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feb02mer
Comune di Oristano: Maggioranza alla frutta. Il Pdl abbandona l'aula.
Di pig (del 02/02/2011 @ 00:00:08, in Politica, linkato 1072 volte)
Oramai non c’è dubbio alcuno: la maggioranza di centro-destra, guidata da Angela Nonnis, non esiste più. Col passare del tempo, tutti i  contrasti tra forze politiche non omogenee e il sindaco stanno venendo prepotentemente  a galla. E quanto accaduto nell’ultima seduta del consiglio comunale è la  prova provata di quanto asseriamo da tempo.  Ma procediamo con ordine. Il presidente del consiglio, Mario Musinu, aveva fatto appena in tempo a dichiarare aperta la seduta che, tra lo stupore generale, ben 12 dei 14  componenti il gruppo del Pdl hanno abbandonato l’aula, senza dire alcunché sul perchè della fuga. Il perché ve lo diciamo noi, anche per aprire occhi ed orecchie a certi dilettanti della politica,  a dei “quaraquaquà”, che talvolta ci hanno tacciato di essere dei visionari. Accusa esternata anche  dopo il 28 dicembre scorso, quando avevamo scritto che il sindaco aveva in animo di affidare la delega del Patrimonio a Salvatore Ledda, e che la cosa aveva fatto imbestialire non pochi assessori e consiglieri della maggioranza. Vista la levata di scudi, il sindaco aveva preferito soprassedere, in modo tale da far calmare le acque, con l’intenzione, però, di riproporre l’ennesima genialata  più avanti. E così è avvenuto. Durante la riunione di giunta, tenutasi ieri mattina, Angela Nonnis ha estratto nuovamente dal cilindro la proposta, esternando di voler affidare a Salvatore Ledda il Patrimonio, togliendolo la delega a Sandro Lisini. La cosa non è piaciuta per niente agli altri componenti l'esecutivo (e in particolare a quelli del Pdl) che hanno fatto presente alla Nonnis tutto il loro disappunto, avvisandola che non era il caso di tirare troppo la corda, altrimenti gli assessori in forza al Pdl si sarebbero dimessi, causando una crisi politica non di facile soluzione. Come di solito avviene in questi casi,  ci sono stati, poi, incontri ed abboccamenti, evidentemente senza risultato alcuno. Poco prima della seduta del consiglio comunale la Nonnis ha, infatti, ribadito che le sue intenzioni sulla delega al Patrimonio non erano cambiate di una virgola. Il segnale del Pdl è stato politicamente dirompente: abbandono immediato dell’aula, con tutto ciò che ne consegue. L’episodio, come detto, è politicamente abbastanza significativo, perché senza l’appoggio del gruppo consiliare più consistente la Nonnis non ha più la maggioranza. E così siano alle solite: senza alcun rispetto per i cittadini, il centro-destra e Angela Nonnis, anzichè occuparsi di questioni importanti per la città,  proseguono nella guerriglia per beghe interne legate alla spartizione del potere, con l’encomiabile risultato di bloccare per l’ennesima volte le istituzioni. Nel recentissimo passato, come abbiamo detto più volte, consiglieri pusillanimi e partiti inesistenti hanno sempre fatto sì che la Nonnis riuscisse a spuntarla. Cosa, questa, che ha portato il sindaco a gasarsi a tal punto che, traendo forza dalla debolezza dei suoi partners, oramai pensa che tutto le sia permesso. Ancora è presto per sapere come andrà a finire la vicenda, perché per troppe volte nel centro-destra non si è stati conseguenti con quanto dichiarato in precedenza, e , quindi, non rimane che attendere le prossime ore per saperne di più. Ma perché si è scatenata la guerra sul Patrimonio? Perché la Nonnis, dopo la presa di posizione degli assessori del Pdl, avrebbe dimezzato la proposta pro Ledda,  dividendo la delega ed assegnando il patrimonio disponibile ad uno e l’indisponibile all’altro? Ma che cos’è il patrimonio disponibile e indisponibile? Sintetizzando, il patrimonio indisponibile è quell'insieme di beni, appartenenti allo Stato, alle Province o ai Comuni, elencato nel codice civile. Questi beni hanno caratteristiche simili ai beni demaniali, ma con vincoli sensibilmente minori. Sono inseriti nel patrimonio indisponibile, solo per fare alcuni esempi, le foreste, le cave, oppure qualsiasi cosa sia di interesse storico, archeologico e artistico che sia stata ritrovata nel sottosuolo, e tutti quei beni (mobili e immobili) destinati ad un pubblico servizio e di proprietà dello Stato, o delle Province o dei Comuni. Il patrimonio disponibile è, invece, l'insieme di beni non vincolati e disponibili alle più diverse forme di utilizzo di proprietà dello Stato, delle Regioni o dei Comuni. Il fine di tale tipologia di beni non è strettamente correlato alla funzione pubblica svolta dall'ente, quindi, non di rado, “tali beni sono oggetto di alienazione ai privati” o di trasferimento ad altre amministrazioni, nel