Il Gruppo Misto, autentica spina nel fianco del sindaco di Oristano “Nonna Abelarda Nonnis” e della sua giunta, prosegue nella sua azione di pungolo. Così come preannunciato ha presentato un documento, nel quale chiede all’esecutivo di farsi carico di sette “comandamenti”. Sette punti irrinunciabili, e, secondo il Gruppo Misto, già contenuti nel programma elettorale di Abe e della sua coalizione di centro-destra, che i quattro “evangelisti” (Paolo Sulis, Gianni Garau, Giuseppe Vacca e Michele Piredda) ritengono di attuazione prioritaria. Pena, il permanere dei quattro in stato di opposizione critica. “A distanza di due anni, e quasi a metà della legislatura – si legge nel documento -, si impone in seno alla maggioranza che governa la città una profonda verifica politica sull’attuazione del programma elettorale; problema che il Gruppo Misto, costituitosi per mancanza di collegialità in seno alla maggioranza e per scarsa incisività nel portare avanti il programma concordato, e che, in considerazione che ora la verifica viene richiesta con forza anche dal partito più numeroso in Consiglio (Forza Italia verso il Pdl. ndr), dimostra che la presa di posizione del Gruppo Misto aveva una validità politica. Verifica – prosegue il documento - che deve rilanciare il programma elettorale “La città che vogliamo” con alcuni punti prioritari importanti e qualificanti da portare all’attenzione di tutta la maggioranza, con scadenze puntuali e concordate, partendo dal fatto che bisogna evidenziare i punti del programma non risolti e quelli ancora non affrontati, ed eliminare le eventuali criticità e le responsabilità politiche nell’attuazione del programma dei singoli assessori”. A questo punto, il Gruppo Misto elenca nel documento le priorità, già condivise nel programma elettorale, da avviare immediatamente:
1) Piano Urbanistico Comunale: da portare all’attenzione della commissione urbanistica e dei gruppi consiliari, entro il 20 luglio 2009, e in discussione in consiglio comunale a settembre, immediatamente dopo le ferie estive, con l’impegno di approvarlo entro l’anno in corso.
2) Nuovo Palazzo Comunale: portare in consiglio, nel breve tempo, una delibera di giunta per eliminare dal Piano triennale delle opere pubbliche la costruzione del nuovo palazzo comunale nella Zona Industriale.
3) Decoro Urbano: mettere in atto una serie d’iniziative a vantaggio del decoro urbano per restituire prestigio alla città di Eleonora, quali interventi sulle strade e marciapiedi, cura degli spazi verdi e ingressi della città, ecc.
4) Marina di Torregrande: portare in discussione in consiglio un programma articolato di sviluppo turistico per la marina di Torregrande, da inserire nella pianificazione del Piano strategico dell’area vasta.
5) Piano del Traffico: entro l’anno approvazione in consiglio del piano del traffico e viabilità, e un progetto di parcheggi nelle aree nevralgiche della città.
6) Frazioni: impegno di relazionare in consiglio ogni sei mesi da parte dell’assessore competente (la delega l’aveva tenuta per sé il sindaco, e nessuno riesce ancora a capirne il perché, visto che Abe non si è mai occupata di frazioni e borgate, che versano attualmente in uno stato pietoso. ndr) sui problemi delle frazioni e borgate.
7) Plus: dotarsi come amministrazione di una politica socio-sanitara da portare all’attenzione del Plus.
Il documento si conclude con il Gruppo Misto che ribadisce “…di non essere interessato ad assumere incarichi assessoriali in seno alla giunta e si dichiara pronto a rivedere l’attuale posizione nella maggioranza qualora vengano accolte le richieste e si prenda atto delle osservazioni dichiarate nel documento”.
