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Di seguito gli articoli e le fotografie pubblicati nella giornata richiesta.
 
 
Articoli del 30/07/2010

I tagli del governo nazionale costeranno alla Regione sarda il 20% delle sue risorse finanziarie. Una cifra enorme che tutti i sardi saranno costretti a pagare, e che risulta essere ben 15 volte in più di quello che in realtà dovrebbe pagare. Questa, la denuncia che l’ex presidente della Regione, Renato Soru, ha portato all’attenzione dell’opinione pubblica, durante il suo intervento sulla discussione generale del disegno di legge: "Disposizioni nei vari settori di intervento (collegato alla manovra economica-finanziaria 2010-2013)". Questa la sintesi dell’intervento di Renato Soru: “Sono venuto oggi in quest'aula  perché lo ritengo un appuntamento importante, nel momento in cui, oggi, in Italia, nel 2010, dopo quello che leggiamo sui giornali, si discute in Sardegna di una manovra di assestamento.  Credo che sia importante, e sono venuto nonostante l'asprezza del dibattito di ieri... Sono venuto non per fare propaganda (Non tutte le volte che l'opposizione parla è per fare propaganda), ma per dare un mio contributo responsabile. Per cercare di portare quello che so e quello che ho da dare, se può essere utile, e spero che possa essere utile. Noi stiamo cercando di dire che vorremmo sapere dove stiamo andando, nel momento in cui nelle aule parlamentari e in commissione, il governo in tutti i modi ci dice che l'articolo numero 8 del nostro Statuto non viene rispettato, se prima non pone la posta in bilancio. Cerca di truccare le carte dicendo: "Siete all'interno di questo capitolo vastissimo quindi le recupereremo", poi dice e non dice. Poi dice che effettivamente le poste non ci sono, e poi dice che, d'altronde, il governo della Regione lo sa, perché si è concordato di fare la norma di attuazione. Di fatto, taglia dal vostro bilancio, dal nostro bilancio, anzi dal bilancio di tutti i sardi, il 20 per cento di tutte le loro risorse finanziarie. Il 20 per cento di tutte le risorse finanziarie! Vorrei sapere qual è la famiglia in questa Regione, oggi, a cui si può sottrarre il 20 per cento del suo stipendio senza che il capo famiglia, senza che marito, moglie e tutti stiano lì a discutere, a dire che cosa fare, e parlassero esattamente del punto in questione. Il punto è questo. Il governo è in difficoltà. Propone una manovra finanziaria, la approva. Chiama a raccolta tutti gli enti locali e tutte le regioni e a ciascuno fa pagare qualcosa. Se fossimo una regione come le altre noi dovremmo pagare circa 100-120 milioni di euro, in realtà noi siamo chiamati a pagare forse un miliardo e mezzo? Un miliardo e 600? La nostra regione viene chiamata a pagare 15 volte quello che dovrebbe pagare, e allora, se volete, parliamo di tecnicismi, di come modificare la norma finanziaria, la legge di bilancio. Io credo che sia più opportuno non perdere neanche un momento e parlare, invece, di come fare per difendere le nostre risorse, anzi le risorse più importanti di quelle che siamo chiamati a presentare. Come fare? Come facciamo domani? Cosa facciamo dopodomani? Cosa mettiamo effettivamente in campo? Non penseremo di cavarcela con un ordine del giorno! Non penseremo di spaventare qualcuno con un ordine del giorno! Innanzi tutto abbiamo consapevolezza di quello che sta accadendo o no? Francamente, poiché ieri avete confermato che c'è un presidente della Regione, e mi sarei aspettato di vederlo qui, e che non delegasse nessun altro in cose di questa importanza. Che fosse qui a dirci che cosa ha in mente di fare.  A dirci e a spiegarci che cosa può fare. A chiedere il nostro aiuto e a chiedere il contributo di tutti su questo argomento. Io l'ho seguita onorevole Cappelli. Ho cercato anche di comprendere. Io non faccio parte di questa commissione, non ho partecipato ai lavori di quella commissione, alcune cose mi sfuggono nelle vostre argomentazioni, nel vostro riproporvi. Io credo che questa sia l'aula parlamentare, non è la commissione, non si tratta di rapporti uno a uno così facilitati dai banchi più vicini e dalla modalità della commissione. Qui siamo in un'aula e se c'è da discutere un testo diverso si prenda questo testo e lo si riporti subito in commissione. Prendiamo il tempo, da domani mattina, per discutere qualunque testo. Partendo da qualunque testo, dalla vostra mozione per esempio. Perché no? Per dire cosa abbiamo in mente di fare, per dare tempo a questa giunta di chiedere l'aiuto che a noi, in altri tempi, è capitato di dare e di ricevere dal consiglio regionale, di ricevere dai sindaci, di ricevere dalle organizzazioni sindacali, di ricevere da tutta la società sarda. E’ ora che il nostro presidente della Regione venga e chieda aiuto a noi, e chieda aiuto a tutti i sardi. Si presenti domani, a Roma, e dica anche che cosa farà nel caso in cui la sua domanda non venisse accolta. Perché deve essere chiaro a tutti che le famiglie sarde sono chiamate a pagare 15 volte il conto che sono chiamate a pagare le famiglie lombarde, venete e calabresi.  Credo che dobbiamo andare a questo confronto con tutte le poste finanziarie attive intatte, non sottrarrei nemmeno 100 mila euro. Non sottrarrei nemmeno 100 milioni e nemmeno 400 milioni. Questo è il nostro bilancio, da questo partiamo. Prima dateci tutti i soldi che ci dovete e poi vediamo se effettivamente l'Irpef, il Pil è sceso, e le imposte sui redditi delle persone fisiche percepiti sono diminuite e magari, alla fine, troveremo che non c'è 1 miliardo e 800 ma c'è 1 miliardo e 600, 1 miliardo e 500, 1 miliardo e 400. Ma non inizio facendo gli sconti da subito. Quindi proporrei: riportate questo testo in commissione, prendete quello che serve se pensate che ci sia l'urgenza di modificare la legge di contabilità. Io non credo, ma fatelo se è importante. Venga la giunta e ci racconti il suo punto di vista. E' vero che ha accettato che occorre la norma finanziaria per avere i soldi perché il governo nazionale questo dice. Quindi se non è così ditecelo! In altri mesi, qualche mese fa, ho assistito ad una assemblea solenne dove c'era tutta la Sardegna, i sindacati, l'abbiamo fatto per difendere Alcoa, per difendere il 20 per cento del bilancio della Regione, che riguarda tutti i sardi. Pensiamo di cavarcela con un ordine del giorno fatto fra noi, stancamente, in fretta, prima di andare in ferie?  Io carissimi colleghi veramente vi richiamo a questo, richiamo me stesso innanzitutto e tutti noi. E' un momento straordinario è stato detto, cerchiamo di avere anche una maturità straordinaria tra di noi. Una capacità di aiutarci veramente a vicenda, e tutti insieme aiutare la Sardegna”.


