Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 03/04/2010 @ 22:00:11, in strettamente personale, linkato 475 volte)

Buona Pasqua

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Di pig (del 02/04/2010 @ 23:00:19, in politica, linkato 1658 volte)
Mentre a tarda sera sfogliavo il “Bugiardino” (così i lettori più avveduti chiamano, da tempo, L’Unione Sarda), a pagine tre ho notato l’ennesimo esempio di come il quotidiano cagliaritano prosegua la campagna promozionale per il centro-destra in vista delle prossime amministrative, in maniera così spudorata, ma così spudorata da apparire persino comica. In primo piano due titoloni. Nel primo, “I quattro mori restano nel centro destra”,  l’autore, Enrico Pilia, tenta di spiegare che, dopo l’ultimo conclave destrorso, il cartello politico che ha vinto nel 2009 le regionali sarà “quasi certamente” (e qui il furbetto Pilia cerca di mettere la mani avanti, in modo tale che se, putacaso, l’alleanza dovesse saltare, può sempre sostenere di non averla data per certissima. ndr) riproposto anche alle amministrative di maggio e che il Psd’Az correrà con il centro-destra in tutte le province, così come l'Udc. Subito dopo, altro bel titolone “Centrosinistra spaccato, vertice a vuoto”, di Giuseppe Meloni, dove viene messo in risalto il gran caos che regna nel centrosinistra. Insomma, la solita stupida tiritera: a sinistra l’inferno, e a destra l’empireo, il paradiso. Se è vero che nella coalizione di centrosinistra  vi sono ancora nodi da sciogliere e alcune cose da limare, è altrettanto vero che il centrodestra non si è ancora ricompattato e che l’alleanza che ha vinto le  regionali lo scorso anno è ancora in alto mare, considerato che né i sardisti, né tantomeno l’Udc hanno preso una decisione definitiva. Ad affermarlo non siamo certo noi, provincialotti giornalisti di campagna, ma uno dei partecipanti di spicco al summit, un politico non certo di primissimo pelo come il segretario regionale dell’Udc, Giorgio Oppi,  che su quanto accaduto nel vertice del centro-destra ha detto, fra l’altro, che “…in attesa di proposte organiche è meglio precisare che nessuna indicazione è stato fatta da nessun partito", ha sottolineato Oppi, smentendo che nell'ultima riunione di maggioranza per decidere le candidature alle amministrative del 30 e 31 maggio si sia entrati nel vivo delle scelte. "E' ormai una prassi consolidata far apparire nomi ed interpretazioni distorte che non rispondono alla realtà”, ha sostenuto Oppi, sottolineando che "…si è attivato un percorso ma non è stato preso alcun accordo organico", ed ha ribadito che “… il partito resta fermo nelle sue posizioni espresse sin dalla prima riunione, per cui le scelte di campo verranno definite quando ci sarà una proposta organica e programmatica definitiva, anche alla luce del fatto che il Psd'Az sta facendo le sue valutazioni e deve prendere ancora una decisione definitiva". Insomma, una “smerdata” (scusate la volgarità, ma nessun altro termine fotografa meglio la situazione) in piena regola, una sconfessione totale in poche righe, che evidenzia ancora una volta, se mai ce ne fosse bisogno, come un quotidiano dai nobili trascorsi si sia trasformato  in un giornale organo di partito, in un megafono malriuscito della costituenda (?) coalizione di centro-destra, in una scadente cassa di risonanza  del Pdl e dei suoi partiti satelliti  pensando, evidentemente, che i sardi abbiano l’anello al naso e la sveglia al collo. Che squallore. A questo proposito calza a pennello quanto, anni fa, aveva sostenuto, durante una seduta del consiglio comunale di Oristano, l’allora consigliere Amat, stigmatizzando quanto contenuto in un articolo infelice de L’Unione Sarda: “Non sempre - aveva detto Amat – ad un grande formato corrisponde un grande giornale”. Una sacrosanta verità.

Altre notizie:

Per i lettori di “Sardegna Democratica” la storia è nota. Nel sito istituzionale del Ministero del Turismo, che per il ministro Brambilla è il principale strumento di sviluppo del settore, la Sardegna veniva descritta come un mix di deserti e paludi con cultura, tradizioni e tutto il resto concentrato sulla sola Costa Smeralda. “Sardegna Democratica” il 24 marzo ha segnalato, nel subalterno silenzio del nostro presidente Cappellacci e del suo assessore Sannitu, la bizzarra stravaganza,  che denotava ignoranza, geografica e culturale, ma soprattutto un'aberrante percezione dell'isola degradata ad esotico luogo "d'oltremare".  Non ci aspettavamo certamente delle reazioni da chi durante la campagna elettorale pensava che Saccargia fosse nella provincia di Oristano. Ci aspettavamo qualche reazione a nome del popolo sardo, che conosce bene la storia e la geografia, almeno dalla presidente del Consiglio regionale. Tanto disprezzo per la nostra identità non si vedeva dai tempi dei cinegiornali degli anni  cinquanta e sessanta del Novecento. Invece niente. Verrebbe da dirle: meno lapidi e più senso delle istituzioni e della comunità regionale! In seguito alla segnalazione di questa aberrazione, fino a quel momento ignota ai sardi, è seguita qualche  iniziativa parlamentare e consigliare. Si chiedevano spiegazioni in merito all'insensatezza delle informazioni fornite sull'Isola sul sito istituzionale per il turismo nazionale Italia.it. etc., etc.,. Finalmente il Ministro si corregge e modifica parzialmente il contenuto della descrizione della Sardegna sul sito, ma la pezza è peggio del buco. Sul sito non si parla più di deserti e paludi. E' stata aggiunta la notizia della presenza dei nuraghi. Vivaddio, ci sono anche in Gallura e persino ad Arzachena!  Ben sappiamo però che quando il governo e la destra parlano di nuraghi dobbiamo aspettarci il peggio. Al nuraghe Losa,  Berlusconi azzardò un'interpretazione dei nuraghi con la sorprendente affermazione che si trattasse di magazzini. Il mondo archeologico a partire da Giovanni Lilliu sobbalzò. L'allora assessore regionale alla cultura paventò che la successiva intemerata uscita poteva essere che le tombe puniche di Tuvixeddu potessero essere interpretate come cantine per il vino! Tornando all'ineffabile Brambilla, il ministro non ha colto che non era tanto il riferimento ai deserti, peraltro ambiti paesaggistici affascinanti e di pregio - dove ci sono -, che rendeva grottesca la rappresentazione dell'Isola, quanto piuttosto l'idea che oltre la "natura" ci sia solo la Costa Smeralda. E che la Sardegna si riduca ad un piccolo enclave la cui cintura daziaria non va oltre il perimetro del billionaire.  E questa idea di Sardegna permane ancora nella nuova versione del sito, sia pure in modo più sintetico. Sparisce l'invito a visitare la chiesetta di Porto Cervo ma è ancora la Costa Smeralda a farla da padrona, "…che con la sua perla, Porto Cervo, unisce la storia e la cultura di una regione con tradizioni antiche ad una vita notturna allegra e colorata". Immancabile ed imperdibile, naturalmente, Porto Rotondo. Va un po' meglio? Non proprio. Facciamo un appello al presidente della Regione ed alla sua girovaga giunta che, in tanto bighellonare da un luogo all'altro, hanno forse imparato un pò di geografia. Ci evitino, per piacere,  la parte di isola del "buon selvaggio". Dicano all'incompetente ministro che i suoi consulenti potevano chiedere qualche lume alla Regione. E se proprio non vengono presi sul serio, come in tutto, suggeriscano alla Brambilla, attraverso quella folla di addetti stampa che hanno assunto, la consultazione dei siti tematici che la giunta  Soru aveva creato. In particolare quelli del turismo o della cultura o meglio la straordinaria Sardegna Digital Library, premiata ripetutamente ed oggi ridimensionata  da chi non ha capito per una vera politica del turismo l'importanza della storia e della geografia. (www.sardegnademocratica.it)

Da Alberto Cauli, consigliere comunale di An, riceviamo e volentieri pubblichiamo: “Dopo appena dieci giorni dall'approvazione della mozione presentata da Alleanza Nazionale per l'installazione della videosorveglianza in città con il relativo miglioramento della pubblica illuminazione, assistiamo in una settimana a due atti vandalici contro il patrimonio cittadino! Per colpa di quattro balordi privi di cervello e di valori, prima sono andate in pezzi le fioriere della Galleria Omodeo tra Via Tirso e Via Canepa, mentre l'altra notte i teppisti hanno provveduto a mandare in frantumi la vetrata dell'ex biblioteca di Via Carpaccio. Auspico che, quanto prima, possa essere convocato un tavolo fra amministrazione comunale e forze dell'ordine, affinchè possa prendere gambe il progetto della videosorveglianza, votato all'unanimità da tutto il Consiglio Comunale, con promessa d'impegno di reperire i fondi necessari all'installazione dell'impianto. Non è possibile continuare ad assistere a scellerati attacchi di vandalismo urbano gratuito, compiuto da un manipolo di imbecilli. L'amministrazione e la cittadinanza non possono continuare ad essere beffate e offese dalle azioni di chi non conosce nè il rispetto per la cosa pubblica, nè per quella privata, dimostrando in toto la loro pura idiozia. Né, tantomeno, gli oristanesi ed il Comune possono continuare a sostenere costi di riparazioni degli scempi perpetrati da balordi urbani, che continuano sistematicamente e indisturbatamente il loro nefasto operato. Auspico che quanto prima sia posta una definitiva ed implacabile soluzione”. (Alberto Cauli - Capo Gruppo di Alleanza Nazionale in Consiglio Comunale Oristano)

In seguito alla recente ufficializzazione della data in cui si svolgeranno le elezioni amministrative del 30 e 31 maggio, il gruppo di maggioranza del Comune di Ghilarza, “Lavoro e Solidarietà”, rende noto di  aver concluso il lavoro di preparazione della lista, che verrà presentata al giudizio degli elettori ghilarzesi. Candidato alla carica di primo cittadino sarà ancora il sindaco uscente, Stefano Licheri, che guiderà una lista civica, nella quale troveranno spazio quattro assessori uscenti, il 60 % dei Consiglieri che stanno per concludere il mandato.”E’ una lista  - ha detto il sindaco Licheri - che nasce nel segno della continuità, ma che, allo stesso tempo, avrà diversi nuovi apporti di cittadine e cittadini che hanno accettato di proporsi al servizio del paese. Presenteremo quattro donne, mentre due giovanissimi (un maschio ed una donna) saranno chiamati a rappresentare idealmente tutta la numerosa fascia di giovani. Nei prossimi giorni, appena ultimati alcuni adempimenti tecnici, saranno resi noti i nomi dei sedici candidati che costituiranno la lista. Intanto, Il gruppo sta già lavorando al programma per il mandato 2010-2015, che vedrà ancora una volta al primo posto il “cittadino”, considerato soggetto attivo della politica. “La nostra campagna elettorale – ha spiegato Stefano Licheri - sarà concentrata in due diversi momenti:  il  primo, rendere noto quanto fatto nel corso dell’ultimo quinquennio; il secondo facendo conoscere  il programma elettorale con il metodo porta a porta. Ci proporremo in modo costruttivo alla popolazione, dialogando e confrontandoci in modo  aperto e leale, accettando suggerimenti,  consigli, proposte e obiezioni critiche, che  costituiscono per noi una grossa risorsa e un immenso valore aggiunto”.

Il Comune di Oristano intende affidare un incarico aggiuntivo, fuori dall’orario di servizio o a convenzione, a un istruttore contabile, già alle dipendenze di un Comune o di una Provincia, ragioniere esperto di contabilità generale e con conoscenza dei programmi applicativi Arionline, per attività di supporto agli uffici finanziari ai fini della predisposizione del conto consuntivo e di altri adempimenti contabili. Per ulteriori informazioni le persone interessate possono rivolgersi al Comune di Oristano: Francesco Guiso – Tel. 0783 791332; Rita Porcu – Tel. 0783 791269; Simona Deiala – Tel. 0783 791280/495.

Ancora il Comune di Oristano comunica che il servizio di raccolta differenziata dei rifiuti, lunedì 5 aprile, giorno di Pasquetta, si svolgerà regolarmente, secondo il consueto calendario. Sarà sospeso, invece, il ritiro pomeridiano degli imballaggi di cartone, a causa della chiusura dell'impianto di smaltimento.

