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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Di greg (del 22/05/2013 @ 13:02:59, in politica, linkato 407 volte)
Nel collegato alla legge finaziaria, non ricordando evidentemente il caso Pili, la giunta regionale di centro-destra, guidata da Cappellacci, ha copiato la proposta di legge sulla Zona Franca, presentata da Gian Valerio Sanna, e ha rifinanziato, alla faccia dei costi della politica, Sardegna Promozione, che l'opposizione ha definito un inutile ente-carrozzone. Su questo sconcertante collegato, il gruppo del Pd in consiglio regionale ha tenuto, stamattina, una conferenza stampa. "Una legge omnibus che mette insieme miserie e clientele". In questo modo il Pd ha bollato il cosiddetto "collegato", approvato nei giorni scorsi dalla giunta regionale. "Tecnicamente non si tratta neppure di un “collegato” - ha spiegato il consigliere del Pd, Giuseppe Cuccu - perchè non è stato approvato l'ordine del giorno per collegarlo, appunto, alla legge finanziaria. Il provvedimento della giunta dovrà, quindi, essere esaminato dalle commissioni competenti per ciascun provvedimento previsto per poi arrivare all'esame dell'aula”. "Così com’è stato presentato – ha aggiunto Giampaolo Diana -, non arriverà mai in consiglio, ma serve soltanto a lanciare messaggi di tipo elettorale". Altri punti sconcertanti del collegato sono stati ricordati da Diana, come il "fondo per nuovi oneri legislativi", al quale sono stati sottratti 11 milioni, per cui "…è stato di fatto svuotato per far fronte a interessi di bottega; i 20 milioni previsti per la continuità territoriale aerea, ma è stata completamente dimenticata quella marittima". Diana ha anche ricordato quali siano le priorità del suo partito: legge elettorale, province, finanziamento della cassa integrazione e precariato. "Siamo disposti anche ad apportare modifiche al cosiddetto collegato – ha sostenuto Diana -, del resto, le nostre proposte hanno modificato anche la finanziaria, facendo in modo che in molti campi è stato possibile dare delle risposte alle esigenze della Sardegna. L’esponente del Pd ha, inoltre, sottolineato come il provvedimento dell'esecutivo sia una propaggine della "finanziaria spot elettorale" della maggioranza che "…ha copiato alcune proposte del Pd". Il riferimento è, in particolare, all'articolo 16 sulle “zone franche” che, come ha fatto notare il vice presidente della commissione Bilancio, Franco Sabatini, "…è stato preso dalla proposta di legge del Pd n.482 dell'8 febbraio scorso, peraltro bocciata dal centrodestra". Il consigliere del Pd ha, quindi, bocciato totalmente il decretp di legge della giunta Cappellacci, affermando che "…non contiene alcuna proposta per lo sviluppo e per la crescita, come invece ci si sarebbe aspettato. Si tratta, soprattutto, di una distribuzione di prebende che riguardano soprattutto il personale della Regione". L'esponente dell'opposizione ha, inoltre, evidenziato che "…il cosiddetto collegato per l'80% tratta di personale regionale, non proponendo una riforma in modo organico, ma occupandosi di trasferimenti, promozioni e incrementi di stipendi per alcune persone". A questo proposito, Gian Valerio Sanna ha assicurato che, nei prossimi giorni, “…verranno resi noti nomi e cognomi di chi ha tratto beneficio da questo provvedimento". Sanna si è anche soffermato sul "…rifinanziamento con il doppio delle risorse di “Sardegna Promozione” dopo che l'ente-carrozzone era stato abolito dal consiglio regionale". Gian Valerio Sanna ha messo in evidenza come prima l'ente avesse una dotazione di 2,7 milioni, mentre nel cosiddetto collegato di milioni ne sono previsti addirittura 5,8. "Si tratta di una societa' che produce clientele – ha detto Sanna -, che era stata giustamente cancellata, e che ora viene riproposta dalla giunta per accontentare amici e amici degli amici".
Altre notizie:
Una mozione sui “contratti d'affitto per alloggi a canone concordato, in via Scirocco 7, a Oristano”, è stata presentata dal consigliere comunale di Fortza Paris, Mauro Solinas. Questo il testo: “Premesso che: con il contributo del Comune di Oristano, che ha messo a disposizione 10 spazi in via Scirocco, l'Area ha edificato uno stabile, adibito ad alloggi da porre suI mercato con contratti a canone concordato; che gli alloggi a canone concordato vengono realizzati per venire incontro aIle esigenze di chi, per un verso, non è in grado di sostenere Ie spese per una casa propria, e per l'altro non soddisfa Ie condizioni per partecipare ai bandi per l'aggiornamento delle graduatorie generali per l'assegnazione di alloggi di edilizia sovvenzionata. Considerato che: a seguito di apposito bando, gli alloggi sono stati consegnati agli aventi diritto; che l'Area, con particolare riferimento agli alloggi di via Scirocco, ha aderito al Programma sperimentale “Erp – 20 mila abitazioni in affitto”, destinati alIa locazione permanente; che il canone di locazione per detti alloggi è stato stabilito, con deliberazione Area n. 217/17 del 12.05.2011, in euro 44,50 al mq., nel rispetto della fascia di oscillazione prevista dall'accordo territoriale sulle locazioni ad uso abitativo per l'edilizia privata depositato in data 30.06.2002; che la deliberazione di cui sopra non ha tenuto conto dell'Accordo territoriale sulle locazioni ad uso abitativo di proprietà pubblica, ricadenti nel territorio di Oristano, depositato in data 10.08.2009, che prevede un'oscillazione del canone tra la fascia minima di euro 23,50 e la massima di 27,00; che il mercato delle locazioni di stabili di proprietà privata, recependo la forte crisi socio-economica che ha colpito anche il nostro territorio, ha portato ad una considerevole riduzione dei canoni d'affitto. Detto che la costruzione in oggetto, pur essendo edificata di recente, ha evidenziato tantissimi problemi come: il distacco di intonaco verificatosi nel cornicione al 5° piano del palazzo, per il quale, in data 06.01.2012, sono intervenuti persino i Vigili del Fuoco, e che successivamente è stato ripristinato; il perdurare di fenomeni di umidità diffusi in diversi appartamenti; il mancato completamento di lavori di rifinitura; gli allagamenti continui del cortile anteriore e posteriore a causa della mancanza di pozzetti di raccolta delle acque piovane. Impegna il sindaco e la giunta ad attivarsi affinchè i canoni di locazione, oggi assolutamente inadeguati e non rispondenti al periodo di crisi economica, vengano, in accordo con Area e con la Regione Autonoma della Sardegna, siano rimodulati, prevedendo una proporzionale riduzione degli stessi. A sollecitare Area perchè i numerosi inconvenienti e Ie incompletezze che si protraggono fin dalla fase finale della costruzione vengano definitivamente risolte.
Ultimi due appuntamenti, venerdì 24 maggio, per il Piano di azione per l’energia sostenibile (Paes) di Oristano. L’assessore allo sviluppo sostenibile e alla qualità della vita, Filippo Uras, e i tecnici comunali, alle 16.30, saranno a Silì, nei locali dell’ex circoscrizione, e alle 19, a Donigala, nel salone parrocchiale. “Nelle frazioni che abbiamo visitato nei giorni scorsi abbiamo riscontrato un grande interesse sul Paes e sulle misure che stiamo ipotizzando sul fronte delle energie sostenibili – ha spiegato l’assessore Uras -. Conclusa questa fase di consultazione pubblica, entro metà giugno, il Paes dovrà essere approvato per essere poi presentato all’Unione europea”.
Venerdì 24 maggio, alle 10, presso il Centro Vacanze Ala Birdi di Arborea, i componenti la terza commissione consiliare del Pd, Gian Valerio Sanna. Giuseppe Cuccu, Giampaolo Diana e Franco Sabatini, terranno un incontro con tutti i sindaci e gli amministratori locali della Sardegna, per l’illustrazione e l’esame delle iniziative adottate nella legge finanziaria (Irap, Fondo Unico e Patto di stabilità) costituenti il cosiddetto “Pacchetto Enti locali”. L’incontro, promosso dal gruppo consiliare del Pd in consiglio regionale, prevede relazioni e interventi dei consiglieri regionali del Pd, dell’Anci, del Consiglio delle autonomie locali, dei sindaci e degli amministratori locali.
“Il credito in Sardegna è al palo, le aziende si schiantano contro il muro delle banche, e i consiglieri di amministrazione del Banco di Sardegna viaggiano perà col jet privato "Piaggio P180 Avant", che utilizza anche la Ferrari". La ha denunciato il consigliere regionale del Psd'Az, Giacomo Sanna. "Il tutto non è un paradosso - ha affermato Sanna -, ma quanto accade in Sardegna, dove i consiglieri di amministrazione del Banco, nominati dalla controllante Bper, arrivano nell'isola a bordo di un jet privato per partecipare alle loro riunioni. Andata e ritorno tutto in giornata, così non corrono neppure il rischio di approfondire la conoscenza diretta della drammatica realtà economica che investe l'isola. Resta invece da capire se il neo presidente del Banco, ed ex capo della fondazione, Antonello Arru, per sedere nel Cda della Bper (dove è stato nominato di recente) raggiunga Modena partendo dalla Sardegna a bordo dell'aereo privato o si affidi alla “discontinuità territoriale”. Un dettaglio che non cambia la sostanza: l' isola resta una colonia, dove i padroni continentali delle banche sarde viaggiano col volo privato, ha concluso Sanna -, mentre i sardi restano a piedi o col fondoschiena per terra per le politiche di rapina praticate sul credito".
La giunta regionale ha approvato le direttive da impartire all'Agenzia regionale del lavoro per l'assunzione, a tempo determinato, del personale dei Centri servizi per l'impiego Csl e Cesil. "Con questo provvedimento - ha spiegato l'assessore al Lavoro, Mariano Contu - si applica la legge regionale che permette ai precari di essere assunti fino al prossimo 31 dicembre dall'Agenzia. La giunta ha garantito il funzionamento dei servizi fino al riordino dell'intero sistema". L'Agenzia verificherà il possesso dei requisiti necessari all'assunzione - si legge in una nota - e garantirà l'operatività del personale nei territori nei quali i lavoratori hanno già prestato servizio.
Iniziano le visite guidate alla scoperta del restauro della “Processione notturna de Su Jesus”. L’opera di Carlo Contini, una delle più preziose del pittore oristanese, sarà visibile a Oristano, nell’ex Teatro San Martino, in via Ciutadella de Menorca, dove è sottoposta a un delicato intervento di recupero disposto dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Oristano e curato dalla società oristanese Restauro Arborense. “Ogni settimana, il giovedì, alle 17.30, le restauratrici illustreranno il loro lavoro a quanti vorranno seguire la fasi del restauro e i segreti pittorici di Contini – ha osservato il sindaco, Guido Tendas, che segue in prima persona l’assessorato alla Cultura -. Il ciclo di laboratori si presenta estremamente interessante. Saranno spiegate le tecniche e le azioni di restauro, dall’indagine visiva a quella del degrado e del primo consolidamento, dalla pulitura all’analisi chimica e al consolidamento dei materiali pittorici e del supporto tessile, dalla ricostruzione materica a quella pittorica, dalla protezione pittorica alla tenditura della tela e al controllo del buon esito del restauro”. La Processione de Su Jesus è una grande tela di Carlo Contini, di proprietà del comune di Oristano. Fu dipinta nel 1925, quando Contini aveva 23 anni. È un’opera capitale nel suo percorso artistico: al contempo un’opera di sintesi della sua esperienza formativa romana e dei suoi primi approcci all’ambiente veneziano, e la premessa degli sviluppi futuri di quell’epopea per immagini dalla forte valenza cromo-luministica, caratterizzante la produzione dell’artista fino alla sua estrema attività degli anni Sessanta. I colori ad olio risultano fortemente alterati dall’ossidazione delle vernice protettiva che, oltre ad aver inglobato polvere e sporcizia, hanno determinato l’oscuramento della tonalità cromatica originale. Sono presenti anche leggere screpolature, concentrate maggiormente nell’angolo destro del quadro dove è dipinto il cielo notturno, in cui appare evidente un’essicazione non omogenea del colore. “Il restauro ha come finalità il recupero del significato storico-artistico dell’opera garantendo, allo stesso tempo, il mantenimento della sua integrità fisica – ha spiegato Tendas -. L’opera per diverso tempo è stata esposta all’Hospitalis Sancti Antoni e poi, in attesa dell’intervento di restauro, all’Ufficio tecnico comunale, in piazza Eleonora. Oggi si trova nell’ex Teatro San Martino per il restauro, in attesa di essere restituita alla fruizione collettiva”.
Nell’ambito della programmazione culturale della Fondazione Sa Sartiglia, sabato 25 maggio, alle 16, dalla Torre di Mariano II, in piazza Roma, partirà un seminario itinerante con visita alle cappelle dei Gremi della città di Oristano. “È la prima volta che si realizza una manifestazione culturale di questo tipo, che tende ad evidenziare lo straordinario ruolo in ambito sociale, religioso, economico e, più in generale, culturale di queste istituzioni che hanno segnato oltre mezzo millennio della storia cittadina”, ha osservato il presidente della Fondazione Sa Sartiglia, Guido Tendas. L’iniziativa è curata dal Centro di documentazione della Fondazione, con il contributo dell’assessorato regionale ai Beni culturali e grazie alla disponibilità della Curia Arcivescovile Arborense, dei parroci coinvolti, dei Gremi, di altre istituzioni e del contributo della Regione - assessorato ai Beni culturali. “Le visite saranno realizzate con il prezioso aiuto di studiosi ed esperti locali – ha spiega il responsabile del Centro di documentazione, Maurizio Casu -. Sarà un seminario itinerante, che consentirà ai visitatori di scoprire le cappelle dei setti Gremi oristanesi”. La visita inizierà alle 16, da piazza Roma, con la presentazione del Gremio dei Ferrai, che sino agli anni Trenta del Novecento aveva la propria cappella presso la Chiesa di Santa Caterina Vergine Martire, oggi non più esistente, che un tempo si trovava proprio a ridosso della Torre di Mariano II. Successivamente, si effettueranno le visite presso la Chiesa di San Mauro Abate, cappella del Gremio degli Scarpari; la Chiesa della Santissima Trinità, prima cappella del Gremio dei Figoli; la cappella di San Giuseppe, cappella del Gremio dei Falegnami, presso la Cattedrale Arborense, nonché la sede del Gremio dei Falegnami in via Eleonora. Si continuerà, quindi, con la visita presso la Chiesa della Madonna del Carmelo, Cappella del Gremio dei Sarti; e la Chiesa di Santa Lucia, cappella del Gremio dei Muratori. Ultimata la visita presso la Chiesa di Santa Lucia, i visitatori, autonomamente o utilizzando un pullman messo a disposizione dall’organizzazione, potranno raggiungere la Chiesa di Santu Giuanni de Froris, cappella del Gremio dei Contadini, dove si concluderà il seminario e la visita alle cappelle. Al termine, il pullman riaccompagnerà i visitatori al centro della città.
Con la cerimonia di premiazione in programma domenica 26 maggio cala, definitivamente, il sipario sulla Sartiglia 2013. Per i protagonisti della giostra equestre l’appuntamento è alle 18,30 al Teatro Antonio Garau di Oristano. La serata, nel corso della quale la consegna dei premi sarà intercalata da momenti di spettacolo, sarà presentata da Antonio Sanna e Davide Urgu. La manifestazione entrerà nel vivo con le premiazioni dei due Componidoris, Giorgio Sanna e Valentina Uda, con quelle delle migliori discese alla stella, delle migliori evoluzioni e dei migliori complessi. Targhe ricordo saranno consegnate ai Gremi, All’Associazione Cavalieri e ai gruppi dei Tamburini e Trombettieri. Durante la serata, dal palco del Garau, attraverso filmati e testimonianze dirette, si racconteranno le esperienze e le emozioni di tanti protagonisti della giostra, e sarà dato un riconoscimento al signor Francesco Carta (che recentemente ha donato alla Fondazione la sua collezione di rosette, maschere e cimeli) per la sua grande passione per la Sartiglia. Ad allietare la serata ci sarà anche il gruppo folk di Palmas Arborea.
Nei giorni scorsi si è insediata la commissione comunale per l’equità tra i generi e le pari opportunità. Ne fanno parte i consiglieri comunali Maria Lucia Mocci, Donatella Arzedi, Daniela Nurra, Mariangela Massenti e Salvatore Ledda; Roberta Manca e Gabriella Murgia in rappresentanza delle organizzazioni sindacali; Maria Gabriella Caria quale rappresentante delle imprese; Maria Paola Motzo in rappresentanza della direzione provinciale del Lavoro; Marina Serra e Bianca Maria Ligas in rappresentanza delle organizzazioni, movimenti e associazioni femminili; Monica Concu e Margherita Muscas in qualità di esperte. Mercoledì 29 maggio, alle 19.15, la commissione si riunirà nella sala giunta del comune di Oristano per l’elezione del presidente e dei due vicepresidenti, e per una prima programmazione delle attività.
La distribuzione delle buste per la raccolta differenziata dei rifiuti a Oristano in queste settimane prosegue nei locali dello Smart di Torangius (di fronte alla Chiesa di San Paolo). Sino al 31 maggio la distribuzione, per le utenze domestiche, sarà effettuata dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 12, e il martedì anche di pomeriggio dalle 14 alle 17. Successivamente la consegna sarà effettuata nella biglietteria della Fondazione Sa Sartiglia, a palazzo Campus Colonna, in piazza Eleonora d’Arborea. Per ritirare le buste è sufficiente fornire le proprie generalità. Chi non ha la possibilità di provvedere al ritiro può delegare una persona di fiducia. I nuovi iscritti dovranno invece presentare la domanda di iscrizione presentata all’ufficio tributi.
L’Automobile Club di Oristano ricorda che venerdì 31 maggio scade il termine per il pagamento della tassa automobilistica per i veicoli con scadenza del bollo annuale 30 aprile 2013. Il calcolo dell’importo da pagare varia a seconda del kilowatt e della classificazione “Euro” del veicolo, che si ricava in base alla corrispondenza alla normativa di riferimento. Presso gli sportelli dell’Aci il calcolo viene effettuato automaticamente al momento del pagamento dell’importo. L’Aci di Oristano ricorda, inoltre, che con la manovra economica per il 2012 è stato introdotto per le auto di grossa cilindrata - di potenza maggiore a 185 kw – il cosiddetto superbollo, consistente in una sovrattassa per ogni kw eccedente tale soglia. I cittadini possono pagare la tassa automobilistica presso una delle delegazioni dell’ACI di Oristano, compresa la delegazione di sede, in via Cagliari 39, i cui uffici sono aperti dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13, e dalle 16 alle 18. Per i propri soci, in via esclusiva, l’Automobile Club Oristano mette a disposizione il servizio “bollo sicuro”, che consente l’addebito diretto sul conto corrente, tramite rid bancario, dell’importo della tassa automobilistica, con calcolo e rischi a carico dell’Aci, e invio della ricevuta a domicilio del socio. Per indirizzi e orari delle delegazioni dell’Automobile Club Oristano, consultare il sito www.oristano.aci.it.
Di pig (del 20/05/2013 @ 18:00:35, in politica, linkato 804 volte)
“Il superamento della fatidica soglia del trenta per cento rappresenta sempre più la “maledizione” del PD rispetto alla sua ambizione di governare il Paese e non solo. La “maledizione” può risultare senz’altro l’effetto di una cattiva analisi politica o, più spesso, la conseguenza di comportamenti sbagliati dei gruppi dirigenti, a tutti i livelli. E’ necessario, prima di tutto, sgombrare il campo da un possibile equivoco: in politica ci si sta se si aspira all’orizzonte di governare e realizzare compiutamente un proprio progetto per la comunità, e non facendo finta che ci sia sempre da qualche parte una “conventio ad escludendum”, che renderebbe per qualcuno la partecipazione ad una coalizione una semplice testimonianza. Da sempre, infatti, non si governa alleandosi con le testimonianze! Detto questo, è necessario indagare per comprendere perché, guardando sempre e solo a sinistra, il consenso alle coalizioni riformiste non cresce più, e, se pure in certi momenti statistici sembra che esso voli largamente oltre il trenta per cento, poi si arena al dato fisiologico che rappresenta oramai la soglia che ci separa dal poter attuare pienamente un nostro programma di governo. A questo dato concorrono sicuramente molti fattori. Fra questi, il primo è quello di considerare le primarie come un sistema che determina soluzioni, evitando alla politica di svolgere dei ragionamenti ed affrontare le necessarie analisi di contesto e indagare acutamente sui valori che i leader devono avere, non solo per vincere ma anche e soprattutto per durare. Le primarie vanno bene, nessuno le vuole contestare, ma non possono rappresentare un bypass al confronto politico, né un modo di evocare in un leader assai di più il suo apparire piuttosto che le sue virtù. Alla lunga si è visto, tuttavia, che un forte apparire non fa il paio con le capacità operative, con il saper fare squadra, con il saper conciliare il ruolo apicale con la indispensabile coesione politica, che è necessaria negli organi collegiali per vincere e governare, al punto che osserviamo ancora oggi pretese di candidatura a premierato persino contro il comune sentire del proprio partito, tanto poi ci saranno le primarie e, se capita che ci si divide, si potrà sempre avere la meglio. Altro aspetto è il programma. Il cuore di ogni programma riformista e di progresso non può che essere rappresentato dall’equità e dal perseguimento, a tutti i livelli, del massimo della giustizia sociale. Giustizia sociale vuol dire prima di tutto essere giusti, equilibrati, meritocratici e lungimiranti, e tutto questo prima ancora di annunciarlo bisognerebbe praticarlo al proprio interno e poi testimoniarlo in ogni sede e in ogni circostanza. Basterebbe ricordare qui le “regole” delle primarie del PD per le ultime elezioni politiche e si capirebbe l’ipocrisia e quanta poca credibilità ci hanno consegnato queste decisioni, rispetto all’ambizione di essere all’altezza della situazione per governare la cosa di tutti. Infine, bisognerà parlare anche di scelte di campo. Al di là dei soliti sognatori e velleitari che pullulano nel centro sinistra per una rappresentazione “purista” della nostra cultura politica, credo sia un errore non considerare, attentamente, la cultura ed il pensiero prevalente della società che oggi siamo chiamati ad interpretare. Una società sofferente ed in grande difficoltà in generale non ha tempo da dedicare all’ascolto di estremismi o di ideologie di antica memoria. Essa mira a risultati concreti, immediati, non sempre esorbitanti ma necessari. Parlare con questa società significa “colorare” un po’ meno i progetti politici e far crescere maggiormente la possibilità di concretizzarli, di renderli credibili con alleanze e uomini capaci e sperimentati. In politica bisogna odiarsi di meno fra schieramenti e competere di più sulle idee e su i valori che ispirano e spiegano le idee e le scelte di chi governa. A sinistra il bidone è oramai raschiato al fondo, e la soglia fatidica del trenta per cento si supera guardando anche ad un altro tipo di elettorato, non sempre idealmente comodo per una certa sinistra (vedi chi ha votato il Movimento cinque stelle), ma necessario a costruire il progetto del PD che è stato ed è, prima di tutto, il progetto di incontro di due grandi idee culturali e politiche del ventesimo secolo. Nonostante la continua evocazione della ricchezza che rappresenterebbe il dialogo fra cattolicesimo democratico e socialismo progressista, non si è mai realizzata la costruzione di una cultura politica comune e, dunque, il progetto non si è ancora compiuto. Non sarà forse che quella soglia del trenta per cento rappresenta il limite virtuale di una incompiuta culturale generata da egemonie senza storia e senza più prospettive? Insomma, il futuro si costruisce quasi sempre partendo dal presente ma è molto facile ostruirlo con il passato”. (Gian Valerio Sanna, consigliere regionale Pd).
Altre notizie:
Nell’ambito del processo di revisione dell’Imposta comunale sugli immobili (tuttora in corso ma che, al momento, si è incentrata quasi esclusivamente sul discorso relativo alla prima casa) non possono essere tralasciati, e posti in secondo piano, i terreni e i fabbricati strumentali ad uso agricolo che ricadono nelle cosiddette aree “non svantaggiate”. E’ quanto ha sottolineato il capogruppo del Pd nel consiglio provinciale di Oristano, Mario Tendas, primo firmatario di una mozione presentata assieme agli altri consiglieri Democratici, con cui si chiede che il consiglio provinciale voglia esprima, con il proprio voto, la volontà di delegare il presidente della giunta, Massimiliano de Seneen e l’assessore provinciale all’Agricoltura ed Attività produttive, Gianfranco Attene, affinché richiedano, formalmente e con carattere di urgenza, l’inclusione di tutto il territorio regionale come zona svantaggiata al governo nazionale, interessando e coinvolgendo in questa fondamentale rivendicazione tutti i parlamentari sardi. “L’attuale situazione, figlia di una disposizione normativa che ha compiuto 38 anni – ha sostenuto Mario Tendas - crea, infatti, delle diseguaglianze e delle disparità inaccettabili. In pratica, fra i 377 comuni sardi ci sono 45 comuni che, sulla base della Direttiva Cee n. 268, del 28 aprile e successive modifiche e integrazioni, non rientrano tra i cosiddetti “comuni svantaggiati”. Risultato? Gli operatori agricoli di quei comuni devono mettere mano al portafoglio e pagare. Poco importa se dal 1975 ad oggi molte cose sono cambiate, e se altre norme e disposizioni normative hanno, di fatto, sancito una condizione di svantaggio generalizzata, che interessa indistintamente l’intero territorio regionale. L’argomento ha ha proseguito Tendas - interessa, in modo particolare, la provincia di Oristano, tenuto conto che ben 12 comuni sui 45 (oltre il 26%) ricadono nei confini provinciali. Si tratta, per l’esattezza, di Oristano, Baratili San Pietro, Mogoro, Milis, Arborea, Nurachi, Soddì, Terralba, Solarussa, Uras, San Nicolò d’Arcidano e Zeddiani. Questa situazione determina situazioni incomprensibili ed ingiustificabili. Uno fra i tanti esempi lo si può registrare a Solarussa, che condivide amministrativamente e territorialmente con il comune di Siamaggiore la borgata agricola di Pardu Nou. Ebbene, pur facendo parte della stessa borgata, i cittadini di Solarussa devono pagare l’Imu, mentre quelli che ricadono nel comune di Siamaggiore ne sono esonerati. Ci sono, addirittura, alcune aziende che si estendono nei due comuni, per cui devono pagare per la parte di territorio che ricade nei confini territoriali del comune di Solarussa, mentre risultano esenti per la parte aziendale che ricade nel comune di Siamaggiore. I casi sono molteplici – ha affermato ancora Mario Tendas -, e le norme non tengono in debito conto alcuni criteri e parametri diffusi nell’intero territorio regionale, quali l’insularità, il costo dell’energia, il costo del denaro, lo spopolamento, la parcellizzazione delle terre e via discorrendo. Per cercare di far fronte a questa situazione l’assessorato regionale all’Agricoltura, nel luglio dello scorso anno, aveva predisposto e adottato un decreto, nel quale l’intero territorio regionale veniva considerato “svantaggiato”. Peccato, però, che questa disposizione non sia mai entrata in vigore. Il motivo? Il decreto per poter entrare in vigore deve essere ratificato dal governo”. Proprio in considerazione del fatto che la provincia di Oristano risulta particolarmente coinvolta in questa “singolare” situazione, il gruppo provinciale del Partito democratico ha presentato, come detto, una mozione’m in cui si chiede che il consiglio si esprima nel merito, e sostenga con forza questa vertenza, coinvolgendo l’Unione Province Sarde e i parlamentari isolani, perchè in questo fase di revisione dell’Imu si adoperino affinchè l’intero territorio regionale venga considerato come “zona svantaggiata”. La richiesta è già stata sostenuta con determinazione da tutte le organizzazioni di categoria, senza che però aver ottenuto alcunché. Secondo i proponenti la mozione, “…l’impegno della Provincia, in tal senso, pur non avendo competenza diretta e potestà decisionale, può costituire un importante stimolo aggiuntivo perché, in fase di revisione dell’imposta comunale sugli immobili, si affronti, una volta per tutte, questo annoso problema, che crea ingiustizia e disparità fra gli operatori agricoli isolani”.
