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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di pig (del 31/10/2008 @ 14:30:51, in cronaca, linkato 1080 volte)

ll Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali ha emanato una circolare su “Prevenzione e controllo dell'influenza: raccomandazione per la stagione 2008-2009”. Il ministero comunica, inoltre, che è in corso la campagna di vaccinazione antinfluenzale in tutte le regioni italiane. La vaccinazione antinfluenzale può essere effettuata da tutti i soggetti che non abbiano specifiche controindicazioni alla sua somministrazione. Le categorie di coloro ai quali, prioritariamente, i servizi territoriali dovranno offrire la vaccinazione sono: le persone dai 65 anni in su; bambini di età superiore a 6 mesi e gli adulti affetti da patologie croniche; donne al secondo e terzo trimestre di gravidanza durante la stagione epidemica; individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti; medici e personale sanitario d'assistenza;  contatti familiari di soggetti ad alto rischio; soggetti addetti a servizi di primario interesse collettivo; personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani.  Per le categorie a rischio la vaccinazione è gratuita, e in genere è eseguita e fornita direttamente dal medico di base. In alcune zone bisogna, invece, rivolgersi ai presidi territoriali organizzati dalle singole Asl. Per chi non rientra nelle categorie a rischio, il vaccino è a pagamento. Si acquista in farmacia dietro presentazione di ricetta medica. Il periodo ottimale per la conduzione della campagna di vaccinazione è l'autunno, a partire da ottobre sino a fine dicembre. Il Ministero spiega che è bene ricordare che si può limitare la diffusione dell'influenza, per noi e per chi ci è vicino, con una buona igiene delle mani, coprendo bocca e naso quando si starnutisce o si tossisce, usando fazzoletti. “Quest'anno avremo tre nuovi ceppi – ha spiegato Fabrizio Pregliasco, ricercatore presso il centro di sanità Pubblica dell'Università degli Studi di Milano -. Due sono australiani e uno americano. Il contagio, secondo le proiezioni, dovrebbe mettere a letto cinque milioni di persone, ma molto dipenderà anche dalle condizioni climatiche”.

 

Alle 9,30 di oggi, a Ozieri, è stato spento l'ultimo segnale ed è finita la tv analogica. Il digitale terrestre è, quindi, una realtà in tutta la Sardegna, dove la tabella di marcia che prevedeva questo obiettivo entro il 31 ottobre  è stata rispettata appieno. L'ultimo atto si è consumato nella cittadina che, a suo tempo, elesse Giuseppe Garibaldi a membro del Parlamento italiano. "Per la prima volta in Europa - ha detto con soddisfazione il sottosegretario alle Comunicazioni, Paolo Romani, durante una conferenza stampa - una regione così importante è completamente digitalizzata. Un risultato straordinario, ottenuto grazie all'apporto di tutti gli attori di questa rivoluzione: i broadcaster, i produttori e distributori di decoder per il digitale terrestre, gli installatori di antenne, le associazioni di volontariato e le associazioni dei consumatori. Tutti i sardi sono quindi passati da un'offerta televisiva analogica basata su 26 canali, 10 nazionali e 16 locali, ad una nuova offerta digitale di 59 canali, duìi cui 29 nazionali e 30 locali.

La Giunta regionale ha ripartito i fondi di bilancio, pari a 650 mila euro, destinati al finanziamento di progetti per la diffusione delle buone pratiche ambientali. Il programma approvato prevede il finanziamento di tre specifiche iniziative di informazione, formazione ed educazione ambientale: 500.000 euro sono stati destinati alle otto Province, per la realizzazione di progetti partecipati di educazione all’ambiente, alla sostenibilità e governance sul tema della prevenzione e recupero dei rifiuti e del consumo eco-sostenibile. Il tema scelto è coerente con l’ iniziativa dell’Unesco che ogni anno organizza una settimana dedicata ai temi della educazione allo sviluppo sostenibile e che quest’anno affronterà, dal 10 al 16 novembre, il tema dei rifiuti: riduzione e riciclaggio; 120.000 euro andranno all’ambito territoriale ottimale della Sardegna, per la realizzazione di una campagna di sensibilizzazione mirata alla riduzione degli imballaggi e a promuovere ed incentivare l’utilizzo dell’acqua del rubinetto anche attraverso l’installazione a scopo dimostrativo di erogatori di acqua di rete filtrata eventualmente refrigerata e/o gassata presso alcuni uffici delle Amministrazioni Pubbliche; 30.000 euro verranno destinati all’iniziativa denominata “Cartoniadi 2008”, e in particolare al premio da destinare al Comune primo classificato. Si tratta di una gara finalizzata ad incrementare la raccolta differenziata di carta, cartone e cartoncino, che si terrà nel territorio dei Comuni di Carbonia, Nuoro, Olbia, Oristano, Quartu S.Elena e Sassari.

Il comune è il titolare della funzione di pianificazione territoriale che non sia attribuita ad altri livelli. La provincia si occupa degli atti di coordinamento territoriale di livello intermedio, mentre alla Regione spetta il compito di garantire che la pianificazione si svolga in maniera organica per assicurare uno sviluppo armonico su tutto il territorio regionale. Dopo l'articolo 2 sulle finalità della nuova legge urbanistica, il Consiglio regionale ha approvato ieri anche l'articolo 3, che indica soggetti e strumenti della pianificazione e l'articolo 4, relativo ai principi di "perequazione e compensazione". Protagonisti del processo di pianificazione territoriale sono, quindi, i Comuni, singoli o associati, le Province e la Regione. Al comma 3 sono, invece, elencati gli strumenti di pianificazione. In un primo livello di intervento comunale rientrano i Piani urbanistici comunali e sovracomunali, come strumenti di tipo strategico, e i Piani attuativi, come strumenti operativi. Ad un successivo livello si trovano i Piani di coordinamento provinciale. Al livello regionale, infine, competono il Documento di programmazione territoriale (Dpt), il Piano paesaggistico regionale (Ppr) e gli atti di indirizzo e coordinamento. La pianificazione territoriale e urbanistica, come previsto dall'articolo 4 votato dai consiglieri, si realizza anche attraverso i due principi della perequazione e della compensazione. Il testo punta, in primo luogo, a garantire gli stessi diritti di edificazione a tutti i proprietari in un certo ambito territoriale. In secondo luogo, la norma consente e agevola la possibilità di cedere diritti edificatori su altre aree con analoga destinazione e di permettere, nell'ambito sovracomunale, una compensazione equa dei diritti edificatori con equivalenti valori di natura urbanistica o economica. I lavori riprenderanno martedì prossimo.

 

I dipendenti dell'Associazione Regionale Allevatori della Sardegna (Aras), che chiedono, da tempo, il passaggio diretto alla nuova Agenzia regionale Laore, entro mercoledì prossimo faranno ricorso al giudice del lavoro. Il tentativo di conciliazione con la Regione è, infatti fallito, e il legale dei lavoratori zootecnici, Giovanni Campus, procederà su quanto già preannunciato. Oggi i circa trecento dipendenti (241 zootecnici, tra veterinari, agronomi e periti, 35 unita' del laboratorio di Oristano e una ventina di amministrativi) si sono riuniti assieme al loro avvocato per fare il punto della situazione. "Nel positivo incontro del 9 ottobre scorso - ha spiegato Osvaldo Ibba, segretario regionale Confederdia (Confederazione italiana dirigenti quadri e impiegati dell’agricoltura) - il presidente Soru ci ha garantito l'applicazione della Finanziaria 2008, che prevede la ridefinizione della pianta organica di Laore ed i concorsi per i posti da coprire. Il 13 di ottobre il direttore dell'Agenzia, Giancarlo Rossi, ha presentato ai sindacati una prima bozza della pianta organica costruita in sostanza sui numeri dei dipendenti Aras". Gli zootecnici attendono ora l'approvazione della pianta oranica da parte della giunta regionale, anche se rimangono critici nei confronti della strada concorsuale prevista. Secondo i lavoratori, il passaggio delle  attività da Aras a Laore, secondo le normative vigenti, permetterebbe invece al personale di essere assorbito direttamente dalla nuova Agenzia regionale. Si potrebbe però percorrere, a detta di Ibba, un’altra strada: quella di un accordo diretto tra l'Associazione degli allevatori e Laore, per agevolare il passaggio dei dipendenti nel più breve tempo possibile. Questo, secondo i dipendenti Aras, permetterebbe di chiuderebbe rapidamente la riforma del settore zootecnico.

 

In occasione della festività del 2 novembre, la giunta Nonnis commemorerà ufficialmente gli ex sindaci defunti di Oristano. Durante la cerimonia, che si terrà domenica mattina, alle 9, nel cimitero San Pietro, la Giunta comunale deporrà una corona di fiori sulle tombe dei sindaci oristanesi del dopoguerra: Davide Cova, Alfredo Corrias, Salvatore Annis, Gino Carloni, Giovanni Canalis, Salvatore Manconi, Pietro Riccio, Vincenzo Loy, Manlio Odoni e Ignazio Manunza. Una corona sarà deposta anche sulla tomba dell’ex assessore comunale, Gianni Solinas, scomparso un anno fa. La ricorrenza del 2 novembre sarà onorata anche dalla Prefettura, che sarà presente con il Prefetto, Giovanni Battista Tuveri; dalla Regione con l’assessore agli Enti locali, Gian Valerio Sanna; dal consigliere regionale, Oscar Cerchi, in rappresentanza dell’Ufficio di presidenza del consiglio regionale; e dalla Provincia  di Oristano, con il Presidente, Pasquale Onida. Il Presidente Onida e la giunta provinciale deporranno una corona di fiori sulla tomba dei tre ex Presidenti della Provincia sepolti nel cimitero di Oristano: Tonino Franceschi, Vincenzo Loy e Maria Teresa Sechi.

 

Sedici commedie in lingua sarda nel teatro che la città gli ha voluto intitolare per ricordare il grande commediografo oristanese Antonio Garau. È il tributo che l’assessorato alla Cultura del Comune di Oristano, in collaborazione con la commissione consiliare alla Cultura, dedica ad Antonio Garau, a 20 anni dalla morte. Tra novembre e maggio, sedici compagnie teatrali saranno protagoniste sul palco del teatro cittadino e reciteranno in lingua sarda le commedie di Garau e di altri noti autori sardi. Si inizia domani, sabato 1° Novembre, alle 21, con la Compagnia teatrale Ammentos e Bisos di Ardauli che porterà in scena “Imboligos e trassas” di M. Deiana. Poi, fino a Maggio si succederanno le altre compagnie, secondo un calendario ancora in via di perfezionamento:Compagnia teatro Terralba – Sa Professoressa – A. Garau; Associazione culturale Compagnia filodrammatica di Barumini – Serquestu - A. Sergi; Compagnia Teatrale Basciura Simaxis – Basciura- A.Garau; Associazione Teatrale “A. Garau” Sa Meri - L.Loddo; Ass. Culturale “Contus de Vida” Marrubiu - S’Angelu e Sa Bestia - P. Pompianu; I.T.I. Statale Othoca Oristano - Kertos, Morti, Santi e Furfanti - U. Dessy; Compagnia “Alidu Sardu”  C.T.P. Liceo De Castro Oristano - Sa Corona de Zia Belledda - A.Garau; Gruppo Teatrale Parrocchiale “Arriora” di Riola Sardo - Peppantiogu S’Arriccu - A. Garau; Ass. Culturale Teatro Marmilla Ussaramanna - Su Mundu de Oi - I. Atzei; Compagnia Filodr. Guspinese - Su Bremi - O. Altea; Compagnia Teatrale “Joseph theatrum” Capoterra - Fillus e Pingiadas - F. Bayre; Pro Loco Simaxis - Unu Malu e S’Atru Peusu - T. Dei; Gruppo Teatrale UNITRE Abbasanta - Fizu Meu S’est Fatu a Isposu - M. Deiana; Ass. Culturale Artistica Oristano - L’Onorevole a Campodaliga - V. Melis;Compagnia Teatrale Vincenzo Garau - Is Campanas de Santu Sadurru - A. Garau.