caso che la loro conservazione - tra i beni dell'ente - costituisca onere eccessivo, per le specifiche finalità istituzionali. La differenza è facilmente comprensibile, ed ecco il motivo per il quale, secondo alcuni furbescamente,  Angela Nonnis, avrebbe ipotizzato di affidarne prima la delega completa a Ledda, e, dopo l' irritazione del Pdl, di dividere la delega. Rimane il fatto che le intenzioni erano quelle di togliere, comunque, qualcosa dalla “giurisdizione” di Lisini ed affidarla a Ledda. Perché, per quale motivo, si sono chiesti  in molti? Cosa c’è dietro? Tra i banchi del consiglio, tra uno spiffero e l’altro, si è detto che l’ispiratore, il suggeritore sia stato, ancora una volta,  il solito Mario Diana (ormai coperchio per troppe pentole), dalle cui labbra sembrano ciondolare ogni giorno di più la Nonnis e Ledda. Poi si è vociferato che ci sia un fantomatico (?) comitato d’affari composto da politici e palazzinari  che non appena sente la parolina “Puc”  pare vada in  un brodo di giuggiole. Quello che è grave è che, tanto per cambiare, la Nonnis voglia decidere tutto e sempre di testa sua, senza confrontarsi  minimamente con  i partiti che la sostengono, sconfessando di volta in volta questo o quell’assessore a suo piacimento, non in base a delle valutazioni politiche o ai risultati ottenuti, ma secondo l’umore o l’umidità all'interno della coalizione e, soprattutto, secondo il suo personalissimo tornaconto politico-elettorale. Ormai  Angela Eugenia è, infatti, completamente proiettata verso quello che sarà il suo futuro  politico (riconferma come sindaco, Regione, Parlamento?), e non si cura più delle questioni che interessano la città. Per lei queste sono quisquilie, sciocchezzuole, per le quali non vale la pena perdere tempo. Un esempio per tutti è quanto accaduto in consiglio comunale, quando un esponente della giunta avrebbe dovuto rispondere ad una interrogazione urgente di Giuseppe Puddu (Pdl) sul degrado di viale Indipendenza. Dai banchi della giunta (nonostante i vari solleciti di Puddu e di alcuni esponenti dell’opposizione) non si è però avuta da sindaco ed assessori nessuna risposta. Tant’è da far dire ad un seccatissimo  Puddu: “Ero sconvolto l'altra volta, oggi sono esterrefatto. Ho portato all'attenzione una problematica grave. In viale Indipendenza c'è un problema sanitario, un problema di sicurezza pubblica. In questi giorni, e dopo l'interrogazione, le cose si sono aggravate. L'altra volta c'è stato un tentativo dell'assessore Licheri di dire: forse è privato, non è privato. Il problema non è privato o pubblico, non lo so. L’assessore Licheni, parlando informalmente, forse voleva rispondere. A me personalmente chi risponde non mi interessa e credo che questo non interessi neanche alla città. Nell'interrogazione io parlo di competenze e di poteri del sindaco, la prego e la invito immediatamente a metterli in atto, perché c'è una situazione grave, gravissima. Aspetto comunque una risposta da chicchessia”. Da sindaco e assessori ancora silenzio. Puddu ha quindi proseguito: “Ci sono problematiche di tutti i tipi, da concessioni edilizie a una situazione di degrado per quanto riguarda i rifiuti di ogni genere, quello che è più importante che cosa ha fatto, che cosa vuole fare l'amministrazione. Signor sindaco lei non c'era l'altro giorno, io sono andato prima del consiglio comunale con dei cittadini, mi hanno rimarcato che ci sono dei ratti più grandi dei gatti. La prego di prenderne nota, credo che ci sia anche un problema sanitario. Ci sono le cantine che sono invase da buste di immondezza…In più lì ha operato un'impresa che ha tolto tutte le inferriate dai poggioli; se prima uno si poteva fare male e si poteva prendere un'infezione, oggi se cade giù... C'è una scuola a 50 metri, c'è un cantiere che non sa di cantiere perché non c'è un cartello, non c'è niente. C'è chi dice che è un'area pubblica, chi che è un'area privata, ma guardando le varie cose trovo nella normativa: per degrado ambientale si intende la presenza in area pubblica o privata. Quindi per me non è un problema se è pubblica o privata, interveniamo”. Come ulteriore  risposta Puddu ha avuto ancora il silenzio assoluto, con sindaco ed assessori che si guardavano in faccia (come se fossero capitati in consiglio comunale per caso) cercando di passarsi l’un l’altro la patata bollente, e tentando maldestramente di far ricadere la colpa sugli assessori assenti.  Un quadretto squallido e desolante, che la dice lunga su come l’amministrazione Nonnis viva alla giornata, basando il suo "programma" (di cui si riempie tanto la bocca) sulla più estemporanea improvvisazione.  