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Soru: "Un progetto comune e un'autonomia più forte".
Di pig (del 14/05/2008 @ 14:50:51, in politica, linkato 590 volte)

Del presidente della Regione, Renato Soru,  è stato detto, e non solo in questi ultimi tempi, tutto e il contrario di tutto. C’è chi pensa che Soru e la sua giunta abbiano fatto tanto, e bene, per la Sardegna, ma che non siano riusciti  a trasmetterlo alla gente per puro difetto di comunicazione. C’è, invece, chi sostiene che l’attuale presidente per l’isola sia una vera e propria iattura, e spiega che la valanga di voti per il centro-destra, alle ultime politiche, sia da interpretare, fra l’altro, come un voto di protesta, come un giudizio negativo sull’operato di Soru. Ad un mese dalla consultazione elettorale, per saperne di più sul “Soru-pensiero”, riportiamo alcune considerazioni, a tutto tondo, del presidente della Regione.

 

Per la Sardegna il senso di un progetto comune e l’opportunità di una autonomia regionale più forte.

“E’ passato poco più di un mese dalle elezioni politiche, e tra un anno ci saranno le regionali. Abbiamo avuto un cambiamento epocale: per la prima volta nel parlamento italiano non sono più presenti i partiti della sinistra che viene chiamata radicale, un pezzo importante della sinistra storica.
All’improvviso la politica italiana si è semplificata, è passata da un numero enorme di formazioni politiche a un numero molto più ridotto. Le elezioni hanno segnato un cambiamento importante nella cultura, nelle aspettative di questo Paese. Una parte importante del nostro Parlamento viene esclusa e si sono imposte nuove rappresentanze più legate a rivendicazioni territoriali, e comunque a un’idea territoriale dell’Italia. Un Parlamento e un Governo che certamente porteranno avanti in maniera sostenuta progetti di federalismo fiscale: alcuni progetti già esistono, anche in maniera circostanziata, come quello già approvato in Lombardia, che definisce l’idea di un’Italia piuttosto diversa da quella che abbiamo conosciuto fino a oggi. Da una parte c’è un nuovo Governo, al quale faccio i miei migliori auguri di buon lavoro nell’interesse di tutti i cittadini italiani, c’è un Parlamento diverso e probabilmente un’idea diversa di Italia; e dall’altra ci prepariamo alle prossime elezioni regionali, portando anche qui probabilmente delle idee diverse, all’interno di un confronto politico impegnativo e dal quale i cittadini sardi certamente si aspetteranno molto. Vorrei dire che in qualche modo è un momento fondativo del Paese e anche della Regione per i prossimi decenni. E’ un momento importante per la storia politica, economica e sociale del nostro Paese e certamente della nostra regione. In Sardegna, come nel resto dell’Italia e dell’Europa, molti vivono un momento di spaesamento, di maggior paura, di maggiori dubbi rispetto al futuro. Siamo in un mondo totalmente cambiato, un mondo di economia globalizzata, che va a due velocità; un mondo dove chi fino a qualche anno fa non si presentava sul mercato, oggi sorprendentemente si presenta in maniera massiccia, con processi importanti e crescenti; un mondo nuovo che va avanti con un tasso di crescita superiore al 10%; e un mondo, al quale apparteniamo, delle economie occidentali, dove per la prima volta negli Stati Uniti usano la parola ‘recessione’ dopo diversi decenni; un mondo a cui apparteniamo in recessione, in declino. Il governatore Draghi ha usato questa parola per l’Italia. Un mondo in recessione e in declino e un mondo che cresce al 10% o più: che cresce nella capacità di produrre, nelle esportazioni, ma cresce anche nell’avanzamento tecnologico, nella ricerca, nella conoscenza,e quindi creando anche i presupposti per ulteriori conquiste e avanzamenti nel futuro. In questo scenario c’è la nostra regione, la nostra debole regione, in un’Italia debole e in un’economia europea e occidentale debole in questo momento. In questa situazione abbiamo il dovere di trovare la nostra strada: una strada che certamente viaggia su un percorso che non è solo nostro, ma è dell’Italia e non solo italiano, ma