Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di pig (del 12/11/2007 @ 16:08:54, in cronaca, linkato 536 volte)

“La città piange Gianni Solinas. Ci addolora l’improvvisa scomparsa di un grande amico, con cui abbiamo condiviso battaglie e progetti. La Giunta, il Consiglio comunale e l’intera città perdono una persona straordinaria, che ha dedicato tanti anni della sua vita alla crescita sociale ed economica di Oristano”.

 

Il Sindaco di Oristano, Angela Nonnis, esprime il cordoglio della comunità oristanese per la scomparsa dell’Assessore comunale all’Urbanistica, Gianni Solinas.

 

Dopo aver appreso la notizia, questa mattina, il Sindaco Nonnis ha lasciato il Palazzo della Regione, dove stava partecipando a una riunione, con il Presidente Renato Soru e i rappresentanti delle istituzioni e delle forze sociali dell’oristanese, per andare a rendere omaggio alla salma e porgere la solidarietà e il cordoglio della città ai familiari.

 

Il Sindaco Nonnis, rientrata in Comune, ha riunito la Giunta, ha proclamato il lutto cittadino per la giornata di domani, quando si svolgeranno i funerali, ha fatto allestire la camera ardente nella Sala Giudicale del Palazzo degli Scolopi, che resterà aperta dalle 8 alle 20, e ha fatto issare le bandiere a mezz’asta in segno di lutto.

 

Un picchetto d'onore, insieme ad amministratori, amici e personale del Comune di Oristano, veglierà sulla salma nella camera ardente, dove è stato messo a disposizione un registro per le firme di chi vorrà lasciare una testimonianza.

 

I funerali si svolgeranno domani, martedì 13 Novembre, alle 16, nella Cattedrale di Santa Maria.

 
Di greg (del 11/11/2007 @ 12:11:56, in cronaca, linkato 424 volte)

Dopo tanti morti ammazzati, dopo le stragi del sabato sera, le ansiolitiche diatribe politiche, il continuo ricordarci che stiamo diventando, giorno per giorno, sempre più poveri, ecco che, all’improvviso, all’interno del telegiornale della sera, fa capolino, finalmente, una notizia che ci apre il cuore, ormai inaridito da tante brutture. Immediatamente, alziamo il viso, sempre più cupo, dal piatto della cena, e guardiamo con attenzione la tv. A New York, città non certo facile, sotto tutti i punti di vista, si è, infatti, consumata una favola d’altri tempi. Ecco la storia:

Su un vagone della metropolitana, un ragazzo vede una ragazza, e, dopo un lungo ed intenso sguardo, lui capisce che quella sarà la donna della sua vita. Non fa in tempo, però, a pensare alla maniera per poterla avvicinare, che, all’improvviso, tra una stazione e l’altra, la perde di vista.
Il ragazzo non si da pace. La cerca dappertutto. Torna per giorni sulla stessa linea della metropolita, ma niente, lei è sparita nel nulla.
E allora che fa? Come tanti giovani, crede che l’unico modo per risolvere il suo grande problema sia internet. Apre un sito, racconta la storia, fa un disegnino, una sorta di identikit di quella che potrebbe essere la sua principessa, si descrive anche lui nei minimi particolari, e chiede a tutti di aiutarlo a ritrovare la ragazza dei suoi sogni. E, in un attimo, tutta la città partecipa alla spasmodica ricerca.
Per tre giorni il telefono non smette mai di suonare: migliaia le ragazze che si riconoscono in quel disegno e lo chiamano; molte gli mandano la foto. Ma tutte si rivelano solo false speranze. Dopo giorni, quando il ragazzo è ormai in preda al pessimismo, ecco materializzarsi sul telefonino la foto della sua cenerentola.
Finalmente l’ha trovata!
Al massimo della felicità, dalle pagine del suo sito, ringrazia di cuore tutta la città, che ha contribuito a realizzare il suo sogno. Una città come New York, che, nonostante tutti i suoi problemi, per qualche giorno ha voluto vivere, con questo intraprendente ragazzo, una romantica favola. Dopo i doverosi ringraziamenti, il giovane chiude il sito, rassicurando i lettori che l’incontro con la ragazza avverrà entro breve tempo, e “se son rose...fioriranno”
Felici come non lo eravamo da tempo, abbiamo vissuto intensi minuti di romanticismo, ma all’improvviso il cronista, cinico, come solo i giornalisti sanno essere, ci pianta nel cuore una spina e un tarlo nel cervello, riportandoci alla dura realtà. Lui è un grafico pubblicitario, lei lavora nel campo della moda: “Che sia tutta una montatura pubblicitaria?”.
Smorziamo il sorriso, e riabbassiamo, mesti, il viso sul piatto della cena.

