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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Di greg (del 04/02/2012 @ 12:30:47, in cronaca, linkato 3738 volte)
Come se di questi tempi già non bastasse il deprecabile comportamento di alcuni politici corrotti a sconcertare l’opinione pubblica, se ad agire contro la legge sono proprio coloro che dovrebbero farla rispettare, non si capisce più dove andremo a finire. Stando, infatti, ai risultati delle indagini, coordinate dal Procuratore della Repubblica di Oristano, Andrea Padalino Morichini, e dal sostituto, Diana Lecca, quanto accaduto a Mogoro è di quelli episodi che lasciano i cittadini allibiti. Il capitano Renè Biancheri, comandante della Compagnia dei Carabinieri di Mogoro, e altri due sottufficiali dello stesso reparto, i marescialli Giuseppe Canu e Mario Arnò, sono stati arrestati con l'accusa di truffa ai danni dello Stato, peculato, corruzione e falso. I tre Carabinieri avrebbero svolto attività di collaborazione retribuita, per conto di alcune agenzie investigative private, utilizzando i mezzi in dotazione al reparto e fornendo informazioni riservate attinte alle banche dati delle forze di polizia. Tra le persone arrestate durante l’operazione che ha portato all’arresto dei vertici della Compagnia dei Carabinieri di Mogoro, c’è anche il titolare di un'agenzia investigativa di Ghilarza, Gian Marco Fadda, mentre risultano “indagati” altri operatori del settore, Cristian Vacca e Giuseppe Porcu di Oristano e Carlo Lombardo di San Gavino Monreale. Nell'inchiesta sono finiti anche due colleghi dei tre Carabinieri arrestati. Si tratta di Francesco Cancedda e Massimiliano Mazzotta, entrambi in servizio presso la Compagnia di Mogoro. Intanto il Procuratore della Repubblica di Oristano, Andrea Padalino Morichini, ha voluto rinnovare la sua fiducia all'Arma dei Carabinieri. Lo ha fatto incontrando il colonnello Giulio Duranti, comandante provinciale dei Carabinieri di Oristano, dopo l'operazione che ha portato in carcere il capitano Rene' Biancheri, i due sottufficiali e il titolare di un'agenzia di investigazioni. "Rinnovo la mia fiducia - ha dichiarato il Procuratore Andrea Padalino -, nell'Arma dei Carabinieri, che esce rafforzata da questa vicenda, perchè le indagini non sono partite dalla denuncia di un privato, ne' da un esposto anonimo, ma nascono proprio all'interno della stessa Arma dei Carabinieri. Se i militari non si fossero fatti parte diligente per rimuovere i colleghi infedeli non avremmo mai saputo nulla di questa grave vicenda”. La svolta della vicenda risale ad alcuni mesi fa, quando il Comando provinciale dei Carabinieri di Oristano si era insospettito per la grossa mole di attività investigativa, testimoniata dal frequente ricorso al lavoro straordinario, che non dava però alcun riscontro tangibile nel bilancio finale dell'azione di polizia giudiziaria. Da qui l'avvio di accertamenti, iniziati da quattro mesi, ed eseguiti col coinvolgimento dei altri militari della Compagnia di Mogoro. Da queste indagini è emerso, fra l’altro, che la collaborazione con le agenzie investigazione privata avrebbe fruttato al comandante Biancheri e ai sottufficiali coinvolti cifre modeste. Si parla di 1500 euro. Per i servizi resi c'era una sorta di listino prezzi: da 50 euro per un'interrogazione alla banca dati, fino a 1000 euro per un tabulato telefonico. Intanto, proseguono gli accertamenti, per monitorare anche periodi precedenti a quelli presi in esame dalle indagini fino ad ora. Luigi Robusto, comandante generale dei Carabinieri in Sardegna, ha commentato brevemente l’episodio, dicendo di aver provato “…profondo sgomento e tristezza. La tristezza di un padre che ha dovuto indagare e denunciare i suoi figli, ma l'Arma, come sempre, ha agito con il massimo rigore ed il rispetto delle leggi".
Al congresso provinciale dell'Udc di Oristano, l’elezione di Giuliano Uras come segretario era così scontata da non fare quasi più notizia. La vicepresidenza è andata a Renzo Ibba, che con il suo pacchetto di voti ha permesso al gruppo Uras, già fortissimo di suo, di formare una super maggioranza nel partito, da cui esce fortemente ridimensionato l’ex segretario, Antonio Germino, che aveva cercato, inutilmente, di risalire la china con il colpo di teatro delle dimissioni, rassegnate pochi giorni prima dell’assise scudocrociata. Dal punto di vista strettamente politico, dal congresso è arrivata l’ufficialità di quanto già si sapeva circa l’apertura di un “laboratorio politico” col Pd e le altre forze centriste. Un laboratorio che, secondo l’Udc, servirà a verificare se ci sono le possibilità per varare una grande alleanza, attraverso un programma condiviso, con coloro che hanno a cuore gli interessi di Oristano, che affronti tre o quattro questioni prioritarie per la città. Giuliano Uras non ha fatto alcun nominativo sul futuro candidato sindaco (anche perché è risaputo che lui è uno dei papabili. ndr), ma ha ribadito che prima occorre parlare di programmi, e poi confrontarsi e concordare con gli alleati chi sarà il candidato alla carica di sindaco. A questo proposito, il neo segretario dell’Udc ha ribadito quanto già detto dal commissario cittadino Oppus, e cioè che se per il centrosinistra le primarie sono uno strumento di scelta democratica per la selezione dei candidati, questo è un modello di scelta che non appartiene all’Udc e al centro in generale. Uras, da politico scafato, è comunque conscio che il varo dell’alleanza col Pd non sarà una passeggiata (visto le divergenze e le differenze del passato ed attuali), ma conta sul fatto che ciò che dovrebbe dare gambe ad un nuovo e forte raggruppamento, oltre al fatto di accumunare tutti coloro che hanno fatto opposizione al governo Nonnis, è l’esigenza di lavorare tutti assieme attorno ad un progetto comune, in modo tale da risolvere quantomeno una parte dei grossi problemi della città, lasciati insoluti dall’incapacità dell’ex sindaco Nonnis e dei partiti che l’hanno sostenuto, tra i quali il Pdl ha le responsabilità maggiori. Ridare dignità ad Oristano e, allo stesso tempo, mettere in un angolino il Pdl, che ha portato Oristano a una situazione di totale degrado, è infatti lo scopo principale sia del centro che del Pd. Nei prossimi giorni si saprà se a Pd ed Udc, e agli altri partiti di centro e di centrosinistra, riuscirà la quadratura del cerchio.
Di pig (del 03/02/2012 @ 16:00:07, in politica, linkato 536 volte)
Il caso del tesoriere della Margherita, Luigi Lusi, che di fronte ai magistrati della Procura di Roma ha ammesso di essersi appropriato di fondi per 13 milioni di euro, ha riportato prepotentemente alla ribalta la questione del finanziamento pubblico ai partiti. Finanziamento che, tradendo quanto deciso dai cittadini col referendum del 1993, per i partiti (nessuno escluso, anche quelli che si ergono a super moralisti e che, invece, predicano bene e razzolano male) è ora divento un comodo “rimborso elettorale” . Su ”il Fatto Quotidiano”, Gaetano Azzariti, docente di Diritto costituzionale alla Sapienza, ha spiegato come, “ …dopo solo otto mesi dalla consultazione, la politica ha reintrodotto lo stesso principio sotto mentite spoglie”. Secondo il professore, manca un organismo terzo, preposto al controllo di bilanci e flussi finanziari. Questo, l’articolo completo:
“In Italia anche i partiti morti godono di finanziamenti pubblici e la legge prevede che i rimborsi elettorali siano elargiti due volte in caso di fine legislatura anticipata. Lo scandalo della Margherita è emblematico per capire che è ora di cambiare”. Gaetano Azzariti, ordinario di Diritto costituzionale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Roma “La Sapienza”, è convinto che il caso Lusi apra uno squarcio su tutti i difetti e gli errori della legge sul rimborso ai partiti. Che, di fatto, è una “finzione del linguaggio” visto che ha reintrodotto il finanziamento pubblico ed è una “presa in giro” nei confronti degli elettori. Referendum tradito – “Nel 1993 la consultazione ha avuto un esito plebiscitario” spiega Azzariti. Infatti oltre il 90 per cento dei votanti si era espresso per l’abolizione della legge vigente ma, essendo abrogativo, “è stata cancellata la normativa e lasciato il vuoto sulle possibili fonti di sostegno dei partiti politici”. La conseguenza fu il ritorno dello stesso principio del finanziamento pubblico sotto mentite spoglie: infatti dopo solo otto mesi, il Parlamento decise di aggiornare la legge 515 del 10 dicembre 1993, allora definita “contributo per le spese elettorali”, che riportò nelle casse dei partiti miliardi di vecchie lire alle elezioni del 1994 e del 1996. Alla tornata del 2001 entrano inoltre in vigore le “Nuove norme in materia di rimborso delle spese elettorali e abrogazione delle disposizioni concernenti la contribuzione volontaria ai movimenti e partiti politici” che prevedono la reintroduzione del finanziamento pubblico per Camera, Senato, Parlamento Europeo, Regionali e referendum sostituito dai “rimborsi elettorali”, senza corrispondenza con le spese realmente effettuate. L’anno successivo, poi, il quorum per ottenere i fondi viene abbassato dal 4 all’1 per cento e a partire dal 2006 i partiti hanno diritto a ricevere l’intero importo del rimborso anche in caso di fine legislatura anticipata. “Nel corso di tutti questi emendamenti – prosegue Azzariti – il legislatore fu molto ‘disinvolto’ e ripropose, seppur con altre parole, la legge sul finanziamento pubblico. La stessa che era stata bocciata dalla volontà popolare”. No rendiconto – Un altro aspetto controverso riguarda le verifiche sui rimborsi che, di fatto, sono inefficaci in quanto “i controllori sono i controllati”. Nel 1997 tuttavia la legge ha introdotto l’obbligo del bilancio per i partiti che, però, è sottoposto alla verifica della Presidenza della Camera, mentre la Corte dei Conti può soltanto accertare il rendiconto delle spese elettorali. Un sistema che favorisce la corruzione e non garantisce trasparenza, né interna al partito, né verso gli elettori. “Un meccanismo di questo tipo – puntualizza Azzariti – facilita le violazioni. Poniamo anche il caso che i tesorieri siano onesti: i cittadini, a prescindere dalla correttezza dei dirigenti, sono comunque all’oscuro dei patrimoni dei loro partiti”. E l’assenza di un soggetto terzo preposto al controllo, “ancor più necessario perché il contributo è pubblico”, favorisce i bilanci ‘truccati’. Conflitto tra politica e giustizia – L’assenza di un serio controllo da parte di revisori o di società di revisione, come invece accade in Europa, “evidenzia la convinzione che lo Stato non debba nutrire ingerenze nei confronti dell’attività interna dei partiti, dal rispetto della democrazia alla rendicontazione contabile – nota il professore – Questo può avere senso negli stati autoritari, in cui le formazioni di opposizione devono difendersi da un potere ostile. Tutte condizioni assenti in un ordinamento democratico”. La mancanza di una legge sulla responsabilità giuridica dei partiti che li obblighi a rispondere della loro gestione finanziaria e del rispetto della democrazia interna, evidenzia la contrapposizione tra politica e giustizia, nonostante “siano ormai maturi i tempi per individuare forme di responsabilizzazione di chi siede in Parlamento”. Proposte – Anche dalla politica, però, arriva la volontà di cambiare la legge sui rimborsi elettorali: sia a Montecitorio che a Palazzo Madama, infatti, sono stati depositati a riguardo sette disegni di legge. Che al momento giacciono fermi. Il deputato radicale Maurizio Turco, ad esempio, ha proposto la creazione di una sezione di controllo ad hoc della Corte dei conti per la verifica di rendiconti e spese che, nel caso riscontri irregolarità, potrà decidere la sospensione dei finanziamenti e la restituzione di quanto riscosso dal partito nel corso dell’anno, oltre a una sanzione amministrativa pecuniaria da 10mila a 100mila euro. Tra i ddl firmati, il senatore Felice Belisario dell’Italia dei Valori ha chiesto l’abolizione del doppio rimborso in caso di fine legislatura e Pino Pisicchio alla Camera vuole regole più chiare per la rendicontazione dei patrimoni immobiliari. Per quanto riguarda il finanziamento, secondo Azzariti sarebbe opportuno passare dalla forma diretta di oggi ai contributi indiretti, da realizzare attraverso “facilitazioni, ad esempio in materia di stampa, contributi alle sedi e sgravi fiscali, che sono anche più facilmente controllabili, per garantire equilibrio nella competizione politica”. A questo si aggiungerebbero i “rimborsi elettorali, ma di entità assai più ridotta e sottoposti al controllo di terzi”. E i partiti dovrebbero vivere “anche di finanziamenti privati, come accade in molte altre democrazie, con le donazioni superiori ai mille euro da iscrivere a bilancio”. (Eleonora Bianchini, il Fatto Quotidiano).
“Sabato 4 Febbraio si celebra, ad Oristano, il congresso provinciale dell’Udc. L’appuntamento è nella sala congressi dell’Hotel Mariano IV. Alla presenza del segretario regionale del partito, Giorgio Oppi, il congresso avvierà la discussione sull’attuale momento politico, sulle prossime scadenze elettorali e sugli assetti organizzativi interni. Il congresso si apre sabato, alle 10.30, con le relazioni e il dibattito politico. Proseguirà nel pomeriggio e il giorno dopo con le votazioni per i nuovi organi dirigenti. Tutti gli iscritti, i simpatizzanti, gli amministratori locali del territorio e il mondo dell’associazionismo sono invitati a partecipare”. Questo, il comunicato dell’Udc, che invita i cittadini a presenziare a quello che si preannuncia, per i risvolti politici, un congresso veramente interessante, che qualcuno ha già definito "il congresso della svolta". Un congresso da cui dovrebbe scaturire ufficialmente, come abbiamo detto da tempo, l’apertura dell'Udc nei confronti del Pd, e la proposta per una futura alleanza di Centrosinistra in vista delle prossime consultazioni comunali, e non solo. La riunione dello “scudo crociato” non si aprirà, come di consueto, con la relazione del segretario provinciale uscente, perché Antonio Germino si è, inaspettatamente, dimesso alcuni giorni fa, nel tentativo di trovare nei media, prima del congresso, un po’ di visibilità. Germino, a nostro avviso, dopo essere stato per anni nell’oblio, si è improvvisamente svegliato dal letargo ed ha cercato di giustificare politicamente le sue dimissioni (vedi sul blog articolo del 27 gennaio “Capricci pre-elettorali in salsa paesana”), perchè sapendo di non avere più alcuna possibilità di essere rieletto ha tentato, con questo colpo di teatro non riuscito, di alzare il prezzo nelle trattative con il gruppo più numeroso dell’Udc, che in provincia di Oristano fa capo a Giuliano Uras. A questo proposito sembra che Germino abbia sollecitato anche un intervento del segretario regionale, Giorgio Oppi. L’intercessione di Giorgio Oppi per arrivare ad una soluzione unitaria avrà, però, effetto solo se le richieste di Germino saranno compatibili con il programma del “gruppo Uras”, altrimenti verranno rispedite al mittente. In questo caso, Germino e Uras si confronteranno al congresso sui temi più importanti che lo scenario politico propone, a tutti i livelli, lasciando poi al voto la decisione su chi sarà il futuro segretario provinciale dell’Udc. Numeri e capacità alla mano, la vittoria non dovrebbe sfuggire a Giuliano Uras (uno dei fautori dell’apertura dell’Udc al Pd), che sembra essere, inoltre, tra i preferiti da tutte le forze politiche centriste per la nomination alla carica di sindaco di Oristano. Non resta, quindi che attendere il congresso e vedere se a svolgere le relazioni saranno più candidati o il solo Giuliano Uras. Non c’era, invece, da attendersi molto dall’incontro di stasera tra il commissario dell’Udc, Umberto Oppus, e i partiti di centrosinistra, considerato che l’incontro non poteva che essere necessariamente interlocutorio, così come, d’altro canto, aveva già sostenuto il segretario provinciale del Pd, Gianni Sanna, che lo ha ribadito anche oggi, prima dell'incontro. “Con il Commissario Oppus – ha detto Sanna - ci sarà un primo incontro della delegazione del centrosinistra questo venerdì. Preciso un primo incontro. Tradotto: è la prima volta che il centrosinistra si siede intorno ad un tavolo con l’Udc per iniziare una riflessione. L’incontro avrà una valenza preliminare e servirà per verificare se è possibile esplorare una eventuale percorso comune tra forze che hanno condiviso l’opposizione alla Giunta Nonnis; e che solo con incontri successivi si potrà valutare se la stessa sia in grado di produrre i contenuti di una proposta di governo per la città, orientata al cambiamento e quindi a favorire una nuova pagina nella storia amministrativa di Oristano. Proprio per tale motivo – ha scritto ancora Gianni Sanna - sono prive di ogni presupposto e fondamento le notizie che riguardano nominativi di candidati Sindaci “a noi proposti” e sui quali avremmo dato il “via”. Il Pd ha chiesto con determinazione il posticipo di quindici giorni delle Primarie, certo per consentire la fattibilità di questa interlocuzione, ritenuta importante per la città da tutto il centrosinistra, ma anche, prescindere dalla stessa interlocuzione, per promuovere l’evento Primarie e favorire così una capillare divulgazione dello stesso e consentirne un’ampia partecipazione dei cittadini. Tradotto: la richiesta del rinvio resta ferma comunque. Non vale la pena precisare, perché è notorio – ha concluso Sanna -, che tra i candidati a Sindaco del centrosinistra impegnati nella competizione delle primarie, ve ne sono alcuni chiaramente riconducibili al Pd, nel quale ricoprono tutti anche la responsabilità di dirigenti, di cui evidentemente andiamo particolarmente orgogliosi”. Delle prossime elezioni comunali ne discuterà, lunedì 6 febbraio, in via Canepa, ad Oristano, alle 16.30, la direzione provinciale del Partito Democratico. La direzione, assieme ai segretari di circolo e ai sindaci del Pd, oltre a discutere delle amministrative, si occuperà anche del tesseramento, del “progetto Eleonora" della società Sargas, ad Arborea, e delle problematiche relative all’installazione di radar nel territorio della provincia di Oristano. Alla direzione provinciale allargata, il segretario provinciale del Pd riferirà quanto scaturito dal primo aproccio con il commissario dell'Udc Oppus, che ha proposto il varo di "un laboratorio politico". Laboratorio che, comunque, secondo il Pd, non dovrà prescindere dal coinvolgimento dei cittadini. Di forme, metodi e programmi si discuterà più avanti.
