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Slittano le dichiarazioni programmatiche. Prima le urgenze, poi il fumo.
Di pig (del 01/08/2012 @ 14:30:04, in Politica, linkato 1201 volte)
“Come avete potuto vedere, vi ho trasmesso le linee programmatiche che ho concordato con la giunta. Ho una proposta da farvi: dal momento che io e la giunta abbiamo aderito a una richiesta dello statuto, che prevede che le dichiarazioni programmatiche vengano dibattute nella prima seduta del consiglio comunale, vi proporrei, stante la necessità di regolarizzare il funzionamento del consiglio comunale e, quindi, di dare spazio all'istituzione delle commissioni permanenti e nomina dei commissari, di mandare avanti questo pomeriggio i punti 6, 7, 8 e 9 dell'ordine del giorno, perché sono materie che richiedono una certa urgenza, e poi spostare le dichiarazioni programmatiche al primo punto dell'ordine del giorno di venerdì. Mi scuso per questa proposta  perché immagino che sia diritto da parte della cittadinanza, oltre che dei consiglieri comunali,  conoscere le dichiarazioni programmatiche, ma vi chiedo questa cortesia per dare la possibilità al consiglio di entrare nella sua piena operatività, affrontando subito alcuni problemi urgenti per la nostra città”. Così ha esordito il sindaco, Guido Tendas, nella seduta di ieri del consiglio comunale di Oristano. La proposta di Tendas è stata accolta e le dichiarazioni programmatiche sono slittate a venerdì prossimo. Tranquillizziamo subito il neo sindaco, perché alla stragrande maggioranza degli oristanesi non importa un bel niente delle belle intenzioni, di tutto quell’insieme di buoni propositi che, pomposamente, vengono definite (da sempre) dalla maggioranza “dichiarazioni programmatiche” e dall’opposizione, non a torto, “libro dei sogni”, visto che  i buoni propositi rimangono spesso tali e che dei numerosi punti del programma si riesce, solitamente, a realizzarne, quando va bene, solo una minima parte. Detto questo, in apertura della seduta il presidente del consiglio comunale, Marco Cossu, ha ufficializzato quanto già si sapeva, e cioè che il capogruppo del gruppo Pd sarà Giuseppe Obinu, mentre quello di Insieme sarà Roberto Martani. Il sindaco ha, quindi, dato lettura del parere del segretario generale del comune sul problema dell’eleggibilità e incompatibilità dell'assessore Efisio Sanna (e speriamo che questa sia, finalmente, l’ultima volta. ndr). Il segretario, in sintesi, ha concluso affermando che “…nei documenti in possesso del comune risulta che l'assessore Sanna non ha poteri di rappresentanza e coordinamento che per qualità e quantità siano tali da incidere sulla politica complessiva dell'ente o sulle scelte rilevanti nei rapporti col comune. Risulta agli atti, peraltro, che l'assessore Sanna è stato collocato in aspettativa non retribuita dal suo datore di lavoro dal giorno 16 luglio 2012”. Chiarito questo, il sindaco ha comunicato al consiglio “…le deleghe che ho affidato ad alcuni consiglieri comunali per favorire, man mano, la perdita di deleghe che io come sindaco mi sono tenuto nell’accorpare gli assessorati”.  A Marco Cossu  è stata attribuita la delega  per materie e problematiche riguardanti Massama e Nuraxinieddu; a Stefano Mureddu quanto riguarda Donigala e Rimedio; l’assessore Peppino Marras, si occuperà, fra l’altro, anche dei problemi di Torregrande; mentre l’assessore Scintu seguirà più da vicino Silì, San Quirico, Tiria e Pesaria. “Gli assegnatari dei predetti incarichi – ha detto Guido Tendas - avranno come riferimento il sindaco e l'assessore competente, senza possibilità di impegnare l'amministrazione comunale all'esterno. L'attività deve essere svolta in coordinamento con l'assessore di riferimento e con il sindaco anche per gli aspetti organizzativi”. Nei prossimi giorni, il sindaco assegnerà ad altri consiglieri comunali nuove deleghe su temi specifici, come, per esempio, l’amianto per Lilliu, e Spanu per quanto riguarda i problemi dell'innovazione e della fibra ottica. “Nell'assemblamento delle varie deleghe – ha detto Tendas - abbiamo cercato di tener conto della situazione, di come è strutturato il comune, in base ai cinque settori in cui è organizzato. Poi, partendo da una considerazione, io non sono Maometto che poi alla sua morte ha lasciato i califfati, gli assessori  non sono califfi, proprietari delle proprie deleghe. Molte deleghe potranno essere aggiustate per tante esigenze, così come verranno rimodulate anche le deleghe dei dirigenti, se si renderà necessario. Siamo consapevoli di essere in una situazione in cui con le novità che si stanno abbattendo sui comuni, la spending review non è una cosa di poco conto, aggiusteremo il tutto, anche tenendo conto delle indicazioni che verranno dal consiglio”.  Per il resto, su quanto accaduto nella seduta, ci affidiamo al resoconto del solerte e ottimo Ufficio stampa del comune di Oristano.

Il consiglio ha, quindi istituito, le commissioni consiliari permanenti. Sono sei e non più otto, una per ogni assessorato, come previsto dallo Statuto comunale, composte da cinque consiglieri, tre di maggioranza e due di minoranza. Su proposta dell’assessore all’Urbanistica, Filippo Uras, il consiglio comunale ha poi adottato la variante al Puc, e approvato le modifiche al progetto per la riqualificazione dell’area della case minime, per poter partecipare a un bando regionale attraverso il quale poter realizzare 14 nuovi appartamenti, in aggiunta ai 7 già previsti come residenze a canone concordato. L’intervento di housing sociale mantiene inalterate le altre previsioni del progetto vincitore del concorso di idee bandito dal Comune di Oristano nei mesi scorsi. “Le unità abitative passano da 7 a 21, ma la sistemazione urbanistica dell'area è assolutamente inalterata - ha affermato l’assessore Uras, che ha evidenziato l’importanza di una rapida approvazione della delibera per poter partecipare al bando regionale che scade il 3 Agosto -. Dal punto di vista urbanistico occorre l’adeguamento della zona S2 alle nuove finalità del progetto”. Nel corso del dibattito sono intervenuti Giuseppe Puddu, che ha espresso perplessità sul ritardo con cui il progetto è stato presentato; Mauro Solinas, secondo con il nuovo progetto cui il carico abitativo su quella zona diventerebbe eccessivo; Andrea Lutzu che ha chiesto l’esame preventivo in commissione urbanistica, evidenziando il grosso impegno finanziario a carico del comune conseguente alla rimodulazione del progetto; Salvatore Ledda, che ha chiesto in base a quali indirizzi politici sia stata formulata la proposta di delibera, sostenendo l’incoerenza della proposta rispetto al nuovo Puc.  Secondo Giuseppe Obinu il progetto offre una grande opportunità per la comunità di Oristano per migliorare la qualità della vita, valorizzare gli spazi verdi e realizzare una politica in favore della casa, attraverso interventi di edilizia residenziale pubblica; per Giuliano Uras il comune ha altre opportunità di intervento nel campo dell’housing sociale, mentre il nuovo intervento previsto per l’area delle ex case minime va contro le nuove tendenze dell’urbanistica limitando fortemente il progetto originario e prevedendo un carico abitativo troppo elevato. Roberto Pisanu ha evidenziato la mancanza della necessaria copertura finanziaria; Roberto Martani ha esortato il consiglio comunale a non perdere una buona occasione; Maria Lucia Mocci ha sottolineato l’importanza del progetto, che completa la riqualificazione dell’area, grazie a nuovi alloggi, parcheggi e la piazza. Si è detto d’accordo anche Emilio Naitza, che ha evidenziato l’importanza dell’investimento di un milione 670 mila euro per l’housing sociale  “Ho grande fiducia che questa zona, proprio perché ci saranno 21 alloggi di housing sociale, grazie a questo progetto possa modificarsi in senso positivo – ha spiegato il sindaco Tendas -. Con l'immissione di questo nuovo tipo di alloggi a canone concordato, quella zona cambierà. La proposta prevede, come detto, la realizzazione di 21 alloggi, ma anche la conferma delle aree parcheggio, la riqualificazione dell'area per la realizzazione di spazi per funzioni sociali e culturali di quartiere, oltre che per il mercatino rionale. Per la copertura finanziaria si attingerà a un mutuo con la Cassa depositi e prestiti”. La proposta è stata approvata con 17 voti a favore, 4 astenuti e 3 contrari.