La cosa ha, chiaramente, creato sconcerto in più di un consigliere. “E’ un fatto di una gravità inaudita che non si risponda a un'interrogazione e non si sappia neppure chi deve rispondere”, hanno detto, quasi all’unisono, Efisio Sanna, Giuliano Uras,  Paolo Sulis, Peppino Marras, Mauro Solinas, chiudendo un intervento immediato del sindaco per cercare di porre rimedio alla grave situazione. Il consiglio si è poi occupato della mozione urgente del Pd, illustrata dal capogruppo, Peppino Marras, sulla verifica di corenza del Puc, con tanto di convocazione del consiglio comunale. Mozione, come hanno fatto notare in molti, che si stava dibattendo in un’aula semivuota,  dopo l’uscita del Pdl e di altri consiglieri, e ci si chiedeva se fosse corretto continuare un dibattito, data l’importanza dell’argomento, in quelle condizioni o se non fosse il caso di fare valutazioni diverse.  Tutti coloro che sono intervenuti (Solinas, Uras, Sulis, G. Sanna) pur concordando con quanto sostenuto da Peppino Marras, hanno però voluto porre l’accento su un fatto politicamente rilevante come l’abbandono dell’aula da parte dei consiglieri del Pdl, che hanno voluto lanciare al sindaco un segnale inequivocabile. “Possiamo fare tutti i discorsi formali che vogliamo - ha detto Mimmo Serusi - ma credo che dal punto di vista politico sia di tutta evidenza che un argomento di questa portata, che ha visto il consiglio impegnato per mesi e mesi di lavoro, non possa essere discusso in un'aula semideserta, con una parte considerevole della maggioranza assente. Ergo, signor sindaco, al di là delle presenze in aula, io credo che le convenga fermare anche solo per un momento i lavori e fare qualche riflessione. Tredici  componenti la sua maggioranza si sono alzati, senza nessuna giustificazione di tipo politico…Poi le valutazioni politiche le farà lei signor sindaco, le farà con il suo esecutivo, le farà con la sua maggioranza, ma la valutazione che do io dai banchi della minoranza è estremamente negativa. Se dovessi esprimere un voto, le dovrei dire che rientrereste tra quelli non classificati, perché non mi riesce di esprimere nemmeno un voto, seppure negativo, per quanto avete fin qui svolto. Ma il fondo davvero lo avete toccato in questa occasione, perché chiamati dalla minoranza a ragionare su un argomento fondamentale per la città, voi non avete saputo fare altro che scappare, e credo che di fronte ai problemi non si debba scappare, ma il nostro compito sia quello di affrontarli, discuterli e vedere come risolverli. Di questo non siete stati fin qui capaci e per questo, traetene le conseguenze. La conseguenza ovvia è che dovreste dimettervi, perché se non riuscite a stare insieme (e la dimostrazione è davanti agli occhi di tutti) bisogna essere conseguenti, bisogna dire alla città: abbiamo sbagliato, avete riposto la fiducia nelle persone o nei gruppi politici cui avete dato la maggioranza per il governo della città, e non abbiamo saputo portare a compimento il mandato che ci è stato dato". La seduta (tra le più squallide e indecenti della legislatura) è stata poi sospesa per mancanza del numero legale.

La notizia è di quelle lasciano a bocca aperta e suggeriscono immediati riferimenti alla fortuna. Giovanni Marras, ex parlamentare di Arborea, ora nel Pdl, potrebbe tornare in campo. Le sue fortune sono legate all’eventuale abbandono del Parlamento da parte di Luca Barbareschi, che lascerebbe il posto proprio a Marras.  “Nessun ritorno al Pdl, ma semmai un addio alla carriera di parlamentare”. Questo, quanto sostenuto da Luca Barbareschi, parlamentare eletto in Sardegna tra le fila del Pdl, circa un suo ipotizzato abbandono di Futuro e Libertà di Fini, dopo un incontro con Berlusconi ad Arcore. "Il clamore di un mio ritorno nel Pdl – ha detto Barbareschi - si basa esclusivamente su illazioni. La verità  è che ieri  sono stato ad Arcore per incontrare il premier, e sono contento di questo incontro, visto che in Parlamento ho sottolineato più volte come mancasse in questa legislatura un confronto con la leadership del governo, che troppo spesso ha demandato a colonnelli e portaborse il rapporto con i parlamentari". Da Barbareschi è stato escluso anche un suo passaggio nel gruppo dei Responsabili, guidato da Silvano Moffa.  "Non ho nessuna intenzione di andare con loro - ha sostenuto Luca Brabareschi -, perché non esco dal Fli. Mi auguro che i dieci punti costitutivi di Futuro e Libertà vengano rispettati, altrimenti può darsi che io abbandoni il Parlamento". Se Barbareschi dovesse lasciare, dovrebbe subentrargli, come detto,  l’ex sindaco ed ex parlamentare di Arborea, Giovanni Marras, fedelissimo di Berlusconi, alla cui causa si era immolato senza riceverne alcunché. Giovanni Marras rientrerebbe così alla politica attiva nel migliore e più remunerativo dei modi.

