|
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Di greg (del 07/09/2010 @ 16:15:35, in cronaca, linkato 278 volte)
Nelle prossime settimane, se non si trovano soluzioni adeguate, in diversi comuni della Sardegna saranno a rischio gli stipendi, il pagamento delle fatture e dei lavori ai fornitori". Lo ha denunciato Davide Paderi, segretario della Fp-Cisl regionale, precisando che il problema riguarda soprattutto i piccoli comuni, cioè quelli esclusi dai vincoli del cosiddetto "patto di stabilità". "Ai tagli nazionali ora si aggiunge la difficoltà della Regione che, ci risulta, abbia annunciato che i trasferimenti agli enti locali, come pure il Fondo Unico, sono bloccati e, per via del patto di stabilità, che vincola la Regione, tutti i pagamenti sono rinviati ai primi mesi del 2011. Il vincolo del patto di stabilità - ha spiegato Paderi, che ha invitato la Regione ad aprire un tavolo con le parti sociali, Anci e Ups -, sta colpendo in maniera indiretta i piccoli comuni. Se non si trova una soluzione tutti i settori produttivi legati agli appalti e lavori pubblici sono a rischio, come sono a rischio anche le spettanze dei dipendenti e dei fornitori di beni e servizi. Le imprese faranno causa alle stazioni appaltanti (Comuni, Provincie, Consorzi, ed anche alla stessa Regione), in quanto forti dei contratti di appalto dove sono previste modalità e tempi per i pagamenti, e chiederanno i danni a cui andranno inevitabilmente incontro, a causa dei tardivi versamenti di Iva, Irpef, Irap, Inps, Inail, oltre alle cause di lavoro da parte dei dipendenti che non potranno essere pagati; i fidi della banche che verranno revocati, i fallimenti cui dovremo assistere; le opere incompiute. Ci risulta, peraltro, che altre Regioni – ha sostenuto ancora Paderi -, abbiano “sforato” il patto di stabilità e inoltrato ricorso per far valere diversi criteri di calcolo che tengano conto del saldo fra entrate ed uscite e non solo delle uscite in termini assoluti. Ovviamente, questo tema delicato, e che deve portare tutti i soggetti responsabili ad assumere iniziative e aprire un tavolo istituzionale e sociale, è strettamente legato al discorso ampio e urgente della vertenza con lo Stato e, nello specifico, a quella sulle entrate".
“Con questa seduta, di fatto, cominciamo la stagione delle riforme, anche se in un'aula distratta, che pensa ad altro. Alla presidente Lombardo chiediamo che metta in calendario la più importante delle riforme, quella sullo Statuto". E' iniziata così, con il richiamo del capogruppo del Pd, Mario Bruno, ad avviare la stagione riformatrice, la seduta del consiglio regionale dedicata alle mozioni sulla vertenza entrate, una del centrosinistra, l'altra dell'Udc. Alla presenza della giunta regionale, quasi al completo, Bruno ha illustrato la mozione, ricordando la battaglia unitaria guidata dall'ex presidente della Regione, Renato Soru, e il mancato rispetto degli accordi da parte del governo Berlusconi. "Siamo fortemente preoccupati - ha detto il capogruppo del Pd -. Ad oggi non ci sono fatti nuovi, se non l'atteggiamento di subalternità politica nei confronti del governo. All'appello alla Sardegna mancano due miliardi e mezzo". Chiaramente meno critico nei confronti della giunta Giulio Steri dell’Udc, che ha illustrato la seconda mozione. Steri, dopo aver parlato di "…fuga in avanti dell'opposizione, che ha fatto venir meno la possibilità di posizione unitaria", ha poi sostenuto l'inutilità delle norme di attuazione e ha definito "inaccettabili" le dichiarazioni del viceministro, Giuseppe Vegas, su tempi e modi dei trasferimenti alla Regione. "Il comportamento globale dello Stato nei confronti della nostra regione - ha detto Steri - è inaccettabile. Occorre una battaglia contro lo Stato, a maggior ragione alla luce della riforma del titolo V". In serata c’è stata la replica di Cappellacci, che ha letto una comunicazione, inviata ieri dal viceministro dell’Economia, Giuseppe Vegas.“ Il nuovo sistema finanziario regionale - si legge nel documento - entra a regime dal 2010, con il governo che darà puntuale e corretta applicazione all'accordo del 2006. L'amministrazione sta già attuando tutte le procedure che non necessitano di meccanismi di calcolo ulteriori". Cappellacci ha anche annunciato che la commissione paritetica che dovrà dare il via libera alle norme transitorie è stata convocata per il 20 settembre. "Alla luce di queste conferme - ha detto il presidente Cappellacci - che senso ha contrapporsi al governo? Se dovessero venir meno gli impegni dello Stato, saremo noi stessi a reagire e a richiedere la convocazione del consiglio. Non intendiamo fare sconti a nessuno - ha ribadito - ma non vediamo la necessità di interrompere un processo che è già in corso, come dimostra la comunicazione ufficiale del governo". Insomma, più genuflesso di così… In tarda serata, il consiglio regionale ha poi respinto la mozione del centrosinistra, che impegnava la giunta a una mobilitazione con lo Stato sulla vertenza entrate. Prima della bocciatura della mozione, in sede di controreplica Giulio Steri, per l'Udc, aveva ribadito "…la scarsa fiducia nel governo", annunciato il ritiro della mozione del suo gruppo. "Un buon padre di famiglia - ha detto il consigliere regionale - avrebbe accantonato le somme da trasferire. Comunque, visto quanto detto dal presidente Cappellacci, ritiriamo la mozione e gli chiediamo di riferire all'aula subito dopo la riunione della commissione paritetica". Per il centrosinistra è stato l'ex presidente della Regione, Renato Soru, a confermare la decisione dell'opposizione di non ritirare la sua mozione. "Alla Sardegna mancano 1 miliardo 600 milioni di euro per il 2010 e per i prossimi anni", ha detto Soru. "La lettera di Vegas arriva guarda caso oggi, ma non ci rassicura perchè ricordiamo un decreto firmato dal presidente Berlusconi che finanziava la Sassari-Olbia e, qualche tempo dopo, è diventato carta straccia. Mostrate quella lettera ai pastori e ditegli di usarla con la banche o per comprare mangimi. Mostratela ai lavoratori della scuola che manifestano. Anche la lettera - ha detto Soru - è un'acrobazia. E anche sulla riunione del 20 non sappiamo se sarà risolutiva, visto che metterà in moto un iter lungo, che si scontra con una situazione complicata a livello nazionale. Qui c'è una Sardegna che non crede più al governo nazionale - ha concluso Soru – di cui voi siete sudditi e sottomessi, e vi accontentate solo di leggere una letterina. Auguri alla Sardegna".
Il futuro della piazza di fronte alle case minime, ad Oristano, sarà deciso dalla giunta Nonnis con il concorso dei residenti. E’ quanto hanno “promesso” il sindaco, Angela Nonnis, e la giunta comunale ad una delegazione di abitanti del quartiere, nel corso di un incontro che si è tenuto al palazzo Campus Colonna, ed al quale hanno partecipato anche i capigruppo consiliari. “L’idea è quella di rendere quell’area vivibile e fruibile da parte di tutti gli abitanti del quartiere – hanno detto il sindaco e l’assessore Andrea Lutzu -. In questi anni molto è stato fatto, recuperando un’area degradata e garantendo un’abitazione decorosa a famiglie che prima vivevano in edifici fatiscenti. È stata fatta la bonifica dell’area e la pulizia, ed ora rimane da decidere che futuro prevedere per la piazza. Il progetto originario prevedeva la realizzazione di un’area dove potesse trovare sistemazione anche il mercatino rionale che, dunque, lascerà le vie Aristana ed Arborea. Dall’incontro è emersa la conferma della volontà dello spostamento del mercatino, ma anche quella di prevedere una importante funzione sociale dell’area. Abbiamo la possibilità di programmare il futuro urbanistico di quell’area ma, soprattutto, di indirizzarne l’utilizzo in funzione sociale – ha aggiunto il sindaco Nonnis -. Per questo motivo è fondamentale il confronto con gli abitanti del quartiere. Qualsiasi scelta dovrà tenere conto delle risorse a disposizione, che ammontano a circa 610 mila euro”. “Il progetto si è rimesso in moto dopo che la competenza sulla progettazione è passata dall’Area (l’ex Iacp) al Comune – ha affermato l’assessore Lutzu -. Una volta risolto questo problema abbiamo iniziato a concentrarci sull’utilizzo delle somme disponibili. Del finanziamento originario di 833 mila euro, 224 mila sono stati impiegati per la demolizione dell’ultimo gruppo di case minime e la bonifica dell’area. Adesso, dunque, con il concorso dei residenti, possiamo rimodulare il progetto sulla base dei fondi disponibili e della destinazione che vorremo assicurare a quello spazio”.
Roberto Scema, Mario Tendas, Gian Gavino Buttu, Francesco Federico, Battista Ghisu e Giuseppe Marras, consiglieri provinciali del Partito Democratico, hanno proposto all’attenzione ed all’approvazione del consiglio provinciale di Oristano un ordine del giorno sull’ “Iniziativa dell’amministrazione provinciale di Oristano in difesa del sistema dell’istruzione pubblica in Sardegna e nella provincia di Oristano”. Questo, il testo: Il consiglio provinciale, preso atto che, come nel resto del Paese, anche nella nostra isola linizio dell’anno scolastico 2010 – 2011 è caratterizzato da un clima di forte tensione, in conseguenza dei devastanti effetti della riforma Gelmini, dei tagli operati agli organici in seguito alle ultime manovre finanziarie del governo, delle proteste dei lavoratori precari, delle famiglie, delle amministrazioni locali interessate; evidenziato che il processo di ridimensionamento della scuola pubblica segnerà nei prossimi mesi un’altra tappa decisiva, con la revisione dei punti di erogazione, che cancelleranno un gran numero di scuole, in particolare nelle aree dell’interno provocando, per riflesso, il sovraffollamento delle scuole nei centri più grandi e nelle città; il tutto a scapito della qualità dell’offerta formativa; sottolineato che tale evenienza sta contribuendo, e contribuirà ulteriormente, allo spopolamento ed alla desertificazione di territori già duramente colpiti dal decremento demografico e dalle congiunture economico – sociali quali quelli delle aree dell’interno, anche della nostra provincia; ribadito che la Regione in virtù della propria specialità, può e deve reclamare dal ministero della Istruzione adeguata considerazione delle caratteristiche, culturali, sociali, economiche, demografiche dell’isola e dei suoi territori; ritenuto che l’amministrazione provinciale, in virtù del ruolo ad essa assegnato, abbia il dovere di difendere il sistema formativo pubblico, con riferimento sia alla istruzione dell’obbligo, che a quella superiore: impegna il presidente della Provincia, la giunta e il consiglio provinciale a richiedere, al più presto, l’apertura di un tavolo tecnico con la Regione , finalizzato a ribadire la centralità della istruzione pubblica in Sardegna e, in particolare, in provincia di Oristano, elaborando proposte concrete tese ad arginare il ridimensionamento in atto, in difesa del diritto allo studio degli studenti sardi e del diritto al lavoro dei lavoratori interessati.
Denunciati ieri dalla polizia per emissione molesta di musica, nonostante il divieto disposto dal sindaco di Oristano, i titolari di un chiosco bar della marina di Torregrande non hanno desistito e, stamattina, hanno riacceso l'impianto. Sorpresi da agenti della questura di Oristano, gli esercenti si sono visti sequestrare l'apparecchiatura. I reati contestati sono violazione di ordine emesso dall'autorità e disturbo all'occupazione e al riposo delle persone. La polizia ha proposto al comune di Oristano di adottare, nei confronti del chiosco bar, ulteriori provvedimenti sanzionatori di carattere amministrativo.
La comunità diocesana si appresta a celebrare l’8 settembre la festa della Madonna del Rimedio, patrona con Sant’Archelao della Chiesa arborense. La celebrazione annuale, che conserva le caratteristiche delle antiche sagre religiose sarde, richiama un considerevole numero di fedeli da tutta la Sardegna. Dopo il ricordo odierno dell’incoronazione del Simulacro, avvenuta nel 1952, domani festa della Natività, che è stata preceduta, come tutti gli anni, da un novenario particolarmente partecipato. L’8 settembre le messe si svolgeranno ogni ora, dalle 5 fino alle 12 e dalle 17 e alle 18.30, con la concelebrazione presieduta dall’arcivescovo Ignazio Sanna sul piazzale del santuario. L’ultima celebrazione si terrà alle 21.
Sabato 11 e domenica 12 settembre si terrà, a Laconi, la Festa Democratica, organizzata dal locale Circolo del Pd. Il programma prevede, per sabato 11 settembre, alle 17, la presentazione della manifestazione, presso il Centro culturale. Al termine, iscrizioni e inizio della"Caccia al Tesoro". Alle 21, nel piazzale Palazzo Aymerich, la compagnia teatrale Barbariciridicoli” presenterà la commedia in limba, di Francesca Pinna e Tino Belloni: "Sindigu pro una die". Domenica 12 settembre, presso il cine-teatro "De Andrè", dibattito sul tema politico della festa "Vivere le zone interne, oggi", con il deputato del Pd,Caterina Pes, che interverrà su: "Problemi della scuola: ricadute nella nostra zona". A seguire, il consigliere regionale del Pd, Antonio Solinas, tratterà il tema: "I problemi del mondo agro-pastorale: proposte per affrontare la crisi". Sarà, quindi, la volta di Gian Valerio Sanna, consigliere regionale del Partito Demoratico ed ex assessore regionale all’Urbanistica, che si occuperà de " Le zone interne, penalizzate anche dalla mancata attuazione del Ppr, il Piano paesaggistico regionale". A tirare le conclusioni sarà, invece, il segretario provinciale del Pd, Gianni Sanna. La festa proseguirà, alle 13.30, con il pranzo, nel Parco Aymerich, nella zona Castello, e , alle 15.30, con il secondo round e la conclusione della "Caccia al tesoro". Alle 21, intrattenimento musicale con Fabio Concu e la sua orchestra.
