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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Di pig (del 28/06/2011 @ 00:00:33, in cronaca, linkato 969 volte)
Trent’anni di reclusione per ciascun imputato. E’ stata questa la durissima richiesta dal Pubblico ministero, Paolo De Falco, al termine della sua requisitoria, nel processo che si sta celebrando presso il Tribunale di Oristano, che vede come triste protagonista una coppia dell'Oristanese, accusata di violenza sessuale continuata nei confronti del figlioletto. A far inasprire la pena, di per sé già elevata per il reato di violenza sessuale, di cui la coppia deve rispondere, è stata la contestazione dell'aggravante della recidiva specifica e infraquinquennale. I due imputati, infatti, sono stati già condannati per le violenze e abusi sessuali commessi nei confronti dei figli che la donna aveva avuto dal primo marito. I fatti di questo secondo processo sono stati scoperti quasi casualmente, grazie alle lettere che la coppia si scambiava in carcere, dopo la condanna per la prima vicenda. Secondo l’accusa, i turpi episodi sarebbero andati avanti per sette anni. Il processo. Data la delicatezza della vicenda, si sta celebrando a porte chiuse, davanti ai giudici del Tribunale di Oristano, e si concluderà venerdì 1 luglio con le arringhe della difesa, le eventuali repliche del Pm e la sentenza.
“Ennesima croce sulla statale 388. Il 27 giugno un'anziana pensionata di Siapiccia, Silvia Caria, ha perso la vita in quest’arteria, purtroppo teatro di numerosissimi incidenti stradali”. Comincia così un comunicato del consigliere provinciale del Pd, Battista Ghisu, dopo l’ultimo, tragico incidente, verificatosi in una strada giudicata, da sempre, molto pericolosa. “La Strada Statale 388 – ha osservato Ghisu -, che collega Oristano con Sorgono, e che attraversa i comuni di Simaxis, Ollastra, Villanova Truschedu, Fordongianus, Buschi e Ortueri, da anni è teatro di incidenti stradali mortali. La strada necessita di un serio intervento di adeguamento per sopportare l'intenso traffico che proviene dal Barigadu e Mandrolisai, dal Sarcidano e dalla Marmilla, dall'Arci Grighine e dal Campidano, e va adeguata e allargata in numerosi tratti pericolosi. come quello dove si è verificato l'ennesimo incidente mortale… Lutti che, probabilmente, si potrebbero evitare con l'allargamento della sede stradale, per esempio nel tratto Oristano-Simaxis, e la costruzione a lato di piste ciclabili per pedoni, bici, motorini e mezzi di soccorso. La strada va adeguata anche nei pressi di San Vero Congius, Ollastra e Villanova Truschedu, dove si sono registrati, in tutti questi anni, incidenti di ogni tipo… Nel tratto da Villanova a Fordongianus e da Busachi ad Ortueri, la strada è tortuosa, con una lunga serie di curve pericolose che, con un serio progetto di riqualificazione, potrebbero essere eliminate”. Del problema Ghisu se ne occupò alcuni anni fa, in veste di consigliere comunale di Fordongianus. “Non si può più tollerare – ha proseguito Ghisu nella nota - che in strade a intenso traffico come questa, la Regione, l'Anas e lo Stato non intervengano. La Statale va resa sicura e chi ha la competenza deve agire subito, proponendo un progetto di riqualificazione e stanziando le risorse necessarie per i lavori. Non dimentichiamo che la Strada Statale è attraversata anche dalla ferrovia, in territorio di Simaxis, e che, quindi, occorrerebbe eliminare i passaggi a livello, causa di incidenti vari… Negli anni la manutenzione della strada da parte dell'Anas e dei suoi cantonieri è stata puntuale, ma questo, evidentemente, non basta: occorre, come detto, un progetto condiviso da tutte le forze del territorio per rendere sempre più sicure le strade della Provincia”.
Si terrà sabato 2 luglio, a Nuraghe Losa, ad Abbasanta, la manifestazione regionale di protesta annunciata nelle scorse settimane da Cgil, Cisl e Uil. L'appuntamento è per le 9 nella spianata davanti al nuraghe, dove lavoratori e pensionati si riuniranno per denunciare "…ritardi e inadempienze della giunta regionale di centro-destra su sviluppo, lavoro e riforme, e per sollecitare il governo al rispetto degli impegni assunti e da tempo dimenticati. Sono almeno undici le ragioni della nostra protesta - ha affermato il segretario generale della Cisl sarda, Mario Medde, che denuncia il mancato rispetto dell'accordo siglato il 4 giugno scorso dal presidente della Regione, Ugo Cappellacci, con i sindacati -. A questo si aggiungono i ritardi nella spendita delle risorse regionali, le lungaggini nella definizione della vertenza Stato-Regione sui trasferimenti erariali, il mancato riconoscimento dell'insularità, l'urgenza di politiche di inclusione sociale, la condizione giovanile, l'inadeguatezza delle politiche attive per il lavoro, l'assenza di strategie per rilanciare le attività produttive, le incompiute nell'infrastrutturazione materiale e immateriale dell'isola, lo stato di abbandono delle campagne e delle zone interne, e i ritardi della Regione sui temi delle riforme istituzionali".
“Ancora una volta la giunta Nonnis inciampa sulle barriere architettoniche". Cosi Efisio Sanna, segretario del Circolo Pd di Oristano, ha intitolato un comunicato inviato alla stampa, che volentieri pubblichiamo: “E’ di pochi giorni fa l’inaugurazione, dello Smart, la nuova area mercatale e ricreativa di Torangius. Sulla positività dell’opera, sia in termini di servizio al quartiere e all’intera città, nulla da dire. Dobbiamo, però, registrare l’ennesimo scivolone della giunta Nonnis, in termini di barriere architettoniche; uno scivolone che dimostra ciò che il Pd va denunciando già da qualche anno, e vale a dire la scarsa attenzione del governo comunale verso i temi legati alla mobilità urbana e alla eliminazione delle innumerevoli barriere architettoniche. Infatti, per favorire l’accesso allo Smart, in prossimità del suo primo ingresso, è stato eliminato un tratto di marciapiede (alcuni metri) della via Fermi, lasciando in bella mostra due gradini. Nel contempo è stato realizzato un nuovo tratto di marciapiede, che costeggia la recinzione della struttura, che porta solamente verso la via Kennedy .E per quanti transitano nel marciapiede di via Fermi, subito dopo l’incrocio con la via Bonu, e sono diretti verso la via Quasimodo e oltre? Bene! Per costoro ci sono due bei gradini, invalicabili, a tal punto che raggiungere le vie Quasimodo, Monsignor Cogoni, Efisio Carta, Contini, Carta Raspi, appare un’impresa alquanto ardua e tormentosa, se non addirittura impossibile. Che dire? Ancora una volta la giunta Nonnis ha toppato sulle barriere architettoniche, e questo ennesimo atteggiamento la dice lunga sulla sensibilità (oltre le frasi di circostanza) che viene dedicata ad un tema che ha molto a che fare con la “civiltà” e il “rispetto” dei cittadini, soprattutto i meno fortunati. E’ opportuno che la giunta Nonnis corra immediatamente ai ripari, eliminando le barriere sopra descritte, e attivandosi, finalmente, per le troppe, tante, barriere ancora presenti in città e frazioni. Come è opportuno che la stessa giunta faccia in modo che il tratto di marciapiede della via Fermi e via Kennedy, oggetto di tagli d’ alberi e restringimento (attuati per consentire la realizzazione dei parcheggi esterni), venga ripristinato a regola d’arte, eliminando tutte le inside che oggi purtroppo presenta”.
Sabato 9 luglio, alle 18.30, nella sala convegni di Via Mariano IV, ad Oristano, la Federazione del Pd di Oristano ha organizzato un incontro su “Primarie e trasparenza, una legge per la democrazia”. “L’appuntamento - secondo il segretario provinciale del Pd, Gianni Sanna -, offrirà l’occasione per riflettere su una proposta che ambisce a rispondere alla voglia di partecipazione e al desiderio di contare di più, espresso con forza dai cittadini, così come si è potuto constatare anche nelle tornate elettorali di maggio e giugno. Si parlerà dunque di primarie, ma si parlerà anche della necessità che i partiti si strutturino al proprio interno, rispettando alcuni criteri che favoriscano la partecipazione dei cittadini e la trasparenza delle decisioni, e che sarebbe bene, almeno parzialmente, puntualizzare in una legge, come in effetti si è sempre auspicato da più parti, sulla base di quanto stabilito dall’art.49 della Costituzione, senza tuttavia mai dare seguito all’intenzione”. I due temi costituiscono, peraltro, l’oggetto di una proposta di legge presentata alla Camera dai deputati da Salvatore Vassallo del Pd. All’incontro parteciperanno, fra gli altri, Caterina Pes, Gian Mario Demuro e Renato Soru, “…che rifletteremo sulle Primarie per la selezione delle candidature alle cariche istituzionali monocratiche e sull’urgenza di una nuova legge elettorale che chiuda definitivamente la stagione terribile del Porcellum, che ha segnato così negativamente il rapporto eletto/elettore, privando i cittadini del potere più importante che pone nelle loro mani la democrazia rappresentativa: la scelta dei loro rappresentanti”. Gianni Sanna ricorda, infine, il motto riportato sul cartellone: “Nelle mani dei cittadini le scelte che contan”. “Per noi Democratici – afferma Sanna - è più di un motto: è la nostra ragione sociale”.
Saranno 424 le imprese della provincia di Oristano che verranno inserite, entro il 2012, nella piattaforma web del Patto Territoriale di Oristano, all'indirizzo internet www.oristanoinvestire.it. Il progetto è stato presentato nel corso di un convegno, a cui hanno preso parte anche il presidente del Patto Territoriale di Oristano, Roberto Demontis, l'assessore provinciale alle Attività produttive, Gianfranco Attene, il vicesindaco di Oristano, Andrea Lutzu, e diversi sindaci dei territori interessati. L'iniziativa coinvolgerà 45 comuni, per cercare di creare un sistema provinciale di localizzazione produttiva, in grado di favorire, fra l’altro, un miglioramento degli assetti infrastrutturali e gestionali. Il progetto della piattaforma web del Patto Territoriale di Oristano non ha precedenti in Sardegna, ed i promotori intendono estenderlo in futuro a tutta l'isola quale strumento fondamentale di sviluppo e miglioramento dell'assetto territoriale.
Quanti sceglieranno la Provincia di Oristano per una vacanza, un soggiorno, o più semplicemente per un momento conviviale, potranno contare su cinquantanove imprese turistiche in grado di assicurare standard di qualità certificati. Sono le imprese che hanno ottenuto il Marchio di qualità, consegnato dalla Camera di Commercio di Oristano e concesso dopo un'attenta verifica curata col supporto tecnico dell'Istituto nazionale ricerche turistiche, l'Isnart. Si tratta di 20 hotel e residence, 14 ristoranti, 21 aziende agrituristiche, 2 ittiturismo e 2 campeggi. Il Marchio di qualità Ospitalità italiana 2011, è stato assegnato a 8 nuove imprese (a fronte di 13 richieste): 2 hotel, un ristorante, 4 agriturismo e un campeggio, che si aggiungono a quelle che già lo avevano ottenuto, mentre 2 imprese lo hanno perso. “Un bilancio decisamente positivo - hanno sottolineato il presidente camerale, Pietrino Scanu, e il segretario dell'ente, Enrico Massidda, nel corso della cerimonia, alla quale è intervenuto anche il direttore generale dell'Is.Na.R.T., Giovanni Cocco. "Un traguardo importante - ha affermato il presidente Scanu -, che premia le aziende virtuose, e che è frutto di un lavoro d'insieme, al quale hanno dato il loro contribuito quanti con queste strutture hanno operato per il miglioramento dell'offerta turistica". Ecco perché, quest'anno, il Marchio di qualità ha aperto a una nuova interessante iniziativa: attribuire un riconoscimento, non solo alle imprese che hanno ottenuto l'importante certificazione, ma anche ai collaboratori esterni e interni di queste aziende, ai fornitori di prodotti locali, che hanno garantito un accrescimento nella qualità del servizio e il raggiungimento dei parametri necessari all'ottenimento del Marchio. Complessivamente sono 14 le imprese che hanno segnalato collaboratori e fornitori (una cinquantina in tutto). Per loro un attestato e un grazie speciale.
