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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Di greg (del 19/06/2013 @ 10:30:44, in cronaca, linkato 53 volte)
Con il primo scritto sono iniziati, questa mattina, gli esami di maturità per circa mezzo milione di studenti. La prova di italiano si svolge in quattro tipologie: analisi del testo, articolo di giornale o saggio breve, tema di ordine storico, tema di ordine generale, con i maturandi che avranno sei ore per completarla. Anche quest'anno l'invio delle tracce è avvenuto tramite il cosiddetto “plico telematico” e non più attraverso fascicoli cartacei. Le prove saranno disponibili sul sito del Miur, a partire dalle 14. Domani sarà la volta del secondo scritto, mentre la terza e ultima prova, prima degli orali, si terrà lunedì prossimo. Un brano tratto da “L'infinito viaggiare”, di Claudio Magris, è la prima traccia della prova di italiano. “L'Infinito viaggiare” è una raccolta di brevi scritti di viaggio, ricordi e appunti, che vanno dal 1981 al 2004, interessanti in sè, ma illuminati da una prefazione che crea nel lettore una straordinaria consapevolezza: quella di avere di fronte un testo importante, una chiave di volta per la comprensione non solo dell'autore, ma anche del proprio modo di stare nel mondo, del proprio osservare. Importante è il nesso che Magris subito dà al lettore come spunto di riflessione: c'è una stretta connessione tra l'idea di viaggio e la scrittura, soprattutto oggi, in cui si sente con maggior forza l'esigenza di un confronto con la realtà. Inoltre, scrittura e viaggio significano sempre separarsi da qualcosa per scoprirne un'altra, allontanarsi da una certezza per avvicinarsi a una meta sconosciuta, a un'idea, a se stessi. Il tema di storia riguarda la situazione dei Paesi in via di sviluppo, i cosiddetti “Brics” (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica), tutti caratterizzati da una forte espansione economica. L'individuo e la società di massa; gli omicidi politici, Stato, mercato e democrazia; la ricerca sul cervello, sono gli argomenti dei quattro saggi brevi o articolo di giornale, cui dovranno cimentarsi i maturandi. Il saggio o articolo di giornale sui delitti politici si concentra sui casi, Matteotti, Kennedy; Aldo Moro, l'arcivescovo Francesco Ferdinando. Quello su individuo e società di massa prende in considerazione brani di Pasolini, Remo Bodei, Elias Canetti ed Eugenio Montale. La traccia socio-economica su Stato, mercato e domocrazia contiene, invece, brani da Krugman, Mario Pirani, Rajan e Luigi Zingales.
Di greg (del 17/06/2013 @ 07:45:24, in cronaca, linkato 686 volte)
“I detenuti in regime di 41 bis arriveranno in Sardegna, ma tutto verrà fatto con la massima cautela, per evitare problemi all'isola. L'obiettivo resta, comunque, quello di usare al meglio le strutture esistenti. La Sardegna ha già delle strutture importanti". Questa la rassicurazione del sottosegretario alla Giustizia, Giuseppe Berretta, oggi in visita in Sardegna. Berretta è stato stamattina a Cagliari, mentre nel pomeriggio ha reso visita ad Oristano, accogliendo l’invito del comune per discutere dell’eventualità del passaggio dell’ex carcere di piazza Manno dal demanio dello Stato al patrimonio comunale di Oristano. Secondo Berretta, il ministero di Giustizia è disponibile ad ascoltare e sostenere la richiesta del comune di Oristano e restituire alla città la vecchia casa circondariale che, nel Medioevo, ha ospitato la reggia giudicale. “Bisogna tenere conto – ha affermato Berretta - della necessità di utilizzare al meglio le strutture pubbliche di cui si dispone. La reggia giudicale richiama all’antico splendore di questa città. Restituirla a quei fasti è una bella sfida che ci sentiamo di raccogliere perché c’è l’interesse di tutti a valorizzare questo bene. Ci sono però una serie di passaggi burocratici da rispettare, perché questo importante bene storico e artistico è entrato a far parte del patrimonio dello Stato. C’è però la piena disponibilità anche da parte del ministro ad ascoltare e sostenere le richieste del Comune e della Provincia”. Per l’esponente del Governo Letta è necessario trovare una soluzione compatibile con le necessità imposte dal taglio della spesa pubblica. Per risparmiare sui canoni occorrerebbe, dunque, trovare una sistemazione per quegli uffici pubblici, ad esempio Questura e Prefettura, che attualmente occupano locali in affitto. Il sottosegretario Berretta è stato ricevuto dal Sindaco Tendas e dalle autorità civili e militari. A palazzo Campus-Colonna, il sindaco Tendas e il presidente della Provincia, Massimiliano De Seneen, hanno avanzato ufficialmente la richiesta: “L’ex reggia deve rientrare nella disponibilità della popolazione, ad esempio con un Museo sulla storia giudicale”.
Parlando delle carceri, Berretta ha sostenuto che “…centottanta agenti di polizia penitenziaria sardi, che lavorano in altre città italiane, e che aspettano di tornare a casa, presto potranno tornare in Sardegna, grazie all'apertura delle nuove carceri nell'Isola, primo fra tutti quello di Bancali. Successivamente, in seguito al trasferimento in Sardegna dei detenuti in 41bis, cosa che richiederà un rafforzamento del personale, altri agenti potranno tornare nell’Isola. La detenzione è, comunque, l'extrema ratio, quindi vanno curate, prima di tutto, le altre possibili soluzioni. In tutt'Italia saranno 3.500-4.000 almeno i detenuti che avranno diritto alle pene alternative, il che non significa solo allentare la pressione nelle carceri ma anche ritrovare il vero senso della pena, ossia favorire un percorso di riabilitazione e reinserimento sociale e lavorativo. La giustizia troppo lenta - ha aggiunto Berretta -, e non è solo un problema in sè, ma la cogliendo l’invitosa grave è che fa da freno all'economia, perchè stoppa i possibili investitori. Quella di accelerare i tempi della giustizia è, quindi, una priorità, che passa anche dall'utilizzo dello strumento della mediazione, contenuto nel “decreto del fare”. La nomina del garante dei detenuti in Sardegna – ha sostenuto ancora Berretta - è bloccata perchè non ci sono soldi, nonostante proprio la Sardegna sia una delle pochissime regioni ad averlo istituito, con una legge del consiglio regionale, tre anni fa.” Parlando poi dei magistrati, il sottosegretario alla Giustizia ha detto che "…in Sardegna la situazione dell'organico per quanto riguarda i magistrati è ottimale, mentre le vere emergenze riguardano le cancellerie e il personale amministrativo. E' un problema serio, costantemente alla nostra attenzione. Così come quello del carico di lavoro arretrato nelle cancellerie, che contiamo di azzerare nel giro di un quinquennio".
Il sottosegretario alla Giustizia, come già detto, è stato ricevuto dall’amministrazione comunale di Oristano, accogliendo l’invito del sindaco per discutere dell’eventuale passaggio dell’ex carcere di Oristano al comune. Questo l’intervento del sindaco di Oristano, Guido Tendas: “ On.le Sottosegretario, a nome della Città, e mio personale, Le porgo il benvenuto a Oristano e La ringrazio per la sensibilità dimostrata nell’accogliere in tempi brevi il nostro invito ad esaminare il problema del passaggio dell’ex Casa Circondariale di Piazza Manno dal demanio dello Stato al patrimonio comunale. Al di là dell’esito della Sua risposta, che noi, ovviamente, ci auguriamo positiva, assumiamo questa sollecitudine come un esempio paradigmatico del ‘Governo del fare’ che Lei qui oggi rappresenta. Prima di tutto i problemi si affrontano, non si lasciano marcire e non si illude una Comunità. Saluto e ringrazio le Autorità cittadine che hanno voluto accogliere l’invito a partecipare a questo incontro istituzionale con il rappresentante del Governo per i problemi della Giustizia, incontro che, seppur breve, riveste una tappa fondamentale nel confronto con lo Stato per il raggiungimento di un obiettivo che l’intero Consiglio Comunale ritiene strategico, specie nel rafforzamento della nostra identità di comunità in cammino, alla ricerca dei motivi di fondo della propria coesione sociale. Signor Sottosegretario, come Lei certamente saprà, la Città di Oristano, che io mi onoro di servire come Sindaco, è stata la capitale del Regno di Arborea fra il 1070 e il 1410. In questo periodo la Corte dei Giudici, così venivano chiamati i regnanti di questo territorio, ha edificato un Palazzo, attestato in particolare nei documenti dei secoli XIII e XIV, sito nella Piazza della Majoria (attuale Piazza Manno) difeso da un castello coronato dalla Torre di San Filippo. Il complesso architettonico è divenuto dapprima palazzo del Marchese di Oristano e, in seguito alla Battaglia di Macomer, nel 1478, che vide la vittoria delle truppe catalano-aragonesi sulle milizie marchionali, venne incamerato tra i beni della Corona del Regno d’Aragona e - dal 1479 - del Regno di Spagna, di cui Oristano divenne Città Regia. Con il passaggio del Regno di Sardegna ai Duchi di Savoia nel 1720 lo stesso complesso transitò ai beni del demanio savoiardo e nel 1861 ai beni del demanio del Regno d’Italia e finalmente - nel 1948 - della Repubblica italiana. Già in età spagnola il complesso architettonico fu adibito a carcere: tale destinazione rimase anche con la costruzione della nuova Casa Circondariale di Oristano che ebbe termine nel 1911. Il valore storico - e direi anche morale - del Palazzo giudicale Arborense non è mai venuto meno. La Città di Oristano rivendica sul piano della storia la reggia giudicale, corrispondente agli Uffici della Casa Circondariale, e il Castello, in parte superstite nelle mura che circondano le Carceri novecentesche. Pur consapevoli della necessità per il Demanio dello Stato di privilegiare la riconversione di stabili demaniali a sedi di Uffici dello Stato, ma richiamando l’art. 114 della nostra Costituzione (che assegna ai Comuni un ruolo fondamentale nella costituzione della Repubblica) e poiché in quel palazzo è racchiusa simbolicamente la storia di autonomia e di libertà della nostra Città, riteniamo non solo legittimo ma doveroso rivendicare per il Comune di Oristano, erede istituzionale di quella storia gloriosa, la disponibilità del palazzo dei Re d’Arborea. Idealmente la rivendicazione che noi proponiamo è assimilabile a quella di un figlio che rivendica la legittima dal proprio genitore; questa rivendicazione è inoltre suffragata dal leale comportamento istituzionale di questa Amministrazione con le Autorità locali e regionali che sovrintendono alla Casa Circondariale di Massama. Lo stesso Presidente - dr. Giovanni Tamburrino - Capo dell’Amministrazione Penitenziaria, ce ne ha dato atto proprio in questa sala, nella sua recente visita, svolta in occasione della titolazione della nuova Casa Circondariale di Massama a due agenti caduti nell’assolvimento del proprio dovere. Dopo l’apertura della nuova Casa Circondariale (eretta su terreni di prima Classe messi a disposizione da questa Città) questa Amministrazione Comunale non si è unità al coro di chi vede in quella struttura solo l’occasione d’infiltrazioni mafiose a causa del possibile trasferimento di pericolosi detenuti. Viceversa - in un percorso di costante e leale collaborazione fra le Istituzioni - abbiamo cercato di rassicurare la nostra cittadinanza richiamandoci alla professionalità non solo della Polizia penitenziaria ma anche di tutte le forze dell’ordine che presidiano il territorio. Quando la Casa Circondariale aveva ancora sede in piazza Manno abbiamo favorito il progetto Archeo, ideato dal Direttore della Casa Circondariale di Oristano, dott. Farci, che ha consentito, dopo un periodo di formazione dei detenuti curato dalle Università della Sardegna, di realizzare cantieri archeologici sul territorio, e nella medesima Regia Giudicale, restituendo perciò ai detenuti un protagonismo positivo nel loro percorso di recupero. Ci auguriamo che questa iniziativa di formazione/lavoro possa essere ripetuta anche all’interno della struttura urbana di Massama, ad esempio nel recupero della chiesa di San Nicola e prosieguo del restauro conservativo del complesso architettonico della Reggia e del castello Giudicale di Oristano, nel luogo stesso dove molti detenuti hanno iniziato a pagare il proprio debito alla Società. Così la pena acquisterebbe il valore rieducativo sancito dalla Costituzione della Repubblica e offrirebbe una specializzazione nel campo dei Beni Culturali, spendibile all’esterno, una volta terminata la detenzione. È nostro auspicio che il restauro del Bene storico-architettonico delle ex Casa Circondariale di Piazza Manno sia il primo passo per assicurare di tale patrimonio culturale, valorizzazione e fruizione che si potranno attuare con una sua funzionalizzazione pubblica che ci auguriamo fortemente sia del Comune di Oristano. Colgo infine l’occasione per riconfermare tutta la disponibilità da parte di questa Amministrazione a definire i termini della convenzione con la nuova Casa Circondariale di Massama per mettere a disposizione dei detenuti, nell’ambito di un progetto regionale, tutta la nostra struttura bibliotecaria con la richiesta di poter utilizzare, da parte dei cittadini di Massama, le attrezzature sportive della medesima Casa Circondariale. Concludo ribadendo gli attestati di stima per la Sua presenza in Oristano e per l’impegno che vorrà riservare nell’agevolare questo progetto ed il messaggio di civiltà (culturale, umana e identitaria) che da esso promana, e che sentiamo di poter condividere con Lei, illustre e gradito Ospite nella patria di Eleonora d’Arborea”. (Guido Tendas, sindaco di Oristano).
“Il sottosegretario Berretta non ha parlato, durante gli incontri in Sardegna, della riapertura del carcere dell'Asinara, che conosce come parco nazionale, incompatibile con qualunque progetto che porti indietro le lancette del tempo". Lo ha dichiarato il segretario regionale del Pd, Silvio Lai, che ha precisato, inoltre, che "…la risposta negativa in merito a richieste di riapertura dell’Asinara è stata data da Berretta anche inj risposta ad una domanda di un giornalista. Cappellacci e gli esponenti del Pdl - ha aggiunto Lai -, anche in questa occasione appaiono nervosi: pensano solo a creare allarmismo tra i cittadini, per alzare colonne di fumo per nascondere i loro fallimenti. Forse il nervosismo è anche dovuto al fatto che, in questa circostanza, anche gli allarmismi delle scorse settimane di qualche nervoso deputato (Mauro Pili del Pdl. ndr) oggi sono stati smentiti e ridimensionati".
Altre notizie:
In Sardegna, così come nel resto del Paese, non passa giorno senza che tanti negozi abbassino definitivamente le serrande. Quello tracciato dall’Osservatorio della Confesercenti è un quadro tetro dell’attuale situazione. “La crisi prolungata minaccia una desertificazione delle città italiane. Se il trend di chiusure delle imprese del commercio registrato nei primi quattro mesi dell’anno dovesse continuare allo stesso ritmo, al primo gennaio 2014 la faccia dei centri urbani apparirebbe decisamente cambiata e più buia rispetto a dicembre 2012 con bar, locali, ristoranti, negozi di abbigliamento decimati dalle chiusure. E la desertificazione colpirebbe soprattutto il Sud. Secondo le stime dell’Osservatorio Confesercenti, bar e ristoranti registreranno infatti un saldo negativo combinato di 17.088 imprese, arrivando a perdere il 5% del totale di aziende registrate dicembre 2012. Ai negozi di moda e abbigliamento potrebbe andare anche peggio: a scomparire saranno ben 11.328 esercizi, secondo le stime, con una contrazione dell’8% sul 2012. Calo più contenuto invece per il settore alimentare, il cui saldo previsto è di -4.701 unità, con una variazione negativa del 3% sul 2012. Secondo la previsione Confesercenti, il settore dell’abbigliamento registrerà nel 2013 4.593 aperture e 15.921. Si tratta di un rapporto aperture-chiusure di 2 a 7, un dato peggiore rispetto a quello di tutte le altre categorie di attività commerciali e anche del totale nazionale, per il quale il rapporto è di una nuova apertura ogni tre chiusure. Per quanto riguarda i bar, i nuovi esercizi saranno 6.714, contro 14.430 che chiuderanno per sempre la serranda; mentre i ristoranti vedranno 15.750 imprese cessare l’attività a fronte di 6.378 aperture. La crisi del commercio si estende a tutto il territorio nazionale, colpendo ogni regione. Per quanto riguarda le attività del settore alimentare, le stime Confesercenti indicano un saldo particolarmente negativo soprattutto in Sicilia, dove le nuove aperture saranno solo 288, un dato inferiore di quasi quattro volte a quello delle chiusure, previste a quota 1.080. Nell’abbigliamento, invece, è la Basilicata a mettere a segno il risultato proporzionalmente peggiore: con 240 chiusure e solo 84 nuove aperture, la regione perderà a fine anno il 10% del totale dei negozi del settore. In Abruzzo, invece, è previsto un record negativo per i ristoranti: con 144 aperture e 534 chiusure, al primo gennaio 2014 la regione avrà perso l’8% del totale delle imprese attive nella ristorazione. Nel settore Bar, spicca la stima per la Valle D’Aosta che, con 33 nuove aperture e 30 chiusure, potrebbe mettere a segno una variazione minima, ma positiva, dell’1%. Al nostro sistema delle Piccole e medie imprese (Pmi) la burocrazia costa quasi 31 miliardi di euro. Per ciascuna di queste imprese si stima che il peso economico medio sia di circa 7.000 euro. È quanto sostiene la Cgia di Mestre evidenziando come i costi siano stati calcolati su base annua e siano aggiornati al 31 dicembre 2012. Rispetto agli anni precedenti, rileva il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi, «i costi della burocrazia sono addirittura in crescita. Non perché sia aumentato il carico degli oneri amministrativi sulle imprese, ma perché è diventato più preciso e puntuale il sistema di rilevazione di questo fenomeno. In pratica sono state scoperte delle nuove `sacche di burocrazia´ che prima non erano conteggiate. Alla luce di ciò, non è da escludere che il costo complessivo pari 31 mld di euro sia sottodimensionato». La denuncia del segretario della Cgia di Mestre mette in evidenza anche un altro aspetto: ’’31 mld di euro corrispondono a 2 punti di Pil circa: una cifra spaventosa. Di fatto la burocrazia è diventata una tassa occulta che sta soffocando il mondo delle Pmi.Nonostante gli sforzi e qualche buon risuItato ottenuto, i tempi rimangono troppo lunghi ed il numero degli adempimenti richiesti continua ad essere eccessivo’’.
Niente più libri scolastici e asili nido gratuiti o sconti sulle bollette di luce e gas per chi dichiara redditi da fame ma possiede barca e villa. A stanare i «furbetti del welfare» arriva dopo mesi di lunghi tira e molla il nuovo Isee, che ha ottenuto il via libera dalla Conferenza Stato-Regioni. Il nuovo «riccometro» sotto forma di Dpcm passerà ora all’esame delle commissioni parlamentari competenti ma solo per un parere. Poi, a breve, come ha assicurato il Ministro del lavoro Enrico Giovannini, arriverà il varo definitivo del Governo, che punta molto sullo stana-furbetti anche per graduare l’esenzione dall’Imu sulla prima casa e quella dai ticket sanitari. Con il nuovo Isee dovrà fare i conti il 30% degli italiani che chiede accesso alle prestazioni sociali più disparate, dagli assegni familiari all’accesso privilegiato agli asili nido, dal diritto universitario alla social card. Ma con il nuovo riccometro si avranno anche sconti sulle bollette telefoniche e della luce, la fornitura gratuita o semi gratuita dei libri scolastici, il reddito di cittadinanza e i servizi socio sanitari domiciliari e diurni semiresidenziali. Sconti sono previsti anche per le badanti, con possibilità di detrarre dal reddito fino a 19.500 euro. Ma se da un lato l’elenco delle agevolazioni sociali si allarga dall’altro la platea di chi potrà usufruirne si restringe. A rimanere fuori da un bel pezzo di welfare saranno tutti quei contribuenti con bassi redditi Irpef ma auto di lusso, barche e moto under 500cc. Nel calcolo entreranno anche depositi e conti bancari, Bot, obbligazioni, azioni e patrimoni dati in gestioni. Le rendite finanziarie in genere peseranno di più. Anche il patrimonio immobiliare contribuirà ad alzare il reddito, mentre si potrà portare in detrazione l’assegno al coniuge. Con il nuovo Isee sarà più difficile mandare gratis i figli all’asilo per quei genitori che li riconoscono e poi vanno a vivere altrove perché il reddito del genitore non convivente verrà comunque calcolato. Il sistema prevede poi un vero “setaccio elettronico” con incrocio dei dati di fisco e Inps per stanare chi presenta a comuni, asl, università ed enti vari dichiarazioni sostitutive uniche (Dsu) non veritiere. Anche se la versione finale che ha messo d’accordo tutti ha introdotto più riservatezza negli scambi informatici tra Inps e regioni. Ma soprattutto consente a governatori e sindaci di avere più autonomia sul come applicare poi in casa propria l’indicatore, alzando o abbassando l’asticella dell’Isee sotto la quale si ha diritto alla prestazione. Certo è che le simulazioni fatte per la Stampa dal Servizio politiche fiscali della Uil mostrano che il sistema insieme ai falsi poveri rischia di estromettere da spezzoni di welfare anche pensionati e dipendenti con redditi abbastanza modesti ma proprietari di immobili. Questo perché la casa è calcolata in base alle rendite catastali rivalutate del 60% dall’Imu. Ad esempio un anziano con una modesta pensione di 14mila euro lordi l’anno, un conticino di 15mila euro in banca e una casetta di proprietà con rendita catastale di 600euro vede impennarsi il proprio reddito Isee di 6.606 euro, superando il tetto dei 23.700 euro. Che in quasi tutti i comuni d’Italia equivale a dire addio a servizi sociali e agevolazioni. Al contrario avrà più possibilità di accesso al welfare chi è in affitto o ha una famiglia numerosa perché in entrambi i casi il nuovo reddito Isee è più basso del vecchio. «Il nuovo strumento - commenta il segretario confederale Uil, Domenico Proietti - va nella direzione giusta ma si dovrà lavorare sulle soglie stabilite dai comuni per l’accesso alle prestazioni in modo da evitare sperequazioni». Per i furbetti del welfare comunque la pacchia è finita. (La Stampa).