Altre notizie:
I sindacati hanno espresso un forte giudizio negativo sull'incontro di ieri tra Regione e Governo ed hanno richiesto di riprendere la vertenza istituzionale.Cgil, Cisl e Uil hanno parlato di insoddisfacente risultato della riunione romana, e hanno e rilanciato "…l'urgenza di riaprire, presenti anche le parti sociali, il tavolo di Palazzo Chigi, finalizzato non a incontri interlocutori, ma a concreti impegni politici governativi in materia di vertenze industriali, entrate, trasporti e insularità. Un tavolo decisorio che presuppone una decisa svolta nella strategia politica della giunta regionale, non più improntata ad annunci ad effetto e a iniziative solitarie del presidente della Regione, ma ad un'effettiva e convergente azione unitaria di tutte le forze politiche e sociali regionali. Dal Governo Monti il sindacato attende, infatti, non generiche promesse di aiuto e la costituzione di gruppi di lavoro, ma iniziative concrete e calendarizzate. A cominciare dall'impegno, immediatamente attuabile fino all'ultimo euro, di onorare i debiti statali verso la Sardegna”.
In questi giorni di basse temperature, il personale del settore strade della Provincia di Oristano è in piena attività, con l'utilizzo di mezzi spazzaneve e lo spargimento di sale, per fronteggiare l'emergenza neve che ha interessato diverse strade provinciali. Oltre cento sono stati i chilometri oggetto di intervento. Le zone interessate sono quelle montane sopra i 400 metri sul livello del mare e, in particolare, il Montiferru, Barigadu e il Sarcidano nei pressi della Barbagia. "Momentaneamente - ha dichiarato l’assessore provinciale ai Lavori pubblici, Gianni Pia - non abbiamo registrato nessuna interruzione allo svolgimento regolare del traffico automobilistico, né è sono stati sospesi i viaggi dei mezzi pubblici di linea. Non ci sono pervenute neppure segnalazioni di disagio, legate agli effetti del maltempo". Il personale del settore, tecnici e gli operatori su strada della Provincia, sono a disposizione dell’utenza per ogni esigenza riguardante la percorribilità. Per le urgenze contattare il numero 0783793293.
Il presidente del liceo classico “De Castro” di Oristano, Guido Tendas, informa che sabato 4 febbraio, dalle 15.30 alle 18, si terrà il primo “Open day” di orientamento alla scuola superiore. Genitori e studenti della terza media verranno accolti dagli studenti e dai docenti del “De Castro”, che illustreranno nel dettaglio il percorso di studi del liceo classico, le attività del gruppo sportivo d’istituto, le attività del laboratorio di chimica e di fisica, del gruppo teatrale e del laboratorio musicale. A tutti verrà, inoltre, distribuito del materiale informativo.
“Non c'è alcun un sommergibile nei fondali marini del golfo di Is Arenas, davanti alla costa centro occidentale della Sardegna, come ipotizzato da alcuni organi di stampa". Lo ha accertato la Marina Militare, con un intervento di scandagliamento dei fondali, condotto in collaborazione con il docente di Geologia e direttore dell'Osservatorio coste e ambiente naturale sottomarino, Sandro De Muro. "Dal rilevamento e dall'analisi complessiva dei dati e delle immagini acquisite - ha spiegato De Muro - risulta evidente che ciò che affiora sono rocce sedimentarie e depositi di sedimenti silicoclastici, bioclastici e misti recenti". Nessun sommergibile coperto da un sarcofago in cemento quindi, come sostenuto su alcuni media. Per la Marina i reperti trovati sono di origine naturale e non artificiale, mentre si esclude la presenza di malta cementizia, manufatti in ferro o altro metallo, nè ossa umane. Per l'ammiraglio Gerald Talarico, capo della Marina Militare della Sardegna, e per il comandante dei Reparti Subacquei, Antonio Manno, l'opera dei reparti e dello staff del professor De Muro fornisce risposte certe e oggettive sulla vicenda, e offre elementi autorevoli alle famiglie di marinai che non sono mai tornati da alcune missioni. In particolare, si riteneva che nei fondali del golfo oristanese ci fosse il relitto del sommergibile Veniero II, scomparso nel 1942.
Di greg (del 01/02/2012 @ 17:45:25, in cronaca, linkato 544 volte)
Un pensionato di Solanas, Peppino Canu, di 86 anni, è morto dopo essere stato legato nel suo letto da sconosciuti che sono entrati nella sua abitazione, alla periferia della frazione di Cabras, per rapinarlo. Canu ha cercato di chiedere aiuto chiamando al telefono la figlia, insospettito (a quanto avrebbe riferito la donna) perché aveva sentito dei rumori nella sua abitazione. La figlia ha risposto alla telefonata ma la comunicazione è subito caduta. La donna ha intuito che stava succedendo qualcosa e ha chiamato immediatamente i Carabinieri, ma non ha avuto il coraggio di recarsi da sola a casa del padre. Nell'abitazione di via Caboto, nella frazione cabrarese, sono giunti subito i Carabinieri della Compagnia di Oristano, che hanno trovato Canu oramai privo di vita, con le mani legate da una fascetta di plastica di quelle che di solito vengono utilizzate per fissare i cavi elettrici. L'uomo aveva un graffio sulla bocca. Subito è scattata una vasta operazione delle forze dell’ordine, con controlli in tutta la zona. Ancora non è chiaro se l’anziano pensionato sia morto soffocato dai ladri che erano entrati in casa per derubarlo o se sia morto d'infarto per lo spavento, visto che pare avesse qualche problema cardiaco. Sarà l'autopsia a stabilirlo. Il Canu, come detto, aveva le mani legate ma non aveva alcun bavaglio sulla bocca. I vicini, sentiti da Carabinieri, hanno riferito di non essersi accorti di nulla, fino all’arrivo dei militari, attorno alle 3 e mezzo del mattino, quando hanno sentito le sirene. A casa del pensionato è arrivata subito anche una ambulanza del 118. Il medico ha tentato a lungo di rianimare il pensionato, ma ormai era troppo tardi e per lui non c’è stato niente da fare. Peppino Canu è l’ennesima vittima di episodi che, da qualche tempo a questa parte, vanno ripetendosi con costante, drammatica puntualità, e che vedono come obiettivo gli anziani. Bande di ladri, infatti, imperversano con sempre maggior frequenza, anche nel nostro territorio, prendendo di mira gli anziani che abitano da soli. Contando sul fatto che queste persone non possono opporre alcuna resistenza, entrano nelle loro abitazioni, con la speranza di fare un ricco bottino, mettendo a soqquadro la casa (come è avvenuto anche nell’abitazione del Canu), alla ricerca di soldi che, spesso, sono somme non consistenti, visto che si tratta, nella maggior parte dei casi, di risparmi di povere pensioni. Peppino Canu era molto conosciuto nella zona, in quanto esperto di musica sarda ed ottimo costruttore di launeddas.
Secondo le ultime notizie, potrebbe essere stato un infarto la causa del decesso di Peppino Canu. In questa direzione andrebbero i primi elementi raccolti dopo l'autopsia eseguita sul corpo dell'anziano dal medico legale, Vindice Mingoni, direttore del servizio di Anatomia patologica dell'Ospedale San Francesco di Nuoro. Il perito si è riservato di consegnare un dettagliato rapporto al Sostituto procuratore, Marco Ulzega, che si sta occupando del caso. Peppino Canu era sofferente di cuore e, con molta probabilità, non ha retto all'aggressione subita. L'anziano pensionato - secondo quanto accertato dagli inquirenti - è stato, infatti, legato e picchiato dai rapinatori.
"Ripristinare normali condizioni di sicurezza nei piccoli e nei grandi centri abitati deve diventare l’impegno di tutti. Il sistema più sicuro e' la prevenzione. I criminali devono percepire la presenza continua delle forze dell'ordine sotto forma di visibilità e di controllo del territorio, nonché l'attenzione speciale dei cittadini verso le “penne bianche” della comunità". Lo chiede la Cisl Fnp, la federazione dei pensionati, riferendosi agli atti criminali contro gli anziani. Nonostante l'impegno delle forze dell'ordine, infatti, da qualche mese - si legge in una nota stampa - è in atto un vero e proprio attentato alla sicurezza e all'incolumità dei pensionati. Balordi, ladruncoli e malviventi hanno preso di mira i vecchi. Uomini o donne non fa differenza, purchè vivano da soli, senza la protezione diretta e indiretta di amici e parenti, neppure del vicinato. Ogni occasione è buona per rubare, spaventare, intimidire e anche torturare l'anziano. L'esito di queste terrorizzanti esperienze, quando va bene, è la sottrazione della pensione o dei risparmi di una vita, altrimenti anche la morte violenta. Una situazione diventata ormai insostenibile, che richiede adeguati e coordinati interventi delle autorità civili e delle forze dell'ordine. E' in gioco non solo la sicurezza personale dell'anziano, ma anche la qualità della vita, già compromessa non solo dai problemi dell'età avanzata, ma anche dalle rinunce dovute a pensioni molto spesso al di sotto della soglia di poverà' assoluta e relativa. Questi episodi violenti preoccupano ancor più - si legge ancora nella nota - perchè chiari segnali della fine del rispetto nei confronti dell'anziano, tratto caratteristico della cultura sarda. La Cisl Fnp, che, a livello locale, ha più volte organizzato, in collaborazione con le forze dell'ordine, proficui incontri d'informazione e prevenzione, solleciterà ai Prefetti e Questori delle province sarde una riunione urgente con i sindacati dei pensionati e confederali, per l'adozione di un vero e proprio "piano sicurezza" per le persone anziane”.
Altre notizie:
Anche il sindaco di Sassari, Gianfranco Ganau (Pd), risulta tra i trentasei indagati, a vario titolo, dalla Procura della Repubblica di Sassari, sull'inchiesta per abuso d'ufficio, falso ideologico, tentata concussione e tentata estorsione. I fatti riguardano un esposto presentato, anni fa, dal costruttore Nicolino Brozzu, in merito all'approvazione di una pratica edilizia per il centro commerciale Tanit, alle porte della città, e all'approvazione del piano urbanistico comunale. Indagati risultano anche tutti i consiglieri comunali che approvarono il Puc, compreso l'ex assessore regionale della giunta Soru, Luisanna Depau, lo stesso Brozzu, e Giampiero Uneddu, il direttore dei lavori del centro commerciale e oggi consigliere di opposizione. Il sindaco Ganau, che fa sapere di non aver ricevuto alcuna comunicazione dalla Procura, non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione ufficiale, limitandosi a dirsi sorpreso della vicenda. Sara ora il Gip, il Giudice per le indagini preliminari, a stabilire se rinviare a giudizio o meno gli indagati.
"In Sardegna, l'invito del presidente del Consiglio, Mario Monti, ai giovani di dimenticare il posto di lavoro fisso e di predisporsi ai cambiamenti, è più che una provocazione. La precarietà è la forma più diffusa nelle poche opportunità lavorative e i giovani sono costretti o a emigrare oppure ad attendere con poche o nulle speranze qualche concorso pubblico, considerato che nel privato le assunzioni sono ridotte all'osso ed è in atto, al contrario, una ristrutturazione che spesso porta a drammatiche chiusure delle aziende". Lo hanno dichiarato le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil, ricordando che nell'Isola sono circa cinquantamila i giovani, nella fascia di età fino ai trentacinque anni, in cerca di occupazione. “La stragrande maggioranza - si legge in una nota dei sindacati - sono inoccupati e disoccupati di lunga durata. E' difficile, dunque, capire il significato che il presidente Monti ha voluto dare alla sua esternazione; soprattutto per quelle realtà come la Sardegna dove la crisi economica e produttiva sta distruggendo aziende e posti di lavoro, e dove lo Stato è ormai da tempo assente, sia nella promozione delle opportunità lavorative sia nei settori dove più forte è l'esigenza di una sua presenza (si pensi alle pari opportunità sul versante della mobilità delle persone e delle merci e ai problemi della scuola). La disoccupazione giovanile nell'Isola, quella palese e quella occulta per via del fenomeno dello scoraggiamento, è causata da una crisi senza precedenti del sistema economico, in primo luogo di quello produttivo, dalla carenza dello Stato, che ha ridotto gli organici della pubblica amministrazione all'osso rispetto alle necessità, nonostante alcune statistiche che prescindono peò' dalle caratteristiche demografiche e geoterritoriali della Sardegna. Sarebbe cosa utile evidenziare questi aspetti al massimo rappresentante del Governo nazionale, per evitare prediche che alle orecchie dei sardi risultano stonate”
Durante il confronto con Mario Monti, il governatore Cappellacci ha ricordato la vicenda della cooperante sarda rapita in Algeria, Rossella Urru, consegnando al Presidente del Consiglio l'ordine del giorno approvato dal consiglio regionale, e rivolgendo un appello affinchè il governo dedichi la massima attenzione a questo triste evento. "La vicenda della cooperante di Samugheo – ha affermato il presidente Cappellacci - tiene in apprensione non solo la sua comunità ma un'intera isola. Auspichiamo il massimo impegno da parte del governo per la liberazione della ragazza".
L'assessore regionale all'Ambiente, Giorgio Oppi, ha firmato il decreto che disciplina il prolungamento dell'attività venatoria per la prima decade di febbraio. Il provvedimento, adottato su deliberazione del Comitato regionale faunistico, prevede la possibilità di andare a caccia il 5 e 9 febbraio per colombaccio (massimo di cinque capi per giornata), cornacchia grigia (venti capi) e ghiandaia (cinque capi). Il provvedimento recepisce alcune prescrizioni dell'Ispra e regolamenta, per la prima volta in Sardegna, la caccia alla posta, e senza l'uso del cane. Nel decreto, in via di pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Sardegna, sono state inoltre previste le modalità per l'annotazione, nel libretto venatorio, dei capi abbattuti. "Sono sconcertato e amareggiato per la decisione presa dall'assessore all'Ambiente, Giorgio Oppi, il quale, evidentemente incurante della recentissima sentenza della Corte Costituzionale che ha restituito alla Sardegna la facoltà di estendere il periodo di caccia al mese di febbraio in regime di deroga, ne ha in sostanza ignorato il valore, e ha deciso il prolungamento della caccia per sole due giornate, e a un'unica specie di interesse venatorio, il colombaccio". Lo ha dichiarato il consigliere regionale di Fli, Ignazio Artizzu. "Restano così delusi – ha detto Artizzu - tutti i cacciatori che legittimamente, con la legge dalla loro parte, attendevano la riapertura della caccia al tordo, che in questi giorni, e fino alla fine del mese, viene praticata in Francia e in Spagna. Mi chiedo a cosa sia servito vincere una battaglia epocale, che restituisce alla Sardegna una potestà piena in un tema coì' importante nel governo del proprio territorio. Credo che a seguito della sentenza della Corte Costituzionale l'assessore avrebbe avuto tutto il tempo a disposizione per riunire il Comitato scientifico, istituito un anno fa, con il preciso compito di fornire il proprio parere e poter dare così immediata esecuzione alla legge sarda. Ma anche restando nell'ambito della normativa europea (alla quale chiedendo il parere all'Ispra, l'assessore pare essersi voluto uniformare), i margini di manovra sarebbero potuti essere ben più ampi. Due giornate ai colombacci e alle cornacchie, senza il cane, sembra uno scherzo, davanti al lavoro fatto in questi anni per dare alla Regione una sicurezza normativa mai avuta prima”.