Il consiglio comunale di Oristano ha approvato invece all’unanimità, il “Progetto Padd”, per l’inserimento lavorativo di disabili per la digitalizzazione degli archivi. “Il progetto, che coinvolge anche la Provincia di Oristano (ente capofila) e i comuni di Abbasanta, Cabras, Laconi e Terralba e la Cooperativa sociale digitabile onlus, è in parte finanziato dal ministero dell'interno, e prevede l’inserimento socio-lavorativo per la digitalizzazione ottica degli archivi degli enti aderenti: uno per la Provincia, tre per il comune di Oristano e uno ciascuno per i comuni di Abbasanta, Cabras, Laconi e Terralba”,  ha spiegato l’assessore ai Servizi sociali, Maria Obinu. Il progetto ha la durata di 20 mesi, e si articola in due fasi, la prima di 12 mesi e la seconda di 8. I disabili coinvolti nel progetto percepiranno, per la durata dei 20 mesi dell’inserimento socio-lavorativo, un compenso mensile lordo di 600 euro. Durante il dibattito sono intervenuti Giuliano Uras che ha sollevato dubbi sulla copertura finanziaria dell’iniziativa, Giuseppe Obinu, Mauro Solinas e il sindaco Guido Tendas.

Approvazione all’unanimità anche per il Regolamento per la disciplina delle agevolazioni contributive, a favore di nuove imprese per lo sviluppo economico del territorio, proposto dall’assessore al Bilancio, Giuseppina Uda.  “Il regolamento stabilisce le modalità con le quali le imprese potranno accedere per un triennio a sgravi fino al 90% sull'Imu e la Tarsu – ha spiegato l’assessore al Bilancio, Giuseppina Uda -. Possono accedere agli sgravi le imprese di nuova costituzione o quelle già esistenti che decidono di aprire un'unità locale in determinate aree della città”. “Il regolamento è anche uno strumento che consente al comune di avere un punteggio aggiuntivo nell’ambito dei Poic, i Piani operativi per l’imprenditorialità comunale – ha aggiunto l’assessore Uda -. Si tratta di uno strumento di programmazione strategica attraverso il quale le imprese operanti in città potranno accedere a mutui, dai 15 mila a 50 mila euro da rimborsare in 5 anni senza interessi, che potranno avere un forte impatto nel sistema produttivo locale”. Durante il dibattito (sono intervenuti il sindaco Tendas, Giuseppe Puddu, Mauro Solinas, Roberto Martani, Andrea Lutzu, Tonino Falconi, Emilio Naitza, Daniela Nurra, Gianluca Mugheddu, Salvatore Ledda, Roberto Pisanu e Giuseppe Obinu) è stato chiesto l’esame preventivo in commissione del regolamento, sui cui contenuti c’è stata una generale condivisione.  Considerata l’importanza che l’argomento riveste per il sistema produttivo locale, e la scadenza fissata al 3 settembre per la partecipazione al Poic, che in Sardegna impegnerà risorse per 17 milioni di euro, il consiglio comunale ha accolto l’invito dell’assessore Uda per un’immediata votazione. Con 24 voti a favore, il regolamento è stato approvato all’unanimità. L’assessore Uda si è comunque detta disponibile a portare il regolamento in commissione per eventuali approfondimenti delle norme contenute.

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Per chi volesse saperne di più sulle “dichiarazioni programmatiche”, in programma nella prossima seduta di venerdì 3 agosto, questo il testo integrale, distribuito dal sindaco, Guido Tendas, ai consiglieri: “Signor Presidente, Colleghi della Giunta, Signori Consiglieri,  questa  Consiliatura  si  apre  in  uno  dei momenti  più  complessi  della nostra storia,  dal punto di vista  economico-finanziario, dal  dopoguerra  a  oggi.  Il  sistema-Paese  vive  un’esperienza  senza precedenti  dal  momento  che  una  crisi   -  che  non  è  retorico  definire   epocale   -   ci   ha   posto,   tutti,   dinanzi   alle   nostre  responsabilità.   E   se   non   giova   che   negli   anni   sia   mancato  l’atteso   rinnovamento   del   sistema   politico,   per   la   modesta capacità   di   autoriforma   degli   attori   e    delle   rappresentanze  popolari,  siamo  consapevoli  del  ruolo  strategico  che  assume  la  scelta      di      riavvicinare      il      Cittadino      all’Istituzione      che rappresentiamo.  Ciò  può  avvenire  mediante  la  preziosa  opportunità  fornita  dal  metodo  delle  Primarie.  Ciò  deve  proseguire  facendoci  interpreti  delle  attese  e  delle  idee  di  coloro  che  hanno  eletto  questo  Consiglio,  indipendentemente  dallo  schieramento  nel  quale  si  sono  riconosciuti.  Ciò  vogliamo  accada  rispondendo  all’esigenza  di  una  politica  che  si  fa  servizio  anche  presso  coloro  che  hanno scelto  di  astenersi.  Solo  risolvendo  questa  crisi  di  credibilità, solo  aggiornando  la  cultura  del  bene  comune,  saremo  in  grado di  rinvigorire  la  fiducia  nella  politica,  quella  politica  con  la  P maiuscola che si fa presenza, che assume la  responsabilità della rappresentanza  dei  cittadini,  che  è  capace  di  interpretare  la domanda  di  futuro  che  viene  dalle  nuove  generazioni,  perché, sia  ben  chiaro,  il  rifiuto  della  politica  -  che  si  accompagna  alla crisi  dell’economia  -  apre  spiragli  d’incertezza  assolutamente preoccupanti,  si  traduce  in  una  polarizzazione  esasperata,  che fa   il   gioco   di   chi   (per   usare   una   formula)   ha   in   mente   la scadenza    elettorale    piuttosto    che    l’interesse    delle    nuove generazioni.  La  congiuntura  attuale  si  riverbera  pesantemente  sui   tagli   imposti   alla   spesa   pubblica,   e   in   particolare   nei  confronti delle Regioni e degli  Enti Locali.  Ciò  rischia  evidentemente  di  tradursi  nel  restringimento   dei servizi  «a  domanda  individuale»,  di  competenza  del  Comune,  con  negative  ripercussioni  nel  campo  dei  servizi  sociali  (come nel  caso  della  riduzione  dei  contributi  per  i  canoni  di  affitto concordati). La  riduzione  delle  risorse  concernenti  i  trasferimenti  statali  e  la nuova definizione delle politiche fiscali  (demandate ai  Municipi) rendono   davvero   necessario   programmare   saggiamente   l’uso delle   nostre   risorse   e   valorizzare   coraggiosamente   il   nostro patrimonio (materiale e immateriale). Ciò   avverrà   nell’ottica   della   revisione,   del   controllo,   della  trasparenza  -  delle  scelte  e  degli  atti  tecnici  e  gestionali  che andremo  a  compiere  -  nel  breve,  medio  e  lungo  termine,  ma anche nel rispetto degli obblighi dettati dalla saggia amministrazione e dalla chiarezza degli obiettivi  (programmatici e  progettuali)  che  intendiamo  proporci  e  che  abbiamo  proposto anzitutto al  corpo elettorale, consci dell’importanza dei suggerimenti    che    sono    certo    verranno    dall’Aula e nelle Commissioni,  nel corso del  nostro  lavoro,  tenuto  conto  che l’obiettivo  di  fornire  servizi  efficienti  ed  efficaci  ai  Cittadini potrà  essere  senza  dubbio  agevolato  anche  dalla  prosecuzione degli obiettivi gestionali vigenti.  Si darà  atto che, fin dal suo  insediamento, questa Amministrazione si è impegnata seriamente nella revisione della spesa   pubblica: questo è uno   degli   obiettivi   essenziali   per rendere più efficiente e produttivo il Comune. A questo proposito, la decisione  di  assegnare  un’esatta  delega assessoriale  testimonia  risolutamente  non  solo  l’assolvimento di  un obbligo, ma anche una chiara volontà: fare muovere l’intera  Amministrazione  nell’ottica  della  cosiddetta  revisione della spesa, vale a dire   attraverso l’analisi e la valutazione (sistematica  e rigorosa)  delle strutture organizzative, delle procedure  di  decisione,  redazione,  attuazione,  protocollo  dei singoli  atti, in formato digitale piuttosto    che   cartaceo - all’interno  dei programmi,  ergo dei risultati – per  passare  al vaglio i capitoli di spesa e verificare eventuali sprechi o inefficienze, anche alla luce dell’accertamento della soddisfazione dell’utente.  L’esigenza   di   porre   il   Cittadino   al   centro   del   processo   di riorganizzazione dei servizi e della loro modalità di erogazione è prioritario:  si  tratta  di  impostare  quella  stessa  erogazione  in funzione  degli  Utenti,  prevedendo  il  confronto  fra  obiettivi  e risultati,  fissando  standard  di  prestazioni,  alla  cui  definizione partecipino   gli   stessi   Cittadini,   cui   è   consentito   anche   di controllare  se  gli  impegni  –  che  il  Comune  assume  attraverso  la gestione diretta e indiretta dei servizi – vengono effettivamente rispettati. Andremo quindi a formulare e a introdurre la Carta dei servizi di pubblica  utilità:  essa  dovrà  prevedere,  oltre  all’elaborazione  di standard   di   qualità,   la   tutela   dei   diritti   del   consumatore, delineando  modalità  di  partecipazione  civica  per  la  valutazione dei risultati conseguiti. Grazie  all’individuazione di caratteristiche del servizio (oggettivamente     stabilite e misurabili) questa  Amministrazione intende assicurare ai Cittadini servizi «a regola d’arte».  