Per molti studenti l’esame di maturità rappresenta un momento importante. Per questo motivo, il sindaco di Oristano, Guido Tendas (non dimenticando, questa volta a ragione, di essere stato preside del Liceo De Castro), e l’assessore ai Servizi scolastici, Maria Obinu, hanno augurato “buona maturità” a tutti i ragazzi che, in questi giorni, devono sostenere lo scoglio degli esami. “Con gli esami di conclusione del ciclo di studi superiori – hanno detto Tendas e Obinu - inizia l’ultimo passo verso il raggiungimento di una tappa fondamentale nel loro percorso di vita. A tutti i ragazzi e le ragazze che saranno impegnati con la maturità, così come a quelli che stanno concludendo la prova scritta dell’esame di licenza media, voglio rivolgere un grande “in bocca al lupo” e un invito ad affrontare questo impegno con serenità e fiducia. Per loro è il primo vero esame di vita, ma nella vita ce ne saranno altri. In questo, come in tutti gli altri casi, devono essere certi che il superamento di questa prova sarà tanto più facile quanto più serio e proficuo sarà stato l’impegno nel percorso precedente. Chi avrà compiuto con dedizione il suo percorso di studi non deve temere niente. L’esame non nasconderà insidie. Il conseguimento del diploma di istruzione superiore per molti versi segna il passaggio alla vita adulta che metterà tutti di fronte a scelte importanti per il proprio futuro. Tra queste, quella tra gli studi universitari o l’ingresso nel mondo del lavoro. Una scelta difficile, specie in un periodo come quello che stiamo vivendo, caratterizzato da una crisi economica senza precedenti. Invito tutti a rivolgere lo sguardo al futuro con fiducia, investendo sulle proprie capacità. Esorto a non arrendersi di fronte alle difficoltà della vita, ma ad affrontarli con impegno per contribuire alla crescita civile del nostro Paese. Buona maturità a tutti”. (Guido Tendas, sindaco di Oristano, e Maria Obinu, assessore ai Servizi scolastici).
Tre giorni di formazione, dal 18 al 20 giugno, per il progetto AlligatOr. L’attività di formazione in “Educazione alla cittadinanza mondiale e comunicazione ambientale”, avviata nel mese di aprile, prosegue presso l’aula docenti della scuola elementare di via Bellini. “Il corso – ha spiegato l’assessore al Decoro urbano, Efisio Sanna - coinvolge 23 insegnanti dei 4 istituti comprensivi cittadini, e 14 migranti senegalesi che hanno accolto l’invito del comune di Oristano a partecipare attivamente, giocando il ruolo fondamentale di attori chiave nell’attuazione di politiche di cosviluppo. Gli insegnanti e i migranti, durante le tre giornate, seguiranno un percorso ampio, che permetterà loro di acquisire gli strumenti necessari per svolgere i laboratori con gli alunni che, a loro volta, saranno formati alle stesse tematiche”. Il progetto AlligatOr, finanziato dalla Regione, ha come obiettivo generale il miglioramento della gestione ambientale, in particolare dei rifiuti, attraverso lo scambio di buone pratiche, in un contesto di rafforzamento delle conoscenze della società civile e di promozione di un approccio partecipativo. Il comune di Oristano è impegnato nel consolidamento del partenariato territoriale pilota con alcuni comuni Senegalesi (Bounnkiling, Samine, Escale, Tanaff e Marsassoum) per la promozione di azioni di cos viluppo, nell’ambito delle politiche ambientali e di gestione dei rifiuti. “La presenza della cooperazione oristanese è molto apprezzata dalle autorità senegalesi – ha aggiunto Sanna -. Il nostro impegno viene interpretato come parte integrante della presenza italiana al processo di sviluppo socio-economico e di stabilizzazione della democrazia della regione”.
L'assessorato all'Ambiente della Provincia di Oristano ha presentato al Savi, il servizio dell'assessorato regionale alla difesa dell'Ambiente, le osservazioni alla procedura di valutazione integrata ambientale, in merito alla realizzazione del pozzo esplorativo per ricerca di idrocarburi gassosi, nel territorio del comune di Arborea, previsto dal "Progetto Eleonora" presentato dalla Saras. "Abbiamo ritenuto opportuno di presentare allaRegione – ha detto l’assessore provinciale all’Ambiente,Emanuele Cera -, alcune osservazioni, che vanno anche al di là delle competenze della Provincia, in merito alla procedura di valutazione ambientale, affinchè le stesse siano tenute in considerazione fin dalla prima fase della procedura di valutazione". Quelle elaborate dall'assessorato provinciale all'Ambiente sono considerazioni puntuali sugli elaborati di progetto e sullo studio di impatto ambientale, dalle quali risultano ricadute significative per un territorio con forte vocazione ittica, agricola e zootecnica. Dal documenta risalta come sarà certamente compromessa la salubrità del prodotto locale, sia per quanto riguarda il settore della pesca, uno dei comparti ittici più produttivi in cui operano 600 soci riuniti in cooperative, sia soprattutto per quello che può considerarsi il principale distretto agro zootecnico di tutta la Sardegna, il comprensorio di Arborea, costituita da allevamenti di elevata qualità, un patrimonio zootecnico costituito da 30 mila capi bovini distribuito su circa 200 aziende che producono il 98% del latte vaccino sardo, per un giro d'affari di diverse centinaia di milioni di euro. "Lo studio di impatto ambientale proposto dalla Saras non ha pienamente colto gli impatti del progetto - ha dichiarato ancora l'assessore Cera -, soprattutto sotto il profilo paesaggistico, storico culturale, ambientali ed socio economico dell’area. Impatti che, a parere di quest’amministrazione non risultano mitigabili e tantomeno compensabili. Ciò - conclude Cera - rende il progetto incompatibile con l’identità del comune di Arborea e di tutta la Provincia di Oristano"
Cambiano gli orari di apertura degli uffici del comune di Oristano. Per il periodo estivo, da questa settimana fino al 21 Settembre, il personale dipendente osserverà un solo rientro pomeridiano, nella giornata di martedì, anticipando di mezz’ora l’ingresso del mattino. Gli uffici, dunque, apriranno al pubblico tutte le mattine dalle 9 alle 12, e il martedì pomeriggio dalle 16 alle 18. Il centro antiviolenza, aperto presso il palazzo degli Scolopi, apre invece, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13, il martedì dalle 16 alle 18, mentre il giovedì pomeriggio aprirà dalle 16 alle 18 ma solo su appuntamento. Il Centro Informacittà, invece, proseguirà con il consueto orario: dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13, e il martedì e il giovedì anche dalle 16 alle 19.
Daniele Mucelli e Luca Pettinau, del Club Sa Tanca Golf Club di Flumini di Quartu, si sono aggiudicati, a Is Arenas, il titolo di campioni sardi di doppio, davanti a Gianmario Azara e Umberto Paone del Pevero. Andrea Roechl e Valentina Pettinau (Sa Tanca) si sono laureate campionesse regionali mentre Simona Dal Magro e Tina Buganza (Pevero) sono campionesse regionali seniores. Per la classifica Medal Hep, sono stati premiati Giovanni Asoni e Roberto Cacicia (Sa Tanca), e, per le ladies, Rina Renna Alghero e Antonella Bortone (Sassari). Da sottolineare anche le prove di Claudio Dovera e Chiara Grosselli (Is Molas), e Anita Depau e Bruno Laccu, del Sinis Golf Club. I campionati regionali a coppie hanno visto sul campo da golf di Is Arenas 130 giocatori. Lìimportante evento sportivo è stato al centro di un’ampia stagione agonistica, con 31 gare disputate e non meno di 2300 giocatori in campo. Numeri significativi, destinati certamente ad aumentare in occasione dei prossimi appuntamenti del calendario, che sino alla fine dell’anno ha in programma altre 37 gare. Le premiazioni ei campionati regionali a coppie si sono svolte alla presenza del presidente della Federazione regionale Golf, Stefano Arrica, che ha ringraziato il presidente della Is Arenas Golf Club, Piero Pellò, per la disponibilità e funzionalità della struttura, e per l’impegno nel mantenere il campo da golf di Is Arenas a livelli eccellenti, in una realtà regionale che annovera anche altre strutture di notevole livello come il Pevero e Is Molas. Impegno che, a nome del Club Is Arenas è stato ribadito anche dal vicepresidente Pier Luigi Mangiarotti e dal direttore sportivo Vittorio Morittu.
Di pig (del 13/06/2013 @ 21:45:23, in politica, linkato 955 volte)

Che Oristano quanto a decoro cittadino lasci abbastanza a desiderare è risaputo da tempo. Per questo crediamo che alla maggior parte dei cittadini non siano certamente sfuggite le condizioni di degrado in cui versano alcuni monumenti e piazze cittadine, come, solo per fare un esempio, la centralissima piazza Mariano. Sulle sue condizioni di degrado hanno posto l’accento, con una interrogazione urgente, i consiglieri comunali dell’Udc, Giuseppe Puddu, Giuliano Uras e Roberto Pisanu.
Questa la loro interrogazione: “Premesso che il decoro e il rispetto delle regole sono stati due cardini del programma di governo del Sindaco della nostra Città; Visto il capitolato d’appalto in essere “di gestione rifiuti ed assimilati – servizi di igiene urbana e il regolamento di igiene urbana approvato dal Consiglio Comunale il 21 febbraio 2013; Accertato che la Piazza Mariano risulta da innumerevoli mesi, se non anni, letteralmente invasa dal guano dei piccioni, così come bene si evince dalle foto allegate alla presente interrogazione; che predetta situazione è anche una minaccia per l’incolumità delle persone che vi transitano e/o stazionano; che dalle immagini allegate è ben evidente il fatto che i luoghi siano ricchi di agenti patogeni e parassiti, derivanti dalle deiezioni organiche dei piccioni e, pertanto, senza alcun dubbio, i batteri si espandono liberamente nell'aria contaminando l’intera area dell’antica Piazza Mariano;

Preso atto del completo abbandono, da parte dell’Amministrazione Comunale, della Piazza Mariano, che ormai da anni si è trasformata in un luogo degradato, e del potenziale pericolo sanitario per i bambini e anziani che sostano nella Piazza; Appreso che a causa del suddetto stato di abbandono in cui versa la Piazza Mariano più volte i nostri concittadini hanno fatto formali istanze, che a tutt’oggi risultano inevase;
Interrogano il Sindaco e gli Assessori competenti al fine di avere dettagliati chiarimenti circa la situazione venutasi a creare ed evidenziata in premessa; 1) quali misure l’Amministrazione Comunale ha adottato o intenda adottare per scongiurare il perdurare dei gravi disagi descritti in premessa; 2) se sia stata controllata la corretta erogazione dei servizi di spazzamento nell’area in questione così come prescritti dal capitolato speciale d’appalto “di servizi di igiene urbana” in essere".

Altre notizie:
Dopo l'articolo su piazza Mariano al comune di Oristano (dove molti hanno certamente la coda di paglia) hanno pensato di rispondere subito con qualcosina di positivo, anche se si sta cercando di far passare una pozzanghera per un oceano. E', comunque, roba da non credere, perchè all’assessorato comunale ai Lavori pubblici ci si è svegliati dal letargo e, lunedì prossimo, dovrebbero iniziare i lavori di rifacimento delle strade urbane (o meglio, di alcune strade urbane) di Oristano, programmati dalla Giunta Tendas. Prima di sperticarsi in lodi fuori posto va però ricordato che i lavori interesseranno appena 9 chilometri di strade cittadine su circa 100. Meglio di niente, direbbe qualcuno. Ma ditelo ai cittadini delle strade che non verranno interessate dai lavori per vedere cosa ne pensano.
Fatta questa precisazione, ecco il comunicato stampa: “Si inizia da via Gennargentu e via Campania, dove è già stata sistemata la segnaletica per disciplinare il traffico e vietare la sosta per consentire lo svolgimento dei lavori in condizioni di sicurezza e con celerità – ha spiegato l’assessore ai Lavori pubblici, Efisio Sanna -. L’intervento di via Campania interesserà anche le traverse di via La Sila, via Cilento e via Friuli. Nella via Gennargentu, per ridurre i disagi, si procederà con la chiusura alternata delle due corsie con l’istituzione del doppio senso di marcia nella corsia aperta”. I lavori saranno realizzati dall’impresa Cabras di Settimo San Pietro, che ha vinto la gara d’appalto con un’offerta con un ribasso del 22,699% sul prezzo a base d’asta di 1 milione 865 mila euro. Il progetto, grazie a un finanziamento di 2 milioni 250 mila euro del Pia Campidano, consentirà di intervenire su 9 chilometri di strade urbane che saranno completamente riasfaltate. “La superficie interessata dall’intervento è di quasi 90 mila metri quadrati e comprenderà anche numerosi tratti di marciapiede – ha evidenziato Sanna -. Nella scelta delle vie da sistemare si è tenuto contro delle priorità imposte dal carico di traffico e dell’importanza delle direttrici, oltre che della reale situazione di ognuna in termini di pericolosità e transitabilità. A vigilare sulla corretta esecuzione degli interventi, sulla opportuna comunicazione e sull’assistenza ai cittadini ci sarà una task-force che vede riuniti funzionari dei vari settori del Comune”. Dopo via Gennargentu e via Campania, si procederà in via Michele Pira, via Consolini, viale San Martino, via Lombardia, via Marche e via Fermi. Questo l’elenco completo della vie: via Diego Contini con l’allargamento dei marciapiedi nell’ultimo tratto verso piazza Roma, via Tharros da via Diaz a via Cagliari con allargamento dei marciapiedi a norma per disabili, via Santulussurgiu (tutta e marcipiedi), via Vittorio Veneto (tutta e un tratto di marciapiede), via Messina (tutta), via Carbonia (tutta), via Cagliari (da Piazza Mannu a via Gennargentu), via Gennargentu (tutta), via Santa Maria Bambina, via delle Grazie e via S.Petronilla fino a via san Marco al Rimedio, via Michele Pira (tutta), via Beato Angelico (tutta), viale San Martino (da via Michele Pira a Via Cagliari), vie Campania (da via Basilicata a via Friuli), via Friuli (tutta), via Cilento e via La Sila (da via Campania a via Versilia), via Enrico Fermi (tutta), via Marche (tutta), via Salvo d'Acquisto (tutta), via
Giacomo Puccini (tutta), via Tirso (da via Cagliari a Piazza Roma), marciapedi da via Cagliari a via Sardegna, via della Concilazione, via Montenegro, via Angioi e marciapiedi, via Carmine (tutta), via Brancaleone Doria (tutta), via Marmilla (lato zona agricola a destra della ferrovia) a Silì, via Giovanni Spanu (tutta), via Lombardia (da via Tirso a piazza Italia)”.
A leggere il comunicato sembra che i lavori interessino un’opera mastodontica, ma sempre di 9 chilometri su 100 si tratta.
Si è tenuta, nella sala consiliare del comune di Oristano, un'assemblea pubblica, per illustrare ai cittadini la nuova disciplina stabilita dalla giunta Tendas per la trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà, e l’eliminazione dei vincoli gravanti sugli alloggi realizzati nelle aree di edilizia economica popolare. Il sindaco, Guido Tendas e l’assessore al Patrimonio, Giuseppina Uda, hanbno spiegato le modalità attraverso le quali aderire a questa opportunità. “La facoltà di aderire all’offerta è riservata a tutti coloro che hanno acquisito un appartamento, una casa a schiera o un’autorimessa su un terreno concesso in diritto di superficie o di proprietà (nel caso dei soli vincoli) dal comune – ha detto l’assessore Uda -. È una straordinaria opportunità di acquisire la piena titolarità della propria casa di abitazione, ma anche un’occasione per attribuire alla stessa abitazione il giusto valore di mercato”. Per andare incontro alle esigenze dei cittadini, il comune ha previsto agevolazioni, con forti riduzioni dei corrispettivi e con forme di pagamento dilazionate in 5 anni, concesse a coloro che ne faranno richiesta entro il 30 giugno 2013.
Ai rappresentanti di Legambiente, e non solo, non è passato di certo inosservato che tra i fattori che hanno sospinto il consumo del suolo, negli ultimi anni, ci sia la scelta assurda, secondo l’associazione ambientalista, di concedere ai comuni la possibilità di distrarre gli oneri di urbanizzazione (le tasse che i costruttori pagano per edificare) dalle opere di urbanizzazione (strade, fogne e servizi pubblici) e usarli per le spese correnti. “Una contraddizione priva di senso – ha sostenuto Legambiente - ma foriera, è sotto gli occhi di tutti, di effetti nefasti per il territorio, cementificato per fare cassa, e per i cittadini, che si trovano a vivere in quartieri privi dei servizi degni di questo nome. Un bell’incentivo al consumo di suolo, insomma. Detto questo, cosa decidono di fare Pdl, Pd e Scelta civica al Senato? Nientemeno che proporre e far approvare un emendamento che prolunga, dal 2012 fino al 2014, questa sciagura”. I fatti. In commissione Bilancio si discute il decreto sui debiti della pubblica amministrazione. E’ qui che spunta la sorpresa. In perfetta sintonia tra loro, i due relatori - Antonio D'Alì (Pdl) e Giorgio Santini (Pd) – e i senatori Pd, il lungimirante Silvio Lai, Mauro Del Barba, Claudio Broglia, Gian Carlo Sangalli, Ugo Sposetti, Francesco Verducci e Magda Zanoni, insieme al senatore di Scelta Civica, Antonio De Poli, e a Remigio Ceroni (Pdl), presentano emendamenti distinti ma identici: la Finanziaria 2008 (che prevedeva, appunto, che i proventi delle concessioni edilizie potessero essere utilizzati, fino al 2012, per il finanziamento di spese correnti) viene corretta, spostando il termine al 2014. “Il testo del decreto, con questa modifica – ha concluso Legambiente -viene approvato il 6 giugno dall’aula del Senato. Un bel servizio al paese, senza dubbio. Ora sapremo, nomi e cognomi, e chi ringraziare quando piangeremo gli 8 metri quadri di territorio agricolo persi ogni secondo che passa. Grazie”.
Lunedì 17 giugno il sottosegretario alla Giustizia, Giuseppe Beretta, sarà a Oristano. Alle 15 sarà ricevuto in comune dal sindaco Tendas, poi nella sala giunta incontrerà l’esecutivo e il presidente del consiglio comunale. All’incontro sarà presente anche il deputato oristanese Caterina Pes. Successivamente sarà effettuato un sopralluogo nell’ex carcere di piazza Manno. “La visita del sottosegretario Beretta ci consentirà di ribadire una richiesta storica della nostra comunità: restituire alla fruizione collettiva l’ex reggia giudicale – ha detto Tendas -. Questo importante simbolo della storia e della cultura non solo oristanese ma dell’intera Sardegna, dopo tanti anni, nei quali ha ospitato una struttura carceraria, merita di recuperare il prestigio e tornare allo splendore che gli deriva dall’essere stato sede della gloriosa autorità giudicale. Per la nostra comunità è una battaglia importante, nella quale crediamo e per la quale da decenni il comune è impegnato. Restituire alla Sardegna la reggia degli Arborea sarebbe un fatto di grande valenza culturale. Ne trarrebbe vantaggio il patrimonio storico e architettonico e diventerebbe un importante richiamo anche per il turismo, come ha testimoniato l’ultima edizione di “Monumenti aperti” quando migliaia di persone hanno voluto visitare l’edificio aperto per la prima volta al pubblico”.
Di greg (del 12/06/2013 @ 12:31:05, in politica, linkato 865 volte)
“La Regione deve fare chiarezza sulla gestione dello stagno di Cabras e sul rispetto delle regole della concessione”. La richiesta è stata avanzata dal consigliere regionale del Pd, Gian Valerio Sanna, primo firmatario di un'interrogazione sulla questione, assieme ai colleghi Giampaolo Diana, Giacomo Sanna e Antonio Solinas. "Il Consorzio di pesca che gestisce la laguna riunisce 11 cooperative e consente attualmente l'operatività di circa 70 addetti, per lo più coincidenti con i vertici – ha sottolineato Gian Valerio Sanna -, mentre ad altri 180-200 pescatori viene impedito di operare. Ciò senza palesi e concordati criteri, che dovrebbero presiedere all'uso, seppure in concessione, di un bene pubblico. In tali condizioni la rivalità fra chi opera e chi è escluso – ha messo in evidenza Sanna - spesso è accompagnata dalla presenza di rappresentanti delle forze dell'ordine, mancando del tutto, al contrario, una presenza costante, puntuale e competente del Corpo forestale, al quale dovrebbe essere demandato il compito di sovrintendere al rispetto delle regole e delle clausole concessorie. La fase di assegnazione della concessione, tramite nuovo bando, necessita al momento – ha affermato Gian Valerio Sanna -, sia di una fase preparatoria e propedeutica alla riforma del modello gestionale dello stagno di Cabras, che di un costante monitoraggio e vigilanza, che impedisca soprusi, ostracismi e depredazioni ingiustificate del bene pubblico". Sanna ha quindi chiesto al presidente della Regione, Ugo Cappellacci, e all'assessore Oscar Cherchi "…entro quale data, si spera non più prorogabile, la giunta regionale intenda pubblicare il bando per l'assegnazione della concessione di pesca".
