Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di greg (del 20/07/2009 @ 19:00:16, in cronaca, linkato 875 volte)
Il Comune di Oristano presenterà un’istanza di sospensiva del procedimento di ingiunzione e sgombero per la fascia demaniale del litorale di Torregrande. La decisione è stata adottata, questa mattina, al termine di un incontro, al quale hanno partecipato il sindaco, Angela Nonnis, gli assessori Salvatore Ledda e Alessio Putzu, i dirigenti e il legale del comune, i funzionari dell’Agenzia del Demanio, tra i quali il responsabile del procedimento, Gianluca Palla, e il Comandante della capitaneria di Porto, Alberto Ugga. “Il comune interverrà con questa richiesta per tutelare i diritti dei cittadini interessati”, ha spiegato il sindaco. Il problema nasce dalla mancata approvazione del decreto di sclassificazione e di sdemanializzazione dell’area demaniale nonostante il comune, negli anni sessanta, avesse compiuto gli atti necessari per ottenerla. La vicenda ha avuto inizio proprio negli anni sessanta, quando si procedette ad operare la nuova delimitazione, che restringeva la vecchia fascia demaniale derivante dall'impianto originario. La fascia esclusa dalla ridelimitazione delle pertinenze demaniali non è stata oggetto di procedimento di “sclassificazione”, con emissione del Decreto Ministeriale di sdemanializzazione che ha comportato l’adozione dell'originario confine. Il mancato completamento della procedura di sclassificazione comporterebbe, dunque, la nullità eventuale degli atti di vendita operati nei lotti di terreno ricadenti all'interno del confine demaniale. Il comune, negli anni sessanta, avviò la pratica di delimitazione, secondo quanto prevista dal codice della navigazione, a cui successivamente si è sempre fatto riferimento. Un atto che fu regolarmente redatto, sottoscritto e registrato. L’iter però non si concluse, per la mancata emissione del decreto di classificazione, nonostante la fascia avesse perso le caratteristiche proprie delle fasce demaniali marittime, tanto che per quasi cinquant’anni non è mai stato eccepita alcuna contestazione da parte del Demanio. Oggi il problema riguarda numerosi privati che hanno acquistato terreni dal comune, con regolari atti, già prima del 1960.  Il comune di Oristano, dunque, in nome e per conto proprio e dei privati cittadini interessati al procedimento, presenterà istanza di sospensiva del procedimento di ingiunzione e sgombero per la fascia compresa tra la delimitazione del 1962 e quella originaria.

Altre notizie:

La Direzione del Partito Democratico, riunita ad Oristano ha denunciato "…l'ultimo scippo ai danni della Sardegna operato dal governo nazionale". In un comunicato su legge che “…in commissione alla Camera, con un emendamento, la Sardegna è stata privata dell'importante risultato ottenuto con la cosiddetta vertenza entrate". La Direzione ha affrontato, inoltre, la vertenza per salvare la chimica in Sardegna, messa in discussione dalle recenti decisioni di Eni. Il Pd ribadisce la propria partecipazione e il sostegno alle azioni di lotta del sindacato a difesa dei posti di lavoro e contro la chiusura dell'impianto del cracking di Porto Torres. Nel comunicato, inoltre, viene rimarcato il totale sostegno ai sindaci, in primo luogo a Luciano Mura, primo cittadino di Porto Torres, che stanno portando avanti la lotta per il lavoro. Per questo motivo, il Pd sollecita il governo, primo interlocutore in questa delicata vertenza, ad intervenire presso l'Eni per evitare la chiusura degli impianti e lo smantellamento della chimica in Sardegna. Il Partito democratico valuterà la posizione del governo dopo quanto verrà deciso domani dal tavolo nazionale della chimica, convocato a Roma, e noaccetterà altre soluzioni se non quella della prosecuzione delle attività industrie isolane.   Il Pd valuterà, infine, la posizione che in tal senso assumeranno il presidente e la giunta regionale. Intanto, il Senato discuterà domani la mozione presentata dal gruppo del Pd, in cui si chiede al governo di riferire sugli impegni pubblici a favore del completamento delle opere avviate in preparazione del G8 a La Maddalena, dell'utilizzo di quelle già completate, e di quali iniziative si intendano attuare per lo svolgimento dei vertici internazionali in Sardegna, annunciati nei mesi scorsi. Nella mozione si chiede, inoltre, di quantificare le spese sostenute per il trasferimento dell'evento a L'Aquila e i risparmi, annunciati a suo tempo, eventualmente prodotti, ma non ancora resi pubblici nella loro reale entità. Nella discussione in aula interverranno i senatori sardi Francesco Sanna, Gianpiero Scanu e Antonello Cabras.

Domani, martedì 21 luglio, alle 9, presso la sede della Provincia, il presidente Pasquale Onida incontrerà una delegazione della Coldiretti, impegnata in una serie di manifestazioni per richiamare l’attenzione del governo nazionale e di quello regionale sui gravi problemi del comparto agricolo. Al presidente della Provincia  l’organizzazione di categoria illustrerà e  consegnerà un documento sui temi della vertenza.

La poesia improvvisata logudorese sarà la protagonista del quarto appuntamento del ciclo "Suonatori, poeti, cantori, fare e vivere la musica – Vediamoci al Centro". Mercoledì 22 luglio, alle 21.30, nella sala del Centro Servizi Culturali, in via Carpaccio 9, ad Oristano, si terrà la presentazione del libro “Cantare in poesia per sfidare la sorte” (un approccio antropologico alla gara poetica logudorese in Sardegna), di Maria Manca (Ed. Isre). Alla presentazione parteciperanno Bernard Lortat-Jacob (Direttore di ricerca al Cnrs, per anni responsabile del Laboratorio di Etnomusicologia del Musée de l’Homme di Parigi. Responsabile degli studi di dottorato in etnomusicologia all’Università Paris X – Naterre, membro del direttivo della Società Francese di Etnomusicologia, e uno dei principali e più noti etnomusicologi europei, che ha condotto ricerche soprattutto in Marocco, Albania, Romania e Sardegna, dove svolge attività di ricerca da circa 35 anni); Ignazio Macchiarella (docente di etnomusicologia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Cagliari, che ha condotto ricerche sul campo in numerose regioni dell’Italia e dell’Europa, e che, da oltre vent’anni, svolge ricerche sul "fare musica" in Sardegna. Autore di numerose pubblicazioni e saggi, fondamentali nello studio delle discipline etnomusicologiche); Paolo Piquereddu (Direttore Generale dell'Isre, Istituto Superiore Etnografico della Sardegna, si occupa da molti anni di antropologia visuale e museale. L’Isre porta avanti la propria missione istituzionale, attraverso un'articolata serie di compiti e attività,  tra cui  la gestione del Museo Etnografico sardo e del Museo Deleddiano, la produzione di documentari, l'attività di ricerca, la produzione editoriale, l'organizzazione di importanti Festival in Sardegna (Etnu - Festival dell'Etnografia e SIEFF), rassegna internazionale di cinema etnografico; Maria Manca (autrice del libro, studiosa francese di origini sarde, due lauree, una in lettere, l’altra in etnologia, da poco titolare di una cattedra di etnopoetica all’università Paris 7. Studiosa dell’oralità ha dedicato gli ultimi anni alla ricerca sulla poesia estemporanea sarda, e allo studio del rap, quello delle banlieue, e lo slam).

A partire da domani, 21 luglio,  l’Assessorato alla Cultura del comune di Cabras ripropone il servizio della “Biblioteca Estiva”, nella borgata marina di San Giovanni di Sinis, e più precisamente presso la Casa del Parco Marino, nota come “Casa dal Tetto a Cupola”, una delle costruzioni più antiche di San Giovanni (104 anni), progettata come una Koubba islamica.  La “Biblioteca Estiva”, ubicata in una località dove l’indiscutibile bellezza del paesaggio si coniuga alla perfezione con l’offerta ambientale, archeologica e culturale di tutto il territorio compreso nell’Area marina protetta – penisola del Sinis ed isola di Mal di Ventre, ha voluto rispondere anche quest’anno ad un’esigenza, sempre più sentita, di praticare un turismo che non sia solo fine a se stesso, ma anche un’occasione per godere dell’ambiente, storia e cultura. La Biblioteca Comunale di Cabras ha, inoltre, instaurato una collaborazione con altri servizi presenti sul territorio (Centro visite dell’Area Marina Protetta ed Area Archeologica di Tharros), collaborando, per la parte divulgativa, con le iniziative estive previste dal comune di Cabras. Queste, le attività previste dalla “Biblioteca Estiva”: reference, prestito in loco e a domicilio, prenotazioni di libri presenti a Cabras; esposizione di libri prestigiosi sul territorio; informazioni turistiche e distribuzione di materiale divulgativo. Il servizio rispetterà il seguente orario: martedì, dalle 16 alle 19.30; giovedì, dalle 9 alle 12; sabato, dalle 9 alle 12, e  dalle 16 alle 19.30; domenica, dalle 9 alle 12.

 

 
Di pig (del 15/07/2009 @ 00:00:05, in cronaca, linkato 778 volte)

C'è anche un militare sardo, il caporale maggiore, Simone Careddu, originario di Cabras, fra i feriti nell'agguato in Afghanistan, dove ha perso la vita un paracadutista, il caporalmaggiore Alessandro Di Lisio, 25 anni, di Campobasso. L'attentato contro un convoglio dell'Esercito italiano è avvenuto a circa 50 chilometri a nord-est di Farah, nella zona occidentale dell'Afghanistan. La pattuglia di paracadutisti della Folgore e del primo Reggimento Bersaglieri è stata investita dall'esplosione di un ordigno posizionato lungo la strada. Nella deflagrazione, che ha coinvolto il primo mezzo blindato del convoglio, sono rimasti feriti tre parà, fra i quali Careddu (arruolato nell’Esercito da cinque anni e che, secondo quanto riferito dal ministro La Russa, ha riportato la fattura di alcune vertebre con probabile sindrome paretica), che sono fuori pericolo, mentre Di Lisio è deceduto per le ferite riportate subito dopo essere stato trasportato all'ospedale militare di Farah. Il convoglio attaccato era composto da blindati “Lince” con un equipaggio di cinque uomini, e corazzati cingolati “Dardo” con un equipaggio di tre persone e la possibilità di trasportare sei uomini di fanteria. Il mezzo investito dall'esplosione, un Lince, era diretto a una caserma afghana, a Farah. Il rinforzo era stato chiesto dalle forze armate locali che, sotto costante attacco dei ribelli, non riuscivano a completare i lavori di costruzione della struttura. Per le forze militari italiane, si tratta della quattordicesima vittima nel martoriato Paese dall'inizio della missione nel 2004, in un momento in cui , più a sud nella provincia di Helmand,  gli statunitensi hanno sferrato contro i talebani un'imponente offensiva, certamente la maggiore dall'invasione militare che disarcionò il regime dei mullah. L'Italia ha schierato in Afghanistan circa 2.800 militari, distribuiti nella capitale Kabul ad Herat, nella parte orientale del Paese; ed altri 500 ne ha inviati in vista delle prossime elezioni. Intanto, questa mattina, il presidente della Provincia diOristano, Pasquale Onida, si è recato  a Cabras, in visita ai familiari di Simone Careddu. Onida è stato accolto dai genitori del giovane militare, il padre Roberto e la mamma Paola, ai quali ha espresso l’augurio di una pronta guarigione di Simone e  la solidarietà personale, della giunta, del consiglio e della comunità provinciale. Le autorità militari hanno peraltro rassicurato la famiglia Careddu sulle condizioni di Simone, ed oggi Roberto Careddu e la signora Paola saranno a Roma ad attendere il rientro del figlio.

"Voglio la tessera per candidarmi alle primarie", insiste Beppe Grillo. Ma poco dopo l'annuncio della sua richiesta della tessera, stavolta in Liguria dopo il rifiuto del Pd sardo, arriva la decisione della commissione di garanzia dei democratici: "Non è possibile la registrazione di Beppe Grillo nell'anagrafe del Pd poichè egli ispira e si riconosce in un movimento politico ostile al Pd. La delibera verrà resa nota sul sito nei prossimi giorni''.  Il comico-blogger aveva annunciato poco prima un nuovo tentativo in Liguria. "Domani andrò a Nervi, dove sono residente, e cercherò di prendere la tessera lì dove sono residente. Allora spero che la Vincenzi, che è la sindaco, non mi tolga la residenza da Genova, sennò per iscrivermi a 'sto c... di partito devo diventare un apolide!", si legge nel blog del comico. Grillo non risparmia attacchi ai tanti che, dentro il partito, hanno criticato la sua scelta. "Il Pd - afferma Grillo - non si sa più cosa sia. Fassino dice che non è un taxi. Bersani dice che non è un autobus e la Melandri dice che non è un tram. L'unica cosa certa che sappiamo del Partito Democratico è che non è un veicolo a motore. Sono veramente alla frutta".  Furiosa la reazione a caldo di uno dei due candidati alla segreteria, Pierluigi Bersani: "E' ora di finirla di pensare che noi siamo un luogo per tutte le scorribande. Non si entra da noi per insultarci ed è molto curioso che si venga a dare lezioni di democrazia nell'unico partito in cui si discute. Si vada a bussare alla porta degli altri partiti se li trovano".  Ma il comico non sembra voler fermarsi e ripercorre così l'infruttuoso tentativo di iscrizione di ieri: "Sono andato per iscrivermi ad Arzachena, mi hanno detto che potevo fare la domanda, "...ma la tessera - hanno detto - non te la possiamo dare". Ci siamo seduti in un bar, ho compilato la mia domanda e ho pagato 16 euro. Ne bastavano 15, ma uno gliel'ho dato di stecca". Poi attacca: "Il Pd non è un partito politico, è un Partito Burocratico. Non hanno un programma. Io ho visto quelli che si stanno candidando. Come si fa a votare Franceschini. Chi è Franceschini? Un programma? Non ce l'hanno. L'unico che ha un programma di questi candidati alla segreteria, sono io, che sono un comico".  Così rilancia "...la nostra rivoluzione straordinaria dal basso, con cittadini non iscritti a partiti", e si dice convinto che nel Pd "...di questo hanno paura. Hanno paura che questa gente che è lì come Fassino, da venticinque anni, e la moglie, da trent'anni, D'Alema, Violante, non li voterebbero neanche i loro parenti". Al fianco del comico si schiera Antonio Di Pietro: "Il Pd sta sbagliando tutto con Grillo. Ma soprattutto sbagliano a non volerlo iscrivere al partito. Lui voleva solo smascherare l'ipocrisia di un congresso per il quale è stato già deciso tutto in anticipo". E anche Mario Adinolfi, uno dei quattro candidati alla segreteria e membro della direzione nazionale del Pd, contesta la decisione della commissione di garanzia: "Non si esclude un cittadino che chiede la tessera". (www.repubblica.it)

“Sul nucleare, anche in Sardegna non bisogna abbassare la guardia”. Frase, questa,  che negli ultimi tempi abbiamo sentito pronunciare un’infinità di volte, e che ora ritorna quanto mai d’attualità, soprattutto dopo le ultime dichiarazioni del ministro Scajola. “Qualora l'esecutivo non dovesse raggiungere un'intesa con le Regioni per i siti dove verranno costruite le centrali nucleari ha detto il ministro -, il governo può, in via eccezionale, esercitare strumenti sostitutivi nell'interesse del Paese". Come a dire, in soldoni, che la volontà delle popolazioni interessate per il governo conta  come il due di picche. Il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, si augura tuttavia di trovare (bontà sua) un'intesa con gli enti locali prima di utilizzare i poteri coercitivi che la legge gli da' in ultima istanza. "Sono convinto - ha sostenuto il ministro - che troveremo i siti, senza utilizzare gli strumenti sostitutivi, perchè il nucleare vuol dire sicurezza, investimenti e crescita professionale per i giovani". Scajola ha precisato che "…tutti i provvedimenti passeranno attraverso la conferenza Stato-Regioni. Il nucleare - ha evidenziato Scajola, visitando la centrale Enel di Mochovce - rappresenta una sfida imponente nell'interesse dell'Italia". Il ministro ha poi tracciato la tempistica successiva alla conversione in legge del ddl sullo sviluppo: "Entro sei mesi dalla pubblicazione della legge sulla Gazzetta Ufficiale saranno adottati i criteri per la localizzazione degli impianti, saranno individuati i sistemi di stoccaggio dei rifiuti radioattivi, quelli compensativi per i territori e i requisiti per lo svolgimento delle attività di costruzione, oltre al varo dell'Agenzia per la sicurezza nucleare". Insomma, c’è proprio di che stare all’erta.