 
Di pig (del 11/11/2007 @ 11:49:57, in cronaca, linkato 552 volte)

E’ proprio così: nessuno è profeta in patria. Tanto il piano paesaggistico regionale (e, di conseguenza, il suo “assessore di riferimento”, Gian Valerio Sanna, e il presidente della Regione, Renato Soru) è criticato in Sardegna, tanto è apprezzato nel resto d’ Italia e in gran parte d’Europa. In regioni e nazioni, cioè, dove hanno capito l’importanza delle norme per la tutela ambientale, che non devono essere considerate un freno per lo sviluppo (così come strumentalmente strombazza da tempo il centro-destra), ma un prezioso contributo, un investimento, di cui fruiranno, in particolare, le generazioni future. Certo viene difficile capire, o fingere di non capire, questi concetti di facile interpretazione, quando si vogliono difendere palazzinari e speculatori, che, fino a qualche tempo fa, considerato che dal punto di vista normativo imperava il caos, hanno fatto scempio delle coste a loro piacimento, con la connivenza di una classe politica “ambientalmente amorfa”.
Se così non fosse, non si riuscirebbe a capire il perché il presidente Soru sia stato nominato, recentemente, dall’Unesco (l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura) “Ambasciatore per le coste”, e come mai la Sardegna sia stata giudicata, dalla prestigiosa rivista americana “Nazionale Geographic Traveler”, l’isola più incontaminata d’Italia e la trentunesima assoluta nel mondo.
Intanto, il Ppr va avanti. Entro breve tempo dovrebbe essere completato il Piano degli ambiti interni, in modo tale che, entro il mese, la giunta regionale possa approvarlo definitivamente.
La conferma dell’importanza del Piano paesaggistico della Sardegna, la si è avuta nella tre giorni dedicata al paesaggio, promossa dal Fai (il Fondo per l'ambiente italiano), ad Assisi, dove si sono si confrontati, su vari temi relativi alla sostenibilità ambientale, esperti, studiosi, amministratori regionali e nazionali.
I lavori sono stati aperti dal Ministro dei Beni Culturali, Franceso Rutelli, mentre per la Sardegna è intervenuto l’assessore regionale dell’Urbanistica, Gian Valerio Sanna, che ha illustrato il Piano paesaggistico. La Sardegna è stata invitata alla tre giorni di Assisi, in quanto punto di riferimento, a livello nazionale, per aver avviato, prima tra tutte le regioni italiane, la nuova pianificazione urbanistica, secondo le direttive nazionali, fissate da quello che ormai è conosciuto dovunque come il “Decreto Urbani”.
Il “caso Sardegna” e il suo Piano paesaggistico, sono stati oggetto anche di una tavola rotonda, nel corso della quale sono stati affrontati temi sulle politiche territoriali, le valutazioni d’impatto ambientale, il Codice dei Beni Culturali. La tavolo rotonda si è conclusa con l’intervento dell’assessore Sanna, che ha parlato, fra l’altro, del Piano paesaggistico regionale, come esempio innovativo.
“La Sardegna - ha detto Gian Valerio Sanna - è un importante cantiere aperto sulla pianificazione paesaggistica. Siamo stati tra i primi ad aver adottato il nuovo strumento urbanistico, ed è, quindi, normale, che le altre regioni apprezzino il nostro lavoro e ci guardino con un certo interesse”. L’assessore regionale dell’Urbanistica non è, poi, voluto entrare nel merito delle recenti polemiche, sorte dopo la sentenza del Tar sul Ppr, ma ha ribadito che la Regione è perfettamente in linea con le leggi dello Stato.
“Avendo applicato le norme previste dal Codice Urbani per primi in Italia – ha dichiarato Sanna – e senza una precedente base conoscitiva, eravamo, e siamo, consapevoli che, nel corso del complesso lavoro, si sarebbero potuti commettere errori ed imperfezioni. Lo avevano sottolineato, e lo ribadiamo tuttora con molta umiltà. La sentenza del Tar ci ha dato una mano. Terremo, quindi, conto dei suggerimenti, per apportare le modifiche che riterremo necessarie.  Ma lo Stato – ha proseguito Gian Valerio Sanna – non può lasciarci soli nella lotta per la difesa del nostro territorio. Siamo continuamente sottoposti all’attacco dei Tar e delle multinazionali immobiliari. Ma col paesaggio è in gioco la stessa dimensione dell’uomo, sua qualità della vita, quella delle future generazioni. Noi abbiamo adottato un piano paesaggistico, così come chiedeva il Codice Urbani. E allora perché lo Stato non commissaria le regioni inadempienti? Vuole o non vuole far  rispettare il dettato costituzionale  sulla difesa del patrimonio paesaggistico?”.

