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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Di pig (del 20/05/2013 @ 18:00:35, in politica, linkato 515 volte)
“Il superamento della fatidica soglia del trenta per cento rappresenta sempre più la “maledizione” del PD rispetto alla sua ambizione di governare il Paese e non solo. La “maledizione” può risultare senz’altro l’effetto di una cattiva analisi politica o, più spesso, la conseguenza di comportamenti sbagliati dei gruppi dirigenti, a tutti i livelli. E’ necessario, prima di tutto, sgombrare il campo da un possibile equivoco: in politica ci si sta se si aspira all’orizzonte di governare e realizzare compiutamente un proprio progetto per la comunità, e non facendo finta che ci sia sempre da qualche parte una “conventio ad escludendum”, che renderebbe per qualcuno la partecipazione ad una coalizione una semplice testimonianza. Da sempre, infatti, non si governa alleandosi con le testimonianze! Detto questo, è necessario indagare per comprendere perché, guardando sempre e solo a sinistra, il consenso alle coalizioni riformiste non cresce più, e, se pure in certi momenti statistici sembra che esso voli largamente oltre il trenta per cento, poi si arena al dato fisiologico che rappresenta oramai la soglia che ci separa dal poter attuare pienamente un nostro programma di governo. A questo dato concorrono sicuramente molti fattori. Fra questi, il primo è quello di considerare le primarie come un sistema che determina soluzioni, evitando alla politica di svolgere dei ragionamenti ed affrontare le necessarie analisi di contesto e indagare acutamente sui valori che i leader devono avere, non solo per vincere ma anche e soprattutto per durare. Le primarie vanno bene, nessuno le vuole contestare, ma non possono rappresentare un bypass al confronto politico, né un modo di evocare in un leader assai di più il suo apparire piuttosto che le sue virtù. Alla lunga si è visto, tuttavia, che un forte apparire non fa il paio con le capacità operative, con il saper fare squadra, con il saper conciliare il ruolo apicale con la indispensabile coesione politica, che è necessaria negli organi collegiali per vincere e governare, al punto che osserviamo ancora oggi pretese di candidatura a premierato persino contro il comune sentire del proprio partito, tanto poi ci saranno le primarie e, se capita che ci si divide, si potrà sempre avere la meglio. Altro aspetto è il programma. Il cuore di ogni programma riformista e di progresso non può che essere rappresentato dall’equità e dal perseguimento, a tutti i livelli, del massimo della giustizia sociale. Giustizia sociale vuol dire prima di tutto essere giusti, equilibrati, meritocratici e lungimiranti, e tutto questo prima ancora di annunciarlo bisognerebbe praticarlo al proprio interno e poi testimoniarlo in ogni sede e in ogni circostanza. Basterebbe ricordare qui le “regole” delle primarie del PD per le ultime elezioni politiche e si capirebbe l’ipocrisia e quanta poca credibilità ci hanno consegnato queste decisioni, rispetto all’ambizione di essere all’altezza della situazione per governare la cosa di tutti. Infine, bisognerà parlare anche di scelte di campo. Al di là dei soliti sognatori e velleitari che pullulano nel centro sinistra per una rappresentazione “purista” della nostra cultura politica, credo sia un errore non considerare, attentamente, la cultura ed il pensiero prevalente della società che oggi siamo chiamati ad interpretare. Una società sofferente ed in grande difficoltà in generale non ha tempo da dedicare all’ascolto di estremismi o di ideologie di antica memoria. Essa mira a risultati concreti, immediati, non sempre esorbitanti ma necessari. Parlare con questa società significa “colorare” un po’ meno i progetti politici e far crescere maggiormente la possibilità di concretizzarli, di renderli credibili con alleanze e uomini capaci e sperimentati. In politica bisogna odiarsi di meno fra schieramenti e competere di più sulle idee e su i valori che ispirano e spiegano le idee e le scelte di chi governa. A sinistra il bidone è oramai raschiato al fondo, e la soglia fatidica del trenta per cento si supera guardando anche ad un altro tipo di elettorato, non sempre idealmente comodo per una certa sinistra (vedi chi ha votato il Movimento cinque stelle), ma necessario a costruire il progetto del PD che è stato ed è, prima di tutto, il progetto di incontro di due grandi idee culturali e politiche del ventesimo secolo. Nonostante la continua evocazione della ricchezza che rappresenterebbe il dialogo fra cattolicesimo democratico e socialismo progressista, non si è mai realizzata la costruzione di una cultura politica comune e, dunque, il progetto non si è ancora compiuto. Non sarà forse che quella soglia del trenta per cento rappresenta il limite virtuale di una incompiuta culturale generata da egemonie senza storia e senza più prospettive? Insomma, il futuro si costruisce quasi sempre partendo dal presente ma è molto facile ostruirlo con il passato”. (Gian Valerio Sanna, consigliere regionale Pd).
Altre notizie:
Nell’ambito del processo di revisione dell’Imposta comunale sugli immobili (tuttora in corso ma che, al momento, si è incentrata quasi esclusivamente sul discorso relativo alla prima casa) non possono essere tralasciati, e posti in secondo piano, i terreni e i fabbricati strumentali ad uso agricolo che ricadono nelle cosiddette aree “non svantaggiate”. E’ quanto ha sottolineato il capogruppo del Pd nel consiglio provinciale di Oristano, Mario Tendas, primo firmatario di una mozione presentata assieme agli altri consiglieri Democratici, con cui si chiede che il consiglio provinciale voglia esprima, con il proprio voto, la volontà di delegare il presidente della giunta, Massimiliano de Seneen e l’assessore provinciale all’Agricoltura ed Attività produttive, Gianfranco Attene, affinché richiedano, formalmente e con carattere di urgenza, l’inclusione di tutto il territorio regionale come zona svantaggiata al governo nazionale, interessando e coinvolgendo in questa fondamentale rivendicazione tutti i parlamentari sardi. “L’attuale situazione, figlia di una disposizione normativa che ha compiuto 38 anni – ha sostenuto Mario Tendas - crea, infatti, delle diseguaglianze e delle disparità inaccettabili. In pratica, fra i 377 comuni sardi ci sono 45 comuni che, sulla base della Direttiva Cee n. 268, del 28 aprile e successive modifiche e integrazioni, non rientrano tra i cosiddetti “comuni svantaggiati”. Risultato? Gli operatori agricoli di quei comuni devono mettere mano al portafoglio e pagare. Poco importa se dal 1975 ad oggi molte cose sono cambiate, e se altre norme e disposizioni normative hanno, di fatto, sancito una condizione di svantaggio generalizzata, che interessa indistintamente l’intero territorio regionale. L’argomento ha ha proseguito Tendas - interessa, in modo particolare, la provincia di Oristano, tenuto conto che ben 12 comuni sui 45 (oltre il 26%) ricadono nei confini provinciali. Si tratta, per l’esattezza, di Oristano, Baratili San Pietro, Mogoro, Milis, Arborea, Nurachi, Soddì, Terralba, Solarussa, Uras, San Nicolò d’Arcidano e Zeddiani. Questa situazione determina situazioni incomprensibili ed ingiustificabili. Uno fra i tanti esempi lo si può registrare a Solarussa, che condivide amministrativamente e territorialmente con il comune di Siamaggiore la borgata agricola di Pardu Nou. Ebbene, pur facendo parte della stessa borgata, i cittadini di Solarussa devono pagare l’Imu, mentre quelli che ricadono nel comune di Siamaggiore ne sono esonerati. Ci sono, addirittura, alcune aziende che si estendono nei due comuni, per cui devono pagare per la parte di territorio che ricade nei confini territoriali del comune di Solarussa, mentre risultano esenti per la parte aziendale che ricade nel comune di Siamaggiore. I casi sono molteplici – ha affermato ancora Mario Tendas -, e le norme non tengono in debito conto alcuni criteri e parametri diffusi nell’intero territorio regionale, quali l’insularità, il costo dell’energia, il costo del denaro, lo spopolamento, la parcellizzazione delle terre e via discorrendo. Per cercare di far fronte a questa situazione l’assessorato regionale all’Agricoltura, nel luglio dello scorso anno, aveva predisposto e adottato un decreto, nel quale l’intero territorio regionale veniva considerato “svantaggiato”. Peccato, però, che questa disposizione non sia mai entrata in vigore. Il motivo? Il decreto per poter entrare in vigore deve essere ratificato dal governo”. Proprio in considerazione del fatto che la provincia di Oristano risulta particolarmente coinvolta in questa “singolare” situazione, il gruppo provinciale del Partito democratico ha presentato, come detto, una mozione’m in cui si chiede che il consiglio si esprima nel merito, e sostenga con forza questa vertenza, coinvolgendo l’Unione Province Sarde e i parlamentari isolani, perchè in questo fase di revisione dell’Imu si adoperino affinchè l’intero territorio regionale venga considerato come “zona svantaggiata”. La richiesta è già stata sostenuta con determinazione da tutte le organizzazioni di categoria, senza che però aver ottenuto alcunché. Secondo i proponenti la mozione, “…l’impegno della Provincia, in tal senso, pur non avendo competenza diretta e potestà decisionale, può costituire un importante stimolo aggiuntivo perché, in fase di revisione dell’imposta comunale sugli immobili, si affronti, una volta per tutte, questo annoso problema, che crea ingiustizia e disparità fra gli operatori agricoli isolani”.
Dovà essere un soggetto unico (una società chiamata “Sardegna Free Zone”) a gestire le sei zone franche doganali istituite nell'isola, a Cagliari, Portovesme, Oristano, Porto Torres, Olbia e Arbatax. Lo prevede il decreto di legge collegato alla finanziaria approvato dalla giunta regionale, che definisce anche l'iter attuativo. Con una delibera l'esecutivo chiederà con urgenza alla presidenza del Consiglio dei ministri di adottare un decreto di modifica e integrazione di quello adottato nel 200,1 che prevede un gestore unico al posto del soggetto “Cagliari Free Zone”. "Sardegna Free Zone" dovrebbe disporre di un capitale sociale ripartito anche fra autorità portuali (33%) e Regione (34%). Gli oneri della società di gestione sono valutati, dal 2013, in 100 mila euro l'anno. Per interventi infrastrutturali e per quelli che serviranno per la delimitazione, la sorveglianza e la sicurezza delle zone franche ,il collegato autorizza uno stanziamento straordinario di 100 mila euro.
La Banca di Credito Sardo mette a disposizione 100 milioni di euro per supportare circa 400 imprese dell'isola. E' quanto prevede un accordo firmato dalla Confindustria e dall'istituto di credito. L'obiettivo è quello di sostenere le aziende che intendono investire nell'internazionalizzazione, nella crescita o in nuove iniziative. Sono 365 le piccole e medie imprese già individuate, a cui si aggiungono 40 esportatrici, che verranno contattate dalla banca, e a cui verranno offerte soluzioni finanziarie di consulenza e supporto. "E' un accordo che si rinnova nel tempo - ha evidenziato Pierluigi Monceri, direttore generale della Banca di credito sardo -. La ripresa economica è strettamente legata alla competitività, al tema dimensionale e all'internazionalizzazione".
Le Province di Oristano e del Medio Campidano, assieme alla Regione e alle agenzie Agris e Laore, hanno presentato l’evento finale del Programma di cooperazione transfrontaliera Italia-Francia “Marittimo 2007-2013”, che aveva per tema “mare, ruralità e terra”. Al Programma, assieme alla Sardegna hanno partecipato anche le regioni Liguria e Toscana, e la Corsica. La manifestazione si è svolta presso il Centro eventi del ristorante “Da Renzo”, attraverso un “workshop”, in cui sono stati presentati i risultati e gli esempi di valorizzazione turistica dei mestieri e delle produzioni locali, attraverso l’illustrazione di sottoprogetti di sistema mirati e un confronto conclusivo, con la partecipazione di operatori turistici e produttori dell’agroalimentare e della pesca. Scopo del Progetto è quello di favorire lo sviluppo congiunto di innovazione e imprenditorialità, per rendere competitive le aree rurali. Quaranta gli operatori che hanno aderito allo workshop, presentando i prodotti delle filiere di appartenenza. Ai lavori sono intervenuti, fra gli altri, i presidenti delle Province di Oristano e del Medio Campidano, Massimiliano de Seneen e Fulvio Tocco; l’assessore regionale all’Agricoltura, Oscar Cherchi; il consigliere regionale, Franco Cuccureddu; l’assessore alle attività produttive della Provincia di Oristano, Gianfranco Attene.
Nell’ultima seduta, il consiglio provinciale di Oristano ha discusso, nuovamente, delle trivellazioni del Progetto Eleonora, che la Saras intende realizzare ad Arborea. Sull’argomento il Pd aveva presentato una mozione, dopo che, peraltro, l’assemblea si era già pronunciata, come hanno ricordato Slavatore Crobu (Udc), Marcello Serra, (Mpa), Enzo Saba e Alfredo Mameli (Fortza Paris), i quali hanno sostenuto, inoltre, come non fosse corretto esprimersi su un documento per ricerche riguardanti altri territori. Nel dibattito sono intervenuti, in maniera significativa, Mario Tendas e Francesco Federico del Pd, Efisio Trincas (Psd’Az), Sebastian Madau (Progres), Bepi Costella (Udc) e l’indipendente Stefano Figus, secondo i quali la Provincia deve ribadire il suo “no” al Progetto Eleonora. Hanno concluso la discussione sulle trivellazioni il presidente del consiglio provinciale, Mauro Solinas (Fortza Paris), e l’assessore all’Ambiente, Emanuele Cera (Udc). La mozione, rivisitata in alcune sue parti, è stata votata all’unanimità. L’assemblea provinciale si è poi occupata di un’interpellanza del Pd sulle società partecipate, ed in particolare sulla Sea, sulla quale è intervenuto il Capogruppo del Pd, Mario Tendas, che ha chiesto quali siano gli orientamenti della giunta provinciale sulle scelte che dovranno essere adottate. A Tendas ha risposto il presidente della Provincia, Massimiliano de Seneen, che ha ricordato che la Sea non può avere un futuro diverso dalle altre partecipate, per via delle limitazioni imposte a livello nazionale. “Materia in costante evoluzione - ha detto de Seneen -, ma al momento l’indirizzo è che le partecipate devono essere alienate entro il 30 giugno o poste in liquidazione entro il 31 dicembre”. Il presidente ha anche precisato che questi passaggi non sono di competenza della giunta ma del consiglio provinciale, che sarà chiamato al più presto ad affrontare il problema.
Ennesimo riconoscimento per Gianfranco Matteoli. L'ex capitano rossoblù ha ricevuto il prestigioso premio "Maestrelli" per il lavoro svolto con il Settore Giovanile del Cagliari.
Matteoli ci tiene a condividere l'onore con i suoi collaboratori: "Non è un premio per me, ma il coronamento degli sforzi di tutti quanti operano nel Settore Giovanile del Cagliari".
-I frutti si sono visti quest'anno, con Murru e Del Fabro promossi a tempo pieno in prima squadra e Sau che torna e guadagna subito la Nazionale. Senza contare il rendimento di Pisano, anch'egli proveniente del vivaio e ormai una certezza.
"Direi che non si è visto solo quest'anno. Abbiamo avuto la fortuna di far crescere tanti ragazzi che adesso sono in giro per l'Italia e hanno fatto un buon campionato. Dametto, Vigorito, Giorico, Gallon, Carta, Mannoni hanno dimostrato grande professionalità e la voglia di voler arrivare. Siamo contenti".
-Tutti ragazzi sardi, per scelta societaria...
"E' un discorso che abbiamo avviato anni fa, d'accordo col presidente. Abbiamo portato avanti questo tipo di lavoro, pur essendo consapevoli delle difficoltà alle quali andavamo incontro".
-Qual è la filosofia del Settore Giovanile?
"In tutti questi anni non abbiamo mai puntato al risultato immediato. Non teniamo i ragazzi per costruire una squadra Primavera forte. Cerchiamo di fare crescere il più possibile il singolo e quando ci accorgiamo di avere per le mani un giocatore interessante lo mandiamo in giro a farlo maturare in categorie dove si gioca per i 3 punti".
-Si aspettava che Sau tornasse alla base così forte?
"La storia di Marco è un messaggio per tutti i giovani che intraprendono questo mestiere. Noi cerchiamo di dare un contributo per farli diventare calciatori, ma più di tanto non possiamo fare: è la loro testa che può cambiargli la vita sportiva. Parlo per esperienza: prima di diventare un calciatore in Serie A sono passato per diverse squadre di Serie C, l'opportunità te la devi meritare sul campo. E' una molla che scatta. Di calciatori ce ne sono tanti, tu devi dimostrare di avere qualcosa in più degli altri. Non dimenticherei Pisano, che è arrivato anche grazie alla sua caparbietà".
-Murru e Del Fabro sono sulla buona strada?
"Murru è diventato un giocatore importante, non è da tutti fare il titolare in Serie A a quell'età. Del Fabro è stato impiegato meno, ma è più giovane, può fare tanta strada".
-Come mai avete detto no all'istituzione di un campionato Riserve?
"Puntiamo molto sul Settore Giovanile. Non abbiamo una rosa così ampia da essere competitiva. Preferiamo giocare sotto età con la Primavera e mandare i più promettenti a maturare altrove".
-Parlando in generale qual è la difficoltà più grossa che vi trovate davanti, voi responsabili dei Settori Giovanili?
"Facciamo un lavoro particolare, dove dobbiamo apparire il meno possibile e rappresentare un esempio di umiltà e concretezza per il ragazzo. Se riusciamo in questo intento diamo un grande contributo alla crescita del giocatore. Logico che le prime squadre devono farli giocare: si parla tanto di Nazionali, ma negli altri campionati non hanno paura a lanciare un giovane anche se ha 17-18 anni. A quell'età di solito i ragazzi italiani giocano in Primavera, è difficile affrontare squadre composte da giovani più esperti e maturi".
-E' già pronto sulla rampa di lancio il nuovo possibile campioncino: Nicolò Barella, Nazionale Under 16...
"E' un giovane nel quale crediamo molto e ha giocato metà campionato Primavera, pur essendo un paio d'anni più giovane rispetto all'età media del campionato. torniamo al discorso di prima: dipenderà da lui. E' la testa che deve fare la differenza". (www.unionesarda.it).
Di greg (del 18/05/2013 @ 19:37:18, in cronaca, linkato 680 volte)
L’episodio che riportiamo è accaduto all’aeroporto di Roma, in uno scalo definito internazionale e in un paese che ama definirsi civile, ma non certo nei comportamenti di alcuni addetti ai lavori dell’aeroporto. Con una lettera inviata alla direzione Aeroporti e, fra gli altri, al presidente del Consiglio dei ministri e al Capo dello Stato, il “Centro volontari della sofferenza” della Sardegna, con sede a Ghilarza, ha denunciato i disagi sofferti, il 15 maggio scorso, da un gruppo di quattro disabili in carrozzina, nel volo di rientro a Cagliari da Roma delle 17.25. "Le persone in carrozzina hanno dovuto attendere oltre due ore e mezza per poter usufruire dell'accesso alla “sala amica” e ai relativi servizi – ha scritto la capogruppo, Gianfranca Pitzalis, presidente del Cvs di Oristano -. L'attesa è stata determinata dagli addetti ai check-in e dalla responsabile del servizio, che hanno preteso, insistentemente, i certificati, medici a giustificazione della palese invalidità motoria dei quattro passeggeri disabili, che viaggiavano con un gruppo di 37 persone. La Pitzalis ha chiesto ai destinatari della lettera un intervento per risolvere le mancanze e le inefficienze denunciate. “Anche dopo aver presentato i certificati – ha scritto ancora la Pittalis -, sono stati necessari ulteriori solleciti per le operazioni di imbarco e soltanto dopo oltre due ore e mezzo si è presentato un solo assistente per gli uomini e uno per le donne. Inoltre, nella cosiddetta “sala amica” non esisteva alcun locale attrezzato per il cambio e l'igiene di adulti impediti. Con grandi difficoltà e rischio abbiamo dovuto, giocoforza, rimediare nel bagno. E' incredibile che nel 2013, e per giunta in un aeroporto internazionale, non esista un ambiente attrezzato per il cambio e l'igiene delle persone adulte disabili. Infine, voglio anche evidenziare – ha concluso nella missiva la presidente del Centro volontari della sofferenza - che i disabili e i loro accompagnatori sono stati imbarcati per ultimi e sistemati in coda all'aereo, con manovre più difficili negli spostamenti e per l'assistenza”. Va bene che si trattava di “volontari della sofferenza”, ma pensiamo che tra le sofferenze l’associazione mai avrebbe potuto ipotizzare di dover annoverare anche i disagi sofferti in un aeroporto e in un volo aereo.
Altre notizie:
Tutto è ridicolo e niente lo è più. L'unica misura di cui sono stati capaci gli interdetti al governo è lo spostamento dell'IMU di tre mesi. Lo vendono come una grande vittoria. Il Paese va a pezzi con gente che si butta dalla finestra, si spara, si dà fuoco, e ci regalano lo zuccherino dell'IMU. Questi sono venditori di pentole in giacca e cravatta che usano giornalisti tromboni a libro paga, specialisti nel bacio della pantofola, per iniettare bromuro nella popolazione. Incapaci, dilettanti, specialisti del nulla. Un minestrone rancido. Ridicolo è affidarsi al Nipote di Letta, uno che mentre lo guardi ci vedi attraverso, un signor nessuno con nessuna credenziale se non di aver vissuto da sempre di politica. Ridicolo è aver consegnato il Governo a Berlusconi condannato per evasione, amico di mafiosi, piduista. Ridicolo è avere confermato presidente della Repubblica un vecchio di 88 anni per evitare qualunque cambiamento. Una Nazione ridicola dove le emergenze non sono mai la priorità. Dove si vuole salvare il mondo, ma si lasciano i nostri vecchi nell'indigenza e si costringono i ragazzi a emigrare. Tutto è ridicolo in un Paese in cui non esiste il reato di tortura e viene però applicato quello di vilipendio al presidente della Repubblica. Tutto è ridicolo quando ci si accorge, con grande meraviglia, all'improvviso, che esiste il problema della disoccupazione giovanile, che il debito pubblico esplode, che il sistema delle Pmi è al collasso. Ma va... Chi lo avrebbe mai detto? Dove eravate in tutti questi anni uomini ridicoli che ora avete la pretesa di governarci senza pagare dazio? Ridicolo è non avere la minima idea del futuro, un piano a medio termine, almeno triennale, per l'energia, per l'ambiente, in un'Italia che frana per due giorni di pioggia, per il rilancio della produzione, per l'innovazione, per il rientro del debito. Ridicole sono queste facce che governano attraverso la disinformazione televisiva. Maschere grottesche di una commedia dell'assurdo. Cui prodest questa rappresentazione mal recitata, questo teatrino indecente? Alle aziende di Berlusconi, al mancato coinvolgimento del pdmenoelle nel MPS, a guadagnare tempo per neutralizzare il M5S attraverso l'informazione televisiva delle Bocche di Rosa e degli Stuoini. Ridicolo. L'iceberg è davanti a noi, il caposala celebra le danze nel salone delle feste al Ballo dell'IMU e i gonzi volteggiano ignari. Quale fine può attendere una nazione ridicola? (www.beppegrillo.it).
Di pig (del 16/05/2013 @ 21:33:16, in politica, linkato 833 volte)
Quando si deve lottare per una giusta causa, per smuovere l’inefficienza e la passività totale della politica, e per abbattere i tempi biblici della burocrazia (vero e proprio bubbone delle istituzioni), non c’è niente di meglio che la volontà e la cocciutaggine dei cittadini. E’ quanto sta accadendo a Cuglieri, paese di poco più di 3000 abitanti, dove oltre metà della popolazione (poi costituitasi in Comitato spontaneo) ha firmato una petizione (circa 1700 firme) indirizzata al presidente della giunta regionale Cappellacci e all’assessore agli Enti locali Rassu, affinchè l’ex Seminario pontificio di Cuglieri venga affidato, senza ulteriori ritardi, alla congregazione religiosa “Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote”, conosciuta anche con la sigla Icrss. Oggi, il consigliere regionale del Pd, Gian Valerio Sanna, che ha seguito la questione dell’ex Seminario fin dall’inizio, ha consegnato a Ugo Cappellacci e a Nicolò Rassu le firme raccolte dai cuglieritani. Firme che erano state affidate a Gian Valerio Sanna dal Comitato, al termine dell'assemblea popolare, svoltasi recentemente a Cuglieri, in occasione della quale era stato ribadito, anche ai rappresentanti dell’amministrazione comunale (erano presenti il sindaco ed alcuni assessori. ndr), quale fosse la volontà della stragrande maggioranza dei cuglieritani: affidare, senza compromessi e senza perder tempo, l’ex Seminario all’Istituto Cristo Re, che lo aveva richiesto da oltre un anno, non gratuitamente, ma accollandosi non solo le spese per la concessione ma anche quelle per la ristrutturazione dell’edificio. Durante l’assemblea popolare, il Comitato spontaneo aveva messo in evidenza come, dopo decenni, ci fosse ora la reale, concreta possibilità di far rivivere l'ex Seminario e riportarlo alle stesse finalità per le quali venne realizzato nel primo trentennio del secolo scorso: un luogo di formazione spirituale e vero centro della vita culturale per la zona. Rivitalizzare il Seminario, a quanto sostiene il Comitato, e non solo, significherebbe ridare nuova linfa non solo alle vocazioni (in calo perenne) ma, cosa non di poco conto, anche all’economia del territorio “…visto che da questo punto di vista - è stato sottolineato dai cuglieritani - il paese è defunto da tempo”.
Acquistato nel 1976 dalla Regione Sarda, con risorse del fondo sociale dell'assessorato del Lavoro, per 850 milioni (dopo che nel 1971 la Santa Sede aveva trasferito, a Cagliari, il Seminario regionale), l'imponente compendio immobiliare era stato originariamente destinato a colonia per i figli degli emigrati sardi. A distanza di quasi trentasei anni, l'ex Seminario è tuttora inutilizzato, senza che la colonia sia stata mai realizzata e nonostante la notevole quantità di risorse finanziarie spese dalla Regione per interventi di manutenzione straordinaria. I vari esecutivi regionali che si sono succeduti negli anni hanno considerato, nel lungo tempo intercorso, altre differenti soluzioni per la struttura (da sede decentrata delle Università di Cagliari e di Sassari a Centro Operativo Regionale per la Protezione Civile). Realizzato fra il 1924 e il 1927, ai margini dell'abitato di Cuglieri, in un contesto paesaggistico-ambientale di rara bellezza, il compendio si estende su di un'area di circa 30.836 mq, di cui 16.836 occupati dal parco, in cui si trovano, fra l’altro, una suggestiva via crucis e diversi impianti sportivi, mentre i restanti 14 mila mq, con un volume di 83 mila mc, sono occupati dal fabbricato principale e da diversi corpi di fabbrica come pertinenze, i principali dei quali sono costituiti dalla cosiddetta "palazzina delle suore", dalla lavanderia e dalla falegnameria. Attualmente l'ex Seminario di Cuglieri, seppure ancora non ne sia stato dichiarato “il preminente interesse pubblico”, secondo il “Codice Urbani" è a tutti gli effetti un bene culturale, e non soltanto per le caratteristiche architettoniche, che ne fanno una cosa unica nel territorio isolano. L’ex Seminario rappresenta, infatti, un importante luogo della memoria non solo per la comunità di Cuglieri ma per tutta la Sardegna, dal momento che, in quasi cinquant'anni, si sono formati i sacerdoti dell'Isola e vi hanno studiato personalità di spicco della vita culturale, spirituale, politica e amministrativa non soltanto della nostra regione.