 

Un pregiudicato di 40 anni, è stato denunciato per furto aggravato, a Tresnuraghes, perche' ritenuto l'autore di un furto portato a termine presso il Piccolo Hotel, nella marina di Porto Alabe. I carabinieri, durante una perquisizione nell’abitazione dell’uomo, hanno trovato l'intera refurtiva trafugata dall’Hotel, e cioè vari monili in oro e monete di vario taglio, per un valore complessivo di circa duemila euro.

 

 

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Di pig (del 30/10/2008 @ 17:30:10, in sport, linkato 1035 volte)

Tra i tanti articoli da “taglio basso” che ho letto in questi giorni, uno mi ha particolarmente colpito. In un periodo in cui a trionfare, a catalizzare l’attenzione della pubblica opinione, a far notizia, è soprattutto l’immagine (reale o fittizia che sia) del “divo” in senso lato, portare alla ribalta della cronaca la storia di un perdente è, a mio modesto avviso, opera meritoria e coraggiosa allo stesso tempo. Emanuela Audisio su “la Repubblica” ha proposto all’attenzione dei lettori la storia di Peter Buckley, inglese di 39 anni, di professione pugile. Fin qui niente di eccezionale, se non fosse che Buckley ha perso più combattimenti di qualsiasi altro pugile al mondo, ed ora ha deciso,  dopo aver incassato un numero incalcolabile di pugni, di appendere i guantoni al fatidico chiodo. Dagli appassionati il pugilato viene definito la “nobile arte”, perché esalta le caratteristiche migliori dell’uomo: coraggio, forza, intelligenza. A queste il pugile inglese ne ha aggiunta una tutta sua: la nobile arte della sconfitta.

Se ne va il re dei perdenti, quello della carriera all'incontrario, quello che il gong l'ha sentito sempre dal tappeto. Il più grande professionista della sconfitta: 256 match persi su 299. Una disgrazia più che una statistica. Peter Buckley, pugile inglese di Birmingham, a 39 anni striscia fuori dal ring. Ha combattuto più di ogni altro al mondo. E non ne può più di occhi neri e di stringere i denti fino all'ultima ripresa. Anche se negli ultimi cinque anni ha rimediato 88 sconfitte consecutive Buckley, che ha attraversato cinque categorie e quattro generazioni di pugili, sul ring non si è risparmiato e ha sempre resistito fino all'ultima ripresa. Un eroe dell'insuccesso, uno che ha incontrato 18 futuri campioni del mondo e si è fatto stampare la faccia da tutti. Altro che Rocky, lo chiamano "The Professor". Nessuno come lui sa insegnare l'arte del non restare in piedi. L'hanno anche premiato nel 2003, per la sua onesta e tenace ricerca della sconfitta, lui ha ritirato la medaglia e poi è andato a farsi picchiare ancora una volta. Però non è un masochista, infatti domani si ritira, sarà la sua ultima volta da perdente, il match numero 300, contro un welter, quasi debuttante, Matin Mohammed, con cui ha pareggiato venti giorni fa, nel risultato più eccitante delle sue ultime cinque stagioni. Non vuole essere una maglia nera anche nella vita. "Prendere pugni non è entusiasmante. Ho una figlia e una bella casa, voglio godere un po'". Chissà se ci riuscirà. Non è il primo ad aver costruito la sua fama sulla capacità di perdere. E di riperdere. Anche Chuck Wepner, a cui Sylvester Stallone si è ispirato per il personaggio di Rocky, è stato un vero pugile, ha preso un sacco di cazzotti e ha avuto una carriera poco invidiabile. Sulla sua faccia tutti hanno fatto tutto. Non serve prova: 300 punti di sutura bastano e avanzano. Coma basta il soprannome: "Il sanguinante di Bayonne". Wepner fu l'ultimo a combattere nel 1970 contro Sonny Liston. E a straperdere: 120 punti sul viso, un martirio, un rattoppo continuo. A lui si deve una delle migliori battute sulla boxe. Quando infatti chiesero a Liston se Wepner fosse stato l'avversario più coraggioso mai incontrato lui rispose: "No, lo è il suo manager". Ma almeno il vero Rocky, sconfitto da Ali per ko tecnico all'ultima ripresa, si è preso l'unica soddisfazione della sua carriera, quella di mandarlo al tappeto al nono round. Anche se Ali dichiarò di essere scivolato. C'è una foto che ritrae proprio quel momento: Ali che cade all'indietro e Wepner, con la faccia e la ciccia sudata e l'aria di chi non crede ai miracoli, che lo guarda dubbioso: oddio, mica lo avrò mandato al tappeto?  Buckley che non hai combattuto per un titolo importante sogna l'impossibile davanti alla folla di casa. Lasciare non a testa bassa, ma a braccia alzate, sarebbe la sua 32esima vittoria dopo 256 sconfitte. Il segno che andare indietro stanca e che almeno per una volta, per la mitica ultima volta, è bello ripartire con la sensazione di non essere quello che resta con i lividi. Anche se non si illude: "La boxe mi ha salvato dal finire in prigione, mio padre è morto che avevo 15 anni, ero un delinquente da strada. La palestra è stata la mia casa, ero sempre lì ad allenarmi e a disposizione, ho accettato chiamate anche all'ultimo momento, anche alle otto di sera. Se c'era un buco da tappare nelle riunioni arrivavo io, pronto a sostituire ogni avversario, mai detto no a nessuno, spesso sono salito sul ring con gli occhi ancora neri per la sconfitta precedente. Non do la colpa a nessuno, mi sono sempre gestito la carriera. E' che ad un certo punto è stato più conveniente perdere, anche se da professionista della sconfitta non mi sono mai buttato via". In America, paese che non vive bene il mito del perdente, una commissione ha proposto la perdita della licenza pugilistica alla decima sconfitta consecutiva dell'atleta, ma in Inghilterra l'unico criterio è l'idoneità medica. Purtroppo il suo non è un record: 31 successi, 256 sconfitte,12 pareggi sono un inferno sportivo, ma non bastano per finire nel Guinness dei primati che appartiene all'americano Reggie Strickland con 363 matches e 276 incontri persi. Strickland, che ha 5 figli e viene da una famiglia di pugili, tutti asini come lui, chiede subito (prima di combattere) i soldi, si accontenta anche di 100 dollari, al massimo una volta ne ha guadagnati 3.500, molto meglio del suo salario da cuoco. Viaggia su un camioncino, e prende seriamente la sua carriera da loser. Non si lamenta che alcuni stati, Ohio, Illinois, New Jersey e Pennsylvania e Nevada, l'abbiano bandito con la motivazione: "Uno che campa sulla sconfitta non è morale". Lui si difende: "So come non farmi male. E poi come farebbero i vincenti senza i perdenti?". Già, andatelo a dire a Raymond Poulidor, 14 Tour senza una maglia gialla, che nel '73 la perse per 80 centesimi di secondo nel prologo di Scheveningen, per colpa o merito di Zoetemelk. E che come ricorda Gianni Mura sulla sfortuna scoprì la sua filosofia che spiegò così: "Più ero perseguitato dalla iella, più ero popolare, più facevo soldi. Un giorno mi sono chiesto seriamente: a cosa serve vincere, se perdendo sono più amato e famoso di quelli che mi hanno battuto?". Domanda che non si pose mai il re della maglia nera, Luigi Malabrocca, detto Luisìn, sempre ultimo, ultimissimo, perché così riusciva a guadagnare due lire e a battere la miseria. Al Giro d'Italia andava in fuga dietro al gruppo, entrava nei bar e non ne usciva più. Ultimo nel '46 a 4h. 9'34'' da Gino Bartali: un'impresa. Ultimo nel '47 a 5h.52'20'' da Fausto Coppi: un capolavoro. Un uomo solo in coda, Malabrocca. Fino a quando non arrivò un altro campione nella lotta al fuori tempo massimo, Sante Carollo, che nel '49 lo fregò con la complicità dei cronometristi, che spazientiti, non aspettarono Luisìn al traguardo e gli attribuirono lo stesso distacco del gruppo. Così Carollo gli soffiò la maglia nera e Malabrocca dalla delusione lasciò il ciclismo. Chi vince non sa mai quello che si perde. (Emanuela Audisio - la Repubblica).

Altre notizie:

 

 ll consiglio comunale di Oristano è stato convocato per giovedì 6 novembre, alle ore 18, presso la Sala Consiliare del Palazzo degli Scolo per la discussione del seguente Ordine del Giorno: 1) Approvazione verbali sedute consiliari del 29-30 settembre 2008 e del 6-14-16-20 ottobre 2008. 2) Interrogazioni e interpellanze: Interpellanza urgente gruppo PD: Servizio dei parcheggi a pagamento. 3) Mozione urgente dei consiglieri  Solinas-Marras-Serra: “Cambio di sede della manifestazione Sardegnacavalli”. 4) Mozione urgente gruppo FP: Progetto di risanamento e costruzione della piazza “Case Minime”. 5) Ordine del Giorno IV Commissione Consiliare “Casa di Riposo Eleonora d’Arborea”. 6) Mozione gruppo PD: “Riconversione struttura Colonia Marina di Torregrande, ex E.C.A., in un centro di riabilitazione e soggiorno climatico per pazienti affetti da patologie dell’apparato respiratorio”. 7) Designazione di sei rappresentanti del Consiglio Comunale, e di cinque rappresentanti degli operatori del settore, per il rinnovo della Commissione Comunale per lo Sport.

 

 

Cinque persone sono state arrestate al termine di un'operazione che ha consentito di stroncare un traffico internazionale di droga tra il Nord Europa e la Sardegna. Dall'Oristanese le partite di stupefacente venivano poi smistate in Ogliastra e in Barbagia. I carabinieri della compagnia di Ghilarza hanno eseguito i cinque arresti oltre che nell’alto Oristanese, anche a Tortolì e Desulo. Gli arrestati, fra i quali alcuni pregiudicati, sono stati rinchiusi nel carcere di Oristano. Sono accusati di traffico, spaccio e detenzione ai fini di spaccio di cocaina e marijuana, in concorso. L'indagine ha permesso di accertare movimenti di stupefacente per circa un chilo di marijuana e circa ottocento grammi di cocaina. I carabinieri mantengono ancora il riserbo ma, a quanto si è appreso, l'organizzazione dei cinque arrestati aveva al proprio interno un finanziatore, un intermediario fra i canali esteri e regionali, e un corriere fra l'Oristanese, l'Ogliastra e la zona di Desulo, e due detentori-spacciatori. Durante l'operazione sono stati impiegati quaranta militari e dieci autoradio con l'ausilio di un mezzo aereo dell'Elinucleo di Elmas.

 

Ladri in azione a Terralba, dove la notte scorsa sono stati presi di mira gli uffici della Finanziaria Xelion del Gruppo Unicredito, in piazza mercato, al centro della cittadina. Entrati da una finestra, i malviventi sono riusciti a forzare la cassaforte a muro ed a impadronirsi di circa trecento euro e di alcuni oggetti in oro di proprietà dell'agente finanziario. Secondo gli inquirenti, il colpo è stato messo a segno mentre a Terralba imperversava un violento temporale: i tuoni hanno coperto i rumori di una mazza da muratore, o di uno strumento simile, usato per l'apertura della cassaforte.

