Abbiamo seguito con particolare attenzione, in consiglio comunale, l’esposizione e i chiarimenti forniti ai consiglieri dagli architetti Corradetti e Dessì, progettisti della ristrutturazione e ampliamento del mercato civico di via Mazzini. Tra i punti all’ordine del giorno c’era, infatti, l’approvazione del progetto definitivo di quella che sarebbe dovuta essere una ristrutturazione e un ampliamento del mercato, e che invece, perlomeno da quanto è stato detto, sembrerebbe essere una costruzione ex novo. I due architetti hanno illustrato, con l’ausilio delle immagini, le linee essenziali del progetto definitivo del mercato civico (che sta attraversando da alcuni anni una crisi tremenda), che a noi, che non siamo certo dei tecnici ma che non siamo amanti dell’orrido, dal punto di vista estetico è sembrata una struttura di pessimo gusto, trattandosi di una sorta di scatola di cartone rovesciata, che appare del tutto fuori luogo in pieno centro storico cittadino e che, per giunta, risulterà di una inutilità totale. Non solo. Visto che il nuovo mercato verrà costruito sull’area ora destinata a parcheggio (mentre il vecchio rimarrà tale e quale, e finirà con l’essere, come tante altre incompiute cittadine, un rudere che farà bella mostra di sè) la nuova opera contribuirà a strozzare ulteriormente il traffico nella zona, perchè dell’attuale parcheggio di via Mariano IV rimarranno soltanto 56 posti auto. Un’assurdità, quest’ultima, che non si può spiegare neppure con quel “…avevamo solo 3 milioni di euro e non si poteva fare di più” (lo hanno detto sia i progettisti che l'esecutivo), solo per poter poi affermare che qualcosa, anche se obbrobriosa e inutile, questa amministrazione l’ha fatta. “Una porcheria o una porcata” (senza offesa per i maiali.ndr) l’ha definita, non a torto, Giuliano Uras. “Non sarà il caso di sentire gli operatori di mercato? Non sarà il caso – ha detto Uras - di chiamare immediatamente le associazioni di commercianti, per vederne nel dettaglio la funzionalità? L'assessore al Commercio, si deve fare portavoce di quest’iniziativa, prima che sia troppo tardi, prima che vada in appalto un simile progetto, poco funzionale e che ripercorre pedissequamente lo schema del mercato attuale, box centrale per la frutta e box per macellerie etc… Il concetto di mercato previsto dall’allora assessore, Giuseppe Sanna, è sparito; si parlava di struttura complessiva, all'interno della quale ci fosse un solo sistema di riscossione, cioè un sistema di casse all'uscita, un sistema di viabilità interna, con dei pub, dei piccoli ristorantini, e quant’altro. E' sparito tutto questo; è sparito il concetto di moderno; è sparita anche la ristrutturazione per diventare un'opera nuova”. Allo stravolgimento degli indirizzi di due precedenti assessori, Sanna e Vidili, si è rifatto anche Mimmo Serusi, che ha aggiunto: “L'idea che mi sono fatto del mercato e l’idea di un qualcosa che non esiste più, perché ricorda la concessione di distribuzione da soviet, con gli spazi tutti accorpati, messi uno sull'altro; una cosa non più funzionale; non era funzionale per gli anni 50, figuriamoci se è funzionale oggi..”. “Una scelta grave per il futuro di tutta la città”, l’ha considerata Peppino Marras, “…che creerà tanti danni al tessuto economico e sociale, per non parlare di tutto ciò che riguarda il traffico e tutti gli aspetti ad esso connessi. Non rendersi conto, oggi, del gravissimo errore che si sta facendo, non cogliere l'invito a sospendere l'argomento e a rivederlo nella sua complessità, inserendolo nel tessuto urbano, è davvero un grossolano errore strategico. L'opera – ha aggiunto Marras - doveva essere esaminata nel suo complesso, non scindendo le due aree, quella oggi destinata a mercato e l’altra destinata a parcheggio, per cui si costruisce sul parcheggio e poi si lascia tutto così com'è, in attesa di eventuali finanziamenti…”. Secondo Pietro Arca il nuovo mercato “…è una struttura calata su una destinazione urbanistica destinata a parcheggio. Sarebbe stato meglio realizzare un parcheggio multipiano, cerniera del centro storico della città, per risolvere definitivamnete, o almeno in parte, il problema dell'attraversamento del centro storico veicolare. Le scelte fatte da questa amministrazione, dal punto di vista urbanistico, sono ancora una volta sbagliate”. “Che ne sarà della vecchia struttura, che risale al 1954? Qual è l’idea urbanistica? Qual è il concetto?”, si è chiesto Mauro Solinas. “Cemento e ancora cemento – ha sostenuto Paolo Sulis -. Avevamo uno spazio interessante tra la via Mariano IV e via Mazzini, ero lo spazio libero. Mi domando se non sarebbe stato opportuno che si ristrutturasse il vecchio mercato e si lasciasse libero quello spazio. Inoltre non c'è un minimo di verde e mi pongo anche il problema dei parcheggi…”. Il problema dei parcheggi, e delle scelte urbanistiche che non debbono certo spettare ai progettisti, così come invece ha sostenuto l’architetto Corradetti, sono state al centro anche degli interventi di Franco Serra, Efisio Sanna e Francesco Federico, mentre Fabio Porcu ha chiesto al sindaco dove fosse finita la tanto decantata concertazione per sentire le associazioni di categoria, e l’ascoltare la città, come promesso in campagna elettorale, per qualunque opera nuova si fosse dovuta realizzare? Di diverso avviso sono stati, chiaramente, i consiglieri della maggioranza (Pia, Faedda, Franceschi, Angioi, Mattu, Vacca, Cauli) che, oltre all’assessore ai Lavori pubblici, Andrea Lutzu, hanno difeso ed elogiato la bontà del progetto. Progetto che è stato poi approvato, anche se, mai come questa volta, si è avuta la sensazione che si andrà a costruire un qualcosa di nuovo che sa già di vecchio, di superato e, ciò che è peggio, brutto e del tutto inutile. Una scatola vuota da tre milioni di euro. E io pago...
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