 
Di pig (del 08/11/2007 @ 20:00:37, in cronaca, linkato 330 volte)

Edilizia scolastica e iniziative comuni di sensibilizzazione, da realizzare attraverso il diretto coinvolgimento degli studenti.

Sono stati questi, gli argomenti principali di cui si è discusso, in comune, ad Oristano, durante un vertice sul sistema scolastico comunale.

Gli assessori alla Pubblica Istruzione, all’Ambiente e ai Servizi sociali, Tonino Falconi, Francesco Pinna e Salvatore Ledda, i dirigenti, i funzionari comunali, e il sindaco, hanno incontrato i dirigenti scolastici, per avviare un rapporto di collaborazione, teso a migliorare l’utilizzo delle strutture e dei servizi scolastici.

Per quanto riguarda l’edilizia scolastica, si è fatto il punto sui vari progetti realizzati dal comune per la messa a norma degli edifici, e si è, inoltre, ipotizzato l’utilizzo dei lavoratori socialmente utili per le piccole manutenzioni, necessarie a garantire normali condizioni di fruibilità delle scuole, da parte degli alunni e del personale scolastico.

Sulle campagne di sensibilizzazione sono stati avviati i primi accordi per l’organizzazione della “Giornata degli alberi”, in collaborazione con l’Ente foreste, e per una forte iniziativa in materia ambientale, da far coincidere con l’avvio della raccolta differenziata dei rifiuti.

All’incontro erano presenti anche i dirigenti di Interucultura, che hanno offerto la loro collaborazione per le iniziative che il comune e le scuole decideranno di intraprendere.

Nelle scorse settimane, per agevolare le attività di Intercultura, la giunta aveva disposto l’utilizzo gratuito della piscina comunale, non solo per i ragazzi bisognosi, ma anche per gli studenti ospiti dell’associazione.

 

 
Di pig (del 06/11/2007 @ 10:17:10, in cronaca, linkato 395 volte)

E’ deceduto, a Milano, all’età di 87 anni, Enzo Biagi, uno dei grandissimi del giornalismo italiano, e non solo.Per  spiegare chi fosse Enzo Biagi non basterebbe un’ intera enciclopedia.

Noi abbiamo cercato di farlo, con questa breve scheda, apparsa su internert (www.tiscali.it).

 

Giornalista, saggista e conduttore televisivo, Enzo Biagi è considerato uno dei più autorevoli giornalisti italiani, il cronista che ha accompagnato, raccontandola, la storia d'Italia per oltre mezzo secolo. Nato 87 anni fa nel piccolo comune del bolognese Pianaccio di Lizzano in Belvedere, il 9 agosto 1920, Biagi ha lavorato per la Rai e per i maggiori quotidiani e settimanali italiani, dal Corriere della Sera a Repubblica, dalla Stampa al Giornale nuovo al Resto del Carlino, da Panorama all'Espresso, da Epoca ad Oggi, pubblicando più di ottanta libri.