 

 

 

 

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Di pig (del 29/10/2008 @ 14:30:00, in cronaca, linkato 8836 volte)

L'Adiconsum di Oristano e la Cisl-Pensionati hanno sporto denuncia sia all'Autorità per l'Energia, che alla Questura di Oristano, per la stipula di alcuni contratti per la fornitura di energia elettrica. L'associazione di consumatori  e i pensionati della Cisl citano il caso recente di un'anziana residente in città, che ha sottoscritto un contratto di fornitura con “Enel Energia”. L’Adiconsum dichiara di aver ricevuto almeno cinquanta segnalazioni, negli ultimi mesi, da parte di cittadini che, dopo aver cambiato il contratto elettrico attratti dalla promessa di condizioni più vantaggiose, si ritrovano invece a pagare anche il sette, otto per cento in più. A detta dell’Adiconsum e della Federazione Pensionati della Cisl di Oristano, questi contratti verrebbero proposti porta a porta da “Enel Energia”, e verrebbero fatti firmare ai cittadini spesso senza informarli sulle effettive condizioni dei costi. Il segretario regionale dell'Adiconsum, Giorgio Vargiu, e la segretaria provinciale della Cisl-Pensionati, Annarita Careddu, ricordano che, dopo la stipula di un contratto di fornitura energetica sconveniente, i consumatori hanno diritto alla disdetta. Il problema, secondo l’Adiconsum e la Cisi-Pensionati non riguarderebbe, però, solo il settore dell'energia elettrica, visto che da qualche tempo il metodo del porta a porta pare si sia diffuso anche per far firmare i contratti per il telefono. In questi casi è, quindi, meglio diffidare e tenere gli occhi bene aperti. In caso di pressioni ed insistenze è opportuno chiamare le forze dell’ordine. Intanto, sulla vicenda è intervenuta anche “Enel Energia”.  “E' stato dato incarico a diverse agenzie esterne di vendita di proporre a domicilio le nuove offerte di “Enel Energia”, la società del Gruppo Enel che opera sul mercato libero dell'energia elettrica e del gas. Dal 1 luglio 2007 il mercato è stato, infatti, totalmente liberalizzato, e famiglie ed aziende possono scegliere un nuovo fornitore di energia elettrica e gas”. Lo precisa la società “Enel Energia”, a proposito delle denunce dell'Adiconsum su presunte "attività ingannevoli". “Gli agenti incaricati da “Enel Energia” - si legge in una nota - propongono le offerte per la famiglia Energia Sicura, Energia Pura Casa, Energia Pura Bioraria, con materiale informativo certificato da “Enel Energia” e conforme a quanto stabilito dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas. In particolare, i clienti ricevono, tra l'altro, anche la scheda di confrontabilità, che consente loro di paragonare i prezzi dell'offerta ricevuta con quelli previsti dall'Autorità, per il servizio di maggior tutela, quello cioè di coloro che non hanno ancora cambiato fornitore di elettricità e gas. Gli agenti sono stati formati per offrire ai clienti una presentazione completa e corretta. A riguardo è stata istituita una vera e propria “Scuola di Vendita”, che si articola in quattro percorsi certificati che coinvolgono fornitori altamente qualificati. Se a fronte di tutta la formazione che viene fatta alle agenzie, qualcuna assume comportamenti non etici, “Enel Energia” è pronta anche contrattualmente a intraprendere le azioni dovute. Detto questo, va rimarcato il fatto che la clausola di recesso è espressa in modo chiaro e conforme alle indicazioni dell'Autorità ed e' sempre valido il diritto di ripensamento, che il cliente può esercitare nell'arco dei 10 giorni dalla stipula del contratto. I clienti domestici che hanno stipulato un regolare contratto con “Enel Energia”, in caso di insoddisfazione, o se le condizioni diventano svantaggiose, possono rescindere il contratto con un solo mese di preavviso al venditore. “Enel Energia” è comunque pronta ad incontrare le associazione dei consumatori per chiarire meglio ogni possibile criticità .

Altre notizie:

Sono oltre 862 milioni gli investimenti in sanità per il prossimo anno. Sono stati programmati con una delibera della giunta regionale, e permetteranno, tra l'altro, di accelerare i tempi nella costruzione dei nuovi ospedali previsti dal Piano sanitario. I fondi regionali, statali e europei sono destinati all'edilizia sanitaria e all'ammodernamento tecnologico, oltre che alla realizzazione delle 33 Case della Salute e dei due ospedali di Comunità, a Ittiri e a Thiesi, già deliberati dalla Regione.  "Tra il 2000 e il 2004 – ha sottolineato l'assessore regionale della Sanità, Nerina Dirindin, nel corso di una conferenza stampa – sono stati stanziati 516 milioni di investimenti nella sanità. Cifra quasi raddoppiata dal 2005 ad oggi: con le risorse di oggi abbiamo superato i mille milioni". In sintesi, questo il programma di investimenti 2005/2008: 2 milioni nel 2005; 71 milioni nel 2006; 82 milioni nel 2007; 912 milioni nel 2008; per un totale di 1.067 milioni di euro. Per quanto riguarda la Asl di Oristano, il Piano straordinario 2008 prevede per l’Ospedale di Oristano 10.000.000; per i Presidi territoriali 1.200.000; e per le Case della Salute 2.500.000 euro. Il tutto per un totale di complessivi 13 milioni e 700 mila euro.

 

I direttori generali di quattro Asl della Sardegna, tra cui il manager dell’Azienda sanitaria di Oristano, Bruno Palmas, nominati senza il parere obbligatorio della commissione sanità del consiglio regionale, sono stati confermati dalla giunta. L'esecutivo ha approvato quattro delibere di convalida che riguardano gli incarichi conferiti ai direttori generali. I manager sono stati, quindi, confermati per i prossimi tre anni dalla giunta regionale, che ha deliberato di richiedere subito il parere alla commissione sanità, così come previsto dalla statutaria.

 

Giovedì 30 ottobre, al Teatro Garau di Oristano, alle 17, si terrà il convegno “Battilo sul tempo”, organizzato da Lilt, Asl 5, Comune di Oristano e Unesco. Al convegno sulla prevenzione dei tumuri, diagnosi precose e screening, partecipano il presidente della Lilt provinciale, Tito Sedda; il direttore generale della Asl, Bruno Palmas; il sindaco di Oristano, Angela Nonnis; la presidentessa provinciale dell'Unesco, Maria Carmela Contini. La serata proseguirà alle ore 21.30 con lo spettacolo presentato da Maria Carmela Contini e Paolo Vanacore, che vedrà esibirsi Ivo Zoncu, Gianfilippo Uda, Ilaria Coa, Maria Rosa Romanello, Bettina Brovelli, Beppe Cherchi, Carlo Careddu, Piero Manca, I Cris Drwr, Massimo Piras, Claudio Rocchi, il Coro polifonico “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cabras, con la partecipazione straordinaria di Maria e Gianfranco Delogu.

 

 

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Di pig (del 29/10/2008 @ 01:01:24, in cronaca, linkato 2616 volte)

Per la Curia è stata una sconfitta cocente. Di quelle che lasciano il segno, sotto tutti gli aspetti: dal punto di vista giuridico e sotto il profilo dell’immagine, che viene fuori fortemente offuscata dal primo round di questa sconcertante vicenda. Nella causa di sfratto intimata dalla Fondazione Torrella (proprietario), riconducibile come tutti sanno alla Curia Arcivescovile di Oristano (il presidente è il vicario generale, monsignor Umberto Lai), e una sua costola, l’Anap di Santa Giusta (affittuario), uno degli enti di formazione tra i più noti e qualificati in Sardegna, il giudice civile del Tribunale di Oristano, Alberto Margaritella, ha dato ragione all’Anap. E gli ha dato ragione, per il momento, su tutta la linea, respingendo le richieste dell’avvocato della Fondazione & Curia, Maria Grazia Corrias, e recependo invece totalmente le argomentazioni del legale dell’Anap, Antonio Tola. Il giudice, nell’ordinanza, non solo ha rigettato la domanda di sfratto per morosità avanzata dalla Fondazione Torrella, ma non ha neppure concesso il rilascio preventivo dell’immobile da parte dell’Anap, che potrà così rimanere tranquillamente a Santa Giusta fino alla scadenza del contratto di locazione (2012). Continuando nel parafrasare il calcio, per l’Anap si è trattata della vittoria nella gara d’andata, in quanto il giudice ha fissato per il 26 gennaio 2009 la data dell’udienza per l’instaurazione del giudizio di merito, e ha stabilito il termine del 22 dicembre 2008, entro il quale Fondazione ed Anap potranno depositare, eventualmente, memorie e documenti integrativi.  Nella partita di ritorno, la Fondazione & Curia, dopo essere rimasta con un palmo di naso nel primo match, cercherà di rifarsi, insistendo nel ricorso di morosità. Strada, questa, a dir poco in salita dopo l’ordinanza del giudice Margaritella, a cui si opporrà chiaramente l’Anap, che non solo non riconosce la morosità ma che ora potrebbe chiedere alla Fondazione Torrella 2 milioni e 700 mila euro, ovvero la differenza tra i circa tre milioni di euro per aver effettuato lavori di ristrutturazione nei locali di Santa Giusta, meno i trecentomila euro reclamati dalla Fondazione per affitti arretrati. E proprio dai lavori nei locali concessi in affitto dalla Fondazione all’Anap era scaturita tutta la vicenda, di cui ci siamo già occupati, su questo blog, il 25 settembre scorso, in un articolo dal titolo “l’Arcivescovo sfratta l’Anap”. Riassumendo brevemente i termini della questione, visti i tagli operati dalla Regione nel settore della formazione professionale, l’ente si era trovato in difficoltà, tant’è che era stato costretto a ridurre i corsi, e, conseguentemente, ad occupare soltanto una parte dei vasti locali di Santa Giusta. Per questo motivo aveva lasciato l’enorme stabile dell’ex convitto, che non gli serviva più, occupando locali di ridotte dimensioni, sui cui peraltro, anni addietro, aveva effettuato lavori di manutenzione e di ristrutturazione, chiedendo che gli venisse ridotto il canone annuale di affitto. A quanto è dato sapere, pare che la Curia pretendesse, comunque, che i lavori di ristrutturazione dell’ex convitto proseguissero ulteriormente, e che al diniego dell’Anap (per mancanza di fondi) abbia reagito esigendo l’affitto arretrato. Da qui, dati i trascorsi idilliaci, la proposta dell’Anap di un accordo pacifico, in quanto l’entità dei lavori di ristrutturazione effettuati superava abbondantemente la somma dovuta per gli affitti arretrati. Risposta della Curia: intimazione di sfratto per morosità. Il resto è storia recente. Ma perché nel titolo abbiamo parlato di autogol?  La spiegazione l’ha fornita il giudice nell’ordinanza, quando scrive, riportando un verbale di una riunione del 24 ottobre 2007, che il presidente della Fondazione Torrella riconosceva espressamente che “…la Fondazione ha, negli anni scorsi, potuto incrementare il valore del proprio patrimonio immobiliare (ristrutturazione completa dell’immobile ex convitto), grazie al notevole impegno finanziario, non dovuto contrattualmente, da parte dell’Anap Sardegna”. Che l’Anap avesse effettuato lavori di ristrutturazione nei locali di Santa Giusta (che la Curia non ha mai voluto riconoscere) è comprovato anche da una richiesta di agibilità, da una variante in corso d’opera, dal progetto esecutivo e dalla relazione di fine lavori, nonché  dalla concessione edilizia in sanatoria rilasciata dall’Ufficio tecnico del comune di Santa Giusta, negli anni 2004/2006. Inoltre, si legge ancora nell’ordinanza, "...poiché nel contratto, stipulato il 27 gennaio 2007, le parti non prevedevano alcuna scadenza per il pagamento delle due rati annuali del canone di locazione, ne consegue che non sussiste alcuna morosità relativamente all’anno in corso". Dopo il sospiro di sollievo per la decisione del giudice civile, l’Anap potrà respirare a pieni polmoni anche dal punto di vista finanziario, visto che la Regione ha messo, recentemente, a disposizione dalla formazione professionale notevoli risorse. Per la Fondazione & Curia, invece, una figuraccia niente male, che con un pizzico di buon senso si sarebbe potuta facilmente evitare.