Nel conto del patrimonio immobiliare della Regione, i fabbricati del compendio dell'ex Seminario sono iscritti fra i beni indisponibili, per un valore pari a circa 9 milioni di euro, mentre il parco (dal 1984, in virtù di un contratto di comodato gratuito, è nella disponibilità del comune di Cuglieri, che avrebbe dovuto garantirne la manutenzione e la pubblica fruizione) è iscritto fra i terreni indisponibili, per un valore di circa 190 mila euro. Con una delibera del luglio 1980, la giunta regionale stabilì di cedere il compendio, al prezzo simbolico di mille lire, alla amministrazione provinciale di Oristano, affinchè costituisse un Consorzio per gli studi, con la collaborazione delle Università di Cagliari e Sassari. Di fatto, la cessione non ebbe mai luogo. Per la risistemazione e la ristrutturazione dell'edificio, l'assessorato del Lavoro, nel 1980, spese per il compenso dei progettisti, complessivamente, circa 73 milioni di lire. A seguire, la giunta regionale (con una delibera dell’aprile 1982) destinò 380 milioni di lire per la ristrutturazione delle coperture, degli infissi esterni e delle murature di contenimento dei terrapieni. Con un’altra delibera del maggio 1990, l’esecutivo regionale, su proposta dell'assessore all'Ambiente, dispose di destinare il complesso dell’ex Seminario di Cuglieri per realizzarvi il Centro operativo regionale della Protezione Civile. Con una successiva delibera del dicembre 1990, la giunta regionale autorizzò la ristrutturazione della parte dello stabile che doveva essere destinata alla Protezione civile, per un importo complessivo di 900 milioni di lire, senza che la Protezione civile vi abbia poi mai messo piede. Arrivando a tempi più recenti, nella Finanziaria 2002, la Regione dispose la spesa di 2 milioni di euro per la ristrutturazione e il ripristino della funzionalità dell'ex Seminario di Cuglieri, e altri 200 mila euro vennero poi stanziati, nel dicembre 2003, per i lavori di ristrutturazione dei corpi di fabbrica pertinenti all'ex lavanderia e all'ex magazzino-garage. Quando subentrò la giunta Soru (con Gian Valerio Sanna assessore agli Enti locali e Urbanistica) il Seminario era sempre destinato a Centro Regionale della Protezione Civile, e quando la cosa si stava, anche burocraticamente, per sbloccare, tutto si fermò per le note vicende e gli scandali che, all’epoca, avevano coinvolto i vertici della Protezione Civile, con arresti di personaggi eccellenti legati al mondo della politica e della finanza. Insomma, nonostante questa vagonata di milioni di lire ed euro (le risorse finanziarie utilizzate per l'acquisto del compendio e per gli interventi realizzati assommano, sino alla fine degli anni 1990, a oltre 2 miliardi di lire, mentre dall'anno 2002 in poi sono stati spesi 2 milioni 200 mila euro), l’ex Seminario di Cuglieri è ancora inutilizzato.
Nel mese di aprile 2012 una delegazione guidata da Monsignor Gilles Wach, Priore generale dell'Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote (Icrss); dal Canonico Philippe Mora, Rettore del Seminario San Filippo Neri; dal Canonico Joseph Luzuy, Priore, e da altri prelati, aveva visitato il complesso dell'ex Seminario di Cuglieri. Lo scopo del sopraluogo era stato quello di verificare la possibilità di riutilizzo del compendio per la stessa finalità per la quale, tra il 1924 ed il 1927, venne realizzato, e restituirlo così alla sua vocazione originaria. L' Icrss, la cui casa generalizia si trova in Italia, a Pontassieve in provincia di Firenze (ma ha sedi anche in Francia, Gran Bretagna, Belgio, Germania, Svizzera, Svezia, Irlanda, Spagna, Gabon e Stati Uniti d'America), è una società eretta canonicamente il 1° settembre 1990 ed elevata, il 7 ottobre 2008, a società di vita apostolica in forma canonicale di diritto pontificio con decreto della Commissione vaticana "Ecclesia Dei", e ha tra i suoi scopi principali la formazione dei futuri sacerdoti. Dell'Istituto fa parte anche una congregazione di suore, Adoratrici del Cuore Regale di Cristo Sommo Sacerdote, che sostiene il ministero dei sacerdoti. Dopo il sopralluogo, nello stesso mese di aprile 2012, il Priore generale dell'Istituto aveva chiesto, formalmente, al presidente della Regione di poter stabilire nell'ex Seminario (attraverso un contratto di concessione e con l'impegno di provvedere agli interventi di graduale ristrutturazione delle ali nord ed est) una comunità di sacerdoti e di suore, per realizzare progetti di formazione spirituale e culturale, a beneficio anche delle parrocchie dell'Isola. Il presidente della Regione, con nota del luglio 2012, aveva espresso apprezzamento per la richiesta dell'lcrss, anche per le positive ricadute che la comunità sarda avrebbe avuto. Con la stessa nota, Cappellacci aveva informato l'Icrss che “…i competenti uffici regionali avrebbero avviato l'acquisizione di tutti gli elementi necessari a condividere procedure e modalità per la concessione e per la fattibilità del progetto, di elevato spessore religioso e culturale, avendo cura di valutare i lavori migliorativi che si rendessero necessari già nella fase di primo utilizzo del compendio”.
Il 10 ottobre 2012, attraverso una interpellanza, Gian Valerio Sanna, assieme ad altri consiglieri regionali, aveva sollevato alcuni interrogativi sugli incomprensibili ritardi della Regione, visto che, da notizie informali apprese sulla pratica, sarebbe risultato che gli uffici regionali avevano, dopo la relativa istruttoria, predisposto una ipotesi di deliberazione che prevedeva di autorizzare la concessione d'uso dell’ex Seminario pontificio regionale di Cuglieri all'Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote, per un periodo di cinquant'anni, dietro corresponsione di un canone, determinato per i primi cinque anni in 14 mila euro all’anno (che non è altro che l'importo della rata che la Regione sostiene, annualmente, per l'ammortamento del mutuo contratto dalla soppressa XIV Comunità Montana del Montiferru, per la ristrutturazione della cosiddetta "palazzina delle suore"), e in considerazione, fra l'altro, degli interventi importanti necessari nella prima fase di utilizzo dell'immobile. La cifra sarebbe stata, poi, da rideterminare per gli ulteriori quarantacinque anni, tenendo conto delle ricadute sociali e culturali nel territorio, conseguenti alle attività promosse, investimenti sostenuti e programmati dalI’Istituto per il recupero funzionale della struttura. AIla prima istanza dell’Istituto, la giunta regionale non ha, quindi, mai risposto, a parte il benestare espresso, con una nota, dal presidente che però non ha avuto alcun seguito.
Intanto, dopo la richiesta dell’Istituto di Cristo Re, sembra che via sia stato il "non gradimento" da parte della Conferenza episcopale sarda all'insediamento dell’Icrss nel contesto religioso regionale. Valutazioni che possono anche essere considerate rispettabili ma del tutto estranee, sostanzialmente, alle valutazioni di competenza dell'amministrazione regionale in materia di gestione e valorizzazione del proprio patrimonio. Comunque sia, le valutazioni dei vescovi sardi non potrebbero minimamente inficiare o condizionare la determinazione della Regione che, al contrario, è chiamata a valutare le diverse opzioni in ragione dell'interesse pubblico prevalente e, perciò, dell’immediata redditività del complesso immobiliare, sia per impedirne il decadimento per il mancato utilizzo, sia per accogliere l'opportunità di un’organizzazione religiosa, che intende accollarsi ed investire risorse proprie nel recupero funzionale dell'ex Seminario, dopo decenni di abbandono. Dopo lunghi anni di degrado e la mancanza di progetti e prospettive che potessero interessare una struttura, che da sempre si è voluta mantenere unica e integra da frazionamenti, proprio per la sua autenticità storica ed architettonica, la presentazione di una domanda volta al suo utilizzo “non a titolo gratuito”, e con l’intenzione di ricollocare nella struttura di Cuglieri le stesse finalità per le quali era nata, rende evidente la gravità di qualsiasi ulteriore dilazione, che allontana uno sbocco positivo per l'immediato riutilizzo dell'ex Seminario. Se, come già detto, si tiene conto delle ricadute sociali ed economiche che questa iniziativa potrebbe produrre a vantaggio della comunità di Cuglieri e del Montiferru, anche per effetto dell'intreccio fra turismo religioso e turismo tout court, si potrebbe apprezzare meglio e sottolineare la gravità e l'incomprensibile attendismo dell’amministrazione pubblica, che sta giocando un pesante ruolo contro gli interessi della comunità sarda.
E proprio perché convinto che i ritardi della giunta Cappellacci nell’affidare l’ex Seminario a chi ha fatto richiesta di gestirlo attraverso un corrispettivo abbiano creato dei danni alla Regione, Gian Valerio Sanna ha presentato, nel febbraio scorso, un esposto alla Procura della Corte dei Conti (che sta proseguendo il suo iter) chiedendo “…di voler svolgere i necessari accertamenti sui fatti e verificare se, allo stato degli atti, la proposta presentata, e mai riscontrata, per la gestione e la messa in reddito di un importante compendio immobiliare del patrimonio regionale, potrebbe configurare una ipotesi di responsabilità contabile e patrimoniale a carico della giunta regionale e della presidenza della Regione”.
Altre notizie:
Il Papa ha confermato la sua visita a Cagliari, al santuario della Madonna di Bonaria, per domenica 22 settembre. L'ha reso noto l'archidiocesi di Cagliari, dopo l'incontro dei vescovi delle diocesi sarde con il pontefice, a Roma. Una messa celebrata nel sagrato della basilica sarà il momento più importante del pellegrinaggio di Papa Francesco in Sardegna, dove incontrerà anche lavoratori, malati e giovani.
Il sindaco di Oristano, Guido Tendas, e gli assessori Maria Obinu, Peppino Marras ed Efisio Sanna, hanno ricevuto, questa mattina, in comune, una delegazione di “Cittadinanzattiva”, il movimento di partecipazione civica che opera in Italia e in Europa per la promozione e la tutela dei diritti dei cittadini e dei consumatori. La delegazione, guidata dal presidente, Gabriella Murru, e composta da Liliana Pani, Maria Grazia Fichicelli e dall’ex Sindaco di Oristano, Mariano Scarpa, ha consegnato un report fotografico sul centro storico e le zone adiacenti la città. Un dossier che segue e completa quello già presentato nel 2009 alla giunta Nonnis. Accogliendoli a palazzo Campus Colonna, il sindaco Tendas ha ringraziato i rappresentanti dell’associazione per il contributo, evidenziando come “…questa giunta sia nata proprio per cercare di risolvere i problemi segnalati nel dossier, ma anche per avere un rapporto di confronto continuo, stabile e costruttivo con i cittadini e con le associazioni che li rappresentano”. Il presidente di Cittadinanzattiva, Gabriella Murru ha auspicato la nascita di un confronto continuo, per avviare un lavoro comune per il superamento delle tante criticità evidenziate dal report fotografico: “Dal documento del 2009, purtroppo, le cose non sono cambiate molto. Nel documento raccogliamo le testimonianze fotografiche sulla condizione delle strade, dei rifiuti, dei monumenti, dei parcheggi. Tutto è focalizzato sul tema della vivibilità della città e della salvaguardia dell’ambiente”. Un dossier che, quindi, vuole essere qualcosa di più di un semplice “quaderno delle doglianze”, ma un contributo attivo dal punto di vista del cittadino, con un atteggiamento positivo e propositivo nei confronti degli amministratori comunali.
“In campo con le donne. Lo sport per sostenere il diritto allo studio delle donne in Kenya”. Sabato 18 maggio, al campo Tharros di Oristano, alle 18, si disputa un triangolare di calcio femminile, con protagoniste la Torres campione d’Italia, l’Oristano Calcio e una rappresentanza di politici oristanesi, del Comune e della Provincia. Il triangolare, organizzato dall’Osvic, con la collaborazione dell’assessorato allo Sport del comune di Oristano, sarà preceduto da una partita amichevole tra le squadre giovanili dell’Oristano Calcio e del Gigi Riva Cagliari. L'evento – hanno detto gli organizzatori dell’Osvic - nasce dall'idea di parlare di uguaglianza di genere e solidarietà internazionale attraverso il protagonismo femminile. Per questo motivo sono state coinvolte le atlete della Torres Calcio, eccellenza sportiva a livello nazionale ed europeo, e testimonial ideale per una campagna Osvic a favore delle donne, attraverso le donne. “Siamo orgogliosi di avere a Oristano le campionesse delle Torres – ha aggiunto l’assessore allo sport, Peppino Marras -. La loro presenza consentirà di diffondere al meglio l’importante messaggio lanciato dall’Osvic per sostenere il diritto allo studio delle donne in Kenya”. L’ingresso alla manifestazione è libero. I partecipanti potranno contribuire con un’offerta per 10 borse di studio a giovani donne kenyiote provenienti da famiglie povere nel distretto di Laikipia. Ogni borsa di studio, annuale, è di 500 euro, e comprende l’iscrizione al collegio, vitto, alloggio, materiale didattico, due divise e piccola attrezzatura richiesta dagli istituti a ciascuno studente (materasso, prodotti per l’igiene personale, coperte, lenzuola). “In Campo con le Donne” è una iniziativa per sostenere il diritto allo studio e all'istruzione delle donne, attraverso lo sport, strumento di solidarietà che può avvicinare comunità e mondi a volte lontani. Nel terzo millennio l'analfabetismo affligge ancora milioni di persone e, conseguentemente, si assiste, spesso impotenti, allo sfruttamento e al mancato sviluppo di intere popolazioni del Sud del mondo. L’Osvic, da tempo impegnato in Kenya in progetti di sviluppo e cooperazione internazionale, ha sempre operato per l’implementazione dell'uguaglianza di genere nei paesi dove si è trovato ad operare. Le donne beneficiarie delle attività dell'organismo hanno spesso dimostrato l'efficacia della formazione ricevuta: hanno intrapreso attività lavorative e, a loro volta, sono diventate portatrici di conoscenza e formazione. L'efficacia dell'istruzione femminile è di estrema rilevanza nella riduzione delle povertà e nella promozione dell'uguaglianza e dello sviluppo. Per questo motivo promuovere attività che sostengano il diritto dello studio è fondamentale, ed è per questo che creare sinergie sul territorio sardo relative all’argomento diventa obiettivo centrale nella programmazione che l'Osvic realizza localmente.
I termini per la presentazione delle domande per l'utilizzo degli impianti sportivi comunali di Oristano, per la stagione 2013/2014, scadono il 30 giugno. Le società sportive oristanesi interessate dovranno presentare la domanda, indirizzandola al dirigente dell’Area servizi alla cittadinanza e, per conoscenza, all’assessore allo Sport del Comune di Oristano e, al dirigente scolastico, qualora si tratti di strutture sportive scolastiche di proprietà comunale. Le domande vanno compilate sugli appositi moduli disponibili presso l’Ufficio relazioni con il pubblico, il Centro Informacittà e sul sito internet del comune di Oristano all’indirizzo www.comune.oristano.it
Domenica prossima, secondo appuntamento, a Torregrande, con il Maggio della Torre. Una trentina gli operatori presenti sul lungomare della borgata marina di Oristano per la mostra-mercato dei prodotti locali, che saranno proposti per la degustazione e la vendita. Per tutta la giornata sarà, inoltre, possibile ammirare macchine e moto d'epoca e le vetture delle concessionarie di Oristano. La manifestazione, organizzata dagli assessorati al Turismo e alle Attività produttive del comune di Oristano, avrà anche momenti di spettacolo. Di mattina sarà protagonista la musica folk, mentre nel pomeriggio, dalle 17.30, sul palco si alterneranno le scuole di danza di Oristano e della provincia. Aprirà anche la torre spagnola. Il pubblico potrà visitarla gratuitamente, dalle 10 alle 19. Al suo interno gli info point del Consorzio uno e del Centro Marino di Torregrande, che daranno informazioni sui corsi universitari attivati a Oristano e sulle attività di ricerca dell’Imc. “Domenica scorsa, nonostante le condizioni meterologiche, la prima giornata del Maggio della Torre ha richiamato un buon numero di visitatori – ha osservato l’assessore al Turismo, Peppino Marras -. Operatori e pubblico hanno apprezzato la formula scelta quest’anno, i prodotti esposti, le musiche i balli folkloristici. Particolarmente apprezzati i prodotti del territorio (pane, olio, agrumi e torrone) ai quali era dedicata la giornata”.
Cambia il calendario degli incontri pubblici per la presentazione del Piano di azione per l’energia sostenibile (Paes). Sei gli appuntamenti: i primi due lunedì 20 maggio, con un incontro-dibattito rivolto alle categorie, agli ordini professionali e al sistema produttivo, fissato per la mattina (sala consiliare del comune di Oristano, ore 10), e con un’assemblea aperta a tutti nel pomeriggio (sala consiliare del Comune di Oristano, ore 15.30); il terzo e quarto giovedì 21 maggio (e non più il 23 come stabilito inizialmente), con gli incontri nelle frazioni di Massama (scuole elementari ore 16,30) e Nuraxinieddu (scuola elementare, ore 19); gli ultimi due venerdì 24 maggio, a Silì (locali ex circoscrizione, ore 16,30) e Donigala (salone parrocchiale ore 19).
Martedì 21 maggio, alle 18.30, nell'aula consiliare del Comune a Terralba, si terrà una conferenza stampa sulle problematiche delle fasce pluviali, organizzata dal comitato promotore locale. All’incontro parteciperà il consigliere regionale del Pd, Gian Valerio Sanna, promotore della legge su questo delicato argomento.
ll consiglio comunale di Oristano è stato convocato per giovedì 23 e martedì 28 maggio, alle 18, per la discussione del seguente ordine del giorno: Approvazione scadenze e numero rate per il versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (Tares); Aree Pepp - Cessione in proprietà aree, già concesse in diritto di superficie, rimozione vincolo relativo alla determinazione del prezzo massimo di cessione di singole unità abitative e loro pertinenze e rimozione vincoli. Riapertura termini; Sdemanializzazione porzione di reliquato in località Oristano Nord Ponti Mannu e attribuzione al patrimonio disponibile del Comune. Cessione alla Soc. Immobiliare 2F srl; Acquisizione in diritto di superficie di un'area di proprietà della Asl di Oristano a titolo gratuito e a tempo determinato finalizzata alla realizzazione di un Hospice; Approvazione Regolamento per la realizzazione di interventi di contrasto delle povertà estreme; Costituzione sistema archivistico della provincia di Oristano; Adozione definitiva del Piano di lottizzazione in località “Su Forru de Madeddu”; Interpellanza urgente di Andrea Lutzu (Pdl): “Lavori di sistemazione ingressi frazioni di Donigala Fenugheddu e Massama”; Interrogazione urgente di Andrea Lutzu (Pdl): “Criticità viabilità ingresso Nord e via Vandalino Casu”; Mozione urgente dei cosiglieri dell’Udc, Puddu, Uras, Pisanu: “Distributori automatici e tutela del commercio”. Mozione di Daniela Nurra: “Il futuro della Oristano Servizi srl e correttezza di comunicazione e informazione ai componenti del comitato per il controllo analogo”; Mozione urgente di Andrea Lutzu: “Seconda mozione su interventi di riqualificazione sugli impianti sportivi di Oristano”; Mozione dei consiglieri Martani, Granese, Mureddu, Spanu, Solinas, Obinu, Piras, Mocci: Progetto “Eleonora”; Ordine del giorno dei consiglieri della maggioranza: “Diamo voce ai lavoratori precari Csl e Cesil”.
Si avvia a conclusione il progetto “Marte + Mare, Ruralità e Terra: potenziare l'unitarietà strategica”, sviluppato nell'ambito del Programma di cooperazione transfrontaliera Italia-Francia "Marittimo" 2007-2013. L'evento finale sarà un workshop di presentazione dei risultati ed esempi di valorizzazione turistica dei mestieri e dei prodotti locali, che si svolgerà lunedì 20 maggio, alle 9, presso il ristorante "Da Renzo", strada statale 131, km 99, Siamaggiore. Interverranno il presidente della Provincia, Massimiliano de Seneen; l'assessore provinciale al Turismo e Agricoltura, Gianfranco Attene, degli assessori regionali all'Agricoltura, Oscar Cherchi e al Turismo, Luigi Crisponi; il presidente della Provincia del Medio Campidano, Fulvio Tocco. Il progetto, avviato nel maggio 2010, era finalizzato a favorire lo sviluppo congiunto dell'innovazione e dell'imprenditorialità, nel quadro più ampio della competitività delle aree rurali e del turismo.
Di pig (del 14/05/2013 @ 19:31:31, in politica, linkato 1063 volte)
“Il Comune di Oristano ha revocato la gara d’appalto per i servizi di igiene urbana. La determina è stata adottata dal Dirigente del Settore Sviluppo del Territorio, l’ingegner Giuseppe Pinna, che, in via precauzionale, considerati i punti di debolezza segnalati in queste settimane, ha deciso di revocare la procedura d’appalto per consentire una veloce modifica preliminare a una nuova e rapida pubblicazione del bando. Le criticità segnalate non presentano punti di debolezza tali da inficiare la legittimità e la regolarità tecnica e amministrativa della gara, oltre che la sostanza dell’appalto, ma considerando l’importanza del servizio (che con 19 milioni e 380 mila Euro in 5 anni è il più importante dal punto di vista economico per il Comune) e per favorire che la gara si svolga nel clima più sereno e trasparente possibile, il Dirigente comunale ha ritenuto opportuno bloccare la procedura e prevedere un aggiornamento dei documenti. La gara d’appalto per il servizio di igiene urbana, il cui capitolato prima della pubblicazione era stato esaminato e condiviso dalla Commissione consiliare Ambiente, è stata oggetto di due mozioni discusse e approvate dal Consiglio comunale, ma anche di numerose segnalazioni che, pur non essendo di portata tale da invalidare la procedura, il Comune non ha voluto sottovalutare. Per questo motivo il Sindaco Guido Tendas ha invitato il Dirigente del Settore Sviluppo del territorio a effettuare un supplemento di riflessione sugli atti pubblicati, al fine di eliminare ogni eventuale riserva, favorire la massima trasparenza, sgombrare ogni preoccupazione e consentire ogni possibile miglioria. Tre i punti fondamentali oggetto delle segnalazioni: la somma dei punteggi parziali dell’offerta tecnica (pari a 49 anziché 50) che saranno opportunamente rettificati; la previsione dei tempi necessari (3 mesi) per la consegna dei nuovi mezzi da utilizzare per l’espletamento del servizio ritenuti troppo brevi; la ripartizione al 50% del rapporto tra offerta tecnica ed economica che si vorrebbe modificare per favorire un punteggio più alto all’offerta tecnica che può determinare sostanziali migliorie al servizio e consentire una partecipazione più ampia da parte delle imprese. Nei prossimi giorni gli uffici comunali saranno impegnati a rivalutare questi aspetti, procedendo ad un chiarimento in merito alla premialità/penalità prevista dal capitolato e una revisione/esame di alcuni aspetti di dettaglio segnalati dai partecipanti alla gara. La revoca della gara comporterà una nuova pubblicazione (che avverrà in tempi rapidissimi), ma non sarà necessario provvedere a nuove proroghe e come previsto il nuovo servizio partirà il 1° Novembre 2013”.
Questo il comunicato integrale dell’ottimo Ufficio stampa del comune di Oristano, dal quale, comunque, si evince come dirigente e amministrazione comunale abbiano cercato di arrampicarsi sugli specchi, per addolcire quella che, con un eufemismo, può definirsi una macroscopica figuraccia, per un bando fatto, a dir poco, con i piedi. Che cosa significa, infatti, che “…le criticità segnalate non presentano punti di debolezza tali da inficiare la legittimità e la regolarità tecnica e amministrativa della gara”, se poi si sospende il bando, e siccome ci si accorge di non essere stati credibili, si aggiunge la ciliegina “…per favorire che la gara si svolga nel clima più sereno e trasparente possibile, il dirigente comunale ha ritenuto opportuno bloccare la procedura e prevedere un aggiornamento dei documenti”. La verità vera è che questo bando proposto, ritirato, riproposto e ribloccato, è ormai diventato un’autentica barzelletta. Una barzelletta che però non fa ridere nessuno, considerato che gli oristanesi per questo “bando tiramolla” in futuro dovranno pagare un costo salato. Se non andiamo errati, rispetto alla gestione precedente, i costi per la gestione dei servizi di igiene urbana dovrebbero aumentare di circa un milione di euro o poco meno, che graverà sulle tasche dei cittadini. Ma in tutta questa “strana” vicenda la giunta Tendas dov’era? A chi spetta, infatti, il compito di controllare, in modo tale da spazzare via ogni sorta di illazione sul bando per l’affidamento della gestione dei rifiuti, che questa tiritera non fa altro che alimentare? Illazioni e chiacchiere che in città attorno ai rifiuti e al suo indotto non sono mai cessate, anche in considerazione del fatto che questo settore è sempre stato considerato più che appetibile da certa politica clientelare, e che, quindi, richiede massima trasparenza e controlli rigorosi, in modo tale che nessuno esca fuori dal seminato. Non basta, insomma, quanto l’opposizione ripete da tempo sulla presunta incompatibilità dell’assessore, Efisio Sanna, dipendente “in aspettativa” della ditta che ha in gestione i rifiuti ad Oristano (che, probabilmente, per ragioni di opportunità, sarebbe stato meglio affidare ad altro incarico, e che il sindaco Tendas, come da copione, continua invece a difendere a spada tratta), che ci mancava solo un bando scalcinato a rinfocolare le polemiche. Quando si amministra un incidente di percorso può anche capitare. Ma quanto accaduto per il bando-non bando sui rifiuti è indice di superficialità e improvvisazione che rasenta il ridicolo, e che non depone certo bene per l’attuale amministrazione. Il tutto in attesa di conoscere quali saranno i costi che i cittadini dovranno pagare, visto che, nel frattempo, per questo bando il comune, fra l'altro, ha dovuto affrontare delle spese per la pessima abitudine delle consulenze esterne. Veramente un ottimo risultato, da autentica monnezza.