Con l'approvazione del provvedimento voluto dalla Lega, gli enti locali hanno cominciato a battere cassa per recuperare i mancati trasferimenti dal governo centrale. Risultato, una raffica di aumenti sulle imposte locali, nonostante le promesse elettorali. Addizionale sulla Rc auto in aumento per 29 province fino alla soglia massima del 16%, l’omologa Irpef in crescita, +0,2% per due anni, in almeno 50 comuni con l’elenco destinato probabilmente ad allungarsi. Bastano questi esempi per alimentare l’allarme sempre più concreto lanciato oggi dalle colonne del Sole 24 Ore. In sintesi: gli enti locali battono cassa mentre il federalismo fiscale si scopre debole quanto la sua retorica. Alla faccia di quella visione che la vorrebbe panacea delle sofferenze contabili, la tanto celebrata devolution fiscale si sta traducendo in un salasso aggiuntivo quanto imprevisto (almeno a prendere per buoni i proclami governativi) per circa 10 milioni di italiani. Per i quali la tassazione viaggia inesorabilmente verso nuovi aumenti. Il federalismo fiscale come strumento irrinunciabile per la riduzione delle tasse. Per la Lega è il leitmotiv di una vita, il fulcro di una retorica “efficientista” da “padroni in casa nostra” (sic) secondo la quale la devolution delle imposte dovrebbe garantire la permanenza delle risorse sul territorio, la riduzione degli sprechi e lo sgravio generalizzato delle imposte caricate sui cittadini. Un principio nemmeno sbagliato, in teoria, che disgraziatamente, però, si sta rivelando per ciò che è realmente: una clamorosa presa in giro. Le cifre non mentono, come aveva già rilevato lo stesso quotidiano della Confindustria negli scorsi mesi. Nel 2010, notava già ad aprile il Sole, le entrate tributarie dei comuni italiani erano aumentate di 1,3 miliardi rispetto all’anno passato registrando per i contribuenti un poco rassicurante +7% in termini di maggior carico fiscale. Alla faccia delle promesse elettorali. Già, le promesse elettorali. A ben vedere il peccato originale si collocherebbe proprio lì, come risulta chiaro ormai da tempo. “Aboliremo l’Ici sulla prima casa, avete capito bene” sentenziò Silvio Berlusconi al termine del (soporifero) duello televisivo con Romano Prodi alla vigilia delle elezioni 2006. Una promessa divenuta realtà due anni più tardi – con l’estensione di un provvedimento con il quale il centro-sinistra aveva realizzato un primo significativo sgravio – con conseguenze semi disastrose per la maggior parte dei comuni italiani per i quali proprio l’imposta sugli immobili aveva rappresentato fino a quel momento una fondamentale fonte di reddito. Per ovviare all’inconveniente gli enti locali scelsero allora l’unica strada percorribile: l’aumento delle imposte laddove possibile. Nel 2010, ha notato il Sole, gli incassi derivanti dalla Tarsu, l’imposta sui rifiuti, hanno registrato una crescita del 15,8%. Le tariffe per i servizi comunali sono aumentate mediamente dell’8% sulla scia di incrementi da record: +6,6% per gli asili nido, ha ricordato ancora il quotidiano finanziario, +10,6 per i parcheggi a pagamento, più 4,6 per le mense, più 10,8 per tutti i cosiddetti “altri servizi”. Una tempesta di costi occulti, in altre parole, si sarebbe abbattuta sui cittadini per i quali l’abolizione della tassa immobiliare si sarebbe rivelata niente meno che una beffa senza eguali, specialmente nel confronto con il resto dell’Europa, dove la tassa sulla casa si conferma non senza ragione un punto cardine nella gestione dei conti pubblici locali. Sul circolo vizioso, ovviamente, non pesa solo la eliminazione dell’imposta. A gravare sulle spalle degli enti c’è infatti anche, se non soprattutto, la riduzione dei trasferimenti da parte dello Stato. Un fenomeno alimentato dalla difficile impresa del governo di far quadrare i conti riducendo il disavanzo pubblico con un progressivo taglio alla spesa. Ad oggi, intanto, le entrate per l’erario sono tornate sui livelli pre crisi (115,4 miliardi di gettito complessivo nei primi 4 mesi del 2011) mentre il livello della pressione fiscale italiana si conferma il terzo del mondo (dopo Danimarca e Svezia) con un carico aggiuntivo, rispetto alla media Ocse, di 54 miliardi annui. Circa 850 euro in più per ciascun contribuente. (Matteo Cavallino – il Fatto Quotidiano)
Di pig (del 25/06/2011 @ 00:01:00, in cronaca, linkato 887 volte)
Un decreto di legge sulle intercettazioni da approvare entro agosto, che riparta dal testo approvato al Senato e fermo alla Camera dallo scorso luglio, approdato in Aula dopo l'accordo con Fli ma poi bloccato. Il Pdl procede avanti tutta e tenta di nuovo la stretta sulle intercettazioni. "Una legge", dice Franco Frattini, da approvare "entro agosto". Legge sulla quale il ministro degli Esteri auspica l'intesa, "sarebbe un bell'esempio se tutte le forze politiche si mettessero insieme d'accordo" e la approvassero "con urgenza", perché "bisogna far sì che queste vicende non si ripetano più. Una buona legge è necessaria nell'interesse di tutti". Il nodo resta quello della pubblicazione e diffusione di intercettazioni anche quando non penalmente rilevanti: "E' un danno consistente" quello di "usare intercettazioni stralciate dal magistrato - proprio perché irrilevanti - come strumento per incidere sulla politica". Tasto su cui batte anche il Guardasigilli Angelino Alfano, per il quale la diffusione di intercettazioni di persone estranee alla vicenda, penalmente irrilevanti, è reato. Si riparte quindi, dal testo approvato al Senato e arrivato in Aula alla Camera lo scorso 29 luglio dopo l'accordo con Fli (era già rottura con il Pdl) ma poi bloccato, forse perché troppo blando. Bloccato, dice Giulia Bongiorno, Fli, Presidente della Commissione Giustizia della Camera, "dal Pdl, forse perché troppo equilibrato". Sui contenuti della legge fortemente auspicata dal Pdl sulle intercettazioni Frattini è tornato più tardi, a margine di una presentazione alla Farnesina. Il nodo, da quello che emerge, resta quello della pubblicazione e diffusione di intercettazioni anche quando non penalmente rilevanti che dovranno diventare "una violazione sanzionata" nelle parole del capo della diplomazia. Il testo di legge dovrebbe essere un compromesso, anche per favorire una "larga condivisione" e l'approvazione entro l'estate: basterebbe mettere insieme "il lavoro che è stato fatto nella precedente legislatura con la proposta della sinistra (quella dell'ex ministro della Giustizia Clemente Mastella, ndr) e quello di questa legislatura con la proposta del centrodestra" ha illustrato il titolare della Farnesina. Sulla vicenda è intervenuto anche Berlusconi. "Credo di dire una banalità, ma non è civile un paese in cui non c'è garanzia dell'inviolabilità di ciò che si dice al telefono", ha detto il premier ."Non è più vita - ha aggiunto il premier - quella in cui non si può alzare il telefono e parlare liberamente con il rischio che queste telefonate siano intercettate e poi vederle apparire, anche se non hanno nessun valore penale, sulla stampa o su internet il giorno dopo. Su questo tutti non possono che concordare”. Ma arrivano i primi stop dall'opposizione: Massimo Donadi, capogruppo Idv alla Camera, dice no al "bavaglio" per la stampa e critica un provvedimento che "favorisce solo la Casta, i mafiosi ed i criminali. Siamo sconcertati di fronte a tanta arrogante irresponsabilità". Mentre Giovandomenico Lepore, Procuratore di Napoli, chiede "indignazione per i contenuti" delle intercettazioni e non per la loro diffusione, linea che "delegittima" i magistrati. Di tenore diverso la posizione del vicepresidente della Camera Antonio Leone (del Pdl) espressa durante una intervista a Omnibus su La7. "Ora che le parti politiche si stanno convincendo che sull'abuso delle intercettazioni si è giunti a eccessi intollerabili, saggezza vorrebbe che tutti insieme si recuperi dal binario morto la legge già passata al Senato. Una legge che può essere modificata". (www.tiscali.it)
SINTESI DELLA LEGGE “BAVAGLIO”:
Nel corso delle indagini preliminari si possono pubblicare le intercettazioni “rilevanti”, ma il giornalista che viola il divieto rischia una multa fino a 10mila euro o un mese di carcere, mentre sei mesi ne rischia chi passa ai cronisti atti del procedimento coperti da segreto. Sono le norme contenute nel testo fermo da un anno in Aula alla Camera: licenziato dalla commissione Giustizia di Montecitorio il 28 luglio del 2010, il ddl è approdato in Aula per la discussione generale il 30 luglio. L'esame, tuttavia, non è mai iniziato. Frutto delle modifiche chieste da Fli, allora ancora parte integrante della maggioranza, il provvedimento deluse il premier Silvio Berlusconi che infatti non ha mai insistito perché quel testo arrivasse al voto dell'Assemblea. Queste le principali novità che introduce:
LIMITI E AMMISSIBILITA' DELLE INTERCETTAZIONI - Sono intercettabili tutti i reati più gravi (mafia, terrorismo, sequestro di persona, stalking) e quelli puniti con più di cinque anni di reclusione. Gli ascolti possono durare 75 giorni, prorogabili di 15 giorni in 15 giorni. Il limite di durata massima delle intercettazioni non si applica alle operazioni di ricerca del latitante. Per chiedere un'intercettazione telefonica o visiva e i tabulati serviranno "sufficienti indizi di reato" per i delitti di mafia e di terrorismo o "gravi indizi di reato" per tutti gli altri crimini. A decidere sull'autorizzazione all'ascolto sarà il Tribunale distrettuale del capoluogo in composizione collegiale. Solo sulla richiesta dei tabulati telefonici basterà il via libera del Gip.
STRETTA SULLA PUBBLICAZIONE - Durante le indagini preliminari saranno pubblicabili soltanto le intercettazioni rilevanti. Il giornalista che viola il divieto rischia un mese di carcere o una multa fino a 10 mila euro. Gli editori dovranno invece rispondere solo della pubblicazione delle intercettazioni irrilevanti o di cui è stata ordinata la distruzione. La sanzione massima è di 300 mila euro. La “rilevanza” delle intercettazioni è stabilita dalla cosiddetta udienza-filtro, che deve essere celebrata "entro 45 giorni da quando gli atti arrivano al giudice dal pm dopo il deposito alla difesa".
TALPE E SOSTITUZIONE DEL PM - Chi passa ai cronisti atti del procedimento coperti da segreto rischia fino a 6 anni di carcere. Il Pm potrà essere sostituito se farà dichiarazioni sul procedimento a lui affidato o se svelerà segreti. La sostituzione dovrà essere decisa dal capo dell'Ufficio dopo che sia stata esercitata contro di lui l'azione penale.
NORMA D'ADDARIO - Rischia la pena fino a tre anni chi, come fece la escort Patrizia D'Addario durante i suoi incontri privati con il premier Silvio Berlusconi, "fraudolentemente effettua riprese o registrazioni di comunicazioni e conversazioni a cui partecipa, o comunque effettuate in sua presenza, è punito con la reclusione fino a tre anni se ne fa uso senza il consenso degli interessati". Nessun reato invece quando le riprese o le registrazioni vengono utilizzate nell'ambito di un procedimento volto alla definizione di una controversia, quando sono effettuate nell'ambito dell'attività di difesa della sicurezza dello Stato, e quando vengono effettuate ai fini dell'attività di cronaca da giornalisti professionisti.
CLERO - Se ad essere ascoltato è un sacerdote, il Pm deve avvertire la diocesi. Se è un vescovo, la segreteria di Stato vaticana.
CAMBIA LA LEGGE FALCONE - Saranno più difficili le intercettazioni nell'ambito delle indagini sulla criminalità organizzata non di stampo mafioso. E' abrogato l'articolo della legge Falcone del '91 che estendeva il presupposto dei sufficienti indizi di reato necessari nelle indagini sulle organizzazioni mafiose anche alla criminalità organizzata non di stampo mafioso.
OBBLIGO DI RETTIFICA PER I BLOG - Per i siti informatici, compresi i giornali e i periodici diffusi per via telematica, le rettifiche sono pubblicate entro 48 ore dalla richiesta con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.
“Non ci riuscirete”. Un post ogni pochi secondi. Per manifestare, attraverso la rete, l’indignazione e la rabbia per il nuovo bavaglio all’informazione annunciato dal Popolo delle Libertà. Articoli, video, commenti e contenuti multimediali. Nelle ultime ore migliaia di cittadini utilizzano Facebook per dire l’ennesimo No alla legge bavaglio. “E’ ora di farci sentire”, “Scendiamo in piazza”, “Noi il bavaglio non lo vogliamo”. E in tanti indirizzano messaggi direttamente al premier: “Se Berlusconi pensa di riuscirci, sappia che noi ci opporremo come abbiamo già fatto”.
Il post-it. E il simbolo della mobilitazione torna a riempire le pagine dei social network. Il post-it giallo con lo slogan “Voglio essere informato, No alla legge-bavaglio” viene diffuso di bacheca in bacheca, diventa il nuovo avatar di centinaia di persone. Un simbolo che accompagna critiche molto dure. C’è chi scrive: “Questo governo interviene sempre in modo efficace e tempestivo a tutela dei delinquenti”. E ancora: “Noi non arriviamo a fine mese e loro pensano al bavaglio”, “No alla censura preventiva, Sì al diritto all’informazione”. Non manca chi si rivolge al ministro della Giustizia: “Alfano farebbe bene a dimostrarci quanto costa la corruzione e quanti di questi soldi vengono recuperati attraverso le intercettazioni”.
Le associazioni. Riparte anche l’impegno delle associazioni e dei gruppi da sempre in prima fila contro ogni ipotesi di bavaglio alla libertà d’informazione. Valigia Blu, in un articolo pubblicato sul proprio sito, annuncia nuove iniziative: “Se torna il bavaglio torniamo anche noi. E ci opporremo, con tutte le nostre forze, perché siamo di fronte a un problema di democrazia”. Per Articolo 21: “Se il testo di legge preannunciato sarà depositato, decideremo insieme alle altre associazioni le iniziative di protesta”. Libertà e Giustizia: “Non c’è mai nulla di nuovo sotto il sole di questa Italia che sta sprofondando nelle tenebre. Peccato che la politica non abbia un sussulto di dignità e in coro pronunci la stessa condanna che sale dalla società civile e non impedisca lo scempio annunciato della legge bavaglio”. (Carmine Saviano – www.repubblica.it)
Altre notizie:
Dal 28 giugno, sarà in edicola, a 80 centesimi, "Sardegna Quotidiano", nuova testata giornalistica che nell'isola va ad aggiungersi a "L'Unione Sarda" e "La Nuova Sardegna" . L'iniziativa editoriale è della Società cooperativa giornalisti sardi, costituita da ex redattori del fallito gruppo EPolis, che fino all'anno scorso pubblicava 19 quotidiani in tutta Italia. Ne fanno parte, fra gli altri, Antonio Moro, l'ex caporedattore centrale Alessandro Ledda, ed Enrico Fresu. Il nuovo giornale sarà diretto da Fiorentino Pironti, ex vicedirettore della "Nuova Sardegna" e già direttore della "Gazzetta di Reggio". La redazione si trova a Sestu, nel centro direzionale "Pittarello", sulla ex SS 131 (e-mail redazione@sardegnaquotidiano.it; tel. 070-2330660). "Il giornale che non si piega", questo lo slogan con cui viene lanciato "Sardegna Quotidiano", avrà una foliazione di 24 pagine full color, di cui otto dedicate all'edizione di Cagliari.
Di pig (del 16/06/2011 @ 22:45:45, in cronaca, linkato 1036 volte)
Cancellare le liste bloccate che conferiscono ai partiti e non agli elettori “il diritto” di scegliere i candidati; eliminare il premio di maggioranza, che attribuisce illegalmente tutto il potere ad una minoranza; fissare una soglia di sbarramento unica al 4%; vietare l'indicazione del candidato premier sulla scheda elettorale, perchè questa scelta deve essere rigorosamente attribuita, come prevede la Costituzione, al presidente della Repubblica. Sono queste, in sintesi, le quattro modifiche che un referendum contro la legge elettorale vigente dovrebbe apportare. I quattro quesiti sono stati messi a punto da un comitato promotore che ha presentato il progetto in una conferenza stampa. Ne fanno parte ex parlamentari, intellettuali, imprenditori e associazioni vicini al mondo politico del centrosinistra. Dalla prossima settimana comincerà la raccolta delle 500 mila firme necessarie. All'incontro con la stampa, c'erano, tra gli altri, gli ex parlamentari Stefano Passigli , Gianni Ferrara, l'ex ministro dell'Istruzione del governo Prodi, Tullio De Mauro, e il politologo Giovanni Sartori. Passigli ha sottolineato le difficoltà insite nel lavoro “tagli e cuci” per modificare con lo strumento referendario la legge elettorale. Infatti nei quattro quesiti proposti ci sono ben novanta modifiche al “Porcellum” vigente. Il comitato promotore sottolinea comunque che l'iniziativa referendaria vuole essere uno stimolo per indurre il parlamento a modificare l'attuale legge elettorale, che è causa di “un finto bipolarismo che riversa la frammentazione politica in ciascuno dei due schieramenti garantendo l'ingovernabilità del Paese”. Tra le adesioni al comitato promotore ci sono musicisti come Claudio Abbado e Salvatore Accardo, intellettuali come Umberto Eco, e architetti come Renzo Piano. “Collegi uninominali, maggioritario e scelta del capo del governo da parte degli elettori. È questa la direzione in cui dovrebbe andare la riforma del Porcellum, accompagnata anche dalla modifica costituzionale della forma di governo. La proposta di modifica della legge elettorale annunciata da un gruppo di intellettuali italiani va nella direzione opposta”. Lo ha detto l'esponente del Pd, Mario Barbi, secondo cui “…posto che il referendum è sempre legittimo, in questo caso si dovrebbe avere il coraggio di fare campagna contro. Le modifiche proposte restaurerebbero una prima repubblica con capipartito onnipotenti e cittadini impotenti. È un'illusione credere che il proporzionale, le preferenze e la sottrazione agli elettori della scelta del presidente del consiglio darebbe ai governi la stabilità e la forza di cui c'è bisogno oggi e di cui ci sarà ancora più bisogno in futuro. Con Berlusconi hanno fallito un governo e una maggioranza, non il bipolarismo. La risposta a questo fallimento è l'alternativa di governo e non la restaurazione di una partitocrazia senza partiti”. Contrario anche Mario Segni. “Il referendum Passigli è il ritorno alla peggiore partitocrazia, al periodo più squallido della prima Repubblica, ai governi fatti e disfatti dai partiti alla spalle dei cittadini”, ha sostenuto l'ex promotore dei referendum elettorali, che ha poi aggiunto: “È la cancellazione delle conquiste che con immensa fatica siamo riusciti a cogliere con i referendum degli anni 90, dalla elezione diretta dei sindaci e dei governatori al principio, che vige ormai dal '94, che il governo viene scelto dai cittadini con il voto”. No anche dai radicali. “Pur dovendo rivederli nei dettagli, dai quattro quesiti presentati oggi emerge con chiarezza un impianto proporzionalistico, fondato sui partiti e sull'irresponsabilità di governo e opposizione. Pensare che il ritorno delle preferenze e uno sbarramento più alto possa restituire ai cittadini la pienezza di un confronto democratico è grottesco”. Lo ha affermato il segretario dei radicali Mario Staderini commentando la presentazione del referendum sulla legge elettorale. “Con le preferenze poi – ha sottolineato Staderini - il potere di nomina passerebbe dai segretari di partito ai capi dei tanti clan clientelari e corporativi, se non anche di malaffare, che affollano il mondo partitico. L'Italia ha bisogno urgente di una nuova legge elettorale, ma che sia la riforma fondata sul collegio uninominale maggioritario e non la controriforma proporzionalistica che ci porterebbe dritti a Weimar . Perchè si abbia una riforma che non sia solo elettorale ma della politica, serve il collegio uninominale maggioritario, l'unico sistema che, ponendo al centro la persona e assicurando uno stretto rapporto tra eletto e territorio, colpisce alla radice la forza corruttrice e paralizzante della partitocrazia italiana”. L’Udc è invece a favore. “Sosteniamo con convinzione il comitato referendario per la legge elettorale per abolire l'assurdo premio di maggioranza, le candidature plurime, le liste bloccate. Naturalmente, l'Udc la riforma elettorale vuole farla in Parlamento, con la massima condivisione. Ma la maggioranza appare bloccata e i cittadini vogliono partecipare e decidere. Noi avanziamo la proposta del modello tedesco per maggioranze di governo ampie ma, nel frattempo, raccoglieremo le firme tra i cittadini”, ha detto il deputato dell'Udc, Pierluigi Mantini. (l’Unità).