Di pig (del 05/09/2010 @ 18:00:23, in cronaca, linkato 642 volte)
Sull’economico e vantaggiosissimo aeroporto di Fenosu abbiamo letto in questi giorni, sui quotidiani locali, tutto e il contrario di tutto. Da articoli-spot, che prevedevano per l’Ernesto Campanelli un futuro a dir poco roseo, ad altri che ipotizzavano per La Sogeaor, la società che gestisce l’aeroporto di Oristano, mesi assai più turbolenti. Abbiamo anche letto quanto hanno detto alcuni illuminati politici nostrani, che hanno stigmatizzato il comportamento della Regione, che pare non abbia alcuna intenzione di elargire ulteriori mega finanziamenti per un aeroporto che sta rischiando, seriamente, se non arriveranno vagonate di soldi freschi, di portare i libri in tribunale. Né, tantomeno, la giunta Cappellacci sembra intenzionata a concedere la continuità territoriale ad un piccolo, insignificante aeroporto come quello di Fenosu, e metterlo così in competizione con quello di Tortolì (a conferma che i consiglieri regionali oristanesi del centro-destra contano come il due di picche). Attilio Dedoni, consigliere regionale dei Riformatori (eletto in provincia di Oristano), ha criticato il comportamento della giunta Cappellacci e della maggioranza di centro-destra, di cui fa parte a pieno titolo, mentre Antonio Solinas (Pd) si è meravigliato delle dichiarazioni di Dedoni, invitandolo ad essere conseguente e ad abbandonare la maggioranza, ed ha ribadito l’importanza che avrebbe per il centrosinistra l’aeroporto di Oristano per lo sviluppo del territorio (la giunta Soru aveva fatto investimenti importanti ma, è bene sottilinearlo, soprattutto per le infrastrutture. ndr). Quanto sostenuto da Dedoni e Solinas, al di là del colore politico, rientra nel gioco delle parti, visto che entrambi debbono salvaguardare e tenere buono, anche in prospettiva futura, il loro bacino elettorale. Le aspre critiche di Dedoni non hanno però trovato sponda alcuna da parte dell’assessore regionale pro-tempore, Giuliano Uras (Udc), nè da parte di altri due consiglieri regionali oristanesi, Oscar Cherchi e Mario Diana (entrambi, a Cagliari, del Pdl) che, essendo occupati a contendersi la poltrona di un assessorato nel futuro esecutivo regionale, non possono certo andare contro le decisioni dell’attuale giunta destrorsa e mettere così in pericolo l’eventuale prestigioso incarico. E poi per che cosa? Per la sopravvivenza di un aeroporto di cui molti hanno già recitato il “de profundis”? Come si possa, poi, conciliare la delega dell’incarico di assessore ad uno dei due, col fatto che Cappellacci voglia varare un esecutivo di forte spessore politico, rimane un vero mistero. Misteri della politica a parte, a noi che, invece, non abbiamo alcun bacino elettorale da salvaguardare e che sull’aeroporto di Fenosu, e sulla sua gestione, abbiamo sempre detto senza metafora alcuna ciò che pensiamo, quello che importa è non tanto il desiderio di mandare a ramengo quanto è stato, talvolta grossolanamente, messo in piedi finora ma, visto che paghiamo le tasse come tanti altri cittadini onesti, quello di capire in che modo vengono gestiti i soldi pubblici, tra i quali ci sono anche i nostri pochi ma sudatissimi centesimi. Noi non abbiamo chiesto copia di alcun contratto (come peraltro in maniera legittima ha fatto il consigliere provinciale del Pd, Francesco Federico, che se non riceverà il documento si rivolgerà alla Procura della Repubblica) ma, come cittadini, vogliamo sapere se il nostro danaro è stato gestito in maniera oculata. Ed è proprio la gestione dei soldi pubblici per mandare avanti l’aeroporto da parte dei rappresentanti del centro-destra che, politicamente, il centrosinistra ha sempre contestato, definendola onerosa ed assurda. Certo dei dubbi sorgono, se pensiamo che il debito, a metà anno, ha toccato l’enorme cifra dei due milioni di euro e che, alla fine del 2010, anche se la cose andassero in maniera ottimale, il buco (anche se, forse, sarebbe meglio parlare di “cratere”) raggiungerebbe, comunque, i tre milioni e mezzo di euro. Una cifra iperbolica. Se a ciò si aggiunge il sopravvenuto stop alle ricapitalizzazioni da parte del governo nazionale di centro-destra, e il niet a rifinanziamenti cospicui da parte di Regione, Provincia, Comune e Camera di Commercio (totalmente solidali con la Sogeaor e decisi, a parole, a trovare una soluzione per l’aeroporto di Fenosu, fino a che, però, non bisogna aprire i cordoni della borsa, dove peraltro i soldi scarseggiano) si ha un quadro abbastanza realistico di quale futuro oscuro attenda l’aeroporto di Oristano. Come uscire, allora, da questa tenebrosa situazione? Alla fine dell’anno dovrebbe scadere il salato contratto con la compagnia olandese Denim Air, che ha concesso in affitto aerei “all’avanguardia” come i Fokker 50, con la scritta "Flyoristano" (per 350 mila euro, a cui vanno aggiunti 150 mila euro per il carburante e il costo dell’equipaggio, per un totale complessivo di circa 500 mila euro). Contratto che una società come la Sogeaor non può reggere a lungo, considerati i debiti da ripianare, le spese per la manutenzione generale dello scalo ed i costi del personale (una trentina di dipendenti, che, secondo i più, sono un numero assurdo per un aeroporto di così basso livello). Detto che occorre, prima di tutto, un piano industriale serio, e una diversificazione dell’aeroporto (trasformandolo, soprattutto, in scalo merci, con pochissime e non onerose tratte per i passeggeri) che lo differenzi dagli altri scali isolani, se non si vuole rischiare il fallimento è oramai imprescindibile la cessione della maggioranza delle quote ai privati. A società che già operano nel settore e che riescano a portare avanti la gestione di un piccolo aeroporto, senza essere costretti a dover costantemente attingere dalle tasche dei contribuenti. Questa è solo una parziale, timida ipotesi. A meno che, per richiamare tanta gente nello scalo oristanese, non si voglia trasformare l’aeroporto di Fenosu in luogo stabile per concerti. Non è stato forse il sindaco di Oristano, Angela Nonnis, a sostenere, dopo il concerto di Ligabue (a nostro avviso “deleterio”), che Oristano poteva essere considerata, finalmente, una città turistica?
Di greg (del 03/09/2010 @ 13:33:30, in cronaca, linkato 376 volte)
“A proposito della bocciatura della Regione, dopo le verifiche ministeriali degli adempimenti previsti nel piano di rientro del disavanzo, l'assessore regionale alla Sanità Liori sembrerebbe non ricordare che è da più di un anno e mezzo che riveste la carica di assessore. Gioverebbe rammentare che la giunta precedente ha siglato l'accordo per il piano di rientro tre anni fa, per l'esattezza il 30 luglio 2007”. Questo quanto si legge, fra l’altro in un documento, del Forum Sanità Rdi accedere a oltre 108 milioni di euro di finanziamenti; nel gennaio 2009, a un mese dalle elezioni regionali, il ministero ha espresso parere favorevole all'erogazione di ulteriori 55 milioni di euro", si legge nel documento, in riferimento a quanto avvenuto nella scorsa legislatura regionale, sotto l'amministrazione Soru. "Nei successivi 18 mesi, con Liori assessore regionale alla Sanità, si sono potute registrare solo solenni bocciature da parte del governo amico di Roma, alle verifiche che si sono succedute. Tutto ciò ha impedito, definitivamente, alla nostra Regione di poter accedere alla parte residua dei finanziamenti governativi (14 milioni di euro) che dovevano essere erogati nel marzo 2010. Quattordici milioni persi – si legge ancora nel documento del Pd - per responsabilità di questa giunta regionale, che potevano essere investiti, per esempio, in nuove tecnologie ospedaliere o nel rifinanziamento del fondo della non autosufficienza. E' una solenne bocciatura, per la vaghezza dei contenuti e l'inconsistenza del metodo utilizzato, del Patto del Buon Governo del sistema sanitario regionale (DGR 20/7 del 19 maggio 2010), a suo tempo orgogliosamente presentato dall'assessore Liori e da quello del bilancio La Spisa, come baluardo per combattere l'inefficienza e gli sprechi nelle Aziende Sanitarie. L'assessore Liori continua a giocare a rimpiattino - conclude il Pd -, attribuendo a chi lo ha preceduto responsabilità tutte sue, ma ancora non si è reso conto che il giocattolo si è rotto e i cittadini sardi non si divertono più'".
“Gli aumenti delle tariffe del trasporto pubblico urbano sono destinati a incidere pesantemente sulle tasche dei cittadini e disincentivano l’utilizzo dei mezzi pubblici”. Il sindaco di Oristano, Angela Nonnis, e l’assessore ai Trasporti, Alessio Putzu, hanno scritto una lettera di protesta alla Regione, con la quale evidenziano i disagi provocati dall’aumento dei biglietti degli autobus. “In città gli aumenti superano il 40% - hanno spiegato il sindaco Nonnis e l’assessore Putzu -. Nel momento in cui si cerca di incentivare l’utilizzo del mezzo pubblico viene difficile spiegare a un cittadino che il biglietto aumenta da 70 centesimi a 1 Euro. È un rincaro che colpisce pesantemente le categorie più deboli, gli anziani e gli studenti, che più di tutti utilizzano il trasporto pubblico”. Nella nota, inviata al presidente della Regione, Ugo Cappellacci, all’assessore regionale, Liliana Lorettu e, per conoscenza, ai dirigenti dell’Arst, il sindaco Nonnis e l’assessore Putzu lamentano il mancato coinvolgimento del comune di Oristano: “La Regione non ci ha coinvolti prima, né informati dopo. Probabilmente, un confronto preventivo avrebbe consentito di limitare i disagi, che in questi giorni stanno provocando le inevitabili proteste dei cittadini e, magari, avrebbe consentito di trovare soluzioni alternative”.“Gli aumenti delle tariffe del trasporto pubblico urbano sono destinati a incidere pesantemente sulle tasche dei cittadini e disincentivano l’utilizzo dei mezzi pubblici”. Il sindaco di Oristano, Angela Nonnis, e l’assessore ai Trasporti, Alessio Putzu, hanno scritto una lettera di protesta alla Regione, con la quale evidenziano i disagi provocati dall’aumento dei biglietti degli autobus. “In città gli aumenti superano il 40% - hanno spiegato il sindaco Nonnis e l’assessore Putzu -. Nel momento in cui si cerca di incentivare l’utilizzo del mezzo pubblico viene difficile spiegare a un cittadino che il biglietto aumenta da 70 centesimi a 1 Euro. È un rincaro che colpisce pesantemente le categorie più deboli, gli anziani e gli studenti, che più di tutti utilizzano il trasporto pubblico”. Nella nota, inviata al presidente della Regione, Ugo Cappellacci, all’assessore regionale, Liliana Lorettu e, per conoscenza, ai dirigenti dell’Arst, il sindaco Nonnis e l’assessore Putzu lamentano il mancato coinvolgimento del comune di Oristano: “La Regione non ci ha coinvolti prima, né informati dopo. Probabilmente, un confronto preventivo avrebbe consentito di limitare i disagi, che in questi giorni stanno provocando le inevitabili proteste dei cittadini e, magari, avrebbe consentito di trovare soluzioni alternative”.
Il deputato oristanese del Pd, Caterina Pes, plaude al fronte comune di tutte le province della Sardegna, che sono decise a proporre una nuova mappa scolastica nell’isola, in modo tale da salvaguardare conoscenza ed istruzione, in particolare nei territori maggiormente toccati dallo spopolamento. Sull’argomento, Caterina Pes ha diramato una nota stampa:
“Abbiamo ascoltato, ancora una volta increduli, al panegirico della magnifica riforma recitato dal ministro Gelmini. Sorvolando sulla tranquillità che volutamente il ministro dimostra di fronte alla drammaticità della scuola italiana destinata sempre più allo sfascio; sorvolando sulla sua indifferenza di fronte al fatto che centinaia di precari , in tutta Italia e anche di fronte al suo ministero, manifestano con la forma di lotta civile che è lo sciopero della fame; anche sorvolando sul fatto che cinicamente ha scaricato sulla opposizione la responsabilità di tale sfascio; sorvolando impunemente di dire che i precari licenziati non saranno 20.000 ma almeno il doppio, e circa 140.000 nei prossimi anni; restiamo comunque stupiti su come ancora impunemente si possa mistificare la realtà sino a questo punto, nel totale rifiuto di affrontare il vero problema del nostro paese: la scuola italiana è tra le ultime in Europa rispetto alla qualità dell'offerta formativa e, contrariamente a quanto ci chiede l'Europa, anzichè investire risorse sulla conoscenza,questa viene riservata sempre di più a patrimonio di pochi. In Sardegna la situazione è ancora più grave, perchè la nostra isola ha, in tutto il territorio nazionale, i tassi più elevati di dispersione scolastica. Ben venga allora la presa di posizione che si è registrata dal fronte unitario delle province sarde. Fare fronte comune per difendere il valore della conoscenza, soprattutto in difesa delle zone interne e isolate dell'isola, dove la scuola è spesso l'unico presidio sociale, è oggi più che mai importantissimo, soprattutto perchè si vigili sulla corretta applicazione della legge regionale n. 3 del 2009, che riconosce alla regione Sardegna autonomia e sovranità nel definire modalità e criteri per la distribuzione delle risorse del personale scolastico”.
Sempre sulla scuola e, in particolare, sull’avvio dell’anno scolastico 2010/11, c’è da segnalare l’intervento della segreteria provinciale di Oristano del Partito Democratico. “Preso atto delle dichiarazioni del ministro Gelmini – si legge in un comunicato - pronunciate in occasione dell’apertura dell’anno scolastico, esprime tutto il suo sconcerto di fronte a quella che appare come una vera e propria provocazione nei confronti di chi, in questi giorni, manifesta drammaticamente in difesa del proprio posto di lavoro. Affermare, come fa il Ministro, che la protesta “non è motivata” in quanto i docenti precari “non sono stati licenziati”, è il segno più evidente della distanza di questo Governo, e dei suoi più autorevoli rappresentanti, dal Paese reale. Ciò a cui si assiste in questi giorni conferma quanto anticipato dagli allarmi lanciati negli scorsi mesi: la sola Sardegna paga, con 1.700 posti in meno, un conto salatissimo, che non esaurisce, purtroppo, il processo di ridimensionamento della scuola pubblica avviato anche nell’isola con la riforma Tremonti-Gelmini, e finalizzata semplicemente al risparmio di 8 miliardi di euro. Tutto questo mentre più forti sono gli effetti della crisi economica sul tessuto sociale del nostro paese; situazione che renderebbe necessario un investimento maggiore su istruzione e formazione e non invece i tagli ai quali assistiamo. E questo – sostiene il Pd oristanese nel comunicato - vale ancora di più nella nostra regione, che avrebbe da rivendicare anche la propria specialità. Ed invece, mai come in questa legislatura, assistiamo ad un rapporto di totale asservimento della giunta regionale nei confronti del Governo nazionale. Di fronte a questo sfascio, non si può tacere. La politica ha il dovere di occuparsi di queste questioni, richiamando con forza le Istituzioni alle proprie responsabilità. E’ per questo motivo che il Pd oristanese aderisce all’Assemblea regionale della scuola pubblica, in programma giovedì prossimo, ad Oristano, mobilitando i dirigenti del partito ed i propri rappresentanti in consiglio regionale, in consiglio provinciale e nei comuni, affinché promuovano iniziative tese ad impegnare le rispettive Amministrazioni in una azione di rivendicazione forte nei confronti del Governo e del Ministero della Pubblica istruzione, in difesa del diritto allo studio degli studenti sardi, e del diritto al lavoro dei tanti lavoratori espulsi dal mondo della scuola. Il tutto ricercando la massima concertazione possibile con tutti i soggetti che, a diverso titolo, si occupano di scuola”.
