Di seguito gli articoli e le fotografie pubblicati nella giornata richiesta.
Il “Coordinamento regionale ex esposti all'amianto” della Cgil di Oristano ha organizzato, per venerdì prossimo, alle 11, una protesta contro la mancata bonifica della discarica di amianto di Masangionis, nel comune di Arborea. Al chilometro 80 della strada statale 131 (bivio Sant'Anna - Ingresso Sassu 1 - Sassu 2) il traffico verrà rallentato, per consentire la distribuzione di volantini informativi agli automobilisti. La discarica di Masangionis, che contiene amianto friabile (in polvere), è la più grande in Sardegna e si estende per circa mezzo ettaro. Per l'elevata pericolosità, l'area contaminata era stata messa sotto sequestro, dai Noe di Cagliari, una prima volta nel 2001 e poi di nuovo all'inizio di quest'anno. Nel 2004 sono cominciate le attività di bonifica, con un impianto di inertizzazione mobile (unico in Italia e tecnologicamente molto avanzato) subito interrotte per carenza di risorse. "E' una situazione vergognosa, che danneggia la salute dei cittadini e l'ambiente - ha denunciato il segretario della Camera del Lavoro di Oristano, Giampaolo Lilliu -. "L’attuale giunta regionale non ha alcuna sensibilità per l'ambiente, e lo dimostra il fatto che nulla di concreto è stato fatto. La discarica è rimasta a cielo aperto, anzi, sono stati tagliati i fondi e sospesa ogni iniziativa regionale per l'attività di sorveglianza sanitaria (prevenzione) della Asl di Oristano. Secondo il Registro territoriale sulle malattie tumorali, come il mesotelioma - fa sapere Lilliu -, negli ultimi otto anni sono morte tredici persone. Un numero elevato, se si pensa che questo tipo di patologia resta latente almeno per quaranta anni". Il Coordinamento regionale ex esposti all'amianto della Cgil chiede, quindi, che venga avviata subito la bonifica, attraverso l'utilizzo dell'impianto di inertizzazione, che da mobile deve diventare fisso, visto che questo viene considerato l'unico sistema in grado di garantire la trasformazione dell'amianto friabile in una fibra innocua, che può poi essere riutilizzata (ad esempio per produrre pavimentazioni). "La strada da seguire è questa, anche perchè in Sardegna non esistono depositi che contengano l'amianto friabile ma solo discariche di inerti. Nel caso in cui venisse scelto di spostare le polveri, queste dovrebbero essere trasferite fuori dall'isola". La diffusione dell'amianto nell'Oristanese si deve alla presenza di due grandi aziende attive dagli anni Sessanta, la Cema Sarda di Marrubiu e la Sardit nella zona industriale di Oristano, chiuse nel 1994 in seguito alla battaglia che portò alla legge nazionale 257 del '92. "E' una battaglia di civiltà – ha detto Lilliu -, che, attraverso le bonifiche, può concorrere anche alla creazione di posti di lavoro".
Come al solito ci distinguiamo. Ci sono, infatti, anche la Regione, le Province di Nuoro, Ogliastra e Carbonia-Iglesias, e, c’era da giurarci, il comune di Oristano, fra le amministrazioni che non hanno ancora risposto al questionario sulle auto blu che “FormezPA” ha inviato a circa 9.200 enti in tutta Italia, su mandato del ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta. Nell'elenco delle amministrazioni "silenti" diffuso stamane dal ministero figurano, in Sardegna, anche le Asl di Cagliari, Carbonia, Oristano ( ma guarda un pò!), Sanluri, e l'Azienda ospedaliera Brotzu di Cagliari. Lo scorso 16 luglio è scaduto il termine per la consegna del questionario previsto dal monitoraggio con cui il Formez dovrà rilevare per gli anni 2008, 2009 e aprile 2010, il numero di auto assegnate in uso esclusivo e non esclusivo, il numero e la qualifica degli assegnatari della auto, quello delle macchine utilizzate per specifiche esigenze degli uffici, il numero degli autisti e addetti al parco auto, il costo comprensivo di carburante per singola vettura e il chilometraggio percorso. Venerdì prossimo alle amministrazioni che ancora non hanno riconsegnato il questionario saranno inviate lettere di richiamo dall'Ispettorato della Funzione pubblica. Finora hanno risposto 3.625 amministrazioni, pari al 65% dei dipendenti pubblici coinvolti nel monitoraggio. Una novantina di amministrazione ha anticipato le risposte per telefono. Molti degli enti inadempienti hanno segnalato che la mancata risposta è dovuta a disguidi tecnici (sic!) nell'invio del questionario, e si ripromettono di rispondere in modo completo entro venerdì, dando la possibilità ai cittadini di conoscere le informazioni sull'impiego delle auto blu.
Il Codacons ha annunciato di aver presentato formale istanza, alla Regiione, per accedere ai documenti relativi alla vicenda dello sfruttamento dell'energia eolica nell'isola, oggetto dell'inchiesta della magistratura su un presunto comitato d'affari che si sarebbe organizzato per condizionare l'amministrazione regionale. In particolare, l'associazione ha chiesto il curriculum del rimosso direttore dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente (Arpas), Ignazio Farris, coinvolto nell'inchiesta assieme al presidente della Regione, Ugo Cappellacci, e anche quelli degli aspiranti alla dirigenza dell'agenzia, oltre a tutti i provvedimenti sull'eolico adottati nei mesi scorsi. Per espressa disposizione legislativa – ha affermato il Codacons -, il direttore dell'Arpas deve necessariamente essere "…in possesso di comprovata professionalità ed esperienza acquisita nella direzione di sistemi organizzativi complessi di medie e grandi dimensioni per almeno cinque anni, nei dieci anni precedenti, il cui rapporto di lavoro non sia stato risolto per demerito o altro fatto imputabile al soggetto medesimo". Per quanto riguarda la nomina dell'ingegner Ignazio Farris "…non è dato comprendere se il soggetto sia o meno in possesso dei requisiti necessari al fine di svolgere il ruolo di direttore generale all'interno dell'Arpas". Il Codacons ha chiesto anche di accedere a tutti provvedimenti riguardanti la costruzione di impianti eolici nel territorio sardo, eventualmente adottati dall'Arpas a partire dalla nomina di Farris per verificare il rispetto delle leggi che regolano tale settore.