L'Assessorato al Lavoro della Provincia di Oristano ha aperto i termini per la presentazione delle domande di accesso ai vouchers previsti da “Conciliando”, un progetto integrato a sostegno della conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro. Nell’ambito del progetto è prevista l’erogazione di un voucher dell’importo massimo di 500 euro mensili, per un periodo massimo di 10 mesi, a favore di lavoratori con contratti atipici o a tempo determinato, disoccupati o inoccupati iscritti al Csl, che abbiano in corso attività di formazione o borsa lavoro. Il voucher verrà erogato per la copertura delle spese per l’acquisizione di servizi socio-educativi di cura e assistenza per minori, anziani non autosufficienti e persone con disabilità gravi inseriti nel proprio nucleo familiare. In particolare, sono ammesse le spese per la frequenza di servizi pubblici o privati, come ad esempio scuole materne, ludoteche, educatore a domicilio, attività di dopo scuola per le scuole elementari e medie; servizi proposti nell’ambito di attività estive pre e post scolastiche, offerte da scuole materne ed elementari, centri diurni aggregativi, centri per attività sportive; servizi di cura e di assistenza alla persona a domicilio centri diurni; spese di trasporto e mensa collegate alle attività pre-scolastiche e scolastiche. Non sono ammesse a contributo le spese per servizi erogati da strutture sociali pubbliche e private, sprovviste di regolare. “La Provincia di Oristano, ha commentato l'Assessore al Lavoro e Politiche Sociali, Alessandro Murana, ha a disposizione 390mila euro destinati all'erogazione dei vouchers. Si tratta, di una somma importante che consentirà la copertura di numerose richieste”. Le domande dovranno essere inviate, in busta chiusa, al Settore Lavoro della Provincia di Oristano, via Carboni, 09170 Oristano, entro e non oltre il 29 febbraio, per raccomandata A.R. (a tal fine farà fede il timbro dell’ufficio postale); consegna a mano da effettuarsi esclusivamente presso l’Ufficio Protocollo Generale della Provincia, che rilascerà ricevuta. All’esterno della busta dovrà essere indicata, oltre al mittente, la dicitura “POR FSE 2007/2013 - Domanda per l’assegnazione del Voucher di servizio per la conciliazione dei tempi di vita e dei tempi di cura”. La domanda, corredata dalla copia di un documento di identità del dichiarante, in corso di validità, dovrà essere redatta, sulla base del modello allegato A), sottoscritta dal richiedente. Ogni busta dovrà contenere una sola domanda. L'avviso pubblico, completo di tutti gli allegati, è a disposizione degli interessati sul sito istituzionale della Provincia di Oristano, all'indirizzo: www.provincia.or.it
Il 6 e 7 Febbraio, il Comando di Polizia locale del comune di Oristano assegnerà i posteggi per le attività di commercio ambulante, da svolgersi in occasione della prossima edizione della Sartiglia. Lunedì 6, alle 9.30, i funzionari incaricati, in piazza Roma, incontreranno i commercianti per l’assegnazione degli spazi nelle vie Garibaldi e Serneste e nelle piazze Roma e Corrias. Martedì 7, sempre alle 9.30, in piazza Manno, saranno assegnati gli spazi per le vie Lamarmora e Ciutadella de Minorca, e per le piazze Mariano e Manno.
Da mercoledì 1 febbraio, la gestione dell’impianto di illuminazione pubblica del comune di Oristano è affidata alla Società Gemmo spa di Vicenza, aggiudicataria dell’appalto Consip per il “Servizio Luce 2 e dei servizi connessi” Lotto 4 Sardegna . In caso di guasti alla rete e agli impianti di illuminazione i cittadini potranno effettuare le segnalazioni al numero verde 800339929.
Di greg (del 30/01/2012 @ 21:30:44, in politica, linkato 657 volte)
L’ufficio di presidenza di Montecitorio ha deciso di "ridurre il trattamento economico dei 630 deputati di 1.300 euro lordi". Il provvedimento è "immediatamente operativo", come ha confermato il vicepresidente della Camera, Rocco Buttiglione. Ma il rimborso forfettario sui portaborse viene eliminato solo del 50%. Stretta in arrivo per tutti i manager pubblici. Stipendi ridimensionati, quindi, per i parlamentari, ma non solo. La stretta prevista dal governo Monti riguarda tutti i manager della Pubblica amministrazione: “Il trattamento economico complessivo del primo Presidente della Corte di Cassazione diventa il parametro di riferimento per tutti i manager delle pubbliche amministrazioni”. Lo ha stabilito il governo, trasmettendo al presidente del Senato, Renato Schifani, e a quello della Camera, Gianfranco Fini, lo schema di provvedimento sul limite massimo retributivo dei dipendenti pubblici. E proprio da Montecitorio arriva la prima risposta: l’ufficio di presidenza della Camera ha deciso di “ridurre il trattamento economico dei deputati (tutti e 630) di 1.300 euro lordi“. Il provvedimento è immediatamente operativo, come ha confermato il vicepresidente della Camera, Rocco Buttiglione. I deputati avranno quindi un taglio dello stipendio di circa “700 euro netti”. Taglio di un ulteriore 10% per i parlamentari che ricoprono anche incarichi istituzionali. E poi arriva l’obbligo di rendicontare le spese dei portaborse: stop al rimborso a forfait, ma solo per il 50% dei costi. Nessuna giustificazione necessaria per il restante 50% delle spese.
Manager: Il trattamento economico complessivo del primo presidente della Corte di Cassazione diventa il parametro di riferimento per tutti i manager delle pubbliche amministrazioni. In nessun caso l’ammontare complessivo delle somme loro erogate da pubbliche amministrazioni potrà superare questo limite…. Deputati: Sarà di 1.300 euro lordi il taglio alle indennità dei parlamentari. A questi tagli si aggiunge una riduzione del 10% per le indennità dei deputati titolari di incarichi istituzionali, come il presidente della Camera, i vicepresidenti, i deputati questori, i segretario di presidenza, i presidenti e membri degli uffici di presidenza degli organi parlamentari. L’Ufficio di presidenza della Camera ha confermato la linea già decisa per i cosiddetti “portaborse”: ovvero, le spese sostenute per i rimborsi non saranno più interamente a forfait, ma solo per il 50%. D’ora in avanti, quindi, i deputati dovranno rendicontare quanto spendono per i collaboratori per il 50%, mentre per il restante 50% rimarrà il sistema forfettario. In sostanza, diventa operativo il taglio del rimborso forfettario di 3.690 euro, spettante ai deputati per le spese inerenti al cosiddetto “rapporto eletto-elettori”. Buttiglione ha però sottolineato che al momento si tratta di “un regime transitorio, è una soluzione provvisoria, contiamo presto di fare una legge sullo statuto del collaboratore parlamentare”. E probabili novità in vista anche al Senato. All’ordine del giorno la ratifica del decreto firmato dal Presidente del Senato, Renato Schifani, il 22 dicembre 2011, con il quale era stato disposto il recepimento immediato per i dipendenti di Palazzo Madama, a partire dal 1° gennaio 2012, dei punti essenziali della riforma pensionistica prevista dal decreto-legge sulla manovra economica. In particolare, il provvedimento introduce il metodo contributivo pro rata per tutti i dipendenti e rende effettivo il prelievo di solidarietà del 15% sulle pensioni per la parte eccedente i 200 mila euro annui lordi, già applicato sulle pensioni pagate a gennaio. (www.ilfattoquotidiano.it)
Sì al taglio dello stipendio dei deputati, ma la busta paga a fine mese sarà la stessa, non un euro di meno. Con ulteriore beffa finale, perché i frutti del (finto) risparmio andranno in un bel fondo che sarà a disposizione – guarda un po’ – degli stessi deputati. La riduzione di cui si parla è proprio quel taglio delle indennità che tiene banco da mesi tra mille polemiche, come segnale “in sintonia con il rigore che la grave crisi economica-finanziaria impone a tutti”. Come è andata a finire? Alla fine di un lungo percorso costellato da promesse, altolà e dispute sugli importi (con tanto di commissione ad hoc) finalmente la Camera ha deciso: ieri ha detto sì al taglio dello stipendio degli onorevoli proposto dall’Ufficio di presidenza per 1.300 euro lordi, 700 euro netti. Strette di mano, comunicati che di grande soddisfazione. “Ecco, noi siamo in linea con gli italiani”, è il motto. Ma sarà poi vero? No. Perché la decurtazione delle indennità fa uscire quei soldi dalla porta della Camera ma la riforma della previdenza li fa rientrare dalla finestra, paro paro. Non un euro di meno. Così, a fine mese, la busta paga della casta è la stessa: 11.200 euro netti di indennità di base sui quali cumulare tutte altre voci. Nessun taglio, dunque. Il segreto è tutto nelle nuove norme previdenziali che si estendo ovviamente anche ai parlamentari, che sono scattate il primo gennaio scorso. Passando dal sistema retributivo a quello contributivo, i deputati si sarebbero visti lievitare la busta paga di circa 700 euro netti al mese, perché non è più loro chiesto di versare tutti e due i contributi che versavano prima: uno per il vitalizio (1.006 euro al mese) e uno previdenziale (784,14 euro al mese), oltre alla quota assistenziale (526,66 euro al mese). La riforma delle pensioni avrebbe toccato solo marginalmente i deputati in carica (un anno su 5 di legislatura), che avrebbero recuperato ben più di quello svantaggio con i 700 euro netti in più in busta paga. Il passaggio dal sistema retributivo al contributivo, per farla breve, si sarebbe tradotto in 1300 euro al mese in più in busta paga, a causa dei differenti criteri di tassazione. Il maxi aumento, difficile da giustificare in questa congiuntura, è stato scongiurato introducendo una sforbiciata di pari importo. Più che di un taglio, si tratta dunque della sterilizzazione di un aumento. E poi la vera beffa finale: i tagli agli stipendi non torneranno agli italiani. Quelle somme andranno in un fondo a parte. Per cosa? Per gli stessi deputati. Lo anticipa il questore del Pdl, Antonio Mazzocchi, che in serata ha spiegato “questi 1.300 euro che verranno tagliati saranno accantonati in un fondo a tutela di eventuali ricorsi da parte dei deputati”. Insomma, quei soldi non usciranno mai da Montecitorio. Resta la magra consolazione della revisione del sistema dei rimborsi: finalmente dovranno essere motivati da ricevute. Ma anche qui c’è il trucco. Solo la metà di quelli presentati dovranno avere una giustificazione, l’altra no. Così si potrà decidere discrezionalmente cosa è opportuno farsi rimborsare e cosa invece è meglio lasciare senza indicazione della causale… (www.ilfattoquotidiano.it)
Sarà una frase arci abusata ma è la verità: ad Oristano si respira già il clima di Sartiglia". La manifestazione , giovedì 2 febbraio, vivrà il primo atto ufficiale con la Candelora, la tradizionale consegna dei ceri benedetti e l’investitura dei capicorsa, da parte dei presidenti dei Gremi di San Giovanni e San Giuseppe. Il giorno dopo, venerdì 3 febbraio, sul palco del Teatro Antonio Garau, alle 21, andrà in scena il Gran Gàla della Sartiglia, con tanti protagonisti della giostra equestre, che proporranno una serata di spettacolo. Anche quest’anno, con il Gran Gàla, la Fondazione Sa Sartiglia vuole introdurre i festeggiamenti per il carnevale 2012 con un’anteprima di suoni, immagini e colori della manifestazione. Tamburini e trombettieri accompagneranno lo spettacolo, che sarà presentato dai giornalisti Elisabetta Sanna e Giorgio Mastino, e animato dalle letture di Pino Porcu, che leggerà delle pagine di un racconto sulla Sartiglia di un anonimo dell’Ottocento, e dall’intervento di Antonio Marchi che descriverà le modalità di preparazione del cavallo di Su Componidori. Sul palco del Garau si alterneranno il Gruppo Folk di Silì, il Coro Maurizio Carta di Oristano, Vanni Masala e Andrea Pisu, e il Gruppo Folk Città di Oristano, a cui sarà riservato il finale della serata. Grande spazio sarà dedicato ai contributi filmati sui momenti più spettacolari e suggestivi della Sartiglia, ma anche quelli più intimi della manifestazione. Si inizierà con quello sulla scorsa edizione della giostra. Poi, durante la serata, saranno proiettati filmati sul carnevale 2011, “L’Isola che danza”, e sullo sponsor Birra San Miguel, per poi passare a quello curato da Gianfranco Casu e Jano Sanna sul libro fotografico dedicato alla Sartiglia, per finire con il filmato sulla cerimonia della Candelora. E a proposto della festa della Candelora, Efiso Leoni, S’Oberaiu Majori del Gremio dei Contadini, e Giovanni Mugheddu, Presidente del Gremio dei Falegnami, hanno reso noto il programma dei Gremi per il 2 febbraio. Alle 7.30, presso la chiesa de Santu Giuanni de Froris, verrà celebrata la messa, con la benedizione delle candele. Alle 12.15, S’Oberaiu Majori, accompagnato dai componenti del Gremio dei Contadini, si recherà a casa di Raimondo Carta, per consegnare a lui e agli altri due componenti la pariglia, Gianluca Faedda e Francesco Armas, la candela benedetta e nominarlo, ufficialmente, Componidori per la Sartiglia di domenica 19 febbraio. Per il Gremio dei Falegnami, appuntamento alle 8, per la messa nella Cattedrale di Oristano, dove si trova la cappella del Gremio. La consegna del cero benedetto e conseguente nomina ufficiale de su Componidori che guiderà la Sartiglia di martedì 21 febbraio, avverrà alle 11.45, a casa di Antonio Murruzzu. Con lui riceveranno il cero anche su Segundu e su Terzu, Gianluca e Giampaolo Mugheddu.
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Bandiera a mezz’asta anche ad Oristano, nei palazzi comunali, per la scomparsa dell’ex Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro. Nel pomeriggio, in concomitanza con le esequie, in programma a Roma, nella Basilica di Santa Maria in Trastevere, il tricolore e la bandiera europea sono state esposte a mezz’asta a palazzo degli Scolpi, a palazzo Campus Colonna, e fuori da tutti gli edifici pubblici, in segno di lutto per ricordare il Presidente Scalfaro, scomparso all’età di 93 anni. Scalfaro fu Presidente della Repubblica dal 25 maggio 1992 al 15 maggio 1999. Durante il suo mandato affrontò la più grave crisi della storia repubblicana, con preoccupanti manifestazioni sul piano politico ed economico. Accanto al fenomeno di “tangentopoli”, che provocò un serio affievolimento della rappresentatività della politica, il Paese dovette affrontare una inquietante perdita della capacità di acquisto della moneta, con evidenti ripercussioni di carattere generale. Anche sul piano internazionale la sua attività è stata intensa. Numerose sono state le visite da lui compiute sia in Paesi dove mai in precedenza erano state effettuate da un capo dello Stato, sia in nazioni dove è consistente la presenza italiana in termini di comunità e di relazioni economiche. Numerose le visite anche in tante città d'Italia, compresa Oristano, nel 1997, in occasione dell'inaugurazione della Diga Eleonora d'Arborea.
"Oltre seimila richieste di sussidio straordinario sono state presentate all'assessorato regionale del Lavoro, e si aggiungono ai centomila lavoratori e disoccupati che già usufruiscono di tutta la varietà degli ammortizzatori sociali". Lo ha sottolineato il segretario regionale della Cisl, Mario Medde, nel mettere in evidenza che "…purtroppo non accedono all'utilizzo di questi strumenti quanti non hanno ancora avuto la fortuna di un'occasione di lavoro, e cioè circa 94 mila persone in gran parte sotto i 35 anni. Anche il dato sui sussidi straordinari attesta la condizione di vera indigenza in cui versano migliaia di famiglie sarde. Si è di fronte a un dramma personale e collettivo che deve essere immediatamente affrontato con strumenti ordinari e straordinari, ma sul quale sarà possibile incidere in profondità solo mettendo in campo un vero piano pluriennale per il lavoro e contro la povertà, in attesa, visti i lunghi tempi della recessione, di una nuova fase di crescita economica anche in Sardegna. La molteplicità degli strumenti assistenziali - ha detto ancora Mazrio Medde -, ivi compresi quelli finanziati attraverso i fondi trasferiti ai comuni e gestiti dagli uffici di assistenza sociale, e d’integrazione del reddito così ampiamente diffusi anche in Sardegna, riguardano ormai non meno di 150 mila persone in tutta l'Isola. Si tratta di interventi indispensabili che evitano situazioni di povertà simile a quella dei Paesi del Terzo e Quarto Mondo, e che, dunque. vanno rafforzati e razionalizzati con verifiche costanti da parte delle istituzioni locali e regionali. Nel contempo, però, è indispensabile evitare la cristallizzazione di questa situazione con una programmazione, da parte della Regione e dello Stato, di interventi utili a collegare le misure assistenziali e di integrazione del reddito con la formazione, l'aggiornamento, la riqualificazione e il reimpiego. Questo sarà possibile solo promuovendo nuove politiche attive del lavoro e rimuovendo le diseconomie, soprattutto in campo infrastrutturale, che condizionano pesantemente le imprese e lo sviluppo dell'Isola. Stanno in questi dati – ha concluso Medde - le ragioni della sollecitazione del sindacato alla giunta regionale e all'intera politica sarda e le motivazioni della fiaccolata che si svolgerà il 10 febbraio in preparazione dello sciopero dei settori produttivi previsto per il 9 marzo”.