C’è ancora tempo, fino all'8 settembre, per iscriversi al corso di laurea in Economia e Gestione dei Servizi Turistici (Egst) all’Università di Oristano. Il Consorzio Uno ha, intanto, comunicato che nella sede universitaria oristanese si è già registrato un incremento di domande per tutti i corsi attivati. Rispetto al 2009 sono, infatti, quasi raddoppiate le domande per le prove d'ammissione al corso di Biotecnologie Industriali (Biotin), da 23 a 38, e triplicate quelle per il corso di Economia e Gestione dei Servizi Turistici, con 171 domande. Mancano, invece, ancora quindici giorni alla scadenza, prevista per il 16 settembre, per la presentazione delle domande, invece, per i due indirizzi del corso di Tecnologie Viticole Enologiche e Alimentari (costola della Facoltà di Agraria dell'Università di Sassari): Tecnologie Alimentari e Viticoltura ed Enologia. Il numero degli aspiranti iscritti (48) è ormai molto vicino ai livelli degli iscritti del 2009 (54). Sul sito www.consorziouno.it, oppure sul sito www.uniss.it, e' possibile reperire ulteriori informazioni e accedere alla procedura di iscrizione online per le prove di selezione, previste per il 22 settembre, presso la sede del Consorzio Uno, nel Chiostro del Carmine, ad Oristano. Le prove di valutazione per i corsi di Biotecnologie industriali ed Economia e Gestione dei servizi turistici si terranno, invece, a Cagliari, rispettivamente il7 e 13 settembre.
“Il gruppo consiliare del Partito Democratico in consiglio provinciale esprime grande preoccupazione riguardo al grave stato di crisi attraversato dal comparto ovino sardo, e sulla quale crisi è stata efficacemente richiamata l’attenzione dell’opinione pubblica isolana e nazionale, grazie alle azioni di protesta ed alle numerose assemblee svoltesi nelle scorse settimane e negli scorsi giorni, anche in molti centri della nostra provincia, animate dai pastori e dalle loro organizzazioni di rappresentanza”. Inizia così una nota stampa, diramata dal gruppo consiliare del Pd alla Provincia di Oristano, sulla vertenza latte e sulla crisi del comparto agro-alimentare. “Le proteste hanno veicolato un messaggio molto semplice e chiaro, anche per i non addetti ai lavori: a fronte di spese enormemente cresciute negli ultimi decenni, il prezzo del latte ha subito un netto deprezzamento, tant’è che oggi le aziende ovine stanno lavorando in perdita. Questo crea, con tutta evidenza, una situazione insostenibile che, in prospettiva, rischia seriamente di compromettere definitivamente un settore strategico e vitale per l’economia del nostro territorio. Il gruppo del Pd - si legge ancora nella nota stampa -, evidenziando la presenza, nella crisi, di fattori sia strutturali che congiunturali, ritiene fondamentale che vengano attivati rapidamente strumenti tesi ad aiutare le aziende a superare la crisi, e contemporaneamente siano messe a punto strategie nel medio e nel lungo termine capaci di dare prospettive ad un settore di grande rilevanza dal punto di vista economico, sociale, e culturale. Si sottolinea, altresì, che fino ad ora l’operato della giunta regionale, e nello specifico dell’assessore regionale all’Agricoltura, Andrea Prato, si è rivelato fortemente insufficiente, alimentando polemiche e divisioni, e dando l’impressione di fungere da garante per una delle parti in campo, piuttosto che essere un punto di riferimento per tutti i soggetti interessati. Si ritiene in particolare - prosegue la nota dei consiglieri Democratici - che sia necessario un segnale di attenzione da parte della giunta regionale nei confronti delle O.P. già esistenti, e di quelle che potranno nascere, incentivando il dinamismo rispetto ai problemi della produzione e della commercializzazione dei prodotti lattiero-caseari, e proponendo efficaci azioni, per esempio, nell’abbattimento dei costi aziendali, del credito, del marketing”. La nota prosegue con le proposte dei consiglieri provinciali del Pd: 1) Richiedere al presidente della giunta provinciale di Oristano e all’Assessorato provinciale alle Attività Produttive ad attivarsi, con la massima urgenza, per istituire con le organizzazioni imprenditoriali e sindacali del settore agricolo, un “tavolo di crisi provinciale” che permetta di attivare, da subito, il confronto e la concertazione sui temi agro-zootecnici tra le rappresentanze degli imprenditori agricoli, le associazioni di categoria e gli Enti locali che operano nel territorio provinciale. 2) Contribuire alla proposta di un piano organico di rilancio complessivo del settore zootecnico e dell’agricoltura che, valorizzando le produzioni tipiche, assicuri agli operatori agricoli e agli operatori della filiera agro-alimentare il conseguimento di redditi più adeguati e corrispondenti ai livelli di vita economica e sociale, anche individuando e favorendo attività integrative al lavoro agricolo. 3) Attivare ogni possibile iniziativa capace di favorire l’evoluzione delle aziende agricole oristanesi verso modelli d’impresa più rispondenti e coerenti alle richieste del mercato finale, individuando anche strumenti atti all’abbattimento degli alti costi di produzione. 4) Stimolare e incentivare processi di integrazione tra le filiere produttive che permettano, anche attraverso la diffusione di nuovi modelli di organizzazione dell’offerta agricola, di rendere più competitiva e redditizia l’attività agricola della nostra provincia. 5) Stimolare ed incentivare il consumo locale delle produzioni agricole, come necessario strumento di opposizione alle lobby della grande distribuzione e alla salvaguardia delle numerose biodiversità e produzioni locali, relazionando innanzi tutto produttori, albergatori e ristoratori, mense, associazioni dei commercianti e dei consumatori e favorendo l’ attivazione, nel contempo, di strumenti di garanzia per certificare le produzioni tipiche”. Il Pd, a conclusione della nota “…auspica, altresì, che sulla difficile situazione del comparto agricolo della nostra Provincia l’amministrazione provinciale di Oristano voglia aprire con la Regione una “Vertenza oristanese” che, partendo dal dato di fatto di una sostanziale inadeguatezza delle politiche agricole e di sviluppo portate avanti dall’attuale giunta regionale in questo territorio, sappia ottenere la giusta attenzione per il settore agro-alimentare, il quale, per l’oristanese, è assolutamente strategico, rappresentando un tassello fondamentale per qualsiasi progetto di sviluppo socio-economico che si voglia mettere in campo”.
Cordiale incontro, questa mattina, ad Oristano, nella sede della Provincia, dove il presidente Massimiliano de Seneen ha incontrato, per un saluto di commiato, il generale Carmine Adinolfi, comandante regionale dei Carabinieri della Sardegna che lascia l'isola (dove l’Arma sotto il suo comando ha raggiunto, in questi anni, importanti risultati) destinato al comando dell'Arma della regione Campania. Il generale Adinolfi, che era accompagnato dal comandante della Compagnia Carabinieri di Oristano, colonnello Giuseppe Palma, e dal maggiore Ivan Giorno, ha poi incontrato, in Comune, il sindaco Angela Nonnis.
Il consiglio comunale di Oristano è stato convocato per giovedì 9 e per mercoledì 15 settembre, alle 18, per la discussione del seguente ordine del giorno: Ordine del giorno del consigliere Solinas sulla “Costruzione della piazza delle Case Minime e del Centro di aggregazione sociale. Interrogazionei urgenti del Pd su “Sic - Stagno di Mistras di Oristano - Oristano e Cabras - Oristano Comune capofila. Non ammissibilità della proposta relativa al progetto di valorizzazione ecoturistica dell’area Sic - Stagno di Mistras”; scioglimento della società consortile “Oristano Ambiente” ; “Dispensario Farmaceutico Torregrande”. Interpellanza dei consiglieri Efisio Sanna e Putzu relativa alla Fondazione Sa Sartiglia. Interrogazione di Gianni Sanna del Pd sull’istituzione di un Albo Pretorio online. Approvazione toponimo ufficiale della Città di Oristano in lingua sarda. E, per finire, alcune variazioni al Bilancio di previsione 2010.
Dopo essersi scritte per quasi cinquant’anni, senza mai essersi incontrate una sola volta, due donne, una in provincia di Sondrio, l'altra in Sardegna, finalmente si sono potute abbracciare. In tutto questo tempo, anche se non si erano mai viste, sono diventate molto amiche. Poi l'incontro atteso mezzo secolo, nei giorni scorsi. Erika Compagnoni (che gestisce un hotel in località Santa Caterina, nei pressi di Bornio) ha così potuto abbracciare la sua amica, Luciana Deidda, di San Nicolo' d'Arcidano. La prima capelli biondi e originaria dell'alto nord, l'altra capelli mori originaria della Sardegna. Hanno la stessa età. La loro amicizia epistolare è nata quando alle elementari la maestra di Erika aveva proposto agli alunni e alle alunne di avviare una corrispondenza con bambini e bambine del Sud Italia. Da allora le due bambine sono diventate ragazzine, e poi adulte, confidandosi di volta in volta i propri amori, avventure, vacanze, esperienze, ripromettendosi che un giorno si sarebbero incontrare. Così come avviene in tanti altri rapporti epistolari, si sono scambiate tantissime foto e cartoline, e si sono raccontate le emozioni dei rispettivi matrimoni e maternità. C'e' stato anche un periodo in cui i contatti si sono interrotti. E' stato quando Erika ha cambiato albergo, trasferendosi a gestirne un altro. A riallacciare i contatti sono stati i rispettivi figli, Luca (figlio di Erika) e il sardo Davide, grazie a Facebook. Da quel momento la promessa di incontrarsi una volta per tutte. Ed è quanto è avvenuto.
Di pig (del 02/09/2010 @ 00:30:10, in politica, linkato 582 volte)
Dopo la pausa estiva, il consiglio regionale e quello provinciale hanno ripreso la propria attività (il consiglio comunale di Oristano è, invece, ancora in fase di meditazione), anche se, sia per la nostra isola che, in particolare, per quanto riguarda la nostra “povera” (sotto tutti gli aspetti) provincia, la politica stenta ancora decollare. A dire il vero, decollare in questo caso è una parola grossa, perché stante il livello medio-basso, in generale, dei politici isolani, si dovrebbe parlare non di decollo ma di andamento lento e, per giunta, rasoterra. La nostra non è una provocazione, ma una constatazione condivisa non dagli addetti ai lavori ma dalla gente comune che, generalizzando, vede la politica come “una cosa sporca ” e i politici come “persone di cui non ci si può fidare”. Per stare alle cose di casa nostra, senza scomodare le alte sfere e scandali relativi agli affari per ricostruzioni varie, corruzioni, appartamenti ricevuti in regalo, e leggi ad hoc salva-processi, ad allontanare sempre di più i sardi dalla politica non hanno certo giovato, fra l’altro, i recenti avvenimenti sul business eolico, che vedono inquisiti uomini politici di spicco, ad iniziare dal presidente della Regione, Ugo Cappellacci. Evidentemente, il repulisti operato da “mani pulite” è stato solo parziale e non ha insegnato niente se, a tutti i livelli, si continua a strombazzare di “...far politica nel solo ed esclusivo interesse della comunità” e poi si continua a rubare a pieni mani. Una interpretazione personalissima e singolare, di intendere “la politica come servizio”. Di questi tempi è diventato, quindi, abbastanza difficile spiegare alla gente che anche tra i politici occorre fare dei distinguo e che non tutti i partiti sono uguali. Non solo è difficile, ma diventa addirittura impossibile se si continua a discutere dei problemi che interessano la propria comunità solo ed esclusivamente tra le quattro mura delle aule consiliari (sempre più deserte), dimenticando che gli interlocutori “privilegiati” non devono essere i colleghi, ma i cittadini. “Riportare la politica in mezzo alla gente” non è una frase fatta, e l’esempio recente dei dibattiti (sempre super affollati) organizzati da “Sardegna Democratica”, in tantissimi paesi della Sardegna, è la piena dimostrazione che la gente ha ancora voglia di ascoltare e discutere di problemi seri, reali, che toccano da vicino i cittadini, e non di sentire politici supponenti che discutono sui massimi sistemi. Questa, la spiegazione semplicissima (che per alcuni potrebbe sembrare semplicistica) del perché ci sia una così alta partecipazione ai dibattiti di “Sardegna Democratica” e il deserto nei luoghi dove si riunisce l’intellighenzia nostrana. Luoghi dove la logorrea abbonda; dove spesso ci si parla addosso (in particolare se ci sono le telecamere); dove, non rendendosi conto dei propri limiti, sguazzano tuttologi impreparati. Il risultato, dopo aver assistito ad alcune sedute del consiglio regionale, provinciale e comunale è uno solo: mal di stomaco e un senso di soffocamento “culturale” che induce a scappare e a cercare all’esterno un po’ d’aria pura. Una buona percentuale di colpa per questo disamore generale della politica è da attribuire anche ai partiti che, con poche sporadiche eccezioni, hanno totalmente perso il contatto con la gente. Ma esistono ancora i partiti? Esistono luoghi dove si discute ancora di politica e non di spartizione di incarichi, di alleanze e contro alleanze, di sgambetti e tranelli? Se la questione interessa “fino a pagina 10” il centro-destra, fautore della politica del reality, della disinformazione, e della bugia come forza propulsiva, il discorso dovrebbe, invece, essere totalmente diverso per il centrosinistra, il cui compito dovrebbe essere quello di far aprire gli occhi a quanti si sono fatti incantare, anche in Sardegna, dalla sirena-Berlusconi e dalle sue false promesse. Ma a quanti importa, anche a sinistra, la politica del disincanto? Se si osserva con attenzione chi sono nell’isola i “manovratori” del partito più rappresentativo, il Pd, si riesce a capire benissimo il perché della difficoltà di creare una alternativa credibile al centro-destra. Un centro-destra deleterio e totalmente asservito al governo nazionale che, in pochi anni di attività (si fa per dire), è riuscito nell’impresa (o perlomeno ci sta tentando in tutti i modi) di cancellare la credibilità e il rispetto che il governo Soru era riuscito a guadagnarsi in campo nazionale, facendo retrocedere la Sardegna a livello da terzo mondo. Come si può evitare un’altra legislatura di sofferenza, come si può mandare a casa il centro-destra? Non c’è che un modo: mandando in pensione (peraltro dorata) il vecchiume, i bronzetti nuragici che, abituati da anni a considerare il partito di appartenenza come una cosa propria, sono abbarbicati sulle proprie posizioni di potere, impedendo ad altri di crescere. Non si tratta solo di un necessario ricambio generazionale ma di un modo diverso, moderno e dinamico di intendere la politica. E vero o no che “…sono sempre le solite facce” è la frase più ricorrente tra i simpatizzanti del centrosinistra? E allora perché non ascoltare la gente? Anche in Sardegna, una rottamazione delle vecchie cariatidi del Pd non solo è opportuna ma quanto mai necessaria.
