, di come modificare la norma finanziaria, la legge di bilancio. Io credo che sia più opportuno non perdere neanche un momento e parlare, invece, di come fare per difendere le nostre risorse, anzi le risorse più importanti di quelle che siamo chiamati a presentare. Come fare? Come facciamo domani? Cosa facciamo dopodomani? Cosa mettiamo effettivamente in campo? Non penseremo di cavarcela con un ordine del giorno! Non penseremo di spaventare qualcuno con un ordine del giorno! Innanzi tutto abbiamo consapevolezza di quello che sta accadendo o no? Francamente, poiché ieri avete confermato che c'è un presidente della Regione, e mi sarei aspettato di vederlo qui, e che non delegasse nessun altro in cose di questa importanza. Che fosse qui a dirci che cosa ha in mente di fare. A dirci e a spiegarci che cosa può fare. A chiedere il nostro aiuto e a chiedere il contributo di tutti su questo argomento. Io l'ho seguita onorevole Cappelli. Ho cercato anche di comprendere. Io non faccio parte di questa commissione, non ho partecipato ai lavori di quella commissione, alcune cose mi sfuggono nelle vostre argomentazioni, nel vostro riproporvi. Io credo che questa sia l'aula parlamentare, non è la commissione, non si tratta di rapporti uno a uno così facilitati dai banchi più vicini e dalla modalità della commissione. Qui siamo in un'aula e se c'è da discutere un testo diverso si prenda questo testo e lo si riporti subito in commissione. Prendiamo il tempo, da domani mattina, per discutere qualunque testo. Partendo da qualunque testo, dalla vostra mozione per esempio. Perché no? Per dire cosa abbiamo in mente di fare, per dare tempo a questa giunta di chiedere l'aiuto che a noi, in altri tempi, è capitato di dare e di ricevere dal consiglio regionale, di ricevere dai sindaci, di ricevere dalle organizzazioni sindacali, di ricevere da tutta la società sarda. E’ ora che il nostro presidente della Regione venga e chieda aiuto a noi, e chieda aiuto a tutti i sardi. Si presenti domani, a Roma, e dica anche che cosa farà nel caso in cui la sua domanda non venisse accolta. Perché deve essere chiaro a tutti che le famiglie sarde sono chiamate a pagare 15 volte il conto che sono chiamate a pagare le famiglie lombarde, venete e calabresi. Credo che dobbiamo andare a questo confronto con tutte le poste finanziarie attive intatte, non sottrarrei nemmeno 100 mila euro. Non sottrarrei nemmeno 100 milioni e nemmeno 400 milioni. Questo è il nostro bilancio, da questo partiamo. Prima dateci tutti i soldi che ci dovete e poi vediamo se effettivamente l'Irpef, il Pil è sceso, e le imposte sui redditi delle persone fisiche percepiti sono diminuite e magari, alla fine, troveremo che non c'è 1 miliardo e 800 ma c'è 1 miliardo e 600, 1 miliardo e 500, 1 miliardo e 400. Ma non inizio facendo gli sconti da subito. Quindi proporrei: riportate questo testo in commissione, prendete quello che serve se pensate che ci sia l'urgenza di modificare la legge di contabilità. Io non credo, ma fatelo se è importante. Venga la giunta e ci racconti il suo punto di vista. E' vero che ha accettato che occorre la norma finanziaria per avere i soldi perché il governo nazionale questo dice. Quindi se non è così ditecelo! In altri mesi, qualche mese fa, ho assistito ad una assemblea solenne dove c'era tutta la Sardegna, i sindacati, l'abbiamo fatto per difendere Alcoa, per difendere il 20 per cento del bilancio della Regione, che riguarda tutti i sardi. Pensiamo di cavarcela con un ordine del giorno fatto fra noi, stancamente, in fretta, prima di andare in ferie? Io carissimi colleghi veramente vi richiamo a questo, richiamo me stesso innanzitutto e tutti noi. E' un momento straordinario è stato detto, cerchiamo di avere anche una maturità straordinaria tra di noi. Una capacità di aiutarci veramente a vicenda, e tutti insieme aiutare la Sardegna”.
