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Che brutta storia: Il Pd sardo licenzia i dipendenti. Bilancio misterioso.
Di pig (del 10/08/2012 @ 15:15:15, in politica, linkato 1819 volte)
Che schifo! Non ci vengono in mente altre parole per definire quanto sta accadendo nel Pd sardo. La direzione regionale del Pd, con a capo il segretario regionale, Silvio Lai (che definire inadeguato sarebbe solo un eufemismo), ha deciso di tagliare i costi mettendo in cassa integrazione i suoi cinque dipendenti (cinque e non sei, come erroneamente riportato da altre fonti. ndr). Alla riunione che ha portato a questa “genialata” hanno votato a favore tutti i componenti la direzione presenti (circa una ventina su 60), ad esclusione di Valentina Sanna, che ha votato contro. Tutti gli altri hanno votato per i licenziamenti, ivi compresi deputati e senatori, nonchè il capogruppo del Pd, Giampaolo Diana, che, evidentemente, ha dimenticato molto in fretta d’essere stato nel recente passato segretario generale della Cgil sarda. La vicenda è a dir poco sconcertante, perché ad essere protagonista negativo è, questa volta, un partito che, da sempre, ha strombazzato ai quattro venti di voler salvaguardare il posto di lavoro e di difendere i diritti dei lavoratori, a qualsiasi categoria essi appartengano. Ma questo (è un dato di fatto) vale evidentemente per tutti gli altri lavoratori e non per i propri dipendenti, che, come tanti, hanno famiglia, hanno figli da mantenere agli studi, mutui da pagare, ecc., e che, d’ora in avanti, dovranno sbarcare il lunario alla meno peggio. E’ facile esprimere solidarietà ai lavoratori della Alcoa e Keller, solo per citare qualche esempio, e fare interrogazioni a manca e a destra, perché così si finisce sui giornali. Ed è altrettanto facile risparmiare sui “costi della politica” tagliando i dipendenti. Ma quando a farlo sono i "padroni" della Keller e dell’Alcoa si grida allo scandalo e ci si mobilita immediatamente, mentre i licenziamenti rientrano tra le cose della massima normalità e, per di più, “necessarie”, quando il Pd, senza alcuna remora, mette sulla strada cinque dipendenti. Dipendenti, si badi bene, non di una associazione o di un partito qualsiasi, ma di un partito politico che sulle battaglie a difesa dell’occupazione ha basato tanti anni della sua storia. Certo, cosa volete che siano cinque impiegati che, difficilmente, alla loro età, troveranno un altro lavoro. Cinque persone non  fanno certo notizia. E fare notizia, apparire, è ciò che maggiormente interessa a tanti politici del Pd che, autoreferenziali quanto mai, pesano capacità e spessore politico in base alle volte che le loro elucubrazioni vengono riportate sui giornali e in tv. Riteniamo, invece, che a fare notizia sia come mai consiglieri e parlamentari che, come tutti sanno, hanno stipendi da nababbi, non si siano offerti di salvare i posti di lavoro proponendo un loro contributo straordinario al partito  (a questo proposito ci consta che alcuni nei versamenti al Pd siano in arretrato di migliaia di euro). Così come fa notizia il perché il Pd non abbia mostrato ai consiglieri regionali che ne hanno fatto richiesta le carte del bilancio; cosa c’è di così misterioso e poco trasparente? Perché, a proposito di “costi della politica”, il segretario regionale deve ricevere 4500 euro al mese, più circa 2000 euro mensili di rimborsi spese? Se la politica è intesa come “servizio”, perché questi incarichi non debbono essere gratuiti? Lai, d’altro canto è un signor professionista, e non crediamo che senza gli emolumenti del Pd non sappia come mantenersi, nè riteniamo che andrà incontro a chissà quali difficoltà economiche. Difficoltà che, invece, dovranno affrontare i cinque neo cassaintegrati, per colpa di un  partito che predica bene e razzola male. Con questa vicenda il Pd sardo, che mai dal punto di vista politico aveva proceduto così rasoterra, ha ora toccato veramente il fondo. Sarà forse per questo che, da qualche giorno a questa parte, in via Emilia, a Cagliari, si sente nell’aria un terribile tanfo di fogna? 