“La questione delle autorizzazioni di pesca negli stagni, fra i quali anche quello di Cabras, è annosa, e l'onorevole Gian Valerio Sanna dovrebbe ricordarlo molto bene, proprio perchè la scadenza delle concessioni risale al periodo della giunta di cui lui faceva parte e che deliberò una proroga per quelle appena scadute, invece di fare i nuovi bandi”. Così l'assessore dell'Agricoltura, Oscar Cherchi, ha risposto alla domanda di chiarimenti che l'onorevole Sanna ha rivolto alla Regione e allo stesso assessorato competente in materia di pesca. “La conseguenza fu - ha aggiunto l'assessore - che a seguito di un ricorso del 2011 il Tar dichiarò illegittima quella proroga, costringendo il mio assessorato a studiare una procedura d'urgenza per rimediare ed evitare che lo stallo sulla gestione degli stagni generasse una contesa fra chi, a vario titolo, chiedeva di poter esercitare la pesca, e non solo nella laguna di Cabras. Ho quindi portato in consiglio regionale una proposta di legge che l'aula ha votato per impedire che la situazione di incertezza si prolungasse, e ho stilato il calendario per la predisposizione dei bandi. Gli uffici dell'assessorato sono al lavoro per completare, al più presto, le procedure necessarie per raggiungere lo scopo, e allo stesso tempo per evitare gli errori che nel 2008, a causa della complessità della materia, hanno generato questa difficile situazione”.
Pronta la replica di Gian Valerio Sanna alle dichiarazioni dell’assessore Oscar Cherchi. “Il tono delle risposte dell’assessore Cherchi alle domande serie – ha detto Sanna - è sempre quello di chi ancora non ha compreso che avere una responsabilità significa lasciar perdere il vezzo demagogico e parlare, al contrario, di cose fatte o non fatte. Circa il richiamo da lui fatto alla precedente legislatura, alla quale addossa responsabilità di mancate riforme, non ho molto da aggiungere, dal momento che sono gli stessi pescatori di Cabras a riconoscere che l’unico che ha cercato di porre rimedio al caos che vigeva e vige nello stagno di Cabras è stato Soru e la sua giunta, che poi non ha avuto il tempo materiale per varare il bando e la riforma del modello gestionale. Ma ora se Cherchi - ha concluso Sanna - pensa che basti invocare il passato per rassicurare la rabbia dei pescatori di Cabras, faccia pure con comodo, io non lo disturbo più.”
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Ancora il consigliere regionale oristanese del Pd in evidenza, questa volta con la vicenda del bando per i tirocini formativi, proposti dal presidente della Regione Cappellacci. Tirocini formativi che sono stati oggetto di una interpellanza presentata come primo firmatario da Gian Valerio Sanna, assieme a Giampaolo Diana, Giuseppe Cuccu e Francesco Sabatini. Gli esponenti del Pd hanno ricordato come siano ormai trascorsi diversi mesi, dal 15 gennaio scorso, data in cui era stata avviata la procedura telematica per l'attivazione e il finanziamento di tirocini formativi e di orientamento, conclusasi con l'esaurimento dei voucher in circa due ore. In quell’occasione, la stragrande maggioranza degli utenti non era riuscita neanche a collegarsi al sito per poter effettuare online le procedure richieste dal bando, e il fatto aveva suscitato tantissime proteste. Questo il testo dell’interpellanza: “I sottoscritti, premesso che: il 15 gennaio 2013 la procedura telematica per "l'attivazione e il finanziamento di tirocini formativi e di orientamento" si è conclusa con i voucher 2013 esauriti in due ore, durante le quali la stragrande maggioranza degli utenti non è riuscita neanche a collegarsi al sito, non garantendo, in concreto, a tutti gli aspiranti la possibilità di accedere e partecipare al bando. Questo ha determinato caos nella gestione delle pratiche, sospetti di brogli e proteste sull’assegnazione dei 5 milioni destinati al progetto; in relazione alla scarsa trasparenza nel procedimento di attribuzione dei voucher, il sottoscritto ha presentato in data 16 gennaio (l’interpellanza N. 385/A) per chiedere di provvedere all’immediato annullamento delle procedure di assegnazione dei voucher formativi, e di aprire un’indagine conoscitiva volta a chiarire la causa del blocco degli accessi al portale; il Presidente della Regione e il direttore dell’ Agenzia del Lavoro, Stefano Tunis, hanno presentato il 17 gennaio un esposto alla Procura della Repubblica di Cagliari, dove si parla di “accesso abusivo ad un sistema informativo” o di “frode informatica”; considerato che il Presidente Cappellacci e l’ ex Assessore del Lavoro, Antonello Liori, viste le numerose criticità della selezione, avevano annunciato il possibile annullamento del procedimento, con l’intenzione di ripresentare “in tempi brevissimi” un altro bando, prevedendo anche un importante incremento finanziario; evidenziato che i tirocini sono partiti regolarmente dal 1° febbraio 2013, senza che sia stata comunicata alcuna notizia riguardo gli esiti dell'esposto sopracitato, e pubblicando l’elenco dei beneficiari solo poche settimane fa in un documento pdf sul sito www.sardegnatirocini.it; constatato che non è stato finora avviato dall’attuale assessore, Mariano Contu, nonostante le promesse fatte dal Presidente Cappellacci, nessun nuovo bando e che le migliaia di esclusi dal bando precedente, quelli che non hanno potuto presentare la loro candidatura per “voucher esauriti”, non hanno ancora ricevuto risposta; chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale al Lavoro ed formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale, per chiedere di fare finalmente chiarezza sui risultati delle indagini avviate, volte ad accertare le anomalie verificatesi nella procedura telematica del bando, e di dare una risposta seria e concreta ai numerosi soggetti disoccupati e inoccupati che avevano riposto nel bando in oggetto molte aspettative, e che tuttora protestano giustamente per non aver ricevuto risposta alcuna alla luce di un diritto a loro negato. Si chiede, altresì, se si consideri una priorità rispettare le promesse di un nuovo finanziamento per nuovi contratti di tirocinio, e se non sia il caso che Regione assegni i suoi contributi per l’effettivo valore della formazione piuttosto che per casualità. In caso di mancata risposta alla presente si provvederà alla trasformazione dell’interpellanza in mozione”. (I consiglieri regionali del Pd, Gian Valerio Sanna, Giampaolo Diana, Giuseppe Cuccu, Francesco Sabatini).
L’attivismo del consigliere regionale, Gian Valerio Sanna, è proseguito con un’altra interpellanza, sulla grave incertezza in cui versa il dipartimento Arpas di Oristano, per la mancanza di locali dove svolgere le proprie attività d’istituto. “Il sottoscritto, premesso che l' Arpas è un'agenzia regionale che opera per la promozione dello sviluppo sostenibile e per la tutela e miglioramento della qualità degli ecosistemi naturali e antropizzati. L’Agenzia è stata istituita con Legge regionale n. 6 del 18 maggio 2006 "Istituzione dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Sardegna (Arpas)" ,e garantisce lo svolgimento dei propri compiti su tutto il territorio regionale, attraverso strutture decentrate (i dipartimenti), coordinati da una struttura centrale. Il dipartimento provinciale di Oristano ha sede ad Oristano in via Armando Diaz, 63; constatato che il Dipartimento di Oristano opera da anni in emergenza, a causa della situazione di estrema precarietà in cui versano gli edifici che lo ospitano. Uno stato di disagio segnalato in diverse occasioni a cui l’Assessorato regionale all’Ambiente non ha individuato soluzioni idonee a garantire l’espletamento delle attività e l’efficienza operativa del dipartimento che conta nell’organico 40 dipendenti; i proprietari dell’immobile avrebbero deciso di demolire l’edificio per far nascere un nuovo palazzo e, alla fine del 2012, hanno inoltrato lo sfratto all’Arpas, che è stato prorogato sino a febbraio 2014; considerato che la Regione, che fino a qualche anno fa aveva stanziato oltre 2miloni di euro per costruire una nuova sede, attualmente avrebbe manifestato l’intenzione di trasferire la struttura nei locali dell'Istituto professionale Giulio Pastore, nella zona industriale di Oristano; evidenziato che l’Arpas, oltre ad effettuare i prelievi e i controlli delle acque potabili, dei depuratori, del mare e delle zone umide, è attualmente referente regionale per le analisi sulla legionella e amianto. Dato atto che il possibile trasferimento della sede a Cagliari, in mancanza di adeguate soluzioni locali, potrebbe avere ripercussioni anche nelle attività degli ospedali, dei laboratori, degli alberghi e delle strutture ricettive della Provincia; chiede di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale all’Ambiente, per chiedere se non ritenga con estrema urgenza di risolvere lo stato di disagio in cui versa l’Arpas di Oristano, anche in vista dell’imminente sfratto, e garantire l’efficienza operativa del Dipartimento oristanese, evitando un eventuale depotenziamento, cosa che rappresenterebbe un grave danno per l’intero territorio, anche in relazione alle situazioni di vulnerabilità ambientali e di grave inquinamento dei suoli che caratterizzano vaste aree della provincia oristanese”. (Gian Valerio Sanna, consigliere regionale Pd).
Dalla parlamentare oristanese del Pd, Caterina Pes, riceviamo e pubblichiamo: “Ieri in aula ho illustrato una mozione di iniziativa del Partito Democratico, che impegna il governo sulle misure da adottare a sostegno della scuola, dell’università e della cultura. Perchè sulla cultura occorre cambiare marcia: investire sulla conoscenza significa uscire dal vicolo cieco in cui ci troviamo. Il nostro Paese ha intrapreso il sentiero opposto al resto dell’Europa: i dati ci forniscono un quadro desolante: 2 milioni di ragazzi non studiano e non lavorano, abbiamo i tassi di abbandono scolastico più alti d’Europa, è questo lo “spread” che deve più preoccuparci. I dati e le cronache ci raccontano di un Pil stagnante, che va messo in diretta relazione con l’investimento nella scuola in cui siamo i peggiori della classe. Per non parlare dell’università e della ricerca: siamo all’ultimo posto per numero di trentenni laureati. Insomma, la cultura è in retromarcia e si porta con sé il diritto all’equità sociale e a un domani migliore. Per questo abbiamo chiesto al governo un complesso di misure volte a ripristinare quell’ascensore sociale che è la conoscenza: dall’8 per mille da destinarsi alle opere di edilizia scolastica, fino all’allentamento del patto di stabilità per i Comuni, da un piano pluriennale per il reclutamento e il “turnover” dei docenti, al sostengo alle piccole e medie imprese che operano nel settore della cultura, così come il ripristino delle agevolazioni fiscali per il nostro cinema. Tutto questo sarà possibile solo se ci sarà una vera e propria “renaissance”: la cultura deve tornare ad essere la punta di diamante del nostro Paese, e questo sarà possibile solo se l’investimento tornerà almeno a quel 6 per cento del Pil, che è il livello medio dei paesi Ocse”. (Caterina Pes, deputato Pd).
Il consiglio comunale di Oristano ha respinto (11 voti contrari e 9 a favore) la mozione del consigliere Daniela Nurra (Riformatori sardi) sulla società in house “Oristano servizi”, e sul ruolo del comitato per il controllo analogo. L’assemblea ha poi approvato all’unanimità (14 voti a favore, dopo che la minoranza aveva abbandonato l’aula) l’ordine del giorno dei consiglieri di maggioranza Gianluca Mugheddu (Insieme), Emilio Naitza (Noior)), Maria Lucia Mocci (Pd) e Giampaolo Lilliu (Sel-Essere oristanesi) di solidarietà ai lavoratori precari dei Csl e Cesil. Approvazione all’unanimità (14 voti a favore, con la minoranza assente dall’aula) anche per l’ordine del giorno del consigliere Giampaolo Lilliu (Sel - Essere oristanesi) sugli interventi da realizzare per la messa in sicurezza del Parco di viale Repubblica.
Nasce il sistema archivistico della provincia di Oristano. Il consiglio comunale di Oristano ha, infatti, votato all’unanimità la delibera che conferma l’adesione e approva lo schema di protocollo d’intesa, approvando contestualmente il progetto preliminare e il piano economico finanziario per l’intervento di censimento. Il comune di Oristano è stato scelto quale ente capofila, mentre lli altri comuni sono: Aidomaggiore, Abbasanta, Albagiara, Ardauli, Bauladu, Bidonì, Bonarcado, Cabras, Cuglieri, Ghilarza, Laconi, Marrubiu, Norbello, Paulilatino, Ruinas, Santa Giusta, Santu Lussurgiu, Sedilo, Seneghe, Sennariolo e Zeddiani. “È un passo avanti nella valorizzazione degli archivi – ha spiegato il sindaco Tendas -. Un percorso che il comune di Oristano ha iniziato durante l'amministrazione Scarpa. Con l’istituzione del sistema archivistico, che interessa 22 comuni della provincia di Oristano, stiamo creando le basi perché, in maniera organica e sistematica, si possa conoscere la storia a partire dal 1865, in periodo sabaudo, da quando i comuni si sono strutturati secondo una struttura moderna. Uno degli obiettivi di questo progetto è rendere fruibili gli archivi attraverso internet – ha aggiunto il Sindaco -. Il nostro archivio è già riordinato e quello storico in particolare è digitalizzato. Questo consente di rendere la storia molto più vicina a tutti”. Una prima applicazione pratica dello studio sulle carte d’archivio, sempre secondo Tendas, potrà portare alla modifica dello stemma e del gonfalone della città “…per inserire l'albero degli Arborea e non più la croce dei Savoia”. Il sistema archivistico parte con un finanziamento della Regione di 23 mila 376 euro, una quota a carico di ogni comune di 1.231 euro, e un contributo di 4.850 euro dalla Fondazione del Banco di Sardegna. Durante il dibattito tutti hanno evidenziato l’importanza del progetto. Emilio Naitza ha lamentato l’assenza della Provincia e di qualche comune importante, come Bosa, evidenziando “…l’importanza del ruolo attribuito al comune di Oristano, ente che ha sempre creduto e investito nell’archivio”. Massimiliano Sanna ha sottolineato l’eccellenza dell’archivio storico del comune, che favorirà il buon esito del progetto”, mentre Mauro Solinas ha posto l’accento sull’attenzione con cui le amministrazioni che si sono succedute hanno sostenuto la valorizzazione dell’archivio. Andrea Lutzu ha invitato la giunta a continuare a investire su questo importante servizio. Pareri favorevoli sono stati espressi anche dai consiglieri Falconi, Massenti, Mureddu e Nurra.
Dall'inizio della settimana, la Questura di Oristano ha attivato il Modulo operativo antirapina (Moa) al cosiddetto "livello 2", quello più stringente, che prevede la partecipazione coordinata di tutti gli uffici e delle altre articolazioni della polizia di Stato in provincia. Il dispositivo è scattato in concomitanza con la maxioperazione dei carabinieri di Nuoro, che ha portato all'arresto di 26 persone, fra cui l'ex ergastolano Graziano Mesina, nell'ambito di un'inchiesta su due associazioni per delinquere specializzate nel traffico di droga e sospettate di preparare furti, rapine e sequestri di persona, anche nell'Oristanese. Nel mirino del gruppo guidato - secondo l'accusa - da Mesina era finito un imprenditore di Oristano, Luigi Russo. Controlli sono in atto, a tutte le ore, alla periferia di Oristano e sulla strada statale 131, a cura dell'Ufficio prevenzione generale, del Reparto prevenzione crimine Sardegna e della Polstrada. Il servizio mira a chiudere tutte le vie di fuga e anche l'ingresso anonimo in città a eventuali criminali. Inoltre, personale della Squadra mobile e della Digos è impegnato nel controllo di banche e negozi. Sono impegnati anche la Squadra cinofili, per individuare armi ed esplosivi utilizzabili per le rapine, e il Reparto volo della polizia. Alla Polfer e ai poliziotti di quartiere, invece, sono affidati controlli, anche antidroga, a Oristano, su ingressi e partenze alla stazione ferroviaria e a quella dell'Arst. Il Moa, pur concepito per prevenire furti e rapine, è considerate un deterrente anche contro lo spaccio di droga e la progettazione (per esempio, attraverso sopralluoghi) di sequestri di persona.
Il Teatro San Martino di Oristano ospita, dal 15 al 30 giugno, la personale d’arte di Lorenzo Stea. Sabato 15 giugno, alle 19, si terrà l’inaugurazione, con la presentazione di Filippo Martinez. La mostra è organizzata dall’associazione “Morsi d’arte”, in collaborazione con l’assessorato alla Cultura del comune di Oristano, curata da Alberto Severino e Anna Sanna, con la consulenza e gli interventi di Giuseppe Guerra. Lorenzo Stea, nato a Torino ma residente in Sardegna da oltre trent'anni, ha iniziato a dipingere giovanissimo, ha perfezionato le sua tecnica frequentando le Scuole di Arti Sceniche “Paravia” di Torino e lavorando, successivamente, nel settore della grafica e nel modo del restauro d’arte. Ha esposto in Francia, Lussemburgo, Danimarca, e in numerose città d'Italia. Le sue opere sono presenti presso istituzioni ed enti pubblici. La mostra rimarrà aperta dal lunedì al sabato, dalle 17.30 alle 21, e la domenica dalle 10.30 alle 21
Promosso e realizzato da Spazio (In)visibile e B&BArt Museo di arte contemporanea, verrà presentato, in via Barcellona 75, a Cagliari, “Atlantidei” di Maurizio Radici, a cura di Bianca Laura Petretto . Vernissage 14 giugno, alle19,30. Dal 15 al 29 giugno, con apertura dal venerdì al sabato, dalle ore 19 alle 21, saranno esposte una serie di opere dell’artista bresciano Mauriuzio Ricci, che per il carattere e la forza cromatica e del segno trovano un dialogo armonico con lo spazio (In)visibile, ma sempre visibile delle voci artistiche nazionali e internazionali, che transitano nel quartiere suggestivo e antico della Marina di Cagliari. Un viaggio tra l’espressività corporea e materica della forma provocatoria e l’astrazione simbolica, terrifica e onirica di Maurizio Radici, artista elegante e feroce insieme. Atlantidei gioca sul mito di Atlantide, alternando figure divine a figure demoniache, concrete e terrene, fatte di carne e sangue. La Divinità traspare nelle esili forme di bestie improbabili di Maurizio Radici, cariche di furore o tra gli esseri estranei al mondo, tracciati con linee di un raffinato stile intimista. Una mostra dove si vuole dare uno spunto, un’occasione in chi osserva, per guardare l’esistenza come un prezioso strumento della sacralità, dove la natura animale si trasforma in divina.
Di pig (del 10/06/2013 @ 19:15:11, in cronaca, linkato 1085 volte)
A Oristano ha destato scalpore, allarme e forte preoccupazione, il fatto che l'ex primula rossa, Graziano Mesina, arrestato questa mattina dai carabinieri, durante una maxi operazione antidroga, che ha portato all'esecuzione di 25 ordini di custodia cautelare, avesse programmato con la sua banda di sequestrare Gigino Russo, imprenditore molto noto in città. Secondo quanto si legge nell’ordinanza del Gip, “…per diversi mesi, dal 2009 al 2010, Mesina e i suoi complici programmarono il sequestro dell'imprenditore di Oristano, Luigi Russo, e compirono una serie di atti preparatori, tra cui almeno due sopralluoghi nell'abitazione del sequestrando". L'imprenditore Luigi Russo, di origini campane, ma da anni trapiantato a Oristano, dove vive con la famiglia, controlla una delle maggiori aziende del settore dell'abbigliamento in Sardegna. Al suo gruppo fanno riferimento le insegne Vestis e Fralù, presenti in diverse città dell'Isola, da Cagliari a Sassari, da Oristano ad Alghero. I negozi Vestis sono riservati alla vendita di abbigliamento, mentre i negozi Fralù commercializzano biancheria intima e per la casa. A Santa Giusta, Russo ha la sua attività all'ingrosso e un'altra storica insegna "La citta' dell'abbigliamento". L'imprenditore ha interessi anche nel settore immobiliare e, in particolare, nella gestione di alcuni grandi spazi di vendita. Sposato con la rappresentante di un'altra nota famiglia di commercianti campani, i Bifulco, titolari in Sardegna del marchio Passinpiù, Gigino Russo negli ultimi anni è stato affiancato nella conduzione delle imprese di famiglia dai figli. Graziano Mesina è stato arrestato a Orgosolo, a casa della sorella Antonia, alle quattro del mattino. Non si è mostrato affatto sorpreso, ed ha mantenuto la calma seguendo i carabinieri in caserma a Nuoro. Graziano Mesina dopo l'arresto ha contattato il suo legale "storico", il penalista nuorese Giannino Guiso, con studio a Milano, in passato già difensore dell'ex primula rossa.