Biagi, che proveniva da una famiglia di modeste condizioni sociali (il padre era aiuto magazziniere, la madre casalinga) scrisse il suo primo articolo a 17 anni, nel 1937, per il quotidiano L'Avvenire d'Italia, dopo la soppressione da parte del regime fascista della rivista studentesca Il Picchio, che aveva contribuito a fondare con i suoi compagni dell'istituto tecnico Pier Crescenzi. "Ho sempre sognato di fare il giornalista - dirà poi Biagi - lo scrissi anche in un tema alle medie: lo immaginavo come un 'vendicatore' capace di riparare torti e ingiustizie. Ero convinto che quel mestiere mi avrebbe portato a scoprire il mondo". E così fu. La folgorante carriera di Biagi iniziò da giovanissimo, nel 1940, quando fu assunto dal Carlino Sera, versione serale del Resto del Carlino, come estensore di notizie. Durante la guerra sposò Lucia Ghetti, nel dicembre del 1943 e poco dopo si unì alla Resistenza, combattendo nelle brigate "Giustizia e Libertà".

Terminato il conflitto, il Resto del Carlino lo assunse come inviato speciale e critico cinematografico. Vi sarebbe rimasto pochi anni, fino al 1951, quando fu allontanato con l'accusa di comunismo dall'editore in seguito alla sua firma di sostegno al Manifesto di Stoccolma contro la bomba atomica. Dopo una breve parentesi da caporedattore di Epoca, il cronista emiliano assume la direzione del settimanale, trasformandolo in giornale "impegnato" sui grandi temi d'attualità, con inchieste e reportage esclusivi. Biagi avrebbe ricoperto la carica di direttore fino al 1960, quando fu costretto a dimettersi per la reazione dell'allora presidente del Consiglio Tambroni per un articolo sugli scontri di Reggio Emilia e Genova.

Dopo gli anni di Epoca, Enzo Biagi fu assunto come inviato speciale dalla Stampa e dopo poco iniziò la sua esperienza televisiva come direttore del Telegiornale. Era il 1 ottobre 1961,ed era in carica il primo governo di centrosinistra. Fu lui a far assumere in Rai cronisti come Giorgio Bocca e Indro Montanelli. Nel 1963 Biagi lanciò il telegiornale del secondo canale Rai e il Rotocalco televisivo, primo settimanale delle tv italiana. Nello stesso anno però fu costretto a dimettersi, in seguito alle critiche del Psdi e della destra, che lo accusava, di nuovo, di simpatie comuniste. Nei successivi cinque anni Biagi torna alla Stampa come inviato e scrive per il Corriere della Sera e per il settimanale L'Europeo.

Il ritorno alla Rai è del 1968, quando fu chiamato dal direttore generale Ettore Bernabei. Sono gli anni dei programmi di approfondimento giornalistico, tra cui "Dicono di Lei" e "Terza B, facciamo l'appello". Tra il 1971 Biagi torna, fino al 30 giugno 1972, al Resto del Carlino come direttore e con l'obiettivo di trasformarlo in un quotidiano nazionale. Dopo questa parentesi il giornalista collabora di nuovo con il Corriere della Sera fino all'inchiesta sullo scandalo della P2, quando lascia il quotidiano milanese per Repubblica. I passaggi tra tv e carta stampata continuano. Tra il 1977 e il 1980 ritorna in Rai con il programma su temi d'attualità "Proibito". Biagi lascerà in seguito il quotidiano diretto da Eugenio Scalfari per tornare al Corriere soltanto nel 1988.

In Rai, negli anni Ottanta, Enzo Biagi conduce "Film dossier", la cui prima serie è del 1982, "La guerra e dintorni" e soprattutto "Linea diretta", programma di approfondimento sul fatto della settimana. I primi anni Novanta Biagi li dedica all'approfondimento di singoli temi con trasmissioni come "Che succede all'Est?", "I dieci comandamenti all'italiana", "Una storia", "Processo al processo su Tangentopoli" e "Le inchieste di Enzo Biagi".