Sull’argomento è intervenuto nel suo blog, con un articolo dal titolo “Il paradosso e l’incoerenza nel Pd sardo”, anche il consigliere regionale del Pd, Gian Valerio Sanna.
“A volte accadono cose che per la loro particolare natura hanno del paradossale, soprattutto quando riguardano persone che ogni giorno, in pubblico, si ergono a paladini di alcuni valori ma che, chiamati a metterli in pratica, diventano cinici esecutori dell’opposto, spesso cercando persino di nascondere la verità.
Il Pd è da sempre stato, sul fronte della propria azione politica, a tutela del lavoro, dei lavoratori, e paladino della giusta conservazione di ogni opportunità di lavoro, specie quando questo viene aggredito o messo a repentaglio dalla crisi o dalla ingordigia dell’imprenditore di turno.
Ma accade anche che quando il Partito a livello nazionale rinuncia ad una parte dei rimborsi elettorali che le spettano e, dunque, non può garantire un flusso di trasferimenti alle federazioni regionali come in passato, ci pensano i solerti dirigenti regionali sardi a mettere a posto le cifre.
Senza neppure andare ad aprire i faldoni contenenti i documenti con le giustificazioni delle proprie spese e delle proprie entrate e poter analizzare all’occorrenza dove è possibile andare a risparmiare qualcosa, come sui rimborsi spesa ai segretari e dirigenti vari, servizi inutili e convenzioni con collaboratori del nulla, la Direzione Regionale del Pd sardo ha deliberato di mettere in cassa integrazione tutti i suoi dipendenti e salvare così tutto il resto.
E dire che da quasi un anno alcuni di noi hanno chiesto di poter vedere le carte del bilancio del Partito regionale, che ancora oggi non si possono vedere a causa di non invalicabili problematiche e che, sicuramente, contengono spunti interessanti per poter esercitare alcune opzioni di spending review e di maggiori economie in grado di sostenere i costi  veri e necessari, senza far pagare tutto e subito  ai dipendenti con famiglia a carico.
E’ stato detto e ripetuto, temo solo per propaganda, che il bilancio del Pd sarebbe certificato quasi come una garanzia su tutto e su tutti. Non discuto su questo punto ma mi limito ad osservare che se un bilancio non è consultabile è certamente certificato solo per chi lo certifica e chi ne ha commissionato la certificazione, e non per tutti coloro che hanno il diritto e, forse, di questi tempi persino il dovere, di prenderne visione e di chiederne conto in tutte le sue articolazioni, specie quando si è fra i più importanti finanziatori.
Credo che questa scelta del Pd sardo, fatta da un numero molto risicato di componenti di diritto all’ultima accaldata riunione di Direzione prima delle ferie, non rappresenti un grande motivo di orgoglio e di senso di appartenenza ad un Partito che oramai senza dipendenti appare come un negozio che abbassa definitivamente saracinesca lasciando tutti gli utili ai proprietari.
Ora, udite udite,  sta per iniziare la stagione delle cosi dette “Feste Democratiche” e, sinceramente, non riesco proprio a capacitarmi di cosa avrebbe da festeggiare un Partito che scarica i propri lavoratori per non avere impiccio a far quadrare i propri bilanci. Spero che mi si lasci almeno la libertà di dissociarmi da questa ingiustificabile caduta di stile e di morale, visto che da qualche tempo anche nel Pd sardo è tornato di moda il pensiero unico. Gran brutta pagina!”. (Gian Valerio Sanna, consigliere regionale Pd).