Dovà essere un soggetto unico (una società chiamata “Sardegna Free Zone”) a gestire le sei zone franche doganali istituite nell'isola, a Cagliari, Portovesme, Oristano, Porto Torres, Olbia e Arbatax. Lo prevede il decreto di legge collegato alla finanziaria approvato dalla giunta regionale, che definisce anche l'iter attuativo. Con una delibera l'esecutivo chiederà con urgenza alla presidenza del Consiglio dei ministri di adottare un decreto di modifica e integrazione di quello adottato nel 200,1 che prevede un gestore unico al posto del soggetto “Cagliari Free Zone”. "Sardegna Free Zone" dovrebbe disporre di un capitale sociale ripartito anche fra autorità portuali (33%) e Regione (34%). Gli oneri della società di gestione sono valutati, dal 2013, in 100 mila euro l'anno. Per interventi infrastrutturali e per quelli che serviranno per la delimitazione, la sorveglianza e la sicurezza delle zone franche ,il collegato autorizza uno stanziamento straordinario di 100 mila euro.
La Banca di Credito Sardo mette a disposizione 100 milioni di euro per supportare circa 400 imprese dell'isola. E' quanto prevede un accordo firmato dalla Confindustria e dall'istituto di credito. L'obiettivo è quello di sostenere le aziende che intendono investire nell'internazionalizzazione, nella crescita o in nuove iniziative. Sono 365 le piccole e medie imprese già individuate, a cui si aggiungono 40 esportatrici, che verranno contattate dalla banca, e a cui verranno offerte soluzioni finanziarie di consulenza e supporto. "E' un accordo che si rinnova nel tempo - ha evidenziato Pierluigi Monceri, direttore generale della Banca di credito sardo -. La ripresa economica è strettamente legata alla competitività, al tema dimensionale e all'internazionalizzazione".
Le Province di Oristano e del Medio Campidano, assieme alla Regione e alle agenzie Agris e Laore, hanno presentato l’evento finale del Programma di cooperazione transfrontaliera Italia-Francia “Marittimo 2007-2013”, che aveva per tema “mare, ruralità e terra”. Al Programma, assieme alla Sardegna hanno partecipato anche le regioni Liguria e Toscana, e la Corsica. La manifestazione si è svolta presso il Centro eventi del ristorante “Da Renzo”, attraverso un “workshop”, in cui sono stati presentati i risultati e gli esempi di valorizzazione turistica dei mestieri e delle produzioni locali, attraverso l’illustrazione di sottoprogetti di sistema mirati e un confronto conclusivo, con la partecipazione di operatori turistici e produttori dell’agroalimentare e della pesca. Scopo del Progetto è quello di favorire lo sviluppo congiunto di innovazione e imprenditorialità, per rendere competitive le aree rurali. Quaranta gli operatori che hanno aderito allo workshop, presentando i prodotti delle filiere di appartenenza. Ai lavori sono intervenuti, fra gli altri, i presidenti delle Province di Oristano e del Medio Campidano, Massimiliano de Seneen e Fulvio Tocco; l’assessore regionale all’Agricoltura, Oscar Cherchi; il consigliere regionale, Franco Cuccureddu; l’assessore alle attività produttive della Provincia di Oristano, Gianfranco Attene.
Nell’ultima seduta, il consiglio provinciale di Oristano ha discusso, nuovamente, delle trivellazioni del Progetto Eleonora, che la Saras intende realizzare ad Arborea. Sull’argomento il Pd aveva presentato una mozione, dopo che, peraltro, l’assemblea si era già pronunciata, come hanno ricordato Slavatore Crobu (Udc), Marcello Serra, (Mpa), Enzo Saba e Alfredo Mameli (Fortza Paris), i quali hanno sostenuto, inoltre, come non fosse corretto esprimersi su un documento per ricerche riguardanti altri territori. Nel dibattito sono intervenuti, in maniera significativa, Mario Tendas e Francesco Federico del Pd, Efisio Trincas (Psd’Az), Sebastian Madau (Progres), Bepi Costella (Udc) e l’indipendente Stefano Figus, secondo i quali la Provincia deve ribadire il suo “no” al Progetto Eleonora. Hanno concluso la discussione sulle trivellazioni il presidente del consiglio provinciale, Mauro Solinas (Fortza Paris), e l’assessore all’Ambiente, Emanuele Cera (Udc). La mozione, rivisitata in alcune sue parti, è stata votata all’unanimità. L’assemblea provinciale si è poi occupata di un’interpellanza del Pd sulle società partecipate, ed in particolare sulla Sea, sulla quale è intervenuto il Capogruppo del Pd, Mario Tendas, che ha chiesto quali siano gli orientamenti della giunta provinciale sulle scelte che dovranno essere adottate. A Tendas ha risposto il presidente della Provincia, Massimiliano de Seneen, che ha ricordato che la Sea non può avere un futuro diverso dalle altre partecipate, per via delle limitazioni imposte a livello nazionale. “Materia in costante evoluzione - ha detto de Seneen -, ma al momento l’indirizzo è che le partecipate devono essere alienate entro il 30 giugno o poste in liquidazione entro il 31 dicembre”. Il presidente ha anche precisato che questi passaggi non sono di competenza della giunta ma del consiglio provinciale, che sarà chiamato al più presto ad affrontare il problema.
Ennesimo riconoscimento per Gianfranco Matteoli. L'ex capitano rossoblù ha ricevuto il prestigioso premio "Maestrelli" per il lavoro svolto con il Settore Giovanile del Cagliari.
Matteoli ci tiene a condividere l'onore con i suoi collaboratori: "Non è un premio per me, ma il coronamento degli sforzi di tutti quanti operano nel Settore Giovanile del Cagliari".
-I frutti si sono visti quest'anno, con Murru e Del Fabro promossi a tempo pieno in prima squadra e Sau che torna e guadagna subito la Nazionale. Senza contare il rendimento di Pisano, anch'egli proveniente del vivaio e ormai una certezza.
"Direi che non si è visto solo quest'anno. Abbiamo avuto la fortuna di far crescere tanti ragazzi che adesso sono in giro per l'Italia e hanno fatto un buon campionato. Dametto, Vigorito, Giorico, Gallon, Carta, Mannoni hanno dimostrato grande professionalità e la voglia di voler arrivare. Siamo contenti".
-Tutti ragazzi sardi, per scelta societaria...
"E' un discorso che abbiamo avviato anni fa, d'accordo col presidente. Abbiamo portato avanti questo tipo di lavoro, pur essendo consapevoli delle difficoltà alle quali andavamo incontro".
-Qual è la filosofia del Settore Giovanile?
"In tutti questi anni non abbiamo mai puntato al risultato immediato. Non teniamo i ragazzi per costruire una squadra Primavera forte. Cerchiamo di fare crescere il più possibile il singolo e quando ci accorgiamo di avere per le mani un giocatore interessante lo mandiamo in giro a farlo maturare in categorie dove si gioca per i 3 punti".
-Si aspettava che Sau tornasse alla base così forte?
"La storia di Marco è un messaggio per tutti i giovani che intraprendono questo mestiere. Noi cerchiamo di dare un contributo per farli diventare calciatori, ma più di tanto non possiamo fare: è la loro testa che può cambiargli la vita sportiva. Parlo per esperienza: prima di diventare un calciatore in Serie A sono passato per diverse squadre di Serie C, l'opportunità te la devi meritare sul campo. E' una molla che scatta. Di calciatori ce ne sono tanti, tu devi dimostrare di avere qualcosa in più degli altri. Non dimenticherei Pisano, che è arrivato anche grazie alla sua caparbietà".
-Murru e Del Fabro sono sulla buona strada?
"Murru è diventato un giocatore importante, non è da tutti fare il titolare in Serie A a quell'età. Del Fabro è stato impiegato meno, ma è più giovane, può fare tanta strada".
-Come mai avete detto no all'istituzione di un campionato Riserve?
"Puntiamo molto sul Settore Giovanile. Non abbiamo una rosa così ampia da essere competitiva. Preferiamo giocare sotto età con la Primavera e mandare i più promettenti a maturare altrove".
-Parlando in generale qual è la difficoltà più grossa che vi trovate davanti, voi responsabili dei Settori Giovanili?
"Facciamo un lavoro particolare, dove dobbiamo apparire il meno possibile e rappresentare un esempio di umiltà e concretezza per il ragazzo. Se riusciamo in questo intento diamo un grande contributo alla crescita del giocatore. Logico che le prime squadre devono farli giocare: si parla tanto di Nazionali, ma negli altri campionati non hanno paura a lanciare un giovane anche se ha 17-18 anni. A quell'età di solito i ragazzi italiani giocano in Primavera, è difficile affrontare squadre composte da giovani più esperti e maturi".
-E' già pronto sulla rampa di lancio il nuovo possibile campioncino: Nicolò Barella, Nazionale Under 16...
"E' un giovane nel quale crediamo molto e ha giocato metà campionato Primavera, pur essendo un paio d'anni più giovane rispetto all'età media del campionato. torniamo al discorso di prima: dipenderà da lui. E' la testa che deve fare la differenza". (www.unionesarda.it).
Di pig (del 16/05/2013 @ 21:33:16, in politica, linkato 928 volte)
Quando si deve lottare per una giusta causa, per smuovere l’inefficienza e la passività totale della politica, e per abbattere i tempi biblici della burocrazia (vero e proprio bubbone delle istituzioni), non c’è niente di meglio che la volontà e la cocciutaggine dei cittadini. E’ quanto sta accadendo a Cuglieri, paese di poco più di 3000 abitanti, dove oltre metà della popolazione (poi costituitasi in Comitato spontaneo) ha firmato una petizione (circa 1700 firme) indirizzata al presidente della giunta regionale Cappellacci e all’assessore agli Enti locali Rassu, affinchè l’ex Seminario pontificio di Cuglieri venga affidato, senza ulteriori ritardi, alla congregazione religiosa “Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote”, conosciuta anche con la sigla Icrss. Oggi, il consigliere regionale del Pd, Gian Valerio Sanna, che ha seguito la questione dell’ex Seminario fin dall’inizio, ha consegnato a Ugo Cappellacci e a Nicolò Rassu le firme raccolte dai cuglieritani. Firme che erano state affidate a Gian Valerio Sanna dal Comitato, al termine dell'assemblea popolare, svoltasi recentemente a Cuglieri, in occasione della quale era stato ribadito, anche ai rappresentanti dell’amministrazione comunale (erano presenti il sindaco ed alcuni assessori. ndr), quale fosse la volontà della stragrande maggioranza dei cuglieritani: affidare, senza compromessi e senza perder tempo, l’ex Seminario all’Istituto Cristo Re, che lo aveva richiesto da oltre un anno, non gratuitamente, ma accollandosi non solo le spese per la concessione ma anche quelle per la ristrutturazione dell’edificio. Durante l’assemblea popolare, il Comitato spontaneo aveva messo in evidenza come, dopo decenni, ci fosse ora la reale, concreta possibilità di far rivivere l'ex Seminario e riportarlo alle stesse finalità per le quali venne realizzato nel primo trentennio del secolo scorso: un luogo di formazione spirituale e vero centro della vita culturale per la zona. Rivitalizzare il Seminario, a quanto sostiene il Comitato, e non solo, significherebbe ridare nuova linfa non solo alle vocazioni (in calo perenne) ma, cosa non di poco conto, anche all’economia del territorio “…visto che da questo punto di vista - è stato sottolineato dai cuglieritani - il paese è defunto da tempo”.
Acquistato nel 1976 dalla Regione Sarda, con risorse del fondo sociale dell'assessorato del Lavoro, per 850 milioni (dopo che nel 1971 la Santa Sede aveva trasferito, a Cagliari, il Seminario regionale), l'imponente compendio immobiliare era stato originariamente destinato a colonia per i figli degli emigrati sardi. A distanza di quasi trentasei anni, l'ex Seminario è tuttora inutilizzato, senza che la colonia sia stata mai realizzata e nonostante la notevole quantità di risorse finanziarie spese dalla Regione per interventi di manutenzione straordinaria. I vari esecutivi regionali che si sono succeduti negli anni hanno considerato, nel lungo tempo intercorso, altre differenti soluzioni per la struttura (da sede decentrata delle Università di Cagliari e di Sassari a Centro Operativo Regionale per la Protezione Civile). Realizzato fra il 1924 e il 1927, ai margini dell'abitato di Cuglieri, in un contesto paesaggistico-ambientale di rara bellezza, il compendio si estende su di un'area di circa 30.836 mq, di cui 16.836 occupati dal parco, in cui si trovano, fra l’altro, una suggestiva via crucis e diversi impianti sportivi, mentre i restanti 14 mila mq, con un volume di 83 mila mc, sono occupati dal fabbricato principale e da diversi corpi di fabbrica come pertinenze, i principali dei quali sono costituiti dalla cosiddetta "palazzina delle suore", dalla lavanderia e dalla falegnameria. Attualmente l'ex Seminario di Cuglieri, seppure ancora non ne sia stato dichiarato “il preminente interesse pubblico”, secondo il “Codice Urbani" è a tutti gli effetti un bene culturale, e non soltanto per le caratteristiche architettoniche, che ne fanno una cosa unica nel territorio isolano. L’ex Seminario rappresenta, infatti, un importante luogo della memoria non solo per la comunità di Cuglieri ma per tutta la Sardegna, dal momento che, in quasi cinquant'anni, si sono formati i sacerdoti dell'Isola e vi hanno studiato personalità di spicco della vita culturale, spirituale, politica e amministrativa non soltanto della nostra regione.
Nel conto del patrimonio immobiliare della Regione, i fabbricati del compendio dell'ex Seminario sono iscritti fra i beni indisponibili, per un valore pari a circa 9 milioni di euro, mentre il parco (dal 1984, in virtù di un contratto di comodato gratuito, è nella disponibilità del comune di Cuglieri, che avrebbe dovuto garantirne la manutenzione e la pubblica fruizione) è iscritto fra i terreni indisponibili, per un valore di circa 190 mila euro. Con una delibera del luglio 1980, la giunta regionale stabilì di cedere il compendio, al prezzo simbolico di mille lire, alla amministrazione provinciale di Oristano, affinchè costituisse un Consorzio per gli studi, con la collaborazione delle Università di Cagliari e Sassari. Di fatto, la cessione non ebbe mai luogo. Per la risistemazione e la ristrutturazione dell'edificio, l'assessorato del Lavoro, nel 1980, spese per il compenso dei progettisti, complessivamente, circa 73 milioni di lire. A seguire, la giunta regionale (con una delibera dell’aprile 1982) destinò 380 milioni di lire per la ristrutturazione delle coperture, degli infissi esterni e delle murature di contenimento dei terrapieni. Con un’altra delibera del maggio 1990, l’esecutivo regionale, su proposta dell'assessore all'Ambiente, dispose di destinare il complesso dell’ex Seminario di Cuglieri per realizzarvi il Centro operativo regionale della Protezione Civile. Con una successiva delibera del dicembre 1990, la giunta regionale autorizzò la ristrutturazione della parte dello stabile che doveva essere destinata alla Protezione civile, per un importo complessivo di 900 milioni di lire, senza che la Protezione civile vi abbia poi mai messo piede. Arrivando a tempi più recenti, nella Finanziaria 2002, la Regione dispose la spesa di 2 milioni di euro per la ristrutturazione e il ripristino della funzionalità dell'ex Seminario di Cuglieri, e altri 200 mila euro vennero poi stanziati, nel dicembre 2003, per i lavori di ristrutturazione dei corpi di fabbrica pertinenti all'ex lavanderia e all'ex magazzino-garage. Quando subentrò la giunta Soru (con Gian Valerio Sanna assessore agli Enti locali e Urbanistica) il Seminario era sempre destinato a Centro Regionale della Protezione Civile, e quando la cosa si stava, anche burocraticamente, per sbloccare, tutto si fermò per le note vicende e gli scandali che, all’epoca, avevano coinvolto i vertici della Protezione Civile, con arresti di personaggi eccellenti legati al mondo della politica e della finanza. Insomma, nonostante questa vagonata di milioni di lire ed euro (le risorse finanziarie utilizzate per l'acquisto del compendio e per gli interventi realizzati assommano, sino alla fine degli anni 1990, a oltre 2 miliardi di lire, mentre dall'anno 2002 in poi sono stati spesi 2 milioni 200 mila euro), l’ex Seminario di Cuglieri è ancora inutilizzato.
Nel mese di aprile 2012 una delegazione guidata da Monsignor Gilles Wach, Priore generale dell'Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote (Icrss); dal Canonico Philippe Mora, Rettore del Seminario San Filippo Neri; dal Canonico Joseph Luzuy, Priore, e da altri prelati, aveva visitato il complesso dell'ex Seminario di Cuglieri. Lo scopo del sopraluogo era stato quello di verificare la possibilità di riutilizzo del compendio per la stessa finalità per la quale, tra il 1924 ed il 1927, venne realizzato, e restituirlo così alla sua vocazione originaria. L' Icrss, la cui casa generalizia si trova in Italia, a Pontassieve in provincia di Firenze (ma ha sedi anche in Francia, Gran Bretagna, Belgio, Germania, Svizzera, Svezia, Irlanda, Spagna, Gabon e Stati Uniti d'America), è una società eretta canonicamente il 1° settembre 1990 ed elevata, il 7 ottobre 2008, a società di vita apostolica in forma canonicale di diritto pontificio con decreto della Commissione vaticana "Ecclesia Dei", e ha tra i suoi scopi principali la formazione dei futuri sacerdoti. Dell'Istituto fa parte anche una congregazione di suore, Adoratrici del Cuore Regale di Cristo Sommo Sacerdote, che sostiene il ministero dei sacerdoti. Dopo il sopralluogo, nello stesso mese di aprile 2012, il Priore generale dell'Istituto aveva chiesto, formalmente, al presidente della Regione di poter stabilire nell'ex Seminario (attraverso un contratto di concessione e con l'impegno di provvedere agli interventi di graduale ristrutturazione delle ali nord ed est) una comunità di sacerdoti e di suore, per realizzare progetti di formazione spirituale e culturale, a beneficio anche delle parrocchie dell'Isola. Il presidente della Regione, con nota del luglio 2012, aveva espresso apprezzamento per la richiesta dell'lcrss, anche per le positive ricadute che la comunità sarda avrebbe avuto. Con la stessa nota, Cappellacci aveva informato l'Icrss che “…i competenti uffici regionali avrebbero avviato l'acquisizione di tutti gli elementi necessari a condividere procedure e modalità per la concessione e per la fattibilità del progetto, di elevato spessore religioso e culturale, avendo cura di valutare i lavori migliorativi che si rendessero necessari già nella fase di primo utilizzo del compendio”.
Il 10 ottobre 2012, attraverso una interpellanza, Gian Valerio Sanna, assieme ad altri consiglieri regionali, aveva sollevato alcuni interrogativi sugli incomprensibili ritardi della Regione, visto che, da notizie informali apprese sulla pratica, sarebbe risultato che gli uffici regionali avevano, dopo la relativa istruttoria, predisposto una ipotesi di deliberazione che prevedeva di autorizzare la concessione d'uso dell’ex Seminario pontificio regionale di Cuglieri all'Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote, per un periodo di cinquant'anni, dietro corresponsione di un canone, determinato per i primi cinque anni in 14 mila euro all’anno (che non è altro che l'importo della rata che la Regione sostiene, annualmente, per l'ammortamento del mutuo contratto dalla soppressa XIV Comunità Montana del Montiferru, per la ristrutturazione della cosiddetta "palazzina delle suore"), e in considerazione, fra l'altro, degli interventi importanti necessari nella prima fase di utilizzo dell'immobile. La cifra sarebbe stata, poi, da rideterminare per gli ulteriori quarantacinque anni, tenendo conto delle ricadute sociali e culturali nel territorio, conseguenti alle attività promosse, investimenti sostenuti e programmati dalI’Istituto per il recupero funzionale della struttura. AIla prima istanza dell’Istituto, la giunta regionale non ha, quindi, mai risposto, a parte il benestare espresso, con una nota, dal presidente che però non ha avuto alcun seguito.
Intanto, dopo la richiesta dell’Istituto di Cristo Re, sembra che via sia stato il "non gradimento" da parte della Conferenza episcopale sarda all'insediamento dell’Icrss nel contesto religioso regionale. Valutazioni che possono anche essere considerate rispettabili ma del tutto estranee, sostanzialmente, alle valutazioni di competenza dell'amministrazione regionale in materia di gestione e valorizzazione del proprio patrimonio. Comunque sia, le valutazioni dei vescovi sardi non potrebbero minimamente inficiare o condizionare la determinazione della Regione che, al contrario, è chiamata a valutare le diverse opzioni in ragione dell'interesse pubblico prevalente e, perciò, dell’immediata redditività del complesso immobiliare, sia per impedirne il decadimento per il mancato utilizzo, sia per accogliere l'opportunità di un’organizzazione religiosa, che intende accollarsi ed investire risorse proprie nel recupero funzionale dell'ex Seminario, dopo decenni di abbandono. Dopo lunghi anni di degrado e la mancanza di progetti e prospettive che potessero interessare una struttura, che da sempre si è voluta mantenere unica e integra da frazionamenti, proprio per la sua autenticità storica ed architettonica, la presentazione di una domanda volta al suo utilizzo “non a titolo gratuito”, e con l’intenzione di ricollocare nella struttura di Cuglieri le stesse finalità per le quali era nata, rende evidente la gravità di qualsiasi ulteriore dilazione, che allontana uno sbocco positivo per l'immediato riutilizzo dell'ex Seminario. Se, come già detto, si tiene conto delle ricadute sociali ed economiche che questa iniziativa potrebbe produrre a vantaggio della comunità di Cuglieri e del Montiferru, anche per effetto dell'intreccio fra turismo religioso e turismo tout court, si potrebbe apprezzare meglio e sottolineare la gravità e l'incomprensibile attendismo dell’amministrazione pubblica, che sta giocando un pesante ruolo contro gli interessi della comunità sarda.
E proprio perché convinto che i ritardi della giunta Cappellacci nell’affidare l’ex Seminario a chi ha fatto richiesta di gestirlo attraverso un corrispettivo abbiano creato dei danni alla Regione, Gian Valerio Sanna ha presentato, nel febbraio scorso, un esposto alla Procura della Corte dei Conti (che sta proseguendo il suo iter) chiedendo “…di voler svolgere i necessari accertamenti sui fatti e verificare se, allo stato degli atti, la proposta presentata, e mai riscontrata, per la gestione e la messa in reddito di un importante compendio immobiliare del patrimonio regionale, potrebbe configurare una ipotesi di responsabilità contabile e patrimoniale a carico della giunta regionale e della presidenza della Regione”.
Altre notizie:
Il Papa ha confermato la sua visita a Cagliari, al santuario della Madonna di Bonaria, per domenica 22 settembre. L'ha reso noto l'archidiocesi di Cagliari, dopo l'incontro dei vescovi delle diocesi sarde con il pontefice, a Roma. Una messa celebrata nel sagrato della basilica sarà il momento più importante del pellegrinaggio di Papa Francesco in Sardegna, dove incontrerà anche lavoratori, malati e giovani.
Il sindaco di Oristano, Guido Tendas, e gli assessori Maria Obinu, Peppino Marras ed Efisio Sanna, hanno ricevuto, questa mattina, in comune, una delegazione di “Cittadinanzattiva”, il movimento di partecipazione civica che opera in Italia e in Europa per la promozione e la tutela dei diritti dei cittadini e dei consumatori. La delegazione, guidata dal presidente, Gabriella Murru, e composta da Liliana Pani, Maria Grazia Fichicelli e dall’ex Sindaco di Oristano, Mariano Scarpa, ha consegnato un report fotografico sul centro storico e le zone adiacenti la città. Un dossier che segue e completa quello già presentato nel 2009 alla giunta Nonnis. Accogliendoli a palazzo Campus Colonna, il sindaco Tendas ha ringraziato i rappresentanti dell’associazione per il contributo, evidenziando come “…questa giunta sia nata proprio per cercare di risolvere i problemi segnalati nel dossier, ma anche per avere un rapporto di confronto continuo, stabile e costruttivo con i cittadini e con le associazioni che li rappresentano”. Il presidente di Cittadinanzattiva, Gabriella Murru ha auspicato la nascita di un confronto continuo, per avviare un lavoro comune per il superamento delle tante criticità evidenziate dal report fotografico: “Dal documento del 2009, purtroppo, le cose non sono cambiate molto. Nel documento raccogliamo le testimonianze fotografiche sulla condizione delle strade, dei rifiuti, dei monumenti, dei parcheggi. Tutto è focalizzato sul tema della vivibilità della città e della salvaguardia dell’ambiente”. Un dossier che, quindi, vuole essere qualcosa di più di un semplice “quaderno delle doglianze”, ma un contributo attivo dal punto di vista del cittadino, con un atteggiamento positivo e propositivo nei confronti degli amministratori comunali.
“In campo con le donne. Lo sport per sostenere il diritto allo studio delle donne in Kenya”. Sabato 18 maggio, al campo Tharros di Oristano, alle 18, si disputa un triangolare di calcio femminile, con protagoniste la Torres campione d’Italia, l’Oristano Calcio e una rappresentanza di politici oristanesi, del Comune e della Provincia. Il triangolare, organizzato dall’Osvic, con la collaborazione dell’assessorato allo Sport del comune di Oristano, sarà preceduto da una partita amichevole tra le squadre giovanili dell’Oristano Calcio e del Gigi Riva Cagliari. L'evento – hanno detto gli organizzatori dell’Osvic - nasce dall'idea di parlare di uguaglianza di genere e solidarietà internazionale attraverso il protagonismo femminile. Per questo motivo sono state coinvolte le atlete della Torres Calcio, eccellenza sportiva a livello nazionale ed europeo, e testimonial ideale per una campagna Osvic a favore delle donne, attraverso le donne. “Siamo orgogliosi di avere a Oristano le campionesse delle Torres – ha aggiunto l’assessore allo sport, Peppino Marras -. La loro presenza consentirà di diffondere al meglio l’importante messaggio lanciato dall’Osvic per sostenere il diritto allo studio delle donne in Kenya”. L’ingresso alla manifestazione è libero. I partecipanti potranno contribuire con un’offerta per 10 borse di studio a giovani donne kenyiote provenienti da famiglie povere nel distretto di Laikipia. Ogni borsa di studio, annuale, è di 500 euro, e comprende l’iscrizione al collegio, vitto, alloggio, materiale didattico, due divise e piccola attrezzatura richiesta dagli istituti a ciascuno studente (materasso, prodotti per l’igiene personale, coperte, lenzuola). “In Campo con le Donne” è una iniziativa per sostenere il diritto allo studio e all'istruzione delle donne, attraverso lo sport, strumento di solidarietà che può avvicinare comunità e mondi a volte lontani. Nel terzo millennio l'analfabetismo affligge ancora milioni di persone e, conseguentemente, si assiste, spesso impotenti, allo sfruttamento e al mancato sviluppo di intere popolazioni del Sud del mondo. L’Osvic, da tempo impegnato in Kenya in progetti di sviluppo e cooperazione internazionale, ha sempre operato per l’implementazione dell'uguaglianza di genere nei paesi dove si è trovato ad operare. Le donne beneficiarie delle attività dell'organismo hanno spesso dimostrato l'efficacia della formazione ricevuta: hanno intrapreso attività lavorative e, a loro volta, sono diventate portatrici di conoscenza e formazione. L'efficacia dell'istruzione femminile è di estrema rilevanza nella riduzione delle povertà e nella promozione dell'uguaglianza e dello sviluppo. Per questo motivo promuovere attività che sostengano il diritto dello studio è fondamentale, ed è per questo che creare sinergie sul territorio sardo relative all’argomento diventa obiettivo centrale nella programmazione che l'Osvic realizza localmente.
