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Di seguito gli articoli e le fotografie pubblicati nella giornata richiesta.
Articoli del 14/07/2010
Di pig (pubblicato @ 15:00:13 in cronaca, linkato 605 volte)
Il presidente della Regione è sempre più nell’occhio del ciclone per la vicenda eolico. I consensi dei sardi sia nei confronti del governatore che del Pdl sono colati a picco, perché all’incapacità e inadeguatezza della giunta e della coalizione di centro-destra, si è ora aggiunta l’aggravante del “putrido” connubio tra politica e affari. "Il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, si deve ripresentare urgentemente in consiglio regionale per diradare, se gli è possibile, le nuove nebbie e i dubbi che ogni sardo si pone in queste ore". Lo hanno chiesto i consiglieri regionali del Pd, dopo gli ultimi sviluppi dell'inchiesta per gli appalti sull'eolico in Sardegna. “Il consiglio regionale e le sue commissioni, in questo giorni - si legge in una nota stampa del Pd - sembrano lavorare in un clima surreale. Con la crisi economica che ha messo in ginocchio la Sardegna, con il governo nazionale che ci sottrae i soldi della vertenza entrate, mentre precipitano gli eventi legati alle inchieste giudiziarie che coinvolgono il governo regionale, in consiglio si esamina una manovra finanziarie di tagli, che accresce la gravità della situazione economica e senza un profilo politico degno di questo nome. Regna l'incertezza sul futuro della legislatura e cresce la diffidenza verso un governo regionale ed un presidente sempre più soggiogato da poteri occulti e nemici delle istituzioni democratiche. Davanti a tutto questo e nel preoccupante silenzio generale della politica regionale tutta, ci domandiamo: il presidente Cappellacci è persona libera da condizionamenti e in grado di assicurare il corretto e sano funzionamento della Regione? Le dichiarazioni di estraneità che il presidente fece in aula qualche settimana fa ormai non reggono più”. In riferimento all’inchiesta romana, Cappellacci ha, invece, dichiarato: "Con senso delle istituzioni e doverosa fiducia nella magistratura nei prossimi giorni potrò ricostruire un percorso coerente, rigoroso e virtuoso, compiuto nel solo interesse della Sardegna. In questa legislatura non abbiamo rilasciato nessuna autorizzazione e non abbiamo mai avviato nessun appalto. Sono due elementi oggettivi che rendono impropria la stessa espressione "appalti eolico" ed escludono ogni ipotesi di illecito nell'attività dell'esecutivo da me guidato. La mia giunta – ha detto Cappellacci - ha imboccato, con determinazione, un percorso chiaro e lineare e ha sbarrato la strada ad ogni possibile speculazione sulle energie alternative. Gli atti, i lavori preparatori, i tempi dimostrano in maniera incontrovertibile che la giunta ha operato in maniera rigorosa, trasparente e corretta. Respingo con sdegno – ha concluso Cappellacci -, qualunque ricostruzione o ipotesi che possa individuare nel comportamento del sottoscritto la volontà di porre in essere atti contrari all'interesse della Sardegna e dei sardi".