La figuraccia del Pd sardo è assurta a livello nazionale attraverso un articolo de “il Fatto Quotidiano”, dal titolo “Sardegna, il Pd si comporta da piccola azienda. E mette in cassa il personale”:

“Cinque persone in cassa integrazione da subito, e fino al 31 dicembre prossimo. Una sesta si salva per ora perché è in malattia. Tre contratti a progetto che alla scadenza non saranno rinnovati. In Sardegna il Partito democratico azzera il personale come risultato della crisi finanziaria dovuta al taglio dei rimborsi elettorali. A Capodanno, ammette il segretario regionale Silvio Lai, è probabile che scattino i licenziamenti. La storia ha qualcosa di paradossale. Il Pd sardo, stando ai dati pubblicati sul sito, ha accumulato negli ultimi due anni un avanzo di bilancio di 375 mila euro. Ma nel 2012, spiega il tesoriere Dino Pusceddu, le entrate calano da 761 mila a 420 mila euro, e il partito non è più in grado di fronteggiare il costo del personale, pari nel 2011 a 195 mila euro. Gian Valerio Sanna, consigliere regionale Pd, spara a zero sul quartier generale del partito, e parla di una decisione presa “senza neppure andare ad aprire i faldoni contenenti i documenti con le giustificazioni delle proprie spese e delle proprie entrate e poter analizzare all’occorrenza dove è possibile andare a risparmiare qualcosa come sui rimborsi spesa ai segretari e dirigenti vari, servizi inutili e convenzioni con collaboratori del nulla”. Sanna, ex assessore all’urbanistica nella giunta guidata da Renato Soru (2004-2009), pone un problema politico imbarazzante: “Il Pd, paladino della giusta conservazione di ogni opportunità di lavoro specie quando questo viene aggredito o messo a repentaglio dalla crisi o dalla ingordigia dell’imprenditore di turno, scarica i propri lavoratori per non avere impiccio a far quadrare i bilanci”. La Sardegna è la regione che batte ogni record di disoccupazione, e dove si fa largo uso della cassa integrazione in deroga, quella concessa a chi non avrebbe diritto a quella ordinaria, per esempio i dipendenti delle piccole imprese. E Il Pd da piccola impresa si è comportato: ha stilato apposito accordo sindacale, si è impegnato a richiamare al lavoro dalla cassa qualcuno ogni tanto “secondo le necessità tecnico-organizzative” e via, il dado è tratto. C’è un aspetto beffardo, soprattutto per quanti si sono battuti per il taglio del finanziamento ai partiti. Il Pd sardo, nel 2011, ha ricevuto dal partito nazionale una quota di rimborso elettorale pari a 324 mila euro. Quest’anno la quota risulta dimezzata, quindi vengono a mancare circa 160 mila euro. Però le esangui casse del Pd, mettendo i dipendenti in conto alla cassa integrazione, riusciranno a trasferire parte dei loro costi di nuovo a carico del contribuente. E a chi credeva di battersi per i tagli ai privilegi e agli sprechi della politica, resta la beffa di vedere che il Pd per prima cosa taglia i posti di lavoro”. (Giorgio Meletti, da “il Fatto Quotidiano” dell’11 agosto 2012).

Intanto, in relazione a quanto pubblicato sull'Unione Sarda, in data 12 agosto, pagina 2, dal titolo “austerity in sezione”, Il consigliere regionale, Gian Valerio Sanna, che ha portato il "clamoroso" caso del licenziamento dei cinque dipendenti del Pd sardo all'attenzione dell'opinione pubblica nazionale, precisa che "...mirabilmente e puntualmente, per spostare la gravità dei fatti su altri argomenti, qualcuno fà trapelare che uno dei dipendenti del Pd interessato al provvedimento sarebbe anche mio collaboratore. Evito polemiche ulteriori e dico che tutti i dipendenti sono miei collaboratori nella misura in cui rappresento una piccola entità ancora in questo Partito, ma se anche fosse, come ”il corvo” afferma, perché verrebbe pagato dal Partito e non da me?  Stiano attenti che parlare a vanvera, quando non si ha neppure dalla parte giusta la trasparenza dei bilanci, è come trasferirsi dalla padella alla brace!  Su come far bastare i denari del Partito si potrebbe aprire un seminario pubblico con la disponibilità delle pezze giustificative e un po' di buon senso, altro che fare le vittime!". (Gian Valerio Sanna, consigliere regionale Pd).