Vinti i referendum, ora i loro risultati vanno resi effettivi: per l'acqua si riparte dal testo di legge d'iniziativa popolare del 2007, con 400 mila firme, per sancirne la pubblicizzazione, e per il nucleare con la messa in mora di una tecnologia che va a morire per l'avvio di fonti energetiche alternative pulite e sicure. Sono questi i due più immediati obiettivi che il Comitato Promotore dei quattro referendum si è dato e che ha annunciato in una conferenza stampa. Con un messaggio diretto al ministro per l'Ambiente, Stefania Prestigiacomo: "l'Autorty per il servizio idrico - ha detto il presidente del Comitato Referendario, Paolo Carosetti - è del tutto inutile, non serve perchè l'acqua è un bene comune e pubblico". Come utilizzare l'enorme ed inaspettato patrimonio di voti e consensi raccolti ovunque al Nord come nelle Isole, al Sud come al Centro? "Abbiamo vinto una difficile battaglia, ora vogliamo vincere, sempre insieme alla gente, la guerra della pubblicizzazione dell'acqua - ha aggiunto Carosetti -. Sappiamo che non sarà una passeggiata ma il risultato del 12 e 13 giugno ci dà una forza ed un entusiasmo straordinari per proseguire". Carosetti ha ringraziato "…le migliaia e migliaia di attivisti che in questi anni hanno saputo parlare sui territori alla mente e al cuore delle persone: tutti hanno compreso la posta in ballo e hanno risposto adeguatamente". Un risultato, insomma, "epocale e storico - ha osservato - direi una rivoluzione culturale pacifica". E già da domani "…si torna a lavorare sui territori - ha aggiunto - con assemblee aperte a comitati e cittadini, perchè ovunque siano visibili, concreti i risultati: no ai privati nella gestione del servizio idrico e tariffe più basse del 7%". Un bene umano comune come l'acqua non può esser privatizzato, nè oggetto di profitti". E come vi mettete con i partiti? E’ stato chiesto a Carosetti. "Porte aperte, ma con noi si discute solo di contenuti, come abbiamo fatto prima del voto", ha risposto. Il movimento, insomma, non intende affatto mollare la questione, nè dà deleghe ai partiti. "Questa volta le chiavi di casa ce le teniamo in tasca", è la battuta più ripetuta. "E' stata una valanga di consensi: il rifiuto del nucleare è innegabile e chiarissimo - ha precisato Maria Maranò del Comitato “Vota SI al Referendum” -. Ora vogliamo dar vita ad un Movimento più ampio, sovranazionale e mondiale, contro il nucleare. Nei giorni precedenti il voto siamo stati presi d'assalto dai media del Giappone e, in questi giorni, di altri paesi europei e non". Il segreto della vittoria? "Accanto al rifiuto del nucleare - ha osservato la Maranò - abbiamo indicato altre fonti di energia pulita e sicura: la gente ha capito. E' stata questa la chiave di volta". "Quel che e' successo è semplicemente straordinario: attorno ai quattro referendum si è formato un movimento “apartiticoì” e senza padrini politici. Tantissimi giovani e giovanissimi, con una gran voglia di partecipare", ha sottolineato il Presidente dell'Arci, Paolo Beni. "Una partecipazione massiccia, e che, man mano che si è formata, era sempre più chiara ed evidente l'autonomia del movimento, la sua indipendenza dai partiti - ha concluso Beni - E' stato reso con il voto un gran servizio alla democrazia".
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“Occorre avviare le riforme istituzionali, e in primo luogo la riforma dello statuto speciale, per consentire la riscrittura delle regole del gioco democratico, e per dare efficienza ed efficacia alla Regione Sardegna". E' l'appello alla giunta regionale da parte del segretario generale della Cisl sarda, Mario Medde, che giudica "…non ammissibile il silenzio che avvolge, a distanza di circa due anni e mezzo dall'inizio della legislatura, un problema fondamentale per far funzionare le istituzioni sarde e rilanciare la stessa politica, in un momento tra i più difficili della storia autonomistica". Il sindacato lamenta come “…sia stato rimosso da tutti il documento unitario, approvato in consiglio regionale il 18 novembre 2010, che impegnava la massima istituzione regionale ad avviare una fase costituente sulle riforme istituzionali e sul nuovo statuto speciale della Sardegna". La Cisl sollecita il governo regionale e tutta la rappresentanza politica "…a dare esecutività all'ordine del giorno del 18 novembre 2010, istituendo l'assemblea costituente del popolo sardo, perchè vengano assunte decisioni fondamentali attinenti al rinnovamento delle istituzioni e della politica dell'isola, in funzione di un nuovo patto costituzionale Stato-Regione sui temi dell'autogoverno e della specialità, dell'autonomia finanziaria della Sardegna, del federalismo cooperativo e solidale. C'è l'illusione, nella politica sarda, e in primo luogo nella stessa maggioranza che governa la Regione, - si legge in una nota -, che sia possibile ridare efficienza ed efficacia alle istituzioni sarde e all'ente Regione senza riscrivere le regole del gioco e, in assenza di una riforma del modello di democrazia e di rappresentanza, degli interessi dei sardi. Nel frattempo, però, l'economia sarda è in coma profondo, la Regione è priva di qualsivoglia efficacia progettuale e di spesa, mentre i sardi denunciano la lontananza dello Stato dai problemi più importanti che vivono quotidianamente”
“Finchè la maggioranza di centro-destra costringerà il consiglio regionale ad occuparsi di provvedimenti legislativi inutili, di corto respiro, e senza alcuna strategia, come il collegato che da circa quattro mesi occupa commissioni e aula, è impossibile dedicare tempo alle leggi fondamentali, come la riforma dello Statuto, la legge statutaria e quella elettorale". Lo ha dichiarato il capogruppo del Pd in consiglio regionale, Mario Bruno, in merito alla dichiarazione rilasciata dal segretario generale della Cisl sarda, Mario Medde. "E stato proprio il gruppo del Pd – ha proseguito Bruno -, consapevole dell'urgenza di dover pervenire ad un nuovo patto costituzionale con lo Stato, a volere a tutti i costi un ordine del giorno unitario sulle riforme. Purtroppo, il navigare a vista da parte della giunta Cappellacci e della sua maggioranza, l'estrema debolezza nei rapporti con lo Stato (dalla vertenza entrate al patto di stabilità, dai fondi Fas al federalismo fiscale) ha caratterizzato questa legislatura come la più insignificante nella storia dell'autonomia. Il Pd ribadisce ancora oggi la ferma volontà di voler giungere alla predisposizione e all'approvazione delle leggi di riforma. nelle modalità previste nell'ordine del giorno approvato dal consiglio regionale nel novembre scorso, sempre che la maggioranza al governo della Regione decida di non perdere più tempo in provvedimenti incapaci di affrontare la drammatica crisi della Sardegna, e di determinare soluzioni per dare nuovo impulso allo sviluppo e all'occupazione".
Come abbiamo avuto modo di dire in un precedente articolo, il nuovo Spazio Mercatale e per le Attività Ricreative di Torangius si chiamerà “Smart”. La nuova struttura, che sarà inaugurata martedì 21 giugno alle 18.30, si candida a diventare un importante punto di riferimento non solo per il quartiere più popoloso di Oristano, ma per tutta la città. L’area, recintata ed attrezzata, può contenere 2000 persone e ospitare 33 posteggi per le attività commerciali. Lo Smart è stato realizzato dal comune di Oristano, con una spesa di 640 mila euro, derivanti dai fondi della Legge regionale 37, la cui programmazione era stata deliberata dal consiglio comunale.“Torangius e l’intera città si dotano di un’area attrezzata che nasce per ospitare attività mercatali, ma che saprà imporsi anche come sede idonea ad accogliere spettacoli ed attività ricreative – ha spiegato il sindaco Nonnis -. L’apertura dello Smart è un fatto importante per un quartiere come Torangius, cresciuto troppo in fretta, che da sempre lamenta la mancanza di servizi. Nel corso degli anni il comune ha costruito la palestra e il Centro sociale intitolato a Giovanni Paolo II. Più recentemente è stata aperta la nuova chiesa di San Paolo e ora la nuova area attrezzata, che è il segno dell’attenzione del comune per un importante quartiere della città”. “Lo Smart sorge su un’area di 8 mila metri quadrati,di cui 5400 destinati alle attività commerciali e ricreative, e 2600 alla viabilità di accesso e ai parcheggi – ha precisato l’assessore comunale ai Lavori pubblici, Andrea Lutzu -. L’area è dotata di un fabbricato servizi, con un piccolo ufficio per la gestione del mercato, uno spazio attesa, un ripostiglio ed un locale per i quadri elettrici ed i servizi igienici. Per le iniziative di intrattenimento culturale ed espositivo, lo Smart può accogliere 2 mila persone. Lo Smart è anche dotato di una quarantina di parcheggi per il pubblico, con posti riservati ai disabili, ai mezzi commerciali e a quelli pesanti”. “L’area mercatale è dotata di 33 posteggi, di cui 6 destinati alla vendita di generi alimentari, attrezzati con torrette carrabili a scomparsa, dotate di allaccio elettrico, idrico e fognario – ha aggiunto l’assessore comunale alle Attività produttive, Alessio Putzu -. L’ampiezza dell’area consentirà, comunque, di ampliare sensibilmente la disponibilità di attività commerciali”. La dimensione dei posteggi dei punti di vendita è di 25 metri quadrati circa (un quadrato di 5 x 5 per lato), dimensione che viene considerata commercialmente produttiva. Secondo i criteri di dimensionamento in uso in diverse regioni italiane (un posto banco ogni 80 - 100 abitanti), 33 posteggi possono soddisfare un’utenza di 2.640 - 3.300 abitanti. All’interno dello Smart, a breve, potrà trovare sistemazione il mercatino ambulante, ma da subito può ospitare spettacoli e altre attività ricreative, molte delle quali potranno essere realizzate in collaborazione con l’adiacente Centro sociale. “In città si avvertiva l’esigenza di uno spazio attrezzato per gli spettacoli – ha detto Marzio Schintu, assessore comunale al Turismo e Spettacolo -. La riprova è arrivata immediatamente con la richiesta dello Smart da parte della Scuola di danza Milene, che ha programmato, per il 21 e 22 giugno, due serate con la danza, la prima delle quali coinciderà con l’inaugurazione della nuova struttura comunale”.
Il preside del liceo classico “De Castro” di Oristano, Guido Tendas, comunica che i docenti incontreranno i genitori degli studenti non promossi e con sospensione di giudizio, secondo il seguente calendario: Sabato 18 giugno, dalle 10 alle 12, per gli studenti delle classi liceali, e venerdì 24 giugno dalle ore 16 alle 18 per gli studenti delle classi ginnasiali.
Di pig (del 15/06/2011 @ 22:30:46, in cronaca, linkato 888 volte)
E’ emergenza nel carcere di Oristano, e questa volta non per il sovraffollamento di detenuti ma per un'invasione di topi. L’emergenza è, infatti, prettamente sanitaria, visto il pericolo per la salute di detenuti, agenti e personale amministrativo, a cui va ad aggiungersi, come se non bastesse il resto, il rimpallo delle responsabilità tra l'Azienda sanitaria locale n.5 e la Provincia di Oristano, sulle competenze legate al servizio di derattizzazione. Questo, quanto denunciato dal consigliere provinciale del Pd, Battista Ghisu, che ha diffuso una nota stampa, in modo tale da denunciare all’opinione pubblica la drammatica situazione in cui versa il carcere di Oristano, e per sollecitare un intervento repentino da parte delle istituzioni. La situazione è ormai insostenibile, visto che i topi hanno letteralmente invaso locali comuni, uffici e celle del carcere di Piazza Manno. Un topo di ben 18 centimetri è stato catturato, questa mattina, in una guardiola. A rischio, come detto, è la situazione igienica, e sussistono timori concreti per quanti si trovano nell'istituto penitenziario: 97 detenuti, 109 addetti (tra ufficiali e agenti della polizia penitenziaria) e 20 impiegati del servizio amministrativo. La direzione del carcere, già dalla scorsa settimana, ha inviato una comunicazione alla Provincia, alla Asl e, per conoscenza, anche al Prefetto perche si attivassero per risolvere il problema. Investito da Ghisu della questione, dall’assessorato provinciale all'Ambiente hanno fatto sapere che, dal primo maggio scorso, l’ente ha chiuso il servizio derattizzazioni, anche a seguito di una comunicazione, avuta a gennaio, dall'assessorato regionale alla Sanità. Nella missiva si legge che “...relativamente agli interventi di derattizzazione, configurandosi quale argomento attinente operazioni di natura espressamente igienico-sanitaria e di contrasto alla diffusione di gravi patologie di tipo infettivo, la competenza ricade tra quelle in capo all'assessorato regionale alla Sanità". Di contro, l'Asl di Oristano ha fatto sapere, invece, alla Provincia che "le operazioni di derattizzazione e disinfestazione debbono essere eseguite da ditte specializzate". “Intanto, il rimpallo delle responsabilità e delle competenze, in un quadro normativo abbastanza ingarbugliato, sta causando un notevole disservizio", ha dichiarato il consigliere provinciale del Pd, Battista Ghisu che, assieme al gruppo provinciale del Pd, ha denunciato il problema e mosso passi formali nelle sedi istituzionali. "E' un problema che, a mio avviso – ha detto Ghisu -, va risolto nel più breve tempo possibile, perchè il carcere di Oristano non può esser evacuato come una scuola o un qualsiasi ufficio pubblico e, soprattutto, per evitare il diffondersi di malattie infettive". A volte è sconcertante osservare come le istituzioni, di fronte ad emergenze che interessano, come nella fattispecie, non solo il carcere ma, se il problema dovesse persistere, anche la salute dei cittadini, si trincerino dietro al solito "... non è compito mio" , anzichè, come sarebbe auspicabile, cercare tutte le possibili sinergie per risolvere la situazione. E' una vecchia storia: ci si riempe la bocca di fumo purchè non si agisca. Che pena!
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La commissione consiliare alla Sanità e quelle al Lavoro e Politiche sociali della Provincia, nel corso di una riunione congiunta, hanno incontrato il direttore della Casa di Cura Madonna del Rimedio, Antonio Sulis, e Paola Serra, per fare una valutazione sull’operatività della Clinica, nell’ambito di un più ampio monitoraggio sulle strutture sanitarie operanti in Provincia, che la commissione Sanità ha programmato e che dovrebbe concludersi con un incontro con il direttore della Asl n. 5 di Oristano. Alla riunione sono intervenuti l’assessore Murana, i consiglieri Serafino Oppo ed Efisio Trincas, rispettivamente presidenti delle commissioni Lavoro e Sanità, Bepy Costella, Roberto Scema, Enzo Saba e Francesco Federico tutti componenti delle commissioni. Il direttore della Clinica ha illustrato la situazione in cui versa la struttura sanitaria, ed ha evidenziato gli sforzi e l’impegno in atto per offrire prestazioni di una sanità all’avanguradia, sempre più aderenti alle richieste dell’utenza. La Casa si Cura vanta 189 posti letto, 12 dei quali per il day hospital; 200 dipendenti, tra personale medico, paramedico e amministrativo, e diversi servizi all’esterno con altre 20 unità coinvolte. La Clinica dovrà affrontare un piano di riorganizzazione strutturale, mantenendo gli stessi posti letto, ma con servizi che devono andare ad integrarsi con la sanità pubblica.
Sono stati accolti nell'aula consiliare della Provincia, gli studenti delle scuole medie inferiori e superiori di Arborea che hanno incontrato i rappresentanti della Provincia di Oristano. Un incontro informale, che la curiosità dei ragazzi ha trasformato in un dibattito improvvisato. A ricevere la delegazione studentesca, di cui facevano parte anche insegnanti e il responsabile del progetto, sono stati il presidente del consiglio provinciale, Mauro Solinas; il presidente della Provincia, Massimiliano de Seneen; gli assessori provinciali Serafino Corrias e Gianfranco Attene; il presidente della commissione provinciale Cultura, Serafino Mele, ed Egidio Loi, componente della stessa commissione. In rappresentanza del comune di Arborea hanno partecipato all’incontro il sindaco, Pierfrancesco Garau, e l'assessore comunale alla cultura, Maria Immacolata Spiga.