La  stessa  soddisfazione  dell’utente  andremo  a  monitorare,  per soppesare  eventuali  criticità,  ridurre  gli  intervalli  di  risposta  e attesa,  analizzare  il  comportamento  relazionale  dell’impiegato allo   sportello,   semplificare   gli   adempimenti   e   coadiuvare il Cittadino, ove possibile a domicilio. Resta  fermo  l’impegno  massivo  sul  fronte  delle  informazioni implementate on line ein   tema   di   democratizzazione   ed economizzazione   dell’accesso ad Internet, vedansi   la comunicazione e divulgazione    multimediale    delle    attività istituzionali, ma senza trascurare (in     chiave     interna) l’innovazione  prodotta  dall’aggiornata  architettura  informatica degli  Uffici,  dalla  prossima  cablatura  (in  fibra  ottica)  dei  plessi municipali   e   dall’aumento   dell’offerta   digitale   interconnessa alla banda larga. Si noti che l’uso di sistemi operativi e softwar e libero   si   rivela   molto   performante.   Proseguiremo   su   questa strada,  con  senso  della  realtà,  analizzandone  costi  e  benefici, studiando  il  grado  d’integrazione  con  i  software  gestionali  in  uso,   cercando   di   coniugare   le   soluzioni   aperte   con   quelle proprietarie  e  risolvendo  le  problematicità  connesse  all’attesa attivazione  degli  accessi  gratuiti  («wi-fi  spot»)  a  beneficio  del cittadino e del turista nelle aree di maggiore frequentazione. Asseconderemo     la     creazione     del     fascicolo     digitale     del contribuente    che    (in    un    prossimo    futuro)    permetterà    la dematerializzazione     e     la   digitalizzazione     integrata     delle procedure;  proseguirà  il  lavoro  in  sinergia  con  la  Poste  Tributi, in  materia  Tarsu;  sarà  altresì  assicurata   e  favorita  la  libera concorrenza sul mercato per una più ampia partecipazione delle imprese agli approvvigionamenti dell’Ente . Nell’agenda     operativa     è     già     presente     la     necessità     di riconsiderare  la  gestione  di  Cimiteri,  Impianti  sportivi,  culturali e  di  assistenza  (ove  ciò  comporti  un  oggettivo  risparmio  di spesa  per  l’Amministrazione)  mentre  la  valorizzazione  dell’orto urbano  -  come  una  risposta  all’esigenza  di  fare  Comunità,  come occasione     d’incontro,     d’impegno,     di     condivisione     delle sensibilità  e  delle  tradizioni,  co n  beneficio  sociale  oltre  che economico   -   raffigura   la   concreta   volontà   di   indirizzare   al meglio le risorse e di  mirare alla qualità del servizio proposto al Cittadino,    al    contribuente,    alle    famiglie    e    alle    imprese. Facciamo  nostro  il  criterio  di  tramutare  lo  spreco  in  risorsa,  il recupero  nel  riutilizzo,  il  KM-ZERO  in una  prassi  che  associ  la tutela ambientale al beneficio economico  della filiera corta, che unisca la solidarietà al risparmio, così da incentivare le azioni di riuso   enunciate   espressamente  da  una  Direttiva  comunitaria sull’opportunità    di    potenziare    azioni    di    prevenzione    e    di riutilizzo dei rifiuti. Ci sia concesso  di sintetizzare che le nuove disposizioni generali di revisione della spesa pubblica mirano a tre obiettivi. Primo:   iscrivere   il   funzionamento   dell’apparato   statale,   e   le relative  funzioni,  entro  un  quadro  razionale  di  valutazione  e  di programmazione   (operazione   strutturale)   il   cui   buon   fine   è legato  all’ottimizzazione  delle  procedure  e  delle  articolazioni dello Stato. Secondo:    accorpare    o    dismettere    gli    enti    non    necessari procedendo      alla      progressiva      riduzione      degli      organici, privilegiando  la  distribuzione  razionale  delle  risorse  umane  e materiali a disposizione delle Pubbliche Amministrazioni.  Terzo.  ridurre  la  spesa,  senza  però  incidere  ove  possibile  sulla quantità    dei    servizi    erogati    anche    dal    nostro    Comune, migliorandone  qualità  ed  efficienza,  e  soprattutto  rendendo  più appetibili gli investimenti.  Del  tutto  evidente  è  che  occorre  fare  un  salto  qualitativo e metodologico. Avere   un   approccio   più   diretto   alla   nostra   azione,   specie nell’ambito  delle  competenze  e  delle  prerogative  economico -finanziarie  che  fanno  capo  al  Comune,  sulle  quali  ovviamente avremo   modo   di   tornare   nell’ambito   della   programmazione degli elaborati di bilancio dell’Ente. Non  appare  inutile,  tuttavia,  ricordare   all’Aula  (seppure  per sintesi)   che   gli   interventi   previsti   dal   Decreto   Bondi   sulla riduzione   della   spesa   pubblica   già   preannuncia no   l’obbligo dell’attività   negoziale   dell’Amministrazione   e   stabiliscono   la nullità  dei  contratti  che  non  siano  stati  stipulati  attraverso  gli strumenti di acquisto messi a disposizione da Consip . Sono naturalmente fatti salvi i contratti stipulati tramite diverse centrali di committenza, salvo che essi prevedano condizioni più favorevoli per le Amministrazioni pubbliche. Particolarmente  pressante  appare  la  prevista  riduzione  degli Organici   e   la   razionalizzazione   delle   Piante   Organiche,   con misure  dirette  a  rimodulare  (direttamente  e  indirettamente)  la spesa per il personale. Nostro    compito    sarà    verificare,    da    un    lato,    il    recupero dell’efficienza della macchina burocratica e,  dall’altro, mirare al perfezionamento    strutturale     nell’allocazione     delle     risorse umane. Altri  aspetti  sono  connessi  all’ottimizzazione  della  spesa,  alla modernizzazione  dei  sistemi  di  controllo,  alla  gestione  e  alla mobilità  di  dirigenti  e  dipendenti,  al  trattamento  del  Personale in servizio o di quello prossimo alla quiescenza, come anche alla dismissione     di     beni     della     Pubblica     Amministrazione     e all’attribuzione d’incarichi. Sono   temi   sui   quali   avremo   modo   di   riflettere   verificando tempestivamente oneri e opportunità per l’Ente. Resta    fermo    quanto    già    previsto    dal    Piano    triennale    di razionalizzazione  e  contenimento  delle  spese  di  funzionamento dell’Ente,  ad  esempio  nel  merito  del  riordino  del  patrimonio pubblico,   della   possibile   riduzione   dei   costi   delle   locazioni passive  già  in  essere,  della  rinegoziazione  dei  contratti  e  dei canoni,  della  riduzione  delle  spese  di  affitto  che  gravano  sul Comune  e,  non  ultimo,  della  verifica  dei  contenziosi   che  -  nel caso  dell’ammodernamento  del  Palazzo  di  Giustizia  piuttosto che  nell’affitto       delle       strutture       connesse       a       quella Amministrazione - risultano tanto onerosi quanto defatiganti. A   ciò   si   aggiunge   la   rimodulazione   (leggasi   riduzione)   delle spese  dedicate  alle  dotazioni  strumentali,  alle  autovetture  di servizio,  ai  beni  immobili  (a  uso  abitativo  o  di  servizio)  e  delle più  recenti  disposizioni  normative  su  utilizzo  delle  utenze,  su consulenze,  ricerche  e  studi,  sulle  spese  di  rappresentanza,  per la formazione del Personale, per mostre e convegni. Un   segnale  importante   -   per  tempestività  e  razionalità   -  lo fornisce  tuttavia  la  fase  di  attivazione  del  censimento,  della verifica  e  della  revisione  delle  utenze  di  energia  elettrica  di tutti  gli  immobili  comunali,  con  esclusione  dei  soli  impianti  di pubblica    illuminazione,    per    i    quali    è    stato    recentemente esternalizzato  il  servizio  a  una  società  aggiudicataria  Consip, scelta    che    potrà    consentire    di    risparmiare    sui    consumi attraverso la cessazione delle utenze inutilizzate.  