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Di seguito gli articoli e le fotografie pubblicati nella giornata richiesta.
Articoli del 11/07/2010
Di pig (pubblicato @ 00:02:37 in poltica, linkato 585 volte)
Cappellacci, trovandosi le casse prosciugate dagli scippi berlusconiani, annuncia con enfasi risparmi. Sono cospicui nei servizi essenziali; irrisori negli sprechi che continuano senza soluzione. L'ultimo, 350.000 al premio Rodolfo Valentino, è diventato stigma per la stampa nazionale dello sperpero di denari pubblici nelle regioni meridionali. Renato Soru e la sua giunta i tagli agli sprechi li hanno fatti davvero. L'attuale presidente nel confronto rasenta il ridicolo. Per tutti un esempio. L'eliminazione di 750 auto e mezzi vari - con risparmi di 3,5 milioni di euro all'anno - contro 13 auto in meno annunciate da Cappellacci. Ed intanto il direttore generale dell'Ambiente gira per Cagliari in un ingombrante gippone simil forestale! La sostanza delle cose evidentemente poco importa a chi fu assessore al bilancio di una giunta che ha portato la Sardegna sull'orlo del fallimento. Soru risanò i danni di quella stagione non preoccupandosi del consenso personale. Ed inaugurò una stagione di sobrietà nei comportamenti della giunta e dell'amministrazione. Aboliti lussi e spese di rappresentanza, cadeaux, pranzi e cene nei ristoranti con soldi pubblici. Eliminati telefonini, inutili missioni, viaggi, gite, ospitate, convegni e convention. Comportamenti spartani secondo lo stile e l'etica delle democrazie nordeuropee. Si vietò il vezzo di cambiare mobilio ed arredi e di ristrutturare ambienti al cambio dell'assessore. Andazzo tornato in auge. Basta fare il giro degli assessorati e dei conti. Nei quattro anni e mezzo di governo di centro-sinistra, si attuarono una profonda revisione istituzionale ed una sensibile riduzione dei costi in tutti i settori. A partire dalla presidenza dove sparì, con grande scandalo, la figura del "cerimoniere". Oggi in presidenza e nei diversi assessorati, oltre all'aumento del personale negli uffici di gabinetto, a contratto una pletora di portavoce e sedicenti giornalisti con incremento a dismisura della spesa. Inessenziali ai fini dell'efficienza e dell'efficacia. E' diminuito infatti il diritto all'accesso ed all'informazione istituzionale per i cittadini e gli amministratori. Sono aumentati spot e promozioni personali. Delibere fondamentali sono occultate ed importanti documenti irraggiungibili. Senza controllo e poco trasparente la spesa per la cosiddetta pubblicità istituzionale che ha invaso i media locali. L'obiettivo è ottenere consenso ed occultare 15 mesi persi a girare a vuoto. Qui di seguito alcune concrete azioni, tra le tante, tese al risparmio ed alle buone prassi, attuate dalla giunta Soru che Cappellacci dovrebbe emulare: 1) Ventitre Comunità montane cancellate. Con esse 23 presidenti, 200 assessori e più di 500 consiglieri. Un risparmio di 3,5 milioni di euro all'anno. Eliminati un'infinità di Enti strumentali della Regione e con essi 50 consigli di amministrazione e 1000 posti di sottogoverno. 2) Abbanoa S.P.A. e la riforma del sistema idrico hanno accorpato le funzioni di oltre 60 soggetti e fatto sparire i relativi consigli di amministrazione che prima gestivano servizi idrici e fognari. 3) Consorzi industriali (L.R. 3/2008 e 10/2008) ridotti da 16 ad 8. Falcidiati i consigli di amministrazione. Riordinate le funzioni in materia di aree industriali ed attribuiti ruoli agli Enti locali. Semplificate le procedure e resa trasparente la spesa. Attribuite agli enti competenti le funzioni strategiche: pianificazione urbanistica, impianti acquedottistici, di depurazione e fognari. Introdotte procedure concorsuali per la selezione del personale. Fatto divieto di costituire o acquisire partecipazioni in società private. Prosciugato il terreno di coltura di uno spregiudicato sottogoverno. 