“Abbanoa deve dare risposte esaurienti e riconoscere i diritti dei cittadini”. Questa l’estrema sintesi di quanto scaturito dall’incontro di questa mattina tra il sindaco di Oristano, Angela Nonnis, e il segretario regionale dell’Adiconsum, Giorgio Vargiu, per esaminare la situazione che si è creata con l’invio, da parte dell’ente gestore del servizio idrico, delle bollette alle famiglie oristanesi. Durante l’incontro ci si è soffermati, soprattutto, sul problema della retroattività dell’aumento tariffario e sulla legittimità della sua applicazione, con la posizione del Comune e dell’Adiconsum che sarà espressa, ufficialmente, ai vertici di Abbanoa. “Chiediamo ufficialmente un incontro al presidente di Abbanoa – hanbno affermato il sindaco Nonnis e il segretario dell’Adiconsum Vargiu -. In quella sede chiederemo il riconoscimento dei diritti e dei doveri di tutte le parti in causa: Abbanoa, comune di Oristano e, soprattutto, dei cittadini. Le maxibollette che le famiglie stanno ricevendo in questi giorni stanno provocando ovvie proteste. Le richieste di chiarimento sono più che legittime, e in questa direzione comune e Adiconsum avranno una posizione decisa nei confronti di Abbanoa”. “Un altro capitolo è quello relativo alle somme che ancora oggi Abbanoa deve al comune di Oristano – ha aggiunto il sindaco Nonnis -. C’è qualcosa nella gestione di Abbanoa che non quadra. Abbiamo aperto un contenzioso perché sono troppi gli impegni disattesi. Occorre, invece, che Abbanoa sia conseguente rispetto agli impegni presi e ai contratti sottoscritti. Per questi motivi è necessario un incontro, urgente, con il Ppesidente e i massimi vertici di Abbanoa per stabilire, una volta per tutte, un percorso rapido, sicuro e, soprattutto, rispettoso dei diritti, ma anche dei doveri, di tutti i soggetti coinvolti, ed anche per ridefinire e rimodulare gli accordi sottoscritti che non sono stati rispettati”. Su questa linea il sindaco Nonnis godrà del sostegno dell’Adiconsum che, anche su questo aspetto, chiederà il rispetto degli accordi sottoscritti: “Si tratta di risorse – ha detto Giorgio Vargiu - che potrebbero essere utilizzate per dare servizi ai cittadini e sulle quali, invece, il comune non può contare”. Quello che meraviglia, in tutta questa vicenda, è l'attuale posizione del sindaco che, come molti cittadini ricorderanno, aveva minacciato di rassegnare le dimissioni se non fosse stato firmato l'accordo con Abbanoa. E questo, nonostante da parte dell'opposizione, e non solo, si fosse cercato di mettere in guardia il sindaco sui "pericoli" ai cui il comune andava incontro, soprattutto perchè, a pagarne le spese sarebbero stati i cittadini. Per fortuna, non è mai troppo tardi per recitare il mea culpa e ravvedersi.
Altre notizie:
Le Province della Sardegna fanno fronte comune e sono decise a proporre loro una nuova mappa della scuola in Sardegna, che salvaguardi il valore dei presidi dell'istruzione, soprattutto nei territori maggiormente interessati ai problemi di spopolamento e isolamento. E' quanto emerso dalla riunione, tenutasi ad Oristano, degli otto assessori provinciali alla Pubblica istruzione, convocati dall'Ups (Unione province sarde) per affrontare i problemi derivanti dalnuovo piano di dimensionamento scolastico 2011-2012. Entro il prossimo 30 settembre saranno rese note le linee guida regionali del piano; entro il 15 novembre verranno predisposti i piani di dimensionamento provinciali, ed entro il 31 dicembre prossimo dovrà prendere corpo il piano regionale di dimensionamento scolastico nel suo insieme. Su tutto pesa il forte ridimensionamento che in questi ultimi anni ha interessato la rete scolastica in Sardegna. Un problema sottolineato più volte nella riunione di questa mattina. "Abbiamo manifestato l'esigenza di affrontare questo problemo con un quadro di riferimento ben delineato, e che veda le Province unite e decise a lavorare in un costruttivo spirito di collaborazione - ha detto l'assessore alla Pubblica istruzione della Provincia di Oristano, Serafino Corrias -. A questa riunione, nelle prossime settimane, ne seguiranno altre, per rafforzare un metodo che ci auguriamo possa dare significativi risultati anche nel rapporto e nel confronto con gli altri interlocutori istituzionali. Sicuramente, il nuovo piano di dimensionamento scolastico regionale dovrà tenere conto delle esigenze dei territori e della necessità di salvaguardare il diritto all'istruzione".
Questa mattina, gli assessori provinciali, Alessandro Murana e Gianfranco Attene, hanno presentato il ”Progetto Ecdl! Esperti al Computer: Disabili al Lavoro!”, nell’ambito delle politiche di per l’inserimento e l’integrazione lavorativa dei disabili nel mercato del lavoro. Ecdl è un progetto pilota di formazione lavorativa, riservato a 20 persone disabili, che si articola in due percorsi: uno formativo, finalizzato al conseguimento della patente di informatica Ecdl, ed uno di inserimento lavorativo, con borsa lavoro per un periodo di sette mesi, presso i Centri dei Servizi per il Lavoro di Oristano e Ghilarza, per la digitalizzazione ottica degli archivi. La patente di informatica Ecdl è la certificazione che attesta la capacità di utilizzare il computer nelle applicazioni più comuni. Per ottenere la certificazione completa (Ecdl Full) occorre superare sette esami: concetti di base dell’Ict, uso del computer e gestione dei file, elaborazione testi, foglio elettronico, uso delle basi di dati, strumenti di presentazione, navigazione e comunicazione in rete. Superando, invece, solo quattro esami, a scelta, si può avere il diploma intermedio Ecdl Start. Il primo percorso, quello formativo, si è concluso con risultati molto positivi: 14 beneficiari su 20 hanno conseguito la patente Ecdl Start; e di questi il 71% ha conseguito l’Ecdl Full; due beneficiari su 20 hanno sostenuto 3 esami su 4; mentre quattro beneficiari su 20 non hanno sostenuto esami. Tra i 20 beneficiari che hanno frequentato i corsi di formazione è stata stilata una graduatoria, in base alla tempestività nel conseguimento della patente europea, con i primi otto che verranno inseriti, come detto, nel mondo del lavoro, per sette mesi,con una borsa lavoro mensile, presso i Centri dei Servizi per il Lavoro di Oristano e Ghilarza .
Anche Il comune di Oristano aderirà all’ “Aliga Day”, prima campagna regionale contro l’abbandono dei rifiuti, fissata per sabato 4 settembre ed organizzata dal gruppo podistico dei Corsardi e dal movimento spontaneo “sardegna pulita”, con il patrocinio dell’Assessorato regionale per la Difesa dell’Ambiente e dall’Anci Sardegna. L’appuntamento è fissato per le 9, al Rimedio, dove l’assessore comunale, Gianfranco Licheri, gli operatori dell’Assessorato all’Ambiente del comune di Oristano, i volontari e gli addetti della “Oristano Servizi” raggiungeranno le aree lungo la strada provinciale per Torregrande, dove sarà effettuata, in condizioni di sicurezza, una pulizia straordinaria. “Sarà una giornata simbolo per il rispetto dell’ambiente – ha spiegato l’assessore Licheri -. La giunta Nonnis ha aderito con convinzione all’invito degli organizzatori, condividendo il desiderio di combattere l’annoso e sempre più grave problema dell’abbandono dei rifiuti sulle strade dell’isola. Un problema che ci costringe a offrire continuamente una triste immagine, in stridente contrasto con la nostra vocazione turistica e gli sforzi per la valorizzazione dei prodotti agroalimentari, oltre che un incalcolabile danno all’ambiente ed ai bilanci degli enti locali”. L’iniziativa nasce dalla volontà del gruppo dei Corsardi, podisti di diverse società isolane di atletica, che ha deciso di contrastare questo fenomeno, riuscendo a coinvolgere tantissimi cittadini, aziende ed istituzioni, dando vita al movimento spontaneo “Sardegna Pulita”. In tutta la Sardegn, i comuni interverranno ripulendo le banchine della strada statale 131, ed altri tratti di strada, come nel caso di Oristano, mentre staffette di podisti della Corsardi attraverseranno l’isola da Cagliari a Porto Torres, con punto d’incontro finale nel comune di Macomer, dove si terrà, fra l’altro, un incontro con le autorità, gli enti e le associazioni partecipanti.
Il cartellone degli spettacoli estivi, curato dall’Assessorato allo Spettacolo del comune di Oristano, in collaborazione con la Pro Loco, prevede per venerdì 3 settembre, alle 22, in piazza Eleonora, un concerto di musica jazz con i Mes Reves Jazz Trio.
Di pig (del 01/09/2010 @ 17:00:12, in cronaca, linkato 370 volte)
“La scuola pubblica è alla frutta e i precari della scuola alla fame». Questa, la scritta su un cartello appeso, a Milano, davanti a una tavola apparecchiata, ma priva di qualsiasi cibo, dai precari che hanno iniziato uno sciopero della fame per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e denunciare lo stato di salute dell'istruzione. Con la scuola ormai nel caos più totale, a causa del taglio drastico di ore e posti di lavoro da parte del ministro Gelmini, l’unica a non aver subito tagli (udite, udite...) è l’ora di religione, con i docenti che, nominati dalla Curia, vengono pagati dalle tasse degli italiani. Sull’argomento, leggete un interessante articolo pubblicato da “il Fatto Quotidiano”.
C’era una volta la laicità nel nostro Paese. E ora non c’è più. Notizia recente: in un liceo paritario romano – il Seraphicum – i ragazzi sono stati ammessi all’Esame di Stato con il contributo di 10 in religione. Violazione all’art. 309 del Testo Unico delle leggi sulla scuola che stabilisce modalità e criteri di valutazione di chi si avvale dell’Insegnamento Religione cattolica: giudizi e non voti. Il Nuovo Concordato e le successive intese applicative si uniformarono alla normativa statale, che stigmatizza ogni forma di discriminazione determinata dall’avvalersi o no di IRC, che – per ora – è ancora facoltativo. Scuola e Costituzione ha diffidato l’Ufficio scolastico del Lazio, che al momento non ha ancora risposto. Attendiamo fiduciosi. Nella mattanza di ore (e di posti di lavoro) prodotta in tutti gli ordini di scuola dalla “riforma”, l’IRC è il solo a non subìre tagli, arrivando così a una percentuale più ampia sul monte-ore: i nostri studenti fanno meno Italiano ma più Religione! Il paradosso è che negli anni del più grande licenziamento di massa della storia della scuola italiana, gli insegnanti di Rc sono addirittura aumentati: 26.000 in servizio, di cui 14.000 di ruolo. Docenti che hanno una singolare, doppia matrice giuridica: nominati (o rimossi) dalla Curia, pagati dalle tasse di tutti gli Italiani. ”L’ora di Religione non si tocca”, aveva detto Gelmini all’inizio dello scorso anno scolastico. La sollecitazione era venuta dalla “lettera cIRColare” della Congregazione Vaticana per l’Educazione cattolica, che condannava il fatto che in molti Paesi siano state introdotte “nuove regolamentazioni civili, che tendono a sostituirlo (l’insegnamento della IRC, ndr) con un insegnamento del fatto religioso di natura multiconfessionale o di etica e cultura religiosa, anche in contrasto con le scelte e l’indirizzo educativo che i genitori e la Chiesa intendono dare alla formazione delle nuove generazioni”. “Si potrebbe anche creare confusione o generare relativismo o indifferentismo religioso se l’insegnamento della religione fosse limitato ad un’esposizione delle diverse religioni, in un modo comparativo e “neutro”. Perciò “(bisogna che) l’insegnamento religioso scolastico appaia come disciplina scolastica, con la stessa esigenza di sistematicità e rigore che hanno le altre discipline”. Infine la Congregazione “non smette di denunciare l’ingiustizia che si compie quando gli alunni cattolici e le loro famiglie vengono privati dei propri diritti educativi ed è ferita la loro libertà religiosa”. Il mondo alla rovescia: incalzano i vertici. Per il presidente della Cei, Bagnasco, l’ora di IRC “non si configura come una catechesi confessionale, ma come una disciplina culturale nel quadro delle finalità della scuola”. L’arcivescovo di Torino, Poletto, sostiene che l’ora di IRC “non è solo cultura, ma non è nemmeno catechismo”. Perché soprassedere su pressioni così insistite? Come non interrogarsi sul senso di questo privilegio? Intanto le scuole paritarie (la maggior parte di ispirazione cattolica) lamentano la mancata erogazione dei fondi loro destinati per l’a.s. 2009/10. Le rassicura Gelmini in persona, assicurando che le risorse sono state “rimesse nel capitolo di spesa e attendiamo il via libera dalla Conferenza Stato-Regioni” e affermando: “Nella Finanziaria 2011 i soldi per le paritarie non si toccano”. Cioè, il budget previsto per le paritarie (534 milioni) sarà regolarmente erogato: tagli brutali alla scuola pubblica, fondi inalterati per le private. Gelmini ha poi aggiunto: “Non bisogna dimenticare che la scuola paritaria permette allo Stato un risparmio di oltre 6 miliardi di euro”. Il calcolo teorico della spesa a carico dello Stato se gli studenti delle paritarie frequentassero la pubblica è ricorrente argomentazione mercantile, a cui siamo avvezzi. Che però non considera che la scuola della comunità pubblica – istituzione della Repubblica – esiste a prescindere da quelle quote di studenti. Poiché è lo Stato a garantire l’istruzione, lo spreco è la creazione di istituti privati che ricevono fondi grazie alla legge di parità. Gelmini non apprezza (e non stupisce) l’investimento della collettività in funzione dell’interesse generale e del confronto dialettico, garantiti dalla scuola pubblica. Sono concetti che non fanno parte della cultura grossolana di chi ci governa. E che, temo, stanno scomparendo anche dalla coscienza di molti di noi, nella rinuncia alla vigilanza intransigente su questo arretramento lento ma inesorabile da diritti e principi inalienabili. (Marina Boscaino – il Fatto Quotidiano)
Altre notizie:
"Il Partito democratico è fortemente impegnato nella ricerca del risultato, che non riguarda una vertenza entrate già conclusa positivamente nella scorsa legislatura, e diventata patrimonio di tutti i sardi, ma la difesa di quella conquista, che da quest'anno deve andare a regime, e l'attuazione dello statuto della Regione Sardegna". Così Il Pd ha replicato al portavoce del presidente Cappellacci. "Il fronte unitario - si legge nella nota del Pd - che noi vogliamo ricomporre è stato rotto proprio dal governo regionale, ma siamo disponibili a lavorare con uno spirito di leale collaborazione per arrivare ad un ordine del giorno unitario del consiglio regionale, che conduca ad un livello di mobilitazione istituzionale, sociale e popolare che esprima, senza mediazioni, la volontà della Sardegna intera a non far venir meno un diritto costituzionale. Ci auguriamo, pertanto – si legge ancora nel comunicato del Pd -, che il presidente della Regione e l'assessore alla Programmazione si presentino in aula, martedì prossimo, per concordare e condividere una strategia complessiva, che veda la Sardegna unita nel confronto con il governo, fino alla sollevazione, anche in via cautelare, del conflitto di attribuzioni con lo Stato e all'impugnativa di qualsiasi legge di bilancio dello Stato che non preveda la rigorosa applicazione dell'articolo 8 del nostro statuto".