 Altre notizie:

Grande spiegamento di forze e centro oristanese in stato d’assedio, questa mattina, per l’arrivo, ad Oristano, del ministro dell’Interno Maroni, invitato dall’Anci, per discutere sui gravi problemi della sicurezza in Sardegna. Prima del’arrivo del ministro, una delegazione di un centinaio di pastori del Movimento pastori sardi ha manifestato in piazza Roma, nei pressi del Teatro Garau, dove si è tenuto l'incontro dei sindaci col ministro dell'Interno, Roberto Maroni, I pastori erano lì per chiedere conto al ministro della vicenda di Civitavecchia, dove il 28 dicembre scorso, un nutrito gruppo di pastori sardi era stato bloccato dalla polizia per quasi una giornata, impedendogli di manifestare nella capitale. Guidati dal leader, Felice Floris, i pastori hanno sventolato  bandiere ed esibito cartelli, uno dei quali contestava proprio l'operato del ministro: "Da quando c'è il ministro Maroni la Costituzione è un optional - E' stato cancellato il diritto di libera circolazione di tutti i cittadini italiani". "Il disagio degli amministratori locali è il nostro disagio, i loro problemi sono i nostri problemi", ha dichiarato il leader del Movimento pastori sardi, Felice Floris, che ha annunciato che la protesta dei pastori proseguirà, la prossima settimana, con una nuova manifestazione che dovrebbe svolgersi a Milano, davanti al Palazzo della Borsa. "Il ministro - ha riferito Felice Floris -, ci ha promesso che entro un mese tornerà in Sardegna con alcuni suoi colleghi di Governo, per discutere della vertenza del prezzo del latte e piu' in generale della grave crisi del nostro settore". Al Garau, si sono trovati, questa mattina, faccia a faccia, dopo un appuntamento mancato tra le polemiche lo scorso anno, il sindaco di Ottana Giampaolo Marras, vittima, assieme ad altri esponenti della sua amministrazione, di gravi attentati, e il ministro Maroni. Il problema della sicurezza è un problema vissuto quotidianamente dagli amministratori locali ed è stato ben rappresentato dal sindaco di Ottana. "Non siamo più sotto assedio - ha detto Marras rivolto al ministro -, ma siamo sotto assalto da parte dei violenti, e il rischio è che prenda terreno la malavita organizzata". Il sindaco di Ottana ha spiegato come un ambiente favorevole a questa violenza sia rappresentato "…dall'omertà che spesso regna nei nostri paesi, ma anche dall'impunità. La mia preoccupazione - ha affermato ancora il sindaco di Ottana -, è che, seppure vengano assicurati alla giustizia i responsabili degli attentati di cui siamo rimasti vittime, questi rischino di uscire dalle patrie galere prima della conclusione del mandato amministrativo". Marras ha chiesto l'istituzione di un nucleo investigativo dedicato proprio a far luce sugli attentati ai pubblici amministratori, proposta già avanzata dall'Anci Sardegna. Marras ha poi sollecitato una maggiore presenza delle forze dell'ordine, migliori strumenti di vigilanza, il potenziamento delle compagnie barracellari e ha posto l'accento, soprattutto, sull'adeguamento delle pene per chi organizza attentati contro gli amministratori pubblici. "Una volta ai sindaci si chiedeva l'asfalto o l'illuminazione pubblica in una strada –  ha detto il sindaco di Ottana -, adesso vengono in comune a chiedere un posto di lavoro, oppure i soldi per pagare una bolletta o per comprare qualcosa da mangiare ai propri figli". Marras ha, inoltre, raccontato il grave disagio che nella piana del Nuorese sarebbe stato alimentato anche da "…promesse mai mantenute che assicuravano la creazione di migliaia di posti di lavoro". Il sindaco di Ottana, oltre alle richieste di potenziamento degli apparati di pubblica sicurezza, ha rinnovato l'invito per un lavoro capillare nelle scuole "…perchè aumenti il senso civico dei ragazzi,  che devono capire che non c'è bisogno di eroi se non ci sono vigliacchi". All’incontro col Ministro Maroni ha partecipato anche il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, presidente nazionale dell’Anci.  "I sindaci sono il primo baluardo dello Stato nel territorio – ha affermato Chiamparino -, ma non possono essere lasciati soli a gestire problemi di gran lunga superiori rispetto alle risorse di cui dispongono.  Sono rimasto molto colpito dal susseguirsi degli atti intimidatori nei confronti degli amministratori locali della Sardegna e oggi sono qui per ribadire l'orgoglio di essere sindaci, del nostro lavoro, che spesso incontra serie difficoltà”.