Altre notizie:
Nella discussione sulla Finanziaria, di cui si sta dibattendo in questi giorni in consiglio regionale, c’è stata una requisitoria del consigliere regionale del Pd, Gian Valerio Sanna, componente la commissione bilancio, che ha fatto le pulci alla giunta Cappellacci e all’assessore Zedda. “Il fatto che vi siano stati accordi di buonsenso sulle cose dovute – ha detto Gian Valerio Sanna -, non supera il nostro giudizio negativo sulla finanziaria… Io vorrei brevemente spiegare ai colleghi il perché dei nostri emendamenti, ovviamente quasi tutti dell'opposizione. Anche quest’anno come opposizione abbiamo ripetuto quel lavoro che, l'anno scorso, con l'alto patrocinio del presidente della commissione, abbiamo svolto per la pulizia del bilancio, e che ci condusse a recuperare una quantità di risorse, che abbiamo disposto nella direzione dell'emergenza sociale e del lavoro. Questo lavoro lo abbiamo ripetuto quest'anno, tenendo conto dei livelli di spesa che ci siamo imposti l'anno scorso, e, quindi, riproducendo i tagli che l'anno scorso sono stati fatti sui capitoli di spesa, con l’aggiunta di qualcosa emersa quest'anno”. Poi, rivolgendosi all’assessore Zedda, Gian Valerio Sanna ha proseguito: “Le cose che sono emerse quest'anno non sono iniziative politiche (vi vorrei mettere al sicuro dal pensiero che abbiate avuto qualche idea nuova), è solo qualche iniziativa che deriva dalla tecnica con cui la burocrazia di questa Regione è solita impostare il bilancio, cioè trovare il sistema delle tane, ovvero dove allocare e nascondere le risorse. Una parte di questo elemento è già stato scoperto, nel momento in cui abbiamo trovato l'accordo sulla cassa integrazione: noi vi abbiamo suggerito una copertura e voi, ovviamente, siete andati a ridurre i fondi perenti, a conferma di quanto noi chiedevamo “riducete quel fondo perché tanto non serve”, e a dimostrazione che lì ci sono i soldi, che sono ad uso e consumo non si capisce bene di chi. Noi abbiamo recuperato da questa manovra circa 190 milioni di euro, in questi ci sono anche i 99 milioni che voi ci avete indicato; ce li avete indicati voi non noi, dandoci dei dati che indicano 99 milioni di stima sull'avanzo di amministrazione degli enti…Siccome questi soldi, stimati o no, sono nel bilancio e in base alla legge finanziaria sono nella disponibilità, e che i trasferimenti correnti annuali agli enti non sono stati modificati, io contesto formalmente alla giunta regionale, in base all'articolo 8 della legge sul bilancio, che c'è una violazione della legge di contabilità generale perché sussistono in bilancio somme per cui non può essere autorizzato l'impegno, cioè praticamente non c'è l'equilibrio di bilancio fra ciò che è disponibile, ciò che entra, ciò che è nella disponibilità, e ciò che viene programmato. Quindi c'è una violazione dei principi generali di equilibrio del bilancio... Dopodiché la maggioranza non si pone nessun problema, questi enti, infatti, sono amministrati secondo il più rigoroso sistema della lottizzazione, maturano 99 milioni di avanzi, e io vorrei sapere a che cosa questo è dovuto. È dovuto ad un sovradimensionamento del contributo annuo? Basta verificare il bilancio e ridurre. Oppure sarà dovuto al fatto che sono male amministrati? E' doveroso saperl,o quando si maneggiano soldi pubblici, non è che possiamo stare a ciò che ci dicono i vari “corvi” che alimentano l'idea che la spesa regionale sia un discorso che può essere o non può essere dimostrato. E se noi facciamo capo solamente a quello, bastava un terzo di quell’avanzo per finanziare la cassa integrazione, 33 milioni circa, invece che 30. No, quelli, per la giunta regionale, devono stare nel limbo, nelle cose che si deciderà, in quello che decideranno gli altri. Ecco perché noi manteniamo un giudizio severo e negativo…”. Sanna ha poi sottolineato i soldi sprecati dalla Regione per la pubblicità istituzionale. “E’ tempo di finirla di fare pubblicità! A cominciare da quella che fece il Presidente sui fondi comunitari, non so a che punto eravamo della classifica, ma lui ha un concetto delle classifiche non in senso verticale ma in senso orizzontale, quindi non capisce che cosa vuol dire l'ultimo posto rispetto al primo, e pare che qualche giornalista di qualche quotidiano soffra dello stesso problema. Però gli annunci sono pagati con i soldi pubblici, e questo non va più bene! Vi farò vedere come noi incrementiamo a dismisura la spesa sui sistemi informatici: ricominciamo da capo, abbiamo messo un freno l'anno scorso e ora abbiamo ricominciato. Consulenze, incarichi…”. E a propositi di sprechi Sanna ha chiamato in causa Angela Nonnis. “Io avrei voluto vedere qua l'assessore dei lavori pubblici che ci dicesse “ho voluto mettere 200 mila euro nel bilancio perché c'è un tale pullulare che ho necessità di finanziare un concorso di idee”, ne avessimo idee, finanziamo i concorsi di idee! Non abbiamo i soldi per piangere e finanziamo i concorsi di idee: chi c'è dietro, perché dobbiamo continuare con questo sistema? Ne abbiamo di tutti i colori… Lasciamo nel bilancio tranquillamente l'Irap, che abbiamo tolto, 750 mila euro di Irap che abbiamo già levato: perché date un parere dubbio e negativo, quando è consequenziale: questi soldi dobbiamo toglierli… Insomma – ha concluso Gian Valerio Sanna -, il nostro giudizio è complessivamente negativo…”.
Dal prossimo autunno Silì avrà un asilo nido comunale. “Aprirà su iniziativa della giunta Tendas all’interno dell’edificio scolastico di via Martiri del Congo, che accoglie già due sezioni di scuola d’infanzia, con l’intento ambizioso di creare continuità educativa con la scuola e di potenziarne la sua presenza nella comunità di Silì”. ha precisato l’assessore ai Servizi sociali, Maria Obinu. “Da uno studio condotto dall’ufficio “prima infanzia” del comune di Oristano è emerso che a Silì sono residenti un significativo numero di bambini in età da nido – ha aggiunto l’assessore Obinu -. I minori al di sotto dei 24 mesi sono 42, un numero importante che segna una certa vitalità della frazione, conseguente alla presenza di molte giovani famiglie, che probabilmente lavorano nella città di Oristano o nei dintorni e che hanno scelto di vivere a Silì. Questo determina la presenza di un bisogno oggettivo nella popolosa frazione, riscontrabile nella costante crescita del numero di domande di inserimento al nido. I servizi per la prima infanzia sono sempre più richiesti dalle famiglie, poiché vissuti come un supporto concreto e qualificato nell’educazione dei propri figli e nella conciliazione dei tempi dedicati al lavoro e alla famiglia – ha osservato Maria Obinu, alla quale il sindaco Tendas ha assegnato anche la delega ai tempi e orari della città -. La realizzazione del micronido a Silì è, quindi, un modo concreto con il quale il comune intende dare una risposta reale a un bisogno evidente delle famiglie che risiedono a Silì, favorendo l’incontro tra le loro esigenze e i servizi dell’amministrazione”. Il micronido, in via sperimentale, sarà rivolto ai bambini di età compresa tra i 3 e i 36 mesi, e verrà articolato in due sezioni: una per bambini tra i 3 e i 17 mesi (piccoli) con 6 posti disponibili, e una per 10 bambini tra i 18 e i 36 mesi. Il micronido aprirà da settembre a luglio, dal lunedì al venerdì, dalle 7.30 alle 14.30, per un totale di 48 settimane. La presentazione delle domande per l’ammissione ai servizi per la prima infanzia per l’anno scolastico 2013/2014 scade il 31 maggio. Il bando è consultabile sul sito internet istituzionale www.comune.oristano.it, all’Albo pretorio del comune, all’Urp e all’Informacittà. Le domande possono essere presentate dai genitori dei bambini residenti ad Oristano, e di età compresa fra zero e tre anni. Per ulteriori informazioni si può contattare l’Ufficio servizi per la prima infanzia allo 0783 791297.
Il Piano di azione per l’energia sostenibile (Paes) di Oristano inizia ad assumere la sua veste definitiva. In vista della prossima approvazione, la giunta Tendas apre un ciclo di consultazioni pubbliche, per favorire le ultime integrazioni e per condividere con la città i contenuti e le finalità del Piano. “Abbiamo programmato alcuni appuntamenti pubblici per presentare il Piano all’opinione pubblica – ha sottolineato l’assessore allo sviluppo sostenibile e alla qualità della vita, Filippo Uras -. Entro metà giugno il Paes dovrà essere approvato, per essere poi presentato all’Unione europea. Dopo le prime presentazioni pubbliche e l’esame in consiglio comunale dello scorso aprile è arrivato il momento di definire nel dettaglio le misure che si vogliono realizzare in città”. Sei gli appuntamenti: i primi due lunedì 20 maggio, con un incontro-dibattito rivolto alle categorie, agli ordini professionali e al sistema produttivo, fissato per la mattina (sala consiliare del comune di Oristano, ore 10), e con un’assemblea, aperta a tutti, nel pomeriggio (sala consiliare del comune, ore 15,30); il terzo e quarto giovedì 23 maggio, con gli incontri nelle frazioni di Massama (scuole elementari, ore 16,30) e Nuraxinieddu (scuola elementare, ore 19); gli ultimi due venerdì 24 maggio, a Silì (locali ex circoscrizione, ore 16,30) e Donigala (salone parrocchiale, ore 19). “Il Piano di azione per l’energia sostenibile prevede azioni dirette e indirette – ha aggiunto l’assessore Uras -. Quelle dirette sono in carico al comune, che dovrà realizzare nei suoi edifici e nei sistemi di trasporto pubblico. Quelle indirette riguardano i privati e il sistema produttivo, e sono proprio quelle per le quali si rende più importante il confronto con le forze sociali nella fase di definizione del Piano, che ne precede l’adozione e l’invio alle autorità comunitarie”. “La straordinaria importanza del Paes non deve sfuggire a nessuno – ha osservato il sindaco Guido Tendas -. È uno strumento che ci mette di fronte a scelte strategiche per il futuro della città e del territorio, che ci apre le porte al raggiungimento dell’autonomia energetica, alla realizzazione di importanti economie, alla creazione di nuovi posti di lavoro, al raggiungimento di quegli obiettivi ambientali fissati a livello europeo e ormai non più procrastinabili. Obiettivi 20-20-20, che a Oristano vorremmo non solo raggiungere, ma anche superare. Riuscirci significherebbe compiere una rivoluzione sociale ed economica di grandissima portata”.
I comuni di Oristano, Castelsardo, La Maddalena, Palau, Quartu Sant'Elena, Santa Teresa e, novità di quest'anno, Tortolì, possono fregiarsi, nel 2013, del vessillo “Bandiera blu”. "Si tratta di un successo per tutta la Sardegna, anche in considerazione del fatto che il numero delle località gratificate del prestigioso riconoscimento è in continua crescita (due nel 2010, cinque nel 2011, sei l'anno passato, sette quest'anno)". Così l'assessore regionale del Turismo, Luigi Crisponi, si è congratulato con le amministrazioni comunali premiate oggi a Roma dalla Fondazione per l'Educazione Ambientale. Le spiagge che hanno ottenuto il riconoscimento sono Torregrande di Oristano, Ampurias di Castelsardo, Punta Tegge e Spalmatore di La Maddalena, Palau vecchio e Sciumara di Palau, Poetto di Quartu Sant'Elena, Sa Rena bianca di Santa Teresa, e la new entry Tortolì. "E' la testimonianza - ha aggiunto l'assessore Crisponi - della crescente attenzione verso un turismo sostenibile e di qualità dell'isola. La Sardegna è tutta una “bandiera blu”. Quanto a limpidezza delle acque marine e valore complessivo dei siti balneari, infatti, non teme confronti con nessuno. Non è un caso, inoltre, che tutte le località insignite del riconoscimento abbiano porti turistici che hanno intrapreso scelte di sostenibilità, garantendo la qualità e la quantità dei servizi, erogati nella piena compatibilità ambientale".
I continui tagli alle risorse per gli enti locali, e in particolare alle Province, stanno mettendo a rischio servizi fondamentali per le comunità. E’ quanto ritiene l’assessore all’Ambiente della Provincia di Oristano, Emanuele Cera, secondo il quale si è solo “…agli inizi di una situazione che si preannuncia drammatica, visto che ci sarà una seria riduzione dei servizi, se non si comprende lo stato di difficoltà in cui vengono a trovarsi gli enti locali". La conseguenza di questa grave situazione sarà anche l'impossibilità di garantire il Piano di salvamento a mare per la prossima stagione estiva, che la Provincia di Oristano garantisce da più di 20 anni. Il servizio, soprattutto negli ultimi anni, ha beneficiato di importanti sinergie, come quella avviata con la Capitaneria di Porto e i comuni costieri, con i quali il Piano di Salvamento a mare veniva predisposto in piena condivisione. Quest'anno le risorse a disposizione trasferite dalla Regione ammontano a 68 mila euro, cifra irrisoria rispetto a quanto occorrerebbe per assicurare un servizio così complesso, e che la Provincia, alla luce dell'ipotesi di bilancio, non ha la possibilità di integrare, così come ha invece fatto negli anni precedenti. Per questo motivo, l'assessore Cera ha convocato per giovedì 16 maggio, alle 16.30, in Provincia, un incontro con il comandante della Capitaneria di Porto di Oristano e i sindaci dei comuni interessati, in modo da affrontare repentinamente il problema. Non potendo garantire il Piano di salvamento a mare, la Provincia fa sapere che, comunque, metterà a disposizione dei comuni tutta l'attrezzatura e la strumentazione utilizzata gli anni passati.
“Perchè non fare le primarie del centrosinistra per la scelta del presidente della Regione a Ferragosto, con un seggio unico al Poetto?". E' la scherzosa e provocatoria proposta del deputato e segretario regionale di Sel, Michele Piras, dopo aver appreso l'intenzione della direzione regionale del Partito democratico di svolgere le consultazioni della coalizione a luglio. Secondo Piras "…la decisione del Pd sembra frutto del più classico degli avvitamenti fra questioni interne e questioni di carattere generale". Il parlamentare sottolinea che "…primarie così importanti, come quella per il presidente della Regione, debbono veder partecipi della scelta il maggior numero possibile di sardi, debbono prevedere dibattiti, confronti fra idee, spazio per i programmi, per cui pensare di farle a luglio è totalmente fuori luogo. Si pensi piuttosto all'autunno, oppure a fine novembre - suggerisce Piras -, e, nel frattempo, anche il gruppo dirigente del Pd si rinfreschi le idee con una bibita ghiacciata".
Il presidente del Cagliari, Massimo Cellino, il sindaco di Quartu, Mauro Contini e l'assessore comunali ai Lavori pubblici, Stefano Lilliu, sono stati “scarcerati” (erano agli arresti domiciliari) stamattina. I tre erano stati arrestati il 14 febbraio di quest’anno, nell'ambito dell'inchiesta sullo stadio di Is Arenas di Quartu con le accuse di falso e peculato A tre mesi esatti dall'arresto Cellino, Contini e Lilliu sono, quindi, tornati liberi. L'inchiesta sembra dunque vicina alla chiusura dopo che il Pm, Enrico Luissu, acquisito molto materiale d'indagine, ha valutato fossero venute meno le esigenze cautelari e ha chiesto al gip la scarcerazione per i tre indagati. Il presidente del Cagliari Cellino e l'assessore di Quartu Lilliu, prima di finire ai domiciliari, hanno trascorso circa due settimane nel carcere di Buoncammino, mentre il sindaco Contini è rimasto in carcere solo pochi giorni: al momento dell'arresto si era sentito male ed era stato ricoverato in ospedale. Nonostante la revoca degli arresti domiciliari, il presidente del Cagliari Calcio, Massimo Cellino, non ha intenzione di lasciare il centro sportivo di "Asseminello", dove scontava la misura cautelare. Lo si è appreso dal suo legale. Secondo quanto postato su Facebook dall'addetto stampa della società rossoblu, Cellino ha intenzione di "rifiutate" la revoca degli arresti domiciliari, e aspettare la decisione della Cassazione, a cui i suoi legali hanno fatto ricorso contro la misura cautelare. Qualcosa di analogo era accaduto quando, dopo due settimane di prigione, il Tribunale del riesame aveva concesso i domiciliari a Cellino. In quell'occasione, il presidente del Cagliari si era detto intenzionato a "rifiutare" i domiciliari per restare nel carcere di Buoncammino, da cui voleva uscire solo da uomo libero. Posto che i domiciliari, in quanto misura restrittiva decisa dal Tribunale, non si possono rifiutare, è anche vero che, dopo la decisione di questa mattina del Gip, Cellino è tornato libero e può, quindi, scegliere di uscire o meno di casa. Intanto, in serata, la Cassazione ha dato ragione a Cellino e ai suoi legali, accogliendo il ricorso sulla scarcerazione del presidente rossoblù.
Ha preso il via la "visita ad limina" dei vescovi della Sardegna, ovvero l'incontro con il Papa per illustrare le particolarità della Regione. Il primo atto consiste nella consegna delle relazioni presso le Congregazioni della Santa Sede, ed i relativi colloqui con i cardinali prefetti. I vescovi parteciperanno prima all'udienza generale di Papa Francesco, in piazza San Pietro. Al termine dell'udienza il Pontefice impartirà la benedizione al simulacro della Madonna di Bonaria - presentato da un padre mercedario del Santuario cagliaritano - destinato alla Municipalità di Buenos Aires. Giovedì i vescovi, accompagnati da una delegazione di pellegrini, celebreranno la messa nelle grotte vaticane. Il momento centrale della "Visita ad limina" è previsto per le 11 di venerdì 17 maggio, quando i vescovi isolani incontreranno il Pontefice. “Desidero visitare il Santuario della Madonna di Bonaria, a Cagliari, quasi sicuramente nel mese di settembre". Lo ha annunciato, a sorpresa, Papa Francesco, rispondendo all'entusiasmo dei pellegrini giunti dalla Sardegna per accompagnare i loro vescovi che sono in "visita ad limina". "Tra la città di Buenos Aires e Cagliari - ha ricordato il Papa - c'è una fratellanza. Quando l’hanno fondata, il suo fondatore voleva chiamarla Città della Trinità, ma i suoi marinai, che erano sardi, volevano che fosse la Citta' della Madonna di Bonaria, così alla fine trovarono un compromesso: Città della Santissima Trinità e Porto di Nostra Signora di Bonaria. Alla fine, però, la chiamiamo solo Bonaria, cioè Buenos Aires".
Venerdì 17 Maggio, alle 19, nella Pinacoteca comunale Carlo Contini, sarà inaugurata la mostra “Stanis Dessy. Maestro del colore e delle tecniche”, organizzata dall’associazione Stanislao Dessy con il contributo dell’assessorato regionale alla Cultura e del comune di Oristano, e con la collaborazione del Museo Pav di Berchidda e dell’associazione culturale “isolasenzatitolo”. La mostra, che rimarrà aperta sino a sabato 6 luglio, è un’importante retrospettiva che contiene anche alcuni inediti e che, con un taglio critico, mette in risalto la versatilità tecnica di uno dei pochi artisti sardi che, nella prima metà del Novecento, fu in sintonia col quadro culturale continentale ed europeo. Centoventi le opere esposte che presentano un’immagine inedita di uno dei protagonisti dell’arte del primo Novecento in Sardegna e offrono una lettura originale dell’itinerario artistico del maestro arzanese, attraverso un percorso espositivo che mette in mostra oli, acquerelli, incisioni e disegni, che esplorano le affinità tra temi e tecniche espressive, permettendo di scoprire la grandezza coloristica e il virtuosismo tecnico dell’artista. “Nella collezione della Pinacoteca comunale Carlo Contini di Oristano figurano alcuni dei più prestigiosi nomi di quell’eletta schiera d’artisti che, nella prima metà del secolo scorso, hanno contribuito a formare una vera e propria via “sarda” per le arti visive – ha spiegato il curatore della Pinacoteca, Ivo Serafino fenu -. Tra loro Antonio Ballero, Giuseppe Biasi, Mario Delitala e Carmelo Floris, ma, nella raccolta (consolidatasi tramite donazioni e acquisizioni e senza pretese di completezza) vi sono anche dei “grandi assenti” che tale via hanno creato e percorso. Stanis Dessy è tra questi, e la sua assenza è resa ancor più evidente dal fatto che anche nel resto del Novecento e fino a oggi la città arborense non gli abbia reso omaggio e non lo abbia mai ospitato in uno spazio espositivo istituzionale. Di questo panorama, in bilico tra tradizione e innovazione, col confronto discreto con la collezione comunale, dà conto la mostra che, se da un lato colma, pur per un breve lasso di tempo, una grave lacuna, dall’altro si propone come un’iniziativa di alto valore artistico e culturale rileggendo l’opera del grande maestro sardo in una prospettiva antologica e originale. Se si è generalmente concordi nel considerare Stanis Dessy uno dei protagonisti indiscussi del risveglio artistico sardo del primo Novecento, con una fortuna critica che non gli è mai venuta meno nel tempo (come attestano la grande retrospettiva del 1987 al Padiglione “Tavolara” di Sassari, quella al Palazzo del Monte di Padova nel 2000 curata, come questa, da Caterina Limentani Virdis, e quella al Masedu, sempre a Sassari, del 2002) è pur vero che la mostra oristanese alla consueta scansione cronologica affianca una differenziazione per generi artistici, che mette in risalto l’estrema versatilità dell’artista e la sua insaziabile propensione alla sperimentazione”. Un utile approccio didattico, dunque, per capire la grande perizia tecnica di un maestro capace di spaziare dal disegno alla xilografia, dalle diverse prassi calcografiche all’acquarello, dall’olio alla scultura, ma senza perdere di vista quella lettura critica che privilegia l’individuazione di due fasi ben distinte nell’opera dell’artista: da un lato gli anni della sperimentazione, dal 1918 al 1928, dall’altro gli anni della maturità, dal 1930 in poi. I due periodi, diversi per qualità e quantità, trovano nell’incisione sia xilografica sia calcografica un elemento unificante. L’esposizione è ulteriormente percorsa trasversalmente da alcuni nuclei tematici che nel tempo hanno caratterizzato la produzione pittorica dell’artista, soprattutto gli autoritratti e i ritratti della moglie Ada e dei figli. La mostra è curata da Giannella Demuro, Paola Dessy, Ivo Serafino Fenu e Caterina Limentani Virdis, ed è accompagnata da un catalogo a colori, con testi critici di Caterina Limentani Virdis, edito da Ilisso edizioni
Venerdì 17 maggio, alle ore 11, presso la sala giunta del comune di Cabras, verrà presentata la manifestazione “Monumenti Aperti”. L’adesione all’evento culturale, giunto alla sua diciassettesima edizione, ha secondo l'amminsitrazione comunale cabrarese un triplice scopo: l’inserimento del comune di Cabras, per la prima volta, all’interno di un circuito culturale di rilevanza regionale; la valorizzazione e la promozione dei suoi siti storico-archeologici e dei suoi monumenti; il coinvolgimento della comunità locale. Grazie all’impegno dell’assessorato comunale alla Cultura, hanno accolto favorevolmente l’iniziativa l’Istituto comprensivo di Cabras e tutte le società, associazioni, consulta, operatori economici presenti sul territorio lagunare.
L’Istar, Istituto storico arborense per la ricerca e la documentazione sul Giudicato d’Arborea e il Marchesato di Oristano, ha prorogato i termini per la partecipazione all’undicesima edizione del concorso "Conoscere il Giudicato". Gli elaborati dovranno pervenire alla Biblioteca comunale di Oristano entro venerdì 31 maggio. Per ulteriori informazioni ci si può rivolgere alla Biblioteca Comunale di Oristano (via Sant'Antonio, tel. 07837311, fax 0783763675, e-mail Istar@comune.oristano.it . Il bando del concorso è reperibile anche nelle pagine dedicate all’Istar, sul sito del Comune di Oristano www.comune.oristano.it
Il comune di Oristano, in qualità di ente capofila della rete dei comuni di Oristano, Aidomaggiore, Assolo, Pau, Santa Giusta, ha riaperto i termini del bando per la selezione delle aziende interessate ad ospitare i beneficiari del progetto Integra. Le aziende devono avere sede legale o operativa nella provincia di Oristano, e avere almeno un dipendente a tempo indeterminato. Il bando è disponibile sul sito www.comune.oristano.it all’indirizzo:
http://www.comune.oristano.it/oristano/export/sites/ default/www/Sinistra/ServiziOnline/ AlboPreto /Dettaglio/index.htmlaction=detail&item_id=10004967
Di greg (del 11/05/2013 @ 00:04:33, in politica, linkato 796 volte)
Il rendiconto dell’esercizio finanziario 2012 è stato approvato dal consiglio comunale di Oristano. “È un conto che deriva dal bilancio di previsione 2012, predisposto dal Commissario straordinario - ha precisato l’assessore al Bilancio, Giuseppina Uda -. Non deve sfuggire che la giunta guidata dal sindaco Tendas si è insediata nel luglio 2012 e ha operato con un Bilancio di previsione e un Pluriennale approvato dal Commissario straordinario. Conseguentemente, le valutazioni sui risultati conseguiti e, in particolare, sugli scostamenti tra gli stanziamenti e gli impegni sono il frutto della decisione di questa giunta di dare continuità, per quanto possibile, alle decisioni assunte dalle amministrazioni precedenti. L'analisi sul rendiconto 2012 deve tenere conto del forte impatto che le disposizioni nazionali hanno avuto nei comuni e nella vita dei cittadini – ha aggiunto l’assessore Uda -. Il comune di Oristano da un lato ha subito corpose riduzioni di trasferimenti dallo Stato, mantenendo tuttavia inalterati i livelli dei servizi, dall'altro ha dovuto applicare le disposizioni normative con l'introduzione dell'Imu, che doveva compensare le riduzioni dei trasferimenti statali. Sotto il profilo tecnico-finanziario si può dire che è aumentata l'autonomia tributaria e la pressione tributaria pro-capite, ma questa espressione nasconde la realtà: la struttura delle entrate si sta modificando e la politica dell'amministrazione comunale deve essere capace di trovare le soluzioni ai problemi dei cittadini, ancora di più in un momento di carenza di risorse finanziarie”. Ed ora le cifre: il conto del bilancio 2012 si chiude con un avanzo di amministrazione globale lordo di 3 milioni 569 mila euro, un conto del patrimonio netto positivo di 81 milioni 195 mila euro, e un conto economico con l’elenco dei residui attivi e passivi di 58 milioni 157 mila euro (attivi) e 65 milioni 631 mila euro (passivi). L’ammontare delle entrate è stato pari a 15 milioni 540 mila euro da fonti tributarie (tra queste 7 milioni 173 mila euro dall’Imu, 185 mila euro dall’imposta sulla pubblicità e le affissioni, 1 milione 506 mila euro di addizionale Irpef, 5 milioni 482 mila euro dalla Tarsu), 18 milioni 514 mila euro da trasferimenti dallo Stato e da altri enti, e 4 milioni 443 mila euro da fonti extratributarie. La spesa corrente si è attesta sui 36 milioni 165 mila euro (tra queste 9 milioni 445 mila euro per spese per il personale, 3 milioni 89 mila euro di interessi passivi, e 616 mila euro per imposte e tasse). La spesa per investimenti è stata pari a 14 milioni 14 milioni 159 mila euro. “L'autonomia finanziaria che rappresenta il rapporto fra le entrate proprie e le entrate correnti complessive è pari a circa il 52%. L'autonomia impositiva, che invece riguarda esclusivamente i tributi con il rapporto fra tributi e entrate correnti, è pari al 40%”, ha sostenuto Giuseppina Uda, che ha evidenziato la progressiva riduzione dei trasferimenti dallo Stato (da 7 milioni 600 mila del 2008 ai 4 milioni del 2012 e, quindi, praticamente dimezzati) e il contestuale aumento dei tributi locali. L’assessore Uda ha ammesso la difficoltà dell’ente a rispettare il Patto di stabilità “…soprattutto perché la Regione vanta una posizione debitoria nei nostri confronti. Abbiamo anticipato per spese in conto capitale un milione e mezzo di euro, che la Regione, nonostante i nostri solleciti, non ha ancora liquidato. Se l'avesse fatto entro il 2012 avremmo potuto pagare tempestivamente le imprese e i fornitori. Non dare certezza di entrate significa mettere in difficoltà e a rischio tutto il sistema produttivo che ci dobbiamo impegnare a salvare”. Per il 2013 l’assessore ha auspicato la predisposizione di un piano dei pagamenti che consenta tempi certi per gli enti e per le imprese. Nel corso del dibattito (dove è stata lampante la latitanza dei consiglieri di maggioranza su un argomento di simile rilevanza. ndr) sono intervenuti Valerio Spanu (Pd) che ha evidenziato come, a fronte di fortissima riduzione dei trasferimenti dallo Stato, il comune ha cercato di non pesare oltre il dovuto sui cittadini con i tributi locali; Gianluca Mugheddu (Insieme) e Giuseppe Obinu (Pd) che hanno sottolineato come l’aver rispettato il Patto di stabilità testimoni una gestione oculata dell’ente; Massimiliano Sanna (Api-Fli) che ha rimarcato il forte avanzo di amministrazione che risalta la capacità dell'ente di coprire le spese; Andrea Lutzu (Pdl), Giuliano Uras (Udc), Mauro Solinas (Fortza Paris) e Daniela Nurra (Riformatori) che hanno lamentato un’esposizione in aula troppo tecnica e troppo poco politica da parte dell’esecutivo ed hanno evidenziato una eccessiva pressione dei tributi locali; Giuseppe Puddu (Udc) che ha manifestato preoccupazione per la prossima applicazione della Tares; Roberto Martani (Insieme) che ha rimarcato il clima di grande incertezza nel quale sono costretti a operare gli enti locali; Giampaolo Lilliu (Sel – Essere oristanesi) che ha sottolineato la situazione drammatica che stanno vivendo le famiglie e la necessità che ogni risorsa che il comune incamera sia utilizzata per alleviare il disagio sociale. Il dibattito è stato chiuso dal sindaco, Guido Tendas, che ha ribadito la sua posizione critica sul Patto di stabilità, che strangola gli enti locali, ed ha evidenziato il buon lavoro compiuto dal comune di Oristano (tra i primi 24 d’Italia) nel pagamento dei debiti alle imprese. “Ben venga poi il taglio del 70% dell’Irap deciso dalla Regione, che oltre ai benefici per le imprese varrà 400 mila euro per il comune, ma dobbiamo anche ricordare che a settembre ci è stato comunicato un taglio dei trasferimenti pari a un milione e 800 mila euro, così come i gravi ritardi che la Regione ha nei confronti del comune - ha aggiunto Tendas, ribadendo le enormi difficoltà in cui sono costretti ad operare gli enti locali -. Sono finiti i tempi in cui i trasferimenti dello Stato garantivano tutto quello che a un comune serviva. Oggi per finanziare i servizi pubblici occorrono i tributi locali”.