No al nucleare, con Oristano, quindi, come provincia denuclearizzata; no all’eolico offshore, ma il fotovoltaico come scelta da percorrere per una provincia che punta, soprattutto sul turismo per la sua crescita e il suo sviluppo. E’ quanto scaturito nell’ultima seduta del consiglio provinciale, dopo la discussione su un ordine del giorno presentato dal sardista Efisio Trincas, con il consigliere del Pd, Mario Tendas, che ha proposto l'integrazione “…manifesta contrarietà all’ipotesi che il governo possa avvalersi dei poteri sostitutivi e della potestà decisionale della Regione, evidenziando altresì la necessità che le scelte politiche energetiche siano frutto di scelte condivise”. Del nucleare, della possibilità di realizzare di una centrale nell’Oristanese e delle politiche energetiche, in generale, della Amministrazione provinciale di Oristano, si tornerà a discutere prossimamente, quando si dibatterà su una interpellanza presentata dal Pd e già inserita nell’ordine del giorno dei lavori dell’assemblea. Nel corso della seduta, il consiglio provinciale ha anche approvato una variazione di bilancio, pari a 64 mila euro, per consentire il finanziamento di varie manifestazioni nella provincia. Sul contenuto e i criteri di erogazione è intervenuto Peppino Marras (Pd), al quale ha replicato l’assessore Serafino Corrias. In apertura di seduta, Roberto Scema (Pd) ha presentato una interpellanza sulle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, mentre Salvatore Crobu dell'Udc ha illustrato un ordine del giorno, sottoscritto anche dai consiglieri Alfredo Mameli, Serafino Oppo, Angelo Mele, Gabriele Basciu, Efisio Trincas, Peppino Marras, Stefano Figus e Sebastian Madau, sulla crisi del settore agro-pastorale. Infine, a’assessore ai Lavori pubblici, Gianni Pia, rispondendo ad una sollecitazione del presidente del Consiglio, Mauro Solinas, sul progetto di ampliamento della strada che dal ponte del Rimedio si immette sulla 131 costeggiando le frazioni di Nuraxinieddu e Massama, ha precisato che sono in atto contatti con l’Anas, circa la classificazione della strada, necessaria per rapportare il progetto di rettifica e l’adeguamento. Aspetti che si cercherà di definire in tempi brevi, vista l’urgenza e la necessità di realizzare l’opera, destinata a mettere in sicurezza un importante asse viario, oggi tra i più pericolosi della provincia.
Di pig (del 31/08/2010 @ 22:00:07, in politica, linkato 329 volte)
Come votare la norma transitoria sul “processo breve” senza mettere in discussione la credibilità politica di Futuro e Libertà? È questa la domanda che tormenta il gruppo dei finiani, a pochi giorni dall’atteso intervento del loro leader nel convegno di Mirabello. Sanno che la posta in gioco è molto alta e che quanto domenica prossima dirà il presidente della Camera potrebbero segnare una nuova fase all’interno della maggioranza. Si aspettano che Fini in quella sede domandi a Berlusconi se gli riconosca ancora cittadinanza politica nel centrodestra, e sanno bene a quale contropartita il Cavalierer subordinerà il suo sì: l’approvazione prima di dicembre della norma che manda in prescrizione il processo Mills. Un passaggio delicato e sofferto che, alla fine, Futuro e libertà dovrà affontare. Farà in modo di “farselo imporre” con la fiducia, ma quel “sì” - è questo che i finiani temono - potrebbe togliere significato a gran parte del cammino che hanno percorso dallo scorso 22 aprile, da quando si consumò lo strappo tra i due cofondatori. Certo, potranno far notare (è un argomento molto in voga nel gruppo) che il testo in discussione alla Camera è stato già votato dall’intera maggioranza al Senato. Ed pure è possibile che Giulia Bongiorno, presidente finiana della commissione Giustizia, riesca ad apportare qualche modifica che possa far dire ai Briguglio e ai Granata di avere ottenuto quegli “approfondimenti” che ancora ieri il capogruppo Bocchino chiedeva. Ma Cavaliere importerà poco: per lui ciò che conta è che la legge si applichi ai processi in corso. Il clima nella maggioranza sembra essere cambiato e, come dice uno tra i più autorevoli seguaci di Fini, «si è aperta una fase dialogante». Il discorso di Bossi sulla «intangibilità della famiglia nella lotta politica» è apparso un messaggio di solidarietà e una critica alla campagna anti-Tulliani de Il Giornale. E ieri, proprio dal quotidiano diretto da Vittorio Feltri, è arrivato un altro messaggio che ha reso i fedelissimi di Fini ottimisti sulla possibilità che l’aggressione contro il loro leader stia per interrompersi. Sono le ultime righe dell’editoriale scritto proprio da Feltri il quale, pur col consueto tono polemico, ha preannunciato al presidente della Camera la fine del “temporale”. Intanto, sul "processo breve" nuovo attacco a Berlusconi da parte di Famiglia Cristiana, in un editoriale nelle edicole domani. L'Italia è la "…cenerentola d'Europa per la famiglia" e intanto è "…alle prese con false priorità ed emergenze, come il cosiddetto “processo breve”. Adesso che le elezioni anticipate appaiono scongiurate - si legge nel settimanale delle Edizioni Paoline -, il Governo s'appresta a portare in Parlamento un'agenda di cinque punti su cui chiedere la fiducia. Il piatto forte, naturalmente, è la giustizia. O meglio, il “processo breve” che, per renderlo meno indigesto all'opinione pubblica, si chiamerà “processo in tempi ragionevoli”. E che avrà una corsia preferenziale, grazie a risorse e investimenti straordinari. Da reperire, a ogni costo, sia pure in tempi di ristrettezze. Ma a settembre - prosegue Famiglia Cristiana -, con la ripresa scolastica, le famiglie avranno altre priorità: lavoro e lotta alla povertà, innanzitutto. Le fabbriche riaprono i cancelli, ma circa cinquecentomila posti sono a rischio". (L’Unità)
Altre notizie:
I consiglieri regionali del Pd hanno presentato un'interpellanza all'assessore all'Istruzione, Lucia Baire, per sollecitare iniziative della giunta per scongiurare la chiusura del convitto annesso all'istituto professionale Ambiente e agricoltura di Sorgono e sollecitare deroghe urgenti che consentano di salvare classi e scuole dei comuni montani. "E' gravissimo ed assordante il silenzio dell'assessore regionale Baire, di fronte al cataclisma preordinato che sta annientando la scuola sarda ha sostenuto Francesca Barracciu, prima firmataria del documento -. Che l'assessore non si sia neanche degnata di rispondere all'Interrogazione testimonia una volta di più il suo disinteresse per la scuola in generale e, in particolare, per la situazione delle zone interne. E' inoltre sconcertante la pochezza di dati e informazioni diffusi dall'Ufficio scolastico regionale a quindici giorni dall'inizio dell'anno scolastico. Siamo di fronte al rapido annientamento della scuola dei comuni montani ha proseguito la Barracciu -. Non solo temiamo per le classi e per il convitto di oggi, ma per il destino delle intere scuole tra qualche anno. Prevedere deroghe agli stretti numeri imposti dal ministero è un obbligo, per chi è incaricato di curare l'interesse della Sardegna e dei suoi territori. Se l'assessore Baire non si ritiene in grado di proteggere e potenziare la nostra scuola, non attenda di essere invitata ad allontanarsi dalla sua carica istituzionale e si dimetta immediatamente".
Il Sole 24 ore, il più autorevole quotidiano economico del nostro paese, ha pubblicato una classifica delle regioni italiane basata sulle performance socio-economiche dell'ultimo decennio. "La pagella sociale delle regioni", così titola il quotidiano, vede "il Lazio in maglia rosa e la Sardegna ultima". Al quotidiano di Confindustria le classifiche sono sempre piaciute: ogni anno, per esempio, ci fa sapere qual è la provincia in cui si vive meglio, lasciandoci però incapaci di valutare il senso delle posizioni intermedie nella graduatoria, e soprattutto incapaci di comprendere il significato delle comparazioni che la classifica induce a fare: se tra Piacenza e Potenza o tra Cremona e Campobasso non ci sono differenze di punteggio vuol dire che in queste province si vive allo stesso modo? La qualità della vita nella provincia di Lodi è diventata uguale alla qualità della vita nella provincia di Sassari: che cosa vuol dire concretamente? L'unica cosa chiara delle classifiche è - in genere - la posizione di estremo vantaggio di chi è primo e la posizione di estremo svantaggio di chi è ultimo. E tutti gli altri? In particolare, che cosa possono dire queste classifiche sulla Sardegna, che per oltre un decennio ha mostrato per certi aspetti un progressivo distacco dal resto del Mezzogiorno - e tendeva a collocarsi in una posizione intermedia tra le regioni del Sud più avanzate e qualche regione del Centro-Nord - e che oggi si mostra di nuovo in affannoso e ostinato ritardo? E' chiaro che le classifiche fanno notizia, perché semplificano e al tempo stesso enfatizzano le profonde differenze all'interno del territorio nazionale, facendo credere che queste semplificazioni siano non solo possibili - come è evidente - ma perfino utili. Però a voler essere un pò seri, cioè interessati a capire che cosa davvero è cambiato in Sardegna e nelle altre regioni negli ultimi anni, occorrerebbe delimitare meglio i periodi e considerare anche gli indicatori che misurano le scelte fatte dai governi regionali e i loro effetti, senza sintetizzarli ma ragionandoci sopra così come sono, per vedere che cosa possono insegnare. Il decennio 2000-2010 è stato tutt'altro che omogeneo e scandito piuttosto da fasi molto diverse, non solo per la Sardegna. Per quanto riguarda la nostra regione, un punto di svolta molto netto è collocato a metà del periodo e coincide con la legislatura precedente (2004-2008), durante la quale la Sardegna aveva intrapreso quasi bruscamente un percorso virtuoso, secondo un progetto molto avanzato e coraggioso, e attento a dimensioni da sempre trascurate perché considerate irrilevanti in termini di sviluppo: per esempio gli asili nido, i servizi alle famiglie, l'istruzione e il merito, il decoro urbano e la pulizia delle strade, la parità di genere nella forma specifica dell'empowerment, cioè della effettiva acquisizione di potere nella sfera pubblica e istituzionale da parte delle donne. Quasi nulla di tutto ciò trapela dalla classifica del Sole 24 ore, non solo perché la crisi economica ha indebolito il sistema produttivo, ma anche perché l'attuale governo regionale ha riportato la Sardegna indietro di anni su fronti determinanti, annullando o bloccando una serie di progressi che avrebbero potuto consolidare il complessivo avanzamento socio-economico di questa regione. Ciò che la classifica nasconde è proprio la capacità che la Sardegna ha avuto di avanzare - "progredire", si potrebbe dire, pensando ad una accezione alta di progresso in senso sociale - mentre evidenzia soltanto, ancora una volta, il nostro ritardo, alla pari (e persino più indietro) delle regioni più deboli del Mezzogiorno. Ci vorrà uno slancio straordinario per riportare la Sardegna sul percorso virtuoso già intrapreso. (Lilli Pruna – www.sardegnademocratica.it)
Dopo le ricerche effettuate nell'insenatura di Su Pallosu negli anni 2005 e 2007, e nelle aree di San Giovanni di Sinis e Mistras nel 2008 e 2009, prende il via, il 1° settembre, la campagna di scavi 2009/10, con il primo appuntamento previsto nella luguna di Mistras, che rappresenta, con tutta probabilità, uno dei momenti più emozionanti per gli studenti del Corso di Archeologia Subacquea dell’Università di Oristano. L'intendimento è quello di sviluppare e coordinare le ricerche condotte dalla Soprintendenza per i beni archeologici di Cagliari e dalle due Università sarde nell'area del Golfo di Oristano. Così com’è avvenuto negli anni scorsi, la collaborazione tra l'Università e la Soprintendenza sarà supportata dal Consorzio Uno. La campagna di scavi sarà preceduta da una riunione preliminare presso la chiesa di San Giovanni di Sinis tra i docenti, personale e studenti del corso di laurea. Per l'Università le ricerche saranno dirette da Raimondo Zucca, Paolo Bernardini e Pier Giorgio Spanu, mentre per la Soprintendenza parteciperanno i responsabili dei diversi settori e comparti territoriali: Donatella Salvi e Ignazio Sanna per l'archeologia subacquea; Emerenziana Usai e Alessandro usai per le ricerche a terra nei Comuni di Santa Giusta, Cabras e San Vero Milis.
Giovedì 2 settembre, alle 10.30, l’assessore al Lavoro, Formazione Professionale e Politiche Sociali della Provincia di Oristano, Alessandro Murana, presenterà presso l’aula consiliare della Provincia, il “Progetto ECDL! Esperti al Computer: Disabili al Lavoro!”, nell’ambito delle politiche di promozione dell’inserimento e dell’integrazione delle persone disabili nel mercato del lavoro, che entro breve tempo coinvolgerà venti persone disabili residenti nel territorio provinciale.
L'Unione province sarde (Ups) terrà giovedì 2 settembre, alle 10.30, nella sala giunta della Provincia di Oristano, la riunione degli assessori alla Pubblica Istruzione delle otto province. All'ordine del giorno l'analisi del piano di riorganizzazione della rete scolastica.