Si chiamerà Smart il nuovo Spazio Mercatale e per le Attività Ricreative di Torangius, ad Oristano. La nuova struttura, che sarà inaugurata martedì 21 giugno alle 18.30, si candida a diventare un importante punto di riferimento non solo per il quartiere più popoloso della città, visto che sarà in grado di servire tutta Oristano. Lo Smart sarà presentato in anteprima ai giornalisti dal sindaco di Oristano, e dagli Assessori ai Lavori pubblici, alle Attività produttive, e allo Spettacolo, Andrea Lutzu, Alessio Puztu e Marzio Schintu. La conferenza stampa è in programma venerdì 17 giugno, alle 11, all’interno dello Smart, in via Fermi, nel quartiere di Torangius, ad Oristano.
La Consulta Giovani del Comune di Oristano, in collaborazione con l’assessorato comunale alla Politiche giovanili, organizza “Oristown street-art”. Sabato 18 giugno, dalle 16, nel Parco delle Rimembranze Brigata Sassari, in via Solferino, i giovani oristanesi saranno chiamati a raccolta per una giornata di festa e di riflessione sul fenomeno dei writers, con un contest di writing, break dance, skating, l'esibizione di giocolieri oristanesi e i migliori rapper oristanesi e isolani, tra cui i Fit Prod. All’iniziativa hanno già dato l’adesione una trentina di giovani writers oristanesi. A loro disposizione 15 pannelli (di 2 metri e 20 per 3 metri e 15) e le bombolette di vernice spray. Per tutto il pomeriggio potranno dare libero sfogo alla loro arte, accompagnati dalla musica di gruppi musicali e alla presenza di un educatore professionale. Contestualmente sarà distribuito materiale informativo sul fenomeno “writers”. “L’iniziativa della Consulta giovanile va nella direzione auspicata da questa amministrazione quando, nel 2008, istituì questo organismo”, hanno spiegato questa mattina, l’assessore alle politiche giovanili, Marzio Schintu, e il sindaco di oristano, Angela Nonnis, nel corso di una conferenza stampa, alla quale hanno partecipato anche il consigliere Alberto Cauli ed altri componenti la Consulta. “Pensavamo a un organismo capace di dare spazio ai giovani animati dal desiderio di essere protagonisti della città, fornendo loro un laboratorio di formazione alla partecipazione democratica e dando al comune uno stimolo maggiore per rendere realizzabili le iniziative proposte da giovani – hanno aggiunto il sindaco e l’assessore Schintu -. La manifestazione di sabato, sul fenomeno dei writers, ne è un esempio concreto”. “L'obiettivo è di mettere a disposizione dei giovani oristanesi spazi nei quali esprimere liberamente e legalmente la propria arte – ha aggiunto il presidente della Consulta, Antonio Iatalese -. È inaccettabile che vengano deturpate le abitazioni dei privati, chiese e monumenti del centro storico, e non solo. Il messaggio che vogliamo lanciare è che va bene fare writing, ma solo se questo è un valore aggiunto per la città e la comunità, non se il suo esercizio arreca danni ai propri concittadini”. “L'approccio che useremo è quello dell'educazione informale – ha spiegato l’educatore professionale, Antonio Ricciu -. Tratteremo temi quali la legalità, l'uso consapevole del tempo libero e il rispetto e la valorizzazione degli spazi pubblici. Al fine di perseguire questi scopi adottoremo un linguaggio che ci consenta di avviare un dialogo efficace con i ragazzi e dare loro maggiore visibilità. Il tutto, per far si che si sentano valorizzati e coinvolti in un percorso formativo maggiormente appetibile e coinvolgente”. “Durante la manifestazione si esibiranno cantanti hip-hop, ballerini di break dance, giocolieri, skaters – hanno detto i direttori artistici della manifestazione, Cristian Pintus e Walter De Masi -. Siamo contenti di esser riusciti nell'intento di radunare praticamente tutti i ragazzi che fanno hip-hop ad Oristano e di avere come “ciliegina sulla torta” Ruido, un artista sardo che appartiene alla Fit Prod (gruppo conosciuto a livello nazionale), e che scrive le sigle per lo Zoo di 105, accompagnato da MR. Meuri che presenterà il suo nuovo lavoro “Quattro quarti”. La serata sarà accompagnata anche da Kumalibre, Rhamez, Masha Kan, Team Bastard, Kante Staff feat Zero Aborti, Ako+Smiffy (Black Noize), e dai gruppi di break dance dagli Oristano Breakers-Foot's clan, Fost, Nano, Fabs. I DJ saranno DJ Sk8 e DJNome.”
A partire dal 20 giugno tutte le pratiche indirizzate allo Suap, lo Sportello unico per le attività produttive, saranno acquisite dall’ufficio solo ed esclusivamente in modalità telematica, attraverso l’inserimento delle pratiche nel portale regionale dei Suap, all’indirizzo www.sardegnasuap.it Non potranno essere accettate pratiche presentate in altre modalità. L’ufficio è comunque a disposizione per la preistruttoria delle pratiche, e per tutte le informazioni utili, ai seguenti numeri telefonici: 0783 791289 Elena Flore, 0783 791357 Valeria Puddu, 0783 791358 Norma Atzeni, 0783 791359 Dante Atzeni.
B&BArt Museo d’arte contemporanea – Italia/Colombia, in collaborazione con il comune di Collinas, nel giardino del Kantaros a B&BArt, in via S.Sebastiano 12, presentano, sabato 25 giugno, alle 19, “Non sto tantoi male”, performance letteraria artistica , a cusa di Bianca Laura Petretto e Gianni Zanatta. Letture da “Non tanto male” (Quarup, 2011) saranno interpretata da Isella Orchis e Cesare Saliu.” Un uomo di successo, Valdo, direttore di un grande quotidiano, e una mora bellezza mediterranea di vent’anni, intravista in un mattino di primavera, in una storia perbene finirebbero prima o poi l’uno nelle braccia dell’altra. Specie se a fare da ruffiano al loro “incontro” è l’altrettanto mediterranea luce di una città di mare. Ma qui fuori, lo sappiamo, c’è il buio, e ancor più scure e contorte si rivelano a volte le idee degli uomini e le loro strade. E allora capita che l’uomo di successo sia cinico e arrogante quanto basta per farsi disprezzare dalla maggior parte dei suoi colleghi, e da sua moglie. E che la mora sia nello stesso tempo una concreta e invitante preda, un’ombra sfuggente al limite dell’irraggiungibile. E che gli odori che permeano il racconto non siano solo iodio e salsedine, ma anche le chimiche sospette di detersivi e ammorbidenti – tutti rigorosamente di color celeste gomma, “rassicurante” – allineati con maniacale precisione, perché solo così i “pensieri brutti e violenti” vanno via. La quotidianità di Valdo è scandita dalle riunioni di redazione, dagli incontri con l’analista, dalla ricerca di un avvocato che si prenda cura della causa di separazione dalla moglie, e da timidi sforzi per disintossicarsi finalmente dalla dipendenza da cocaina, intrecciata a un amore folle che diventa ossessione. Come il gesto ostinato di versare nel lavandino l’intero contenuto di un ammorbidente, per “far passare quel brutto senso di vertigine”. Ed è così che quella premessa inizia ad avvitarsi in una ossessiva rincorsa tra ordinario e impossibile, in un gioco tra i percorsi dei piedi e quelli dei neuroni che – proverbialmente – nessuno riesce mai a mettere d’accordo fino in fondo e per sempre. Non sto tanto male. Appunto. Fare o farsi del male, invece, quello è assolutamente possibile: l’amore, specie se imprevisto, può alterare tutto. E l’ironia pure, nel bene e nel male”. Gianni Zanata è nato a Cagliari nel 1962. Giornalista professionista, ha cominciato alla radio ed è
ora volto noto a chi svolazza sul satellite. Ha già pubblicato un romanzo, “Prestami una vita” (Rebus edizioni, 2008), vero emblema delle potenzialità moltiplicatrici del passaparola, e diversi racconti.
Di greg (del 14/06/2011 @ 23:00:15, in cronaca, linkato 1146 volte)
Il noto indipendentista sardo, Salvatore “Doddore” Meloni, è stato denunciato dalla Guardia di Finanza di Oristano per evasione fiscale, bancarotta fraudolenta, frode in commercio. Redditi non dichiarati per 5 milioni di euro e omessa dichiarazione di Iva, per un toltale di altri 750 mila euro, sono i reati contestati a Meloni che, secondo gli inquirenti, avrebbe agito dietro la copertura della Felix Commerciale di Terralba e la Marceddì srl di Marrubbiu, intesta a una delle figlie, anche lei denunciata dalla Finanza di Oristano. Nel corso delle indagini, avviate due anni fa, relative alla società Alpha Trasporti, fallita nel 2007, sarebbe emerso che l'attività era proseguita di fatto nel Nord Est e nei paesi dell'Est, con l'impiego di una ventina di camionisti, per la maggior parte stranieri, che lavoravano, parzialmente o totalmente, in nero. ”Ma quele evasione, non ho evaso alcunchè. La mia può essere considerata una rivolta fiscale. Sono indipendentista e non devo quei soldi al fisco”, ha detto Doddore Meloni (che ha respinto la notifica dell'avviso di garanzia nei suoi confronti, perchè non scritto in limba), commentando la vicenda. D'altro canto, come può Doddore Meloni, presidente della repubblica di Malu Entu, riconoscere i provvedimenti emenati contro di lui da uno Stato "straniero"?
Il presidente della Provincia di Nuoro, Roberto Deriu, è indagato, assieme ad altre sei persone, per peculato, corruzione, turbativa d'incanti e frode. La notizia è venuta fuori, dopo che i carabinieri hanno perquisito a fondo gli uffici della Provincia per acquisire documentazione varia. Da quanto si è appreso, l'indagine della magistratura riguarderebbe presunte irregolarità in appalti, risalenti a circa un anno fa, condite da promesse di assunzioni. "Rispetto alle attività della magistratura, concernenti materie e procedimenti trattati dagli uffici della Provincia di Nuoro, comprendendo che si tratta di atti dovuti ai termine di legge, esprimiamo la massima fiducia nel lavoro della magistratura e della polizia giudiziaria, ed attendiamo che gli esiti dell'attività di detti organi dimostrino la regolarità della attività amministrativa svolta sotto la nostra responsabilità". Questo, il commento del presidente della Provincia Roberto Deriu (Pd) appena appresa la notizia. Su ordine della Procura, i carabineri del Noe di Sassari e del nucleo investigativo di Nuoro, assieme ai colleghi di Milano, Lecco, Roma e Cagliari, hanno perquisito uffici e residenze degli indagati. L'indagine riguarda, come detto, un appalto dell'anno scorso, a ridosso delle elezioni provinciali di Nuoro, per la manutenzione delle strade provinciali, che comportava, fra l’altro, una quarantina di assunzioni. Fra gli indagati figurano l'ex assessore provinciale allo Sport e Spettacolo e vice di Deriu nella precedente legislatura, Peppino Paffi (socialista), consigliere provinciale, e Ventura Meloni (socialista), già assessore provinciale ai Lavori pubblici e attuale consigliere comunale, a Nuoro, nonchè due imprenditori residenti nella penisola e due responsabili di agenzie interinali.
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Sul risultato del Referendum, il Cicolo del Pd di Oristano ha emesso un comunicato che volentieri pubblichiamo: “Il Circolo Pd oristanese esprime viva soddisfazione per il buon risultato in occasione dei referendum. Non è retorica definire che questo bel fine settimana di democrazia partecipata, ci consegna una Italia diversa e migliore. L’intero Paese apre una pagina nuova, ribellandosi al sovrano e andando oltre Berlusconi e il berlusconismo. In questa fase di “risveglio” i partiti non devono attardarsi in inutili contrapposizioni su chi ha vinto e chi ha perso. Le urne ci hanno consegnato un voto trasversale dove il comun denominatore è stata la voglia di democrazia e di partecipazione. C’è un solo vincitore. Hanno vinto i cittadini e tutti coloro che non intendono firmare deleghe in bianco, soprattutto su quegli aspetti che attengono al proprio futuro, alla salute pubblica, ai beni comuni, alla qualità della vita, alla uguaglianza. In questa fase non intendiamo formulare legami tra il voto referendario e il diffuso sentimento di delusione verso la maggioranza di centro-destra che maldestramente governa il Comune, anche se, non da oggi, abbiamo denunciato un atteggiamento insufficiente della giunta Nonnis rispetto ai temi legati all’acqua. E proprio la questione “acqua”, a quanto pare, si è rivelato un tema assai caro a tutti gli Oristanesi. La città di Oristano, con una percentuale di partecipazione al voto del 63%, ha manifestato tutta la sua voglia di partecipazione e autodeterminazione. Gli Oristanesi si sono recati alle urne , più numerosi di ogni qualsiasi migliore aspettativa. E’ un risultato esaltante sul quale tutto il centro sinistra dovrà riflettere in vista delle prossime elezioni Amministrative. Siamo persuasi della maturità degli Oristanesi e della loro capacità di saper cogliere il punto essenziale. Il Partito Democratico intende recepire questo importante segnale e promuovere, attraverso una alleanza con la città, la vera ripartenza di Oristano. Una ripartenza fatta di fiducia, condivisione, buon governo, e rinnovata coscienza sociale. All’interno dal centro-sinistra e unitamente a tutte le numerose energie di Oristano, si deve aprire un cantiere programmatico non solo per vincere ma, prima di tutto, per convincere”.
Sempre a proposito di Pd, venerdì 17 giugno, alle 17, in via Canepa, ad Oristano, si terrà la riunione della direzione provinciale del Pd, dei segretari dei circoli e dei sindaci. L’ appuntamento permetterà di fare una riflessione sulla situazione politica, alla luce dei risultati dei referendum e delle amministrative di maggio. Nel corso della riunione si farà anche il punto sulla situazione organizzativa del partito e sul rendiconto finanziario 2010. Relazioneranno, rispettivamente, Gianni Sanna, Roberto Scema, Mariangela Massenti e Valerio Spanu.
Il consigliere comunale di Oristano, Gianni Sanna, del Pd, ha inoltrato al presidente del consiglio comunale una lettera per dimettersi da componente del Comitato di Controllo Analogo della società Oristano Servizi srl. “Le motivazioni che mi hanno indotto a tale irrevocabile determinazione – ha detto Sanna - saranno illustrate in consiglio comunale, in occasione del provvedimento di surroga”.
Il Chiostro del Carmine e la Torre spagnola di Torre Grande sino al 9 Luglio ospiteranno la mostra fotografica “Emozioni e meraviglie nei mari del mondo”, di Alberto Muro Pelliconi. La mostra, organizzata dagli assessorati alla Cultura e al Turismo del comune di Oristano e dal Consorzio Uno, sarà inaugurata venerdì 17 giugno, alle 18.30, al chiostro del Carmine, sede dei corsi universitari attivati al Consorzio Uno, dove rimarrà sino al 24 giugno. Dal 25 giugno al 9 luglio la mostra si trasferirà a Torregrande, nei locali della Torre spagnola. Venerdì, la mostra sarà inaugurata dal sindaco, Angela Nonnis, dagli assessori alla Cultura e al Turismo del comune di Oristano, Luca Faedda e Marzio Schintu, e da Raimondo Zucca del corso di Archeologia Subacquea di Oristano. Durante la cerimonia Savina Dolores Massa leggerà i versi di alcune poesie. In apertura verrà proiettato un filmato di 8 minuti “The sun on the sea”, sulla Polinesia Francese, e di seguito un filmato di 3 minuti, sintesi della cerimonia di premiazione di Alberto Muro Peliconi con il "Tridente d'oro" 2010 dell’Accademia Internazione di Scienze e Tecniche Subacquee. Durante l’inaugurazione sarà presentato anche il libro “L'altalena del sogno. Emozioni e meraviglie nei Mari del mondo” di Alberto Muro Pelliconi. Sabato 9 luglio, invece, a Torregrande è in programma l’incontro con Umberto Pelizzari, Campione del mondo di Apnea profonda.
La Consulta Giovani del comune di Oristano terrà giovedì 16 giugno, alle 11.30 nella sala giunta del comune di Oristano (palazzo Campus Colonna), una conferenza stampa pre presentare della manifestazione “Oristown street-art”. Interverranno: Angela Nonnis (Sindaco di Oristano), Marzio Schintu (Assessore Comunale alle Politiche Giovanili), Antonio Iatalese (Presidente della Consulta Giovani del Comune di Oristano), Antonio Ricciu (educatore professionale), Cristian Pintus e Walter De Masi (direttori artistici dell'evento). La manifestazione “Oristown street-art” si terrà sabato 18 giugno, a partire dalle 16, nel “Parco delle Rimembranze Brigata Sassari”, in via Solferino, ad Oristano, ed è volta a prevenire, attraverso l'utilizzo dell'educazione informale, il fenomeno dei writers che tanti problemi crea ai cittadini oristanesi. Durante la manifestazione si svolgerà un contest di writing, breack dance, skating, e ci sarà l'esibizione di giocolieri oristanesi, oltre alle performance canore dei migliori rapper oristanesi e isolani, tra cui i Fit Prod.
