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Articoli del 16/06/2012

Di pig (pubblicato @ 00:00:17 in politica, linkato 2184 volte)

I risultati del primo turno delle comunali hanno detto una cosa inconfutabile: Oristano è una città centrista e moderata, che preferirebbe, però, essere guidata da un sindaco di centrosinistra. I dati, peraltro, parlano chiaro. Ad Oristano lo scudo crociato  ha ancora tutto il suo appeal, e non per nulla l’Udc è risultato, e di gran lunga, il primo partito cittadino (l’unico ad aver superato la soglia dei 2000 voti) con 2280 persone che hanno preferito dare il loro consenso agli eredi dell’ex balena bianca. Ma tutta la coalizione di centro è andata benissimo, confermando con i suoi 7572 voti di essere un’autentica corazzata. Corazzata che non ha potuto usufruire del traino del candidato sindaco, visto che Giuliano Uras è rimasto ben al di sotto dei voti riportati dalla coalizione che lo sosteneva. Mille e passa voti che hanno pesato nel computo finale (anche se l’approdo al ballottaggio era pressoché scontato) e che ha permesso a Guido Tendas, nella partita di andata, di prevalere su Uras di 202 voti. Un’inezia (anche dal punto di vista psicologico) in vista del ballottaggio, anche se la vittoria parziale di Tendas sul filo di lana lascia ben sperare per la gara di ritorno, considerato che un candidato sindaco del centrosinistra davanti a tutti gli altri erano lustri che non si vedeva. Tendas ha certamente ottenuto un buon successo personale (1356 voti in più rispetto alla sua coalizione) anche se, dati alla mano, rispetto alle precedenti elezioni, il centrosinistra non ha fatto il botto che molti speravano, così come i disastri della giunta di centro-destra guidata da Angela Nonnis avevano lasciato ipotizzare. Purtroppo, questi mesi di commissariamento del comune (uno dei tanti regalini della Nonnis) ha permesso a molti cittadini di smaltire la rabbia nei confronti del centro-destra. Siamo sicuri, infatti, che si fosse andati a votare immediatamente dopo la fuga di Angela Nonnis, il candidato del centrosinistra avrebbe vinto al primo turno. Smaltita la rabbia per l’abbandono della città, lasciata da “Attila” Nonnis e dal centro-destra in quanto a decoro (solo per fare un esempio) a livello di terzo mondo,  i voti per il centrosinistra sono rimasti pressappoco gli stessi del 2007, con lo stesso Tendas che ha conquistato appena 180 voti in più rispetto a Marino Marchi. C’è da dire che, ad Oristano, non sempre vince il candidato migliore, e il fatto che tra i consiglieri più votati ci siano molti “bronzetti nuragici” della politica locale, la dice lunga sulla voglia di rinnovamento dei nostri concittadini. Alzi la mano chi non ha detto o ha sentito dire “Basta con le solite facce, sono sempre gli stessi; basta, bisogna cambiare”, e poi anziché cambiare veramente, chissà per quale strano e incomprensibile arcano, a raccogliere il consenso sono “sempre gli stessi”. Certo, di tanto in tanto, qualche movimento riesce a catalizzare l’attenzione dei cittadini (questa volta l’ha fatto in maniera clamorosa “Insieme”, che con 1381 voti è la quarta forza politica ad Oristano) ma poi, col passar del tempo, l’entusiasmo cala, il sacro furore della politica scema, mentre allo stesso tempo crescono le ambizioni dei singoli, che portano inevitabilmente a litigi e contrasti, col brillante risultato di vanificare gli obiettivi iniziali del movimento, che finisce (quasi sempre) per essere poi inglobato in qualche partito tradizionale. In questa tornata elettorale del successo degli “antichi” si è avvantaggiato soprattutto il centro, dove oltre all’Udc (come già detto primo partito cittadino con 2280 voti), un’altra lista civica “Oristano bene comune”, varata dai due “pischelli” Pietro Arca e Paolo Sulis, con i suoi 1239 voti si è lasciata dietro fior di partiti, compresa Fortza Paris, che questa volta si è fermata a 1229, mentre nel 2007 aveva superato i 2000 voti. Ma anche le altre liste della coalizione centrista hanno fatto il loro dovere, portando alla causa comune la bellezza di 7572 voti complessivi, contro i 5271 del centrosinistra. Il successo personale di Tendas è  riuscito a colmare parzialmente il pesante gap esistente tra la coalizione di Uras e quella di centrosinistra, staccata di ben 2300 voti. A mantenere a galla il centrosinistra, oltre alla tenuta del Pd (e quando si dice che un partito ha tenuto, significa che il risultato non è stato eccezionale), che con 1843 voti (certamente ben al di sotto delle previsioni) è comunque il secondo partito cittadino (magra consolazione), ci hanno pensato soprattutto due liste civiche: Insieme (che ricorda un po’ il movimento “Progetto Sardegna” di soriana memoria), andato ben oltre le più rosee previsioni, e il buon risultato di Noior (813 voti), anche se la mancata candidatura di una persona conosciuta come Peppino Marras, a nostro avviso, ha certamente penalizzato la lista. Per il resto, se