Martedì 31 gennaio, alle 17, presso la sala consiliare di via Carboni, il consiglio provinciale di Oristano si riunirà per discutere sui futuri assetti della governance dell'area vasta e sulla riforma degli enti locali. L'iniziativa, promossa dall'Upi nazionale , si svolgerà in contemporanea con tutti i consigli provinciali d'Italia. Il “consiglio provinciale aperto” sarà l’occasione per fare chiarezza “…sui reali costi delle Province – si legge in un comunicato della Provincia - e sull'utilità dell'ente intermedio, sia sulla falsità delle fuorvianti notizie sui presunti risparmi che si avrebbero dalla loro abolizione. Sarà momento di confronto con i cittadini e i diversi soggetti di rappresentanza sociale e politica del territorio, sulla significativa trasformazione delle Province, attuata dall'ultima normativa dell'attuale governo, che le svuota, di fatto, della propria identità e della propria funzione di ente intermedio fra comune e Regione”. Al termine dei lavori sarà votato un ordine del giorno, definito nell'ultima riunione del coordinamento dei presidenti di consiglio provinciale, in cui si richiede la promozione, insieme alle Regioni, di ricorsi alla Corte Costituzionale per far dichiarare l'incostituzionalità del provvedimento, e una riforma organica delle istituzioni di governo dell'area vasta che preveda la ridefinizione e razionalizzazione delle funzioni delle Province, l'eliminazione di tutti gli enti intermedi strumentali, la destinazione dei risparmi conseguiti con il riordino degli enti di area vasta ad un fondo speciale per il rilancio degli investimenti degli enti locali.
Mercoledì 1 febbraio, alle 11, presso la Provincia di Oristano, l’assessore al Lavoro, Alessandro Murana, presenterà alla stampa i contenuti del bando “Conciliando”, un progetto integrato a sostegno della conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro. Nell’ambito del progetto è prevista l’erogazione di un voucher dell’importo massimo di 500 euro mensili, per un periodo massimo di 10 mesi, a favore dei lavoratori con contratti atipici o a tempo determinato, disoccupati e inoccupati iscritti al Csl, che abbiano in corso attività di formazione o borsa lavoro.
Il Centro Servizi Culturali Unla di Oristano, in collaborazione con l’Istituto Superiore Etnografico della Sardegna – Isre, il comune di Oristano e la Fondazione Sa Sartiglia sdarà il via, il 3 febbraio, nella sala Polifunzionale del Centro servizi culturali di Oristano, alla quinta edizione di “Fare e filmare il Carnevale”.L'iniziativa punta a promuovere la conoscenza dei carnevali di diverse realtà locali, nazionali ed internazionali, e a metterle a confronto. La manifestazione ha in programmazione la rassegna di materiali audiovisivi anche inediti, la discussione con esperti, ricercatori, registi, e con le persone che "fanno e vivono" il Carnevale. Sarà poi la volta dei balli, dei canti e dei suoni per le vie della città di Oristano. I gruppi in maschera e i suonatori de "sa Cointrotza" del carnevale di Aidomaggiore animeranno il centro storico con le loro performance musicali e coreografiche. Il cartellone sarà aperto dal fotografo nuorese, Virgilio Piras, con una mostra fotografica sui carnevali della Sardegna, mentre per la chiusura è in programma un laboratorio didattico sulla realizzazione delle maschere rivolto ai bambini. Una giornata sarà dedicata alla Sartiglia, con la proiezione di filmati e con un incontro-dibattito dedicato alla giostra oristanese vista attraverso i commenti dei due intellettuali, ormai scomparsi, Peppino Murtas e Giorgio Farris, fondatori della rivista "Quaderni oristanesi". Ospiti d’eccezione Paolo Piquereddu, Ignazio Figus e Virgilio Piras, che presenteranno i numerosi documentari e scatti fotografici prodotti in questi ultimi venti anni dall’Istituto Superiore Regionale Etnografico di Nuoro. Infine ci sarà anche un omaggio al grande documentarista sardo, Fiorenzo Serra, scomparso nel 2005, con la proiezione del suo "I mamuthones" del 1960.
È in vendita, ad Oristano, il nuovo libro della Epd’o editrice dedicato alla “Sartiglia”. L’opera, che racconta l’origine e la storia della Sartiglia, è arricchita con foto inedite della manifestazione risalenti agli anni ’30 e con alcune foto del primo ‘900. Gli autori dei testi sono Marco Porcu e Emilio Matta, che, partendo dall’origine della manifestazione, hanno fatto un ricco excursus sulle vicende del carnevale oristanese e sulle varianti, nel tempo, della giostra equestre, senza dimenticare l’antica usanza della corsa con “is mo’entis”, che si teneva “in su Brugu”, che alcuni buontemponi hanno riproposto, da alcuni anni a questa parte, nel quartiere oristanese della Sartiglia per antonomasia. Nel libro Porcu e Matta hanno fatto riferimento anche alla versione autentica e documentata della leggenda “de sa faciola niedda”, per niente legata al fascismo e a Benito Mussolini. Le foto, circa una ventina, tutte rigorosamente in bianco e nero, provengono dalla collezione di Nando Denti.
Di pig (del 27/01/2012 @ 22:26:23, in politica, linkato 1499 volte)
Seguendo un canovaccio vecchio da anni, non c’è periodo pre-elettorale che non preveda, anche tra i politici nostrani, un aumento consistente dell’autostima, timore, prurito, diffidenza, esaltazione, disponibilità, frustrazione, litigiosità, solo per citare alcuni degli ingredienti che compongono una stranissima miscela in salsa paesana, di cui sembrano essere ghiotti i politici oristanesi. Per non parlare poi dei capricci, colpi di testa e colpi di teatro, in quanti cercano una maggiore visibilità politica rispetto alla mediocrità in cui, precedentemente, hanno sempre navigato. Così, a nostro modesto avviso, possono essere sintetizzate le dimissioni del segretario provinciale di Oristano dell'Udc, Antonio Germino. Dimissioni che nelle intenzioni di Germino volevano essere una bomba e che, invece, hanno poi avuto l’effetto di un petardo, e per giunta bagnato. L’oramai ex segretario provinciale aveva, infatti, convocato direzione e coordinamento, per discutere dell’attuale situazione politica (questo era, infatti, l'ordine del giorno, ma le intenzioni di Germino erano ben altre. ndr). Alla riunione, per dibattere su un argomento tanto importante, si sono presentate appena sei persone su ventitre componenti. Un autentico flop per Germino, che, evidentemente, per il suo colpo di teatro pensava ad una platea di dirigenti Udc ben più consistente. Sapendo che al prossimo congresso, stando ai numeri, ha buone possibilità d’essere sconfitto, il neo dimissionario ha pensato di uscire dall’anonimato cercando nuovi spazi, nel vano tentativo di mettersi a capo della sparuta truppa all’interno del partito contraria all’alleanza col Pd. La nomina di Umberto Oppus come commissario cittadino è stata, quindi, colta al balzo, per dare (quantomeno) un significato politico alle sue dimissioni. "Sono pervenuto a tale sofferta conclusione - ha scritto Germino in una nota stampa -, per manifestare il mio totale dissenso circa la decisione assunta dal coordinamento regionale di nominare un commissario cittadino, rispondente direttamente al segretario regionale. Artifizio che di fatto surroga e delegittima la locale dirigenza del partito, sia ai tavoli delle trattative in vista delle prossime elezioni comunali di Oristano e sia nei confronti dell'elettorato. Avrei preferito concludere la mia esperienza di segretario con il prossimo congresso provinciale, che si terrà il 4 e 5 febbraio, ma le circostanze e le mie convinzioni non mi consentono di andare oltre; solitamente sono i congressi che indicano la linea politica di un partito e le conseguenti decisioni e alleanze. In questo caso, invece, si procede al contrario, prima si definisce un'alleanza e poi il congresso, dove prendere atto di quanto già stabilito altrove". Questo, il comunicato di Antonio Germino, con motivazioni che, con tutto il rispetto, sembrano una forzatura e, quindi, poco credibili, anche perché arrivate abbondantemente fuori tempo massimo. Dov’è era, infatti, Germino in tutto questo tempo? Non sapeva che il coordinamento cittadino non aveva un responsabile? Perché non si è dato una mossa per colmare questo vuoto? Uscire di scena è una cosa che brucia, soprattutto quando non si riesce ad affrontarla con classe. E’ proprio vero che chi è causa del suo mal…
Ed a proposito della costituenda alleanza tra il Pd-centrosinistra e l’Udc-Centro, c’è stata, oggi, una precisazione da parte del Pd, attraverso un comunicato a firma del segretario provinciale, Gianni Sanna. “In ordine ai possibili rapporti tra il centrosinistra ed alcune forze politiche tradizionalmente collocate nell’area cosiddetta di centro – ha scritto Sanna -, in occasione delle imminenti elezioni comunali della città capoluogo, è bene qualche precisazione che consenta di riportare alla chiarezza le posizioni in campo. Per un dovere di verità, partendo dalla quale è poi possibile verificare reali disponibilità. Innanzitutto il Pd ha chiesto alla coalizione del centrosinistra di posticipare a fine febbraio le primarie. Posticipare e non congelare, per capirci. Lo ha fatto nella riunione di ieri sera per due motivi. Il primo quello di consentire una esplorazione delle reali possibilità di una interlocuzione della coalizione del centrosinistra con l’Udc ed altre forze del centro politico, che possa produrre in tempi brevi una proposta di governo per la città, possibilmente sostenuta da tutti coloro che - opponendosi alla Giunta Nonnis - hanno a cuore il rilancio della città nel segno del cambiamento. Il secondo – ha scritto ancora Sanna - per favorire la pubblicizzazione dell’ “evento primarie”, novità assoluta per Oristano ed occasione preziosa per alimentare il senso di una forte cittadinanza attiva, e favorire così una amplissima partecipazione degli oristanesi alla designazione del candidato Sindaco. La coalizione del centrosinistra nella sua interezza ha manifestato interesse ad un’ interlocuzione in tempi brevissimi con il commissario dell’Udc, sollecitando un incontro da tenersi immediatamente per verificare la disponibilità ad intraprendere una interlocuzione e pertanto sin dalle prossime ore il Commissario Oppus sarà contattato per concordare la data dell’incontro”.
Le delegazioni del centrosinistra, durante la riunione hanno anche discusso di una richiesta avanzata dall'ex segretario della Cgil, Giampaolo Lilliu, uno dei candidati alla carica di sindaco di Oristano, che prenderà parte alle prossime primarie del centrosinistra. Lilliu ha chiesto di poter partecipare alle riunioni della coalizione, anche se si trova in una posizione anomala, visto che deciso di proporre la propria candidatura, dopo avere, però, restituito la tessera del Pd. “Voglio mettermi in gioco – ha detto Lilliu – soltanto come semplice cittadino”.
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“Il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, nonostante la crisi e le tante manifestazioni che si sono svolte, e si svolgono ancora in questi giorni, è assente e per questo si deve dimettere". E' quanto, ha afferma, in sintesi, il capogruppo del Pd in consiglio regionale, Giampaolo Diana, che ha sottolineato come la Sardegna "stia diventando una polveriera" con il blocco delle maggiori arterie stradali dell'isola, le difficoltà nei porti e l'occupazione di molti comuni da movimenti spontanei di cittadini esasperati dell'assenza di strumenti per campare. "E' incredibile che il presidente della Sicilia chieda un incontro al premier Monti e questo lo riceva immediatamente - ha detto Diana - mentre il nostro nemmeno dalla porta posteriore. La straordinaria manifestazione del novembre scorso, organizzata da Cgil, Cisl e Uil, con sessantamila persone che hanno sfilato a Cagliari, avrebbe meritato maggior attenzione da parte del presidente Cappellacci. Invece nessuna risposta. Non era mai successo che all'indomani di uno sciopero generale il presidente della Regione non convocasse immediatamente le parti. Anche in questi Cappellacci dimostra, con una disinvoltura imbarazzante, il suo disinteresse a ciò che accade in Sardegna”.
La reprimenda di Diana ha realizzato l’effetto sperato, perchè Cappellacci, distratto da cose evidentemente da cose più importanti della Sardegna, sollecitato da più parti ha, finalmente, scritto al presidente del Consiglio, Mario Monti, una lettera-appello sulla situazione socio-economica che sta vivendo l'Isola, ed ha sollecitato al capo del Governo un incontro urgente. "Come sottolineato nella mia precedente nota di accompagnamento al "Dossier Sardegna", con la presente – ha scritto Cappellacci - intendo rappresentare il difficilissimo momento attraversato dalla Regione sarda. Una situazione grave per l'occupazione, l'economia, il sistema economico, industriale e sociale di tutta l'Isola. In questi giorni, l'annunciata chiusura degli stabilimenti Alcoa ha avuto l'effetto di una miccia sulle polveri esplosive della crisi: cortei, manifestazioni quotidiane, blocchi delle strade, dei porti e degli aeroporti fanno vivere questa terra nel dramma della rivolta popolare. E' a rischio l'ordine pubblico. Le chiedo, perciò di poterla incontrare con urgenza, per individuare insieme alcune azioni concrete, per dare risposte adeguate ai territori oggi in estrema sofferenza. Come già evidenziato, per l'Isola e' inaccettabile subire ulteriori penalizzazioni. La Sardegna è, al pari delle altre Regioni, parte integrante della Repubblica italiana e si aspetta quanto meno la stessa disponibilità assicurata alla Sicilia che, in tempi strettissimi, ha avuto la possibilità di poterla incontrare. Il Popolo Sardo non cerca assistenzialismo". No, il popolo sardo non cerca assistenzialismo, cerca un altro presidente della Regione che li rappresenti in maniera adeguata.
L’ intervento degli alunni di due scuole della provincia hanno reso particolarmente significativa la seduta che il consiglio provinciale di Oristano ha dedicato alla “Giornata della Memoria”. Erano presenti rappreesentanti dell’ Istituto Comprensivo di Santu Lussurgiu, scuole primarie e secondarie di 1° grado di Bonarcado e Seneghe, e l’Istituto Comprensivo di Milis, con i giovanissimi sindaci e assessori alla pubblica istruzione del consiglio comunale dei ragazzi di Milis, Bauladu e Tramatza. La partecipazione dei ragazzi ha dato alla discussione in aula un valore altamente educativo, proprio quello per cui la Giornata del Memoria è stata istituita, e, cioè, tramandare alle nuove generazioni il ricordo dell’Olocausto, per non dimenticare. Testimonianze sono state lette in aula dai consigli comunali dei giovani: Valeria Ortu, per Milis, e in rappresentanza anche di Santulussurgiu e Seneghe; Luca Porcu, per Bauladu; e Carlotta Sanna, per Tramatza. Nel dibattito sono intervenuti il presidente del consiglio provinciale, Mauro Solinas, i consiglieri Roberto Scema (Pd), Efisio Trincas (Psd’Az), Stefano Figus (Idv), Gabriele Basciu (Riformatori), l’assessore alla Cultura , Serafino Corrias, ed il presidente Massimiliano de Seneen.
