“Come avete potuto vedere, vi ho trasmesso le linee programmatiche che ho concordato con la giunta. Ho una proposta da farvi: dal momento che io e la giunta abbiamo aderito a una richiesta dello statuto, che prevede che le dichiarazioni programmatiche vengano dibattute nella prima seduta del consiglio comunale, vi proporrei, stante la necessità di regolarizzare il funzionamento del consiglio comunale e, quindi, di dare spazio all'istituzione delle commissioni permanenti e nomina dei commissari, di mandare avanti questo pomeriggio i punti 6, 7, 8 e 9 dell'ordine del giorno, perché sono materie che richiedono una certa urgenza, e poi spostare le dichiarazioni programmatiche al primo punto dell'ordine del giorno di venerdì. Mi scuso per questa proposta perché immagino che sia diritto da parte della cittadinanza, oltre che dei consiglieri comunali, conoscere le dichiarazioni programmatiche, ma vi chiedo questa cortesia per dare la possibilità al consiglio di entrare nella sua piena operatività, affrontando subito alcuni problemi urgenti per la nostra città”. Così ha esordito il sindaco, Guido Tendas, nella seduta di ieri del consiglio comunale di Oristano. La proposta di Tendas è stata accolta e le dichiarazioni programmatiche sono slittate a venerdì prossimo. Tranquillizziamo subito il neo sindaco, perché alla stragrande maggioranza degli oristanesi non importa un bel niente delle belle intenzioni, di tutto quell’insieme di buoni propositi che, pomposamente, vengono definite (da sempre) dalla maggioranza “dichiarazioni programmatiche” e dall’opposizione, non a torto, “libro dei sogni”, visto che i buoni propositi rimangono spesso tali e che dei numerosi punti del programma si riesce, solitamente, a realizzarne, quando va bene, solo una minima parte. Detto questo, in apertura della seduta il presidente del consiglio comunale, Marco Cossu, ha ufficializzato quanto già si sapeva, e cioè che il capogruppo del gruppo Pd sarà Giuseppe Obinu, mentre quello di Insieme sarà Roberto Martani. Il sindaco ha, quindi, dato lettura del parere del segretario generale del comune sul problema dell’eleggibilità e incompatibilità dell'assessore Efisio Sanna (e speriamo che questa sia, finalmente, l’ultima volta. ndr). Il segretario, in sintesi, ha concluso affermando che “…nei documenti in possesso del comune risulta che l'assessore Sanna non ha poteri di rappresentanza e coordinamento che per qualità e quantità siano tali da incidere sulla politica complessiva dell'ente o sulle scelte rilevanti nei rapporti col comune. Risulta agli atti, peraltro, che l'assessore Sanna è stato collocato in aspettativa non retribuita dal suo datore di lavoro dal giorno 16 luglio 2012”. Chiarito questo, il sindaco ha comunicato al consiglio “…le deleghe che ho affidato ad alcuni consiglieri comunali per favorire, man mano, la perdita di deleghe che io come sindaco mi sono tenuto nell’accorpare gli assessorati”. A Marco Cossu è stata attribuita la delega per materie e problematiche riguardanti Massama e Nuraxinieddu; a Stefano Mureddu quanto riguarda Donigala e Rimedio; l’assessore Peppino Marras, si occuperà, fra l’altro, anche dei problemi di Torregrande; mentre l’assessore Scintu seguirà più da vicino Silì, San Quirico, Tiria e Pesaria. “Gli assegnatari dei predetti incarichi – ha detto Guido Tendas - avranno come riferimento il sindaco e l'assessore competente, senza possibilità di impegnare l'amministrazione comunale all'esterno. L'attività deve essere svolta in coordinamento con l'assessore di riferimento e con il sindaco anche per gli aspetti organizzativi”. Nei prossimi giorni, il sindaco assegnerà ad altri consiglieri comunali nuove deleghe su temi specifici, come, per esempio, l’amianto per Lilliu, e Spanu per quanto riguarda i problemi dell'innovazione e della fibra ottica. “Nell'assemblamento delle varie deleghe – ha detto Tendas - abbiamo cercato di tener conto della situazione, di come è strutturato il comune, in base ai cinque settori in cui è organizzato. Poi, partendo da una considerazione, io non sono Maometto che poi alla sua morte ha lasciato i califfati, gli assessori non sono califfi, proprietari delle proprie deleghe. Molte deleghe potranno essere aggiustate per tante esigenze, così come verranno rimodulate anche le deleghe dei dirigenti, se si renderà necessario. Siamo consapevoli di essere in una situazione in cui con le novità che si stanno abbattendo sui comuni, la spending review non è una cosa di poco conto, aggiusteremo il tutto, anche tenendo conto delle indicazioni che verranno dal consiglio”. Per il resto, su quanto accaduto nella seduta, ci affidiamo al resoconto del solerte e ottimo Ufficio stampa del comune di Oristano.
Il consiglio ha, quindi istituito, le commissioni consiliari permanenti. Sono sei e non più otto, una per ogni assessorato, come previsto dallo Statuto comunale, composte da cinque consiglieri, tre di maggioranza e due di minoranza. Su proposta dell’assessore all’Urbanistica, Filippo Uras, il consiglio comunale ha poi adottato la variante al Puc, e approvato le modifiche al progetto per la riqualificazione dell’area della case minime, per poter partecipare a un bando regionale attraverso il quale poter realizzare 14 nuovi appartamenti, in aggiunta ai 7 già previsti come residenze a canone concordato. L’intervento di housing sociale mantiene inalterate le altre previsioni del progetto vincitore del concorso di idee bandito dal Comune di Oristano nei mesi scorsi. “Le unità abitative passano da 7 a 21, ma la sistemazione urbanistica dell'area è assolutamente inalterata - ha affermato l’assessore Uras, che ha evidenziato l’importanza di una rapida approvazione della delibera per poter partecipare al bando regionale che scade il 3 Agosto -. Dal punto di vista urbanistico occorre l’adeguamento della zona S2 alle nuove finalità del progetto”. Nel corso del dibattito sono intervenuti Giuseppe Puddu, che ha espresso perplessità sul ritardo con cui il progetto è stato presentato; Mauro Solinas, secondo con il nuovo progetto cui il carico abitativo su quella zona diventerebbe eccessivo; Andrea Lutzu che ha chiesto l’esame preventivo in commissione urbanistica, evidenziando il grosso impegno finanziario a carico del comune conseguente alla rimodulazione del progetto; Salvatore Ledda, che ha chiesto in base a quali indirizzi politici sia stata formulata la proposta di delibera, sostenendo l’incoerenza della proposta rispetto al nuovo Puc. Secondo Giuseppe Obinu il progetto offre una grande opportunità per la comunità di Oristano per migliorare la qualità della vita, valorizzare gli spazi verdi e realizzare una politica in favore della casa, attraverso interventi di edilizia residenziale pubblica; per Giuliano Uras il comune ha altre opportunità di intervento nel campo dell’housing sociale, mentre il nuovo intervento previsto per l’area delle ex case minime va contro le nuove tendenze dell’urbanistica limitando fortemente il progetto originario e prevedendo un carico abitativo troppo elevato. Roberto Pisanu ha evidenziato la mancanza della necessaria copertura finanziaria; Roberto Martani ha esortato il consiglio comunale a non perdere una buona occasione; Maria Lucia Mocci ha sottolineato l’importanza del progetto, che completa la riqualificazione dell’area, grazie a nuovi alloggi, parcheggi e la piazza. Si è detto d’accordo anche Emilio Naitza, che ha evidenziato l’importanza dell’investimento di un milione 670 mila euro per l’housing sociale “Ho grande fiducia che questa zona, proprio perché ci saranno 21 alloggi di housing sociale, grazie a questo progetto possa modificarsi in senso positivo – ha spiegato il sindaco Tendas -. Con l'immissione di questo nuovo tipo di alloggi a canone concordato, quella zona cambierà. La proposta prevede, come detto, la realizzazione di 21 alloggi, ma anche la conferma delle aree parcheggio, la riqualificazione dell'area per la realizzazione di spazi per funzioni sociali e culturali di quartiere, oltre che per il mercatino rionale. Per la copertura finanziaria si attingerà a un mutuo con la Cassa depositi e prestiti”. La proposta è stata approvata con 17 voti a favore, 4 astenuti e 3 contrari.