Il presidente della Provincia di Oristano, Massimiliano de Seneen, e l'assessore provinciale al Lavoro, Alessandro Murana, a seguito della sospensione dei termini per la presentazione delle domande per l'accesso al Microcredito da parte dell'Autorità di Gestione del Por Fse 2007-2013, sono intervenuti presso l'Assessorato Regionale al Lavoro e la Sfirs Sardegna, con una nota, per richiedere un intervento correttivo all'atto adottato. Il presidente della Provincia e l'assessore rilevano che nel piano operativo approvato per il Fondo su Microcredito, lo stanziamento riservato alla Provincia di Oristano ammonta a oltre 4 milioni di euro, con una previsione di finanziamento minima di 162 domande. Dai primi dati relativi alle domande pervenute dai vari ambiti provinciali emerge che le istanze presentate dai cittadini del territorio oristanese ammontano a 132, al di sotto della soglia minima di domande finanziabili originariamente prevista, che dovranno essere istruite per la valutazione di ammissibilità. "Il provvedimento di sospensione penalizza i cittadini della provincia di Oristano – ha evidenziato l'assessore Murana -, e per questo la Provincia è intervenuta presso la Regione, affinché il provvedimento riguardi solo quei territori provinciali da cui sono pervenute domande eccedenti lo stanziamento previsto dal piano operativo". L'assessore Murana ha sottolineato come, a seguito alla nota della Provincia di Oristano, lo stesso assessore regionale al Lavoro abbia assunto l'impegno di riaprire i termini per la presentazione delle domande di finanziamento, a partire dal mese di settembre, dopo il completamento della fase istruttoria delle domande già pervenute, per soddisfare lo stanziamento previsto per la Provincia di Oristano ed espresso, infine, la volontà di destinare al Fondo ulteriori risorse. Nel frattempo, la Provincia proseguirà l'attività di sensibilizzazione in tutto il territorio provinciale, attraverso seminari informativi che faciliteranno l'accesso all'istituto del microcredito. L'Assessorato al Lavoro della Provincia di Oristano, provvederà a comunicare tempestivamente agli utenti, tramite il servizio di newsletter, la riapertura dei termini per la presentazione delle domande di finanziamento.
La giunta comunale di Oristano, su proposta degli assessori ai Lavori pubblici e all’edilizia scolastica, Andrea Lutzu e Luca Faedda, ha approvato il progetto definitivo per i lavori di adeguamento alle norme di sicurezza della scuola elementare di via Solferino. Il comune dispone di un finanziamento regionale di 182 mila euro, con il quale potrà completare gli interventi di manutenzione straordinaria avviati nei mesi scorsi, all’indomani del distacco di materiale laterizio dal soffitto di un’aula. “La scuola di via Solferino è ospitata in un edificio di particolare valore storico e architettonico, costruito intorno agli anni ’30, che ha conservato intatta la tipologia originaria e le caratteristiche architettoniche dell’epoca – ha spiegato l’assessore Faedda -. Si tratta della prima scuola elementare costruita in città, ed ha quindi un particolare valore storico per Oristano. Oggi le aule destinate all’attività didattica sono 12 al piano terra e 12 al primo piano. Un intervento di recupero dell’edificio si rende necessario per garantire le migliori condizioni di utilizzo da parte dei docenti e degli studenti, ma anche per preservare il valore dell’edificio”.“Anche alla luce del distacco di materiale laterizio, nei mesi scorsi, è stato elaborato un progetto, che prevede la totale rimozione e sostituzione del vecchio controsoffitto, tramite l’impiego di idonei materiali dotati di nuove tecnologie per l’ancoraggio e fissaggio – ha detto l’assessore ai Lavori pubblici, Andrea Lutzu -. Si procederà con la totale rimozione e smaltimento della coibentazione esistente posata nel sottotetto, con la pulizia e la bonifica di oltre 1000 metri quadri di sottotetto, delle gronde e dei canali, e con la revisione del manto di copertura. Si effettuerà il trattamento delle travi lignee con vernici protettive ignifughe, il rifacimento completo di 1050 metri quadrati di controsoffitto con l’installazione delle plafoniere, e le tinteggiature necessarie e l’impermeabilizzazione del solaio degli uffici di segreteria”.
“Sopravvenuti nuovi incarichi professionali, che mi assorbiranno per molto tempo, non mi consentono di svolgere il mio ruolo di consigliere come vorrei e come dovrei”. Queste le motivazioni che hanno indotto Umberto Capoccia (FI verso il Pdl) a dimettersi dal consiglio comunale di Oristano.
Sul sito internet www.comune.oristano.it e all’Albo pretorio del comune di Oristano sono state pubblicate le graduatorie annuali, definitive, per l’ammissione agli asili nido per l’anno 2010/2011. Le graduatorie possono essere consultate oltre che all’Albo pretorio anche presso il Centro Informacittà e l’Ufficio relazioni con il pubblico del comune. Per informazioni si può contattare il “Servizio prima infanzia” del comune di Oristano (telefonicamente allo 0783 791297), al primo piano del Palazzo degli Scolopi, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12, e il martedì dalle 15 alle 18.
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