 

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Di pig (del 01/04/2010 @ 16:00:06, in politica, linkato 1293 volte)

“Caro Bersani, per quel poco che ho imparato, affacciandomi appena, sul baratro della politica-politica, dovrei dire che è andata bene. Scusa ma non ci riesco. Sono, nonostante l’età, una principiante. Quindi mi applico una grande «P» sulla schiena e provo a dire la verità: abbiamo perso. Abbiamo perso perché non abbiamo vinto. E di questo avevano bisogno gli italiani: che vincesse il centrosinistra. Non era difficile: il Pdl marciava scomposto, eroso dai conflitti interni, a credibilità ridotta per i pasticci e gli scandali (ci sarà pure un tot di gente onesta che si scandalizza e si disamora dei ladri e dei puttanieri!). Il Lazio aveva una candidata forte, una che, nonostante 40 anni di politica-politica, non era né sputtanata né inerte. La Puglia pure aveva un candidato forte. Nicky e Emma: due forze della natura e della cultura. Una autocandidata e poi accettata. L’altro imposto. Era un buon cavallo anche la Bresso: l’atteggiamento sprezzante verso Beppe Grillo, l’ha pagato lei. Povera Mercedes. Dove Grillo è stato considerato un alleato e non un rompicoglioni folcloristico si è vinto. Dove Grillo è stato escluso si è perso. Perché, caro Bersani, la presunzione rende stupidi. Grillo è il punto di riferimento di un’ ampia area di dissenso verso il Governo e sfiducia verso la partitocrazia (tutta, pd incluso). Non sono degli idioti qualunquisti. Hanno delle ottime condivisibli ragioni per prendere la via del «vaffa’...». Occorre ascoltarli. Come occorre ascoltare tutti quegli operai del nord che hanno votato Lega. Lo dico a te, Bersani, perché sei cresciuto in un partito che sapeva bene chi rappresentava e perché. Piantatela di corteggiare il centro. Non è lì la maggioranza degli italiani. La maggioranza degli italiani è sull’orlo di una crisi di nervi. Di identità. Di appartenenza. Dovete andare a prenderli uno per uno. Prima che sia troppo tardi”. (Lidia Ravera – l’Unità)
 
Bisogna saper perdere, ma anche saper vincere è cosa davvero rara, soprattutto in politica. Per esempio, Cota, nella sua prima reazione in tv, non si può dire che sia stato un signore nei confronti della Bresso. E non è proprio una questione di femminismo, perché ci sarebbe molto da ridire anche sulla Polverini, personaggio creato da Ballarò, che a Ballarò è tornata con troppa spocchia da vincitrice. E, al primo annuncio dei risultati, aveva fatto anche di peggio, sostenendo che nel Lazio «ha vinto la democrazia». Quasi che, se avesse vinto Emma Bonino, avrebbe vinto la dittatura. Ma la più scarsa tra le dichiarazioni del dopo voto in tv è stata quella di Brunetta, che, pur essendo, come non dimentica di ripetere, un professore, ha detto proprio una stronzata. E cioè che, se avesse avuto i voti di Zaia, avrebbe vinto. Che scoperta, professore. Se avesse avuto i voti di Zaia, avrebbe vinto anche mia nonna, che non era candidata e tantomeno ministro. (Maria Novella Oppo)

Altre notizie:

Dopo essersi guadagnata sul campo l’oscar per le strade più dissestate della Sardegna, e dopo aver letteralmente sbaragliato i rivali come città più sporca dell’Isola, Oristano ha aggiunto un’altra perla al suo già ricco e invidiabile palmares, non solo in fatto di degrado e sudiciume. Un’indagine sulla mobilità con i mezzi pubblici pone, infatti, Oristano come la città con minor propensione, in Sardegna, all’utilizzo dell’autobus. Per il resto, pochi parcheggi di scambio vicino al capolinea, pensiline per i passeggeri che aspettano il pullman spesso sporche e viaggiatori quasi sempre in piedi, in particolare a Cagliari e Sassari (ad Oristano non c’è certo quel pericolo). Questi sono solo alcuni dei dati dell’indagine sulle condizioni della mobilità con i mezzi pubblici, presentato questa mattina dall'associazione “Cittadinanzattiva Sardegna”.  L'indagine riguarda i mesi di novembre e dicembre 2009, ed è stata condotta da un gruppo di volontari in Sardegna. "Non è una statistica – ha sottolineato la segretaria regionale dell'associazione, Maria Laura Lintas -, ma un'indagine con esperienze reali fatte dai cittadini. Non dati inoppugnabili, ma, speriamo, una rappresentazione dal punto di vista dell'utente, della situazione dei mezzi pubblici in Sardegna". I risultati più significativi hanno posto in evidenza che i mezzi non risultano, in media, particolarmente affollati. Ad Oristano, per esempio, nel 51% dei casi viaggiano con pochi passeggeri. Nella classifica dei controllori che salgono sul bus, Sassari (18%) batte Cagliari (4%). Buono in generale lo stato di pulizia dei mezzi, mentre le note dolenti sono le pensiline dei capolinea, soprattutto per quanto riguarda la pulizia, assolutamente insufficiente, secondo l'indagine, nel 45% dei casi. Male anche l'illuminazione nel 39% delle pensiline e i parcheggi di scambio vicino al capolinea. Le proposte di Cittadinanzattiva dopo l'indagine: più parcheggi di scambio periferici, gratuiti e custoditi, zone a traffico limitato, centri pedonali e corsie preferenziali.

La protesta dei lavoratori del Consorzio di Bonifica dell'Oristanese è, praticamente rientrata, e gli agricoltori possono tirare un sospiro di sollievo perché il servizio di irrigazione non subirà alcuna interruzione. Una prima svolta nella vertenza si è avuta questa mattina, dopo che il commissario del Consorzio, Francesco Pinna, ha annunciato che gli stipendi per il personale relativi alle mensilità di marzo e aprile erano ormai al sicuro. I lavoratori hanno quindi deciso di sospendere il sit in iniziato stamattina e mantenere lo stato di agitazione, limitandolo al solo blocco degli  straordinari. Il segretario provinciale della Flai-Cgil, Andrea Sanna, ha poi comunicato un differimento dello sciopero proclamato in precedenza. La giornata di mobilitazione si dovrebbe tenere il mese prossimo, e sarà una manifestazione unitaria, visto  che coinvolgerà tutti i Consorzi di Bonifica della Sardegna. La mobilitazione servirà a sostenere la battaglia per alcuni emendamenti che l'assessore regionale all'agricoltura, Andrea Prato,  è deciso a presentare al collegato della legge finanziaria, per destinare risorse straordinarie, utili a sanare la gravissima crisi finanziaria in cui versano gli enti di bonifica. Come si ricorderà, il solo Consorzio di Bonifica dell'Oristanese ha un'esposizione che supera i 20 milioni di euro.

Visto il grande interesse suscitato nelle scorse edizioni,  l’assessorato allo Sport e Politiche Giovanili della Provincia di Oristano ha deciso di riproporre la manifestazione “Oscar dello Sport”, allo scopo  di premiare società, atleti, dirigenti, tecnici,  studenti, scuole, redazioni giornalistiche e quanti, a vario titolo, hanno dato lustro allo Sport della Provincia di Oristano nel corso del 2009.  L’iniziativa si terrà venerdì 9 aprile, alle 17.30, presso il teatro “Grazia Deledda” di  Paulilatino, e sarà abbinata alla “Seconda  Conferenza Provinciale dello Sport”. I due appuntamenti, ancora una volta fortemente voluti dall’assessore provinciale allo Sport, Serafino Corrias, e dalla Commissione provinciale allo Sport,  con il sostegno del Coni e  dell’Ufficio Provinciale scolastico per l’Educazione fisica e sportiva, intendono raggiungere diversi obiettivi. Per quanto riguarda gli “Oscar dello Sport” si ritiene importante conferire dei riconoscimenti a chi si è distinto nelle attività sportive, anche a prescindere dai risultati assoluti in termini tecnici ed agonistici.  “Ovviamente - ha spiegato l’assessore Serafino Corrias - preme sottolineare che quanti riceveranno i riconoscimenti non saranno dei privilegiati rispetto ad altri, ma rappresentano idealmente tutti gli sportivi che, pur non ottenendo grandi risultati, anche per le difficili condizioni in cui operano, affermano giornalmente con il proprio impegno gli alti valori dello Sport. Questa iniziativa ha, pertanto, l’ambizione di far incontrare  e conoscere uno spaccato significativo di quanti lavorano per la promozione e per la crescita dello Sport provinciale. Altri soggetti, infatti, hanno il compito istituzionale di premiare i risultati tecnici ottenuti nei rispettivi campionati, e questa manifestazione non vuole, assolutamente, essere sostitutiva  di altre  ugualmente meritorie”.  Dopo l’esperimento riuscito del voto on line dello scorso anno, per l’edizione 2009 si è pensato di introdurre una novità importante, e cioè quella di far indicare alle diverse federazioni sportive, che conoscono bene le peculiarità delle diverse discipline,  i soggetti che devono essere premiati.

La Provincia di Oristano, attraverso il Servizio di Promozione dell’Autoimpiego, ha organizzato la quarta edizione del corso gratuito di Orientamento all’Autoimpiego “L’impresa di fare impresa”. La finalità dell’intervento è favorire la conoscenza delle nozioni di base sulle tematiche di creazione dell’impresa, nonché dei principali strumenti di agevolazione finanziaria. Al termine del corso sarà rilasciato un attestato di partecipazione. Il corso, riservato ad un massimo di 25 persone, è rivolto ai disoccupati, inoccupati e a coloro che sono interessati ad avviare un’attività di impresa residenti nella provincia di Oristano. Verrà data precedenza a coloro che non hanno partecipato alle precedenti edizioni. La durata del corso è di 15 ore, e si svolgerà ad Oristano, presso i locali dell’ex Ente Provinciale per il Turismo, in piazza Eleonora. Gli interventi saranno così articolati: La maturazione dell’idea di impresa, mercoledì 21aprile, dalle 15 alle 18; Le fasi di elaborazione di un piano di impresa, mercoledì 28 aprile (15-18); Gli strumenti di marketing, mercoledì 05 maggio (15-18); L’iter burocratico e scelta della forma giuridica mercoledì 12 maggio (15-18); Le leggi a sostegno dell’imprenditorialità, mercoledì 19 maggio (15-18). Le lezioni saranno svolte dagli esperti del Servizio di promozione dell’Autoimpiego della Provincia di Oristano: Sara Iacuzzi; Roberto Marongiu; Annarita Mattei; Beatrice Molinu; Federica Rosina. I materiali informativi, la documentazione e le schede di lavoro, elaborati dagli esperti, saranno messi a disposizione dei partecipanti. Le domande dovranno essere consegnate a mano presso i Centri Servizi per il Lavoro di Oristano, Ales, Bosa, Cuglieri, Ghilarza, Mogoro, Terralba, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle ore 12, e il pomeriggio, di martedì e giovedì, dalle 15.30 alle 17; oppure tramite email all’ indirizzo: servizio.autoimpiego@gmail.com, o tramite fax al n. 0783 772027. Le domande, da presentare entro il 16 aprile, saranno selezionate sulla base dell’ordine di arrivo.

