Solidarietà dal Pd al sindaco di Siamaggiore. Chieste più garanzie.
Di pig (del 04/01/2011 @ 19:35:50, in cronaca, linkato 732 volte)
“Il vile atto vandalico ed intimidatorio rivolto al primo cittadino di Siamaggiore, Pino Piras, costituisce un preoccupante ed intollerabile gesto di violenza che, certamente, mira a creare uno stato di tensione ed un clima di paura tra i cittadini impegnati a lavorare per il progresso civile, sociale e culturale”. Questo, quanto sostenuto dai consiglieri provinciali di Oristano del Partito Democratico, Mario Tendas, Roberto Scema, Giangavino Buttu, Peppino Marras, Francesco Federico e Battistino Ghisu, che si sono detti fortemente preoccupati per la gravità del gesto, ed hanno espresso “…la più ferma, netta e decisa condanna di questo vile e meschino attacco, di chiara matrice delinquenziale, che punta a indebolire la civile convivenza e a condizionare, nella piccola comunità di Siamaggiore, l’esercizio democratico della partecipazione”. I consiglieri del Pd nell’esprimere la loro piena solidarietà al Sindaco di Siamaggiore, Pino Piras e a tutti gli amministratori locali e ai rappresentanti istituzionali che, nell’espletamento del loro mandato elettorale, sono stati oggetto di simili ed ignobili atti delinquenziali “…auspicano l’adozione di idonee ed efficaci politiche, capaci di arrestare queste preoccupanti forme di violenza ed assicurare alla giustizia i responsabili. La posta in gioco è altissima e mette seriamente a rischio il rapporto tra libertà e sicurezza di ciascuno di noi. Questa preoccupante situazione richiede necessariamente uno sforzo straordinario e unitario. Perché il tritolo, così come la gelatina, non hanno colori, e benché meno gli incendi, le lettere minatorie e tutti gli atti intimidatori in genere. Questo sforzo, oltre ad una revisione complessiva dello status degli amministratori comunali – hanno affermato i consiglieri del Pd -, che rappresentano l’avamposto dello stato fra i cittadini, dovrà necessariamente offrire maggiori garanzie, maggiori tutele ed assicurazioni nei confronti degli amministratori locali che, nonostante le sempre più difficili condizioni socio-economiche, quotidianamente, devono dare risposte alle crescenti esigenze e difficoltà dei cittadini. Le attività da intraprendere, tenuto conto delle recente e diffusa escalation di attentati, sono tante ed impegnative. E sono quanto mai necessarie ed urgenti. Perché solo attraverso una azione programmata, convinta e determinata, sarà possibile vincere la paura e guadagnare in libertà e sicurezza”.
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I giudici di pace scioperano dal 17 al 28 gennaio. L'ha annunciato l'Unione dei giudici di pace, con una nota del presidente nazionale, Gabriele Longo, e del segretario generale, Alberto Rossi. "La gravità della situazione impone a tutti i colleghi, giovani e meno giovani, un'attenta riflessione sui recenti accadimenti politici: nonostante gli incontri e le assicurazioni avuti con il ministro Alfano durante l'anno 2010, lo stesso Guardasigilli ha proposto al Consiglio dei Ministri -convocato per il 30 novembre 2010 e poi rinviato all'ultimo momento - un disegno di legge sulla riforma della magistratura onoraria quasi identico a quello già elaborato dal ministero della Giustizia nel dicembre del 2009 e ritirato dopo gli scioperi indetti dall'Unione a dicembre 2009 e gennaio 2010". I punti critici del progetto ministeriale di riforma, indicati dall'Unione: "non assicura la continuità del rapporto", "non prevede nessuna forma di copertura previdenziale e assistenziale", "mina l'autonomia dei giudici di pace, sottoposti alla direzione del giudice di appello (magistrato di Tribunale), previa soppressione dei coordinatori", "prevede la non rinnovabilità dell'incarico già in presenza di un ammonimento". Aggiunge la nota: "Come primo segnale di piena operatività del governo, nel recente decreto legge di fine anno, la proroga dei termini in scadenza e' stata limitata al 31 marzo 2011 (un governo che si prepara al voto elettorale avrebbe perseguito una politica radicalmente opposta), escludendo i colleghi il cui terzo mandato scade durante l'anno 2011. Non occorre un particolare acume per comprendere che e' intenzione del governo di presentare nei prossimi giorni, e sicuramente prima del 31 marzo 2011, il progetto di controriforma della magistratura onoraria. Intanto il ministero ha predisposto un progetto di revisione degli organici inviato silenziosamente al CSM a fine dicembre". E conclude: "A prescindere da ogni intervento legislativo, la revisione degli organici rimette in marcia nomine e concorsi. Non occorre un particolare acume per comprendere che lo sciopero di due settimane -dal 17 gennaio- costituirà una delle ultime opportunità che avremo per far sentire con forza la nostra voce”.
Venerdì 7 gennaio, alle 18.30, all’Hotel Duomo di Oristano, in via Vittorio Emanuele, sdi terrà la cerimonia di consegna del premio annuale “Cia – Cultura e Qualità” Giunto al terzo anno, il premio “Cultura e Qualità” della Confederazione italiana agricoltori della provincia di Oristano nasce con l’intento di conferire un riconoscimento a quanti abbiano spostato la scelta di aderire ad un processo rivoluzionario di recupero della naturalità delle produzioni agropastorali. L’impronta che la Cia e i suoi soci vorrebbero dare è segnata da un forte recupero delle tradizioni, del rispetto dell’ambiente e degli animali, tenendo conto delle più avanzate metodologie di coltivazione e allevamento, di distribuzione e proposta sul mercato, di marketing e design. Un matrimonio spesso difficile e litigioso, che impone il rispetto della Terra, lungimiranza nelle scelte e nei modi di produzione, nonché una revisione rivoluzionaria del modo di gestire e vendere il prodotto che diventa simbolo, sia per il produttore che per il consumatore che lo acquista, di una condivisione di scelte e di indirizzo di crescita della nostra Terra. Concetti non astratti, ultimamente molto di moda, che la Cia provinciale di Oristano vorrebbe diffondere maggiormente e radicare nella mentalità soprattutto dei più giovani, nella convinzione che attraverso un approccio più consapevole ed informato al mondo delle produzioni eco ed equosolidali, biologicamente controllate e qualificate, di provenienza locale, si possa rispondere coerentemente all’adesione di principi generali condivisi non solo “a parole” ma anche nel vivere quotidiano. Aiutare a scegliere ed indirizzare verso l’acquisto di prodotti locali “garantiti” significa, per la Cia, non solo decidere della propria salute ma anche favorire la sopravvivenza e lo sviluppo delle aziende locali e, quindi, di una parte importante della vita economica della nostra provincia. Il premio, che ha anche un alto valore simbolico, è conferito a quanti, nella provincia di Oristano, si siano distinti in scelte di vita, non solo professionali, verso produzioni rispettose delle biodiversità, multifunzionalità, modernità e tradizione, innovazione e tecnologia; a quanti, abbiano scelto di dedicarsi al mondo agropastorale ereditando una tradizione di famiglia o preferendolo ad altre prospettive professionali. Il premio costituisce, dunque, l’occasione per un’ulteriore riflessione sulle questioni legate alla crescita della nostra provincia e della nostra isola, e sulla necessità di scegliere percorsi apparentemente più ostici ma che meglio possono risultare proficui per la nostra salute e per il rispetto della piccola parte di mondo nel quale viviamo.
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