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Di seguito gli articoli e le fotografie pubblicati nella giornata richiesta.
Articoli del 18/07/2012
Di pig (pubblicato @ 20:00:10 in cronaca, linkato 773 volte)
“Rossella Urru è stata liberata. E' una bellissima notizia". Così il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, ha confermato la liberazione della cooperante di Samugheo, rapita lo scorso ottobre, in Algeria, in un campo Saharawi, insieme a due spagnoli e liberta attorno alle 19.30 di oggi. Il titolare della Farnesina ha aggiunto che Urru "…sta per entrare in contato con il capo dell'Unità di crisi", Claudio Taffuri. Terzi ha aggiunto che "…forse occorrerà ancora un po', prima di poterla avere con noi ma speriamo di poterle parlare quanto prima". Il portavoce di un gruppo islamista legato ad al Qaeda nel Maghreb Islamico aveva annunciato di aver liberato nel nord del Mali la cooperante italiana, Rossella Urru, e i due spagnoli con cui era stata rapita nella notte tra il 23 e il 24 ottobre in Algeria. Le voci si rincorrevano da stamane e la Farnesina stava verificando attraverso l'Unita' di crisi la notizia. Sanda Ould Boumama, portavoce del gruppo Ansar al-Dine del Mali settentrionale, ha spiegato alla Reuters che gli islamisti del Mujwa, un'altra sigla attiva nella zona, hanno liberato i tre ostaggi. "Ci hanno detto che i tre sono stati liberati nella regione di Gao", e ha poi aggiunto che la Urru, insieme a Ainhoa Fernadez e Eric Conyalons, sarebbero in mano di un gruppo di mediatori del Burkina Faso. I genitori della cooperante sarda hanno lasciato il paese in cui vivono, Samugheo, già da stamattina. Terzi ha ringraziato "…i funzionari della Farnesina, le persone e gli organi dello stato che si sono prodigati in modo straordinario in tutti questi nove terribili mesi del suo sequestro per arrivare a questo risultato". Il ministro ha aggiunto di aver "…portato ai familiari di Rossella, che sono all'Unità di crisi e che condividono con noi la gioia di questo momento e l'attesa di queste ultimissime fasi prima di poterla riabbracciare qui a Roma, i saluti del capo dello Stato che ha seguito personalmente insieme al presidente del Consiglio Monti, a me e a tutto il governo questo caso così difficile per l'opinione pubblica italiana. Rossella Urru rappresenta un simbolo, i valori del coraggio e dell'eroismo delle nostre donne che lavorano in terreni di cooperazione estremamente difficili, e che rappresentano la dignità, l'orgoglio e la grandezza dell'Italia”. Graziano Urru, il padre di Rossella, che insieme alla moglie e agli altri due figli si trova a Roma, ha avuto un breve colloquio telefonico col sindaco di Samugheo, Antonello Demelas, e col portavoce del Comitato per la liberazione di Rossella, Mario Sulis, esprimendo parole di gioia e di ringraziamento. A Samugheo, un applauso e un urlo liberatorio nel Bar Sulis, ha accompagnato la notizia della conferma della liberazione di Rossella Urru. I diversi componenti del Comitato per la liberazione di Rossella sono subito usciti in strada, e hanno cominciato a suonare i clacson delle auto e ad improvvisare caroselli nelle strade del centro del paese, mentre il parrocco si è recato subito in chiesa per far suonare le campane. "Non aspettavamo che questo momento", ha commentato il vicesindaco di Samugheo, Maurizio Frongia, subito dopo la notizia della liberazione mentre tutto il paese è in festa. "La conferma della liberazione di Rossella Urru toglie un grandissimo peso che gravava sulla comunità sarda”. Un applauso liberatorio è partito durante l'assemblea regionale dei sindaci del Pd, ad Oristano, quando il segretario Silvio Lai lo ha comunicato. "Siamo felici per Rossella e la famiglia; è il risultato soprattutto di chi ha lavorato in silenzio e di chi ha tenuto delicatamente viva l'attenzione sul rapimento di una volontaria internazionale". Grande soddisfazione per la liberazione di Rossella Urru è stata espressa da tutto il mondo politico e istituzionale, tra cui il ministro Riccardi. "Dalle prime informazioni – ha detto Riccardi - sembra sia stato molto importante il contributo dato dal Burkina Faso alla liberazione di Rossella. Voglio ringraziare pertanto le autorità di quel Paese per la sensibilità e l'impegno dimostrati". Il ministro Riccardi sarà in Burkina Faso per un viaggio ufficiale a partire da domenica prossima. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha appreso con "sollievo e con gioia" la notizia della liberazione di Rossella Urru dopo la lunga prigionia nelle mani dei rapitori. “Il Presidente – si legge in una nota del Quirinale - esprime la propria personale partecipazione ai famigliari di Rossella Urru, che aveva incontrato nel febbraio scorso in Sardegna, e alla generale soddisfazione dei cittadini sardi. Il Presidente Napolitano che aveva fin dall'inizio manifestato piena fiducia nell'impegno degli organi dello Stato per conseguire la liberazione della giovane connazionale, rivolge oggi il proprio apprezzamento alle amministrazioni e ai Servizi di sicurezza per la loro tenace iniziativa e per il felice esito raggiunto. Anche l'arcivescovo di Oristano, Ignazio Sanna, ha manifestato tutta la sua gioia per la liberazione di Rossella Urru. "Rossella e' libera. Ringraziamo il Signore", ha scritto l'arcivescovo su Facebook. Ignazio Sanna ha sentito telefonicamente il parroco del paese, Alessandro Floris: "Rossella finalmente è libera. Abbiamo atteso questo momento da ben otto mesi. Ci siamo ritrovati tutte le settimane per gli incontri di preghiera. Adesso ci incontreremo di nuovo per ringraziare il Signore". Intanto, secondo indiscrezioni, Rossella Urru potrebbe arrivare domani, a Roma, e poi rientrare in Sardegna La voce è circolata a Samugheo, subito dopo la conferma della liberazione, giunta dal ministro degli Esteri, Giulio Terzi.
Rossella Urru era stata rapita nove mesi fa nel campo profughi Saharawi di Hassi Rabuni, nel sud-ovest dell'Algeria, nella notte tra il 22 e 23 ottobre. Assieme a lei, erano stati sequestrati anche i due cooperanti spagnoli, Ainhoa Fernandez de Rincon ed Enric Gonyalons. I rapitori avevano fatto irruzione nelle stanze dei cooperanti e li avevano portati via. Uno di loro aveva tentato di opporsi e gli aggressori gli avevano sparato a un piede. Il campo ospita 150 mila profughi dal Sahara occidentale. A dicembre il sequestro era stato rivendicato da una costola dissidente di Al Qaeda nel Maghreb islamico, la Jamat Tawhid Wal Jihad Fi Garbi Afriqqiya (Movimento per l'Unità e il Jihad in Africa occidentale). La Urru lavorava da due anni per la Ong Comitato italiano sviluppo dei popoli (Cispi). Durante i nove mesi di prigionia, per la 29enne sarda, originaria di Samugheo, c'era stata una mobilitazione della rete e numerose iniziative di solidarietà. La conduttrice sarda, Geppi Cucciari, aveva lanciato un appello dal palco dell'Ariston, durante il Festival di Sanremo. Anche Fiorello si era mobilitato su Twitter, chiedendo a tutti gli amici e i fan di sostituire la foto dell'account con quella della giovane cooperante. La foto della ragazza, assieme a un drappo "Per Rossella Urru libera", era stata esposta anche in piazza del Campidoglio. All'inizio di maggio i rapitori avevano chiesto un riscatto complessivo di 30 milioni di euro per il rilascio della Urru e della cooperante spagnola. Sulla liberazione della Urru il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, che in serata ha confermato la notizia, aveva mostrato ottimismo qualche settimana fa, affermando che si era vicini a una soluzione, e che il governo stava comunque seguendo la vicenda con grande riservatezza. Ai primi di marzo una falsa notizia della sua liberazione era stata diffusa da Al-Jazira e da un sito della Mauritania, Sahara Media, che aveva addirittura scritto che la cooperante era stata rilasciata dai terroristi di Al Qaeda nel Maghreb islamico, insieme al poliziotto mauritano Aal Ould al-Mukhtar, in cambio della scarcerazione di un terrorista. Oggi la notizia ufficiale della sua liberazione.