La Provincia di Oristano ha promosso un bando pubblico per l’erogazione di contributi a fondo perduto a beneficio dei privati, per interventi di bonifica di manufatti contenenti amianto, esistenti sul territorio della provincia di Oristano. I contributi sono destinati a edifici o strutture residenziali, e loro pertinenze, ma anche a negozi, piccole attività commerciali e artigianali. Il contributo massimo erogabile per ogni singolo intervento è pari a € 5.000,00. La domanda di finanziamento dovrà pervenire alla Provincia di Oristano entro e non oltre le ore 12 del 10 maggio. Il bando e i modelli di domanda sono scaricabili dal sito della Provincia di Oristano (www.provincia.or.it)

"Non abbiamo mai creduto all'omicidio, per noi nostro figlio è morto per cause naturali". Anna Rita Concas, la mamma di Francesco Montis, il giovane di Terralba trovato cadavere il 4 febbraio in India, lo dice all'Ansa senza esitazioni. E spiega di non avere alcun dubbio sull'innocenza della fidanzata di Francesco, Elisabetta Boncompagni, trattenuta in carcere a Varanasi dalle autorità indiane insieme all'amico della coppia, Tomaso Bruno. La signora Concas racconta che tutto quello che sa della vicenda lo deve proprio alla ragazza e al suo amico. Sono stati loro a telefonare per dare la notizia della morte di Francesco, sono stati loro a farle sapere che erano stati arrestati con l'accusa di omicidio, pochi giorni dopo la morte del giovane. Per Anna Rita Concas e la figlia Stefania, che gestisce un centro estetico all'ingresso del paese, Francesco è sicuramente morto per cause naturali. Lo hanno scritto anche in una lettera inviata alla Polizia indiana e all'ambasciata. “Francesco - racconta ancora la mamma -, mancava da Terralba da 12 anni. Aveva seri problemi d salute per un ernia al disco, che gli procurava forti mal di schiena e per una brutta tosse provocata dal vizio del fumo”. Dalle autorità indiane la famiglia della vittima non ha avuto comunicazioni ufficiali e per quanto riguarda i rapporti con l'ambasciata, Anna Rita Concas spiega che hanno riguardato più che altro le pratiche per la cremazione del corpo, che è avvenuta in India su incarico di un'agenzia di onoranze funebri di Terralba che ha già restituito le ceneri ai congiunti. (www.unione sarda.ilsole24ore.com)

 

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Di pig (del 31/03/2010 @ 19:15:27, in politica, linkato 1663 volte)
Dopo la sconfitta alle ultime amministrative, nel Pd è iniziata la resa dei conti. E anche se nessuno, apertamente, la considera tale, iniziano a fioccare le critiche nei confronti della conduzione del partito da parte del segretario, Pier Luigi Bersani. Un’iniziativa è partita dal senatore olbiese, Gian Piero Scanu, ma ha raccolto l'adesione di quasi la metà dei componenti del gruppo Pd al Senato. Con una lettera al segretario Pier Luigi Bersani, 49 senatori di tutte le aree del partito hanno chiesto un colpo di reni e maggiore generosità.  "Caro segretario, il passaggio elettorale di questi giorni ci consegna molteplici spunti di riflessione, che non mancheranno di essere approfonditi nelle settimane che verranno - si legge nella missiva diffusa alla stampa -. A nostro avviso, ci troviamo di fronte a un momento della vita del nostro Paese rispetto al quale s'impongono, da parte di tutti noi, una maggiore generosità nell'impegno, una più partecipata attività politica e una nuova consapevolezza riguardo l'effettiva portata dell'emergenza democratica in cui viviamo. Per i senatori, il lavoro ordinario non basta più. I ritmi ortodossi sono troppo lenti. Le liturgie della casa sono stantie. I cartellini da timbrare sono sempre più falsati. L'imborghesimento ci tenta in continuazione – si legge ancora nella lettera - e arriva persino a coinvolgerci in scellerate trasversalità ammantate di riformismo. I nostri valori fondanti rischiano di vacillare sotto i colpi della sfiducia e di un neorelativismo che intossica le nostre coscienze per condurci verso la più colpevole accidia. Dunque - è la richiesta a Bersani -, bisogna cambiare passo. Bisogna muoversi subito. Bisogna accedere a una nuova dimensione del nostro impegno politico che anche noi parlamentari spesso non esprimiamo con la necessaria efficacia. Serve un supplemento d'anima. Per questo, ti poniamo l'esigenza di incontrarci subito per riflettere insieme. Per trovare, dopo una leale discussione, la giusta strada da percorrere per servire degnamente il nostro Paese. Non intendiamo farci consumare addosso i prossimi tre anni della legislatura, immersi in un attendismo fideistico che assegna al destino il compito di liberare l'Italia dal sultanato che la devasta.  E ora - si chiude la lettera -, aspettiamo con fiducia una tua puntuale risposta, convinti che non trascurerai, nè sottovaluterai, il valore e il significato delle nostre riflessioni e dei nostri propositi".  (Gian Piero Scanu, Daniele Bosone, Gianrico Carofiglio, Marco Filippi, Giuseppe Lumia, Paolo Rossi, Alberto Tedesco, Claudio Molinari, Manuela Granaiola, Francesco Ferrante, Marilena Adamo, Vittoria Franco, Vincenzo Vita, Paolo Giaretta, Achille Serra, Roberto Di Giovanpaolo, Vincenzo De Luca, Franca Biondelli, Mauro Del Vecchio, Adriano Musi, Silvio Sircana, Felice Casson, Massimo Livi Bacci, Mariapia Garavaglia, Alfonso Andria, Giovanni Procacci, Franca Donaggio, Emanuela Baio, Luigi Lusi, Roberta Pinotti, Luigi De Sena, Leana Pignedoli, Flavio Pertoldi, Teresa Armato, Antonio Rusconi, Marina Magistrelli, Andrea Marcucci, Daniela Mazzuconi, Maria Teresa Bertuzzi, Anna Serafini, Mauro Marino, Ignazio Marino, Maria Fortuna Incostante, Paolo Nerozzi, Anna Maria Carloni, Maria Leddi, Anna Rita Fioroni, Alberto Maritati, Tiziano Treu.)

Intanto, anche per il Pd sardo non sono tutte rose e fiori. "Riteniamo sbagliata e controproducente la scelta del Pd di imporre con le primarie tutti i suoi candidati e dirimere in questo modo le controversie politiche del centro sinistra". LQuesto, quanto hanno dichiarato, con una nota congiunta, i segretari regionali di Prc, Pdci, Psi e Upc, sottolineando che "…per quanto sia positiva la volontà di allargare la base del coinvolgimento popolare nelle scelte politiche, pensiamo che in questo caso le primarie possano rivelarsi l'esatto opposto, restringendo in ultima analisi la base decisionale al solo partito di maggioranza relativa". Gianni Fresu, Claudio Giorgi, Peppino Balia ed Enrico Piras nutrono "…forti perplessità sulla reale efficacia e sulla verifica democratica di uno strumento plebiscitario e facilmente inquinabile, che oltre ad essere costoso e dilaniare la coalizione di centrosinistra in una lotta fratricida del tutto autolesionista, finisce per delegittimare gli stessi tavoli per le trattative di confronto tra le forze politiche".  I quattro esponenti del centrosinistra ritengono "…del tutto fallimentari e foriere di distorsioni della normale dialettica democratica, le recenti propensioni presidenzialiste connesse allo strumento in sè che, anzichè vincolare presidenti e sindaci al programma e alle forze della coalizione, hanno spesso fatto di queste figure i padroni delle maggioranze, rendendo le stesse forze politiche ostaggio di umori e scelte arbitrarie del tutto individuali". La nota si conclude con la richiesta al partito di maggioranza relativa "…di desistere dai suoi propositi e riconferire alla trattativa politica e programmatica delle segreterie regionali la sua piena legittimità democratica".

Sempre per quanto riguarda il Pd,  ad Oristano l’Assemblea provinciale del partito, allargata ai segretari di circolo, in vista delle prossime provinciali avrebbe dovuto individuare, stasera, il  candidato alla presidenza da proporre al tavolo del centrosinistra . Come si sa, i candidati erano due: Mariolino Tendas, espresso dalla maggioranza del partito, e  Ivo Zoccheddu, proposto dalla corrente minoritaria di Biancu e Alberto Sanna. Perche fosse valida la nomination  avrebbero dovuto votare almeno 72 componenti l’Assemblea . Così non è stato, a causa delle assenze tra i componenti la maggioranza e l’abbandono strategico dell’aula da parte della  correntina di minoranza. Avendo votato soltanto 66 persone tra gli aventi diritto (61 per Mariolino Tendas e appena 5 per Zoccheddu) l’Assemblea è stata riconvocata per mercoledì 7 aprile.

Tra  i partiti vincitori delle ultime elezioni, oltre al successo della Lega, va sottolineato quello del “MoVimento 5 stelle” di Beppe Grillo. Ecco come il “comico-politico” genovose commenta il risultato del suo Movimento: “Mezzo milione di italiani ha votato per il MoVimento 5 Stelle (... in sole cinque regioni). Hanno votato molti giovani che erano disinteressati della gestione della cosa pubblica. E' l'inizio di un percorso. Il MoVimento si è inserito in una partita tra bari, in cui la combine elettorale era preparata a tavolino. Pdl e Pdmenoelle si spartiscono da 15 anni le zone di influenza del Paese e la gestione degli appalti. Il popolo sovrano non ha scelta, o vota uno, o vota l'altro, senza conoscere le logiche spartitorie sottostanti. La prova provata dell'inciucio è nella scelta dei candidati regionali da parte di D'Alema (Bersani è solo il suo portavoce, sempre più afono). Solo i nomi richiamano le sconfitte di Canne, Waterloo, della foresta di Teutoburgo e di Caporetto. Scegliere Loiero in Calabria, Megaloman De Luca in Campania, e l'ectoplasma Penati in Lombardia è stato come salire su un ring con il braccio destro legato dietro alla schiena. Delle due l'una: o la direzione pdimenoellina è costituita da tafazzi masochisti, o è stato un voto di scambio a livello regionale. Il Pdmenoelle aveva già perso alla presentazione delle liste. La stessa scelta di Boccia in Puglia era un immenso favore al centrodestra, senza le primarie vinte da Vendola, il Pdmenoelle avrebbe perso anche quella regione. E' stato un negoziato, con il Piemonte assegnato al Pdmenoelle e l'unica incognita del Lazio in cui, senza la mancata presentazione delle liste del Pdl, la Polverini avrebbe stracciato la Bonino. Bersani ha dichiarato: "L'inversione di tendenza c'è tutta, si vede dalla conquista della maggioranza delle regioni”. Rimuovetelo al più presto da segretario, delira, come ha delirato sulla TAV, sugli inceneritori, sulla gestione pubblica dell'acqua. Il MoVimento non ha avuto nessuna copertura da parte dei telegiornali della RAI: Tg1, Tg2, Tg3 e Rainews24 (dati Agcom). Per la maggioranza degli italiani non è esistito. Ora esiste, ha un programma, 60.000 iscritti, consiglieri regionali sicuramente in Piemonte e in Emilia Romagna. E' un MoVimento di proposte, con un Programma, di giovani, di condivisione, di incensurati. Non è di destra, né di sinistra: è avanti. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene): Noi neppure”. (www.beppegrillo.it)

Due dipendenti di una comunità alloggio per anziani in provincia di Oristano, un uomo di 45 anni e una donna di 43, sono stati arrestati dai Carabinieri per violenza aggravata, in concorso, nei confronti di un paziente disabile di 70 anni. L'ultimo episodio sarebbe avvenuto all'inizio di marzo, nella stanza della vittima. I due operatori avrebbero agito approfittando dello stato di infermità e inabilità del paziente. Uno dei due arrestati deve rispondere anche di maltrattamenti. Secondo gli accertamenti svolti dai Carabinieri della Polizia giudiziaria del Tribunale di Oristano, i maltrattamenti andavano avanti almeno dal 2005. L'anziano ospite sarebbe stato ripetutamente preso a schiaffi e minacciato di allontanamento dalla casa alloggio. Gli arresti sono stati eseguiti nella giornata di ieri dai militari, in esecuzione di un ordine di custodia cautelare emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Oristano, proprio sulla base degli elementi di prova raccolti dai Carabinieri.

