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ll Pd, un "quasi-partito" alla ricerca di una propria identità.
Di pig (del 26/09/2009 @ 16:00:27, in politica, linkato 913 volte)
Anche in provincia di Oristano, come nel resto d’Italia, gira a pieno regime la macchina organizzativa del Partito Democratico, per la celebrazione dei congressi e l’elezione del segretario nazionale e regionale. La prima fase congressuale vede impegnati gli iscritti al Pd, mentre nelle primarie di ottobre saranno gli elettori a recarsi alle urne per scegliere il segretario nazionale e regionale. In Sardegna i candidati alla segreteria regionale sono quatto: Silvio Lai e Giampaolo Diana (mozione Bersani), Francesca Barracciu (mozione Franceschini) e Carlo Balloi (mozione Marino). In tutta Italia, sono già stati tanti i circoli dove si è votato, mentre oggi è la stata la volta di Oristano (con affluenza molto scarsa), che ha fatto registrare i seguenti risultati: Bersani 108 voti; Marino 32, Franceschini 27. Per quanto riguarda il segretario regionale, Lai 99 voti, Barracciu 54, Balloi 7 (oramai fuori dai giochi per le primarie libere del 25 ottobre), Diana 6. Come si può facilmente constatare, la Barracciu ha preso più voti di Franceschini (suo riferimento nazionale) e ha potuto incamerare anche 25 voti dai sostenitori della mozione Marino e due da quella di Bersani. Non tutti coloro che a livello nazionale hanno scelto Bersani, fermo restando i 6 voti di Diana, hanno infatti votato per Lai. Nei giorni scorsi, agli iscritti al Pd sono arrivate le email dei tre candidati alla segreteria nazionale, e di alcuni loro sostenitori, con l’intento di strappare all’avversario il maggior numero di preferenze possibili, anche se non pensiamo che questo primo congresso si risolverà sul filo di lana. Gli apparati della vecchia politica (in particolare la nomenclatura diessina) si sono infatti rimessi in moto alla grande (chissà perchè negli ultimi tempi, in varie località, si è avuta la moltiplicazione delle tessere), per ammantare di democrazia un congresso dove la democrazia (con questi presupposti) invece non esiste affatto. A che serve chiamare a raccolta gli iscritti prima e gli elettori dopo, quando praticamente tutto è già stato deciso? A muovere i fili dietro il sipario è, tuttora, la stessa dirigenza che ha portato il Pd al disastro, in Italia e in Sardegna, riuscendo in una impresa improba: liquefare un partito già prima della sua nascita ufficiale. Il congresso, sia a livello nazionale che regionale, avrebbe dovuto sancire, ufficialmente, l’avvenuto cambiamento e quel tanto auspicato rinnovamento di cui molto si è parlato. Ma le cose non sono affatto cambiate, anzi. Dal “quasi partito” si è passati a un “non partito”, nel senso più deteriore del termine. Un “non partito” stradiviso, litigioso, poco propositivo; dove si continua a tramare nell'ombra; dove il cambio di posizionamento è all’ordine del giorno; dove ancora non viene premiata la meritocrazia ma la vicinanza ai dirigenti che contano; dove continua a crescere in maniera stratosfericamente esponenziale la “lingua” a scapito del cervello. Ma come si può pensare di “rivoltare” le cose se nella stanza dei bottoni del Pd continuano a imperversare politici che sono sulla scena da decenni, e che hanno una concezione giurassica della politica? E non si tratta di una questione anagrafica ma di una impostazione mentale che, nonostante gli sforzi e benché si affermi il contrario, è rimasta ancorata ad una concezione non certamente riformista ma “comunista” della società, seppur riveduta, corretta ed annacquata quanto si vuole. L’innesto del fiumiciattolo degli ex Margherita nel Pd non è infatti riuscito a scolorire il torrente rosso che nel Partito Democratico tracima al minimo starnuto, tant’è che per gli ex Pci-Ds, gli ex Margherita-Popolari-Dc sono ancora rimasti “loro”, mentre col “noi “ si sottintende gli ex compagni, e questo solo per sintetizzare. Che poi nelle varie mozioni congressuali si rispecchino dinosauri politici dell’una e dell’altra parte, questo non muta di una virgola il