Da otto mesi Daniela Depau (accusata di essere la mandante dell’omicidio di Rosanna Fiori, titolare dell’azienda ”Barbagia Flores”) attende che la giustizia ascolti e comprenda le sue ragioni, che possa confrontare la sua verità con le tesi accusatorie che le vengono mosse. Invece silenzio e inerzia, nonostante la Cassazione abbia censurato le ragioni del suo arresto e si renda doveroso e necessario approfondire se sia legittima e motivata la sua detenzione. In queste condizioni viene assai difficile non condividere, come molti sostengono, che vi sia un grave deficit di efficienza e di adeguatezza nella macchina giudiziaria in Italia. Daniela è un simbolo che non lasceremo al suo destino. I rappresentanti delle istituzioni, primi fra tutti, hanno il dovere di operare e di difendere il diritto ad una giustizia giusta per tutti, sopratutto quella che non riguarda i potenti di turno, i politici, quelli insomma che hanno gli strumenti per farsi valere. Oltre un terzo dei carcerati nelle strutture penitenziarie è in attesa di giudizio o in stato di fermo cautelare. Sarebbe questa, dunque, la misura dell’adeguatezza della giustizia Italiana? Quelli che credono nei valori della Costituzione, non possono guardare in silenzio tutto ciò e, dunque, di fronte al perdurare di comportamenti incomprensibili, e dal sapore sempre più vessatorio e persecutorio, dobbiamo volgere il nostro reclamo alle più alte cariche dello Stato perché le tante domande senza risposta, in uno Stato di diritto, abbiano il giusto riscontro e il diritto irrinunciabile a una ragione. Coraggio Daniela, ti siamo vicini (il “Comitato per Daniela Depau”). Questa la lettera di Daniela Depau dal carcere:
“L’anno 2010 se n’è andato lasciando dentro di me un vuoto. Sono rimasta ferma al 22 aprile, quando quattro agenti di PG mi hanno dichiarato in fermo di arresto. Ne è passato di tempo, quasi nove lunghissimi e interminabili mesi. Io, al contrario di Sabrina Misseri, ho trascorso il giorno di Natale insieme ad altre coinquiline. Abbiamo condiviso tutte insieme il giorno di cui ormai si è perso il vero significato. Natale non è fare a spinte nei supermercati, nelle profumerie, alla ricerca dell’ultimo regalo o dell’ultimo vestito, come se non bastasse tutto quello che abbiamo nelle dispense o negli armadi. Per la maggior parte delle persone è questo il Natale, e lo era anche per me fino al 2009. A causa o, forse, dovrei dire grazie alla detenzione ingiusta, quest’anno ho riscoperto il valore del Natale, in questo santo giorno un uomo cerca rifugio per permettere alla sua donna di dare alla luce il Bambinello Gesù, il Salvatore. Sulla mia tavola quest’anno mancavano tutte le leccornie cui ero abituata, ma grazie a Dio abbiamo mangiato, grazie a Dio mangiamo tutti i giorni, cosa che non accade in tante parti del mondo, nella stessa Ogliastra. Sulla mia tavola c’era qualcosa di molto più prezioso di un piatto elaborato: c’era la consapevolezza di non trovarmi con i miei bambini, condannati anch’essi a subire l’ingiustizia della mia detenzione, ma con esseri umani capaci di regalare un sorriso, un abbraccio, una lacrima in un giorno di festa anche in un luogo triste come questa terra di lacrime che per me è Badu e Carros. Anche se sofferente e triste, perché non ho potuto, perché non mi hanno permesso, di trascorrere quel giorno di festa con la mia famiglia, mi sono comunque ritrovata in una famiglia, composta da persone che hanno sbagliato, che stanno pagando i loro errori, ma persone che come tutte hanno tanto di buono dentro il cuore. Perché scrivo questo? Lo scrivo per coloro che hanno pensato, solo per un momento, che trascorrendo il Natale in galera mi sarebbe ritornata la memoria. È stato molto doloroso, stare lontana dai miei figli, ma come ero innocente prima di Natale, lo sono adesso e lo sarò per sempre. E’ solo un mio pensiero ma sento che nel mio caso si stia utilizzando la custodia in carcere come strumento di tortura psicologica, per spingermi a confessare qualcosa di cui sono totalmente estranea. Se a questo aggiungiamo la lentezza della macchina giudiziaria, è ovvio anima e corpo cominciano a cedere, la speranza a diminuire, anche se con la certezza e la consapevolezza che la vera Giustizia farà il suo corso, portando a galla la verità, la mia innocenza. Forse non è molto carino da parte mia affermare, che in tutta questa vicenda la vittima sono io, dato che io sono ancora viva, ma di fatto un innocente in galera non è forse una vittima? E di chi?”. (Daniela Depau).
