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Consiglio di Stato: "La difesa del paesaggio deve sempre prevalere".
Di greg (del 21/09/2009 @ 14:00:25, in cronaca, linkato 601 volte)
Le ragioni della tutela del paesaggio prevalgono su quelle dell’attività imprenditoriale (e ovviamente su quelle della proprietà), soprattutto quando sono sorrette da un atto rigoroso come il piano paesaggistico regionale (PPR) della Sardegna. Questo, il senso di una recente sentenza del Consiglio di Stato a proposito della bocciatura di una lottizzazione a Cala Giunco, sulle coste sarde. Nel nostro Paese, nel Continente e nelle Isole, la Costituzione esiste ancora ed è uguale per tutti. Uguale per tutti è l’articolo 9, che impegna tutti alla tutela del paesaggio come uno dei beni supremi. La legislazione che tutela il paesaggio ha un valore che supera altre regolazioni, compresa quella dei cosiddetti “piani casa” (che con il bisogno di casa non hanno quasi nulla a che fare). Scrivono i giudici del Consiglio di Stato: «Nella valutazione comparativa di contrapposti interessi, quello generale alla salvaguardia del paesaggio anche a tutela delle generazioni future, e quello individuale e imprenditoriale allo sviluppo degli insediamenti turistici, trova piena legittimità costituzionale la previsione regionale, estesa anche alle lottizzazioni in corso». Questa sentenza ha due effetti, entrambi importanti: il primo riguarda territorialmente la Sardegna, l’altro l’Italia. In Sardegna, è ulteriormente ribadito il giudizio positivo che la giustizia amministrativa esprime a favore della pianificazione paesaggistica della giunta Soru. Questa è «di particolare rigore, ma trova piena giustificazione nell’esigenza di salvaguardare un paesaggio di incomparabile bellezza, che ha già subìto attentati a causa della propensione italica ad un’edificazione indiscriminata». Analoghe sentenze del tribunale amministrativo regionale avevano già proclamato la correttezza tecnica, amministrativa e giuridica del PPR, e dell’intera azione di difesa della costa e dei beni paesaggistici, ben al di là della fascia dei risibili 300 metri delle vecchie norme e degli stessi 3000 metri del primo, e transitorio, provvedimento “salva coste”. Ma l’avallo, ampiamente circostanziato e motivato, del giudice nazionale acquista un valore significativo, anche perché interviene in una fase in cui si tenta di smantellare gli argini eretti per tutelare gli interessi dell’umanità attuale e futura in merito alla bellezza creata dalla natura e dalla storia. C’è però anche un motivo di rimpianto e un motivo di rimprovero: il rimpianto per la mancata estensione del PPR all’intero territorio della Sardegna; il rimprovero per chi non ha consentito di portare a termine il lavoro, sia con l’estensione del PPR sia con l’attivazione delle politiche previste per la sua implementazione. Ma il futuro è ancora aperto. L’attenzione di chi, in Sardegna, vuole opporsi alla marea montante della cementificazione, privatizzazione, segregazione (come i tentativi di riservare le spiagge ai turisti ricchi), dovrebbe indirizzarsi alla ripresa del cammino iniziato dalla giunta e non alla rincorsa della logica nefasta dei “piani casa”. Anche al resto dell’Italia la sentenza del Consiglio di Stato dice qualcosa di interessante e utile per resistere. Le ragioni del paesaggio e della sua difesa restano vincenti su tutte quelle che le minacciano, siano esse motivate da interessi di speculazione immobiliare o siano argomentate da preoccupazioni relative allo “sviluppo”. Non è necessario alcun astratto “equilibrio” tra le esigenze della tutela e quelle di uno “sviluppo” basato sul parametro quantitativo del PIL. Le prime prevalgono in ogni caso, e l’unico sviluppo umanamente e socialmente valido è quello basato sulla messa in valore (non sulla “valorizzazione” economica) del patrimonio che i nostri avi ci hanno lasciato, e che dobbiamo conservare per i nostri posteri, accrescendone la consistenza e la qualità. (Edoardo Salzano, urbanista – tiscali.it)