Di greg (del 30/08/2010 @ 09:33:26, in politica, linkato 436 volte)
Non è difficile farsi un'idea della gravità in cui il governo Cappellacci ha precipitato la nostra isola. Basta guardarsi attorno. Aumentano in termini esponenziali i gesti clamorosi di singoli, di amministrazioni, di organizzazioni. Tanto quanto l'incapacità della giunta di centro destra a trovarvi risposte e rimedi. La Sardegna, negli anni di Soru oggetto di attenzione della stampa nazionale ed internazionale per le buone prassi in diversi campi, oggi rientra nell'attualità del disagio. Profondo sud del sud dell'Europa. La disperazione dei nostri pastori sono la metafora del limite strutturale e dell'incapacità della giunta Cappellacci. Le iniziative di protesta raccontano all'Italia la latitanza della regione e del suo presidente. La sua mancanza di progetto. Cappellacci ne menava vanto durante la campagna elettorale nei pochi intermezzi che Berlusconi gli lasciava. Sembrano passati secoli da quella incosciente arroganza. Oggi preferisce eclissarsi. Privilegia, in tutte le situazioni, la logica dilatoria e la propaganda al posto di concrete risposte. E' evidente che il presidente e la sua maggioranza non sanno come uscire dal pantano in cui si sono cacciati. Ristagnano da mesi. Vagheggiano improbabili rimpasti nel tentativo di ridare vita ad un governo incompetente ed inaffidabile. Forse Cappellacci aspetta una convocazione dal vero dominus della Sardegna? Invano. Berlusconi riceve tutti tranne il fedele accompagnatore della "sua" campagna elettorale del 2009. Quello dimenticato e delegittimato il giorno dopo la vittoria ed affidato al coordinatore Verdini. Gli serviva il tesoretto faticosamente conquistato dalla giunta di centro sinistra. Lo ha saccheggiato senza neanche informarlo. La persona giusta al posto giusto! In Consiglio regionale Renato Soru e tutta l'opposizione, compattamente, hanno ribadito che questa legislatura è finita. Per non trascinare la Sardegna nel baratro è meglio ridare quanto prima la parola ai Sardi. E non solo perché l'attuale giunta ed il suo presidente hanno da risolvere una questione morale di proporzioni gigantesche. Questione che sembra sparita dalla quotidianità mediatica e dunque dall'agenda politica. Ma i sardi non ci siamo dimenticati dei rapporti extraistituzionali di Cappellacci, di assessori o dirigenti, lontani dall'etica della cosa pubblica. Non ci siamo dimenticati che si trattavano gli affari istituzionali come affari di partito o personali e viceversa. Non ci siamo dimenticati che si vivevano i beni comuni nella logica patrimonialista e privatistica fino alla china di fatti criminosi. Quanto è stato fatto in questi 18 mesi è stato condotto per far dimenticare le buone prassi della precedente giunta di centro sinistra. Dall'istruzione entrata nel cono d'ombra dell'irrecuperabilità certificata da Ocse Pisa e dall'Invalsi alla sanità dove può capitare in un laboratorio privato di pagare per intero una lastra perché, ad agosto, sono già finiti i soldi. E' possibile che velocemente si ritorni a metodi di governo corretti e competenti per risolvere con decisione le emergenze? Con questo centro destra non è possibile. Non ci crede nessuno. Per risolvere le emergenze ci vogliono solide competenze e molte risorse. Le prime, in questi mesi, sono state clamorosamente deficitarie. Le seconde sono state vampirizzate da Berlusconi. Il governo regionale, del tutto infeudato, è stato servo e prono persino nell'anticipare i suoi desideri. Valgano per tutti i casi dell'istruzione o delle entrate. Il rimpasto non viene preso sul serio neanche dalla maggioranza. Neanche il più ottimista crede che possa accadere il miracolo. E la stessa stampa amica inizia a spazientirsi. Il centro sinistra è pronto per tornare a governare. E' stato detto da tutti venerdì 23 luglio nel corso dell'iniziativa sulle entrate promossa da Sardegna Democratica. Bisogna che si emancipi da comportamenti passivi; che prenda coscienza dello stato delle cose; che si mobiliti senza cedere il passo. Le cose si ottengono non con le trame occulte e sotterranee o con le amicizie ed i privilegi. Si cambia grazie ad un'opinione pubblica consapevole ed informata. E' tempo di condurre in Sardegna una vera battaglia per avere una stampa libera ed accessibile. Una stampa democratica e plurale. Quella che ci consenta, come prevede l'art. 21 della Costituzione, di esercitare il libero arbitrio. E' necessario organizzarsi ed unirsi. Da soli si rischia di cadere nella disponibilità di qualsivoglia autoritarismo. Quello conclamato e riconoscibile e quello subdolo che porta nella disponibilità di un altro perché non c'è indipendenza economica e lavorativa. (www.sardegnademocratica.it)
Altre notizie:
Cagliari ospiterà, per la prima volta, dal 10 al 19 settembre prossimi, la Festa Democratica degli Enti Locali, organizzata dal Partito Democratico. Al Bastione Saint Remy, oltre al segretario nazionale, Pierluigi Bersani (atteso per il pomeriggio di mercoledì 15 settembre) parteciperanno ai dibattiti politici in calendario anche la presidente del partito, Rosy Bindi, e, probabilmente, anche la capogruppo in Senato, Anna Finocchiaro. La Festa sarà aperta venerdiì sera da un incontro pubblico con Finocchiaro, Filippo Penati, braccio destro di Bersani, e il responsabile nazionale Enti locali del Pd, Davide Zoggia, che ha fortemente voluto Cagliari come sede dell'evento.“Per la nostra isola e per Cagliari è un appuntamento importante" - ha spiegato il segretario regionale Silvio Lai -, anche perchè Cagliari avrà il prossimo anno un importante appuntamento elettorale, visto che nel capoluogo si andrà al voto per il rinnovo del consiglio comunale e l'elezione del sindaco”. Bersani, che torna in Sardegna dopo la campagna elettorale per le amministrative della primavera scorsa in cui il centrosinistra ha mantenuto sei province su otto, interverrà a Cagliari, come detto, per partecipare il 15 settembre al dibattito "Rimbocchiamoci le maniche. Cominciamo a sognare", in programma alle 18. Il segretario sarà poi intervistato da Dario Vergassola alle 21. Per quanto riguarda gli altri appuntamenti, di federalismo parleranno Claudio Martini, presidente della Regione Toscana (sabato 11 settembre) e i sindaci di Torino e Roma, Sergio Chiamparino e Gianni Alemanno (venerdì 17), mentre il responsabile giustizia del Pd, Andrea Orlando, interverrà sabato 18 settembre sul tema "Cambiare la giustizia amministrativa e per gli enti locali". A chiudere la Festa sarà, domenica 19, Rosi Bindi. Il programma dell'evento prevede anche incontri letterari, presentazione di libri , rappresentazioni teatrali, spettacoli musicali e di satira. Saranno poi a disposizione dei visitatori servizi di baby parking e ristorazione, lezioni gratuite di tango, ballo moderno, contemporaneo, hip hop, e di aerobica. Infine, il settore cultura del circolo Acli-Is Mirrionis curerà visite guidate per le vie del quartiere storico di Castello.
Continua la polemica a distanza tra l’ex sindaco di Cabras e attuale consigliere comunale del Psd’Az, Efisio Trincas, e l’assessore comunale alla cultura del comune lagunare, Sergio Troncia, per quanto riguarda le statue di Monte ‘e Prama. Rispondendo ad una interrogazione di Trincas, l’assessore comunale ha fatto presente che “…in relazione alla sua interrogazione circa il possibile rientro delle statue nel loro territorio di origine è utile fare chiarezza una volta per tutte, visto che è la terza volta che rispondo alle sue interrogazioni sulle statue”. Secondo Troncia non risponde a verità (come Trincas sostiene) il fatto che non sarebbe stato possibile riportare le Statue a Cabras: “Non ho mai dichiarato questo – ha sostenuto Troncia -, e, quindi, il quesito di Trincas è privo di qualsiasi fondamento e perciò è totalmente falso. E’ vero il contrario, e cioè che il sottoscritto, con il Sindaco di Cabras, ha inoltrato formale richiesta scritta alle varie istituzioni (in data 28/01/2010 Prot. Sindaco/18) richiedendo l’affidamento di tutte le statue. La richiesta è stata inviata alla Soprintendenza Archeologica di Cagliari e, per conoscenza, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro Beni Culturali, al Presidente della Regione e all’Assessore alla Cultura Regionale (come già comunicato a lei nella precedente risposta all’interrogazione). Troncia ha poi precisato che l’istanza è stata corredata da una relazione tecnica-economica e da un progetto, già sottoposto all’attenzione della Soprintendenza, per una migliore collocazione delle statue e dei relativi reperti, ed ha ricordato come il Ministro Bondi abbia preso a cuore la richiesta del Comune di Cabras, dichiarando che le Statue non si muoveranno dal posto in cui si trovano, con un impegno a riportarle nei luoghi d’origine. “La informo inoltre – ha sostenuto l’assessore Troncia - che per il prossimo mese di settembre è previsto un incontro, a Roma, tra l’Amministrazione comunale e il Ministro Sandro Bondi, per discutere della collocazione delle Statue. Nell’occasione verrà portato all’attenzione del Ministro il progetto e la relazione tecnico-economica per la sistemazione delle statue presso Museo civico di Cabras”. Troncia ha poi ricordato come, il 26 agosto scorso, presso il Museo civico di Cabras si sia tenuta una giunta straordinaria tra l’Amministrazione Comunale di Cabras e l’Amministrazione Provinciale di Oristano, al termine della quale, con un documento congiunto, è stato richiesto alle istituzioni competenti il rientro di tutte le Statue di Monte ‘e Prama presso il Museo di Cabras. “Per quanto riguarda il finanziamento della Fondazione Banco di Sardegna – ha proseguito l’assessore comunale - la informo e le ricordo, come lei ben sa , che il progetto per la realizzazione di un volume “I Colossi di Monte ‘e Prama di Cabras” e del progetto di ricerca “Giganti e territorio a Monte’e Prama di Cabras”, dovrà essere coofinanziato dal Comune con fondi propri di bilancio, per un importo di circa 150 mila euro, cifra abbastanza significativa, che al momento il Comune non può sostenere. Di contro, si sta analizzando e valutando una rimodulazione dei progetti, in modo da poter fruire delle risorse messe a disposizione dalla Fondazione Banco di Sardegna, con una contribuzione inferiore alla precedente, che non pesi sul Comune, né sui cabraresi; rimodulazione che dovrà essere approvata dalla stessa Fondazione prima di essere attuata”. Per quanto riguarda il termine “scippo” da lei utilizzato, giova ricordare (per l’ennesima volta), che “purtroppo” le Statue dei Giganti di Monte Prama, come d’altronde tutti i beni culturali nazionali, non sono di proprietà di Cabras e dei cabraresi, ma bensì di “proprietà esclusiva dello Stato Italiano”, e il Comune si sta attivando per richiederne “l’affidamento”. Auspichiamo che a fianco del Comune si schierino quanti più soggetti possibili, sia istituzionali che privati, che abbiano veramente l’intento reale di riportare i Giganti a Cabras, evitando discorsi demagogici e strumentalizzazioni politiche finalizzate unicamente all’acquisizione del consenso.
Il consiglio provinciale di Oristano ha ripreso i suoi lavori dopo la pausa estiva. Nel corso della prima seduta, tra gli altri argomenti all’ordine del giorno dei lavori, l’esigenza di urgenti interventi per il risanamento ambientale dei compendi ittici dell’Oristanese, così come richesto da un ordine del giorno della commissione Ambiente. Il documento della commissione, integrato da alcune osservazioni, è stato votato all’unanimità. Lo stanziamento regionale, deliberato dalla giunta Cappellacci nel dicembre dello scorso anno ma non ancora erogato, è stato riconfermato. Il riparto indicato dalla Regione prevede per lo stagno di Cabras, 2 milioni e 200 mila euro; altrettenti per il gli stagni di San Giovanni e Marceddì; 3 milioni per Santa Giusta, e un milione e 200 mila per lo stagno di Corru S’Ittiri. E’ stato, inoltre, attribuito lo stanziamento regionale per l’istituzione della Biblioteca Gramsciana, a Gonnosnò, per 8 mila e 800 euro, e alla Casa Museo “Antonio Gramsci”, a Ghilarza, per 6 mila e 300 euro. Operazioni sulle quali ha riferito al consiglio l’assessore alla Cultura, Serafino Corrias. Altra variazione di bilancio ha riguardato i trasferimenti della Regione per la bonifica da amianto di immobili di proprietà pubblica (829 mila euro), il completamento delle attività di bonifica da amianto e inerti della discarica di “Masangionis”(2 milioni e 500 mila), la campagna per la sicurezza nelle spiagge (45 mila euro e 48 mila euro). Salvatore Crobu, Bepi Costella e Renzo lbba (Udc) hanno presentato un ordine del giorno sulla stabilizzazione del personale operante nei Centri dei servizi per il lavoro e nei Centri di inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati (42 unità lavorative). Il documento impegna il presidente, Massimiliano de Seneen, l’assessore al Lavoro, Alessandro Murana, e l’intera giunta provinciale ad affettuare un urgente intervento nei confronti dell’Assessorato regioanle al Lavoro, Formazione Professionale e Sicurezza Sociale.
Si rinnova, come ogni primo giovedì del mese, l'appuntamento mensile dedicato alle donne in gravidanza che desiderano conoscere le modalità e i benefici del parto indolore. Giovedì 2 settembre, alle 17, presso la sala convegni dell'ospedale San Martino di Oristano si terrà l'incontro informativo sulla parto analgesia, promosso dall'Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione, diretta da Domenico Cadeddu, e da quella di Ostetricia e Ginecologia, guidata da Giuseppe Coco. Parteciperanno i medici anestesisti e ginecologi del San Martino, che illustreranno gli aspetti medici, tecnici e organizzativi della partoanalgesia, metodologia clinica che permette alla partorienti di ridurre notevolmente il dolore del parto, grazie all'iniezione peridurale, un servizio che oggi l'ospedale oristanese è in grado di garantire 24 ore su 24, sette giorni su sette. Al termine delle relazioni, i sanitari saranno a disposizione delle donne per rispondere ai quesiti sull'argomento. La partecipazione alla conferenza è gratuita ed aperta a tutti (le puerpere possono essere accompagnate da parenti e familiari) e non richiede alcuna prenotazione, ma parteciparvi è indispensabile per chi intende effettuare il parto indolore, per il quale è anche necessario prenotare una visita preparto personalizzata con l'anestesista, visita nel corso della quale sarà esaminato nel dettaglio il quadro clinico della donna. Per prenotare il colloquio personalizzato è possibile rivolgersi al Centro prenotazioni del reparto di Ostetricia e Ginecologia, chiamando il numero 0783 317227, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13, o recandosi personalmente al 4° piano dell'ospedale San Martino. Le visite per la partoanalgesia vengono effettuate tutti i giovedì, dalle ore 16 alle 19, presso l'ambulatorio di Anestesia, al primo piano dell'ospedale San Martino.
Giovedì 2 settembre, alle 16, il personale del Comando di Polizia municipale del Comune di Oristano assegnerà i posteggi nell’area sterrata e nella via delle Grazie per le attività di commercio ambulante (autobar, carni e pesci) da svolgersi in occasione dei festeggiamenti per la Madonna del Rimedio. Il giorno seguente, venerdì 3 settembre, alle 9.30, si procederà all’assegnazione dei posteggi nella via e nella piazza Santa Maria Bambina.
Sabato 4 settembre si svolgerà, ad Oristano, una manifestazione podistica, nell’ambito della prima giornata regionale contro l'abbandono dei rifiuti lungo le strade extraurbane, denominata “Aliga Day”, organizzata dal Gruppo podistico dei Corsardi, con l'adesione del Coni e della Regione. La partenza (in contemporanea in tante città della Sardegna) è prevista per le 9, in piazza Eleonora, presso il municipio di Oristano, alla presenza dell'Assessore comunale all'Ambiente, Gianfranco Licheri. I “manifestanti” percorreranno via Dritta (sino all'incrocio con piazza Roma), via Mazzini, piazza Mariano, via Ricovero, via Vandalino Casu, fino allo svincolo con la statale 131, per poi proseguire sino al km 99 circa, corrispondente con lo svincolo Nord di Oristano. Da quel punto in poi ci si muoverà in auto. Lo svolgimento della manifestazione non comporterà nessuna interruzione del traffico sulla 131, poiché i podisti, preceduti dalle auto dell'organizzazione, impegneranno esclusivamente una carreggiata. Durante tutto il percorso, sarà assicurata la presenza di addetti dell'organizzazione che garantiranno la sicurezza dei “manifestanti”, ed è stata, inoltre, avanzata alla Prefettura ed alla Questura di Oristano la richiesta per avere l'ausilio di una staffetta della Polizia Stradale. Scopo della manifestazione è, soprattutto, quello di sottolineare quanto il mondo dello sport, ancora una volta, sia sensibile ai problemi ambientali.