I termini per la presentazione delle domande per l'utilizzo degli impianti sportivi comunali di Oristano, per la stagione 2013/2014, scadono il 30 giugno. Le società sportive oristanesi interessate dovranno presentare la domanda, indirizzandola al dirigente dell’Area servizi alla cittadinanza e, per conoscenza, all’assessore allo Sport del Comune di Oristano e, al dirigente scolastico, qualora si tratti di strutture sportive scolastiche di proprietà comunale. Le domande vanno compilate sugli appositi moduli disponibili presso l’Ufficio relazioni con il pubblico, il Centro Informacittà e sul sito internet del comune di Oristano all’indirizzo www.comune.oristano.it
Domenica prossima, secondo appuntamento, a Torregrande, con il Maggio della Torre. Una trentina gli operatori presenti sul lungomare della borgata marina di Oristano per la mostra-mercato dei prodotti locali, che saranno proposti per la degustazione e la vendita. Per tutta la giornata sarà, inoltre, possibile ammirare macchine e moto d'epoca e le vetture delle concessionarie di Oristano. La manifestazione, organizzata dagli assessorati al Turismo e alle Attività produttive del comune di Oristano, avrà anche momenti di spettacolo. Di mattina sarà protagonista la musica folk, mentre nel pomeriggio, dalle 17.30, sul palco si alterneranno le scuole di danza di Oristano e della provincia. Aprirà anche la torre spagnola. Il pubblico potrà visitarla gratuitamente, dalle 10 alle 19. Al suo interno gli info point del Consorzio uno e del Centro Marino di Torregrande, che daranno informazioni sui corsi universitari attivati a Oristano e sulle attività di ricerca dell’Imc. “Domenica scorsa, nonostante le condizioni meterologiche, la prima giornata del Maggio della Torre ha richiamato un buon numero di visitatori – ha osservato l’assessore al Turismo, Peppino Marras -. Operatori e pubblico hanno apprezzato la formula scelta quest’anno, i prodotti esposti, le musiche i balli folkloristici. Particolarmente apprezzati i prodotti del territorio (pane, olio, agrumi e torrone) ai quali era dedicata la giornata”.
Cambia il calendario degli incontri pubblici per la presentazione del Piano di azione per l’energia sostenibile (Paes). Sei gli appuntamenti: i primi due lunedì 20 maggio, con un incontro-dibattito rivolto alle categorie, agli ordini professionali e al sistema produttivo, fissato per la mattina (sala consiliare del comune di Oristano, ore 10), e con un’assemblea aperta a tutti nel pomeriggio (sala consiliare del Comune di Oristano, ore 15.30); il terzo e quarto giovedì 21 maggio (e non più il 23 come stabilito inizialmente), con gli incontri nelle frazioni di Massama (scuole elementari ore 16,30) e Nuraxinieddu (scuola elementare, ore 19); gli ultimi due venerdì 24 maggio, a Silì (locali ex circoscrizione, ore 16,30) e Donigala (salone parrocchiale ore 19).
Martedì 21 maggio, alle 18.30, nell'aula consiliare del Comune a Terralba, si terrà una conferenza stampa sulle problematiche delle fasce pluviali, organizzata dal comitato promotore locale. All’incontro parteciperà il consigliere regionale del Pd, Gian Valerio Sanna, promotore della legge su questo delicato argomento.
ll consiglio comunale di Oristano è stato convocato per giovedì 23 e martedì 28 maggio, alle 18, per la discussione del seguente ordine del giorno: Approvazione scadenze e numero rate per il versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (Tares); Aree Pepp - Cessione in proprietà aree, già concesse in diritto di superficie, rimozione vincolo relativo alla determinazione del prezzo massimo di cessione di singole unità abitative e loro pertinenze e rimozione vincoli. Riapertura termini; Sdemanializzazione porzione di reliquato in località Oristano Nord Ponti Mannu e attribuzione al patrimonio disponibile del Comune. Cessione alla Soc. Immobiliare 2F srl; Acquisizione in diritto di superficie di un'area di proprietà della Asl di Oristano a titolo gratuito e a tempo determinato finalizzata alla realizzazione di un Hospice; Approvazione Regolamento per la realizzazione di interventi di contrasto delle povertà estreme; Costituzione sistema archivistico della provincia di Oristano; Adozione definitiva del Piano di lottizzazione in località “Su Forru de Madeddu”; Interpellanza urgente di Andrea Lutzu (Pdl): “Lavori di sistemazione ingressi frazioni di Donigala Fenugheddu e Massama”; Interrogazione urgente di Andrea Lutzu (Pdl): “Criticità viabilità ingresso Nord e via Vandalino Casu”; Mozione urgente dei cosiglieri dell’Udc, Puddu, Uras, Pisanu: “Distributori automatici e tutela del commercio”. Mozione di Daniela Nurra: “Il futuro della Oristano Servizi srl e correttezza di comunicazione e informazione ai componenti del comitato per il controllo analogo”; Mozione urgente di Andrea Lutzu: “Seconda mozione su interventi di riqualificazione sugli impianti sportivi di Oristano”; Mozione dei consiglieri Martani, Granese, Mureddu, Spanu, Solinas, Obinu, Piras, Mocci: Progetto “Eleonora”; Ordine del giorno dei consiglieri della maggioranza: “Diamo voce ai lavoratori precari Csl e Cesil”.
Si avvia a conclusione il progetto “Marte + Mare, Ruralità e Terra: potenziare l'unitarietà strategica”, sviluppato nell'ambito del Programma di cooperazione transfrontaliera Italia-Francia "Marittimo" 2007-2013. L'evento finale sarà un workshop di presentazione dei risultati ed esempi di valorizzazione turistica dei mestieri e dei prodotti locali, che si svolgerà lunedì 20 maggio, alle 9, presso il ristorante "Da Renzo", strada statale 131, km 99, Siamaggiore. Interverranno il presidente della Provincia, Massimiliano de Seneen; l'assessore provinciale al Turismo e Agricoltura, Gianfranco Attene, degli assessori regionali all'Agricoltura, Oscar Cherchi e al Turismo, Luigi Crisponi; il presidente della Provincia del Medio Campidano, Fulvio Tocco. Il progetto, avviato nel maggio 2010, era finalizzato a favorire lo sviluppo congiunto dell'innovazione e dell'imprenditorialità, nel quadro più ampio della competitività delle aree rurali e del turismo.
Di pig (del 14/05/2013 @ 19:31:31, in politica, linkato 1138 volte)
“Il Comune di Oristano ha revocato la gara d’appalto per i servizi di igiene urbana. La determina è stata adottata dal Dirigente del Settore Sviluppo del Territorio, l’ingegner Giuseppe Pinna, che, in via precauzionale, considerati i punti di debolezza segnalati in queste settimane, ha deciso di revocare la procedura d’appalto per consentire una veloce modifica preliminare a una nuova e rapida pubblicazione del bando. Le criticità segnalate non presentano punti di debolezza tali da inficiare la legittimità e la regolarità tecnica e amministrativa della gara, oltre che la sostanza dell’appalto, ma considerando l’importanza del servizio (che con 19 milioni e 380 mila Euro in 5 anni è il più importante dal punto di vista economico per il Comune) e per favorire che la gara si svolga nel clima più sereno e trasparente possibile, il Dirigente comunale ha ritenuto opportuno bloccare la procedura e prevedere un aggiornamento dei documenti. La gara d’appalto per il servizio di igiene urbana, il cui capitolato prima della pubblicazione era stato esaminato e condiviso dalla Commissione consiliare Ambiente, è stata oggetto di due mozioni discusse e approvate dal Consiglio comunale, ma anche di numerose segnalazioni che, pur non essendo di portata tale da invalidare la procedura, il Comune non ha voluto sottovalutare. Per questo motivo il Sindaco Guido Tendas ha invitato il Dirigente del Settore Sviluppo del territorio a effettuare un supplemento di riflessione sugli atti pubblicati, al fine di eliminare ogni eventuale riserva, favorire la massima trasparenza, sgombrare ogni preoccupazione e consentire ogni possibile miglioria. Tre i punti fondamentali oggetto delle segnalazioni: la somma dei punteggi parziali dell’offerta tecnica (pari a 49 anziché 50) che saranno opportunamente rettificati; la previsione dei tempi necessari (3 mesi) per la consegna dei nuovi mezzi da utilizzare per l’espletamento del servizio ritenuti troppo brevi; la ripartizione al 50% del rapporto tra offerta tecnica ed economica che si vorrebbe modificare per favorire un punteggio più alto all’offerta tecnica che può determinare sostanziali migliorie al servizio e consentire una partecipazione più ampia da parte delle imprese. Nei prossimi giorni gli uffici comunali saranno impegnati a rivalutare questi aspetti, procedendo ad un chiarimento in merito alla premialità/penalità prevista dal capitolato e una revisione/esame di alcuni aspetti di dettaglio segnalati dai partecipanti alla gara. La revoca della gara comporterà una nuova pubblicazione (che avverrà in tempi rapidissimi), ma non sarà necessario provvedere a nuove proroghe e come previsto il nuovo servizio partirà il 1° Novembre 2013”.
Questo il comunicato integrale dell’ottimo Ufficio stampa del comune di Oristano, dal quale, comunque, si evince come dirigente e amministrazione comunale abbiano cercato di arrampicarsi sugli specchi, per addolcire quella che, con un eufemismo, può definirsi una macroscopica figuraccia, per un bando fatto, a dir poco, con i piedi. Che cosa significa, infatti, che “…le criticità segnalate non presentano punti di debolezza tali da inficiare la legittimità e la regolarità tecnica e amministrativa della gara”, se poi si sospende il bando, e siccome ci si accorge di non essere stati credibili, si aggiunge la ciliegina “…per favorire che la gara si svolga nel clima più sereno e trasparente possibile, il dirigente comunale ha ritenuto opportuno bloccare la procedura e prevedere un aggiornamento dei documenti”. La verità vera è che questo bando proposto, ritirato, riproposto e ribloccato, è ormai diventato un’autentica barzelletta. Una barzelletta che però non fa ridere nessuno, considerato che gli oristanesi per questo “bando tiramolla” in futuro dovranno pagare un costo salato. Se non andiamo errati, rispetto alla gestione precedente, i costi per la gestione dei servizi di igiene urbana dovrebbero aumentare di circa un milione di euro o poco meno, che graverà sulle tasche dei cittadini. Ma in tutta questa “strana” vicenda la giunta Tendas dov’era? A chi spetta, infatti, il compito di controllare, in modo tale da spazzare via ogni sorta di illazione sul bando per l’affidamento della gestione dei rifiuti, che questa tiritera non fa altro che alimentare? Illazioni e chiacchiere che in città attorno ai rifiuti e al suo indotto non sono mai cessate, anche in considerazione del fatto che questo settore è sempre stato considerato più che appetibile da certa politica clientelare, e che, quindi, richiede massima trasparenza e controlli rigorosi, in modo tale che nessuno esca fuori dal seminato. Non basta, insomma, quanto l’opposizione ripete da tempo sulla presunta incompatibilità dell’assessore, Efisio Sanna, dipendente “in aspettativa” della ditta che ha in gestione i rifiuti ad Oristano (che, probabilmente, per ragioni di opportunità, sarebbe stato meglio affidare ad altro incarico, e che il sindaco Tendas, come da copione, continua invece a difendere a spada tratta), che ci mancava solo un bando scalcinato a rinfocolare le polemiche. Quando si amministra un incidente di percorso può anche capitare. Ma quanto accaduto per il bando-non bando sui rifiuti è indice di superficialità e improvvisazione che rasenta il ridicolo, e che non depone certo bene per l’attuale amministrazione. Il tutto in attesa di conoscere quali saranno i costi che i cittadini dovranno pagare, visto che, nel frattempo, per questo bando il comune, fra l'altro, ha dovuto affrontare delle spese per la pessima abitudine delle consulenze esterne. Veramente un ottimo risultato, da autentica monnezza.
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Nella discussione sulla Finanziaria, di cui si sta dibattendo in questi giorni in consiglio regionale, c’è stata una requisitoria del consigliere regionale del Pd, Gian Valerio Sanna, componente la commissione bilancio, che ha fatto le pulci alla giunta Cappellacci e all’assessore Zedda. “Il fatto che vi siano stati accordi di buonsenso sulle cose dovute – ha detto Gian Valerio Sanna -, non supera il nostro giudizio negativo sulla finanziaria… Io vorrei brevemente spiegare ai colleghi il perché dei nostri emendamenti, ovviamente quasi tutti dell'opposizione. Anche quest’anno come opposizione abbiamo ripetuto quel lavoro che, l'anno scorso, con l'alto patrocinio del presidente della commissione, abbiamo svolto per la pulizia del bilancio, e che ci condusse a recuperare una quantità di risorse, che abbiamo disposto nella direzione dell'emergenza sociale e del lavoro. Questo lavoro lo abbiamo ripetuto quest'anno, tenendo conto dei livelli di spesa che ci siamo imposti l'anno scorso, e, quindi, riproducendo i tagli che l'anno scorso sono stati fatti sui capitoli di spesa, con l’aggiunta di qualcosa emersa quest'anno”. Poi, rivolgendosi all’assessore Zedda, Gian Valerio Sanna ha proseguito: “Le cose che sono emerse quest'anno non sono iniziative politiche (vi vorrei mettere al sicuro dal pensiero che abbiate avuto qualche idea nuova), è solo qualche iniziativa che deriva dalla tecnica con cui la burocrazia di questa Regione è solita impostare il bilancio, cioè trovare il sistema delle tane, ovvero dove allocare e nascondere le risorse. Una parte di questo elemento è già stato scoperto, nel momento in cui abbiamo trovato l'accordo sulla cassa integrazione: noi vi abbiamo suggerito una copertura e voi, ovviamente, siete andati a ridurre i fondi perenti, a conferma di quanto noi chiedevamo “riducete quel fondo perché tanto non serve”, e a dimostrazione che lì ci sono i soldi, che sono ad uso e consumo non si capisce bene di chi. Noi abbiamo recuperato da questa manovra circa 190 milioni di euro, in questi ci sono anche i 99 milioni che voi ci avete indicato; ce li avete indicati voi non noi, dandoci dei dati che indicano 99 milioni di stima sull'avanzo di amministrazione degli enti…Siccome questi soldi, stimati o no, sono nel bilancio e in base alla legge finanziaria sono nella disponibilità, e che i trasferimenti correnti annuali agli enti non sono stati modificati, io contesto formalmente alla giunta regionale, in base all'articolo 8 della legge sul bilancio, che c'è una violazione della legge di contabilità generale perché sussistono in bilancio somme per cui non può essere autorizzato l'impegno, cioè praticamente non c'è l'equilibrio di bilancio fra ciò che è disponibile, ciò che entra, ciò che è nella disponibilità, e ciò che viene programmato. Quindi c'è una violazione dei principi generali di equilibrio del bilancio... Dopodiché la maggioranza non si pone nessun problema, questi enti, infatti, sono amministrati secondo il più rigoroso sistema della lottizzazione, maturano 99 milioni di avanzi, e io vorrei sapere a che cosa questo è dovuto. È dovuto ad un sovradimensionamento del contributo annuo? Basta verificare il bilancio e ridurre. Oppure sarà dovuto al fatto che sono male amministrati? E' doveroso saperl,o quando si maneggiano soldi pubblici, non è che possiamo stare a ciò che ci dicono i vari “corvi” che alimentano l'idea che la spesa regionale sia un discorso che può essere o non può essere dimostrato. E se noi facciamo capo solamente a quello, bastava un terzo di quell’avanzo per finanziare la cassa integrazione, 33 milioni circa, invece che 30. No, quelli, per la giunta regionale, devono stare nel limbo, nelle cose che si deciderà, in quello che decideranno gli altri. Ecco perché noi manteniamo un giudizio severo e negativo…”. Sanna ha poi sottolineato i soldi sprecati dalla Regione per la pubblicità istituzionale. “E’ tempo di finirla di fare pubblicità! A cominciare da quella che fece il Presidente sui fondi comunitari, non so a che punto eravamo della classifica, ma lui ha un concetto delle classifiche non in senso verticale ma in senso orizzontale, quindi non capisce che cosa vuol dire l'ultimo posto rispetto al primo, e pare che qualche giornalista di qualche quotidiano soffra dello stesso problema. Però gli annunci sono pagati con i soldi pubblici, e questo non va più bene! Vi farò vedere come noi incrementiamo a dismisura la spesa sui sistemi informatici: ricominciamo da capo, abbiamo messo un freno l'anno scorso e ora abbiamo ricominciato. Consulenze, incarichi…”. E a propositi di sprechi Sanna ha chiamato in causa Angela Nonnis. “Io avrei voluto vedere qua l'assessore dei lavori pubblici che ci dicesse “ho voluto mettere 200 mila euro nel bilancio perché c'è un tale pullulare che ho necessità di finanziare un concorso di idee”, ne avessimo idee, finanziamo i concorsi di idee! Non abbiamo i soldi per piangere e finanziamo i concorsi di idee: chi c'è dietro, perché dobbiamo continuare con questo sistema? Ne abbiamo di tutti i colori… Lasciamo nel bilancio tranquillamente l'Irap, che abbiamo tolto, 750 mila euro di Irap che abbiamo già levato: perché date un parere dubbio e negativo, quando è consequenziale: questi soldi dobbiamo toglierli… Insomma – ha concluso Gian Valerio Sanna -, il nostro giudizio è complessivamente negativo…”.
Dal prossimo autunno Silì avrà un asilo nido comunale. “Aprirà su iniziativa della giunta Tendas all’interno dell’edificio scolastico di via Martiri del Congo, che accoglie già due sezioni di scuola d’infanzia, con l’intento ambizioso di creare continuità educativa con la scuola e di potenziarne la sua presenza nella comunità di Silì”. ha precisato l’assessore ai Servizi sociali, Maria Obinu. “Da uno studio condotto dall’ufficio “prima infanzia” del comune di Oristano è emerso che a Silì sono residenti un significativo numero di bambini in età da nido – ha aggiunto l’assessore Obinu -. I minori al di sotto dei 24 mesi sono 42, un numero importante che segna una certa vitalità della frazione, conseguente alla presenza di molte giovani famiglie, che probabilmente lavorano nella città di Oristano o nei dintorni e che hanno scelto di vivere a Silì. Questo determina la presenza di un bisogno oggettivo nella popolosa frazione, riscontrabile nella costante crescita del numero di domande di inserimento al nido. I servizi per la prima infanzia sono sempre più richiesti dalle famiglie, poiché vissuti come un supporto concreto e qualificato nell’educazione dei propri figli e nella conciliazione dei tempi dedicati al lavoro e alla famiglia – ha osservato Maria Obinu, alla quale il sindaco Tendas ha assegnato anche la delega ai tempi e orari della città -. La realizzazione del micronido a Silì è, quindi, un modo concreto con il quale il comune intende dare una risposta reale a un bisogno evidente delle famiglie che risiedono a Silì, favorendo l’incontro tra le loro esigenze e i servizi dell’amministrazione”. Il micronido, in via sperimentale, sarà rivolto ai bambini di età compresa tra i 3 e i 36 mesi, e verrà articolato in due sezioni: una per bambini tra i 3 e i 17 mesi (piccoli) con 6 posti disponibili, e una per 10 bambini tra i 18 e i 36 mesi. Il micronido aprirà da settembre a luglio, dal lunedì al venerdì, dalle 7.30 alle 14.30, per un totale di 48 settimane. La presentazione delle domande per l’ammissione ai servizi per la prima infanzia per l’anno scolastico 2013/2014 scade il 31 maggio. Il bando è consultabile sul sito internet istituzionale www.comune.oristano.it, all’Albo pretorio del comune, all’Urp e all’Informacittà. Le domande possono essere presentate dai genitori dei bambini residenti ad Oristano, e di età compresa fra zero e tre anni. Per ulteriori informazioni si può contattare l’Ufficio servizi per la prima infanzia allo 0783 791297.
Il Piano di azione per l’energia sostenibile (Paes) di Oristano inizia ad assumere la sua veste definitiva. In vista della prossima approvazione, la giunta Tendas apre un ciclo di consultazioni pubbliche, per favorire le ultime integrazioni e per condividere con la città i contenuti e le finalità del Piano. “Abbiamo programmato alcuni appuntamenti pubblici per presentare il Piano all’opinione pubblica – ha sottolineato l’assessore allo sviluppo sostenibile e alla qualità della vita, Filippo Uras -. Entro metà giugno il Paes dovrà essere approvato, per essere poi presentato all’Unione europea. Dopo le prime presentazioni pubbliche e l’esame in consiglio comunale dello scorso aprile è arrivato il momento di definire nel dettaglio le misure che si vogliono realizzare in città”. Sei gli appuntamenti: i primi due lunedì 20 maggio, con un incontro-dibattito rivolto alle categorie, agli ordini professionali e al sistema produttivo, fissato per la mattina (sala consiliare del comune di Oristano, ore 10), e con un’assemblea, aperta a tutti, nel pomeriggio (sala consiliare del comune, ore 15,30); il terzo e quarto giovedì 23 maggio, con gli incontri nelle frazioni di Massama (scuole elementari, ore 16,30) e Nuraxinieddu (scuola elementare, ore 19); gli ultimi due venerdì 24 maggio, a Silì (locali ex circoscrizione, ore 16,30) e Donigala (salone parrocchiale, ore 19). “Il Piano di azione per l’energia sostenibile prevede azioni dirette e indirette – ha aggiunto l’assessore Uras -. Quelle dirette sono in carico al comune, che dovrà realizzare nei suoi edifici e nei sistemi di trasporto pubblico. Quelle indirette riguardano i privati e il sistema produttivo, e sono proprio quelle per le quali si rende più importante il confronto con le forze sociali nella fase di definizione del Piano, che ne precede l’adozione e l’invio alle autorità comunitarie”. “La straordinaria importanza del Paes non deve sfuggire a nessuno – ha osservato il sindaco Guido Tendas -. È uno strumento che ci mette di fronte a scelte strategiche per il futuro della città e del territorio, che ci apre le porte al raggiungimento dell’autonomia energetica, alla realizzazione di importanti economie, alla creazione di nuovi posti di lavoro, al raggiungimento di quegli obiettivi ambientali fissati a livello europeo e ormai non più procrastinabili. Obiettivi 20-20-20, che a Oristano vorremmo non solo raggiungere, ma anche superare. Riuscirci significherebbe compiere una rivoluzione sociale ed economica di grandissima portata”.
I comuni di Oristano, Castelsardo, La Maddalena, Palau, Quartu Sant'Elena, Santa Teresa e, novità di quest'anno, Tortolì, possono fregiarsi, nel 2013, del vessillo “Bandiera blu”. "Si tratta di un successo per tutta la Sardegna, anche in considerazione del fatto che il numero delle località gratificate del prestigioso riconoscimento è in continua crescita (due nel 2010, cinque nel 2011, sei l'anno passato, sette quest'anno)". Così l'assessore regionale del Turismo, Luigi Crisponi, si è congratulato con le amministrazioni comunali premiate oggi a Roma dalla Fondazione per l'Educazione Ambientale. Le spiagge che hanno ottenuto il riconoscimento sono Torregrande di Oristano, Ampurias di Castelsardo, Punta Tegge e Spalmatore di La Maddalena, Palau vecchio e Sciumara di Palau, Poetto di Quartu Sant'Elena, Sa Rena bianca di Santa Teresa, e la new entry Tortolì. "E' la testimonianza - ha aggiunto l'assessore Crisponi - della crescente attenzione verso un turismo sostenibile e di qualità dell'isola. La Sardegna è tutta una “bandiera blu”. Quanto a limpidezza delle acque marine e valore complessivo dei siti balneari, infatti, non teme confronti con nessuno. Non è un caso, inoltre, che tutte le località insignite del riconoscimento abbiano porti turistici che hanno intrapreso scelte di sostenibilità, garantendo la qualità e la quantità dei servizi, erogati nella piena compatibilità ambientale".
I continui tagli alle risorse per gli enti locali, e in particolare alle Province, stanno mettendo a rischio servizi fondamentali per le comunità. E’ quanto ritiene l’assessore all’Ambiente della Provincia di Oristano, Emanuele Cera, secondo il quale si è solo “…agli inizi di una situazione che si preannuncia drammatica, visto che ci sarà una seria riduzione dei servizi, se non si comprende lo stato di difficoltà in cui vengono a trovarsi gli enti locali". La conseguenza di questa grave situazione sarà anche l'impossibilità di garantire il Piano di salvamento a mare per la prossima stagione estiva, che la Provincia di Oristano garantisce da più di 20 anni. Il servizio, soprattutto negli ultimi anni, ha beneficiato di importanti sinergie, come quella avviata con la Capitaneria di Porto e i comuni costieri, con i quali il Piano di Salvamento a mare veniva predisposto in piena condivisione. Quest'anno le risorse a disposizione trasferite dalla Regione ammontano a 68 mila euro, cifra irrisoria rispetto a quanto occorrerebbe per assicurare un servizio così complesso, e che la Provincia, alla luce dell'ipotesi di bilancio, non ha la possibilità di integrare, così come ha invece fatto negli anni precedenti. Per questo motivo, l'assessore Cera ha convocato per giovedì 16 maggio, alle 16.30, in Provincia, un incontro con il comandante della Capitaneria di Porto di Oristano e i sindaci dei comuni interessati, in modo da affrontare repentinamente il problema. Non potendo garantire il Piano di salvamento a mare, la Provincia fa sapere che, comunque, metterà a disposizione dei comuni tutta l'attrezzatura e la strumentazione utilizzata gli anni passati.
“Perchè non fare le primarie del centrosinistra per la scelta del presidente della Regione a Ferragosto, con un seggio unico al Poetto?". E' la scherzosa e provocatoria proposta del deputato e segretario regionale di Sel, Michele Piras, dopo aver appreso l'intenzione della direzione regionale del Partito democratico di svolgere le consultazioni della coalizione a luglio. Secondo Piras "…la decisione del Pd sembra frutto del più classico degli avvitamenti fra questioni interne e questioni di carattere generale". Il parlamentare sottolinea che "…primarie così importanti, come quella per il presidente della Regione, debbono veder partecipi della scelta il maggior numero possibile di sardi, debbono prevedere dibattiti, confronti fra idee, spazio per i programmi, per cui pensare di farle a luglio è totalmente fuori luogo. Si pensi piuttosto all'autunno, oppure a fine novembre - suggerisce Piras -, e, nel frattempo, anche il gruppo dirigente del Pd si rinfreschi le idee con una bibita ghiacciata".
Il presidente del Cagliari, Massimo Cellino, il sindaco di Quartu, Mauro Contini e l'assessore comunali ai Lavori pubblici, Stefano Lilliu, sono stati “scarcerati” (erano agli arresti domiciliari) stamattina. I tre erano stati arrestati il 14 febbraio di quest’anno, nell'ambito dell'inchiesta sullo stadio di Is Arenas di Quartu con le accuse di falso e peculato A tre mesi esatti dall'arresto Cellino, Contini e Lilliu sono, quindi, tornati liberi. L'inchiesta sembra dunque vicina alla chiusura dopo che il Pm, Enrico Luissu, acquisito molto materiale d'indagine, ha valutato fossero venute meno le esigenze cautelari e ha chiesto al gip la scarcerazione per i tre indagati. Il presidente del Cagliari Cellino e l'assessore di Quartu Lilliu, prima di finire ai domiciliari, hanno trascorso circa due settimane nel carcere di Buoncammino, mentre il sindaco Contini è rimasto in carcere solo pochi giorni: al momento dell'arresto si era sentito male ed era stato ricoverato in ospedale. Nonostante la revoca degli arresti domiciliari, il presidente del Cagliari Calcio, Massimo Cellino, non ha intenzione di lasciare il centro sportivo di "Asseminello", dove scontava la misura cautelare. Lo si è appreso dal suo legale. Secondo quanto postato su Facebook dall'addetto stampa della società rossoblu, Cellino ha intenzione di "rifiutate" la revoca degli arresti domiciliari, e aspettare la decisione della Cassazione, a cui i suoi legali hanno fatto ricorso contro la misura cautelare. Qualcosa di analogo era accaduto quando, dopo due settimane di prigione, il Tribunale del riesame aveva concesso i domiciliari a Cellino. In quell'occasione, il presidente del Cagliari si era detto intenzionato a "rifiutare" i domiciliari per restare nel carcere di Buoncammino, da cui voleva uscire solo da uomo libero. Posto che i domiciliari, in quanto misura restrittiva decisa dal Tribunale, non si possono rifiutare, è anche vero che, dopo la decisione di questa mattina del Gip, Cellino è tornato libero e può, quindi, scegliere di uscire o meno di casa. Intanto, in serata, la Cassazione ha dato ragione a Cellino e ai suoi legali, accogliendo il ricorso sulla scarcerazione del presidente rossoblù.