La chiesa arborense difende don Giovanni Usai, e polemizza per "…il modo in cui è stato condotto a termine e reso pubblico l'arresto domiciliare" del sacerdote, responsabile della Comunità per il recupero di detenuti “Il Samaritano” di Arborea, accusato di violenza sessuale e favoreggiamento della prostituzione. L'ufficio stampa della diocesi ha reso noto un documento, diffuso dal Consiglio Presbiterale Arborense, l’organismo rappresentativo di tutti i sacerdoti della diocesi di Oristano, dove si esprime "…perplessità circa le modalità dell'arresto di don Usai, fermato all'aeroporto di Cagliari, al rientro dalla penisola, operazione resa nota in una conferenza stampa dal Comando provinciale dei carabinieri”. Nel comunicato, il Consiglio Presbiteriale fa presente che “…don Giovanni ha speso gran parte della sua vita e delle sue sostanze per testimoniare il suo indiscusso e concreto amore per i poveri e gli emarginati, manifestando un coraggio non comune nell'aver scelto di vivere in un ambiente quanto mai difficile, carico di rischi e di pericoli, noncurante delle critiche e delle denunce cui poteva andare incontro". Il Consiglio Presbiteriale, inoltre, sottolinea che “…una grande carità cristiana e sacerdotale ha spinto don Usai ad essere un nuovo samaritano, seguendo le orme di Cristo, e a prendersi cura di innumerevoli fratelli e sorelle rifiutati e abbandonati ai bordi della nostra società, ospitati in una moderna struttura d'accoglienza, alternativa al carcere, sempre valutata positivamente e con ammirazione". Quindi l'augurio perchè “…don Giovanni Usai possa veder riconosciuta la sua innocenza, possa superare questo momento doloroso attraverso la preghiera, possa veder restituita la libertà e riprendere, con rinnovato coraggio ed impegno, la sua attività pastorale". Il Consiglio Presbiteriale Arborense, inoltre, “…esprime fiducia negli organismi della giustizia ed auspica che possano accertare, nel più breve tempo possibile, la veridicità sull'intera vicenda".
Altre notizie:
La modifica della legge regionale numero 21 per il risarcimento dei danni causati agli amministratori comunali da atti criminosi e nell'esercizio delle loro funzioni, e l'istituzione di una task force investigativa apposita che si occupi del fenomeno degli attentati. Queste, due delle proposte discusse dal Consiglio dell'Anci Sardegna, riunitosi a Siamaggiore, per esprimere solidarietà al sindaco, Giuseppino Piras vittima di un attentato alla vigilia di Capodanno. "E' necessario individuare una task force specifica per arrivare all'individuazione e alla denuncia delle persone che compiono atti criminosi contro gli amministratori – ha detto Antonello Figus, componente l'esecutivo dell'Anci -. Così com’è opportuno tutelare gli amministratori per i danni che subiscono con la modifica della legge regionale 21, che attualmente non solo prevede tempi e procedure lunghissime, per ottenere i risarcimenti dovuti, ma spesso non ha sufficienti fondi a disposizione". Il Consiglio dell'Anci Sardegna attende la visita del ministro dell'Interno, Roberto Maroni, che dovrebbe arrivare in Sardegna il 19 o il 24 di questo mese. A questo proposito, il presidente dell'Anci Sardegna, Tore Cherchi, ha chiesto a tutti i sindaci di inviare al ministro una testimonianza sull'esperienza maturata nei loro comuni.