Altre notizie:

Da qualche mese a questa parte, il  Pd di Oristano è particolarmente attivo, e, praticamente, non c’è tema di cui non si occupi. Il gruppo consiliare del Partito Democratico, fra l’altro, ha presentato due interrogazioni urgenti al sindaco di Oristano: una sullo scioglimento della società consortile “Oristano Ambiente”, e l’altra sull’attivazione di un dispensario farmaceutico a Torregrande. Questo il testo su “Oristano Ambiente”:  
“Premesso  che nel 1990 fu costituita la società pubblico-privata Oristano Ambiente srl,  e che, con deliberazione  dell’anno  2000, il consiglio comunale di Oristano  approvò gli indirizzi  per la partecipazione del Comune alla società  sopra descritta; Che a seguito  di una  serie  di cessioni di quote , il Comune di Oristano  acquisì il 31% di quote sociali; Che nel corso dell’anno 2004, con deliberazione  della Assemblea straordinaria  dei soci, la  società fu trasformata  in società  consortile  a responsabilità limitata; Rilevato che a seguito  della decisone del Consorzio Industriale  di Oristano  di non prorogare, dall’anno 2007, alla Società  Oristano Ambiente, la  convenzione per la gestione del depuratore ubicato  in località Cirras , a Santa Giusta ; la stessa società entrò di fatto in una  situazione di  strutturale  inattività; Atteso che il  perdurare di inattività della società, fece  maturare  la decisione  di procedere allo scioglimento anticipato  della società stessa, sulla base di quanto disposto dalle norme contenute nel Codice Civile; Dato che il consiglio comunale  di Oristano, a voti  unanimi  (con 22 presenti e 19 assenti  tra i quali tutti i  componenti    della opposizione  consiliare), nel novembre 200,  “prendendo atto” che  ai fini dell’adozione  della deliberazione  di scioglimento da parte della società consortile Oristano Ambiente, in sede assembleare, è necessario  che il consiglio comunale fornisca in merito appositi indirizzi al sindaco,  deliberò  di dare mandato al sindaco di adottare nell’apposita Assemblea straordinaria  gli adempimenti necessari per lo scioglimento e la messa in liquidazione della società  e designare il  liquidatore. Tutto ciò premesso, si vuol conoscere : 1) Se,  e in che data, è occorsa  la formalizzazione  di  scioglimento della società e la conseguente messa in liquidazione;  2) Se sono stati adottati tutti gli atti  necessari per lo scioglimento  e la messa in liquidazione;  3) Nel caso in cui gli atti di cui ai punti 1) e 2) non siano  stati  adottati , si vogliono conoscere nel dettaglio le motivazioni  e  i soggetti eventualmente responsabili, e  si vuole, inoltre, conoscere   quali effetti potranno ricadere sul  Comune di Oristano in termini di esborsi finanziari (legati anche  al patrimonio sociale)  o  ulteriori  situazioni di pregiudizio di  varia natura,  sempre  ricadenti sul Comune nella sua veste di socio”.
Questo, invece, il testo dell’interrogazione sul “dispensario farmaceutico a Torregrande”: “Premesso  che già da anni, associazioni,  forze sociali e politiche (non da ultime le forze di opposizione che attualmente  siedono tra i banchi del consiglio comunale) muovono  suggerimenti e  istanze tendenti  alla valorizzazione  delle borgate e delle frazioni; Valutato che continuamente anche dai consigli circoscrizionali delle frazioni  pervengono  deliberati e  richieste nella direzione di una estensione dei servizi, di una maggiore vivibilità dei luoghi e della necessità, in alcuni casi,  di  procedere  alla realizzazione di necessarie infrastrutturazioni; Atteso che tra le varie istanze,  ritornano  d’attualità  (in considerazione della stagionalità)  tutte le  problematiche che, da tempo vive la borgata marina di Torregrande; Verificato che  una serie  di assicurazioni fornite  dall’esecutivo,  nel recente passato,  circa la risoluzione di alcune partite ancora aperte presso Torregrande  non hanno trovato  concreto riscontro;  Dato atto  che tra i vari impegni assunti dall’esecutivo figurava, tra gli altri,  la apertura del dispensario  farmaceutico nella borgata di Torregrande; Considerato che l’istituzione  di un dispensario farmaceutico rappresenta un servizio di estrema importanza  per la popolazione residente, per il sistema turistico e per tutti i cittadini fruitori;  Richiamata la delibera  risalente  alla  seconda metà del mese di Maggio 2009 (a dire il vero, assunta molto tardivamente, visto l’approssimarsi della stagione estiva) con la quale la giunta municipale  formulava indirizzi volti  alla  “apertura  del dispensario farmaceutico nella borgata di Torregrande”. Tutto ciò premesso, si vogliono conoscere le concrete  motivazioni alla base  della mancata apertura del dispensario farmaceutico e le formali iniziative, dalla data di adozione della  sopra richiamata delibera della giunta municipale a tutt’oggi,messe in campo dalla Amministrazione comunale in merito alla problematica esposta”.  