Altre notizie:
Da qualche mese a questa parte, il Pd di Oristano è particolarmente attivo, e, praticamente, non c’è tema di cui non si occupi. Il gruppo consiliare del Partito Democratico, fra l’altro, ha presentato due interrogazioni urgenti al sindaco di Oristano: una sullo scioglimento della società consortile “Oristano Ambiente”, e l’altra sull’attivazione di un dispensario farmaceutico a Torregrande. Questo il testo su “Oristano Ambiente”:
“Premesso che nel 1990 fu costituita la società pubblico-privata Oristano Ambiente srl, e che, con deliberazione dell’anno 2000, il consiglio comunale di Oristano approvò gli indirizzi per la partecipazione del Comune alla società sopra descritta; Che a seguito di una serie di cessioni di quote , il Comune di Oristano acquisì il 31% di quote sociali; Che nel corso dell’anno 2004, con deliberazione della Assemblea straordinaria dei soci, la società fu trasformata in società consortile a responsabilità limitata; Rilevato che a seguito della decisone del Consorzio Industriale di Oristano di non prorogare, dall’anno 2007, alla Società Oristano Ambiente, la convenzione per la gestione del depuratore ubicato in località Cirras , a Santa Giusta ; la stessa società entrò di fatto in una situazione di strutturale inattività; Atteso che il perdurare di inattività della società, fece maturare la decisione di procedere allo scioglimento anticipato della società stessa, sulla base di quanto disposto dalle norme contenute nel Codice Civile; Dato che il consiglio comunale di Oristano, a voti unanimi (con 22 presenti e 19 assenti tra i quali tutti i componenti della opposizione consiliare), nel novembre 200, “prendendo atto” che ai fini dell’adozione della deliberazione di scioglimento da parte della società consortile Oristano Ambiente, in sede assembleare, è necessario che il consiglio comunale fornisca in merito appositi indirizzi al sindaco, deliberò di dare mandato al sindaco di adottare nell’apposita Assemblea straordinaria gli adempimenti necessari per lo scioglimento e la messa in liquidazione della società e designare il liquidatore. Tutto ciò premesso, si vuol conoscere : 1) Se, e in che data, è occorsa la formalizzazione di scioglimento della società e la conseguente messa in liquidazione; 2) Se sono stati adottati tutti gli atti necessari per lo scioglimento e la messa in liquidazione; 3) Nel caso in cui gli atti di cui ai punti 1) e 2) non siano stati adottati , si vogliono conoscere nel dettaglio le motivazioni e i soggetti eventualmente responsabili, e si vuole, inoltre, conoscere quali effetti potranno ricadere sul Comune di Oristano in termini di esborsi finanziari (legati anche al patrimonio sociale) o ulteriori situazioni di pregiudizio di varia natura, sempre ricadenti sul Comune nella sua veste di socio”.
Questo, invece, il testo dell’interrogazione sul “dispensario farmaceutico a Torregrande”: “Premesso che già da anni, associazioni, forze sociali e politiche (non da ultime le forze di opposizione che attualmente siedono tra i banchi del consiglio comunale) muovono suggerimenti e istanze tendenti alla valorizzazione delle borgate e delle frazioni; Valutato che continuamente anche dai consigli circoscrizionali delle frazioni pervengono deliberati e richieste nella direzione di una estensione dei servizi, di una maggiore vivibilità dei luoghi e della necessità, in alcuni casi, di procedere alla realizzazione di necessarie infrastrutturazioni; Atteso che tra le varie istanze, ritornano d’attualità (in considerazione della stagionalità) tutte le problematiche che, da tempo vive la borgata marina di Torregrande; Verificato che una serie di assicurazioni fornite dall’esecutivo, nel recente passato, circa la risoluzione di alcune partite ancora aperte presso Torregrande non hanno trovato concreto riscontro; Dato atto che tra i vari impegni assunti dall’esecutivo figurava, tra gli altri, la apertura del dispensario farmaceutico nella borgata di Torregrande; Considerato che l’istituzione di un dispensario farmaceutico rappresenta un servizio di estrema importanza per la popolazione residente, per il sistema turistico e per tutti i cittadini fruitori; Richiamata la delibera risalente alla seconda metà del mese di Maggio 2009 (a dire il vero, assunta molto tardivamente, visto l’approssimarsi della stagione estiva) con la quale la giunta municipale formulava indirizzi volti alla “apertura del dispensario farmaceutico nella borgata di Torregrande”. Tutto ciò premesso, si vogliono conoscere le concrete motivazioni alla base della mancata apertura del dispensario farmaceutico e le formali iniziative, dalla data di adozione della sopra richiamata delibera della giunta municipale a tutt’oggi,messe in campo dalla Amministrazione comunale in merito alla problematica esposta”.
