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Di seguito gli articoli e le fotografie pubblicati nella giornata richiesta.
 
 
Articoli del 22/07/2012

Di greg (pubblicato @ 19:00:19 in politica, linkato 748 volte)

Le assunzioni a tempo indeterminato restano un miraggio: i posti fissi messi a disposizione dalle imprese nel terzo trimestre del 2012 sono in calo. Un dato che conferma il trend negativo di quest’anno. Nel periodo luglio-settembre le assunzioni stabili previste sono appena il 19,8% sul totale delle assunzioni dirette (quasi 159 mila), cioè circa due su dieci. Nello stesso periodo dello scorso anno erano il 28,3%. Il dato è confermato anche tenendo conto della stagionalità. Nel bollettino sui programmi occupazionali delle imprese rilevati nell’indagine Excelsior di Unioncamere e ministero del Lavoro, si rileva infatti che, escludendo le assunzioni stagionali, i contratti “stabili” si attestano al 35,8%, mentre nei precedenti cinque trimestri la loro quota oscillava fra il 41% e il 43% circa. Un terzo dei nuovi assunti per il terzo trimestre dell’anno saranno giovani: “Le imprese assegnano ai giovani fino a 29 anni, tra il personale da assumere, una quota del 32,7% del totale, un punto percentuale in più rispetto al trimestre scorso”. La contrazione delle assunzioni ‘dirette’ sarà poi attenuata dal “maggior numero di contratti di lavoro atipici che le imprese prevedono di attivare nel trimestre”, che complessivamente saranno oltre 66.700, vale a dire 7.850 in più rispetto ai 3 mesi precedenti. Essi riguarderanno quasi 21.600 lavoratori interinali (-4.400), quasi 23.900 lavoratori a progetto (-1.200) e oltre 21.300 tra lavoratori a partita Iva, lavoratori occasionali e altri non dipendenti (+13.450). Nel complesso si avranno quindi 42 contratti atipici ogni 100 contratti di assunzione diretti (25,8 nel 2° trimestre), e 25 contratti di lavoro ‘non dipendentè ogni 100 contratti di lavoro dipendente (diretti o interinali). Quasi il doppio rispetto ai 13 del trimestre precedente. Sul versante delle retribuzioni, l’indagine biennale di Bankitalia, mostra invece come lo stipendio reale netto, dal 2000 al 2010, sia aumentato solo di 29 euro, passando da 1.410 a 1.439 euro (+2%). Risultati su cui pesa la crisi economica e gli interventi che hanno toccato in particolare gli statali, su cui, per il momento, sembra scampato il pericolo di un taglio delle tredicesime. Dai dati emerge che il gap tra centro-nord e sud-isole non arresta la sua corsa: l’incremento è stato del 2,5% contro lo 0,7%. In termini reali al centro-nord si è passati da 1.466 euro del 2000 a 1.503 euro del 2010, con un aumento di 64 euro; mentre nel mezzogiorno le retribuzioni passano da 1.267 euro a 1.276 euro, con una crescita di soli 9 euro. Le differenze restano notevoli anche tra i due sessi, con gli uomini che sono passati da 1.539 euro a 1.586 euro (+47 euro), e le donne, che partivano da 1.220 euro e sono arrivate e 1.253 euro (+35 euro). Tra il 2008 e il 2010 le retribuzioni reali mensili pro capite dei lavoratori a tempo pieno, al netto di imposte e contributi sociali, spiega Bankitalia, sono cresciute dello 0,8% (2% per le donne). Nello stesso periodo la quota dei lavoratori a bassa retribuzione è salita di tre decimi di punto percentuale, al 9,4%. Palazzo Koch spiega che, proprio a causa dell’espansione del part-time, gli stipendi netti medi per il totale dei lavoratori dipendenti sono diminuiti dello 0,2%. (www.ilfattoquotidiano.it).

Altre notizie:

Viviamo tempi interessanti. Siamo arrivati alla resa dei conti, al collasso economico e sociale di una Nazione. Ed è iniziato il gioco al massacro verso chi si oppone. Si attacca sempre con ferocia, come insegna la Storia, chi vuole il cambiamento e denuncia l'insostenibilità di un Regime. Così si spostano le lancette in avanti. Un anno, anche pochi mesi, sono meglio di niente per chi gode di privilegi intollerabili, impunità e fiumi di denaro pubblico. Direttori di giornali, partiti, istituzioni, lobby sono schierati come un plotone di esecuzione per abbattere il MoVimento 5 Stelle. Lo fanno ormai senza pudore, alla dove cojo cojo. Non ci sono giornali buoni, non ci sono partiti buoni, non ci sono lobby oneste. Distorcono le notizie, insultano, propongono sondaggi farlocchi, cercano ogni giorno il pelo nel buco del culo degli attivisti e dei consiglieri del M5S, del blog, dello staff, di Beppe Grillo. E' uno sport nazionale al quale non si sottrae più nessuno: "prima li diffami, poi li isoli, poi li annulli". Un gioco praticato dal dopoguerra che non ha mai fatto prigionieri e ha lasciato dietro di sé un'autostrada di sangue. Oggi, anche se il gioco riuscisse, il baratro attende comunque questi sciagurati che attaccano come dei cani rabbiosi chiunque li metta in discussione, invece di affrontare la catastrofe ormai alle porte riconoscendo i loro errori e togliendosi dai coglioni. Dopo la vittoria di Parma il vento è cambiato. Un vento di scirocco, umido, oleoso, pesante è penetrato nelle segreterie dei partiti, nelle direzioni dei giornali, nei consigli di amministrazione dei concessionari di Stato, nei salotti delle banche. Da qui alle prossime elezioni la parola d'ordine è la distruzione con qualunque mezzo, in ogni modo del M5S, anche con una legge elettorale su misura che lo escluda dal Parlamento. Il Paese sprofonda, ma da Bersani a Berlusconi, dal Corriere della Sera alla Repubblica, il problema dei problemi è il M5S. Non sanno cosa li aspetta, o forse lo sanno troppo bene. Ci vediamo in Parlamento. Sarà un piacere. (www.beppegrillo.it).