si può considerare poco esaltante il risultato di Sel (519 voti), c’è da stendere un velo pietoso per definire il dato finale di Sinistra (247), Upc (240), e Idv (appena 228 voti), la vera delusione di queste elezioni, considerato che, a parte Forza Nuova (72), è stato il partito meno votato in assoluto dagli oristanesi. Pensate, solo per fare un esempio, che  l’immarcescibile Franco Serra (Udc) da solo ha preso 7 voti in meno di Sinistra per i beni comuni, quanto l’Upc, e più dell’Idv. Questo, a conferma di quanto sosteniamo da tempo, e cioè come, a livello locale, l’Italia dei Valori sia un partito “nè carne, nè pesce”, del tutto indecifrabile e privo di una chiara connotazione politica, che gli oristanesi hanno mostrato di non apprezzare. In soldoni, l’opposizione e la protesta fine a se stessa (propinata, peraltro, da alcuni rappresentanti dell’Idv con una certa supponenza, come se si fosse i soli depositari della verità), quando non è supportata da una proposta politica chiara e comprensibile, non paga mai, e non solo ad Oristano. Urge, quindi, a nostro modesto avviso, immediata revisione (oltre a una nuova dirigenza che ridia credibilità al partito) per non essere definitivamente cancellati della scena politica cittadina. Che altro, infatti, dovrebbero fare i dirigenti di questa forza politica di fronte a una simile, cocente sconfitta se non dimettersi? E visto che stiamo parlando di delusioni, continuiamo con la mestizia, citando i due candidati del centro-destra, Salvatore Ledda e Andrea Lutzu. Il flop annunciato di Ledda e Lutzu dimostra come i due consiglieri regionali di riferimento, Mario Diana e Oscar Cherchi, poco contino quando ci si presenta divisi al giudizio degli elettori. Se a ciò si aggiunge l’immagine offuscata del Pdl (anche se a Oristano con 1562 voti è pur sempre il terzo partito), sia a livello nazionale che  regionale, dove la disastrosa giunta Cappellacci sta rappresentando la miglior pubblicità indiretta per il centrosinistra, si può capire facilmente come il risultato di Lutzu e Ledda (ex assessori nella giunta Nonnis) fosse quanto mai scontato. Durante la campagna elettorale Lutzu ha cercato (evidentemente invano) di magnificare il poco e niente posto in essere dalla giunta Nonnis, mentre Ledda ha puntato sulla “memoria corta” degli oristanesi, cercando di presentarsi come “il nuovo che avanza”, dimenticando che anche per gli oristanesi più distratti a tutto c’è un limite. In città molti hanno, comunque, seguito il consiglio di Ledda “Vota per te”, e, infatti, non hanno votato per lui ma per altri. Per gli indipendentisti di Aristanis Noa, che si presentavano per la prima volta al giudizio degli elettori, 505 voti, a cui vanno sommati i 275 personali di Pierluigi Annis (che ha così raggiunto quota 780), non sono pochi e sono un buon viatico per il futuro. Cosa dire su Forza Nuova? Obiettivamente, e con tutto il rispetto, non si può votare il nulla, e 72 voti (117 complessivi per Porceddu) ci sembrano persino troppi. Se per i candidati consiglieri (15 per la maggioranza e 9 per l'opposizione) si aspetta ora solo l’ufficializzazione del Tribunale, per Giuliano Uras (centro) e Guido Tendas (centrosinistra) ci sarà un’altra settimana di passione. Con tutta probabilità, a nessuno dei due candidati converrà ufficializzare eventuali apparentamenti per il ballottaggio, anche se, in particolare per quanto riguarda il centro-destra, le diplomazie sono già al lavoro per raggiungere un accordo sottobanco. A quanto è dato sapere, pressioni in tal senso sembrerebbero provenire da Roma e da Cagliari, e, nonostante centristi e destrorsi nostrani rivendichino una propria autonomia decisionale, è chiaro, al di là delle dichiarazioni di facciata, che i “suggerimenti” di Roma e Cagliari per un eventuale accordo “riservato” contino, eccome. Per quanto riguarda Tendas si è vociferato di una probabile intenzione del candidato del centrosinistra di presentare la giunta prima del ballottaggio. A parte il gossip che di consueto si scatena di questi tempi per individuare chi saranno i futuri assessori (da alcuni ritenuto interessante, da altri di una noia mortale), la mossa potrebbe essere apprezzabile sulla carta, ma rivelarsi nella realtà oltremodo rischiosa. Figuratevi, infatti, quale potrebbe essere la reazione dei tanti papabili, una volta avuta la certezza che sulla poltrona a cui ambivano si accomoderà un altro. Non resta, quindi, una sola cosa da fare prima del ballottaggio (che a nostro parere si deciderà al fotofinish), che è poi la classica scoperta dell’acqua calda: cercare di convincere i cittadini, in particolare gli indecisi, ragionando non sui massimi sistemi, ma proponendo alla loro attenzione tre, quattro priorità di immediata attuazione. E’ vero che in politica si può dire tutto e il contrario di tutto, ma le bugie, come tutti sanno, hanno le gambe corte, e ingrassano. Figuratevi Guido Tendas ancora più corto e Giuliano Uras ancora più grasso…