Il consiglio comunale di Oristano ha approvato invece all’unanimità, il “Progetto Padd”, per l’inserimento lavorativo di disabili per la digitalizzazione degli archivi. “Il progetto, che coinvolge anche la Provincia di Oristano (ente capofila) e i comuni di Abbasanta, Cabras, Laconi e Terralba e la Cooperativa sociale digitabile onlus, è in parte finanziato dal ministero dell'interno, e prevede l’inserimento socio-lavorativo per la digitalizzazione ottica degli archivi degli enti aderenti: uno per la Provincia, tre per il comune di Oristano e uno ciascuno per i comuni di Abbasanta, Cabras, Laconi e Terralba”, ha spiegato l’assessore ai Servizi sociali, Maria Obinu. Il progetto ha la durata di 20 mesi, e si articola in due fasi, la prima di 12 mesi e la seconda di 8. I disabili coinvolti nel progetto percepiranno, per la durata dei 20 mesi dell’inserimento socio-lavorativo, un compenso mensile lordo di 600 euro. Durante il dibattito sono intervenuti Giuliano Uras che ha sollevato dubbi sulla copertura finanziaria dell’iniziativa, Giuseppe Obinu, Mauro Solinas e il sindaco Guido Tendas.
Approvazione all’unanimità anche per il Regolamento per la disciplina delle agevolazioni contributive, a favore di nuove imprese per lo sviluppo economico del territorio, proposto dall’assessore al Bilancio, Giuseppina Uda. “Il regolamento stabilisce le modalità con le quali le imprese potranno accedere per un triennio a sgravi fino al 90% sull'Imu e la Tarsu – ha spiegato l’assessore al Bilancio, Giuseppina Uda -. Possono accedere agli sgravi le imprese di nuova costituzione o quelle già esistenti che decidono di aprire un'unità locale in determinate aree della città”. “Il regolamento è anche uno strumento che consente al comune di avere un punteggio aggiuntivo nell’ambito dei Poic, i Piani operativi per l’imprenditorialità comunale – ha aggiunto l’assessore Uda -. Si tratta di uno strumento di programmazione strategica attraverso il quale le imprese operanti in città potranno accedere a mutui, dai 15 mila a 50 mila euro da rimborsare in 5 anni senza interessi, che potranno avere un forte impatto nel sistema produttivo locale”. Durante il dibattito (sono intervenuti il sindaco Tendas, Giuseppe Puddu, Mauro Solinas, Roberto Martani, Andrea Lutzu, Tonino Falconi, Emilio Naitza, Daniela Nurra, Gianluca Mugheddu, Salvatore Ledda, Roberto Pisanu e Giuseppe Obinu) è stato chiesto l’esame preventivo in commissione del regolamento, sui cui contenuti c’è stata una generale condivisione. Considerata l’importanza che l’argomento riveste per il sistema produttivo locale, e la scadenza fissata al 3 settembre per la partecipazione al Poic, che in Sardegna impegnerà risorse per 17 milioni di euro, il consiglio comunale ha accolto l’invito dell’assessore Uda per un’immediata votazione. Con 24 voti a favore, il regolamento è stato approvato all’unanimità. L’assessore Uda si è comunque detta disponibile a portare il regolamento in commissione per eventuali approfondimenti delle norme contenute.
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Per chi volesse saperne di più sulle “dichiarazioni programmatiche”, in programma nella prossima seduta di venerdì 3 agosto, questo il testo integrale, distribuito dal sindaco, Guido Tendas, ai consiglieri: “Signor Presidente, Colleghi della Giunta, Signori Consiglieri, questa Consiliatura si apre in uno dei momenti più complessi della nostra storia, dal punto di vista economico-finanziario, dal dopoguerra a oggi. Il sistema-Paese vive un’esperienza senza precedenti dal momento che una crisi - che non è retorico definire epocale - ci ha posto, tutti, dinanzi alle nostre responsabilità. E se non giova che negli anni sia mancato l’atteso rinnovamento del sistema politico, per la modesta capacità di autoriforma degli attori e delle rappresentanze popolari, siamo consapevoli del ruolo strategico che assume la scelta di riavvicinare il Cittadino all’Istituzione che rappresentiamo. Ciò può avvenire mediante la preziosa opportunità fornita dal metodo delle Primarie. Ciò deve proseguire facendoci interpreti delle attese e delle idee di coloro che hanno eletto questo Consiglio, indipendentemente dallo schieramento nel quale si sono riconosciuti. Ciò vogliamo accada rispondendo all’esigenza di una politica che si fa servizio anche presso coloro che hanno scelto di astenersi. Solo risolvendo questa crisi di credibilità, solo aggiornando la cultura del bene comune, saremo in grado di rinvigorire la fiducia nella politica, quella politica con la P maiuscola che si fa presenza, che assume la responsabilità della rappresentanza dei cittadini, che è capace di interpretare la domanda di futuro che viene dalle nuove generazioni, perché, sia ben chiaro, il rifiuto della politica - che si accompagna alla crisi dell’economia - apre spiragli d’incertezza assolutamente preoccupanti, si traduce in una polarizzazione esasperata, che fa il gioco di chi (per usare una formula) ha in mente la scadenza elettorale piuttosto che l’interesse delle nuove generazioni. La congiuntura attuale si riverbera pesantemente sui tagli imposti alla spesa pubblica, e in particolare nei confronti delle Regioni e degli Enti Locali. Ciò rischia evidentemente di tradursi nel restringimento dei servizi «a domanda individuale», di competenza del Comune, con negative ripercussioni nel campo dei servizi sociali (come nel caso della riduzione dei contributi per i canoni di affitto concordati). La riduzione delle risorse concernenti i trasferimenti statali e la nuova definizione delle politiche fiscali (demandate ai Municipi) rendono davvero necessario programmare saggiamente l’uso delle nostre risorse e valorizzare coraggiosamente il nostro patrimonio (materiale e immateriale). Ciò avverrà nell’ottica della revisione, del controllo, della trasparenza - delle scelte e degli atti tecnici e gestionali che andremo a compiere - nel breve, medio e lungo termine, ma anche nel rispetto degli obblighi dettati dalla saggia amministrazione e dalla chiarezza degli obiettivi (programmatici e progettuali) che intendiamo proporci e che abbiamo proposto anzitutto al corpo elettorale, consci dell’importanza dei suggerimenti che sono certo verranno dall’Aula e nelle Commissioni, nel corso del nostro lavoro, tenuto conto che l’obiettivo di fornire servizi efficienti ed efficaci ai Cittadini potrà essere senza dubbio agevolato anche dalla prosecuzione degli obiettivi gestionali vigenti. Si darà atto che, fin dal suo insediamento, questa Amministrazione si è impegnata seriamente nella revisione della spesa pubblica: questo è uno degli obiettivi essenziali per rendere più efficiente e produttivo il Comune. A questo proposito, la decisione di assegnare un’esatta delega assessoriale testimonia risolutamente non solo l’assolvimento di un obbligo, ma anche una chiara volontà: fare muovere l’intera Amministrazione nell’ottica della cosiddetta revisione della spesa, vale a dire attraverso l’analisi e la valutazione (sistematica e rigorosa) delle strutture organizzative, delle procedure di decisione, redazione, attuazione, protocollo dei singoli atti, in formato digitale piuttosto che cartaceo - all’interno dei programmi, ergo dei risultati – per passare al vaglio i capitoli di spesa e verificare eventuali sprechi o inefficienze, anche alla luce dell’accertamento della soddisfazione dell’utente. L’esigenza di porre il Cittadino al centro del processo di riorganizzazione dei servizi e della loro modalità di erogazione è prioritario: si tratta di impostare quella stessa erogazione in funzione degli Utenti, prevedendo il confronto fra obiettivi e risultati, fissando standard di prestazioni, alla cui definizione partecipino gli stessi Cittadini, cui è consentito anche di controllare se gli impegni – che il Comune assume attraverso la gestione diretta e indiretta dei servizi – vengono effettivamente rispettati. Andremo quindi a formulare e a introdurre la Carta dei servizi di pubblica utilità: essa dovrà prevedere, oltre