Altre notizie:

A Torregrande cambiano gli orari per la musica e contestualmente aumentano i controlli sui livelli del volume. Lo ha deciso la giunta comunale di Oristano, su proposta dell’assessore al Turismo Peppino Marras. “A Torregrande – ha spiegato l’assessore Marras - i locali potranno proporre musica e spettacolini dal vivo, accompagnando le serate dei vacanzieri fino alle 3.30, con un’estensione dei precendenti limiti da un minimo di un’ora a un massimo di due ore e mezza a seconda dei giorni, da oggi fino al 19 agosto. Dal 20 agosto, invece, si dovrà rispettare la vecchia disciplina. La decisione è stata adottata per soddisfare una richiesta degli operatori turistici di Torregrande, e per cercare di sostenere un settore che in questo momento vive una forte crisi. Allo stesso tempo – ha aggiunto Marras -, per garantire i diritti di tutti, chi vorrà proporre musica dovrà prestare particolare attenzione ai livelli della musica. Non si potranno superare determinati decibel, quelli previsti da un’apposita ordinanza, e il comune assicurerà un’attenta vigilanza affinchè questi limiti non vengano superati. Le contravvenzioni, rispetto al passato, sono state inasprite e chi non rispetterà le nuove regole potrà incorrere in una sanzione amministrativa di 350 euro”.

A proposito di Torregrande, riapre al pubblico la Torre costiera. Grazie ad un accordo tra il comune di Oristano e l'agenzia regionale della Conservatoria delle Coste, per tutto il periodo estivo lo storico edificio aprirà tutti i giorni, dalle 17,30 alle 20,30. L’apertura della Torre spagnola, simbolo della località marina di Torregrande, rientra nell’ambito del progetto “Sardegnafari”, attraverso il quale la Conservatoria delle Coste prevede di ristrutturare e rendere fruibile una parte dei 40 fari e stazioni semaforiche esistenti in Sardegna. “Come concordato con il direttore generale della Conservatoria, Alessio Satta, quella di Torregrande è la prima struttura ad aprire – hanno affermato il sindaco, Guido Tendas. e l’assessore al Turismo, Peppino Marras -. La Torre sarà a disposizione dei turisti che, grazie alla collaborazione di associazioni culturali, turistiche e di volontariato, tutti i giorni potranno effettuare delle visite guidate e ammirare, dalla terrazza, lo splendido scenario del Golfo di Oristano, la Penisola del Sinis e le torri di Capo San Marco a San Giovanni, e di Capo Frasca a Marceddi”.  La Torre Aragonese di Torregrande fu costruita, anche a protezione della costa oristanese, su disposizione del Vicerè spagnolo Carlo V (1537). È la torre costiera più grande della Sardegna, e fu progettata come fortilizio, con funzioni di avvistamento e di difesa costiera. I suoi cannoni battevano il porto e la foce del Tirso per contrastare la risalita del suo corso sino alla città da parte di navi nemiche. Il torrione, con mura di oltre tre metri di spessore, era capace di ospitare una guarnigione sino a venti soldati, pronti a resistere ad un assedio di diversi giorni. Di forma cilindrica, la Torre ha un diametro di 20 metri e un’altezza dal suolo di circa 18 metri. Si sviluppa su due livelli: a 8 metri dal terreno si trova il primo piano, destinato a contenere posizionati quattro grossi pezzi di artiglicria puntati verso il mare ed altre direzioni, mentre nel piano superiore vi è una camera a forma di ballatoio, per contenere altre armi da fuoco manovrabili manualmente.