Varie sono state le personalità che hanno espresso felicità e soddisfazione per la liberazione di Rossella Urru, anche attraverso dei comunicati stampa:
“La comunità diocesana esprime viva gratitudine al Signore e a tutti coloro che, a diverso titolo, hanno collaborato alla liberazione di Rossella Urru. A Rossella dà un cordiale ed affettuoso augurio di ben tornata nella sua famiglia e nel suo paese. Con i genitori e i suoi familiari condivide la gioia per il ritrovato affetto della figlia. Rossella, infatti, era entrata nel cuore di tante nostre famiglie. Esse hanno apprezzato la sua passione umanitaria che onora la migliore tradizione di generosità e altruismo dei sardi. Si unisce, infine, alla gioia dei familiari dei cooperanti spagnoli Ainhoa ed Enric, che hanno condiviso con Rossella il servizio della cooperazione e i lunghi mesi della prigionia”. (Ignazio Sanna, arcivescovo di Oristano).
"L'assessore alla Cultura, Sport e Politiche Giovanili della Provincia di Oristano Serafino Corrias, e il presidente del Coni di Oristano, Gabriele Schintu, interpretando i sentimenti di tutto il mondo della sport della provincia di Oristano, salutano con gioia la liberazione di Rossella Urru, ed esprimono un pensiero particolare ai genitori, familiari e tutta la comunità di Samugheo, che in tutti questi mesi hanno vissuto una angosciante attesa per le sorti di Rossella. Anche in questo caso, così come in tante altre occasioni umanitarie, il movimento sportivo ha dimostrato una grande solidarietà e vicinanza per chiedere la liberazione della giovane cooperante. Tutte le manifestazioni sportive che si terranno in questo fine settimana nel territorio provinciale saranno idealmente dedicate a Rossella Urru che ritorna, finalmente, a casa da donna libera".
“Sull’avvenuta liberazione di Rossella Urru il presidente della Provincia di Oristano, Massimiliano de Seneen, manifestando anche i sentimenti della giunta, del consiglio e delle popolazioni dell’Oristanese, ha espresso soddisfazione per il ritorno a casa della giovane cooperante di Samugheo, rilasciata dopo 270 giorni di prigionia insieme agli altri due colleghi spagnoli. Soddisfazione anche per le condizioni fisiche di Rossella, della quale ora è atteso il rientro a Samugheo, "…una comunità - ha sottolineato il presidente de Seneen - che con la famiglia della ragazza ha ritrovato la gioia di vivere". Il presidente della Provincia dà atto del lavoro di intelligence svolto dalla diplomazia italiana, ma anche del ruolo e dell’imponente mobilitazione che ai diversi livelli ha impegnato l’opinione pubblica e le Istituzioni. Una adesione che ha coinvolto la Provincia di Oristano, attraverso il permanente messaggio di “Rossella Libera” sul sito istituzionale, lo striscione in cinque lingue che ha campeggiato nell’aula del consiglio provinciale, le prese di posizione, i messaggi, gli ordini del giorno, le fiaccolate, gli striscioni posti nelle case private, nelle scuole, i cantieri, gli stadi, i luoghi di lavoro tutti a invocare la liberazione di Rossella. Un movimento di speranza coronato da successo. "Ora - ha concluso il presidente della Provincia - attendiamo con trepidazione il rientro a Samugheo di Rossella, che si riunirà ai genitori, il padre Graziano, la mamma Marisa, i fratelli Mauro e Fausto, la sua comunità guidata dal sindaco Antonello Demelas, che in questi lunghi mesi di prigionia tanto affetto le hanno tributato
Di greg (pubblicato @ 00:01:01 in cronaca, linkato 1358 volte)