Ha preso il via la "visita ad limina" dei vescovi della Sardegna, ovvero l'incontro con il Papa per illustrare le particolarità della Regione. Il primo atto consiste nella consegna delle relazioni presso le Congregazioni della Santa Sede, ed i relativi colloqui con i cardinali prefetti. I vescovi parteciperanno prima all'udienza generale di Papa Francesco, in piazza San Pietro. Al termine dell'udienza il Pontefice impartirà la benedizione al simulacro della Madonna di Bonaria - presentato da un padre mercedario del Santuario cagliaritano - destinato alla Municipalità di Buenos Aires. Giovedì i vescovi, accompagnati da una delegazione di pellegrini, celebreranno la messa nelle grotte vaticane. Il momento centrale della "Visita ad limina" è previsto per le 11 di venerdì 17 maggio, quando i vescovi isolani incontreranno il Pontefice. “Desidero visitare il Santuario della Madonna di Bonaria, a Cagliari, quasi sicuramente nel mese di settembre". Lo ha annunciato, a sorpresa, Papa Francesco, rispondendo all'entusiasmo dei pellegrini giunti dalla Sardegna per accompagnare i loro vescovi che sono in "visita ad limina". "Tra la città di Buenos Aires e Cagliari - ha ricordato il Papa - c'è una fratellanza. Quando l’hanno fondata, il suo fondatore voleva chiamarla Città della Trinità, ma i suoi marinai, che erano sardi, volevano che fosse la Citta' della Madonna di Bonaria, così alla fine trovarono un compromesso: Città della Santissima Trinità e Porto di Nostra Signora di Bonaria. Alla fine, però, la chiamiamo solo Bonaria, cioè Buenos Aires".
Venerdì 17 Maggio, alle 19, nella Pinacoteca comunale Carlo Contini, sarà inaugurata la mostra “Stanis Dessy. Maestro del colore e delle tecniche”, organizzata dall’associazione Stanislao Dessy con il contributo dell’assessorato regionale alla Cultura e del comune di Oristano, e con la collaborazione del Museo Pav di Berchidda e dell’associazione culturale “isolasenzatitolo”. La mostra, che rimarrà aperta sino a sabato 6 luglio, è un’importante retrospettiva che contiene anche alcuni inediti e che, con un taglio critico, mette in risalto la versatilità tecnica di uno dei pochi artisti sardi che, nella prima metà del Novecento, fu in sintonia col quadro culturale continentale ed europeo. Centoventi le opere esposte che presentano un’immagine inedita di uno dei protagonisti dell’arte del primo Novecento in Sardegna e offrono una lettura originale dell’itinerario artistico del maestro arzanese, attraverso un percorso espositivo che mette in mostra oli, acquerelli, incisioni e disegni, che esplorano le affinità tra temi e tecniche espressive, permettendo di scoprire la grandezza coloristica e il virtuosismo tecnico dell’artista. “Nella collezione della Pinacoteca comunale Carlo Contini di Oristano figurano alcuni dei più prestigiosi nomi di quell’eletta schiera d’artisti che, nella prima metà del secolo scorso, hanno contribuito a formare una vera e propria via “sarda” per le arti visive – ha spiegato il curatore della Pinacoteca, Ivo Serafino fenu -. Tra loro Antonio Ballero, Giuseppe Biasi, Mario Delitala e Carmelo Floris, ma, nella raccolta (consolidatasi tramite donazioni e acquisizioni e senza pretese di completezza) vi sono anche dei “grandi assenti” che tale via hanno creato e percorso. Stanis Dessy è tra questi, e la sua assenza è resa ancor più evidente dal fatto che anche nel resto del Novecento e fino a oggi la città arborense non gli abbia reso omaggio e non lo abbia mai ospitato in uno spazio espositivo istituzionale. Di questo panorama, in bilico tra tradizione e innovazione, col confronto discreto con la collezione comunale, dà conto la mostra che, se da un lato colma, pur per un breve lasso di tempo, una grave lacuna, dall’altro si propone come un’iniziativa di alto valore artistico e culturale rileggendo l’opera del grande maestro sardo in una prospettiva antologica e originale. Se si è generalmente concordi nel considerare Stanis Dessy uno dei protagonisti indiscussi del risveglio artistico sardo del primo Novecento, con una fortuna critica che non gli è mai venuta meno nel tempo (come attestano la grande retrospettiva del 1987 al Padiglione “Tavolara” di Sassari, quella al Palazzo del Monte di Padova nel 2000 curata, come questa, da Caterina Limentani Virdis, e quella al Masedu, sempre a Sassari, del 2002) è pur vero che la mostra oristanese alla consueta scansione cronologica affianca una differenziazione per generi artistici, che mette in risalto l’estrema versatilità dell’artista e la sua insaziabile propensione alla sperimentazione”. Un utile approccio didattico, dunque, per capire la grande perizia tecnica di un maestro capace di spaziare dal disegno alla xilografia, dalle diverse prassi calcografiche all’acquarello, dall’olio alla scultura, ma senza perdere di vista quella lettura critica che privilegia l’individuazione di due fasi ben distinte nell’opera dell’artista: da un lato gli anni della sperimentazione, dal 1918 al 1928, dall’altro gli anni della maturità, dal 1930 in poi. I due periodi, diversi per qualità e quantità, trovano nell’incisione sia xilografica sia calcografica un elemento unificante. L’esposizione è ulteriormente percorsa trasversalmente da alcuni nuclei tematici che nel tempo hanno caratterizzato la produzione pittorica dell’artista, soprattutto gli autoritratti e i ritratti della moglie Ada e dei figli. La mostra è curata da Giannella Demuro, Paola Dessy, Ivo Serafino Fenu e Caterina Limentani Virdis, ed è accompagnata da un catalogo a colori, con testi critici di Caterina Limentani Virdis, edito da Ilisso edizioni
Venerdì 17 maggio, alle ore 11, presso la sala giunta del comune di Cabras, verrà presentata la manifestazione “Monumenti Aperti”. L’adesione all’evento culturale, giunto alla sua diciassettesima edizione, ha secondo l'amminsitrazione comunale cabrarese un triplice scopo: l’inserimento del comune di Cabras, per la prima volta, all’interno di un circuito culturale di rilevanza regionale; la valorizzazione e la promozione dei suoi siti storico-archeologici e dei suoi monumenti; il coinvolgimento della comunità locale. Grazie all’impegno dell’assessorato comunale alla Cultura, hanno accolto favorevolmente l’iniziativa l’Istituto comprensivo di Cabras e tutte le società, associazioni, consulta, operatori economici presenti sul territorio lagunare.
L’Istar, Istituto storico arborense per la ricerca e la documentazione sul Giudicato d’Arborea e il Marchesato di Oristano, ha prorogato i termini per la partecipazione all’undicesima edizione del concorso "Conoscere il Giudicato". Gli elaborati dovranno pervenire alla Biblioteca comunale di Oristano entro venerdì 31 maggio. Per ulteriori informazioni ci si può rivolgere alla Biblioteca Comunale di Oristano (via Sant'Antonio, tel. 07837311, fax 0783763675, e-mail Istar@comune.oristano.it . Il bando del concorso è reperibile anche nelle pagine dedicate all’Istar, sul sito del Comune di Oristano www.comune.oristano.it
Il comune di Oristano, in qualità di ente capofila della rete dei comuni di Oristano, Aidomaggiore, Assolo, Pau, Santa Giusta, ha riaperto i termini del bando per la selezione delle aziende interessate ad ospitare i beneficiari del progetto Integra. Le aziende devono avere sede legale o operativa nella provincia di Oristano, e avere almeno un dipendente a tempo indeterminato. Il bando è disponibile sul sito www.comune.oristano.it all’indirizzo:
http://www.comune.oristano.it/oristano/export/sites/ default/www/Sinistra/ServiziOnline/ AlboPreto /Dettaglio/index.htmlaction=detail&item_id=10004967
Di greg (del 11/05/2013 @ 00:04:33, in politica, linkato 806 volte)
Il rendiconto dell’esercizio finanziario 2012 è stato approvato dal consiglio comunale di Oristano. “È un conto che deriva dal bilancio di previsione 2012, predisposto dal Commissario straordinario - ha precisato l’assessore al Bilancio, Giuseppina Uda -. Non deve sfuggire che la giunta guidata dal sindaco Tendas si è insediata nel luglio 2012 e ha operato con un Bilancio di previsione e un Pluriennale approvato dal Commissario straordinario. Conseguentemente, le valutazioni sui risultati conseguiti e, in particolare, sugli scostamenti tra gli stanziamenti e gli impegni sono il frutto della decisione di questa giunta di dare continuità, per quanto possibile, alle decisioni assunte dalle amministrazioni precedenti. L'analisi sul rendiconto 2012 deve tenere conto del forte impatto che le disposizioni nazionali hanno avuto nei comuni e nella vita dei cittadini – ha aggiunto l’assessore Uda -. Il comune di Oristano da un lato ha subito corpose riduzioni di trasferimenti dallo Stato, mantenendo tuttavia inalterati i livelli dei servizi, dall'altro ha dovuto applicare le disposizioni normative con l'introduzione dell'Imu, che doveva compensare le riduzioni dei trasferimenti statali. Sotto il profilo tecnico-finanziario si può dire che è aumentata l'autonomia tributaria e la pressione tributaria pro-capite, ma questa espressione nasconde la realtà: la struttura delle entrate si sta modificando e la politica dell'amministrazione comunale deve essere capace di trovare le soluzioni ai problemi dei cittadini, ancora di più in un momento di carenza di risorse finanziarie”. Ed ora le cifre: il conto del bilancio 2012 si chiude con un avanzo di amministrazione globale lordo di 3 milioni 569 mila euro, un conto del patrimonio netto positivo di 81 milioni 195 mila euro, e un conto economico con l’elenco dei residui attivi e passivi di 58 milioni 157 mila euro (attivi) e 65 milioni 631 mila euro (passivi). L’ammontare delle entrate è stato pari a 15 milioni 540 mila euro da fonti tributarie (tra queste 7 milioni 173 mila euro dall’Imu, 185 mila euro dall’imposta sulla pubblicità e le affissioni, 1 milione 506 mila euro di addizionale Irpef, 5 milioni 482 mila euro dalla Tarsu), 18 milioni 514 mila euro da trasferimenti dallo Stato e da altri enti, e 4 milioni 443 mila euro da fonti extratributarie. La spesa corrente si è attesta sui 36 milioni 165 mila euro (tra queste 9 milioni 445 mila euro per spese per il personale, 3 milioni 89 mila euro di interessi passivi, e 616 mila euro per imposte e tasse). La spesa per investimenti è stata pari a 14 milioni 14 milioni 159 mila euro. “L'autonomia finanziaria che rappresenta il rapporto fra le entrate proprie e le entrate correnti complessive è pari a circa il 52%. L'autonomia impositiva, che invece riguarda esclusivamente i tributi con il rapporto fra tributi e entrate correnti, è pari al 40%”, ha sostenuto Giuseppina Uda, che ha evidenziato la progressiva riduzione dei trasferimenti dallo Stato (da 7 milioni 600 mila del 2008 ai 4 milioni del 2012 e, quindi, praticamente dimezzati) e il contestuale aumento dei tributi locali. L’assessore Uda ha ammesso la difficoltà dell’ente a rispettare il Patto di stabilità “…soprattutto perché la Regione vanta una posizione debitoria nei nostri confronti. Abbiamo anticipato per spese in conto capitale un milione e mezzo di euro, che la Regione, nonostante i nostri solleciti, non ha ancora liquidato. Se l'avesse fatto entro il 2012 avremmo potuto pagare tempestivamente le imprese e i fornitori. Non dare certezza di entrate significa mettere in difficoltà e a rischio tutto il sistema produttivo che ci dobbiamo impegnare a salvare”. Per il 2013 l’assessore ha auspicato la predisposizione di un piano dei pagamenti che consenta tempi certi per gli enti e per le imprese. Nel corso del dibattito (dove è stata lampante la latitanza dei consiglieri di maggioranza su un argomento di simile rilevanza. ndr) sono intervenuti Valerio Spanu (Pd) che ha evidenziato come, a fronte di fortissima riduzione dei trasferimenti dallo Stato, il comune ha cercato di non pesare oltre il dovuto sui cittadini con i tributi locali; Gianluca Mugheddu (Insieme) e Giuseppe Obinu (Pd) che hanno sottolineato come l’aver rispettato il Patto di stabilità testimoni una gestione oculata dell’ente; Massimiliano Sanna (Api-Fli) che ha rimarcato il forte avanzo di amministrazione che risalta la capacità dell'ente di coprire le spese; Andrea Lutzu (Pdl), Giuliano Uras (Udc), Mauro Solinas (Fortza Paris) e Daniela Nurra (Riformatori) che hanno lamentato un’esposizione in aula troppo tecnica e troppo poco politica da parte dell’esecutivo ed hanno evidenziato una eccessiva pressione dei tributi locali; Giuseppe Puddu (Udc) che ha manifestato preoccupazione per la prossima applicazione della Tares; Roberto Martani (Insieme) che ha rimarcato il clima di grande incertezza nel quale sono costretti a operare gli enti locali; Giampaolo Lilliu (Sel – Essere oristanesi) che ha sottolineato la situazione drammatica che stanno vivendo le famiglie e la necessità che ogni risorsa che il comune incamera sia utilizzata per alleviare il disagio sociale. Il dibattito è stato chiuso dal sindaco, Guido Tendas, che ha ribadito la sua posizione critica sul Patto di stabilità, che strangola gli enti locali, ed ha evidenziato il buon lavoro compiuto dal comune di Oristano (tra i primi 24 d’Italia) nel pagamento dei debiti alle imprese. “Ben venga poi il taglio del 70% dell’Irap deciso dalla Regione, che oltre ai benefici per le imprese varrà 400 mila euro per il comune, ma dobbiamo anche ricordare che a settembre ci è stato comunicato un taglio dei trasferimenti pari a un milione e 800 mila euro, così come i gravi ritardi che la Regione ha nei confronti del comune - ha aggiunto Tendas, ribadendo le enormi difficoltà in cui sono costretti ad operare gli enti locali -. Sono finiti i tempi in cui i trasferimenti dello Stato garantivano tutto quello che a un comune serviva. Oggi per finanziare i servizi pubblici occorrono i tributi locali”.
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Rischia, soprattutto, di mettere a dura prova la maggioranza di centrosinistra. Nella seduta di consiglio si è parlato di "conflitto d’interesse" a proposito del ruolo dell'assessore all'Ambiente Efisio Sanna: l'esponente dell'esecutivo infatti è dipendente della ditta che gestisce il servizio di nettezza urbana. Un doppio ruolo "scomodo" contro cui ha puntato il dito la minoranza, ma che suscita perplessità nella stessa maggioranza. Il sindaco Guido Tendas esclude possibili rimpasti, ma le tensioni non mancano. L'argomento era di quelli scottanti: la gara bandita e poi annullata più volte "situazioni come queste possono attirare la lente d'ingrandimento di più parti, anche quelle della Procura" ha sottolineato Mauro Solinas, capogruppo di Fortza Paris. Dai banchi dell'Udc prima Peppi Puddu poi Giuliano Uras hanno suggerito cautela alla Giunta. "Questa vicenda dimostra che amministrare in sospetto conflitto di interessi è pericoloso". Da più parti è stato ricordato che l'assessore Efisio Sanna non ha partecipato alle riunioni con la ditta per discutere della proroga. "Fin dall'inizio abbiamo detto che questa era una situazione anomala. Adesso è insostenibile - ha ribadito il capogruppo del Pdl Andrea Lutzu - Persino altri esponenti del Pd hanno detto pubblicamente che non era opportuno assegnare la delega all'Ambiente a Efisio Sanna, proprio per il lavoro che svolge". Una difesa senza riserve da parte del sindaco Guido Tendas che ha ribadito di aver assegnato la delega all'Ambiente a Efisio Sanna "proprio per il mestiere che faceva, perché mi dava garanzie di poter incidere in modo efficace sul miglioramento del decoro della città". Tendas ha ribadito totale fiducia all’assessore. Eppure a fine seduta, nonostante l'invito dell’assessore a votare le mozioni della minoranza, la maggioranza non ha votato un documento. "Era una questione superata" è stata la motivazione ufficiale. Ma secondo indiscrezioni è un segnale politico da non sottovalutare. (Valeria Pinna, www.unionesarda.it).
Una giornata verde rivolta alla città con il coinvolgimento diretto delle scuole primarie. È l’iniziativa in programma martedì 14 maggio, al Teatro Garau di Oristano, a cura dell’assessorato all’Ambiente del comune di Oristano nell’ambito del progetto “Oristano Rifiuti Zero”. Il programma della manifestazione sarà presentato ai giornalisti lunedì 13 maggio, alle 11, nella sala giunta, dal sindaco Guido Tendas e dal sempre più contestato assessore comunale all’Ambiente, Efisio Sanna, ancora di più nell’occhio del ciclone dopo il bando sui rifiuti.
Silì per la prima volta avrà un asilo nido comunale. L’iniziativa è della giunta Tendas, che sta realizzando le ultime azioni necessarie all’apertura dell’importante servizio. I dettagli dell’iniziativa saranno illustrati ai giornalisti dal sindaco, Guido Tendas, e dall’assessore ai Servizi sociali, Maria Obinu, martedì 14 maggio, alle 11, nella sala giunta del comune di Oristano (palazzo Campus Colonna).
La Saras nell'ambito del progetto Eleonora per la ricerca di metano nell'Oristanese ha chiesto l'autorizzazione per il solo pozzo esplorativo. Sarà, infatti, necessaria una seconda Via (Valutazione d’impatto ambientale) e una seconda autorizzazione per procedere con l'estrazione. E' quanto ribadito, oggi, ai cittadini della Piana di Oristano, nell'incontro promosso a Marrubiu. "Il nostro obiettivo – ha commentato Giulio Casula, responsabile del progetto - è favorire il dialogo con cittadini e territorio, e fare in modo che le opinioni, indipendentemente dal loro orientamento, siano fondate su dati oggettivi, verificabili e completi". Nell'incontro è stato ribadito come l'H2S non rappresenti un rischio. “Se anche fosse rilevata - si legge in una nota -, la perforazione verrebbe interrotta e il pozzo messo in sicurezza e chiuso: non ci saranno rischi di fuoriuscite di H2S, perchè i rilevatori dentro il pozzo, chiuderanno le tre valvole di sicurezza evitando ogni contaminazione. E' stato, inoltre, ribadito che non ci sarà alcuna contaminazione delle falde e che sarà usato fluido di perforazione a base di acqua ed argilla, la cui composizione è indicata nel Sia con nome e quantità di tutti gli additivi usati. Il fluido di perforazione - prosegue la nota - non si disperde nel terreno. Entra nel foro, scende sino alla profondità raggiunta, risale in superficie, dove viene pulito e riutilizzato ogni volta come in un circuito chiuso. A fine perforazione sarà smaltito in impianti specializzati e non disperso nell'ambiente. Le royalty ammonteranno al 10% del valore del metano estratto ed oscilleranno tra 1,5 e 3 milioni di euro, ogni anno. Il metano è un combustibile che rende di più - si sottolinea ancora nella nota - e costa di meno rispetto a quelli usati in Sardegna. Solo il renderlo disponibile ridurrà il costo delle bollette per ogni famiglia. Sarà facile distribuirlo perchè le reti locali sono in massima parte già pronte. Sono totalmente compatibili e già ora sono in grado di distribuire il metano sostituendo l'aria propanata. La Saras non distribuirà il metano agli utenti finali e non lo esporterà nella penisola. Lo cederà, invece, ad aziende, oppure a municipalizzate o a cooperative sarde, che lo venderanno agli utenti finali. Si aprirà così una nuova opportunità imprenditoriale per la Sardegna e per i suoi imprenditori”.
Sull’importante provvedimento del consiglio regionale relativo al taglio del 70% dell’Irap, è intervenuta oggi la Confcommercio. “E’ un provvedimento, frutto del dialogo tra opposizione e maggioranza, che potrà rendere più agevole l'accesso al credito alle piccole e medie imprese del comparto del terziario, alle prese con la drammatica contrazione dei consumi e con gli effetti della stretta creditizia". Cos’ il presidente regionale della Confcommercio, Agostino Cicalò, ha commentato l'approvazione dell'emendamento nel testo della legge finanziaria regionale, che estende le agevolazioni creditizie previste per le imprese artigiane, anche a quelle dei settori del commercio, del turismo e dei servizi. "Attendiamo ora i provvedimenti attuativi da parte della giunta regionale - ha detto Cicalò -, ma quel che è incoraggiante è l'aver trovato, nella interlocuzione con maggioranza ed opposizione in consiglio regionale, la consapevolezza della drammaticità del momento e la ricerca di comuni percorsi per assicurare risposte più efficaci e tempestive alle sollecitazioni del mondo delle imprese e delle altre forze sociali. La riduzione dell'aliquota Irap, il superamento del doppio Patto di stabilità per il fondo unico degli Enti locali, l'estensione delle agevolazioni creditizie alle imprese commerciali, turistiche e dei servizi – ha affermato ancora Cicalò -, testimoniano che quando maggioranza ed opposizione trovano momenti di reciproco ascolto e di comune ricerca delle soluzioni, con il coinvolgimento delle categorie produttive e delle altre forze sociali, i risultati sono concreti ed incoraggianti".
Nell'inchiesta sui fondi dei gruppi in consiglio regionale, con venti esponenti politici rinviati a giudizio, spunta anche un assegno da 10.500 euro usato, secondo gli inquirenti, per pagare un vitello, 30 pecore, vino, bibite, formaggi, e quanto necessario per un banchetto elettorale. L'assegno è del conto corrente assegnato al gruppo "Fortza Paris" e firmato da Silvestro Ladu, ex senatore del Pdl, ma allora consigliere regionale. Il convivio era stato organizzato nel giugno 2004 vicino a Sedilo, in occasione di una convention, indetta in vista delle vicine elezioni per eleggere il nuovo presidente della Regione. L'assegno, finito al vaglio di Carabinieri e Guardia di Finanza, su mandato della Procura di Cagliari, ha suscitato più di una perplessità. Prima fra tutte la data di emissione: 16 luglio 2004, solo due giorni dopo l'avvio della neoeletta legislatura. Per questo il beneficiario dell'assegno è stato rintracciato e sentito dagli inquirenti, ai quali ha spiegato di aver ricevuto quella cifra dall'onorevole Ladu a titolo di risarcimento per le spese sostenute per allestire lo spuntino per i convenuti alla manifestazione politica organizzata da Fortza Paris. Gli oltre 10 mila euro al momento non sono contestati a Ladu, già a processo con l'accusa di peculato per aver speso, secondo l'ipotesi del Pm, Marco Cocco, titolare del fascicolo - in maniera impropria oltre 200 mila euro destinati alle attività politico-istituzionali del gruppo, ma sono al vaglio della procura. L'ex senatore, difeso dagli avvocati Mariano Delogu e Piero Longo (storico difensore di Silvio Berlusconi), tornerà in aula il prossimo 31 maggio, davanti alla prima sezione del Tribunale di Cagliari. L'inchiesta sui fondi ai gruppi del consiglio regionale che, come detto, ha coinvolto 20 consiglieri in carica dal 2004 al 2009, è stata avviata (prima in Italia di questo genere) nel 2009. Oltre alla posizione di Ladu (già a dibattimento), il Tribunale è chiamato a valutare quella degli altri consiglieri, il cui processo si aprirà il prossimo 10 luglio, quando in aula dovranno presentarsi Oscar Cherchi (Pdl, attuale assessore all'Agricoltura), Mario Floris (Uds, attuale assessore al Personale), Giommaria Uggias (Idv, attuale europarlamentare), Salvatore Amadu (Pdl), Renato Lai (Pdl), Alberto e Vittorio Randazzo (Udc), Giuseppe Atzeri (Psd'az), Beniamino Scarpa (prima Psd'Az, poi Pd, oggi sindaco di Porto Torres), Maria Grazia Caligaris (socialista, oggi presidente dell'associazione Socialismo diritti riforme) Raimondo Ibba (socialista, presidente Ordine dei medici della Provincia di Cagliari), Raffaele Fargiu, Pierangelo Masia, Giuseppino Balia (Socialisti), Carmelo Cachia (Pd), Giuseppe Giorico (Udeur), Sergio Marracini (Udc) e Salvatore Serra (sin. Autonomista). Solo Adriano Salis (Idv) ha scelto il rito abbreviato condizionato, la cui udienza riprenderà il prossimo 29 maggio. Di recente, l'indagine (in un primo tempo circoscritta) si e' allargata a tutti i gruppi della passata ma anche della presente legislatura.
Guglielmo Epifani è il nuovo segretario “pro tempore” del Pd, che ancora oggi definire un partito sarebbe solo un eufemismo. Epifani è stato eletto con 458 preferenze, pari all'85,8% dei voti validi. L'assemblea ha scelto l'ex numero uno della Cgil (che certo non rappresenta il nuovo ma è l’esatta prosecuzione della componente giurassica che ha portato il Pd alla disfatta) come “traghettatore” del partito, fissando la data del prossimo congresso entro la fine di ottobre. I voti validi sono stati 534, 59 le schede nulle e 76 le bianche. "Ce la metterò tutta per far bene, com'è nel mio stile - ha commentato Epifani -. So quanto è difficile il compito, ma mi aiuta l'esperienza e la passione che ho dentro".
Rossella Urru, la cooperante di Samugheo rimasta nelle mani dei rapitori per nove mesi, in Mali, tra l'ottobre 2011 e il luglio 2012, è tornata alla Farnesina per salutare e ringraziare i responsabili dell'Unità di Crisi che hanno lavorato ininterrottamente per la sua liberazione. Nell'incontro con Claudio Taffuri, che è a capo dell'Unità di Crisi, la Urru ha nuovamente ringraziato per l'impegno messo in campo dalla struttura, sottolineando la certezza provata allora, ovvro che, nonostante il silenzio che circondava il suo rapimento, il governo stava lavorando per farla tornare libera. Rossela Urru, accompagnata a Roma dai genitori, successivamente è stata ricevuta dal sindaco, Gianni Alemanno, che le ha consegnato il drappo, con la sua gigantografia, esposto in Campidoglio durante la sua prigionia, e la medaglia istituzionale del comune di Roma. "La vicenda di Rossella ha toccato le coscienze di tutti gli italiani - ha sottolineato Alemanno - perchè rappresenta un esempio dei giovani che sanno dare dimostrazione di impegno e coraggio, e che invece di prendere strade sbagliate si dedicano alla cooperazione e al volontariato". “Ringrazio tutti i romani che sono stati vicini a me alla mia famiglia – ha detto la Urru -; tanta solidarietà non era scontata e, quando sono tornata, è stata un piacevole shock che mi ha aiutato a recuperare la fiducia negli altri, dopo un'esperienza del genere che cambia il modo di vedere le cose".
Nel pomeriggio dell'11 maggio 2013, un condannato a quattro anni di evasione fiscale in secondo grado, farà la sua marcetta su Brescia in piazza del Duomo contro la magistratura. I giudici hanno il torto di giudicarlo, per lui dovrebbero voltarsi dall'altra parte come il pdmenoelle o rimanere silenti come le statue di sale delle Istituzioni. Ma, purtroppo per Al Tappone, giudicare è il loro mestiere e i tribunali della Repubblica non sono ancora stati privatizzati. Non un fiato da Capitan Findus Letta,non un sospiro dai vertici del pdmenoelle in nome della "pacificazione". Una parola usata per nascondere l'immondo mercimonio di un governo che rimane in piedi perché sostenuto da un condannato per i suoi fini personali. Napolitano ha detto che "Bisogna fermare la violenza verbale prima che si trasformi in eversione". A Milano con l'occupazione del Palazzo di Giustizia da parte dei nominati da Berlusconi in Parlamento l'eversione è già avvenuta. Politici contro magistratura. Non ricordo un sussurro da parte del capo del Csm. Forse era distratto in nome della governabilità. La "violenza verbale" è consentita se a protezione dello statista Berlusconi che, magnanimo, mantiene in vita il governo. "Basta a queste sentenze annunciate, emesse sulla base di teoremi politici-giudiziari", Gregorio Fontana, pdl. "C'è uno scatenamento di forze, non solo giudiziarie, che hanno un duplice obiettivo: colpire Berlusconi e mettere in crisi l'equilibrio di governo", Fabrizio Cicchitto, pdl, tessera P2 2232. Magistrati "politicizzati accecati da un odio pregiudiziale che mi vorrebbero interdetto e politicamente morto", Silvio Berlusconi, pdl, tessera P2 1816. E' da vent'anni, da Tangentopoli, dalle stragi del '92-'93, che la magistratura supplisce in parte alla Fine della Politica avvenuta con la Seconda Repubblica. E' una fiamma sempre più debole, addomesticata da leggi ad castam, da un'informazione faziosa alla quale ogni diffamazione è permessa, da un presunto realismo nel cui nome si è persino giustificata la trattativa Stato-mafia. Per questo governo i magistrati sono un impiccio, un ostacolo alle Grandi Intese, colpevoli di mettere in discussione la pax sociale, irresponsabili. "Lo Stato non può processare sé stesso", diceva Leonardo Sciascia. E oggi Berlusconi è lo Stato. (www.beppegrillo.it).