Altre notizie:
Rischia, soprattutto, di mettere a dura prova la maggioranza di centrosinistra. Nella seduta di consiglio si è parlato di "conflitto d’interesse" a proposito del ruolo dell'assessore all'Ambiente Efisio Sanna: l'esponente dell'esecutivo infatti è dipendente della ditta che gestisce il servizio di nettezza urbana. Un doppio ruolo "scomodo" contro cui ha puntato il dito la minoranza, ma che suscita perplessità nella stessa maggioranza. Il sindaco Guido Tendas esclude possibili rimpasti, ma le tensioni non mancano. L'argomento era di quelli scottanti: la gara bandita e poi annullata più volte "situazioni come queste possono attirare la lente d'ingrandimento di più parti, anche quelle della Procura" ha sottolineato Mauro Solinas, capogruppo di Fortza Paris. Dai banchi dell'Udc prima Peppi Puddu poi Giuliano Uras hanno suggerito cautela alla Giunta. "Questa vicenda dimostra che amministrare in sospetto conflitto di interessi è pericoloso". Da più parti è stato ricordato che l'assessore Efisio Sanna non ha partecipato alle riunioni con la ditta per discutere della proroga. "Fin dall'inizio abbiamo detto che questa era una situazione anomala. Adesso è insostenibile - ha ribadito il capogruppo del Pdl Andrea Lutzu - Persino altri esponenti del Pd hanno detto pubblicamente che non era opportuno assegnare la delega all'Ambiente a Efisio Sanna, proprio per il lavoro che svolge". Una difesa senza riserve da parte del sindaco Guido Tendas che ha ribadito di aver assegnato la delega all'Ambiente a Efisio Sanna "proprio per il mestiere che faceva, perché mi dava garanzie di poter incidere in modo efficace sul miglioramento del decoro della città". Tendas ha ribadito totale fiducia all’assessore. Eppure a fine seduta, nonostante l'invito dell’assessore a votare le mozioni della minoranza, la maggioranza non ha votato un documento. "Era una questione superata" è stata la motivazione ufficiale. Ma secondo indiscrezioni è un segnale politico da non sottovalutare. (Valeria Pinna, www.unionesarda.it).
Una giornata verde rivolta alla città con il coinvolgimento diretto delle scuole primarie. È l’iniziativa in programma martedì 14 maggio, al Teatro Garau di Oristano, a cura dell’assessorato all’Ambiente del comune di Oristano nell’ambito del progetto “Oristano Rifiuti Zero”. Il programma della manifestazione sarà presentato ai giornalisti lunedì 13 maggio, alle 11, nella sala giunta, dal sindaco Guido Tendas e dal sempre più contestato assessore comunale all’Ambiente, Efisio Sanna, ancora di più nell’occhio del ciclone dopo il bando sui rifiuti.
Silì per la prima volta avrà un asilo nido comunale. L’iniziativa è della giunta Tendas, che sta realizzando le ultime azioni necessarie all’apertura dell’importante servizio. I dettagli dell’iniziativa saranno illustrati ai giornalisti dal sindaco, Guido Tendas, e dall’assessore ai Servizi sociali, Maria Obinu, martedì 14 maggio, alle 11, nella sala giunta del comune di Oristano (palazzo Campus Colonna).
La Saras nell'ambito del progetto Eleonora per la ricerca di metano nell'Oristanese ha chiesto l'autorizzazione per il solo pozzo esplorativo. Sarà, infatti, necessaria una seconda Via (Valutazione d’impatto ambientale) e una seconda autorizzazione per procedere con l'estrazione. E' quanto ribadito, oggi, ai cittadini della Piana di Oristano, nell'incontro promosso a Marrubiu. "Il nostro obiettivo – ha commentato Giulio Casula, responsabile del progetto - è favorire il dialogo con cittadini e territorio, e fare in modo che le opinioni, indipendentemente dal loro orientamento, siano fondate su dati oggettivi, verificabili e completi". Nell'incontro è stato ribadito come l'H2S non rappresenti un rischio. “Se anche fosse rilevata - si legge in una nota -, la perforazione verrebbe interrotta e il pozzo messo in sicurezza e chiuso: non ci saranno rischi di fuoriuscite di H2S, perchè i rilevatori dentro il pozzo, chiuderanno le tre valvole di sicurezza evitando ogni contaminazione. E' stato, inoltre, ribadito che non ci sarà alcuna contaminazione delle falde e che sarà usato fluido di perforazione a base di acqua ed argilla, la cui composizione è indicata nel Sia con nome e quantità di tutti gli additivi usati. Il fluido di perforazione - prosegue la nota - non si disperde nel terreno. Entra nel foro, scende sino alla profondità raggiunta, risale in superficie, dove viene pulito e riutilizzato ogni volta come in un circuito chiuso. A fine perforazione sarà smaltito in impianti specializzati e non disperso nell'ambiente. Le royalty ammonteranno al 10% del valore del metano estratto ed oscilleranno tra 1,5 e 3 milioni di euro, ogni anno. Il metano è un combustibile che rende di più - si sottolinea ancora nella nota - e costa di meno rispetto a quelli usati in Sardegna. Solo il renderlo disponibile ridurrà il costo delle bollette per ogni famiglia. Sarà facile distribuirlo perchè le reti locali sono in massima parte già pronte. Sono totalmente compatibili e già ora sono in grado di distribuire il metano sostituendo l'aria propanata. La Saras non distribuirà il metano agli utenti finali e non lo esporterà nella penisola. Lo cederà, invece, ad aziende, oppure a municipalizzate o a cooperative sarde, che lo venderanno agli utenti finali. Si aprirà così una nuova opportunità imprenditoriale per la Sardegna e per i suoi imprenditori”.
Sull’importante provvedimento del consiglio regionale relativo al taglio del 70% dell’Irap, è intervenuta oggi la Confcommercio. “E’ un provvedimento, frutto del dialogo tra opposizione e maggioranza, che potrà rendere più agevole l'accesso al credito alle piccole e medie imprese del comparto del terziario, alle prese con la drammatica contrazione dei consumi e con gli effetti della stretta creditizia". Cos’ il presidente regionale della Confcommercio, Agostino Cicalò, ha commentato l'approvazione dell'emendamento nel testo della legge finanziaria regionale, che estende le agevolazioni creditizie previste per le imprese artigiane, anche a quelle dei settori del commercio, del turismo e dei servizi. "Attendiamo ora i provvedimenti attuativi da parte della giunta regionale - ha detto Cicalò -, ma quel che è incoraggiante è l'aver trovato, nella interlocuzione con maggioranza ed opposizione in consiglio regionale, la consapevolezza della drammaticità del momento e la ricerca di comuni percorsi per assicurare risposte più efficaci e tempestive alle sollecitazioni del mondo delle imprese e delle altre forze sociali. La riduzione dell'aliquota Irap, il superamento del doppio Patto di stabilità per il fondo unico degli Enti locali, l'estensione delle agevolazioni creditizie alle imprese commerciali, turistiche e dei servizi – ha affermato ancora Cicalò -, testimoniano che quando maggioranza ed opposizione trovano momenti di reciproco ascolto e di comune ricerca delle soluzioni, con il coinvolgimento delle categorie produttive e delle altre forze sociali, i risultati sono concreti ed incoraggianti".
Nell'inchiesta sui fondi dei gruppi in consiglio regionale, con venti esponenti politici rinviati a giudizio, spunta anche un assegno da 10.500 euro usato, secondo gli inquirenti, per pagare un vitello, 30 pecore, vino, bibite, formaggi, e quanto necessario per un banchetto elettorale. L'assegno è del conto corrente assegnato al gruppo "Fortza Paris" e firmato da Silvestro Ladu, ex senatore del Pdl, ma allora consigliere regionale. Il convivio era stato organizzato nel giugno 2004 vicino a Sedilo, in occasione di una convention, indetta in vista delle vicine elezioni per eleggere il nuovo presidente della Regione. L'assegno, finito al vaglio di Carabinieri e Guardia di Finanza, su mandato della Procura di Cagliari, ha suscitato più di una perplessità. Prima fra tutte la data di emissione: 16 luglio 2004, solo due giorni dopo l'avvio della neoeletta legislatura. Per questo il beneficiario dell'assegno è stato rintracciato e sentito dagli inquirenti, ai quali ha spiegato di aver ricevuto quella cifra dall'onorevole Ladu a titolo di risarcimento per le spese sostenute per allestire lo spuntino per i convenuti alla manifestazione politica organizzata da Fortza Paris. Gli oltre 10 mila euro al momento non sono contestati a Ladu, già a processo con l'accusa di peculato per aver speso, secondo l'ipotesi del Pm, Marco Cocco, titolare del fascicolo - in maniera impropria oltre 200 mila euro destinati alle attività politico-istituzionali del gruppo, ma sono al vaglio della procura. L'ex senatore, difeso dagli avvocati Mariano Delogu e Piero Longo (storico difensore di Silvio Berlusconi), tornerà in aula il prossimo 31 maggio, davanti alla prima sezione del Tribunale di Cagliari. L'inchiesta sui fondi ai gruppi del consiglio regionale che, come detto, ha coinvolto 20 consiglieri in carica dal 2004 al 2009, è stata avviata (prima in Italia di questo genere) nel 2009. Oltre alla posizione di Ladu (già a dibattimento), il Tribunale è chiamato a valutare quella degli altri consiglieri, il cui processo si aprirà il prossimo 10 luglio, quando in aula dovranno presentarsi Oscar Cherchi (Pdl, attuale assessore all'Agricoltura), Mario Floris (Uds, attuale assessore al Personale), Giommaria Uggias (Idv, attuale europarlamentare), Salvatore Amadu (Pdl), Renato Lai (Pdl), Alberto e Vittorio Randazzo (Udc), Giuseppe Atzeri (Psd'az), Beniamino Scarpa (prima Psd'Az, poi Pd, oggi sindaco di Porto Torres), Maria Grazia Caligaris (socialista, oggi presidente dell'associazione Socialismo diritti riforme) Raimondo Ibba (socialista, presidente Ordine dei medici della Provincia di Cagliari), Raffaele Fargiu, Pierangelo Masia, Giuseppino Balia (Socialisti), Carmelo Cachia (Pd), Giuseppe Giorico (Udeur), Sergio Marracini (Udc) e Salvatore Serra (sin. Autonomista). Solo Adriano Salis (Idv) ha scelto il rito abbreviato condizionato, la cui udienza riprenderà il prossimo 29 maggio. Di recente, l'indagine (in un primo tempo circoscritta) si e' allargata a tutti i gruppi della passata ma anche della presente legislatura.
Guglielmo Epifani è il nuovo segretario “pro tempore” del Pd, che ancora oggi definire un partito sarebbe solo un eufemismo. Epifani è stato eletto con 458 preferenze, pari all'85,8% dei voti validi. L'assemblea ha scelto l'ex numero uno della Cgil (che certo non rappresenta il nuovo ma è l’esatta prosecuzione della componente giurassica che ha portato il Pd alla disfatta) come “traghettatore” del partito, fissando la data del prossimo congresso entro la fine di ottobre. I voti validi sono stati 534, 59 le schede nulle e 76 le bianche. "Ce la metterò tutta per far bene, com'è nel mio stile - ha commentato Epifani -. So quanto è difficile il compito, ma mi aiuta l'esperienza e la passione che ho dentro".
Rossella Urru, la cooperante di Samugheo rimasta nelle mani dei rapitori per nove mesi, in Mali, tra l'ottobre 2011 e il luglio 2012, è tornata alla Farnesina per salutare e ringraziare i responsabili dell'Unità di Crisi che hanno lavorato ininterrottamente per la sua liberazione. Nell'incontro con Claudio Taffuri, che è a capo dell'Unità di Crisi, la Urru ha nuovamente ringraziato per l'impegno messo in campo dalla struttura, sottolineando la certezza provata allora, ovvro che, nonostante il silenzio che circondava il suo rapimento, il governo stava lavorando per farla tornare libera. Rossela Urru, accompagnata a Roma dai genitori, successivamente è stata ricevuta dal sindaco, Gianni Alemanno, che le ha consegnato il drappo, con la sua gigantografia, esposto in Campidoglio durante la sua prigionia, e la medaglia istituzionale del comune di Roma. "La vicenda di Rossella ha toccato le coscienze di tutti gli italiani - ha sottolineato Alemanno - perchè rappresenta un esempio dei giovani che sanno dare dimostrazione di impegno e coraggio, e che invece di prendere strade sbagliate si dedicano alla cooperazione e al volontariato". “Ringrazio tutti i romani che sono stati vicini a me alla mia famiglia – ha detto la Urru -; tanta solidarietà non era scontata e, quando sono tornata, è stata un piacevole shock che mi ha aiutato a recuperare la fiducia negli altri, dopo un'esperienza del genere che cambia il modo di vedere le cose".
Nel pomeriggio dell'11 maggio 2013, un condannato a quattro anni di evasione fiscale in secondo grado, farà la sua marcetta su Brescia in piazza del Duomo contro la magistratura. I giudici hanno il torto di giudicarlo, per lui dovrebbero voltarsi dall'altra parte come il pdmenoelle o rimanere silenti come le statue di sale delle Istituzioni. Ma, purtroppo per Al Tappone, giudicare è il loro mestiere e i tribunali della Repubblica non sono ancora stati privatizzati. Non un fiato da Capitan Findus Letta,non un sospiro dai vertici del pdmenoelle in nome della "pacificazione". Una parola usata per nascondere l'immondo mercimonio di un governo che rimane in piedi perché sostenuto da un condannato per i suoi fini personali. Napolitano ha detto che "Bisogna fermare la violenza verbale prima che si trasformi in eversione". A Milano con l'occupazione del Palazzo di Giustizia da parte dei nominati da Berlusconi in Parlamento l'eversione è già avvenuta. Politici contro magistratura. Non ricordo un sussurro da parte del capo del Csm. Forse era distratto in nome della governabilità. La "violenza verbale" è consentita se a protezione dello statista Berlusconi che, magnanimo, mantiene in vita il governo. "Basta a queste sentenze annunciate, emesse sulla base di teoremi politici-giudiziari", Gregorio Fontana, pdl. "C'è uno scatenamento di forze, non solo giudiziarie, che hanno un duplice obiettivo: colpire Berlusconi e mettere in crisi l'equilibrio di governo", Fabrizio Cicchitto, pdl, tessera P2 2232. Magistrati "politicizzati accecati da un odio pregiudiziale che mi vorrebbero interdetto e politicamente morto", Silvio Berlusconi, pdl, tessera P2 1816. E' da vent'anni, da Tangentopoli, dalle stragi del '92-'93, che la magistratura supplisce in parte alla Fine della Politica avvenuta con la Seconda Repubblica. E' una fiamma sempre più debole, addomesticata da leggi ad castam, da un'informazione faziosa alla quale ogni diffamazione è permessa, da un presunto realismo nel cui nome si è persino giustificata la trattativa Stato-mafia. Per questo governo i magistrati sono un impiccio, un ostacolo alle Grandi Intese, colpevoli di mettere in discussione la pax sociale, irresponsabili. "Lo Stato non può processare sé stesso", diceva Leonardo Sciascia. E oggi Berlusconi è lo Stato. (www.beppegrillo.it).
Prenderà il via, a Cuglieri, la campagna “Salviamoci la pelle”, un'iniziativa mirata alla diagnosi precoce dei melanomi, promossa dalla Lega italiana per la lotta contro i tumori, dalla Asl di Oristano e dall'amministrazione comunale del paese, con il patrocinio della Lilt Nazionale, della Fondazione Banco di Sardegna e dell'azienda farmaceutica Novartis. La campagna di prevenzione dei tumori della pelle e dei nei sarà presentata nel corso della conferenza, che si terrà martedì 14 maggio, alle 17.30, presso l'aula consiliare della Comunità montana, in via Vittorio Emanuele. all'incontro parteciperanno, fra gli altri, la dermatologa Sara Piga, che spiegherà come prevenire i melanomi, quali sono le cause e quali le terapie, e il direttore del day hospital oncologico del “San Martino” di Oristano, Tito Sedda, con una relazione incentrata sulle nuove cure mediche per il melanoma.
Sabato 18 e domenica 19 maggio, a Tadasuni, si terrà il “Piccolo festiva della sostenibilità”, promosso dall’associazione culturale “AnimaMente Territorio”, in collaborazione con l’associazione culturale S. Michele di Tadasuni e il comune di Tadasuni, con il patrocinio della Provincia di Oristano, della presidenza del consiglio della Regione, della Camera di Commercio di Oristano. Il festival ha come soggetto territoriale il Guilcier, e come obiettivo quello di invitare la popolazione locale, attraverso momenti di incontro, confronto e analisi, a riflettere sulla necessità di riscoprirsi al “centro“ del sistema e di questo esserne parte attiva e propositiva. Il festival vuole anche avere l’ambizione di individuare nuove prospettive che sappiano conciliare (anche come strumento di contrasto allo spopolamento) la tutela e la salvaguardia del territorio con il benessere economico e la coesione sociale. La manifestazione, che in questa edizione ha per tema “Musica e cultura sarda, dentro e fuori i confini del Mediterraneo”, si sviluppa su tre direttrici principali, nell’ambito delle quali elementi significativi sono: la tavola rotonda “sonos sardos, sonos de mundu, nella geometria del futuro”, che, oltre alla partecipazione degli etnomusicologi Sebastiano Pilosu e Marcello Marras, del già presidente Tenores Sardegna, Peppino Cidda, dell’antropologo Miguel Coira Lopez (dell’Università di Madrid) e della linguista Daniela Zizi, che relazioneranno sulle affinità e differenze tra la poesia estemporanea sarda e quella spagnola, prevede anche la partecipazione dei tenores Su Cuncordu Bator Moros di Fonni, Tenore Untana Vona di Orgosolo, Su Cuntrattu seneghesu di Seneghe, Tenore di Neoneli, Su Cunztertu abbasantesu d Abbasanta. Quindi il concerto del “Tenores d'aterùe” e “I Die 'e Amargura” (DeA), con la partecipazione straordinaria di Maria Giovanna Cherchi e i tenores che partecipano al convegno. I primi sono tenores americani che cantano in lingua sarda, Quattro musicisti del Massachusset, la terra del blues, del jazz e del rock and roll. Dopo quasi dieci anni di studio si sono esibiti negli Stati Uniti e in Canada. Straordinario esempio di tecnica e tenacia, i “Tenores d'Auterùe” rappresentano gli unici musicisti in grado di eseguire il “canto a tenore” sardo pur non essendo sardi. “I Die 'e Amargura” (DeA) sono un gruppo toscano nato dall'incontro di quattro musicisti provenienti da culture musicali differenti, mentre le ballerine provengono dalla prestigiosa scuola di flamenco “Proscaenium” di Pisa. I DeA sono riusciti a forgiare un sound particolarissimo, con i loro brani che hanno un sapore misterioso e raffinato, arricchito dalla presenza del canto a “tenore” della Sardegna. Nell’ambito della manifestazione da sottolineare la mostra “I tesori di un'Isola”, a cura dell’Ente Foreste, e i laboratori di educazione ambientale; la cittadella del fare e del vivere sostenibile; la cittadella delle arti e dei saperi, esposizione e mostra-mercato, con la partecipazione ìoltre 40 espositori. A corollario, mostra fotografica, ginnastica artistica, attività sportive, danza, artisti di strada.
Di greg (del 08/05/2013 @ 14:13:24, in politica, linkato 1032 volte)
Il consiglio comunale di Oristano ha approvato a maggioranza il nuovo regolamento Imu e le aliquote per il 2013. Con le nuove disposizioni introdotte dall’assemblea civica l’aliquota Imu per gli immobili relativi a imprese commerciali o che costituiscono beni strumentali per l’esercizio di arti o professioni cala dall’8,6 al 7,6 per mille. La rimodulazione delle aliquote Imu per il 2013 prevede anche la riduzione di un punto, dall’8,6 al 7,6 per mille, per le unità abitative e loro pertinenze, acquisite in linea retta per effetto di successione e fino al primo grado per un periodo limitato a 12 mesi dalla data del decesso del proprietario. Riduzione dal 10,6 al 5,8 per mille anche per le unità abitative concesse in locazione a studenti universitari. “La riduzione dell’aliquota per gli immobili relativi ad imprese commerciali o che costituiscono beni strumentali per l’esercizio di arti o professioni consente di andare incontro alle esigenze del sistema produttivo che, anche a Oristano, sta mostrando segni di sofferenza sempre più evidenti – ha spiegato l’assessore al Bilancio e ai tributi, Giuseppina Uda -. È una riduzione consistente, con 2 milioni di euro di risparmio tra tutti gli operatori. Una somma molto più alta di un’eventuale manovra di azzeramento dell'aliquota dell'abitazione principale. Il nuovo regolamento – ha aggiunto l’assessore Uda - si adegua alla rimodulazione delle aliquote, e definisce meglio alcuni aspetti. Viene definito meglio il concetto di abitazione principale, ed è stata inserita una parte che disciplina i casi di separazioni di fatto con residenza anagrafica dei coniugi nello stesso comune ma in due abitazioni differenti. Il regolamento definisce meglio anche le pertinenze”. La seduta del consiglio comunale è stata a lungo sospesa, in seguito a una richiesta della minoranza che voleva esaminare un emendamento dei capigruppo di maggioranza sulla riduzione della base imponibile dei terreni in zona C2RU (prevalentemente quelli di Sa Rodia e di alcune zone oltre la ferrovia a Silì). Alla ripresa dei lavori la maggioranza ha ritirato l’emendamento, presentandone contestualmente un altro per l’eliminazione della norma del regolamento che prevedeva la riduzione del 30% della base imponibile per le aree fabbricabili situate in zona C2RU. Il gruppo consiliare dell’Udc, invece, ne ha presentato un altro, con cui ha chiesto la soppressione dell’articolo con cui si stabilivano incentivi per il personale dell’Ufficio tributi. Entrambi gli emendamenti sono stati approvati. Dai banchi dell’opposizione sono partite numerose critiche per la politica fiscale dell’ente, e per il modo con cui è stata gestita la disciplina delle zone C2RU, manifestando scollamento tra maggioranza ed esecutivo. Critiche che il sindaco Tendas ha accettato, invitando però il consiglio comunale a votare all’unanimità la manovra, che va nella direzione di un alleggerimento della pressione dei tributi su alcune categorie e tra queste le attività produttive, assicurando che “…il comune ha la ferma intenzione di affrontare definitivamente i problemi di Silì, Sa Rodia e delle altre zone C2 RU”.
Il consiglio regionale ha approvato, all'unanimità, l'emendamento alla finanziaria proposto da Gian Valerio Sanna e a dai suoi colleghi del Pd, che stabilisce la riduzione dell'Irap al 70% per imprese ed enti locali, e all'1% per l'amministrazione statale. Una decisione importantissima per le imprese sarde, per la quale Gian Valerio Sanna (a cui tutti hanno riconosciuto la paternità dell'emendamento), in commissione prima e in aula dopo, si era battutto con forza, riuscendo poi a convincere l'intero consiglio regionale. Il raggiungimento di un traguardo così importante è stato sottolineato anche dalla presidente del consiglio regionale, Claudia Lombardo. "Oggi il consiglio regionale della Sardegna ha gettato le fondamenta per costruire un percorso unitario verso l'uscita dalla crisi che attanaglia l'isola e che ha portato al collasso il suo sistema produttivo". Questo il commento, a caldo, della presidente del consiglio regionale, Claudia Lombardo, che, come detto, ha espresso apprezzamento per l'unità di intenti dell'assemblea regionale, dopo la votazione all'unanimità dell'emendamento che ha modificato l'articolo 1 della legge finanziaria all'esame dell'aula, introducendo l'abbattimento dell'imposta. “L'approvazione all'unanimità dell'emendamento che consentirà la riduzione del 70% della aliquota Irap dovuta dai privati e dalle amministrazioni pubbliche locali e regionali – ha sottolineato Claudia Lombardo -, è un primo passo significativo verso l'auspicata unità d’intenti, che conduca tutte le forze politiche regionali a privilegiare gli interessi del popolo sardo, superando steccati, barriere e divisioni di appartenenza e di colore politico. Il provvedimento comporta, infatti, un'attesa boccata d'ossigeno per tutto il sistema produttivo dell'Isola, mediante una riduzione del costo di impresa, quindi favorendo un positivo clima per consentire il rilancio dell'occupazione. Un non irrilevante ulteriore effetto della sua applicazione si ottiene attraverso un sensibile risparmio dei costi della pubblica amministrazione regionale che, ad esempio, per il solo consiglio regionale ammonta a circa 2 milioni di euro. Siamo consapevoli che non si tratta di una misura sufficiente a portare l'economia della Sardegna fuori dalle palude della crisi – ha dichiarato ancora la Lombardo -, ma coltiviamo altrettanta consapevolezza che si sia intrapresa la strada giusta che, grazie a questo spirito unitario, ci consentirà di guardare al nostro futuro con rinnovata speranza e fiducia. C’è da sottolineare, infine, che si tratta di un provvedimento che esalta l'esercizio della nostra autonomia, in quanto libera risorse vitali senza richiedere aumento di spesa e, soprattutto, senza aiuti esterni da parte dello Stato".
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"Seguo la vicenda, in stretto coordinamento con il ministro Lupi, e chiariremo presto tutti gli aspetti tecnici e normativi con il Servizio nazionale dighe del ministero e le istituzioni dell'isola, a partire dalla Regione. Nessun allarmismo, quindi, anche perchè si tratta di un provvedimento in corso di approfondimento e di studio in sede tecnica". Lo ha dichiarato il sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti, Erasmo D'Angelis, intervenendo sulle provvedimento che prevede lo svuotamento delle dighe anche in Sardegna, che ha provocato un'ondata di reazioni polemiche nell'isola. “Abbiamo ben presenti - ha aggiunto l'esponente del governo -, i problemi connessi alla carenza di risorsa idrica in Sardegna, e l'immenso valore dell'acqua, soprattutto nei mesi estivi. Nessuno vuole aumentare le criticità del settore e svuotare gli invasi dell'Ente Acque, attualmente con circa 2200 milioni di metri cubi di preziosa risorsa invasata, buttandone via 1.5 milioni di metri cubi. E' del tutto evidente, poi, per quanto riguarda la normativa anti-sismica, che la Sardegna è tra le pochissime aree che rientra in zona 4, con una sismicità molto bassa. Resta, in ogni caso, il tema della valutazione tecnica circa la progettazione e la costruzione delle dighe di sbarramento italiane, alla luce dell'entrata in vigore delle nuove normative di sicurezza. Ma ciò non può comportare automatismi privi di alcuna logica - ha concluso D’Angelis -, rispetto a procedure che rimandano a valutazioni realistiche e approfondite della situazione generale e, quindi, dei singoli casi".