La Farnesina sta verificando, attraverso l'Unità di crisi del ministero, la notizia secondo cui Rossella Urru sarebbe stata liberata oggi. La cooperante di Samugheo, sequestrata a ottobre in un campo profughi Saharawi, nel deserto algerino, sarebbe stata rilasciata a Timbuctù. Così, perlomeno, ha riferito il quotidiano il Foglio, lasciando intendere che vi sia stato uno scambio di prigionieri. Questa mattina, Ould Faqir, uno degli uomini implicati nel sequestro di Rossella Urru e arrestati lo scorso anno, sarebbe stato liberato in Mauritania; contemporaneamente la cooperante italiana sarebbe stata liberata dai miliziani del Mujao (il Movimento per l'unita' e il jihad in Africa occidentale) nei pressi della città del Mali. Rossella Urru sarebbe ora nelle mani di alcuni mediatori, in attesa di raggiungere la zona in cui sarà consegnata. Per il rilascio di Rossella Urru, quindi, potrebbe essere "la volta buona". Margherita Boniver (inviato speciale del ministro Terzi alla Farnesina) sull'esito del rapimento della cooperante sarda è ottimista. “L'Unità di crisi della Farnesina - ha detto la Boniver -, con cui l'inviato speciale per il Sahel del Uministro degli Esteri, Giulio Terzi, è in costante contatto - è impegnata nelle verifiche e la cautela è un bene assoluto, visto che c'è di mezzo l'incolumità e la vita di una nostra cittadina. Non c'e' ancora la conferma. Speriamo - ha proseguito la Boniver, conversando con l'agenzia giornalistica Agi - che questa sia la volta buona. Ce lo auguriamo vivamente e penso che il nodo sarà sciolto nelle prossime ore".
Renzo Brundu, il pescatore di Cabras, processato per aver ucciso, nel luglio del 2011, la compagna Katia Riva, di 39 anni, è stato condannato a 28 anni di reclusione. La sentenza è stata pronunciata attorno alle 14 di questo pomeriggio dalla corte d'Assise di Cagliari, presieduta da Claudio Gatti. Brundu, reo confesso, aveva accoltellato la madre dei suoi due figli al culmine di un violento litigio. Dopo l'omicidio il pescatore, che era difeso dall'avvocato Cristina Puddu, aveva subito chiamato la polizia. Per lui la pubblica accusa, rappresentata in aula dal Pm, Rossella Spano, aveva sollecitato una pena di 30 anni di reclusione. Alla richiesta del Pm si erano associati anche gli avvocati di parte civile, Pier Luigi Concas, Maria Irene Dore e Federico Ibba, che nel processo rappresentavano la madre, la sorella e i figli della vittima.
Visita ufficiale per il sindaco di Oristano, Guido Tendas, al comune di Cabras. Proseguendo la serie di incontri interistituzionali, avviati all’indomani dell’elezione, Tendas ha voluto recarsi nel municipio del centro lagunare, per incontrare e affrontare con il sindaco, Cristiano Carrus, i principali temi sui quali sono impegnati i due enti. Si è parlato di turismo e servizi pubblici, ma anche dei forti vincoli all’azione amministrativa derivanti dal rispetto del Patto di stabilità. Massimo impegno è stato garantito per l’attuazione del programma integrato per il paesaggio “Il Golfo di Oristano: dove la terra abbraccia il mare”, che vede Oristano e Cabras coinvolti insieme ad Arborea, Palmas Arborea e Santa Giusta. Il programma, che è stato inserito dalla Regione tra i progetti finanziati nell’ambito delle proposte di attuazione del Piano paesaggistico regionale, domani sarà al centro di un incontro operativo tra tutti i soggetti istituzionali coinvolti. Tendas e Carrus hanno dedicato particolare attenzione al progetto per l’ampliamento e la valorizzazione del porticciolo turistico di Torregrande, e all’analisi dei problemi legati ai rapporti con Abbanoa per la gestione del servizio idrico. Il sindaco di Oristano ha auspicato iniziative comuni per la valorizzazione del fiume Tirso e, in particolare, della foce. “Nell’ottica di un nuovo rapporto di collaborazione e condivisione delle comuni politiche di sviluppo – ha detto Tendas -, mi è sembrato doveroso rinnovare le scuse e il rammarico del comune di Oristano per alcuni errori commessi nel passato, che hanno a lungo condizionato i rapporti con la comunità cabrarese. Oggi le due istituzioni e le due comunità devono saper dialogare e lavorare di comune accordo, per creare nuove occasioni di sviluppo”. “Sono molto soddisfatto dell’incontro con il sindaco Tendas – ha dichiarato Cristiano Carrus -. Sono certo che tra i due comuni, grazie anche al rapporto di amicizia con Tendas, potranno avviarsi serie e proficue politiche di sviluppo per i due territori”.