"Si tratta di attacchi odiosi, vili, eseguiti da uomini che non possono essere definiti tali. Farabutti che meriterebbero di marcire nelle patrie galere". Così è iniziato l’intervento del presidente della Regione, Ugo Cappellacci, al Teatro Garau. "Sono attacchi odiosi e vili,  perchè costituiscono una minaccia reale per la democrazia, soprattutto quando vengono commessi con l'intento di provocare la caduta di un'amministrazione pubblica o di condizionarne le decisioni". Cappellacci ha poi sottolineato la necessità di unità da parte delle istituzioni, sia per combattere il malessere sociale, che non può comunque essere considerato un alibi, sia di contrastare i fenomeni criminali. "La Regione - ha sottolineato Cappellacci - ha messo in atto tutta una serie di interventi che oggi devono essere riportati entro una più ampia cornice di collaborazione fra istituzioni centrali e locali. Penso ai Protocolli d'Intesa siglati con la Procura della Repubblica di Cagliari per l'informatizzazione dell'attività giudiziaria, a quello stipulato con il tribunale di Cagliari sempre in materia di informatizzazione, e all'accordo di collaborazione con il Ministero dell'Interno sulla protezione civile. Abbiamo, inoltre, attivato borse di studio per l'alta formazione giuridica, concesso in comodato alla Guardia di Finanza una parte dell'ex stazione radio di Sant'Antioco, per l'installazione di sensori radar di profondità per la sorveglianza costiera, abbiamo autorizzato il distacco di personale della Guardia Forestale presso le sezioni di Polizia Giudiziaria delle Procure sarde, da impiegare nelle attività di indagine. Cappellacci ha anche ricordato il disegno di legge contenente agevolazioni per i magistrati assegnati a sedi disagiate nell'Isola, il progetto finalizzato all'inclusione sociale delle persone soggette a misure giudiziarie, lo schema di convenzione per l'istituzione a Foresta Burgos della scuola per i servizi di Polizia a cavallo. "Stiamo poi ultimando - ha aggiunto il presidente della Regione - l'iter che consentirà di finanziare la caserma dei Carabinieri di Orgosolo". Il presidente ha poi sottolineato la necessità di massima collaborazione tra lo Stato e le istituzioni locali: "Il coinvolgimento ed il raccordo dei diversi livelli istituzionali nella lotta alla criminalità è uno strumento che il Governo ben conosce e che il ministro ha già sperimentato con successo in altre regioni italiane. Friuli Venezia Giulia, Veneto e Calabria hanno stipulato Protocolli di intesa con il ministero dell'Interno in materia di sicurezza e lotta alla criminalità. Sono state individuate aree di intervento che vanno dalla formazione e aggiornamento professionale congiunto tra personale delle Forze di Polizia statali e della Polizia locale alla prevenzione sociale; dallo scambio di dati operativi al potenziamento degli strumenti informatici; dallo studio di piani coordinati per la dislocazione dei presidi all'individuazione di sale operative congiunte dotate dei migliori supporti tecnologici. La Regione potrebbe così farsi portavoce delle istanze dei comuni, svolgendo un ruolo di raccordo con il Ministero per individuare le aree di intervento congiunto. Potremmo fin da subito attivare un tavolo di approfondimento che delinei in modo puntuale i contenuti di questa essenziale forma di collaborazione fra le nostre istituzioni. Alle proposte che direttamente riguardano la competenza della Regione, e che oggi sono state riprese e sottolineate da diversi sindaci, voglio subito dare risposte e prendere impegni precisi sin da oggi. Sono del tutto d'accordo per prevedere l'impiego e il coinvolgimento delle compagnie barracellari da impiegare in attività di vigilanza dei territori rurali. Si potrebbe raggiungere così un duplice risultato: un maggiore e capillare controllo dei territori e una riscoperta e valorizzazione di un ruolo, quello dei barracelli, che affonda le radici nella nostra storia giudicale. La Regione, inoltre, intende mettere a disposizione dei territori le importanti dotazioni tecnologiche di cui dispone (reti telematiche, banda larga, reti wireless). Queste infrastrutture tecnologiche possono permetterci di dialogare in tempo reale con i tutori dell'ordine pubblico e, attraverso l'installazione di telecamere nei luoghi più strategici, monitorare costantemente il territorio”.