I dipendenti pubblici del distretto di Oristano da oggi possono usufruire di nuove attività di assistenza domiciliare. Lo stabilisce l’accordo di programma sottoscritto dal comune di Oristano, ente capofila del Plus di Oristano, e dall’Inps, gestione dipendenti pubblici (ex Inpdap), in attuazione del “Progetto Home Care Premium” “Il progetto prevede l’erogazione di servizi di assistenza domiciliare a favore di dipendenti e pensionati pubblici iscritti alla gestione Inpdap, dei loro coniugi conviventi (anche separati) e dei familiari entro il primo grado di parentela, dei 24 comuni del distretto di Oristano del Plus”, ha precisato l’assessore ai servizi sociali del comune di Oristano, Maria Obinu, nel corso di una conferenza stampa, convocata per illustrare i contenuti dell’accordo di programma sottoscritto dal sindaco Guido Tendas. Al momento, con uno stanziamento dell’istituto di previdenza di 200 mila euro, saranno soddisfatte le esigenze di 150 soggetti in condizioni di non autosufficienza”. Home Care Premium, a livello nazionale, finanzia progetti innovativi e sperimentali di assistenza domiciliare e tra questi anche quello del comune di Oristano che, quale ente capofila Plus, è stato individuato come soggetto proponente. Il comune si farà carico della gestione, attraverso uno sportello sociale di informazione e consulenza familiare, già aperto a palazzo degli Scolopi (telefono 0783 791220 cell. 349 1067925; assistente sociale Sabina Pau; dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13). Il progetto ha preso il via nel novembre 2012 quando l’istituto di previdenza ha convenzionato sull’intero territorio nazionale enti locali virtuosi, innovatori, fortemente orientati ai bisogni dei propri cittadini, capaci di sperimentare forme d’intervento assistenziale sostenibili e trasferibili a livello nazionale e internazionale, attraverso i quali poter fornire prestazioni di assistenza domiciliare ai propri utenti della gestione dipendenti Pubblici. “In Sardegna hanno aderito 19 Plus, su un totale di 25, con 274 comuni coinvolti e 2617 potenziali beneficiari. Il budget fissato a livello regionale è di 10 milioni di euro – ha precisato Dario Greco, vicario della direzione generale regionale dell’Inps, gestione dipendenti pubblici -. Si tratta di servizi i cui costi saranno coperti con i contributi pagati dai dipendenti pubblici”. Il progetto ha lo scopo di sostenere e definire interventi diretti assistenziali, in denaro o natura, e di supportare gli utenti nell’affrontare, risolvere e gestire le difficoltà connesse allo status di non autosufficienza proprio o dei propri familiari. Sono previste attività di informazione, consulenza e formazione, connesse a quelle del supporto assistenziale diretto e indiretto. Sono previste azioni per l’inserimento, l’installazione e l’utilizzo, a domicilio, di dotazioni fisiche e attrezzature (ausili) o di strumenti tecnologici di domotica, atti a ridurre il grado di non autosufficienza, il livello di bisogno assistenziale e il rischio di ulteriori degenerazioni e aggravamenti. Le domande di assistenza domiciliare dovranno essere trasmesse, per via telematica attraverso la procedura informatica accessibile dal sito www.inpdap.gov.it, dal sito www.inps.it, attraverso il servizio di Contact Center al numero gratuito 803164 o attraverso lo sportello sociale attivato al comune di Oristano, entro il 30 Settembre 2013.
Per il quarto anno consecutivo ritorna “Il Maggio della Torre”. Per tre domeniche i prodotti tipici dell’oristanese saranno in vetrina in riva al mare grazie all'iniziativa varata dal Comune di Oristano per valorizzare, stimolare ed incentivare il consumo, l’acquisto e l’apprezzamento dei prodotti tipici dell’oristanese. Il ricco programma della manifestazione è stato presentato ai giornalisti nella terrazza della torre spagnola di Torregrande, dal sindaco di Oristano, Guido Tendas, e dagli assessori al Turismo e all’artigianato, Peppino Marras, e all’agricoltura, industria e commercio, promozione e sviluppo delle attività produttive, Salvatore Scintu. Alla conferenza stampa hanno partecipato anche rappresentanti della Pro loco di Oristano, dei residenti e degli operatori commerciali di Torregrande.
Anche quest’anno Oristano ospita “Bicincittà”, tradizionale appuntamento con la solidarietà, organizzato dall’Unione italiana sport per tutti e dall’Associazione italiana sclerosi multipla, in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Oristano. L’iniziativa è stata presentata ai giornalisti, in sala giunta, dal sindaco di Oristano, Guido Tendas; dall’assessore comunale all’Ambiente, Efisio Sanna; dal presidente dell’Uisp, Bruno Bianchina; e dal presidente dell’Aism, Paola Melis..
Il consiglio provinciale di Oristano ha approvato il regolamento per la commissione sulle Pari Opportunità, definendone principi istitutivi, finalità e competenze. “La stesura del documento è frutto di un lavoro avviato da tempo - ha detto nel presentare in aula la proposta il consigliere provinciale e presidente dell'attuale commissione alle Pari Opportunità, Serafino Oppo -, un lavoro portato avanti dalla commissione che presiedo, insieme a quelle agli Affari Generali e Lavoro”. L'elaborato, approvato dal consiglio provinciale, si compone di sei articoli che regolano le modalità di funzionamento della commissione. La commissione avrà durata pari a quella del mandato elettivo del consiglio provinciale, e sarà composta, oltre che alla consigliera di Parità, che vi fa parte di diritto, da cinque rappresentanti espressi dal consiglio provinciale, di cui tre della maggioranza e due della minoranza: un rappresentante degli enti locali scelto tra rappresentante del mondo imprenditoriale, del volontariato, del mondo sindacale, del mondo della scuola. La commissione dovrà operare per rimuovere gli ostacoli che, di fatto, costituiscono discriminazione diretta o indiretta nei confronti delle donne, per valorizzare la differenza di genere e per favorire le condizioni di riequilibrio della rappresentanza tra uomo e donna in tutti i luoghi decisionali del territorio provinciale. Il regolamento è stato approvato con la sola astensione del consigliere Egidio Loi che, in linea con quanto espresso precedentemente, ritiene che Commissione per le pari opportunità debba essere aperta alle diverse situazioni di disparità sociale.
E' una corsa contro il tempo quella che la Provincia ha intrapreso per impedire il definanziamento, da parte della Regione, delle opere di risanamento degli stagni dell'oristanese. L'assessore provinciale all'ambiente, Emanuele Cera, ha sollevato il problema già da qualche settimana, non appena avuta conoscenza del progetto di finanziaria regionale, che prevede, appunto, il definanziamento. La notizia ha messo in allarme, soprattutto, le cooperative dei pescatori, pronte a sostenere, anche attraverso una mobilitazione, le azioni della Provincia. Azioni che sono state messe a punto in un doppio incontro, tenutosi oggi in Provincia: il primo con la commissione ambiente e i rappresentanti del comparto pesca delle associazioni di categoria (Gabriele Chessa della Lega Cooperative, Raffaele Manca dell'Unione Cooperative, Roberto Marongiu dell'Unci); il secondo con l'assessore provinciale, Emanuele Cera, e i presidenti delle cooperative dei pescatori dell'oristanese. In entrambi gli incontri è stato evidenziato il paradosso di una Regione, che per ritardi imputabili solo a se stessa, mette a rischio finanziamenti attesi da anni. "A questo punto, però, è necessario mettere da parte le contrapposizioni - ha detto l'assessore Cera - e far sì che vengano approvati degli emendamenti per consentire il mantenimento delle risorse". Una posizione condivisa anche da Bepi Costella, presidente della commissione provinciale Ambiente e dai consiglieri provinciali, Stefano Figus e Andrea Casu, presenti all'incontro, ma anche dalle cooperative dei pescatori e dai rappresentanti delle associazioni di categoria, che invieranno alla Regione un documento congiunto che prende posizione contro l'ipotesi di definanziamento. Se confermato il definanziamento – ha scritto Cera nella nota indirizzata al presidente del consiglio regionale e a tutti i capigruppo – si rischierebbero forti tensioni sociali. In pratica, sono in forse le opere di risanamento degli stagni di Marceddì (2 milioni 200 mila euro), Santa Giusta(3 milioni), Corru s'Ittiri (un milione), Cabras (2 milioni 200 mila euro).
Una interpellanza, sulla reale consistenza del rischio idrogeologico nel territorio di Terralba, è stata presentata dal consigliere provinciale di Oristano, Stefano Figus: “Premesso che Il territorio di Terralba è stato interessato dall’adozione del progetto del Piano Stralcio delle Fasce Fluviali, allegato al Piano di Assetto Idrogeologico; lo studio che ha portato alla realizzazione del Pai, effettuato per conto dell’Autorità di bacino regionale della Sardegna, prevede in caso di pioggia eccezionale una tracimazione della diga di laminazione di “Flumini Vinca”, con conseguente esondazione dell’asta fluviale del Rio Mogoro, a valle della diga, in prossimità del centro urbano di Terralba; il modello di calcolo a base dello studio proposto dall’Autorità di bacino, così come nella versione del febbraio 2012, ipotizza, al verificarsi degli eventi piovosi di natura eccezionale, un allagamento di circa l’80% del territorio comunale, con tempo di ritorno di 50 anni; sulla base del suddetto studio l’unico quartiere del territorio terralbese esente da rischi sarebbe quello di San Ciriaco, caratterizzato da una elevata orografia; pertanto, sulla base del suddetto elaborato proposto dall’Autorità di bacino, l’80% dell’area urbana del comune di Terralba sarebbe sottoposta a rischio idrogeologico “Hi4”, ossia la qualificazione più elevata del rischio; conseguentemente, asseverando tale studio, l’80% dell’area urbana del territorio terralbese dovrebbe essere sottoposta a vincolo di inedificabilità e verrebbe, altresì, preclusa ogni altra attività di trasformazione del territorio, che in qualche modo possa ostacolare il deflusso delle acque di esondazione. Rilevato: che L’amministrazione comunale, dietro richieste insistenti dei cittadini, destinatari della tutela loro riconosciuta dal suddetto studio, si è attivata al fine di comprendere se realmente lo scenario prospettato dallo studio proposto dall’Autorità di bacino sia reale e perfettamente conforme allo stato fattuale o sia il frutto di un eccesso di scrupolo a mero vantaggio delle coscienze dei redattori dello studio ed a svantaggio di un intero territorio destinato, in queste condizioni, a scomparire; che, pertanto, il comune di Terralba si è avvalsa degli strumenti previsti dal nostro ordinamento giuridico al fine di appurare con certezza, nel rispetto del bene primario dell’incolumità dei cittadini, se realmente il rischio idrogeologico paventato dallo studio del 2012, sia conforme alla realtà; che a tal fine è stato adito il Tribunale delle Acque pubbliche e, in funzione coadiuvante dell’attività giudiziaria, è stato conferito incarico alla Società Ipros srl, al fine di redigere un piano di dettaglio scientificamente avanzato per la verifica della reale consistenza e tipologia di rischio idrogeologico gravante sull’area in argomento. Considerato: che la Ipros srl ha già provveduto ad elaborare i risultati del proprio studio; che l’esito di tale studio ha portato a risultati differenti rispetto a quello condotto dall’Autorità di bacino; che, infatti, a parità di condizioni delle portate d’acqua ha calcolato un fenomeno di inondazione del bacino idrografico molto più contenuto e meno gravoso rispetto a quanto ipotizzato al Piano stralcio delle fasce fluviali; che la serietà e dovizia di dettagli e di calcolo che hanno caratterizzato lo studio redatto dalla Ipros srl, riconosciuti, anche, dall’Autorità di bacino, danno autorevolezza ai risultati ai quali la Società è pervenuta; che, pertanto, è verosimile che l’Autorità di bacino abbia ecceduto in scrupolo nel formulare le conclusioni di cui al Psff; che l’intento dell’amministrazione comunale, lungi dal porsi in conflitto con quello regionale, stante il medesimo obiettivo, ossia la tutela dell’incolumità dei cittadini, è quello di sacrificare alla inedificabilità solo la parte di territorio che realmente, secondo calcoli precisi e reali, sia sottoposta a rischio idrogeologico, e non la vastissima area individuata, per eccesso di scrupolo, dalla Autorità di bacino; che, infatti, lo studio di dettaglio redatto dalla Ipros, per conto del comune di Terralba, prevede, all’avverarsi delle condizioni meteo più avverse ed eccezionali, un allagamento e perimetrazione del bacino di laminazione che interessa quasi esclusivamente aree marginali rispetto al centro urbano; che ciò conferma che le conclusioni alle quali è pervenuta l’Autorità di bacino sono il frutto di scelte dettate da un eccesso di scrupolo, allo stato ingiustificato e dannoso; che, invero, la responsabilità di rendere inedificabile, ergo destinare all’abbandono, l’80% del territorio comunale di un piccolissimo centro urbano, deve essere sorretta da motivazioni chiare ed incontrovertibili, nonché insuscettibili di soluzioni alternative; che, invece, dallo studio redatto dall’Ipros, società autorevole nel settore, è emerso che il rischio idrogeologico è riservato a fasce di territorio marginali rispetto al centro urbano; che l’amministrazione comunale, condividendo i risultati cui è pervenuta la Ipros srl, ritiene che la Regione Sardegna possa intervenire attuando delle opere di mitigazione, quali la realizzazione di aperture laterali negli attuali argini del Rio Mogoro del tipo a seracinesca, ad una ragguardevole distanza di sicurezza dal centro urbano, secondo la tipologia già in uso nei canali della bonifica arborense, al fine di ridurre all’occorrenza la portata idraulica del rio a monte ed a valle del centro urbano, consentendo l’eventuale allagamento di terre agricole lontane dal centro urbano; che ciò consentirebbe, in un momento quale quello attuale, di non ammazzare definitivamente un comparto già in fortissima crisi quale quello dell’edilizia. Tutto ciò grazie alla acclarata sicurezza dei cittadini. Interpella Il presidente della giunta, per sapere: quali interventi e iniziative documentate sono state messe in campo dalla Provincia che, a settembre 2011, aveva partecipato alla riunione congiunta dei consigli comunali dell'unione del terralbese, assumendo l'impegno di sostenere il territorio interessato; quali ulteriori iniziative urgenti si intendono prendere per scongiurare l'approvazione del piano della Regione che come descritto nel corpo del documento comprometterebbe inevitabilmente lo sviluppo presente e futuro di quel territorio”. (Stefano Figus, consigliere provinciale di Oristano).
Il totale delle imposte e delle tasse pagate dalla Saras, di competenza della Sardegna, negli ultimi cinque anni, ammonta a circa 2 miliardi e mezzo di euro. Lo ha messo in evidenza la società di Moratti, che ha precisato come, nel solo 2012, la cifra è stata di circa 700 milioni di euro. Per certe imposte - si legge in una nota -, quali Irap, Imu e accise, questo è dovuto principalmente alla presenza della raffineria di Sarroch. Per altre, quali Ires ed Iva, il pagamento di una quota in Sardegna dipende dalla scelta esplicita di Saras di collocare la sede legale di tutte le proprie società in Sardegna. Questo a testimonianza non solo dell'importanza delle attività produttive della Saras per il territorio, ma anche della sua volontà di radicarvisi e di contribuire al suo sviluppo nella maggior misura possibile”.
Il plenum del Consiglio superiore della magistratura ha deliberato di inviare nelle sedi sarde 16 magistrati ordinari di tirocinio (Mot), destinati a colmare le gravi lacune negli organici delle Procure e dei Tribunali dell'isola. Il numero maggiore arriverà a Nuoro (cinque giudici e un sostituto), dove le carenze sono croniche da tempo, tant’è che nel capoluogo barbaricino prosegue, da mesi, lo sciopero dei legali, confermato fino al 31 maggio. Quattro posti verranno ricoperti a Oristano (tre in Tribunale e uno in Procura), quattro in Tribunale a Sassari, un sostituto arriverà in Procura a Lanusei, e un giudice in Tribunale a Tempio. La scorsa settimana la terza commissione del Csm aveva deliberato l'arrivo in Sardegna di 22 magistrati scesi invece a 16, in seguito alla decisione del plenum del Csm.
Un rappresentante di commercio, di 52 anni, è stato rapinato, a Oristano, in via dei Maniscalchi, a poca distanza dal centro commerciale “Porta Nuova”. Un malvivente, a volto scoperto, si è avvicinato al rappresentante, che si trovava a bordo della sua auto, e lo ha minacciato con un coltello, facendosi consegnare il portafogli, una macchina fotografica e un computer portatile. Il rapinatore è poi fuggito a bordo di un ciclomotore guidato da un complice. Immediatamente sono scattate le ricerche in città da parte delle Forze dell’ordine ma le indagini, affidate ai Carabinieri della Stazione di Oristano e del Nucleo Operativo e Radiomobile, non hanno dato per il momento alcun risultato.
Durante una cerimonia, svoltasi nella Prefettura di Oristano, è stata assegnata la medaglia d'oro alla memoria dell'appuntato dei Carabinieri, Antioco Deiana, originario di Ardauli, assassinato dalle Brigate rosse l'8 giugno del 1976, a Genova. Fu quello uno dei primi atti terroristici delle Brigate Rosse, che portò all'uccisione del magistrato Francesco Coco, originario di Terralba, Procuratore generale della Corte d'Appello di Genova. Nell'assalto armato, assieme all’appuntato Antioco Deiana, morì anche un altro Carabiniere di scorta al magistrato, il brigadiere Giovanni Saponara. E' stato il prefetto, Giovanni Russo, a consegnare la medaglia d'oro alla vedova dell'appuntato Deiana, Anna Maria Marras, e al figlio Massimo, che all'epoca dei fatti aveva solo 8 anni. Alla cerimonia hanno preso parte autoritaàcivili e militari, e alcuni studenti dell'Istituto Magistrale “Benedetto Croce” e dell'istituto Othoca, che hanno illustrato una breve relazione sulle vittime del terrorismo. Le indagini della magistratura accertarono che il magistrato Francesco Coco venne assassinato dalle Br per essersi opposto al rilascio di 8 brigatisti, dopo la liberazione del giudice
Sossi, rapito nel 1974.
Di pig (del 06/05/2013 @ 21:01:19, in poilitica, linkato 926 volte)
Sulla decurtazione dell’indennità a cinquemila euro lordi i parlamentari M5S sono stati d’accordo fin dall’inizio. Ma sulla diaria e su tutti i rimborsi forfettari delle spese accessorie (che ammomtano complessivamente a oltre 8mila euro), tra i grillini la spaccatura è netta: da un lato la linea Grillo-Casaleggio (rimborso delle spese rendicontate e destinazione di tutta la parte eccedente al “fondo di solidarietà”), dall’altro il principio di libera scelta, così riassumibile: la rinuncia a quella quota di spese non sostenute ma comunque rimborsate dallo stato deve essere a discrezione del singolo parlamentare. Accuse che i parlamentari del Movimento Cinque Stelle rispediscono al mittente: “Ci si sta occupando del nulla”, dicono. Il retroscena è raccontato da Repubblica, secondo cui nel weekend i 163 deputati e senatori 5 Stelle hanno partecipato a un sondaggio per capiure come comportarsi, appunto, con la diaria. Secondo Repubblica il risultato, a ieri pomeriggio, era tutt’altro che unanime: avrebbero votato in 132 su 163. E il 48% vuole che le diarie vengano mantenute, con l’obbligo di rendicontare, sì, ma senza dovere restituire per forza la parte eccedente. I parlamentari Cinque Stelle rispondono che il quotidiano diretto da Ezio Mauro si “occupa del nulla”. Dopo Ballarò – si legge nella replica pubblicata sul blog di Beppe Grillo – ecco La Repubblica. E’ il deputato Roberto Fico, in particolare, a muovere una precisa accusa: “Prende pezzi sparsi dal forum interno e privato dei parlamentari del movimento Cinque Stelle, decontestualizza i ragionamenti, costruisce titoli per screditare il movimento e per mettere noi parlamentari contro Beppe Grillo e viceversa. Gioco vecchio e che non funziona”. Secondo quanto scrive Fico “l’onestà intellettuale vorrebbe prima di tutto che si raccontasse il grande risparmio che si ha con i parlamentari del movimento partendo dai 42 milioni di euro di rimborsi elettorali non presi perché non voluti e poi la rinuncia all’assegno di fine mandato, circa 30mila euro a parlamentare, la riduzione del 50% dell’indennità e in più la rendicontazione on-line di tutte le spese sostenute”, dice ancora Fico. “Questa è la notizia in un parlamento in cui nessuno rinuncia mai a niente”, rivendica. “I ragionamenti estrapolati chissà come dal nostro forum e costruiti ad arte per fare un bel titolo li lasciamo appunto alla Repubblica“, scrive ancora il deputato. “Invitiamo tutti gli altri parlamentari a seguire il nostro grande esempio – conclude – Noi rinunciamo anche alle doppie indennità di carica vedi Luigi Di Maio, Claudia Mannino, Ricardo Fraccaro“. Ma cosa dice il codice di comportamento degli eletti? Alla voce “trattamento economico” si legge: “L’indennità parlamentare percepita dovrà essere di 5 mila euro lordi mensili, il residuo dovrà essere restituito allo Stato insieme all’assegno di solidarietà (detto anche di fine mandato). I parlamentari avranno comunque diritto a ogni altra voce di rimborso tra cui diaria a titolo di rimborso delle spese a Roma, rimborso delle spese per l’esercizio del mandato, benefit per le spese di trasporto e di viaggio, somma forfettaria annua per spese telefoniche e trattamento pensionistico con sistema di calcolo contributivo”. Il dibattito, quindi, si è acceso sulla differenza tra le spese riconosciute come forfettarie e quelle effettivamente sostenute. A proposito dell’eccedenza rispetto alle spese rendicontate, Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, in una mail agli eletti, hanno chiesto di destinare la somma, appunto, al fondo di solidarietà. Tra i commenti di oggi sul blog di Grillo (dove però non è detto che scrivano solo i militanti del movimento) non mancano le reazioni indignate e le richieste di chiarezza. “Gente abbiamo un problema molto grosso, i giornali sulla storia degli stipendi e delle indennità ci stanno mangiando di brutto, e molta gente che aveva simpatia per il movimento ora ci guarda come lo scarto dei vecchi partiti…occorre informazione e subito…dimostrare con fatti concreti che noi siamo diversi”, scrive Giovanni M. da Empoli. E ancora: “Si può fare chiarezza sulla notizia di oggi riguardo ai rimborsi non restituiti? Sembra che la metà dei nostri non vogliano restituirla…”, scrive un utente con il nickname Marcos. “Lo stipendio dei Senatori e Deputati del M5S, deve essere quello stabilito prima delle elezioni,altrimenti tutti a casa”, aggiunge un’altra utente. (www.ilfattoquotidiano.it)
Il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, si è classificato all’ultimo posto in Italia nella classifica di gradimento tra i cittadini, stilata da Datamonitor. In base a un'indagine su un campione di 800 persone, raggiunte per telefono, il governatore sardo, nel marzo scorso, ha incassato un ulteriore calo dei consensi (lo 0,6%) rispetto all'ultima rilevazione effettuata nel dicembre 2012. Per quanto riguarda Cappellacci l’indagine di Datamonitor era così scontata che può essere considerata una non notizia, tanto è così palese il giudizio altamente negativo che i sardi hanno di Ugo Cappellacci. E, d’altro canto, è difficile non essere d’accordo con Datamonitor, dopo aver constatato l’incapacità e l’inadeguatezza del governatore del Pdl che, oltre ad aver disatteso qualsiasi tipo di promessa, ha caratterizzato questa sua disastrosa legislatura ponendo in essere il “nulla”, e portando la Sardegna in una situazione così drammaticamente precaria che, per chiunque gli subentrerà, sarà comunque difficile da raddrizzare. Il sondaggio di Datamonitor non ha fatto, quindi, che confermare quello che di Cappellacci pensa la maggioranza dei sardi che alle prossime regionali esprimerà tutto il suo dissenso nell’urna, liberandosi del peggior presidente della Regione che la Sardegna abbia mai avuto. Ritornando all’indagine di Datamonitor, la classifica nazionale vede ai primi tre posti Nicola Zingaretti (Lazio), Enrico Rossi (Toscana) e Luca Zaia (Veneto). Nella graduatoria, Cappellacci è giunto sedicesimo ma, di fatto, è all'ultimo posto, perchè Valle d'Aosta e Trentino Alto Adige non sono state oggetto di rilevamento, così come la Basilicata (dove il presidente è dimissionario) e il Friuli Venezia Giulia, dove il governatore è stato appena eletto. L’attività dei “Monitor” di Datamonitor è quella di offrire agli amministratori pubblici uno strumento di verifica continua del proprio operato, e ai cittadini una rinnovata cultura di appartenenza alla comunità.
“Il sondaggio Datamonitor sul gradimento dei presidenti delle Regioni italiane conferma quanto da tempo si sapeva, cioè che eravamo fin troppo facili profeti quando prevedevamo la reazione di terrore dei sardi alla notizia dell'auto-ricandidatura del governatore Cappellacci". Lo ha dichiarato il capogruppo di "Sardegna è già domani", Mario Diana, commentando la classifica che, come detto, vede il governatore, Ugo Cappellacci, all'ultimo posto per quanto riguarda il gradimento dell'elettorato. "Ora che anche un autorevole istituto di ricerche ha certificato quanto chiunque poteva immaginare – ha proseguito Diana -, speriamo in un rinsavimento generale e nell'apertura di un confronto vero, all'interno del Pdl e della coalizione di centrodestra (o di quel che ne resta, visti i mutamenti di scenario legati alle elezioni politiche), che possa portare all'individuazione di un candidato in grado di vincere le imminenti elezioni regionali. A meno che, ovviamente, l'intenzione non sia quella di lasciare campo libero al centrosinistra e battersi per uscire perdenti dalle urne. In tal caso – ha concluso Mario Diana - chi sta promuovendo la ricandidatura di Cappellacci e chi deciderà di seguirlo in questa missione suicida avrà su di sé delle pesantissime responsabilità".