Una interrogazione, con richiesta di risposta scritta, sulla scelta della seconda lingua straniera nelle scuole medie, è stata presentata dal consigliere oristanese del Pd, Antonio Solinas, al presidente della Regione e all’assessore alla Pubblica istruzione. Questo, il testo: “Il sottoscritto,  considerato che la legge nazionale 53/2003 stabilisce che nelle scuole medie italiane i ragazzi debbano studiare 2 lingue: l'inglese e una seconda lingua a scelta della famiglia; appreso che alle scuole medie,  tantissime famiglie sarde  avevano scelto la lingua spagnola per i loro figli, alcuni uffici scolastici provinciali (Usp) hanno stabilito, d'ufficio, che la seconda lingua sarà il francese; considerato che la scelta della seconda lingua corrisponde ad una precisa ideologia europea che  nasce dalla idea che nessuna cultura attraverso una lingua può imporsi alle altre; considerato che,  se questa scelta verrà confermata,  tra due anni, lo spagnolo scomparirà dalle nostre scuole medie, in una terra, la Sardegna, dove lo spagnolo forma parte della nostra cultura e della nostra storia; dato atto che tale scelta avrebbe gravissime ripercussioni anche nelle scuole superiori e nell'Università; chiede di interrogare il presidente della Regione e l’assessore regionale alla Pubblica Istruzione, per sapere: 1) se siano in possesso di atti e notizie ufficiali relative  alle scelte che gli Uffici scolastici provinciali della Sardegna stanno attuando in merito alle scelte della seconda lingua straniera per le scuole medie; 2) quali atti intendano porre in essere per evitare  che la lingua spagnola scompaia dalle nostre scuole.

Presso i locali del Centro Sociale Anziani, in via Cagliari 105, ad Oristano, sono aperte le iscrizioni all’Associazione Centro Sociale Anziani. Possono iscriversi tutti i cittadini ultra sessantacinquenni, i loro coniugi e conviventi, a prescindere dall’età e le persone disabili residenti a Oristano. L’iscrizione all’associazione dà diritto all’accesso alla struttura, alla partecipazione a tutte le attività sociali e alla formazione degli organi statutari. Per ulteriori informazioni e per il tesseramento, gli interessati devono recarsi presso il Centro Sociale Anziani, in via Cagliari 105, tutti i giorni, dalle ore 16.00 alle 20.

 
Di pig (del 13/07/2009 @ 14:00:02, in cronaca, linkato 1320 volte)

Una folta delegazione istituzionale ha partecipato, questa mattina, a Cagliari, alla manifestazione indetta dai pescatori dell'Oristanese davanti al palazzo della Regione, in viale Trento. Oltre a Legacoop, Confcooperative e Unci, che hanno indetto il sit-in con circa 250 persone, c'erano anche il presidente della Provincia di Oristano, Pasquale Onida, gli assessori provinciali all'Ambiente Pierfrancesco Garau e alle Attivita' produttive Renzo Coghe, e i rappresentanti di numerosi comuni, tra cui quelli di Arborea, Bosa, Cabras, Marrubiu, Nurachi, Riola Sardo, Santa Giusta, San Vero Milis e Terralba. Le associazioni di categoria, che hanno chiamato a raccolta i 704 pescatori delle marinerie da Terralba a Bosa, accusano la Regione di avere inspiegabilmente trascurato il settore pesca negli ultimi mesi. Sei sono le richieste formulate in un documento firmato dai presidenti provinciali delle associazioni di categoria, Claudio Atzori, Antonio Medardi e Roberto Demontis. Il primo è il pagamento del fermo biologico del 2008; il secondo è la conferma e il trasferimento alle Province dei 2 milioni di euro annunciati per il ristoro dei danni provocati dai cormorani. In agenda figurano anche l'avvio dei progetti di ripopolamento dell'aragosta, la richiesta all'Unione europea di una deroga per le misure minime delle aragoste pescabili, il ripristino nella Finanziaria dei 30 milioni di euro destinati al risanamento degli stagni, la presentazione dei bandi Fep, e il rinnovo delle concessioni demaniali nei compendi ittici. Le tre organizzazioni di categoria  hanno chiesto  agli assessori regionali alla Pesca, Andrea Prato, e all'Ambiente, Giorgio Oppi, di mostrare più attenzione verso il comparto. "L'impegno della Regione è massimo per affrontare tutte le emergenze del comparto e per programmarne il rilancio. In questo momento di gravissima crisi, occorre però stare uniti e non apparire divisi, altrimenti nei tavoli dove si decide il futuro del settore, quello nazionale e comunitario, la nostra voce di protesta e di proposta sarà  più debole". E' il messaggio che questa mattina l'assessore regionale dell'Agricoltura, Andrea Prato, ha lanciato incontrando prima una delegazione delle associazioni di categoria, dei rappresentanti della Provincia e dei Comuni dell'Oristanese e poi i pescatori che manifestavano in viale Trento, ai quali ha voluto spiegare, punto per punto, quali sono gli interventi della Regione già effettuati e quelli previsti. Prato ha anche annunciato che il 31 luglio sarà a Cabras, per un “question time“ con pescatori, agricoltori ed enti locali. L'assessore ha poi risposto su ogni tematica sollevata dai pescatori. “Per quanto riguarda il fermo 2008, a oggi – ha detto Prato - sono state già pagate 519 domande, per un totale di 2,4 milioni di euro. Per altre 215 richieste sono stati effettuati i mandati di pagamento (per 1,3 milioni), che la banca dovrebbe girare ai beneficiari entro la settimana. Entro luglio si concluderà tutta la partita con le 300 domande che mancano e che sono in fase istruttoria. Di fatto, un enorme passo in avanti rispetto a prima”.  L'assessore ha, infatti, ricordato come il fermo 2006 sia stato pagato solo nel 2008, mentre per quello della scorsa annualità siano passati solo pochi mesi. "Per il fermo biologico 2009 - ha spiegato Prato -, porterò l'argomento al confronto Stato-Regione del prossimo 17 luglio". Sulla taglia minima dell'aragosta, l'assessore ha ricordato di avere interessato del problema il ministro per le Politiche agricole, Luca Zaia,  due mesi fa, e ora si attende il parere di Bruxelles, visto che si tratta di modificare un provvedimento dell'Unione europea. Sul piano di ripopolamento, Prato ha annunciato la creazione di sotto-aree, quasi una in ogni marineria, dove i pescatori potranno conferire i crostacei di taglia troppo piccola. Per ciò che concerne l'emergenza dei cormorani,l’assessore ha ricordato come la competenza sia dell'assessore dell'Ambiente., “… in ogni caso, del problema si parlerà domani in giunta, per concordare un incontro urgente interassessoriale”. Sul rinnovo delle concessioni degli stagni, l'assessore è stato chiaro: "Chi ha in gestione uno specchio acqueo dovrà presentare un “business plan” per incrementare il fatturato e dare occupazione al maggior numero di persone, perché dobbiamo evitare che gli stagni diventino grandi latifondi che danno lavoro e da mangiare solo a cinque famiglie". Infine, su uno dei prodotti cardine del comparto pesca oristanese, la bottarga, l'assessore ha ribadito che occorre puntare sulla denominazione di origine, sia per una maggior valorizzazione del prodotto, sia per poter accedere alle risorse comunitarie per la sua promozione. Prato ha, inoltre, annunciato che si sta lavorando alla normativa sugli ittiturismo per favorire la multifunzionalità aziendale.

Mercoledì prossimo, 15 luglio, alle 10, si terrà una seduta straordinaria del consiglio regionale, convocata congiuntamente dal presidente del consiglio, Claudia Lombardo, e dal presidente della Regione, Ugo Cappellacci. Si discuterà della crisi in Sardegna, con particolare riferimento alla situazione del comparto industriale, anche in vista della riunione giunta-governo prevista a Roma per venerdì 17 luglio. Alla seduta parteciperanno i parlamentari sardi, la giunta regionale, i presidenti delle province, i sindaci delle città capoluogo e quelli di Porto Torres, Ottana, Portoscuso, Assemini, Sarroch. Saranno presenti, inoltre, i rettori delle università di Cagliari e Sassari, il consiglio delle autonomie locali, l'associazione degli enti locali, i sindacati, le associazioni degli imprenditori, del settore dell'artigianato, le cooperative, gli imprenditori agricoli. Nel pomeriggio di mercoledì, il consiglio regionale discuterà le mozioni presentate dal centrosinistra (primo firmatario Giampaolo Diana del Pd) sulla crisi economica, e sui tagli alla scuola pubblica (primo firmatario Marco Espa).

Giovedì 16 Luglio, alle 9,30, si riunisce il consiglio comunale di Oristano, per la discussione e i contributi sulle linee guida di adeguamento del Piano Urbanistico Comunale.  In aula saranno presenti gli architetti Bernardo Secchi e Paola Vigano, ai quali il comune ha affidato il compito di dare una valutazione sulla città, sul territorio e sulle potenzialità urbanistiche, sulla base dell’adeguamento del Puc di Oristano. “Sulla scia del percorso già avviato da tempo, per garantire la trasparenza degli atti e la partecipazione dei cittadini abbiamo pubblicato sul sito internet istituzionale la relazione dei professori Secchi e Viganò – ha spiegato l’assessore all’Urbanistica, Salvatore Ledda -. Contiamo di ottenere dai cittadini, dagli operatori economici, dalle forze sociali quei contributi che riteniamo essenziali per completare la bozza di indirizzo strategico nell’ambito dell’adeguamento del Piano urbanistico al Piano paesaggistico regionale e al Piano di assetto idrogeologico. Su internet pubblicheremo il documento con tutti gli aggiornamenti che man mano arricchiranno il lavoro dei professori Secchi e Viganò e del consiglio comunale. Siamo ormai alle battute finali di questa fase di indirizzi strategici che potremo completare nell’arco di poche settimane, termine entro il quale anche i cittadini potranno dare i loro contributi”.

Oltre alla seduta straordinaria di questa mattina, poi proseguita a Cagliari per la vertenza pesca, il consiglio provinciale di Oristano è stato convocato, per venerdì 17 e lunedì 20 luglio, alle 17.30, per l’esame del seguente ordine del giorno: Ratifica delibera G.P. n. 82 del 25.05.2009 avente per oggetto “Prima variazione al bilancio preventivo 2009 ed alla relazione previsionale e programmatica 2009/2011”; approvazione modifiche al regolamento provinciale per il funzionamento del Tavolo di Concertazione; approvazione regolamento in materia di esercizio ed ispezione degli impianti termici nella provincia di Oristano. Interpellanza urgente del gruppo del Pd sulla situazione S.P. 33 – 36 – 38 – 71 e 96. Rischio di isolamento viario totale dell’abitato di Samugheo; nomina rappresentanti nella 2° sottocommissione elettorale di Oristano. Il consiglio provinciale è stato  convocato anche per mercoledì 22 luglio, sempre alle 17.30, con un unico punto all’ordine del giorno: bilancio sociale.

 

 
Di pig (del 10/07/2009 @ 15:30:09, in cronaca, linkato 799 volte)