Intanto, sul versante dell’amministrazione provinciale non si placa l’ira di Pasquale Onida. Il presidente della Provincia di Oristano, dopo la dichiarazione di rinuncia di adesione al Pdl, è partito lancia in resta, senza guardare in faccia nessuno, e meno che mai gli uomini del Pdl, con cui Onida ha, per il trattamento ricevuto dopo le regionali, a dir poco, il dente avvelenato. Dopo la defenestrazione del presidente del Consorzio Industriale, Claudio Atzori, fedelissimo di Mario Diana, Onida ha proseguito nella resa dei conti ed ha deciso di attuare un rimpasto nell'esecutivo da lui guidato, facendo uscire di scena l'assessore Franco Pusceddu del Pdl. Uscita che sembra sia stata caldeggiata dallo stesso Pdl, partito di appartenenza di Pusceddu, che non ha mai visto di buon occhio i suoi rapporti troppo stretti con An che, a quanto sembra, hanno portato Pusceddu nell’ultima campagna elettorale per le regionali a sostenere Mario Diana. Al posto di Pusceddu è stato nominato in giunta Mario Olla, attuale consigliere provinciale del Pdl, già presidente del Patto territoriale di Oristano. Le deleghe di Pusceddu (Turismo, Istruzione e Società partecipate) sono state assegnate a Mario Matta. L'esponente dei Riformatori, a sua volta, ha lasciato l'assessorato ai Servizi sociali e al Lavoro, per far posto a Franco Serra dell'Udc, attuale assessore ai Lavori pubblici, che passeranno al neo assessore Mario Olla. Le nuove deleghe sono state attribuite dal presidente Pasquale Onida, stasera, durante la riunione del consiglio provinciale. Le motivazioni del rimpasto sono state giudicate "fumose e pretestuose" dalla minoranza, tant’è che Peppino Marras (Pd), a nome di tutti i consiglieri dell’opposizione, ha stigmatizzato il comportamento di Onida, sostenendo che i cittadini debbono sapere quali siano le reali motivazioni che hanno spinto Onida ad effettuare il rimpasto. “Pusceddu ha sostenuto Marras - ha forse operato male? Non era più in sintonia con il presidente e la coalizione? Se così non è, qualcuno potrebbe pensare che si sia trattata, per le recenti vicende politiche che tutti conosciamo, di una resa dei conti interna alla coalizione di centro-destra, di cui non deve certo pagare dazio la comunità provinciale”. I consiglieri dell’opposizione non sbagliano perché, a nostro avviso, proprio di una vera e propria resa dei conti si tratta, anche se al leader di Fortza Paris l’occasione è stata offerta dal Pdl su un piatto d’argento. Poteva forse Onida farsi sfuggire l'opportunità di creare caos all’interno del Pdl e disattendere la richiesta di sostituzione di Pusceddu da parte del suo stesso partito? Certo che no. D’altro canto il buon Pasquale sa bene che la tattica del “divide ed impera”, in circostanze similari, ha sempre dato buoni risultati. L’importante è non tirare troppo la corda, per non irritare gli “amici” di cordata che, per il momento, occupati come sono a risolvere i loro problemi interni, stanno alla finestra. Fino a quando resisteranno? Fino a quando Diana e compagnia, che pensavano di essersi liberati definitivamente di Onida, morderanno il freno? In tutto questo bailamme una cosa è certa: sia in Provincia che al comune di Oristano il centro-destra è a pezzi. E la resa dei conti è appena cominciata.