Il consiglio comunale di Oristano è stato convocato per giovedì 5 agosto, alle 19, e per il 6 agosto, alle 9, per la discussione del seguente ordine del giorno: Surroga del consigliere comunale dimissionario, Umberto Capoccia, e convalida elezione nuovo consigliere (Mauro Sechi); nomina componente 2^ commissione consiliare in sostituzione del consigliere dimissionario; approvazione verbali sedute consiliari del 13 e 15 luglio; approvazione Rendiconto Esercizio Finanziario 2009; pagamento 2^ rata debito fuori bilancio sentenza Cazzavillan. Richiesta mutuo; Centro di Cura e Riabilitazione S. Maria Bambina Località Rimedio – Richiesta di variazione volumetrica in deroga per adeguamento funzionale e alle norme di sicurezza; acquisizione beni immobili del patrimonio disponibile regionale a prezzo simbolico a favore degli enti locali.
Si avviano alla fase conclusiva i lavori della nuova strada di collegamento tra Oristano e Torregrande, e l'assessore provinciale Gianni Pia, anche in relazione alle ultime questioni scaturite intorno alla rotatoria di raccordo con la circonvallazione di Cabras, ha richiesto all'ufficio tecnico provinciale un preciso resoconto dello stato dei lavori e dell'iter con cui l'opera è stata portata avanti in questi anni. La nota, redatta dal dirigente dell'Ufficio tecnico (settore viabilità) della Provincia di Oristano, ripercorre l'andamento dei lavori sin dalle fasi progettuali, evidenziando le oggettive difficoltà riscontrate nella conduzione dei lavori, soprattutto per la discontinuità delle risorse economiche messe a disposizione in tempi diversi. Questo ha comportato tempi di realizzazione più lunghi del previsto, ulteriormente aggravati dal ritrovamento di reperti archeologici, ritenuti di estrema rilevanza scientifica da parte della Soprintendenza archeologica, con la conseguente apertura del cantiere archeologico in località "Sa Osa". In merito alla questione del casello di bonifica, di proprietà del Demanio della Regione, ma in fase di cessione alla Provincia di Oristano, viene precisato che pur trovandosi all'interno della rotatoria di raccordo, non causerà ritardi nella conclusione dei lavori, previsti per la fine dell’anno o, al massimo, per i primi mesi del 2011. La situazione dei locatari dello stabile sarà risolta al più presto, entro il 31 dicembre 2010, data di scadenza naturale del contratto di locazione, che prevedeva la risoluzione anticipata nel caso di eventuali esigenze di interesse pubblico.
Di pig (del 29/07/2010 @ 14:00:53, in politica, linkato 771 volte)
L’importanza naturalistica dello stagno di Mistras è notoria. Lo stagno di Mistras si trova nel settore settentrionale del Golfo di Oristano, confinante a nord con lo stagno di Cabras (da cui risulta separato da un ampio cordone sabbioso) , e compreso tra Capo S. Marco e S. Giovanni di Sinis a sud-ovest, e Torre Grande a est. L'origine dello Stagno di Mistras è da mettere in relazione con l'emersione di alcuni cordoni sabbiosi che hanno racchiuso tratti di mare durante la trasgressione versiliana, avvenuta 6500 anni fa. L'area stagnale risulta separata dal mare da questi depositi sabbiosi, interrotti per 300 metri in corrispondenza della bocca a mare della Peschiera di Mistras, che assicura un discreto ricambio idrico, anche se durante i periodi estivi l'acqua marina stenta ad entrare dentro l'area stagnale con conseguente aumento della salinità. (Camboni, 1995). La tipologia delle vegetazione è differente a seconda della presenza temporanea o costante dell'acqua salmastra. Nel primo caso, relativo alla porzione sud-occidentale dello stagno, i prolungati periodi di aridità estiva determinano lo sviluppo rigoglioso del salicornieto, dominato dalla Salicornia fruticosa, tra i più estesi dell'intera isola, ma accompagnato dalla presenza di Obione portulacoides, Salsola soda, Limonium vulgare, Aeluropus litoralis, Arthrocnemum glaucum, Atriplex sp. (Studio Lacava, 1986; Schenk, 1988; Ministero Ambiente, 1992). Le acque ospitano praterie sommerse di Ruppia maritima ed Enteromorpha intestinalis (Schenk, 1988), e nel caso di presenza costante d'acqua, la vegetazione palustre tipica è quella dello Scirpeto . Il sistema di rilievi dunari ospita specie psammofile quali Obione portulacoides, Catapodium siculum, Phleum arenarium, Silene sericea, Sporobolus arenarius