Il cadavere di un uomo è stato recuperato in mare al largo di Capo Frasca dagli uomini della Capitaneria di porto di Oristano. Secondo il medico del Servizio di Igiene pubblica dell'Asl 5, che ha compiuto un primo esame sul corpo, l'uomo sarebbe morto per annegamento circa un mese fa. Il cadavere era cinto da un salvagente arancione, con la scritta "Stella Mattutina". L'uomo di carnagione bianca, con numerosi tatuaggi, indossava una maglietta blu scura, con la scritta "beac", e pantaloncini neri. Gli uomini della Capitaneria sono intervenuti per il recupero, dopo una segnalazione di alcuni pescatori. Il personale di una motovedetta ha provveduto al recupero e al trasferimento del cadavere al Porto industriale di Oristano. Un elicottero della polizia decollato da Abbasanta ha sorvolato la zona per una ulteriore perlustrazione. La Capitaneria ha poi trasmesso un dettagliato rapporto alla Procura della repubblica di Cagliari competente per territorio.
Sono sempre di più gli italiani che prenotano le loro vacanze online. Ma per chi, armato di mouse, si avventura a caccia dell'offerta buona, magari last minute, il rischio di ritrovarsi "bidonati" è sempre più alto. A lanciare l'allarme è la Polizia postale e delle comunicazioni che, in collaborazione con PayPal (società del gruppo eBay), ha realizzato una guida ricca di consigli pratici e suggerimenti per acquistare in rete in tutta sicurezza. "Nei primi 5 mesi di quest'anno, rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso – ha spiega Marco Valerio Cervellini, responsabile dei progetti educativi della Polizia postale - le denunce di truffe nel settore dell'e-commerce sono quasi raddoppiate, passando da cinquemila ad oltre novemila". E l'avvicinarsi della stagione estiva offre ai professionisti della truffa una irresistibile occasione: "molti - spiega Cervellini - pianificano le ferie in extremis, spesso nel tentativo di far quadrare la voglia di un periodo di relax per tutta la famiglia con un 'budget' reso sempre piu' magro dalla crisi. Il rischio, concreto, per chi si lascia sedurre dall'offerta a prezzi stracciati e ignora le più elementari norme di sicurezza è però quello di ritrovarsi con il portafogli ancora più leggero e... senza vacanza". Quello messo a punto dagli esperti della polizia e di PayPal è un vero e proprio "decalogo". Un mix di conoscenze tecniche, esperienza pratica e buonsenso. Iinformarsi sul venditore prima di comprare online: cercare il nome della società sui motori di ricerca, nei siti, nei social network, oppure chiedere notizie ad amici e conoscenti che hanno già fatto acquisti su quel sito. Sono molto preziosi i commenti e le valutazioni (feedback) lasciati da precedenti acquirenti. Leggete bene le condizioni di vendita e le caratteristiche del prodotto: le condizioni di vendita variano da Paese a Paese e vanno verificati con attenzione diritto di recesso, modalità e tempi di restituzione o ritiro della merce. Non fidarsi di prezzi eccessivamente bassi rispetto alla media del mercato, possibile spia di raggiro. Acquistate su siti protetti: oggi molti siti adottano il sistema Ssl (Secure socket layer) per criptare le informazioni finanziarie e rendere più affidabili le procedure di pagamento. I siti sicuri si riconoscono dalla "s" che appare dopo "http" nell'indirizzo e dall'icona del lucchetto chiuso, in basso a destra o sulla barra di navigazione. Fate attenzione ai dati che vi vengono chiesti: mai condividere pin e password. Assicurate i vostri acquisti: scegliere sempre una spedizione tracciabile e garantita, il costo è di poco superiore. Non fatevi pescare dalle email di phishing: si tratta di email false che, pur avendo la grafica e i loghi ufficiali di aziende, banche o altre istituzioni, provengono in realtà da utenti che mirano a carpire informazioni personali quali password e numeri di carte di credito. Utilizzate software e browser aggiornati. Fate sempre il log out, abitudine fondamentale specie se il pc è usato da altri o è pubblico. Controllate regolarmente lo storico dei movimenti per rilevare eventuali attività sospette. Scegliete password sicure: meglio quelle univoche e difficili da individuare, con combinazioni di lettere maiuscole e minuscole, numeri e simboli.
Di pig (del 13/06/2011 @ 17:30:41, in cronaca, linkato 1254 volte)
Che goduria! Non siamo abituati ad usare termini roboanti, ma il raggiungimento (alla grande) del quorum per i quattro Referendum e la straordinaria marea di SI che ha invaso il Paese rappresenta, a nostro modesto avviso, un momento storico. A godere con noi sono stati milioni di italiani, che si sono recati alle urne per assestare, per bene, quattro sonori ceffoni a Berlusconi e company che, neppure tanto tra le righe, avevano invitato gli italiani ad andare al mare e a non andare a votare. Il Pdl aveva fiutato l’aria ed aveva capito che i Referendum sarebbero stati una sonora sconfitta ed aveva, quindi, deciso di lasciare liberi (si fa per dire) i suoi iscritti di agire secondo la propria coscienza. Coscienza che, non bisogna dimenticarlo, dal ’94 a questa parte, agisce sulla falsariga di ciò che Berlusconi comanda. Cosa significa, infatti, l’affermazione dell’ex sovrano di Arcore “Io non vado a votare”, se non un’indicazione precisa perché la sue pecorelle facciano altrettanto? Il risultato del Referendum è stato, quindi, di una straordinaria importanza e va al di là del semplice successo dei promotori, perché rappresenta un fatto “politico” di notevole portata. Tutti i rappresentanti del Pdl, al di là delle affermazioni di facciata, hanno capito che il raggiungimento del quorum ha rappresentato un colpo durissimo alla loro politica e alle loro scelte scriteriate, ed hanno reagito secondo copione. Hanno, cioè, cercato (ad orecchie basse) di minimizzare, di raccontare che il voto degli Italiani per il Referendum non c’entra niente con la politica del governo (sic!), ed hanno tentato di arrampicarsi sugli specchi e trovare argomentazioni e puerili giustificazioni che, come ha sostenuto più d'uno, non stanno né in cielo, né in terra. Ciò che rimane è il raggiungimento del quorum, che rappresenta la seconda sconfitta consecutiva, dopo quella delle amministrative, in pochissimo tempo, per Berlusconi e il centro-destra. A riportare il Pdl alla dura realtà ci ha pensato anche il patner più ingombrante, la Lega, che, sproloqui di Bossi a parte (anche lui, peraltro, non in sintonia con la base, ed in fase di avanzato prepensionamento), si è dichiarata stanca di prendere sberle. Ora all’ex unto dal Signore non resta che ritrovare un ultimo sussulto di dignità e, per il bene del Paese, rassegnare le dimissioni.
Referendum popolare 12-13 giugno 2011
Affluenza (senza il voto estero) :
1° Quesito, Privatizzazione dell'acqua:
57,04%
2° Quesito, Profitti sull'acqua:
57,05%
3° Quesito, Energia nucleare:
57,01%
4° Quesito, Legittimo impedimento:
57,00%
(con il voto estero tutti i quesiti hanno, comunque, superato il 54%)
- In tutti i Referendum i "SI" hanno superato almeno il 94% :
1° quesito : 95,84%. 2° : 96,32%. 3° : 94,75%. 4° : 95,15%.
(Fonte Ministero dell'Interno)
In Sardegna il quorum per i quattro Referendum è stato ampiamente superato, con una percentuale di votanti di poco superiore a quella della media nazionale (il 57%). L'affluenza nell'isola è stata del 58,6%, poco meno di un punto inferiore a quella del 59,4% registrata per il referendum consultivo regionale, in cui il 15 e il 16 maggio scorsi il 97,1% dei sardi si è pronunciato contro la costruzione di nuove centrali nucleari e lo stoccaggio di scorie nell'isola. La provincia con l'affluenza più elevata è stata il Medio Campidano, con il 64,1%, seguita dall'Oristanese con il 61,2%, dal Nuorese con il 60,1%, da quella di Carbonia-Iglesias con il 59,7%, dall'Ogliastra con il 59,6%, dal Cagliaritano con il 59,0% dal Sassarese con il 57,7%, e dalla Gallura, con il 53,25%. E' Pompu, piccolo centro dell'Oristanese, con il 75,4% il comune dove si è registrata la percentuale più alta. Poco meno di una trentina i centri, invece, dove è andata a votare meno della metà degli elettori: Desulo, Loculi, Noragugume, Onifai, Orne, Ottana, Sindia e Teti nel Nuorese (8); Aglientu, Arzachena, Buddusò, Budoni, Golfo Aranci, Loiri Porto San Paolo, Palau e San Teodoro in Gallura (8); Burcei e Nurri nel Cagliaritano (2); Ardara, Castelsardo, Giave, Santa Maria Coghinas e Sorso nel Sassarese (5); Baressa nell'Oristanese (1); Calasetta e Piscinas nel Sulcis-Iglesiente (2); Gairo, Osini e Talana in Ogliastra (3). Solo nel Medio Campidano in tutti i comuni è stato superato il quorum.
Altre notizie:
Riparte l’ennesimo progetto comunale per le manutenzioni nella città e nelle frazioni. La giunta Nonnis (ma davvero ne esiste una ?), su proposta dell’assessore ai Lavori pubblici, Andrea Lutzu, ha approvato il progetto per il potenziamento del cantiere comunale, attraverso un Piano per l’occupazione, che prevede una spesa di 96 mila euro. “Si tratta della naturale ripresa del progetto per la cura degli interventi che ci ha visto impegnati nei mesi scorsi – ha precisato Lutzu -. Con il vecchio progetto, nei primi 9 mesi di attività, furono effettuati oltre 3 mila 200 interventi in tutta la città e nelle frazioni. Con questo nuovo progetto contiamo di consolidare quei risultati e se possibile di migliorarli, anche se con le risorse attualmente a disposizione possiamo organizzare il servizio per cinque mesi con sei operai”. Le squadre di operai, coordinate dal cantiere comunale che risponde al servizio ProntoCantiere(0783 791501, Fax 0783 791508, email prontocantiere@comune.oristano.it) quotidianamente potranno intervenire per la manutenzione ordinaria e straordinaria di impianti idrici e apparati idraulici, elettrici ed elettronici, per la manutenzione ordinaria di opere e manufatti edili, per la riparazione di serramenti, per le manutenzioni stradali e il ripristino di marciapiedi, caditoie e griglie, per le buche stradali e per la segnaletica pedonale e veicolare. Piccoli e grandi problemi di decoro urbano dalla cui soluzione dipende anche la qualità generale della vita a Oristano. I dati del vecchio progetto avevano evidenziato che nella maggior parte dai casi gli operai riuscivano a risolvere i problemi segnalati entro una media di tre/cinque giorni. Rimaneva una quota di interventi inevasi in media del 15%, con punte di eccellenza per la soluzione di problemi elettrici (9% di inevaso) e criticità per le manutenzioni stradali (42%) per le quali però spesso occorrono interventi più radicali di semplici manutenzioni. “La buona efficienza del servizio manutenzioni incide anche sulla qualità della vita in città – ha osservato l’assessore ai Lavori pubblici, Andrea Lutzu -. Gli operai del cantiere comunale si occupano di molti di questi problemi (ripristino della buca nella strada o della mattonella sconnessa nei marciapiedi) per migliorare il livello di vivibilità urbana. Il progetto, che partirà nelle prossime settimane, nasce per dare risposte, rapide ed efficienti, ai tanti problemi quotidiani che si presentano in città”.
Con una partecipata conferenza stampa è stata presentata la mostra “Polis kai pyrgos - la città e la torre”. La mostra, che racconta la storia della natura e della cultura antica della Provincia di Oristano attraverso numerosi reperti che saranno esposti al pubblico per la prima volta, verrà inaugurata giovedì 16 giugno, alle 17, presso l’Antiquarium Arborense. L’iniziativa è del Comune e della Provincia di Oristano, della Regione Autonoma della Sardegna, con la collaborazione dell’Antiquarium Arborense, la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Cagliari e Oristano e l’Università degli Studi di Sassari, con l’allestimento della Memoria storica. “Il nome scelto per la mostra può risultare difficile – ha spiegato il Curatore dell’Antiquarium Arborense, Raimondo Zucca -. “Polis kai pyrgos - la città e la torre” è, infatti, un titolo antico, scelto apposta per suscitare curiosità ed introdurre ai temi dell’esposizione. Una scelta che con le fortunate esposizioni degli anni passati, da quella sui fenici, alla battaglia del Mare Sardonio, sino al Golfo degli Empori, ha sempre premiato”. Nella sede museale, attraverso i pezzi esposti, i pannelli, i testi e le immagini proposte lungo un percorso ideale “…abbiamo pensato di ambientare nella provincia di Oristano il sogno della creazione descritto nel libro della Genesi - ha spiegato l’archeologo Paolo Bernardini -. Partendo dalla torre di Babele la mostra racconta gli elementi utilizzati dalle popolazioni che hanno vissuto questo territorio”. “Proprio la presenza dei reperti messi a disposizione dalla Soprintendenza – ha detto il sindaco di Oristano, Angela Nonnis - rende particolarmente importante questa esposizione”, mentre l’assessore comunale alla Cultura, Luca Faedda, ha sostenuto che “…il lavoro realizzato di concerto con la Soprintendenza e la Provincia ha consentito di recuperare questi preziosi reperti, che saranno esposti in anteprima assoluta ad Oristano. Grazie al lavoro degli operatori dell’Antiquarium, quello che viene fuori è un lavoro di altissima qualità”. Sull’importanza dei reperti si è soffermata, invece, Emina Usai, della Soprintendenza per i Beni Archeologici di Cagliari e Oristano, che ha auspicato possano rimanere nel museo oristanese in esposizione permanente. “E’ questa un’iniziativa che consente di scoprire e far scoprire la storia della città e del territorio”, ha aggiunto il presidente della commissione Culura del comune di Oristano, Giuseppe Sanna, mentre per il presidente della Provincia, Massimiliano De Seneen, “…la cultura è un elemento da sfruttare per creare un’alternativa al turismo balneare, per offrire ai turisti una Sardegna che non è solo quella del sole e del mare. In questa direzione la Provincia è impegnata al recupero del patrimonio archeologico, per consentire che tutto ciò che è stato recuperato qui sia fruibile in loco, ad iniziare dai Giganti di Mont ‘e Prama”.
Mercoledì 15 giugno, alle 10.30, nell’aula consiliare della Provincia di Oristano, l’ente incontrerà gli studenti delle scuole di Arborea. L’appuntamento è stato richiesto dal comune di Arborea Saranno presenti, fra gli altri, il presidente della Provincia, Massimiliano de Seneen; il presidente del consiglio provinciale, Mauro Solinas; l’assessore provinciale Serafino Corrias; i capigruppo consiliari e i componenti della commissione provinciale Cultura; il sindaco di Arborea, Pierfrancesco Garau, e l'assessore comunale alla cultura, Maria Immacolata Spiga. L'incontro, sarà propedeutico al progetto didattico "Viaggio nel cuore delle Istituzioni", che vedrà impegnata una delegazione degli studenti di Arborea, in rappresentanza della provincia di Oristano, alla “Giornata Euroscola”, indetta dal Parlamento Europeo e fissata per il 28 ottobre.
Il 30 giugno scadono i termini per la presentazione delle domande per l'utilizzo degli impianti sportivi comunali per la stagione 2011/2012. Le società sportive oristanesi interessate dovranno presentare la domanda indirizzandola al dirigente dell’Area Servizi alla cittadinanza e, per conoscenza, all’assessore allo Sport del Comune di Oristano e al dirigente scolastico qualora si tratti di strutture sportive scolastiche di proprietà comunale. Le domande vanno compilate sugli appositi moduli disponibili presso l’Ufficio relazioni con il pubblico, il Centro Informacittà e sul sito internet del Comune di Oristano all’indirizzo www.comune.oristano.it
Nei prossimi giorni entreranno in vigore gli orari estivi dei trasporti pubblici urbani. I nuovi orari disposti dall’Arst prevedono la rimodulazione della corse per Torregrande e per le frazioni. Dal 15 giugno al 14 settembre sarà ridotto il numero delle corse delle linee per Massama, Donigala, Nuraxinieddu e Silì (Linee Gialla e Arancione) e la variazione di percorso per Torregrande (Linea Azzurra) con il passaggio verso il pontile e il camping Spinnaker. È previsto lo spostamento dalle 7:55 alle 8:10 della partenza, dal capolinea, della corsa della Linea Arancione. Per la stessa linea saranno sospese le corse delle 6:25, 7:25, 11:12, 13:05, 13:50, 14:20 e 17:20 e quelle delle 6:20; 10:48, 14:44, 17:20 e 20:48 della Linea Gialla. Dal 1° luglio al 31 agosto il numero delle corse giornaliere della Linea Azzurra passerà da 13 a 22, con l’ultimo rientro previsto per le 2 di notte.