4) Enti e consorzi agricoli cancellati con oltre 50 consigli di amministrazione ed istituite 3 Agenzie al posto di 9 Enti e delle loro succursali. 5) Pulizie dei locali. Un bando più corretto ed adeguato ha portato economie per 9 milioni di euro in tre anni. E l'ottimizzazione nell'uso dei locali e la cessazione di fitti inutili hanno lasciato nelle casse regionali altri 3 milioni di euro all'anno. Altro che comprare altri palazzi. 6) AREA - Azienda regionale edilizia abitativa (LR n. 12/2006) - ha portato alla soppressione di 4 IACP provinciali e la non attivazione di altri 4 per le nuove province. Da 20 consiglieri di amministrazione (40 se fossero stati attivati gli altri) degli IACP agli attuali 5 di AREA. Da 12 revisori (24 con le nuove province) agli attuali 3. Scomparsi 24 posti (48 per 8 province) di sottogoverno. 7) ESIT liquidato con funzioni trasferite all'Assessorato del Turismo, gli Enti Provinciali per il Turismo (EPT), le Aziende Autonome di Soggiorno e Turismo (AAST). Le loro competenze affidate a Province e Comuni. 8) UTR - Unità tecnica regionale dei lavori pubblici - formata da dirigenti regionali (funzione gratuita), coadiuvati da 15 esperti nelle varie materie ha sostituito (LR n. 5/2007 sugli appalti di competenza della Regione) 2 Sezioni del Comitato regionale dei lavori pubblici con 18 componenti; 4 Comitati provinciali con 36 componenti. Si è passati da 54 componenti dei Comitati tecnici (pagati solo per il fatto di far parte di tali organismi) agli attuali 15 esperti (pagati per singola istruttoria espletata). Ben 39 posti di sottogoverno in meno. Il bisturi dei risparmi ha riguardato ambiti ignoti alla gran parte dei cittadini. Non semplici da capire per i non addetti ai lavori. Si tratta di società e di partecipate dove il denaro pubblico si sprecava in quantità. 9) La società Sigma Invest spa liquidata. Promuoveva attività imprenditoriali attraverso l'assistenza tecnico-finanziaria. Interveniva nelle aziende in crisi per assisterne il risanamento ed il rilancio. Ricapitalizzata di volta in volta dalla Regione e strutturata nella forma di holding finanziaria, assumeva una partecipazione minoritaria nel capitale sociale della società beneficiaria. Alla data della liquidazione le aziende nei confronti delle quali la Sigma Invest aveva effettuato delle erogazioni e, per le quali il rimborso non era avvenuto, erano 14 di cui 8 dichiarate fallite e 6 formalmente in bonis. Di queste ultime solo per 2 si poteva presumere il buon fine dell'intervento con il rimborso dell'erogazione alle scadenze previste contrattualmente. Erano le uniche che pagavano regolarmente gli interessi stabiliti mentre le restanti 4 non rispettavano in alcun modo gli adempimenti. Il totale dei crediti nei confronti delle 14 società ammontavano a 18.117.696 di euro. Per la maggior parte dei crediti vantati le garanzie ricevute dalla Sigma Invest era insussistenti o comunque inadeguate. La Sigma Invest controllava ulteriori 4 società con un patrimonio immobiliare facente capo a società controllate. Palmas cave srl (circa 270 ettari nel Comune di Sant'Antioco). Seamag srl (circa 14 ettari nello stesso comune). Immobiliare Sigma srl (4 capannoni industriali e 2 appartamenti). Nel corso del 2008 furono espletati dall'assessorato all'industria 3 bandi di gara per la concessione in affitto per 70 anni, e la contestuale riqualificazione e trasformazione dei cespiti immobiliari, siti in luoghi di particolare interesse paesaggistico di proprietà delle società. Messi in mobilità 79 dipendenti ancora in forza alla società Palmas Cave utilizzando gli ammortizzatori sociali. Il recupero crediti ha portato alla Regione circa € 6.500.000 euro. 10) SAR Consorzio per la realizzazione e la gestione del servizio agrometereologico per la Sardegna SRL, soppresso (D.G. n. 54/62 del 30.12.2004). I suoi compiti istituzionali, le risorse umane - 49 dipendenti -, materiali, rapporti giuridici in essere, trasferiti all'ARPAS (L.R. n. 6 del 18/05/2006). Durante la liquidazione sono stati gestiti i numerosi contenziosi tra personale e precedente consiglio di amministrazione. Pagate 6 mensilità di stipendi arretrati e chiuse o transate la maggior parte delle cause pendenti. 