Altre notizie:
Dopo la cerimonia solenne di questa mattina, a Roma, la salma di Matteo Mureddu, il paracadutista di Solarussa ucciso giovedì scorso in Afghanistan assieme ad altri cinque commilitoni, è arrivata in Sardegna. Il Dornier dell'Aviazione dell'Esercito ha toccato la pista dell'aeroporto militare “Mario Mameli” alle 16.10 e, subito dopo, ha raggiunto il piazzale di volo del ventunesimo Gruppo squadroni Orsa Maggiore. Il feretro, trasportato a braccia da militari dell'Esercito, è stato accolto dal comandante militare della Sardegna, Sandro Santoni, dal presidente della Regione, Ugo Cappellacci, il comandante militare della Sardegna, e da autorità civili e militari dell'Isola, che hanno stretto in un abbraccio i familiari. In un silenzio profondo, il feretro con la salma del paracadutista è stato caricato sul carro funebre per essere trasferito a Solarussa, dove il corteo funebre, annunciato dai rintocchi delle campane a lutto, è giunto poco dopo le 18.15. Ad attenderlo tante bandiere, tanti striscioni con la scritta "eroe", e tutta la popolazione del paese per strada e in piedi ad applaudire l'arrivo del feretro di Matteo Mureddu. Il carro funebre con la bara di Mureddu è stato fatto sostare per alcuni minuti davanti la casa dei genitori. Una scena commovente, con la sorella Cinzia, il padre, la madre e il fratello Stefano abbracciati e circondati dall'affetto dei vicini. Poi il trasferimento del feretro nel municipio del paese, dove è stata allestita la camera ardente. I funerali si terranno domani, alle 15.30, nella chiesa di San Pietro, a Solarussa.
"L'accordo Stato-Regione sulla scuola va respinto e non rimodulato. La soluzione accennata dal presidente Cappellacci e dall'assessore Baire è, infatti, inaccettabile perchè, non solo lascia inalterata la situazione attuale creata dai tagli, ma prefigura un quadro sempre più desolante per il futuro dei nostri ragazzi". Lo sostiene il “Comitato dei precari della Sardegna” in una lettera aperta al Consiglio regionale, alla vigilia della ripresa dei lavori, che viene invitato a "…tutelare l'istruzione pubblica e a non cedere a compromessi lesivi per le famiglie sarde, gli studenti e i lavoratori della scuola". I precari chiedono "…la riapertura della vertenza Stato-Regione, che porti allo stanziamento di nuove risorse per la scuola per un reale miglioramento del servizio pubblico e non per arginare la politica distruttiva dei ministeri dell'istruzione e dell'economia. Il rischio - sostengono i precari - è che le restanti risorse regionali vengano utilizzate per progetti dispendiosi ed inutili, o per i corsi di obbligo formativo che hanno lucrato sulla dispersione scolastica, incrementandola invece di arginarla". Nel documento si lamenta come "…in questo momento di emergenza manchi alla scuola sarda una legge regionale che tenga conto dei bisogni specifici di un territorio economicamente e culturalmente già sofferente. "Trecento scuole chiuse nei piccoli comuni - si legge nella lettera -, 2448 posti di lavoro in meno in tutta la Sardegna, classi sempre più numerose e studenti in situazione di disabilità abbandonati a se stessi. Tutto ciò in una regione in cui il tasso di abbandono scolastico è già elevatissimo. L'accordo Baire-Gelmini accetta in pieno la politica dei tagli, e lascia alla Regione Sardegna l'onere, improprio, di tamponare l'emergenza del disservizio scolastico e dei licenziamenti, impiegando risorse già scarse. Dalle scuole arrivano notizie drammatiche relative allo stato degli alunni in situazione di disabilità, del mancato rispetto della continuità didattica, della cancellazione del tempo pieno e dell'educazione degli adulti, e di casi gravissimi in cui le iscrizioni vengono respinte".
