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"Equitalia? No, grazie". Oristano presa ad esempio da Grillo.
Di pig (del 25/05/2012 @ 22:30:44, in cronaca, linkato 786 volte)
“Oristano, Sassuolo, Sorso, Bari, Valle di Cadore, Calalzo, Morazzone, San Donà di Piave, Zanica, Merate, Thiene, Ottana. Cosa hanno in comune queste località? Si sono liberate in anticipo dalle catene di Equitalia. Sono diventate libere, umane, efficienti". Lo ha scritto Beppe Grillo sul suo blog (www.beppegrillo.it) , in un articolo dal titolo “Equitalia? No, grazie”. "Dal primo gennaio 2013 la legge n.201 del 2011 – ha scritto Grillo - prevede che i Comuni gestiscano da soli l'attività di riscossione. Perché aspettare? Non c'è una sola buona ragione per affidarsi a Equitalia. Il comune di Oristano ne è la dimostrazione. La gestione diretta dei tributi ha portato sia risparmi sui costi di 150.000 euro (Il Comune che riscuote in proprio i suoi tributi non deve pagare l'aggio a Equitalia), sia un aumento del gettito di 650.000 euro. Meno costi, più ricavi. Non solo, anche più liquidità in cassa. Di fronte a questi dati – ha osservato Grillo -, la domanda è: allora a cosa è servita Equitalia in questi anni? A che è servito un intermediario che si è frapposto tra i cittadini e gli enti? All'aumento dei tassi di interesse? Al pignoramento delle case? Alla lentezza amministrativa?. Oristano è un esempio, ma non è il solo, dell'inutilità del ricorso a Equitalia per l'ente che gli affida la riscossione dei tributi. Se cittadini e Comuni non traggono benefici da Equitalia, perchè continuare e, soprattutto, di chi è stata questa brillante idea di disintermediare i pagamenti a un ente terzo? A che pro?". Il leader Movimento 5 Stelle ha concluso che “…il Comune non è un ente impersonale, è sul territorio, conosce spesso il contribuente e le sue difficoltà. Può in caso di necessità di una famiglia indigente posporre, dilazionare, cancellare un pagamento. Si chiama umanità. I Comuni dovrebbero accelerare l'uscita da Equitalia già nel 2012 e predisporsi per il gennaio 2013. Equitalia non è responsabile, è un bersaglio. I responsabili sono coloro che l'hanno istituita".
Altre notizie:
Con i voti contrari dei Riformatori, il consiglio regionale ha approvato una legge con cui, di fatto, le province vengono prorogate fino a febbraio 2013, in attesa di una riforma generale del sistema degli enti locali. Entro il 31 ottobre, l'Assemblea deve legiferare, con un passaggio di funzioni e competenze alle Unioni dei Comuni (che dovrebbero comunque mantenere la dicitura Provincia, per rispettare quanto prevede la Costituzione), mentre nel frattempo restano in piedi anche giunte e consigli provinciali. Approvata la legge, dovranno essere sentite le popolazioni e la riforma dovrà essere completata entro febbraio. Nel testo è stato inserito anche un passaggio che riguarda le società in house, che comporta la modifica del titolo della norma. E’ stato l'esponente del gruppo misto Mpa, Franco Cuccureddu, a far presente che, qualora il consiglio non si fosse pronunciato sul rinvio dell'applicazione della normativa nazionale, anche le società in house sarde sarebbero state sciolte, con conseguenze immediate per circa duemila persone, ex lavoratori socialmente utili stabilizzati. Come si ricorderà, il 6 maggio scorso, con cinque referendum abrogativi, i sardi si erano pronunciati a favore della soppressione delle quattro province di più recente costituzione: Medio Campidano, Sulcis-Iglesiente, Ogliastra e Olbia-Tempio.