Prenderà il via, a Cuglieri, la campagna “Salviamoci la pelle”, un'iniziativa mirata alla diagnosi precoce dei melanomi, promossa dalla Lega italiana per la lotta contro i tumori, dalla Asl di Oristano e dall'amministrazione comunale del paese, con il patrocinio della Lilt Nazionale, della Fondazione Banco di Sardegna e dell'azienda farmaceutica Novartis. La campagna di prevenzione dei tumori della pelle e dei nei sarà presentata nel corso della conferenza, che si terrà martedì 14 maggio, alle 17.30, presso l'aula consiliare della Comunità montana, in via Vittorio Emanuele. all'incontro parteciperanno, fra gli altri, la dermatologa Sara Piga, che spiegherà come prevenire i melanomi, quali sono le cause e quali le terapie, e il direttore del day hospital oncologico del “San Martino” di Oristano, Tito Sedda, con una relazione incentrata sulle nuove cure mediche per il melanoma.
Sabato 18 e domenica 19 maggio, a Tadasuni, si terrà il “Piccolo festiva della sostenibilità”, promosso dall’associazione culturale “AnimaMente Territorio”, in collaborazione con l’associazione culturale S. Michele di Tadasuni e il comune di Tadasuni, con il patrocinio della Provincia di Oristano, della presidenza del consiglio della Regione, della Camera di Commercio di Oristano. Il festival ha come soggetto territoriale il Guilcier, e come obiettivo quello di invitare la popolazione locale, attraverso momenti di incontro, confronto e analisi, a riflettere sulla necessità di riscoprirsi al “centro“ del sistema e di questo esserne parte attiva e propositiva. Il festival vuole anche avere l’ambizione di individuare nuove prospettive che sappiano conciliare (anche come strumento di contrasto allo spopolamento) la tutela e la salvaguardia del territorio con il benessere economico e la coesione sociale. La manifestazione, che in questa edizione ha per tema “Musica e cultura sarda, dentro e fuori i confini del Mediterraneo”, si sviluppa su tre direttrici principali, nell’ambito delle quali elementi significativi sono: la tavola rotonda “sonos sardos, sonos de mundu, nella geometria del futuro”, che, oltre alla partecipazione degli etnomusicologi Sebastiano Pilosu e Marcello Marras, del già presidente Tenores Sardegna, Peppino Cidda, dell’antropologo Miguel Coira Lopez (dell’Università di Madrid) e della linguista Daniela Zizi, che relazioneranno sulle affinità e differenze tra la poesia estemporanea sarda e quella spagnola, prevede anche la partecipazione dei tenores Su Cuncordu Bator Moros di Fonni, Tenore Untana Vona di Orgosolo, Su Cuntrattu seneghesu di Seneghe, Tenore di Neoneli, Su Cunztertu abbasantesu d Abbasanta. Quindi il concerto del “Tenores d'aterùe” e “I Die 'e Amargura” (DeA), con la partecipazione straordinaria di Maria Giovanna Cherchi e i tenores che partecipano al convegno. I primi sono tenores americani che cantano in lingua sarda, Quattro musicisti del Massachusset, la terra del blues, del jazz e del rock and roll. Dopo quasi dieci anni di studio si sono esibiti negli Stati Uniti e in Canada. Straordinario esempio di tecnica e tenacia, i “Tenores d'Auterùe” rappresentano gli unici musicisti in grado di eseguire il “canto a tenore” sardo pur non essendo sardi. “I Die 'e Amargura” (DeA) sono un gruppo toscano nato dall'incontro di quattro musicisti provenienti da culture musicali differenti, mentre le ballerine provengono dalla prestigiosa scuola di flamenco “Proscaenium” di Pisa. I DeA sono riusciti a forgiare un sound particolarissimo, con i loro brani che hanno un sapore misterioso e raffinato, arricchito dalla presenza del canto a “tenore” della Sardegna. Nell’ambito della manifestazione da sottolineare la mostra “I tesori di un'Isola”, a cura dell’Ente Foreste, e i laboratori di educazione ambientale; la cittadella del fare e del vivere sostenibile; la cittadella delle arti e dei saperi, esposizione e mostra-mercato, con la partecipazione ìoltre 40 espositori. A corollario, mostra fotografica, ginnastica artistica, attività sportive, danza, artisti di strada.
Di greg (del 08/05/2013 @ 14:13:24, in politica, linkato 1045 volte)
Il consiglio comunale di Oristano ha approvato a maggioranza il nuovo regolamento Imu e le aliquote per il 2013. Con le nuove disposizioni introdotte dall’assemblea civica l’aliquota Imu per gli immobili relativi a imprese commerciali o che costituiscono beni strumentali per l’esercizio di arti o professioni cala dall’8,6 al 7,6 per mille. La rimodulazione delle aliquote Imu per il 2013 prevede anche la riduzione di un punto, dall’8,6 al 7,6 per mille, per le unità abitative e loro pertinenze, acquisite in linea retta per effetto di successione e fino al primo grado per un periodo limitato a 12 mesi dalla data del decesso del proprietario. Riduzione dal 10,6 al 5,8 per mille anche per le unità abitative concesse in locazione a studenti universitari. “La riduzione dell’aliquota per gli immobili relativi ad imprese commerciali o che costituiscono beni strumentali per l’esercizio di arti o professioni consente di andare incontro alle esigenze del sistema produttivo che, anche a Oristano, sta mostrando segni di sofferenza sempre più evidenti – ha spiegato l’assessore al Bilancio e ai tributi, Giuseppina Uda -. È una riduzione consistente, con 2 milioni di euro di risparmio tra tutti gli operatori. Una somma molto più alta di un’eventuale manovra di azzeramento dell'aliquota dell'abitazione principale. Il nuovo regolamento – ha aggiunto l’assessore Uda - si adegua alla rimodulazione delle aliquote, e definisce meglio alcuni aspetti. Viene definito meglio il concetto di abitazione principale, ed è stata inserita una parte che disciplina i casi di separazioni di fatto con residenza anagrafica dei coniugi nello stesso comune ma in due abitazioni differenti. Il regolamento definisce meglio anche le pertinenze”. La seduta del consiglio comunale è stata a lungo sospesa, in seguito a una richiesta della minoranza che voleva esaminare un emendamento dei capigruppo di maggioranza sulla riduzione della base imponibile dei terreni in zona C2RU (prevalentemente quelli di Sa Rodia e di alcune zone oltre la ferrovia a Silì). Alla ripresa dei lavori la maggioranza ha ritirato l’emendamento, presentandone contestualmente un altro per l’eliminazione della norma del regolamento che prevedeva la riduzione del 30% della base imponibile per le aree fabbricabili situate in zona C2RU. Il gruppo consiliare dell’Udc, invece, ne ha presentato un altro, con cui ha chiesto la soppressione dell’articolo con cui si stabilivano incentivi per il personale dell’Ufficio tributi. Entrambi gli emendamenti sono stati approvati. Dai banchi dell’opposizione sono partite numerose critiche per la politica fiscale dell’ente, e per il modo con cui è stata gestita la disciplina delle zone C2RU, manifestando scollamento tra maggioranza ed esecutivo. Critiche che il sindaco Tendas ha accettato, invitando però il consiglio comunale a votare all’unanimità la manovra, che va nella direzione di un alleggerimento della pressione dei tributi su alcune categorie e tra queste le attività produttive, assicurando che “…il comune ha la ferma intenzione di affrontare definitivamente i problemi di Silì, Sa Rodia e delle altre zone C2 RU”.
Il consiglio regionale ha approvato, all'unanimità, l'emendamento alla finanziaria proposto da Gian Valerio Sanna e a dai suoi colleghi del Pd, che stabilisce la riduzione dell'Irap al 70% per imprese ed enti locali, e all'1% per l'amministrazione statale. Una decisione importantissima per le imprese sarde, per la quale Gian Valerio Sanna (a cui tutti hanno riconosciuto la paternità dell'emendamento), in commissione prima e in aula dopo, si era battutto con forza, riuscendo poi a convincere l'intero consiglio regionale. Il raggiungimento di un traguardo così importante è stato sottolineato anche dalla presidente del consiglio regionale, Claudia Lombardo. "Oggi il consiglio regionale della Sardegna ha gettato le fondamenta per costruire un percorso unitario verso l'uscita dalla crisi che attanaglia l'isola e che ha portato al collasso il suo sistema produttivo". Questo il commento, a caldo, della presidente del consiglio regionale, Claudia Lombardo, che, come detto, ha espresso apprezzamento per l'unità di intenti dell'assemblea regionale, dopo la votazione all'unanimità dell'emendamento che ha modificato l'articolo 1 della legge finanziaria all'esame dell'aula, introducendo l'abbattimento dell'imposta. “L'approvazione all'unanimità dell'emendamento che consentirà la riduzione del 70% della aliquota Irap dovuta dai privati e dalle amministrazioni pubbliche locali e regionali – ha sottolineato Claudia Lombardo -, è un primo passo significativo verso l'auspicata unità d’intenti, che conduca tutte le forze politiche regionali a privilegiare gli interessi del popolo sardo, superando steccati, barriere e divisioni di appartenenza e di colore politico. Il provvedimento comporta, infatti, un'attesa boccata d'ossigeno per tutto il sistema produttivo dell'Isola, mediante una riduzione del costo di impresa, quindi favorendo un positivo clima per consentire il rilancio dell'occupazione. Un non irrilevante ulteriore effetto della sua applicazione si ottiene attraverso un sensibile risparmio dei costi della pubblica amministrazione regionale che, ad esempio, per il solo consiglio regionale ammonta a circa 2 milioni di euro. Siamo consapevoli che non si tratta di una misura sufficiente a portare l'economia della Sardegna fuori dalle palude della crisi – ha dichiarato ancora la Lombardo -, ma coltiviamo altrettanta consapevolezza che si sia intrapresa la strada giusta che, grazie a questo spirito unitario, ci consentirà di guardare al nostro futuro con rinnovata speranza e fiducia. C’è da sottolineare, infine, che si tratta di un provvedimento che esalta l'esercizio della nostra autonomia, in quanto libera risorse vitali senza richiedere aumento di spesa e, soprattutto, senza aiuti esterni da parte dello Stato".
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"Seguo la vicenda, in stretto coordinamento con il ministro Lupi, e chiariremo presto tutti gli aspetti tecnici e normativi con il Servizio nazionale dighe del ministero e le istituzioni dell'isola, a partire dalla Regione. Nessun allarmismo, quindi, anche perchè si tratta di un provvedimento in corso di approfondimento e di studio in sede tecnica". Lo ha dichiarato il sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti, Erasmo D'Angelis, intervenendo sulle provvedimento che prevede lo svuotamento delle dighe anche in Sardegna, che ha provocato un'ondata di reazioni polemiche nell'isola. “Abbiamo ben presenti - ha aggiunto l'esponente del governo -, i problemi connessi alla carenza di risorsa idrica in Sardegna, e l'immenso valore dell'acqua, soprattutto nei mesi estivi. Nessuno vuole aumentare le criticità del settore e svuotare gli invasi dell'Ente Acque, attualmente con circa 2200 milioni di metri cubi di preziosa risorsa invasata, buttandone via 1.5 milioni di metri cubi. E' del tutto evidente, poi, per quanto riguarda la normativa anti-sismica, che la Sardegna è tra le pochissime aree che rientra in zona 4, con una sismicità molto bassa. Resta, in ogni caso, il tema della valutazione tecnica circa la progettazione e la costruzione delle dighe di sbarramento italiane, alla luce dell'entrata in vigore delle nuove normative di sicurezza. Ma ciò non può comportare automatismi privi di alcuna logica - ha concluso D’Angelis -, rispetto a procedure che rimandano a valutazioni realistiche e approfondite della situazione generale e, quindi, dei singoli casi".
I dipendenti pubblici del distretto di Oristano da oggi possono usufruire di nuove attività di assistenza domiciliare. Lo stabilisce l’accordo di programma sottoscritto dal comune di Oristano, ente capofila del Plus di Oristano, e dall’Inps, gestione dipendenti pubblici (ex Inpdap), in attuazione del “Progetto Home Care Premium” “Il progetto prevede l’erogazione di servizi di assistenza domiciliare a favore di dipendenti e pensionati pubblici iscritti alla gestione Inpdap, dei loro coniugi conviventi (anche separati) e dei familiari entro il primo grado di parentela, dei 24 comuni del distretto di Oristano del Plus”, ha precisato l’assessore ai servizi sociali del comune di Oristano, Maria Obinu, nel corso di una conferenza stampa, convocata per illustrare i contenuti dell’accordo di programma sottoscritto dal sindaco Guido Tendas. Al momento, con uno stanziamento dell’istituto di previdenza di 200 mila euro, saranno soddisfatte le esigenze di 150 soggetti in condizioni di non autosufficienza”. Home Care Premium, a livello nazionale, finanzia progetti innovativi e sperimentali di assistenza domiciliare e tra questi anche quello del comune di Oristano che, quale ente capofila Plus, è stato individuato come soggetto proponente. Il comune si farà carico della gestione, attraverso uno sportello sociale di informazione e consulenza familiare, già aperto a palazzo degli Scolopi (telefono 0783 791220 cell. 349 1067925; assistente sociale Sabina Pau; dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13). Il progetto ha preso il via nel novembre 2012 quando l’istituto di previdenza ha convenzionato sull’intero territorio nazionale enti locali virtuosi, innovatori, fortemente orientati ai bisogni dei propri cittadini, capaci di sperimentare forme d’intervento assistenziale sostenibili e trasferibili a livello nazionale e internazionale, attraverso i quali poter fornire prestazioni di assistenza domiciliare ai propri utenti della gestione dipendenti Pubblici. “In Sardegna hanno aderito 19 Plus, su un totale di 25, con 274 comuni coinvolti e 2617 potenziali beneficiari. Il budget fissato a livello regionale è di 10 milioni di euro – ha precisato Dario Greco, vicario della direzione generale regionale dell’Inps, gestione dipendenti pubblici -. Si tratta di servizi i cui costi saranno coperti con i contributi pagati dai dipendenti pubblici”. Il progetto ha lo scopo di sostenere e definire interventi diretti assistenziali, in denaro o natura, e di supportare gli utenti nell’affrontare, risolvere e gestire le difficoltà connesse allo status di non autosufficienza proprio o dei propri familiari. Sono previste attività di informazione, consulenza e formazione, connesse a quelle del supporto assistenziale diretto e indiretto. Sono previste azioni per l’inserimento, l’installazione e l’utilizzo, a domicilio, di dotazioni fisiche e attrezzature (ausili) o di strumenti tecnologici di domotica, atti a ridurre il grado di non autosufficienza, il livello di bisogno assistenziale e il rischio di ulteriori degenerazioni e aggravamenti. Le domande di assistenza domiciliare dovranno essere trasmesse, per via telematica attraverso la procedura informatica accessibile dal sito www.inpdap.gov.it, dal sito www.inps.it, attraverso il servizio di Contact Center al numero gratuito 803164 o attraverso lo sportello sociale attivato al comune di Oristano, entro il 30 Settembre 2013.
Per il quarto anno consecutivo ritorna “Il Maggio della Torre”. Per tre domeniche i prodotti tipici dell’oristanese saranno in vetrina in riva al mare grazie all'iniziativa varata dal Comune di Oristano per valorizzare, stimolare ed incentivare il consumo, l’acquisto e l’apprezzamento dei prodotti tipici dell’oristanese. Il ricco programma della manifestazione è stato presentato ai giornalisti nella terrazza della torre spagnola di Torregrande, dal sindaco di Oristano, Guido Tendas, e dagli assessori al Turismo e all’artigianato, Peppino Marras, e all’agricoltura, industria e commercio, promozione e sviluppo delle attività produttive, Salvatore Scintu. Alla conferenza stampa hanno partecipato anche rappresentanti della Pro loco di Oristano, dei residenti e degli operatori commerciali di Torregrande.
Anche quest’anno Oristano ospita “Bicincittà”, tradizionale appuntamento con la solidarietà, organizzato dall’Unione italiana sport per tutti e dall’Associazione italiana sclerosi multipla, in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Oristano. L’iniziativa è stata presentata ai giornalisti, in sala giunta, dal sindaco di Oristano, Guido Tendas; dall’assessore comunale all’Ambiente, Efisio Sanna; dal presidente dell’Uisp, Bruno Bianchina; e dal presidente dell’Aism, Paola Melis..
Il consiglio provinciale di Oristano ha approvato il regolamento per la commissione sulle Pari Opportunità, definendone principi istitutivi, finalità e competenze. “La stesura del documento è frutto di un lavoro avviato da tempo - ha detto nel presentare in aula la proposta il consigliere provinciale e presidente dell'attuale commissione alle Pari Opportunità, Serafino Oppo -, un lavoro portato avanti dalla commissione che presiedo, insieme a quelle agli Affari Generali e Lavoro”. L'elaborato, approvato dal consiglio provinciale, si compone di sei articoli che regolano le modalità di funzionamento della commissione. La commissione avrà durata pari a quella del mandato elettivo del consiglio provinciale, e sarà composta, oltre che alla consigliera di Parità, che vi fa parte di diritto, da cinque rappresentanti espressi dal consiglio provinciale, di cui tre della maggioranza e due della minoranza: un rappresentante degli enti locali scelto tra rappresentante del mondo imprenditoriale, del volontariato, del mondo sindacale, del mondo della scuola. La commissione dovrà operare per rimuovere gli ostacoli che, di fatto, costituiscono discriminazione diretta o indiretta nei confronti delle donne, per valorizzare la differenza di genere e per favorire le condizioni di riequilibrio della rappresentanza tra uomo e donna in tutti i luoghi decisionali del territorio provinciale. Il regolamento è stato approvato con la sola astensione del consigliere Egidio Loi che, in linea con quanto espresso precedentemente, ritiene che Commissione per le pari opportunità debba essere aperta alle diverse situazioni di disparità sociale.
E' una corsa contro il tempo quella che la Provincia ha intrapreso per impedire il definanziamento, da parte della Regione, delle opere di risanamento degli stagni dell'oristanese. L'assessore provinciale all'ambiente, Emanuele Cera, ha sollevato il problema già da qualche settimana, non appena avuta conoscenza del progetto di finanziaria regionale, che prevede, appunto, il definanziamento. La notizia ha messo in allarme, soprattutto, le cooperative dei pescatori, pronte a sostenere, anche attraverso una mobilitazione, le azioni della Provincia. Azioni che sono state messe a punto in un doppio incontro, tenutosi oggi in Provincia: il primo con la commissione ambiente e i rappresentanti del comparto pesca delle associazioni di categoria (Gabriele Chessa della Lega Cooperative, Raffaele Manca dell'Unione Cooperative, Roberto Marongiu dell'Unci); il secondo con l'assessore provinciale, Emanuele Cera, e i presidenti delle cooperative dei pescatori dell'oristanese. In entrambi gli incontri è stato evidenziato il paradosso di una Regione, che per ritardi imputabili solo a se stessa, mette a rischio finanziamenti attesi da anni. "A questo punto, però, è necessario mettere da parte le contrapposizioni - ha detto l'assessore Cera - e far sì che vengano approvati degli emendamenti per consentire il mantenimento delle risorse". Una posizione condivisa anche da Bepi Costella, presidente della commissione provinciale Ambiente e dai consiglieri provinciali, Stefano Figus e Andrea Casu, presenti all'incontro, ma anche dalle cooperative dei pescatori e dai rappresentanti delle associazioni di categoria, che invieranno alla Regione un documento congiunto che prende posizione contro l'ipotesi di definanziamento. Se confermato il definanziamento – ha scritto Cera nella nota indirizzata al presidente del consiglio regionale e a tutti i capigruppo – si rischierebbero forti tensioni sociali. In pratica, sono in forse le opere di risanamento degli stagni di Marceddì (2 milioni 200 mila euro), Santa Giusta(3 milioni), Corru s'Ittiri (un milione), Cabras (2 milioni 200 mila euro).
Una interpellanza, sulla reale consistenza del rischio idrogeologico nel territorio di Terralba, è stata presentata dal consigliere provinciale di Oristano, Stefano Figus: “Premesso che Il territorio di Terralba è stato interessato dall’adozione del progetto del Piano Stralcio delle Fasce Fluviali, allegato al Piano di Assetto Idrogeologico; lo studio che ha portato alla realizzazione del Pai, effettuato per conto dell’Autorità di bacino regionale della Sardegna, prevede in caso di pioggia eccezionale una tracimazione della diga di laminazione di “Flumini Vinca”, con conseguente esondazione dell’asta fluviale del Rio Mogoro, a valle della diga, in prossimità del centro urbano di Terralba; il modello di calcolo a base dello studio proposto dall’Autorità di bacino, così come nella versione del febbraio 2012, ipotizza, al verificarsi degli eventi piovosi di natura eccezionale, un allagamento di circa l’80% del territorio comunale, con tempo di ritorno di 50 anni; sulla base del suddetto studio l’unico quartiere del territorio terralbese esente da rischi sarebbe quello di San Ciriaco, caratterizzato da una elevata orografia; pertanto, sulla base del suddetto elaborato proposto dall’Autorità di bacino, l’80% dell’area urbana del comune di Terralba sarebbe sottoposta a rischio idrogeologico “Hi4”, ossia la qualificazione più elevata del rischio; conseguentemente, asseverando tale studio, l’80% dell’area urbana del territorio terralbese dovrebbe essere sottoposta a vincolo di inedificabilità e verrebbe, altresì, preclusa ogni altra attività di trasformazione del territorio, che in qualche modo possa ostacolare il deflusso delle acque di esondazione. Rilevato: che L’amministrazione comunale, dietro richieste insistenti dei cittadini, destinatari della tutela loro riconosciuta dal suddetto studio, si è attivata al fine di comprendere se realmente lo scenario prospettato dallo studio proposto dall’Autorità di bacino sia reale e perfettamente conforme allo stato fattuale o sia il frutto di un eccesso di scrupolo a mero vantaggio delle coscienze dei redattori dello studio ed a svantaggio di un intero territorio destinato, in queste condizioni, a scomparire; che, pertanto, il comune di Terralba si è avvalsa degli strumenti previsti dal nostro ordinamento giuridico al fine di appurare con certezza, nel rispetto del bene primario dell’incolumità dei cittadini, se realmente il rischio idrogeologico paventato dallo studio del 2012, sia conforme alla realtà; che a tal fine è stato adito il Tribunale delle Acque pubbliche e, in funzione coadiuvante dell’attività giudiziaria, è stato conferito incarico alla Società Ipros srl, al fine di redigere un piano di dettaglio scientificamente avanzato per la verifica della reale consistenza e tipologia di rischio idrogeologico gravante sull’area in argomento. Considerato: che la Ipros srl ha già provveduto ad elaborare i risultati del proprio studio; che l’esito di tale studio ha portato a risultati differenti rispetto a quello condotto dall’Autorità di bacino; che, infatti, a parità di condizioni delle portate d’acqua ha calcolato un fenomeno di inondazione del bacino idrografico molto più contenuto e meno gravoso rispetto a quanto ipotizzato al Piano stralcio delle fasce fluviali; che la serietà e dovizia di dettagli e di calcolo che hanno caratterizzato lo studio redatto dalla Ipros srl, riconosciuti, anche, dall’Autorità di bacino, danno autorevolezza ai risultati ai quali la Società è pervenuta; che, pertanto, è verosimile che l’Autorità di bacino abbia ecceduto in scrupolo nel formulare le conclusioni di cui al Psff; che l’intento dell’amministrazione comunale, lungi dal porsi in conflitto con quello regionale, stante il medesimo obiettivo, ossia la tutela dell’incolumità dei cittadini, è quello di sacrificare alla inedificabilità solo la parte di territorio che realmente, secondo calcoli precisi e reali, sia sottoposta a rischio idrogeologico, e non la vastissima area individuata, per eccesso di scrupolo, dalla Autorità di bacino; che, infatti, lo studio di dettaglio redatto dalla Ipros, per conto del comune di Terralba, prevede, all’avverarsi delle condizioni meteo più avverse ed eccezionali, un allagamento e perimetrazione del bacino di laminazione che interessa quasi esclusivamente aree marginali rispetto al centro urbano; che ciò conferma che le conclusioni alle quali è pervenuta l’Autorità di bacino sono il frutto di scelte dettate da un eccesso di scrupolo, allo stato ingiustificato e dannoso; che, invero, la responsabilità di rendere inedificabile, ergo destinare all’abbandono, l’80% del territorio comunale di un piccolissimo centro urbano, deve essere sorretta da motivazioni chiare ed incontrovertibili, nonché insuscettibili di soluzioni alternative; che, invece, dallo studio redatto dall’Ipros, società autorevole nel settore, è emerso che il rischio idrogeologico è riservato a fasce di territorio marginali rispetto al centro urbano; che l’amministrazione comunale, condividendo i risultati cui è pervenuta la Ipros srl, ritiene che la Regione Sardegna possa intervenire attuando delle opere di mitigazione, quali la realizzazione di aperture laterali negli attuali argini del Rio Mogoro del tipo a seracinesca, ad una ragguardevole distanza di sicurezza dal centro urbano, secondo la tipologia già in uso nei canali della bonifica arborense, al fine di ridurre all’occorrenza la portata idraulica del rio a monte ed a valle del centro urbano, consentendo l’eventuale allagamento di terre agricole lontane dal centro urbano; che ciò consentirebbe, in un momento quale quello attuale, di non ammazzare definitivamente un comparto già in fortissima crisi quale quello dell’edilizia. Tutto ciò grazie alla acclarata sicurezza dei cittadini. Interpella Il presidente della giunta, per sapere: quali interventi e iniziative documentate sono state messe in campo dalla Provincia che, a settembre 2011, aveva partecipato alla riunione congiunta dei consigli comunali dell'unione del terralbese, assumendo l'impegno di sostenere il territorio interessato; quali ulteriori iniziative urgenti si intendono prendere per scongiurare l'approvazione del piano della Regione che come descritto nel corpo del documento comprometterebbe inevitabilmente lo sviluppo presente e futuro di quel territorio”. (Stefano Figus, consigliere provinciale di Oristano).
Il totale delle imposte e delle tasse pagate dalla Saras, di competenza della Sardegna, negli ultimi cinque anni, ammonta a circa 2 miliardi e mezzo di euro. Lo ha messo in evidenza la società di Moratti, che ha precisato come, nel solo 2012, la cifra è stata di circa 700 milioni di euro. Per certe imposte - si legge in una nota -, quali Irap, Imu e accise, questo è dovuto principalmente alla presenza della raffineria di Sarroch. Per altre, quali Ires ed Iva, il pagamento di una quota in Sardegna dipende dalla scelta esplicita di Saras di collocare la sede legale di tutte le proprie società in Sardegna. Questo a testimonianza non solo dell'importanza delle attività produttive della Saras per il territorio, ma anche della sua volontà di radicarvisi e di contribuire al suo sviluppo nella maggior misura possibile”.
Il plenum del Consiglio superiore della magistratura ha deliberato di inviare nelle sedi sarde 16 magistrati ordinari di tirocinio (Mot), destinati a colmare le gravi lacune negli organici delle Procure e dei Tribunali dell'isola. Il numero maggiore arriverà a Nuoro (cinque giudici e un sostituto), dove le carenze sono croniche da tempo, tant’è che nel capoluogo barbaricino prosegue, da mesi, lo sciopero dei legali, confermato fino al 31 maggio. Quattro posti verranno ricoperti a Oristano (tre in Tribunale e uno in Procura), quattro in Tribunale a Sassari, un sostituto arriverà in Procura a Lanusei, e un giudice in Tribunale a Tempio. La scorsa settimana la terza commissione del Csm aveva deliberato l'arrivo in Sardegna di 22 magistrati scesi invece a 16, in seguito alla decisione del plenum del Csm.