Poi, dal 1995, "Il Fatto", programma di successo , con oltre 6 milioni di telespettatori, sulla notizia del giorno in onda per 5 minuti dopo il tg. Ed è proprio sulla sua conduzione del "Fatto", giudicata faziosa, che si incentrano le critiche nel 2001-2002 di esponenti del centrodestra al governo, tra cui il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che da Sofia pronuncia il cosiddetto "editto bulgaro" contro Enzo Biagi per "l'uso criminale" della tv fatto a suo dire dal giornalista. In una famosa intervista fatta da Biagi, autore e conduttore de "Il Fatto", durante la campagna elettorale per le elezioni politiche il comico Roberto Benigni criticò con battute sarcastiche il premier. "Lavoro qui in Rai, dal 1961, ed è la prima volta che un presidente del Consiglio decide il palinsesto - replicò la sera stessa Enzo Biagi durante il suo programma - Cari telespettatori, questa potrebbe essere l'ultima puntata del Fatto. Dopo 814 trasmissioni, non è il caso di commemorarci". La trasmissione fu cancellata dalla dirigenza Rai a giugno, al termine della stagione, dopo l` "editto bulgaro" - come lo chiamò una parte della stampa italiana - del presidente del consiglio dell`epoca, Silvio Berlusconi.

Dopo una lunga querelle tra il giornalista e la dirigenza Rai, Biagi, decise di non rinnovare il contratto e chiudere con una transazione.Biagi ritornerà in tv soltanto il 22 aprile di quest'anno, con il programma Rai Rt - Rotocalco televisivo: "Buonasera, scusate se sono un po' commosso e, magari, si vede. C'è stato qualche inconveniente tecnico e l'intervallo è durato cinque anni".

Enzo Biagi ha vinto, con i suoi libri, numerosi premi, tra cui il Bancarella. Tra le opere si ricordano "Testimone del tempo" (1970); "I come italiani" (1972); "La bella vita" (1996, intervista con l'attore Marcello Mastroianni), "Come si dice amore" (2000) e "Storia d'Italia a fumetti" (varie edizioni).
Negli ultimi tempi Biagi scriveva ancora sul settimanale l'Espresso, sulla rivista Oggi e sul Corriere della Sera.

 

 
Di pig (del 05/11/2007 @ 14:06:48, in cronaca, linkato 582 volte)

L’aeroporto di Fenosu si prepara a ospitare due giorni di manifestazioni, il 7 e l’8 novembre, per ricordare la figura del trasvolatore Ernesto Campanelli che 82 anni fa, il 7 Novembre del 1925, concluse a Roma un crociera aerea di 55 mila chilometri.

Lo farà con una targa ricordo, l'intitolazione dell'aeroporto, un libro ed una mostra fotografica.

L’iniziativa è del Comune, della Provincia di Oristano, e della Sogeaor.

Mercoledì 7 Novembre, alle 17, al Teatro Antonio Garau, sarà presentato il libro di Alberto Cauli “Ernesto Campanelli – Vita e imprese di un trasvolatore”, edito da Carlo Delfino.

L’opera sarà presentata da Giorgio Pellegrini. Interverranno il Presidente della Provincia Pasquale Onida, il Sindaco di Oristano Angela Nonnis, l’Assessore comunale alla Cultura Tonino Falconi, l’autore Alberto Cauli e l’editore Carlo Delfino.

Alle 19,30, al Monastero del Carmine, sarà inaugurata la mostra fotografica “55 mila chilometri di gloria”, organizzata dalla Provincia e dal Comune di Oristano, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Cagliari e l’editore Carlo Delfino.

La mostra rimarrà aperta dal 7 al 16 Novembre, dalle 9 alle 12,30 e dalle 16 alle 19.

Giovedì 8 novembre, alle 10,30, a Fenosu, si terrà la cerimonia di intitolazione dell’aeroporto a Ernesto Campanelli, con la scopertura di una targa commemorativa al trasvolatore.