 

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Di greg (del 30/03/2010 @ 16:00:29, in cronaca, linkato 1662 volte)

In Sardegna, le elezioni per il rinnovo degli otto consigli provinciali e di circa la metà dei consigli comunali isolani, si svolgeranno il 30 e 31 maggio. Lo ha deciso la giunta regionale, riunita oggi in seduta straordinaria nell'isola dell'Asinara. L'esecutivo guidato da Ugo Cappellacci si è recato nell’ "isola dei cassintegrati", per ascoltare gli operai della Vinyls di Porto Torres, impegnati nella lotta per il posto di lavoro, e che da oltre un mese hanno occupato l’Asinara. La data delle elezioni è stata  decisa una volta superato l'ostacolo determinato dall'annullamento dei collegi della provincia di Oristano da parte del Tar.  “Con la loro ricostituzione - si legge in una nota stampa - è stata identificata come prima data utile (per una questione di tempi e per rispettare i termini di legge) il 30 e il 31 maggio. L'appuntamento costituisce un importante momento di verifica per tutti gli enti locali interessati, considerato che si vota i in circa la metà dei comuni e in tutte le otto province sarde. In particolare, la consultazione elettorale costituisce un momento significativo per le nuove province, che hanno compiuto il loro primo mandato amministrativo. Si tratterà, quindi, di un importantissimo test di verifica di queste nuove istituzioni autonomistiche che hanno compiuto la loro prima esperienza. Tra i comuni che dovranno rinnovare sindaco e consiglio sono sei quelli che superano i 15 mila abitanti: Sassari, Nuoro, Quartu, Iglesias, Sestu e Porto Torres. In provincia di  Oristano si voterà in  45 comuni; in quella di Cagliari saranno 30 i comuni interessati; 7 nella provincia Carbonia-Iglesias; 16 nel Medio Campidano; 28 in quella di Nuoro; 7 nell'Ogliastra; 30 in provincia di Sassari;  e 13 in quella di Olbia-Tempio.
Intanto, è stato rinviato al primo aprile (e non è uno scherzo) il vertice del centrosinistra per stabilire la data delle primarie, in vista delle elezioni del 30 e 31 maggio prossimi. La decisione è stata presa al termine della riunione di stamattina, durante la quale sono stati esaminati alcuni correttivi al regolamento per le primarie che, secondo quanto si apprende, dovrebbe essere emanato giovedì prossimo. Tra i punti previsti dal regolamento per le primarie di coalizione (di cui fanno parte il Partito Democratico, Idv, Federazione della sinistra composta da Prc e Pdci, Sel, Partito socialista, Verdi, Upc, Alleanza per l'Italia e Rossomori) il termine del 12 aprile per la presentazione delle candidature di coalizione; ogni candidatura dovrà essere sostenuta da un numero di firme pari allo 0,8 per cento della popolazione residente.  Nel frattempo il comitato organizzatore ha già avviato la procedura per l'organizzazione delle primarie. Al momento si sa solo che si dovrebbero svolgere entro il 18 aprile, mentre trovano, invece, conferma i problemi, soprattutto in casa Pd (c’era da giurarci), per quanto riguarda riguarda le ricandidature in provincia di Cagliari e in provincia di Nuoro. Sulle riconferme di Graziano Milia e Roberto Deriu, ci sono, infatti, molti malumori non solo all’interno del Partito Democratico ma anche tra le altre formazioni che compongono la coalizione, ad iniziare dall'Italia dei Valori. "Il nostro partito – ha detto Federico Palomba, coordinatore dell’Idv - ha regole precise, che ci impediscono di sostenere un candidato nelle condizioni di Milia. A Nuoro, dove pure avevamo un candidato forte, abbiamo fatto un passo indietro per il bene della coalizione. Ci aspettiamo che ora anche gli altri facciano altrettanto su Cagliari". Se venisse confermata l'indicazione di Milia anche per le eventuali primarie, l'Idv si presenterà con una propria lista e un proprio candidato, anche in base a quanto deciso, nei giorni scorsi, dal coordinamento provinciale dell’Italia dei Valori. A togliere d'impaccio l'Idv ci ha pensato, in tarda serata, Graziano Milia, presidente della provincia di Cagliari, che ha diffuso una nota stampa, dove  ha annunciato la sua decisione di non ricandidarsi per il centrosinistra. "Graziano Milia, non sta sulla graticola, nè si fa lapidare. Prende atto del fatto che molti cercano di assaltare la diligenza e di approfittare della situazione, e si ritira dalla competizione come candidato del centrosinistra. Quanto sta accadendo nelle ultime ore – si legge nella nota di Milia -, forse condizionato da una lettura superficiale dei risultati elettorali delle regionali nazionali, mi induce ad un'ulteriore riflessione. Anche questa volta non conosco l'esito della riunione di coalizione regionale. Dalla stessa mi giungono notizie - che non so quanto veritiere, e spero non lo siano - che ad una prima lettura appaiono invertebrate e senza profilo politico. In Italia non si vince, perchè pensiamo a combattere più una persona anzichè la sua politica. Si parla di giustizia che, mi pare nel modo in cui viene affrontata, ai cittadini importi poco, anzichè del fatto che abbiamo perso 700 mila posti di lavoro e che, nel 2014, torneremo allo stesso livello di ricchezza del 2007. In Sardegna si parla di un possibile candidato nella provincia di Cagliari che forse ha sbagliato, undici anni fa, quando era sindaco di Quartu, nel fare una delibera in giunta anzichè in consiglio per fare una gara pubblica, per lapidarlo, nonostante il codice etico, equilibrato e rigoroso, del partito cui è iscritto non trovi nulla di ostativo".  I risultati delle elezioni amministrative di ieri, inoltre, potrebbero riaprire i giochi delle alleanze, soprattutto per quanto riguarda il possibile accordo con l'Udc in alcuni comuni e province, mentre resta il rifiuto di Rossomori e Federazione delle Sinistre per ogni intesa con il Partito Sardo d'Azione. Insomma, nella coalizione di centrosinistra nulla sembra essere cambiato, visto che, per l’ennesima volta, si fa di tutto per farsi male da soli. Il risultato elettorale di questi giorni, evidentemente, non deve aver insegnato alcunché, e, sintetizzando, anziché cercare la sintesi su un programma comune che possa ricanalizzare l’attenzione e l’interesse degli elettori  verso il centrosinistra, si pensa preliminarmente  a porre veti su questo o quel partito, su questo o quel candidato, dando all’esterno la solita, stantia immagine di litigiosità che non può non  portare  diritti verso l'ennesima, cocente sconfitta. 

Altre notizie:

L’Assemblea provinciale del Partito Democratico di Oristano è stata convocata per mercoledì 31 marzo, alle 17, presso la sede di Via Canepa, per l’elezione della commissione provinciale di garanzia, e, soprattutto, per discutere delle prossime  amministrative, e determinare chi sarà il candidato del Pd alle provinciali. “L’Assemblea Provinciale al fine di individuare il proprio candidato alla Presidenza da proporre al Tavolo del centro-sinistra – si legge in una nota - indica nella stessa Assemblea, congiuntamente riunita ai Segretari di Circolo, l’organismo abilitato a formulare la designazione. Regolamenta che eventuali disponibilità alla candidatura a Presidente della Provincia vanno comunicate alla Segreteria Provinciale, accompagnate dalla sottoscrizione di almeno il 20% dei componenti l’Assemblea Provinciale o da non meno di tre Circoli della Provincia che rappresentino almeno il 10% degli iscritti, entro sette giorni dalla presente deliberazione (del 15 marzo scorso. ndr); che la stessa Assemblea Provinciale unitamente ai Segretari di Circolo si riunirà nei giorni immediatamente seguenti per valutarle e prendere la relativa determinazione con la maggioranza assoluta dei suoi componenti; che all’uopo l’Assemblea congiunta è comunque sovrana anche per eventuali altre indicazioni.” Con nota successiva, in data 20 marzo, il segretario provinciale del Pd di Oristano, Gianni Sanna, prorogava di alti otto giorni il termine per comunicare eventuali disponibilità alla candidatura a presidente della Provincia, per venire incontro alla richiesta formulata dal segretario regionale, Sergio Lai,  in occasione dalla Conferenza dei segretari provinciali del Pd. Al di là della burocrazia, per la presidenza della provincia di Oristano sono state presentate due candidature: Ivo Zoccheddu (in rappresentanza della corrente minoritaria di Antonio Biancu e Alberto Sanna), e Mariolino Tendas (attuale capogruppo del Pd in Provincia) espressione della maggioranza del partito.

Domenica 11 aprile,  ad Oristano, ed in contemporanea in tantissime  altre piazze Italiane ed estere, si terrà la manifestazione “Vivicittà – Il mondo corre insieme per l’ambiente, per i diritti, contro il razzismo”. L'appuntamento è fissato per le 9.30, in Piazza Eleonora, con partenza alle 10.30. Il circuito è costituito da un anello di 4 km, da percorrere tre volte per quanti decideranno  di cimentarsi nella prova competitiva, mentre  per coloro che  non intendono affrontare la manifestazione in forma agonistica, il percorso sarà costituito da un solo giro di 4 km. L’evento sportivo è patrocinato dalla presidenza della Repubblica, dalla presidenza del consiglio dei Ministri, dai Ministeri della Giustizia, Esteri, Gioventù, Lavoro, Salute, Politiche Sociali, dal Segretariato sociale della Rai, e con la collaborazione di Radio Rai-GR1, Fidal, Uisp, Federambiente, Agende 21 locali italiane, Impatto Zero, Monte dei Paschi di Siena, Carige Assicurazioni.  Tante, come detto, le città italiane ed estere che ospiteranno Vivicittà. Si correrà, fra l’altro, anche in dodici campi profughi palestinesi in Libano,e  a Gerusalemme est, nonchè in quindici istituti penitenziari e minorili. L'iscrizione di 5  euro può essere regolarizzata prima della partenza; l’iscrizione dà diritto ad avere una maglietta-ricordo della manifestazione.

 

 

 

 


 

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Di pig (del 28/03/2010 @ 22:15:18, in politica, linkato 778 volte)

“Caro Silvio, abbiamo deciso di inviarti qualche nostra riflessione sullo stato del partito in Sardegna, sul progressivo complicarsi della sua gestione interna, e di esprimerti le nostre vivissime preoccupazioni. Come sai siamo stati entrambi, immediatamente dopo la tua elezione, tra coloro che, pur non avendoti votato, hanno deciso di scommettere sulla tua capacità di svolgere un ruolo di aggregazione delle culture e di rinnovamento dei gruppi dirigenti del Partito che, con un voto espresso non solo dagli iscritti, eri stato chiamato a dirigere. Abbiamo operato in questa prospettiva (che ha trovato un suo riscontro nella faticosa ricerca dell'unità interna realizzata a Sassari e provincia) ma non possiamo nasconderti che cresce in noi la preoccupazione per una gestione che, in particolare in relazione al prossimo delicato appuntamento elettorale, rischia di chiudere ad ogni apertura e di risolversi in un incomprensibile ricerca dell'equilibrio a tavolino tra "notabili" delle principali componenti costitutive del PD. Brevemente il quadro come appare a noi. Lo strumento delle primarie come elemento di apertura del partito e dei suoi gruppi dirigenti non solo non è valorizzato ma anzi viene apertamente osteggiato, anche in dispregio dello Statuto: i casi di Nuoro (elezioni provinciali) e di Portotorres (elezioni comunali) indicano i guasti che da tale scelta possono derivare. In almeno tre consultazioni provinciali le primarie potrebbero essere invece il modo per dare slancio in situazioni di oggettiva difficoltà. Pensiamo al Sulcis Iglesiente (dove occorre sostituire il Presidente uscente, disinvoltamente passato alla coalizione di centro destra); a Cagliari (le vicende extra politiche, impongono, come minimo, anche se si decide la ricandidatura del Presidente uscente, una sua legittimazione attraverso primarie); a Sassari (dove, per cancellare l'impressione che le modalità di delegittimazione del Presidente uscente siano la conclusione di una congiura di palazzo, primarie partecipate sarebbero non solo formalmente dovute ma politicamente più che opportune). Ci appare invece evidente il tentativo di risolvere questi obbiettivi problemi politici attraverso mediocri accordi tra correnti e gruppi, mirati, soltanto, a ricostituire gli equilibri di potere interni alla ristretta maggioranza del partito. Addirittura è in atto, in una bozza di regolamento che si propone di approvare a giochi già iniziati (il che è quanto meno scorretto), il tentativo di limitare l'accesso alle primarie di coalizione ad un  solo candidato per volta del Partito democratico. Il rischio di una demotivazione di militanti e simpatizzanti, di una coalizione non coesa è in questo contesto assai forte. Ne cogliamo già le avvisaglie negli umori del nostro elettorato. È del tutto assente, infatti, nella gestione della maggioranza del Partito, qualsiasi attenzione alle proposte della minoranza e, soprattutto, all'esigenza di costruire una coalizione coesa, anche aprendosi a candidature, per i vertici apicali e per le assemblee, che siano espressione più compiuta di effettive competenze e di rinnovamento. Solo una simile linea, assunta con coerenza e determinazione, sviluppata alla luce del sole, potrebbe consentirci di scegliere, attraverso le primarie (statutariamente previste e elemento distintivo del nostro Partito) candidati a quel punto unanimemente condivisi e, soprattutto, percepiti dall'elettorato come estranei a mediocri lottizzazioni e riposizionamenti dei gruppi dirigenti ristretti del PD. Siamo certi, caro Silvio, che comprenderai la nostra preoccupazione, che, come capirai, è  anche attenta ai riflessi nazionali del turno elettorale sardo. Se, come tutto fa prevedere e come ci auguriamo, le elezioni regionali nella penisola segneranno un ulteriore passo del declino del berlusconismo, sarebbe davvero grave che la prova d'appello a un mese di distanza, le provinciali in Sardegna, si concludesse con un segno diverso”. (Giorgio Macciotta e Guido Melis - www.sardegnademocratica.it)