 

Altre notizie:

Rischia effettivamente di aggravarsi la crisi della Compau, l'azienda elettronica di Marrubiu, che dall'inizio dell'anno ha trentadue operai in cassa integrazione. Dall'ultimo incontro fra Regione, azienda e sindacati, è emerso il pericolo che alla fine dell'anno, alla scadenza della cassa integrazione, l'azienda possa mettere in mobilità i lavoratori, o meglio che possa licenziare quarantatre dipendenti, ossia tutti i cassintegrati, con l’aggiunta di  altri undici. E' questa l'ipotesi peggiore ventilata dai vertici aziendali, che hanno sottolineato come il mercato della componentistica per auto, quello di riferimento della Compau, nell'ultimo anno non si sia affatto risollevato. Al momento non si prevedono miglioramenti, neppure per i prossimi mesi, vista anche la crisi mondiale dell'intero settore auto. Al vaglio ci sono, però, anche altre ipotesi, tra cui la proroga per un altro anno della cassa integrazione per i trentadue dipendenti che già da gennaio beneficiano dell’ ammortizzatore sociale. Possibilità, questa, che potrebbe essere addirittura esclusa per legge, da una norma nazionale ancora in fase di definizione e, quindi, tuttora di difficile interpretazione. Attualmente sono sessanta gli operai rimasti in attività alla Compau, una delle poche aziende manifatturiere dell'Oristanese, mentre trenta avevano lasciato l'impianto usufruendo del trattamento di mobilità già dall'anno scorso. Intanto, il  futuro dei lavoratori in cassa integrazione e in mobilità non solo della Compau, ma di tutte le aziende in crisi, e dei lavoratori dei Centri dei servizi per il lavoro, sarà al centro di un incontro organizzato dalla Cgil, per venerdì prossimo, alle 16, all’Isa Hotel, in via Mariano, ad Oristano, con l'assessore regionale al Lavoro, Romina Congera.

 

Anche un atleta sardo, Roberto Zara, prenderà parte, dal 10 al 20 novembre prossimi, in Egitto, alla marcia nel deserto "Elite runner race 555 - La route des esclaves", che prevede 609 chilometri senza mai fermarsi. Zanda, che due anni fa ha partecipato alla marcia "La route du sel in Niger", classificandosi tra gli ultimi, gareggerà con altri trenta atleti (provenienti da dieci nazioni) fra i quali cinque connazionali. A sponsorizzare l'atleta ci saranno alcune aziende private, la presidenza del consiglio della Regione e quella della Provincia di Cagliari. Il raduno e la partenza per il Cairo, sono previsti, a Parigi, l’8 novembre prossimo. La gara si snoderà tra il Sudan e l'Egitto. "Durante la marcia- ha detto, questa mattina, Roberto Zara, durante una conferenza stampa, a Cagliari - avrò un gps, un telefono satellitare e alcuni apparecchi per la frequenza cardiaca, la pressione e la temperatura corporea. Dovrò tentare di riuscire a percorrere i primi 178 chilometri in 68 ore, e 333 chilometri in 128, per poi arrivare al traguardo in un tempo massimo di 228 ore". Zanda porterà con sè uno zaino con tre litri d'acqua, mentre l'organizzazione la fornira' ai partecipanti ogni 22 chilometri, e, inoltre, cibi liofilizzati, integratori, bussola, abbigliamento e scarpe di ricambio, medicinali, sacco a pelo, accendino, un telo termico, un set coltello-cucchiaio, torcia e gavettino.

 

 

 

 

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Di pig (del 28/10/2008 @ 21:00:20, in politica, linkato 1046 volte)

L’affidamento ai privati degli impianti sportivi di Oristano è, praticamente, cosa fatta. Il comune ha pubblicato, infatti, il bando per la gestione degli impianti sportivi comunali. Gli impianti interessati, che potranno essere gestiti per un massimo di 20 anni, sono nove: i complessi di Sa Rodia, San Nicola, Torangius, Donigala, Nuraxinieddu, Silì, quello della Tharros, e i campi di calcio di S.Quirico e di Massama, con le relative pertinenze. Le domande potranno essere presentate sino al 12 novembre. Il bando è disponibile sul sito internet del comune, all’indirizzo www.comune.oristano.it. “Il nostro obiettivo è di individuare soggetti in grado di gestire e assicurare la funzione sociale degli impianti, anche al fine di ampliare l’offerta di servizi sportivi, garantendone la promozione e la pratica – ha precisato l’assessore allo Sport, Francesco Pinna -. Contiamo di stabilire, finalmente, regole certe per la gestione degli impianti, andando incontro alle esigenze del mondo sportivo e favorendo gestioni più snelle. Con l’affidamento all’esterno degli impianti si vuole, comunque, garantire la diffusione dell’attività sportiva a tutti i livelli e in tutte le specialità, quella agonistica e non agonistica, quella formativa finalizzata all’avviamento allo sport, quella scolastica, nonché quella a favore del recupero del disagio sociale e della disabilità”. Possono partecipare al bando società e associazioni sportive dilettantistiche, federazioni sportive nazionali ed enti di promozione sportiva affiliate o riconosciuti dal Coni, discipline associate, associazioni senza fini di lucro che perseguano finalità formative, ricreative e sociali, nell’ambito dello sport e del tempo libero. I richiedenti dovranno presentare una proposta progettuale di organizzazione e di gestione delle attività, ai fini dell’ottimale sfruttamento dell’impianto che si intende gestire. La proposta dovrà indicare il personale da impiegare nella gestione, e precisare la disponibilità per la programmazione per l’utilizzo dell’impianto da parte degli utenti e la distribuzione nelle diverse fasce orarie, le modalità di verifica e valutazione del servizio, i tipi di attrezzature che si intendono fornire, per migliorare la funzionalità dell’impianto e dei servizi annessi, gli interventi migliorativi anche in relazione ad eventuali lavori di manutenzione straordinaria che si intendono effettuare”. Il bando dovrà contenere anche un piano economico di gestione. Il gestore dovrà occuparsi della manutenzione ordinaria dell’impianto, delle spese di custodia, energia elettrica, acqua, ed eventuali altre utenze, per le quali dovrà richiedere l’intestazione a suo nome, e per le pulizie dell’impianto e di tutti gli spazi accessori. Il gestore dovrà anche osservare, e far osservare, tutte le disposizioni normative in materia di sicurezza e funzionalità dell’impianto, contrarre una polizza assicurativa a copertura della responsabilità civile, consentire ed agevolare visite ed ispezioni della strutture da parte dell’amministrazione, al fine di verificare lo stato di conservazione e manutenzione dell’impianto, e presentare annualmente al comune una relazione sull’attività svolta nell’esercizio appena concluso. Le tariffe d’uso dell’impianto saranno quelle stabilite dal comune. “A carico dell’amministrazione comunale – ha concluso l’assessore Pinna -, restano le spese di manutenzione straordinaria, ad esclusione di quelle relative agli interventi che il gestore intende eventualmente realizzare, e che saranno oggetto di valutazione”.

 

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Di pig (del 28/10/2008 @ 14:06:11, in politica, linkato 741 volte)

"In Sardegna il venticinque per cento dell'intero patrimonio edificato a scopo residenziale non e' utilizzato, a dimostrazione che bisogna dare un senso logico e motivato ad uno sviluppo che deve essere ambientalmente sostenibile”. L'ha ricordato l'assessore regionale all'Urbanistica, Gian Valerio Sanna, nel suo intervento in consiglio regionale, a conclusione della discussione generale sulla nuova legge urbanistica.  Sul rapporto che la Regione intende instaurare con le amministrazioni locali, l'assessore ha poi chiarito: “Ci muoviamo in un contesto nel quale non si vuole togliere, ma c'è l'esigenza di far ragionare insieme tutte le istituzioni. L'autonomia dei comuni è responsabilità e spesso questo non è successo. E' il caso di darci delle garanzie, a vantaggio della trasparenza delle azioni”. L’assessore ha, inoltre, difeso il diritto della Giunta a fare scelte ben precise, che garantiscano realmente un governo del territorio. “Ricordiamo tutti che i Giudici dello Stato bocciarono i Piani paesaggistici territoriali, perché quelle norme permettevano di aggirare facilmente i vincoli – ha affermato Gian Valerio Sanna – oggi questo consiglio non può indebolire le regole. Nel 2004 negli ambiti costieri avevamo sforato, costruendo nelle zone F per oltre 4 milioni di metri cubi, ben oltre i limiti previsti dalla legge. Oggi abbiamo il dovere di contenere questo fenomeno". L'assessore ha anche riportato un caso di proliferazione di nuove costruzioni in uno dei comuni interessati dall'alluvione della scorsa settimana, dove "…in questi tre anni sono state presentate proposte per l'edificazione di ottocentomila metri cubi per ottomila persone, quando la tendenza di crescita era di sole quattrocento persone all'anno". "Abbiamo fatto un lavoro aperto, non condizionato, in commissione", ha evidenziato Sanna nel suo intervento, sottolineando, fra l’altro, la volontà di dialogo mantenuta nella realizzazione di "una legge senza steccati". "Questo provvedimento darà un ruolo importante ai comuni", ha proseguito l'assessore. "Ci sono nella normativa una forte semplificazione a favore degli enti locali e forti limitazioni ai poteri della Regione". L'assessore ha segnalato l'istituzione di "strumenti nuovi", individuati con l'obiettivo di concedere maggiore flessibilità in favore dei comuni e delle loro specificità. Sanna ha anche respinto al mittente le accuse mosse dal centrodestra su presunti livelli di discrezionalità contenuti nel testo, sottolineando le ottocento intese e le ottomila co-pianificazioni realizzate con i sindaci. L'assessore ha ricordando ai consiglieri che "…articolo per articolo, abbiamo il dovere di confrontarci sulle cose" e ha chiesto di "…evitare di sacrificare i problemi del territorio all'idea che si debba consumare una polemica politica che è sempre la stessa". Dopo l'intervento di Sanna la votazione sul passaggio agli articoli della nuova legge urbanistica è stata rinviata a domani.

 

 

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Di pig (del 27/10/2008 @ 14:01:56, in cronaca, linkato 1497 volte)

Cresce a dismisura la protesta di studenti e professori, che contestano in maniera decisa il decreto Gelmini e che, invece, si battano con decisione "…a favore dell'istruzione e della ricerca". Un sondaggio realizzato da Demos, per conto del quotidiano "Repubblica", reso noto oggi, dice che il 47% degli italiani sono contrari al decreto Gelmini, contro il 38,5% di favorevoli e il 14,3% che non sa o non risponde. Il sondaggio dice anche che il 49,4% appoggia la protesta degli studenti, mentre il 38,4% non è d'accordo con le manifestazioni. Sull'uso delle forze delle ordine per prevenire occupazioni di scuole e università, evocato dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il 48,1% degli intervistati risponde che "è sbagliato occupare, ma va tollerato", mentre per il 26,7% "è giusto occupare le Università", dice Demos. Un quarto degli italiani (il 25,3%) dice invece che occupare è inaccettabile e va impedito "anche con la polizia". In generale, comunque, la scuola pubblica è difesa e apprezzata dalla grande maggioranza degli intervistati: il 69,3% del campione è soddisfatto delle Elementari pubbliche (contro il 47% delle elementari private), il 62,4% dalle superiori pubbliche e il 59,4% dalle Università.  I problemi principali della scuola, dice ancora il sondaggio, sono "la mancanza di fondi" (18,8%), "lo scarso collegamento col mondo del lavoro" (17,8%) e anche "la violenza negli istituti" (14%: ma rispetto a quattro anni fa, dice Demos, questa voce è cresciuta del 6,4%), la mancanza di sostegni per le famiglie e gli studenti più poveri (13%). Il 12,6% attribuisce invece la responsabilità principale alla "scarsa qualità degli insegnanti", anche se poi la fiducia negli insegnanti delle scuole pubbliche registra complessivamente il 64,4%. Il sondaggio è stato realizzato tra il 21 e il 23 ottobre tra 1024 persone di età superiore ai 15 anni.