Altre notizie:
Giommaria Uggias, candidato dell'Italia dei Valori nel collegio delle Isole alle elezioni europee ce l'ha fatta: è uno dei sette parlamentari della sua lista ad entrare nel parlamento europeo, l'unico fra i candidati sardi, con appena 17.401 voti, contro gli oltre 115.000 di Francesca Barracciu (Pd), la più votata nell'isola, e di Maddalena Calia (Pdl). "E' un risultato storico ha affermato Uggias, una volta avuta la conferma dell'elezione dal suo partito. Un candidato sardo è riuscito, infati, ad essere eletto al parlamento europeo dopo quasi 20 anni. Ringrazio gli elettori e soprattutto Antonio Di Pietro che ha rispettato i patti". Sempre in riferimento alle elezioni europee, la candidata del Pdl, Maddalena Calia, impugnerà la proclamazione degli eletti nel collegio delle Isole. Secondo la parlamentare uscente, che pur avendo superato le centomila preferenze non è stata confermata, ci sono gli estremi per un ricorso, in quanto sarebbe stato violato il principio di rappresentatività. Secondo la Calia, il collegio Sardegna-Sicilia che avrebbe dovuto eleggere otto rappresentanti sarebbe stato penalizzato, con il riconoscimento di soli sei eletti invece di otto, a favore del Nord-Ovest. Questo sarebbe avvenuto per una errata applicazione del principio proporzionale. Al collegio del Nord-Ovest sono state infatti attribuiti due seggi in più che, secondo il ragionamento della Calia, spettavano invece a quello delle Isole, solo perchè si è registrata una maggiore affluenza alle urne, anche se le due elette del Nord-Ovest hanno ottenuto 22.000 e 25.000 voti, a fronte degli oltre centomila della candidata sarda. Calia ha parlato di "contrasto di norme" e ha precisato che ancora non è stato deciso dove presentare il ricorso, in quanto vi sono "diversi strumenti" a disposizione
"Il consiglio regionale è ancora la culla dell’autonomia o il bambino rischia un silenzioso soffocamento? L’autonomia di oggi eèdiversa da quella del passato e va declinata diversamente. Da 20 anni parliamo di rivedere il nostro statuto. In 10 anni non siamo stati capaci di fare una legge elettorale per la Sardegna e abbiamo speso una legislatura in un dibattito inutile sulla Costituente". Lo ha sottolineato il consigliere del Pd ,Gian Valerio Sanna, nel suo intervento in occasione della seduta solenne per ricordare il 60esimo anniversario della prima riunione dell'Assemblea regionale. "Credo che non andremo molto lontano se non riusciremo nel superamento delle appartenenze rispetto al primato dell’autonomia", ha aggiunto l'ex assessore agli Enti locali nella Giunta Soru. "Il meccanismo delle appartenenze soffoca e controlla il nostro operato. Dobbiamo sviluppare la capacita’ di rimuovere i blocchi che impediscono lo svolgersi dell’attuale autonomia, anche di tipo legislativo", ha detto Sanna. "Abbiamo bisogno di meno reminiscenza storica e di più operosità, di essere dei riformisti operosi".
I casi di arresto cardiaco improvviso, nella sola città di Oristano, sono circa trenta all’anno. Numeri che ricalcano la media nazionale sull'incidenza del fenomeno. Intervenire con tempestività ed efficienza è la formula salvavita, che richiede però una preparazione avanzata e un lavoro di squadra complesso. E' per questo che l'Azienda Sanitaria Locale n°5 di Oristano ha promosso il progetto formativo ALS (Advanced life support), con l'obiettivo di formare gli operatori sanitari sulle linee guida internazionali e sulle più moderne tecniche per riconoscere e gestire l'arresto cardiaco in ambito ospedaliero ed extraospedaliero. Inserito nei progetti “Arresto cardiaco intraospedaliero” e “Pass ingresso 118” , il corso è rivolto, principalmente, agli operatori sanitari del dipartimento di Emergenza della Asl n°5, ma la partecipazione è aperta anche agli operatori di altre aziende sanitarie e a tutti gli operatori medici e infermieristici interessati. Grazie all'intervento formativo, saranno infatti riqualificati, secondo le linee guida internazionali, gli operatori del 118, i dipendenti del Pronto Soccorso di Oristano e Bosa, e del Punto di Primo Soccorso di Ghilarza e, infine, i medici e gli infermieri dell'Utic (Unità terapia intensiva coronarica), struttura d'avanguardia del San Martino, interessata alla gestione dell'arresto cardiaco intraospedaliero. Grazie al corso ALS, il Servizio 118 e tutte le strutture di Pronto Soccorso della provincia potranno cominciare a parlare la stessa lingua e a muoversi in maniera coordinata, utilizzando le identiche procedure di soccorso avanzato, seguendo gli standard più evoluti a livello internazionale. Dopo la prima edizione, che si è tenuta ad aprile, oggi prenderà il via il secondo ciclo formativo, che si concluderà l'11 giugno, mentre la terza e ultima edizione dell'anno si svolgerà dal 5 al 7 ottobre. Il programma didattico prevede, per ciascuna edizione, un numero complessivo di 24 ore di lezione, suddivise su tre giorni. Per informazioni o iscrizioni, è possibile rivolgersi al dottor Corrado Casula, telefonando al numero 0783.317827 o scrivendo alla mail formazione@asloristano.it.