Un rappresentante di commercio, di 52 anni, è stato rapinato, a Oristano, in via dei Maniscalchi, a poca distanza dal centro commerciale “Porta Nuova”. Un malvivente, a volto scoperto, si è avvicinato al rappresentante, che si trovava a bordo della sua auto, e lo ha minacciato con un coltello, facendosi consegnare il portafogli, una macchina fotografica e un computer portatile. Il rapinatore è poi fuggito a bordo di un ciclomotore guidato da un complice. Immediatamente sono scattate le ricerche in città da parte delle Forze dell’ordine ma le indagini, affidate ai Carabinieri della Stazione di Oristano e del Nucleo Operativo e Radiomobile, non hanno dato per il momento alcun risultato.
Durante una cerimonia, svoltasi nella Prefettura di Oristano, è stata assegnata la medaglia d'oro alla memoria dell'appuntato dei Carabinieri, Antioco Deiana, originario di Ardauli, assassinato dalle Brigate rosse l'8 giugno del 1976, a Genova. Fu quello uno dei primi atti terroristici delle Brigate Rosse, che portò all'uccisione del magistrato Francesco Coco, originario di Terralba, Procuratore generale della Corte d'Appello di Genova. Nell'assalto armato, assieme all’appuntato Antioco Deiana, morì anche un altro Carabiniere di scorta al magistrato, il brigadiere Giovanni Saponara. E' stato il prefetto, Giovanni Russo, a consegnare la medaglia d'oro alla vedova dell'appuntato Deiana, Anna Maria Marras, e al figlio Massimo, che all'epoca dei fatti aveva solo 8 anni. Alla cerimonia hanno preso parte autoritaàcivili e militari, e alcuni studenti dell'Istituto Magistrale “Benedetto Croce” e dell'istituto Othoca, che hanno illustrato una breve relazione sulle vittime del terrorismo. Le indagini della magistratura accertarono che il magistrato Francesco Coco venne assassinato dalle Br per essersi opposto al rilascio di 8 brigatisti, dopo la liberazione del giudice
Sossi, rapito nel 1974.
Di pig (del 03/05/2013 @ 22:02:22, in politica, linkato 947 volte)
A Oristano cala di un punto percentuale l’aliquota Imu per gli immobili relativi a imprese commerciali o che costituiscono beni strumentali per l’esercizio di arti o professioni. La proposta di delibera, che porta dall’8,6 al 7,6 per mille l’aliquota Imu, martedì 7 maggio sarà portata all’attenzione del consiglio comunale dall’ottimo assessore al Bilancio e ai tributi, Giuseppina Uda (la vera locomotrice della giunta Tendas). “La modifica si rende necessaria per andare incontro alle esigenze del sistema produttivo che anche a Oristano sta mostrando segni di sofferenza sempre più evidenti - ha osservato l’assessore Uda -. Così come l’anno scorso abbiamo voluto dare un segnale a tutte le famiglie con la riduzione dell’aliquota dal 5 al 4 per mille per la prima casa, oggi stabiliamo un’aliquota più bassa di cui si avvantaggerà il sistema produttivo, imprese e professioni. Sulle altre misure riguardanti l’ìmposta muncipale unica attendiamo le decisione del governo Letta, ma al momento possiamo già prevedere queste nuove misure pienamente compatibili con il bilancio comunale”. La rimodulazione delle aliquote Imu per il 2013 prevede anche la riduzione di un punto, dall’8,6 al 7,6 per mille, per le unità abitative e loro pertinenze, acquisite in linea retta per effetto di successione e fino al primo grado per un periodo limitato a 12 mesi dalla data del decesso del proprietario. La delibera che martedì sarà portata all’attenzione del consiglio comunale fissa anche una nuova aliquota, riducendola dal 10,6 al 5,8 per mille, per le unità abitative concesse in locazione a studenti universitari. Una riduzione del 30% sulla base imponibile è prevista anche per le aree fabbricabili in zona C2RU.
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Si chiama “Agricoltura sociale”, ed è il progetto attraverso il quale il Plus di Oristano intende coinvolgere i soggetti più deboli nella vita sociale ed economica del distretto. Lunedì 6 maggio, alle 10.30, le finalità dell’iniziativa saranno presentate ai rappresentanti istituzionali, agli imprenditori agricoli e alle associazioni di categoria, al fine di individuare ogni possibile forma di collaborazione. “Il progetto è inserito all’interno del Plus dell’Ambito del Distretto di Oristano –ha spiegato l’assessore ai Servizi sociali del comune di Oristano, Maria Obinu -. Sulla scorta di esperienze realizzate in altri ambiti, si pone l'obiettivo di promuovere il passaggio, da un concetto di servizi basati sulla logica dell’assistenza a una visione di giustizia sociale, secondo cui è possibile passare dalla presa in carico dei soggetti deboli a una loro partecipazione attiva nella vita sociale ed economica”. “Una prima applicazione concreta può essere quella degli orti urbani sui quali il comune di Oristano si sta muovendo da qualche mese – ha aggiunto l’assessore all’Agricoltura, Salvatore Scintu -. Si può integrare il lavoro svolto sino a questo momento con il progetto del Plus, al fine di stabilire un percorso virtuoso capace da un lato di rendere produttive numerose aree comunali, dall’altro di favorire piccole forme di sostegno e di integrazione sociale a vantaggio delle persone più deboli”.
Il sindaco di Oristano, Guido Tendas, e l’assessore regionale ai Lavori pubblici, Angela Nonnis, hanno inaugurato lo “Spazio Giovani” di Sa Rodia. All’inaugurazione del centro erano presenti le autorità cittadine e numerosi amministratori comunali e, tra questi, l’assessore alle Politiche giovanili, Peppino Marras, che ha spiegato che “…la struttura è rivolta ai giovani che potranno organizzare spettacoli musicali e teatrali ed altre iniziative di aggregazione. Il centro apre grazie all’iniziativa del comune che lo ha realizzato in un lotto funzionale della Casa dello studente, con un investimento di 325 mila euro”. “Il Centro giovani potrebbe diventare il “Talent Garden” della città – ha detto il sindaco Tendas, che ha ricordato i centri simili aperti a Bergamo, Brescia, Genova, Milano, Padova e Pisa -. Un giardino immaginario dove, in un ambiente pubblico accogliente, possa crearsi un’atmosfera ricreativa e lavorativa con elementi e opportunità che stimolino la condivisione e la creatività. Un Centro che possa diventare un giardino, dove le varie piante germogliano e crescono insieme, creando un ambiente meraviglioso, dove tutti gli elementi collaborano e competono allo stesso tempo e si contaminano facendo, di un giardino ben riuscito, un vero e proprio ecosistema che offre consistenza ed humus imprenditoriale ad un ambiente nel quale dai boccioli di nuove idee possano fiorire e crescere nuove piantine, nuove aziende, che avranno il terreno per crescere, svilupparsi e diventare grandi. Un Talent Garden è un ecosistema stimolante e innovativo, dove menti brillanti e creative, piene di entusiasmo e di passione, di coraggio e di fantasia, possono aiutarsi e competere allo stesso tempo. Sfidarsi e collaborare, confrontarsi e contaminarsi naturalmente”. “Il Centro – ha aggiunto Tendas - dovrà consentire non solo la condivisione degli spazi di lavoro ma, attraverso una serie di eventi e iniziative, di raccogliere tutto ciò che germoglia all’interno della nostra Città per svilupparlo tra persone che hanno interessi simili, stimolandone la collaborazione e creando un vero spazio dove le passioni abbiano le migliori opportunità di crescere. L’obiettivo del comune è di fornire un luogo fisico dove le persone possano incontrarsi e contaminarsi. Un luogo dove ospitare persone capaci e permettere loro di lavorare liberamente a ciò che desiderano, di dar vita alle loro idee e di realizzare i loro sogni, lavorando non più completamente isolati, in uno scantinato o nella propria casa. Un luogo che possa ospitare competenze diverse ma contigue (web, comunicazione, digitale), in cui le persone sono selezionate dalla stessa comunità che vive il luogo e che sceglie con chi condividere gli spazi, per riuscire a far connettere e collaborare questi talenti che, messi in un unico luogo, possono creare un qualche cosa di unico”. Lo Spazio Giovani è dotato di un’area ricreativa all’aperto (un piazzale che può essere utilizzato come parcheggio, ma anche come area attrezzata per manifestazioni teatrali e musicali) che può ospitare un palco modulare e accogliere fino a 800 posti a sedere. All’interno dei locali è a disposizione uno spazio con 16 postazioni multimediali e una rete wi-fi, alla quale ci si potrà connettere liberamente con il proprio notebook o con lo smartphone. È in fase di allestimento anche una sala prove per l’utilizzo di strumenti musicale. “Attraverso il personale impegnato punteremo a diffondere buone pratiche per creare una nuova cultura della legalità, del rispetto degli spazi pubblici, del decoro urbano, della salvaguardia dell’ambiente, dell’educazione alla salute – ha osservato l’assessore alle Politiche giovanili, Peppino Marras -. All’interno dello Spazio Giovani saranno realizzati laboratori, seminari, workshop sui temi cari ai giovani (musica, ballo, writing, break, espressioni artistiche), eventi, mostre, fiere, momenti di visibilità, giornate dedicate a temi di interesse pubblico e collaborazioni con enti, associazioni, scuole, gruppi informali di giovani”.
E' stato riscontrato, nei giorni scorsi, dai medici del Pronto Soccorso del “San Martino” di Oristano, un sospetto caso di tubercolosi su una donna di 25 anni, apolide e senza fissa dimora. Per la paziente è stato disposto il ricovero all'ospedale “Zonchello” di Nuoro, dove la diagnosi è stata confermata. Le sue condizioni, secondo quanto riferito dai sanitari del capoluogo barbaricino, sono serie ma già in lieve miglioramento. Immediata è scattata, da parte del Servizio di Igiene pubblica dell'Azienda sanitaria oristanese, la ricerca delle persone entrate in contatto con la donna. Sono stati quindi effettuati gli accertamenti diagnostici ed ai soggetti risultati positivi al test è stata somministrata la chemioprofilassi: essi, dunque, non sono attualmente a rischio di sviluppare né di trasmettere la malattia. La situazione continua ad essere tenuta sotto stretto controllo dalla Asl di Oristano, che ha intrapreso tutte le azioni possibili per evitare un eventuale contagio della malattia.
La Cisl della Sardegna si avvia a eleggere il nuovo segretario regionale. Sarà Oriana Putzolu che subenterà a Mario Medde. La leader sindacale sarda ha ottenuto anche il "via libera" del segretario nazionale, Raffaele Bonanni, secondo il quale la scelta della Putzolu "…rappresenta non solo un forte segnale innovativo, ma anche la dimostrazione che il sindacato persegue le pari opportunità". Bonanni, intervenendo all'XI congresso del sindacato sardo, si è anche soffermato sulla crisi nell'isola e sui settori produttivi sui quali puntare per il rilancio. "Sono molti – ha detto Bonanni - ma il più importante rimane quello industriale: se girano le industrie si muovono altri settori produttivi, avanza la ricerca e, tutto il sistema ne beneficia”. Ritornando sulla questione dell’autonomia, il segretario nazionale della Cisl ha sostenuto di non aver mai detto “…che la Sardegna deve rinunciare alla sua autonomia. Il mio pensiero sull'autonomia e sulle sue potenzialità si rifà all'insegnamento di Luigi Sturzo. Peraltro, il principio di sussidiarietà, dalla nostra organizzazione coltivato, può attuarsi solamente in un contesto di forte autonomia tra i diversi livelli istituzionali. Il principio di autonomia non è in discussione, ma lo sono gli strumenti che realizzano l'autonomia. Sono questi a dover essere rinnovati e adeguati ai tempi". Bersani si è poi soffermato sull’Imu. "Se vogliono togliere l'Imu, facciano pure, purchè sia tolta esclusivamente a chi ha una sola casa. Una delle prime operazioni che dovrebbe fare il nuovo governo è ridurre l'imposizione fiscale ai lavoratori, ai pensionati e alle imprese che investono”. Bonanni ha poi toccato il tema dell’evasione fiscale. “Gli evasori non solo evadono - ha detto il segretario - ma se scoperti patteggiano e comunque pagano meno di quanto dovrebbero dare allo Stato. Il timore di finire in carcere può essere, invece, un forte deterrente contro l'evasione". Il numero uno della Cisl si è, infatti, detto favorevole a trasformare in reato penale l'evasione fiscale, sottolineando che "…lavoratori e pensionati rispettano la legge e pagano sempre fino all'ultimo euro". “La crisi del lavoro è l'aspetto più importante delle difficoltà in cui versa oggi la Sardegna. Una situazione che è conseguenza della crisi produttiva e industriale e della mancata soluzione di problemi strutturali, quali le diseconomie esterne al processo produttivo, in primo luogo quella derivante dall'insularità". Questa, una delle analisi fatte dal segretario regionale uscente della Cisl sarda, Mario Medde, nella relazione con cui ha aperto l'XI Congresso regionale della Cisl, davanti a 240 delegati, in rappresentanza di oltre 156 mila iscritti. Medde ha messo in evidenza "…l'assenza di innovazione di processo e di prodotto, l'inefficacia della pubblica amministrazione, lo svilimento del capitale sociale e umano". Il leader sindacale ha poi precisato che "…il resto l'ha fatto l'incapacità della politica sarda e nazionale di contribuire a promuovere le opportunità necessarie per andare oltre la prima modernizzazione dell'isola". Nel suo intervento Mario Medde ha esaminato le più importanti questioni attualmente sul tavolo politico-sindacale: declino produttivo e la crisi del lavoro nell'isola; la necessità di ricercare la crescita economica, l'urgenza di una nuova politica per la Sardegna e di una nuova progettualità e gli obiettivi da raggiungere per una nuova stagione dello sviluppo e per l'autogoverno nell'isola, la crisi dell'autonomia nell'isola. "La crisi politica e istituzionale dell'isola e, in primo luogo, la funzione regolatrice della Regione, quale massima istituzione - ha detto il Mario Medde -, aumenta l'impatto negativo della crisi economica e non consente di mettere in campo le indispensabili e urgenti politiche territoriali e di settore. Ciò comporta, insieme ai ritardi dell'azione del governo, ulteriori difficoltà sul versante del dialogo e del confronto tra istituzioni e rappresentanze sociali, e un acuirsi del malessere tra le categorie e i territori che, insieme alle vertenze insolute, motivano le mobilitazioni dei lavoratori e dei pensionati".
A questo giro non mi candido”. E’ lo stesso Matteo Renzi, intervistato da Giovanni Minoli al “Festival della tv e dei nuovi media”, a Dogliano, in Piemonte, a frenare sulla nomina alla segreteria del Partito Democratico. “Vedo – ha aggiunto – che ci sono nomi in campo, ma non interessa il nome. In questi sei mesi mi sono candidato a tutto, ma non credo di essere adatto a tutto. Il Pd deve fare una riflessione su se stesso, il mio modello di Pd è più liquido che solido. Sto nel mio partito e sono desideroso di vederlo vincere“. Quello del sindaco di Firenze è una critica al proprio partito, colpevole di aver sprecato molte opportunità politiche. “Il 2013 sarà ricordato come l’anno in cui abbiamo perso la più grande occasione“. E’chiaro Renzi nello spiegare il fallimento del Pd. “Ha sbagliato tutta la campagna elettorale – ha detto ancora Renzi – bastava ci fosse il Pd invece è sparito. Mentre c’era Grillo in una piazza con 800 mila persone, noi eravamo in un teatro con un cartello con la scritta ‘lo smacchiamo‘. La colpa – ha concluso – non è solo di Bersani – ma ci ha messo del suo”. E Renzi usa proprio l’ex comico genovese per affondare il coltello nella piaga Pd: “A Grillo vorrei rubare l’idea che siamo in grado di fare le cose. Invece il Pd è stato rassegnato. Obama dice ‘Yes, we can’, noi invece ‘Non possiamo‘”. Sul presidente del consiglio incaricato ribadisce la sua posizione: ”Letta e’ un amico, agli amici si deve lealtà, è questo il valore più grande. Sono stato leale con Bersani in campagna elettorale, lo sono e lo sarò con Letta”. Il suo unico difetto? “E’ pisano”. Ma la ferita dell’elezione del presidente della Repubblica brucia ancora. Alla domanda su chi abbia impallinato Prodi, Renzi risponde: “Ambienti legati a Franco Marini ed una parte del mondo ex Ds”. Poi ribatte su un punto già toccato, Silvio Berlusconi. Il rottamatore ribadisce che il Cavaliere vada “mandato in pensione e non in galera e credo che questo gli faccia più male che altre soluzioni”. Il posto per l’ex presidente del consiglio, quindi non è certo quello di capo della Costituente. “E’ inaudito, non capisco perchè dobbiamo dargli il compito di scrivere la Costituzione per i prossimi cinquant’anni”. E avverte i suoi: “Il centrosinistra deve togliersi l’ossessione di Berlusconi e del berlusconismo ma deve farlo alle elezioni“.
E, infatti, sarà Gianni Cuperlo il successore di Pierluigi Bersani alla segreteria del Pd. Questo suggeriscono le indiscrezioni a una settimana dall’assemblea congressuale del partito, che il prossimo 11 maggio dovrà decidere sulla scelta tra una reggenza e un segretario con pieni poteri. La candidatura dell’ultimo segretario della Fgci riunisce infatti le anime del partito lacerate dalla sofferta partecipazione al governo di larghe intese di Enrico Letta. Sotto questo profilo Cuperlo, anche più dell’ex leader della Cgil, Guglielmo Epifani, soddisfa il bisogno di riconquistare posizione del partito da parte della componente post-diessina e incontra insieme il viatico dalla nuova guardia affiliata al sindaco di Firenze, Matteo Renzi. Tanto che da palazzo Vecchio si premurano di far sapere che “non ci sono preclusioni” sul suo nome. E, se sabato prossimo prenderà la guida del partito, si dà per inteso che Cuperlo sarà poi confermato anche dal congresso di ottobre proprio sulla base di un patto tra la componente dalemiana e quella renziana: patto che comprenderà l’abrogazione del sistema delle primarie per la scelta del segretario, lasciandolo in vigore solo per la scelta del candidato premier. Anche perché il sindaco di Firenze considera il partito una “bad company” da cui è meglio tenersi alla larga. “E’ chiaro che candidiamo Gianni perché rimanga segretario”, riferisce il dalemiano Michele Ventura. Triestino, classe 1961, iscritto alla Fgci negli anni del liceo, Cuperlo è laureato in comunicazione di massa al Dams di Bologna. Eletto alla guida della Fgci nel 1988, dopo la segreteria di Pietro Folena, traghetta l’organizzazione giovanile comunista al Pds di Achille Occhetto. Dal 1992 entra nella direzione di Botteghe oscure, dove affianca specialmente D’Alema, che nel 2001 lo porta nella segreteria dei Ds come responsabile della comunicazione. Dal 2006 è deputato del Pd. Riguardo alla possibilità di assumere la guida del partito ovviamente si schermisce, sostenendo che quello di segretario “non è il mestiere” che più gli si addice, ma intorno al suo nome si va aggregando un’area sempre più vasta del partito, a partire dai territori che chiedono un punto di riferimento solido a largo del Nazareno. Nicola Zingaretti, uno degli altri nomi indicati per la reggenza, si è già tirato fuori dalla corsa alla segreteria in favore di Cuperlo, cui è legato sin dai tempi della Fgci. “Serve subito un segretario e non sarò io”, dice. D’altro canto il nome di Epifani sconta il passato in Cgil, che lo rende poco gradito alla componente popolare, e il parallelo malevolo con la reggenza di Ottaviano Del Turco che portò allo scioglimento del Psi. L’ex leader del sindacato di Corso d’Italia conta semmai sul favore del segretario uscente Bersani, le cui quotazioni sono però in ribasso nel partito visto che, rinfacciano, “non ha pronunciato neanche una parola di autocritica” dopo la débâcle elettorale e la gestione del dopo voto. Prove ne sia il fatto che anche il nome di Fabrizio Barca, cui si sarebbe rivolto Bersani per ricomporre l’area diessina nel momento in cui “ha capito che i giovani turchi lo stavano mollando per affiliarsi a Renzi”, sia in ribasso per la corsa alla segreteria. Come spiegano al Nazareno, infatti, “Barca è troppo da centro studi” per fare il segretario. Perciò D’Alema avrebbe preferito Cuperlo a Epifani, per meglio “condizionare la nuova fase”. Come già accaduto con Veltroni, Fassino e Bersani, ancora una volta il segretario uscirebbe perciò dal cappello dell’ex premier coi baffi. “Che poi dopo averli fatti li abbia anche disfatti è parte sua passione per gli origami”, osserva in proposito un suo ex fedelissimo. Ma che il “lìder Massimo” sia tornato a assumere la guida dell’area post-diessina ormai è assodato. Come il fatto che abbia voluto tessere un dialogo col sindaco di Firenze sin dal faccia a faccia in palazzo Vecchio di alcune settimane fa. Un’intesa che dovrebbe fondarsi su una spartizione di ruoli: agli ex Ds il partito a Renzi e la nuova guardia la corsa per la prossima premiership. Anche se a Firenze si ricorda come sia proprio sulla base di un ragionamento analogo che il giovane “rottamatore” abbia fatto man bassa in città. Facile, perciò, che il sindaco lasci la “bad company” del Nazareno agli ex comunisti che l’hanno tanto a cuore. “A Matteo vanno bene tutti i candidati che il Pd sceglie”, ripetono perciò da palazzo Vecchio, smorzando l’ipotesi che il sindaco s’impegni in uno scontro per Sergio Chiamparino o a favore di una “reggenza” che piace all’area popolare ma rischia di lasciare il Pd in ulteriore difficoltà. Renzi guarda piuttosto al domani. E da questo punto di vista si è già espresso “a favore” dell’abrogazione delle primarie per la scelta del segretario: prospettiva che va in contrasto con l’idea veltroniana, riconducendo il partito in un ambito più tradizionale che piace ai dalemiani. Questo dovrebbe portare a un congresso per tesi, con Cuperlo candidato condiviso dai “signori della guerra” che si sono scontrati nelle partite sul Quirinale e palazzo Chigi. Anche se il problema, come osserva Pietro Folena, “è che tipo congresso si fa e su quali argomenti: Se cioè il Pd diventa una forza socialdemocratica o rimane in mezzo al guado”. (Cosimo Rossi, www.ilfattoquotidiano.it).
Di pig (del 27/04/2013 @ 17:33:16, in politica, linkato 1015 volte)
Il Presidente del Consiglio incaricato, Enrico Letta, ha sciolto la riserva ed ha accettato di formare il nuovo governo. Il giuramento è previsto per domenica nel salone delle feste del Quirinale. Questi i 21 (una esagerazione. ndr) ministri del governo di Enrico Letta: Interni e Vicepremier - Angelino Alfano; Difesa - Mario Mauro; Esteri - Emma Bonino; Giustizia - Anna Maria Cancellieri; Economia - Fabrizio Saccomanni; Riforme istituzionali - Gaetano Quagliariello; Sviluppo - Flavio Zanonato; Affari europei - Enzo Moavero; Infrastrutture - Maurizio Lupi; Poliche Agricole - Nunzia Di Girolamo; Istruzione, Universita' e ricerca- Maria Chiara Carrozza; Salute - Beatrice Lorenzin; Lavoro e Politiche sociali - Enrico Giovannini; Ambiente - Andrea Orlando; Beni culturali e Turismo - Massimo Bray; Coesione territoriale - Carlo Trigilia; Politiche comunitarie - Anna Maria Bernini; Affari regionali, sport e turismo - Graziano Delrio; Pari opportunità, sport politiche giovanili - Iosefa Idem; Rapporti con il Parlamento - Dario Franceschini; Integrazione - Cecile Kyenge; Pubblica Amministrazione - Giampiero D'Alia. Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio - Filippo Patroni Griffi. “Voglio esprimere la mia soddisfazione, sobria, per la squadra che siamo riusciti a comporre, per la disponibilità riscontrata e per le competenze al servizio del Paese". Così Enrico Letta, dopo aver sciolto la riserva e aver accettato l'incarico di presidente del Consiglio, ha presentato la sua squadra, definendola "coesa e determinata", e sottolineando che il governo”…è pieno di competenze, con molti giovani e un record di presenze femminili". Letta ha anche voluto esprimere ancora una volta "…profonda gratitudine al Capo dello Stato per la profonda fiducia che mi ha accordato". “E’ un governo politico, era ed è l’unico possibile per avere la maggioranza delle Camere”. Giorgio Napolitano ha commentato così la lista dei ministri comunicata dal premier Enrico Letta. “Non c’è bisogno di alcuna formula speciale per definire l’esecutivo, formato nella cornice istituzionale, nella prassi della nostra democrazia parlamentare; un governo che non poteva tardare oltre, nell’interesse del Paese e dell’Europa - ha detto il capo dello Stato, che ha poi ringraziato pubblicamente il nuovo presidente del Consiglio -. “E’ lui l’artefice dell’esecutivo – ha detto Napolitano -, io ho solo assecondato il suo sforzo”. Il Presidente della Repubblica ha poi auspicato l’inizio immediato dei lavori “…in un forte spirito di forte coesione. Tutte queste persone – ha aggiunto il capo dello Stato – danno garanzie di voler lavorare insieme, senza conflittualità pregiudiziali e con impegno per soluzioni giuste ai problemi con il contributo di ciascuno in un spirito di assoluta indispensabile coesione e reciproco rispetto“. "Letta merita il sostegno di tutto il Pd". Lo ha affermato Pier Luigi Bersani in una nota. "Pur in condizioni non semplici e con l'esigenza di un compromesso, questo governo – ha sottolineato il segretario dimissionario del Pd - ha freschezza e solidità. Saprà affrontare le difficoltà e le sfide che il Paese ha di fronte". "Governo così così. Bene il ricambio generazionale e Alfano all'Interno, ma alcuni ministri c'entrano davvero poco con l'incarico ricevuto". Lo ha scritto il segretario della Lega Nord, Roberto Maroni, su Twitter. “La persona giusta al posto giusto. Sono enormemente felice per la scelta di Josefa Idem quale ministro dello Sport perchè si tratta di una grande atleta e di una grande donna che conosce la materia sportiva come pochi e con una carriera alle spalle che parla da sola". Ad affermarlo è stato il presidente del Coni, Giovanni Malagò. "Oggi – ha aggiunto Malagò - la mia felicità è duplice, anche perchè è la prima volta che una campionessa olimpica arriva a ricoprire questo prestigioso incarico della Repubblica. Al di là dell'affetto, della stima e dell'amicizia che mi lega a lei da sempre, tutto il nostro mondo sa perfettamente quanto questa nomina per Josefa sia di grande auspicio per il bene futuro dello sport italiano". “Con il governo Letta il terzo giorno è resuscitato Barabba". Questo il primo commento di Beppe Grillo, su Twitter, al governo Letta. Un chiaro riferimento alla battuta con la quale Enrico Letta aveva congedato la delegazione M5S al termine della consultazione in streaming. A sua volta una battuta per liquidare, da parte del presidente incaricato, quel “il 25 aprile è morto” da parte di Grillo nello stesso giorno, per criticare le trattative sul governo nato oggi. ''Il governo che nasce sotto la stella dell'emergenza ha compiti enormi davanti: il mio auspicio è che risponda alle grandi attese e agli ancor più grandi bisogni del Paese e dei suoi territori''. Lo ha affermato la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, commentando la formazione del nuovo governo guidato da Enrico Letta. Secondo Serracchiani, “ …è assolutamente prioritario che Enrico Letta prenda subito i provvedimenti necessari a garantire la tenuta sociale, ora a rischio, e a far ripartire l'economia reale del Paese, mai così depressa. Ci aspettiamo che il lavoro e lo sviluppo siano messi al primo posto anche a Roma, dove troppo a lungo su questi temi c'è stato silenzio''. "Confindustria apprezza la rapidità con la quale il Presidente incaricato, Enrico Letta, ha composto un governo di qualità, formato da rappresentanti che sapranno per le loro diverse caratteristiche dare un' impronta concreta al futuro dell'Italia". E' quanto si legge in una nota degli industriali, che chiedono "…ora misure per il rilancio del Paese e la crescita delle imprese". "Per me è una grossa soddisfazione: ringrazio Enrico Letta per una decisione che segna il passo decisivo per cambiare concretamente l'Italia, la sua societa' e il modo di vedere un'integrazione che è già presente nel Paese". E' stato questo il primo commento della deputata modenese del Pd, Cecile Kyenge, appena nominata ministro dell'Integrazione nel nuovo esecutivo di Letta. "Il mio percorso - ha ricordato la Kyenge, primo ministro di colore nella storia della Repubblica - è merito di un lavoro svolto con Livia Turco e il forum immigrazione del Partito Democratico: io sono la portavoce di una politica fatta all'interno del partito, ma che è frutto di un lavoro comune, che raccoglie anche le istanze e le forti richieste della società civile, che in questo momento chiede a gran voce una nuova legge sulla cittadinanza".