Intanto, come detto, prosegue in tutta Italia la protesta degli studenti, di ogni ordine e grado, contro  il decreto Gelmini. Anche ad Oristano, gli studenti in vari istituti stanno programmando l’autogestione (liceo classico, scientifico, magistrali, istituto tecnico industriale, istituto per i servizi sociali), quantomeno fino a mercoledì prossimo, con forme varie di contestazione, tra cui l’occupazione della scuola. Aumenta un po’ dovunque anche la protesta delle "lezioni in piazza" contro la Legge 133, e sta dilagando, in particolare, presso l'università di Cagliari. "I tagli del governo agli atenei provocheranno caos e degrado nell'Università italiana". Questo, quanto dichiarato da Claudio Natoli, docente di storia contemporanea all'università di Cagliari, di fronte a circa trecento studenti e agli sguardi dei passanti, al Bastione di Saint Remy, durante la prima delle tre "lezioni in piazza", previste nell'ambito della protesta organizzata da docenti e studenti della facoltà di Lettere e filosofia del capoluogo. Attorno al professore, alcuni studenti con indosso magliette "insanguinate" si sono stesi su drappi neri, per rappresentare la scena di un omicidio, spiegando poi con uno striscione che "l'arma del delitto e' la legge 133". "Siamo in piazza – ha detto Natoli - per senso di responsabilità nei confronti degli studenti e delle loro famiglie, di fronte ai rischi che corre la scuola in Italia". Il docente ha poi tenuto una lezione di storia, cui  hanno fatto seguito quelle  di Anna Maria Loche e Cristina Lavinio, rispettivamente docenti di filosofia politica e linguistica. Diversi studenti hanno assistito alle lezioni seduti sulle gradinate del Bastione con in mano fiori di crisantemo per simboleggiare la morte dell'università. Favorevole alle iniziative, organizzate in sostituzione della didattica programmata, si e' detto il preside della facoltà di Lettere e Filosofia, Roberto Coroneo, che ha ascoltato gli interventi dei colleghi, con indosso un cartello, su cui si leggeva "Studenti e docenti uniti per il futuro dell'università”. "Il grosso impegno degli studenti – ha sostenuto Coroneo - testimonia che è più incisivo manifestare in maniera propositiva". Le "lezioni in piazza" della facoltà di Lettere e filosofia sono cominciate alla fine della settimana scorsa e proseguiranno fino a mercoledì prossimo. "Siamo favorevoli a lavorare con i docenti ma non escludiamo forme autonome di protesta", hanno sottolineato alcuni studenti riuniti al Bastione per assistere alle lezioni. Gli universitari si preparano anche alla manifestazione, indetta dal mondo della scuola di ogni grado per il 30 ottobre, mentre è al lavoro, in questi giorni, un coordinamento interfacoltà degli studenti, che sta organizzando un'assemblea per mercoledì prossimo in piazza del Carmine,  a Cagliari. Sempre per quanto riguarda la scuola, le province sarde concorderanno interventi comuni, a sostegno di una maggiore flessibilità nell'applicazione della riforma Gelmini in Sardegna, visto che "…il criterio delle piccole isole o delle situazioni particolari è presente nella quasi totalità dell'isola". L'impegno per un'azione coordinata è stato assunto dagli assessori provinciali alla Pubblica istruzione, in una riunione tenuta nei giorni scorsi ad Oristano. La simulazione dei dati a disposizione delle province e i parametri imposti dal regolamento di attuazione della riforma della scuola prospettano, secondo l'Unione delle province sarde, "...effetti devastanti sul sistema dell'istruzione in Sardegna". Un esame della situazione, provincia per provincia, sarà esaminato nel prossimo tavolo interistituzionale, convocato dalla Regione  per mercoledì 29 ottobre.

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Di pig (del 25/10/2008 @ 17:30:51, in cronaca, linkato 2158 volte)

Una giustizia lenta non è mai una giustizia giusta. Forse per questo qualcuno ha proposto di cambiare il simbolo della giustizia, la bilancia, con quello più adatto di una lumaca. Sui tempi della giustizia, e di quella civile in particolare, si sono spesi da tempo fiumi di parole, senza che si siano mai raggiunti risultati apprezzabili. Che senso ha sostenere che “…si debbono accorciare i tempi dei processi”, quando le cause aumentano a ritmo vertiginoso, mentre gli organici di magistrati e personale amministrativo sono ridotti all’osso? Non bisogna, infatti, essere necessariamente degli esperti del settore, per capire che senza mezzi, senza risorse, non si va da nessuna parte. Così com’è facilmente intuibile, che se si proseguirà nella facile e demagogica campagna mediatica che ritiene gli impiegati degli emeriti fannulloni e tutti i giudici politicizzati e anti Berlusconi, sarà facile far presa sull’opinione pubblica e giustificare tagli, che giustificabili non sono. C’è da chiedersi, quindi, in una situazione così catastrofica nella quale si trova la giustizia, se abbiano ancora un senso cerimonie come l’inaugurazione dell’anno giudiziario, che definire ridicola sarebbe solo un eufemismo, e come la “Giornata europea della giustizia civile”. Quest’ultima iniziativa, voluta a partire dal 2003 dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, “…persegue l’obiettivo di informare adeguatamente i cittadini sui loro diritti e sulle modalità di funzionamento della giustizia civile, contribuendo così ad avvicinarli alla giustizia e quindi a migliorare l’accesso al servizio giudiziario…”. E come si può ottenere tutto questo, secondo i soloni del Comitato? Non certo con la classica scoperta dell’acqua calda, fornendo cioè mezzi e risorse, ma celebrando tutti gli anni la “Giornata europea della giustizia civile”, nella speranza che il presidente di turno, armato di bacchetta magica, riesca in un’oretta scarsa, non tanto ad informare i cittadini, attraverso i media, sulle varie problematiche del settore civile, ma addirittura “ad avvicinarli alla giustizia”.  Un’impresa sicuramente improba, come ha ammesso, con molta onestà, lo stesso Presidente del Tribunale di Oristano, Luigi Mastrolilli, durante la conferenza stampa con i giornalisti. “E’ inutile discutere – ha detto Mastrolilli – , e anche se ad Oristano la situazione è migliore rispetto ad altri Tribunali, cosa si può fare quando mancano i mezzi, quando mancano giudici (delle cause civili se ne occupano solo quattro giudici e il Presidente) e cancellieri (quattordici in meno negli ultimi tre/quattro anni)? Con oltre 3500 cause civili pendenti non si può far molto. Ciascun giudice ha un carico di lavoro notevole, anche perché oltre alle circa 700/800 cause civili a testa, deve occuparsi di tanti altri provvedimenti. E per risolvere la situazione non solo non bastano le 115/120 sentenze all'anno che ogni magistrato riesce ad emettere, ma la situazione, con l’attuale organico, non migliorerebbe di molto neppure se ciascun giudice riuscisse a scrivere una sentenza al giorno. E si badi bene che tra la camera di consiglio e la sentenza, nel nostro Tribunale, trascorrono appena sessanta giorni, mentre in altri Tribunali si arriva, addirittura, a tre/quattro anni. C’è da tenere presente, poi, che alcuni magistrati devono occuparsi anche della cause civili delle sedi staccate di Macomer (dove ci sono circa 900 cause pendenti) e Sorgono. Giudici e personale amministrativo, quindi, lavorano duramente ma non possono fare miracoli. Le cause iscritte a ruolo, infatti, sono in costante aumento, in particolare quelle relative al pianeta-famiglia, e con tutta la buona volontà non si riesce, se non in minima parte, a smaltire l'arretrato”. Dopo essersi chiesto come mai non si sia pensato ad istituire, così come avviene per il penale, anche un Presidente per la Sezione civile, visto che questo compito continua a gravare sul Presidente del Tribunale, che ha mille incombenti da sbrigare, Luigi Mastrolilli ha sottolineato l’assurdità del provvedimento che da gennaio impedirà ai magistrati di prima nomina di adempiere alle funzioni di giudice monocratico per i primi quattro anni. Compito questo, che invece possono tranquillamente svolgere i giudici onorari. “Se a questo aggiungiamo - ha detto Mastrolilli - che a gennaio/febbraio andranno via, oltre al Presidente Angioni, anche i giudici Paolo Corso  e Stefania Selis, si può capire che la situazione presso il Tribunale di Oristano, per il 2009, non sarà certo rosea”. Alla conferenza stampa ha partecipato anche Maddalena Della Casa, giudice del lavoro, e una rappresentanza dell’Ordine degli Avvocati del foro di Oristano, tra i quali il Presidente, Antonio Loy. Per quanto riguarda i dati del settore civile (rilevati al 30 settembre 2008), entrando nel dettaglio, le cause civili ordinarie pendenti sono 2558, mentre 500 sono quelle definite nei primi nove mesi di quest’anno. Da sottolineare che la causa civile più vecchia risale al 1976 e riguarda una divisione ereditaria. Di questa “causa nuragica” si sono occupati undici o dodici magistrati (il primo fu il mai dimenticato Presidente del Tribunale, Leopoldo Balduzzi), e una decina di avvocati. Scorrendo i dati, sono in aumento anche le cause in materia societaria, ben 118, e tra queste quelle relative ai tristemente famosi bond argentini o simili, o cause relative a prestiti con tassi ritenuti d’usura. Così come sono in crescita (e vista l’attuale situazione economica non può essere diversamente) i decreti ingiuntivi e gli sfratti; il tutto per complessive 214 cause. Le coppie in attesa di separazione consensuale sono 14, contro le 266 separazioni giudiziali, che riguardano i coniugi che si vogliono separare ma che non hanno ancora trovato un accordo. Numeri differenti anche per  coloro che sono in attesa di divorzio: i divorzi congiunti (o consensuali) sono appena 6, quelli giudiziali (dove non c'è accordo) 166. In materia di lavoro i procedimenti pendenti al 30 settembre sono 1317, contro 627 estinzioni. Nella volontaria giurisdizione, le pendenze complessive sono 1188. Pendenza ancora consistente, nonostante siano state definite 1353 cause in nove mesi; tra le  procedure pendenti  in questo settore colpiscono, soprattutto, i dati relativi alle tutele, ben 470, e alle amministrazioni di sostegno, che riguardano 111 cittadini. Le esecuzioni mobiliari da definire sono 853, le immobiliari 992 (l'esecuzione più datata risale al 1973). E questo la dice lunga sul periodo di crisi attraversato dalla nostra economia. Con la nuova normativa c’è stato un freno anche alla dichiarazione dei fallimenti (i pendenti sono 169, con un sola procedura dichiarata nel 2008). La motivazione è semplice: ora, infatti, le imprese soggette al fallimento sono quelle che hanno effettuato nell’azienda investimenti per un capitale superiore ai 300 mila euro, o che hanno realizzato ricavi lordi, calcolati sulla media degli ultimi tre anni, per un ammontare complessivo annuo superiore a 200 mila euro. Se si rimane al di sotto di queste cifre, si viene considerati “piccoli imprenditori” e non si può fallire. Ecco perchè, con i tempi che corrono, e, come detto, considerata la disastrosa economia della nostra provincia, nel circondario del Tribunale di Oristano non fallisce più nessuno. Neppure quelli che “vogliono” fallire.  Un’ultima annotazione riguarda il sito del Tribunale di Oristano www.tribunale.oristano.it , curato da Salvatore Carboni (giudice del lavoro), che in appena quattro mesi di vita è già stato visitato da oltre 25 mila persone. Sul sito si possono trovare, fra l’altro, utili informazioni sulle varie procedure e la modulistica per la richiesta dei certificati e per la partecipazione alle aste giudiziarie.