Le palestre comunali di Oristano e Cabras, dal 23 al 25 Settembre, ospiteranno il “1° Torneo nazionale di pallavolo femminile Oristano – Penisola del Sinis”. Grande protagonista sarà la nazionale juniores femminile di Massimo Barbolini e Marco Mencarelli. La manifestazione è organizzata dalla Gymland volley, dalla Fipav e dal Coni di Oristano, in collaborazione con la Regione, gli Assessorati allo sport della Provincia e dei Comuni di Cabras e Oristano, il Gal Terre Shardana e l’Area marina protetta Sinis Isola di Mal di Ventre, con la sponsorizzazione di Camera di commercio, Kinder, Latte Arborea, Unicredit Banca di Roma, Pro Loco, Eye sportwear, Sport line, Sa pischera e Mar’e Pontis. Il “1° Torneo nazionale di pallavolo femminile Oristano – Penisola del Sinis” vedrà la partecipazione della Nazionale Juniores, che quest’anno giocherà nel campionato di serie A2; della Spes volley Zoppas Conegliano, che milita in serie A1; e delle più forti squadre femminili della Sardegna: Alfieri Cagliari e Deledda Quartu (B1), Janas Quartu ed Hermaea Olbia (B2). “A Oristano e Cabras scenderanno in campo le migliori giovani promesse, in alcuni casi già delle belle realtà, della pallavolo italiana, ma anche nel Conegliano figurano nomi di giocatrici di altissimo livello, come la palleggiatrice Rachele Sangiuliano, la brasiliana Luciana Do Carmo e la canadese Sarah Pavan – ha detto il presidente della Gymland, Roberto Porcheddu, durante la conferenza stampa di presentazione -. Un’occasione eccezionale per assistere ad incontri che si preannunciano spettacolari e dall’elevato livello tecnico, ma anche un’importante occasione di promozione del territorio, che si conferma sede ideale per importanti eventi sportivi”. Alla conferenza stampa di presentazione, nei locali del Comitato olimpico, il presidente del Coni e quello della Fipav di Oristano, Gabriele Schintu e Gaetano Pitzolu, hanno sottolineato l’importanza dell’evento sportivo, mentre i sindaci e gli assessori allo sport di Oristano e Cabras, Angela Nonnis e Cristiano Carrus, Marzio Schintu e Simone Cerchi, hanno evidenziato le importanti sinergie create tra i due enti e gli organizzatori, grazie alle quali sarà possibile offrire una straordinaria occasione di promozione al territorio. La Nazionale Juniores femminile italiana, allenata da Massimo Barbolini e Marco Mencarelli, nelle ultime stagioni ha conquistato numerosi trofei a livello continentale. Dal 1996 ha vinto cinque titoli: nel 1996 ad Ankara davanti alla Russia, nel 1998 a Vilvoorde in Belgio ancora davanti al sestetto russo; nel 2004 a Presov (Svk) davanti alla Serbia; nel 2006 in Francia, sconfiggendo nel match decisivo la Croazia, ed infine nel 2008 a Foligno travolgendo per 3-0 la Russia. Nell’albo d’oro della formazione azzurra anche quattro medaglie d’argento (1984, 1988, 1994, 2000) ed una di bronzo (1992). Quest'anno, novità assoluta, la selezione azzurra parteciperà come Club Italia al campionato di serie A2, che inizierà a Ottobre. La Spes Conegliano negli ultimi anni è diventata una delle più importanti società di pallavolo femminile, coltivando ambiziosi programmi che dovrebbero concretizzarsi nella stagione 2010-2011. La formazione veneta ha ottenuto sei promozioni consecutive, passando dal campionato di III divisione provinciale al campionato di serie B2 nazionale. Nel 2005 è arrivata nella A2 nazionale. Il grande salto nella massima serie è diventato realtà con la vittoria nel campionato di A2 nel 2008. Questo, il programma sportivo della manifestazione: MERCOLEDÌ 23 SETTEMBRE: ore 18.00 - Cabras, palestra via Tharros - Janas Quartu (serie B2) - Alfieri Cagliari (B1); ore 21.00 – Cabras, palestra via Tharros - Deledda Quartu (B1) - Hermaea Olbia (B2). GIOVEDÌ 24 SETTEMBRE: ore 9,30 – Oristano, palestra Tharros - Allenamento Nazionale Juniores “Progetto A2”; ore 17,30 – Oristano, palestra Tharros - Janas Quartu (B2) - Hermaea Olbia (B2); ore 18.00 - Cabras, palestra via Tharros - Spes Volley Zoppas Ind. Conegliano (serie A1) - Alfieri Cagliari (B1); ore 20.30 – Oristano, palestra Tharros - Nazionale Juniores “Progetto A2”- Deledda Quartu (B1). VENERDÌ 25 SETTEMBRE: ore 9.30– Oristano, palestra Tharros - Allenamento Nazionale Juniores “Progetto A2” - Corso aggiornamento allenatori (gratuito, valido ai fini dell'aggiornamento obbligatorio per allievi allenatori e 1° grado); ore 9,30 - Cabras, palestra via Tharros - Allenamento Spes Volley Zoppas Ind. Conegliano; ore 17.30 - Oristano, palestra Tharros - Alfieri Cagliari - Deledda Quartu; ore 21.00 – Cabras, palestra via Tharros - Nazionale Juniores “Progetto A2”-
Spes Volley Zoppas Ind. Conegliano.