La maxi operazione dei carabinieri ha fatto finire in carcere venti persone, cinque sono agli arresti domiciliari, altri sono stati denunciati a piede libero. Questi i nomi: 1) GRAZIANO MESINA, 71 anni di Orgosolo (in carcere); 2) RAIMONDO CRISSANTU, 43 anni di Orgosolo (in carcere); 3) SALVATORE DEVIAS, 40 anni di Orgoloso (in carcere); 4) FRANCO DEVIAS, 24 anni di Orgosolo (in carcere); 5) GIOVANNI ANTONIO MUSINA, 38 anni di Orgosolo (in carcere); 6) ANTONELLO MESINA, 21 anni di Orgosolo (libero); 7) FRANCESCO PIRAS, 56 anni di Norbello (in carcere); 8) VINCENZO SINI, 44 anni di Orgosolo (in carcere); 9) GIOVANNI FILINDEU, 34 anni di Orgosolo (in carcere); 10) GIGINO MILIA, 74 anni di Fluminimaggiore (in carcere); 11) CORRADO ALTEA, 62 anni nato ad Arbus ma residente a Cagliari (in carcere); 12) ANTONIO MASCIA, 57 anni di Villanovafranca (in carcere); 13) GUIDO BRIGNONE, 61 anni di Cagliari (in carcere); 14) KASTRIOT LUKAJ, 39 anni di Scuteri (Albania) e domiciliato a Milano (in carcere); 15) ENRICO FOIS (noto Vinicio), 70 anni di Cagliari (ai domiciliari); 16) VITTORIO DENANNI, 46 anni di Chiaramonti (in carcere); 17) GIUSEPPE INNOCENTI, 42 anni di Fonni (libero); 18) FRANCESCO ROCCA, 34 anni di Orotelli (libero); 19) GIOVANNI LINO PIRA, 50 anni di Dorgali (libero); 20) PIERPAOLO DONADIO, 62 anni originario di Lanusei e residente ad Alghero (libero); 21) EFISIO MURA, 32 anni di Cagliari (in carcere); 22) LUIGI ATZORI, 50 anni di Cagliari (ai domiciliari); 23) DANIELE BRIGNONE, 35 anni di Cagliari (ai domiciliari); 24) GIUSEPPE MESINA,27 anni di Orgosolo (ai domiciliari); 25) ALESSANDRO FARINA, 30 anni di Ozieri e residente a Olbia (in carcere); 26) FRANCO PINNA, 41 anni di Nurri (in carcere); 27) RAFFAELE PINNA, 48 anni di Nurri (in carcere); 28) ALDO CATGIU, 40 anni di Orgosolo (ai domiciliari); 29) LUCA BULUGGIU, 31 anni di Ozieri (in carcere); 30) GIOVANNI SANNA, 36 anni di Ozieri (in carcere).
Per quanto riguarda il traffico di droga, Mesina si doveva occupare del Nord Sardegna, mentre il capo dell'altra ramificazione dell’organizzazione, con base nel cagliaritano, è ritenuto Gigino Milia, con il quale Mesina ha una amicizia di vecchia data (secondo quanto riferito dai carabinieri, erano stati coimputati e condannati per sequestro di persona e ricettazione, il 23 giugno 1978, dal Tribunale di Camerino). Graziano Mesina e Gigino Milia, fino al 2010, sfruttando le loro conoscenze ed il credito riconosciuto loro dagli esponenti della criminalità isolana e della penisola, hanno acquistato grosse partite di droga (eroina, cocaina, marijuana), rivendendole poi ad altri gruppi e persone dedite allo spaccio nelle province di Cagliari, Sassari e Nuoro. In seguito, Mesina (sempre secondo quanto riferito dagli inquirenti) ha proseguito le sue attività illecite, utilizzando canali autonomi di approvvigionamento. Secondo le accuse, contenute nell'ordinanza di 149 pagine (le misure cautelari sono state emesse dal gip di Cagliari Giorgio Altieri), la banda acquistava la droga nella piazza di Milano, per poi trasportarla in grosse quantità in Sardegna. L’inchiesta dei carabinieri era partita nel 2008. Secondo la ricostruzione dei militari dell'Arma, Mesina si recava spesso a Milano per concordare le condizioni dell’acquisto della droga (in particolare cocaina e eroina), che poi trasportava nell’isola attraverso corrieri, mentre tramite l'avvocato, Corrado Altea, la merce veniva pagata materialmente. In un primo momento, come detto, Graziano Mesina aveva diviso il mercato sardo con Gigino Milia, e insieme avevano tenuto in piedi il sodalizio: Milia si occupava dello spaccio nel sud della regione, Grazianeddu nel centro nord. Poi dopo un litigio con Milia, nel 2009, l'ex ergastolano aveva deciso di muoversi in maniera autonoma, diventando (a detta degli investigatori) il vero ispiratore della banda. Mesina, conosciuto per le sue numerose evasioni (ventidue, di cui dieci riuscite) e per il suo ruolo di mediatore nel sequestro del piccolo Farouk Kassam, dopo aver scontato 40 anni di carcere ed aver trascorso cinque anni da latitante e 11 agli arresti domiciliari, era tornato libero il 25 novembre 2004, avendo ottenuto la grazia dall'allora presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi. Da alcuni anni era tornato nella sua Orgosolo, dove aveva avviato l'attività di guida turistica, accompagnando centinaia di persone nelle zone più impervie della Barbagia, luogo dove si rifugiava dopo le sue fughe rocambolesche. Ora l’arresto, con l’accusa di essere a capo di una potente organizzazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti e ad altri gravi reati.
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Nuovi sviluppi, a Oristano, nell'ambito dell'inchiesta della polizia che, a fine gennaio, aveva portato all'arresto di un professore di matematica, Pinuccio Cherchi, 50 anni, di Cabras, trovato in possesso di cocaina. La squadra mobile ritiene di aver smascherato un giro di droga a Oristano e nell'hinterland, e ha eseguito due nuove ordinanze di custodia cautelare in carcere. La prima è stata emessa a carico di Giovanni Piscedda, 50 anni di Donigala, che già era stato arrestato insieme al docente di matematica, a gennaio, e che attualmente è ancora detenuto. Il secondo provvedimento è stato emesso, invece, nei confronti della compagna di Piscedda, Maria Cristina Piras, 50 anni, di Donigala, subito trasferita nel carcere di Badu e carros, a Nuoro. I due sono accusati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Altre dieci persone coinvolte a vario titolo nell'inchiesta sono state denunciate. Complessivamente sono stati sequestrati quasi cento grammi di cocaina. Secondo quanto emerso dalle indagini della squadra mobile della questura di Oristano, coordinate dal dirigente Pino Scrivo, Piscedda e la compagna avrebbero gestito il traffico di droga tra Oristano e Donigala, usando un centinaio di schede telefoniche, per sfuggire a eventuali controlli. Da qui il nome dell'inchiesta "Turn Over". L'arresto di Pinuccio Cherchi, docente nelle scuole superiori cittadine, aveva destato in città sorpressa, interesse e anche una certa incredulità. Il professore era stato fermato sulla Statale 131 a un posto di blocco della Polizia stradale, nei pressi dell'incrocio di Marrubiu. Cherchi viaggiava insieme a Piscedda, ma all'alt aveva schiacciato sull'acceleratore fuggendo. Raggiunti successivamente e sottoposti a perquisizione, i due occupanti dell'automobile erano stati trovati in possesso di 80 grammi di cocaina, ed erano stati arrestati per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.
Un'affollata assemblea del Pd, a Oristano, ha votato all'unanimità, per alzata di mano, le proposte del segretario Silvio Lai: le primarie per scegliere il candidato alla presidenza della Regione si terranno il 29 settembre, mentre il congresso si farà nei tempi fissati per quello nazionale, cioè entro il 30 ottobre. Il Pd sardo si è così ricompattato, dopo mesi di incertezze e divisioni, con l'obiettivo di conquistare il governo della Regione. Il Partito democratico ha sentito forte il segnale che è arrivato dai risultati delle amministrative, e che lo responsabilizza a dar vita a un progetto alternativo per il governo della Regione". Il segretario Silvio Lai, che a Oristano ha incassato una imprevedibile unanimità, dopo che il Pd sardo ha rischiato seriamente di spaccarsi, è riuscito a ricompattare le fila del partito e a proiettare le energie verso le ormai vicine elezioni regionali. "Le nostre prossime settimane ci vedranno impegnati a costruire un serio progetto di governo – ha detto Lai -, a decidere i criteri per le elezioni primarie e a tracciare il percorso verso la fase congressuale, che si terrà a ottobre". Ma, a parte il segnale forte all'esterno di un partito che si è finalmente ritrovato, Lai è riuscito nell’impresa di portare dalla sua parte anche l'ex governatore Renato Soru. "Io sono soddisfatto – ha sottolineato Lai -, perchè mi sembra che la ragionevolezza abbia portato a un risultato importante per il partito e per la Sardegna. La convergenza è stata raggiunta grazie a un confronto serrato che si è intensificato nelle ultime ore, e questo rafforza tutti in vista dell'appuntamento con le elezioni regionali". Il presidente dell'assemblea regionale del Pd, Valentina Sanna, che col suo ordine del giorno proponeva il congresso prima delle primarie, ha preso atto della votazione, all'unanimità, dell'ordine del giorno presento dal segretario, anche se resta ferma nelle sue convinzioni. "Secondo me fare le primarie e poi il congresso non è un percorso naturale, ma devo prendere atto che la maggioranza del partito la pensava in modo diverso". "Da parte mia – ha detto Valentina Sanna - non mi sono sentita di andare contro un'opinione così largamente condivisa, e non me la sono sentita per il bene del partito. In ogni caso, considero già un ottimo risultato aver deciso di fare il congresso entro ottobre, perchè rischiavamo di andare dopo le elezioni regionali. E' una decisione importante e non credo di dover temere ripensamenti".
Il centrosinistra ha nettamente vinto le elezioni comunali 2013, caratterizzate da una forte astensione, con un netto 16-0 nei comuni capoluogo di provincia, su cui spicca la stracciante vittoria di Marino, a Roma, che ha sconfitto pesantemente Alemanno. Un riscatto alla grande per il Pd, dopo la "non vittoria" delle politiche. Per quanto riguarda i ballottaggi nell’Isola, Mario Puddu, ingegnere di 40 anni, è il nuovo sindaco di Assemini ed è il primo sindaco del Movimento 5 Stelle della Sardegna. Puddu ha battuto Luciano Casula, 65 anni, pensionato della Ferrovie, ed ex sindaco di Assemini. La vittoria del candidato "grillino" è stata schiacciante, nonostante il suo avversario fosse in vantaggio al primo turno. Assemini assume un importante valore politico anche perchè era l'unico comune con un candidato del Movimento 5 Stelle. Emilio Gariazzo è, invece, il nuovo sindaco di Iglesias. Il nuovo primo cittadino, medico di professione, ha battuto l'esponente del centrodestra, Gian Marco Eltrudis, di quasi quattro punti percentuali, confermando, in sostanza, il risultato del primo turno, quando aveva mancato la vittoria per pochissimo. Gariazzo, sostenuto da Pd, Sel e da altre quattro liste, ha battuto l'avversario appoggiato da Pdl e dall'Udc.
Sulla mancata partecipazione di concorrenti al bando per i parcheggi a pagamento a Oristano, i consiglieri comunali dell’Udc, Giuseppe Puddu, Giuliano Uras e Roberto Pisanu, hanno presentato una interrogazione urgente. “Premesso che: l'amministrazione comunale di Oristano ha bandito una gara pubblica per l'aggiudicazione del servizio di gestione della sosta a pagamento, senza custodia, per anni cinque, nelle aree site nel territorio Comunale di Oristano; in data 6 giugno sono scaduti i termini per la presentazione delle offerte relative al predetto appalto. Visto: il bando di gara e il relativo “capitolato speciale d’appalto” per la gestione delle aree di sosta a pagamento con l’impiego di ausiliari, periodo 2013 – 2018; il valore complessivo dell'appalto pari ad € 3.198.406,61, Iva esclusa, per 5 anni. Considerato: quanto disposto dal regolamento Canone Occupazione Spazzi Aree Pubbliche, Cosap; che il mancato versamento del canone alla scadenza prevista comporta la decadenza della concessione, ai sensi dell’art. 12 del Regolamento Comunale Cosap. Preso atto: della deliberazione della Giunta Municipale (n.42 del 30.03.2011) con la quale è stata disposta l’autorizzazione alla costituzione del Comune di Oristano nel giudizio avanti il Tribunale di Oristano, promosso dalla Società Maggioli s.p.a. per la dichiarazione di illegittimità e/o nullità e/o inefficacia degli avvisi di accertamento Cosap e relative sanzioni, in relazione all’appalto del servizio di Gestione delle aree di sosta a pagamento; che la predetta attività promossa dalla Società Maggioli davanti il Tribunale di Oristano è stata fissata per il dicembre 2013. Accertato che: alla predetta gara non ha partecipato alcun concorrente; Interrogano il Sindaco e gli Assessori competenti al fine di: 1) avere dettagliati chiarimenti circa la situazione venutasi a creare ed accertata in premessa; precisando a quali elementi, indicatori, parametri, ecc., insiti negli atti di gara si ritiene si possa imputare la mancata partecipazione di concorrenti al bando di cui trattasi; 2) conoscere se, vista la triste risultanza della procedura di gara, hanno provveduto ad un attento, corretto e prudente esame di tutti gli elementi, indicatori, coefficienti, parametri,ecc., degli atti di gara proposti e pubblicati, e se si, se sono emerse possibili criticità, discrasie, carenze, e quali; 3) apprendere se, a seguito dello scoraggiante esito della gara in argomento (mancata presentazione di qualsiasi tipo di offerta), possa configurarsi o ipotizzare un danno erariale all’Ente, ciò anche in considerazione dell’attività promossa dalla Società Maggioli avanti il Tribunale di Oristano, che è stata fissata per il dicembre 2013, e se sì, a chi dovrebbero essere imputate eventuali gravi mancanze; 4) sapere se intendano prorogare il servizio di custodia del servizio di gestione della sosta a pagamento alla Società Maggioli, nonostante il contenzioso in essere tra la stessa e la nostra Amministrazione; 5) conoscere se è stata valuta la possibilità che l’Amministrazione comunale provveda direttamente alla gestione del servizio di cui trattasi, ciò anche in considerazione della tipologia dello stesso e del notevole ritorno economico per l’intera collettività; 6) essere informati se intendano procedere all’immediata ripubblicazione di un regolare bando di gara che possa risultare interessante per gli operatori di riferimento e per l’Amministrazione comunale proponente, e se sì, quando e quali indicazioni intendano fornire al dirigente di riferimento”.
Il Poic, il Piano per i progetti operativi per l’imprenditorialità comunale di Oristano, è stato finanziato dalla Regione con un milione di euro. Unico tra i quattro capoluoghi storici ad essere stato ammesso alla seconda fase del Poic, Oristano insieme a Portoscuso ha anche ottenuto il contributo più cospicuo. “La determina dell’assessorato al Lavoro della Regione Sarda consentirà di accedere a 250 mila euro per aiuti rimborsabili per l’insediamento delle imprese e lo sviluppo dell’occupazione, 450 mila euro per l’innovazione organizzativa e 300 mila Euro per interventi sul patrimonio comunale – ha spiegato l’assessore alla Programmazione, Giuseppina Uda -. Le risorse concesse consentiranno di costituire un fondo di rotazione al quale le imprese potranno accedere per finanziare le loro attività. Il Poic è uno strumento di programmazione strategica, finalizzato alla creazione d’impresa, lo sviluppo dell’imprenditorialità e le opportunità lavorative per disoccupati e inoccupati, con priorità ai giovani e alle donne. Attraverso questo Piano le imprese operanti in città potranno accedere a mutui chirografari, dai 15 mila a 50 mila euro da rimborsare in 5 anni senza interessi”. Dopo l’inserimento nella graduatoria dei comuni finanziati, per accedere ai fondi disponibili occorrerà attendere che la Regione pubblichi bandi specifici per le imprese operanti nel settore manifatturiero, dei servizi di alloggio e ristorazione, della sanità e assistenza alla persona. “Si tratta di risorse che consentiranno di dare una boccata d’ossigeno alle imprese e all’occupazione – ha concluso l’assessore Uda -. Ci auguriamo che i tempi della Regione nella predisposizione dei bandi e nella successiva istruttoria siano più rapidi di quelli che hanno contraddistinto questa prima fase che preso il via nello scorso mese di settembre. L’erogazione di queste risorse consentirebbe di dare risposte immediate alle imprese e al territorio e conseguentemente alla fortissima domanda di occupazione”.
Il consiglio comunale di Oristano ha ricordato la figura di Mauro Ferreri, l’artista oristanese scomparso lo scorso 2 giugno. “Oltre che artista e bravo pittore era un appassionato di cultura e tradizioni della Sardegna e della sua città – ha detto in apertura dei lavori il presidente del consiglio comunale, Marco Cossu -. Nonostante la sua malattia ha vissuto intensamente ed ha rappresentato la cultura di Oristano come pochi altri. Ha immortalato la Sartiglia in tantissime opere, anche perché lui stesso la aveva vissuta svariate volte da protagonista suonando con il gruppo dei tamburini. Un amico per tanti oristanesi ed un appassionato cultore della città cui ha dedicato scorci e trame ricchi di emozione sempre sincera”. L’assemblea civica ha ricordato Ferreri con un minuto di raccoglimento.
“Uno sguardo oltre la rete: risorse, rischi e pericoli della navigazione”. È il titolo dell’incontro di informazione e formazione, organizzato dai centri di aggregazione dell’assessorato ai Servizi sociali del comune di Oristano, gestiti dal consorzio regionale Network Etico di Cagliari, in collaborazione con la Polizia postale e delle comunicazioni, in programma venerdì 14 giugno, dalle 9 alle 13, nella sala conferenze dell’Hospitalis Sancti Antoni. “L’incontro è rivolto a giovani, genitori ed educatori per dare strumenti, indicazioni e suggerimenti sul corretto utilizzo di internet – ha spiegato l’assessore ai servizi sociali, Maria Obinu -. L’obiettivo è garantire la tutele dei minori nell’uso dei dispositivi che consentono l’accesso alle reti sociali e che possono esporre a minacce anche molto gravi, dagli abusi psicologici alle molestie, dal cyberstallking alla violazione della privacy”. Il seminario, introdotto dall’assessore ai Servizi sociali, Maria Obinu, e dal coordinatore dei Servizi sociali del comune di Oristano, lo psicologo Gianni Oggianu, sarà condotto dall’Ispettore capo della Polizia postale, Roberto Manca. La collaborazione con la Polizia postale e i centri di aggregazione del comune di Oristano proseguirà nel mese di settembre con altri incontri rivolti ai bambini e ai ragazzi delle diverse ludoteche comunali. “Gli incontri programmati e il rapporto di collaborazione tra i centri di aggregazione e la Polizia postale – ha aggiunto l’assessore Obinu - rispondono alla finalità propria dei centri di aggregazione cittadini di realizzare attività educative differenziate e orientate a sostenere nella persona un atteggiamento informato, esigente e responsabile, riferibile alle scelte di vita, all’uso dei servizi, ai propri diritti e doveri”.
Una interpellanza, sulla ventilata possibilità che la giunta provinciale di Oristano decida di dislocare le classi dell'istituto Mossa-Brunelleschi dal fabbricato di viale Diaz a quello di via Senatore Carboni, è stata presentata dal consigliere indipendente, Stefano Figus. “Premesso che: In una delle ultime riunioni dei presidenti dei gruppi consiliari, alla presenza del presidente della giunta, è emerso che l'organo esecutivo, esaminata la relazione del dirigente dell'edilizia scolastica, sta valutando l'opportunità di trasferire le classi dell'istituto tecnico di viale Diaz nel fabbricato di vaia Sen. Carboni; l'istituto Lorenzo Mossa, la cui nascita risale al 1958, è ubicato stabilmente dall'anno scolastico 1970/71 in viale Diaz, a Oristano; in questi ultimi anni è stato interessato da notevoli stravolgimenti, conseguenti al ridimensionamento effettuato dalla Provincia; si è proceduto sommariamente a smembramenti e riaccorpamenti, senza una visione di lungo periodo, che invero non ha prodotto benefici nell'offerta formativa degli studenti e tantomeno un risparmio di risorse economiche; dapprima il corso Geometri fu delocalizzato nell'edificio di via Lepanto, con i limiti dovuti all'assenza per anni di ambienti da destinare a laboratori, unita all'assenza di una palestra per svolgere l'attività motoria; negli anni successivi il corso di ragioneria fu smembrato tra l'edificio di viale Diaz e l'istituto di nuova costruzione di via Sen. Carboni, successivamente denominato “Sergio Atzeni” e, infine, nel 2009, il riaccorpamento del Brunelleschi (corso Geometri) al Mossa, abbandonando al proprio destino il fabbricato di via Lepanto. Considerato che: il trasferimento del Brunelleschi da Via Lepanto a Viale Diaz ha comportato per anni notevoli disagi all'attività didattica, in quanto le attrezzature e gli strumenti dei laboratori sono stati ricreati con una lentezza disarmante, tant'è che importanti macchinari del laboratorio di costruzioni, costati parecchie migliaia di euro sono ancora localizzati (e quindi inutilizzati) nel fabbricato di Via Lepanto; la perdita di autonomia e la mancanza di prospettiva sta fortemente condizionando i corsi di studio che da sempre hanno attirato l'interesse di tanti studenti del capoluogo e dei paesi della provincia; per effetto del recente ridimensionamento scolastico voluto dalla Provincia, accorpando il Mossa all'Atzeni in una unica istituzione scolastica, si è generata una riduzione del personale scolastico, tra docenti e personale Ata. Appreso che: il dirigente scolastico del Mossa – Brunelleschi, prof.ssa Marillina Meloni, in data 21 maggio c.a., ha inviato al presidente de Seneen una nota nella quale si evidenzia l'entità dei laboratori presenti nell'istituto e le recenti innovazioni tecnologiche installate (lavagne interattive multimediali, sistema informatico rilevazione presenza studenti, ecc.) al fine di conservare l'attuale organizzazione degli spazi. Interpella il presidente della giunta, per sapere: 1) Come intende sostenere i corsi di studio dell'Istituto Mossa – Brunelleschi per ricreare le condizioni di autonomia, fattore indispensabile per contrastare la dispersione scolastica e invertire la tendenza della perdita di posti di lavoro del personale scolastico generata dagli accorpamenti di questi anni; 2) E' stato fatto un quadro economico per stabilire quanto costerebbe l'eventuale trasferimento delle aule e dei 25 laboratori didattici da un edificio all'altro e da quale capitolo di bilancio verrebbero individuate le risorse necessarie; 3)Se è vero che si intende basare il ragionamento sulla razionalizzazione delle spese, come mai in questi anni l'edificio di Via Lepanto, di proprietà della Provincia è rimasto inutilizzato anziché destinarvi uffici della Provincia che viceversa si trovano in locali in locazione creando le condizioni di risparmio per le casse dell'Ente”.(Stefano Figus).