Il Consiglio provinciale ha dato il via libera al conto consuntivo 2011, illustrato in aula dall’ assessore Alfonso Marras. “Si tratta di un documento equilibrato, contenente la geografia finanziaria dell’ente”,  ha detto, in sostanza, l’assessore Marras, sottolineando come i ripetuti tagli stiamo minando le capacità d’intervento della Provincia. Nel dibattito sul documento contabile, approvato con i voti della maggioranza, sono intervenuti i consiglieri Serafino Oppo (Pdl), Mario Tendas, Roberto Scema, Battista Ghisu (Pd), Salvatore Crobu (Udc), Enzo Saba (Fortza Paris) e l’assessore ai lavori pubblici, Gianni Pia. Intervenendo a conclusione del dibattito il presidente della Provincia, Massimiliano de Seneen, è partito da una considerazione più generale,  fotografando l’attuale momento della vita politico-amministrativa della Provincia. “Una nave – ha detto il presidente - che è partita da un porto per recarsi in un altro porto, seguendo una determinata rotta e, a un certo punto, si è trovata in avaria, incrociando nella rotta l’applicazione del decreto 78/2000. Come se non bastesse è scoppiata anche una tempesta, con la nave in balia di eventi come la legge 214 del 2011 e il decreto 95 del 2012, con la conseguenza di rendere incerto il resto della navigazione, e ancora non si sa se si andrà ad approdare in un porto o finire il percorso infrangendosi sugli scogli”. Il presidente della Provincia si è poi offermato sui contenuti della conferenza stampa, tenuta recentemente dal presidente della Regione, Ugo Cappellacci, con gli assessori La Spisa e Zedda, per illustrare il riparto dei fondi per le aree di crisi, con l’esclusione della Provincia di Oristano. “343 milioni di euro licenziati dall’ennesima delibera di giunta, tra l’altro oscurata, non visibile, con questo metodo che deve finire, in quanto non è possibile che continui ad imperare questo malcostume di assumere provvedimenti con atti ufficiali, che poi vengono oscurati per un lungo periodo di tempo. E non si sa se per nasconderne il contenuto, in maniera che i più non ne possano prendere visione immediata, o per qualche altro motivo. Persiste - ha proseguito de Seneen -, una sottovalutazione del peso politico della Provincia di Oristano, lo stesso che si perpetua da sempre, con un peso prossimo alla zero, ieri come oggi. Anche quando la Sardegna si trovava nell’Obiettivo Uno, con fondi erogati dall’Unione Europea per il riequilibrio della zone svantaggiate, a far si che la Regione permanesse in questo parametro era anche l’Oristanese. Il contributo che perveniva era pari al 5%, mentre in rapporto con la popolazione doveva essere almeno dell’11%,  e mi sorprende il fatto che l’Unione Europea, in sede di verifica delle rendicontazioni, non si sia accorta del non lineare ed equo riparto e utilizzo delle risorse. La musica non cambia - ha sottolineato ancora il presidente della Provincia -, anzi si assiste ad un peggioramento, perché se si vanno a considerare i fondi Fas, l’Oristanese viene aggirato a beneficio di altre aree geografiche. Così è stato anche per le piste ciclabili, con i fondi andati a Cagliari e Sassari. Ritengo che, a seguito di questa ulteriore esclusione, debba esserci un pronunciamento con una denuncia pubblica e l’apertura di un confronto, anche conflittuale, con la Regione sarda e spero che per l’area svantaggiata ci sia un ripensamento. Intanto, si andrà ad una verifica con il Tavolo della Concertazione, che sarà convocato quanto prima. Mi auguro che con questi finanziamenti le risorse non si siano esaurite, perché, nel caso, potrebbe essere dato corso ad una denuncia di procurato danno. Considero a questo punto opportuno che la Conferenza dei presidenti di gruppo predisponga un documento dove esprimere un’azione rivendicativa forte, una protesta che deve partire dalla base, per far capire che è giunto il momento di dire basta di fronte ad  atteggiamenti non più giustificabili e tollerabili”.  L’intervento del presidente de Seneen, e le iniziative suggerite, sono state condivise  dai consiglieri Mario Tendas (Pd) ed Enzo Saba (Fortza Paris).     
