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Congresso Udc. Oppi: "Pronti a staccare la spina al centrodestra".
Di pig (del 27/07/2012 @ 17:03:33, in politica, linkato 1133 volte)

“Siamo pronti a staccare la spina al centro-destra per un governo di salvezza regionale”. Giorgio Oppi ha ufficializzato, nel corso del terzo congresso regionale dell'Udc, le ipotesi di apertura ad altre alleanze e ha annunciato di voler andare al voto in primavera, contestualmente alle elezioni nazionali. "In questi anni di governo – ha detto Oppi - non sono mancati i periodi di sofferenze nella coalizione e riteniamo l'attuale alleanza non inamovibile. Non accettiamo veti, nè diktat da nessuno, cosi come non chiediamo abiura al Pd. Siamo coerenti con il progetto che si vuole costruire a livello nazionale”. Giorgio Oppi (candidato unico) è stato riconfermato alla guida del partito al termine del congresso e ora si dedicherà completamente all'Udc, visto che ad ottobre lascerà l'incarico di assessore regionale. Al congresso dell’Udc, a Cagliari, erano presenti, fra gli altri, nelle prime file, l'assessore regionale al Personale, Mario Floris; l'ex sindaco di Cagliari, Emilio Floris; l'esponente sardista Paolo Maninchedda; il parlamentare del Pd, Paolo Fadda; il leader di Fortza Paris, Pasquale Onida; l'ex consigliere regionale, Giorgio Corona; il capogruppo del Pdl, Pietro Pittalis; il capogruppo di Sel-Gruppo misto, Luciano Uras; i consiglieri regionali del Pd, Cesare Moriconi e Giuseppe Cuccu. Nel portare i saluti di rito, Mario Floris ha auspicato un progetto comune all'insegna delle regole. Pittalis ha definito l'Udc un alleato serio e affidabile, mentre Uras ha detto di avere sempre avuto un rapporto politico serio, corretto e produttivo con i democristiani. Maninchedda ha affermato che tanti attendono una risposta dal congresso Udc: "Ritengo - ha spiegato l’esponente sardista -, che le elezioni anticipate siano meglio di questa agonia, di fasi conclusive dove non prevalgono le grandi idealità. La spina è in mano all'Udc e in Sardegna ci sono proposte diverse e non solo una destra e una sinistra, ma la possibilità di adesione ad una idea di autogoverno". Paolo Fadda ha precisato di parlare a titolo personale e non per il Pd "Ringrazio - ha detto Fadda - per l'affetto per la mia storia e per la storia della Dc, di cui andiamo orgogliosi. Una parte del Partito democratico si batte perchè nella Regione si realizzi un'alleanza con il vostro partito e continueremo perchè nella prossima legislatura siamo alleati. Dipende solo da noi strappare la Sardegna al governo del centro-destra". Al congresso regionale dell’Udc è intervenuto, telefonicamente, anche il leader nazionale del partito Pierferdinando Casini. “L’Udc anche in Sardegna è un partito vivo, vitale, forte – ha detto Casini -. Viviamo un momento difficile, ma possiamo dire con orgoglio di aver capito prima degli altri che cosi non si poteva andare avanti. Abbiamo respinto il populismo della sinistra, il radicalismo del governo Prodi e l'illusionismo di quello di  Berlusconi.  Dopo Monti nulla sarà più come prima - ha aggiunto Casini -, e lo spirito di collaborazione non potrà essere disperso. Alle prossime elezioni proponiamo un'unione nazionale. Ci rivolgiamo a tutti e a nessuno. Sono finite, infatti, le epoche dei tatticismi. Chi ha qualcosa da dare all'Italia scenda in campo, chi vuole garanzie e scende solo se vince, allora fa i suoi interessi, non quelli del Paese". Al congresso dell’ Udc, a Cagliari, ha partecipato anche il segretario nazionale amministrativo, Antonio De Poli. "Contiamo entro agosto – ha detto, fra le altre cose, De Poli - di concludere, con il deposito alle Camere, la nuova legge elettorale, dando un segnale importante all'Italia e agli italiani, sul fatto che possono scegliere i propri rappresentanti come accade nelle regioni.  Entro metà  agosto ci sarà l'accordo, quindi la presentazione in Parlamento, mentre la discussione avverrà a settembre. Come Udc  siamo per le preferenze, altri  invece vogliono l'uninominale proporzionale, mentre  lo sbarramento per i partiti sarà al 5%".