all’elaborazione di standard di qualità, la tutela dei diritti del consumatore, delineando modalità di partecipazione civica per la valutazione dei risultati conseguiti. Grazie all’individuazione di caratteristiche del servizio (oggettivamente stabilite e misurabili) questa Amministrazione intende assicurare ai Cittadini servizi «a regola d’arte». La stessa soddisfazione dell’utente andremo a monitorare, per soppesare eventuali criticità, ridurre gli intervalli di risposta e attesa, analizzare il comportamento relazionale dell’impiegato allo sportello, semplificare gli adempimenti e coadiuvare il Cittadino, ove possibile a domicilio. Resta fermo l’impegno massivo sul fronte delle informazioni implementate on line ein tema di democratizzazione ed economizzazione dell’accesso ad Internet, vedansi la comunicazione e divulgazione multimediale delle attività istituzionali, ma senza trascurare (in chiave interna) l’innovazione prodotta dall’aggiornata architettura informatica degli Uffici, dalla prossima cablatura (in fibra ottica) dei plessi municipali e dall’aumento dell’offerta digitale interconnessa alla banda larga. Si noti che l’uso di sistemi operativi e softwar e libero si rivela molto performante. Proseguiremo su questa strada, con senso della realtà, analizzandone costi e benefici, studiando il grado d’integrazione con i software gestionali in uso, cercando di coniugare le soluzioni aperte con quelle proprietarie e risolvendo le problematicità connesse all’attesa attivazione degli accessi gratuiti («wi-fi spot») a beneficio del cittadino e del turista nelle aree di maggiore frequentazione. Asseconderemo la creazione del fascicolo digitale del contribuente che (in un prossimo futuro) permetterà la dematerializzazione e la digitalizzazione integrata delle procedure; proseguirà il lavoro in sinergia con la Poste Tributi, in materia Tarsu; sarà altresì assicurata e favorita la libera concorrenza sul mercato per una più ampia partecipazione delle imprese agli approvvigionamenti dell’Ente . Nell’agenda operativa è già presente la necessità di riconsiderare la gestione di Cimiteri, Impianti sportivi, culturali e di assistenza (ove ciò comporti un oggettivo risparmio di spesa per l’Amministrazione) mentre la valorizzazione dell’orto urbano - come una risposta all’esigenza di fare Comunità, come occasione d’incontro, d’impegno, di condivisione delle sensibilità e delle tradizioni, co n beneficio sociale oltre che economico - raffigura la concreta volontà di indirizzare al meglio le risorse e di mirare alla qualità del servizio proposto al Cittadino, al contribuente, alle famiglie e alle imprese. Facciamo nostro il criterio di tramutare lo spreco in risorsa, il recupero nel riutilizzo, il KM-ZERO in una prassi che associ la tutela ambientale al beneficio economico della filiera corta, che unisca la solidarietà al risparmio, così da incentivare le azioni di riuso enunciate espressamente da una Direttiva comunitaria sull’opportunità di potenziare azioni di prevenzione e di riutilizzo dei rifiuti. Ci sia concesso di sintetizzare che le nuove disposizioni generali di revisione della spesa pubblica mirano a tre obiettivi. Primo: iscrivere il funzionamento dell’apparato statale, e le relative funzioni, entro un quadro razionale di valutazione e di programmazione (operazione strutturale) il cui buon fine è legato all’ottimizzazione delle procedure e delle articolazioni dello Stato. Secondo: accorpare o dismettere gli enti non necessari procedendo alla progressiva riduzione degli organici, privilegiando la distribuzione razionale delle risorse umane e materiali a disposizione delle Pubbliche Amministrazioni. Terzo. ridurre la spesa, senza però incidere ove possibile sulla quantità dei servizi erogati anche dal nostro Comune, migliorandone qualità ed efficienza, e soprattutto rendendo più appetibili gli investimenti. Del tutto evidente è che occorre fare un salto qualitativo e metodologico. Avere un approccio più diretto alla nostra azione, specie nell’ambito delle competenze e delle prerogative economico -finanziarie che fanno capo al Comune, sulle quali ovviamente avremo modo di tornare nell’ambito della programmazione degli elaborati di bilancio dell’Ente. Non appare inutile, tuttavia, ricordare all’Aula (seppure per sintesi) che gli interventi previsti dal Decreto Bondi sulla riduzione della spesa pubblica già preannuncia no l’obbligo dell’attività negoziale dell’Amministrazione e stabiliscono la nullità dei contratti che non siano stati stipulati attraverso gli strumenti di acquisto messi a disposizione da Consip . Sono naturalmente fatti salvi i contratti stipulati tramite diverse centrali di committenza, salvo che essi prevedano condizioni più favorevoli per le Amministrazioni pubbliche. Particolarmente pressante appare la prevista riduzione degli Organici e la razionalizzazione delle Piante Organiche, con misure dirette a rimodulare (direttamente e indirettamente) la spesa per il personale. Nostro compito sarà verificare, da un lato, il recupero dell’efficienza della macchina burocratica e, dall’altro, mirare al perfezionamento strutturale nell’allocazione delle risorse umane. Altri aspetti sono connessi all’ottimizzazione della spesa, alla modernizzazione dei sistemi di controllo, alla gestione e alla mobilità di dirigenti e dipendenti, al trattamento del Personale in servizio o di quello prossimo alla quiescenza, come anche alla dismissione di beni della Pubblica Amministrazione e all’attribuzione d’incarichi. Sono temi sui quali avremo modo di riflettere verificando tempestivamente oneri e opportunità per l’Ente. Resta fermo quanto già previsto dal Piano triennale di razionalizzazione e contenimento delle spese di funzionamento dell’Ente, ad esempio nel merito del riordino del patrimonio pubblico, della possibile riduzione dei costi delle locazioni passive già in essere, della rinegoziazione dei contratti e dei canoni, della riduzione delle spese di affitto che gravano sul Comune e, non ultimo, della verifica dei contenziosi che - nel caso dell’ammodernamento del Palazzo di Giustizia piuttosto che nell’affitto delle strutture connesse a quella Amministrazione - risultano tanto onerosi quanto defatiganti. A ciò si aggiunge la rimodulazione (leggasi riduzione) delle spese dedicate alle dotazioni strumentali, alle autovetture di servizio, ai beni immobili (a uso abitativo o di servizio) e delle più recenti disposizioni normative su utilizzo delle utenze, su consulenze, ricerche e studi, sulle spese di rappresentanza, per la formazione del Personale, per mostre e convegni. Un segnale importante - per tempestività e razionalità - lo fornisce tuttavia la fase di attivazione del censimento, della verifica e della revisione delle utenze di energia elettrica di tutti gli immobili comunali, con esclusione dei soli impianti di pubblica illuminazione, per i quali è stato recentemente esternalizzato il servizio a una società aggiudicataria Consip, scelta che potrà consentire di risparmiare sui consumi attraverso la cessazione delle utenze inutilizzate. Emerge perciò l’esigenza più ampia e diffusa di privilegiare alcune linee d’indirizzo fondamentali. Sostenere la meritocrazia e le competenze, per dare risposte puntuali, esaurienti e precise; informare il Cittadino dell’operato dell’Amministrazione, nell’ottica di una gestione della Città sempre trasparente e condivisibile ; contrassegnare eticamente la nostra azione, assicurando alla Cittadinanza che i politici e la macchina comunale svolgano la loro professione rigorosamente. Ci preme ribadire in modo convinto che quest’Assise rappresenta la massima espressione democratica della Città e (direi meglio) della Comunità che siamo chiamati a rappresentare e ad amministrare, in una fase (come ho accennato) certamente difficile: anche perciò - assolvere al meglio il nostro ruolo - non sarà possibile senza l’apporto della Dirigenza e dei Dipendenti tutti del Comune . Essi (insieme a quest’Aula) sono