Un articolo dell'Unione Sarda di sabato 13 marzo, a firma di Emanuele Dessì, denuncia a gran voce "la voragine della sanità sarda, che rasenta il miliardo di euro, scavata tra il 2003 e il 2008". Sulla base di tale "emorragia" l'Assessore Liori afferma: "Una cosa è certa: i dati dimostrano che la famosa cura Dirindin non è servita". Ed il deputato del PD Paolo Fadda puntualmente aggiunge: "Questi dati non mi meravigliano. Non ho mai creduto a chi, in questi anni, diceva che, nella sanità, si sarebbero prodotti dei risparmi". E così, accusando la giunta Soru di aver prodotto enormi disavanzi, la Giunta Cappellacci delibera il blocco delle nuove assunzioni e il blocco del turn over al 70%. Ma che cosa c'è di vero in queste affermazioni? Si tratta di calunnie, di schiamazzi, di menzogne che escono dalla bocca di chi in un solo anno ha portato la sanità della Sardegna allo sbando e, preoccupato per le possibili sanzioni del Governo centrale, si precostituisce l'alibi per non dover ammettere la propria inadeguatezza. L'Assessore Liori si limita, infatti, a dare qualche numero, ma si guarda bene dal dire chi ha prodotto i disavanzi e chi ha provveduto alla loro copertura. Ancora una volta si enuncia strumentalmente solo una parte delle informazioni, facendo risuonare nella testa della gente dati che attribuiscono alla Giunta Soru responsabilità che non sono della Giunta Soru. Cerchiamo allora di fare chiarezza. I disavanzi dell'ultimo decennio sono riportati nella tabella seguente:
Disavanzi sanitari della Sardegna (milioni di euro)
2000 183
2001 106
2002 189
2003 195
2004 280
2005 234
2006 88
2007 22
2008 37
Fonti: Anni 2001-06: Accordo Regione Sardegna, Ministeri dell'Economia e della Salute (dati corretti con attribuzione di competenza); allegato 3, tab 17, (http://www.regione.sardegna.it/j/v/66?s=1&v=9&c=27&c1=1249&id=4908)
Anni 2007-08: Ministero Economia, RGE 2008, vol II, tab SA.3 (http://www.mef.gov.it/doc-finanza-pubblica/dfp.rgse.asp). Risulta evidente che:
- fino a tutto il 2004 il centro-destra ha prodotto disavanzi per oltre 950 milioni di euro, lasciando in eredità alla Giunta Soru una situazione pesantemente compromessa, tanto da mettere a rischio la posizione della Sardegna che, ai tavoli di monitoraggio del Governo nazionale, rischiava di vedersi imporre l'aumento delle tasse, l'aumento dei ticket e la limitazione dell'autonomia;
- i debiti lasciati dal centro-destra sono stati interamente coperti dalla Giunta Soru, grazie a un impegnativo lavoro di recupero di risorse e di azioni a riduzione dei disavanzi;
- i disavanzi prodotti dal centrosinistra ammontano a 381 milioni, in gran parte emersi nel 2005, primo anno di piena responsabilità della Giunta Soru, purtroppo pesantemente condizionato dalla situazione ereditata; è chiara inoltre la drastica riduzione dei disavanzi a partire dal 2006, e il sostanziale pareggio raggiunto nel 2007 e nel 2008, nonostante il forte impegno messo in campo dalla Giunta Soru nelle politiche per la non autosufficienza;
- nel 2009, la Giunta Soru non ha lasciato al centro-destra alcun debito pregresso da pagare, e questo è certificato dal Ministero dell'Economia che fino a tutto il 2008 ha dichiarato completamente adempiente la regione Sardegna rispetto agli obblighi di copertura delle maggiori spese;
- anche con riguardo all'esercizio 2008, la cui chiusura contabile è avvenuta dopo le elezioni e sotto la gestione Cappellacci, la Giunta Soru aveva accantonato circa 86 milioni a ulteriore integrazione dei finanziamenti già ripartiti tra le aziende sanitarie nel corso del 2008 e che dovevano essere sostanzialmente sufficienti a coprire le maggiori spese;
- e se, in base ai consuntivi gestiti dal Governo Cappellacci, l'esercizio 2008 si fosse davvero chiuso con livelli di spesa di gran lunga superiori a quelli preventivati dalla Giunta Soru, l'attuale Giunta e gli attuali commissari delle aziende sanitarie dovrebbero spiegarci con precisione quali maggiori spese sono emerse improvvisamente, da quale cappello magico sono saltati fuori debiti precedentemente non considerati, quali addebiti sono stati accolti, quali sopravvenienze sono state sovrastimate.
