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Di seguito gli articoli e le fotografie pubblicati nella giornata richiesta.
 
 
Articoli del 06/06/2012

Di greg (pubblicato @ 19:00:10 in cronaca, linkato 730 volte)
Questa mattina, in occasione del convegno “Il riciclo va oltre ciò che si vede”, tenutosi a Roma, presso la Casa del Cinema, il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, ha annunciato la partenza delle operazioni di prelievo di tremila tonnellate di pneumatici fuori uso, che giacciono accumulati a Oristano, nelle vicinanze di una delle zone umide d'importanza internazionale,  protette dalla convenzione di Ramsar.  “Ecopneus”, una delle organizzazioni che si occupa dal 2011, senza scopo di lucro, della gestione dei pneumatici fuori uso (pfu) in Italia, utilizzerà la propria rete di partner per effettuare le operazioni di prelievo dei pfu presenti nel sito. Le attività partiranno il 15 giugno, dureranno circa due mesi e mezzo, e  assicureranno  il corretto avvio a recupero del totale quantitativo. Ecopneus gestisce i pneumatici fuori uso generati in fase di sostituzione dei pneumatici nel mercato del ricambio, curandone la raccolta, la successiva frantumazione e l’avvio al recupero. Il decreto che regolamenta l'attività dei produttori e importatori di pneumatici e delle loro forme associate, prevede che, ogni anno, il 30% dell'eventuale avanzo di gestione debba essere destinato a prelievi da stock storici, al fine di rimuovere l’ampio numero di siti oggetto di abbandoni, ancora esistenti in Italia, e comunicarlo al ministero dell’Ambiente. Nel 2011, in soli quattro mesi di attività  (dal 7 settembre, con l'avvio ufficiale delle attività, sino al 31 dicembre 2011) Ecopneus ha raccolto e avviato al recupero 72.468 tonnellate di pfu, raggiungendo e superando di oltre il 10% gli obiettivi di legge. L'avanzo di gestione che si è delineato per il 2011, ottenuto grazie ad una attenta e corretta gestione complessiva dell'attività, consente ad Ecopneus di destinare nel 2012 alle attività di prelievo da stock storici una cifra pari a 750 mila euro. Sulla base delle informazioni sui siti italiani oggetto di accumulo di pfu, e con le risorse a disposizione, Ecopneus ha individuato un sito presso cui effettuare un prelievo da stock storico nel comune di Oristano, nella zona industriale, a sud della città. Il sito è ubicato in via Parigi, nelle vicinanze dello stagno di Santa Giusta, che con i suo 790 ettari di estensione è classificato come il terzo stagno della Sardegna, ed è inserito nell’elenco dei siti di interesse comunitario, per la presenza di particolari specie floristiche e faunistiche. Nel sito giacciono accatastate circa tremila tonnellate di pneumatici fuori uso, a causa del fallimento della società che avrebbe dovuto riciclarli. Il rischio di incendio è elevatissimo, così come la diffusione di malattie legate agli insetti che negli anni si sono insediati tra i pneumatici  abbandonati.  “Lo sgombero del sito di via Parigi restituirà al territorio e alla comunità serenità e sicurezza, creando le condizioni per evitare potenziali impatti ambientali pericolosi per la salute pubblica – hanno detto il commissario straordinario del comune di Oristano, Antonello Ghiani, e il presidente della Provincia, Massimiliano De Seneen -. Le operazioni di ritiro e trattamento degli pneumatici saranno completamente a carico di Ecopneus, risolvendo un problema che nel corso dei mesi ha creato molta preoccupazione, per i rischi ambientali ed igienici che determinava”. I pfu prelevati da Oristano saranno avviati, per la maggior parte, a recupero energetico presso cementifici, date le condizioni del materiale, esposto per diversi anni alle intemperie e non adatto al riciclo. Il combustibile derivato dai pneumatici ha un potere calorifico equivalente a quello del pet coke o del carbone di ottima qualità, e rappresenta, quindi, un grande beneficio per le aziende che lo possono utilizzare tranquillamente.

