Le strade di Oristano, sono state, recentemente, “sezionate” a dovere, per permettere il rifacimento e la sostituzione della vecchia rete idrica. Gli evidenti disagi, creati dai tagli alle vie, sono stati sopportati dai cittadini, complessivamente, quasi con religiosa pazienza, anche perché consapevoli che il comune “stava lavorando per loro”. I lavori sono stati pressoché ultimati, a parte qualche piccolo tratto ancora da completare.
Fornire un servizio alla cittadinanza è sempre qualcosa di meritorio, solo che, quando si debbono fare dai lavori che interessano tutta la comunità, bisogna effettuarli, a maggior ragione, con la meticolosità e la diligenza, tipica del “buon padre di famiglia”.
Questo sembra, invece, che per i lavori della condotta idrica cittadina non sia stato fatto. Il progetto dell’Ufficio Tecnico comunale, presentato, approvato e finanziato dalla Regione, per un totale di sei milioni di euro (una prima tranche di quattro e successivi due), pare prevedesse il “rifacimento e la sostituzione” della vecchia condotta idrica in cemento amianto, con tubi in ghisa o politilene.
Cosa, invece, pare sia accaduto?
La condotta idrica in cemento amianto (e l’amianto, come ben si sa, è nocivo per la salute) è stata disattivata, ma anziché portare via il tutto, la vecchia condotta sarebbe rimasta sotto l’asfalto e poi nuovamente interrata.
Ma perché tutto questo?
Perché togliere e portar via i tubi in amianto avrebbe comportato, oltre ad un allungamento dei tempi per l’ultimazione dei lavori, una lunga serie di autorizzazioni (alla Asl ed altre autorità competenti) ed un ulteriore aggravio finanziario. Questi lavori vanno, infatti, effettuati con personale esperto, e con il materiale che deve poi essere trasportato, in discariche appositamente autorizzate, con costi che, senza eccessivo acume, doveva, evidentemente, essere previsto nel progetto originario.
La nuova rete idrica in ghisa è, quindi, stata realizzata a fianco della vecchia in cemento amianto, che si troverebbe ancora sotto i nostri piedi.
Se tutto ciò dovesse rispondere, effettivamente, a verità, sarebbe una cosa gravissima, perché non bisogna certo essere dei sapientoni, per capire quanto l’amianto possa essere pericoloso.
Ma davvero si può mettere a repentaglio la salute dei cittadini (basta anche un dubbio infinitesimale in tal senso) per risparmiare tempo e denaro?
Oltretutto, senza pensare che, se ora un cittadino vuole “allacciarsi” alla nuova condotta, deve attraversare, necessariamente, la vecchia rete idrica in cemento amianto, e, oltre a tutti gli eventuali rischi che questo comporta, deve anche sobbarcarsi fatica e lungaggini, per richiedere alla Asl le necessarie autorizzazioni.
Fastidio che si sarebbe, invece, potuto tranquillamente evitare, se la vecchia condotta in cemento amianto, cosi come sembra prevedesse il progetto, fosse stata non interrata ma portata via.
Avere una risposta, per tranquillizzare i cittadini, è forse pretendere troppo?
Nessun commento trovato.