Intanto nessuna novità rilevante è scaturita dalla conferenza stampa di Giuliano Uras, che il candidato sindaco del  centro ha tenuto, stamattina, in piazza Roma. Uras, dopo aver ripetuto in sintesi quanto già detto durante la campagna elettorale, ha ribadito che non ci saranno apparentamenti anche se non ha escluso per il futuro eventuali accordi politici esterni, e come questo possa conciliarsi con le sue critiche contro i  voltagabbana e coloro che praticano il salto delle quaglia, di cui sono piene le liste centro–destrorse, è un mistero.  Uras ha poi presentato la nuova campagna per il ballottaggio, con il programma che verrà distribuito per le piazze e i quartieri della città, frazioni e borgate (a cui Uras ha tributato un ringraziamento particolare per i voti ricevuti),  con chiusura finale a base di mostaccioli e vernaccia. Lo slogan della campagna di Uras, in risposta a Tendas, sarà: “Ora guido io”. Alla conferenza stampa di Uras erano presenti tutti i rappresentanti delle forze politiche della coalizione, tranne quelli di Fortza Paris. Sarà solo un caso?

Alla scadenza dei termini, previsti per il 17 giugno, alla segreteria generale del comune di Oristano non sono state presentate dichiarazioni di collegamento tra le liste e i due candidati alla carica di sindaco, in vista del ballottaggio del 24 e 25 giugno. Gli uffici del comune, a palazzo Campus Colonna, sono rimasti aperti sino alle 14, proprio per ricevere eventuali dichiarazioni di collegamento delle liste ammesse al secondo turno elettorale con quelle che, al primo turno, hanno sostenuto i candidati alla carica di sindaco non ammessi al turno di ballottaggio. Sono, quindi, confermate le coalizioni del primo turno. Giuliano Uras si presenta al ballottaggio sostenuto da una coalizione di centro, formata da otto liste: Api /Fli, Fortza Paris, Le Frazioni-le borgate, Oristano bene comune, Psd’Az, Rpc, Uds, Udc. Guido Tendas è sostenuto da sette liste di centrosinistra: Pd, Insieme, Idv, Sel, Sinistra, Noior, Upc.

La Commissione elettorale circondariale ha effettuato nella mattinata del 18 giugno, il sorteggio per la posizione dei candidati alla carica di sindaco nelle schede e nei manifesti elettorali. Il sorteggio ha assegnato il primo posto al candidato Giuliano Uras e alle liste che lo sostengono, mentre al candidato Guido Tendas e alle sue liste è stato assegnato il secondo posto.

 

 

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