Una mozione sulla revisione delle aliquote Imu è stata presentata anche da consiglieri dell’Udc. “I sottoscritti   Consiglieri Comunali,   Giuseppe Puddu,  Giuliano Uras,  Franco Serra  e   Roberto   Pisanu,   appartenenti   al   Gruppo  Consiliare     dell'Unione   dei Democratici Cristiani e di Centro (UDC), premesso che: dal  I° gennaio 2012, con l'anticipo dell'entrata in vigore dei decreti per il federalismo fiscale, l'ICI (Imposta Comunale Immobili) è stata  assorbita dalla nuova Imposta Municipale Unica: IMU; dal  l° gennaio 2012 l'IMU, è in vigore in via sperimentale per il periodo 012-2014 e sarà a regime dal 2015; che il presupposto dell 'IMU è il possesso di fabbricati,  aree edificabili e terreni agricoli (come era previsto per l'ICI), ma con l'IMU viene meno l'esenzione per l'abitazione principale e le sue pertinenze, per le quali dunque è dovuta l'imposta;   l'IMU deve essere pagata:  1) dai   proprietari  di  fabbricati,  aree  edificabili e  terreni  agricoli situati   nel   territorio dello Stato (con esclusione di quanto prescritto dalla recente Decreto Assessoriale Regionale del 13 c.m. ); 2) dai titolari di diritti reali di godimento (usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi e superficie) sugli immobili sopra elencati; 3) dai locatari in caso di locazione finanziaria (leasing);   4) dai concessionari di aree demaniali. Per abitazione principale si intende  "l'immobile iscritto o  iscrivibile in catasto  edilizio  urbano  come  unica  unità  immobiliare  nella  quale  il possessore   dimora abitualmente   e   risiede   anagraficamente"   e   le pertinenze  della  stessa  "sono  esclusivamente  quelle  classificate  nelle categorie  catastali  C/2,  C/6  e  C/7  nella misura  massima  di una unità pertinenziale per ciascuna  delle  categorie  catastali  indicate, anche  se iscritte al catasto unitamente all 'unità ad uso abitativo". Evidenziata  la     particolare  crisi  economica  che  sta   travolgendo  l'intera Nazione nonché   le famiglie della nostra  Oristano.  Accertato che: anche   nella   nostra   Città   vi   sono   innumerevoli   concittadini   in   mobilità, disoccupati,   pensionati    e   comunque   famiglie   disagiate e monoreddito che hanno come unico bene la prima casa;  l'Imposta Comunale  Immobili  sulla  prima casa appare  vessatoria ed   iniqua poiché è svincolata dal  reale reddito del soggetto titolare del diritto; nel  predetto momento  di  crisi  economica è doveroso   che  l'Amministrazione Comunale mantenga al minimo possibile la tassazione sul bene primario (casa) dei concittadini,   se del caso compensando il minor gettito previsto in entrata con contrazioni di spese con minor grado di indispensabilità o con importanza secondaria rispetto alle normali necessità  di vita. Considerato che:  per l'anno   2012 l'Amministrazione Comunale può rivedere entro il termine del 30.09.2012  le aliquote per l'applicazione dell'Imposta Municipale Propria (IMU) anno 2012    deliberate  dal    Commissario Prefettizio con deliberazione n° 30  del 6 marzo 2012;  ai sensi dell'art. 13, comma 6, del D.L. 6 dicembre 2011 n. 201, convertito con modificazioni   con  la  legge  22  dicembre   20Il  n.  214   l'aliquota  di  base dell'imposta municipale propria è pari allo 0,76 per cento, con possibilità per i Comuni di modificare le aliquote, in aumento o in diminuzione, sino a 0,3 punti percentuali;  il comma 7 del predetto  art. 13 del D.L 201/2011 dispone che  l'aliquota viene ridotta allo 0,4 per cento per l'abitazione principale e per le relative pertinenze, con possibilità per i comuni di modificar/a, in aumento o diminuzione sino a 0,2 punti percentuali. Impegna il Sindaco e la Giunta:  1) a predisporre, con ogni possibile sollecitudine, tutti gli atti perché il Consiglio  Comunale  sia tempestivamente  convocato   per   deliberare l'immediata riduzione dell'aliquota IMU  per l'abitazione principale e sue pertinenze, fino al massimo dell"uno per mille; 2)  a valutare,  compatibilmente con la politica degli  equilibri di bilancio  e in  base  al    pronunciamento    n°  64  del  7  marzo  2012    della  Corte Costituzionale,   la possibilità   di esclusione,   dall'obbligo di pagare l'lmu, per   le abitazioni principali  e loro  pertinenze”. ( I consiglieri comunali dell’Udc).

 

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