Dopo i consueti controlli effettuati dal Servizio Igiene degli Alimenti (Sian) della Asl di Oristano, è stata riscontrata la non conformità per il parametro “Trialometani” (Thm) dell'acqua distribuita nelle frazioni del comune di Cuglieri, Santa Caterina, S'Archittu e Torre del Pozzo. “A seguito del riscontro della non conformità – si legge in un comunicato della Asl -, il Sian ha inviato al comune di Cuglieri, in data odierna, la richiesta di emettere un provvedimento cautelativo che vieti l'uso dell'acqua per scopi potabili e alimentari, mentre è consentito l'uso per fini igienici. La stessa comunicazione è stata inoltrata all'ente gestore (Abbanoa) per il distretto di Oristano, soggetto responsabile della qualità dell'acqua distribuita, chiedendo di relazionare tempestivamente sulle cause che hanno determinato la non conformità, e di adottare gli interventi di competenza per ripristinare le condizioni di normalità. Il Sian spiega che i trialometani (THM) rientrano tra i cosiddetti “sottoprodotti della disinfezione”, cioè sono sostanze chimiche organiche e inorganiche, che si possono formare durante la reazione del disinfettante usato, nel caso specifico il cloro, con materiale organico naturalmente presenti nell'acqua, in origine e in rete, derivante per lo più dalle decomposizione di organismi vegetali. La formazione di Thm – si legge ancora nel comunicato - dipende, inoltre, da altri fattori, quali il tipo e la concentrazione del disinfettante usato, la temperatura il Ph dell'acqua, le condizione della rete idrica. I valori riscontrati nei punti di prelievo rappresentativi della rete idrica delle frazioni di Santa Caterina, S'Archittu e Torre del Pozzo (analisi effettuate dal laboratorio del Dipartimento provinciale Arpas di Oristano, relative ai prelievi effettuati il 16 luglio) sono risultati compresi fra 124 e 87 microgrammi per litro, a fronte di un limite stabilito dalla normativa italiana di 30 microgrammi per litro. Peraltro, i valori di parametro per i sottoprodotti della disinfezione (Thm) stabiliti dalla normativa italiana possono considerarsi “ipergarantisti”, e sono più restrittivi rispetto ad altri Paesi membri della Comunità Europea, in accordo con il principio generale di precauzione, secondo cui quando un'attività rischi di danneggiare la salute dell'uomo o dell'ambiente devono essere adottate le opportune misure precauzionali. Anche se non ci sono conclusioni scientifiche certe – conclude il comunicato della Asl - in ordine alle relazioni causa-effetto dei Thm, a titolo cautelativo è opportuno contenerne la presenza, senza però compromettere mai l'efficacia del processo di disinfezione; infatti, come ribadito costantemente dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, il rischio per la salute derivante da contaminazioni microbiologiche è di gran lunga più elevato di quello derivante dalla presenza di Thm nei quantitativi indicati dalla normativa vigente”.