L’aula del consiglio provinciale di Oristano è stata “invasa” dai lavoratori che effettuano prestazioni di servizio per conto dalla Provincia. Si tratta degli operatori della Spo (42 unità), impegnati nella manutenzione degli edifici scolastici e in interventi diversi, come quelli di portierato, dislocati presso la sede centrale di via Carboni, in via Parigi, via Liguria, via Carducci e piazza Eleonora (10 addetti), e quelli che effettuano le pulizie (25 operatori). Questi ultimi servizi, a partire dal 1° luglio, dovranno ridurre le prestazioni del 50% . Per quanto riguarda la Spo, invece, entro il 31 dicembre bisogna ricercarsi soluzioni gestionali alternative, con la loro privatizzazione. Su questo argomento, l’assemblea ha invece sostenuto la conferma ed il mantenimento in capo alla Provincia dei servizi di interesse generale e quindi anche della Spo. La questione sarà approfondita nella seduta di lunedì 17 giugno, mentre per quanto riguarda i servizi di portierato e pulizia la conferenza dei capigruppo ha annunciato la stesura di un documento da presentare alla giunta e al consiglio.
La Provincia di Oristano, Settore Pianificazione territoriale, Politiche comunitarie e Programmazione, ha pubblicato sul sito istituzionale due nuovi documenti illustrativi del contesto paesaggistico, ambientale e naturalistico, con particolare riferimento alle zone umide costiere. “L’atlante delle protezioni e tutele ambientali della provincia di Oristano” è un documento cartografico, organizzato in 21 tavole sinottiche, che presentano, alla scala provinciale, la distribuzione territoriale delle aree tutelate e la loro incidenza sui comuni interessati. I temi analizzati comprendono la geografia fisica della provincia, la composizione demografica comunale aggiornata ai dati del censimento Istat 2011, la rappresentazione dell’acclività dei versanti, elaborata dalla Provincia a partire dal modello altimetrico regionale e il complesso delle tutele e protezioni ambientali ai sensi della normativa comunitaria, nazionale, regionale e provinciale. “Il sistema delle protezioni e delle tutele della provincia di Oristano” descrive le differenti tipologie di tutela e ne descrive la composizione territoriale, in termini di superficie complessiva interessata e di incidenza areale sul territorio amministrativo comunale. Nelle tabelle conclusive sono riassunte, inoltre, le tipologie di tutela incidenti su ciascun comune. Gli elaborati sono realizzati integrando i dati provenienti da diverse fonti istituzionali: il ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, il geo-portale della Regione, gli organismi di gestione delle aree protette, e la Provincia di Oristano. La Provincia di Oristano ricorda che, già dal settembre scorso, sono liberamente disponibili sul portale dell’Ente gli strumenti cartografici in formato Pdf-Gis a scala comunale e i file cartografici per Google Earth a scala provinciale. Per “scaricare” i documenti: www.provincia.or.it/CanaliTematici/Pianificazione_Territoriale/Cartografia/index.html.
Di pig (del 08/06/2013 @ 13:44:22, in politica, linkato 909 volte)
Il consiglio comunale di Oristano ha votato il Piano di azione per le energie sostenibili (Paes), portando a compimento un lavoro avviato alcuni mesi fa, che si è sviluppato attraverso numerose assemblee, presentazioni e confronti pubblici. Il Paes è stato presentato in aula dall’assessore allo Sviluppo sostenibile, Filippo Uras, che ne ha ricordato le finalità strategiche, dalla riduzione dei consumi e delle emissioni di anidride carbonica allo sviluppo di fonti energetiche sostenibili. Attraverso il Paes, l’ esecutivo punta a una riduzione delle emissioni in atmosfera di anidride carbonica di 30 mila 970 tonnellate, scendendo da 154 mila a 123 mila tonnellate, riducendo i consumi annui da 484 mila a 378 mila megawattora (MWh). “Riduzione della CO2 e razionalizzazione del consumo energetico attraverso nuove regole di vita sono gli obiettivi di fondo del Paes – ha detto l’assessore Uras -. L’energia non è un bene infinito e un cambiamento di mentalità e di comportamenti è essenziale”. Uras ha ricordato che il Piano prevede azioni dirette (riguardanti i consumi energetici pubblici che incidono sul 2% delle emissioni) e indirette (che incidono sul 98% delle emissioni). “Sulle seconde si devono concentrare le scelte più importanti – ha detto Uras -. Tra le più importanti azioni anche quelle che riguardano la sensibilizzazione e di comunicazione nei confronti delle famiglie e delle imprese. L’approvazione del Paes – ha concluso Uras - segna l’inizio di un percorso che dovrà mutare profondamente la mentalità e le abitudini della città, migliorandone la qualità ambientale. Il piano è un veicolo di attrazione di risorse (fondi diretti dalla Bei, dal fondo Jessica o da altri programmi comunitari, ma anche finanziamenti privati). Per accedervi sarà fondamentale coordinarci con i comuni vicini e realizzare azioni di area vasta”. Il presidente della commissione comunale sulle Energie rinnovabili, Giuseppe Lai, ha evidenziato la valenza politica del Paes: “Un documento politico che è parte essenziale di un percorso che questa amministrazione ha avviato per incidere sensibilmente sul settore ambientale ed energetico”. “È un progetto importantissimo, impegnativo e indispensabile – ha aggiunto Gianluca Mugheddu (Insieme) -. È una sorta di carta costituzionale delle politiche energetiche comunali del futuro prossimo”. Per Giuseppe Obinu (Pd) “Per raggiungere i risultati che auspichiamo bisogna insistere sul cambio di mentalità”. “Il Paes è un’opportunità da sfruttare, per andare nella direzione auspicata dall’Unione europea per la riduzione di consumi e di emissioni – ha affermato Roberto Martani (Insieme) –. È essenziale che sia un atto di indirizzo flessibile”. Contrario Salvatore Ledda (Idee rinnovabili): “È l’atto più importante di questa amministrazione, ma mi oppongo per il metodo seguito, per la mancanza di un’idea politica, per l’aspetto contabile e perché non si parla del metano, prima soluzione realistica per la riduzione della CO2”. Critiche sul metodo seguito sono venute anche da Andrea Lutzu (Pdl): “Voto contro per il metodo seguito, ma anche perché è un piano preconfezionato, incompleto, superficiale e insoddisfacente, privo di un indirizzo politico”. Daniela Nurra (Riformatori) è ritornata sul tema del metano: “Non sono d’accordo su alcuni punti del Paes, e tra questi quello riguardante l’evidente contraddizione rispetto alle decisioni assunte pochi giorni fa sul progetto della Saras sul metano”. “Il Paes inserisce surrettiziamente un inceneritore e questo non è ammissibile”, ha detto Giuliano Uras che ha parlato di un documento raffazzonato e che ha annunciato il voto contrario dell’Udc. Per Valerio Spanu “Il Paes è un piano perfettibile”, mentre Maria Lucia Mocci (Pd) ha detto che: “Questo documento ha un indirizzo politico molto forte”. Secondo Giampaolo Lilliu (Sel-Essere oristanesi) “Il Paes è un piano che incide seriamente nel settore dell’ambiente e delle risorse energetiche, unico settore che regge nonostante la crisi”. Il sindaco Tendas ha concluso il dibattito, rimarcando l’importanza del Paes “…che è l’insieme delle cose che si possono fare per ridurre le emissioni di CO2 e raggiungere gli obiettivi dell’Unione europea e del Patto dei sindaci. Mi dispiace e non condivido l’atteggiamento della minoranza, perché il piano contiene tutte le risposte alle domande poste e ai problemi che hanno sollevato”.
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L’assemblea civica oristanese ha poi approvato la delibera per l’adozione definitiva del piano di lottizzazione convenzionata di Su Forru de Madeddu. L’adozione, che segue la prima approvazione effettuata nei mesi scorsi dal Commissario straordinario, è stata accompagnata dal mancato accoglimento di due osservazioni che attenevano “ad aspetti di natura civilistica che coinvolgono i rapporti tra privati cittadini” senza ledere in alcun modo gli interessi dei proponenti. Anche questo argomento è stato presentato in aula da Filippo Uras, questa volta nelle vesti di assessore all’Urbanistica. Uras ha ricordato le caratteristiche del progetto di lottizzazione, presentato da 14 ditte, che riguarda un’area di 78 mila 231 metri quadrati nella zona ovest della città, nei pressi della sede della Provincia, in località “Su Forru de Madeddu”, individuata dal Piano urbanistico comunale come zona di espansione C2c_3, con un indice di fabbricabilità pari a 1 metro cubo a metro quadrato, e una capacità insediativa di 522 abitanti. Il consiglio comunale, che era chiamato a pronunciarsi solo sulle due osservazioni presentate e sull’adozione definitiva, durante il dibattito è entrato anche nel merito delle scelte progettuali e delle caratteristiche dell’intervento, che per la qualità e la dimensione configurano la nascita di un insediamento residenziali molto grande: “praticamente un quartiere nuovo” è stato detto in aula. Dagli interventi anche il rilievo all’importanza dell’iniziativa e al coraggio dei proprietari, che in un periodo di forte crisi si espongono con un considerevole finanziario capace di determinare significative ricadute economiche e di occupazione.
A due giorni dall'assemblea del Pd, decisiva per fissare gli appuntamenti con il congresso e le primarie che individueranno il candidato governatore per il 2014, il segretario regionale, Silvio Lai, ha sostenuto che “…non c’è più tempo da perdere. "In questo momento la maggioranza del Partito Democratico ritiene necessario accelerare e chiudere il percorso di preparazione alle elezioni regionali, perciò considero molto importante il passaggio in questa assemblea – ha detto Lai -. Dobbiamo sbrigarci e accelerare, perchè è sotto gli occhi di tutti che a questo governo regionale interessa più fare propaganda che risolvere i problemi della Sardegna. Quindi, dobbiamo scendere in campo al più presto. Da qui a lunedì il nostro impegno e la nostra massima determinazione sono rivolti ai ballottaggi di Assemini e Iglesias". L'appuntamento è per lunedì pomeriggio, a Oristano, dove assemblea e direzione regionale del Pd si riuniranno per votare quattro ordini del giorno, visto che il 1° giugno, a Tramatza, non era stato possibile arrivare al voto per mancanza del numero legale. Il primo ordine del giorno è quello che approva la relazione del segretario Lai, con primarie il 29 settembre e il congresso a fine anno, in parallelo con quello nazionale. Il secondo e il terzo ordine del giorno si occupano rispettivamente dell'abolizione delle Province e del semipresidenzialismo. L'ultimo, presentato dalla presidente dell'assemblea, Valentina Sanna, chiede di invertire il percorso ipotizzato da Lai, dunque di anticipare il congresso e solo dopo indire le primarie per scegliere il candidato alla presidenza della Regione. E' probabile che l'assemblea arrivi al voto in tempi brevi, visto che il dibattito si era di fatto esaurito a Tramatza, anche se a chiederne la riapertura potrebbe essere l'ex governatore Renato Soru, che nel precedente incontro aveva proposto un election day per scegliere contestualmente segretario e candidato governatore.
Di greg (del 06/06/2013 @ 15:00:35, in politica, linkato 1031 volte)
Il delirio di onnipotenza del presidente della Regione, Ugo Cappellacci, ha ormai raggiunto livelli di guardia. L’esempio è quanto accaduto a proposito del disegno di legge annunciato dal governatore Cappellacci, per tagliare i fondi dei gruppi consiliari (vedi articolo di mercoledì 5 giugno. ndr). A questo proposito, sono intervenuti sia alcuni esponenti del Pd, sia il capogruppo di “Sardegna è già Domani” in consiglio regionale, Mario Diana. Diana ha affermato che quanto annunciato da Cappellacci è proprio “…una gigantesca bufala, perchè pretende di abrogare una norma che non esiste più". "La proposta dell'esecutivo modifica la lettera d) del comma 1 bis dell'articolo 1 della legge regionale 2 del 1966. Peccato che l'intero articolo 1 della legge sia stato abrogato, appena un anno fa, dallo stesso Cappellacci con il decreto 74, adottato il 25 maggio 2012, per dare corso all'esito del referendum popolare con cui i sardi hanno deciso di abolire i fondi dei gruppi". Diana ha quindi rinnovato le critiche al presidente della Regione. "C'è solo tanta amarezza nel vedere che la Sardegna è finita nella mani di un venditore di fumo", ha affermato Mario Diana, augurandosi che l'esperienza di Ugo Cappellacci alla guida della Sardegna si chiuda con un solo mandato. "Il sensazionale disegno di legge annunciato ieri in pompa magna non potrà avere alcun effetto pratico. Evidentemente, al governatore non fa difetto solo il senso delle istituzioni, come ha dimostrato ieri, tentando di rubare un'idea su cui già si stava lavorando in consiglio regionale. Con Cappellacci, la Sardegna torna a sorridere, ma a denti stretti", ha concluso Diana, facendo riferimento allo slogan con cui il presidente della Regione ha vinto le elezioni del 2009. "A pensare che è questo l'atteggiamento con cui vengono affrontati i tanti ed enormi problemi dell'Isola, c'è da mettersi le mani nei capelli”. Molto critico nei confronti di Cappellacci anche il Pd. "La foga di apparire del presidente Cappellacci ha superato ogni limite di decenza e oramai sconfina largamente nel delirio di onnipotenza", hanno affermato i consiglieri regionali del Pd, Gian Valerio Sanna, Franco Sabatini e Giuseppe Cuccu, che così come “Sardegna è già domani” hanno ribadito l’errore grossolano del presidente. "Cappellacci, con il Ddl ipotizza di modificare una parte di un articolo che lui stesso aveva abrogato in conseguenza dell'esito referendario”. Insomma, una bufala grande come una casa, che la dice lunga su colui che ha già avuto la benedizione di Berlusconi come candidato del centro-destra per le prossime regionali, e che per la Sardegna sarebbe un'autentica iattura. A quanto pare, quanto a spararle grosse, sembra proprio che l’allievo abbia superato il navigato e anziano maestro. Ma come dice un antico detto sardo-oxfordiano : " a su moenti sardu...".
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"Bisogna opporsi assolutamente al trasferimento in Sardegna del boss mafioso, Totò Riina, che dovrebbe arrivare entro il mese a Bancali, il nuovo carcere di Sassari". Lo ha dichiarato Pino Arlacchi, presidente dell'associazione mondiale per lo studio della criminalità organizzata, stamane in collegamento da Bruxelles con l'emittente radiofonica Radiolina, in un colloquio con il deputato del Pdl, Mauro Pili. "Sono al vostro fianco, bisogna intervenire con grande rapidità per far ritirare quest'impostazione scellerata, per evitare un danno gravissimo alla Sardegna. Se non ci sarà una reazione adeguata e se il numero dei mafiosi del 41 bis supererà una certa soglia - ha detto Arlacchi, in riferimento all'annunciato trasferimento nelle carcere dell'isola di centinaia di detenuti condannati per criminalità organizzata -, sarà molto difficile impedire che la Sardegna venga conquistata da “Cosa nostra”, nonostante i forti anticorpi del passato. Trecento persone di alta pericolosità in un colpo solo sono una cosa che può avere effetti gravissimi. C'è da domandarsi quanto è saggio sul piano della lotta alla mafia concentrare la metà dei mafiosi del 41 bis in Sardegna". Secondo Arlacchi, "…con l'arrivo di personaggi come Riina, si rischia il rinsaldamento della vecchia elite di cosa nostra, ancora nel pieno dei poteri, con interessi criminali locali, con reazioni devastanti per la società e l'economia della Sardegna. Inizieranno da subito con estorsioni a tappeto, aumenteranno i traffici illeciti, pressioni sull'amministrazione pubblica e sugli amministratori e aumenterà la corruzione", ha paventato Arlacchi, che ha sollecitato il consiglio e la giunta regionale a prendere subito posizione contro il trasferimento dei mafiosi nell’Isola. "Mi meraviglio del silenzio – ha detto Arlacchi -. Sono decisioni che vanno contrastate con la massima forza. La Sardegna è tratta come una colonia. Per questo motivo bisogna organizzare proteste collettive, con le istituzioni in testa". "L'annuncio di un esperto autorevole come Pino Arlacchi rispetto all'imminente arrivo, nel nuovo carcere di Bancali, dei boss mafiosi e camorristi, a iniziare da Totò Riina, purtroppo non ci sorprende ma ci rammarica molto, perchè è l'ennesimo schiaffo che subiamo da Roma". La presidente della Provincia di Sassari, Alessandra Giudici, ha reagito così alle dichiarazioni di Arlacchi, esperto in sicurezza e delegato Onu per la lotta contro le mafie. "Abbiamo manifestato apertamente la nostra opposizione sin dal momento in cui si progettava il carcere e si ipotizzava la realizzazione di un braccio destinato al 41 bis. Chi ha preso la decisione dev'essere messo nelle condizioni di tornare sui suoi passi o di assumersi pubblicamente le responsabilità delle proprie scelte e spiegarne le motivazioni.
Lo scrittore Roberto Saviano sarà a Cagliari, per la sua prima visita in Sardegna, domenica prossima, 9 giugno, per partecipare al festival letterario "Leggendo Metropolitano". L'autore di "Gomorra" e di "Zero Zero Zero" sarà protagonista, alle 22, al Bastione Saint Remy, dell'incontro conclusivo del festival. La partecipazione di Saviano è stata annunciata oggi dagli organizzatori.
In provincia di Oristano i furti e le truffe sono in costante aumento, con le truffe che sono incrementate addirittura del 49% nell'ultimo anno. Lo ha riferito il comandante provinciale dei Carabinieri, colonnello Giulio Duranti, nel corso della cerimonia per il 199° anniversario della fondazione dell'Arma, svoltasi all'interno della caserma, a causa delle indicazioni di contenimento della spesa impartite anche alle forze dell'ordine. “Per contrastare il fenomeno delle truffe - ha spiegato Duranti -, i comandanti di stazione dei diversi paesi della provincia, con la collaborazione e partecipazione delle amministrazioni comunali e dei parroci, hanno tenuto numerose conferenze informative per sensibilizzare gli anziani, spesso vittime prescelte dei truffatori. Quanto ai furti sono aumentati del 20%, soprattutto quelli in abitazione (in genere seconde case al mare, lasciate incustodite durante l'inverno) e negli esercizi pubblici, in particolare nei bar. Più in generale – ha detto ancora il colonnello Giulio Duranti -, l'andamento della delittuosità ha registrato in provincia un incremento complessivo del 12,9%. Salgono dell'11% i danneggiamenti con incendio, mentre sono diminuiti delo 25% gli atti intimidatori ai danni degli amministratori sono invece diminuiti. Otto le rapine e per 7 di queste i militari hanno anche denunciato i colpevoli all'autorità giudiziaria. In netto calo la quantità di droga sequestrata, mentre è praticamente invariato il numero delle persone denunciate per detenzione e spaccio. Negli ultimi 12 mesi, infine, non c’è stato nessun omicidio”. Oltre all'attività repressiva, il comandante ha ricordato anche l'attività preventiva, con quasi 66.000 mezzi controllati e circa 91.000 persone identificate, su oltre 24.500 pattuglie eseguite. Di rilievo, poi, gli accertamenti su falsi invalidi, le conferenze tenute nelle scuole della provincia per promuovere la cultura della legalità tra i più giovani (27 istituti scolastici coinvolti) ed i molteplici controlli svolti in collaborazione coi Nas negli esercizi commerciali, che hanno portato al sequestro di ingenti quantità di oggetti pericolosi, non conformi ai requisiti di sicurezza Cee (giocattoli e apparecchi elettrici). Durante la cerimonia sono state consegnate le onorificenze concesse dai vertici dell'Arma dei Carabinieri ai militari e reparti distintisi in particolari operazioni di servizio. Li ha consegnati la signora Maria Vitalia Cabiddu, madre del carabiniere Umberto Erriu, medaglia d'oro al valore civile, morto a Castel Maggiore, in provincia di Bologna, il 20 aprile 1988, ucciso dalla banda della Uno bianca. Queste le onorificenze: encomio solenne al maresciallo Luciano Mureddu, comandante della stazione di Mogoro; 7 encomi semplici ai marescialli Giuseppe Zara, Roberto Pinna, Mario Pontin, Gregorio Tondo, al brigadiere Pietro Fadda, agli appuntati Massimiliano Nonnis e Francesco Zanata, tutti del Nucleo Operativo della compagnia di Oristano; 3 encomi di reparto, infine, al Nucleo investigativo del Reparto operativo provinciale, al Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Ghilarza, e alla Stazione carabinieri di Tresnuraghes.