"La vicenda della liquidazione di “Sardegna24” si protrae ormai da troppo tempo. Condivido totalmente la nota diffusa dell'Assostampa sarda. E la interpreto come un via libera ad agire in giudizio e a mettere in atto tutte le misure, a partire dall'istanza di fallimento, consentite dalla legge". Lo ha dichiarato l'ex direttore del quotidiano “Sardegna24”, Giovanni Maria Bellu, dopo la nota di Assostampa. "Ho subito un danno doppio – ha spiegato Bellu -. Non solo, come tutti i colleghi, vanto un considerevole credito da lavoro, ma ho investito, nel tentativo di salvare l'azienda e il giornale, oltre centomila euro del mio patrimonio personale e familiare, per poi scoprire, a un mese del passaggio delle quote, che la situazione finanziaria reale era radicalmente diversa da quella che mi era stata prospettata. La nullità di quell'accordo è così evidente che il liquidatore (come è noto all'Assostampa) da mesi ha avviato una interlocuzione con i soci fondatori e non col sottoscritto. Sono loro a dover decidere se liquidare l'azienda, mettendo a disposizione le risorse necessarie, o affrontare il fallimento con tutte le sue conseguenze possibili. Ho da tempo comunicato al liquidatore che se dovessi guardare solo al mio interesse personale - ha proseguito l'ex direttore del giornale -, agirei immediatamente per favorire l'avvio della procedura fallimentare. Credo, infatti, che l'occhio imparziale del giudice civile, e se del caso penale, sia quello più idoneo a ricostruire nei dettagli questa vicenda scandalosa, non solo sul piano imprenditoriale ma anche politico e culturale. La magistratura, col suo potere sanzionatorio che si estende fino ai testimoni, obbligati a non dire il falso e a non tacere il vero, può risalire alle responsabilità della mala gestione, può svelare alcune vicende sbalorditive che ho potuto scoprire solo dopo che, acquisite le quote, ho avuto accesso alla contabilità, può individuare l'esistenza di eventuali soci occulti, può dipanare la matassa delle relazioni tra “Sardegna24 Srl” e altri soggetti imprenditoriali. La magistratura può chiarire se certi comportamenti siano stati frutto di colpa o anche di dolo. La vicenda di “Sardegna24” è un modello negativo degli effetti nefasti, che è in grado di produrre una concezione solo strumentale del ruolo dell'informazione. Credo che un processo pubblico sarebbe utile a dissuadere chiunque altro ad agire in futuro con tanta leggerezza, sia nei confronti dell'opinione pubblica, sia nei confronti dei dipendenti".
Avrebbe potuto causare vittime l'ordigno fatto esplodere durante la notte, nella frazione di Solanas, davanti all'ingresso dell'abitazione di Maria Ignazia Obinu, pensionata di 72 anni. Confezionato con esplosivo inserito in un tubo metallico e una miccia di alcuni metri, l'ordigno ha provocato ingenti danni all'abitazione della donna, che vive sola e che al momento della deflagrazione si trovava in cucina. L’esplosione ha danneggiate anche le abitazioni vicine, dove abitano anche alcuni appartenenti al Corpo della Polizia di Stato, e le automobili parcheggiate nei paraggi. I carabinieri stanno indagando per risalire al movente e agli autori dell'attentato. Gli inquirenti stanno verificando anche eventuali legami tra l'episodio di stanotte e la morte del pensionato Peppino Canu, avvenuta nel l'inverno scorso, durante una rapina nell'abitazione dell'uomo, che confina proprio con quella di Maria Ignazia Obinu. La donna era stata sentita nell'ambito delle indagini.
Il problema dei politici, non della politica, che sprecano e incassano senza produrre in proporzione, risorse dei cittadini, sempre più spesso ridotti alla fame e al suicidio, era conosciuto da tempo, adesso la casta quasi tutta d'accordo rinvia fregandosene del potere del popolo - DEMOCRAZIA - ciò è piu grave per coloro che si dichiarano di centro sinistra incassando al mese dieci volte di più dello stipendio medio di lavoratori pubblici e/o privati.