Il presidente del Gruppo giovani imprenditori della Confindustria di Oristano, Alessandro Vagnozzi, riconfermato per il suo secondo mandato, ha presentato, questa mattina, le linee programmatiche che col nuovo consiglio direttivo dell'organizzazione porterà avanti nel prossimo biennio. Diverse le novità. Tra queste, da segnalare l'organizzazione di una fiera del lavoro e della formazione, nella quale i giovani in cerca di occupazione possano confrontarsi con esperti del mondo del lavoro e con imprenditori. E’ stata, quindi, prevista l'organizzazione della seconda edizione dell'Executive Master per la Gestione dell'Impresa, percorso formativo che ha riscosso notevole interesse tra i partecipanti. Confermata anche l'attività nelle scuole, oggetto di menzione d'onore a livello nazionale. In questo caso si cercherà di organizzare competizioni a livello provinciale, che facciano cimentare gli studenti su un'idea imprenditoriale, che sarà poi valutata da un'apposita commissione. Per le scuole medie inferiori il Gruppo giovani di Confindustria avvierà, in collaborazione con la Provincia, una sperimentazione riguardante l'orientamento scolastico rivolto agli studenti di terza media, che saranno coinvolti in giochi e attività ludiche, per mettere in luce le loro attitudini in modo da poter individuare i percorsi di studio che più gli si addicono. Novità, invece, ci saranno per il "Salone dell'Orientamento", giunto alla sua quarta edizione, che dovrà essere rivisto nel suo format. Il presidente Vagnozzi ha detto che dovrà essere maggiormente innovativo, con una focalizzazione del rapporto concreto tra Impresa e Scuola. Annunciate anche nuove iniziative di collaborazione col Consorzio Uno, che gestisce a Oristano i corsi universitari. Il consiglio direttivo del Gruppo giovani di Confindustria è composto, oltre che dal presidente Vagnozzi, da Luigi Attianese, Carlo Ferrari, Francesco Pireddu e Stefano Tiana
E' allarme, ad Arborea, per il proliferare dei piccioni. Secondo una stima resa nota dall'assessore provinciale all'ambiente, Emanuele Cera, sarebbero addirittura 50 mila i volatili presenti nel territorio della bonifica. Un numero considerevole che preoccupa non poco l'assessore anche per la possibilità che i piccioni si trasformino in veicoli della propagazione del virus della “Febbre del Nilo”, vista la loro convivenza pericolosa con le zanzare. Da qui una richiesta urgente, che l'assessore Cera ha inviato all'assessorato regionale all'Igiene e Sanità ed al direttore generale della Asl n. 5 di Oristano, con la quale viene sollecitato un'intervento che permetta di contenere la popolazione di volatili. “La Regione – ha sostenuto Cera – dovrebbe intervenire direttamente, oppure con la concessione di un finanziamento per interventi mirati, coì' da non rendere vani tutti gli sforzi profusi sino ad oggi dalla Provincia di Oristano". E' dal mese di settembre scorso, infatti, che in virtù dell'emergenza “West Nile Disease”, l'assessorato all'ambiente della Provincia ha intensificato il servizio di disinfestazione, con interventi nel territorio a maggiore concentrazione di scuderie, oltre che nelle zone fonte di focolai di zanzare (zone umide, canali di irrigazione, risaie, focolai urbani). "Il problema è sentito particolarmente ad Arborea - ha proseguito Cera -, vista la presenza di oltre 50 mila piccioni nel comune. Questo fatto, associato all'esistenza di numerosi allevamenti di bovini ed equini, e alle condizioni di alta umidità che favoriscono la proliferazione delle zanzare, costituisce un mix ad alto rischio per la diffusione della malattia". La questione sarà oggetto di discussione nella prossima riunione della commissione provinciale all'Ambiente, presieduta da Giuseppe Costella.
L'ultimo numero del quotidiano “Sardegna 24” sarà in edicola domenica. Il Consiglio di Amministrazione, riunito a Cagliari, ha infatti deciso di chiudere le pubblicazioni di quella che il direttore, Giovanni Maria Bellu, ha definito "la prima serie" del giornale, lasciando così intendere l'intenzione di proseguire le pubblicazioni della testata. E' una decisione che ho condiviso - ha scritto Bellu in una nota - dopo aver dichiarato la nullità dell'accordo che, lo scorso 16 novembre, mi aveva fatto assumere il controllo della maggioranza della Srl. La dichiarazione di nullità dell'accordo è stata determinata dal fatto che si è scoperta una differenza considerevole tra le passività dichiarate all'atto della cessione delle quote e la situazione reale. Scoperta avvenuta dopo che avevo permesso, attraverso il versamento di mie risorse personali e familiari, il proseguo delle pubblicazioni per altri due mesi. In un editoriale, spiegherò quanto è accaduto, e ribadirò la volontà di proseguire l'attività di informazione e di denuncia realizzata in questi mesi. Ringrazio i colleghi che hanno lavorato con me, condividendo il progetto professionale e ideale. Una squadra straordinaria che ha resistito a una situazione difficilissima. Utilizzerò le risorse che arriveranno per l'avvio di una nuova iniziativa editoriale o per il proseguo di questa. Nonostante le enormi difficoltà di questi mesi, determinate dal quasi immediato abbandono da parte dell'editore del progetto al quale avevo aderito. Credo che l'esperienza di Sardegna 24 - ha concluso Bellu - abbia confermato la necessità di una voce libera e autonoma nell'informazione sarda". Insomma, a sentire Bellu, si annunciano nuove grane per l’ex presidente della Regione, Renato Soru, che aveva fortemente promosso e sponsorizzato dall'esterno l’iniziativa del nuovo quotidiano, forse perché, come sostenevamo molti, pensava ad una terza candidatura alla presidenza della Regione, e col giornale tentava di ridare smalto ad una popolarità appannata e ad una credibilità politica in notevole calo. Come abbiamo ripetuto più volte, crediamo che in Sardegna, anche per il boom della rete, gli spazi per un ulteriore quotidiano si siano ridotti ulteriormente. La crisi di tutte le emittenti isolane e le precedenti negative esperienze di altri quotidiani, tutte miseramente fallite, non devono, evidentemente, aver insegnato niente.
A causa del maltempo l'Associazione Cavalieri Sa Sartiglia ha deciso di rinviare le Selezioni per l'assegnazione dei numeri di testiera per la Sartiglia 2012 a Domenica 5 febbraio. Le Selezioni si terranno sempre presso il Centro Ippico Cavalieri Sa Sartiglia “Pino Sanna” di Corte Baccas.
Il comune di Oristano ha pubblicato il bando per l’erogazione di benefici economici per manifestazioni culturali, sportive e ricreative, musicali e di spettacolo da organizzarsi nel 2012. La domanda può essere presentata da cittadini, residenti o normalmente presenti nel comune di Oristano, enti pubblici, enti privati, associazioni, fondazioni ed altre istituzioni di carattere privato che esercitano prevalentemente la loro attività nel comune di Oristano, associazioni non riconosciute e comitati. La modulistica per la richiesta di contributo è disponibile all’Ufficio Relazioni con il pubblico del comune di Oristano, e sul sito internet istituzionale www.comune.oristano.it . Le domande, compilate su apposito modello, possono essere consegnate a mano o inviate a mezzo posta al Comune di Oristano – 2° Settore – Servizio P.I., Cultura, Sport e Spettacolo, entro mercoledì 29 febbraio. L’elenco dei beneficiari sarà pubblicato entro il 30 giugno.
Martedì 31 gennaio, alle 11, presso la direzione generale della Asl di Oristano (sede legale, via Carducci 35, sala riunioni, 10° piano) si terrà la conferenza stampa di presentazione del progetto per il trattamento del piede diabetico. All'incontro con i giornalisti parteciperanno il manager Mariano Meloni, il direttore sanitario Nicola Orrù, il direttore amministrativo, Maria Giovanna Porcu, ed i direttori delle unità operative di Cardiologia Utic, Marino Marchi, e di Diabetologia, Francesco Mastinu. Nel corso della conferenza saranno illustrati i contorni del fenomeno nella nostra provincia e le attività diagnostiche e terapeutiche messe in campo dalla Asl oristanese. Sarà inoltre presentato il programma del convegno scientifico “Il piede diabetico”, che si terrà sabato 4 febbraio, ad Oristano, presso la sala conferenze dell'Hospitalis Sancti Antoni.
La Biblioteca comunale di Oristano e la “Cooperativa Studio e Progetto 2” hanno organizzato la presentazione del libro “Calepino – Parole in trasferta”, di Concita Tironi. Martedì 7 febbraio, a Donigala, alle 9, con gli alunni della scuola che saranno coinvolti nella risoluzione di diversi giochi sulle parole e sulla linguistica italiana: scioglilingua, proverbi, modi di dire, parole omofone, indovinelli, anagrammi, metagrammi, voci onomatopeiche, calligrammi e altro ancora. Conchita Tironi, nata a Carbonia nel 1958, vive a Quartu S.Elena, dove si diletta a scrivere romanzi e racconti, tra cui “Calepino” (il suo primo romanzo), pubblicato dalla casa editrice romana “Giulio Perrone”. Il riassunto: In una casa, temporaneamente deserta, avviene un fatto straordinario. Da un vecchio vocabolario, adagiato su un tavolo di mogano, escono tutte le parole e, magicamente, prendono vita. Dopo aver messo il gatto di famiglia in grado di non nuocere all’esecuzione del loro progetto, i termini eleggono democraticamente i loro leader, e definiscono le regole dell’avanzata nel nuovo mondo, tutto da scoprire, e nel quale lasceranno una misteriosa traccia di sé. Comincia così un viaggio, all’interno della lingua italiana e del suo alfabeto, scandito da un algoritmo per ogni lettera. I personaggi del “Calepino“, in una girandola d’insolite avventure, vivono spensierati, nelle diverse stanze, la loro giornata di libertà, andando alla scoperta della loro realizzazione negli oggetti, ed evidenziando i loro diversi significati in un continuo rimbalzare di proverbi, modi di dire e giochi di parole. Così essi si mostrano, non più come semplici mezzi utilizzati dall’uomo per esprimersi, ma come veri e propri esseri viventi, rispecchianti vizi e virtù della specie umana. E anche fra loro, come tra la gente, si trovano gli eroi e i vigliacchi, i saggi e gli incauti, i generosi e gli egoisti, i permalosi e i pazienti. Una storia “senza fine” che fa sorridere e riflettere: “Siamo quel che siamo. Semplici, utili, inutili parole”.
Di pig (del 25/01/2012 @ 12:00:44, in politica, linkato 1294 volte)
Gianni Sanna, segretario provinciale del Pd, non é più tra i candidati alla carica di sindaco di Oristano e, quindi, non prenderà parte alle primarie della coalizione di centrosinistra. Gianni Sanna ha fatto conoscere la “sofferta” decisione attraverso il suo blog.
“Da più parti ho avvertito la preoccupazione per questo momento delicato dal punto di vista politico per Oristano – scrive Sanna - e certamente assorbente dal punto di vista organizzativo con le primarie e la campagna elettorale. In tutti ho riscontrato la grande volontà di vincere una competizione elettorale che sarà impegnativa e che può favorire finalmente il cambiamento di passo nella nostra città. Raccogliendo le firme per la presentazione della mia candidatura ho anche avvertito accanto all’entusiasmo dei sottoscrittori la diffusa preoccupazione per un numero eccessivo di candidati che espressamente si richiamano all’esperienza del Partito Democratico. Ho spiegato a tutti che trattasi di primarie aperte, di primarie vere. Non di una finzione. E che è inevitabile quando c’è la voglia di concorrere. D’altra parte la mobilitazione di queste settimane - che ha suscitato cosi tanta attenzione tra i nostri concittadini -- probabilmente non ci sarebbe stata se non fossero scese in campo le personalità che si sono messe a disposizione del centrosinistra per la candidatura a Sindaco. Tuttavia io non posso scordare che sono anche il Segretario Provinciale del Pd e che a me – più che a qualsiasi altro potenziale candidato - si impone di tenere conto della necessità di non sovraccaricare oltremisura con nostri esponenti di primo piano la competizione delle Primarie (con me sono infatti quattro i candidati targati Pd) soprattutto per non vanificare quella spinta positiva sul piano del consenso a colui che sarà designato e che può invece consentirci di vincere le elezioni di maggio. Per questo motivo – si legge ancora nel blog di Sanna - non sarò più della competizione. Sarò invece in prima linea per concorrere a creare le condizioni perché anche ad Oristano si possa voltare finalmente pagina. Perchè la discontinuità che abbiamo reclamato per Oristano sarebbe svuotata se i Democratici non fossero i protagonisti della nuova stagione politica ed amministrativa che dobbiamo favorire. A tutti coloro che si sono spesi generosamente, in queste settimane – conclude Gianni Sanna -, a favore della mia candidatura un grande abbraccio e tanta gratitudine. So che alcuni resteranno delusi per questa mia decisione, ma alla fine sapranno riconoscervi la sensibilità dell’amico di sempre con cui hanno condiviso e continueranno a condividere un percorso di rinnovamento della politica. Credo che si possa servire la propria comunità in tanti modi. Proverò a continuare a farlo nell’espletamento del ruolo che mi è stato affidato due anni fa dagli iscritti del partito Democratico della provincia di Oristano”.
Fin qui, Gianni Sanna che, pur non essendo un politico di grossissimo spessore, non è certamente uno stupido. Comunque la si voglia interpretare, la decisione del segretario provinciale del Pd, per quanto tardiva, appare una conclusione saggia. Altri potrebbero aggiungere che si tratta di una decisione scontata, considerato che è fin troppo evidente che Gianni Sanna deve aver preso coscienza che sarebbe andato incontro ad una sonora sconfitta. A parte gli immancabili outisiders, sia Guido Tendas che Peppino Marras (sempre che decidano di proseguire nella competizione e non giungere ad una ulteriore semplificazione e trovare un accordo. ndr), almeno sulla carta, è fuor di dubbio che possano contare su un numero di voti di gran lunga maggiore di Gianna Sanna, che in città non ha mai avuto larghi consensi. Una batosta avrebbe significato per il segretario dimissioni immediate e la sua fuoriuscita definitiva dalla scena politica oristanese, dove ha fatto nuovamente capolino dopo anni di esilio. Altri ancora, invece, sostengono che la decisione di Sanna sia maturata dopo aver constato che l’offerta dell’Udc non è per niente peregrina, visto che con una simile alleanza esistono concrete possibilità di vincere le elezioni, e vincendo le elezioni volete che non ci sia un posto di assessore per il segretario provinciale o, in prospettiva, l’ok per la candidatura per le prossime regionali? Per questo motivo, proprio per avere il tempo di incontrarsi con i nuovi, possibili alleati, le primarie del centrosinistra (sempre che non vengano congelate del tutto) dovrebbero slittare di almeno quindici giorni. D’altro canto, come abbiamo già scritto in precedenti occasioni, non era per niente opportuno, da candidato, continuare a portare avanti le trattative con il Centro, e Sanna vuol far parte, eccome, della delegazione con le mani totalmente libere, o quasi. A questo proposito, i più maliziosi sostengono che, poiché in politica non si fa niente per niente, Gianni Sanna abbia concordato il suo dietrofront con Tendas, che così ora può contare su un ulteriore aiutino. Che cosa poi Tendas possa promettere non è dato sapere, né riusciamo ad intuirlo, considerato che chiunque dovesse vincere le primarie del centrosinistra dovrà poi confrontarsi con il Centro per l’investitura ufficiale della candidatura. Almeno che il Pd non declini l’invito dell’Udc e partecipi alla competizione non con Centro ma col centrosinistra. Non si può negare, infatti, che di reduci votati al suicido nel Pd ce ne siano ancora tanti. Una decisione (anche se l'accordo col Centro appare probabile) va, quindi, presa quanto prima. Le sirene del Pdl, che tra breve celebrerà il suo congresso, sono già in agguato e il loro canto suadente (una poltrona a te, dieci a me…) potrebbe interrompere la navigazione del Centro verso il Pd.
Altre notizie:
A causa degli impegni in commissione Bilancio il consigliere regionale del Pd, Gian Valerio Sanna, ha rinunciato all'incarico di relatore interno sulla riforma della legge statutaria. Lo ha annunciato alla commizzione consiliare lo stesso Sanna, attraverso una lettera inviata al presidente Paolo Maninchedda. "Questa lettera mi turba - ha detto l'esponente sardista nel corso della seduta pubblica dedicata alle riforme - perchè mi fa capire che stanno venendo meno le condizioni necessarie per poter fare le riforme insieme". L'indicazione dell'esponente del Pd come relatore sembra essere all'origine di un contrasto tra Gian Valerio Sanna e l'ex presidente della Regione, Renato Soru, componente effettivo della commissione, ma finora sempre sostituito dal collega di partito nelle sedute sulle riforme, vista la costante assenza dell’ex governatore. “Nelle dimissioni di Gian Valerio Sanna non c'e' alcun significato politico, ne' il disimpegno per le improcrastinabili riforme". Lo ha puntualizzato il capogruppo del Pd, Giampaolo Diana, intervenendo in commissione Riforme, subito dopo la lettura della lettera del collega di partito Gian Valerio Sanna. "Le dimissioni si sarebbero potute evitare - ha aggiunto - se fossimo stati in grado di curare meglio i rapporti tra commissione e partiti politici. Ci voleva maggiore correttezza", ha concluso Diana. Su proposta del presidente della commissione, Paolo Maninchedda, le dimissioni di Sanna sono state respinte, con l'astensione dei consiglieri del Partito Democratico.