Altre notizie:

La disoccupazione ha toccato in Sardegna il 15,4%, ed è in continua crescita. Con duecentoquindicimila 215 mila persone senza lavoro è indispensabile adottare decisioni urgenti, in grado di garantire adeguate modifiche, sia sui contenuti che sugli strumenti delle politiche di sviluppo e del lavoro. Lo ha sostenuto il segretario generale della Cisl, Mario Medde, che ha proposto alla giunta regionale undici interventi concreti, quali strategie necessarie a promuovere nuovo lavoro e a garantire il reimpiego dei lavoratori in cassa integrazione. Queste, le proposte della Cisl: 1) una agenzia, con competenze di livello elevato, che sia in grado effettuare quell'attività di scouting e di sviluppo, per favorire l'insediamento di nuove attività di impresa nell'Isola; 2) una task-force presso la presidenza della giunta  per le emergenze produttive nel settore industriale e in altri comparti interessati da gravi crisi produttive e occupazionali; 3) definizione di un sistema di priorità da utilizzare con il principale strumento di agevolazione, i Pacchetti integrati agevolativi (Pia), in funzione delle scelte di politica industriale della Regione, che di anno in anno dovranno essere codificate nei bandi; 4) creazione dell'agenzia unica regionale per la creazione d'impresa e il reimpiego; 5) ridefinizione del ruolo dell'Agenzia del Lavoro, in funzione di un suo definitivo rilancio; 6) rivisitazione del programma Master & Back; 7) revisione del sistema del credito d'imposta regionale, dando assoluta priorità alla creazione di occupazione aggiuntiva e alle stabilizzazioni dei contratti a tempo determinato; 8) riforma della legge quadro regionale su istruzione e formazione professionale; 9) istituzione dell'agenzia per l'orientamento e l'attuazione delle politiche della formazione; 10) riforma della legge regionale 31 sul diritto allo studio; 11) programma pluriennale per contrastare la povertà. 

Una politica regionale cieca e sorda ha messo in crisi il Consorzio di Bonifica e, di conseguenza, tutto il comparto agricolo dell'oristanese. Questo, il grido di protesta che è si è levato dalla sala consiliare della Provincia, affollata dai dipendenti del Consorzio. Dipendenti che sono i primi a pagare una criticità finanziaria che vede il Consorzio con una esposizione bancaria pari a 20 milioni di euro, con oltre un milione di euro di interessi passivi annui. Una vertenza, quindi, delicata, una situazione di estrema gravità, di cui si è parlato, questa mattina, nel corso dell'incontro a cui hanno preso parte il presidente della Provincia di Oristano, Pasquale Onida, gli assessori Renzo Coghe, Pierfrancesco Garau e Mario Matta, gran parte dei consiglieri provinciali, i sindacati e le associazioni di categoria, mentre è stata sottolineata la preoccupante assenza dei consiglieri regionali rappresentanti del territorio, dei quali era presente il solo Antonio Solinas. Ad essere in serio pericolo sono oltre duecento posti di lavoro, con il conseguente blocco dei servizi effettuati dal Consorzio, che comporterebbe la mancata erogazione dell'acqua al sistema agricolo proprio nel periodo di massima produzione. I problemi del Consorzio non sono certo contingenti, visto che, col passare degli anni, si sono aggravati, a causa dei costi ormai non più riconducibili alla sola contribuzione degli oneri degli agricoltori ed ai contemporanei mancati introiti, come quelli derivanti dalle centrali idroelettriche, la diga, e la riserva d'acqua passata sotto controllo dell'Enas. Uno "scippo", come è stato definito dai rappresentanti sindacali, operato dalla Regione, che ha portato all'attuale stato d'emergenza. Per questo motivo, la Regione è stata sollecitata a farsi carico della vicenda, affinchè trovi una soluzione definitiva del problema, attraverso la riforma dei Consorzi (come ha ribadito il Commissario dell'ente, Francesco Pinna), ma anche con interventi più immediati, come il rifinanziamento della legge regionale n. 6, che, negli anni passati, ha permesso di abbattere i costi.  La vertenza del Consorzio di Bonifica rischia un pericoloso inasprimento, hanno sostenuto in coro i rappresentanti sindacali (Giampaolo Lilliu per la Cgil, Angelo Medde perla Uil, e Antioco Patta per la Cisl), se i vertici regionali continueranno a non tener conto delle richieste per trovare una soluzione a quella che può essere considerata una vera e propria emergenza sociale. La Provincia si è schierata, all’unanimità, con i lavoratori del Consorzio e con il sistema agricolo provinciale, così come hanno sottolineato nei loro interventi i consiglieri provinciali Mauro Solinas, Antonello Sanna, Mario Tendas, Sandro Murana, Emanuele Cera, Gianpietro Pili, l'assessore all'agricoltura Renzo Coghe, ed il presidente Pasquale Onida. Il presidente della Provincia, nell'assicurare l'incondizionato appoggio dell'ente, ha annunciato che domani si recherà a Cagliari, e solleciterà un deciso e immediato intervento da parte del presidente Cappellacci e dell'assessore regionale all’Agricoltura Prato, per cercare di  risolvere la situazione di emergenza creatasi nel Consorzio di Bonifica di Oristano, che rischia di ripercuotersi negativamente non solo tra i dipendenti ma anche nell'intero comparto agricolo.

Prenderà il via il I° aprile la campagna di vaccinazione contro varicella, morbillo, parotite e rosolia, organizzata dal servizio di Igiene pubblica della Asl n.5 di Oristano. Potranno essere sottoposti al vaccino quadrivalente (un unico vaccino per immunizzare dalle quattro malattie virali) tutti i bambini a partire dal 13° mese di vita. Le vaccinazioni, totalmente gratuite, saranno effettuate, previa prenotazione, in tutti gli ambulatori di Igiene pubblica della provincia. La Asl ricorda che la vaccinazione va rimandata in presenza di malattie acute e di febbre, mentre in caso di una malattia o di una terapia cronica, è necessaria la valutazione del medico prima della sua somministrazione.
 

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Di pig (del 25/03/2010 @ 21:02:08, in cronaca, linkato 1573 volte)
La Regione ha definito oggi i nuovi collegi elettorali della provincia di Oristano, in vista delle prossime elezioni provinciali e comunali in Sardegna.Con una delibera proposta dall'assessore regionale degli Enti Locali , Gabriele Asunis, la giunta ha tenuto conto della sentenza del 12 febbraio scorso, con la quale il Tar della Sardegna aveva annullato il decreto che definiva le circoscrizioni dei collegi elettorali nelle otto province sarde. A questo punto potrà, finalmente, essere fissata la data delle amministrative. "Con il lavoro svolto dalla Commissione di verifica e revisione, e tenuto conto delle osservazioni pervenute dalla Prima Commissione in consiglio regionale - ha detto Asunis -, abbiamo dato una risposta rapida per completare l'ultimo passo verso la determinazione della data relativa alle prossime elezioni provinciali e comunali in Sardegna". In particolare, al comune di Oristano sono stati attribuiti quattro collegi, Santa Giusta viene accorpata ai comuni di Palmas Arborea e le frazioni di S. Quirico (Oristano) e Tiria (Santa Giusta), mentre Fordongianus, Villa Verde, Sinis, Pompu e Morgongiori, per rispettare il criterio di coerenza territoriale e l'uniformità delle dimensioni demografiche, vengono ricollocati negli originari collegi. Per i comuni di Arborea, Terralba e Marrubiu, infine, vista la loro omogeneità economica e sociale, e considerata la forte connotazione dei processi comuni di riforma agraria che ne hanno rafforzato i rapporti e le interrelazioni, sia culturali che economico-sociali, è stata prevista la ripartizione in tre collegi: uno comprendente parte del comune di Terralba (sezioni da 1 a 7); uno riguardante il comune di Arborea e le sezioni 8 e 9 di quello di Terralba, e il terzo che comprende il comune di Marrubiu e le sezioni 10 e 11 del comune di Terralba.

 Altre notizie:

Che il centro-destra sia ormai allo sbando non lo dimostra  soltanto la diversità di vedute tra Berlusconi e Fini (con quest’ultimo che continua ad acuire differenze e distanze dal premier)  ma anche le continue diatribe interne al Pdl che, a tutti i livelli, stanno spaccando il Popolo della libertà in mille rivoli. Alla Regione, con la giunta Cappellacci sempre più prona nei confronti del governo romano,  e totalmente inconsistente dal punto di vista della programmazione politica, il malcontento all’interno della coalizione di centro-destra è cresciuto a tal punto che a smentire le bugie e a lamentarsi dell’operato della giunta non è più l’opposizione di ecntrosdinistra, ma gli stessi rappresentanti della coalizione attualmente al governo della Regione. Ecco un esempio: “Le linee guida della giunta regionale sulle politiche per le energie rinnovabili costituiscono un quadro penalizzante e ostativo nei confronti delle piccole realtà sarde legate all'impresa artigianale, agricola, commerciale, con una rete di vincoli e pesanti oneri nella fase istruttiva e concessoria, tali da rendere impossibile la realizzazione di progetti di piccole entità, ma determinanti per il tessuto produttivo sardo". Questo, quanto affermato, in una nota satampa, da undici consiglieri regionali del Pdl, primo firmatario Ignazio Artizzu, che invitano il presidente della giunta, Ugo Cappellacci, a riesaminare la materia "…disciplinata senza opportuni e imprescindibili momenti di confronto con le forze politiche e gli organi consiliari”. E poi l’affondo: “Desta sconcerto e preoccupazione l'ipotesi che, nella fase di dialogo con la Regione, vengano privilegiate le istanze di  quei soggetti che siano operatori di primaria rilevanza nella realizzazione e gestione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili”, hanno scritto Artizzu, Paolo Terzo Sanna, Onorio Petrini, Silvestro Ladu, Carlo Sanjust, Nanni Campus, Antonio Pitea, Alberto Randazzo, Nicolo' Rassu, Rosanna Floris e Gianfranco Bardanzellu.

“Prendiamo atto che, nel corso della verifica annuale, il governo ha bocciato il piano di rientro 2007-2009 del deficit della sanità, predisposto dall'attuale amministrazione regionale di centro-destra, ritenendo inadempiente la Sardegna sotto il profilo del risanamento del sistema sanitario. E' indubbiamente un grave smacco per il centro-destra e per l'assessore regionale alla Sanità”. Così i consiglieri regionali del Pd hanno commentato la notizia, diffusa dal ministero della Salute, sull'esito negativo della verifica annuale sul piano di rientro del deficit della sanità sarda. “Non possiamo fare a meno di osservare – ha detto il Pd - che questo accade per la prima volta, e che mai i precedenti governi regionali di centrosinistra erano stati bacchettati da Roma per il disavanzo sanitario. Eppure, nel 2004, il centrosinistra aveva ereditato una situazione di deficit ben peggiore rispetto a quella attuale. Lo ha certificato, ancora una volta,  pochi giorni fa il quotidiano il Sole24ore,  per il quale, nel biennio 2003-2004, il buco della sanità in Sardegna ammontava a ben 500 milioni di euro. Ciò nonostante, anche nell'enorme sforzo di risanamento compiuto nella scorsa legislatura, il ministero della Salute non ha mai rimandato al mittente i piani di rientro messi a punto dalla Regione.  A questo punto, riteniamo opportuno che l'assessore alla Sanità, Liori, ci illustri nel dettaglio le voci di spesa dei 225 milioni di deficit dichiarati nel 2009 – ha sostenuto il Pd -, e ci spieghi quali sono i motivi di questo aumento di spesa che ha contribuito all'attuale bocciatura”.

Nella seduta di questa sera del consiglio comunale di Oristano Mariano Carta ha comunicatodi voler lasciare l’Mpa, dichiarandosi indipendente.  Dopo Franco  Serra, che aveva lasciato l’Udc per l’Mpa, per poi fare marcia indietro, ora anche Mariano  Carta pare intenzionato ha fare lo stesso percorso. Intanto, nella seduta di oggi consiglieri e pubblico hanno avuto la gradita sorpresa di vedere seduta al suo posto di sindaco, Angela Nonnis, che era stata assente  per lungo tempo per malattia. La Nonnis ha ringraziato tutti  per gli attestati di solidarietà ricevuti, ed  appare intenzionata, salute permettendo, a rioccuparsi pian paino dei problemi della città, così come il suo ruolo istituzionale richiede. Ad Angela Nonnis, da parte nostra, gli auguri di buon lavoro.  