 

 Altre notizie:

Con il ritrovamento del corpo di Antonello Porcu, di 54 anni, ingegnere, responsabile dell’Ufficio tecnico della  Asl  8 di Cagliari, sono salite a cinque le vittima della tremenda alluvione che, mercoledì scorso, ha colpito il  Cagliaritano.  Il cadavere è stato recuperato dai Carabinieri dello Squadrone Cacciatori di Sardegna, nei pressi dei campi da tennis, in località Pauliara, a una cinquantina di metri dal luogo in cui era stato trovato il cadavere della suocera, Licia Sulis Zucca, 77 anni. Il corpo, ancora vestito ma parzialmente mutilato, e' emerso dopo che un escavatore messo a disposizione da un privato ha rimosso una massa di detriti vicino a un albero, sotto una coltre di arenaria spessa un metro. Antonello Porcu e la suocera, mercoledì scorso, erano a bordo di una Clio, quando sono stati travolti dall’acqua, mentre transitavano su un ponticello, nei pressi del bar di Poggio dei Pini.  A dare l’allarme era stata la moglie del Porcu che aveva visto l’auto sommersa dall’acqua sparire davanti ai suoi occhi.  Il corpo di Licia Sulis Zucca, trascinato dall’acqua, era stato ritrovato nella stessa giornata di mercoledì  molto lontano dal luogo in cui l'ondata aveva travolto i due.  Nella stessa zona, come detto, dopo quattro giorni di ricerche, è stato recuperato anche il cadavere di Antonello Porcu.  Intanto, proseguono i lavori per rimuovere fango e detriti dalle strade e dalle abitazioni travolte dall'acqua e dal fango, soprattutto in località Frutti d'oro e Rio San Girolamo. Duemila persone non sono ancora potute rientrare nelle loro abitazioni e hanno trascorso le ultime notti ospiti di amici e parenti, mentre di giorno erano al lavoro per rendere di nuovo abitabili stanze e scantinati. Il consigliere regionale del Pd, Marco Espa, residente a Frutti d'oro, si è reso promotore della  costituzione di un comitato, per avviare azioni legali contro chi aveva rilasciato le autorizzazioni edilizie in un'area palesemente sensibile. Ora, conclusi gli interventi di primo soccorso, le squadre dei Vigili del fuoco sono impegnate a prestare assistenza alle famiglie e collaborano con il Genio civile alle operazioni di svuotamento della diga di Poggio dei Pini, facilitate nei giorni scorso dall'arrivo di quattro idrovore dal Piemonte. Il sindaco di Capoterra, Giorgio Marongiu, che ha accompagnato il presidente della Regione, Renato Soru, nelle zone più colpite e disastrate, ha precisato che al momento non e' prevista la demolizione della diga, decisione che potrebbe essere assunta solo in un secondo momento, dopo controlli e opportune verifiche. Intanto, si è saputo che la Procura della Repubblica di Cagliari ha aperto un'inchiesta contro ignoti. Le ipotesi di reato riguardano l'omissione colposa, inondazione e strage colposa.

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Di pig (del 24/10/2008 @ 14:07:11, in cronaca, linkato 1528 volte)

Salgono a quattro i morti per l’alluvione. Poco prima delle 17 è stato, infatti, trovato il corpo di Maria Rita Lepori, 51 anni, di Iglesias, insegnante presso l'Istituto alberghiero di Pula. Il cadavere è stato recuperato in mare, non lontano dalla strada, tra il pontile della raffineria Saras e uno scoglio, in territorio di Sarroch. Della Lepori non si avevano più notizie dalla mattina di mercoledì, giorno del disastro. La Lepori viaggiava in auto verso la scuola quando è stata sorpresa dall’alluvione. L'identificazione è stata possibile grazie alla fede nuziale con incisa la data del matrimonio e il nome del marito, Claudio Ariu, dipendente dell'Arst. Intanto, proseguono nell'area di Capoterra,  le ricerche dell'altro disperso, dopo l'alluvione di mercoledì che ha causato morte e distruzione. Vigili del fuoco e Carabinieri sono impegnati con sommozzatori, elicotteri e mezzi navali, nella speranza (minima) di trovare ancora vivo l'ingegnere dell'Asl di Cagliari, Antonello Porcu, 54 anni, travolto dall'acqua mentre era in auto con la suocera Licia Zucca, poi trovata morta. Nella zona si lavora senza sosta. A Poggio dei Pini  continuano le operazioni di svuotamento della diga a monte, che la sera dell'alluvione ha fatto scattare un piano d'evacuazione a “Frutti d'oro”, nella parte bassa di Poggio dei Pini e nella lottizzazione Rio San Girolamo, dove molte famiglie hanno perso la casa sommersa dall'acqua . A Capoterra  è già attivo il centro operativo misto (Com), coordinato dal prefetto vicario di Cagliari, Bruno Corda, così come aveva preannunciato il Capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, al termine della sua visita nei luoghi devastati dall'alluvione. Per fornire assistenza ai cittadini rimasti senza casa dopo l’alluvione, l'Asl di Cagliari ha attivato altre tre stazioni sanitarie. In ogni postazione  è possibile ricevere assistenza medica, infermieristica e psicologica, da parte di personale qualificato, dalle 8 alle 19, sino a domenica 26 ottobre. Gli ambulatori si trovano a Poggio dei Pini (edificio accanto al bar) tel. 070 7265100 - 3318106417; Capoterra (piazza Amendola, vicino all'albergo che ospita gli sfollati) tel. 3318106709; Frutti d'oro (sede del volontariato nella palestra/parrocchia) tel. 07071242. Intanto, negli ospedali di Cagliari, l'attività e' ripresa a pieno ritmo, tranne che nei locali del Centro di Radioterapia e Medicina Nucleare, dove sono in atto lavori per rendere agibili i locali. L'apertura al pubblico è prevista per il 3 novembre; nel frattempo i pazienti che ne avessero bisogno saranno “trattati” presso l'ospedale Businco. Per quanto riguarda la viabilità, l'Anas ha reso possibile il transito sulla statale 195 Sulcitana, il cui manto stradale aveva ceduto all'altezza del decimo chilometro per l'esondazione del Rio Santa Lucia. Sull’accaduto è intervenuto, fra gli altri, duramente, il presidente dell’Ordine dei geologi della Sardegna, Antonio Fadda, che ha ricordato una quarantina di alluvioni abbattutesi nel Cagliaritano, dal 1795 in poi, cinque delle quali, a partire dal 1985,  proprio nell'area di Capoterra, la piu' devastata dall'ultimo episodio di questa settimana. “Le piogge del 22 ottobre hanno puntualmente messo in evidenza, ancora una volta - ha detto Fadda -, le gravissime carenze in materia di pianificazione e di realizzazione di adeguate opere per le difesa idrogeologica. I disastri che negli si susseguono non sono attribuibili al caso o al clima impazzito, ma a fenomeni ben conosciuti. Una delle caratteristiche del clima in Sardegna è l'evento a forte concentrazione, cioè una notevole intensità di pioggia in un periodo di tempo limitato. Perciò sarebbe necessario verificare e intervenire sulle opere di attraversamento e difesa dei corsi d'acqua, che sono state progettate prendendo come riferimento regimi pluviometrici diversi dall'attuale. Si assiste al collasso del sistema di deflusso delle acque a Cagliari, nella frazione di Pirri, a Monserrato e, ancora una volta, a Capoterra". Fadda si è detto convinto che effetti devastanti come quelli di mercoledì scorso possano essere evitati. "Interventi efficaci impongono sacrifici, vincoli, spese, rinunce, e non sempre si è disposti a farli, anche perchè buona parte degli amministratori e dei cittadini non sembrano avere consapevolezza della cruda realtà. Le ragioni di questa carenza conoscitiva sono da individuare nel fatto che l'Italia e' un paese con una scarsa cultura geologica e la Sardegna non fa eccezione. L’isola è, infatti, fra le regioni italiane che spendono meno per la prevenzione, ed è  fra quelle che spendono di più a causa dei danni provocati da disastri in gran parte evitabili. Inoltre - ricorda Fadda - alla base degli interventi di uso e trasformazione del territorio tempo adottata in tutti i Paesi avanzati, non sembra essere conosciuta. La Sardegna è, infatti, la regione italiana che utilizza meno i geologi. L'isola - conclude il presidente dei geologi sardi- è ad alto rischio idrogeologico, ma non dispone di un servizio geologico in grado di affrontare i problemi, proporre soluzioni e prevenire i fenomeni. Gran parte dei disastri ambientali è dovuta all'ignoranza delle norme più elementar,i o all'inerzia delle amministrazioni, che non si dotano del personale con competenze specifiche.

Intanto, sulla drammatica alluvione nel Cagliaritano, i deputati sardi (Fadda, Calvisi,  Marroccu, Melis, Oppi, Palomba, Parisi, Pes, Schirru) hanno presentato al Presidente del Consiglio dei Ministri una interrogazione urgente, del seguente tenore:

Premesso che:

- ieri mattina il sud della Sardegna è stato investito da un violento nubifragio che ha interessato l’hinterland cagliaritano, colpendo in particolare, oltre al capoluogo sardo, i centri di Capoterra, Monserrato, Sestu, Quartu Sant’Elena, Selargius, Quartucciu ed Elmas;

- l’inaudita violenza degli eventi atmosferici che hanno colpito l’isola è costata la vita a delle persone, travolte dalla furia delle acque nel tentativo di mettersi in salvo, mentre altre risultano ancora disperse;

- nel Comune di Capoterra molte famiglie hanno dovuto abbandonare le proprie case minacciate dal deflusso dell’acqua di un bacino in piena e hanno trovato rifugio da parenti e amici, mentre qualche centinaio di persone ha trascorso la notte scorsa in locali messi a disposizione dal Comune;

- diverse località, in cui risiedono alcune migliaia di persone, risultano ancora completamente isolate;

- si sono verificati forti disagi negli ospedali, l’aeroporto di Cagliari - Elmas è rimasto bloccato per diverse ore, mentre il trasporto ferroviario è stato interrotto a causa di problemi agli scambi dei binari nei pressi della stazione di Cagliari, dove un convoglio con 500 persone a bordo è rimasto fermo per due ore;

- anche il traffico automobilistico è andato in tilt a causa degli allagamenti e delle voragini che si sono aperte sul manto stradale, nonché del crollo di alcuni ponti;

- l’acqua ha invaso centinaia di case, negozi, uffici, centri commerciali, danneggiando anche le reti idriche ed elettriche;

- nonostante il forte e tempestivo impegno di amministrazioni locali, protezione civile e mondo del volontariato diretto a portare soccorso alle popolazioni interessate dal nubifragio, la situazione rimane drammatica;

considerato che:

- una prima sommaria stima valuta in diverse decine di milioni di euro i danni subiti dal territorio;

- si ha la certezza che il mare di acqua e fango che ha flagellato e sta flagellando abitazioni, strade e ponti, soprattutto nel Comune di Capoterra, ha provocato danni ben più considerevoli;

- sono necessari interventi straordinari e urgentissimi, sia a favore di quanti hanno subito danni gravissimi alle loro abitazioni (sono molte le famiglie che hanno perso tutto nel nubifragio) e alle loro attività produttive, sia a favore delle amministrazioni dei Comuni colpiti da tale calamità naturale, che dovranno far fronte nei prossimi giorni e mesi a ripristinare le reti stradali, elettriche, idriche e agli altri interventi tesi a ristabilire una situazione di normalità;

- la Giunta Regionale della Sardegna ha stanziato oggi 6 milioni e mezzo di euro per affrontare immediatamente l’emergenza e ha chiesto al governo nazionale la proclamazione dello stato di calamità naturale;

- altri 20milioni di euro saranno disponibili la prossima settimana dopo l’approvazione, da parte del Consiglio Regionale, di un disegno di Legge predisposto dalla Giunta;

- sono inoltre necessari interventi infrastrutturali di prevenzione al fine di evitare che tali eventi si ripetano;

preso atto degli impegni assunti dal sottosegretario Guido Bertolaso sulla dichiarazione dello stato di calamità naturale da parte del Governo nella prossima riunione del Consiglio dei Ministri;

si vuole conoscere:

- quali risorse intende stanziare nell’immediato per fronteggiare l’emergenza sia per ripristinare le infrastrutture pubbliche e private danneggiate che per dare sostegno alle popolazioni interessate, profondamente colpite economicamente, oltre che moralmente;

- quali provvedimenti intende adottare e quali risorse intende destinare affinchè si realizzino gli interventi infrastrutturali indispensabili a scongiurare il rischio che eventi drammatici come quello di ieri possano ripetersi. (Fadda, Calvisi, Marroccu, Melis, Oppi, Palomba, Parisi, Pes, Schirru).