che ugualmente può e deve avere una forza e una responsabilità e una capacità diversa in Sardegna. E allora alle imprese, sarde, alla società sarda vorrei ricordare che pure in questa situazione, che è di difficoltà oggettiva internazionale, in Sardegna in questo momento abbiamo un bilancio della Regione sufficientemente ordinato e ricco di disponibilità finanziarie. Affrontiamo i prossimi anni, mentre proprio in queste settimane parte la spesa delle risorse straordinarie dell’ultima programmazione europea delle politiche di coesione, per il periodo 2007-2013, e parte anche, per la prima volta, assieme alla programmazione delle risorse nazionali per le Aree sottoutilizzate, così si chiama oggi il Mezzogiorno d’Italia. E tra risorse europee e risorse nazionali mette assieme poco più di 10 miliardi di euro, che dovremo spendere tra oggi e il 2013. Una quantità ingente, enorme, di risorse, non paragonabili con nulla di quanto accaduto fino a oggi. Anche se dobbiamo comprendere che certamente sarà l’ultima programmazione di un quadro comunitario di sostegno: l’Unione europea ha già detto questo. E dobbiamo anche comprendere che probabilmente non accadrà mai più in Italia che ci sia un Nord che continua a finanziare in maniera importante il ritardo d sviluppo del Sud, così come è accaduto fino a oggi. La Sardegna in questo momento è davanti a un periodo importante, e probabilmente anche l’ultimo così ricco di risorse per finanziare il suo ritardo di sviluppo. La Pubblica amministrazione ha la responsabilità di spendere bene 10 miliardi di euro e fare in modo che questi servano effettivamente per risolvere i nostri disagi, le nostre necessità e i porre presupposti che ancora mancano alla capacità della società e dell’impresa sarda di potersi esprimere nel migliore dei modi, e di bastare a se stessa e di avviare anche lei dei processi di crescita importanti. Abbiamo le risorse del bilancio ordinario, abbiamo le risorse straordinarie in maniera così copiosa. Abbiamo di fronte a noi due grandi opportunità, che ci vengono dall’ospitare in Sardegna nel 2009 il vertice del G8 con ingenti risorse pubbliche già stanziate, e la costruzione del gasdotto Galsi con la posa del cavo sotterraneo entro il 2009 con l’investimento di 650 milioni di euro. Abbiamo certamente un sistema sociale ordinato, mite, senza una delinquenza così presente e opprimente come in altre regioni italiane; abbiamo un sistema delle imprese che vuole crescere, che vuole lavorare. E su questo si deve calare meglio l’attività della Pubblica amministrazione per cercare di sostenerla. Da poco più di un mese una norma prevista nell’ultima finanziaria regionale rende possibile in Sardegna aprire un’impresa in un giorno, magari anche stando a casa, con un processo totalmente on line, attraverso il Suap regionale. E non solo, in Sardegna si può aprire un cantiere in 20 giorni. Abbiamo fatto un passo importante di fiducia, che in Italia, in nessun’altra regione italiana è stato ancora fatto. Noi diciamo all’impresa: presentate i vostri progetti, anche di costruzioni, attraverso lo Sportello unico delle attività produttive, e dopo 20 giorni, autocertificando che il vostro progetto sta dentro le regole urbanistiche e paesaggistiche, potete avviare i lavori. E la Pubblica amministrazione passa da soggetto che si rivolge ai sudditi ai quali si degna di concedere e autorizzare, a una pubblica amministrazione che si rivolge a cittadini che responsabilizza e che andrà a controllare. Da una pubblica amministrazione che autorizza e che concede a una pubblica amministrazione di diritti dei cittadini, che controlla e che eventualmente sanziona. Noi speriamo e ci auguriamo molto che questo grosso cambiamento possa dare una spinta importante alla capacità di iniziativa e alla capacità di impresa privata. Io spero che il popolo sardo in tutte le sue espressioni, nell’impresa, nella società, nella scuola, nella famiglia, nelle istituzioni, ritrovi fortemente il senso di un progetto comune, il senso di un progetto di un popolo, il senso di un progetto di tutti”.

(Renato Soru - da www.renatosoru.it)

 