Emerge  perciò   l’esigenza  più  ampia  e  diffusa  di   privilegiare alcune linee d’indirizzo fondamentali. Sostenere  la  meritocrazia  e  le  competenze,  per  dare  risposte puntuali,     esaurienti     e     precise;     informare     il    Cittadino dell’operato  dell’Amministrazione,  nell’ottica  di  una  gestione della  Città  sempre  trasparente  e  condivisibile ;  contrassegnare eticamente  la  nostra  azione,  assicurando  alla  Cittadinanza  che  i politici  e  la  macchina  comunale  svolgano  la  loro  professione rigorosamente. Ci     preme     ribadire     in     modo     convinto     che     quest’Assise rappresenta  la  massima  espressione  democratica  della  Città  e (direi     meglio)     della     Comunità     che     siamo     chiamati     a rappresentare    e   ad   amministrare,   in   una    fase    (come   ho accennato)   certamente   difficile:   anche   perciò   -   assolvere   al meglio  il  nostro  ruolo  -  non  sarà  possibile  senza  l’apporto  della Dirigenza  e  dei  Dipendenti  tutti  del  Comune .  Essi  (insieme  a quest’Aula)   sono   compartecipi   della   necessità   di   agire   con chiara  imparzialità,   condivisione  e   competenza,  innovando  il metodo  di  lavoro,  ove  ciò  sia  necessario  e  proficuo,  a  iniziare dalla predisposizione di atti di programmazione inseriti nel ciclo delle  performance  -  e  posti  alla  base  di  un  sistema  premiante  - in  maniera  da  ottimizzare  il  ruolo,  l’operato,  le  responsabilità, la  gratificazione  (non  solo  materiale)  del  Personale  e  dell’Ente nella  sua  totalità,  ma  anche  assecondando  l’accesso  agli  Uffici Municipali,  perché  la  cittadinanza  possa  usufruirne  in  funzione dell’apertura degli altri servizi pubblici urbani . Non    a    caso,    la    semplificazione    dei    procedimenti    (anche attraverso  il  potenziamento  degli  strumenti  informatici  già  in uso)   e   l’implementazione   di  software   che   consentano   una gestione informatizzata degli atti sono  un tema forte  rispetto  al complessivo  e  atteso  adeguamento  tecnologico  dei  processi .  A ciò   si   connette   l’auspicabile   e   non   rinviabile    esigenza   di dematerializzare  i  documenti  -  nell’ottica  del  miglioramento  del flusso    informativo,    un    aspetto    nodale    della    politica    di trasparenza  che  intendiamo  concretizzare.  L’obiettivo  è  dunque quello  di  sostenere  un’azione  amministrativa  realmente  capace di  assecondare    la    fruibilità    delle    informazioni    da    parte dell’utenza  (interna  ed  esterna);  il  metodo  è  altresì  quello  una pianificazione triennale  specificamente incentrata sui temi della trasparenza e dell’integrità. A    questo    tema    si    connette    evidentemente    la    scelta    di impegnarci  nell’attivazione  di  un  Ufficio,  di  un’Unità  di  lavoro elastica  e  ad  hoc,  che  raccolga  le  migliori  competenze .  Occorre attivare   o   sollecitare   un   dialogo   proficuo   in   ambito   inter-istituzionale (locale, provinciale,  comunitario). Ciò    avverrà    -    da    un    lato    -    nell’ottica    di    completare proficuamente i Programmi integrati (già in esse re) come quello sul  paesaggio  che  coinvolge  cinque  Comuni  (Arborea,  Cabras, Palmas  Arborea,  Santa  Giusta,  e  che  ci  vede  capofila);  quello  ex art.  5,  che  vede  compartecipi  Oristano,  Palmas  Arborea  e  Santa Giusta,  ma  anche,  e  più  in  generale,  in  maniera  da  permettere una   più   consapevole   e   brillante   fruizione   delle   opportunità ambientali,  turistiche,  ricettive,  culturali,  offerte  dai  rapporti con     le     Istituzioni     internazionali     e     dagli     strumenti     di programmazione  regionale  e comunitaria  che  assecondano  il turismo    che    elegge    nella    qualità,    nella    «mobilità    lenta», nell’autenticità,  nella  sostenibilità  e  nel  patrimonio  identitario locale  i  fattori  di  competitività  decisivi  rispetto  ad  attrattiva  e crescita della nostra specifica realtà. Facciamo nostra una visione dello sviluppo economico urbano in grado   di   coadiuvare   maggiormente   equità   e   stabilità   delle Comunità, comunità e luoghi  ove la qualità della vita, che attrae residenti  e  turisti,  viene  proposta  come   metodo  di  sviluppo locale,  come  fattore  in  grado  di  assicurare  maggiori  chance  a tutti  i  soggetti  socioeconomici  espressione  di  quella  Oristano, città  dalle  identità  positive,  ancora  in  grado,  secondo  noi,  di esprimere    un    ruolo    degno    del    blasone    storico    che    la contrassegna      in      maniera      originale,      città      che      premia l’artigianato,  ne  sostiene  -  anche  in  forma  associata  ad  altre realtà  d’identica  vocazione  -  le  espressioni  di  nicchia  e  no,  e queste forme di alto valore aggiunto, frutto del proprio retaggio artistico,    tutela,    promuove    e    pubblicizza,    anche    a    livello museologico. Una  città  attenta  altresì  a  tutelare  chi  vi  abita  o  vi  gravita quotidianamente,  nell’attuazione  di  quei  compiti  di  protezione civile      che      hanno      comportato      l’istituzione      dell’Ufficio permanente   di   Sicurezza   e   Protezione   Civile   -   in   capo   al Dirigente del IV Settore - quale struttura specifica, preposta allo svolgimento  di  funzioni  finalizzate  all'attuazione  d’interventi  di prevenzione  e  protezione  della popolazione  dai  rischi  di  natura calamitosa,  sulla  base  delle  norme  regionali  in  argomento  che pongono  l’accento  anzitutto  sullo  svolgimento  dell’attività  di prevenzione e sulla diminuzione della vulnerabilità del territorio e della popolazione rispetto ai rischi presenti.  Una   città   a   misura   d’uomo,   perché   piccola,   ma   a   diretto contatto   con   l’ambiente   naturale   (campagna,   collina,   mare, fiume);  una  città  centrale  rispetto  al  territorio  regionale;  una realtà  urbana  peculiare,  perché  in  essa  la  storia  è  fortemente presente,  e  di  ciò  recano  traccia  il  suo  centro  storico  e  i  suoi monumenti;  un  capoluogo  socialmente  sano  e  geograficamente fertile,  ed  anche  per  questo  appetibile,  considerati  i  requisiti  e le    tradizioni    del    lavoro    artigiano    che    è    nostro    obiettivo valorizzare. La  qualità  della  vita  è  naturalmente  connessa  a  una  politica  che ponga al centro della nostra attenzione il Cittadino e la famiglia, gli  Oristanesi  vecchi,  nuovi  e  nuovissimi,  e  fra  essi  quanti  sono più  deboli  rispetto  alle  emergenze  del  quotidiano :  l’obiettivo concreto è la totale eliminazione delle barriere architettoniche . Ci  preme  valorizzare  e  sostenere  gli  strumenti  presenti  e  futuri in  grado  di  fornire  assistenza,  anche  rimodulando  gli  orari  di sportello. Quest’onere     è     necessario     assolvere     spec ie     dinanzi     ad emergenze     contingenti     e     alla     domanda     di     accoglienza, protezione  e  tutela  che  giunge  da  donne,  minori  e  vitt ime  della violenza:   si   farà   ovviamente   con   i   dovuti   accorgimenti   di anonimato    e    segretezza,    previsti    dalla    legge.     Spetterà    al Comune   coadiuvare   e   attuare   quest’offerta,   nell’ambito   dei servizi  esistenti  ma  anche  nella  misura  dei  macro  e  dei  micro interventi, che (in forma singola ovvero associata e distrettuale) sono  già  previsti  o  che  andranno  consolidati,  appannaggio  delle famiglie,  delle  donne,  delle  madri,  dei  diversamente  abili,  dei soggetti  che  vivono  una  condizione  di  disagio  o  che  necessitano obbligatoriamente di assistenza. A   tale   proposito   mi    preme   confermare   che   il   ruolo   del  Volontariato diverrà essenziale. Esso     sarà     un     interlocutore     fondamentale     nella     nostra programmazione    e    nella    gestione    dei    servizi,    diffusi    e domiciliari, di quartiere e per il quartiere , dettati in primis dalla valenza   effettivamente   sociale   dell’intervento    piuttosto   che dalla sua dimensione strettamente finanziaria . Questo   ci   porta   ad   assecondare   un   accesso   effettivamente democratico  a  tutte  le  opportunità  formative,  aggregative,  di rilevanza sociale che vedano il Comune protagonista . A  premiare  il  merito  assistendo  i  redditi  più  bassi  e  tutte  le classi di età. Valga  l’esempio  di  assicurare  la  frequenza  agevolata  alle  classi di  strumento  e  ai  corsi  impartiti  presso  l’Istituzione  Comunale «Scuola Civica di Musica». Rimangono  essenziali  (sul  fronte  della  prevenzione)  l’opzione «minori»   e  la   scelta  della   sussidiarietà   come   il   metodo  più adatto  ad  assecondare  la  crescita  armonica  della  persona  e  dei nuclei familiari, sotto il profilo sociale e culturale.  