Circa ventimila persone hanno partecipato al corteo, snodatosi lungo le vie di Cagliari, per lo sciopero generale di otto ore dell'industria e dei servizi, proclamato dai sindacati Cgil, Cisl e Uil. Alla manifestazione hanno  partecipato, aprendo il corteo subito dopo lo striscione dei sindacati, i lavoratori del polo petrolchimico di Porto Torres, che l'Eni ha deciso di fermare per due mesi. Dalle 6 di questa mattina, mentre i pullman e i treni speciali partivano alla volta del capoluogo, a Porto Torres è scattato lo sciopero di 184 ore, che durerà fino alle 22 di venerdì 17 luglio, che interessa il parco-serbatoio e il pontile-liquidi, che metterà a rischio l'approvvigionamento di carburante in tutto il nord e centro Sardegna. Gli operai del petrolchimico, che ieri avevano bloccato la banchina del porto commerciale impedendo l'uscita dei turisti, sono giunti a Cagliari con magliette e striscioni che riportavano diversi slogan. Uno su tutti, "Solo sviluppo", e poi "L'Eni non scalda...brucia!", "Non c'è futuro ma disperazione...senza sviluppo e occupazione". Lo sciopero è stato proclamato dai sindacati bconfederali contro lo smantellamento dell'apparato produttivo sardo, le morti e gli infortuni sul lavoro, le politiche degli appalti al massimo ribasso, la disoccupazione, la nuova emigrazione, l'aumento delle povertà e l'azzeramento del sistema formativo. "Serve un nuovo patto tra le istituzioni e le forze sociali e produttive dell'isola – hanno detto i leader di Cgil, Cisl e Uil - per avviare il nuovo congresso del popolo sardo, che porti all'apertura di un tavolo a Palazzo Chigi per lavoro e imprese". Intanto, il comune di Porto Torres ha accelerato le iniziative contro l'Eni, dopo l'annunciata fermata per due mesi dell'impianto cracking del petrolchimico. Il sindaco, Luciano Mura, ha infatti confermato l'intenzione di chiedere all'Eni i danni per l'immagine arrecati al territorio e per le mancate bonifiche. "Lunedì prossimo - ha annunciato Mura, durante la manifestazione per lo sciopero generale dell'industria - delibereremo di dare mandato ai nostri legali per valutare un'azione giudiziarie contro l'Eni. Questa è un'azienda che non ha etica del lavoro e oltre al danno di immagine chiederemo conto dei miliardi di euro che devono essere messi a disposizione per le bonifiche". Il sindaco ha ricordato che a Porto Torres c’è un'area di 1.500 ettari che non ha più attività produttive e che deve essere riqualificata anche sotto il profilo ambientale. "La situazione sociale in città è ormai pesantissima - ha sottolineato Mura – perché, a fronte di centinaia di posti di lavoro persi, non esiste altro tessuto produttivo in grado di sopportare anche la chiusura del petrolchimico". "Buona parte della Sardegna è in piazza per chiedere il rilancio delle attività produttive – ha sottolineato il leader della Cisl, Mario Medde -. Questo è solo l’anticipo di una mobilitazione più ampia, che porterà allo sciopero generale di tutta l'isola. Se oggi non si apre una prospettiva, la mobilitazione sarà lunga e dura". Sulla stessa linea Francesca Ticca, leader della Uil, che esorta a sottoscrivere "…un patto tra tutti quelli che rappresentano le istituzioni e la società sarda, perché sulla crisi della Sardegna venga aperto un tavolo a Palazzo Chigi per un confronto serio e reale con lo Stato centrale". Pessimista il segretario generale della Cgil, Enzo Costa, secondo il quale "…la manifestazione di oggi rappresenta il malcontento dei lavoratori sardi in una situazione che non è solo drammatica ma dirompente e in caduta libera".  "Qualcuno martedì scorso, nella sede dell'Eni, non importa se un top manager o un semplice burocrate esecutivo, ha suonato le campane, annunciando un funerale. Ma a Porto Torres non ci sono morti. Ci sono, invece, tante famiglie, padri, madri, giovani, che si interrogano sul presente e sul futuro. Una comunità viva e vitale che non si arrende". Lo ha sottolineato il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, in una dichiarazione diffusa al termine di una seduta della Giunta, riunitasi, questa mattina, in occasione dello sciopero generale dell'Industria nell'isola. "La democrazia non è soltanto espressione di libera iniziativa ma anche approfondimento della dignità umana nel suo pieno significato, nelle sue integrali aspirazioni ed esigenze, nella sua spinta di espansione e di partecipazione ai beni del mondo. Queste parole, attualissime, risalgono a ben 50 anni fa, esattamente al 3 ottobre del 1959, a Milano. A pronunciarle fu Aldo Moro - ha detto Cappellacci -. Oggi come ieri racchiudono, nella loro stringente attualità, il senso di sgomento e angoscia che negli ultimi tempi ci accompagna. Oggi la rabbia, legittima, è stata portata in piazza. E per una comunità che ha sempre fatto dell'orgoglio e della fierezza i suoi tratti distintivi non c'è cosa peggiore della perdita della dignità umana. La Sardegna non fa più sconti a nessuno – ha sostenuto Cappellacci -. Questo è bene che lo comprendano i vertici dell'Eni, che devono immediatamente fare marcia indietro sulla decisione presa per Porto Torres, ma anche il governo non può più consentire, in alcun modo, che un'azienda di cui lo Stato è azionista incameri profitti miliardari e lasci solo macerie e devastazioni sociali". Sull’argomento ha voluto dire la sua anche l’ex presidente della Regione, Renato Soru. “Ancora una volta Cappellacci e la Sardegna – ha detto Soru - sono vittime delle prese in giro da Berlusconi, come già avvenuto durante tutta la campagna elettorale. L’Eni è una società il cui socio di maggioranza è nient’altri che lo Stato ed è impossibile non ravvisare, anche in questa ultima decisione dei vertici aziendali, una precisa responsabilità politica. I viaggi di Cappellacci, a Roma come in qualunque altra località, sono solo una presa in giro dai quali non emergerà nessuna soluzione accettabile. Non basta riempire gli aerei e la sala romana della Regione per fare “alta politica”. Di fatto ancora non c’è niente, se non quello che era ovvio: che davanti all’annuncio del disastro tutti si dichiarano pronti a remare, mentre la bozza di documento presentata dall’attuale presidente della Regione è stata subito accantonata per inconsistenza. Non basta – ha proseguito Rernato Soru - invocare la “calata” di ministri e sottosegretari che, come infinite volte, sarà senza costrutto e conseguenze.  La verità è che nel brevissimo giro di 4 mesi l’intero comparto, dal clorosoda di Assemini all’Eurallumina e all’Alcoa del Sulcis, fino all’Eni di Porto Torres, è stato raso al suolo. Simile sorte è toccata al tentativo del polo di Arbatax o all’inseguimento di Sartor. La ragione è sempre la medesima: in Sardegna, oggi, non c’è un interlocutore credibile. Cagliari è infatti diventata una succursale di Roma, completamente deprivata di ogni valore decisionale. Se davvero il presidente Cappellacci fosse in grado di fare gli interessi della Sardegna, piuttosto che essere lo sprovveduto e inadeguato burattino del Premier, sarebbe andato direttamente a L’Aquila a far valere le ragioni della chimica sarda, e allora tutta la Sardegna l’avrebbe seguito. Ma L’Aquila altro non è se non l’emblema della volontà predatoria del governo nazionale nei confronti della Sardegna e dei sardi. Tutto ciò lo sanno bene sindacalisti e gli amministratori che hanno seguito le fasi precedenti, quando la Regione si opponeva davvero in tutti i modi e con autorevolezza allo smantellamento della chimica, riuscendo a impedire lo scempio di questi giorni, diventato conseguenza dell’incapacità del Governo regionale di fornire alcuna garanzia. È certo  che il tempo di Caligola finirà, ho dichiarato una volta a un giornale. E così come a Roma i tempi migliori sono venuti dopo i peggiori, la stessa cosa capiterà alla Sardegna. In questi giorni – ha concluso Soru - stiamo toccando con mano il peggio, condannati dalla mannaia di Caligola-Berlusconi e dalle sue bugie. Oggi più che mai dobbiamo avere il coraggio di difendere i diritti che ci spettano ed essere intransigenti nel richiederne il rispetto. Non ci sarà mai lavoro, per i Sardi, senza dignità”.

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La telenovela Onida-Atzori si arricchisce di un’ulteriore puntata. Questa volta è il presidente della Provincia di Oristano, Pasquale Onida, che risponde ad un precedente comunicato di Claudio Atzori, con questa nota stampa: “Con riferimento al comunicato stampa inviato in data 9.7.09 dal Sig. Claudio Atzori, il Presidente della Provincia On. Pasquale Onida rimarca che alla consapevolezza del Sig. Atzori di non fare più parte dell’Assemblea generale del Consorzio industriale dovrebbe conseguire, perché è consequenziale, la presa d’atto dell'avvenuta decadenza anche dalla carica di Presidente. Ciò risulta inequivocabilmente dalle seguenti considerazioni. A mente dell’art. 3 della L.R. n° 10/ 08, il Cons. Industriale Provinciale dell’Oristanese è ora un consorzio fra Enti  locali espressamente costituito ai sensi del T.U. n° 262/00 fra la Provincia di Oristano dei Comuni di Oristano e Santa Giusta. Non occorrono autorevoli pareri (che, ovviamente, avranno comportato importanti spese) per capire che l’attuale C.I.P.O. ha mutato natura giuridica rispetto alla precedente forma di ente pubblico economico del cessato C.N.I.O. Per effetto di tale innovazione normativa (che s’impone sul previgente statuto del C.N.I.O.) l’Assemblea è composta dai legali rappresentanti degli enti locali soci o da "loro delegati”. La delega, come noto, è un atto strettamente legato al rapporto interno fiduciario ed il controllo del delegante può essere legittimamente esercitato col ritiro della delega stessa e con la sostituzione del delegato nello svolgimento dell`attività. Sulla base di tale principio, avendo il Presidente della Provincia revocato fin dal 18.5.09 la delega a suo tempo conferita al Sig. Claudio Atzori, quest’ultimo da allora non ha più titolo per far parte dell’Assemblea del Consorzio e tantomeno può esserne il Presidente. Infatti, l’art. 4 della L.R. n" 10/08 ricollega inscindibilmente l’elezione del Presidente al requisito di essere componente dell’Assemblea e precisa che, nei consorzi come quello di Oristano, l'Assemblea coincide col Consiglio d’Amministrazione. Ne consegue che la decadenza verificatasi ha travolto anche l’elezione a Presidente e il Sig. Atzori non può affatto dirsi "in carica", dato che la rappresentanza del socio Provincia è nuovamente in capo al suo Presidente. Le opinioni del Presidente del Collegio dei Revisori e dell’Assessore regionale invocato dal Sig. Atzori sono state espresse prima che l’Assemblea generale prendesse atto della revoca della delega e si deve rimarcare che se avesse posto all'ordine del giorno anche l'elezione del Presidente ogni problema sarebbe risolto. Ma il Sig. Atzori si è limitato a porre l'argomento della decadenza dall'Assemblea e non anche delle sue ovvie conseguenze”.

La Provincia di Oristano è stata incaricata dalla Sezione provinciale dell’Associazione degli Alpini di trasmettere alla Protezione Civile, che opera nelle zone del terremoto, un assegno circolare di 1.175 euro, raccolti il 20 giugno scorso in occasione del Concerto per  l’Abruzzo al Teatro Garau, concesso per l’occasione dal Comune di Oristano. Nel corso della serata, curata dalla Polifonica Arborense e dall’Associazione Coro Polifonico Madonna del Rimedio, con i due gruppi si erano esibiti anche l’Orchestra del Liceo Scientifico”Mariano IV” di Oristano, il soprano Daniela Pinna e la pianista Laura Scalas.
 
Domani riapre il centro sociale anziani di via Cagliari. La cerimonia di inaugurazione è fissata per le 18.  “La struttura era chiusa da due anni – ha osservato l’assessore ai Lavori pubblici, Andrea Lutzu –. Con un progetto da 400 mila euro abbiamo potuto restituire alla città un importante servizio pubblico. Il comune è intervenuto per la bonifica della copertura in lastre di cemento-amianto, provvedendo nel contempo alla nuova copertura, alla riorganizzazione degli spazi interni e al rifacimento dei servizi igienici, con l’aggiunta di un bagno per disabili, all’ampliamento del locale cucina, al rifacimento completo degli impianti idrico, fognario, telefonico ed elettrico, dei servizi igienici e di tutti i punti di presa sia d’acqua che di energia elettrica . Abbiamo provveduto anche all’installazione di un sistema di rilevazione automatica di incendio, con sistema di allarme acustico; al risanamento delle strutture, compresa la demolizione e la ricostruzione della parete perimetrale sul lato cortile, con il  rifacimento di intonaci e tinteggiatura; al rifacimento dell’impianto di climatizzazione mediante pompe di calore, e alla sostituzione dei serramenti interni ed esterni”. “Il Centro anziani sarà gestito provvisoriamente da un Comitato Promotore dell’Associazione di utent, aperta a tutti i cittadini ultrasessantacinquenni, ai loro coniugi e conviventi, a prescindere dall’età, e alle persone disabili residenti nel comune di Oristano – ha spiegato l’assessore alle Politiche sociali, Francesco Varsi -. Il Comitato durante questo periodo raccoglierà le adesioni per procedere alla formazione dei suoi organi statutari. La scelta di affidare all’Associazione la gestione del Centro rappresenta un forte segnale di attenzione e di fiducia sulle capacità di organizzazione degli anziani della città. La convenzione garantisce la più ampia autonomia gestionale e organizzativa dell’Associazione e, contemporaneamente, assicura l’intervento del comune per la copertura di alcune spese gestionali (manutenzione straordinaria della struttura, rimborso delle spese di assicurazione e utenze)”. Gli iscritti saranno tenuti al pagamento di una quota associativa che resterà completamente a disposizione dell’Associazione per la gestione delle sue attività e per l’organizzazione di eventi ricreativi e culturali. L’iscrizione all’Associazione dà diritto all’accesso alla struttura, alla partecipazione a tutte le attività sociali e alla formazione degli organi statutari. Le iscrizioni sono aperte presso la sede del Centro Sociale Anziani, in Via Cagliari,tutti i giorni dalle 16 alle 20.

 
 
 

 
Di pig (del 09/07/2009 @ 19:30:03, in cronaca, linkato 927 volte)
Con 154 voti a favore, un voto contrario, un astenuto e il fallito tentativo di Pd e Idv di far mancare il numero legale lasciando l'aula, il Senato ha approvato in via definitiva il ddl sviluppo. Il passaggio più importante del provvedimento diventato legge dopo quattro letture riguarda il nucleare. Entro 6 mesi dall'entrata in vigore della legge, il governo deve adottare uno o più decreti legislativi per la localizzazione sul territorio nazionale degli impianti e dei sistemi di stoccaggio e deposito dei rifiuti radioattivi. Altri aspetti chiave del ddl sviluppo sono il ritorno della class action (anche se non sarà retroattiva ed entrerà in vigore non prima del gennaio 2010) e il ripristino dei fondi per l'editoria (140 milioni in due anni che vengono coperti con un aumento della Robin tax). Ecco nel dettaglio le novità. NUCLEARE: E' il punto più controverso e più gravido di conseguenza sul futuro del Paese. A 22 anni dal referendum che bocciò l'uso dell'energia atomica, l'Italia si impegna a darsi un impianto legislativo per riabbracciare il nucleare. Il ddl prevede infatti che entro sei mesi il governo predisporrà la normativa per per la localizzazione delle centrali oltre che dei sistemi di stoccaggio e deposito dei rifiuti radioattivi. Sarà il Cipe a definire le tipologie degli impianti. I siti potranno essere dichiarati "di interesse strategico nazionale" e quindi soggetti anche a controllo militare, come già avviene per le discariche dei rifiuti. A vigilare sulla sicurezza delle nuove centrali, dalla costruzione, alla gestione e al successivo smaltimento delle scorie sarà l'Agenzia per la sicurezza nucleare. EFFICIENZA ENERGETICA: Il ddl prevede che il ministro dello Sviluppo economico predisponga entro il 31 dicembre 2009 un piano straordinario per l'efficienza ed il risparmio energetico, da trasmettere alla Commissione europea, preparato con l'apporto  dell'Agenzia nazionale per l'efficienza energetica. CLASS ACTION: Dopo aver bloccato l'introduzione della possibilità per i consumatori e gli utenti dei servizi pubblici di fare causa comune in tribunale (era stata prevista dalla Finanziaria 2008 del governo Prodi), il ddl riapre ora questa possibilità, ma ne esclude la retroattività, rendendola quindi impossibile per alcuni degli scandali più dolorosi degli ultimi anni, come quelli Cirio e Parmalat. Inoltre la nuova disciplina entrerà in vigore non prima del gennaio 2010. EDITORIA: Ripristinati 70 milioni di euro per il fondo per l'editoria per ciascuno degli anni 2009 e 2010. Dunque 140 milioni di euro in due anni che vengono coperti con l'aumento della Robin tax. ROBIN TAX: Sale dal 5,5% al 6,5% la maggiorazione dell'aliquota ordinaria Ires a carico delle aziende petrolifere e dell'energia elettrica. Le risorse sono destinate al ripristino del fondo dell'editoria.  ASSICURAZIONI: In arrivo il contratto di durata poliennale. Lo potrà proporre l'assicuratore al posto di una copertura di durata annuale a fronte di una riduzione del premio. Scatteranno però delle penalità nel caso di recesso. PREZZO BENZINA: Giù il prezzo della benzina nelle Regioni che ospitano impianti di estrazione. Aumenta infatti dal 7% al 10% l'aliquota di prodotto che il titolare di ciascuna concessione di coltivazione è tenuto a corrispondere e contestualmente viene istituito il fondo per la riduzione del prezzo dei carburanti per i residenti nelle regioni interessate dall'estrazione di idrocarburi liquidi e gassosi. BOLLO AUTO A GAS: Le Regioni possono esentare dal pagamento della tassa automobilistica per 5 anni le auto e i veicoli commerciali che passano al Gpl o al metano. Altri punti del ddl riguardano infine le procedure per operare privatamente nel settore ferroviario, per tutelare il made in Italy dalle contraffazioni e per introdurre maggiore trasparenza nele tariffe marittime.