Di pig (del 26/08/2010 @ 14:45:09, in cronaca, linkato 482 volte)
Da giovedì 26 agosto l’Unità pubblica il primo di una serie di interventi sui gravi problemi della Giustizia, proposti da Gian Valerio Sanna. Nella prima puntata il consigliere regionale del Pd ha voluto porre in evidenza come nelle carceri circa un terzo dei detenuti sia ancora in attesa di giudizio. “La «malagiustizia» è un tema che la sinistra ha abbandonato. La ragione principale credo sia chiara: il timore che preoccupazioni anche giuste e fondate possano diventare uno strumento in più per chi attacca in modo sistematico, per interessi personali, la magistratura. Una serie di visite in alcune carceri della Sardegna (Oristano e Nuoro), mi ha convinto che è tempo di abbandonare certe timidezze: dobbiamo essere capaci di parlare di “malagiustizia” in modo chiaro e franco – ha scritto Gian Valerio Sanna –. Un dato impressionante dice che, attualmente, circa un terzo dei detenuti è tale per provvedimenti cautelari o preventivi; ovvero sono detenuti ancora in attesa di giudizio”. Secondo il consigliere del Pd questo significa che o la macchina della giustizia scarica sulle libertà dei cittadini la propria inefficienza o che la magistratura, a volte, si avvale della carcerazione preventiva in attesa che si costruiscano delle prove. “Ho parlato con alcune delle vittime di questa assurda situazione e sono rimasto sconvolto dalle loro storie – ha ripreso Gian Valerio Sanna –; se è vero che chiunque è “presunto innocente” fino a condanna definitiva, questo principio va salvaguardato. E questo dovere riguarda non solo i magistrati ma anche i giornalisti, anche se l’aspetto più delicato è certamente competenza della magistratura. L’autonomia dei giudici non è certo in discussione – ha sottolineato Gian Valerio Sanna - ma non è nemmeno accettabile che i cittadini colpiti dagli eccessi dell’azione penale si sentano privi di una adeguata tutela. Penso ai casi del ricorso “immotivato” alla carcerazione cautelare, o al disconoscimento del diritto dei minori o del mancato rispetto dei tempi previsti per le azioni di garanzia. Ma parlo anche degli eccessi che il più delle volte colpiscono la povera gente”. Per Gian Valerio Sanna la riforma della giustizia porterà dei vantaggi per i tanti ottimi magistrati e dirigenti degli istituti di pena, che ogni giorno lavorano con sensibilità e una adeguata umanità, e quasi sempre senza vetrine mediatiche. “Si può e si deve informare ma sempre nel rispetto della tutela dei diritti – ha aggiunto Gian Valerio Sanna - compresi quelli di chi chiede che non ci siano in Italia aree di impunità e di abuso da “stato di polizia”. Parlo dei casi in cui gli indizi contano forse più delle prove. Ma pongo una domanda: non è forse un grave cedimento, una forma di resa al berlusconismo, rinunciare ad affrontare questi temi che toccano tutti i cittadini e in particolare, come ho constatato durante le visite nelle carceri, proprio i più deboli, quelli che la sinistra dovrebbe difendere ?”. (www.gianvaleriosanna.it). Fin qui uno spaccato delle dichiarazioni di Gian Valerio Sanna che, fra l’altro, ha affermato di essere rimasto colpito dalle dichiarazioni di alcuni detenuti che versano, da tempo, in stato di carcerazione preventiva. Detto che una giustizia dai tempi biblici è, comunque, una giustizia ingiusta, e che la situazione dei detenuti nelle carceri italiane non è certo la più idilliaca, dopo aver sentito “le vittime di questa assurda situazione”, sarebbe logico (per avere un quadro esaustivo) sentire anche la versione del magistrato che quella carcerazione preventiva ha ordinato. Lo stesso discorso vale anche per giornalisti, anche se non va dimenticato che qualsiasi “categoria” ha la sua buona percentuale di incapaci, e magistrati, giornalisti e politici non fanno certo eccezione. Sintetizzando e facendo ricorso ad una frase fatta, non si può fare, quindi, di ogni erba un fascio, dopo aver ascoltato, peraltro, una sola “verità”, perché si corre il rischio di avere una percezione distorta e fuorviante della situazione. Affrontare (e non soltanto a sinistra) temi così delicati sarebbe, quindi, non solo opportuno ma quanto mai utile e necessario. Ma questo è un altro discorso.
Altre notizie:
I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil hanno inviato ai rappresentanti delle istituzioni sarde, tra cui i presidenti delle giunta e del consiglio regionale, un "manifesto-appello" sul tema dello statuto e della politica delle entrate. Il documento – è spiegato in una nota diramata dai sindacati - vuole essere un contributo al dibattito che si svilupperà anche in consiglio regionale il 7 e il 15 settembre, rappresenta una prima bozza di manifesto, suscettibile di integrazioni e modificazioni, che ha nel federalismo e nel lavoro i punti di riferimento per un nuovo patto costituzionale tra lo Stato e la Regione. Il manifesto è stato redatto sulla base del dibattito tenutosi il 16 luglio scorso, ad Abbasanta, in occasione del seminario con le rappresentanze politiche e istituzionali. Tra le altre cose, nel documento vengono indicati "i principi ispiratori" che fondano l'impegno dei sindacati nella costruzione dei nuovi istituti di autogoverno, e viene proclamato che la Sardegna è una nazione e sviluppa e mantiene una posizione singolare per quanto si riferisce alla lingua, alla cultura, al diritto civile ed all'organizzazione territoriale. Allo Stato italiano le istituzioni della Sardegna - si legge nel documento - sono legate da un patto costituzionale, i cui contenuti, i metodi e le condizioni intendono sottoporre a verifica secondo i propri diritti storici, le convenienze e le mutate condizioni della storia. Viene messo, inoltre, in evidenza come l'isola "…conviva fraternamente e sia solidale con gli altri popoli del mondo" e partecipi con propri rappresentanti, progetti e programmi all'Unione Europea "…in coerenza con i valori e il modello di benessere e di progresso europei"
“Immediato e definitivo allestimento presso il Museo civico di Cabras delle 24 Statue di Mont’e Prama già restaurate”. Questa, la richiesta che avanzeranno la Provincia di Oristano ed il Comune di Cabras, scaturita dopo una seduta congiunta tra la giunta provinciale e la giunta del comune di Cabras. Nel documento, che verrà ora trasformato in un ordine del giorno da sottoporre alla valutazione e approvazione del consiglio provinciale di Oristano e del consiglio comunale di Cabras, si richiede al Ministro dei Beni Culturali un incontro urgente con la Provincia e il Comune di Cabras, affinché venga stabilito il principio di “indivisibilità” dell’intera Collezione delle Statue di Mont’e Prama; la rimodulazione, di concerto con la Regione, dell’evento di promozione internazionale turistico-culturale, che contribuisca a valorizzare i risultati raggiunti nel Centro di Restauro di Li Punti; avviare un progetto di comunicazione finalizzato a promuovere, attraverso l’esposizione delle Statue di Mont’e Prama, la destinazione turistico-culturale di Cabras e della Provincia di Oristano; l’avvio e il completamento di una nuova campagna di scavi a Mont'e Prama, con la valorizzazione del sito; finanziare l’ampliamento del Museo Civico di Cabras, al fine di realizzare una struttura espositiva in grado di esaltare le statue attualmente ricomposte; promuovere e favorire la valorizzazione delle Statue di Mont’e Prama anche attraverso l’esposizione itinerante nel mondo di due statue, quale contributo alla conoscenza storica della Sardegna; chiedere alla Regione Sarda di condividere e sostenere il Progetto di valorizzazione delle Statue di Mont’e Prama. L’articolato della delibera parte dal momento del ritrovamento delle statue, nel 1974, ricorda il primo intervento di scavo del 1975 ad opera di Alessandro Bedini, quello del 1977 ad opera di Giovanni Lilliu ed Enrico Atzeni, e del 1979 con l’intervento di Carlo Tronchetti coadiuvato da Maria Luisa Ferrarese Cerreti.
Domenica 29 agosto, il Gremio dei Contadini festeggerà il Martirio di San Giovanni Battista, con la celebrazione di una messa, alle 19.30, presso la Chiesa de Santu Giuanni de Froris, ad Oristano.
Di pig (del 25/08/2010 @ 21:00:35, in politica, linkato 460 volte)
Sulle bollette dell’acqua recapitate recentemente agli oristanesi da parte di Abbanoa, che hanno suscitato tanto malcontento, è intervenuto, con una nota stampa, il consigliere comunale del Pd, Efisio Sanna, che ha stigmatizzato il "silenzio assordante" della giunta di centro-destra, guidata da Angela Nonnis, sulla vicenda. “E’ emblematico quanto grave sia – si legge nella nota di Efisio Sanna- ciò che sta accadendo in città, in merito alla bollettazione del servizio idrico integrato. Non da oggi, ma già dall’anno scorso, il gruppo del Pd portò all’attenzione del consiglio comunale la problematica relativa alla bollettazione dei consumi”. Sostenendo che, a ragion veduta, il Pd possa oggi dire “lo avevamo detto”, Sanna ritiene che sulla vicenda non ci debbano essere speculazioni politiche, perché ad essere direttamente interessati sono i cittadini di Oristano. “Una cosa, però, va detta – ha sottolineato il rappresentante del Pd -: la giunta comunale di centro-destra ha sottovalutato il problema, ha pensato e pensa soltanto a fare cassa, e non ha, invece, minimamente pensato di tutelare i contribuenti oristanesi. In questa vicenda ognuno deve assumersi le proprie responsabilità, e, a nostro giudizio, la giunta comunale ne ha tante. Vista la situazione, non può, infatti, tacere o far finta di niente, soprattutto dopo che negli ultimi dieci mesi è stata fortemente incalzata dal gruppo consiliare del Pd a prestare maggiore attenzione e a garantire la giusta tutela degli utenti oristanesi”. Dopo aver evidenziato che l’unico scopo della giunta Nonnis era solo quello di fare cassa “…sulla pelle dei propri amministrati”, Sanna ha ricordato che nell’autunno del 2008, in sede di assestamento e riequilibrio di bilancio, sono stati utilizzati oltre 2 milioni di euro “…quali maggiori introiti dalle future bollettazioni di Abbanoa” per coprire alcune partite relative al settore rifiuti. Il tutto senza dimenticare che, circa sei mesi or sono, su proposta del Pd, il consiglio comunale aveva approvato un ordine del giorno che aveva impegnato la giunta, oltre a riconoscere nel proprio statuto comunale il diritto umano all’acqua quale bene universale e pubblico, “…a favorire nel proprio territorio una cultura dell’acqua, attraverso le seguenti azioni: 1) informare la cittadinanza sui vari aspetti che riguardano l’acqua , sia ambientali che gestionali; 2) promuovere campagne di sensibilizzazione/informazione sul risparmio idrico; 3) informare puntualmente la cittadinanza sulla qualità dell’acqua con pubblicazione delle analisi chimiche e biologiche in ogni quartiere. “Purtroppo ancora oggi - si legge ancora nella nota stampa - niente è stato fatto. Dal 2009 il Partito Democratico ha sollecitato la giunta (attraverso una serie di iniziative in consiglio comunale) ad assumere un ruolo più attento e incisivo, salvaguardando gli interessi della collettività. Nel novembre 2009 il consiglio comunale aveva approvato un altro ordine del giorno, sempre su proposta del Pd, che aveva impegnava il sindaco Nonnis e la giunta a richiedere con fermezza nei confronti di Abbanoa il totale rispetto degli accordi contrattuali; ad intraprendere, anche di concerto con altre amministrazioni comunali, una attività sinergica volta al contenimento tariffario; ad intraprendere qualsiasi iniziativa politico-amministrativa volta alla verifica di una presunta violazione del principio di irretroattività della tariffa e del principio di legalità, che vieta di incidere unilateralmente con effetto retroattivo sulle situazioni soggettive del privato; a sviluppare ogni azione utile a tutela degli interessi della collettività oristanese, interessando, eventualmente, per le problematiche di competenza, il Comitato per la Vigilanza delle Risorse Idriche. Ma anche sotto questo aspetto – ha sostenuto Sanna nel comunicato -, l’azione della giunta è stata largamente insufficiente”. Efisio Sanna ha poi ricordato come, in una sua interpellanza del 20 gennaio 2010, avesse richiesto “…quali azioni concrete avesse posto in essere la giunta Nonnis sui seguenti temi: 1) Quali azioni concrete avesse intrapreso l’esecutivo, circa la irretroattività della tariffa, poiché così come formulata da Abbanoa risultava essere eccessivamente onerosa per il bilancio delle famiglie oristanesi, già segnate dalla crisi in atto. 2) Quale concreata azione avesse intrapreso a difesa dei contribuenti, relativamente alla deliberazione dell’AATO che prevede una gradualità di aumento della tariffa e il non superamento di una certa soglia rispetto alle tariffe applicate negli esercizi precedenti. 3) Quali iniziative avesse attuate nei confronti di Abbanoa per richiamarla ai propri obblighi di informazione, partecipazione, chiarezza dei messaggi, evasione tempestiva di eventuali istanze o reclami”. Le risposte ricevute in merito ai temi sollevati sono sempre state, secondo Sanna, carenti e politicamente insufficienti. “In un’altra interpellanza (del 28 giugno scorso) – ha scritto Efisio Sanna nel comunicato –, era stato chiesto conto alla giunta, ancora una volta, di conoscere tutte le iniziative messe in campo, in relazione alle note problematiche sulla tariffazione e sugli obblighi contrattuali di Abbanoa”. Non contenti di questo “…il gruppo del Partito Democratico, nel marzo del 2008, aveva fatto una grande battaglia in consiglio comunale, perché non convinto dell’affidamento del servizio idrico integrato alla società Abbanoa. La gran parte della maggioranza di centro-destra che governa il comune aveva deliberato (il 14 marzo), invece, il passaggio di tutte le reti idriche, con il voto contrario del Pd e di altre forze politiche presenti in consiglio. Successivamente Abbanoa aveva fatto recapitare ai contribuenti oristanesi delle “fatturazioni in acconto”, che riguardavano dei consumi minimi, e quindi importi relativamente bassi (forse per non irritare troppo in fretta le famiglie), rendendo talvolta incomprensibili le letture delle bollette, non troppo chiare soprattutto in relazione al quantitativo di consumo sul quale veniva calcolato l’acconto. Oggi, purtroppo, dobbiamo constatare che la situazione rischia di essere esplosiva, poiché presso i nostri concittadini sono arrivanti dei “conteggi a conguaglio” anche di alcune migliaia di euro”. A questo punto ad Efisio Sanna sono sorte spontanee alcune domande: “Perché il Comune di Oristano non ha comunicato ai propri amministrati il fatto che, dal 2006, il servizio sarebbe stato fatturato da altro soggetto, con implicazioni tariffarie completamente diverse? Perché Abbanoa fattura un servizio che non ha mai reso negli anni 2006, 2007, e parte del 2008? Perché il Comune di Oristano non ha preso spunto dalle iniziative e dalle sollecitazioni del Partito Democratico, per affrontare l’intera problematica con la giusta attenzione? Perché il Comune di Oristano non si è preoccupato neppure dopo che l’Anci-Sardegna (l'Associazione nazionale comuni italiani) aveva stilato un documento, dove si suggeriva ai Comuni di effettuare delle campagne di sensibilizzazione, informazione e trasparenza sulla nuova gestione e sulle nuove articolazioni tariffarie. Nel documento l’Anci sosteneva, tra l’altro, che i Comuni che avevano gestito il servizio idrico integrato in economia diretta (come nel caso del Comune di Oristano), il passaggio al nuovo gestore (Abbanoa) avrebbe comportato un aumento dei costi per le famiglie, per consumi di 200/250 mc/annui, anche del 100%. Perché il Comune di Oristano, successivamente all’affidamento delle reti ad Abbanoa, non ha comunicato alla autorità d’ambito le proprie tariffe applicate fino al 2005, per poter richiedere la gradualità dell’aumento, non superiore al 20% annuo? Perché, a suo tempo, nè il Comune di Oristano nè Abbanoa hanno coinvolto e consultato le associazioni di consumatori e i portatori di interessi presenti in città?”. In tutta questa vicenda, secondo Sanna, ci sono troppe domande, troppi se e troppi ma". Secono il rappresentante del Pd, il Comune di Oristano ha svolto, nei confronti di Abbanoa, un ruolo meramente "contabile", pensando ad un rafforzamento delle proprie casse per far quadrare i bilanci, senza porsi minimamente il problema delle ricadute che l’eccessivo aumento tariffario di Abbanoa avrebbe inevitabilmente comportato sul bilancio familiare degli oristanesi. "Chi governa – ha concluso Sanna - deve governare con il consenso della gente, informando e tutelando i propri amministrati. Spesso i cittadini di Oristano, insoddisfatti dell’attuale governo di centro-destra che amministra la città, non fanno differenza alcuna tra le forze di maggioranza e quelle di minoranza; dal loro punto di vista ritengono negativo il ruolo svolto da tutta l’istituzione comunale. Questa volta, però, le responsabilità debbono essere chiare e precise, e sono tutte in capo all’attuale governo di centro-destra. Le responsabilità della situazione che si è venuta a creare e, soprattutto, la mancanza di informazione e trasparenza, sono tutte in capo alla giunta Nonnis e alla maggioranza di centro-destra che la sostiene. Sarebbe auspicabile che i cittadini di Oristano, in occasione delle prossime elezioni per il consiglio comunale, si ricordassero anche di queste vicende”.