senso del discorso. Per questi signori, il fatto che nel Paese e in Sardegna si siano presi dei sonori ceffoni alle consultazioni elettorali, evidentemente, non ha alcun significato. Che il “quasi partito”, e la sinistra in generale, abbia perso l’appeal con la gente non sembra aver insegnato alcunché, considerato che i padroni del vapore sono le stesse persone che hanno contribuito a portare ai massimi livelli la litigiosità interna, che gli elettori hanno poi punito in maniera pesante. E, a parte qualche sporadica voce fuori dal coro (subito messa a tacere, a suon di “democratici” voti, dalla nomenclatura), vengono riproposti, sia la livello nazionale che regionale, candidati che non portano alcuna novità progettuale alternativa al centro-destra ma che, scimmiotandosi l’uno con l’altro, ripresentano all’attenzione dei soliti noti il consueto libro dei sogni; la solita, vecchia, stantia carrellata di buoni propositi a cui non crede più nessuno, tanto suona falsa e fuori stagione. Ciò che è peggio è che spesso ci si parla addosso, riproponendo queste elevate elucubrazioni in riunioni tra pochi intimi, a dimostrazione dello scarsissimo interesse che sta suscitando il Pd tra gli iscritti e i simpatizzanti. Se i presupposti sono questi, a prescindere da chi vincerà il congresso, il Pd continuerà ad essere un “non partito” in balia delle onde. Non si capisce, infatti, perché i cittadini dovrebbero dare il proprio consenso a chi non riesce a comunicare ed a coinvolgerli, a chi non riesce ad interessarli, a chi non si occupa dei problemi della loro quotidianità, a chi sente lontano anni luce. Per ritornare al congresso e alle mozioni, così come ci sono pervenute, vi proponiamo le email dei tre candidati alla segreteria nazionale, Marino, Franceschini e Bersani:
“Cara iscritta, caro iscritto, sono Ignazio Marino, il terzo uomo: il candidato fuori dagli schemi, fuori dagli apparati, fuori dalle correnti e dalle appartenenze passate. Due anni fa abbiamo dato vita al PD per guardare al futuro, per riportare giustizia, affermare il merito, per mettere al centro le persone, dare loro coraggio. Ma non ci siamo riusciti, non abbiamo ancora identità, idee e proposte chiare. Perdiamo consensi anziché guadagnarne. Ecco perché ho deciso di candidarmi: voglio un PD capace di sostenere idee chiare e forti, efficaci nel rispondere alle paure delle persone e nel dare loro nuove speranze. Non mi riconosco in questo PD che parla con tante voci quante sono le correnti. Chi mi sostiene parla con una voce sola, dice si e no netti: si al contratto unico, al salario minimo garantito, al reddito di solidarietà; no al nucleare; no ai respingimenti e si a regole chiare per l’immigrazione; si alle unioni civili, si al testamento biologico. E, ancora, si al diritto di cittadinanza per chi nasce in Italia, si all’energia rinnovabile, si alle pari opportunità e al merito, si al rapporto diretto tra elettori ed eletti con primarie e collegi uninominali. È con questo spirito che affronto il congresso, senza paura, senza rendite di posizione, consapevole che serve un salto in avanti e che dal confronto democratico uscirà un PD più forte e unito. Ho stima di Dario Franceschini e Pierluigi Bersani, hanno un’esperienza politica molto più lunga della mia, rappresentano elementi importanti della nostra storia, hanno avuto responsabilità politiche e di governo già nel secolo scorso. Ma alla mia proposta di un confronto pubblico per permettere agli iscritti di valutare cosa abbiamo da dire e scegliere quali idee preferiscono, Franceschini e Bersani hanno detto no: propongono di confrontarsi solo dopo l’11 ottobre, invocando il rispetto per gli iscritti. Ma proprio non capisco: è più rispettoso degli iscritti fare un confronto prima che si chiudano i congressi dei circoli o quando tutto è finito? Il partito che ho in mente è laico, federale, decentra le risorse sul territorio, considera iscritti e circoli i veri “capi” dell’unica corrente che vorrei: la corrente dei circoli. Vi invito a leggere le nostre proposte, a partecipare tutti ai congressi di circolo, a scegliere su idee e valori che preferite. Bersani e Franceschini hanno dalla loro strutture e apparati invidiabili, e tuttavia penso che il significato della mia candidatura sia più forte e capace di parlare al cuore e al cervello di quei tanti italiani che non fanno ancora parte del nostro PD. È arrivato il momento in cui il coraggio deve prevalere sulla timidezza, è arrivato il momento di rischiare con entusiasmo, di investire sul futuro, per vivere il PD e cambiare l’Italia”. (Ignazio Marino)