“Inutile e dannoso", "ritorno alla preistoria", "follia ambientale ed economica". Sono durissime le reazioni  al via libera al disegno di legge sullo sviluppo, il provvedimento che stabilisce il ritorno dell'Italia all'energia nucleare. Se, come detto, Pd e Italia dei valori hanno cercato inutilmente di far deragliare l'approvazione del testo, tentando di far mancare a palazzo Madama il numero legale, le associazioni da sempre in prima fila nella lotta contro l'atomo si sono affidate a comunicati e commenti infuocati. Paradossalmente, rispetto a 22 anni fa, quando il nucleare fu espulso dal Paese con un referendum popolare, oggi la preoccupazione delle associazioni che promossero quella campagna sembrano essere economiche prima ancora che di tipo ecologico. Puntare come vuole fare l'Italia con il "ddl sviluppo" sull'obsoleto nucleare di terza generazione dopo aver abbandonato da anni la ricerca e la produzione industriale legata a questo settore, prima ancora che un problema di sicurezza è un colossale spreco di risorse. "Con grande soddisfazione - denuncia ad esempio Legambiente - questo governo oggi plaude a se stesso per aver raggiunto un antico obiettivo: tornare alla preistoria energetica e spendere soldi in grandiose e fragili cattedrali per la produzione di energia nucleare di terza generazione, proprio quella tecnologia che Barack Obama si è rifiutato di finanziare perché inquinante e insicura".  A sottolineare quanto il voto di oggi del Senato sia in contraddizione con quanto avviene nel resto del mondo è anche il Wwf. "Il G8 a presidenza italiana - ricorda l'associazione - affronta il nodo cruciale delle politiche climatiche ed energetiche del Pianeta, dalle quali emerge la necessità di puntare con decisione ed urgenza sulle nuove tecnologie pulite: sembrerebbe una strada finalmente tracciata anche per l'Italia, facilitata anche dal consenso che si sta formando tra i paesi più influenti del mondo. E invece no: alla prova dei fatti, l'Italia decide di perseverare sulla vecchia strada e continuare a perdere tempo e denaro puntando tutte le proprie carte sull'opzione nucleare e ponendo un'ipoteca quasi irreversibile sulla diffusione delle energie rinnovabili nel nostro paese". L'altro aspetto che viene denunciato dagli ambientalisti è proprio il sacrificio che gli investimenti sul nucleare, decisamente antieconomico e fuori mercato, richiederanno allo sviluppo di eolico e solare. "Costruire le nuove centrali - prevede il direttore di Greenpeace Giuseppe Onufrio - porterà l'Italia ad  avere una disponibilità eccessiva di energia, il che porterà inevitabilmente a un allentamento della spinta sulla produzione da fonti rinnovabili e sul consumo efficiente". "In questo provvedimento c'è tutto il paradosso del governo della destra - lamenta Roberto Della Seta capogruppo del Pd nella commissione Ambiente del Senato - Il ddl è nato vecchio e ora è addirittura decrepito. Mentre tutti i Paesi industrializzati vanno verso l'innovazione e le fonti rinnovabili, per Berlusconi e Scajola i problemi energetici dell'Italia si risolvono ricominciando a produrre energia nucleare tra 20 anni. Pura propaganda ideologica, aggravata dal fatto che i siti nucleari verranno scelti liberamente dalle imprese che li realizzeranno, alla faccia del federalismo potranno essere localizzati anche contro la volontà delle Regioni, e saranno di fatto militarizzati".  Tra i più agguerriti contro il ddl c'è infatti anche Nichi Vendola, il governatore della Puglia, una delle regioni che potrebbe essere interessata dalla costruzione di una nuova centrale. "Le centrali nucleari sono impianti a rischio rilevante, la Puglia - avverte il governo - vuole continuare a essere la terra delle rinnovabili, il parco delle energie rinnovabili più interessante d'Europa". Secondo Vendola "finora i discorsi energetici del governo sono stati un cumulo di banalità e un annuncio di scelte autoritarie". "Io immagino - aggiunge - che la militarizzazione del territorio per fare una centrale sia una scelta suicida per chi ce l'ha in testa". "Ho proposto già al ministro Scajola - conclude Vendola - il tema vero: l'ottimizzazione della rete di trasmissione. Il paese perde il 12% dell'energia che produce a causa dell'obsolescenza della rete". Sulla stessa lunghezza d'onda la reazione di Mercedes Bresso, presidente del Piemonte, regione dove sorge ancora la vecchia centrale di Trino Vercellese. "Il nucleare è una scelta sbagliata dal punto di vista strategico, economico e anche della sicurezza per i cittadini - commenta - E ci sono moltissimi dubbi sulla reale copertura economica dell'enorme spesa che si dovrebbe programmare". (www.repubblica.it)

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Sulla sconceratente chiusura dell’Eni di Porto Torres è intervenuta il deputato oristanese del Pd, Caterina Pes, con la seguente nota stampa: “La chiusura dello stabilimento di Porto Torres annunciata dall'Eni è l'ennesima batosta che la Sardegna riceve dal Governo nel giro di poco tempo. Il Presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci, deve ora dimostrare da che parte sta: con i sardi e non con chi tradisce le promesse fatte. Cappellacci faccia sentire il peso specifico di questa Giunta, dimostri che tiene al popolo che lo ha eletto. Il Partito Democratico, nella riunione che si è tenuta ieri a Roma, ha dato pieno mandato al Presidente della Regione a gestire la vertenza, vertenza nella quale il Governo ha una responsabilità importante in quanto principale azionista dell’Eni; abbiamo preferito ancora una volta la lealtà politica e la volontà di risolvere i veri problemi della Sardegna in maniera trasversale, senza opporre veti e paletti ideologici per una vicenda che non può non preoccuparci profondamente. Inaccettabile resta il disimpegno da parte dell'Eni, che dopo aver avvelenato per anni un territorio e i suoi abitanti, lo abbandona senza alcuno scrupolo. Bene ha fatto e bene farà il sindaco di Porto Torres Luciano Mura a denunciare l'Ente per disastro ambientale. Se la dismissione dovesse esserci, gli abitanti di Porto Torres e tutti i sardi dovranno chiedere un giusto e congruo risarcimento per i danni sanitari, ambientali, sociali provocati dall'industria chimica. E da quei risarcimenti dovremo ripartire per pensare e avviare un'economia pulita e cercare interlocutori onesti con cui costruire  alleanze.  Ma le responsabilità dell'Eni, oggi, non oscurino quelle politiche, che restano tutte in piedi, nella loro potenza, o al contrario, impotenza”.

Dall’Ufficio stampa della Provincia di Oristano abbiamo ricevuto una nota sui lavori del consiglio, incentrati sull’aeroporto di Fenusu (un autentico pozzo senza fondo per i soldi pubblici. ndr), e sugli incontri relativi al porto di Oristano, che volentieri pubblichiamo:
Il Consiglio provinciale di Oristano ha approvato la proposta dell’acquisto delle quote rimaste inoptate della Sogeaor, la società di gestione dell’aeroporto di Fenosu. Il nuovo impegno finanziario,come ha ricordato l’assessore Marcello Serra nella sua qualità di presidente della società, è pari a 535 mila eur,o e porta al 75% la partecipazione della Provincia al capitale sociale della Sogeaor. Al dibattito sono intervenuti i consiglieri Stefano Figus (Idv), Peppino Marras e Mario Tendas (Pd) che hanno chiesto di allargare l’assetto societario. I rappresentanti della minoranza, con motivazioni diverse, si sono dichiarati contrari alla assunzione del nuovo impegno finanziario, mentre Sandro Murana (Gruppo Misto), e Mauro Silinas (Fortza Paris), annunciando il loro voto a favore, hanno chiesto un cronoprogramma degli impegni, ribadendo, inoltre, il concetto che nello scalo di Fenosu bisogna crederci perché sarà un elemento di sviluppo del territorio. Le proposte finanziarie sono state illustrate dall’assessore alle società partecipate, Mario Matta, e da Lorenzo Stevanato, assessore al bilancio. Il dibattito è stato chiuso da un intervento di Marcello Serra che, in precedenza, aveva guidato un sopralluogo dell’intero consiglio provinciale a Fenosu. A settembre, secondo il presidente della Sogeaor, se non interverranno fatti imprevisti, i lavori in corso Questi (gli hangar, i piazzali, la viabilità, il deposito di carburanti, il raddoppio dell’aerostazione e altre opere funzionali all’agibilità dello scalo aereo)dovrebbero essere portati a termine. Marcello Serra ha anche riferito che sono in corso di rilascio le ultime autorizzazioni per  il Piano di Sviluppo Aeroportuale e per l’installazione del deposito di carburanti, mentre è al lavoro il team che dovrà certificare l’aeroporto, al momento dotato di una pista di 1299 metri, abilitata all’atterraggio e al decollo di velivoli sino a 80 posti. Commentato la serata di lavori dedicata allo scalo di Fenosu, il presidente della Provincia, Pasquale Onida, ha considerato positivo il lavoro svolto e l’ulteriore impegno assunto dall’assemblea che vede la Provincia assumersi un ulteriore decisivo onere per la conclusione di una fase delicata che dovrebbe portare entro l’anno alla piena disponibilità operativa della struttura aeroportuale.
Per quanto riguarda il porto di Oristano, c’è stato in questi giorni un doppio incontro per verificare la possibilità di realizzare una banchina a ridosso dell’area di colmata, in grado di ospitare navi da crociera che percorrono il Mediterraneo, le città e i porti di Francia, Spagna, Tunisia, Marocco, Algeria. Un primo incontro preliminare si è tenuto in Provincia; l’altro presso la Capitaneria di Porto di Oristano. Un tavolo importante, presieduto dal comandante, Alberto Ugga, ed al quale hanno preso parte il presidente della provincia, Pasquale Onida; l’assessore provinciale, Mario Matta; il sindaco di Santa Giusta, Antonello Figus; l’assessore all’Urbanistica del comune di Oristano, Salvatore Ledda; il tecnico Gianluigi Matta; Enrico Massidda ,segretario generale della Camera di Commercio; e tre responsabili tecnici del Ministero per le Infrastrutture Pentimalli, Botti, Lai. E’ stato il comandant, Alberto Ugga, ad illustrare i dati salienti del progetto, che parte dall’idea di diversificare l’utilizzo dello scalo di Oristano, non solo per le rinfuse, ma  anche per il traffico di navi da crociera di medie dimensioni e la nautica da diporto. L’ipotesi, come detto,  è quella di costruire una banchina a ridosso dell’area di colmata, estesa per circa una cinquantina di ettari. C’è il parere di massima del Provveditorato alle Opere Pubbliche, che si è detto pronto per realizzare un approdo e una stazione marittima, per un importo di 6 milioni di euro. Occorre portare avanti l’idea progettuale e reperire i finanziamenti necessari. Sostanziale l’accordo dei partecipanti all’incontro, con il presidente della Provincia che si è dichiarato disponibile a favorire tutti i passaggi dell’iniziativa, esprimendo il suo pieno assenso per un progetto a moduli, da collegarsi con quello più complessivo del sistema di infrastrutture del territorio provinciale.

E' stato firmato l'accordo di contrattazione collettiva integrativa del comparto per la determinazione dei criteri per la progressione economica orizzontale, all'interno delle categorie del personale sanitario, tecnico, professionale e amministrativo della Asl di Oristano   tratta di un sostanziale passo in avanti per i dipendenti della Asl n.5, che arriva dopo alcuni anni di mancata contrattazione tra azienda e sindacati, che aveva di fatto congelato le progressioni di fascia.  Nel documento vengono fissati i criteri per stabilire il passaggio del personale a una soglia economica superiore. Le categorie di merito che permetteranno ai lavoratori di scalare di fascia sono tre: l'esperienza professionale acquisita;  i titoli culturali e di studio conseguiti in scuole pubbliche o private riconosciute; l'aggiornamento, le pubblicazioni, gli incarichi di insegnamento, i corsi e i seminari frequentati, che siano attestati con atti formali e attinenti alla professione svolta. Si tratta, cioè, di un paniere di titoli, esperienze maturate e riconoscimenti che permetteranno di valutare e parametrare il merito del dipendente non semplicemente in base al requisito dell'anzianità, ma anche alla qualità del titolo di studio e alla maggiore propensione all'aggiornamento e alla specializzazione. A ciascuno dei requisiti vengono attribuiti specifici punteggi: una soluzione che intende misurare con oggettività e trasparenza quante e quali siano le esperienze professionali acquisite e premiare, riconoscendo loro un incentivo economico, i dipendenti più aggiornati e impegnati. I termini dell'accordo sono validi per tutto il personale dipendente a tempo indeterminato, compreso quello che in passato ha lavorato presso enti diversi dalla Asl di Oristano, e che ha maturato, al 31 dicembre 2005, almeno due anni di anzianità di servizio. L'accordo per il passaggio di fascia rientra nella politica della premialità inaugurata, a livello aziendale, con l'introduzione del nuovo sistema di valutazione dei dipendenti: sistema che, assegnando a ciascuno di essi obiettivi specifici, ne misura poi i meriti o i demeriti professionali in termini di progressioni di carriera e premi di produttività

Riprende ancora una volta l'agitazione degli edicolanti delle province di Oristano e Nuoro che hanno bloccato i pagamenti delle forniture. In una nota il segretario provinciale della Cisl di Oristano, Antioco Patta, spiega che tutte le novità introdotte nella sperimentazione, siglata appena pochi giorni fa, sono state di fatto vanificate da nuovi addebiti economici. Una situazione che aggraverebbe la situazione finanziaria degli edicolanti, decisi a pagare solo le pubblicazioni realmente vendute e non più disponibili ad anticipare i costi delle rese.

Arriva all'importante traguardo della decima edizione Sardegnacavalli, la rassegna sul mondo del cavallo, promossa dalla Camera di Commercio di Oristano, che si terrà dall'11 al 13 settembre. nell'area del nuovo Centro servizi camerale, nella zona commerciale di Santa Giusta, a ridosso della Statale 131 e della Provinciale per Arborea. Una sistemazione logistica sperimentata per la prima volta lo scorso anno, con risultati più che lusinghieri. Nel cartellone della decima edizione di Sardegnacavalli le rassegne allevatoriali, i concorsi, gli spettacoli equestri, le nuove ippovie; e ancora, l'animazione per i più piccoli, una mostra fotografica, uno spazio di confronto sui temi dell'imprenditoria femminile, oltre alla grande esposizione dell'agroalimentare e dell'artigianato di qualità. “Sardegnacavalli vuole essere un'elegante vetrina che riunisce l'attenzione per il cavallo con uno spaccato del mondo produttivo locale”, ha affermato Pietrino Scanu, presidente della iàCamera di Commercio di Oristano. Negli uffici dell'Ente si è già al lavoro per l'organizzazione della manifestazione, affinchè la riuscita dell'iniziativa sia assicurata. Le anticipazioni sul programma rivelano un'impostazione collaudata, ma elencano diverse e interessanti novità. Le ippovie, ad esempio, saranno rinnovate. Si punta a un percorso che valorizzi “la costa dei grifoni”, sul litorale occidentale, e ad un altro suggestivo itinerario da percorrere in sella, anticipando il tracciato di quella che sarà la dorsale sarda Tortolì - Oristano, riunendo anche il patrimonio delle comunità che proprio su questa direttrice si incontrano. Sardegnacavalli quest'anno avrà anche un tocco di rosa in più, rispetto alle edizioni precedenti. Al lavoro al femminile sarà, infatti, dedicato anche il concorso fotografico che la Camera di Commercio intende bandire e che proprio per Sardegnacavalli vedrà l'esposizione degli elaborati e la premiazione dei vincitori. L'anno scorso sono stati quasi 25 mila gli spettatori della rassegna, che nella sua decima edizione vedrà ancora una volta l'apporto di soggetti pubblici e privati impegnati nella collaborazione con l'ente camerale per l'allestimento e l'organizzazione più in generale. Una buona pratica che si rinnova, così come è confermato  l'ingresso gratuito alla manifestazione nei tre giorni di apertura. Intanto, il prossimo 20 luglio scadono i termini per l'inoltro delle domande di partecipazione alla decima edizione di Sardegnacavalli. Le aziende interessate possono inviare la domanda via fax al numero 0783 70566, via e-mail all'indirizzo promozione@or.camcom.it o consegnarla a mano negli uffici della Camera di Commercio, a Oristano, in via Carducci 23/25, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13. Verrà data priorità alle imprese direttamente collegate al settore equestre, agroalimentare e dell'artigianato artistico e tradizionale.