11) Porto Terminal Mediterraneo spa, nata nel 1969 per la progettazione e la realizzazione del Porto Canale di Cagliari messo in liquidazione. Aveva costituito la SIACA (partecipata al 40%, pure essa in liquidazione). Esaurito il suo compito svolgeva attività di progettazione e realizzazione dei Centri intermodali di Sassari, Olbia (mai realizzato) e Chilivani. La società partecipata al 51% dalla Regione e al 49% dal Casic era stata acquisita dalla Regione con la giunta Masala-Cappellacci. I centri intermodali naturalmente non erano mai entrati in funzione. L'elenco degli sprechi eliminati concretamente da Soru potrebbe continuare. Stupisce che, in questi giorni, non vengano ricordati dalla stampa per la qualità e quantità dell'azione che anticipava soluzioni proposte in questi giorni a livello nazionale e locale. Ricordiamo da ultimo quattro casi. Esemplari del diverso comportamento etico ed amministrativo. 12) Fondazione Cisi, nota per vicende giudiziarie che hanno coinvolto pezzi dell'attuale maggioranza. Istituita il 20 aprile 2000 con legge regionale è andata avanti per quattro anni elargendo stipendi e rimborsi pur non essendo stata mai operativa. Fu liquidata dalla giunta Soru. La magistratura se ne occupò come fece per le allegre gestioni dei denari di enti regionali in spregiudicate operazioni finanziarie. 13) Commissione del Paesaggio istituita da Cappellacci con la legge sul Piano casa con lauti riconoscimenti economici ai tre consulenti al posto di quella prevista dal Codice Urbani, totalmente gratuita, che Soru attivò e che il Tar di Cagliari ritenne illegittima nella nota vicenda di Tuvixeddu. 14) ARST. La giunta Cappellacci (D.G. 9/16 del 12/05/2010) ha modificato lo Statuto del Consiglio di Amministrazione. Ne aumenta il numero da tre cinque. Rinnova i componenti, il Collegio sindacale, i due supplenti, il Revisore dei Conti. Il nuovo Statuto abolisce titoli e competenze nella scelta dei componenti. E' discrezionale ed affidata all'assessore. Aumenta lo stipendio al presidente dell'ARST equiparato ad un Direttore Generale della Regione con 20 anni di anzianità di servizio: 150-170 mila euro all'anno e quello dei Consiglieri (50% dell'indennità del presidente). 15) Locali in affitto e palazzi vuoti. Nel 2004 la giunta Soru decise di non acquistare i palazzi in via Santa Gilla del costruttore-editore Zuncheddu. Né prese in affitto, per un milione di euro, una palazzina nella stessa zona e dello stesso proprietario. Non c'era necessità né degli uni né dell'altra. Per volontà del Consiglio regionale di recente è fallito l'ennesimo tentativo di acquisto, per 125 milioni di euro, da parte della giunta Cappellacci di quei palazzi in via Santa Gilla. E' andata invece a buon fine la stipula del contratto per quella palazzina che nel 2004 si ritenne superflua. L'assessore Corona vuole dislocarvi parte del personale di Sardegna it. E' un caso di spreco di denaro pubblico meritevole dell'attenzione della Corte dei Conti. Sardegna it sta benissimo nei locali in cui attualmente è ubicata. E' disponibile inoltre il palazzo in via Nazario Sauro, di proprietà della Regione. E' ultimato e può ospitare tre assessorati. Trasferito il personale si farebbe ulteriore cassa con gli edifici dismessi. La Regione non ha bisogno di locali in affitto. Ne ha in esubero. Riprende dunque la stagione del sottogoverno, dei favori, dello sperpero. Altro che tagli agli sprechi. La giunta di destra cerca di vanificare i tanti risultati conseguiti con Renato Soru e la sua giunta. Riporta la gestione della cosa pubblica al peggiore lassismo e al clientelismo più becero. Si vedano i pasticci del concorso bandito per dirigenti dalla giunta Cappellacci. Si trascina da mesi, tra rinvii, interventi del TAR e della Procura della Repubblica, conflitti di interesse, sciatteria ed improvvisazione. E' tempo dunque che i risparmi ed i tagli Cappellacci li faccia alle sue chiacchiere e ai costi delle ridicole comparsate televisive. (www.sardegnademocratica.it)