Gli agenti della Polizia locale di Oristano, sabato mattina, saranno i protagonisti del “Raduno del cuore”, la giornata della donazione del sangue, organizzata dell’associazione di volontariato Thalassa Azione. Gli agenti, sabato 8 Giugno, dalle 8,30, nel Centro trasfusionale dell’Ospedale San Martino di Oristano, effettueranno la donazione a favore dei talassemici. I “Raduni del cuore” sono organizzati periodicamente dal comitato zonale di Oristano di Thalassa Azione, per raccogliere sangue a favore dei talassemici e sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della donazione. I responsabili dell’associazione invitano tutti a partecipare all’evento e a donare il sangue.
Una interrogazione urgente, sull’incameramento da parte di privati di un’area di pertinenza pubblica, in via Nuoro,è stata presentata dai consiglieri comunali dell’Udc, Giuseppe Puddu, Giuliano Uras e
Con un ribasso del 20,767 % sul prezzo a base d’asta di 55 mila 954 euro, l’impresa Set di Uras si è aggiudicata l’appalto per il completamento della pista ciclabile di Torregrande. Il progetto prevede la realizzazione di un tratto di pista ciclabile di 170 metri di lunghezza per 2 e mezzo di larghezza, dall’incrocio di via del Pontile con la via Stella Maris, sino all’incrocio tra via della Pineta con via Stella Maris. Sarà una pista a doppio senso di circolazione, la cui costruzione è stata programmata per completare quella che dalla città di Oristano conduce a Torregrande, interrompendosi all’incrocio con via del Pontile. Nella parte iniziale del percorso sarà realizzata una piazzola, che potrà essere utilizzata come area di sosta e di ritrovo per i ciclisti. Il progetto, secondo le intenzioni della giunta Tendas, rientra nel quadro di una serie di interventi programmati per potenziare la rete ciclabile e implementare la viabilità alternativa a basso impatto ambientale. Interventi che avranno ricadute benefiche a lungo termine, contribuendo al miglioramento della qualità dell’aria e all’abbattimento dell’inquinamento atmosferico, senza tralasciare la sicurezza, e la possibilità di raggiungere Torregrande più agevolmente. La pista ciclabile dovrà essere realizzata dall’impresa appaltatrice entro 100 giorni.
La distribuzione delle buste per la raccolta differenziata è ripresa nei locali della Fondazione Sa Sartiglia, al piano terra di Palazzo Campus Colonna, in piazza Eleonora. La distribuzione, per le utenze domestiche, sarà effettuata dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 12, e il martedì anche di pomeriggio, dalle 14 alle 17. Per ritirare le buste è sufficiente fornire le proprie generalità. Chi non ha la possibilità di provvedere al ritiro può delegare una persona di fiducia. I nuovi iscritti dovranno invece presentare la domanda di iscrizione presentata all’ufficio tributi. Per le persone che avessero riscontrato la presenza di buste difettose o di scarsa qualità l’assessorato al decoro urbano ha disposto la sostituzione del materiale.
L’Anteas di Oristano ha completato la sua struttura dirigenziale, che recentemente ha eletto, al congresso territoriale, il nuovo consiglio direttivo che, a sua volta, ha nominato presidente Pino Ciulu. Il direttivo, convocato presso la sala riunioni del Liceo classico di Oristano, ha poi nominato come vicepresidenti Luisa Ferro e Ivana Teotto, mentre Tiziana Spiga è stata eletta presidente del collegio dei sindaci. Il consiglio direttivo si è quindi soffermato sulle comunicazioni organizzative, svolte da Francesco Piras, segretario generale della Federazione pensionati della provincia di Oristano, e dal presidente Anteas, Pino Ciulu, che ha illustrato la campagna adesioni 2013, quella per il versamento del 5 per mille ad Anteas, l’esigenza di migliorare gli aspetti della comunicazione con un più diffuso utilizzo dei sistemi informatici, e lo sviluppo di una serie di attività che saranno meglio definite, entro breve tempo, in un apposito piano di lavoro. Intanto, tra le prime iniziative destinate a coinvolgere gli associati, per sabato 8 giugno è in programma una visita a Castelsardo e Valledoria.
Insieme ai già annunciati Malika Ayane, Alex Britti e Max Gazzè, saliranno eccezionalmente sul palcoscenico di “Mondo Ichnusa” anche i Negrita che, con il loro rock elettrizzante, porteranno musica ed emozioni al pubblico di Torregrande, che è stata scelta dal gruppo come unica tappa per l’estate 2013. Ecco cast e calendario completi: venerdì 5 luglio domineranno la scena Alex Britti e i Negrita, mentre sabato 6 sarà la volta di Max Gazzè e Malika Ayane. Anche quest’anno la manifestazione, promossa dalla “bionda di Sardegna” e organizzata dall’agenzia Pielle Srl, presenta quattro grandissimi artisti di fama nazionale, che animeranno due giorni di ottima musica in modo assolutamente gratuito e accessibile al pubblico. “Mondo Ichnusa sarà il grande evento dell’estate sarda, e noi siamo orgogliosi che la manifestazione si svolga a Torregrande – ha osservato l’assessore al Turismo e allo Spettacolo del comune di Oristano, Peppino Marras -. Gli artisti presenti garantiscono altissima qualità e uno spettacolo che saprà soddisfare i gusti del pubblico, che sicuramente affollerà la nostra località marina”. Come di consueto, le esibizioni dei grandi artisti saranno anticipate dalle esibizioni dei migliori talenti emergenti del panorama musicale sardo che, per la prima volta, comprenderanno i quattro vincitori dell’Ichnusa Music Contest, il nuovo concorso lanciato da Ichnusa in partnership con Rock Tv le cui iscrizioni sono aperte fino al 24 giugno (www.ichnusamusicontest.it).
Di greg (del 05/06/2013 @ 21:15:13, in cronaca, linkato 773 volte)
Il consiglio regionale ha esaminato, anche se solo parzialmente, la mozione del Pd sulle politiche energetiche regionali, e, in particolare, sul "Progetto Eleonora", che prevede le trivellazioni da parte della Saras nel territorio di Arborea alla ricerca di gas metano. Dopo la sospensione per qualche minuto in segno di lutto per la commemorazione di Emanuele Sanna, consigliere e assessore regionale, scomparso a 69 anni dopo una lunga malattia, il capogruppo del Pd in consiglio regionale, Giampaolo Diana, ha presentato la mozione, che impegna presidente e giunta regionale a fare chiarezza sulle scelte di politica economica ed energetica, chiedendo quali iniziative il governo sardo intenda promuovere per favorire l'indipendenza economica dell'Isola. “Un'indipendenza - ha sottolineato Diana – che potrebbe arrivare grazie al ritrovamento di gas metano nel sottosuolo della piana di Oristano e del Medio Campidano, attraverso trivellazioni che potrebbero essere realizzate dalla Saras tramite il “Progetto Eleonora” . Ipotesi cui, però, sono contrari i residenti del territorio di Arborea, e non solo. "Nel sottosuolo sardo ci potrebbero essere riserve di metano tali da garantire l'indipendenza economica dell'Isola per i prossimi 25-30 anni – ha ancora sottolineato Diana -. Il metano è considerato fra le fonti di energia più pulite, e non è un dettaglio se si pensa che le emissioni di CO2 in Sardegna sono di 10 chili per abitante, contro i 7 e mezzo nel resto d'Italia. Se si accertasse la presenza di metano in quel territorio, la giunta regionale che cosa intende fare? E' una questione delicata da non sottovalutare e non strumentalizzare. Questa non è una mozione di parte ma il contributo importante di un intero partito". Diana ha poi incalzato sul Galsi, il gasdotto con l'Algeria. "Tutti abbiamo scommesso sul Galsi: che fine ha fatto? E soprattutto, esiste ancora?", ha chiesto Diana all'assessore dell'industria Antonello Liori. Nel dibattito, la maggior parte dei consiglieri si sono espressi, in maniera trasversale, in favore della mozione e per il rispetto delle regole, mentre Maninchedda, Solinas e Zuncheddu hanno manifestato il loro pare contrario alle trivellazioni. Non essendo presente in aula il presidente Cappellacci, a cui la mozione era rivolta, il Pd ha ritirato momentaneamente la mozione, che verrà ripresentata in un’altra seduta, alla presenza del presidente della Regione.
Questa la mozione completa presentata il 17 aprile scorso dal Pd, e firmata da Giampaolo Diana, Agus, Bruno, Cozzolino, Cuccu, Vincenzo Floris, Manca, Valerio Meloni, Moriconi, Porcu, Sabatini, Gian Valerio Sanna, Corda, sulle strategie energetiche della regione. “Il consiglio regionale, premesso che: la crisi economica che sta penalizzando i nostri cittadini è aggravata dalle debolezze strutturali e dalla mancanza di competitività dell'Italia e, in particolare, della Sardegna; tra le cause principali di tale crisi occorre annoverare certamente il maggior costo dell'energia cui sono costrette le famiglie e le imprese; la Sardegna è l'unica regione italiana che non utilizza il metano come fonte energetica, da cui consegue il ricorso all'uso dei prodotti energetici disponibili meno efficienti e più inquinanti; in particolare, le imprese sarde, per soddisfare il loro fabbisogno energetico, ricorrono ai prodotti petroliferi per circa il 58 per cento, contro il 10 per cento delle imprese del nord est e il 16 per cento di quelle del nord ovest; l'olio combustibile rispetto al metano genera, a parità di energia prodotta, consumi maggiori di materia prima combustibile, quindi costi e inquinamento maggiori; a tal proposito le emissioni di CO2 in Sardegna sono pari a 10 chilogrammi/anno per ogni abitante, il 33 per cento in più della media nazionale. Evidenziato che: il metano, in virtù delle sue caratteristiche chimico-fisiche, è considerato tra le fonti di energia più pulite attualmente accessibili; infatti, come dimostrato da numerose ricerche, il gas naturale produce in fase di combustione una minor quantità di inquinanti atmosferici come CO2 ed ossido di azoto, contribuendo così al miglioramento della qualità dell'aria e dell'ambiente; il metano è una fonte di energia vantaggiosa in termini di potere energetico; inoltre produce un risparmio in termini di costi di importazione; il Governo italiano ha già stanziato circa 223 milioni di euro a cui si aggiungono 120 milioni dell'Unione europea, per la realizzazione delle reti di distribuzione locali del gas e delle stazioni di pompaggio; buona parte delle reti di distribuzione locale e dei suoi 31 bacini in Sardegna sono già state finanziate e in molti casi già realizzate; le reti preesistenti e realizzate per l'uso con aria propanata e altro gas sono, inoltre, compatibili con il metano. Considerato che: nel sottosuolo della Sardegna parrebbero esistere significative riserve di metano che, se confermate, potrebbero garantirne la disponibilità all'intera Isola per i prossimi 25-30 anni; nella documentazione progettuale presentata da Saras Spa alla Regione, Assessorato regionale della difesa dell'ambiente, emerge come le ricerche geologiche compiute dal 2006 ad oggi abbiano confermato l'esistenza di tutte le condizioni geologiche atte alla formazione di gas naturale termogenico nel sottosuolo dell'Isola ed in particolare nelle Piana di Oristano e nel Medio Campidano; le riserve di metano, stimate in alcune decine di miliardi di metri cubi, sarebbero in grado di contribuire a realizzare nel corso di pochi anni il programma di metanizzazione dell'Isola indipendentemente dalla realizzazione auspicabile del Galsi garantendo una sostanziale indipendenza energetica della Regione anche in funzione di una ripresa produttiva; è in corso di valutazione un primo progetto di esplorazione di detti giacimenti che ha l'obiettivo di confermare la disponibilità per l'intera Sardegna delle prime riserve di questa importante risorsa energetica, impegna il Presidente della Regione e la Giunta regionale a riferire: 1) quali atti di programmazione e scelte di politica economica ed energetica intendano adottare al fine di rimuovere tutte le condizioni che ostacolano lo sviluppo economico sostenibile dell'Isola; favorire maggiore capacità competitiva delle attività produttive sarde; garantire, nel contempo, le condizioni per uno sviluppo armonico nel pieno e totale rispetto della tutela dell'ambiente e del benessere sociale dei cittadini;2) quali iniziative si intenda promuovere per favorire la sostanziale indipendenza energetica della nostra Regione e valorizzare, in armonico e funzionale equilibrio, tutte le risorse energetiche presenti sull'Isola, nel pieno e più totale rispetto dell'ambiente naturale; 3) quali iniziative intendano promuovere per favorire un reale e rapido processo di metanizzazione dell'Isola, valutato che il metano, da solo, basterebbe ad assicurare migliori condizioni per lo sviluppo e la competitività delle nostre imprese e garantire loro un periodo di crescita, di sviluppo e di aumento dell'occupazione e del reddito netto disponibile per le famiglie; 4) quali sono le valutazioni preliminari compiute dagli uffici tecnici competenti sul progetto di esplorazione che Saras ha sottoposto all'attenzione della Regione il 13 marzo 2013 con riguardo all'evidenziazione degli eventuali rischi reali per la popolazione e per l'ambiente ed al fine di rasserenare le popolazioni interessate sulle reali condizioni operative da intraprendere; 5) quali siano, nel caso di comprovata compatibilità ambientale e conferma della presenza del metano, le condizioni vincolanti sulla distribuzione e l'impiego delle risorse energetiche presenti nel nostro sottosuolo a vantaggio esclusivo dell'Isola, dei territori più interessati, delle famiglie e delle sue aziende”.
E’ stata presentata, in consiglio regionale, la proposta di legge che prevede l'abolizione dei contributi a favore dei gruppi consiliari. L'iniziativa è arrivata a poche ore dall'annuncio del presidente, Ugo Cappellacci, dell'approvazione in giunta di un disegno di legge che prevede di limitare i fondi per i gruppi alle sole spese per il personale. Sulla questione sono intervenuti Mario Diana ed Efisio Arbau, di “Sardegna è già Domani”, di cui fa parte anche la presidente dell'assemblea regionale, Claudia Lombardo, per sottoscrivere l'iniziativa e "…stigmatizzare l'annuncio di un analogo disegno di legge fatto dal Presidente della Regione, Ugo Cappellacci. La proposta di legge – ha detto Mario Diana - rientra nel percorso di riduzione dei costi della politica, intrapreso dal consiglio regionale fin dall'inizio della legislatura. In un contesto di grave crisi economica, quale quello che stiamo attraversando, e con il dilagare dell'antipolitica, è indispensabile dare ai cittadini un segnale forte". Poi, la stoccata a Cappellacci. "Sulla materia veste i panni del Giano bifronte: da un lato impugna il decreto legge 174 del 2012, che taglia i costi della politica nelle Regioni, e che recepiamo nella nostra proposta di legge, e dall'altro, appreso che in consiglio si stava lavorando in tale direzione, tenta maldestramente di giocare d'anticipo, presentando un disegno di legge che sembra ricalcare tale e quale la proposta che ci accingevamo a presentare”. Dal canto suo, Efisio Arbau ha ricordato di aver proposto la soppressione dei contributi ai gruppi già in campagna elettorale: "I tagli alle nostre spese – ha sostenuto Arbau - sono un dovere che abbiamo nei confronti di una Sardegna che dimostra, quotidianamente, di non essere più disposta ad accettare i privilegi di cui godono i suoi rappresentanti”. Sull’argomento è intervenuto anche il Pd. “Siamo di fronte all'ennesima buffonata di Cappellacci, che tenta disperatamente di salvare la faccia dopo quattro anni fallimentari alla guida della Regione". Per gli esponenti del Pd, con il disegno di legge che dimezza del 50% il trasferimento delle risorse ai gruppi consiliari "…il presidente Cappellacci interviene in una materia che è stata già ben definita nella Conferenza Stato-Regione, che ha prodotto il decreto legge 174, stabilendo in maniera eguale per tutte le regioni sia le indennità, sia le spettanze ai singoli gruppi. Il taglio previsto nel DL 174, tra l'altro, è di gran lunga superiore a quello proposto da Cappellacci. E' evidente che il presidente sta affrontando il tema per puri fini elettoralistici, non certo perchè spinto dalla volontà di ridurre i costi della politica". I consiglieri regionali del Pd hanno poi aggiunto: "Una domanda continua ad affliggere le nostre menti: ma Cappellacci non ha niente di più vitale a cui pensare? Perchè quando bisogna necessariamente ridurre i costi pubblici dimentica sempre di tagliare i milioni di euro che utilizza per la pubblicità istituzionale e per le sue numerosissime e costosissime consulenze?”.
Ultima lettura e definitiva approvazione del “decreto paga-debiti” alla Camera, che chiude senza modifiche il documento definito dal Senato. "Con il voto alla Camera passa il decreto che da respiro all'economia e alle imprese italiane, che contiene all'interno il nuovo comma 5 bis dell'articolo 11, così come modificato dal Senato su proposta dei senatori sardi. Parte ora il conto alla rovescia dei 120 giorni, entro i quali il negoziato tra Stato e Regione deve essere attivato per ridefinire i rapporti finanziari e il patto di stabilità”. Lo hanno sostenuto, in una nota, i deputati sardi del Pd. "E’ stato un ottimo lavoro bipartisan, che non deve andare sprecato inseguendo illusorie iniziative. Si lavori sulla definizione del nuovo articolo 8 e si porti a casa un patto di stabilità unico per la Sardegna, aiutando i piccoli comuni ad evitare una tagliola che incombe".
La nuova disciplina stabilita dalla giunta Tendas per la trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà, e l’eliminazione dei vincoli gravanti sugli alloggi realizzati nelle aree di edilizia economica popolare, saranno presentate nel corso di un’assemblea pubblica, in programma sabato 15 giugno, alle 11, nella sala consiliare del comune di Oristano. “A Oristano sono almeno 1500 le famiglie che abitano in appartamenti costruiti in zone di edilizia economica popolare (Peep) a titolo di diritto di superficie o soggette a vincoli stabiliti da convenzioni stipulate con il comune – ha spiegato l’assessore al Bilancio e Patrimonio, Giuseppina Uda -. Le convenzioni dettano le regole per la cessione dei terreni dove sono stati realizzati gli alloggi, per i quali vengono fissati limiti di godimento relativi alla vendita, al prezzo, ai canoni di locazione e all’utilizzo. Le case sono state costruite su terreni per i quali, a fronte di un prezzo convenzionale, il comune ha ceduto il diritto di superficie, ma non quello di proprietà. Oggi il comune di Oristano offre a tutte le famiglie interessate la possibilità di trasformare il diritto di superficie in diritto di piena proprietà, e la possibilità di rimuovere i vincoli di alienazione”. La riunione segue quella già tenuta in comune con agenti immobiliari, amministratori di condominio e le organizzazioni di categoria (Legacooperative e Confcooperative) per stabilire un percorso condiviso per rendere più agevole l’adesione a questa opportunità. All’incontro erano presenti anche i rappresentanti di Abbanoa. “La facoltà di aderire all’offerta è riservata a tutti coloro che hanno acquisito un appartamento, una casa a schiera o un’autorimessa su un terreno concesso in diritto di superficie o di proprietà (nel caso dei soli vincoli) dal comune – ha aggiunto l’assessore Uda -. È una straordinaria opportunità di acquisire la piena titolarità della propria casa di abitazione, ma anche un’occasione per attribuire alla stessa abitazione il giusto valore di mercato”. Per andare incontro alle esigenze dei cittadini, il comune ha previsto agevolazioni, con forti riduzioni dei corrispettivi e con forme di pagamento dilazionate in 5 anni, concesse a coloro che ne faranno richiesta entro il 30 giugno prossimo.
Apertura straordinaria, questa settimana, per il laboratorio di restauro della “Processione notturna de Su Jesus” di Carlo Contini. In occasione della fase finale del concorso enologico nazionale Binu, l’assessorato alla Cultura del comune di Oristano, in accordo con la società di restauro Arborense, ha consentito l’organizzazione delle visite guidate gratuite da venerdì 7 a domenica 9 giugno, dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 20. Salta, invece, per questa settimana, la visita fissata per il giovedì. L’opera di Carlo Contini, una delle più preziose del pittore oristanese, sarà visibile nell’ex Teatro San Martino, in via Ciutadella de Menorca, dove è sottoposta a un delicato intervento di recupero, curato dalla società oristanese “Restauro Arborense”.