"Oggi che nessuno lo considera più, oggi che ha perso, mando un abbraccio a Bersani, perchè non si può continuare a saltare sul carro del vincitore”. Lo ha detto Matteo Renzi, ospite della trasmissione di Fabio Fazio “Che tempo che fa”, che sul nuovo governo e su alcuni dei neo ministri ha affermato: “La nomina del ministro per l'Integrazione, è stata un segnale di eccellenza per il nuovo governo Letta. L'Italia continuava su due direzioni diverse tra politica e società normale, con una legge che portava il nome di Bossi e Fini, due ora fortunatamente in pensione, fuori dal gioco. Una legge basata sulla paura, mentre per esempio la coppia d'attacco della Nazionale è Balotelli-El Sharawi, due modelli per i giovani delle scuole calcio. Non so quanto durerà il governo – ha proseguito Renzi - ma so che deve tirare su le maniche e lavorare per fare pace con gli italiani". A questo punto Fabio Fazio ha chiesto a Renzi se non fosse più facile questo che fare pace nel Pd. "Mi chiede quasi l'impossibile ma, anche se so che nelle vesti del pompiere non mi ci vedete - ha ironizzato il sindaco di Firenze -, quando vedo che nel Pd c'è chi ha cominciato subito a dire “non votiamo la fiducia”, allora dico ma guardate prima com'è e che discorso farà il Presidente del Consiglio. Insomma, dico “datevi una calmata”. Per quanto riguarda il Pd, davvero mi ci vedete a fare l'equilibrato, o l'equilibrista, che tiene insieme correnti e spifferi?. No, non sono adatto. Io sono il Pd all'americana, quello di Obama, di Clinton". Rispondendo se punti alla segreteria o se è preferibile puntare a una scissione, Renzi ha negato di voler fare un altro partito e ha poi lasciato cadere qualche indizio sul futuro: "Capiamoci su cosa è il Pd, perchè se è la roba di queste ultime settimane...". Niente chiodo in pelle in trasmissione, ma con giacca e cravatta, di taglio sicuramente più fresco di quelli indossati da coloro che ha definito "big, o presunti tali, della politica, da oggi consegnati alla pensione”, Matteo Renzi ha parlato del suo futuro politico e dell'attualità e si è concesso anche una battuta autoironica quando ha liquidato una domanda di Fazio sull'eventualità di succedere a Bersani alla guida del Pd, rispondendo: "Sì, il segretario reggente... L'autoreggente...”, chiamandosi fuori dalla guida del Pd. “La segreteria no. Non, almeno di questa roba qua. Che Bersani abbia chiuso la sua esperienza politica alla guida del partito è chiaro e oggi bisogna guarda avanti. Questo è un periodo – ha detto Renzi - in cui vengo candidato a tutto: alle primarie, alla Presidenza del Consiglio, all'Anci. Se alla Littizzetto serve un assistente per Sanremo mi candido io… Scherzi a parte, capiamoci su cosa è il Pd. Se è la roba di queste ultime settimane, allora la risposta secca è no, non sono adatto. Non sono adatto, come detto, a tenere assieme correnti, sono più adatto a cercare di sistemare un asilo, musei aperti, ecc., oppure a cercare di cambiare le cose nel Paese. Un po' come fa un Presidente del Consiglio. E allora, intanto, auguri a Letta, sono convinto che farà molto bene". Renzi ha concluso con una dedica in stile rottamatore: "Questo governo manda in pensione una generazione di big, ed è un ulteriore elemento di positività. Non so, infatti, come avreste giudicato Berlusconi all'Economia... Invece è un governo che, finalmente, riconcilia gli italiani con la politica. Poi ci sta tutto, ma come deve essere il Pd del futuro? Cancelliamo, intanto, quello dell’ultimo mese - ha proseguito Matteo Renzi, disegnando il profilo di un partito "… in cui la gente è felice di starci per le idee, ma non diviso per correnti; penso che così abbia la possibilità di vincere elezioni. Avevo sempre detto – ha aggiunto Renzi - che avrei fatto il premier se gli italiani mi avessero votato, quindi non vedo novità. E' venuta fuori, nel Pd, la possibilità che potessi essere io a guidare il governo e questo mi ha fatto molto piacere. Per la prima volta c’è stato un sì del Pd e un no del Pdl, ero abituato al contrario... Diciamo che non mi sono sentito più un corpo estraneo. Ma, detto questo, non so se c'è stato davvero un veto di Berlusconi o meno, ma va bene così. Alcuni nomi del Pdl al governo non sono mica così male, ma certamente era meglio se il governo il Pd lo faceva da solo; è però mancata la premessa: non abbiamo vinto le elezioni. E poi una botta a Marini: “Un cattolico al Colle? E che vuol dire? Il cattolico la domenica va a messa, non chiede una poltrona", e un'altra al partito perchè "…quella è stata la settimana più brutta da quando il Pd è nato, con questi accoltellamenti alle spalle, che non hanno ragione di esistere. Ora, dopo aver toccato il fondo, si può ripartire”. Renzi da Fazio ha parlato anche di Grillo, considerando molto discutibili le sue considerazioni e sostenendo che “…gli elettori del Pd sono molto più vicini al M5S. Bersani ha profondamente sbagliato con Grillo: se ti dice di no, o prendi argomenti veri, come l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti o il dimezzamento del numero dei parlamentari, ma continuare a elemosinare via streaming un appoggio che non arrivava è stato un grave errore. Io di certo non avrei avuto paura di andare alle elezioni, le avrei preferite ma ora, con Letta a Palazzo Chigi, da italiano spero che il governo faccia bene. Vero è che c'è una certa fragilità, con tre forze divise alle elezioni ora costrette a stare insieme, che rendono l'esecutivo "tendenzialmente fragile", visto che se Berlusconi vuole lo fa fallire. Non so, quindi, quanto durerà, ma il governo deve tirarsi su le maniche e far vedere che vuole veramente fare pace con gli italiani".
Altre notizie:
Entro metà maggio Cgil, Cisl e Uil organizzeranno una manifestazione regionale dei lavoratori in cassa integrazione e mobilità in deroga, che si aggiungerà a mobilitazioni a livello territoriale. La decisione è stata assunta a Santa Cristina di Paulilatino, durante una riunione delle segreterie regionali e territoriali confederali e di quelle di categoria, preoccupate per il crescente numero di richieste di ammortizzatori sociali, che comporteranno per il 2013 un fabbisogno finanziario stimato in 270 milioni di euro circa. Finora sono stati assegnati alla Sardegna 36 milioni di euro, in base alle legge 92 del 2012, cui si aggiungono 6 milioni di euro recuperati dalle risorse della legge di stabilità, approvata il 22 dicembre scorso. Si attende un nuovo stanziamento di circa 50 milioni di euro, ma l'intera cifra coprirebbe un periodo di non più di sei mesi. "Appare pertanto urgente - hanno detto i rappresentanti sindacali - attivare tutte le procedure utili, considerata la gravità della situazione sarda, affinchè il governo garantisca le risorse necessarie per coprire il fabbisogno del 2013". Intanto, Cgil, Cisl e Uil inoltreranno la richiesta di un tavolo permanente presso la presidenza della giunta regionale che, a sua volta, dovrà sollecitare un confronto specifico con il governo. Nel 2012 sono stati 27.979 i lavoratori ammessi a beneficiare degli ammortizzatori sociali in deroga (16.727 in Cig e 11.252 in mobilità) per un costo di oltre 275 milioni di euro. Le imprese che hanno dichiarato lo stato di crisi sono state 1.978. Sono saliti così a 146 mila i lavoratori sardi che beneficiano delle varie forme di sostegno al reddito, in una regione caratterizzata da un tasso di disoccupazione di quasi il 15%, da almeno 100 mila lavoratori "scoraggiati" e da un tasso di occupazione fermo al 50,2%. Nei primi mesi di quest'anno – hanno segnalato i sindacati - sono state già presentate 10.315 istanze di mobilità in deroga e 1.486 imprese (401 in prima richiesta) hanno dichiarato lo stato di crisi, per un totale di 9.406 lavoratori. Cgil, Cisl e Uil hanno denunciato "…i ritardi inaccettabili, le difficoltà e le incertezze dell'assessorato regionale del Lavoro, che hanno caratterizzato la gestione passata e che tutt'ora sono causa di gravi disagi per i lavoratori”.
La presidente del consiglio regionale, Claudia Lombardo, pensa a un governo di larghe intese anche per la Sardegna, per la prossima legislatura. Claudia Lombardo ha lanciato un appello a tutte le forze politiche nell'intervento di apertura della seduta congiunta dell'assemblea sarda con il Consiglio delle Autonomie locali. "Le nostre scelte future - ha detto la presidente -, siano guidate dalla necessità di porre la Sardegna e i sardi nelle condizioni di guardare al futuro con animo sereno. Ciò sarà possibile solo se avremo il coraggio e la capacità di fare scelte avveniristiche che superino tutti gli steccati politici, ideologici e partitici, per garantire una governabilità forte e una guida autorevole di un governo sardo dei sardi, che nasca da un comune sentimento patriottico sardo, in grado di assumere decisioni di alta valenza strategica per il progresso dell'Isola". Per la presidente i partiti devono costituire un unicum, per uscire dalla recessione e gettare le basi per il futuro. "Approvata la finanziaria - ha aggiunto Claudia Lombardo -, lavoriamo a norme sulla forma di governo della Sardegna, per evitare che si cada nella massima incertezza che ha contraddistinto l'inizio della legislatura nazionale. Facciamo un patto che dia vita a una stagione unica e irripetibile: sessanta consiglieri uniti per affrancare l'Isola dal sottosviluppo e dalla recessione".
Il consiglio provinciale di Oristano è stato convocato per il 6 maggio, alle 17, per l’esame del seguente ordine del giorno: 1) Riconoscimento debiti fuori bilancio. 2) Approvazione regolamento Pari Opportunità. 3) Mozione presentata dal Pd su “Iniziative dell’amministrazione provinciale a tutela della sicurezza sul lavoro”. 4) Interpellanza del Pd sui canoni di locazione per immobili pagati dall’amministrazione provinciale e sul patrimonio immobiliare inutilizzato di proprietà dello stesso ente. 5) Mozione Pd sulle iniziative dell’amministrazione provinciale atte a contrastare il progetto di trivellazione nel territorio di Arborea, denominato “Eleonora”. 6) Interpellanza Pd sulla richiesta di chiarimenti urgenti in merito al futuro della Sea, l’Agenzia per l’energia sostenibile della Provincia di Oristano”. 7) Mozione presentata dai consiglieri Tendas, Oppo, Buttu, Mele, Madau, Basciu e Loi, su “Iniziative politico – amministrative in ordine alla chiusura delle sale d’attesa e dei servizi igienici di diverse stazioni ferroviarie della Sardegna, e sulle condizioni del sistema infrastrutturale della rete ferrovia sarda. 8) Ordine del giorno presentato dalla decima commissione consiliare sulle iniziatitive a sostegno delle ex Zir della Provincia. 9) Interpellanza Pd sulle condizioni della nuova palestra dell’Istituto superiore Don Deodato Meloni di Nuraxinieddu. 10) Mozione presentata dal consigliere provinciale Stefano Figus sulla “Bonifica dalla presenza di amianto nel litorale di Sassu nel comune di Santa Giusta. 11) Interpellanza Pd sulla mancata assunzione dei disinfestatori e sui ritardi nella lotta contro le zanzare e il pericolo di diffusione del virus della West Nile. 12) Proposta di declassificazione della strada provinciale n. 44, dall’innesto con la circonvallazione Mogoro – Masullas.
La nuova edizione di Monumenti aperti si preannuncia come una delle più interessanti. Sabato e domenica prossimi, l’apertura della Torre campanaria della Cattedrale di Santa Maria e dell’antica Reggia giudicale, dopo decenni di utilizzo come struttura carceraria, dovrebbero consentire, infatti, di superare gli straordinari risultati delle passate edizioni. Martedì 30 aprile, alle 11, nella sala giunta del comune, il programma della manifestazione sarà presentato ai giornalisti dal sindaco di Oristano, Guido Tendas, dall’assessore Maria Obinu, dal direttore della Casa circondariale di Oristano, Pierluigi Farci, e da un rappresentante del coordinamento regionale di Monumenti aperti.
Di pig (del 24/04/2013 @ 00:13:31, in politica, linkato 1011 volte)
La direzione nazionale del Pd ha dato una delega in bianco a Napolitano ma poi ha preferito nicchiare, senza affrontare nessuno dei motivi che hanno portato alla frana del partito in Parlamento. Questo il succo del risultato del primo incontro del Pd, che ha sancito le dimissioni di Bersani, il segretario che è riuscito nell’impresa di portare il partito ad un passo dal baratro, dopo averlo ridicolizzato. Prima che il Pd si frantumi definitivamente, urge a tutti i livelli il cambio immediato dell’attuale classe dirigente.
“L’aria è pesante. La riconciliazione sotto l’ombrello di Giorgio Napolitano e la strana e improvvisa alleanza sotto il labaro di Matteo Renzi contano fino a un certo punto. Doveva essere, insomma, il momento della resa dei conti nel partito, degli stracci che volavano, delle verità sputate in faccia. Al contrario la direzione nazionale riunita poco prima dell’incontro al Quirinale per le consultazioni non decide granché. Anzi: nulla. Un modo per non mettere in vetrina (cioè in streaming) tutte le contraddizioni esplose nel momento più alto della vita della repubblica, cioè l’elezione del suo presidente. Proprio dietro al paravento (Napolitano) si sistemano tutti i dirigenti. Resta solo la conferma delle dimissioni di Bersani come unica assunzione di responsabilità. Il Pd non fa i conti con se stesso. C’è chi prova a riportarlo alla realtà. La “scissione”, se c’è, non è solo tra correnti, ma anche e soprattutto tra generazioni. Da una parte Serracchiani, Civati, Orfini, dall’altra Franceschini, Finocchiaro, Marini. Debora Serracchiani lo aveva detto da lontano: “Sono incazzata con il partito”. Aveva ripetuto: “Perché non votiamo Rodotà?”. Poi ha fatto il miracolo, strappando il Friuli Venezia Giulia al centrodestra dopo giorni in cui il partito è stato demolito grazie all’incessante lavorio delle correnti impazzite. Ma neanche oggi è riuscita ad acquisire il diritto di farsi rispondere ponendo peraltro domande che larga base dell’elettorato democratico – più che smarrito – si è fatto negli ultimi giorni. Perché si è scelto Marini? Perché è saltato Prodi? Perché no a Rodotà? Perché siamo al governissimo quando si era votato due volte di no?La Serracchiani è l’unica che prova a rimettere al centro l’esame dei motivi dello sfarinamento di un partito dato per stravincente e gaudente fino a due mesi fa. Il suo l’intervento è il più breve di tutti, ma le basta per scandire che ”è mancata ogni spiegazione: vorrei capire perché sono state fatte due direzioni per poi fare un accordo sul nome di Marini. Vorrei capire come mai il no a Prodi ed il no a Rodotà. Vorrei capire come mai siamo arrivati all’elezione di Napolitano. Non sto dicendo che non condivido” queste scelte ”o che le contrasto, ma semplicemente voglio capire per poterlo spiegare ai nostri elettori”. La risposta però non le arriva. ”Capisco bene che nell’opinione pubblica – replica Bersani – la sovrapposizione temporale tra il tema del governo e quello della Presidenza della Repubblica può aver determinato degli sbandamenti. Ma in Direzione avevamo detto ‘no’ al governissimo, ma anche una apertura per soluzioni condivise sui temi istituzionali. Se non distinguiamo tra il tema del governo e il tema istituzionale facciamo attenzione, perché galoppiamo verso un’altra Repubblica”. Insomma: come si sia arrivati a Marini e ai no a Prodi e Rodotà e a un disastro simile non è dato sapere. Il Pd sceglie dunque di trincerarsi in un incondizionato sostegno al capo dello Stato e, d’altronde, è il minimo dopo avergli chiesto di ricandidarsi al Colle a 88 anni. Insomma: lo sforzo per dirsi la verità dentro il partito è posticipato a data da destinarsi. La direzione nazionale pare un banale replay delle dichiarazioni di questi ultimi giorni e, se possibile, con toni ancora più appannati, blandi, svogliati. Gli unici accenti di richieste di chiarimento (il più diretto quello della neopresidente del Friuli Venezia Giulia) finiscono per essere incartate nella gommapiuma. Nessuna operazione verità, dunque. Il risultato della direzione è stato quello di approvare a larghissima maggioranza il documento con cui il partito dà pieno sostegno al tentativo del presidente Napolitano di dare vita a governo “mettendo a disposizione la propria forza parlamentare e le proprie personalità”. Tutto a posto? “Sette voti contrari, 14 astenuti su 223 membri in un voto destinato ad essere ricordato come storico. Più del 90 per cento – chiosa Arturo Parisi – Ancora una volta, come è sempre accaduto dalla sua nascita la Direzione del Pd si conclude in modo pressoché unanime quando il voto è palese. Ecco da dove vengono i franchi tiratori quando il voto è segreto”. Tra gli astenuti ci sono Civati, Bindi, Orfini, Sandra Zampa, Laura Puppato. Tra i contrari molti prodiani, tra cui Franco Monaco. Bersani conferma le dimissioni e neanche questa è una notizia, visto che le aveva annunciate subito dopo che il padre fondatore del partito Romano Prodi era stato impallinato da 101 franchi tiratori. “Si può dire – ammette Bersani – che le elezioni le abbiamo vinte o no ma alla prima prova non abbiamo retto e se non rimuoviamo il problema rischiamo di non reggere nelle prossime settimane e mesi. Insieme a difetti di anarchismo e di feudalizzazione si è palesato un problema grave di perdita di autonomia. Non si pensi che quanto successo sia episodio, c’è qualcosa di strutturale”. Ma nelle dichiarazioni che seguono non ci sono mea culpa. C’è la caccia alle responsabilità all’esterno. Si continua a difendere la strategia che ha avuto i risultati sotto gli occhi di tutti (cioè “rovinosa”, come l’ha definita Stefano Rodotà). Quindi abbasso le critiche, abbasso i social network. La direzione ha applaudito Bersani che criticava “una deriva personalistica” del partito e invitava a credere nel Partito Democratico. ”La metafora” della mancanza del rispetto del principio democratico interno, ha detto in direzione Bersani, “ce l’ha data Gherardo Colombo (che aveva detto di volersi iscrivere al Pd solo per bruciare la tessera, ndr) entro in uno spazio per mettere in luce la mia soggettività. E forse troveremo pure un circolo che gli darà la tessera. Oppure un parlamentare che prima di presentare gli emendamenti alla Finanziaria li mette su Facebook per avere suggerimenti”. Dario Franceschini la dice ancora più chiara e cioè che non si possono ascoltare né internet né le piazze: “Siamo davanti ad una scelta per la democrazia. Non abbiamo scelto Rodotà non perché non è un uomo della sinistra ma perché in un sistema non presidenziale decide il Parlamento, non la piazza. Mille, 5000 persone che impongono al Parlamento un presidente non va bene neanche se è San Francesco”. Alla fine ciò che resta è un dibattito sulla lana caprina. Al centro non c’è un confronto tra chi vuole e chi non vuole un governo insieme al centrodestra. Ma tra chi lo vuole più politico e chi meno. Franceschini è convinto che non si sta facendo “nessun governassimo o pasticcio: ma siamo a un bivio. Se usciamo dall’aggressività di un pezzo di Italia – ha proseguito – troviamo i problemi reali, come la Cig da rifinanziare o l’Iva che aumenta di un punto da luglio. O ci facciamo carico di un po’ di impopolarità anche nel nostro mondo o ci intimoriamo, inseguiamo e andiamo alle elezioni. E tanto Grillo e Berlusconi non hanno nulla da perdere”. Matteo Orfini prova a raddrizzare la mira: “Napolitano ha chiesto qualcosa, di assumersi una responsabilità, non di cederla a lui, come mi sembra sia il documento che viene proposto in direzione”. Ma appena Orfini parla di “paletti” nella delega a Napolitano la sala lo sovrasta con un brusio di scandalo.Anna Finocchiaro intende galvanizzare: bisogna metterci la faccia, dice, “mettendo a disposizione proprie personalità, evitando un governo tecnico. E si lamenta perché “forse i gruppi dirigenti vanno anche minimamente tutelati: continuo a essere aggredita come Dario, Rosy e molti altri”. “Ci vuole un governo politico!” spinge il mancato presidente Franco Marini e Bersani gli fa complimenti pubblici: “Che non potesse essere un presidente della Repubblica non mi convincerete mai, dite quello che volete…”. Rosy Bindi vuole un governo “di scopo”, “del presidente”, con meno politici. Umberto Ranieri, più napolitaniano di Napolitano, è l’unico che lancia il nome di Matteo Renzi (che alla fine tramonta per primo). Francesco Boccia non vede vie di uscita: “Non possiamo più permetterci di restare in mezzo al guado con il Parlamento diviso in tre blocchi”. E quindi la soluzione è una: governare con Berlusconi”. (www.ilfattoquotidiano.it)
Intanto, è stata rinviata, a data da estinarsi, la direzione regionale, prevista per venerdì prossimo, a Oristano, in via Canepa, che sabebbe dovuto essere il primo incontro tra i big (si fa per dire) sardi, dopo il flop di Bersani per l'elezione del presidente della Repubblica. Flop che, oltre alla figuraccia davanti al Paese, ha avidenziato quanto sia spaccato al suo interno il Partito democratico. Anche in Sardegna correnti e correntine non si contano e appare, quindi, quanto mai opportuno uscire al più presto dalla secche dove è finito il partito, a causa della disosastrosa conduzione del simil-segretarario regionale Silvio Lai. Un congresso che faccia una bella pulizia non è ormai più procrastinabile, anche se fa specie che a chiederlo con una certa insistenza siano, fra gli altri, tanti rappresentanti del Pd che fino a ieri dormivano sonni tranquilli, come se attorno a loro nulla stesse accadendo. Persone che hanno condiviso primarie chiuse, fasulle e pilotate (che hanno permesso a Barsani e Silvio Lai di fare il bello e il cattivo tempo), accettendo decisioni cervellotiche (che spesso si sono ritorte contro) senza neppure tentare la minima protesta, pur di mantenere il proprio sederino al calduccio. La ricerca di un nuovo posizionamento, dopo le dimissioni di Bersani, è già iniziata e molti sono pronti a balzare sul carro del vincitore, chiunque esso sia. Ecco perchè ribadiamo che, anche in Sardegna, visto il buio in cui è sprofondato il Pd (a cui gli elettori sardi hanno impartito una sonora lezione), gli attuali dirigenti, a tutti i livelli e al di là dell'età, vanno "rottamati" al più presto.
Altre notizie:
Anche il Comune di Oristano dirà la sua sul progetto Eleonora della Saras, finalizzato alla ricerca di gas metano nella piana di Arborea. Ad annunciarlo il sindaco della città Guido Tendas, al termine di tre ore di confronto che ha portato a palazzo degli Scolopi i vertici della multinazionale petrolifera e il Comitato No al progetto Eleonora. Il dibattito nel pomeriggio ha preso il via alle 15 in punto con l’intervento dei rappresentanti della Saras, che hanno lasciato l’aula alle 16.30 per far posto ai delegati del Comitato No al progetto Eleonora. Un cambio obbligato, previsto dalla scaletta dei lavori del Consiglio comunale, per evitare l’incontro tra le parti e mantenere il dibattito su toni equilibrati. Tantissime sono state le domande di carattere tecnico fatte in aula dai consiglieri di entrambi gli schieramenti, che non hanno formulato tuttavia giudizi politici sul progetto. A ribadire le posizioni della Saras e rassicurare tutti sui vantaggi che potrebbero arrivare dal gas metano c’erano il direttore della pianificazione sviluppo industriale Giuseppe Citterio e il responsabile del progetto Eleonora Giulio Casula. Tutto in regola, secondo i rappresentanti della società, che hanno ribadito come il gas metano sia una fonte di energia che fa risparmiare e minimi sono i rischi ambientali a cui si andrebbe incontro. Di diverso parere i referenti del Comitato No al Progetto Eleonora. In aula hanno portato esempi concreti delle problematiche riscontrate dalla popolazione nei luoghi in cui i pozzi estrattivi sono già una realtà. E dopo aver disertato l’assemblea pubblica che sabato scorso ha portato la Saras ad Arborea, adesso il Comitato No al Progetto Eleonora attende l’incontro con la Saras previsto all’interno della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale. Incontro non ancora fissato, ma che avverrà tra il 5 e il 25 maggio. (www.linkoristano.it)
E' passata con i voti della sola maggioranza la proposta di legge finanziaria all'esame della commissione Bilancio del consiglio regionale, anche se sulle ipotesi di modifica presentate dalle opposizioni ci sono state aperture da parte della maggioranza. A convincere pare sia, soprattutto, la proposta del Pd di ridurre l'Irap per le imprese. Certo, si pone il problema della copertura ma c’è l'impegno a trovare una soluzione. "Occorre tagliare le spese inutili che ancora ci sono, e pensiamo ad un emendamento unitario da portare in aula - ha sostenuto il vicepresidente della commissione Bilancio, Franco Sabatini -. Stessa cosa per il fondo unico agli enti locali, per il quale siamo d'accordo sul fatto che non possa essere sottoposto per due volte ai vincoli del patto di stabilità, prima statale e poi regionale. La proposta di toglierlo dal computo di quello regionale potrebbe essere la soluzione condivisa per liberare risorse". Tra gli emendamenti del centrosinistra accolti figura anche quello che prevede uno stanziamento di due milioni per il servizio civile.
Il consiglio regionale ha approvato la proposta di legge che prevede “Disposizioni urgenti in materia di lavoro e nel settore sociale”, arrivato in aula per accordo dei capigruppo e con procedura accelerata. Il testo approvato prevede che i lavoratori precari di Csl, Cesil e delle Agenzie di sviluppo locale siano trasferiti all'Agenzia regionale per il lavoro, mantenendo la tipologia contrattuale in essere alla data di approvazione della legge o l'ultimo contratto operante negli ultimi diciotto mesi. In attesa del riordino "…il personale continua ad operare con le stesse funzioni precedentemente svolte presso gli enti territoriali di provenienza, al fine di dare continuità e garantire le competenze delegate". L'Agenzia regionale deve adeguare, qualora necessario, la propria pianta organica e avviare, entro novanta giorni, le procedure per l'espletamento di "corsi-concorso" con riguardo alla esperienza lavorativa maturata: il tutto entro il 31 dicembre di quest'anno.
E' stato ricostituito, in consiglio regionale, il gruppo "Sardegna è già Domani". Ne fanno parte Mario Diana, Claudia Lombardo, Nanni Campus, Massimo Mulas ed Efisio Arbau. Il gruppo ha eletto l' ufficio di presidenza composto dal presidente Diana, dal vicepresidente Arbau e dall'amministratore-segretario Campus, Diana è stato, inoltre, designato a rappresentare “Sardegna è già Domani” nelle commissioni III (Bilancio) e IV (Urbanistica), Arbau nella V commissione (Agricoltura), Mulas nella VI (Industria) e Campus nella VII (Sanità).