La Asl di Oristano ha organizzato un corso di formazione, per informare cuochi e ristoratori sulle diete da adottare per rispondere alle esigenze dei soggetti affetti da celiachia, un'intolleranza alimentare al glutine sempre più diffusa anche nella nostra regione. La Sardegna, infatti, è uno dei territori che registra il più alto numero di celiaci, in proporzione al numero degli abitanti. Sono ben 3.307 i casi diagnosticati su circa 1.600.000 abitanti, ma si suppone che l'intolleranza al glutine sia ancora ampiamente sottostimata. Dalle indagini condotte fino a oggi, la provincia più colpita risulta quella di Nuoro, che conta un celiaco ogni 303 abitanti, mentre il Medio Campidano, con un caso ogni 1.016 abitanti, sembra essere il territorio più sano da questo punto di vista. Dal punto di vista normativo l'Italia, adeguandosi alle linee guida ed agli standard europei, ha sancito il diritto-dovere a un pasto senza glutine in tutte le mense pubbliche, scolastiche ed ospedaliere. Da qui l'esigenza da parte della Regione (che ha varato un progetto di formazione a livello regionale sul tema) di promuovere eventi formativi a cura delle Asl, per portare i cuochi ed i ristoratori al passo con la normativa e garantire questo diritto. Nello specifico, il progetto regionale sulla celiachia, coordinato dalla Unità Operativa di Formazione della Asl di Olbia, in collaborazione con l'Unità Operativa di Formazione e con il Servizio di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (Sian) della Asl di Oristano, prevede un pomeriggio di formazione della durata complessiva di quattro ore, che si terrà presso la Comunità “Il Seme” di Santa Giusta (località Corte Baccas) in due edizioni: la prima è fissata per il 23 giugno, mentre la seconda è prevista per il 20 ottobre. Il corso di aggiornamento, la cui partecipazione è gratuita, è rivolto in via prioritaria ai cuochi delle mense collettive (carceri, scuole, ospedali, mense aziendali e delle forze armate) e, in seconda istanza, a completamento dei posti disponibili, ai ristoratori della provincia, per un massimo di 15 posti disponibili per ciascuna delle due edizioni. L'evento formativo (dalle 14.30 alle 18.30) affronterà i temi della fisiopatologia della celiachia e delle diete speciali per celiaci. Saranno fornite utili informazioni sulla produzione, la selezione, l'acquisto e lo stoccaggio dei prodotti adatti e sulla corretta prassi igienica prevista nel manuale Haccp. Il corso si concluderà con un questionario di valutazione finale. Sono già aperte le iscrizioni: per partecipare è necessario inviare l’apposita scheda di adesione (scaricabile dal sito www.asloristano.it – sezione “corsi e formazione”) all’Unità Operativa Formazione Continua dell’ASL n. 5 di Oristano tramite fax (0783/317827) o e-mail (formazione@asloristano.it) entro il 20 giugno. Saranno ammessi al primo modulo del corso 15 cuochi, secondo l'ordine cronologico di arrivo delle richieste, con priorità riservata agli chef delle mense collettive.
Mercoledì 15 giugno, alle 18.30, al Teatro Garau di Oristano, gli allievi della Scuola civica di musica, presieduta da Riccardo Zinzula e diretta dal Maestro Antonio Puglia, si esibiranno nel tradizionale saggio di fine anno scolastico.
Di pig (del 12/06/2011 @ 22:30:17, in cronaca, linkato 581 volte)
L'appello per recarsi al mare non ha dato i frutti sperati. E le indicazion, dirette ed indirette, in particolare da parte di alcuni esponenti di spicco del centro-destra (Berlusconi compreso), di non recarsi alle urne hanno sortito l'effetto contrario. Gli italiani si sono recati, invece, in massa a votare, lanciando un chiaro segnale alla politica: "sui temi importanti che interessano il futuro del Paese vogliamo contare anche noi".
Referendum popolare 12-13 giugno 2011
Affluenza ore 22
1° Quesito, Privatizzazione dell'acqua:
41,14%
2° Quesito, Profitti sull'acqua:
41,14%
3° Quesito, Energia nucleare:
41,11%
4° Quesito, Legittimo impedimento:
41,10%
(Fonte Ministero dell'Interno)
Di pig (del 11/06/2011 @ 00:00:29, in cronaca, linkato 963 volte)
Negli uffici pubblici non si parlava d’altro. La figura barbina rimediata dal ministro Brunetta nella trasmissione televisiva “Anno zero” è stato l’argomento del giorno ed ha fatto il giro d’Italia. Brunetta ha, infatti, dimostrato di non conoscere minimamente quale sia l’effettiva realtà degli uffici della Pubblica Amministrazione, e quali siano le reali difficoltà cui vanno, quotidianamente, incontro i dipendenti pubblici, a causa dei drastici tagli voluti dal governo Berlusconi. Ad aprire gli occhi al ministro ci ha pensato “Il Fatto Quotidiano” con un articolo di Eleonora Voltolina, che vi proponiamo:
“Diamo una mano al ministro Brunetta. Tra le decine di interrogazioni parlamentari che giacciono senza risposta ce n’è una in particolare che dovrebbe stare a cuore a tutti coloro che sono interessati al mercato del lavoro, all’occupazione giovanile e alle tematiche del pubblico impiego. È quella che all’inizio di aprile – i tempi stretti, si sa, non sono propri della politica e delle istituzioni – Donella Mattesini (Pd) ha rivolto al ministro della Pubblica amministrazione per chiedergli un semplice numero: quello degli stagisti in forza presso gli enti pubblici italiani. Il dato infatti è sconosciuto. Grazie all’Unione delle Camere di commercio si conosce in maniera abbastanza precisa il numero di persone che ogni anno fanno questo tipo di esperienze nelle imprese private – 322mila nel solo 2009, un dato aumentato addirittura del 41% negli ultimi quattro anni – ma invece quello di chi va negli enti pubblici è ignoto. Punto di domanda. Black out. E allora diamo una mano al ministro Brunetta. Un aiutino, una vocale, la telefonata da casa. Ministro, solo gli studenti universitari che ogni anno fanno stage negli uffici di sua competenza – comuni province e regioni, ministeri, tribunali, università, agenzie ambientali, istituti previdenziali, asl, comunità montane… – sono quasi 80mila. Ci si arriva partendo dai dati Almalaurea, con qualche approssimazione e un pizzico di disinvoltura nell’ampliare il dato alla totalità degli studenti universitari italiani. Un altro aiutino: di tutto l’esercito degli stagisti negli enti pubblici, questi 80mila rappresentano esclusivamente quelli che svolgono tirocini mentre fanno l’università. È plausibile che a fare stage nelle pubbliche amministrazioni dopo la laurea siano altrettanti. Quindi potremmo dire, con buona probabilità, che più o meno 150mila studenti universitari e neodottori fanno ogni anno stage negli enti pubblici. Oltre a questi, drenati dalle università, è assodato che ce ne siano altre decine di migliaia: innanzitutto la categoria dei diplomati, poi quella dei laureati non “neo”, infine quella di chi fa master o scuole di specializzazione che al loro interno, o al termine, prevedono più o meno lunghi periodi di stage “per completare la formazione”. E quindi circa 200mila giovani ogni anno entrano negli enti come stagisti, danno una mano, imparano ma spesso anche insegnano – basti pensare alle competenze informatiche che a molti funzionari pubblici difettano – e sopratutto producono. Dalle piccole cose, le fotocopie le relazioni le tabelle excel, alle grandi cose, quando per esempio – e capita, eccome se capita – allo stagista vengono affidati compiti specifici da svolgere in autonomia, perché il personale è poco e il lavoro è tanto. 200mila è però un numero impreciso. Conoscere quello esatto sarebbe utile per molte ragioni, innanzitutto per comprendere meglio il fenomeno: ragionare su un tema conoscendone l’entità è sempre meglio che andare a tentoni. In secondo luogo, per capire quanto gli enti si appoggino sugli stagisti; è cosa nota che, a partire dai tagli e dai bilanci in rosso, gli amministratori della cosa pubblica cercano di reperire risorse là dove costano meno: ed è innegabile che i tirocinanti costino meno, anzi non costino nulla, non avendo diritto allo status di “lavoratori”, a uno stipendio, a una prospettiva occupazionale. Tre mesi, sei mesi, talvolta addirittura un anno di stage e poi arrivederci e grazie, del resto si sa che nel pubblico non si assume a chiamata, bensì soltanto tramite concorso. Ed è il mito dell’impiego pubblico, della serie “forse qualcosa ne ricavo, forse mettendo un piede dentro finisco per restare” – per giovani costantemente alla ricerca di un minimo di stabilità, in un mondo del lavoro che offre ben poche certezze – la leva che spinge questo abnorme numero di ragazzi ogni anno ad accettare di lavorare gratis per lo Stato. Perché di questo si tratta. Un altro aiutino, ministro. Solo al ministero degli Esteri attraverso il programma Mae-Crui entrano 1.800 tirocinanti ogni anno. Vergognosamente senza percepire nemmeno un euro di rimborso spese, malgrado vengano sparpagliati per il mondo e finiscano talvolta nelle ambasciate e nei consolati più lontani. Nessun tipo di rimborso, tutto a carico loro, perfino il viaggio, l’alloggio, addirittura l’assicurazione medica indispensabile in quei Paesi dove la sanità è a pagamento. Pensare che basterebbe destinare lo 0,2% del bilancio del Mae a questo scopo, e tutti gli stagisti potrebbero godere di un rimborso spese decente… Ma questa è un’altra storia, e chiama in causa un altro ministro, il suo collega Frattini. Coraggio, ministro Brunetta. Faccia un censimento degli stagisti negli enti pubblici. È importante per lei per capire cosa succede nella sua parrocchia, è importante per tutti noi scoprire alla fine chi paga i tagli alla pubblica amministrazione… Non sarà mica che, invece di riformarla e renderla più efficiente, si stia semplicemente spostando il peso della carenza e dell’inadeguatezza del personale su giovani di belle speranze ma senza tutele?”. (Eleonora Voltolina - il Fatto Quotidiano)
Domenica 12 giugno (dalle 8 alle 22) e lunedì 13 giugno (dalle 7 alle 15) si svolgono le operazioni di votazione per quattro referendum popolari il cui oggetto e:
1) Referendum popolare n. 1. Scheda di colore rosso: (Acqua - privatizz.)
Modalità e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica: Abrogazione. Il quesito prevede l'abrogazione di norme che attualmente consentono di affidare la gestione dei servizi pubblici locali a operatori economici privati;
2) Referendum popolare n. 2. Scheda di colore giallo: (Acqua - tariffe)
Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all'adeguata remunerazione del capitale investito: Abrogazione parziale di norme. Il quesito propone l'abrogazione delle norme che stabiliscono la determinazione della tariffa per l'erogazione dell'acqua, il cui importo prevede attualmente anche la remunerazione del capitale investito dal gestore;
3) Referendum popolare n. 3. Scheda di colore grigio: (Nucleare)
Abrogazione dei commi 1 e 8 dell'articolo 5 del dl 31 marzo 2011 n.34, convertito con modificazioni dalla legge 26 maggio 2011, n.75: Abrogazione parziale di norme. Il quesito propone l'abrogazione delle nuove norme che consentono la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare;
4) Referendum popolare n. 4. Scheda di colore verde: (Legittimo impedimento)
Abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale. Il quesito propone l'abrogazione di norme in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale.
Di pig (del 08/06/2011 @ 15:13:36, in cronaca, linkato 1122 volte)
Il segretario del Pd per la provincia di Oristano, Gianni Sanna, ha “giustamente” stigmatizzato il comportamento dell’amministrazione comunale e provinciale di Oristano in merito alla “sponsorizzazione” di alcuni depliant sui quesiti referendari. Le due amministrazioni non hanno, però, “sponsorizzato” tutti e quattro i referendum. Essendo le due amministrazioni di centro-destra, indovinate un pò quale è stato il quesito referendario non patrocinato. "Ho preso visione di un depliant – ha detto Sanna - patrocinato dall’ Amministrazione Provinciale e dall’Amministrazione Comunale avente ad oggetto i referendum di domenica prossima. Mi stupisce, innanzi tutto, la scelta dei due Enti di patrocinare i referendum nazionali, che non sono consultivi ma abrogativi di normative vigenti. E mi stupisce ancora di più il fatto che nel patrocinarli si selezionano i quesiti. Manca, infatti, quello sul legittimo impedimento. Mi domando se iniziative del genere – si è chiesto Gianni Sanna - rientrino nelle competenze istituzionali, e con quale criterio si selezionano alcuni quesiti referendari e non altri, atteso che i soldi sono di tutti i cittadini. Stupore è la sensazione minima che può essere espressa di fronte a tale discutibile iniziativa". (Gianni Sanna, segretario provinciale Pd).
Sulla vicenda, oltre ad una interpellanza del gruppo Pd alla Provincia e l'intervento di Salvatore Lai vice segretario dell'Italia dei Valori, che ricalca quanto detto da Gianni Sanna, è poi arrivata una precisazione da parte del sonnolento comune di Oristano, che ha dichiarato che “…non è stato realizzato, nè commissionato dal comune, il volantino in circolazione ad Oristano che, in vista dei referendum del 12 e 13 giugno, pubblicizza solo tre dei quattro quesiti, con il logo istituzionale". L'amministrazione comunale ha spiegato che l'Adiconsum ha presentato una richiesta di contributo per la realizzazione di materiale informativo sulle prossime consultazioni referendarie, e "…l'ente - si legge in una nota dell'ufficio stampa - si è limitato a rispondere ad una richiesta verbale di contributo economico per le manifestazioni di contorno ad un'iniziativa informativa di un organismo che si occupa della difesa dei consumatori e che, in questa occasione, intendeva portare all'attenzione dei cittadini le problematiche legate all'utilizzo dell'acqua e dell'energia nucleare. Il comune – si legge ancora nella nota - non è entrato nel merito delle scelte adottate, autonomamente, dall’Adiconsum, e solo oggi ha appreso che sul materiale informativo compare il logo istituzionale". Questo “cascare dalle nuvole”, cosa indica se non approssimazione e leggerezza, considerato che sempre di soldi pubblici si tratta? La cosa, d'altro canto, non deve meravigliare, visto che sull’approssimazione e sulla leggerezza le tre giunte Nonnis e il centro-destra hanno imperniato questa disastrosa legislatura.
“Al consiglio regionale non c‘è più maggioranza e quello di oggi è un atto di vera e propria crisi del centro-destra, ormai palese". E' stato questo, il commento del capogruppo del Pd, Mario Bruno, al rinvio dei lavori del consiglio regionale, richiesto dal capogruppo del centro-destra, Mario Diana, che ha ritenuto "…assolutamente indispensabile agire in maniera forte e pressante sui cittadini perchè, per i referendum di domenica e lunedì prossimi, in particolare per il quesito sul nucleare, si raggiunga il quorum di validità”. Quella di Diana è stata ritenuta dai più una scusa , visto che “…in realtà – ha detto Mario bruno -, la richiesta del capogruppo del Pdl nasconde l'intento di evitare nuovi problemi alla maggioranza che, a partire dal dibattito sul collegato, ma non solo, ha dimostrato tutta la sua inconsistenza. Il presidente della Regione – ha proseguito Bruno - non si presenta in aula e non è più guida, se mai lo è stato, della sua maggioranza, ed ora si limita a lanciare slogan nelle sue continue conferenze stampa". Per Bruno, il rinvio di un collegato inutile dovrebbe consigliare il ritiro del provvedimento, per concentrarsi sulle vere emergenze della Sardegna. "C'è poco da aggiungere - ha concluso Bruno - le giornate di ieri e oggi in consiglio regionale parlano da sole, e dimostrano il fallimento del centro-destra. Fissino quanto prima la data del voto per far esprimere i sardi". Sull’argomento è intervenuto anche Giacomo Sanna del Psd’Az, partito che fa parte della maggioranza. "E' necessario un chiarimento – ha sostenuto Sanna -, che è opportuno fare nell'immediatezza, per tornare in aula e proseguire l'esame del collegato con la giusta celerità e il giusto impegno". Per l’esponente del Psd'Az, la richiesta di rinvio dei lavori del consiglio regionale è, infatti, la logica conseguenza delle difficoltà registrate in maggioranza, e non solo nel Pdl. "Quando succedono queste cose - ha aggiunto Sanna - il problema non è del singolo partito ma dell’intera coalizione. Non so se ci saranno riunioni nei prossimi giorni, noi siamo il partito più piccolo e non spetta a noi convocare gli altri". "E' palese la difficoltà della maggioranza persino nel tirare a campare, altro che volare alto e attuare il programma con il quale si sono presentati agli elettori. Ha fatto bene Mario Diana, con il suo acume, a far battere in ritirata l'intera maggioranza". Cosi Ignazio Artizzu (Fli) ha commentato il rinvio dei lavori del consiglio, richiesto dal capogruppo del Pdl. "Forse - ha aggiunto Artizzu - il referendum cui ha fatto riferimento Diana è quello interno al Pdl e non sui quattro quesiti di domenica e lunedì".