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Una seconda mozione su “interventi di riqualificazione sugli impianti sportivi di Oristano e frazioni” è stata presentata dal consigliere comunale del Pdl, Andrea Lutzu. “Premesso che: vista la delibera del novembre 2009 con la quale venne approvato uno studio di fattibilità riguardante interventi relativi a “Lavori di riqualificazione urbana - viabilità ed impianti sportivi”, redatto dal responsabile del servizio Lavori pubblici, dell’importo complessivo di € 3.500.000,00 di cui € 2.250.000,00 da destinarsi alla riqualificazione della viabilità ed € 1.250.000,00 alla riqualificazione degli impianti sportivi. Visto l’atto aggiuntivo al Programma integrato d’area Or– Campidano dell’agosto 2010, firmato dal sottoscritto, in qualità di vicesindaco del Comune di Oristano in rappresentanza del sindaco Angela Nonnis, con il quale si assegnavano al Comune di Oristano 8 milioni 700 mila euro, per i lavori di ampliamento del porto turistico e dei pescatori di Torregrande e per la riqualificazione urbana della viabilità e degli impianti sportivi. Visto l’inserimento delle seguenti opere già da allora nel Piano delle Opere pubbliche. Vista la nota dell’assessorato ai Lavori pubblici del Comune di Oristano e le varie riunioni avute con la Regione, quale si chiedeva agli assessorati competenti (Lavori pubblici e Programmazione) che il provvedimento di delega sui finanziamenti fosse distinto in due parti, di cui uno da 2.250.000,00 di euro per strade e marciapiedi, ed uno da 1.250.000,00 di euro per gli impianti sportivi, al fine di poter attuare due appalti e di poter condurre due progettazioni organiche per settori. Vista la precedente mozione su questo argomento presentata dal sottoscritto, in data 14 febbraio 2013, ed approvata con delibera del consiglio comunale del 19 marzo 2013. Considerato che: Nella mozione approvata in consiglio comunale il sottoscritto aveva rinunciato alla parte che prevedeva il passaggio in consiglio comunale, successivo al lavoro della commissione allo sport, al fine di velocizzare l’iter amministrativo, nel rispetto però degli altri punti della mozione, tra cui quello di effettuare uno screening di tutti gli interventi da compiersi sugli impianti sportivi, con una valutazione di massima della spesa al fine di valutare delle scelte il più possibile condivise da parte della commissione allo Sport allargata ai capigruppo. In commissione sport, riunita una prima volta circa un mese dopo la delibera di consiglio, non è stato effettuato questo passaggio preliminare, ma si è arrivati in prima istanza con una proposta dell’assessore allo Sport, relativa ad alcuni interventi (quattro o cinque), che è stata oggetto di breve discussione, ma non è stata nè condivisa nè votata dalla commissione. Nella seconda riunione di commissione, effettuata in data 3 maggio, oltre a sottolineare l’assenza dell’assessore, è stata portata all’attenzione dei commissari e dei capigruppo da parte del dirigente del settore Lavori pubblici una proposta modificata, sempre e solo su indicazione dell’assessore allo Sport, e che nella stessa commissione sono state verbalizzate delle dichiarazioni da parte di esponenti della maggioranza e della minoranza che esprimevano dubbi sulla utilità della riunione della commissione, visto che le decisioni sembravano essere già state prese in altri contesti, non rispettando cosi lo spirito della mozione approvata dal consiglio comunale. Nella mozione approvata dal consiglio comunale il 19 marzo si era anche votato di prediligere il ricorso alla progettazione esterna, visto che l’Ufficio tecnico è sommerso di lavoro, a causa della carenza di personale e della urgenza di effettuare altri interventi, ma anche ciò è stato disatteso. Impegna il consiglio comunale, il sindaco e la giunta: 1) A far rispettare lo spirito della mozione originaria, che prevedeva uno screening tecnico-economico di tutti gli interventi da effettuare, al fine di riqualificare e mettere in sicurezza gli impianti sportivi di Oristano e frazioni, da sottoporre alla commissione Sport, per avere poi sulla base di una indicazione della stessa una proposta della giunta da analizzare ed eventualmente condividere in tutto o in parte; 2) A portare, quindi, con urgenza nella commissione competente allo Sport questo studio preliminare su tutti gli interventi sugli impianti sportivi (o almeno i più importanti e significativi). 3) Al fine di avere la massima condivisione e trasparenza, cosi come era nello spirito della mozione originaria, modificata dal consiglio comunale, ma che, purtroppo, non sta seguendo l’iter concordato e votato dal consiglio, a prevedere che la proposta della giunta, sulla base dello studio effettuato dalla commissione porti ad una delibera di indirizzo del consiglio comunale, in analogia a quanto fatto per il progetto di riqualificazione delle strade che è stato recentemente appaltato. (Andrea Lutzu, consigliere comunale Pdl).
L’ordine del giorno del consiglio comunale di Oristano, previsto per il 7 maggio, deve intendersi integrato con i seguenti argomenti: 1) Approvazione nuovo regolamento per l'applicazione dell'imposta municipale unica. 2) Aliquote imposta municipale unica anno 2013. 3) Interpellanza urgente di Andrea Lutzu (Pdl): Lavori di sistemazione ingressi frazioni di Donigala Fenugheddu e Massama. 4) Mozione urgente dell’Udc: Nuovo appalto igiene urbana. 5) Interrogazione urgente di Andrea Lutzu (Pdl): Criticità viabilità ingresso Nord e via Vandalino Casu. Gli argomenti, eventualmente non trattati nella seduta del 7 maggio, verranno discussi nella seduta di aggiornamento dei lavori di giovedì 9 maggio, alle 18.
Ha preso il via a Oristano il “Progetto Integra”. Attivato presso il comune di Oristano, grazie a un finanziamento del Por-Sardegna su inclusione, servizi sociali, istruzione e legalità, interessa 20 soggetti a rischio devianza, residenti nei comuni di Oristano, Aidomaggiore, Assolo, Pau e Santa Giusta. “Il Progetto Integra ha due obiettivi fondamentali – ha spiegato l’assessore ai Servizi sociali del comune di Oristano, Maria Obinu -. Costruire un percorso per elevare gli standard di sicurezza dei cittadini e delle imprese e favorire l’inserimento lavorativo di 20 soggetti a rischio di devianza, attraverso la valorizzazione delle rispettive competenze, attitudini e capacità. Si svolge attraverso la riqualificazione dei contesti territoriali in cui si registra il maggior rischio di insicurezza e criminalità, promuovendo e garantendo il rispetto dei diritti di cittadinanza e i diritti fondamentali”. Nei giorni scorsi l’assessore Obinu ha incontrato i partecipanti, ai quali ha illustrato le finalità e le modalità di esecuzione del progetto. Si inizia in questi giorni con un servizio di orientamento mirato per la valutazione delle competenze, attitudini e capacità dei partecipanti. “I destinatari, accompagnati da un tutor e da personale educativo, saranno guidati all’interno di un’analisi delle proprie aspirazioni ed esperienze lavorative, con lo scopo di individuare il percorso di inserimento più idoneo per ciascuno di loro, con una forte attenzione alle reali possibilità di sbocco sul mercato locale del lavoro – ha aggiunto l’assessore Obinu -. Sono previsti attività formative e tra queste un laboratorio per il conseguimento della certificazione Ecdl per la patente informatica europea. Successivamente, a partire da giugno e fino a gennaio 2014, saranno realizzati i percorsi di inserimento lavorativo attraverso dei contratti di tirocinio di un massimo di 825 ore a persona”. Il tirocinio durerà 8 mesi e sarà svolto presso le imprese del territorio.
Il comune di Oristano, ente capofila del Plus di Oristano, e l’Inps (Gestione dipendenti pubblici - ex Inpdap) hanno siglato un accordo di programma, destinato ai dipendenti pubblici del distretto di Oristano, che possono usufruire di nuove attività di assistenza domiciliare. I contenuti dell’accordo saranno illustrati ai giornalisti, mercoledì 8 maggio, alle 11, in sala giunta, dal sindaco di Oristano Guido Tendas, dall’assessore ai Servizi sociali Maria Obinu, dal direttore regionale dell’Inps Alessandro Tombolini, dal dirigente dell’ufficio welfare dell’Inps Maria Bonaria Varsi, e dal coordinatore del Plus del distretto di Oristano Elisabetta Floris.
Esperti a confronto sabato 11 Maggio a Oristano sul tema della tutela e del benessere del cavallo nelle manifestazioni equestri. L’iniziativa è della Fondazione Sa Sartiglia da sempre impegnata su questo fronte. “Sarà una nuova occasione per confrontarsi su importanti temi legati ad uno dei protagonisti della Sartiglia: il cavallo – ha osservato il presidente della Fondazione Sa Sartiglia, Guido Tendas -. Tutela e benessere del cavallo sono parole d’ordine irrinunciabili in una manifestazione come la Sartglia e in questa direzione la Fondazione è costantemente impegnata. Le attività realizzate nel corso degli anni, i continui progressi, i servizi introdotti ci hanno consentito di essere spesso citati a livello nazionale come un esempio da seguire”. Il convegno, organizzato con la collaborazione del comune di Oristano, e degli assessorati regionali all’Agricoltura, Beni Culturali, spettacolo e sport, Turismo, della Fondazione Banco di Sardegna e della Federazione italiana giochi storici, è in programma sabato 11 maggio, alle 9, a Oristano, nell’auditorium dell’Hospitalis Sancti Antoni. Dopo i saluti del sindaco di Oristano, nonchépresidente della Fondazione Sa Sartiglia, Guido Tendas, dell’assessore regionale all'agricoltura Oscar Cherhi, dell’assessore al turismo della Provincia di Oristano Gianfranco Attende, del direttore generale della Asl di Oristano Mariano Meloni e del consigliere della Figs Maurizio Casu, il convegno entrerà nel vivo con gli interventi degli esperti. Daniela Mulas, consigliere Federazione nazionale ordini veterinari italiani, parlerà del benessere del cavallo nella normativa europea e italiana. Alessandro Centinaio, veterinario Fei, responsabile commissione veterinaria Palio di Legnano, interverrà sui progressi nella tutela e benessere del cavallo fuori dai circuiti ufficiali e delle manifestazioni storico-culturali. Gianluigi Giovagnoli, dei Dipartimenti veterinario e tutela del cavallo della Fise, parlerà del benessere animale nelle attività equestri. Ad Alessandro Spadari, del dipartimento di scienze mediche veterinarie dell’Università di Bologna, toccherà il compito di illustrare le esperienze di lavoro della commissioni veterinaria del Palio del Niballo di Faenza e della Quintana di Ascoli. I nuovi scenari di tutela del Cavallo in occasione della Sartiglia è il tema che sarà affrontato dal presidente della commissione vetrinaria della Fondazione Sa Sartiglia Giuseppe Sedda, mentre Michele Pazzola del dipartimento di Medicina veterinaria dell’Università di Sassari, parlerà delle esperienze cliniche e di ricerca per la valutazione e la tutela del benessere dei cavalli impegnati in Sartiglia. L’ultimo intervento sarà quello di Paola Nicolussi, dell’Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna, che illustrerà l’attività dell’istituto a tutela del cavallo.I lavori saranno moderati da Francesco Obino, direttore della Fondazione Sa Sartiglia.
L'assessore provinciale all'Ambiente, Emanuele Cera, ha convocato un incontro urgente con le cooperative dei pescatori di Cabras, Terralba e Santa Giusta, per “…definire le azioni comuni utili ad una necessaria modifica del progetto di legge finanziaria regionale, nel quale sono a rischio i finanziamenti per gli interventi di risanamento degli stagni dell'oristanese”. L'incontro è stato fissato per giovedì 9 maggio, alle 16, presso gli uffici del settore Ambiente, in via Liguria 60, a Oristano.
Il consiglio provinciale di Oristano è stato convocato per lunedì 13 maggio, alle 17, per l’esame del seguente ordine del giorno: interpellanza del Pd (primo firmatario Francesco Federico) sui canoni di locazione per immobili pagati dall’amministrazione provinciale e sul patrimonio immobiliare inutilizzato di proprietà dello stesso Ente; mozione presentata dal Pd sulle iniziative dell’amministrazione provinciale atte a contrastare il progetto di trivellazione nel territorio di Arborea denominato “Eleonora”; interpellanza del Pd (primo firmatario Mario Tendas) sulla “Richiesta di chiarimenti urgenti in merito al futuro della Sea, l’Agenzia per l’energia sostenibile della Provincia di Oristano”; mozione presentata dai consiglieri Tendas, Oppo, Buttu, Mele, Madau, Basciu e Loi su “Iniziative politico–amministrative in ordine alla chiusura delle sale d’attesa e dei servizi igienici di diverse stazioni ferroviarie della Sardegna e sulle condizioni del sistema infrastrutturale della rete ferrovia Sarda”; ordine del giorno, presentato dalla commissione consiliare “Sanità– Pari Opportunità–Rapporto con gli Enti Locali” sulle iniziative politico–amministrative a sostegno delle ex Zir della Provincia”; interpellanza presentata dal Pd (primo firmatario Francesco Federico) sulle condizioni della nuova palestra dell’Istituto superiore “Don Deodato Meloni” di Nuraxinieddu; mozione presentata dal cosnigliere Stefano Figus sulla bonifica dalla presenza di amianto nel litorale di Sassu nel comune di Santa Giusta; interpellanza presentata dal gruppo Pd sulla mancata assunzione dei disinfestatori e sui ritardi nella lotta contro le zanzare e pericolo di diffusione del virus della West Nile; proposta di declassificazione della strada provinciale n. 44; ordine del giorno presentato dalla commissione “Sanità–Pari Opportunità –Rapporto con gli Enti Locali” sulle iniziative politiche e amministrative a sostegno della donazione degli organi; mozione del Pd sulla revoca del regolamento approvato dal consiglio provinciale per l’uso dei diserbanti nelle strade provinciali e divieto di utilizzo nelle proprietà dell’amministrazione provinciale”; interpellanza presentata del Pd sulle iniziative urgenti riguardanti la società Spo, Servizi Provincia di Oristano Srl.
L’assessore provinciale di Oristano, Serafino Corrias, comunica che la presentazione della manifestazione “Piccolo Festival della sostenibilità” (in programma a Tadasuni il 18 e 19 maggio), organizzato dall'associazione culturale “AnimaMente Territorio”, si terrà il 13 maggio, alle 11, nell’aula consiliare della Provincia, e sarà presieduta dal presidente dell'associazione, Leonardo Depani.
Luisa Esposito, 66 anni, nata a Roma ma residente a Cagliari, è morta questo pomeriggio all'ospedale San Martino di Oristano, dopo essere rimasta gravemente ferita in un incidente stradale, avvenuto attorno alle 14 sulla Statale 131, all'altezza del bivio per Fenosu. Secondo una prima ricostruzione della Polizia stradale la donna, alla guida di una monovolume, una Citroen C4, che viaggiava in direzione di Sassari, avrebbe tamponato violentemente un tir che viaggiava sulla stessa corsia. Il violento urto ha anche causato l'esplosione di alcuni pneumatici del mezzo pensante. L'autista del tir è rimasto illeso, mentre per la donna, putroppo, non c’è stato niente da fare.
Di pig (del 03/05/2013 @ 22:02:22, in politica, linkato 935 volte)
A Oristano cala di un punto percentuale l’aliquota Imu per gli immobili relativi a imprese commerciali o che costituiscono beni strumentali per l’esercizio di arti o professioni. La proposta di delibera, che porta dall’8,6 al 7,6 per mille l’aliquota Imu, martedì 7 maggio sarà portata all’attenzione del consiglio comunale dall’ottimo assessore al Bilancio e ai tributi, Giuseppina Uda (la vera locomotrice della giunta Tendas). “La modifica si rende necessaria per andare incontro alle esigenze del sistema produttivo che anche a Oristano sta mostrando segni di sofferenza sempre più evidenti - ha osservato l’assessore Uda -. Così come l’anno scorso abbiamo voluto dare un segnale a tutte le famiglie con la riduzione dell’aliquota dal 5 al 4 per mille per la prima casa, oggi stabiliamo un’aliquota più bassa di cui si avvantaggerà il sistema produttivo, imprese e professioni. Sulle altre misure riguardanti l’ìmposta muncipale unica attendiamo le decisione del governo Letta, ma al momento possiamo già prevedere queste nuove misure pienamente compatibili con il bilancio comunale”. La rimodulazione delle aliquote Imu per il 2013 prevede anche la riduzione di un punto, dall’8,6 al 7,6 per mille, per le unità abitative e loro pertinenze, acquisite in linea retta per effetto di successione e fino al primo grado per un periodo limitato a 12 mesi dalla data del decesso del proprietario. La delibera che martedì sarà portata all’attenzione del consiglio comunale fissa anche una nuova aliquota, riducendola dal 10,6 al 5,8 per mille, per le unità abitative concesse in locazione a studenti universitari. Una riduzione del 30% sulla base imponibile è prevista anche per le aree fabbricabili in zona C2RU.
Altre notizie:
Si chiama “Agricoltura sociale”, ed è il progetto attraverso il quale il Plus di Oristano intende coinvolgere i soggetti più deboli nella vita sociale ed economica del distretto. Lunedì 6 maggio, alle 10.30, le finalità dell’iniziativa saranno presentate ai rappresentanti istituzionali, agli imprenditori agricoli e alle associazioni di categoria, al fine di individuare ogni possibile forma di collaborazione. “Il progetto è inserito all’interno del Plus dell’Ambito del Distretto di Oristano –ha spiegato l’assessore ai Servizi sociali del comune di Oristano, Maria Obinu -. Sulla scorta di esperienze realizzate in altri ambiti, si pone l'obiettivo di promuovere il passaggio, da un concetto di servizi basati sulla logica dell’assistenza a una visione di giustizia sociale, secondo cui è possibile passare dalla presa in carico dei soggetti deboli a una loro partecipazione attiva nella vita sociale ed economica”. “Una prima applicazione concreta può essere quella degli orti urbani sui quali il comune di Oristano si sta muovendo da qualche mese – ha aggiunto l’assessore all’Agricoltura, Salvatore Scintu -. Si può integrare il lavoro svolto sino a questo momento con il progetto del Plus, al fine di stabilire un percorso virtuoso capace da un lato di rendere produttive numerose aree comunali, dall’altro di favorire piccole forme di sostegno e di integrazione sociale a vantaggio delle persone più deboli”.
Il sindaco di Oristano, Guido Tendas, e l’assessore regionale ai Lavori pubblici, Angela Nonnis, hanno inaugurato lo “Spazio Giovani” di Sa Rodia. All’inaugurazione del centro erano presenti le autorità cittadine e numerosi amministratori comunali e, tra questi, l’assessore alle Politiche giovanili, Peppino Marras, che ha spiegato che “…la struttura è rivolta ai giovani che potranno organizzare spettacoli musicali e teatrali ed altre iniziative di aggregazione. Il centro apre grazie all’iniziativa del comune che lo ha realizzato in un lotto funzionale della Casa dello studente, con un investimento di 325 mila euro”. “Il Centro giovani potrebbe diventare il “Talent Garden” della città – ha detto il sindaco Tendas, che ha ricordato i centri simili aperti a Bergamo, Brescia, Genova, Milano, Padova e Pisa -. Un giardino immaginario dove, in un ambiente pubblico accogliente, possa crearsi un’atmosfera ricreativa e lavorativa con elementi e opportunità che stimolino la condivisione e la creatività. Un Centro che possa diventare un giardino, dove le varie piante germogliano e crescono insieme, creando un ambiente meraviglioso, dove tutti gli elementi collaborano e competono allo stesso tempo e si contaminano facendo, di un giardino ben riuscito, un vero e proprio ecosistema che offre consistenza ed humus imprenditoriale ad un ambiente nel quale dai boccioli di nuove idee possano fiorire e crescere nuove piantine, nuove aziende, che avranno il terreno per crescere, svilupparsi e diventare grandi. Un Talent Garden è un ecosistema stimolante e innovativo, dove menti brillanti e creative, piene di entusiasmo e di passione, di coraggio e di fantasia, possono aiutarsi e competere allo stesso tempo. Sfidarsi e collaborare, confrontarsi e contaminarsi naturalmente”. “Il Centro – ha aggiunto Tendas - dovrà consentire non solo la condivisione degli spazi di lavoro ma, attraverso una serie di eventi e iniziative, di raccogliere tutto ciò che germoglia all’interno della nostra Città per svilupparlo tra persone che hanno interessi simili, stimolandone la collaborazione e creando un vero spazio dove le passioni abbiano le migliori opportunità di crescere. L’obiettivo del comune è di fornire un luogo fisico dove le persone possano incontrarsi e contaminarsi. Un luogo dove ospitare persone capaci e permettere loro di lavorare liberamente a ciò che desiderano, di dar vita alle loro idee e di realizzare i loro sogni, lavorando non più completamente isolati, in uno scantinato o nella propria casa. Un luogo che possa ospitare competenze diverse ma contigue (web, comunicazione, digitale), in cui le persone sono selezionate dalla stessa comunità che vive il luogo e che sceglie con chi condividere gli spazi, per riuscire a far connettere e collaborare questi talenti che, messi in un unico luogo, possono creare un qualche cosa di unico”. Lo Spazio Giovani è dotato di un’area ricreativa all’aperto (un piazzale che può essere utilizzato come parcheggio, ma anche come area attrezzata per manifestazioni teatrali e musicali) che può ospitare un palco modulare e accogliere fino a 800 posti a sedere. All’interno dei locali è a disposizione uno spazio con 16 postazioni multimediali e una rete wi-fi, alla quale ci si potrà connettere liberamente con il proprio notebook o con lo smartphone. È in fase di allestimento anche una sala prove per l’utilizzo di strumenti musicale. “Attraverso il personale impegnato punteremo a diffondere buone pratiche per creare una nuova cultura della legalità, del rispetto degli spazi pubblici, del decoro urbano, della salvaguardia dell’ambiente, dell’educazione alla salute – ha osservato l’assessore alle Politiche giovanili, Peppino Marras -. All’interno dello Spazio Giovani saranno realizzati laboratori, seminari, workshop sui temi cari ai giovani (musica, ballo, writing, break, espressioni artistiche), eventi, mostre, fiere, momenti di visibilità, giornate dedicate a temi di interesse pubblico e collaborazioni con enti, associazioni, scuole, gruppi informali di giovani”.
E' stato riscontrato, nei giorni scorsi, dai medici del Pronto Soccorso del “San Martino” di Oristano, un sospetto caso di tubercolosi su una donna di 25 anni, apolide e senza fissa dimora. Per la paziente è stato disposto il ricovero all'ospedale “Zonchello” di Nuoro, dove la diagnosi è stata confermata. Le sue condizioni, secondo quanto riferito dai sanitari del capoluogo barbaricino, sono serie ma già in lieve miglioramento. Immediata è scattata, da parte del Servizio di Igiene pubblica dell'Azienda sanitaria oristanese, la ricerca delle persone entrate in contatto con la donna. Sono stati quindi effettuati gli accertamenti diagnostici ed ai soggetti risultati positivi al test è stata somministrata la chemioprofilassi: essi, dunque, non sono attualmente a rischio di sviluppare né di trasmettere la malattia. La situazione continua ad essere tenuta sotto stretto controllo dalla Asl di Oristano, che ha intrapreso tutte le azioni possibili per evitare un eventuale contagio della malattia.
La Cisl della Sardegna si avvia a eleggere il nuovo segretario regionale. Sarà Oriana Putzolu che subenterà a Mario Medde. La leader sindacale sarda ha ottenuto anche il "via libera" del segretario nazionale, Raffaele Bonanni, secondo il quale la scelta della Putzolu "…rappresenta non solo un forte segnale innovativo, ma anche la dimostrazione che il sindacato persegue le pari opportunità". Bonanni, intervenendo all'XI congresso del sindacato sardo, si è anche soffermato sulla crisi nell'isola e sui settori produttivi sui quali puntare per il rilancio. "Sono molti – ha detto Bonanni - ma il più importante rimane quello industriale: se girano le industrie si muovono altri settori produttivi, avanza la ricerca e, tutto il sistema ne beneficia”. Ritornando sulla questione dell’autonomia, il segretario nazionale della Cisl ha sostenuto di non aver mai detto “…che la Sardegna deve rinunciare alla sua autonomia. Il mio pensiero sull'autonomia e sulle sue potenzialità si rifà all'insegnamento di Luigi Sturzo. Peraltro, il principio di sussidiarietà, dalla nostra organizzazione coltivato, può attuarsi solamente in un contesto di forte autonomia tra i diversi livelli istituzionali. Il principio di autonomia non è in discussione, ma lo sono gli strumenti che realizzano l'autonomia. Sono questi a dover essere rinnovati e adeguati ai tempi". Bersani si è poi soffermato sull’Imu. "Se vogliono togliere l'Imu, facciano pure, purchè sia tolta esclusivamente a chi ha una sola casa. Una delle prime operazioni che dovrebbe fare il nuovo governo è ridurre l'imposizione fiscale ai lavoratori, ai pensionati e alle imprese che investono”. Bonanni ha poi toccato il tema dell’evasione fiscale. “Gli evasori non solo evadono - ha detto il segretario - ma se scoperti patteggiano e comunque pagano meno di quanto dovrebbero dare allo Stato. Il timore di finire in carcere può essere, invece, un forte deterrente contro l'evasione". Il numero uno della Cisl si è, infatti, detto favorevole a trasformare in reato penale l'evasione fiscale, sottolineando che "…lavoratori e pensionati rispettano la legge e pagano sempre fino all'ultimo euro". “La crisi del lavoro è l'aspetto più importante delle difficoltà in cui versa oggi la Sardegna. Una situazione che è conseguenza della crisi produttiva e industriale e della mancata soluzione di problemi strutturali, quali le diseconomie esterne al processo produttivo, in primo luogo quella derivante dall'insularità". Questa, una delle analisi fatte dal segretario regionale uscente della Cisl sarda, Mario Medde, nella relazione con cui ha aperto l'XI Congresso regionale della Cisl, davanti a 240 delegati, in rappresentanza di oltre 156 mila iscritti. Medde ha messo in evidenza "…l'assenza di innovazione di processo e di prodotto, l'inefficacia della pubblica amministrazione, lo svilimento del capitale sociale e umano". Il leader sindacale ha poi precisato che "…il resto l'ha fatto l'incapacità della politica sarda e nazionale di contribuire a promuovere le opportunità necessarie per andare oltre la prima modernizzazione dell'isola". Nel suo intervento Mario Medde ha esaminato le più importanti questioni attualmente sul tavolo politico-sindacale: declino produttivo e la crisi del lavoro nell'isola; la necessità di ricercare la crescita economica, l'urgenza di una nuova politica per la Sardegna e di una nuova progettualità e gli obiettivi da raggiungere per una nuova stagione dello sviluppo e per l'autogoverno nell'isola, la crisi dell'autonomia nell'isola. "La crisi politica e istituzionale dell'isola e, in primo luogo, la funzione regolatrice della Regione, quale massima istituzione - ha detto il Mario Medde -, aumenta l'impatto negativo della crisi economica e non consente di mettere in campo le indispensabili e urgenti politiche territoriali e di settore. Ciò comporta, insieme ai ritardi dell'azione del governo, ulteriori difficoltà sul versante del dialogo e del confronto tra istituzioni e rappresentanze sociali, e un acuirsi del malessere tra le categorie e i territori che, insieme alle vertenze insolute, motivano le mobilitazioni dei lavoratori e dei pensionati".
A questo giro non mi candido”. E’ lo stesso Matteo Renzi, intervistato da Giovanni Minoli al “Festival della tv e dei nuovi media”, a Dogliano, in Piemonte, a frenare sulla nomina alla segreteria del Partito Democratico. “Vedo – ha aggiunto – che ci sono nomi in campo, ma non interessa il nome. In questi sei mesi mi sono candidato a tutto, ma non credo di essere adatto a tutto. Il Pd deve fare una riflessione su se stesso, il mio modello di Pd è più liquido che solido. Sto nel mio partito e sono desideroso di vederlo vincere“. Quello del sindaco di Firenze è una critica al proprio partito, colpevole di aver sprecato molte opportunità politiche. “Il 2013 sarà ricordato come l’anno in cui abbiamo perso la più grande occasione“. E’chiaro Renzi nello spiegare il fallimento del Pd. “Ha sbagliato tutta la campagna elettorale – ha detto ancora Renzi – bastava ci fosse il Pd invece è sparito. Mentre c’era Grillo in una piazza con 800 mila persone, noi eravamo in un teatro con un cartello con la scritta ‘lo smacchiamo‘. La colpa – ha concluso – non è solo di Bersani – ma ci ha messo del suo”. E Renzi usa proprio l’ex comico genovese per affondare il coltello nella piaga Pd: “A Grillo vorrei rubare l’idea che siamo in grado di fare le cose. Invece il Pd è stato rassegnato. Obama dice ‘Yes, we can’, noi invece ‘Non possiamo‘”. Sul presidente del consiglio incaricato ribadisce la sua posizione: ”Letta e’ un amico, agli amici si deve lealtà, è questo il valore più grande. Sono stato leale con Bersani in campagna elettorale, lo sono e lo sarò con Letta”. Il suo unico difetto? “E’ pisano”. Ma la ferita dell’elezione del presidente della Repubblica brucia ancora. Alla domanda su chi abbia impallinato Prodi, Renzi risponde: “Ambienti legati a Franco Marini ed una parte del mondo ex Ds”. Poi ribatte su un punto già toccato, Silvio Berlusconi. Il rottamatore ribadisce che il Cavaliere vada “mandato in pensione e non in galera e credo che questo gli faccia più male che altre soluzioni”. Il posto per l’ex presidente del consiglio, quindi non è certo quello di capo della Costituente. “E’ inaudito, non capisco perchè dobbiamo dargli il compito di scrivere la Costituzione per i prossimi cinquant’anni”. E avverte i suoi: “Il centrosinistra deve togliersi l’ossessione di Berlusconi e del berlusconismo ma deve farlo alle elezioni“.