La commissione Bilancio della Regione ha dato il via libera alla manovra finanziaria 2012-2014 che la prossima settimana sarà discussa dal consiglio regionale. Il presidente della Commissione, Pietro Fois (Riformatori), ha dichiarato che "…il lavoro è stato molto faticoso, ma assolutamente indispensabile, perchè questa fase era davvero necessario affrontarla con un tenore di straordinarietà che è stato immediatamente condiviso dalla maggioranza e dall'opposizione, sensibili e capaci di contribuire nel merito delle questioni, mettendo da parte qualsiasi tipo di strumentalizzazione politica. La commissione, in strettissima collaborazione con l'assessore della Programmazione, La Spisa, ha individuato precisi punti sui quali far convergere le pur significative, ma sempre poche, risorse visto il clima di enorme difficoltà che stiamo attraversando. Si è riusciti a recuperare oltre 150 milioni di euro - ha sottolineato il presidente - che diversamente sarebbero rimasti inutilizzati senza essere immessi nel circuito economico e imprenditoriale. E' una finanziaria che terrà conto particolarmente di tutti coloro che non hanno lavoro o che rischiano di perderlo”. Grande soddisfazione per l'approvazione della manovra finanziaria e apprezzamento per l'atteggiamento responsabile dell'opposizione, anche a nome dei consiglieri del Pdl in commissione Bilancio, è stata espressa anche dal capogruppo, Mario Diana. Diana ha così commentato il varo della manovra 2012 da parte dell'organismo consiliare: "La commissione ha lavorato molto e bene – ha detto Diana - impegnandosi per cercare di dare risposte concrete alle istanze che ci sono state rappresentate da tutte le parti sociali. I tagli che sono stati operati, rispetto al disegno di legge presentato dalla giunta regionale, sono stati equilibrati e finalizzati a recuperare risorse da investire, per dare risposte immediate alla grave crisi economica che investe la Sardegna. Uno dei punti più qualificanti della manovra, reso possibile grazie alla riprogrammazione delle risorse tagliate, è lo sblocco del Fondo unico per le autonomie locali: non appena la finanziaria sarà entrata in vigore, ai comuni andrà il saldo delle ultime due tranche dei finanziamenti spettanti per il 2011 e il 40 per cento di quelli relativi al 2012. E' una misura studiata per fare fronte ai problemi di liquidità degli enti locali, per immettere in circolazione sin da subito risorse importanti da destinare alla creazione di nuova occupazione. Mi preme infine sottolineare l'atteggiamento responsabile e costruttivo tenuto dall'opposizione, che ha consentito di portare avanti in tempi rapidi un'enorme mole di lavoro, che sarebbe stato altrimenti impossibile affrontare, e che ha contribuito fattivamente a qualificare il disegno di legge attraverso la riprogrammazione delle risorse".
L'uso dei diserbanti lungo le strade della provincia di Oristano è stato momentaneamente sospeso. La notizia l'ha data l'assessore provinciale ai Lavori pubblici, Gianni Pia, in risposta a un'interrogazione presentata dal consigliere Battista Ghisu (Pd), con la quale era stata denunciata la nocività delle sostanze utilizzate e il rischio di inquinamento ambientale. “Il problema - ha affermato l'assessore Pia - è stato trasferito alla commissione Ambiente per un approfondimento, tuttora in corso. Il consiglio provinciale di Oristano, inoltre, ha approvato all'unanimità un ordine del giorno relativo alla mancata erogazione da parte della Regione di risorse destinate alla realizzazione di infrastrutture collegate alla mobilià' sostenibile. A illustrare il documento, redatto dalla conferenza dei presidenti di gruppo, è stato il consigliere Sebastian Madau, che ha sottolineato come “…la giunta regionale, nonostante una previsione di interventi, pari a 10 milioni di euro, non ha previsto nessuna opera in Provincia di Oristano e nella Sardegna centrale”. L'ordine del giorno impegna il presidente e la giunta provinciale a rivendicare una diversa e più equa ripartizione delle risorse.
Il 27 gennaio ricorre il “Giorno della Memoria”, istituita dal Parlamento italiano, nel 2000, per ricordare la persecuzione degli ebrei ad opera del regime nazista. In occasione di questa importante giornata, l'assessore provinciale alla Pubblica Istruzione, Serafino Corrias, ha inviato una lettera a tutte le scuole primarie e secondarie della provincia di Oristano, per promuovere tra gli studenti momenti di riflessione e dibattito per non dimenticare le vittime dell'Olocausto. “So che in molte scuole della nostra provincia si svolgeranno delle iniziative – ha detto Corrias -, ma sarebbe significativo che in tutte le scuole si ricordasse quanto successo nei campi di concentramento, con la violenza assurda delle leggi razziali e le deportazioni che hanno macchiato l'Europa negli anni '40". La “Giornata della Memoria” sarà il primo punto dell'ordine del giorno del prossimo consiglio provinciale, convocato per venerdì 27 gennaio, alle 9. "Sarà la celebrazione istituzionale dell'ente per ricordare - ha evidenziato l'assessore Corrias - il 27 gennaio 1945, giorno in cui vennero abbattuti i cancelli di Auschwitz. Cerimonie ed eventi sono, infatti, previsti in tutta Italia. Per non dimenticare!”. La riunione di venerdì 27 sarà anche momento per sostenere e non dimenticare Rossella Urru, la volontaria di Samugheo rapita in Algeria durante la notte tra il 22 e il 23 ottobre 2011, ed ancora in mano ai rapitori. "E' necessario tenere viva l'attenzione sulla vicenda – ha sostenuto il presidente del consiglio provinciale, Mauro Solinas – e infatti il consiglio vuol dedicare a Rossella un momento di riflessione, proprio nel giorno di celebrazione della Giornata del Ricordo”. La necessità di ampliare il più possibile il coinvolgimento dell'opinione pubblica sulla vicenda è stata ribadita, nei giorni scorsi, anche nel corso di un incontro tra le otto Province sarde. Durante la riunione del consiglio provinciale di oristano di venerdì 27 gennaio, è prevista, inoltre, la presenza di una rappresentanza di alunni di due scuole della provincia. Saranno presenti in aula l'Istituto Comprensivo di Santu Lussurgiu, gli alunni delle Scuole primarie e secondarie di 1° grado di Bonarcado e Seneghe, ed anche l'istituto Comprensivo di Milis, con i giovanissimi sindaci e assessori alla pubblica istruzione del consiglio comunale dei ragazzi di Milis, Bauladu e Tramatza.
Il comune di Oristano ha pubblicato il bando per l’assegnazione di contributi per il rimborso delle spese di viaggio a favore degli studenti pendolari residenti nel comune di Oristano, frequentanti le scuole secondarie superiori, nell’anno scolastico 2010/2011. Copia del bando e del modulo di domanda sono disponibili all’Urp (Ufficio relazioni con il pubblico) del comune, al Centro Informacittà, in piazza Eleonora, e sul sito internet istituzionale www.comune.oristano.it Le domande di ammissione dovranno essere presentate al Centro Informacittà entro il 20 Marzo. Ulteriori informazioni possono essere richieste all’Ufficio Pubblica istruzione e cultura del comune di Oristano, palazzo degli Scolopi, 1° piano, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12; tel. 0783791488.
Di pig (del 24/01/2012 @ 14:00:28, in politica, linkato 556 volte)
Il governo nazionale ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale il “Piano casa” che, nelle per nulla recondite intenzioni della giunta Cappellacci, doveva concretizzarsi in un autentico “Piano cemento”. Sulla legittimità del “Piano casa” l’ex assessore regionale all’Urbanistica, Gian Valerio Sanna, ha sempre nutrito fortissimi dubbi fin dall’inizio, criticando fortemente l’operato dell’esecutivo guidato da Cappallacci, che con questo ennesimo capitombolo ha aggiunto un’altra tacca alla sua deleteria e disastrosa legislatura. Per il bene della Sardegna, e, soprattutto, perché non combini altri danni nei confronti dei sardi, Cappellacci dovrebbe ritrovare un pizzico di dignità e dimettersi immediatamente. Sull'argomento è intervenuto, con una nota stampa, Gian Valerio Sanna, secondo il quale il Piano casa è ormai da considerarsi "carta straccia".
"Il Piano casa 2 o 3, abbiamo oramai perso il conto, è stato impugnato dal Governo per evidenti profili di illegittimità costituzionale. Il bilancio è, dunque, catastrofico per una legge che voleva sbloccare il Piano casa 1 dalla palude dell’inapplicabilità e dare il via libera alla demagogia sulla cosi detta legge sul Golf, anch’essa bloccata al palo del rispetto della pianificazione paesaggistica.
Quello che viene esplicitamente contestato è che la Regione Sardegna, pur possedendo specifiche competenze sia in materia urbanistica sia in quella paesaggistica, deve comunque sottostare al limite del rispetto delle disposizioni statali, costituenti norme fondamentali di riforma economico-sociale dello Stato ovvero al decreto legislativo denominato Codice Urbani.
In secondo luogo, viene contestato alla Regione Sardegna che sia stato ignorato il punto invalicabile della immodificabilità unilaterale del PPR da parte della Regione. Questa procedura, non prevedendo alcuna partecipazione dell'Amministrazione statale, viola l'articolo 143 del Codice per i beni culturali ed il paesaggio che, stabilendo invece l'intesa e l'accordo tra Stato e Regione anche per la revisione dei piani paesaggistici, ribadisce il principio della pianificazione congiunta, e costituisce elemento indispensabile del sistema di tutela del paesaggio, assicurato dal Codice stesso, in diretta attuazione del principio fondamentale espresso dall'articolo 9, secondo comma, della Costituzione.
Poi per non farci mancare nulla, viene contestata la norma che ha previsto la modifica di distanze, altezze ed altre disposizioni riguardanti la sicurezza e le norme igienico-sanitarie degli edifici. Infatti la norma contenuta nel Piano casa della Sardegna, contrasta con i principi dell'ordinamento civile, laddove nell'autorizzare interventi edilizi in deroga omette di richiamare il rispetto del decreto ministeriale n. 1444/1968, che contiene disposizioni in materia di distanze e altezze degli edifici, che la giurisprudenza ha sempre ritenuto, sopratutto in tema di distanze tra edifici e di norme igienico sanitarie, un principio inderogabile della materia anche per le Regioni e province autonome.
Vengon, infine, censurate le disposizioni che avevano autorizzato la riclassificazione delle strutture recettive dotate di caravan, roulotte o case mobili nei campeggi. Nel documento di impugnazione, a tal proposito, viene affermato che non spetta alla normativa regionale qualificare alcuni interventi come paesaggisticamente irrilevanti, ampliando irragionevolmente ed arbitrariamente la previsione dell'articolo 149 del Codice dei beni culturali e del paesaggio.
Insomma, nel suo insieme i rilievi del Governo annullano in toto l’impianto della legge regionale, e credo che sia velleitario immaginare che la difesa regionale possa sovvertire un esito che appare, a questo punto, e dopo la continua reiterazione delle censure in materia, del tutto scontato.
La Giunta Cappellacci metta nel rendiconto della sua esperienza l’ennesimo scivolone e la sonora sconfitta nel confronto con le opposizioni su queste materie, che, puntualmente, sono state contestate spiegando le ragioni delle possibili impugnazioni.
Il Piano casa in Sardegna, a questo punto, è carta straccia, e sarebbe giusto così come il Governo sembra fare ora nei confronti di coloro che hanno violato le leggi fiscali, che anche la magistratura si interessi delle concessioni che nel frattempo sono state rilasciate, in attesa di una approvazione delle norme, che come si vede difficilmente arriverà. Sarebbe un bel modo per dimostrare che coloro che hanno costruito rispettando le leggi sono cittadini uguali e rispettabili, come coloro che hanno costruito approfittando di promesse e non di norme vere. (Gian Valerio Sanna, consigliere regionale Pd)
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Lo “Studio tecnico dell’architetto Luciano Nieddu” di Olbia ha vinto il concorso di idee bandito dal comune di Oristano per la riqualificazione dell’area delle cosiddette case minime. Questo pomeriggio, in comune, una commissione di valutazione, in seduta pubblica, ha aperto le buste con la documentazione amministrativa dei partecipanti, abbinato i nominativi dei concorrenti ai numeri assegnati e, sulla base della graduatoria, ha stabilito il vincitore. La commissione ha assegnato al progetto dell’architetto Luciano Nieddu 76 punti, valutando la particolare bontà della proposta rispetto al contesto urbano e l’ottima sintesi del rapporto costi/benefici. Al secondo posto la proposta dell’architetto Nicola Radice, con 73,2 punti, e al terzo il progetto dell’architetto Anna Maria Mologni di Albino (BG) con 69 punti. Menzione speciale per il progetto presentato dall’architetto Simone Toni di Roma, per l’originalità della proposta e l’attenta reinterpretazione degli aspetti originali dell’area. Il concorso, aperto agli architetti ed agli ingegneri, alle società di ingegneria ed architettura e alle associazioni temporanee di professionisti, ha assegnato al primo classificato un premio di 12 mila euro, 5 mila al secondo e 3 mila al terzo. Venti i partecipanti, due dei quali esclusi per irregolarità nelle modalità di partecipazione. Il concorso di idee riguardava l’area di 5.200 metri quadrati, prospiciente il complesso residenziale, costruito negli scorsi anni, al posto delle vecchie abitazioni fatiscenti risalenti al dopoguerra, a ridosso del tracciato ferroviario.
Dopo lo squallido, vergognoso e inqualificabile episodio accaduti a San Remo, e dopo gli arresti per maltrattamenti in alcune case di riposo nella penisola, anche in Sardegna sarebbe utile intraprendere una campagna di controlli e verifiche da parte delle forze dell'ordine. Questa la richiesta di Paola Montis, presidente regionale dell’Anap, Associazione nazionale anziani e pensionati della Confartigianato “E’ necessario verificare con accuratezza le condizioni in cui vivono centinaia di anziani in case di riposo, spesso lontane da ogni monitoraggio", ha detto ancora Paola Montis, commentando l'operazione della Guardia di Finanza che ha portato alla chiusura di due case di riposo in Liguria e nel Lazio, e all'arresto di sei operatori socio sanitari accusati di maltrattamenti nei confronti degli ospiti. "Ci rechiamo spesso a visitare le case di riposo e le strutture di accoglienza sparse nella nostra isola – ha affermato la Montis -, con l'intento di segnalare, quando presenti, situazioni di disagio". Lo scorso ottobre, l'Anap e la Fiapa (Federation Internationale des Associations de Personnes Agees) hanno organizzato un convegno internazionale sul tema dei maltrattamenti finanziari e fisici delle persone anziane. I dati emersi dicono che circa 37 milioni di anziani in Europa sono vittime di maltrattamenti. Di essi, 29 milioni sono oggetto di abusi fisici, 6 milioni di abusi finanziari e 1 milione di abusi sessuali, mentre 2500 muoiono per mano dei familiari. "Gli episodi di questi giorni – ha concluso - Paola Montis - non sono che l'ennesimo esempio di quanto poco vengano tenuti in conto gli anziani, che frequentemente sono considerati solo un peso da smaltire o, al massimo, un mezzo con cui fare denaro, piuttosto che un bagaglio di esperienza da custodire".