A conclusione di una seduta fiume, chiusa all'una di notte, dopo otto ore di confronto, il consiglio provinciale di Oristano ha approvato il bilancio di previsione 2011 e il pluriennale 2011-2013. A votare a favore 15 consiglieri di maggioranza (il presidente della Provincia, Massimiliano de Seneen, il presidente del consiglio, Mauro Solinas, e i consiglieri Cristiano Carrus, Egidio Loi, Serafino Oppo, Mario Olla (Pdl); Salvatore Crobu, Renzo Ibba e Giuseppe Costella dell'Udc; Alfredo Mameli ed Enzo Saba di Fortza Paris; Andrea Casu (Riformatori), Serafino Mele e Marcello Serra (Mpa), Efisio Trincas (Partito Sardo d'Azione). Voto contrario, invece, da parte dei tre consiglieri dell'opposizione ancora presenti, Roberto Scema, Francesco Federico e Battista Ghisu del Pd. Diversi gli elementi politici che hanno caratterizzato la discussione in aula, compresa la richiesta del capogruppo dell'Udc, Renzo Ibba, che ha sollecitato una maggiore intesa all'interno della maggioranza. L'aula ha poi approvato, con voto unanime di entrambi gli schieramenti, l'emendamento, esposto dal consigliere Enzo Saba di Fortza Paris, che prevede l'acquisizione di un mutuo di 5 milioni di euro da destinare alla viabilità provinciale, e la decisione di lasciare invariata la dotazione dei fondi ai gruppi consiliari.
I duemila assistiti dell'Azienda sanitaria locale n.5 di Oristano che si devono sottoporre a terapia anticoagulante hanno adesso la possibilità di effettuare le analisi anche in farmacia, piuttosto che rivolgersi al Centro specialistico di Oristano e a quelli attivati nei distretti sanitari. E' il risultato di un accordo che vede insieme Asl 5, Federfarma, Cosafaca e le Associazioni dei pazienti in terapia anticoagulante. Al momento sono una quindicina le farmacie che in provincia assicurano il servizio e che danno una buona copertura territoriale. Unico problema, Bosa, grosso centro di riferimento della Planargia, dove ancora nessuna farmacia ha aderito all'iniziativa
Il vecchio stabilimento della 3° di Arborea, in disuso da quasi dieci anni, potrebbe lasciare spazio a un moderno complesso con locali ricreativi e culturali, negozi ed appartamenti. Sono più di settanta gli architetti provenienti da tutta Italia che stanno partecipando al concorso di idee lanciato dalla principale cooperativa del comparto vaccino in Sardegna (tra le prime undici aziende lattiero- casearie in Italia), per la riqualificazione dell'area di dodicimila metri quadri. Previsto l'abbattimento totale o parziale dei caseggiati esistenti, la ridefinizione della viabilità e la risistemazione degli spazi aperti. In ballo ci sono cinquantamila metri cubi edificabili. L'ipotesi è quella di costruire circa ottanta abitazioni tra i 50 e i 120 metri quadrati ciascuna, oltre a un'area di rappresentanza della 3°, che prevede, tra l'altro, uno spazio museale e una sala riunioni ad uso della popolazione e delle scolaresche. Una parte della superficie sarà, inoltre, dedicata ai servizi e agli uffici, ed a eventuali attività commerciali. I nuovi fabbricati non potranno superare i dieci metri di altezza e dovranno essere realizzati prevedendo la massima efficienza energetica. Le residenze, inoltre dovranno garantire standard di elevata qualità abitativa, con particolare riferimento alla privacy, alla qualità distributiva degli spazi e alla relazione con l'esterno. I partecipanti al concorso dovranno inviare le proposte progettuali entro il 30 luglio. Successivamente, la giuria esaminatrice valuterà i progetti e premierà i primi tre classificati. Un ulteriore premio sarà assegnato ad altri due progetti che si distingueranno per meriti particolari. Le proposte progettuali più idonee, in seguito, potranno essere utilizzate per la definizione del piano attuativo del progetto che la 3A intende realizzare nei prossimi anni.
Il preside del Liceo de Castro di Oristano, Guido Tendas comunica che, venerdì 10 giugno, ultimo giorno di scuola del 150° anno scolastico del famoso Liceo oristanese, l’istituto ha organizzato due importanti manifestazioni. Nella mattinata, al Teatro Garau, “Manifestazione di fine anno”, con esibizione degli studenti del gruppo di coreografia, del laboratorio musicale (con brani di Montanaru musicati dal prof. Muroni), ed altri gruppi musicali “indipendenti” del Liceo. Nella stessa mattinata, il preside consegnerà attestati di merito per la partecipazione ai giochi sportivi studenteschi e concorsi vari, e certificazioni sulle attività didattiche di approfondimento nelle lingue straniere e nell’ informatica, svolte nel corso dell’anno. In serata, a partire dalla 20.30, fino alle 24, nel cortile della scuola, si terrà il “Ballo di fine anno”, una iniziativa del Comitato studentesco, fatta propria dal Consiglio di Istituto in occasione del Centocinquantenario della scuola. Per questo motivo la serata è aperta, oltre che a tutti gli studenti, ai docenti e al personale della scuola, anche ai genitori dei nostri studenti e ai nostri ex alunni.
A partire da oggi, presso le agenzie del Banco di Sardegna, sono in pagamento i compensi per i presidenti, segretari e scrutatori del Comune di Oristano impegnati nelle ultime consultazioni referendarie regionali.
In occasione delle consultazioni referendarie di domenica 12 e lunedì 13 giugno, la Asl n. 5 di Oristano informa che le certificazioni sanitarie per gli elettori fisicamente impediti saranno rilasciate, oltre che nei giorni e negli orari di consueta apertura di tutte le sedi di Igiene pubblica della provincia, anche sabato 11 e domenica 12 giugno, in via eccezionale, nei seguenti ambulatori: Sabato 11 giugno, a Samugheo, dalle 9 alle 10. Domenica 12 giugno: ad Ales, dalle 10 alle 12; Bosa, dalle 9 alle 10; Ghilarza, dalle 9 alle 11; Terralba dalle 9 alle 10; Oristano, dalle ore 9 alle 10.30. Gli elettori fisicamente impediti, che necessitino di essere accompagnati in cabina elettorale da una persona di fiducia per poter esprimere il voto, dovranno presentarsi presso l'ambulatorio di Igiene pubblica di residenza (o in quello più vicino), muniti di un valido documento di riconoscimento e della certificazione sanitaria che provi l'impedimento fisico. Si ricorda che possono richiedere il documento solo i soggetti affetti da cecità, amputazioni di mano, paralisi o altri impedimenti di analoga gravità (previsti dall'art. 41 del Dpr 570/60).
Politica sindacale, pubblico impiego, questioni strutturali e problematiche organizzative. Questi, gli argomenti al centro della conferenza regionale di organizzazione, che Ugl Funzione Pubblica– Intesa pone al centro della giornata, in programma venerdì 10 giugno, a partire dalle 10.30, a Santa Cristina di Paulilatino. Dirigenza, quadri, iscritti e simpatizzanti s’interrogheranno sulle problematiche riguardanti il pubblico dipendente e la formazione permanente, l’incentivazione, i ruoli e le prerogative della dirigenza, le professionalità specifiche interne alla Pubblica Amministrazione e l’interconnessione tra “performance” ed informatizzazione. Nella seconda parte della giornata saranno affrontate le questioni strutturali ed organizzative di maggiore attualità. I quadri regionali della Federazione Ugl–Intesa Funzione Pubblica approfondiranno i problemi inerenti alla formazione dei quadri, soffermandosi sulle criticità ed analizzando le procedure della consultazione elettorale, interna al sindacato, per il rinnovo delle Rsu, che si terrà nel 2012. Apriranno i lavori Paola Saraceni e Francesco Prudenzano, della segreteria nazionale Ugl-Intesa Funzione Pubblica. Sono, inoltre, previsti gli interventi dei segretari provinciali di Sassari e Nuoro, Celestino Cresci e Luca Usai, e di Giovanni Masala della segreteria di Oristano. Chiuderà i lavori (attorno alle 18) il segretario dell’Unione Territoriale del Lavoro di Cagliari, Pier Giorgio Piu.
Lunedì 13 giugno apre ad Oristano “La nuova posta”. Si tratta di un ufficio di posta privata che sarà attivo in via Vittorio Veneto 20, dal lunedì al venerdì dalle 8,30 alle 13 e dalle 15,30 alle 18,30, e il sabato dalle 9 alle 12. Oltre a essere presente in un quartiere dove da tempo manca l’ufficio postale, la nuova agenzia garantirà i servizi a costi minori, presentandosi come un’alternativa ai tradizionali uffici postali. Per i bollettini postali, ad esempio, è previsto un pagamento per diritti di segreteria di 90 centesimi. I diritti scendono a 70 centesimi per chi ha più di 70 anni, mentre per lo stesso servizio “Poste italiane” applica una tariffa di un euro e 10 centesimi. Tutti i tradizionali servizi saranno garantiti nel nuovo ufficio: posta semplice, raccomandate, posta certificata, raccomandate on-line, servizio data e ora certa, consegna materiale pubblicitario, spedizione pacchi con consegna in 24/48h con corriere espresso, servizio pick-up alle aziende, money transfer, servizi di mailing attraverso il quale si possono realizzare spedizioni multiple consegnando una lista di indirizzi ed il testo da inviare, imballaggio e confezionamento pacchi, caselle postali di domiciliazione posta privata/aziendale, finanziamenti personali, aziendali, mutui, leasing, apertura di conti correnti, servizio fax, ricariche di cellulari e tv. Le aziende, i professionisti e gli enti pubblici possono operare in regime di convenzione a prezzi vantaggiosi.
Di greg (del 07/06/2011 @ 13:00:03, in cronaca, linkato 1137 volte)
Una interrogazione, per conoscere quali misure e quali concrete iniziative la giunta Nonnis abbia mai messo in campo per difendere i contribuenti oristanesi dalla vessazione del sistema tariffario dell'acqua, è stata presentata dal capogruppo del Pd in consiglio comunale di Oristano, Efisio Sanna. “L'esecutivo – ha dichiarato Sanna - è alquanto "distratto" nel trattare il problema relativo alla irretroattività della tariffa e nel valutare se, rispetto alle tariffe applicate dal comune di Oristano fino al 2005, si sia rispettato il principio di gradualità di aumento, che non avrebbe dovuto superare il 20% annuo, fino al concorso del raggiungimento della tariffa piena. L'amministrazione Nonnis, a suo tempo, non è stata neppure capace (malgrado i suggerimenti dell'Anci Sardegna) di mettere in piedi la benchè minima campagna di informazione e trasparenza in merito al "nuovo gestore" e alle nuove articolazioni tariffarie. Inoltre, la stessa giunta appare "disattenta" nel dar corso agli ordini del giorno approvati dal consiglio comunali, e politicamente impegnativi per la stessa giunta. La giunta comunale di centro-destra – ha proseguito Efisio Sanna - ha sottovalutato il problema, ed ha solo pensato a far cassa e non ha minimamente pensato di tutelare, nella dovuta maniera e con ogni utile sforzo, i contribuenti oristanesi. I problemi legati alla gestione e al corretto utilizzo di un bene primario qual è l'acqua, unitamente all’efficienza del servizio idrico integrato, sono temi di estrema importanza per l'intera comunità. E, invece, ancora una volta registriamo, da parte della giunta Nonnis, un atteggiamento insufficiente, politicamente inefficace, e certamente non attento ai bisogni popolari. Scelte sbagliate o inerzia, si riflettono inesorabilmente sui cittadini e anche questa volta a pagarne un "conto salato" sono i contribuenti e la città intera”. Questa l’interrogazione integrale:
“Premesso che il 14 marzo 2008, il Consiglio Comunale , a maggioranza, deliberò l’approvazione dello stato di consistenza degli impianti comunali connessi con il Sistema Idrico Integrato (S.I.I.) e la concessione in uso gratuito degli stessi al gestore unico del S.I.I. Abbanoa Spa, affidatario del S.I. della regione Sardegna; Che già dal novembre 2009, in occasione delle prime fatturazioni in “acconto” della società Abbanoa rivolte ai contribuenti Oristanese, il PD ebbe modo di sottolineare, con un apposito ordine del giorno approvato all’unanimità dal consiglio comunale in data 15/12/2009, alcune importanti questioni relative al rispetto degli obblighi contrattuali da parte di Abbanoa, tra le quali : verificare l’ipotesi di una azione sinergica nei confronti del gestore da attuarsi di concerto con altre amministrazioni e istituzioni; intraprendere qualsiasi iniziativa volta alla verifica di una presunta violazione in merito al divieto di irretroattività della tariffa; interessare eventualmente per le problematiche di competenza il comitato di vigilanza sull’uso delle risorse idriche. Che nella seconda metà di gennaio 2010, il PD, con apposita interpellanza chiedeva conto, tra le altre cose, quali concrete azioni fossero state intraprese dall’esecutivo in merito all’ordine del giorno approvato dal Consiglio Comunale nel dicembre 2009, laddove si impegnava formalmente la giunta: 1) ad una verifica della presunta irretroattività della tariffa; 2) a porre in essere concrete azioni a difesa dei contribuenti Oristanesi relativamente al principio di gradualità di aumento della tariffa. Che nel marzo 2010 il Consiglio Comunale votava all’unanimità un secondo ordine del giorno presentato dAL PD in merito alla “Costituzionalizzazione del diritto ala’acqua, modifica dello statuto, cultura e salvaguardia della risorsa idrica” e che lo stesso O.d. G. prevedeva: a) di riconoscere nello statuto Comunale il diritto umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come un bene comune pubblico; b) di confermare il principio della proprietà e gestione pubblica del Servizio idrico integrato; c) di riconoscere nello statuto comunale che la gestione del Servizio idrico integrato è un servizio di pubblico locale privo di rilevanza economica , in quanto servizio pubblico essenziale; d) di demandare alla commissione consiliare Bilancio lo specifico compito di proporre integrazioni e/o modificazioni allo statuto secondo le indicazioni sopra specificate. L’ordine del giorno del PD, proseguiva con la richiesta di promuovere nel proprio territorio una cultura di salvaguardia della risorsa idrica, attraverso le seguenti azioni: a) informazione della cittadinanza sui vari aspetti che riguardano l’acqua sul nostro territorio, sia ambientali che gestionali; b) promozione di una campagna di informazione/sensibilizzazione sul risparmio idrico; c) Informazione puntuale della cittadinanza sulla qualità dell’acqua con pubblicazione delle analisi chimiche e biologiche in ogni quartiere. Dato atto che in data 17/03/2010 la commissione bilancio ha elaborato la proposta di modifica e integrazione dello statuto comunale relativamente al riconoscimento del diritto umano all’acqua, alla conferma del principio della proprietà e gestione pubblica del S.I.I., al riconoscimento del S.I.I. quale servizio pubblico locale privo di rilevanza economica; Richiamato che nel giugno 2010, il PD, presentava ulteriore interpellanza per volta a conoscere: le iniziative intraprese nei confronti di Abbanoa in relazione alla presunta violazione del principio di irretroattività della tariffa; al presunto mancato rispetto del principio di aumento graduale della tariffa stessa; se il Comune avesse mai interessato l’AATO per le problematiche di competenza, e se fosse mai stato interessato il Comitato di vigilanza sull’uso delle risorse idriche; quali fossero le misure messe in campo dall’esecutivo per promuovere una cultura di salvaguardia della risorsa idrica. Tutto ciò premesso il gruppo del Partito Democratico, interroga il sindaco e la giunta al fine di conoscere concretamente anche attraverso l’illustrazione di eventuali atti, corrispondenza, verbali, determinazioni, delibere e quant’altro: 1) Con quale atto, o azione di altra natura, la società Abbanoa e/o l’AATO hanno eventualmente sostenuto che la articolazione delle tariffe applicate ai cittadini di Oristano abbiano realmente rispettato la gradualità di aumento tariffario e non abbiano superato la soglia di aumento prevista; 2) Se la presunta violazione del principio di irretroattività sia stata verificata concretamente; e nel caso, con quale formale atto interpretativo, relazione conoscitiva , delibera, corrispondenza, o determinazione di qualsiasi altra natura; 3) Perché non è stato interessato, per quanto di competenza, il Comitato di Vigilanza sull’uso della risorse idriche; 4) Perché l’esecutivo non ha mai dato corso all’ordine del giorno approvato dal consiglio comunale in merito alla promozione di una cultura di salvaguardia della risorsa idrica; 5) Se la deliberazione del consiglio comunale del 9/3/2010 relativa all’ ordine del giorno del PD , le proposte e gli impegni in esso contenuti, “Costituzionalizzazione del diritto all’acqua, modifica dello statuto Comunale, cultura e salvaguardia della risorsa idrica” sia mai stata trasmessa all’assemblea dell’AATO e alla società Abbanoa; 6) Quali, le azioni concrete a difesa dei contribuenti Oristanesi, in merito alla qualità del servizio e al potenziamento della struttura locale di Abbanoa”. (per il Gruppo Pd, il capogruppo Efisio Sanna).