Il Consorzio Uno Promozione Studi Universitari Oristano e il corso di laurea in Tecnologie Alimentari della Facoltà di Agraria dell'Università degli Studi di Sassari, hanno organizzato, in collaborazione con la Camera di Commercio di Oristano e con l'Associazione Italiana Tecnologi Alimentari (Aita), per  venerdì 26 marzo, alle 9.30,  presso l'aula 1E di via Carmine 14, ad Oristano, un seminario sul tema della qualità delle carni: dalla produzione alla trasformazione.  L'incontro scientifico, che prosegue il ciclo di seminari e convegni sulle tematiche delle tecnologie alimentari, inaugurato cinque anni fa, sarà coordinato da Giovanni Antonio Farris e Antonio Piga dell'Università di Sassari, e avrà come relatori  Anna Nudda e Salvatore Pier Giacomo Rassu dell'Università di Sassari,  Paola Pittia dell'Università di Teramo e  Pier Giacomo Sarra dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza. Prima del dibattito conclusivo,  sarà dato spazio ad alcune testimonianze aziendali (Antonello Salis della Genuina di Ploaghe e  Serafino Mura del Consorzio Mèlina).

 

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Di pig (del 24/03/2010 @ 23:00:33, in politica, linkato 1664 volte)
Tra i partiti più attivi in questo periodo pre-elettorale, il Pd di Oristano merita senza dubbio una citazione particolare. Il nuovo organigramma dei democratici oristanesi sembra aver dato nuova linfa ad una forza politica che, tempo addietro, si era fatta notare, a tutti i livelli, soprattutto per la sua cronica assenza. I tempisono cambiati (o così almeno sembra) e ormai non  c’è settimana che il Pd non proponga nel territorio un tema importante su cui dibattere, facendo conoscere non solo qual è la sua opinione su problematiche specifiche, particolarmente care ai cittadini, ma anche, con le consultazioni elettorali oramai ad un tiro di schioppo, qual è il suo programma. Il secondo appuntamento della “Conferenza programmatica” del Pd si è svolto ad Abbasanta, ed aveva come tema la Scuola. Un impegno deciso a difesa della scuola pubblica; un sforzo costante nella costruzione di una scuola di qualità; la salvaguardia della presenza della scuola anche nelle aree dell’interno; maggiore attenzione alla drammatica questione del precariato. Queste, in sintesi, le indicazioni più importanti emerse nel corso dell’incontro-dibattito, dal titolo “Il Pd per la scuola”, che ha registrato una consistente ed appassionata partecipazione popolare. La “Conferenza programmatica” è stata aperta dal segretario del circolo di Abbasanta, Carla Frau, e dal componente della Segreteria provinciale, Antonio Piras. La relazione introduttiva è stata svolta dal parlamentare oristanese del Pd, Caterina Pes, che ha illustrato lo stato di salute della scuola in Italia ed in Sardegna, evidenziando gli effetti disastrosi della recente riforma voluta dal governo, finora concretizzatasi in una gigantesca operazione di tagli, che ha creato gravi danni ad un settore importante e delicato come quello della scuola. Tutto ciò, nonostante sia a tutti evidente che la crescita socio-economica di un Paese passa, necessariamente, attraverso un tasso elevato dei livelli di istruzione. Questa considerazione vale ancora di più per le aree economicamente e socialmente più in difficoltà, come quelle del meridione e della Sardegna in particolare. Si è svolta, poi, una tavola rotonda, coordinata dal segretario provinciale, Gianni Sanna. Gli intervenuti hanno offerto un interessante spaccato del mondo della scuola, ognuno attraverso la propria esperienza personale. Dalle difficoltà dovute al calo demografico e al conseguente rischio per la sopravvivenza di classi e plessi, alla richiesta del coordinamento precari di maggiore attenzione dal mondo della politica, attraverso l’accoglimento della piattaforma di rivendicazioni proposte; dalle questioni riguardanti le problematiche vissute dagli studenti fuori sede e pendolari, alle quotidiane difficoltà vissute da insegnanti e genitori. Il risultato è stato un quadro non molto incoraggiante, e che richiama la classe dirigente nazionale e regionale ad un impegno più attento ed incisivo. Successivamente il consigliere regionale, Antonio Solinas, ha illustrato la proposta di legge, presentata recentemente dal gruppo del Pd, che propone una serie di misure a sostegno della scuola pubblica in Sardegna, mentre le conclusioni sono state tratte dal consigliere regionale, Gian Valerio Sanna, che ha rivendicato i risultati conseguiti dall’Amministrazione regionale precedente, garantendo che, anche dall’opposizione, il Pd continuerà ad operare affinché le politiche per la “conoscenza” siano messe al centro del dibattito e dell’iniziativa politica. La “Conferenza programmatica” del Pd proseguirà con un nuovo appuntamento, sabato 27 marzo, a Terralba, alle 16, nei locali dell’aula consiliare. Il Pd terrà in forte considerazione delle indicazioni che proverranno dal mondo delle associazioni di categoria e dalle parti sociali, attorno al tema “IL Pd per l’economia ed il lavoro”. Ospite d’eccezione, il responsabile nazionale Economia e Lavoro del Pd, Stefano Fassina. Coordinerà i lavori Mariangela Massenti, mentre la tavola rotonda sarà moderata da Anna Ferrara, entrambe della segreteria provinciale del Partito Democratico di Oristano. Le conclusioni sono state affidate Roberto Marongiu, anch’egli componente la segreteria provinciale del Pd.

Altre notizie:

La lettera “riservata-non riservata” inviata dal segretario generale, Anna Maria Congiu, a tutti ai consiglieri comunali di Oristano, richiamandoli al rispetto del proprio ruolo istituzionale, ha fatto capolino in consiglio comunale.  Secondo la Congiu, alcuni consiglieri avevano cercato di perorare la causa di un dipendente comunale, al quale il segretario, in soldoni, aveva contestato le ore di straordinario effettuate durante la Sartiglia. Il segretario aveva considerato questi interventi delle vere e proprie ingerenze, tali da meritare una “sculacciata” per iscritto, attraverso la lettera “riservata-non riservata” (perché, è inutile girarci attorno, è chiaro che, nonostante il segretario affermi il contrario, scrivendo a tutti i consiglieri l’intenzione era quella di rendere pubblica la tiratina d’orecchi ai politici) si è rilevata un autentico boomerang. Così una questione che si sarebbe potuta risolvere con un pizzico di buonsenso, ha avuto quella pubblicità che, a parole, nessuno cercava, fino ad approdare in consiglio comunale, con la dura replica al segretario da parte del consigliere di Fortza Paris, Mauro Solinas, il cui pensiero molti hanno condiviso.  Questa una sintesi dell’intervento di Solinas: “Avevo chiesto, in maniera un pò estemporanea, di intervenire in merito alla lettera che, come consigliere comunale, ho ricevuto a firma del segretario generale di questo comune, datata 2 marzo 2010. Poiché in questo comune svolgo la mia attività politica ormai da parecchi anni, sinceramente non mi era mai capitato di ricevere una lettera di “richiamo all'ordine” sul ruolo che l'organo politico deve svolgere all'interno dell'Amministrazione. Ma la cosa che mi ha maggiormente offeso, segretario, è il fatto che lei mandi una lettera, assolutamente generica, senza riferirsi a persone, contro le quali invece, a mio parere, avrebbe dovuto, se vi erano delle manchevolezze, puntare il dito. Questo non è avvenuto, e poiché ritengo di svolgere il mio ruolo in maniera corretta e obiettiva nei confronti di tutti, anche chiedendo scusa (e chi è in quest'aula da anni ne è testimone), perché mi è capitato più volte di sbagliare e più volte di chiedere scusa per il mio comportamento errato. Lei, in questa lettera, richiama l'organo politico a non occuparsi di fatti gestionali. Mi permetto di dire a lei, e in modo tale che mi sentano tutti i colleghi, che non dovremmo certo occuparci di fatti gestionali, ma non dovremmo occuparci neppure di buche nelle strade, neppure del cimitero nelle condizioni disastrose nelle quali versa ormai da un po' di tempo, ecc…  Quanto lei, segretario, ha fatto in questa lettera mi ha colpito e amareggiato profondamente, perché io penso che il ruolo che ogni consigliere, assessore, e il sindaco prima di tutti in quest'aula deve avere, è quello di tutelare i cittadini di Oristano, tutti, dipendenti compresi. E, quindi, di cercare di intervenire anche in quelle vicende che forse a qualcuno farebbe piacere, sempre e comunque, starne fuori, come nella vicenda che io ho appreso solo dai giornali, da notizie riportate dalla stampa, e non dalle parole della lettera. Questo lo dico per esprimere la solidarietà verso le persone citate in quell'articolo del giornale… Quando ero vicesindaco e assessore, io mi sono trovato ad occuparmi di problemi come questi, ed ho cercato di relazionarmi con le persone che mi stavano vicine, fossero essi dipendenti o segretari del comune, evitando che sulla stampa finissero cose che hanno, soprattutto, dei risvolti umani, che nella lettera del segreario vengono di pari passo saltati”. Sconcertante la risposta del segretario alla dura reprimenda di Solinas “…si trattava di una lettera riservata, non era il caso che il consigliere facesse questa cosa pubblicamente, sinceramente era una cosa riservata”, tant’è che dopo questa perla la considerazione più gettonata dai consiglieri è stata: “ Ma questo segretario ci è o ci fa?”.

Il gruppo del Pd in consiglio regionale intende impegnare, tramite una mozione, la giunta Cappellacci a deliberare il ripristino dell'assegnazione al comune di Fordongianus  del canone di concessione annuale corrisposto dai privati che gestiscono il complesso termale del paese, di proprietà della Regione. Nella scorsa legislatura, la giunta regionale aveva disposto che un canone di duecentomila euro dovesse essere corrisposto al comune dal concessionario, contemplando anche la possibilità per l'amministrazione di usufruire degli spazi della struttura per finalità istituzionali e a beneficio della comunità locale, compatibilmente con le esigenze aziendali del privato. “Il 29 settembre scorso, l'attuale giunta – hanno ricordato i consiglieri regionali dell'opposizione, primo firmatario l'ex assessore agli Enti locali, Gian Valerio Sanna - aveva revocato le delibere di quella precedente, nella parte in cui prevedevano l'assegnazione del canone al comune di Fordongianus, in assenza di una espressa norma legislativa che ne disponesse la devoluzione. Quest'ostacolo - hanno evidenziato i firmatari della mozione – è stato superato con la legge finanziaria 2010, in cui alla giunta è dato mandato di valutare la devoluzione ai comuni dei canoni concessori percepiti per strutture di proprietà della Regione e adibite ad attività produttive”.

Domani, venerdì 26 marzo, alle11.30, presso l’aula consiliare della Provincia di Oristano, verranno consegnati gli attestati di partecipazione ai volontari che hanno preso parte alle operazioni di soccorso delle popolazioni che in Abruzzo sono state colpite dal terremoto. Con gli interessati e le rispettive Associazioni di appartenenza interverranno il presidente della Provincia, Pasquale Onida, e l’assessore alla Protezione civile, Pierfrancesco Garau,

L’Automobile Club di Oristano ha convocato l’Assemblea ordinaria dei soci, presso la sede sociale, in via Cagliari 39, ad Oristano, in prima convocazione per il 29 aprile, alle 7, e in seconda convocazione per il 30 aprile, alle 9, per l’approvazione del Conto consuntivo 2009,  l’elezione del Consiglio direttivo e dei Revisori dei conti per il quadriennio 2010 – 2014.  Il presidente dell’Aci di Oristano, Mario Maullu, ricorda che “…sono ammessi al voto i soci che risultino tali alla data di indizione delle elezioni (Delibera n. 1 del Consiglio Direttivo del 22.03.2010 ), e che mantengano tale qualità alla data dell’Assemblea. Non sono ammesse deleghe. Per la presentazione delle liste dei candidati si fa riferimento al regolamento elettorale e alla delibera di indizione delle elezioni, che sono disponibili presso la sede dell’Ente e affissi all’Albo Sociale. La stessa delibera contiene la lista presentata dal Consiglio uscente”.