compartecipi della necessità di agire con chiara imparzialità, condivisione e competenza, innovando il metodo di lavoro, ove ciò sia necessario e proficuo, a iniziare dalla predisposizione di atti di programmazione inseriti nel ciclo delle performance - e posti alla base di un sistema premiante - in maniera da ottimizzare il ruolo, l’operato, le responsabilità, la gratificazione (non solo materiale) del Personale e dell’Ente nella sua totalità, ma anche assecondando l’accesso agli Uffici Municipali, perché la cittadinanza possa usufruirne in funzione dell’apertura degli altri servizi pubblici urbani . Non a caso, la semplificazione dei procedimenti (anche attraverso il potenziamento degli strumenti informatici già in uso) e l’implementazione di software che consentano una gestione informatizzata degli atti sono un tema forte rispetto al complessivo e atteso adeguamento tecnologico dei processi . A ciò si connette l’auspicabile e non rinviabile esigenza di dematerializzare i documenti - nell’ottica del miglioramento del flusso informativo, un aspetto nodale della politica di trasparenza che intendiamo concretizzare. L’obiettivo è dunque quello di sostenere un’azione amministrativa realmente capace di assecondare la fruibilità delle informazioni da parte dell’utenza (interna ed esterna); il metodo è altresì quello una pianificazione triennale specificamente incentrata sui temi della trasparenza e dell’integrità. A questo tema si connette evidentemente la scelta di impegnarci nell’attivazione di un Ufficio, di un’Unità di lavoro elastica e ad hoc, che raccolga le migliori competenze . Occorre attivare o sollecitare un dialogo proficuo in ambito inter-istituzionale (locale, provinciale, comunitario). Ciò avverrà - da un lato - nell’ottica di completare proficuamente i Programmi integrati (già in esse re) come quello sul paesaggio che coinvolge cinque Comuni (Arborea, Cabras, Palmas Arborea, Santa Giusta, e che ci vede capofila); quello ex art. 5, che vede compartecipi Oristano, Palmas Arborea e Santa Giusta, ma anche, e più in generale, in maniera da permettere una più consapevole e brillante fruizione delle opportunità ambientali, turistiche, ricettive, culturali, offerte dai rapporti con le Istituzioni internazionali e dagli strumenti di programmazione regionale e comunitaria che assecondano il turismo che elegge nella qualità, nella «mobilità lenta», nell’autenticità, nella sostenibilità e nel patrimonio identitario locale i fattori di competitività decisivi rispetto ad attrattiva e crescita della nostra specifica realtà. Facciamo nostra una visione dello sviluppo economico urbano in grado di coadiuvare maggiormente equità e stabilità delle Comunità, comunità e luoghi ove la qualità della vita, che attrae residenti e turisti, viene proposta come metodo di sviluppo locale, come fattore in grado di assicurare maggiori chance a tutti i soggetti socioeconomici espressione di quella Oristano, città dalle identità positive, ancora in grado, secondo noi, di esprimere un ruolo degno del blasone storico che la contrassegna in maniera originale, città che premia l’artigianato, ne sostiene - anche in forma associata ad altre realtà d’identica vocazione - le espressioni di nicchia e no, e queste forme di alto valore aggiunto, frutto del proprio retaggio artistico, tutela, promuove e pubblicizza, anche a livello museologico. Una città attenta altresì a tutelare chi vi abita o vi gravita quotidianamente, nell’attuazione di quei compiti di protezione civile che hanno comportato l’istituzione dell’Ufficio permanente di Sicurezza e Protezione Civile - in capo al Dirigente del IV Settore - quale struttura specifica, preposta allo svolgimento di funzioni finalizzate all'attuazione d’interventi di prevenzione e protezione della popolazione dai rischi di natura calamitosa, sulla base delle norme regionali in argomento che pongono l’accento anzitutto sullo svolgimento dell’attività di prevenzione e sulla diminuzione della vulnerabilità del territorio e della popolazione rispetto ai rischi presenti. Una città a misura d’uomo, perché piccola, ma a diretto contatto con l’ambiente naturale (campagna, collina, mare, fiume); una città centrale rispetto al territorio regionale; una realtà urbana peculiare, perché in essa la storia è fortemente presente, e di ciò recano traccia il suo centro storico e i suoi monumenti; un capoluogo socialmente sano e geograficamente fertile, ed anche per questo appetibile, considerati i requisiti e le tradizioni del lavoro artigiano che è nostro obiettivo valorizzare. La qualità della vita è naturalmente connessa a una politica che ponga al centro della nostra attenzione il Cittadino e la famiglia, gli Oristanesi vecchi, nuovi e nuovissimi, e fra essi quanti sono più deboli rispetto alle emergenze del quotidiano : l’obiettivo concreto è la totale eliminazione delle barriere architettoniche . Ci preme valorizzare e sostenere gli strumenti presenti e futuri in grado di fornire assistenza, anche rimodulando gli orari di sportello. Quest’onere è necessario assolvere spec ie dinanzi ad emergenze contingenti e alla domanda di accoglienza, protezione e tutela che giunge da donne, minori e vitt ime della violenza: si farà ovviamente con i dovuti accorgimenti di anonimato e segretezza, previsti dalla legge. Spetterà al Comune coadiuvare e attuare quest’offerta, nell’ambito dei servizi esistenti ma anche nella misura dei macro e dei micro interventi, che (in forma singola ovvero associata e distrettuale) sono già previsti o che andranno consolidati, appannaggio delle famiglie, delle donne, delle madri, dei diversamente abili, dei soggetti che vivono una condizione di disagio o che necessitano obbligatoriamente di assistenza. A tale proposito mi preme confermare che il ruolo del Volontariato diverrà essenziale. Esso sarà un interlocutore fondamentale nella nostra programmazione e nella gestione dei servizi, diffusi e domiciliari, di quartiere e per il quartiere , dettati in primis dalla valenza effettivamente sociale dell’intervento piuttosto che dalla sua dimensione strettamente finanziaria . Questo ci porta ad assecondare un accesso effettivamente democratico a tutte le opportunità formative, aggregative, di rilevanza sociale che vedano il Comune protagonista . A premiare il merito assistendo i redditi più bassi e tutte le classi di età. Valga l’esempio di assicurare la frequenza agevolata alle classi di strumento e ai corsi impartiti presso l’Istituzione Comunale «Scuola Civica di Musica». Rimangono essenziali (sul fronte della prevenzione) l’opzione «minori» e la scelta della sussidiarietà come il metodo più adatto ad assecondare la crescita armonica della persona e dei nuclei familiari, sotto il profilo sociale e culturale. Per queste ragioni, quanto più forte, autorevole e professionale sarà l’intesa tra Scuola, Servizi Sociali e Famiglie, tanto più efficaci risulteranno gli interventi preventivi e di recupero da situazioni di disagio e devianza, occulte o palesi. Desideriamo costruire insieme una Città accogliente, nella quale si deve vivere bene, una Città dove si è assistiti nella malattia e nelle situazioni di disagio (cito in proposito l’attesa e non procrastinabile esecuzione dei lavori dell’Hospice entro il 2013) . Desideriamo costruire insieme una Città con luoghi pubblici godibili e curati, capaci di far rinascere le relazioni sociali e di raccontare la comunità che li ospita . Premesso l’aggiornamento cartografico di uno strumento essenziale come il Piano Urbanistico, sarà fondamentale adottare scelte urbanistiche che non stravolgano il già fatto , ma che tuttavia siano imperniate (in modo più netto) verso la riqualificazione del patrimonio esistente, sia in ambito residenziale sia per le attività produttive, vedasi la trasformazione delle concessioni dei diritti di superficie in diritti di proprietà nei Piani di Zona. Si pensi inoltre alla delicata ma pur necessaria verifica degli oneri concessori vigenti e delle agevolazioni