Notizie sinistre dalla Sardegna, la giunta Cappellacci (a proposito, complimenti al presidente della Regione per aver "conquistato" l'ultimo posto tra i Governatori delle regioni italiane! ndr) ha deciso di costituire un tavolo coordinamento tecnico-scientifico il quale (riprendiamo una nota dal sito della Regione) "affiancando le strutture regionali, ha lo scopo di agevolare il raccordo con i territori per la programmazione di azioni di valorizzazione del paesaggio e parteciperà alla definizione di obiettivi e azioni strategiche in tema di riconoscimento e valorizzazione del paesaggio sardo". Due volte la parola "valorizzazione" in una breve sintesi. E sappiamo che cosa significa "valorizzazione" per il pensiero corrente della destra (e ahimè non solo della destra) oggi in Italia. Significa accrescere il valore venale di qualcosa, preferibilmente un bene comune. Quindi, se si parla di territorio e di paesaggio, significa trasformarlo da terreno naturale in lottizzazioni, ville e villette, cemento e asfalto. Significa distruggere natura e paesaggio, bellezza. Significa trasformare beni, patrimoni collettivi costruiti in millenni di collaborazione tra uomo e natura in pezzi ulteriori di quella "repellente crosta di cemento e asfalto" il cui estendersi, come diceva Antonio Cederna, distrugge giorno per giorno il Belpaese. Il tavolo di coordinamento tecnico-scientifico, precisa la nota della Giunta, "ha lo scopo di agevolare il raccordo con i territori". Sappiamo bene anche che cosa significa questo termine, "territori", nel glossario di Cappellacci e dei suoi collaboratori. Significa raccordarsi (e soprattutto accordarsi) con quei sindaci che sono stati per decenni gli agenti dello sfruttamento immobiliare delle coste dell'isola. Quei sindaci che hanno visto come fumo negli occhi gli atti significativi che la Giunta Soru ha elaborato per proteggere (finalmente!) quel che resta della bellezza della costa della Sardegna. Quei sindaci che sono stati gli agenti di collegamento tra gli immobiliaristi del Continente, sbarcati per colonizzare le coste sarde, e i "territori" che erano stati loro affidati. Leggendo il comunicato della Giunta appare chiaramente che il compito assegnato al Tavolo di coordinamento tecnico-scientifico è quello di dare una copertura culturale allo smantellamento del Piano Paesaggistico Regionale elaborato, sotto la guida di Renato Soru, dalla Regione e del Ministero dei beni culturali: uno degli esempi migliori (per vastissimo riconoscimento internazionale) di pianificazione attenta del paesaggio e di messa in valore (non di "valorizzazione") delle sue qualità naturali e storiche. Quelle qualità - giova ricordarlo con allarme - che sono oggi minacciate a Capo Malfatano e a Tuvixeddu, per l'azione di quelle stesse forze che aspettano con ansia la sostituzione del Piano Paesaggistico Regionale con un piano finalmente "sviluppista". Trasformare i beni comuni in merci, distruggere i patrimoni di tutti - risorse per oggi e per domani - per l'arricchimento di pochi sono gli obiettivi dei "poteri forti" che sembrano oggi vincenti. Leggo nel comunicato della Giunta che al Tavolo, evocato per aiutare a raggiungere questi obiettivi, parteciperebbero anche le Università di Cagliari e Sassari. La cosa mi sembra difficilmente attendibile, ed è probabilmente frutto di un equivoco; le procedure attraverso le quali passa la collaborazione delle Università con istituti ad esse esterni sono trasparenti, e avrebbero certamente provocato nelle Università un dibattito del quale l'opinione pubblica sarebbe venuta a conoscenza. (Edoardo Salzano – www.sardegnademocratica.it).