L’ingresso in consiglio comunale di Renato Piras (Pd) al posto del dimissionario Francesco Federico (eletto anche in consiglio provinciale) ha dato lo spunto ad alcuni consiglieri comunali di Oristano di scambiarsi, durante l’ultima seduta della civica assemblea cittadina, una serie di complimenti, degni certamente di ben altro contesto. Perché non siamo abituati a nasconderci dietro a un dito, ribadiamo (visto che lo abbiamo scritto in tante altre occasioni) sinteticamente che siamo contro qualsiasi doppio incarico, che dovrebbe, a nostro modesto e opinabile parere, essere “vietato” per legge, a qualsiasi livello. Certo, finchè la legge non lo proibisce, nulla impedisce, per esempio, ad alcuni consiglieri di sedere sia sui banchi del consiglio comunale che su quelli del consiglio provinciale, quando invece, per ragioni di opportunità, sarebbe preferibile concentrarsi e perseguire un unico obiettivo. Ma tant’è… Lodando il fatto che il già consigliere comunale Francesco Federico (Pd), eletto recentemente anche in consiglio provinciale, avesse optato per il palazzo di via Mattei, ha fornito ad Umberto Capoccia (FI verso il Pdl) l’occasione di sparare a zero contro i consiglieri che ricoprono il doppio incarico, e non solo. “Voglio cogliere l'occasione – ha detto, in soldoni, Capoccia - per esprimere un apprezzamento per quello che ha fatto Francesco Federico, perché ha dato un esempio a tutti noi su come ci si dovrebbe comportare quando si fa politica. Esempio che in quest'aula è stato dato una sola volta finora, quando Oscar Cherchi, che era stato nominato consigliere regionale, si dimise da consigliere comunale per lasciare il posto al primo dei non eletti. Cosa che, invece, non fece per esempio il consigliere Franco Cuccu, pur essendo stato eletto in consiglio regionale; così come non lo ha fatto un altro consigliere che, recentemente, è diventato assessore regionale (Giuliano Uras. ndr), però giustificato perché forse sta per lasciare la carica e, quindi, fa bene a rimanere anche consigliere comunale. In quest'aula ci sono anche altri consiglieri comunali che hanno raggiunto cariche prestigiose, uno è diventato presidente del consiglio provinciale, un altro presidente vicario, ed è giusto che gli debba fare gli auguri per l'incarico. Però devo riconoscere che non hanno fatto lo stesso passaggio… E’ vero che dal punto di vista tecnico non c'è incompatibilità, però io credo che dal punto di vista deontologico e anche morale ci sia un po' di incompatibilità. Oggi più che mai gli esempi che i politici, di qualsiasi livello, dal più piccolo comune al Parlamento, danno ai cittadini, agli italiani , siano essi positivi (in questo momento credo che siano molto pochi) che negativi (che sono moltissimi), purtroppo si ripercuotono su tutti quelli che fanno politica. Noi tutti – ha proseguito Capoccia - siamo sotto osservazione (lo dimostrano anche le ultime elezioni), con la gente che sta cominciando a rifiutare le scelte di chi fa politica. Poi c'è anche un altro caso che mi crea imbarazzo… Quello di un altro consigliere che in questi banchi non è stato molto tenero con la maggioranza, che ha affrontato tutti gli argomenti escluso uno (probabilmente c'è qualche motivo, e io credo che sia immaginabile): non ha mai fatto nessuna osservazione per quanto riguardava il decoro della città e l'ambiente, perchè probabilmente si trova in difficoltà a farlo. Come ci troviamo noi in difficoltà a dover difendere in maggioranza un assessore che nelle ultime elezioni provinciali si è schierato da un'altra parte, fa parte di una parte politica che non fa parte di questa maggioranza, che lascia la città così come la conosciamo tutti… Voglio chiudere questo mio intervento, perché sono andato forse oltre, aggiungendo una cosa che prima di tutto come cittadino, e poi come consigliere, non sono soddisfatto di questa situazione. Anzi, se devo essere sincero, mi vergogno un po' sia come cittadino che come consigliere”. Le risposte di Peppino Marras, Mauro Solinas ed Efisio Sanna, tirati in ballo da Capoccia, non si sono fatte attendere. “Per fortuna il collega Capoccia – ha dichiarato Peppino Marras -, che non è insolito a questi colpi di testa si è censurato da solo quando ha detto "…forse sono andato troppo oltre". Io ho avuto la fortuna di sentire perle significative del collega Capoccia; ne ricordo due, quando parlammo del piano strategico che lo videro protagonista nel pianificare il futuro dell'area vasta: quando voleva riallagare Arborea e far sparire tutto quanto, e quando voleva radere al suolo qualche centro abitato… Ma va beh... succede che ogni tanto il collega Capoccia perda la testa… Mi fa piacere che lei, a distanza di tre anni, non so come mai, si sia svegliato… Che il suo capogruppo (Antonio Franceschi. ndr) fosse consigliere comunale e Consigliere Provinciale, non se n'è accorto in questi tre anni? Le è sfuggito? Era