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Aspettando di uscire dal pantano...
Di pig (del 07/01/2008 @ 10:00:56, in politica, linkato 725 volte)

Animare il dibattito in generale, e politico in particolare, è uno degli scopi del nostro Blog. Per questo motivo nella nostra pagina web vi sarà sempre uno spazio per chiunque voglia proporre e dibattere argomenti di carattere generale che possano interessare la collettività. Oggi pubblichiamo un intervento di Gian Valerio Sanna (www.gianvaleriosanna.it), intitolato “Aspettando di uscire dal pantano…”

Tutti parlano di crisi della politica, delle diverse e svariate ingiustizie che reclamano regole, diritti e doveri che sembrano svaniti nella più grande decadenza della funzione politica che si registra dopo la stagione di tangentopoli. E’ vero che ad essa concorrono tante cause, le leggi elettorali, una mancata capacità della classe politica di rinnovarsi e di saper scommettere nel nuovo, l’eccesso di interessi che condizionano non poco il governo pubblico e, non da ultima, una burocrazia pubblica che si è modellata ad immagine e somiglianza di una certa politica che gli ha dato legittimazione. Tuttavia come sempre accade in una democrazia fondata sul consenso popolare le ragioni più profonde risiedono spesso, proprio nel corpo elettorale che decide i propri rappresentanti ed indirettamente gli conferisce un mandato rappresentativo.
Rappresentativo di che cosa? Questa rappresentatività appunto conferita alla classe politica dai cittadini da un lato è spesso esercitata come una cambiale in bianco e cioè priva di qualunque verifica intermedia e meno che mai di censure radicali e definitive, da altro lato rispecchia spesso quello che il cittadino elettore chiede al suo rappresentante, ovvero la tutela di un interesse specifico piuttosto che dell’interesse generale.
Che sia così è chiaramente rappresentato dalle infinite iniziative volte a valorizzare il carciofo di Oristano piuttosto che la produzione del carciofo in se e che costruisce quel castello perverso di corporativismi che di volta in volta emergono prepotentemente nelle iniziative, nei ricatti e nei veti di una politica proprio per questo spesso inconcludente. Domanda: davanti al bisogno della società Sarda di recuperare i ritardi di innovazione e di competitività, dovuti ad una cultura assistita e clientelare di molti decenni, serve di più difendere piccole caste, categorie, figure professionali o riprendere con decisione la strada di un riformismo che ricostruisca in chiave moderna le regole di una economia e di una società viva e positiva?
Perché qualcuno preferisce soffocare ed uccidere l’esperienza per alcuni aspetti irripetibile di riforme e di modernizzazione che la Sardegna ha avviato all’inizio di questa legislatura invece che valorizzare e continuare questa opera indispensabile? Può essere l’esigenza o l’ambizione di qualche piccolo uomo delle istituzioni più forte del bisogno di far uscire dalle ingiustizie e dalle disuguaglianze migliaia di sardi che con questa speranza hanno dato il loro consenso a questa rappresentanza politica? I cittadini non perdoneranno più simili leggerezze e per chi non se ne è accorto stanno finendo anche per le infallibili cordate politiche del passato, i tempi delle vacche grasse, delle migliaia di voti dati in nome di una abitudine, di una gratitudine o di un sentimento ideologico. Il malessere che si genera non essendo capaci di valorizzare neppure le cose positive che si riescono a fare ci ritornerà per intero sopra, magari premiando quelle forze di opposizione che oggi ci ringraziano per il “lavoro sporco” che stiamo facendo a loro vantaggio e che per visibile incapacità non lasciano presagire, nell’alternanza, scenari affatto migliori. Io credo e mi spenderò fortissimamente in questo senso, che i cittadini vadano spronati ad essere sempre di più dei veri “giustizieri” della politica, giustizieri autentici ed imparziali anche di coloro che pur legati da vincoli di conoscenza o di gratitudine non abbiano assolto al compito di perseguire l’interesse generale, l’unità indispensabile per le decisioni, il coraggio di rimuovere posizioni di rendita e di speculazione, gli impegni di disciplina e di coalizione che nel voto i cittadini suggellano sopra i governi eletti. Rinnovare significa cambiare prima di tutto i “mezzi” inutili che impediscono il raggiungimento dei “fini” attesi. Contano così poco, rispetto agli interessi generali, le questioni che stanno impantanando il Partito Democratico in Sardegna, che agli auspici di quasi tutti, di riprendere una strada virtuosa che sappia evidenziare il buon lavoro svolto e lo porti a compimento per una Sardegna diversa, dovrebbero seguire comportamenti conseguenti. Il giudizio riguarderà infatti quasi esclusivamente la coerenza di ciascuno e di tutti.