Speriamo che Alberto Sanna, e tutti i non pochi consiglieri regionali della passata legislatura che facevano parte della magguioranza, leggano e capiscano il valore fondamentale della sentenza del Consiglio di Stato riguardo alla tutela del pesaggio. Ad essi infatti è attribuibile la responsabilità della sconfitta della coalizione guidata da Renato Soru alle ultime elezioni. Infatti si era creata una maggioranza trasversale tra i "tifosi" di mattone selvaggio tra il centrosinistra e il centrodestra. Alberto Sanna, già sponsorizzatore dello "scempio" di Is Arenas e degli insediamenti bosani, insieme all'ex sindaco di San Vero Milis, adesso, forse, ha anche il coraggio di sbraitare contro l'impianto eolico nelle coste dell'oristanese. Ma ci facciano il piacere, siano sobri. Onore e merito anche a Gianvalerio Sanna, che durante il mandato di assessore regionale all'Urbanistica ha dimostrato di capire meglio di tutti, con Renato Soru, il valore del bene paesaggistico della Sardegna!
Di
Lady prezzemolo
(inviato il 22/09/2009 @ 07:40:48)
Beh,A.Sanna ha fatto tanti errori, come quello di passare da una corrente all'altra del PD secondo i suoi interessi, ma su Is Arenas non penso avesse torto. Quello che per alcuni è scempio, per altri è imprenditorialità nel rispetto dell'ambiente. Così come non c'è da scandalizzare per il progetto di insediamenti a Bosa. Un imprenditore , con o senza politici alle spalle, è libero di chiedere di costruire dovunque. Sta poi alla Regione concedere o meno le autorizzazioni, nel rispetto delle leggi. Dov'è lo scandalo?
Di
Disincantato
(inviato il 22/09/2009 @ 16:05:33)
Lo scandalo è che Is Arenas e gli insediamenti a Bosa sono mille volte peggio dal punto di vista paesaggistico delle pale eoliche, che servono per il bene comune di tutti e non come Is Arenas e Bosa che sono una speculazione immobiliare. Capito la differenza sostanziale? I frequentatori degli impianti di Is Arenas, golf e alberghi e villette, non sanno neanche da dove si passa per venire a Narbolia e il paese è come era prima, gli manca la spiaggia e la pineta compromessa e privattizzata. Alberto queste cose le sapeva e adesso fa finta di non ricordarsi, forse perchè i voti non gli servono più per prendere lo stipendio da conigliere regionale. Meno male che egli non c'è, ma i danni gli ha fatti assieme al suo partito
Di
Narboliese 3
(inviato il 22/09/2009 @ 16:36:00)
E' solo questione di punti di vista! A me non sembra che la pineta sia compromessa e sinceramente chi gioca a golf non so cosa ci vada a fare a Narbolia. L'importante è che il golf crei posti di lavoro per tutto il territorio e non solo per Narbolia.
Di
Anonimo
(inviato il 22/09/2009 @ 17:53:39)
Posti di lavoro per i narboliesi? Ma candu? Poborittusu de nosu, senza pinetta e priogosusu. Tanto che il direttore e quelli che contano già gli hanno presi da Narbolia...
Di
Anonimo
(inviato il 22/09/2009 @ 18:07:42)
comunque le pale eoliche in mare non sono per il bene comune di tutti ma per quello del pianeta in generale, e quello di chi costruirò le pale. che non sono italiane le pale che vanno a fare, essendo in mare non pagano certo il terreno, e non ci regalano l'energia. pianeta terra ringrazia, sardi un pò meno.
Di
indisposta
(inviato il 22/09/2009 @ 22:33:18)
MA CHI SE NE FREGA DEL PIANETA, IO HO LA CASA SUL MARE E LA MATTINA QUANDO MI ALZO NON VOGLIO VEDERE ALTRO AL DI FUORI DEL MARE, COSI'AL TRAMONTO QUANDO CALA IL SOLE. IO HO FATTO LA CASA SUL MARE ABUSIVAMENTE, EBBE'? HO FATTO UNA PICCOLA SANATORIA E SONO A POSTO. DAVANTI A CASA NON GRADISCO CERTO LE PALE DEL VENTO. DAVANTI A ME NESSUNO
Di
Anonimo
(inviato il 23/09/2009 @ 11:52:16)
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