Durante la manifestazione sarà attivo un ufficio postale per l’annullo speciale.

Alle cerimonie in onore di Ernesto Campanelli saranno presenti i figli Augusto, Bernardo e Andrea, che vivono a Napoli, e i parenti residenti a Oristano.

 
Di pig (del 05/11/2007 @ 00:01:24, in cronaca, linkato 435 volte)

L’eurodeputata sarda, Giovanna Corda, in visita in questi giorni in Sardegna, per iniziativa dell'associazione Fidapa di Oristano, ha incontrato, al comune della città di Eleonora, oltre ad una folta delegazione della "Federazione italiana donne arti professioni e affari", guidata dal presidente, Pupa Tarantini, il sindaco Nonnis, il prefetto Tuveri, il presidente del consiglio comunale Musinu, l’assessore provinciale Matta, il consigliere regionale Dedoni e alcuni consiglieri comunali.  Giovanna Corda sta conducendo un'azione di sensibilizzazione, a Strasburgo, sugli effetti della tristemente famosa sentenza, emessa da un giudice tedesco, che ha riconosciuto la “sardità” come attenuante per la riduzione della pena, in un processo per violenza su una donna.

Con una lettera, indirizzata ai colleghi del parlamento europeo, Giovanna Corda ha richiamato l’attenzione sul fatto avvenuto all’interno di uno stato membro. “Tengo a precisare – ha scritto l’europarlamentare - che non è lo Stato ad essere chiamato in causa, ma l’argomentazione che giustifica la sentenza –, a cui mi sento di dover reagire, innanzitutto come essere umano, poi come donna e come sarda”.

Giovanna Corda ha poi ricordato la vicenda, che hanno visto protagonista un cameriere sardo, che, per giorni, ha tenuto segregata l’ex fidanzata, picchiandola, torturandola, umiliandola e violentandola, ed ha, quindi, citato la sentenza del Tribunale di Buckeburg, che, facendo riferimento alle “…particolari impronte culturali ed etniche dell’imputato”, ha concesso all’imputato le attenuanti ed una riduzione di pena.

“Le convinzioni del magistrato sui sardi, a dir poco scioccanti - ha scritto la Corda -, hanno fatto risparmiare al cameriere sardo, qualche anno di carcere”. E, proprio per questo motivo, ha chiesto ai colleghi del parlamento europeo una manifestazione di solidarietà.

Durante l’incontro,Giovanna Corda, che è componente della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale, ha annunciato una prossima visita, in Sardegna, da parte dei componenti dell’organismo del parlamento europeo, di cui lei fa parte, per conoscere la realtà e le problematiche del comparto agricolo e forestale sardo.

 
Di greg (del 28/10/2007 @ 10:36:34, in cronaca, linkato 443 volte)

Cercavo, per voi lettori del blog, una notizia strana, spassosa, divertente, goliardica, da proporvi sul blog, da leggere in tutta serenità la domenica mattina, dopo un cappuccino e un croissant, o l’acquisto delle paste per il fine pranzo e una chiacchierata con gli amici. Durante la navigazione su internet, la mia attenzione è stata, però, attratta non da un articolo allegro, ma da una storia di vita quotidiana, desolatamente triste, che, purtroppo, rispecchia la situazione attuale di tante, troppe persone, che, per poter sopravvivere, sono costrette a calpestare anche la cosa più importante della loro esistenza: la propria dignità.

Pubblichiamo, con tanto rispetto e pudore, la notizia apparsa ieri sul quotidiano “Il Giornale”.

Una triste storia che non ha avuto, questa volta, un lieto fine.

Mi chiamo Federica D'Arienzo, ho 33 anni, e per 4, fino al 30 settembre, ho lavorato nella famosissima «Atesia», l’azienda di cui - nella puntata di Ballarò dello scorso 23 ottobre - l'onorevole Diliberto ha enfatizzato la stabilizzazione dei lavoratori. Come mai, però, non viene mai detto che si tratta di una finta stabilizzazione? Come mai io dopo 4 anni di lavoro 6 giorni su 7 con turno dalle ore 20.00-02.00, sono stata costretta ad andare via proprio quando mi proponevano questo bellissimo contratto a tempo indeterminato? Come mai l'onorevole Diliberto e i sindacati non hanno detto quale è stato il prezzo che hanno dovuto pagare i lavoratori di «Atesia»? Sia coloro che sono stati assunti che quelli che sono stati costretti ad andarsene?