Altre notizie:
Sulla vertenza latte abbiamo ricevuto dal segretario provinciale del Pd di Oristano, Gianni Sanna, una nota stampa, che volentieri pubblichiamo: “Nel corso della riunione del 25 agosto, la Segreteria provinciale di Oristano del Partito Democratico ha affrontato, tra le altre cose, la questione relativa alla “Vertenza latte”. La Segreteria del Pd esprime la sua forte preoccupazione per le difficoltà che stanno vivendo anche in provincia di Oristano le aziende del settore ovi - caprino, e sottolineano l’esigenza che la politica si adoperi in modo da offrire delle risposte efficaci alle richieste di un mondo che rappresenta una parte consistente, e decisiva, del sistema produttivo isolano. A tale riguardo si stigmatizza l’atteggiamento dell’assessore regionale all’Agricoltura, Andrea Prato, il quale, invece che occuparsi di lavorare alla ricerca di una intesa tra industriali e allevatori, e di mettere in campo strumenti che possano contribuire a rafforzare le debolezze strutturali del comparto, si attarda in polemiche sterili con gli stessi pastori ed i loro rappresentanti istituzionali e sindacali, alimentando un clima di tensione già molto elevato. Sul piano delle iniziative concrete, il Pd oristanese sarà impegnato, nelle prossime settimane, in una serie di iniziative informative e di confronto nei territori che sfoceranno in una grande iniziativa di carattere provinciale, portando l’argomento all’attenzione dei diversi livelli istituzionali, e aprendo un confronto con le associazioni di categoria teso a individuare strategie di intervento possibili nel breve e nel medio termine”.
Di pig (del 24/08/2010 @ 16:00:01, in politica, linkato 527 volte)
Il punto fondante della presunta "questione rimpasto" nella attuale Giunta Regionale Sarda, che ci tiene inchiodati ai media locali - alcuni di noi hanno rinunciato a partire per le ferie pur di sapere come va a finire - sarebbe quello di lasciar passare il tempo minimo, due anni sei mesi un giorno, perché i consiglieri regionali possano uscire di scena con un emolumento congruo. Già perché forse non tutti i sardi sanno che dopo due anni sei mesi un giorno di "governo" per questi infaticabili lavoratori scatta il diritto alla buona uscita e alla pensione. Ora è molto difficile che, nonostante le capriole del Dottor Comincioli, che ha recentemente affiancato Monsignor Mani alla gestione della Regione Sardegna, si riesca a garantire il "modesto" vitalizio, qualche migliaio di euro, ai consiglieri regionali in corso che non fossero confermati, perché questo significherebbe agonizzare ancora per un anno e, ancora per un anno, tentare di mettere una pezza al drammatico, apparente, decadimento della credibilità dell'attuale "Presidente" della Regione. Dico apparente perché non è affatto corretto affermare che il Presidente Cappellacci stia subendo un calo di consensi, nel senso che, di fatto, quelli che gli sono stati ascritti, sono consensi per interposta persona, non sono suoi. Egli è, evidentemente, - le ultime deprimenti apparizioni l'hanno confermato, - un prestanome, un governatore sotto tutela. Vedete bene che tenere questa situazione per un altro anno diventa un'impresa titanica. Per cui si dovrà stabilire, in una specie di gioco al contrario, chi, all'interno dell'attuale consiglio regionale debba essere "premiato", e quindi debba restare; e chi, invece, debba perdere la possibilità del vitalizio e quindi venire invitato a farsi da parte. Un metodo infallibile in questo senso si sta rivelando quello di rendere politici assessori che si erano presentati come tecnici. In pratica si prende l'assessore x o y e lo si toglie dalla sua conclamata "neutralità", iscrivendolo, guarda caso, al PDL ipso facto. Ispo facto gli si da un incarico all'interno di quel partito, - per esempio nel gruppo dei Probi Viri, - come appena successo alla dottoressa Baire. Considerate anche il fatto che se si vuole "omaggiare" i futuri sostituti politici di questo importante benefit bisogna muoversi in fretta perché si rischierebbe di non avere abbastanza legislatura. Un rompicapo che, se non riguardasse le nostre tasche di contribuenti, sarebbe persino divertente. I cosiddetti assessori tecnici sono stati, a suo tempo, scelti in base ad una presunzione di autonomia rispetto ai partiti locali, ma questo significava prevedere di essere governati da un uomo saldo, prestigioso, autorevole al comando. L'uomo c'è, il punto è che non risiede a Cagliari, ma ad Arcore, e ha troppo da fare per occuparsi come sarebbe necessario di un territorio periferico come la Sardegna dove tutt'al più si mangiano aragoste buone e si costruiscono bungalows nella casetta per le vacanze. Qualche volta si organizzano riunioni più o meno segrete. Ora che butta male, come si direbbe in gergo, quell'uomo finge di aver sopravvalutato il governatore Ugo Cappellacci. Il quale governatore, per aver accettato la parte del babbeo, dal mio punto di vista, merita rispetto umano. Non è una parte semplice per uno che babbeo non sarebbe. In questo senso sarei cauto nel vendere la pelle del dottor Cappellacci prima di averlo preso, perché è proprio la completa assurdità della sua posizione a santificarlo come uomo giusto nel posto giusto. Tuttavia, dal mio punto di vista, il dottor Cappellacci non merita alcun rispetto politico, perché prestarsi in questo modo a rappresentare la controfigura, e il parafulmine, del grande capo è, politicamente parlando, un tradimento nei confronti degli elettori sardi, non pochi, che alla sua presunta autonomia ci hanno creduto veramente. Comunque sia, in questi giorni assistiamo ad una serie infinita di esternazioni di assoluto disinteresse da parte degli assessori che costituiranno le pedine di questo gioco estivo del rimpasto. Tutti dicono: "non siamo indispensabili"... Ce n'eravamo accorti. (Marcello Fois – www.sardegnademocratica.it)
Altre notizie:
Il «berlusconismo» sta distruggendo il dissenso e ha già spaccato in due il mondo cattolico. E nell' Italia del Cavaliere, a differenza delle «attuali democrazie», «comanda solo lui». In un torrido giorno di fine agosto “Famiglia Cristiana” lancia l'ennesimo affondo al presidente del Consiglio e alle sue esegesi costituzionali, senza nascondere un certo allarme per le divisioni che attraversano gli ambienti cattolici davanti allo spettro di un ritorno anticipato alle urne. Divisioni attribuite anch'esse «alla discesa in campo di Berlusconi». Nello stesso giorno “Farefuturo”, Fondazione vicina a Fini, scrive ai berlusconiani moderati invitandoli a cambiare strada, abbandonando l'idea «…che la Rivoluzione liberale (quella che guardava alla signora Thatcher e al presidente Reagan con ammirazione e con invidia) possa avere il volto di Vladimir Putin, e possa davvero consumarsi sotto il tendone di Gheddafi». Parole che richiamano quelle di Walter Veltroni, ex leader del Pd, che questa mattina, dalle colonne del “Corriere della Sera”, metteva in guardia contro il rischio «…che si faccia strada, anche in Occidente, quella suggestione di democrazia autoritaria che è già realtà nei sistemi russo o cinese». Tuttavia, nel bilancio di fine giornata, il coro moderato viene travolto da uno scontro al vetriolo, con il settimanale cattolico all'attacco, e le voci forti del Pdl, tra cui Bondi e Lupi, a gridare allo «sconcerto rendendo pubblico il proprio disgusto per l'articolo, tacciando il settimanale dei Paolini di essere ormai una fotocopia del “Fatto quotidiano” e dell'Unità'». Il sottosegretario ai Beni culturali, Francesco Giro, si spinge ancora più avanti definendo l'articolo un esempio di pornografia politica. «Dice il vero sul premier e il governo», replica Ventura del Pd. Per De Magistris (Idv) quella del Pdl al settimanale è un'aggressione tribale, e Pedica suggerisce di cacciare Berlusconi e leghisti dalle chiese. A scatenare l'ira del Pdl è stato un editoriale dal titolo “Il cavaliere rampante e la Costituzione dimezzata”, sul numero di “Famiglia Cristiana” domani in edicola. "La situazione politica italiana - vi afferma Beppe del Colle, firma di punta del settimanale diretto da don Sciortino - è unica in tutte le attuali democrazie, che prevedono sistemi bilanciati, in cui nessun potere può arrogarsi il diritto di fare quello che vuole, avendo per di più in mano la grande maggioranza dei mezzi di comunicazione". Citando poi le parole di Berlusconi sul "piano dei cinque punti" e sui "formalismi costituzionali", accusa il premier di aver così confessato che "in Italia comanda solo lui". "Parole impermeabili al dissenso - sostiene Famiglia Cristiana - grazie al controllo dei mezzi d'informazione e alla "regola del berlusconismo" che «se promette alla Chiesa di appassionarsi (soprattutto con i suoi atei-devoti) all'embrione e a tutto il resto, con la vita quotidiana degli altri non ha esitazioni: il “metodo Boffo” (chi dissente va distrutto) è fatto apposta». Moltissime le reazioni, soprattutto quelle, negative, provenienti da casa Pdl, alle quali si aggiunge in serata quella del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, che accusa “Famiglia Cristiana” di «propaganda e faziosità, invitandola ad analizzare con più obiettività i risultati raggiunti dal presidente e dalla maggioranza». Della situazione politica in Italia, tuttavia, cominciano a preoccuparsi anche i massimi rappresentanti del mondo cattolico italiano, visto che solo tre giorni fa il giornale dei vescovi “Avvenire” paventava il pericolo di una "decadenza" della politica in Italia e "del governo della cosa pubblica, sebbene senza eccezioni di schieramento". (l'Unità).
Il presidente della Provincia di Oristano, Massimiliano de Seneen, gli assessori provinciali Serafino Corrias e Alessandro Murana, il sindaco di Cabras, Cristiano Carrus, e l’assessore comunale, Sergio Troncia, hanno effettuato una visita al laboratorio archeologico di Li punti, a Sassari. A Li Punti sono stati ricevuti da Antonietta Boninu ed Emina Usai, responsabili del restauro delle statue di Monte ’e Prama. Finora sono state ricomposte 24 delle 38 statue recuperate nel ’74 nel territorio del comune lagunare. Delle statue si parlerà durante un incontro tra la giunta provinciale e la giunta comunale cabrarese, in programma per giovedì prossimo, al Museo Civico di Cabras. Subito dopo (alle 11) le due giunte incontreranno i giornalisti.
La società "Marine Oristanesi", in collaborazione con i pescatori del porticciolo turistico di Oristano, l’Assessorato al Turismo del Comune di Oristano, la Provincia di Oristano, il comune di Cabras , il Circolo Nautico di Oristano, Il Gabbiano-Associazione diportisti, e La Lega Navale Sezione Sinis Golfo di Oristano, ha organizzato la prima Sagra provinciale del “Pesce Povero” (zuppa di pesce, fritto misto). L’appuntamento è per domenica 29 agosto, a partire dalle 18. L’iniziativa, nelle intenzioni del nuovo direttivo della società di gestione del porticciolo e dell’assessore comunale al Turismo, Marzio Schintu, è nata per valorizzar ulteriormente le antiche tradizioni gastronomiche popolari e salvaguardare la peculiarità e la memoria di ciò che nei tempi è stato un sano ed ottimo mezzo di sostentamento. “Per questi motivi – hanno spiegato gli organizzatori -, si è deciso di organizzare la prima festa provinciale del “Pesce Povero”, che ha, inoltre, l'obiettivo di rivitalizzare il ruolo del porticciolo turistico di Torregrande”.
|
|
|
<
|
settembre 2010
|
>
|
L |
M |
M |
G |
V |
S |
D |
| | | |
|
|
4 |
|
6 |
|
8 |
9 |
10 |
11 |
12 |
13 |
14 |
15 |
16 |
17 |
18 |
19 |
20 |
21 |
22 |
23 |
24 |
25 |
26 |
27 |
28 |
29 |
30 |
|
|
|
| |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Trovato 1 Album
|
|
|
Listening Musica...
Reading Libri...
Watching Film...
Ci sono 49 persone collegate
09/09/2010 @ 2.26.55
script eseguito in 8204 ms
|