Di
iocero
(inviato il 26/05/2012 @ 13:37:52)
Finalmente ci prendono ad esempio... Eppure Equitalia è molto amata...
Di
Che c'entra?
(inviato il 26/05/2012 @ 14:35:54)
Perche' il commissario Ghiani e la signora Chergia non ci fa il dettaglio dei costi subiti dal Comune di Oristano a seguito della liberazione da Equitalia? A me risulta che all'ufficio tributi ci lavorino, oltre ai dipendenti in ruolo, anche altri otto dipendenti a tempo determinato assunti a tale scopo, in piu' una ditta esterna (STEP servizi tecnologici) che si occupa ugualmente di riscossioni e oltretutto dal mese di aprile 2012 sono state assegnate nuove competenze (e ulteriore foraggiamento di 162.000 euro) alla societa fantasma Oristano Servizi s.r.l. solo per imbustare e spedire le comunicazioni per l'IMU agli utenti. L'Ufficio Tributi ora e' diventato come un ministero, il risparmio semmai deve nascere da una riorganizzazione interna e con il lavoro dei propri dipendenti, non ci raccontino ca**ate. Se questo si puo' chiamare risparmio.....
Di
Gentile
(inviato il 26/05/2012 @ 17:48:43)
ah quindi meglio che il cittadino subisca Equitalia
Di
Condoleeza
(inviato il 26/05/2012 @ 19:24:54)
Scusa Gentile perchè preferisci avere a che fare con Equitalia che tra interessi e voci varie triplica i tributi?
Di
Del Piero
(inviato il 26/05/2012 @ 19:28:09)
Certamente non preferisco avere a che fare con equitalia, non ho detto niente di simile. Detesto pero' questi falsi sbandieramenti di buona amministrazione, tanto per fare della propaganda. Conosco i miei polli....
Di
Gentile
(inviato il 26/05/2012 @ 20:21:19)
Ok Gentile, tutto chiarito. Scusami per l'equivoco
Di
Del Piero
(inviato il 26/05/2012 @ 21:03:37)
Gentile , ha ragione da vendere, come al solito in Italia ,si ha il cattivo vezzo che mentre combatti e debelli un un male, dietro ne spunta uno nuovo , piu subdolo e peggio del precedente. Ma anche qui senza alcun dubbio, la colpa è della politica dei partiti, che lottizzano sempre tutto.L'udc pensa che Oristano permetta di avere un sindaco zerbino che preseguirà il modo di operare del suo compagno di partito Ghiani?...Poveracci !..vedranno il gesto ..
Di
zoff
(inviato il 26/05/2012 @ 23:58:38)
Io spero vivamente innanzitutto che il prossimo sindaco sappia fare veramente il sindaco, ossia far camminare la macchina pubblica parallelarmente a cio' che il governo chiede a noi privati cittadini. A noi stanno chiedendo di tirare la cinghia, di vivere un po' al di sotto di come eravamo abituati a fare, spendere solo per il necessario. Il comune di Oristano per quello che ci riguarda dovrebbe fare altrettanto, pretendere dal proprio personale che lavori per cio' che viene retribuito (per primi i dirigenti), assumere personale non perche' lo chiede Mario Diana o Oscar Cherchi ma per effettiva necessita' altrimenti entrerebbero a lavorare sempre i soliti ignoti, chiedere spiegazioni alle societa' partecipate sulle loro gestioni fallimentari. Io ad esempio avrei fatto pagare di tasca propria chi ha autorizzato il noleggio del megaschermo in piazza eleonora nel giorno delle elezioni: viviamo nell'era di internet e sinceramente la spesa di 5.000 euro mi sembra alquanto inutile. Questo potrebbe gia' essere un buon inizio
Di
Gentile
(inviato il 27/05/2012 @ 12:58:01)
Giusto. Ma quale maxischermo nell'era dell'informazione totalizzante!
Di
di nuovo fan de che ce vado
(inviato il 27/05/2012 @ 17:53:32)
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