Di pig (del 23/01/2012 @ 00:00:01, in politica, linkato 977 volte)
Dopo tanto dibattere, una sintesi è stata raggiunta. Alle primarie del centrosinistra (Pd, Idv, Sel, NoiOr) si sono presentati, ufficialmente, “solo” sette candidati, che hanno depositato le firme richieste (da un minimo di 320 ad un massimo di 400). Dei sette candidati cinque appartengono alla forza politica più robusta, il Pd (Guido Tendas, Giuseppe Obinu, Giampaolo Lilliu, Francesco Federico, Gianni Sanna), mentre l’Italia dei Valori è rappresentata da Erminia Tanda e la lista civica NoiOr da Peppino Marras. Insomma, niente che già non si conoscesse, visto che Bruno Palmas e Mimmo Serusi avevano già fatto un passo indietro (e non è detto che altri non seguano l'esempio. ndr), dopo aver raggiunto, a quanto è dato sapere, un accordo con Guido Tendas. Se si vuol vedere, forzatamente, il bicchiere mezzo pieno, diciamo che per un partito farraginoso, ultraburocratico ed elefantiaco qual è il Pd attuale non è poi andata così male. E considerato che molti, a nostro avviso, devono aver confuso le primarie di coalizione con quelle di partito, constatare che i contendenti del Pd si possono contare sulle dita di una sola mano è, praticamente, già un successo. Al di là dell’ironia, per chi vede il bicchiere mezzo vuoto, in sintesi, balza subito agli occhi come tra i cinque nominativi del Pd non ci sia neanche una donna (il flop di Angela Nonnis deve averle terrorizzate. ndr) e come cinque candidati siano una autentica esagerazione. Una simile frammentazione e dispersione di voti non può, infatti, in linea teorica, che avvantaggiare i candidati degli altri partiti. Lo abbiamo già scritto, ma ci sembra utile ribadire che sarebbe stato più opportuno semplificare le cose ai simpatizzanti del centrosinistra, arrivando alle primarie di coalizione con un unico candidato per partito, dopo aver fatto, in caso di più pretendenti in famiglia, le primarie interne. Il fatto, invece, che non si sia riusciti a fare una sintesi all’interno del Pd, non può che essere considerata una cocente sconfitta per il segretario provinciale, Gianni Sanna, il quale, dopo aver insistito per l’autocandidatura unica e aver verificato che attorno al suo nominativo non c’era stata l’unanimità dei consensi auspicata, avrebbe dovuto, a nostro modesto parere, fare un passo indietro e lavorare per arrivare ad una vera sintesi. Anche chi non conosce profondamente i meccanismi della politica capisce, infatti, quanto sia difficile, da candidato, lavorare per una effettiva unità di intenti, visto che in questi casi a prevalere è, soprattutto, l’interesse e la vanità personale. Gianni Sanna ha, invece, preferito andare avanti e partecipare comunque alle primarie, mettendo evidentemente in conto che per un segretario provinciale una sconfitta alle primarie non può che portare alle dimissioni. Dimissioni che, per ragioni di opportunità, il segretario avrebbe già dovuto presentare da tempo. Da quando, cioè, aveva deciso di scendere in campo. Il resto, “…primarie aperte ed allargate, maggiore libertà di scelta, più opportunità per le novità”, e altre simili amenità, sono solo parole al vento che non incantano più nessuno. E’ giunto, infatti, il momento di spiegare, fuor di metafora e fuori dal fumo, quanto siano inutili le primarie, quando si sta portando avanti un discorso serio sulla futura alleanza (che si è tentato e si sta tentando di far passare per semplici approcci preliminari senza convinzione) con l’Udc e, quindi, con il Centro. A questo proposito l’altro ieri c’è stato un incontro tra una delegazione del Pd e il commissario dell’Udc, Umberto Oppus, che, su mandato del segretario regionale, Giorgio Oppi, si è detto pronto ad una alleanza col Pd. Per non complicare le cose, per verificare se vi siano le condizioni per varare una simile alleanza (che, dati alla mano, ha tutte le potenzialità per vincere le elezioni comunali al primo turno), e, quindi, trovare un accordo sul programma, occorre chiaramente del tempo. Per questo motivo è stato chiesto che le primarie del centrosinistra vengano congelate, quantomeno fino alla fine di febbraio, per dare all’Udc la possibilità di celebrare il congresso provinciale, il prossimo 4 e 5 febbraio, e per permettere ai suoi rappresentanti di riferire le risultanze degli incontri col Pd alle altre forze politiche del Centro e poi iniziare a discutere con il nuovo alleato. Dal canto suo, il Pd riunirà la sua segreteria nel primo pomeriggio, mentre in serata ci sarà una riunione di tutto il centrosinistra. Questo, per il momento, è quanto. Qualsiasi cosa debba decidere (presentarsi alle comunali a capo di una coalizione di centrosinistra oppure con il Centro) il Pd lo deve fare in tempi brevi e senza tentennamenti, in modo tale da avere il maggior tempo possibile per discutere del programma e spiegarlo poi ai cittadini. Anche perché i tentennamenti prolungati (in caso di eventuale opzione per l’alleanza centrista) potrebbero creare malumori e frizioni tra i partiti del Centro e far rientrare in gioco il Pdl, che avrebbe come conseguenza per il Pd, l’allontanamento definitivo delle possibilità di vittoria ed altri anni di oblio. A questo punto, quindi, tutto può accadere, soprattutto se a prevalere nel Pd saranno gli interessi dei singoli, che nei periodi pre-elettorali portano, spesso, ad una dilatazione smisurata del proprio ego e, proporzionalmente, ad una riduzione della visione d’assieme. Ci saranno, chiaramente, i favorevoli all’alleanza col Centro, i contrari, i dubbiosi, i recalcitranti, e gli ”invasati” (categoria che non manca mai in queste occasioni). Coloro, cioè, che dopo aver raccolto una "montagna" di firme vengono colti da improvviso delirio di onnipotenza, e ritengono di vincere, passeggiando, non solo le primarie ma anche le elezioni. Il tutto, senza pensare che, come il bicchiere d’acqua e il tozzo di pane, una firma non si nega a nessuno, anche da parte di chi alle elezioni comunali non voterà mai il Pd o il centrosinistra. In questi casi è, quindi, opportuno tenere i piedi ben saldi per terra e riflettere sul fatto che nessun sindaco, da solo, ha mai vinto le elezioni, quale che sia il suo valore aggiunto. Per vincere ad Oristano non bastano solo preparazione ed appeal, ma occorre essere supportati (oltre che da un valido programma) da una alleanza forte, capace di ridare alla nostra città la dignità che merita, dopo anni di Nonnis-degrado, durante i quali Oristano ha veramente toccato il fondo. Se per raggiungere questo obiettivo, il sindaco (che, non dimentichiamolo, anche il Centro rivendica con forza) non dovesse essere espressione del Pd, o del centrosinistra, non sarà poi la fine del mondo. Certo per Peppino Marras e Guido Tendas che, con tutto il rispetto per gli altri candidati, dovrebbero contendersi la vittoria alle primarie, la cosa (soprattutto dopo averla spuntata al primo round) non sarà di facile digestione, e sarà difficile (ma, crediamo, non impossibile) accettare che ti si tolga il piatto da sotto il naso dopo che poco prima ti hanno fatto annusare la pietanza. Anche se, come si usa dire spesso di questi tempi, "un passo indietro" in alcuni frangenti è indice non di resa ma di intelligenza. Per evitare un probabile caos c'è, quindi, solo un modo: congelare le primarie. E se le ha congelate Bersani per l’elezione dei parlamentari, accantonando la richiesta avanzata con un ordine del giorno da alcuni esponenti del Pd, non vediamo perché non si possano congelare le primarie anche ad Oristano.
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La Fondazione Sa Sartiglia anche quest’anno produrrà la diretta televisiva delle giostra equestre. Il servizio delle riprese è stato affidato dalla Fondazione alla società “Video Gum” di Cagliari, che a Oristano, per la Sartiglia, nel corso degli anni, si è fatta apprezzare per l’alta professionalità e l’affidabilità del suo lavoro. La Video Gum, società fondata nel 1988, ha maturato una grande esperienza nelle attività di produzione e post-produzione audiovisivi, riprese con troupes e mezzi mobili, soprattutto nella gestione di eventi “live”, inserendosi nel mercato e conquistando la fiducia di grandi clienti di Broadcasting come la Rai, Tele + (oggi Sky), Mediaset, e tutte le realtà televisive private della Sardegna, oltre a numerosi clienti istituzionali fruitori di servizi di valorizzazione della propria immagine. “Video Gum” sarà l’unica autorizzata a effettuare le riprese in diretta, la cui esclusiva proprietà sarà della Fondazione Sa Sartiglia. Il servizio sarà limitato alle riprese e non prevederà la trasmissione, che invece sarà a cura di ogni emittente. Le dirette televisive della vestizione, della Corsa alla stella e della Corsa delle Pariglie potranno essere effettuate dalle emittenti che acquisteranno i diritti dalla Fondazione Sa Sartiglia. La diretta sarà trasmessa, oltre che sulle emittenti televisive locali e regionali, anche sul sito internet www.sartiglia.info.
Sempre per quanto riguarda la Sartiglia, da oggi è possibile prenotare i biglietti per la manifestazione del 19 e 21 febbraio. Per le prenotazioni occorre compilare il modulo disponibile presso gli uffici della Fondazione e sul sito internet www.sartiglia.info. I biglietti acquistati in prevendita potranno essere ritirati, presentando la ricevuta originale di pagamento, presso la sede della Fondazione, in piazza Eleonora, fino al giorno della manifestazione. Dal 13 febbraio, inoltre, si potrà procedere all’acquisto anche senza prenotazione, fatta salva la disponibilità dei tagliandi. Da oggi sono aperti anche i termini per la richiesta degli accrediti stampa e fotografi. Sul sito internet della Fondazione è pubblicato il regolamento che ne disciplina la concessione.
Martedì 24 gennaio, alle 16, nella sala consiliare del comune di Oristano, una commissione giudicatrice procederà a redigere la graduatoria finale del concorso di idee per la riqualificazione dell’area delle cosiddette “case minime”. La commissione, in seduta pubblica, aprirà la busta con la documentazione amministrativa dei partecipanti, abbinerà i nominativi dei concorrenti ai numeri assegnati e, sulla base della graduatoria, stabilirà il vincitore. Il concorso riguarda l’area prospiciente il complesso residenziale costruito negli scorsi anni al posto delle vecchie abitazioni fatiscenti del dopoguerra, a ridosso del tracciato ferroviario. Attraverso questo progetto si stabilirà l’assetto definitivo di un’area per la quale, nel 1997, il consiglio comunale approvò un programma di recupero urbano, che prevedeva la demolizione delle case, la realizzazione di un fabbricato di edilizia economica popolare, che ospitasse le famiglie dei residenti e la sistemazione dello spazio residuo. Ad oggi, il programma è stato realizzato solo in parte. Le case minime non ci sono più e al loro posto c’è un edificio di sei piani, dove alloggiano una trentina di famiglie. Rimane da definire l’utilizzo dello spazio antistante, di circa 5 mila 200 metri quadrati. Secono il comune di Oristano, l’obiettivo del concorso di idee è quello di rispondere al meglio alle esigenze della città, del quartiere e dei cittadini. Per la realizzazione degli interventi il comune dispone 609 mila euro, ma attraverso interventi di housing sociale, con la partecipazione dei privati, si spera di recuperare altre risorse sino ad arrivare a quattro milioni di euro. Il concorso, aperto agli architetti ed agli ingegneri, alle società di ingegneria ed architettura, e alle associazioni temporanee di professionisti, prevede per il primo classificato un premio di 12 mila euro, 5 mila al secondo e 3 mila e al terzo. Al termine del concorso di idee, il comune di Oristano presenterà in una mostra i progetti premiati ed i progetti ritenuti meritevoli e provvederà alla loro eventuale pubblicazione. Domani, durante la seduta pubblica della commissione, è prevista una prima illustrazione sintetica delle proposte progettuali.
Dopo gli interventi di ripulitura del corso d'acqua, messi in atto in collaborazione con il Consorzio di Bonifica, il Genio Civile ed i comuni di Baratili S.Pietro, Cabras, Nurachi, Riola Sardo e Zeddiani, la Provincia di Oristano continua il monitoraggio del "giacinto d'acqua", la pianta infestante presente nel Rio Mare Foghe, in attesa dei 500 mila euro che la Regione ha destinato alla risoluzione del problema. Ieri, in un incontro presso il comune di Riola Sardo, l’assessore provinciale all’ambiente Cera ha sottoscritto un accordo, che prevede la pulizia delle sponde lungo le quali sono state accumulate le piante rimosse dal fiume ed il successivo riutilizzo della massa vegetale come fertilizzante in agricoltura. L’elevato potere azotante dell’Eichornia crassipes, meglio conosciuta come “giacinto d’acqua”, ne consente, infatti, l’utilizzo agronomico, riducendo l'uso di prodotti chimici, con un effetto positivo sia per l’ambiente naturale, perché diminuisce il carico di nutrienti presenti nel fiume, sia per le attività produttive che possono disporre gratuitamente di un fertilizzante naturale, le cui proprietà sono molto superiori a quelle delle leguminose. La Provincia prevede, in questa prima fase, il riuso agronomico di circa 250 tonnellate di massa vegetale, che andranno a concimare i terreni vicini al Rio Mar’e Foghe, per circa 15 mila ettari.
Sono stati aggiudicati, nei giorni scorsi, i lavori di manutenzione del reticolo idrografico della Provincia di Oristano. Gli interventi, che interesseranno, complessivamente, dieci comuni della Provincia, per un costo complessivo di oltre 250 mila euro, riguardano la pulizia degli alvei da rifiuti solidi, da materiale litoide e dalla vegetazione arbustiva di ostacolo al regolare deflusso idraulico in alcuni corsi d’acqua, nei comuni di Allai, Bauladu, Bonarcado, Cuglieri, Gonnosnò, Gonnostramatza, Laconi, Siamanna, Uras e Usellus, tutti territori che ricadono in aree ritenute pericolose dal Piano di assetto idrogeologico della Sardegna. La manutenzione sarà però eseguita solo in una minima parte del reticolo idrografico provinciale, la cui estensione supera i tremila chilometri, a causa dell'esiguità dei fondi messi a disposizione dalla Regione, come ha rimarcato da tempo la Provincia di Oristano.
Mercoledì 25 gennaio, alle 11, presso la direzione sanitaria dell'ospedale “Mastino” di Bosa, si terrà la conferenza stampa di presentazione del piano di riorganizzazione delle attività ostetriche e ginecologiche nel territorio della Planargia. Le novità saranno illustrate dal direttore generale dell'Azienda Sanitaria Locale di Oristano, Mariano Meloni. E' prevista la partecipazione del direttore sanitario, Nicola Orrù; di quello amministrativo, Maria Giovanna Porcu; della direttrice sanitaria dell'ospedale “Mastino”, Daniela Piras; e dei responsabili dei reparti di Chirurgia, Bianca Virdis; Medicina, Giovanni Mastinu; Radiologia, Marcello Mocci; e Laboratorio, Giuliano Nespolo.
Di greg (del 20/01/2012 @ 13:00:13, in cronaca, linkato 635 volte)
Blocco stradale anche in Sardegna, a partire da martedì prossimo, sulla scia del “Movimento dei forconi siciliani”. Lo hanno annunciato, questa mattina, i rappresentanti del movimento commercianti e artigiani liberi, delle partite Iva e del presidio anti-Equitalia”. Ancora non sono stati definiti i particolari della mobilitazione, anche se la 131 e altre strade verranno bloccate ad oltranza. Intanto, non solo a Cagliari ma in tutta la Sardegna si stanno tenendo assemblee di tutti i movimenti che aderiscono all’iniziativa, per stabilire tempi e modalità. "La nostra è una rivolta verso le istituzioni incompetenti, che non sono più capaci di dare risposte - ha detto uno dei portavoce del movimento artigiani - per il bene del popolo sardo i politici lascino la poltrona, la popolazione vuole reagire”. Da molti sono poi arrivate accuse neio confronti delle istituzioni per aver fatto promesse a vuoto sul problema dell'indebitamento: "Oltre un anno fa siamo venuti a Cagliari, chiedendo aiuto, abbiamo incontrato più volte il presidente Cappellacci e il Prefetto, abbiamo lanciato l'allarme, ma abbiamo avuto solo promesse non mantenute". I rappresentanti del presidio anti-Equitalia, ha spiegato che sono tantissime le persone che si rivolgono a loro per segnalare situazioni di grave indebitamento, a causa del sistema vessatorio di Equitalia e dell'Agenzia delle Entrate. "Basterebbe attuare solo il 50% dell'ordine del giorno approvato dal consiglio regionale - hanno detto - per risolvere almeno una parte dei problemi. Ma nulla, invece, è stato fatto". Secondo il presidio sono almeno sessantamila le aziende sarde indebitate. “Stiamo registrando l'adesione di tante persone - hanno detto gli organizzatori - che non appartengono al nostro, nè ad alcun movimento e ci si sta organizzando in tutti i territori. A ogni riunione viene chiarito che non si dovrà, in alcun modo, impedire il passaggio ai mezzi di soccorso, ambulanze, e persone che hanno gravi problemi. Per il resto, il blocco delle strade sarà totale e ad oltranza, come ci risulta stiano facendo anche in Sicilia, e come si stanno preparando a fare in tante altre regioni d'Italia". Tra le proposte presentate durante le varie assemblee anche quella di una manifestazione di protesta, con relativo blocco, alla Saras per chiedere il dimezzamento delle tariffe degli idrocarburi e un invito a utilizzare le auto il meno possibile per protestare contro il caro carburanti. Fra gli altri, anche gli autotrasportatori sono in agitazione e soono già state annunciate azioni a sorpresa, col blocco di porti e strade in tutta la Sardegna.
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E’ di circa otto milioni di euro, la cifra che l'Agenzia delle entrate ha chiesto a Renato Soru. L'ex presidente della Regione, sta cercando un accordo con il fisco, che gli contesta di non aver mai denunciato i guadagni ottenuti con un'operazione di prestito a Tiscali, affettuata attraverso la Andalas, società con sede a Londra, riconducibile allo stesso Soru, come peraltro lo stesso Soru ha sempre dichiarato. L'ex governatore, come ha fatto sapere in passato, pur convinto della propria correttezza fiscale, era ed è tuttora intenzionato a sistemare i conti con l’Agenzia delle entrate. Ancora, però, non sarebbe ancora stato raggiunto un accordo. Intanto, della vicenda si sta occupando anche la Procura della repubblica di Cagliari, dove il Pubblico ministero, Andrea Massidda, ha aperto un fascicolo per evasione fiscale ed iscritto Renato Soru nel registro degli indagati.