possibili nel settore dell’edilizia abitativa e delle opportunità di ristrutturazione, concesse alle famiglie e agli operatori del settore, come anche all’aggiornamento della pianificazione particolareggiata del Centro Storico di Oristano. L’impegno volto alla risoluzione delle problematicità legate al Piano dei litorali, come anche all’utilizzo di strumenti (come il Bando Litus) che insieme alla riqualificazione dei pontili figurano fra i primi interventi che la Giunta intende attuare, s’inquadrano in un’ampia e sinergica adozione degli strumenti di pianificazione finanziata. Fra essi la «Rete della Mobilità Lenta», la cui progettazione preliminare (estesa ai dieci comuni dell’Area Vasta) è al vaglio degli Uffici, e andrà a costituire una dei network ciclopedonali più estesi d’Italia. Simile procedura segue l’iter delle Autostrade del Mare, un progetto di partenariato che coinvolge Oristano e le Amministrazioni più prossime al Capoluogo. Una città dunque che ha in mente cosa deve essere fatto per coniugare qualità della vita e sviluppo sostenibile, e che ha la consapevolezza di rispondere (con atti concreti) all’esigenza di adottare, monitorare, aggiornare la pianificazione (presente e futura) dedicata alla mobilità e ai servizi di trasporto pubblico. Allo stesso tempo, per la forte connotazione sociale che ci preme dare alla nostra azione (a tutela delle fasce più deboli ma anche, e più ampiamente, a salvaguardia delle criticità del territorio ) ci adopereremo (con lo strumento del Patto dei Sindaci ) per favorire la tutela ambientale, riservando inoltre massima attenzione a investire e ad attrarre risorse, sia sul fronte delle energie alternative (a cominciare dai siti comunali), sia nell’ambito di «housing sociale» e del completamento delle opere di riconversione socio urbanistica che la Giunta ha ereditato. Colleghi, nel corso degli anni la Città ha subito un impoverimento estetico. Il concetto di decoro sta particolarmente a cuore a questa Amministrazione. Esso assume un carattere prioritario nella Città di paesaggi che Oristano rappresenta in virtù della dimensione, dell’identità dei luoghi e dell’interscambio con il territorio circostante. Ci siamo posti l’obiettivo di riscoprire il piacere di spostarci per la città e attraverso il suo territorio; di riscoprirne (a piedi o in bicicletta) le peculiarità ambientali; di abbellire gli ingressi; di razionalizzare la viabilità per favorire i percorsi ciclabili; di riallacciare il rapporto fra area urbana e area rurale perché la politica dell’ambiente ha una valenza sociale evidente e urgente, perché in questo nesso leggiamo la chiave di volta della nostra identità. Allo stesso tempo è ben chiaro che il concetto di vivibilità, di decoro, di accoglienza, non può essere disgiunto dall’attenta gestione delle problematiche contingenti la vita quotidiana di cittadini e famiglie. In questa direzione andrà il necessario check-up delle modalità organizzative di un servizio fondamentale come quello Manutenzioni, e dei rami a esso connessi (Cimiteri, magazzino, cura degli edifici municipali, Ufficio strade) , verifica in verità già intrapresa lo scorso anno, e che potrà consentire di concentrare le attività in economia (su alcuni specifici ambiti) ed eventualmente esternalizzarne talune, nell’ambito della più generale implementazione di quanto previsto dai regolamenti specifici, nella consapevolezza delle criticità che derivano dalla complessa gestione quotidiana e dalle forti attese del Cittadino che usufruisce di servizi fondamenta li (acqua, fogne, manutenzione dei sottoservizi, disbrigo delle pratiche, nuove utenze, risarcimenti e così via). Senso dell’accoglienza, dignità estetica e vivibilità di Oristano sono pure correlate all’attenta gestione dei servizi di raccolta dei rifiuti, alla pulizia, alla cura del verde, tematiche che andremo a inserire in un progetto complessivo sul verde pubblico, e che terrà in debito conto la sensibilizzazione civica. A questo mira il nuovo Appalto del servizio di Igiene Ambientale, che sarà bandito da qui a breve. Intendiamo investire tempo, competenze e risorse per promuovere un’inversione di rotta in merito al senso di appartenenza, al senso civico che è necessario stimolare perché il Cittadino si riappropri idealmente della Città, e se ne faccia tutore, e non solo fruitore piuttosto che utente distratto , e perché esso compartecipi attivamente alla salvaguardia delle aree comuni, dell’arredo urbano, nel conferimento dei rr. ss. uu., nella fruizione degli spazi di gioco e d’interazione sociale che, come nel caso del Parco Brigata Sassari, in Via Solferino, attendono di essere riordinati e posti a disposizione della Comunità senza soluzione di continuità. Spetta all’Ente accelerare il riordino di strade e marciapiedi, l’abbattimento delle barriere, la prevenzione del vandalismo incivile (specie quando esso coinvolge i giovanissimi, con conseguenze gravi o gravissime) , la dissuasione dalla sosta selvaggia, la lotta contro ogni tipo d’inquinamento. Qui si gioca, crediamo, una parte rilevante della scommessa che vogliamo fare per rendere vivibile ogni parte della Città, una città di elevata qualità sociale, n on più entità astratta, non più «non luogo» ma l’insieme dei quartieri, di broccius e arrugas, delle piazze, dei giardini che compongono (con identica dignità) il centro urbano e Torregrande, i paesi di Silì, Massama, Nuraxinieddu e Donigala, le località di Pesaria, San Quirico, e Tiria, oltre che le restanti borgate, luoghi tutti nei quali le individualità s’incrociano, entrano in relazione, ne hanno a cuore il decoro, la vivibilità diurna e notturna, perché non vi transitano distrattamente. E ciò può avvenire con ottimi margini di economicità e con un modesto dispendio di risorse, anche grazie alla sinergia che intendiamo promuovere con Associazioni, privati, Istituzioni e mondo del «non profit». Va detto che - con il redigendo Piano urbano della mobilità - verranno chiariti gli obiettivi che coincidono con il Programma: l’adozione di questo strumento detterà le linee globali per quanto riguarda la mobilità cittadina , anche a proposito dello strumento dell’affitto di bici, corollario della Città Ciclabile, già prevista nella zona urbana di Via Brianza, Via Fermi, Via Vandalino Casu, nelle direttrici di sfogo del Viale Repubblica, della Via Pietri, per la quale si sta procedendo alla progettazione delle opere strutturali. Considerato che il forzato uso del mezzo privato si traduce nell’erosione pari a circa il 15% del bilancio delle famiglie, e tenuto conto dei costi sociali connessi, a danno dell’intera collettività, ci preme recuperare i gravissimi ritardi nell’organizzazione della mobilità, della sicurezza, del trasporto pubblico, offrire ai Cittadini valide alternative, avvalorando le piattaforme d’intesa più fruttuose per la pedonalizzazione stagionale o permanente. Non soluzioni calate dall’alto ma un serio e verificabile esame condiviso dei provvedimenti (immediati o prossimi), da attuare di concerto con associazioni, utenti e attori sociali direttamente coinvolti. Un approccio incentivante, sia nel merito dell’utilizzo del veicolo pubblico su gomma e dell’articolazione aggiornata di circolari, tragitti e fermate del bus pubblico, sia nell’encomiabile opzione per le due ruote. Non si trascurerà comunque la sana, e mai troppo raccomandata, pratica dell’andare a piedi che sposa la valorizzazione del patrimonio verde extra urbano e dei litorali con la ridefinizione dei tratturi e camminamenti (da riscoprire, da creare) nei circa cento ettari, di proprietà del Comune, a forte vocazione agro-silvo-pastorale e con significativa presenza eco sistemica e di biodivers ità. Credo appaia evidente che intendiamo farci carico del nesso che lega il centro urbano ai paesi di Donigala, Nuraxinieddu, Massama, Silì, alle borgate di Tiria, San Quirico, Pesaria, Torregrande, nella convinzione - diremo meglio dall’urgenza - di agevolare le Comunità viciniori. Ciò