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# 1
Abbiamo scoperto il ero volto de su crobu.Ex funzionario di partito...
Di  margiani  (inviato il 15/05/2008 @ 13:52:44)
# 2
Che scoop! E' più imporatante l'identità di chi scrive o quello che scrive?
Di  Volpe  (inviato il 15/05/2008 @ 14:57:28)
# 3
dire quello che si scrive.... eh eheh
Di  Giovanni  (inviato il 15/05/2008 @ 15:29:54)
# 4
Continuo a chiedermi perché nascondersi! E perché nascondersi a Oristano! E perché farlo persino sotto pseudonimi femminili (sic!)! Naturalmente quest'ultimo non è il caso del nostro Crobu (l'originale nat., perché poi la famiglia è cresciuta!), che fra l'altro qualche indizio "rivelatore" nei suoi commenti lo ha infilato e comunque anche in alcuni determinati momenti pubblici ha fatto sentire le sue opinioni. Ma certo ci sono altri o altre, che, a parte criticare le persone, non esprimono mai una loro argomentata opinione.
Di  Adriano  (inviato il 15/05/2008 @ 18:06:55)
# 5
Tu esprimi argomentate opinioni? Davvero, non me ne ero accorto.
Di  Che ce vado  (inviato il 15/05/2008 @ 19:13:30)
# 6
Ma ha un senso questo botta e risposta?
Di  Anonimo  (inviato il 15/05/2008 @ 19:20:50)
# 7
Non ha senso, solo che giudicare gli interventi degli altri porta ad essere giudicati. Gli interventi, se non sono calunniosi, sono tutti meritevoli di rispetto, nessuno può pensare di essere migliore degli altri.
Di  Che ce vado  (inviato il 15/05/2008 @ 19:27:29)
# 8
E' sicuramente più importante quello che si scrive della firma che segue, i problema è che quando unospara a zero su tutto e tutti dovrebbe guardarsi allo specchio e dire:" ma io quando ho avuto roli, cos ho fatto, come mi sono comportato, posso nacondendomi nell'anonimato massacrare gli altri? Forse il osto amico si "vergogna" del suo passato e preferisce presetarsi come una verginella immacolata. Fatto sta che chiunque è libero di die e scrivere quello che ritieneopportuno, sempre che non oltrepassi il lmite dell'insulto. Forse su crobu ha oltrepassato quel limite, nascosto diero il suo muretto a secco, ma giusto lui è un sardo verace.
Di  margiani  (inviato il 15/05/2008 @ 22:00:05)
# 9
Mah, insomma, forse è meglio commentare Pig, o meglio, Renato Soru, che Pig ci ha proposto. Quando piove e nevica, soffia il vento e infuria la tempesta,stare uniti, stringersi insieme e cercare di superare la bufera è fondamentale. Se qualcuno fa il furbo, se nasconde le difficoltà, soprattutto se pensa solo a sè stesso, forse supera la bufera, ma poi, da solo, non gli resta che piangere. E allora proviamo a sognare: il Pd sardo non può andare alle elezioni da solo, lo vieta la legge elettorale. Deve andarci unito dando grande valore alle conquiste realizzate, cambiando quelle cose che non combaciano con gli inetressi della gran parte dei sardi, disegnando e prospettando nuovi obiettivi per compiere ulteriori passi in avanti,con l'impeto e l'entusiasmo della prima fase di Sardegna Insieme. (A proposito, dov'è finito il simbolo e gli slogans, oltre che il lebretto rosso del programma?).Ci sono molte intelligenze, tante altre se ne sono aggiunte, ma occorre sviluppare la collegialità: l'intellettuale colletivo di gramsciana memoria è il modello da costruire. Chi avrà la leadership politica e culturale sarà il nuovo leader: il metodo della decisione è la partecipazione e la democrazia. Oggi il leader proposto e confermato dal voto è Renato Soru. Lo si potrà sostituire solo partendo dai risultati raggiunti dalla sua azione di governo, ma essa va sottoposta a verifica democratica, nel PD e nella coalizione che dovrà provare a confermare il governo della Sardegna, superando la bufera del 13 aprile. Il PD sardo, per come è oggi, per come va all'assemblea di sabato, è destinato alla sconfitta. Proviamo a delineare il programma e i contenuti delle prossime settimane: prima dell'estate bisogna cambiare registro. Spetta a Cabras, che è segretario, la prima mossa, ma spetta anche a Renato Soru assecondare un percorso democratico che punti all'unità e alla costruzione di una coalizione autonomistica, capace di vincere nonostante il 13 aprile.
Di  Spirito Libero  (inviato il 16/05/2008 @ 00:58:39)
# 10
Al sig. "Che ce vado": è facile "fare i toghi" non firmandosi. Almeno di questo ti sarai accorto! Io comunque non ce l'ho mai avuta con gli interventi, come p. es. questo n # 9, che esprimono o sono il risultato di un ragionamento. Tutt'altro! Ce l'ho con altri interventi espressamente dedicati a denigrare persone, senza nessun altro tipo di contenuto, che non sia l'offesa!
Di  Adriano  (inviato il 16/05/2008 @ 09:33:30)
# 11
Io non sono togo e non ho mai offeso nessuno, lo pretendo da tutti; mi danno fastidio ma non li giudico gli interventi fuori tema, purtroppo anche questo lo è, me ne dispiaccio, sarà l'ultima volta.
Di  Che ce vado  (inviato il 16/05/2008 @ 12:52:38)
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