“Care iscritte, cari iscritti, in questi giorni si sta votando in tutti i circoli d’Italia. Mi rivolgo direttamente a voi perché conosco la vostra passione e il vostro attaccamento al partito. In ogni Festa, in ogni assemblea, in ognuno dei mille circoli di tutte le province italiane in cui sono andato da segretario, ho ascoltato le vostre speranze e ho capito le delusioni per quello che si poteva fare meglio e non è stato fatto. Perché di certo abbiamo fatto errori ma ora dobbiamo rimboccarci le maniche e correggerli, andando però avanti nella nuova storia comune che abbiamo
appena iniziato a vivere. Il mio impegno è questo: non tornare indietro. Non tornare indietro rispetto alla scelta di un partito radicato nel territorio, con un Circolo in ogni comune e in ogni quartiere. Un partito aperto, che unisce la straordinaria forza dei nostri iscritti e dei nostri militanti, alle energie di tanti elettori pronti a lavorare con loro per un progetto in cui credono. Non tornare indietro rispetto all’idea di un partito ricco di diversità come tutti i grandi partiti nel mondo. Abbiamo scelto noi di chiudere una lunga stagione di divisioni per far nascere il Pd, la casa di tutti i progressisti: laici, cattolici, di sinistra, ambientalisti, liberal, socialisti. E così deve restare il Pd: il partito in cui quelle diversità sono la ricchezza che permette di costruire la sintesi e la linea comune. Per questo sono orgoglioso che a sostenere la mia candidatura vi sia tutta questa varietà di storie. Per questo sono orgoglioso che il Coordinatore della mia mozione congressuale sia Piero Fassino. Per questo mi si è aperto il cuore quando alla fine di agosto un vecchio signore ha attraversato la folla che riempiva la piazza, mi ha abbracciato e mi ha detto: ”Sono l’ultimo segretario del Partito Comunista di Gallipoli ma voterò per te, perché non mi interessa da dove vieni ma dove vuoi andare”. Questo è il Pd che abbiamo sognato e che ora dobbiamo costruire: un luogo in cui ognuno ha portato l’orgoglio della propria storia precedente ma in cui si sta insieme per il futuro che si vuole costruire, per l’idea di Italia che abbiamo. Come sapete, quando 6 mesi fa tutti mi hanno chiesto di fare il Segretario del Pd, in un momento molto difficile, avevo detto che il mio lavoro sarebbe finito in ottobre. Poi ho riflettuto molto su quelle parole di Berlusconi appena sono stato eletto: “Ecco l’ottavo leader del centrosinistra. Tra un po’ ci sarà il nono”. Ho masticato amaro quel giorno perché ho pensato che purtroppo non aveva torto: in quindici anni di là c’è stato sempre lui, di qua tutti i leader che si sono susseguiti sono stati più ostacolati dal fuoco amico che da quello avversario. Allora mi sono detto: questa volta a decidere se devo smettere o se dopo sei mesi devo continuare a fare il Segretario del Pd, non saranno quattro o cinque capi chiusi in una stanza ma saranno gli iscritti e gli elettori del Pd. Ecco, solo questo vi chiedo: quando voterete nei Circoli e poi alle Primarie del 25 ottobre, tra noi candidati scegliete chi vi convince di più, chi immaginate potrà fare meglio l’opposizione e preparare le future vittorie, ma scegliete liberi. E’ troppo importante la scelta per seguire l’indicazione di qualcuno che conta o per restare legati alle antiche appartenenze. Seguite solo la vostra coscienza, fate come quel vecchio segretario del Pci: scegliete uno di noi, ma non per la storia da cui proviene ma per quella futura che propone al partito e al Paese. Se farete così, chiunque vinca avrà vinto tutto il Pd”. (Dario Franceschini)