Anche la Corte Costituzionale ha detto SI al Referendum sul nucleare. Per i giudici della Corte Costituzionale, presieduta da Alfonso Quaranta, la nuova legge approvata dal Parlamento, che ha convertito il decreto omnibus, non ha fatto venir meno l'esigenza dei cittadini di esprimere il proprio parere contro il nucleare. "Anche il quesito in esame – hanno detto i giudici della Consulta, riferendosi al nuovo quesito riformulato dalla Corte di Cassazione, che chiede l'abrogazione dei commi 1 e 8 dell'articolo 5 della nuova legge - mira a realizzare un effetto di mera ablazione della nuova disciplina, in vista del chiaro ed univoco risultato normativo di non consentire l'inclusione dell'energia nucleare tra le forme di produzione energetica, fermo restando, ovviamente, che spetta al legislatore e al governo, ciascuno nell'ambito delle proprie competenze, di fissare le modalità di adozione della strategia energetica nazionale, nel rispetto dell'esito della consultazione referendaria". La Corte Costituzionale ha ricordato, inoltre, che "…secondo la sentenza numero 68 del 1978, qualora nel corso del procedimento referendario la disciplina oggetto del quesito sia modificata, all'ufficio centrale per il referendum della Cassazione spetta accertare se l'intenzione del legislatore sia diversa rispetto alla regolamentazione precedente della materia. Qualora, infatti, tale intenzione rimanga fondamentalmente identica, malgrado le innovazioni formali o di dettaglio che siano state apportate dalle Camere, la corrispondente richiesta non può essere bloccata, perchè diversamente la sovranità del popolo, attivata da quella iniziativa, verrebbe ridotta a mera apparenza. La giurisprudenza costituzionale – ha detto ancora la Consulta - ha, altresì, precisato che in riferimento al quesito riformulato dall'ufficio centrale per i referendum, compete, invece, a questa Corte, verificare che non sussistano eventuali ulteriori ragioni di inammissibilità, rispetto all'articolo 75 della Costituzione ed ai parametri desumibili dall'interpretazione logico-sistematica della Costituzione”.
Altre notizie:
Con la bitumatura dell’ultimo tratto di via Diaz si avviano a conclusione i lavori di manutenzione straordinaria delle pavimentazioni stradali della città. Attraverso un progetto da 600 mila Euro il Comune è intervenuto in città nelle vie Sardegna (per un tratto di 900 metri lineari), Satta, Basilicata, Solferino (600 metri), Mazzini (380 metri), Diaz (770 metri), Vittorio Emanuele, Ciutadela de Menorca, Crispi e S. Antonio e nell’incrocio di piazza Mariano. A Donigala i lavori sono stati eseguiti in via Eugenio Sanna. Rimangono ancora da realizzare lavori in due strade di Silì: via Martiri del Congo e via Adua. Oltre alla scarificazione della pavimentazione esistente in tutte le strade interessate è stato rifatto il fondo, realizzata la nuova pavimentazione, sistemata la rete di smaltimento delle acque meteoriche, ripristinati e messi in quota i pozzetti e le caditoie. “Il progetto è ormai in fase di ultimazione – precisa l’Assessore ai Lavori pubblici Andrea Lutzu -. Abbiamo rifatto quasi 4 chilometri di strade su una superficie di 40 mila metri quadrati. Il progetto curato dall’Ufficio tecnico comunale prevedeva interventi per una estensione di 4,5 chilometri e una superficie di 43 mila metri quadrati”. “Tutti gli interventi – aggiunge Lutzu -, erano finalizzati a garantire la sicurezza della circolazione pedonale, stabilendo alcune priorità per le strade della città e delle frazioni di Silì e Donigala che risultano in condizioni peggiori per la normale usura, ma anche per effetto delle forti precipitazioni delle ultime stagioni. Nella localizzazione degli interventi si è cercato di privilegiare le direttrici stradali caratterizzate da un maggior volume di traffico e, come nel caso di via S. Antonio, via Vittorio Emanuele e via Ciutadela de Menorca, a completare la riqualificazione già avviata precedentemente”. Attraverso le economie realizzate con questo appalto, circa 80 mila Euro, il Comune interverrà su diverse strade per il ripristino delle migliori condizioni di viabilità, ma soprattutto per la soluzione dei problemi di percorribilità di via Severino Ibba e del tratto maggiormente compromesso di piazza San Martino (lato vecchio Ospedale). “Ai lavori di via Severino Ibba riserveremo 50 mila Euro – assicura l’Assessore Lutzu -. È una cifra sufficiente a garantire il ripristino di un tratto di strada che ha accusato cedimenti che attualmente ne impediscono l’utilizzo. Si tratta di un intervento che vorremmo realizzare con una certa urgenza per la particolare importanza di quella bretella stradale”. “Gli interventi realizzati, per quanto importanti, possono essere considerati solo come un primo lotto di un intervento organico complessivo di riqualificazione urbana – conclude l’Assessore Lutzu -. Attraverso i PIA la Regione ha concesso 2 milioni 250 mila Euro che saranno utilizzati per la manutenzione straordinaria delle strade e dei marciapiedi e per garantire il decoro urbano e la sicurezza della circolazione pedonale e veicolare”. Fortunatamente l’assessore Lutzu ha parlato di un primo lotto di lavori che, viste le condizioni disastrose in cui si trovano le strade cittadine, deve essere considerato solo una goccia nell’oceano di buche e crateri che fanno bella mostra di sè nelle arterie oristanesi.
Ed a proposito di strade, una mozione interessante sull’individuazione e realizzazione di percorsi ciclabili è stata presentata da tre consiglieri comunali indipendenti, Antonio Scanu, Giuseppe Sanna e Paolo Sulis. “Considerati gli interventi di manutenzione previsti e in parte già eseguiti sulla rete viaria cittadina; premesso che la maggior parte delle città italiane ha già predisposto o sta progettando piani di mobilità per le biciclette; visto che la città di Oristano presenta delle caratteristiche favorevoli allo sviluppo di percorsi ciclabili e che il nuovo collegamento, recentemente inaugurato, per Torregrande già prevede una pista ciclo pedonale; in considerazione dei vantaggi in termini di sicurezza stradale, maggiore fluidità del traffico e minore inquinamento atmosferico e acustico visto che nel piano triennale delle opere pubbliche sono previsti, da diverse annualità, 3 milioni di euro finalizzati alla realizzazione delle piste ciclabili, i consiglieri comunali impegnano il sindaco e la giunta ad individuare e delimitare dei percorsi ciclabili, con la relativa segnaletica orizzontale e verticale, nelle principali arterie cittadine (Via Sardegna, quartiere delle regioni, Via Tirso, Via Mazzini, Via Ricovero, prolungamento via Vandalino Casu, Torangius, Via Cagliari) al fine di realizzare l'indispensabile collegamento del centro città con la periferia, comprese le frazioni e la borgata; a ripristinare il servizio di noleggio gratuito delle biciclette “Centro in bici”, iniziativa meritoria che deve essere incoraggiata e sostenuta.
In vista dei Referendum del 12 e 13 giugno, i circoli del Partito Democratico di Baratili San Pietro, Narbolia, Nurachi e Riola Sardo, hanno promosso per giovedì 9 giugno, alle 18, al Centreo sociale di Narbolia, un’iniziativa per approfondire i temi referendari. Tre esperti in materia di acqua, nucleare e legittimo impedimento illustreranno i vari argomenti, in una giornata che costituirà, con tutta probabilità, per ragioni di tempo, l’unico evento di approfondimento sulle questioni referendarie in provincia di Oristano. Relatori saranno: Giovanni Pinna, coordinatore regionale acqua pubblica; Luciano Burderi, docente di fisica presso l'Università di Cagliari, che interverrà sul quesito legato al nucleare; Michele Schirò, Avvocato, che parlerà sul legittimo impedimento. Concluderanno l’iniziativa, i consiglieri regionali Gian Valerio Sanna e Antonio Solinas, e il deputato Caterina Pes.
In occasione delle prossime consultazioni referendarie, l’Ufficio elettorale del comune di Oristano osserverà l’orario di apertura prolungato. Sino a sabato l’ufficio aprirà dalle 9 alle 19. Domenica 12 giugno, apertura dalle 8 alle 22, mentre lunedì 13 l’Ufficio rimarrà aperto dalle 8 alle 15.
"Il Governo regionale e il Consiglio di Amministrazione dell'Ente Foreste devono tenere fede agli impegni presi, relativamente alla stabilizzazione dei 230 operai semestrali". Lo ha chiesto il Partito Democratico della Sardegna, ricordando che “…gli amministratori regionali non devono dimenticarsi che l'11 aprile scorso è stato sottoscritto tra Flai/Cgil, Fai/Cisl, e Uila/Uil un protocollo d'intesa con l'assessore regionale all'Ambiente per la stabilizzazione degli operai semestrali. L'accordo riguardava anche la professionalizzazione delle maestranze e la copertura dei posti scoperti nella categoria impiegati. A distanza di due mesi – ha sostenuto il Pd - non si registra alcuna novità. Non solo, il consiglio di amministrazione dell'Ente Foreste non ha ancora provveduto a predisporre l'allegato tecnico con l'individuazione delle sedi di lavoro. Questo blocco delle attività del CdA dell'Ente Foreste è dovuto all'incapacità politica dell'attuale maggioranza di governo alla Regione di assumere decisioni che vadano nell'interesse dei lavoratori in organico e dei lavoratori precari dell'Ente Foreste".
Anche la Provincia di Oristano ricorderà l'appuntato Antioco Deiana, originario di Ardauli, vittima dell'attentato brigatista dell'8 giugno 1976, a Genova, nel quale furono uccisi anche il magistrato sardo, Francesco Coco, e il brigadiere della Polizia di Stato, Giovanni Saponara. In occasione del trentacinquesimo anniversario della scomparsa, domani 8 giugno, nell'aula consiliare della Provincia di Oristano, alle 17.30, il presidente del consiglio provinciale, Mauro Solinas, consegnerà ai familiari di Antioco Deiana una targa alla memoria, in ricordo di tutte le vittime del terrorismo. Nella mattinata, ad Ardauli, è invece prevista una cerimonia da parte dell'amministrazione comunale, per ricordare il proprio concittadino.
Con la sosta davanti alla sede centrale della Provincia di Oristano, in piazza Maria Teresa Sechi, si è concluso il viaggio de "Su Postale de Sa Limba Sarda". Stamattina, dalle 11,30 alle 14, gli operatori dell'ufficio, Marinella Marras e Tore Cubeddu, hanno incontrato i dipendenti dell’amministrazione provinciale di Oristano ed una delegazione della giunta e del consiglio. Durante la tappa davanti alla sede dell'ente, è stata illustrata l'attività della Provincia per il progetto Limba Sarda. Questo secondo itinerario, iniziato lo scorso 5 maggio, che ha visto coinvolti, complessivamente, trenta comuni aderenti al partenariato della Provincia, è stato riproposto grazie all'ottimo risultato ottenuto nelle scuole, lo scorso anno. "Su Postale de sa limba sarda - ha spiegato l'assessore provinciale alla Cultura, Serafino Corrias - è uno strumento importante per la valorizzazione e la diffusione della lingua sarda. Abbiamo pensato fosse giusto riproporre il progetto, già sperimentato con successo lo scorso anno, che ha interessanto 41 scuole e più di 4000 studenti per una lezione, in sardo, sulle minoranze linguistiche, il bilinguismo, la lingua sarda. "Su Postale de sa limba sarda è una mostra itinerante e anche un’aula didattica. All’interno de su Postale, infatti, gli operatori de s’Ufìtziu de sa Limba e de sa Cultura Sarda della Provincia di Oristano hanno tenuto una lezione, che è da considerare come attività formativa per i dipendenti pubblici”. Nelle prossime settimane, il lavoro portato avanti da Su Postale de Sa Limba Sarda sarà illustrato, pubblicamente, presso l’aula consiliare della Provincia. Nell’occasione si etrrà anche la presentazione di un opuscolo informativo sulla attività svolta da s'Ufitziu de sa Limba Sarda per questo progetto.
L’Assessorato alla Cultura del comune di Cabras, in collaborazione con l’Università di Cagliari, il Museo Civico e la “Penisola del Sinis” Società Cooperativa, intende promuovere un’iniziativa finalizzata alla divulgazione di contenuti storico-archeologici sulle più recenti ricerche. Il progetto prevede, a partire dal 2 luglio, un ciclo di lezioni, di circa 2 ore ciascuna, da svolgersi presso la sala conferenze del Museo civico di Cabras, tenute da docenti universitari che presentano i risultati di alcune ricerche, nella maggior parte dei casi non ancora edite o pubblicate. A completamento del ciclo di lezioni, sono previste due escursioni guidate in siti archeologici tra i più importanti in Sardegna. Al fine di garantire un corretto svolgimento dell’iniziativa, si è stabilito un tetto massimo di 80 adesioni, numero corrispondente alla disponibilità di posti a sedere nella sala conferenze del Museo. Per partecipare all’iniziativa è necessario compilare l’apposito modulo di adesione, reperibile a partire da lunedì 13 giugno presso il Museo civico di Cabras. Il termine ultimo per le iscrizioni è fissato per mercoledì 22 giugno. Ogni partecipante dovrà versare una quota di adesione pari a 40 euro, cifra in cui è inclusa la quota per il “Pranzo Romano”, che si svolgerà alla fine del ciclo delle lezioni. I trasferimenti e gli ingressi ai siti durante le escursioni sono a carico dei singoli partecipanti alle lezioni di archeologia. Ad ogni partecipante verrà fornita una cartella di partecipazione ed una tessera, che dovrà essere esibita al personale addetto all’inizio di ogni lezione.
Con la chiusura dell'anno scolastico l'Arst ha deciso di cambiare gli orari di partenza e di arrivo di alcune autolinee in provincia di Oristano. Il nuovo orario entrerà in vigore da sabato prossimo, 11 giugno, e varrà sino al 14 settembre prossimo. La linea da Oristano per Guspini avrà la partenza anticipata alle 14.05, mentre da Guspini a Oristano si anticiperà alle 15.15. Il collegamento Oristano-Nurallao partirà alle 13.55, quello da Oristano per Genuri alle 13.55 e il collegamento Oristano-Ales alle 14. Un anticipo è previsto anche nella partenza da Oristano per Abbasanta, via Fordongianus, che avverrà alle 14.05. Stesso orario per la Oristano-Seneghe, mentre la Oristano-Neoneli partirà alle 13.55 e lo stesso orario di partenza avrà la Oristano-Abbasanta, via Paulilatino. Alle 13.50 da Oristano partiranno le corse per Su Pallosu e il Pontile di Torregrande, con partenza del rientro rispettivamente alle 15 e alle 14.35. Con partenza sempre da Oristano sono previste, alle 13.05 la corsa di Sorgono e alle 14.15 quella per Bosa. Da Bosa per Oristano, invece, si partirà alle 12.15, mentre in provincia l'Abbasanta-Sedilo partirà alle 14.57, la Ghilarza-Neoneli alle 14.37, e la Neoneli-Abbasanta alle 15.18. Da Ales, invece, due partenze: alle 13.30 per Laconi, via Nureci, e alle 14.20 sempre per Laconi, ma via Ruinas. Infine, il collegamento dell'Arst tra Seneghe e Oristano avrà come nuovo orario di partenza le 15.05.
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