e Scabiosa atropurpurea. Il paesaggio è inoltre arricchito da una vegetazione di macchia bassa con presenza di Asparagus acutifolius, A. aphyllus, Urginea maritima, Asphodelus microcarpus e Phyllirea sp.pl. (Ministero Ambiente, 1992). La laguna è inserita tra le "aree costiere di interesse botanico nella redazione dei Piani Paesistici della Sardegna" (Camarda, 1989), e nel "sistema di aree di interesse botanico per la salvaguardia della biodiversità floristica della Sardegna" (Camarda, 1995). Per quanto riguarda l’avifauna migratoria, gli ospiti regolari di interesse comunitario sono il Cormorano, Nitticora, Sgarza ciuffetto, Garzetta, Airone bianco maggiore, Airone rosso, Spatola, Fenicottero, Falco di palude, Albanella reale, Albanella minore, Falco pescatore, Smeriglio, Pellegrino, Gru, Cavaliere d'Italia, Avocetta, Occhione, Pernice di mare, Piviere dorato, Combattente, Piro piro boschereccio, Gabbiano roseo, Gabbiano corso, Sterna zampenere, Beccapesci, Sterna comune, Fraticello, Mignattino piombato, Mignattino, Martin pescatore, Calandra, Calandrella, Calandro, Magnanina. Mentre i vertebrati di interesse comunitario che si riproducono sono, tra gli Anfibi: Rospo smeraldino, Raganella sarda. Rettili: Testuggine greca, Lucertola campestre, Gongilo ocellato, Biacco. Uccelli: Sgarza ciuffetto, Garzetta, Cavaliere d'Italia , Avocetta , Occhione, Fraticello, Calandrella.
Perché questa lunga ma doverosa premessa? Perché, vista l’importanza naturalistica dello stagno di Mistras, il comune di Oristano non può permettersi di perdere un cospicuo finanziamento comunitario, per la valorizzazione dello stagno, per mera “distrazione” nel predisporre i documenti necessari per il bando. Per chiedere le ragioni di quanto accaduto, il consigliere comunale del Pd, Efisio Sanna, ha presentato una interrogazione urgente, del seguente tenore:
“Premesso che con decreto n. 108 del 26/11/2008 veniva approvato, dal competente Assessorato regionale all’Ambiente, veniva approvato il piano di gestione del SIC, denominato “stagno di Mistras Oristano” con i comuni di Oristano e Cabras , interessati allo stesso; Visto il bando di invito a presentare proposte in merito alla “Promozione dello sviluppo di infrastrutture connesse alla valorizzazione e fruizione della biodiversità e degli investimenti previsti nei Piani di gestione dei siti Natura 2000”, pubblicato il 24 agosto 2009 e successivamente prorogato con determinazione del 20/10/2009; Esaminata la graduatoria finale delle proposte pervenute in Regione, stilata secondo i criteri contenuti nel bando e resa nota con determinazione del 16/7/2010; Verificato che la istanza del Comune capofila Oristano (Sic Stagno di Mistras Oristano, con comuni interessati Oristano e Cabras) dal titolo “ Percorso SIC – Progetto di valorizzazione eco-turistica dell’area SIC Stagno di Mistras”, figura nell’elenco delle proposte non ammissibili, cosi come sancito dalla commissione per la valutazione delle proposte; Appurato che la motivazione di inammissibilità adotta dalla commissione risulta attribuire, al Comune Capofila Oristano, precise responsabilità inerenti carenze e difetti di natura amministrativa nella predisposizione della stessa istanza : “la delibera del capofila non contiene gli impegni previsti dal bando ( arrt. 5 e 11 del bando ); Ritenuto che il Comune di Oristano non può permettersi il lusso di rinunciare (per presunte proprie responsabilità) ad importanti fonti di finanziamento e, se le sopra citate carenze e difetti di natura amministrativa si rivelassero veritiere , il fatto rappresenterebbe, oltre che un dato preoccupante circa le capacità di autodeterminazione dell’istituzione Comunale, anche una negativa ricaduta in termini di immagine per l’intera città , palesando, quindi, una incapacità a svolgere pienamente quel ruolo di “Comune Capoluogo” nel contesto dell’ara e vasta e nell’ambito più ampio coincidente con il territorio provinciale. Tutto ciò premesso, dalla Giunta Comunale si vogliono conoscere: 1) nel dettaglio, quali atti il Comune di Oristano non è stato in grado di produrre, in riferimento agli articoli 5 e 11 del Bando di invito; 2) quali, in concreto, gli ostacoli che hanno impedito al Comune di Oristano di istruire in maniera completa l’istanza, corredandola della necessaria ed esatta documentazione.