 

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# 1
Mah...C'era proprio bisogno che Soru entrasse nel PD per cercare di divenirne il capo? La maggioranza degli elettori ha creduto di no.
Manca un anno e mezzo per cercare di tirarsi fuori dal pantano e gli elettori ora non possono aiutarlo. Se ci riuscirà, gli ridaranno fiducia.
Di  Serena  (inviato il 07/01/2008 @ 18:06:19)
# 2
Soru è comunque il capo. Per tutte quelle caratteriastiche e doti che possiede in più rispetto agli altri e che gli altri non vogliono riconoscergli cercando in tutti i modi di sminuire la sua persona ed il suo operato. Purtroppo nella politica che ancora c'è oggi, bisogna dimostrare di "contare", e Soru per questo ha dovuto candidarsi, dimostrando per chi ne avesse ancora bisogno, che "conta", e che la gente è con lui. Sono gli altri ora che devono dimostrare di poter ancora competere.
Di  giulio  (inviato il 08/01/2008 @ 09:31:25)
# 3
Si! avete proprio ragione...SORU CONTA per far arrivare la MONNEZZA in SARDEGNA...
Di  Marilena  (inviato il 09/01/2008 @ 19:13:57)
# 4
Tra un anno e mezzo saremo sommersi dai rifiuti come in Campania e se Soru non "conta", sarà Marilena a "contare" i sacchi di monnezza in Sardegna...
Di  Pino  (inviato il 09/01/2008 @ 22:42:18)
# 5
Marilena, Pino, ma non si può banalizzare in questo modo un'emergenza nazionale. D'altra parte sono argomenti diversi. Basta demagogia. Suvvia, tenete alto il livello di discussione.
Di  Anonimo  (inviato il 10/01/2008 @ 11:18:24)
# 6
Perchè non ci dai l'esempio? Pendiamo dalle tue labbra.
Di  Pino  (inviato il 10/01/2008 @ 13:24:58)
# 7
be l'esempio lo danno chi oggi, il centrodestra, promuove la protesta visto che avevano firmato per l'arrivo delle scorie nucleari in sardegna e la cosa è alquanto differente mi pare, piuttosto che pino e marilena non sanno che per anni la sardegna ha usufruito dell'aiuto di altre regioni per lo smaltimento di parte della propria monnezza.
Di  marco  (inviato il 10/01/2008 @ 18:09:17)
# 8
X Pino...La mia battuta era puro eufemismo... Sono COMPLETAMENTE contro SORU e la sua Banda che hanno venduto la Sardegna (la nostra TERRA) per una poltrona...
Mi domando...Valiamo così poco?
Di  Marilena  (inviato il 10/01/2008 @ 19:01:48)
# 9
E bravo Marco... Ma hanno aperto nuovi siti dove conferire la monnezza? O i sardi producono meno tanto da poterci permettere di smaltire anche quella napoletana? E poi...Sai che la discarica di Bau Craboni, dove conferiscono Oristano e tutti i paesi limitrofi chiude a Marzo? e lo sai il perchè? PERCHE' SORU NON AUTORIZZA l'allargamento del sito....
Di  Anonimo  (inviato il 10/01/2008 @ 22:06:37)
# 10
...ma vedrai ora che ha promesso a PRODI di raccogliere la M...onnezza dei napoletani darà anche l'autorizzazione all'allargamento del sito....così gli Oristanesi saranno più tranquilli e potranno essere sicuri che la monnezza sarà smaltita....SI....QUELLA CAMPANA....
Di  Marilena  (inviato il 10/01/2008 @ 22:11:00)
# 11
lasciando stare da (parte) la monezza Campana abbiamo aspetti importanti che ci riguardano e che in tanti ancora non hanno risolto help,help,un centro di aggregazione ha bisogno di una grande mano di aiuto per svolgere degnamente interventi educativi le campane suonano ma i sordi non sentono e sono pochi aiutateci infinite grazie
Di  marco  (inviato il 10/01/2008 @ 22:36:57)
# 12
evidente che qualuno oltre che disinformato è in malafede. ad anonimo, ma perchè poi, vada a vedersi i passi amministrattivi legati a bau craboni e troverà comune e provincia, peccato centrodestra. all'educanda marilena ritorni al governo berlusconi e governatore pili e troverà l'accordo stipulato per immagzzinare le scorie radioattive in sardegna. ben altro che monnezze. per favore un minimo di coerenza e onestà.
Di  marco  (inviato il 11/01/2008 @ 10:09:29)
# 13
invece di cercare chi adempie anche ai doveri di solidarietà nazionale perchè i buffoni che vanno a manifestare al porto di cagliari, Pili, Floris, La Spisa e company non si mettono sotto i comuni di Cagliari di Oristano, di Olbia e di Alghero a protestare contro i sindaci ( tutti di centro destra) che non hanno avviato la raccolta differenziata e che si beccano le penalità finanziarie che gravano sulle tasse dei cittadini?