Per queste  ragioni, quanto  più  forte, autorevole e  professionale sarà  l’intesa  tra  Scuola,  Servizi  Sociali  e  Famiglie,  tanto  più efficaci  risulteranno  gli  interventi  preventivi  e  di  recupero  da situazioni di disagio e devianza, occulte o palesi.  Desideriamo costruire insieme una Città accogliente, nella quale si  deve  vivere  bene,  una  Città  dove  si  è  assistiti  nella  malattia  e nelle   situazioni   di   disagio   (cito   in   proposito   l’attesa   e   non procrastinabile esecuzione dei lavori dell’Hospice entro il 2013) . Desideriamo   costruire  insieme   una  Città   con  luoghi  pubblici godibili  e  curati,  capaci  di  far  rinascere  le  relazioni  sociali  e  di raccontare la comunità che li ospita . Premesso    l’aggiornamento    cartografico    di    uno    strumento essenziale    come    il    Piano    Urbanistico,     sarà    fondamentale adottare scelte urbanistiche che non stravolgano il già fatto , ma che   tuttavia   siano   imperniate   (in   modo   più    netto)   verso   la riqualificazione    del    patrimonio    esistente,     sia    in    ambito residenziale     sia     per     le     attività     produttive,     vedasi     la trasformazione   delle   concessioni   dei   diritti   di   superficie   in diritti di proprietà nei Piani di Zona.  Si  pensi  inoltre  alla  delicata  ma  pur  necessaria  verifica  degli oneri   concessori   vigenti   e   delle   agevolazioni   possibili   nel settore      dell’edilizia      abitativa      e      delle      opportunità      di ristrutturazione,   concesse   alle   famiglie   e   agli   operatori   del settore,   come   anche   all’aggiornamento   della   pianificazione particolareggiata del Centro Storico di Oristano. L’impegno  volto  alla  risoluzione  delle  problematicità  legate  al Piano  dei  litorali,  come  anche  all’utilizzo  di  strumenti  (come  il Bando Litus)    che    insieme    alla    riqualificazione    dei    pontili figurano  fra  i  primi  interventi  che  la  Giunta   intende  attuare, s’inquadrano  in  un’ampia  e  sinergica  adozione  degli  strumenti di  pianificazione   finanziata.  Fra  essi   la  «Rete  della  Mobilità Lenta»,  la  cui  progettazione  preliminare   (estesa  ai  dieci  comuni dell’Area  Vasta)  è  al  vaglio  degli  Uffici,  e  andrà  a  costituire  una dei  network  ciclopedonali  più  estesi  d’Italia.  Simile  procedura segue    l’iter    delle    Autostrade    del    Mare,    un    progetto    di partenariato  che  coinvolge  Oristano  e  le  Amministrazioni  più prossime  al  Capoluogo.  Una  città  dunque  che  ha  in mente  cosa deve  essere  fatto  per  coniugare  qualità  della  vita  e  sviluppo sostenibile,  e  che  ha  la  consapevolezza  di  rispondere  (con  atti concreti)   all’esigenza   di   adottare,   monitorare,   aggiornare   la pianificazione  (presente  e  futura)  dedicata  alla  mobilità  e  ai servizi  di  trasporto  pubblico.  Allo  stesso  tempo,  per  la  forte connotazione  sociale  che  ci  preme  dare  alla  nostra  azione  (a tutela  delle  fasce  più  deboli  ma  anche,  e  più  ampiamente,  a salvaguardia  delle  criticità  del  territorio )  ci  adopereremo  (con lo   strumento   del   Patto   dei   Sindaci )   per   favorire   la   tutela ambientale,  riservando  inoltre  massima  attenzione  a  investire  e ad  attrarre  risorse,  sia  sul  fronte  delle  energie  alternative  (a cominciare   dai   siti   comunali),   sia   nell’ambito   di   «housing sociale» e del completamento delle opere di riconversione  socio urbanistica che la Giunta ha ereditato. Colleghi, nel   corso   degli   anni   la   Città   ha  subito   un   impoverimento estetico. Il  concetto   di   decoro   sta   particolarmente  a   cuore  a  questa Amministrazione. Esso  assume  un  carattere  prioritario  nella  Città  di  paesaggi  che Oristano  rappresenta  in  virtù  della  dimensione,  dell’identità  dei luoghi e dell’interscambio con il territorio circostante.  Ci  siamo  posti  l’obiettivo  di  riscoprire  il  piacere  di  spostarci  per la  città  e  attraverso  il suo  territorio;  di  riscoprirne  (a  piedi  o  in bicicletta)  le  peculiarità  ambientali;  di  abbellire  gli  ingressi;  di razionalizzare   la   viabilità   per   favorire   i   percorsi   ciclabili;   di riallacciare  il  rapporto  fra  area  urbana  e  area  rurale  perché  la politica    dell’ambiente    ha    una    valenza    sociale    evidente    e urgente,  perché  in  questo  nesso  leggiamo  la  chiave  di  volta della nostra identità. Allo  stesso  tempo  è  ben  chiaro  che  il  concetto  di  vivibilità,  di decoro,  di  accoglienza,  non  può  essere  disgiunto  dall’attenta gestione  delle  problematiche  contingenti  la  vita  quotidiana  di cittadini e famiglie. In  questa  direzione  andrà  il  necessario  check-up  delle  modalità organizzative     di     un     servizio     fondamentale     come     quello Manutenzioni,  e  dei  rami  a  esso  connessi  (Cimiteri,  magazzino, cura degli edifici municipali, Ufficio strade) , verifica in verità già intrapresa lo scorso anno, e che potrà consentire di concentrare  le    attività    in    economia    (su    alcuni    specifici    ambiti)    ed eventualmente   esternalizzarne   talune,   nell’ambito   della   più generale  implementazione  di  quanto  previsto  dai  regolamenti specifici,  nella  consapevolezza  delle  criticità  che  derivano  dalla complessa  gestione  quotidiana  e  dalle  forti  attese  del  Cittadino che     usufruisce     di     servizi     fondamenta li     (acqua,     fogne, manutenzione  dei  sottoservizi,  disbrigo  delle  pratiche,  nuove utenze, risarcimenti e così via).  Senso  dell’accoglienza,  dignità  estetica  e  vivibilità  di  Oristano sono  pure  correlate  all’attenta  gestione  dei  servizi  di  raccolta dei   rifiuti,   alla   pulizia,   alla   cura   del   verde,   tematiche   che andremo   a   inserire   in   un   progetto   complessivo   sul   verde pubblico, e che terrà in debito conto la sensibilizzazione civica. A    questo    mira    il    nuovo    Appalto    del    servizio    di    Igiene Ambientale, che sarà bandito da qui a breve. Intendiamo     investire     tempo,     competenze     e     risorse     per promuovere   un’inversione   di   rotta   in   merito   al   senso   di appartenenza, al senso  civico che è necessario stimolare  perché il  Cittadino  si  riappropri  idealmente  della  Città,  e  se  ne  faccia tutore,  e  non  solo  fruitore  piuttosto  che  utente  distratto ,  e perché  esso  compartecipi  attivamente  alla  salvaguardia  delle aree  comuni,  dell’arredo  urbano,  nel  conferimento  dei  rr.  ss. uu.,  nella  fruizione  degli  spazi  di  gioco  e  d’interazione  sociale che,  come  nel  caso  del  Parco  Brigata  Sassari,  in  Via  Solferino, attendono   di   essere   riordinati   e   posti   a   disposizione   della Comunità senza soluzione di continuità.  Spetta  all’Ente  accelerare  il  riordino  di  strade  e  marciapiedi, l’abbattimento  delle  barriere,  la  prevenzione  del  vandalismo incivile   (specie   quando   esso   coinvolge   i   giovanissimi,   con conseguenze   gravi   o   gravissime) ,   la   dissuasione   dalla   sosta selvaggia, la lotta contro ogni tipo  d’inquinamento. Qui si gioca,  crediamo, una parte rilevante della scommessa che vogliamo  fare  per  rendere  vivibile  ogni  parte  della  Città,  una città  di  elevata  qualità  sociale,  n on  più  entità  astratta,  non  più «non  luogo»  ma  l’insieme  dei  quartieri,  di  broccius  e  arrugas, delle  piazze,  dei  giardini  che  compongono  (con  identica  dignità) il   centro   urbano   e   Torregrande,   i   paesi   di   Silì,   Massama, Nuraxinieddu  e  Donigala,  le  località  di  Pesaria,  San  Quirico,  e Tiria,  oltre  che  le  restanti  borgate,  luoghi  tutti  nei  quali  le individualità   s’incrociano,   entrano   in   relazione,   ne   hanno   a cuore  il  decoro,  la  vivibilità  diurna  e  notturna,  perché  non  vi transitano distrattamente. E  ciò  può  avvenire  con  ottimi  margini  di  economicità  e  con  un modesto  dispendio  di  risorse,  anche  grazie  alla  sinergia  che intendiamo  promuovere  con  Associazioni,  privati,  Istituzioni  e mondo del «non profit». Va  detto  che  -  con  il  redigendo  Piano  urbano  della  mobilità  - verranno  chiariti  gli  obiettivi  che  coincidono  con  il  Programma: l’adozione   di   questo   strumento   detterà   le   linee   globali   per quanto  riguarda  la  mobilità  cittadina ,  anche  a  proposito  dello strumento  dell’affitto  di  bici,  corollario  della  Città  Ciclabile,  già prevista   nella   zona   urbana   di   Via   Brianza,   Via   Fermi,   Via Vandalino  Casu,  nelle  direttrici  di  sfogo  del  Viale  Repubblica, della    Via    Pietri,    per    la    quale    si    sta    procedendo    alla progettazione delle opere strutturali. Considerato  che  il  forzato  uso  del  mezzo  privato  si  traduce nell’erosione  pari  a  circa  il  15%  del  bilancio  delle  famiglie,  e tenuto   conto   dei   costi   sociali   connessi,   a   danno   dell’intera collettività,      ci      preme      recuperare      i      gravissimi      ritardi nell’organizzazione  della  mobilità,  della  sicurezza,  del  trasporto pubblico,  offrire  ai  Cittadini  valide  alternative,  avvalorando  le piattaforme   d’intesa   più   fruttuose   per   la   pedonalizzazione stagionale o permanente.  