Gli uffici del giudice di pace rischiano di arrivare, nei prossimi mesi, ad una completa paralisi. E' l'allarme lanciato oggi dalla categoria, che ha proclamato uno sciopero nazionale dal 13 al 18 luglio, lamentando la mancata riforma della giustizia di pace, le "gravissime" disfunzioni degli uffici, e l'aumento delle competenze civili e penali, in particolare con l'introduzione del reato di immigrazione clandestina previsto nel ddl sicurezza, che "…comporteranno un carico di lavoro complessivo di circa due milioni e mezzo di processi ogni anno. La prossima settimana, quindi, i giudici di pace incroceranno le braccia. Stimiamo un 95% di adesioni alla protesta - spiega Gabriele Longo, presidente dell'Unione nazionale dei giudici di pace - e saranno ben 168 mila le cause che dovranno essere rinviate. Lo sciopero non è stato proclamato perchè ci sono state date nuove competenze o perchè c'è disorganizzazione: il problema è la disattenzione e l'apatia degli organi istituzionali di risolvere i problemi della giustizia di pace. Se non ci saranno risposte positive, dopo la pausa estiva faremo nuove proteste”. I giudici di pace, in particolare, chiedono che finalmente venga dato il via ad una riforma per superare "l'attuale situazione di precarieta'" della categoria con "…il riconoscimento della rinnovabilità dei mandati fino a 75 anni e delle tutele previdenziali, retributive e ordinamentali previste dalla Costituzione". Inoltre, bisogna fare fronte alla assoluta insufficienza del personale amministrativo in servizio, carente del 50% rispetto alle necessità, nonchè all’irrazionale distribuzione dei giudici sul territorio, con enormi differenze dei carichi di lavoro da ufficio a ufficio". Nei prossimi mesi, inoltre, scadrà il mandato di ottocento giudici e, dunque, i duemila che resteranno in servizio non riusciranno a "…garantire l'assolvimento dei loro compiti istituzionali, con particolare riferimento alla inesigibilità delle espulsioni e alla improcedibilità dei reati di immigrazione clandestina, con gravissime ripercussioni sull'ordine pubblico per l'intero Paese e sulla sicurezza dei cittadini. Senza i giudici di pace, che trattano due milioni di procedimenti l'anno - ricorda Longo - le pendenze nella giustizia sarebbero di circa 12-13 milioni di processi. La nostra funzione è stabile e continuativa e, quindi, la nostra condizione giuridica è fuori legge, fuori dalla Costituzione, lontano da una coerenza tra finalità e strumenti che si vogliono dare”.

 
Di pig (del 08/07/2009 @ 15:00:22, in cronaca, linkato 1144 volte)
Questa del luglio del 2009 doveva essere una settimana speciale per la Sardegna; così pensammo tutti nel giugno del 2007 quando il Presidente Prodi annunciò che La Maddalena sarebbe stata la sede del G8. La Maddalena come esempio di riconversione da un’economia militare ad un’altra fondata sull’ambiente, sulla bellezza, sulla cultura; i manufatti di archeologia industriale e di architettura militare, tra i più pregevoli del Mediterraneo, destinati ad attività di pace; molte opere per il nord Sardegna accelerate grazie alle procedure che il G8 prevede. I grandi della terra avrebbero visto, con i loro occhi, questo percorso in una terra, la Sardegna, dove si concentra il 62% delle servitù militari italiane. Per la Sardegna si sarebbe aperta una stagione insperata e l’opportunità di mostrare al mondo una terra di pace e di accoglienza, in cui generazioni di uomini e donne hanno costruito un irripetibile paesaggio che ci eravamo assunti l’onore di tutelare nella certezza che il rispetto dell’ambiente e della terra è priorità dei governi responsabili. Una terra in cui il risparmio energetico, le energie rinnovabili, la riduzione di CO2, il contenimento di consumo di territorio, la tutela del paesaggio, il recupero e ristrutturazione dell’immane patrimonio edilizio pubblico e privato, non sono stati slogans ma quotidiana azione in linea con i protocolli più avanzati. Sentivamo l’orgoglio per l’opportunità - con Prodi, Parisi, E. Letta, D’Alema e tutto il governo, con i maddalenini ed il Sindaco Comiti in testa e con tutta la comunità regionale - di dare un importante contributo perché questo territorio penalizzato negli anni finalmente rivelasse incredibili potenzialità. Qualcuno, esagerando, aveva anche scritto che la Sardegna stava facendo le prove generali per lasciarsi alle spalle l’atavico sottosviluppo e che il G8 era l’occasione, forse la prima in 60 anni, per provare ad essere pienamente autonoma ed essere “nazione” tra le nazioni. In effetti le iniziative che avevamo promosso in attesa del G8, per tutte quella - nel settembre del 2008 a Sassari - con Vandana Shiva, ponevano sul tappeto i temi cruciali oggi nel mondo: la sovranità alimentare e l’alienazione della terra, l’istruzione, il lavoro minorile, l’autodeterminazione dei popoli, il federalismo ed il pieno esercizio dei diritti e non solo dei doveri e delle servitù, l’Europa dei popoli e delle regioni. Opportunità di declinare identità e appartenenze attraverso i temi delle radici e dei migranti, dei diritti dei piccoli e degli invisibili. Questo per noi il G8 e stava accadendo in Sardegna, nuovamente nel ruolo altre volte vissuto nella sua millenaria storia. Ed invece che tristezza aggirarsi a La Maddalena nei luoghi recuperati grazie a tanti operatori ed operai sardi. Che tristezza vedere i tappeti di marmo disegnati da Antonio Marras che avrebbero veicolato nel mondo la creatività ed i saperi sardi. Che tristezza immaginare i giganti di monti Prama, a cui tante risorse abbiamo destinato per restaurarli, pilastro e testimonianza della nostra identità più profonda ed irriducibile. Che tristezza dover ancora fare esperienza di cattedrali nel deserto o di alienazione a terzi di un patrimonio recuperato in forme mirabili. Che tristezza infine vedere, come mai, le nostre comunità deluse ed ostili. Berlusconi ha voluto fare uno sberleffo ai Sardi, per marcare ancora di più il suo dominio sull’isola ed umiliarli nell’orgoglio perché volevano smettere di essere subalterni. Ed il nuovo presidente della regione non ha avuto neanche la possibilità di assecondarlo, giacché il capo del governo prende decisioni sulla sua testa, informandolo sempre a cose fatte; sminuendo così la funzione ed il rango di una regione autonoma e di conseguenza tutti noi. Berlusconi, appena eletto, ha da subito tentato di spostare il G8 da una parte all’altra della penisola. Voleva umiliarci e prendersi i soldi destinati a questa grande iniziativa ed a tutte quelle programmate nelle province della Gallura e di Sassari. Improvvisava, ad ogni colpo di vento, alibi per spostarlo, finché la tragedia del terremoto non gli ha offerto la giusta motivazione. Ma quanto succede in Abruzzo è sotto gli occhi di tutti ed è stato stigmatizzato da autorevoli giornali stranieri che accusano l’Italia di improvvisazione e di inequivocabili limiti organizzativi. In Sardegna questa settimana sarà quella di uno sciopero generale che vedrà sindacati ed associazioni datoriali sfilare insieme; ma contro chi? La giunta regionale, quotidianamente, si vittimizza per potersi disimpegnare meglio e preferisce concentrarsi, dalla sua nomina, su beghe da cortile; ed il suo presidente, con la sua maggioranza, diserta i luoghi istituzionali e discute di istituzioni in un albergo come per qualsiasi convention. Ed intanto chiude l’Eni a Porto Torres, con una decisione ancora una volta presa sulla testa del presidente della regione; Azimut, a Tortolì, non fidandosi, scappa; Rusal cerca alloggio da un’altra parte e via elencando un autentico bollettino di guerra. E meno male che tra sorrisi e telefonatine dovevano essere messi in campo 100.000 nuovi posti di lavoro!  Secondo un antico copione del centro destra, si preannuncia la calata dei ministri che ci ricorda rappresentazioni - inconcludenti e menzognere - che credevamo sepolte nel catalogo degli incubi del passato. La Sardegna di oggi è un’altra cosa. Ha bisogno di essere governata da persone che si assumono responsabilità e che in nome dei Sardi si facciano rispettare dal governo, amico o nemico che sia. Questa nuova maggioranza non è in grado di farlo. Per il rispetto che portiamo a tutti i Sardi, abbiamo l’obbligo quotidiano di contrastarla per combattere questa catastrofe ed essere una reale alternativa. (www.sardegnademocratica.it)

Altre notizie:

Ancora polemiche sulla defenestrazione di Claudio Atzori dal Consorzio Industriale di Oristano. La revoca del presidente del Consorzio ha prodotto, infatti, un ricorso alla magistratura e il rischio di uno scontro istituzionale. Nel corso di una conferenza stampa, il presidente della giunta provinciale di Oristano, Pasquale Onida,  ha annunciato di aver presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Oristano, lamentando  quanto sta accadendo nell’ente consortile. Nonostante la revoca della delega ad Atzori, decisa dallo stesso Onida, il presidente (o l’ex presidente) del Consorzio continua, infatti, ad esercitare le sue funzioni. Nella denuncia Onida ha dichiarato che  comportamento di Atzori rischia di causare un danno al Consorzio. Non solo, illustrando le ragioni del ricorso alla magistratura, Pasquale Onida ha anche criticato il comportamento tenuto dal prefetto di Oristano, Giovanni Battista Tuveri, e quello dell'assessore regionale all'Industria, Andreina Farris. Al prefetto il presidente della Provincia ha rimproverato, in sintesi, di aver fatto un atto formale, con una comunicazione, sollecitando il Consorzio Industriale a dare gambe al progetto dell'impianto di rifiuti di Arborea,  legittimando così, di fatto, il presidente sfiduciato. Sullo stesso tenore le contestazioni all'assessore Farris, per una risposta pervenuta dagli uffici dell'assessorato sulla situazione di conflitto venutasi a creare al Consorzio Industriale. "A questo punto - ha detto Onida, in tono polemico, - non mi meraviglierebbe neppure che l'assessore Farris, col presidente Cappellacci e il consigliere Mario Diana decidano che è bene che la Regione commissari il Consorzio Industriale di Oristano, magari nominando come commissario lo stesso presidente sfiduciato. Sappiano che se avverrà questo, mi opporrò in tutte le sedi, e ricordino che non è certo questo il volere dei soci del Consorzio Industriale: il mio ente si oppone, il rappresentante del Comune di Oristano, Giuseppe Sanna, ha detto anche lui di essere contrario al commissariamento, e così il sindaco di Santa Giusta, Antonello Figus, e il rappresentante delle imprese". Nei giorni scorsi era stato Atzori ad inoltrare un ricorso amministrativo contro la revoca della delega da parte della Provincia.  Atzori però non ha chiesto la sospensiva del provvedimento.

Una richiesta di convocazione straordinaria del consiglio comunale di Oristano, per discutere della questione relativa alle “case minime”, è stata avanzata dai consiglieri Mauro Solinas, Franco Serra, Davide Tatti, Francesco Federico, Peppino Marras, Fabio Porcu, Mimmo Serusi, Paolo Sulis, Michele Piredda, Antonio Scanu, Giuseppe Obinu, Efisio Sanna, Gianni Sanna e Maria Grazia Schintu. Questo, il testo integrale: Premesso che ormai da due anni  sono stati consegnati i trentadue alloggi della palazzina delle case minime, alcuni dei quali alle famiglie che occupavano le vecchie  case , mentre gli altri sono stati destinati a nuovi inquilini in base alla  graduatoria di assegnazione degli alloggi popolari. Atteso che non appena effettuati i traslochi gli stabili, in buona parte in condizioni fatiscenti, sarebbero dovuti essere resi inabitabili perché nessuno potesse occuparli, in attesa del perfezionamento del progetto di realizzazione della nuova piazza. Accertato che, oltre una cospicua economia derivante dal finanziamento dei lavori di costruzione della palazzina, l’amministrazione comunale ha usufruito di un apposito finanziamento per la demolizione delle case e la costruzione della piazza. Affermato che, dopo varie promesse lunghe due anni, l’ultima delle quali prevedeva la demolizione delle case al 31 di Marzo del corrente anno,  ad oggi non sono ancora iniziati i lavori di demolizione e bonifica dell’area, ed alcune di esse  sono state ormai occupate da famiglie bisognose di una sistemazione. Considerato che non si ha più nessuna notizia del progetto di costruzione della nuova piazza redatto da un tecnico dell’AREA e consegnato agli uffici comunali nella sua fase preliminare, col rischio, sempre più probabile,  di perdere il finanziamento regionale.Si chiede la convocazione straordinaria e urgente del consiglio comunale per discutere e  porre definitivamente fine a questo problema con l’approvazione di un ordine del giorno che determini le priorità, stabilendo in maniera certa i tempi della bonifica e demolizione delle vecchie case e realizzazione della nuova piazza, ed in particolare: 1) risolva prioritariamente l’emergenza della bonifica di tutta l’area nel giro di pochi giorni; 2) individui una sistemazione, nel rispetto delle leggi, delle  famiglie che nel frattempo hanno occupato alcuni degli stabili delle vecchie case minime; 3) definisca in maniera certa i tempi di demolizione delle vecchie case; 4) definisca con certezza i tempi di completamento del progetto definitivo ed esecutivo della nuova piazza, la data dell’indizione della gara d’appalto e dell’inizio dei lavori.