Il nostro turno di lavoro era di 6 ore ed è stato ridotto a 4, i giorni lavorativi erano 6 e sono stati ridotti a 5, da 36 ore settimanali a 20 ore settimanali, da un turno fisso a delle turnazioni massacranti, che ci impediscono di poter fare un altro lavoro a meno che non sia nelle vicinanze di «Atesia», da uno stipendio di 1000-1200 euro a uno stipendio di 550 euro! Vi rendete conto? 550 euro! Come si può chiedere a una persona che è già povera con 1000 euro di guadagnarne la metà? Come si può costringere una persona che per anni ha dato la propria professionalità a firmare un «verbale di conciliazione», ossia una «liberatoria», nella quale si rinunciava agli anni di lavoro precedentemente prestato in azienda, ai contributi mai versati da «Atesia», alle ferie non godute, alla maternità non goduta, alla malattia non goduta, rinunciare ad ogni eventuale richiesta da parte del lavoratore nei confronti del’azienda?

Io sono stata costretta a non accettare il contratto a tempo indeterminato, perché non posso vivere con 550 euro al mese, ne spendo 250 per recarmi tutti i giorni da dove abito (Fiumicino) fino in «Atesia» (Cinecittà) perché sono 86 km al giorno! Pago un mutuo per una casa che ho comprato quando un lavoro serio ce lo avevo, di 725 euro al mese!Fate due conti 725+250= 975 euro! Dove li trovo gli altri 425 per il mutuo se con le turnazioni che ci hanno dato non posso fare un altro lavoro? E non ci ho messo il costo delle bollette e della spesa per poter mangiare! Sapete che lavoro sto facendo ora? La prostituta per poter pagare il mutuo!

Ma questo i sindacati e Diliberto lo sanno? Se non lo sanno fateglielo sapere.
Federica D'Arienzo

(da “Il Giornale”, 27 ottobre 2007)

 

 
Di pig (del 27/10/2007 @ 01:13:25, in cronaca, linkato 401 volte)

Sono stati presentati i progetti e resi noti i nomi dei 24 vincitori, su oltre 200 partecipanti, del concorso di idee, denominato “Costeras”, per la riqualificazione di otto borgate marine dell'isola, tra le quali Santa Caterina-S’Archittu e Marceddì.

Il concorso, bandito lo scorso 4 giugno dalla Regione Autonoma della Sardegna (Servizio Tutela Paesaggio di Cagliari dell'Assessorato Enti locali, finanze e urbanistica, con la collaborazione di InArch Sardegna), era finalizzato alla raccolta di idee e contributi, per favorire una più qualificata capacità progettuale per la riqualificazione e il recupero degli insediamenti esistenti nel territorio costiero dell'isola, in coerenza con la filosofia, gli obiettivi e gli indirizzi del Piano Paesaggistico Regionale.
L'iniziativa, segnata da un forte carattere sistemico, perseguiva, fra l’altro, l'obiettivo di stimolare idee capaci di fornire elementi utili alla definizione di criteri generali di intervento, per le aree individuate come ambiti costieri dal Piano Paesaggistico.
Soddisfatti i sindaci, che sono stati parte attiva nella scelta dei lavori proposti, e l'assessore regionale dell'Urbanistica, Gian Valerio Sanna. "Sono soddisfatto, non solo per l'alto numero dei partecipanti, provenienti da ogni parte d'Europa - ha dichiarato Gian Valerio Sanna -, ma anche per la grande qualità degli elaborati. La Regione ora s’impegnerà a far decollare questi progetti. Le risorse finanziarie ci sono, e saranno investite proprio per valorizzare e riqualificare le borgate individuate dal progetto “Costeras”.