 

La società che per sette mesi ha pubblicato il quotidiano "Sardegna 24" è stata dichiarata fallita dal Tribunale di Cagliari. "Il sindacato dei giornalisti resta solidale con i colleghi, ma farà di tutto perchè chi è causa del disastro paghi il dovuto e i danni”, hanno  affermato, in una nota,  l'Assostampa sarda e la Fnsi che, appresa la notizia, chiedono "…chiarezza in ogni sede per i danni e i disagi dei lavoratori, abbandonati a se stessi, senza stipendio per due mesi, e senza assistenza. E' l'epilogo più triste – si legge ancvora nella nota -, di una vicenda editoriale, proposta da un gruppo di imprenditori sardi come un'esperienza innovativa, che aveva alimentato speranze di un pluralismo più ricco del panorama informativo sardo ,e aveva, perciò, ottenuto una dedizione speciale da un gruppo di giornalisti, guidato dal direttore, Giommaria Bellu", prosegue la nota. "Lo stesso direttore, che negli ultimi due mesi di vita del giornale aveva creato una nuova società, anche con partecipazioni familiari, insieme con uno dei soci fondatori (Giancarlo Muscas; gli altri “originari” erano Carlo Scano e Mariano Pireddu), per tentare il salvataggio di una testata, che era stata bene presto abbandonata a un destino privo delle risorse necessarie per sostenerne il lancio e il radicamento, ora denuncia gravi responsabilità dei “vecchi soci” e sostenitori aziendali più o meno acclarati dell'iniziativa editoriale (sui quali, ugualmente, servirà massima chiarezza)". Nel giugno scorso Bellu aveva chiamato pubblicamente in causa l'ex presidente della Regione, Renato Soru. "Su questo, che si configura come un disastro imprenditoriale - prosegue la nota di Assostampa sarda ed Fnsi -, dovranno fare luce i magistrati, salvo che i responsabili non ritornino subito sui loro passi e saldino i conti dovuti. La solidarietà verso i giornalisti non verrà meno, ma il sindacato dei giornalisti e il sistema di welfare della categoria metterà in campo ogni azione possibile perchè sia fatta luce sulla catena di responsabilità, e quanti ne sono causa siano chiamati a risponderne secondo doveri di giustizia”.

Sabato 1° settembre, alle 21.30, presso il parcheggio di via Mariano IV, a Oristano, si esibirà Fabio Concato.  Il concerto, unica data in Sardegna, è organizzato dall’Ente Concerti “Alba Pani Passino”, con il patrocinio della Fondazione Banco di Sardegna, della Regione Autonoma della Sardegna, del Ministero per i Beni e le Attività culturali, del Comune di Oristano e dalla Banca di Sassari. Per Informazioni e prenotazioni: Ente Concerti Alba Pani Passino, piazza E. D’Arborea 34, Oristano (tel.0783.303966) e Teatro Antonio Garau, via Parpaglia 14, Oristano (tel. 0783.78886). Prezzo del biglietto: intero € 20,00 ridotto € 15,00. Prevendita: Boxoffice, viale regina Margherita, 43 Cagliari 070.657428 www.boxofficesardegna.it; info@boxofficesardegna.it. Diritti di prevendita € 2,00. Botteghino: il giorno del concerto, presso il parcheggio, dalle ore 18.

 

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# 1
questi con che faccia scendono e fanno scendere in piazza? Veri schifosi! eccadrem
Di  Che ce vado  (inviato il 10/08/2012 @ 17:18:18)
# 2
Conosco alcuni dirigenti del partito e sinceramente non si meritano tutto questo, mandiamo via Silvio Lai oppure che rinunci ai 6.500,00 euro al mese, sta mettendo in ridicolo il partito. Mi meraviglio di Giampaolo Diana.
Di  draghi  (inviato il 10/08/2012 @ 19:47:44)
# 3
che vergogna, sp*****ati a livello planetario!!! e che figura i consiglieri regionali, deputati e senatori. ma i cretini siamo noi che continuiamo a votare questa gente!
Di  michele  (inviato il 10/08/2012 @ 20:01:07)
# 4
Tranquilli ora ci penserà l'on Pes a mettere tutto. Posto. Una domanda a Mr. Pig: non è per caso che anche la Pes sia tra i parlamentari morosi?
Di  Giovanni  (inviato il 11/08/2012 @ 08:45:38)
# 5
Giro la domanda di Giovanni direttamente alla parlamentare oristanese Caterina Pes.
Cordialità, Angelo.
Di  Anonimo  (inviato il 11/08/2012 @ 10:08:59)
# 6
Ho letto sui giornali la risposta del Tesoriere del PD ragionale sardo, Dino Pusceddu, che sa tanto di arrampicata sugli specchi e non ha convinto nessuno. Scusate, ma il Tesoriere del PD è per caso lo stesso Dino Pusceddu che teneva i conti in Federazione Democratica e nei Democratici di Sinistra?