Il 14 luglio non ci sarà il blackout dell'informazione. Dopo lo slittamento a settembre dell'esame del ddl sulle intercettazioni, la Federazione Nazionale della Stampa Italiana ha deciso di sospendere lo sciopero "contro le norme del ddl Alfano che impediscono il libero esercizio della cronaca giudiziaria e sulle indagini investigative". "La decisione è stata assunta dopo la scelta del Senato di riaprire le audizioni in Commissione Giustizia (compresa quella con i giornalisti) per un confronto di merito e di rimandare l'esame del Ddl a settembre e comunque dopo la pausa estiva", si legge in una nota diffusa dalla Fnsi. "La sospensione dell'azione di protesta della Fnsi trova una radice profonda nell'iniziativa del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano - continua il comunicato - che ha esercitato la sua autorevole “moral suasion” ai fini di una riconsiderazione di alcune norme, già votate alla Camera, tra cui quelle sulla libertà di stampa e il diritto dei cittadini all'informazione, valori tutelati dalla Costituzione. Come auspicato dal Presidente Napolitano, la Federazione Nazionale della Stampa Italiana chiede che la nuova fase parlamentare che si apre sia davvero orientata verso un confronto di merito approfondito, attento ai beni costituzionalmente garantiti, ai principi della convenzione europea dei diritti dell'uomo".  "I giornalisti - aggiunge la Federazione - restano in campo con tutte le loro iniziative contro norme bavaglio e per il rispetto del loro dovere di informare e del diritto dei cittadini a sapere. Per queste ragioni l'azione di protesta è sospesa, non annullata, e saranno sviluppate da subito ulteriori iniziative di approfondimento e confronto con le istituzioni e con la società civile. Il primo appuntamento sarà proprio martedì 14, con un confronto pubblico, a partire da questa linea, curato dalla Fnsi e introdotto da autorevoli personalità della cultura e del diritto, che si terrà nella sede del sindacato dei giornalisti, a Roma".

Scadono il prossimo 15 luglio, i termini per la partecipazione al bando della sesta edizione del concorso indetto dalla Camera di Commercio di Oristano per premiare due tesi di laurea specialistica o magistrale, laurea breve e/o di dottorato di ricerca o master universitario, che approfondiscano le dinamiche e le prospettive di sviluppo del territorio della provincia di Oristano, a partire dall'analisi del sistema economico locale, delle infrastrutture, dei protagonisti, delle risorse, dei sistemi di governo. Il primo premio assegnerà 1.600 euro al vincitore, mentre al secondo classificato andranno 1.200 euro. La domanda di partecipazione al concorso va presentata alla segreteria generale della Camera di Commercio di Oristano, Via Carducci 23 - Palazzo Saia, 09170 Oristano (dove si potrà anche prendere visione del bando). La domanda potrà essere inviata per posta e in questo caso farà fede il timbro postale relativo alla data di spedizione. Maggiori informazioni si possono avere consultando il sito internet www.or.camcom.it, o rivolgendosi agli uffici della Camera di Commercio di Oristano, al numero di telefono 0783 21431.

 
Di pig (del 06/07/2009 @ 22:15:44, in cronaca, linkato 787 volte)

Per la prima volta nella storia della Rete, i blog osserveranno il 14 luglio una giornata di silenzio per protestare, insieme ai giornalisti dei quotidiani, delle televisioni e dei siti internet, contro il decreto Alfano. “Non si tratta di un'adesione allo sciopero dei giornalisti, ma di una protesta della Rete italiana contro un provvedimento che avrà l'effetto di disincentivare l'uso dei blog e delle libere piattaforme di condivisione dei contenuti”, hanno spiegato in una nota i promotori dell'iniziativa, i blogger e giornalisti Alessandro Gilioli,  Enzo Di Frenna e il docente di diritto informatico Guido Scorza. Al posto dei consueti post, i blog italiani pubblicheranno solo un banner di protesta contro il provvedimento “…in particolare contro quella parte che soffoca la libertà della Rete con il pretesto dell'obbligo di rettifica”. Le adesioni a quella che è stata ribattezzata la giornata del "rumoroso silenzio" dei blog sono raccolte sul sito Diritto alla Rete. "I blogger – si legge nella nota dei promotori - sono già oggi del tutto responsabili, in termini penali, di eventuali reati di ingiuria, diffamazione o altro: non c'è alcun bisogno di introdurre sanzioni insostenibili per i “citizen journalist”. Chiediamo ai blog e ai siti italiani  di fare una giornata di silenzio, con un logo che ne spiega le ragioni, nel giorno in cui anche i giornali e le tv tacciono. È un segnale di tutti quelli che fanno comunicazione che, insieme, dicono al potere: “Non vogliamo farci imbavagliare”. Su questo argomento, quanto  mai d’attualità, è intervenuto fra gli altri  il parlamentare del Pdl, Bruno Murgia, autore di un autonomo blog, che ha preso posizione sul discusso decreto di legge sulle intercettazioni telefoniche. "Un'interpretazione estensiva del ddl sulle intercettazioni telefoniche – ha detto Murgia – può colpire i blog e la rete in genere. Bisogna seriamente pensare di conoscere la materia, invece di continuare a proporre tentativi di legislazione, che denotano solo una scarsa comprensione del fenomeno e una volontà di eccedere troppo in regolamentazioni che nulla hanno a che vedere con lo spontaneo e prezioso mondo di internet. Esiste la legge che consente di perseguire chi si renda responsabile della divulgazione di contenuti diffamatori e, allo stato attuale, la Polizia Postale e la Magistratura riescono facilmente a risalire ai responsabili. Il diritto di rettifica esteso ai siti informatici, senza ulteriore specificazione, comprime le libertà della rete. Occorre, pertanto, chiarire con un ordine del giorno in Senato, i reali limiti della portata di questi provvedimenti. Siamo pur sempre il Partito delle Libertà".  Intanto, i giornalisti italiani hanno proclamato per il 14 luglio, in concomitanza con l'avvio del dibattito in Senato, una giornata di silenzio, per protestare contro il disegno di legge Alfano, che limita pesantemente la libertà di stampa e prevede pesanti sanzioni contro editori e giornalisti che danno conto di fatti di cronaca giudiziaria ed indagini investigative. I giornalisti, secondo quanto comunicato dalla Federazione nazionale della stampa, si asterranno dal lavoro con le seguenti modalità: i giornalisti dei quotidiani si asterranno dal lavoro nella giornata di lunedì 13 luglio, per impedire l'uscita dei quotidiani nella giornata di martedì 14 luglio;  quelli delle agenzie di stampa, dei service, delle strutture sinergiche nazionali e locali si asterranno dal lavoro dalle 7 di lunedì 13 luglio alle 7 di martedì 14 luglio; i giornalisti delle testate e dei siti on-line, ancorchè collegate a testate stampate, quotidiane o periodiche, si asterranno dal lavoro dalle 6 di martedì 14 luglio alle 6 di mercoledì 15 luglio. I comitati e i fiduciari di redazione delle stesse testate e degli stessi siti sono chiamati a verificare con le rispettive direzioni, la possibilità di oscurare, nella stessa giornata, la parte informativa della testata o del sito, sostituendola con comunicati ed informazioni sulla vertenza; i giornalisti free-lance, i collaboratori e i corrispondenti si asterranno dal lavoro secondo le modalità previste per i giornalisti della testata per la quale prestano la loro opera;  i giornalisti degli uffici stampa si asterranno dal lavoro per l'intera giornata di lunedì 13 luglio;  i giornalisti dell'emittenza radiotelevisiva pubblica e privata, analogica e digitale, nazionale e locale, dei giornali telematici, dei siti web, dei portali internet e dei canali tematici satellitari legati o no a network terrestri si asterranno dal lavoro dalle 6 di martedì 14 luglio alle 6 di mercoledì 15 luglio. Nel corso dello sciopero, nelle emittenti radiotelevisive, saranno assicurati soltanto i notiziari in forma ridotta previsti da eventuali accordi aziendali.  Le associazioni regionali della stampa potranno, in casi particolari, concedere deroghe alle emittenti local,i per permettere l'emissione di un flash nell'orario di maggior ascolto, curati dal comitato di redazione e sotto la responsabilità del direttore di testata. Pertanto, non andrà in onda alcuna trasmissione o rubrica giornalistica, nè andranno in onda trasmissioni registrate in giornate precedenti, che abbiano come conduttori o protagonisti giornalisti, nè avvenimenti sportivi con la cronaca di giornalisti. In ogni caso sarà assicurata la presenza dei comitati di redazione in tutte le redazioni, al fine di predisporre notiziari straordinari in presenza di eventi di particolare gravità  e interesse per l'utenza;  i giornalisti dei periodici parteciperanno alla giornata del silenzio, devolvendo l'importo di 1/26 del minimo tabellare della categoria di appartenenza al fondo di solidarietà sindacale, allo scopo di sostenere economicamente la vertenza in atto. I comitati e fiduciari di redazione delle testate periodiche sono chiamati anche a richiedere la pubblicazione sul primo numero utile della loro testata di comunicati sulle motivazioni della giornata del silenzio ed ha sollecitare le rispettive direzioni perchè siano fatti conoscere ai lettori i motivi della protesta.

Altre notizie:

Si dovrà attendere probabilmente l'autunno per un eventuale rimpasto in giunta, mentre ora la maggioranza si sta concentrando su alcuni provvedimenti normativi, come il collegato alla Finanziaria e il Piano casa, che dovrebbe contenere lo sblocco delle lottizzazioni approvate precedentemente al Ppr. E' quanto emerso dalla riunione tra gli alleati del centrodestra in consiglio regionale e il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, affiancato nella seconda fase della discussione da alcuni assessori. "Il collegato alla Finanziaria - ha sottolineato il neoassessore alla Difesa dell'ambiente, Giorgio Oppi - è un atto fondamentale, che probabilmente sarà sfrondato da alcune procedure o argomenti specifici per poter permettere un iter di approvazione più veloce". "Dobbiamo fare in fretta e bene - ha aggiunto Roberto Capelli, dell'Udc - e concordiamo con il presidente quando dice che dobbiamo partire dalle professionalità e dal buon senso. Occorre far “dimagrire”  il collegato - ha auspicato l'esponente centrista - e consolidare i rapporti tra consiglio e giunta, confrontandoci spesso". Sarà incompatibile l'incarico di consigliere regionale e quello di assessore nell'esecutivo regionale guidato da Ugo Cappellacci. E' stato lo stesso presidente della Regione a confermare l'incompatibilità tra le due cariche, aprendo la riunione con i consiglieri di maggioranza e la sua squadra di governo. "Ci siamo candidati per rappresentare i cittadini - ha spiegato il capogruppo del Pdl, Mario Diana - e se dovessimo cambiare idea in corso d'opera e decidere di fare l'assessore è opportuno che ci si dimetta da consigliere". Nella riunione è stata anche definita una “limatura” al collegato alla Finanziaria, con lo stralcio di alcune norme, come quella sul personale della Regione, che verrà riproposta con altre leggi “di settore” dopo la manovra 2010, che la Giunta ha assicurato di voler varare a settembre prossimo. "E’ stata una discussione serena - ha sottolineato Diana - e credo che non ci siano dubbi sulla coesione della maggioranza di centrodestra". (unione sarda.com)

La preoccupazione dei sindacati, soprattutto per i problemi del lavoro e del precariato"…totalmente assenti nella norma presentata dalla Giunta regionale", è stata espressa dai rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil ai gruppi consiliari del centrosinistra. I rappresentanti dei lavoratori hanno incontrato  i gruppi consiliari di Pd, Italia dei Valori, Comunisti - Sinistra Sarda - Rosso Mori, "…per una valutazione congiunta sulla grave crisi economica, sociale ed occupazionale in Sardegn,a e per valutare il disegno di legge presentato dalla giunta regionale collegato alla manovra finanziaria". I gruppi dell'opposizione hanno ribadito la richiesta di convocare in via straordinaria il consigli, per discutere dei problemi del lavoro prima del 10 luglio,  giorno dello sciopero regionale dell'industria e della manifestazione a Cagliari. E' stato, inoltre, stigmatizzato - si legge in una nota - il rifiuto della maggioranza di audire le organizzazioni sindacali nelle commissioni consiliari di merito che hanno in carico il disegno di legge. Il centrosinistra, che ritiene questa posizione senza precedenti e di una gravità estrema, proseguirà invece gli incontri con tutte le organizzazioni di categoria e datoriali,  il sistema delle autonomie locali, il mondo del volontariato, affinchè si possano portare in aula, attraverso emendamenti, le loro osservazioni. Il giudizio al termine dell'incontro è stato molto positivo sul merito, sul piano politico e tecnico. La decisione tra i gruppi dell'opposizione e i sindacati è stata quella di proseguire il confronto permanente e attivo sulle principali problematiche che oggi investono la nostra isola, con una particolare attenzione ai problemi del lavoro e dell'occupazione.

Tragico incidente all'Ardia di Sedilo, la  tradizionale corsa a cavallo che si svolge tutti gli anni, il 6 e il 7 luglio, nel santuario di San Costantino. Un cavaliere, Roberto Pisanu, operaio di 44 anni, è deceduto durante la notte all'ospedale di Nuoro, dove era stato trasportato, dopo essere caduto da cavallo. Lo sfortunato cavaliere aveva riportato un grave trauma della base cranica. Durante la notte Pisanu era stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico, ma non c'è stato niente da fare. Un altro cavaliere ha riportato traumi ad una spalla e ad una cavigliam, ma se la caverà con pochi giorni di cure. Ci sono state anche altre cadute me senza conseguenze di rilievo. La caduta di Pisanu è avvenuta nel punto più ripido della discesa de Su Frontigheddu, poco prima dell'arco di San Costantino.

 
Di greg (del 03/07/2009 @ 15:00:10, in cronaca, linkato 997 volte)

Il padrone di casa del G8, il summit dei grandi della terra che si tiene la settimana prossima all'Aquila, ha "tanti luridi scandali" domestici: ma il più grosso dovrebbe essere il suo rifiuto di riconoscere i problemi economici dell'Italia. Così scrive il settimanale economico internazionale  l'Economist, in un ampio servizio dedicato a Silvio Berlusconi nel numero oggi in edicola. Il settimanale concentra l'attenzione su un aspetto singolare del vertice: vedendo i danni causati dal terremoto all'Aquila, i leader del G8 potrebbero pensare che anche le loro economie sono state scosse fino alle fondamenta dalla recessione globale. Ma uno di essi non lo pensa: "Il primo ministro italiano insiste che la recessione, nel suo paese, non sarà severa né prolungata come altrove". L'Economist osserva che, a prima vista, ciò può apparire veritiero. Il sistema bancario italiano, avendo vissuto isolato e protetto dal resto del mondo, non ha sofferto i disastri di banche americane o britanniche. E un'economia fatta di tante piccole industrie non porta la crisi in prima pagina come fa, negli Usa, il collasso di un gigante quale la General Motors. Ma l'autorevole periodico (un milione e mezzo di copie di tiratura, vendute in tutto il mondo, la maggior parte fuori dal Regno Unito, il che gli dà il titolo di primo vero giornale globale) nota i fattori negativi della nostra economia: la dipendenza dalla esportazioni, l'enorme debito pubblico, la mancanza di riforme per liberalizzare il mondo del lavoro e riformare il sistema pensionistico. L'Economist elenca le previsioni allarmistiche sul futuro dell'Italia fatte negli ultimi tempi da organismi internazionali e dalla stessa Banca d'Italia, sottolineando che Berlusconi ha reagito a questi dati arrabbiandosi, affermando che bisogna "chiudere la bocca a chi parla di crisi", e suggerendo alle aziende di non fare pubblicità sui giornali che spargono pessimismo. Conclude il settimanale: "Avendo già incrinato la propria credibilità con la sua vita privata, rifiutando di mantenere l'impegno di spiegare in parlamento la sua relazione con un'aspirante modella 18enne, e ritrovandosi ora a dover rispondere a un mucchio di storie su call-girl intrattenute nella sua residenza di Roma, il premier non può permettere che le sue affermazioni sulla salute dell'economia siano contraddette da prove lampanti davanti agli occhi e alle orecchie degli elettori". Di Berlusconi si occupa anche l'americano Time. Ospitando il G8 all'Aquila, il premier italiano sperava di attirare attenzioni positive su di sé e sul suo paese, scrive il settimanale, ma invece "sono le storie sulle feste del premier che catturano l'immaginazione". Time ricostruisce i vari scandali da Noemi a Patrizia D'Addario, riferendo dell'inchiesta dei pm pugliesi e notando che Berlusconi liquida tutte le polemiche come "spazzatura" e pettegolezzi. "E' possibile, se le indagini sulla prostituzione porteranno a conclusioni imbarazzanti, che Berlusconi debba dimettersi, aprendo la strada a un governo a interim guidato da qualcuno come il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi o il ministro dell'Economia Giulio Tremonti", afferma Time. Ma aggiunge anche che è presto per dare Berlusconi per spacciato: la politica italiana sembra sempre di più un reality show, "e Berlusconi non soltanto è il campione in carica dei reality show, ne è anche il produttore esecutivo". (Enrico Franceschini - la Reppublica).

