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Di seguito gli articoli e le fotografie pubblicati nella giornata richiesta.
 
 
Articoli del 13/06/2012

Di greg (pubblicato @ 13:30:55 in politica, linkato 1823 volte)

In attesa che il Tribunale di Oristano proceda con la verifica dei risultati delle elezioni comunali, per poi ufficializzarli, dato per scontato il ballottaggio del 24 e 25 giugno tra Guido Tendas (Centrosinistra) e Giuliano Uras (Centro), vista l’enorme differenza con gli altri candidati alla carica di sindaco, tra i candidati ad occupare i 24 posti di consigliere comunale balzano subito agli occhi alcuni importanti risultati (per il momento, come detto, ancora ufficiosi). Il più votato in assoluto, e questa è stata la sorpresa delle sorprese, è risultato Michele Piredda che, eletto tra i Riformatori e  passato nel corso della scorsa consiliatura al Gruppo Misto prima e al Pdl poi, ha trovato la sua definitiva (?) consacrazione tra le fila dell’Uds, raccogliendo la stratosferica cifra di 331 voti. Un successo che le malelingue ad Oristano (probabilmente fomentate dall’invidia) hanno subito attribuito all’ipotetica promessa di posti di lavoro. A parte che i cittadini dovrebbero prendere con le pinze le promesse fatte prima delle elezioni, quanto si vocifera su Piredda potrebbe valere anche per tanti altri candidati. Per quanto riguarda Piredda circola anche la voce che abbia fatto optare i suoi supporter per il voto disgiunto in favore di Lutzu e a danno di Uras. Identica illazione è stata fatta anche per quanto riguarda Mauro Solinas ma, come tutti sanno, voci ed illazioni sono difficili da dimostrare. Certo è che Giuliano Uras, relativamente a questi rumors, non è sembrato molto contento. Cattiverie e veleni a parte, i dati dicono che Piredda è il candidato più votato in queste elezioni comunali. A seguire e ad accomodarsi sulla piazza d’onore, con un ottimo successo personale, è stato Efisio Sanna del Pd, con 293 voti. Nel Partito Democratico ha superato il muro dei 200 voti anche Giuseppe Obinu,  al quale sono andate 202 preferenze. La medaglia di bronzo in questa tornata elettorale l’ha conquistata l’inossidabile Mauro Solinas di Fortza Paris, con 291 voti. Tra gli altri candidati a superare le 200 preferenze sono stati Roberto Pisanu, 254 voti (il più votato dell’Udc, il primo partito cittadino con 2280 voti); Peppi Puddu, sempre dell’Udc con 249; e, ancora per lo scudo crociato, il sempreterno Franco Serra, con 240 preferenze.

I  candidati più votati alla carica di consigliere comunale nelle rispettive liste:

1 ARISTANIS NOA -  Francesco Sanna 45
2 IDV –  Erminia Tanda 62
3 INSIEME –  Marco Cossu 169
4 SEL – Giampaolo Lilliu 171
5 UPC – Jova Cannas 24
6 SINISTRA – M.Elisabetta Leoni 40
7 PD- Efisio Sanna 293
8 NOIOR – Corrado Ignazio Cocco 169
9 CONTRO CORRENTE – Alberto Cauli 191
10 PATTO CIVICO – Pina Mereu 30
11 IDEE RINNOVABILI – Francesco Mura 125
12 RIFORMATORI – Daniela Nurra 103
13 ORISTANO BENE COMUNE – Tonino Falconi 235
14 LE FRAZIONI – Pino Carboni 187
15 FORTZA PARIS – Mauro Solinas 291
16 RPC- Ivano Cuccu e Fabrizio Ladoni 68
17 UDC – Roberto Pisanu 254
18 API/FLI – Massimo Sanna 200
19 PSD’AZ- Gianfranco Licheri 163
20 UDS – Michele Piredda 331
21 ADESSO ORISTANO – J. Livio Sanna 36
22 PDL – Francesco Pinna 167
23 FORZA NUOVA -  Marinella Canoppia 10

Altre notizie:

I consiglieri regionali riavranno stipendi, diaria e indennità di carica, sostanzialmente invariati rispetto agli importi aggiornati al 2011. Per ripristinare quanto era stato cancellato con il referendum del 6 maggio scorso, è bastato un emendamento alla legge sui contratti di collaborazione della pubblica amministrazione, approvata ieri notte, che conferma un centinaio di "precari", con i Riformatori usciti dall'aula al momento del voto sulla norma sulle indennità.  Apparentemente sono stati apportati tagli alle varie voci (indennità di carica, diaria e contributo per i gruppi) compresi fra il 20 e il 30%, ma i parametri su cui sono applicati sono indennità e rimborsi spese in vigore al 31 dicembre 2003, immediatamente successivi a un aumento di stipendio dei parlamentari (cui è agganciato quello dei consiglieri regionali), entrato in vigore nell'autunno precedente. L'emendamento assegna ai consiglieri regionali le indennità di base attribuite nel 2003, che era pari a circa 9.263 euro (secondo dettagliate fonti di stampa dell'epoca), mentre la cifra del 2011 era di 9.023 euro. I tagli dichiarati, invece, riguardano l'indennità di carica riconosciuta a partire dai vicepresidenti di commissione fino alla presidenza del consiglio regionale (-30%), la diaria (-20%) e i contributi ai gruppi (-20%). La norma, approvata nella notte all'unanimità, non tocca, per esempio, le spese di segreteria e cancelleria, quelle per i cosiddetti "portaborse", confermate a 3.352 euro. La cifra è rimasta la stessa dal 2003 a ora. A conti fatti, i consiglieri regionali non dovranno, quindi, sostenere particolari "sacrifici", come dimostra il confronto fra gli importi del 2003 e quelli attuali.

"Con il solito blitz a tarda notte, il consiglio regionale ha ripristinato le indennità dei consiglieri, sostanzialmente vanificando l'esito del referendum dello scorso 6 maggio". Lo ha affermato il vice segretario dell'Idv, Salvatore Lai, a proposito della legge sulle nuove indennità dei consiglieri approvata ieri, a tarda sera. "La leggina approvata ieri notte alla chetichella, che riduce minimamente gli stipendi dei consiglieri e i fondi per i gruppi consiliari – ha detto Lai - non rispetta la volontà degli elettori che hanno chiesto un netto taglio a privilegi e costi della politica. L'Italia dei Valori ribadisce che i tagli delle voci degli stipendi dovevano essere più radicali e, soprattutto, ritiene che i fondi per i gruppi debbano essere totalmente soppressi perchè, senza una adeguata rendicontazione, sono risorse la cui spesa non può essere in alcun modo controllata. Certo – ha proseguito l'esponente dell’Idv - approvare un emendamento di straforo è molto più semplice che affrontare una riforma seria e radicale, come quella contenuta nelle due proposte di legge di iniziativa popolare, sottoscritte da ventimila sardi e da noi presentate al consiglio regionale. Non possiamo fare altro che constatare l'ennesima occasione persa di ricostituire un rapporto di fiducia tra la politica e i cittadini".

Intanto, per sabato prossimo, è prevista una manifestazione, a Cagliari, davanti al consiglio regionale, dei promotori del referendum che aveva azzerato gli emolumenti dei consiglieri regionali, poi ripristinati dall'aula nella tarda serata di martedì con un contestato emendamento al disegno di legge sui precari. I rappresentanti del comitato "Sardegna Si Cambia", creato per proseguire il lavoro dei referendari, hanno pensato di "mettere alla berlina" i consiglieri regionali che si sono ripristinati gli stipendi, portando in piazza "…la vergogna dei 63 onorevoli del blitz notturno. Ci troveremo davanti al palazzo del consiglio – hanno detto gli organizzatori dell'iniziativa - per leggere i nomi dei 63 consiglieri regionali che nella notte tra il 12 e e il 13 giugno hanno reintrodotto le indennità che erano state soppresse con il referendum del 6 maggio scorso. Non ci stiamo a farci soffiare sotto il naso il risultato del voto popolare e non accettiamo l'ennesima manifestazione di arroganza che esce dal palazzo di via Roma". Alla manifestazione non è prevista la partecipazione di consiglieri dei Riformatori che, al momento del voto, avevano lasciato l'aula.

"L'idea che il consiglio regionale, in modo carbonaro, si sia riunito notte tempo al solo fine di legiferare sui propri emolumenti è un segnale di quell'antipolitica che merita ben altre analisi e approfondimenti". Lo ha sostenuto l'assessore degli Affari Generali e delle Riforme, Mario Floris, affermando "…che la legge approvata dall'assemblea costituisce un atto dovuto, proprio alla luce dell'esito referendario". Floris ha sottolineato che "…le indennità del consiglio regionale sono previste dallo Statuto sardo. Col referendum si è voluto modificare la modalità di calcolo dell'indennità finora stabilita dall'ufficio di presidenza, e non certo abrogare la norma statutaria, che è legge di rango costituzionale. Senza dimenticare che anche la carta fondante della nostra democrazia (art. 36 della Costituzione) fissa per tutti i lavoratori il diritto a un'equa retribuzione. Si ipotizzava, forse, di bloccare l'attività del consiglio regionale, privando i gruppi delle necessarie risorse umane ed economiche? La ricostruzione di certe scelte, a volte, è più semplice di quello che appare. Il consiglio ha ritenuto, in modo concorde, di dotarsi di una normativa che ne consentisse la funzionalità e l'ha fatto nella prima occasione utile, dopo una giornata di intenso, quanto aspro dibattito politico. Richiami a un non meglio precisato o presunto tradimento dello spirito referendario, potrebbero sottendere – ha concluso Floris - un utilizzo improprio del legittimo strumento del referendum: quello di sostituirsi alla funzione, ruolo, prerogative, poteri e responsabilità dell'assemblea legislativa sarda".