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Di pig (del 23/03/2010 @ 20:15:20, in politica, linkato 1040 volte)
Nelle giornate che hanno dato i natali a Nathan Falco Briatore, in cui su palchi sterminati ci è stato promesso di sconfiggere il cancro in tempi rapidi, mentre in altri lidi viene riformata davvero l'assistenza sanitaria, ci siamo illusi che, vista la gravità e il carattere grottesco nel nostro fantasioso presente la castixedda mettesse fra parentesi quella sorta di conatus che la porta a avere un ruolo pubblico per esistere e per prosperare. Invece è un'energia che sinché viene alimentata non s'estingue, e travolge tutte le regole, gli impegni, le aperture. Per vecchia indulgenza ideologica, per amore della nostra gioventù e delle scelte di campo che in certe età si compiono, siamo ancora instupiditi dal senso comune della nostra appartenenza. Non ne vediamo i limiti. Continuiamo a dar loro credito e forse è nostro dovere farlo, con tutta questa fatica qualcuno dovrà pure comportarsi responsabilmente. Dice Gianni Loy, che occorre indignarsi e che non voterà mai Milia (scelta che, detto per inciso, personalmente condivido). Gli risponde Cristina Lavinio, ma se non votiamo il castosauro de noantri "consegniamo la Provincia alla destra". Su un altro versante, Giulio Angioni reputa che l'esecranda sconfitta di Soru l'anno passato sia solo da attribuire a una "Sardegna che c'è" e ai suoi caratteri immanenti, lasciando sullo sfondo l'agire concreto di gruppi individuabili. Proviamo invece a metterci nei panni della castixedda che ci riguarda. Quali sono i loro punti di riferimento? Forse che per loro una sconfitta elettorale alle provinciali o alle regionali conta? No, non conta nulla, loro sono quasi come Santa Madre Chiesa, hanno tempi più lunghi: per loro contano le loro traiettorie dentro sconfitte/vittorie/pareggi. Si candidano alle provinciali, per dire, ma pensano già alle prossime regionali o politiche. Sperano che il loro ruolo pubblico in qualche modo persista, e vedono tutte le cose di cui stiamo parlando come punti di passaggio che alla fine costituiscono una carriera. Per tutti loro noi siamo elettori e pubblico. Il programma è un pretesto, il poco di cinque anni di amministrazione bamba, irrilevante (Silviolai li ha definiti "ottimi amministratori" sui pulpiti di RadioPress). L'opposizione a Soru mi sembra legata più al suo attacco al sistema della castixedda che ad altre considerazioni (infatti è stato un ottimo amministratore e ha dato vita al programma di ogni "riformismo europeo" o come oggi vogliamo chiamare le politiche democratiche). Soru è stato una mina vagante per le loro aspettative di carriera. Non tanto per le loro carriere personali, quanto per il sistema che organizza/va le carriere politiche in un certo modo. Un sistema che certamente dà loro tanti privilegi e benefit e compagnia. Ma, soprattutto, dà alle loro vite un senso. Che altrimenti chissà se troverebbero. In Sardegna si racconta che il giorno dopo l'esecranda sconfitta di Soru vi sia stato un incontro fra Graziano Milia e Paolo Fadda, e che abbiano brindato a champagne. Io non ci credo, mi sembra una diceria. Tuttavia, è assolutamente plausibile, ed è forse per questo che è stata oggetto di un passaparola compulsivo. Risponde alle aspettative e forse alla saggezza di tanti: la sconfitta di Soru ha concesso ai castosauri la ragione, ha reso il loro modo di fare politica vittorioso. Puntare su un programma di tipo europeo che punti su sviluppo sostenibile, riconversione industriale, conoscenza e tutela del paesaggio, che rimetta finalmente in gioco la nostra identità (si pensi agli atti veramente europei di politica linguistica), migliorare il sistema dei trasporti diventa nuovamente secondario: che senso ha un programma che non sia indistinguibile da altri se il vero problema è recuperare posizioni e proteggere traiettorie?  D'altra parte, sempre dal punto di vista dei castosauri, culturalmente sono più centrali le "sensibilità" e la "sacralità della tradizione politica" di tutto questo "ambaradàn" (Bersani dixit). L'eterno Monopoli delle componenti, degli accordi, dei Tavoli, gli sguardi cupi indagatori sulla composizione dei Presidium, il linguaggio démodé ma a metà strada fra il burocratese e l'intellettuale fumoso da anni '70, che fa tanto politico competente. La castixedda si percepisce vincente, in questo momento, interpreta tutto il nostro sorismo come perdente (e in effetti l'anno passato siamo stati sconfitti, non diversamente da loro in tante occasioni, per esempio contro Mauro Pili), ha ripreso coraggio e ripropone banalmente la propria leadership, e il primato delle proprie idee e delle sue pratiche prevalenti. Ma, per la castixedda, ha un qualche senso essere sardi, porsi il problema di difendere la nostra Isola e noi, suoi abitanti, di migliorarci l'esistenza? Nei loro comportamenti, che cosa esprimono di "sardo"? Non vorrei essere un provocatore ma mi viene da dire: "niente". Non credendo personalmente nell'esistenza dell'identità se non come effetto di un discorso sull'identità, a me pare che esprimano soprattutto, nei loro discorsi, da Silviolai a Milia, una specie di retorica professionale, cioè le loro identità di uomini politici più che di appartenenti a una comunità. È significativo il fatto che costoro a Roma possano giocare un ruolo che avrebbero potuto svolgere anche se provenissero da Gorizia. Avete letto le loro dichiarazioni per il trattamento da Auschwitz imposto agli studenti del Master and back recentemente? Per loro esiste solo un indistinto "territorio", prolifico termine nel loro linguaggio che rappresenta la nostra evanescenza, come soggetti concreti di un "territorio" specifico. Se noi ci poniamo dal loro punto di vista, che mi appare inossidabile e resistente a qualsiasi compromesso con tutti gli altri, le loro mosse sembrano comprensibili e perfino ragionevoli. Perché, infatti, Milia dovrebbe fare un passo indietro? Non è una convenzione  ormai intatta che il secondo mandato non si neghi a nessuno, a prescindere? Perché a me no, avrà ragionato. Perché Silviolai dovrebbe difendere la Giunta Soru e non incontrare Cappellacci se questa seconda mossa lo "legittima" agli occhi degli altri centri di potere mentre il primo lo ricondurrebbe nella zona d'ombra che i media assegnano oggi al sorismo, assieme, ad esempio, a tutta la Storia della Sardegna che non siano le leggende sull'origine del Regno d'Italia sul colle di Bonaria (questi Falsi d'Arborea del XXI Secolo) e genericamente a tutti i problemi che rendono la vita in Sardegna così traballosa? I buchi della memoria collettiva non toccano solo Ugone III, Giovanni Maria Angioy e i noiosamente persistenti settemila nuraghi (forse magazzini): a essi è stato banalmente updatato Renato Soru quasi con lo stesso automatismo delle risposte intercettate del Podatario Cappellacci all'amichetto suo ora agli arresti: una damnatio memoriae gigantesca sulla quale costruiamo solo la nostra persistente disgrazia. Vera causa di "autolesionismo" o forse terreno necessario per costruire autostereotipizzazioni del tipo "la colpa è di noi sardi", articolazione locale del "blaming the victim", rivelatosi così di successo con i neri e con le donne, ed efficaci per sistemare nei discorsi le oppressioni di varia natura. L'ottica castosaura appare come autoreferenziale. Non vede altro che i meccanismi che hanno condotto i suoi portatori a occupare posizioni e dare un senso alla propria vita, in direzione di una maggiore rispettabilità. Soru ha rotto il giocattolo, e in tanti abbiamo preso gusto a questo scherzetto di rovinare la partita a questi giocatori ripetitivi, inefficaci e perdenti. In questo momento, è necessario trovare alternative, in modo che non si riconsegni la Sardegna alla deriva che costoro hanno gestito in questi decenni. Il nostro dovere è trovare uno sbocco diverso a questo garbuglio, come ha cercato di fare, mettendoci la faccia, Efisio Arbau.  Candidature diverse per le primarie di coalizione, in modo da rimettere in gioco la politica sarda e da superare per sempre le illusioni di un anno fa. Candidature che riprendano e approfondiscano il programma soriano, lo articolino nei territori, e costruiscano nuove traiettorie politiche, in cui non siano importanti solo i centri di potere che "ti legittimano", ma anche gli elettori che ti votano, e la loro vita. Per favore, impegniamoci tutti a proseguire, ove possibile, una politica che abbia al suo centro una spinta programmatica forte. (Alessandro Mongili – www.sardegnademocratica.it)


 Altre notizie:

Il  segretario provinciale del Pd di Oristano, Gianni Sanna, ha comunicato, con una nota stampa, che giovedì 25 marzo si terrà l’incontro del Tavolo Provinciale del centrosinistra. Nel corso della riunione sarà insediato il gruppo di lavoro, che definirà la proposta di governo della coalizione per la Provincia di Oristano.  All’incontro è stata ufficialmente invitata ad intervenire anche la formazione politica dell’Upc (Unione Popolare Cristiana) che ha sottoscritto il documento politico del centrosinistra nel Tavolo Regionale, e che già partecipa attivamente alla costruzione dell’alleanza nelle altre Province della Sardegna. Con l’incontro di giovedì la coalizione si appresta, dunque, ad entrare nella fase finale di definizione della sua composizione cui seguirà l’individuazione del candidato Presidente.

Il consigliere provinciale del Pd, Peppino Marras ha presentato una mozione urgente sulla società Servizi Provincia Oristano srl, del seguente tenore: “Premesso che nell'anno 2008, a seguito della L.R. 37/98 e della deliberazione di Giunta regionale n° 33/13 del 25.07.2006, è stata costituita la società Servizi Provincia Oristano srl, di seguito citata nella forma abbreviata S.P.O. srl; che con il contratto di servizio, sottoscritto in data 10.09.2008 tra la S.P.O. srl e l'Amministrazione Provinciale di Oristano, sono stati affidati alla società suddetta le manutenzioni degli stabili e delle aree verdi di proprietà dell'Amministrazione stessa; che le norme in materia di  Servizi Pubblici Locali consentono il loro affidamento a società “in house”, a condizione che vengano rispettati i criteri di qualità e, soprattutto, di economicità. Considerato il prezioso servizio offerto dai lavoratori della S.P.O. e dell'affidabilità dimostrata dalla stessa società, in relazione ai servizi come da contratto, e agli ulteriori richiesti, come il servizio di tabellamento delle oasi faunistiche e delle riserve di caccia e quello relativo allo scavo archeologico di “Sa Osa”; che i servizi di cui sopra sono stati e vengono tutt'ora svolti in condizioni di dotazioni strumentali carenti e, come da relazione del responsabile della sicurezza ing. Salvatore Fatteri, al di fuori delle più elementari norme di sicurezza; che per poter rispettare quei criteri di economicità citati in premessa è necessario poter elevare il livello di produttività dei lavoratori; che per poter parlare di produttività è indispensabile coniugare l'impegno personale dei lavoratori, per altro nella generalità dei casi abbondantemente profuso, con dotazioni strumentali e tecnologiche ed un adeguato percorso formativo, tali da massimizzare il risultato del lavoro prestato; che la S.P.O. srl è e deve essere sempre di più uno strumento utile nelle mani dell'Amministrazione, al fine di realizzare un risparmio nell'erogazione dei servizi. Impegna il Presidente e la Giunta da lui presieduta affinchè vengano approvati ed attivati tutti gli strumenti amministrativi e  finanziari atti a raggiungere i seguenti obiettivi: approvazione di un piano di investimenti, da concordare con i vertici societari, che comprenda finalità e strumenti idonei a raggiungerle; estensione dei servizi affidati, previo passaggio in Consiglio Provinciale, da concordare con i vertici societari”.