Non  soluzioni  calate  dall’alto  ma  un  serio   e  verificabile  esame condiviso  dei  provvedimenti  (immediati  o  prossimi),  da  attuare di concerto con associazioni, utenti e attori sociali direttamente coinvolti. Un   approccio   incentivante,   sia   nel   merito   dell’utilizzo   del veicolo  pubblico  su  gomma  e  dell’articolazione  aggiornata  di circolari,      tragitti      e      fermate      del      bus      pubblico,      sia nell’encomiabile  opzione  per  le  due  ruote.  Non  si  trascurerà comunque    la    sana,    e    mai    troppo    raccomandata,    pratica dell’andare  a  piedi  che  sposa  la  valorizzazione  del  patrimonio verde  extra  urbano  e  dei  litorali  con  la  ridefinizione  dei  tratturi e camminamenti (da riscoprire, da creare) nei circa cento ettari, di  proprietà  del  Comune,  a  forte  vocazione  agro-silvo-pastorale e con significativa presenza eco sistemica e di biodivers ità. Credo appaia evidente che intendiamo farci carico del nesso che lega   il   centro   urbano   ai   paesi   di   Donigala,   Nuraxinieddu, Massama,   Silì,   alle   borgate   di   Tiria,   San   Quirico,   Pesaria, Torregrande, nella  convinzione  - diremo meglio dall’urgenza - di agevolare  le  Comunità  viciniori.  Ciò  significa  tenere  conto  delle attività  economiche  ivi  esistenti  e  favorirne  l’accesso  ai  servizi, a  iniziare  dalla  viabilità.  In  questa  direzione  va  la  creazione  di un  Comitato  di  gestione  che  interfacci  l’Ente  e  i  frontisti,  le  cui attività gravitano e si affacciano sulle strade vicinali. L’obiettivo è ridare al Capoluogo la centralità persa negli anni.  Potenziare  la  percorribilità  e  rendere  più  fluido  il  transito  fra centro      e      periferie      sono      precondizioni      essenziali      al rafforzamento di una vocazione storica della nostra economia . È  doveroso  un  puntuale  monitoraggio  delle  strutture  mercatali civiche  esistenti  (vedasi  la  struttura  di  Via  Costa)  facilitando così  l’incontro  fra  domanda   e  offerta  come  nel  caso  di  Via Mazzini, della ristrutturazione, modernizzazione e adeguamento di   questo   mercato,   con   ampie   possibilità   di   parcheggio,   a beneficio di tutte le attività attigue o prossime al sito.  Pari     importanza     vestirà     la     scelta     di     agire     in     stretta collaborazione con enti e associazioni agricole, tenuto conto  del riverbero  che  avrà  (sui  nostri  territori  e  sulle  nostre  aziende) quanto     previsto     in     sede     di     Programmazione     agricola comunitaria per gli anni 2013-2020. Qui  si  leggono  le  linee  d’indirizzo  relative  al  sostegno  della produzione    di    beni    pubblici,    di    tutti    i    beni    prodotti    in agricoltura,  delle  produzioni  tipiche  o  di  nicchia,  come  anche dell’incremento  di  quelle  unitarie,  e  in  particolare  di  quelle  che hanno  alto  valore  per  la  collettività.  Più  in  concreto  è  nostra intenzione  rendere  operativo  quanto  prima  il  polo  mercatale-agricolo di Fenosu, nesso rilevante per lo scambio merci e per la polarizzazione    verso    Oristano:    una    sfida    con    alto    valore aggiunto  e  che  intendiamo  compiere  nella  consapevolezza  del rilievo  strategico  del  sito.  Sarà  altresì  nostro  impegno  quello  di fungere  da  «trait  d’union»  fra  grande  distribuzione,  esercizi commerciali, produttori, agricoltori  e operatori del Volontariato e   della   Caritas   per   propagandare   e   attivare   (in   modo   non estemporaneo)  un  positivo  strumento  di  solidarietà  e  soccorso come il «banco alimentare». Nel contesto del Programma elettorale,  e nella realizzazione dei lavori    pubblici    in    generale,    viene    contestualizzata    (come metodo)   la   valorizzazione   del   patrimonio   pubblico   che   si traduce   nella   fruibilità   degli   spazi   attualmente   disponibili   e nella funzionalità degli  edifici  comunali destinati  a uffici,  scuole di  istruzione  primaria  e  secondaria  di  primo  grado  e  pubblici servizi.    In    questa   prospettiva    intendiamo    agire    per    la realizzazione  delle   nuove   opere  pubbliche   e  parimenti  negli interventi     destinati     al     recupero,     alla     conservazione,     al miglioramento      funzionale      e      alla    messa      in      sicurezza dell’esistente,  con  interventi  non  più  episodici  ma  legati  a  una specifica   programmazione,   anche   in   funzione   preventiva   di situazioni    di    deperimento    e    comunque    caratterizzati    da tempestività ed efficacia di soluzioni. Ereditiamo   l’urgenza   di   dover   affrontare   le   criticità   di   un patrimonio  edilizio   datato,  costituito  da  immobili  storici,  da edifici risalenti all’inizio del secolo scorso e ad altri dei trascorsi Settanta,   che   il   quadro   normativo   in   materia   di   sicurezza strutturale  e  di  contenimento  dei  consumi  energetici  hanno reso vetusti. L’obiettivo    programmatico    per    il    prossimo    quinquennio    è dunque  quello  di  ricondurre  nella  norma  il  maggior  numero possibile   d’immobili,   ovviamente   assicurando,   per   tutti,   la fruibilità  in  sicurezza  ricorrendo  a  interventi  radicali  di  natura edilizia,  ove  non  sia  possibile  procedere  altrimenti.  Allo  scopo di   garantire   l’utilizzo   in   sicurezza   degli   immobili   s’intende proseguire  in  maniera  decisa  e  determinata  alla  legittimazione certificativa,  anche  in  linea  col  perseguimento  e  la  necessaria tutela  ambientale  dal  rischio  amianto,  per  fare  di  Oristano  una Città   modello,   un   Comune   «in   prima  linea»,   un   esempio   di buone pratiche di cui andar fieri. Nell'ambito  della  progettazione,  potrà  essere valutato  il  ricorso all'adozione   di   tecniche   di   architettura   sostenibile,   oltre   a  garantire  la  sicurezza degli  edifici  pubblici,  nel  quadro  della riqualificazione     urbana     più     volte     richiamata     da     questa Amministrazione. Da   sottolineare   l'impegno   di   garantire   la   conduzione   e   la progettazione  e  successiva  realizzazione  di  alcune  grandi  opere quali   il   nuovo   Palazzetto   dello   sport   e   la   ristrutturazione radicale della Piscina. Nel  merito,  è  ipotizzato  l’affidamento  a  un  soggetto  esterno della    gestione    complessiva    della    Piscina    e    del    Palasport, sfruttando  la  partecipazione  economica  dello  stesso  soggetto per  i  lavori  inerenti  all’impianto  per  la  pratica  del  nuoto.  Allo stato dell’arte risultano acquisiti i progetti definitivi di entrambi i  plessi,  sulla  strada  tracciata  dalla  manifestazione  d’interesse attraverso  una  ricerca  di  mercato  finalizzata  all’individuazione di  soggetti  privati  disponibili  a  intraprendere  l’iniziativa,  cui  si connette l’adesione di diversi soggetti dunque  l’acquisizione dei progetti    definitivi,    preambolo    della    procedura    a    evidenza pubblica  di un appalto in concessione . Sempre  a proposito delle Opere  finalizzate  alla  pratica  ludico -sportiva  accelereremo  la riqualificazione  dei  campi  di  calcio  di  S a  Rodia,  nell’ottica,  si  è già  detto,  di  razionalizzare  i  costi  di  esercizio  oltre  che  della migliore  fruibilità  dei  campi  da  gioco.  