E, infatti, sarà Gianni Cuperlo il successore di Pierluigi Bersani alla segreteria del Pd. Questo suggeriscono le indiscrezioni a una settimana dall’assemblea congressuale del partito, che il prossimo 11 maggio dovrà decidere sulla scelta tra una reggenza e un segretario con pieni poteri. La candidatura dell’ultimo segretario della Fgci riunisce infatti le anime del partito lacerate dalla sofferta partecipazione al governo di larghe intese di Enrico Letta. Sotto questo profilo Cuperlo, anche più dell’ex leader della Cgil, Guglielmo Epifani, soddisfa il bisogno di riconquistare posizione del partito da parte della componente post-diessina e incontra insieme il viatico dalla nuova guardia affiliata al sindaco di Firenze, Matteo Renzi. Tanto che da palazzo Vecchio si premurano di far sapere che “non ci sono preclusioni” sul suo nome. E, se sabato prossimo prenderà la guida del partito, si dà per inteso che Cuperlo sarà poi confermato anche dal congresso di ottobre proprio sulla base di un patto tra la componente dalemiana e quella renziana: patto che comprenderà l’abrogazione del sistema delle primarie per la scelta del segretario, lasciandolo in vigore solo per la scelta del candidato premier. Anche perché il sindaco di Firenze considera il partito una “bad company” da cui è meglio tenersi alla larga. “E’ chiaro che candidiamo Gianni perché rimanga segretario”, riferisce il dalemiano Michele Ventura. Triestino, classe 1961, iscritto alla Fgci negli anni del liceo, Cuperlo è laureato in comunicazione di massa al Dams di Bologna. Eletto alla guida della Fgci nel 1988, dopo la segreteria di Pietro Folena, traghetta l’organizzazione giovanile comunista al Pds di Achille Occhetto. Dal 1992 entra nella direzione di Botteghe oscure, dove affianca specialmente D’Alema, che nel 2001 lo porta nella segreteria dei Ds come responsabile della comunicazione. Dal 2006 è deputato del Pd. Riguardo alla possibilità di assumere la guida del partito ovviamente si schermisce, sostenendo che quello di segretario “non è il mestiere” che più gli si addice, ma intorno al suo nome si va aggregando un’area sempre più vasta del partito, a partire dai territori che chiedono un punto di riferimento solido a largo del Nazareno. Nicola Zingaretti, uno degli altri nomi indicati per la reggenza, si è già tirato fuori dalla corsa alla segreteria in favore di Cuperlo, cui è legato sin dai tempi della Fgci. “Serve subito un segretario e non sarò io”, dice. D’altro canto il nome di Epifani sconta il passato in Cgil, che lo rende poco gradito alla componente popolare, e il parallelo malevolo con la reggenza di Ottaviano Del Turco che portò allo scioglimento del Psi. L’ex leader del sindacato di Corso d’Italia conta semmai sul favore del segretario uscente Bersani, le cui quotazioni sono però in ribasso nel partito visto che, rinfacciano, “non ha pronunciato neanche una parola di autocritica” dopo la débâcle elettorale e la gestione del dopo voto. Prove ne sia il fatto che anche il nome di Fabrizio Barca, cui si sarebbe rivolto Bersani per ricomporre l’area diessina nel momento in cui “ha capito che i giovani turchi lo stavano mollando per affiliarsi a Renzi”, sia in ribasso per la corsa alla segreteria. Come spiegano al Nazareno, infatti, “Barca è troppo da centro studi” per fare il segretario. Perciò D’Alema avrebbe preferito Cuperlo a Epifani, per meglio “condizionare la nuova fase”. Come già accaduto con Veltroni, Fassino e Bersani, ancora una volta il segretario uscirebbe perciò dal cappello dell’ex premier coi baffi. “Che poi dopo averli fatti li abbia anche disfatti è parte sua passione per gli origami”, osserva in proposito un suo ex fedelissimo. Ma che il “lìder Massimo” sia tornato a assumere la guida dell’area post-diessina ormai è assodato. Come il fatto che abbia voluto tessere un dialogo col sindaco di Firenze sin dal faccia a faccia in palazzo Vecchio di alcune settimane fa. Un’intesa che dovrebbe fondarsi su una spartizione di ruoli: agli ex Ds il partito a Renzi e la nuova guardia la corsa per la prossima premiership. Anche se a Firenze si ricorda come sia proprio sulla base di un ragionamento analogo che il giovane “rottamatore” abbia fatto man bassa in città. Facile, perciò, che il sindaco lasci la “bad company” del Nazareno agli ex comunisti che l’hanno tanto a cuore. “A Matteo vanno bene tutti i candidati che il Pd sceglie”, ripetono perciò da palazzo Vecchio, smorzando l’ipotesi che il sindaco s’impegni in uno scontro per Sergio Chiamparino o a favore di una “reggenza” che piace all’area popolare ma rischia di lasciare il Pd in ulteriore difficoltà. Renzi guarda piuttosto al domani. E da questo punto di vista si è già espresso “a favore” dell’abrogazione delle primarie per la scelta del segretario: prospettiva che va in contrasto con l’idea veltroniana, riconducendo il partito in un ambito più tradizionale che piace ai dalemiani. Questo dovrebbe portare a un congresso per tesi, con Cuperlo candidato condiviso dai “signori della guerra” che si sono scontrati nelle partite sul Quirinale e palazzo Chigi. Anche se il problema, come osserva Pietro Folena, “è che tipo congresso si fa e su quali argomenti: Se cioè il Pd diventa una forza socialdemocratica o rimane in mezzo al guado”. (Cosimo Rossi, www.ilfattoquotidiano.it).
Di greg (del 02/05/2013 @ 11:30:51, in cronaca, linkato 888 volte)
L’antica Reggia dei Giudici d’Arborea (l’ex carcere, in piazza Manno, a Oristano) aprirà le porte al pubblico sabato 4 e domenica 5 maggio. Lo farà in occasione di “Monumenti aperti”, che torna in città con l’ambizioso obiettivo di migliorare i lusinghieri risultati delle ultime edizioni quando si arrivò a superare le quindicimila presenze. Il programma di questa edizione, organizzata dal comune di Oristano, con la collaborazione della Fondazione Sa Sartiglia, dell’Antiquarium Arborense, della Cooperativa La Memoria Storica, e coordinata a livello regionale, per il 17° anno consecutivo, dall’associazione culturale “Imago Mundi”, prevede l’apertura di una cinquantina di siti culturali, ma anche numerose manifestazioni collaterali e tanti servizi a disposizione dei visitatori. La manifestazione avrà un’anteprima d’eccezione. Il 3 maggio, alle 19.45, presso la chiesa di San Francesco di Oristano, ricca di memorie del Giudicato, e dove venne firmata nel gennaio 1388 la pace tra Eleonora d'Arborea e il re d'Aragona Giovanni I il Cacciatore, si terrà la terza lettura pubblica della Carta de Logu, a cura dell'Istar. L'evento riguarderà il tema "Mestieri e pubblici doveri". Oltre al proemio della Carta de Logu, Clara Murtas leggerà i capitoli che riguardano i pastori, i conciatori, i notai, gli scrivani, i mercanti, gli ambulanti, i tavernieri. Saranno intercalati brani di canto gregoriano tratti dai codici arborensi e da manoscritti europei, eseguiti da Giacomo Baroffio ed Eun Ju Kim. L'incontro sarà introdotto dai saluti del sindaco di Oristano, Guido Tendas, e del presidente dell’Istar, Walter Tomasi, e coordinato da Giampaolo Mele, direttore scientifico dell’Istituto storico arborense. L’evento clou è, però, l’apertura della Reggia Giudicale, grazie alla disponibilità della direzione della Casa circondariale. Un evento eccezionale al quale si aggiunge, per la prima volta, l’apertura del campanile della Cattedrale. “Per la città è un evento straordinario – ha osservato il sindaco Tendas -. Per la prima volta l’edificio svelerà i suoi segreti. La presenza del carcere per decenni ha impedito di conoscere un pezzo importantissimo della storia di questa città. Ora, dopo il trasferimento della struttura detentiva nel nuovo complesso carcerario di Massama, tutti potranno entrare, vederla e scoprire ciò che resta dell’antica Reggia dei Giudici, sperando che i nostri sforzi per restituire lo storico complesso monumentale alla città vada a buon fine, consentendo la piena fruizione collettiva di un bene architettonico tanto importante”.
Per “Monumenti aperti 2013”, sabato e domenica, i visitatori potranno scoprire 49 siti culturali, che apriranno gratuitamente, secondo gli orari riportati nel libretto della manifestazione (nelle chiese la visita sarà, ovviamente, interrotta durante le funzioni religiose). Oltre al Palazzo Giudicale, nell’elenco dei monumenti figurano l’Antica Canonica della Cattedrale, la Cattedrale di Santa Maria Assunta, il Seminario Tridentino, la Chiesa e il Convento di San Francesco, l’Oratorio della Purissima, la Chiesa del Santo Spirito, la Chiesa e l’ospedale di Sant’Antonio Abate, la Biblioteca comunale, la Pinacoteca comunale Carlo Contini, il Centro di documentazione sulla Sartiglia, la Chiesa di San Mauro Abate, la Cinta muraria medievale, la Chiesa di San Sebastiano, la Torre di San Cristoforo, il Palazzo Arcais, l’Antiquarium Arborense, il Centro documentazione commediografo Antonio Garau, la Piazza e la statua di Eleonora d’Arborea, l’Archivio Storico Comunale, il Palazzo degli Scolopi e il Palazzo Campus – Colonna, il Palazzo di Città, la Sede del Gremio dei falegnami, il Teatro San Martino, la Chiesa e Monastero del Carmine, la Chiesa e il convento di San Domenico, la Chiesa e il monastero delle Cappuccine, la Chiesa di Santa Lucia, la Casa di Eleonora, il Teatro Antonio Garau, la Chiesa e il monastero di Santa Chiara, la Torretta medievale, la Torre di Portixedda, la Chiesa di San Saturnino, la Chiesa della Beata Vergine Immacolata e il convento dei cappuccini, la Chiesa di San Martino, il Cimitero di San Pietro, la Chiesa di San Giovanni Battista, la Chiesa di Sant’Efisio Martire, l’Archivio di Stato, la Chiesa di S. Maria Maddalena, la Chiesa di San Nicola e l’Oratorio delle Anime, la Chiesa di Santa Petronilla, la Casa madre della Compagnia del Sacro Cuore Evaristiani, il Santuario Basilica del Rimedio, il Portale di Vito Sotto, la Torre spagnola di Torregrande. Grazie al contributo di circa 1000 volontari (studenti, singoli e associazioni) sarà garantito il controllo dei siti e l’assistenza dei visitatori, che potranno contare anche su due info-point della Provincia di Oristano (in piazza Eleonora) e del Museo Archeologico Antiquarium Arborense (in piazza Corrias).
Saranno disponibili un bus navetta e un trenino turistico, entrambi gratuiti. Il bus navetta garantirà quattro corse al giorno (alle 9.30, 11.30, 15 e 17) partendo da via Cagliari (Parcheggio fronte distributore Esso) – Sili (Chiesa della Maddalena) – Massama (Piazza Chiesa) – Donigala (Casa madre degli Evaristiani e Parco Santa Petronilla) – Rimedio (Basilica Madonna del Rimedio) – Oristano (Chiesa San Giovanni dei Fiori) – arrivo Via Cagliari. Il trenino turistico permetterà di visitare il centro storico con il seguente itinerario: piazza Eleonora, corso Umberto (via Dritta), piazza Roma, via Garibaldi, via Santa Chiara, via Parpaglia, via Lamarmora, via Solferino, piazza Manno, via Vittorio Emanuele II, via Duomo, via Sant’Antonio, via Diego Contini, piazza Roma, corso Umberto, piazza Eleonora. Il servizio sarà attivo dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. “Monumenti aperti 2013” si aprirà il 3 Maggio con due anteprime: al Teatro San Martino, alle 18, sarà inaugurata la mostra fotografica “MOnuMENTI di Dyaphrama”, a cura dell’Associazione fotografica Dyaphrama, mentre alle 19,45,nella Chiesa di San Francesco, in via Duomo, l’ISTAr proporrà “Ai tempi di Eleonora. Letture e musiche dal mondo della Carta de Logu”.
Tra gli eventi collaterali sabato 4 maggio la mostra all’Archivio di Stato su “Antichi strumenti di rilevazione geodetica e topografica in mostra in Archivio", a cura degli studenti dell'Istituto Statale di Istruzione Superiore "L. Mossa - F. Brunelleschi" di Oristano, i concerti nelle chiese di San Domenico, del Carmine, di Santa Lucia, nell’Oratorio della Purissima e in Cattedrale. In Piazza Eleonora, alle 15.30, sarà dato il via alla ciclopedalata “Monumenti in bici”, che visiterà i monumenti presenti nelle frazioni di Oristano. Nella mattinata di domenica 5 maggio nel centro storico la Banda Musicale Santa Cecilia proporrà un concerto itinerante, alle 9.30, da piazza Eleonora, la partenza della ciclopedalata e poi altri concerti nelle chiese di San Domenico, San Martino e Santa Lucia. Nei giorni della manifestazione sarà possibile visitare le seguenti mostre su equipaggiamenti e armi, monete, strumenti medici, medicina, cibo e alimentazione, dall’età repubblicana al periodo tardo imperiale, a cura dell’Associazione Culturale “Sardinia Romana”, presso l’Antiquarium Arborense; e quelle fotografiche “MOnuMENTI di Dyaphrama”, a cura dell’Associazione fotografica Dyaphrama nel Teatro San Martino; “I riti della Settimana Santa in Sardegna”, a cura dell’Associazione fotografica Assophoto, presso la Stazione ferroviaria; “Il Gremio dei Contadini e le sue feste”, a cura di Santino Virdis, presso la chiesa di San Giovanni dei Fiori. Il laboratorio di restauro “Morsi di Restauro”, a cura del laboratorio “Restauro Arborense”, presso la Pinacoteca comunale in via Sant’Antonio, illustrerà il recupero il recupero della Processione di Su Jesus di Carlo Contini.
L’impresa Cabras Mariano srl, di Settimo San Pietro, si è aggiudicata la gara d’appalto per il piano generale di riqualificazione della viabilità cittadina. Alla gara hanno partecipato 117 imprese. Tra queste, come detto, la Cabras Mariano srl, che ha presentato un’offerta con un ribasso del 22,699% sul prezzo a base d’asta di 1 milione 865 mila euro. “Il progetto, grazie a un finanziamento di 2 milioni 250 mila euro del Pia Campidano, consentirà di intervenire su 9 chilometri di strade urbane che saranno completamente riasfaltate – ha detto l’assessore comunale ai Lavori pubblici, Efisio Sanna -. La superficie interessata dall’intervento è di quasi 90 mila metri quadrati, e comprenderà anche numerosi tratti di marciapiede. I primi interventi partiranno a giugno, dopo i necessari adempimenti amministrativi e tra questi anche l’aggiudicazione definitiva dell’appalto. La riqualificazione della rete viaria cittadina si affianca ai piccoli interventi finalizzati ad eliminare le cause di immediato pericolo per la circolazione veicolare e pedonale. Il nostro obiettivo è di riuscire a essere operativi a giugno, per sfruttare la bella stagione e ottimizzare gran parte degli interventi entro ottobre, in tempo utile per evitare le prime piogge autunnali”. Nella scelta delle vie da sistemare si è tenuto contro delle priorità imposte dal carico di traffico e dell’importanza delle direttrici, oltre che della reale situazione di ognuna in termini di pericolosità e transitabilità. Questo l’elenco della vie interessate dal progetto: via Diego Contini, con l’allargamento dei marciapiedi nell’ultimo tratto verso piazza Roma; via Tharros, da via Diaz a via Cagliari, con allargamento dei marciapiedi a norma per disabili; via Santulussurgiu (tutta e marcipiedi); via Vittorio Veneto (tutta e un tratto di marciapiede); via Messina (tutta); via Carbonia (tutta); via Cagliari (da Piazza Mannu a via Gennargentu); via Gennargentu (tutta); via Santa Maria Bambina; via delle Grazie e via S.Petronilla, fino a via san Marco al Rimedio; via Michele Pira (tutta); via Beato Angelico (tutta); viale San Martino (da via Michele Pira a Via Cagliari); via Campania (da via Basilicata a via Friuli); via Friuli (tutta); via Cilento e via La Sila (da via Campania a via Versilia); via Enrico Fermi (tutta); via Marche (tutta); via Salvo d'Acquisto (tutta); via Giacomo Puccini (tutta); via Tirso (da via Cagliari a Piazza Roma), marciapedi da via Cagliari a via Sardegna; via della Concilazione; via Montenegro; via G.M. Angioi e marciapiedi; via Carmine (tutta); via Brancaleone Doria (tutta); via Marmilla (lato zona agricola a destra della ferrovia) a Silì; via Giovanni Spanu (tutta); via Lombardia (da via Tirso a piazza Italia).
Dopo aver ripescato in Parlamento, Francesco Sanna, che le primarie le aveva clamorosamente perse, il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha nominato sottosegretario alla Salute (così com’era stato promesso alla Sardegna per i torti subiti alle parlamentarie) un altro "trombato" illustre, Paolo Fadda, che le primarie le aveva toppate alla grande, e che era stato inserito nella lista del Pd in una posizione che lo tagliava praticamente fuori dall’elezione in Parlamento. Con il ripescaggio di Fadda, il presidente del Consiglio ritiene di aver saldato il debito che aveva con il Pd sardo, che aveva dovuto subire, in occasione del varo delle liste per le politiche, le imposizioni della premiata ditta Bersani-Letta, che aveva inserito politici non sardi in posizioni sicure per essere eletti. In quell’occasione i bau bau di protesta erano stati tanti, ma erano stati così poco convincenti da apparire finti, visto che in quel di Roma l’abbaiare isolano era arrivato come uno spiffero debolissimo. Bersani e Letta avevano, poi, deciso per la Sardegna ciò che gli pareva, impartendo ai politici sardi il classico “zitti e a cuccia”. E così era stato, soprattutto da parte di coloro che si erano assicurati un posticino al sole nella lista e che degli altri colleghi di partito poco gli importava. Ora con un posto di sottosegretario (unico sardo tra 40), secondo Letta, col Pd isolano è pace fatta. Adesso rimane da chiarire solo un piccolo, insignificante particolare: bisogna infatti capire se il Pd sardo (che con la gestione di Silvio Lai ha toccato il fondo) esista ancora o se come partito sia, ancora oggi, soltanto una chimera.
Altre notizie:
Nei Tribunali della Sardegna potrebbero arrivare ventidue magistrati ordinari di tirocino (Mot). La decisione, deliberata dalla terza commissione del Consiglio Superiore della Magistratura, dovrebbe essere ratificata, entro brevissimo tempo, dal Csm in seduta plenaria. In particolare, a Oristano sono destinati un sostituto procuratore e cinque giudici, a Sassari quattro sostituti, a Tempio due nuovi giudici, a Lanusei un giudice e un sostituto, mentre a Nuoro, con l'arrivo di sette giudici e un sostituto, dovrebbe finalmente finire l'emergenza.
Un’area per i giovani dove organizzare spettacoli musicali e teatrali, ed altre iniziative di aggregazione. Lo “Spazio Giovani” apre a Sa Rodia grazie all’iniziativa del comune di Oristano che lo ha realizzato in un lotto funzionale della Casa dello studente, con un investimento di 325 mila euro. La struttura sarà inaugurata sabato 4 maggio, alle 10. In occasione dell’apertura la Consulta provinciale degli Studenti ha organizzato la “Giornata dell'arte e della creatività”. “Con l’apertura del Centro – ha affermato il sindaco, Guido Tendas -, i giovani oristanesi avranno l’opportunità di usufruire di uno spazio che mette a disposizione risorse e strumenti per realizzare progetti, proprie idee e capacità, partecipare a diverse attività, e trascorrere del tempo libero, in un contesto educativo e formativo attento ai bisogni dei ragazzi e del tessuto sociale cittadino”. Lo Spazio giovani è dotato di un’area ricreativa all’aperto che, all’occorrenza, può essere impiegata per lo svolgimento di eventi, manifestazioni e fiere. All’interno dei locali è a disposizione uno spazio con sedici postazioni multimediali e una rete wi-fi, alla quale ci si potrà connettere liberamente con il proprio notebook o con lo smartphone. È in fase di allestimento anche una sala prove per l’utilizzo di strumenti musicale. “Lo Spazio giovani apre per favorire il protagonismo, l’aggregazione e l’associazionismo dei giovani – ha spiegato l’assessore alle Politiche giovanili, Peppino Marras -. Gli spazi messi a loro disposizione servono per creare le opportunità per consentire la comunicazione e la libera espressione dei ragazzi, anche attraverso la creazione di eventi, manifestazioni, spettacoli e mostre. Un punto di aggregazione di questo tipo può favorire anche l’associazionismo, con la nascita di consulte, gruppi e associazioni organizzate, con le quali il comune potrà stabilire importanti forme di collaborazione e di coinvolgimenti sui temi specifici delle politiche giovanili e, più in generale, sulle politiche comunali. Attraverso il personale impegnato (un educatore e due tecnici informatici) punteremo a diffondere buone pratiche – ha aggiunto l’assessore Marras -. Tra queste: legalità, rispetto degli spazi pubblici, decoro urbano, salvaguardia dell’ ambiente, educazione alla salute”. All’interno dello “Spazio Giovani” saranno realizzati laboratori, seminari, workshop sui temi vicini alla cultura giovanile (musica, ballo, writing, break, espressioni artistiche in genere), eventi, mostre, fiere, momenti di visibilità, giornate dedicate a temi di interesse pubblico e collaborazioni con enti, associazioni, scuole, gruppi informali di giovani. Il progetto di un centro per i giovani è nato nel 2010, in conformità ai documenti programmatici sulle politiche giovanili dell’Unione Europea, al Quadro strategico nazionale, alle indicazione del Piano nazionale giovani, e al documento di programmazione regionale. “Il Centro nasce in una zona ricca di servizi per i giovani, dall’Ostello al Centro ippico, e ai tanti impianti sportivi – ha sottolineato Peppino Marras -. In futuro potrà contare sul nuovo palazzetto dello sport, dove si potranno ospitare anche grandi eventi. Una zona che può, già da oggi, ma ancora di più in futuro, essere molto attrattiva per i giovani”. La struttura dispone di un ampio piazzale che può essere utilizzato come parcheggio (29 posti auto più spazi per i veicoli a due ruote) a servizio della struttura, ma anche e soprattutto come area per manifestazioni teatrali all’aperto ed attività musicali. Sono disponibili impianti e sistemi utili per le manifestazioni che si vorranno realizzare. Il piazzale può ospitare un palco modulare per spettacoli e può accogliere fino a 800 posti a sedere.
La prevenzione dei tumori comincia fra i banchi di scuola, e non solo. A dimostrarlo è l'azione promossa dagli studenti della Scuola Secondaria di I grado “Leonardo Alagon” di Oristano che hanno ritenuto di supportare l'azione della Lilt. I 150 ragazzi, infatti, appunteranno sulle loro magliette il Fiocco Rosa, simbolo della prevenzione dei tumori femminili, in occasione della manifestazione “Monumenti aperti”, il 4 e 5 maggio. Gli studenti richiameranno in questo modo l'attenzione sulla prevenzione. E, infatti, “prevenire è vivere” è lo slogan della Lilt. “Vogliamo ringraziare di cuore i giovani studenti, che hanno scelto di portare il messaggio della prevenzione – ha sostenuto Eralda Licheri, presidente provinciale della Lilt di Oristano –, considerato che il primo obiettivo della Lilt è quello di contribuire a sviluppare nelle persone la cultura della prevenzione, unica vera arma per sconfiggere il cancro. Ci fa ben sperare che questo messaggio parta dai giovani e che diventi coerenza nell'adottare stili di vita salutari per mantenersi in salute a lungo.
L’assessorato ai Servizi sociali del comune di Oristano ha aperto i termini per la presentazione delle domande per l’ammissione ai servizi per la prima infanzia per l’anno scolastico 2013/2014. Il bando è consultabile sul sito internet istituzionale www.comune.oristano.it, all’Albo pretorio del comune di Oristano, all’Urp e all’Informacittà. Le domande possono essere presentate dai genitori dei bambini di età compresa fra zero e tre anni, residenti a Oristano. La scadenza è fissata al 31 maggio. I moduli di domanda, già inviati a domicilio alle famiglie interessate, sono a disposizione presso l’Ufficio relazioni con il pubblico del comune di Oristano (palazzo degli Scolopi, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13, e martedì e il giovedì anche dalle 16 alle 18) e l’Informacittà (palazzo Campus Colonna, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13, e martedì e il giovedì anche dalle 16 alle 19), e possono essere scaricati anche dal sito internet all’indirizzo www.comune.oristano.it Per ulteriori informazioni si può contattare l’Ufficio servizi per la prima infanzia al numero: 0783 791297.
Sono passati già due anni dal disastro che ha colpito il nord-est del Giappone, l’11 marzo 2011. Una calamità naturale e un disastro nucleare di queste dimensioni hanno modificato drasticamente il modo di vivere ed anche i valori di molte persone in Giappone, e non solo. L’Orto dei Sogni, un’ associazione fondata a Milano, sa bene che i bambini rappresentano il futuro e che devono crescere in un ambiente naturale, ricco e sicuro, in modo tale che, col passare del tempo, il ricordo di quanto accaduto nel marzo 2011 svanisca lentamente. “Per questo motivo, attraverso le nostre attività – hanno sostenuto i rappresentanti dell’associazione - vorremmo continuare a trasmettere l’insegnamento più importante, quello di vivere in armonia con la natura che ci sta attorno. Come ha fatto l’anno scorso, l’Orto dei Sogni ha organizzato, anche per l’estate 2013, il progetto “Seminare buona salute e vitalità, far crescere i sogni: l’Italia per i bambini di Fukushima”. Si tratta di un soggiorno “curativo” in Sardegna, a partire dal 26 luglio al 23 agosto, presso l’Ostello comunale di Zuradili-Marrubiu. L’obiettivo è quello di ospitare fra i 12 e i 14 bambini. Tre sono i principi fondamentali seguendo i quali abbiamo costruito il programma di attività: il contatto con la natura, l’’educazione alimentare e lo sviluppo di un senso di cittadinanza globale. Durante il soggiorno sono previsti incontri con alcuni specialisti e lo scambio culturale con i bambini della zona della provincia di Oristano. Sarà un programma pieno di attività legate alle tradizioni e alla cultura locale. In Giappone ancora molti bambini sono costretti a restare nelle zone contaminate, senza la possibilità di vivere una normale vita “da bambini”. L’Italia è una terra ricca di natura, tradizioni alimentari, storia e cultura. Vi si trova ancora un ambiente in cui si dà importanza all’essere umano, e in cui la personalità di ognuno viene valorizzata. Grazie all’Italia vorremmo regalare ai bambini l’opportunità di migliorare la loro salute, sia fisica che mentale, ma anche di sperimentare una nuova crescita come cittadini del mondo. Il nostro progetto è sostenuto e realizzato grazie ai tanti sostegni volontari e alle numerose donazioni ricevute da privati ed enti, organizzazioni pubbliche giapponesi e italiane”.