poco sveglio, poco attento? Dall'altra parte anche il collega e amico, Renzo Coghe, era assessore provinciale e consigliere comunale, e anche presidente di commissione. Non se lo ricorda? In questi tre anni non se lo ricordava? Si è svegliato adesso? Ha sbattuto da qualche parte e le è ritornata la memoria? Comunque mi fa piacere che al momento giusto, a orologeria, le torni la memoria. Quando parla anche di compatibilità, incompatibilità e tante cose, io sono contento che lei sia stato uno dei politici e liberi professionisti che dalla pubblica amministrazione hanno avuto più incarichi in questa città. Sicuramente perché è bravo, non certo perché il partito o qualcuno l'ha sostenuta; sicuramente i suoi grandi meriti l'hanno portata a ricevere tantissimi incarichi, e io le faccio i complimenti per questo, collega Capoccia. Comunque all'inizio pensavo volesse dire chissà che cosa; ero anche preoccupato e ho detto: "Finalmente il collega Capoccia dice qualcosa di interessante e di intelligente". Invece era semplicemente per sgomitare e far fuori un altro assessore perché non le va bene, perché forse lo vuol fare lei… Non c'è problema collega Capoccia; comunque mi fa piacere che lei, finalmente, dopo tre anni si sia svegliato, abbia preso consapevolezza del suo ruolo, si sia accorto che la città è sporca. Mi fa piacere, perchè gran parte è colpa sua, da grande riferimento e grande sostenitore di questa maggioranza. Mi fa piacere che, dopo tre anni, lei si sia svegliato e abbia preso contezza della situazione di degrado nella quale versa la città… Davvero complimenti collega Capoccia, per essersi svegliato, e spero che in questi due anni che mancano rimanga sempre sveglio, che non ritorni in sonno”. Dopo la filippica di Marras è intervenuto, brevemente, Mauro Solinas: “Non so se valga neanche la pena di intervenire – ha sostenuto Solinas -, perché se Umberto Capoccia avesse la dignità che a ogni politico è data, non dovrebbe fermarsi alle affermazioni di oggi, ma dovrebbe andare avanti sulle cose che ha fatto e, soprattutto,che ha detto soprattutto. Ma quest'aula è buona testimone delle cose che ha detto contro (e mi dispiace che non sia presente) l'assessore all'Urbanistica, e quelle che ha detto contro l'ingegner Zonchello, gravissime e pesanti sia dal punto di vista politico che umano. E' stato l'unico in questa legislatura capace di fare queste cose… Ragioniamoci, non mi sembra ci sia molto altro da dire”. Anche Efisio Sanna non è stato certo tenero con Capoccia. “Platone diceva che la scienza dell'ecclesiastico – ha detto Sanna -, tutto sommato, era una scienza da servitore, perché doveva servire un vangelo e le scritture. La scienza del giurista idem, perché doveva servire i trattati e i codici.Diceva che l'unica scienza sovrana era la politica perché, al di là delle leggi che regolano gli atti amministrativi, era una scienza sovrana, non aveva padroni. Nel contempo diceva anche, però, che per fare il politico bisognava avere una serie di doti; doti che evidentemente il consigliere Capoccia ha dimostrato ancora una volta di non avere. Non voglio entrare nel merito di ciò che ha detto, però siccome mi tirato in ballo, voglio solo chiarire un concetto, non tanto a lui, perché adesso capisco perché avevamo alle elezioni comunali di tre anni fa due medici al ballottaggio: molto probabilmente sono stati scelti dopo che hanno scoperto che il collega Capoccia era candidato e quindi forse c'era bisogno di qualche supporto in quest'aula. Non mi sono occupato e non mi occupo di decoro cittadino ( e tutti voi lo sapete), per la professione che svolgo. E l'incarico politico, per quelli che mi conoscono e che conoscono la mia storia, ha comportato anche sacrifici alla mia persona, defenestrazioni, riduzioni di mansioni e quant'altro. Ma questi sono fatti personali che non voglio condividere con nessuno, sono cose che io tengo dentro. Ecco perché non parlo di decoro, perché attribuisco un valore alto alla politica; non bisogna mai mischiare il proprio lavoro con la politica; non bisogna mischiare gli affari con la politica, per questo non parlo di decoro, lascio che siano altri a farlo…”. Di fronte a quanto sta accadendo in consiglio regionale, con il presidente e un assessore indagati, quanto accaduto nell’ultima seduta del consiglio comunale di Oristano possono considerarsi delle piccole scaramucce tra maggioranza, minoranza della maggioranza e opposizione, tra chi ritiene, a ragione o a torto (dipende dall’angolo visuale da cui le si guarda), di difendere a spada tratta il proprio orticello e lo spazio politico che ciascuno è riuscito negli anni a ritagliarsi. Ma d’altro canto, con quello che ad Oristano passa il convento, sperare che nell’aula del palazzo degli Scolopi si discuta anche di politica sarebbe pretendere troppo.
Fotografie del 14/07/2010
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