“Cara iscritta, Caro iscritto, in questi giorni il nostro congresso comincerà a vivere in tutti i circoli. È il primo congresso del Pd, un congresso davvero fondativo. Abbiamo tutti la responsabilità di costruire uno strumento utile all’Italia e agli interessi e ai valori che vogliamo rappresentare. Il compito dei candidati è quello di dire con chiarezza se ci sia qualcosa da correggere di ciò che abbiamo fatto fin qui e che cosa ci sia da correggere per guardare avanti e dare nuova forza al nostro grande progetto. Le candidature non sono contrapposizioni; sono diverse proposte che si sottopongono agli iscritti e ai cittadini elettori. Loro decideranno, e tutti ci rimetteremo alle loro decisioni. Per questo la discussione può essere serena, chiara e vera. Un partito, infatti, è una comunità di protagonisti. Alla fine del nostro percorso congressuale dovremo dire parole chiare e nuove all’Italia e avviare un ciclo politico che porti ad una alternativa di governo. Questo è il nostro compito, questa è la nostra responsabilità. Comunque la pensiate, voglio salutarvi tutti con grande amicizia e solidarietà e augurarvi (e augurarci) buon lavoro”. (Pier Luigi Bersani)
Altre notizie:
La Spes Zoppas Conegliano ha vinto il “1° Torneo nazionale di pallavolo femminile Oristano – Penisola del Sinis”. A Cabras, in una palestra stracolma, la formazione veneta ha sconfitto in finale la Nazionale juniores femminile di Stefano Lavarini e Marco Mencarelli. La squadra azzurra, che quest’anno giocherà in serie A2, si è arresa per 3-1 (20-25, 25-22, 25-8, 25-17) al termine di una gara che solo nei primi due set è stata veramente combattuta. Nel primo set, le azzurrine, dopo una prima fase molto equilibrata, si sono portate in vantaggio fino a chiudere sul 25-20. L’equilibrio è proseguito all’inizio della seconda frazione. Almeno fino al 5 pari, quando la Spes Zoppas ha forzato, è cresciuta a muro, e, trascinata dalla forte palleggiatrice Rachele Sangiuliano (campione del mondo nel 2002), ha progressivamente preso il sopravvento sulle brave ma ancora inesperte giovani azzurre. Le venete si sono portate a condurre per 13-7, 20-15 per poi cedere qualcosa nel finale, quando, comunque, si sono imposte per 25-22. Nel terzo set la svolta con la formazione veneta, allenata da Mario Martinez, che ha assunto decisamente il comando del campo e la Nazionale che ha cedeto sotto i colpi delle attaccanti avversarie. La Sangiuliano ha distribuito sapientemente palle che Sarah Pavan, Elisa Manzano e la brasiliana Luciana Do Carmo hanno scaricato puntualmente nella metà campo azzurra. Alla fine 25-8 per la Spes. che ormai sentiva profumo di vittoria. La quarta e ultima frazione si è aperta con il sestetto veneto ancora protagonista e con la nazionale che solo a sprazzi è riuscita a controbattere con qualche buon attacco dell’opposto Valentina Biccheri. La Spes Zoppas è sempre stata in vantaggio: 4-1, 8-4, 11-6, fino alla differenza massima di 22-11. Nel finale le azzurre hanno trovato la forza per reagire recuperando fino al 22-17; gli ultimi punti sono però delle venete che vincono per 25-17. Nell’incontro pomeridiano, alla palestra Tharros, la Deledda aveva vinto 3-1 con l’Alfieri. Con la meritata vittoria della Spes Zoppas Conegliano và, quindi, in archivio la prima edizione del Torneo nazionale Oristano – Penisola del Sinis. Perfetta l’organizzazione della Gymland, che per questa importante manifestazione ha potuto contare sul pieno appoggio dei Comuni di Cabras e di Oristano, della Provincia, del Coni e della Fipav, dell’Area Marina Protetta e del Gal Terre Shardana, ma anche di numerosi sponsor privati. Fuori dalle palestre che hanno ospitato le partite, la Nazionale e la Spes Zoppa hanno trovato una splendida accoglienza da parte delle comunità di Cabras e Oristano. Ieri, le due squadre sono state ricevute dai sindaci dei due centri, Cristiano Carrus e Angela Nonnis, e dagli assessori allo Sport, Simone Cherchi e Marzio Schintu, e hanno partecipato ad una affollata assemblea al Liceo Scientifico, dove hanno risposto alle tante domande degli studenti oristanesi.