È  agli  atti  che  la  F .I.G.C. (con   esatta   proposta   progettuale)   si   è   fatta   carico   della copertura   integrale   dei   costi   dell’intervento,   prevedendo   il totale  rifacimento  delle  strutture  dedicate  al  gioco  del  calcio secondo  gli  standard  richiesti  C.O.N.I.  per  ospitare  partite  di tutte le categorie. Tre  interventi  emergono  come  particolarmente  significativi  nel contesto  delle  azioni  che  intendiamo  intraprendere,  nel  breve  e medio periodo. Sono   quelli   derivanti   dai   fondi   Programmi   Integrati   d’Area inerenti  specificatamente  all’ampliamento  del  porto  turistico  e porto  pescatori  di  Torregrande  e  alla  realizzazione  della  pista ciclabile per Silì. Si  è  già  detto  della  scelta  preferenziale,  socialmente  strategica , di  agevolare  la  pratica  sportiva  e  lo  svago  all’aria  aperta,  non solo per diletto ma per la scelta razionale di uno stile di vita più sano  ed  ecologico,  condiviso  con  i  propri  animali  domestici.  Lo sport  per  tutti,  dunque,  ma  anche  uno  sport,  un’idea  di  tempo libero,  una  calendarizzazione  degli  eventi  che  (in  sinergia  col turismo)   faccia   da   volano   all’economia,   incentivi   la   piccola impresa,      modelli      una      nuova      offerta      destagionalizzata, un’ospitalità  diffusa  e  non  impattante,  che  veda  protagonisti  gli operatori  economici  locali,  a  iniziare  da  quelli  a  dimensione familiare,  e  che  si  traduce  nel  perfezionamento  della  vocazione ambientale  che  ci  contraddistingue.  Il  litorale  e  il  fiume,  per attività  sull’acqua  e  tennis;  la  pratica  equestre  e  le  ippovie,  in collina   e   nelle   pinete   che   lambiscono   la   costa;   l ’attività federale,   la   preparazione   pre-campionato   e   la   formazione permanente   (di   allenatori,   docenti,   arbitri   di   calcio)   nella «piccola  Coverciano»  che  sorgerà  a  Sa  Rodia,  con  un  campus, frutto  di  una  concezione  socio-urbanistica  specifica,  coerente  e di   dettaglio,   ove   convivano   attività   fisica   e   tempo   libero, creatività multiforme e talento giovanile. Questi  sono  alcuni  esempi  della  possibilità  che  sport ,  turismo, eventi   e   ricettività   procedano   paralleli,   per   il   tramite   di specifiche  operazioni  di  valorizzazione  del  patrimonio  culturale, paesaggistico e ambientale. È nostro intento condividere  processi di sviluppo sostenibile che generino     una     migliore     e     più     efficace      definizione      e organizzazione     dell'offerta,     beneficino     delle     opportunità derivate  dall'integrazione  fra  aree  forti  e  aree  interne,  attirino gli investimenti con proposte sinergiche, coerenti, di qualità. E  altre  forme  potremo  sperimentare  affinché  attività  turistica, agonistica,  manifestazioni  e  accoglienza  procedano  all’unisono: una  filiera  nuova,  dunque,  che  pone  Oristano  all’avanguardia,  e che    sosterremo    senza    trascurare    né    la    messa    a    norma dell’impiantistica  sportiva  esistente  né  l’esternalizzazione  delle gestioni, nelle strutture complesse e in quelle di quartier e. Colleghi, incoraggiare  la  creatività  e  la  ricettività  culturale,  soprattutto dei  più  giovani,  lo  riaffermiamo  anche  in  questa  occasione,  è  il vero    motore    per    creare    cittadini    liberi,    cioè    pensanti    e partecipativi. Educare  è  soprattutto  questo:  fornire  gli  strumenti  per  seguire autonomamente  percorsi  in  cui  le  esperienze  conducano  alla maturazione     dell’essere,     prima     ancora     che     all’accumulo  insensato  e  compulsivo  di  beni  materiali.  L’arte  e  la  cultura sono  a  nostro  avviso  la  chiave  di  tutte  le  trasformazioni  sociali realmente  democratiche.  Esse  stimolano  lo  sviluppo  del  senso d’identità personale e sociale. Riteniamo    importante    perciò    agevolare    e    promuovere    la conoscenza  dell’ingente  patrimonio  artistico,  storico  e  culturale (un  tempo  si  diceva  giacimento  culturale)  dell’intero  territorio civico,  ivi  comprese  le  collezioni  e  gli  archivi  privati  e  delle  Istituzioni laiche e religiose.  Un  filo  rosso  del  nostro  ragionamento  strategico  sarà  pertanto quello di facilitare l’accesso, la promozione e la pubblicizzazione  di  queste  ricchezze,  nelle  forme  più  adatte  e condivise, concretizzando le opportunità presenti e avvalorando quelle  future  che  richiedono  però  una  programmazione  (una messa in sistema) già ora chiara, coerente, definita.  Ci riferiamo al Museo Giudicale, nella consapevolezza dell’urgenza  perentoria  di  dirimere  quanto  prima  le  difficoltà dello   specifico   procedimento   che   vede   Oristano   e   Sanluri marciare   di   pari   passo   ma   anche   di   ridefinire   il   ruolo   e   la funzione strategica dell’Istar rispetto all ’effettiva disponibilità e messa  in  rete  della  documentazione  archivistica  internazionale  (sul  Giudicato  e  sul  Marchesato)  che  troverebbero  (nel  Museo Giudicale) una loro logica sede. Questa  nuova,  attesa  struttura  museale,  che  nasce  dall’unità d’intenti  della  R.  A.  S.,  della  Provincia  e  del  Comune,  fornirà l’occasione    per    sperimentare    in    concreto    una    politica    di gestione  del  bene  culturale  finalmente  sinergica,  da  un  lato  per la  tipologia  del  finanziamento  che  ne  sorregge  l ’istituzione,  per altro   verso   per   l’urgente   necessità   che   la   Città   ha   di   fare sistema,  dare  vita  cioè  a  una  rete  dei  beni  culturali,  archivistici, archeologici,      paesaggistici,      storici,      artistici       ed      etno-antropologici. Una gestione unitaria, che ottimizza e  fa economia sui costi, ma che       è       garante       dell’offerta       policentrica       complessiva (Antiquarium,    torri    urbane,    luoghi    di    culto,    nu ovi    musei cittadini). Una  proposta  reticolare  -  condivisa  da  Comune,  Stato,  Chiesa, Associazioni  d’arte  e  mestieri,  Università,  Consorzi,  Fondazioni e  Cittadini  -  ma  con  la  curatela  specifica  in  forza  della  mission che contraddistingue la singola realtà . Si  pensi  al  Teatro  San  Martino  che  pure  dovrà  contemperare coerentemente    la    specifica    destinazione    d’uso    all’utilizzo dedicato alla formazione di alta qualità. Un   punto   di   partenza   importante   leggiamo   nella   positiva apertura  della  Pinacoteca  Contini  (sia  detto  per  inciso  che  il 2013  sarà  il  110°  anniversario  dalla  nascita  dell’illustre  pittore) ed   è   certo   nostro   interesse   accelerare   il   potenziamento   di questo  sito,  sotto  tutti  gli  aspetti,  prima  di  tutto  logistici.  E  ciò anche per dirimere la delicata  questione  delle  sedi  bibliotecarie comunali, l’H. S. A. come anche il fabbricato della Via Carpaccio, che      auspichiamo      di      porre      nelle      nostre      disponibilità, volturandone  l’utilizzo  a  supporto  del  parco  pubblico  che  gli  sta affianco. Pari  attenzione  rivolgeremo  alla  promozione  della  Sartiglia  che dovrà   avere   un   museo   ad   hoc,   che   ospiti   la   sede   della Fondazione   che   ne   custodisce   la   storia   e   ne   tramanda   la tradizione,    allo    scopo    di    accogliere,    raccogliere,    esporre, vivificare le testimonianze storiche e documentali specifiche. Sarà  un  museo  popolare,  creato  a  passo  a  passo  con  i  Gremi,  e col  contributo  benemerito  dei  Cittadini,  ai quali  chiederemo  di donare  oggetti,  fonti  e  documenti,  tutelando  correttamente  i diritti dell’encomiabile  donatore  e  custodendo  ed  esponendo degnamente  il  bene  offerto,  a  beneficio  della  Comunità,  degli studiosi e dei visitatori.  Leggiamo  come  una  sostanziosa  opportunità  culturale  quella  di definire  l’accordo  di  usufrutto  del  principale  monumento  della nostra  borgata  marina,  la  torre:  la  Conservatoria  delle  Coste,  in collaborazione  con  gli  uffici  dei  servizi  territoriali  demanio  e patrimonio  dell’Assessorato  degli  Enti  locali,  la  individua  tra  i beni   destinabili   ad   attività   scientifico-culturali   e   turistico-ricettive aperte ai residenti e ai  turisti. Non  ci  sfugge  la  complessità  dell’obiettivo  ma  ci  son  chiari,  allo stesso  tempo,  la  qualità  identitaria  del  luogo  e  il  «plus  valore» storico    e    architettonico    della    torre,    anche    rispetto    alla potenzialità    inespressa    e    al    richiamo    fascinoso    di    una testimonianza  costiera,  il  cui  atteso  recupero   pro  riutilizzo  si tradurrebbe   (non   è   retorico   dirlo)   in   una   scelta   forte,   sia politica  sia  etica.  Una  motivazione  che  ci  farà  muovere  anche nella  direzione  di  definire  e  progettare  un  Parco  Archeologico Urbano,  al  Rimedio,  una  chance  per  la  ricerca  e  non  solo,  per essa, che merita non essere sprecata.  