Altre notizie:
Il presidente della Provincia, Massimiliano de Seneen, il sindaco di Cabras, Cristiano Carrus, e l’assessore provinciale, Sandro Murana, hanno effettuato un sopralluogo nella Penisola del Sinis, concludendo la visita nel sito archeologico di Tharros, dove hanno incontrato il presidente della Cooperativa addetta alla gestione dell’area, Roberto Carrus. Una trasferta per approfondire la conoscenza dei problemi legati alla gestione di un territorio da sempre sensibile dal punto di vista eco-ambientale. Per quanto riguarda gli aspetti relativi alle principali aree archeologiche della Provincia, dove transitano non meno di duecentomila visitatori l’anno, la cui gestione è assicurata dalle cooperative assegnatarie dei servizi, verrà ulteriormente approfondita in ciascuna singola realtà, per poi definire sintesi operative e di lavoro che consentano l’adeguamento dell’immagine, l’accessibilità ai luoghi e il raccordo di possibili interventi di promozione che, oltre la Provincia, coinvolgano anche la Regione e gli Enti Locali interessati.
Questo, in sintesi, un comunicato “autopromozionale” sulla visita del presidente, assessore provinciale e del sindaco di Cabras nella penisola del Sinis, San Giovanni compreso, a cui la giunta di centro-destra di Cappellacci ha letteralmente scippato due milioni di euro già finanziati dalla giunta Soru. Non una parola dai rappresentanti della provincia e dal sindaco di Cabras si è levata contro questa assurda decisione, come ci si sarebbe, invece, aspettato da chi, evidentemente solo a parole, dice di avere a cuore le sorti della borgata. Questo avrebbero voluto leggere i cabraresi, i residenti e villeggianti di San Giovanni, invece di un comunicato improntato sull’aria fritta.
Un progetto da 76 mila euro, per ripristinare la piena funzionalità del campo di atletica leggera Sinis-Nurra, è stato varato dalla giunta Nonnis, che sta concludendo le procedure per la gara d’appalto per la manutenzione straordinaria dell’impianto del Sacro Cuore, ad Oristano, con la rimozione e il rifacimento della copertura della pista di allenamento e per la sistemazione dei locali sotto la tribuna. Un progetto atteso da tempo, che l’assessore allo Sport, Marzio Schintu, grazie anche all’intervento del presidente del Coni di Oristano, Gabriele Schintu, ha ripescato, riuscendo a recuperare, dall’Istituto per il credito sportivo, le economie di un vecchio progetto di ristrutturazione dell’impianto. “È un’opera importantissima per tutti gli sportivi, e per i tantissimi studenti che utilizzano un impianto che per molto tempo è stato un vanto per l’atletica leggera sarda – hanno osservato gli Assessori allo Sport e ai Lavori pubblici Marzio Schintu e Andrea Lutzu -. Del complesso sportivo è parte integrante la pista coperta di allenamento, a quattro corsie, con pavimentazione in gomma sintetica. La copertura necessita di un immediato intervento di ristrutturazione per garantire la piena fruibilità della pista. Grazie a questo appalto, realizzato con le economie del progetto generale di ristrutturazione dell’impianto, si potranno soddisfare le legittime aspettative degli sportivi”. Il progetto prevede anche la sistemazione dei locali sotto la tribuna. Saranno realizzati i servizi igienici e una rampa di accesso per i disabili. Il campo Sinis-Nurra era già stato sottoposto a un importante intervento di ristrutturazione negli scorsi anni, quando si intervenne nelle pedane dei salti e dei lanci e nella pista che in parte risultava non più utilizzabile. Nei giorni scorsi, l’Istituto per il credito sportivo ha autorizzato l’utilizzo delle economie derivanti da quel progetto, consentendo al comune di Oristano di sbloccare il progetto per la realizzazione delle nuove opere.