significa tenere conto delle attività economiche ivi esistenti e favorirne l’accesso ai servizi, a iniziare dalla viabilità. In questa direzione va la creazione di un Comitato di gestione che interfacci l’Ente e i frontisti, le cui attività gravitano e si affacciano sulle strade vicinali. L’obiettivo è ridare al Capoluogo la centralità persa negli anni. Potenziare la percorribilità e rendere più fluido il transito fra centro e periferie sono precondizioni essenziali al rafforzamento di una vocazione storica della nostra economia . È doveroso un puntuale monitoraggio delle strutture mercatali civiche esistenti (vedasi la struttura di Via Costa) facilitando così l’incontro fra domanda e offerta come nel caso di Via Mazzini, della ristrutturazione, modernizzazione e adeguamento di questo mercato, con ampie possibilità di parcheggio, a beneficio di tutte le attività attigue o prossime al sito. Pari importanza vestirà la scelta di agire in stretta collaborazione con enti e associazioni agricole, tenuto conto del riverbero che avrà (sui nostri territori e sulle nostre aziende) quanto previsto in sede di Programmazione agricola comunitaria per gli anni 2013-2020. Qui si leggono le linee d’indirizzo relative al sostegno della produzione di beni pubblici, di tutti i beni prodotti in agricoltura, delle produzioni tipiche o di nicchia, come anche dell’incremento di quelle unitarie, e in particolare di quelle che hanno alto valore per la collettività. Più in concreto è nostra intenzione rendere operativo quanto prima il polo mercatale-agricolo di Fenosu, nesso rilevante per lo scambio merci e per la polarizzazione verso Oristano: una sfida con alto valore aggiunto e che intendiamo compiere nella consapevolezza del rilievo strategico del sito. Sarà altresì nostro impegno quello di fungere da «trait d’union» fra grande distribuzione, esercizi commerciali, produttori, agricoltori e operatori del Volontariato e della Caritas per propagandare e attivare (in modo non estemporaneo) un positivo strumento di solidarietà e soccorso come il «banco alimentare». Nel contesto del Programma elettorale, e nella realizzazione dei lavori pubblici in generale, viene contestualizzata (come metodo) la valorizzazione del patrimonio pubblico che si traduce nella fruibilità degli spazi attualmente disponibili e nella funzionalità degli edifici comunali destinati a uffici, scuole di istruzione primaria e secondaria di primo grado e pubblici servizi. In questa prospettiva intendiamo agire per la realizzazione delle nuove opere pubbliche e parimenti negli interventi destinati al recupero, alla conservazione, al miglioramento funzionale e alla messa in sicurezza dell’esistente, con interventi non più episodici ma legati a una specifica programmazione, anche in funzione preventiva di situazioni di deperimento e comunque caratterizzati da tempestività ed efficacia di soluzioni. Ereditiamo l’urgenza di dover affrontare le criticità di un patrimonio edilizio datato, costituito da immobili storici, da edifici risalenti all’inizio del secolo scorso e ad altri dei trascorsi Settanta, che il quadro normativo in materia di sicurezza strutturale e di contenimento dei consumi energetici hanno reso vetusti. L’obiettivo programmatico per il prossimo quinquennio è dunque quello di ricondurre nella norma il maggior numero possibile d’immobili, ovviamente assicurando, per tutti, la fruibilità in sicurezza ricorrendo a interventi radicali di natura edilizia, ove non sia possibile procedere altrimenti. Allo scopo di garantire l’utilizzo in sicurezza degli immobili s’intende proseguire in maniera decisa e determinata alla legittimazione certificativa, anche in linea col perseguimento e la necessaria tutela ambientale dal rischio amianto, per fare di Oristano una Città modello, un Comune «in prima linea», un esempio di buone pratiche di cui andar fieri. Nell'ambito della progettazione, potrà essere valutato il ricorso all'adozione di tecniche di architettura sostenibile, oltre a garantire la sicurezza degli edifici pubblici, nel quadro della riqualificazione urbana più volte richiamata da questa Amministrazione. Da sottolineare l'impegno di garantire la conduzione e la progettazione e successiva realizzazione di alcune grandi opere quali il nuovo Palazzetto dello sport e la ristrutturazione radicale della Piscina. Nel merito, è ipotizzato l’affidamento a un soggetto esterno della gestione complessiva della Piscina e del Palasport, sfruttando la partecipazione economica dello stesso soggetto per i lavori inerenti all’impianto per la pratica del nuoto. Allo stato dell’arte risultano acquisiti i progetti definitivi di entrambi i plessi, sulla strada tracciata dalla manifestazione d’interesse attraverso una ricerca di mercato finalizzata all’individuazione di soggetti privati disponibili a intraprendere l’iniziativa, cui si connette l’adesione di diversi soggetti dunque l’acquisizione dei progetti definitivi, preambolo della procedura a evidenza pubblica di un appalto in concessione . Sempre a proposito delle Opere finalizzate alla pratica ludico -sportiva accelereremo la riqualificazione dei campi di calcio di S a Rodia, nell’ottica, si è già detto, di razionalizzare i costi di esercizio oltre che della migliore fruibilità dei campi da gioco. È agli atti che la F .I.G.C. (con esatta proposta progettuale) si è fatta carico della copertura integrale dei costi dell’intervento, prevedendo il totale rifacimento delle strutture dedicate al gioco del calcio secondo gli standard richiesti C.O.N.I. per ospitare partite di tutte le categorie. Tre interventi emergono come particolarmente significativi nel contesto delle azioni che intendiamo intraprendere, nel breve e medio periodo. Sono quelli derivanti dai fondi Programmi Integrati d’Area inerenti specificatamente all’ampliamento del porto turistico e porto pescatori di Torregrande e alla realizzazione della pista ciclabile per Silì. Si è già detto della scelta preferenziale, socialmente strategica , di agevolare la pratica sportiva e lo svago all’aria aperta, non solo per diletto ma per la scelta razionale di uno stile di vita più sano ed ecologico, condiviso con i propri animali domestici. Lo sport per tutti, dunque, ma anche uno sport, un’idea di tempo libero, una calendarizzazione degli eventi che (in sinergia col turismo) faccia da volano all’economia, incentivi la piccola impresa, modelli una nuova offerta destagionalizzata, un’ospitalità diffusa e non impattante, che veda protagonisti gli operatori economici locali, a iniziare da quelli a dimensione familiare, e che si traduce nel perfezionamento della vocazione ambientale che ci contraddistingue. Il litorale e il fiume, per attività sull’acqua e tennis; la pratica equestre e le ippovie, in collina e nelle pinete che lambiscono la costa; l ’attività federale, la preparazione pre-campionato e la formazione permanente (di allenatori, docenti, arbitri di calcio) nella «piccola Coverciano» che sorgerà a Sa Rodia, con un campus, frutto di una concezione socio-urbanistica specifica, coerente e di dettaglio, ove convivano attività fisica e tempo libero, creatività multiforme e talento giovanile. Questi sono alcuni esempi della possibilità che sport , turismo, eventi e ricettività procedano paralleli, per il tramite di specifiche operazioni di valorizzazione del patrimonio culturale, paesaggistico e ambientale. È nostro intento condividere processi di sviluppo sostenibile che generino una migliore e più efficace definizione e organizzazione dell'offerta, beneficino delle opportunità derivate dall'integrazione fra aree forti e aree interne, attirino gli investimenti con proposte sinergiche, coerenti, di qualità. E altre forme potremo sperimentare affinché attività turistica, agonistica, manifestazioni e accoglienza procedano all’unisono: una filiera nuova, dunque, che pone Oristano all’avanguardia, e che sosterremo senza trascurare né la messa a norma dell’impiantistica sportiva esistente né l’esternalizzazione