Altre notizie:
"Le recenti misure correttive della finanza pubblica, e i rischi che si intravvedono di una forte penalizzazione delle entrate regionali, rendono necessario e urgente il confronto istituzionale sulle riforme e l'autonomia della Sardegna già in programma in consiglio regionale – hanno sostenuto i consiglieri del Pd, Tarcisio Agus, Gian Valerio Sanna e Renato Soru. Senza alcun pregiudizio o riserva, intendiamo confrontarci anche con le istanze che propongono il tema dell'indipendenza, sapendo che sul punto registriamo delle nette distinzioni ma che a partire dell'ordine del giorno presentato dal Pd è possibile condividere un itinerario, in grado di portare il dibattito nelle sedi istituzionali nazionali, e di richiedere un tavolo specifico per il perfezionamento di un nuovo patto con lo Stato in grado di interpretare in senso federalista le esigenze della autonomia sarda. Se gli approdi sono diversi ed inconciliabili, il percorso da intraprendere esige, comunque, il recupero di uno spirito costituente, in grado di superare le diffidenze, le diversità e le strumentalizzazioni. In questo senso – hanno concluso Agus, Sanna e Soru -, le parole chiave delle diverse rivendicazioni autonomistiche non possono impedire il conseguimento di un impegno comune verso la tutela dei diritti incompiuti della comunità sarda”.
Il ritiro della nomina a direttore dell'Arpas di Ignazio Farris è stato chiesto, attraverso una mozione alla giunta regionale, dai consiglieri regionali dell'Udc e dei Riformatori. Dopo aver ricordato che il funzionario non ha accolto i ripetuti inviti a dimettersi o, quantomeno, ad autosospendersi, i gruppi firmatari della mozione sostengono che in base a una recente sentenza della Corte Costituzionale "…si può procedere al riesame delle determinazioni della Commissione insediata per la valutazione del curriculum dei candidati, che ha costituito il presupposto necessario per poter nominare Farris. Si tratta – è spiegato in una nota stampa - di un fatto che è intervenuto successivamente alla nomina di Farris ma che, tuttavia, può essere rilevante per il suo annullamento. "Su Ignazio Farris il centrodestra si sveglia tardi", ha dichiarato il capogruppo del Pd in consiglio regionale, Mario Bruno, nel prendere atto della mozione con la quale Udc e Riformatori hanno chiesto alla giunta Cappellacci il ritiro della nomina di Ignazio Farris. Bruno ha sottolineato che "…solo un mese fa l'intera maggioranza ha bocciato l'ordine del giorno del centrosinistra sulla vicenda dell'eolico. Il 10 giugno scorso - ha ricordato Bruno -, oltre a chiedere le dimissioni di Cappellacci, per la sua ormai palese subalternità nei confronti dei poteri romani, avevamo chiesto al consiglio di impegnare il presidente e la giunta regionale alla sostituzione cautelativa dell'attuale direttore generale dell'Arpas, ad attivare una interlocuzione istituzionale con la Commissione parlamentare Antimafia, e a porre in essere ogni iniziativa necessaria a garantire la piena funzionalità delle procedure e delle strutture regionali istruttorie e di vigilanza in materia di energie ed ambiente". L'esponente dell'opposizione ha sottolineato che "…in quella circostanza, la maggioranza decise di fare quadrato intorno al presidente della Regione, bocciando l'ordine del giorno e dando maggiore forza a quella nomina. Noi- ha precisa Mario Bruno -, siamo rimasti della stessa opinione e chiediamo che la mozione dei due gruppi di maggioranza sia posta quanto prima in discussione". Le dimissioni del direttore dell'Arpas sono state sollecitate anche dal deputato oristanese del Pd, Caterina