Cgil,  Cisl e Uil hanno programmato per venerdì prossimo, 10 luglio, uno sciopero regionale di otto ore, contro lo smantellamento dell'industria e del sistema formativo,delle morti sul lavoro, la disoccupazione e l'aumento della povertà, dei lavoratori delle attività produttive e dei servizi a rete, con tanto di  manifestazione, a Cagliari. L'iniziativa di protesta (la prima unitaria da sette anni a questa parte di Cgil, Cisl e Uil) prevede, dopo il concentramento in piazza Garibaldi, la partenza del corteo, attorno alle 10, che attraverserà le principali vie del centro di Cagliari per concludersi intorno alle 11.15 in piazza del Carmine con i discorsi dei leader sindacali. Sono attesi, secondo i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil, Enzo Costa, Mario Medde e Francesca Ticca, circa diecimila lavoratori dei settori produttivi e dei servizi. Nel corso della conferenza stampa di presentazione dell'iniziativa, i segretari generali dei tre sindacati confederali sardi hanno sferrato un duro attacco contro la giunta regionale per la carenza di concertazione, tanto che stamane non si sono presentati all'incontro con l'esecutivo sul piano strategico regionale, inviando dei loro rappresentanti. "Lo scopo della manifestazione - ha spiegato Costa – è quello di dare evidenza a una crisi pesantissima che sta sconvolgendo l'intero territorio regionale; una crisi che tocca tutti i settori e che ha l'apice in quello industriale. Occorre rendere evidente qualcosa che la politica tenta di sdrammatizzare, mentre negli ultimi mesi circa 33.000 sardi sono stati espulsi dal mondo del lavoro, mentre salgono i disoccupati e i nuovi poveri. E' questo - ha aggiunto il segretario generale della Cgil -, il momento di affrontare la crisi non con dichiarazioni sui giornali e neppure con viaggi della speranza come fa il presidente della giunta. E' necessario attivare concretamente il tavolo regionale anticrisi tra Regione e parti sociali, un organismo che non si è mai riunito". Costa ha anche ricordato la richiesta di un incontro, concordata con il presidente della Regione, per rivendicare un tavolo con la presidenza del Consiglio dei ministri sulle emergenze dell'isola, ma a oggi "…non risulta alcun sollecito da parte di Cappellacci". I segretari di Cgil, Cisl e Uil hanno anche lamentato come "…il collegato alla Finanziaria sia passato dalla giunta alla terza commissione, in un  modo che non può essere certo definito concertativo". I tre leader sindacali hanno fatto sapere che alla richiesta di un'audizione è  stato risposto che "…non era previsto sentire le parti sociali". Per Medde è necessario creare le condizioni perchè la Sardegna superi il momento di crisi, anche assieme al mondo dell'associazionismo, e che "…la nostra isola non venga lasciata in coda dal governo in questo momento di riposizionamento". Il segretario della Cisl ha ribadito inoltre la necessità di riaprire il confronto Stato-Regione e ha lamentato come l'attuale giunta, così come quella precedente, non abbiano una politica industriale. "Quello di venerdì prossimo - ha aggiunto Medde - è un primo segnale in vista della convocazione, nell'autunno prossimo, di un congresso del popolo sardo al quale parteciperanno, oltre ai sindacati, il mondo dell'associazionismo e gli enti locali". La segretaria regionale della Uil ha sottolineato la necessità che i sardi abbiano "…nuovamente fiducia nelle istituzioni e nel sistema produttivo" Ticca ha concluso ribadendo la necessità di un intervento straordinario del governo, che deve mettere la Sardegna nella sua agenda politica, in vista della programmazione di nuove opere e infrastrutture.

L’antica porta d’ingresso della città diventerà un simbolo della storia giudiziale e della ceramica tradizionale oristanese. La giunta Nonnis, su proposta dell’assessore ai Lavori pubblici, Andrea Lutzu, ha approvato il progetto per la realizzazione della rotonda di piazza Mannu, l’antica Porta Mari. “Con una spesa di 150 mila euro metteremo finalmente ordine a uno degli incroci più importanti della città, uno spazio prestigioso per la sua storia e per la mole di traffico che ogni giorno vi transita –  ha spiegato l’assessore Lutzu -. Il comune, negli anni passati, aveva avviato la sperimentazione della rotatoria, eliminando gli impianti semaforici, per snellire i flussi di traffico. Quella sperimentazione ha dato risultati positivi e, senza nascondere i ritardi, oggi siamo pronti a realizzare le opere per dare una sistemazione definitiva alla rotonda, eliminando quegli elementi in plastica che da troppi anni disegnano la viabilità, ma che certamente non sono consoni all’importanza di quello spazio. Una piazza alla quale deve essere restituito il decoro che merita, in attesa di una sistemazione più complessiva che si potrà realizzare solo una volta che il carcere si trasferirà nella nuova struttura di Massama, e sarà stato deciso l’utilizzo dell’antica reggia degli Arborea”. Il progetto, elaborato dall’Ufficio tecnico comunale, prevede la realizzazione di un’isola centrale, che sarà realizzata con lastre di basalto sardo e sarà delimitata nel perimetro da elementi in cotto forte. Nella parte centrale sarà realizzato un bassorilievo artistico in ceramica, raffigurante lo stemma del Giudicato d’Arborea con l’albero deradicato compreso all’interno di uno scudo gotico in campo bianco, orientato verso la via San Martino. “La piazza, proprio davanti all’antica reggia degli Arborea, diventerà il simbolo della storia giudicale e della tradizione ceramica – ha osservato l’assessore Lutzu -. L’albero deradicato degli Arborea sarà realizzato in ceramica da artisti locali e sarà un importante simbolo visivo della città”.

Altri vagiti per l'autoproclamata Repubblica Indipendente di Malu Entu, guidata dall'indipendentista Salvatore “Doddore” Meloni. Due indipendentisti aderenati alla "Repubblica di Malu Entu" sono stati allontanati dall'Isola di Maldiventre, al termine di un'operazione che ha visto impegnati gli uomini della Capitaneria di Porto di Oristano e del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Regione Autonoma della Sardegna. Lo sgombero è la conseguenza del provvedimento di sequestro dell'isolotto, emesso dall'autorità giudiziaria, e che vieta la permanenza dalle 22 della sera alle 7 del mattino seguente. Per questa ragione l'operazione, coordinata dal Comandante della Capitaneria di Porto di Oristano, Alberto Ugga, e dal Capo dell' Ispettorato Forestale di Oristano, Maria Piera Giannasi, ha avuto inizio alle primissime luci dell' alba, orario in cui l' accesso e la permanenza all' isola appunto sono interdetti. I due indipendentisti sono stati sorpresi a Maldiventre, accompagnati al porto industriale di Oristano e segnalati alla Procura della Repubblica.

Prima i sigilli e ora la sgombero. Nel camping di S'Ena Arrubia, nella grande pineta di Arborea, gli uomini del Corpo Forestale sono entrati in azione, nei giorni scorsi, per eseguire un'ordinanza firmata dalla Procura della Repubblica di Oristano, che ha deciso di smantellare le ventuno case mobili che erano state piazzate in mezzo agli alberi. Quelle strutture, seppure amovibili, secondo il procuratore non potevano essere sistemate senza che venissero rilasciate specifiche concessioni edilizie e autorizzazioni paesaggistiche. Proprio per questo i bungalow viaggianti erano stati posti sotto sequestro ed era stato aperto un fascicolo a carico dei gestori del campeggio comunale, con l'accusa di lottizzazione abusiva.  L'indagine è chiusa già da alcuni mesi e della vicenda si sta già occupando il giudice monocratico del Tribunale di Oristano, ma la procura ha firmato un nuovo provvedimento, ed ora a S'Ena Arrubia entreranno in azione le ruspe. Le case mobili, che sono una via di mezzo tra il camper e la villetta confortevole, saranno tutte rimosse. Nel campeggio, secondo l'ordinanza firmata dal procuratore, Andrea Padalino Morichini, non possono più restare. E così saranno spostate in un altro terreno, sempre nelle campagne di Arborea, e affidate in custodia giudiziaria. La pineta di Arborea è un Sito di Interesse Comunitario e, per di più, su quell'area gravano anche vincoli paesaggistici e forestali. Per questa ragione, secondo gli agenti del Corpo Forestale, i titolari del camping avrebbero dovuto richiedere una serie di autorizzazioni. al comune e alla Regione. (unionesarda.com)

Un peschereccio non sardo, con a bordo personale irregolare non iscritto nel ruolo dell'equipaggio e reti da pesca allestite per la cattura illegale di pesce spada, è stato intercettato al largo delle coste di Oristano dal reparto navale della Guardia di Finanza distaccato ad Alghero, durante un'operazione di contrasto delle cosiddette "spadare". Al capobarca sono stati sequestrati circa tremila metri di rete e contestato l'uso di attrezza da pesca (reti tipo "ferrettara" non consentiti in base alle norme comunitarie e nazionali). (Agi)

Sono già 789 gli incendi registrati da metà maggio ad oggi in Sardegna, per un totale di 2651,88 ettari (tra bosco, pascolo ed altro) percorsi dal fuoco. I dati sono stati presentati dal comandante del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Regione Autonoma della Sardegna, Delfo Poddighe, nel corso di una conferenza stampa su un arresto di ieri per incendio doloso a Villacidro. Gli incendi più distruttivi hanno riguardato, finora, il cagliaritano (315 roghi con 1.506,89 ettari in fumo) e l'oristanese (165 incendi con 443,45 ettari bruciati). Riguardo alla superficie boschiva, invece, oltre al Campidano di Cagliari (291,43 ettari percorsi dalle fiamme) è il Nuorese una delle zone più colpite (198,58 ettari bruciati). Gli uomini del Corpo Forestale hanno stanno investigando attualmente su 105 incendi di cui 61 a carico di ignoti; due sono gli arresti (a Villacidro e Villasor), e 42 le denunce (10 per incendio doloso e 32 per incendio colposo); 30 le sanzioni amministrative elevate. Come è stato spiegato dai dirigenti della Forestale "…i maggiori danni per incendi avvengono per cause colpose", per questo motivo è stato lanciato ancora una volta un appello alla prudenza ed alla prevenzione. (Ansa)

Martedì 7 luglio, alle 16,30, presso la sala conferenze del Museo civico di Cabras, si terrà una conferenza stampa per la presentazione dell’importante ritrovamento di un grande cippo funerario punico, con una iscrizione di notevole interesse. Saranno presenti l’assessore alla Cultura del comune di Cabras, Sergio Troncia; la curatrice del Museo civico del paese lagunare, Carla Del Vais; l’archeologo della Soprintendenza archeologica per le province di Cagliari e Oristano, Alessandro Usai; il presidente della Coop. Penisola del Sinis, che gestisce l’area archeologica di Tharros,  Roberto Carrus.

 
Di greg (del 02/07/2009 @ 17:15:24, in cronaca, linkato 959 volte)

Il Museo tattile ad Oristano sarà una realtà a partire dal prossimo mese di ottobre.  Nascerà in un’ala dell’Antiquarium Arborense e ospiterà una cinquantina di pezzi realizzati dagli studenti e dagli insegnanti dell’Istituto d’Arte, ma anche da artisti locali. L’inaugurazione è stata fissata per il 10 ottobre. L’annuncio è stato dato, questa mattina, dal presidente dell’Unione italiana ciechi, Aldo Zaru, nel corso di una conferenza stampa, alla quale hanno partecipato il sindaco, Angela Nonnis, l’assessore comunale Tonino Falconi, l’assesore provinciale Mario Matta, il curatore dell’Antiquarium arborense Raimondo Zucca, il presidente e i docenti dell’Istituto d’Arte Antonio Pinna, Adriana Baschieri e Fabio Ferrari. Tra i pezzi esposti ci sarà la riproduzione del Cristo di Nicodemo, in scala uno a tre, e di alcuni particolari del crocifisso ligneo. Il progetto del Museo tattile ha preso il via nel 2005, grazie a un’idea dell’Unione ciechi e del Provveditorato agli studi, in accordo con l’Istituto d’Arte “Carlo Contini”, con il sostegno dal Comune e dalla Provincia di Oristano, dalla Regione e dal Banco di Sardegna, che l’hanno finanziato con ottantamila uro. Le risorse concesse hanno consentito di finanziare la realizzazione delle opere e le strutture di sostegno, i sistemi di illuminazione e i pannelli scritti in linguaggio Braille. Il Museo tattile di Oristano è il primo della Sardegna ed uno dei pochi esistenti in Italia (ne esiste uno a Catania, inaugurato un anno fa, e altri a Bologna, Pistoia, Ancona e Napoli). L’obiettivo è quello di consentire ai disabili della vista e ai vedenti intenzionati a sperimentare una nuova maniera di apprezzare l’arte toccandola. I visitatori del Museo tattile di Oristano scopriranno, quindi, numerose opere d’arte attraverso il tatto. Per questo è stata essenziale un’assoluta fedeltà che passa non soltanto da una minuziosa ricostruzione delle forme, ma anche dalla scelta dei materiali, che devono offrire una sensazione tattile simile a quella reale.  Nei giorni scorsi, in Comune, gli ultimi dettagli in vista dell’apertura del Museo sono stati definiti nel corso di una riunione, alla quale hanno partecipato il sindaco Angela Nonnis e il presidente della Provincia Pasquale Onida, l’assessore alla Cultura Tonino Falconi, il presidente dell’Unione italiana ciechi Aldo Zaru, il curatore dell’Antiquarium arborense Raimondo Zucca, e i docenti dell’Istituto d’Arte Adriana Baschieri e Fabio Ferrari. L’incontro è servito anche per stabilire le iniziative da adottare per arricchire il Museo tattile di un laboratorio, all’interno del quale i bambini e i ciechi, al termine delle visite, potranno manipolare i materiali per scoprire come realizzare le opere d’arte.