Se Il PD non ha niente da nascondere perchè non mostra a tutti il bilancio "in tutte le sue articolazioni", come ha detto Sanna? Una cosa è certa, il PD mettendo in cassa integrazione i suoi dipendenti ha fatto una figurina di m....! Bastava abolire i rimborsi spese a segretario, tesoriere e dirigenti vari e i conti sarebbero tornati.
Mandiano fuori dalle p.... questi personaggi. Il PD non ha che da guadagnarne.
Di  Gian Mario  (inviato il 11/08/2012 @ 10:47:43)
# 7
Volevo fare i complimenti a Bersani, Lai, Antonio Solinas e a Caterina Pes. Auguro a tutti quelli che hanno votato a favore della cassa integrazione che quanto accaduto ai dipendenti del PD capiti ai loro figli e familiari. Vergognatevi! Il PD non merita di fare queste figuracce per colpa di Lai, Pusceddu, Solinas e il resto della ciurma. Nascondetevi!!!
Di  un iscritto  (inviato il 11/08/2012 @ 12:31:38)
# 8
Ti ricordo che il Solinas proviene dal P.S.D.I., non fà nulla per niente e mi domando cosa ci fà con noi? Bravo Gianvalerio a sollevare il problema.
Di  draghi  (inviato il 11/08/2012 @ 20:59:25)
# 9
Sono un precario e come tale anche io voglio congratularmi con quel cranio di Antonio Solinas, che è sempre pronto a mettersi in prima fila per apparire o a dire scemenze sui giornali per farsi pubblicità e poi quando deve intervenire su cose serie avalla il licenziamento dei dipendenti. Volevo anche congratularmi con tutti quelli del Pd che hanno pensato di tagliare i costi delle politica licenziando i dipendenti e con tutte quelle persone di Centrosinistra che hanno votato questa specie di politici che se ne fregano altamente dei lavoratori. Ha ragione Pig: che schifo!
Di  Salvatore  (inviato il 12/08/2012 @ 11:04:57)
# 10
Sempre più spudorati! Invece dell'aria fritta tirate fuori il bilancio!!!
Di  Anonimo  (inviato il 12/08/2012 @ 16:43:37)
# 11
anche un cassintegrato in più, di questi tempi, è una brutta notizia, e su questo non ci piove....
ma mi viene da osservare che non c'è nessuna menzione sulle motivazioni di questi licenziamenti, mentre quando si parla dei cassintegrati SO.GE.A.OR. la stampa in generale giustifica dicendo che si trattava di personale in esubero, nullafacente e assunto in maniera clientelare e perciò tutto sommato ha avuto quello che si merita....eppure si tratta anche in questo caso di persone con famiglia e con un mutuo da pagare e magari assunte anche per merito !

cassintegrato so.ge.a.or.
Di  Anonimo  (inviato il 12/08/2012 @ 22:19:27)
# 12
Si licenziano dipendenti anzichè ridurre le spese di rappresentanza e richiamare alle regole consiglieri regionali e deputati morosi verso il partito, il genio del duo pusceddu-lai ha scelto questa strada. il problema non è solo nei licenziamenti, ma morale e politico per un partito come il pd. mi stupisce semmai il silenzio (assenso?) della segreteria provinciale del mio partito, della quale, con un certo imbarazzo per questa vicenda, ne faccio parte.
Di  marco B alias marco piras  (inviato il 13/08/2012 @ 12:36:14)
# 13
Ceee, bellu partidu su PD, arrazza e figura e m....!
Di  Anonimo  (inviato il 13/08/2012 @ 12:51:23)
# 14
quindi tutte le persone con famiglia e con mutuo da pagare avendo lavorato come dipendenti per due, quattro mesi, sei mesi o quanto, hanno diritto alla cassa integrazione? Cassintegrato sogaeaor quale è il numero del concorso pubblico con il quale sei stato "assunto", per modo di dire? Puoi giurare di non aver avuto una segnalazione politica ?Bene non rispondere con la solita cantilena ... che tutti hanno avuto gli accozzi etc.etc.etc e quindi etc.etc..... Devi ringraziare tutti, perchè tante persone come te non hanno avuto il privilegio di essere state "assunte" e, contemporaneamente, essere cassintegrati!