La  stessa  valenza  civica  ha  e  dovrà  avere  l ’attivazione  di  un percorso  serio  e  ininterrotto  col  mondo  della  scuola:  pensiamo a  un  Municipio  che  spalanca  le  porte  ai  Cittadini  in  età  scolare, che  li  ospita  in  visita,  raccontando  la  storia  della  Città  e  la funzione della  nostra  Istituzione ,  in  stretta  connessione  con l’Archivio  Storico;  pensiamo  a  una  Scuola  Civica  di  Musica  che accresce  e  diversifica  l’offerta  formativa  (ampliando  la  propria vocazione  ad  altre  discipline  afferenti  l’istruzione  musicale)  in rete con i Comuni vicini, come sta avvenendo da qualche mese.  Ho  citato  l’Archivio  Storico,  e  non  a  caso,  perché  da  subito avvieremo    la    verifica    dello    stato    dell’arte    del    Sistema Archivistico   Provinciale   –   che   ci   vede   capofila   fra   ventidue Comuni  -  e  il  monitoraggio  che  concerne  la  ristrutturazione dell’ex  Distretto  Militare  e  la  congiunta  nascita  del  Polo  degli Archivi dello Stato e della Città.  Quanto  al  Teatro  Civico  «Antonio  Garau»  (valga  a ricordarne  la fama  che  -  quaranta  anni  fa  -  scriveva  due  esilaranti  «pièce», Giuseppi   e   Maria   e   S’Urtima   xena)   è   opportuno   che   esso divenga  un  incubatore  di  attività  culturali,  non  più  soltanto  un efficiente  contenitore,  con  ben  definiti  programma,  gestione artistica  e  progetto  culturale.   E  a proposito  della  specificità della lingua Sarda - che proprio Garau tramandò, con insuperata maestria   -   ci   preme   riservare   massima   attenzione   alla   sua divulgazione:   idioma   da   tutelare   (perché   ci   unisce);   lingua identitaria che  racconta il passato ,  vive nel presente  ed è  ponte fra   le   generazioni;   materia   da   insegnare   -   fin   dalla   scuola dell’infanzia  -  quale  formidabile  opportunità  di  associare  storia, memoria, spirito dei nostri luoghi e senso civico. E  infine  l’Università,  o  meglio  la  politica  per  l’Università  di Oristano.     Diciotto     anni     fa,     Mariano     Scarpa     disse     con lungimiranza:  «L’Università  di  Oristano  o  sarà  mediterranea  ed europea o non sarà». Aveva  visto  giusto.  Non  voli  pindarici  -  ma  piuttosto  la  concreta cognizione    di    una    scommessa    che    solo    con    una    visione prospettica  si  poteva  e  si  può  vincere,  specie  in  una  fase  come quella attuale. Siamo  sulla  buona  strada:  a  noi  spetta  l’onere  di  monitorare  il compiuto,  di  correggere  (se  serve)  il  già  fatto,  ma  anche  di essere  tutor  di  un  mandato:  legare  scienza  ed  economia  alla finalità  precipua  del  Consorzio,  perché  la  forza  della  specificità, la forte territorialità dei saperi,  sono  condizioni  indispensabili a salvaguardarne il futuro.  Signor Presidente, Colleghi della Giunta, Signori Consiglieri, grandi   battaglie   in   passato   hanno   consentito   la   nascita   di Istituzioni  e  soggetti  che  oggi  rischiano  di  scomparire :  possa questo  Consesso  essere  garante  (ove  occorra)  di  combattere anche  nuove  lotte  di  civiltà,  per  il  bene  Comune,  nell’interesse del nostro Comune, per il futuro della nostra Città.  Grazie”. (Guido Tendas, sindaco di Oristano).

Come preannunciato durante l'ultima seduta del consiglio provinciale, nel corso del dibattito sulle Domus de Janas di Mandras, gli assessori provinciali alla Cultura, Serafino Corrias, e al Turismo, Gianfranco Attene, con una nota congiunta hanno invitato l'assessore regionale alla Cultura e Beni Culturali, Sergio Milia, ad un incontro presso l'ipogeo di Mandras, il complesso in territorio di Ardauli che necessita di interventi di recupero e salvaguardia. L'incontro risulterebbe certamente utile per constatare lo stato di precarietà del complesso, anche se, al momento, l'assessorato regionale dei Beni culturali non dispone di risorse disponibili per il risanamento, così come comunicato lo scorso 17 luglio dalla direzione generale dell’assessorato. Nella nota viene riconosciuta l'importanza del monumento di Mandras, e della necessità di un recupero strutturale che possa mettere in sicurezza il sito e poterne così garantire la fruibilità da parte di tutti i visitatori. Pur considerando i recenti e rilevanti tagli  operati nel settore della cultura, gli assessori provinciali hanno invitato l'assessore Milia a destinare, entro la fine dell'anno, uno stanziamento  per il risanamento di beni culturali. “Siamo certi – hanno scritto nella nota Corrias e Attene - che il sopralluogo, importante e costruttivo, motiverebbe notevolmente la logica dell'intervento, così come richiamato da più parti, a cominciare dalla rivista specializzata "Archeologia Viva" e, successivamente, dagli altri organi d'informazione regionali che ne hanno focalizzato l'attenzione”. Sulla situazione dell'ipogeo di Mandras è stata sollecitata anche l'attenzione del ministro per i Beni e le Attività Culturali, con due interrogazioni parlamentari.

L’assessorato alla Cultura del comune di Cabras,  dopo il successo riscosso nelle scorse estati, ripropone anche quest’anno, fino al 31 agosto, l’apertura  della “Biblioteca al Mare”. Punto di riferimento estivo per il Sinis, il comune propone, a San Giovanni, tante occasioni culturali, tra cui la lettura di best-sellers, fantasy, gialli, letteratura sarda, guide turistiche e riviste, disponibili per la lettura in spiaggia o a domicilio. I libri proposti dalla “Biblioteca Estiva”, presso la struttura di fronte al Centro Visite, in Pratza de is Ballus, non sono destinati esclusivamente all’utenza adulta, ma anche ai bambini e adolescenti. L’iniziativa rappresenta un valore aggiunto per la vacanza sul litorale cabrarese, che già può contare sulle collaudate manifestazioni “Cinema sotto le stelle”, “Note in Laguna”, “Notti di Tharros”, e la graditissima “Sagra della Bottarga”. Per le sue caratteristiche, e la sua logistica, la “Biblioteca Estiva”, gestita dalla cooperativa sociale “Gli Scapigliati” Onlus, si è rivelata, negli anni passati, un luogo dove gustare un panorama mozzafiato. La Biblioteca è aperta il martedì, dalle 16 alle 19.30; giovedì dalle   9 alle 12; sabato dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 19.30; domenica dalle 9 alle 12. Tra le varie attività che il comune lagunare esercita nel Sinis, da segnalare il Servizio Centro visite, di fronte alla Biblioteca, attivo da aprile ad ottobre. Il Centro apre tutti i giorni dalle 9 alle 19, e offre servizi di informazione turistica, internet point – fax e fotocopie,  noleggio ombrelloni,  attrezzatura snorkeling, noleggio biciclette, escursioni a piedi e in bicicletta in tutta la Penisola del Sinis.

Con l'avvio della stagione estiva, si ripresenta, anche quest'anno, il problema della carenza di sangue a fini trasfusionali, a causa della riduzione delle donazioni. Per questo motivo, l'Asl n. 5 di Oristano invita tutti i cittadini a donare il sangue presso i centri di raccolta ospedalieri di Oristano, Ghilarza e Bosa, o di aderire alle periodiche raccolte di sangue organizzate nei centri della provincia, in collaborazione con l'Avis. Il Servizio Immunotrasfusionale si sta adoperando, in questi giorni, per ridurre al massimo gli inconvenienti legati alla carenza ematica, e venire incontro, per quanto possibile, alle necessità di tutti i pazienti, privilegiando quelli anemici e le urgenze chirurgiche. Utile sarebbe, però, l'apporto di tutti i potenziali donatori, per consentire lo svolgimento anche delle operazioni meno urgenti. Da qui l'invito ai familiari ed agli amici dei pazienti ricoverati, agli operatori sanitari, ed a tutta la cittadinanza, a donare il sangue presso gli ospedali, così da garantire la corretta prosecuzione dell'attività chirurgica. Per quanto riguarda i requisiti richiesti, possono donare il sangue tutte le persone, compresi i fabici e i portatori sani di anemia mediterranea, di età compresa tra i 18 e i 65 anni, in buono stato di salute, che pesino almeno 50 chilogrammi, non abbiano assunto farmaci di recente, né abbiano terapie in corso. Tutti i donatori saranno sottoposti a una visita preventiva, che ne accerterà lo stato di salute e di idoneità alla donazione e, dopo il prelievo, riceveranno gratuitamente a domicilio il risultato completo delle analisi,. Questo permetterà loro anche di tenere sotto controllo la propria salute. Il Servizio Immunotrasfusionale ricorda, inoltre, che non è necessario presentarsi completamente a digiuno, ma è consentita anche una colazione leggera prima della donazione.