Pes. “L'inchiesta della magistratura romana sulla torbida vicenda degli appalti per l'eolico in Sardegna (una questione da me già sollevata in tempi non sospetti) – ha affermato Caterina Pes -, ha portato alla luce ora in maniera evidente ed incontrovertibile i legami della giunta regionale sarda con quella che è stata definita la nuova P2, che vede al timone il faccendiere, Flavio Carboni, e il coordinatore del Pdl, Denis Verdini. Molte teste sono cadute: dall'assessore campano Ernesto Sica al magistrato Antonio Carbone, che hanno deliberatamente scelto di lasciare il proprio incarico, ormai compromesso. Molto si è mosso, oltretirreno, mentre in Sardegna tutti sono rimasti saldi al proprio posto. Non risulta ad oggi che il presidente, Ugo Cappellacci, indagato per corruzione e abuso d'ufficio, insieme all'assessore Gabriele Asunis, abbia infatti chiesto le dimissioni del direttore dell'Arpas, Ignazio Farris, da lui nominato alla guida dell'ente su pressione del faccendiere Carboni con l'intercessione di Verdini. In attesa dell'esito delle indagini, sarebbe politicamente inopportuno, oltre che eticamente inaccettabile, che alla guida dell'Arpas resti impunemente una persona nominata per volontà di un uomo, Carboni, che oggi si trova recluso nel carcere di Regina Coeli, con la pesante accusa di costituzione di una banda assimilabile a una loggia massonica segreta, che mirava a sovvertire l'ordinamento democratico, perché tali sono le influenze sul lodo Alfano. Il governatore, Ugo Cappellacci, oltre che mettersi a disposizione della magistratura in qualità di indagato, se ha rispetto delle istituzioni dovrebbe da subito fare quanto nelle sue competenze, ovvero chiedere le dimissioni di Farris, che è stato da lui nominato. Senza questo atto di coraggio e di pulizia, Cappellacci continuerà a governare senza il minimo di credibilità, con una pesante, pesantissima accusa sulle spalle, e dimostrerà ancora una volta di essere eterodiretto, non più solo dai vertici Pdl di Roma (il che, come sardi, non ci stava e continua a starci bene) ma da una occulta trama di interessi e poteri di dubbia moralità e legittimità”. Intanto, Ignazio Farris, il presidente dell'Arpas, nominato lo scorso agosto dalla giunta guidata da Ugo Cappellacci, saè' interrogato domani dai magistrati della procura di Roma titolari dell'inchiesta sull'eolico. Farris, come si ricorderà, è finito nel mirino dei Pm per l'ipotesi di reato di concorso in corruzione. Proprio la sua nomina, che sarebbe avvenuta, secondo gli inquirenti, in modo irregolare per assecondare le pressioni di Flavio Carboni, che avrebbe avuto bisogno di una persona di sua fiducia in un posto chiave per gli appalti e i permessi per l'eolico, sarebbe alla base dell'iscrizione nel registro degli indagati, per corruzione e abuso d'ufficio, del presidente della regione, il cui interrogatorio, inizialmente fissatoper domani pomeriggio, è slittato su richiesta dei difensori di Cappellacci.
L’Assessorato al Lavoro, Formazione Professionale e Politiche Sociali della Provincia di Oristano finanzia progetti finalizzati ad incentivare il reimpiego dei lavoratori in cassa integrazione straordinaria, in mobilità o iscritti come disoccupati-inoccupati da almeno dodici mesi all'anagrafe del Centro Servizi per il Lavoro. Possono presentare domanda per il finanziamento dei progetti gli Enti di formazione, Enti bilaterali, Organismi tecnici di emanazione di associazioni imprenditoriali e delle Organizzazioni Sindacali dei lavoratori. La scadenza per la presentazione delle domande è fissata per le 12 del 06 agosto prossimo. L’avviso pubblico, contenente i requisiti, la relativa modulistica e le modalità di presentazione delle domande di finanziamento per la presentazione dei progetti, è visionabile presso l’Albo Pretorio, nonché presso gli uffici del Settore Lavoro della Provincia di Oristano e sul sito istituzionale dell’Ente all’indirizzo www.provincia.or.it.