“La sorte economica dei dipendenti e dei fornitori del quotidiano “Sardegna 24” è subordinata alla scelte che saranno fatte nei prossimi giorni da uno dei soci fondatori, l'immobiliarista Carlo Luigi Scano, e dall'ex presidente della Regione sarda e amministratore delegato di Tiscali, Renato Soru. E' questo, in sintesi, quanto è emerso nel corso dell'assemblea dei soci, presente il liquidatore dell'azienda Luigi Zucca". Lo ha dichiarato, attraverso una nota stampa, l'ex direttore del quotidiano, Giovanni Maria Bellu, che ricorda di aver segnalato come nella procedura di liquidazione "…gli interlocutori del liquidatore non siano i soci attuali ma i soci fondatori, e cioè Giancarlo Muscas, Mariano Pireddu e Carlo Luigi Scano, in quanto pacificamente considerata priva di valore la scrittura privata in virtù della quale, nel novembre scorso, acquisì la maggioranza dell'azienda, dopo che è stata accertata una differenza molto rilevante tra il quadro finanziario che era stato presentato e quello reale. La novità rilevante – ha sottolineato l'ex direttore del quotidiano - è che, nell'ultima assemblea dei soci, l'unico esponente del “gruppo dei fondatori” rimasto in società, Giancarlo Muscas, a una mia precisa domanda ha risposto che Mariano Pireddu è disponibile a intervenire economicamente per chiudere positivamente la liquidazione. Al contrario di Carlo Scano e di Renato Soru. Naturalmente ho chiesto che le risposte fossero messe a verbale. E', questa,  l'ufficializzazione di circostanze ben note a tutti quelli che hanno seguito la vicenda di Sardegna24. I soci fondatori e Renato Soru, che ne ha per tutta la fase iniziale coordinato l'attività, sono gli interlocutori di un tentativo di liquidazione che è cominciato ormai quattro mesi fa". Bellu ha anche comunicato  di aver fatto mettere a verbale "…la disponibilità a una transazione ragionevole", affermando di essere disposto anche a rinunciare a qualcosa di quel che gli è dovuto, "…a condizione che vengano regolarizzate le situazioni dei giornalisti". L'ex direttore ha poi ricordato che "…mancano pochi giorni, per cui se la situazione non si sbloccherà sarà avviata la procedura fallimentare. Si tratta di una conclusione che non auspico – ha detto Bellu - benchè sia oggi più che mai convinto del fatto che solo lo sguardo imparziale del giudice potrà consentire di chiarire, anche davanti all'opinione pubblica sarda, le responsabilità di questa vicenda scandalosa non solo sul piano imprenditoriale, ma anche politico”.

La Camera di Commercio di Oristano ha pubblicato un bando per l'assegnazione di contributi alle imprese di produzione e a quelle turistiche, che intendono partecipare o hanno partecipato, quest'anno, a mostre o fiere, in Italia (Sardegna esclusa) o all'estero. Sono ammissibili solo le spese sostenute per lo spazio espositivo, l'allestimento dello stand, il trasporto dei materiali esposti, il materiale promozionale e i servizi di interpretariato, nel limite massimo del 30% per le fiere in Italia, del 40% nella Ue, e del 50% in paesi extraeuropei. In ogni caso, il contributo non potrà superare 3.000 euro per le fiere all'estero in paesi extra-europei, 2.500 euro per fiere all'estero in paesi europei, e 2.000 euro per manifestazioni in Italia. Nel caso in cui il contributo venga richiesto da un consorzio o altra forma associativa di imprese, gli importi potranno essere elevati, comunque prevedendo sempre un tetto massimo. I contributi saranno erogati a manifestazione avvenuta, dopo la presentazione della necessaria rendicontazione, ed entro il termine di 45 giorni dalla chiusura della manifestazione. Le imprese che intendono richiedere il contributo devono presentare la domanda e la relativa documentazione alla Camera di Commercio di Oristano, via Carducci 23/25, 09170 Oristano, entro il 16 luglio prossimo, a mano o per posta. E' possibile scaricare il bando, la relativa modulistica e il regolamento, dal sito internet www.or.camcom.it.

Venerdì   15   giugno,   alle 10.30,  presso   l’aula   consiliare   della Provincia di Oristano, si terrà la conferenza stampa di presentazione del  “18° Triathlon Sprint Torregrande”,  in programma  per sabato 16 giugno, a partire dalle 14. Il ritrovo dei partecipati è previsto sul lungomare Arborea, a Torregrande.  La gara  prevede 750 metri di nuoto, 20 km ciclismo e 5 km di corsa.

 

Fotografie del 13/06/2012

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