La Provincia di Oristano, Settore Pianificazione territoriale, Politiche comunitarie e Programmazione, ha pubblicato sul sito istituzionale due nuovi documenti illustrativi del contesto paesaggistico, ambientale e naturalistico dell territorio provinciale, con particolare riferimento alle zone umide costiere. “L’atlante delle protezioni e tutele ambientali della provincia di Oristano” è un documento cartografico, organizzato in 21 tavole sinottiche, che presentano, alla scala provinciale, la distribuzione territoriale delle aree tutelate e la loro incidenza sui comuni interessati. I temi analizzati comprendono la geografia fisica della provincia, la composizione demografica comunale aggiornata ai dati del censimento Istat 2011, la rappresentazione dell’acclività dei versanti, elaborata dalla provincia a partire dal modello altimetrico regionale, e il complesso delle tutele e protezioni ambientali ai sensi della normativa comunitaria, nazionale, regionale e provinciale. “Il sistema delle protezioni e delle tutele della provincia di Oristano” descrive le differenti tipologie di tutela e ne descrive la composizione territoriale in termini di superficie complessiva interessata e di incidenza areale sul territorio amministrativo comunale. Nelle tabelle conclusive sono riassunte, inoltre, le tipologie di tutela incidenti su ciascun comune. Gli elaborati sono realizzati integrando i dati provenienti da diverse fonti istituzionali (Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, il Geo-portale della Regione Autonoma della Sardegna, gli organismi di gestione delle aree protette e la Provincia di Oristano). Esercitando le proprie specifiche competenze in materia di Pianificazione territoriale e di coordinamento dell’Area vasta, la Provincia sta proseguendo, quindi, nell’attività di pubblicazione e diffusione di studi, analisi e rappresentazioni cartografiche che da questa attività derivano, allo scopo di assicurare una oggettiva conoscenza del territorio provinciale. Già dal settembre scorso sono disponibili sul portale dell’ente gli strumenti cartografici in formato Pdf-Gisa scala comunale, e i file cartografici per Google Earth a scala provinciale
Fare luce sulla terapia elettroconvulsivante (Tec) e sfatarne tabù e pregiudizi. E' stato questo l'obiettivo del convegno, tenutosi presso l’opsedale Sana Martino di Oristano, e organizzato dal Dipartimento di Salute mentale della Asl n.5, in collaborazione con l'associazione CittadinanzAttiva-Tribunale per i Diritti del Malato. “Abbiamo voluto promuovere un convegno su quello che impropriamente è chiamato “elettroshock” – ha spiegato il direttore del Dipartimento di Salute mentale, Giampaolo Minnai – per accendere i riflettori su una terapia la cui validità e sicurezza è ormai stata dimostrata e che, in alcuni casi, è l'unica a poter salvare la vita di un paziente, ma che sconta la pena di essere orfana di sponsor. Alle sue spalle non ci sono, infatti, le case farmaceutiche internazionali, che hanno tutto l'interesse a cavalcare le resistenze legate a questo tipo di trattamento. Il nostro impegno di medici – ha detto Minnai – deve andare oltre i sentimenti di paura e deve essere basato sull'evidenza clinca e sull'efficacia, non sui pregiudizi”. Il Dipartimento di Salute Mentale oristanese è l'unico in Sardegna, ed uno dei pochissimi in Italia, ad effettuare la terapia elettroconvulsivante, praticata per la prima volta nel 1938 da due italiani, Ugo Cerletti e Lucio Bini. Oltre a Oristano, i centri che la garantiscono nel nostro Paese sono quelli di Brunico, Montichiari, Milano e Pisa. Al “San Martino”, nel 2012, sono stati trattati con questa terapia 17 pazienti, di cui 9 donne e 8 uomini, con un'età media di 50 anni, sette residenti nella nostra provincia e gli altri provenienti dal resto dell'Isola. Tutti i pazienti soffrivano di depressione e si erano sottoposti senza successo al trattamento farmacologico, provando in media 6 o 7 tipologie di farmaco. Nove di loro avevano tentato il suicidio, ed erano a rischio recidiva. “Emblematico che ben 6 dei 17 pazienti fossero laureati – ha sottolineato lo psichiatra, Piergiorgio Salis –, indice del fatto che ad un maggiore tasso di scolarizzazione, e quindi presumibilmente ad un maggiore grado di conoscenza, sia associata una maggiore adesione alla terapia. Chi ha la possibilità di informarsi in maniera obiettiva, laica ed approfondita sceglie la terapia elettroconvulsivante in misura maggiore rispetto a chi non ha gli strumenti per farlo. Tutte le linee guida internazionali contemplano la Tec per la cura della depressione – ha aggiunto Salis – e i più recenti studi statunitensi ed inglesi provano che questo tipo di terapia per il trattamento della depressione presenta una rapidità d'azione maggiore rispetto a quella farmacologica, ha meno effetti collaterali e dà migliori risultati clinici. E' persino preferibile, rispetto ai farmaci, per le donne in gravidanza ed i pazienti debilitati». Oggi tutto il mondo, in cima i paesi del Nord Europa, tra cui Danimarca, Norvegia e Svezia, praticano abitualmente la Tec, mentre in Italia, che non ha mai adottato linee guida in merito, questo tipo di trattamento resta di fatto un tabù. Gli effetti collaterali, come hanno spiegato gli esperti, esistono e sono prevalentemente associati ai disturbi della memoria, ma il corretto posizionamento degli elettrodi e le macchine sempre più sofisticate stanno riducendo l'entità di questo problema. Ma la vera frontiera legata a questa terapia è quella dei recenti studi sulle cellule nervose. Studi che hanno dimostrato che la Tec è in grado di stimolare la produzione delle connessioni fra neuroni, migliorando quindi l'attività cerebrale e si può dire che questa terapia, a lungo demonizzata, non solo non è colpevole o dannosa, ma migliora l'attività cerebrale e dà migliori effetti sul sistema nervoso centrale.
Di greg (del 31/05/2013 @ 13:03:08, in cronaca, linkato 895 volte)
A Oristano è entrato in funzione il sistema comunale di videosorveglianza. Ventuno telecamere ad alta definizione, collegate ad una centrale operativa, garantiranno il controllo su altrettanti punti nevralgici del centro storico cittadino. Il progetto di videosorveglianza, costato 180 mila euro, è stato predisposto dal Comando della Polizia locale, e realizzato da una società di Monza specializzata nel settore, la Project Automation, che si è aggiudicata l’appalto, dopo aver concorso con altre aziende della Sardegna e della penisola. “I punti di controllo sono stati previsti nei punti più sensibili del centro storico – ha detto il sindaco di Oristano, Guido Tendas -, con le telecamere posizionate per soddisfare le esigenze di controllo del traffico e dei beni pubblici e privati, ma anche per dissuadere i malintenzionati dal commettere quei reati di microcriminalità nelle aree a maggiore vocazione commerciale e tutela culturale e architettonica. Sarà una importante risposta al vandalismo che danneggia l’immagine di una bella città, che non merita di essere offesa da pochi incivili. La presenza delle telecamere limiterà il fenomeno del danneggiamento dei monumenti, degli edifici pubblici e privati, e delle aree verdi, assicurando una maggiore vivibilità del centro cittadino. Combattere il vandalismo significa incidere sul decoro urbano e sulla qualità della vita, liberando risorse che prima erano destinate al ripristino dei luoghi oltraggiati dai gesti di pochi sconsiderati. Era un costo sociale ed economico che non ci potevamo più permettere di sostenere”. La copertura della videosorveglianza è estesa in tutta la zona del centro storico, da via Cagliari a piazza Roma, passando per via Duomo, piazza Eleonora, piazza Corrias, corso Umberto I, fino alla chiesa di Santa Chiara, spesso oggetto di atti vandalici. I monitor dai quali è possibile controllare le immagini sono posizionati nella centrale operativa del Comando del Corpo della Polizia locale, opportunamente ammodernata e attrezzata, dove gli operatori possono procedere a manovrare le singole telecamere per riprendere particolari situazioni. Le immagini saranno trattate nel rispetto del regolamento sulla videosorveglianza adottato dal consiglio comunale nella scorsa legislatura e come prescritto dalle rigide norme sulla privacy.
Dopo la figuraccia rimediata con il “bando tiramolla”, il comune di Oristano ha fatto un altro tentativo (sperando che questa sia la volta buona) e ha pubblicato il bando della nuova gara d’appalto per i servizi di igiene urbana. La determina è stata adottata dal dirigente del Settore Sviluppo del territorio, Giuseppe Pinna, che ha fissato al 31 luglio 2013 la scadenza per la presentazione delle offerte da parte delle imprese interessate. Il nuovo bando tiene conto delle segnalazioni che hanno indotto il comune a revocare la gara (sic!). In particolare si è stabilito di attribuire maggior valore all’offerta tecnica rispetto a quella economica, per favorire la qualità del servizio che è uno degli obiettivi fondamentali che l’amministrazione comunale intende raggiungere con il nuovo appalto. È previsto un periodo transitorio di massimo sei mesi dalla data di avvio del servizio, in cui l’appaltatore dovrà dotarsi dei materiali, attrezzature e mezzi, e dovrà adeguarsi al complesso delle attività previste. Per il nuovo servizio il bando apre anche le porte all’utilizzo di mezzi ecologici a bassa emissione inquinante, privilegiando quelli elettrici. Tra le novità introdotte anche quelle riguardanti le percentuali di raccolta differenziata, con la previsione di obiettivi funzionali alla strategia “rifiuti zero” che la giunta Tendas ha fissato a livello generale, per raggiungere entro il 2020 gli obiettivi stabiliti dall’Unione europea e dal Patto dei sindaci.
Altre notizie:
Le primarie per scegliere, in Sardegna, il candidato del centrosinistra alla carica di presidente della Regione nelle elezioni previste nel mese di febbraio 2014, potrebbero svolgersi alla fine di settembre, prima quindi del congresso regionale. E' quanto ha dichiarato, a Tramatza, il segretario regionale del Pd, Silvio Lai, durante l'assemblea regionale del partito, a dir la verità non molto partecipata. Nel percorso tracciato per i prossimi mesi da Lai c’è spazio per una conferenza programmatica, a giugno, e il congresso regionale, che dovrebbe tenersi alla fine dell'anno. "E' il momento di superare la fase delle politiche – ha detto Lai -, toglierci il lutto dal braccio e andare avanti". Del tuttto in disaccordo con il percorso proposto dal segretario, Silvio Lai, nell'assemblea regionale del partito (primarie per la scelta del candidato alla presidenza della Regione a fine settembre e congresso a fine anno), si è detta invece Valentina Sanna, presidente regionale del Pd. "Non sono assolutamente d'accordo – ha detto Valentina Sanna -, credo sia necessario prima convocare il congresso e solo dopo, sulla base di quello che emerge, indire le primarie. Altrimenti, la scelta del candidato diventa senza significato".
“Se la Sardegna continuerà ad essere l'unica regione italiana senza il metano, le imprese sarde continueranno a sostenere costi energetici esorbitanti". Lo ha affermato il presidente di Confindustria Sardegna, Alberto Scanu, indicando alla Regione una strategia energetica in tre punti: collegare la Sardegna alla rete nazionale, completare quella di distribuzione regionale e sfruttare meglio i giacimenti disponibili nell'isola. “Come imprese crediamo che sia finito il tempo delle chiacchiere e delle parole al vento, ma servano fatti concreti dopo decenni di attese – ha detto Scanu , riferendosi al contestato "Progetto Eleonora" della Saras ad Arborea -. "Per questo vanno avviati i progetti di esplorazione mineraria per individuare le riserve di gas naturale di cui la nostra Regione sembra essere dotata e il cui potenziale, per il solo giacimento individuato nella piana di Oristano, sarebbe in grado d'assicurare per molti anni l'autosufficienza per il territorio ed anche per la nostra regione, qualora si procedesse con determinazione al completamento della rete regionale di interconnessione e distribuzione, per cui sono state già investite ingenti risorse pubbliche e private, e la cui realizzazione va rilanciata a fronte degli attuali rallentamenti. Nel contempo, va rivendicata in ambito nazionale la necessità e l'urgenza che la nostra isola venga interconnessa con la rete europea di trasporto del gas. Contestualmente, non si possono escludere anche altre soluzioni, quali per esempio quelle della costruzione di rigassificatori".
Operai comunali al lavoro per abbellire l’ingresso nord di Oristano. L’assessorato ai Lavori pubblici e al decoro urbano ha, infatti, disposto una serie di interventi, per completare il rifacimento della più importante porta d’ingresso della città. “Nelle scorse settimane abbiamo provveduto a sistemare l’impianto idrico delle aree verdi – ha detto l’assessore Efisio Sanna -. È un’opera essenziale per garantire il decoro delle aree verdi, che proprio in questi giorni stiamo sistemando, mettendo a dimora nuove essenze. Gli operai stanno posando oltre 130 rose paesaggistiche, 6 piante di ginko biloba, una dozzina di palme nane e attrezzando oltre 1400 metri quadrati di prato verde. Abbiamo previsto anche piante di pioppo bianco, una specie tipica della città, che consentirà di ricreare il viale alberato che ha caratterizzato l’ingresso di Oristano per tanti anni, come documenta anche il romanzo di Enrico Costa, pubblicato alla fine del 1800. L’intervento che stiamo eseguendo in questi giorni – ha aggiunto Sanna - si inserisce in un quadro più ampio, che interessa anche il prolungamento e il parco di viale Repubblica e quello di via Solferino, nonché numerosi angoli della città che necessitano interventi di riqualificazione. Nei due parchi verranno recintate delle aree per il benessere dei cani, così come consentito dalle normative viventi, seguendo l’esempio di tante altre città italiane. Altre aree di benessere canino sono programmate nelle zone di Torangius e San Nicola. Le aree di benessere dei cani sono opportunamente recintate e segnalate dove è consentito l’accesso dei cani regolarmente anagrafati e accompagnati dai proprietari. Nel parco di viale Repubblica, oltre al completo ripristino funzionale delle torri-faro, saranno programmati appositi interventi per la sistemazione dei giochi per i bambini (inutilizzabili da alcuni anni), l’ossigenazione delle acque del laghetto e la sistemazione degli arredi”.
Centinaia di lavoratori edili hanno partecipato, stamattina, a Oristano, alla manifestazione regionale di protesta, indetta dai sindacati di settore di Cgil, Cisl e Uil. I manifestanti hanno tenuto un sit-in in piazza Eleonora e, subito dopo, sono stati ricevuti nell'aula consiliare del comune dal sindaco di Oristano, Guido Tendas, e dal presidente della Provincia,Massimiliano De Seneen. Ai due amministratori la delegazione ha consegnato un documento con diverse rivendicazioni. Le due principali riguardano il Patto di stabilità e gli ammortizzatori sociali, questioni su cui è stato chiesto a Comune e Provincia di esercitare un'azione politica nei confronti della Regione, affinchè da un lato si ottenga un allentamento dei vincoli di spesa, e dunque la possibilità di far ripartire il settore degli appalti pubblici; dall'altro perchè si riesca a tutelare gli addetti che vengono messi in cassa integrazione o in mobilità, assicurando sufficienti risorse economiche agli ammortizzatori sociali. Nell'incontro è stato ricordato che la grave crisi del comparto dal 2008 a oggi ha mandato in fumo oltre 30 mila posti di lavoro nel comparto in Sardegna. Nelle prossime settimane sono previste altre manifestazioni in diversi centri isolani. La mobilitazione regionale si inserisce nel programma di preparazione alla manifestazione nazionale unitaria per il lavoro, indetta a Roma da Cgil Cisl e Uil per il prossimo 22 giugno.
La criticità del sistema ferroviario della Sardegna e la mancata nomina dell'assessore regionale ai Trasporti, delega di cui il presidente Ugo Cappellacci mantiene l'interim dopo l'ultimo rimpasto, sono al centro di un'interpellanza presentata dal capogruppo di "Sardegna è già domani" in Consiglio regionale, Mario Diana. In particolare, il firmatario chiede alla Giunta d'intervenire per impedire la ventilata chiusura delle sale d'attesa e dei servizi igienici in una serie di stazioni ferroviarie sarde, quattro delle quali nell'Oristanese, e di cui si era occupato, recentemente, il capogruppo del Pd nel consiglio provinciale di Oristano, Mario Tendas.
Un disoccupato di Oristano, con diversi precedenti penali, Maurizio Atzei di 39 anni, è stato arrestato dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Oristano, con l'accusa di rapina. L'uomo, conosciuto per vari furti nelle chiese della città, è stato riconosciuto da un poliziotto, due notti fa, a Zeddiani, mentre cercava di portare via, con un complice, alcune slot machine dal Bar Caprice. L'agente, che abita nei pressi, è stato svegliato dall'impianto d'allarme del bar; sceso in strada, ha cercato di fermare i due uomini col volto coperto, che fuggivano con le macchinette elettroniche. L'agente ha, quindi, avuto una colluttazione con uno dei due, riuscendo a togliergli il cappuccio dal volto, ma senza poterlo fermare. Il poliziotto ha riconosciuto l’Atzei, che in passato era già stato arrestato per furti nella chiesa di Massama e nella cattedrale di Oristano. Subito sono scattate le ricerche. Il disoccupato è poi stato rintracciato a casa dei genitori, a San Quirico. Nel frattempo si era rasato a zero i capelli, e aveva dato ad intendere che la sua auto avesse subito un incidente. Gli agenti hanno arrestato l’Atzei, che è ora a disposizione dell'autorità giudiziaria. Gli uomini della Mobile stanno ora cercando il complice di Maurizio Atzei, e stanno verificando se quewst’ultimo, sia coinvolto in altri furti messi a segno nei bar della zona. Come ha spiegato il capo della squadra Mobile di Oristano, Pino Scrivo, sono più d'una ventina i furti agli esercizi pubblici, realizzati per sottrarre le macchinette dei giochi elettronici e, soprattutto, i soldi che contengono. Il questore di Oristano, Piernicola Silvis, ha espresso soddisfazione per l'operazione ed ha spiegato come i piani anticrime messi a punto negli ultimi tempi stiano dando importanti risultati., soprattutto ora che le auto della polizia stanno coprendo di nuovo i diversi territori della provincia.
Con la premiazione delle classi vincitrici, si è conclusa, al Teatro Garau di Oristano, la prima edizione del concorso sulla violenza contro le donne, “In genere la parità è meglio”, organizzato dalla Asl n.5 di Oristano, in collaborazione con l'Ufficio scolastico territoriale, e dedicato alla memoria di Roberta Zedda, giovane medico uccisa nel 2003, a Solarussa, durante il turno di guardia medica. All'iniziativa, voluta dall'Asl oristanese, capofila della rete interistituzionale contro la violenza sulle donne, hanno aderito numerose scuole della provincia, con 600 gli studenti partecipanti e 23 elaborati prodotti, dai collage alle sculture, dalle canzoni ai video, fotografie, racconti e danza. Lavori che, come ha dichiarato il direttore generale della Asl, Mariano Meloni, lasciano ben sperare: “Oggi, attraverso questi contributi, emozionanti e toccanti – ha detto il manager –, i giovani hanno dato a noi adulti una grande lezione, ma anche la speranza di un futuro migliore. La parità di genere è finalmente un traguardo più vicino”. “I vostri lavori servono non solo a rimarcare l'importanza del rispetto reciproco fra l'uomo e la donna, ma anche a tenere viva la memoria di Roberta”. Queste le parole di Antonello Zedda, fratello di Roberta, che ha voluto ringraziare gli studenti e la Asl. Insieme a lui, anche la madre di Roberta Zedda, che ha salutato gli allievi ed ha ritirato, commossa, la targa dedicata alla figlia. In memoria della giovane è stato poi proiettato il video della canzone “Per Roberta”, scritta da Enrico Frau, amico della Zedda, e cantata da Maria Giovanna Cherchi. “Siamo qui per non dimenticare Roberta – ha detto il direttore amministrativo della Asl di Oristano, Maria Giovanna Porcu, coordinatrice della rete interistituzionale contro la violenza sulle donne e i minori –, perché episodi come quello che l'ha vista tristemente protagonista non si devono ripetere. Siamo qui per dire tutti insieme no alla violenza contro le donne, no alla violenza contro i bambini. Il premio per le scuole – ha proseguito la Porcu – si colloca in un'azione di rete contro la violenza, che la nostra Asl sta portando avanti insieme ad altri. Un girotondo in cui medici, forze dell'ordine, centro antiviolenza, scuole si tengono per mano”. “Un impegno che - come ha sottolineato il direttore sanitario, Orlando Scintu -, deve servire a invertire un trend drammatico, che è l'escalation delle donne uccise, un fenomeno dai contorni preoccupanti”. Alla premiazione sono intervenuti, fra gli altri, l'assessore comunale ai Servizi sociali, Maria Obinu; il sindaco Guuido Tendas; il presidente dell'Ordine dei medici, Antonio Sulis; la coordinatrice del Centro antiviolenza “Donna Eleonora”, Giovanna Ibba; rappresentanti della Prefettura e delle forze dell'ordine, dell'Ordine degli avvocati e dell'Osservatorio per la famiglia. Per quanto riguarda le premiazioni, per le scuole primarie si è aggiudicato il gradino più alto del podio l'istituto del Sacro Costato di Oristano, con il collage “Angeli su di noi”. Il secondo posto è andato al video realizzato dagli allievi della scuola di via Bellini, “La donna è come una margherita”, mentre la medaglia di bronzo è stata conquistata dall'istituto comprensivo di Villaurbana-Simaxis con il lavoro “Abbattiamo il muro delle differenze”. Interessanti, anche gli elaborati delle scuole secondarie di primo grado: “Che forza le donne, senza se e senza ma”, un video prodotto dagli alunni delle medie n.4 di via Bellini, è stato il vincitore della sezione. Medaglia d'argento al racconto-favola “Una parità decisa”, sempre elaborato dagli allievi della scuola di via Bellini. Terzo posto per il video “C'è sempre una speranza in un mare di violenza”, realizzato dagli studenti dell'istituto comprensivo di Bonarcado-Santu Lussurgiu. Per le secondarie di secondo grado, si è aggiudicato il primo posto il video “Mi abbracci, mi fido e poi mi uccidi”, prodotto dal liceo psico-socio-pedagogico di Oristano “Benedetto Croce”; secondo posto per il balletto “ConDIvisioni” dell'istituto d'arte “Carlo Contini”; terzo posto per il video racconto “Amore e possesso”, sempre ideato e realizzato dagli studenti del ”Croce” di Oristano. Oltre ai vincitori, che hanno ricevuto dei buoni da spendere per l'acquisto di materiale didattico, tutti gli studenti partecipanti hanno ricevuto una medaglia: “Vogliamo che la teniate come un simbolo – ha detto Maria Giovanna Porcu – perché continuiate a lottare contro la violenza”.
L’aula consiliare della Provincia di Oristano ha ospitato, anche quest'anno, le premiazioni dei ragazzi che si sono particolarmente distinti nella fase provinciale delle “Olimpiadi di matematica”. La cerimonia di premiazione si è svolta alla presenza del responsabile provinciale delle Olimpiadi di Matematica, Marco Castriota, e del presidente della Provincia di Oristano, Massimiliano de Seneen. Le gare, alle quali hanno partecipato sei istituti superiori della provincia, si sono svolte in due fasi: la prima, denominata “I giochi di Archimede”, ha avuto luogo nei singoli istituti nel mese di novembre ed ha coinvolto quasi 1000 studenti; la seconda ha avuto luogo in febbraio e ha visto impegnati gli alunni migliori provenienti dai sei istituti (circa 30 alunni). Queste fasi preliminari hanno consentito di selezionare un alunno, che ha partecipato alla fase nazionale, svoltasi recentemente a Cesenatico.