Di  Anonimo  (inviato il 13/08/2012 @ 14:16:45)
# 15
la nostra è una guerra tra poveri. sono uno dei tanti laureati disoccupati. ho fatto mille domande, bussato a mille porte (imprenditori privati, non certo politici) ma niente. mi prende male quando sento lavoratori che si fanno la guerra tra loro. la guerra bisogna farla a gente come i dirigenti del pd che dopo aver sfruttato per anni i dipendenti, poi gli danno un calcio in culo e li mandano a casa, con la scusa che devono tagliare i costi, e con gli stipendi dei dipendenti pagano segretario e dirigenti, che un lavoro ce l'hanno già. gente così non va votata ma presa a calci in culo tutti i giorni per come stanno ridicolizzando il pd. sono alto 1,94 e peso 93 kg, così tanto per capirci, e siccome lai, pusceddu e compagnia ci hanno preso per il culo per tanto tempo, giuro che se incontro questi miserabili li prendo a calci nel sedere da cagliari a oristano.
Di  disoccupato  (inviato il 13/08/2012 @ 15:13:41)
# 16
Disoccupato non essere così violento.. perchè vuoi colpirli in faccia o dove hanno il cervello? Va bene che i danni non sarebbero irreparabili, perchè cervello non ne hanno. L'unica cosa a cui pensano al PD Regionale è a mantenere al caldo il portafoglio. Loro licenziano.. e io pago..
Di  tirate fuori i bilanci  (inviato il 13/08/2012 @ 17:17:25)
# 17
Nell'articolo di Gianvalerio Sanna ho letto che anche quest'anno, nonostante la crisi, ci saranno le Feste Democratiche. Per fare queste c..... i soldi da dove li tirano fuori? Ma davvero c'è ancora qualcuno sano di mente che va a sentire cretinate da quattro frilli che parlano da un palco? Mi hanno detto che per fortuna quest'anno ci sarà gente nuova: Silvio Lai, Renato Soru, Gianni Sanna, Caterina Pes, Antonio Solinas. Il nuovo che "basta e avanza". Se li mischiate non ne viene fuori un politico decente. Invece di sprecare i soldi in questo modo, rendetevi utili: andate a zappare.
Di  Giancarlo Pinna, ex simpatizzante Pd.  (inviato il 13/08/2012 @ 17:44:03)
# 18
le feste democratiche sono sempre state una autentica c....a! sono superate e non hanno mai portato un voto in più al partito. perchè mai la gente dovrebbe andare a sentire politici che si parlano addosso? a bosa la festa è stata un cavolata pazzesca. l'unica cosa che rimane è la sporcizia, materiale e mentale! le feste costano ma i dirigenti del pd di questi tempi preferiscono licenziare i dipendenti perchè non ci sono risorse e poi continuare a buttare i soldi in queste schifezze! ipocriti!!!
Di  bosano  (inviato il 19/08/2012 @ 18:07:29)
# 19
Non c'è molto da dire, l'articolo è chiarissimo, con questi licenziamenti il PD ha toccato il fondo!
Di  Giuseppe  (inviato il 20/08/2012 @ 20:45:34)
# 20
#14- Tu pensi che se avvessero fatto un concorso pubblico, la sistuazione sarebbe diversa? Io ho fatto un concorso pubblico in provincia (anzi due), e ti dico che alcuni candidati avevano le risposte ai quesiti e non l'ho dico per sentito dire, ma sono un testimone occulare. Quanti concorsi pubblici sono stati annullati per interferenze politiche?Invece di attaccare i lavoratori siano della So.GE.A.OR che di qualsiasi amministrazione,chiedi al politico che hai votato di fare bene il suo lavoro e di farlo gratis per la comunità ( come gratis hanno lavorato i dipendenti dell'aeroporto per 1 anno e mezzo).
I politici fanno schiffo non chi lavora.
Ciao amico anonimo.
Di  GIANCARLO. M.  (inviato il 08/09/2012 @ 12:52:56)
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