Promozione delle reti d'impresa, rilancio del comparto turistico e del porto industriale di Oristano, e sviluppo del patto dei sindaci per il sostegno all'energia rinnovabile, sono i punti di forza principali delle linee programmatiche della nuova giunta della Confindustria di Oristano, guidata dal presidente Giuseppe Ruggiu. Il programma delle attività per il prossimo quadriennio, presentato questa mattina nella sede della Confindustria oristanese, punta a traghettare la provincia fuori dalla crisi attraverso azioni mirate a far ripartire velocemente l'economia. In particolare, Ruggiu ha sottolineato la necessità di fare squadra in modo da poter concorrere sul mercato in modo più incisivo. In questo senso le Reti d'impresa, rappresenterebbero l'opportunità principe per aumentare il potere d'acquisto e gli investimenti delle piccole e medie imprese presenti nel territorio. Uno strumento utilissimo per poter accedere più facilmente al credito bancario che rimane il problema più importante in questo momento. In questo ambito, Confindustria, rivolge lo sguardo soprattutto all'informazione, alla formazione e all'accompagnamento, con lo sviluppo di sinergie positive utili a sfruttare tutte le occasioni che si presenteranno. Per quanto riguarda il turismo, invece, anche in questo caso l'impegno è quello di promuovere tutte le azioni di crescita più adeguate a smuovere il comparto. Confindustria, infatti, punta a farsi portavoce presso gli attori istituzionali delle problematiche e delle strategie di sviluppo più consone alla crescita del settore indicando, secondo le esigenze sollevate dagli imprenditori, quali dovrebbero essere le strade da percorrere. Un cammino che sarà sostenuto dallo studio delle particolarità territoriali e delle proposte in materia normativa e di finanziamento. Tra i punti di importanza strategica, il presidente Ruggiu, si è voluto soffermare in particolare sul turismo golfistico, presentando, dati alla mano, i termini di crescita di questo tipo di turismo e del giro d'affari ad esso connesso.
In vista delle elezioni comunali di Oristano, Giuseppe Obinu, oltre a farci sapere che continua la sua campagna elettorale per le primarie del centrosinistra, per l'individuazione del candidato sindaco, ha diramato un comunicato “…per spiegare ai ragazzi che alle Primarie si può votare dai 16 anni in su se residenti ad Oristano, e che possono votare tutti i cittadini dell'Unione europea residenti ad Oristano e gli extracomunitari in possesso di regolare permesso di soggiorno”. Obinu ha inoltre comunicato che si recherà, sempre dalle 13 alle 14.30, lunedì 23 gennaio, in piazza Aldo Moro; martedì 24, in via Messina; mercoledì 25, in via senatore Carboni; giovedì 29 Gennaio, in via del Porto. Giuseppe Obinu ascolterà, in particolare, le proposte dei ragazzi, la loro visione della città e la loro visione della politica. Secondo Obinu “ …sarà una bella occasione di confronto. Il dialogo, infatti, aiuta a crescere, specie si svolge alla luce del sole”.
Domenica 22 gennaio, a partire dalle 9, presso il Centro Ippico Cavalieri “Sa Sartiglia”, nella borgata di Corte Baccas, prove generali in vista delle selezioni per la prossima Sartiglia, che si terranno domenica 29 gennaio. 117 i cavalieri impegnati, nel giorno in cui il Centro Ippico Cavalieri “Sa Sartiglia” viene intitolato allo scomparso Pino Sanna, noto a tutti come “S’ingegneri”. Un momento importante, per ricordare chi ha dato vita, nel 1980, all'Associazione Cavalieri, divenendone il primo presidente. Per l’occasione l’Associazione Cavalieri, in collaborazione con la Fondazione Sa Sartiglia e il comune di Oristano, ha avviato una serie di interventi per rendere il Centro Ippico accogliente e funzionale in tutti i suoi aspetti salvaguardando la sicurezza di cavalli, cavalieri e pubblico. Interventi resi possibili anche grazie alla collaborazione con il comune di Santa Giusta, che ha provveduto alla sistemazione delle strade d’accesso, comprese quelle destinate al transito dei cavalli. Alla manifestazione del 22 seguirà, come detto, quella in programma per il 29 gennaio, che vedrà il Centro Ippico teatro delle selezioni per il numero di testiera dei 117 partecipanti alla prossima Sartiglia, in programma per il 19 e 21 febbraio.
Di greg (del 18/01/2012 @ 19:00:33, in cronaca, linkato 565 volte)
Abdou Lahat Diop, il senegalese di 30 anni arrestato lo scorso dicembre mentre pregava per strada tra Abbasanta e Ghilarza (Oristano), non sarà internato in un manicomio criminale. Lo straniero era stato giudicato incapace di intendere e volere, oltre che socialmente pericoloso, e per questo motivo era stato destinato all'ospedale psichiatrico di Aversa. Accusato di percosse e resistenza a pubblico ufficiale, per aver colpito un carabiniere che gli aveva offerto aiuto, Abdou (difeso dall'avvocato Dario Sarigu) è stato processato, oggi, per direttissima, e giudicato non punibile perchè incapace di intendere e volere al momento del fatto. Per lui il giudice Modestino Villani, ha disposto la libertà vigilata, destinandolo alla comunià' L'Aquilone di Sestu. Inizialmente, il senegalese, a seguito di una prima perizia psichiatrica, era stato ritenuto incapace di sostenere il processo, ma dopo la richiesta avanzata dal suo legale, è stato rivisto dal perito, Giuseppe Guerra, che lo ha considerato capace di difendersi in un processo e ne ha ridimensionata la pericolosità sociale. Condizione questa non più compatibile con l'ospedale psichiatrico giudiziario. Il caso di Abdou Lahat Diop era stato sollevato dal comitato "Stop opg" della Sardegna, che lunedì scorso, con una lettera al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, aveva chiesto un intervento a favore dello straniero. I rappresentanti del comitato erano convinti che una pratica religiosa fosse stata confusa con una malattia psichiatrica, poiche' Abdou, musulmano della confraternita Murid, lo scorso 16 dicembre, mentre pregava per strada, era stato avvicinato da un militare che gli aveva offerto aiuto. Il senegalese aveva continuato a pregare e, davanti alle insistenze del militare, aveva poi reagito con violenza ed era stato arrestato.
Una delle ultime capanne in falasco di San Giovanni di Sinis è stata distrutta, questa mattina, da un incendio. L'allarme è scattato intorno alle 8, quando le fiamme avevano già incenerito la copertura e la facciata anteriore. I Vigili del fuoco di Oristano hanno lavorato per alcune ore per spegnere l'incendio, ma la struttura portante del manufatto era stata già compromessa. Secondo le forze dell'ordine è molto probabile che le fiamme siano state appiccate. Se così fosse, l’incendiario deve aver usato un sistema di innesco che ha consentito al fuoco di bruciare dall'interno durante la notte, prima di interessare, all'alba, il lato esterno della capanna. La capanna appartiene a un pescatore di Cabras, Massimo Sanna, ed è uno degli ultimi sopravvissuti alla demolizione, attuata circa vent'anni fa, quando l'amministrazione comunale, mettendo in esecuzione le normative regionali sulla tutela delle coste, aveva avviato un piano di risanamento, che aveva eliminato il vecchio villaggio di capanne. Le costruzioni realizzate col falasco, tantissimi anni fa, erano la dimora dei pescatori. In epoca più recente erano diventate la residenza per le vacanze di numerosi privati dell'Oristanese, che avevano “profanato” l’interno delle capanne, trasformandole in vere e proprie abitazioni. Per decenni la capanne in falasco erano state il simbolo della costa del Sinis ed erano conosciute in tutto il mondo.
“La lettera del Ministero dell'Ambiente e Tutela del territorio così recita in oggetto: "Progetto Sargas spa di trivellazione esplorativa ricerca gas naturale nel Comune di Arborea con negative ripercussioni ambientali sul territorio e stravolgimento della sua storica vocazione agricola, ittica, turistica". Roma risponde a una segnalazione dei consiglieri comunali di minoranza di Arborea, con la quale gli stessi riferivano alla massima autorità nazionale in tema di tutela ambientale l'approssimazione del progetto della Sargas (Società di diretto riferimento della Saras). Breve riepilogo: la Saras ottiene dall'Assessorato all'Industria regionale a fine 2009 un permesso di ricerca di idrocarburi, permesso che si estende per gran parte della penisola del Sinis e che prevede come esordio operativo la realizzazione di un pozzo di esplorazione ai piedi dello stagno S'ena Arrubia di Arborea, zona a Protezione Speciale, Sito di Interesse Comunitario e a vincolo IBA (International Bird Area). Tale pozzo, detto esplorativo, si stima di profondità 2800-3000 metri (fonte progetto Saras). Dei particolari tecnici e dei dettagli operativi si è già scritto e l'articolo è stato gentilmente ospitato dalla redazione di Sardegna Democratica. Le novità delle ultime settimane sono, tra tante che potrei elencare: lo svolgimento di una assemblea pubblica con relatori di settore (geologi, biologi, un medico radiologo per le conseguenze sulla salute umana in territori interessati da impianti di estrazione e di raffineria di idrocarburi); l'assenza (con risibili giustificazioni) del Sindaco di Arborea nonché dei consiglieri di maggioranza, alcuni dei quali seduti in sala ma silenti. La seconda importante novità è la risposta ufficiale del Ministero Ambiente, la quale sottolinea che la zona interessata al progetto risulta beneficiaria di un sostegno finanziario (Progetto LIFE 97NAT/IT/4177) che prevede la garanzia del mantenimento a lungo termine degli interventi condotti e dei risultati ottenuti "anche dopo il termine del progetto"; invita la competente Regione sarda (unitamente all'Amministrazione comunale) a voler rassicurare lo stesso Ministero in merito al rispetto della tutela prevista dal DPR 357/97, con particolare riferimento all'articolo 5 in materia di Valutazione di Incidenza Ambientale; e segnala, in calce al documento, quanto segue: "In relazione a eventuali alterazioni dello stato di conservazione del sito Stagno di S'ena Arrubia, ipotizzabili come derivate dalla compromissione della falda freatica durante le attività di trivellazione, si sottolinea l'importanza di condurre un approfondito studio da parte della Società proponente di tutte le possibili interferenze indirette nei confronti dei siti Natura 2000 presenti". Questo è quanto. A sostegno dei consiglieri di minoranza, il comitato civico "no al progetto Eleonora" sta compiendo tutti i passi possibili per stimolare - con argomenti e approfondimenti - la Regione Sardegna affinché proceda senza ulteriori indugi alla Valutazione di Incidenza Ambientale. Ritenendo, il comitato civico, che non sia immaginabile sorvolare in merito alla procedura di V.I.A., tanto più a seguito della sollecitazione giunta dal Ministero. Ma soprattutto perché si ritiene avvilente l'idea che questo territorio, dalle chiare origini e attitudini agricole, possa svendere la propria unicità in cambio di modesti e presunti vantaggi economici, tutt'altro che certi. Le recenti batoste dei principali poli industriali sardi sono un monito che giunge con tempismo, affinché si spengano definitivamente le ipotesi di insediamenti a forte impatto e a scarsa prospettiva; e si illumini un modello di sviluppo più consono alle nostre peculiarità”. (Davide Rullo, www.sardegnademocratica.it).
Il salvataggio della torre di “Scab 'e Sai”, nel territorio di San Vero Milis, sarà al centro di una riunione tecnico-operativa della Conservatoria delle Coste, a Cagliari. Il tavolo è stato convocato in considerazione "…dell'aggravarsi del contesto geologico circostante all'area. Tra le ipotesi possibili verrà analizzata anche quella di arretrare la torre in un'area non interessata dal fenomeno di cedimento della falesia". La torre, che fa parte del patrimonio regionale - si legge in una nota della Regione - è oggetto di un intervento di recupero conservativo che interessa nove torri costiere, con l'inizio dei lavori previsto per il prossimo mese di marzo. In seguito alle mareggiate delle ultime settimane, le condizioni di stabilità della falesia di Capo Mannu si sono aggravate, fino alla formazione di una frattura parallela al fronte di costa, che ha interessato anche la torre di Scab 'e Sai. La massa rocciosa della falesia, esposta a Nord-Ovest ed alta 30 metri, è interessata da un processo di erosione da parte dei venti di maestrale che ne sta determinando il progressivo arretramento e cedimento strutturale. Il processo fessurativo della falesia ha causato importanti danni alla torre e, considerata l'urgenza di intervenire per la sua salvaguardia, la Conservatoria delle Coste ha organizzato un sopralluogo tecnico. Sopralluogo insieme alla Guardia costiera, per rilevare il grado di stabilità della falesia dal lato mare, e insieme ai tecnici del comune di San Vero Milis, per valutare la gravità del fenomeno di fratturazione della falesia e, quindi, decidere le migliori soluzioni di intervento. Intanto, l'intera area e stata interdetta al pubblico.
Giorgio Oppi, assessore regionale all'Ambiente, ha inviato una lettera alla presidente del consiglio regionale, Claudia Lombardo, per inserire nell'ordine del giorno dei lavori la legge sulla caccia. "Si tratta di un provvedimento - ha detto Oppi - del quale, a tutt'oggi, sia in seno alla conferenza dei capigruppo, né tantomeno singoli consiglieri regionali hanno chiesto l'iscrizione all'ordine del giorno dei lavori consiliari, che in fase di discussione da parte dell'aula, potrebbe beneficiare degli opportuni apporti migliorativi". A seguito della lettera di Oppi, la presidente Lombardo, - si legge in una nota – ha risposto rassicurando l'assessore che rappresenterà quest’esigenza alla conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari, che dovrà riunirsi per la definizione della programmazione bimestrale dei lavori, perche ora, essendo iniziata la sessione di bilancio, l'assemblea non può esaminare altri progetti di legge. La richiesta dell'assessore Oppi alla presidente Lombardo è stata inviata anche alla luce dei recenti avvenimenti legati all'applicazione del calendario venatorio, che hanno determinato malcontento e incertezze tra i cacciatori sardi. Sull’argomento è intervenuto anche il coordinatore regionale dei Riformatori, Michele Cossa. “Ha fatto bene l'assessore all'Ambiente, Giorgio Oppi – ha affermato Cossa -, a chiedere la calendarizzazione in aula della legge sulla caccia. Il provvedimento è stato approvato dalla commissione un anno e mezzo fa, e quindi è ora che il consiglio si pronunci. Crediamo che i cacciatori abbiano diritto a una legge che regolamenti, una volta per tutte, la caccia e che dia certezze non solo agli appassionati ma anche a tutti coloro che vivono di questa attività".
Si svolgerà venerdì 20 gennaio, a Cagliari, il primo congresso regionale di "Alleanza per l'Italia", presieduto dal segretario nazionale Francesco Rutelli. La manifestazione è in programma alle 15.30, nella sala convegni del T-Hotel. A conclusione del dibattito verranno eletti il coordinatore e direttivo regionale.
Dal 2012 è entrata in vigore la procedura del "bollino" per l'autodichiarazione degli impianti termici di potenza inferiore a 35 kW, alimentati a combustibile liquido o gassoso. Con la nuova procedura del “bollino”, introdotta dalla Sea, l’Agenzia per l’energia sostenibile della Provincia di Oristano, l'utente non dovrà più effettuare il versamento della tariffa in c/c postale, nè inviare il “modello G” agli uffici della Sea. Sarà , infatti, il tecnico che esegue la manutenzione ad applicare l’apposito “bollino” emesso dalla Sea al “modello G”, rilasciandone una copia all'utente e consegnandone una seconda copia alla Sea per l’archiviazione. Il costo del “bollino” è di 14 euro, e sarà rimborsato dall'utente al manutentore al momento della compilazione del “modello G”, senza alcun sovrapprezzo, nè alcun onere aggiuntivo. Il costo dell'autodichiarazione rimane, quindi, invariato a 14 euro, senza il costo del c/c postale, così come rimangono invariate la periodicità e le modalità dei controlli. Il “bollino” può essere acquistato e applicato solo dai manutentori che ne abbiano fatto richiesta alla Sea stipulando un'apposita convenzione, e non è cedibile ad altre ditte. Il nome della ditta è stampato sul bollino. L'elenco delle ditte convenzionate sarà disponibile sul sito internet della Sea e, in forma cartacea, presso gli uffici della Sea, in via Carducci 42, ad Oristano. Con l’introduzione del “bollino”, la Sea intende semplificare il sistema di autodichiarazione degli impianti da parte dei cittadini, ottimizzando l’acquisizione della documentazione delle caldaie e l’aggiornamento del Catasto Impianti Termici. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito internet della Sea: www.agenziaenergia.it, o ai numeri telefonici 0783030334/32.
Pubblico delle grandi occasioni, alla Torre Aragonese, per la presentazione del “Calendario 2012” su Ghilarza, che fa parte della Collana “I Gioielli culturali del nostro paese”, inaugurata lo scorso anno con il calendario ispirato alle chiese ghilarzesi. Quest’anno sono stati riprodotti edifici, monumenti e scorci del centro abitato di Ghilarza, raffigurati dai disegni di Antonio Mameli. Come lo scorso anno, tutte le famiglie di Ghilarza potranno apprezzare il Calendario, ritirandolo presso la “Cartoleria Zio Nico” di Anna e Franca Mameli, in corso Umberto, e presso l'ufficio Attività produttive, al primo piano del comune.Il calendario è pubblicato, in formato pdf, sul sito istituzionale del comune di Ghilarza, per consentire a quanti volessero (in particolare, gli emigrati) di scaricarlo e stamparlo. Il Calendario 2012 si è potuto realizzare grazie al sostegno dell'assessorato alla Cultura della Provincia di Oristano e grazie alla cortesia di “zio” Nico Mameli e della sua famiglia.
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05/02/2012 @ 20.26.48
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