Organizzato dal Partito Democratico di Oristano, venerdì 14 gennaio, alle 16.30, presso la sala conferenze dell’ex asilo Sant’Antonio, in via Cagliari, ad Oristano, nell’ambito del forum green economy, si terrà il convegno “Energia Democrazia”, dove si discuterà di nucleare, energie rinnovabili, e delle vere opportunità di sviluppo dell’Oristanese. Dopo i saluti del segretario provinciale, Gianni Sanna, e della responsabile dei Forum, Selma Bellomo, interveranno:Giampiero Vargiu su “La Green Economy e le reti intelligenti, un’occasione di sviluppo democratico”; Cicito Morittu, ex assessore regionale all’Ambiente, su “La Sardegna di fronte alla sfida della Green Economy”; “La generazione distribuita e le energie rinnovabili: un caso studio” sarà l’argomento trattato da Omar Perego, esperto di Erse (Enea - Ricerca sul sistema elettrico), mentre Giuseppina Cancedda, esperta in energetica, parlerà delle “Fonti rinnovabili, efficienza e risparmio energetico: un’occasione per lo sviluppo del territorio”; Francesco Ferrante, vice presidente Kyoto Club e Responsabile per le politiche relative ai Cambiamenti climatici ed energia del Partito Democratico, con la “La rivoluzione energetica”, chiuderà la serie di relazioni. A seguire, il dibattito e brevi interventi di rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni di categoria.
Questa mattina, nella sala giunta della Provincia di Oristano, l’assessore al Lavoro, Alessandro Murana, ha presentato alla Stampa il progetto “Tirocini Formativi della Provincia di Oristano”, promosso dall'ente oristanese. Il progetto, rivolto a maggiorenni disoccupati senza limiti d'età, consiste nella promozione di tirocini formativi e di orientamento tesi a favorire l'incontro tra la domanda e l'offerta di lavoro, mediante il sostegno finanziario della Provincia di Oristano. “Le risorse finanziarie messe a disposizione per il progetto della Provincia di Oristano - ha sottolineato l’assessore Murana -, ammontano a 129.500 euro. Si tratta di un impegno economico importante, per sostenere il mercato del lavoro oristanese, attraverso un progetto sperimentale e innovativo di politiche attive del lavoro”. Sono esclusi dall’avviso e non possono partecipare al bando gli enti pubblici di qualunque tipologia. La Provincia assegna per ogni tirocinio attivato un contributo massimo di 2.400 euro lordi, da impiegare per l’erogazione della borsa di tirocinio a favore del tirocinante, pari a 400 euro lordi mensili per un periodo non superiore a 6 mesi. I Soggetti Ospitanti avranno la possibilità di integrare la borsa di tirocinio con utilizzo di propri fondi. La Provincia di Oristano, al fine di promuovere l'inserimento lavorativo delle fasce più deboli della popolazione, ha voluto inoltre riservare il 20% delle risorse finanziarie messe a disposizione, pari a 25.900 euro, ai tirocini formativi e di orientamento destinati ad iscritti nell’elenco provinciale delle persone con disabilità. Il bando e tutta la modulistica è disponibile sul sito istituzionale della Provincia di Oristano, nella sezione Lavoro, all’indirizzo www.provincia.or.it.
“L'instabilità enodinamica” è il titolo del corso di aggiornamento che si terrà giovedì 13 e venerdì 14 gennaio presso la sala conferenze dell'ospedale San Martino di Oristano. Dedicato ad anestesisti, medici di pronto soccorso, 118, cardiologi e internisti, l'evento formativo è accreditato Ecm (Educazione Continua in Medicina). Nella due giorni, che sarà articolata in tre sessioni, si parlerà, fra gli altri argomenti, delle patologie legate alla circolazione sanguigna - instabilità emodinamica, scompenso cardiaco acuto - e delle modalità di intervento, con l'illustrazione delle più moderne pratiche cliniche: betabloccanti, utilizzo dell'ecografia in terapia intensiva e sala operatoria. Al termine saranno proposti casi clinici ed esercitazioni con gli ecografisti. Relatori del corso saranno Fabio Guarracino, direttore dell'Unità operativa di Anestesia e Rianimazione Cardiotoracica dell' Azienda Ospedaliero-Universitaria di Pisa; Luigi Tritapepe, responsabile del reparto di Anestesia e Terapia Intensiva in Cardiochirurgia del Policlinico Umberto I di Roma; Luigi Cassisa, primario dell'Unità operativa di Medicina interna del San Martino; Marino Marchi, responsabile della Struttura complessa di Cardiologia e Utic (Unità terapia intensiva coronarica) dell'ospedale oristanese. La direzione scientifica del corso è affidata al primario dell'Unità di Anestesia e Rianimazione, Domenico Cadeddu, mentre la segreteria scientifica è composta dai medici Amelia Mulas, Salvatorica Loi, Giorgio Piras e Marco Obinu.