La giunta regionale ha deliberato il trasferimento alle Province delle risorse finanziare necessarie per garantire l'attività di disinfestazione e in materia di controllo e lotta contro gli insetti nocivi. Così come previsto nella ripartizione proposta dall'assessore regionale all’Ambiente, alla Provincia di Oristano sono state assegnate risorse per 1 milione e 754 mila euro, destinate, oltre che alla retribuzione del personale in servizio con contratti a termine impegnato nell'attività di disinfestazione, anche all'attività straordinaria di disinfestazione per la lotta contro la diffusione del virus della Febbre del Nilo. "L'assegnazione era attesa da tempo - ha commentato l'assessore Cera -, soprattutto in considerazione dell'emergenza legata alla Febbre del Nilo, che lo scorso anno ha comportato per la Provincia uno sforzo economico e umano enorme. L'attività ordinaria di disinfestazione è stata garantita regolarmente durante e proprio in questi giorni sarà attivata l'assunzione di ulteriore personale disinfestatore dalla società interinale che si è aggiudicata il servizio, tale da dar man forte alle squadre in servizio che, in quest'ultimo periodo, hanno intensificato il proprio lavoro, dando la disponibilità anche al lavoro notturno, tutto per far fronte alle numerose richieste dei Comuni".
Sempre l’assessore provinciale all’Ambiente, Emanuele Cera, in perenne ricerca di visibilità, probabilmente perché preoccupato dalla paventata cancellazione delle Province e forse per cercare eventuali altri posti al sole, ha convocato l’ennesima conferenza stampa, per giovedì 19 luglio, alle 9.30, presso la sala giunta della Provincia di Oristano. Tema dell’incontro, questa volta, “Il piano di salvamento a mare”. Oltre a Cera parteciperanno il presidente della Provincia, Massimiliano de Seneen, il comandante della Capitaneria di Porto di Oristano, il comandante del Circondario Marittimo di Bosa, i sindaci dei comuni interessati e le associazioni di volontariato.
"L'incidenza della povertà relativa delle famiglie sarde è salita dal 18,5 del 2010 al 21,1 del 2011, con un incremento del + 2.6, purtroppo l'incremento maggiore anche tra tutte le regioni del Meridione". Lo ha sottolineato il segretario generale della Cisl, Mario Medde. "Questo – ha detto medde - conferma un'evoluzione negativa e grave della crisi economica e sociale della Sardegna che pesa drammaticamente sulle famiglie. L'aumento necessita di una immediata riflessione da parte della politica e delle istituzioni sarde, e di un intervento straordinario e pluriennale di lotta alla povertà e per il lavoro che il sindacato da tempo sollecita alla giunta regionale. Si tratta, dunque, di garantire una maggiore capacità di spesa alla Regione e una riforma delle politiche del lavoro e del welfare regionale, in grado di attutire l'impatto della crisi e dare respiro alle famiglie sarde, già oberate da responsabilità che lo stato sta scaricando senza neppure riconoscerne il ruolo di ammortizzatore sociale".
Sul web sta girando l’appello della madre di Federico Aldovrandi, il giovane ucciso da alcuni poliziotti, poi condannati, scritto il giorno del compleanno del ragazzo, che vi proponiamo: “Cari amici, i poliziotti condannati per aver picchiato e ucciso mio figlio 18enne, Federico Aldrovandi, non andranno in carcere e sono ancora in servizio. C'è un solo modo per evitare ad altre madri quello che ho dovuto soffrire io: adottare in Italia una legge contro la tortura. La morte di mio figlio non è un'eccezione: diversi abusi e omicidi commessi dalle forze dell'ordine rimangono impuniti. Ma finalmente possiamo fare qualcosa: alcuni parlamentari si sono uniti al mio appello disperato e hanno chiesto di adottare subito una legge contro la tortura che punirebbe i poliziotti che simacchiano di questi crimini. Per portare a casa il risultato però hanno bisogno di tutti noi. Oggi è il compleanno di mio figlio e vorrei onorare la sua memoria con il vostro aiuto: insieme possiamo superare le vergognose resistenze ai vertici delle forze dell'ordine e battere gli oppositori che faranno di tutto per affossare la proposta. Ma dobbiamo farlo prima che il Parlamento vada in ferie! Vi