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Amici della Terra e Gruppo d'intervento giuridico hanno presentato un esposto, alla Procura della Repubblica di Cagliari, contro la delibera del 12 giugno scorso (la n.25/15), con cui la giunta regionale ha fornito un'interpretazione restrittiva della fascia di profondità dei 300 metri, limitandola ai laghi naturali e agli invasi artificiali. Come già rilevato da Legambiente Sardegna, secondo le due associazioni ecologiste, il provvedimento aggira una sentenza con cui Consiglio di Stato ha interpretato le disposizione del Ppr in materia di zone umide (stagni, lagune e saline). "La Giunta regionale ha violato di fatto il giudicato amministrativo – ha spiegato il portavoce delle due associazioni, Stefano Deliperi -, e ha dato il via libera a infinite manovra speculative: secondo l'esecutivo Cappellacci, retroattivamente, non ci sarebbe bisogno di autorizzazione paesaggistica per gli interventi edilizi nella fascia del 300 metri dalla battigia delle zone umide. Questa delibera sarebbe semplicemente un atto nullo, tuttavia costituisce indirizzo applicativo sostanzialmente vincolante per le strutture tecnico-amministrative dei comuni. Una follia e un abuso". Nei giorni scorsi Legambiente aveva segnalato la questione in riferimento, in particolare, al palazzo edificato in via Gallinara, a Cagliari, vicino a un canale a ridosso dello stagno di Molentargius. La pronuncia del Consiglio di Stato ha dato ragione al proprietario di un fondo confinante, che aveva presentato ricorso contro le autorizzazioni edilizie concesse per la costruzione del palazzo, edificato dopo la demolizione di una villa.

ll recupero e la salvaguardia della Domuns de Janas di Mandras, in territorio di Ardauli, di cui ha discusso il consiglio provinciale di Oristano, è solo rinviato. L’assessorato regionale ai Beni Culturali non dispone, al momento, delle risorse  necessarie. Alla Provincia e agli altri enti e organismi interessati lo ha comunicato il direttore generale dell’assessorato, Mauro Conti, al quale si era rivolto l’assessore alla Cultura della Provincia di Oristano, Serafino Corrias, anche a nome delle commissioni consiliari alla Cultura e Affari Generali, presiedute da Angelo Mele e Alfredo Mameli. Il concomitante interesse di alcuni parlamentari, anche a seguito di un articolo pubblicato su una rivista specializzata, ha fatto assurgere il sito di Mandras alla ribalta della cronaca  nazionale e internazionale, con la speranza che, in futuro, i politici prestino maggiore attenzione alle risorse culturali del territorio. Per il momento, il coinvolgimento del consiglio provinciale di Oristano è stato totale, ed ora si cercherà di interessare maggiormente la ragione, per reperire le risorse necessarie per il recupero del sito di Mandas. Il consiglio provinciale si è poi occupato deIl’ “Impresa Donna”, con  la burocrazia che ha discriminato la partecipazione al bando regionale. A sollevare il problema è stato il gruppo del Pd,che ha presentato una interpellanza. In sintesi, così come ha spiegato il consigliere, Francesco Federico, nella presentazione della domande si sono verificate diverse anomalie collegate al meccanismo di deposito e agli orari di inoltro che hanno provocato numerose esclusioni. Della questione l’assessore provinciale al Lavoro, Sandro Murana, investirà l’assessore regionale,  Antonello Liori, già sensibilizzato, a suo tempo, sulle difficoltà dell’iter procedurale del bando. Per quanto rigurada l’amianto, mentre è attivato il nuovo bando per complessivi 700 mila euro (200 per evadere le vecchie domande e 500 per il bando in scadenza a ottobre), il capogruppo del Pd, Mario Tendas, ha denunciato che, presso l’Ufficio tutela del paesaggio, da tempo sono ferme innumerevoli autorizzazioni e, di conseguenza, i cittadini non possono effettuare gli interventi programmati già finanziati. Le osservazioni sono state accolte dall’assessore provinciale all’ambiente, Emanuele Cera, il quale ha dichiarato di aver sollecitato una velocizzazione delle procedure, in modo tale da consentire agli uffici tecnici il rilascio delle prescritte autorizzazioni corredate da quelle dell’Ufficio tutela del paesaggio.

Il Gal Terre Shardana, società consortile a responsabilità limitata, finanziata dall'Unione Europea attraverso il Feasr (Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale) è espressione del  partenariato rappresentativo degli operatori, pubblici (30%) e privati (70%), dei diversi settori economici e sociali, che operano nel territorio del Montiferru, Sinis, Guilcier, Barigadu, Planargia e Campidano di Oristano. E’, dunque, espressione di un territorio composto da 65 enti pubblici locali e territoriali di cui ben 54 comuni e 390 soggetti privati, che comprendono singoli imprenditori, imprese artigiane, consorzi di produttori, associazioni di categoria e associazioni culturali. L’Aassemblea dei soci del Gal Terre Shardana ha approvato all’unanimità il bilancio (per il quarto anno consecutivo in attivo) ed ha provveduto al rinnovo delle cariche sociali, rieleggendo il presidente, Antonello Solinas, e i consiglieri Mario Tendas, Serafino Mura, Antonio Matzutzi, Miriam Carboni. Un consiglio di amministrazione, quindi, composto esclusivamente da privati, le cui intenzioni sono quelle di operare secondo il modo di operare tipico della mentalità imprenditoriale privata.