"Il ministro dell'Economia ha autorizzato un primo stanziamento per gli interventi più urgenti (quelli che debbono essere immediatamente resi disponibili per i sindaci e le comunità locali maggiormente colpite), pari a sette milioni di euro, che sono già in fase di trasferimento sulla nostra contabilità. La prossima settimana i sette milioni saranno a disposizione di tutti coloro i quali avranno diritto a un aiuto e all’assistenza da parte dello Stato". Lo ha dichiarato, questa mattina, in Senato, il Capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, dopo un’ampia informativa su quanto accaduto  “…i danni sono stati ingenti; nella zona sono caduti 148 millimetri di pioggia, dato mai registrato; 150 famiglie non sono rientrate a casa; circa 1.500 abitazioni danneggiate; nell’area hanno lavorato 150 vigili del fuoco, arrivati anche da Lazio e Toscana; 40 agenti di polizia; 40 carabinieri; 60 uomini del corpo forestale regionale; 80 unità delle forze armate;oltre 200 volontari…”. A conclusione del suo intervento in aula, il sottosegretario ha confermato che la richiesta, avanzata dalla Regione Sarda, di dichiarazione dello stato di calamità per le zone colpite sarà sottoposta all'attenzione del governo nella prima riunione utile del Consiglio dei ministri.

Altre notizie:

Un deposito di pneumatici fuori uso, in cui sono state trovate circa 1.600 tonnellate di rifiuti speciali, ammassati senza il certificato di prevenzione antincendi e in violazione della normativa sulla gestione di questo tipo di materiali, è stato sequestrato nella zona industriale di Oristano dai carabinieri del Noe di Cagliari. L'area, posta sotto sequestro dopo un sopralluogo del Nucleo operativo ecologico, è vasta circa 9.000 metri quadri. L'amministratore della società di gestione dell'impianto, sito in via Parigi, è stato denunciato per aver esercitato l'attività di recupero di rifiuti senza le autorizzazioni di legge.(Agi)

 

L’assessorato alla Cultura del comune di Cabras comunica che sabato 25 ottobre, alle 11, nella sala giunta del municipio lagunare, si terrà una conferenza stampa per presentare il libro-romanzo Shardana, “Arroasok Sidi Babai”, scritto da Graziella Pinna Arconte. Il libro della scrittrice cabrarese è stato recensito, recentemente, anche nel giornale “Oggi 7” magazine di “America Oggi”, periodico che si rivolge, in particolare, agli italoamericani. 

 

 

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Di pig (del 23/10/2008 @ 14:03:10, in cronaca, linkato 2020 volte)

Oltre ad Antonello Porcu, l’ingegnere della Asl, travolto da un’ondata mentre era in auto con la suocera, nella zona di Poggio dei Pini, ed ancora disperso, non si hanno più notizie, da ieri, anche di un’ insegnante dell'Istituto alberghiero di Pula, Annarita Lepori, 51 anni. A Capoterra e nei centri limitrofi che più hanno pagato la furia del  nubifragio che si è abbattuto sul Cagliaritano, la notte è trascorsa all’insegna del disagio e, soprattutto, della paura. Le condizioni  climatiche non sono, fortunatamente, peggiorate e non hanno, quindi, aggravato la già tragica situazione. Molte famiglie hanno, comunque, dovuto abbandonare le case, minacciate dal deflusso dell'acqua di un bacino in piena,  e trovando rifugio da parenti e amici. Sono, invece, circa centocinquanta le persone che sono state ospitate nella scuola di Capoterra. La zona residenziale di Poggio dei Pini, dove vivono oltre duemila persone, è isolata, e circa seicento famiglie distribuite in un'area molto vasta sono tuttora senza energia elettrica, acqua e telefono. L’unità di crisi allestita presso il comune di Capoterra prosegue nella distribuzione di viveri e acqua, e sono state allestite anche alcune cucine da campo, per garantire pasti caldi soprattutto ad anziani e malati. Sul posto operano, oltre a Polizia e Carabinieri, trentadue uomini del Corpo forestale, venticinque operai dell'Ente foreste, quaranta unità dei Vigili del fuoco, trenta militari dell'esercito e oltre cinquanta volontari. Le ruspe sono al lavoro per rimuovere fango e detriti e ripristinare la viabilità e assicurare l'accesso a Poggio dei Pini. Le squadre dell'Anas lavorano invece per riparare la statale 195, che collega Capoterra a Cagliari, interrotta all'altezza del decimo chilometro. Il bilancio delle vittime rimane invariato. In nottata si era diffusa la voce del ritrovamento di un corpo, che poi non è stata confermata. Per il momento, quindi, le vittime certe sono Licia Sulis, 77 anni, suocera di Antonello Porcu,  Speranza Sollai, 85 anni, morta nella sua casa di Capoterra, e Mariano Spiga, agricoltore di 66 anni, travolto mentre era in auto nelle campagne di Sestu.  Antonello Porcu, come detto, è dato ancora per disperso anche se le speranze di trovarlo vino sono praticamente nulle. Intanto, questa mattina si è riunita la giunta regionale, in seduta straordinaria, per decidere misure urgenti in favore delle zone colpite dall'alluvione. La giunta, che ha espresso cordoglio ai familiari delle vittime, ha previsto uno stanziamento immediato di sei milioni e mezzo di euro, per interventi urgenti per la viabilità e per il ripristino delle infrastrutture primarie. E' stata anche deliberata la richiesta dello stato di calamità naturale, che verrà presentata al Consiglio dei Ministri per Capoterra e altri centri del sud Sardegna. La Regione chiederà allo Stato di preventivare subito uno stanziamento di venti milioni di euro. Inoltre, è stato approvato un disegno di legge, da sottoporre al consiglio regionale, da approvare entro la prossima settimana, simile a quello discusso ed approvato in occasione dell'alluvione in Ogliastra nel dicembre 2004, per lo stanziamento di ulteriori venti milioni di euro, che serviranno ad approvare il "Piano stralcio di bacino", per verifiche infrastrutturali e varianti nella zone più delicate dal punto idrografico. "In passato, in alcune zone del territorio - ha detto il presidente Renato Soru - per prudenza non si sarebbe dovuto edificare. Adesso correggiamo gli errori del passato, e diamo sicurezza alle trentamila persone che vivono in quell’area". Del disegno di legge che la giunta sta preparando, per recuperare le risorse disponibili per far fronte, nell’immediato, ai danni dell'alluvione, ne ha  riferito in consiglio regionale l'assessore regionale agli Enti Locali e Urbanistica, Gian Valerio Sanna. Dopo aver osservato un minuto di silenzio in segno di lutto, Sanna ha espresso a nome della Giunta il cordoglio per le vittime del nubifragio, e ha rifrito che l'esecutivo si è riunito per approntare i primi provvedimenti per far fronte al disastro attraverso “lo stato di calamità”. “La verifica dei danni – ha detto l’assessore - non è semplice, perché la zona colpita è un'area molto vasta". Sanna ha quindi  chiesto l'aiuto del Consiglio per velocizzare la procedura di approvazione del disegno di legge in preparazione. Per quanto riguarda le critiche per il presunto ritardo dei soccorsi, l'assessore Sanna, dopo aver affermato che non è certo questo il momento di fare polemiche, ha sostenuto che risulta all’esecutivo che, a neppure un'ora dalle prime precipitazioni, i mezzi della protezione civile si sono mossi verso i luoghi del disastro". Tutti i consiglieri regionali si sono detti disponibili a velocizzare le procedure, anche se non sono mancate le critiche. "La Regione – ha detto Ignazio Artizzu, di An - valuti l’inadeguatezza dimostrata dal comune di Capoterra. Fino alle 22.30 di ieri nessun tipo di coordinamento dei soccorsi era stato, infatti, organizzato nella zona più colpita dal nubifragio. Ho visto tanti volontari che non sapevano cosa fare. Come e' possibile che nessuno abbia recepito l'allarme lanciato tre giorni fa? La Regione dovrebbe valutare l'ipotesi di commissariare l'amministrazione di Capoterra". Secondo Adriano Salis, dell'Italia dei Valori, "…non e' la natura a essere colpevole dei morti e dei disastri di ieri, ma di chi, in quelle aree delicate dal punto di vista idrogeologico, ha svenduto le ragioni della sicurezza e del rispetto della natura a favore di interessi speculativi". Per il capogruppo del Partito Democratico, Antonio Biancu, “…bisogna fare in modo che, domani mattina, passi in commissione il disegno di legge che la giunta sta preparando, per portarlo in aula martedì prossimo". Biancu ha anche richiamato l'importanza della legge urbanistica in discussione in relazione ai fatti di ieri. Contro le strumentalizzazioni politiche della vicenda si è, invece, espresso il capogruppo Udc, Roberto Capelli, che ha posto l'accento sulla necessità di mettere a punto provvedimenti efficaci per fronteggiare l’emergenza. Intanto, a Capoterra, si è riunito il Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica. Alla riunione hanno preso parte il Capo della protezione Civile, Guido Bertolaso, il presidente della Regione, Renato Soru, e i sindaci di Capoterra, Elmas, Sestu, Monserrato, Assemini e Cagliari, i territori colpiti dall'alluvione di ieri mattina. Al termine dell’incontro, Guido Bertolaso ha affermato che si è trattato di “…una situazione critica in molti punti, per la valanga d'acqua (trecento millimetri di pioggia caduti nell'arco di circa tre ore) che si è abbattuta su un territorio vulnerabile per quello che è stato costruito. Per Bertolaso le priorità riguardano il ripristino immediato delle condizioni di vivibilità e il ritrovamento dei dispersi. "Temo purtroppo – ha detto Bertolaso - che difficilmente potremo ritrovarli in vita a distanza di 24 ore. Ora cercheremo di restituire, al più presto, le abitazioni agli sfollati, anche se sarà un lavoro difficile e non rapidissimo". Bertolaso ha poi annunciato l'apertura di centro operativo misto, nella sede del Corpo forestale, nei pressi vicino al municipio di Capoterra, che dietro le direttive del Prefetto di Cagliari coordinerà  tutte le attività, con la collaborazione delle forze dell’ordine. Per la viabilità l'Anas ripristinerà prima una corsia della strada statale 195, mentre in serata sarà riaperto il doppio senso di marcia. Contemporaneamente, la Provincia sistemerà le strade di sua competenza. I sindaci delle aree colpite dall'alluvione riceveranno, già da stasera, le stime dei danni dai privati, in modo tale da stilare un censimento realistico sulla situazione. Sulla richiesta dello stato di calamità naturale per Capoterra e le altre zone colpite, avanzata dalla giunta regionale nella riunione straordinaria di questa mattina, Guido Bertolaso ha anticipato che il Governo, già dalla prossima riunione utile del Consiglio dei Ministri prenderà atto della richiesta e disporrà un primo stanziamento. Replicando alle polemiche di queste ore per i presunti ritardi nei soccorsi, Bertolaso ha ribadito, invece, la tempestività degli interventi della protezione civile.”Ci siamo attivati gia alle 6.30 di ieri mattina, dopo aver lanciato, il giorno precedente, l'allerta per una situazione di maltempo, che si è, purtroppo, concentrata in quaranta chilometri quadrati". Per il Capo della Protezione civile, "…il sistema avrebbe potuto funzionare meglio perché è mancata l'ottimizzazione delle risorse, una certa sinergia tra tutte le componenti, ovvero una cerniera che consente a tutti di sapere ciò che sanno gli altri, ma non parlerei di ritardo, quanto di complicanze". Bertolaso, inoltre, ha difeso l'operato del sindaco di Capoterra Giorgio Marongiu, riconoscendogli "…di aver portato avanti un lavoro estremamente delicato, e di aver fatto anche di più di quello che avrebbe dovuto fare un sindaco". Al termine dell'incontro, il presidente della Regione, Renato Soru, ha annunciato gli interventi straordinari messi in atto questa mattina. "Quanto è successo - ha detto Soru - ci deve insegnare che il territorio deve essere rispettato e non pensare, invece, alla speculazione edilizia, com'è accaduto in passato". Nei posti del disastro forze dell’ordine e volontari stanno lavorando a pieno ritmo per riportare la zona colpita dal nubifragio alla normalità. A Capoterra l'Enel ha ripristinato la fornitura di energia elettrica nelle due frazioni di “Frutti d'Oro 2” e “Su Spantu”, mentre è ancora isolata la zona di “Santa Barbara”, nella parte alta di Poggio dei Pini, dove gli abitanti hanno difficoltà di comunicare e dove, ironia della sorte, manca l’acqua. Nella diga artificiale gli uomini dell’Ente foreste, Provincia ed Esercito stanno lavorando, da ieri notte, per far defluire velocemente l'acqua, ed hanno deviato il corso del Rio San Gerolamo per evitare il passaggio del corso d'acqua nella diga. A Poggio dei Pini, dove è stata riprisinata l'nenergia elettric ed  è però ancora fuori uso il sistema fognario, è stato allestito un presidio sanitario del 118, ed è stato ripristinato il secondo ponte, crollato ieri, che collega la zona con Capoterra.  A proposito di Capoterra, l'ufficio tecnico del comune sta provvedendo al ripristino della viabilità nel paese e nelle zone limitrofe. In serata il genio civile della Regione, in collaborazione con la protezione civile della Provincia di Cagliari, ha reso nuovamente agibile la strada a monte della diga alimentata dal rio San Girolamo, che collega un quartiere di Poggio dei Pini alla strada comunale di Capoterra, interrotta in due punti differenti. "Dal 2001- ha detto il sindaco di Capoterra - ci siamo trovati di fronte all'urgenza di risistemare, soprattutto, le opere idrauliche. Le risorse per l’alluvione che colpì il paese nel 1999 sono state, infatti, utilizzate per la messa in sicurezza del rione Santa Lucia e del centro storico del paese.  Abbiamo costruito dei canali di guardia, a monte, che ieri hanno tenuto e hanno salvato il paese". L'amministrazione comunale  precedentemente aveva, tra l'altro, provveduto alla messa in sicurezza di una parte del Rio San Girolamo, che ieri ha tracimato travolgendo persone e abitazioni. Interventi che, evidentemente, non sono stati sufficienti. Secondo il sindaco di Capoterra, i lavori di ripristino devono ora interessare la zona che va dalla foce a monte, così come, d'altro canto, era stato richiesto, a suo tempo, alle autorità competenti. Messaggi di solidarietà sono arrivati, da tutta la Sardegna, ai sindaci dei comuni colpiti dall’alluvione, per esprimere sentimenti di amicizia e solidarietà. Tra questi, anche quello del sindaco di Oristano, Angela Nonnis, a nome della giunta, del consiglio comunale e dell’intera comunità oristanese. “Profondamente colpiti dai tragici eventi delle scorse ore, ci associamo con affetto e profonda solidarietà ai familiari delle vittime e alle comunità colpite dall’alluvione. Interprete dell’unanime sentimento della città – ha scritto il sindaco di Oristano -, l’amministrazione comunale esprime la sua vicinanza e il suo affetto ai familiari delle vittime, a tutti coloro che hanno subito danni, e alle intere comunità di tutti i centri del cagliaritano messi in ginocchio dal nubifragio di ieri”.