chiedo di firmare la petizione per una legge forte che spazzi via l'impunità di stato in Italia e di dirlo a tutti - la consegnerò direttamente nelle mani del Ministro dell'Interno non appena avremo raggiunto le 10.000 firme:http://www.avaaz.org/it/italy_against_torture_patrizia/?bciZgdb&v=16106. Federico era già ammanettato quando i poliziotti lo hanno picchiato così forte da spaccare due manganelli e da mettere fine alla sua giovane vita. Dopo anni di vero e proprio calvario, la Corte di Cassazione li ha condannati per eccesso colposo a tre anni e mezzo, ma i poliziotti dovranno scontare solo 6 mesi, senza farsi neanche un giorno di carcere, a causa dell'indulto e incredibilmente sono ancora in servizio. L'impunità succede spesso in casi come questo, perché il governo non ha ancora adottato un reato preciso e quelli esistenti cadono spesso in prescrizione. La perdita di mio figlio mi ha quasi distrutto, ma sono determinata a cambiare il sistema. I difensori dei diritti umani ritengono che una legge che adotti la Convenzione Onu contro la tortura, che l'Italia ha ratificato nel 1989 e che non ha mai rispettato, garantirebbe alle vittime italiane della tortura e della brutalità dello stato un corso veloce della giustizia e sanzioni appropriate, da accompagnare alla riforma per la riconoscibilità dei poliziotti. Ma ancora più importante, metterebbe fine una volta per tutte all'impunità che garantisce che oggi i poliziotti siano al di sopra della legge. L'Italia non è il Sudan. Non c'è alcuna ragione per cui il nostro sistema giudiziario provi a mettere sotto silenzio reati commessi dalle forze dell'ordine come violenze, stupri e omicidi, dal massacro alla Diaz al G8 di Genova, alle recenti uccisioni come quella di Stefano Cucchi, Giuseppe Uva e Aldo Bianzino. Per favore unitevi a me e insieme costruiamo un appello assordante, per una legge forte, per fermare la tortura e per far espellere gli agenti responsabili di questi crimini odiosi dalle nostre forze dell'ordine - firma sotto e dillo a tutti i tuoi amici: http://www.avaaz.org/it/italy_against_torture_patrizia/?bciZgdb&v=16106.
Nessuno potrà restituirmi mio figlio, e oggi non potrò festeggiare il suo 25° compleanno con lui. Ma insieme possiamo ripristinare la giustizia e aiutare a prevenire la sofferenza che ho dovuto provare io per la perdita di un figlio portato via dallo stato ad altre madri e ad altre famiglie. Con speranza e determinazione, Patrizia Moretti, madre di Federico”. L’appello, rilanciato da Avaaz.org (un'organizzazione non governativa internazionale, istituita nel 2007 a New York, che promuove attivismo su diversi problemi quali il cambiamento climatico, i diritti umani ed i conflitti religiosi; la sua missione dichiarata è quella di assicurare che le opinioni e i valori della popolazione mondiale influiscano sui processi decisionali globali) in poche ore ha raccolto oltre 50 mila adesioni. L’obiettivo è quello di raggiungere le 100 mila firme, da consegnare ai ministri Severino e Cancellieri. Questo il testo della lettera indirizzata ai ministri e a tutti i parlamentari: “Vi chiediamo di adottare immediatamente una legge forte contro la tortura che garantisca che gli agenti delle forze dell’ordine che commettono reati gravi non siano più al di sopra della legge e non possano più restare in servizio. Tutti gli agenti impegnati in operazioni di ordine pubblico dovrebbero essere identificabili. E’ ora di rispettare la Convenzione Onu contro la tortura e di mettere fine all’impunità di stato, restituendo giustizia alle vittime di tortura e di altri crimini odiosi”.
All’Albo pretorio e sul sito internet del comune di Oristano è in pubblicazione l’avviso pubblico, per la costituzione di un albo aperto (long list) per incarichi professionali in materia di progettazione strategica e sviluppo locale. Copia del bando, l’indicazione dei requisiti richiesti e delle modalità della selezione sono specificati nell’avviso disponibile sul sito www.comune.oristano.it, all’Informacittà e all’Urp del comune. La scadenza per la presentazione delle domande è fissata al 28 luglio prossimo.
Fotografie del 18/07/2012
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