I dati di cui sopra sono tutti certificati dal Ministero dell'Economia e pubblicati nel sito della regione e dei ministeri competenti. Al contrario, non risulta che, come invece sostiene l'Unione Sarda, i dati di Liori siano certificati dalla recentissima "Relazione Unificata sull'Economia e la Finanza Pubblica" del Mef. Dove sarebbe tale certificazione? A che pagina? I responsabili della Giunta Soru sono pronti a un confronto pubblico, con chiunque sia disponibile a un dibattito schietto sulla base dei dati certificati, senza trucchi e falsità. Ma allora perché l'Assessore Liori continua a gridare al lupo al lupo? Perché continua a dare cifre allarmistiche sulla situazione della Sardegna? La risposta è molto semplice: perché deve precostituirsi le giustificazioni in vista della crisi che fra poco potrebbe essere messa in evidenza dal tavolo di monitoraggio del Ministero dell'Economia e del Ministero della Salute. A breve, infatti, sono previste le verifiche degli adempimenti delle regioni. E la regione Sardegna, fino al 2008 considerata puntuale e in continuo miglioramento, è ora per lo più latitante. Infatti, nel corso del 2009, la regione Sardegna sembra essere scomparsa dai tavoli nazionali e dai gruppi di lavoro interregionali. I momenti di verifica e di confronto sono stati (quasi) regolarmente elusi, accampando di volta in volta scuse pretestuose: dall'assenza per malattia del direttore generale dell'assessorato (in realtà a causa dei gravi conflitti fa dirigente e assessore, più volte esternati pubblicamente e senza alcun rispetto per i rispettivi ruoli istituzionali) alle difficoltà dei trasporti aerei; dai tempi richiesti per la sostituzione dei precedenti rappresentanti della Regione alle inconsistenze delle strategie regionali; fino alla meticolosità con la quale la nuova Giunta ha sistematicamente allontanato dagli uffici tutti coloro che avevano collaborato con la precedente amministrazione, a prescindere dalle loro conoscenze, con una logica da epurazione che ha lasciato sguarniti e in grande difficoltà molti servizi e ha riportato la Sardegna indietro di anni. E dopo aver a lungo rinviato i momenti di confronto, l'Assessore Liori dovrà ora spiegare perché i conti sono tornati in rosso. Di qui la necessità di Liori di attribuire le responsabilità al governo precedente, per non dover ammettere l'inadeguatezza del governo attuale. E per chi è abituato a diffondere calunnie, non è difficile intervenire sovrastimando sopravvenienze passive e accantonamenti, rinunciando a lunghi e defatiganti contenziosi, accogliendo contestazioni di addebiti da parte di erogatori accreditati, insomma denigrando il governo precedente e al contempo accontentando gli amici. L'obiettivo è uno solo: dimostrare che la situazione ereditata è peggiore di quanto documentato. Il che presenta due vantaggi: da un lato facilita il raggiungimento di eventuali risultati positivi e dall'altro riduce i conflitti che il rigore di bilancio comunque impone. E così accontentare gli amici, assecondare i poteri che storicamente hanno gestito la sanità , riconoscere addebiti, aiuta ad avere consenso fra i forti a dispetto dei bisogni dei più fragili (ai quali, al contrario, si negano i fondi per i piani personalizzati, vedi la recente riduzione dei finanziamenti alla legge 162). E conferma le alleanze trasversali con esponenti del centrosinistra che mal hanno sopportato le politiche di rinnovamento, che anche nella sanità sono state portate avanti con i risultati che oggi si preferisce continuare a nascondere. Come dice una celebre aria del Barbiere di Siviglia, evidentemente ben amata dall'Assessore Liori , la "calunnia è un venticello" che a poco a poco entra nelle orecchie della gente e stordisce i loro cervelli. Per questo continua con il ritornello dei disavanzi lasciati dalla Giunta Soru. Ma prima o poi anche la Giunta Cappellacci dovrà rendere conto, innanzi tutto ai tavoli ministeriali. E lì il venticello dovrà confrontarsi con la concretezza dei numeri. E il centro-destra non potrà contare sul governo amico, anche perché fino a ora il Governo amico ha dimostrato di fregarsene della Sardegna. (Renato Soru e Nerina Dirindin – www.sardegnademocratica.it)