Il lavoro che sta facendo la Regione nel campo dell'urbanistica (una vera e propria rivoluzione culturale), è stato molto apprezzato dal Ministero, e viene preso come esempio concreto, sia dalle altre regioni d’Italia, sia dalla comunità internazionale. Credo che un particolare ringraziamento - ha concluso l'assessore Sanna - vada anche agli amministratori, che, con molta lungimiranza, hanno condiviso, e stanno tuttora condividendo, con noi quest’esperienza di rinnovamento, e che continuano a lavorare unicamente per lo sviluppo e la salvaguardia del loro territorio".

 

SANTA CATERINA DI PITTINURI - S'ARCHITTU  e  MARCEDDI'

1° Premio
Arch. Monica Ravazzolo
Arch. Chiara Ternullo
Arch. Pedro Ferriera Da Silva Teixeira De Melo
Arch.
Adelaide Neves
Arch.
Leonardo Paiella

 

 
Di pig (del 24/10/2007 @ 21:50:56, in cronaca, linkato 421 volte)

Alcuni giorni fa, il nostro beneamato sindaco di Oristano, i componenti la seconda commissione consiliare, e l’assessore ai cimiteri, Paolo Vidili (adesso capiamo perché, al suo passaggio, tutti in comune si toccano), avevano effettuato un sopralluogo nei cimiteri della città e frazioni.

“Con il prossimo bilancio – aveva detto “Nonna Abelarda Nonnis” – vorremmo riuscire a trovare risorse aggiuntive per migliorare la cura di tutte le aree cimiteriali, garantendo la costanza negli interventi di manutenzione”. Anche se non detto in maniera esplicita, non ci vuole molta lungimiranza per capire che sindaco e compagnia avevano trovato, evidentemente, il cimitero in pessime condizioni, anche a causa della mancanza di manutenzione, e avevano poi cercato, nelle dichiarazioni alla stampa, di edulcorare la pillola.

A ricordare a sindaco e assessore lo stato di degrado in cui si trova il cimitero di San Pietro, ci hanno pensato, con una mozione urgente, i consiglieri comunali di Fortza Paris, Mauro Solinas e Davide Rinaldo Tatti.  “La presenza di erbacce un po’ dovunque, la poca pulizia negli spazi intorno alle tombe, alle cappelle e nei pressi dei cassonetti, nonchè la scarsa cura dei viali che portano ai vari settori, rendono il  cimitero indecoroso.

La città di Oristano e le frazioni – affermano i due consiglieri – possiedono un patrimonio cimiteriale da preservare e tutelare, non solo nella parte più antica e monumentale, perché la dignità di una comunità si misura, tra l’altro, anche dal modo e dalle condizioni in cui viene gestito, tenuto pulito e ordinato il proprio camposanto”

Solinas e Tatti, nella loro mozione, fanno poi osservare quanto sia esiguo il personale assegnato ai servizi cimiteriali, a cui si è cercato di sopperire, in questi ultimi anni, con l’ausilio di un giardiniere, lavoratori socialmente utili e operai comunali. Il numero del personale è destinato a diminuire ulteriormente non appena entrerà in funzione il nuovo cimitero, tuttora in fase di completamento. A questo proposito, i due consiglieri di Fortza Paris chiedono “…come sia stato possibile che siano stati utilizzati alcuni spazi del nuovo cimitero per le sepolture, in mancanza della più semplice consacrazione della nuova area. E perché non siano state ancora inviate le lettere di assegnazione dei lotti, per l’edificazione delle cappelle e delle tombe, alle oltre 150 persone che attendono da tempo”.

Prima del 2 novembre, giornata di commemorazione dei defunti, i cittadini sperano che l'attuale aministrazione comunale riesca a rendere decoroso il cimitero, in modo tale che ci si possa raccogliere tranquillamente a pregare, presso le tombe dei propri cari, senza doversi portare appresso una zappetta, come è già accaduto in passato, per liberare il posto dalla erbecce.

Per far questo, cara "Nonna Abelarda Nonnis", non c'è bisogno di aspettare fino al prossimo bilancio.

Basta soltanto un pizzico di buona volontà.

 

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