Secondo appuntamento, martedì 29 settembre, in piazza Eleonora, ad Oristano, per “Sport in piazza sotto le stelle”, manifestazione ideata e organizzata dal Comitato Provinciale del Coni e dall’Assessorato allo sport del comune di Oristano. “La manifestazione – spiega il presidente del Coni, Gabriele Schintu - nasce per promuovere le discipline sportive cosiddette minori e, attraverso gli enti organizzatori, per rivolgere ai cittadini un invito alla pratica sportiva. Le federazioni sportive di tutte le discipline, attraverso le rispettive società, sapranno soddisfare con un’offerta molto ampia tutte le richieste”. Il programma della serata prevede un’esibizione di Ginnastica artistica, animata dagli atleti della società De Castro di Oristano, che avranno modo di intrattenere il pubblico presente con esercizi a corpo libero, alle parallele, al cavallo, al cavallo con maniglie e al trampolino elastico. La serata continuerà con il coinvolgimento del pubblico nella “Caccia al tesoro” nel centro storico. Tutti saranno invitati a partecipare. Si dovranno scoprire, attraverso la risoluzione di semplici quesiti, i luoghi più caratteristici del magnifico centro storico della città, fino alla vittoria finale a sorpresa. Tutti coloro che volessero prendere parte alla caccia al tesoro potranno iscriversi (gratuitamente) presso la segreteria organizzativa, presente in piazza Eleonora dalle 20,30. Anche la Federazione Bridge avrà modo di promuovere questa disciplina. In piazza si giocherà a bridge e i responsabili della disciplina avranno modo di illustrare ai presenti i segreti di questo gioco. La Rari Nantes di Oristano, dal canto suo, promuoverà la pratica del nuoto, attraverso informazioni sulle attività svolte presso la Piscina Comunale e con la presenza dei suoi giovani atleti, tra i quali Chiara Ruiu, fresca vincitrice del titolo Italiano nello stile libero. Infine, la Federazione danza Sportiva, avrà modo di replicare il successo della prima serata, con le evoluzioni delle sue coppie di ballo. Anche domani saranno presenti le Associazioni di volontariato, per sensibilizzare i presenti sulle rispettive finalità e iniziative, nell’intento di aumentare il numero degli iscritti e di sostenitori. Il ritrovo in piazza Eleonora è fissato per le 20,30, mentre le esibizioni avranno inizio alle 21.
Cara iscritta, caro iscritto... Care iscritte, cari iscritti... Cara iscritta, caro iscritto... Ormai i politici (tutti) mettono prima le donne poi gli uomini, PATETICO tentativo di far vedere che sono avanti coi tempi... ma mettere prima le donne nei saluti vuol dire essere avanti coi tempi ? Poveracci.....
Di
Anonimo
(inviato il 26/09/2009 @ 21:43:30)
Caro pig, mi sapresti indicare da quale testa di politico è venuta fuori la scelta di Francesco Pinna (persona buona e simpatica)commissario del consorzio di bonifica? Secondo te questo politico che lo ha indicato tiene nel massimo disprezzo gli agricoltori oppure ...di cosa si tratta. Ti prego aiutami a capire.
Di
Andrea
(inviato il 26/09/2009 @ 21:56:05)
Beh, l'interpretazione non è difficile. Francesco Pinna, attualmente, milita in Forza italia verso il Pdl, gruppo che per buona parte (in particolare gli ex Uds) si rispecchia nelle posizioni del consigliere regionale Oscar Cherchi. Cherchi, che deve buona parte della sua crescita e del suo successo politico a Manunza, ha appreso bene gli insegnamenti del suo maestro, un politico che, come tutti sanno, era fortemente carente dal punto di vista dialettico, ma che nei meandri della politica si sapeva muovere come pochi, riuscendo spesso ad ottenere molto più di quanto il suo peso specifico potesse permettergli. Da questo punto di vista "semplicemente Oscar" ha fatto, evidentemente, degli ottimi progressi. Francesco Pinna nell'ultimo rimpasto in comune si era "immolato" o, a seconda dei punti di vista, era stato defenestrato per la causa, e proprio per questo motivo è stato lautamente ricompensato. In questi casi, gli agricoltori sono l'ultimo dei pensieri. Ciò che conta per il centro-destra è soltanto il numero delle poltrone da occupare. Il resto è gazzosa. Cordialità, Angelo.