Dall’ottimo Ufficio stampa del comune di Oristano riceviamo, e pubblichiamo, un comunicato bilingue:
1) Duas dies pro pensare e aprofundire duos fatos de s’istòria chi tenent un’importàntzia manna pro sa Sardigna e s'Itàlia. Ocannu, pro ammentare su 25 e su 28 de abrile, su Comune de Aristanis at ammaniadu unu programma de initziativas pùblicas pro chi siant regordados sos balores ligados a sa Festa de sa Liberatzione e a sa Die de sa Sardigna. “S'importàntzia de custas duas dies est manna meda – narat su Sìndigu Guido Tendas. Su 25 de abrile est pro totus sos italianos, su 28 pro totus sos sardos. Duas dies chi tenent a cumòniu balores comente sa democratzia e sa libertade, balores semper bios chi nos devent fàghere frimare a pensare. Essende un'istitutzione a curtzu a sa gente, su Comune tenet su dovere, e non morale ebbia, de ammentare s'istòria e sas resones de custas festas, de nos ammentare su sacrifìtziu de chie at dèpidu gherrare pro amparare custos ideales, finas pro formare una cussèntzia tzivile intre sos giòvanos”. “Su 25 de abrile, paris cun s'Assòtziu natzionale partigianos de Itàlia e s'Assòtziu “d’altra parte” e cun s’agiudu de sa Fundatzione Bancu de Sardigna amus a regordare sa liberatzione dae sos nazifascistas chi at portadu a un’Italia fundada subra sa democratzia e sa libertade – atzunghet su Sìndigu Tendas -. Su 28 de abrile est sa die de su pòpulu sardu, nàschida gràtzias a su Consìgiu Regionale pro ammentare sos abollotos de su 28 de abrile de su 1794 chi aiant costrintu su vitzerè piemontesu a si nche fuire dae Casteddu, signende s’illoidura de su pòpulu sardu”. “Oe, comente a s’ora, democratzia e libertade devent èssere balores de tènnere in cunsìderu ma, su prus de sas bortas, non ddis damus cabu – narat Tendas. Imbetzes, ischimus bene chi sa crisi econòmica, chi est divenende finas sotziale, podet cunditzionare custos printzìpios. A custas duas dies si nd’at a atzùnghere un’àtera, su primu de Maju, fata paris cun sos sindacados: unas cantas initziativas chi ant a tènnere a tema su traballu”. Giòbia, su 25 de abrile, sa festa de sa Liberatzione at a èssere ammentada cun una tzerimònia fata in prus logos. A mangianu in su teatru Antonio Garau: a pustis de s’introduida fata dae su responsàbile de s’ANPI de Aristanis, Carla Cossu, Marcella Mura at a lègere carchi passu chi faeddat de sa resistèntzia. Su grupu de latones “the friends five” e sa banda giovanile Giuseppe Verdi de Terralba ddos ant a acumpangiare cun sa mùsica sende chi, su cummentu gràficu, at a èssere faina de Marco Lorenzetti paris cun sa Biblioteca Gramsciana. Su tzentru pro s’autonomia at a propònnere sa mustra fotogràfica “istantaneamente”. A sero, in sa sala de sos Evangelistas, in su palatzu de sos Iscolòpos, b’at a èssere sa tzerimònia ufitziale cun una cunferèntzia de Andrea Deffenu, de s’Universidade de Casteddu. Dae sas oto e mesu de sero, in Pratza Eleonora, b’at a èssere su Cuncursu Musicale “Libera la musica”. Sa festa pro sa Die de sa Sardigna at a èssere fata duas dies in antis, chenàbura su 26 de abrile, a sas bator de sero: in sa Sala de sos Evangelistas, palatzu de sos Iscolòpos, b’at a èssere su cunvegnu “Pòpulu e sennores de sos Campidanos a su tempus de sa gherra contra de su feudalèsimu (1780-1812)”. A pustis de sos saludos de su Sìndigu Guido Tendas ant a faeddare: Mario Cubeddu “Chie cumandaiat in Aristanis a su tempus de su Marchesadu”, Giampaolo Mele “Cultu e cantos in limba in su setighentos aristanesu”, Pierpaolo Medda “Sos abollotos de su 1794 in Aristanis”, Piero Marcialis “Sa die de s’acciappa” e Salvatore Cubeddu “S’importàntzia de connòschere s’istòria”.
2) Due giornate dedicate alla riflessione e all’approfondimento della storia di due momenti che rivestono grande importanza per la Sardegna e per l’Italia. Quest’anno, in occasione del 25 e 28 Aprile (con l’anticipazione delle iniziative al 26) il Comune di Oristano promuove un programma di inziative pubbliche con le quali vuole esaltare i valori legati alla Festa della Liberazione e a Sa Die de sa Sardigna. “Il valore simbolico di queste due date è altissimo – osserva il Sindaco Guido Tendas -. Il 25 Aprile lo è per tutti gli italiani, il 28 per l’intera comunità sarda. Due giornate accomunate dall’esaltazione della democrazia e della libertà, valori sempre attuali sui quali abbiamo il dovere di soffermarci e riflettere. Come istituzione più vicina al paese reale, il Comune ha il dovere, non solo morale, di ricordare gli avvenimenti che hanno portato alle celebrazione di queste feste, ricordando il sacrificio di chi ha combattuto in nome di questi ideali e favorendo la formazione di una coscienza civile tra le giovani generazioni. Un contributo lo daremo anche attraverso la trasmissione in diretta streaming sul sito istituzionale e sulle elmittenti locali dei momenti principali dei due appuntamenti”. “Io mi sento un Sindaco partigiano – ha detto Tendas -. Come i partigiani mi sento impegnato a difendere il popolo nei confronti dello Sato che li maltratta, che strangola i comuni e le imprese”. “Il 25 aprile, con l’Associazione nazionale partigiani d’Italia e l’Associazione d’altra parte e il sostegno della Fondazione Banco di Sardegna, celebreremo la Liberazione dall’occupazione nazifascista, che ha portato alla ricostruzione di un Italia basata su democrazia e libertà – ricorda il Sindaco Tendas -. Il 28 aprile è la giornata del popolo sardo, istituita dal Consiglio Regionale per ricordare la sommossa del 28 aprile 1794 che costrinse alla fuga da Cagliari del viceré e dei Piemontesi segnando il riscatto della popolazione isolana”. “Oggi come allora democrazia e libertà devono essere valori assoluti, ma troppo spesso sono dati per scontati – aggiunge Tendas -. Invece, sappiamo quanto la crisi, che da economica sta scivolando sempre più nel sociale, può incidere anche su questi principi. A queste due giornate se ne aggiungerà una terza, in occasione del 1° Maggio, in collaborazione con i sindacati, con una serie di iniziative sui temi del lavoro”. In prima fila nell’organizzazione delle celebrazioni per il 25 Aprile la sezione oristanese dell’ANPI: “L’Associazione partigiani d’Italia si è costituita a Oristano nel 2012 e raccoglia già una cinqunatina di iscritti – ha spiegato la responsabile locale Carla Cossu -. È un’associazione che ha motivo di esistere perché rappresenta e difende gli stessi ideali i dirittti fondamentali per i quali i aprtigiani hanno combattuto durante la guerra”. Giovedì 25 Aprile la Festa della Liberazione sarà ricordata con una celebrazione itinerante. La mattina al teatro Antonio Garau , dopo l’introduzione della responsabile dell’Anpi di Oristano Carla Cossu, saranno proposte alcune letture sulla Resistenza a cura di Marcella Mura. Il gruppo di ottoni “The friends five” e la banda giovanile Giuseppe Verdi di Terralba garantiranno l’accompagnamento musicale, mentre il commento grafico sarà curato da Marco Lorenzetti in collaborazione con la Biblioteca Gramsciana. Il Centro per l’autonomia proporrà la mostra fotografica “Istantaneamente”. Nel pomeriggio, nella Sala degli Evangelisti, a Palazzo degli Scolopi, si svolgerà la cerimonia ufficiale con una conferenza di Andrea Deffenu dell’Università di Cagliari. Dalle 20,30 in Teatro il concorso musicale “Libera la musica”. Le celebrazioni per Sa Die de sa Sardigna saranno anticipate a giovedì 26 Aprile, alle 16, con un convegno in programma nella Sala degli Evangelisti, a Palazzo degli Scolopi, su “Popolo e signori dei Campidani al tempo della rivolta contro il feudalesimo (1780-1812)”. Dopo il saluto del Sindaco Guido Tendas interverranno Mario Cubeddu su “La classe dirigente oristanese ai tempi del Marchesato”, Giampaolo Mele su “Culto e canti in limba nella Oristano del Settecento”, Pierpaolo Medda su “I moti del 1794 ad Oristano”, Piero Marcialis su “Sa die de s’acciappa” e Salvatore Cubeddu su “Perché conoscere la storia”.
E questo, su Sa die de sa Sardigna, è il comunicato della Provincia di Oristano: “Pur in un momento di grande difficoltà economica, che non consente, purtroppo, di promuovere alcuna iniziativa concreta, l'assessorato provinciale alla Pubblica Istruzione e Cultura, e la medesima Commissione provinciale, intendono ugualmente ricordare “Sa Die de sa Sardigna” come Giornata del popolo sardo, festa istituita dal Consiglio Regionale il 14 settembre 1993. Tale importante ricorrenza, vuole rievocare la sommossa del 28 aprile 1794, che costrinse alla fuga da Cagliari il viceré Balbiano e determinò l'espulsione dei Piemontesi, segnando di fatto il riscatto della nostra popolazione isolana. La Provincia ritiene la Giornata un momento dedicato ad occasione di approfondimento, di riflessione e dibattito sul disagio che ancora oggi il popolo sardo vive, auspicando una presa di coscienza da parte di tutti i cittadini e le cittadine sulla necessità di affrancarsi dalle condizioni di malessere sociale. Si auspica che in occasione de Sa Die de Sa Sardigna vengano promossi, nelle scuole di ogni ordine e grado, appositi spazi di approfondimento che certamente gli insegnanti e i Dirigenti Scolastici sapranno, come sempre, adeguatamente promuovere.
Una mozione, addirittura urgente e di primaria importanza per le sorti economiche della amministrazione comunale di Oristano, è stata presentata dai consiglieri comunali dell’Udc, Giuseppe Puddu, Giuliano Uras e Roberto Pisanu. Questo il testo: “Premesso e rilevato che: il decoro e il rispetto delle regole è stato uno dei cardini del programma di governo del Sindaco della nostra Città dell’attuale Amministrazione Comunale; anche nella nostra città continua il diffondersi dei distributori automatici di cibi, bevande e caffè; i detti distributori automatici si trovano collocati in svariati uffici e locali pubblici, tra cui la Casa Comunale e il Tribunale della nostra città. Appreso che: alcuni di detti distributori parrebbe siano stati collocati senza alcuna autorizzazione da parte dell’Amministrazione Comunale; per alcuni degli stessi l’amministrazione Comunale parrebbe essersi fatta carico, sino a oggi, del consumo dell’ energia elettrica necessaria al loro funzionamento; per il posizionamento dei predetti distributori l’Amministrazione Comunale sino ad oggi, parrebbe non aver avuto alcun ritorno economico. Considerato che: il proliferarsi delle dette attività, se non correttamente regolamentata, potrebbe alterare/intaccare negativamente il tessuto commerciale locale. Preso atto che per quanto è dato sapere, la fattispecie creatasi all’interno dei locali Comunali e del locale Tribunale, potrebbe aver creato una distorsione all’unica attività Commerciale “autorizzata” dell’Amministrazione Comunale a seguito di aggiudicazione d’asta pubblica; la predetta distorsione parrebbe essersi tradotta in un consequenziale danno per le già esigue casse dell’Amministrazione Comunale. Tutto quanto sopra premesso, con la presente mozione oltre a chiedere chiarimenti in merito a tutti i punti e ai dubbi sollevati, impegnano il Signor Sindaco e la Giunta tutta ad intraprendere e adottare, con la dovuta sollecitudine, tutte le misure necessarie per regolamentare la presenza di distributori di cibi, bevande e caffè all’interno della Casa Comunale nonché in tutti gli uffici e locali pubblici riconducibili all’Amministrazione stessa; porre in essere tutti gli atti dovuti e necessari al fine di rendere l’esercizio dell’attività commerciale di distribuzione automatica di cibi, bevande calde, fredde, snacks e caffè, svolta all’interno di locali di proprietà Comunale, economicamente conveniente all’ Amministrazione stessa e, comunque, mai distorsiva o in concorrenza con eventuali attività commerciali già autorizzate ad operare nella stessa struttura”. La mozione dell’Udc verrà discussa in consiglio comunale martedì 7 maggio, alle 16. Lo stesso giorno si parlerà anche di rifiuti, grazie a una mozione presentata dai consiglieri della minoranza, e dei lavori di manutenzione sulle strade rurali (interpellanza presentata da Mauro Solinas di Fortza Paris e Andrea Lutzu del Pdl).
Oristano anche quest’anno parteciperà alle Cartoniadi. La manifestazione, presentata questa mattina, a Cagliari, nel corso di una conferenza stampa, è una vera e propria gara, che si svolgerà nel mese di maggio e coinvolgerà, in Sardegna, nove comuni (Oristano, Alghero, Cagliari, Carbonia, Lanusei, Olbia, Sassari, Tempio Pausania, Villacidro) e una popolazione di circa 375 mila abitanti. I cittadini dovranno attivarsi per conferire più carta e cartone possibile, senza impegni particolari, ma semplicemente cercando di differenziare correttamente la carta e il cartone. Ogni comune si misurerà con se stesso, cercando di migliorare la quantità e la qualità della raccolta rispetto a quanto fatto precedentemente. Vincerà il comune che otterrà il miglior incremento percentuale della raccolta della carta e del cartone effettuata dalle famiglie. “Oristano, da anni in prima fila nella raccolta differenziata, accetta la sfida per migliorare e migliorarsi – ha osservato l’assessore comunale all’Ambiente, Efisio Sanna -. Partecipiamo per sensibilizzare i cittadini alle tematiche ambientali e, in particolare, alla raccolta differenziata, rassicurandoli sul corretto funzionamento del ciclo di carta e cartone, visto che tutto quello che viene raccolto viene effettivamente avviato a riciclo. Nel mese della competizione punteremo a un aumento della quantità e della qualità, badando a garantire una raccolta corretta, considerando che la presenza di altri tipi di rifiuto compromettono la lavorazione in piattaforma e il riciclo in cartiera. Inoltre, nei sei mesi successivi alla competizione, si punterà al consolidamento dell’auspicabile incremento della quantità e della qualità della carta e del cartone”. Il comune vincitore si aggiudicherà 30 mila euro, messi in palio dalla Regione. Al secondo classificato andranno 15 mila euro e al terzo 5 mila, messi in palio dal consorzio Comieco. L’importo è destinato alla realizzazione di opere, erogazione di servizi, effettuazione di iniziative d’interesse del comune e della comunità di riferimento.
Giovedì 25 aprile e mercoledì 1° maggio il servizio di raccolta differenziata dei rifiuti, a Oristano, sarà assicurato regolarmente.
Il 28 aprile è la “Giornata Mondiale Vittime Amianto”, istituita per ricordare gli effetti dell’amianto in tutto il mondo e i milioni di vittime a causa del suo utilizzo. Nell'Oristanese l'amianto è stato utilizzato in maniera più ampia rispetto ad altri territori, visto che, in Sardegna, le fabbriche che producevano manufatti di cemento amianto si trovavano a Marrubiu e Oristano. In occasione di questa giornata, l'Associazione Regionale ex-Esposti Amianto di Oristano, in collaborazione con l'assessorato provinciale all'Ambiente e il comune di Marrubiu, ha organizzato un incontro-dibattito sul tema "Amianto ieri e oggi, rischi della salute e difesa dell'ambiente dal rischio amianto". La manifestazione si terrà sabato 27 aprile, alle 16, presso il centro di aggregazione giovanile di Marrubiu, che prenderà il via con l'inaugurazione della mostra fotografica e documentale sulla vertenza dei lavoratori del settore cemento-amianto della Cema Sarda e della Sardit. "Al problema amianto l'assessorato all'Ambiente della Provincia di Oristano ha sempre riservato notevole attenzione - ha ricordato l'assessore provinciale Emanuele Cera -, e questo ha consentito, negli ultimi anni, l'acquisizione di importanti risorse ( il finanziamento più alto in Sardegna) per il suo smaltimento.
Gli uffici della Provincia di Oristano resteranno chiusi nella giornata di venerdì 26 aprile 2013, compresi i Centri Servizi per il lavoro dislocati nel territorio ed il Servizio Inserimento mirato. Verranno comunque assicurati i servizi di pronta reperibilità.
Niente più pancetta per i dipendenti dell'Asl di Oristano, quasi un migliaio, destinatari di un programma contro l'obesità predisposto dall'Unita' operativa di Igiene della nutrizione del Servizio di Igiene degli alimenti e della nutrizione dell'Azienda sanitaria. L'iniziativa si chiama "Uso la testa, uso le gambe" e prevede una serie di buone pratiche, tra le quali l'utilizzo delle scale interne piuttosto che l'ascensore, lo yogurt e la frutta invece che gli snack ipercalorici per lo spuntino di metà mattina, e andare al lavoro in bicicletta anzichè in auto. E' inclusa nel progetto anche la scala della salute: il vano scala della sede legale Asl diventerà una sorta di palestra che ad ogni piano ospiterà un'installazione, su cui saranno contenute utili informazioni su esercizio fisico e stili di vita, oltre che una sorta di misurazione delle calorie bruciate ad ogni rampa. Sono in programma l'installazione dei distributori di alimenti sani (frutta e yogurt) e il posizionamento delle rastrelliere per biciclette, per incentivare l'utilizzo delle due ruote per raggiungere il posto di lavoro.
Giovedì 25 aprile riapriranno, a Fordongianus, i bagni termali “Is Bangius”, gestiti dalla cooperativa Forum Traiani. La struttura, che era inagibile da tre mesi a causa delle continue piene del fiume Tirso, sarà nuovamente operativa sia al mattino che nel pomeriggio. Per l’occasione, la cooperativa Forum Traiani ribadissce l’invito a visitare gli altri siti culturali, come le Terme Romane, la Casa Aragonese e la Chiesa duecentesca dedicata a San Lussorio.
Di pig (del 20/04/2013 @ 18:30:13, in politica, linkato 1269 volte)
Giorgio Napolitano è stato rieletto Presidente della Repubblica. E' il primo caso nella storia della Repubblica. "Nella consapevolezza delle ragioni che mi sono state rappresentate, e nel rispetto delle personalità finora sottopostesi al voto per l'elezione del nuovo Capo dello Stato, ritengo di dover offrire la disponibilità che mi è stata richiesta", aveva sottolineato Napolitano annunciando la sua disponibilità “forzata” a un secondo mandato al Quirinale. "Naturalmente, nei colloqui di questa mattina, non si è discusso di argomenti estranei al tema dell'elezione del Presidente della Repubblica. Mi muove in questo momento il sentimento di non potermi sottrarre a un'assunzione di responsabilità verso la nazione, confidando che vi corrisponda una analoga collettiva assunzione di responsabilità", aveva aggiunto il capo dello Stato. Per la prima volta nella storia della Repubblica, un presidente ha, quindi, ricevuto la richiesta di ricandidarsi per un secondo settennato e, per la prima volta, ha accettato ed è stato rieletto (con 738 voti). Non era mai successo nemmeno con il pur popolarissimo Luigi Einaudi, a cui, nel 1955, successe Giovanni Gronchi. Il quale a sua volta fu protagonista di un "unicum": tentò lui di farsi rieleggere, con l'aiuto di 90 franchi tiratori, nonostante la Democrazia Cristiana avesse scelto per la successione Antonio Segni. Quella volta, comunque, la spuntò Segni. Si tratta così del secondo "primato" per Giorgio Napolitano, dopo quello di primo ex comunista ad assurgere al Colle. Dal canto suo, Beppe Grillo ha chiamato “…alla mobilitazione popolare contro il colpo di Stato in atto con la rielezione di Giorgio Napolitano. Ci sono momenti decisivi nella storia di una Nazione – ha detto Grillo – e oggi, 20 aprile 2013, è uno di quelli. E' in atto un colpo di Stato. "Il M5S da solo non può, però, cambiare il Paese. E' necessaria una mobilitazione popolare. Dobbiamo essere milioni. Non lasciatemi solo o con quattro gatti. Di più non posso fare. Qui o si fa la democrazia o si muore come Paese. Pur di impedire un cambiamento – ha proseguito Grillo - sono disposti a tutto. Sono disperati. Quattro persone: Napolitano, Bersani, Berlusconi e Monti si sono incontrate in un salotto e hanno deciso di mantenere Napolitano al Quirinale, di nominare Amato presidente del Consiglio, di applicare come programma di Governo il documento dei dieci saggi di area Pdl/Pd, che tra i suoi punti ha la mordacchia alla magistratura e il mantenimento del finanziamento pubblico ai partiti. Nel Dopoguerra, anche nei momenti più oscuri della Repubblica, non c'è mai stata una contrapposizione così netta, così spudorata tra Palazzo e cittadini. Rodotà era la speranza di una nuova Italia, ma è sopra le parti, incorruttibile. Quindi pericoloso. Quindi non votabile. Il MoVimento 5 Stelle ha aperto gli occhi ormai anche ai ciechi sull'inciucio ventennale dei partiti”. Intanto, in piazza Montecitorio sono proseguite, per lungo tempo, le proteste della folla assiepata dietro alle transenne. I manifestanti, in maggioranza elettori e attivisti del M5S, ma anche tanti elettori delusi del Pd (alcuni hanno strappato la tessera davanti alle telecamere), hanno accolto la notizia della rielezione di Napolitano con “buuuu” e i fischi, hanno intonato cori come “tutti a casa”, “vergogna, vergogna”, e “buffoni, buffoni”, manifestando così, non tanto la propria contrarietà nei confronti di Napolitano, ma contro “la vecchia politica” che ancora una volta si è opposta ad una richiesta di cambiamento da parte dei cittadini. Una cosa è certa: le elezioni del Presidente della Repubblica hanno evidenziato tutta la debolezza del Pd che, dimostrandosi un partito di carta, è imploso, anche grazie a un segretario che dimostrandosi fortemente inadeguato ha fallito su tutti i fronti e ha portato il partito allo sfascio. Quale che sia, quindi, il prossimo presidente del Consiglio che Napolitano nominerà, e comunque sia formato il prossimo Governo, il futuro del Paese, con un Pd così fortemente ridimensionato, non può che destare forte preoccupazione.
Altre notizie:
La presidente dell'assemblea regionale del Pd, Valentina Sanna, ha scritto al segretario Silvio Lai (bersaniano di ferro), sollecitandolo a convocare subito dopo il 25 aprile la direzione regionale del partito e a concordare la data per riunire l'assemblea. "I fatti dei giorni precedenti, che hanno caratterizzato l'elezione del presidente e determinato le dimissioni di Bersani e dell'intera segreteria nazionale - ha scritto Sanna in riferimento alle vicende che hanno portato alla conferma di Giorgio Napolitano alla presidenza della Repubblica -, non possono essere analizzati soltanto a distanza, sui giornali e i social network". Purtroppo, al momento, ai cittadini, alla base e ai dirigenti del Pd sardo non è dato di analizzare e discutere ciò che sta accadendo dentro contesti più istituzionali - ha affermato Valentina Sanna, rivolta a Lai -. Sono certa che accoglierai questa richiesta, considerando che non è solo la mia ma della maggior parte di coloro che guardano a noi con sgomento e preoccupazione. La Sardegna è purtroppo in balia di una crisi sempre più profonda e di un governo regionale senza bussola; i nostri amministratori non hanno più risorse per arginare la disperazione delle loro comunità. Per queste ragioni, e altre sulle quali avremo modo di confrontarci apertamente e con franchezza - ha concluso Sanna -, ti chiedo di convocare subito dopo il 25 aprile la direzione regionale e di concordare con me la data dell'assemblea regionale del partito".
La Saras ha confermato l'appuntamento del prossimo 11 maggio con i residenti di Marrubiu e Terralba, alle 11, nella sala Divina di Marrubiu, nonostante l'incontro di stamattina, ad Arborea, per presentare il progetto Eleonora agli abitanti della cittadina dell'Oristanese sia stato tutt'altro che un successo. "Siamo dispiaciuti che la maggior parte dei cittadini di Arborea e Santa Giusta non abbia preso parte alla presentazione del progetto", ha affermato Giulio Casula, responsabile del piano che prevede l'estrazione di gas naturale non lontano dalla stagno di S'Ena Arrubia. Mentre la Saras lo illustrava, infatti, il Comitato locale che si oppone alle trivellazioni, manifestava in piazza, ad Arborea. "Il nostro interesse è quello di fornire tutte le informazioni necessarie a consentire una valutazione consapevole e obiettiva del progetto - ha assicurato Casula -. E lo facciamo perchè solo ora, al termine dello studio di impatto ambientale, abbiamo tutti gli elementi oggettivi, tecnici e verificabili sul Progetto e sul suo reale impatto sul territorio". Secondo Casula “…quella che è stata rappresentata fino ad oggi è solo un'informazione parziale che riflette un punto di vista pregiudizialmente ostile. Per questo motivo abbiamo realizzato anche degli opuscoli informativi che le famiglie di Arborea e dei comuni limitrofi hanno ricevuto nei giorni scorsi". Il progetto Eleonora è osteggiato anche da alcuni gruppi ecologisti, oltre che dal comitato degli abitanti di Arborea e dintorni. Mentre all’Horse Country si teneva l’appuntamento con la Saras, ad Arborea circa mille persone protestavano nella "Marcia della terra" contro il progetto per l’estrazione di gas metano dal sottosuolo del paese. “Non ci interessa quello che ci vogliono dire - hanno detto i rappresentanti del Comitato “No al Progetto Eleonora” - perchè questo tipo di progresso e di industria che ci vogliono imporre non è compatibile con il nostro territorio". "Il nostro territorio - hanno aggiunto i ragazzi della Consulta giovanile di Arborea - siamo pronti a difenderlo in tutti i modi, con le buone, ma anche con le cattive se sarà necessario” (con tutto il rispetto, dov’erano finora i giovani della Consulta mentre i nitrati inquinavano, forse in modo irreversibile, il loro territorio? ndr). La manifestazione si è conclusa con le persone che hanno versato sacchetti di terra in un grande vaso, attorno alle radici di un acero minore, che diventerà il simbolo di quanti sono contrari alla trivellazione della Saras ad Arborea.
Il sindaco, Guido Tendas, e la giunta comunale di Oristano hanno visitato la Cantina sociale della Vernaccia. L’incontro, al quale ha partecipato anche il Presidente regionale della Lega delle cooperative, Claudio Atzori, segue quello effettuato allo stabilimento della Cao, a Fenosu, e rientra nel programma di visite che l’esecutivo sta conducendo nelle aziende che operano nel territorio. Gli amministratori comunali sono stati ricevuti dai dirigenti della Cantina che li hanno accompagnati in una visita nella storica sede del Rimedio. Tra antiche e pregiate botti e vini di alta qualità, ci si è soffermati anche davanti ai preziosi dipinti di Carlo Contini conservati in una delle sale della cantina. Il sindaco Tendas ha elogiato l’azienda che quest’anno compie 60 anni (ricorrenza che si appresta a celebrare nei prossimi mesi) e che ha saputo coniugare la migliore tradizione vitivinicola locale alle nuove tecniche produttive e alle esigenze del mercato riuscendo, nelle scorse settimane, a ottenere un prestigioso riconoscimento a Verona, dove in occasione del Vinitaly è stata premiata con la Gran Medaglia di Cangrande e l'onorificenza di Benemerito della vitivinicultura italiana.
Mercoledì 24 aprile, presso l’Hotel Palace Mariano IV, a Oristano, si svolgerà l’assemblea territoriale dell’Anteas, l’Associazione nazionale di tutte le età attive per la solidarietà, che celebrerà anche il congresso provinciale. I lavori, secondo una nota della presidenza, saranno suddivisi in due parti. La prima, alle 9, prevede il saluto del presidente Francesca Marongiu, l’esame e l’approvazione dei bilanci consuntivo del 2012 e preventivo 2013, illustrati da Pasqualina Sio, la relazione del presidente del collegio dei sindaci, Efisio Maccioni, cui seguirà il dibattito, l’approvazione dei bilanci e il tesseramento 2013. La seconda parte dell’assemblea sarà invece dedicata alla parte congressuale. L’Anteas è l’Associazione di volontariato che, lo scorso anno, si è particolarmente distinta nelle attività di promozione sociale, affrontando i temi della sicurezza e della tutela delle persone anziane, delle indigenze e dei servizi, dell’integrazione con le giovani generazioni. Come molti ricorderanno, l’Anteas ha destinato il fondo del 5 per mille per l’acquisto e la successiva donazione di sei defibrillatori ai centri sportivi di Mogoro, Sedilo e Cuglieri, all’Istituto Tecnico Industriale e al Liceo Scientifico di Oristano, al Coni provinciale.
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23/05/2013 @ 19.29.28
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