Altre notizie:

Regione e sindacati hanno firmato un'intesa sui centri servizi per il lavoro attivi, per non interrompere il servizio, garantito dal trasferimento di risorse regionali alle Province, per prorogare circa 350 contratti agli operatori precari che vi sono impiegati. "Un passo importante verso la risoluzione definitiva del problema Csl, dopo sette anni di incertezze”, l'ha definita l'assessore regionale al Lavoro, Antonello Liori, che l'ha firmata assieme agli assessori provinciali delle otto province e ai rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Cisal. "Appena sarà pronto - ha annunciato Liori -, il master plan regionale delle politiche e dei servizi per il lavoro, affidato all'Insar, che definirà i livelli essenziali delle prestazioni (Lep) e il fabbisogno delle risorse umane, sarò in grado di predisporre il disegno di legge, che proporrò in giunta e poi in consiglio, per un iter legislativo che auspico venga concluso entro quest'anno".  "Il parere del dipartimento della Funzione pubblica, che deroga alle proroghe sui contratti a tempo determinato ha osservato Davide Paderi della Fp Cisl -, fatto proprio dalle parti dell'accordo, permette ora di sbloccare le situazioni aperte e, soprattutto, di prorogare gli oltre 350 operatori fino al 31 dicembre prossimo".

 “La direzione generale dell'ospedale Brotzu di Cagliari deve allestire un reparto di cardiologia pediatrica con almeno sei posti letto”. Lo hanno chiesto i consiglieri regionali del Pd, con una mozione (primo firmatario Gian Valerio Sanna), che parte dal caso di Lorenzo, un bambino di 6 mesi, morto il 21 marzo scorso, nell'ospedale cagliaritano, dopo un intervento chirurgico a Torino. “Lorenzo - ha raccontato il padre, intervenuto alla conferenza stampa - dopo l'intervento per la ricostruzione della valvola mitralica è tornato in Sardegna, ma non ha ricevuto un'assistenza adeguata”. Il padre del bambino, che ha fondato il comitato “La lotta di Lorenzo”, e che sta raccogliendo firme in tutta la Sardegna, in diverse città italiane ed europee, per l'istituzione di un reparto apposito presso l'ospedale Brotzu di Cagliari, ha parlato di “gravi disguidi e inefficienze” nella struttura ospedaliera del capoluogo, e ha lamentato anche un'eccessiva fretta nelle dimissioni del piccolo dall'ospedale di Torino. “Chiediamo - ha detto il consigliere regionale del Pd, Gian Valerio Sanna -, che il direttore generale dell'ospedale reperisca le risorse per la creazione, all'interno dei reparti di terapia intensiva cardio-chirurgica o di rianimazione, di posti riservati a neonati e bambini affetti da gravi patologie cardiache”. L'esponente dell'opposizione ha anche detto che, nel caso queste risorse non fossero disponibili, dovrebbe essere il consiglio regionale “…a proporre e reperire le misure finanziarie necessarie”. “La nostra richiesta - ha sottolineato il capogruppo del Pd, Giampaolo Diana -, ha una valenza di carattere sociale e umano, perché nasce dalla tragedia di un bimbo di appena 6 mesi. Occorre intervenire subito per rendere funzionale il reparto che esiste già, e per il quale è già stato indicato il responsabile, nella persona del dottor Roberto Tumbarello. Il direttore generale deve avere la sensibilità e avvertire la necessità di rispondere alla richiesta di un'assistenza adeguata per i bimbi cardiopatici”. Nel ricordare che sono circa 150 i bambini cardiopatici che nascono ogni anno in Sardegna, il consigliere regionale Gavino Manca ha messo in evidenza la necessità di realizzare una struttura simile a quella che dovrebbe essere istituita a Cagliari anche a Sassari, per poter assistere in modo adeguato i bambini del nord Sardegna. “Sono due le esigenze principali - ha spiegato Manca -, e riguardano l’effettuazione di un'efficace diagnostica prenatale e la formazione del personale in grado di seguire i bambini sottoposti a intervento chirurgici”.