Altre notizie:

Sarà riaperto domani, venerdì 3 luglio, l'ambulatorio di guardia medica di Solarussa, rimasto chiuso per sei anni in seguito all'omicidio della dottoressa  Roberta Zedda. La data della riapertura è stata scelta non a caso, per ricordare il giovane medico di Sanluri, che proprio nella notte fra il 2 e il 3 luglio del 2003 perse la vita nella struttura, dopo essere stata aggredita da un paziente. Alla dottoressa Zedda sarà intitolato l'ambulatorio e in sua memoria sarà apposta una targa all'ingresso, che ne ricorda il sacrificio. L'edificio  di via Garibaldi, rimasto da allora chiuso per varie vicissitudini, diventerà da domani nuovamente fruibile per i cittadini di Solarussa. Per renderlo operativo, il Servizio tecnico della Asl n°5 di oristano è dovuto intervenire con alcune opere di riadattamento. Numerose le pressioni della direzione generale e sanitaria perché il riavvio dell'attività fosse effettuato al più presto: “La riapertura dell'ambulatorio di Guardia medica di Solarussa – ha spiegato il direttore generale Bruno Palmas – era una delle  priorità fin dal nostro insediamento. Riaprendo le porte dell'edificio abbiamo voluto ottenere due risultati: il primo è stato quello di restituire alla comunità di Solarussa e dei centri limitrofi un servizio di assistenza sanitaria essenziale; il secondo, quello di rendere omaggio e mantenere vivo il ricordo di Roberta Zedda, attraverso la ripresa di un'attività per la quale la giovane dottoressa ha sacrificato la propria esistenza”. Alla riapertura, che si terrà domani alle 19, interverranno il direttore generale, Bruno Palmas, il direttore sanitario, Nicola Orrù, che ha seguito da vicino e si è speso personalmente per accelerare i tempi del riavvio delle attività, il sindaco di Oristano, Angela Secchi, il consiglio comunale e i cittadini di Solarussa. Il numero di telefono del servizio di Guardia Medica resta invariato: i cittadini possono chiamare allo  0783.374046.

Secondo l'avvocato generale della Corte di giustizia europea del Lussemburgo, Juliane Kokott, la “tassa sul lusso”, introdotta in Sardegna dalla giunta Soru,  è da bocciare perché "…contraria ai principi della libera prestazione di servizi e della libera concorrenza.  La sentenza della Corte sarà pronunciata prossimamente. La domanda di pronuncia pregiudiziale era stata proposta dalla Corte costituzionale italiana, il 21 aprile 2008, sulla base dell'impugnazione da parte del governo della norma varata dalla giunta dell'ex presidente Renato Soru, poi abolita con la manovra 2009 varata dall'esecutivo di Cappellacci.  L'avvocato Ue  riconosce che la libera prestazione dei servizi può essere ristretta da normative nazionali giustificate da motivi di ordine pubblico, pubblica sicurezza o sanità pubblica, ma ritiene che le giustificazioni presentate dalla Sardegna per l'imposizione della tassa non siano valide. "Non è ravvisabile alcuna giustificazione per le restrizioni alla libera prestazione dei servizi, quali quelle causate dalla legge sarda”,  ha sottolineato l'avvocato. Secondo l'avvocato Kokott, la normativa fiscale "…non può essere giustificata da motivi di tutela ambientale, e neppure il carattere insulare della Sardegna può giustificare restrizioni alla libera prestazioni dei servizi". Nel complesso, quindi, ad avviso dell' avvocato generale della Corte di giustizia europea "…una normativa fiscale come quella sarda è idonea a falsare la concorrenza, costituisce un aiuto di stato a favore delle imprese che svolgono la medesima attività e che hanno il domicilio fiscale all'interno della medesima". Ora resta da vedere se nella sentenza i giudici della Corte di giustizia Ue seguiranno  o meno le indicazioni dell'avvocato generale.

Sulla scuola della provincia di Oristano cala la mannaia della direzione scolastica regionale. Sono ben 79, infatti, i tagli nei ranghi dei docenti delle scuole superiori dell'Oristanese. Una vera mattanza, come ha denunciato la Cisl-Scuola, che va ad aggiungersi alla cancellazione di altre decine di posti nella scuola elementare e ai già annunciati  tagli nelle scuole medie e tra il personale non docente. “A settembre – ha dichiarato il segretario della Cisl-Scuola, Pino Ciulu - saranno alunni e famiglie ad accorgersi del disastro creato in tutti gli ordini di scuola”. Il maggior numero di tagli si avrà nelle classi di insegnamento di discipline giuridiche ed economiche (10 posti), ma ad essere colpiti saranno anche i corsi di francese, di costruzioni e disegno tecnico e, nei licei e magistrali, le materie letterarie e latino (5 ciascuno). Quattro sono i posti cancellati nelle classi di geografia e di scienze e meccanica agraria; tre in matematica e in scienze naturali, nonostante si faccia un gran parlare  della necessità di potenziare gli studi scientifici. In tutto le classi di concorso coinvolte sono 32.

Nell’arco di trent’anni, il numero delle suore cattoliche negli Stati Uniti è sceso da 180 mila a 65 mila. Ma nell’arco di trent’anni, le religiose di Santa Romana Chiesa in America hanno radicalmente riletto e spesso reinventato il loro ruolo nel mondo. Molte sorelle hanno smesso gli abiti monacali, hanno lasciato i conventi per vivere tra la gente, sono entrate nelle università, hanno abbracciato le libere professioni, si sono impegnate nel volontario, hanno animato organizzazioni di base e perfino gruppi di pressione in favore del sacerdozio femminile o del matrimonio dei preti. Troppo, forse, per il Vaticano nell’era di Benedetto XVI, un Pontefice legato a una visione molto dottrinaria e ortodossa del magistero cattolico, impegnato a contenere o spingere indietro ogni fermento modernista e contrario alla tradizione. Rivela infatti il New York Times, che la Curia Romana ha lanciato due indagini a vasto raggio sulle suore americane, suscitando allarme e preoccupazione negli ordini, che ora temono di essere oggetto di una vera e propria inquisizione. E se alcune di loro cercano di far buon viso, salutando il fatto che Roma si interessi finalmente a una comunità in drammatico calo di vocazioni, la maggior parte sospetta che il vero obiettivo delle inchieste, sollecitate da alcuni vescovi americani, sia di metterle in riga. In altre parole, riportarle nei conventi, rimetter loro le tonache, organizzare le loro vite intorno ai quotidiani esercizi spirituali e, non ultimo, limitare le attività al lavoro alle istituzioni cattoliche, fossero ospedali, orfanotrofi o scuole. «Ci considerano solo come forza-lavoro ecclesiastica, mentre noi viviamo una vita di totale dedizione a Cristo e da ciò discende un profondo impegno per il bene di tutta l’unamità», dice madre Sandra Schneiders, docente emerito di Nuovo Testamento e Spiritualità all’Università di Berkeley, in California.  La più capillare delle due indagini in corso è una Visita Apostolica, strumento in genere usato dal Vaticano solo in casi estremi come lo scandalo dei preti-pedofili. Scopo ufficiale e molto vago dell’inchiesta: «Verificare la qualità della vita» degli istituti religiosi femminili. A condurla è la Superiora Generale delle Apostole del Sacro Cuore di Gesù, madre Mary Clare Millea, inviata da Roma, che ha già incontrato le pari grado di 127 ordini monacali, da Los Angeles a Boston. Sarà suo compito stilare un rapporto segreto per il cardinale Franc Rodè, responsabile degli ordini, sullo stato di ognuna delle 340 congregazioni di suore in America. Ma la ribellione è già in atto: in una e-mail che doveva rimanere confidenziale, ma è stata divulgata da una delle destinatarie, madre Schneiders ha invitato le sue consorelle a boicottare la Visita Apostolica, dicendo loro che gli inquisitori dovranno essere trattati «come ospiti non invitati, da ricevere in parlatorio e non portati in giro per la casa». L’altra inchiesta lanciata dal Vaticano è più mirata, ma ancora più segnata dai caratteri dell’inquisizione. Ordinata infatti dalla Congregazione per la dottrina della Fede, erede appunto della Santa Inquisizione, ha nel mirino la Leadership Conference of Women Religious, organizzazione americana di cui fanno parte 1500 donne, quasi tutte suore, accusata di aver deviato dagli insegnamenti romani su temi come il sacerdozio femminile, l’omosessualità e la supremazia di Santa Romana Chiesa come mezzo per la salvezza eterna. (Paolo Valentino – www.corriere.it)

 

 
Di pig (del 26/06/2009 @ 23:00:30, in cronaca, linkato 1080 volte)

E' in arrivo una stangata per gli agricoltori oristanesi, ai quali il Consorzio di Bonifica sta recapitando le cartelle esattoriali di pagamento dell'acqua consumata nel 2007 nell'irrigazione dei campi , mentre le aziende sono ancora impegnate a pagare quella del 2006. Un peso insostenibile per molti agricoltori, già alle prese con la crisi del comparto, come denunciano Coldiretti e Confagricoltura di Oristano. Confagricoltura ricorda, in particolare, che la Regione si era impegnata a farsi carico del problema. “Occorre innanzitutto – ha dichiarato  il presidente provinciale, Tonino Sanna - tamponare la crisi di liquidità che affligge il Consorzio e lo spinge ad accelerare i tempi di riscossione delle cartelle”.  Intanto, il presidente di Coldiretti Oristano, Franco Cocco, ha inviato una lettera all'assessore regionale all'agricoltura, Andrea Prato, chiedendogli di autorizzare il Consorzio a rateizzare il pagamento delle cartelle esattoriali, abbattendo inoltre i costi di rateizzazione. Cocco ha fatto presente che gli agricoltori sono obbligati a pagare entro due mesi e che l'imposizione di saldare due annualità in un colpo solo sta provocando gravi danni finanziari, che si aggiungono a quelli provocati dall'anomalo andamento climatico. Coldiretti sottolinea oltretutto che i ruoli emessi dal Consorzio per il pagamento dell'acqua del 2006, ancora in corso, non sono corretti, e che a suo tempo era stato autorizzato il ricalcolo delle somme dovute.  Sempre per protestare contro le “cartelle pazze” del Consorzio di Bonifica, cireca un centinaio di agricoltori del Medio Campidsano e Trexenta sono arrivati con una cinquiantina di trattori sulla strada statale 131 all'altezza del chilometro 42,3 (bivio Samassi-Villamar) per la mobilitazione di Coldiretti, causando disagi al traffico. "Cambieremo la legge sui Consorzi di Bonifica del centrosinistra. Quella attuale e' stata un fallimento". Questa, la risposta del presidente della Regione, Ugo Cappellacci, come risposta alla manifestazione degli agricoltori. "Metteremo subito mano a una riforma - ha spiegato il capo dell'esecutivo regionale - che non ha rispettato gli impegni di garantire un prezzo equo dell'acqua per gli agricoltori e ha sommerso di debiti i Consorzi di Bonifica. In Giunta discuteremo prestissimo una vera proposta di riforma, concordata con il mondo agricolo". Anche l'assessore all'Agricoltura, Andrea Prato ha sostenuto che “…la Regione cambierà l'attuale legge sui Consorzi di Bonifica, “venduta” dal centrosinistra nella scorsa legislatura come quella che avrebbe garantito l'acqua a 200 euro per ettaro. Un provvedimento che non ha tenuto fede agli impegni nei confronti degli agricoltori, che continuano a ricevere cartelle ben al di sopra della soglia massima promessa”.

Per l'azienda "Vip" di Oristano, dopo la crisi e la cassa integrazione, è in arrivo un nuovo proprietario che annuncia un piano di espansione e persino nuove assunzioni. E' il gruppo “Tuo”, attivo nel settore della distruzione e del catering, che ha circa 2.000 dipendenti tra Lazio ed Emilia, dove gestisce marchi importanti come Despar. Nei giorni scorsi “Tuo” ha firmato un accordo preliminare con cui si impegna a procedere all'acquisizione delle attività della Vip, che a Oristano ha due stabilimenti, uno per il catering e il confezionamento di prodotti alimentari, e l'altro per la logistica. La presa di controllo da parte dei nuovi proprietari avverrà per gradi. Già da subito il gruppo “Tuo” acquisirà la gestione degli stabilimenti prendendo in affitto i locali, mentre il passaggio vero e proprio del pacchetto azionario avverrà in seguito, con modalità  che saranno definite nei dettagli in una serie di incontri tra la proprietà, i sindacati e la Regione. Uno di questi incontri si è tenuto a Cagliari, nella sede dell'assessorato regionale al lavoro. Vi hanno partecipato Cgil, Cisl e Uil, unite dopo le polemiche delle scorse settimane a proposito dei dipendenti "Vip" messi in cassa integrazione. Il gruppo “Tuo” si sarebbe impegnato a riassorbire interamente i cassintegrati, annunciando persino un piano di nuove assunzioni.

La Camera di Commercio di Oristano ha deciso di predisporre un pacchetto di interventi a sostegno delle imprese della provincia. Tra le priorità sono state individuate l'accesso al credito, e dunque forme di facilitazione per agevolarlo,  e il sostegno alla commercializzazione delle produzioni, soprattutto attraverso l'inserimento in nuovi mercati. "Stiamo verificando con le associazioni di categoria e con i consorzi fidi l'eventualità di accordare differenti forme di sostegno alle imprese, tra le quali proprio una facilitazione di accesso al credito", ha spiegato il presidente della Camera di Commercio di Oristano, Pietrino Scanu. "Il nostro obiettivo e' quello di contribuire a sostenere le imprese in un momento difficile. Lo facciamo ovviamente con gli strumenti e con le risorse che sono a nostra disposizione, ma con interventi che sono di utilità concreta e di facile gestione per chi ne usufruisce". Uno di questi interventi è stato reso operativo nei giorni scorsi e guarda proprio a una presenza più efficace sui mercati, riservando contributi alle iniziative promozionali legate alla partecipazione delle aziende del territorio a mostre e fiere. Già la Camera di Commercio organizza annualmente la partecipazione ad alcune importanti iniziative di questo genere, assicurando a numerose imprese la presenza all'interno di stand o punti espositivi istituzionali. Ora si intende ampliare considerevolmente la platea dei beneficiari e offrire alle aziende più autonomia per puntare anche a una maggiore efficacia dell'azione promozionale e dunque a nuove opportunità di crescita e sviluppo. Il Consiglio camerale ha deciso così di creare un fondo, che mette a disposizione le risorse per questo intervento e, sulla base di tali risorse, la giunta camerale ha approvato un regolamento per l'assegnazione dei contributi. Regolamento che garantisce i massimi criteri di trasparenza con pari opportunità di partecipazione. Il contributo non potrà superare 3.000 euro per fiere all'estero in Paesi extra-europei, 2.500 euro per fiere all'estero in Paesi europei, e 2.000 euro per manifestazioni in Italia. Nel caso in cui il contributo venga richiesto da un consorzio o altra forma associativa di imprese, gli importi potranno essere elevati, comunque prevedendo sempre un tetto massimo. I contributi saranno erogati a manifestazione avvenuta, dopo la presentazione della necessaria rendicontazione ed entro il termine di 45 giorni dalla chiusura della manifestazione fieristica. Le imprese che intendono richiedere il contributo per quest'anno devono presentare la domanda e la relativa documentazione alla Camera di commercio di Oristano, via Carducci 23/25, 09170 Oristano, entro il 3 agosto prossimo, a mano o per posta. Il bando e le istruzioni necessarie sono a disposizione sul sito internet www.or.camcom.it.

Circa trenta chilogrammi di pesce sequestrati, quaranta controlli ed una trentina di verbali, per un totale di cinquemila euro di sanzioni amministrative. E' il bilancio di una serie di servizi svolti dalla Guardia costiera di Oristano a tutela dei consumatori di prodotti ittici. I controlli hanno riguardato venditori ambulanti ma anche esercizi commerciali fissi e attività di pesca, e proseguiranno anche nelle prossime settimane.  

 

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