L’Asl di Oristano comunica che, a Cabras, dal 1° maggio, il medico di famiglia, Alfredo Asuni, si è dimesso dall'incarico di titolare per la Medicina generale. I suoi assistiti sono, pertanto, invitati a provvedere ad effettuare una nuova scelta del medico di famiglia, presso gli uffici “scelte e revoche” della Asl di Oristano.
Di greg (del 30/04/2013 @ 13:44:00, in cronaca, linkato 964 volte)
Con le relazioni del presidente della Commissione Bilancio, Pietro Fois (Riformatori), e del relatore di minoranza, Franco Sabatini (Pd), è cominciato questa mattina, in consiglio regionale, l'esame della manovra finanziaria 2013, da sei miliardi 900 milioni di euro. Fois ha sottolineato come la questione chiave sia il mancato riconoscimento di una maggior capacità di spesa alla Regione: "Il patto di stabilità è un nodo che strangola in modo insopportabile il bilancio regionale; il governo ignora i richiami della Corte Costituzionale, di modo che ciò che a fatica concede da un lato, lo nega dall'altro. Nei ristretti margini consentiti, il lavoro in commissione ha mantenuto invariate le misure a favore delle famiglie: interventi per le povertà da affidare ai comuni, spese per le disabilità, interventi per il sollievo delle situazioni di disoccupazione. Dalla giunta sono state indicate altre misure di taglio originale, quali il rimborso dell'Imu e una sperimentazione del reddito di cittadinanza, attraverso l'uso della valuta complementare". Critico il vicepresidente della commissione, Franco Sabatini: "Per la Regione, dal quadro economico prospettato, si delinea una chiara e preoccupante difficoltà di cassa e, quindi, un'impossibilità ad adempiere perfino alle previsioni di bilancio di carattere obbligatorio. Non convince la decisione unilaterale di riscrivere le regole del patto di stabilità - ha detto Sabatini -, ricordando le proposte presentate dall'opposizione sul calcolo del patto da rivedere per i comuni e sulla riduzione dell'aliquota Irap per le imprese”. Dopo le due relazioni è iniziata la discussione generale.
“La Finanziaria presentata dalla giunta Cappellacci e dal centrodestra è un documento lacunoso e persino “pericoloso” per i cittadini sardi. Lo ha sostenuto, fra l’altro, il consigliere regionale del Pd, Gian Valerio Sanna, componente della commissione Bilancio, che riferendosi a quanto detto dal presidente della commissione Fois sulla proposta del Pd per la riduzione dell’Irap (“i tempi non sono maturi”) ha affermato: “Perchè tempi non dovrebbero essere maturi? Non ho capito la frase del presidente Fois, secondo cui i tempi per la riduzione dell'Irap non sono maturi. E quando dovrebbero essere maturi? Se non sono maturi, allora Fois mi deve mi spiegare perché in Friuli questo è stato fatto e qui, in Sardegna, non si può fare. Me lo deve spiegare seriamente non dicendo che i tempi non sono maturi; queste sono chiacchiere da bar. Con la riduzione dell’Irap – ha aggiunto Sanna - vi stiamo facendo un regalo anche sul piano della speculazione politica, ma a noi più che la speculazione politica interessa la nostra coscienza. Non vi lasceremo in pace davanti a una Finanziaria da sottobosco, propagandistica, e con capitoli da rifinanziare per chi vi fa comodo". Sanna ha anche ammonito sulla revisione unilaterale del patto di stabilità ("l'articolo verrà impugnato e la finanziaria sarà paralizzata") e ha poi annunciato la presentazione di un emendamento per evitare il buco nei bilanci dei comuni, a causa dell'eventuale sospensione dell'Imu prevista dal governo. “Entro il 30 luglio – ha sostenuto Gian Valerio Sanna - deve essere data ai comuni una quota del fondo unico (il 40% della quota 2013), perché i comuni non vadano in dissesto”. Sanna ha poi chiesto all’assessore regionale Zedda, ritenendolo un affronto per i sardi, di eliminare “la paghetta” alla Sfirs (3 milioni di euro). “Possiamo continuare a prendere in giro i sardi – ha detto l’esponente del Pd - che hanno seri problemi di lavoro, parlando di flotta sarda posta a carico della Regione? Questa regione si deve salvare assieme, non esiste solo un territorio. Si può concepire che vadano vagonate di milioni all’Iglesiente mentre le altre zone muoiono? I cittadini di Oristano e gli altri cittadini sardi cosa sono, figli di un dio minore? E l’Irap, che poteva essere un elemento compensativo anche di tipo territoriale, l’avete scartato. Dovete dire perché non volete adottare questa misura, lo dovete dire alle imprese, università, enti locali, al sistema sanitario. E in Friuli allora, dove invece hanno applicato queste misure, sono forse dei delinquenti? Ma di che cosa state parlando? Pensate davvero che davanti a voi ci sia una pletora di ignoranti? Spogliatevi di qualche appartenenza – ha proseguito Sanna - e giochiamo assieme una partita strategica per la Sardegna che salvi la politica e la sua credibilità. Non siamo tutti uguali e anche dietro a queste vocazioni alla grandi intese non deve passare la tesi che siano tutti uguali. Non è così, non siamo tutti uguali – ha concluso Gian Valerio Sanna - e il tenore delle nostre proposte rimaste inevase è la dimostrazione che questa uguaglianza non c’è, perché qualcuno vuol scegliere il campo che gli piace di più, il campo neutro. Il campo che piace a noi è, invece, quello del cambiamento”.
Sulle intese è intervenuto anche l’ex presidente della Regione, Renato Soru."Non siamo per le grandi intese, non siamo uguali ed è ora che mettiate da parte la volontà di ingannare". Soru ha attaccato maggioranza e giunta, rivendicando la riscrittura dell'articolo 8 dello statuto sardo e il riconoscimento delle entrate: "Avete una colpa storica - ha detto Soru rivolto alla maggioranza di centrodestra -. Avete lasciato trascorrere tre ani nell'immobilismo, non vi siete mossi per tempo, quando il patto ancora non impattava. Avete aspettato tre anni prima di ricorrere alla Corte Costituzionale". L'ex governatore ha poi criticato la scelte in materia di trasporti, turismo e sanità e deriso il finanziamento del reddito di comunità con il Sardex: "Se non ci fosse da piangere, ci sarebbe da ridere. Siamo un pezzo dello Stato e non possiamo mettere da parte la nostra moneta per usare una monetina. Voi non scrivete la finanziaria con le palline del Club Mediterranee”. "Il presidente Soru spara sulla Croce Rossa". Così, il capogruppo di “Sardegna è già domani”, Mario Diana, ha replicato all'intervento di Renato Soru in consiglio regionale, aprendo gli interventi dei capigruppo, nella discussione sulla manovra finanziaria. "Ma non faccia - ha aggiunto rivolto all'ex governatore - l'errore di un altro presidente, che proprio lei ha battuto, di fare una battaglia solitaria. Lei è in campagna elettorale, come il presidente Cappellacci, ma almeno lei non annuncia di essere il candidato prescelto per la presidenza della Regione. Mario Diana ha sottolineato le assenze di Cappellacci in aula quando si affrontano temi importanti ("si presenta come il difensore dell'autonomia, ma non è presente quando ci si confronta con gli enti locali") e ha poi parlato di una finanziaria di cui si è occupato poco e alla quale presenterà un centinaio di emendamenti. Il capogruppo dell'Udc, Giulio Steri, ha sostenuto che "…Noi non abbiamo mai gridato slogan, mentre altri, evidentemente, sono già in campagna elettorale, come dimostrano alcuni interventi. Gli accordi sulle candidature alla presidenza, peraltro, si fanno sui programmi, non sugli inciuci. Quanto alle riforme non fatte, la responsabilità è di tutti, non della sola maggioranza". L'esponente dell'Udc ha difeso i provvedimenti approvati dal consiglio con le precedenti finanziarie, che poi sono rimasti non attuati. "I nostri rappresentanti nella commissione Bilancio, Franco Sabatini e Gian Valerio Sanna, hanno avuto toni non certo da campagna elettorale, facendo proposte concrete e migliorative della manovra - ha replicato il capogruppo del Pd, Giampaolo Diana -. "Quanto accaduto in questi giorni in Parlamento, con la formazione del governo, in Sardegna non è pensabile, siamo agli antipodi, non ci saranno le larghe intese". Secondo Diana, la manovra serve alla maggioranza come base per la prossima campagna elettorale. "L'assessore ci dica perchè non possono essere accolte la nostre proposte sul taglio dell'Irap e sul patto di stabilità per i comuni. Voi dite che non sono maturi i tempi, ma che significa, se non che non siete stati capaci di fare prima una proposta seria per venire incontro davvero alle aspettative delle imprese e dei comuni?".
In questi ultimi giorni si vocifera, con sempre maggior insistenza, che il Pd sarebbe tentato dall’abolizione delle primarie. L’ipotesi sarebbe quella dello stop alle primarie per segretario e parlamentari, che sarebbero, invece, riproposte solo per il candidato premier. Sull’argomento, leggete quanto ha scritto su “La Stampa” Federico Geremicca: “C’è qualcuno, come Sergio Cofferati, che è furioso e non lo nasconde: «Ora vogliono abolire le primarie per l’elezione del segretario, ed è una follia». «In quella trincea - continua Cofferati - non possiamo arretrare nemmeno di un millimetro». C’è qualcun altro, come Arturo Parisi, ulivista della primissima ora, che prima che furioso si dice sconcertato. «Si toccano le primarie che io e Ilvo Diamanti abbiamo definito il “mito fondativo” del Pd: si pensa ad una riforma, insomma, che snatura completamente il Partito democratico». E c’è chi, come Beppe Fioroni, non si appassiona al tema solo perché ha da lanciare un allarme su una questione che viene prima: «Dobbiamo eleggere subito un segretario, altrimenti rischiamo di restare sotto le macerie del governo Berlusconi-Letta: il Pd deve fare sentire la sua voce, con orgoglio, e anche in dissenso dall’esecutivo, se necessario. Poi parliamo di primarie, che il tempo c’è...». E questa, dunque, è l’ultima novità che va maturando in casa Pd: niente più primarie per eleggere il segretario del partito e forse niente più primarie (ma questa seconda scelta dipenderà molto dal tipo di legge elettorale con la quale si tornerà al voto) forse niente più primarie, dicevamo, nemmeno per selezionare i candidati al Parlamento. Evocate come elemento costitutivo del Partito democratico ed esaltate come lo strumento capace di favorire il massimo di partecipazione dei cittadini, le primarie rischiano insomma di finire in soffitta. Un po’ in ragione delle cose che vanno male, un po’ per l’irrompere del ciclone-Renzi, la scelta sembra fatta: ma non passerà senza polemiche, a quanto par di capire sondando gli umori qua e là. Prima di tutto, però, occorre spiegare le ragioni alla base dell’avviata marcia indietro. Per quanto riguarda le primarie per l’elezione del segretario (le prime le vinse Veltroni, nel 2007; le seconde Bersani, nel 2009) la motivazione è che avendo il Pd intenzione di tornare indietro e sdoppiare le figure di segretario e di candidato-premier (tutt’ora, per Statuto, coincidono) sarà scelto con le primarie solo il candidato per Palazzo Chigi, mentre il segretario tornerà ad essere eletto dal Congresso. Diverso invece il discorso (meno definito) per quanto riguarda la scelta dei parlamentari da candidare. Qui pesa, inutile dirlo, la prova fornita dai gruppi del Pd durante le votazioni per eleggere il nuovo presidente della Repubblica: centinaia di franchi tiratori in campo, sull’onda della protesta che arrivava dalla periferia prima sul nome di Marini e poi sulla mancata convergenza su quello di Stefano Rodotà. Che l’«insubordinazione» potesse nascondere problemi e dissensi politici, è ipotesi finita presto (e consolatoriamente) in secondo piano: l’indice accusatore si è infatti subito puntato verso la debolezza e la permeabilità degli eletti, perchè scelti - appunto - con le primarie. Pochi hanno annotato l’evidente contraddizione con quanto affermato prima e dopo la campagna elettorale da Pier Luigi Bersani: con le primarie abbiamo ucciso il Porcellum, i nostri parlamentari li scelgono i cittadini ed abbiamo i gruppi più giovani, rinnovati e pieni di donne. Ma tant’è... La revisione pare avviata anche su questo fronte, e poco importa che il Pd sembri somigliare sempre più alla famosa tela di Penelope, dove regole, alleanze e criteri di selezione della classe dirigente vengono fatti e disfatti continuamente, sotto gli occhi perplessi di iscritti ed elettori. «Si danno questi cambiamenti per scontati, ma non se ne è mai discusso», lamenta Parisi. È vero, ufficialmente il tema non è ancora stato posto, ma solo per la buona ragione che ricordava all’inizio Fioroni: e cioè che c’è da rimettere in piedi, in qualche modo, un gruppo dirigente. E qui, se possibile, la faccenda diventa ancor più confusa e delicata. Che fare? Un segretario-traghettatore fino al Congresso? Un segretario «vero», da insediare ora e confermare in autunno? O addirittura un semplice «comitato di garanti»? Tutte le ipotesi sono in campo: ma non tutti i candidati in campo sono disposti ad accettare qualunque ipotesi. Guglielmo Epifani, di buona mattina su un divanetto di Montecitorio, per esempio dice: «Sono interessato solo se c’è una prospettiva: non è che voglio finire imbalsamato fino a ottobre e poi chi si è visto si è visto». Gianni Cuperlo è perplesso, molto tentato di tirarsi fuori. E Anna Finocchiaro, nome forte e in ascesa, attende di capire verso che soluzione si va. La confusione è grande, ma una decisione andrà pur presa: «Ci vuole subito un segretario, per un mese, per tre, per sei, decidano loro, ma ci vuole subito - insiste Fioroni -. Berlusconi la fa da padrone e non abbiamo una voce che dica ai nostri come la pensa il Pd. Dobbiamo ritrovare l’orgoglio di un partito forte e autonomo, altrimenti rischiamo di diventare il partito del governo: una cosa che era inaccettabile già ai tempi della vecchia Dc...». (Federico Geremicca, La Stampa).
I consiglieri comunali dell’Udc, Giuseppe Puddu, Giuliano Uras e Roberto Pisanu, hanno presentato una mozione urgente sul “nuovo appalto di igiene urbana”. Questo, il testo: “Premesso e rilevato che: il decoro e il rispetto delle regole è stato uno dei cardini del programma di governo del Sindaco della nostra Città dell’attuale Amministrazione Comunale; l’appalto relativo al “Servizio di gestione dei rifiuti urbani ed assimilati e dei servizi di igiene urbana”, affidato con contratto rep. 1012, registrato a Oristano il 5.07.2006 al n. 1601 serie 1 all’ATI De Vizia Transfer spa e Derichebourg-San Germano srl, è già scaduto nell’ormai lontano 30 ottobre 2012; in data 16 ottobre 2012 la Ditta concessionaria del servizio di gestione dei rifiuti urbani ed assimilati e dei servizi di igiene urbana chiedeva all’Amministrazione Comunale la possibilità che gli venisse prorogato il servizio in essere con le modalità previste contrattualmente; che predetta richiesta di rinnovo è rimasta inevasa; con determinazione del Dirigente del V Settore n. 316 del 24/10/2012 è stato disposto, nelle more del nuovo affidamento dei servizi di igiene urbana, di prorogare il servizio per 180 giorni, fissando la nuova scadenza dell’appalto al 30/04/2013; si apprende dalla stampa che dall’incontro tenutosi il 24 aprile 2013 tra l’Amministrazione Comunale e la Ditta che a tutt’oggi gestisce l’Appalto non è scaturito alcun impegno formale all’accettazione della proroga del servizio; Vista: la fattura del 31 ottobre 2012 emessa della Soc. Coop. CO.R.IN.TE.A di Torino per un importo di €. 13.850,00 circa relativa alla redazione del Capitolato Speciale d’Appalto e dei relativi documenti di gara per il servizio di raccolta rifiuti della nostra città; la delibera di Giunta Comunale n. 27 del 14/02/2013, capitolato speciale d'appalto dei servizi d'igiene urbana e dei servizi complementari nel Comune di Oristano - linee di indirizzo, con la quale sono state fornite agli uffici le indicazioni da inserire all’interno del Capitolato Speciale d’Appalto, al fine di rispecchiare quelle che sono le esigenze dell’Amministrazione; la determinazione del Dirigente del V Settore n. 85 del 20.03.2013, “Servizi di Igiene Urbana e complementari”, pubblicata all’albo pretorio IL 22/3/2013 relativa l’approvazione degli atti di gara del Capitolato Speciale e dei suoi allegati, Schema di contratto, Schema di bando di gara, Modelli di partecipazione al bando di cui trattasi; Preso atto che: in data 26/03/2013 è stato pubblicato all’Albo Pretorio online del Comune di Oristano l’ avviso del bando relativo ai “Servizi di igiene urbana e complementari del comune di Oristano” con codice CIG: 4981292432; in data 28/03/2013 è stato pubblicato all’Albo Pretorio online del Comune di Oristano l’ avviso di annullamento, da parte del Responsabile competente, del bando relativo ai “Servizi di igiene urbana e complementari del comune di oristano” con codice CIG: 4981292432; in data 29/03/2013 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale U.E. che l’avviso del bando di cui trattasi codice CIG: 4981292432 è stato annullato; in data 4 aprile 2013 è stata pubblicata la determinazione n° 90 datata 29/03/2013 - inerente “l’Approvazione del nuovo capitolato speciale d’appalto e dei suoi allegati”; Costatato che: messe a confronto le delibera n° 85 del 20/03/2013 e 90 del 29/03/2013 risulta sostanzialmente la presenza di due modifiche sostanziali sufficienti a richiedere la ripubblicazione con nuovi termini temporanei del nuovo Bando; Il 2 aprile 2013 all’Albo Pretorio online Comune di Oristano e nel sito della Regione Sardegna è stato ripubblicato il Bando relativo ai “Servizi di igiene urbana e complementari del comune di oristano” con stesso numero CIG: 4981292432; 8 aprile 2013 è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale il nuovo avviso di pubblicazione del bando di cui trattasi riportante, tra l’altro, il codice CIG: 4981292432 che risulta èssere uguale a quello a suo tempo assegnato al Bando annullato; Tutto quanto sopra premesso, con la presente mozione oltre a chiedere chiarimenti in merito a tutti i punti e ai dubbi sollevati, impegnano il Signor Sindaco e la Giunta tutta 1) a valutare l’opportunità di verificare l’annullamento in sede di autotutela di tutte le procedure del bando di gara di cui trattasi ciò anche al fine di divenire ad una più compiuta rivisitazione generale del bando in parola ed a una consequenziale serena ripubblicazione dello stesso; 2) a porre in essere tutti gli atti dovuti e necessari al fine di intraprendere e adottare, con la dovuta sollecitudine, tutte le misure necessarie per chiarire “inconfutabilmente” le reali motivazioni che hanno portato alla variazioni degli indicatori di ammissibilità tecnica e professionale del bando dopo che lo stesso era stato già inviato in pubblicazione ed eventualmente modificarli.
Sempre per quanto riguarda il comune di Oristano, Andrea Lutzu, consigliere comunale del Pdl, ha presentato un’interrogazione sui problemi della viabilità: “ Visto quanto accaduto lunedì 29 aprile, in merito alle gravi criticità che si sono manifestate nella viabilità del comune di Oristano, in particolare nell’ingresso nord e nella via Vandalino Casu, con lunghe file di macchine e grossi disagi per gli automobilisti e per i pedoni. Visto l’articolo comparso in data 30 aprile, nella prima pagina del quotidiano L’Unione Sarda, a firma del redattore Fabrizio Carta. Lette le sorprendenti e per certi versi clamorose dichiarazioni dell’assessore al Traffico del comune di Oristano (Filippo Uras. ndr), rilasciate all’Unione Sarda, che cito testualmente: “ Me ne scuso con gli oristanesi. Probabilmente qualche vigile non ha fatto il suo dovere”, ed anche “La latitanza dei vigili nei momenti cruciali? Spesso anch’io mi pongo la stessa domanda”. Premesso che già in altre occasioni alcuni componenti della giunta hanno fatto velate accuse alla struttura comunale, quasi a volersi differenziare dalla stessa, soprattutto in occasione di criticità, che invece andrebbero affrontate con spirito di squadra, in quanto la parte politica e la parte tecnico-amministrativa sono “l’amministrazione comunale” nei momenti positivi della vita comunale ma soprattutto nei momenti difficili. Chiede al sindaco ed alla giunta: di riferire con urgenza in consiglio comunale su quanto accaduto; di chiarire più compiutamente le “gravi” dichiarazioni fatte dall’assessore al Traffico in merito ad eventuali colpevoli negligenze da parte del Corpo dei Vigili urbani, individuandone nel caso ci siano, le responsabilità; altrimenti di spiegare il tenore delle affermazioni dell’Assessore, che non sono quelle di un semplice cittadino, ma quelle di un amministratore che è la “guida politica” del settore traffico e viabilità. (Andrea Lutzu, consigliere comunale Pdl).
Giorgio Vargiu è stato riconfermato alla guida dell’Adicomsum Sardegna. E’ stato eletto dai delegati al 6° congresso regionale, svoltosi ad Oristano, e per i prossimi quattro anni ricoprirà, quindi, l’incarico di presidente regionale della più importante associazione italiana di tutela dei consumatori. Giorgio Vargiu nella sua relazione ha tracciato il bilancio dei quattro anni trascorsi nell’Adiconsum, nel corso del quale è stato raggiunto l’importante traguardo di oltre 23 mila iscritti a livello regionale: il terzo in Italia. Ha quindi ricordato le migliaia di consulenze e le vertenze che hanno contraddistinto il grande lavoro svolto dall’associazione. Il bilancio non poteva che partire dalle problematiche legate all’acqua ed in particolare con la lunga vertenza di Abbanoa dove sono state registrate ben 7.645 vertenze. L’atro settore di rilevante importanza è stato quello delle telecomunicazioni con altre 2.230 vertenze, seguito del settore dell’energia (1.186), e delle finanziarie (893). Il presidente Vargiu ha inoltre messo in evidenza che per la prima volta Adiconsum ha avviato oltre 5 mila pratiche contro la pubblica amministrazione. Tra gli esempi citati la vicenda degli autovelox voluti dalle amministrazioni solo per fare cassa e non prevenzione. “In questi anni l’associazione ha potuto operare grazie alla sede regionale, alle 8 provinciali alle 6 territoriali – ha ricordato Giorgio Vargiu – se abbiamo raggiunto questi importanti traguardi lo dobbiamo alle nostre continue azioni di contrasto contro l’aggressività delle imprese e della pubblica amministrazione in difesa dei consumatori”. Giorgio Vargiu ha, inoltre, ricordato la grave situazione economica nella quale versa la Sardegna, dall’aumento delle povertà arrivata nelle isole al 39,5 per cento rispetto al 15 del nord, alle persone senza una dimora, 112 mila in tutta Italia. Tra i risultati ottenuti sono state ricordate le vertenze sull’energia, contro il cartello del gas in bombola, alle cartelle pazze, che hanno portato alla sanzioni da parte delle autorità preposte. Le altre importanti battaglie portate avanti e vinte dall’Adiconsum sono state ricordate attraverso il racconto di soci e attivisti. Silvio Serpi ha ricordato quella contro la realizzazione delle centrali nucleari nell’isola. Marcelo Soppelsa ha raccontato della lotta contro le pale eoliche a Is Arenas. Pasquale Carboni ha messo in evidenza la nascita della associazione Media Consum nata per tutelare i cittadini nella compravendita degli immobili. Giorgio Vargiu, infine, ha ricordato anche l’impegno dell’associazione a tutela dei minori con i rischi della rete, in particolare nella lotta contro la pedopornografia e il bullismo. L’ultima battaglia ancora in piedi è quella del mega impianto fotovoltaico di Narbolia, come ha ricordato Pietro Porcedda del comitato locale. Tra gli ospiti presenti il segretario regionale della Cisl Giovanni Marras, il Consigliere regionale Gian Valerio Sanna, Ofelia Oliva della segreteria nazionale Adicomsum. (Elia Sanna, La Nuova Sardegna).
Il dipartimento provinciale dell’Arpas soffre, da tempo, una preoccupante condizione legata ai locali in cui svolge la propria attività. L’Arpas da anni, infatti, opera in emergenza, a causa della situazione di estrema precarietà in cui versano gli edifici che ospitano l’Agenzia. Della questione si è fatto carico in prima persona l'assessore provinciale all'Ambiente, Emanuele Cera, preoccupato per un eventuale depotenziamento del dipartimento di Oristano, che rappresenterebbe un grave danno per il territorio, anche in relazione alle situazioni di vulnerabilità ambientali che caratterizzano l'oristanese. Una situazione segnalata in più occasioni dall'assessore Cera, con note che risalgono al marzo 2011 e, per ultima, quella dello scorso 23 aprile. Uno stato di disagio segnalato anche dalla direzione generale dell'Agenzia, senza che, finora, siano state individuate dall'assessorato regionale all'Ambiente soluzioni idonee a garantire l’espletamento delle attività di laboratorio, assicurando l’efficienza operativa del dipartimento di Oristano, nella sua attività di affiancamento e supporto tecnico alle altre amministrazioni per la tutela dell’ambiente, la salvaguardia della salute e la difesa dei cittadini. "La Regione deve urgentemente risolvere un problema non più rinviabile - ha detto l'assessore Cera - visto che i locali in cui opera il dipartimento sono oggetto di sfratto, da effettuarsi entro fine anno. I locali sono assolutamente inadeguati e privi dei requisiti minimi di sicurezza e funzionalità richieste dalle normative, ed è necessario dotare il dipartimento di quelle strutture idonee all'espletamento dei compiti istituzionali". La proposta dell'assessore Cera, condivisa dal dipartimento provinciale, prevede la realizzazione di un nuovo edificio (che assecondi le peculiarità delle attività espletate) destinato a rappresentare un centro di riferimento e di incontro per i vari dipartimenti. “Una soluzione ottimale – ha detto Cera -, soprattutto se si inserisce nell'ottica della manifestata opportunità da parte del Cipor a realizzare la struttura su aree di proprietà o dallo stesso reperite. Fino ad oggi, però, non abbiamo avuto nessun riscontro; per questo auspichiamo un pronunciamento urgente da parte dell'assessorato regionale anche in vista dell'imminente sfratto".
Sono a serio rischio di definanziamento le opere di risanamento degli stagni dell'oristanese, necessarie e già autorizzate dalla Regione per un importo di 8 milioni e 600 mila euro. A mettere in forse il finanziamento è la stessa Regione. A rischio sarebbe il risanamento degli stagni di Marceddì, Santa Giusta, Corru s'Ittiri e Cabras. L'allarme è sollevato dall'assessore provinciale all'Ambiente, Emanuele Cera, che ha tempestivamente inviato una nota al presidente della Regione, agli assessori regionali all'Ambiente e all'Agricoltura, ai capigruppo e a tutti i consiglieri regionali dell'oristanese, nella quale vengono evidenziate le responsabilità della Regione sin dal momento di attribuzione delle risorse, avvenuta solo nel 2011, annualità successiva a quella di iscrizione nel bilancio della Regione. I finanziamenti per gli interventi per il risanamento degli stagni sono i seguenti: Marceddì (2.200.000 euro), Santa Giusta (3.000.000 euro), Corru s'Ittiri (1.200.000 euro) e Cabras (2.200.000 euro).
Sabato 4 maggio sarà inaugurato lo “Spazio Giovani” comunale di Sa Rodia. La nuova struttura nasce per offrire nuove opportunità ai giovani di Oristano, che potranno utilizzarla per trascorrere il tempo libero in un centro moderno e funzionale. Giovedì 2 maggio, alle 10, la struttura sarà mostrata in anteprima ai giornalisti, nel corso di una conferenza stampa, dal sindaco di Oristano, Guido Tendas, dall’assessore Peppino Marras e dal coordinatore dello Spazio Giovani, Antonio Ricciu.
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