delle gestioni, nelle strutture complesse e in quelle di quartier e. Colleghi, incoraggiare la creatività e la ricettività culturale, soprattutto dei più giovani, lo riaffermiamo anche in questa occasione, è il vero motore per creare cittadini liberi, cioè pensanti e partecipativi. Educare è soprattutto questo: fornire gli strumenti per seguire autonomamente percorsi in cui le esperienze conducano alla maturazione dell’essere, prima ancora che all’accumulo insensato e compulsivo di beni materiali. L’arte e la cultura sono a nostro avviso la chiave di tutte le trasformazioni sociali realmente democratiche. Esse stimolano lo sviluppo del senso d’identità personale e sociale. Riteniamo importante perciò agevolare e promuovere la conoscenza dell’ingente patrimonio artistico, storico e culturale (un tempo si diceva giacimento culturale) dell’intero territorio civico, ivi comprese le collezioni e gli archivi privati e delle Istituzioni laiche e religiose. Un filo rosso del nostro ragionamento strategico sarà pertanto quello di facilitare l’accesso, la promozione e la pubblicizzazione di queste ricchezze, nelle forme più adatte e condivise, concretizzando le opportunità presenti e avvalorando quelle future che richiedono però una programmazione (una messa in sistema) già ora chiara, coerente, definita. Ci riferiamo al Museo Giudicale, nella consapevolezza dell’urgenza perentoria di dirimere quanto prima le difficoltà dello specifico procedimento che vede Oristano e Sanluri marciare di pari passo ma anche di ridefinire il ruolo e la funzione strategica dell’Istar rispetto all ’effettiva disponibilità e messa in rete della documentazione archivistica internazionale (sul Giudicato e sul Marchesato) che troverebbero (nel Museo Giudicale) una loro logica sede. Questa nuova, attesa struttura museale, che nasce dall’unità d’intenti della R. A. S., della Provincia e del Comune, fornirà l’occasione per sperimentare in concreto una politica di gestione del bene culturale finalmente sinergica, da un lato per la tipologia del finanziamento che ne sorregge l ’istituzione, per altro verso per l’urgente necessità che la Città ha di fare sistema, dare vita cioè a una rete dei beni culturali, archivistici, archeologici, paesaggistici, storici, artistici ed etno-antropologici. Una gestione unitaria, che ottimizza e fa economia sui costi, ma che è garante dell’offerta policentrica complessiva (Antiquarium, torri urbane, luoghi di culto, nu ovi musei cittadini). Una proposta reticolare - condivisa da Comune, Stato, Chiesa, Associazioni d’arte e mestieri, Università, Consorzi, Fondazioni e Cittadini - ma con la curatela specifica in forza della mission che contraddistingue la singola realtà . Si pensi al Teatro San Martino che pure dovrà contemperare coerentemente la specifica destinazione d’uso all’utilizzo dedicato alla formazione di alta qualità. Un punto di partenza importante leggiamo nella positiva apertura della Pinacoteca Contini (sia detto per inciso che il 2013 sarà il 110° anniversario dalla nascita dell’illustre pittore) ed è certo nostro interesse accelerare il potenziamento di questo sito, sotto tutti gli aspetti, prima di tutto logistici. E ciò anche per dirimere la delicata questione delle sedi bibliotecarie comunali, l’H. S. A. come anche il fabbricato della Via Carpaccio, che auspichiamo di porre nelle nostre disponibilità, volturandone l’utilizzo a supporto del parco pubblico che gli sta affianco. Pari attenzione rivolgeremo alla promozione della Sartiglia che dovrà avere un museo ad hoc, che ospiti la sede della Fondazione che ne custodisce la storia e ne tramanda la tradizione, allo scopo di accogliere, raccogliere, esporre, vivificare le testimonianze storiche e documentali specifiche. Sarà un museo popolare, creato a passo a passo con i Gremi, e col contributo benemerito dei Cittadini, ai quali chiederemo di donare oggetti, fonti e documenti, tutelando correttamente i diritti dell’encomiabile donatore e custodendo ed esponendo degnamente il bene offerto, a beneficio della Comunità, degli studiosi e dei visitatori. Leggiamo come una sostanziosa opportunità culturale quella di definire l’accordo di usufrutto del principale monumento della nostra borgata marina, la torre: la Conservatoria delle Coste, in collaborazione con gli uffici dei servizi territoriali demanio e patrimonio dell’Assessorato degli Enti locali, la individua tra i beni destinabili ad attività scientifico-culturali e turistico-ricettive aperte ai residenti e ai turisti. Non ci sfugge la complessità dell’obiettivo ma ci son chiari, allo stesso tempo, la qualità identitaria del luogo e il «plus valore» storico e architettonico della torre, anche rispetto alla potenzialità inespressa e al richiamo fascinoso di una testimonianza costiera, il cui atteso recupero pro riutilizzo si tradurrebbe (non è retorico dirlo) in una scelta forte, sia politica sia etica. Una motivazione che ci farà muovere anche nella direzione di definire e progettare un Parco Archeologico Urbano, al Rimedio, una chance per la ricerca e non solo, per essa, che merita non essere sprecata. La stessa valenza civica ha e dovrà avere l ’attivazione di un percorso serio e ininterrotto col mondo della scuola: pensiamo a un Municipio che spalanca le porte ai Cittadini in età scolare, che li ospita in visita, raccontando la storia della Città e la funzione della nostra Istituzione , in stretta connessione con l’Archivio Storico; pensiamo a una Scuola Civica di Musica che accresce e diversifica l’offerta formativa (ampliando la propria vocazione ad altre discipline afferenti l’istruzione musicale) in rete con i Comuni vicini, come sta avvenendo da qualche mese. Ho citato l’Archivio Storico, e non a caso, perché da subito avvieremo la verifica dello stato dell’arte del Sistema Archivistico Provinciale – che ci vede capofila fra ventidue Comuni - e il monitoraggio che concerne la ristrutturazione dell’ex Distretto Militare e la congiunta nascita del Polo degli Archivi dello Stato e della Città. Quanto al Teatro Civico «Antonio Garau» (valga a ricordarne la fama che - quaranta anni fa - scriveva due esilaranti «pièce», Giuseppi e Maria e S’Urtima xena) è opportuno che esso divenga un incubatore di attività culturali, non più soltanto un efficiente contenitore, con ben definiti programma, gestione artistica e progetto culturale. E a proposito della specificità della lingua Sarda - che proprio Garau tramandò, con insuperata maestria - ci preme riservare massima attenzione alla sua divulgazione: idioma da tutelare (perché ci unisce); lingua identitaria che racconta il passato , vive nel presente ed è ponte fra le generazioni; materia da insegnare - fin dalla scuola dell’infanzia - quale formidabile opportunità di associare storia, memoria, spirito dei nostri luoghi e senso civico. E infine l’Università, o meglio la politica per l’Università di Oristano. Diciotto anni fa, Mariano Scarpa disse con lungimiranza: «L’Università di Oristano o sarà mediterranea ed europea o non sarà». Aveva visto giusto. Non voli pindarici - ma piuttosto la concreta cognizione di una scommessa che solo con una visione prospettica si poteva e si può vincere, specie in una fase come quella attuale. Siamo sulla buona strada: a noi spetta l’onere di monitorare il compiuto, di correggere (se serve) il già fatto, ma anche di essere tutor di un mandato: legare scienza ed economia alla finalità precipua del Consorzio, perché la forza della specificità, la forte territorialità dei saperi, sono condizioni indispensabili a salvaguardarne il futuro. Signor Presidente, Colleghi della Giunta, Signori Consiglieri, grandi battaglie in passato hanno consentito la nascita di Istituzioni e soggetti che oggi rischiano di scomparire : possa questo Consesso essere garante (ove occorra) di combattere anche nuove lotte di civiltà, per il bene Comune, nell’interesse del nostro Comune, per il futuro della nostra Città. Grazie”. (Guido Tendas, sindaco di Oristano).