Una conferenza sull’identità locale, con un itinerario sulle ville medievali della campagna intorno ad Aristanis. L’appuntamento è per giovedì 25 marzo, alle 16, all’Hospitalis Sancti Antoni. Dopo i primi nove appuntamenti, che si sono svolti a Cagliari, il ciclo di conferenze “Le identità locali – città e paesi si raccontano” prosegue nel mese di marzo con gli incontri di Carbonia, Sassari, Alghero, Oristano e Settimo San Pietro.  L’iniziativa, voluta dal Comitato scientifico regionale di Monumenti Aperti, e che a Oristano gode della collaborazione dell’Assessorato comunale alla Cultura, consiste in un ciclo di seminari che, di fatto, costituisce la prosecuzione e l’ampliamento dell’analoga e precedente rassegna “La storia si racconta, spunti sulle identità di Cagliari”, che si è svolta per tre anni consecutivi dal 2007 al 2009. “Il ciclo di seminari – ha spiegato l’assessore alla Cultura, Luca Faedda - ha l'obiettivo di fornire ai docenti che prendono parte a Monumenti Aperti, così come agli appassionati di storia, una serie di informazioni esaustive e aggiornate da un punto di vista scientifico e metodologico, proposte in termini divulgativi, contenuti e approcci conoscitivi sull’arte, la storia e il paesaggio della Sardegna attraverso i secoli”.L’appuntamento di Oristano è fissato, come detto, per giovedì 25 marzo, nella sala conferenze dell’Hpsitalis Sancti Antoni. Alle 16, Raimondo Zucca (Facoltà di Lettere e Filosofia, Università degli Studi di Sassari) parlerà della “Formazione urbana di Aristanis”. Proseguirà, alle 17, Salvatore Sebis  con un itinerario tra “Le ville medievali della campagna attorno ad Aristanis”. Nel corso dei due incontri, le tematiche trattate verteranno sulla formazione urbanistica di Aristanis, che si compie in età giudicale, a partire da una nuova struttura bizantina denominata Aristianis. Per informazioni si può contattare la Segreteria organizzativa di Monumenti Aperti info@monumentiaperti.com, Centro Comunale d'Arte e Cultura Il Ghetto, via Santa Croce 18, Cagliari tel. 070 6402115

Torna il Rally Ronde del Lago Omodeo (seconda edizione), in programma il 27 e 28 marzo, lungo il classico percorso, che tocca Sedilo, Aidomaggiore, Domunsnovas Canales, Norbello, Ghilarza, Boroneddu, Tadasuni, Zuri, Sorradile e Bidonì. Percorso in gran parte sterrato, che i piloti  (gli iscritti sono finora una cinquantina) percorreranno per 211 km. Gli organizzatori, che fanno capo alla Mediterranean Team, auspicano che la Provincia mantenga ferme le particolari caratteristiche di questo asse viario, adatto anche per le attività di trekking e cicloturismo. L'interesse per l'evento è stato ricordato, nel corso di una conferenza stampa, dall'assessore provinciale allo Sport, Serafino Corrias, e dal presidente della Provincia, Pasquale Onida, che ha posto in risalto le caratteristiche paesaggistico-ambientali del territorio, e del Lago Omodeo in particolare, al centro di una pluralità di interessi per assicurarne sviluppo e fruibilità. Alla presentazione della manifestazione sono intervenuti Mario Maullu, presidente dell'Aci di Oristano; Gabriele Schintu, presidente provinciale del Coni; l' assessore allo sport del comune di Ghilarza, Francesco Miscali; il pilota di Sedilo, Francesco Pes; e Mario Nivola del Mediterranean Team, che ha illustrato le caratteristiche tecniche della gara.

 

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Di greg (del 22/03/2010 @ 15:00:46, in cronaca, linkato 915 volte)

Numerosi agricoltori della provincia di Oristano, aderenti alla Coldiretti, hanno tenuto questa mattina, davanti agli uffici della Prefettura, una manifestazione di protesta per chiedere interventi immediati per sanare la situazione in cui versa il Consorzio di Bonifica dell'Oristanese, alle prese con una gravissima crisi finanziaria. Gli agricoltori lamentano le difficoltà del settore e, soprattutto, le imminenti scadenze dei ruoli consortili, alcuni dei quali devono essere pagati entro la fine del mese. Si tratta, in particolare, di oneri riferiti al 2008, che hanno subito aumenti sino all'83 per cento. Da qui l'appello al prefetto, Giovanni Russo, col quale gli agricoltori hanno avuto un incontro. Il prefetto ha assicurato che contatterà il commissario del Consorzio di Bonifica di Oristano, Francesco Pinna, e l'assessore regionale all'agricoltura, Andrea Prato. Russo ha infatti, sottolineato come la vicenda debba essere affrontata nel suo insieme, tenendo conto anche delle rivendicazioni del personale dell'ente (che vanta spettanze arretrate) e delle proteste degli utenti privati, ai quali sono arrivate cartelle sugli oneri di bonifica applicati, per la prima volta nella storia del Consorzio, anche ai consorziati non agricoltori. Erano stati proprio i dipendenti dell'ente, nei giorni scorsi, a denunciare come, perdurando questa situazione, sia a rischio la stessa campagna irrigua, con conseguenti, ingenti danni per l’agricoltura.

Un accordo di collaborazione sulla protezione civile è stato sottoscritto, questa mattina, ad Oristano, dal prefetto Giovanni Russo, dal presidente della Provincia Pasquale Onida e dal comandante provinciale dei Vigili del Fuoco Luciano Cadoni. L'accordo prevede diversi programmi da sviluppare nei prossimi anni. In particolare, l'amministrazione provinciale cercherà di sostenere la presenza dei distaccamenti dei Vigili del fuoco a Marrubiu e Cuglieri, dove opera personale volontario. Il distaccamento di Cuglieri sarà dotato, entro breve tempo, di un nuovo mezzo di soccorso, che verrà acquistato dalla Provincia. I Vigili del fuoco s'impegneranno, invece, in attività formative a favore degli studenti delle scuole e dei volontari inseriti nelle associazioni di protezione civile. Saranno, inoltre, programmate iniziative di sensibilizzazione in questo importante settore, che ha acquisito, ormai, una considerevole rilevanza nel futuro delle comunità locali del territorio provinciale.

“Si sta perseguendo un evidente disegno per liquidare, definitivamente,non solo l'identità nazionale del popolo sardo, ma anche di disperdere le popolazioni sarde, mortificandole economicamente con la disoccupazione, la cassa integrazione e l'emigrazione forzata". Lo ha denunciato il comitato nazionale federale dei Rossomori, che ha ribadito “…la necessità di formare una coalizione alternativa ai partiti del centro-destra che oggi governano la massima istituzione nazionale sarda". Il comitato ha, quindi, dato mandato al segretario ed alla delegazione trattante ed ai responsabili dei territori “…per perseguire la salvaguardia delle coerenze, dei valori, dei principi e del programma di Rossomori, nelle trattative con i partiti e movimenti progressisti".

Dal 3 aprile i medici di famiglia italiani potrebbero non essere più in grado di garantire la certificazione per malattia, per almeno un milione di lavoratori dipendenti pubblici e privati, ogni mese, se non si troverà una soluzione per dare una corretta interpretazione alla nuova normativa sulle certificazioni on line". Questo, quanto dichiarato dal segretario nazionale della Fimmg, che stamattina ha inviato una lettera ai quasi 30 mila iscritti della Federazione, per esprimere la sua preoccupazione. "E' quanto succederà – ha spiegato  Milillo - se nell'incontro previsto per domattina tra Fnomceo, ministero della Salute, Inps e ministero della Funzione pubblica, non si troverà la soluzione per l'interpretazione del decreto, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 19 marzo, sulla definizione delle modalità tecniche per la predisposizione e l'invio telematico dei dati delle certificazioni di malattia al Sac (il sistema di accoglienza centrale, ossia l'infrastruttura tecnologica del ministero dell'Economia e delle Finanze, che consente la ricezione dei dati delle ricette mediche e dei certificati di malattia trasmessi in via telematica dagli utenti). La nostra Federazione – ha proseguito Milillo - nell'interesse primario della tutela della salute dei cittadini e della sostenibilità del Servizio sanitario nazionale, ha sempre sostenuto i percorsi di innovazione, in particolare dell'informatizzazione e della messa in rete dei propri medici con tutti gli attori del servizio sanitario. Grande è stato il nostro sforzo formativo e informativo sui nostri medici, e con orgoglio, senza possibilità di smentita, posso affermare che la categoria dei medici di famiglia italiani è la categoria più informatizzata tra tutte quelle del Servizio sanitario nazionale. Non è possibile, però, chiedere ai medici di fare ciò che le nuove disposizioni di legge vietano - ha sottolineato  Milillo -, pena l'esposizione a gravi sanzioni civili e penali, in particolare le certificazioni per malattie brevi, che molto risentono del rapporto di fiducia e della conoscenza dei problemi di salute del paziente, spesso in assenza di segni e sintomi obiettivabili. Neppure possiamo ipotizzare che, conoscendo i ritardi e le carenze del sistema informativo nazionale, in tempi brevi, e con propri mezzi, i medici di famiglia italiani possano essere messi in grado di dare attuazione pratica a quanto disposto dal decreto in oggetto. Il 27 marzo - ha concluso Milillo - il Consiglio nazionale della Fimmg valuterà le azioni da mettere in atto a tutela dei medici e dei lavoratori assistiti".

Il presidente della Conferenza episcopale tedesca, l'arcivescovo di Friburgo Robert Zollitsch, ha ammesso, per la prima volta (sic!), che la Chiesa cattolica tedesca ha nascosto “per anni” i casi di abusi sessuali commessi da religiosi nei confronti di minori. Zollitsch lo ha detto in un'intervista al settimanale Focus. “Sì, questo è successo - ha ammesso Zollitsch ,riferendosi agli episodi di abusi poi nascosti. Da anni, tuttavia, seguiamo un corso opposto. La Chiesa - ha aggiunto -, non è stata la sola (come se questa fosse un’attenuante. ndr) a comportarsi in questo modo. Secondo l'arcivescovo, infatti, gli abusi sessuali su minori “…sono stati tenuti segreti nell'intera società per decenni”. Zollitsch ha detto di provare “vergogna” per le violenze sessuali su minori commesse negli anni passati negli ambienti ecclesiastici in Germania. “Il fatto che abusi così numerosi abbiano avuto luogo anche nelle nostre istituzioni, mi fa vergognare e mi provoca enorme spavento - ha detto Zollitsch, durante un'intervista al settimanale tedesco Stern -. Ogni singolo caso oscura il volto di tutta la Chiesa”. Secondo Zollitsch, la società si trova adesso alle prese con un fenomeno così vasto, poichè il problema non è stato avvicinato in tutto il suo significato sociale”. Questo, tuttavia, non esonera la Chiesa dalle proprie responsabilità, ha lasciato intendere l'arcivescovo. Anche se è sempre più chiaro che “…la maggior parte dei casi avviene al di fuori degli ambienti ecclesiastici - ha sottolineato Zollitsch -, essi sono particolarmente gravi nella Chiesa”. Secondo quanto ha commentato di recente il portavoce della Santa Sede. padre Federico Lombardi, la linea adottata dalla Conferenza episcopale tedesca per affrontare i casi di abusi sessuali sui minori “…può essere considerata un modello utile e ispiratore per altre Conferenze episcopali che si trovino a fronteggiare analoghi problemi”. I vescovi tedeschi hanno indicato nella loro recente assemblea che bisogna riconoscere la verità e aiutare le vittime, rafforzare la prevenzione e collaborare con le autorità, comprese quelle giudiziarie statali. I vescovi bavaresi, inoltre, si sono impregnati a denunciare ogni eventuale nuovo caso alla giustizia. Tuttavia, secondo quanto ha spiegato Zollitsch allo Stern, spesso le vittime non sono disposte a denunciare gli autori degli abusi. E questo, ha commentato l'arcivescovo “…rappresenta per noi un problema morale, poichè noi siamo, comunque, interessati affinchè i responsabili vengano giudicati”. Zollitsch ha inoltre ribadito, come aveva già fatto la settimana scorsa in Vaticano, che il celibato ecclesiastico non è all'origine dello scandalo degli abusi pedofili nella Chiesa cattolica.  Ieri un quotidiano tedesco, il Badische Zeitung, aveva scritto che l'arcivescovo Robert Zollitsch, coprì dei casi di abuso su minori quando era responsabile delle risorse umane per la diocesi di Friburgo.  Il quotidiano si riferisce a una serie di violenze nei confronti di bambini e ragazzini, avvenuti a Oberharmersbach, nella foresta nera, nel 1991. Secondo il giornale responsabile delle violenze sarebbe stato il parroco Franz B. Quando cominciarono a diffondersi voci relative alla faccenda Zollitsch, secondo il quotidiano, avrebbe ordinato al parroco di allontanarsi dai ragazzi, ma non lo avrebbe denunciato alle autorità. La diocesi di Frigurgo sul suo sito web ha reagito definendo le accuse infondate. (l’Unità)

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