“Nelle quattro questure sarde entreranno in funzione nei prossimi giorni appositi nuclei investigativi incaricati di seguire le indagini sugli atti intimidatori ai danni di amministratori pubblici”. Lo ha annunciato il ministro degli Interni, Roberto Maroni, intervenendo all'assemblea dei sindaci sardi. Il ministro ha riferito di aver sentito, stamattina, in proposito il capo della polizia, Antonio Manganelli, e ha spiegato che i nuclei investigativi saranno supportati da esperti dello Sco e dell'Antiterrorismo, “…perché - ha detto il ministro - gli attentati agli amministratori sono da intendere come attentati terroristici”. Il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha poi annunciato l'istituzione di un tavolo tecnico permanente, la cui composizione e il cui ruolo saranno codificati con un protocollo d'intesa, un patto per la sicurezza, simile a quello sperimentato in Friuli. Ne faranno parte Stato, Regione e il sistema delle autonomie locali. Secondo quanto spiegato dal ministro sarà questa una sorta di cabina di regia, che dovrà monitorare la situazione dei presidi della pubblica sicurezza nell'isola. A questo proposito Maroni ha spiegato che la Sardegna, con 366 presidi, ha una delle distribuzioni più capillari delle forze dell'ordine in Italia. Il ministro degli Interni ha anche assicurato un presidio più incisivo da parte delle forze dell'ordine in occasione della prossima tornata elettorale per le comunali, per garantire le migliori condizioni di svolgimento della campagna elettorale. Maroni ha anche reso noto che, il prossimo 15 agosto,sarà a Sassari, scelta come  sede dell'annuale vertice nazionale sull'ordine pubblico.

All’incontro con Maroni ha preso parte, fra gli altri, anche il sindaco di Oristano (ancora per quanto tempo?), Angela Nonnis. Questo, il suo intervento: “Signor Ministro, Eccellenze, Autorità, Cari Colleghi, sono lieta di porgere il più cordiale benvenuto in Oristano al signor Ministro e a tutti i partecipanti e delegati Anci. Ringrazio l’Onorevole Maroni per la sua presenza, per la sensibilità del suo ascolto e per l’attenzione che vorrà riservare alle istanze che provengono dalla Sardegna, sollecitazioni, domande e dubbi dei quali ci facciamo interpreti nel ruolo che ci accomuna, al di là dell’adesione politica e della dimensione civica delle rispettive realtà di provenienza. Gli eventi recenti hanno confermato quanto sia importante ed urgente assicurare massima attenzione al problema della sicurezza nell’Isola. Oltre al dato meramente statistico, le manifestazioni d’insofferenza, d’intolleranza e di conclamata violenza - rivolte a numerosi nostri Colleghi, ai quali mi piace indirizzare in quest’occasione un cenno di solidarietà affettuosa - sollecitano una rinnovata e ferma risposta di contrasto, di prevenzione e di sanzione, per onorare degnamente la testimonianza civile e la tragica conclusione dell’esperienza politica di colleghi come Angelo Vassallo, Sindaco di Pollica. Auspichiamo perciò che queste sollecitazioni si possano tradurre in interventi concreti, davvero in grado di rassicurare quanti sentono la responsabilità del proprio servizio democratico, un servizio che si esplicita in situazioni che spesso mettono a repentaglio la serenità personale, minando la tranquillità delle proprie famiglie, dal punto di vista emotivo, fisico e non ultimo patrimoniale, con disagi, conseguenze e danni irreparabili, talvolta non quantificabili, difficilmente risarcibili o indennizzabili. Occorre perciò ripetere che - alle prerogative assegnate ai Primi Cittadini - deve necessariamente corrispondere la concessione di strumenti non fittizi, nella consapevolezza della delicata funzione, delle oggettive responsabilità e dei rischi (tutt’altro che virtuali) dei quali si fa carico l’Amministratore locale. Tuttavia, nel riaffermare l’importanza delle specificità e delle peculiarità del territorio, testimoniando la nostra sincera gratitudine per l’impegno indefesso delle Prefetture e delle Forze dell’Ordine, desideriamo anche che il Governo concretizzi coerentemente la volontà attuare interventi a lungo termine, in dialogo con i Comuni, potenziandone visibilmente i mezzi e le risorse. Non possiamo non fare nostre le parole con le quali il Signor Ministro ha recentemente definito il ruolo dei Primi Cittadini e dei Consigli Comunali, indicandoli come pietre dell’edificio in cui abita la democrazia. Siamo altresì al suo fianco nel riaffermare la necessità che ad ogni manifestazione delittuosa sia riservata un’attenzione scrupolosa, al di là della gravità delittuosa o del clamore di tali gesti. Non è retorico ribadire che la «chiave di volta» della sicurezza è insita nella sicurezza urbana e delle connesse politiche di coesione sociale. Lo affermano e lo chiedono i Cittadini, lo denunciano i Sindaci, lo ripetiamo anche in questa sede, alla luce della quotidianità, con le criticità, le emergenze, il valore morale e civico del nostro umile mandato che, senza mediazioni o