 

Altre notizie:

 

Come ormai si sapeva da tempo, Franco Pusceddu, di Forza Italia, è il nuovo assessore provinciale all'Istruzione, Turismo e Societa' partecipate. Lo ha ufficializzato il presidente della Provincia di Oristano, Pasquale Onida, durante la seduta del consiglio provinciale. Puxeddu sostituisce in giunta di Cristiano Carrus, diventato sindaco di Cabras. Onida ha però tenuto per sè alcune delle deleghe che aveva Carrus, come la cultura. Nel consiglio provinciale Puxeddu sara' sostituito da Mario Olla, eletto nel collegio di Samugheo, e già consigliere provinciale dal 1995 al 2000. Nella riunione del consiglio provinciale e' stata anche approvata una variazione di bilancio, per circa 300 mila euro, per il pagamento di consulenze e prestazioni professionali nel campo della tutela dell'ambiente. Una decisione fortemente contestata dalla minoranza, che, per bocca dei consiglieri Stefano Figus e Sandro Murana, ha chiesto alla Provincia la presentazione della nuova pianta organica.La composizione della giunta risulta, quindi, così composta:PASQUALE ONIDA,Presidente della Provincia: Cultura - Università - Rapporti con gli Enti Locali – Avvocatura; PIERFRANCESCO GARAU, Vice Presidente: Ambiente – Sicurezza del territorio e Protezione Civile – Sistema dei rifiuti – Pianificazione faunistica – Parchi ed Aree protette – Gestione aree costiere e sviluppo sostenibile – Energia; RENZO COGHE : Agricoltura – Artigianato – Commercio - Industria – Caccia - Pesca – Trasporti; SERAFINO CORRIAS: Sport – Spettacolo – Eventi e Politiche Giovanili – Comunicazione Istituzionale; MARIO MATTA: Centri per l'Impiego – Politiche del Lavoro e Formazione Professionale – Politiche Sociali e di Inclusione – Sanità - Consigliera di parità – Pari Opportunità; FRANCO SERRA: Sistema di Infrastrutturazione territoriale – Reti – Intermodalità – Viabilità – Mobilità – Edilizia Scolastica – Lavori Pubblici; MARCELLO SERRA: Programmazione – Personale – Politiche Comunitarie;LORENZO STEVANATO: Affari Generali – Bilancio – Patrimonio – Demanio – Sistemi Informativi;FRANCO PUSCEDDU:  Turismo – Pubblica Istruzione – Società partecipate.

 

 


 

Il Com-pa, Salone europeo della comunicazione pubblica e dei servizi al cittadino, ha assegnato alla Regione Sardegna il premio per la qualità dell’impegno comunicativo. L'Amministrazione della Regione Sardegna è stata premiata per la qualità e la quantità molto curata degli strumenti di comunicazione utilizzati:
- documentazione cartacea;
- audiovisivi di immagine e di servizio;
- qualità del layout;
- preparazione del personale addetto;
- un buon esempio di comunicazione integrata.

 

Un sopralluogo nel Barigadu e nella Marmilla per studiare nuove soluzioni e potenziare la rete delle strutture sanitarie dedicate alla salute mentale. Ad effettuarlo sono stati il direttore del servizio Integrazione socio-sanitaria della Regione, Pierpaolo Pani, il direttore generale della Asl di Oristano, Bruno Palmas, il direttore sanitario, Nicola Orrù, e il responsabile del Servizio della salute mentale, Giampaolo Minnai.  «E' necessario intervenire rapidamente – ha precisato il manager della Asl n°5 – in un settore in cui la nostra azienda è oggi ancora indietro». Il riferimento è al “Piano di salute mentale”, un documento che dovrà studiare le azioni da promuovere per mettere in piedi un servizio di Salute mentale organico e distribuito in maniera capillare sul territorio. La ricognizione ha toccato i centri di Busachi, Samugheo e Ales. Nei primi due paesi del Barigadu sono state visitate due strutture già adeguate ad ospitare i servizi sociosanitari, che necessitano solamente degli arredi per cui, peraltro, sta partendo la gara d'appalto. Lo stabile di Busachi, concesso dal Comune, potrà ospitare 20 persone, mentre quello di Samugheo, per il quale il Comune ha concesso il terreno, ha una capacità di 12 posti. Entrambe le strutture, secondo quanto previsto, dovrebbero aprire entro i primi mesi del prossimo anno, allargando così l'assistenza alle persone con disturbi psichici a un territorio che finora ne era rimasto ai margini.  Ad Ales, invece, la proposta dell'Azienda è quella di riconvertire uno stabile in disuso di proprietà della Curia e di integrarlo con il Centro di salute mentale già esistente e con la Casa della salute, per realizzare una cittadella sanitaria in cui siano presenti anche i servizi per il disagio psichico. L'obiettivo, nello specifico, è quello di ricavare un centro diurno ed allestire laboratori artigianali, che facciano tesoro dell'esperienza già maturata dal Csm di Ales, in cui da tempo medici e operatori hanno avviato attività ricreative ed artistiche. Un ampio spazio verde esterno permetterebbe inoltre di impiegare i pazienti anche in attività agricole. Da parte della Asl, dunque, verrebbe l'impegno ad investire nella struttura per la sua riconversione, mentre la Curia dovrebbe garantire la disponibilità dei locali. Intanto muove i primi passi il progetto “Migranti” varato dalla Asl, in collaborazione con la “Compagnia Cada Die Teatro di Cagliari”. Si tratta di un laboratorio teatrale ideato dalla compagnia teatrale diretta da Sandro Mascia e Mario Madeddu che coinvolgerà, lungo un percorso pluriennale, operatori dei Csm, educatori, assistenti sociali, volontari e persone con disabilità fisiche e sofferenze mentali, in un laboratorio teatrale in cui saranno insegnate le tecniche di espressione e di recitazione. Obiettivo, quello di raggiungere una maggiore integrazione tra i partecipanti e di dare loro gli strumenti per esprimersi e per uscire da un isolamento in cui spesso sono relegate le persone con difficoltà fisiche o psichiche. Tre le sedi in cui con cadenza settimanale si terranno i corsi: Oristano, Ales e Ghilarza. L'esperienza, già sperimentata con successo in altre aziende sanitarie e premiata a livello nazionale, è ai nastri di partenza anche nell'azienda, dove i corsi dovrebbero partire entro il prossimo gennaio. Interventi, questi, che rientreranno tutti in una più strutturata strategia d'azione elaborata dal Piano di salute mentale.  Oggi i Centri di salute mentale nella provincia sono quattro, quelli di Oristano, Ales, Ghilarza e Bosa, mentre solo nel capoluogo esiste l'Spdc (Servizio psichiatrico diagnosi e cura), che gestisce i casi più urgenti. A ciò si aggiungono alcune case famiglia e case protette distribuite in provincia. I prossimi interventi permetterebbero, dunque, di ampliare e potenziare la rete assistenziale per rispondere a una domanda sempre più forte.

 

 

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