Da domani e fino a fine Agosto l’Arst garantirà nuovi collegamenti notturni tra Oristano e Torre Grande. L’Assessore ai trasporti del comune di Oristano, Alessio Putzu, e l’Arst, che gestisce il servizio di trasporto pubblico urbano, hanno raggiunto l’accordo per una nuova linea estiva che collegherà piazza Roma con Torre Grande nei fine settimana. In tutto sette nuove corse notturne fino alle 5 del mattino. “I collegamenti saranno assicurati sino alle prime ore del mattino, con l’ultima corsa che partirà alle 4,30 da piazza Roma e alle 4,45 da Torre Grande – ha sottolineato l’Assessore Putzu -, che ci consentiranno di far fronte alla forte domanda che si registra durante il periodo estivo, ma anche e soprattutto di migliorare la sicurezza lungo le strade. Vorrei fare un appello ai più giovani e al loro senso di responsabilità – ha detto Putzu -: invito tutti a utilizzare l’autobus, a lasciare a casa auto e moto, e sfruttare un servizio che consente di conciliare il desiderio di divertirsi in tranquillità e il diritto a spostarsi in tutta sicurezza”.
L’assessore alle Politiche sociali della Provincia di Oristano, Alessandro Murana; la dirigente dell’Area Raccodro con gli enti locali della Prefettura di Oristano, Caterina Murru; il comandante della Polizia Stradale di Oristano, Mauro Castiello; il Sindaco di Baratili San Pietro, Renzo Murru, hanno presentato alla stampa, questa mattina, la campagna di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale “La migliore ebbrezza è guidare in sicurezza”. L’iniziativa, organizzata e promossa dall’Associazione Culturale Universitaria “Eventi Metallici”, dal sindacato Ugl della Polizia di Stato, dall’Associazione Movimento per la Sicurezza Onlus, dall’Associazione Solidarietà Forze di Polizia Onlus e dall’Associazione Isola dello Sport, si inserisce all’interno della manifestazione musicale “Eventi Metallici Festival”, in programma presso il campo comunale di Baratili San Pietro, venerdì 30 luglio a partire dalle 19. Il Festival rappresenta un’importante occasione di promozione per giovani gruppi emergenti, che saranno affiancati da artisti affermati in ambito regionale, nazionale ed internazionale, come l’ospite di quest’anno, Paul Di’ Anno, il primo ed inimitabile cantante degli Iron Maiden . I promotori dell’evento, patrocinato dall’Assessorato alle Politiche Sociali della Provincia di Oristano, intendono, fra l’altro, unire ed aggregare i giovani, attraverso una giornata di musica, divertimento ed informazione sugli annosi problemi della sicurezza stradale, che troppo spesso culminano nelle cosiddette “stragi del sabato sera”. Nell’ambito dell’iniziativa, volutamente inserita dal comune di Baratili San Pietro nel programma della “Sagra della Vernaccia 2010”, verranno distribuiti opuscoli informativi e campioni di alcoltest, per generare nei ragazzi la voglia di un sano divertimento e la consapevolezza del pericolo a cui potrebbero incorrere qualora si mettessero alla guida in condizioni psico-fisiche alterate. “La migliore ebbrezza è guidare in sicurezza” si pone, quindi, l’obbiettivo di promuovere, fuori dagli schemi ma in maniera incisiva, il “valore della vita” e la “cultura della legalità” tra i giovani. L’ultimo studio della Commissione Europea ha, infatti, stimato che, in Italia, il 30% dei decessi per incidenti stradali ed il 50% di quelli non mortali ha una correlazione con l’abuso di alcol. Dato che, purtroppo, registra un andamento costante anche in Sardegna. La guida in stato di ebbrezza è una delle cause più significative della strage che, ogni anno, fa registrare oltre cinquemila morti.
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