distanze, portiamo a termine sottoponendoci ogni giorno al giudizio sovrano di chi ci ha eletto. Alla chiarezza della norma deve allora conseguire la chiarezza dei compiti: in quest’ottica auspichiamo si possa lavorare alacremente ed in piena collaborazione con le Istituzioni (centrali e periferiche) affinché siano agevolate assistenza e protezione e perché si apra una nuova stagione di sviluppo e di rinascita infrastrutturali per la Regione Sardegna, sotto il profilo sociale, occupazionale, culturale e imprenditoriale. Signor Ministro, per molti aspetti il ruolo di Primo Cittadino rischia di essere depotenziato - o addirittura svilito - dalla carenza di quelle opportune forme di tutela, degli strumenti e dell’autonomia, capaci di dissuadere l’abbandono del proprio compito, quando ciò non si contempera al vivere sereno di se stessi e dei propri cari. D’altro canto, la qualità della sicurezza urbana e l’efficienza dei servizi (materiali ed immateriali) che i Comuni devono garantire ai Cittadini accreditano le nostre realtà di fronte agli operatori economici:al di là delle opzioni preventive e di sanzione del crimine, ciò garantisce effettivamente la protezione del cittadino e della libera iniziativa, delle famiglie e di tutte le Istituzioni, sia pubbliche sia private, stimolandone le specificità ambientali che, alla loro volta, fortificano tangibilmente la qualità della vita. Solo così si può moltiplicare il valore aggiunto delle nostre Comunità, delle nostre culture e dei nostri territori, indebolendo alla radice la povertà sociale, con le incognite generazionali, le incertezze ed i rischi che vi si annidano, specie nelle fasi di più controversa incertezza. Ciò conferma quanto sia utile ragionare, programmare e realizzare una politica sinergica fra Stato/Regioni/Enti locali coerente e coraggiosa. Federalismo e sussidiarietà - verticale ed orizzontale - possono fornire la risposta corretta a queste domande, a condizione che si eviti una recrudescenza del disagio o, peggio, un inasprimento del malessere. Per queste ragioni auspichiamo che la voce del Ministro, nel clima delle imminenti Celebrazioni Unitarie, si levi forte per consolidare (dinanzi al Parlamento e al Governo) il sentimento ed il senso del nostro ruolo, per evidenziare il significato delle nostre Assemblee civiche e per dare un segno di discontinuità, così da depotenziare - in nome della Democrazia che ci unisce - le ragioni dello scoramento, del disagio e del malessere. Grazie”.

“Il nostro territorio ha bisogno di amministratori locali onesti, non di eroi. Eppure molti, troppi dei nostri sindaci oggi sono costretti ad essere eroi». Lo ha dichiarato la deputata del Partito Democratico, Caterina Pes, che, pur essendo trattenuta a Roma da impegni istituzionali, è intervenuta a distanza sulla visita del ministro dell'Interno a Oristano. “Cinquantotto attentati in un anno ai danni degli amministratori locali sardi sono un'enormità – ha affermato la parlamentare – Il coraggio e il sacrificio di quanti scelgono di governare il proprio paese, anche a costo di vedere minacciato la propria serenità personale e familiare ed il proprio patrimonio, non esime lo Stato dal dovere di garantirne l'incolumità e di punire i responsabili, che troppo spesso restano anonimi. Gli amministratori hanno il sacrosanto diritto di esigere dal Governo maggiore attenzione nei confronti di un territorio, come quello sardo, che per i sindaci, gli assessori e persino i tecnici sta diventando incandescente.Ma la risposta – ha detto la Pes – può essere solo in ultima analisi, quella di un rafforzamento delle forze di polizia. Occorre lavorare a monte, per abbattere il malessere economico, culturale e sociale in cui si annidano gli atti di violenza, e non è con la semplice repressione che si può vincere questa battaglia. Se offriamo agli amministratori locali armi spuntate, se tagliamo i loro bilanci e paralizziamo la loro capacità d'intervento, è evidente che questo significa lasciarli soli nella loro battaglia e maggiormente esposti al malessere. Se il dialogo tra lo Stato e i cittadini si spezza, come sta accadendo, saranno per prime quelle figure che fanno da cerniera tra le istituzioni e la popolazione a farne le spese”.

 

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# 1
peccato serviva così bene però adesso servirà silvietto, immolato alla ... tragedia di bunga bunga
Di  Che ce vado  (inviato il 02/02/2011 @ 08:23:11)
# 2
Secondo la definizione del blog di "patrimonio indisponibile" non vedo proprio allora cosa c'entri il puc e i palazzinari con il patrimonio da affidare a Ledda visto che non è alienabile..
Di  Curioso  (inviato il 02/02/2011 @ 08:34:42)
# 3
Se Marras rientra in parlamento, beh per una come me laureata e senza lavoro arriva il momento di espatriare! non ha senso che io stia qui in questa regione dove vanno avanti solo le persone che non studiano! ha proprio ragione checco zalone: "studiare? non ti conviene..qui in italia non serve!" che tristezza!!