L’8 e il 9 giugno, a Carmagnola, in Piemonte, la Rete dei comuni solidali, associazione di enti locali nata sui temi della cooperazione decentrata e della solidarietà, ha organizzato una due giorni, dedicata alla liberazione di Rossella Urru. La manifestazione, alla quale interverrà anche il presidente della provincia di Oristano, Massimiliano de Seneen, testimonia l’estendersi delle iniziative che rivendicano la liberazione della giovane cooperante di Samugheo, rapita la notte tra sabato 22 e domenica 23 ottobre del 2011 nel campo profughi di Saharawi di Hassi in Algeria, e della quale non si hanno più notizie. Sulla sorte e lo stato di salute di Rossella e degli altri rapiti si sono avute, e si hanno, sempre notizie incerte e contraddittorie, anche se  la speranza è che le vie della diplomazia rendano possibile la liberazione di Rossella Urru, da sempre impegnata in una difficile e rischiosa attività  di solidarietà internazionale. Per la liberazione della giovane sarda l’impegno e la mobilitazione sono costanti, anche attraverso le comunità del Nord Africa che risiedono in provincia di Oristano e nell’Isola. Innumerevoli, infatti, sono state le fiaccolate, le lettere, gli ordini del giorno, gli striscioni, gigantografie, in case private, municipi, cantieri di lavoro, stadi, edifici scolastici, tutti ad invocare la liberazione di Rossella Urru.
 
Dall’assessorte provinciale di Oristano, Serafino Corrias, riceviamo e volentieri pubblichiamo: “Ho ricevuto una segnalazione che ritengo della massima importanza per la salvaguardia di un monumento preistorico del nostro territorio. Si tratta della tomba dipinta di Mandras, nel territorio di Ardauli, che a causa dell'incuria rischia seriamente di scomparire. Grazie al forte impegno dell'associazione Paleoworking e della sua attivissima presidente, l'archeologa Cinzia Loi  (Cinzia Loi Loic@tiscali.it 3475150191) , il caso ha trovato uno spazio importante nelle pagine di "Archeologia Viva". Non è passato inosservato, approda sulla scrivania del Ministero per i Beni e le Attività Culturali Lorenzo Ornaghi.  Ora una interrogazione dell'Onorevole Fiorella Ceccacci Rubino chiede misure urgenti perché il sito preistorico non vada perduto per sempre.  Allego il Comunicato stampa del direttore di "Archeologia Viva”: “C’è ancora qualche speranza di salvare la Tomba preistorica di Mandras (IV-III millennio a.C.), in provincia di Oristano (Sardegna). L’sos lanciato dagli archeologi di Paleoworking sulle pagine di  Archeologia Viva (Giunti Editore) non è caduto nel vuoto, ma è stato raccolto direttamente dal Parlamento Italiano. L’onorevole Fiorella Ceccacci Rubino (Pdl) venuta a conoscenza tramite la rivista della disastrosa condizione in cui si trova una delle tombe neolitiche più importanti del territorio nazionale, ha proceduto immediatamente con un’Interrogazione scritta al Ministro per i Beni e le Attività culturali Lorenzo Ornaghi. “Gli archeologi dalle pagine della rivista Archeologia Viva – si legge nell’interrogazione – hanno lanciato in questi giorni l’allarme in quanto il monumento è aggredito dalla vegetazione ed è attraversato da profonde spaccature che provocano continui allagamenti; occorrono urgenti misure di salvaguardia del sito e risorse adeguate per la sua messa in sicurezza. Ci si chiede se il ministro interrogato (Lorenzo Ornaghi - ndr) sia a conoscenza dello stato di abbandono del sito e se intenda intervenire con urgenza dotando la Soprintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le province di Cagliari e Oristano, di adeguate risorse umane e finanziare per salvaguardare tale importante patrimonio nazionale”. Interamante affrescata con pittura rossa, nella tomba di Mandras sono presenti decorazioni che riproducono l’intelaiatura delle pareti delle capanne preistoriche. Una sorta d’istantanea di quello che doveva essere il paesaggio circostante la necropoli di cui tale tomba faceva parte. La grotta si distingue anche per la planimetria, assai articolata, fatta di celle piccole e grandi collegate da stretti cunicoli arredati con nicchie per deporvi le offerte funerarie. L’invito a non perdere tempo pare sia stato raccolto, si attende ora una riposta concreta a questa emergenza”. (Archeologia Viva 055.5062270 archeologiaviva@giunti.it)

 

 


 

 

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