Il consiglio comunale di Oristano è stato convocato per  giovedì 5 agosto, alle 19,  e per il 6 agosto, alle 9, per la discussione del seguente ordine del giorno:  Surroga del consigliere comunale dimissionario, Umberto Capoccia, e convalida elezione nuovo consigliere (Mauro Sechi); nomina componente 2^ commissione consiliare in sostituzione del consigliere dimissionario; approvazione verbali sedute consiliari del 13 e 15 luglio; approvazione Rendiconto Esercizio Finanziario 2009;  pagamento 2^ rata debito fuori bilancio sentenza Cazzavillan. Richiesta mutuo; Centro di Cura e Riabilitazione S. Maria Bambina Località Rimedio – Richiesta di variazione volumetrica in deroga per adeguamento funzionale e alle norme di sicurezza; acquisizione beni immobili del patrimonio disponibile regionale a prezzo simbolico a favore degli enti locali.

Si avviano alla fase conclusiva i lavori della nuova strada di collegamento tra Oristano e Torregrande, e l'assessore provinciale Gianni Pia, anche in relazione alle ultime questioni scaturite intorno alla rotatoria di raccordo con la circonvallazione di Cabras, ha richiesto all'ufficio tecnico provinciale un preciso resoconto dello stato dei lavori e dell'iter con cui l'opera è stata portata avanti in questi anni. La nota, redatta dal dirigente dell'Ufficio tecnico (settore viabilità) della Provincia di Oristano, ripercorre l'andamento dei lavori sin dalle fasi progettuali, evidenziando le oggettive difficoltà riscontrate nella conduzione dei lavori, soprattutto per la discontinuità delle risorse economiche messe a disposizione in tempi diversi. Questo ha comportato tempi di realizzazione più lunghi del previsto, ulteriormente aggravati dal ritrovamento di reperti archeologici, ritenuti di estrema rilevanza scientifica da parte della Soprintendenza archeologica, con la conseguente apertura del cantiere archeologico in località "Sa Osa".  In merito alla questione del casello di bonifica, di proprietà del Demanio della Regione, ma in fase di cessione alla Provincia di Oristano, viene precisato che pur trovandosi all'interno della rotatoria di raccordo, non causerà ritardi nella conclusione dei lavori, previsti per la fine dell’anno o, al massimo, per i primi mesi del 2011. La situazione dei locatari dello stabile sarà risolta al più presto, entro il 31 dicembre 2010, data di scadenza naturale del contratto di locazione, che prevedeva la risoluzione anticipata nel caso di eventuali esigenze di interesse pubblico.

 

 

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