Di  Laureata  (inviato il 02/02/2011 @ 08:43:34)
# 4
la prima osservazione è che ancora non si capisce se il sindaco affiderà totalmente o meno (dopo l'insurrezione del pdl) la delega a ledda. l'intenzione vera del sindaco, che non è un idiota, nel caso di delega disgiunta era comunque quella di affdare a ledda il patrimonio "disponibile" (e il puc e i palizzinari c'entrano....eccome se c'entrano!). per questo il pdl sta cercando di fermare il sindaco. se ledda avrà il patrimonio indisponibile sarà solo perchè il sindaco avrà ceduto alle pressioni del pdl. un modo come un altro per non perdere del tutto la faccia, anche se ledda non sarà certo contento.
Di  un consigliere comunale  (inviato il 02/02/2011 @ 08:54:16)
# 5
Pig ha riportato in modo abbastanza fedele quanto è accaduto ieri sera era in Consiglio comunale. Io c'ero e più di una volta mi è venuta voglia di vomitare. Pig ha detto bene, che "squallore"! Bravo Pig.
Di  Anonimo  (inviato il 02/02/2011 @ 09:00:35)
# 6
Giovanni Marras? Ancora??? Allora è vero: a volte ritornano! Poveri noi!!!!!
Di  Alessandro  (inviato il 02/02/2011 @ 09:05:21)
# 7
la nonnis è un ex sindaco visto ke burlusca ha dato l'ok x fantola sindico di cagliari ...e due sindaci di capoluogo i quattro gatti dei riformatori se li scordano. quindi niet x il micione di masullas e la miciona di desulo.
Di  su dimoniu  (inviato il 02/02/2011 @ 09:35:48)
# 8
Per il post 4: allora i conti tornano..certo che dietro ci può essere anche la rivalità interna diana-lisini!
Di  Curioso  (inviato il 02/02/2011 @ 11:15:36)
# 9
Dice bene il blogger, gli amici chiedono con forza il patrimonio indisponibile! non devono vendere ne comprare, hanno solo in mente di riempire i terreni comunali, vedi discarica di Bau Craboni, di pannelli fotovoltaici gestiti da società amiche...
Di  volt  (inviato il 02/02/2011 @ 12:09:12)
# 10
vorrei capire se se dietro tutta questa "bravura" di Ledda ci siano interessi privati che portano a favorire questo o quell'amico di turno. Ma il lavoro oscuro chi lo porta avanti? Gli uffici comunali che dicono? assecondano tutto quello che fà Ledda oppure entrano nelle decisioni?....Secondo me l'interesse non è solo del buon Ledda...
Di  anonimo  (inviato il 02/02/2011 @ 13:47:59)
# 11
ormai è evidente e chiaro. la nonnis, che si dimostra a parole sempre dalla parte della povera gente e comunque dei cittadini, di fatto è li perchè risponde solo ed esclusivamente agli interessi di 4 potentati. Ha assaggiato il potere e non riesce piu a farne a meno! stai attenta angela, tanto questi signori prima o poi ti scaricano. Ambìte tutti a due o tre cose e iniziate ad essere in troppi per pochi posti al sole! e mi sa tanto che a qualcuno di voi rimarrà il cerino in mano.
la partita è iniziata, e la prossima vittima (politica s'intende) potresti essere proprio tu, se non sfoderi grinta e coraggio per metterli tutti quanti nel sacco....
Di  amica  (inviato il 02/02/2011 @ 14:01:22)
# 12
bravo volt. anche io la penso come te. e mi piacerebbe capire se anche la zona industriale ha a che fare con il business del fotovoltaico e dell'eolico...
Di  sospettoso  (inviato il 02/02/2011 @ 18:40:19)
# 13
ma quanta gente informata c'è in questo blog.
Tutti sanno tutto, anche se tutti si guardano bene dal fare nomi.....
ma di che stiamo parlando?
aria fritta la vostra!!
il solito chiacchiericcio oristanese basato solo su supposizioni.
anche il "consigliere comunale", vista la sua posizione privilegiata.....ci faccia sti nomi e cognomi!!!
sicuramente è uno di quelli sempre in prima linea per denunciare le manfrine di questa giunta.....

Di  controcorrente  (inviato il 03/02/2011 @ 10:10:22)
# 14
tu che sei in "controcorrente", come mai ti scaldi se dei cittadini (immagino come te), esprimono dubbi e talvolta qualche mezza verità con assolutà liberta, al solo fine di capire cosa sta succedendo in questa città? come mai ti meravigli se ci sono delle persone che vogliono sapere che cosa è successo per il PUC? o pensi che il popolo sia tutto scemo e incapace di fare valutazioni?
la tua reazione alimenta i miei dubbi...
Di  sospettoso  (inviato il 04/02/2011 @ 10:04:38)
# 15
esprimono dubbi e talvolta qualche mezza verità con assolutà liberta... Per alcuni la libertà dipende dalle idee..
Di  Deluso  (inviato il 04/02/2011 @ 18:56:33)
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