Come preannunciato durante l'ultima seduta del consiglio provinciale, nel corso del dibattito sulle Domus de Janas di Mandras, gli assessori provinciali alla Cultura, Serafino Corrias, e al Turismo, Gianfranco Attene, con una nota congiunta hanno invitato l'assessore regionale alla Cultura e Beni Culturali, Sergio Milia, ad un incontro presso l'ipogeo di Mandras, il complesso in territorio di Ardauli che necessita di interventi di recupero e salvaguardia. L'incontro risulterebbe certamente utile per constatare lo stato di precarietà del complesso, anche se, al momento, l'assessorato regionale dei Beni culturali non dispone di risorse disponibili per il risanamento, così come comunicato lo scorso 17 luglio dalla direzione generale dell’assessorato. Nella nota viene riconosciuta l'importanza del monumento di Mandras, e della necessità di un recupero strutturale che possa mettere in sicurezza il sito e poterne così garantire la fruibilità da parte di tutti i visitatori. Pur considerando i recenti e rilevanti tagli operati nel settore della cultura, gli assessori provinciali hanno invitato l'assessore Milia a destinare, entro la fine dell'anno, uno stanziamento per il risanamento di beni culturali. “Siamo certi – hanno scritto nella nota Corrias e Attene - che il sopralluogo, importante e costruttivo, motiverebbe notevolmente la logica dell'intervento, così come richiamato da più parti, a cominciare dalla rivista specializzata "Archeologia Viva" e, successivamente, dagli altri organi d'informazione regionali che ne hanno focalizzato l'attenzione”. Sulla situazione dell'ipogeo di Mandras è stata sollecitata anche l'attenzione del ministro per i Beni e le Attività Culturali, con due interrogazioni parlamentari.
L’assessorato alla Cultura del comune di Cabras, dopo il successo riscosso nelle scorse estati, ripropone anche quest’anno, fino al 31 agosto, l’apertura della “Biblioteca al Mare”. Punto di riferimento estivo per il Sinis, il comune propone, a San Giovanni, tante occasioni culturali, tra cui la lettura di best-sellers, fantasy, gialli, letteratura sarda, guide turistiche e riviste, disponibili per la lettura in spiaggia o a domicilio. I libri proposti dalla “Biblioteca Estiva”, presso la struttura di fronte al Centro Visite, in Pratza de is Ballus, non sono destinati esclusivamente all’utenza adulta, ma anche ai bambini e adolescenti. L’iniziativa rappresenta un valore aggiunto per la vacanza sul litorale cabrarese, che già può contare sulle collaudate manifestazioni “Cinema sotto le stelle”, “Note in Laguna”, “Notti di Tharros”, e la graditissima “Sagra della Bottarga”. Per le sue caratteristiche, e la sua logistica, la “Biblioteca Estiva”, gestita dalla cooperativa sociale “Gli Scapigliati” Onlus, si è rivelata, negli anni passati, un luogo dove gustare un panorama mozzafiato. La Biblioteca è aperta il martedì, dalle 16 alle 19.30; giovedì dalle 9 alle 12; sabato dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 19.30; domenica dalle 9 alle 12. Tra le varie attività che il comune lagunare esercita nel Sinis, da segnalare il Servizio Centro visite, di fronte alla Biblioteca, attivo da aprile ad ottobre. Il Centro apre tutti i giorni dalle 9 alle 19, e offre servizi di informazione turistica, internet point – fax e fotocopie, noleggio ombrelloni, attrezzatura snorkeling, noleggio biciclette, escursioni a piedi e in bicicletta in tutta la Penisola del Sinis.
Con l'avvio della stagione estiva, si ripresenta, anche quest'anno, il problema della carenza di sangue a fini trasfusionali, a causa della riduzione delle donazioni. Per questo motivo, l'Asl n. 5 di Oristano invita tutti i cittadini a donare il sangue presso i centri di raccolta ospedalieri di Oristano, Ghilarza e Bosa, o di aderire alle periodiche raccolte di sangue organizzate nei centri della provincia, in collaborazione con l'Avis. Il Servizio Immunotrasfusionale si sta adoperando, in questi giorni, per ridurre al massimo gli inconvenienti legati alla carenza ematica, e venire incontro, per quanto possibile, alle necessità di tutti i pazienti, privilegiando quelli anemici e le urgenze chirurgiche. Utile sarebbe, però, l'apporto di tutti i potenziali donatori, per consentire lo svolgimento anche delle operazioni meno urgenti. Da qui l'invito ai familiari ed agli amici dei pazienti ricoverati, agli operatori sanitari, ed a tutta la cittadinanza, a donare il sangue presso gli ospedali, così da garantire la corretta prosecuzione dell'attività chirurgica. Per quanto riguarda i requisiti richiesti, possono donare il sangue tutte le persone, compresi i fabici e i portatori sani di anemia mediterranea, di età compresa tra i 18 e i 65 anni, in buono stato di salute, che pesino almeno 50 chilogrammi, non abbiano assunto farmaci di recente, né abbiano terapie in corso. Tutti i donatori saranno sottoposti a una visita preventiva, che ne accerterà lo stato di salute e di idoneità alla donazione e, dopo il prelievo, riceveranno gratuitamente a domicilio il risultato completo delle analisi,. Questo permetterà loro anche di tenere sotto controllo la propria salute. Il Servizio Immunotrasfusionale ricorda, inoltre, che non è necessario presentarsi completamente a digiuno, ma è consentita anche una colazione leggera prima della donazione.