Perchè si contesta chi fa il proprio dovere e si sorvola sulla immondezza e l'inquinamento che ci deriva dall'incapacità di questi amministratori?
A volte manca davvero il buon gusto!
Di  Paolo Fogu  (inviato il 11/01/2008 @ 12:03:35)
# 14
D'accordissimo con Paolo. Se Cagliari, Oristano, Olbia ed Alghero facessero la differenziata la Sardegna oltrechè prima in solidarietà, sarebbe anche prima in raccolta differenziata. si passerebbe dal 30 % raggiunto in questi tre anni al 40%: un bel risultato. sarà che io nel Presidente ci credo, ma a me questi dati, visto Napoli, mi danno conforto. e mi è piaciuta anche la decisione di soru, verificata la sopportabilità del carico, di dire subito di si. Suggerisco anche io ai militanti di An di mettere le loro bandiere agli ingressi dei municipi delle città dove ancora la monnezza riempie le discariche!
Di  Anonimo  (inviato il 11/01/2008 @ 15:31:21)
# 15
complimenti per questo blog.
Buon lavoro
Di  antonello  (inviato il 12/01/2008 @ 10:36:59)
# 16
“La notte di guerra al centro di Cagliari è iniziata alle 23”. Quando ho finito di ascoltare il servizio al telegiornale nazionale che ha aperto sulla notizia dei rifiuti campani in Sardegna con queste parole sono rimasto sconcertato. Sindaci e consiglieri regionali della casa delle Libertà hanno contestato la decisione di far arrivare i rifiuti, mentre la giunta regionale e la maggioranza di governo hanno condiviso questa scelta. Nei fatti di ieri sera però la politica non c’entra.
Le modalità con cui Soru ha preso questa decisione possono anche essere sottoposte a critica politica, ma quanto è accaduto stanotte è tutta un’altra cosa.
Alcune semplificazioni giornalistiche dicono che “i sardi si sono ribellati”. Non si è trattato di una reazione del popolo sardo ma di un modo barbaro e incivile di esprimere il dissenso da parte di alcuni (troppi) teppisti. La violenza non può essere mai giustificata. Vergognamoci dei teppisti anzichè dei rifiuti campani.
Di  Marco  (inviato il 12/01/2008 @ 17:09:02)
# 17
Perché infuriarsi se i napoletani ci mandano la loro spazzatura?
Basta costringerli a gesti di reciprocità.
A noi i sacchetti, loro si impegnino a prendersi il nostro Governatore.
Con Bassolino, se non nell'arte dell'amministrazione, potrebbero costitutire una nuova copia per la commedia dell'arte.
Di  Jankar  (inviato il 12/01/2008 @ 21:25:09)
# 18
Jankar per carità Soru ce lo teniamo noi. Potrà anche aver commesso qualche errore,ma in Sardegna non ha pari. Te lo immagini se dovessero ritornare i Floris, i Pili, i Masala. No. Meglio Soru. Non ce li ha fatti rimpiangere e spero neppure dimenticare
Di  Ivana  (inviato il 12/01/2008 @ 23:48:18)
# 19
Quanto accaduto è la conseguenza della irresponsabilità dei parlamentari e dei consiglieri regionale di centro destra (Pili, Delogu e Liori) che per i loro soli fini mediatici sono andati a provocare le forze dell'ordine ed hanno così fatto il gioco dei teppisti e dei provocatori.
Quanto è accaduto successivamente a Cagliari è il frutto dell'odio fascista.
Si assuma ora Pili & c. le proprie responsabilità.
Il Presidente Soru lo ha fatto con grande fermezza, con i fatti e non con le urla da piazza.
Di  Giovanni  (inviato il 13/01/2008 @ 10:34:56)
# 20
quello che è successo a cagliari è da irresponsabili. pagare un gruppo di ultrà e quattro fascistelli da strapazzo è tipico di chi usa emergenze nazionali a puri fini politici. la protesta pacifica è propria di una civiltà socialmente elevata. la protesta violenta è l' abitudinaria espressione dell'intollerenza di certa destra liberale a parole, fascista nei fatti. sono nauseata del comportamente di un politico di celluloide come pili, che dopo la scoppola del piano paesaggistico sta cercando di tornare a galla, calvacando la protesta rifiuti nel peggiore dei modi.
soru avrà commesso tanti errori ma in questa circostanza ha dimostrato, al contrario di pili, grande responsabilità.
in questi giorni ho discusso dell'emergenza rifiuti con tanti amici,anche di centrodestra, e tutti hanno rimarcato l'inciviltà della protesta e il comportamento da "buffone" di pili.
Di  Nina  (inviato il 13/01/2008 @ 13:02:02)
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