Di
Anonimo
(inviato il 26/09/2009 @ 22:51:00)
Francesco Pinna commissario del consorzio di bonifica di Oristano ? Ma davvero ? Quando ? Come ? Intendete l'ex assessore del comune ? Si passa da una gestione fallimentare di un commissario ad un altro che sarà sicuramente anche peggio. Che cosa ne sa lui di agricoltura, prezzi dell'acqua, e gestione aziendale ? Ricordo a tutti che il consorzio è appunto un consorzio tra agricoltori, ed in quanto tale DEVE essere eletto il presidente dagli stessi agricoltori, invece ormai sono anni e anni che abbiamo il commissariamento della regione, per altro ben retribuito.
Di
Anonimo
(inviato il 27/09/2009 @ 11:48:17)
Da votante di centro destra esprimo il mio parere: il pd ha avuto sonore sconfitte ultimamente perchè non ha saputo ricreare quello spirito "ulivo" che aveva premiato il centro sinistra per ben due volte contro berlusconi (cosa non facile)cioè quello spirito che ha coaugulato diverse forze politiche composite che hanno dato una maggioranza di governo (aimè per voi instabile). La corrente veltroni (sposata poi da franceschini) di un bipartitismo più che bipolarismo ha portato alla sconfitta delle forze di sinistra che hanno così sancito l'aumento di consensi di partiti come IDV e Lega. Tutto ciò ha danneggiato fortemente il PD che ha dovuto far alleanze con l'IDV, frangia populista della sinistra, scendendo spesso a compromessi come il PDL fa con la lega. Quindi la corrente veltroni è stata dannosa per il PD, solo quindi con la corrente bersani (a prescindere dai trascorsi certamente importanti di bersani nel partito ex comunista) potrà rilanciare il PD come alternativa di governo ma il compito più difficile di bersani sarà quello di far rinascere le forze di sinistra che potranno così "strappare" voti all'idv e alla lega perchè, a mio parere, è meglio stringere alleanze con un ex partito comunista però maturo politicamente ed allineato alle ideologie della sinistra "europea" che stringere alleanze con la corrente populista fatta di proclami urlati e insulti come l'IDV che certamente non ha nulla da spartire con il PD. Per chiudere, pur da non votante del centro sinistra, auguro al PD che vinca bersani perchè così finalmente si potrà dare un'alternativa al PDL e alla sua ormai egemonia..se vincerà franceschini, berlusconi (o chi per lui vista l'età) e il centro destra potranno governare per altri 15 anni..
Di
Terrabesu schiettu
(inviato il 27/09/2009 @ 23:34:09)
La colpa è solo degli agricoltori che vivono in perenne sonnolenza, compresi i loro dirigenti che sono ammanicati ai partiti e loro esponenti. Che si faccciano sentire e protestino per l'inarico di commissario a Francesco Pinna, simpaticone ma assolutamente inadatto a ricoprire una simile carica che abbisogna di conoscenze tecniche e amministrative. Intanto, se ce ne fosse bisogno, questa è la dimostrazione che ad Oristano gli ex socialdemocratici di Sandro Ghianami sono sempre all'agguato: vedi Antonio Solinas nel PD e tutti gli altri sparsi un pò dovunque.
Di
Anonimo
(inviato il 28/09/2009 @ 07:50:48)
Il segretario del od è Ezio Mauro.
Di
Anonimo
(inviato il 28/09/2009 @ 19:44:13)
Dopo Pinna commissario del consorzio di bonifica, adesso Angela Nonnis nel Comitato regionale per lo sport. Come cavoli a merenda.
Di
Anonimo
(inviato il 28/09/2009 @ 19:45:55)
Caro "Anonimo" visto che sembri molto informato dovresti anche sapere che se il Consorzio di Bonifica oggi è commissariato è solo esclusivamente colpa degli agricoltori che a suo tempo bocciarono il bilancio di previsione redatto già dal commissario ad acta e pertanto ottenendo il commissariamento che dura tutt'ora. Quindi che la politica, rossa o bianca che sia, abbia tante colpe non ci piove, ma sicuramente non questa. Saluti a tutti.
Di
Robin
(inviato il 30/09/2009 @ 12:21:49)
Caro robin, gli agricoltori hanno bocciato il bilancio perchè prevedeva per loro costi esorbitanti da rischiare di finire in passivo !
Di
Anonimo
(inviato il 30/09/2009 @ 19:52:20)
Disclaimer L'indirizzo IP del mittente viene registrato, in ogni caso si raccomanda la buona educazione.
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