“L’istituzione della prima Scuola di Specializzazione in Archeologia Subacquea d’Italia è un fatto di straordinaria importanza per la città, qualifica la nostra sede universitaria e premia la costanza dell’impegno profuso nei mesi scorsi per porre Oristano al centro di accordi di valenza internazionale”. Il sindaco di Oristano, Angela Nonnis, ha accolto con grande soddisfazione la decisione del Consiglio Universitario Nazionale, che ha deliberato, definitivamente, l’istituzione della Scuola di specializzazione di archeologia subacquea a Oristano, al Chiostro del Carmine, sede del Consorzio Uno. “Ci aspettiamo molto dalla Scuola di specializzazione, che nasce nell’ambito delle attività dell’ateneo sassarese, si insedia in un territorio che vuole investire in cultura e ricerca – ha detto il sindaco -. Immaginiamo che l’interesse, non solo a livello nazionale, sia alto e che le adesioni al corso possano arrivare da tutta Europa e dall’area del Mediterraneo. Confidiamo che l’avvio della Scuola possa essere una mossa decisiva per la valorizzazione dei corsi universitari a Oristano, per lasciarci definitivamente alle spalle la crisi, essenzialmente finanziaria, dei mesi scorsi. La Scuola, la cui nascita contribuisce a dare nuovo impulso ed entusiasmo, consentirà di assicurare un’alta formazione universitaria con caratteri di unicità e di professionalizzazione da spendere nel territorio nazionale e mediterraneo. Mi fa piacere ricordare i colloqui avuti un anno fa, in Egitto, che hanno contribuito a raggiungere un’importante collaborazione con la South Valley University di Luxor. Il Consorzio Uno sta facendo molto per superare le difficoltà che nei mesi scorsi hanno caratterizzato i corsi universitari ad Oristano – ha concluso il sindaco Nonnis -. È stata avviata una importante azione di promozione attraverso una campagna multimediale di comunicazione, capace di trasmettere le qualità dei nostri corsi, dei nostri servizi, della nostra città. Sono certa che il progetto di promozione e l’avvio dei corsi della Scuola di specializzazione in Archeologia subacquea potranno assicurare la crescita della presenza universitaria ad Oristano”.
Venerdì 16 luglio, alle 19, al Teatro civico di Terralba, verranno presentati, con il patrocinio del comune di Terralba, i libri “La colpa” di Teresina Manca, “Su rosignolu” di Efisio e Armanda Mannai, “ Le mie storie” di Armanda Mannai. Dopo i saluti del sindaco, Gian Pietro Pili, e le relazioni dei giornalisti Gian Piero Pinna e Marco Porcu, interverranno, oltre alle autrici terralbesi, Eliseo Lilliu e Rinaldo Casu. Modererà i lavori la giornalista Cristina Diana. Durante la serata, fuori programma, verrà fatto un cenno anche sugli ultini due libri di Marco Porcu “Stella insanguinata” e “Diavolo di un prete”.
Nelle sedi Inps di Oristano e Ghilarza, in coincidenza con i mesi estivi, il servizio di sportello pomeridiano di informazioni al pubblico è sospeso nel periodo compreso tra martedì 13 luglio e martedì 31 agosto. Lo sportello pomeridiano verrà riattivato regolarmente a partire da martedì 7 settembre. Nei mesi di luglio e di agosto qualsiasi informazione può, comunque, essere richiesta agli sportelli delle due sedi Inps, dal lunedì al venerdì dalle 8,30 alle ore 12, o al numero 803.164 del Call Center dell’Inps .
Fotografie del 11/07/2010
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09/09/2010 @ 2.24.33
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