Di greg (del 29/05/2013 @ 08:01:13, in cronaca, linkato 1199 volte)
Sono oltre 1700 le autocertificazioni per l'esenzione-ticket che dai controlli incrociati della Guardia di Finanza e della Asl sono risultate errate o non veritiere. Le verifiche sono state avviate dalle Fiamme Gialle nel febbraio scorso, in seguito alla firma del protocollo d'intesa, stipulato nel gennaio 2013 con la Asl. In circa due mesi sono state passate al setaccio 19.152 autocertificazioni d'esenzione-ticket per reddito, tutte quelle valide dal marzo 2011 allo stesso mese del 2012. Per l’esattezza sono 1.732 (circa il 10% del totale), le dichiarazioni risultate non veritiere, con gli assistiti che avrebbero certificato, sotto la propria responsabilità, di possedere requisiti di reddito (disoccupazione, assegno sociale, pensione minima o un reddito per nucleo familiare inferiore a 36.151,98 euro nel caso di persone al di sotto dei 6 anni o sopra i 65) che, al contrario, non avevano. Terminati gli accertamenti si passerà ora al recupero dei crediti. Per 126 esenzioni irregolari, la Guardia di Finanza sta provvedendo a notificare i verbali, ed entro 60 giorni dal ricevimento della comunicazione gli assistiti dovranno mettersi in regola versando l'importo della prestazione irregolarmente non pagata, maggiorato della sanzione. Oltre i 60 giorni, la penale sarà triplicata. Gli altri 1606 cittadini esentati irregolarmente riceveranno, invece, una comunicazione da parte della Asl di Oristano, che li inviterà a dimostrare di possedere comunque i requisiti che danno diritto all'esenzione, presentando all'Azienda la documentazione che lo provi, o a versare, entro 40 giorni, la somma indicata nella comunicazione e poi a inviare alla Asl copia dell'avvenuto pagamento. Nel caso in cui il cittadino non dimostri il diritto all'esenzione, nè paghi l'importo dovuto entro i tempi stabiliti, non solo la sua pratica passerà nelle mani della Guardia di Finanza, ma finchè non salderà il proprio debito non potrà beneficiare di altre prestazioni sanitarie di specialistica ambulatoriale erogate dal servizio sanitario nazionale. Pene più aspre (anche se, finora, nessun caso si è verificato in provincia di Oristano) se l'assistito evade il ticket per una somma pari o superiore a 3.999,96 euro. In questo caso la Guardia di Finanza procederà d'ufficio alla denuncia in Procura per falsa autocertificazione. L'intera operazione dovrebbe far ripianare l'ammanco alle casse della Asl di Oristano per circa 500 mila euro; tanto vale, infatti, il mancato pagamento dei ticket per le oltre 13 mila prestazioni sanitarie di cui, tra il 2011 e il 2012, hanno usufruito gli oltre 1.700 assistiti esentati irregolarmente dal pagamento. Per la prima volta, come prevede la nuova normativa, non si è proceduto a un controllo a campione, ma sono state vagliate tutte le autocertificazioni valide dal marzo 2011 al marzo 2012, e si procederà in questo modo anche per gli anni successivi. Chiaramente soddisfatto dei risultati dell’operazione, il direttore generale dell'Asl di Oristano, Mariano Meloni, secondo il quale "…Grazie alla proficua collaborazione della Guardia di Finanza, che ha svolto un lavoro straordinario in tempi brevissimi, riusciremo a rientrare in possesso di risorse che potremo impiegare per migliorare la qualità dei nostri servizi, risorse finora ingiustamente sottratte a danno non solo dell'Azienda, ma dei tanti cittadini onesti che hanno sempre rispettato la legge”.
Fabrizio Serpi, 42 anni, originario di Oristano, ha confessato al Pm di Milano, Alessandro Gobbis (che ne ha convalidato il fermo), dopo un interrogatorio durato tutta la notte, di aver ucciso il trans peruviano, Carlos Guerra Susaya, ritrovato con il cranio fracassato nel suo appartamento di viale Tibaldi, a Milano, il 31 dicembre scorso. L'omicidio, secondo quanto riferito dagli inquirenti, è maturato in un contesto di profondo disagio. Serpi si era trasferito a Milano nel 1989, e viveva tra dormitori, pensioni della Caritas e una baracca in via dell'Assunta, che condivideva con un altro italiano, rimediando sporadicamente qualche lavoretto di poco conto. Nel corso dei suoi vagabondaggi aveva conosciuto Carlos Guerra Susaya, che faceva il badante in una cooperativa dell'hinterland, e che di notte si trasformava in "Ada", travestendosi e prostituendosi dalle parti di via Ortles. Fabrizio Serpi era diventato cliente abituale di Susaya, ma nella notte tra il 30 e il 31 dicembre, uno dei soliti incontri tra i due è sfociato in un litigio, a causa del rifiuto di "Ada" di prestarsi alle pratiche sessuali richieste da Serpi. L'uomo ha perso il controllo, ha picchiato e colpito “Ada” per quattro volte alla nuca e alla fronte con un martello (che non è mai stato ritrovato) e poi è fuggito portando con sè i 20 euro della prestazione e il cellulare della vittima. E proprio il cellulare è stato l'elemento che ha permesso agli agenti della Questura di Milano di risalire all'identità del Serpi. L'oristanese aveva, infatti, tenuto il telefonino fino allo scorso mese di marzo, prima di liberarsene, scambiandolo con un suo conoscente. L'uomo, identificato dalla polizia, ha ammesso di aver ricevuto il telefono dal Serpi, che in un primo momento ha tentato di negare per poi ammettere l'omicidio di Carlos Guerra Susaya.
Altre notizie:
Una interrogazione, sulla ventilata alienazione in sede di compravendita del ramo aziendale zootecnico della SBS, la Società Bonifiche Sarde, è stata presentata dal consigliere regionale del Pd, Gian Valerio Sanna. “Premesso che, il 23 dicembre 1918, la Banca Commerciale Italiana – ha scritto Gian Valerio Sanna - dava vita alla Società anonima Bonifiche Sarde; che la SBS è una società per azioni di proprietà pubblica regionale al 99,9 per cento: 99,99% Laore Sardegna e 0,01% Cooperativa AAA di Arborea; che la SBS è in liquidazione dall’ottobre 2012, e che il 16 gennaio scorso è andata deserta l’asta indetta per la vendita dei 656 ettari di sua proprietà, di cui si compone l’azienda agro-zootecnica; che fin dal 1965 la SBS gestisce, gratuitamente, 410 ettari di proprietà dell’agenzia regionale Laore, sulla base di una nota (prot. n. 4266/30) del gennaio 1965, a firma dell’allora presidente dell’Etfas, a cui si sarebbero dovuti riconsegnare “…non appena gli stessi vengano delimitati, ovvero al momento della completa esecuzione di tutte le opere di trasformazione, di riordino delle rete irrigua e di colo, attualmente in corso di esecuzione, da parte di codesta Spett. Società”. Rilevato che l’amministrazione della società procederà, verosimilmente in tempi brevi, ad un nuovo bando di gara per la selezione e l’individuazione del soggetto imprenditoriale a cui cedere, a titolo di compravendita, il ramo aziendale zootecnico della Bonifiche Sarde; che l’assessorato dell’Agricoltura e Riforma Agro-Pastorale ha manifestato l’intendimento di incrementare la superficie aziendale, posta a base della gara, attraverso la concessione in comodato d’uso gratuito anche della componente aziendale di proprietà di Laore Sardegna al soggetto che risulterà aggiudicatario della vendita del ramo aziendale di cui trattasi. Constatato che gli immobili (circa 410 ettari) che si prevede di dare in concessione al soggetto aggiudicatario del bando di gara per la cessione del ramo di azienda di proprietà sono tutt’ora di proprietà dell’agenzia Laore. Evidenziato che la detenzione di tali immobili da parte della Società Bonifiche Sarde negli ultimi 48 anni è avvenuta senza nessun contratto di comodato d’uso; chiede di interrogare il presidente della Regione, l'assessore regionale degli Enti locali, Finanze ed Urbanistica, e l’assessore dell’Agricoltura e Riforma Agro–Pastorale, se non ritengano necessario chiarire quale sia il reale patrimonio della società SBS, nonché le motivazioni e gli estremi giuridici che si intenderebbero adottare nell’eventuale trasferimento della componente aziendale di proprietà di Laore Sardegna alla SBS spa, in sede di liquidazione, e la natura della concessione degli immobili, considerato che al momento manca di titolo giuridicamente valido”.
Si profilano nuovi tagli nelle stazioni ferroviarie dell'Oristanese. Entro l'anno rischiano di sparire le sale d'attesa e i servizi igienici per i passeggeri a Paulilatino, Solarussa, Marrubiu e Uras. Con una mozione, sette consiglieri provinciali, sia della maggioranza che dell’opposizione (Mario Tendas, Serafino Oppo, Gian Gavino Buttu, Serafino Angelo Mele, Sebastian Madau, Gabriele Basciu, Egidio Loi), hanno sollecitato un intervento dell’esecutivo della Provincia di Oristano sulla Regione, affinchè apra un confronto con le Ferrovie. "Mentre l'amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti - ha detto il capogruppo del Pd in consiglio provinciale, Mario Tendas - festeggia perchè l'azienda controllata dallo Stato, nel 2012, ha messo a segno un utile pari a 380 milioni di euro (ed è il quinto anno consecutivo che il bilancio risulta in attivo), una parte consistente delle 42 stazioni ferroviarie della Sardegna continua a subire una politica di veri e propri tagli. Tagli che si aggiungono non solo alla soppressione del servizio merci, ma a un progressivo smantellamento delle cosiddette stazioni ferroviarie “Bronze”, ovvero impianti piccoli che svolgono servizi a valenza regionale".
Con appena tredici voti, e con quasi tutta l'opposizione che ha abbandonato l’aula, il comune di Oristano si è detto contrario al Progetto Eleonora della Saras, mentre il sindaco, Guido Tendas si è astenuto. La posizione di Tendas la si conosce da tempo. Secondo il sindaco occorre, prima della decisione, attendere i risultati della valutazione d’impatto ambientale. Tendas, oltre a ribadire come la pensa, ha poi fatto riferimento a quanto accaduto, a suo tempo, a Solarussa, quando ci si ribellò all’impianto di trattamento dei rifiuti, che fu poi realizzato ad Arborea. Tra gli oppositori all’impianto, ha ricordato Tendas, c’erano gli indipendentisti di Progres, che si opposero all’ubicazione dell’impianto a Solarussa, ma non mossero un dito quando l’impianto venne costruito ad Arborea. Il tutto, senza pensare a quello che costò la bonifica di Arborea in termini d’impatto ambientale. Le giustissime osservazioni di Tendas non hanno però sortito l’effetto sperato e la mozione del no al Progetto Eleonora è passata , come detto, a maggioranza, con appena tredici voti.
Intanto, si è chiusa con il "no" al Progetto Eleonora, la conferenza pubblica, tenutasi all'Ala Birdi di Arborea, e convocata dal servizio Savi della Regione, nell'ambito della procedura di valutazione d’impatto ambientale del Progetto, proposto dalla Saras per estrarre gas metano in una area poco distante dalla stagno di S'Ena Arrubia. Ben sette ore di confronto, intervallati da fischi e urla, alla presenza di politici vari e tanta gente comune. In apertura i responsabili della Saras hanno provato ad argomentare e a spiegare la bontà del Progetto, per vincere le resistenze dei residenti di Arborea, che già debbono fare i conti con uno dei territori iù inquinati dell’isola. I rappresentanti della Saras hanno parlato dei vantaggi provenienti dalla disponibilità del metano; hanno rassicurato sui rischi ambientali e su quelli per la salute; e, infine, hanno ipotizzato un consistente ritorno economico. Argomentazioni che, però, non hanno affatto convinto la platea. Ad Arborea. È stato detto, si teme teme il sistema economico locale, basato su un distretto agroalimentare d'eccellenza, e un presidio turistico (?) tra i maggiori del centro Sardegna possa essere compromesso da questa iniziativa industriale e, soprattutto che sia a rischio la salute dei cittadini. Molte di queste argomentazioni verranno proposte nelle osservazioni al Progetto Eleonora, entro la scadenza del 14 giugno. Poi la valutazione spetterà al servizio Savi della Regione.
Tutto è pronto, a Oristano, per dare il via al sistema comunale di videosorveglianza. Ventuno telecamere ad alta definizione, collegate ad una centrale operativa, garantiranno il controllo su altrettanti punti nevralgici del centro storico cittadino. Venerdì 31 maggio, alle 10.30, nella sala operativa della Polizia locale, in via Carmine 18, il nuovo servizio sarà presentato ai giornalisti dal comandante, Rinaldo Dettori, e dal sindaco, Guido Tendas.
Il sindaco di Oristano, Guido Tendas, ha donato il sangue nel centro trasfusionale dell’Ospedale San Martino. Insieme a lui lo ha donato anche il direttore generale dell’Asl n. 5, Mariano Meloni. Il servizio trasfusionale dell’Ospedale San Martino raccoglie ogni anno 6.700 sacche di sangue che riescono a soddisfare solo parzialmente le esigenze della provincia. Per raggiungere le 7100 sacche necessarie occorre rivolgersi alle ASL di altre province e, se necessario, di altre regioni (soprattutto Piemonte, Emilia Romagna e Lombardia). La carenza di sangue ogni anno costringe la Sardegna a importare circa 40 mila sacche, determinando un costo di oltre 6 milioni di euro, a carico del sistema sanitario. Con questo gesto sindaco e direttore generale hanno voluto lanciare un appello pubblico alla donazione, anticipando nei contenuti una lettera che, nei prossimi giorni, Tendas invierà ai dipendenti del comune di Oristano: “La Sardegna più di altre regioni d’Italia soffre per la carenza di sangue. Il problema è tanto più sentito perché la nostra regione è la più colpita dalla talassemia. Sarebbe sufficiente un piccolo gesto da parte di ognuno di noi ed effettuare la donazione del sangue, per alleviare la sofferenza di tante persone colpite da questa malattia. Non meno importante è la donazione del midollo osseo che può salvare la vita di chi è colpito da forme tumorali. Con la delicatezza che un gesto tanto personale impone – ha detto Tendas -, ho voluto richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e appellarmi alla generosità degli oristanesi, invitandoli a donare il sangue”. All'invito del primo cittadino di Oristano si è unito quello del manager dell'Azienda sanitaria oristanese: “Il potenziamento dell'attività sanitaria al San Martino – ha spiegato Meloni -, in particolare di quella oncologica ed ematologica, ci permette oggi di curare a Oristano molti pazienti affetti da malattie che prima erano costretti a rivolgersi altrove. In parallelo, però, è cresciuto il fabbisogno di sangue; un fabbisogno che si fa più urgente nel periodo estivo, quando si registra un calo delle donazioni. Per questo è importante che tutti i cittadini e le cittadine diano il loro contributo. Speriamo che il gesto del sindaco Tendas, che ringraziamo, ed il mio, possano servire almeno in parte ad accendere i riflettori su quella che per la Sardegna è e resta un'emergenza, che comporta peraltro costi sanitari importanti per il bilancio regionale”
E' stato rinviato al prossimo 17 luglio, il processo con rito abbreviato in cui è imputato Adriano Salis, consigliere regionale ed ex capogruppo dell'Italia dei Valori, accusato di peculato nell'ambito dell'inchiesta sui fondi ai gruppi del consiglio regionale della Sardegna nella passa legislatura. Stamattina, davanti al Gup del Tribunale di Cagliari, Cristina Ornano, l'imputato ha prodotto altre pezze giustificative di alcune spese e reso dichiarazioni spontanee per spiegare la documentazione presentata al giudice. Nella prossima udienza è prevista la conclusione delle parti, con le richieste del Pm, Marco Cocco, e la discussione dell’avvocato Marco Piras, difensore di Salis. Assieme a quest'ultimo, il procedimento coinvolge altri 18 consiglieri, in carica dal 2004 al 2009, tutti rinviati a giudizio, e il cui processo si aprirà il prossimo 10 luglio. A questi va aggiunta la posizione dell'ex senatore Silvestro Ladu (Pdl) già a dibattimento, che dovrà tornare davanti ai giudici venerdì prossimo, 31 maggio. Grande attenzione è però riservata anche al secondo filone dell'indagine condotta sui fondi al consiglio regionale. Lo scorso novembre, infatti, l'inchiesta si è allargata a tutti i gruppi del parlamento dei sardi, non solo della precedente legislatura ma anche di quella in corso.
"Abbiamo voluto la ratifica della convenzione di Istanbul e soprattutto abbiamo voluto la sua attuazione, affinchè nessuna donna o bambina morisse mai più per mano di un uomo che dice di amarla”. Inizia cosi, una riflessione della parlamentare oristanese del Pd, Caterina Pes, sulla convenzione di Istanbul contro il femminicidio. “La violenza sulle donne – ha detto Caterina Pes - è una violazione dei diritti umani fondamentali e una forma di discriminazione da contrastare. Le parole sono importanti e definire femminicidio il reato che ha colpito per ultima una donna, che era poco più che una bambina, Fabiana Luzzi, vuol dire ammettere che esiste. Che esistono le 124 donne uccise nel 2012, che sono ancora lì , silenti testimoni di un fenomeno che non può più essere ignorato, e a cui un Parlamento degno di questo nome deve essere in grado di dire basta. Cominciamo dal femminicidio, una piaga sociale che ci lascia senza figlie, senza madri né sorelle, diciamo che esiste attraverso la Convenzione di Istanbul, che è il trattato internazionale più avanzato per il contrasto alla violenza contro le donne. Ma poi andiamo avanti, andiamo oltre. Non lasciamo al libro delle buone intenzioni una pratica feroce, che va inferocendosi. Rendiamo viva e vera la carta di Istanbul. Facciamo sì che in questo Paese – ha proseguito la Pes - una donna possa denunciare chi le usa violenza, e di lì in poi entri in un sistema di protezione, non che quell'atto sia la sua condanna a morte. Iniziamo dalle scuole, insegniamo ai più piccoli il reciproco rispetto e la conoscenza delle identità di genere. Facciamo in modo che l'empowerment femminile attraversi ogni strato della nostra società: dai media alla politica, dal mondo del lavoro alla dimensione domestica. Facciamo in modo che non suoni più strano sentir dire la parola ministra o avvocata piuttosto che segretaria o casalinga. Per tutto questo – ha concluso Caterina Pes -, e per molto altro, credo sia giusto invocare gli Stati Generali sulla violenza contro le donne: un momento di riflessione e proposta perché il nostro Paese, donne e uomini, possa dare concreta attuazione alla Convenzione di Istanbul, attraverso analisi e confronti, con la sintesi che porterà, sono sicura, a trovare il modo per far sì che la strage delle donne resti l' orrore di un passato oscuro da tenere a memoria. Proprio come una guerra."
La Cisl ha espresso tutta la sua contrarietà allo schema di decreto che proroga il blocco dei contratti per i lavoratori pubblici al 2014. E’ stato questo il giudizio presentato oggi dalla Cisl, nel corso dell’audizione al Parlamento, in merito ad uno schema di provvedimento che potrebbe spalancare le porte di un vastissimo ricorso al contenzioso, anche per l’allargamento della platea dei destinatari a 4 milioni e 300 mila lavoratori. Per la Cisl, il congelamento delle retribuzioni, che dura già dal 2010, è infatti “…una misura non solo ingiusta sul piano sociale, ma anche controproducente su quello del riassetto delle amministrazioni pubbliche, con effetti depressivi sui consumi. Il settore pubblico - si legge nella nota consegnata alle Commissioni I e XI della Camera -è l’unico del mondo del lavoro che non ha rinnovato i contratti dopo il 2009, soffrendo una perdita di potere d’acquisto dell’8% e, dal 2010, non viene erogato nemmeno l’adeguamento dell’indennità di vacanza contrattuale. Mentre il costo del lavoro e il numero dei dipendenti pubblici è in calo (-7,5% negli ultimi 5 anni) – argomenta il sindacato – la spesa pubblica per beni e servizi continua a crescere: E’ sbagliato e iniquo fare risanamento sul costo del lavoro senza incidere su sprechi e inefficienze. Servono piuttosto riforme istituzionali, riorganizzazioni, costi standard. E poi far ripartire la contrattazione anche sugli aspetti normativi, per governare il cambiamento". Per questo motivo la Cisl ha chiesto con forza di rendere vincolanti i piani triennali di razionalizzazione (art. 16 dl 98/2011) per tutte le amministrazioni pubbliche, con l’obiettivo di creare risparmi e liberare risorse per la contrattazione. Così come, per la scuola, secondo la Cisl, è necessario rimuovere le penalizzazioni introdotte per via legislativa sui contratti negli ultimi anni e ripristinare gli scatti di anzianità. “Gli effetti della spending review vanno gestiti insieme al sindacato. Il rischio di trasformare i tagli al personale in esuberi, tanto più in regime di blocco del turn-over, è inaccettabile sia per i lavoratori che per l’efficienza dei servizi ai cittadini. Occorre porre fine al depauperamento delle professionalità e delle competenze nel settore pubblico, puntando sulla contrattazione e sulla valorizzazione dei lavoratori pubblici".
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19/06/2013 @ 11.57.50
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